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DALLE 09:06 ALLE 22:12

DI GIOVEDì 08 NOVEMBRE 2018

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Nba, Lebron guida i Lakers al successo
Secondo ko per Spurs di Belinelli, sempre più giù Cleveland

Vela: Andrea Mura, addio Route du RuhmSkipper cagliaritano si ritira, strumenti in tilt dopo tempesta

Basket, all’Auxilium Fiat arriva JaitehOpzione fino a giugno per il giocatore di origine senegalese

Rugby:Italia-Georgia,O’Shea ne cambia 10Dopo il duro Ko contro l’Irlanda ct stravolge il XV azzurro

Golf: Nedbank Challenge, Garcia superSpagnolo domina 1/o round. Pavan 13/o, Paratore e McIlroy 21/i

F1: Vettel,puntiamo a titolo CostruttoriRaikkonen “non siamo in una posizione di forza, ma lotteremo”

Bebe Vio vince cdm fioretto paralimpicoVittoria a Tblisi. Per azzurra 4/o titolo consecutivo

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Partita tiratissima e vittoria meritata per i Lakers di Lebron James contro i Timberwolves, mentre il San Antonio di Marco Belinelli è costretto alla resa dai Miami Heats. Questi i dati principali delle partite giocate questa notte in Nba. I californiani si impongono su Minnesota per 114-110 con una grande partita del suo fuoriclasse James, autore di 24 punti e trascinatore della squadra. Fra i rivali buonissima prova del giovane Derrick Rose, per lui 31 punti, che però non evita la sconfitta ai suoi. Al San Antonio Spurs, che negli ultimi anni ha sempre dominato sul campo degli Heats, stanotte è andata male, e la formazione di Belinelli si è arresa con il punteggio di 95-88. Il risultato porta soprattutto il sigillo di Hassan Whiteside, autore di 29 punti e 20 rimbalzi all’attivo. Nelle altre gare, tante vittorie esterne: Philadelphia su Indiana per 100-94, i Raptors sui Kings per 114-105, Detroit su Orlando per 103-96, New York su Atlanta per 112-107 e Oklahoma sui Cavaliers (96-85).
– CAGLIARI

– Andrea Mura ha deciso di ritirarsi dalla Route du Ruhm, la traversata in solitaria in barca a vela dell’Oceano Atlantico. L’abbandono non è stato ancora comunicato ufficialmente all’organizzazione: lo skipper cagliaritano ha scelto di rientrare al porto di Lorient dopo aver constatato che la parabola con il satellitare, indispensabile sia per la sicurezza, sia per le strategie di gara, non funzionava più in seguito ai danni riportati durante una tempesta nel golfo di Biscaglia.
“In teoria sono ancora in gara – dice all’ANSA – potrei far riparare la strumentazione e ripartire. Molti faranno così. Ma a me piace la sfida, sono un agonista: riandare in mare solo per concludere la gara inseguendo gli ultimi non è nelle mie corde”.
Tanta delusione e qualche polemica. “Delusione sì – spiega – perché su questa gara ho investito tanto in preparazione ed economicamente. È la prima volta che mi ritiro, ho ancora molta rabbia. Penso che sbollirà solo quando la gara sarà finita.
– TORINO

Gli infortuni in serie hanno costretto l’Auxilium Fiat Torino a tornare sul mercato con l’ingaggio, con un contratto di due mesi ed opzione fino a giugno del centro francese di origine senegalese Mouhammadou Jaiteh, 24 anni, alto 2 metri e 8 centimetri, in arrivo dal Limoges dove lo scorso anno ha disputato 38 partite con una media di 9.3 punti a match, 6.1 rimbalzi e 52.9% al tiro.
Prima che nel Limoges ha giocato nello Strasburgo, nel Nanterre e nel Boulogne.
– FIRENZE

