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X Factor, Tiziano Ferro ospite della semifinale
Ultimo scoglio per poter accedere alla finale 2019

05 dicembre 2019 09:28

Ultimo scoglio per poter accedere alla finale di X Factor 2019. Solo 4 dei 5 concorrenti ancora in gara potranno coronare il sogno di calcare il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle al Mediolanum Forum di Assago. L’appuntamento con la semifinale è per le 21.15, su Sky e NOW TV.La situazione vede avvantaggiato Samuel che ha in gara due componenti della sua squadra: Booda e Sierra sono infatti i Gruppi che si giocano l’ingresso alla finale. Gli altri giudici hanno tutti un concorrente a testa: Mara per i suoi Over schiera Eugenio Campagna, Malika per gli Under Uomini ha Davide Rossi, Sfera Ebbasta per le Under Donne si gioca tutto con la giovane Sofia Tornambene.Ad Alessandro Cattelan il compito di guidare giudici e concorrenti nella sfida che si svolgerà in due manche classiche, al termine delle quali il meno votato di ciascun turno andrà allo scontro finale.Nella prima manche i concorrenti si esibiranno sulle note dei brani scelti dai rispettivi giudici: Mara ha assegnato ad Eugenio Campagna Una buona idea di Niccolò Fabi, Malika ha scelto Toxic di Britney Spears per Davide Rossi, Sfera ha affidato a Sofia Tornambene Human Nature di Michael Jackson, Samuel ha selezionato Born Slippy, Nuxx di Underworld per la Sierra e Dibby Dibby Sound di Dj Fresh vs Jay Fay per i Booda.Nella seconda manche spazio per il classico momento “My Song”, durante il quale i concorrenti presenteranno il loro brano del cuore. Così Eugenio ha scelto Nessuno vuol essere Robin di Cesare Cremonini, Davide interpreterà Uptown Funk di Bruno Mars, la canzone del cuore di Sofia è Love of my Life dei Queen, mentre la preferenza della Sierra è per Ni Ben Ni Mal di Bad Bunny, quella dei Booda è per Level Up di Ciara.Ospite di questa settimana è Tiziano Ferro. L’artista si esibirà nell’opening con i concorrenti interpretando un medley di tre delle sue hit e presenterà poi, in anteprima assoluta live, il suo ultimo successo In mezzo a questo inverno.Per la prima volta sul palco di X Factor il pianista siriano Aeham Ahmad, che trasmetterà, grazie alla musica, il suo messaggio di coraggio, orgoglio e speranza. Aeham al piano, suonerà un suo brano “I forgot my name” (con testo in arabo) e poi insieme a tutti i concorrenti di X Factor 2019 intepreterà “Mad World” dei Tears for Fears.Settimo appuntamento anche per Extra Factor, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Quest’ultimo racconterà, nella sua rubrica settimanale Al Confidential, le impressioni dei ragazzi sul percorso che stanno facendo, le loro emozioni e i loro timori della settimana appena trascorsa.

Franco Arminio, l’amore come politicaPoeta e paesologo, dai versi all’impegno civile

05 dicembre 201920:13

FRANCO ARMINIO, ‘L’INFINITO SENZA FARCI CASO. POESIE D’AMORE’ (BOMPIANI, PP. 122, EURO 14,00) Che ci fa un poeta che incanta la rete parlando d’amore nelle piazze affollate dei piccoli paesi a predicare il ripopolamento? E’ la contraddizione della ”nicchia di culto” in cui vive Franco Arminio, poeta appunto ma anche ”paesologo”, come ama definirsi lui, impegnato in una moltitudine di sfumature della definizione stessa di ‘impegno’, che va dalla politica alla sessualità. ”Perché se è il momento delle sardine io direi che la poesia è un tonno”, chiosa. ”Personalmente credo molto nella rete ma non basta metterci solo i propri testi, bisogna starci con il proprio corpo e la propria vita. Paradossalmente la rete, che è il mondo digitale, esalta di più quello rurale. Ed io, che non ho mai lasciato il paese dove sono nato (Bisaccia, in provincia di Avellino, il 19 febbraio del 1960 ndr), mi trovo molto a mio agio. Non è contraddittorio”.    Ora torna ai versi con una bellissima raccolta, ”L’infinito senza farci caso. Poesie d’amore’, appena uscita per Bompiani, che parla appunto di sentimenti. ”La poesia è il farmaco della vita, abbiamo consumato ogni tipo di consolazione e fuga dalla realtà, la politica, lo yoga, il corso di tango. Ma i miei lettori sono tanti, da quelli colti a quelli improvvisati ed io voglio parlare a tutti. Quest’ultimo libro parla d’amore, e in questo c’è un versante politico importante, perché riprendere a fare l’amore è anche una questione politica. Parliamo delle relazioni delle persone. Gli apparati, le forme che diamo ai nostri sentimenti spesso non corrispondono alle nostre esigenze, per questo parlo di intimità provvisoria. La nostra testa è un luogo sopravvalutato. Il mio è amore anche per i luoghi, è anticapitalista , è l’opposto della globalizzazione. Produciamo una buona politica amandoci meglio”.
Una ricerca che nella poesia di Arminio sembra non avere fine: ”Prima di morire troverò/ quello che cerco./ E se non accade/ cercherò anche dopo,/ getterò i miei atomi allo sbaraglio/ nell’universo/ ti cercherò/ dentro un albero/, una tegola/ una scarpa”, scrive. Una passione che è declinata anche come civile. ”Le mie due passioni, quella della poesia e quella civile, si intersecano nella mia vita quotidiana, nelle battaglie che vanno da quelle contro le discariche allo spopolamento dei piccoli paesi dell’Appennino. La passione civile per me è una risposta all’angoscia, alla tristezza, alla sfiducia, al catalogo dei fallimenti che incontro nei miei infiniti viaggi nei piccoli luoghi d’Italia. E’ qui che la politica dovrebbe venire, fisicamente, a dimostrare la sua capacità di esistere”.
Lui intanto domani va dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ”per affrontare il tema dello spopolamento, perché il ritorno ai paesi farebbe bene alle infinite caste che ci sono in Italia. Bisogna costruire occasioni di lavoro, fare un grande progetto per l’Appennino”.

Taobuk, il decennale del festival dedicato all’entusiasmoDal 18 al 22 giugno a Taormina

05 dicembre 201911:29

– Sarà dedicata al sacro fuoco dell’entusiasmo la decima edizione di ‘Taobuk che si svolgerà a Taormina dal 18 al 22 giugno 2020. Il festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara, che rappresenta la passione per i libri in un orizzonte sempre più vasto e aperto, coniugando le belle lettere con le altre arti, si prepara al traguardo del decennale invitando a riflettere sulle infinite interpretazioni che l’entusiasmo ha avuto nel corso dei secoli.
“Ho bisogno d’amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita” scrive Giacomo Leopardi nelle Lettere da Roma. “Le parole del poeta, associate alla nozione stessa di ‘pessimismo cosmico’, ci ricordano che l’entusiasmo è una categoria dello spirito. Di quello universale, ma ancora di più di quell’idea – potente e in crisi – che va sotto il nome di Occidente. Entusiasmo che è in perenne contraddizione dialettica con il suo opposto, con la desolata contemplazione dei propri limiti: una contraddizione sufficiente a definire l’uomo, perennemente sospeso tra la consapevolezza dell’Infinito e le proprie fragilità” sottolineano gli organizzatori.
Come sottolinea Antonella Ferrara, “Il manifesto di Taobuk 2020 vuole essere un’occasione per costruire idee, prospettive, volontà, come antidoto alla crisi e alla depressione dell’Occidente, come volano delle sfide che il mondo contemporaneo ci pone: l’avvento dei nuovi colossi dell’economia, della scienza, della cultura, a partire dai mercati mediorientali e soprattutto dalla Cina, mai così concorrenziale. Nell’anno che celebra la decima edizione del Festival – figlio di una visione che ha trovato nell’entusiasmo il proprio centro di gravità grazie ai molti che ne hanno condiviso la progettualità – Taobuk conduce un ragionamento intorno a questa risorsa imprescindibile dell’uomo, antidoto al tanto dibattuto ‘tramonto dell’Occidente’, perché linfa vitale degli innovatori, dei creativi, dei visionari”.

Starnone, Confidenza chiude percorso ma non mi fermoDialogo a Torino con Missiroli sul nuovo romanzo

TORINO05 dicembre 201911:40

– “Confidenza è il libro conclusivo di un percorso cominciato con Lacci e proseguito con Scherzetto, ma è anche il libro di uno scrittore anziano che monta tutti i temi di cui si è sempre occupato: la coppia, la famiglia, l’insegnamento, lo scrivere, la politica come bisogno di capire in quale mondo viviamo. Ho cercato di rovesciare in questo libro tutti i temi che mi stanno a cuore”. Domenico Starnone parla per la prima volta (è lui stesso a dirlo) del suo nuovo romanzo, Confidenza, da poco pubblicato da Einaudi.
“Si apre un altro percorso? E’ molto ottimista chiedere questo a un uomo di 76 anni, ma sono ottimista e quindi rispondo nel modo più doloroso: sì”, dice a Marco Missiroli, autore di Fedeltà, con cui dialoga in un incontro organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Circolo dei Lettori.
“La mia intenzione era costruire una storia intorno al tema del confidarsi nel senso di affidarsi a un altro, raccontando qualcosa che non abbiamo voglia di raccontare neanche a noi stessi. Il tema pedagogico, pedagogia dell’affetto e pedagogia della paura, attraversa tutto il libro così come il tema etico”, spiega Starnone che in Confidenza racconta la relazione tormentata tra Pietro e Teresa, lui professore di liceo e lei sua ex alunna, che si lasciano dopo una notte trascorsa sul letto a raccontarsi un segreto, qualcosa mai detta a nessuno. E proprio quella confidenza resta il filo che continuerà a tenerli uniti tutta la vita anche dopo la separazione, molto più forte di un matrimonio canonico.
Starnone parla della sua scrittura “non retorica e non altisonante. La prima stesura – racconta – è di getto, velocissima, riscrivo in un secondo momento i punti in cui c’è troppa ricerca di effetti emotivi. Non so mai da che parte andrà il racconto, la struttura si definisce scrivendo. Se sapessi quello che c’è in mezzo mi annoierei”.
E Starnone lettore? “I libri li martorizzo, li segno, anche con la penna se non ho una matita a portata di mano. Quando ero ragazzo li divoravo in modo confuso, poi sono diventati un impegno, servono a capire, a imparare a scrivere. A volte resto su una frase più giorni, mi chiedo come ha fatto. Leggete e chiedetevi come ha fatto, è questa domanda che rende un libro straordinario”.

Venice Factory, i vetri veneziani in mostra a RomaAlla galleria Aldo Frasca gli strambotti in vetro soffiato: animali e fiori del design storico italiano

5 dicembre 201911:59

Nati dalla tradizione tutta muranese delle figure e degli animali, gli strambotti in vetro soffiato, sono personaggi, animali e fiori in dimensioni diverse, a volte di carattere funzionale, a volte semplici oggetti di charme. Alla Galleria Aldo Frasca, che dal 1992 si occupa di design storico italiano con un occhio in particolare alle creazioni in vetro, in mostra una collezione che è il risultato della collaborazione tra la designer Eliana Gerotto e il maestro vetraio Gianni Seguso.In questi oggetti un segno contemporaneo incontra l’antica maestria delle tecniche del vetro di Murano: il Balloton, i fiori a Torselo, il vetro soffiato in canne, le Morise, la foglia d’oro e i fiori a Fracco. Nei disegni di Eliana Gerotto riaffiorano il pop dei pagliacci, gli amati vetri del ‘900, il fascino dei lampadari Rezzonico dei palazzi veneziani.Eliana Gerotto è la direttrice creativa di Venice Factory. Ha collaborato con le maggiori aziende italiane di design (Molteni, Arclinea, Venini, Foscarini, Paola Lenti) e ricevuto importanti riconoscimenti internazionali (ELLE Decor International Award 2007 e Good Design Award of Chicago Atheneum). Ha curato allestimenti di prestigiose mostre archeologiche nei maggiori musei europei: Palazzo Grassi, Musée du Louvre, Staatliche Museen Berlin, Palazzo Diamanti a Ferrara, Colosseo.

410 euro la spesa in libri per biblioteca scolasticaDati AIE, 84,8% istituti ha una biblioteca, era l’89,4% nel 2011

05 dicembre 201912:15

– È di 410 euro la spesa media annua per acquisto di libri in Italia, per biblioteca scolastica.
Corrisponde a circa 0,2 libri nuovi a studente. Il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente.
E la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1.152 euro. Questo il profilo delle biblioteche scolastiche nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentato oggi a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, che sarà alla Nuvola dell’Eur, a Roma, fino all’8 dicembre. L ‘indagine si basa sulle risposte di 7.762 scuole e, dopo otto anni, torna a mostrarci il ruolo, il funzionamento e i bisogni delle biblioteche, oggi presidio fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni – secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE – frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.
Qual è dunque la situazione attuale rispetto al 2011? Oggi più di 8 scuole su 10 hanno una biblioteca, cioè l’84,8% (che scende all’81% al Sud), ma era l’89,4% nel 2011. Una scuola su tre (30,1%) ha una biblioteca sia di classe che centrale, mentre il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Dove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi, nel 43,6% dei casi, e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Le biblioteche scolastiche centrali occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi, 52,7%, volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.

Al via a Roma concerti NeaCo’, musica napoletana contaminataDai Neapolitan Contamination la storia di una Napoli inclusiva

5 dicembre 201912:49

– La Napoli inclusiva cantata dai Neaco’ (Neapolitan Contamination) si esibirà nel mese di dicembre a Roma. Le tappe romane del tour sono il Teatro degli Audaci (da oggi al 7 dicembre alle ore 21; l’8 dicembre alle ore 18) e l’Auditorium Parco della Musica (teatro Studio Borgna; mercoledì 11 alle ore 21). Il titolo delle serate romane è “Il viaggio di NeaCo’ – Una favola in forma di concerto”, nata dall’intuizione di Luigi Carbone, Antonio Carluccio, Giovanni Imparato e Aldo Perris. Si narra del viaggio compiuto da un percussionista napoletano che abbandona la sua città e la sua famiglia, girando il mondo per spegnere i demoni della sua irrequietezza. Nel suo viaggio, porta ovunque un frammento della sua Napoli, contaminandolo con gli stili musicali di ogni paese che visita.
I pezzi celebri della musica napoletana sono eseguiti con ritmi funky, jazz, blues, calypso, reggae, rumba fino al tango argentino, per confermare che il sound di Napoli è crocevia di storia e culture. Sul palco, il gruppo è composto da Luigi Carbone (voce narrante e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), il percussionista afro-cubano-napoletano Giovanni Imparato, Aldo Perris (basso), Mats Erik Hedberg (chitarre), Davide Grottelli (Sax e Flauto), Anna Rita Di Pace (violino e voce). “Napoli è una città che non ha mai alzato quei muri che oggi va tanto di moda evocare, che storicamente ha sempre accolto i popoli che arrivavano: greci, romani, arabi, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi, austriaci fino agli americani nella Seconda guerra mondiale. Culture differenti che Napoli ha assorbito come una spugna. La città diventa così luogo-simbolo della contaminazione, perché Napoli è la capitale dello scambio e dell’integrazione. Il progetto NeaCo’ propone, in teatro e in musica, un concetto di inclusività e tolleranza che è nelle viscere di Napoli. L’idea è quella di restituire agli altri, attraverso la musica, quello che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare”, afferma il gruppo in una nota.

Pirandello ventenne innamorato, le lettere inedite a JennySaggio riscopre ‘fiamma’ premio Nobel quando studiava a Bonn

FIRENZE05 dicembre 201912:57

– Diciannove lettere autografe scritte da un giovane Luigi Pirandello (1867-1936) a Jenny Schulz Lander (1870-1938) e un libretto di poesie lasciato in dono alla ragazza renana: questi documenti, finora mai pubblicati, sono la testimonianza di un amore giovanile che avrà importanti riflessi sull’opera del Premio Nobel e sono al centro del saggio di Giuseppe Faustini Un amore primaverile (ed. Mauro Pagliai, pp. 256, euro 22) con introduzione di Elio Providenti.
Luigi Pirandello conosce Jenny il 19 gennaio 1890 a Bonn (Germania) dove lui compie studi universitari. Sin dal loro primo incontro, Pirandello la definisce “una delle bellezze più luminose che io mi abbia mai visto”. La elegge ben presto a musa creativa dedicandole diversi componimenti e la rievocherà nelle proprie poesie anche dopo la fine della relazione avvenuta nel 1891. Diciassette missive sono possedute dal Fondo Manoscritti dell’Harry Ransom Humanities Research Center dell’Università del Texas, altre due sono in archivi di Bonn.

Classic blue è il colore Pantone dell’annoGradazione calmante, tranquilla, profonda per il 2020

05 dicembre 201913:04

– Il Classic Blue è il colore Pantone dell’anno per il 2020. Una gradazione calmante, tranquilla quella decisa dal Pantone Color Institute. “In questi tempi difficili, mentre ci muoviamo verso un nuovo decennio, il Pantone Color Institute è tornato indietro nel tempo”, , ha dichiarato Laurie Pressman, vicepresidente dei fornitori globali di consulenza, analisi delle tendenze e analisi del colore. “Il colore è un’ancora che offre stabilità, costanza e connessione”.
Simile al blu marittimo e ma non indaco e più luminoso del blu navy il Classic Blue evoca una sensazione di infinito: è il Pantone 19-4052.

Salone Libro: biglietti prossima edizione online per NataleSconti nelle librerie aderenti al consorzio Colti

TORINO05 dicembre 201913:06

– Quest’anno, in occasione del Natale, il Salone Internazionale del Libro di Torino apre la biglietteria online: da domani, venerdì 6 dicembre, su salonelibro.it saranno disponibili i ticket per la prossima fiera dell’editoria. Un invito a regalare e regalarsi il Salone, la strenna perfetta per i sostenitori della cultura, per gli amanti dei libri e della letteratura. I biglietti saranno in vendita a prezzo ridotto (8 euro anziché 10) anche nelle librerie Colti – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti aderenti all’iniziativa. È la campagna SalTo Natale, organizzata in collaborazione con Cpòti, dal 6 dicembre al 31 gennaio 2020.
L’elenco delle librerie aderenti è disponibile su salonelibro.it.
Regalare il Salone significa donare un’esperienza unica in Italia, perché il Salone è la più grande fiera dell’editoria del nostro Paese. Dal 14 al 18 maggio 2020, a Torino, si daranno appuntamento oltre 1.200 editori, che insieme formeranno una libreria di 63.000 mq. Ma il Salone è anche un festival culturale con più di 1.200 ospiti da tutto il mondo, pensato per i professionisti dell’editoria, per i giovani, bambini e bambine, ragazze e ragazzi, per gli insegnanti e gli studenti.

Marco D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

05 dicembre 201913:32

– Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – ha detto Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – ha aggiunto il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto. Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore ha raccontato così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola.

Tv: Sorrisi, Telegatto speciale a FiorelloE’ il personaggio del decennio

05 dicembre 201914:16

– È Fiorello il personaggio del decennio 2010-2019 secondo TV Sorrisi e Canzoni, che ha premiato l’amato conduttore con un Telegatto Speciale. L’ambita statuetta è stata consegnata dal direttore di Sorrisi, Aldo Vitali, nel corso della puntata dello show VivaRayPlay! andata in onda mercoledì 4 dicembre. Un riconoscimento che Fiorello ha voluto condividere con tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi dieci anni, dai musicisti agli autori ai costumisti.
Vincenzo Mollica, presente in sala a doppiare la sua versione… “peluche”, è stato premiato con uno speciale Telegattino come personaggio rivelazione di VivaRaiPlay!

Francesca Reggiani, misuriamo le vite a colpi di likeL’attrice a Palladium a Roma con Doc -Donne di origine controllata

05 dicembre 201919:06

Uno show “in grande libertà per parlare dell’oggi”, da una società “settata sui giovani” ai “politici diventati una compagnia di giro in tv, che passa di programma in programma, parlando un linguaggio spesso incomprensibile per il pubblico, tra Mes e Mose”. Così Francesca Reggiani descrive “Doc- Donne di origine controllata”, in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro Palladium di Roma nell’ambito del Festival Flautissimo, giunto quest’anno alla 21/a edizione. Un viaggio per ridere e pensare, in un momento nel quale “misuriamo le nostre vite a colpi di like e di mi piace”. Nel ‘one woman show’ l’attrice, allieva di Gigi Proietti (“è stato lui a dirigere e produrre il mio primo monologo”) alterna le sue reinterpretazioni, fra le altre di Federica Sciarelli, Giorgia Meloni versione pop, Chiara Ferragni a monologhi come quello “su come uomini e donne vengono ‘serviti’ dal tempo” appena presentato anche agli ‘Stati generali’ dell’amica e compagna di tante avventure artistiche Serena Dandini su Rai3. Un pezzo di teatro e di tv, che sta riscuotendo molto successo anche in rete.”E’ una grande gratificazione – commenta Francesca Reggiani – perché il nostro editore è il pubblico”. ‘Doc’ esplora “il caos di oggi che non è solo italiano – spiega l’attrice e coautrice insieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, con la partecipazione di Linda Brunetta – affrontare ciò che abbiamo davanti con uno sguardo ironico, magari affiancato anche con un tocco di sarcasmo, è una bella salvezza”. Viviamo in un periodo nel quale “ci sono tante cose da osservare, come dico a inizio spettacolo, siamo in una fase di trasformazione,, nel cambiamento fino al collo”. Così Francesca Reggiani, tra momenti di satira più pungente e di ironia più riflessiva (“La cosa bella di uno show come questo è poter mettere e togliere pezzi continuamente”) apre finestre su un presente nel quale il sesso virtuale influenza gli equilibri di coppia (“uomini privati del futuro e del lavoro hanno però sempre a disposizione abbondanza di youporn a costo zero e km zero”) o su una tv, dove tra ascolti a picco, “gli unici programmi che vanno sono quelli di cucina e di cronaca nera”. La sua Giorgia Meloni remix recita “so’ una mamma, so’ italiana, sono romana de ‘a Majana, de Garbatella, so’ diplomata, so’ vaccinata, ho fatto ‘a meningite, ‘a varicella, e gli orecchioni – tutte malattie italiane – e nell’amatriciana non ci metto la cipolla, perché le regole so’ importanti”.Si entra nel mondo di Chiara Ferragni, che racconta il suo duro mestiere di influencer e riflette su come con i suoi 16 milioni di follower potrebbe anche pensare “di invadere la Polonia”. Con Federica Sciarelli, invece “ci sono buone possibilità di ritrovare la signora Sinistra. Si si sono messi in moto Montalbano, Luca Zingaretti e Nicola Zingaretti”. In teatro lo spazio per la satira c’è, ma in tv, Dandini a parte? “Oggi si sceglie in genere un tipo di spettacolo leggero che non è a sfondo satirico: dipende dal momento, forse ci si basa anche su ricerche di mercato – commenta l’attrice – Perciò sono contenta di vedere che quando si satireggia bene il pubblico risponde, gradisce molto, basta guardare che maschere stupende sta facendo Neri Marcorè “. E chissà che in tv non arrivi per Francesca Reggiani “un meglio di, in cui oltre a parodie d sketch, possa tornare a esplorare anche altre strade di dialogo con il pubblico”.

Il Natale dei 100 Alberi d’autore, solidarietà UnicefRaccolta fondi a Roma, 25/ma edizione

OMA05 dicembre 201914:25

– Dall’albero-lampada bianco che prende spunto dalle sfaccettature dei brillanti firmato da Brunello Cucinelli, al Fluffy Effect bianco e oro del designer torinese Carlo Pignatelli, fino a quello in vetro di Murano di Francesco Cuomo, a cui si aggiungono l’albero di Max Mara, di Sylvio Giardina, di Chiara Boni, Martino Midali, Renato Balestra, Enrico Coveri.
Sono alcune delle opere della nuova edizione, la 25/ma, de “Il Natale dei cento Alberi d’autore”, che il suo patron Sergio Valente ideatore dell’evento dal 1991, ha voluto legare stavolta a Unicef Italia, che beneficerà della raccolta fondi dalla vendita delle creazioni griffate, per i suoi progetti umanitari, in particolare per quello a sostegno dell’istruzione alle bambine del Niger. La vendita comincia il 5 dicembre con un gala nel nuovo spazio eventi di Palazzo Brancaccio, presentato da Cinzia Malvini, e si protrarrà fino all’8 dicembre. Madrine dell’evento: Simona Marchini, ambasciatrice di Unicef Italia ed Eleonora Daniele conduttrice televisiva e volto noto di Rai1.
Tra gli alberi realizzati, uno speciale dell’Unicef ispirato alla Pigotta, realizzato appositamente dallo studio romano Corte, che lo descrive così: “Un albero riconoscibile. Come un simbolo, dalla forma astratta in cui tutti si riconoscono.
Semplice ed essenziale come lo disegnano i più piccoli. Un albero che stimola i ricordi, come un gioco. Astratto e coinvolgente. Non uno ma un insieme di alberi. Come in un bosco da percorrere”.
“Grazie a questa iniziativa realizzata in collaborazione con Sergio Valente, sarà possibile sostenere l’istruzione primaria e secondaria delle bambine in Niger attraverso la realizzazione di strutture scolastiche, aule, servizi igienici e la fornitura di materiale scolastico” ha detto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia.
Tra gli stilisti e gli artisti che partecipano alla rassegna, non mancano le scuole di moda tra cui L’Accademia di Costume e Moda e L’accademia Koefia di Roma, L’Accademia di Moda di Napoli.

Suleiman, comicità surreale per la PalestinaIn sala Il paradiso probabilmente, menzione speciale a Cannes

5 dicembre 201921:04

Ognuno combatte la battaglia per la sua terra come può ed Elia Suleiman, regista e attore palestinese di 59 anni, lo fa con i suoi film pieni di ironia. Dal concorso di Cannes, dove ha vinto una menzione speciale, arriva in sala dal 5 dicembre Il Paradiso probabilmente (‘It Must Be Heaven’) in cui veste i panni di una sorta di Jacques Tati che fugge dalla Palestina alla ricerca sia una nuova casa che di soldi per finanziare il suo prossimo film.Viaggia e raggiunge prima Parigi e poi New York, ma vede dappertutto la sua terra natale o, meglio, scopre che il mondo si è come palestinizzato. Da qui un racconto burlesco, fatto di tanti brevi teatrini, dove la realtà mostra la sua inconcludenza ma anche, a volte, la sua inattesa politicità. Tutto parte con una mistica processione a Nazareth. Tutti in fila verso una porta santa con tanto di Croce sulle spalle, quando il sacerdote, con fare ieratico, invita a aprirla, quello dall’altra parte si rifiuta per futili motivi. Il Sacro è spezzato. A Parigi non va meglio a Suleiman, quando si siede a un bar è costretto ad assistere al passaggio di centinaia di bellissime modelle ostinatamente concentrate davanti a quel locale. Non manca, sempre a Parigi, un servizio ristorante per homeless con tanto di auto itinerante che si affianca al cliente per strada e fornisce ogni tipo di cibo, anche il più raffinato. E, infine, New York dove le sorprese per Tati arrivano dai taxi. Nel primo teatrino Suleiman diventa oggetto di curiosità di un autista quando scopre che nella sua auto c’e’ nientedimeno che un palestinese (chiama addirittura la moglie per dirglielo con grande orgoglio: “sai chi ho in auto? Un palestinese”). Nella seconda microstoria, da un auto gialla newyorkese si vede uscire una tranquilla coppia borghese, ma che dal bagagliaio tira mitra e bazooka.”In questo film – dice Suleiman – si vedono situazioni ordinarie di vita quotidiana con protagonisti individui che vivono in un mondo pieno di tensioni geopolitiche planetarie. La violenza che ne scaturisce è in realtà poco comparabile a quella che si osserva in alcune parti del mondo. Ma le immagini e suoni che veicolano questa violenza impregna tutti centri del mondo e non più solamente qualche sua piccola parte. I checkpoint – conclude il regista – si ritrovano negli aeroporti, nei centri commerciali e in tutti i paesi le sirene della polizia e gli allarmi di sicurezza non sono più intermittenti, ma costanti”. Frase cult del film, dedicato da Suleiman alla Palestina e ai suoi genitori, quella che dice: “tutti bevono per dimenticare, i Palestinesi no, lo fanno per ricordare”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Dal Senegal al Salento, ciak per Oltre il confine
Due bambini migranti protagonisti del film di Valenti

05 dicembre 201914:41

– Sono in corso, tra il Salento e il Senegal, le riprese di Oltre il confine di Alessandro Valenti.
Due bambini africani guardano le stelle e sognano di arrivare in Italia. Il loro mondo è raccontato come in una fiaba: Bekisisa, ha dodici anni e ha una voce magica che incanta gli animali; il suo fratellino Eno, di sei, sogna di avere la maglia di Mané, il grande calciatore della sua squadra del cuore. Soli, lasciano la loro terra dopo aver subito lutti e perdite e raggiungono l’Italia dove la realtà non è certo a misura di bambino.
Avventure, vicissitudini e pericoli, ma un grande legame li unisce e anche altri bambini saranno con loro alla ricerca di un futuro migliore.
Mama Fatou Ndyaye e Fallou Ndyaye, i giovani interpreti di questa storia, sono stati trovati dal regista Alessandro Valenti grazie a un casting in Salento.
«Ho incontrato Mama e Fallou dopo mesi di ricerche per questa storia e sono stato incantato dalla verità e magia del loro sguardo. Bambini che vivevano in un villaggio e dovevano far ogni giorno chilometri per prendere l’acqua. Quando poi li ho incontrati mi hanno insegnato una cosa. Che il dolore e la sofferenza si possono distruggere con la fantasia e l’amore» dichiara il regista Alessandro Valenti.
Il film, che vede la partecipazione anche di Iaia Forte e Nicola Rignanese, è una produzione Scirocco Films e Rosebud Entertainment Pictures con Rai Cinema, in coproduzione con Arte Cofinova, prodotto da Angelo Laudisa e Alessandro Valenti, con il supporto di Apulia Film Commission, il patrocinio di Save the Children Italia, in associazione con Fondazione Emanuel e Banca Sella, con il sostegno di Fondazione Casa della Carità.
Dopo alcune settimane in Puglia, tra Lecce, Otranto e Alessano, la troupe si sposterà in Senegal dove concluderà le riprese a metà gennaio.
Alessandro Valenti, salentino classe ’73, è sceneggiatore di molti film per il cinema: dai primi titoli di Edoardo Winspeare, regista pugliese con cui ha condiviso gran parte del percorso artistico, al prossimo film di Leonardo Guerra Seragnoli, Gli indifferenti tratto da Moravia. Valenti esordisce ora alla regia nel lungometraggio dopo aver diretto diversi documentari, cortometraggi e videoclip.

La lotta alle BR raccontata dagli ‘Invisibili’Arrigo e “Il coraggio tra le mani” degli operativi dell’Arma

05 dicembre 201914:47

– EMILIANO ARRIGO, “IL CORAGGIO TRA LE MANI” (HISTORICA, PP. 214, EURO 17,00) Raccontare la storia delle Brigate Rosse dal punto di vista degli ‘invisibili’, di quegli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri, voluta e creata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e comandata dall’allora maggiore Mario Mori. Questo lo scopo del libro “Il coraggio tra le mani” (Historica, pagine 214, euro 17) del giornalista Emiliano Arrigo. Un libro scritto raccogliendo i ricordi del catanese Enzo Magrì, nome di battaglia “Nero”, uno degli invisibili senza divisa e senza nome della SSA di Roma.
“In questi anni – spiega Arrigo – molti libri sugli Anni di Piombo sono stati scritti dai magistrati che lo hanno fatto raccontando le loro indagini e le loro sentenze, dai giornalisti con le loro inchieste, dai vertici delle Forze dell’ordine con le operazioni e gli arresti eseguiti e dai parenti delle vittime con i loro lutti. Ma anche gli ex terroristi, spietati assassini diventati in seguito scrittori, giornalisti, curatori di mostre, lo hanno fatto. E lo hanno fatto raccontando le ragioni vere o presunte di quella loro lotta allo Stato. Nessuno invece, finora, aveva mai raccontato quegli anni così difficili per la nostra Nazione dal punto di vista degli operativi dell’Arma dei carabinieri. Di coloro che il terrorismo rosso lo combatterono e lo sconfissero stando in prima fila”.
“Quello che facemmo – dice Enzo Magrì – lo facemmo con passione e dedizione al servizio, sempre nel rispetto della legalità per garantire la libertà di cittadini e istituzioni. E questo libro prova a colmare una lacuna, a riparare ad una ingiustizia, dando voce e visibilità a chi allora si è ‘sporcato le mani’ con una vita di sacrifici e fatica, vivendo ‘in clandestinità’ proprio come i brigatisti”.
Nel libro nessun segreto di Stato viene rivelato, ma la storia di quegli anni viene raccontata da chi stava dall’altra parte della barricata. Un racconto fatto di pedinamenti, lunghe attese, paure, indagini e arresti. E poi, una storia nella storia. Quella degli operativi e quella dell’incontro tra Nero e l’autore del libro e del loro rapporto che si fa sempre più stretto man mano che la narrazione mette a nudo le motivazioni più profonde, più intime e vere di quel manipolo di uomini invisibili che, scrive Arrigo, “salvarono l’Italia dal baratro”.

Il paesaggio italiano dal 1850 a oggiA Palp Pontedera esposte opere da Giovanni Boldini a Schifano

PONTEDERA05 dicembre 201915:53

– I paesaggi italiani dell’ultimo secolo e mezzo racchiusi in un’unica mostra. E’ ‘Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni’, in programma dall’8 dicembre al 26 aprile al Palp, il Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa). La mostra, curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, “ha l’obiettivo di indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri, mettendo in luce i cambiamenti estetici e di codici rappresentativi e cercando di sensibilizzare la coscienza dei visitatori sul tema del degrado ambientale”. Tra i 100 artisti delle 240 opere in mostra figurano da Giovanni Boldini a Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, da Leonardo Dudreville a Fortunato Depero e Ardengo Soffici, e ancora da Michelangelo Pistoletto a Gabriele Basilico e Mario Schifano.

A Rimini ‘1938 Ma che razza di…stampa!’Sulle leggi razziali curata da antiquario Giovanni Luisè

BOLOGNA05 dicembre 201916:52

– A 81 anni dalla promulgazione delle leggi razziali – emanante dal governo italiano tra il settembre e il dicembre del 1938 – si aprirà domenica a Rimini, al Museo della Città, la mostra bibliografica e documentaria ‘1938 Ma che razza di…stampa! giornali, manifesti, immagini e documenti (1938-1944)’ curata dall’antiquario e collezionista Giovanni Luisè.
La mostra – in programma fino al 15 gennaio prossimo – pone l’accento sui documenti e la pubblicistica del tempo che portò all’adozione, in Italia, delle leggi razziali, a partire dal ‘Manifesto sulla purezza della razza italiana’ passando per articoli, vignette, manifesti sul tema cui si aggiungono le leggi e i decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale insieme a documenti manoscritti.

Teatro: il ricordo di Piazza Fontana è Il rumore del silenzioPiece Sarti ricostruisce voci familiari vittime e Pinelli

MILANO05 dicembre 201917:03

– Cerca di restituire il senso profondo e umano di quanto accaduto il 12 dicembre 1969 attraverso le voci dei familiari delle vittime e di Licia Pinelli lo spettacolo ‘Il rumore del silenzio’ di Renato Sarti, che debutta il 9 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano.Lo spettacolo, che sarà in scena al Teatro della Cooperativa dal 10 al 15 dicembre, prima di partire in tournée, fa parte del ciclo di iniziative promosse dalle amministrazioni comunali di Milano e Brescia in occasione del cinquantennale della strage di Piazza Fontana e del quarantacinquesimo anniversario di quella di Piazza della Loggia (MI50/BS45).Sul palcoscenico, da una parte, Renato Sarti, autore e regista del testo, si farà tramite del dolore dei parenti di chi perse la vita nella strage. Dall’altra parte, Laura Curino darà voce alla testimonianza di Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, che nel 2009 fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come diciottesima vittima della strage.

Festivalfilosofia, online lezioni magistrali ultimi 10 anniOltre 600 appuntamenti audio e video con i maestri del pensiero

ODENA05 dicembre 201917:04

– Mentre si prepara a celebrare il ventennale nel 2020, il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ripercorre buona parte della sua storia – quella che ha coinciso con la diffusione delle tecnologie di condivisione web – creando un’arca digitale per salvare e condividere le lezioni magistrali di oltre 300 autori, italiani e stranieri. Da oggi è infatti disponibile online, sul sito http://www.festivalfilosofia.it, un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale.
Dall’edizione 2009, dedicata a comunità, fino a quella appena trascorsa, incentrata su persona, sfilano i temi che il festival ha selezionato come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea, dalla fortuna alla natura, dalla gloria all’amore, fino alle arti e alla verità. Consultabile per edizione, autore o con chiavi di ricerca, l’archivio si presenta non solo nel consueto formato video (con la novità di essere pubblicato sia sul sito, sia sul canale Youtube del festival), ma anche in formato audio, sulla piattaforma gratuita Soundcloud, per un facile ascolto anche in mobilità da smartphone. Grazie alla tecnologia del canale Youtube ogni lezione ha una sottotitolatura automatica.

A Palazzo Reale l’arte di Emilio VedovaCurata da Celant a 100 anni nascita.Sala Cariatidi luogo ideale

05 dicembre 201917:05

– Per i cento anni dalla nascita, apre domani a Palazzo Reale di Milano la mostra ‘Emilio Vedova’, curata da Germano Celant, tra le più importanti mai dedicate a uno dei più autorevoli artisti del ‘900. L’esposizione è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
La mostra presenta, oltre ad opere che vanno dagli anni 40 agli anni 90, un intervento ambientale, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede la costruzione nella Sala delle Cariatidi di una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in uno “scontro di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre ciclo Absurdes Berliner Tagebuch 64 (1964). L’allestimento progettato per presentare il percorso creativo di Vedova – spiegano gli organizzatori – ha l’intento di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente per far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del suo contributo linguistico alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni 60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ’80/’90. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.

I Pixies tornano in ItaliaIn estate, l’8 luglio al Roma Summer Fest

05 dicembre 201917:38

– Dopo i due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino per il tour del loro settimo album “Beneath The Eyrie”, la leggendaria band di Boston tornerà nel nostro paese a luglio e agosto. Mercoledì 8 luglio i Pixies saranno all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito del Roma Summer Fest 2020.
Due ore in cui Black Francis e la sua band, spazieranno dai classici della loro carriera agli estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso settembre.

The Who tornano con l’album WHOIn uscita il 6 dicembre, 55 anni dopo loro prime registrazioni

05 dicembre 201917:38

– Cinquantacinque anni dopo le loro prime registrazioni, gli Who tornano il 6 dicembre con un nuovo album, intitolato”WHO”. L’album di undici tracce è stato registrato principalmente a Londra e Los Angeles durante la primavera e l’estate di quest’anno. La copertina dell’album è stata creata dall’artista pop, Sir Peter Blake, che ha incontrato la band per la prima volta nel 1964 in una registrazione del leggendario show televisivo Ready Steady Go.
Sir Peter aveva già disegnato e contribuito alla copertina dell’album Face Dances nel 1981. I testi delle canzoni trattano vari argomenti tra cui l’incendio alla Grenfell Tower, il furto musicale, la spiritualità, la reincarnazione, il potere della memoria.
Roger Daltrey lo considera tra i loro album più potenti: “Penso che abbiamo fatto il nostro miglior album da Quadrophenia nel 1973, Pete è ancora un cantautore favoloso e ha ancora quell’avanguardia”.
“Quasi tutte le canzoni di questo album sono state scritte l’anno scorso, con due sole eccezioni – ha aggiunto Pete Townshend -. Non c’è nessun tema, nessun concetto, nessuna storia, solo una serie di canzoni che io e mio fratello Simon abbiamo scritto per dare a Roger Daltrey la giusta ispirazione per far rendere al meglio la sua voce. Roger ed io siamo entrambi vecchi ormai, quindi ho cercato di stare lontano dal romanticismo e dalla nostalgia, se possibile. Non volevo mettere a disagio nessuno. I ricordi vanno bene, ma alcune canzoni si riferiscono alle cose di oggi”.
Gli Who inizieranno un tour nel Regno Unito accompagnati da un’orchestra di quaranta elementi a partire dalla primavera del 2020.

Lo “strano” pomeriggio di Bianca, l’ultimo libro di Moeyaert”Presentazione-incontro” con i lettori alla Fiera di Roma

05 dicembre 201917:39

– In un solo pomeriggio possono succedere tante cose. Belle o brutte. Piccole e importanti. Si possono vivere avvenimenti capaci di farci cambiare o di consentirci di leggere meglio noi stessi. E la storia che racconta Bart Moeyaert, nel libro appena pubblicato da Sinnos editore, “Bianca”, tratta proprio di questo: di un momento in cui una bambina considerata, ingiustamente, dai più “intrattabile” cerca di fare i conti con i propri sentimenti e il proprio modo di essere.
Bart Moeyaert è uno degli scrittori fiamminghi più importanti che ha ricevuto da poco l’Astrid Lindgren Memorial Award, quello che viene considerato il Nobel della Letteratura per Ragazzi.
Ed è un autore molto amato, non solo per la profondità dei sentimenti che riesce a descrivere con grande immediatezza e levità, ma anche per il modo diretto con cui comunica con il suo pubblico. La presentazione di “Bianca”, alla Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, all’Eur, è infatti un piccolo show con i giovani lettori come protagonisti.
Gli studenti di varie scuole romane, che hanno già letto il libro, decidono di raccontare, loro all’autore, il modo in cui hanno vissuto la storia di “Bianca”. E lo fanno realizzando video e scattando foto in onore della “ragazza intrattabile”, che in realtà è solo un’adolescente sensibile, non ancora pronta a comprendere le convenzioni degli adulti, non ancora disposta ad affrontare il delicato equilibrio familiare che è costretta a vivere. Ma i giovani lettori e lo scrittore hanno ragionato insieme anche su alcune frasi che Bianca pronuncia nel libro come: “A volte il groppo in gola è piccolo. A volte non c’è. Ma ogni tanto è gigantesco. Ogni tanto è oggi”. Oppure quando il fratellino, Alan, parla con l’amico, Jazz, della luna: “Uno spicchio così fine che sembra la ciglia di un angelo…”.
La presentazione del libro si trasforma così in una sorta di happening e di scambio culturale tra i giovani lettori e l’autore, che si presta ben volentieri al gioco rispondendo anche a domande scomode, quasi tutte rigorosamente in inglese, come quella che gli rivolge Sofia (14 anni): “Che cos’è per lei il pensiero?”. In particolare, gli allievi delle scuole di Casal Finocchio e dell’Istituto comprensivo Padre Semeria realizzano un booktrailer unico che colpisce Moeyaert e la fondatrice di Sinnos, Della Passarelli, che, dopo la presentazione ufficiale del romanzo, si fermano a parlare a lungo con gli studenti anche all’interno degli stand della Fiera.
Lo scrittore fiammingo ha pubblicato con la casa editrice romana altri due libri: Il ‘Club della Via Lattea’ nel 2016 e ‘Mangia la foglia’ nel 2018.

A Milano una serata per celebrare Andrea G. PinkettsA Le Trottoir il 20 dicembre, a un anno dalla morte

05 dicembre 201917:53

– “Ci vediamo al Trott”, diceva a chi gli chiedeva un appuntamento. E non poteva che essere organizzata a “Le Trottoir”, la casa d’elezione di Andrea G.
Pinketts, la serata dedicata allo scrittore a un anno dalla sua scomparsa.
Così, il 20 dicembre dalle 19 a mezzanotte, il locale dove scriveva gli dedicherà una serata in cui i due piani, compresa la sala che porta il suo nome, saranno un palcoscenico per chiunque, scrittore, artista, giornalista, musicista, abbia incrociato la sua strada e voglia rendergli un tributo attraverso una canzone, una poesia, un semplice ricordo.

‘Ritratto di donna’, il sogno di Oppi in Basilica PalladianaA Vicenza rassegna del pittore protagonista degli anni Venti

VICENZA05 dicembre 201917:58

– “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” è l’evento che registra il ritorno delle grandi mostre nella Basilica Palladiana di Vicenza. La rassegna, aperta al pubblico dal 6 dicembre al 13 aprile 2020, presenta un modello espositivo originale e inconsueto del pittore (Bologna 1889-Vicenza 1942), protagonista della vita culturale e mondana degli anni Venti.
Cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia, Oppi venne scoperto a Milano da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti che promuovevano all’epoca un’arte nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’, che prenderà forma anche nel Realismo Magico di cui diventerà l’esponente più rappresentativo.
Ma non solo Ubaldo Oppi in mostra nella città del Palladio: Klimt, Picasso, Modigliani, Sironi e Casorati furono altri artisti entrati in contatto con l’artista, di cui in mostra si possono ammirare le opere, nella narrazione di un’epoca controversa.

Debutta piattaforma borse dove creativo propone ideaSu Up to you anthology anche collaborazioni con designer famosi

5 dicembre 201918:00

– Debutta una nuova piattaforma e-commerce dedicata alle borse, Up To You Anthology, che non è un tradizionale store online ma si propone come vetrina aperta a chiunque abbia un’idea creativa valida e voglia proporla al mercato. Al suo interno la piattaforma ospita, inoltre, collaborazioni con designer come Naoto Fukasawa, Nendo, Giulio Cappellini, Elisa Ossino.
In pratica il creativo propone il proprio progetto, la piattaforma lo assiste dall’individuazione del giusto produttore all’identificazione delle lavorazioni necessarie, fino alla definizione del prezzo più idoneo. La produzione è Made in Italy, soprattutto legata al distretto toscano, e si avvale unicamente – viene sottolineato – di artigiani del territorio.
Per la produzione vengono utilizzate unicamente pelli bovine, considerate le più ecologiche in quanto materia prima “recuperata” dagli animali destinati all’industria alimentare, e le concerie sono tutte italiane.
Il prodotto finale è quindi messo in vendita nella vetrina online, il cui design è stato curato da Piero Lissoni e che sarà via via arricchita da collaborazioni speciali, che coinvolgeranno di volta in volta guest star affermate, provenienti da settori diversi.

Olga Misik, per i giovani voglio ‘il futuro’Attivista russa, se andrò in prigione avrò tempo per un libro

05 dicembre 201918:10

– Olga Misik, l’attivista russa che ha protestato con la Costituzione in mano, diventata a 17 anni il simbolo delle battaglie pacifiche per i diritti civili in Russia, vuole “il futuro per i giovani” ed è convinta che “le proteste saranno sempre più frequenti, anche in Russia”. “Anche se nel mio paese sarà sempre più difficile protestare , prima o poi ce la faremo a risolvere questa situazione perchè arriveremo a un punto di non ritorno e le cose cambieranno.
Anche in Russia arriverà questo futuro luminoso dove i diritti civili saranno riconosciuti a tutti i cittadini” dice Olga, piccolina con un bel sorriso e un’anima da combattente, al suo primo viaggio in Italia.
Considerata la Greta russa, Olga supporta tutte le battaglie per un futuro migliore, anche il movimento delle Sardine ma della sua coetanea che si batte per il clima dice: “Greta mi piace, la supporto. In tante cose siamo simili, abbiamo la stessa età, un’immagine che ci avvicina sui media però le proteste di Greta non sono pericolose. Lei non rischia nulla. Io sì, specialmente dopo il mio viaggio in Italia perchè io qui incontro giornalisti, rilascio interviste. Il rischio più grande adesso è tornare in Russia perchè il governo vede negativamente le persone che lavano la biancheria sporca fuori casa. Se uno rimane in silenzio, pensano, tutti i problemi si risolveranno da soli”.
In Russia, racconta la Misik che parla spedita per superare la sua balbuzie, “il governo parla molto della stabilità e invece c’è instabilità con la stagnazione. In Europa se a una persona non piace una cosa, come in ogni società sana, comincia a protestare. E’ del tutto normale e ovviamente la forza motrice del cambiamento sono i giovani. In Russia la situazione sarà sempre più difficile. In futuro tutti i sistemi di sicurezza statale diventeranno sempre più severi. Il potere farà di tutto per mettere in cattiva luce tutte le manifestazioni che ci saranno” sottolinea la diciassettenne, attesa e applaudita da tanti giovani alla fiera ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, che vive a Mosca mentre la sua famiglia sta a due ore di treno dalla città.
“I miei genitori hanno reagito male alle mie proteste: mia mamma sta cominciando a cambiare opinione ma pensa che io faccia una cosa che ha poco senso. Mio padre ama Putin, lo sopporta in tutto ciò che fa. Non gli piaccio ne io ne la mia attività.Ho due fratelli, uno più piccolo, che sta dalla mia parte, e l’altro più grande. Abito da sola, in uno studentato dell’Università dove studio giornalismo” dice Olga che ha iniziato le sue proteste in modo graduale e su Putin ovviamente ha un’opinione diversa da suo padre però “a differenza di molti altri russi non provo odio verso di lui perchè capisco che la causa di molti problemi è proprio il modo in cui il sistema sta funzionando. Per me Putin è una allegoria di una unità politica in quanto tale” dice.
La scorsa estate, durante una delle prime proteste antigovernative, e’ stato un gesto assolutamente naturale per lei leggere la Costituzione : “un mio amico la aveva in mano e io ho preso il testo e lo ho letto ad alta voce” dice e tra gli articoli cita: “il 212 del codice penale della Federazione Russa sui disordini di massa e sul numero di volte che si può partecipare a una manifestazione. E poi l’articolo 31 della Costituzione sulla libertà di assemblee e l’articolo 29 sulla libertà di parola e di stampa”.
Fermata più volte ormai, dice Olga “mi sono abituata ad essere arrestata e me la sto godendo. Non mi rilasciano subito, la polizia ti ferma, ti porta via, si prepara il protocollo per la violazione compiuta. E se sei minorenne, come me, chiamano i genitori per poterti rilasciare. E questo fino a poco tempo fa è stato un grande problema perchè i miei genitori vivono in un’altra città e venirmi a prendere era problematico. Quindi a settembre abbiamo preparato dal notaio una scrittura per i miei legali che possono così venirmi a prendere dalla polizia per il rilascio” spiega la Misik alla sua seconda tappa in Europa, dopo il viaggio in Danimarca, lo scorso settembre.
Di questioni climatiche ed ecologiche “capisco poco, mi batto per i diritti civili, però li supporto e partecipo alle loro manifestazioni, cerco di essere aggiornata sulla loro agenda” sottolinea. E racconta che sta tenendo un blog dal complicatissimo nome russo che significa più o meno l’istinto di sopravvivenza atrofizzata. “Ho tantissimi pensieri e sentimenti che basterebbero per scrivere un libro. Al momento non ci ho pensato. Forse, se sarò imprigionata, avrò tanto tempo per scriverlo” afferma non escludendo assolutamente di finire in prigione.

Teatro: a Bari riapre il Piccinni, restauro lungo nove anniTrenta flash mob accompagnano la due giorni di spettacoli

BARI05 dicembre 201921:04

Aristofane che narra di una discesa negli inferi alla ricerca di un poeta che possa consentire alla città di mantenere il suo teatro, è la frase recitata dal coro di 30 attori in uno dei 30 flash mob che accompagnano la due giorni di spettacoli per la riapertura del teatro Piccinni, con attori e danzatori nella piazza antistante, dopo un restauro lungo nove anni. “Una città si salva anche attraverso il teatro e noi lo abbiamo voluto portare anche fuori dalle sue mura” ha spiegato Licia Lanera che ne ha curato la regia. Riapre così le sue porte il teatro più antico di Bari. Saranno l’orchestra e il coro del Petruzzelli a dare il via alla maratona di musica classica, jazz e spettacoli. Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il restaurato Piccinni ha 775 posti a sedere. I lavori hanno riguardato il foyer, la platea, i plachi e il sipario.

Komagata, come nascono le forme d’arte create per i bambiniIl pluripremiato designer giapponese si racconta a Cagliari

AGLIARI05 dicembre 201919:21

– Primo cartoncino in bianco e nero per creare un contatto visivo con la figlia appena nata. Forme d’arte che richiamavano i seni della mamma, forte richiamo per la bambina. Così Katsumi Komagata, pluripremiato e poetico designer giapponese, ha raccontato in un incontro a Cagliari come sono nati i suoi primi lavori. “Non avevo idea di come si dovesse comportare un padre con una figlia – ha detto con molta tenerezza – e sono partito dai disegni”.
Dal bianco e nero si è passati presto al colore. Una sorta di pedagogia artistica molto semplice con forme sempre più complesse: mele rosse, uccelli blu, farfalle gialle. È la base dei dieci libri Petit yeux, gioielli semplici semplici. Ma pieni di fantasia. “Creavo i miei libri sulla base della crescita di mia figlia”, ha raccontato. Molta attenzione, in generale, alle nuove generazioni. E infatti oggi Komagata ha lavorato e creato insieme ai ragazzi del Liceo Artistico di Cagliari.
Komagata, considerato l’erede del progetto artistico e didattico di Bruno Munari e che nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell’allestimento “Century of the child: growing by design 1900-2000”, è stato ospite di una giornata di incontri e laboratori organizzata da Sardegna Ricerche, nell’ambito della mostra “Ri-Creazione”.
L’artista giapponese ha mostrato e spiegato i particolari delle sue opere, entrando nei dettagli raccontando come anche la fase adolescenziale della figlia sia stata in qualche modo decisiva per la sua produzione. “Come capita a quell’età si è creato un po’ di distacco da parte sua e non c’era più possibilità di fare libri per lei”.
Ed è stata la svolta per passare ad altro: l’ideazione di libri tattili per bambini non vedenti. Volumi che si aprono e pendono forme a tre dimensioni. Non solo. Si è dedicato anche alla creazione di opere per le persone che non percepiscono con esattezza i colori. Raccontando con poesia i suoi tentativi per avvicinarsi anche a questo mondo.
Moon phase è la sua ultima produzione. È in fase di stampa in Giappone ed è dedicato ai bambini daltonici. Un volume pieno di forme e colori spettacolari. Storie che ritornano: “Ora mia figlia – ha scherzato l’artista – ha trent’anni e ha avuto una figlia: posso di nuovo lavorare con un neonato”.

Nicola Savino a L’Altro FestivalL’annuncio di Fiorello durante Viva RaiPlay!

05 dicembre 201920:55

– Sarà Nicola Savino a condurre “L’Altro Festival”, il programma che prenderà il posto del “Dopo Festival”, nella 70/a edizione del Festival di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio). Lo ha rivelato Fiorello, in diretta su RaiPlay durante la trasmissione “Viva RaiPlay!”, mentre ospitava Amadeus (conduttore e direttore artistico della manifestazione 2020) e, a sorpresa, lo stesso Nicola Savino. Il conduttore e attore era già stato alla guida del Dopofestival nel 2016 e nel 2017 affiancato dalla Gialappa’s Band.
L’Altro Festival sarà visibile solo sulla piattaforma digitale della Rai.

Mirren e McKellen, la menzogna è un’arteIl raffinato L’inganno perfetto in sala dal 5 dicembre

6 dicembre 201909:46

– Un gioco raffinato tra mattatori della scena come Ian McKellen e Helen Mirren dà vita a una commedia nera degli equivoci in cui si fa a chi è più bravo a mentire. E’ L’inganno perfetto, il film di Bill Condon (lo sceneggiatore vincitore dell’Oscar per “Demoni e dei”) nelle sale dal 5 dicembre con Mirren e McKellen che recitano per la prima volta insieme sul grande schermo in questo thriller brillante e ricco di suspense della New Line Cinema, sui segreti che le persone nascondono e sulle bugie che vivono..
Il genio della truffa Roy Courtnay (McKellen) ha messo gli occhi su una nuova preda: Betty McLeish (Helen Mirren), una donna da poco rimasta vedova e milionaria. E Roy non intende farsela sfuggire.
Fin dal loro primo incontro, Roy inizia a manipolare Betty con il suo collaudato modo di fare, e Betty, che sembra alquanto affascinata da lui, lo asseconda. Ma questa volta, quella che sarebbe dovuta essere una semplice truffa si trasforma in un gioco di fughe e rincorse, dove la posta in gioco metterà in luce i più insidiosi inganni che li porteranno entrambi attraverso un campo minato di pericoli, intrighi e tradimento.
Tratto dal romanzo d’esordio di Nicholas Searle (Rizzoli), L’inganno perfetto è scritto da Jeffrey Hatcher. Fanno parte del cast principale anche Russell Tovey (“History Boys”, la serie TV “Quantico”) e Jim Carter (la serie TV “Downton Abbey”).
Il film è prodotto da Greg Yolen e Bill Condon. I produttori esecutivi sono Richard Brener, Andrea Johnston, Aaron L.
Gilbert, Jason Cloth, Anjay Nagpal, Jack Morrissey e Nick O’Hagan.

A Roma la prima edizione del Tibet FestivalPer far conoscere e mantenere vive antiche tradizioni

06 dicembre 201909:51

– Un viaggio sul tetto del mondo per conoscere il Tibet. Dal 9 al 15 dicembre a Roma, presso WEGIL (Largo Ascianghi 5) si terrà la prima edizione del Tibet Festival, “Un lungo viaggio sul tetto del Mondo”, organizzato dall’Istituto Samantabhadra centro studi di Buddhismo tibetano: protagonisti saranno i Monaci tibetani del Monastero di Gaden Jangtse (casato Tsawa- India). Durante la manifestazione si potranno visitare gratuitamente le mostra fotografiche di Giampietro Mattolin e Piero Verni “Tulku” e “Amdo” per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni di questo affascinante paese, l’arte e la meditazione, la sua storia millenaria, i Monaci tibetani.
Un evento per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni del Tibet, la sua storia millenaria, la sua religione, la sua solida cultura di pace, e altri aspetti affascinanti come l’arte e la meditazione.
Durante questo lungo viaggio sul tetto del mondo si potrà stare accanto ai monaci tibetani, partecipare ad incontri sulla storia del Tibet; seguire seminari sul Buddhismo sulla meditazione e lo yoga. Saranno organizzati workshop per ragazzi e adulti, proiezioni di film, degustazioni di cucina tibetana e vegetariana. Il programma prevede la creazione in presenza del pubblico del Mandala del Buddha della Grande Compassione di sabbie colorate, dedicato alla Pace Universale.

I ragazzi di Radioimmaginaria si raccontanoIn ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari

7 dicembre 201911:52

ICHELE FERRARI, NOI ABBIAMO FUTURO (MARCOS Y MARCOS, PP 319, EURO 15. Il diario dei ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti, partiti con un Ape Car degli anni Settanta, in versione ecologica, per la Svezia con il pretesto di incontrare Greta Thunberg, è diventato un libro ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari, ideatore e fondatore della radio.
Fotografo, regista e autore con Gianni Morandi della biografia, ‘Diario di un ragazzo italiano’, Ferrari ha messo una parte di fiction nel libro. “Il plot, gli accadimenti sono romanzati.
Tante cose sono realmente accadute nel viaggio e altre sono immaginate. Tutti possono riconoscersi in qualcuno dei protagonisti. Sono undici dei 300 ragazzi che fanno parte di Radioimmaginaria” racconta. Tra questi c’è Ludovica, 23 anni, che è venuta con Ferrari e altri ragazzi alla Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con ‘Noi abbiamo futuro’, pubblicato da Marcos Y Marcos.
“Quando compi 18 anni puoi scegliere se restare a Radioimmaginaria mettendo a disposizione la tua esperienza. Io coordino le redazioni e se non avessi fatto l’esperienza di Radioimmaginaria non mi sarei resa conto di quanto la mia generazione sia stata abituata ad essere agevolata in tutto. C’è una grande paura del futuro, del dover fare fatica. Si vuole tutto subito” dice Ludovica. “Il viaggio in Ape Car, allestita come stazione radio, è durato 26 giorni, dal 29 luglio al 23 agosto. Siamo partiti da Castel Guelfo di Bologna verso Stoccolma ma Greta era partita per Losanna, in Svizzera dove però l’anno incontrata alcuni ragazzi di Radioimmaginaria.
Abbiamo reso ecologico il nostro mezzo di trasporto che avrebbe inquinato troppo con un pannello solare sul tetto e una marmitta catalitica e abbiamo cominciato il nostro viaggio lento attraverso l’ Europa. Questo percorso è legato alla promozione di un progetto per creare un fondo di borse di studio per i ragazzi meno abbienti che potranno visitare l’Europa con Radioimmaginaria. Vogliamo fare giornalismo d’inchiesta e andare a vedere le cose” racconta Ludovica.
‘Noi abbiamo un futuro’, undici adolescenti e un ApeRadio per salvare il pianeta ci restituisce il ritratto di questa generazione di adolescenti. “In un mondo pieno di fake news riesci a capire, attraverso un viaggio lento, cosa significa farsi un’opinione, toccare con mano le cose. Il libro vorrebbe arrivare a dire: ‘mettiti in movimento e avrai delle grandi soddisfazioni. Fai le cose, fuori dalla dinamica del tutto subito” spiega Ferrari che viene dalla generazione delle radio libere. “Mi sono accorto – dice – che questa generazione era in una crisi potenziale che impediva di capire il valore della comunicazione. Non ho trovato tanta curiosità quando ho aperto nel 2012 a Castel Guelfo di Bologna, Radioimmaginaria, dove può entrare chi ha da 11 a 17 anni. Ora ci sono 300 ragazzi in 50 sedi in diverse parti d’Europa, dalla Norvegia a Malta” racconta l’autore del libro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il violinista Stefan Milenkovich a Modena e Imola
Il 7 e l’8 dicembre, tra i brani omaggio a Beethoven

MODENA06 dicembre 201910:25

– L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena di Lubiana diretta da Mihail Agafita terrà due concerti, il 7 dicembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e l’8 al Teatro Ebe Stignani di Imola, con la partecipazione del violinista Stefan Milenkovich. Brano condiviso delle sue serate sarà il celeberrimo Concerto in re maggiore per violino e orchestra Op. 61 di Ludwig van Beethoven, omaggio al 250/esimo della nascita del compositore.
Interprete di fama mondiale, Stefan Milenkovich è nato a Belgrado e si è precocemente affermato come ‘enfant prodige’. A dieci anni è stato invitato a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per il presidente Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per Papa Giovanni Paolo II all’età di 14 anni.
Agafita, che è direttore principale della National Philharmonic della Moldova, dirigerà poi la Terza Sinfonia ‘Eroica’, sempre di Beethoven, a Modena e la Terza Sinfonia ‘Scozzese’ di Felix Mendelssohn-Bartholdy a Imola.

Libri, cresce la nostra editoria all’estero, +8,7%Dati AIE, Spagna paese europeo dove si è più venduto nel 2018

6 dicembre 201911:01

– L’editoria italiana è sempre più internazionale. Nel 2019 sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati: sono 9.648, +3,1% rispetto al 2018. È quanto viene fuori dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, presentati a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. L’indagine mostra una trasformazione strutturale dell’editoria italiana che guarda sempre più ai lettori stranieri: dal 2001 ad oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte (nel 2001 erano 1.800). Nello stesso periodo, invece, gli acquisti sono quasi raddoppiati: erano 5.400. Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale. Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale.

Mostre: a Bologna ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’Riuniti 1.400 oggetti da 60 musei ed enti italiani ed esteri

BOLOGNA06 dicembre 201911:11

– Il Museo civico archeologico di Bologna propone dal 7 dicembre al 24 maggio ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca che comprende alcune delle principali novità di scavo e di studio degli ultimi anni. In mostra saranno circa 1.400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui British Museum, Louvre, Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
L’esposizione conduce i visitatori in un itinerario attraverso la terra degli Etruschi e mostra come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. Accompagna la mostra un catalogo con saggi dedicati alle singole sezioni di mostre e un approfondimento sui musei etruschi italiani.

David Garrett torna in Italia con Unlimited LiveCinque palasport ad ottobre per festeggiare 10 anni di crossover

06 dicembre 201911:20

– Dopo avere collezionato successi in 14 nazioni, nel 2020 il violinista David Garrett proseguirà con il suo tour mondiale “Unlimited – Live”, portando il suo crossover anche in Italia. Garrett tornerà con cinque date nei palazzetti: 15 ottobre Bolzano, 17 ottobre Assago (MI), 18 ottobre Bologna, 27 ottobre Conegliano Veneto, 28 ottobre Genova. L’artista, che miscela musica e video per produrre un’esperienza di concerto quasi cinematografica, si esibirà in un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti dei suoi pezzi di maggiore successo. La pianificazione del tour, che celebra i 10 anni di crossover di Garrett, ha richiesto più di un anno. “Unlimited” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini.
David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit” o pop come “Viva la vida” o “Hey Jude”, gli adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain” e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven of “Clair de Lune” di Debussy.

A Lecco opera Tintoretto esposta solo 4 volte in 100 anniIn mostra L’annunciazione del doge Grimani, ragazzi come guide

06 dicembre 201911:38

– E’ in mostra da oggi fino al 2 febbraio al Palazzo delle Paure di Lecco ‘L’annunciazione del doge Grimani’ opera giovanile del Tintoretto di proprietà privata che nell’ultimo secolo è stata esposta solo quattro volte.
Si tratta dunque di una esposizione eccezionale che non a caso viene fatta in vista del Natale. “Attraverso questo evento artistico vogliamo ridire i motivi per i quali noi Cristiani festeggiamo il Natale, offrendo alla visione di tutti un capolavoro che racconta la Parola di Dio che entra nella storia”, ha spiegato monsignor Davide Milani. La mostra ‘Il mistero dell’arte Tintoretto rivelato’ curata da Giovanni Valagussa è stata infatti promossa dalla parrocchia di San Nicolò/comunità pastorale Madonna del Rosario con il Comune di Lecco.
Il progetto va al di là della semplice mostra. A illustrare il dipinto, spiegarne la storia ma anche il Mistero che racconta sono infatti 140 ragazzi coinvolti in un progetto di alternanza scuola lavoro. Mentre il catalogo può contare sui contributi di personaggi come il cardinale Angelo Scola, lo scrittore Andrea Vitali, l’attore Giacomo Poretti e la regista Liliana Cavani.

Musica: gli Aerosmith agli I-days di MilanoA Mind il 13 giugno unica tappa italiana gruppo di Steve Tyler

MILANO06 dicembre 201911:57

– Anche gli Aerosmith parteciperanno agli I-days di Milano. La band di Steve Tyler si esibirà a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo nell’ex area Expo, il 13 giugno, giorno prima del concerto dei Foo Fighters, a cui seguirà il 15 quello di Vasco Rossi. Si tratta dell’unica tappa in Italia del gruppo, che nel 2020 celebra i 50 anni di carriera.
Il nuovo tour arriva dopo il successo della residency a Las Vegas, Aerosmith: Deuces are Wild, cominciata lo scorso 6 aprile e che terminerà il 4 giugno 2020. Le oltre 50 date di cui si compone la residency al Park MGM hanno portato la band ad occupare la vetta della classifica dei migliori incassi di Billboard e la posizione n.2 in quella degli Hot Tours.

Le porte capolavoro del Battistero di Firenze di nuovo insiemeFiniti restauri, dopo 30 anni riunite in Museo Opera S.M.Fiore

FIRENZE06 dicembre 201912:12

– Separate quasi 30 anni fa per esser restaurate sono nuovamente insieme le tre gigantesche porte del Battistero di Firenze (circa 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna), capolavori in bronzo e oro che furono realizzati tra il 1330 e il 1452. Non saranno più visibili nella loro collocazione originale per evidenti motivi di tutela (al loro posto copie fedelissime), ma nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, fabbriceria di cui fanno parte anche Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero.
Dal 9 dicembre si potranno ammirare l’una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del museo: qui erano già custodite le due realizzate da Lorenzo Ghiberti, la porta Paradiso, la più recente e famosa a cui il nome lo avrebbe dato Michelangelo per la sua bellezza, e quella Nord. Ora è arrivata al museo anche la porta Sud, la più antica, opera di Andrea Pisano che fu discepolo e collaboratore di Giotto, una volta concluso il restauro condotto come per gli altri due portali dall’Opificio delle Pietre dure e finanziato con un milione e mezzo di euro dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Arte: grattacielo Intesa ospita capolavoro BelliniMadonna con il Bambino prestito Accademia Carrara di Bergamo

TORINO06 dicembre 201912:58

– Intesa Sanpaolo espone dal 20 dicembre al 6 gennaio un capolavoro assoluto di Giovanni Bellini, tra i più celebri artisti del Rinascimento: la Madonna con il Bambino, nota come Madonna di Alzano, dell’Accademia Carrara di Bergamo. Si tratta di un prestito eccezionale in quanto il dipinto, per la straordinaria qualità, solo in rarissime occasioni ha lasciato la propria sede.
La Banca accoglie questo ‘Ospite illustre’ e offre a cittadini e turisti l’opportunità di accedere al 36/o piano, nel cuore della Serra bioclimatica del grattacielo, un allestimento inusuale che integra l’arte classica in un contesto di grande modernità.
La presenza a Torino del dipinto si lega alla contemporanea mostra dedicata ad Andrea Mantegna a Palazzo Madama, dal 12 dicembre al 4 maggio, con importanti prestiti provenienti dalla Accademia Carrara. Tra questi Resurrezione di Cristo, opera da secoli creduta una copia e ora restituita al maestro Mantegna.

Natale: alberi ‘gemelli’ nel Beneventano e nel MarylandAppuntamento a Limatola nel segno dei legami Italia-Usa

BENEVENTO06 dicembre 201913:04

– “Italia – Usa, uniti nelle tradizioni” è il titolo dell’evento promosso il 7 dicembre dal Comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ospiterà fino a domenica prossima la decima edizione de “I Mercatini di Natale”, definiti tra i tre più belli in Europa.
L’evento consiste in uno spettacolo natalizio, alla presenza di centinaia di persone, nell’ambito del quale verranno accesi in contemporanea gli alberi di Natale sia a Limatola, nella piazza centrale del paese, che nella “Piccola Italia” di Baltimora, nello Stato del Maryland (Usa). Sarà l’occasione per confrontarsi, in diretta, sulle tradizioni italiane e di quanto queste siano ancore vive nella comunità italoamericane.
All’evento interverranno la Presidente della “Italian Language Foundation” (ILF) di New York), Margaret Cuomo (sorella dell’attuale Governatore dello Stato di New York), Louis Tallarini (già presidente della Columbus Citizens Foundation di New York e Chairman della ILF), la Comunità italoamericana di Baltimora, l’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera ed il sindaco di Limatola, Domenico Parisi, insieme agli amministratori locali.
“Scopo di questo evento unico in Campania – commenta il sindaco Parisi – è quello di valorizzare all’estero e, in particolare negli Stati Uniti d’America, le tradizioni locali delle aree interne della nostra regione che, unitamente alle nostre bellezze storico-artistiche e culturali, possano fungere da vero attrattore turistico”.

Natale all’Auditorium, da Capossela a ProiettiAttesi anche Gazzè, Britti, Piovani, Mannoia

06 dicembre 201920:24

Il Natale sta per arrivare all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Un mese tra festival di gospel, concerti pop, rock, jazz, lezioni di rock e dialoghi matematici e l’immancabile pista di pattinaggio nell’area antistante la cavea. L’appuntamento è dal 7 dicembre al 6 gennaio. “Dicembre è da sempre un periodo di intensa attività in Auditorium per rendere più piacevoli le festività per chi resta in città e per attrarre coloro che approfittano delle vacanze per visitare la nostra bellissima città”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina. “Anche quest’anno il Natale ha un programma di grande qualità pensato per un pubblico variegato, diverso per età e gusti. – ha sottolineato l’amministratore delegato José R. Dosal -. Con un cartellone ricco di nomi prestigiosi”.Tra gli ospiti più attesi c’è Vinicio Capossela che presenterà l’8 dicembre il suo nuovo spettacolo Ballate per uomini e bestie. Dal 10 dicembre parte la quarta edizione di Retape, la rassegna dedicata alle nuove proposte della scena musicale romana che andrà avanti fino a maggio. Ospiti del primo appuntamento Fulminacci e Yuman. Ancora musica e parole per il Viaggio di NeaCo’, una favola in forma di concerto frutto dell’intuizione di Neapolitan Contamination, in scena l’11 dicembre. Dopo 15 anni di assenza dalla Capitale, torna l’11 dicembre al Parco della Musica il trio jazz formato da Pieranunzi, Johnson e Baron. Torna anche la Jumpin’Jive Orchestra che proporrà un canti di Natale arrangiati in chiave swing (12 dicembre). Proseguono a dicembre i Ritratti che Tonino Battista e il PMCE Parco della Musica Ensemble dedicano ai compositori contemporanei. Dal 22 dicembre prende il via il Festival Gospel con protagonisti Chicago Mass Choir, Harlem Gospel Choir, South Carolina Mass Choir, Dennis Reed &Gap e Danell Daymon & Greater WorksDoppia data il 26 e 27 dicembre con il duo Max Gazzè e Alex Britti che saliranno sul palco della prestigiosa Sala Santa Cecilia. Tra le voci femminili, il 26 dicembre il concerto di Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale e il 28 dicembre Fiorella Mannoia con il suo Personale Tour.Per i più giovani il 29 e il 30 dicembre arriva Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban “in concerto” (terzo capitolo della celebre saga di J.K. Rowling): oltre 120 musicisti tra orchestra e coro eseguiranno dal vivo la magica partitura di John Williams sotto la direzione del Maestro Timothy Henty, in sincrono con la proiezione del film. All’Auditorium si festeggerà anche la fine dell’anno: il 31 dicembre in Sala Sinopoli con il gospel del gruppo Danell Daymon & Greater Works e in Sala Santa Cecilia si brinderà in compagnia di Gigi Proietti che torna a grande richiesta all’Auditorium con Cavalli di battaglia, un excursus del suo repertorio. Il primo gennaio Nicola Piovani presenterà La musica è pericolosa, un racconto musicale narrato dagli strumenti che agiscono in scena (replica 2 gennaio). E ancora a Capodanno il concerto di Gerardo Di Lella con la sua Grand O’rchestra. Sarà ancora una volta Ambrogio Sparagna accompagnato dall’OP I- Orchestra popolare italiana a chiudere le festività il 6 gennaio con la Chiarastella. Ma il Natale all’Auditorium non è solo spettacolo: l’8 dicembre ripartiranno le Lezioni di rock e i Dialoghi matematici. A completare il ricco programma la mostra 1696. l’anno della controcultura: parole, musica, immagini allestita dal 6 dicembre al 6 gennaio nello spazio AuditoriumArte. Sorprese anche alla Casa del Jazz. Tra queste l’omaggio a Bill Evans della Mario Corvini Santa Cecilia Big Band che ospita il sassofonista Rosario Giuliani (27 dicembre), lo spettacolo “Arte Sincopata” con lo scrittore Filippo La Porta e il trombonista Marcello Rosa, viaggio nella letteratura novecentesca a ritmo jazz: da Ginsberg a Cortazar, da Faulkner a Marinetti, da Vian a Celine, a Fenoglio (28 dicembre) e la sonorizzazione del film “Cenere” interpretato da Eleonora Duse eseguita dal vivo dal duo Marcello Allulli/Giovanni Ceccarelli (29 dicembre). Anche l’ingresso del nuovo anno si potrà festeggiare a ritmo di musica con Gabriele Coen Trio (3 gennaio), Riccardo Fassi Analog Trio (4 gennaio) e Silvia Manco (5 gennaio).

Torino Film Festival: Emanuela Martini non sarà più direttricePresidente Museo Cinema Ghigo, prima di Natale il successore

TORINO06 dicembre 201914:16

– Emanuela Martini non sarà più direttrice del Torino Film Festival. L’ho reso noto il presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo a margine degli Stati generali della Fondazione Crt. “Continuerà a collaborare con noi perché è una professionalità che non vogliamo perdere”, ha detto Ghigo. “Il nome del nuovo direttore lo conoscerete prima di Natale”, ha aggiunto.

Cinema: Dante Ferretti racconta amicizia Callas e PasoliniRieditato docu L’Isola di Medea .’ A Pier Paolo devo tutto’

TRIESTE06 dicembre 201914:59

– La cantante lirica più acclamata del mondo e lo scrittore-regista più scomodo e provocatorio del momento: Maria Callas e Pier Paolo Pasolini si incontravano sul set di “Medea”, il primo e unico film mai interpretato dalla “Divina”. A 50 anni dall’uscita di quella pellicola nelle sale italiane (28 dicembre 1969) torna sul grande schermo con una intervista inedita al Premio Oscar Dante Ferretti, il documentario L’isola di Medea. Scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Lagunamovies – Karel il film ripercorre la lunga amicizia fra Callas e Pasolini, e la visione d’amore, illusoria e irraggiungibile, che ha alimentato in filigrana quel rapporto. Tanti i ricordi che Ferretti, che ne firmò la sceneggiatura, consegna al film. “Pasolini – rammenta – mi ha aiutato a maturare nel lavoro, mi ha dato fiducia chiamandomi per “Medea”, uno dei ricordi più belli della mia vita”.
La pellicola sarà presentata dalla Fondazione Carigo lunedì prossimo al Kinemax di Gorizia.

Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza

07 dicembre 201913:21

– Raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti.A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”. Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi… poi se ne sono dimenticati”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.

Efa, speranze Italia in edizione piena di capolavoriIn corsa Marco Bellocchio, Favino, Ferrente e Barrese

06 dicembre 201915:58

– Alla vigilia della cerimonia degli European Film Awards 2019 speranze Italia in un’edizione piena di film da Oscar. L’Italia è infatti in corsa con IL TRADITORE di Marco Bellocchio con ben quattro nomination (film, regia, attore e sceneggiatura), ma vanno forte anche SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. E questo in un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno proprio come il nostro Bellocchio. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE Y GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin). Nel corso della serata l’attrice francese Juliette Binoche riceverà il Premio Contributo Europeo al Cinema Mondiale, mentre a Werner Herzog andrà quello alla Carriera. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta streaming per l’Italia su http://www.rai.it (dalle 19) e replicata poi su Raimovie (martedì 10 dicembre alle 23).

Imagine, il film visionario di John Lennon e Yoko OnoIn onda domenica 8 dicembre

06 dicembre 201916:46

– “Le persone che hanno lavorato su Imagine erano persone di pace ed è stato illuminante ed eccitante essere una di loro. Ricorda: ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo”. Yoko Ono.
Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di John Lennon, domenica 8 dicembre, arriva su Sky Arte (canale 120 e 400) alle 21.15 Imagine, la versione restaurata del film diretto e prodotto da John Lennon e Yoko Ono che prende il nome dall’album più famoso di Lennon. La pellicola, datata 1972, è accompagnata da 15 minuti di contenuti inediti. Così proposto, Imagine offre allo spettatore un collage cinematografico, fatto di musica, colori, sogni e realtà, pur comunque mantenendo la sua originaria bellezza e autenticità.
Mentre John e Yoko si cercano in un campo offuscato dalla nebbia, regalano una visione limpida sul loro mondo, fatto di risate, balli, silenzi e intimità. Da “Crippled inside” a “Oh Yoko!” passando per “I don’t wanna be a soldier, mama”, le meravigliose e immortali parole dell’artista, tragicamente scomparso, accompagnano le immagini di questo emozionante film.
Quasi fosse un unico video musicale, “Imagine”, il celebre album da solista di Lennon, viene mescolato, come la sua vita, all’artistica visione del mondo di Yoko, che impregna anche le sue canzoni, come “Don’t count the waves” o “Mrs. Lennon” dell’album “Fly” presenti nell’opera.
Un viaggio all’interno delle loro giornate, delle amicizie, tra tutti quelle con George Harrison e Fred Astaire, dei giochi con Dick Cavett e Jack Palance e delle feste con Andy Warhol.
Ospiti d’eccezione che hanno contribuito a creare un’esistenza colma d’immaginazione, commovente quanto la musica che accompagna ogni fotogramma di questa pellicola intima e illuminante. Un film che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria e psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Una ‘Bohème’ colorata e giocosa al Carlo Felice
Opera pucciniana vista dal regista Fornari e dal pittore Musante

GENOVA06 dicembre 201916:48

– Sarà una versione colorata e giocosa la ‘La Bohème’ di Puccini ideata dal regista Augusto Fornari e dal pittore Francesco Musante per il Teatro Carlo Felice di Genova, in scena dal 13 al 15 dicembre e dal 27 al 29 dicembre. A presentarla il sovrintendente Claudio Orazi e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni. Una delle opere liriche più popolari, ambientata in una Parigi di metà Ottocento, vedrà protagonisti sul palco i giovani bohèmien, gli aspiranti artisti sempre in bolletta che irromperanno nell’opera contaminando musica e racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e alla giornata. “M’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il ‘gioco’ come elemento propulsore – commenta Fornari – il gioco ‘serio’, quello dei bambini che va fino in fondo irridendo fame, freddo, povertà, ricchezza, borghesia, e che vorrebbe sgambettare la morte”. “Ci sarà un bellissimo allestimento, con una bellissima compagnia di canto che si alternerà sul palcoscenico”, dice Orazi.
“E’ una delle opere più eseguite in assoluto al mondo, La Bohème è un miracolo di realismo – evidenzia Battistoni – le frasi del libretto abbinate alla cadenza musicale che Puccini gli ha dato sono di tale uso comune oggi che tutti noi continuiamo a citare continuamente l’opera parlando ogni giorno oggi”. “Con il Natale arriva La Bohème, in vista della fine dell’anno ci sarà ancora il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo con la Cenerentola, poi un concerto di Capodanno e con l’anno nuovo torna il barbiere di Siviglia”, ricorda Orazi.

David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’

06 dicembre 201917:26

– DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16) Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario.
“I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.
L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”.
La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez.
Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.
Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati.
“Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita.
“La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo. Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea.
Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.

Hit parade, Cremonini subito in vettaTerzo Antonacci, ottavo il concept album di Jovanotti

06 dicembre 201918:28

– Debutta subito in vetta alle classifiche di vendita “Cremonini 2C2C The Best Of”, la prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che scalza questa settimana Tiziano Ferro con “Accetto miracoli”. Chiude il podio un’altra new entry, “Chiaramente visibili dallo spazio”, il nuovo album di Biagio Antonacci.Secondo Fimi-Gfk, resta saldo in quarta posizione Tha Supreme con “23 6451”, che precede Marracash con “Persona” e “Mina Fossati”, in discesa in sesta posizione. Al settimo posto i Coldplay con “Everyday Life”, davanti a “Lorenzo sulla luna”, il concpet album di Jovanotti. Chiudono la top ten Zucchero con “D.O.C.” e gli eterni Pink Floyd, che conquistano la decima posizione con il cofanetto “The later years: 1987-2019”, al secondo posto tra i vinili (alle spalle di Marracash).Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 29 novembre al 5 dicembre:1) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P – WMI)8) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)9) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)10)THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SOLDI IN NERO, SHIVA & SFERA EBBASTA (JIVE/ISLAND-SME)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Infine, la classifica dei vinili:1) PERSONA, MARRACASH (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) MICROCHIP TEMPORALE, SUBSONICA (COLUMBIA-SONY)

Matera, con il presepe vivente è già NataleNella Città dei Sassi anche quello di sabbia di Jesolo

MATERA06 dicembre 201918:30

– Le atmosfere suggestive dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità, lungo un percorso di ambienti ipogei illuminati dalle luci di una tradizione che lega idealmente la Palestina ai luoghi della cristianità del rupestre: a Matera, ospitano la decima edizione del Presepe vivente che prende il via il 7 dicembre.
E nella Capitale europea della Cultura 2019 riflettori anche sul Presepe di sabbia del Comune di Jesolo e sulla terza edizione della mostra “Presepi d’Italia” dedicata all’arte presepiale leccese e materana.

Da Marracash a Mattarella tutti pazzi per ToscaRecite già sold out, anche Patti Smith fra il pubblico

MILANO06 dicembre 201920:06

– Da Marracash e Elodie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà una prima a dir poco eterogenea quella che il 7 dicembre aprirà con Tosca la stagione lirica della Scala. Una prima attesa come mai negli ultimi anni, anche grazie all’opera di Puccini, che è in assoluto fra le più amate dal pubblico. E infatti i biglietti (prezzo per la platea tremila euro) sono andati sold out a tempo di record, così come quelli per tutte le altre otto recite in programma. Anche quelle in cui non sarà protagonista Anna Netrebko, star assoluta della lirica, sostituita da Saioa Hernández. Confermato invece in tutte le recite il resto del cast, a partire dal tenore Francesco Meli nella parte di Cavaradossi, e il baritono Luca Salsi in quella del perfido Scarpia.Chi non è riuscito ad accaparrarseli potrà vedere questa Tosca ‘cinematografica’ con scenografie monumentali, la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly in diretta su Rai1 (grazie a Rai Cultura), al cinema e in tantissimi luoghi di Milano (incluso l’ospedale Niguarda, la palestra Heracles e il carcere di San Vittore). Nel palco reale, oltre al Capo dello Stato con la figlia, siederanno la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quello dei Beni Culturali Dario Franceschini, il prefetto Renato Saccone, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. In platea il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, l’attrice Vittoria Puccini e anche Patti Smith, reduce dal concerto milanese del 1 dicembre, che alla prima della Scala aveva già assistito nel 2015, per Giovanna D’Arco con protagonista sempre Anna Netrebko.Anche quest’anno sono previste le ormai tradizionali proteste all’esterno: quelle della Cub, dei lavoratori Conad-Auchan a difesa del loro posto di lavoro e quella degli antagonisti che vogliono porre l’attenzione sulla situazione dei curdi in Siria. Non sono mancate oggi le proteste, o per lo meno i malumori per lo svolgimento, proprio alla vigilia della prima, di una sfilata di Dolce&Gabbana (che della Scala sono soci sostenitori). “Chiederemo al nuovo sovrintendente Dominique Meyer un’inversione di tendenza rispetto a questo taglio glamour” ha detto Nicola Cimmino della Cisl, mentre Paolo Puglisi della Cgil, non entrando nello specifico della sfilata di oggi, ha aggiunto che intende inviare dopo il 15 dicembre (giorno in cui l’attuale sovrintendente Alexander Pereira lascerà l’incarico per andare a dirigere il Maggio Musicale Fiorentino) “una lettera alla direzione chiedendo un incontro per discutere delle attività del teatro diverse da quelle di spettacolo”. “Vogliamo sapere chi fa cosa” ha concluso.

Debutto italiano per ‘Intimate Audrey’Alla Fondazione Carispezia la Hepburn attrice e privata

LA SPEZIA06 dicembre 201918:52

– Una mostra dedicata all’indimenticata protagonista di ‘Colazione da Tiffany’ e ‘Vacanze romane’, icona di eleganza e di stile. ‘Intimate Audrey’ è il titolo dell’esposizione che ha come protagonista Audrey Hepburn. La mostra, inaugurata alla Spezia alla Fondazione Carispezia e visitabile fino all’1 marzo 2020, è per la prima volta in Italia dopo essere stata in Belgio e nei Paesi Bassi. Si tratta di un’esposizione-biografia creata dal figlio Sean Hepburn Ferrer per celebrare i 90 anni dalla nascita della madre. Non solo foto, filmati e cimeli che ne celebrano la carriera cinematografica, c’è anche la parte più intima, trattata per sezioni. “Una mostra su un’icona del cinema, dello stile, della filantropia che ha fatto tutto questo in un vestitino di cotone: questo è il segreto per cui è così amata, perché la fa sentire una di noi” ha detto il figlio.
“Un’antesignana del suo tempo, siamo onorati di ospitare questa mostra” ha detto la presidente della Fondazione Claudia Ceroni.

Battaglia per diritti di gay e transgender in PakistanLa racconta docu Allah Loves equality a Corto Dorico Film Fest

06 dicembre 201918:54

– “Perché la gente mi considera un tabù che non si può capire?”. E’ la domanda che pone Bubbly Malik, attivista transgender pachistana, fra le protagoniste di Allah Loves Equality, il documentario di Wajahat Abbas Kazmi presentato alla 16/a edizione del Corto Dorico Film Fest ad Ancona. Il film non fiction, che ha il patrocinio di Amnesty international, racconta la battaglia quotidiana della comunità Lgbtia (acronimo che racchiude lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) contro le violenze (dai casi di pestaggi, a quelli di stupri, e di omicidi d’onore) e le discriminazioni di cui è vittima nel Paese musulmano.
Il regista pakistano, italiano d’adozione, attivista dei diritti umani, parte offrendo un contesto storico che ci rivela come in varie epoche dei secoli passati. ad esempio, sotto l’Impero Moghul, i transgender avessero ruoli importanti nella società e il crossdressing fosse celebrato. Inoltre l’omosessualità non era tabù nelle composizioni di Abu Nuwas, poeta arabo dell’VIII secolo. Invece, in particolare, “dall’indipendenza del Pakistan nel 1947, la comunità Lgbt ha subito ogni forma di mortificazione sociale e difficoltà” . Ad esempio le uniche attività concesse ai transgender per mantenersi sono “chiedere l’elemosina, danzare o prostituirsi” si spiega. Qasim

Con Lonely Planet alla scoperta dell’universoGuidoni, dallo spazio si vedono la deforestazione e lo smog

06 dicembre 201919:12

– UNIVERSO, GUIDA DI VIAGGIO (EDT, PP 605, EURO 32) Dallo spazio “non si vedono città, ponti ma si vede la deforestazione, gli incendi e di notte il rosso delle fiamme. E si vede anche lo smog che ha un colore giallino e grigio, non bianco come quello delle nuvole. Si osserva lo smog sopra la Cina meridionale e sulla pianura padana”. Lo ha raccontato l’astronauta Umberto Guidoni alla presentazione, con lo scrittore Paolo Giordano, alla fiera Più Libri più liberi alla Nuvola di Roma, di ‘Universo’, la guida di viaggio veramente speciale realizzata da Lonely Planet in collaborazione con la Nasa JPL.
Così lontano Lonely Planet non ci aveva mai portato. Ci fa sbarcare sui pianeti del nostro sistema solare, fino ai margini dell’Universo conosciuto, passando per esopianeti, stelle appena nate, resti di supernove e superammassi di galassie. “Non escludo che un giorno ci saranno veicoli capaci di trasportare turisti nello spazio. La sensazione è la stessa di quando l’aviazione da sport privato è diventata servizio di linea.
Forse si può arrivare a fare la stessa cosa nello spazio” ha spiegato Guidoni all’incontro condotto da Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia.
Cosa dobbiamo mettere in valigia per andare nello spazio? “Lo Shuttle parte in verticale e ci sono solo due file di sedili.
Stai seduto con le gambe in aria e fino all’ultimo secondo potresti non partire. Il viaggio in se Stesso dura 8 minuti e mezzo, ma è come avere un gorilla sul petto perché sei schiacciato. Quando si spengono i motori sei in assenza di peso e rimani in questa sensazione strana per tutto il tempo.
Consiglio di non muoversi nelle prime ore perché non c’è più alto basso e di non lasciare le cose in giro perché tutto galleggia” ha spiegato Guidoni.
E, ha sottolineato Guidoni, dopo 50 anni di agenzie spaziali pubbliche cominciano a farsi strada quelle private. “La prossima settimana verrà lanciata una capsula privata Boeing. E nel 2024 verrà costruita una base sulla luna dove verranno scaricate le missioni” ha detto Guidoni.
Nell’edizione della fiera dedicata ai Confini dell’Europa si presenta una guida sull’universo. C’è un’affinità tra i due concetti? “Ce ne sono più di quanto si possa immaginare.
L’universo è sempre stato un pensiero che ridimensiona la rilevanza delle cose che ci succedono. Si guardano il cielo e le stelle e ci si rende conto di quanto si è marginali. È qualcosa che andrebbe considerato anche dal punto di vista politico.
Tendiamo ad essere italiacentrici, politicocentrici. Il pensiero sull’universo come quello dell’Europa unita dovrebbe ridimensionarci” ha detto lo scrittore Paolo Giordano. E ‘Universo’ di Lonely Planet, con la prefazione del divulgatore scientifico Bill Nye, ci fa compiere un viaggio davvero speciale e scoprire tante cose nuove sui pianeti e le missioni.

‘Stasera gioco in Casa’, Morandi duetta con Brunori’Vita’ proposta in coppia al Duse di Bologna durante lo show

BOLOGNA06 dicembre 201919:22

– Dario Brunori è salito a sorpresa sul palco del Teatro Duse di Bologna accanto a Gianni Morandi, durante lo show ‘Stasera gioco in casa’, che lo vede protagonista per 25 date fino a fine febbraio.
Insieme hanno duettato sulle note del brano ‘Vita’, portato al successo da Morandi e Lucio Dalla nel 1988, poi il cantautore calabrese ha salutato i fan. Dario Brunori sarà sul palco dell’Unipol Arena a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, il 15 marzo per la tappa bolognese del ‘Brunori Sas Tour 2020’.

Ferrente, sogno un film con Christian De SicaIl regista in corsa agli Efa per i documentari col suo Selfie

BERLINO06 dicembre 201920:00

– Il sogno di Agostino Ferrente? Fare un film con Christian De Sica: “Sono innamorato di lui” dice  a Berlino. Mentre la possibile vittoria con il suo SELFIE nella sezione documentari agli Efa, gli ‘oscar’ europei del cinema dove è in corsa insieme a LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese, sembra non interessargli più di tanto: “Già essere qui mi sembra tanto”. Ma quello che colpisce di più di Ferrente è l’atteggiamento etico verso i suoi protagonisti: “Non si tratta di attori – dice più volte -, sono delle persone vere. Non si può abbandonarli”.
È il caso di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando), due sedicenni del Rione Traiano, a Napoli, che in Selfie raccontano, con i propri telefonini, la loro quotidianità in un’estate malvagia in cui il loro amico comune, Davide Bifolco, viene ucciso nel 2014 da un carabiniere perché scambiato per un pregiudicato in fuga. Poteva capitare a loro sempre a rischio di diventare preda della delinquenza in un quartiere senza lavoro.
“Nei quartieri popolari la devianza non è una questione genetica e l’abbandono scolastico crea tante occasioni per diventare camorrista o meglio manovalanza della camorra, carne da macello”. Per fortuna, dice il regista, loro sono rimasti immuni: “Pietro gestisce un salone come parrucchiere e Alessandro è ancora più cresciuto nel suo ruolo di barman”. Ma va detto, aggiunge Ferrente, che nel loro quartiere “ognuno ha un padre o un cugino che ha sposato la devianza. E mentre giravo mi sono morti ben due ragazzi che conoscevo. E si può dire che è un miracolo che io faccia il regista, tanti miei amici hanno preso brutte strade. E quando mi salutava un boss, da ragazzo, ero felice come si mi avesse salutato Totti”. Nel futuro, aggiunge il regista nato a Cerignola nel 1971, “vorrei respirare un po’. Ho sofferto troppo nel fare questo documentario. E tornando a De Sica ho proposto tempo fa a De Laurentiis di fare un ‘Vacanze di Natale’ trent’anni dopo come ho fatto già fatto in ‘Le cose belle’ dove ho seguito la vicenda di quattro ragazzi napoletani dall’adolescenza al passaggio all’età adulta”.

Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

07 dicembre 201910:36

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre a Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala dal 5 dicembre con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno.Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu.”Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Sumaya Qader, Quello che abbiamo in testaIl velo visto da donna realizzata tra lavoro e figlie a Milano

7 dicembre 201911:52N

QUELLO CHE ABBIAMO IN TESTA – SUMAYA ABDEL QADER (MONDADORI, PP 252 – euro 22).
Horra, il cui nome significa Libera, è la protagonista del secondo libro di Sumaya Abdel Qader. Un’italiana di nemmeno quarant’anni, figlia di giordani musulmani, vive a Milano con il marito che la adora e le due figlie adolescenti, 16 e 14 anni che più diverse l’una dall’altra non potrebbero essere, belle, intelligenti ma che amano profondamente la madre. Si presenta così: “quando, come me, sei allo stesso tempo cose differenti e perciò non sei etichettabile, classificabile, quando scopri di essere fuori dagli schemi di tutti, di non essere né carne né pesce, né di qua né di là, quando vivi al confine tra più mondi che faticano a riconoscersi e a riconoscerti e ti fanno sentire marziana, estranea…”.
La sua non si può proprio definire una vita noiosa, anzi. Come potrebbe, visto che, da perfetta equilibrista, divide le sue giornate tra la famiglia, il lavoro come segretaria in uno studio di avvocati, l’università, che è a un passo dal terminare, il volontariato, le preghiere e le discussioni in moschea, e il suo variopinto ed eterogeneo gruppo di amiche, tutte professioniste? Eppure, nonostante la fatica e i piccoli problemi quotidiani, nonostante la malinconia per la parte di famiglia che vive lontana, Horra non può che sentirsi serena, felice persino. Ma un giorno, un fatto apparentemente di poco conto ha su di lei l’effetto di uno tsunami. Perché quando, come lei, sfuggi alle classificazioni, quando vivi al confine tra due mondi, quello occidentale e quello orientale, che faticano a riconoscersi tra loro e a riconoscerti, facendoti sentire marziana, estranea, galleggiante, allora inizi a chiederti che cosa significhi davvero essere “liberi”. E così, nei mesi che vengono raccontati in questa storia, tra gioie quotidiane e piccole sconfitte, incontri fortunati e discussioni accese, Horra cercherà di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi per riuscire a sentirsi, forse per la prima volta in vita sua, davvero fedele a se stessa.
Un romanzo lieve che racconta una realtà di cui tutti parlano ma che pochissimi conoscono profondamente, un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più permetterci di ignorare. Il titolo gioca sull’ambiguità tra quello che le donne musulmane hanno fisicamente in testa, cioè l’hijab, e quello che hanno nella testa, quello che pensano e come lo pensano. Le donne occidentali, spesso, vedono le donne velate come delle “poverine” costrette a mortificarsi, vessate da uomini che le obbligano a nascondersi ed innegabile che in alcune parti del mondo e in alcune situazioni questo sia incontrovertibile, ma è anche vero che questo capita anche a chi velata non è, e ci sono donne che come Libera scelgono autonomamente di portalo come un foulard anzi abbinandolo con i vestiti, e perdendo molto tempo davanti allo specchio. Che cosa è un velo? È un simbolo? E di cosa? È paradossale definirlo femminista? chiede Horra sui social (verrà investita di commenti che la annienteranno, ma poi..). Che il velo sia definito femminista è una chiara provocazione, ma non è un’assurdità.
Il libro è “dedicato a tutte le ragazze e a tutte le donne che hanno un sogno. A tutte quelle che ancora non sanno di averlo”. Ma in apertura anche una citazione di Tina Anselmi: Una donna che riesce, riesce per tutte le altre.
Sumaya Abdel Qader nasce a Perugia da mamma e papà giordano-palestinesi. Si sposta a Milano, dove si laurea in Biologia, in Mediazione Linguistica e Sociologia. Sposata, con tre figli nel 2016 diventa la prima musulmana consigliera comunale a Milano. Ha pubblicato Porto il velo, adoro i Queen.

Nasce un cottage letterario in GarfagnanaProgetto realizzato in piccolo borgo grazie anche a crowdfunding

LUCCA07 dicembre 201911:22

– Da una campagna di crowdfunding lanciata su Facebook in piena notte nasce a Lucignana, piccola località di Coreglia Antelminelli (Lucca), in Garfagnana, un suggestivo cottage letterario, la ‘Libreria sopra la Penna’, che inaugura oggi 7 dicembre. Si tratta di un progetto a cura della poetessa Alba Donati, anche presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che ha realizzato con l’aiuto dell’architetto Valeria Ioele il suo piccolo spazio letterario in un orto nel cuore del piccolo borgo.
Libri di narrativa, poesia, saggistica, noir, volumi per l’infanzia e anche le marmellate letterarie della violinista Anna Orvieto, come quella alle mele renette di Virginia Woolf, ma pure il tè di Jane Austen e le tazze di Alice, collane con le parole di Sylvia Plath o con i fiori di Emily Dickinson, mazzi di rose dalle pagine di Orgoglio e pregiudizio. Tutto è stato scelto secondo il gusto e le sensazioni di Alba Donati, originaria di Lucca e che vive tra Firenze e Lucignana. “Volevo fare una cosa davvero mia – spiega – che corrispondesse a un desiderio profondo. E dunque valorizzare il mio paese, partire dai libri belli, e creare uno spazio aperto a tutti, una specie di ‘giardino d’inverno’ accogliente dove leggere, chiacchierare, prendere un caffè, fare attività per i più piccoli, incontri con gli autori”. Il cottage letterario di Alba Donati ospiterà anche una serie di eventi, tutti su prenotazione. Il primo appuntamento è per il 23 dicembre, alle 16.30, con l’attrice versiliese Elisabetta Salvatori che racconterà una serie di favole ispirate alla magia del Natale.

Capodanno a Riccione, tre giorni di eventi con Emma e MahmoodPer l’Ice Carpet anche il vincitore di ‘Amici’ Alberto Urso

RICCIONE07 dicembre 201914:08

– “Riccione è un punto d’incontro tra generazioni, un posto di matti visionari e coraggiosi, dove l’effimero ha dato risultati concreti”. Questa è la Perla Verde secondo Linus che per il terzo anno consecutivo organizzerà Deejay On Ice in piazzale Ceccarini con i concerti di Mahmood, Emma Marrone (il 29 dicembre) e il vincitore di Amici Alberto Urso (1 gennaio).
Il 7 dicembre la presentazione ufficiale a Riccione dei tre giorni di eventi e musica del “Riccione Ice Carpet” che inizia alle 17 del 29 dicembre con Mahmood ed Emma in piazzale Ceccarini e prosegue sul palco del Palazzo dei Congressi con la Europe Philharmonic Orchestra diretta da Ezio Bosso per un Concerto degli Auguri dedicato alla grande musica classica.
“Un’offerta che copre tutto l’arco costituzionale – ha scherzato Linus – Vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di lamentarsi anche quest’anno”. Si parte come l’anno scorso in un orario insolito, le 17. “La festa vera, quella notturna, poi continuerà nei locali”. Perché sarà pur vero, ha ricordato il direttore artistico di Radio Deejay, che “non sono più gli anni Ottanta, ma le discoteche riccionesi sono ancora un richiamo, quindi inutile pestarsi i piedi”.
La notte di San Silvestro dalle 22 l’evento unico targato Deejay con Alex Farolfi, Chicco Giuliani, al corpo di ballo di Deejay On Stage e la conduzione di Rudy Zerbi e a mezzanotte i fuochi d’artificio. Il primo gennaio, dopo il tradizionale tuffo di Capodanno, concerto di Alberto Urso, giovanissimo tenore siciliano.

Bacco, tabacco e Venere, con loro si vive meglioStudioso napoletano, vino,nicotina,sesso stimoli contro malattie

NAPOLI07 dicembre 201914:12

– Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere: ma chi lo ha detto? Semmai è vero il contrario: vino, sigarette e sesso aiutano a vivere meglio, col sorriso sulle labbra, e a combattere le malattie. Parola di Giuseppe Clemente, medico napoletano, che in una seguitissima relazione spiega le ragioni del suo argomentare citando esempi dalla storia e dalla letteratura scientifica e non, e utilizzando brani musicali e fotografie di quadri. L’occasione è la quarta edizione dell’iniziativa ‘Il medico (legale) e l’arte’ coordinata da Pino Guadagno e Luigi Lista, organizzata dall’Anmelepa e dalla Commissione medica di verifica di Napoli.
Clemente parte da dati economici. Le ‘azioni del peccato’ (sin stock) “sono quelle che nell’ultimo secolo hanno garantito i ritorni migliori per gli investitori”. Si sofferma poi sulle ‘virtù’ del vino che ha un effetto aggregante, socializzante, disinibente, consolatore. Lo dice anche Giacomo Leopardi nello ‘Zibaldone’. Bacco, e anche tabacco. Ma fa così male? Vi sono effetti negativi, ma va anche detto che la nicotina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, migliora la concentrazione e l’apprendimento, l’attenzione e la vigilanza.
Sono allo studio possibili applicazioni terapeutiche. Da Bacco a Venere. “Il sesso migliora l’immunità, aumenta le Iga, migliora memoria e funzioni esecutive superiori, riduce pressione arteriosa e rischio di cardiopatia, combatte l’insonnia, aumenta l’autostima”. Tra musica e vino scatta un ‘moltiplicatore di sensazioni’. Paolo Scarpellini, sound sommelier, citato da Clemente, su ‘Civiltà del bere’, spiega che si creano interazioni come, ad esempio, tra Astrud Gilberto (Fly Me to the Moon) e il Perlè Brut 200 Ferrari. E cita Goethe: ‘La vita è troppo breve per bere vini mediocri’. Come dargli torto?

Milano, spunta il Salvini-Sardina

07 dicembre 201918:35

Nuova azione di TvBoy la scorsa notte a Milano, in zona Navigli. In maniera ironica e dissacrante, gioca sul nuovo avversario politico del leader della Lega, Matteo Salvini, il popolo delle Sardine, che nella nuova opera dello street artist diventano una sola cosaAccanto al ‘Matteo Sardina’, Tvboy ha realizzato altre due opere, postandole poi tutte e tre sui social: nella prima è raffigurata la senatrice a vita ed ex deportata ad Auschwitz Liliana Segre, che tiene un cartello stradale con la scritta ‘Stop Hate’; nella seconda, invece, il protagonista è sempre Salvini: il leader leghista in jeans, camicia verde e giubbotto, tiene in mano un cartello con una sardina, stavolta vera, e la scritta ‘Matteo Sardina’. “Liliana Segre ‘Stop Hate’ e Matteo Salvini in manifestazione con le Sardine. Milano Navigli. Pont de Fer” scrive Tvboy presentando le due opere sui social.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bryan Ferry, a febbraio il nuovo album
‘Live at the Royal Albert Hall 1974’, tour in UK a marzo

07 dicembre 201914:23

– Bryan Ferry ha annunciato l’uscita del nuovo disco ‘Live at the Royal Albert Hall 1974’ e il nuovo tour negli UK a marzo. L’album contiene la registrazione del suo primo tour da solista e una performance unica disponibile per la prima volta al pubblico. Il disco uscirà il 7 febbraio per Bmg.
Originariamente scritto e composto dai Rolling Stones, “Sympathy For The Devil”, primo estratto dal disco, è stato interpretato da Bryan Ferry nel suo album solista di debutto “These Foolish Things” (1973) che ha riscosso un ampio successo di critica. Il disco diede il via ad una fiorente carriera solista e precedette l’album del 1974 “Another Time, Another Place”. La scaletta di “Live at the Royal Albert Hall 1974” comprende questi primi due album che Ferry non ha mai eseguito dal vivo e che erano distanti dalla musica che Ferry aveva suonato con i Roxy Music negli anni precedenti. L’elenco dei brani è composto da alcuni dei pezzi preferiti dai fan, tra cui “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, “The” In “Crowd”, “Smoke Gets in Your Eyes” e “I Love How You Love Me” e abbraccia le sue influenze degli anni ’30, ’40 e ’50, compresi i dischi che sono stati fondamentali durante i suoi anni formativi.
Il prossimo tour di Ferry inizierà da Glasgow il 3 marzo 2020 e culminerà con due date, l’11 e il 13, alla Royal Albert Hall di Londra.

Moda: sfilata in nome dell’Armonia per Jamal TaslaqStilista italo-palestinese stavolta sceglie la capitale

07 dicembre 201915:46

– “Armonia tra i popoli, l’armonia tra le culture, l’armonia della bellezza tra Oriente ed Occidente … tutto è armonia, anche la moda”. Con questo messaggio lo stilista italo-palestinese Jamal Taslaq, con atelier a Roma, ha scelto di presentare la sua nuova collezione di alta moda giocando in casa: la sfilata della sua nuova collezione Haute Couture 2020 intitolata Armonia si è svolta nella elegante residenza della capitale Le Jardin Potager.
Armonia è stata disegnata pensando a dettagli e particolari sartoriali che valorizzano e lambiscono la silhouette femminile, nei colori ispirati alla terra natia di Taslaq che veste da sempre le donne di tre continenti, Asia, America ed Europa. Tra le clienti famose di Taslaq, la regina Raina di Giordania, Patty Pravo, Sharon Stone e Ornella Muti. In passerella hanno sfilato 33 outfit, scanditi classicamente in tailleur da giorno, mise da cocktail e abiti da sera, realizzati in tessuti preziosi come chiffon, georgette, organza, cady di seta e mikado. La moda di Jamal Taslaq ha sfilato a Parigi e a Dubai e nel 2014 anche nella sede dell’Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.
Palestinese di Nablus, formato a Roma e cittadino italiano, Taslaq ama realizzare una moda che unisce il mondo orientale a quello occidentale.

Achille Lauro, 30 anni con concerto a Roma nel 2020Appuntamento il 31 ottobre a Palazzo dello Sport

07 dicembre 201916:07

– Achille Lauro festeggerà il suo trentesimo compleanno con un appuntamento speciale nella sua città: 30 anni di Roma, un concerto che si terrà il 31 ottobre 2020 nel Palazzo dello sport della capitale e sarà un viaggio nel tempo che vuole unire presente e passato in un’interpretazione nuova che guarda al futuro.
L’ultimo album di Achille Lauro è “1969” (Sony Music Italy).
È attualmente in radio il singolo “1990” (Sony Music), scritto da Achille Lauro, prodotto dallo stesso con Boss Doms e Gow Tribe, che parla di un amore ossessivo e possessivo. Il sound è ispirato a La Bouche, mentre la cover rimanda a una foto iconica di Britney Spears, segnando il primo capitolo di una nuova serie di brani che reinterpretano il decennio degli anni Novanta. È online il videoclip di “1990”, tra il pop rosa di Britney Spears e il punk fluo di The Prodigy. Il video è la fedele riproduzione degli stereotipi e delle icone degli anni Novanta tra foto di Michael Jackson e copertine di Playboy. La telecamera è puntata su Lauro che rimbalza tra la stanza piena di poster di un’adolescente di fine secolo, ad una sala giochi. Le immagini esaltano la sua anima punk e malinconica ma anche la malizia ammiccante della “donna bambina”. La direzione artistica del video è curata da Achille Lauro e Nicolò Cerioni, prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production, con la regia di Fabio Breccia.

Il figlio di Scarpelli, mio padre Furio non amava apparireNel centenario della nascita racconti inediti e una mostra

07 dicembre 201916:15

– FURIO SCARPELLI, AMORI NEL FRAGORE DELLA METROPOLI (SELLERIO, PP 159, EURO 13,00) Romanzi, racconti, disegni, acquarelli, bozzetti per i personaggi di film, ritratti. Furio Scarpelli che da solo, o in coppia con Age, ha firmato i migliori titoli della commedia all’italiana, non era semplicemente uno sceneggiatore. Era un artista che viaggiava su molte dimensioni come mostra ora anche la grande quantità di inediti che ci ha lasciato. Per il centenario della nascita, il 16 dicembre 1919 a Roma, esce ‘Amori nel fragore della metropoli’ (Sellerio), in cui il figlio Giacomo ha raccolto tre racconti mai usciti, ‘Ivano’, ‘Il tonno, la seppia e il maccarello’ e ‘Sonato’ e dal 16 dicembre saranno esposti alla Casa del cinema di Roma una scelta di riproduzioni delle opere grafiche di Scarpelli, morto a Roma nel 2010.
“Mio padre ha sempre detto che per fare bene il cinema bisogna portare al cinema cose che non gli appartengono perché è un’arte fatta di tutte le arti. E’ inferiore e superiore rispetto alle altre” racconta Giacomo Scarpelli, docente universitario di filosofia, che da quando aveva 12 anni ha lavorato con il padre. “Battevo a macchina i suoi copioni. Il cinema era di casa” dice Giacomo al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma.
“Mio padre odiava quelli che si riferivano soltanto al cinema. Sottolineava sempre che il testo che precede la sceneggiatura è più importante della sceneggiatura stessa” spiega Giacomo Scarpelli e tira fuori dalla tasca un foglio con un breve testo che ha trovato sulla scrivania del padre e che considera una sintesi del suo pensiero sul fare cinema: “Scrivere una buona storia senza pensare che esista il cinema, se ci riesci ecco che sei già un autore. Non ti resta che fare il passo successivo, diventare cineasta” dice il brano.
Tre le scrivanie ideali che Giacomo ha immaginato per il padre: la prima dedicata alle sceneggiature dai film di Totò a La grande guerra, L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, C’eravamo tanto amati, al Postino. La seconda piena di penne e pennini dedicata al disegno, la sua prima professione, cominciata a 13 anni quando morì tragicamente il padre, il giornalista e illustratore Filiberto, tra l’altro fondatore con Vamba del ‘Giornalino della Domenica’. “Ci lascia un patrimonio sommerso di disegni” racconta. E la terza scrivania è quella della narrativa che riserva tanti inediti, tra cui, annuncia Giacomo “un paio di romanzi. Uno verrà pubblicato da Sellerio nel 2020. Si chiama ‘Si ricorda di me Signor Tenente’, è ambientato tra le soglie del 2000 e gli anni della seconda guerra mondiale. Racconta di un pensionato che viene avvicinato da un ex commilitone che poi cercherà di truffarlo. L’altro è ‘Cuore di mafioso’ su cui ho lavorato anche io. E poi ci sono tanti racconti, più o meno cinquanta”. ‘Amori nel fragore della metropoli’ sono racconti omogenei, sentimentali, anche strazianti, ambientati nel caos della città eterna, con anime alla ricerca di un riscatto” dice figlio di Scarpelli.
“A proposito di scrivanie, abbiamo lavorato tanto insieme, eravamo allievi suoi con Paolo Virzì e Francesca Archibugi, Graziano Diana e qualche altro” ricorda Giacomo. Paolo Virzì parla di Furio come di un grande maestro che “ci lascia una straordinaria curiosità verso gli altri. Ci lascia il divertimento di indossare quel tipo di occhiali compassionevoli e spiritosi e sagaci nell’osservare la vita. Un’impronta profondamente umanistica nello sguardo verso i subalterni, dove va a cercare sofferenza sentimentale. Anche questo libro raccoglie questa particolare prerogativa di Furio, dare dignità agli ultimi. Era un maestro vero, ha sempre amato circondarsi di persone e condividere. Ha fatto tantissimo per gli altri e magari poco per se stesso. Ed è commovente e anche un po’ straziante che solo 9 anni e mezzo dopo la sua morte esca un libro di narrativa di suoi racconti. Si divertiva a indossare la modestia come abito. ‘Ho la vanità della modestia’ diceva.
Abbiamo scritto tanti film insieme di cui era il fulcro, ma al momento del rapporto con i media si defilava. Si sentiva parte di un gruppo piuttosto che esibire l’ego. E’ stata una grande lezione morale”.
Dare voce a chi non la ha era la sua vocazione anche secondo il figlio. “Rimane oggi come esempio di storie comiche, ma su una sostanza assolutamente drammatica e questo si è perso. Come dice Flaubert un autore deve dare l’impressione di non essere mai esistito, è tutto nelle proprie opere. E questo vale come epitaffio”.

