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Gli 007 di Kiev: “Mosca compra i sistemi Starlink di Musk dagli arabi”

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Ultimo aggiornamento 14 Febbraio, 2024, 19:46:30 di Maurizio Barra

Elon Musk lo ha subito smentito, ma le parole dell’uomo più ricco del mondo non hanno spento le polemiche esplose intorno alle notizie secondo cui i russi hanno acquistato un certo numero di terminali del suo sistema satellitare Starlink, una tecnologia occidentale a uso duale a cui non potrebbero accedere in base alle sanzioni: li userebbero nei territori occupati per mantenere connessi i droni, con cui colpiscono le linee ucraine, e i cellulari con cui coordinano le azioni avanzate.

“Per quanto ne sappiamo, nessuno Starlink è stato venduto direttamente o indirettamente alla Russia”, aveva subito smentito il patron di X, l’ex Twitter, quando era stata diffusa la notizia. Ma l’intelligence di Kiev ha diffuso l’audio di una conversazione in cui due soldati russi dicono di procurarsi il sistema satellitare da “Paesi arabi” pagandoli “200mila rubli l’uno”, poco più di duemila dollari.

Una triangolazione esplicitamente vietata dalle sanzioni e categoricamente esclusa non solo dallo stesso Musk ma anche dal Cremlino, secondo cui il sistema sarebbe inservibile per l’armata rossa: “Non sono certificati da noi, quindi non possono essere forniti ufficialmente qui e non vengono forniti ufficialmente”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Ma le rivelazioni dettagliate dell’intelligence non lasciano molti dubbi sulla possibilità che qualche terminale Starlink sia davvero finito nel Donbass e nelle altre terre ucraine occupate a disposizione dei russi.

Secondo Important Stories, un sito web russo indipendente con sede in Lettonia specializzato in giornalismo investigativo, i terminali vengono venduti in Russia da privati per cifre comprese tra 240 e 299 mila rubli (2.600-3.300 dollari). I giornalisti si sono finti volontari filorussi parlando con tre venditori di Starlink in Russia: è stato loro spiegato che i terminali funzionano solo vicino ai confini ucraini e non possono essere utilizzati nel cuore della Russia, ma hanno garantito la piena operatività nei territori occupati come nella exclave russa di Kaliningrad e nella penisola di Kamchatka, vicino al Giappone.

Tutti i terminali in vendita sono già configurati e pronti all’uso nelle “versioni V1, V2 RV e SL Global”: si comprano in contanti o con carta di credito. I prezzi per averli in Russia molto simili a quelli praticati in Europa. E l’esistenza di un mercato clandestino dei terminali Starlink è confermata di fatto da una notizia ufficiale emersa proprio ieri in Ucraina: il sequestro di 34 sistemi Starlink non dichiarati trasportati da un van fermato dai doganieri di Leopoli alla frontiera con la Polonia.

Quanto alla connettività, il sistema funziona su abbonamento a prezzi base da 50 euro al mese, e secondo i giornalisti di Importan Stories la scatola con il terminale attivato viene consegnata ovunque, anche a Mosca. La direzione dell’intelligence della Difesa ucraina sostiene di avere intercettazioni radio in cui i russi discutono l’acquisto dei sistemi Starlink e uno di loro sostiene che “gli arabi portano tutto: cavi, Wi-Fi, un router, e il costo per l’acquisto di un terminale Starlink è di 200mila rubli”, circa 2.200 dollari. Secondo il portavoce dei servizi di Kiev, Andrey Yusov, i russi continuano però ad avere “problemi di comunicazione, nonostante siano riusciti a procurarsi i terminali Starlink. Questa soluzione puntuale non li aiuta a livello globale”.

Non è il primo duello tra il miliardario e Kiev, che lo scorso anno aveva accusato Musk di provocare la morte dei civili ucraini avendo ordinato di disattivare la rete per impedire un attacco di droni nella Crimea occupata dai russi, impedendo cioè di colpire gli aggressori. Starlink ha una flotta di oltre 4.500 satelliti e garantisce accesso a internet nelle zone di guerra e in quelle colpite da disastri naturali. A inizio anno Space X ha lanciato nello spazio un Falcon 9 che ha portato in orbita altri 21 satelliti Starlink.

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