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Il simulatore atomico conferma che Mosca si prepara anche all’ipotesi più estrema

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Ultimo aggiornamento 14 Marzo, 2024, 07:21:20 di Maurizio Barra

Vladimir Putin parla di schierare truppe alla frontiera finlandese e riporta l’orologio della Storia ancora più indietro della Guerra Fredda: fa rivivere a Helsinki l’incubo del 1940 e dell’aggressione sovietica. Lo stesso spettro cha ha compattato tutti i Paesi che si affacciano sul Baltico, quelli che in quell’epoca hanno vissuto l’invasione di Mosca e quelli che la temono da allora, e li ha trasformati nell’avanguardia più dura del confronto tra Russia e Occidente che avviene nelle trincee ucraine.

Il Cremlino è già andato oltre le minacce verbali: ha annunciato da tempo il trasferimento di armi nucleari tattiche in Bielorussia, inclusi missili con un raggio d’azione tale da colpire le capitali di Svezia e Finlandia.Nell’intervista concessa a poche ore dalle elezioni presidenziali, Putin per rassicurare il suo popolo sottolinea la prontezza dell’arsenale atomico “più moderno di quello statunitense”. Ed è questa convinzione di superiorità, ribadita in più occasioni dai generali e dai politici russi, a trasmettere un brivido nelle intelligence occidentali.

Il timore cioè che per Mosca l’impiego delle armi tattiche stia diventando un’ipotesi estrema ma percorribile nel caso vengano superate alcune linee rosse che appaiono sempre più sottili. Ufficialmente la dottrina prevede l’uso delle testate solo quando venga messa a rischio “la sovranità e l’indipendenza” russa: una posizione ribadita anche ieri dal presidente. L’eventuale invio di militari occidentali in Ucraina – come ventilato da Macron pochi giorni fa – può configurare questa situazione? E se Kiev intensificasse la campagna di attacchi con i droni e di incursioni terrestri in territorio russo, come sta facendo in queste ore per alleggerire l’inferiorità ucraina sul campo?

In quale momento l’offensiva, condotta anche con missili forniti da nazioni europee, potrebbe diventare il pretesto per utilizzare un ordigno tattico, di capacità limitata ma sempre distruttivo come il fungo di Hiroshima? Le rivelazioni della Cnn sostengono che la presidenza Biden ha temuto questo scenario nell’autunno 2022, quando gli invasori sono apparsi vicini alla disfatta.Putin lo ha negato, dichiarando che non è mai stato preso in considerazione, e si è detto fiducioso sulla volontà della Casa Bianca di evitare un’escalation. Ma nonostante i toni rassicuranti la retorica nucleare ha permeato il suo discorso sottolineando “le armi esistono per essere usate”.

Nonostante i successi limitati conquistati negli ultimi mesi, il Cremlino è costretto a citare gli ordigni atomici come unico elemento che garantisca alla Russia l’ambizione di grande potenza di fronte alla Nato ma persino davanti alla crescente forza dell’alleato cinese. Sin dal 1999 e dall’intervento dell’Alleanza atlantica nel Kosovo, che solo con l’aviazione piegò la Serbia e iniziò a ridisegnare le mappe dell’Europa, Mosca ha deciso di investire nella modernizzazione dei reparti nucleari come risposta alla supremazia tecnologica dell’Occidente.

Quella linea venne stabilità in una riunione del comitato di sicurezza, il cui verbale fu redatto dal giovane direttore dell’intelligence destinato a fare carriera: Vladimir Putin, che da allora l’ha sempre portata avanti. Mentre gli Stati Uniti combattevano il terrorismo jihadista, la Russia ha costruito nuovi missili intercontinentali e nuove armi tattiche ipersoniche, contro le quali non c’è certezza di difese efficaci. E ha continuato a elaborare le tattiche di impiego, fino al punto di introdurre lo scorso gennaio un “simulatore di esplosione nucleare”: un sistema che ne riproduce tutti gli effetti concreti – dalla colonna di fuoco allo spostamento d’aria e all’onda di calore – senza però sostanze radioattive.

Un simulacro dell’armageddon che permetterà ai reparti dell’esercito di abituarsi a combattere nelle condizioni più terribili e testimonia la volontà russa di prepararsi a qualcosa che rimane inconcepibile. Nell’ottica del Cremlino, però, la minaccia dell’Apocalisse è l’unico piedistallo su cui può mostrarsi pari agli Stati Uniti. E cercare di portare avanti la pretesa di ridefinire gli equilibri di potere in Europa: con la guerra che logora uomini e mezzi in Ucraina e la Nato che si è allargata all’intera Scandinavia, non ha altri strumenti a cui aggrapparsi. Si sente come un topo chiuso nell’angolo: quella che Putin, memore della sua infanzia nelle rovine di Leningrado, considerava la situazione più pericolosa di tutte.

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