Immigrato di Zalone divide web, Valsecchi ‘è satira’2 mln visualizzazioni in 48 ore per singolo del re degli incassi

07 dicembre 201916:16

– La giornata di un italiano alle prese con un “immigrato”, tra la “mano nera” che tenta di lavare il parabrezza e quegli spiccioli che rischiano via via di “prosciugare il fatturato”, passando per la “sorpresa” finale: “Al mio ritorno/ Ti ritrovo senza permesso nel soggiorno/ Ma mia moglie non è spaventata/ Anzi/ Sembra molto rilassata…”.
Checco Zalone ha scelto di lanciare in un modo tutto suo, irriverente e politicamente scorretto, il suo nuovo, attesissimo, film, Tolo Tolo, in uscita il primo gennaio: un singolo, intitolato appunto ‘Immigrato’, che mescolando echi di Celentano e Toto Cutugno tocca un nervo scoperto in una società in cui va montando – come ha appena certificato il Censis – una deriva verso l’odio, il razzismo e l’intolleranza nei confronti delle minoranze.
Il videoclip di Immigrato ha fatto immediatamente il giro del web, raccogliendo in 48 ore quasi 2 milioni di visualizzazioni e incassando commenti entusiastici ma anche critiche feroci al re degli incassi del cinema italiano. “Sono molto stupito di queste poche, per fortuna, reazioni al videoclip di Checco Zalone ‘Immigrato’, da noi prodotto”, commenta Pietro Valsecchi, patron della Taodue. “Per me – e credo di interpretare anche il pensiero di Luca – e quindi per noi, la diversità è sempre stata un valore a tutti i livelli: di pensiero, di origine sociale, di provenienza geografica. La satira vuole prendersi gioco di tutte le certezze, qualunque esse siano, e chi non la capisce, forse non vuole neanche provare a mettersi in discussione. E quando graffia, graffia. Vi aspetto tutti il primo gennaio in sala: evviva Tolo Tolo”, conclude.

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A Lionel Richie il premio Capri Person of the Year
A Ezio Bosso il Music Award al festival di fine anno

NAPOLI07 dicembre 201918:34

– Lionel Richie, leggenda della musica americana, attivista per i diritti umani e filantropo, è la ‘Capri Person of the Year 2019’, riconoscimento assegnato dalla 24/a edizione del Capri, Hollywood, the International film fest (26 dicembre-2 gennaio) che avrà come chairpersons la regista Francesca Archibugi e l’artista israeliana Noa. Il premio a Lionel Richie sarà consegnato domenica 15 dicembre a Roma in un gala benefico nell’Hotel de Russie, all’indomani del Concerto di Natale in Vaticano che lo vedrà protagonista insieme con star internazionali come Mireille Mathieu e Bonnie Tyler.
”Siamo onorati di premiare Lionel Richie, un grande artista e instancabile attivista sul fronte umanitario – dice Tony Renis portavoce del board dell’Istituto Capri nel mondo – basti ricordare che insieme con Michael Jackson è stato l’autore del celebre brano ‘We are the world ‘ prodotto da Quincy Jones, e fautore del progetto Usa for Africa che grazie al super gruppo di 46 artisti raccolse oltre 100 milioni di dollari per l’Etiopia. Quest’anno per la sezione musicale – sottolinea Tony Renis annunciando un nuovo riconoscimento – con grande affetto accoglieremo a Capri il maestro Enzo Bosso, artista di straordinaria sensibilità”.

Favino, io tra Buscetta, Craxi e MoroAgli Efa con Il traditore. Bellocchio lavora a Esterno notte

BERLINO07 dicembre 201917:42

– Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio a Berlino, a poche ore dalla premiazione degli Efa, gli ‘oscar’ europei, non sembrano troppo emozionati di essere in corsa con il film Il traditore – dedicato alla storia di Tommaso Buscetta – in ben quattro categorie (film, regia e sceneggiatura e miglior attore).
Quanto al personaggio di Bettino Craxi, al quale Favino ha dato il volto in Hammamet di Gianni Amelio, in sala dal 9 gennaio, dice l’attore: “Craxi e stato sicuramente un personaggio controverso, ma io non l’ho interpretato pensando a questo. Ho cercato solo di rappresentare quello che lui sentiva dentro. Il fatto di essere controverso è qualcosa che gli attribuivano gli altri e di cui lui era incosciente”. Per Favino ora c’è Padre Nostro di Claudio Noce, un film da lui prodotto e interpretato nei panni di un prefetto antiterrorismo negli anni di piombo. “Una storia vista da due ragazzini in cui riaffiora anche un mio ricordo del giorno dell’attentato a Moro. Ricordo – sottolinea Favino – che per noi fu un giorno di festa. Perché chiusero le scuole e le mamme ci portarono a casa per coccolarci. Noi ovviamente non capivamo nulla di quello che stava accadendo”.
La vicenda di Aldo Moro è centrale anche nella vita di Marco Bellocchio che sta appunto girando su questo fatto tragico della storia di Italia una serie tv, pluri-prodotta, dal titolo Esterno notte, una sorta di controcampo del suo film Buongiorno, notte.

A Santa Cecilia, Kissin in recital BeethovenIl pianista proporrà tre celebri Sonate e le Variazioni ‘Eroica’

07 dicembre 201917:44

– Due concerti a stretto giro di Evgeny Kissin, un’ occasione unica per il pubblico di Santa Cecilia. Il grande pianista russo, protagonista un mese fa con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale diretta da Antonio Pappano del Concerto n. 2 di Liszt, torna ad esibirsi sul palcoscenico dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma per la Stagione da Camera con un recital interamente dedicato a Beethoven. Lunedì 9 dicembre alle 20.30 Kissin proporrà la Sonata n. 8 op. 13 “Patetica”, la Sonata n. 21 op. 53 “Waldstein”, la Sonata n. 17 op. 31 detta “La tempesta” e le Variazioni “Eroica”, su temi dell’omonima Sinfonia. Il programma ripercorre quasi in maniera cronologica, e quindi anche stilistica, l’arco creativo dell’opera pianistica di Beethoven fino alle soglie dell’ultima fase. Considerato tra i maggiori interpreti della tastiera, Kissin affronta, quindi, una serie una serie di capolavori assoluti parte di quel “Nuovo Testamento” della musica, così come Hans von Bülow definì il ciclo delle 32 Sonate di Beethoven.

Charles Brandt, è vero il racconto in The IrishmanAlla fiera l’autore del libro che ha ispirato Scorsese

07 dicembre 201918:45

– CHARLES BRANDT, THE IRISHMAN (FAZI, PP 469, EURO 18) E’ “tutto vero” quello che viene raccontato in ‘The Irishman’, il libro che ha ispirato il nuovo film di Martin Scorsese, con un cast stellare con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci ed Harvey Keitel. A raccontarlo è l’autore del libro Charles Brandt, tra i più brillanti legali d’America, che è stato procuratore generale dello Stato del Delaware, spesso chiamato in causa per interrogare criminali particolarmente reticenti. Brandt, 77 anni, per cinque anni ha incontrato Frank Sheeran, spietato sicario della mafia, sulle cui testimonianze si basa la storia raccontata in ‘The Irishman’.
“Dico con certezza che tutto quello che viene raccontato nel libro è vero, perché so che Frank diceva la verità. Mi ha contattato dopo aver letto il mio libro ‘Il diritto di rimanere in silenzio’ che parla proprio di come la confessione sia un bisogno umano innato. Gli interrogatori li so fare, so capire quando uno dice la verità o quando uno mente ma soprattutto sono bravo a tirare fuori dalla gente quel peso che tutte le persone che hanno commesso un crimine si portano dentro” racconta Brandt, oggi alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con il libro pubblicato in Italia da Fazi Editore nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini.
Nelle 472 pagine del libro Frank Sheeran, detto l’Irlandese, uno degli unici due non italiani nella lista dei venticinque personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani, confessa prima di morire i suoi crimini, tra cui quello di Jimmy Hoffa, leader sindacale, che fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il cui corpo non fu mai ritrovato. Un racconto epico in cui c’è anche la storia di Sheeran e nell’ultima parte rivelazioni inedite sull’assassinio dei Kennedy e il coinvolgimento della mafia.
“Frank ha assistito a varie conversazioni di esponenti di altissimo livello della mafia tra cui Bufalino e Hoffa. Ci sono elementi incontrovertibili. Sappiamo che Carlos Marcelo, che era un boss della mafia di New Orleans e di Dallas, sicuramente ha giocato un ruolo. Sappiamo che Tony Provenzano, che è anche presente nel film, ha giocato un ruolo nell’assassinio. Molte di queste cose sono anche confermate da documenti dell’FBI, rilasciati nel ’93, che confermano questa lettura degli eventi” sottolinea Brandt, un po’ provato dal lungo viaggio, a Roma con la moglie che gli sta accanto amorevole durante l’intervista.
“C’è una frase rivelatrice: ‘Se siamo riusciti a uccidere il presidente possiamo uccidere anche il presidente del sindacato’ dice Bufalino a Frank quando Hoffa insiste nel volersi candidare alla presidenza del sindacato degli autisti, dopo l’invito del boss della mafia a non farlo” spiega Brandt. E dice anche dopo l’uscita del libro ha avuto “molte conferme che quello che viene raccontato è la verità. Nel 2006 a un firma copie che stavo facendo mi si è presentato un certo Bob Garridy , agente dell’FBI incaricato di seguire tutto il caso Hoffa, e mi ha detto che quello che avevo scritto era in linea con quanto scoperto dall’FBI. Anche per quello che riguarda il rapporto tra Frank e Hoffa. Come si vede bene nel libro e nel film tra loro c’era un rapporto quasi fraterno, tanto è vero che per Sheeran è stato devastante doversi prendere carico dell’omicidio di una persona a cui voleva bene”.
Del film di Scorsese, Brandt dice che “è un capolavoro assoluto. Io e mia moglie sapevamo come sarebbe andata a finire la storia, ma siamo rimasti inchiodati alla sedia. Non ci sono grosse differenze tra il libro e il film anche grazie al fatto che sono stato coinvolto fin dall’inizio nella sceneggiatura”.
Fin dalla primo interrogatorio con Frank, Brandt ha pensato che la sua storia era per Martin Scorsese. “Devo ammettere che fin dall’inizio, fin da quando stavo scrivendo il libro, dentro di me speravo che capitasse nelle mani di Scorsese perché sembrava fatto apposta per lui. Quando è uscito il libro mi hanno contattato diversi produttori di Hollywood ma mi sono sempre rifiutato di vendere i diritti. Potete immaginare la mia felicità quando nel giugno 2007 la mia casa editrice mi ha comunicato che era stata contattata per un film con Martin Scorsese. Ci sono la mafia e l’enorme senso di colpa di Sheeran” spiega Brandt.

Scala, ovazione per MattarellaApplauso lungo 4 minuti, poi tutti in piedi per l’Inno di Mameli

MILANO07 dicembre 201919:04

– Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenne lo scorso anno, ha tributato una ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Alla fine dell’applauso durato circa quattro minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli.

Sanremo Giovani, i 10 artisti che vanno in finaleIn rosa Avincola, Eugenio in via di Gioia, Jefeo, Reclame, Shari

7 dicembre 201919:10

Dopo il quarto e ultimo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, il programma del sabato pomeriggio di Rai1 condotto da Marco Liorni, la griglia dei 10 finalisti che approderanno il 19 dicembre a Sanremo per l’appuntamento di Sanremo Giovani è completa.
Durante la quarta puntata di “Sanremo giovani a Italia sì”, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i secondi 5 finalisti che sono Avincola con Un rider, Eugenio in via di Gioia con Tsunami, Jefeo con Un due tre stella, Réclame con Il viaggio di ritorno, Shari con Stella. Nella seconda semifinale di “Sanremo Giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre erano invece stati selezionati Fadi con Due noi, Fasma con Per sentirmi vivo, Leo Gassmann con Va bene così, Marco Sentieri con Billy Blu e Thomas con Ne 80.
I 10 finalisti si sfideranno poi la sera del 19 a Sanremo Giovani per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).
Il lungo percorso per arrivare a esibirsi prima al Teatro del Casino nella finale di Sanremo giovani e poi al Teatro Ariston nella categoria Nuove Proposte era iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

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ALLE 09:28 DI GIOVEDì 05 DICEMBRE 2019

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Venezia: Opera di Roma si mobilita per la Fenice
Recita straordinaria il 2 gennaio del balletto Il Lago dei Cigni

ROMA30 novembre 2019 17:12

Il Teatro dell’ Opera di Roma si mobilita per la Fenice di Venezia per i danni causati dalla eccezionale ‘acqua alta’ che ha funestato nelle scorse settimane la città lagunare. Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione musicale della Capitale, riunitosi venerdì 29 novembre sotto la presidenza della sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto ‘Il lago dei cigni’ giovedì 2 gennaio 2020 alle 15. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice. “Il Consiglio di Indirizzo – dice una nota – ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa. Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’ ‘acqua alta’, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.

Benigni a Torino, Pinocchio Garrone il più autenticoPremiato da Film Commission. ‘Dato tutto, credo in suo talento’

TORINO30 novembre 201920:26

Di tutte le interpretazioni di Pinocchio quella che sta per uscire al cinema con la regia di Matteo Garrone è “la più fedele all’originale”. Parola di Roberto Benigni, che nel 2002 aveva diretto e interpretato il burattino di legno.
Questa volta il Premio Oscar, celebrato nella settimana del Torino Film Festival dalla Film Commission Piemonte, indossa i panni di Geppetto. “Calarsi nel personaggio è stato facilissimo, devo solo interpretare la Fata Turchina e li ho fatti tutti”, scherza di fronte ai 370 invitati alla cena di gala firmata Carlo Cracco per raccogliere fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Sul palco della Centrale della Nuvola, quartier generale Lavazza nel cuore di Torino, Benigni concede qualche battuta sull’attesa pellicola, nelle sale il 19 dicembre. “Ho dato tutto ciò che potevo, perché credo nel talento di Matteo Garrone, per me il regista più bravo del mondo”, dice prima di ricevere il Premio Langhe Roero Monferrato.

In lettere di caccia, dolore Puccini per suicidio camerieraEpistolario rivela ira musicista per parenti causa morte

FIRENZE30 novembre 201918:36

– Lo strazio di Giacomo Puccini (1858-1924) per la morte della giovane cameriera Doria Manfredi, suicida perché ingiustamente accusata di essere sua amante, spunta da un epistolario conservato nell’Archivio Antinori di Firenze e riscoperto dallo scrittore Maurizio Sessa nel libro ‘Andrò nelle Maremme. Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio’.
Tra le 161 lettere della raccolta, perlopiù dedicate alla caccia “nelle Maremme” e che Puccini scrisse agli amici Giuseppe della Gherardesca e Piero Antinori tra il 1903 e il 1924, l’autore ne ha trovate due che riportano in primo piano il tragico “affare Doria”, cioè il suicidio della giovane cameriera di casa Puccini accusata – ingiustamente, come già all’epoca dimostrato – di essere la sua amante. L’episodio segnò la vita del compositore e da queste lettere emerge un duro, e inedito, j’accuse sia ai familiari della moglie Elvira sia alla figliastra Fosca.

Mostre: a Gradara Durer e gli incisori del Cinquecento400 opere mettono a confronto con allievi, imitatori, copisti

GRADARA30 novembre 201918:50

– Al via da oggi 30 novembre al 16 febbraio 2020 (solo sabato, domenica e festivi) a Palazzo Rubini Vesin di Gradara la mostra “Durer e gli incisori tedeschi del Cinquecento”, che con oltre 400 opere (130 del maestro di Norimberga) e più di 50 artisti rappresentati, racconta l’arte del Rinascimento in Germania nella più grande esposizione su questo tema mai presentata prima in Italia. L’esposizione è aperta sabato, domenica e festivi. Previste aperture su prenotazione per gruppi e scuole.
Curata dal giovane storico dell’arte Luca Baroni, l’iniziativa “non ha solo finalità estetiche, ma vuole essere un’occasione di studio per avvicinare il pubblico alla grafica, alle sue tecniche e diverse utilizzazioni: dalla propaganda politica della Riforma Protestante, all’illustrazione libraria”.
E’ arricchita da una seconda esposizione che dal 2 dicembre alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro raccoglie una trentina di pezzi.
Tra questi, alcuni dei più alti esempi d’arte incisoria del maestro olandese Luca di Leida, amico e rivale di Durer, una coppia di collages ottenuti nel XVIII secolo tagliuzzando e ricomponendo una ventina d’incisioni originali di Durer, e una sezione di libri pubblicati e illustrati dall’artista come quello celeberrimo delle Proporzioni.
Il percorso espositivo di Gradara è articolato in nove sale che ripercorrono in ordine geografico e cronologico il contesto storico artistico in cui operò Durer. Dai precursori quattrocenteschi, alle più importanti scuole incisorie di Norimberga (città dove operò l’artista), di Strasburgo, della Sassonia e del Danubio, per finire con le ‘copie’ che i maestri del ‘500 trassero dai suoi capolavori, diffondendone le caratteristiche e le innovazioni nel mondo.

Bologna si illumina con i testi di Cesare CremoniniLe luci in via D’Azeglio, la strada di Lucio Dalla

BOLOGNA30 novembre 201919:52

– Il primo verso, quello che affaccia su piazza Maggiore è ‘Ti sei accorta anche tu’. Poi, di seguito, il resto del testo di ‘Nessuno vuole essere Robin’.
Cesare Cremonini guarda le luminarie di via D’Azeglio che si accendono con la sua canzone e ripete di sentirsi “onorato” di ricevere l’omaggio della sua città, Bologna, dopo che lo scorso anno la strada venne decorata con i versi di Lucio Dalla.
Ad accoglierlo c’è una folla di gente, che aspetta da ore.
“Questo omaggio deve essere un segno forte di continuità – spiega emozionato il cantante parlando con i giornalisti – con la tradizione cantautorale bolognese di cui Lucio è il padre spirituale. ‘Robin’ è una canzone generazionale figlia di Lucio e di questa città, che non si deve accontentare delle sue tradizioni ma deve saper guardare anche al futuro”. Il ricavato dei neon servirà a fare della beneficenza e aiuterà la fondazione Sant’Orsola a creare una casa d’accoglienza per il supporto dei pazienti oncologici e dei loro familiari.

Jethro Tull in Italia a marzoNuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band

01 dicembre 201912:22

– Ian Anderson e i suoi Jethro Tull sono la band prog di maggior successo al mondo e con il loro nuovo tour The Prog Years faranno tappa anche in Italia a marzo: il 25 al Teatro Colosseo di Torino e il 27 al Teatro Galleria di Legnano (MI).
Il nuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band, tra cui Stand Up, Benefit, Aqualung, Thick As A Brick, Passion Play e persino un tocco di TAAB2, del 2012. Gli spettacoli saranno arricchiti anche da visual.
Ian Anderson sarà sul palco insieme a David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Joe Parrish (chitarra) e Scott Hammond (batteria).

Perturbazione, esce singolo Le spalle nell’abbraccioAnticipa (Dis)amore, il nuovo album in arrivo in primavera

1 dicembre 201912:22

– E’ uscito (per Ala Bianca records) “Le spalle nell’abbraccio”, il primo singolo che anticipa (Dis)amore, il nuovo progetto discografico dei Perturbazione, in uscita in primavera. La band piemontese tornaa quasi quattro anni di distanza dal precedente album “Le storie che ci raccontiamo”.
Le spalle nell’abbraccio è solo l’inizio del progetto, un trailer sotto forma di canzone di un paio di minuti appena. E’ l’anteprima di un concept album fuori dal tempo.
Il video del brano è stato girato da Fabio Capalbo (già al lavoro con Verdena, Vinicio Capossela, Baustelle, Edda, Planet Funk etc.) ed evoca proprio la sospensione del tempo: un paesaggio italiano di provincia, di qualsiasi provincia.
Un’atmosfera da romanzi di Dino Buzzati o Carlo Cassola, ma trasportati in un presente continuo.
I Perturbazione la prossima estate torneranno anche da vivo in tutta Italia.

Scavi Ercolano: visita guidata con Ente Nazionale SordiIl 3 dicembre Giornata mondiale diritti persone con disabilità

ERCOLANO01 dicembre 201912:28

– Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il Parco archeologico di Ercolano offrirà ad un gruppo di soci dell’Ente Nazionale Sordi una visita guidata speciale in lingua Lis in collaborazione con la società Coopculture.
Si tratta della prima attività svolta insieme con l’Ente Nazionale Sordi di Napoli, frutto di una convenzione, in cui l’associazione Ens di Napoli metterà a disposizione un proprio associato che tradurrà in Lis le spiegazioni della guida turistica fornita invece da Coopculture, gestore dei servizi didattici del Parco. Alla visita parteciperà anche Elvira Sepe, presidente della Sezione Ens di Napoli, con la quale i funzionari del Parco stanno programmando il calendario delle attività formative, da realizzare a partire dal mese di gennaio 2020, rivolte da un lato ai traduttori Lis, e dall’altro al personale di vigilanza e accoglienza del Parco.
”Siamo felici di avviare fattivamente la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi all’interno di un evento condiviso a livello nazionale dai diversi Istituti del Mibact” dice il direttore Sirano. ”La celebrazione della giornata per il Parco rappresenta un’ulteriore occasione di apertura verso il nostro pubblico, offrendo a tutti la possibilità di fruizione del bene”.
Anche per quest’anno il Mibact sostiene l’iniziativa promuovendo manifestazioni ed eventi a favore della cultura dell’accoglienza al patrimonio, confermando con lo slogan ‘Un giorno all’anno tutto l’anno’ l’impegno volto ad assicurare a tutti il diritto alla partecipazione e all’accesso ai luoghi e ai contenuti culturali. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

E’ morto Mariss Jansons, guidò le più grandi orchestre
Il maestro lettone diresse tra gli altri i Wiener Philharmoniker

02 dicembre 201911:11

E’ stato un grande direttore d’orchestra Mariss Jansons, scomparso il 30 novembre a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio. Di origine lettone, era nato a Riga il 14 gennaio 1943, aveva avuto un importante problema cardiaco e per questo aveva limitato le sue apparizioni da qualche mese, cancellando molti concerti estivi. Ma ad ottobre, dopo una pausa di sei mesi, Jansons era tornato sul podio con la Bavarian Radio Symphony Orchestra. Dal 1973 al 2000, aveva guidato la Oslo Philharmonic. Tra le sue molteplici esperienze, Jansons è stato anche direttore della London Philharmonic Orchestra e dei Wiener Philarmoniker. Aveva diretto la Amsterdam Concertgebouw e e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel 2018 era stato nominato membro onorario dei Berliner Philharmoniker. Nell’aprile 2019 aveva ricevuto l’Herbert von Karajan Prize al festival di Salisburgo. Da anni era alla guida della Bavarian Radio Symphony Orchestra di Monaco. Le sue registrazioni epiche riguardano in particolare includono le sinfonie di Mahler per cui era celeberrimo.
La notizia della morte è stata data dalla Vienna Philharmonic Orchestra: “Siamo profondamente addolorati per la notizia della scomparsa del maestro e membro onorario della nostra orchestra” si legge in una nota della Filarmonica, che il maestro aveva diretto tre volte per il celebre concerto di Capodanno, ricordando “gli anni di fruttuosa collaborazione artistica a Vienna, Salisburgo e in tournée”. E annuncia poi che il concerto in programma il 1 dicembre con la direzione di Jakub Hrusa è dedicato alla sua memoria. La storia di Mariss Jansons, “il direttore d’orchestra con un dolcissimo sorriso” comincia come un romanzo: era nato nella città lettone occupata dai tedeschi in un nascondiglio dove la madre ebrea Iraida si era riparata dal ghetto di Riga per sfuggire ai nazisti. Era figlio d’arte: la madre cantante d’opera e il padre Arvids direttore d’orchestra (era stato allievo anche di von Karajan) ed era cresciuto tra strumenti musicali, prove d’orchestra e palcoscenico maturando così una conoscenza innata incredibile.
Dopo la guerra, con il padre vicedirettore della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo) s’immerse nella musica avendo a disposizione una grande biblioteca musicale. Negli anni ’70 gli fu permesso di uscire dall’allora Unione Sovietica per andare in Galles per uno straordinario ciclo di Ciaikovski e ad Oslo, dove divenne direttore musicale nel 1979. Già nel 1996 aveva avuto problemi cardiaci: salvato per miracolo da un infarto fatale in scena mentre conduceva la Bohème a Oslo. Nel ’97 divenne direttore musicale a Pittsburgh guidandone l’orchestra fino al 2004. Secondo i critici da direttore fu ineguagliabile quanto alla collocazione precisa di musicisti nell’orchestra.

I nazisti e le opere d’arte rubate, su Sky Arte la serieTre documentari raccontano razzie e avventurose restituzioni

01 dicembre 201920:41

Sky Arte propone la serie “I nazisti e l’arte rubata”, in onda da lunedì 2 dicembre alle 21.15.
Partendo dal trafugamento di grandi capolavori, operata su indicazione di Hitler, il documentario cerca di scoprire cosa è rimasto oggi di quel tesoro, con le storie di molti dei protagonisti di quegli anni e le restituzioni effettuate in questi ultimi decenni. Al centro dei vari episodi, le vicende delle opere che sono state distrutte perché appartenevano all’arte “degenerata” che non rispettava i canoni ariani o che sono state sequestrate perché avrebbero dovuto essere esposte nel Louvre di Linz, progetto architettonico di Hitler che rimase però solo sulla carta.
Al centro della prima puntata dal titolo Hitler e Goering: la grande razzia in onda il 2 dicembre, il Caso Gurlitt, uno straordinario ritrovamento di capolavori che nel 2010 ha riacceso l’attenzione sulla vicenda dei furti d’arte nazisti dalla quale si evince che a oggi continuano a mancare all’appello decine di migliaia di opere di cui si sono perse le tracce.
Il secondo appuntamento in onda lunedì 9 dicembre Artisti e mercanti del Terzo Reich racconta il destino di un artista di regime, lo scultore Arno Breker, e le vicende dei mercanti d’arte che utilizzavano le opere cosiddette “degenerate” come merce di scambio per riempire le casse dello stato tedesco.
Infine il terzo episodio di lunedì 16 dicembre Monuments Men: una storia aperta si concentra sui protagonisti della lotta contro il grande furto d’arte nazista: su chi ha cercato di combatterlo durante la seconda guerra mondiale e su chi ancora oggi s’impegna per fare giustizia.

Musica a Natale tra Robbie Williams e Vasco dal vivoSotto l’albero Ferro, Cremonini ed ex One Direction Harry Styles

01 dicembre 201920:40

L’album natalizio più venduto di tutti i tempi, Merry Christmas di Mariah Carey, compie quest’anno 25 anni. Con le sue oltre 15 milioni di copie nel mondo rimane ancora per molti la colonna sonora preferita per le feste di Natale. Ma come ogni anno, di questo periodo, la concorrenza si fa agguerrita.
Chi per la prima volta si è cimentato con le canzoni delle feste è l’ex Take That Robbie Williams che ha dato alle stampe “The Christmas present”, un doppio album con i classici della tradizione (non manca tra gli altri “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”), più alcuni inediti. Sono stati riportati a nuova vita anche i brani di Bing Crosby, in “Bing at Christmas”, una nuova versione orchestrale dei suoi successi con la London Symphony Orchestra che sta trascinando “White Christmas”, il singolo più venduto al mondo di tutti i tempi con 50 milioni di copie e 1,8 miliardi di stream, verso un nuovo record.
Anche Giovanni Allevi si è fatto ispirare dal Natale in “Hope”, che sta portando dal vivo con l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie delle feste, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica.
Ma non ci sono solo le atmosfere da caminetto accesso e pacchetti sotto l’albero a ispirare gli artisti, prolifici come non mai nell’ultima parte dell’anno.
Tra gli italiani, strizzano l’occhio alle strenne, Tiziano Ferro con il suo nuovo “Accetto Miracoli” (al debutto già al primo posto della classifica degli album più venduti della scorsa settimana) e Cesare Cremonini che festeggia 20 anni di carriera con “Cremonini 2C2C The Best of”, la prima grande raccolta della sua carriera appena pubblicata. Già fuori anche Note di Viaggio, una raccolta delle più belle canzoni di Francesco Guccini prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, e l’album di inediti di Mina e Fossati, che porta i loro nomi. Si affida all’onda lunga dei regali natalizi anche Biagio Antonacci che ha pubblicato “Chiaramente visibili dallo spazio” (Iris /Sony Music), l’album disponibile dal prossimo 29 novembre in versione fisica in CD e Vinile e già disponibile in prenotazione in tutti gli store.
C’è attesa poi (uscirà il 6 dicembre) per il nuovo doppio album di Vasco Rossi dal titolo “Vascononstop live”: 29 brani dal vivo, sintesi dei concerti del Kom della scorsa estate, più l’ultimo singolo “Se ti potessi dire”. Tra le ristampe, Andrea Bocelli ripropone “Sì Forever”, nella diamond edition, l’album che ha raggiunto il numero 1 sia in Usa che in Uk.
Gli stranieri puntano tutto sui Coldplay e il nuovo album, tra Oriente e Occidente, Everyday Life. I fan dell’ormai ex One Direction dovranno attendere invece fino al 13 dicembre per il nuovo lavoro “Fine line”, a due anni di distanza dall’album che ha segnato il debutto da solista. Pubblicato nel 1999, torna 20 anni (esce il 13 dicembre) anche il leggendario album di Eminem The Slim Shady LP. Composto da 30 tracce, questa nuova edizione ha anche 10 Bonus tracks.
Per i più piccoli, in testa ai regali più gettonati la colonna sonora del nuovo film Disney “Frozen 2” e la compilation con i brani dello Zecchino d’oro.

La Freccia Azzurra a Roma per i 100 anni dalla nascita di RodariCapolavoro D’Alò torna in sala al Trullo con Alice nella città

01 dicembre 201916:49

– Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Cineteca Nazionale, Biblioteche di Roma e Lanterna Magica, Alice nella città riporta sul grande schermo La Freccia Azzurra di Enzo d’Alò (1996) in versioni restaurata in 2K.
Le proiezioni – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – avverranno a Roma, Lunedì 2 dicembre 2019 al Teatro San Raffaele del Trullo, alle 14.00 davanti a 400 studenti delle scuole del quartiere, eredi dei “trullini” tanto cari a Gianni Rodari e alle 20.30 per inaugurare il calendario delle celebrazioni e dei festeggiamenti in occasione dell’anno rodariano che sta per cominciare. Due grandi Autori della letteratura contemporanea italiana, Dino Buzzati e Gianni Rodari, La Freccia Azzurra di Enzo D’Alò (1996) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti (2019) riaprono le visioni di Scelte di Classe – cinema a scuola, il progetto dedicato alla formazione del nuovo pubblico, arricchite da incontri e laboratori che apriranno terreni di confronto, spunti per discussioni in classe.
E’ un intramontabile capolavoro del cinema d’animazione, La Freccia Azzurra diretto da Enzo D’Alò liberamente tratto dal racconto di Gianni Rodari. Dai negativi originali è stato possibile ottenere, una nuova copia digitale che restituisce appieno la straordinaria qualità tecnica originale del lavoro.
“Scritto da Gianni Rodari nel 1954 il racconto, a distanza di 65 anni, sa parlare con poesia e semplicità ai bambini di oggi esattamente come a quelli di allora – dichiarano Maria Fares e Roberto Baratta produttori di Lanterna Magica -. La sua trasposizione cinematografica risale al 1996, il film, suggestivo e intenso, è amato da bambini di ogni età. Aver restaurato e dato nuova vita alla pellicola – concludono Fares e Baratta- ci sembra un’operazione perfetta soprattutto in considerazione di quando ciò avviene, nel centenario della nascita di Rodari e non solo come omaggio all’autore e alla sua favolistica, ma anche per il ruolo importante che “La Freccia Azzurra” ha avuto nella cinematografia italiana avendo riportato il cinema di animazione nazionale nelle sale.

Whoopi Goldberg in Puglia, forse compro casa quiL’attrice americana pubblica video su costa del Salento

BARI01 dicembre 201917:07

– L’attrice americana Whoopi Goldberg è arrivata in Puglia ospite di un suo “caro amico di lavoro che ha i nonni pugliesi” e dove, spiega lei stessa in una video su Instagram, ha intenzione di fare qualche giro perché sta pensando di comprare una casa per le vacanze. In un post rilanciato su Facebook dal presidente della Regione, Michele Emiliano, Whoopi Goldberg mostra alcune immagini girate al suo arrivo all’aeroporto di Brindisi e poi, il panorama di un tratto di costa nel Salento, a Tricase, commentando il colore dell’acqua cristallina.
“Stavo per entrare in acqua – scherza – ma ho pensato che non mi voleste vedere nuda, quindi ho tenuto i vestiti. Questo posto è naturale. L’ha fatto Dio, ‘sarebbe bella una piscina qui?'”.
“Guardate il colore dell’acqua è semplicemente fantastico. Non sarebbe fantastico se tutta l’acqua del mondo fosse così? Non può succedere. Ma sarebbe bello”, conclude.

Leonardo con l’Uomo Vitruviano svela l’algoritmo dell’arte.

Scoperta di Roberto Concas, ‘E’ un inganno. E’ molto più di quello che si vede’

03 dicembre 201909:54

Trenta anni di riflessione, sette anni di ricerche per capire che L’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine dell’algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII Secolo per ”certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Per cinque secoli il disegno avrebbe nascosto un inganno, ovvero non soltanto è molto di più di quello che sembra, ma sarebbe stato realizzato per dare forma in modo criptato al segreto dei segreti: l’antichissima formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano e tramandavano solo tra di loro, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera. E’ lo studio, affascinante come un thriller, complesso come un romanzo di Umberto Eco, che ha realizzato uno studioso di chiara fama come Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari. Il suo lavoro

sarà oggetto di due volumi editi da Giunti – il primo a gennaio – e una grande mostra che avrà luogo a Cagliari nel maggio 2020 organizzata da Polo Museale Statale della Sardegna, tutto con il titolo ”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”. Scoperta nella scoperta, la prima cosa che ha capito Concas è che il disegno realizzato da Leonardo nel 1490 in realtà contiene due uomini in due diverse età della vita – forse addirittura tre – e va guardato allo specchio per riportare alla luce l’immagine vera del disegno e dare un senso a quelli che finora era considerati ”errori”.
”La teoria direi meglio la scoperta del dr. Concas – afferma la direttrice del Polo Giovanna Damiani – è a mio avviso definibile come ‘rivoluzionaria’, capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate”.
Ma andiamo per ordine. Prof. Concas da dove è partita questa ricerca? ”Tutto è iniziato dalle domande che mi sono posto sui Retabli della Sardegna, le caratteristiche pale d’altare. ‘Perchè, mi chiedevo, hanno questa forma particolare a tre? Non c’erano risposte. Ho cercato per 30 anni. Poi ad un certo punto trovo l’algoritmo che mi fa capire quale sia la parte centrale e quale quella laterale. Ma era solo l’inizio. Nel 2012, guardando questo disegno dell’Uomo Vitruviano noto una proporzione simile nella riga sotto: due parti più piccole una centrale più grande. E’ faticoso spiegarlo ma è stato come aprire una scatola dopo l’altra, ogni soluzione me ne apriva tre insieme, una casistica. Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi e’ venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio…anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa…E le misure mi hanno dato ragione”.
Quindi due uomini, e con lo specchio si vede bene, di età diversa, ma disegnati per rappresentare quella che il Frate matematico Luca Pacioli definiva come la scienza segretissima della Divina proporzione: un ”sistema d’insieme”, ”rilevabile con misure micrometriche, regole della geometria piana, calcoli aritmetici e infine con l’uso di una banalissimo specchio”, racconta ancora Concas: ”Ad esempio le misure delle braccia, che sono diverse, vengono dal concetto di un numero generatore, 225,5 e 180,5. Facendo sottrazioni o divisioni si ottengono tutte le misure esatte delle due braccia”.
”Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti. Usata per la prima volta nell’Arco di Costantino, nel 315-325 dopo Cristo – spiega Concas -, gli anni del primo concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico cristiano. Ma anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. Erano regole semplici in fondo, come quelle del gioco del calcio, 17 regole semplici: poi all’interno c’è chi è capace di segnare come Ronaldo. Così anche Raffaello faceva capolavori stando nelle regole. L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete, che in modo semplificato potrebbe definire della ‘doppia spirale’, che ha un significato filosofico molto antico, riconoscibili solo da alcuni…”. Se Leonardo avesse svelato che L’Uomo Vitruviano era tutto questo, racconta ancora Concas, ”lo avrebbero messo al rogo”. Così il cerchio non è un cerchio ma è esattamente la ”doppia spirale”: ”idea che mi è venuta dall’intuizione di mia figlia psicoterapeuta: quando le monti insieme ci danno tre assi che costituiscono la figura, molto sofisticata. Ma non voglio dire di più perchè il mistero non finisce qui”. Un mistero smarrito ”quando con l’Illuminismo ha avuto termine il potere della chiesa e il laicismo ha preso spazio. Ma se ci guardiamo intorno ne troviamo tracce finora a noi incomprensibili, ovunque”

I due Papi, tra Hopkins e Pryce sfida d’attoriDal 2 dicembre il racconto del passaggio epocale

02 dicembre 201911:57

“La cosa piu’ difficile e’ ascoltare la sua voce”. “C’e’ un detto: Dio corregge un Papa dando al mondo un altro Papa. Voglio ammirare la sua opera”. Le parole di Benedetto XVI rivolte al Cardinale Bergoglio ne I due papi, il nuovo film Netflix in sala il 2 dicembre (e poi dal 20 dicembre in streaming). The Two Popes, applaudito al Toronto International Film Festival è anche una sfida d’attori: Anthony Hopkins che interpreta Papa Benedetto XVI e Jonathan Pryce che e’ invece il Cardinale Bergoglio futuro Papa Francesco. Il film, diretto da Fernando Meirelles (regista di City of God e The Constant Gardener – La cospirazione), e’ scritto da Anthony McCarten, gia’ sceneggiatore di La teoria del tutto, L’ora piu’ buia e Bohemian Rhapsody.
Racconta la storia intima di uno dei passaggi di potere piu’ drammatici degli ultimi duemila anni.
Frustrato dalla direzione intrapresa dalla Chiesa, il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins). Di fronte al rischio di scandalo e al dubbio, Papa Benedetto convoca invece il suo critico piu’ duro, nonche’ suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa Cattolica.
Dietro le mura Vaticane, inizia una lotta tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono. Questi due uomini molto diversi affrontano il loro passato per trovare un terreno comune e costruire il futuro di un miliardo di fedeli in tutto il mondo. Il film biografico è ispirato a fatti reali: parte dall’elezione di Joseph Ratzinger nel 2005 per raccontare il suo abbandono del papato otto anni dopo, seguito dall’elezione di Bergoglio costretto a confrontarsi con le difficoltà di prendere il ruolo di pontefice. Uno sguardo intimo su un periodo di svolta storico per la Chiesa Cattolica.

Incassi: Frozen 2 boom, oltre 7 milioni di euroTsunami Disney, seguono a distanza Allen e Albanese

02 dicembre 201910:18

Frozen II – Il segreto di Arendelle debutta con il botto: 6 milioni 899 mila euro d’incasso in Italia nel weekend, per un totale in 5 giorni (è uscito il 27 novembre) di 7 milioni 674 mila euro. Quasi 1000 sale e tutte affollate. Il cartoon Disney, con il ritorno di Elsa, è in testa ai box office mondiali macinando record, compreso ovviamente quello americano. Per gli altri film poco spazio: al secondo posto c’è Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen con 1 milione 240 mila euro. Al terzo, sceso per lo tsunami Frozen, c’è Antonio Albanese e il suo Cetto c’è, senzadubbiamente che alla seconda settimana incassa comunque 1 milione 115 mila euro e supera così i 4 milioni totali. Quarta posizione per L’ufficiale e la spia, il J’accuse di Roman Polanski che ha incassato 721 mila euro e 2 milioni 220 mila in due settimane.
Tra le nuove uscite del weekend, Frozen e Allen a parte, buon piazzamento per Midway, il film che riporta in auge il genere del classico film di guerra: è al quinto posto con 576 mila euro. Ottima la media per sala, ancora dopo 4 settimane, per la Palma d’oro ‘Parasite’ con 141 mila euro (è all’ottavo posto, risalito persino di una posizione) e 1 milione 604 mila totali.
Da segnalare anche Il peccato – il furore di Michelangelo, il bel film di Andrei Konchalovsky, uscito nel fine settimana, e nella top ten: nono posto con 136 mila euro. Nel complesso dei dati Cinetel: 12 milioni 427 mila euro, + 38% rispetto al precedente weekend e + 2,33% rispetto all’analogo periodo 2018 (anche lì con un’uscita fortissima: Bohemian Rhapsody, che fece oltre 5 milioni e mezzo di euro in 4 giorni).

E’ boom per la varia, +3,7% le copie venduteI dati a Più libri più liberi, 2019 anno positivo per l’editoria

04 dicembre 201910:00

Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.
Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, mercoledì 4 dicembre dalle 15.30.

Maraini ricorda Ronconi, grande capacità creativaA 5 anni da morte, libro L’utopia di Luca Ronconi di Bassignano

ESCARA02 dicembre 201912:49

– “Aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo. Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”. Così Dacia Maraini ricorda “l’amico” Luca Ronconi, a cinque anni dalla scomparsa del regista.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento, cui parteciperanno anche Gianfranco Capitta, studioso di Ronconi, Elisabetta Pedrazzi e Marilù Prati, attori che con lui avevano lavorato, è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Definendolo un “grande amico”, Maraini ricorda che “lavorativamente parlando il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio – racconta – Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Poi, nel 1997, è la volta di “Memoria di una cameriera”, scritto proprio su richiesta di Ronconi, che debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia). “Ricordo una scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi – racconta Maraini – Poi c’erano delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.

Libri: Demofollia, la Repubblica impazzitaAinis spiega la nuova, caotica forma di (non) governo italiana

04 dicembre 201910:00

MICHELE AINIS, DEMOFOLLIA. LA REPUBBLICA DEI PARADOSSI (La nave di Teseo, pp.222, 17 euro).
Esiste una nuova, pericolosa forma di governo, determinata dalla crisi di razionalità della politica italiana: è quella che Michele Ainis chiama “Demofollia”, titolo del suo ultimo saggio scritto per La nave di Teseo. Secondo l’autore, la nostra democrazia è in balia dell’incoerenza, dell’emotività e delle scelte capricciose di politici poco competenti, che non conoscono bene la storia del passato e guardano con confusione al futuro, facendo di fatto “ballare” come in una sfrenata danza le istituzioni italiane. Tanti e brevissimi capitoli (intitolati con singole, emblematiche parole, da ‘appelli’ a ‘fake news’, da ‘ius soli’ a ‘sovranisti’ e ‘zombie’, a comporre una sorta di dizionario in rigoroso ordine alfabetico) definiscono un libro di grande attualità, in cui le riflessioni del costituzionalista e le sue analisi lucide e accurate possono aiutare il lettore a orientarsi nel contesto politico e istituzionale del nostro Paese. Pur essendo ricco di informazioni e di dettagli anche tecnici, tra molte critiche ragionate e più di una proposta su come procedere per sbloccare una situazione che, toccando il cuore stesso dell’Italia, ossia le sue istituzioni democratiche, ha impantanato la nazione, Ainis non dimentica il registro dell’ironia, in un libro che costituisce una piacevole e istruttiva lettura.

Mostra: grafiche di De Chirico esposte a MeranoLa mostra al Castello Principesco copre mezzo secolo di attività

OLZANO02 dicembre 201912:52

– Una preziosa collezione privata di grafiche di Giorgio De Chirico sarà ospitata, dal 4 dicembre al 5 gennaio, presso il Castello Principesco di Merano. Organizzata da Art Action in collaborazione con il Palais Mamming Museum e l’assessorato alla cultura del comune di Merano, l’esposizione è curata da Azzurra Casiraghi e Brasilia Pellegrinelli.
La mostra, dal titolo “Pictor Optimus”, è strutturata attraverso una ventina di incisioni, litografie ed acqueforti scelte tra i diversi periodi della produzione di De Chirico e coprono un arco di tempo di più di mezzo secolo. Desolate piazze d’Italia illuminate da un timido sole autunnale, personaggi misteriosi ispirati dalle storie della mitologia greca e statue enigmatiche sono alcuni degli scenari della mostra. Tutte le opere recano il titolo a pugno dell’autore e il timbro a secco di Casa De Chirico; sono litografie, acqueforti e incisioni colorate a mano o in bianco e nero, collezionate in più di quarantacinque anni di ricerca in Italia e all’estero.

Pearl Jam, 5/7 a Imola unica data italiana tour 2020Playlist natalizia del gruppo disponibile grazie a Ten Club

BOLOGNA02 dicembre 201915:45

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio a Imola (Bologna), all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari, unica data italiana del tour estivo europeo in 13 tappe che comincerà il 23 giugno a Francoforte, dove il gruppo non si esibiva dal ’92, per concludersi il 22 luglio ad Amsterdam. Pixies sarà la band special guest dello show.La nuova serie di concerti includerà tappe in alcuni dei festival più celebri, come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park. Prevendite per i membri del Pearl Jam Ten Club fino al 5 dicembre; da sabato 7 biglietti su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.Inoltre, per celebrare la stagione natalizia, il Ten Club ha lanciato oggi ’12 Days of Pearl Jam’, 12 singoli natalizi resi disponibili per la prima volta su Spotify. Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti live; con dieci album in studio, ha venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

‘Silenzio’, da Nissirio un noir di rangoRitmo da ‘whodunnit’ e un urlo di rivolta contro la volgarità

02 dicembre 201912:54

– PATRIZIO NISSIRIO – SILENZIO (ENSEMBLE PP. 283, euro 16). Poi uno dice che i bei libri non esistono più. Invece ci sono, ma vai a trovarli nella marea di titoli in cui annega l’editoria d’Italia, Paese curioso in cui si legge sempre di meno ma si pubblica sempre di più. Dunque tocca prima scovarli, poi segnalarli e proteggerli. ‘Silenzio’, di Patrizio Nissirio, è uno di questi.
Partiamo dal genere. Siamo nel noir scritto bene, che ha il grande pregio di differenziarsi dal noir scritto male – statisticamente prevalente. Il romanzo si apre con la frattura esistenziale del protagonista (il suo nome lo conosceremo strada facendo), che stanco del rumore di fondo e della volgarità del nostro tempo, decide di lasciare Roma (ma soprattutto quanto costruito) e rintanarsi in un’isoletta della laguna veneziana, trovandosi un mestiere quasi di fortuna che gli permetta di separarsi dal flusso. Poi c’è Maria Quaranta, che pure non se la passa bene nella sua insoddisfazione quotidiana e sull’onda degli eventi molla gli ormeggi. Infine c’è Aurelio Di Giannantonio, il bravo poliziotto che sa fare il suo mestiere, per dirla con De Gregori. Ma “la vita non perdona chi cerca di sfuggirle”. E dunque al protagonista capita il ‘fattaccio’, motore dell’azione.
Il mix di partenza è solido, una bella troika di stampo classico (lui, lei, l’altro). Il che è un pregio, perché le note sono 7 e ci si fa di tutto, dallo strimpello alla sinfonia di Beethoven. Il merito di Nissirio è di shakerare bene gli ingredienti di base fino ad ottenere un cocktail bilanciato, un bel Negroni con twist post-moderno. E a chi non piace un Negroni fatto bene? La scrittura è raffinata, esaltata da uno stile scarno, sulle prime persino straniante ma alla lunga davvero convincente; il ritmo serrato e la trama ben congeniata, le pagine scorrono una dopo l’altra spinti dal desiderio di scoprire l’immancabile colpevole. La scrittura, insomma, non viene a discapito dell’intreccio, pecca comune per i gialli ‘di pretesto’. No. ‘Silenzio’ ha la cifra del ‘whodunnit’ di stampo americano, con il pregio dell’introspezione tipica della narrativa europea.
In sintesi, leggetelo e regalatelo. Perché l’autore prima e l’editore poi, hanno fatto il loro mestiere. Ora tocca al lettore. “Silenzio” verrà presentato a Roma, a Più libri più liberi domenica 8 dicembre, con l’autore che dialogherà con il premio Strega Paolo Giordano.

Opera Roma: Bocelli 21 giugno apre stagione CaracallaApre stagione 2020 con grande orchestra

ROMA02 dicembre 201913:13

– Andrea Bocelli inaugurerà l’estate 2020 con uno spettacolare evento alle Terme di Caracalla: “Andrea Bocelli – Rome 2020”, prodotto da Friends and Partners e in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Il prossimo 21 giugno, in uno degli scenari naturali più suggestivi ed imponenti del mondo, l’amato tenore tornerà ad esibirsi in Italia, calcando per la prima volta con un intero concerto il palco dello storico teatro romano.
Insieme ad una grandiosa Orchestra, tra il fascino delle rovine e la suggestione delle notti romane, Bocelli darà vita ad una antologia di pagine tratte dal repertorio lirico, una raccolta delle più celebri arie selezionate dai capolavori dei grandi compositori, ripercorrendo appieno il vastissimo repertorio dell’Opera ricco di accese passioni e struggenti tragedie.
Le prevendite per “Andrea Bocelli – Rome 2020” si apriranno il 4 dicembre alle 16.00 su ticketone.it e l’11 dicembre in tutti i punti vendita abituali.
Andrea Bocelli è reduce dalla prestigiosa candidatura ai Grammy Awards e dal trionfale successo del suo nuovo album pop “Sì” (Sugar) che, dopo aver venduto un milione di copie in tutto il mondo, è ora presentato nell’edizione speciale “Sì Forever (Diamond Edition)” con nuovi duetti e tracce inedite.

Scansione 3D svela informazioni su ‘L’infinito’ di LeopardiIndividuate diverse sequenze correzioni e tre fasi di scrittura

BOLOGNA02 dicembre 201913:37

– ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi stupisce ancora, grazie alla scansione 3D: una nuova analisi ad altissima definizione del quaderno degli Idilli guidata da Paola Italia, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, ha permesso di individuare diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura, a dimostrazione che il poeta di Recanati è tornato più volte a rivedere quelle rime.
Per cercare di ricostruire le vicende che hanno portato alla nascita di una delle liriche più celebri della nostra letteratura, Italia ha accostato un nuovo metodo di analisi – RTI, Reflectance Transformation Imaging – alle conoscenze e alle metodologie della filologia d’autore. Un’operazione resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Nazionale Centrale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli, che custodisce numerosi manoscritti autografi di Leopardi, e del Laboratorio fotografico e multimediale FrameLab, attivo al Campus di Ravenna dell’Università di Bologna.
“Nonostante sia forse l’autografo più conosciuto della letteratura italiana, ‘L’infinito’ è un oggetto ancora misterioso”, commenta la docente. “Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati. Tutto ciò che sappiamo è legato a un quadernetto a righe che reca, oltre a ‘L’infinito’, anche altri Idilli”. I risultati dell’indagine saranno presentati venerdì in un seminario a Bologna.
La tecnologia RTI utilizzata per l’analisi è stata usata inizialmente soprattutto per lo studio di manufatti artistici archeologici, ma si presta molto bene anche per l’indagine dei manoscritti. “Fotografie ad alta definizione – spiega la prof.
Italia – vengono scattate con luce riflessa su una sfera da diverse angolature e altezze, e poi ricomposte digitalmente, creando così un’immagine tridimensionale che permette di migliorare la percezione della superficie dell’oggetto e di evidenziare le stratificazioni dei solchi lasciati dalla penna nella scrittura”. VAI ALLA MAPPA DEL SITO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I musei di Milano dedicano mostre 2020 ai ‘Talenti delle donne’
Sala ‘città multicentrica, portiamo interesse in più poli’

MILANO02 dicembre 201913:43

– Sono spalmate su 12 plessi le 54 mostre nel programma 2020 degli spazi espositivi del Comune. Il nuovo palinsesto è dedicato a ‘I talenti delle donne’, ed è prevista anche una coda legata a quello del 2019, su Leonardo Da Vinci, con altri due progetti espositivi al Castello Sforzesco, uno sul Salvator Mundi e l’altro sulla scrittura speculare.
“La cultura non va considerata un regalo alla città ma è una delle componenti fondamentali del vivere cittadino – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala -. L’ambizione è vivere in una Milano multicentrica e portare l’interesse di tutti in vari centri”. Il programma dedicato al protagonismo delle donne nella cultura e pensiero creativo è ricco di iniziative multidisciplinari, fra cui le ‘Storie di strada’ fotografate da Letizia Battaglia, l’antologica di Grazia Varisco e ‘Divine avanguardie’ sulla rappresentazione della donna in Russia (Palazzo Reale), la mostra su Adriana Bisi Fabbri (Museo del Novecento) e quella fotografica di Luisa Menazzi Moretti (Mudec).

Luna Nera, saga di Triana su eroine illuminate del ‘600Tra streghe e amori, esce Le città perdute, prima parte trilogia

02 dicembre 201914:00

– TIZIANA TRIANA, LUNA NERA. LIBRO PRIMO – LE CITTA’ PERDUTE (Sonzogno, pp.528, 19 euro). Streghe e magia nera, donne perseguitate e maschi prevaricatori, ma anche amore e pregiudizi, e poi lo scontro tra superstizione e scienza: è appena arrivato in libreria “Luna Nera – Le città perdute”, primo capitolo di una trilogia che Tiziana Triana ha scritto per Sonzogno, alla base della serie Netflix diretta da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi in uscita nel 2020 (produzione Fandango). In questa appassionante vicenda per ragazzi (ma non solo) ambientata in Italia, la storia dell’Inquisizione prende forma in pagine che trasportano indietro nel 1600, secolo della Rivoluzione scientifica e del fanatismo religioso: tra grandi avventure, passioni amorose e ingiustizie, a colpire il lettore sono le figure femminili, vere eroine illuminate, in tempi di terrore e di buio della mente.
Ade, la protagonista sedicenne (innamorata di Pietro, giovane studioso di medicina, che ricambia il suo sentimento ed è deciso a salvarla dalla persecuzione), e con lei Janara, Tebe, Persepolis, Itaca, sono tutte donne libere e misteriose, conoscitrici di astri e piante, dedite alle arti e alla scienza, tacciate di stregoneria per le loro idee e i loro comportamenti giudicati non convenzionali. Attingendo alla tradizione e al folklore, l’autrice costruisce una storia avvincente che valorizza l’universo femminile e che, partendo dal passato, ha più di un legame con il nostro presente.

Filarmonica Romana, i quartetti per archi di BeethovenEsecuzione integrale in 4 date. Apre il 5/12 Pavel Hass Quartet

02 dicembre 201915:02

– Prende il via il 5 dicembre l’ esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven in quattro appuntamenti – 17 partiture per un totale di nove ore di musica straordinaria – progettata dalla Accademia Filarmonica Romana per celebrare i 250 anni della nascita del genio di Bonn. L’ istituzione musicale della Capitale ha chiamato quattro formazioni cameristiche di prestigio ad esibirsi sul palcoscenico del Teatro Argentina in questo particolare repertorio che ha scandito per quasi trent’ anni la produzione musicale del compositore tedesco. Apre la serie di concerti, alle 21, il Pavel Hass Quartet, formazione ceca nata a Praga nel 2002, che dopo la vittoria al Concorso Borciani nel 2005 si è affermato come uno dei quartetti più interessanti, ospite delle sale concertistiche più prestigiose, e premiato con cinque Gramophone Awards per le sue incisioni discografiche. Il Quartetto – formato da Veronika Jarusková (violino), Marek Zwiebel (violino), Jiri Kabát (viola), e Peter Jarusek (violoncello) – trae il nome dal compositore ceco Pavel Haas, prigioniero nel campo di lavoro di Theresienstadt e morto ad Auschwitz nel 1944. Il concerto si aprirà con il terzo Quartetto della raccolta dell’op. 59 scritto fra il 1805 e il 1806 e dedicato da Beethoven all’aristocratico russo Andreas Rasumowsky, che a Vienna ricopriva la carica di ambasciatore e fu suo mecenate. Completano il programma il Quartetto op. 130 e la Grande Fuga op. 133, composti venti anni dopo. I prossimi appuntamenti sono previsti il 6 febbraio con il Belcea Quartet; il 20 febbraio con il Jerusalem Quartet e il 26 marzo con lo Hagen Quartett.

Dua Lipa, nuovo album e nuovo tour nel 2020″Future Nostalgia”, titolo del disco, a Milano il 30 aprile

2 dicembre 201915:56

– Nel 2020 nuovo album in arrivo, dal titolo “Future Nostalgia”, e nuovo tour per la popstar Dua Lipa.
Lo show debutterà in Europa il 26 aprile a Madrid e farà tappa in Italia con un’unica data a Milano il 30 aprile al Mediolanum Forum (unica data italiana).
Il primo singolo estratto dal disco, “Don’t Start Now”, ha già superato gli oltre 170 milioni di stream. “Quello che volevo fare con il mio nuovo album era uscire dalla mia comfort zone e mettermi alla prova, così da creare brani che potessero suonare come certe hit pop che adoro e sono rimaste nella storia. Sono stata ispirata da tantissimi artisti che amo: da Gwen Stefani a Madonna, da Moloko a Blondie, passando per gli Outkast solo per nominarne alcuni”, ha detto Dua Lipa, aggiungendo che “dopo tutto il tempo trascorso in tour con la mia band volevo che ‘Future Nostalgia’ fosse realizzato con veri strumenti musicali e suonato live, seppur caratterizzato da una produzione elettronica moderna. Il mio sound è maturato con me, mi sento più adulta ora ma ho mantenuto la stessa sensibilità pop del mio primo disco. Ricordo che quando ero in viaggio verso un programma radiofonico a Las Vegas e pensavo a quale direzione musicale prendere per il mio secondo disco, ho finalmente realizzato che volevo creare qualcosa che fosse nostalgico ma anche fresco e futuristico allo stesso tempo”.

Fondazione Cini, 46 convegni e 20 concerti nel 2020In calendario 5 nuove mostre a San Giorgio e San Vio

VENEZIA02 dicembre 201916:07

– Il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini, presieduto da Giovanni Bazoli, ha approvato il programma delle iniziative culturali previste per il 2020, fra cui 46 incontri tra convegni, giornate di studio, workshop e seminari; oltre 20 concerti; cinque nuovi progetti espositivi tra l’Isola di San Giorgio Maggiore e Palazzo Cini; oltre 30 progetti editoriali; varie borse di studio e un Premio, la settima edizione del “Benno Geiger” per la traduzione poetica.
Nel 2020 la Fondazione Cini consoliderà ulteriormente la sua reputazione scientifica a livello internazionale grazie all’attività dei suoi Istituti e Centri di Ricerca, con l’organizzazione di convegni, giornate di studio, seminari e workshop dedicati alla musica antica e comparata, al teatro, all’arte e allo studio delle civiltà comparate.
Tra gli eventi più importanti, dal 24 aprile al 23 novembre l’apertura stagionale della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, in partnership con Assicurazioni Generali, con la mostra “Piranesi Roma Basilico” in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi.

L’Università di Padova inaugura il Museo della GeografiaPrimo in Italia e tra i pochi al mondo

PADOVA02 dicembre 201916:36

– E’ stato inaugurato dall’Università di Padova il Museo di Geografia, primo in Italia e tra i pochi al mondo. L’esposizione si sviluppa negli spazi di Palazzo Wollemborg, già palazzo Capodilista, in via del Santo. Il percorso si sviluppa su tre sale a tema (la Sala Clima dedicata ai cambiamenti climatici, la Sala delle Esplorazioni e la Sala delle Metafore), una spaziosa aula laboratorio per attività didattiche, una sala per mostre temporanee, un salone per eventi e conferenze pubbliche.
Il patrimonio del Museo raccoglie ed espone in originale, o in consultazione digitale, 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra 1630 e 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo, una collezione di plastici storici, circa 300 carte murali, 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche e un importante fondo documentale legato alle pratiche di ricerca della scuola patavina. Dal 13 al 21 dicembre il Museo sarà aperto al pubblico gratuitamente su prenotazione.

Apre con Tosca, tema è attuale ma non è cronacaUltima prima di Pereira. Chailly, il ciclo Puccini continuerà

MILANO03 dicembre 201910:01

In tempo di #metoo pare a dir poco attuale la storia di Tosca, l’opera che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione lirica della Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly e con un cast guidato dalla star Anna Netrebko (che come ogni star che si rispetti oggi, dopo la prova generale di ieri, non si è presentata in conferenza stampa). Ma ad essere attuale – oltre alla storia della cantante molestata dal perfido Scarpia che le promette, mentendo, di salvar la vita al suo amato se cederà -, secondo il maestro e il regista Davide Livermore, è soprattutto la musica di Puccini.
“E’ scritta nel 1900 ma è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo – ha sottolineato Chailly -. La modernità del soggetto, la grandezza della musica di Puccini rende Tosca attualissima, credibilissima e affiancabile a realtà ahimè molto crude e dure della nostra società”.
“E’ evidente che si tratta di una storia senza tempo. Spero che non valga per il futuro ma per la contemporaneità sì. Noi però – ha aggiunto il regista – non facciamo cronaca ma arte”.
E questa Tosca – che come ormai tradizione sarà in diretta su Rai1, a cura di Rai Cultura, con la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella e poi disponibile per 14 giorni anche su RaiPlay – è in qualche modo una prima assoluta. Continuando un lavoro di riscoperta, Chailly ha infatti deciso di eseguire la prima versione dell’opera, andata in scena il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi di Roma. Una versione mai più sentita da allora che prevede otto elementi musicali in più incluso “il finale che allarga il tempo teatrale del doppio rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare” al suicidio di Tosca. Un finale che “chiede un’idea registica nuova” ha assicurato Chailly.
L’impegno – anche scenografico – è stato imponente, una macchina scenica che nel primo atto permette di vedere la chiesa di Sant’Andrea della Valle in cui è ambientata l’azione da diverse prospettive, quasi ‘zoomando’ su quanto accade. Ma invece di spostare le telecamere come succede nel cinema, a spostarsi e ruotare è la scena, come ruota Castel Sant’Angelo, come quadri prendono vita. Tutto per accompagnare la partitura.
“E’ una Wunderkammer delle sensazioni di una donna” ha sottolineato Cristiana Picco, membro di Giò Forma che ha curato la scenografia. E nella camera delle meraviglie rientra anche il finale ‘a sorpresa’ con tanto di Tosca (grazie a una controfigura) che, racconta chi l’ha vista, pare sospesa nel vuoto. “E’ una sintesi fra la tradizione e il futuro dello spettacolo” ha spiegato Alexander Pereira, che ha fatto i complimenti a tutto il cast, oltre a Netrebko anche Francesco Meli (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia).
La sua ultima prima come sovrintendente è forse la più attesa. I biglietti sono andati a ruba nonostante i tremila euro di prezzo. E in sala hanno confermato la presenza fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la vicepresidente della Consulta Marta Cartabia, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Oltre ovviamente al futuro sovrintendente Dominique Meyer. Anche con il cambio di direzione del teatro, Chailly assicura che il progetto dell’esecuzione integrale delle opere di Puccini proseguirà.

D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

03 dicembre 201909:55

Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – dice oggi a Roma Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – aggiunge il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto.
Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore racconta così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola. ‘L’Immortale’ ha vinto il premio Anec – Pietro Coccia al regista esordiente e sarà proiettato il anteprima il 4 dicembre a Sorrento nell’ambito delle Giornate professionali del cinema.

Matera 2019: Manuel Agnelli coordinerà cerimonia di chiusuraHa realizzato in città il trailer “Open future, Together!”

MATERA02 dicembre 201918:04

– Sarà Manuel Agnelli, musicista e leader degli Afterhours, il coordinatore artistico di “Open Future, Together!”, un programma che sarà presentato nei prossimi giorni a Milano e che caratterizzerà la cerimonia di chiusura di Matera Capitale europea della Cultura, fissata per il prossimo 20 dicembre. Agnelli – secondo quanto reso noto dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 – “insieme a uno dei suoi storici compagni di viaggio, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo, è stato nei giorni scorsi a Matera per realizzare il trailer di lancio di ‘Open Future, Together!’, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e da Intesa Sanpaolo, Gold Partner di Matera 2019. Il breve filmato, realizzato da Indiana Production e da Pulse Films, con la regia di Giorgio Testi, racconterà il 2019 celebrando Matera attraverso i volti e le storie di chi ci è passato. Le musiche originali del video sono di Rodrigo D’Erasmo.

Tiziano Ferro, nuovo album è Oro in una settimanaCertificazione raggiunta anche da Tha Supreme e Modà

02 dicembre 201918:18

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, a una sola settimana dall’uscita è certificato Oro. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), è entrato direttamente al primo posto nella classifica dei dischi più venduti della settimana (diffusa da Fimi/GfK Italia). Disco d’oro anche per 23 6451 del fenomeno Tha Supreme e per i Modà con Testa o Croce. Capo Plaza con 20 ha raggiunto il traguardo dei tre dischi di platino.

L’incantesimo di Boldini a BarlettaPrima monografica mai dedicata in Puglia all’artista

BARLETTA02 dicembre 201918:25

– ‘Boldini. L’incantesimo della pittura. Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara’: è il titolo della mostra che dal 7 dicembre sarà ospitata nella Pinacoteca De Nittis di Barletta. Si tratta della prima monografica mai dedicata in Puglia al celebre ritrattista, collega di Giuseppe De Nittis a Parigi, frutto di un virtuoso scambio tra istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca – Casa De Nittis di Barletta.
‘L’incantesimo della pittura’ intende presentare l’opera di questo grande maestro in ogni aspetto e ambito della sua produzione, dal paesaggio alla natura morta, dalle vedute di città al ritratto, sia quello intimo che ritrae amici e colleghi, che quello di società che gli ha regalato successo e fortuna. Grazie all’ampiezza della collezione del Museo Boldini di Ferrara una straordinaria selezione di quasi 70 opere permetterà di ripercorrere, in maniera esaustiva, i principali snodi della sua vicenda artistica.

Cocciante, in Italia vorrei Grammy ma si punta su SanremoTorna a Roma dal 27/12 Notre Dame de Paris. ‘Inno a diversità’

02 dicembre 201918:43

– In Italia “manca un grande premio per la musica, tipo Grammy. Esiste in moltissimi Paesi, ma da noi no, perché si punta tutto su Sanremo. E’ la risposta che ricevo quando propongo l’idea. Però sono cose diverse: a Sanremo, che non biasimo, ci deve essere, ha fatto scoprire tanti talenti, si premiano la canzone e il cantante, mentre un grande riconoscimento di qualità per l’album, gli interpreti, i produttori, gli autori e così via andrebbe a premiare il lavoro di tutta la squadra”. Parola di Riccardo Cocciante, che incontra i giornalisti a pochi giorni dal ritorno a Roma dell’opera pop con le sue musiche, ispirata da capolavoro di Victor Hugo, Notre Dame de Paris, nata poco più di 20 anni fa, nel 1998 (ha già appassionato più di 4 milioni di persone solo in Italia). Il cast comprende, fra gli altri, per la versione italiana la new entry di Elhaida Dani, vincitrice nel 2013 di The Voice proprio con Cocciante coach e già protagonista dell’ultima versione francese dello spettacolo (le liriche originali sono di Luc Plamondon, il libretto italiano di Pasquale Panella), per il ruolo di Esmeralda.
Dopo i successi di Pesaro, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Torino, Notre Dame De Paris (prodotta da David e Clemente Zard ed Enzo) sarà al Palazzo dello Sport di Roma dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 6 gennaio, per poi toccare le città di Trieste, Brescia Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania, Ancona, Jesolo e tornare a Milano.
“E’ una storia che nel linguaggio musicale di oggi racconta la paura dell’altro e esalta il valore della diversità, l’importanza del sapere accettare anche chi vediamo differente”, dice Cocciante.

Dacia Maraini ricorda Ronconi, un creativo straordinarioA 5 anni dalla morte, la scrittrice parla del grande autore

PESCARA02 dicembre 201919:32

– “Ero andata alle prove di ‘Memorie di una cameriera’, che avevo scritto su sua richiesta. Quando vidi che lo spettacolo durava due ore e mezza dissi che la gente si sarebbe annoiata, che l’avevo scritto affinché durasse un’ora e non due. Nonostante gli autori non vogliano mai tagliare, io volevo tagliare, perché avevo paura che il pubblico si annoiasse. Lui mi rassicurò e alla fine lo spettacolo fu molto bello e apprezzato”. Racconta questo episodio “indimenticabile”, in un’intervista, Dacia Maraini, per spiegare il suo rapporto con “l’amico” Luca Ronconi.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Di quell’episodio e di quel successo – lo spettacolo debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia) nel 1997 – Maraini ricorda la genialità di Ronconi: “Aveva inserito grandi spazi tra una parola e l’altra – spiega – degli spazi di ossigeno, con il suo stile, come fosse un suo segreto. Poi ricordo la scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi. C’erano, inoltre, delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.
Secondo Maraini, infatti, Ronconi “aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo – osserva – Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”.
“Lavorativamente parlando – aggiunge – il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio. Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Per lei Ronconi, però, era prima di tutto un “grande amico”, soprattutto quando “a Roma ci si vedeva e c’era una comunità artistica molto viva e molto vivace. Eravamo molto uniti, organizzavamo cene, andavamo insieme a vedere spettacoli e concerti”. Oggi invece il teatro e la cultura “sono cambiati: l’idea del lavoro collettivo, l’idea di teatro immerso nell’ambiente non ci sono più, ognuno va per i fatti suoi, è tutto individualista”.
Uno dei problemi odierni, secondo la scrittrice, saggista e sceneggiatrice, è la tassazione “che stronca le gambe” al teatro e rappresenta una sorta di “censura economica”.
“C’era la libertà di fare teatro professionale senza tassazione. Purtroppo c’è meno fiducia nella creatività dei giovani. Non sono solo i medici e gli ingegneri a fuggire dall’Italia, ma anche i teatranti. Non si investe sui giovani.
Una volta – conclude – c’era più spazio per la cultura intesa come grande progetto che riguardava l’antropologia”.

Depardieu e il piccolo re clandestino degli scacchiIn sala dal 5 dicembre Qualcosa di meraviglioso da storia vera

03 dicembre 201909:51

Un giovanissimo re degli scacchi, diventato nel 2012 campione under 12 di Francia pur essendo ‘sans papier’ come immigrato dal Bangladesh insieme al padre, con il quale era rimasto, dopo il rifiuto dello status di rifugiato al genitore, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. E’ l’incredibile storia vera di Fahim Mohammad, che arriva al cinema nella coinvolgente dramedy Qualcosa di meraviglioso di Pierre François Martin-Laval, in uscita il 5 dicembre con Bim. Protagonisti l’esordiente Assad Ahmed (trovato per caso dopo una lunga ricerca) e Gérard Depardieu, che regala una nuova intensa prova d’attore nel ruolo di un burbero e carismatico insegnante di scacchi, Sylvain, ispirato al reale coach francese di Fahim, Xavier Parmentier, scomparso prematuramente per un tumore a 52 anni, nel 2016. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a formare campioni in erba, allenando le nazionali giovanili francesi e insegnando gli scacchi ai bambini e ai ragazzi delle banlieue.
Il maestro, insieme a Fahim, e alla scrittrice Sophie Le Callenec, aveva firmato anche il libro sul giovane campione prodigio, Un re clandestino, uscito in Francia nel 2014 e in Italia nel 2015 con Bompiani. “Siamo tutti migranti, – ha detto Depardieu a Télématin parlando della storia di Fahim -. Per costruire insieme l’intelligenza di domani bisogna lasciarsi compenetrare da altre culture differenti e straordinarie”.
Martin-Laval (soprannominato Pef), classe 1968, noto in Francia da fine anni ’90 come attore della compagnia comica Les robins des Bois e poi come regista delle commedie hit Les Profs e Les Profs 2, qui cambia registro costruendo un racconto che alterna pathos e leggerezza, stando molto attento alla verità dei fatti, con qualche licenza narrativa. Fra queste c’è il racchiudere nel personaggio di Isabelle Nanty (pluricandidata ai César e frequente complice artistica di Pef) sia la reale presidente del club di scacchi che ha accolto Fahim, sia la signora che intervenendo al telefono in un programma radiofonico ha portato a conoscenza dell’allora Primo Ministro Fillon, la vicenda del giovane bengalese.
Il racconto parte dalla decisione di Nura (Mizanur Rahaman), d’accordo con la moglie, di partire da solo per la Francia con il figlio Fahim, già noto in patria come talento degli scacchi, per evitare che il piccolo finisca vittima insieme a lui (identificato dopo aver partecipato a manifestazioni antigovernative), di rappresaglie. L’intenzione dell’uomo è farsi raggiungere dal resto della famiglia al più presto, ma arrivati a Parigi il percorso per essere riconosciuti come rifugiati si complica. Nura fatica a integrarsi mentre Fahim impara velocemente la lingua e grazie all’incontro con Sylvain e con gli altri giovani allievi del maestro, cresce e matura nella sua passione per gli scacchi, che si rivela salvifica.
“Come il libro, spero che il film contribuisca a cambiare lo sguardo delle persone sui migranti – ha detto, commentando l’uscita di Qualcosa di meraviglioso, il vero Fahim, oggi 18enne -. Personalmente amo il film perché non parla solo della miseria della gente ma racconta anche una bella storia e una via d’uscita. Poi mostra gli scacchi più come un gioco d’avventura che come un gioco intellettuale, anche le persone che non lo conoscono possono appassionarsi”.

Maria Callas, autoritratto con lettere inediteEscono le memorie a cura di Tom Volf

03 dicembre 201919:29

MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). Maria Callas dietro la leggenda, al di là delle interpretazioni. La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977. Ci sono voluti sei anni di approfondite ricerche che ora sono diventate un libro, in uscita il 3 dicembre per Rizzoli, nei giorni in cui la soprano avrebbe compiuto 96 anni.
“L’arte è la capacità di dare vita all’emozione” afferma la Callas alla quale sono piaciuti tutti i ruoli che ha interpretato, da Violetta ad Anna Bolena a Medea. Ma, “Con Norma, è diverso. Lei è come me sotto molti aspetti. Norma può sembrare molto forte, a volte feroce, ma in realtà è un agnello che ruggisce come un leone; una donna che si lamenta, che è orgogliosa di mostrare i propri sentimenti e dimostra alla fine che non può essere cattiva o ingiusta in una situazione di cui è fondamentalmente responsabile. Le mie lacrime in Norma erano vere” racconta nel libro.
Dal debutto in sordina della cantante lirica più celebre al mondo, alle vette della sua carriera internazionale, ‘Io, Maria’, accompagnato da foto d’epoca, racconta le sfide, i successi, gli scandali, il rapporto con i colleghi e con i parenti, quello difficilissimo con la madre e con la sorella, l’amore e poi la rottura con il marito Giovanni Battista Meneghini e la passione travolgente per l’armatore greco Aristotele Onassis, che la Callas nelle lettere chiama Aristo.
“Realizzare quest’opera è stato, così come per il film, come costruire un puzzle gigante di archivi e documenti provenienti da ogni parte del mondo, da scatoloni, cantine e soffitte, e di frammenti conservati per miracolo o custoditi dai tuoi cari, amici e ammiratori, che me li hanno dati a mano a mano che la ricerca proseguiva” spiega nella prefazione Volf, oggi uno dei massimi esperti della Callas, regista del film ‘Maria by Callas’ e co-fondatore del Fonds de Dotation Maria Callas di Parigi.
Un racconto davvero unico che mostra la grande umanità e le fragilità della Tigre come veniva definita la soprano.
“Detesto parlare di me stessa” diceva la Callas. “Purtroppo, però, a furia di lasciar parlare gli altri, mi trovo a essere al centro di innumerevoli pettegolezzi che stanno facendo il giro del mondo. Ed è proprio per correggere tante inesattezze che mi decido ora, benché con riluttanza, a chiarire i punti più importanti della mia vita privata e della mia carriera di artista” raccontava nelle sue memorie, dettate in italiano, che si aprono nel modo più classico. Con la nascita a New York , da genitori di origine greca, sotto il segno del Sagittario, anche se sui documenti ufficiali Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos risultava nata il 2 dicembre 1923 mentre la madre sosteneva di averla messa al mondo il 4 dicembre.
Ci sono i grandi incontri della sua vita, da quelli con l’insegnante Elvira de Hidalgo e il direttore che ha avuto la maggior influenza su di lei, Tullio Serafin, a quello con il marito, il veneto Giovanni Battista Meneghin. Fino al debutto italiano a Verona . “Mai avrei potuto immaginare che proprio in questa città, che ora mi è tanto cara, sarebbero maturati gli avvenimenti più importanti della mia vita. Come dirò in seguito, infatti, a Verona ho ottenuto il primo successo italiano e, sempre a Verona, ho incontrato Renata Tebaldi” racconta la Divina. Ma la sua anima si mostra soprattutto nelle lettere a Maurice Béjart, Joan Crawford, Grace Kelly, che era presente al suo funerale a Parigi, alla quale scrive “Ti mando tutto il mio affetto e che Dio ti benedica per essere così meravigliosa”. A Pier Paolo Pasolini, con cui ha lavorato per Medea, scrive in italiano nel 1971: “Ti scrivo dalle nuvole” e in un’altra lettera si dice: “Addolorata che soffri. Dipendevi tutto da Ninettp – e non era giusto”. Ci sono anche le lettere a Luchino Visconti, a Franco Zeffirelli, a Leonard Bernstein, a Wally Toscanini , al marito Aristotele Onassis al quale dice: “Amo il tuo corpo e la tua anima e il mio unico desiderio è che tu provi lo stesso”. E c’è anche una corrispondenza con Jacqueline Kennedy, per la quale Aristo lasciò, che nel 1963 le chiede “se vorrebbe allietare una delle nostre cene di Stato alla Casa Bianca” .
“Tu, solo e soltanto tu, eri in grado di parlarci di questa vita fuori dal comune, e lo dicevi aggiungendo: ‘After all I’m the one who’s lived it (‘Dopotutto sono io ad averla vissuta’)” come dice Volf della Divina, morta a Parigi il 16 settembre 1977.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: a Bottega Veneta il Fashion Award per gli accessori
Quattro riconoscimenti per la maison diretta da Daniel Lee

03 dicembre 201910:27

– Il direttore creativo di Bottega Veneta, Daniel Lee, ha ricevuto a Londra il Fashion Awards 2019 per la categoria Accessori. La premiazione si è svolta alla Royal Albert Hall di Londra, dove la maison italiana si è aggiudicata quattro categorie: Accessories Designer of the Year, British Womenswear Designer of the Year, Designer of the Year e Brand of the Year.

La sorprendente narrativa di Rezzaescono tre romanzi del performer della coppia Rezza-Mastrella

03 dicembre 201911:38

– ANTONIO REZZA, ”NON COGITO ERGO DIGITO – Romanzo a più pretese” (LA NAVE DI TESEO, PP. 126 – 10,00 EURO); ”SON(N)O” (LA NAVE DI TESEO, PP. 202 – 11,00 EURO); ”TI SQUAMO – Storia di un amore screpolato” (LA NAVE DI TESEO, PP 106 – 10,00 EURO).
Antonio Rezza è insieme l’eccesso e l’essenzialità, l’esubero verbale e fisico e il gioco scenico quasi zen, fatto di nulla, grazie alla collaborazione con un’artista visiva quale Flavia Mastrella, che lo hanno portato a essere un po’ l’artista del momento, popolare ma che piace anche agli intellettuali, basso, provocatorio e raffinato. I due sono stati recentemente premiati col Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018 dalla Biennale di Venezia, ma avevano già avuto vari, tra cui nel 2013 il Premio Ubu e nel 2016 il Premio Napoli.
La loro avventura artistica, che è andata via via arricchendosi e misurandosi con i più vari mezzi espressivi e aprendosi a diverse collaborazioni, comincia nel 1987 e da allora hanno realizzato tredici opere teatrali interpretate da Rezza, cominciando con ”Nuove parabole” per finire con ”Anelante” del 2015; hanno realizzato diversi programmi per Rai 3 e girato una decina di cortometraggi presentati a vari festival e rassegne e lungometraggi come ”Escoriandoli” proiettato nel 1996 al Festival di Venezia e nel 2001 ”delitto sul Po” al Torino Film Festival. Inoltre, mentre Mastrella espone negli anni sculture e installazioni, Rezza pubblica tre romanzi, appena ristampati e mandati in libreria da La Nave di Teseo.
Nella proposta dei suoi numeri, dei suoi personaggi, Rezza cerca sempre il salto mortale, che ribalta davanti allo spettatore la finzione cui assiste e in cui continuamente cerca di coinvolgerlo direttamente. E usa per questo anche il linguaggio (con momenti di nonsense), ora aulico e forbito, ora triviale, come sono poetiche certe proposte e forte la sua esibizione di nudo integrale, ricordando quanto spesso enuncia all’inizio a sorpresa: ”la spensieratezza va stroncata sul nascere”. Ed è un po’ questo anche lo stile, il gioco a sorpresa surreale e fantasioso, il paradosso portato alle estreme conseguenze, l’invenzione tra fisicità e sentimenti, tra parossismo e astrazione mentale della sua scrittura moderna, alta e bassa, e antica assieme, delle sue pagine narrative, dei suoi ”romanzi a più pretese”.
Ecco allora ”Non cogito ergo digito”, girandola di umanità variopinta, di decine e decine di personaggi che si susseguono e inseguono in un’infinità di scenari e situazioni diverse e spettacolari, compresi viaggi su Giove e l’apparizione straordinaria di Caterina d’Austria, ma un vero unico protagonista, l’ineffabile e gran mattatore Carlo nel suo parossistico gioco mimetico con il lettore e a rimpiattino con una serie di amori con la A maiuscola, minuscola e pure senza alcuna a in assoluta libertà priva di logica. ”Carlo correva testa bassa sfiorando con le tempie il fresco selciato – sono le prime righe – che separava la sua condizione di parassita da inferi possibili e mai apprezzati; i capelli sfoltivano contro un vento maligno che si incuneava nella gestualità pedestre avvilendo portamento e intenti”.
Segue ”Son(n)o” con quel duplice significato di dormire e indagare su se stesso con ”nient’altro che la noia cui badare” e un protagonista dal nome evocativo, Anto Rizla, che ha due passioni: ”il sonno, che è un’anomalia del pensiero, è una breve assenza di sette ore e mille sospiri, non uno di più; e il lenzuolo di sotto, che è una virtù, accoglie il corpo e vi si impregna dopo una giornata di nulla”. Con una prosa sempre surreale e paragrafi tutti di meno di una pagina si indaga il sonno come arte, per ”riuscire a dormire sulla vita che scorre”, imparando dal saggio Sonnekj il sonno assoluto o come diventare un sonnambulo, sino all’incontro e l’amore con una sonnambula.
Infine ”Ti squamo”, storia in prima persona di un inseguire e analizzare il nutrirsi, di cibi, di sé, di libri e così via, tra descrizioni fisiche legate all’apparato masticatorio e digerente e un distacco totale da tutto ciò, alla ricerca della purezza della parola. Tra un citofono avvilito da solo comunicazioni di servizio e la ricchezza espressiva di un’enciclopedia o un vocabolario, avendo visto ”biro cadere da cavallo, rompersi l’osso della sfera e poi trascorrere il rimanente tempo su carrozzelle spinte da scrittori sterili”, si compie un percorso che porta al rigore di una sorta di anoressia senza drammi e quasi gioiosa, in un contrasto tra il vigore del concreto e un lirismo astratto, sino a un finale inevitabile e assoluto.

Come arredare casa con arte del recuperoUna guida per ridare vita e apprezzare le cose del passato

03 dicembre 201912:10

– JOANNA E OLIVER MACLENNAN, “L’ARTE DEL RECUPERO, IDEE INSOLITE PER ARREDARE”, (JONGLEZ, PP. 255, EURO 29,95).
Una barca utilizzata per la pesca dei granchi trovata abbandonata in un porto, rimorchiata via, impermeabilizzata e resa abitabile. Una roulotte Grand Lux del 1961 riempita di oggetti ritrovati e tessuti recuperati. Un tavolo del 1920 proveniente da un vecchio edificio industriale riproposto come lavandino in un’antica canonica. Sono solo alcuni esempi di idee per il riutilizzo di materiali, oggetti ed elementi di arredamento proposti dal nuovo libro fotografico edito da Jonglez “L’arte del recupero, idee insolite per arredare” di Joanna e Oliver Maclennan. Una sorta di celebrazione dell’autosufficienza che descrive una serie di interni decorati con oggetti di recupero, riparati, riciclati o reinventati, ritrovati in natura in tutto il mondo.
Ideale per chi ricerca la frugalità e l’eco-sostenibilità, il libro illustra anche storie di persone che hanno fatto dell’arte del recupero la propria ispirazione di vita nonché metodi per arredare la propria dimora attraverso la ricerca di oggetti in spiaggia, nella foresta o recuperati in ambiente urbano. Una guida completa per decorare la casa in maniera originale e sorprendente, utilizzando le forme suggerite dalla bellezza della natura e, spesso, a costo zero.
Nel volume è possibile imbattersi, ad esempio, in un mas della Provenza, tipica casa colonica del XIX secolo, costruita in pietra locale, arredata con oggetti provenienti dai mercatini delle pulci. Nella cucina campeggia una lavagna verde da mercato ritrovata in un edificio destinato alla demolizione. La dimora è abbellita da reperti naturali come piante secche, tessuti francesi e portoghesi, vecchi libri. “Vado spesso alla ricerca di rami: puoi sempre riportare in natura ciò che raccogli, lo prendo solo in prestito”, racconta la proprietaria. “Non ti senti male come quando acquisti qualcosa che viene dalla Cina che finirai per buttare nella spazzatura dopo due mesi”. Tende e tappezzerie già vissute possono diventare paralumi e rivestimenti per mobili ed elettrodomestici. “L’Arte del recupero” contiene suggerimenti sul momento migliore per fare affari nei mercatini delle pulci, su come comportarsi nelle cosiddette “vendite da cortile” e nei “mercatini dei bagagliai delle auto”, un tipo di mercato tra privati molto di tendenza in cui gli oggetti inutilizzati sono esposti dal bagagliaio dell’auto e il cui obiettivo è riqualificare oggetti ed articoli ancora utili ma depositati nelle case o nelle cantine dei privati che vi partecipano.
Il libro, diviso in 4 capitoli (la costa, l’ambiente rurale, l’ambiente selvaggio e l’ambiente urbano), ciascuno con specifiche proposte, suggerimenti e pratiche virtuose di recupero, illustra anche antiche tecniche di raccolta e recupero del legno, su come realizzare ghirlande e sculture floreali con soli materiali naturali e come cercare oggetti utili nel fango.
“Con minimi cambiamenti – viene spiegato – si può creare un nuovo mondo, con un’infinita varietà di oggetti e possibilità di raccolta”.

Più libri, al via con Martella e ZingarettiDal 4 all’8/12 alla Nuvola la fiera degli editori indipendenti

04 dicembre 201909:42

– Si apre il 4 dicembre con Andrea Martella, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, la diciottesima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
All’inaugurazione dell’evento editoriale più importante di Roma interventi anche della presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, del vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, del direttore dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo, del presidente Gruppo Piccoli Editori AIE, Diego Guida e del presidente di EUR S.P.A, Alberto Sasso.
La più grande vetrina degli editori indipendenti in Italia e in Europa, presieduta da Annamaria Malato, diretta da Fabio Del Giudice, con programma culturale pensato e curato da Silvia Barbagallo, compie diciott’anni e li festeggia concentrandosi sui confini dell’Europa. Una questione cruciale, quella del destino del nostro continente, che nel primo giorno della Fiera sarà affrontata da un’ospite d’eccezione: Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica, che parlerà di un ideale europeo che si nutre di inclusione, rispetto e apertura verso il prossimo, insieme a Wlodek Goldkorn. Mentre Alessandro Barbero, Paolo Mieli e Paolo Conti saranno i protagonisti del dibattito “Radici e futuro dell’Europa” e Pierluigi Battista introdurrà l’incontro “Il valore della memoria” con Sami Modiano e Marcello Pezzetti, in cui si discuterà della necessità di combattere ogni forma di odio, razzismo e antisemitismo.

Il cielo sopra il letto, tra amore e politicaBarbareschi e Lante della Rovere insieme nel testo di Hare

03 dicembre 201920:40

Una vicenda privata che diventa politica; una figura femminile intensa e sfaccettata in un testo che coniuga romanticismo, sensibilità e ironia. Sarà in scena al Teatro Eliseo a partire dal 17 dicembre, e per tutte le feste natalizie fino al 5 gennaio, “Il cielo sopra il letto”, il nuovo spettacolo firmato da Luca Barbareschi, che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento dal testo di David Hare.
Protagonista sul palco accanto a Lucrezia Lante della Rovere (e con loro anche il giovane Paolo Marconi), Barbareschi vestirà i panni di Saverio, imprenditore ricco e vedovo, che trascorre una notte – di amore e di confronto ideologico – con l’ex amante Elisabetta, a 3 anni dalla fine della loro storia: nello spazio di poche ore, si consuma tra loro uno scontro emotivo che dapprima sembra un tentativo di riavvicinamento ma poi diventa divario insanabile. I due del resto sono diversi, così come diverse sono le loro scelte: lei, colta e sensibile, dedica la vita agli ultimi della società, insegnando ai ragazzi in difficoltà, ha un atteggiamento sempre politically correct mentre lui affronta il quotidiano con pragmatismo e razionalità, e in modo infantile all’ex amante chiede solo un rifugio, quasi una ricompensa per esser stato abbandonato dopo la fine del loro rapporto e la morte della moglie. Tra la ex coppia si inserisce il figlio di Saverio, che cerca di accorciare le distanze tra la cultura affaristica del padre e il progressismo assistenziale di lei.
“In questo testo c’è un conflitto, Hare però non offre soluzioni, mostra solo il percorso compiuto da due persone.
Saverio è ricco ma onesto intellettualmente, si è fatto da solo, è empatico e seduttivo. Elisabetta è irritante: poteva avere tutta un’altra vita, ma inspiegabilmente sceglie di stare nella bruttezza e nel disagio per dedicarsi al sociale”, spiega il regista, che in questo spettacolo non solo porta il proprio bagaglio emotivo (lo ha già interpretato 20 anni fa sempre con Lucrezia Lante della Rovere, quando i due erano una coppia) ma vede anche un modo per rappresentare il Paese. “L’Italia è devastata, è ricca di bellezza e di cultura ma non è colta”, afferma, “il Paese è in balia di sovranismo, populismo e semplificazione del pensiero, del politicamente corretto e di una certa grevità intellettuale. Io che sono un vecchio ebreo socialista vorrei uno Stato sociale”. “Questa è una produzione donchisciottesca”, afferma ancora Barbareschi, “tra pochi giorni sapremo se l’Eliseo ci sarà il prossimo anno, ma al 90ö chiuderemo. Servono 5 milioni l’anno, il Fus è ridotto al minimo, il botteghino incide per l’8ö, noi ancora non abbiamo avuto i fondi dello scorso anno e tra 15 giorni dovrei presentare un piano per il 2020-2021”.
“Mi batterò fino all’ultimo avviso di garanzia”, ha prosegue, facendo riferimento al recente rinvio a giudizio (con l’accusa di traffico di influenze illecite dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui fondi al teatro Eliseo), “e non trufferò il pubblico: finirò di certo la programmazione degli spettacoli. Ma chiedo al ministro Franceschini come posso gestire in questo modo un teatro grande come l’Eliseo. Senza fondi si abbassa la qualità. Non ho paura dei magistrati perché non ho rubato soldi a nessuno. Ma se le istituzioni non si svegliano questo teatro diventerà un centro congressi”. Nello spettacolo, con le musiche di Marco Zurzolo, le scene sono firmate da Tommaso Ferraresi, i costumi da Federica De Bona e le luci da Pietro Sperduti.

Parma Capitale della Cultura 2020, oltre 400 gli eventiFranceschini: ‘Sarà affermazione città a livello internazionale’

BOLOGNA03 dicembre 201915:19

– Sono oltre 400 gli eventi di Parma città della Cultura 2020 che includono spettacoli, mostre, incontri ma anche aziende aperte e restauri che restituiranno alla città, entro la fine dell’anno, alcuni importanti monumenti, come l’Ospedale Vecchio, complesso che risale al 1300, la chiesa di San Francesco (opera medievale, trasformata in carcere da Napoleone e tale rimasta fino agli anni ’90) e l’ex monastero di San Paolo, che nelle intenzioni ospiterà il museo dell’enogastronomia.
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, il 12 gennaio, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il giorno dopo per la cerimonia di Sant’Ilario, che è patrono della città, è atteso il premier Giuseppe Conte.
“Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante” ha detto il sindaco Federico Pizzarotti. “Per Parma – ha assicurato in un videomessaggio il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – sarà la definitiva affermazione sul piano internazionale”.

Matera 2019: sindaco, si chiude l’eroico anno da Capitale

POTENZA03 dicembre 201916:13

– “Il riconoscimento di museo autonomo degli spazi museali della città di Matera rappresenta il coronamento vincente della designazione a Capitale europea della Cultura 2019”. Lo sostiene il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello de Ruggieri, evidenziando che “la chiusura dell’anno eroico di Matera 2019 si tinge di straordinari e coerenti provvedimenti del Ministro, Dario Franceschini, che ha consolidato il ruolo culturale della intera regione lucana”.
“Al Ministro – aggiunge il sindaco – va l’apprezzamento e la gratitudine della comunità materana per l’istituzione del museo autonomo di Matera che assorbe le aree espositive di Palazzo Lanfranchi (Museo d’arte medioevale e moderna della Basilicata) e dell’ex Convento di Santa Chiara (Museo nazionale archeologico Domenico Ridola)”. Inoltre nel provvedimento di riorganizzazione del Mibac “vi è – sottolinea De Ruggieri – il ripristino della Soprintendenza archivistica della Basilicata e del Polo Museale lucano”.

Messiah nuova serie su Netflix da 1 gennaio 2020con Michelle Monaghan

03 dicembre 201917:04

– L’agente della CIA Eva Geller (Michelle Monaghan) avvia un’indagine per scoprire l’identità dell’uomo (Mehdi Dehbi) che sta attirando l’attenzione dei media internazionali per le sue gesta sensazionali. Con un numero sempre più elevato di seguaci, convinti sia in grado di compiere miracoli, suscita un grande interesse nei media per la sua personalità carismatica.
Netflix rilascia oggi il trailer e le prime immagini della nuova serie tv Messiah disponibile dal 1° gennaio su Netflix in tutti i paesi in cui il servizio è attivo.
Geller dovrà svelare il mistero sull’identità di quest’uomo: è davvero una divinità o è un truffatore in grado di sovvertire l’ordine geopolitico mondiale? La storia è narrata da diverse prospettive: quella di un ufficiale dell’intelligence israeliana (Tomer Sisley), di un predicatore del Texas (John Ortiz) e sua figlia (Stefania LaVie Owen), di un rifugiato palestinese (Sayyid El Alami) e della giornalista (Jane Adams) che racconta la storia. La serie è interpretata anche da Melinda Page Hamilton, Wil Traval, Fares Landoulsi, Dermot Mulroney e Beau Bridges.
Creato da Michael Petroni (The Book Thief), diretto da James McTeigue (V per Vendetta) e Kate Woods (Rectify), con i produttori esecutivi Petroni, McTeigue, Andrew Deane (The Double), Mark Burnett e Roma Downey (The Bible Series, Ben Hur), la serie originale di Netflix Messiah è un thriller ricco di suspense che esplora il potere dei social media nell’era moderna.

Cinema: a Rimini torna ‘La Settima Arte-Cinema e Industria’Dal 3 al 5/4 la 2/a edizione Festival su professioni celluloide

BOLOGNA03 dicembre 201918:03

– Torna a Rimini – giunta alla sua seconda edizione – ‘La Settima Arte – Cinema e Industria’, la Festa del Cinema ideata e realizzata da Confindustria Romagna per raccontare, promuovere ed aprire un confronto sull’industria e le professioni del cinema. La kermesse andrà in scena dal 3 al 5 aprile. Una tre giorni di eventi gratuiti e aperti a tutti che, nell’edizione 2020, assuma un valenza ancora più significativa in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Durante il festival si alterneranno proiezioni, anteprime, masterclass, dibattiti e mostre che culmineranno il 5 aprile al Teatro Galli con la consegna del Premio Confindustria Romagna “Cinema e Industria” attribuito alle figure che caratterizzano il settore, come produttori, distributori, sceneggiatori, scenografi, costumisti, compositori, direttori della fotografia.
A scegliere i vincitori una la giuria di esperti presieduta da Pupi Avati.
Ad accompagnare Confindustria Romagna, il Cinema Fulgor, e l’Università degli Studi di Bologna-Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, con il sostegno organizzativo di Romagna Servizi Industriali, la collaborazione del Comune di Rimini e il patrocinio di Anica. “Come imprenditori – osserva il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – siamo convinti che la cultura rappresenti un motore determinante per la crescita economica del territorio. La seconda edizione sarà al centro di un anno significativo per le celebrazioni di Federico Fellini e Confindustria Romagna, con l’organizzazione della seconda edizione della Festa del Cinema ed il significativo sostegno alla mostra ‘Fellini 100 Genio Immortale’, vuole continuare a dare il suo contributo”.
La rassegna, aggiunge il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “trova speciale linfa nel centenario della nascita di Federico Fellini. Un’elegia a chi il cinema lo fa, mette le mani nel fango per tirarne fuori una figura o un simulacro. Poi – conclude – tocca certamente al regista imporre il soffio vitale ma sono protagonisti ugualmente dello stesso spettacolo, quello della creazione”.

ActionAid e Gruppo Mondadori insieme per l’istruzione in EtiopiaAl via la costruzione di due scuole a Raya Azebo

03 dicembre 201918:03

– ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori insieme per garantire l’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia. Al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo, uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.
Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, più della metà di questi sono bambine.
Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia, dove quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria per aiutare la famiglia nel lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.
“Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese” dice Marco De Ponte, segretario generale ActionAid.
“L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome, di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti, è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda’ ha spiegato Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area Trade di Mondadori Libri. “Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno” ha sottolineato Selva Coddé.

La città delle ragazze, libertà del desiderio femminileAppassionato ritratto delle donne firmato da Elizabeth Gilbert

03 dicembre 201918:32

– ELIZABETH GILBERT, LA CITTA’ DELLE RAGAZZE (Rizzoli, pp.496, 20 euro). Il desiderio femminile osservato con sguardo libero da sensi di colpa, le avventure, le inquietudini e l’irrefrenabile entusiasmo di quando si è giovani, poi la città di New York, con il suo fascino, le luci e quella sensazione che lì tutti i sogni possano avverarsi: c’è tutto questo, in un’avvincente storia che mescola passato e presente, nel nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert, dal titolo “La città delle ragazze” (Rizzoli). Al centro della trama si trova Vivian Morris, che a 95 anni ricorda la sua gioventù strabiliante e avventurosa vissuta nella New York degli anni ’40, tra feste, attori, dive, luci, arte e sesso sfrenato.
Raccontando le donne con verità e intelligenza, ma anche con ironia, disincanto e nostalgia, sempre con l’obiettivo di ribadire che tutte le “ragazze”, a ogni età, hanno il diritto di affermare se stesse, senza preoccuparsi di cosa pensano gli altri, Gilbert (già autrice del celebre “Mangia prega ama”) fa entrare il lettore in un mondo seducente e sorprendente, tutto da scoprire: un romanzo leggero e profondo al tempo stesso, in cui l’emancipazione femminile e un’educazione sentimentale gioiosa sono protagoniste accanto a personaggi femminili indimenticabili, come quello di Vivian, della quale pagina dopo pagina l’autrice delinea l’evoluzione nel corso degli anni, alle prese con conquiste, sbagli e sogni da realizzare.

S. Cecilia: Dudamel con Rossini, Schubert e BrahmsMaestro venezuelano sarà con l’orchestra in tournée in Italia

03 dicembre 201918:34

– Gustavo Dudamel, tra i direttori più interessanti e influenti del panorama internazionale, torna sul podio di Santa Cecilia per dirigere l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale con la quale poi sarà impegnato in una tournée italiana molto attesa. Il giovane maestro venezuelano proporrà giovedì 5 dicembre alle 19:30 la Sinfonia Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schuibert e la Sinfonia n. 1 di Brahms (repliche venerdi 6 alle 20:30 e sabato 7 alle 18 all’Auditorium Parco della Musica). Dudamel, che nel giugno scorso ha concluso la stagione sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Beethoven, dopo le tre serate romane partirà con l’orchestra ceciliana per una serie di concerti nel nord Italia con tappe a Torino (10 dicembre, Lingotto), Brescia (11 dicembre, Teatro Grande), Udine (12 dicembre, Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (14 dicembre, Teatro Galli). Gustavo Dudamel, 38 anni, ha all’ attivo collaborazioni che spaziano dai Wiener Philharmoniker ai Coldplay. È stato il direttore più giovane a dirigere il concerto di Capodanno di Vienna, nel 2017 ha diretto la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel, ha diretto la sua Filarmonica di Los Angeles durante la cerimonia della notte degli Oscar 2019 e sulla Walk of Fame di Los Angeles è stata inserita una stella in suo onore. Nel 2014 Amazon ha prodotto Mozart in the Jungle, serie di quattro stagioni ispirata alla sua vita e il regista Steven Spielberg lo ha scelto per dirigere la colonna sonora del nuovo adattamento del capolavoro West Side Story.

Clementoni crea gioco da tavolo ispirato a album MengoniCon ‘Atlantico’ viaggio ecosostenibile in giro per il mondo

MACERATA03 dicembre 201918:38

– Si chiama “Atlantico” il nuovo gioco da tavolo realizzato da Clementoni e ispirato all’omonimo album di Marco Mengoni. Bellezza, arte, viaggio e scoperta nel rispetto dell’ambiente sono i temi del progetto del cantautore che la storica azienda italiana, leader nel campo del gioco educativo, ha scelto di condividere e amplificare. Mengoni ha partecipato attivamente ad ogni passaggio dello sviluppo del gioco in scatola, dal concept fino alla selezione dell’illustratore che si è occupato delle grafiche, dedicando grande attenzione al packaging e della componentistica interna realizzati in materiale riciclato e riciclabile. Un’attenzione che nasce da un impegno personale dell’artista, ambasciatore italiano della campagna plastic free promossa da National Geographic, e dalla volontà di Clementoni di traghettare la produzione verso modalità più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ogni giocatore potrà scegliere se raggiungere una destinazione tra Europa, Africa, Nord e Sud America o “dipingere” con i gettoni colorati le carte illustrate con luoghi, persone e bellezze del mondo. Scopo del gioco è viaggiare per il mondo e raggiungere il punteggio più alto grazie alle carte illustrate presenti nei vari continenti, alle tessere “condivisione” e agli obiettivi. Una special edition autografata dall’artista è in prevendita da oggi 3 dicembre su Amazon. Il 20 dicembre è inoltre in programma a Milano l’Atlantico Experience, installazione interattiva ispirata al gioco con l’obiettivo di far vivere agli ospiti un’esperienza immersiva e coinvolgente, grazie al video mapping.

Musei: Orrico, per Sibari scelta coraggiosasottosegretario, era una priorità, aiuterà il rilancio del sito

CATANZARO03 dicembre 201918:40

– “Avevo indicato tra le mie priorità il rilancio del Parco archeologico di Sibari e con il conferimento dell’autonomia speciale decisa con il nuovo regolamento di organizzazione del Mibact sarà possibile fare del Parco un’eccellenza non solo calabrese ma nazionale”. Così, in una nota, il sottosegretario ai Beni culturali Anna Laura Orrico.
“Avevo posto all’attenzione del ministro – aggiunge – la necessità e l’urgenza di intervenire per rilanciare il Parco, assicurando una migliore tutela e lavorando per una sua più ampia valorizzazione. Si è fatta una scelta coraggiosa, che riconosce a un sito di enorme valore storico-culturale, uno dei più ricchi ed estesi della Magna Grecia, l’importanza che gli è dovuta. Una scelta che significa maggiori onori ma anche maggiori oneri, cioè un’assunzione di responsabilità collettiva, per sfruttare in pieno una grande opportunità non solo sul piano culturale ma anche per il rilancio del territorio. Dove c’è cultura ci sono infatti legalità, sviluppo sostenibile, economia sana”.
“Ma le buone notizie per la Calabria – dice ancora il sottosegretario Orrico – sono due. E’ stata infatti stabilita anche la creazione di una terza Soprintendenza calabrese, quella di Catanzaro-Crotone, province che prima erano invece accorpate a quella di Cosenza. Un altro segnale importante di attenzione per la Calabria, per il suo meraviglioso patrimonio archeologico, storico, culturale. Dobbiamo tutelare e valorizzare al meglio i nostri tesori e con queste scelte andiamo nella direzione giusta. A patto che ognuno faccia la propria parte con professionalità, responsabilità, competenza e massimo impegno”.

Musica: Cristina Muti lascia presidenza del Ravenna FestivalLettera allo staff, mi ritiro. Sindaco, sorpresi e dispiaciuti

RAVENNA03 dicembre 201918:49

– Cristina Mazzavillani Muti lascia, dopo 31 anni di lavoro “meraviglioso”, la presidenza di Ravenna Festival e lo ufficializza con una lettera ai dipendenti, di cui ha dato notizia la stampa cittadina: “ho deciso di ritirarmi e lasciare a voi, peraltro bravissimi e collaudatissimi, la responsabilità del futuro di altri 30 anni e più del nostro celebrato Ravenna Festival, ormai riconosciuto nel mondo, ma soprattutto utile allo sviluppo culturale, politico, sociale della nostra città”. “Questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo”, le scrive a stretto giro il sindaco Michele De Pascale, aggiungendo: “siamo tutti dispiaciuti per la tua decisione e anche preoccupati per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.

Tecnici e Caschi blu, una dg per proteggere l’arteSi occuperà di emergenza, ricostruzioni e sicurezza dei siti

03 dicembre 201920:27

– Una direzione generale per ideare programmare, coordinare, attuare e monitorare tutte le iniziative in materia di prevenzione di rischi, di sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi da fare in caso di emergenze nazionali ed internazionali, dai terremoti alle alluvioni, fino al terrorismo. Si chiama “direzione generale Sicurezza Patrimonio culturale” ed è una delle novità più significative della nuova tranche di riforma del ministero dei beni culturali firmata da Franceschini.
Di fatto, dopo tanti anni di emergenze arrivate con i terremoti, gli alluvioni, il vento, la neve ma anche la paura di attacchi terroristici, si è voluto dare vita ad un organismo ministeriale ad hoc che sarà una sorta di primo passo per quella Protezione Civile dei Beni culturali da tempo auspicata dal ministro Pd, con una regia unica per Caschi Blu, carabinieri, restauratori, tecnici specializzati.
La nuova direzione, che sostituirà l’attuale Unità di Missione nata per volontà dell’ex ministro Alberto Bonisoli e affidata al prefetto Fabio Carapezza Guttuso, sarà articolata in due rami, uno dedicato a Emergenza e Ricostruzioni, l’altro alla Sicurezza nei Luoghi della Cultura . E agirà in raccordo con tutte le altre strutture del ministero, dai carabinieri dei beni culturali alle direzioni dedicate ad archeologia, storia dell’arte, architettura. Servirà in pratica a fare anche da cabina di regia coordinando tutti i vari interventi necessari per la prevenzione e la sicurezza ma anche la ricostruzione.
Sarà anche- si sottolinea nel dpcm – un centro di responsabilità amministrativa.

Mibact, si cambia ancora, arrivano nuovi musei autonomiUna dg per Caschi Blu Cultura. Franceschini, è sfida per futuro

03 dicembre 201920:43

“Non chiamatela controriforma”. Dario Franceschini presenta la nuova riorganizzazione del ministero della cultura, la terza dal 2014, e mette le mani avanti: nessun fai e disfa nel glorioso dicastero che Giovanni Spadolini fondò nel 1975, quello che si è fatto e si sta facendo “è un lavoro in continuità”, anche con il predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, che pure aveva tolto l’autonomia – tra le polemiche – a tre istituti importanti come la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Roma e il Parco archeologico dell’Appia. “Anzi lo devo ringraziare -insiste il ministro e capo delegazione Pd – sulla creatività contemporanea è stato lui a spingere”. Tant’è, con buona pace del fair play di governo, le oltre 60 pagine in cui si articola il corposo Dpcm che accompagna il ritorno del Turismo ai Beni culturali approvato ieri sera dal Cdm sono ricche di novità. E mentre restituiscono l’autonomia economica e gestionale ai tre istituti ‘detronizzati’ dai decreti estivi di Bonisoli (l’idea spiega il ministro è di far tornare alla guida i direttori che c’erano, ovvero Valentino Nizzo per Villa Giulia, Simone Quilici per l’Appia e Cecilie Hollberg) ridisegnano non poco la geografia dei poteri all’interno del ministero, in parte correggendo il tiro rispetto alla stessa riforma Franceschini (per esempio sulle soprintendenze il cui numero viene decisamente aumentato con una più equa distribuzione sul territorio) in parte introducendo vere e proprie novità come la Soprintendenza Nazionale del Mare (fino ad oggi c’era solo quella siciliana fondata da Sebastiano Tusa) e la Direzione generale per la salvaguardia del patrimonio, di fatto il primo passo per una protezione civile per i Beni culturali e per un inquadramento dei caschi blu della cultura. Ma anche l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la cosiddetta Digital Library, che il ministro definisce “una vera grande sfida e un investimento per il futuro”.
In tutto i nuovi musei autonomi sono sette, diffusi un po’ in tutta Italia, ma con una decisa preponderanza del centro sud: dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna al duo Vittoriano-Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale d’Abruzzo al Museo archeologico Nazionale di Cagliari, dal Palazzo Reale di Napoli al Museo Nazionale di Matera, fino al Parco Archeologico di Sibari (“Uno dei siti più difficili – fa notare – una sfida nel cuore della Calabria”). Nuova autonomia anche agli istituti centrali del Mibact, a partire dall’Archivio di Stato (“la memoria d’Italia”) al quale viene conferita maggiore importanza. Scelta simbolica per la Biblioteca dei Girolamini di Napoli che diventa Biblioteca Nazionale “Può diventare una straordinaria storia di riscatto”, sottolinea Franceschini.
Arrivano poi tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche, viene ripotenziato il settore demo etno antropologico (ci sarà un istituto centrale per il matrimonio immateriale). I poli museali diventano “direzioni regionali” (una definizione voluta, dice, “per sottolineare che hanno una funzione di coordinamento”). Le soprintendenze uniche invece rimangono tali (“A dispetto delle polemiche hanno funzionato”, sottolinea soddisfatto il ministro) ma in alcuni casi si sdoppiano o addirittura si fanno in tre nelle regioni più grandi (“serviva una distribuzione più equilibrata”).
A livello centrale viene rafforzata la Direzione Generale Creatività contemporanea che si occuperà di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design, moda. “E’ una sfida per il futuro”, dice il ministro Pd. Che punta moltissimo anche sulla digitalizzazione del patrimonio, “grande sfida di questo paese” per il quale si dovranno ora trovare risorse: “E’ forse il progetto più ambizioso perché il nostro patrimonio ha una enorme valenza culturale ma anche un potenziale commerciale – dice- e mettendo insieme tutte le nostre ricchezze dell’arte, con chiunque ci siederemo al tavolo a trattare saremo più forti noi “. Quello della sfida è del resto un termine che ricorre spesso nelle parole del ministro ferrarese. Che seduto al tavolo nel grande salone del Collegio Romano non vuole, almeno per un’ora, parlare di politica e di governo. Anche se una battuta sui tempi incerti dell’esecutivo alla fine gli scappa (“i ministri in Italia non durano molto”). Chissà. La nuova riforma però, assicurano dal suo entourage, parte in sicurezza. I decreti attuativi sono previsti già a gennaio (in qualche caso resi più facili dal fatto che molto di quello che era stato avviato da Bonisoli non è mai stato attuato) e così gli interpelli per i nuovi posti e i concorsi per i direttori dei nuovi musei autonomi. “Noi in ogni caso lavoriamo per il futuro”.

A teatro Radonicich è Blum, Malosti-CiampaDonadoni e La cena delle belve; Crippa e Infinito tra parentesi

04 dicembre 201911:39

– Daniele Russo in “Fronte del Porto” diretto da Alessandro Gassmann ed Elena Radonicich con Peppino Mazzotta ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll, tutti a Roma; Maddalena e Giovanni Crippa per Piero Maccarinelli ne “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi e Valter Malosti nel suo primo Pirandello, “Il berretto a sonagli”, entrambi a Milano; Maurizio Donadoni e “La cena delle belve” di Vahè Katchà, a Genova, e Paolo Conticini e Luca Ward a Firenze con “The full monty”, regia Massimo Romeo Piparo: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Milan Kundera ha riottenuto la cittadinanza cecaGli fu tolta nel ’79 dal regime socialista

RAGA04 dicembre 201911:43

– Lo scrittore francese di origine ceca Milan Kundera ha ripreso, dopo 40 anni, la cittadinanza ceca. La notizia è riportata dal quotidiano Pravo. L’autore de “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, emigrò in Francia nel 1975 dalla Cecoslovacchia socialista, accogliendo l’invito a insegnare all’Università di Rennes. Quattro anni dopo, nel 1979, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981 divenne cittadino francese e cominciò a scrivere esclusivamente in lingua francese. Il documento che attesta la cittadinanza ceca è stata consegnato nelle mani del novantenne scrittore nel suo appartamento a Parigi, dall’ambasciatore ceco Petr Drulak.

