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Ghostbusters: Minaccia Glaciale, ritorno alle origini

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Nel segno di “il mondo finirà con il ghiaccio” arriva in sala dall’11 aprile, distribuito da Eagle Pictures, Ghostbusters: Minaccia Glaciale diretto da Gil Kenan, in cui vecchio e nuovo si sposano come se non fossero passati quarant’anni. Insomma il franchise mostra ancora una volta tutta la sua vitalità con la storia della famiglia Spengler che torna dove tutto è iniziato, ovvero la caserma dei pompieri di New York City, per collaborare con i Ghostbusters doc, che nel frattempo hanno sviluppato un laboratorio di ricerca top-secret per portare i fantasmi che abbattono al livello successivo. Ma la scoperta di un antico manufatto, una sfera di rame piena di inquietanti simboli, scatena un esercito di fantasmi con a capo un super fantasma, Garraka, un dio cornuto che può raffreddare le persone fino all’osso con il potere della paura stessa.

Questo film arriva dopo il revival Ghostbusters: Legacy del 2021 che aveva ripreso le fila dei due film originali usciti negli anni Ottanta. Questa volta troviamo Callie (Carrie Coon), la figlia del defunto Egon Spengler, che insieme ai figli Trevor (Finn Wolfhard, il Mike di Stranger Things) e Phoebe (Mckenna Grace) e allo strambo professore Gary Grooberson (Paul Rudd) pensa bene di ricontattare i vecchi colleghi del padre, Peter Venkman (Bill Murray), Ray Stantz (Dan Aykroyd) e Winston Zeddemore (Ernie Hudson). Per fortuna che dalla loro parte c’è Nadeem (Kumail Nanjiani) che si rivela essere quel ‘mastro di fuoco’, l’unico capace di combattere il super fantasma dalle lunghe corna. Raccogliere il testimone di un film di Ghostbusters è una responsabilità che il regista Gil Kenan non prende alla leggera. “Ghostbusters stabilisce un livello molto alto – dice -. Ogni film della serie arrivato prima ha sempre momenti cinematografici indelebili. Abbiamo insomma tutti puntato in alto per creare un film degno del logo Ghostbusters con il giusto spirito d’improvvisazione, scioltezza, senso del gioco e della vita davanti alla telecamera. Quasi a voler catturare l’illuminazione in una bottiglia tanto da poter dire: è un Ghostbusters”.

E che sia un’operazione riuscita per la felicità dei milioni di fan in tutto il mondo lo dimostrano gli incassi. Negli Stati Uniti a guidare la top ten è appunto Ghostbusters: Minaccia Glaciale, con 45.2 milioni di dollari (il dato è aggiornato a quattro giorni fa). Si tratta del secondo miglior esordio del franchise e comunque superiore ai 44 milioni di dollari raccolti da Ghostbusters: Legacy nell’autunno del 2021. Sul fronte internazionale Ghostbusters: Minaccia Glaciale avrà una distribuzione progressiva, finora è uscito in venticinque territori incassando 16.4 milioni di dollari, il 15% in più del predecessore. Il film è costato intorno ai 100 milioni di dollari.

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Paradossi, 'in Zamora il calcio fa superare le paure'

