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IL NODO CONSOB-INPS

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IL NODO CONSOB-INPS

AGGIORNAMENTO DELLE 10:57

DI DOMENICA 03 FEBBRAIO 2019

IL NODO CONSOB-INPS

“Ogni tanto mi arriva qualche proposta che mi rimette in circolo, a cui io non sono in grado di reagire a sufficienza”. Con la consueta ironia è proprio Paolo Savona a confermare che anche oggi è in pole position per diventare il futuro presidente della Consob. Via libera al ministro per gli Affari europei dalla Lega e, soprattutto, via libera da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che, in tour in Abruzzo, lanciano il professore verso la Consob. Anche a costo di dover affrontare una serie di dubbi sulla sua candidabilità all’organismo di controllo.
Il Governo infatti è in piena attività sull’opzione Savona e all’inizio della prossima settimana ci sarà un vertice che dovrebbe essere decisivo per chiudere l’estenuante partita della guida dell’Authority. Una partita che si è giocata tutta all’interno delle due anime del governo, con le regole del Quirinale che ha sin dall’inizio fatto conoscere le profonde riserve del presidente sulla figura di Marcello Minenna. Un economista fortemente sponsorizzato dall’interno del Movimento, come ha confermato anche oggi il pentastellato Nicola Morra: “perche’ perdere un buon ministro ed impantanare Consob in un’ipotesi di assai dubbia percorribilita’ giuridica? Il candidato di un coraggioso governo del cambiamento e’ dal 14 novembre uno solo: Minenna”. Certo, lo spostamento di Savona alla Commissione per le Società e la Borsa è complesso e aprirebbe un vuoto al ministero degli affari europei per il quale, ad oggi, la soluzione preferita sembra essere un interim al premier Giuseppe Conte. Interim che gli garantirebbe anche maggiore presenza europea.
Ma rumours parlamentari segnalano come dietro l’operazione possa prepararsi uno scambio Lega-M5s.

IL NODO CONSOB-INPS

Tra pochi giorni andrà infatti in scadenza il presidente dell’Inps Tito Boeri. L’entrata di Savona – considerato in quota Lega – alla Consob permetterebbe l’entrata alla guida dell’Inps di un presidente in quota M5s. E già circola il nome: si tratta di Pasquale Tridico che tanta voce in capitolo ha avuto nella realizzazione del reddito di cittadinanza. A puntellare queste indiscrezioni ci sono le parole dei leader in rapida successione: ‘Minenna e Savona? Sono due persone assolutamente stimate e stimabili. Io ho già dato l’ok a Minenna, se fosse Savona è persona che da cittadino italiano e da risparmiatore italiano mi darebbe la totale garanzia del controllo sul sistema bancario. A me va bene”, ha assicurato Salvini. “A me personalmente, come cittadino, una persona come Savona a capo della Consob mi tutelerebbe moltissimo”, gli ha fatto eco Alessandro Di Battista con accanto Luigi Di Maio. Ma non basta, fonti della Lega fanno sapere che tutti i rilievi che si stanno muovendo in queste ore sulla candidabilità di Savona sono “superabili”.
Di che si tratta? Innanzitutto della legge Madia, secondo la quale gli incarichi direttivi e dirigenziali nella pubblica amministrazione, ma anche nelle autorità indipendenti, possono essere attribuiti anche a pensionati, ma dovranno essere gratuiti e avere una durata massima di un anno. O, come fa sapere Filippo Sensi del Pd, la legge che stabilisce l’incompatibilità tra le cariche di governo e incarichi in enti di diritto pubblico come la Consob. Il comma 4 di quell’articolo dispone che, scrive Sensi, “l’incompatibilità perdura per dodici mesi dal termine della carica di governo nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici, nonché di società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta”.       [print-me title=”STAMPA”]