Tuffi per tutti, manuale per aspirati tuffatoriKlaus Dibiasi e Mario Zanotelli inventano Carletto per imparare

04 dicembre 201911:50

– KLAUS DIBIASI E MARIO ZANOTELLI, TUFFI PER TUTTI (Ultra Sport, pp 190 17,50 euro). Chi non ha mai sognato di fare un tuffo perfetto? Gambe dritte, piedi uniti, volo d’angelo, entrata senza spruzzi… D’ora in poi stile e maestria non saranno più un miraggio, grazie ai consigli di Klaus Dibiasi, semplicemente il più grande tuffatore di sempre, che in questo manuale per la prima volta insegna a tutti, ma proprio a tutti, la sublime arte del tuffo. Nel suo intento è aiutato da Carletto, un simpatico allievo ideato e disegnato da Mario Zanotelli, che mostrerà tutti i passaggi necessari, dalla ginnastica preparatoria all’esecuzione, fornendo un contrappunto ironico e leggero alle parole di Klaus. Una guida unica e preziosa, destinata non solo ai principianti, ma anche a tutti gli operatori di questa magnifica disciplina: allenatori, giudici e preparatori atletici. Senza dimenticare i tanti tuffatori italiani. Nato nel 1947 a Solbad Hall, in Austria, Klaus Dibiasi si è trasferito a Bolzano nel 1953. All’età di dieci anni ha cominciato la sua carriera di tuffatore nella Bolzano Nuoto. Nel 1963 ha vinto il suo primo titolo italiano assoluto dai 10 metri, e da allora è sempre rimasto ai massimi vertici di questo sport, fino a quando, nel 1976, non ha smesso di gareggiare. Ha vinto due Giochi del Mediterraneo, due Universiadi, sette Coppe Europa, tre Europei, due Mondiali e quattro Olimpiadi. Insieme a Valentina Vezzali è l’unico atleta italiano ad aver conquistato tre ori olimpici consecutivi nella stessa specialità in uno sport individuale. Mario Zanotelli è stato tuffatore nella Bolzano Nuoto fino al 1974, e poi nelle Fiamme Gialle fino al 1976. Terminata la carriera sportiva, si è dedicato a una sua altra grande passione: la musica. Autore di numerose canzoni incise per la RCA, dagli anni Ottanta si è impegnato anche nel teatro per ragazzi e ha messo in scena sei commedie musicali.

Biblioteca museo ceramiche Faenza riapre al pubblicoUn patrimonio librario di circa 68mila volumi inventariati

AENZA04 dicembre 201913:35

Riapre al pubblico il 6 dicembre (inaugurazione ore 18) a Faenza, dopo due anni di lavori, la biblioteca storica del Mic, Museo internazionale delle ceramiche. Grazie alla ristrutturazione i locali più antichi sono tornati agibili dal pubblico, in sicurezza e adatti a una corretta conservazione del ricco patrimonio.
La biblioteca rappresenta un’unicità, con circa 68mila volumi inventariati, e al Mic è stato conferito il riconoscimento Unesco perché “costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale e internazionale”.
Strettamente connessa alla Biblioteca, e suo complemento naturale, è la Fototeca della maiolica italiana, organizzata con criteri scientifici, con il corredo di dati e indicazioni bibliografiche, che ha superato i 16mila numeri di inventario.
“La biblioteca – sottolinea il sindaco Giovanni Malpezzi – è il cuore pulsante del Mic, depositaria del più vasto sapere al mondo sulla ceramica, un patrimonio di testi e volumi unico”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un Rembrandt dall’Ermitage alla Pilotta di Parma
‘L’Adorazione dei Magi’ esposta dal 7 dicembre al 26 gennaio

PARMA04 dicembre 201912:37

– Un Rembrandt dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in prestito al Complesso monumentale della Pilotta di Parma in occasione dei 350 anni della morte del maestro olandese: dal 7 dicembre al 26 gennaio ospiterà nelle sue sale ‘L’Adorazione dei Magi’ del 1632, vero e proprio manifesto del fare pittorico dell’artista.
L’esposizione permette un contrappunto tra le collezioni del Complesso, la loro continuità nelle categorie dell’accademismo di matrice cattolica e l’altro volto dell’Europa, rappresentato dalle culture del Nord, fiere nel rivendicare tradizioni e spiritualità antichissime sovrapposte ideologicamente al ritorno al cristianesimo delle origini. Questa tela dipinta in ‘grisaille’, chiaroscuro quasi privo di colore introdotto per la prima volta a Roma nella prima metà del Cinquecento, esalta la caratteristica estetica del linguaggio di Rembrandt: un uso scenografico della luce e un’esaltazione illusionistica del dettaglio tali da rivelare la tessitura teologica della storia.

Il terrorismo in Italia, ‘Un’azalea in via Fani’Radici comuni tra cattolici e brigatisti

ROMA04 dicembre 201913:06

– ANGELO PICARIELLO, ‘UN’AZALEA IN VIA FANI). (EDIZIONI SAN PAOLO) – Il 12 dicembre prossimo cadranno i 50 anni dalla strage di piazza Fontana, un punto di non ritorno nella storia del terrorismo in Italia. Un’occasione per rileggere, con altri occhi, gli eventi di quella stagione. Sono già molti i libri pubblicati sul tema, e molti ancora ne usciranno, ma ”Un’azalea in via Fani’ di Angelo Picariello, edizioni San Paolo, offre una lettura diversa dei fatti, anche attraverso le parole di chi il terrorismo l’ha visto da vicino come Carlo De Stefano, dirigente della Polizia con incarichi importanti ai tempi della lotta armata e che parla per la prima volta della sua esperienza.
Proprio De Stefano ricorda come dietro le operazioni più riuscite, ci sia stato “un comportamento brillante e tempestivo di agenti di polizia impegnati in attività di prevenzione”.
Insomma, anche se non lo si può dire apertamente, c’è stato un dialogo con i terroristi, in particolare con quelli che volevano lasciare il terrorismo e che hanno trovato proprio nei loro “nemici”, gli uomini e le donne impegnate nelle forze dell’ordine, una sponda. L’autore inoltre analizza la grande mobilitazione che vide, al termine dell’autunno caldo del 1969, la nascita dei grandi movimenti cattolici nello spirito del Concilio e, contemporaneamente, lo scivolamento delle frange più rivoluzionarie verso la lotta armata. La grande frattura si registrò proprio dopo l’esplosione alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il libro, frutto di una ricerca curata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” , è diviso in capitoli che vivono ognuno di vita propria: oltre a Piazza Fontana, la morte del commissario Calabresi, l’azione di Prima Linea, la storia completa delle Brigate Rosse (con il racconto di Franco Bonisoli e Alberto Franceschini) e le dinamiche proprie del terrorismo di destra. Contiene il racconto delle radici comuni fra movimenti cattolici e futuri brigatisti a Milano, nel quartiere romano di Centocelle, a Reggio Emilia, e la scoperta della fede per molti di loro, una volta usciti dal carcere, o all’impegno nel volontariato. Inoltre, guardando al caso Moro, in parallelo ai sequestri Dozier e Cirillo, Picariello lascia aperti tutti gli interrogativi sulle circostanze che ne impedirono la liberazione. Il filo conduttore della narrazione viene fornito proprio dall’insegnamento di Aldo Moro, che incontrò i capi della contestazione e incoraggiò i movimenti cattolici, con l’obiettivo di una riconciliazione nazionale che ha avuto bisogno del suo sacrificio per potersi compiere. ”Il suo insegnamento – spiega l’autore – ci dice che la sconfitta della lotta armata – e l’antidoto perché non riaccada – è nella corretta attuazione dei valori della Costituzione più che nelle leggi speciali, nel perdono delle vittime più che nel desiderio di vendetta, nella carità “spiazzante” più che nella repressione, nella ricerca della verità che porti a una memoria condivisa più che in nuove contrapposizioni ideologiche”.

Patti Smith incanta Spoleto, “usate la vostra voce”Tappa del tour “Words and music” e declama Petrarca

SPOLETO04 dicembre 201913:45

– “Non dimenticate di usare la vostra voce”: alla fine di “People Have The Power”, scelta per il bis, con tutti i presenti in un Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sold out ad applaudirla – in piedi e ai suoi piedi – così Patti Smith ha salutato il pubblico di Spoleto.
In una nuova tappa del tour “Words and music” con la “sacerdotessa del rock” che ha voluto teatri di città selezionate sulla base della loro bellezza ed unicità artistica.
Concerto breve di durata – l’età (73 anni) c’è, anche se non si direbbe – ma è l’intensità a caratterizzarlo. Ad accompagnarla, Tony Shanahan (chitarra acustica e basso) e sua figlia Jesse, al pianoforte.
L’inizio è con “Grateful”, “Ghost Dance”, “Wing”, “My Blakean Year”. Poi l’immancabile “Dancing Barefoot” con quelle parole finali “Oh God i fell for you” ripetute come un mantra. E via fino al gran finale, con “Pissing in a River”, “Because the Night” e “Gloria”. A Spoleto l’artista ha anche scelto di interpretare un sonetto di Petrarca.

Capodanno in musica di Canale 5 con Federica PanicucciDa Bari con tanti ospiti. Scheri ‘con noi pubblico più giovane’

04 dicembre 201920:51

– Per il secondo anno consecutivo il Capodanno in musica di Canale 5 sarà in diretta da Bari, affidato, per la terza volta, alla conduzione di Federica Panicucci. Sul palco un cast scelto per i gusti di tutti, dai giovanissimi agli amanti dei grandi interpreti che hanno fatto la storia della canzone italiana, con un ospite a sorpresa la cui identità sarà svelata solo il giorno prima. Tra gli ospiti, Giordana Angi, Annalisa, J-Ax, Anna Tatangelo, Nek, RAF e Tozzi, Francesco Renga, Rovazzi, Shade e i ragazzi della scuola di Amici 19. “Sappiamo che il Capodanno nella storia è di Raiuno ma anche noi stiamo facendo un buon lavoro”, ha detto Federica ad una domanda sull’evento di fine anno della Rai. “Ma con noi c’è il pubblico più giovane”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. L’evento andrà in diretta su Canale 5 e sarà trasmesso in contemporanea dalle emittenti di RadioMediaset, che promuove la serata in partnership con Radionorba. Panicucci condurrà per Canale 5 anche il concerto di Natale.

Arriva dizionario della Terza RepubblicaIn “Piove governo ladro”‘fil rouge’ linguaggio politico italiano

04 dicembre 201914:38

– ETTORE MARIA COLOMBO, “PIOVE GOVERNO LADRO” (EDIZIONI ALL AROUND, 348 PP., 18 EURO).
Un Dizionario di Politica della Terza Repubblica, senza dimenticare le altre: è la definizione più giusta di “Piove governo ladro”, l’ultima fatica letteraria di Ettore Maria Colombo. Davanti ad una politica italiana che cambia volto e forma freneticamente, ma mantiene alcune costanti, alcuni miti e riti che si perpetuano, nel modo di viverla, di usarla e anche di comunicarla, è arrivata l’ora di mettere ordine tra le parole più importanti e significative che hanno segnato la storia della Repubblica, quella in corso, la cosiddetta ‘Terza’ Repubblica, senza dimenticare le altre, la mitica ‘Prima Repubblica’ ma anche la ‘Seconda’.
La politica italiana, sostiene l’autore, è passata da un linguaggio aulico e alto a modi di comunicare bassi e volgari, ma non ha mai perso il filo di un discorso comunicativo che è sempre stato, allo stesso tempo, ammiccante e forbito, colloquiale e gergale ma anche ricco di richiami e suggestioni storiche, alto e basso. La formula del ‘dizionario’ è la più semplice e, insieme, la più utile per padroneggiare una materia vasta e complicata come la politica italiana.
Il primo capitolo (“Tanto qui è tutto un magna magna”) è dedicato alle “Frasi fatte” e ai “Luoghi comuni” della politica, quelle più recenti e più in voga. Si va da “aiutiamoli a casa loro” (gli immigrati) ad “ammucchiata”, dal rischio di “finire come in Grecia” a “ce lo chiede l’Europa”. Poi ci sono gli slogan coniati dai politici. Matteo Renzi è diventato famoso per aver inventato “asfaltare” come per gli altrettanto celebri “gufi e rosiconi”, “professoroni” e “pop-corn” o l’hastag “enrico stai sereno”. Il governo, “gialloverde” o “giallorosso” è sempre “del cambiamento” ed è sempre guidato dall'”avvocato del Popolo” (Giuseppe Conte), per dire dei termini più nuovi. Ma non vanno dimenticati “bunga bunga”, “cene eleganti”, “discesa in campo” e “contratto con gli italiani”, “inciucio” e “teatrino della politica” che hanno caratterizzato l’era di Berlusconi o il “celodurismo” e “Prima il Nord” di Bossi. “Onestà! Onestà!”, “Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno” e la strategia del “Vaffa” hanno segnato l’irrompere sulla scena di Beppe Grillo e dell’M5S così come “E’ finita la pacchia”, “sbruffoncella” e “zingaraccia” hanno caratterizzato il predominio di Matteo Salvini che è passato dal “prima gli italiani” a chiedere “pieni poteri”. Nel secondo capitolo, “Il Dizionario del Politichese”, vengono analizzati i termini, le definizioni e le parole più astruse e oscure della Politica che sono passate indenni, pur se a volte cambiando di significato e di riferimento, da un era politica all’altra. Craxi si definiva “ago della bilancia” e oggi lo dice di sé Di Maio. La “cabina di regia” si invocava ai tempi del Pentapartito e lo si fa ancora oggi. La “politica dei caminetti” si faceva ai tempi della Dc e non ha mai smesso di farla il Pd. I “cavalli di razza” erano Fanfani e Moro, ma lo si è detto anche di Salvini e Di Maio. Il “manuale Cencelli” si usa sempre, per fare i governi. Le “convergenze parallele” di Moro non sono mai passate di moda così come la “politica dei due forni” di Andreotti. Il “Palazzo” di Pasolini equivale alla “Casta” dei nostri giorni. Infine, nel terzo capitolo, “Chi lo ha detto?”, ci sono le parole, le frasi più famose e i tormentoni dei più importanti leader politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Nenni era un formidabile battutista (“Piazze piene e urne vuote”, “la stanza dei bottoni”, il “vento del Nord”), Saragat resterà alla memoria per “il destino cinico e baro”, De Gasperi per il “discorso della stanga” e Moro per il suo “non ci faremo processare nelle piazze” mentre le battute fulminanti di Andreotti sono davvero tante. Rino Formica ha coniato perle (“nani e ballerine”, riferita al suo PSI, e “la politica è sangue e merda”), Craxi discorsi memorabili. Di Pietro ha inventato un modo di parlare, il “dipietrese”, e Bersani il “bersanese”, linguaggi provinciali ma sapienti, D’Alema folgorava l’uditorio con battute taglienti.
Berlusconi e Beppe Grillo, ma anche Umberto Bossi, hanno collezionato iperboli, insulti e invettive di ogni tipo. Poi sono arrivati Renzi, Di Maio e Salvini e hanno cambiato tutto.
Il linguaggio politico e il modo di comunicare della politica da ‘alto’, è diventato ‘basso’ così come da ‘astruso’ è diventato ‘smart’ e ‘social’. Senza giudicare, ma con un pizzico di ironia, il libro vuole aiutare a capire, e a ricordare, cos’era e cosa è diventata la politica italiana.

Scala: Tosca in tv, radio, cinema e ‘per la città’Elio introduce concerto Accademia a carcere minorile Beccaria

MILANO04 dicembre 201914:40

– Come di consueto il 7 dicembre l’inaugurazione della Scala non si svolgerà solo alla Scala, ma anche fuori dal teatro, grazie alla diretta organizzata da Rai Cultura che sarà visibile al cinema, in tv (non solo in Italia su Rai 1 ma anche in Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Portogallo e Grecia e poi in differita in Russia, Svizzera, Corea e Giappone) ma anche in molti luoghi ‘inusuali’ dove sono stati organizzati anche eventi collaterali.
Uno, in anticipo di due giorni, sarà domani il concerto dei cantanti dell’Accademia della Scala a Puntozeroteatro, il teatro del carcere minorile Beccaria, che avrà una introduzione di Elio.
Gli studenti dell’Accademia saranno però impegnati anche il 7 dicembre per fare una introduzione alla Tosca in alcuni dei luoghi di Milano dove sono organizzate visioni dell’opera: dalla palestra Heracles di via Padova alla comunità Oklahoma per ragazzi in difficoltà, alla Casa degli artisti.
La prima sarà visibile però anche al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, nell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele, al Teatro Dal Verme ma anche all’ospedale Niguarda, al liceo Virgilio, a Casa Emergency, al mercato comunale del Corvetto, alla casa d’accoglienza Jannacci solo per citare alcuni spazi aperti al pubblico. Sarà invece a inviti l’ingresso a San Vittore dove, come ormai di consueto, è stata organizzata una visione per i detenuti con rinfresco finale.

Tff: 62.000 presenze, in linea con precedente edizioneDati stabili per biglietti e abbonamenti venduti e incassi

TORINO04 dicembre 201914:53

– Sono state 61.999 le presenze alla 37ma edizione del Torino Film Festival con 2.090 accreditati (stampa e professionali/industry), 26.165 biglietti singoli, 674 abbonamenti venduti e 234.000 euro di incasso.
Nell’edizione 2018 le presenze sono state 62.500, 2.161 accreditati (stampa e professionali/industry), circa 26.700 biglietti singoli, 644 gli abbonamenti venduti, per un totale di 236.000 euro di incasso.
“Alla luce di questi elementi – sottolineano gli organizzatori – i dati del 37mo Torino Film Festival restano in linea con quelli della precedente edizione. Una conferma della rilevanza e del livello che il Torino Film Festival mantiene nel panorama dei festival cinematografici italiani”.

Strega Ragazze e Ragazzi, le cinquine finalisteA Più libri più liberi, raddoppiati studenti in giuria

04 dicembre 201915:37

– Sono state annunciate il 4 dicembre alla fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, le cinquine finaliste della quinta edizione del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie di concorso: +6, destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni, e + 11, per le lettrici e i lettori dagli 11 ai 15 anni.
Il riconoscimento sarà conferito durante la Bologna Children’s Book Fair il 1 aprile 2020.
Il Comitato scientifico è presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci.
Ecco i cinque della Categoria + 6: Daniela Carucci, ‘Ruggiti’ (Sinnos), con illustrazioni di Giulia Torelli; Timothée De Fombelle, ‘Capitano Rosalie’ (Mondadori), con illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, ‘Vuoi essere mia amica?’ ( Babalibri), con illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti ; Marta Palazzesi, ‘Nebbia’ (Il Castoro), ambientato in una cupa Londra di fine Ottocento e Guido Quarzo, Anna Vivarelli, ‘La danza delle rane’ (, Editoriale Scienza), con illustrazioni di Silvia Mauri.
La cinquina della Categoria +11 è composta da: Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Lynda Mullaly Hunt, ‘Una per i Murphy’ (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Raffaella Romagnolo, ‘Respira con me’ (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, ‘L’amore sconosciuto’ (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini e Florence Thinard, ‘Meno male che il tempo era bello’ (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Quest’anno è raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a oltre 140 scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi, Vienna e Zurigo).

Coez torna a Roma l’11 luglioTra i protagonisti di Rock in Roma 2020

ROMA04 dicembre 201920:00

Dopo le 11 date di È sempre bello in tour, il progetto live che ha portato Coez sui palchi dei palazzetti più importanti d’Italia, il cantautore romano torna al Rock in Roma per una nuova data, l’11 luglio 2020.
Lo show di Coez è un viaggio attraverso la sua storia musicale che prosegue il successo dell’album È sempre bello, quinto disco solista uscito il 29 marzo per Carosello Records e certificato Disco di Platino, con il singolo omonimo che ha dominato le classifiche e collezionato 4 platini. Con più di 65 milioni di streams, E’ sempre bello è la canzone più ascoltata dell’anno su Spotify.

Daniel Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

04 dicembre 201920:54

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala da domani con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno. Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu. “Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Arte Italia e Pubblicità, nuove sinergie cercando emozioniConvegno Civita-Upa su linguaggi comuni tra aziende e cultura

04 dicembre 201916:04

– Cercare l’emozione nella pubblicità attraverso il paesaggio e l’arte italiani per creare valore nelle aziende e nel Paese stesso; promuovere la cultura del fare e la cultura del bello, cardini del made in Italy; ma anche rifuggire la comunicazione stereotipata per sperimentare con coraggio nuovi linguaggi, unendo le forze tra artisti, pubblicitari e imprenditori. Sono alcuni dei temi emersi questa mattina nell’ambito del convegno “Arte, Italia e Pubblicità.
Comunicare meglio, comunicare il bello”, organizzato a Roma dall’Associazione Civita, con il Comitato Marketing e Cultura, e Upa – Utenti Pubblicità Associati. L’incontro prende le mosse dalla recente iniziativa che ha visto collaborare Upa e Civita nella creazione, all’interno del canale YouTube Upa Advertising Graffiti, della playlist “Arte, cultura, Paesaggi d’Italia” che raccoglie, in un appassionante e approfondito viaggio dagli anni ’60 a oggi, una serie di spot e campagne pubblicitarie (per il momento circa 80 video, ma il numero è destinato a crescere) con al centro il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Partendo dalla consapevolezza di quanto bellezza, paesaggio, storia e cultura espressi nei secoli dal nostro Paese possano rappresentare per le aziende attraverso la creatività pubblicitaria un valore aggiunto per la comunicazione e un veicolo di incremento della competitività del proprio brand, nel corso della mattinata la riflessione ha messo in luce non solo le opportunità ma anche alcune criticità di un rapporto – quello tra arte e pubblicità – che in Italia ha una lunga storia a partire dai primi decenni del ‘900.

David Chipperfield al timone di Domus per 10 numeriNuovo guest editor, architetto rappresenta esigenze comunità

04 dicembre 201916:08

– E’ l’architetto inglese David Chipperfield il nuovo guest editor di Domus. Sarà il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone della storica rivista 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno nel decennio che porta al secolo di vita di Domus.
“In un’epoca di cambiamenti epocali serve visione” ha notato Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus presentando il nuovo guest editor, che affiancherà il direttore editoriale Walter Mariotti e che ha elaborato un manifesto per indicare ad architetti, designer e urbanisti come reagire alle sfide della crisi climatica e delle disuguaglianze sociali ed economiche. “Dobbiamo proporre scenari – ha detto Chipperfield – in cui le esigenze della comunità siano meglio rappresentate, e la qualità della vita sia considerata un diritto”

Tv: Elisabetta Franchi protagonista puntata Pensa in grandeLa vita della stilista l’ 8 dicembre su Rete4

04 dicembre 201916:14

– La stilista Elisabetta Franchi sarà la protagonista di uno degli episodi del nuovo progetto editoriale televisivo di VideoNews – Mediaset, “Pensa in Grande”, che andrà in onda l’8 dicembre su Rete4 alle 14.30.
La serie è composta da sei puntate, partite domenica 1 dicembre e condotte dalla giornalista Rachele Restivo, ideatrice e curatrice dell’intero Format.
Sei racconti di grandi imprenditori ed eccellenze italiane, che svelano le loro storie e la chiave del loro successo in prima persona. Un ritratto di un’ Italia che funziona e di chi ha saputo pensare in grande ed apportare un contributo al nostro Paese, attraverso innovazione, investimenti e creatività, contribuendo all’affermazione del made in Italy, anche a livello internazionale.

Brunori Sas, a gennaio il nuovo album Cip!Da marzo il cantautore sarà in tour nei palazzetti

04 dicembre 201916:15

– A quasi tre anni dall’uscita di A casa tutto bene, l’album certificato platino, Brunori Sas torna con un nuovo album, in uscita il 10 gennaio: Cip! (Island Records). L’album è stato prodotto da Taketo Gohara e dallo stesso Dario Brunori e registrato tra la Calabria e Milano.
Cip!, anticipato a settembre dal singolo “Al di là dell’amore”, è composto da 11 tracce nelle quali l’artista ha voluto cantare “dell’Uomo e non degli uomini”. Il 13 dicembre Brunori Sas svelerà un’altra traccia del suo nuovo album, il secondo estratto sarà infatti “Per due che come noi”.
L’attesa è finita anche per il palcoscenico: dopo il tour prima nei club e poi nei teatri, Dario Brunori è pronto per Brunori Sas Tour 2020, in partenza da marzo 2020 nei palazzetti di tutta Italia.

Alice Merton torna con il singolo EasyPrimo inedito estratto da MINT+4, con 4 nuovi singoli

04 dicembre 201916:16

– Dopo il Jimmy Fallon, la partecipazione al Coachella e ripetuti tour in America, Europa e UK, i Dischi Doppio Platino e Oro (con No Roots e Lash Out) e i primi posti in classifica in Italia, la partecipazione come coach vincitore a The Voice Of Germany 2019, e quasi mezzo miliardo di streams, Alice Merton torna con il singolo Easy, primo inedito estratto da MINT+4, in radio dal 6 dicembre.
Alice, con i suoi ventisei anni e milioni di chilometri alle spalle fin da quando, bambina, veniva trascinata per il mondo dai traslochi familiari, con questa nuova hit racconta la difficoltà di chi vive in costante bilico tra la necessità di scrivere un masterpiece e la possibile catastrofe, tra una vita normale e l’incredibile clamore intorno alla sua figura.
Musicista sanguigna e “workaholic”, con il suo amore viscerale per la musica, Alice presenta oggi Easy, accompagnato da questa versione DELUXE del suo primo disco, quello che la ha consacrata al successo dopo il primo EP “No Roots”. MINT+4 contiene quattro inediti: PCH, Back to Berlin, Keeps me Awake e Easy.

The Irishman e Marriage Story premiati a NYAnticipi Oscar; prossima settimana nominations Golden Globes

NEW YORK04 dicembre 201916:19

– Buoni segnali per Netflix a una settimana dalle nomination dei Golden Globes in agenda lunedì’ prossimo: “The Irishman” e “Marriage Story” (in Italia uscito con Storia di un matrimonio) hanno fatto man bassa di premi ai due primi appuntamenti della stagione che precede gli Oscar 2020.
“The Irishman”, diretto da Martin Scorsese e dal 27 novembre sulla piattaforma in streaming dopo tre settimane nelle sale, e’ stato scelto come miglior film dal National Board Review, una associazione di New York di esperti e appassionati di cinema all’indomani dell’assegnazione dello stesso tipo di premio a “Marriage Story” di Noah Baumbach nella serata dei Gotham Awards.
Come consueto il Board ha poi equamente distribuito il resto dei premi, con Quentin Tarantino scelto come miglior regista grazie a “C’era una volta … a Hollywood” mentre Renee Zellweger e’ stata premiata come miglior attrice per il ritratto di Judy Garland in “Judy” e Adam Sandler ha vinto per la parte da protagonista nel nuovo thriller di Josh e Bennie Sadie “Uncut Gems”.
I premi del Board raramente ci azzeccano come precursori degli Oscar con l’eccezione dell’anno scorso quando il miglior film 2018, “Green Book”, ha vinto anche agli Academy Awards.
Diverso il discorso dei Gothams che negli ultimi anni, tranne l’anno scorso quando hanno puntato sui “The Rider” di Chloé Zhao, hanno messo a segno “Birdman”, “Spotlight” e “Moonlight”.
I premi celebrano usualmente in modo indipendente film spesso prodotti fuori dalla macchina degli studi: stavolta una buona metà sono andati a pellicole della scuderia Netflix, elogiata da Baumbach per aver riaperto lo storico Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan.

Pagnotta, nel jazz dopo gli americani, noi i più braviDirettore festival, a Umbria Jazz Winter (Orvieto) Scofield, Rea

04 dicembre 201920:54

“Indubbiamente nel jazz di oggi dopo gli americani ci siamo noi, la scena italiana è molto cresciuta negli ultimi 20 anni, basta vedere le richieste che hanno i jazzisti italiani all’estero. Una volta andavano Enrico Rava e Giovanni Tommaso, oggi girano in tutto il mondo anche tanti giovani”. Lo dice Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, che ha presentato il programma di Umbria Jazz Winter, ramo ‘invernale, a Orvieto (27/a edizione dal 28 dicembre al 1 gennaio), della grande kermesse dedicata al jazz, che oltre al festival principale estivo (Perugia, 10 – 19 luglio), ha anche un capitolo ‘Spring’ a Terni. A Orvieto, in cinque giorni ci saranno 90 eventi con più di 150 musicisti. Fra i più attesi il grande chitarrista e compositore John Scofield, che sarà parte anche di The Magic And The Mystery Of The Beatles insieme a Jay Anderson e Lewis Nash; Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con “Le Canzoni Di Mina”; Paolo Fresu con quattro progetti ;Sullivan Fortner, anche in Trio con Jay Anderson Lewis Nash e come Special Guest la tap dancer Michela Marino Lerman; Francesco Diodati con 3 progetti; “Love In Translation” con Rosario Giuliani, Joe Locke, Dario Deidda, Roberto Gatto; Antonello Salis e Simone Zanchini; Dino Rubino; Giovanni Guidi; l’Isaiah Thompson Trio; la “Gospel Explosion” con l’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir Feat. J. David Bratton, protagonisti della Messa di Capodanno al Duomo. “A Orvieto in inverno c’è il vantaggio che puoi mettere insieme artisti impegni invece in estate nei tour con i propri gruppi – dice Pagnotta -. Pensare che quando abbiamo lanciato Umbria Jazz Winter ci dicevano che eravamo matti a fare un festival come questo in inverno. Invece il pubblico ci ha ripagato e anche quest’anno le prevendite stanno andando benissimo. le location sono bomboniere e vogliamo mantenere la formula di festival puramente jazz”. E presto “annunceremo anche progetti all’estero”. Orvieto “è fortemente connessa a Umbria Jazz – spiega la sindaca Roberta Tardani – Ogni anno il festival ci regala emozioni nuove. Nel futuro vogliamo consolidare questo rapporto con un protocollo che dia anche certezze di natura economica e organizzativa”. Intanto vanno avanti i preparativi per Umbria Jazz a Perugia: “Sta venendo bene. Per il concerto d’apertura di Lenny Kravitz il 10 luglio siamo già a 5000 biglietti venduti in prevendita – aggiunge Pagnotta -. Avremo fra gli altri, anche eventi in esclusiva italiana come Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln Center Orchestra e la Moodswing Reunion, con Joshua Redman, Brad Mehldau. Christian McBride e Brian Blade. Ci sarà una serata brasiliana e penso andremo a chiudere con una grande serata Cuba Cuba Cuba”.

Matera 2019: ogni giorno un evento fino alla conclusioneIl programma degli appuntamenti, si comincia il 7 dicembre

MATERA04 dicembre 201916:29

– Chiudere per rilanciare un percorso straordinario. Quello che ha raccontato la “Cultura” nella sua forma aperta, inclusiva, contaminante e partecipata, con lo sguardo rivolto al futuro. Così come promesso nel dossier di candidatura. L’anno di Matera Capitale Europea della Cultura si chiude con l’Open Culture Festival, due settimane che, a partire dal 7 e fino al 19 dicembre, “occuperanno” la Città dei Sassi, con una serie di iniziative dedicate alla cultura digitale, all’innovazione tecnologica, con spettacoli teatrali, performance musicali e mostre interattive. Si inizia il 7 dicembre alla Serra del Sole con la conferenza internazionale “Open Future – The Conference”.

Giammaria, vi porto nel cuore di AmazonPetrolio su Rai2 in prima serata dal 3 dicembre

04 dicembre 201920:23

“Chi di noi non ha mai fatto un acquisto su internet, e in particolare utilizzando la piattaforma Amazon, il servizio di commercio elettronico che nel corso degli ultimi anni ha rivoluzionato le nostre abitudini?”. Si intitolerà “Il mondo (segreto) di Amazon” il primo appuntamento dei tre in prime time di “Petrolio”: il programma di Duilio Giammaria in onda su Rai2 alle 21.20 a partire dal 6 dicembre. Proprio a gigante, ‘il negozio più grande del mondo, inventato’ da Jeff Bezos esattamente 25 anni fa, il giornalista, conduttore e autore, dedicherà la prima puntata della nuova edizione del suo programma di informazione che si è trasferito da Rai1 a Rai2, sbarcando in prima serata a dicembre le prime 3 puntate.    “Sono stato a Seattle – racconta in una conversazione – dove è nato questo gigante del settore, che ha creato un mondo nuovo: con un click ottieni quello che desideri in un tempo sempre più rapido. Se non ti va bene il prodotto lo rimandi indietro. In ogni angolo del pianeta. Quindi sono andato di persona a vedere come funziona e come, insieme con altre grandi industrie ha cambiato la vita di una città, compreso il traffico, miglia di pacchi vengono portati nelle abitazioni (in tutto il mondo esistono 175 centri di smistamento dei pacchi) attraverso questi furgoni, che intasano la circolazione, ma il giro di affari è talmente alto che per loro pagare valanghe di contravvenzioni per divieti di sosta non intacca le loro entrate”.    Un reportage, fa notare Giammaria “in cui per la prima volta le telecamere della televisione italiana sono entrate nel quartier generale e nell’immenso magazzino logistico di Seattle, in cui uomini e robot lavorano fianco a fianco. Ma cosa c’è dietro le centinaia di centri di distribuzione, 650mila dipendenti, milioni di prodotti online, miliardi di pacchi spediti ogni anno? E noi davvero compriamo solo quello che ci interessa? O siamo indirizzati attraverso le ricerche che facciamo sul portale, o siamo in qualche modo seguiti nelle nostre abitudini proprio con i dati che liberamente forniamo, a partire dai nostri indirizzi e-mail, di casa, le carte di credito e alla fine finiamo per comprare qualcosa che in quel momento non ci serviva di cui non avevamo nessun bisogno? Una sorta di indirizzamento, passo per passo”.  Proprio come il fiume che ispira il suo nome, si è diramato in una serie business che vanno ben oltre l’e-commerce: dalla fiction all’intelligenza artificiale, server che custodiscono miliardi di dati sensibili, perfino una navicella spaziale per tornare sulla Luna. Petrolio affronta tutti i nodi “nascosti” dietro la vetrina virtuale di Amazon: dalla robotica agli algoritmi, dall’uso dei dati, alle condizioni di lavoro, dall’impatto ambientale alle trasformazioni in atto nelle nostre città fino alla grande questione delle tasse”. Ma non è tutto Amazon punta alla nostra salute. Insomma La determinazione del gigante globale a fare del digitale nell’assistenza sanitaria una parte centrale del suo futuro modello di business prima o poi avverrà”.Tra gli ospiti: Tommaso Valletti, economista e docente all’Imperial College di Londra, Francesca Bria, consulente per le Nazioni Unite sull’innovazione digitale, Stefano Feltri, giornalista economico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, Sandro Ferri, fondatore di E/O e Jasmine Crististallo, attivista del movimento delle Sardine. Le altre puntate affronteranno “le ultime scoperte sul DNA con le terapie genetiche, che regalano la speranza di curare malattie fino ad ora incurabili, ma pongono anche diverse domande etiche di non poco conto”; dal ritorno del LUPO nelle nostre foreste, fino al grande racconto della nuova era dell’Antropocene, in cui il mondo è ridisegnato totalmente dalla mano dell’uomo. Giammaria conclude: “la factory di Petrolio introduce quest’anno 2 nuovi segmenti: Black Mirror e Gli Haters. Il primo è l’intervista speciale che ho portando per la prima volta in uno studio tv italiano un’innovativa tecnologia digitale, un black mirror che consente la proiezione in trasparenza di foto, infografiche e altri tipi di elementi narrativi nel faccia a faccia con il protagonista della settimana. Come in un confronto all’Americana. Gli haters sono invece una coppia di maturi telespettatori impersonati da due pupazzi che commentano con cinismo e rimbrottando il conduttore per gli argomenti raccontati nelle puntate”

Libri: +6% fatturato piccoli editori nel 2019Dati Nielsen per AIE, doppiano crescita del mercato generale

04 dicembre 201916:41

– I piccoli e medi editori, cioè i marchi editoriali indipendenti con un fatturato netto fino a 13 milioni di euro, nei primi 11 mesi del 2019 registrano un +6% a fatturato, arrivando a pesare per il 45,9% del mercato (era il 45% lo scorso anno). E doppiano la crescita del mercato in generale: più di una copia su quattro di quelle vendute nel 2019 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un piccolo o medio editore.
Ma il 72,8% di quel mercato è fatto dai primi 100 marchi, su oltre 5 mila, dei piccoli editori.
E’ la fotografia dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE). La ricerca – riferita alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compresa la stima di Amazon) è stata presentata a Più libri più liberi, nel giorno d’apertura della fiera nazionale della piccola e media editoria, che si conclude l’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma.
In particolare i dati evidenziano come il mercato generale del libro nei primi 11 mesi del 2019 sia cresciuto del 3,7%: raggiungendo così quota 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie di libri di carta nuovi venduti.
I generi più amati del 2019 sono, a sorpresa, la non fiction specialistica (manualistica) con quasi 2 copie su dieci tra quelle vendute (pesa per il 19,6%) , la fiction straniera (18,4%) e la non fiction generale (saggistica) per il 17,3%. Al quarto posto bambini e ragazzi (16,3%).
La ricerca mostra la crescita del fatturato dei piccoli e medi editori: nei primi 11 mesi del 2019 è di 482,7 milioni di euro.
Una crescita in parte dovuta a un prezzo di copertina del venduto che è del 22% più alto rispetto a quello degli altri editori. E in crescita anche le copie: +4,4%.
Non tutti i piccoli però contribuiscono alla crescita nello stesso modo: In questi anni, quella che definiamo piccola editoria è cresciuta, ma ha anche avuto una profonda trasformazione al suo interno.

Suburra 3, Netflix al via ripreseAtto finale disponibile nel 2020, tornano protagonisti storici

04 dicembre 201919:20

Dopo il successo delle prime due stagioni, Netflix annuncia l’inizio delle riprese della terza e ultima stagione di Suburra – la serie, il crime thriller italiano originale del colosso streaming prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm. La terza stagione della serie sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo nel 2020.    La profana trinità – Chiesa, Stato, Crimine – torna su Netflix per l’epico atto conclusivo di Suburra – la serie, concepita sin dal principio per raccontare i tre diversi mondi nell’arco di tre stagioni. Tornano i protagonisti delle prime due: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara), Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Sara Monaschi (Claudia Gerini), Adelaide Anacleti (Paola Sotgiu), Angelica (Carlotta Antonelli), Nadia (Federica Sabatini), Alice Cinaglia (Rosa Diletta Rossi), Cardinale Fiorenzo Nascari (Alberto Cracco) e Adriano (Jacopo Venturiero). Dopo il tragico suicidio di Lele, incapace di convivere con il senso di colpa generato dai crimini commessi, e l’inaspettato risveglio dal coma di Manfredi, capo del clan Anacleti, gli equilibri di potere tra tutti i personaggi sono di nuovo messi in discussione. La regia è di Arnaldo Catinari, lo story editing di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la sceneggiatura di Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Andrea Nobile, Camilla Buizza e Marco Sani.

Archeologico Napoli,nuovo record con 650 mila ingressiSuperati ingressi 2018, domani al via ‘Muse al Museo-Thalassa’

NAPOLI04 dicembre 201917:15

– Nuovo record per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha raggiunto i 650mila visitatori nel 2019, superando con un mese di anticipo gli ingressi dello scorso anno (613mila). Da domani al via il cartellone di eventi che anticiperanno la mostra Thalassa sulle meraviglie sommerse del Mediterraneo. L’edizione speciale di ‘Muse al Museo’ si aprira’ domani nella Sala del Toro Farnese, ore 17, con il concerto “Il mare di mezzo”: un viaggio tra musica e parole, per rappresentare il Mediterraneo delle dissonanze e delle migrazioni; protagonisti di questo percorso melodico saranno Luca Lanzi (voce e chitarra acustica del gruppo “Casa del vento”), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (entrambi storici componenti dei Modena City Ramblers). Sino a domenica 8 dicembre, e ancora il 20 dicembre, per un pubblico di adulti e ragazzi, le sale del MANN si riempiranno di musica, spettacoli e laboratori “dipinti di blu”, perché dedicati al tema del mare: tra le proposte culturali “Da questa parte del mare” (sabato 7 ore 17,30), che Giuseppe Cederna dedica al libro postumo di Gianmaria Testa. Il MANN, diretto da Paolo Giulierini, propone dal 12 dicembre fino a marzo la mostra Thalassa, con 400 straordinari reperti che raccontano il Mare nostrum tra cultura, economia, folclore e paesaggio.
Dal 9 dicembre, nella mostra “Fotografare il MANN tutto l’anno”, a cura dell’Associazione Flegrea Photo, protagonisti sono gli abbonati del museo, giunti a quota ottomila.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Berlino: a Helen Mirren l’orso d’oro alla carriera
Il premio il 27 febbraio

BERLINO04 dicembre 201920:01

La 70esima mostra internazionale del Cinema di Berlino renderà omaggio all’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren con l’orso d’oro alla carriera. “Helen Mirren è una personalità forte i cui potenti ritratti hanno sempre la capacità di colpire. Ci ha continuato a sorprendere con le sue interpretazioni di personaggi complessi, sia nel suo Chris in Calendar Girls o in quello della regina Elisabetta II in The Queen” ha detto Mariette Rissenbeek, Executive director della Berlinale. Mirren è un’attrice rinomata nel mondo e oltre ad essere stata la più giovane attrice entrata nella nota Royal Shakespeare Company, ha ricevuto innumerevoli premi, diversi Golden Globe e un Oscar per The Queen, di Stephen Frears nel 2006. Lo scorso anno l’orso d’oro alla carriera era stato ricevuto da Juliette Binoche. La cerimonia di conferimento del premio si svolgerà il prossimo 27 febbraio a Berlinale Palast, anche alla presenza del nuovo direttore della Berlinale, Carlo Chatrian, già alla guida del festival del cinema di Locarno.

Moviement, la sala d’estate piaceA Sorrento ricerca destagionalizzazione, a gennaio titoli 2020

NAPOLI04 dicembre 201920:01

Il cinema d’estate piace e grazie al progetto Moviement la sala cinematografica è tornata ad essere considerata dai consumatori come una importante opzione di intrattenimento anche durante la bella stagione. Della ‘migliore estate degli ultimi otto anni’ (in attesa dei titoli 2020 che saranno comunicati a gennaio) si è parlato alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento in un seminario dell’ANEC che ha presentato i dati della nuova ricerca sulla destagionalizzazione forniti da GFK.
Il confronto è con i dati dell’indagine 2017, quella che diede il via per la prima volta in Italia al progetto triennale che ha unito tutta la filiera con il supporto del Mibact in una scommessa che sembrava impossibile. Al seminario alla presenza di Mario Turetta (direttore generale cinema Mibact) hanno partecipato Luigi Lonigro (Presidente Anica-distributori) Francesca Cima (Presidente Anica Produttori),Mario Lorini (Anec) Piera Detassis (David Donatello) Andrea Cuneo per Moviement.

Calatrava a Capodimonte in 400 opereDal 6 dicembre al 10 maggio 2020 ‘nella luce di Napoli’

NAPOLI04 dicembre 201919:31

– Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura.
La mostra divisa tra il secondo piano del Museo e l’edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020), ma anche l’amore dell’artista per la città. Curata dal direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, è realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava. Esposte le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate.

Mostre: a Firenze Antologia di arte moderna e contemporaneaDal 6/12 alla Galleria Tornabuoni, con opere da anni ’20 a oggi

FIRENZE04 dicembre 201919:58

– Una selezione internazionale di dipinti e sculture per un viaggio nell’arte figurativa e nelle suggestioni artistiche dagli anni ’20 del ‘900 fino ai giorni nostri, con il secondo dopoguerra a fare da spartiacque. E’ il percorso espositivo ‘Antologia di arte moderna e contemporanea 2020’ proposto dalla galleria Tornabuoni Arte e dal suo fondatore Roberto Casamonti, che aprirà al pubblico dal 6 dicembre fino a novembre 2020, nella sede di lungarno Cellini a Firenze. Tra le opere degli anni ’20, uno dei paesaggi dalle geometrie essenziali e dai toni drammatici di Lorenzo Viani, ‘Paesaggio di Versilia’, veduta dall’alto di Seravezza’ (1920-1921); poi uno splendido ‘Nudo femminile’ (1923) di Giorgio De Chirico. Gli anni ’30 sono raccontati da opere di Mario Sironi, Mario Tozzi, Gino Severini, dello stesso De Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. La seconda parte dell’Antologia 2020 propone una generosa selezione di opere di Lucio Fontana, della scuola di ‘Piazza del Popolo’ e un omaggio a Tony Cragg.

Liberi Tutti, prima serie originale Raiplay da autori Borisda 14/12 con Tirabassi, Caprioli, Bilello, Caterina Guzzanti

4 dicembre 201920:00

Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano.
Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in una cohousing con una ben diversa filosofia di vita. “Liberi tutti è lo slogan che accomuna tutti i nostri protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Giorgio Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca.”

Moda: Pierpaolo Piccioli, la mia Roma su A MagazineDirettore creativo di Valentino ha curato il n.20 della rivista

4 dicembre 201920:16

– Il colle Palatino, Trastevere, Piazza di Spagna, Pierpaolo Piccioli, direttore artistico di Valentino, ha voluto ripercorrere e immortalare tutti i luoghi di Roma a lui cari nell’edizione speciale n. 20 di A Magazine curata dallo stesso designer. Lo stilista divenuto nominato direttore artistico unico della Valentino a luglio 2016, dopo aver lavorato per la prima volta con Valentino Garavani nel 1999, ha apportato alla maison l’uso di colori vivaci e di grandi volumi, in uno stile mai dimentico dei temi della diversità e dell’ inclusività.
Nel numero speciale di A Magazine viene esplorata Roma e le sue molte anime. La rivista parte dagli still life di Joel Meyerowitz dei cahiers des défilés segreti dello stilista, i suoi libretti che ad ogni sfilata di moda raccolgono tutto, dalle ispirazioni iniziali al finale in passerella. Segue un portfolio visivo di Charles H. Traub, noto per la sua iconica serie “Lunchtime” per le strade di New York e della Dolce Vita in Italia negli anni ’80, che si svolge in capitoli, documentando molti dei luoghi preferiti di Pierpaolo a Roma tra cui Piazza di Spagna, dov’è la sede storica della Valentino.
Nella serie appaiono le modelle Leslye Houenou, Hannelore Knuts e Aurora Talarico, la principessa Nicoletta Odescalchi, l’attrice Alba Rohrwacher, la moglie di Pierpaolo Simona e la figlia Benedetta. Chiudono il magazine una serie di ritratti in 48 pagine scattati dallo stesso Piccioli: è un omaggio a Franca Sozzani e all’iconico servizio fotografico di Steven Meisel su Vogue Italia dell’ottobre 1992, in cui il grande Meisel catturò una serie di celebrities che indossavano un cappello tenendo in mano un cartello con il loro nome. Diversamenti da quelle le foto di Piccioli sono a colori e il cappello non è nero ma è l’iconico cappello rosa di Philip Treacy per Valentino. In posa Naomi Campbell, Mariacarla Boscono, lo stilista Joe McKenna, l’attrice Frances McDormand, che appare in copertina in un mantello di paillettes verde. L’effetto panno nero della copertina e la striscia rossa fanno accenno al cahiers des défilés di Pierpaolo, impresso con un timbro “P.P” con riferimento a Pier Paolo Pasolini.

Teatro Nazionale di Genova, Giglio nuovo presidenteE’ Ad Giglio Group leader in settore del broadcast radio-tv

GENOVA04 dicembre 201920:24

Alessandro Giglio è il nuovo presidente del Teatro Nazionale di Genova. Succede a Gian Enzo Duci che era stato nominato nel marzo di tre anni fa.
La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea composta da rappresentanti di Comune, Regione, Camera di Commercio.
Genovese, classe 1965, Alessandro Giglio opera da sempre nel mondo dello spettacolo e del settore radiotelevisivo.
Maggiore azionista, ricopre la carica di amministratore delegato di Giglio Group spa, leader nel settore del broadcast radio televisivo, che ha sviluppato soluzioni digitali all’avanguardia e rappresenta, nel fashion online, un market place digitale a livello globale, approvvigionando i quaranta principali digital retailer del mondo. Giglio Group produce, inoltre, contenuti multimediali ed è anche l’unico network italiano autorizzato a trasmettere in Cina dove è editore, di tre canali televisivi, trasmessi su tutte le piattaforme digitali del Paese.
Il Teatro attraversa un momento di crisi economica non semplice. La promozione a “teatro nazionale” avvenuta di pari passo con la complessa operazione di fusione fra lo Stabile e l’Archivolto portata a termine da Angelo Pastore non ha portato in termini economici a quei vantaggi che sarebbe stato lecito attendersi. In pratica il finanziamento dello Stato non è superiore a quello che i due teatri percepivano prima di unirsi.
Va ricordato che la fusione è stata effettuata garantendo la piena occupazione di tutti i dipendenti per cui ora il Teatro si trova un organico importante e la gestione di quattro sale.

Scala: a Tosca under30 fra selfie e macchine professionaliSul tradizionale albero di Natale balocchi targati Scala

ILANO04 dicembre 201920:32

Praticamente nessun bambino, pochi adolescenti, per lo più studenti di musica e veri appassionati e uno stuolo di ventenni formano il pubblico dell’anteprima giovani della Tosca che il 7 dicembre inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Molti sono venuti per la prima volta, pronti a immortalare il momento con il telefonino, ma c’è anche chi è arrivato con la macchina fotografica da vero professionista, come Riccardo, 25 anni, che è stato portato da amici già venuti negli anni scorsi.
“Mi hanno detto loro di portarla” ha spiegato ridendo, dopo essersi fatto immortalare con la fidanzata davanti all’albero di Natale. Anche quest’anno il sovrintendente Alexander Pereira (non presente oggi, e ormai in partenza per guidare il maggio fiorentino) ha voluto mantenere la tradizione. Con una novità, quest’anno accanto ai balocchi con la scritta Dolce e Gabbana ce ne sono altri con lo stemma del teatro alla Scala.

Tff: vincono l’Islanda Palmason miglior film, Battiston e FresiMartini, è stata edizione vitale. Entro dicembre nuovo direttore

ORINO01 dicembre 201912:34

A white white day del regista islandese Hlynur Pálmason vince il premio Miglior film alla trentasettesima edizione del Torino Film Festival. Doppia scelta per la Migliore attrice che va a Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina per Dylda/Beanpole di Kantemir Balagov (Russia), così come per il Miglior attore, assegnato a Giuseppe Battiston e Stefano Fresi per Il grande passo di Antonio Padovan. I premi – decisi dalla Giuria, presieduta da Cristina Comencini e composta da Fabienne Babe, Bruce McDonald, Eran Riklis, Teona Strugar Mitevska – sono stati annunciati al Cinema Reposi, madrina della serata Carolina Crescentini.
Migliore sceneggiatura a Wet Season di Anthony Chen, mentre Ms. White Light di Paul Shoulberg (Usa) si è aggiudicato il Premio del pubblico. “E’ stata un’edizione vitale, bella. Sono molto soddisfatta di come è andata anche la retrospettiva Horror Classic che era un po’ una scommessa. Sono contenta della presenza di Barbara Steele e di Verdone che ha fatto il pieno di selfie con il pubblico e nelle sale. E sono contenta di avere proposto la personale completa di Teona Strugar Mitevska, che ha vinto tre giorni fa il Premio Lux del Parlamento europeo”, commenta Emanuela Martini, direttrice per il sesto anno consecutivo, probabilmente l’ultimo. A metà dicembre – ha promesso il neo presidente del Museo Nazionale del Cinema, Enzo Ghigo – si conoscerà il nome di chi firmerà la prossima edizione (annunciate le date, 20-28 novembre 2020).
A white white day, secondo lungometraggio di Palmason, ha già vinto al Nordic Film Days a Lubecca ed è stato premiato alla Settimana della Critica a Cannes. Era uno dei film favoriti al Tff, dove ha vinto anche il Premio Avanti!, che consiste nella distribuzione dell’opera nelle rete dei cineforum e cineclub italiani. E’ ambientato in un nebbioso paesino dell’Islanda, dove Ingimundur (Ingvar Sigurdsson), poliziotto, ha perso la moglie da poco, ristruttura una casa di famiglia in mezzo al nulla e si prende cura della nipotina Salka. Tutto ruota intorno a questi elementi. E’ un film spietato ma anche leggero, in cui si alternano momenti cupi, pieni d’inquietudine e di sofferenza, e situazioni di surreale comicità.
Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stato assegnato a Le reve de noura di Hinde Boujemaa. Miglior cortometraggio Spera Teresa di Damiano Giacomelli con Premio Speciale della giuria a La Buca di Dario Fedele. Il Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) per il Miglior film è andato a Le Reve de Noura di Hinde Boujemaa (Tunisia, Francia, Qatar). La Giuria composta da Altan, Paolo Mereghetti e Cosimo Torlo ha assegnato il Premio Cipputi 2019 – Miglior film sul mondo del lavoro a Hong Village di Lungyin Lim (Taiwan/Repubblica Ceca).
Miglior film per il Premio Cinema d’Acqua, prima edizione del concorso per cortometraggi italiani organizzato con Qc Terme, è Apollo 18 di Marco Renda, mentre il Premio Torino Factory è stato assegnato ex-aequo, a Manuale di storie del cinema di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli e a Selene di Sara Bianchi.
Premiati anche Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti e Nour di Maurizio Zaccaro, film ispirato al libro Lacrime di sale del medico di Lampedusa Pietro Bartolo. Allo spagnolo El Hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia il premio Scuola Holden.

Amedeo Nazzari “dimenticato”. Figlia, “un grande dolore”Evelina racconta divo popolare e papà tenero a 40 anni da morte

01 dicembre 201920:42

Incarnazione dell’eroe popolare con film come Luciano Serra pilota (1938) o la cena delle beffe (1942), stella amatissima dal pubblico per oltre 80 film, da Ginevra degli Almieri (1935) a Melodrammore (1978). Ci lasciava 40 anni fa, Amedeo Carlo Leone Buffa in arte Amedeo Nazzari, scomparso a 71 anni il 5 novembre 1979. Un anniversario che i grandi festival italiani non hanno pensato di ricordare: “Non posso dire che mi abbia sorpreso – dice la figlia dell’attore, Evelina Nazzari, che ha seguito il padre e la madre, l’attrice Irene Genna, sul percorso della recitazione -. Purtroppo non si fa molto per stimolare il ricordo, è un vizio italiano. Ma il timore che papà venga dimenticato è bruciante”.
Nazzari ha regalato intense prove d’attore, da Il bandito di Lattuada (1946) a Processo alla città di Zampa (1952), e ha attraversato tutti i generi (dai melò di Matarazzo a commedie come il Gaucho di Risi o a polar come Il clan dei siciliani). Un uomo e un artista tanto dotato di charme quanto di autoironia, come aveva magistralmente dimostrato nel ritratto della stella Alberto Lazzari in Le notti di Cabiria di Fellini (1957). Proprio per rendergli omaggio viene rieditato il libro di Evelina Nazzari, Amedeo Buffa in arte Nazzari (Ed. Sabinae) uscito dieci anni fa. Un diario fotografico dell’archivio di famiglia, tra quotidiano, percorso professionale, momenti più intimi. “Temevo di non saper scrivere poi in realtà grazie a questo libro la scrittura è diventata una grande passione – spiega Evelina Nazzari, che firma il volume con il nome all’anagrafe, Maria Evelina Buffa -. Qui sono partita dalle foto e ho raccontato quello che mi veniva in mente”. Un viaggio “anche un po’ doloroso, perché papà è andato via quando avevo 21 anni, il nostro rapporto allora stava sbocciando”. Un padre, per lei, figlia unica, “grande, visto che mi ha avuto a 50 anni.
Era molto tenero, me le dava tutte vinte, o quasi. Si arrabbiava molto raramente. Le regole per fortuna sono arrivate da mia madre”. Nazzari non si soffermava sui trionfi passati, ma “ad esempio, quando mi portava a scuola, mi raccontava dei suoi esordi in palcoscenico, in un’epoca un po’ avventurosa, quando si cambiava spettacolo quasi tutte le sere. Una palestra pazzesca per un attore e la parte della sua carriera che lo aveva divertito di più”. Evelina Nazzari lo ha visto da bambina su set come quello dello sceneggiato La figlia del capitano: “Mi ricordo le piume in studio che facevano da neve, e papà insieme a Umberto Orsini durante le prove per una scena in carrozza, a cavalcioni sullo schienale di un divano, facendo finta di mandare al galoppo un cavallo. Era stato molto divertente vedere quegli adulti bambini”.Come attore “è stato unico. E’ passato per due dopoguerra, ha fatto tante cose diverse. In particolare aveva uno humour e un’ironia che sarebbe stato bello vedere più valorizzati”. Da metà anni ’60 Nazzari aveva sofferto nel vedere arrivare meno copioni: “Era un periodo di grande cambiamento, ci avvicinavamo al ’68 ma mentre in Francia Gabin era osannato, da noi c’era la tendenza a buttare il vecchio per il nuovo”.
Anche se “una parte di colpa è stata anche sua. Papà era estremamente orso, ed era stato abituato male perché dal secondo film (Cavalleria, del 1936) in poi era sempre stato richiestissimo. Mia madre cercava di convincerlo a fare un po’ di pubbliche relazioni in più, ma lui si tirava indietro”. Anche ad Hollywood, dove Nazzari era andato dopo il successo de Le notti di Cabiria, “preferiva andare a cena da solo con mia madre piuttosto che a cene e feste con i produttori”. Ed è così che pare sia sfumata, per lui, la possibilità di interpretare Facciamo l’amore di Cukor con Marilyn Monroe.
Evelina Nazzari, autrice fra gli altri, anche dei racconti autobiografici ‘Spesso sono arrivata seconda” (2018) e a febbraio di ritorno in scena al Teatro di Documenti di Roma, con ‘Il Mutamento’ di Stefania Porrino troverebbe “bellissimo se papà venisse ricordato con il restauro di uno dei suoi film, o un ciclo dei suoi titoli più belli. Da opere meno conosciute come la commedia Dopo divorzieremo (1940) a Il bandito di Lattuada, “che è stato riproposto da poco, come omaggio, dal cineclub romano Alphaville… la sala era piccola… ma piena”.

Biglietti d’oro, 10 giorni senza mamma film italiano più vistoIl re Leone il più visto in assoluto.Premiazioni il 4 a Sorrento

2 dicembre 201912:21

“10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi, visto da … è il film italiano più visto dell’anno con 1 milione 200 mila spettatori. Seguono, per l’Italia “La befana vien di notte” di Michele Soavi e “Amici come prima” di Christian De Sica: a tutti e tre va il Biglietto d’Oro. Nella classifica generale: al top assoluto c’è Il Re Leone con 5 milioni 688 mila spettatori. Seguono Joker e Avengers: Endgame.
I Premi, assegnati dall’Anec per la stagione cinematografica 2018-2019 ai film che secondo il campione Cinetel hanno venduto più biglietti da dicembre 2018 a novembre 2019, saranno consegnati mercoledì 4 dicembre a Sorrento nel corso di una cerimonia condotta da Gioia Marzocchi.
Ai registi, sceneggiatori e interpreti principali dei primi tre film italiani sono assegnate le Chiavi d’oro del successo: sul palco attesi Alessandro Genovesi, Giovanni Bognetti, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Bianca Usai per “10 giorni senza mamma”; Michele Soavi, Nicola Guaglianone, Paola Cortellesi per “La befana vien di notte”; Christian De Sica, Fausto Brizzi, Massimo Boldi e Francesco Bruni per “Amici come prima”. Biglietto d’Oro anche a Walt Disney Italia, Warner Bros Italia e 20th Century Fox Italia, che risultano essere le prime tre distribuzioni in assoluto.

Cinema: Carluccio, confermata Presidente Consulta UniversitariaConsulta docenti e ricercatori cinema, tv, fotografia, media

2 dicembre 201915:44

– Giulia Anastasia Carluccio, Professoressa ordinaria di Cinema, Fotografia, Televisione presso l’Università di Torino dove è Prorettrice, è stata confermata Presidente della Consulta Universitaria Cinema (CUC) per il biennio 2020-2021. L’elezione è avvenuta nell’annuale Assemblea che si è svolta lo scorso 29 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e che ha rinnovato le cariche statutarie: Ruggero Eugeni (Università Cattolica Sacro Cuore) e Stefania Parigi (Università Roma Tre), in rappresentanza dei Professori Ordinari; Claudio Bisoni (Università di Bologna) e Anna Masecchia (Università di Napoli) in rappresentanza dei Professori Associati; Marco Cucco e Paola Brembilla (Università di Bologna) in rappresentanza dei Ricercatori; Giovanna Maina (Università di Sassari) in rappresentanza dei Docenti a contratto e Assegnisti di ricerca.
La Consulta Universitaria del Cinema, fondata nel 1990, riunisce i docenti e i ricercatori universitari dell’area cinema, televisione, fotografia e media audiovisivi. Costituisce un importante punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale promuovendo e favorendo iniziative di ricerca e di confronto culturale volte ad ampliare e potenziare la presenza delle discipline attinenti il cinema e gli audiovisivi nell’Università italiana.

Scorsese, non guardate The Irishman sullo smartphoneEffetto Netflix su sale nel Thanksgiving, -16% rispetto al 2018

NEW YORK03 dicembre 201909:58

Martin Scorsese implora: non guardate “The Irishman” sul cellulare. “Se volete vedere uno dei miei film, o in generale la maggior parte dei film, per favore non guardateli su un telefonino. Guardateli su un iPad, meglio se un grande iPad”, ha detto il regista, che nel 2012 ha girato uno spot per l’iPhone, al critico della rivista “Rolling Stone”, Peter Travers, dopo i primi giorni dell’approdo della sua ultima fatica cinematografica su Netflix.
“The Irishman”, dopo tre settimane in un numero limitato di sale dove continua ad essere ancora proiettato, e’ arrivato su Netflix il 27 novembre, alla vigilia del ponte di Thanksgiving e la presenza di un film d’autore accanto alle mille proposte di cinema e tv della piattaforma in streaming ha avuto un effetto al box office nordamericano dove tra mercoledì e domenica, grazie soprattutto al record di “Frozen 2” (123 milioni) sono stati venduti biglietti per 264 milioni di dollari, il 16 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.
Questo calo, secondo gli esperti, non è stato provocato solo dal maltempo che ha imperversato per tutto il ponte della festa soprattutto sugli stati degli Ovest: ha avuto una parte anche l’arrivo su Netflix del film di Scorsese, uno dei più attesi della stagione e sicuramente tra i candidati agli Oscar.
In questo senso, o anche in questo senso, “The Irishman” ha segnato uno spartiacque nel dibattito su come fare e vedere cinema dopo che Netflix e gli altri colossi dello streaming hanno rivoluzionato la televisione. Tre ore e mezza di lunghezza, l’affresco sul sicario irlandese coinvolto nella scomparsa del boss del sindacato dei camionisti Jimmy Hoffa è una sfida all’attenzione dello spettatore, tanto che alcuni fan hanno creato una guida a come spezzare il film in quattro puntate come se fosse una miniserie.
Formato, questo, esplicitamente bocciato da Scorsese: “Perché il punto di questo film è l’accumulo dei dettagli. C’e’ un effetto cumulativo alla fine del film, per via del quale devi vederlo dall’inizio alla fine in una sola sessione. Non c’è nulla di male con le serie, ma il mio film non è una serie”, ha detto il regista a “Entertainment Weekly” riferendosi in particolare agli ultimi 20 minuti del film in cui il protagonista Frank Sheeran (Robert De Niro al suo nono film con Scorsese) si vede cadere addosso tutte le decisioni prese nel corso della vita abbracciando la vita dei gangster e allontanandosi dalla famiglia. L’effetto emotivo finale – ha spiegato il regista – sarebbe andato perduto se non guardato assieme al resto della pellicola.

Quando un baby calciatore ‘salva’ il padreIn sala dal 5 dicembre il family movie Un sogno per papà

03 dicembre 201920:42

Una bugia salvifica, detta da un bambino che si ritrova a fare da genitore al padre in crisi, attraverso quella macchina dei sogni, che può diventare il calcio. E’ il filo narrativo che segue la delicata family comedy a sfondo sociale Un sogno per papà di Julien Rappeneau, esplorazione di un rapporto padre – figlio nell’attualità di oggi, fra crisi economica, perdita d’identità, voglia di fuga e un fenomeno come gli hikikomori (ragazzi e ragazze che si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Cuore del film, in sala dal 5 dicembre con M2 Pictures, sono le prove dei protagonisti, il piccolo Maleaume Paquin, già interprete di Remi e nella parte del papà, Francois Damiens, grande attore belga, più volte candidato ai César, e conosciuto a livello internazionale per titoli come La Famiglia Belier e Les Cowboys. Tratto dai fumetti spagnoli Dream team di Mario Torrecillas, Un sogno per papà, sposta la vicenda da un sobborgo di Valencia a una cittadina francese alle prese con il contraccolpo della chiusura di una grande fabbrica che ha scelto di delocalizzare.
Tra chi non si è ripreso dal licenziamento c’è Laurent (Damiens), che si è lasciato andare, causando la fine del suo matrimonio, iniziando a bere, e diventando fonte d’imbarazzo per il figlio, Theo (Paquin) , bambino con un grande talento per il calcio, che si fa carico dei problemi del genitore. Quando si prospetta per il baby calciatore, la possibilità di entrare nelle giovanili dell’Arsenal, Laurent, vede la chance di un nuovo inizio. Theo non viene selezionato ma decide, in ogni modo di mantenere viva la speranza del papà (che intanto inizia a rimettere insieme la propria vita), con una serie di brillanti stratagemmi nei quali l’aiuta l’amico Max (Pierre Gommé), genietto del computer che da tempo non esce più di casa.
“Quando si è disperati e nessuno più ti aiuta, ci restano solo i bambini – spiega Damiens a Allociné – Loro non ci giudicano, vedono in noi ancora una speranza e ci tendono la mano”. Il regista ha tra i suoi modelli social/family comedy come Billy Elliot ma il racconto resta su un piano meno approfondito , regalando comunque un film diretto con grazia, gusto e con la giusta dose di humour.
Ad arricchire Un sogno per papà i tocchi di colore aggiunti da tutto l’ottimo cast di contorno; da André Dussollier, nei panni dell’allenatore della squadra di Theo al versatile Nicolas Wanczycki nel ruolo del nuovo compagno della madre di Theo. E in un mondo di uomini (piccoli e grandi) in crisi, le donne raccontate da Rappeneau, per quanto non senza problemi, sono più solide: da Sarah (Laetitia Dosch), l’assistente sociale che non perde le speranze in Laurent alla mamma di Theo (Ludivine Sagnier, che riesce a dare personalità alla parte pur avendo a disposizione poche scene), meno distratta dai sogni e più attenta ai reali bisogni del figlio.
“Theo fa di tutto per far uscire il padre dalla sua crisi, vuole riportare il papà a com’era in passato – spiega Maleaume Paquin, classe 2005 -. Si fa carico dei problemi del padre e degli altri, è perennemente in modalità ‘leader’ prova a far fronte a tutto. E’ per questo che mi è piaciuto così tanto questo personaggio”.

Boldi e De Sica, pensiamo già a nuovo film insiemeA Sorrento premiati con Biglietto d’oro per ‘Amici come prima’

SORRENTO04 dicembre 201920:00

‘Amici come prima’, anzi più di prima. Massimo Boldi e Christian De Sica ricevono il Biglietto d’Oro a Sorrento ed anticipano di essere gia’ al lavoro per un altro progetto insieme dopo il successo del film della ‘reunion’, premiato ancora una volta dal pubblico e tra i più visti della stagione. ”Il mio prossimo impegno sara’ con Alessandro Siani, anche Massimo ha un altro progetto in programma ma stiamo gia’ pensando a una grande sceneggiatura insieme – racconta De Sica – mi chiedo però dove saremo questa volta? Con Boldi andrei anche su Marte, con i nostri film abbiamo girato gia’ il mondo”.
”E’ il mio 31esimo biglietto d’oro, questo è il mio premio preferito sottolinea De De Sica attualmente in sala con ‘Sono solo Fantasmi’. Ma quel’è il segreto della vostra amicizia? ”Christian è fin troppo generoso’ dice Boldi, De Sica risponde”Massimo non ha nessun difetto” . L’attore conferma che Sorrento ospitera’ nel 2020 una nuova rinnovata edizione degli storici premi De Sica, dedicati al padre Vittorio.”Lui sarebbe felicissimo di questa scelta’, io sono venuto qui da bambino mentre si girava ‘Pane amore e… ‘ e scoprivo la citta’ in carrozzella con Dolores Palumbo. Sara’ un premio dedicato ai giovani e questo è molto bello”.

Francesca Archibugi presidente di Capri,HollywoodPremio a Susanne Bier, dal 27 dicembre nel segno delle donne

NAPOLI01 dicembre 201914:56

Come auspicato la notte dei Governors Awards dalla presidente onoraria del festival Lina Wertmuller, Capri, Hollywood 2019 si annuncia come un omaggio alle donne: sarà la regista Francesca Archibugi ad affiancare l’artista israeliana Noa nel ruolo di chairperson della 24ma edizione (27 dicembre-2 gennaio), tema scelto è ‘il ruolo femminile nell’industria cinematografica’. Il premio alla carriera è stato assegnato alla regista danese Susanne Bier, unica donna ad aver vinto Oscar, Golden Globe (per ‘In un mondo migliore’ nel 2011) e l’ Emmy (per la mini serie ‘The night manager’).
“Questa’anno si parlerà di parità di genere nel cinema e non solo- spiega Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel mondo – e lo faremo insieme alla regista Francesca Archibugi e ad una autentica colonna del nostro festival come Noa. Con noi ci saranno donne straordinarie, a cominciare dalla produttrice americana Cheryl Boom Isaacs, che da presidentessa rivoluzionò l’Academy rendendo gli Oscar più aperti e inclusivi. Siamo particolarmente felici di accogliere Susanne Bier, molto legata all’ Italia ed a questi luoghi: scelse proprio Sorrento e il Golfo di Napoli per ambientare la sua commedia romantica Love is all you need”.
Dal mondo del cinema a quello delle musica sono destinate a crescere quindi le adesioni al femminile alle giornate capresi: ci saranno anche l’attrice rumena Madalina Ghenea, la modella italo cubana Maylin Aguirre e la cantante Nina Zilli.
‘Capri Hollywood-The International Film Festival’, che come da tradizione inaugurerà la stagione degli Awards 2020, ha già annunciato alcuni riconoscimenti: per il miglior cast a ‘C’era una volta.. a Hollywood’ di Tarantino, per la ‘Miglior Sceneggiatura non originale’ a Steven Zaillian per ”The Irishman” diretto da Martin Scorsese, e il Capri International Feature Film a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio (film designato dall’Italia per l’Oscar e in corsa per le principali categorie degli EFA).
Il festival dedicato alla memoria di Gillo Pontecorvo nel centenario della nascita, è promosso dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Piccola editoria cresce, ma sulla lettura serve sostegnoApre Più libri, più liberi. Martella e Zingaretti, Raggi in visita privata

4 dicembre 201920:39

E’ diventata maggiorenne e cresce a passi da gigante, con numeri record di 100 mila presenze , la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, inaugurata alla Nuvola dell’Eur che fino all’8 dicembre ospiterà oltre 520 espositori e 670 eventi. “Il nome è geniale” ha detto all’apertura il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “‘Più libri più liberi’ è la sintesi di un grande manifesto culturale di incredibile attualità perchè viviamo in un tempo nel quale è molto più semplice sapere le cose, ma non a è cresciuta nella stessa misura la possibilità di capire cosa sta accadendo nel mondo. La vera sfida è aiutare una nuova generazione ad aumentare la sua capacità critica e non sempre i social servono in questo” ha sottolineato Zingaretti che ha ricordato come anche quest’anno nei giorni della fiera la Regione Lazio metta a disposizione “dei ragazzi e ragazze 10 mila voucher per un buon libro da 10 euro come segnale della voglia di aiutare una nuova generazione ad avvicinarsi al libro e alla lettura”.
E proprio sulla lettura i dati sono sconfortanti. “E’ un’emergenza nazionale e siamo impegnati in modo diretto su questo. Con ‘Io leggo perchè’ abbiamo regalato un milione di libri alle biblioteche” ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi. “Il libro può aiutare a fare più bella l’Italia e ricordo che gli editori – ha sottolineato Levi – non chiedono aiuti per se stessi. Chiedono un sostegno alla lettura. E’ da giovani che gli italiani si possono avvicinare al libro”.
Il 52,9% di quello che viene pubblicato ogni anno in Italia è prodotto dai piccoli e medi editori” ha ricordato la presidente della fiera, Annamaria Malato. ‘Più libri più liberi’ compie 18 anni nell’anno in cui l’Aie che la organizza e promuove ne festeggia 150 e nella sua unicità “mostra il valore e la ricchezza dei piccoli e medi editori” ha sottolineato Levi.
“Il futuro del nostro paese dipende anche da quello dell’editoria che è la prima industria culturale del Paese e che quest’anno ha dato segnali positivi come cessioni all’estero e titoli pubblicati, Certo non ci sfuggono le criticità e fragilità. L’Istat ci ha consegnato una fotografia impietosa: siamo uno dei paesi in cui si legge di meno, Bisogna intervenire, non derubricare questi dati” ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella. “Ci saranno delle politiche per l’editoria, faremo una nuova legge che si chiamerà editoria 5.0 che si pone l’obiettivo – ha annunciato il sottosegretario – di sostenere con contributi diretti e indiretti il mondo dell’editoria e tutta la filiera, dagli editori ai lettori passando per gli edicolanti e i distributori, ovviamente i giornalisti”. E per i bambini e ragazzi “nella legge di bilancio abbiamo inserito 20 milioni di un finanziamento a favore di percorsi nelle scuole che educhino alla lettura e abituino i nostri giovani a diventare lettori” ha spiegato il sottosegretario.
Dedicata ai confini dell’Europa, l’edizione 2019 di ‘Più libri più liberi’ , di cui cura il programma culturale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice, ha visto ospite del primo giorno la sindaca di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz e il 5 dicembre c’è grande attesa per l’arrivo dell’attivista russa diciasettenne Olga Misik.
In arrivo alla Nuvola lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron , la cinese Shen Keyi, il libanese Mazen Maarouf ,l’americano Salvatore Scibona e il premio Goncourt Regis Jauffret.
La Fiera è sempre più internazionale con quest’anno 39 editori da 19 diversi Paesi . Assente all’apertura la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi che ha inviato un messaggio di vicinanza alla manifestazione a cui non ha potuto essere presente il primo giorno neppure il vicesindaco, Luca Bergamo. La sindaca poi nella serata dell’apertura ha fatto una visita privatacon la famiglia.
“Questo è diventato uno degli eventi culturali di maggiore rilievo della nostra città” ha detto la Raggi nel messaggio in cui ha sottolineato: “la piccola e media editoria è un settore al quale mi sento particolarmente vicina, per l’importante attività che svolge , per l’indipendenza orgogliosamente rivendicata, per la costante iniziativa finalizzata a vedere giustamente valorizzate le proprie produzioni , evitando che vengano oscurate dalle aziende più grandi”.

Torna ‘Una montagna di libri’, la cultura in vetta a CortinaOspiti 35 autori anche internazionali dal 5 dicembre a Pasqua

VENEZIA04 dicembre 201913:28

“Una Montagna di libri” festeggia la decima edizione invernale, con un ricco calendario di incontri che dal 5 dicembre a Pasqua 2020 vedrà alternarsi nel capoluogo ampezzano 35 autori, anche di respiro internazionale.
Una festa intorno alle idee e alle pagine raccontata dalle voci di grandi autori come Howard Jacobson e Amitav Ghosh,o registi come Ferzan Ozpetek ed Enrico Vanzina, filosofi quali Umberto Galimberti. Compongono il ‘cast’ letterario Jan Brokken, Asli Erdogan, Mauro Corona, Jessica Fellowes, Aldo Grasso, Lorenzo Mattotti,Marco Tedesco,Paolo Mieli,Aldo Cazzullo, Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Marcello Veneziani.L’evento è stato presentato a Mestre dal responsabile Francesco Chiamulera con l’assessore Veneto alla Cultura,Cristiano Corazzari,il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina e il direttore del Corriere del Veneto, Alessandro Russello.”Cortina – dice Ghedina -si vuole confrontare a livello internazionale. Si guarda alla città per il turismo, per gli sport, non è scontata invece la cultura”.

Foglietta è Iotti, tutti in debito con leisu Rai1 in prima serata docufiction il 5 dicembre

04 dicembre 201911:28

“Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti.  Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista”. A vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera: Anna Foglietta è la protagonista di Storia di Nilde la docufiction in onda su Rai 1 giovedì 5 dicembre in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci.
Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta? “Parliamoci chiaro non le somiglio affatto – risponde nel corso della presentazione a Viale Mazzini – è sarebbe stato controbroducente – farne una imitaizone, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l’ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta.
Insomma ho provato, studiando tutto di lei, i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l’essenza”, Foglietta ha definito il progetto più che una sfida una missione “l’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così”. Poi aggiunge “un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione”.
Il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta fa notare: “Nilde Iotti è la storia che ha un’ importanza per il presente e che serve per costruire il futuro. Tiene insieme la capacità del servizio pubblico di guardare al passato e il fatto di essere una storia femminile, di emancipazione femminile. Una delle personalità politiche e istituzionali che hanno fatto la storia della nostra Repubblica. Ma anche una donna caratterizzata da una determinazione e un comportamento sempre orgogliosamente libero e coerente, nell’impegno politico, nelle istituzioni come nel PCI, nella sua vita privata, in tante battaglie per i diritti delle donne. Per chi non ha vissuto quegli accadimenti, per i più giovani, è un modo di scoprire i nodi problematici del passato, le contraddizioni irrisolte che si proiettano sull’attualità, ma anche i personaggi che hanno contribuito allo sviluppo civile e sociale del nostro Paese”. Marco dell’Omo è autore del soggetto, con Salvatore de Mola, Giorgianni e lo stesso Imbucci.  Il racconto prende liberamente spunto da un fatto realmente accaduto: l’arrivo di una lettera inviata all’Avanguardia da una ragazza che lamentava le imposizioni da parte del suo fidanzato in merito alle proprie scelte di vita, alla quale Nilde Iotti aveva risposto personalmente sul giornale spronando la giovane a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà. Il rapporto di finzione tra Nilde Iotti e questa ragazza, Rosanna, è il filo conduttore della narrazione fiction, che segue la vita di Nilde Iotti fin dai suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza, alla partecipazione all’Assemblea Costituente fino all’inizio dell’attività parlamentare e all’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano, all’epoca sposato con Rita Montagnana. Una grande storia d’amore malvista dall’opinione pubblica e dallo stesso PCI, capace tuttavia di resistere alle sfide più grandi, come l’attentato subito da Togliatti nel 1948, mentre usciva da Montecitorio insieme alla stessa Nilde. Ripercorrendo anche i momenti più intimi della vita della coppia – come l’inizio della convivenza e l’adozione della piccola Marisa Malagoli. Il racconto porta alla luce la Nilde Iotti pubblica e privata, la sua autorevolezza politica, il grande carisma, la forte capacità di dialogo e di inclusione politica, ma anche le scelte coraggiose e anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non certo favorevole. Scelte che si fanno ancora più incisive dopo la morte di Togliatti nel 1964, periodo nel quale si collocano alcune delle battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti e le sue più importanti conquiste. Tra le altre, quella di convincere nel 1974 Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio.  Tra le testimonianze illustri, che si intervallano alla narrazione fiction, il Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano,  la figlia adottiva di Iotti e TogliattiMarisa Malagoli Togliatti, il portavoce di Nilde Iotti Giorgio Frasca Polara, la sua biografa Luisa Lama, la Presidente della Fondazione Iotti Livia Turco, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, l’ex direttore de l’Unità e parlamentare PCI Emanuele Macaluso. Francesco Colella: “Ho sentito forte la responsabilità di dover evocare Togliatti, con cura, delicatezza e attenzione”. Dopo storia di Nilde, Rai Fitcion manderà in onda Nel cinquantesimo anniversario della strage di la docufiction Piazza Fontana. Io ricordo (il 12 dicembre) e Giorgio Ambrosoli il prezzo del Coraggio (18 dicembre).

La webserie Ania per spiegare le assicurazioni con humour A tutto campo, dal pesoforma alla ludopatia, sitcom con Insegno

02 dicembre 201919:54

Un pronto soccorso psicologico per le vittime della strada, lezioni di guida sicura tra i banchi, check up medici gratuiti offerti nelle piazze italiane. Sono solo alcune della iniziative della Fondazione Ania. L’obiettivo è promuovere la cultura assicurativa, spaziando sui diversi fronti di rischio. I progetti della onlus del settore saranno raccontarti in una sitcom di dieci puntate, che ambisce a diffondere un po’ di educazione alla protezione e insieme divertire, per farsi così capire da tutta la famiglia, ragazzi inclusi.”Una comicità intelligente per parlare di cose serie”, cercando di intercettare “anche i giovani”, spiega la presidente di Ania e Fondazione Ania, Maria Bianca Farina. “Proviamo a tradurre in chiave umoristica il ruolo che hanno le compagnie assicurative nel Paese, ovvero prevenire, proteggere e soprattutto tutelare dai rischi”, dice il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni.
La web serie ‘Te lo assicuro, on line dal 3 dicembre, ha com protagonista l’attore Pino Insegno, per una narrazione “in chiave umoristica”, che parta dalle “vicissitudini” di casa Mattioli, prendendo spunto “da quei momenti di gioco, confronto e riflessione quotidiana che si intrecciano con le tematiche assicurative”, spiega la Fondazione Ania nel giorno della presentazione della serie presso la Casa del cinema a villa Borghese.Occasione in cui sono stati ricordate alcune delle “best practice messe” in atto dalla Fondazione. C’è ‘Ania Cares’, il pronto soccorso psicologico nato per fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. Sono state 1.150 le sedute di psicoterapia finora svolte. Sullo stesso fronte c’è Ania ‘Campus’, che ha portato la sicurezza stradale sui banchi di scuola. Il progetto ha coinvolto negli anni oltre 12 mila ragazzi in tutta Italia. Non ci sono però solo auto, moto o scooter. La Fondazione ha anche pensando ai ciclisti con ‘Sicuri in bicicletta’, un’iniziativa che guarda sempre ai giovani e pinta a insegnare loro il corretto uso delle attrezzature e la conoscenza dei comportamenti a rischio.Poi c’è il filone sanitario, con l’itinerante ‘Steet Health Tour’ per check-up medici gratuiti nelle principali piazze italiane. Ad oggi si contano 35 città visitate, 17 mila controlli effettuati, 11.300 questionari sugli stili di vita somministrati e 30.000 opuscoli informativi distribuiti. E ancora con ‘Aniainforma’ si può tenere sotto osservazione l’indice di massa corporeo attraverso un’app, che indica il peso forma, il fabbisogno calorico quotidiano e l’indice di rischio cardiovascolare.Con il progetto ‘Dostoevskij’ la Fondazione ha invece investito sulla ricerca, la prevenzione e il controllo per contrastare le ludopatie, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
Quanto al rischio di calamità naturali, la Fondazione Ania sostiene la ricerca per la creazione di “precursori sismici”, per capire se sarà possibile un giorno prevedere i terremoti, progettando e realizzando stazioni idrogeologiche per monitorare le acque degli appennini e verificare possibili eventi naturali ricorrenti prima di un sisma.Tutti temi quesi che verranno ripresi nella webeserie. Ogni sabato una nuova puntata, visibile sulla pagina facebook dedicata, sul sito internet e sul canale youtube della Fondazione Ania.

A Roma il presepe a grandezza naturale di Frate Indovino Nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio fino al 6/1

02 dicembre 201915:36

Inaugurato a Roma il Presepio Emozionale di Frate Indovino: fino al 6 gennaio 2020 nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio il presepe di cartone più grande al mondo, a grandezza naturale, realizzato dai frati minori cappuccini dell’Umbria. Occupa oltre 200 metri quadrati ed è la riproduzione di un tipico villaggio medievale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, stampato su una superficie di 3.000 metri quadri su materiali ecologici e di recupero mentre i disegni sono stati commissionati a illustratori professionisti conosciuti a livello mondiale.La progettazione ha richiesto 1.200 ore, compresa la piattaforma galleggiante costruita anch’essa con 225 pedane di cartone piegate a incastro, senza collanti o punti metallici. I personaggi, in cartone stampato e a grandezza naturale, sono collocati in modo che gli appassionati possano camminare all’interno di questo presepio e incontrare quegli artigiani e quelle persone che vivevano al tempo di San Francesco.

Boom di ingressi per la domenica gratuitaParco del Colosseo al top, poi Pompei, Uffizi, Reggia di Caserta

01 dicembre 201920:44

Prosegue il successo della #domenicalmuseo, la promozione del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Introdotta dal ministro Franceschini nel luglio 2014, dalla prima edizione sono stati circa 15 milioni i visitatori accolti gratuitamente dai musei statali. E anche oggi, sin dalle prime ore del mattino, è stata registrata una grande affluenza di visitatori nei musei e nei parchi archeologici statali e nei tanti musei civici che aderiscono alla promozione.
Ecco alcuni dei principali dati di oggi domenica primo dicembre: – Parco del Colosseo: 20.300; – Pompei: 10.148; – Uffizi: 7.524; – Reggia di Caserta: 7.167; – Museo nazionale Romano: 6.560; – Palazzo Pitti: 6.070; – Galleria dell’Accademia di Firenze: 5.890; – Giardino di Boboli: 5.802; – Castel Sant’Angelo: 5.284; – Musei reali di Torino: 4.772; – Museo archeologico nazionale di Napoli: 4.393; – Galleria nazionale delle Marche: 3.898; – Pinacoteca di Brera: 3.698; – Museo e Real bosco di Capodimonte: 3680 (5750 nel bosco); – Gallerie nazionali d’arte antica 3.078 (Barberini: 2.286.
Corsini: 792); – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea: 2.913; – Vittoriano: 2.876; – Paestum: 2.455; – Reggio Calabria, 2.449; Villa d’Este: 2.254; – Galleria dell’Accademia di Venezia: 1.929 – Museo del Bargello: 1.900; – Parco archeologico di Ercolano: 1.796; – Cappelle Medicee: 1.652; – Terme di Caracalla: 1.617; – Parco archeologico di Ostia antica, 1.254; – Castello di Miramare di Trieste: 1.247 (1.574 al Parco); – Villa Adriana: 1.217; – Parco archeologico dei campi Flegrei: 1.096; – Castello Scaligero di Sirmione: 1.016; – Museo archeologico nazionale di Taranto: 561; – Palazzo Reale di Genova: 542.

Incassi Usa, Frozen 2 da record nel weekend Thanksgiving123 mln dlr su 5 giorni. Poi Cena con Delitto, terzo Le Mans66

01 dicembre 201920:37

Frozen 2 da record al botteghino Usa e nel mondo: nel fine settimana del Thanksgiving, tradizionalmente favorevole agli incassi cinematografici si stimano 85.2 milioni di dollari in tre giorni, 123.7 milioni in 5 per un totale al momento di 287 milioni sull’incasso americano e 739 milioni nel mondo in una decina di giorni. Cifre ancor più da record se si considera che si tratta di un sequel (a detta dei critici migliore del primo): al momento è già al 17/mo posto come incasso tra i film d’animazione. Al secondo posto, con un risultato superiore alle attese, Knives Out , Cena con delitto, un giallo alla Agatha Cristies con un cast corale in cui spiccano Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson: 41.7 milioni di dollari in 5 giorni. Terzo posto per Ford v Ferrari (da noi Le Mans ’66 – La grande sfida) con Matt Damon e Christian Bale: si stimano 13.2 milioni di dollari in tre giorni, 19 milioni in cinque per un totale sul box office Usa di 81 milioni e sul mondo 143 milioni.

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A teatro, Savino, Dix, Ale e Franz
Lillo torna prof. per “School of rock”; Timi in “Skianto”

27 novembre 2019 07:29

– Lunetta Savino in “Non farmi perdere tempo” di Massimo Andrei, a Roma, e Ale Franz per Leo Muscato in “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, a Padova; Gioele Dix con il suo “Vorrei essere figlio di un uomo felice” e Lillo come Jack Black in “School of rock” per Massimo Romeo Piparo, entrambi a Milano; Filippo Timi con “Skianto” a Napoli e Gian Luca Favetto che omaggio a Torino il “campionissimo” in “Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione”: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Cremonini, mi racconto felicemente perso nella vita’Cremonini 2C2C The Best Of’ esce questo venerdì

27 novembre 201910:37

“Non una raccolta ma un forziere con quello di più importante che ho, le mie canzoni che mi raccontano come uomo e come artista”. Un forziere è qualcosa in cui si custodisce un tesoro e un tesoro, per chi fa di mestiere il cantautore, sono proprio quelle canzoni che raccontano anche un viaggio, con i suoi incidenti di percorso e poi magari i successi conquistati, o riconquistati, navigando con la barra dritta. E’ un po’ questo, ma anche altro, quello che Cesare Cremonini ha raccolto nella monumentale scaletta di ‘Cremonini 2C2C The Best Of’, di fatto la prima grande raccolta della carriera del cantautore bolognese, in uscita venerdì 29 novembre. “Solo oggi mi è stato possibile raccogliere tutti i pezzi della mia carriera – ha detto Cremonini – per un racconto completo. Ho attraversato due decenni durante i quali nella musica è cambiato tanto, anche i supporti, ma io ho cercato di seguire sempre il mio percorso”.
Un percorso, quello dell’autore delle nuove ‘Se un giorno ti svegli felice’, ‘Al telefono’, ‘Giovane stupida’, ‘Ciao’, ‘Amici miei’ e ‘How dare you’, che dopo il successo dei Lunapop ha dovuto reinventare, fino ad accreditarsi come uno dei protagonisti della canzone italiana. “La mia è una visione della carriera di tipo orizzontale – ha detto Cremonini – e costruita nel tempo. L’esatto contrario della visione verticale e veloce della musica oggi”. Poche e mirate, per Cremonini, le deviazioni dal percorso che si era scritto per riconquistarsi il grande pubblico. “Una delle tentazioni maggiori – ha detto il diretto interessato – oggi sono le collaborazioni. Io ne ho fatte due: una con Lorenzo (Jovanotti) che non smetterò mai di ringraziare perché la sua musica mi ha avviato a questo mestiere. L’altro con Malika (Ayane) che era la mia ragazza e con la quale condividevamo un amore intenso anche grazie alla poesia della musica. Oggi il duetto è diventato qualcosa per rendere più fruibile la musica, ma io non sono fatto così”. Repertorio è la parola centrale di questo progetto e che Cremonini non si stanca di ripetere. “Ho sempre voluto raccontare una storia umana oltre che discografica – ha spiegato lui – perché non volevo essere solo un cantante. Quest’album è la storia della mia vita. Forse i quasi quarant’anni o forse la perdita di mio padre, mi hanno fatto perdere di vista il porto da cui è cominciata le mia avventura e oggi sono felicemente perso nella vita. Mi sento anche smarrito ma è proprio in queste situazioni che nascono le belle canzoni e le nuove strade. Continuo ad inseguire la musica e mi voglio ributtare nella mischia della vita”. Tanto ci si ributterà, nella mischia, Cremonini, che la prossima estate per lui sarà tempo di un nuovo tour negli stadi, con partenza il 21 giugno da Lignano e arrivo ad Imola, il 18 luglio, per il gran finale all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Un giorno di pioggia a New York, in sala l’ultimo AllenDopo caso Amazon esce commedia romantica con Chalamet e Fanning

27 novembre 201910:42

‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nuovo film di Woody Allen, è un omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che dalla provincia arrivano in città perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi, per il giornale dell’università. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto, sotto una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna). Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso e un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Ali Bécheur, c’è più libertà nell’educazione dei figli in TunisiaIn Italia uno dei maggiori autori tunisini di lingua francese

27 novembre 201911:21

ALI BECHEUR, I DOMANI DI IERI (FRANCESCO BRIOSCHI EDITORE, PP 240, EURO 18,00). La faticosa ricerca di un’identità all’ombra di un padre severo , ingombrante, un genitore “assente sempre presente”. La racconta Ali Bécheur, uno dei più grandi autori tunisini viventi di lingua francese nel romanzo ‘I domani di ieri’ pubblicato da Francesco Brioschi Editore nella traduzione e note di Giuseppe Giovanni Allegri, a cura di Elisabetta Bartuli.
“Le cose sono profondamente cambiate in Tunisia rispetto a quando ero ragazzo. I valori non sono più gli stessi, c’è stata un’evoluzione nel passaggio da una generazione alla successiva.
I genitori crescono i propri figli con maggiore democrazia e apertura. Il concetto di pater familias non è totalmente scomparso però si è molto ridotto. I figli sono più liberi e si tiene sempre conto di quello che pensano. In passato  il padre era il punto di riferimento assoluto. Se diceva che una cosa era in un certo modo non poteva che essere così” dice Bécheur , 83 anni, in Italia con il suo primo romanzo uscito nel nostro Paese.
Si chiama Ali, come lo scrittore, il protagonista del libro. Il padre, Omar, è un avvocato con una carriera forense spesa in difesa dei compatrioti insorti contro i colonizzatori. Un uomo di umili origini che si è riscattato studiando al college. Una persona intransigente che ha segnato il figlio. “Diventare grandi. Diventare grandi è dura. Mi sforzavo di crescere all’ombra di una quercia, di catturare un raggio di sole fra i suoi rami bassi, il suo ammasso di foglie”. Nelle prime pagine de ‘I domani di ieri’ troviamo Ali che gira in tondo nella sua città d’origine. Il padre è morto e lui ha “perso la strada di casa”. Ma è possibile per Ali riappacificarsi con Omar, riconciliarsi con la sua figura dopo la morte? “Si cresce sempre contro qualcuno. Io sono cresciuto contro mio padre. E’ stata una necessità. Ho studiato a Parigi e sono riuscito a rimettere in discussione tutta una serie di valori.
Vivevo all’interno di una nuova società che mi permetteva di capire meglio i valori di quella da cui provenivo. Ho cominciato a relativizzare ed è così che cominci ad essere in grado di scegliere quali sono i tuoi valori e li interiorizzi. Ognuno si costruisce una propria morale, non credo ne esista una prefabbricata” racconta Bécheur che pensa sia possibile riconciliarsi ma dopo aver fatto il proprio percorso.
“Con l’avanzare dell’età ho anche capito mio padre. Ha vissuto con i suoi valori, quelli con cui era stato educato e che ha trasmesso a me. Sono il maggiore di sette figli, quando sono nato lui era veramente giovane” sottolinea lo scrittore che in questo romanzo di formazione e di ricerca della propria identità ha messo molto della sua storia personale.
“Penso che tutti i libri siano autobiografici ma bisogna intendersi sul concetto di autobiografia che non vuole dire memoria ma andare in profondità, dentro la vita, dentro di te e anche dentro il tuo corpo. Il pensiero e anche la scrittura vengono dal corpo, non soltanto dal cervello. Scrivere è un’esplorazione della vita e restituisce la vita. E’ sensualità in senso ampio, generale, e senza questa sensualità noi non esisteremo” afferma mostrando qual è la sua poetica che si ritrova pienamente ne ‘I domani di ieri’. “Se in un romanzo non ci sono delle emozioni non riesce a parlarci, a dialogare con noi” sottolinea.
Nel libro c’è molta Francia che in questi ultimi anni è stata colpita da tanti attentati. “Quando un uomo muore, muore con lui tutta l’umanità. Condanno con vigore ed energia ogni attentato terroristico. Ma ci sono delle morti di cui si parla e delle morti di cui non si parla. Quanti sono i morti in Iraq, in Siria, in Palestina? E dico Palestina. Proviamo a fare un esperimento: prendiamo una carta geografica del mondo del 1948 e cosa vediamo? La Siria, il Libano, la Palestina. Prendiamo la stessa carta oggi. Non vediamo più la Palestina, è scomparsa.
Però se dico questa cosa automaticamente vengo considerato antisemita. E invece no, ho tanti amici ebrei e rispetto tutte le religioni. Non sono religioso, ma questa è una scelta personale, e non sono antisemita, sono contro la colonizzazione della Palestina da parte di Israele” sottolinea lo scrittore di cui uscirà nel 2020 ‘Il paradiso delle donne’. “E’ la prima volta che mi rivolgo al pubblico italiano e spero che sia interessato. Si devono incontrare i desideri sia di chi scrive, sia di chi legge” afferma Bécheur che ha un elegante stile letterario.

IL 10 luglio ‘S. Siro canta Max’, Pezzali showEvento per i trent’anni di carriera, Fiorello dà l’annuncio

27 novembre 201910:47

– Il 10 luglio Max Pezzali ha deciso di dare una grande festa per i suoi trent’anni di carriera e di farlo allo stadio di San Siro.
Ad anticipare la notizia è stato ieri Fiorello in un post su instagram. “Non ho resistito a non spoilerare manifesto!! Scusa Max Pezzali ma è troppo bello ! Poi tu a sansiro !!” ‘San Siro canta Max’ è il titolo scelto per quello che nelle intenzioni sarà un maxi karaoke con il pubblico coinvolto a cantare i suoi successi più famosi da ‘Nord, Sud, Ovest, Est’ a ‘Sei un mito’, da ‘Canzone d’amore’ ai brani più recenti.
Le prevendite si apriranno online sul sito Ticketone.it alle 11 del 29 novembre, mentre i biglietti saranno disponibili nelle rivendite autorizzate Ticketone dalle 11 del 4 dicembre.

La Glenn Miller Orchestra in tournée in ItaliaIl 2 dicembre a Bologna, poi Milano, Ancona, Mestre e Gorizia

BOLOGNA27 novembre 201911:10

– La Glenn Miller Orchestra, l’ensemble jazz & swing fondato nel 1938 dal direttore d’orchestra e compositore statunitense Glenn Miller, sarà in tournée in Italia nei prossimi giorni per sei serate: il 2 dicembre al teatro Duse di Bologna, il 3 all’Auditorium di Milano, il 4 al teatro delle Muse di Ancona, il 5 al Toniolo di Mestre e il 6 al Vedi di Gorizia.
Il concerto, che prende il nome da uno dei grandi classici di Miller, ‘Jukebox Saturday Night’ del 1942, farà rivivere il mito del trombonista, una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento. Le magiche armonie della ‘swing-era’ trasporteranno il pubblico nell’immaginario di allora, un tributo all’epoca e ai protagonisti di un genere musicale che ha fatto innamorare il mondo e che ancora oggi entusiasma migliaia di appassionati. L’ensemble, capeggiato dal pianista Wil Salden, eseguirà anche una serie di brani di altri musicisti come Count Basie, Harry James e Ray Anthony e grandi classici del genere come ‘Moonlight Serenade’, ‘In The Moo’, ‘Blue moon’, ‘Everybody Loves my baby’, ‘What A Wonderful World’.

Emilio Fede in pronto soccorso al San Raffaele dopo cadutaL’ex direttore del Tg1 e Tg4 ha 88 anni

MILANO27 novembre 201912:06

– Emilio Fede, l’ex conduttore del Tg1 e direttore del Tg4, che ha compiuto 88 anni lo scorso giugno, è stato portato a seguito di una caduta al pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano.

‘Etruschi, viaggio nelle terre dei Rasna’ a BolognaDal 7 dicembre 1400 oggetti provenienti da 60 musei

BOLOGNA27 novembre 201912:26

– A distanza di vent’anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il Museo Civico Archeologico di Bologna presenterà dal 7 dicembre al 24 maggio un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui il British Museum, il Louvre, il Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, i Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, progettata da Istituzione Bologna Musei, condurrà i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi mostrando come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca.

Paul McCartney a Napoli, tre ore show al PlebiscitoManager, ha scelto lui la piazza, sarà spettacolo grandioso

27 novembre 201919:28

“Paul ha scelto Napoli e mi ha detto espressamente che voleva cantare in Piazza del Plebiscito”. Così Mimmo D’Alessandro, il, manager per l’Italia di Paul McCartney, racconta la nascita del grande concerto dell’ex Beatles che il 10 giugno sarà in concerto in Piazza del Plebiscito. “Sarà uno spettacolo grandioso, di tre ore, con tutta la musica dei Beatles e il meglio della sua carriera da solista”, racconta il manager. McCartney ha scelto Napoli come prima tappa del suo tour in Italia che toccherà anche Lucca. Sarà un’occasione imperdibile, perché “si tratta dell’ultimo tour che McCartney farà in Italia e ha voluto fortemente toccare Napoli”.
I biglietti venduti, fino a stasera solo online ma da domani anche nei negozi, sono 9.000, ma la piazza si riempirà fino alla capienza che oscillerà tra i 22 e i 25.000 spettatori. “E’ un grande risultato – ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – che conferma la destinazione Napoli come una delle top nel mondo”.

A Umbria jazz una due giorni “all star”Tra protagonisti Marsalis, Redman, Lovano e Swift

PERUGIA27 novembre 201913:32

– Sarà una “all star” dedicata al genere, quella che Umbria jazz 2020 proporrà sabato 11 e giovedì 16 luglio. Due grandi giornate con Branford e Wynton Marsalis, Moodswing di Joshua Redman, Joe Lovano, Joey Alexander e Veronica Swift.
Sabato 11 si comincia nel pomeriggio con Joey Alexander, non più una sorpresa, ma, appena sedicenne, già una star del jazz internazionale. Tre anni fa l’esordio a Umbria jazz – ricordano gli organizzatori – e il ragazzino di Bali, Indonesia, stupì tutti, pur presentandosi con due nomination ai Grammy Awards per il suo primo disco, My Favorite Things.
In serata l’arena vedrà sul palco Veronica Swift, con il trio di Emmet Cohen, e Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln center orchestra, evento in esclusiva italiana. Veronica Swift è una giovane cantante in grande ascesa nell’affollato e competitivo scenario della vocalità jazz. Ha esordito a Umbria Jazz la scorsa estate nella dimensione più accogliente ed esclusiva del club. Jazz at Lincoln Center è considerata una delle più prestigiose istituzioni culturali americane.
Giovedì 16 è stato definito il “Saxophone day”, con Joe Lovano, Joshua Redman e Branford Marsalis. Si comincia nel pomeriggio con l’Us Five, uno dei più recenti gruppi di Joe Lovano. Il main stage dell’Arena vedrà poi il progetto Moodswing, titolo del terzo album pubblicato da Joshua Redman nel 1994. Del quartetto facevano parte Brad Mehldau al pianoforte, Christian McBride al contrabbasso e Brian Blade alla batteria. Oggi il quartetto ritorna, in esclusiva italiana, nella stessa formazione di allora, con la differenza che si tratta di una vera e propria superband, perché nei venticinque anni trascorsi dalla uscita di quel disco le giovani promesse sono diventate autentiche star del jazz moderno.
Chiuderà la serata il quartetto di Branford Marsalis, che resta lo strumento privilegiato per mezzo del quale può esprimere ai massimi livelli la sua creatività e la sua idea di musica.

Giancarlo Sepe e la magia del suo teatroIl ritratto del regista nel saggio di Silvana Matarazzo

27 novembre 201913:56

– SILVANA MATARAZZO, IL MONDO MAGICO DI GIANCARLO SEPE (Editrice Zona, pp.190, 18 euro). Dalle semisconosciute “cantine” romane ai palcoscenici dei teatri più importanti, senza mai abbandonare la sua “creatura”, La Comunità, il laboratorio teatrale creato a Trastevere nel 1972, in un viaggio che dagli anni ’60 continua sempre nel segno del teatro: è una conversazione a tu per tu “Il mondo magico di Giancarlo Sepe” di Silvana Matarazzo, libro monografico nel quale l’autrice racconta l’esperienza teatrale del regista Giancarlo Sepe. Da sempre impegnato nel lavoro attento sui testi e sulla parola, Sepe ha attraversato le varie fasi del teatro italiano mantenendo intatta la sua cifra stilistica e la sua identità, proponendo al pubblico creazioni visionarie e immaginifiche in spettacoli “in cui il copione non è prestabilito ma in fieri, e si definisce nel corso delle prove, in una continua corrispondenza di sguardi, emozioni e scambi tra il regista e gli attori”, scrive l’autrice. Con il prologo di Umberto Orsini e la postfazione di Marcantonio Lucidi, il libro delinea attraverso un’intervista dai toni intimi e sinceri un ritratto “da vicino”, esaustivo e affascinante, di uno dei più interessanti e poliedrici registi del teatro italiano, descrivendo con attenzione il suo modo di lavorare, tra l’attenzione costante alla qualità e la creazione di uno stile inconfondibile, senza dimenticare anche il lato privato di un artista innamorato del proprio lavoro.

Musei: Pitti e Boboli gratuiti per la Festa della ToscanaIl 30 novembre, anniversario abolizione pena morte in Granducato

FIRENZE27 novembre 201914:12

– Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli ad ingresso gratuito sabato 30 novembre, in occasione della Festa della Toscana, ricorrenza che celebra l’abolizione della pena di morte da parte del Granducato, avvenuta il 30 novembre 1786: per la prima volta al mondo uno Stato decideva di eliminare la condanna capitale dal proprio ordinamento.
“Questa svolta storica accadde grazie all’intelletto illuminato del promotore del nuovo codice penale, il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, personaggio dal potente impatto storico che celebriamo con l’apertura gratuita speciale – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt -. In un colpo solo, con la riforma penale da lui varata, cancellò non solo la pena di morte, ma le norme più medievali del Granducato, come la tortura, il reato di lesa maestà, la confisca dei beni, sposando i principi degli Illuministi” A Pietro Leopoldo si deve anche l’apertura al pubblico, nel 1766, del Giardino di Boboli, e nel 1769 della Galleria degli Uffizi.
Il giorno successivo, il primo dicembre, torna poi la domenica gratuita: l’accesso libero, stabilito nell’ambito di una iniziativa del Mibact, riguarderà tutto il complesso museale, compresa quindi anche la Galleria degli Uffizi.

Più libri, nel 2019 cresce del 28,3% l’ascolto di audiolibriIl 6 dicembre alla fiera i dati dell’Osservatorio AIE

27 novembre 201914:12

– Sono aumentate del 28,3% le persone, dai 15 ai 75 anni, che nel 2019 affermano di aver ascoltato audiolibri, pari al 9% (circa 4,1 milioni di persone) di chi si considera lettore. Nel 2018 questo valore era del 7% (3,2 milioni di persone). Il dato dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali realizzato per l’Associazione Italiana Editori (AIE) è alla base di alcuni incontri professionali, organizzati in collaborazione con Aldus, il network delle fiere del libro europee supportato dal programma Europa Creativa della Commissione Europea, che si svolgeranno a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria dell’AIE, dal 4 all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La crescita di chi ascolta audiolibri è uno dei dati che verranno presentati, il 6 dicembre, all’incontro ‘Audiolibri e podcast. Dal progetto editoriale al piano produttivo’ con interventi di Nicola Attadio (Editori Laterza) e Rossana De Michele (Storielibere.fm), moderati da Antonio Lolli (Giornale della Libreria).
I formati audio saranno oggetto anche del convegno del 4 dicembre ‘Audiolibri e podcast. Bolla tecnologica o mercato reale?’ che prova a rispondere alla domanda: l’audio è un formato che allarga la lettura e il perimetro economico dell’impresa editoriale o è, per ora, solo un fenomeno che serve per vendere prodotti tecnologici? Il tema dell’innovazione, sia di prodotto che nei modi della comunicazione e del marketing, è al centro di altri appuntamenti: il 5 dicembre di ‘Dal book blogger all’influencer: i nuovi soggetti della comunicazione e i servizi che offrono’ dedicato a come sta cambiando la comunicazione on line, con l’attività dei book blogger, e dei book influencer in generale e il 6 dicembre dell’incontro che prova a rispondere alla domanda ‘Vendere diritti per le serie tv è possibile anche per un piccolo editore?’ con un’analisi delle relazioni tra questi ultimi e le piattaforme televisive .

L’August Prize all’esordiente svedese Patrik SvenssonPer ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato da Guanda

27 novembre 201914:37

– Lo svedese Patrik Svensson, autore esordiente del libro ‘Nel segno dell’anguilla’ pubblicato in Italia da Guanda lo scorso settembre, è il vincitore del prestigioso ‘August Prize’, il più importante premio letterario svedese, per la categoria non fiction.
In perfetto equilibrio tra memoir e racconto scientifico, è una storia di formazione, un’ode al più misterioso dei pesci, l’anguilla, una creatura che rischia l’estinzione e il cui luogo di riproduzione nel Mar dei Sargassi è oggi minacciato dal cambiamento climatico.
“Una vertiginosa storia con una venatura filosofica ed esistenziale sull’origine e la mitologia dell’anguilla, animale in via di estinzione, sul suo posto nel mondo della natura ed in quello degli esseri umani, che porta il lettore a navigare in acque profonde, sia figurativamente che letteralmente parlando.
Patrik Svensson ci porta a seguire l’anguilla fino al Mar dei Sargassi, e scende anche nelle profondità dell’animo umano, della sua anima, grazie al rapporto speciale con il padre.
Perché questa è anche una storia di un padre e di un figlio e dell’amore condiviso per le anguille che li ha legati in un rapporto davvero unico” sottolinea la motivazione al premio.
Cresciuto in una piccola città del sud della Svezia, non lontano da quella che viene comunemente chiamata “la costa delle anguille”, Svensson e’ nato nel 1972 e vive a Malmo con la famiglia.

Premio il Battello a Vapore 2019 a Youtuber di BrattiRiconoscimento assegnato per “fedele ritratto realtà social

28 novembre 201916:45

– E’ il romanzo sulla realtà social ‘Youtuber’ di Graziano Biglia, pseudonimo di Roberto Bratti, il vincitore dell’edizione 2019 del ‘Premio Battello a Vapore’ .
Il Miglior Autore della 18/ma edizione del premio con cui Edizioni Piemme porta avanti il suo impegno nell’assicurare maggiore spazio per nuove voci letterarie, è stato annunciato il 27 novembre alla Libreria Sistina di Rovellasca (Como).
Proclamato da Eros Miari, Youtuber è stato premiato “per il fedele ritratto della realtà ‘social’ di oggi”.
Il vincitore, scelto tra oltre 494 autori, con un incremento di oltre il 60% rispetto al 2018, è stato scelto dalla giuria mista composta da Alessandro Gelso, responsabile editoriale di Edizioni Piemme-Il Battello a Vapore; Sistina Rovelli, libraia; Oriana Picceni, giornalista; Eliana Canova, scrittrice e vincitrice del Premio Battello a Vapore 2018 e Nicoletta Bortolotti , redattore di Mondadori e autrice di libri per ragazzi.
Prendete un ragazzino nerd e imbranato che ama i fumetti e le serie televisive e che, guarda un po’, vuole fare lo youtuber.
Prendete questo sogno, cliccateci sopra 100mila, 200mila volte e ancora e ancora, e avrete la nuova web star di tendenza. Ne vale davvero la pena? Alfredo, il protagonista, di ‘Youtuber’ troverà la sua risposta tra colpi di scena, risate e personaggi, giovani e adulti, che nella loro imperfezione non possono che far sorridere e riflettere, dalla prima all’ultima pagina.
Bratti, napoletano, ha sempre avuto una particolare attenzione ai temi del cyberbullismo e dei social network ed è già autore di ‘Bulli con un click’, ‘Un like di troppo’ e ‘#HelpJack’ . PER RESTARE SEMPRE AGGIORNATO SU SPETTACOLI, CINEMA, MUSICA E CULTURA, TEATRO, MODA, INTRATTENIMENTO, SCOPERTE CLICCA QUI OPURE QUI

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La Vucciria di Guttuso a Montecitorio
Il dipinto in mostra a ingresso libero nella Sala della Lupa

27 novembre 201915:36

– La Camera dei Deputati apre le porte a La Vucciria, il capolavoro di Renato Guttuso. Il dipinto sarà in mostra, a ingresso libero, dal 29 novembre al 12 gennaio 2020 nella prestigiosa Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio accanto ad altre due opere dell’ artista, il ‘Cristo deriso’ (1938) e i ‘Carrettieri siciliani’ (1946), appartenenti alle Collezioni della Camera dei Deputati e mai esposte finora al pubblico. L’ opera del maestro siciliano lascia così la collocazione abituale nel Complesso Monumentale di Palazzo Chiaromonte-Steri, sede il Rettorato dell’ Università di Palermo, per essere ammirato a Roma nel periodo delle festività di fine anno. “L’esposizione, promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia e organizzata da Civita con il contributo di Igea Banca, rappresenta – è detto in una nota – un importante momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano e vuole essere l’inizio di un ciclo di appuntamenti che renderanno protagoniste anche le altre regioni italiane”. La Sala della Lupa sarà aperta ai visitatori dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) .
La Vucciria, dipinto tre metri quadri realizzato da Guttuso nel 1974 nel pieno della sua maturità, fu donato dall’ autore all’ Ateneo del capoluogo siciliano. Considerata l’ opera più celebre dell’ artista , è la descrizione realistica e suggestiva di una scena quotidiana dell’ omonimo mercato di Palermo, tra i più affascinanti della città. Il termine ‘vucciria’ deriva dal francese boucherie (macelleria) che in siciliano ha anche assunto il significato di confusione, miscuglio incomprensibile di voci, persone, oggetti, espressioni e azioni tipiche del mercato.

A Palazzo Madama il Servizio del Re di SardegnaAcquistato a Londra da Christie’s il 4 luglio

TORINO27 novembre 201915:46

– Il Servizio del Re di Sardegna, messo in vendita a Londra da Christie’s il 4 luglio e acquistato dalla Fondazione Torino Musei, arricchisce la collezione di porcellane di Palazzo Madama. Creduto disperso, il servizio – tra i più importanti mai prodotti dalla prestigiosa manifattura di Meissen – si era conservato presso la stessa famiglia, la Casa Reale di Savoia, per quasi 300 anni. La sua ricomparsa sul mercato è stata considerata come sensazionale e ha catalizzato l’attenzione degli esperti di tutto il mondo.
Finora erano noti solo alcuni pezzi: una tazza da cioccolata con piattino nel Metropolitan Museum of Art di New York, un piattino nella Arnhold Collection (ora alla Frick Collection), un altro a Palazzo Pitti, una zuccheriera nella collezione Schneider a Monaco di Baviera e una tazza da cioccolata con piattino a Palazzo Madama. “L’asta di Christie’s rinvigorisce l’immagine dei musei di Torino in campo internazionale”, sottolinea il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario.