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Il calcio come ossessione, ma anche come “strumento per confrontarsi con gli altri e mettersi in gioco, uscire dal proprio isolamento, dai propri preconcetti, superare le proprie paure”. Così Alberto Paradossi racconta all’ANSA il suo personaggio, il timido e complesso ragioniere Walter Vismara, protagonista di Zamora, il debutto alla regia di Neri Marcorè (producono Pepito Produzioni con Rai Cinema), ambientato nella Milano in pieno boom degli anni ’60, che dopo il debutto al Bif&st arriva in sala dal 4 aprile con 01 Distribution. Nella storia, liberamente ispirata dall’omonimo romanzo di Roberto Perrone, Walter, ragioniere trentenne di provincia dove vive con la famiglia, deve trasferirsi a Milano per un nuovo lavoro da contabile. Oltre alle iniziali difficoltà di adattamento in una realtà molto più vitale della sua, Vismara trova un capo, il cavalier Tosetto (Giovanni Storti), appassionato di calcio, che pretende la partecipazione di tutti gli impiegati alle partitelle settimanali aziendali tra scapoli e ammogliati. Walter, ‘allergico’ da sempre al pallone, si propone come portiere, ma le sue scarse capacità lo rendono lo zimbello di alcuni colleghi, in primis l’ingegner Gusperti (Walter Leonardi), che ha delle mire su Ada (Marta Gastini), giovane e indipendente segretaria per la quale anche il ragioniere ha un debole. Vismara cercherà una personale vendetta proprio attraverso il calcio, chiedendo l’aiuto di Giorgio Cavazzoni (Marcorè), ex grande portiere caduto in disgrazia.
    “Walter sconta una mancanza di esperienza nella vita: può essere visto all’inizio come un antieroe, che si porta dietro dalla provincia un orgoglio maschile un po’ bigotto” spiega Paradossi, classe 1989, diplomato al Centro Sperimentale, con studi di recitazione anche a Londra e New York, che ha dato prova tra cinema e tv della sua versatilità, dal figlio di Craxi in Hammamet alle due stagioni di Studio Battaglia su Rai1.
    Fondamentale nella storia è l’ambientazione negli anni ’60: “Sono un po’ la nostra ‘belle epoque’: il film li esplora da due prospettive, un certo provincialismo, che c’era, ma anche il sentire uno slancio verso il progresso, sulla spinta dell’economia florida. Sono anni che mi hanno sempre affascinato, c’era una continua evoluzione della società e del costume”. Il calcio invece è raccontato “anche nella sua funzione di connettore sociale, quella che ha lo sport in generale: crea legami anche fra le piccole comunità”.
    Diversamente dal suo personaggio, Paradossi ama il calcio: “Sono juventino come Neri, ma da qualche anno ho scoperto anche il tennis che mi sta coinvolgendo di più. In Italia di calcio si parla troppo, ma quando posso guardo la partita… è anche una valvola di sfogo”. Da bambino “giocavo, ma altri bambini mi prendevano in giro, come capita a Walter nel film, e abbandonai.
    Un po’ mi dispiace perché saper vivere la competizione ti insegna anche ad essere più lucido”.
    Tra gli elementi più belli nella trama c’è il rapporto tra il protagonista e Cavazzoni: “Walter rappresenta anche il figlio da cui Giorgio è lontano e per il mio personaggio è una figura paterna con cui Walter ha il rapporto che non riesce ad avere con il suo vero padre”. Entrambi “fanno molti sbagli ma si aiutano vicendevolmente”.
    Com’è stato lavorare con Marcorè? “Bellissimo, ci siamo trovati subito. Girare un film d’epoca in soli 35 giorni è dura, ma Neri ha sempre mantenuto un rispetto umano e artistico per tutti che mi ha impressionato. È un esilarante gentiluomo, ha una profondità e una tenerezza che ritrovi nel film. Cavazzoni come lui è divertente e riflessivo”. Questo, per Paradossi, è il primo ruolo da protagonista al cinema: “Quando ti viene data un’occasione del genere vuoi sfruttarla al massimo. Mi auguro di essermela giocata bene”.
   

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L'avamposto di Morabito selezionato al festival Hot Docs

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Una buona notizia per il documentario
italiano. L’avamposto di Edoardo Morabito prodotto da Dugong
Films con Rai Cinema, volerà a Toronto per partecipare al
festival di docmentari Hot Docs in programma dal 25 aprile al 5
maggio. Il film è stato selezionato nella prestigiosa sezione
‘The changing face of Europe’ che propone ogni anno 9
documentari scelti in collaborazione con l’European Film
Promotion, ritenuti di eccezionale interesse nel raccontare
tematiche contemporanee ed è l’unico titolo italiano del
programma.

   
Già presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori
di Venezia, L’Avamposto è attualmente in tour nelle sale,
accompagnato dal regista Edoardo Morabito, distribuito da Luce
Cinecittà.

   
Hot Docs accoglie ogni anno una selezione di 200 titoli
all’avanguardia e oltre 200.000 spettatori, e un mercato di
primaria grandezza. Oltre alle proiezioni all’interno del
festival, il regista e i produttori saranno protagonisti di
incontri con un network di buyers e selezionatori di festival
nordamericani.

   
“In un paese come il nostro, dove il documentario per il cinema
ancora fatica non poco sia a prodursi che a farsi vedere, – dice
il regista Edoardo Morabito – mi dà molta gioia e anche molta
forza il fatto che L’avamposto, dopo essere stato battezzato
dalle Giornate degli Autori a Venezia, sia stato ora preso in
concorso a Hot Docs, uno dei festival più importanti al mondo
per questo genere di film. Spero che questo porti visibilità al
film anche fuori dall’Italia, dopo il tour che mi ha portato a
scorrazzarlo da Palermo ad Aosta nell’ultimo mese. Ringrazio
Dugong, Rai Cinema e Luce Cinecittà per aver reso possibile
l’impossibile. Questi riconoscimenti così importanti a livello
internazionale mi danno la conferma che questa avventura
coraggiosa è valsa la pena. E spero mi aiutino a realizzare film
ancora più coraggiosi”.

