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Tav, Cirio (Fi): “Ue chiede chiarezza”
Candidato in pectore Piemonte a vertice con altri parlamentari

RINO09 marzo 201910:59

– “L’Ue chiede chiarezza, non possiamo rischiare di perdere i fondi europei e di tornare indietro”.
Così l’europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio, candidato in pectore del centrodestra alla presidenza della Regione Piemonte, al suo arrivo a Torino Incontra. Il centro congressi ospita questa mattina un vertice sulla Torino -Lione tra i parlamentari piemontesi e i rappresentanti delle imprese e del mondo produttivo.
“In campagna elettorale la Lega ha detto che la Tav va fatta – aggiunge Cirio – e sono convinto siano persone serie”.
All’incontro con i parlamentari sono presenti, tra gli altri, i vertici di Unione Industriale, Api, Amma, Ascom, Federalberghi e tutte le altre associazioni di categoria che da sempre sostengono l’importanza della realizzazione della Torino-Lione per lo sviluppo economico del Piemonte.
Tav, il Governo rinvia i bandi. Di Maio: ‘Crisi risolta’Salvini: ‘Elezioni anticipate? non ci penso neanche. Senza intesa voto camere o referendum’. Per Casaleggio il governo non è a rischio. Fico: ‘Il No battaglia identitaria M5s’

09 marzo 201916:09

Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Lo scrive Il sole 24 ore on line. I contenuti della direttiva e dei bandi non sono ancora noti ma sarà comunque presente un riferimento alla volontà di Roma di chiedere a Parigi e Bruxelles di rivedere il Trattato. La lettera è frutto dell’intesa raggiunta in extremis da Lega e M5S e terrebbe conto delle condizioni avanzate ieri da Luigi di Maio, che aveva chiesto di non impegnare soldi pubblici in questa fase.Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì il Cda della società si riunirà  per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che ‘si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi’. L’obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.
“Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti”, ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.  La lettera di Palazzo Chigi invita Telt “a non fare i capitolati d’appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì”. “È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati – aggiunge – una roba da Repubblica delle banane”.  “Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa”.
Il no alla Tav è una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. “Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav – racconta Fico – eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c’era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav”. Fico sottolinea che “non era un’idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali”.
“Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il Movimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l’ennesimo no documentato e non ideologico alla tav – ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli – quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un’opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così”. “È chiaro che è una battaglia identitaria del Movimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza”. Nonostante tutto però per il presidente della Camera “la legislatura è saldamente in piedi, c’è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera”.
E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipate? “Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni”. “Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo”.
“Non penso ci sia una crisi di governo” ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. “So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell’evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare” ha tagliato corto Casaleggio.
Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro leghista dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. “Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo – afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l’Italia ha bisogno di vere infrastrutture”.
Intanto Torino si prepara a un’altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: ‘Se non partono i bandi pronti ad azioni legali’.

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Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.  La lettera di Palazzo Chigi invita Telt “a non fare i capitolati d’appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì”. “È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati – aggiunge – una roba da Repubblica delle banane”.  “Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa”.
Il no alla Tav è una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. “Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav – racconta Fico – eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c’era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav”. Fico sottolinea che “non era un’idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali”.
“Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l’ennesimo no documentato e non ideologico alla tav – ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli – quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un’opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così”. “È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza”. Nonostante tutto però per il presidente della Camera “la legislatura è saldamente in piedi, c’è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera”.
E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? “Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni”. “Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo”.
“Non penso ci sia una crisi di governo” ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. “So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell’evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare” ha tagliato corto Casaleggio.
Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro leghista dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. “Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo – afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l’Italia ha bisogno di vere infrastrutture”.
Intanto Torino si prepara a un’altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: ‘Se non partono i bandi pronti ad azioni legali’.

Solidarietà ad Appendino,’sono commossa’Dopo le minacce arrivate da ambienti anarchici

TORINO09 marzo 201912:39

– “Sindaca siamo con te non mollare” “Forza sindaca”, “#iostoconchiara”. Accompagnate da questi slogan un centinaio di persone si sono riunite questa mattina sotto Palazzo Civico per portare solidarietà a Chiara Appendino dopo le minacce provenienti da anarchici e antagonisti dopo lo sgombero dell’ex Asilo occupato. Visibilmente commossa la sindaca “perché – ha detto – è una dimostrazione di affetto che non era dovuta e che arriva in un momento di difficoltà che mi ha anche cambiato la vita. L’affetto fa ancora più piacere”.
Martedì scorso un corteo di protesta contro la sindaca si era svolto in via Cibrario davanti al negozio di famiglia. “Quello che è accaduto – ha commentato – non è un fatto politico e ringrazio chi in questi giorni mi ha mostrato solidarietà e vicinanza umana. Sentire le persone vicine è qualcosa che mi da forza. Sono serena – ha aggiunto – e vado avanti con più forza di prima, le energie ci sono”.
Sardegna: Zedda, opposizione in RegioneLo ha annunciato il sindaco di Cagliari