Virzì riceve Pegaso d’Oro della Regione ToscanaRegista: “E’ un premio che chiude cerchio mia sfida’

FIRENZE27 novembre 201919:25

Paolo Virzì ha ricevuto il Pegaso d’Oro, massimo riconoscimento della Regione Toscana: il regista livornese ha partecipato a un incontro con gli studenti e con il presidente della Regione Enrico Rossi, al Teatro La Compagnia di Firenze, nell’ambito di una giornata dedicata ai suoi film. “Ricevere il premio – ha spiegato – è molto importante per me, è come se chiudesse un cerchio di quella sfida un po’ folle che avevo fatto a 21 anni andandomene via da una piccola città, portandomi dietro un sentimento ed una promessa: ‘Andrò e vi racconterò, racconterò chi siete e cosa patite’. Tutto partendo dalla sofferenza per provare a trasformarla in un racconto a volte comico, o perlomeno a fare delle commedie su questa cosa del patire, portandomi dietro anche quegli strumenti che sento di poter condividere con la gente in Toscana che è il sentimento dell’ironia, dello sguardo sulle cose che sempre marcia a braccetto con l’irriverenza, il gusto della burla anche di fronte alle cose più tragiche dell’esistenza”.

Hong Kong: Joshua Wong in video collegamento con la Fondazione Feltrinelli: ‘Deluso dal ministro Di Maio’ L’attivista: ‘Non vuole interferire ma dimentica la brutalità della polizia’

28 novembre 201911:04

“Il ministro italiano Di Maio mi ha deluso quando ha parlato dei diritti umani a Hong Kong. Ha detto di non voler interferire con i fatti di altri Paesi, ma ha tralasciato le brutalità della polizia”. Lo ha detto Joshua Wong in video-collegamento da Hong Kong con la Fondazione Feltrinelli di Milano. “Tutti – ha aggiunto – dovrebbero ricordare l’importanza della dignità umana. Faccio appello ai leader politici italiani perché si ricordino che stiamo lottando per una nobile causa: avere elezioni veramente libere”.

IL VIDEO“Cinquemila persone sono state arrestate, donne anche incinte sono state picchiate nelle stazioni di polizia. A Hong Kong siamo ben lontani dalla democrazia”, ha affermato Joshua Wong, ricordando di essere stato arrestato otto volte e ha ribadito che il movimento non ha bisogno di un leader.
“Il risultato elettorale ha dimostrato che c’è una crisi politica, che ha bisogno di soluzioni politiche e non delle brutalità della polizia”, per le quali “chiederemo punizioni severe”, ha detto Joshua Wong. Sia gli organizzatori dell’evento, sia l’attivista leader della protesta hanno confermato che le autorità non gli hanno concesso il visto per venire in Italia, nonostante l’invito della Fondazione. “Non posso incontrare i miei amici in Europa, e questo – ha detto Joshua Wong – è un brutto colpo per la libertà”.
Fondazione Feltrinelli promuove l’incontro Hong Kong Democracy, primo appuntamento del ciclo Move On dedicato ai movimenti di piazza, conflitti e bisogni: partecipano Joshua Wong (in video – collegamento da Hong Kong), il direttore di Fondazione Feltrinelli Massimiliano Tarantino, il sociologo Frédéric Martel e il sinologo e sociologo Daniele Brigadoi Cologna.
Per altre info https://www.facebook.com/FondazioneFeltrinelli/

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Cinema: scoperta a Rimini la vera casa di Federico Fellini
Non è stabile supposto finora. Docente individua abitazione

RIMINI27 novembre 201916:23

– Scoperta, a Rimini, la vera casa natale di Federico Fellini. È sempre in viale Dardanelli, a Marina Centro, ma non è lo stabile che si è supposto finora.
Documenti d’annata, ricerche negli archivi parrocchiali e confronti con catasto storico, hanno portato all’esatta identificazione: l’abitazione natia del Maestro non è al civico 10 ma al 60. A dare la curiosa notizia è il settimanale riminese ‘il Ponte’ che, nel numero in edicola domani, riporta uno studio, lungo e accurato, condotto da Davide Bagnaresi, 42enne docente a contratto in Storia dei consumi e delle imprese turistiche all’Università di Bologna che, da tempo, si occupa del Fellini bambino e ragazzo.
E che riproporrà con dovizia di particolari, fotografie e documenti, l’intera vicenda – e altri curiosi inediti sempre relativi all’infanzia di Fellini – in occasione del convegno ‘Ho bisogno di credere. Federico Fellini e il sacro’, in programma nel marzo 2020 – nel Centenario della nascita del regista – che si svolgerà tra Rimini e Roma.
Prendendo le mosse dal certificato dell’Anagrafe, che segna via Dardanelli 10, Bagnaresi ha ripercorso tutte le tappe della vita di Fellini a partire dall’individuazione del padrino e della madrina al battesimo del piccolo Federico, Cesare Canuti e Clara Canuti, intestataria dell’immobile, al civico 10, in cui i genitori del regista – Urbano Fellini e Ida Barbiani – avevano affittato una stanza, sul finire del 1919, per motivi di lavoro.
Abitazione indicata al numero del catasto, 12751, foglio 66, particella 416 e parte di un gruppo di case popolari. Oggi il Foglio 66 particella 416, ovvero la casa in cui è nato Fellini, corrisponde al civico 60 di viale Dardanelli, bombardato nel 1944 e in parte ricostruito.

A Pistoia il Colore del caso di George TatgeMostra riapre Palazzo Fabbroni, sede Museo del Novecento

FIRENZE27 novembre 201917:26

– Un racconto attraverso 74 immagini a colori su luoghi di misteriosa metafisicità, città sovraffollate ma prive di persone, sospese nel tempo, su barriere e recinti. E’ ‘George Tatge. Il colore del caso’, l’esposizione, a cura di Carlo Sisi, che segna la riapertura di Palazzo Fabbroni a Pistoia, sede del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia. La mostra, realizzata dal Comune di Pistoia con il contributo della Regione Toscana nell’ambito del progetto ‘Toscanaincontemporanea2019′, sarà visitabile dal 29 novembre al 16 febbraio prossimi.
La rassegna nasce da una svolta nel modus operandi dell’artista: noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero, da sette anni Tatge si dedica esclusivamente a riprese a colori, una scelta che, si spiega, ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. La fotografia di Tatge, si spiega ancora, “rimane lontanissima dall’essere documento. E’ pura metafora, un’espressione poetica che va oltre il visibile. Tatge si muove raramente con progetti precisi in mente. Preferisce vagare per lasciare che sia il mondo a sorprenderlo, che sia la sua psiche a reagire e a rispondere alle sollecitudini dei luoghi. Al caso, appunto. La rassegna, suddivisa in sei diverse sezioni, è accompagnata da un video che dà conto degli scatti di Tatge dedicati a Pistoia.
Palazzo Fabroni riapre al termine di lavori che hanno consentito il recupero di un’ampia porzione del pianoterra, con nuovi spazi riservati all’accoglienza del pubblico e di nuove sale destinate a funzione museale grazie a finanziamenti del Comune di Pistoia e a risorse dei fondi europei di sviluppo regionale Por Fesr-Regione Toscana 2014-2020 e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. .

‘Inventario Pozzati’, Bologna omaggia il maestroDal 30 novembre spettacoli, performance, proiezioni e incontri

OLOGNA27 novembre 201917:28

– Un omaggio di Bologna a Concetto Pozzati (1935-2017), maestro di punta dell’arte contemporanea, con spettacoli, performance, proiezioni e incontri, è in programma dal 30 novembre al 3 marzo con artisti e ospiti.
‘Inventario Pozzati’ è il filo conduttore dell’iniziativa, che coinvolgerà vari luoghi della città: dalla Biblioteca Emeroteca del MAMbo, con il Fondo Pozzati recentemente donato dai figli Maura e Jacopo al museo bolognese, allo studio in cui dipingeva all’Arena del Sole, dall’Accademia di Belle Arti alla Mediateca di Cubo Unipol, fino alla Cineteca dove ritrovare immagini inedite.
Il progetto, a cura di Elena Di Gioia, affonda nel ‘prisma Pozzati’: la sua opera d’artista, l’impegno volto al futuro attraverso l’insegnamento, il suo impegno politico e civile nel ruolo di assessore alla cultura a Bologna (dal ’93 al ’96), l’intreccio tra privato e pubblico attraverso le parole attuali dei suoi scritti. Si comincia sabato con la performance teatrale ‘A e da Pozzati’, regia di Angela Malfitano.

DeA Planeta acquisisce diritti italiani libri La casa di cartaAccordo con Netflix. Il 14 gennaio La casa di carta. La sfida.

28 novembre 201910:10

– I diritti di lingua italiana dei libri ufficiali delle serie Netflix ‘La casa di carta’ ed ‘Élite’ , fenomeno globale nel 2020, sono stati acquisiti da DeA Planeta Libri.
A seguito dell’accordo globale tra il Gruppo Planeta e Netflix, lo annuncia DeA Planeta Libri. Il primo libro uscirà il 14 gennaio 2020 per De Agostini e sarà La casa di carta. La sfida.
“Siamo molto contenti di questa nuova acquisizione, che ci vede coinvolti a livello global con gli altri editori del Gruppo Planeta con un partner così importante come Netflix. Anche grazie a questo accordo, DeA Planeta Libri si conferma ancora una volta una delle realtà più dinamiche dello scenario editoriale italiano. Credo anche che i libri che pubblicheremo potranno emozionare tutti coloro che sono stati incollati agli schermi e si sono appassionati a queste storie” dice Daniel Cladera, direttore generale editoriale di DeA Planeta Libri. Le pubblicazioni prevederanno sia romanzi, in uscita per DeA Planeta, che libri di non fiction, in uscita per De Agostini.

Filarmonica Romana, il piano di AnderszewskiAl Teatro Argentina con Bach, Schumann e Beethoven

27 novembre 201917:42

– Assente da Roma da otto anni, il pianista polacco Piotr Anderszewski torna per esibirsi con brani di Bach, Schumann e Beethoven nel concerto dell’ Accademia Filarmonica Romana in cartellone giovedì 28 novembre al Teatro Argentina. Considerato tra i pianisti più interessanti della scena mondiale, Anderszewski, 50 anni, è ospite regolare delle più celebri sale da concerto internazionali. Il concerto si apre con una selezione di tre Preludi e Fughe dal Secondo libro del Clavicembalo ben temperato composto da Bach nel 1744. Seguono i sette Pezzi in forma di Fughetta op. 126 di Schumann, scritti nel e dello stesso anno I canti dell’alba op. 133. A chiudere la serata la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110 di Beethoven. Il pianista, artista esclusivo della Warner Classics/Erato dal 2000, ha ottenuto premi prestigiosi tra i quali, nel 2012, il Recording of the Year del BBC Music Magazine per la sua registrazione dedicata alle opere di Schumann. . L’album delle Suites Inglesi n. 1, 3 e 5 di Bach, pubblicato nel novembre 2014, ha vinto il Gramophone Award nel 2015.

In libreria il ‘Pinocchio’ senza lieto fineLa prima stesura di Collodi svela la natura oscura del burattino

PALERMO27 novembre 201918:42

– (Carlo Collodi, “Pinocchio, la storia di un burattino. La prima oscura edizione”, pp. 152, 15 euro). La prima edizione di Pinocchio, quella pubblicata a partire dal 1881 sul “Giornale per i bambini”, restituisce al lettore l’opera così com’era stata originariamente pensata e scritta da Collodi, svelandone la perturbante natura oscura. Una rivoluzione di prospettiva e una possibile scoperta per milioni di lettori, abituati al “lieto fine”, al valore pedagogico e alla visione rassicurante del burattino che si fa bambino, alimentata anche dal successo mondiale del cartone animato della Walt Disney del 1940.
Pinocchio è però un libro tridimensionale che sorprende, arricchito in questa nuova veste dalle perturbanti illustrazioni realizzate ad hoc dal giovane artista siciliano Simone Stuto.
Con questo bellissimo e tetro racconto, il 27 ottobre 1881 Collodi concludeva la prima redazione del libro. Pinocchio moriva impiccato a un albero, punito per la sua stolidità e disubbidienza, pronunciando un’invocazione già udita altrove: “Oh babbo mio! Se tu fossi qui!”: inevitabile il richiamo cristologico della locuzione.
La decisione di Collodi di far crepare il suo burattino può solo appartenere alla logica del terrore. Quella logica alla quale un estimatore d’eccezione, Italo Calvino, riconduceva senza alcun indugio Pinocchio: forse l’unico romanzo italiano, a suo dire, da ascrivere al romanticismo nero e fantastico.
Tradotto in più di 240 lingue, Pinocchio è con tutta probabilità il libro italiano più conosciuto e venduto al mondo. Decine le letture e le interpretazioni del testo, elaborate da critici ed esegeti lungo tutto il XX secolo. Al centro di numerosi dibattiti, ad esempio, la controversa lettura operata dal cardinale Giacomo Biffi che, al di là della laicità dell’autore, analizza le vicende del burattino in parallelo con la storia della salvezza secondo il credo cristiano-cattolico.
Per Giorgio Manganelli, autore di “Pinocchio: un libro parallelo”, il capolavoro di Collodi è forse l’unico mito classico che ci viene dall’Ottocento, un testo veloce e guizzante in cui regnano il silenzio e la tenebra. Ne “La storia di un burattino” non c’è spazio per la metamorfosi edificante: il romanzo, veloce e guizzante, terrificante e cupo, disegna un piccolo universo dominato dal male, dalla falsità, dalla cattiva fede, dalla furbizia.
La scrupolosa operazione di restituzione filologica del testo originario svela la natura oscura di Pinocchio – poi nel tempo edulcorata – grazie a questa importante iniziativa editoriale del Palindromo, casa editrice di Palermo. La pubblicazione è curata da Salvatore Ferlita, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università “Kore” di Enna.

Lucio Dalla, tutta la discografia in vinileDal 3 dicembre, da Come è profondo il mare a Angoli nel cielo

27 novembre 201919:44

– La discografia completa di Lucio Dalla arriva in edicola, dal 3 dicembre, con 22 dischi da collezione.
La carriera del cantautore bolognese “riavvolta” per intero, il percorso di un artista capace di spaziare con disinvoltura dalla sperimentazione beat alla canzone d’autore, dall’avanguardia musicale fino alla lirica, dall’elettronica alla musica classica.
Per la prima volta verranno rilasciati su vinile alcuni storici dischi (anche in formato doppio album) della sua discografia – come “Canzoni”, “Lucio”, “Il contrario di me”, “Ciao” ed “Angoli nel cielo” – con altri introvabili che torneranno disponibili.
Ogni uscita della collezione, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music, verrà arricchita da un fascicolo corredato di immagini rare, racconti inediti e interviste ad amici e artisti con cui Dalla ha collaborato durante il suo percorso artistico: da Carlo Conti a Renzo Arbore, da Fiorella Mannoia a Ron e Pupi Avati, dal produttore Alessandro Colombini al chitarrista Ricky Portera.
La prima uscita della collana sarà dedicata al capolavoro “Come è profondo il mare” (1977), il primo album in cui l’artista si dedicò alla stesura dei testi: otto tracce indimenticabili, da “Quale allegria” a “Il cucciolo Alfredo”, da “Corso Buenos Aires” a “Disperato erotico stomp”.
Sono molti i contenuti inediti della collana, una vera grande occasione per guardare da nuove angolazioni l’opera di un artista straordinario, capace di affascinare ascoltatori di ogni generazione con la sua poetica raffinata.

torna Noir in Festival, ricorda 80 anni Batman6-12/12 tra Como e Milano. Jonathan Lethem, il Raymond Chandler

27 novembre 201919:47

– Si apre nel segno della memoria la 29a edizione del Noir in Festival in programma a Como e Milano dal 6 al 12 dicembre con la direzione di Giorgio Gosetti, Marina Fabbri e Gianni Canova: il festival ricorda gli 80 anni di Batman, cavaliere nero nato dalla graphic novel e diventato icona cinematografica, grazie al tratto di Lorenzo De Felici che firma l’immagine dell’anno e poi svela i segreti di un classico anomalo del genere come The Third Man di Carol Reed con Joseph Cotten, Alida Valli e Orson Welles che 70 anni fa vinceva il Grand Prix al Festival di Cannes. Dicono Marina Fabbri e Giorgio Gosetti tutto il programma dell’anno è costruito sulla doppia suggestione della tradizione e degli sconfinamenti, con un legame più forte di sempre tra cinema e letteratura, storia e cronaca, a cominciare dal vincitore del Raymond Chandler Award, Jonathan Lethem, nuova stella della letteratura post-moderna americana, premiato a Como la sera del 7 dicembre e poi protagonista di un incontro con i lettori domenica 8 dicembre a Milano”. I sei film in concorso per il cinema, giudicati da una giuria tutta al femminile portano in primo piano la “nuova onda” del cinema sudamericano con il cileno Araña di Andrés Wood, il brasiliano Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, l’argentino 4X4 di Mariano Cohn. Insieme a questi Dear Agnes di Daniel Alfredson, l’ultimo della trilogia svedese di “Intrigo” ideata da Håkan Nesser (ospite d’onore per la letteratura), il coreano The Beast di Lee Jeong-ho, il cinese Il lago delle oche selvatiche di Diao Yinan, rivelazione all’ultimo festival di Cannes.
Compatta la squadra degli autori letterari “spina dorsale” di una rassegna in grande trasformazione: autori affermati come Giancarlo de Cataldo, Gianrico Carofiglio, Maurizio De Giovanni, Donato Carrisi (tutti da tempo strettamente legati anche al cinema e alla serialità televisiva), e ancora Piernicola Silvis, Andrea Purgatori, Antonio Moresco e Guido Vitiello, Gino Vignali. E i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco che si contendono il titolo di autore italiano noir dell’anno.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK28 novembre 201909:43

– Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

‘Respiro’ di Ted Chiang tra 10 migliori per NytIn top ten anche Luiselli, Lerner e “Chernobyl” di Higginbotham

NEW YORK29 novembre 201913:57

Bilanci di fine anno anche nel mondo del libro: come di consueto il New York Times ha scelto la top ten del 2019 – cinque opere di fiction e cinque di saggistica – e tra le proposte alcune sono gia’ arrivate in Italia come “Respiro” (“Exhalation”) di Ted Chiang: nove racconti sulle conseguenze materiali del viaggio nel tempo negli Usa sono pubblicati da Alfred A. Knopf, da noi con Frassinelli.
Tra i romanzi migliori del 2019 c’e’ anche “L’Archivio dei Bambini Perduti” della messicana Valeria Luiselli, tradotto in italiano da Tommaso Pincio per La Nuova Frontiera. Dopo “Uomo di Passaggio” (Neri Pozza) e “Nel Mondo a Venire” (Sellerio), il 2019 di un autore cult anche in Italia come Ben Lerner si intitola “The Topeka School”: Adam Gorman torna protagonista e anche stavolta restano gli interrogativi su arte e autenticità, scrive il Times, ma rispetto ai precedenti romanzi di Lerner, “l’assenza di fede di Adam diventa un sintomo di una crisi nazionale”.
Nel primo capitolo di “Disappearing Earth” dell’esordiente Julia Phillips pubblicato da Knopf, due ragazzine spariscono nel nulla mandando ondate di shock attraverso una citta’ ai margini della remota penisola di Kamchatka”. Completa la top 5 della fiction “Night Boat to Tangier” di Kevin Berry: gli antieroi di questo romanzo, pubblicato da Doubleday, sono due gangster irlandesi.
A soggetto irlandese ma stavolta con i “Troubles” in Irlanda del Nord di sfondo e’ “Say Nothing” di Patrick Radden Keefe sull’assassinio di Jean McConville da parte dell’Ira nel 1972: una madre vedova rapita dalla sua casa di Belfast in presenza dei suoi figli, era sospettata dall’organizzazione paramilitare di essere una spia.
Tra i titoli segnalati tra i migliori della saggistica c’e’ “Mezzanotte a Chernobyl” di Adam Higginbotham, pubblicato da poco in Italia da Mondadori col resoconto mozzafiato dell’esplosione della centrale nucleare nell’aprile 1986.
Completano la top five della non-fiction “The Club” di Leo Damrosch, su Samuel Johnson e i suoi amici nell’Inghilterra della fine del Settecento, “Yellow House” di Sarah Broom ambientato in una casa di New Orleans Est dagli anni Sessanta all’uragano Katrina e “No Visible Bruises” sulle devastanti e letali conseguenze della violenza domestica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le figlie raccontano Ettore Scola
‘Chiamiamo il babbo’, ”Grazie. Quello che avremmo voluto dire”

28 novembre 201915:48

PAOLA E SILVA SCOLA, ‘CHIAMIAMO IL BABBO’ (RIZZOLI, PAG. 288, 19 EURO) Grazie. E’ quello che avremmo voluto dire a Ettore Scola se l’avessimo incontrato, grazie per la poesia, la bellezza, l’intimità, la nostalgia, il divertimento che ci ha regalato con i suoi film. E grazie diciamo alle sue figlie Paola e Silvia che con il loro libro ‘chiamiamo il babbo’ edito da Rizzoli, ci hanno raccontato un padre speciale, un regista straordinario, un uomo burbero ma amoroso. Quel padre, scrivono:”che ogni bambina, e poi ogni donna e ogni persona sogna di avere; uno su cui puoi contare sempre quando ne hai bisogno e che si tira da parte quando non lo vuoi fra i piedi; che fa il tifo per te, che ti sprona, ti incoraggia e ti stoppa quando è il momento di mettere dei limiti. E che ti ama incondizionatamente”.Il libro fa sorridere, commuovere, e ricordare una stagione di cinema che non c’è più, ma che ha lasciato capolavori insuperati grazie a autori, sceneggiatori e registi come Sergio Amidei, Age e Scarpelli, Federico Fellini, tutti artisti che con Scola hanno lavorato. E nel libro non c’è solo il cinema, la scrittura, la recitazione ma soprattutto c’è la famiglia Scola, con il suo lessico, i modi di dire quasi tutti mutuati, e non poteva essere altrimenti, dal cinema. A cominciare dal titolo del libro, quel ‘chiamiamo il babbo’, che Ettore Scola, come raccontano le figlie, amava ripetere quando qualcuno si mostrava non all’altezza della situazione, ricordando una battuta di Totò che caduto nelle mani del figlio incapace del suo dentista invoca appunto ‘chiamiamo il babbo’ . Silvia, sceneggiatrice e autrice teatrale, e Paola,segretaria di edizione e aiuto registra,hanno lavorato entrambe per Scola e, nel libro, raccontano i vezzi, i capricci, le manie del grande regista, ma anche l’enorme umanità e vicinanza con le maestranze, la serietà e meticolosità al limite dell’ossessione che metteva nel suo lavoro e lo fanno ricordando i set dei tanti film girati dal Maestro con attori straordinari come Mastroianni e Sophia Loren, Monica Vitti e Manfredi, Gasmann, Alberto Sordi ma anche Massimo Troisi, che le figlie rivelano Scola amava come il figlio maschio che non aveva mai avuto. E ripercorrendo la vita lavorativa del regista, non tralasciano di sottolineare come molto più che il suo Paese, la Francia sia stata generosa con Scola avendogli tributato gloria e onori che non sempre ha ottenuto a casa sua.

A X Factor Marco D’Amore, Francesca Michielin, AnastasioNel sesto live una doppia eliminazione

28 novembre 201910:16

Dopo il debutto nel mercato discografico dei giovani talenti, che la scorsa settimana hanno presentato i loro inediti, il sesto appuntamento di X Factor si apre con un ballottaggio e la conseguente eliminazione. Giovedì alle ore 21.15, su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455) e Now TV, si scoprirà, infatti, chi è il concorrente il cui inedito ha raccolto in settimana il minor numero di download e di ascolti in streaming e che quindi andrà allo scontro con Giordana Petralia. Uno dei due dovrà abbandonare subito il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle, e la gara proseguirà con sei concorrenti guidati da Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Alessandro Cattelan inizierà la puntata con il primo ospite di questa settimana, Marco D’Amore: i due eseguiranno un testo di Anis Mojgani tradotto da Simone Savogin e dal titolo “Shake the dust”, un inno alla diversità e all’unicità. Una “slum poetry” che aprirà la puntata, con musiche composte da Dardust, in una performance ideata dal direttore artistico Simone Ferrari.Sarà poi il momento di dare il via alle due manche previste: nella prima, i sei talenti rimasti in gara si esibiranno con brani prodotti da Dardust e accompagnati da un’orchestra di 40 elementi. E così, salvo essere stati esclusi a inizio puntata, la Sierra interpreterà The Ecstasy Of Gold di Ennio Morricone, i Booda Hold Up di Beyoncè, Nicola Cavallaro Sound of Silence di Simon & Garfunkel, Eugenio Campagna Cosa mi manchi a fare di Calcutta, Davide Rossi Treat you better di Shawn Mendes, Giordana Petralia Stay di Rihanna e Sofia Tornambene I Love You di Woodkid.La seconda manche invece vedrà un megamedley degli inediti con i concorrenti che a quel punto saranno ancora in gara. Gli inediti sono: Elefante dei Booda; Glum di Davide Rossi, Cornflakes di Eugenio Campagna, Chasing Paper di Giordana Petralia, Like I Could di Nicola Cavallaro, Enfasi della Sierra e A domani per sempre di Sofia Tornambene.I tre meno votati nella somma delle due manche andranno al ballottaggio, uno sarà salvato dal pubblico grazie a XME PASSION CHOICE, il meccanismo di Intesa Sanpaolo grazie al quale i fan del programma diventano “quinto giudice” e hanno la possibilità di mantenere in gara il concorrente preferito sottraendolo al giudizio di Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel, Sfera Ebbasta.Gli altri due concorrenti invece si sottoporranno al responso dei giudici con conseguente eliminazione di uno di loro.Ospiti di questa settimana: Francesca Michielin, che ha trionfato a X Factor nel 2011 e in questi 8 anni si è affermata come una delle artiste più interessanti della nostra scena musicale, e Anastasio, che dopo la vittoria nel 2018 presenta una release speciale che arriva prima del nuovo album.Dopo l’uscita di Cheyenne feat Charlie Charles, il nuovo singolo che anticipa il prossimo importante progetto discografico in uscita nella primavera 2020, Francesca Michielin torna da superospite sul palco di X Factor a distanza di otto anni dalla sua vittoria. Cheyenne racconta la melanconia del ricordo, che scatena emozioni quando associata alla vita. Francesca è pronta anche a tornare dal vivo, e il 20 settembre 2020 si esibirà per la prima volta sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.Dopo un lungo tour estivo e un altrettanto lungo periodo in studio, Anastasio – che ha terminato la lavorazione del nuovo album in uscita nel 2020 – anticipa sul palco di X Factor Il fattaccio del Vicolo del Moro, una release speciale che arriva prima del nuovo album e del primo singolo ufficiale che lo riporta a cimentarsi con la trasposizione in forma rap di opere della tradizione italiana. Il fattaccio del Vicolo del Moro, in particolare, è liberamente ispirato al celebre monologo del 1911 del poeta romano Amerigo Giuliani (l’originale s’intitola Er fattaccio), portato in precedenza al successo nella versione di Gigi Proietti. È la confessione in prima persona di un assassino, che Anastasio interpreta con grande delicatezza e intensità; oltre che del testo, è autore anche della linea melodica, mentre la produzione artistica è stata curata da due pesi massimi del rap come Slait e Stabber oltre che da Alessandro Treglia.Sesto appuntamento anche per EXTRA FACTOR, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Tutti i giorni alle 19.35 l’appuntamento è con X FACTOR DAILY, capitanato da Luna Melis.

‘Testo’, nuovo salone libri Firenze sarà ‘a tappe’Pitti racconta tutta la filiera, da idea scrittore a scaffale

FIRENZE28 novembre 201910:31

– A partire dal prossimo anno Firenze avrà la sua fiera del libro: dal 20 al 22 marzo 2020, alla Stazione Leopolda, debutterà ‘testo [come si diventa un libro]’, format innovativo sull’editoria ideato da Todo Modo e organizzato da Stazione Leopolda in collaborazione con Pitti Immagine. Sarà un appuntamento annuale, è stato spiegato, che segue il percorso di vita che ogni libro compie: dalla scrivania dell’autore a quella di una casa editrice, agli scaffali di una libreria e fino agli occhi del lettore. Grazie a un team di curatori trasversali al mondo della scrittura, ogni appuntamento proporrà una visione in profondità dei libri, rivolgendosi sia al grande pubblico sia agli addetti ai lavori. Il viaggio si articolerà in tre tappe: Le Case Editrici, L’Arena e le 7 Stazioni, La Grande Libreria. Nella prima tappa, ognuna delle case editrici organizzerà una selezione di titoli, non più di 40. Nella seconda tappa si racconterà invece come nasce un libro; nella terza ci sarà una grande libreria. “Testo sarà un viaggio tra i libri e la bibliodiversità con un’attenzione speciale per la dimensione comunitaria dell’editoria, gli attori, le professioni, le conoscenze e le sensibilità che compongono la sua filiera”, spiega Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda e direttore generale di Pitti Immagine. “La selezione accurata della proposta espositiva – prosegue -, la presenza paritaria di editori piccoli e grandi, la direzione artistica fatta da una squadra di curatori esperti, il coinvolgimento di pubblici diversi, la rete locale e nazionale di soggetti che vogliamo interessare, sono le caratteristiche che distinguono il nostro progetto”.

Trenta opere di Guttuso a Foggia per un meseLavori a olio su tela, chine, matite. Tra i soggetti, la moglie

FOGGIA28 novembre 201911:57

– Trenta opere di Renato Guttuso, realizzate tra gli anni Trenta e gli Ottanta, saranno dal 5 dicembre all’8 gennaio alla sala Azimut di via Garibaldi a Foggia, in una esposizione a cura di Giuseppe Benvenuto, con il patrocinio del Comune.
In mostra, dipinti a olio su tela, chine, tecniche miste e matite con diversi soggetti: nature morte, figure, luoghi quotidiani. Oltre a percorsi di approfondimento tra studi preparatori e opere finite, annunciate anche “rarissime chine raffiguranti la moglie”, ritratta durante viaggi privati, e i nudi dedicati a Marta, accanto a pezzi della serie ‘La Crocifissione’, con una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura. Poi, tra le altre opere, un olio dedicato all’eruzione dell’Etna e un autoritratto.

Fortini, arriva documentario a 25 anni dalla morte’Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini

28 novembre 201915:03

A 25 anni dalla morte di Franco Fortini, psseudonimo di Franco Lattes, poeta, saggista e critico letterario, redattore del ‘Politecnico’ e tra i fondatori della rivista politico-letteraria ‘Ragionamenti’, arriva il documentario ‘Memorie per dopo domani’ del regista Lorenzo Pallini che ci riavvicina e ci fa riscoprire uno dei grandi maestri del Novecento, pressochè dimenticato. Modello di pensiero critico, che costantemente verifica se stesso e si mette in discussione, senza mai rassegnarsi a una visione semplificata o unilaterale del mondo, Fortini, nato a Firenze il 10 settembre 1917 e morto a Milano il 28 novembre 1994, ha insegnato Storia della critica all’Università di Siena e ha avuto una grande influenza sulle generazioni e i movimenti del ’68, specialmente tra i giovani.
Pallini nel giorno dell’anniversario della sua morte lancia il crowdfunding con Produzioni dal basso “per far fronte all’alto costo legato ai diritti di distribuzione dei materiali storici e di archivio, ma anche per creare un network attivo e un maggiore interesse intorno a quest’autore e alla sua importanza”. ‘Memorie per dopo domani’ è una produzione indipendente, che vuole recuperare la figura dello scrittore, non solo in ambito accademico e in contesti intellettuali, ma nella vita di tutti i giorni e nelle nostre esistenze, come “nutrimento necessario” dice Pallini. Perchè “In un simile momento di disillusione, perdita di identità e memoria storica, in cui valori e diritti civili vengono sistematicamente calpestati, la figura di Fortini risulta simile a quella di un alieno. O di un fantasma” spiega.
Nessun intento commemorativo o celebrativo, piuttosto quello di incoraggiare e aprire con questo documentario una riflessione sull’uso della memoria e, quindi, sul senso del lavoro culturale di Fortini, autore di libri come ‘Foglio di via ed altri versi’, ‘Composita solvantur’, ‘ ‘Dieci inverni’, ‘I poeti del Novecento’.

Mika porta anche a Roma energia e passioneIl Revelation Tour ha fatto tappa nella capitale

ROMA28 novembre 201913:09

– Mika ha portato la sua energia e la sua allegria contagiose anche a Roma. Ieri sera l’artista di origini libanesi sbarcato al Palazzo dello Sport (pieno per poco più della metà) con il suo Revelation Tour, che sta facendo tappa in Italia con ben 12 date per portare dal vivo il nuovo album My Name is Michael Holbrook, uscito a ottobre (Universal Music).
Un tuffo tra atmosfere colorate e irriverenti, che riprendono la musica anni ’80-’90 e non disdegnano nella scenografia (che ricorda un’enorme installazione d’arte) anche le esperienze televisive degli ultimi anni in una dimensione più teatrale, nella quale campeggiano un King Kong gigante, la sagoma di spalle della statua del David e le foto dei suoi genitori (un riferimento esplicito, insieme al titolo del nuovo disco, alla ricerca del vero Michael in contrapposizione al personaggio Mika).
In scaletta, oltre ai brani del nuovo lavoro, anche i successi che hanno segnato la sua carriera, partita nel 2016 con la hit Grace Kelly. Novanta minuti di musica, durante i quali Mika si è concesso anche un vero e proprio bagno di folla, scendendo dal palco per cantare e ballare con gli increduli spettatori del parterre.

Più libri, per biblioteche ogni studente spende 1,13 euroDati Aie il 5 dicembre alla Nuvola

28 novembre 201913:09

– La spesa media di ogni studente per il funzionamento delle biblioteche scolastiche è di 1,13 euro, nel 2011 era di 1,56 euro. E il numero di scuole dotate di biblioteca si attesti oggi all’85% rispetto all’89% deol 2011.
Questo malgrado il 45% delle scuole indichi che la biblioteca sia stata potenziata grazie a iniziative come #ioleggoperché.
Sono i primi dati della nuova indagine dell’Associazione Italiana Editori, in collaborazione in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), che sarà presentata il 5 dicembre alle 11.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria che si concluderà l’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
La ricerca, a 8 anni dall’ultima rilevazione, è basata sulle risposte di 7.762 scuole e mostra come le biblioteche scolastiche continuino a essere un’emergenza nazionale. Ne discuteranno Lucia Azzolina (Sottosegretaria MIUR), Ricardo Franco Levi (presidente AIE) e Giovanni Peresson (AIE), moderati dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.
Nella seconda giornata della Fiera nazionale della piccola e media editoria si parlerà anche di ‘Politiche per il libro, gli editori e la lettura in Francia e Germania’ all’incontro realizzato in collaborazione con Aldus e moderato da Stefano Salis (Il Sole 24 Ore). Di quello che avviene in Europa e nelle scuole straniere in Italia si discuterà all’appuntamento ‘L’educazione alla lettura nei programmi scolastici europei’ dove alcune scuole straniere di Roma e i loro insegnanti racconteranno la loro esperienza e quella del loro Paese.
Biblioteche e lettura saranno temi trattati anche nei due incontri in collaborazione con ISTAT del 7 dicembre.

Colabianchi a Cagliari, “farò del Lirico un hub culturale”Opere classiche ma inedite nel programma del neo sovrintendente

CAGLIARI28 novembre 201913:11

– “Lavoreremo per mantenere e migliorare il già ottimo livello del Teatro Lirico di Cagliari e accrescerlo in termini di qualità e quantità. E’ la prima industria culturale della Sardegna: in questo senso lo immagino come un hub, un punto di riferimento che produca opere, contenuti, servizi anche verso teatri minori e non solo”. Così Nicola Colabianchi, il nuovo sovrintendente appena insediatosi al timone dell’ente al posto di Claudio Orazi, ora alla guida del Carlo Felice di Genova.
Abruzzese, 62 anni, Colabianchi è originario di Rosciolo dei Marsi, il famoso “paesello tanto bello”, come cantava Luciano Tajoli. Direttore d’orchestra, compositore, pianista, librettista, nominato prima da Francesco Rutelli e poi da Giuliano Urbani membro del Cda del Teatro dell’Opera di Roma e, per una parentesi, direttore artistico. Il numero uno del Lirico annuncia una politica nel segno della continuità, sottolineando l’importanza di una sinergia con tutte le figure professionali del Teatro, attività nel territorio, collaborazioni internazionali come “West Side Story” con Chicago o rappresentazioni di opere rare come Palla de’ Mozzi di Marinuzzi, che il 31 gennaio inaugura il nuovo cartellone. E poi, tra le sue mosse imminenti, dovrà nominare il direttore artistico e amministrativo.
“Sono cosciente del fatto che i finanziamenti giungono dalle tasse dei cittadini e quindi da usare con cura per incrementare e migliorare la proposta culturale nell’Isola e nel mondo – spiega il neo sovrintendente – intercettare il flusso turistico già di alto livello in Sardegna per le attrattive uniche a livello mondiale e attirarlo con un’offerta culturale che lo convogli a teatro. Servono nuovi sponsor per mantenere lo standard di qualità e ci adopereremo anche su questo fronte”.
Colabianchi ha l’entusiasmo del primo giorno. “Nell’analisi delle peculiarità delle diverse fondazioni ho intenzione di mantenere l’identità del Lirico di Cagliari, conosciuto per rappresentazioni di opere rare o mai eseguite”.

Licia Lanera porta Cechov al PetruzzelliIn prima nazionale con una sua versione del Gabbiano

BARI28 novembre 201913:14

– Licia Lanera porta una sua versione del Gabbiano di Cechov in prima nazionale al Teatro Petruzzelli, il 29 e 30 novembre, come secondo appuntamento della trilogia russa ‘Guarda come nevica’, dopo Cuore di Cane da Bulgakov.
All’attrice e regista il Comune di Bari ha poi affidato gli spettacoli che riapriranno il Teatro comunale ‘Piccinni’ con una grande festa il 5 e 6 dicembre.
Con lei il nuovo spettacolo vede in scena anche Vittorio Continelli, Mino Decataldo, Alessandra Di Lernia, Jozef Gjura, Marco Grossi, Fabio Mascagni, Giulia Mazzarino. Qui Cechov racconta la disperazione di uomini ‘piccoli piccoli’ trapiantati in campagna, dai fallimenti privati che non lasciano traccia, oppressi dall’eterna paura della vecchiaia e della solitudine.
Quale occasione migliore – argomenta l’artista – per riflettere sul teatro e “parlare della vita che schianta i nostri sogni” e “ci fa diventare diversi da quello che pensavamo”, “attrici dalla vita disastrata, scrittori senza carattere, giovani drammaturghi disperati”.

Fumetti in mostra-mercato il 7 e 8 dicembre a Reggio EmiliaOltre 120 espositori in Fiera, ospite d’onore Fabio Civitelli

REGGIO EMILIA28 novembre 201913:16

– Torna il 7 e 8 dicembre la Mostra-mercato del Fumetto nei padiglioni delle Fiere di Reggio Emilia. Giunta alla 63/a edizione e organizzata dall’Anafi (Associazione nazionale amici del fumetto e dell’illustrazione), vedrà la presenza di oltre 120 espositori. Ospite della manifestazione sarà Fabio Civitelli, uno dei più celebri disegnatori di Tex, personaggio che ha appena celebrato i 70 anni di vita ed è tuttora il più venduto in Italia. Civitelli firmerà una stampa prodotta per l’occasione con un suo disegno originale di Tex Willer autorizzato da Sergio Bonelli Editore.
In programma anche una mostra dedicata all’autore modenese Paolo ‘Paul’ Campani, creatore con Max Massimino Garnier della Paul Film, responsabile di gran parte della pubblicità a cartoni animati di Carosello. Anche quest’anno, poi, la mostra si caratterizza per la presenza di numerose piccole case editrici, che producono fumetti italiani e stranieri, e di altri settori cartacei, come le figurine e le locandine cinematografiche.

‘Mater Matuta’, mito primordiale a NapoliDal 30/11 con opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco

NAPOLI28 novembre 201914:57

– La ‘Mater Matuta’, che abbraccia nel suo grembo l’intero ventaglio di simbologie relative alla nascita dell’uomo superando le barriere di spazio e tempo, è il tema della mostra ‘Da me al cielo, eterno assoluto’ con le opere di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco che sarà inaugurata sabato prossimo, 30 novembre, alle 12, nel Castel dell’Ovo a Napoli (fino al 9 gennaio). Promossa dal Comune (Assessorato alla Cultura e Turismo), la mostra è la terza tappa del percorso curato da Davide Caramagna; verranno esposte 14 opere delle 28 del ciclo “Mater Matuta” di Schifano, prima di essere collocate nella sede della Fondazione Pescarabruzzo in esposizione permanente, e altre 60 opere di Vallifuoco centrate sul medesimo tema. “La mostra attraverso il ciclo quasi sconosciuto di Mario Schifano ed il lavoro realizzato da Gennaro Vallifuoco attraverso le forme nuove ed antiche delle sue Matres vuole far riscoprire la prestigiosa collezione di Matres Matutae del Museo Provinciale di Capua” spiega Caramagna.
La Mater Matuta, nella lettura dei promotori dell’evento, “trascende il flusso della storia realizzandosi come mito immutabile”. La testimonianza di queste sensazioni è mantenuta viva dai reperti conservati a Capua, luogo della memoria delle origini. Le Madri di tufo sembrano conservare nel loro ‘sacro silenzio’ la voce del mondo primordiale che attraverso le epoche e le religioni giunge fino ad oggi. Osservando i reperti e la fattura arcaica di un mondo semplice e naturale, si resta incantati e ci si rende conto di come l’uomo riconoscesse nella Madre Terra la sua identità di essere vivente. É un fascino duraturo che destò “sublimi affetti” in artisti come Mario Schifano (1934-1998) e l’irpino Gennaro Vallifuoco, scenografo, illustratore, collaboratore di Roberto De Simone.

Archeologico Napoli, dicembre di eventi per ThalassaPer ‘Museo al Museo’ artisti su tema mare aspettando mostra

APOLI28 novembre 201914:58

– Musica, spettacoli e performance nel segno del mare: è ‘Muse al Museo. Speciale Thalassa’, dal 5 all’8 e il 20 dicembre, cartellone di eventi in attesa della grande mostra sulle ‘meraviglie sommerse dal Mediterraneo’, dal 12 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’iniziativa è abbinata anche al lancio della nuova campagna abbonamenti Open Mann, tessera che consente l’ingresso libero al MANN per 365 giorni, mostre comprese: 8000 sono state le card sottoscritte nel primo anno, 15 euro il prezzo speciale che sarà praticato dal 1 dicembre al 12 gennaio 2020.
Aprirà il cartellone ‘Speciale Thalassa’ il concerto ‘Il mare di mezzo’ (ore 17, sala Toro Farnese, ore 17) con Luca Lanzi (Casa del vento), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (storici componenti dei Modena City Ramblers).

Gruppo Mondadori adotta formato ePub3 per le novità eBookMiglior accesso alla lettura per persone con difficoltà visive

8 novembre 201915:35

– Tutte le novità eBook delle case editrici del Gruppo Mondadori – Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer e Mondadori Electa – saranno pubblicate nel nuovo formato ePub3, a partire da questo mese. Il nuovo formato consente la pubblicazione di testi digitali con un maggiore livello di accessibilità: grazie ad una più attenta marcatura dei contenuti e descrizione delle immagini, i lettori con disabilità visive avranno a disposizione un maggior numero di libri adatti alla fruizione con tecnologie di assistenza come tastiere apposite e voice-over.
Il Gruppo Mondadori è il primo editore italiano ad aver adottato la versione più recente dello standard internazionale per tutte le nuove pubblicazioni digitali. Il progetto di aggiornamento è stato portato a compimento dopo un’attenta analisi del nuovo formato con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’esperienza di lettura rendendola più inclusiva.
Continua così l’impegno del Gruppo Mondadori per potenziare le possibilità di accesso alla lettura a favore delle persone con difficoltà visive, tema cui da sempre riserva grande attenzione, collaborando anche con istituzioni come Fondazione LIA e Fondazione Paideia su grandi progetti di inclusività, come il catalogo dei libri italiani accessibili (https://catalogo.fondazionelia.org) e i libri digitali in CAA (comunicazione aumentativa alternativa) – progetto ILIBRIPERTUTTI (https://www.ilibripertutti.it). Perfettamente retro compatibile con qualsiasi dispositivo e app di lettura, il formato ePub3 permetterà inoltre di produrre in modo agevole anche i libri con grafiche complesse o con caratteristiche “aumentate” quali multimedialità, interattività e animazioni.
Il Gruppo Mondadori è il leader di mercato dell’editoria trade con una quota complessiva del 25,7%. Dal 2010 il Gruppo pubblica in eBook gran parte delle propria produzione editoriale, per un totale di circa 20.000 titoli a catalogo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Qui da noi non c’è posto, accoglienza spiegata ai bambini
Con Lindau Junior una storia di pregiudizi e speranza

28 novembre 201915:35

– Andrée Poulin/Enzo Lord Mariano, QUI DA NOI NON C’E’ POSTO (Lindau Junior, pp.32, 16 euro). La parola rifugiato che fa rima con accoglienza, mentre razzismo e xenofobia vengono cancellati dal vocabolario: è un libro di speranza, ma anche un’occasione per far riflettere i più piccoli su un tema di scottante attualità come l’immigrazione “Qui da noi non c’è posto”, il nuovo albo illustrato di Lindau Junior, in uscita il 29 novembre. Scritto da Andrée Poulin, con i disegni di Enzo Lord Mariano, il volume (che l’8 dicembre sarà presentato a Roma nell’ambito di Più libri, più liberi) ha il pregio di saper parlare al cuore, raccontando una storia che fa commuovere, ma che appare necessaria perché con semplicità insegna il valore della fraternità, della tolleranza e del rispetto.
Troppe bombe, troppo sangue, l’unica scelta è partire lasciandosi alle spalle il proprio paese: è così che i fratelli Marwan e Tarek diventano profughi, iniziando il loro terribile viaggio per mare su una barca sovraccarica di altri disperati.
Dopo una traversata che sembra non avere fine, in cui conosceranno il rifiuto, l’indifferenza e il pregiudizio degli altri, finalmente i due piccoli protagonisti troveranno rifugio e, con esso, la speranza del futuro grazie ad altri bambini che apriranno loro il proprio cuore. Il libro, il cui valore educativo è stato riconosciuto da Oxfam Italia, vuole essere uno strumento valido che docenti e genitori possono utilizzare per spiegare ai bambini in modo diretto ed efficace non solo l’importanza dell’accoglienza e la necessità di aprirsi verso chi viene considerato ‘diverso’, ma anche il significato di parole come “profugo”, “profugo interno”, “rifugiato”, “richiedente asilo”, “apolide”.

torna al Forte di Bard World Press PhotoDal 6 dicembre al 6 gennaio 2020, esposte le 140 foto vincitrici

AOSTA28 novembre 201915:54

– Tornano al Forte di Bard le migliori fotografie giornalistiche internazionali del World Press Photo.
Dal prossimo 6 dicembre al 6 gennaio 2020 il centro espositivo valdostano propone un allestimento delle 140 immagini aggiudicatesi il più prestigioso premio al mondo di fotogiornalismo e rappresentative del 2018. La vincitrice è intitolata Crying Girl on the Border di John Moore che mostra la piccola Yanela Sánchez, originaria dell’Honduras, che si dispera mentre la madre viene perquisita da agenti della polizia di frontiera statunitense a McAllen, in Texas. Tre i fotografi italiani finalisti per il World Press Photo 2019: Marco Gualazzini, Lorenzo Tugnoli e Daniele Volpe. Novità di questo anno è il Premio World Press Photo Story of the Year, assegnato all’olandese Pieter Ten Hoopen con The Migrant Caravan. Ideato nel 1955 dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam, il concorso ha selezionato in questa edizione 78.801 fotografie di 4.738 fotografi di 129 paesi. In occasione del primo giorno di apertura, venerdì 6 dicembre, sono previste due visite guidate: la prima alle 10.30, curata da Samira Damato, exhibitions manager and curator della mostra, e alle 12 con Olivia Harris, fotografa premiata con il primo premio nella sezione Contemporary Issues – Stories.

Mare Fermo, l’integrazione possibileChiappaventi e l’esperienza dei migranti della Save the Youths

28 novembre 201915:56

– Guy Chiappaventi, MARE FERMO (Ensemble, pp.200, 12 euro). Sul campo da gioco corrono, sudano, si misurano con gli altri non per vincere ma per provare a dimostrare che, nonostante le difficoltà, l’accoglienza è ancora possibile, che l’integrazione è qualcosa che si può fare; può capitare però che da un giorno all’altro spariscano nel nulla, lasciando su quel campo i compagni di squadra e prendendo di nuovo la strada per andare via, se la burocrazia rende troppo alto il rischio di ritornare all’inferno che si sono lasciati alle spalle nel proprio Paese. Alla storia dei giocatori, tutti giovani migranti africani venuti dal mare in condizioni disperate, della squadra di calcio Save the Youths è dedicato il libro “Mare Fermo” del giornalista Guy Chiappaventi, edito da Ensemble. Un libro forte e sincero, vissuto sulla propria pelle dall’autore, che apre una breccia nell’indifferenza di un’Italia dai porti chiusi, che sembra provare solo rancore e pregiudizio nei confronti degli immigrati.
Attraverso il racconto dei migranti-giocatori, il volume (che sarà presentato a Più libri, più liberi a Roma l’8 dicembre) accende i riflettori su una piccola ma significativa realtà di provincia (siamo nelle Marche, a Fermo, dove si allena e gioca la Save the Youths) in cui si tenta, grazie al lavoro di uomini volenterosi, un’integrazione credibile tra rifugiati e italiani ma dove non mancano casi di cronaca che fanno riflettere, come quello dell’omicidio di Emmanuel, un profugo nigeriano e cattolico, ucciso con un pugno da un italiano.

Mvseum, tra i quadri di un albo illustratoEsce per Orecchio Acerbo

29 novembre 201909:53

– JAVIER SAEZ-CASTAN E MANUEL MARSOL, MVSEUM (ORECCHIO ACERBO, PP 52 A COLORI, EURO 14). Arriva in libreria un travolgente racconto, senza parole, di quando la vita entra nei quadri. E di quando i quadri prendono vita. E’ l’albo illustrato ‘Mvsevm’ di Javier Sáez-Castán e Manuel Marsol pubblicato da Orecchio Acerbo Editore.
Un personaggio errante, che tanto somiglia a Edward Hopper, una mattina entra in uno strano edificio. All’interno, lungo le pareti i quadri si animano con scene di vita appena trascorsa e quella che forse era una visita di cultura si trasforma in un incubo ‘ardente’ da cui è meglio uscire alla svelta.
Ma i tratti di quel guardiano minaccioso non sono quelli delle tigri padane di Ligabue?E quei quadri alle pareti -impronte di Magritte, pennellate di Rousseau- non sono più realistici della realtà? Pieno di ironia e di mistero, da un soggetto della geniale mente di un maestro dell’albo illustrato come lo spagnolo Javier Sáez-Castán, 55 anni, con le illustrazioni dipinte su legno del madrileno Manuel Marsol, 35 anni, insignito recentemente del Premio Internazionale di Illustrazione alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, ‘Mvsevm’ è un omaggio alla pittura americana ,con un po’ di surrealismo di Magritte, il tutto circondato da reminiscenze dei ‘Labirinti’ di Borges. Un’avventura pittorica in cui realtà e arte si scambiano i loro ruoli.
Cos’è un museo? È un luogo dove archiviare le immagini? Un dispositivo per osservare il mondo? Una versione aggiornata della caverna di Platone?

Biagio Antonacci, ho seguito sogni di ragazzo di Rozzano’Chiaramente visibili dallo spazio’ è album in uscita domani

29 novembre 201909:50

S’intitola ‘Chiaramente visibili dallo spazio’ il nuovo album di Biagio Antonacci, in uscita domani. Il quindicesimo capitolo discografico dell’ex ragazzo di Rozzano che faceva il geometra e voleva cantare le sue canzoni, è composto da un totale di dodici canzoni nate in luoghi diversi, fino ad arrivare a New York, dove è stato in parte registrato. “Ho pensato ad una grande lente, in alto nello spazio – ha spiegato Antonacci – attraverso la quale qualcuno o qualcosa ci osserva e vede i nostri pregi e anche i nostri difetti. A mio avviso vede più cose belle”. Anticipato dall’uscita del singolo ‘Ci siamo capiti male’, l’album al completo è frutto anche della collaborazione tra Antonacci e un nutrito gruppo di musicisti, tra i quali anche il percussionista brasiliano Mauro Refosco (già sentito al lavoro con David Byrne e Red Hot Chili Peppers), il bassista Spencer Zahn e i chitarristi Massimo Varini e Placido Salamone, oltre all’orchestra dell’EdoDea Ensemble. “Negli anni – ha raccontato Antonacci – ho cercato di rispettare sempre i sogni di quel ragazzo di Rozzano che voleva fare il suo primo disco. Mai avrei pensato di arrivare a scrivere quindici album da studio e nemmeno di poter continuare negli anni ha suscitare interesse.
Ho sempre gli occhi di quel ragazzino e ogni volta mi sento come se dovessi dimostrare qualcosa, non agli altri ma a me stesso”.
Alle canzoni che compongono la scaletta dell’album che va da ‘L’amore muore’ fino a ‘Una brava persona’, passando attraverso ‘Beata te’, ‘Parigi sei tu’ con la voce campionata di Edith Piaf, ‘Non è così sbagliato dirsi ciao’, ‘La vanità’ e le altre, si e messo al lavoro in veste di produttore anche Taketo Gohara.
“Mi piace da sempre raccontare le storie semplici – ha raccontato il cantautore milanese – così come delle difficoltà di comunicazione. Canto delle persone comuni, che sono i veri eroi. Arrivo dalla periferia e da una famiglia che ha fatto fatica. Ho vissuto il cantiere come geometra per otto anni e conosco il valore dei soldi, perché prima non ne ho avuti”. Al prossimo tour con il quale portare in giro le nuove canzoni, Antonacci non ha invece ancora pensato: “Accetto consigli – ha detto lui – perché dal vivo ho provato già tutto. Arrivo da un recente tour molto pop con Laura (Pausini) e forse la prossima direzione che prenderò potrebbe essere più minimalista. Magari sarà la volta dei teatri, perché ho voglia di presentarmi da solo con la chitarra e il pianoforte”.

Mahmood, da Milano nuovo tour EuropeoBelgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania

28 novembre 201916:05

– Per Mahmood, quella appena trascorsa è stata una stagione trionfale. Ma era solo l’inizio.
A partire dal 14 aprile 2020, l’artista italiano dei record torna on the road con un nuovo tour europeo con partenza dalla sua Milano, che proseguirà poi toccando Belgio, Olanda, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Svizzera. Queste le tappe: il 14 aprile a Milano-Alcatraz.
15 aprile Anversa, De Roma.
19 aprile Parigi, Bataclan.
20 aprile Amsterdam, Melkweg.
21 aprile Londra, 02 Shepherd’s Bush Eempire.
25 aprile Murcia, Sala Rem.
27 aprile Madrid, Sala But.
3 maggio Monaco, Technikum.
4 maggio Stoccarda, Wizemann.
7 maggio Colonia, Gloria.
10 maggio Amburgo, Mojo.
15 maggio Losanna, Les Docks.
16 maggio Zurigo, Komplex 457.
La produzione del tour è di Friends & Partners, prevendite presso il circuito TicketOne.it

a Bologna ‘Noi…Non erano solo canzonette’Storia d’Italia tra il 1958 e il 1982 attraverso musica d’autore

BOLOGNA28 novembre 201916:36

– Dall’abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958 a quello di Paolo Rossi ai compagni di squadra sul prato del Bernabeu nella notte dell’Italia mondiale a Madrid nel 1982, cuciti con il filo rosso della musica per raccontare, in cento canzoni, un quarto di secolo del Paese Si apre domani a Bologna – dopo la tappa torinese della scorsa primavera-estate – la mostra ‘Noi… Non erano solo canzonette’, rappresentazione della storia italiana recente attraverso la musica d’autore.
La mostra curata da Giampaolo Brusini, Giovanni De Luna e Lucio Salvini – a Palazzo Belloni da domani al 12 aprile 2020 – con il sottotitolo ‘Penso che un sogno così non ritorni mai più’ porta in scena un percorso cronologico e multisensoriale in cui musica, società, stili di vita e mode, si intrecciano l’uno con l’altra attraverso undici aree tematiche dalla grande immigrazione verso le città del Nord della fine degli Anni Cinquanta fino all’entusiasmo degli Anni Ottanta. Dopo Bologna la mostra approderà a Pesaro.

S. Cecilia: Ivo Pogorelich, il grande ritornoLo straordinario pianista croato in recital il 1 dicembre

28 novembre 201916:43

– Lo straordinario pianista Ivo Pogorelich, ex ‘enfant terrible’ della musica classica, torna dopo una lunga parentesi sul palcoscenico dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia in un recital attesissimo per la Stagione da Camera domenica 1 dicembre alle 20:30 all’ Auditorium Parco della Musica. Il grande artista croato proporrà alcuni capisaldi del suo repertorio: ‘Gaspard de la nuit’ di Ravel, suo cavallo di battaglia immortalato nel 1983 in una incisione intramontabile della Deutsche Grammophon che lo ha consacrato tra l’olimpo dei giganti del pianoforte; la Suite Inglese n.3 di Bach; la Sonata op.22 di Beethoven; Barcarolle op.60 e il Preludio op.45 di Chopin. Pogorelich, 58 anni di Belgrado, ha esordito a Santa Cecilia nel 1983 e si è esibito l’ ultima volta per l’ Accademia Nazionale nel 2011. Formatosi a Mosca studiando con Aliza Kezeradze, divenne famoso a 22 anni per un concorso non vinto, il Concorso internazionale Chopin di Varsavia dove la sua esclusione provocò le dimissioni di Martha Argerich che definì il giovane pianista “un genio”. Da allora Pogorelich ha conquistato il pubblico di tutto il mondo e suonato con le orchestre più prestigiose, dai Berliner e Wiener Philarmoniker alla New York Philarmonic. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente a sostenere i giovani musicisti. E’ attivo inoltre in campo umanitario come ambasciatore di pace dell’Unesco ed ha istituito borse di studio per i giovani in Croazia. Si esibisce regolarmente in concerti di beneficenza per finanziare la ricerca sul cancro. Ha ricevuto il premio di ambasciatore di eccellenza dalla Fondazione degli ambasciatori di Pasadena. Ha partecipato a numerosi concerti per raccogliere fondi a favore dell’Unesco e della Croce Rossa per la realizzazione di ospedali e la ricostruzione del suo paese.

‘Incursioni’, nuova collana di narrativa di Italo SvevoDiretta da Dario De Cristofaro, in libreria i primi due titoli

29 novembre 201913:42

Arriva in libreria ‘Incursioni’, una nuova collana di narrativa della Italo Svevo Edizioni, diretta da Dario De Cristofaro, con pagine intonse, come tradizione della casa editrice, e progetto grafico di Maurizio Ceccato.
I primi due titoli sono ‘Alba senza giorno’ del barese Fernando Coratelli, 49 anni, ispirato a fatti di cronaca, in cui si intrecciano con l’andamento del thriller le vicende di due ragazzi rom in viaggio per cercare fortuna nell’Europa occidentale, una giovane madre della periferia milanese e un sicario della ‘ndrangheta. In ‘Scavare’ che segna l’esordio di Giovanni Bitetto, nato ad Andria nel 1992, viene raccontata l’amicizia, prima simbiotica, poi conflittuale, fra uno scrittore nichilista e un filosofo marxista, in un lungo monologo notturno.
Nata dall’esperienza decennale di Dario De Cristofaro con lo scouting della rivista Effe, Incursioni vuole “provare a unire l’esperienza delle riviste, in questi anni rifiorite, a una collana, unite alla forma libro dal tempo lento, con le pagine intonse” spiegano i curatori. Nelle storie proposte “la bellezza della forma non è mai fine a se stessa, ma esprime e libera la profondità dei contenuti. I libri – sottolineano gli ideatori – si contraddistinguono per sensibilità e intelligenza, istinto narrativo e sguardo acuto sulla realtà” .
La collana non intende lavorare sulla quantità, ma concentrarsi su una selezione di titoli che sia attenta e curata in ogni aspetto, redazionale, grafico e promozionale, inserendosi nel percorso già tracciato con successo dalla Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile.

Simpson, 30 anni di un mito globaleMoritz Fink in libreria con Leone Editore

28 novembre 201917:20

– I Simpson compiono 30 anni e per celebrare la loro storia Moritz Fink, studioso indipendente e bibliotecario, pubblica un libro che ne ripercorre la storia.
Partendo dalla nascita della serie, l’autore arriva ad analizzare l’enorme impatto culturale dei personaggi all’interno dei media e nell’universo del fandom. Ad esempio, non tutti ricordano il cortometraggio Good Night, trasmesso il 19 aprile 1987 durante una puntata del Tracey Ullman Show. Eppure quel video ha segnato la prima apparizione televisiva di una delle famiglie più conosciute e amate dagli americani. Nella loro casa al 472 di Evergreen Terrace, ecco l’indolente Homer Simpson, con la devota moglie Marge e i figli Bart, Lisa e la piccola Maggie.
Con un crescendo di successo nel corso degli anni, I Simpson sono diventati la più importante sitcom della tv americana, riflesso e parodia della società occidentale, rappresentata nella sua totalità. Creata da Matt Groening e James L. Brooks, la famiglia più famosa di Springfield si è trasformata in un vero e proprio fenomeno mediatico globale, inconfondibile per la sua irriverenza.
“Il culto dei Simpson – scrive Moritz Fink – non riguarda soltanto i fan irriducibili del programma. Significativamente, coinvolge anche persone che seguivano la serie con frequenza più o meno regolare quando andava per la maggiore negli anni Novanta (come me); persone che hanno visto solo alcuni episodi o frammenti (come mia sorella o il mio ex insegnante d’inglese); o persone che non hanno mai guardato un episodio, ma conoscono la sitcom perché ne hanno sentito parlare da altri o perché hanno visto i personaggi fare bella mostra di sé su qualche T-shirt (mia madre e mio padre appartengono a questa categoria)”.
Il libro ‘I Simpson. Trent’anni di un mito’ (Leone Editore) arriva oggi in libreria.

Esce Trilogy, nuovo album d’inediti di Arturo StàlteriUndici brani in cui è protagonista con il suo pianoforte

28 novembre 201917:20

– Esce venerdì 29 novembre “Trilogy” (etichetta Felmay), il nuovo album d’inediti di Arturo Stàlteri, tra i pianisti contemporanei più conosciuti e apprezzati in Europa, nonché storica voce di Rai Radio 3. A quasi due anni da “Low & Loud”, il musicista in quest’opera si è ispirato al numero tre, nei suoi numerosi significati: 11 brani in cui è assoluto protagonista con il suo pianoforte fatta eccezione per la partecipazione di Laura Pierazzuoli al violoncello e Federica Torbidoni al flauto in alcuni pezzi.
“Trilogy” è anche un omaggio a Keith Emerson, del quale reinterpreta il brano omonimo, in una lettura per due pianoforti.
Il disco contiene un tributo a Napoli, il Trittico Napoletano: “Ci sono tre brani, uno ispirato a Domenico Scarlatti, uno al Vesuvio (da un’idea di Gianni Colini Baldeschi) e uno a Tony Esposito, del quale riarrangio “Rosso Napoletano”, in una versione per pianoforte, flauto e knotdrum”, spiega Stàlteri.
“Un’altra trilogia è quella dei “Trois Morceaux en forme de Pomme”, con il pensiero ai “Trois Morceaux en forme de Poire” di Erik Satie (nessun riferimento musicale, ma solo letterario).
Nel cd, inoltre, è presente un rarefatto brano dal titolo “Three Pianos” (tre pianoforti, di cui due a volte “trattati”) e l’immancabile tributo a J. R. R. Tolkien e alla sua trilogia “Il Signore degli Anelli”, con “Tre Anelli ai Re degli Elfi” per pianoforte e violoncello (versi tratti dal “Poema dell’Anello”).
“C’è anche una composizione ispirata al celebre ‘Trittico del Giardino delle Delizie’ – spiega il pianista – del pittore fiammingo del ‘500 Hieronymus Bosch, e una pagina pianistica suggerita dalle immagini delle tre principali divinità babilonesi: Anu, Enlil, Ea”.
A breve partirà l’instore tour di Stàlteri in giro per le Feltrinelli di tutta Italia.

Benedetta Tobagi, piazza Fontana un processo impossibileIn un volume Einaudi per 50 anni strage del 12 dicembre

28 novembre 201917:56

– BENEDETTA TOBAGI, ‘PIAZZA FONTANA. IL PROCESSO IMPOSSIBILE’ (PASSAGGI EINAUDI, PAG. 425, 20 EURO) In un racconto serrato e documentatissimo, Benedetta Tobagi indaga la strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) a partire dal primo processo sull’attentato, un processo-labirinto celebrato tra Milano, Roma e infine Catanzaro nell’arco di quasi vent’anni. Prima di essere affossato da assoluzioni generalizzate, esso porta alla luce una sconcertante trama di depistaggi e accerta le pesanti responsabilità dei terroristi neri e di alcuni ufficiali dei servizi segreti fino a trasformarsi in un processo simbolico allo Stato: una ricostruzione che si arricchisce e trova sostanziali conferme nei decenni successivi. Piazza Fontana sottopone il sistema della giustizia a una torsione estrema; è un incubo, ma insieme un risveglio. Se da un lato la tragedia dell’impunità alimenta un profondo sentimento di sfiducia, dall’altro comporta una dolorosa presa di consapevolezza che contribuisce alla maturazione di una coscienza critica in ampi settori del mondo giudiziario e tra i cittadini.
Benedetta Tobagi

Jasmine Trinca, in Simple Women regista di un’iconaL’attrice, con l’età sono diventata meno snob

8 novembre 201918:26

‘Simple Women’ di Chiara Malta, produzione Italia/Romania, racconta di un’ossessione del cinema e sul cinema, quella di Federica (Jasmine Trinca) folgorata in adolescenza dalla visione di ‘Simple Men’ di Hal Hartley e, soprattutto, della sua interprete Elina Löwensohn che nel film soffriva di crisi epilettiche proprio come lei. Trent’anni dopo Federica, ormai regista della tv vaticana, incontra improvvisamente per le strade di Roma Elina, il suo mito underground, che è nella capitale per un ennesimo provino che probabilmente andrà male. Federica, presa dall’entusiasmo, le propone subito di girare un film sulla sua vita, dall’infanzia nella Romania di Ceausescu fino ai cult-movie americani. Sul set però niente va come previsto, perché il cinema è un’illusione e gli idoli, quando sono messi sotto la lente di ingrandimento, non sono poi così belli come ce li si aspettava. E poi per Federica è una sorta di catarsi perché si ritrova a dover fare i conti, oltre che con la sua icona dell’infanzia, anche con se stessa e con la sua mancata voglia di crescere. Il film opera prima di Chiara Malta, dopo la première mondiale al Festival di Toronto, è passato oggi in anteprima italiana al 37/ma edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile. “Per anni – racconta Chiara Malta, già autrice di corti e del documentario Armando e la politica – ho creduto che Elina Löwensohn fosse un’attrice americana. L’avevo vista al cinema, nei film di Hal Hartley. Non posso dire di essere stata una sua fan. Sapevo chi era, niente più: Elina Löwensohn, un’attrice americana. Poi un giorno qualcuno ci ha presentate.
Mi ha detto subito che era rumena. Di quest’incontro mi è rimasta l’eco di una frase in testa, come un ritornello martellante, ostinato: ‘Non sono un’attrice americana’. Non sono ciò che credi. Simple Women è iniziato così”. “Mi ha interessato il ribaltamento di ruolo di un attrice, come me, che interpreta regista – dice oggi a Torino Jasmine Trinca – . Lei diventa per me un alter ego, una rivale in un gioco alla stesso tempo divertente e crudele. Nel film poi, come si vede puntualmente, c’è stata una sorta di identificazione tra me e il personaggio di Elina che, tra l’altro, ha avuto a sua volta la difficoltà, anche psicologica, di interpretare se stessa”. E ancora l’attrice in una prospettiva di bilanci:”Se penso che dal mio primo film, La stanza del figlio (1999) di Nanni Moretti, sono passati venti anni mi fa impressione. È vero che con il tempo è difficile mantenere sempre alte le energie, anche perché il mio approccio al lavoro prevede sempre un investimento forse eccessivo di emotività e bagaglio personale, e dopo un po’ di anni questo tipo di condivisone non è semplice né scontata. Con l’età – conclude – sono meno snob di un tempo e cerco di approfittare di più del divertimento che c’è nel fare cinema”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gianni Di Gregorio e l’ultimo Fantastichini
È ‘Lontano lontano’ , giovani-vecchietti ed emigrazione

29 novembre 201914:05

‘Lontano lontano’ e un film pulito, delizioso e anche con una sua morale che si potrebbe sintetizzare così: i sogni dei vecchi devono viverli i giovani.
Diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini (nella sua ultima interpretazione) e Giorgio Colangeli racconta appunto di sogni che non invecchiano mai. O almeno è quello che pensano Attilio (Fantastichini), tonico venditore di bric e brac a Porta Portese; Giorgetto (Colangeli), radicato scansafatiche con banco di verdure, e infine, il “Professore” (Di Gregorio). Tre pensionati romani, stanchi del quotidiano arrabattarsi, che sognano di scappare in qualche posto esotico dove la loro pensione valga di più.
Cominciano così a raccogliere il capitale necessario, e studiano anche, guidati dall’acuto Prof. Federmann (Roberto Herlitzka), dove andare. E questo nel segno di un paese davvero sicuro in tutti i sensi, ovvero: “senza violenza, meduse, terremoti e maremoti”. Alla fine il luogo scelto sono le Azzorre, ma i tre pensionati non sono più tanto convinti di partire. Anche perché, nel frattempo, si sono affezionati ad Abu (Salih Saadin Khalid) giovane migrante che Giorgetto ha come adottato. L’idea del film – presentato a Festa Mobile della 37/ma edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 febbraio distribuito da Parthènos – spiega oggi a Torino Di Gregorio (Il pranzo di ferragosto): “me l’ha data Matteo Garrone che mi ha stimolato a scrivere di un pensionato povero costretto ad andare all’estero. Così, dopo tre anni di lavoro, sono arrivato a scrivere prima un racconto, pubblicato da Sellerio, e poi la sceneggiatura del film”. È vera commozione da parte del regista quando parla della scomparsa di Fantastichini: ” mi manca tantissimo – dice -. Provo un dolore tremendo che non sia qui. È stato un uomo e un attore straordinario, che nascondeva dietro la sua leggerezza una grande tensione morale. Era poi un vulcano – aggiunge – che ci aveva schiavizzati tutti. La prima volta che l’ho incontrato, insieme a Colangeli, per pranzo dopo un po’ ha vinto tutte le nostre resistenze alimentari tanto che siamo usciti dal ristorante completamente stravolti”. Per Colangeli, ‘Lontano lontano’: “è un film a rilascio lento difficile da raccontare. Quello che succede è molto banale, ma poi dentro ci sono cose molto complesse”. Conclude Gianni Di Gregorio: “Mentre scrivevo queste storie individuali, le tragedie in mare legate all’immigrazione, sono entrate prepotentemente nella storia. Ed è nato così il personaggio di Abu, giovane africano arrivato in Italia con un gommone”. Nel cast del film, prodotto da Bibi Film con Rai Cinema in coproduzione con la francese le Pacte, anche Daphne Scoccia, Francesca Ventura, Silvia Gallerano, Iris Peynado e Galatea Ranzi.

Teatro: a Bologna sul palco attori senza fissa dimora’Twilight room’ e ‘Temporanea’ a CostArena e Alemanni

BOLOGNA28 novembre 201918:28

– ‘Racconti dell’ultima stanza’ è il progetto dell’Amorevole Compagnia Pneumatica che prevede ‘The twilight room. Ai confini della società’ spettacoli teatrali con persone senza fissa dimora e la rassegna ‘Temporanea’ di teatro sociale, negli spazi CostArena e teatro Alemanni a Bologna, poi anche a Parma e Reggio Emilia.
‘The twilight room’ vedrà in scena (30/11, 1/12 e 7/12) attori professionisti e apprendisti, che hanno conosciuto la vita di strada e partecipato all’attività didattica della compagnia, per sei episodi diversi e autoconclusivi, due per serata. Si racconta del Twilight Hotel, che accoglie persone senza fissa dimora, ma che nasconde un’altra attività perché gli ‘homeless’ ospitati vengono legati, torturati e uccisi dinanzi a una telecamera, per ‘snuff movie’ da vendere Dark web. Ma tutto giocato sul filo del paradosso e di uno humour nero di satira sociale. ‘Temporanea’ (dal 3 al 7/12) vedrà impegnate cinque compagnie, con due titoli a sera.

Musica: il 31 dicembre a Bologna festival ‘Galactica’In fiera fino alle 7 del mattino con dj internazionali

BOLOGNA28 novembre 201918:29

– Charlotte de Witte (Belgio), Ellen Allien (Germania), Bec (Gran Bretagna), gli italiani Joseph Capriati, V111 e Mattia Trani si alterneranno alle consolle il 31 dicembre a Bologna, al padiglione 36 della Fiera, per la seconda edizione di ‘Galactica electronic music festival’, con allestimenti scenografici e visual, dalle 20 alle 7 del mattino.
Il festival è promosso da Uncode, collettivo nato nel 2015 a Bologna, che da anni porta in città alcuni dei più importanti nomi della scena clubbing internazionale, che ha annunciato l’apertura di un nuovo club ne centro storico cittadino. Negli spazi dell’ex Arteria in vicolo Broglio nascerà Usb (Underground sounds Bologna), per portare nel cuore della città i protagonisti del clubbing. L’impresa nasce grazie alla volontà di Bonny Lester, production manager e promoter del The Garden a Tisno in Croazia e Antonio Mazzotta di Uncode. Il locale, completamente rinnovato, sarà aperto cinque giorni a settimana con format a cadenza fissa il venerdì e il sabato.

Nasce a Zanzibar il primo museo dedicato a Freddie MercuryPer iniziativa dell’imperiese Boero e Jafferji amico di famiglia

IMPERIA28 novembre 201919:00

– È nato il primo museo dedicato a Freddy Mercury Museum. Ha preso corpo a Stone Town dove il leader dei Queen era nato il 5 settembre 1946 sull’isola di Zanzibar. E’ stato allestito nell’abitazione su Shangani Street dove Mercury visse, per iniziativa dell’imperiese Andrea Boero e Javed Jafferji, una amico della famiglia del cantante. Il Freddy Mercury Museum è stato inaugurato il 24 novembre per commemorare il 28/0 anniversario della scomparsa del musicista.
Boero e Jafferji hanno compiuto un meticoloso lavoro di ricerca, hanno raccolto oltre 100 foto esclusive, testimonianze e dediche, tutto custodito al piano terra della casa dove Farrokh Bulsara, vero nome dell’artista, visse. Il museo raccoglie, tra i vari cimeli, il suo certificato di nascita. Il materiale in esposizione ripercorre le radici zoroastriane del cantante, la sua fanciullezza in Zanzibar, la scuola a Panchgani in India e il suo percorso che lo ha portato a diventare una delle più grandi stelle del panorama musicale.
“Un sentito ringraziamento – affermano Andrea e Javed – va alla famiglia Bulsara, agli amici di Freddie e ai Queen che in questo coinvolgente percorso ci hanno sostenuto. Ora anche Freddie ha il suo museo, come merita”.

Modà, al via da Bologna Testa o croce tour 2019/2020Debutto il 2 dicembre, poi date fino all’Arena di Verona (2/5)

OLOGNA28 novembre 201920:09

– Partirà ufficialmente lunedì 2 dicembre dall’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) il ‘Testa o croce tour 2019/2020’ dei Modà, che tornano live dopo due anni di pausa e dopo l’uscita del nuovo album, di cui è ora in radio il singolo ‘…puoi leggerlo solo di sera’, unica canzone d’amore autobiografica del disco. In programma date fino a maggio: 4 dicembre Assago, 7 Brescia, 8 Torino, 11 Firenze, 14 Roma; 6 e 7 marzo Acireale, 10 Eboli, 13 e 14 Bari, 17 Reggio Calabria, 20 Roma, 24 Genova, 28 e 29 Assago; 2 maggio Arena di Verona.
I Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo 7 album e decine di hit. Il gruppo è composto da Kekko Silvestre (voce, pianoforte), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso), Enrico Zapparoli (chitarra elettrica, chitarra acustica) e Claudio Dirani (batteria). Sono esplosi nel 2011 con l’album ‘Viva i romantici’ e hanno conquistato due volte il podio a Sanremo, nel 2011 (‘Arriverà’) e nel 2013 (‘Se si potesse non morire’).

Debuttano le felpe dei ragazzi dell’Istituto TumoriDopo 6 mesi lavoro ecco Youth, logo raffigura cicatrici

MILANO29 novembre 201911:37

– Debuttano le felpe YOUTH ideate dai ragazzi del Progetto Giovani della Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che dal 3 dicembre sarà ospitata alla Rinascente di Milano. Sono il frutto di sei mesi di lavoro di 32 giovani tra i 15 e i 24 anni, coordinati dalla stilista Gentucca Bini.
Belle e pratiche, ma dense di significati, a partire dal logo: “Come in altri progetti artistici realizzati negli anni passati, anche questa volta i nostri ragazzi hanno usato la creatività per raccontarsi – spiega Andrea Ferrari, Responsabile del Progetto Giovani -. Il marchio scelto parla di “giovinezza” con l’esponenziale “all’ennesima potenza”. Il logo, diviso in due da un taglio, raffigura le cicatrici dei ragazzi e in particolare la cicatrice del port-a-cath, il catetere per l’infusione della chemioterapia; in alcuni modelli è coperto da una banda che rappresenta un evento improvviso che rischia di rovinare l’adolescenza, che poi diventa occasione di rinascita”.

Gianni Morandi porta a 25 le date al Duse di Bologna’Stasera gioco in casa’, a febbraio quattro nuovi spettacoli

BOLOGNA29 novembre 201912:49

– Salgono a 25 i concerti di Gianni Morandi al Teatro Duse di Bologna. ‘Stasera gioco in casa’ proseguirà ancora per un mese con quattro nuove date: 13, 20, 26 e 27 febbraio. L’annuncio è stato dato dallo stesso artista al termine del concerto di ieri sera, durante il quale Morandi ha riproposto come sempre i suoi grandi successi e si è raccontato in maniera inedita, dialogando direttamente con il pubblico, tra aneddoti, battute, sogni ed emozioni.
Accompagnato da Alessandro Magri al pianoforte ed Elia Garutti alla chitarra, lo spettacolo vede una scaletta diversa per ogni data. Una selezione sempre nuova tratta dal suo immenso repertorio, composto da oltre 600 canzoni. Già molto apprezzato il nuovo brano ‘Stasera gioco in casa’ che apre il concerto: la canzone, scritta dal nipote di Gianni, Paolo Antonacci, figlio di Marianna e Biagio Antonacci, è una ballad dolce e romantica.

The Script tornano in Italia9 luglio a Pistoia Blues Festival e 10 a Milano Summer Festival

PISTOIA29 novembre 201912:57

– La band rock-pop internazionale The Script torna in Italia la prossima estate per due concerti: il 9 luglio a Pistoia per un’anteprima della 41/a edizione del Pistoia Blues Festival e il 10 al MIlan Summer Festival.
La band ha appena pubblicato un nuovo disco ‘Sunsets & Fulll Moons’ che richiama le atmosfere dei primi fortunatissimi dischi e sarà impegnata in un lungo tour che ha già fatto segnare diversi sold-out. Con 6 miliardi di stream, 30 milioni di singoli e 11 milioni di album venduti, oltre 12 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e 1.8 milioni di biglietti venduti, The Script si collocano in una delle serate del Festival dedicati alle proposte d’eccellenza del rock d’oltremanica.
La serata a Pistoia, con palco in piazza Duomo, sarà aperta da Becky Hill, giovanissima cantautrice inglese tra le più apprezzate del pop britannico contemporaneo.

Kenro Izu presenta a Modena ‘Requiem for Pompei’Dal 6 dicembre 55 foto ‘mostrano’ giorno dopo eruzione 79 d.C.

MODENA29 novembre 201913:07

– Un’esposizione presenta 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese Kenro Izu alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. E’ ‘Requiem for Pompei’, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, in programma dal 6 dicembre al 13 aprile alla Fondazione Modena Arti Visive (Fmat).
L’esposizione è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei, che per l’occasione ha prestato alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime dell’eruzione e che successivamente la ospiterà nei propri spazi espositivi.
Kenro Izu (Osaka, 1949) è da sempre affascinato dalle vestigia delle civiltà antiche, che lo hanno portato a realizzare delle serie di immagini nei siti archeologici più importanti e conosciuti, dall’Egitto alla Cambogia, dall’Indonesia all’India, dal Tibet alla Siria. ‘Requiem for Pompei’ è un progetto iniziato nel 2015, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena.

In mostra statua etrusca OfferenteA San Gimignano dove fu scoperta, mai esposta prima

SAN GIMIGNANO29 novembre 201913:20

– Sarà esposta per la prima volta al pubblico, in occasione di una mostra ai Musei Civici di San Gimignano (Siena), l’Offerente, “eccezionale” statua in bronzo lunga 64 centimetri, risalente all’età etrusca, scoperta nel 2010 sulle alture della Torraccia di Chiusi, nel territorio di San Gimignano verso la Valdelsa. ‘Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani’ il titolo dell’esposizione, in programma dall’1 dicembre al 31 maggio.
Il ritrovamento avvenne durante la ristrutturazione di un edificio: la statua, che ritrae una figura maschile che indossa una toga, in ottimo stato di conservazione, fu trovava sul fondo di uno scasso. Interrotti i lavori, a partire dal 2011 la Soprintendenza diede avvio a una campagna di scavi che ha fatto emergere un’area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno 500 anni, dal III secolo a.C. fino al II secolo d.C..
La statua fu trovata sepolta vicino a un monolite in pietra squadrato che doveva fungere da altare.

Dardust, esce il singolo SublimeAnticipa album “S.A.D. Storm and Drugs”, in uscita il 17 gennaio

29 novembre 201913:36

– E’ uscito “Sublime”, il secondo brano estratto da “S.A.D. Storm and Drugs”, il nuovo disco di Dardust che uscirà il 17 gennaio per Sony Music Masterworks e Artist First.
L’album è l’ultimo capitolo di una trilogia discografica che attraversa l’asse geografico/musicale Berlino-Reykjavík-Edinburgo, primo progetto italiano di musica strumentale che unisce il mondo pianistico minimalista all’immaginario elettronico di matrice Nord Europea. Dardust si è ispirato, per la scelta del titolo, allo “Sturm und Drang”, la corrente tedesca di fine Settecento che vedeva come protagonisti alcuni scrittori e pittori come Goethe e Caspar Friedrich.
“Concetto base della corrente Sturm und Drang era il Sublime che è un duplice sentimento, ossia la paura di fronte a scenari spesso spaventosi e l’estasi davanti agli stessi scenari – racconta Dardust -. Questo concetto è rappresentato perfettamente nelle immagini del pittore David Caspar Friedrich caratterizzate da figure ritratte di spalle, che si chiamano ruckenfigur, di fronte a scenari spesso tempestosi e spaventosi.
Nel 2018 mi sono sentito come in un quadro di Friedrich. Quando non puoi cambiare una situazione, l’unica cosa che puoi fare è cambiare te stesso, e io ho scelto di rifugiarmi nell’estasi creativa, scappando e rifugiandomi a Edimburgo, dove ho scritto Sublime e tutto l’album”.
Dardust tornerà live da febbraio 2020. Ogni show dello “Storm and Drugs Live” sarà articolato in due atti: il primo, Storm, più intimo e dal taglio teatrale che riprende la poetica e l’immaginario dello sturm und drang settecentesco in ogni aspetto visivo; il secondo, Drugs, attinge alla parte più electro trasformando lo show nel finale in una vera atmosfera rave.
Queste le prime date: 27 febbraio Roma, 5 marzo Milano, 6 marzo Torino, 20 marzo Madrid, 26 marzo Parigi, 27 marzo Bruxelles.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Baglioni, nuovo singolo dal 3 gennaio
Gli anni più belli, dà il titolo al nuovo film di Muccino

9 novembre 201913:37

– Gli anni più belli è il nuovo inedito di Claudio Baglioni, in uscita il 3 gennaio. Il brano dà il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, al cinema dal 13 febbraio.
La canzone è una delle dodici tracce che compongono il nuovo album di inediti del cantautore, in uscita in primavera. Dodici canzoni, come le dodici note e come le serate a giugno alle Terme di Caracalla a Roma di “Dodici Note”, tutti i classici di Claudio Baglioni, per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.
Una ‘prima nella prima’: per la prima volta in assoluto, infatti, la stagione estiva dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla ospiterà dodici serate consecutive dello stesso artista.
Queste le date: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18 giugno.

Parte da Milano Hope Christmas tour di AlleviPrimo dicembre concerto con coro sold out al Dal Verme

29 novembre 201913:39

– Parte il primo dicembre con un tutto esaurito al Teatro Dal Verme di Milano l’ ‘Hope Christmas Tour’ di Giovanni Allevi. In questa nuova tourneè, per la prima volta il compositore affiancherà al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dall’Orchestra Sinfonica Italiana.
In scaletta composizioni inedite, brani di Natale e grandi classici rivisitati. Dopo le date in Italia, anche concerti in pianoforte solo in Austria, Germania e Svizzera.

Musica: Gianna Nannini ospite della ‘settimana pacifica’7 concerti, 7 ospiti per Pacifico a Milano

ILANO29 novembre 201914:14

– E’ Gianna Nannini l’ospite a sorpresa della Settimana Pacifica, la serie di 7 concerti, dal 2 all’8 dicembre, al teatro Filodrammatici di Milano di Pacifico.
Gli altri guest – Malika Ayane, Samuele Bersani, Francesco De Gregori, Giuliano Sangiorgi, Francesco Bianconi, Neri Marcoré – erano già stati annunciati, ma mancava da riempire la casella del 4 dicembre.
“Gianna Nannini. Una sorpresa, come sempre – commenta Pacifico – Mi pare più veloce del tempo. Non si ferma mai a guardarlo passare, gli salta addosso, spreme ogni minuto dall’orologio. E poi la voce. Che spalanca le finestre, che sospende le preoccupazioni, che ti fa mimare la chitarra a gambe larghe in salotto mentre ci canti sopra. Sarà un onore averla con me nella Settimana Pacifica”.
Pacifico, 6 album all’attivo, come autore collabora con i più importanti artisti italiani, tra cui i suoi ospiti milanesi.
Oltre al decennale sodalizio con Gianna Nannini, ha scritto per Andrea Bocelli, per Gianni Morandi, per Adriano Celentano, per Malika Ayane, per Eros Ramazzotti, per Zucchero, per Giorgia, per Antonello Venditti e molti altri.

I Medici, Lorenzo il magnifico tra maturità e vendetta / VIDEOSu Rai1 da 2/12 con Daniel Sharman. Nel cast Montanari e Marcorè

30 novembre 201910:22

“Lorenzo Il Magnifico vivrà un periodo di maturità. La definirei la sua epoca dark. La terza stagione tratteggia l’ascesa e la caduta di una figura storica e “visionaria” per Firenze, un uomo complesso, che ritroviamo alle prese con il desiderio di vedetta e riscatto”. Daniel Sharman torna a vestire i panni del protagonista della serie tv “I Medici”, coprodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group, venduta in oltre 100 paesi. Ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer.
L’attore londinese lo ritroviamo ora nel terzo capitolo, che ha per sottotitolo “Nel nome della famiglia”, in onda dal 2 dicembre su Rai1 per quattro prime serate.Le nuove puntate saranno disponibili anche in streaming e on demand su RaiPlay e trasmesse con le stesse modalità anche in Ultra HD su Rai 4K al tasto 210 del telecomando di tivùsat.
Mentre il nuovo regista della terza stagione de I Medici è  canadese Christian Duguay (Coco Chanel, sant’Agostino). Da Botticelli a Leonardo e Michelangelo, gli splendori del Rinascimento tornano sul piccolo schermo tra cospirazioni e lotte di potere a Firenze nella seconda metà del ‘400.
Ritroviamo l’attore britannico nei panni de il ‘Magnifico’, personaggio che dovrà cercare di continuare a consolidare il suo potere a Firenze e farsi valere anche nel territorio più esteso dello scacchiere italiano ed internazionale. “A parte la vendetta – spiega Sharman – si sono calcificati all’interno di Lorenzo la perdita della giovinezza e di una visione idealistica della vita. Lo troviamo come un uomo in grado di gestire il potere. In questo momento così interessante, deve mantenerlo”.  L’attore lo vedremo in una serie targata Netflix in uscita tra maggio e giugno “il ‘weeping monk’, il monaco piangente, di “Cursed””.
Tornando ai Medici 3 tra Lorenzo e papa Sisto IV, si consumerà uno scontro a distanza e il Conte Riario, già organizzatore della Congiura dei Pazzi, ne approfitterà per provare a scatenare una guerra tra Firenze e Roma. Le truppe del Regno di Napoli si schiereranno al fianco di quelle papali, mettendo a rischio l’esistenza di Firenze.
Mentre la situazione della banca si fa instabile, la politica spinge Lorenzo a rinunciare agli ideali di un tempo, mettendo a dura prova il rapporto con la moglie Clarice, soprattutto in occasione dell’incontro del Magnifico con una vecchia conoscenza: Ippolita Sforza. Ma la famiglia Medici supererà i dissapori e il lutto per la morte di Giuliano in seguito alla scoperta dell’esistenza di Giulio, figlio naturale del defunto Giuliano. Nel frattempo, Lorenzo continua a finanziare il mondo dell’arte, incontrando il genio di nuovi artisti, come Leonardo e un giovane Michelangelo.
Nel cast ritroviamo Alessandra Mastronardi è Lucrezia Donati, moglie del mercante Ardinghelli e amante del Magnifico, Synn›ve Karlsen, la moglie di Lorenzo Clarice Orsini, Aurora Ruffino Bianca de’ Medici.
“Le donne fa notare Ruffino – hanno un ruolo importantissimo. Sono colte e intelligenti, sostengono i loro uomini, lavorano dietro le quinte perché avevano dei ruoli, comunque, da rispettare”. In alcuni flashback rivediamo ancora Bradley James il cui personaggio, il fratello di Lorenzo, Giuliano de’ Medici, è stato assassinato nel Duomo di Firenze. Nella nuova stagione tante new entry italiane e internazionali, da Francesco Montanari (prima un colpo di fulmine poi diventeranno antagonisti).
Neri Marcorè che darà il volto al Papa Innocenzo VIII, successore di Papa Sisto IV: “L’aspetto umano di chi si trova a ricoprire il ruolo di capo della Chiesa è una cosa molto affascinante. Tanti registi investono in questo tipo di storie: Moretti, Sorrentino… Nella seconda parte della storia, quando divento Papa Innocenzo VIII, il mio personaggio cambia atteggiamento nei confronti dei Medici”. (Marcorè va ricordato aveva già interpretato un pontefice era stato uno struggente papa Luciani ndr). A Giorgio Marchesi è stato affidato il ruolo di Giacomo Spinelli, nuovo avversario di Lorenzo il Magnifico, mentre Johnny Harris sarà Bruno Bernardi suo nuovo consigliere. La colonna sonora è firmata ancora una volta da Paolo Buonvino.
Il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta: ” La terza serie chiude la saga della famiglia iniziata con Cosimo e proseguita con la giovinezza di Lorenzo il Magnifico. Con Lux Vide, siamo alla vigilia di un nuovo racconto internazionale, dedicato a Leonardo”. A dar vta la genio sarà l’attore irlandese Aidan Turner. La nuova maxi serie  che vede nel cast anche Adriano Giannini e Matilda De Angelis anddrà in onda alla fine del 2020.

Piazza Fontana a fumetti, 50 anni dopoCani sciolti di Gianfranco Manfredi, disegni di Roberto Rinaldi

29 novembre 201920:53

Piazza Fontana a fumetti. In libreria e fumetteria arriva l’episodio della saga di Gianfranco Manfredi dedicato alla strage di 50 anni fa: è ‘Cani Sciolti. Milano, 12 dicembre’ , edito da Sergio Bonelli Editore. Soggetto e sceneggiatura sono di Manfredi, che firma anche la postfazione, mentre i disegni e la copertina sono di Roberto Rinaldi.
Gianfranco Manfredi ci accompagna nell’autunno del 1969, quando gli scioperi infiammano gli animi e le cariche in piazza si fanno più brutali. A Milano la tensione è palpabile e tutto sembra portare verso la tragedia, che puntuale arriva il 12 dicembre, giorno della strage di Piazza Fontana. Una bomba esplode all’interno della filiale della Banca dell’Agricoltura.
Dove sono e cosa fanno, in quel momento, i nostri Cani Sciolti? Un drammatico punto di svolta nella storia della città e dell’intero Paese. L’inizio di anni bui e di trame che ancora oggi non sono state del tutto spiegate e risolte. Mentre la vita, che va avanti nelle piccole e grandi cose della quotidianità, si ferma per dare l’addio alle vittime innocenti.

Inge Morath, 140 foto in prima retrospettiva italianaDal 30 novembre al 19 gennaio al Museo di Roma in Tratevere

9 novembre 201915:03

– I reportage di viaggio da Venezia al Danubio, dall’Iran alla Cina.I ritratti di grandi personaggi come Igor Stravinsky, Harold Pinter, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Audrey Hepburn. Si possono vedere nella prima retrospettiva italiana sul cammino umano e professionale della fotoreporter ‘Inge Morath. La vita.La fotografia’ al Museo di Roma in Trastevere, dal 30 novembre al 19 gennaio 2020. A Roma la Morath, prima fotoreporter donna entrata a far parte della Magnum Photos, arriva per la prima volta nel 1954, poco dopo aver cominciato a lavorare per la famosa agenzia fotografica.
Oltre 140 scatti e numerosi documenti inediti ripercorrono, in 12 sezioni, la sua storia, dagli esordi come giornalista, all’apprendistato al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson, fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue. Ci sono anche immagini, realizzate da grandi maestri come Bresson e Yul Brinner, che ritraggono la Morath, morta a New York nel 2002, in diversi momenti della sua carriera. E una sezione è riservata alla serie di curiosi ritratti ‘mascherati’ realizzati in collaborazione con il disegnatore Saul Steinberg.
L’esposizione, curata da Marco Minuz, Brigitte Blüml-Kaindl e Kurt Kaindl, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è un viaggio nel mondo di una grande viaggiatrice poliglotta nata a Graz, in Austria, nel 1923 , cresciuta in un ambiente colto e dai numerosi interessi. Il primo viaggio in Italia della Morath è a Venezia ed è proprio nella Laguna che prende corpo la sua passione per la fotografia e gli scatti sulla quotidianità della città , durante un lungo soggiorno nel 1955, sono andati a far parte del volume illustrato ‘Venice Observed’ della storica dell’arte Mary McCarthy.

Book art tra le sculture di Marino Marini a FirenzeOgni 1/a domenica mese al museo mostra mercato volumi d’arte

9 novembre 201915:49

– Un museo trasformato in una sorta di piazza per ospitare una volta al mese, ogni prima domenica dalle 11 alle 18, una mostra mercato a ingresso gratuito di libri d’arte e d’artista, alla maniera dei bouquinistes parigini ma tra le sculture di Marino Marini. Il tutto accompagnato da altre iniziative, come reading o laboratori per i più piccoli. E’ ‘Bammm! Books & art al Museo Marino Marini’, iniziativa al via l’1 dicembre negli spazi espositivi del museo di arte contemporanea di Firenze dedicato al grande scultore celebre, non solo, per i suoi cavalli. E proprio per la giornata inaugurale di domenica prossima di Bammm! lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli, presenterà (16.30), il suo nuovo libro ‘Matto come un cavallo. Cavallo e cavaliere nell’opera di Marino Marini’, edito dal Centro Di di Firenze.

A Palazzo Reale 400 gioielli Van Cleef ArpelsIl Tempo, la Natura e l’Amore fil rouge esposizione milanese

29 novembre 201916:22

– MILANO

– Apre il 30 novembre a Palazzo Reale, a Milano, la mostra Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore che presenta, per la prima volta in Italia, l’universo della Maison di Alta Gioielleria attraverso oltre 400 gioielli, orologi e oggetti preziosi realizzati fin dalla sua fondazione, nel 1906. Documenti d’archivio, disegni al tratto e a gouache testimoniano le origini della creazione artistica accompagnando i preziosi esemplari provenienti dalla Collezione Van Cleef & Arpels e da prestiti privati.
Promossa dal Comune di Milano Cultura e Palazzo Reale e prodotta da Van Cleef & Arpels in collaborazione con la Fondazione Cologni, la mostra è curata da Alba Cappellieri, professore ordinario di Design del Gioiello e dell’Accessorio al Politecnico di Milano e direttore del Museo del Gioiello di Vicenza. La mostra si articola intorno a tre concetti: il Tempo, la Natura e l’Amore, considerati come i valori più rappresentativi della Maison.

Cocciante, Notre Dame sono io, storia di diversitàNapoli, dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope torna opera record

NAPOLI29 novembre 201916:28

– “Notre Dame sono io, una storia della diversità”. C’è anche Riccardo Cocciante ad accompagnare la sua opera dei record a Napoli dove lo spettacolo ormai fenomeno globale torna per l’ottava volta dal 3 all’8 dicembre al Palapartenope.
”Esmeralda è una zingara, Frollo un prete che si innamora, fa quindi una cosa per lui sbagliata, si parla di rapporti con gli stranieri. Anche io sono un diverso, ed ho imposto questa mia diversità. Per un artista è un dovere essere fuori dal coro” racconta trasformando la conferenza stampa di ‘Notre Dame de Paris’, nella sala Giunta del Comune di Napoli, in un miniconcerto al piano. ”Qui mi sento a casa, Napoli con il suo pubblico entusiasta è uno spettacolo nello spettacolo, sentiamo questa forza. E io amo la melodia” sottolinea l’autore ricordando il legame tra musica napoletana e lirica. ”Questa città ama la musica, Cocciante è uno dei più grandi talenti contemporanei” lo accoglie il sindaco Luigi de Magistris.
”É lei la novità, merita il ruolo e si è subito inserita tra grandi artisti” dice Cocciante presentando la cantante albanese Elhaida Dani, nuova Esmeralda di questa edizione (dal 2018) già in tour per l’ Italia con i consueti sold-out (prossima tappa Bari, dal 19 al 15 dicembre). Nel cast Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo) e Tania Tuccinardi (Fiordaliso) e oltre 30 artisti tra ballerini, acrobati e breaker. La produzione di uno dei più grandi live realizzati in Europa è di David e Clemente Zard e Enzo. Scoperta da Cocciante (era nel suo team in The Voice of Italy, che vinse nel 2013) Elhaida ringrazia dedicando lo spettacolo al suo Paese colpito da terremoto e intonando un commosso ‘Vivere per amare’.

Matera 2019: con ‘Altofest’ la cultura entra nelle caseIl progetto prevede che i cittadini lucani ospitino gli artisti

MATERA29 novembre 201916:30

– “Michelina è originaria di Montemurro ma vive da molti anni a Tursi. Quando le abbiamo proposto di partecipare al progetto ‘Altofest Matera-Basilicata 2019′ è stata un po’ timorosa per la nuova esperienza in sé, ma felice di ospitare una famiglia di artisti: lui spagnolo e lei giapponese con il loro bambino. Non solo una ‘donatrice di spazio’ ma un mini-mondo dentro casa sua”.
Nelle parole di Massimiliano Burgi della Fondazione Matera-Basilicata 2019 c’è tutto il “cuore” della contaminazione culturale della terza tappa di “AltoFest”. Il progetto porta artisti nazionali e internazionali nelle abitazioni dei cittadini lucani, per la creazione di spettacoli aperti al pubblico. Nel fine settimana saranno in scena nell’entroterra jonico, nei comuni di Tursi e Montalbano Jonico, dove tre famiglie ospiteranno sei formazioni artistiche con i loro spettacoli di teatro, danza e arte performativa. Nelle scorse settimane il progetto ha già “contaminato” l’area del Vulture e la Val d’Agri.

Tff: Altan rivede vignetta Berlusconi, poteva andare peggioIl disegnatore si racconta nel documentario di Stefano Consiglio

TORINO29 novembre 201916:44

– E’ forse la sua vignetta più famosa. Risale al 1994, quando vinse Berlusconi. Uno dice ‘Poteva andare peggio’. L’altro risponde secco ‘No’. Altan l’ha rivista. E’ diventata: ‘Poteva andare peggio. Sì’. Il grande disegnatore ne parla a Torino, dove viene presentato al Tff in anteprima nella sezione Festa Mobile il docufilm ‘Mi chiamo Altan e faccio vignette’ di Stefano Consiglio. Il suo legame con il Festival è storico perché c’è il Premio Cipputi che da 25 anni è uno dei riconoscimenti più rappresentativi.
Nel film, che ritrae la sfera privata di Altan, poco propenso a raccontarsi pubblicamente, grandi attori, come Stefania Sandrelli, Angela Finocchiaro e Paolo Rossi, interpretano i protagonisti delle vignette. “Cipputi non c’è. E’ talmente vero che rifarlo sarebbe stata una diminuzione”, spiega il regista.
Sulla satira Altan non è pessimista: “In questo momento c’è molto umorismo involontario da parte di chi dovrebbe essere oggetto di satira. Se la sua funzione è creare dubbi c’è ancora spazio”.

Bocelli, per Natale torna Return to loveUna nuova versione inedita del brano

9 novembre 201916:55N

– Reduce dalla straordinaria notizia della candidatura ai Grammy Awards, Andrea Bocelli celebra la magia del Natale e da oggi, venerdì 29 novembre, torna in radio e in digitale con “Return To Love (Christmas Version)” (https://AndreaBocelli.lnk.to/RTLChristmasVersion), una nuova versione inedita del brano contenuto nell’edizione speciale del suo ultimo album “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION” (Sugar) – uscito lo scorso 8 novembre dopo aver venduto oltre 1 milione di dischi in tutto il mondo con “Sì”.
“Return To Love (Christmas Version)”, prodotto da Bob Ezrin e registrato agli Abbey Road Studios di Londra, – che nella versione del disco è cantata insieme a Ellie Goulding – ora si tinge delle calde atmosfere natalizie grazie alla collaborazione con un emozionante Coro Gospel regalando così al pubblico la suggestione senza tempo delle feste. Una sorpresa per i fan di tutto il mondo che hanno amato l’ultimo progetto del tenore, arrivando a regalargli la prima posizione nella classifica dei dischi più venduti sia in USA che in Uk.
Il nuovo album di Andrea Bocelli, “Sì FOREVER: THE DIAMOND EDITION”, contiene due featuring inediti d’eccezione con Jennifer Garner in “Dormi Dormi Lulluby”e con Ellie Goulding in “Return To Love” e tre nuovi brani: una versione speciale per il 25º anniversario del successo “Il mare calmo della sera”, vincitore al Festival di Sanremo 1994, che presenta un inciso in inglese scritto da Zucchero; il brano “Alla Gioia”, registrato per commemorare il 250º anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrato in tutto il mondo nel 2020 e una nuova registrazione di “Ragazzo Mio”, basata sul tradizionale motivo irlandese “Danny Boy” che affronta il tema centrale della separazione.
Nel suggestivo brano “Return to love”, invece, Bocelli duetta con la star internazionale Ellie Goulding,. Qui l’artista britannica canta per la prima volta in italiano con Bocelli.

Aste: Parigi, stivali Napoleone venduti per oltre 117.000 euro

PARIGI29 novembre 201917:19

– Un paio di stivali, di taglia 40, indossati da Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena sono stati venduti per 117.208 euro presso la casa d’aste Drouot di Parigi.
Gli stivali vennero prestati dal generale Bertrand (1773-1844), collaboratore di Napoleone durante l’esilio a Sant’Elena, allo scultore Carlo Marochetti (1805-1867) che lavorava a una scultura equestre dell’imperatore. Il figlio dello scultore, il barone Marochetti, li regalò a sua volta al senatore Paul Le Roux. Conservati finora in famiglia, erano stimati tra i 50.000 e gli 80.000 euro. La vendita è andata dunque oltre le attese.

Un musical sulla vita di Jacko dal punto di vista del guantoSpettacolo prodotto da Johnny Depp. Debutto a gennaio

NEW YORK29 novembre 201917:40

– La vita di Michael Jackson dal punto di vista del suo iconico guanto a lustrini. E’ la nuova avventura in cui si è lanciato Johnny Depp che ha deciso di produrre “For the Love of a Glove: An Unauthorized Musical Fable About the Life of Michael Jackson, as told by his Glove”, scritto da Julien Nitzberg e che debutterà a Los Angeles il prossimo 25 gennaio.
Il punto di vista del guanto è stato scelto per offrire una nuova prospettiva alle ‘strane forze’ che hanno definito Jacko e gli scandali che lo hanno tormentato durante la maggior parte della sua esistenza. “Tutto ciò di cui è stato accusato MJ – ha detto Nitzberg – in realtà è stato causato dal suo guanto, che in realtà è un alieno che proviene dallo spazio e si nutre di sangue di un ragazzo vergine”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Consegnato Ennio Morricone l’Ordine del Sol Levante
Onorificenza per contributo a interscambio Giappone-Italia

9 novembre 201918:22

– Il Giappone rende omaggio a Ennio Morricone con il conferimento dell’Ordine del Sol Levante.
L’onorificenza, “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”, è stata consegnata al maestro, nella sede della residenza dell’ambasciatore giapponese, a Roma.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche giapponesi. Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Da dolce vita a horror, l’amarcord di Barbara SteeleL’attrice lanciata da Mario Bava è l’icona del festival

TORINO29 novembre 201920:46

E’ la regina dell’horror sullo schermo in Italia e negli Usa, ma Barbara Steele ama parlare della dolce vita degli anni trascorsi in Italia dove ha lavorato con registi come Mario Bava, Riccardo Freda, Federico Fellini e Mario Monicelli. E confessa che come regista avrebbe voluto fare Medea “una donna consumata dall’ossessione e dall’amore al punto da uccidere i figli. Ho visto la Medea di Pasolini, un bellissimo film. Io adoravo Pasolini”.
L’attrice ricorda con una punta di nostalgia la Roma degli anni ’60: “era un’esplosione di creatività e vitalità. E’ stata la parte migliore della mia vita e della mia carriera. Per me era l’ombelico del mondo”, racconta l’attrice britannica, classe 1937, icona del Tff. La sua immagine, con i capelli che coprono metà del volto, campeggia nella locandina del Festival sui muri di Torino. “Non ricordo il momento preciso in cui è stata scattata. E’ una foto strana, una metafora dei personaggi doppi che ho interpretato, metà dark e metà virginali. Mi sono sempre piaciute le parti oscure, il dramma, l’agonia. Del resto ho sposato un uomo che si chiama Poe”, spiega Barbara Steele che, nell’incontro con la stampa, parla un po’ in italiano e un po’ in inglese. Accanto a lei la direttrice del Tff, Emanuela Martini.
“A Roma mi ha chiamato Bava, mi ha assegnato una parte nel film La maschera del demonio, senza neppure conoscermi. Non sapevo che fosse un horror. Aveva visto delle foto che un tizio mi aveva scattato mentre vendevo in un piccolo banco a Portobello e le aveva pubblicate su Life. Per me l’unico legame con Roma era il latino che avevo studiato a scuola, ma sarei andata di corsa, anche se mi avessero chiamato per cucinare o per fare torte”, racconta l’attrice che è madrina della retrospettiva Si può fare, dedicata dal Tff all’horror classico, e ha ricevuto il Gran Premio Torino. Barbara Steele parla di Fellini che la chiamò in ‘8 1/2′ (“un grande mago con il cilindro e la frusta dorata. Creava un incantesimo con la sua immaginazione”), dei registi Joe Dante e Roger Corman, “tutti e due educati e gentili. Diversamente da Margheriti, Freda o anche Fellini”, di David Cronenberg (“timido e gentile, mi venne a trovare nella mia casa al mare con un mazzo di fiori più grande di lui”). Tra i suoi ricordi c’è anche il serial killer che le ha chiesto dal carcere una foto autografata del film La maschera del demonio: “Non gliel’ho mandata, mi sento un po’ in colpa”, confessa.

Cinema: a Benigni premio Langhe Roero e MonferratoRiconoscimento Film Commission Piemonte alla Nuvola Lavazza

TORINO29 novembre 201920:52

– Dopo Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, la terza edizione del Premio Langhe Roero Monferrato va a Roberto Benigni. Una “personalità di enorme carisma che da anni connota la scena culturale del nostro Paese e non solo”, sottolinea Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte, che organizza la serata alla Centrale della Nuvola Lavazza in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Il ricavato a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, partner e co-organizzatrice del premio.
“Questa edizione del Premio ha raggiunto un livello di eccellenza di cui vado davvero molto fiero”, aggiunge Damilano, ricordando che l’obiettivo principale del Premio è raccogliere fondi “per una causa irrinunciabile, nobile e urgente come la ricerca sul cancro”.
Nel corso della serata, Film Commission Torino Piemonte ha annunciato che la Sala Movie, cuore della sede di via Cagliari, sarà intitolata a Paolo Tenna, ad di Film Investimenti Piemonte morto sei mesi fa. “Un modo significativo e concreto – conclude Damilano – per avere Paolo sempre vicino e ricordare il grande lavoro che ha svolto a favore del cinema piemontese”.

Crescentini, i fantasmi? No ho paura degli uominiProtagonista ghost-thriller Letto n.6, esordio di Milena Cocozza

ORINO29 novembre 201921:03

“Paura? Me ne fanno solo gli umani e la loro violenza”. A parlare così al Torino Film Festival è la madrina Carolina Crescentini che è anche protagonista di ‘Letto n. 6′, film esordio dietro la macchina da presa di Milena Cocozza. Una sorta di ghost thriller, prodotto dai Manetti Bros con Carlo Macchitella, che racconta la storia di una giovane donna medico, Bianca (Crescentini), che viene assunta da un ospedale pediatrico gestito da religiosi per coprire i turni di notte in reparto. Ma c’è un problema non da poco in questo film – passato oggi al Tff nella sezione After Hours e in sala con 01 nell’estate 2020 – intanto Bianca è incinta e poi l’austera clinica pediatrica dove si ritrova a lavorare non è affatto rassicurante. L’ex ospedale psichiatrico è abitato infatti da strane presenze e la collega che l’ha preceduta si è suicidata, gettandosi dalla finestra. La cosa più inquietante è però il fantasma di un bambino, Davide, che la tormenta e si aggira tra i corridoi o staziona nel letto n.6. Nessuno crede a questa inquietante presenza tranne il giovane portantino Francesco (Andrea Lattanzi) che aiuterà Bianca più di una volta.
Il fatto è che questo bambino da oltre cinquanta anni è in attesa della mamma ed è veramente arrabbiato. “Dei fantasmi non ho paura – dice l’attrice – ma mi spaventano i luoghi che conservano una cattiva energia. Mi è capitato al Flowers Festival di Collegno che si svolgeva in un ex manicomio.
Sono andata a vedere così alcune stanze dove una volta c’erano i pazienti, ma più che altro si trattava di sentire l’energia di quei luoghi. A volte il dolore rimane aggrappato alle pareti, anche se le tinteggi, rimane nel cemento del tetto e nelle sbarre. Credo insomma che il passato lasci le sue tracce nei luoghi”. “Quando i Manetti mi hanno proposto il soggetto sono rimasta perplessa – rivela la regista alla sua opera prima -.
Ho cercato così di trovare nel racconto delle cose che potessero essere mie. Il mio approccio è stato quello di raccontare una storia sovrumana collocandola in un contesto realistico e credibile. Sento molto vicino il personaggio della dottoressa – aggiunge-, per la gravidanza e gli ostacoli lavorativi che una donna ancora oggi deve affrontare se non vuole rinunciare al lavoro e alla carriera. In più credo ai fantasmi”. E ancora la Cocozza: “Mi è piaciuto anche affrontare la tematica degli ex manicomi, ovvero il fatto che alcuni comportamenti umani siano devastanti per l’umanità, ma ce ne accorgiamo solo tardi. I danni irreparabili che vediamo in questo film, generati dalla debolezza umana, cinquanta anni fa erano considerati normali”. Spiega ancora la regista:” Nel film c’è una mano femminile a 360 gradi, tutti i responsabili dei reparti erano donne ma non è stata una scelta precisa. Semplicemente negli anni mi sono resa conto di trovarmi bene a lavorare con le donne”. Alle musiche Francesco Motta (marito della Crescentini), mentre nel cast anche Andrea Lattanzi, Roberto Citran, Carla Cassola e Pier Giorgio Bellocchio.

