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Il progetto di Trump del 2019 per le deportazioni di massa dei clandestini

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 02:36:15 di Maurizio Barra

NEW YORK – Quando ai comizi promette che da presidente avvierà la “più grande deportazione di massa di migranti clandestini nella storia americana”, Donald Trump non lancia un vuoto proclama elettorale. È la sua ossessione. L’ex presidente ci aveva già provato tra il 2018 e il 2019 quando era alla Casa Bianca. Secondo il Washington Post, il tycoon aveva discusso con il suo staff e membri del Pentagono la possibilità di lanciare una militarizzazione del Paese alla ricerca di clandestini, da arrestare e espellere. All’operazione avrebbe dovuto prendere parte l’esercito. Consiglieri avrebbero discusso l’ipotesi di rinchiudere i migranti in basi militari e poi portarli lontano dal Paese usando aerei dell’aviazione americana. L’idea era stata bocciata dal Pentagono.

Ma per tutto il suo mandato alla Casa Bianca Trump avrebbe continuato a chiedere di frequente di inviare soldati al confine per arrestare chi entrava illegalmente negli Stati Uniti. “Era ossessionato dall’idea di impiegare l’esercito”, ha confessato al Post un ex rappresentante del governo Trump, che però non ha voluto rendere pubblico il proprio nome.

L’ex presidente sta facendo della questione migranti il cuore della sua campagna elettorale in vista del voto di novembre. La rivelazione arriva nelle stesse ore in cui la Cnn ha parlato dell’intenzione di Joe Biden di firmare un ordine esecutivo per imporre nuove limitazioni ai richiedenti asilo, se entrati negli Stati Uniti illegalmente. Se confermata, sarebbe una decisione che richiamerebbe quella controversa adottata da Trump durante la precedente amministrazione. L’azione viene vista come un prolungamento della linea anti-migranti già adottata dal tycoon e sostenuta dai Repubblicani. Non è chiaro, al momento, come verrebbero limitati i diritti dei richiedenti asilo. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti.

Due settimane fa Biden aveva detto di essere pronto a chiudere il confine se gli fosse stata presentata una legge sull’immigrazione. Secondo il retroscena del Post, però, Trump continuerebbe a essere ancora più duro nell’affrontare l’emergenza. Nei suoi comizi il tycoon ha parlato di “più grande deportazione di massa nella storia americana”.

Come riferimento, Trump ha citato il programma dell’era del presidente Dwight D. Eisenhower chiamato “Operazione Wetback”, un piano attuato a metà degli anni ’50 con lo scopo di deportare circa un milione di immigrati illegali dal sudovest degli Stati Uniti. L’operazione mirava in particolare agli irregolari messicani, chiamati “wetback”, schiena fradicia, per il fatto che attraversavano il Rio Grande, il fiume al confine, procedendo sdraiati sulla schiena. Secondo alcuni analisti citati dal Washington Post, questa proposta appare spaventosa e inattuabile, ma la base trumpiana, e non solo, l’ha accolta con entusiasmo. È la stessa evocata nella campagna presidenziale del 2016 che portò Trump alla vittoria.

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