   

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Il teorema di Margherita, ossessione matematica e amore

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Anche i nemici più convinti della
matematica forse rivedranno questa loro idiosincrasia dopo aver
visto Il teorema di Margherita in sala dal oggi con Wanted
Cinema. E questo nonostante il film diretto da Anna Novion (Il
viaggio di Jeanne) ne mostri gli stereotipi negativi tutti
concentrati nella protagonista, ovvero Margherita (Ella Rumf),
ragazza secchiona con tanto di occhiali e nessun trucco,
ossessionata dalla risoluzione del teorema di Goldbach,
considerato dagli esperti irrisolvibile.

   
Un teorema, quest’ultimo, su cui deve presentare
all’università una sua personale tesi di decrittazione con il
sostegno del severo professor Werner (Jean-Pierre Darroussin).

   
Ma le cose nell’aula magna dell’istituto non vanno bene,
Margherita riempie sì un’enorme lavagna di simboli matematici
(una scena che si ripete spesso in questo film), ma alla fine il
risultato non arriva, come fa notare in aula con una certa
perfidia un altro talento della materia, lo studente Lucas
(Julien Frison).

   
Un piccolo errore nel teorema che da una parte fa crollare
l’autostima e la volontà di Margherita, ma che la mette anche
finalmente in gioco nella vita reale. Molla così tutto e, di
nascosto alla madre (Clotilde Courau), va a vivere in un
appartamento con Noa (Conia Bonny), una ballerina piena di vita.

   
Non solo, Margherita scopre anche che, grazie alla sua mente
matematica, può guadagnare molti soldi giocando a Mahjong nelle
bische clandestine di Parigi.

   
È per Margherita un nuovo capitolo della sua vita fatto della
scoperta del sesso, dei locali e del disimpegno, ma in questa
nuova esistenza torna a un certo punto anche la matematica,
questa volta accompagnata dall’amore.

   
Dopo esser stato presentato al Festival di Cannes 2023 e aver
ottenuto due candidature ai Cesar e vinto il premio per la
miglior attrice esordiente andato ad Ella Rumpf, il film segna
il ritorno alla regia, dopo alcuni anni di assenza, della
regista Anna Novion.

   
Dice quest’ultima: “Personaggi come quelli impersonati da
Jean-Pierre Darroussin e Ella Rumpf sono ricorrenti nei miei
film. Sono individui che si aggrappano alle loro certezze e che
hanno paura di aprirsi agli altri. Poi succede qualcosa che li
costringe a cambiare il corso delle cose, a lasciarsi andare e a
trasformare la vulnerabilità in forza”.

   

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Gianni Minà, con l'archivio un tesoro per i giovani

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Lo straordinario materiale inedito
(“due magazzini pieni”) realizzato dal giornalista intorno al
mondo negli ultimi 20 anni sarà tra i tesori, fra filmati,
documentazione, servizi, foto, registrazioni e articoli
dell’Archivio Gianni Minà, piattaforma al debutto online, dalle
Pantere Nere a Gabriel Garcia Marquez, dal Social Forum Mundial
di Porto Alegre a una straordinaria galleria di personaggi (con
fra gli altri, Muhammad Ali, Fidel Castro, Joan Baez, Maradona,
Fellini) che diventa operativa a un anno dalla scomparsa del
grande cronista e intervistatore.

   
A portare avanti il progetto (presentato nella giornata con
un incontro alla Casa del Cinema), iniziato due anni fa (“Gianni
ha sempre voluto che quelle testimonianze arrivassero al
pubblico”) è la vedova di Minà, Loredana Macchietti, insieme
alle tre figlie del giornalista: Marianna, nata dal primo
matrimonio, Francesca Emilia e Paola Emilia. Si è potuto
realizzare anche grazie al supporto di 704 donatori, attraverso
la campagna di crowdfunding su @produzionidalbasso.
L’archivio, creato con la collaborazione di Archivissima, il
primo festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione
dei patrimoni archivistici, “ci restituisce delle capsule di
storia che parlano a voce alta anche all”oggi – dice all’ANSA
Loredana Macchietti -. In tutto questo materiale mi sono immersa
come un minatore e anch’io sono rimasta sorpresa da tutto quello
che ho trovato, dalla capacità di Gianni di arrivare dovunque,
di riuscire a parlare con chiunque”.