ORISTANO09 marzo 201912:42

– “Non posso che essere tra voi in questa battaglia in Consiglio regionale. Ringrazio chi mi suggerisce di continuare a fare il sindaco ma se si decide di fare l’opposizione la si fa nelle sedi proprie che sono quelle del Consiglio regionale”. Così il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, uscito sconfitto dalle regionali del 24 febbraio come candidato governatore del centrosinistra, ha ufficializzato questa mattina la scelta di continuare la sua avventura politica tra i banchi dell’Assemblea sarda, dopo otto anni da sindaco del capoluogo. Lo ha fatto a Fordongianus (Oristano), dove ha riunito le forze della coalizione che lo hanno sostenuto in vista della tornata elettorale. “Vedremo le modalità nei prossimi giorni”, ha dichiarato Zedda, che davanti a sé ha due opzioni: le dimissioni da sindaco oppure la decadenza una volta proclamato consigliere regionale.
Morto ex brigatista poi collaboratoreFu esponente di spicco della colonna veneta Cecilia Ludmann

TRIESTE09 marzo 201914:15

– È morto a Verona, la sua città, dopo una malattia, l’ex esponente di spicco della colonna veneta Cecilia Ludmann delle Brigate Rosse, poi collaboratore di giustizia, Michele Galati, condannato per gli omicidi, avvenuti nel 1980, del direttore del Petrolchimico di Porto Marghera Sergio Gori e del commissario della Digos di Venezia Albanese.
Con le sue dichiarazioni, fatte nel 1982, Galati determinò l’ arresto di una quarantina di militanti. Fu lui il primo ad indicare – al giudice istruttore di Venezia dell’epoca, Carlo Mastelloni, e ai carabinieri dell’Anticrimine di Padova, struttura del generale Dalla Chiesa – la Scuola di lingue parigina Hyperion come una sorta di centrale del terrorismo internazionale. Organizzazione che aveva mediato anche il traffico clandestino di armi risalente alla fine del 1979 a seguito di contatti nella capitale francese tra il capo delle Br Mario Moretti e i vertici dell’ OLP. Galati trascorse una decina di anni in carcere.
Scritte contro Prefetto Reggio e SalviniApparse su muri palazzine costruite per ospitare stranieri

ROSARNO (REGGIO CALABRIA)09 marzo 201914:19

– Scritte a caratteri cubitali in italiano, inglese e francese con le frasi “Non dimentichiamo, no alle espulsioni Prefetto e Salvini: nelle tende andateci voi (me…)”, e “Case per tutti” sono apparse a Rosarno sui muri esterni del complesso di palazzine realizzate con fondi dell’Ue e destinate ad ospitare i migranti in contrada Serricella. Analoghi messaggi erano stati lasciati anche sul muro della Prefettura di Reggio Calabria. Nella recinzione dell’area inoltre sono state affisse gigantografie in tessuto plastificato di un metro e mezzo per un metro, con le foto di Becki Moses, Suruwa Jaitèh e Moussa Ba, i tre migranti vittime di incendi scoppiati nella vecchia baraccopoli di San Ferdinando smantellata nei giorni scorsi, di Soumaila Sacko, sindacalista maliano ucciso nella ex cartiera di San Calogero e di Sekine Traorè, che rimase ucciso dopo avere tentato di aggredire, ferendolo, un carabiniere che sparò per difendersi.
Indagini sono in corso da parte della Polizia.
Tav, Salvini: “Nessuna crisi in vista””Voglio si faccia, sennò si pronunci Parlamento o un referendum”

MILANO09 marzo 201914:27

– “Noi regaliamo agli italiani 5 anni di Governo. Non c’è nessuna crisi in vista”, dice Matteo Salvini parlando delle divisioni sul Tav. “La situazione economica è tale che nessuno si può permettere di giocare sul futuro degli italiani”, aggiunge a Milano a un evento per il suo compleanno.
Elezioni anticipiate? “Non ci penso neanche – così il leader leghista -. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni”. “Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell’Europa – prosegue -.
Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l’Europa, l’opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo”. “Sono disponibile a tutto: se non c’è accordo del governo, si può pronunciare il Parlamento – ancora Salvini -, si possono pronunciare gli italiani con un referendum consultivo. L’accordo si può trovare in Parlamento o nel Paese”.
Tav, P.Chigi: i bandi non partono lunedìSottosegretario Buffagni (M5S): crisi, felice Salvini cambi idea

09 marzo 201915:49

– “Si va verso il rinvio dei bandi” di Telt – società italo-francese – per la Tav. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi. I bandi, sottolineano, “non partiranno lunedì.
Quanto riportato dal Sole 24 ore non è esatto”. “Felice che Salvini abbia cambiato idea, la crisi era stata minacciata da lui – scrive il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefanno Buffagni su twitter -. Ci rincuora sapere che abbia a cuore il destino del governo come noi. Dobbiamo lavorare per gli italiani, c’è ancora molto da fare”.

Chiamparino,P.Chigi da repubblica bananeGoverno si assuma responsabilità in Parlamento o vada a casa

TORINO09 marzo 201916:25

– La lettera di Palazzo Chigi invita Telt “a non fare i capitolati d’appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì”. Lo rende noto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, a margine del flash mob delle madamin a favore della Torino-Lione. “È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati – aggiunge – Una roba da Repubblica delle banane”.
“Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa”, aggiunge Chiamparino.         [print-me title=”STAMPA”]