Western Stars, il concert film di Bruce SpringsteenIl west mitico e 13 canzoni nelle sale il 2, 3 e 4 dicembre

30 novembre 201910:34

Un fienile sulla proprietà del Boss in New Jersey, trasformato per l’occasione in locale intimo, diventa il cuore di Western Stars, il concert film che porta sul grande schermo il 19/o omonimo album di Bruce Springsteen, qui anche, per la prima volta, coregista insieme allo storico collaboratore Thom Zimny.
Il film non fiction, scandito delle 13 canzoni del disco (tanto apprezzato dal pubblico quanto dai critici), eseguite dalla formazione del rocker insieme a un’orchestra, davanti a poco pubblico, arriva in sala in un’uscita evento il 2, 3 e 4 dicembre con Warner Bros.
Western stars non è solo una ripresa dell’esibizione live, ma anche, tra un brano e l’altro, una scatola di pensieri e riflessioni del musicista, attraverso intermezzi girati nel deserto di Joshua Tree, sul suo percorso nel west americano, tra ieri e oggi, e sulla sua vita.
“Per me, il West continua ad essere un paesaggio mitico; è un qualcosa che da americani portiamo dentro di noi, cogliamo immediatamente l’isolamento di quello spazio, la difficoltà a stabilire le connessioni umane più elementari, e la lotta per il senso di comunità e amore. Il tutto emerge da solo, quando inserisci le tue narrazioni in quella parte del paese” spiega Springsteen nelle note di produzione.
Oltre alle migliaia di ore “che ho dedicato alla mia musica – dice il rocker nel film – in questi anni ho cercato di fare i conti con i lati più duri nel mio carattere. Per un lungo tempo quando arrivava nella mia vita una persona a cui tenevo facevo di tutto per ferirla. E’ un aspetto di me con cui ancora combatto, ma sono migliorato”. Nel live, il boss divide spesso il centro della scena con la moglie, madre dei suoi 3 figli, e compagna di band Patti Scialfa (molto intensa in particolare la loro performance su “Chasin’ Wild Horses”) e il film mostra anche alcuni filmini privati, di loro all’inizio della storia, 30 anni fa: “Con Patti, non sapevamo come sarebbe andata a finire, vivevamo giorno per giorno” spiega.
Nel racconto in musica (è in uscita anche la colonna sonora con i brani live), si mescolano personaggi come, l’ex divo che pensa al passato e accetta il suo presente, della title track ‘Western stars’, e pezzi di esperienza del musicista, come la sua decisione di trasferirsi per un periodo in California dopo una delusione d’amore (“Sundown’) o il ritorno anche stavolta della metafora dell’automobile (The Wayfarer, Drive Fast): “Sono al 19/o album e ancora parlo di macchine – scherza il Boss -.
una volta era simbolo di libertà, oggi meno”.
Nella vita “tutti abbiamo le nostre ferite – ci ricorda Springsteen – e siamo tutti in cerca di qualcuno le cui fratture coincidano con le nostre”

Federica Angeli, il Gioco di LolloDalla giornalista minacciata, la scorta spiegata ai suoi figli

30 novembre 201910:35

FEDERICA ANGELI – IL GIOCO DI LOLLO (BALDINI+CASTOLDI – Pag: 288 – € 18). “Bambini, tutti in sala che la mamma e papà devono darvi una notizia fantasmagorica”. “Fantasmagorica: fu scandito…”.  “Allora, siete pronti?”.
Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta per le minacce mafiose ricevute mentre svolgeva un’inchiesta sulla criminalità organizzata ad Ostia – se in A mano disarmata, ha descritto i suoi millesettecento giorni sotto scorta – torna in libreria con ‘Il gioco di Lollo’ (a BaldiniCastoldi), per spiegare anche come gradualmente ha fatto comprendere ai propri figli la necessità della sua scorta, così da non traumatizzarli con una dura realtà o addirittura togliergli quella spensieratezza di cui dovrebbe godere ogni bambino. Ecco allora che le scorte diventano autisti per portare in giro la mamma quando serve, le minacce delle dure prove da superare in cui si può vincere qualcosa di favoloso. Ma non solo: Federica Angeli nel libro mostra la Mafia da un punto di vista diverso, aggiungendo questa volta anche un lato formativo ma facilmente comprensibile anche ai più giovani della questione. “mamma che andiamo a fare al mare?” “A Guardare la Mafia” “La Mafia? Cos’è, una balena una specie di pesce?”. “No è un’organizzazione criminale, molto brutta e pericolosa. Un Mostro orrendo”. La giornalista non si accontenta più di raccontare i numerosissimi illeciti legati alla malavita del Litorale Romano e le sue realtà satellite, ma vuole esporre un metodo pedagogico per rendere gradualmente cosciente la nostra nuova gioventù verso il drammatico problema della malavita sulle nostre strade. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra. Per farlo allora si affida a un linguaggio semplice e cede la voce narrante al figlio più grande Lorenzo, per tutti Lollo, che racconta la mafia vista dagli occhi di un bambino.
Sarà proprio questo piccolo grande uomo che ci aprirà la porta di casa raccontando attraverso i suoi occhi e con le sue emozioni le note vicende che hanno visto coinvolta la madre e di conseguenza tutta la famiglia. Così descrive i suoi genitori: “non sono persone normali. È che hanno una vita molto incasinata, soprattutto la mamma. (…) Mio papà è il padre che tutti sognano. Lui compensa le stranezze della mamma”. «Il segreto di un vero cronista è saper entrare dentro la notizia, annusarla, toccarla, respirarla. Solo così si può trasmettere in maniera fedele al lettore ciò che accade veramente». E ne tocca con mano il rischio di farlo nel modo più appassionato e corretto possibile, perché sarà per questo motivo che lui (all’epoca dei fatti ha solo otto anni), assieme ai suoi due fratelli più piccoli, l’acuto e introverso osservatore Alessandro e la romantica Viola, verrà catapultato in un gioco.
Fino a quando, per una casualità, Lorenzo scopre che quel gioco, inventato da mamma e papà è solo un modo per combattere col sorriso un mostro gigante: la mafia. Capirà, cresciuto un poco, che dovrà trasformare il gioco nel gioco, per preservare il candore dei suoi fratelli, adesso tocca a lui dare il suo contributo alla lotta portata avanti da sua madre. I diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che trasformerà l’incredibile storia di Federica Angeli in un film.
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità.

Stagione opera e danza Alighieri Ravenna, amori e passioniDal 10 gennaio tre titoli d’opera, 4 appuntamenti con la danza

RAVENNA30 novembre 201910:37

– Amori e passioni nella Stagione d’opera e danza 2019/2020 del teatro Alighieri di Ravenna (10 gennaio-5 aprile). Si comincia con Serse (10 e 12 gennaio) di Haendel, con l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, poi la serata pucciniana Suor Angelica/Gianni Schicchi (31 gennaio, 2 febbraio), regia di Denis Krief, e Lucrezia Borgia (6 e 8 marzo) di Donizetti nell’allestimento di Andrea Bernard, con l’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Frizza.
Il percorso danza parte dal Nuovo Balletto di Toscana (15-16 febbraio) e la Cenerentola su musica di Prokofiev e coreografia di Jirí Bubenícek. L’Alonzo King Lines Ballet (29 febbraio-1 marzo) presenta Händel e Common Ground, firmate dallo stesso fondatore della compagnia di San Francisco; si torna sulle punte per il Don Chisciotte di Johan Kobborg, da Petipa, con il Balletto Yacobson di San Pietroburgo (21-22 marzo). Finale con la Compagnie Hervé Koubi (4-5 aprile) e Les nuits barbares, creazione ad alto impatto visivo del coreografo franco-algerino.

Alighiero Noschese, il ricordo a 40 anni dalla scomparsaIl 3 dicembre eventi e mostra a San Giorgio a Cremano

SAN GIORGIO A CREMANO30 novembre 201910:58

– A quaranta anni dalla scomparsa, la città di San Giorgio a Cremano (Napoli) ricorda Alighiero Noschese, famoso imitatore della televisione italiana che nel comune vesuviano trascorse alcuni anni della sua vita e vi fu sepolto. Il 3 dicembre, nell’anniversario della scomparsa, San Giorgio a Cremano su iniziativa del sindaco Giorgio Zinno e dell’ assessore alla Cultura Pietro De Martino, lo ricorda con mostre ed eventi in Villa Bruno aperti a studenti e cittadini.
Alle 9.30 cerimonia pubblica nel cimitero cittadino con il primo cittadino, rappresentanti istituzionali e tutti coloro che vorranno rendere omaggio a Noschese nel corso della quale saranno deposti fiori sulla sua tomba, nella cappella di famiglia. A seguire, alle 11 nelle Fonderie Righetti, gli studenti delle scuole cittadine prenderanno parte al convegno-spettacolo sulla vita, la carriera e i personaggi del grande imitatore a cura di Giuseppina Scognamiglio, docente di Drammaturgia dell’Università Federico II e Andrea Jelardi, autore del volume ‘Noschese, l’uomo dai mille volti’. Durante l’incontro si esibirà anche Vincenzo De Lucia, imitatore. Per l’intera giornata sarà possibile visitare, nei locali dell’ex Libreria Vesuvio, una mostra con gli oggetti appartenuti all’attore. Sarà allestita una particolare videoinstallazione di Luisa Auriemma, grazie alla quale Noschese ritorna virtualmente tra coloro che lo hanno amato, mettendo in evidenza il suo lato televisivo e puntando su un elemento che caratterizzava parte dei suoi show: il telefono. Solo attraverso il telefono, infatti, è possibile immergersi nel sonoro delle sue più importanti imitazioni come Gorni Kramer, Mago Zurlì, Omar Sharif e Nino Manfredi.

Torna la domenica gratuita al museo e si gioca con l’arteSu Fb Mibact si partecipa individuando i titoli delle opere

30 novembre 201913:23

Torna la domenica al museo, domani 1 dicembre: i musei e i parchi archeologici dello Stato e di tanti comuni che aderiscono all’iniziativa saranno aperti al pubblico gratuitamente. Sul sito del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo l’elenco completo e gli orari di apertura di tutti gli istituti che aderiscono: http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo2019.
Per questa edizione di dicembre il MiBACT ha lanciato una nuova campagna digitale legata al gioco: dopo le esperienze di gamification, che negli ultimi anni molti musei hanno esplorato alla ricerca di innovazione e di sperimentazione di nuovi linguaggi, dal 3D ai videogiochi, il MiBACT invita gli utenti social a riconoscere i personaggi di alcune opere dei musei italiani. Il gioco è sul profilo Facebook, basta identificare le silhouette nell’immagine e scrivere in un commento i titoli delle opere: L’intuizione di introdurre il gioco, declinato in varie forme, all’interno della più vasta strategia di ampliamento del pubblico sta, sempre più velocemente, coinvolgendo un numero di realtà museali e culturali in progressiva espansione. Un aspetto andato di pari passo con l’attenzione al digitale della riforma del Sistema Museale Nazionale del Ministro Dario Franceschini, che ha rimesso i musei al centro del più ampio progetto che rafforza la cultura e il turismo.

Musica: Kendrick Lamar, concerto a Roma il 7 luglioIl rapper americano protagonista di Rock in Roma

0 novembre 201911:12

– Il rapper e compositore vincitore del Premio Pulitzer Kendrick Lamar si esibirà per la prima volta a Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, martedì 7 luglio 2020 a Rock in Roma.
Sette anni sono trascorsi dalla sua ultima esibizione in Italia, oltre 2.500 giorni in cui il migliore rapper in circolazione ha trasceso il genere hip-hop sposandolo alla perfezione a sonorità soul, funky, R&B e jazz, spingendosi sempre oltre i confini dove nessuno osa. Terre irraggiungibili, ma conquistate e vinte dall’inarrestabile Lamar.
Dopo la pubblicazione dell’ultimo album “Damn.”, schizzato a poche ore dall’uscita al primo posto su iTunes in 65 Paesi del mondo – Italia compresa, dove ha ricevuto la certificazione disco d’oro – Lamar ha curato la Ost del film Marvel “The Black Panther”, il primo cinecomic a ricevere la candidatura agli Oscar come miglior film.
Kendrick Lamar è arrivato al successo grazie al disco “To Pimp a Butterfly”, disco che ha stabilito anche un record globale per la registrazione in streaming, per il primo giorno su Spotify (9,6 milioni). Rolling Stone America gli ha dedicato una copertina definendolo “senza dubbio il più talentuoso rapper di questa generazione”.

Moccia, in nuovo libro 8 autori diventano personaggiEsce il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’

30 novembre 201913:22

– FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA NORD (SEM, PP 349, EURO 18). E’ “cazzuta, ma anche sognatrice.
Ama lo Spritz e dice sempre ‘top’ e ‘adoro'”. Ecco alcune caratteristiche, dal decalogo di Federico Moccia, de ‘La ragazza di Roma Nord’ che oltre ad essere un romanzo è un inedito esprimento. “Si, perchè ci sono 8 scrittori, sei donne e due uomini che hanno mandato, e sono stati promossi, nel senso che sonoentrati in questo libro, dei loro racconti e poesie” dice Moccia. Ma la cosa più particolare del romanzo, che sarà in libreria il 5 dicembre per Sem, “è che gli 8 scrittori diventano dei veri e propri personaggi come in una versione inversa di ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di Pirandello. Gli otto incontrano Simone, il protagonista della storia e gli portano quello che hanno scritto” spiega Moccia.
Un lucchetto rosso, nello stesso tempo vintage e moderno, campeggia sulla copertina de ‘La ragazza di Roma Nord’ in un neppure tanto ideale collegamento con il bestseller internazionale ‘Tre metri sopra il cielo’, con cui Moccia ha venduto 4.500.000 copie e lanciato appunto la moda dei lucchetti che da Ponte Milvio, a Roma, si è diffusa in tutto il mondo.
“Ho scelto un lucchetto rosso perché mi piace molto e perché è molto amato dalle ragazze e dai ragazzi di Ponte Milvio, che fa parte di quella Roma nord che in qualche modo io racconto in questo romanzo. E’ diventato quasi un simbolo che rappresenta una serie di cose. Oltre che un messaggio d’amore è segno di eleganza, di stile. Viene usato come orecchino, come una borsetta, addirittura come portachiavi. Mi è sembrato l’ideale per raccontare l’identificazione de ‘La ragazza di Roma nord'” racconta lo scrittore.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona per raggiungere Sara, la sua ragazza. Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma sale sul treno una ragazza e Simone la nota subito, è bella e cominciano a parlare. Lui le racconta il motivo del suo viaggio e la sconosciuta, colpita dalla storia d’amore tra Simone e Sara, decide che non si diranno i loro nomi né si daranno alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia comincia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.
“L’idea del treno mi è sempre piaciuta. Viaggio molto, mi piace incontrare le persone. Mi aiuta a ragionare, a inventare quello che manca a volte nelle storie. Il film ‘Il paradiso può attendere’ con Warren Beatty mi ha sempre colpito perchè anche se noi vedevamo sempre Warren Beatty, lui era qualcun altro per gli altri. In questo romanzo volevo trovare la complicità con il lettore facendolo entrare nella storia” racconta Moccia. Da qui è nato il ‘Cantiere delle storie’ (http://www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori, di al massimo 6 mila battute (tre pagine) tra i quali ha scelto gli 8 aspiranti scrittori che ora sono diventati anche dei personaggi, “con il loro permesso ovviamente” dice lo scrittore. “Ho scelto due poesie e sei racconti firmati prevalentemente da donne. Sono sei su otto e l’età va dai 18 ai 60 anni. Anche tra i contributi arrivati il 60-65% sono di donne” spiega lo scrittore che racconta anche la realtà dei social. “Oggi in un attimo fai parte del mondo” dice Moccia che vedrebbe bene “una serie Netflix’ da ‘La ragazza di Roma nord’ perché “manca una serie che parli di genitori e figli insieme, per tutti e due” sottolinea ed è pronto per il tour di presentazioni che parte il 3 dicembre dalla Mondadori Duomo di Milano. Tra i primi appuntamenti c’e’ un raddoppio a Roma con incontri il 5 alla libreria Borri della Stazione Termini e il 6 da’Notebook’ all’Auditorium Parco della Musica .
Il 7 appuntamento alla Feltrinelli di Stazione Santa Maria Novella a Firenze.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Strabioli torna su Rai3 e racconta Vanoni e Nannini
In Arte, due nuove puntate in prime time, l’1 e l’8 dicembre

30 novembre 201913:22

Torna in prima serata su RaiTre “In arte”: il programma, condotto da Pino Strabioli, dedicato alle protagoniste indiscusse della storia musicale, artistica e culturale del nostro Paese. Due nuove serate speciali per raccontare due artiste che hanno saputo sfidare e reinventare i canoni dell’interprete femminile del loro tempo: Ornella Vanoni e Gianna Nannini.
Il programma poggia su diversi filoni narrativi e supporti video. Innanzitutto l’intervista tra la protagonista e il conduttore della serata: Pino Strabioli. Le due celebri artiste si confidano, raccontano la loro infanzia, la famiglia, gli amori, i dolori, le loro fonti di ispirazione, il senso vero delle loro scelte artistiche. E poi i grandi momenti che hanno scandito le loro incredibili carriere.
Si parte il 1 dicembre, alle 21.20 su Rai 3 con In Arte Ornella Vanoni. Strabioli nell’intensa intervista in vari punti di Milano con l’artista ripercorre anche un pezzo di storia del nostro Paese. Essere un mito ed averlo annientato chiede, come si fa? “Non prendendosi sul serio risponde Ornella”.
Il secondo filone narrativo e visivo poggia sul ricchissimo repertorio Rai, fatto di contribuiti, canzoni, videoclip.
E Ancora non mancheranno le interviste ai colleghi di Ornella e non solo, che amano le due protagoniste ma oltre. Una parte è di questo ‘viaggio attraverso annedoti e ricordi’ è realizzata su un tram, un’altra in uno studio che riproduce la sua abitazione, l’altra Al teatro Piccolo di Milano. Dopo una vita condizionata dalla sua profonda timidezza e dalla paura, Ornella Vanoni, oggi, a 85 anni, non ha più timore di salire sul palco, si sente finalmente libera, si diverte, pur continuando a emozionarsi e a emozionare. Ad accompagnare il telespettatore nel racconto della straordinaria e lunghissima vita artistica di Ornella Vanoni alcuni amici testimoni d’eccezioni: Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Paolo Fresu, Dacia Maraini, Mario Lavezzi, Nina Zilli, Arisa. L’intervista si articola attraverso un ricco repertorio Rai, composto dai brani più celebri (Vai Valentina, Musica Musica, Una ragione di più, Senza fine, Domani è un altro giorno e tanti altri) ma ci saranno anche esecuzioni e sketch inediti.
Partendo dalle canzoni della Mala Ornella Vanoni racconta il suo passaggio alla musica leggera e il suo rapporto con il regista Giorgio Strelher (“uno scandalo all’epoca tremendo”) senza il quale forse non avrebbe intrapreso il mestiere di attrice e successivamente quello di cantante.
Ma anche del momento in cui Vanoni esce dalla canzone classica italiana per aprirsi a nuovi mondi. Un momento chiave è quello del Brasile. La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, l’album realizzato in collaborazione con il cantautore Vinícius de Moraes e il chitarrista Toquinho, considerato uno dei 100 dischi più belli della storia della musica italiana.
E ancora, Paolo Fresu, con il quale comincia una serie di fruttuose collaborazioni e dà vita al suo capolavoro: Argilla. Vanoni: “Il mio disco più bello? Argilla. Un disco che io ho voluto perché non volevo che vendesse e infatti non ha venduto”.
L’appuntamento con In Arte Gianna Nannini è previsto invece per domenica 8 dicembre.Un programma di Manuela Mattioli, Federica Mura, Vladimiro Polchi, Pino Strabioli.

Gianna Nannini tour nei palasport italiani, si comincia da BariDopo uscita album inediti, nel 2020 tour europeo e poi italiano

BARI30 novembre 201913:23

Dopo l’annuncio di un tour europeo, a partire da maggio 2020, e del suo concerto allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, che si terrà il 30 maggio 2020, Gianna Nannini da novembre 2020 si esibirà in tutta la penisola con un tour nei principali palasport che partirà da Bari.
La rocker italiana per antonomasia porterà sul palco il suo nuovo album di inediti “La Differenza” (Charing Cross Records Limited / Sony Music) e i grandi successi che hanno segnato la sua lunga carriera, in cui ha conquistato generazioni di fan con il suo marchio di fabbrica che unisce dolcezza melodica e trascinante energia.
Dopo l’apertura del tour il 18 novembre al Pala Florio di Bari, il 19 novembre Nannini sarà al Pala Partenope di Napoli; il 21 novembre al Pala Catania di Catania, il 25 novembre al Pala Verde di Treviso, il 28 novembre al Pala Alpitour di Torino, il primo dicembre al Mediolanum Forum di Assago a Milano, e il 3 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma.

Morto Godfrey Gao sul set di un reality, il modello-attore aveva 35 anniEra lo stregone Magnus di Shadowhunters

28 novembre 201908:09

Godfrey Gao, modello-attore taiwanese-canadese, è morto dopo aver subito un apparente attacco cardiaco mentre era sul set in Cina del reality Chase me. Secondo quanto riporta l’Ap, Gao stava girando il reality show sportivo nella città cinese orientale di Ningbo. La sua agenzia ha confermato la sua morte sulla sua pagina Facebook ufficiale.Il 35enne stava girando “Chase Me” e sarebbe caduto mentre correva. È stato portato di corsa in ospedale dove è stato constato il decesso, secondo la sua agenzia.Gao, nato a Taiwan, ha raggiunto la notorietà soprattutto tra il pubblico giovane, diventando in un primo momento il primo modello maschile asiatico per il marchio di lusso Louis Vuitton. Ha poi recitato in numerosi film e drammi televisivi, tra cui un ruolo nel film di Hollywood tratto dalla serie fantasy Shadowhunters, dai libri di Cassandra Clare.Era del 2013 e sua era l’ interpretazione dello stregone Magnus Bane. In Cina era famoso anche per la popolare serie tv Remembering Lichuan. Il suo corpo verrà trasportato mercoledì a Taipei, capitale di Taiwan.

A Bologna nasce ‘Vrums’ per sviluppare la realtà virtualeSarà applicata dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema

OLOGNA27 novembre 201914:14

– Bologna nasce ‘Vrums’, Virtual Reality Rooms Italia, il primo centro per la promozione, fruizione e studio della realtà virtuale. Situato in uno spazio di 280 mq, ‘Vrums’ inaugura il 29 novembre e sarà punto di riferimento a livello nazionale per lo sviluppo di nuove sinergie e ricerche per applicare la realtà virtuale a diversi comparti dell’economia: dal gaming alla sanità, dalla cultura al cinema, tecnologie all’avanguardia saranno al servizio di tutti i settori.
‘Vrums’ nasce dall’esperienza interdisciplinare di professionisti delle nuove tecnologie e della comunicazione, ricercatori in campo socio-sanitario e Vitruvio Virtual Museum – marchio che dal 2015 realizza esperienze di realtà virtuale per arte e cultura, già esposte in numerosi musei italiani – con l’intento di accorciare le distanze tra i diversi settori che possono interagire con la realtà virtuale. Tre i cardini della proposta: intrattenimento con una sala giochi ‘virtuale’, formazione e centro di ricerca, team building.

Ginevra Elkann, ecco i miei genitori imperfettiPassa al Tff a Torino ‘Magari’ con Scamarcio e Rohrwacher

8 novembre 201909:48

Non lo dice apertamente né lo nega troppo, ma MAGARI opera prima di Ginevra Elkann, già al Festival di Locarno e ora al Tff, racconta un po’ la sua infanzia o almeno ne è fortemente ispirata. In fondo niente di nuovo quando si tratta di creatività. Nipote di Gianni Agnelli, figlia di Margherita Agnelli e di Alain Elkann, sorella di John Elkann e Lapo Elkann, Ginevra non a caso mette su una storia di tre fratelli, Alma, Jean e Sebastiano che da Parigi, città dove vivono in un agiato ambiente alto borghese con la madre di fede russo-ortodossa, Charlotte (Celine Sallette), si ritrovano per un breve periodo in un’ambiente opposto. Ovvero tra le braccia di Carlo (Riccardo Scamarcio) , padre italiano, abbastanza immaturo e completamente al verde. Tutto, in questo film dai toni delicati, è visto dagli occhi di Alma (Oro De Commarque), sei anni, sognatrice ad occhi aperti con un’unica ossessione: vedere i suoi genitori biologici tornare insieme. Quando Alma e i suoi due fratelli maggiori, Jean (Ettore Giustiniani) e Seba (Milo Roussel), si ritrovano a passare il Natale a Roma con il padre biologico Carlo (Riccardo Scamarcio) scopriranno presto che lui, oltre ad essere tanto confuso quanto pieno di fascino, è sicuramente più interessato alla co-sceneggiatrice Benedetta (Alba Rohrwacher) che a loro. Niente di male per Alma che continua a non vedere i difetti di Carlo. Anzi pur di far ricongiungere i genitori è anche disposta (come si vede nel film) a bere un bicchiere di urina del fratello. ‘Magari’, prodotto da Wildside con Rai Cinema e distribuito da BIM , spiega ancora la Elkann: “si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini”.
“Volevo fare la regista da 14 anni – racconta ancora la regista – così ne ho parlato con Chiara Barzini e con il produttore Lorenzo Mieli. La storia – continua – nasce ovviamente sia dall’esperienza personale che da vari papà visti in azione da soli in vacanza con i propri figli. Figure strane che mi hanno sempre affascinato anche perché ho notato i figli con loro si sentono più liberi rispetto alle mamme”. “Ginevra – spiega poi Chiara Barzini sull’aspetto religioso del film – conosce la religione ortodossa perché ci è cresciuta. Ci divertiva così raccontare dei bambini che crescono in un ambiente severo con tanto di icone da portarsi dietro anche in viaggio, mentre il padre è assolutamente ateo”. Il titolo ‘Magari’ esprime perfettamente l’anima del film. “Alma vive in questo ‘magari’ – dice Ginevra Elkann – , sono i suoi desideri, le sue aspirazioni, desidera che i suoi genitori tornino insieme. La sua è una vita di sogni e la parola ‘magari’ poi mi piace molto perché racchiude felicità e malinconia, proprio come il film”.
Il film ambientato principalmente a Sabaudia negli anni Novanta ha una sua leggerezza, una sorta di tristezza allegra: “La commedia all’italiana era così – conclude la Elkann- , potevi essere serio e ridere nello stesso tempo”.

‘E’ una bella giornata’, Tom Hanks legge tweetIniziativa dell’attore per far sorridere

NEW YORK28 novembre 201916:35

– “Salve sono Tom Hanks e leggerò solo i tweet più simpatici”. L’attore premio Oscar, attualmente al cinema con ‘Un amico straordinario’, in cui veste i panni di Fred Rogers, personaggio della tivù famoso per la sua gentilezza, contro la tendenza che spesso prendono i social media, ha deciso di diffondere invece un po’ di gioia e gentilezza.
Ha deciso quindi di leggere solo post simpatici scritti da gente simpatica. “Ho lavorato da McDonald’s per due anni e mezzo e mettevo undici crocchette di pollo invece di dieci in ogni ordine” – legge Tom Hanks su Twitter. Un altro tweet è su una persona che stava guardando ‘The Office’ (serie tivù) sullo smartphone mentre era in metropolitana e quando ha visto che il passeggero accanto a lui stava cercando di guardare ha messo su I sottotitoli in modo da condividere.

premio Langhe Roero Monferrato, Benigni a TorinoCena a fini benefici alla Nuvola organizzata da Film Commisssion

TORINO28 novembre 201916:40

– Roberto Benigni sarà venerdì 29 novembre alla Nuvola Lavazza, a Torino, per ricevere il premio Langhe Roero Monferrato 2019, alla terza edizione. Benigni parteciperà a una cena di gala a fini benefici organizzata da Film Commission Torino Piemonte in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e con il Museo Nazionale del Cinema.
Alla serata sono attesi circa 400 ospiti fra i quali la sindaca Chiara Appendino, esponenti dell’imprenditoria e della cultura torinesi, produttori cinematografici, i vertici di Rai Cinema.
Nella serata verrà ricordato Paolo Tenna, amministratore delegato della Film Commission Torino Piemonte morto sei mesi fa a Roma.

Cinema: da Boldi a Cortellesi, a Sorrento Giornate Professionali1-7 dicembre e il 4 i biglietti d’oro al film di maggior incasso

30 novembre 201913:37

– Sarà l’anteprima di Cena con delitto, film di Rian Johnson con Daniel Craig, Chris Evans e Jamie Lee Curtis (domenica 1 dicembre, ore 21 al Cinema Teatro Tasso) ad aprire a Sorrento la 42° edizione delle Giornate Professionali di Cinema.
Tra proiezioni, anticipazioni, incontri, convegni, ma anche red carpet, serate di gala e momenti di festa la città costiera accoglie, fino a sabato 7 dicembre, tutto il cinema italiano nell’ormai consueto, ed atteso, appuntamento autunnale organizzato dall’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’ANICA e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Attesi a Sorrento molti protagonisti del grande schermo in un lungo elenco che va da Massimo Boldi, Fausto Brizzi, Giovanni Bognetti, Francesco Bruni, Paola Cortellesi , Marco D’Amore, Rosaria De Cicco, Christian De Sica, Pietro De Silva, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Peppino Di Capri, Cristina Donadio, Pierfrancesco Favino, Salvatore Ficarra, Alessandro Genovesi, Nicola Guaglianone, Lillo & Greg, Valentina Lodovini, Vincenzo Marra, fino a Sergio Muniz, Giuseppe Alessio Nuzzo, Andrea Occhipinti, Valentino Picone, Giulio Pranno, Giacomo Rizzo, Michele Soavi, Bianca Usai, Sara Zanier.
Tutti a Sorrento: chi per presentare agli oltre 1200 accreditati, tra esercenti, distributori, produttori e operatori del settore, i loro prossimi film, chi invece per ricevere la Chiave d’Oro nella serata in cui si attribuisce il Biglietto d’oro del cinema italiano, il premio che l’ANEC assegna ai maggiori successi al botteghino dell’annata cinematografica. La serata, condotta da Gioia Marzocchi, sarà aperta al pubblico e si terrà mercoledì 4 dicembre (ore 20.30) nella splendida Sala Sirene dell’Hilton Sorrento Palace.

Cinema: Vive o morte? Le sale tra crisi e nuovi orizzontiOcchipinti, “c’è un grande futuro se sappiamo rinnovarle”

0 novembre 201916:14

– Frozen 2 e le sue 800 sale, le altrettante dell’atteso Tolo Tolo di Checco Zalone il 1 gennaio, le file fuori per i film d’autore, meglio se in lingua originale fosse anche in sudcoreano, i cinema tristemente chiusi, il boom delle library sulle piattaforme, i film che escono solo per tre giorni e pazienza se li perdi tanto li recuperi su Netflix, Amazon o dove sia il cinema, mai così diffuso, mai così amato, mai così vitale dai kolossal dei fumetti Marvel al Parasite di Bong Joon-ho vive una fase di transizione e per l’esercizio cinematografico il momento è contrastante tra crisi pesante e nuovi orizzonti.
“I contenuti – dice in un’intervista Andrea Occhipinti di Lucky Red produttore, distributore ed esercente – non sono mai stati così necessari, ne siamo affamati e li cerchiamo ovunque, sui telefonini, sui device ma anche in sala. Chiariamo subito che sul tema non c’è crisi affatto, semmai ci sono contrastanti segnali sul cinema in sala, ma io ritengo che ci sia un grande futuro davanti, a patto di rinnovare”. I dati dell’anno sul mercato cinematografico italiano, testimoniano un trend positivo: +13.8% d’incassi sul 2018, +12.7% sul numero delle presenze, con una decisiva estate finalmente in marcia grazie al progetto coordinato Moviement: la migliore estate dal 2011: +45.6% d’incassi sul 2018, +37.8% di presenze sull’anno scorso. Non sono tutte rose e fiori. Secondo Occhipinti, il fenomeno “tutto italiano” delle uscite evento di due, tre giorni è negativo: non tutti meritano la meritano e riducono la vita già breve a molte pellicole. C’è poi un problema sicuramente di overdose di uscite: tanti debutti in sala ogni settimana, troppi. Quanto agli aspetti positivi: innanzitutto il box office globale, un’estate finalmente che si muove. E’ certamente merito di Netflix e delle altre piattaforme streaming la sempre maggiore richiesta di proiezioni in lingua originale. Capita di vedere file fuori i cinema con programmazione d’autore: i cinema rinnovati con poltrone comfort, qualità di visione rendono l’esperienza in sala molto diversa da una proiezione casalinga in streaming.

Con Ice Music 50 concerti in igloo con strumenti di ghiaccioGhiacciaio Presena ospita musica e teatro a 2600 metri

30 novembre 201912:39

Elio, Bandabardò, il chitarrista Lorenzo Frizzera sono solo alcuni dei musicisti che si esibiranno nel teatro-igloo da 300 posti, con tre cupole, nel corso della seconda edizione di Ice Music-Concerti in Paradiso, 50 i concerti previsti da gennaio a marzo 2020.    L’iniziativa, che prenderà il via il 4 gennaio, si terrà sul ghiacciaio Presena, tra Lombardia e Trentino, a 2600 metri di altitudine. I musicisti che si esibiranno suoneranno con strumenti rigorosamente scolpiti nel ghiaccio dall’artista statunitense Tim Linhart, che costruirà anche l’igloo, raggiungibile con la cabinovia Paradiso direttamente dal Passo Tonale. Il calendario prevede fino a marzo 2020 due concerti il giovedì e due il sabato.    Gli appuntamenti del giovedì saranno animati dalla ParadICE Orchestra, formazione di sette artisti che proporranno al pubblico i classici della canzone d’autore. I concerti del sabato saranno invece dedicati all’Ice Pop Music con la presenza di artisti e progetti musicali. Elio sarà presente senza Le storie tese e si esibirà con un inedito dedicato ad una avventura tutta ghiacciata.    Nell’igloo gli artisti suoneranno ad una temperatura che oscilla tra gli 8 e i 13 gradi sotto zero. Lo scorso anno “è stata entusiastica la risposta del pubblico, con oltre 8 mila spettatori per 52 concerti tutti sold out”, ha detto Corrado Bungaro, direttore artistico dell’Ice Music Festival. L’igloo non ospiterà solo musica ma, novità di quest’anno, anche il teatro con l’Ice Theatre dove andrà in scena, la domenica, una favola ambientata nei ghiacci, che ha l’obiettivo di illustrare le conseguenze dei cambiamenti climatici.    “Questa è una iniziativa unica che valorizza ancora di più le nostre montagne. – ha detto Antonio Rossi, sottosegretario con delega ai Grandi eventi sportivi di Regione Lombardia -. Anche in chiave olimpica vogliamo valorizzare tutti i comprensori non solo quelli dove si svolgeranno le gare”.

Omar Pedrini, ‘viaggio senza vento’ tra rock e arteLunedì a Milano ultimo concerto del tour dedicato ai Timoria

MILANO29 novembre 201920:50

Una serata evento, tra musica, arte e beat generation, per Omar Pedrini che chiude il suo ‘Timoria, viaggio senza vento’. L’appuntamento con il rocker bresciano è quello in calendario per lunedì al Fabrique di Milano, dove l’ultimo concerto della tournée dedicata allo storico album ‘Senza vento’ dei Timoria, pietra miliare del rock italiano degli anni Novanta, andrà in scena in forma di evento a cavallo tra le arti. Con la musica dei Timoria, band della quale Pedrini è stato l’alfiere-chitarrista, sul palco ci saranno anche Eugenio Finardi e Mauro Pagani, già ospiti dell’originale ‘Viaggio senza vento’ per il quale duettarono con Pedrini sulle note di ‘Verso Oriente’ e ‘Lomnbardia’, ma anche Ensi. Alla serata parteciperà anche lo scrittore e tatuatore siberiano Nicolai Lilin e ci sarà tempo anche per la proiezione del docufilm ‘Lawrence.
A Life in poetry’, dedicato a Ferlinghetti. “Chiudo questo tour con un art-rock party – ha detto Pedrini – e mi preparo per nuovi progetti. La ristampa di ‘Senza vento’ ha avuto un successo che non mi aspettavo. Lo sapevamo tutti che una Reunion dei Timoria sarebbe stata impossibile, anche se durante gli incontri instare che abbiamo fatto è arrivata tantissima gente.
L’album, a suo tempo, è stato un cambiamento per la musica italiana e dopo i Timoria anche altre band hanno deciso di cantare in italiano”. Sul palco della festa-concerto di lunedì ci saranno tanti ospiti in qualche modo legati al mondo di Pedrini e dei Timoria. “Lilin è stato anche il mio tatuatore – ha detto Pedrini – e ha disegnato un pezzo della mia vicenda di uomo e musicista sul mio avambraccio. Oggi, dopo le operazioni al cuore non posso più tatuarmi”. L’ultimo ospite della serata ad aggiungersi alla lista è stato il rapper Ensi. “Volevo rappresentare diverse generazioni sul palco – ha spiegato Pedrini – dove ci saranno gli anni Sessanta e Settanta, i Novanta dei Timoria e i giorni nostri che possono esser ben rappresentati da Ensi”. Se con Lilin ci sarà modo di parlare di rock in Russia ai tempi del comunismo e della situazione globale climatica, sul palco del Fabrique salirà poi anche Matteo Guarnaccia, artista e scrittore, rappresentante della cosiddetta ‘psichedelia’ italiana.

Morricone torna a dirigere per il Papa”L’anno prossimo in Vaticano, non ho potuto dire di no”

29 novembre 201920:48

Al Papa non si può certo dire di no. E così Ennio Morricone, dopo l’addio alle scene dato con il concerto tenuto a Lucca il 29 giugno scorso, ha annuncia a sorpresa un ritorno alla direzione d’orchestra per il 2020. “L’anno prossimo ci dovrebbe essere un concerto nell’Aula Nervi, in Vaticano. Non me lo ha chiesto il Papa, ma comunque non potevo dire di no”. Novantuno anni appena compiuti, ma nessuna voglia di fermarsi per il Maestro, premio Oscar alla Carriera e firma di indimenticabili colonne sonore. “Ho anche scritto alcune cose: una per uno spot pubblicitario e un’altra, un po’ scorbutica per chi deve eseguirla, che sarà diretta da mio figlio a inizio 2020 in piazza del Duomo a Milano. Ma non ha niente a che vedere con la musica da cinema, ma è musica che io definisco contemporanea”, spiega, chiedendo di riportare che è senza voce per un malanno di stagione. “Mi raccomando, lo scriva”.
L’annuncio del nuovo concerto arriva durante un incontro ristretto per la consegna dell’onorificenza dell’Ordine del Sol Levante, a Roma. Il Giappone, infatti, ha voluto rendere omaggio a Morricone “per i meriti acquisiti nella promozione dell’interscambio fra Giappone e Italia nel campo della composizione musicale – in particolare di colonne sonore per film”.
“E’ un grandissimo onore per me”, ha ringraziato Morricone, accompagnato da uno dei figli, ricevendo il riconoscimento e ricordando l’unico lavoro fatto in Giappone: “quando mi hanno chiesto di lavorare alla fiction di ambientazione storica Musashi, il mio timore era che mi chiedessero musiche tradizionali giapponesi, che non ero in grado di realizzare.
Faccio musica europea, dissi loro, ma era proprio quello che chiedevano: il mio stile e niente altro. Fu una bella impresa”.
Pergamena e Ordine sono stati consegnati dall’ambasciatore Keiichi Katakami. “Il Maestro Ennio Morricone, con le sue composizioni musicali per le opere dei registi più rappresentativi del mondo cinematografico italiano, ha contribuito notevolmente alla diffusione dei film italiani in Giappone, incrementandone la notorietà presso il pubblico giapponese – ha detto il diplomatico durante la cerimonia riservata a pochissimi invitati -. In particolare, Nuovo Cinema Paradiso è una delle pellicole italiane più amate dai giapponesi, e penso di non essere l’unico a rivivere le emozioni del film al solo ascoltare la melodia della colonna sonora”.
L’ambasciatore ha poi sottolineato come Morricone, classe 1928, abbia “ampiamente dimostrato come la musica possa veicolare sentimenti, valicando ogni confine, con la colonna sonora dello sceneggiato di ambientazione storica Musashi”.

Hit parade, Tiziano Ferro subito al topMina-Fossati e Colpdlay sul podio, classifiche rivoluzionate.

29 novembre 201920:45

Tiziano Ferro con Accetto Miracoli balza subito in testa, scalzando il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei (quarta posizione) alla classifica degli album più venduti della settimana dal 22 al 29 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Il podio è completamente cambiato con le new entry: al secondo posto c’è Mina e Ivano Fossati con l’album omonimo e al terzo i Coldplay con Every day Life.
Scivola al quinto posto il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Al sesto una new entry Microchip temporale dei Subsonica. Saldo al primo posto dei singoli ilrapper romano Tha Supreme con Blunz7 a Swishland, mentre grazie alle nuove uscite è completamente rivoluzionata la classifica dei vinili con Mina Fossati al primo posto, seguita a Tiziano Ferro Accetto Miracoli, Coldplay Every day Life, An evening with Manuel Agnelli di Manuel Agnelli e persona di Marracash. Tra le compilation subito al primo posto gli inediti di X Factor 13

Museo Tesoro San Gennaro, nasce guida multimedialeCon la voce di Philippe Daverio e Realtà Aumentata

NAPOLI28 novembre 201919:14

Il tesoro considerato tra i più preziosi al mondo raccontato in una app: da oggi il Museo del Tesoro di San Gennaro, uno dei siti simbolo di Napoli, si arricchisce di una guida multimediale, realizzata grazie al contributo di Kuwait Petroleum Italia, per la migliore fruizione di questo patrimonio unico, proprietà della città e custodito da quasi 500 anni dalla Deputazione della Real Cappella.
Interattiva, in forma di app mobile, multipiattaforma e multilingue, la guida si avvale della voce narrante dello storico dell’arte Philippe Daverio e presenta contenuti di approfondimento attivati in Realtà Aumentata. “È certo che nel 1527 a guidare il patto tra la città di Napoli e il Santo protettore vi sia stato un fermento innovativo che ha reso possibile rendere parti attive del contratto due enti astratti: il popolo e ancor di più il Santo – afferma il Deputato della Real Cappella del tesoro di San Gennaro, marchese Riccardo Imperiali di Francavilla – una proiezione virtuale della fede in un tempo in cui la tecnologia non poteva suggerire altre strade.
Oggi, il senso di innovazione, rispetto e tradizione, finanche il concetto traslato del virtuale, si rinnova con i mezzi contemporanei in quello stesso patto che vede gli stessi interlocutori: la Deputazione, e la città di Napoli”.
All’interno del museo di Via Duomo, diretto da Paolo Jorio, sono dislocati diversi punti di interesse (POI), geolocalizzati e tracciati attraverso l’uso di Beacon (trasmettitori Bluetooth low energy) utilizzati come sistema di orientamento degli utenti. In prossimità di un punto di interesse, il visitatore riceve una notifica push.
“Siamo lieti di aver contribuito a valorizzare il Museo del Tesoro di San Gennaro – commenta Giuseppe Zappalà amministratore delegato Kuwait Petroleum Italia – perché oltre ad essere il più pregiato e vasto al mondo, il tesoro appartiene ai napoletani e la storia di Q8 in Italia è strettamente legata al territorio partenopeo. Proprio il rapporto storico-culturale che esiste tra il museo e la città ci ha convinti a proporre questo intervento e a inserirlo nel nostro progetto “Energie per Napoli”.
Le soluzioni tecnologiche pensate per il Museo del Tesoro di San Gennaro sono state concepite in modo da non snaturare l’originale ambiente e convivere accanto agli oggetti esposti, fornendo informazioni aggiuntive che completano e arricchiscono la conoscenza.

Libri: Comin e i segreti della comunicazione integrata Le nuove leve per la reputazione e il successo delle imprese

28 novembre 201914:43

Nuove strategie di comunicazione per nuovi consumatori e nuove tecnologie. E’ questo l’orizzonte che traccia il nuovo libro a cura di Gianluca Comin “Comunicazione integrata e reputation management” (Luiss University Press). “Nello scenario attuale, sono profondamente cambiate le leve per la gestione della comunicazione, della reputazione, e più in generale per il successo dell’impresa. È pertanto fondamentale continuare a formarsi, per interpretare le evoluzioni e mettere in atto strategie di successo”, dichiara l’autore Gianluca Comin.Il libro analizza l’evoluzione della comunicazione d’impresa, che ha portato a un lento ma inarrestabile processo di innovazione dei canali e a un aumento della complessità della gestione. La stessa evoluzione ha innescato la necessità per le imprese di adottare un approccio orientato al cosiddetto e-business, per affrontare processi e sistemi di comunicazione. L’autore ha vissuto questi processi in prima persona, come presidente della società di consulenza strategica di comunicazione e lobbying Comin and Partners, che ha fondato nel 2014. In precedenza, è stato per dodici anni alla guida della direzione Relazione esterne del Gruppo Enel e, ancora prima, in Telecom Italia e Montedison, oltre ad aver presieduto, per due mandati, la Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.”Questo manuale – afferma Comin – intende fornire un insieme strutturato di conoscenze e competenze chiave, che possano favorire la gestione della comunicazione in maniera strategica non solo ai professionisti della comunicazione, ma anche ai manager e leader d’azienda per realizzare progetti di successo”. Il libro ospita i contributi di diversi esperti del settore, che presentano le esperienze aziendali in cui sono stati direttamente coinvolti e ha una prefazione di Paolo Boccardelli, dean della Luiss Business School, dove Comin dirige l’executive program in Corporate communication.

Scala: Meyer

voglio riportare Muti in buca a MilanoSovrintendente designato, ‘pagato per risolvere problemi’

MILANO28 novembre 201911:57

Se c’è qualcuno che potrebbe convincere Riccardo Muti a tornare a dirigere un’opera alla Scala (dal 2005 è infatti tornato solo a dirigere concerti della ‘sua Chicago Symphony Orchestra), è Dominique Meyer, che è stato designato a diventare il nuovo sovrintendente dal prossimo marzo.
“Sarebbe bello vederlo di nuovo in buca, e anche Daniel Barenboim che è legato alla Scala, e poi c’è Chailly” ha detto

Meyer, aggiungendo che proprio Muti è stato il primo a inviargli un sms quando è stato nominato.
“Se ci sono problemi, siamo pagati per risolverli” dice Meyer che da marzo assumerà la guida della Scala e si mostra pronto all’incarico anche se ammette di dover “scoprire tutto, saltare nelle cose”. Un’idea precisa su quello che vuole per il teatro però ce l’ha. “Vorrei una Scala riconoscibile a livello internazionale per quanto riguarda l’opera italiana, dal ‘600 alla nostra epoca”.

Il Peccato, Michelangelo come mai vistoIn sala il film di Konchalovsky sul genio tra sacro e profano

28 novembre 201909:52

Un Michelangelo così non si era mai visto, così sporco, attaccato al denaro, rozzo e violento, un mélange perfetto tra Ligabue e Caravaggio. e questo vale per un Cinquecento altrettanto sporco, dozzinale, con galline a razzolare dentro lo stesso Vaticano. Andrei Konchalovsky in ‘Il peccato. il furore di Michelangelo’ ci racconta così l’uno e l’altro in un kolossal d’autore interamente girato in italia in quattordici settimane e prodotto dalla fondazione Andrei Konchalovsky per il sostegno al cinema e alle arti sceniche e Jean Vigo Italia con Rai Cinema.
Konchalovsky, che è anche autore della sceneggiatura con Elena Kiseleva, ripercorre in ‘Il Peccato’, in sala dal 28 novembre con 01 dopo essere stato evento di chiusura alla Festa di Roma, solo alcuni dei momenti della vita di Michelangelo (Alberto Testone) dove l’artista, anche troppo umano nella vita ordinaria, è portatore quasi di una involontaria sacralità creativa, uno dono, tanto da essere chiamato alche da Papa Giulio II (Massimo De Francovich) ‘il divino’. “non è un film, ma piuttosto una visione. E’ come una sinfonia non volevo fare il Michelangelo che conoscono tutti, né fare una biopic. Così – ha detto il regista russo – ho lavorato solo ad alcuni periodi della sua vita anche chiedendomi: cosa avrebbe mai scritto Dante di Michelangelo che, tra l’altro conosceva a memoria la Divina Commedia proprio come il vostro Benigni?”. E ancora “non è tanto un film sullo scultore, ma su una visione di un essere umano molto egoista, duro ma anche molto tenero che ha vissuto nel Rinascimento”, ha proseguito Konchalovsky, leone d’argento a Venezia nel 2016 con Paradise e nel 2014 con Le notti bianche del postino.
Una scelta diversa anche quella dell’attore che avrebbe poi interpretato Michelangelo: “volevo uno con il naso rotto, uno che somigliasse a Pasolini ed è arrivato Alberto che, guarda caso, aveva interpretato proprio Pasolini (Fatti Corsari)”.

Tutti a teatro per aiutare le giovani madri in difficoltàA Roma con la commedia dolce-amara ‘Qualcosa in comune’ con Milena Miconi, Nadia Rinaldi

30 novembre 201916:07

Tutti a teatro per aiutare le giovani mamme in difficoltà economiche. Accade a Roma, al Teatro Tirso de Molina, con lo spettacolo “Qualcosa in comune” che vedrà protagoniste, dal 4 al 15 dicembre, Milena Miconi, Nadia Rinaldi e Sofia Graini.”Nadia e Milena – spiegano in una nota gli organizzatori dello spettacolo a scopo solidali – sono grandi amiche nella vita reale, ma soprattutto sono due mamme sensibili ad ogni problematica legata al mondo femminile”. La piece, una commedia che fa sorridere ma dal sapore un po’ dolce-amaro, scritta e diretta da Mauro Graiani e prodotto da Francesco Bellomo, tenta di rispondere a una domanda su tutte: perché le donne, le più diverse tra loro, riescono sempre a fare quadrato nel momento del bisogno? Una storia che prende spunto dalle vicissitudini della vita, che troppo spesso pone al centro di eventi drammatici l’universo femminile. E proprio per sottolineare la gravità dei numerosi casi le attrici hanno deciso di sostenere con il loro spettacolo una campagna di sensibilizzazione in favore di Salvamamme, l’associazione che fornisce sostegno umano e psicologico alle mamme e ai bambini meno fortunati. Il teatro, quindi, abbraccia la solidarietà con l’iniziativa solidale “Quacosa in comune…con Salvamamme” e, grazie alla disponibilità del direttore artistico Achille Mellini, per tutta la durata dello spettacolo il pubblico potrà esprimere la propria generosità donando scorte di pannolini e latte in polvere (che potranno essere lasciati al botteghino). Un gesto “in comune” da condividere con il cuore, perchè anche la cultura può fare del bene.

Expo 2020: Onu e Italia per l’Agenda 2030 a Expo DubaiAccordo tra Glisenti e Nasser

30 novembre 201912:55

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile al centro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite saranno oggetto di eventi di rilievo internazionale nel Padiglione dell’Italia all’Expo 2020. È questo l’accordo raggiunto durante un incontro a Dubai tra il Commissario per l’Italia all’Esposizione Universale Paolo Glisenti e il Commissario Generale dell’ONU Maher Nasser. Lo si legge in una nota.    “Agli eventi presso il padiglione del nostro Paese parteciperanno alte cariche dell’Onu, secondo quanto discusso dai due commissari a margine dell’incontro tra i rappresentanti degli stati partecipanti all’Esposizione Universale in corso a Dubai. In un altro incontro con i Paesi Ue l’Italia ha proposto di ospitare iniziative di promozione dell’agenda della nuova Commissione Europea sulla sostenibilità e sull’economia ‘green’.    L’Expo 2020 – si ricorda – aprirà i battenti il 20 ottobre del prossimo anno”.

Expo 2020 Dubai: Glisenti nominato nello Steering Committee

0 novembre 201914:47

Il Commissario per l’Italia a Expo 2020 Paolo Glisenti è stato nominato nello Steering Committee dell’Esposizione Universale che prenderà il via il 20 ottobre del prossimo anno a Dubai.L’annuncio giunge alla conclusione dell’incontro delle delegazioni dei 192 Paesi partecipanti nella città emiratina.
“All’Italia viene affidata la responsabilità di rappresentare gli interessi comuni di tutti i Paesi partecipanti a Expo – ha dichiarato Glisenti -. Questo compito ci viene affidato per l’esperienza e la competenza riconosciutaci nella progettazione e realizzazione di questi grandi eventi internazionali e per aver ospitato con successo a Milano l’Expo del 2015”.
Lo Steering Committee rappresenta i Paesi di tutti i cinque Continenti. È composto da 30 membri e resterà in carica sino alla fine di Expo nell’aprile del 2021. Il comitato si riunirà periodicamente a Dubai per coordinare e sovrintendere agli aspetti organizzativi dell’Esposizione in rapporto all’ente organizzatore degli Emirati – l’Expo Bureau – e al Bureau International des Expositions (BIE).Manuel Sachili, Commissario Generale della Svizzera, e stato nominato Presidente del Comitato che gestirà anche le controversie di ogni natura che dovessero sorgere tra le nazioni partecipanti.Oltre a Glisenti faranno parte del comitato i Commissari di 7 altre nazioni europee: Francia, Regno Unito, Finlandia, Olanda, Repubblica Ceca, Serbia e Lituania.
“Oggi si costituisce il più importante organismo consultivo di Expo 2020 Dubai – ha dichiarato Vincente Loscertales, Segretario Generale del BIE – che garantirà la rappresentanza di tutti i paesi partecipanti e sarà il canale di accesso del BIE alle decisioni dell’Expo Bureau”.

Tff: Carolina Crescentini è la madrina cerimonia chiusuraAnnuncerà con il dirtetore Martini i vincitori

ORINO28 novembre 201917:22

– È Carolina Crescentini la madrina della cerimonia di chiusura del Torino Film Festival. L’attrice sarà a Torino per la serata conclusiva sabato 30 novembre durante la quale, con il direttore Emanuela Martini, annuncerà i vincitori e dichiarerà chiusa la manifestazione.
Carolina Crescentini, che ha esordito sul grande schermo nel 2006 con il film H2Odio di Alex Infascelli, ha partecipato a molti film tra cui Parlami d’amore di Silvio Muccino, Generazione 1000 euro di Massimo Venier, Boris – Il film di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek, Meraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani, Beata ignoranza di Massimiliano Bruno e A casa tutti bene di Gabriele Muccino. E’ protagonista del ghost thriller Letto N.6, diretto da Milena Cocozza, produzione Mompracem, Madeleine, Romana Audiovisual con Rai Cinema, che sarà presentato al Tff nella sezione After Hours domani al cinema Massimo e sarà distribuito nell’estate 2020.

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Medicine rocks, tanti amici per ricordare Cavanna
Da Jovanotti a Subsonica, all’Alcatraz per sostenere ricerca

25 novembre 2019 13:06

– Almamegretta, Bluvertigo, Jack Jaselli, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, i Negrita e i Subsonica sono solo alcuni degli artisti che domani sera si esibiranno all’Alcatraz di Milano in ‘Medicine rocks-a Music Tribute to Tomaso Cavanna’, una serata benefica nata per ricordare il noto produttore di eventi musicali, scomparso lo scorso agosto.
Il ricavato della serata verrà interamente devoluto alla ricerca sull’immunoterapia e la medicina rigenerativa. Per accedere alla serata basta effettuare una donazione all’Associazione Medicine Rocks, tramite il sito https://www.mailticket.it/manifestazione/KT28, (donazione minima € 30,00). Fortemente voluta da Edy Campo, compagna di Tomaso, dalla madre Laura Balich, da Inti Ligabue, amico storico della coppia, da Marco Balich e tanti amici, l’Associazione Medicine Rocks nasce con l’obiettivo di organizzare e promuovere eventi al fine di sostenere e promuovere la ricerca sull’immunoterapia e la nanomedicina, nuove frontiere nella cura delle neoplasie.

Mika riparte dall’amore, riscoprite le emozioniAl via da Torino ‘Revelation Tour’ in 12 palazzetti italiani

TORINO25 novembre 201913:30

– In un’epoca dominata dalla tecnologia e dall’immagine, Michael Holbrook Penniman, in arte Mika, torna alla sostanza della musica presentando al Pala Alpitour di Torino un concerto dall’atmosfera intima e quasi teatrale.
Davanti agli ottomila fan della prima data del ‘Revelation Tour’, ieri sera, si è presentato con la sua band e una scenografia completamente analogica, ‘fisica’, progettata insieme alla sorella Yasmine. Un tableau coloratissimo ed eterogeneo, pieno di riferimenti pop all’immaginario dell’artista: da un King Kong di 10 metri alla sagoma di un David, dalla mano dell’artista ai pianeti. Ma il cuore di tutto sono le gigantografie dei sui genitori da giovani. Perché Mika parte da qui, “dall’amore”, l’origine di tutto, per accompagnare il pubblico nel suo racconto caleidoscopico e coinvolgente. È quello di ‘My Name is Michael Holbrook’, sesto album dell’artista, uscito a ottobre e già nella top ten di 22 Paesi.

In cd i Berliner e le Sinfonie di BrucknerLe nove composizioni registrate con grandi direttori

25 novembre 201914:29

– Le nove Sinfonie di Anton Bruckner secondo i Berliner Philharmoniker in una edizione speciale con le composizioni registrate nell’arco degli ultimi dieci anni con otto grandi direttori d’orchestra con i quali hanno stretto un rapporto musicale particolare. Una parata di bacchette, tra le principali della scena contemporanea internazionale: Seiji Ozawa (Sinfonia numero 1), Paavo Järvi (2), Herbert Blomstedt (3), Bernard Haitink (4 e 5), Mariss Jansons (6), Christian Thielemann (7), Zubin Mehta (8) e Sir Simon Rattle (9). Il cofanetto, pubblicato dalla etichetta Berliner Philharmoniker Recordings, comprende 9 cd, un Blu-ray Disc ad alta risoluzione Pure Audio e tre Blu Ray disc con la videoregistrazione delle esecuzioni. Completa la pubblicazione un opuscolo con un saggio del musicologo Richard Taruskin, i ritratti dei direttori, l’ introduzione a ogni singola sinfonia e molte foto. Il lavoro dell’ orchestra con gli illustri maestri, diversi per personalità e sensibilità, consente una visione globale e aggiornata del linguaggio musicale inconfondibile del compositore austriaco e dell’ universo tonale variegato delle sue sinfonie.
Bruckner è una vecchissima conoscenza dei Berliner. La prestigiosa orchestra tedesca eseguì per la prima volta una sua opera nel gennaio 1887, appena cinque anni dopo essersi costituita. In quella occasione ad essere scelta fu la Settima Sinfonia. Da Arthur Nikisch, il maestro ungherese che fu direttore principale dell’ Orchestra dal 1895 fino alla sua morte, nel 1922 le composizioni di Bruckner sono comparse regolarmente nei programmi dei concerti dei Berliner Philharmoniker e da Wilhelm Furtwängler a Herbert von Karajan sono divenute parte della loro identità artistica. E’ la storia di un rapporto che anche dal punto di vista delle registrazioni parte da molto lontano. La loro prima incisione di Bruckner su disco – all’ epoca a 78 giri – porta la data dell’ aprile 1928. Anche in quel caso la scelta cadde sulla Settima Sinfonia. Sul podio c’ era Jascha Horenstein.

Pompei: dalle Terme a Leda via a nuove apertureOsanna, dalle macerie alla rinascita un successo in team

POMPEI25 novembre 201914:33

– Le grandi terme centrali, che l’eruzione del 79 d. C ha congelato in una fase ancora di cantiere, spazio fascinoso e insieme ricchissimo di novità per la storia, chiuso da decenni al pubblico. Ma anche il lusso e le meraviglie della casa degli amorini dorati, che riapre dopo mesi di necessarie manutenzioni. E in fine il mai visto, con l’intrigante sensualità di Leda e il cigno, l’immagine forse più iconica di una stagione di lavori per la messa in sicurezza, che è stata anche generosissima di nuovi ritrovamenti. Pompei festeggia l’uscita dalla emergenza aprendo nuove possibilità di visita. E per il direttore Massimo Osanna, al suo secondo mandato, è anche il momento per una prima riflessione sulla ricerca affidata ad un libro (Pompei e il tempo ritrovato, Rizzoli) che “ha un impianto scientifico ma sceglie volutamente un linguaggio accessibile a tutti”. un impegno corale, dice, “trasmesso attraverso la mia voce, Pompei “è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, emozioni e di conoscenza”

Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco BruniKim Rossi Stuart è il protagonista. Riprese in corso a Roma

25 novembre 201915:44

– S’intitola Andrà tutto bene, il nuovo film di Francesco Bruni di cui sono in corso le riprese.
Protagonista è Kim Rossi Stuart, con tra gli altri Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri. Scritto dallo stesso Bruni, è prodotto da Palomar con Vision Distribution. Le riprese si svolgono cinque settimane a Roma e una settimana a Livorno. Rossi Stuart è Bruno Salvat, un regista di scarso successo, reduce dalla separazione dalla moglie Anna da cui ha avuto due figli, la ventenne Adele e il diciassettenne Tito. A seguito di un malore improvviso, a Bruno viene diagnosticata una patologia che richiede l’intervento di un donatore. Tutti i suoi rapporti familiari vengono rimessi in discussione, compreso quello con suo padre Umberto, depositario di un segreto che costringerà Bruno ad affrontare un viaggio alla ricerca di qualcuno che lo possa aiutare.

Tff: Verdone, quei film che mi hanno cambiato la vitaSuo nuovo lavoro ‘Si vive una volta sola’ in sala da 27 febbraio

TORINO25 novembre 201920:01

Un lungo amarcord di Carlo Verdone, guest director della 37/ma edizione del Tff, oggi negli storici Studi Rai di Via Verdi dove si è tenuta la conferenza stampa di ‘Cinque grandi emozioni’, ovvero le cinque pellicole che hanno cambiato la sua vita. Tutto nasce al photocall dove il regista-attore romano posa vicino a una vecchia telecamera anni Sessanta. “Professionalmente – dice Verdone – sono nato in questi studi con ‘Non Stop’ di Enzo Trapani. E oggi, vedendo quella telecamera, mi sono ricordato tutto: il fatto di essere rimasto qui sei mesi e di non essere stato poi molto convinto di quello che stavo facendo. A un certo punto però – continua il regista – Trapani mi chiama e mi dice: ‘lo sai che funzioni davvero ‘. E così la mia esperienza a Torino continuò. Quando poi andai via parlai con il capostruttura Gambarotta che, saputo che coi soldi guadagnati mi sarei comprato una Fiat 127, mi disse: ‘Si fidi di me: non la compri! Vedrà che giorno tornerà qui con tanto di autista’.

Proprio quello che è successo oggi, una cosa che mi ha davvero toccato il cuore”. Questi, intanto, i film scelti da Verdone: Ordet (1955) di Carl Theodor Dreyer; Buon compleanno Mr. Grape (1993) di Lasse Hallström; Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi; Oltre il giardino di Hal Ashby (1979) e Viale del tramonto di Billy Wilder (1950). “Tutti scelti non da critico, ma da spettatore che si è formato – anche grazie a mio padre che mi regalò la tessera del Filmstudio – nei cineclub romani da il Tevere a l’Azzurro Scipioni. È li mi sono fatto una cultura con Grifi, Schifano, Kenneth Anger, Andy Warhol, Yoko Ono e con le grandi rassegne su Pabst, Dreyer, Lang e Welles”.Influenzato dalla sperimentazione, continua Verdone : “comprai nel 1970 da Isabella Rossellini un telecamera Superotto e cominciai a girare. Feci, pochi lo sanno, tre medio metraggi: ‘Poesia solare’, ‘Allegoria di primavera’ e ‘Elegia notturna’ che fu addirittura premiato a Tokyo. Ora questi film molto crepuscolari, psichedelici non ci sono più, li ha persi la Rai, però sono convinto che quando muoio qualcuno sicuramente li tirerà fuori”. Sulla scelta di Ordet di Dreyer hanno sicuramente pesato “i miei studi di storia delle religioni, la speculazione sulla fede che mi ha sempre molto affascinato”. Mentre su Oltre il giardino “ha pesato il mio amore per Peter Sellers”. Pietro Germi, infine, dice Verdone:” è il più grande regista di commedia e Divorzio all’italiana un film perfetto”. Verdone ha ricordato poi come il padre Mario lo boccio a un esame di storia e critica del cinema chiedendogli di Pabst e Dreyer: “Mi interrogò per primo e mi fece fare una brutta figura davanti a tutti. Mi disse solo con freddezza ‘Si presenti alla prossima sessione'”.Sull’onda lunga delle serie tv spiega: “Tanti miei colleghi le criticano e sbagliano è un solo nuovo modo di fruire il cinema. È vero sono fatte come in un’industria, creano dipendenza, ci sono dietro psicologi, ma credo comunque che il film unico sia quello davvero creativo per eccellenza”. Conferma poi che al di là di tutto farà una serie tv tra due anni: “Aspetto solo che torni Aurelio De Laurentiis da Los Angeles, per annunciarlo. Non posso ancora darlo per certo”. Il suo nuovo film ‘Si vive una volta sola’, infine, arriverà in sala il 27 febbraio: “E’ una buona data che ci permette di non avere tante battaglie da fare con altri titoli e di ottenere un numero elevato di sale”.

Chiambretti, il nostro show leggero ma non stupidoSu Retequattro torna La Repubblica delle Donne

25 novembre 201919:51

Da Vittorio Feltri, che terrà una rubrica sulla posta del cuore, a Valeria Marini, che avrà diversi ruoli, compreso quello di cavia. Ricomincia con alcune new entry, ‘La Repubblica delle donne’, il programma condotto da Piero Chiambretti e in onda da mercoledì’ 27 novembre in prima serata su Retequattro.
“Squadra che vince non si cambia – ha detto oggi il conduttore nello studio televisivo Mediaset a Cologno Monzese – Lavoreremo nel segno della continuità, con qualche variazione che abbiamo deciso in questi mesi tra uno slittamento e l’altro”. Una presentazione che Chiambretti ha trasformato quasi in uno show (‘sono Vincent Bollorè, ma sono in silenzio stampa’, ha esordito riferendosi al produttore televisivo francese), coinvolgendo anche l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
“La nostra sarà una compagnia stabile, con ospiti decisivi per lo sviluppo della puntata – ha detto Chiambretti – In quella di mercoledì ci saranno le Gemelle Kessler, con un cameo di Pippo Baudo in collegamento da Roma, che interagirà con loro”.
Il programma si conferma come uno spettacolo interamente dedicato all’universo femminile (anche il pubblico in studio è composto quasi esclusivamente da donne), nello spirito scanzonato del suo conduttore. “Un programma leggero, ma non stupido – ha aggiunto Chiambretti – Parliamo di donne,che sono il motore trainante del nostro pianeta”.
Filo conduttore delle puntate la bellezza (”io in realtà preferisco la bruttezza perché non svanisce nel tempo”), affrontando anche temi importanti. “Anche senza fare della politica, si fa della politica – ha spiegato Chiambretti – La prima puntata l’ho voluta dedicare alle pelle, la seconda puntata sarà dedicata a un abbraccio, la terza a Dalida”. Il programma si è posto anche una missione, quella di aiutare il teatro Margherita, da tutti conosciuto come il Bagaglino, a rischio di chiusura il prossimo anno. Madrina Valeria Marini.
“L’ultima diva e anche la nostra cavia – ha detto Chiambretti – Sarà qui, ma contemporaneamente nel Bagaglino degli anni Novanta”.
Del cast entra a far parte anche Massimo Lopez, nel ruolo del presidente della Repubblica delle Donne, interpretando la Monaca di Monza con i baffi. Tra gli altri protagonisti fissi, Cristiano Malgioglio, Iva Zanicchi, Antonella Elia, Lory Del Santo. Ci sarà una rubrica dedicata a Instagram con un borsino sui personaggi più in vista calcolando le quotazioni in base ai follower e ai like. ‘La Repubblica delle donne’ si inserisce nel nuovo trend di Retequattro che ha deciso, come ha sottolineato il suo direttore Sebastiano Lombardi, di passare ”da una rete famosa per i film e le soap, a tutt’altra cosa con molte più offerte autoprodotte. Sapevamo di esporci a delle critiche e che non sarebbe stato facile”, ha aggiunto ricordando ancora una volta di non considerare come competitor di Retequattro La7. “Rete 4 è in crescita, La7 no – ha concluso – Il lavoro che abbiamo fatto non è stato soltanto di programmazione strategica, ma è stata una cura ossessiva e maniacale su tutto, dalla linea editoriale al quadro luci”

800 copie per Frozen 2, in sala dal 27 novembreAttesa per sequel Disney. Voci: Autieri, Rossi e Brignano

25 novembre 201919:57

Uscirà in oltre 800 copie l’atteso film d’animazione Disney Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, nelle sale italiane dal 27 novembre, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Diretto da Jennifer Lee e Chris Buck e prodotto da Peter Del Vecho, dopo il debutto record con un incasso globale di 350 milioni di dollari, arriva anche in Italia.
In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle Serena Autieri torna a prestare la propria voce a Elsa, mentre Serena Rossi interpreta nuovamente la principessa Anna, Enrico Brignano è ancora una volta Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi tinge di rock il nuovo brano “Nell’Ignoto” (“Into the Unknown”), che il pubblico italiano potrà ascoltare nei titoli di coda del film e che negli Stati Uniti ha visto protagonisti i Panic! At The Disco. Perché Elsa è nata con dei poteri magici? La risposta a questa domanda sta ora minacciando il Regno di Arendelle, spingendo Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven a partire insieme per un viaggio straordinario e pieno di pericoli. In Frozen – Il Regno di Ghiaccio Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo forti per essere accettati dal mondo. Ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

S. Cecilia, Daniel Oren e il Requiem di VerdiMaestro torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni

25 novembre 201916:09

– Appuntamento da non perdere, giovedì 28 novembre, per la stagione sinfonica di Santa Cecilia con il Requiem di Giuseppe Verdi diretto da Daniel Oren, che torna sul podio dell’ Accademia Nazionale dopo 17 anni. Il maestro israeliano dirigerà l’ orchestra e il coro ceciliani e un cast internazionale di solisti composto dal soprano Eleonora Buratto, dal mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, dal tenore Francesco Demuro e dal basso Ain Anger. Il concerto, in programma alle 19:30 all’ Auditorium Parco della Musica, si replica sabato 30 novembre e lunedì 2 dicembre alle 18. Il capolavoro verdiano, considerato dai critici più vicino a canoni operistici che liturgici, è paragonabile alle composizioni sacre immortali composte da Cherubini, Mozart, Brahms o Berlioz.
Il Requiem fu concepito originariamente per commemorare la morte di Rossini avvenuta nel 1868; l’idea di Verdi era che “ad onorare la memoria di Rossini i più distinti maestri italiani componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell’anniversario della sua morte”. Il progetto si rivelò irrealizzabile ma Verdi aveva nel frattempo composto il Libera Me, nucleo centrale del futuro Requiem. Pochi anni più tardi, nel 1873, Verdi rimase impressionato profondamente dalla morte di Alessandro Manzoni e decise di “proporre cosa ad onorarne la memoria” rimettendo mano al vecchio progetto del Requiem. La prima esecuzione del capolavoro avvenne a Milano il 22 maggio 1874, primo anniversario della morte del grande scrittore. Ancora oggi la partitura resta stupefacente per la forza dei contrasti e l’alternarsi di momenti di trascendenza e di esplosioni apocalittiche terrificanti.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

25 novembre 201916:50

– La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Su Rai Movie un ciclo dedicato a Mario Soldati

25 novembre 201916:56

– Fino al primo dicembre Rai Movie ricorda Mario Soldati con un ciclo di film e una produzione speciale, Soldati racconta Soldati, presentata in anteprima al 37° Torino Film Festival. Tutte le mattine, il ciclo Colazione da Rai Movie sarà dedicato al regista. Si inizia lunedì novembre alle 8 con Piccolo mondo antico, grande successo critico e commerciale dell’autore. Martedì Dora Nelson (1939), il primo film diretto interamente da Soldati e interpretato da Assia Noris. Mercoledì è la volta di Quartieri alti (1945), film drammatico le cui riprese vennero interrotte dalla guerra nel 1943 e ultimate dopo la Liberazione. Giovedì il film che vide Mario Soldati interpretare il ruolo di un professore antifascista, Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani.
Venerdì Questa è la vita, del 1954, un film a episodi di ispirazione pirandelliana di cui Soldati scrisse (in collaborazione con Giorgio Bassani) e diresse un solo episodio, Il ventaglino. Concludono il ciclo lo speciale Soldati racconta Soldati, domenica 1 dicembre, alle ore 11,30 e, a seguire, Policarpo, ufficiale di scrittura (1959), una satira maliziosa della borghesia nella Roma umbertina che segnò l’addio di Soldati al cinema.

Cinema: a Paolo Virzì Pegaso d’oro della ToscanaRegista sarà premiato da presidente Enrico Rossi il 27/11

FIRENZE25 novembre 201917:05

– Il Pegaso d’Oro della Regione Toscana sarà consegnato al regista Paolo Virzì per aver creato “un cinema universale, capace di arrivare al pubblico nella sua interezza, per chiamarlo a riflettere su questioni sociali in una chiave critica e contemporanea” come recita parte della motivazione che accompagna il premio deciso dalla Giunta regionale.
L’appuntamento è per mercoledì 27 novembre al Cinema La Compagnia di Firenze, in via Cavour 50r. A partire dalle ore 9, e per tutta la giornata, saranno proiettati i film che hanno segnato la carriera dell’artista livornese fino ad oggi, da ‘Ovosodo’ a ‘La prima cosa bella’, da ‘Il capitale umano’ a ‘Ella & John’. Alle ore 11 il presidente Enrico Rossi premierà Paolo Virzi durante una cerimonia aperta al pubblico durante la quale il regista risponderà alle domande dei presenti.
Il Pegaso d’oro, spiega una nota, è un riconoscimento istituito dalla Giunta regionale nel 1993 per segnalare al pubblico encomio cittadini italiani o di altri paesi che hanno reso un servizio alla comunità nazionale ed internazionale attraverso la loro opera in campo culturale, politico, filantropico e del rispetto dei diritti umani. Il premio consiste in una riproduzione del cavallo alato Pegaso, eletto a simbolo della Regione Toscana già a partire dalla prima legislatura, tratto, e in parte modificato, da una moneta attribuita a Benvenuto Cellini, oggi conservata al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Nel corso degli anni il premio è stato attribuito a Paolo e Vittorio Taviani – Kosrat Rasul Ali – don Luigi Ciotti – Luis Sepùlveda – Ingrid Betàncourt – Aung San Suu Kyi – Cindy Sheehan – Margherita Hack – Roberto Benigni – Giacomo Becattini – Abdoulaye Wade – Silvano Piovanelli – Piero Farulli – Muhammad Yunus – Eugenio Garin – Jasser Arafat – Jerzy Grotowski- Mario Luzi – Yitzhak Rabin (alla memoria) Jacques Delors – Fondazione Kennedy – Mikhail Gorbaciov.

Più Libri: Congar, compagna di Ahmet Altan, tra ospiti specialiL’8 dicembre con Gianrico Carofiglio parla di libertà di stampa

25 novembre 201918:23

– La scrittrice e giornalista Yasemin Congar, compagna dello scrittore e dissidente politico turco Ahmet Altan, attualmente detenuto nelle carceri di Istanbul, sarà ospite speciale, per il secondo anno, di ‘Più libri più liberi’, dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma. A parlare con la Congar di libertà di stampa, nel giorno conclusivo della manifestazione, ci sarà lo scrittore Gianrico Carofiglio. La fiera aderisce alla campagna lanciata da Roberto Saviano #freeahmetaltan.
Un focus sarà dedicato alla situazione del Sud America, con un’attenzione particolare al conflitto esploso in questi mesi in Cile e Bolivia, passando attraverso l’analisi del Brasile sotto il governo Bolsonaro. Protagonisti del dibattito saranno Fernanda Chaves, la giornalista scampata all’agguato in cui venne uccisa l’attivista Marielle Franco, la cilena Marta Lagos, direttrice dell’osservatorio Latinobaròmetro che monitora i conflitti del Sud America e Mirko Macari, giornalista cileno.
“Il programma di Più libri più liberi – spiega Sílvia Barbagallo, curatrice del programma – è da sempre attento a dare voce anche ai temi legati alla libertà di stampa e di espressione, ai diritti umani e all’attualità. Ogni anno invitiamo ospiti internazionali per portare una testimonianza diretta di ciò che accade nei luoghi del mondo più in difficoltà: dalla Turchia, al Rojava, dalla Russia, Cile, Bolivia, Brasile, fino all’Argentina. Le manifestazioni culturali sono luoghi pubblici che non possono sottrarsi al dibattito su argomenti così importanti”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La vicenda basagliana diventa un libro
Spettacolo teatrale di Dell’Acqua-Cirri-Rossi pubblicato da ‘ab’

TRIESTE25 novembre 201918:50

TRA PARENTESI, (AB EDIZIONI ALPHABETA VERLAG; 144.PAG, 12 EURO) – Diventa un libro, e con lo stesso titolo, lo spettacolo teatrale “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. E dato che già la pièce teatrale era una trasposizione gentile e ironica della rivoluzionaria e reale esperienza basagliana a Trieste, il libro (ab Edizioni Alphabeta Verlag; 144.pag.; 12 euro) sembra chiudere il cerchio, nel senso che la psichiatria triestina è stata rappresentata con la stampa forse in tutte le forme estetiche. Gli autori, sono sempre loro: Peppe Dell’Acqua (1947, psichiatra, direttore per quasi 2′ anni del Dipartimento Salute Mentale Trieste), Massimo Cirri (1958, psicologo e conduttore radiofonico, tra l’altro ideatore e realizzatore della trasmissione Caterpillar, in onda su RadioRai), Erika Rossi (1974, regista e sceneggiatrice).
Il volume segue l’inatteso successo dello spettacolo teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e che ha macinato più di 50 repliche ed è stato visto da 5.000 spettatori. Il libro racconta quando il 16 novembre 1961 a Gorizia un medico di 37 anni di nome Franco Basaglia entro’ nel manicomio restando colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali. Tanto colpito che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato la loro vita e non solo a Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non e’ piu’ partito. Basaglia qui riuscì a realizzare l’incredibile ambizione di chiudere i manicomi, con il corteo di Marco Cavallo a sfilare per le vie cittadine. La risonanza di quell’evento fu mondiale e si concluse con la promulgazione, 40 anni fa, della nota legge 180, che sancì un movimento di pensiero inedito.
“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia”, era solito dire Basaglia. Facile da scrivere, molto più difficile realizzarlo. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni trascorsi con lui quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati, da internati senza più un nome, tornarono a essere cittadini, persone, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da Massimo Cirri. Un dialogo teatrale che avviene su una panchina consumata, convertito in dialogo narrativo e così come lo spettacolo era intervallato da filmati d’epoca, così il libro è corredato da foto.
Dell’Acqua ancora si sorprende del successo: “”Inatteso, soprattutto di giovani, che forse intravvedono una storia di possibilità, qualcosa che può accadere se si mettono a sognare.
Noi non abbiamo mai smesso di sognare”.

Kurig, Algabe e Reynolds a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

BOLOGNA25 novembre 201918:51

– La tedesca Nora Kurig, il franco-beninese Yvan Alagbe e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

A Historiae della poetessa Anedda va il BodiniRiconoscimento sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE25 novembre 201918:51

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla.
Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Moccia, 5/12 esce La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

25 novembre 201918:52

FEDERICO MOCCIA, LA RAGAZZA DI ROMA (SEM) – Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

Parole e scrittura in mostra a Every Letter is a Love LetterFino al 26 gennaio 2020 a Lucca

5 novembre 201918:54

La scrittura intima, l’esperienza del fuori tema e di tutto ciò che rimane ai margini delle narrative ufficiali sono al centro della mostra ‘Every Letter is a Love Letter’ , che si potrà vedere fino al 26 gennaio all’associazione Terzopiano, a Lucca.
Curata da Alessandra Poggianti ed Elvira Vannini, l’esposizione vede protagoniste tre artiste: Anna Oberto, Marcela Moraga e Clarissa Falco, Tra le principali esponenti della scena verbo-visuale italiana, la Oberto, originaria di Ajaccio dove è nata nel 1934, ha incentrato la sua ricerca artistica e letteraria sul linguaggio e sulla scrittura. Già nel Manifesto Femminista Anaculturale, redatto nel dicembre 1971, la Oberto sottolineava: “Liberiamo il linguaggio e libereremo la donna!”. Nelle sue tavole,e collage, che aprono la mostra, la scrittura è rigorosamente a mano, calligrafica, usata per ridare corpo alla parola. E su quel dare corpo alla parola si inserisce la giovane artista Clarissa Falco, originaria di Genova dove è nata nel 1995. Ed ecco corpi come “macchine desideranti’, oltre la distinzione tra soggetto e oggetto, privati delle proprie sembianze per diventare ingranaggi o parti meccaniche.
I tessuti andini proposti da Marcela Moraga, originaria di San Fernando, in Cile, dove è nata nel 1975, sono invece un mezzo importante per trasmettere e preservare i tratti essenziali della vita di una società ‘Every Letter is a Love Letter’ è ripreso dal romanzo ‘I Love Dick’ di Chris Kraus in cui la protagonista, attraverso montagne di lettere indirizzate ad un uomo, dà voce ai suoi sentimenti e frustrazioni, con la complicità del marito Sylvère Lotringer.
La mostra è visitabile su prenotazione.

Pinocchio, il successo a 193 anni da nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

5 novembre 201919:00

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Mister Rogers e Dolly Parton sfidano era TrumpEroi popolari gentilezza apolitica, tra film, tv, podcast

NEW YORK25 novembre 201920:38

– Nella settimana di Thanksgiving, quando davanti al tacchino gli americani provano a dimenticare attriti familiari e divergenze di opinioni, due iconici protagonisti dello spettacolo anni Settanta unificano destra e sinistra all’insegna dei valori della gentilezza apolitica.
Mister Rogers e Dolly Parton sono dappertutto: sulla radio, in tv, al cinema e in rete.
Non potrebbero essere più diversi. Fred Rogers, un pastore protestante, nei turbolenti anni delle marce anti-Vietnam e per i diritti civili, creo’ la serie tv per bambini ‘Mister Rogers’ Neighborhood’, di cui era protagonista con cordiale gentilezza ma anche franchezza nell’affrontare temi delicati per l’infanzia come la rivalità tra fratelli, il bullismo a scuola, la morte di persone care, il divorzio dei genitori. Protagonista del film “Un amico straordinario” con Tom Hanks, Rogers e’ morto nel 2003, mentre l’esuberante Dolly Parton, 73enne platinata e ritoccata regina del country, e’ viva e vegeta con “Dolly Parton’s Heartstrings”, una nuova serie su Netflix sviluppata attorno ad alcune delle sue canzoni piu’ famose, ad esempio “Jonelle”.
“Sono una nuova specie di eroe popolare americano che incarna inclusivita’ e consenso superando le barricate di cultura, classe e politica”, ha commentato il “Wall Street Journal”. Al film su Rogers e alla serie sulla Parton, si aggiungono speciali tv e le podcast: i dieci episodi di “Finding Fred” esplorano la filosofia della gentilezza di Rogers e la sua rilevanza in un mondo in cui prevale la rabbia e lo scontro, mentre “Dolly Parton’s America” sulla radio di New York WNYC esamina la carriera della cantante di “9 to 5” (nel film omonimo recito’ con Jane Fonda), il suo disagio a farsi definire femminista e le ragioni per cui persone altrimenti agli antipodi la adorano e accorrono ai suoi concerti.
Icone dell’era pre-Internet, sia Fred che Dolly sono sempre stati attenti a mantenere private le loro opinioni politiche, entrambi tuttavia proiettano empatia come antidoto alla mentalità della folla infuriata che sembra prevalere nell’era Trump. Per Rogers, a suo tempo oggetto di satira per la lentezza della trasmissione e il maglione con la cerniera che indossa entrando sul set (uno e’ allo Smithsonian), l’interesse e’ rinato l’anno scorso in occasione del cinquantesimo anniversario della trasmissione. La Parton invece e’ una storia in divenire, aiutata anche dalla figlioccia Miley Cyrus che ha ispirato una nuova generazione di fan. Dolly ha cantato un duetto con Kesha sul suo album del 2017 ‘Rainbow’ e ai Grammy 2019, quando e’ stata premiata come persona dell’anno per la filantropia, si e’ messa al microfono con una antologia dei suoi successi assistita dal ‘gotha’ delle eredi Millennials: da Katy Perry a Maren Morris e Kacey Musgraves.

Amy Hempel, Nessuno è come qualcun altroScrittrice torna con 15 storie vivide e raffinate

6 novembre 201910:01

MY HEMPEL – NESSUNO E’ COME QUALCUN ALTRO (SEM LIBRI – pag 156 EURO 17. Traduzione- Silvia Pareschi). Il nuovo e attesissimo libro di Amy Hempel, una delle voci più originali della narrativa di oggi, si apre con un proverbio arabo: “Quando il pericolo si avvicina, cantagli una canzone”.
Queste quindici storie raffinate rivelano la parte più umana e vivace della leggendaria scrittrice, che ci presenta figure solitarie e alla deriva in cerca di una connessione. Le loro brevi vicende affrontano le nostre paure e i nostri desideri, costringendoci a compatirli. I personaggi, vividi e memorabili, lottano per perdonare se stessi e gli altri. Ne La Chicane l’incontro di una donna con un attore francese suscita un diluvio di ricordi legati a una zia suicida, incapace di trovare stabilità in amore e nella vita. In Un rifugio con tutti i servizi una volontaria di un ricovero per animali si prende cura con devozione dei cani a cui praticare quella che definisce eutanasia.
In Greed una moglie respinta esamina la relazione di suo marito con una donna affascinante e anziana. E in Cloudland, la storia più lunga della raccolta, una donna rimugina sulla scelta fatta da adolescente di rinunciare al suo bambino. Storie di donne tenere e anche, a modo loro, divertenti, che sono piene di rivelazioni inattese, narrate con lo stile che ha la cifra unica diretta inimitabile di Hempel.
Cloudland, di tutte queste 15 storie di una lunghezza che varia da mezza pagina a un massimo di due, è quello più “esteso”, da solo prende quasi metà del libro. E’ un racconto di rimpianti, di dolore che riemerge improvvisamente nella rievocazione di un episodio della vita della protagonista, che si infiltra nel già precario equilibrio mettendo in discussione la possibilità di un nuovo inizio. Ambientato in Florida la donna si barcamena tra il lavoro come assistente sanitaria a domicilio, la cura delle piante tropicali e i programmi di cronaca nera che segue insieme ai suoi pazienti: porta dentro di sé oltre ricordo dei giorni a Ny, in compagnia di amici brillanti e viveur che non ci sono più, un tormento su un passato ancora più lontano. Quando, appena diciottenne, aveva partorito in una clinica privata una bambina poi data in affido.
Il racconto più autoironico è invece forse Greed. “La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed si faceva un punto d’onore di affermare che non lo avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito”. Ogni storia di Nessuno è come qualcun altro è accompagnata dalla malinconia per qualcosa lasciato indietro, o che si è mancato di conoscere.Hempel, originaria di Chicago e residente dagli anni Settanta a New York, è stata allieva di Gordon Lish, il celebre editor di Carver, e i suoi racconti le sono valsi numerosi premi, come il PEN/Malamud Award.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musei: Egizio proroga fino a giugno Archeologia Invisibile
Mostra diventa anche accessibile in remoto con virtual tour

ORINO26 novembre 201909:40

– Resta aperta fino a giugno Archeologia Invisibile, la mostra con cui il Museo Egizio svela al pubblico le tecniche dello studio degli oggetti giunti a noi dal passato. La proroga per l’intero anno scolastico non è l’unica novità: con il nuovo virtual tour in 3D, l’esposizione diventa fruibile anche in remoto.
Inaugurata a marzo, la proroga va incontro alle “sollecitazioni delle scuole – spiega Evelina Christillin, presidente della Fondazione – consentendo alle classi di inserire la visita dell’allestimento temporaneo fra le uscite al Museo Egizio programmate nella primavera”.
L’interesse suscitato dalla mostra, in particolare nei più giovani, “conferma quanto la ricerca e il rapporto tra egittologia e nuove tecnologie – aggiunge il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – siano temi in grado di mettere in comunicazione i diversi pubblici che visitano il nostro Museo e coloro che ci lavorano. Un valore aggiunto importante, che siamo lieti possa continuare a essere apprezzato e approfondito”.

Libri: ‘Terra in vista!’, la scienza spiegata ai ragazziUn viaggio con Pievani -Taddia e molti scienziati

6 novembre 201909:50

– TELMO PIEVANI E FEDERICO TADDIA, ‘TERRA IN VISTA! (MONDADORI RAGAZZI, PP 240, EURO 25,00). La scienza e la tecnologia spiegate ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice e scanzonato: dalla clonazione alla chimica dell’innamoramento, dalla robotica alla vulcanologia. Tra esperimenti ingegnosi, curiosità e domande irriverenti, i migliori scienziati italiani ce le spiegano, svelandoci che qualsiasi intelligenza artificiale, se confrontata alla nostra, è sorprendentemente stupida, nel libro ‘Terra in vista!’ di Telmo Pievani e Federico Taddia, con illustrazioni di Cristina Portolano.
Nato dalla trasmissione che Pievani, evoluzionista e filosofo della scienza, direttore del portale dell’evoluzione ‘Pikaia’ e Taddia, giornalista, autore e conduttore, fanno insieme su Radio 24, il libro è anche un viaggio nel tempo. Un percorso in un “futuro che già viviamo: touch screen, display, intelligenze artificiali, assistenti vocali, droni, cloni, auto che si guidano da sole e Soli – nel senso di stelle – riprodotti in laboratorio. La realtà è meglio di qualsiasi fantasy e la natura sa essere sempre più fantasiosa della nostra immaginazione. E così abbiamo scelto di raccontare il funzionamento di molte cose che usiamo o conosciamo e di cui, in verità, sappiamo ancora poco poco” raccontano gli autori nella prefazione.
Ogni capitolo è dedicato a un tema con l’intervento di un esperto e una scheda finale che propone un esperimento scientifico in forma di gioco, “Lampi di Ingegno”, di Agnese Sonato.
Così nella parte dedicata alle piante robot si dialoga con Barbara Mazzolai, biologa e ingegnere, e si scopre che “hanno foglie e radici smart” che “servono a esplorare il suolo: vanno alla ricerca dell’acqua nelle zone desertiche e in futuro potrebbero essere usate su altri pianeti, per cercare nuove forme di vita”.
Si comprende anche ‘Perché i vulcani si addormentano?’ con Boris Behncke , ricercatore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’Osservatorio Etneo e se ‘Si puo’ vivere sulla luna? con Tommaso Ghidini, capo divisone struttura, meccanismi e materiali dell’ESA. E ancora ‘Perché ci si innamora?’ con Antonio Cerasa, neuroscienziato dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr; ‘Che cos’è un algoritmo? con ‘Maurizio Tesconi, ricercatore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e ‘Che cosa sono le bioplastiche,?’ con Mario Malinconico, ricercatore e direttore di ricerca dell’Istituto per i Polimeri Compositi e Bio Materiali del Cnr di Pozzuoli.
‘Come si va a caccia di dinosauri?’ ce lo spiega Federico Fanti, paleontologo e ricercatore dell’Università di Bologna.
“Le attrezzature sono quelle di Indiana Jones: martello, colla e pazienza, molta tenacia e tanta fortuna. Le tecnologie più avanzate aiutano in una fase successiva, per ricostruire e capire come effettivamente ‘funzionavano’ questi animali quando erano in vita” afferma nel libro, realizzato con il contributo di Radio24 e di Audible, in cui si impara divertendosi.

Le macchinazioni, tra verità e leggendaMistificazioni e ironia nel romanzo di Baret Magarian

6 novembre 201911:45

– BARET MAGARIAN, LE MACCHINAZIONI (ENSEMBLE) – “Se io reinventassi la tua esistenza nella finzione, magari la cosa ti permetterebbe di uscire dalla tua vita vera e di guardarla da un’angolazione diversa”: il famoso romanziere londinese Bloch vuole aiutare il suo amico Oscar Babel, stufo di sentirsi “uno spazio vuoto”, a diventare una persona che conta e per questo decide di scrivere un racconto su di lui. Nell’era di internet, grazie alle parole di Bloch, Babel, proiezionista in un cinema e pittore mancato, diventerà per la gente un nuovo messia. Arriva in libreria “Le macchinazioni” di Baret Magarian, edito da Ensemble (pp.400, 18 Euro), con la traduzione di Simone Pagliai, romanzo divertente e ricco di suggestioni, pronto a svelare i miti della celebrità nei tempi di oggi. Nato a Londra, di origine angloarmena, lo scrittore – anche pianista e poeta – costruisce un libro visionario e realistico insieme, capace di fondere il pathos con il grottesco, nel quale con un registro narrativo sicuro e accattivante dà prova del proprio inventivo talento. Nel dipanare la storia, piena di personaggi indimenticabili tanto sono sorprendenti, in fondo lo scrittore parla del mondo iperconnesso in cui viviamo, per rivelarne le contraddizioni, le assurdità, i tranelli, senza mai dimenticare non solo la vena umoristica ma anche di evidenziare l’insopprimibile e disarmante bellezza di ciò che ci circonda.

Guarda che mun tunait, l’amore a 20 anniCaggiano racconta emozioni e rischi da correre per essere felici

26 novembre 201916:57

ANTONIO EMILIO CAGGIANO, GUARDA CHE MUN TUNAIT (GRUPPO ALBATROS) – E’ un romanzo che punta dritto ai sentimenti, con la semplicità dei ragazzi di 20 anni, “Guarda che mun tunait” del giornalista Antonio Emilio Caggiano (Gruppo Albatros il Filo, pp. 138 – Euro 12,90). Al centro del libro, composto da capitoli brevi e incisivi e con la prefazione di Federico Moccia, le vicende di gruppo di studenti universitari, per lo più fuori sede, alle prese con l’amicizia, l’amore, e la vita universitaria in una grande città come Roma, tutti impegnati a trovare il proprio posto nel mondo. Ognuno di loro ha i propri desideri con cui fare i conti: chi vuole fare l’insegnante, chi liberarsi da una pesante eredità malavitosa, chi ancora gioca con la propria bellezza prorompente. Ad animare la storia è però l’amore tra Antonio e Lucilla: i ragazzi si conoscono e si innamorano subito ma la loro relazione non sarà tutta rose e fiori. I due appartengono infatti a mondi diversi: lui, un “provincialotto” dell’Irpinia, figlio di un appuntato dei carabinieri e di una casalinga; lei ricca e proveniente da una famiglia di industriali, con una vita in parte già pianificata. Mentre si rincorrono le vicende di questi ragazzi, nel libro compaiono riflessioni sull’amore e sul valore dell’indipendenza e della propria moralità. Tra le righe, l’invito a puntare alla Luna che appare nel romanzo, ricchissimo di ingenuità e freschezza giovanile, non sembra tanto la necessità di porsi obiettivi sempre più irraggiungibili e lontani, quanto un’opportunità di sperimentare e conoscere se stessi, di prendersi dei rischi per realizzare i propri sogni e di avere coraggio a scommettere tutto sull’amore, vero collante sociale dei nostri tempi.

Midway, un film di guerra di una voltaDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

6 novembre 201911:48

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra.
Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Emmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico è stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

Libri: Secondo Josh, due bambini tra Bene e MaleMetatesto grottesco di Fusoni su società e scrittura

6 novembre 201911:49

– LORENZO FUSONI, SECONDO JOSH (GOLEM EDIZIONI) – Un thriller paradossale, una girandola di equivoci, allucinazioni e voci, la lotta eterna tra il Bene e il Male attraverso la contrapposizione di due singolari bambini che sembrano Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma anche un interessante esperimento linguistico e letterario in un’opera dal carattere sperimentale: è in libreria dal 7 novembre “Secondo Josh” (Golem Edizioni, pp.140, 14 euro), il nuovo romanzo Lorenzo Fusoni. Lo scrittore torna a raccontare di Josh, il bambino di 9 anni protagonista dell’omonimo volume edito da Golem nel 2017 con il titolo “Il libro di Josh”: questa volta il piccolo, genio della speculazione finanziaria dalle incredibili capacità manipolatorie, dovrà confrontarsi con Marius, un altro bambino che invece vuole aiutare gli altri combattendo i soprusi e le ingiustizie del mondo. In questo originale metatesto, in cui la scrittura riflette su se stessa e sui propri meccanismi, Fusoni costruisce un romanzo in cui i personaggi sembrano vivere di vita propria e nel quale la trama aggrovigliata non solo tiene il lettore legato a sé con il suo ritmo sostenuto ma offre spunti di riflessione sulle miserie umane e sulla nostra incapacità di comunicare davvero gli uni con gli altri.

Arte: SplendOri, la mostra diventa permanenteAl Parco archeologico di Ercolano accolta richiesta pubblico

ERCOLANO26 novembre 201912:20

– Il Parco archeologico di Ercolano rende permanente la mostra ‘SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano’ accogliendo così la richiesta del pubblico entusiasta che, in molti casi, ha chiesto che diventasse stabile. Inaugurata lo scorso 20 dicembre nell’Antiquarium, edificio riaperto in quell’occasione dopo ultimi interventi di adeguamento, SplendOri è una collezione di circa 200 monili, preziosi, raffinati arredi domestici, servizi da mensa unica per quantità e valore culturale dei pezzi presentati al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento. In vetrina vengono esposti oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati insieme agli abitanti nel vano tentativo di scampare via mare all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., altri recuperati nelle dimore dell’antica città.
SplendOri avrebbe dovuto chiudere tra pochi giorni, il 30 novembre. “Abbiamo deciso di venire incontro alle numerose sollecitazioni dei visitatori di rendere la mostra permanente, ma questo non ci distoglie dall’obiettivo di dotare il Parco di un museo che completi l’esperienza della visita sotto tutti gli aspetti e in maniera innovativa”, dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano “SplendOri è stato un primo passo che ci ha permesso di coniugare fruizione e ricerca per definire il progetto museografico del sito. L’attuale allestimento sarà nel corso del 2020 arricchito senza mai far venire meno il godimento dei beni da parte del pubblico”. Al Parco archeologico di Ercolano, intanto, si sta lavorando per sviluppare altre due esposizioni del ciclo ‘Ercolano. Talento passato e presente’ che vedranno la luce nei prossimi mesi, dedicate a mettere in evidenza altri due aspetti peculiari che fanno dell’antica città vesuviana un caso unico nell’intero mondo romano: l’una sul legno e l’ebanistica, l’altra sul cibo e la civiltà della tavola.

In uscita primo dizionario Italiano-LakotaCuratrici, ‘salvare una lingua nativa americana da estinzione’

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCO26 novembre 201916:58

E’ in uscita il 18 dicembre “Lessico Lakota”, il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, del famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota. Curato da Raffaella Milandri e Myriam Blasini, è pubblicato dalla casa editrice di San Benedetto del Tronto Mauna Kea. L’obiettivo, spiegano le curatrici, è salvare una preziosa lingua nativa americana, ma anche pubblicare il dizionario entro il 2019, Anno Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’Onu.
“Nell’allarme lanciato dall’Onu – spiegano -, si sottolinea come su 7.000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparir in pochi anni”. Dato che la lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento solo parlata e mai scritta, e che ce ne sono svariate interpretazioni, il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli, accompagnato da storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano.
Il lancio il 20 dicembre a San Benedetto del Tronto.

Capitale italiana della Cultura 2021, online il bandoFranceschini, titolo ha effetti concreti per sviluppo città

26 novembre 201913:44

– È online sul sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo il bando per la Capitale italiana della Cultura 2021. La Capitale italiana della Cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle Città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.
“Dal 2014 – sottolinea il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici”.
Entro il 16 dicembre 2019 le città che desiderano candidarsi possono presentare una manifestazione di interesse, sottoscritta dal Sindaco, riportando i dati richiesti dalle linee guida allegate al bando. Su http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Mib bacUnif/Appalti/visualizza_asset.html?id=201566&pagename=230 è consultabile il bando. Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura” è conferito per la durata di un anno e la Città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale italiana della Cultura per il 2020.
Possono partecipare al bando i Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alla selezione per la «Capitale italiana della cultura» per gli anni 2018 e 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maltempo: Franceschini, Art Bonus supera i 400 milioni di euro
Verso estensione al patrimonio ecclesiastico di Venezia e Matera

26 novembre 201913:53

– L’Art Bonus supera i 400 milioni di euro. L’agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura introdotta dal ministro Franceschini a fine 2014 è divenuta un modello in Europa per il mecenatismo culturale. “Questi dati dimostrano quanto questa misura stia funzionando e quanto i cittadini e le realtà economiche dei territori tengano alla cura del proprio patrimonio culturale. Per questo motivo nei giorni della forte ondata di maltempo che ha colpito Matera, Venezia e la sua laguna abbiamo avviato una iniziativa legislativa, accolta da un ampio sostegno parlamentare, per includere le chiese danneggiate dall’acqua alta e dal fango e detriti tra le realtà che possono fruire di questa forma di fiscalità di vantaggio” dice il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.
L’emendamento al decreto legge Sisma approvato la scorsa settimana dalla commissione bilancio del Senato che estende i benefici dell’Art Bonus al patrimonio ecclesiastico colpito dalla marea eccezionale nella laguna di Venezia e dal maltempo a Matera è ora all’esame dell’aula. Si tratta di un segnale di attenzione delle istituzioni ai beni storici, artistici e architettonici di due siti patrimonio mondiale dell’umanità.
Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 403 milioni di euro donati ci sono circa 13.300 i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 2.200 realtà per un totale di oltre 3.400 interventi.

Clerici, torno con Zecchino, i bambini sono casa / VIDEO”a disposizione Rai”. Anche una prima serata in coppia con Conti il 7 dicembre

26 novembre 201919:29

“Non è un impegno è un divertimento, il modo dei bambini è sempre stato il mio, dai tempi di Ti Lascio una canzone che ho guidato per cinque anni. In questo caso voglio ringraziare Carlo Conti, mi è sempre stato vicino nei momenti difficili della mia vita, è un fratello, e anche dopo un momento di ‘stallo forzato’, ha dato l’occasione di ricominciare a sorridere”. Tutto pronto per la 62a edizione dello “Zecchino d’Oro”, che vede Antonella Clerici ritornare sull’ammiraglia del servizio pubblico sia nelle tre puntate pomeridiane del 4, 5 e 6 dicembre alle 16.50 con tutta la sua vivacità e dolcezza di mamma, in onda dall’Antoniano di Bologna, che nella puntata del 7, sempre su Rai1 in coppia questa volta con Carlo Conti, direttore artistico della kermesse canora per bambini per il terzo anno consecutivo, ma in questo caso all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO). Alla direzione musicale c’è il maestro Peppe Vessicchio. Il Coro dell’Antoniano è diretto da Sabrina Simoni e la Regia è di Maurizio Pagnussat. Dodici le canzoni inedite in gara con le quali il repertorio sale a 776 brani (i temi vanno degli animali ai sogni, dalla grammatica alle piccole difficoltà).  Sono 16 i piccoli interpreti. Conti: “La somma dell’età dei bambini è più bassa della somma della mia età e di quella di Antonellina che ne ha 30 ed è più giovane” (dice con la sua consueta galanteria). Poi il conduttore toscano sottolinea: “in gara ci sono le canzoni, non i bambini. Quest’anno le ho ascoltate contrariamente alle altre due precedenti ediizoni, erano tante: 860! Per fortuna ha collaborato con me mio figlio Matteo di 5 anni”. Accanto alla giuria dei bambini a votare le canzoni in gara ospiti speciali: Giovanni Allevi, Liciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Laura Chiatti, Claudia Gerini, Benji e Fede, Alberto Urso. Uno degli obiettivi principali dello Zecchino d’oro quello di sostenere l’Operazione Pane, finalizzata a garantire 150mila pasti da gennaio a dicembre 2020 in 15 mense francescane.
Clerici fa notare: “con l’Antoniano ci siamo sfiorati tantissime volte, senza mai collaborare. Le tagliatelle di Nonna Pina ad esempio è diventata un cult”. Poi Aggiunge: “Vi prometto un regalo, vedrete un Carlo Conti in una veste insolita, trascinato dalle mie gonne, che saranno coloratissime e in tema col look dei bambini”.
Durante la presentazione a Viale Mazzini del festival dei bambini dell’antoniano Clerici torna a ribadire circa il proprio futuro nell’azienda: “Io sono a disposizione della Rai, come si sa, la mia concentrazione è ora sul presente, sullo Zecchino. E poi su Telethon. Poi vedremo. Spero di fare in primavera un prime time, ho tante idee, non mi mancano. Sono qui, ma non dipende da me, non posso impormi da sola, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi”. Nonostante la bionda e amata conduttrice abbia abbandonato da oltre un anno La prova del cuoco ciclicamente continuano a circolare indiscrezioni su un suo ritorno alla guida del cooking show di Rai 1. Clerici, replica decisa: “Non mi sembra corretto parlarne perché adesso ha una conduttrice, Elisa Isoardi; il programma è suo adesso.
Non ci penso proprio. E’ finita un’epoca”. “Potrei pensare di fare una cosa magari diversa. In futuro non so, tornare al daytime dipenderà da una serie di cose. Il mio contratto con Rai è in scadenza a giugno. Magari lo farò altrove, non ho idea proprio”. Tornando allo Zecchino: il 4 dicembre inizia la gara con l’ascolto di sei canzoni. Il 5 prosegue con l’ascolto delle altre sei. Il 6 dicembre vengono riascoltate le 12 canzoni in gara, in una versione ridotta. Il 7 dicembre sarà, invece, il giorno della finale in prima serata, condotta dalla coppia inedita per il piccolo schermo, Carlo Conti e Antonella Clerici che riporteranno in tv tutte le canzoni in gara, cantate dal vivo dinanzi a un pubblico. La 62° edizione dello Zecchino d’oro sarà disponibile anche su RaiPlay con una pagina dedicata per navigare nella piattaforma digitale della Rai fra le canzoni di ieri e di oggi su Rai1 dal 4 al 7 dicembre e avrà anche la possibilità di rivedere – già durante lo spettacolo – i video delle esibizioni dei piccoli cantanti e degli ospiti

Più libri, cresce ancora export diritti librari +8,7% nel 2019Da Osservatorio AIE e anche focus su mercato francese

6 novembre 201914:51

– C’è molta Italia in Europa. Anche nel 2019 si conferma il rafforzamento della vendita di diritti di edizione di autori italiani a case editrici straniere, con un aumento del +8,7% rispetto allo scorso anno. L’editoria italiana prosegue quindi la sua crescita all’estero: tra il 2001 e il 2019, infatti, i titoli venduti sono passati da 1.800 a 8.569. È quanto emerge dai dati 2019 dell’Osservatorio AIE sull’import-export dei diritti realizzati dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori che saranno presentati all’incontro’ Dalla vendita dei diritti, alle coedizioni, alle fiere internazionali. I tanti volti dell’export’, il 6 dicembre alle 10.30 in Sala Aldus a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, che si svolgerà dal 4 all’ 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
Ne parleranno, a partire dai dati, Pietro Biancardi (Iperborea), Emanuele Di Giorgi (Tunuè) e Giovanni Peresson (AIE), moderati da Mario Baudino (La Stampa).
Grande sarà l’attenzione sull’Europa. Ad aprire il programma professionale, strutturato in 21 appuntamenti, sarà un dibattito sull’editoria europea, che rappresenta più della metà del mercato mondiale del libro, e che permetterà di riflettere sul ruolo dell’editore moderno nell’attuale scenario continentale in relazione anche all’ecosistema che i nuovi player statunitensi del web stanno proponendo. Il convegno ‘Il ruolo degli editori nella costruzione dell’identità europea’ si svolgerà il 4 dicembre alle 14.30, sempre in Sala Aldus. Interverranno, moderati dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi, Giuseppe Laterza (Laterza editore), Eric Vigne (Gallimard) e Peter Kraus vom Cleff (Rowohlt).
Di editoria europea si parlerà anche nell’incontro ‘Market focus sul mercato francese’, il 6 dicembre alle 14.30 in Sala Aldus.
Interverranno Claude Combet (Livres Hebdo) e Roberto Revello (Mimesis Edizioni) nel primo di una serie di appuntamenti che AIE organizzerà nel corso del 2020 in previsione del Salon du Livre di Parigi 2021, dove l’Italia sarà Paese ospite.

Tornano bandi per rassegne quotidiane 2020 Ravenna Festival’Giovani Artisti per Dante’ e ‘Vespri a San Vitale’

RAVENNA26 novembre 201914:53

– In attesa di svelare la 31/a edizione di Ravenna Festival, sabato 14 dicembre, la manifestazione rinnova i bandi per spettacoli e concerti destinati alle rassegne quotidiane nei Chiostri Francescani e a San Vitale. ‘Giovani artisti per Dante’ chiama la nuova generazione di creativi a misurarsi con l’eredità intellettuale, poetica e umana del Poeta che trascorse i propri ultimi anni a Ravenna. La maggioranza dei componenti del gruppo non deve superare i 35 anni, ma non ci sono limiti ai linguaggi performativi delle proposte (da presentare entro il 5 febbraio 2020). ‘Vespri a San Vitale’ è invece dedicato a solisti, cori, ensemble per musica sacra nella basilica bizantina patrimonio Unesco. Le proposte, senza limiti di età o provenienza e con particolare attenzione per repertori regionali e di rara esecuzione, devono pervenire entro il 30 gennaio. Spettacoli e concerti selezionati saranno prodotti dal Festival e inseriti nelle omonime rassegne tra 9 giugno e 12 luglio.
Con il settimo centenario della morte di Dante alle porte, nel 2021, per il quinto anno consecutivo Ravenna Festival – che della storia della città ha fatto la chiave di volta della propria identità – offre un omaggio al Poeta accanto alla sua Tomba. Anno dopo anno la rassegna compone un nuovo ritratto di Dante, in collaborazione con il Comune e grazie a Società Dante Alighieri. Nelle precedenti edizioni ‘Giovani artisti per Dante’ ha ospitato artisti come la compagnia Kepler452 o il coreografo Nicola Galli, ma anche incoraggiato collaborazioni con realtà culturali e formative del territorio, fra cui Cantieri Danza.
Grazie alla collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, San Vitale – uno degli otto monumenti di Ravenna parte del sito Unesco – accoglierà invece un ricco e vario calendario di concerti. Negli anni sono arrivate proposte da tutta Italia ma anche da Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Russia; i programmi hanno spaziato da Hildegard von Bingen a Bach, a Arvo Part, ma anche offerto l’occasione per soffermarsi su compositori meno noti e repertori inusitati. Info: http://www.ravennafestival.org.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Libri: Donato Carrisi, il nuovo thriller ‘La casa delle voci’
In libreria il 2 dicembre per Longanesi

26 novembre 201914:54

– DONATO CARRISI, ‘LA CASA DELLE VOCI’ (LONGANESI, PP 400). ‘Donato Carrisi torna con ‘La casa delle voci’, un thriller che si muove sul terreno fragile e accidentato delle relazioni familiari, che sarà in libreria il 2 dicembre per Longanesi, a un mese dall’uscita nelle sale del suo secondo film ‘L’uomo del labirinto’ con Toni Servillo e Dustin Hoffman.
Lo scrittore, regista e sceneggiatore, mostra nel nuovo romanzo la partita che all’interno di ogni famiglia giocano le categorie di verità e finzione, realtà e illusione. Specialmente in quell’epoca della vita, l’infanzia, in cui i genitori sono la misura di ogni cosa.
Il protagonista è Pietro Gerber, uno psicologo ma non come gli altri, conosciuto a Firenze come l’addormentatore di bambini. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini che spesso hanno vissuto eventi drammatici o sono in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.
Ma un giorno arriva in studio una paziente adulta, Hanna Hall, raccomandata da una collega australiana. La donna è tormentata da un ricordo che potrebbe non essere reale: un omicidio. Per capire se quel frammento di memoria, che risale a quando aveva dieci anni, corrisponde alla verità o è un’illusione, Hanna, che da bambina viveva felice nell’incantata “casa delle voci”, ha un disperato bisogno di Gerber. Ha visto o ha assistito a un omicidio? E’ lei l’assassina? Autore di bestseller internazionali, con ‘ La ragazza nella nebbia’, dal quale ha tratto il film omonimo, Carrisi ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente.

S. Cecilia, Dall’ Ongaro confermato presidenteManterrà la guida dell’ Accademia Nazionale fino al 2025

26 novembre 201916:01

– Michele Dall’ Ongaro è stato confermato Presidente-Sovrintendente dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’assemblea degli accademici che gli ha attribuito un numero di voti superiore alla soglia dei due terzi necessari per la rielezione al primo turno. Dall’ Ongaro, che era stato nominato nel febbraio 2015 alla guida dell’ Istituzione, resterà in carica fino al 2025.
“Ringrazio i colleghi Accademici per aver rinnovato la fiducia nei miei confronti – ha detto – e vorrei condividere questo privilegio con il Maestro Pappano, l’Orchestra, il Coro, i dirigenti e tutti i dipendenti dell’Accademia per il contributo complessivo che ha permesso all’Istituzione di raggiungere risultati più che positivi e che mi auguro possano ancora migliorare in futuro”.
Michele Dall’ Ongaro, 62 anni, dopo gli studi al Conservatorio romano si è perfezionato in composizione con Aldo Clementi e direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Ha collaborato come pianista con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma e con quella del Teatro dell’Opera di Roma e ha insegnato per circa vent’anni nei conservatori italiani. Dal 1985 ha iniziato la sua collaborazione con Radio-Rai. Dal 2000 al 2015 è stato il dirigente responsabile della programmazione musicale di Radio3 e, dal 2008, sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. E’ autore di numerosi saggi e testi dedicati alla musica. Nel 2012 il Presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2017 il Presidente Sergio Mattarella quello di Commendatore.

Ultimo libro Filippo Penati, storia amore e politicaLa sua famiglia in ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’

26 novembre 201920:05

FILIPPO PENATI,’L’UOMO CHE FACEVA LE SCARPE ALLE MOSCHE’ (LA NAVE DI TESEO)È un pezzo di storia d’Italia e un atto d’amore per i suoi genitori ‘L’uomo che faceva le scarpe alle mosche’, l’ultimo libro di Filippo Penati, l’ex presidente della provincia di Milano morto lo scorso 9 ottobre.
Edito da La Nave di Teseo, che lo scorso anno aveva pubblicato il primo romanzo di Penati, ‘La casa dei notai’, il libro in uscita il 28 novembre è il racconto, narrato dallo stesso autore, della storia dei suoi genitori, Elena e Pep, e delle loro vite durante la guerra. Vite che non potrebbero essere più diverse: lei, Elena, siciliana, ha vissuto nell’isola fino alla fine della Seconda guerra mondiale per poi raggiungere, insieme alla madre e alle sorelle, il padre, emigrato a Milano in cerca di un futuro migliore. Lui, milanese, lavora alla Garelli, quella del Mosquito, dove è un tornitore così bravo da riuscire – si vanta lui – a fare le scarpe alle mosche. Il Pep è antifascista, come il padre Pippo. Membro del comitato segreto di agitazione che organizza clandestinamente alla Breda un grande sciopero generale, il Pippo viene prelevato pochi giorni dopo e deportato per Mauthausen. “Alla Breda – scrive Penati – furono centonovantanove quelli presi nei rastrellamenti e deportati per rappresaglia a seguito dello sciopero generale. Di loro solo ottantasette fecero ritorno”. Il Pippo non fu tra questi e solo molti anni dopo, in compagnia del figlio Filippo e del nipote, il figlio Pep trovò la forza di andare a Mauthausen a piangerlo.
Erano tempi durissimi, ma anche di grande solidarietà: “Dalla deportazione del Pippo fino alla fine della guerra, ogni mese passò da casa, qualcuno del “soccorso rosso” che, sfidando anche il coprifuoco, lasciava dietro la porta un pacco con poche cose da mangiare. Quel pacco, seppure così povero, era molto importante perché diceva loro: “Non siete soli”. Quando arriva la chiamata alle armi, il Pep diserta e si dà alla macchia, nascondendosi nelle campagne vimercatesi per sei mesi, dormendo dove capita e mangiando quel poco che gli passano i contadini.
Torna a casa il 26 aprile e da allora a casa Penati il 25 aprile si festeggia tutti insieme, con un pranzo che nemmeno quello di Natale, che si chiude con un brindisi alla libertà. Per il Pep “Era un giorno – si legge – in cui fare festa e da condividere con le persone a lui più care. Ci riunivamo tutti a casa sua per pranzo e più eravamo, più lui era soddisfatto. Il menù preparato dalla Elena era, appunto, lungo come quello dei pranzi natalizi e si finiva sempre con lo spumante, con i calici alzati per un brindisi alla libertà e alla pace”.
Elena e il Pep si sposano il 28 ottobre 1950, ma celebrano il loro anniversario il 29, per non festeggiare il giorno della marcia su Roma. Il giorno delle nozze, quando Elena fa il suo ingresso alla curt del Cairo, il caseggiato operaio dove è cresciuto il suo Pep, il suo primo gesto è lasciare un mazzo di fiori sulla lapide a ricordo del suocero mai conosciuto.
Dopo la guerra la Garelli è in crisi, i soldi a casa scarseggiano, il Pep va a un colloquio alla Ercole Marelli e quando il direttore gli chiede che giornale legge non esita a rispondere: ‘L’Unità’ e spiega: “Abbiamo lottato vent’anni per la libertà e ognuno legge il giornale che vuole.” Quella frase gli costa il posto ma, come dice alla sua Elena: “Stai tranquilla Elenin…vedrai che noi ce la caveremo anche questa volta”. Si chiude così questo libro che inizia con il narratore che accompagna all’ospedale l’anziana madre, e che non può che lasciare la sensazione di una sorta di testamento di Penati, portato via da un tumore che ha sempre legato alla sua vicenda giudiziaria, da cui uscì in parte prescritto e in parte assolto per tutte le accuse. Ora esce questo libro, che è una storia di amore e di politica, di dolori e di lotte, ma anche di speranza, come sottolinea la frase che lo conclude.

