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Le persone mattiniere hanno i geni di Neanderthal, secondo i risultati di uno studio

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Ultimo aggiornamento 14 Dicembre, 2023, 13:11:59 di Maurizio Barra

LONDRA – Se avete l’abitudine di andare a letto presto la sera e svegliarvi alle prime luci dell’alba, probabilmente dovete ringraziare i vostri antenati di Neanderthal. Uno studio dell’Università di California rivela che le cosiddette allodole, ovvero chi a differenza delle civette preferisce le ore del giorno a quelle notturne, hanno ereditato tratti genetici dai primitivi “cugini” dell’Homo Sapiens. Non è l’unico motivo a determinare negli odierni esseri umani un orologio biologico simile, affermano gli studiosi americani, ma è probabilmente un fattore che vi contribuisce.

Il Dna di Neanthertal

L’Homo Sapiens si sviluppa in Africa orientale fra 300 mila e 100 mila anni fa. Intorno al 70 mila avanti Cristo, successive ondate di questi nostri primogenitori si spostano dall’Africa al continente euroasiatico, dove incontrano la specie dell’Uomo di Neanderthal, un ominide affine che si era già ambientato alla vita in un clima più freddo, avendo vissuto in quel territorio da migliaia di anni. Il Neanderthal in seguito scompare, ma per un lungo periodo le due specie convivono in Europa e in Asia: e attraverso gli incroci creano degli ibridi. Perciò gli umani di oggi contengono fino al 4 per cento del Dna dei Neanderthal.

“Analizzando le piccole parti dei Neanderthal che rimangono nel genoma dei moderni esseri umani abbiamo scoperto una tendenza sorprendente”, dice al Guardian il professor John Capra, epidemiologo della University of California di San Francisco. “E cioè che l’eredità genetica dell’Uomo di Neanderthal influisce sui geni che governano i ritmi circadiani, aumentando l’attitudine a essere una persona mattutina”. Per la loro ricerca, gli studiosi californiani hanno confrontato i dati della Uk Biobank, una banca dati biologici che contiene informazioni genetiche su mezzo milione di persone.

Allodole e civette

Il professor Capra ipotizza che molti esseri umani moderni abbiano conservato i geni dei Neanderthal perché ciò ha aiutato i loro progenitori a adattarsi all’esistenza a più alte latitudini, nel nord dell’emisfero anziché in Africa, dove si è sviluppato l’Homo Sapiens. “Per gli umani che si sono evoluti nell’Africa tropicale, la giornata media era lunga 12 ore, ma più essi migravano a settentrione, più le giornate si accorciavano, riducendo di conseguenza il tempo in cui cercare di procurarsi del cibo”, commenta il professor Mark Maslin dell’University College London. “Per cui aveva senso per i Neanderthal, e per gli Homo Sapiens con cui sono mescolati, di cominciare la caccia non appena sorge il sole”.

Oltre alle ben note categorie di allodole e civette, ora qualcuno potrebbe avere la tentazione di dire che chi si sveglia al mattino presto è un Neanderthal e chi preferisce tirare tardi la sera è un Sapiens. Senonché il mondo è pieno di gente che da giovane stava alzata fino alle ore piccole della notte, mentre raggiunta l’anzianità si addormenta alle dieci di sera davanti al televisore acceso: anche altri fattori regolano il nostro orologio biologico, come avvertono gli scienziati di San Francisco. Ma intorno a settantamila anni or sono, quando i Neanderthal e i Sapiens si incontrarono nelle foreste dell’Europa, dovevano alzarsi presto, se volevano mangiare, e di conseguenza andare a dormire subito dopo il tramonto. Anche perché non era stata ancora inventata la televisione.

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