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Israele, smentite dall’esercito le voci su un’ondata di dimissioni tra i portavoce

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Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2024, 23:37:15 di Maurizio Barra

LONDRA – In mattinata si era diffusa la notizia secondo cui alcuni tra i portavoce di più alto grado delle forze armate israeliane avevano rassegnato le dimissioni in massa per protesta contro decisioni operative nella guerra di Gaza. Lo affermava il canale israeliano Channel 14, ripreso da vari media della regione, descrivendo l’iniziativa come altamente insolita durante un conflitto ancora in pieno svolgimento.

La notizia veniva letta come un altro segnale delle crescenti tensioni al vertice di Israele, nel momento decisivo del negoziato per una lunga tregua e il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas, che potrebbe sbloccarsi, o bloccarsi ancora volta, proprio oggi.

Channel 14, emittente televisiva di Gerusalemme, dava per prima la notizia: Daniel Hagari, portavoce dell’Idf, l’esercito israeliano, e almeno altri quattro alti responsabili dei rapporti con i media si erano dimessi “per motivi personali e professionali”.
Con lui, secondo la tv israeliana, avevano lasciato i suoi più stretti collaboratori nell’ufficio stampa dell’esercito: il colonnello Moran Karz, il colonnello Butbul, il tenente colonnello Richard Hecht, portavoce per i media esteri, e gli ufficiali Merav Granot e Tzupia Moshkovic. Tutto ciò nello stesso giorno in cui Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra, a cui Hagari è legato, arriva a Washington per una visita che prevede incontri con la vicepresidente Kamala Harris e il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan: un viaggio aspramente contestato dal premier Benjamin Netanyahu e dai membri di estrema destra del governo.

Ma la notizia non ha poi trovato conferma. Anzi è stata smentita come “categoricamente incorretta” dall’esercito stesso. Così anche Al Jazeera, che l’aveva ripresa, ha dovuto fare un passo indietro. Mentre Channel 14 non la riporta più neanche nella homepage del suo sito.

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