– Il ct dell’Italrugby Conor O’Shea ha ufficializzato la formazione che sfiderà la Georgia nel primo dei tre test match di novembre, quello di sabato a Firenze contro la Georgia. 5 le conferme rispetto al XV travolto dall’Irlanda a Chicago: Mattia Bellini all’ala, Michele Campagnaro come centro, Tito Tebaldi n.9, Abraham Steyn in terza linea e Luca Sperandio estremo. Dal primo minuto si rivedono Tommaso Castello e Tommaso Benvenuti. Mediana tutta del Benetton con Tommaso Allan n.10 accanto a Tebaldi. In terza linea Jake Polledri e Sebastian Negri affiancheranno Steyn. Seconda linea con Dean Budd e Alessandro Zanni, mentre in prima per sfidare la mischia georgiana O’Shea si affida a Simone Ferrari, Leonardo Ghiraldini e Andrea Lovotti. Questa la formazione dell’Italia: 15 Sperandio, 14 Benvenuti, 13 Campagnaro, 12 Castello, 11 Bellini, 10 Allan, 9 Tebaldi, 8 Steyn, 7 Polledri, 6 Negri, 5 Budd, 4 Zanni, 3 Ferrari, 2 Ghiraldini, 1 Lovotti.
– Il trionfo in Ryder Cup lo ha rivitalizzato e adesso Sergio Garcia vuole riprendersi la scena.
Prima il successo in casa nel Valderrama Masters, ora la partenza show nel Nedbank Challenge, penultimo torneo 2018 delle Rolex Series European Tour. In Sudafrica infatti avvio super per lo spagnolo che ha dominato il primo round grazie a un parziale di 64 (-8) che gli ha permesso di tenere a distanza di 4 colpi il francese Mike Lorenzo-Vera, il finlandese Mikko Korhonen e Charl Schwartzel, tutti secondi con 68 (-4). Otto birdie e nessun bogey per “El Nino”.
A Sun City sono invece in 5/a posizione, tra gli altri, il cinese Ahwun Wu e gli inglesi Matt Wallace ed Andy Sullivan (69, -3). Sul green del Gary Player CC ancora un buon inizio per Andrea Pavan, 13/o (71, -1) come pure il britannico Matthew Fitzpatrick. L’azzurro precede in classifica Renato Paratore e Rory McIlroy (tra i favoriti al titolo), 21/i (72, par). Con il campione in carica Branden Grace 11/o (70,-2).
– “Abbiamo ancora due gare e non vedo l’ora di tornare a correre. Mi piacerebbe vincerle”. Sebastian Vettel in Brasile lancia la sfida per il titolo Costruttori: “Vogliamo fare il meglio, cercando per quanto possibile di mettere dietro i nostri avversari” della Mercedes. Le valutazioni sul 2018 sono rimandate a dopo Abu Dhabi: “Credo che non sia questo il momento più adatto per trarre conclusioni – dice il pilota Ferrari – visto che il campionato non è del tutto chiuso. Alcune cose non sono andate per il verso giusto e dobbiamo assicurarci di avere imparato da questo: è ovvio che ci è mancato qualcosa, dobbiamo rimediare e fare in modo che non capiti più”. Anche Kimi Raikkonen ha parlato del titolo Costruttori: “Probabilmente è il più importante per le squadre, specie per quelle ‘ufficiali’.
Daremo il massimo e vedremo: non siamo nella posizione più favorevole, ma siamo ancora in lotta e lotteremo”.
– La stagione di Coppa del Mondo di scherma paralimpica riprende così come si era conclusa: nel segno di Bebe Vio. La fiorettista azzurra si è infatti aggiudicata la gara di fioretto femminile, categoria B, svoltasi oggi a Tbilisi, nella prima giornata della tappa che segna l’avvio della fase di qualificazione ai Giochi Paralimpici di Tokyo2020.
Il successo vale l’aritmetica certezza della conquista della Coppa del Mondo 2018 di specialità. In finale, Bebe Vio, con il punteggio di 15-5 ha battuto la russa Irina Mishurova sua ‘consueta’ avversaria. Domenica l’azzurra sarà nuovamente protagonista in pedana nella gara a squadre assieme a Loredana Trigilia ed Andreea Mogos.   [print-me title=”STAMPA”]

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DI DOMENICA 04 NOVEMBRE 2018

