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Yogurt ostaggio degli hacker: pirati informatici dirottano un carico diretto in Florida e poi chiedono il riscatto

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Ultimo aggiornamento 25 Marzo, 2024, 21:08:59 di Maurizio Barra

NEW YORK – Un riscatto da 40mila dollari per riavere indietro un carico rubato di yogurt e latte vegetale che ne valeva 50mila: è la cifra che un imprenditore di Harrisonburg, Virginia, è stato costretto a sborsare per riprendersi la merce partita dal suo stabilimento e diretta a una catena di supermercati della Florida, dove però non era mai arrivata. Grazie all’abilità di un’organizzazione di hacker che, insinuandosi nei servizi informatici di una piattaforma online che abbina spedizioni ai corrieri, ha sottratto i codici di scambio e dirottato il carico, facendolo caricare a un altro trasportatore (ignaro) che se lo ha consegnato a un altro indirizzo.

In America è già la nuova frontiera delle truffe informatiche: si rubano codici e nomi online per portar via non più dati virtuali ma concretissime merci. Interi carichi che i truffatori poi trattano in modi diversi. Ad esempio, si fingono a loro volta corrieri, prendono i soldi pagati per spostare le merci e poi assumono un’altra società – all’insaputa dello spedizioniere – per completare l’attività a una tariffa inferiore, intascando poi la differenza. Oppure rivendono le merci via internet. O appunto le prendono in ostaggio e si fanno pagare per restituirle.

Secondo il Wall Street Journal, questo tipo di frodi nel trasporto merci si sono addirittura quadruplicate nell’ultimo anno: con perdite stimate in almeno 500 milioni di dollari. D’altronde si tratta di un tipo di truffa particolarmente semplice da mettere in atto che secondo le autorità si sta trasformando in una vera, nuovissima azienda del crimine. Che per ora non si riesce a contrastare: broker e spedizionieri lamentano infatti di non avere strumenti adeguati per distinguere i truffatori – che riescono a impossessarsi di codici unici di consegna – dai vettori legittimi. Gli hackers hanno infatti addirittura messo in piedi finte reti di call center per intercettare eventuali chiamate di verifica.

Ma il caso dello yogurt rubato è stato particolarmente penoso per l’imprenditore truffato. Ha infatti saputo quasi in tempo reale che i suoi prodotti erano stati hackerati, perché l’autista assunto per consegnare le merci aveva maturato dei sospetti dopo aver trovato dei documenti di carico che dicevano che la sede di consegna era la Florida e non la Pennsylvania data come destinazione. Ma l’uomo ha comunque rifiutato di guidare fino a Tampa, sostenendo di aver già ricevuto il pagamento dall’azienda che lo aveva assoldato. Ore dopo, uno dei dirottatori, con accento armeno, ha piazzato la sua richiesta: 40mila dollari per recuperare un carico da 50mila….

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