Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

I giallorossi alla prova di Aspides. Dem favorevoli, M5S ancora incerti

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2024, 11:00:35 di Maurizio Barra

ROMA Aspides, la missione nel Mar Rosso, potrebbe rappresentare la nuova frattura tra Giuseppe Conte e Elly Schlein. Domani sarà il giorno della verità: si vota l’autorizzazione del Parlamento, sia nell’aula del Senato che della Camera, alla missione che ha già avuto il “battesimo del fuoco” con l’abbattimento nelle acque antistanti lo Yemen del drone Houti, che aveva puntato la nave Duilio della Marina italiana. Il Pd voterà sì. Il Movimento 5Stelle ha molte perplessità. Però la decisione non è ancora stata presa. E i grillini fanno sapere che troveranno «una posizione politica» nelle riunioni delle ultime ore. La prudenza è d’obbligo per non allargare solchi nel campo progressista e non fare svanire subito il feeling sardo. Favorevoli anche i renziani e Azione, mentre contro è la sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).

Dalla maggioranza di governo il sostegno non dovrebbe essere in discussione, a meno di qualche malumore leghista verso il ministro della Difesa Guido Crosetto, anche se Matteo Salvini l’ha valutata positivamente. Però a creare tensione nell’opposizione, anche quella ben disposta dei Dem, c’è il fatto che Aspides è entrata in azione prima di una ratifica parlamentare. Lia Quartapelle, capogruppo del Pd in commissione Esteri, denuncia: «Siamo pronti a condividere la responsabilità politica sui dossier esteri ma il governo non può trattare il Parlamento come un passacarte. Invece l’ha già fatto con l’accordo bilaterale sulla sicurezza in Ucraina, e ora con Aspides. E questo non è un atteggiamento serio».

Il punto è che dopo l’abbattimento del drone c’è stata una polemica sul perché non ci fosse stata ancora l’autorizzazione parlamentare. Il ritardo è colpa delle Camere? «Ci hanno mandato il provvedimento giovedì. Noi siamo a favore – ripete Quartapelle – ma siamo preoccupati perché l’ingaggio è avvenuto fuori dall’autorizzazione parlamentare». Convintamente a favore sono i renziani. Naike Gruppioni, responsabile esteri, osserva: «È una missione a livello Ue, è un approccio costruttivo che a noi piace». Per Azione è Matteo Richetti a spiegare: «Siamo sostenitori delle missioni in campo europeo e della Nato».

A votare contro si prepara la sinistra, che sta scrivendo una propria risoluzione. Luana Zanella di Avs attacca: «Non ci convince che non sia stato detto in modo inequivocabile che si tratta di una missione difensiva. Abbiamo chiesto in commissione che ci fosse la dicitura “esclusivamente” difensiva, invece è scritto “prevalentemente” difensiva». I 5Stelle nelle commissioni hanno mostrato i tanti dubbi. Comunque già oggi sarà il giorno della prova del nove, perché alle Camere si riuniscono le commissioni Esteri e Difesa congiunte. Da votare c’è il pacchetto missioni. Per Aspides, e altre due, sono stanziati 42 milioni di euro, 3 navi, 5 aerei e 642 unità di personale. E c’è da dare l’ok alla missione Levante per la Palestina.

Quella che il Parlamento dovrà dare domani è l’autorizzazione ai contingenti italiani all’estero che il Consiglio dei ministri ha deliberato su proposta della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Fratelli d’Italia e Forza Italia procederanno compatti. E Aspides è il seguito di quanto approvato dall’Unione europea. Dichiara la premier: «Nel Mar Rosso passa il 15% del commercio globale e dobbiamo rimanere concentrati su un quadrante che è cruciale per i nostri interessi nazionali e commerciali». Il ministro Crosetto parla dell’importanza del ruolo della Marina: l’Italia sarà Force commander della missione Aspides.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.