MONDO:
Assange: Moreno, creato base spionaggio
Sudan: negoziati militari-opposizione
AGGIORNAMENTO DELLE 01:36 DI LUNEDì 15 APRILE 2019
MONDO
Julian Assange ha ripetutamente violato le condizioni dell’asilo e ha cercato di usare l’ambasciata ecuadoriana a Londra come un “centro di spionaggio”. E’ quanto sostiene il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, in un’intervista al Guardian, la prima concessa a un media in inglese da quando il fondatore di Wikileaks è stato espulso. Moreno ha negato di aver agito per rappresaglia per il modo in cui erano stati fatti trapelare documenti che riguardano la sua famiglia e ha detto di essere dispiaciuto che Assange abbia usato l’ambasciata per interferire nelle democrazie di altri Paesi. “Qualsiasi tentativo di destabilizzare è un atto riprovevole per l’Ecuador perché siamo una nazione sovrana e rispettosa della politica di ogni Paese”, ha detto Moreno. È un peccato che, dal nostro territorio e con il permesso delle autorità del precedente governo, siano state fornite strutture all’interno dell’ambasciata ecuadoriana a Londra per interferire nei processi di altri Stati”, ha aggiunto.
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IL CAIRO
– Proseguono i negoziati, avviati sabato in un atmosfera definita “positiva”, fra giunta militare e movimento di protesta in Sudan che ha portato alla caduta del presidente Omar al-Bashir.
I colloqui vertono sulla presentazione delle richieste degli organizzatori della protesta iniziata a dicembre e di un piano di transizione, aveva riferito ieri Omer el-Digair, del Partito del Congresso Sudanese, parlando davanti al quartier generale delle forze armate e definendo l’atmosfera “positiva”.
Il movimento chiede la dissoluzione del Partito del Congresso Nazionale, quello di Bashir e al governo fino a giovedì, ha riferito l’esponente della quasi omonima formazione che però é all’opposizione. L’Associazione dei professionisti sudanesi, uno di principali animatori della protesta, ha pubblicato una lista in nove punti con le richieste del movimento tra cui c’è quella di processare gli autori del colpo di Stato che nel 1989 portò al potere Bashir. [print-me title=”STAMPA”]
