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Ultimo aggiornamento 24 Gennaio, 2024, 11:46:43 di Maurizio Barra
Tel Aviv — «Se state leggendo questo, qualcosa è andato storto». La lettera che un figlio non vorrebbe mai scrivere e che un genitore non vorrebbe mai leggere, è stata diffusa e pubblicata ieri, nel giorno peggiore per l’esercito israeliano da quando ha invaso la Striscia di Gaza. Porta la firma del sergente maggiore Elkana Vizel, 35 anni, originario del villaggio di Bnei Dekalim, rimasto ucciso insieme ad altri 20 riservisti nel crollo di due palazzi colpiti dai razzi dei miliziani, vicino al campo profughi di Maghazi a nord di Khan Yunis. Bilancio che sale a 24 vittime contando tre paracadutisti anch’essi morti nel lunedì nero. La strage costringe il Paese a vivere di nuovo il lutto collettivo, e sempre più alimenta i dubbi sulla strategia militare imposta da Netanyahu.
«Se state leggendo questo…», scrive dunque il sergente maggiore. Si rivolge ai genitori, ma non solo. «Se sono stato preso ostaggio, voglio che non sia liberato neanche un solo terrorista palestinese per ottenere il mio rilascio. Forse sono caduto in battaglia. Quando un soldato viene ucciso, si è tristi. Ma vi chiedo lo stesso di essere felici. Non siate tristi perché mi dite addio. Cantate, piantate semi di gioia nei vostri cuori, tenetevi per mano e datevi forza l’un l’altro».
Un messaggio di positività che difficilmente sarà raccolto viste le polemiche che stanno lacerando l’opinione pubblica israeliana: i 136 ostaggi ancora nelle mani di Hamas, 217 militari morti, Yahya Sinwar ancora libero e nascosto nei tunnel nonostante l’assedio di Khan Yunis, il numero delle vittime palestinesi che supera quota 25 mila e attira le critiche dell’intera comunità internazionale. A cui si aggiunge il dolore per la strage di lunedì, avvenuta in circostanze ancora poco chiare e oggetto di un’inchiesta dell’Idf.
«Abbiamo vissuto uno dei giorni più pesanti dall’inizio del conflitto», dice Netanyahu. «Ma non per questo Israele smetterà di combattere, vinceremo noi».
Vediamo i fatti per come è stato possibile ricostruirli con le fonti ufficiali. Alle 4 del pomeriggio un’unità di sminatori della Brigata Givati, tra cui il sergente maggiore Vizel, entra in due edifici connessi da passaggi e tunnel per posizionare venti cariche esplosive sui pilastri portanti. L’intelligence la ritiene “infrastruttura strategica usata da Hamas” e potenziale appostamento per i cecchini. Si trova ad appena 600 metri dal muro di cinta, all’altezza del kibbutz Kissufim: la demolizione fa parte del piano di creazione di una zona cuscinetto – ritenuta illegale da alcuni osservatori di diritto internazionale – a ridosso del confine che dovrà consentire il rientro a casa degli israeliani evacuati dai kibbutz dopo il massacro del 7 ottobre.
Da un cespuglio viene sparato un razzo anticarro su uno dei due palazzi, che fa esplodere le venti mine e provoca il crollo, uccidendo 19 militari. Un secondo razzo colpisce poi il tank di copertura, muoiono i due piloti.
Per dinamica la strage ricorda quella del 9 gennaio ad al-Boreij, dove un carro armato israeliano ha sparato col cannone provocando involontariamente la detonazione di ordigni e liquidi esplosivi che dovevano servire a distruggere un tunnel di Hamas. Sei militari sono rimasti uccisi.
I due casi, quello di lunedì pomeriggio e quello di al-Boreij, troverebbero una spiegazione nella terza fase del conflitto cominciata nel 2024, a bassa intensità e con un minor ricorso a raid aerei, come il presidente americano Joe Biden ha preteso dal premier Netanyahu. Alcuni analisti militari osservano che per demolire le infrastrutture di Hamas ora l’Idf deve portare gli esplosivi direttamente dentro ai palazzi, esponendosi ad agguati, imboscate e anche a errori operativi. C’è infatti chi, nell’esercito, fa notare che durante l’operazione di sminamento di lunedì «non sono state seguite basilari regola di sicurezza come ad esempio non stare tutti insieme in un unico posto».
L’Idf non parla di errori, ribatte che i bombardamenti aerei devono concentrarsi sulle unità attive di Hamas, «non possiamo farli per demolire strutture in zone dove Hamas è stato quasi del tutto eliminato, a parte piccole cellule di guerriglia». Il dibattito è aperto. Scrive Ron Ben Yishai, decano dei corrispondenti di guerra israeliani: «Una tragedia del genere può impattare sul credito dato dal popolo di Israele alla sua leadership».
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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