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Golf: Rose vince Turkish Open, torna n.1
Il britannico batte al play-off Haotong Li: “Una gioia unica”

Rugby:O’Shea deluso,ora battiamo GeorgiaBrutto Ko con Irlanda, sabato a Firenze una sfida molto sentita

Maratona Torino, è dominio EtiopiaVittorie sia tra uomini che fra donne. Brogiato su podio, è 3/a

Rossi comunque festa, 1/a vittoria fratello LucaIn Moto2 a Sepang è anche il giorno del giovane Marini

Martin vince in Malesia ed è campione Moto3Ottavo trionfo di categoria per lo spagnolo

Tennis: sorpresa Khachanov, Djokovic battuto a Parigi 22enne russo supera in due set il serbo che torna però numero 1

Maratona NY: vincono Desisa e KeitaniL’etiope si impone in 2.06.26, quarto successo per la keniana

Sbrollini, da Egonu grande insegnamentoSenatrice Pd, “vive ed esprime cose importanti con naturalezza”

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Justin Rose vince per il secondo anno consecutivo il Turkish Airlines Open di golf e torna in vetta alla classifica mondiale superando al play-off Haotong Li. “Sono felicissimo – la gioia dell’inglese – anche se nel finale non ho giocato bene. Tornare numero 1 è qualcosa di unico”. Finale di gara show ad Antalya dove prima il cinese e poi il britannico alla buca 18 sprecano tutto, realizzando un bogey a testa che li costringe allo spareggio (267, -17 lo score di entrambi). Il campione olimpico approfitta dell’ennesimo sbaglio del 23enne di Hunan andandosi a prendere una vittoria importantissima. E’ l’11/a vittoria sull’European Tour per il 38enne nato in Sudafrica, che conquista il terzultimo torneo stagionale delle Rolex Series scalzando dal trono mondiale Brooks Koepka. Terzo posto per lo spagnolo Adrian Otaegui e il belga Thomas Detry (269, -15). Quinto per il tedesco Martin Kaymer e il danese Lucas Bjerregaard (270, -14).
– L’Italia del rugby si lecca le ferite dopo la dura lezione che, a Chicago, le ha impartito l’Irlanda.
Quella del ct Conor O’Shea era una squadra azzurra sperimentale, ma non per questo l’amarezza viene meno, anche se a battere Campagnaro e compagni è stata la selezione attualmente n.2 al mondo, dietro solo agli All Blacks. “Sono deluso per i nostri errori – è il commento di O’Shea -. Contro l’Irlanda in fase difensiva abbiamo fatto anche cose buone, ma non sono contento per altre situazioni. Il vero problema per noi sono stati i primi minuti del secondo tempo. Abbiamo giocato contro la seconda squadra al mondo che ha sfruttato le occasioni create”.
Adesso però è tempo di pensare alla sfida di sabato prossimo a Firenze contro la Georgia, molto sentita in casa azzurra. Quella di Tbilisi è infatti la squadra che aspira a prendere il posto dell’Italia nel 6 Nazioni, forte anche del fatto che, attualmente, la precede di una posizione nel ranking internazionale. E’ quindi un match assolutamente da vincere.
– TORINO

