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Repubblicani a caccia dei Biden. La Camera convoca Hunter e avvia l’impeachment contro Joe

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2023, 01:32:22 di Maurizio Barra

New York — I guanti sono stati sfilati e ormai la sfida su Hunter Biden è una rissa pubblica tra repubblicani e democratici che ha buone probabilità di incidere sul nome del prossimo inquilino della Casa Bianca. Perché da una parte, ieri, il figlio del presidente ha sfidato i nemici del padre, accusandoli di mentire e smentendo il suo coinvolgimento nei propri affari. Dall’altra, i nemici hanno avviato l’incriminazione per oltraggio al Congresso, e tenuto il voto per iniziare l’inchiesta sull’impeachment del presidente.

Hunter ha 53 anni ed è il figlio minore di Biden. Nei giorni scorsi è stato incriminato per evasione fiscale e violazione delle leggi sulle armi. I repubblicani indagano su lui da anni alla Camera, perché pensano che Joe Biden sia stato coinvolto negli affari del figlio e credono di poter fare deragliare la sua rielezione con l’impeachment. Quindi hanno convocato Hunter a testimoniare a porte chiuse. Lui si è offerto di farlo in pubblico, ma non in interrogatori privati, perché teme che poi i capi del Gop rendano note solo le informazioni raccolte per danneggiare lui e il padre. Perciò ieri mattina è andato al Congresso, ma invece di partecipare all’audizione richiesta dai repubblicani, ha fatto una dura dichiarazione pubblica: «Non ci sono prove del coinvolgimento finanziario di mio padre nei miei affari, perché non è accaduto».

Quindi ha aggiunto: «Sono qui per ammettere i miei errori. Durante la fase più profonda della mia dipendenza, sono stato estremamente irresponsabile con le mie finanze. Ma suggerire che ci siano elementi per giustificare un’inchiesta per l’impeachment è oltre l’assurdo. È vergognoso». Poi ha ripetuto l’offerta di testimoniare in pubblico, ma «i repubblicani non vogliono un processo aperto, dove gli americani possano vedere le loro tattiche, dimostrare l’inconsistenza della loro inchiesta, o sentire cosa ho da dire. Di cosa hanno paura? Io sono qui». Il presidente della Commissione Giustizia Jim Jordan, che a sua volta aveva rifiutato la convocazione del Congresso per l’indagine sull’assalto del 6 gennaio, ha detto che avvierà le procedure per il “contempt”, l’oltraggio al Parlamento.

Nel pomeriggio, poi, lo Speaker Johnson aveva programmato il voto per avviare l’inchiesta di impeachment contro Joe Biden. Finora non sono emerse prove che la giustifichino, ma non conta. L’importante per i repubblicani è avviare questa caccia che può portare alla scoperta di altri fatti imbarazzanti, come fu per le mail private di Hillary nel caso dell’indagine su Bengasi. Comunque si chiuderà con l’approvazione dell’impeachment alla Camera, perché il Gop non potrà ammettere di aver fallito assolvendo Biden, e la bocciatura al Senato. Poi resterà da vedere se alle elezioni questo uso politico della giustizia danneggerà più i repubblicani o i democratici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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