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Elezioni Serbia, violenti scontri a Belgrado: lacrimogeni contro i manifestanti che tentano l’assalto al municipio

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Ultimo aggiornamento 25 Dicembre, 2023, 10:11:25 di Maurizio Barra

Una manifestazione dell’opposizione per denunciare i presunti brogli nelle elezioni del 17 dicembre in Serbia è degenerata in violenza a Belgrado, con violenti scontri, lacrimogeni e due agenti “gravemente feriti”, secondo quanto dichiarato dal presidente Aleksandar Vucic, che ha convocato una riunione urgente del Consiglio per la sicurezza nazionale. La polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che in serata hanno tentato di entrare con la forza nella sede del municipio, assedia per ore. A più riprese di penetrare all’interno dell’edificio.

Non si è fatta attendere la reazione del Cremlino, per il quale è l’Occidente a “infiammare la situazione in Serbia”. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova – esponente colpito dalle sanzioni Ue collegate all’invasione dell’Ucraina, ha aggiunto che le capitali occidentali starebbero “cercando di infiammare la situazione utilizzando le tecniche di Maidan”. Un riferimento alle contestazioni di piazza avvenute a Kiev nel 2014 che Mosca ha sempre bollato come golpe guidato dall’Occidente, interpretazione che ha fornito a Putin la base politica alla guerra nel Donbass, all’invasione della Crimea e poi all’attacco all’Ucraina del 24 febbraio 2022. Mosca è il grande protettore di Belgrado e secondo i governi europei da tempo cerca di destabilizzare i balcani nella sua guerra ibrida contro l’Occidente.

Elezioni in Serbia, il presidente Vucic al seggio





Per il settimo giorno consecutivo, ‘La Serbia contro la violenza’, maggior cartello dell’opposizione, ha organizzato una manifestazione antigovernativa ma il raduno, convocato come di consueto davanti alla sede della commissione elettorale, è degenerato trasformando ben presto in una contestazione violenta, con alcune migliaia di dimostranti che si sono diretti verso la vicina sede del municipio con l’intenzione di assaltarla. In tanti a più riprese hanno cercato di oltrepassare le recinzioni e penetrare con la forza nell’edificio, a difesa del quale sono affluite ingenti forze di polizia in assetto antisommossa. Dal ministero dell’Interno è stato lanciato un appello ai dimostranti per porre fine alle violenze, ed è arrivata una dura condanna “al grave attacco alle sedi istituzionali”.

(afp)

Oltre 35 persone sono state arrestate. Migliaia i partecipanti. I manifestanti hanno gridato “Aprite la porta” e “Ladri”, mentre colpivano l’edificio con uova e pietre. Alcuni hanno cantato “Vucic è Putin”, paragonando il presidente serbo al leader russo. La polizia si è poi barricata all’interno del municipio di Belgrado, sparando gas lacrimogeni mentre i manifestanti dell’opposizione rompevano le finestre all’ingresso dell’edificio del centro.

(reuters)

Il populista Vucic ha descritto gli incidenti come un tentativo di “presa di potere forzata delle istituzioni statali”, aggiungendo che ci sono prove che “tutto era stato preparato in anticipo”. “Abbiamo prove solide a sostegno e non ci arrenderemo. Nessuno ha il diritto di distruggere la nostra casa, di distruggere la proprietà del nostro Paese e dei nostri cittadini ” ha detto parlando alla TV filo-governativa Pink. Alla fine le forze di polizia sono riuscite a creare un solido cordone di agenti tutt’intorno alla sede del Municipio, respingendo i manifestanti nella strade laterali e verso la piazza Slavija.

Secondo il sindaco uscente di Belgrado Aleksandar Sapic, quanto avvenuto ieri sera a Belgrado può essere paragonato alla rivolta del Majdan del 2014 a Kiev, cominciata con le proteste antigovernative di inizio 2014 nella piazza centrale della capitale ucraina. Per il sindaco Sapic, quelli di ieri sera a Belgrado sono stati “eventi eccezionali di estrema gravità”.

Una missione di osservazione composta da rappresentanti di organismi internazionali per il controllo dei diritti ha denunciato molteplici irregolarità elettorali, tra cui casi di compravendita di voti e schede inserite di proposito per riempire le urne elettorali. Gli osservatori hanno anche notato le condizioni ingiuste per i candidati dell’opposizione a causa della parzialità dei media, dell’abuso delle risorse pubbliche e dello strapotere di Vucic, invitando l’Ue a fare luce sulla regolarità del voto.

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