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Che cosa ha fatto per noi l’Europa: la protezione dei giornalisti

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Ultimo aggiornamento 19 Aprile, 2024, 13:02:11 di Maurizio Barra

Nel nome di Daphne Caruana Galizia. È stata dedicata alla cronista maltese assassinata nel 2017 la legge cosiddetta “anti-Slapp” approvata il 27 febbraio scorso dal Parlamento europeo. Si tratta di nuove norme per proteggere i giornalisti e gli attivisti contro le querele temerarie volte a silenziare la stampa e minacciare la partecipazione pubblica. La direttiva, concordata con il Consiglio il 30 novembre 2023, ha l’obiettivo di garantire che le persone e le organizzazioni che lavorano su questioni di interesse pubblico, quali i diritti fondamentali, le accuse di corruzione, la protezione della democrazia o la lotta alla disinformazione godano della protezione dell’Ue contro le cause legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (in inglese “Strategic Lawsuit Against Public Participation” o, appunto, Slapp).

In quali casi si applica

La protezione dell’Ue si applicherà a tutte le cause transfrontaliere, tranne quando sia il convenuto che il ricorrente proviene dallo stesso Paese dell’Ue in cui si trova il tribunale o quando il caso è rilevante solo per uno Stato membro.

La crescita delle Slapp in Europa

La normativa si è ritenuta necessaria in seguito alla crescita delle cause Slapp in Europa. Case, una coalizione di ong, insieme all’Università di Amsterdam, ha catalogato 570 casi in oltre 10 anni, osservando un incremento tra il 2019 e il 2022. Consapevoli di questo trend, già nel 2021 i deputati hanno proposto una risoluzione nel 2021, e il tema è stato sollevato anche nelle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa, la CoFoE.

Più garanzie per le vittime

I deputati hanno ottenuto, durante i negoziati con i governi dell’Ue, una maggiore protezione delle vittime grazie all’introduzione di due garanzie: l’archiviazione anticipata se la causa è infondata e la possibilità di imputare al ricorrente le spese processuali stimate, compresa la rappresentanza legale del convenuto, nonché il risarcimento dei danni. Se il convenuto chiede l’archiviazione anticipata, spetta al ricorrente dimostrare che vi sono motivi per portare avanti il procedimento. Il tribunale può anche imporre altre sanzioni ai ricorrenti, che spesso sono politici, aziende o gruppi di pressione, ad esempio condannandoli al risarcimento dei danni.

Per evitare il cosiddetto forum shopping (quando il ricorrente sceglie la giurisdizione in cui le sue possibilità di successo sono maggiori), le nuove norme prevedono che le decisioni di un Paese terzo in procedimenti infondati o abusivi nei confronti di persone o istituzioni dell’Ue non possono essere riconosciute. I governi dell’Ue dovranno garantire che le potenziali vittime di azioni legali abusive possano accedere alle informazioni sulle garanzie procedurali e sui mezzi di ricorso, tra cui il patrocinio gratuito e il sostegno finanziario e psicologico. Gli Stati membri dovranno inoltre assicurare il patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti civili transfrontalieri e pubblicare tutte le sentenze definitive ai casi Slapp e raccogliere dati dettagliati in merito.

Il voto a Strasburgo

L’Eurocamera ha approvato a stragrande maggioranza con 546 voti favorevoli, 47 contrari e 31 astensioni. Gli Stati membri hanno due anni per recepire le norme nel diritto nazionale. “Le cause Slapp sono una minaccia allo Stato di diritto e pregiudicano seriamente i diritti fondamentali alla libertà di espressione, di informazione e di associazione – ha commentato il relatore Tiemo Wölken, socialdemocratico tedesco – Sono una forma di molestia legale e un abuso del sistema giudiziario, sempre più utilizzato da individui e organizzazioni potenti per evitare il controllo pubblico”. “Con lo storico voto di oggi, la Legge Daphne (Caruana Galizia) è ormai realtà – ha scritto il 27 febbraio su X la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola – Lo abbiamo promesso. Abbiamo lavorato per questo. L’abbiamo realizzato. Sono molto orgogliosa del ruolo guida del Parlamento europeo nella Direttiva anti-Slapp che protegge giornalisti e attivisti da minacce e molestie”.

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