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Ultimo aggiornamento 12 Marzo, 2024, 05:55:43 di Maurizio Barra
«Un’unità suicida è pronta ad agire: la nostra azione sarà la prossima». E ancora: «Se il tuo amico fa delle foto a tutti quelli del Gabinetto di guerra, a Netanyahu e la sua banda… come le carte da gioco… qualcuno come jolly (…) fai un elenco». Vivevano in Italia, a L’Aquila, dove erano arrivati perché nella ricostruzione post terremoto, dicevano, «era più facile trovare lavoro». E dall’Abruzzo progettavano – questa per lo meno è l’accusa che muove loro la procura dell’Aquila nell’ambito di un’inchiesta coordinata direttamente dal procuratore nazionale antiterrorismo, Giovanni Melillo – di colpire obiettivi di primissimo livello in Israele e in Cisgiordania.
«E anche in territorio italiano», scrive il gip Marco Billi nell’ordinanza di custodia cautelare. Volevano usare «un pacco dell’amore», per esempio, cioè un’autobomba da lanciare contro obiettivi israeliani ad Avnei Hefetz, un insediamento in Cisgiordania. Così come stavano cercando un’arma che secondo gli inquirenti doveva essere usata nel nostro Paese. Elementi, raccolti attraverso le intercettazioni e le chat, che hanno spinto la Polizia ad arrestare tre palestinesi residenti a L’Aquila da anni: Anan Kamal Afif Yaeesh (36 anni) , Ali Saji Ribhi Irar (30 anni) e Mansour Doghmosh (29 anni). Sono accusati di aver organizzato dall’Italia un’unità militare, chiamata “Gruppo di risposta rapida-Brigata Tulkarem”, che voleva essere un’articolazione dei Martiri di Al-Aqsa, l’ala armata del partito Fatah riconosciuta come organizzazione terroristica dall’Ue e dagli Usa. I tre – secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’Antiterrorismo e della Digos dell’Aquila – da tempo gestivano flussi di denaro per finanziare la Brigata Tulkarem ma dopo il massacro del 7 ottobre avevano deciso per il salto di qualità.
Le cellula
Secondo gli investigatori, la scelta di fare base in Italia non era stata casuale: la mente della cellula doveva avere sede lontano da Cisgiordania e Israele. E lontano anche da Roma, in una provincia fuori dai riflettori. «Non è la prima volta che accade», ragiona un investigatore. «Nell’attentato alla Sinagoga di Roma nell’ottobre del 1982 il gruppo palestinese che colpì faceva base a Perugia, nascondendosi tra gli studenti».
Il giudice non ha dubbi sulle intenzioni del gruppo. E lo spiega inserendo nell’ordinanza un’intercettazione del 9 gennaio 2024 tra Yaeesh e Munir Almagdah, capo militare delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. «Si tratta di un’unità suicida, pronta ad agire in profondità e la nostra azione sarà prossima». Come si è visto per anni con l’Isis, tra le preoccupazioni dei presunti attentatori c’era anche la narrazione delle loro gesta. Tanto che la cellula dell’Aquila si preoccupa di comprare le telecamere da utilizzare in un eventuale attentato. «La settimana prossima ti arriveranno delle telecamere da installare sul fucile e sui berretti, più giubbotti di protezione… cosi ogni combattimento, ogni colpo viene filmato…».
Il ruolo di Yaeesh
Su chi sia, realmente, Yaeesh c’è un grande dibattito in Italia da settimane. Perché prima dell’arresto di ieri il palestinese era al centro di un caso: era stato arrestato su mandato di Israele con un provvedimento contestato dagli avvocati di Yaeesh (Flavio Rossi Albertini, lo stesso di Alfredo Cospito, e Stefania Calvanese) nel merito e nel metodo. Nel merito perché non lo ritengono un terrorista. Nel metodo perché avevano contestato la possibilità di un’estradizione: «Ha ricevuto per tre volte la protezione umanitaria. Come potrebbero oggi essere tutelati i suoi diritti in una prigione di Israele?». Ma chi è Yaeesh, per cui ancora domenica c’è stato un sit-in sotto al carcere di Terni? Di certo si sa che è entrato in Italia nel 2017, dopo che la Norvegia gli aveva rifiutato la protezione internazionale. «La sua fidanzata – ricostruisce il gip – era stata uccisa dall’esercito israeliano perché ritenuta una kamikaze. Dal 2003 al 2005, aveva fatto parte del movimento politico Fatah e successivamente si era arruolato nelle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa». Aveva lavorato poi, tra il 2002 e il 2005, «come ufficiale dei servizi segreti palestinesi, occupandosi di sicurezza interna».
Nel 2005 era stato poi rinchiuso nella prigione di Gerico, dalla quale riuscì a fuggire. Fu poi riarrestato per quattro anni. «Era considerato come un eroe in Palestina», scrive il gip. Fin quando non decise di partire. «Dopo un periodo trascorso tra Norvegia, Finlandia e Svezia (con reiterati rifiuti di protezione internazionale), era giunto a L’Aquila perchè, dopo il sisma del 2009, avrebbe potuto ottenere più facilmente occasioni di lavoro, con possibilità di ottenere la protezione internazionale». Così è stato. Il permesso è stato rinnovato per quattro volte, prima delle manette.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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