– L’etiope Gena Amdai Sirai ha vinto la 32/a edizione della Maratona di Torino, a cui hanno preso parte in 1.500 atleti. Amda Sirai ha corso in 2 ore 14’48”, e ha preceduto sul traguardo in piazza Castello i keniani Moses Mengich (2 ore 15’51”) e Benjamin Kiprop (2 ore 16’55”); quinto e primo degli italiani Giovanni Grano (2 ore 19′ 03″).
Anche in campo femminile successo dell’Etiopia con Denbeli Chefo Shuke (2 ore 35′ 53″), davanti alla keniana Caroline Cherono; terza Laura Brogiato (2 h 38′ 58), campionessa italiana di mezza maratona e alla sua prima prova sui 42,195 km.
Non porta un cognome ‘pesante’ solo perché il papà non è lo stesso. Ma Luca Marini con suo fratello Valentino Rossi ha tanto in comune, da mamma Stefania a quella passione per le moto che a Sepang ha portato il giovane pilota a centrare la prima vittoria nel mondiale delle Moto2. Rossi lo aveva messo sull’avviso quando qualche anno il fratello gli aveva comunicato che non intendeva proseguire nel calcio – dove pure non era malaccio – e voleva seguire le sue orme. “Sei sicuro? – ha raccontato a Sepang Rossi – Guarda che per te potrebbero essere belle beghe”. Ma Luca, 21 anni compiuti lo scorso agosto, non si è lasciato dissuadere dagli inevitabili accostamenti con l’ingombrante fratello ed è andato dritto per la sua strada, anche perché il mondo delle minimoto lo aveva affascinato ben prima del pallone, già a 5 anni. In Malesia, al termine della gara di Moto2 è arrivato il suo primo successo, nel giorno in cui Francesco Bagnaia, compagno di box nello SKY Racing Team VR46, ha conquistato il titolo iridato della classe intermedia. Luca e Valentino si sono poi uniti in un lungo abbraccio, sulla pista. “E’ stata davvero dura, però quando sei primo e hai un gran feeling con la moto diventa tutto più semplice – le parole di Luca subito dopo il traguardo – A chi dedico questa vittoria? Alla mia famiglia, alla mia ragazza e a mio fratello, era lì alla fine della gara a guardarmi”. “Mi sono emozionato” ha risposto Valentino. La prima stagione iridata di Marini risale al 2013, in Moto3. Poi il passaggio alla Moto2 e, quest’anno, l’ingresso nello SKY Racing Team VR46 per un 2018 vissuto in costante ascesa. “Non mi sono mai sentito un raccomandato – ripete lui spesso – Io voglio fare la mia strada”.

Lo spagnolo Jorge Martin vince il Gran premio di Sepang in Malesia e si laurea campione del mondo della Moto3 per l’ottava volta. Sul podio anche Lorenzo Dalla Porta col secondo tempo ed Enea Bastianini, terzo.
Un anno fa giocava le Next Gen Atp Finals di Milano, lui che già ad ottobre del 2016 – a soli 20 anni – era stato capace di vincere un titolo del circuito maggiore, a Chengdu in Cina. Ora, esattamente 12 mesi dopo la partecipazione alle prime Next Gen Atp Finals, Karen Khachanov conquista il suo primo trofeo Masters 1000, battendo 7-5 6-4, in un’ora e 37 minuti di partita nella finale del torneo di Parigi-Bercy quel Novak Djokovic che da lunedì sarà nuovamente il numero uno dell’Atp. Il 22enne moscovita ha così chiuso una settimana da favola che lo ha visto battere ben quattro top-ten di fila – Isner, Zverev, Thiem e Djokovic – e guadagnarsi un best ranking da favola, numero 11, ad un passo soltanto dall’élite mondiale.Il moscovita ha anche allungato la sua imbattibilità nelle finali: ne ha vinte quattro su quattro: oltre quella già citata di Chengu nel 2016, quest’anno ha portato a casa il trofeo a Marsiglia e Mosca prima dell’exploit parigino. Dopo i successi del 2009, 2013, 2014 e 2015 Djokovic puntava al pokerissimo e ad eguagliare il record di trofei “1000” di Nadal (33). Il serbo ha sicuramente pagato la fatica delle tre ore necessarie a fermare Federer in semifinale. Nella sua 104esima finale in carriera – la sesta in questa stagione nella quale dopo aver perso al Queen’s (con match-point contro Cilic) ha conquistato Wimbledon, il Masters 1000 di Cincinnati, gli Us Open ed ancora il “1000” di Shanghai arrivando a 72 i trofei in bacheca – Nole è anche partito bene prendendo un break di vantaggio nel quarto gioco (3-1) dopo aver avuto una chance di riuscirci anche nel secondo game. Khachanov però se lo è ripreso immediatamente e con i suoi colpi devastanti a cominciare dal servizio.Nell’undicesimo gioco il serbo ha concesso la seconda palla-break di tutto il set ed anche stavolta il russo non se l’è lasciata sfuggire, archiviando poco dopo il primo parziale. Nella seconda frazione Khachanov ha strappato il servizio a Nole già nel terzo gioco ed il 31enne di Belgrado è già stato bravo nel settimo ad evitare che i break diventassero due. Djokovic ha messo in campo le ultime energie ma il russo nei suoi ultimi due turni di servizio ha concesso un solo “quindici”, chiudendo al primo match-point. Da domani Djokovic tornerà in vetta al ranking mondiale, spodestando Rafael Nadal. A giugno Nole era numero 22: il serbo è il primo tennista a diventare numero uno in una stagione in cui era fuori dai primi 20 dopo 18 anni (nel 2000 Safin passò dal n. 38 al n.1).
L’etiope Lelisa Desisa e la keniana Mary Keitany hanno vinto la 48/a edizione della maratona di New York. Desisa, in un finale al cardiopalma, si è imposto con il tempo di 2h05’59”, battendo di due secondi il connazionale Shura Kitata, Staccato di 27”, terzo posto per il keniano Kamworor. Keitany si è aggiudicata la corsa per la quarta volta dopo le tre vittorie dal 2014 al 2016 e il secondo posto del 2017 dietro l’americana Shalane Flanagan, oggi terza. Il suo tempo è stato di 2h22’48”. Secondo posto per un’altra keniana, Vivian Cheruiyot.
– “Il colore della pelle che non è un problema, atti di razzismo che capitano, una fidanzata che è cosa di tutti, nascere lontani in un’altra parte ed essere italiani. Soffrire, che poi passa. Aveva ragione il presidente Mattarella quando ha detto che ‘da queste ragazze abbiamo tanto da imparare'”. Così la senatrice del Pd Daniela Sbrollini, responsabile del dipartimento sport del partito, commenta in una dichiarazione

