Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Kiev, nel patrimonio del sindaco Klitschko spunta una villa faraonica ad Amburgo

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Gennaio, 2024, 16:03:41 di Maurizio Barra

Durante la guerra il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko si è intestato una villa in Germania “da 5,4 milioni di euro”, riportano i media ucraini. Le bianche mura, le inglesine alle finestre, il parco alberato: 750 metri quadrati ad Amburgo, nel quartiere dei ricchi di Othmarschen. Indugiano nei dettagli, un po’ come a ricordare che intanto al fronte si muore e le aziende chiudono battenti, a rammentare che tutti tirano la cinghia e il presidente Zelensky batte cassa nel mondo, ma ecco lì la ricchezza del potere spiattellata in una dichiarazione.

Le aspettavano al varco, le dichiarazioni di redditi e patrimoni dei politici. Da due anni, da quando è iniziata l’invasione ed è calata la scure della legge marziale, la trasparenza è stata spazzata via come un lusso insostenibile. E invece ora rieccole: c’è voluto un bel tiramolla, le piazzate sui giornali e le lettere aperte, le pressioni internazionali e il pugno duro di Zelensky contro i suoi stessi parlamentari, ma alla fine i segreti dei politici sgorgano giorno dopo giorno sui media e finiscono in pasto a curiosità o invidia, al legittimo sospetto o alla maldicenza.

L’obbligo di presentare le dichiarazioni sospese era stato ripristinato il 5 settembre dalla Verkhovna Rada dopo un iter complicato e un mare di polemiche. Più volte pizzicati con la zampa sul lardo, parlamentari e funzionari corrotti o semplicemente beneficiati da privilegi imbarazzanti si erano trincerati dietro un emendamento che ne rimandava almeno la divulgazione all’anno successivo. Ma una settimana dopo, il 12 settembre, il presidente Zelensky pose il veto: “Le dichiarazioni devono essere aperte ora, non tra un anno”.

Non che non sapesse di scontentare i suoi stessi parlamentari di Servi del Popolo, che opponevano “ragioni di sicurezza” sostenendo che avrebbero dato in pasto ai russi i loro dati personali su case e proprietà da colpire; ma glielo imponevano alleati e circostanze: era una delle condizioni nel negoziato sull’adesione alla Ue, e un piedistallo del memorandum con il Fmi per allargare i finanziamenti. Risultato, la legge riformulata prevede di metterle a disposizione in un registro entro 60 giorni dall’approvazione.

Così eccole spuntare una ad una come primule sotto la neve, e il primo colpo succulento è la dichiarazione del sindaco Klitschko. Lui è seduto lassù, nell’empireo degli ucraini che contano: è addirittura terzo, nei sondaggi, in un’eventuale sfida per le presidenziali di fine marzo, se non le avesse vietate la legge marziale. Klitschko avrebbe davanti solo Zelensky, con cui è in aperta rotta di collisione, e il filantropo miliardario Serhii Prytula.

La villa di Amburgo gli è stata trasferita dalla società americana Maximum I, di proprietà del fratello Vladimir – ex pugile come il sindaco – sotto forma di restituzione di un debito formalizzato anni prima. Insieme alla villa, il fratello gli ha restituito anche 6,7 milioni di grivne in contanti, pari a 160mila euro. E mentre amministrava la capitale in guerra, Klitschko ha acquisito anche una villa da 785 metri quadrati a Lyutezh, nei dintorni di Kiev, valutata 1,65 milioni di euro.

Ma abituati a viceministri e alti magistrati corrotti fino a speculare sulle razioni dei soldati al fronte, o sulle divise invernali con cui tremare meno in trincea, stavolta sui social c’è piuttosto l’indignazione per chi si indigna: “E allora? E’ un campione del mondo, si è guadagnato la villa prima di diventare sindaco, a differenza dei nostri leader”. “Aspettiamo con impazienza le dichiarazioni dei funzionari, dei ministri e dei consiglieri del presidente”, dice un altro. “Embé? Hanno guadagnato molto di più da pugili”, sostiene un terzo ricordando il palmares fenomenale di “Dr. Steelhammer” e “Dr Ironfist”, Martello d’acciaio e Pugno di ferro.

I due fratelli Klitschko, nati nel 1971 (Vitaly) e nel 1973 (Vladimir) hanno vinto tutto, in carriera: entrambi pluricampioni del mondo, entrambi considerati tra i migliori pesi massimi della storia della boxe. Ovvio che abbiano accumulato un patrimonio favoloso. In un’intervista a Forbes, qualche anno fa, Vladimir stimò il suo in cento milioni di dollari: possiede otto società in tutto il mondo e attività a Kiev tra cui un albergo a 4 stelle in centro. Vitaly non è certo da meno.

Per quel vortice di case, il sindaco ha spiegazioni assai semplici: la prima, la villa ad Amburgo, l’ha già lasciata nella separazione alla sua ex moglie Nataliya Yehorova, che ci vive da anni insieme a uno dei loro tre figli, Lisa Victoria. La seconda, la villa a nord di Kiev, era invece intestata alla moglie ed è passata a lui. Insomma è pur vero che la corruzione in Ucraina sia endemica come la malaria in Africa, ma non puoi mica generalizzare: stavolta l’indignazione può attendere.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.