   
L’archivio, che sarà consultabile su richiesta, è rivolto
principalmente a studenti, docenti, ricercatori e giovani
giornalisti: “È stato realizzato soprattutto pensando ai
ragazzi. Gianni era molto incuriosito dalle nuove generazioni e
si preoccupava perché spesso sembrano intrappolate nella
narrazione imposta dall’alto di un futuro impossibile da
cambiare”. Ricostruire i fili tra il passato e il presente “è
anche un modo per ridare speranza nel cambiamento”. In un tempo
“in cui si parla tanto di strumenti di distruzione di massa, mi
piacerebbe se questa piattaforma fosse vista come uno strumento
di costruzione di massa, costruzione di conoscenza”.

   

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Eleonora Giorgi operata di tumore, 'è andata bene'

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“Operazione andata bene. Grazie a
tutti per l’affetto e per la vicinanza”. È questo il messaggio
rassicurante con cui, nelle storie di Instagram, Andrea Rizzoli
e Paolo Ciavarro, figli di Eleonora Giorgi, danno notizie sullo
stato di salute dell’attrice che martedì 26 marzo ha subito un
intervento per l’asportazione del tumore al pancreas, dal quale
aveva annunciato di essere stata colpita alla fine del 2023.

   
L’attrice, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, aveva
comunicato la data dell’intervento al quale si sarebbe
sottoposta. Operazione seguita a un ciclo di chemioterapia di
tre mesi. “Ho avuto la fortuna nella vita di non conoscere quasi
gli ospedali. Questa è una super operazione. Ma ringrazio Dio, i
medici e la scienza che l’hanno resa possibile. Non era
scontato”, aveva detto l’attrice a Toffanin.

   
Centinaia i messaggi di affetto e solidarietà inviati a
Eleonora Giorgi in vista dell’intervento. Sul suo profilo
ufficiale Instagram anche un video che la ritrae in un parco con
il nipotino prima della delicata operazione.

   

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Jeremy Allen White sarà Bruce Springsteen nel biopic su The Boss

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Da Carmy Berzatto a The Boss.

   
Jeremy Allen White è stato scelto per interpretare Bruce
Springsteen in un biopic che parla della realizzazione
dell’album del 1982, Nebraska. Lo riferisce Variety. White è al
momento impegnato con le riprese del quarto capitolo della
serie, The Bear, in Italia trasmessa da Disney+.

   
Il progetto, dal titolo provvisorio di ‘Deliver Me from
Nowhere’, sarà sceneggiato e diretto da Scott Cooper (Crazy
Heart) ed è basato sul libro omonimo di Warren Zanes. Nebraska è
il sesto album di The Boss, e la Rivista Rolling Stone lo ha
inserito al 150/o posto della lista dei 500 migliori album.

   
Springsteen registrò l’album su cassetta nella camera da letto
della sua casa in New Jersey pochi anni prima che lui e la E
Street Band pubblicassero ‘Born in the U.S.A’.

   
Per il suo ruolo in The Bear, White si è aggiudicato un
Premio Emmy, tre Screen Actors Guild Awards, due Critics’ Choice
Awards e due Golden Globe come miglior attore in una serie
commedia o musicale.

   

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Borgonzoni, porte aperte ad operatori cinema, già da domani

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“Sono consapevole che il comparto
abbia bisogno di una particolare attenzione e di risposte
concrete per le migliaia di lavoratori e lavoratrici che ne
fanno parte. Per queste ragioni, rinnovo la mia piena
disponibilità a organizzare un tavolo di confronto al Ministero
della Cultura, già domani o martedì mattina in base alle loro
preferenze. La mia porta, come sempre, per gli operatori che
guidano questo settore è e rimarrà aperta”.

   
Così la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni risponde
all’allarme lanciato dalle sigle del settore audiovisivo che
hanno organizzato un incontro per venerdì 5 aprile.

   
“Ci tengo a ribadire l’impegno costante del Governo per un
settore fondamentale per lo sviluppo economico e culturale del
Paese. Proprio le opportunità e le problematiche presenti nel
comparto sono da mesi al centro dei colloqui e confronti
organizzati con molti rappresentanti di questa industria, non
ultimi gli incontri con Anica, Anac, Apa, Nuovo Imaie, Anec,
SIAE, WGI, 100 Autori, Cartoon Italia, Unita, Artisti 7607,
Registro Attori Italiani, Aidac” afferma Borgonzoni ricordando
che “la settimana prossima è già previsto un incontro con Doc/it
ed altri interlocutori”.

