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L’assistente virtuale promette lo sconto sui voli, ma non arriva: ora la compagnia aerea dovrà risarcire il cliente

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Ultimo aggiornamento 20 Febbraio, 2024, 23:02:06 di Maurizio Barra

New York – Una compagnia aerea è stata condannata a risarcire un cliente a cui il chatbot aveva promesso uno sconto durante le procedure di prenotazione online. La decisione riguarda la Air Canada ma potrebbe avere ricadute su migliaia di attività digitali, perché afferma un principio: se un’azienda si affida al software per vendere un prodotto, poi risponde degli errori del chatbot.

Il caso riguarda un uomo, Jake Moffatt, canadese di British Columbia, che era andato sul sito web di Air Canada per prenotare un volo. Il motivo non era una vacanza: Moffatt doveva partecipare al funerale della nonna, morta in Ontario. L’uomo era stato guidato nella procedura dall’assistente virtuale, il quale, tra le varie frasi di galanteria programmata elettronicamente, gli aveva detto che c’erano prezzi scontati per i passeggeri costretti a un viaggio all’ultimo minuto per eventi tragici. La morte della nonna rientrava tra quelle voci.

Moffatt aveva così acquistato un biglietto per il giorno dopo, pagando 600 dollari, ma con la promessa del chatbot che la compagnia gli avrebbe restituito gran parte della cifra, 483 dollari, grazie alla policy. In realtà quei soldi non sono mai arrivati. Quando Moffatt aveva reclamato il rimborso di parte della cifra, gli era stato detto che il chatbot, come dire, si era sbagliato. La compagnia si era difesa, spiegando che il robot era un’entità “responsabile delle proprie azioni”. Quella è stata la frase che ha spinto Moffatt a rivolgersi a un tribunale canadese, il quale mercoledì ha stabilito che Air Canada deve risarcire il cliente con una cifra maggiore dei 600 dollari, tra danni e spese legali, perché la compagnia ha mancato di fornire una “attenzione ragionevole”.

Se i software vengono ‘assunti’ per sostituire gli umani nelle conversazioni, devono anche essere considerati come “dipendenti” a tutti gli effetti: se promettono una cosa, lo fanno a nome della compagnia, che è obbligata a soddisfare il cliente. Al limite l’azienda si rifarà con il chatbot, ma resta da vedere in che modo.

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