Raf duetta con il figlio D’Art in SamuraiSamuele Riefoli in arte D’Art, “entusiasmante lavorare insieme”

6 novembre 201916:37

– Duetto in casa per Raf, che nel nuovo brano Samurai canta con il figlio Samuele, in arte D’art. La canzone (Girotondo Srl/Sony Music Italy), già disponibile sulle piattaforme, parla di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i Samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità.
“Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass – racconta Raf – che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto”.
“Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno – racconta D’Art -. Passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante. Lui sarebbe stato un idolo per me anche se non fosse mio padre, è uno dei pochissimi cantanti pop italiani che ascolto, per il resto ascolto musica Hip Hop, trap americana e qualcosa di nostrano. Essere tenuto a battesimo da lui in questo esordio nel mondo della musica e avere la sua stima è il regalo più grande”.

Selezionati finalisti alla terza edizione premio “La Cava”Sono Cinzia Leone, Matteo Meschiari e Nadia Terranova

BOVALINO26 novembre 201916:54

Cinzia Leone con “Ti rubo la vita” (Mondadori), Matteo Meschiari con “L’ora del mondo” (Hacca) e Nadia Terranova con “Addio fantasmi” (Einaudi) sono i finalisti alla terza edizione del Premio Letterario Mario La Cava. Trentasette le opere in concorso al Premio, declinato sul tema “Il viaggio. Percorsi vissuti, narrati e immaginati”, organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava”, con il patrocinio della Regione e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri. La giuria tecnica (Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti) dopo la designazione dei finalisti decreterà l’opera vincitrice il 14 dicembre nella cerimonia di premiazione. Premio speciale “La Melagrana” a Walter Pedullà, autore di saggi sulla letteratura italiana e meridionale in particolare. Nella stessa serata il Caffè Letterario La Cava assegnerà un riconoscimento all’opera più votata dai lettori che fanno parte del circolo.

Europa al centro della Fiera del libro di LubianaItalia presente con Elisabetta Sgarbi e suo film

LUBIANA26 novembre 201916:54

E’ l’Europa l’ospite d’onore della Fiera del libro di Lubiana, la cui trentacinquesima edizione è stata inaugurata oggi alla presenza del primo ministro Marjan Sarec.
Il presidente della fondazione organizzatrice (SKS), Zdravko Kafol, ha ricordato che la scelta dell’Europa è un segnale di come l’evento intenda essere al passo con quanto accade nel mondo, e la scelta di ricordare Valentin Vodnik, uno dei più grandi rappresentanti dell’Illuminismo sloveno, in occasione del 200° anniversario della sua morte, è un modo per ricordare il movimento culturale, politico, e filosofico che rappresenta “la pietra angolare dell’era moderna nella cultura europea”.
ll programma è stato preparato in collaborazione con l’Associazione degli istituti culturali nazionali (Eunic) e con la rappresentanza della Commissione europea in Slovenia.
L’Italia sarà presente con Elisabetta Sgarbi, che interverrà in un dibattito legato alla proiezione del suo film “L’altrove più vicino”, pellicola del 2017 sulla Slovenia vista attraverso i racconti e i ricordi, fra gli altri, di Claudio Magris, Paolo Rumiz, e del poeta ceco Alojza Rebula.
Fra gli altri ospiti l’autore irlandese Jack Harte, l’artista grafico, illustratore e scrittore ungherese nato in Slovenia Róbert Farkas, che scrive racconti e poesie in tedesco e sloveno, l’autrice di spettacoli teatrali, racconti e romanzi Véronique Olmi, e il poeta, scrittore e traduttore spagnolo José Morella. In calendario anche una tavola rotonda sulla piccola editoria in Europa, cui parteciperà anche l’udinese Bottega Errante Edizioni.

‘Chef in camicia’ da tv ad Amazon Prime VideoDal 28/11 i primi 5 episodi con Nicolò, Andrea e Lello

26 novembre 201916:41

– La serie ‘Chef in Camicia’, che vede protagonisti tre amici d’infanzia, oggi chef e food influencer affermati, impegnati a mettere alla prova il palato e il loro rapporto, sbarca su Amazon Prime Video pochi giorni dopo la fine del programma sul canale Alpha, tornando così al mondo in cui sono nati dopo l’insolita parentesi televisiva: il web.
Da giovedì saranno disponibili sulla piattaforma i primi 5 episodi del format che vede Nicolò, Andrea e Lello sfidarsi tra loro in un viaggio tra ristoranti e bistrot milanesi alla ricerca del miglior modo per cucinare e del miglior posto in cui consumare alcuni semplici ingredienti tipici della cucina italiana contemporanea. I 5 episodi rimanenti saranno invece online a partire dal 15 dicembre. In ogni episodio dello show, omonimo della media company da oltre 2 milioni di seguaci sui social, i tre cuochi visitano altrettanti ristoranti, noti per avere l’ingrediente protagonista della puntata al centro del loro menù.
Ciascuno chef presenta uno dei tre locali, diventandone ambasciatore, per dar vita ad una gara tra amici senza esclusione di colpi tra piatti, commenti, battute e degustazioni, con l’unico obiettivo di vincere la puntata. Gli ingredienti sui quali si danno battaglia i ristoranti nei primi cinque episodi sono: il pomodoro, la carne di manzo, il gambero, il riso e il peperoncino. Seguiranno a dicembre patate, gorgonzola, salmone, pollo e uova.

Black friday? c’è chi dice no e lancia green fridayDa maglia ’emmobasta’ a invito a circolarità contro sovraconsumo

26 novembre 201917:05

– Black Friday? C’è chi dice no. E’ categorico quello di Ecoalf, azienda che trasforma in tessuti materiali di scarto come le reti da pesca, e spiega: “come parte della nostra filosofia, noi non parteciperemo al black friday.
Abbiamo bisogno di essere consapevoli e creare meno rifiuti.
Riparare, scambiare, donare e riciclare sono soluzioni semplici che possiamo adottare come individui”.
Rifò, giovane brand pratese di moda ecosostenibile, al posto del Black Friday, lancia il Green Friday: per tutta la settimana devolverà 5 euro per ogni prodotto acquistato, contribuendo alla raccolta fondi di Fashion Revolution, il movimento internazionale per cambiare radicalmente il modo nel quale i vestiti vengono prodotti e acquistati. Vestiaire Collective, sito web leader nella rivendita di articoli di moda e lusso vintage, invita invece i suoi clienti a partecipare alla sfida della circolarità, incoraggiandoli a vendere articoli da venerdì a domenica in cambio di un voucher da spendere entro il 31 dicembre.

A Roma capolavori di Roads of Arabia, archeologia e arte450 rarità dal Neolitico al XX secolo al Museo Nazionale Romano

26 novembre 201917:13

– Dalla testa di statua monumentale della dinastia lihyanita del V-II secolo avanti Cristo alla maschera funeraria in oro del I secolo dopo Cristo. E poi collane con perle, turchesi e rubini, frammenti di pitture parietali variopinte e tante altre meraviglie dal Neolitico al XX secolo provenienti dall’Arabia Saudita. E’ stata inaugurata dal ministro Dario Franceschini e dal suo omologo saudita Badr Bin Abdullah Bin Mohammed Bin Farhan Al-Saud la mostra Roads of Arabia, che dopo 16 tappe internazionali tra cui quelle al Louvre e all’Ermitage, sbarca nelle sale delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano dove sarà aperta dal 28 novembre al 1 marzo 2020.
Oltre 450 manufatti rari, che come sottolinea la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Daniela Porro sono stati scelti “tra centinaia di reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel Regno dell’Arabia Saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da specialisti sauditi e stranieri, ivi compresa l’importante attività della missione archeologica italiana.
“Le terme di Diocleziano sono un luogo che ha una grande magia – aggiunge Alda Fendi, che con la sua fondazione ha supportato l’evento mentre Saudi Aramco è l’exclusive sponsor – e unisce queste due culture. Ormai da 20 anni abbiamo un po’ l’ambizione di portare la cultura nel mondo perché pensiamo che la cultura è democrazia e libertà e va portata in tutti i Paesi. Abbiamo avuto grandi riconoscimenti in questo periodo, abbiamo fatto un accordo con l’Ermitage, Macron mi ha conferito la Legion d’onore e siamo candidati a un grandissimo premio in America per la cultura italiana”.
Su museonazionaleromano.beniculturali.it e roadsofarabia.sa tutte le informazione mentre l’hastag è #roadsofarabia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Bill Cosby, nessun rimorso se torno libero
Prima intervista dal carcere di ex papa’ d’America

NEW YORK26 novembre 201920:00

“Se avrò la libertà condizionata non aspettatevi di sentire da me che provo rimorso”. Bill Cosby è perentorio nella sua prima intervista dal carcere dopo la condanna lo scorso settembre per abusi sessuali aggravati.
L’ex papa’ d’America, 82 anni, si trova in una prigione della Pennsylvania dove sta scontando da tre a dieci anni di carcere e prevede di scontare l’intera sentenza. Cosby continua a dichiararsi non colpevole e dice che non ammetterà mai qualcosa che non ha commesso. Ha anche aggiunto che tutti i processi sono stati una farsa, del tutto ingiusti.
“E’ stato tutto orchestrato – ha detto nell’intervista – la giuria, erano degli impostori”, alludendo anche ad un potenziale giurato che per caso sentì dire ad un giurato, ‘E’ colpevole, possiamo tutti andare a casa’.

a Milano ‘Vera’, documentario su Vera JarachMadre di Plaza de Mayo, nonno morto in lager, figlia assassinata

MILANO26 novembre 201917:24

– Invita a riflettere sul tema della memoria il documentario “Vera” della regista argentina Manuela Irianni, che sarà presentato il 5 dicembre a Milano. Vera Jarach è una madre di Plaza de Mayo, italiana, ebrea. Suo nonno muore ad Auschwitz nel 1943. Sua figlia, Franca Jarach, viene assassinata dalla dittatura civile-militare argentina a Buenos Aires, nel 1976. La storia personale di Vera si interseca, nel documentario, al discorso pronunciato da Julio Cortázar al “Colloquio di Parigi” del 1981, Negazione dell’oblio, e alle testimonianze di dodici persone che condividono con lei aspetti della loro identità.
“Vera ricorda che da bambina, nella sua prima infanzia, sua madre – dice la regista Manuela Irianni – le raccontò del genocidio armeno. Qualche anno dopo, quando Mussolini stabilì le leggi razziali in Italia, fu espulsa dalla scuola che frequentava a Milano perché ebrea, e nello stesso tempo dovette emigrare con la famiglia in Argentina per sopravvivere. Suo nonno rimase in Italia e finì ad Auschwitz. Già donna matura, intorno ai 50 anni, ha subito il rapimento e l’assassinio della figlia Franca, per mano della dittatura civile-militare argentina. Tre genocidi percorrono la vita di questa donna. Come non raccontare la sua storia? Come non collegarla alle migliaia di persone che oggi subiscono migrazioni forzate o gli omicidi dei loro figli e figlie? Vera dice sempre: “Mai più silenzio”, questo documentario cerca di essere in linea con quell’idea.
Perché non ci sia silenzio, qualcuno deve parlare, e perché qualcuno parli, qualcun altro deve ascoltare”.
Il 5 dicembre alle 20, presso il Negozio Civico Chiamamilano, il documentario verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano, alla presenza della regista. L’ingresso è gratuito, l’invito a partecipare è rivolto a tutti.

Cinema: a Bologna ‘Ce l’ho corto film festival’Dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo

BOLOGNA26 novembre 201918:03

– Dare visibilità a cortometraggi di giovani autori e creare momenti di confronto sul cinema: è ‘Ce l’ho corto film festival’, a Bologna dal 28 al 30 novembre al teatro San Leonardo. Diverse le sezioni previste, tra cui la quella internazionale, il porno e il contest. Al bando internazionale hanno partecipato oltre 200 titoli, tra animazione, documentari, e cinema sperimentale da tutta Europa, oltre a Usa e Cina.
Una giuria assegnerà un premio di distribuzione. Per la sezione internazionale, tra gli altri, l’australiano Charles Williams con ‘All these creatures’, Vito Palmieri con ‘Da Teletorre19 è tutto!’ girato nel quartiere Bolognese Pilastro, lo svedese ‘Isle of Capri’, il francese ‘Oranges’ e il serbo ‘Passage’. La sezione ‘Ce l’ho porno’, a cura del collettivo ‘Inside porn’ undici corti selezionati inferiori a 30′, dà spazio a diversi linguaggi e modalità di messa in scena per la necessità di parlare di una pluralità di sessualità, con temi quali il rapporto con il corpo e l’affettività.

Arte: in mostra a Rimini ‘Madonna Diotallevi’ di RaffaelloIn autunno al Museo della Città. Tela in arrivo da Berlino

BOLOGNA26 novembre 201918:38

– Torna a Rimini la ‘Madonna Diotallevi’ dipinta da Raffaello Sanzio e appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del romagnolo Audiface Diotallevi da cui prende il nome. La tela arriverà in prestito dai musei statali di Berlino, dove è in corso un’esposizione dedicata al maestro urbinate e sarà al centro di una esposizione temporanea al ‘Museo della Città ‘di prevista per l’autunno del 2020, nel pieno delle celebrazioni per i 500 anni della morte del pittore marchigiano.
Le date ipotizzate per la mostra, ancora da ufficializzare – spiega una nota dell’Amministrazione comunale riminese – prevedono l’inaugurazione per sabato 17 ottobre 2020 nell’ambito della 22esima edizione del Festival del Mondo Antico, per proseguire fino al 10 gennaio 2021.
All’opera – considerata uno dei più importanti dipinti giovanili di Raffaello – atteso a Rimini dopo 178 anni, sarà dedicato un volume a cura dello storico dell’arte Giulio Zavatta, consulente scientifico del progetto espositivo.

Musei: a Baltimora il 2020 è all’insegna delle donnePer un anno comprera’ e mostrerà solo opere di artiste

NEW YORK26 novembre 201918:43

– Nel 2020 le donne occuperanno il Museum of Arts di Baltimora. Famoso per i suoi Matisse, il prossimo anno il museo adiacente al campus di Johns Hopkins comprera’ solo opere di artiste donne e organizzerà almeno venti mostre dedicate a artisti che si identificano con il pronome “she”.
L’obiettivo e’ di colmare un gap che vede nelle collezioni solo il 4% dei pezzi firmati da donne e farlo in un anno importante: nel 2020 si celebreranno i 100 anni dell’Equal Right Amendment che permise alle donne americane di votare per la prima volta.
A dar vita al progetto “Vision 2020” del museo e’ stato il direttore Christopher Bedford, uno scozzese da tre anni al timone: “Non ha paura di nulla, si muove alla velocità della luce e dice quello che non osiamo dire”, lo ha descritto Betsy Bradley, la sua collega al Mississippi Museum of Arts.
L’anno scorso Bedford aveva creato polemiche vendendo opere di maschi bianchi come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Franz Kline per comprare opere di minoranze sottorappresentate. “Non basta acquistare un dipinto di un’artista nera e appenderlo accanto a un Mark Rothko,” aveva detto all’epoca il direttore: “Per correggere lo squilibrio serve un intervento radicale sul Dna del museo”.
Intanto una installazione di Mickalene Thomas, che ha aperto il 24 novembre, ha cambiato letteralmente la facciata del museo trasformandola in un isolato delle tipiche case a schiera di Baltimora. La lobby e’ stata ridecorata per evocare un salotto anni settanta, perfino i custodi si sono tolti la divisa per indossare abiti d’epoca disegnati dalla Thomas e dallo stilista José Durán.
Il museo di Baltimora non e’ il solo che sta cercando di riequilibrare gli allestimenti prendendo le distanze dal “canone occidentale” della tradizione. A New York il nuovo corso intrapreso dal MoMA dopo la ristrutturazione va nella stessa direzione con un riposizionamento di artiste fino a poco tempo fa trascurate come Joan Mitchell o Helen Frankenthaler, ma almeno 60 altri musei negli Usa si sono impegnati nel 2020 a dedicare mostre a artiste donne, anche se non nel modo cosi’ radicale del progetto di Bedford.
Intanto perfino al Met i segni del nuovo corso sono chiaramente visibili: oltre la facciata del museo piu enciclopedico degli Usa, occupata da settembre dalle cariatidi dell’artista americana ma nata in Kenya Wangechi Mutu, dal 19 dicembre nell’atrio del museo sulla Quinta Strada saranno appesi due dipinti monumentali dell’artista nativo-americano Kent Monkman, uno dei quali rivisita l’iconico olio del 1851 “Washington Crossing the Delaware” mettendo al centro popoli indigeni tra cui “Miss Chief Eagle Testickle”, l’alter ego dall’identita’ di genere fluida dell’ artista.

Colpiti al cuore, anni di piombo e cinemaA Festa Mobile il documentario di Alessandro Bignami

26 novembre 201919:59

C’è stato un tempo in cui realtà e cinema correvano insieme, un’epoca felice nonostante terrorismo e anni di piombo. Il bel documentario ‘Colpiti al cuore’ di Alessandro Bignami, passato oggi al Torino Film Festival, racconta questo con dentro tanta nostalgia di un’Italia che non c’è più e dove politici, registi, sindacalisti erano di un’altra pasta. Un’epoca che il cinema ha raccontato, anticipato, evocato, con autori che vanno da Elio Petri a Gianfranco Rosi, da Marco Tullio Giordana a Gianni Amelio fino a Marco Bellocchio.
A cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana arrivano così le testimonianze di Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana che si trovavano casualmente a Milano quel 12 dicembre del 1969.
Scorrono poi sullo schermo i tanti film intrisi di quel tempo, da ‘Le mani sulla città’ di Francesco Rosi a ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ di Elio Petri (uscito subito dopo la strage, ma del tutto profetico). Un’opera che lo stesso Petri in una intervista d’archivio definisce “politica, ma solo perché popolare”. E in quegli anni, fa notare il documentario, anche il film di genere trasudavano della realtà in cui erano immersi. Non solo gli spaghetti western come ‘Giù la testa’ o ‘Vamos a matar companeros’ avevano al loro interno un’anima, rossa, rivoluzionaria, rappresentando, tra l’altro, l’eterna guerra tra poveri e ricchi. Ma anche i cosiddetti polizzioteschi non erano da meno come La polizia ringrazia, con una polizia in sofferenza per non poter agire contro criminalità e terroristi come vorrebbe.
Non mancano, tra tante voci di cineasti, la testimonianze dello storico Giovanni De Luna e quelle dello scrittore Giuseppe Genna. Passano poi le immagini di Buongiorno notte di Bellocchio che il regista commenta parlando della “disumanità totale” delle Br. E ancora nel docu, Marco Tullio Giordana che, con lucidità da storico, spiega come l’uccisione di Aldo Moro creò una vera e propria frattura nella sinistra mai ricucita. Arrivano infine gli anni Ottanta con tanto di riflusso che portano in sala film come Il cacciatore dove i khmer rossi sono dei ‘cattivi’.

The New Pope, dal 10 gennaio su Sky la serie di SorrentinoCon Jude Law e John Malkovich

26 novembre 201919:55

l 10 gennaio 2020 debutterà in esclusiva per l’Italia, su Sky Atlantic e Now TV, The New Pope, la serie creata e diretta dal Premio Oscar© Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich. Diffuse oggi nuove foto e il poster ufficiale. Una serie originale Sky-Hbo-Canal +, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Il distributore internazionale è Fremantle.
Pio XIII (Jude Law) è in coma. E dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, Voiello riesce a far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato, affascinante e sofisticato che prende il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. Capisce subito, inoltre, che sarà difficile prendere il posto del suo carismatico e illustre predecessore, mentre in Vaticano, Voiello fatica a gestire una Chiesa aggredita da scandali – che rischiano di travolgere in modo irreversibile le alte gerarchie – ma anche da minacce esterne; Sofia ed Esther si rivelano molto diverse da quello che appaiono e il Cardinal Guiterrez continua a combattere contro le sue contraddizioni. Alcuni fedeli, poi, cominciano a idolatrare Pio XIII che, dal suo letto di ospedale, inizia a lanciare strani messaggi. Fino a quando… THE NEW POPE, scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è la seconda serie di Sorrentino ambientata in Vaticano. Tutti i nove episodi sono diretti da Paolo Sorrentino.
Il cast, oltre ai due volte nominati agli Oscar© Jude Law e John Malkovich, include Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier, Maurizio Lombardi, già protagonisti in The Young Pope. New entry nella serie sono Henry Goodman, Ulrich Thomsen, Mark Ivanir, Yuliya Snigir, Massimo Ghini e le guest star Sharon Stone e Marilyn Manson.

Tff: nel primo week end incassi e presenze in linea con 2018Dati definitivi saranno comunicati al termine manifestazione

TORINO25 novembre 201920:20

– I dati del primo week end del Torino Film Festival si confermano in linea con quelli del primo week end della scorsa edizione, sia per quanto riguarda gli incassi (163.500 contro i 164.000 dello scorso anno) sia per quanto riguarda il numero di biglietti abbonamenti e pass giornalieri. Lo rendono noto gli organizzatori. I dati definitivi – spiegano – saranno forniti nei giorni successivi al termine della manifestazione, quando sarà disponibile un quadro completo dell’andamento dei dati delle biglietterie e delle presenze del pubblico.

Netflix salva il Paris, l’ultimo monosala di NYStorica sala diventa base per aspirazioni Oscar

NEW YORK26 novembre 201916:16

– Mentre continuano le trattative per l’acquisto dell’Egyptian Theatre a Los Angeles, Netflix “salva” il Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan garantendo un trampolino di lancio per le sue aspirazioni agli Oscar. Il colosso dello streaming che sta cambiando il modo di fare e fruire il cinema ha annunciato la firma di un contratto di affitto a lungo termine per mostrare i suoi film nella storica sala a pochi passi dal Plaza Hotel inaugurata nel 1948, presente al taglio del nastro Marlene Dietrich e che in agosto aveva chiuso i battenti, sembrava allora per sempre.
L’uso dello schermo del Paris per mostrare dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story” (Storia di un matrimonio) con Adam Driver e Scarlett Johannson, non e’ stato dunque una ‘una tantum’. “Dopo 71 anni, la tradizione del Paris continua e il cinema resta la meta per una esperienza cinematografica unica nel suo genere”, ha detto il capo del content di Netflix Ted Sarandos annunciando l’accordo che “preserva un’istituzione storica di New York e una casa per gli amanti del cinema”.
Il Paris ha alle spalle una storia importante: nato per mostrare soprattutto film stranieri, ha introdotto il pubblico americano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli. L’accordo e’ stato raggiunto con Sheldon Solow, un magnate del cemento proprietario, oltre che del Paris, di numerosi grattacieli a Manhattan. L’estate scorsa Solow non aveva rinnovato l’affitto a City Cinemas, la catena che aveva ereditato la gestione del Paris: il ‘canto del cigno’ era stato il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti.

Listino 01 da Pinocchio a Diabolik, da Hammamet a MorettiDel Brocco “storie forti con un forte nucleo narrativo”

26 novembre 201919:59

Numeri favorevoli e toni piu che soddisfatti da parte di Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, nel presentare a Torino il listino di 01. Una serie di film davvero monstre dove campeggiano titoli come l’atteso PINOCCHIO di Matteo Garrone (presentato in apertura e in uscita il 19 dicembre) ; FREAK OUT di Gabriele Mainetti; HAMMAMET di Gianni Amelio di cui si sono viste le prime immagini; GLI ANNI PIÙ BELLI l’ultimo film di Gabriele Muccino (in sala dal 13 febbraio) e, infine, DIABOLIK di Manetti Bros con una ricostruzione perfetta degli anni Sessanta compresa ovviamente la Jaguar Coupé E Type nera.
Sul fronte numeri 01 resta il primo distributore nazionale dopo Walt Disney e Warner, al terzo posto per incassi e presenze prima di Fox e Universal. Sono poi 27 milioni i biglietti venduti da gennaio 2017 a dicembre 2019 per circa 170 milioni di box Office. E questo per un totale di 95 titoli distribuiti.
Crescono poi anche gli investimenti: nell’ultimo triennio si aggirano sui 220 milioni di euro per la produzione di circa 200 film di cui 100 opere prime e seconde e 120 documentari. Rai Cinema poi nel segno del pluralismo produttivo ha lavorato dal 2017 al 2019 con 210 società di produzione.
Per Del Brocco questo listino si caratterizza “per le storie forti con un forte nucleo narrativo”. È il caso di tre piani di Nanni Moretti che per la prima volta si mette dietro la macchina da presa con una storia non sua, ma tratta invece dal romanzo di Eshkol Nevo.
Nel listino anche IL MATERIALE EMOTIVO di Sergio Castellitto scritto insieme a Margaret Mazzantini da una sceneggiatura originale di Ettore Scola e interpretato dal regista insieme a Bérénice Bejo.
Non mancano le commedie, anche se, specifica Del Brocco, mostrano un po’ la corda rispetto agli anni precedenti. Troviamo così DIVORZIO A LAS VEGAS di Umberto Riccioni Carteni; GLI INFEDELI di Stefano Mordini con Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio alle prese nel negare i loro reiterati tradimenti. C’è poi RITORNO AL CRIMINE di Massimiliano Bruno con la squadra collaudata del primo film ‘Non ci resta che il crimine’.
Forti, nel listino 2020 anche i titoli internazionali. Tra tutti il nuovo film di Martin Scorsese, KILLERS OF THE FLOWER MOON con Robert De Niro e Leonardo DiCaprio ambientato nel 1920 e tratto dal libro di David Grann. L’Italia ha detto con orgoglio Del Brocco “è l’unico paese al mondo in cui un film della Paramount di questo calibro viene distribuito da noi e non da una major”.
Sempre dall’estero arriva un film che farà discutere come BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO ispirato alla vera storia di Roger Ailes presidente e CEO di Fox news denunciato per molestie da tre giornaliste dell’emittente televisiva e in seguito licenziato.
Ma tra le tante immagini presentate oggi a Torino, quelle che hanno colpito di più sono sicuramente quelle di HAMMAMET di Amelio in uscita il 9 gennaio (rpt: 9 gennaio), in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Due le scene fatte vedere con un Craxi/Favino ‘fotocopia’ per aspetto, voce e postura: la prima con il segretario di un Partito Socialista già sotto inchiesta che discute polemicamente , in un sala convegni piena di garofani, con Vincenzo Balzamo, l’allora tesoriere del partito. Nella seconda scena siamo invece ad Hammamet con Bettino Craxi che parla sul lungomare con il giovane Luca Josi, ex segretario dei giovani socialisti. Arriva un pullman di turisti italiani. Riconosciuto Craxi si avvicinano a lui, lo minacciano, gli chiedono dove ha nascosto il tesoro. E lui, senza alcuna paura, replica volete i soldi? Gli unici che ho sono le monetine che mi avete lanciato davanti l’albergo”.

Il Bodini alla poetessa Antonella Anedda Riconoscimento per ‘Historiae’ sarà consegnato il 6/12 nel teatro Apollo a Lecce

LECCE26 novembre 201914:33

Con la raccolta Historiae (Einaudi), che guarda “agli ultimi nella scala sociale”, la poetessa Antonella Anedda è la vincitrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale ‘Vittorio Bodini’, promosso dall’omonimo Centro Studi in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Polo Biblio-Museale di Lecce, Provincia e Comune Lecce, e Università del Salento.
Antonella Anedda, romana di origini sarde, nella raccolta Historiae si occupa anche delle tragedie dei migranti annegati nei nostri mari, o di chi cerca avanzi di cibo nei cassonetti dei rifiuti. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 dicembre nel Teatro Apollo di Lecce con una serata, condotta da Carlo D’Amicis, sul tema ‘Dopo la luna’.
Poeta, narratore, critico, operatore culturale, ritenuto unanimemente uno dei più raffinati interpreti e traduttori della letteratura spagnola, Vittorio Bodini è nato a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi, ed è scomparso a Roma nel 1970. Tra i più significativi e originali scrittori italiani del Novecento, Bodini è il poeta della luna che quest’anno festeggia mezzo secolo da quando l’uomo riuscì a raggiungerla. Alla cerimonia di premiazione parteciperanno, oltre alla vincitrice, anche anche l’astrofisica Patrizia Caraveo, l’antropologo Marino Niola, il saggista e critico letterario Andrea Cortellessa. Ci saranno poi il maggiore studioso dell’opera di Bodini, Antonio Lucio Giannone, e la presidentessa della giuria del Premio Bodini, Anna Dolfi.

Fumetto: Krug, Alagbè e Reynolds ospiti a ‘Bilbolbul’Festival fumetto in programma a Bologna dal 29/11 all’1/12

OLOGNA25 novembre 201920:18

La tedesca Nora Krug, il franco-beninese Yvan Alagbè e l’inglese Chris Reynolds saranno gli autori ospiti a BilBObul, il Festival del fumetto in calendario a Bologna dal 29 novembre all’1 dicembre. Emilio Varrà, presidente dell’associazione Hamelin che organizza, spiega che “la manifestazione chiama a raccolta autori e autrici che hanno lavorato, con stili e sguardi differenti, sullo spaesamento, tema di questa edizione, diventando non solo una vetrina per le migliori produzioni del fumetto d’autore, ma l’orizzonte entro cui leggere alcune problematiche del presente, per un progetto culturale multidisciplinare”.
In calendario, in vari spazi del centro storico con quartier generale alla Sala Borsa, mostre, incontri con gli autori, laboratori e proiezioni, ed attività per i ragazzi e per le scuole. Un omaggio al maestro del fumetto seriale sarà la mostra ‘Alberto Breccia. Il signore delle immagini’, dedicata all’artista argentino (1919-1993) amato da Eco e Del Buono, e curata da Daniele Brolli.

Moccia, 5/12 La ragazza di Roma Nord con contributi fan32 delle 350 pagine firmate da vincitori Cantiere delle storie

5 novembre 201918:53

FEDERICO MOCCIA, ‘LA RAGAZZA DI ROMA NORD’ (SEM) –  Sarà in libreria il 5 dicembre ‘La ragazza di Roma Nord’, il nuovo romanzo di Federico Moccia pubblicato dalla casa editrice Sem. Inedito esperimento narrativo che ha visto coinvolti lettori e aspiranti scrittori, l’elaborazione del romanzo è stata accompagnata dal lancio di un ‘Cantiere delle storie’ (www.semlibri.com/cantieredellestorie) attraverso il quale Moccia ha dato ai suoi lettori le indicazioni per collaborare alla realizzazione dell’opera, proponendo un proprio testo creativo. Sono arrivati oltre 1000 contributi, fra racconti, poesie e testi dei lettori. Le otto storie vincitrici, scelte dallo stesso Moccia e dalla squadra di Sem, fanno parte ora de ‘La ragazza di Roma Nord’ e i loro autori firmano con Federico questo nuovo romanzo con un contributo in totale di 32 pagine sulle 350 dell’opera che ha in copertina un lucchetto rosso.
Sono: Antonietta Cantiello, Fabio Castano, Federica Costabile, Loredana Costantini, Giacomo Carlo Lisi, Rebecca Puliti, Noemi Scagliarini, Michela Zanarella.
Il protagonista è Simone, un ventenne romano, in viaggio in treno da Napoli verso Verona dove si trova Sara, la sua ragazza.
Ha deciso di farle una sorpresa romantica nel giorno del loro primo anniversario. A Roma però sale sul treno una ragazza che si siede proprio davanti a lui. Simone la nota subito per la sua bellezza e cominciano a parlare. La sintonia cresce, ma luipensa sempre e solo a Sara e le racconta il motivo del suo viaggio. La sconosciuta, colpita dalla sua storia d’amore, decide che non sveleranno i loro nomi né alcuna informazione utile a rintracciarsi. Lei sarà la ragazza di Roma Nord, lui Argo.
Simone arrivato a Verona vede però Sara con un altro uomo.
Tradito e avvilito, torna a Roma, ripensa a quell’incontro sul treno e decide di rintracciare la ragazza di Roma Nord. Ma come può ritrovarla? Se tutto è nato su un treno, la chiave può essere solo la stazione dove lei è scesa.A Santa Maria Novella, a Firenze, inizia la lunga attesa. La storia inizia a circolare sui social, diventando un caso mediatico.

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Musica: Uryupin e Baryshevsky al Tratro Comunale di Bologna
Doppio debutto il 23 novembre per stagione sinfonica

BOLOGNA21 novembre 2019 10:11

– Penultimo appuntamento con un doppio debutto per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna, sabato 23 novembre alle 20.30: per la prima volta infatti sia il direttore Valentin Uryupin che il pianista Antonii Baryshevskyi suoneranno nella settecentesca Sala del Bibiena. Entrambi ucraini, trentaquattrenne il primo trentunenne il secondo, Uryupin e Baryshevskyi interpreteranno la Fantasia slava in sol minore per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi (un brano del 1903 eseguito per la prima volta proprio a Bologna, al Teatro Duse), il Concerto N. 2 per pianoforte e orchestra Op. 102 di Dmitrij Shostakovich (prima esecuzione nel 1957 a Mosca, solista il figlio del compositore, Maksim) e la Sinfonia N. 3 in re maggiore Op. 29 “Polacca” di Piotr Ilic Ciajkovskij, l’unica delle sei sinfonie del compositore russo sviluppata in cinque movimenti e risalente al 1875. Per Antonii Baryshevskyi si tratta di un ritorno a Bologna dove già si esibito per il festival Pianofortissimo e per i Concerti di Musica Insieme.
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Alchimia e scienza, il Museo di Medicina si mostra al pubblicoAlla Sapienza di Roma il 24/11 apertura straordinaria con il Fai

ROMA21 novembre 201911:38

– Una sorta di “wunderkammer”, una speciale camera delle meraviglie composta da 10000 oggetti databili dal ‘400 al ‘900 per scoprire l’evoluzione del pensiero medico occidentale: domenica 24 novembre dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare gratuitamente il Museo di Storia della Medicina all’Università La Sapienza di Roma grazie all’apertura straordinaria organizzata dai volontari del FAI. La collezione del museo, unica in Italia, si è formata grazie ad acquisizioni e donazioni nel tempo, anche con il contributo di alcuni collezionisti d’eccezione, come il tenore Evan Gorga o il medico fondatore Adalberto Pazzini, e permette di viaggiare dalla preistoria alla medicina genomica.
In un vero e proprio “gabinetto delle curiosità”, il pubblico potrà osservare arredi e rivestimenti di pareti in stucco intorno a strumenti medici originali, oggetti con rilevante valore magico o riguardanti la medicina dei primitivi, e poi il laboratorio dell’alchimista, una farmacia del secolo XVIII, un laboratorio della strega, la ricostruzione di una tipica spezieria romana di evo moderno, e poi vasi da farmacia, ferri chirurgici, farmacie portatili.

Tv: Domina, serie sull’antica Roma con Smutniak su Sky OriginalCast, Liam Cunningham e Isabella Rossellini. Costumi di Pescucci

21 novembre 201912:20

– S’intitola Domina la nuova serie che andrà in onda su Sky Original che racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne.
Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini.
Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. In corso le riprese a Roma.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Barbara Bonansea si racconta, ‘Il mio calcio libero’Storia e pensieri dell’attaccante di Juve e Nazionale

22 novembre 201909:20

BARBARA BONANSEA, IL MIO CALCIO LIBERO (RIZZOLI) . Ha vinto quattro scudetti, tre volte la Coppa Italia e altrettante la Supercoppa, gioca al centro dell’attacco nella Juventus, ed è stata protagonista con l’Italia nel giugno scorso ai Mondiali di calcio femminile in Francia. E’ Barbara Bonansea, diventata una delle calciatrici italiane più note e apprezzate e che ora si racconta nel volume ‘Il mio calcio libero’ scritto con il giornalista Marco Pastonesi, pubblicato da Rizzoli. Quello di Bonansea non è un semplice libro autobiografico, ma una confessione dell’amore smisurato di questa ragazza piemontese, nata a Pinerolo nel 1991, per lo sport e il calcio in particolare. “Avevo tre o quattro anni al massimo -scrive- e i miei pomeriggi trascorrevano con gli occhi incollati al prato, attratta da un desiderio fortissimo di giocare, ma ancora muto. Il primo a dargli voce fu l’allenatore di mio fratello: un giorno si avvicinò e mi chiese se non ero stufa di guardare gli altri giocare. Sono entrata in campo e, da allora, nessuno è più riuscito a farmi uscire”. Questo libro apre una finestra sul mondo interiore di Bonansea, nel quale lo sport occupa un posto di primo piano, o forse è il primo piano. L’atleta sembra parlare con sè stessa, quasi una seduta di autocoscienza, alla ricerca della sua via. Poi la confessione, diretta e libera come un canto: “Adoro il calcio, amo lo sport -scrive in un altro passaggio. Se non ci fosse stato il calcio mi sarei dedicata, che ne so, all’atletica, credo che la mia specialità ideale sarebbero potuti essere i 200 metri; o al pattinaggio, al tennis o al beach volle- alla ginnastica -parallele asimmetriche, corpo libero…non sono uno spettacolo di bellezza? – ma non al rugby perchè neppure conosco le sue regole, non al basket nè al ciclismo perchè, lo confesso, non mi piacciono. Lo sport mi ha cambiato la vita. Se non ci fosse stato lo sport, forse sarei diventata, che ne so, una teppistella o una suora, ma c’era il calcio, si vede che doveva andare così”. ‘Il mio canto libero è un libro dedicato a tutte le bambine e le ragazze che vorrebbero entrare in un mondo quasi totalmente al maschile e che si sono stufate di star lì solo a guardare, ma anzi hanno deciso di entrare in campo e non uscirne più.

E’ da Oscar la fine dolorosa di un matrimonioIl 18 novembre esce film con Scarlett Johannson e Adam Driver

21 novembre 201913:14

– In poche sale dal 18 novembre (con Cineteca di Bologna) e poi dal 6 dicembre in streaming su Netflix uno dei film da non perdere in questa stagione e che secondo i rumors, dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, tra i favoriti per gli Oscar. E’ Storia di un matrimonio (Marriage Story) di Noah Baumbach, il racconto doloroso e implacabile della fine di un matrimonio. Ogni divorzio e’ doloroso specie se non c’e’ un vero motivo scatenante ma solo il riconoscere che c’e’ stato l’amore e ora non c’è più rende traumatico il distacco, se poi c’e’ di mezzo un figlio la scelta di separarsi e’ ancora piu’ complicata.
Accade cosi’ a Adam Driver e Scarlett Johansson, regista off di Broadway e attrice californiana di serie tv, con un figlio di otto anni. “A volte un film e’ un segno del destino – ha detto la 34enne vedova nera degli Avangers, l’attrice piu’ pagata del mondo secondo le classifiche di Forbes, 56 milioni di dollari – volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando (dal secondo marito Romain Dauriac dopo Ryan Reynolds, ndr) e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa ben piu’ che nei film precedenti”. “Ho scelto gli attori prima di scrivere i dialoghi e abbiamo tutti contribuito”, ha detto Baumbach, anche lui con esperienza di divorzio (Jennifer Jason Leigh e’ la ex moglie, Greta Gerwig l’attuale partner, ndr). “Senza rendere pubblico il mio privato – ha aggiunto la Johansson – la mia Nicole cerca semplicemente di essere riconosciuta come persona, non piu’ definita dal matrimonio ma come identita’. Ama moltissimo Charlie ma non vuole sentirsi plasmata da lui, soffocata, corretta anche con i piccoli appunti che le fa sul suo lavoro di attrice”. Il racconto e’ doloroso e compassionevole al tempo stesso persino quando le cose che entrambi pensavano di risolvere accordandosi tra loro prendono un’altra piega, quella in mano a giudici e avvocati, con una svolta drammatica che tira fuori il peggio di loro perche’ a quel punto e’ la competizione tra i legali a provocarlo (Laura Dern interpreta Nora, la divorzista che tutti potrebbero temere). “Ad attirarmi di questo personaggio – ha raccontato l’attrice che ha una figlia di 5 anni – e’ proprio l’elemento di amore che in piena crisi familiare e quando la scelta di voler divorziare e’ definitiva, sembra riemergere. Trovo che sia molto bello continuare a provare sentimenti, sguardi amorevoli e umanita’ proprio quando invece stai rompendo tutto: secondo me e’ un aspetto di verita’ che e’ la bellezza di Marriage Story: ci vuole coraggio a rendersi conto che una storia e’ finita, ricostruire se stessi e far si che questo nutra una felicita’ reciproca, aiutando in questo modo i figli. Cosi’ i piccoli gesti di affetto continuando ad alimentare il senso dell’unita’ della famiglia che resta nonostante tutto”.

Donatella Versace guest editor magazine Baroness con saga NataleSei puntate, foto e video Sarah Baker, con Helena Christensen

21 novembre 201913:22

– Per le Christams Holidays 2019 Donatella Versace ha collaborato come guest editor alla seconda edizione di Baroness, magazine londinese fondato da Matthew Holroyd e dal direttore di Dazed & Confused Isabella Burlet che tratta temi di arte, moda e politica. Questa edizione racconta una storia di moda concepita ed illustrata da Sarah Baker, scrittrice e e artista a tutto tondo che spazia dalla fotografia, al cinema, al teatro fino al mondo delle fragranze.
Ispirandosi principalmente ai romanzi rosa, cita Jackie Collins come una delle sue eroine personali. Il suo talento come narratrice, unito ai codici iconici di Versace, si traduce in un’ esibizione di prosa e immagini. Divisa in sei capitoli, la storia segue le vicende delle protagoniste Angelina e The Baroness, interpretate da Sarah Baker e Helena Christensen, coinvolte in scandali e vicende tumultuose. Trasmettendo un sentimento nostalgico, questo racconto rielabora l’ideale di femme fatale e lo stravolge secondo una nuova prospettiva, celebrando il sostegno, la forza e la complicità femminile.
“Sono entusiasta di collaborare con Sarah Baker – commenta Donatella Versace – per questo nuovo progetto: è un’artista visionaria e sa esattamente come rappresentare al meglio la donna Versace. I miei abiti sono disegnati per infondere forza a chi li indossa e allo stesso modo è stata concepita questa Holiday Saga”.
Gli abiti da sera e gli accessori sono al centro della scena, resa più glamour dagli oggetti d’arredo della collezione Versace Home. I codici iconici del brand, come la Medusa, la Greca, e la firma di Gianni Versace, sono presenti in tutte le immagini. Una sposa in Atelier Versace è la protagonista dell’ultima scena di questa storia e i regali di nozze, che spaziano dalle sneaker Chain Reaction alle borse Virtus.

Masina e la speranza che abbiamo di durareAmori e dolori nello studio di uno psicoanalista

21 novembre 201914:04

EMILIO MASINA, LA SPERANZA CHE ABBIAMO DI DURARE (EMERSIONI- CASTELVECCHI, PP. 193 EURO 19.50)    Un analista e la sua affollata solitudine, le vite degli altri che entrano ed escono dalla stanza ovattata del suo studio,gli amori, gli umori, le angosce. Quelle dei pazienti e anche le sue personali che alla fine, inevitabilmente, si intrecciano. Che fare, poi, se fra tante emozioni nel rigore dei rapporti medico-paziente si fa strada un sentimento diverso, qualcosa che a tradimento si insinua nel terapeuta al punto da metterlo di fronte alla tentazione di cedere all’illusione di un amore?Incentrato sulla storia di Lavinia, affascinante e affermata professionista che per effetto del transfert si innamora del suo analista, “La speranza che abbiamo di durare”, debutto in narrativa dello psicoanalista Emilio Masina, apre uno squarcio sul dietro le quinte di uno dei mestieri più intriganti e meno conosciuti, mestiere solitario e addirittura “pericoloso”, ci dice l’autore per bocca del suo personaggio, “come quello del palombaro che si cala a grandi profondità, fra vorticose correnti”. Dimenticatevi il Giovanni Mari, alias Sergio Castellitto, protagonista della fortunata serie tv In Treatment: il dottore di questo romanzo “ha il fisico pesante degli psicoanalisti che pensano poco al corpo”, non abbraccia i suoi pazienti, non gli presta i vestiti se arrivano bagnati all’appuntamento. E’ un freudiano rigoroso, gli incontri per la terapia soggiacciono a regole precise. Parole, gesti, sguardi: tutto qui è calibrato e misurato. Come pure i mobili e gli oggetti che popolano la stanza, sempre lì e sempre uguali a dare l’immagine di una nicchia di pace dove il paziente può approdare come un naufrago e sentirsi rassicurato, dare respiro alla propria umanità dolente, trovare attraverso la terapia ( il protagonista la definisce “quasi come una forma di spiritualità laica” ) una strada che lo aiuti nella difficile arte del vivere.
Dietro la cortina del controllo, però, qualcosa in questo caso si incrina. Una marea montante di emozioni sembra premere violenta per venire alla luce, rumoreggia e smuove quasi come la scossa di terremoto che a un certo punto interrompe una seduta e porta la bella Lavinia, impaurita, ad abbracciare il suo algido analista. Che poi a dire il vero così algido non è. Anzi: confuso dalla sua stessa esistenza, fatica a non farsi sedurre. O chissà forse immagina di essere stato sedotto, in un intrigo di emozioni e di percezioni, di pensieri, di sogni, di illusioni che pagina dopo pagina finiscono per colorare di giallo la cronaca delle sedute.Nel rovello del medico sul singolo percorso d’analisi (“Riuscirò a salvarla? Abbiamo ancora la speranza di durare?”) si fanno largo le riflessioni dell’autore sui tormenti di una disciplina insediata dai veloci mutamenti della società, dalla crisi economica e identitaria di un paese in evidente declino.
Alla fine, tra passioni consumate e amori negati, tra i dubbi e le speranze, resta l’immagine di un cielo romano inondato di sole, una luce che a dispetto di tutto suona come un inno d’amore per la psicoanalisi. Perché grazie al cielo – potremmo dirla con il protagonista di questa storia- facendo ricorso al cuore e alla mente “Tutto è ancora possibile”

Morto a 62 anni il regista brasiliano Fabio BarretoEra in coma dal 2009. Diresse ‘Lula, il figlio del Brasile’

SAN PAOLO21 novembre 201914:48

– Il regista brasiliano, Fabio Barreto, è morto la notte scorsa all’età di 62 anni presso l’Ospedale Samaritano, nel Zona Sud di Rio de Janeiro, dove si trovava ricoverato.
Secondo l’ufficio stampa del nosocomio, la famiglia non ha autorizzato il rilascio di dettagli sul decesso. L’uomo era in coma da quando subì un incidente d’auto nel dicembre 2009.
Figlio del regista Luiz Carlos Barreto e della produttrice Lucy Barreto, Fabio Barreto ha diretto il suo primo lungometraggio, ‘India, la Figlia del Sole’, nel 1984. Nel 1995 diresse ‘Il quadriglio’, nominato all’Oscar come miglior film straniero nel 1996.
L’ultimo suo lavoro, poco prima di soffrire il grave incidente stradale, fu ‘Lula, il figlio del Brasile’ (2010), dedicato alle umili origini dell’ex presidente della Repubblica.

A Rimini ‘Capodanno più lungo del mondo’ nel segno FelliniLuminarie ispirate al Maestro.In piazza Coez, Reunion Dj storici

OLOGNA21 novembre 201916:01

– oez in concerto in Piazzale Fellini, la reunion dei Dj delle storiche discoteche, una grande mostra dedicata a Federico Fellini nel centenario della nascita e le grandi mongolfiere illuminate in Piazza Cavour. Questi gli elementi di spicco dell’edizione 2019 del ‘Capodanno più lungo del mondo’ a Rimini.
Un investimento da 550.000 euro – di cui 350.000 sostenuto dal Comune, il resto da contributi dalle categorie – per festeggiare l’inizio del 2020, centenario della nascita del Maestro del Cinema. E proprio dalla mostra “Fellini 100 e la Dolce vita Exhibition” – al debutto il 14 dicembre – è tratto il tema scelto per le luminarie e per gli eventi a partire dal 30 novembre fino al 20 gennaio.
L’ultima notte dell’anno avrà al centro il tradizionale concerto di Piazzale Fellini a Marina Centro dove si esibirà Coez. Dopo i fuochi d’artificio per la mezzanotte sul mare, la festa si sposterà in centro storico per la Rimini Dance Reunion con i Dj delle storiche discoteche degli anni ’80 e ’90.
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Tv: riprese a Roma per Domina, nuova serie Sky Original +RPT+Smutniak protagonista con Liam Cunningham e Isabella Rossellini

21 novembre 201916:16

– +++ RIPETIZIONE CORRETTA NEL TITOLO E NEL TESTO +++ S’intitola Domina la nuova serie Sky Original (RPT nuova serie Sky Original) le cui riprese sono in corso a Roma: racconta la politica e il potere nell’antica Roma, vista attraverso gli occhi delle donne. Protagonista Kasia Smutniak e un grande cast internazionale con Liam Cunningham e con la partecipazione di Isabella Rossellini. Grandi talenti italiani nel cast tecnico, tra cui il premio Oscar Gabriella Pescucci ai costumi. La serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, in Germania e in Spagna.
Domina è una serie prodotta da Fifty Fathoms (Fortitude) e Sky Studios, con Cattleya nel ruolo di executive production service. Un dramma epico e un racconto attuale nei 10 episodi che seguono la vita e l’ascesa di Livia Drusilla, che dopo l’assassinio di Giulio Cesare e numerose avversità riesce a diventare imperatrice. Le riprese sono in corso presso i Cinecittà Studios di Roma. A interpretare la protagonista Livia Drusilla sarà Kasia Smutniak. Liam Cunningham (Il Trono di Spade) è nel ruolo di Livio, il padre di Livia. Matthew McNulty (Misfits) è il futuro imperatore Gaio, Christine Bottomley è Scribonia, Colette Tchantcho (The Witcher) è Antigone, Ben Batt (Captain America: Il primo vendicatore) è Agrippa, Enzo Cilenti (Free Fire) è Tiberio Nero, mentre Claire Forlani (Vi presento Joe Black) interpreta Ottavia. Insieme a loro, anche la partecipazione di Isabella Rossellini nel ruolo di Balbina. La serie è stata ideata e scritta da Simon Burke (Zen, Fortitude) e alla guida di un gruppo di registi c’è l’acclamata regista australiana Claire McCarthy (Ophelia, The Luminaries). Nel cast tecnico figurano, inoltre, grandi eccellenze italiane di rilievo internazionale, a partire dal Premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, C’era una volta in America) che curerà i costumi della serie, Luca Tranchino (Prison Break) a cui è affidato il production design, Katia Sisto (Penny Dreadful) al make up e Claudia Catini (Trust: Il rapimento Getty) all’hair design.

Italia Independent rende occhiali ‘spaziali’ con Star WarsNuova collezione in edizione limitata per adulti e bambini

TORINO21 novembre 201916:42

– Star Wars approda sugli Eyewear con Italia Indipendent. L’azienda presenta la collezione con un’edizione limitata di occhiali a mascherina, composta da 90 pezzi. Ispirata agli stormtrooper, le unità d’assalto dell’Esercito imperiale, impreziosito da una finitura fotoluminescente.
Per i piccoli fan, Italia Independent ha invece creato una collezione completa di occhiali da sole e da vista caratterizzati da qualità altissima e confort di calzata. Tutti gli occhiali, caratterizzati da colori accattivanti per un look unico, sono impreziositi da loghi Star Wars e Italia Independent in basso rilievo sulle aste e dettagli colorati sui musi e sulle aste.

Al via la seconda stagione di Britannia su Sky AtlanticDrama storico a tinte fantasy

21 novembre 201920:45

Britannia, 45 d. C. – I Romani hanno conquistato la regione. Tra saccheggi e razzie, interi villaggi sono stati distrutti e chi è sopravvissuto deve sottostare al dominio degli invasori. Solo una ragazza, secondo una profezia, può risollevare le sorti del suo popolo e portare la Britannia alla libertà. Ci riuscirà? Torna con l’attesa seconda stagione Britannia, il drama storico a tinte fantasy targato Sky Original al via con i nuovi episodi il 22 novembre, tutti i venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV.
Sono passati ormai due anni dall’invasione della Britannia ad opera dei Romani. Con l’aiuto di Amena (Annabel Scholey, I Medici, Being Human), regina dei Celti, il generale Aulo (David Morrissey, The Walking Dead, The Missing) sta tentando di romanizzare le tribù locali, procedendo alla soppressione violenta di qualsiasi tentativo di opporsi al processo. Non pochi dubbi sorgono però sul comportamento di Aulo, che sembra avere un piano oscuro e segreto. Un piano che risveglia i fantasmi del passato di Amena e rende ben più pericolosa la sua minaccia nei confronti dei Druidi.
Cait (Eleanor Worthington Cox, Maleficent, Enfield – Oscure presenze), una giovane ragazza addestrata dal Druido Divis (Nikolaj Lie Kaas, Angeli e Demoni, The Killing), è la sola speranza per i Celti. Il suo destino è quello di portare a compimento la profezia che libererebbe la Britannia dall’invasione romana. Ma una guerra civile tra i Druidi, messa in atto dai fratelli Veran e Harka (entrambi interpretati da Mackenzie Crook, Pirati dei Caraibi, Il Trono di Spade), potrebbe ostacolare il compiersi degli eventi.
BRITANNIA è una serie originale Sky, creata e scritta da Jez Butterworth (Spectre) e Tom Butterworth (Tin Star) e da James Richardson (Monsters) e prodotta dalla Vertigo Films in collaborazione con la Neal Street Productions. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camila Cabello per la prima volta in Italia
Il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.

1 novembre 201917:10

– La cantautrice di origini cubane Camila Cabello, più volte nominata ai Grammy Awards, annuncia oggi le date europee del suo The Romance Tour, che partirà a maggio del prossimo anno. La popstar farà tappa per la prima volta in Italia il 24 giugno 2020 al Mediolanum Forum di Milano.
I biglietti per il concerto italiano saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a My Live Nation a partire dalle ore 10.00 di giovedì 28 novembre su http://www.livenation.it. La messa in vendita generale avrà invece inizio a partire dalle ore 10.00 di venerdì 29 su http://www.ticketmaster.ithttp://www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.
Dopo il successo del primo album da solista “Camila” con la hit planetaria “Havana” (4xplatino in Italia) , il 6 dicembre uscirà il secondo disco della superstar, intitolato “ROMANCE” (SYCO/Epic Records), già disponibile per il pre-order qui: https://SMI.lnk.to/romance.
A inaugurare il progetto, il singolo ufficiale attualmente in rotazione radiofonica, “Liar” (170 milioni di stream), la hit “Señorita” con Shawn Mendes (certificata DOPPIO PLATINO in Italia), che ha raggiunto ad ora oltre 2 miliardi di stream e conquistato la prima posizione nella classifica Billboard Hot 100 e i brani “Shameless”, “Cry For Me” e “Easy”, tutti già in digitale e immediatamente disponibili con il pre-order.
Leg europea | 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mika in tour dopo tre anni, il debutto a Torino
Domenica sera la prima di 12 date nei palasport italiani

ORINO22 novembre 201909:26

Mika apre a Torino il suo Revelation Tour, tournée di 12 date nei palasport italiani.
L’appuntamento è domenica 24 novembre al Pala Alpitour per presentare al pubblico il suo quinto album, ‘My Name Is Michael Holbrook’ (Universal Music).
“I brani parlano di temi molto seri e personali, ma offrono musica di grande gioia e colore – spiega la star inglese – Mi sono concentrato sull’idea di diventare un adulto senza perdere umanità, calore, il senso dei colori e dell’eccentricità”. Mika torna sul palco dopo tre anni. “Sarà uno spettacolo ricco di sorprese – dice – L’ho cambiato quattro volte. Questo tour doveva essere diverso dagli altri e quindi ho disegnato un set che ricorda un’immensa installazione d’arte, grandi illustrazioni e foto sospese nell’aria. Il palco è tutto proteso verso il pubblico, e mi lancia in una dimensione quasi onirica e intima”. Sul palco Timothy Van Der Kuil alla chitarra, Max Taylor al basso, Wouter Van Tornnhout alla batteria, Mitchell Yoshida al pianoforte.

Tato, il futurista che inventò l’aeropitturaLa Camera dei Deputati apre Palazzo Valdina alle sue opere

21 novembre 201917:39

– L’ artista bolognese Guglielmo Sansoni aveva appena 23 anni, nel 1919, quando conobbe Filippo Tommaso Marinetti, il vulcanico fondatore del Futurismo. Fu un incontro tanto desiderato che gli cambiò non solo la vita ma anche il connotato anagrafico più importante. Soltanto pochi mesi dopo il giovane pittore celebrò in modo plateale, con tanto di necrologio sul giornale, il proprio funerale seppellendo metaforicamente la sua vecchia identità per rinascere con il nome di Tato. Una firma legata a doppio filo agli anni gloriosi dell’ aeropittura, che proprio lui contribuì a fondare e a far decollare negli anni Trenta in modo prepotente ponendola tra i filoni di maggior fascino dell’ avanguardia. Per ricordare i cento anni di quella circostanza cruciale per il destino artistico di Tato la Camera dei Deputati ha aperto le porte di Palazzo Valdina con la mostra che fino al 6 dicembre riunisce una trentina di opere in cui protagonista è l’ aereo, il mezzo meccanico che più di altri riassumeva i concetti di dinamismo, energia e velocità cantati dal Futurismo. I quadri – una trentina tra oli su tela, tempere su carta, dipinti su ceramica provenienti da collezioni privati e scelti dal curatore Salvatore Ventura con il coordinamento di Cornelia Bujin – sono la celebrazione del nuovo modo di osservare la realtà, dall’ alto, seguendo le evoluzioni di velivoli militari, offrendo all’ osservatore lo stesso punto di vista dell’ aviatore, restituendo distorte e ricurve le forme della natura, del paesaggio e degli edifici delle città.

Abel Ferrara ospite a festival Porretta TermePremio Elio Petri da giuria presieduta da Veltroni

BOLOGNA21 novembre 201917:43

– Il regista Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore al Festival del cinema di Porretta Terme, nel Bolognese, che dal 7 al 14 dicembre, presenterà una sua retrospettiva e conferirà al regista il premio alla carriera. Il 6 dicembre, a 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volonté, sarà inaugurata una mostra fotografica proveniente dalla Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Previsto anche il premio Elio Petri (nel 1971 a Porretta presentò con Volontè ‘La classe operaia va in paradiso’), con una giuria presieduta da Walter Veltroni che sceglierà tra sei titoli: Claudio Bonivento con ‘A mano disarmata’, Fratelli D’Innocenzo con ‘La terra dell’abbastanza’, Claudio Giovannesi e ‘La paranza dei bambini’, Andrea Zaccariello con ‘Non sono un assassino’, Marco Bellocchio e ‘Il traditore’, Valerio Mastandrea con ‘Ride’. ‘Fuori dal giro’ è una selezione di film che hanno avuto una minore distribuzione, presentati dagli stessi registi. Ci sarà anche la prima italiana di ‘Dance again with me Heywood!’, con tra gli interpreti James Ivory.

I dipinti di Vesna Pavan in film ‘Give them wings’Tra le opere Mony Money, New Life, CCCP e Ritratto

21 novembre 201917:45

– Alcuni quadri di Vesna Pavan, poliedrica artista di origini friulane e milanese di adozione, sono stati selezionati per la scenografia del film ‘Give them wings’, prodotto da Sean Cronin, Paul Hodgson e Ian Carter e Lorenzo Carvelli, la cui uscita nelle sale anche in Italia è prevista nel 2020.
Per valorizzare le ambientazioni dei personaggi principali il direttore della scenografia ha scelto alcune opere della Pavan tra cui: Mony Money, New Life, CCCP, Ritratto, Orient e Number.
La sceneggiatura, tratta dall’omonimo libro, narra la straziante autobiografia del paraplegico Paul Hodgson, tifoso di calcio, la cui vita è condizionata dal rifiuto del padre Norman, che non è mai riuscito ad accettare la sua disabilità. In seguito l’ interruzione della burrascosa relazione con Jane, assistente sanitaria incaricata di occuparsi di sua madre Alice, malata di Alzheimer, e la successiva morte di Alice stessa lasceranno il giovane in un turbine di debiti e disperazione.
Solo grazie al sostegno degli amici, soprattutto Ian, e alla passione per la sua squadra Paul riuscirà a riprendere in mano la sua vita e ricostruirà anche il rapporto con suo padre.
Ambientato nella cittadina di Darlington nel nord del Regno Unito, Give them wings è diretto dall’attore e regista Sean Croning e vede la partecipazione di attori inglesi tra cui Bruce Payne, Debra Stephenson, Jonhatan Hansler, Toyah Willicox, Bill Fellows e il giovane Daniel Watson nel ruolo di Paul. La direzione della fotografia è di Tero Saikkonen.

Marco Bocci, racconto la periferia senza pregiudiziIn sala dal 28 novembre ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’

22 novembre 201909:22

Una storia di periferia romana, quasi senza pistole e alcun pregiudizio, arriva al cinema con ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’, esordio alla regia di Marco Bocci tratto dal suo romanzo omonimo edito da DeA Planeta. Un libro e un film che mette in scena storie di vita ordinaria di questo quartiere romano dalla cattiva fama e dove vivono invece tante persone per bene che cercano solo di vivere in maniera onesta.
“Sono cresciuto a Tor Bella Monaca – spiega l’attore – e volevo raccontare questo quartiere romano in modo diverso, alternativo dove non c’è solo cronaca nera”. Il film, in sala dal 28 novembre con Altre Storie/Minerva, racconta la vita di due fratelli, Mauro Borri (Libero De Rienzo) e Romolo Borri (Andrea Sartoretti) e della loro famiglia che vive a Tor Bella Monaca.
Tra i personaggi, l’ex fidanzata di Mauro, Samantha (Antonia Liskova), che lo ha lasciato per un dottore più anziano, ma benestante. Ma Mauro non ci sta e vuole così trovare al più presto il modo di riconquistarla e iniziare a “vivere” una vita vera. Così quando due suoi amici gli propongono di rapinare la mafia cinese di quartiere la tentazione di Mauro di lasciarsi coinvolgere è troppo forte anche se lui non ha la natura del delinquente. D’altronde il suo stesso fratello Romolo ne sa qualcosa di crimine e redenzione in quanto ex delinquente pentito che da anni cerca una seconda opportunità. Anche per i miti e anziani genitori dei due fratelli le cose non sono facili. Il padre Guglielmo (Giorgio Colangeli), che ha una bassissima pensione da artigiano e ha investito tutto in una piccola bottega nel quartiere, è alle prese con un inquilino moroso e strafottente che non lo paga. “Ho scritto questa storia perché volevo raccontare una periferia vera dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma ognuno indispensabile per il prossimo – spiega Bocci oggi a Roma -. Per farlo sono partito dalle mie esperienze più intime. Tanti personaggi, tanti perdenti, tanti sconfitti che però sanno vivere senza abbandonare la speranza, allegri e positivi, come le immagini che li raccontano, una rinascita, un’apertura, una luce forte e presente a marcare che c’è sempre una sana via di fuga”. E conclude Bocci, noto per il ruolo del commissario Nicola Scialoja in Romanzo Criminale e del vicequestore Domenico Calcaterra nella serie TV Squadra antimafia: “molte cose del film come del libro le ho tratte dalla mia vita. È il caso, ad esempio, del negozio affittato da mio padre, ex artigiano, a un uomo che non pagava mai. Io allora dicevo a me stesso: ora vado là e gli stacco la testa, ma poi non lo facevo, non avevo il carattere per fare queste cose”

Sceneggiatore sardo firma Dracula western su LanciostoryA dicembre l’uscita della nuova serie a fumetti

CAGLIARI21 novembre 201917:56

– Uno sceneggiatore sardo sbarca sulle pagine della storica rivista a fumetti Lanciostory.
Gianluca Piredda, 43 anni, giornalista, scrittore e autore, dal 2 dicembre firmerà i testi della nuova serie dedicata a Dracula. Creata e scritta da Piredda e disegnata da Luca Lamberti “Dracula in the west”, questo il titolo, “presenta una rilettura del mito del vampiro di Bram Stoker che, scampato allo scontro finale, fugge lontano per poi arrivare in America”, racconta lo sceneggiatore.
“È l’Ottocento, siamo in pieno West. Qui Dracula è stanco, stufo della sua vita da fuggitivo e le tenebre iniziano a stargli strette. Ma non può sottrarsi alla sua natura. In queste avventure – spiega ancora l’ideatore della serie – il Principe della notte incontrerà e affronterà le creature mitologiche della tradizione nativo-americana”.
Gianluca Piredda già collabora con Aurea Editoriale, la casa editrice che pubblica Lanciostory e Skorpio: su quest’ultima rivista ha già firmato il fumetto Freeman e Journey of Dracula.
Sempre per l’Aurea, poi, sta scrivendo Dago, il Giannizzero nero, famoso personaggio creato da Robin Wood e Alberto Salinas, pubblicato in Argentina. La prima storia di “Dracula in the west” che uscirà a dicembre è introduttiva della nuova serie che, promette Piredda, sarà “di puro intrattenimento, leggera, senza troppi riferimenti storici e rimandi alla realtà, il cui unico scopo è quello di divertire”.

Sindacati a Franceschini, confermi fondi Fus per La FeniceCgil, Cisl , Uil,Fials, Fondazioni aiutino il Teatro La Fenice

VENEZIA21 novembre 201918:38

I Sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials hanno scritto al ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, chiedendo che venga mantenuto l’intero importo del Fondo Unico per lo Spettacolo assegnato alla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, “nonostante le rappresentazioni siano minori di quelle previste per l’assegnazione dei fondi a causa dei gravi danni subiti dall’alluvione degli scorsi giorni”.
I sindacati chiedono anche che si valutino eventuali stanziamenti extra FUS per il ripristino dei danni alle strutture che sin da ora si manifestano come ingenti, ed anche un’anticipazione delle risorse dovute al teatro, rispetto alle normali previsioni. ” Questo è necessario per salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale espresso da questo importante teatro – concludono i sindacati Ma chiediamo anche a tutti i restanti teatri di proporre uno spettacolo, che esuli dalla normale programmazione e che venga offerto al pubblico dichiarando che l’incasso verrà devoluto alla Fenice di Venezia.”

I fregi dei Carracci dialogano con la modernitàDal 22 novembre percorso espositivo a Palazzo Fava a Bologna

BOLOGNA21 novembre 201918:42

– Una mostra mette in dialogo gli affreschi dei Carracci con 31 opere d’arte moderna e contemporanea provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, molte mai esposte al pubblico: un confronto tra epoche e stili alla ricerca di affinità tematiche.
E’ ‘Il fregio dei Carracci-Opere a confronto’, in programma dal 22 novembre al 16 febbraio a Palazzo Fava, in occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci.
Alla base c’è un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, storici dell’arte di Genus Bononiae, per individuare opere con attinenze tematiche. Così, ad esempio, ‘Il Dittatore folle’ di Galileo Chini, dipinto in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler nel 1938, rimanda al minaccioso Polifemo incontrato da Enea in Sicilia, mentre i nudi di Nicola Samorì documentano il ciclico ritorno del classico nella storia dell’arte, analogamente a quanto fecero i tre Carracci allo scadere del Cinquecento.

Il Traditore in sala a Ny, prove da OscarPierfrancesco Favino, film profondamente italiano sulla mafia

NEW YORK22 novembre 201909:24

‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio fa prove da Oscar con una prima uscita in sala a New York. L’occasione è Italy On Screen Today Film Fest, il festival, alla quarta edizione, ideato e diretto da Loredana Commonara per l’associazione Artistic Soul. Il film, sulla vita di Tommaso Buscetta, il primo pentito della Mafia, con Pierfrancesco Favino nel ruolo del protagonista, è stato scelto dall’Italia per concorrere agli Oscar 2020 nella categoria miglior film internazionale. Il Traditore (The Traitor in inglese), inoltre, è stato anche acquistato dalla Sony per la distribuzione nelle sale cinematografiche americane e la cui uscita è prevista per il 31 gennaio 2020, poco più di una settimana prima della cerimonia degli Oscar.
Bellocchio non si sbilancia facendo previsioni sulla serata più importante per il cinema, Favino invece pensa in positivo forte dell’originalità del film. “E’ un film profondamente italiano – ha detto – che mostra una faccia della mafia che non si vede in altre pellicole. Dopo averlo visto non si esce con il desiderio di emulare il personaggio Buscetta bensì con il desiderio di non fra parte di quel mondo”. “E’ un film completamente diverso dalla mafia italo-americana – gli fa eco Bellocchio -. Noi raccontiamo la mafia italiana, in particolare quella siciliana”.
Durante Italy On Screen Today Film Fest, Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio hanno ricevuto anche il premio ‘Wind of Europe International Award’, un riconoscimento sotto l’Alto Patronato delle EU conferito agli artisti che rappresentano la cultura europea nel mondo. “Sono felice – ha detto Favino durante un incontro con la stampa – di portare il cinema italiano nel mondo”, mentre Bellocchio ha detto di essere pronto per l’avventura negli Stati Uniti. La proiezione de Il Traditore, che si è tenuta al Walter Reade Theater-Lincoln Center, ha registrato il tutto esaurito.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ciak per ‘Karate Man’ di Fragasso
Protagonista il vero campione Claudio Del Falco

21 novembre 201919:12

Inizio riprese a Roma per ‘Karate Man’ con protagonista il campione di kickboxing Claudio Del Falco già in “MMA Love Never Dies” prodotto dalla società Statunitense Adler Entertainment . Claudio, soprannominato “Iron Man nazionale”, prima di cominciare le riprese del film non ha mancato di vincere il campionato mondiale Master di karate svoltosi il 3 novembre all’ Unified World Championship W.T.K.A. di Marina di Carrara. Karate Man è diretto da Claudio Fragasso (Palermo Milano solo andata) con la sceneggiatura sarà di Rossella Drudi e prodotto da Alberto De Venezia per Ipnotica Produzioni e da Anne Garcia per Ponnto Production.
 Tra i protagonisti: un inedito Franco Nero, il pluricampione mondiale di karate, Stefano Maniscalco e il regista Stefano Calvagna.
 La colonna sonora sarà a cura del maestro Demo Morselli.

Pompei: Osanna, in un libro tutte le nuove scoperteDa Leda e il Cigno ai mosaici di Orione guida ai nuovi tesori

1 novembre 201919:34

– «Come ogni città viva Pompei è un sistema di relazioni, un fluire incessante di cambiamenti, un laboratorio di sperimentazioni, di emozioni, di conoscenza.» Da pochi mesi impegnato nel secondo mandato alla guida del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna fa il punto sui restauri e le nuove scoperte resi possibili nel sito archeologico campano dal Grande Progetto finanziato anche grazie ai 150 milioni dell’Unione Europea.E a dieci anni dal crollo della Schola Armaturarum che nel novembre del 2010 sembrò segnare il punto più basso nella gestione della città antica Patrimonio Unesco, racconta le nuove entusiasmanti scoperte che hanno accompagnato in questi anni la ripresa degli scavi archeologici. Dallo stupefacente affresco di Leda e il Cigno agli splendidi mosaici della Casa di Orione, dallo scheletro del fuggiasco al tesoro della fattucchiera, un patrimonio di bellezza che costituisce anche un carico di nuove informazioni al servizio degli storici. Un libro “scientifico”, chiarisce Osanna, ma scritto con “un linguaggio divulgativo” , destinato agli specialisti e nello stesso tempo accessibile dal grande pubblico. Pubblicato da Rizzoli (Pompei e il Tempo ritrovato, pp. 448, euro 20) con un ricco corredo di immagini, il volume sarà in vendita da martedì 26 novembre 2019.

Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri ComeA Roma 12-15 marzo 2020. Annunciati Grossman e Sepulveda

21 novembre 201920:20

– Sarà dedicata al Coraggio l’undicesima edizione di Libri Come, la festa del libro e dei lettori che si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica di Roma da giovedì 12 a domenica 15 marzo 2020.
Tra gli ospiti stranieri che hanno già confermato la loro partecipazione: David Grossman , Luis Sepulveda, Michael Dobbs, Ben Lerner, Jan Brokken.
Il tema e le prime novità dell’edizione 2020 sono state annunciate stasera all’ Anteprima di Libri Come che ha visto protagonista lo scrittore Andre Aciman con il suo nuovo libro ‘Cercami’ (Guanda).
La tradizionale mostra che ogni anno Libri Come riserva al disegno e al fumetto sarà dedicata alla vignettista Ellekappa.
La manifestazione, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, è da dieci anni una delle manifestazioni più importanti della stagione culturale romana e nazionale che ha collezionato oltre 350 mila presenze di pubblico.

Coldplay, Everyday Life ponte oriente-occidenteEsce nuovo album e band suona in Giordania con streaming

22 novembre 201909:22

E’ un viaggio dall’alba al tramonto e attraverso le culture, quello che i Coldplay hanno intrapreso con il nuovo album, ‘Everyday Life’, in uscita domani. L’ottavo lavoro da studio della band di Chris Martin, Guy Berryman, Jonny Buckland e Will Champion, è diviso in due parti speculati, ‘Sunrise’ e ‘Sunset’, e prova a rappresentare anche un punto incontro tra oriente e occidente, con ospiti speciali nelle nuove canzoni ma anche temi dedicati ai diritti umani, alle discriminazioni sociali o di religione e alla povertà. In totale, le tracce contenute nella scaletta di ‘Everyday Life’ sono sedici e i lavori per la realizzazione del disco hanno direttamente a che vedere anche con l’Italia, visto che sono cominciati proprio in Toscana, in una villa in quel di Bolgheri, provincia di Livorno. ‘Sunrise’ è poi il brano al quale i Coldplay hanno affidato l’apertura del disco, seguita da quella ‘Church’ che fissa da subito una delle direttrici fondamentali dell’album intero. La canzone è infatti quella che contiene un estratto del brano ‘Jaga Ji Laganay’ di Amjad Sabri, cantante pakistano, rappresentante della tradizione Sufi e ucciso in un attentato da estremisti Talebani in Pakistan. ‘Trouble in town’, invece, è il brano i cui proventi andranno in beneficenza a due associazioni no profit, una dedicata ai bambini del Sud Africa (Acfs) e una che si occupa di persone accusate ingiustamente di crimini (Innocent Project). L’oriente dei Coldplay è anche quello di ‘Arabesque’, scritta assieme a Femi Kuti, musicista nigeriano e figlio di Fela Kuti, musicista, attivista per i diritti umani e a sua volta figlio di Funmilayo Ransime Kuti, una delle prime attiviste per i diritti delle donne. Spiazzante anche la nuova ‘When I need a friend’ che include un parlato del documentario ‘Everything is incredibile’, dedicato ad un anziano poliomielitico dell’Honduras che con vecchie biciclette e materiale di scarto ha costruito un elicottero. ‘Guns’ e ‘Orphans’ aprono la seconda parte dell’album, quella del tramonto. La seconda delle due canzoni è anche il singolo che ha anticipato il disco al completo e che alla voce ‘autori’ vede la partecipazione di Moses Martin, figlio tredicenne di Chris. La sorella di Moses, Apple Martin, ha invece partecipato ai cori. Tra reminiscenze pop e richiami ai primi Coldplay, nella scaletta dell’album ha trovato spazio anche un poema in arabo. L’opera in questione è ‘Bani Adams’, firmata da un poeta iraniano e il cui primo verso è stato anche letto da Obama in occasione del Capodanno persiano del 2009. Speciale, nel nuovo disco dei Coldplay, anche la copertina che si rifà ad una foto del 1919, raffigurante il gruppo musicale del bisnonno del chitarrista Jonny Buckland. Per celebrare il ponte musicale creato tra cultura occidentale e orientale, proprio nel giorno dell’uscita del disco, domani, i Coldplay terranno due concerti esclusivi in Giordania che saranno trasmessi in diretta streaming su YouTube. ‘Coldplay: Everyday Life- Live in Jordan’, questo il titolo del concerto, si svolgerà ad Amman secondo il ritmo dell’album, ovvero dall’alba al (quasi) tramonto, con la prima parte alle cinque del mattino (ora italiana) e la seconda a partire dalle tre del pomeriggio. Altro live suggestivo è quello che la band ha in programma per lunedì prossimo, questa volta a Londra, all’interno del Museo di Storia Naturale.

Coldplay, nessun tour, troppo inquinamentoDomani esce nuovo album ma band rinuncia a tournee mondiali

22 novembre 201909:21

La band britannica Coldplay ha deciso di non fare tour nel mondo a causa di preoccupazioni ambientali.
Il frontman Chris Martin ha detto alla BBC giovedì che la band non andrà in tour per promuovere il suo ultimo album, Every Day Life, in uscita domani, perché vuole impiegare del tempo per determinare come un tour può essere green. Ha detto: “Sarremmo delusi se non fosse carbon neutral”.

Pompei: lunedì 25 in programma tre inaugurazioni agli ScaviRiaprono Casa Leda e il Cigno,Terme Centrali,Casa Amorini Dorati

OMPEI21 novembre 201921:05

– Riaprono negli scavi di Pompei (Napoli) la Via del Vesuvio, con la Casa di Leda e il Cigno e le Terme Centrali, per la prima volta visitabili, e la Casa degli Amorini dorati. Le inaugurazioni si terranno lunedì 25 novembre (ore 11).
La riapertura di via del Vesuvio avviene con il completamento degli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando i 3 km di perimetro che costeggia l’area non scavata dell’antica città, nell’ambito del Grande Progetto Pompei. La restituzione alla fruizione della strada e degli edifici che vi si affacciano, permetterà al pubblico di ammirare, per la prima volta, la domus di “Leda e il cigno” rinvenuta nel corso degli scavi alla Regio V.
Inoltre, a seguito dei recenti restauri, sarà accessibile anche il complesso delle Terme Centrali, mai finora visitato dai turisti. Riapre al pubblico, infine, anche la Casa degli Amorini Dorati al termine degli interventi di manutenzione.

Charlotte Salomon, la vita è teatroCapolavoro di artista morta ad Auschwitz. Prima volta in Italia.

22 novembre 201909:32

– CHARLOTTE SALOMON, VITA? O TEATRO? (CASTELVECCHI, 818 PAG. ) In diciotto mesi, tra il 1940 e il 1942, una fragile ragazza dalla vita segnata dalla morte, dipingerà disperatamente più di mille tempere dai colori di una straordinaria intensità e di una modernità sconvolgente. Atto 1, 1913 si parte dal buio di una famiglia travolta da un’onda di dolore. Suicida prima di tutto la zia che si lascia annegare, e così inizia la storia dipinta su fogli di carta velina come una graphic novel ante litteram.
Suicida poi la madre, che lei credeva morta d’influenza e infine la nonna. Charlotte era nata il 16 aprile 1917 da genitori entrambi ebrei: Albert Salomon è chirurgo e professore universitario, Franziska Grunwald, infermiera. Ma quando la nonna si uccide è il settembre del 1939 ed è solo in quel momento che lei prende coscienza della sua vicenda familiare, ed è già esploso nella sua vita anche il dramma delle persecuzione nazista. La giovane Charlotte è costretta a fuggire a Nizza, con un nonno freddo : ‘il simbolo della gente contro cui dovevo battermi”, scrive, ”una persona che non aveva mai provato autentica passione per niente”. In un paese straniero di cui non conosce la lingua ma sempre quella Costa Azzurra straordinario coacervo d’arte e di artisti di cui sembra respirare l’ossigeno a pieni polmoni. A Berlino ha frequentato l’accademia d’arte . Nel suo sangue l’anima espressionista e una vocazione musicale che la trascende si liberano per dare vita ad un capolavoro assoluto che ora per la prima volta viene pubblicato in Italia da Castelvecchi con meritevole sforzo.
Carattere fortemente espressionista, ma c’è tutta l’ispirazione dell’opera di Chagall – con le donne in abito da sposa ricorrenti – l’ispirazione per il sogno che invade la vita vissuta, la dolcezza di una vita quotidiana dai colori qui sbiaditi che sembra solo un sogno irraggiungibile. Le stanze nude con il pavimento di legno che fanno pensare a Van Gogh, il blu delle donne chiuse in cerchio alla Matisse. Le sue donne dagli occhi tristi ela testa inclinata che hanno qualcosa di Picasso.
Charlotte racconta la sua piccola vita quotidiana, le sue delusioni, ”E adesso volevamo essere felici”, dicono le sue donne dai volti straordinari, ripetuti in una sequenza ossessiva di espressioni ad elevata intensità emotiva. E c’è l’ospedale, è c’è il potere e la prepotenza nazista e c’è quella morte, c’è persino Roma aeterna città divina. ”Qui potete vederlo come certe donne alla finestra in preda ai sogni e alla malinconia”, scrive citando Nietzsche per il pianista delle sue pagine. Ogni tavola è un quadro, un dono per il suo amato, l’uomo alla finestra, Amadeus Daberlohn. Gli scrive, in una lettera del febbraio 1943 finora inedita che chiude il volume, ”La mia vita è incominciata quando mia nonna ha deciso di mettere fine alla sua”.
”Fu allora che cominciai a lavorare a queste pagine e mi sentii terribilmente infelice quando mi resi conto che la mia vecchia disperazione, a proposito di certe persone, riprendeva il sopravvento e mi ricacciava piano piano in uno stato di letargia simile alla morte, se…” Nel 1943, è il 10 ottobre, ha 26 anni e aspetta un bambino: muore ad Auschwitz.

Casey Affleck padre post-apocalitticoAttore, Light of My Life è solo una storia per i miei figli

22 novembre 201909:36

A lui, uomo di oltre quarant’anni (Casey Affleck), tocca fare anche la mamma alla figlia Rag (Anna Pniowsky) di undici anni e spiegarle con grande imbarazzo che se un domani vedrà del sangue tra le gambe non deve preoccuparsi troppo. E questo poi in un mondo post-apocalittico, alla deriva, dopo che un virus ha sterminato gran parte della popolazione femminile e dove la figlia deve nascondersi. A raccontare tutto questo è ‘Light of My Life’ diretto, scritto ed interpretato da Casey Affleck, già film di apertura ad Alice nella città e in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. “Un lavoro – dice oggi a Roma l’attore premio Oscar per Manchester by the sea – che parte proprio dalle storie che raccontavo per la buonanotte ai mie figli e nipoti e in cui, alla fine, parlo un po’ di me”.
Siamo in un futuro prossimo dove una misteriosa malattia ha ucciso la maggior parte delle donne, sterminando quasi del tutto la popolazione femminile, e reso, anche per questa innaturale assenza, molto più violenti e brutali gli uomini sopravvissuti.
Rag e suo padre cercano però di sopravvivere nascondendosi tra i boschi del Midwest pieni di neve. Al padre poi il compito di nascondere la figlia, a cui fa tagliare i capelli per farla sembrare un maschio e soprattutto quello di darle un’etica e i mezzi per sopravvivere da sola in caso lui venisse meno. Ma, nonostante precauzioni e accorgimenti, i due si troveranno a un certo punto ad affrontare una situazione che farà precipitare in un attimo il loro precario equilibrio. “Noi tutti cerchiamo di proteggere i nostri figli dal mondo, una cosa del tutto normale – spiega Affleck oggi a Roma -. Mentre scrivevo la sceneggiatura avevo un bambino molto piccolo perciò conosco bene cosa sia la voglia di proteggerli ed educarli. Anche se va detto – sottolinea – che il vero pathos nel film non viene tanto dalla minacce di questo mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”. Per quanto riguarda poi le tematiche del film e il suo significato più intimo, Affleck spiega come abbia fatto tesoro dell’esperienza sul set con Gus Van Sant in ‘Gerry’.
“Ogni volta gli chiedevo dove stavamo andando – dice – lui mi spiegava che non lo sapeva affatto e che bisognava lasciar andare avanti le cose da sole”. Tanti i film e i libri a cui si è ispirato Casey Affleck come ‘I am legend’ o ‘La strada’ di Corman McCarty, “ma ho sempre cercato di essere originale per quanto possibile” dice l’attore 44enne che viene da una famiglia di artisti. Perché tanti film in Usa con un futuro negativo? “Forse perché non ci sono aspettative positive negli States”.
Film femminista? “Forse sì, anche se non sono uno scrittore capace di indicare un particolare messaggio politico. Tiro solo fuori cose personali nei miei film”. L’Oscar? “Non credo abbia cambiato troppo la mia vita. Alla fine mi piace essere al servizio di una storia, ma ancor più forse stare sia avanti che dietro la macchina da presa. E questo per raccontare storie che parlano di me e di come vedo la vita”.

Pane e salame, immagini da raccolte ArchiginnasioLa loro evoluzione storica in 11 bacheche a Bologna

BOLOGNA22 novembre 201911:23

– Pane e salumi, due elementi fondamentali e caratteristici della gastronomia bolognese, sono al centro di una mostra ideata da Alessandro Molinari Pradelli, in programma dal 23 novembre al 16 febbraio alla Biblioteca dell’Archiginnasio. La loro evoluzione storica verrà illustrata in 11 bacheche attraverso disegni, incisioni, libri, opuscoli e bandi. È la prima di una serie di esposizioni documentarie incentrate sulla storia della cucina petroniana.
Partendo dalle incisioni di Annibale Carracci delle ‘Arti per via’ e passando per la produzione artistica di Giuseppe Maria Mitelli, si arriva al Novecento, con i disegni di Alessandro Cervellati. Tutto il materiale esposto, sia quello mostrato in originale sia quello riprodotto per motivi di conservazione, proviene dalle collezioni della Biblioteca dell’Archiginnasio.
Molinari Pradelli, giornalista-scrittore, studioso di enogastronomia, è autore di quasi un centinaio di pubblicazioni sulla storia della cucina, le tradizioni popolari e la civiltà contadina.

Ingresso gratuito Villa Bardini per compleanno CollodiIl 24/11, in occasione dell’anniversario della nascita

FIRENZE22 novembre 201914:20

Domenica 24 novembre ingresso gratuito a Villa Bardini in occasione dell’anniversario della nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nato 193 anni fa a Firenze il 24 novembre 1826.
Sarà così possibile visitare le due mostre allestite in villa una delle quali è dedicata proprio al capolavoro di Collodi, Pinocchio. Il provvedimento è stato disposto dalla Fondazione Cr Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
La mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ (aperta fino al 22 marzo), a cura di Lucia Fiaschi, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno. ‘Corpo a Corpo’ (fino al 12 gennaio) è invece un omaggio alla tradizione classica con lo sguardo contemporaneo di 35 artisti internazionali. L’ingresso al giardino Bardini è a pagamento.
Domenica 1 dicembre l’ingresso alla villa e al giardino è invece gratuito poiché il complesso aderisce all’iniziativa del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura ogni prima domenica del mese.

Vasco invade le sale e raddoppia al Circo MassimoImmagini e suoni di due estati rock in sala tre giorni dal 25/11

22 novembre 201919:22

Sono 315 le sale in tutta Italia dove Vasco NonStop Live 018+019 risuonerà eccezionalmente solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre distribuito da QMI Stardust. Come promesso, dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone che spopola in radio e streaming, arriva nei cinema di tutta Italia a fine novembre, il 25, 26 e 27, il music film “Vasco NonStop Live” che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi. Intanto l’enorme richiesta ha portato a raddoppiare lo show al Rock in Roma del 19 giugno, già sold-out con un nuovo grande concerto il 20 sempre al Circo Massimo. Come precedentemente annunciato, il 2020 sarà un’annata particolare per il Komandante, che ha scelto i festival per il suo Non Stop Live: il 10 giugno Vasco aprirà Firenze Rocks alla Visarno Arena, il 15 giugno chiuderà gli i-Days al MIND Milano Innovation District (area expo), il 19 e 20 giugno sarà al Rock in Roma al Circo Massimo e, come evento conclusivo, si esibirà il 26 giugno all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Un docufilm racconta la partita di calcio Bertolucci-Pasolini’Centoventi contro Novecento’ in prima nazionale a Bologna

OLOGNA22 novembre 201912:56

– La partita che cambiò il destino del cinema italiano” è al centro del docufilm ‘Centoventi contro Novecento’ di Alessandro Scillitani e Alessandro Di Nuzzo, che – dopo l’anteprima di fine settembre a Milano Calciocity – sarà presentato in prima nazionale al Cinema Teatro Galliera di Bologna martedì 26 novembre (ore 21.30), in occasione del primo anniversario della morte di Bernardo Bertolucci.
“Marzo 1975. In una domenica di primavera – ricorda il regista Alessandro Scillitani – sul campo del parco della Cittadella di Parma, si affrontano due singolari squadre di calcio: la rappresentativa della troupe di ‘Salò o le centoventi giornate di Sodoma’ di Pier Paolo Pasolini contro quella di ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci. Due film che segneranno la storia del cinema italiano e che si stanno girando negli stessi giorni, a pochi chilometri di distanza. Sarà una partita epica, leggendaria nei racconti della gente di cinema che vi partecipò, ma praticamente sconosciuta al pubblico”.
“Ricostruendo minuziosamente la storia di quella domenica e la memoria ancora viva dei protagonisti – aggiunge lo sceneggiatore Alessandro Di Nuzzo – il film tocca diversi argomenti: l’atmosfera dei set di quei due grandi film del cinema italiano, il rapporto contrastato fra Pasolini e il suo ex allievo Bertolucci, il legame fra quest’ultimo e le radici parmigiane e contadine. Su tutto aleggia, come un filo rosso, il rapporto fra Pier Paolo Pasolini e il calcio: passione inesauribile, pratica continua e quasi ossessiva, espressione di pura vitalità, addirittura di una felicità possibile”.
Dopo la ‘prima’ di Bologna seguiranno varie presentazioni del docufilm fra Emilia, Friuli, Lombardia e Toscana.

Musica: anche Foo Fighters agli I-Days a Mind MilanoBiglietti in anteprima dal 25/11, in vendita dal 27 novembre

22 novembre 201912:57

– Ci saranno anche i Foo Fighters agli I-Days in programma la prossima a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo sull’area in cui si è svolta l’Expo.
Il gruppo di Dave Grohl si esibirà il 14 giugno, due giorni dopo System of A Down e Korn il 12 giugno mentre Billie Eilish tornerà sul palco milanese dove già si è esibita la scorsa estate il 17 luglio.
I biglietti per i Foo Fighter saranno in vendita in anteprima dalle 10 di lunedì prossimo, 25 novembre, per 48 ore per i possessori di carte Intesa Sanpaolo sul sito http://www.ticketone.it/intesasanpaolo (per 48 ore) mentre la vendita generale partirà dall 11 di mercoledì 27 novembre su http://www.livenation.it, http://www.ticketmaster.it e http://www.ticketone.it.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nasce l”Auditel delle emozioni’
Progetto della Rai con l’università di Torino

TORINO22 novembre 201920:44

Nasce l’Auditel delle emozioni. E’ una piattaforma, messa a punto dal dipartimento di Informatica dell’università di Torino e dalla direzione Ict della Rai, che permette di monitorare e analizzare le emozioni, i conflitti, i dibattiti e le passioni dei telespettatori sui social media. Il progetto M.emo.Rai – che verrà sperimentato su un campione di programmi televisivi del servizio pubblico – analizza i dati provenienti dai canali Auditel e Twitter: la misura delle emozioni viene elaborata da un motore intelligente, linguisticamente informato basato su reti neurali.”La necessità di diffondere una cultura dell’Intelligenza Artificiale presso le imprese può trasformare questa collaborazione in un’occasione di sviluppo per il Piemonte”, sottolinea il rettore Stefano Geuna. “Saremo in grado di interpretare con più precisione il gradimento dei telespettatori e questo fornirà un supporto straordinario per il marketing che si occupa dell’offerta di contenuti”, spiega Massimo Rosso, direttore Ict della Rai.Oggi la valutazione del gradimento sui programmi televisivi viene basata su dati forniti da Auditel, l’organismo di controllo che misura ogni giorno le performance editoriali e pubblicitarie della televisione italiana. Negli ultimi tempi, a questa valutazione si affiancano il monitoraggio e l’analisi dei commenti dei telespettatori sui canali social, in particolare Twitter, con specifico riguardo al sentiment generico espresso (positivo, negativo o neutro); al momento però non vengono considerate le emozioni sollecitate dalle trasmissioni andate in onda e le dinamiche sociali di comunità che si generano intorno al dibattito vivo e quotidiano online.M.EMO.RAI, sperimentata su un campione di programmi televisivi, permetterà di sviluppare un innovativo modello di previsione del gradimento, soprattutto legato a nuove trasmissioni e proposte RAI. Il servizio It fornirà misure quantitative del contenuto emotivo prodotto sui social media, oltre ad indicatori aggiuntivi relativi al contenuto dei discorsi online, eventuali fenomeni di linguaggio abusivo e di odio, ironia e sarcasmo. Per mettere a punto M.EMO.RAI, i ricercatori hanno fatto ricorso a metodi e algoritmi di analisi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento automatico di emozioni, ironia e linguaggio offensivo e per l’analisi di reti complesse, mutuati dalla linguistica computazionale e dalla computational social science. “Il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino ha una lunga tradizione sul tema Intelligenza Artificiale che parte dagli anni ’70” sottolinea il direttore del Dipartimento di Informatica Guido Boella.

Vittoria Puccini, indosso la toga nel ‘Processo’ / VIDEOSu Canale 5 dal 29 novembre, nel cast anche Francesco Scianna

23 novembre 201910:31

Mantova. Sul greto del fiume viene ritrovato il corpo di una ragazza, Angelica Petroni (Margherita Caviezel). L’indagine viene affidata a Elena Guerra che era intenzionata a prendersi un anno sabbatico per salvare il matrimonio. Inizia così Il Processo, un legal thriller con protagonisti Vittoria Puccini e Francesco Scianna, due legali che si faranno la guerra in aula, in arrivo su Canale 5 in quattro prime serate, dal 29 novembre, prodotto da Lucky Red. C’è una vittima, una giovane di soli 17 anni e un’imputata Linda Monaco (Camilla Filippi) , figlia di uno degli uomini più potenti della città (Tommaso Ragno).
Questa serie, fa notare Vittoria Puccini, che veste i panni della pm Elena,  che da sempre si divide tra cinema e tv, “non vuole rappresentare la giustizia italiana. Non c’è un messaggio sociale. La legge mi ha sempre affascinato. Vengo da una famiglia, da parte di mio padre, di avvocati. Da bambina guardavo i processi in tv, mi interessavano molto. Mi sono iscritta a Giurisprudenza e non ho dato nemmeno un esame! Finalmente ho potuto indossare la toga”. Ma confessa: “Mai nella mia carriera ho ho dovuto fare tanto esercizio di memoria”. Nel cast anche Simone Colombari, Maurizio Lastrico (che interpreta il marito di Elena), Euridice Axen, con la partecipazione straordinaria di Ragno e Roberto Herlitzka.
Puccini tiene a sottolineare che “è stato un privilegio avere in questa serie un padre come Roberto Herlitzka che ha il ruolo tra l’altro di un famoso magistrato antimafia. Nessun attore è stato fuori posto. La verità verrà svelata solo nell’ultimo episodio. E’ interessante proprio questo, che andando avanti, come avviene nella realtà, ci si divide tra innocentisti e colpevolisti, ma si cambia anche idea in continuazione. E’ una storia che mi ha catturata: anche io volevo sapere chi è l’assassino. Elena è una donna caparbia, che inizierà a perdere il controllo man mano che la verità verrà a galla. La cosa affascinante è che è una storia raccontata dal punto di vista dei protagonisti, quello che lo spettatore vede è quello che loro vivono”. Prosegue Puccini: “Elena Guerra non è la classica pm vestita in tailleur, è un pubblico ministero con un carattere un po’ fuori dagli schemi. Ho parlato con tanti magistrati: uno mi ha anche detto che le pm donna sono più brave. Ho parlato anche con una pm antimafia”.
Ambientata a Mantova, questa seria che vira sul procedural racconta un coro di personaggi che gravitano intorno a un unico, drammatico evento: l’omicidio brutale di Angelica, una diciassettenne coinvolta in affari più grandi di lei. La pm Elena Guerra (Puccini), che scopre di avere un legame con la vittima; Ruggero Barone (Scianna), avvocato rampante per il quale il processo rappresenta l’occasione della vita; Linda Monaco (Filippi), unica gelida imputata che si proclama innocente… Tutti camminano in bilico, perennemente sul filo di un rasoio: quello di un processo il cui esito deciderà il nuovo corso della vita di ciascuno.
Tra Ruggero ed Elena comincia una guerra spietata. Una sfida a colpi di testimonianze, prove, passi falsi e indagini senza sosta. Ogni volta che uno dei due sembra prevalere, la situazione si ribalta. Fino a quando Ruggero arriva a scoprire un segreto di Elena e a usarlo contro di lei. Sulla donna si apre così un’indagine che ne potrebbe compromettere la carriera.
Elena è in frantumi sotto ogni punto di vista, anche su quello personale. La pm comincia a dubitare di tutti, persino di se stessa: è davvero sicura che Linda sia colpevole? O la sua è solo un’ossessione? Anche per Ruggero le cose non sono tanto semplici. Ormai sempre più invischiato con la sua assistita, vorrebbe convincerla a rivelare al processo elementi che svierebbero i sospetti su Gabriele Monaco, ma Linda si rifiuta di coinvolgere suo padre. Nonostante sia fuori dal processo, Elena continua la sua indagine, sostenuta dal fido assistente Andreoli (Simone Colombari), fino a quando, inaspettatamente, scoprirà con Ruggero Barone le verità sull’omicidio e forse proprio insieme riusciranno a dare ad Angelica la giustizia che merita.
Dice Scianna: “Anch’io ho visto dei documentari. Mi sono confrontato con un avvocato penalista che mi ha dato molte delucidazioni. Questo personaggio non subisce il campo minato, ma usa la strategia dello show per confondere un po’ le carte”. Puccini la vedremo poi al cinema:  gennaio esce “18 regali’ dalla storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha scoperto mentre era incinta di essere malata di un tumore al seno e ha lasciato per la figlia da scartare ogni anno fino al 18° compleanno. E sempre a inzio 2020 sarà sul set di una nuova serie televisiva.

Garrone, la favola di Pinocchio in sala dal 19 dicembre /TRAILERBenigni poetico Geppetto nel film dal romanzo di Collodi

22 novembre 201913:58

La favola che ha emozionato intere generazioni torna al cinema a Natale. Arriverà in sala dal 19 dicembre (anticipando rispetto alla data del 25/12) l’atteso nuovo film di Matteo Garrone ‘Pinocchio’, prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte. Sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini (anche nel cast nel ruolo della Volpe), il film tratto dal romanzo di Collodi vede protagonista Federico Ielapi nel ruolo del burattino, mentre Geppetto è Roberto Benigni. Mangiafuoco è interpretato da Gigi Proietti, mentre il Gatto è Rocco Papaleo.
Il trailer rimanda alla storia che tutti conoscono e si aspettano di ritrovare nel film di Garrone, con una grande cura nella ricostruzione delle scene e degli ambienti, che ricorda la magnificenza del Racconto dei Racconti, mentre Benigni, che pure a Pinocchio aveva dedicato un film nel 2002, sembra perfettamente e poeticamente calato nel babbo del burattino. La sfida è anche sul trucco e gli effetti visivi, il primo affidato al designer Mark Coulier, i secondi a One of Us e Chromatica.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via il restauro della Pietà di Michelangelo a Firenze
Lavori ‘in diretta’, visibili a pubblico in museo del Duomo

FIRENZE22 novembre 201914:44

– Al via il 23 novembre il restauro della Pietà di Michelangelo dell’Opera del Duomo a Firenze: il pubblico potrà vedere tutte le fasi dell’intervento grazie ad un cantiere ‘aperto’. La fine dei lavori è prevista entro l’estate 2020. Il restauro, finanziato dalla Fondazione Friends of Florence sotto la tutela della Soprintendenza, è stato affidato a Paola Rosa, coadiuvata da un’equipe di professionisti, che ha già svolto interventi su opere di Michelangelo.
L’approccio, si spiega, sarà quello di un intervento ‘minimo’, volto a non stravolgere la visione ormai consolidata nell’immaginario collettivo di una superficie ‘ambrata’ della scultura: l’immagine che si deve mantenere, come precisato da Rosa, è quella di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’, ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro.

il Gigante del Nilo, ecco il ‘papà’ di Indiana JonesZatterin racconta la storia di Giovanni battista Belzoni

22 novembre 201915:14

MARCO ZATTERIN,”IL GIGANTE DEL NILO”(MONDADORI OSCAR STORIA P.P 356, 15 EURO)- Due secoli fa, a inizio Ottocento, l’Europa, ancora scossa dai fremiti delle turbolenze napoleoniche, riscopriva l’antico Egitto. Era uno dei tanti effetti delle spedizioni del condottiero francese, che si era spinto fino alle sponde del Nilo. Nasceva così l'”egittomania” moderna. In quel mondo, popolato di esploratori, avventurieri, viaggiatori, spie, diplomatici, militari, beduini e mercanti senza scrupoli, si è mosso con un ruolo da protagonista, troppo a lungo negletto, Giovanni Battista Belzoni da Padova (1778 – 1823). “Il gigante del Nilo. Storia e avventure del Grande Belzoni”, edito da Mondadori, è il libro che Marco Zatterin, giornalista, vice-direttore de La Stampa, ha voluto dedicare alla figura rocambolesca di Belzoni, per sottrarla al rischio di un oblio immeritato. Con lo stesso intento la città di Padova ha organizzato in questi giorni la mostra “L’Egitto di Belzoni”.
L’interesse è più che motivato. Del resto, che il personaggio racchiudesse in sé gli ingredienti per un best seller sul grande schermo lo avevano capito due uomini di cinema del calibro di George Lucas e Steven Spielberg, che a Belzoni si sono ispirati per il loro Indiana Jones.
Di umili origini, figlio di un barbiere, Belzoni sognava fin da bambino il mondo e l’esotico, ispirandosi al via vai di viaggiatori del Grand Tour diretti a Venezia, che passavano sotto le finestre di casa sua nel quartiere Portello a Padova. Con un fisico possente e una statura di due metri e dieci Belzoni, dopo varie peripezie, tra cui un soggiorno a Roma e un’infarinatura di ingegneria idraulica, si stabilisce a Londra.
Lì si conquista fama e successo, esibendosi nei teatri e nei circhi nel numero del “Sansone Patagonico e in quello della “Piramide”, in cui si caricava sulle sue spalle una dozzina di artisti. A Londra incontrerà la giovane Sarah, sua futura moglie e compagna di mille avventure. I casi della vita lo portano in Egitto, dove nasce l’amore a prima vista per le piramidi e i faraoni. Diventerà un pioniere dell'”egittomania”, da cui poi scaturirà la moderna egittologia. Belzoni si improvvisa archeologo autodidatta. Sua la scoperta della grande camera mortuaria nella piramide di Chefren, che dai tempi di Erodoto era considerata un ammasso inaccessibile di pietre. Sua la scoperta di sei tombe monumentali nella Valle dei Re. È lui che riporta alla luce il grande tempio di Ramsete II ad Abu Simbel, sepolto sotto una coltre plurisecolare di sabbia.
I risultati di questa attività sono esposti in alcuni dei principali musei del mondo, a cominciare dal British Museum di Londra. Eppure la fama di Belzoni è controversa. In un mondo dominato dalle due super-potenze dell’epoca, Inghilterra e Francia, il “gigante del Nilo” si muoveva in autonomia come un lupo solitario. Forse anche per questo ha dovuto fare i conti in vita con critiche e detrattori, interessati a dipingerlo come uno spregiudicato tombarolo. Morì a soli 45 anni nel tentativo di raggiungere Timbuctù nel cuore dell’Africa. Il libro di Zatterin, lettura lieve e scorrevole, restituisce un’immagine nitida di Belzoni, che ci fa amare il personaggio e il mondo ormai scomparso e quasi fiabesco in cui lui si muoveva.

E’ ufficiale, il Victoria’s Secret show non si faràDopo critiche sessiste azienda sospende e cerca riposizionamento

22 novembre 201914:52

– Dopo le indiscrezioni di fine luglio, ‘anticipate’ dalla modella australiana Shanina Shaik, ora arriva l’ufficialità: gli angeli si fermano, il Victoria’s Secret show, la annuale sfilata evento di lingerie con le più belle e statuarie modelle del mondo, viene annullata dopo 23 anni.
L’onda lunga del #metoo, la lotta al sessismo è tra i fattori che costringono l’azienda allo stop e a ripensare tutta la comunicazione del brand. Ad ottobre è stato presentato uno spot con la prima modella con taglia 46, Ali Tate-Cutler, e ad agosto la prima modella trans, la brasiliana Valentina Sampaio: segnali per far capire la svolta nel segno di una maggiore inclusività in tempi in cui questo è un valore primario della società.
Mentre il mercato non sta premiando il gruppo L Brands (a cui fa capo Victoria’s Secret) con un vistoso calo degli utili netti.
Ad abbandonare Victoria’s Secret sono state soprattutto le millennial, ovvero un terzo delle donne che guardano al mercato dell’abbigliamento intimo. Nel 2018 hanno preferito spendere in reggiseni sportivi piuttosto che pizzi e merletti. Ma non è tutto: i legami di Les Wexner (proprietario del gruppo) con il miliardario Jeffrey Epstein, il satrapo suicida in carcere a New York accusato di traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale, hanno messo nell’occhio del ciclone l’azienda, ora in crisi di immagine.

60 anni della Carosello Records, da Gaber a VascoLibro Pucci e Laffranchi, 60 canzoni che leggono il loro tempo

2 novembre 201915:08

– CAROSELLO RECORDS 60×60 – VALORE ALLA MUSICA (CAROSELLO, PP 235, EURO 29,90) “Mi ricordo gli uffici della Carosello in pieno centro con la saletta di registrazione interna. Ricordo anche Giuseppe Gramitto Ricci, un signore dal bell’aspetto di altri tempi che probabilmente male sopportava i miei jeans, il capello lungo le scarpe da tennis ma con me, quelle volte che ci siamo incontrati nel suo ufficio presidenziale, è sempre stato gentilissimo”. Così Vasco Rossi ricorda gli anni con la Carosello, cui è dedicato il volume “Carosello Records 60×60 Valore alla musica”, disponibile in esclusiva su Amazon.
Attraverso la narrazione dei giornalisti Andrea Laffranchi e Federico Pucci, il volume ripercorre i primi 60 anni dell’etichetta musicale. Era il 1959 quando, nello storico palazzo di Galleria del Corso 4, nel centro di Milano, Giuseppe Gramitto Ricci diede i natali all’etichetta, parte dello storico gruppo editoriale Curci. La nascita della Carosello coincide con un momento di svolta della musica italiana, quello del cantautorato: “Quando a Sanremo esplode ‘Nel blu dipinto di blu’, anche in Italia – racconta Federico Pucci – arriva un cambiamento culturale e industriale: non ci sono più gli autori da una parte e gli interpreti dall’altra. Quello è l’evento scatenante. Non contavano più solo la scrittura musicale ma anche le incisioni, perché il pubblico voleva sentire “Volare” cantata da Modugno, e non in un’altra interpretazione. Lì si comprende che le edizioni non bastavano più, e di lì a poco Curci (che aveva fatto emergere Modugno come autore) dà vita a Carosello”.
Questi 60 anni sono ripercorsi attraverso le 60 canzoni più rappresentative, da ‘Libertango’ di Astor Piazzolla a ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno, accompagnate da foto e documenti storici, ma anche da dichiarazioni inedite di artisti come Coez, Tommaso Paradiso e Vasco, che con Carosello esordì al Festival di Sanremo con Vado al massimo e Vita Spericolata. “Ricordo ancora con affetto – scrive ancora il rocker a proposito del fondatore – quella volta che mi telefonò perché era un po’ preoccupato. Ci credo! Stavo soggiornando da una decina di giorni, e forse più, al Principe di Savoia, l’albergo milanese di lusso, room service h24. Chiaro che io ci stavo benissimo da ‘rockstar’, mentre lui pensava al conto che saliva vertiginosamente”. Per Vasco, legato alla Carosello dal 1982 al 1987, l’etichetta era un luogo di libertà artistica, la stessa – si legge nel libro – che trovò con il suo teatro-canzone Gaber, arrivato in Galleria del Corso su suggerimento di Mina.
Ed è forse questa, a ripercorrere la storia a ritroso, la caratteristica più evidente della Carosello: “gli artisti di cui raccontiamo – sottolinea Pucci – sono gli attori del proprio discorso creativo, hanno lo spazio per sviluppare a livello discografico concetti come il Teatro Canzone o il crossover rap-pop, senza seguire necessariamente la strada più facile. Da questo consegue un’altra caratteristica, ovvero la capacità di leggere di volta in volta il proprio tempo: si potrebbe dire di tante case discografiche col senno di poi, ma cogliere momenti di svolta epocale o individuare e promuovere voci che in un modo o nell’altro raccontano una generazione, come Vasco Rossi o Tommaso Paradiso, questo non si può dire di tutti”.

Maratona di spettacoli per riapertura teatro Piccinni a BariCostruito a metà dell’800, si inaugura dopo nove anni restauri

BARI22 novembre 201915:40

– “Signori e Signore, il Piccinni”: è l’invito tutto teatrale che il Comune di Bari ha rivolto alla città per annunciare la riapertura il 5 dicembre del teatro comunale chiuso da circa nove anni per lavori di restauro e adeguamento alle normative sulla sicurezza. L’evento sarà celebrato con tre giorni di festa, che coincideranno con la ricorrenza di San Nicola che – ha sottolineato il sindaco Antonio Decaro – “per i baresi rappresenta sempre un momento di coesione, di appartenenza, di orgoglio cittadino”. Gli eventi, la cui organizzazione è stata curata dalla regista Licia Lanera, si svolgeranno fuori e dentro il teatro, saranno dedicati alla città ma soprattutto avranno per protagonisti i baresi e saranno gestiti da artisti baresi e prevedono una maratona di musica classica e jazz e spettacoli di prosa.
Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini, dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il ‘nuovo’ Piccini ha 775 posti a sedere, dei quali 290 in platea, e 485 tra i tre ordini di palchi e il loggione.

Il primo l’album di Natale di Robbie WilliamsThe Christmas present, duetti con Rod Stewart e Bryan Adams

2 novembre 201915:41

– E’ uscito venerdì 22 novembre The Christmas present (Columbia Records / Sony Music Uk), il primo album di Natale di Robbie Williams.
The Christmas Present, disponibile in digitale, 2cd e 2lp è un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con al suo interno sia brani inediti, sia grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star. L’album è stato anticipato in radio dal singolo Time for change. Il primo disco, Christmas Past, include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro Lma), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway. Nel disco 2, Christmas Future include gli inediti Time For Change, Home, Fairytales featuring Rod Stewart e Bad Sharon con il campione di box Tyson Fury, e le cover di Christmas (Baby Please Come Home) in duetto con il cantautore canadese Bryan Adams e I Believe In Father Christmas.
La versione deluxe include quattro bonus track, compreso il duetto con Rod Stewart sulle note di It Takes Two. “Sono davvero felice del mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera – commenta Williams – e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare”.
The Christmas Present è il tredicesimo album in studio di Robbie Williams e aggiunge un nuovo importante traguardo nella carriera di uno degli artisti più amati del mondo. Scritto e registrato in diverse location tra cui Londra, Stoke-on-Trent, Los Angeles e Vancouver, questo album vede Robbie lavorare ancora una volta con il suo collaboratore di vecchia data Guy Chambers, che ha prodotto la maggior parte del progetto assieme a Richard Flack.

Jack Savoretti, special edition per Singing to StrangersDisponibile dal 6 dicembre

22 novembre 201915:47

– Uscirà venerdì 6 dicembre 2019 “Singing To Stangers Special Edition” (Bmg) di Jack Savoretti, l’artista anglo italiano che conclude un anno da record con il repack del fortunato disco uscito a marzo 2019. Il disco ha debuttato al primo posto della classifica Uk e che conta ad oggi già tre Dischi D’oro.Nel 2019 inoltre, un sold out alla Wembley Arena di Londra a conclusione di un tour che per mesi lo ha portato in tutta Europa e collaborazioni con artisti del calibro di Kylie Minogue, Mika e Sigma.
“Singing To Strangers Special Edition, include al suo interno tre tracce inedite: “Closer”, “che, nonostante io sia spesso via, sarò lì con loro la mattina di Natale. – racconta Savoretti – Volevo che avessero questa canzone come colonna sonora di ogni Natale”.
“Singing To Strangers Special Waiting For The Sun” e un brano natalizio, “Christmas Morning” è una toccante ballata scritta dall’artista per i suoi figli: “Volevo rassicurarli” rivela.
L’album include anche il featuring con Mika “Youth & Love” e il duetto con Kylie Minogue “Music’s Too Sad Without You”; la straordinaria performance di “Human” dei The Killers con Ward Thomas live alla Wembley Arena, ma anche il singolo “Candlelight” nella versione della Radio 2 Ken Bruce Piano Session e infine la collaborazione con Sigma in “You and Me as One”. “Volevo che questo fosse effettivamente un album nuovo, non solo un insieme di out-takes. Doveva essere un lavoro a sé, e allo stesso tempo un passo verso il prossimo album. Voglio che la gente dica : ” Aspetta… cosa farà ancora e con chi?”.

