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Ora nella Striscia sparano anche sulla Croce Rossa

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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2024, 04:24:33 di Maurizio Barra

Rafah — Sto bene. Ieri sera siamo riusciti a connetterci di nuovo a internet e finalmente abbiamo avuto informazioni riguardo a ciò che sta succedendo. Siamo rimasti senza connessione internet per due giorni, ma ieri sera, brevemente, è tornata. Ci sono molte notizie, specialmente nell’area Sud, a Khan Yunis: lì sono in corso operazioni militari intense, dopo che è iniziata l’invasione di terra della città.

Ci sono stati almeno 20 episodi a Khan Yunis nelle ultime ore in cui civili sono rimasti vittime. L’ultimo è stato nella parte occidentale della città dove i rifugiati hanno costruito tende intorno al centro di riabilitazione dell’Unrwa. Era un luogo in cui alloggiavano all’incirca 14.000 persone. Sono state attaccate con fuoco di artiglieria. Fino a questo momento si sa di 14 morti e decine di feriti. Israele non ha permesso che i soccorsi arrivassero al luogo. Anche la Sede della Croce Rossa a Khan Yunis è stata colpita, per l’ennesima volta. E ancora, è stata colpita l’area intorno all’ospedale Nasser. Ci sono stati molti bombardamenti intorno all’ospedale. Israele ha chiesto alcuni giorni fa a tutti i giornalisti di evacuare quell’area. Tutti i reporter si trovano ora a Rafah.

Molte persone sono state uccise intorno all’ospedale e sappiamo dal ministero della Sanità che non stanno riuscendo a raggiungere molti di coloro che si trovavano nell’area: sono dati per dispersi. I carri armati e l’artiglieria stanno assediando l’ospedale ormai da due giorni.

Oggi è circolato un video delle proteste. Non è la prima volta che posso osservare proteste spontanee con i miei occhi. Qui a Rafah succede spesso nei luoghi in cui le persone sono ammassate a vivere le une sopra le altre soffrendo. Come nella parte di Rafah dove le tende arrivano alla spiaggia. Lì vivono molte persone, famiglie, che soffrono il freddo dell’inverno e sono costrette a dormire sotto la pioggia, senza cibo, senza nulla. Le proteste, è chiaro, sono frequenti. La gente critica Israele, che considera responsabile di una crudele punizione collettiva. Ma criticano anche Hamas come l’origine di ogni sofferenza: Gridano “Dannato Hamas”. Sappiamo tutti che Hamas sta giocando un ruolo estremamente sporco in questa guerra. Ignora la sofferenza delle persone.

A Rafah la sensazione è che Hamas stia lucrando sulla crisi, rivendendo prodotti a valore maggiorato, capitalizzando sulla disperazione della gente. Sequestrano le medicine che arrivano come aiuti umanitari e le rivendono nei mercati a prezzi elevati. La gente sa ed è frustrata. I militanti si aggirano come gangster nei campi rifugiati. E nonostante l’intimidazione sia estrema (sparano alle persone nelle gambe, arrestano arbitrariamente, etc), la rabbia è più forte. La gente vuole tornare a casa e ha iniziato a gridarlo: “Hamas ci ha presi in ostaggio”.

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