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Missili iraniani su Iraq e Siria: “Colpiti il Mossad e l’Isis”

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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2024, 05:17:56 di Maurizio Barra

I Guardiani della Rivoluzione di Teheran hanno lanciato un’operazione su larga scala, presentata come rappresaglia contro “nuclei di terroristi anti-iraniani”. Un’ondata di missili balistici si è abbattuta nella notte a Erbil, in Iraq, e in una località non precisata della Siria, dove sarebbe stato colpita una base dello Stato islamico.

L’attacco a Erbil ha fatto scattare la difesa antiaerea delle installazioni militari americane presenti nella capitale del Kurdistan iracheno: si vedono immagini di una batteria C-Ram che fa fuoco contro uno degli ordigni, senza apparentemente riuscire ad abbatterlo. Sulla città sono esplosi almeno quattro missili – sei secondo altre fonti – , uno dei quali segnalato a poca distanza dal consolato statunitense, altri invece sembrano scoppiare in periferia non lontano dall’aeroporto internazionale che ospita un distaccamento Usa e un contingente italiano.

Le notizie sono ancora frammentarie e non ci sono informazioni su danni e vittime: la tv curda Sabreen News ha diffuso le immagini di una palazzina sventrata, con incendi negli edifici circostanti. Il Pentagono ha fatto sapere che nessuna struttura Usa è stata coinvolta nell’attacco.

Le armi dirette in Siria invece sarebbero partite dall’Iran meridionale: alcuni missili hanno sorvolato in fase di lancio la città irachena di Bassora. Il comunicato con cui i Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato l’attacco parla di una risposta contro “gli autori di un’aggressione terroristica nella Repubblica islamica”. L’ipotesi prevalente è che si tratti di una ritorsione per l’attentato a Kerman che ha provocato oltre cento morti durante la commemorazione del generale Qassem Soleimani, il comandante delle forze speciali dei pasdaran ucciso il 3 gennaio 2020 da un drone americano a Bagdad. Teheran aveva accusato l’Isis come responsabile della strage.

Ma ieri notte i Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che l’assalto missilistico ha preso di mira “in particolare lo Stato islamico in Siria” mentre a Erbil sarebbe stata distrutta “una centrale di spionaggio del Mossad israeliano”.

Teheran non aveva mai condotto incursioni missilistiche in più Paesi. Nel gennaio 2020 come ritorsione per la morte del generale Soleimani erano state colpite due basi americane in Iraq, tra cui quella di Erbil, con una dozzina di ordigni senza però causare vittime. Da metà ottobre le formazioni filoiraniane attive in Siria e in Iraq hanno più volte bersagliato le installazioni statunitensi con mortai, razzi e droni. Ma finora non c’erano state azioni gestite direttamente dai Guardiani della Rivoluzione con l’impiego di missili balistici a lungo raggio. Si tratta di un’altra mossa destinata ad aumentare la tensione in Medio Oriente, accrescendo i rischi di escalation della guerra di Gaza.

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