Aggiornamenti, Cronaca, Notizie, Ultim'ora

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 3 minuti

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 14:07 ALLE 18:51

DI SABATO 22 DICEMBRE 2018

CRONACA TUTTE LE NOTIZIE

Detenuto aggredisce agente a Firenze
Vittima ha riportato lussazione a spalla, 7 giorni prognosi

FIRENZE22 dicembre 201814:07

– Un detenuto di origini romene ha aggredito un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Firenze Sollicciano. A rendere pubblica la notizia il segretario generale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), Leo Beneduci. “Un detenuto di origini rumene, al momento della chiusura della socialità – ha spiegato -, non volendo rientrare in cella, aggrediva l’agente di polizia penitenziaria di servizio nella sezione che, a seguito delle cure presso il locale pronto soccorso, ha riportato la lussazione della spalla con sette giorni di prognosi”. E’ accaduto ieri sera. “Su tali vicende si sono già più volte allertati i vertici dell’amministrazione penitenziaria e del dicastero della Giustizia – ha concluso Beneduci – ma non sembra che, dichiarazioni di principio a parte, si sia addivenuti ad una qualche concreta soluzione a significare la costante assenza di concretezza della stessa amministrazione e della politica nei confronti dei reali problemi del carcere in Italia”.
Rischio radicalizzazione, espulso 42enneL’uomo aveva manifestato suoi sentimenti in carcere

LUCCA22 dicembre 201816:07

– Era a rischio radicalizzazione: per questo un42enne di origine algerina è stato espulso e accompagnato ad Algeri. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era stato segnalato e più volte, negli ultimi 3 anni, accompagnato presso i centri per il rimpatrio. L’espulsione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra ufficio immigrazione, Digos e commissariato di Viareggio (Lucca). Fino ad ora non era stato possibile ottenere il suo riconoscimento ma poi è stata trovata una patente di guida algerina intestata al 42enne, che ha cambiato le cose e lui è stato accompagnato all’aeroporto di Algeri. Formalmente è un’espulsione di carattere amministrativo, dovuta alla mancanza di requisiti per il soggiorno sul territorio nazionale, ma accompagnata da un’indagine della digos per il rischio di radicalizzazione: durante la sua permanenza in carcere, l’uomo aveva manifestato sentimenti ostili nei confronti delle istituzioni italiane e tendenze aggressive.
Natale, da azienda sisma pranzo a poveriRiti Alimentari,noi ripartiti ma c’è che sta peggio di noi

ACQUASANTA TERME (ASCOLI PICEN22 dicembre 201816:42

– “Siamo un’azienda terremotata, non è stato facile ripartire e tuttora non è facile andare avanti, ma abbiamo voluto pensare a chi ha più problemi di noi”. Con questo spirito un’azienda di Acquasanta Terme, Riti Alimentari, quest’anno offrirà il pranzo di Natale agli ospiti della mensa Zarepta di Ascoli Piceno dove ogni giorno decine e decine di bisognosi si recano per avere un pasto caldo e un po’ di conforto. L’azienda acquasantana che vende e trasforma prodotti del territorio come funghi e tartufi è stata a lungo chiusa dopo le scosse di terremoto del 24 agosto e del 30 ottobre 2016. Non senza difficoltà, anche burocratiche, è riuscita a mettere in sicurezza lo stabilimento e ripartire, anche con nuovi prodotti, come la Favalanciata, una crema delicata a base di fave che prende il nome di una frazione terremotata. L’immobile è puntellato, la ripresa c’è, seppur lenta. “Nonostante le difficoltà, abbiamo voluto mandare un segnale di speranza, di solidarietà” dice Francesco Riti.-

In Svizzera le offerte, s’indaga parroco
Somma restituita a chiesa di Torino, a breve decisione procura

TORINO22 dicembre 201818:44

– Per anni ha versato il denaro delle donazioni alla parrocchia sul conto di una banca in Svizzera, a lui intestato, sul quale sono stati accumulati 2,4 milioni di euro. E quando è andato in pensione i soldi sono ‘comparsi’ su un altro conto in Italia intestato questa volta alla parrocchia.
Per questo è finito in un’indagine della Procura di Torino, con l’accusa di appropriazione indebita – insieme al fratello – l’ex parroco della Gran Madre di Dio, la chiesa monumentale di Torino che si affaccia sul Po davanti a piazza Vittorio Veneto.
Il prete non ha sottratto denaro del conto e avrebbe deciso di depositare i soldi in Svizzera per metterli al sicuro nel rispetto del diritto canonico che un tempo consentiva l’operazione.
I magistrati hanno sequestrato e hanno poi restituito alla parrocchia la somma, accumulata nel corso di decenni dal prete in pensione dal 2016. Le indagini sono state chiuse alcune settimane fa, ora spetta alla Procura decidere per l’archiviazione o chiedere il rinvio a giudizio.

[print-me title=”STAMPA”]