le parole dell’azzurra della pallavolo Paola Egonu, in un’intervista al Corriere della Sera sulla sua vita e sulla sua esperienza al Mondiale che ha visto l’Italia conquistare la medaglia d’argento. E’ la “capacità, solo apparentemente ingenua, di parlare di cose importanti con naturalezza, rendendole ovvie”, sottolinea la senatrice, che continua: “E’ una ragazza che ha dato un insegnamento di atteggiamento e di sentimento ad un Paese che cerca soluzioni impossibili e strade tortuose per cercare una serenità che si potrebbe trovare invece vivendo con semplicità le cose che capitano”.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:27 DI MARTEDì 30 OTTOBRE 2018

ALLE 00:48 DI MERCOLEDì 31 OTTOBRE 2018

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Rally: Brazzoli campione del mondo WRC3
Sogno diventa realtà in Spagna per pilota 53enne con Beltrame

Rugby, Italia-Irlanda, Biagi: ‘soffriranno’A Chicago azzurri cominciano la serie dei test match novembre

Caso doping: si dimette coach ScafatiDopo apertura indagini su foto Fb giocatori con flebo

Coppa Davis ’19:le sfide del primo turnoIn lizza 24 squadre, Italia in India per accesso alle Finals

Giochi 2026: Calgary verso la rinunciaPassa mozione per lo stop al voto in consiglio comunale