Nelli e Sabatini direttori nuove collane Polillo editoreDopo morte editore hanno accettato proposta della Rusconi

22 novembre 201915:49

– A 25 anni dalla fortunata intuizione di Marco Polillo – editore e presidente dell’associazione Italiana Editori per tre mandati, scomparso lo scorso 22 ottobre – Divier Nelli e Mariano Sabatini hanno accettato la proposta della Rusconi Libri di ideare e curare le nuove collane della prestigiosa casa editrice fondata nel 1995.
Entrambi scrittori, Nelli con una formazione prettamente editoriale che lo ha già portato a dirigere in passato i ‘Gialli Rusconi’, Sabatini più giornalisticamente connotato, noto anche come autore televisivo al fianco di Luciano Rispoli e per aver riportato Elda Lanza alla fortunata pubblicazione dei suoi romanzi con Salani, si occuperanno del marchio, acquisito dalla Rusconi, con una vocazione alla narrativa di genere crime.
“Con piacere accogliamo la sfida di Maurizio Caimi di contribuire con idee e acquisizioni a un marchio storico di grande raffinatezza, inventato e curato con abnegazione dal suo fondatore. Nel panorama editoriale attuale, Polillo si distingue per l’estrema coerenza, anche grafica, alla mission iniziale e per scelte non commerciali. Ciò non vuol dire che non ci siamo margini per un ponderato rinnovamento” afferma Sabatini.
“Lavoreremo nel solco di quella che è la tradizione della casa editrice, ma con uno sguardo attento al futuro” spiega Nelli.
Fondata a Milano nel 1995, la Polillo Editore è andata conquistando un apprezzamento sempre maggiore grazie alle cinque collane con cui è stata presente sul mercato. La più conosciuta è I Bassotti, “piccola biblioteca del giallo da salvare” che propone ai lettori una selezione di quanto di meglio è stato scritto nel periodo d’oro del giallo classico, dal 1910 al 1950, spesso di autori dimenticati o mai tradotti in Italia. Ne I Jeeves sono pubblicati invece in ordine cronologico, con nuove traduzioni e un’elegante veste grafica, tutti i libri dell’umorista inglese P.G. Wodehouse.

‘Nati 2 volte’, prima donna poi uomoIn sala una storia transgender con Troiano ed Euridice Axen

22 novembre 201919:34

– ‘Nati 2 volte’ di Pierluigi Di Lallo, in sala dal 28 novembre con Zenit Distribution, racconta di un difficile passaggio, dal corpo di donna, non sentito come proprio, a quello di uomo. Tra commedia e dramma il film, ispirato a una storia vera, inizia con il ritorno a Foligno, dopo venticinque anni di auto esilio a Milano, del quarantenne Maurizio (Fabio Troiano).Motivo di questo ritorno nella città natale? Accelerare la procedura di rettifica del certificato di nascita per completare il processo di transizione con cui da donna che era (con il nome di Teresa) è diventato un uomo. L’ufficiale di stato civile che dovrebbe accogliere la semplice operazione burocratica è Giorgio De Santo, il suo primo e unico fidanzato, ma quando se lo ritrova di fronte Maurizio non riesce a dirgli la verità. Parte così tutta una serie di equivoci, che lo porterà a fare i conti con il passato che sperava di essersi lasciato alle spalle. Inoltre, Maurizio si invaghisce di Paula (Axen), attraente paladina dei diritti civili e compagna di Giorgio (Marco Palvetti).”Nascere in un corpo che non senti tuo è un dramma che interessa sempre più persone in Italia – dice il regista -Inoltre, per i pochi fortunati che riescono, dopo sofferenze fisiche e morali inenarrabili, a compiere la transizione verso il genere a cui sentono di appartenere, il calvario non è finito: c’è da affrontare il pregiudizio della gente, l’arretratezza burocratica di uno Stato che non ha ancora varato una normativa esaustiva che li tuteli, ma soprattutto ci sono da superare i fantasmi delle proprie insicurezze, dovute alle scorie di una vita passata a nascondersi dai risolini e dalla violenza non solo verbale delle persone che sono loro più vicine”.”Mi sono preparato come al solito – dice invece Troiano -, ovvero mi sono documentato, ho parlato molto con il regista, ma non ho voluto incontrare il vero Maurizio (ora Simona Toni), sarebbe per me diventato un ostacolo, mi sarei sempre dovuto confrontare con lui, non sarei stato libero”. Nel cast del film, che ha vinto il Premio del Pubblico all’ICFF Italian Contemporary Film Festival di Toronto, anche Rosalinda Celentano, Daniela Giordano, Vittoria Schisano, Riccardo Graziosi, Gabriele Cirilli, Umberto Smaila, Morena Gentile, Tiziana Di Tonno, Laura D’Annibale, Eleonora Pieroni, Nini Salerno, Catena Fiorello e con la partecipazione straordinaria di Francesco Pannofino.

Comune di Zambrone regala libro a diciottenni per compleannoIniziativa sindaco Zambrone. Scelti due volumi di Carmine Abate

ZAMBRONE22 novembre 201916:09

– Il sindaco di Zambrone, Corrado L’Andolina, ha scritto ai suoi 24 concittadini che nel 2019 hanno compiuto o compiranno il diciottesimo anno per comunicare che l’ente regalerà loro un libro. L’autore prescelto è il calabrese Carmine Abate e il libro che sarà regalato ai maggiorenni sarà scelto tra “Le rughe del sorriso” e “L’albero della fortuna”. “Cicerone sosteneva: ‘Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima”. E quindi, in occasione del tuo diciottesimo anno – afferma il sindaco L’Andolina nella lettera – ho suggerito all’Amministrazione di assegnarti un libro. Se hai deciso di proseguire il percorso scolastico iscrivendoti all’università, ne farai tesoro e arricchirai la stanza che ospiterà il tuo percorso di studi. Se t’immetterai nel mondo del lavoro, custodirai questo libro nella casa dei tuoi genitori e quando i tempi saranno maturi lo porterai nella tua abitazione”.
Il sindaco spiega poi i motivi dell’iniziativa. “In primis – afferma – perché, per ricordare il noto slogan di una pubblicità di successo, ‘un libro è per sempre’. In secondo luogo, perché ciò arricchirà la tua stanza. Di certo non per il valore commerciale, ma per il mondo che esprime le sue pagine. E poi, perché darà alla tua anima maggiore intensità morale. Il compimento della maggiore età ti spalancherà la porta verso nuove sfide. Dovrai attrezzarti per affrontarle con caparbietà e serenità. Perché il mondo è diventato molto competitivo e una solida base culturale rappresenta pur sempre un buon viatico per proseguire nel migliore dei modi il proprio percorso esistenziale. Si cresce con lo studio, con l’operosità e con la positività. Le negatività non siano il pretesto di una sconfitta definitiva, ma occasione di riscatto ed emancipazione”. I libri hanno la capacità di leggere il nostro animo e di cambiarlo per sempre. Ciò avviene in maniera silenziosa ma efficace. E questo sarà ancora più evidente nel lavoro che è lo strumento più potente per realizzare se stessi, le proprie aspirazioni e per contribuire alla crescita collettiva. Sii dunque sempre fiero di te stesso, della tua laboriosità così preziosa per il tuo paese e per l’Italia. Ama la vita, poni la solidarietà e la libertà alla base del tuo agire”.

La sapienza delle api, inediti di Pamela L. TraversDa Mary Poppins allo studio del mito e del folklore

ANCONA25 novembre 201910:01

PAMELA L. TRAVERS, “LA SAPIENZA SEGRETA DELLE API” (LIBERILIBRI) – Sull’onda di una nuova “marypoppinsmania” globale e di un rinnovato interesse per l’autrice Pamela L. Travers (film come Saving Mr. Banks e Il ritorno di Mary Poppins, ora il musical italiano) la casa editrice Liberilibri pubblica per la prima volta in Italia una serie di testi della scrittrice australiana, tratti da conferenze e articoli di giornale, risalenti a un periodo tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta: “La sapienza segreta delle api”, a cura di Cesare Catà.    Pamela L. Travers, nom de plume di Helen Lyndon Goff, era una donna stramba e coltissima, libera e solitaria, inflessibile e severa, che rifiutava di definirsi una scrittrice per l’infanzia e che preferiva pensarsi come una studiosa di mitologia e folclore. E’ questo aspetto che emerge nella raccolta di inediti, in cui guida il lettore alla scoperta del lato oscuro delle fiabe, Mary Poppins compresa, una storia che in realtà presenta numerosi aspetti legati all’angoscia dei bambini. Una posizione che fa anche comprendere il duro scontro umano e professionale avuto dalla Travers con Walt Disney, nella traduzione cinematografica del suo personaggio più famoso: “due opposte concezioni delle fiabe, due divergenti visioni del mondo, due inconciliabili filosofie” scrive Cesare Catà nell’Introduzione. Catà ha selezionato e tradotto in italiano da “What the Bee knows. Reflections on Myth, Symbol and Story” (questo il titolo originale), pubblicato nel 1989, un florilegio ragionato di 21 testi che rappresentano “il testo più prezioso per tentare di chiarificare e di capire come la sua cultura e la sua vita influirono sulla scrittura di Pamela L. Travers”, e dove emergono, “mescolati insieme sovente in modo inestricabile, elementi biografici importanti della vita dell’autrice e principî essenziali della sua filosofia, del suo credo critico, della sua visione del mondo”. Ovvero: “una profonda conoscenza della mitologia e del mondo delle fiabe; le influenze di Yeats e George Russell, la lezione di Gurdjieff, la filosofia zen, gli studi antropologici, la psicanalisi e l’ermeneutica junghiane, l’astrologia esoterica, Shakespeare, Blake, Keats e la tradizione romantica”.

Mostre: il Novecento visto dagli archivi Fondazione CirulliNarrazione in 19 capitoli con la supervisione di Jeffrey Schnapp

BOLOGNA22 novembre 201916:44

– Non una mostra ma un vero e proprio ‘laboratorio’ di storia e cultura del Novecento, per raccontare il secolo della modernità attraverso un caleidoscopio espositivo che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Apre al pubblico il 23 novembre (fino al 17 maggio) ‘L’archivio animato. Lavori in corso’, un nuovo concept di mostra con il quale la Fondazione Cirulli, sede a San Lazzaro di Savena (Bologna), presenta la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo.
Il progetto, realizzato con la consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale, costruisce una narrazione del secolo attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione ‘panoramica’ di Fondazione Cirulli, la cui sede è lo storico edificio simbolo dell’architettura moderna italiana progettato e realizzato nel 1960 dagli architetti e designer milanesi Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Dino Gavina.
Il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e visiva, e ancora fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, biglietti da visita, tessuti, riviste, libri: sono le forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 19 sezioni di mostra, intrecciandole in un racconto polifonico sul Novecento con oltre 200 opere. Così, accanto ad una selezione di ‘Frammenti di ‘900’ con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a ‘Il tessuto della modernità’ offre una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento – settore allora in forte espansione – realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, come Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, Enrico Prampolini, Bice Lazzari.
‘Fermo immagine’ racconta attraverso i volti del cinema e della tv anni Sessanta gli entusiasmi del boom economico: un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione ‘Munari, Carboni e la Rai’, che racconta l’innovazione grafica della televisione pubblica ad opera dei due artisti negli anni ’50.
E ancora il racconto della modernità attraverso le produzioni industriali, dalle macchine all’illuministica, la documentazione fotografica della vita nell’entroterra emiliano del Dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo, maestro della fotografia italiana. E naturalmente la pubblicità: dal pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky, maestro del Bauhaus, per il negozio Olivetti di Torino, ai cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso, dal design anonimo delle ‘carte pasticcere’ brandizzate, all’evoluzione dei loghi attraverso un’accurata documentazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La ‘verità’ di Banksy in mostra a Genova
A Palazzo Ducale oltre 100 opere e oggetti dell’artista

GENOVA22 novembre 201917:12

– La verità da comunicare alla gente comune, ‘Il secondo principio di un artista chiamato Banksy’, è il tema al centro di una mostra ideata dall’associazione MetaMorfosi, dal 23 novembre al 29 marzo a Palazzo Ducale di Genova, per indagare l’artista visivo contemporeaneo – o gruppo di artisti? L’anteprima del progetto culturale plasmato con il silenzio-assenso dello stesso Banksy è stata presentata nel Sottoporticato di Palazzo Ducale dai tre curatori: Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, insieme al presidente di MetaMorfosi Pietro Folena, la direttrice della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Serena Bortolucci, l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo e il cultural manager del Comune di Genova Maurizio Gregorini. Più di cento le opere e gli oggetti originali dell’artista esposti, dai dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera a numerosi stencil, dalla scultura ‘Mickey Snake’ con Topolino inghiottito da un pitone a poster da collezione.

A Bologna un tuffo virtuale nei disegni di LeonardoNuovo strumento digitale per esplorarli al Museo Palazzo Poggi

BOLOGNA22 novembre 201917:18

– Al Museo di Palazzo Poggi, a Bologna, dal 23 novembre al 19 gennaio si può fare un tuffo virtuale nei disegni di Leonardo da Vinci: cinque dei più famosi disegni leonardiani – dall’Uomo Vitruviano al Paesaggio del 1473 – potranno essere esplorati grazie a uno strumento digitale ad altissima risoluzione, capace di mostrarne i più piccoli dettagli fino a restituirne l’aspetto tridimensionale.
Curata da Pietro Marani (Politecnico di Milano), la mostra – realizzata in collaborazione con il Museo Leonardiano di Vinci e il Polo Museale Emilia-Romagna – si avvale del lavoro di ricerca di un team del Dipartimento di Architettura dell’ateneo di Bologna che ha messo a punto ‘InSight Leonardo (ISLe)’. È un artefatto comunicativo digitale elaborato per surrogare, indagare, descrivere e comunicare i disegni originali, i loro metodi di rappresentazione e i loro contenuti, riproducendone accuratamente forma, caratteri e aspetto: ‘ISLe’ viene presentato su tavoli touchscreen da 55 pollici con risoluzione 4K.

Michelle Obama, duetto con Ellen DeGeneresEx First Lady canta del suo nuovo progetto basato su Becoming

NEW YORK22 novembre 201918:01

– Michelle Obama si improvvisa cantante e duetta con Ellen DeGeneres. Fresca della nomination ai Grammy per la versione in audiobook del suo bestseller ‘Becoming’, l’ex first lady si è seduta al piano accanto alla DeGeneres e insieme hanno trasformato in note il contenuto di ‘Becoming: A Guided Journal for Discovering Your Voice’, un progetto uscito questa settimana e basato sul memoir che è stata la biografia più venduta della storia.
Michelle ha condiviso il breve video del duetto sul suo profilo Instagram. “Lo scopo del diario (journal) – canta – è per ognuno di scrivere la propria storia, raccontare i propri ricordi, i propri pensieri, idee, impressioni perché ogni storia conta”.

Lispector, tutte le donne, tutti i raccontiPer Feltrinelli l’opera monumentale della grande scrittrice

25 novembre 201909:58

CLARICE LISPECTOR, ”LISPECTOR, TUTTI I RACCONTI” (COMETE. FELTRINELLI, PAG. 560) – Nei racconti di Lispector c’è una ”consapevolezza di genere che trova la strada di un femminismo lontano dall’oggettività programmatica del manifesto militante. Costruito piuttosto attorno alla consapevolezza (”io ero la donna di casa”, il granaio” come meta di un percorso di crescita esistenziale e intellettuale”.   Nei suoi racconti ”si trovano bambine, ragazze, giovani donne, donne mature e poi anziane, donne che attendono la morte: questi racconti sono il loro infinito e lacerato diario intimo, il loro quotidiano, alimentato da chimere e sconfitte, declinato in un unico comprensivo ritratto corale. In definitiva, citando Benjamin Moser, ‘un ritratto indimenticabile di questa grande figura in tutta la sua maestà”, scrive Roberto Francavilla nella bella postfazione a Lispector, il volume appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie in 560 pagine tutti i suoi racconti. Donna di rara sensibilita’ e intelligenza, colta e curiosa, ha saputo cogliere nelle sue opere la meraviglia e l’insensatezza dell’universo trasfigurandola in pagine densissime, poetiche, velate di ironia e di sorriso.Tra l’Ucraina dove era nata ma che aveva lasciato ad appena due anni, e il Brasile dove ha vissuto il resto della vita. Di famiglia ebrea, lei apolide e multiculturale come sancisce la necessità dell’oggi. Morta nel 1977 a soli 57 anni, dopo un grave incidente che aveva avuto dieci anni prima, dopo anni e anni di intensa scrittura intorno all’universo femminile. Madri, figlie. nonne, mogli, nuore, suocere, perno della vita quotidiana arrotolata nel ritmo lento ma inesorabile delle sue storie. ”Ecco vedi”, dichiarò a bruciapelo una vecchia chiudendo il giornale con decisione, ”ecco, io dico solo questo: Dio sa quello che fa”.

Beretta nuovo presidente Filarmonica ScalaEx presidente Lega serie A, è a capo di Unicredit Foundation

MILANO22 novembre 201918:48

– L’ex presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta è stato nominato presidente della Filarmonica della Scala dal consiglio di amministrazione che si è riunito questa sera.
Beretta – che è responsabile del Gruppo UniCredit per gli affari istituzionali e per la sostenibilità e presidente di UniCredit Foundation – succede a Fabrizio Saccomanni, il presidente di Unicredit deceduto improvvisamente lo scorso agosto.
Proprio come sostituto di Saccomanni, Beretta è entrato nel board. La sua nomina dunque è in continuità con la linea dei suoi predecessori e una conferma dell’impegno di Unicredit, che è main partner della Filarmonica.
“Sono orgoglioso di assumere la presidenza di un’istituzione culturale prestigiosa come la Filarmonica e di accompagnarla nel percorso di crescita dei prossimi anni, con il sostegno – ha sottolineato Beretta – del Main Partner UniCredit”.
“Colgo l’occasione – ha aggiunto – per ricordare la figura di Fabrizio Saccomanni, particolarmente legato alla Filarmonica. A lui va il mio pensiero in questo momento come esempio di entusiasmo nel promuovere la cultura umanistica e musicale e di impegno nel sostenere un progetto di grande respiro internazionale”.

Si restaura la Pietà di Michelangelo, cantiere aperto a FirenzeA Museo Duomo intervento su opera che artista tentò distruggere

FIRENZE23 novembre 201911:08

– Restauro a cantiere aperto, sotto lo sguardo dei visitatori, per la Pietà di Michelangelo conservata al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze dove avverrà l’intervento. E’ una delle tre eseguite dal Buonarroti, non finita dal grande artista che ci si volle ritrarre ma che tentò anche di distruggere.Proprio l’intervento eseguito da Tiberio Calcagni poco dopo la sua realizzazione, per riparare ai danni inflitti dal Buonarroti, è uno dei pochi di cui si fa cenno nella storia da romanzo di quest’opera che ora sarà affidata alle cure di Paola Rosa, già esperta di opere michelangiolesche, e della sua equipe. Entro l’estate del 2020 la fine del restauro che, si spiega, sarà rispettoso della visione ormai consolidata di una superficie visibilmente ‘ambrata’ della Pietà, un cambiamento cromatico dovuto probabilmente a un intervento ottocentesco per realizzare un calco.Scolpita in un enorme blocco di marmo bianco di Carrara tra il 1547 e il 1555 circa, quando Michelangelo era alla soglia dei suoi 80 anni, nella Pietà dell’Opera del Duomo, carica di vissuto e sofferenza, a differenza di quella giovanile vaticana e la successiva Rondanini il corpo del Cristo è sorretto non solo da Maria ma anche da Maddalena e dall’anziano Nicodemo, a cui Buonarroti dà il proprio volto. Il capolavoro era destinato a un altare di chiesa romana, ai cui piedi l’artista avrebbe voluto essere sepolto, ma l’opera ha avuto storia fatta di ripensamenti: Buonarroti non solo non la finì, ma in un momento di sconforto tentò di distruggerla e alla fine ne fece dono al suo servitore Antonio da Casteldurante. Quest’ultimo, dopo averla fatta restaurare da Calcagni, la vendette per 200 scudi al banchiere Francesco Bandini, famiglia da cui la Pietà prende anche il nome per distinguersi. Di mano in mano la scultura arriverà poi a Firenze nel 1674, dopo essere stata acquistata da Cosimo III dei Medici, granduca di Toscana, per finire prima nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo poi in Cattedrale che lascerà per il Museo dell’Opera del Duomo nel 1981: un trasloco per non arrecare disturbo al culto data la grande affluenza di visitatori e per ragioni di sicurezza.”In passato la Pietà – ha detto Rosa – è stata oggetto soprattutto manutenzioni ma sono sempre state considerate operazioni di routine. L’attuale restauro riguarda l’aspetto estetico, mediante una cauta ripulitura”. L’approccio sarà ‘minimo’: l’immagine che si deve mantenere è di un gruppo scultoreo non in ‘bianco e nero’ ma sottilmente modulato e ‘colorato’ dal variare della ‘pelle’ della materia e dalle tracce di lavorazione. L’obiettivo è migliorare la lettura del capolavoro. L’intervento è finanziato dalla Fondazione Friends of Florence che il presidente dell’Opera Luca Bagnoli ringrazia: “Per noi tutto questo è motivo di orgoglio”. “Siamo tutti emozionati, è un’opera importantissima, carica di significato”, il commento di Andrea Pessina, soprintendente Archeologia, belle arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato.

‘Mostra impossibile’, 45 capolavori di Raffaello in aeroportoRiproduzioni in scala 1:1, viaggeranno in Europa nel 2020

FALCONARA MARITTIMA22 novembre 201920:08

– Una “Mostra impossibile” all’Aeroporto delle Marche (Ancona Falconara) per dare il via alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio. E’ quella presentata dalla Regione Marche, in collaborazione con Enit e Aerdorica, società di gestione dello scalo, con il sostegno del Mibact. L’esposizione, ideata e curata da Renato Parascandolo, con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna, recentemente scomparso, presenta fino al 6 gennaio 45 dipinti del pittore di Urbino, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti in scala 1:1 e riuniti insieme, permettendo così di ammirare in un unico allestimento opere disseminate in 17 Paesi diversi, provenienti dai musei più famosi del mondo. Capolavori come la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione fino alle Stanze Vaticane. Prossima tappa a Parigi, ma la mostra arriverà anche in Russia.

Hit parade, in vetta Tha Supreme con 23 6451Seguono Marracash e new entry Guccini-Pagani, Nannini, Dion

22 novembre 201920:56

E’ il rapper romano Tha Supreme, all’anagrafe Davide Mattei, con la raccolta d’esordio “23 6451” a dominare la classifica degli album più venduti della settimana dal 15 al 21 novembre, secondo i dati di Fimi/Gfk. Inoltre, con 7 brani al vertice della Top Singoli Fimi (dati Fimi/Gfk Italia), con blun7 a swishland al primo posto, dopo aver conquistato la scorsa settimana il secondo posto sul podio degli album più ascoltati in Italia su Spotify nelle prime 24 ore dall’uscita (13.005.922 stream) l’album registra un nuovo record: 23 6451 è il più ascoltato di sempre in Italia su Spotify nella prima settimana, contando 59.533.687 stream.Inoltre nelle prime 24 ore aveva già 7 tracce nella chart Top 200 Global di Spotify e tutti i 20 brani nelle prime 21 posizioni della Top 50 Italia (era comunque un brano in collaborazione con Tha Supreme a figurare alla numero 15, Supreme di Marracash feat. Sfera Ebbasta). Pubblicato da Epic/Sony Music Italy, l’album è stato curato tutto dall’enfant prodige del rap italiano. Diversi invece sono i nomi che hanno collaborato: compaiono strofe di Nitro, Nayt, Lazza, Fabri Fibra, Mara Sattei, Marracash, Dani Faiv, Salmo, Mahmood, Gemitaiz e MadMan, per un totale di 20 tracce.Scivola dal trono sul secondo gradino il rapper Marracash con il suo nuovo album Persona. Sale invece sul podio al terzo posto un’altra new entry della hit, quella composta da Francesco Guccini e Mauro Pagani con Note di viaggio, dedicato alle canzoni di Guccini, arrangiate da Pagani, album primo anche tra i vinili. Ad interpretare 12 brani del cantautore: Giuliano Sangiorgi (Stelle) Malika Ayane (Canzone quasi d’amore), Ligabue (Incontro) Elisa (Auschwitz) Samuele Bersani e Luca Carboni (Canzone delle osterie di Fuori Porta), Manuel Agnelli (L’avvelenata), Carmen Consoli (Scirocco), Nina Zilli (Tango per due), Brunori Sas (Vorrei) e Margherita Vicario (Noi non ci saremo). Quarto gradino per un’altro nuovo ingresso, quello di Gianna Nannini con Differenza, seguito da D.O.C. di Zucchero. Ultimo nuovo ingresso nella top ten, Celine Dion con Courage.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dal 15 al 21 novembre:1) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)2) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)4) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)5) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)6) DIARI APERTI (SEGRETI SVELATI) ELISA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)7) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)8) LA BELLA MUSICA, VEGAS JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)9) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)10) COURAGE, CELINE DION (COLUMBIA SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) DANCE MONKEY, TONES AND I ( ELEKTRA -NEK- WMI)3) FUCK 3X,THA SUPREME (EPIC SME)4) SW1N6O THA SUPREME FEAT. SALMO (EPIC SME)5) SUPREME (L’EGO) MARRACASH, THA SUPREME & SFERA EBBASTA (ISLAND UNI) Infine, la classifica dei vinili:1) NOTE DI VIAGGIO – CAPITOLO 1: VENITE AVANTI, FRANCESCO GUCCINI, MAURO PAGANI (BMG RIGHTS MANAGEMENT UNIVERSAL MUSIC)2) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)3) LA DIFFERENZA, GIANNA NANNINI (CHARING CROSS RECORDS LIMITED SONY)4) MISS MONDO, LIGABUE, (WARNER RECORDS WMI)5) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI).

Morta M. Cristina Craglia (Delsa), regina degli abiti da sposaTra prime imprenditrici, da ricamo a mano al wedding

BELFORTE DEL CHIENTI22 novembre 201920:28

– E’ morta nella sua casa di Belforte del Chienti la fondatrice della Delsa: Maria Cristina Craglia aveva 86 anni e nel 1969 aveva dato vita alla nota azienda di abiti da sposa. Nata a Tolentino, fin da bambina aveva mostrato la sua creatività: lei stessa raccontava di quando, con la carta da zucchero, realizzava piccoli abiti per le sue bambole. Una creatività che si è unita alla professione dopo gli anni trascorsi in collegio, dalle Clarisse del Colle di San Ginesio, dove aveva imparato l’arte del ricamo. Dopo anni dedicati ai corredi nuziali, ha dato vita nel 1969 ad un piccolo laboratorio a Tolentino. Da lì Craglia è riuscita a creare un’impresa costruita sull’abilità, la grinta e la capacità lavorativa che, a quei tempi, venivano attribuite solo agli imprenditori uomini. Nel 1979 il trasferimento a Belforte del Chienti. Nel 2015 il riconoscimento più importante, quando è stata insignita del titolo di Commendatore dell’Ordine Al merito della Repubblica Italiana.

Su muri Crotone disegni di un misterioso artista, si firma FrogPareti sporche e degradate abbellite da immagini di alta qualità

ROTONE23 novembre 201911:11

– Si firma Frog e nessuno sa chi sia. Sono invece diventati subito oggetto di ammirazione i disegni che questo misterioso artista ha incollato sui muri di Crotone facendoli letteralmente apparire uno di seguito all’altro in varie zone del centro.
Sei finora i disegni che, dal 9 novembre, il misterioso artista ha incollato sui muri sporchi della città. Si tratta, infatti di Poster Art, ovvero disegni realizzati su carta e poi appiccicati sui muri. Il primo disegno apparso era una ‘bambina con il libro’ che si può ancora ammirare in via Raimondi (nei pressi del Duomo). Il giorno dopo è apparso in piazza Lea Garofalo il disegno di una Venere (probabilmente ispirata dal dipinto del Botticelli), incollato al muro del castello che si trova poco dietro a chiosco di un bar. Nelle settimane successive Frog ha fatto apparire altre tre opere tra cui un Cristo con Madonna sotto i portici di piazza Pitagora e infine un Charlie Chaplin apparso sul muro del municipio nella centralissima piazza della Resistenza.

Fumetti: a dicembre la Sardegna arriva sulle pagine di DagoUn episodio ambientato nell’Isola, apripista per progetti futuri

AGLIARI23 novembre 201911:56

– Le coste e le campagne del centro Sardegna, gli scorci di diverse zone del territorio ma anche alcuni costumi e maschere dell’Isola saranno i ‘protagonisti’ di una storia di Dago, il personaggio a fumetti creato nel 1980 dal sudamericano Robin Wood. Il 14 dicembre, infatti, uscirà “Lungo le strade della morte”, un episodio ambientato nell’Isola. La storia, scritta e disegnata dagli argentini Nestor Barron e Sergio Ibanez, verrà pubblicata sul numero 277 del mensile dedicato al personaggio.
Un ‘viaggio’ in Sardegna nel corso del quale il Giannizzero Nero incontrerà “Su ‘Entu”, personaggio di fantasia che si oppone alla dominazione spagnola. Durante l’avventura ci saranno citazioni “in limba” (in lingua sarda), nelle varie tavole si potranno ammirare le coste e le campagne del centro Sardegna. La storia sarà un’apripista per progetti futuri. Infatti, l’Editoriale Aurea, l’editore di Dago, ha lanciato una nuova linea definita “a trazione Italiana”. E’ realizzata da uno staff di autori del Belpaese: Paolo Emilio Petrillo, Silvia Marino, Vincenzo Mercogliano, Edym e Yildrim Orer e il sardo Gianluca Piredda. Proprio lo sceneggiatore e scrittore di Sassari sta realizzando storie ispirate a fatti realmente accaduti e che, pare, potrebbero riportare il Giannizzero Nero sull’Isola con una nuova avventura.
Creato nel 1980 da Wood, Dago è dal 1983 una delle colonne portanti del settimanale Lanciostory nonché uno dei personaggi a fumetti più conosciuto in Italia. Oltre al mensile e alle pubblicazioni monografiche e cartonati a lui dedicati, le storie compaiono settimanalmente su Lanciostory, oltre agli inserti che, periodicamente, appaiono su Skorpio. Nel corso della sua ‘storia’ fumettistica ha visitato tutti i Paesi del Mediterraneo e adesso per la prima volta sbarca in Sardegna.

Umberto Broccoli, racconto 50 anni di Italia in musicaEsce Questa è la storia, viaggio nel ‘900 attraverso le canzoni

23 novembre 201919:55

UMBERTO BROCCOLI, “QUESTA E’ LA STORIA’ (BOMPIANI, PP.528, 40 EURO – A cura di Patrizia Cavalieri)”Basta con il facile, basta con gli slogan. Torniamo al semplice, per cercare di comprendere i fenomeni e la loro genesi e poi comunicarli”. Non è tanto una protesta, quanto un augurio per il futuro, sempre pensando ai giovani, quello che affida in un’intervista Umberto Broccoli, da sempre abituato a indossare con naturalezza la doppia veste di archeologo e di comunicatore. Anche nell’ultimo libro, “Questa è la storia” (Bompiani, pp.528, 40 euro. A cura di Patrizia Cavalieri), lo sguardo è ancora una volta rivolto ai ragazzi, per raccontare, in un appassionante viaggio tra musica e parole, 50 anni di Italia, dal ’38 all’88, attraverso le canzoni. “Questo è un libro di storia, non di musica. Ma le canzoni rispecchiano sempre il Paese e oggi c’è un’altissima percentuale di giovani che riascoltano le canzoni del ‘900, da Battisti ai Beatles”, sottolinea, “ecco perché forse può servire spiegare loro il contesto in cui sono nate, perché è su quel germe, su quei ragazzi che bisogna lavorare”. “Viviamo anni spezzettati, confusi, caotici e il nostro è un Paese allo sbando, che non ha continuità”, osserva l’autore, “questo si rispecchia anche nella musica odierna, così frammentaria, come il rap per esempio. Prima, dagli anni ’50 agli anni ’80, le canzoni avevano una linea armonica e melodica, ora non più”.Il libro raccoglie in parte l’esperienza iniziata nel 2012 sulle pagine del Corriere della Sera e di Sette (nata dalla “folgorazione” di Ferruccio de Bortoli e Pier Luigi Vercesi, all’epoca direttori delle due testate) in cui Broccoli, che era sovrintendente per i beni culturali di Roma Capitale, ha raccontato per cinque anni con il suo personalissimo “metodo” l’Italia utilizzando appunto le canzoni: il risultato è davvero un tuffo nella memoria collettiva, in quella privata del lettore e al tempo stesso nei nodi principali della storia nazionale. Da Grazie dei fiori a Volare, da Una rotonda sul mare a Dio è morto, e poi I giardini di marzo, Impressioni di settembre, Generale, Le ragazze dell’Est, Maledetta primavera, I dubbi dell’amore: impossibile citare tutte le canzoni presenti nel volume che, accanto a una selezione di fotografie emblematiche, accompagnano il racconto di personaggi, eventi politici e sociali accaduti nel ‘900 italiano. “La storia, come diceva Le Goff, non si fa solo con i documenti d’archivio, ma con tutto il resto, la vita quotidiana, le cose immateriali, e anche con le canzoni, che sono una madeleine proustiana: anche se magari il ricordo diretto non c’è, la canzone ti trasporta in quel periodo”, dice. E lei a quale canzone è più legato? “Ce ne sono due: una è Se telefonando di Mina del ’66, un brano dal testo rivoluzionario. Per la prima volta infatti una donna, dopo una storia di sesso, decide di mandare via l’uomo. E’ l’anticamera del ’68”, racconta, “la seconda è invece E ti vengo a cercare di Battiato del 1988: è un brano dedicato a Dio, non a una donna. Battiato ci aveva suggerito che forse verso la fine del millennio avremmo dovuto ritornare al pensiero, al trascendente. Purtroppo non lo abbiamo ascoltato e ora, dopo la sbornia del sensazionalismo, tutto è effimero, più è inutile e più sembra vero”.Da sempre lei si impegna per spiegare in modo accattivante la storia e i grandi temi al grande pubblico, eppure c’è ancora chi, magari tra gli intellettuali, vede questo modo di comunicare con sospetto. “Io non sono un intellettuale, ma un artista, perché lavoro sull’istinto. Non ho mai smesso di fare il mio lavoro, che è lo stesso sia in tv sia all’università: la verità è che non esiste un linguaggio accademico e uno divulgativo, ma solo uno buono o uno cattivo. Se non ti fai capire, se usi paroloni e non li spieghi, vuol dire che non hai contenuti”, afferma Broccoli. “Our essendo nato in accademia, non mi è mai interessato cosa pensassero gli accademici. Gli intellettuali hanno sempre combattuto battaglie di retroguardia. Lo specialismo è ciò che ha ammazzato la cultura”.

Vicino/lontano, la parola chiave del 2020 è ‘passione’A Udine dal 21 al 24 maggio

UDINE23 novembre 201914:03

– È “passione” la parola-chiave scelta dall’associazione vicino/lontano per il 16/o festival, in programma a Udine dal 21 al 24 maggio 2020, con la consueta anteprima musicale a cura della Fondazione Luigi Bon. Passione, spiegano i promotori, è un termine “polivalente e speculare nel duplice aspetto, attivo e passivo, si presta a molte articolazioni, che interessano tutte le discipline e le competenze presenti nel comitato scientifico di vicino/lontano”.
Passione significa anche “accettare la sfida più impegnativa del nostro tempo: trovare nuovi modi di vivere, e convivere, sul pianeta Terra”.
La Giuria del Premio Terzani, impegnata a individuare i candidati all’edizione 2020; il Premio verrà consegnato sabato 23 maggio. Guido Nassimbeni lascia la presidenza a Paola Colombo, Franca Rigoni la vicepresidenza a Paolo Ermano. Entrano nel rinnovato consiglio direttivo Maddalena Bosio, Alberto Cervesato, Luca Pavan, Andrea Schincariol e Andrea Zannini.

Mario Brunello e Bach, the dark side of the musicAl violoncello piccolo l’altro mondo delle Sonate per violino

23 novembre 201919:31

– ”Quando ho suonato al violoncello piccolo il primo accordo della prima sonata per violino mi sono detto: ‘Caspita, Bach mi ha nascosto per metà della mia vita metà della sua musica’ ”. Mario Brunello, tra i massimi violoncellisti viventi, spiega così la meraviglia della scoperta dell’altra faccia del genio della musica, le Sonate e Partite composte dal grande Johan Sebastian per il violino che al violoncello piccolo svelano un nuovo mondo sonoro. Brunello ha pubblicato all’inizio di novembre per l’etichetta Arcana il primo (con due cd) di una collana di tre volumi dedicati a questa particolare rilettura del repertorio bachiano, la prima registrazione al mondo al violoncello piccolo. Un saggio ‘live’ dell’impresa lo ha visto nelle scorse settimane protagonista a Santa Cecilia del primo dei quattro concerti in programma per la stagione da camera, due nel calendario di quella in corso (prossimo appuntamento il 29 gennaio) e due nel 2020-21, in cui proporrà i 12 capolavori – l’esecuzione integrale delle sei Suites per violoncello, delle tre Sonate e delle tre Partite per violino – preceduti, come ha ormai abituato il suo pubblico, da una spiegazione per metterne in luce caratteristiche e peculiarità.Brunello, 59 anni, può permettersi una sfida tanto impegnativa. Vincitore nel 1986 – primo e unico italiano – del celebre concorso Caicovskij di Mosca, si è imposto sulla scena internazionale suonando con i direttori più illustri e le orchestre più prestigiose e collaborando con solisti di livello straordinario. Inventore del Festival “I suoni delle Dolomiti” che ha portato la grande musica in alta quota, l’artista di Castelfranco Veneto parla anche con gli occhi quando racconta il suo rapporto con la montagna. “Chi si mostra perplesso su questa esperienza è perché non l’ha mai fatta – spiega -. Sulle Dolomiti si va a riempire spazi con la musica. Le sei sonate di Bach sono la Bibbia per i violoncellisti. Per tre anni le ho suonate lì dove il profilo delle montagne sembra una partitura. Per il violoncello piccolo ho cercato un’altra immagine e ho scelto l’Etna, perché la musica di Bach è una cascata di note come un fiume di lava”. Vette, colate di magma e poi il deserto, altro grande scenario dove ha portato la sua musica. Il luogo chiuso aumenta l’acustica, dice, ma all’aperto, in un’oasi ambientale, il suono dello strumento è autentico e crea emozioni particolari. Bach, in questo senso, è il non plus ultra. “Le sue cattedrali musicali sono montagne, mai simmetriche ma proporzionali. Lui è riuscito a trasformare la natura in musica, così come Beethoven ha fatto con lo spirito. La foglia è la musica di Bach, perfetta ma a ben guardare composta da due parti che differiscono, equilibrandosi”. Anche la scelta di spiegare i brani per guidare all’ascolto risponde all’approccio da innamorato della montagna. “E’ un modo per dare appigli, come quando si fa una arrampicata, per far sognare ognuno”. Il violoncello piccolo, di dimensioni inferiori al violoncello e accordato un’ottava più bassa rispetto al violino, è una tappa nuova del percorso. “Le suite di Bach per violoncello sono sei – racconta – le suono da 40 anni e le ho incise tre volte. Delle altre sei per violino c’era sempre qualcosa che mi mancava nelle esecuzioni dei grandi violinisti, qualcosa che fosse mio. Per curiosità ho rubato una corda all’arpa di mia moglie Arianna perché non si trovava il mi da aggiungere a un violoncello che avevo a casa e ho provato a sostituirlo. In quel momento ho capito che mi era stata tolta la possibilità di conoscere Bach in tutta la sua meraviglia del repertorio per quattro corde. Il violino ha infinite possibilità tecniche, ma l’altro, dal corpo più grosso, ha possibilità sonore molto più interessanti per questo tipo di musica polifonica”.Brunello ricorda che dal Seicento fino a metà del Settecento il violoncello piccolo era famosissimo e comprendeva varie misure. Usato esclusivamente da Bach in alcune cantate, nel registro tenore-basso con una nota in più rispetto alle quattro corde tradizionali, svolgeva il ruolo del controtenore. Poteva essere da spalla e da gamba. La vera differenza è un’altra. “La prima corda che incontra il violinista è quella acuta, per il violoncello è la corda bassa. Quindi cambia il modo di leggere non la sostanza. Per questo dico che affronto la musica di Bach partendo dal basso”. E’ la rilettura attuale di un patrimonio straordinario del passato, con attenzione filologica ma senza dimenticare la sensibilità personale. “Penso che non si possa tornare a suonare come si faceva ai tempi di Bach. Non posso dimenticare la musica dei Pink Floyd, fanno parte di me”.

Eco, etico, vegano, i termini più usati nella green fashionDal magazine online Higthsnobiety parole ed espressioni in voga

23 novembre 201914:11

– Biodegradabile, ecologico, moda etica, carbonio neutrale, vegano, sono diversi i termini e le espressioni utilizzati nel giornalismo in tema green fashion. A elencare i vocaboli più ricorrenti ci ha pensato il magazine online Hightsnobiety. Ecco una mini guida alle parole più usate.
BIODEGRADABILE significa che un prodotto può degradarsi naturalmente senza effetti negativi sull’ambiente, rilasciando sostanze chimiche dannose. Nella moda si intendono tessuti non sintetici come cotone organico, seta, canapa, quelli senza coloranti e prodotti chimici di finitura.CARBONIO NEUTRALE – Il carbonio, spiega The Guardian, è una scorciatoia per tutti i vari gas serra, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che assorbono ed emettono energia radiante che aumenta la temperatura della superficie terrestre e quindi contribuisce al cambiamento climatico. Una società che s’impegna per la neutralità del carbonio significa che mira a eliminare tutte le emissioni di carbonio dalla propria catena di approvvigionamento. Gucci riconosce che non è possibile andare completamente carbon neutral rispetto al suo modello di business, ha promesso di compensare le sue emissioni con donazioni a Redd + più consistenti, che supporta gli sforzi dei paesi per ridurre le emissioni e a combattere la deforestazione.
MODA CIRCOLARE – si riferisce all’intero ciclo di vita di un prodotto e si concentra su un cerchio di creazione, uso, riciclo, piuttosto che creazione, uso, smaltimento, utilizzo e riutilizzo. PRIVO DI CRUDELTA’ – significa che le aziende non hanno testato ingredienti o prodotti sugli animali durante la fase di produzione. Privo di crudeltà, quindi, significa anche che nessun animale è stato ucciso o ferito in nessun luogo del mondo durante la produzione. Gli articoli che soddisfano questo standard normalmente portano un simbolo a cuore. Ad esempio la lana se priva di miscele sintetiche è biodegradabile, ma ciò non significa che le pecore da cui provengono siano state trattate bene. Peta ha documentato orribili casi di maltrattamenti di ovini in Australia. Il paese produce gran parte della lana merino del mondo. Per i prodotti che non usano affatto animali, il termine è VEGANO.

Musica contro le mafie, selezionati 10 finalistiIn gara il 6 e 7 dicembre a Cosenza per serate conclusive evento

COSENZA23 novembre 201914:40

– Sono stati scelti dalle giurie i 10 artisti ammessi alla finale della decima edizione del premio Musica contro le mafie in programma a Cosenza il 6 e 7 dicembre.
Gli artisti selezionati sono Antonio Carluccio, di Napoli, (con il brano Creature), Chris Obehi di Palermo (Non Siamo Pesci), Chiara Patronella di Grottaglie (Petalo a mari), Micaela Tempesta di Napoli (4M3N), Giovane Werther di Reggio Calabria (Non ho paura), Cadmio di Foggia (Puro), Lorenzo Santangelo, di Roma, (Respiro), Sikania di Agrigento (Siciliano Medio), Cance di Genova (Conosci?) e Romito di Napoli (Cosa ‘e niente).
Le ultime due giornate della 5 Giorni di “Musica contro le mafie” concluderanno il percorso che ha visto 512 brani candidati, 350 artisti ammessi al voto di una giuria di esperti, una giuria social ed una di studenti di varie scuole italiane.
Durante le finali i giudici on stage saranno Roy Paci, Picciotto e Serena Brancale insieme al pubblico, una giuria demoscopica ed una di votanti attraverso una diretta social.

Il viaggio di Enea candidato a Itinerario Culturale d’EuropaAttraversa cinque Paesi e in Italia approda in Salento

BRINDISI23 novembre 201914:48

– Il viaggio di Enea, l’eroe troiano che toccò 5 Paesi alla ricerca di una nuova patria, è candidato al riconoscimento quale Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa: in Italia approdò in Puglia, narra Virgilio che tra l’altro finì i suoi giorni a Brindisi. Qui il progetto La Rotta di Enea è stato presentato il 23 novembre in un convegno dedicato all’autore dell’Eneide, con Paolo Fedeli, accademico dei Lincei, la vicepresidente del Congresso dei poteri locali del Consiglio d’Europa Barbara Toce, il presidente dell’associazione Rotta di Enea, Giovanni Cafiero e l’assessore regionale alla cultura, Loredana Capone, in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi e Assonautica.
Il viaggio dell’eroe figlio di Afrodite si snoda in Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia, con 21 tappe principali in luoghi suggestivi della civiltà mediterranea: l’approdo nel basso Salento è collocato a Castrum Minervae, l’odierna Castro (Lecce), dopo la sosta a Butrinto (Albania). Qui nasce il periplo di Enea nell’Italia meridionale, dall’Adriatico al Tirreno, percorso che oggi il progetto propone con “un forte valore per il rilancio del Mezzogiorno” e con la città di Brindisi, tappa crocieristica, punto di incontro anche con la via Appia che da qui conduce a Roma. “Enea che porta con sé il Palladio, la statua di Atena, divinità protettrice della Città – spiega Cafiero -, in viaggio con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, rappresenta una metafora che può guidare il rilancio del Mezzogiorno in un contesto Euromediterraneo: fedeli alle proprie tradizioni ma proiettati verso un futuro aperto agli scambi culturali, al turismo, all’economia del mare”.

Fotografia: E-R domina concorso ‘Wiki Loves Monument’Ferrara e Bologna ai primi due posti, Comacchio settima

BOLOGNA23 novembre 201915:47

– La bellezza unica e le atmosfere slow che appartengono da sempre all’Emilia-Romagna hanno conquistato quest’anno la giuria di Wiki Loves Monument che ha premiato la regione con un primo, un secondo e un settimo posto nella classifica italiana delle prime dieci fotografie più belle in concorso per l’edizione 2019. Sul primo gradino del podio, Ferrara con una scatto del Palazzo dei Diamanti e di una bicicletta; sul secondo Bologna con un’immagine dei Portici di San Luca. In settima posizione uno scatto di Comacchio, la ‘Piccola Venezia’ del Ferrarese.
Sono state 215mila, provenienti da 47 nazioni, le immagini caricate sul sito del contest quest’anno, di cui 25.889 sono stati realizzate e caricate da fotografi italiani. Gli scatti sono già disponibili sul database digitale di Wikimedia Commons, che mira a raccogliere, promuovere e valorizzare sul web beni culturali e bellezze artistiche.
Sempre più attiva la partecipazione dei fotografi italiani, tra professionisti ed amatori, che in 925 hanno partecipato a questa 8/a edizione della competizione. L’Emilia-Romagna, rappresentata da 5.643 immagini, è arrivata in finale nazionale con tre suggestive immagini in bianco e nero che ora accedono alla finalissima insieme agli altri Paesi in gara.

Musica: in una graphic novel la storia di Michel Petrucciani’Il pianista dalle ossa di cristallo’ scomparso a 37 anni

BOLOGNA23 novembre 201916:48

– ‘Io sono Michel Petrucciani’ è la graphic novel pubblicata da Curci, con i disegni di Marilena Pasini e il testo di Vanni Masala, che racconta del ‘pianista dalle ossa di cristallo’, Michel Petrucciani, scomparso nel 1999 a 37 anni. Artista prodigio, era affetto dalla nascita dalla osteogenesi imperfetta, incidente genetico noto come ‘Sindrome delle ossa di cristallo’, che non gli permise di superare l’altezza di 102 cm e che lo condizionò per sempre.
Ma è stato tra i più importanti pianisti del jazz, e tra le molte collaborazioni spiccano quelle con Wayne Shorter e Jim Hall, su disco e in concerto. Tra gli aneddoti riportati, nel 1997 Riccardo Muti, direttore musicale della Scala, propose a Petrucciani di suonare insieme un brano di Gershwin ed al suo stupore, gli rispose: ‘Lo chiedo per due motivi: il primo è che quando ho annunciato la mia scelta all’orchestra, tutti si sono alzati in piedi in una standing ovation, il secondo motivo è che Mozart è morto’. Ma il progetto non si realizzò mai.

Matera 2019: i Sassi e la Lucania, ideali per videoclipNella Capitale della Cultura premiato “Lucania Music Video Tour”

MATERA23 novembre 201916:58

– Proporre non solo Matera (Capitale europea della Cultura 2019) con i rioni Sassi ma anche la Basilicata con i suoi paesaggi, come luoghi unici e ideali “per immaginare e dare forma a videoclip musicali”. E’ l’idea alla base del concept “Lucania Music Video Tour” di Fabio Di Ranno con il videoclip del duo synth-pop Tomacelli (Di Ranno/Paterni) “Io Corro”, tra i vincitori del concorso di HubArt Matera 2019, promosso da Rai Com.
Tra le ambientazioni “consigliate” ci sono anche i calanchi di Pisticci (Matera) – dove è stato girato “Io corro” – la città fantasma di Craco (Matera) e il volo dell’Angelo tra Pietrapertosa e Castelmezzano (Potenza).

Tff: Frida Kahlo, artista martire in b/n e a coloriIl docu-film di Troilo in sala dal 25 al 27 novembre

TORINO23 novembre 201917:03

– Un’artista martire piena dei colori dell’America precolombiana. Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere. Frida Kahlo, come la racconta ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passa oggi alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre, vive negli opposti. Maledettamente segnata nel corpo (al centro di gran parte dei suoi quadri) e altrettanto libera nella sua vita privata, una sorta di Lou Von Salome messicana. Per questa artista nata nel 1907 il docu-film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione di Asia Argento, racconta, per quanto possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino. Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.

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A Londra una ‘Walk of Fame’, prima targa per gli Who
Cerimonia coi paladini del rock anni Sessanta a Camden

LONDRA23 novembre 201917:06

– Anche Londra ha la sua ‘Walk of Fame’ in stile Los Angeles, tutta dedicata ai musicisti. E’ stata inaugurata nel quartiere di Camden la ‘Music Walk Of Fame’, una passerella simile a quella americana di Hollywood Boulevard, pavimentata coi nomi di quanti hanno reso grande il cinema e lo spettacolo ‘made in Usa’. Nella capitale britannica invece devono prendere posto quanti hanno fatto la storia del rock e del pop. I primi a ricevere questo riconoscimento sono stati gli Who, grandi protagonisti degli anni Sessanta e Settanta e ancor oggi in attività, nonostante gli oltre 70 anni di età dei suoi due principali componenti.
Il ‘frontman’ Roger Daltrey e il chitarrista Pete Townshend hanno entrambi preso parte, entusiasti, alla cerimonia di inaugurazione della loro targa in granito, che si è svolta a Camden. “Questa iniziativa è una cosa grandiosa per Camden e per Londra, non solo, servirà per questo quartiere e diventerà una attrazione turistica”, ha commentato Townshend, che ha scherzato sul fatto di preferire una ‘walk of fame’ nella zona di Goldhawk Road (ovest di Londra), dove è nata la rock band, “ma da quelle parti non avevano i soldi per farla”. I nomi con cui lastricare la via delle ‘stelle’ musicali, situata tra Chalk Farm Road e Camden High Street, vengono stabiliti da un panel internazionale formato da artisti e giornalisti. I prossimi ad essere onorati sono i Madness, all’inizio del 2020, e sono previste decine di altre targhe nei mesi a venire.

Flaiano, ‘Un romano a Marte’ secondo MontaltiAll’Opera di Roma il lavoro premiato per la composizione

24 novembre 201912:07

– Lunghi applausi di un pubblico di appassionati e addetti ai lavori per ”Un romano a Marte” di Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che ha vinto il premio di composizione bandito dall’Opera di Roma e messa in scena in prima assoluta al Teatro Nazionale con l’Orchestra dell’Opera diretta da John Axelrod e con la colorata e vivace regia di Fabio Cherstich nel cartellone di Contemporaneamente Roma 2019. Il lavoro, sin dal titolo che ne ribalta gli elementi, prende le mosse da ”Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano, presentato da Vittorio Gassman al Lirico di Milano proprio il 23 novembre del 1960, esattamente 59 anni fa: quell’insuccesso, secondo uno dei celebri paradossi dell’autore, spesso apocrifi, ”mi ha dato alla testa”.Ora al centro del discorso, più che il marziano Kunt interpretato da Tomofei Baranov), che pure scende dall’alto vestito rosso e giallo come un pompiere, c’è lo stesso Flaiano, descritto nel prologo attraverso quel che non fu (non fascista della prima ora, non antifascista dell’ultima, non di ricca famiglia borghese, non festaiolo, non comunista …). Accanto allo scrittore e il marziano, c’è il personaggio Ilaria Occhini (Rafaela Albuquerque), attrice di classici e protagonista dell’insuccesso che vuole ”dileguarsi in incognito”, e il critico (Gabriele Portoghese), che ha assistito a quella prima e si fa voce narrante di quegli anni, di quell’atmosfera.Vittorio Montalti, 35 anni, diplomato a S. Cecilia a Roma e al Verdi di Milano, ha studiato musica elettronica a Parigi all’Ircam e nel 2010 ha vinto il Leone d’Argento per la Creatività alla Biennale di Venezia. si dice legato all’idea di Berio di Opera come plurale di Opus, ”ovvero molteplicità di lavori e tecniche che, combinati assieme, contribuiscono a generare una grande macchina, al cui processo creativo e alla cui attivazione hanno cooperato molte conoscenze e altrettante capacità umane e artistiche”. E questo, più o meno, appare ”Un romano a roma”: una macchina più che un racconto, un insieme di simboli e segni, di parole e elaborazioni musicali, spesso astratti e giocati sul nonsense, a cominciare da quel che si vede in scena e specie l’attività senza mai sosta di due mimi in camice bianco (quasi infermieri di un qualche manicomio). Gli autori (musica, libretto, regia) mettono troppa carne al fuoco sino all’incongruità (a cominciare dal finale a sorpresa con l’intervento del personaggio di Caterina Martinelli, uccisa dai nazisti nel maggio 1944 durante un assalto a un forno al Tiburtino) e puntano sul realismo, con tanto di nomi e cognomi di personaggi reali e col trucco quasi mimetico per la figura di Flaiano, cui dà corpo e voce Domingo Pellicola, ma rinunciando a qualsivoglia sviluppo narrativo, puntando su rare situazioni, scene e suoni che nell’accumulo e nella successione sembra vogliano rendere un’atmosfera difficile da decifrare, forse quella dichiarata della ”romanità”, che le didascalie, il testo proiettato come sovratitoli in certi casi chiariscono, in altri confondono.Più interessante il tessuto musicale costruito per contrasti e basato sulla commistione tra l’orchestra, l’elettronica e le voci che vanno dal cantato, dal vocalizzo singolo alla frase come destrutturata, al parlato ma tutto senza un vero filo interno, piuttosto sperimentando per blocchi, contrasti e momenti, in un gioco di armonia perduta, che è forse la vera cifra della serata.

Jojo Rabbit, una satira anti-odio sul nazismoIl Tff apre con la commedia nera di Waititi con la Johansson

TORINO23 novembre 201919:27

– Non è certo la prima volta che la sulfurea figura di Adolf Hitler viene cucinata in commedia. È il caso anche di Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi (What We Do In The Shadow), film d’apertura del 37/o Torino Film Festival dopo aver vinto il premio del pubblico a Toronto, in sala dal 16 gennaio 2020. Una singolare commedia nera con un esplicito intento morale: “Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira anti-odio” ha detto lo stesso regista che nel film interpreta Hitler.Il film racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis), un ragazzino di dieci anni nella Germania nazista ormai prossima alla sconfitta, un ragazzino irriducibilmente fedele al Führer, tanto da averlo come amico immaginario. Dopo un incidente durante l’addestramento il giovane, che sembra uscito da Moonrise Kingdom di Wes Anderson, scopre che la madre (Scarlett Johansson) offre rifugio ad una ragazza ebrea. È troppo per lui. Molte delle sue convinzioni cominciano a sfaldarsi, mentre è sempre più frequente in Jojo la domanda: cosa significa davvero essere nazisti? In fondo Jojo, questa una delle tesi del film, è solo un ragazzino che non sa neppure esattamente quello che pensa in un mondo più grande di lui. Per lui e il suo amico Yorki, ci sarà comunque ancora il tempo per la redenzione, mentre il vecchio sistema in cui sono cresciuti crolla sotto gli attacchi degli alleati.Con Jojo Rabbit, torna al cinema la figura di Hitler in maniera ironica dopo film come Lui è tornato e, in chiave più demenziale, Kung Fury. Una lunga linea di lavori che partono dal Grande dittatore di Chaplin fino a La vita è bella di Benigni e Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ma nel caso dell’Hitler dì Waititi la figura del dittatore ha una chiave molto macchiettistica, in fondo è solo la proiezione di un bambino. Sull’attualità del pericolo della destra ha detto in un’intervista a Toronto il regista Taika Waititi, sangue maori, russo ed ebraico: “Mi sembra oggi di rivivere gli anni Trenta, quando la gente mormorava per strada: ‘Hey, dopo la Prima Guerra Mondiale non commetteremo più gli stessi errori. Il mondo sarà un posto migliore’. Un’illusione. Sta succedendo di nuovo. L’ignoranza e l’arroganza sono un grosso difetto del genere umano. Azzerano la nostra memoria. Ecco perché è importante mettere in circolo esempi come Jojo. Dobbiamo trovare un modo nuovo e immaginifico di reagire e raccontare la storia con S maiuscola. E farci ascoltare dalle giovani generazioni”. Dice, infine, a Torino il giovanissimo attore che interpreta Jojo: “Quando a scuola ci hanno fatto vedere La vita è bella di Benigni nessuno conosceva i lager, tranne un mio compagno che aveva letto Il bambino con il pigiama a righe”. E ancora Griffin Davis:”Il messaggio del film è che ognuno deve guardare la vita con i propri occhi. In questo caso il film insegna ai bambini, con umorismo, cos’è stata la seconda guerra mondiale”.

Sanremo Giovani, i primi 5 finalistiFadi, Fasma, Gassmann, Sentieri e Thomas. La serata il 19/12

23 novembre 201919:32

– Il parterre della serata di Sanremo giovani, in onda in diretta su Rai1, RaiPlay e Radio2 dal Teatro del Casinò il 19 dicembre, inizia a comporsi. Durante il secondo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre su Rai1, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i primi 5 finalisti (il secondo blocco sarà sottoposto al vaglio delle due giurie sabato 7 dicembre) che sono: Fadi (Due noi), Fasma (Per sentirmi vivo), Leo Gassmann (Va bene così), Marco Sentieri (Billy Blu) e Thomas (Ne 80).Al termine delle 4 semifinali si conosceranno quindi i 10 finalisti che poi si sfideranno la sera del 19 per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).Il lungo percorso per conquistare un posto al Teatro Ariston è iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.

Pinocchio, il successo a 193 anni dalla nascita di CollodiBurattino protagonista del film di Garrone, mostre, premi, libri

24 novembre 201911:46

Comparso per la prima volta nel 1881 sul ‘Giornale per i Bambini’, Pinocchio, il più amato burattino di legno del mondo non smette di affascinare giovani e adulti e sorprende ancora con i suoi aspetti più enigmatici. Le avventure della marionetta a cui si allunga il naso quando racconta una bugia, si preparano ad essere le grandi protagoniste del Natale 2019, con l’arrivo del nuovo film di Matteo Garrone, una grande mostra a Villa Bardini a Firenze, nuove edizioni editoriali e premi.
A quasi due secoli, per la precisione 193 anni, dalla nascita del suo autore, Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista e scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze il 24 novembre 1826, ‘Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino’, raccolte in volume nel 1883 con un immediato successo editoriale che segnò una svolta importante nella storia della letteratura dell’Ottocento, si confermano eterne e continuano ad attirare l’attenzione del mondo del cinema, dell’arte, del teatro e dei fumetti.
Collodi che per tre anni, fino al dicembre del 1886 fu direttore del Giornale per i Bambini, pioniere dei periodici italiani per ragazzi, morì, arrivato all’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal suo 64/o compleanno. Riuscì così a godersi l’immensa fortuna del suo burattino che ha il dono, dopo aver superato numerose prove, di diventare un vero bambino, soltanto per quattro anni.
Per l’anniversario della nascita di Collodi, domenica 24 novembre si può visitare, a ingresso gratuito, a Villa Bardini, la mostra ‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’ , a cura di Lucia Fiaschi con Ambra Nepi. Aperta fino al 22 marzo 2020, è un viaggio nell’arte contemporaneo dedicata all’enigmatico burattino di legno con 45 opere – tra sculture, dipinti, foto e video lungo la fantasia e la creatività di artisti i più diversi, con opere di Munari, Giacomelli, LaChapelle, Ceroli, Paladino, Calder, Ontani, Toscani, Benigni. Tra questi Sam Havadtoy, con il suo ‘Stalin con naso di Pinocchio’ (2016), che lo ha utilizzato per criticare chi ha oppresso la sua infanzia in Ungheria; mentre il burattino di Francesco De Molfetta ha le fattezze di Hitler.
In libreria per Rizzoli ‘Le avventure di Pinocchio’ (Rizzoli, pp 392, euro 34,90), dipinte e scritte a mano da Marcello Jori in una nuova edizione del grande classico in cui il burattino coloratissimo è inserito in un affresco di vita irrequieta e stravagante. Tra le strenne ‘Le avventure di Pinocchio’ illustrate da Justine Brax (Rizzoli pp 152, euro 25).
Attesissimo, arriva in sala dal 19 dicembre ‘Pinocchio’ di Garrone con nel ruolo del burattino Federico Ielapi, in quello di Geppetto Roberto Benigni, che gli aveva dedicato un film nel 2002, Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco e Rocco Papaleo nei panni del Il Gatto. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Jeremy Thomas in associazione con Hanway Films e Le Pacte, il film, sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini, che è anche nel cast nel ruolo della Volpe, il film ci fa ritrovare le emozioni che hanno vissuto intere generazioni.
Roberto Latini mette in scena ‘Mangiafoco’ con Pinocchio che, incuriosito dal Gran Teatro dei Burattini, vende l’abbecedario che tanti sacrifici era costato a Geppetto, per comprare il biglietto ed entrare a vedere lo spettacolo. La piece che ha debuttato il 21 novembre, in prima visione, alla Serra del Sole di Matera, con replica il 22; continua a Milano, al Teatro Studio Melato, con un mese di recite, da giovedì 28 novembre a domenica 22 dicembre.
Lunedì 25 novembre riceveranno il premio ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini 2019’, tra le dieci personalità della società civile e militare – che si sono distinte in altrettante categorie, idealmente riconosciute in un personaggio della fiaba di Pinocchio – l’attore Giuseppe Pambieri, la Fiorentina calcio femminile e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande.
E tra gli appuntamenti organizzati dal l’Associazione culturale ‘Pinocchio di Carlo Lorenzini’ , domenica 24 novembre ‘omaggio alla casa natale di Lorenzini e una conferenza dedicata al trentennale della caduta del muro di Berlino, con Pinocchio messaggero di Pace. Per le feste natalizie Pinocchio diventa un trenino che passa attraverso le scene del libro al Parco tematico di Rimini.

Don Carlo alla Fenice, Venezia non cede all’acqua altaPrevista marea 140 cm. Sovrintendente, si alza il sipario

VENEZIA23 novembre 201919:39

– Il sovrintendente del Teatro La Fenice, Fortunato Ortombina, guarda le previsioni del Centro maree che annunciano in mattinata acqua alta a Venezia anche il 24 novembre, con una massima di marea prevista di 140 centimetri alle 8.50 e 115 alle 21.40, e dice: “Speriamo bene. Ma noi siamo pronti e domani sera si alza il sipario”.Il 24 c’è l’inaugurazione della stagione con Don Carlo, opera di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Myung-Whun Chung e la regia di Robert Carsen, e nelle parole di Ortombina c’è la gioia del lavoro fatto, da tecnici, professionisti, maestranze, vigili del fuoco, per “restituire la Fenice alla città” ma anche l’intimo timore che le previsioni possano cambiare all’ultimo momento in peggio. E’ troppo recente il ricordo della sera del 12 novembre, quando nel giro di un paio d’ore il livello dell’acqua è improvvisamente schizzato verso l’alto fino a toccare i 187 centimetri. Inutili le pronte segnalazioni. Per motivi di sicurezza – l’acqua è entrata nella sala macchine sotto il piano terra, salvi palco e platea – il Teatro è rimasto chiuso per alcuni giorni e sono ancora aperte le “ferite” lasciate sui muri esterni dalla forza della marea, che ha tolto tratti di intonaco, con rischio di infiltrazioni.”Il Don Carlo – ricorda il sovrintendente – è un’opera difficile da fare in condizioni normali, pensi in queste condizioni”, con le prove fatte a Treviso, mentre “una umanità straordinaria” operava per rendere possibile la riapertura del Teatro. Per Ortombina, l’alzata del sipario va letta come “uno dei segni di una città che non si arrende”. La salvaguardia di Venezia appare come un confronto tra ciò che l’uomo può fare e la forza della natura, dell’imprevedibile. Suona così singolare che il Don Carlo, dramma verdiano ispirato a un lavoro di Schiller, abbia tra le sue cifre proprio il rapporto tra l’uomo – nelle sue diverse rappresentazioni date dai personaggi indicanti il potere, la religione, l’amore o l’amicizia, lo scontro tra padre e figlio – e un’entità superiore. “Puoi chiamarla destino, Dio o imponderabile – dice Ortobina -; è che ognuno è piccolo di fronte al mondo, ma dice anche che ciascuno dei personaggi, nei loro diversi ruoli, cerca di governare il mondo davanti a qualcosa di superiore. Le vicende di Venezia nelle ultime settimane ce lo può spiegare bene questo concetto”.Nell’opera verdiana la dimensione psicologica dei protagonisti si accompagna a temi cruciali come il potere e la Chiesa: “il duetto tra Filippo II e il grande inquisitore – spiega il sovrintendente – è un manuale di analisi politica” che riesce ad essere ancora attuale. E la “contemporaneità di Verdi”, di un compositore “che di fatto era un profeta, che è riuscito a indicare valori dell’umanità che continuano per molte generazioni; che ha saputo guardare dentro di noi 150 anni prima che noi arrivassimo” è uno dei punti forti del percorso di proposta delle opere del maestro di Busseto che La Fenice porta avanti da anni assieme a Chung.

Usigrai, uno spot per dire basta alla violenza sulle donneIn onda domani in tutti tg, gr, siti e account social della Rai

24 novembre 201912:22

– “La violenza contro le donne è una questione maschile, è un dramma causato dagli uomini. Per sconfiggerla è indispensabile cambiare la cultura degli uomini: abituati a un’idea di possesso e incapaci di accettare i rifiuti. Per questo l’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha realizzato lo spot “#DaUomoAUomo”: volti e voci maschili dell’informazione che parlano “a noi uomini” per fermare l’abominio della violenza sulle donne”. Lo annuncia in una nota l’esecutivo del sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini.
“Lo spot – spiega l’Usigrai – andrà in onda lunedì 25 novembre in tutti i tg, giornali radio, siti internet e account social delle testate giornalistiche della Rai. È stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità dell’Usigrai (scritto da Piergiorgio Giacovazzo e Danilo Cretara, con la collaborazione di Roberta Balzotti, Carla Monaco e Monica Pietrangeli) con la consulenza di Stefano Ciccone dell’associazione Maschile Plurale. Ed è stato realizzato interamente con risorse interne della Rai: il telecineoperatore Enrico Venier, il montatore Andrea Castagnone, il responsabile della grafica Alessandro Cossu, la regista Silvia Belluscio”.

Gli 80 anni di Tina Turner, una regina del rockTra drammi e rinascite, record di vendite e canzoni leggendarie

25 novembre 201909:33

E’ difficile trovare una storia come quella di Tina Turner, una vita talmente piena di eventi, drammi, tragedie, violenza, ascesa, caduta, rinascita da sembrare scritta da uno sceneggiatore. E invece, Ann Mae Bullock, da Nutbush, Tennessee, oggi cittadina svizzera, martedì 26 novembre compie 80 anni dopo che un biopic, due musical, un paio di scioccanti autobiografie e tante canzoni indimenticabili, l’hanno da tempo consegnata alla leggenda.
Tina è una delle più straordinarie performer mai apparse sui palcoscenici: Mick Jagger, tanto per fare un nome, che è un suo amico fraterno, ha sempre ammesso di averle “rubato” il modo di stare in scena, ai tempi in cui i Rolling Stones erano così giovani da aprire i concerti di Ike & Tina Turner. Le loro performance insieme, a cominciare da quella a Live Aid, sono pagine di storia. Un’icona di bellezza senza tempo, un fascino irresistibile, probabilmente le gambe più belle della storia della musica (e non solo). Una voce inconfondibile, graffiante, immersa nella storia della black music ma perfetta per il pop da classifica, la capacità di resistere a un’esistenza che racchiude almeno tre vite, una naturale empatia sono gli elementi che ne hanno fatto una delle artiste di maggior successo di sempre. Se ora, alla soglia degli 80 anni, fosse necessario trovare una sintesi alla sua vita, si potrebbe dire definirla come un inno alla resilienza. Poco più di un anno fa, suo figlio Craig, avuto quasi adolescente da una relazione precedente a quella drammatica con Ike Turner, si è suicidato a 59 anni.
Ultimo colpo di una vita piena di drammi: Ike Turner, il marito con cui aveva messo su una band che è stata determinante per la nascita del rock’n’roll e che l’ha resa famosa, si rivelò un uomo violento, una sorta di schiavista domestico, che, nonostante il clamoroso successo di brani come “Proud Mary”, “Nutbush City Limits” e “River Deep Mountain High”, trasformò la vita di Tina in un incubo. Come è stato raccontato tante volte, da quell’orrore fuggì senza praticamente nulla, ricominciando da zero. Poi la sua seconda vita da super diva, costruita passo passo con una delle più celebri cover di “Let’s Stay Together” di Al Green, “Private Dancer”, “What’s Love Got To Do With It”, “The Best” in un crescendo clamoroso fatto di record di vendite (si parla di oltre 200 milioni di copie vendute), concerti clamorosi, Grammy Award, il Kennedy Center Honors, gli omaggi di altri artisti (su tutti quello di Beyoncé), ruoli cinematografici indimenticabili, l’Acid Queen di “Tommy”, la Aunty Entity di Mad Max, (accompagnato dal successo mondiale del brano “We Don’t Need Another Hero”).
Negli ormai trent’anni della sua nuova vita ha trovato conforto nel buddismo, è diventata cittadina svizzera trasferendosi sul lago di Lugano, si è sposata con Erwin Bach, un uomo più giovane di lei. Ma evidentemente il suo destino è quello di dover ricominciare. Quando sembrava che finalmente potesse approdare alla serenità è la sua salute a cedere: prima un ictus, poi un tumore all’intestino, infine una grave insufficienza renale che l’ha messa di fronte alla scelta tra dialisi e trapianto. Con la sua proverbiale sincerità, Tina ha ammesso di aver pensato anche al suicidio assistito. Poi il marito le ha donato un rene, restituendole un’esistenza serena. Ora, con la sua celebre collezione di parrucche, circondata dall’amore di un mondo che ha sempre tifato per lei, è arrivata al traguardo degli ottant’anni. Da qualche anno vive un’esistenza più ritirata, anche se si concede qualche apparizione alle sfilate dei più grandi stilisti. La donna che visse tre volte non ha ancora smesso di essere una regina del rock.

Tff ricorda Mario Soldati a 20 anni da scomparsaIl 25 novembre il ‘Soldati’s Day’ con proiezioni e incontri

TORINO24 novembre 201913:51

– Il Torino Film Festival dedica la giornata di domani, lunedì 25 novembre, a Mario Soldati, con proiezioni e interventi dalle ore 13 fino alla sera nella sala 3 del Cinema Massimo, ribattezzata dallo scorso anno ‘Sala Soldati’. La kermesse cinematografica ricorda così, a vent’anni dalla scomparsa, lo scrittore, regista, sceneggiatore, autore televisivo e viaggiatore. Oltre a tre dei suoi film maggiori (Malombra, Fuga in Francia e La provinciale), verranno proiettati spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste.
La Giornata è organizzata in collaborazione con Rai Teche, Rai Movie, Cristaldi Film, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Dams dell’Università di Torino, nella cui sede si terrà, il giorno dopo, un convegno di studi sull’autore, e con Sapienza Università di Roma.
Le proiezioni sono intervallate dagli interventi di familiari, amici, studiosi, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore.

Tormento e Tiromancino insieme per la prima voltaDopo 20 anni amicizia collaborano nel brano Per quel che ne so

24 novembre 201913:57

– Tormento e Tiromancino insieme per la prima volta. Dopo 20 anni di amicizia e stima reciproca, nasce la collaborazione tra i due artisti e il risultato è il brano “Per quel che ne so”, in rotazione radiofonica. La canzone è stata scritta insieme a Federico Zampaglione, Raige, Dutch Nazari e Matteo Di Nunzio, con la produzione degli SDJM.
“Tanti artisti sono coinvolti nella produzione di questo brano, e ognuno ha regalato energie che ti investono quando lo ascolti” racconta Tormento. “Caratteri diversi, esperienze personali, emozioni che si incontrano e si ritrovano unite quando si tratta un argomento così delicato che ci accompagna in ogni istante di questo viaggio. Ognuno alla ricerca di immagini che raccontino la propria visione dell’amore. Immagini, perché le parole da sole non bastano. La musica permette questa magia evocando le sensazioni come un incantesimo”.
“È un onore per me collaborare con i Tiromancino, li seguo da quando ero alle prime armi. La profondità che ha Federico nella scrittura è stata da sempre un’ispirazione. L’atmosfera che crea il suo timbro ha sempre portato la musica italiana in nuovi territori, racchiude le più alte vette e la profondità del mare”, sottolinea ancora Tormento. E Zampaglione aggiunge: “Tormento è una voce storica e unica nella scena hip hop italiana. Ho sempre amato la sua vena soul e la sua scrittura diretta e ispirata. È stato un vero piacere collaborare con un artista come lui, scrivendo e cantando il ritornello di questa canzone”.

Cristiano Malgioglio, nuovo singolo feat. The Jek’Notte perfetta’, nel video è Malena in omaggio alla Bellucci

24 novembre 201914:09

Morbioli, Malgioglio sarà Malena, il personaggio che Monica Bellucci ha interpretato nel film di Tornatore. “Trovo il video geniale, ringrazio Cristiano Malgioglio per questo omaggio a Malena, solo lui poteva pensare a una cosa così originale e divertente”, ha commentato l’attrice.
“Gaetano Morbioli ha realizzato il video in cui ho voluto omaggiare Monica Bellucci e la sua bellezza in ‘Malena’ di Tornatore – sottolinea Malgioglio – e lei appena ha visto il video è impazzita di gioia facendomi i complimenti. L’idea di questa canzone è nata per caso: in uno dei miei tanti viaggi a Cuba ho conosciuto alcuni bravissimi musicisti, uno di questi ha scritto questo brano che ho pensato fosse molto adatto a me e io ho fatto il testo in italiano. Appena ho accennato a Lorenzo Suraci di questa canzone, lui ha trasferito a Diego Calvetti il mood con cui doveva arrangiare il pezzo Notte Perfetta, che è un brano allegro. Diego Calvetti ha proposto i The Jek, giovani ragazzi con cui abbiamo realizzato questa collaborazione”.

C’era una volta… a Hollywood miglior cast a CapriAl festival di dicembre omaggio al film di Tarantino verso Oscar

NAPOLI24 novembre 201915:11

– Va a ‘C’era una volta…a Hollywood’ di Quentin Tarantino il premio per il miglior cast dell’anno di ‘Capri Hollywood – The International Film Festival” che dal 27 dicembre al 2 gennaio inaugurerà la stagione degli Awards 2020. ”Con Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, uno straordinario gruppo di attori tra i quali anche Emile Hirsch, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Lorenza Izzo e Al Pacino, sono protagonisti dell’ affascinante affresco della Los Angeles ‘cinematografica ‘ del 1969 che ha entusiasmato il pubblico di tutto il mondo” si legge nella motivazione del riconoscimento.
Il film, che si annuncia protagonista a tutti i premi internazionali a cominciare da Golden Globe e Oscar, diretto scritto e prodotto da Tarantino, ha sin qui incassato 366,8 milioni di dollari e in Italia, dove è ancora in sala, 11.8 milioni di euro con Warner Bros Entertainment Italia totalizzando 1.7 milioni di presenze.

Nadia Toffa fino all’ultimo convinta di poter guarireIl ricordo commosso della madre Margherita a Domenica in

24 novembre 201916:44

– Fino all’ultimo Nadia Toffa, l’inviata e conduttrice delle Iene morta di cancro lo scorso 13 agosto a 40 anni, è stata “fiduciosa di poter guarire, tornare a fare le inchieste, condurre. Ma nonostante questo era pronta ad accettare quello che sarebbe successo. In clinica a Brescia c’era un missionario in partenza per il Brasile: le chiese di darle l’estrema unzione e lei disse di sì”. Lo ha raccontato la madre, Margherita, ospite di Mara Venier a Domenica in su Rai1.
Durante l’intervista, segnata dalla commozione, Margherita Toffa – che ha raccolto gli ultimi pensieri di Nadia nel libro ‘Non fate i bravi’ (Chiarelettere), uscito postumo a inizi novembre, i cui proventi saranno destinati alla ricerca contro il cancro – ha ripercorso i momenti più difficili della malattia di Nadia, ma ha anche sottolineato l’allegria e il sorriso con cui la figlia ha sempre affrontato la vita: “Quando scriveva, alcuni testi erano canzoni e si divertiva da matti a cantarle a cappella. Una volta ne ha inciso una come regalo ai fan, le riprese le ho fatte io con il telefonino”. Un brano d’amore che Nadia dedicò “alla persona che amava e che ha allontanato quando ha capito che stava veramente male”. Quel post sui social in cui accusava il compagno di non accompagnarla alle sedute di chemioterapia “non era vero: lui la accompagnava sempre – ha rivelato ancora Margherita Toffa – ma Nadia lo scrisse apposta, con durezza, per allontanarlo. E lui l ha capito, l’ha rispettata in questa scelta”.
Negli ultimi tempi “Nadia dormiva parecchio, ma quando era sveglia lavorava. Diceva ‘mamma è estate, devo avere i servizi pronti per le Iene, altrimenti i cassetti sono vuoti quando riparte il programma. Era convintissima che avrebbe ricominciato, nella sua testa era presentissima. Solo l’ultima sera l’ho vista cambiare, era molto pallida e il respiro si è fatto più affannoso. Non so dove ho trovato la forza di dirle: vola tesoro mio, la mamma è serena”.

Le opere di Blub tornano a CandelaraInstallazioni street artist a Pesaro, 16/a festa delle candele

PESARO24 novembre 201918:18

– Blub, street artist fiorentino, è tornato di notte a Candelara di Pesaro con altre opere nel borgo e all’esterno del centro abitato. Tra i lavori l’installazione del dittico di Natale con il ritratto di Babbo Natale, che indossa una mascherina da sub, e il braccio del Santa Claus mentre scrive sul muro con una bomboletta la frase “Una coscienza risvegliata è un vero dono”. Altra installazione vede ‘fronteggiarsi’ la “Ragazza con l’orecchino” al “Van Gogh”, dedicata alla pittura del Nord Europa. Con il suo progetto #lartesanuotare Blub vuole portare un sorriso alla gente e sensibilizzarla a una riflessione critica sul momento storico che viviamo. L’arte urbana dello street artist torna a Candelara dove, fino al 15 dicembre, nei week end, si svolge la 16/a edizione di “Candele a Candelara”, unica festa italiana dedicata alle fiammelle di cera. Alcune opere di Blub sono proprio lungo le vie principali che conducono al paese.

Terremoto: quadro Giulia Da Varano torna a CamerinoDipinto ritrae duchessa,rubato 39 anni fa e recuperato Cc Genova

CAMERINO24 novembre 201918:47

– Giulia Da Varano è tornata a casa. Il quadro del Dosso Dossi, vittima di un furto 39 anni fa, che ritrae l’ultima duchessa di Camerino, ha fatto ritorno in terra natia, con una cerimonia a Palazzo Sabbieti. A riportarla nella città ducale i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Genova, arrivati al quadro al termine di una lunga indagine.
Passo dopo passo è stato spiegato il percorso che ha condotto fino al dipinto, rinvenuto in una galleria di Padova, dal comandante Antonio Quarta: “Indizi inconfutabili e la conferma che si trattasse del dipinto in questione hanno rappresentato un momento bellissimo: siamo contenti di restituirvi questo che per la città è il tassello di un grande mosaico”. Presenti il sindaco Sandro Sborgia, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e molti cittadini. Sborgia (fino all’elezione comandante Nas Marche) ha ringraziato i Cc del Tpc di Genova e Carmelo Grasso, comandante del nucleo Tpc Marche, per il lavoro portato avanti nel periodo del sisma. “E’ stato recuperato un patrimonio artistico importantissimo per tutta la Regione. – ha ricordato il sindaco – Il recupero di questo quadro lo leggo come un tassello di un mosaico più ampio, della ricostruzione.
Torna a casa una camerte e, come lei, speriamo che quanto prima possano tornare tanti camerti costretti a stare lontano in questo momento”. A prendere la parola sottolineando l’importanza e la rarità del ritrovamento di un’opera d’arte a seguito di un furto, anche Corrado Azzolini, direttore del segretariato regionale Mibact della Regione Marche; Claudio Pettinari, rettore Unicam che ha voluto ribadire “la forte vocazione culturale di Camerino. Riaccogliere Giulia Da Varano a Palazzo Sabbieti è un grande gesto simbolico perché il palazzo nasce proprio come edificio di cultura”. L’opera sarà esposta e fruibile gratuitamente al deposito Venanzina Pennesi fino al 6 gennaio nell’ambito del progetto “La bellezza ritrovata”.

Polonia vince Junior Eurosong, Italia 7/a con Marta ViolaAl secondo posto il Kazakistan, terza la Spagna

24 novembre 201919:37

– La Polonia con il brano “Superhero”, interpretato da Viki Gabor, ha vinto la 17/a edizione dello Junior Eurovision Song Contest. Settimo posto per l’Italia, rappresentata da Marta Viola, che ha interpretato il brano “La voce della terra”.
La manifestazione è stata seguita in diretta da Rai Gulp, canale della direzione Rai Ragazzi che da sei anni cura il progetto della manifestazione organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione. L’appuntamento è stato commentato in diretta da Mario Acampa e da Alexia Rizzadi, che ha interagito con il pubblico da casa: migliaia i messaggi e i commenti ricevuti sui social network con gli hashtag #JESC2019 e #sharethejoy, che si sono ben posizionati tra i trend topic della giornata.
La Polonia, paese organizzatore, ha trionfato a sorpresa, bissando così la vittoria ottenuta lo scorso anno. La giovane cantante Viki Gabor ha ottenuto 278 voti, precedendo il Kazakistan (227 voti) e la Spagna (212 voti). Buon piazzamento per l’Italia, che con Marta Viola, 10 anni, di Chiari (Torino), ha riconfermato il settimo posto dello scorso anno con 129 voti, di cui 65 ottenuti dalle giurie tecniche che hanno votato nei 19 paesi in gara, e 64 dal voto popolare. Il brano “La voce della terra – The voice of the Earth” (musica di Franco Fasano e Marco Iardella e testo di Emilio Di Stefano e Fabrizio Palaferri, edito da Rai Com Edizioni Musicali), rappresenta pienamente uno dei temi molti sentiti dai ragazzi, ovvero quello dell’ecologia.

La Biennale Arte chiude con 600mila visitatoriPresenza giovani ancora in crescita, sono stati il 31%

VENEZIA24 novembre 201919:50

– La Biennale Arte 2019 ha chiuso i battenti a Venezia con un bilancio di quasi 600mila visitatori (593.616), ai quali si aggiungono 24.762 presenze durante la pre-apertura. Nella giornata di chiusura della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte, il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e il curatore, Ralph Rugoff, hanno incontrato i visitatori, per esaminare il lascito della Mostra, intitolata “May You Live In Interesting Times”, e tracciare le considerazioni su un’edizione che ha richiamato anche quest’anno un grande interesse del pubblico. Importante la presenza dei giovani: i visitatori sotto i 26 anni hanno rappresentato il 31% del totale. Le visite di gruppo sono state il 17% del pubblico complessivo.
“Sono trascorsi ventuno anni dalla riforma della Biennale. La 58/a esposizione internazionale d’arte – ha detto Baratta – ci ha invitato a considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, invito che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione generato da conformismi e paure”. Per Baratta, “May You Live In Interesting Times” “è un titolo che così interpretato riassume anche le stesse ragioni d’essere di una Biennale. Ma al di là del titolo anche questa Mostra, come tutte quelle che si sono susseguite negli ultimi vent’anni, è stata segnata da una particolare sensibilità al tema del rapporto con il visitatore. Tutte le Biennali, infatti, hanno mirato innanzitutto a rendere partecipe il visitatore alla riflessione sull’arte e sull’indagine che gli artisti contemporanei sviluppano continuamente su se stessi”.

Chanel Miller, tra violenza e rinascitaSi racconta la ragazza che scrisse una lettera al suo stupratore

25 novembre 201909:50

CHANEL MILLER, IO HO UN NOME -UNA STORIA VERA (LA TARTARUGA, PP 458, EURO 19,00) – Stuprata nel 2015, Chanel Miller ha deciso di raccontarsi con il suo vero nome nel memoir ‘Io ho un nome- Una storia vera’, che esce per La Tartaruga nella traduzione di Francesco Vitellini.
Con lo pseudonimo di Emily Doe, la Miller aveva indirizzato a Brock Turner, l’uomo che ha abusato di lei, una lettera potente, pubblicata nel 2016 su BuzzFeed e diventata immediatamente virale. “Appena cinque mesi dopo aver letto la mia dichiarazione in tribunale fu eletto Trump. Fui colpita dalla stessa sensazione che mi aveva colpito quando il giudice aveva detto ‘Sei mesi’. Presa alla sprovvista. Delusa. Distrutta” racconta la Miller che per metà è di origini asiatiche.
“Il mio nome è Chanel. Sono una vittima, non ho nessun problema con questa parola, solo con l’idea che questo sia tutto ciò che sono. In ogni caso, non sono la vittima di Brock Turner. Non sono affatto sua. Non gli appartengo. Sono anche per metà cinese” dice la Miller nel suo libro -manifesto in cui mostra come il trauma della violenza si possa curare con il potere delle parole.
A 22 anni, in quella notte di gennaio del 2015, era andata ad una festa nel campus della Stanford. Aveva bevuto un po’ troppo e si è ritrovata per terra, molestata sessualmente. Salvata da due passanti, il giorno dopo, al risveglio, non ricordava nulla.
Turner, “un atleta di spicco, un ragazzo molto intelligente e bello!” come è stato descritto in molti articoli di giornale, è stato fermato e ha confessato. E’ cominciato così l’iter giudiziario, avvocati, aule di tribunali, appelli, ma il processo non ha reso giustizia alla Miller : Turner è stato condannato a sei mesi, poi ridotti a tre, mentre lei ha vissuto l’isolamento e la vergogna. Come un mantra nella mente di Emily-Chanel risuonavano queste parole: “vali più di tre mesi.
La tua sofferenza vale qualcosa. Vali più di tre mesi”.
“Non sapevo che se una donna è ubriaca quando ha luogo la violenza, non viene presa sul serio. Non sapevo che la mia perdita di memoria sarebbe diventata la sua opportunità. Non sapevo che essere una vittima fosse sinonimo di non essere creduti” spiega nelle oltre 400 pagine del libro in cui sottolinea come in questi casi , “oltre al crimine in sè, la vittima inizi a pensare di se stessa cose degradanti”.
Come viene fatto notare nella quarta del libro: “Le venature in oro sulla copertina rappresentano l’arte giapponese del kintsugi, letteralmente ‘riparazione in oro’, che si usa per valorizzare le crepe degli oggetti di porcellana con una mistura di polvere d’oro e smalto, invece di trattarle come imperfezioni da nascondere. Questa tecnica ci insegna come, benché niente possa tornare al suo stato originario, i frammenti possono dare vita a qualcosa di nuovo e di intero”. Ed è questo che ci dice la Miller, scrittrice e artista, che vive a San Francisco e ha studiato letteratura al College of Creative Studies alla University of California di Santa Barbara, in ‘Io ho un nome’ .
“Quello che non avevo mai detto ad alta voce era che lo stupro ti fa desiderare di trasformarti in legno, dura e impenetrabile” spiega la Miller che però indica delle vie d’uscita, soprattutto nella solidarietà. “Nelle notti in cui vi sentite sole, io sono con voi. Quando le persone dubitano di voi o vi ignorano, io sono con voi. Ho lottato ogni giorno per voi.
Quindi non smettete mai di lottare, io vi credo” scrive, rivolgendosi alle ragazze, nella lettera, riportata in chiusura del libro.

In sala c’è la musica e l’adrenalina di VascoFilm evento con storia dei due tour NonStop Live. 2018 e 2019

25 novembre 201909:45

“La musica non potrà cambiare il mondo ma può cambiare l’umore di una giornata. E non è poco”: il ritratto di Vasco, privato e pubblico, le canzoni e il delirio del pubblico, 23 telecamere puntate sul palco, oltre 100 ore di girato e 2 chilometri di pellicola per due ore di adrenalina pura. E’ il film “Vasco NonStop Live”, distribuito da QMI Stardust in 315 sale solo per tre giorni, 25, 26 e 27 novembre Dopo la pubblicazione di “Se ti potessi dire”, l’ultima nuova canzone arriva nei cinema di tutta Italia il music film che racchiude la storia dei primi due tour NonStop Live. 2018 e 2019. Il primo capitolo della storia cominciata dopo il record mondiale di Modena Park. Da giugno 2018 con 9 concerti (Torino, Padova, Roma, Bari e Messina) a giugno di quest’anno, con l'”impresa” compiuta dei 6 concerti a San Siro e dei 2E20 a Cagliari. Complessivamente 17 concerti per oltre 900.000 spettatori che lo hanno confermato Re degli Stadi per due estati di seguito. Il music film è ideato e diretto da Pepsy Romanoff che ha fedelmente registrato immagini, suoni, colori e parole dei momenti più significativi.
“L’idea, dice il regista, è quella di portare sul grande schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”. Oltre due ore per vivere l’atmosfera che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Nel film infatti c’è tutto quello che avreste voluto sapere su come nascono le scalette “perfette” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”), che cosa c’è dietro la scelta di ogni canzone. Perché: “La scaletta è come accordare gli strumenti, le canzoni devono essere tutte perfettamente accordate.” La sua musica come non è mai stata raccontata con immagini inedite e, per la prima volta, la voce dei protagonisti.
Vasco è l’attore principale del film, affida i suoi pensieri e le sue emozioni alla telecamera di Pepsy Romanoff e il regista lo ritrae nell’intimità dello studio di registrazione, con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con tutta la band.
Fino all’esplosione finale del rocker sul palco. Il film prende il via dalla Nave dell’Amore che ha trasformato la Sardegna in isola rock per due notti, dai concerti record di San Siro, da “Qui si fa la storia” per poi muoversi avanti e indietro nel tempo dal palco allo studio. Due ore e venti di film, risultato del montaggio di oltre 100 ore di girato, per lo storytelling di due anni di tour.
Per questo, Pepsy Romanoff, insieme alla sua casa di produzione Except, si è avvalso di un team di oltre 40 professionisti e 23 camere, tra cui 2 Arri Super 16mm. Il montaggio è il frutto di un lavoro di team composto dal giovane talentuoso Davide Olivastri per la parte di racconto narrativo e Dario Garegnani per la parte live.

Prada for adidas inizia con duo sneakers e borsaPacchetto in edizione limitata a 700 pezzi dal 4 dicembre

5 novembre 201911:18

– Un paio di sneakers e una borsa: inizia così – con il pacchetto Prada for adidas Limited Edition – la collaborazione tra i due brand, annunciata poco più di due settimane fa.
La prima fase di questo sodalizio è un tributo alle sneaker Superstar lanciate originariamente nel 1969 e tutt’oggi un emblema dello stile adidas Originals. L’edizione limitata include in abbinamento una nuova silhouette di borsa – Prada Bowling for adidas – che si ispira, con riferimenti al mondo dello sport, alla Bowling Bag di Prada e alla borsa da palestra adidas. Per l’uomo e la donna, il pacchetto – descritto come “un omaggio ai classici senza tempo che trascendono le generazioni” – è proposto in versione limitata esclusiva di 700 pezzi identificati da un numero di serie unico. A partire dal 4 dicembre 2019 il duo sarà in vendita online sui siti adidas.com e prada.com e nei negozi Prada selezionati in tutto il mondo.

The Loudest Voice, ascesa e caduta del capo di Fox NewsCrowe è Ailes, travolto dallo scandalo sessuale. Su Sky dal 4/12

23 novembre 201919:33

– “So bene cosa dirà la gente di me: paranoico, conservatore, grasso”. Inizia così, con il protagonista steso sul pavimento, mentre le tv di tutto il mondo danno la notizia della sua morte per un incidente domestico ricordando le accuse che lo coinvolgevano da tempo, The Loudest Voice – Sesso e potere, la serie con il premio Oscar Russell Crowe (nel cast anche Naomi Watts e Sienna Miller) basata sul bestseller di Gabriel Sherman The Loudest Voice in the Room, che a partire dalle testimonianze di più di 600 persone ha inchiodato Roger Ailes, ceo di Fox News scomparso nel 2017, a uno scandalo sessuale che ne ha travolto carriera e reputazione.La serie esordirà su Sky Atlantic e Now Tv il 4 dicembre alle 21.15. I sette episodi – uno per ciascuno delle tappe cruciali dello scandalo – sono prodotti, fra gli altri, da Tom McCarthy (Il Caso Spotlight) e da Jason Blum (Get Out, Sharp Objects). Accanto a Crowe, irriconoscibile con molti chili in più e quasi completamente calvo, troviamo Naomi Watts nei panni di Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News allontanata dal canale nel 2016 dopo aver intentato – per prima – contro Ailes una causa per molestie sessuali. La donna, sua fiera accusatrice nonché fra le prime paladine del movimento #MeToo, fu capofila di una lunga serie di vittime, più di venti, delle attenzioni indesiderate del potentissimo chairman del canale all news americano, leader de facto del partito repubblicano e media consultant di tutti gli ultimi presidenti repubblicani degli Stati Uniti d’America, da Nixon a Reagan fino allo stesso Donald Trump. Sienna Miller interpreta Elizabeth, la moglie del mogul, e Seth MacFarlane veste i panni di Brian Lewis, ex braccio destro di Ailes a capo delle Pr del canale. E ancora Simon McBurney (La teoria del tutto) è il tycoon Rupert Murdoch, Annabelle Wallis ha il ruolo di una delle accusatrici, Laurie Luhn, contabile di Fox News, e Aleksa Palladino (Boardwalk Empire) è invece la storica assistente di Ailes, Judy Laterza.Ogni episodio di The Loudest Voice, basata sul libro di Sherman, produttore e co-autore di alcuni script della serie, racconta di un avvenimento importante della vita di Ailes, dalla fondazione di Fox News alla trasformazione dell’emittente da piccola rete in uno dei network più influenti della storia. Il tutto grazie alla politica di Ailes che da figura geniale e carismatica ha accresciuto il suo potere e che ha plasmato l’emittente a sua immagine e somiglianza. Dal 1995 al 2016, due decenni di vita vengono raccontati attraverso snodi salienti della sua carriera, ma anche della storia politica del paese, mettendo in evidenza il suo carisma, la sua personalità controversa e le molestie e gli abusi verso le sue dipendenti, che nella miniserie non vengono svelati da subito, anche se la storia è disseminata di riferimenti. Lo show si concentra in particolare su alcuni casi, come quelli che hanno coinvolto appunto Laurie Luhn e Gretchen Carlson.

Taylor Swift trionfa agli American Music Awards e batte il record di Michael JacksonE’ l’artista dell’anno e del decennio, la più premiata di sempre

25 novembre 201911:49

Taylor Swift è l’artista dell’anno agli American Music Awards, il terzo premio per importanza per la musica statunitense. L’artista ha vinto 25 American Music Awards, battendo un record precedentemente detenuto da Michael Jackson, che ne aveva vinti 24. Oltre ad essere incoronata come artista del decennio, Taylor Swift ha vinto sei premi, tra cui video musicale, artista femminile, artista dell’anno. Durante la serata, Taylor Swift è stata protagonista di un’esibizione in cui ha cantato i suoi più grandi successi, Love Story, I Knew You Were Trouble, The Man, Lover.

Incassi: Cetto c’è e balza in testa, 2/o PolanskiTerzo Le Mans ’66. Debuttano Countdown 5/o e Depeche Mode 7/o

25 novembre 201911:51

– Cetto c’è, Senzadubbiamente, a 8 anni dalla sua nomina a sindaco (solo sul grande schermo) e a 16 dalla prima apparizione televisiva del personaggio, torna al cinema e balza in testa al box office italiano con 2 milioni 479 mila euro e la media più alta della top ten: 4072 euro su 609 sale.
Secondo con 1 milione 215 mila euro L’Ufficiale e la spia (J’accuse). Il film di Roman Polanski con Jean Dujardin, Louis Garrel ed Emmanuelle Seigner incassa 1 milione 215 mila euro con la media di 2894 euro su 420 schermi.
Scivola dalla prima posizione al terzo gradino del podio Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare guidato da Christian Bale e Matt Damon: guadagna altri 734 mila euro toccando i 2 milioni 326 mila in 15 giorni.
Le altre nuove uscite sono il thriller Countdown di Justin Dec con Elizabeth Lail e Charlie McDermott che si piazza quinto con un incasso di 385 mila euro e il film-concerto Depeche Mode: Spirits in the Forest di Anton Corbijn che è settimo con 325 mila euro.
Continua la corsa di Joker, 12/o, che con i 234 mila di questa settimana tocca i 29 milioni 107 mila totali in 8 settimane.
In salita gli incassi totali che toccano gli 8 milioni 915 mila euro con un +21.47% sullo stesso periodo dello scorso anno e +1% sulla scorsa settimana.

I volti del cinema, taglio del nastro per l’installazioneOrchestra del Teatro Regio dedica concerto a colonne sonore film

TORINO21 novembre 201920:35

– Con il taglio del nastro dell’installazione che rimarrà in piazza Castello tutto il prossimo anno, parte ufficialmente questa sera – alla vigilia dell’inaugurazione del Torino Film Festival – il programma di Torino città del cinema.
L’installazione ‘I volti del cinema’, formata da 20 pilastri ricoperti da una lamina inox specchiante – creata da Fargo Film con Museo Nazionale del Cinema e Film Commission – richiama le scenografie dei vecchi film con ‘venti attori per 20 pellicole più 1’, il visitatore che si confronta con questi visi a volte sconosciuti. Un sistema di casse audio nascoste all’interno dei pilastri e attivate dal passaggio delle persone, riproduce i brani più famosi delle colonne sonore dei film.
Chiude la giornata il concerto ‘Prendete il posto. Inizia il film’ dell’Orchestra del Teatro Regio, diretta dal maestro Alessandro Molinari che eseguirà 20 composizioni scritte da 20 autori italiani di musiche per film, accompagnate da una proiezione video realizzata dal Museo del Cinema.

Ficarra Picone e Cortellesi alle Giornate di SorrentoAnnunciati anche Favino e D’Amore, 42/a edizione 2-5 dicembre

2 novembre 201916:55

– Ficarra & Picone, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino, Marco D’Amore, Lillo & Greg, Cristina Donadio sono i primi nomi annunciati tra gli attesi a Sorrento, tra il 2 ed il 5 dicembre, nell’ambito della 42/a edizione delle Giornate organizzate dall’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la collaborazione dell’Anica e il sostegno del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo e del Comune di Sorrento.
Ed ancora Peppino Di Capri per il film “Alessandra, un grande amore e niente più” di Pasquale Falcone, anch’esso a Sorrento insieme ad una parte del cast formato da Sergio Muniz, Rosaria De Cicco, Sara Zanier, Pietro De Silva, Giacomo Rizzo. Un commedia sentimentale che sarà una delle anteprime del programma della manifestazione e che prende “in prestito” per il titolo uno dei più grandi successi di Peppino Di Capri, riarrangiato appositamente per il film.
A questi nomi se ne aggiungeranno numerosi altri, tra i protagonisti del cinema italiano, che prenderanno parte alle convention delle distribuzioni italiane per presentare agli oltre mille accreditati delle Giornate tutti i titoli in uscita nel 2020. A breve saranno annunciati anche i vincitori dei Biglietti d’Oro e delle Chiavi d’Oro Anec, assegnati ai campioni del botteghino, e i premi che l’Anec ha dedicato a Pietro Coccia e Claudio Zanchi, riservati ai migliori talenti del nostro cinema.
Reso noto anche il programma completo delle anteprime per la città di Sorrento, dall’ 1 al 7 dicembre al Cinema Teatro Tasso, che inizia domenica 1 con la proiezione in versione originale sottotitolata di “Cena con delitto” diretto da Rian Johnson e interpretato da un cast di star che annovera Daniel Craig, Chris Evans, Toni Collette, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson e Christopher Plummer.

Nour, Bartolo e la missione di accogliere i migranti”Proteggere persone, non confini”. Castellitto gli dà il volto

ORINO25 novembre 201909:37

– “C’è un grande murales a Lampedusa su cui è scritto: ‘Bisogna proteggere le persone e non i confini’. Bisogna insomma avere paura solo dei muri mentali”. Così oggi al Torino Film Festival un appassionato Pietro Bartolo, storico medico dell’isola e ora parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, che ha salvato e accolto migliaia di migranti provenienti dal nord Africa. Motivo della sua presenza? La presentazione a Festa Mobile di Nour di Maurizio Zaccaro, film tratto da un suo libro (Lacrime di sale) e con protagonista Sergio Castellitto che veste i suoi panni.Chi è Nour? Una ragazzina di dieci anni che viene dalla Siria e che ha affrontato da sola il viaggio verso l’Europa attraverso il Mediterraneo. Insomma una delle tante sopravvissute a un naufragio, ma con un dolore enorme dentro il cuore: sua madre, in Libia, solo alla fine non è stata imbarcata e ora Nour non sa più dove sia. Pietro Bartolo (Castellitto), medico dell’isola, se ne prende però cura in modo particolare. La porta nella sua casa, le si affeziona come a una figlia e cerca in tutti i modi di ricostruire non solo il passato della bambina, ma anche il suo presente e il suo futuro. “Mi sono chiesto come mettere in scena con il dovuto rispetto la storia di Nour – dice il regista – . Sono giunto alla conclusione che nulla, in questo film, poteva essere ricreato in modo posticcio. Nour, per essere credibile, doveva collocarsi a metà strada fra il vero vissuto. Insomma quello che Bartolo descrive nel suo libro è il vero narrato che Castellitto interpreta sullo schermo. Due modi di raccontare il vero e il verosimile in modo da rendere una storia, pur complessa che sia, vicina a tutti, anche se affonda le sue radici nella realtà più dura, scomoda e controversa che si conosca”.Il film, che sarà distribuito da Vision ed è dedicato ad Ermanno Olmi, è firmato Stemal Entertainment, Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo ed Elisabetta Olmi. “È stata un’esperienza straordinaria – dice ancora Bartolo -, e sono grato a Castellitto, un grande professionista. Per quanto riguarda il mio lavoro credo, ora più che mai, che sia una missione. Proprio ieri c’è stato un altro naufragio e io credo che non ci si possa assuefare mai a queste cose, perché un naufragio dovrebbe scuotere le coscienze”. E ancora il medico: “Per trent’anni il molo di Lampedusa e stata la mia prima casa. E va detto che devo molto a tutti gli immigrati che ho salvato. Mi hanno cambiato la vita. Io che scrivevo solo ricette mediche mi sono messo a un certo punto a scrivere libri, mi sono poi votato alla politica pur di poter fare qualcosa. I migranti mi hanno addirittura curato da un ictus che è come rientrato di fronte alla mia voglia di tornare in ospedale”. Vera ossessione per Bartolo quella per un bambino che non è riuscito a salvare e ha trovato morto in una sacca per cadaveri: “Aveva i pantaloncini rossi, non lo scorderò mai. Era solo un bambino. Non riesco proprio a dimenticarlo, era solo un bambino”.

Incassi Usa, subito in testa Frozen 2Sul podio Le Mans ’66 e Un amico straordinario con Tom Hanks

24 novembre 201919:28

– Debutto da record al box office nord americano per Frozen 2, il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee, che nel primo week end nelle sale rastrella 127 milioni di dollari, la miglior apertura di sempre per un film di animazione a novembre, quasi il doppio della cifra centrata all’esordio dagli Incredibili nel 2004 (70,4 milioni di dollari). Le principesse Elsa e Anna conquistano anche il quarto posto di sempre per il debutto di un film animato, alle spalle di Alla ricerca di Dory (135 milioni di dollari nel 2016).
Scivola in seconda posizione Le Mans ’66: il film di James Mangold con Matt Damon e Christian Bale, sull’epica sfida tra Ford e Ferrari, porta a casa 16 milioni di dollari, sfiorando in totale i 59 milioni. Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), il film di Marielle Heller con Tom Hanks nei panni di Fred Rogers, celebre conduttore tv statunitense, con 13,5 milioni di dollari.
Debutta in quarta posizione 21 Bridges di Brian Kirk (9,3 milioni di dollari), seguito da Midway, kolossal bellico di Roland Emmerich, che perde tre posizioni in classifica (solo 4,7 milioni di dollari nel fine settimana, 43,1 milioni in totale).

Fellini dalla A alla Z nel ‘Dizionario’ della nipoteDaniela Barbiani ha raccolto frasi e disegni del grande regista

5 novembre 201911:12

DIZIONARIO INTIMO PER PAROLE E IMMAGINI’ A CURA DI DANIELA BARBIANI, (PIEMME, PP 240, EURO 17.90) – I pensieri, l’ironia, l’intelligenza e l’originalità di Federico Fellini, attraverso le sue parole. L’amore per l’iperbole, i paradossi e soprattutto i disegni, irriverenti ed eccessivi, sarcastici ed eccentrici. Una piccola perla per tutti i felliniani arriva con il “Dizionario intimo per parole e immagini” del grande regista, curato dalla nipote Daniela Barbiani, che ha raccolto le frasi di Fellini su temi come il cinema, la creatività, i sogni, l’arte. Ma anche su nomi noti dal Berlusconi imprenditore che ancora non aveva annunciato la discesa in campo a Roberto Benigni e Marcello Mastroianni. E li ha divisi in tre filoni in ordine alfabetico: Cinema, arte e disegno; Dizionario intimo, sogni e immaginazione; persone, personaggi e luoghi.
E così si scopre un Fellini meno noto: il suo odio-amore, per esempio, nei confronti del Colosseo, “immenso teschio mangiato dal tempo” che comunica “terrore” ma anche “voluttà” o la totale mancanza di interesse per il calcio: “Non ho mai visto una partita di calcio. In questo credo di essere poco italiano”. Ma anche la sua grande autoironia che trapela in molte occasioni dalle pagine del libro, come ad esempio quando descrive la parola ‘felliniano’: “mio padre voleva che diventassi un ingegnere, mia madre un arcivescovo, ma ho fatto di tutto per diventare un aggettivo”. E poi l’incredibile, smisurato, amore per il cinema e tutto ciò che lo circonda, gli attori, le maestranze, la scenografia: “A Cinecittà non ci abito, ma ci vivo!”. E ancora: “Cosa sono i miei film? Non c’è nessuna differenza tra il mio lavoro e la mia vita”. E soprattutto: “il mestiere di regista è un modo di fare concorrenza al padreterno”.
Ma non solo: 30 disegni inediti, sempre divisi per argomento, arricchiscono il libro. Schizzi irriverenti, spinti, ironici, che Fellini disegnava spesso mentre chiacchierava con la nipote, assistente alla regia dei suoi ultimi quattro film, e poi le regalava ammiccando: “questo non farlo vedere ai bambini però”.
Un testo da sfogliare per ritrovare il pensiero del regista ma anche lo spirito di un’epoca, arricchito dai contributi del suo grande amico Pietro Citati e dello scrittore Milan Kundera che ha sempre nutrito nei confronti del regista una grandissima stima, completamente ricambiata, anche se non si sono mai incontrati. Fellini, che su ogni argomento regala sempre racconti ricchi di aggettivi, metafore e aneddoti, lo dimostra con la semplice, asciutta e definitiva frase che dedica a Kundera: “Il più grande scrittore europeo contemporaneo”.

Don Carlo alla Fenice, Verdi ‘vince’ su acqua altaAperta la stagione. Chung, ritrae i chiaroscuri dell’animo umano

VENEZIA25 novembre 201909:30

La Fenice è risorta un’altra volta, dopo la paura dell’acqua alta. Il Don Carlo di Giuseppe Verdi, diretto dal Maestro Myung Whun Chung e con la regia di Robert Carsen, accolto con 10 minuti di applausi ha aperto la stagione lirica, a 28 anni dall’ultima rappresentazione nel teatro veneziano. La ‘prima’ di domenica era stata messa in forse dalla devastante acqua alta del 12 novembre (187 cm su medio mare), che aveva superato le barriere di sicurezza (a 183 cm) e invaso la sala macchine sotto il pianoterra. Per una settimana il teatro, senza corrente elettrica, è rimasto chiuso e le prove spostate a Treviso. Una gara contro il tempo, che ha visto in campo “una umanità straordinaria”, per arrivare il 19 scorso ad ottenere il nullaosta per la riapertura; e poter mettere in scena, a dirla con le parole del regista, uno spettacolo “nero” e psicologico, ambientato nella Spagna del sedicesimo secolo, con sullo sfondo il confronto-scontro tra il potere della religione e quello del Re, dei protagonisti con Dio. Uno scavo in profondità compiuto da Verdi nell’animo umano, con un’opera dark, shakespeariana – ancora Carsen -, ben reso dall’allestimento, dove dominano i costumi e le scene scuri, che ha contribuito a portare in primo piano la potenza della musica e del libretto (Francois-Joseph Mery e Camille du Locle) e le capacità interpretative dei cantanti. Numerosi gli applausi del pubblico in un teatro esaurito. Tra gli interpreti, tre ‘debutti’: Piero Pretti nel ruolo di Don Carlo, Alex Esposito (Filippo II) e Julian Kim (marchese di Posa). Maria Agresta ha interpretato la regina Elisabetta di Valois, Veronica Simeoni la principessa Eboli e Marco Spotti il grande inquisitore. ; Carsen è tornato al teatro veneziano quindici anni dopo la direzione de La Traviata che inaugurò la Fenice ricostruita dopo l’incendio del 1996. Un ritorno coinciso così, sul piano ideale, con la nuova “rinascita” dopo l’alluvione. Tanti i segni di solidarietà e gli aiuti da parte di altri teatri. Oggi l’acqua alta ha coperto parte della città, ma nessun problema per la Fenice. “Si alza il sipario” ha detto il sovrintendente Fortunato Ortombina. Presenti alla serata, tra gli altri, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il sindaco Luigi Brugnaro. Quella di Don Carlo è una storia complessa, nera, disperata, dove si intrecciano conflitti tra padre e figlio, (Filippo II e Don Carlo), amori travagliati (Elisabetta, amata da entrambi e che va in sposa a Filippo II), e temi come il potere, nel rapporto-scontro tra quello secolare del sovrano e quello spirituale della Chiesa, nella figura del grande inquisitore; sullo sfondo le istanze d’indipendenza dei popoli, nell’opera le Fiandre. Di forte impatto la scena del rogo dei libri e dell’esecuzione dei ribelli.
Andata in scena in prima assoluta a Parigi nel 1867, in cinque atti con i ballabili, l’opera è stata presentata a Venezia nella versione milanese in quattro atti del 1884. “In questa versione – rileva Carson nelle note di regia – non è la storia che domina, ma la psicologia dei personaggi. Tuttavia, alcuni temi come la religione o il potere sono cruciali e non possono essere ignorati. Così come il contesto politico nel quale si svolge l’azione, segnato dal contrasto tra la Spagna cattolica e la rivoluzione protestante nelle Fiandre”. Per il maestro Chung “Verdi è maestro assoluto nel ritrarre i chiaroscuri dell’animo umano, che la magia della sua musica riesce a trasmettere a chi l’ascolta in modo immediato quanto indelebile”.

