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Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2024, 05:25:15 di Maurizio Barra
Il Consiglio europeo, a Bruxelles, sta discutendo di come rafforzare gli aiuti militari all’Ucraina, in una fase in cui le forniture americane sono bloccate al Congresso e in cui la Russia viene già data come vincente – passando così dall’eccesso di ottimismo di un anno fa all’eccesso di pessimismo attuale. La difesa e la sicurezza sono ormai diventate centrali nell’agenda dell’Ue: il ritorno della guerra, categoria che sembrava espunta dalla (nostra) politica, è un fenomeno che non può più essere ignorato. E che è destinato a cambiare il destino del Vecchio Continente. L’Europa ha un doppio problema: evitare che Mosca prevalga in Ucraina, esito che potrebbe rafforzare i disegni neo-imperiali di Putin ai confini orientali dell’Ue; evitare che l’America si distacchi dal Vecchio Continente per concentrarsi sul fronte indo-pacifico. Entrambi i dilemmi – come tenere fuori la Russia e dentro l’America – richiedono, per essere affrontati, un aumento delle spese e delle capacità militari europee. Quale che sia il risultato delle elezioni americane del novembre prossimo, è ormai evidente che l’America pretende, in modo più (Trump) o meno (Biden) rude, maggiori capacità di difesa europee. Questo è anche l’unico modo per salvare il futuro della NATO.
Se il contesto è questo, i risultati di un sondaggio di opinione appena realizzato da Aspen Institute Italia e dal Laboratorio Analisi politiche e sociali dell’Università di Siena, non appaiono particolarmente rassicuranti. Se guardiamo alle spese militari (figura 1), l’Italia non sembra avere capito il problema. Solo il 17% degli intervistati ritiene che le spese militari vadano aumentate, mentre il 52% pensa che possano restare ai livelli attuali e ben il 31% sostiene che vadano ridotte. Sono risposte che divergono sia da quelle degli altri tre principali paesi europei (Francia, Gran Bretagna e Germania) che da quelle degli americani intervistati. Significativo il caso della Germania, che sembra essersi scrollata di dosso la riluttanza dei decenni passati: per il 44% per cento degli intervistati, le spese militari tedesche vanno aumentate (come sta in effetti accadendo). Va aggiunto che l’Italia è molto più lontana dei suoi principali partners dall’obiettivo concordato in sede NATO di una spesa pari al 2% del PIL (oggi è all’1,46%):come negli altri paesi ad alto debito, la scelta fra “burro e cannoni” conduce ad un cronico sotto-investimento nella Difesa. La speranza, evidentemente, è che la delega agli Stati Uniti continui a funzionare; come si è appena detto, questo assunto ha dei limiti.
Sono parte scontati, e in parte assai meno, i risultati del sondaggio sull’andamento della guerra in Ucraina. Quando si chiede al pubblico da “che parte stia” rispetto al conflitto (figura 2), solo francesi e britannici, più una risicata metà degli americani, si schierano in maggioranza a favore di Kiev. Nel caso di Germania e Italia, il 45% circa degli intervistati si colloca dalla parte dell’Ucraina, ma una fetta simile nei due paesi esprime una posizione neutrale, mentre solo una netta minoranza (il 10% in Italia, il 15% in Germania) dichiara di essere a favore della Russia. Emerge qui, come in altre risposte, un’indicazione rilevante: le percezioni di italiani e tedeschi sono spesso simili, così come tendono a convergere, ma su un equilibrio diverso, le percezioni di francesi e britannici, figli di due potenze nucleari con un seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Guardando al fattore opinione pubblica, si configura così un’Europa della difesa a due velocità, con la Gran Bretagna – che avrà comunque un peso significativo negli equilibri militari del Vecchio Continente – costantemente più esposta e più attiva a favore di Kiev. Solide maggioranze in tutti i paesi europei considerati, sono comunque a favore di una difesa europea più forte nell’ambito e non fuori dalla NATO.
Se poi si chiede agli intervistati chi vincerà la guerra (figura 3) , il 43% degli italiani ritiene che un compromesso verrà trovato (le percentuali sono inferiori in tutti gli altri paesi) o che avremo un conflitto congelato (il 34%, mentre questa è la tesi del 44% dei francesi): per tutti, incluso il pubblico americano, né una parte né l’altra riusciranno a prevalere sul terreno. Che possa vincere l’Ucraina, recuperando l’insieme del proprio territorio, è una convinzione del tutto minoritaria; ma non supera il 22% (Germania) la percentuale di chi pensa che possa vincere la Russia. Quanto a un eventuale compromesso, il pubblico europeo si divide a metà fra chi pensa che l’Ucraina entrerà o non entrerà nella NATO dopo cessioni territoriali.
In sostanza, il sondaggio conferma il disincanto diffuso, sia in Europa che negli Stati Uniti, a due anni dall’inizio della guerra – senza grandi differenze fra le due sponde dell’Atlantico e con qualche nuance rilevante fra paesi europei. E questo conduce a una conclusione obbligata: l’appoggio occidentale all’Ucraina, per essere sostenibile nel tempo, avrà bisogno di leadership che sappiano guidare, e non solo seguire, le pulsioni dell’opinione pubblica.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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