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Il sogno è diventato realtà al Rally di Spagna per Enrico Brazzoli in coppia con Luca Beltrame.
Il pilota piemontese di Saluzzo (CN) con la vittoria nella Categoria WRC3 nel Rally di Spagna ha conquistato il Campionato del Mondo WRC3. Vittoria ancora più eclatante perché ha conquistato il titolo a 53 anni, dopo avere corso per tanti anni da navigatore, per poi passare alla guida. “Siamo partiti ad inizio stagione per cercare di ottenere un podio nel Campionato Mondiale WRC3, ma il successo di Montecarlo ci ha spinto a credere in un risultato ancor più prestigioso e gratificante. Ho vinto – afferma Brazzoli – a 53 anni usando le armi che ha un pilota della mia età. Costanza di prestazioni, mai commettere errori e sfruttare tutte le possibilità. I ragazzini di vent’anni sono indubbiamente più veloci di me, ma spesso non finiscono le gare.
Ma hanno ragione. Debbono dimostrare di essere veloci per cercare di concretizzare il sogno di diventare pilota ufficiale in una grande squadra”.
Lavoro in palestra e poi seduta di allenamento al ‘Toyota Park’ di Chicago per la nazionale italiana di rugby che ha cominciato la settimana di preparazione per il primo Test Match autunnale del 2018 in calendario sabato, 3 novembre, alle 15 ora locale (le 21 in Italia) al ‘Soldier Field’. Il pronostico sembra chiudere gli azzurri, che contro i verdi non schiereranno il XV migliore riservandolo invece per la sfida del 10, molto sentita, a Firenze contro la Georgia, ma George Biagi, seconda linea azzurro, appare fiducioso: “a Verona ho trovato un gruppo molto motivato – dice -. Nell’ultima partita giocata contro il Giappone abbiamo mostrato grande qualità in campo, ma dobbiamo lavorare per continuare il percorso di crescita”. “La partita di contro l’Irlanda sarà molto dura dal punto di vista fisico e tecnico – dice ancora -. La squadra scelta da O’Shea può metterli in difficoltà. Nello scorso 6 Nazioni abbiamo avuto problemi con l’Irlanda, ma ora siamo una squadra diversa e maturata in vari aspetti”.
– E’ completo il quadro degli accoppiamenti per le 24 squadre che parteciperanno al turno di qualificazione della Coppa Davis 2019, primo atto del nuovo format, in programma l’1 e il 2 febbraio prossimi. Portogallo e Slovacchia sono le ultime formazioni ad aver ottenuto il pass per aver eliminato rispettivamente il Sudafrica e la Bielorussia. L’Italia sarà ospite dell’India per cercare di entrare tra le 12 formazioni che accederanno alle finali dal 18 al 24 novembre a Madrid, insieme con le quattro semifinaliste dell’edizione 2018 (Croazia, Francia, Spagna e Usa) e a Gran Bretagna e Argentina che hanno avuto due wild card. Questi gli accoppiamenti del turno di qualificazione, con la prima squadra che giocherà in casa: Brasile-Belgio; Uzbekistan-Serbia; Australia-Bosnia; India-Italia; Germania-Ungheria; Svizzera-Russia; Kazakhstan-Portogallo; Rep.Ceca-Olanda; Colombia-Svezia; Austria-Cile; Slovacchia-Canada; Cina-Giappone.
La canadese Calgary è ad un passo dal ritiro della candidatura per i Giochi olimpici 2026. Il comitato olimpico locale ha approvato all’unanimità la mozione che invita il consiglio comunale della città dell’Alberta a interrompere mercoledì con un voto il processo di candidatura per le olimpiadi invernali 2026. Lo riportano i media canadesi. Calgary era in corsa con Stoccolma e Milano-Cortina.
– SALERNO

– Marco Calvani ha rassegnato le dimissioni da capo allenatore della Givova Scafati. Il tecnico romano, coinvolto nelle indagini della Procura Nazionale Antidoping insieme a due atleti e a un medico del team scafatese, ha deciso d’interrompere la sua esperienza sulla panchina del PalaMangano. La squadra salernitana di serie A2 di basket, infatti, è stata deferita per una foto pubblicata su Facebook il 19 settembre scorso proprio da Calvani.
Nell’immagine i giocatori Giorgio Sgobba e Gabriele Romeo appaiono mentre si fanno una flebo. L’episodio è finito sotto la lente della Procura Nazionale Antidoping che ha chiesto un anno di squalifica per gli atleti, quattro anni per il medico sociale Andrea Inserra e sei mesi per l’allenatore Marco Calvani. Ieri pomeriggio il coach della Givova Scafati – deferito per omessa denuncia -, durante una conferenza stampa, aveva ammesso di aver commesso “una leggerezza” ma aveva precisato che “la mia rettitudine e trasparenza non può essere messa in discussione”.   [print-me title=”STAMPA”]