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AGGIORNAMENTO DELLE 11:03 E 11:43
DI DOMENICA 23 DICEMBRE 2018
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Ilva:Parolin, conciliare lavoro e salute
‘Priorità è tutelare chi lavora e vive attorno alla fabbrica’
TARANTO23 dicembre 201811:03
– “La sicurezza degli uomini che lavorano, la loro salute e quella di coloro che vivono attorno a questo ‘colosso dell’ingegno e dell’industria umana’, è una priorità che non può passare in secondo piano rispetto alle pur legittime esigenze economiche”. Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, in un incontro organizzato nello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto in occasione del 50esimo anniversario della visita di San Paolo VI, che celebrò la messa della notte di Natale all’Italsider nel 1968.
Parolin si è rivolto all’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Matthieu Jehl, ai lavoratori, alle autorità e ai sindacati, spiegando che Papa Francesco aveva pensato di visitare Taranto in occasione della ricorrenza dell’intervento di Papa Montini nella fabbrica ma non ha potuto essere presente e ha inviato il segretario di Stato Vaticano.
Autonomia: Bonaccini, stop rallentamentiNoi aspettammo Veneto e Lombardia, altro che E-R in ritardo
BOLOGNA23 dicembre 201811:43
– “Un mese in più o in meno non cambia nulla, ma un percorso avviato quasi un anno fa non può durare in eterno. Se a febbraio avremo le intese è giusto che il Parlamento impieghi il tempo che riterrà necessario per un esame approfondito, ma mi aspetto anzitutto dal governo e dalla maggioranza che lo sostiene un’assunzione di responsabilità”.
Così il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini commenta al Corriere di Bologna l’annuncio da parte del Governo dell’intesa sull’autonomia. Il governatore auspica di chiudere l’iter entro le prossime Regionali e rivendica il ruolo precursore dell’Emilia-Romagna. “Per una strada diversa – spiega – arrivammo insieme alla pre intesa col governo Gentiloni, e ci toccò anzi aspettare Veneto e Lombardia per sottoscriverla”.
“Per mesi ho letto dichiarazioni e retroscena per cui l’Emilia-Romagna sarebbe arrivata dopo. Non è stato così, siamo stati ascoltati. Ribadisco che conviene a tutti, anzitutto al governo, tenere unite Regioni di segno politico diverso”. [print-me title=”STAMPA”]
