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I neonazisti e l’Afd: quegli incontri segreti in una villa per progettare la deportazione degli stranieri

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Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2024, 19:45:38 di Maurizio Barra

BERLINO – Una cinquantina di chilometri a Nord della villa del Wannsee dove i vertici del regime di Hitler programmarono nel 1942 lo sterminio sistematico degli ebrei, un’altra villa brandeburghese è diventata il teatro di incontri carbonari dell’estrema destra tedesca che pianificano piani eversivi per il giorno della presa del potere dell’Afd.

Scopo dell’inquietante convergenza segreta tra Identitari, neonazisti, grandi finanziatori e l’Afd: definire le priorità nell’eventualità che gli ultranazionalisti guidati da Alice Weidel e Tino Chrupalla riescano ad andare al governo. E in cima alla lista della “Conferenza del Lehnitzsee” figura il piano della cosiddetta “Remigration”: cacciare milioni di migranti dalla Germania, anche quelli con passaporto tedesco. Da notare che ufficialmente l’Afd respinge l’idea della “Remigration”, basata anche sulle teorie complottiste della “sostituzione etnica” di cui parlano con grande disinvoltura anche esponenti della destra italiana come il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

I primi incontri nel 2017

Le feste clandestine nel castello degli orrori, un’ex casina di caccia della famiglia del proprietario del più famoso albergo di Berlino, l’Adlon, sono cominciate nel 2017, quando la Junge Alternative (Ja), l’organizzazione giovanile dell’Afd, organizzò una riunione estiva nella villa affacciata sul lago a Nord di Berlino. Da allora esponenti di spicco del partito come l’ex leader dell’ultradestra in Brandeburgo Andreas Kalbitz, il deputato Steffen Kotré, l’editrice nera Silke Schroeder o il “papa” della Nuova Destra tedesca, Goetz Kubitschek, hanno partecipato a incontri con neonazisti, finanziatori occulti e la destra estrema extraparlamentare degli Identitari. Ma un habitué delle riunioni sarebbe anche l’attuale Spitzenkandidat dell’Afd al Parlamento europeo Maximilian Krah e numerosi altri esponenti dell’ultradestra del Bundestag.

Il piano anti-migranti

Secondo l’inchiesta del Guardian, del Tagesspiegel e del sito investigativo Correctiv, a una riunione del 25 novembre scorso avrebbero partecipato un uomo vicinissimo ad Alice Weidel, Roland Hartwig, militanti neonazisti e il leader degli Identitari austriaci, Martin Sellner, ma anche generosi finanziatori come l’ex proprietario della catena di panetterie “Backwerk”, Hans Christian Limmer, che possiede attualmente i ristoranti “Hans im Glueck”. È a quella riunione che si sarebbe discusso un “Masterplan” per “riportare il nostro Paese su un sentiero normale e sano”, illustrato proprio da Sellner. A cominciare dall’obiettivo di “definire delle leggi” per “aumentare la pressione sui migranti” e cacciarli in Africa. Il leader dell’Afd in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund, avrebbe sostenuto il piano e incitato i maggiorenti regionali del suo partito a “rendere la vita difficile” agli stranieri.

(afp)

A un altro incontro clandestino, avvenuto l’estate scorsa, la destra eversiva e quella parlamentare avrebbero anche discusso come superare il muro tra la Cdu e l’Afd. E alla presenza dell’ex capo dei servizi segreti tedeschi, Hans-Georg Maassen, sarebbe nata l’idea di fondare un nuovo partito per facilitare la convergenza tra i cristianodemocratici e l’ultradestra. Come per incanto, Maassen ha poi fatto trapelare sempre più esplicitamente l’intenzione di trasformare la sua corrente reazionaria nella Cdu, la “Werteunion”, in una nuova forza politica: il 20 gennaio dovrebbe arrivare la decisione ufficiale.

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