   

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Godzilla e Kong insieme per un Monsterverse atomico

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La scena cult, almeno per noi
italiani, c’è già ed è quella che vede Godzilla accucciato
dentro il Colosseo a fare un pisolino. E non finisce qui per la
povera Roma del centro storico che verrà parzialmente distrutta
dalla disinvolta passeggiata del mostro. Per il resto in
Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero, in sala dal 28 marzo con
Warner Bros Pictures, continua il Monsterverse cinematografico
di Legendary Pictures con questa nuovissima avventura che vede
l’onnipotente Kong e il temibile Godzilla combattere fianco a
fianco contro una colossale minaccia che si cela nel nostro
mondo.

   
Non solo, in questo ultimo capitolo della saga vengono
approfondite poi le storie e le origini di questi due titani,
nonché i misteri di Skull Island svelando, tra le altre cose,
cosa c’è dietro la mitica battaglia che ha contribuito a
forgiare questi esseri straordinari e li ha legati all’umanità.

   
Nel terzo film della saga Monsterverse con Kong, preceduto da
Kong: Skull Island (2017) e Godzilla vs. Kong (2021), scopriremo
poi anche il fascino della terra cava dove vive un popolo
misterioso che costruisce enormi piramidi, perché conosce le
leggi per invertire la gravità e assisteremo poi al nuovo look
di Godzilla, con tanto di squame e spine di colore viola e rosa,
e a quello di Kong con barba e capelli grigi. Infine anche il
rumoroso ruggito atomico di Godzilla ha cambiato colore: da
azzurro diventa rossastro, simbolo dell’aumento di potere.

   
Il 41enne Adam Wingard torna a dirigere il film, interpretato
da Rebecca Hall (Godzilla vs. Kong, The Night House – la casa
oscura), Brian Tyree Henry, Dan Stevens, Kaylee Hottle, Alex
Ferns e Fala Chen.

   
Le prime reazioni a questo monster blockbuster sembrano
comunque più che positive. C’è chi parla di “un’esplosione
atomica”, chi di un “viaggio fantasticamente strano e
psichedelico attraverso l’era Shōwa”. E, infine, chi trova come
punti di forza di Godzilla e Kong – Il nuovo Impero le
“tonnellate di azione kaiju selvaggia e i così tanti colori”.

   

   

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Cristiana Dell'Anna star in film su Madre Cabrini

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Da Gomorra a Madre Cabrini:
Cristiana Dell’Anna, in questi giorni negli Usa, è la
protagonista del film internazionale Cabrini uscito sugli
schermi statunitensi l’8 marzo con un box office di 16,8 milioni
di dollari.


   
“Era una donna fragile, ma con una grande forza di volontà e
questo è quello che mi ha attratto nel copione”, ha detto a The
View della Abc la 38enne attrice napoletana che ha dato il volto
alla prima santa americana emigrata nel 1889 dall’Italia: “Aveva
ideali e valori altissimi che ha sempre difeso. Una forte
visione di quello che la societa’ avrebbe dovuto essere. E
ovviamente una straordinaria fede in Dio. Era una suora e aveva
scelto la fede”.


   
Prodotto da Angel Studios e diretto da Alejandro Gómez
Monteverde – che avevano già firmato il precedente successo di
critica e botteghino Sound of Freedom – Cabrini racconta la
storia di Santa Francesca Cabrini, patrona degli emigranti e
fondatrice dell’ordine delle Missionarie del Sacro Cuore di
Gesù. Partita da Sant’Angelo Lodigiano e arrivata nel cuore
degli Stati Uniti, la suora italiana aveva sostenuto i sogni e
le sofferenze dei connazionali che cercavano fortuna in America.


   
Cristiana Dell’Anna è nata a Napoli ed è già nota al pubblico
italiano per aver interpretato molti ruoli di alto profilo come
Patrizia Santore nella serie Gomorra e poi in Qui rido io di
Mario Martone, nel 2022, per cui ha ottenuto una nomination per
la Miglior attrice non protagonista ai David di Donatello. È
seguita poi una parte in È Stata la Mano di Dio di Paolo
Sorrentino, nell’horror Piove e, nel 2023, in Mixed by Erry,
diretto da Sydney Sibilia.


   

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