Freddie Mercury, 28 anni fa la morte di un mitoLa voce dei Queen, tra rock e lirica

4 novembre 201917:02

24 novembre 201917:02

“La rete degli invisibili” nella ‘ndranghetaDiciassettesimo volume di Nicola Gratteri ed Antonio Nicaso

CATANZARO24 novembre 201913:28

CATANZARO – NICOLA GRATTERI E ANTONIO NICASO, ‘La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse’, (MONDADORI, pp 204, EURO 18,00).
Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta occupandosene ormai da molti anni anche per la sua precedente esperienza di procuratore aggiunto di Reggio Calabria, ed il giornalista e docente universitario Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, anche lui grande esperto della materia, hanno scritto un nuovo libro in cui analizzano l’evoluzione della criminalità organizzata calabrese, considerata ormai la più pericolosa e diffusa a livello mondiale. Il titolo del volume, che analizza i più recenti passaggi evolutivi della ‘ndrangheta, è “La rete degli invisibili. La ‘ndrangheta nell’era digitale: meno sangue, più trame sommerse” .
“Anche nel sordido mondo della criminalità e dell’illegalità – sottolinea l’editore – la sopravvivenza è regolata dalla legge darwiniana dell’evoluzione e dell’adattamento all’ambiente, come dimostra la storia della ‘ndrangheta che, proprio in virtù della sua straordinaria capacità mimetica, è diventata una delle organizzazioni mafiose più ricche e potenti del pianeta. Ma come sono fatti gli ‘ndranghetisti del terzo millennio? Come vivono? Come si vestono? Come gestiscono i loro affari? Come si riconoscono? Continuando nel loro infaticabile quanto meritorio tentativo di indagare una realtà criminale sommersa e misteriosa e di dare un volto agli ‘invisibili’, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso analizzano la ‘ndrangheta 2.0, sempre più collusiva e sempre meno violenta, e i suoi rapporti con i centri di potere economico, politico e finanziario, con la massoneria deviata, il web sommerso ed i social network. Ne descrivono i boss, inclini al basso profilo e ostili ai gesti eclatanti e alle clamorose dimostrazioni di forza, ma attivamente impegnati nello spietato governo del territorio, nella corruzione e nell’infiltrazione delle istituzioni e dell’economia legale e nel soddisfare la ‘domanda di mafia’ legata alla globalizzazione e alla creazione di un unico mercato mondiale in cui imprenditori e operatori economici, in Italia e all’estero, chiedono alla criminalità beni e servizi necessari per abbattere i costi di produzione, elevare i margini di profitto e acquisire competitività”.
Ma l’analisi di Gratteri e Nicaso si sofferma anche su altri aspetti che hanno riguardato di recente la ‘ndrangheta, tra cui quella che lascia intravedere le prime crepe nel secolare e apparentemente inscalfibile muro di omertà dell’organizzazione: ci sono alcuni rampolli di famiglie mafiose che decidono, o convincono i padri a farlo, a collaborare con la giustizia. Ci sono poi mogli e figlie di boss che si ribellano ed affiliati che non hanno più paura di esibire pubblicamente la loro omosessualità, tema che un tempo era un tabù.
“Quella contro la ‘ndrangheta – concludono gli autori de “La rete degli invisibili” – è una battaglia che è possibile vincere, ponendo mano ai Codici, nella speranza di trovare una forte convergenza politica su una battaglia di civiltà, quella contro mafie e corruzione, due mali endemici che costituiscono una zavorra e una gravissima minaccia sul presente e sul futuro del nostro Paese”.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranistaAlbanese, ormai la mia maschera è superata dalla realtà

24 novembre 201911:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega l’attore che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”.Mentre a domanda diretta, se il film rischia di rendere ancora più popolare Salvini, Albanese replica secco: “Spero proprio di no”. “Fare un personaggio come Cetto che è, allo stesso tempo, volgare, amorale e maschilista – dice -, mi fa vergognare come una bestia quando ci penso e a volte questo mi provoca il torcicollo, un modo per non guardare. E pensare che l’idea di Cetto mi è venuta quando ho visto un giorno un candidato mostrare la foto della moglie del suo concorrente dicendo che era una puttana e dunque il marito un cornuto invotabile”. E che ci sia qualcosa che non va in questa politica, Albanese lo spiega così: “Ci sono ministri della paura. Il 2016, ad esempio, è stato l’anno con il più basso numero omicidi. Ma questa cosa non viene fatta percepire. Si preferisce manovrare il popolo, e questo è da vigliacchi”. Candidarsi in politica? “Non me lo ha chiesto nessuno”.La maschera di Cetto La Qualunque, conclude il regista, “funziona ancora ed era poi giusto raccontare dove si era arrivati in politica”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

Kassabova, l’instabilità fa crescere i muriLa scrittrice originaria di Sofia in Italia con ‘Confini’

23 novembre 201914:02

KAPKA KASSABOVA, CONFINE-VIAGGIO AL TERMINE DELL’EUROPA (EDT, PP 405, EURO 25,00)Viviamo in un’era di fortificazioni, in un mondo instabile in cui i confini diventano “quasi un mondo sotterraneo”. “Come nelle classiche storie horror l’ingrediente principale è un ambiente instabile, dove è possibile tutto, gli orrori e i miracoli” e “proprio per questa instabilità non ci sarà un’altra cortina di ferro”. E’ la visione di Kapka Kassabova a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. “Parliamo di confini apocalittici che rappresentano la paura collettiva. Di confini duri come può essere Messico-America dove mettono i bambini nelle gabbie. E noi viviamo un tempo del mondo di sotto senza saperlo” dice. Grande viaggiatrice e apprezzata scrittrice di origini bulgare, emigrata in Nuova Zelanda dopo il crollo del Muro, la Kassabova, che è nata nel 1973 e oggi vive in Scozia, appartiene all’ultima generazione della cortina di ferro.
Nel suo nuovo libro ‘Confine. Viaggio al termine dell’Europa’, pubblicato da EDT nella traduzione di Anna Lovisolo, esplora i cosiddetti Balcani sud-occidentali. Quel confine tra Bulgaria, Turchia e Grecia considerato una via di fuga dal blocco di Varsavia migliore rispetto al Muro di Berlino, con boschi e montagne affollate di militari, spie e fuggiaschi. “Quando cadde il muro di Berlino al mondo c’erano 16 confini fortificati oggi ce ne sono più o meno 60. Questo fa pensare che il mondo sia più sicuro, ma non è evidentemente così” afferma.
“La parola confine è associata spesso solo ed esclusivamente alla politica, ma io sono più interessata alla terra, alla visione metaforica e simbolica” spiega la scrittrice che ha fatto del confine e delle persone che lo abitano la chiave delle storie del suo libro, accolto come una rivelazione da gran parte della critica anglosassone e vincitore di numerosi premi, che è venuta a presentare in Italia.
“Il confine di cui io parlo nel libro è conosciuto come l’altro Muro di Berlino perché il Muro era una cortina di ferro continua, dalla Finlandia alla Bulgaria. Per cui, quando si parla del Muro di Berlino e si pensa solo alla Germania, la rappresentazione è sbagliata. In particolare la parte di cui mi sono occupata in questo libro era un pezzo particolarmente attivo, di transito, sia durante la Guerra Fredda, sia prima.
Era il posto dove passavano storicamente gli immigrati per andare dall’Asia all’Europa. Fino a pochi anni fa c’erano posti che avevano ancora i cancelli chiusi, non per ragioni politiche ma per l’inerzia del confine e se tu volevi andare a visitare parchi naturali o aree protette nella zona della montagna di Strangia dovevi trovare la pattuglia di confine più vicina e chiedere la chiave”, racconta la Kassabova che si considera una scrittrice di luoghi, che crede nel “potere che hanno i posti perduti, segreti e le persone che nessuno conosce” ed è interessata ai microcosmi e alle voci di chi non viene ascoltato.
Adesso, spiega, “i check point che ci sono in Bulgaria sono i più trafficati in Europa per via del grande commercio dall’Asia.
Ma c’è una differenza sostanziale rispetto a trent’anni fa: la terra è più instabile. Le migrazioni sono un fenomeno che non si può fermare, che è causa e sintomo di instabilità. E per via di tutto questo non sappiamo se domani saremo noi a dover scappare, a trovarci ad attraversare un confine dalla parte cattiva alla parte buona”.
La prima sezione del libro è ambientata in una comunità bulgara di confine “e per me – continua – è stato interessante vedere come la mitologia collettiva di questi posti rifletta la cultura degli inferi, del sotto mondo” dice la scrittrice che ha voluto incontrare tutto lo spettro della società del confine, i fuggitivi, i nativi, le guardie e i fantasmi del confine, cioè quelli che sono dall’altra parte. Il viaggio ha seguito tanto le terre selvagge, quanto il confine. Dal mar Nero al Monte Strangia che è una delle montagne più misteriose e oscure d’Europa, poi attraverso la pianura Tracia e al traffico che c’è in quel confine e ancora fino al massiccio del Rodopoi, il viaggio “è diventato quasi speculare perché il confine è anche uno specchio” sottolinea la Kassabova .

Le tante vite di Frida Kahlo in un docu-filmAl Torino Film Festival e poi in sala dal 25 al 27 novembre

23 novembre 201910:44

– Bellissima, in alcune foto, e per niente bella in altre con quelle sue sopracciglia folte e quella peluria sopra le labbra che non ha mai voluto nascondere, Frida Kahlo già dall’aspetto mostrava una natura selvaggia, proprio come le sue tante vite e i colori dei suoi vestiti.
E va detto che libera, anche sentimentalmente, questa artista messicana nata nel 1907 lo fu davvero come fa vedere ‘Frida. Viva la vida’, docu film di Giovanni Troilo che passa alla 37/a edizione del Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile per poi approdare nelle sale italiane in esclusiva il 25, 26, 27 novembre.
Il film, prodotto da Ballandi Arts e Nexo digital in collaborazione con Sky Arte e con la partecipazione straordinaria di Asia Argento, racconta, per quanto è possibile, questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. E questo in un lungo viaggio tra le opere, ma anche le fotografie, i vestiti e gli oggetti personali della Kahlo con la colonna sonora originale di Remo Anzovino.
Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima poi di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, Frida affrontò ben 32 operazioni e convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte. Nonostante questo, grazie alla sua pittura e ai suoi scritti, al suo modo di vestire, al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento, un’icona capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.
Asia Argento in ‘Frida. Viva la vida’ conduce lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge dato dalle stesse parole dell’artista e tratto da lettere, diari e confessioni private. Si scoprirà così come l’opera della pittrice affondi le sue radici sia nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera (da lei sposato due volte), a Trotsky.
Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti come dolore e piacere, tenebre e luce, vita nella morte e morte nella vita. Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004.
‘Frida. Viva la Vida’, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).
Ecco, infine, l’ultima frase scritta sul suo diario: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

Aciman, ‘Cercami’ come una partitura musicaleLo scrittore all’Anteprima di Libri Come con il nuovo romanzo

22 novembre 201919:44

ANDRE’ ACIMAN, CERCAMI (GUANDA, PP 278, EURO 18,00)Ha una struttura che ricorda quella delle partiture musicali – scandita in ‘Tempo’, ‘Cadenza’, ‘Capriccio’, ‘Da capo’ – e la musica, quella classica in particolare, ha una grande importanza in ‘Cercami’, il nuovo romanzo di André Aciman, che esce per Guanda undici anni dopo ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un fortunatissimo film di Luca Guadagnino.
Tornano Elio e Oliver, ma ‘Cercami’ non “è un seguito di Chiamami col tuo nome’ come ha spiegato Aciman che è stato protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e dei lettori, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Il quotidiano e il realismo non mi hanno mai interessato. La mia scrittura cerca di essere come quell’armonia e felicità che c’è nella musica” dice lo scrittore che insegna letterature comparate alla City University di New York, vive a Manhattan, ha una passione speciale per il nostro Paese e parla benissimo italiano. “La musica è la forma d’arte più sublime che esista.
Le variazioni Goldberg di Bach o i Quartetti di Beethoven sono il meglio che l’umanità abbia creato” sottolinea.
L’amore, che vive al di là del tempo e delle distanze, è il cuore del romanzo. Ma prima di parlarci della nuova vita di Elio e Oliver, che dopo la loro folgorante passione hanno preso strade diverse, Aciman ci racconta un nuovo travolgente incontro: quello di Samuel, il padre di Elio che sta andando a Roma per rivedere suo figlio, e si imbatte in treno in una giovane fotografa ribelle. Con questa immagine si apre il libro che ci fa riflettere sul tema della paternità.
“Mio padre, un uomo che amava immensamente la musica, ha sposato una sordomuta. Mi sono molto interrogato sul perché di questa scelta. E’ un uomo che mi ha sempre affascinato” racconta lo scrittore che ha parlato del suo nuovo libro all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con Marino Sinibaldi, Elena Stancanelli e un appassionato pubblico di lettori e fan.
“Volevo capire chi era questo padre, da dove proveniva il discorso che faceva a suo figlio. Sono parti di una vita o di molte vite che non sono necessariamente connesse ma vanno insieme. La paternità non credo abbia un’influenza, si ripeta.
La persone si formano autonomamente” afferma lo scrittore che ha origini turco-sefardite .
In ‘Cercami’ anche la scrittura di Aciman ha un altro andamento, per brevi momenti. “Di romanzi lunghi ne ho scritti tanti, adesso basta” spiega l’autore che non nasconde “Elio sono io” e Oliver lo rimprovera perché non vuole guardare indietro.
“‘Non voglio parlare al passato. Siamo nel presente’. E’ tipico di Oliver dire questo mentre io sono lontano da tutto ciò” dice Aciman che in Cercami ci mostra Elio, pianista affermato, sentimentalmente irrequieto, che vive a Parigi ed è innamorato di un uomo che ha più o meno l’età del padre. Oliver vive a New York, si è sposato e ha avuto due figli adolescenti, ma il legame con Elio non si scioglierà mai.

La sapienza delle api, inediti di Pamela L. TraversDa Mary Poppins allo studio del mito e del folklore

NCONA22 novembre 201918:19

PAMELA L. TRAVERS, LA SAPIENZA SEGRETA DELLE API’ (LIBERILIBRI) . Sull’onda di una nuova “marypoppinsmania” globale e di un rinnovato interesse per l’autrice Pamela L. Travers (film come Saving Mr. Banks e Il ritorno di Mary Poppins, ora il musical italiano) la casa editrice Liberilibri pubblica per la prima volta in Italia una serie di testi della scrittrice australiana, tratti da conferenze e articoli di giornale, risalenti a un periodo tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta: “La sapienza segreta delle api”, a cura di Cesare Catà.
Pamela L. Travers, nom de plume di Helen Lyndon Goff, era una donna stramba e coltissima, libera e solitaria, inflessibile e severa, che rifiutava di definirsi una scrittrice per l’infanzia e che preferiva pensarsi come una studiosa di mitologia e folclore. E’ questo aspetto che emerge nella raccolta di inediti, in cui guida il lettore alla scoperta del lato oscuro delle fiabe, Mary Poppins compresa, una storia che in realtà presenta numerosi aspetti legati all’angoscia dei bambini. Una posizione che fa anche comprendere il duro scontro umano e professionale avuto dalla Travers con Walt Disney, nella traduzione cinematografica del suo personaggio più famoso: “due opposte concezioni delle fiabe, due divergenti visioni del mondo, due inconciliabili filosofie” scrive Cesare Catà nell’Introduzione. Catà ha selezionato e tradotto in italiano da “What the Bee knows. Reflections on Myth, Symbol and Story” (questo il titolo originale), pubblicato nel 1989, un florilegio ragionato di 21 testi che rappresentano “il testo più prezioso per tentare di chiarificare e di capire come la sua cultura e la sua vita influirono sulla scrittura di Pamela L. Travers”, e dove emergono, “mescolati insieme sovente in modo inestricabile, elementi biografici importanti della vita dell’autrice e principî essenziali della sua filosofia, del suo credo critico, della sua visione del mondo”. Ovvero: “una profonda conoscenza della mitologia e del mondo delle fiabe; le influenze di Yeats e George Russell, la lezione di Gurdjieff, la filosofia zen, gli studi antropologici, la psicanalisi e l’ermeneutica junghiane, l’astrologia esoterica, Shakespeare, Blake, Keats e la tradizione romantica”.

Lispector, tutte le donne, tutti i raccontiPer Feltrinelli l’opera monumentale della grande scrittrice

22 novembre 201918:18

CLARICE LISPECTOR, ”LISPECTOR, TUTTI I RACCONTI” (COMETE. FELTRINELLI, PAG. 560) Nei racconti di Lispector c’è una ”consapevolezza di genere che trova la strada di un femminismo lontano dall’oggettività programmatica del manifesto militante. Costruito piuttosto attorno alla consapevolezza (”io ero la donna di casa”, il granaio” come meta di un percorso di crescita esistenziale e intellettuale”.
Nei suoi racconti ”si trovano bambine, ragazze, giovani donne, donne mature e poi anziane, donne che attendono la morte: questi racconti sono il loro infinito e lacerato diario intimo, il loro quotidiano, alimentato da chimere e sconfitte, declinato in un unico comprensivo ritratto corale. In definitiva, citando Benjamin Moser, ‘un ritratto indimenticabile di questa grande figura in tutta la sua maestà”, scrive Roberto Francavilla nella bella postfazione a Lispector, il volume appena pubblicato da Feltrinelli che raccoglie in 560 pagine tutti i suoi racconti. Donna di rara sensibilita’ e intelligenza, colta e curiosa, ha saputo cogliere nelle sue opere la meraviglia e l’insensatezza dell’universo trasfigurandola in pagine densissime, poetiche, velate di ironia e di sorriso.Tra l’Ucraina dove era nata ma che aveva lasciato ad appena due anni, e il Brasile dove ha vissuto il resto della vita. Di famiglia ebrea, lei apolide e multiculturale come sancisce la necessità dell’oggi. Morta nel 1977 a soli 57 anni, dopo un grave incidente che aveva avuto dieci anni prima, dopo anni e anni di intensa scrittura intorno all’universo femminile. Madri, figlie. nonne, mogli, nuore, suocere, perno della vita quotidiana arrotolata nel ritmo lento ma inesorabile delle sue storie. ”Ecco vedi”, dichiarò a bruciapelo una vecchia chiudendo il giornale con decisione, ”ecco, io dico solo questo: Dio sa quello che fa”.

Venditti e De Gregori, concerto insieme dopo 50 anniAllo stadio Olimpico il 5 settembre i due in concerto evento

22 novembre 201911:53

Antonello Venditti e Francesco De Gregori: i due cantautori che hanno segnalo la storia della musica italiana tornano insieme dopo 50 anni in quello che si annuncia come un concerto evento. Sarà il 5 settembre allo stadio Olimpico di Roma. Una storia comune e diversa cominciata insieme tanti anni fa. I due artisti cominciano a collaborare poco più che ventenni durante un viaggio in Ungheria, scrivono le loro prime canzoni insieme, per arrivare al comune esordio discografico con Theorius Campus dove Antonello incide “Roma Capoccia”, subito grandissimo successo, e Francesco “Signora Aquilone”. Un disco che sancì per entrambi l’inizio del proprio percorso artistico.
Due personalità molto differenti, ma affini. Due stature artistiche diverse, ognuna con la propria poetica. Venditti e De Gregori tornano insieme, nella loro città, là dove tutto iniziò, nella ‘cantina’ della loro musica. La prevendita dei biglietti on line dal 22 novembre e nei punti vendita dal 29/11.

Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ BocconiIl Capo dello Stato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ Bocconi

25 novembre 201912:56

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ BocconiLa formazione “deve suscitare spirito critico e senso di responsabilità che sono i veri antidoti a odio e pregiudizio”, ha spiegato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l’inaugurazione dell’Anno accademico della Bocconi di Milano, rifacendosi a quanto detto dal presidente dell’Ateneo, Mario Monti.
“Credo di poter dire, oltre a rendere l’Italia un po’ più europea, Lei ha evitato al nostro Paese alcune pericolose sbandate”. Così il presidente della Bocconi, Mario Monti nel ringraziare il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in un passaggio del suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico. “Con la persuasione o con il richiamo, esercitato talora in frangenti difficili, Lei è riuscito a rendere più consapevoli le forze politiche che l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea non è solo la realizzazione di un ideale condiviso da tanti italiani, ma è anche un argine contro alcune turbolenze esterne e uno stimolo a decisioni più ponderate a livello nazionale”, ha sottolineato Monti.

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Mostre: ‘U.MANO’, arte e scienza alla Fondazione Golinelli
Percorso dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura

BOLOGNA19 novembre 2019 15:47

– Un percorso espositivo dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura, dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell’universo che gli sta intorno. E’ ‘U.MANO – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà’, la nuova mostra della Fondazione Golinelli a Bologna, aperta al pubblico dal 20 novembre al 9 aprile e allestita nel Centro Arti e Scienze Golinelli, per l’occasione trasformato in un tempio classico.
Si parte da due grandi installazioni centrali: le mani chiuse, emblema della riflessione sulla propria origine e interiorità, e quelle aperte, che rappresentano invece l’esplorazione e la conoscenza del mondo circostante. C’è anche il ‘De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri’ di Albrecht Durer, un trattato sul disegno della figura umana le cui istruzioni sono state interpretate come uno dei primi algoritmi di arte generativa. E ci sono due atlanti anatomici straordinari: il ‘De humani corporis fabrica’ di Andrea Vesalio e i ‘Deux Livres de chirurgie’ di Ambroise Parè.
Nel percorso, curato da Andrea Zanotti, sono poi collocati dipinti realizzati tra ‘500 e ‘600, particolare momento storico nel quale si è registrato un cambio di passo per alcuni versi simile a quello odierno: dalla ‘Madonna col Bambino’ attribuita a Caravaggio a quella di Ludovico Carracci. Poi, un indice puntato verso il Cielo, reinterpretato da Michelangelo Pistoletto nel ‘quadro specchiante’ che ripropone la ‘Creazione di Adamo’ di Michelangelo nella contemporaneità, fino alla ricostruzione della ‘Battaglia di Anghiari’, opera perduta di Leonardo la cui informazione in rete è stata ri-materializzata dai ragazzi che frequentano i laboratori sulla mostra di Fondazione Golinelli.
L’ultimo passo nell’evoluzione della mano conduce ad un presente avveniristico, nel quale è protagonista l’arto bionico, un’opera di ingegneria avanzata realizzata dai giovani ricercatori di BionIt Labs, una delle start-up che operano nell’incubatore-acceleratore G-Factor, che hanno progettato un arto innovativo e adattabile a ogni paziente.

Su Fox arriva Stumptown, la nuova serie con Robin ScherbatskyBasata sul graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth

9 novembre 201916:53

– Coraggiosa e determinata. Sicuramente con una vita disordinata. Dex Parios (Cobie Smulders), interpretata dalla Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother, è la protagonista di Stumptown, la serie basata sull’omonima graphic novel di Greg Rucka e Matthew Southworth che andrà in onda dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.05 su Fox (Sky, 112).La storia segue le vicende di Dex, ex veterana dell’esercito statunitense diventata investigatrice privata nella sua città natale, Portland (Oregon) per mantenere il fratello disabile e pagare i suoi debiti di gioco. Il suo metodo investigativo tutt’altro che convenzionale la rende un bersaglio facile dei peggiori criminali in circolazione e non è di certo vista di buon occhio dalla polizia. Dex Parios conduce una vita caotica e spesso il suo modo di essere la porta a creare problemi a chiunque le stia intorno. In ogni episodio la protagonista dovrà risolvere i casi che le verranno affidati, cercando di gestire, non sempre con grandi risultati, lavoro e vita privata. Nel cast troviamo Jake Johnson (New Girl, Jurassic World), Michael Ealy (Secrets and Lies), Camryn Manheim (Ghost Whisperer), Adrian Martinez (No Activity), Tantoo Cardinal (Frontiera) e Cole Sibus.

Sylvia Plath, tormenti di una poetessaAnalisi poetica e politica di Giorgi su un’icona del XX secolo

21 novembre 201908:51

Sylvia Plath. L’altare scuro del sole  (Edizioni della Sera, pp 200, euro 17) Un’icona dall’animo tormentato, una grande poetessa ancora oggi fonte di ispirazione: si intitola “Sylvia Plath. L’altare scuro del sole”  il libro nel quale Gaia Ginevra Giorgi affronta la complessa figura della celebre autrice statunitense, nata a Boston nel 1932 e morta suicida a soli 31 anni. Con la prefazione di Roberto Coaloa, il libro offre un ritratto sfaccettato e non convenzionale della Plath: non si tratta infatti di una biografia classica, ma di un saggio che continuamente mescola le prospettive di analisi, passando dagli eventi della vita personale alle angosce, alla malattia mentale e alle frustrazioni della poetessa fino all’analisi delle opere.
Un intento ambizioso che stimola il lettore, genera domande e fa nascere suggestioni, ma più che altro una necessità chiaramente espressa dall’autrice già nell’introduzione: Giorgi infatti afferma di aver voluto seguire, nell’avvicinarsi alla vita e alla produzione letteraria della Plath, un duplice approccio, “uno poetico e uno politico”.
I due livelli di analisi sono in un certo senso “dovuti”, considerata la complessità di una figura come quella della poetessa così piena di sfumature e forse ancora mai compresa del tutto. Ecco allora che il libro nei 3 densi capitoli “procede per fotogrammi, zoom tematici, incursioni e continui ribaltamenti di prospettiva”: nell’inquadrare anche storicamente la Plath, l’autrice non può non considerare quanto la poetessa, le cui angosce sono perennemente riflesse in ogni suo scritto, manifestasse “un disagio di genere, un disagio sociale legato al sistema fortemente binario della società americana del secondo dopoguerra, che la voleva corpo femminile, normativo e convenzionalmente sottomesso”. Difficile, ed emozionante, anche l’analisi della produzione poetica, in cui Plath evidenzia un talento folgorante e un’ispirazione dolorosa e purissima: come scrive Giorgi, “c’è qualcosa nei suoi componimenti che resta alieno, misterioso e ineffabile, qualcosa che si svincola di continuo dalle gabbie ideologiche, le categorie estetiche e le etichette commerciali”.

Festival: Quartieri di vita da Pina Bausch al teatro sociale22 novembre il via al Madre. 12 compagnie, direttore Cappuccio

NAPOLI19 novembre 201916:56

– Dall’omaggio a Pina Bausch , al teatro sociale: torna da novembre a marzo ‘Quartieri di vita’, il festival diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano. La rassegna, puntando sulla formazione, si propone di sostenere le realtà teatrali che da anni orientano il proprio lavoro a supporto delle fasce deboli.
Al via dal 22 novembre, fino al 6 gennaio, con ‘Ensembles’ videoinstallazione al Madre (presidente della Fondazione Donnaregina, Laura Valente) sul Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa Dal 20 dicembre al 5 gennaio per i visitatori mini-workshop condotti dalla coreografa Marigia Maggipinto. Il 14 e il 15 dicembre debutto assoluto al Teatro San Ferdinando di Napoli di ‘Another round for five’ di Cristiana Morganti (progetti con Goethe-Institut di Napoli e Ministero Federale degli Affari Esteri -Berlino).

Moda: Jennifer Lopez è il nuovo volto di CoachLa diva sarà protagonista delle campagne dalla S/S 2020

9 novembre 201917:08

– Jennifer Lopez sarà il nuovo volto globale di Coach. La sua collaborazione con il marchio di accessori di lusso statunitense includerà la partecipazione della diva a campagne pubblicitarie globali di pret-à-porter e accessori, a partire dalla stagione primavera/estate 2020.
JLo, una star che ha costruito la sua carriera e ridefinito gli standard del settore attraverso un percorso personale, ha basato il suo successo sulle sue radici newyorkesi, come il brand, che è stato fondato proprio nella Grande Mela nel 1941.
“Sono così entusiasta di questa collaborazione con Coach – ha commentato Jennifer Lopez -. È un marchio senza tempo di cui sono sempre stata fan e la prossima collezione parla davvero del mio stile personale, un mix tra uptown e downtown”.

Fellini, Lercio e Degrado Postmezzadrile a BiumorBiennale Umorismo Tolentino si occupa di “Odio”

TOLENTINO (MACERATA)19 novembre 201919:25

– Una mostra su Federico Fellini e la premiazione di alcuni dei maggiori gruppi di satira contemporanea come Degrado Postmezzadrile, premio Accademia Teatro; lercio.it, premio Accademia Social; il Terzo Segreto di Satira, premio Accademia Video, oltre a Iginio Straffi, il papà delle Winx, premio alla carriera come patron della Rainbow. Sono alcuni dei primi appuntamenti di Biumor, Biennale dell’Umorismo di Tolentino, organizzata da Popsophia e dal Comune, che si tiene nella città marchigiana dal 20 al 23 novembre. “L’odio” è il tema dell’edizione 2019, di calzante attualità in epoca di haters, buonismo e social. L’odio è il tema declinato in tutte le sue sfaccettature dai 239 autori in concorso, provenienti da 46 nazioni, in 620 opere. I vincitori saranno annunciati nella serata del 21, animata dai gruppi satirici. Tre le mostre: una sulle opere in concorso, una su Fellini, protagonista della Biennale nel 1991 e una su Norberto Bobbio. Tra gli ospiti Carlo Massarini e Pietro Sansonetti.

Arte: base originale per statue tornate in Duomo OrvietoUn convegno dedicato a opere ricollocate dopo 122 anni

ORVIETO19 novembre 201919:49

– Poggiano sui basamenti originali le monumentali 12 statue degli Apostoli e quelle dei quattro Santi protettori che hanno fatto ritorno nel Duomo di Orvieto dopo 122 anni. Anticipate da quelle dell’Angelo annunciante e della Vergine, realizzate da Francesco Mochi. Un intervento illustrato oggi pomeriggio nel corso di un incontro nella stessa cattedrale.
Le statue sono state realizzate da vari artisti tra la fine del 16/o secolo e l’inizio del 18/o e la loro presenza in Duomo costituisce – è stato spiegato – un chiaro richiamo all’Ecumenismo. Trovano posto ai piedi delle colonne che presentano le iconiche fasce alternate di travertino e basalto.
Il progetto di riposizionamento delle statue è stato coordinato dall’Opera del Duomo, presieduta da Gianfelice Bellesini che ha guidato il convegno al quale ha presto parte anche il vescovo, monsignor Benedetto Tuzia, il professor Antonio Paolucci, il sindaco Roberta Tardani e la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli.
All’interno del duomo molto fedeli e cittadini orvietani per ammirare da vicino il nuovo allestimento.

X Factor, anteprima inediti tra emozioni e sogniConcorrenti presentano loro canzoni nel loft del programma

RUGHERIO (MONZA)19 novembre 201920:34

Un brano frutto delle loro esperienze e desideri, che gli aderisca addosso come un vestito: è quanto hanno espresso i concorrenti di ‘X Factor’, nel raccontare in anteprima i loro inediti, in attesa del quinto live, in diretta su Sky Uno giovedì sera. Sguardo da sognatore, sorriso gentile e un universo di emozioni da raccontare, Eugenio Campagna porta Cornflakes, una canzone d’amore scritta da lui, che racchiude quel che voleva dire da tempo e “finalmente è uscito fuori”. Una rivalsa per chi ha cercato il suo equilibrio è stato il senso dato da Giordana Petralia alla sua “Chasing Paper”, scritta da Sia Furler, Pineapple Lasagne e Samuel Ronald Dixon.”Far aprire alle persone quei cassetti che la gente normalmente non aprirebbe” è la mission di “Enfasi”, della ‘Sierra’, il duo formato da Giacomo Ciavoni e Massimo Gaetano, che già alle audition aveva presentato il brano che ora però è stato rielaborato. Sonorità internazionali, e moderne di chi ha “già un disco pubblicato ma che cresciuto nella vecchia scuola ora si sente cambiato e pronto a dire la sua”, è come Nicola Cavallaro ha descritto con determinazione la sua “Like I Could”, scritta da Tom Walker, Jon Green e Jordan Riley. Un amore impossibile per una donna “irraggiungibile a cui però solo lui può dare quel tipo di sentimento”, canta invece Davide Rossi con ‘Glum’, con la voce potente e le mani che scorrono sul pianoforte.Parla di un amore ancora sconosciuto e di come lei lo vorrebbe vivere Sofia Tornabene, un concentrato di energia che si sprigiona con la prima nota di “A domani per sempre”, la prima canzone scritta “completamente da sola. Infine, pieno di energia, uno tsunami di strumenti e ritmo, ecco “Elefante” dei ‘Booda’, “un bambino nato totalmente nel loft di X Factor”, che narra della giungla urbana e dei vari animali che abitano in noi”.

Fossati, Mina una gioia ma non parlatele di passatoEsce album inediti. Pani, sono uguali, conta emozione

20 novembre 201909:40

Entrambi non amano i cambi di tono e questa è stata l’unica difficoltà da superare. Lo dice Massimiliano Pani, figlio e produttore di Mina (”è l’unico mandato che mi hanno dato…”) e lo conferma Ivano Fossati. Il 22 novembre, dopo 2 anni di lavoro, esce Mina Fossati un disco di cui i due protagonisti della musica italiana, da tempo, per scelta, lontani dalla ribalta, avevano parlato per la prima volta nel 1996. “Poi qualcosa nell’ambito delle case discografiche non andò per il verso giusto – ha raccontato Ivano Fossati – Quando un paio di anni fa ho scoperto che Mina ancora pensava a questa idea confesso che mi ha spiazzato un po’, ho avuto qualche esitazione, poi sono tornato a casa, ho raccontato la cosa a mia moglie e lei mi ha risposto ‘se dici no a Mina chiedo il divorzio’: ma è stata una eccezione, lavorare con lei è una gioia che non mi sarei mai negato, nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”. Fossati aveva deciso di ‘staccare da quella routine’ che lo aveva coinvolto per 42 anni, 8 anni fa (‘disco , tournée intervista, e poi di nuovo da capo’) e, ha ribadito, non cambierà idea. Undici inediti, prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore e distribuito da Legacy-Sony Music, Mina Fossati è stato presentato in anteprima alla stampa (e fatto ascoltare attraverso le cuffie) ieri sera nella Sala Puccini del Conservatorio Giuseppe Verdi, nell’ambito della Milano Music Week 2019. “Lavorare con quelli veramente bravi è più facile perché non hanno frenesie artistiche, fragilità, debolezze, sanno quello che sanno fare e lo fanno al meglio – ha detto Massimiliano Pani -, loro due poi cantano in maniera simile e per entrambi conta l’emozione, non la performance tecnica, vogliono arrivare a dare un cazzotto nella pancia”. “Ivano era un po’ titubante all’inizio, poi ha cominciato a mandare pezzi e ogni volta arrivava una sorpresa – ha aggiunto Pani – Ha avuto una vena compositiva straordinaria, non credo ci sia nessuno che scriva così, è un gigante”. A proposito della madre ha confessato invece di continuare a stupirsi ed emozionarsi ogni volta che lavora con lei. “La sua forza è nel capire cosa serve al pezzo -ha detto- arriva in sala che già sa cosa deve fare”. “Questo non è un disco celebrativo, non è un monumento ai caduti – ha aggiunto – ma credo che in questo momento non c’e’ nulla del genere così in giro, può piacere o non piacere, ma è un disco che fa da riferimento”. Un disco tra blues-rock e ballad dirette e toccanti, con le voci dei due interpreti accompagnate da pianoforte e orchestra d’archi, ma anche ripercussioni latine. “Bisogna forse avere una idea diversa di quello che è Mina – ha spiegato Fossati passeggiando sul palco del Conservatorio in una sala strapiena – pensiamo che lei sia una grandissima cantante e invece è una grandissima musicista, dietro ad ogni parola che canta, a ogni nota c’e’ un pensiero, il suo pensiero che si fa suono, lei poi non ascolta la musica la scannerizza”. “Quando ho cominciato a scrivere per lei ho visto che le idee fluivano – ha aggiunto- Ci conosciamo da anni e so che le sue scelte a volte sono spiazzanti, ma lei è sempre un chilometro avanti o di lato”. Un’artista appassionata e che vuole vivere nel presente guardando al futuro: “Con lei non si deve accennare all’argomento passato – ha aggiunto – Se si parla di passato, si rischia di vederla chiudersi, se invece si parla di progetti, del domani si trasforma in una valanga di idee”. Sull’importanza di concentrarsi sul qui e nel presente parla il disco, raccontando di sentimenti, e di amore. “Chissà perché mi considerano un esperto in materia e invece non ci ho mai capito nulla – scherza Fossati- Di sicuro le donne le ho sempre ascoltate, tutte”.

Handke e l’ape de ‘La ladra di frutta’Esce il nuovo romanzo per Guanda

21 novembre 201908:51

PETER HANDKE, LA LADRA DI FRUTTA (GUANDA, PP 426, EURO 20,00). Parte da una puntura d’ape, la prima dell’anno, l’esplorazione che compie Peter Handke nel suo nuovo libro ‘La ladra di frutta’, in libreria il 21 novembre per Guanda nella traduzione di Alessandra Iadicicco.
‘Ultimo epos’ come ne parla il Premio Nobel per la Letteratura 2019, questo romanzo si apre con un’immagine luminosa, di libertà. Lo scrittore, che nel 2014 aveva auspicato l’abolizione del prestigioso riconoscimento dell’Accademia svedese, ci porta a un giorno di mezza estate, quando con piacere si cammina a piedi nudi nell’erba e la puntura di un ape diventa un segno. “La puntura mi dava il segnale…di partenza. E’ tempo che tu ti metta in cammino. Strappati via dal giardino e da questa contrada. Vattene. L’ora di partire è arrivata” scrive Handke, anche sceneggiatore di ‘Falso movimento’ e de ‘Il cielo sopra Berlino’ dell’amico Wim Wenders . Lasciati i volumi che stava leggendo, i taccuini e diari, per il narratore è il momento di salutare la “baia di nessuno”, la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso il Vexin, in Piccardia, ripercorrendo l’itinerario compiuto, in un tempo indefinito, dalla ladra di frutta. “Con un bagaglio evidentemente pesante, camminava veloce, con passi ora decisi, ora esitanti, come se giocasse il gioco dell’inferno e paradiso” scrive Handke che da 25 anni almeno vive in Francia, a Chaville, sul limitare di un bosco, vicino a Parigi, dove risiede la figlia Amina.
Nelle 426 pagine del libro ci confrontiamo continuamente con la presenza reale e immaginaria di questa figura che in un gioco di specchi finisce per confondersi e sovrapporsi con il viaggio del narratore.
Sfuggente, “afflitta dalla smania di vagare”, sempre pronta a uscire dalla strada maestra per assaporare i frutti di orti e frutteti, la ragazza sta cercando la madre, scomparsa da un anno dopo aver lasciato improvvisamente il suo posto di dirigente in banca.
Grande protagonista del romanzo è la natura, i campi di stoppie, la boscaglia, ma soprattutto il contatto con essa: “di tanto in tanto si chinava per raccogliere una spiga di grano sospinta dal vento sull’asfalto e sulla ghiaia, e se la infilava dietro l’orecchio come una sigaretta” .
Tra incontri, peripezie, folgorazioni, viene celebrato, in una grande festa che sconfina nell’immaginazione, il vagare e tutte quelle deviazioni “verso i frutteti estranei; la mossa di scartare dal percorso; lo sciamare; il prendere qualcosa e farlo suo” che regalano doni inaspettati. Così il viaggio stimolato da un ape, che non è morta dopo aver punto ma è volata via rinvigorita, la ricerca della madre della ragazza di frutta, che in qualche modo ci riporta a ‘Infelicita’ senza desideri’ in cui Handke ha raccontato il suicidio di sua madre, è profondamente fisico e meravigliosamente interiore. Handke, che è originario di Griffen, in Carinzia, dove è nato nel 1942, ne ‘La ladra di frutta’ sembra sia riuscito a seguire il soffio della poesia nei dettagli minimi, in un gioco di astrazioni, allusioni e simbolismi che sono caratteristici della sua opera.

André Aciman all’anteprima di Libri ComeIl 21 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma

20 novembre 201910:20

– Andrè Aciman sarà il protagonista, il 21 novembre, dell’Anteprima di Libri Come, la festa del libro e della lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, con ‘Cercami’, il suo nuovo libro, pubblicato da Guanda.
Nel romanzo, l’autore di ‘Chiamami col tuo nome’, diventato un best seller internazionale grazie anche all’omonimo film diretto da Luca Guadagnino, torna a raccontare le vite di Elio e Oliver.
Ormai trentenne Elio in ‘Cercami’ è un pianista e docente al conservatorio di Parigi. Mentre Oliver, che ha 42 anni, è un professore universitario con due figli adolescenti. Stelio, il padre di Elio, separato dalla moglie afflitta da demenza senile, troverà un nuovo amore.
Nel corso della serata sarà annunciato anche il tema di Libri Come 2020.

Jean Luc Godard alla Fondazione PradaDal 4 dicembre materiale tecnico,mobili,libri da studio regista

0 novembre 201910:25

– “Anch’io avevo creduto per un momento che il cinema autorizzasse Orfeo a voltarsi senza far morire Euridice. Mi sono sbagliato. Orfeo dovrà pagare” dice in Histoire(s) du cinéma Jean Luc Godard, che dal 4 dicembre è alla Fondazione Prada di Milano con ‘”Le Studio d’Orphée’, un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro dove il cineasta ha deciso di trasferire il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, così come i mobili, i libri, i quadri e gli altri oggetti personali provenienti dal suo studio abitazione di Rolle in Svizzera.
All’interno de “Le Studio d’Orphée” il lungometraggio Le Livre d’image, 2018 e nove cortometraggi del regista saranno diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro. Godard ha anche concepito “Accent-soeur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre.

‘Alberto Sordi, un italiano come noi’. Arriva il filmUn viaggio nei luoghi più importanti della vita del più celebre attore italiano del dopoguerra

0 novembre 201912:04

Il minuto teatro settecentesco domestico, il salotto con il ritratto di Gaeleng, la sala da barbiere con le poltrone girevoli: il film Alberto Sordi, un italiano come noi le cui riprese saranno ultimate entro questa settimana, farà fare agli spettatori un tour del tutto particolare all’interno della casa del più celebre attore italiano del dopoguerra. “Era nato a Roma il 15 giugno del 1920 e l’Italia si prepara a celebrare i suoi cento anni come meglio merita questo italiano, che avrebbe dovuto persino ottenere la nomina a senatore a vita per aver “bene illustrato la Patria” – questa nomina, tuttavia, non arrivò mai”, dice Giancarlo Governi, storico collaboratore di Sordi, che ha scritto il film che sarà diretto dal figlio Silvio e avrà come guida, in scena, Sabrina Impacciatore: sarà proprio lei a portare per mano il pubblico nei luoghi più importanti della vita e dell’opera di Alberto Sordi.

Si tratta di un viaggio che parte dalla nascita e dai primi passi in Trastevere e arriva ai teatrini di varietà, alla Radio di Via Asiago dove si cimentava con i suoi celeberrimi personaggi come Il Compagnuccio della Parrocchietta, Mario Pio e il Conte Claro. Il film, che si avvarrà delle testimonianze di Ettore Scola, Furio Scarpelli, Gigi Magni, Carlo Verdone, Giovanna Ralli e altri, mostrerà le sale di doppiaggio dove Sordi dava la voce a Oliver Hardy, l’immortale compagno di Stan Laurel, illustrerà i luoghi del suo cinema e della televisione con le sue memorabili apparizioni, arrivando fino agli onori del Campidoglio dove l’allora Sindaco Francesco Rutelli gli volle cedere la fascia tricolore di “Sindaco di Roma per un giorno”, quando Sordi compì 80 anni.

Alberto Sordi, un italiano come noi, che prima di andare in onda su Raiuno sarà distribuito nelle sale, prodotto da Pierfrancesco Fiorenza per Produzione Straordinaria e con la partecipazione di Rai Cinema e il patrocinio e il sostegno della Fondazione Casa Museo di Alberto Sordi, finisce, inevitabilmente, nella sua casa romana, dove visse per più di 40 anni: un vero monumento alla sua persona e alla sua arte incommensurabile. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro, Gleijeses e Amadeus, Francini come Rame
Willy Wonka sbarca in Italia; Popolizio e “Furore” di Steinbeck

20 novembre 201912:11

– Geppy e Lorenzo Gleijeses nell'”Amadeus” di Peter Shaffer diretto da Andrei Konchalovsky ed Eros Pagni ne “La tempesta” di Shakespeare, secondo Luca De Fusco, entrambi a Roma; la prima volta in Italia per “Charlie e la fabbrica di cioccolato” dal romanzo di Roald Dahl e Chiara Francini e Alessandro Federico nel celebre “Coppia aperta, quasi spalancata” di Franca Rame e Dario Fo, tutti a Milano; Lucia Mascino nello “Smarrimento” di Lucia Calamaro tra Vicenza e Novara; e, ancora nella capitale, Massimo Popolizio con “Furore” di John Steinbeck e il “Satyricon” che Francesco Piccolo ha tratto da Petronio per Andrea De Rosa: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Terremoto: Paolucci, Basilica Norcia torni come era”Sarà restaurata e non rifatta” dice presidente Commissione

ORVIETO20 novembre 201912:15

– “La Basilica di San Benedetto a Norcia dovrà tornare come era, seppur provvista di tutte le necessarie dotazioni antisismiche”: a dirlo è stato il professor Antonio Paolucci, presidente della commissione ministeriale che si occupa del recupero della “casa” del patrono d’Europa distrutta dal sisma di tre anni fa. L’ha fatto ieri pomeriggio a Orvieto, a margine della presentazione del ritorno in Duomo delle statue degli apostoli e dei santi protettori.
“Entro dicembre, al massimo la metà di gennaio – ha spiegato Paolucci – faremo come commissione un incontro conclusivo, per poi passare al concorso internazionale per il restauro della Basilica”. Il presidente ha tenuto a sottolineare che la chiesa “dovrà essere restaurata e non rifatta”. “Perché – ha concluso – non si dovrà inventare nulla”.

Fotografia: Erwitt, McCurry e Mitidieri per diritti bambiniLe foto dei tre autori per la prima volta insieme a Bologna

BOLOGNA20 novembre 201913:34

– Il gioco, il divertimento, lo studio, la salute, ma anche i diritti negati, la povertà, lo sfruttamento, la guerra. In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dei 30 anni della Convenzione Onu, inaugura a Bologna la mostra fotografica ‘Children’, in programma all’Auditorium Enzo Biagi della biblioteca Salaborsa fino al 6 gennaio.
Promossa da Legacoop Bologna e Legacoopsociali, curata da Monica Fantini e Fabio Lazzari con foto a cura di Biba Giacchetti, la mostra presenta, per la prima volta insieme, gli scatti di Elliott Erwitt, Steve McCurry e Dario Mitidieri: tre autori profondamente diversi dal punto di vista espressivo, ma accomunati dalla volontà di testimoniare in prima persona la partecipazione emotiva alle vicende dei bambini che hanno incontrato negli angoli più remoti del mondo, “dove il diritto primario all’esistenza e quelli irrinunciabili all’uguaglianza, alla giustizia, alla libertà e alla pace, vengono calpestati nel silenzio e nell’oblio”.
Le immagini di Steve McCurry sono sempre a colori e producono un senso di stupore e di meraviglia per l’eccezionalità espressiva del momento e l’intensità degli sguardi che l’autore è riuscito a catturare. Nel caso di Dario Mitidieri, la scelta di utilizzare il bianco e nero e l’apparente normalità delle scene producono un tipo di partecipazione emotiva diversa ma ugualmente forte, rendendo in modo efficace quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”. Elliott Erwitt scandisce invece nell’infanzia il tempo nel suo scorrere, nel suo farsi futuro e storia insieme. Tema prevalente di tutti gli autori è quello del gioco, spesso senza il sorriso e la spensieratezza che dovrebbero accompagnare questa attività fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle bambine e dei bambini. E al gioco si richiama anche la scenografia di Peter Bottazzi, che colloca le immagini di McCurry, Mitidieri ed Erwitt su strutture che rimandano alle giostre, ai blocchi di legno per le costruzioni e ad un abaco, simboli del diritto al divertimento, alla fantasia e all’istruzione.

Premi: al via il Luchetta 2020, bando online dal 1 dicembreA maggio a Trieste il Festival del Buon giornalismo

TRIESTE20 novembre 201914:01

– Parte simbolicamente oggi, nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza la 17/a edizione del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, perché è cura, rispetto e tutela dei più piccoli che si ispira il Premio, istituito dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin nel ricordo dei primi inviati Rai uccisi in Bosnia e Somalia.
Cinque le categorie in gara, riservate a Tv news, Tv reportage, carta stampata e web per testate italiane e straniere, fotografia. Il Bando – online dal 1 dicembre – è riservato alle corrispondenze sul campo, pubblicate o trasmesse su una testata giornalistica registrata cartacea, televisiva o web. Al Premio Luchetta potranno concorrere i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi fra il 2 marzo 2019 e il 1 marzo 2020.
Il premio sarà consegnato durante ‘Link, il Festival del Buon giornalismo’ (8-10 maggio 2020 a Trieste), rassegna dedicata a incontri, dialoghi e dibattiti sull’attualità con i protagonisti della cultura e dell’informazione.

Più libri, 670 eventi da sindaca Danzica a Caino di CamilleriDa 4 a 8 dicembre alla Nuvola, festeggia 18 anni

21 novembre 201908:47

Compie 18 anni e li festeggia con oltre 520 espositori e 670 appuntamenti la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria ‘Più libri più liberi’,  dedicata, nell’edizione 2019, ai Confini dell’Europa.
In cinque giorni, dal 4 all’8 dicembre, alla Nuvola dell’Eur, a Roma, saranno ospiti d’eccezione della manifestazione, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, la diciasettenne attivista russa Olga Misik, che sfida il regime di Putin, e la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, che sarà protagonista del giorno d’apertura con un intervento che riguarderà anche e soprattutto la sua città, simbolo della storia europea del Novecento. Nel giorno di chiusura grande omaggio ad Andrea Camilleri, che era tradizione chiudesse la manifestazione, con la presentazione per la prima volta di ‘Autodifesa di Caino’ (Sellerio), il monologo, mai andato in scena, che lo scrittore, morto il 17 luglio 2019, avrebbe dovuto portare in scena a Caracalla il 15 luglio. Ne parleranno Roberto Andò, Roberto Fabbriciani, Tomaso Montanari, Alessandra Mortelliti, Salvatore Silvano Nigro e Marino Sinibaldi. Sempre più internazionale, la fiera che è “la più grande vetrina della piccola e media editoria in Italia e in Europa, è una sfida vinta” ha sottolineato alla presentazione la presidente della manifestazione Annamaria Malato. Tra gli ospiti più attesi lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron e lo statunitense Brian Selznick con ‘La quercia’ che per la prima volta raccoglie 12 poesie inedite di Walt Whitman dedicate all’amore omosessuale. Si discuterà, dopo il caso della senatrice Liliana Segre, che vive sottoscorta, de ‘Il valore della memoria’ in un incontro con Sami Modiano e lo storico dell’Olocausto Marcello Pezzetti.

Venezia: premier Armenia visita Monastero San LazzaroAssessore comunale, tesori biblioteca non hanno subito danni

VENEZIA20 novembre 201914:52

– Il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan si è recato oggi in visita al Monastero Mechitarista sull’isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia per constatare i danni causati dalle acque alte straordinarie della scorsa settimana. Ad accompagnarlo l’assessore comunale alla coesione sociale, Simone Venturini, il prefetto, Vittorio Zappalorto e l’arcivescovo Lévon Boghos Zékiyan. Venturini si è detto “profondamente dispiaciuto” per i danni subiti dall’isola nel suo insieme “ma sollevato nell’apprendere che i veri tesori che sono custoditi nella biblioteca e nella struttura museale e monumentale sono ben conservati e non hanno subito danni”.

Tiziano Ferro: “Accetto miracoli’ è ilmio nuovo inizio”Album prodotto da Timbaland, dal 30 maggio tour negli stadi

20 novembre 201920:57

La nuova vita a Los Angeles, l’amore, il matrimonio, l’incontro con Timbaland: in pochi anni è cambiato tutto per Tiziano Ferro e il suo nuovo album, ‘Accetto miracoli’, è lì a raccontarlo, fin dal titolo, con il suo invito a “consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento”. Ed è proprio così – racconta oggi l’artista, tra autoironia e un filo di commozione – che sono andate le cose, da quel giorno del giugno 2016 quando, tre giorni prima di ripartire da Los Angeles, ha conosciuto Victor, l’uomo che poi ha sposato, al caffé preso con Timbaland, “il mio idolo da quando avevo 16 anni”, da cui è uscito con una canzone e mezza e la proposta di un progetto più completo. “Dopo 18 anni di lavoro in una zona di conforto, per una persona come me, di provincia, con la stessa famiglia anche per un disco, è stato importante cambiare qualcosa a 40 anni, e lavorare con un guru come Timbaland – racconta – mi ha costretto a mettermi in gioco come un alunno, con tutto da perdere, a propormi da zero. Ha dovuto capire come canto, scrivo e quella piccola venatura di sana paura ha portato a una crisi creativamente importante”.Nel mettersi in discussione, Ferro ha sentito che “con la musica si può ancora giocare a 40 anni e con 20 di carriera”. Di qui “un nuovo inizio, che non so come proseguirà, ma di cui sono molto orgoglioso”. Nell’album, canzoni cui è più legato come ‘In mezzo a questo inverno’, ispirata alle perdita della nonna Margherita “ma declinata al maschile, perché volasse per conto suo” e ‘Casa a Natale” in cui canta ‘sono solo ed è sempre stato così”. “E’ il tema più complesso della mia vita, mi sono sempre sentito un outsider, fin da bambino, perché ero grasso, emarginato, non amavo il calcio e non andavo alle feste”. Quel “senso di inadeguatezza enorme” non se ne è andato nemmeno con il successo ma oggi, a quasi 40 anni, “non è che diventi felice ma inizi ad accogliere ciò che accade come parte di un copione che troverà un senso”. E impari “a non rispondere alle offese” come canta in ‘Il destino di chi visse per amare’.”Mi piace la meditazione, prendersi un minuto prima di rispondere, è faticosissimo perché la risposta ce l’ho in almeno tre lingue ed è sempre molto buona – scherza – ma non reagire ti aggiunge valore come essere umano”. Purtroppo – nota – “il bullismo non è finito a 13 anni” e viene anche da chi scrive canzoni. A chi gli chiede se si riferisca a Fedez, che lo cita in brani come ‘Tutto il contrario’, Ferro risponde ‘uno dei dai…’., ma poi si fa serio e dice: “Mi si tira in ballo e io sono ironico, finche’ si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perche’ anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo e’ un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”. Per Ferro c’è un problema di civiltà e per questo “serve una legge contro l’odio, perche’ le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi. Anche questo e’ bullismo, non ci si deve scherzare”. Lui, che si definisce uno “scrittore pop molto guerriero”, è convinto che “fare la guerra con il pop può cambiare gli animi”. Attenzione però: “quando ti avvicini al sociale o al politico ti manca un certo tipo di credibilità, le persone vogliono un messaggio da chi deve fare qualcosa per il Paese. Io la beneficenza la faccio volentieri, ma sarebbe ora che lo facessero le istituzioni”. Vista da lontano, l’Italia “è una ruota che gira, dove si cambia idea troppo spesso per affezionarsi”.L’Italia però è anche casa, famiglia, ricordi, come il poster di Jovanotti nella camera da bambino: “era il 1987 e io avevo l’astuccio e il diario da Jovanotti e a Carnevale mi sono vestito come lui, con il chiodo rosso e il cappellino con la scritta ‘Boy'”. Oggi il suo idolo canta con lui in ‘Balla per me’: “non è un featuring, ma un duetto ed è come se cantassimo insieme da 15 anni..d’altronde – scherza – io canto con lui dal 1987″. All’album, in uscita il 22 novembre, seguirà il tour Tzn2020, dal 30 maggio negli stadi italiani e da novembre in Europa per 10 date indoor.

Musica: Ligabue a Reggio E., oltre 70mila biglietti vendutiA una settimana da apertura prevendite, concerto 12 settembre

REGGIO EMILIA20 novembre 201915:59

Sono già oltre 70mila i biglietti venduti a una settimana dall’apertura delle prevendite” per ’30 anni in un giorno’, l’evento in data unica di Luciano Ligabue in programma il 12 settembre 2020 alla Rcf Arena (Campovolo) di Reggio Emilia per festeggiare trent’anni di carriera. Lo ha dichiarato il manager di Ligabue, Claudio Maioli, ai microfoni di Rtl 102.5.
Rcf Arena è un nuovo spazio per la musica, la prima arena che nasce per lo spettacolo con una capienza di 100.000 posti e una pendenza del 5% studiata per garantire visibilità e acustica ottimali.

Le meraviglie delle corti europee al Met per NataleAnche da Italia; tra automata, strumenti scientifici, gioielli

EW YORK20 novembre 201916:59

– Come in “Hugo Cabret”, il capolavoro di Martin Scorsese sul bambino che vive in una stazione accudendo enormi orologi con l’unico cruccio di far rivivere l’automa meccanico lasciatogli dal padre che sembra nascondere il suo ultimo messaggio? O in Peter Carey e il suo romanzo Chimica delle Lacrime in cui un’anatra meccanica d’argento fa sfondo a storie d’amore impossibili. Precursori dei robot, gli automata sono al centro di “Making Marvels: scienza e splendore alle corti d’Europa” la mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York. “Orologi, automaton, mobilia, strumenti scientifici, avori e gioielli che originariamente abitavano le Kunst Wunderkammer dei sovrani servivano per intrattenere e sorprendere” ha detto il direttore del Met, Max Hollein, davanti a un tour de force di 170 oggetti che ha coinvolto 50 istituzioni di tutto il mondo tra cui il Museo Galilei di Firenze con strumenti astronomici e meccanici e il Castello del Buonconsiglio di Trento con una fontana portatile da cui durante i banchetti spillava acqua o vino. Gli automaton avevano un ruolo nella vita di corte: spesso usati nei “drinking games” delle tavole reali. In tutte le sale della mostra video e modelli digitali ne illustrano il funzionamento creando paralleli con le meraviglie tecnologiche del nostro tempo che catturano la nostra attenzione usando gli stessi espedienti: suspense e meraviglia attraverso drammatiche trasformazioni. Tra i pezzi della mostra, aperta dal 25 novembre, molti non erano mai stati esposti negli Usa. Tutti sono destinati a lasciare il visitatore a bocca aperta come gli arredi d’argento del Tesoro Esterhazy, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (il “Dresden Green” in onore del quale l’Empire State Building questa settimana si e’ illuminato di verde) e la ricostruzione moderna di un robot-giocatore di scacchi della fine del Settecento detto “il Turco” mise ko Napoleone.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Fenice riapre, il 24 novembre in scena il Don Carlo
Dopo verifiche impianti antincendio dato ok ripresa attività

VENEZIA20 novembre 201917:09

– La Fenice ce l’ha fatta, e dopo i danni patiti nell’eccezionale acqua alta del 12 novembre, potrà riprende l’attività, mettendo in scena il ‘Don Carlo’ di Verdi domenica 24. I vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo, verificando il funzionamento degli impianti antincendio, e constatata la sicurezza del teatro hanno dato parere favorevole al proseguo delle attività. “Un grazie di cuore” è stato rivolto dalla Fondazione teatro la Fenice a quanti hanno lavorato in questi giorni per rimettere in piedi il teatro.

Camilleri inedito, esce ‘Autodifesa di Caino’In libreria postumo per Sellerio il 21 novembre

20 novembre 201917:12

– L’inedito ‘Autodifesa di Caino’ , il monologo che Andrea Camilleri avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, è diventato ora un libro che esce il 21 novembre per Sellerio. E’ il primo volume postumo dello scrittore, morto il 17 luglio 2019, che la casa editrice pubblica “con grande commozione e rimpianto”.
‘Autodifesa di Caino’ che Camilleri aveva completato e per il quale aveva immaginato tutto: la scena e gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare, avrebbe segnato il ritorno di Camilleri sul palcoscenico dopo Tiresia. “Torno a teatro perché sono un contastorie. In fondo non sono mai stato altro” aveva spiegato il creatore del commissario Montalbano in un’intervista pubblicata nel giugno 2019. Il libro sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.
Testo potente, profondo, lo scritto su Caino risponde alle incessanti domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice il primo assassino della storia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” .

Bocelli candidato ai Grammy e anche il trio dei produttori MeduzaNella cinquina con Streisand, Bublè, Costello, Legend

20 novembre 201919:23

Andrea Bocelli è candidato nelle nomination ai Grammy 2020. L’artista con il suo album “Sì” (Sugar) è stato candidato nella cinquina dei “Best Traditional Pop Vocal Album” in compagnia di Barbara Streisand, Michael Bublé, Elvis Costello & The Imposters, John Legend.
Bocelli, che è contemporaneamente il n.1 della classifica Usa e Uk, segna così un traguardo mai raggiunto prima da un artista italiano.
Una candidatura importante , la sesta nella sua carriera. “Ho appena ricevuto l’annuncio della nomination – ha commentato Bocelli – E’ una notizia fantastica che ancora una volta testimonia il grande affetto e la stima che l’America mi riserva da più di 20 anni, ma è anche un’occasione fantastica per ringraziare tutti i miei sostenitori e chi ha creduto in me fin dall’inizio. Un avvenimento importante più unico che raro.  Voglio anche ringraziare la Recording Academy e tutti coloro che, come la Sugar, hanno lavorato a questo progetto incredibile”.E in nomination anche, con un singolo di debutto tra i più grandi successi internazionali del 2019, Meduza (feat. Goodboys) il trio di produttori italiani, nella categoria Best dance recording con il brano Piece of Your Heart . Meduza sono l’iconica firma sonora dietro alla hit mondiale multi-platino Piece Of Your Heart che ha registrato un record di streaming – 600 milioni di stream e certificazioni in 21 paesi, 10 dischi d’oro, 5 di platino (2 due quali in Italia), 4 doppio platino, 1 triplo platino e un diamante.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gallerie Accademia, nuovi spazi per accoglienza
Rinnovati design e allestimento

ENEZIA20 novembre 201917:28

– Da oggi le Gallerie dell’Accademia di Venezia si dotano di spazi di accoglienza rinnovati nel design e nell’allestimento e adeguati agli standard europei, di un nuovo bookshop con un progetto editoriale e di una linea di merchandising, oltre a percorsi personalizzati e tour virtuali in base all’età e agli interessi, che saranno messi a disposizione dei visitatori. Tra i primi ad aver concluso – secondi tra i musei autonomi statali dopo la Gnam di Roma – i lavori di affidamento di servizi di biglietteria, bookshop e assistenza alla visita, assegnati lo scorso 28 agosto all’ati composta da Opera Laboratori Fiorentini, Tosc Ticketone, Civita Tre Venezie, Marsilio Editori, le Gallerie hanno trasformato il grande atrio d’ingresso non solo in uno spazio funzionale a una migliore gestione dei flussi, ma anche in un punto di accoglienza e informazione. La nuova linea di merchandising, realizzata secondo modalità ecosostenibili e plastic free, vuole sottolineare il nesso tra la collezione permanente, il contesto di riferimento veneziano e i gadget, oggetti e souvenir proposti. Parallelamente, le Gallerie stanno mettendo a punto, grazie all’esperienza di Marsilio, da anni impegnata nella pubblicazione di cataloghi e volumi monografici sui più grandi artisti italiani e stranieri, un nuovo progetto editoriale che accompagni il visitatore all’interno dell’ampio percorso. E’ prevista la pubblicazione di nuove guide del Museo, oltre a prodotti editoriali dedicati all’intera collezione e ai suoi restauri, e piccoli cataloghi monografici su particolari nuclei di opere.

Musica: Teresa Iervolino a Palazzo Donn’AnnaLa cantante lirica rende omaggio ai grandi classici napoletani

APOLI20 novembre 201917:44

– Teresa Iervolino, mezzosoprano appena applaudita nell’Ermione di Rossini al San Carlo, è la protagonista del prossimo progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini. L’interprete presenterà a Napoli, in prima assoluta sabato 23 novembre (ore 19), nel Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice a Palazzo Donn’Anna, il concerto “Jate sospiri mieje” prodotto dall’Associazione Talenti Vulcanici. Un programma musicale, pensato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione, in cui l’artista presenterà un recital di canzoni napoletane quale autentico tributo alla sua terra di elezione. Si va da “Marechiaro” (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), a “Fenesta Vascia” (musicata da Guglielmo Cottrau), “La Danza” (di Gioacchino Rossini) e così via fino a “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Santa Lucia luntana” di E.A. Mario, “Miezz o’ grano” (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella), solo per fare qualche esempio.
Sarà accompagnata da l’Ensemble Scherza l’Alma.

Teatro: Aldo Fabrizi e Sora Lella, piece su due icone di RomaAl teatro Due a gennaio L’acqua e la farina

20 novembre 201917:45

– Erano due icone di Roma, due attori celebri, e pure fratello e sorella. E li accomunava anche la passione per la cucina, naturalmente romanesca. Eppure, Aldo Fabrizi e sua sorella Elena (meglio nota come Sora Lella) non hanno mai lavorato insieme, hanno avuto carriere completamente diverse. Lui, attore di teatro brillante, poi di film come “Roma città aperta” e “Guardie e ladri” con Totò, oltre che di irresistibili scenette in tv. Lei, titolare col marito di una trattoria verace sull’Isola tiberina, poi star della radio privata di Claudio Villa, infine irresistibile caratterista dei film di Carlo Verdone.
Ma quale era il rapporto fra Aldo e Lella? Prova a raccontarlo “L’acqua e la farina”, una piece teatrale di Mary Ferrara, Antonio Nobili e Alessio Chiodini, che debutterà il 29 gennaio prossimo al Teatro Due di Roma. La data non è casuale: l’anno prossimo saranno trent’anni dalla morte di Aldo Fabrizi, mentre nel 2019 cadono i 60 anni del ristorante della Sora Lella (morta nel 1993). Il locale è portato avanti oggi dai figli di suo figlio, i quattro fratelli Trabalza, vincitori di recente di una puntata del reality Quattro Ristoranti di Alessandro borghese.
Nel cast, anche uno dei nipoti-ristoratori della fondatrice, Mauro Trabalza, che recita se stesso. Nella trama, un giovane giornalista americano arriva a Roma per girare un documentario sulla città, e va a mangiare al ristorante sull’Isola tiberina.
Qui, misteriosamente si materializzano i fantasmi della Sora Lella e di Aldo Fabrizi, che però non sanno di essere fantasmi, e cominciano a interagire coi presenti come se nulla fosse…
“Abbiamo cercato di evitare il facile macchiettismo -, racconta Mary Ferrara, che interpreta Lella, mentre Antonio Nobili è Aldo, Alessio Chiodini il giornalista americano e Sara Morassut una cameriera -. Volevamo raccontare chi erano davvero questi due attori e il rapporto che c’era fra di loro. Hanno raccontato che c’erano delle ruggini fra di loro, ma non è vero.
Si volevano un gran bene, litigavano soltanto sul come fare l’amatriciana”.

“Thank you for the dance”, esce Leonard Cohen postumoIl figlio Adam completa nove brani, uno dedicato a Marianne

NEW YORK20 novembre 201919:39

Leonard Cohen fece uscire il suo ultimo album “You want it darker” nell’ottobre 2016, 19 giorni prima di morire. Suo figlio Adam ha completato alcuni brani inediti registrati in quelle sessioni e non utilizzati. “Thanks for the dance”, il nuovo album postumo del musicista e poeta canadese, uscira’ venerdì prossimo. Nove canzoni a base di sesso, morte, fede, politica, economia, Cristo e Karl Marx. Tra le piu’ elegiache, “Moving on”, e’ un tributo alla ex amante e musa Marianne Ihlen: Leonard registro’ la parte vocale alla fine di maggio 2016, subito dopo aver appreso che Marianne era morta. “Happens to the Heart”, un altro brano, segue la tradizione di Cohen di inserire in un momento romantico banalità di tutti i giorni (“There was a mist of summer kisses/Where I tried to double-park”), mentre nel sensuale “Night of Santiago” ispirato a Garcia Lorca un uomo anziano evoca una antica passione.Come in “Blackstar” di David Bowie, uscito due giorni prima della morte del Duca Bianco, Cohen era chiaramente consapevole che non gli restava molto da vivere. Con Adam, in quelle ultime settimane, aveva parlato di completare le canzoni: “Quali strumentazioni usare, quali sentimenti avrebbe voluto evocare nel lavoro finito”, ha detto al New York Times Adam secondo cui i nove brani di “Thanks for the Dance” non sono “canzoni di scarto o lati B”. A quel punto Leonard Cohen stava davvero male: vittima della leucemia e di dolori alla spina dorsale, la decisione di far produrre a Adam “You want it darker” era stata presa in parte “per non avere estranei nella stanza”. E tuttavia quasi sempre, anche in momenti di acute sofferenze, anche se costretto in una sedia a rotelle, Leonard “trovava spesso la forza di indossare un vestito e un fedora”. Dopo la morte del padre a 82 anni in seguito a una caduta notturna a Los Angeles, Adam non se l’era sentita di ascoltare i brani non finiti. Ci sono voluti sette mesi per trovare “il pizzico di coraggio” necessario per aprire le registrazioni.Per realizzare “Thank you for the dance”, Adam si e’ fatto aiutare da amici e ammiratori del padre tra cui Beck, Daniel Lanois, Bryce Dessner, Damien Rice, Jennifer Warnes, Leslie Feist e Javier Mas, lo storico bandmate, arrivato apposta da Barcellona per suonare la chitarra di Leonard.

Libri: ‘Non solo Gutturnio’, 60 storie di vino ed emozioniVenerdì a Piacenza i racconti del giornalista Giorgio Lambri

PIACENZA20 novembre 201918:19

– Si intitola ‘Non solo Gutturnio’ (Tep Editrice) il libro del capocronista di Libertà da Piacenza Giorgio Lambri, che sarà presentato venerdì pomeriggio (ore 18,30) nella sala dei Teatini a Piacenza. “Non è una guida enologica – chiarisce l’autore – ma una sessantina di racconti piacentini del vino dove trovano posto più emozioni che retrogusti, più storie che tannini”. Un viaggio nel territorio: dalla Valtidone alla Valdarda, dalla Valnure alla Valtrebbia, dalla Val Luretta alla Val Chiavenna.
Quasi 300 pagine divise in quattro sezioni: vini rossi, bianchi e rosé, spumanti e passiti. Tra grandi aziende di tradizione, cantine sociali e piccoli produttori.
A raccontarsi sono una sessantina di bottiglie che svelano altrettante aziende. Ognuna di esse è corredata, oltre che da una scheda tecnica, da un abbinamento gastronomico del territorio, cioè piatti preparati da ristoranti che se non sono proprio a km zero saranno al massimo a “km cinque dalla cantina”.
Vicino al completamento del corso di terzo livello per sommelier Ais, l’autore di ‘Non solo Gutturnio’ confessa: “Se devo descrivere i ‘muscoli’ potenti e capaci di andare dritti al bersaglio di un rosso di corpo, preferisco accostarli a un sinistro chirurgico di Gigi Riva o ai do di petto di Pavarotti nella Figlia del Reggimento”.
La copertina di ‘Non solo Gutturnio’ è stata realizzata da Federico Arcuri, mentre le fotografie sono di Serena Groppelli e Sergio Ferri (Effetre Fotostudio), e di Massimo Bersani.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

0 novembre 201921:07

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

Joan Collins protagonista campagna Natale ValentinoAttrice 86 anni regina del party in rosso dello stilista

0 novembre 201918:52

– Joan Collins, 86 anni, è la protagonista della nuova campagna natalizia di Valentino che prevede un video. La regista Barbara Anastacio ha girato il filmato a Londra il 23 ottobre con un cast di modelle e modelli che fingevano di trovarsi in un party durante le vacanze. Mentre gli amici festeggiavano il Natale a tavola venivano interrotti da un suono alla porta d’ingresso. E’ Joan Collins vestita di rosso, versione Babba Natale, che è venuta a portare i regali!

Tiziano Ferro contro Fedez per bullismo. Lui si scusa e rilancia: ‘Facciamo qualcosa insieme’Il cantante di ‘Sere Nere’: “Non si scherza su sessualità, può mettere adolescente a disagio”

0 novembre 201919:57

”Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me”: lo ha detto Tiziano Ferro, parlando non troppo velatamente di Fedez, che in “Tutto il contrario”, brano datato 2011, faceva ironia sulla sessualità del cantante. Ferro ha parlato durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album “Accetto miracoli” e poi sottolineato che “serve una legge contro l’odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi”. Per l’artista di Latina “anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare”.Un po’ stupito per essere stato citato da Tiziano Ferro per una canzone di qualche anno fa dove faceva allusione alla sua sessualità, Fedez si scusa in una Instagram Stories e rilancia, invitando il rapper di Latina a fare qualcosa insieme contro il bullismo e l’omofobia. Per quanto riguarda ‘Tutto il contrario’, del 2011, dove parlava dell’outing di Ferro, “questo testo – dice Fedez – l’ho scritto che avevo 19 anni, quando ancora non avevo un casa discografica e un pubblico. Questa canzone mi ha lanciato ed è stata la mia prima canzone famosa. Mi fa strano rendere conto di una cosa che ho scritto tanti anni fa. A quell’età si hanno delle esperienze diverse e ci si esprime con toni diversi”.”Penso, negli anni, di aver dimostrato che io e l’omofobia – sottolinea – viaggiamo in parallelo e non ci incontriamo. Basti pensare a quello che ho fatto con Mika, e da solo, contro il bullismo e l’omofobia”. E poi le scuse e una proposta: “Non ho mai pensato che quella canzone potesse aver offeso Tiziano. Ora che lo so mi sento di dire che non avevo intenzione di offendere. Mi dispiace e sono sicuro che sul tema omofobia e bullismo sia io che Tiziano possiamo trovarci d’accordo e fare tante belle cose insieme. Cerchiamo di rendere costruttiva questa cosa, vorrei rilanciare: qualora Tiziano avesse voglia di fare qualcosa che possa sensibilizzare le persone, mi trova a completa disposizione, facciamo qualcosa di bello per una volta”.

Cinema: i monaci guerrieri di Faith in concorso all’IdfaDocu-film regia di Valentina Pedicini a festival documentari

20 novembre 201921:18

– Faith è il nuovo film documentario di Valentina Pedicini e sarà l’unico italiano in Concorso al Festival di documentari Idfa di Amsterdam dove verrà presentato il prossimo 22 novembre.
La regista ha vissuto per lunghi mesi al fianco dei Monaci Guerrieri, ex campioni di arti marziali, che da vent’anni si preparano a combattere per il bene, tra preghiere notturne e allenamenti massacranti. Ha condiviso la quotidianità di questa comunità di monaci cristiani che vive in un monastero isolato tra le colline italiane, praticando le discipline orientali.
Cosa si è disposti a perdere per vincere in nome della fede? Faith è un viaggio poetico ed emotivo in un mondo sconosciuto, un film che indaga le motivazioni di una scelta radicale, le ragioni della devozione.
“Faith è nato con l’intento di essere per lo spettatore un’esperienza visiva ed emotiva nella vita e nella psiche dei Monaci – spiega la regista – Per ottenere questo risultato “immersivo” è stato fondamentale vivere accanto a loro e accettare alcune rigide leggi che regolano il loro universo. La troupe di Faith ha dovuto nei lunghi mesi trascorsi in monastero, tra le altre regole, vestire rigorosamente di bianco e utilizzare abiti e scarpe apposite per non contaminare il monastero con impurità provenienti dal mondo esterno. I monaci hanno fatto una scelta di vita ‘monocromatica’. Girare in bianco e nero, ci è sembrata la scelta più coerente e rigorosa per guardare questo universo, esclusivo ed escludente, misterioso e misterico, bianco e pieno di ombre come attraverso gli occhi dei protagonisti”. Faith è una produzione Stemal Entertainment con Rai Cinema, con il contributo di Dg Cinema e Audivisivo – MIbact con la partecipazione dell’Idm Sudtirol – Alto Adige, prodotto da Donatella Palermo (Nomination agli Oscar e Orso d’Oro con Fuocoammare, Orso d’Oro con Cesare deve morire dei fratelli Taviani).

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù”Grande festa per i 150 dell’istituto nell’Aula Paolo VI del Vaticano

0 novembre 201922:49

“Una serata di stelle per il Bambino Gesù” il grande evento Rai condotto da Amadeus, una serata di beneficenza dedicata all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù in occasione della celebrazione dei suoi 150 anni, presso l’Aula Paolo VI del Vaticano

L’inedita Autodifesa di Caino di CamilleriEsce per Sellerio il primo libro postumo dello scrittore (2)

21 novembre 201908:44

ANDREA CAMILLERI (SELLERIO, PP 96, EURO 8). L’altra faccia di Caino, il primo assassino della storia umana. Ce la mostra Andrea Camilleri nelL’inedito monologo che avrebbe dovuto interpretare lo scorso 15 luglio alle Terme di Caracalla. E’ ‘Autodifesa di Caino’, attesissimo dal pubblico e fortemente voluto dallo scrittore, morto il 17 luglio 2019, diventato ora un libro, il primo ad uscire postumo, il 21 novembre per Sellerio.
Testo potente, profondo, risponde alle domande sul bene e il male. “Sapete qual è stato il mio vero errore? Quello di non essermi mai difeso, di non avere mai esposto le mie ragioni. Ma ora basta! Questa sera ho deciso di pronunciare la mia autodifesa, immaginando che davanti a me ci sia un’aula di tribunale e che voi, se vorrete ascoltarmi, siate i giurati” dice Caino che ci mette a nudo con le sue domande. “Avanti, diciamocelo, agli assassini ci avete fatto, come si usa dire, il callo” afferma citando le due guerre mondiali, gli stermini, i massacri, le stragi, gli attentati, i femminicidi degli ultimi 150 anni.
“E’ il primo libro di Andrea Camilleri che pubblichiamo dopo la sua morte. Ed è per noi quindi il primo che egli non ha potuto vedere stampato. In esso, per come è ideata e compiuta l’opera, il lettore sentirà risuonare la sua voce” spiega nella nota che apre il libro l’editore e ringrazia “Arianna Mortelliti che, avendo sostenuto il nonno Andrea Camilleri nella rifinitura del testo in vista della messa in scena, ha collaborato alla cura di questa edizione”.
Camilleri aveva completato tutto e immaginato la scena , gli intermezzi musicali, i filmati da proiettare sullo schermo, tra cui un video di Dario Fo da ‘La storia di Caino e Abele’ , i testi da interpretare di persona e quelli da far recitare per questo monologo che avrebbe segnato il suo ritorno sul palcoscenico, dopo il successo di Tiresia.
Caino, l’emblema stesso del Male, è chiamato a giudizio ma Camilleri vuole che siano i lettori ad emettere il verdetto, i testimoni a carico sono tanti, ma non mancano quelli che Caino può convocare a suo sostegno.
“Ho finito. Non voglio che pronunciate il vostro verdetto ora.
Riflettete su quanto vi ho raccontato questa sera e poi decidete da voi. Secondo coscienza” dice lo scrittore che poco prima indica nel testo la proiezione sullo schermo di un breve spezzone del film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed, con battuta di Orson Welles.
Sono proprio e soprattutto le parole di autodifesa dell’assassino di Abele a fornirci una nuova versione dei fatti, la sua. Ricorda Camilleri che “nella tradizione ebraica, e in parte anche in quella musulmana, esistono una miriade di controstorie che ci raccontano un Caino molto diverso da quello della Bibbia. In alcune di quelle antiche narrazioni lo scontro tra i due fratelli ne rovescia in qualche modo le posizioni”.
Lo scrittore che pensava di essere “in fondo un contastorie” come ha più volte detto, ripercorre quella parte del mito totalmente ignorata: è quella del Caino fondatore di città, inventore dei pesi e delle misure, della lavorazione del ferro, ma soprattutto quella di Caino inventore della musica. “…Una volta che me ne stavo disteso in un canneto sentii il vento che entrava e usciva dai buchi delle canne producendo un rumore” racconta.
Autodifesa di Caino sarà presentato per la prima volta l’8 dicembre alle 19.00 a ‘Più libri pù liberi’, alla Nuvola di Roma, come evento conclusivo della fiera della piccola e media editoria, di cui è ideatrice e curatrice del programma Silvia Barbagallo, che era diventato tradizione fosse chiusa da Camilleri.

‘Cetto c’è’ e questa volta è sovranista’Albanese: ‘Ormai la mia maschera superata dalla realtà’

20 novembre 201909:43

Con ‘Cetto c’è senzadubbiamente’, in sala dal 21 novembre in oltre 500 copie, la maschera politico-cialtrona creata da Antonio Albanese torna per la terza volta (dopo Qualunquemente e Tutto tutto niente niente) scegliendo la forma politica più estrema: l’essere sovrano. Ma va detto, spiega oggi l’attore a Roma, che la realtà ormai supera tutto: “Siamo stati scavalcati dalla famiglia reale – dice facendo riferimento allo spot di Emanuele Filiberto di Savoia per la serie Netflix, The Crown – . Non so davvero cosa dire di questa cosa senza troppa dignità se non che supera di molto la mia stessa comicità espressionista”.Ignorante, cafone, maschilista, truffaldino, senza alcun senso dello stato, Cetto La Qualunque torna così, dopo sette anni passati in Germania, decidendo di andare oltre ogni mediazione politica tradizionale proponendosi direttamente come re. E questo anche grazie a una rivelazione, quella che vuole sia figlio illegittimo di un principe locale e quindi del tutto legittimato a fregiarsi del titolo di Re delle due Calabrie. Non manca, a questo proposito nel film anche un vero e proprio referendum: monarchia/repubblica. Per la sceneggiatura, il comico si è fatto affiancare da Piero Guerrera, noto autore televisivo con cui ha scritto i primi due film, mentre alla regia c’è Giulio Manfredonia. Riferimenti a Matteo Salvini, sovranista per eccellenza? “Non guardo certo a una sola persona – dice Albanese- . Faccio un esempio: in Svezia il primo partito è di ultra destra. È vero però che la parola sovranismo sottintende un sovrano e questo mi spaventa un po’ anche per il futuro dei miei figli”. Nel cast del film anche: Nicola Rignanese, Caterina Shulha e Gianfelice Imparato.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cinema: ‘Ravenna Strikes Back’, evento per fan di Star Wars
Modelli scala reale e costumi ufficiali. Ospite d’onore Tim Rose

RAVENNA20 novembre 201915:32

– Appassionati di ‘Star Wars’ da tutta Italia si ritroveranno il 30 novembre e 1 dicembre a ‘Ravenna Strikes Back’, alle Artificerie Almagià, per una due giorni con modelli in scala reale, costumi ufficiali, mostre Lego, panel con esperti. Ospite d’onore Tim Rose, storico interprete dell’Ammiraglio Ackbar ne ‘Il Ritorno dello Jedi’, ‘Il risveglio della forza’ e ‘Gli ultimi Jedi’, ma ci saranno anche le voci italiane di Rey, Kylo Ren e Poe Dameron.
L’iniziativa, che nel titolo richiama il quinto capitolo della saga, nasce dal fan club ravennate EmpiRa, che si avvia al decimo anno di vita. Nella ‘Exhibit Hall’ i visitatori si troveranno subito immersi in alcune delle ambientazioni che hanno caratterizzato maggiormente la saga, con riproduzioni giganti dei veicoli più iconici, dall’X-Wing di Luke Skywalker all’AT-AT Imperiale, mentre l’area Lego (a 20 anni dall’uscita del primo set Lego Star Wars) ospiterà alcuni dei più importanti ‘Master builder’ che si sono fatti notare per i loro lavori originali.

Cinema: Del Brocco, VR strada per alfabetizzazione digitale2/a edizione contest che trasforma cinema in realtà virtuale.

20 novembre 201916:09

– Un debutto al Lido, 250 mila visualizzazioni su Rai Play, Rai Cinema Channel e i social, e più di 5 milioni di views per i contenuti legati al progetto.
Sono fra i numeri registrati da Happy Birthday, il corto in Vr di Lorenzo Giovenga, con Fortunato Cerlino, Jenny De Nucci, e la partecipazione di Achille Lauro, immersione nel mondo di una hikikomori ( ragazzi e ragazze che decidono ritirarsi dalla vita sociale per lunghi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Il film breve ha vinto la prima edizione del contest ‘La realtà che non esiste’, che ora torna con la seconda edizione.
Gli organizzatori, One More Pictures e Rai Cinema sono alla ricerca del miglior script per un corto Vr e per lo sviluppo di un progetto crossmediale che verrà prodotto entro il prossimo anno. “La differenziazione è nel dna della Rai – spiega Paolo del Brocco, ad di Rai Cinema -. Il Vr è una delle strade con cui rispondere alle esigenze di alfabetizzazione digitale e alla mission di dare stimoli per sviluppare l’industria, anche dal punto di vista creativo”. La realtà virtuale è presente su Rai Cinema Channel, dove ottengono migliaia di visualizzazioni contenuti creati ad hoc in virtual reality, come i red carpet a Venezia vissuti con le star; tra i nuovi in programma, una scena speciale in Vr dell’ultimo film di Gabriele Muccino, Gli anni più belli. Il vincitore del contest “parteciperà anche all’Expo di Dubai 2020″ annuncia Francesco Rutelli, presidente dell’Anica e ideatore di Videocittà dove il corto sarà presente con una speciale versione in videmapping narrativo -. Il Vr è parte del presente e di quell’innovazione che diventa processo industriale, dando lavoro e facendo crescere le imprese italiane. Serve ora creare un legame anche con i grandi artigiani del nostro cinema, in un panorama dove i confini tra le varie modalità di creazione probabilmente non ci sono più”.

The Last Porno Show, film scandalo-esistenzialeAd AfterHours il film canadese di Kire Paputts

20 novembre 201921:07

Non deve essere stato facile per Wayne da bambino crescere con un padre che per vivere gestiva un cinema a luci rosse. Di fatto, come si vede in ‘The Last Porno Show’ di Kire Paputts, l’uomo ora che è adulto e fa di mestiere l’attore non professionista ha dimenticato, o meglio, rimosso tutto. Ma ora che il padre Al, che non vede da molto, è morto e gli lascia in eredità l’ultima sala cinematografica per adulti della città, Wayne (Nathanael Chadwick) non si può più tirare indietro e deve affrontare il suo passato, i traumi legati alla sua giovinezza e anche questa imbarazzante eredità. Nel gestire il cinema che non sa ancora se tenere aperto o vendere, Wayne incontra così bizzarri personaggi tra cui Ralf, il socio in affari di Al, Julia (Mickey Vos) compagna, amante e dipendente del padre, e Athar (Amaan Morrell), ragazzo immigrato che vive negli appartamenti del piano superiore verso cui scoprirà di provare un sentimento paterno. Wayne mentre si immerge nel suo passato, tra proiezioni porno da condividere, bambole gonfiabili di ultima generazione, black hole e autoerotismo (stupendo il suo amplesso mimato con un televisore consenziente che sta trasmettendo un porno) fatica comunque a trovare la figura del padre anche perché forse ne è come posseduto. In più questo film – presente ad After Hours al Torino Film Festival – mescola lo scandalo di alcune sequenze esplicite e i problemi esistenziali del protagonista che rivive attraverso Athar delle esperienze sessuali vissute da ragazzino che ha sapientemente rimosso. Quando ottiene poi il suo primo ruolo da protagonista in un film soft-porno, Wayne non potrà fare a meno di notare le somiglianze tra questo personaggio immaginario e suo padre e di come lui ormai si sia immedesimato. “Come tutti i miei film precedenti, The Last Porno Show – spiega il regista – inserisce caratteri, situazioni e temi non tradizionali in uno stile narrativo basato sui personaggi. Sono molto attratto da storie incentrate su protagonisti fuori dagli schemi o persone comunque ai margini. Sono cresciuto – aggiunge – con i film di John Waters e Harmony Korine, registi che hanno raccontato storie di persone eccentriche. Con questo film ho voluto riunire alcuni dei personaggi più famosi e colorati di Toronto e metterli tutti sotto lo stesso tetto. Questo prevede l’uso di attori non professionisti, l’improvvisazione e momenti inaspettati e non scritti”. E ancora Kire Paputts: “Siamo stati respinti da tutti i principali istituti cinematografici canadesi. Non hanno capito il film prodotto poi con le sovvenzioni del Consiglio Artistico, il crowdfunding e i risparmi personali. È importante spingersi al di là dei propri limiti, sia attraverso la forma, la storia o i progressi tecnici. Un film dovrebbe condurre il pubblico in un posto in cui non è mai stato e talvolta questo significa portarlo su una montagna russa emotiva. Sebbene ci siano stati numerosi film che ruotano attorno all’industria del porno, non ne ho mai visto uno che trattasse l’argomento utilizzando una storia tradizionale come la nostra. Molte persone – conclude – resteranno scioccate dall’uso dell’hardcore, ma alla fine questo film è fatto con il cuore e questo è quello che mi rende più orgoglioso”.

Cinema: Rutelli, dati in sala migliori di 2017 e 2018Presidente Anica, serve piena applicazione legge Franceschini

20 novembre 201918:13

– “Le somme si tirano al 31 dicembre, finora il cinema in sala sta andando molto meglio sia del 2018 che del 2017. Sia gli incassi sia il numero degli spettatori registrano un segno decisamente positivo”. Lo dice il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, a margine della presentazione della seconda edizione del contest per corti in realtà virtuale, organizzato da One More Pictures e Rai Cinema ‘La realtà che non esiste’. “Dobbiamo guardare però al medio termine – aggiunge Rutelli – perché tutta l’industria sia allineata e compatta per il cinema in sala 12 mesi all’anno, programmando l’uscita e la diffusione dei prodotti sia internazionali che italiani. L’esperimento di Moviement in questo primo anno ha funzionato ma è un impegno di un triennio”.
Dal Governo “ci aspettiamo che la legge Franceschini abbia piena attuazione. Purtroppo finora non è stato così – sottolinea -. E’ un’ottima legge ma con modalità attuative molto lente. Stiamo dialogando”. Applicando “lo svolgimento ordinato delle previsioni della normativa, si permette alla filiera di programmare – spiega il presidente dell’Anica -. Sapendo con certezza quando potranno avere i contributi automatici, quelli selettivi, il tax credit, gli operatori possono configurare i loro prodotti, le collaborazioni internazionali, l’uscita nelle sale, gli accordi con le televisioni e le piattaforme in modo razionale e certo”. Dall’approvazione “della Legge sono passati tre anni e alcuni dei suoi strumenti non hanno avuto uno sviluppo ordinato e sicuro”. Con le istituzioni “stiamo collaborando, sono fiducioso che questi notevoli ritardi possano essere colmati. Dobbiamo partire nel gennaio 2020 con la piena efficacia della normativa”.

Cinema: a festival di Marrakech da Cotillard a RedfordAl festival anche Luca Guadagnino

RABAT20 novembre 201918:50

– A tu per tu con i grandi del cinema.
A pochi giorni dall’apertura del Festival internazionale del film di Marrakech, svelata la lista di grandi nomi che faranno “conversazione” col pubblico durante questa 18ma edizione della kermesse.
Gli incontri gratuiti sono destinati al più grande pubblico degli appassionati e a quello dei professionisti del cinema.
Toccherà al premio Oscar Marion Cotillard aprire le danze, sabato 30 novembre (alle 14.00), per il primo degli incontri della serie ‘Conversation with’, che introdotta l’anno scorso ha accolto oltre 3000 spettatori nel corso dei primi 7 incontri. In rappresentanza del cinema italiano sarà presente il regista Luca Guadagnino (venerdì’ 6 dicembre, alle 11.30).
Hanno assicurato la loro presenza anche il pluripremiato regista palestinese Elia Suleiman e il produttore britannico Jeremy Thomas oltre che l’attore culto Harvey Keitel, indimenticabile protagonista di film quali Thelma e Louise, Lezione di piano o Pulp Fiction.
Ci sarà l’icona del cinema hollywoodiano Priyanka Chopra Jonas, miss mondo 2000. A Robert Redford è affidato il compito di chiudere la rassegna, sabato 7 dicembre alle 12.

Un sequel per Joker? Rumors da HollywoodIncontro Todd Phillips con Emmerich di Warner Bros

0 novembre 201920:55

Joker, il film di Todd Phillips da 1 miliardo di dollari al botteghino, potrebbe avere un sequel, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety e The Hollywood Reporter. Il film, che potrebbe essere tra i candidati all’Oscar (e la nomination per il camaleontico Joaquin Phoenix avrebbe unanimi applausi) è stato al centro di un incontro tra il capo del cinema della Warner Bros. Toby Emmerich, il registaTodd Phillips e il co-sceneggiatore Scott Silver per esplorare possibili idee per un sequel del dramma sui primi giorni del Clown Prince of Crime. Nessun accordo è in atto, nessuna trama è stata decisa e nessuna sceneggiatura è attualmente in fase di scrittura ma la notizia sta facendo il giro del web. Resta da chiarire se Joaquin Phoenix è dell’avviso oppure no.

Elton John: “un’autobiografia scritta per i miei figli”Popstar presenta libro a Londra, ‘basta tournée, starò con loro’

LONDRA21 novembre 201909:53

“Voglio che i miei figli sappiano come era il loro padre”. E’ stata la paternità a spingere Elton John a pubblicare ‘Me’, l’autobiografia che i suoi bambini “naturalmente non hanno il permesso di leggere, perlomeno fino a quando avranno 15 o 16 anni”. E il veto non desta stupore visto i coloriti resoconti del divo nel libro di memorie, edito in Italia da Mondadori, soprattutto negli anni in cui era affetto da bulimia, shopping compulsivo, oltre a dipendenza da cocaina e alcol. Intervistato ieri sera a Londra dallo scrittore e comico David Walliams davanti alla platea dell’Hammersmith Apollo di Londra, sir Elton – in gessato rosa con occhiali in nuance – ha passato in rassegna 72 anni di vita ed oltre cinquanta di carriera fra commozione e risate.”Un giorno nel 1957 mia madre portò a casa il disco di Elvis Heartbreak Hotel, e per me è stata la fine”, ha ricordato. Ma la vera svolta avviene anni più tardi, all’audizione con Ray Williams di Liberty Records: “Gli spiegai che sapevo cantare e comporre musica, ma non scrivere le parole; c’era una pila di buste sul tavolo e me ne diede una con i contatti del paroliere Bernie Taupin. Da lì è cominciato tutto”. Un sodalizio di oltre 30 album con hit come Rocket Man, Crocodile Rock e Candle in the Wind. Le parole di Taupin nelle mani di Elton si tramutavano in note. “Scrissi Your Song in poco più di 15 minuti”. Era l’inizio di una carriera straordinaria segnata da eccessi e stravaganze. Non sono mancati aneddoti su amici celebri come Rod Stewart, John Lennon o Freddy Mercury. Parlando di quest’ultimo, la popstar ha stentato a trattenere le lacrime. Il leader dei Queen era appassionato d’arte e all’epoca, sir Elton collezionava le opere di Harry Scott, un artista che dipingeva barche e ragazzi nudi.Anche se devastato dall’aids, Mercury fino alla fine era circondato di medicine e cataloghi perché continuava a fare acquisti all’asta. “Dopo la sua scomparsa, la mattina di Natale mi recapitarono un acquarello di Scott con annesso un suo biglietto che diceva ‘ho visto questo dipinto ad un’asta e ho pensato che ti sarebbe piaciuto. Ti voglio bene’. Era veramente commovente”, ha detto con la voce spezzata. Un altro momento di svolta fu l’incontro con Ryan White, ragazzino dell’Indiana stigmatizzato dalla sua comunità perché aveva contratto l’aids attraverso una trasfusione di sangue. E che Elton decise di aiutare. “Mentre io mi lamentavo con l’hotel della carta da parati o delle tappezzerie, la famiglia di Ryan aveva perdonato tutti quelli che erano stati orribili con loro, fui assalito dalla vergogna”, ha aggiunto il cantante, all’epoca nel tunnel della droga.”Sei mesi più tardi ero pulito. Quel ragazzino mi aveva fatto capire il livello del mio degrado e quanto fossi arrogante e viziato”. Senza Ryan, non avrebbe fondato la Elton John Aids Foundation, una charity che finora ha raccolto 450 milioni di sterline a favore della malattia. Anche l’incontro con il compagno di vita David Furnish è raccontato come uno scherzo del destino. “Ero sobrio da tre anni, ma solo. Un giorno ero a casa mia a Windsor e chiamai un amico che lavorava nello store di Versace in Bond Street, invitandolo da me con i suoi amici gay non per fare sesso, ma semplicemente per passare una piacevole serata insieme. Uno dei 4 amici che portò con lui era David”. Sono 26 anni che fanno coppia. “Nell’ultima fase della vita non voglio più viaggiare, ma solo stare con mio marito e i ragazzi”, ha concluso la popstar in partenza per l’Australia per il tour d’addio che proseguirà poi negli Usa e in Canada. Il sipario, stando a quanto già annunciato, calerà nel novembre del 2021.

Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X a top nomination GrammyLa rapper nera domina con otto candidature

0 novembre 201917:12

La cantante rapper Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X, rispettivamente con otto, sei e sei nomination, dominano le candidature ai Grammy 2020 rese note oggi. Ariana Grande, H.E.R. e il fratello di Eilish e collaboratore musicale Finneas O’Connell ne ha conquistate cinque (in totale la ‘famiglia Eilish ne ha ben 11) mentre otto artisti, tra cui Beyonce, J. Cole, Yola e Thom Yorke dei Radiohead ne hanno quattro. Le principali categorie — Album, Canzone e Album dell’anno e Best New Artist — sono passate da quattro a otto.

Ecco manifesto Tolo Tolo, Zalone in cammino nel desertoIl film uscirà nelle sale il primo gennaio 2020

0 novembre 201915:59

In attesa dell’uscita del nuovo film di Checco Zalone, al cinema dal primo gennaio 2020, è stato svelato il manifesto della pellicola. Il film si intitola “Tolo Tolo” ed è prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi.
Nel manifesto si vede Zalone in primo piano in cammino nel deserto, in bermuda, camicia, occhiali, mocassini e borsello, con sullo sfondo un camion stracarico di bagagli e con alcuni tuareg sopra. Il film, che vede Zalone come attore e regista, racconterà un viaggio tra l’Italia e l’Africa.

Iannacone, nelle periferie con Che ci faccio quiSu Rai3 dal 2 dicembre, prima puntata Scampia ‘Oltre Gomorra’

20 novembre 201909:44

Giornalista, regista, scrittore, autore dei suoi programmi, riesce ogni volta senza retorica, senza enfasi, a raccontare storie di miseria, vite perdute o redenzione, povertà, quella vera, di protezione o di perdita totale del consentito.
Dal 2 dicembre Domenico Iannacone torna su Rai3 in seconda serata con 4 puntate speciali di Che ci faccio qui (senza punto di domanda), per portarci nel cuore di due periferie-simbolo del nostro Paese: Scampia a Napoli e San Basilio a Roma.
– “Rappresentano – racconta il giornalista e conduttore in una conversazione – due facce della stessa medaglia, collocate in due città bellissime cariche di storia, ma che hanno delle criticità enormi, e anche sappiamo importanti problemi, non solo di gestione amministrativa, ma anche di criminalità, droga, violenza”. Con il suo sguardo senza pregiudizi, Domenico Iannacone ci accompagna in luoghi in cui il male e il bene si scambiano di posto continuamente.
Nella prima puntata, intitolata La Famiglia, prosegue Iannacone, “affrontiamo una storia che è come un romanzo crime scritto alla rovescia: potremo chiamarla la storia ‘Oltre Gomorra’. Siamo a Scampia, una volta luogo indiscusso di supremazia per lo spaccio, ma non più oggi perchè gli è stato soffiato via il primato da altri luoghi tristemente noti”. A volte basta nascere in una famiglia che vive e annusa sin dall’infanzia questi codici comportamntali di vita che gli vengono trasmesssi imposti perché la propria vita sia già segnata, infilata in un binario che sembra non concedere scampo. Mancanza di un tetto, miseria, violenza, prigione, morte, fanno spesso da sfondo all’esistenza di tante persone. Ma può succedere di rinascere una seconda volta, anche a Scampia: come è avvenuto a Davide Cerullo, ex camorrista, che “è stato in carcere e aveva fatto solo la quinta elementare, non aveva mai letto un libro, ha iniziato a farlo dietro le sbarre – prosegue Iannacone – e oggi è diventato uno scrittore – tradotto anche all’estero, in Francia – fotografo e animatore dei bambini che vivono all’interno delle Vele. “Non sapevo cosa fosse il valore della vita – dice Davide – Quello che valeva per me in quella vitaccia era cosa pensava il boss di me: se io per lui valevo, se io per lui contavo, se io per lui ero utile, se lui di me si fidava. Se io gli davo fiducia”.
Un racconto crudo e senza sconti, che attraversa la vicenda tragica di una vita e di un’intera famiglia. “Perchè a un certo punto, dopo aver scontato la sua condanna, senza essere un pentito – aggiunge Iannacone -. Davide ha una sorta di crisi esistenziale, si rende conto che la sua vita è sempre stata quella di un altro e piano piano cambia, fino alla svolta definitiva, per questo dopo aver vissuto fuori decide di tornare a vivere a Scampia dove tutto era iniziato, come un’espiazione, un purgatorio, ma è lì la sua salvezza”.
La seconda puntata è ambienta a San Basilio dove l’emergenza abitativa è un allarme sociale. Perchè queste due periferie Napoli e Roma? “Il tema dell’emarginazione, l’idea che possano esserci città esterne e uomini invisibili mandati ai margini – spiega Iannacone -, è un argomento che mi sta a cuore, perché è uno dei grandi problemi sociali. Oggi, mentre il centro città si svuota, nelle periferie c’è ancora energia insieme ai problemi: ci sono dinamiche legate alla sopravvivenza ed una solidarietà assente altrove. C’è il bene, ovvero l’altruismo, e il male, possono coesistere o camminare su binari paralleli”.
Che ci faccio qui condotta da Domenico Iannacone e prodotta da Hangar TVdi Gregorio Paolini, va in onda su Rai3 con 4 puntate speciali a partire dal 2 dicembre, alle 23:15

Siberia, nostre fotografie dell’amore tra eros e salvazione’Tutti amiamo senza fine’ è nuovo album in uscita per Sugar

9 novembre 201917:35

S’intitola ‘Tutti amiamo senza fine’ il terzo album dei Siberia. In uscita il 29 novembre, il lavoro da studio al completo della band livornese composta da Eugenio Sournia (voce), Cristiano Sbolci Tortoli (basso), Luca Pascual Mele (batteria) e Matteo D’Angelo (chitarra), è stato anticipato dall’uscita dei singoli ‘Ian Curtis’ e ‘Non Riesco a respirare’. In scaletta ci sono undici brani, da quello che dà il titolo a tutto l’album, fino a ‘Peccato’ e passando per ‘Piangere’, ‘Sciogliti’, ‘Canzone dell’estate’ e tutte le altre, per una sorta di concept album dedicato all’amore, si, ma declinato in tutte le sue forme.
“Il titolo è anche un’affermazione importante – ha raccontato Eugenio Sournia, che è anche autore di gran parte dei brani – ma ci siamo accorti, una volta avute tutte le canzoni in mano, che c’era una forte identità tematica comune a tutto l’album e che rappresentava le relazioni e l’amore, inteso come eros nel più ampio modo possibile. La canzone che dà il titolo a tutto l’album parla di un amore che da un lato è salvifico, ma dall’altro è anche qualcosa di naturalmente legato all’uomo, una sorta di destino ineluttabile”.
‘Tutti amiamo senza fine’ esce su etichetta Sugar, in collaborazione con Maciste Dischi, e racconta per fotografie messe in musica le varie declinazione del tema amoroso, ma anche il momento preciso della carriera di una band. “Al nostro terzo album – ha spiegato Sournia – per la prima volta ci sono altre penne oltre alla mia. I testi sono scritti anche da Cristiano Sbolci, il bassista del gruppo e da Alessandra Flora nel caso di ‘Mademoiselle’. Non sono canzoni nate a tavolino, ma il disco è stato scritto in un tempo relativamente breve di sei mesi. E’ un lavoro che fotografa anche un preciso momento della nostra vita artistica, fatto di volontà di parlare questa volta al maggiore numero possibile di persone, oltre alla nicchia, ma senza per questo rinunciare alla nostra identità. Forse con questo disco raccontiamo anche il momento in cui ci siamo voluti arrendere ad una certa leggerezza”.
Il 15 febbraio, dal The Cage di Livorno, i Siberia ripartiranno anche per un nuovo tour che, dopo la prima data, farà poi tappa verso Milano (Ohibò 19/2), Roma (Monk, 22/2), Torino (Hiroshima Mon Amour, 12/3), Modena (Off, 14/3), per poi chiudere il 28 Marzo al Blue di Firenze. “Questo è un disco più suonato del precedente – ha spiegato Sournia – e sarà quindi più divertente da fare dal vivo. Sul palco si sentirà molto la band e cercheremo di portare in giro un live molto energico, perché quella è nostra cifra stilistica. Noi veniamo dal post punk e dall’alternative rock e anche facendo una canzone italiana ‘commestibile’, la nostra ricerca è sempre rivolta all’energia”.

Paul McCartney torna in Italia con due dateA Napoli il 10 giugno e a Lucca il 13

19 novembre 201916:33

Al termine di mesi di speculazioni, Paul McCartney annuncia due concerti in Italia per il 2020, a sette anni di distanza dal suo ultimo concerto nel nostro Paese.Il tour lo porterà a esibirsi a Lucca (13 giugno) per la prima volta e tornare a Napoli (10 giugno) dopo 29 anni. “Non posso credere che siano passati sette anni dal nostro ultimo concerto in Italia. Ci siamo divertiti tantissimo in quell’ultimo viaggio quindi siamo certi che queste saranno due serate memorabili per noi e non vediamo l’ora di tornare. Un ulteriore bonus per me è il fatto che questa sarà la mia prima volta di sempre a Lucca. Tieniti pronta a scatenarti, Italia!”.”Paul, ti aspettavamo da tanto. Siamo orgogliosi che tu abbia scelto Napoli come prima tappa del tuo tour 2020 a piazza del Plebiscito. Welcome back”, scrive il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris sulla sua pagina instagram.Paul si è già esibito in 39 spettacoli straordinari in 12 paesi diversi da quando ha annunciato il suo tour mondiale Freshen Up, la cui ultima tranche si è conclusa con un concerto sold-out al Los Angeles Dodger Stadium a luglio. Le 5 stelle ricevute nelle recensioni della critica musicale e lo stesso totale entusiasmo ricevuto da parte dei suoi fan, un pubblico di ogni età e background, dimostra come la carriera di Paul sia senza eguali, un fenomeno sia come performer che come songwriter e con un appeal globale.

Rivoluzione e bellezza al festival Pazza ideaA Cagliari dal 21 al 24 novembre

21 novembre 201908:49

Sarà dedicata a Bellezza e Rivoluzione l’ottava edizione di ‘Pazza idea’ il festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale che si apre il 21 novembre a Cagliari e vedrà tra gli ospiti, fino al 24 novembre, Emanuele Trevi, lo stilista Antonio Marras, la giovane filosofa Ilaria Gaspari, Bobo Rondelli, Frankie Hi NG, Giovanni De Mauro, Giuseppe Lupo, Benedetta Barzini, Francesca Mannocchi, Luca Scarlini e Pierluigi Vaccaneo. A condurre gli incontri saranno Yari Selvetella e Stefano Salis.
Doppia inaugurazione con il focus ‘Fotografa e Rivoluzionaria’, una retrospettiva sulla fotografa Tina Modotti, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite .
Grande spazio all’arte anche con la mostra ‘Temperature’ , raccolta delle vignette dell’illustratore Fabio Magnasciutti.
“Cercheremo di esplorare la complessità del reale e del possibile attraverso il nostro consueto approccio multidisciplinare: incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il fitto mosaico di Pazza Idea” spiega la nota di presentazione. ‘Pazza Idea’ rinnova quest’anno anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari.

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Carissimi, i segreti di una famiglia
Enigmi e sentimenti nel romanzo ‘epistolare’ di Letizia Muratori

18 novembre 2019 11:08

LETIZIA MURATORI, CARISSIMI (LA NAVE DI TESEO, PP.224, EURO 17) – Le radici che fanno da zavorra al presente, la sincerità sbandierata e le falsità nascoste dalla cortesia apparente, le parole taglienti e i ricordi che fanno male, la solitudine di ognuno e il desiderio di contrastarla con il calore familiare: il sapore agrodolce di “Carissimi”, il nuovo libro di Letizia Muratori edito da La nave di Teseo, è già racchiuso tutto nel titolo, e subito rafforzato dall’autrice, capace di scavare con le parole nei segreti dell’anima.
Con la sua struttura originale – il libro è una raccolta di lettere che i vari personaggi si scrivono gli uni con gli altri, intervallata da momenti di narrazione più classica, in terza persona – “Carissimi” invita alla lettura di una storia che indaga la famiglia, mettendo sotto i riflettori la complessità dei rapporti, le fragilità, le bassezze, le ripicche e il bagaglio di quel pesante non detto che ogni persona si porta dietro, e ancora quei segreti di famiglia che forse è meglio non rivelare; ma nel libro c’è spazio anche per l’amore con tutte le sue trasformazioni.
La trama del romanzo vede al centro Nurit Camerini, diciottenne che sa di essere nata da un’inseminazione artificiale.
Contrariamente da quanto accade di solito, la ragazza ha conosciuto dai genitori il nome del padre biologico, Giorgio Amati, facendo in tempo, prima che quest’ultimo morisse, a instaurare un rapporto epistolare con lui. Ora decide di ricercare le proprie radici attraverso la realizzazione di un documentario che coinvolga tutta la famiglia Amati, i figli di Giorgio e sua moglie, ma anche i suoi fratelli in Israele.
Per contattarli, Nurit sceglie di scrivere lettere nelle quali fa domande indiscrete, precise, sollevando più di un malumore e molti ricordi: non tutte le persone a cui scrive – i “carissimi” del titolo – reagiscono infatti allo stesso modo nei confronti di questa ragazza che, pur non volendosi porre come una parente acquisita, è determinata a conoscere e a trovare sincerità in questa nuova famiglia, lontana eppure in qualche modo a lei vicina.
La dimensione familiare nelle mani dell’autrice diviene dunque terreno d’indagine, quasi di studio, per esplorare sentimenti e frustrazioni, peccati nascosti e mancanze affettive, ma anche per andare indietro nel tempo, dentro quella grande Storia di cui tutti siamo figli. Il risultato è un libro che, nel solco di una lunga parabola spazio-temporale (dalle leggi razziali a internet, dall’Italia a Israele), coinvolge e apre prospettive e spunti di riflessione, anche su noi stessi e sui nostri rapporti familiari: sarà forse possibile ritrovarsi e riconoscersi nello scontro tra caratteri, nel confronto tra delusioni e aspettative e in quelle differenze, anche linguistiche, che da sempre separano, anche se mai definitivamente, le generazioni dei nonni, dei padri e dei figli.

Tv: torna L’amica Geniale, la giovinezza di Lila e LenùSul set della seconda stagione, sugli schermi in primavera

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Era il 30 agosto, un’ estate fa… Una passeggiata sul set nel cuore di Napoli in una piazza dei Martiri d’altri tempi.Tra insegne ai negozi anni Sessanta, comparse in abiti d’epoca, vecchie automobili e lambrette, lo slargo cambiava volto, sotto gli occhi incuriositi di passanti e turisti. In questa giornata di una stagione trascorsa, si è girata la sesta puntata della seconda stagione della serie tv (la messa in onda su Rai1 è prevista per la primavera 2020) de ‘L’amica Geniale – storia del nuovo cognome’: basata sul secondo volume della quadrilogia di Elena Ferrante dedicata al racconto dell’amicizia tra le due protagoniste Lila (Gaia Girace) e Lenù (Margherita Mazzucco), pubblicata negli Stati Uniti da Europa Editions, che vede, così come la prima, dietro la macchina da presa Saverio Costanzo (“Private,” “La solitudine dei numeri primi,” “Hungry Hearts”).
Per sei episodi, mentre Alice Rohrwacher (“Lazzaro felice”, “Le Meraviglie”) ha curato la regia del quarto e del quinto. I mesi sono passati le riprese sono terminate in Toscana e nel frattempo la scrittrice ha dato in stampa il suo nuovo libro che non ha nulla a che vedere con la storia di Lila e Lenù, ‘La vita bugiarda degli Adulti’ (sempre edito e/o). La nuova serie tv, è prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com.
A metà settembre sono invece iniziate le riprese a Pisa, ora concluse, per un totale di 4 settimane (Elena la si vedrà con i capelli tagliati – come racconta il libro di Ferrante verrà ammessa alla prestigiosa Università Normale ndr). Costanzo durante le riprese del sesto episodio a Napoli è in camicia di lino verde, ferma il ciak più di una volta (qualche passante attraversa il campo perchè sfuggito a un set apparentemente blindato, i curiosi sono centinaia impossibile chiudere) nonostante i problemi alla viabilità limitata per le riprese, va detto che al ‘pronti, azione’ cala un religioso silenzio in piazza e dietro le transenne. L’Amica geniale nella città partenopea come anche Caserta dove sono ubicati gli studi nell’area ex Saint Gobain del capoluogo della Reggia vanvitelliana (dove è stato ricostruito un intero rione del capoluogo campano riprodotto e riportato alle sue origini urbanistiche su un’area di 25mila metri quadrati dallo scenografo Giancarlo Basili) ha portato anche tanto lavoro, compresa una scuola di operai e apprendisti scenografi.
La bionda Elena, per tutti Lenù (Margherita Mazzucco), attraversa con passo calmo Piazza dei martiri, poco prima si sofferma a guardare la vetrina di un negozio di occhiali, la gonna blu è sotto al ginocchio, la camicetta è bianca abbottonata, i capelli raccolti in una coda di cavallo sono legati con un fermaglio. A puntargli gli occhi addosso un gruppo di ragazzi. A poca distanza imponente sorge il negozio elegante della sua amica Lila che diventerà anche mamma (girate poco prima le scene che la vedono con il figlio in braccio…) ma chi ha letto il libro conosce la storia della gravidanza, delle violenze del marito… Come spiega lo stesso Costanzo: “Gli eventi del secondo capitolo de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori.
Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze.
L’incontro apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua gli studi ed arriverà a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano”. Dopo diversi ciak a Ischia: “qui spiega – Costanzo – Alice ha girato gli episodi 4.5. Una scelta voluta e che sono felice abbia accettato perchè ritenevo fosse come un momento a parte ma anche rivelatore, della vita di queste due amiche, rivali, che sono brave, e inevitabilmente anche cattive ragazze. Ogni volta che rileggo i libri di Elena Ferrante non è un caso, colgo nuove sfumature”. Sul set Fiat d’antan, Lancia, un Duetto, l’autobus Viberti, il 128, da piazza Plebiscito a Capo Posillipo. C’è poi la salumeria Carracci, di Stefano, marito di Lila, con tanto di Poster che campeggiano in bella vista dietro il bancone.
L’atmosfera di decadenza verrà riproposta anche nella seconda serie il cui le due protagoniste Lila ed Elena si muovono in un contesto storico compreso tra il 1961 e il 1967.

Tv: L’amica Geniale-Storia del nuovo cognome in numeri

NAPOLI18 novembre 2019 11:08

– Sono terminate da poche settimane le riprese de la serie L’amica Geniale – Storia del Nuovo Cognome, la cui messa in onda è prevista nella primavera del 2020 su Rai1, girate in gran parte tra Napoli, Caserta, Ischia e La Toscana (soprattutto Pisa). Tratto dal best seller dal titolo omonimo, secondo libro della quadrilogia di Elena Ferrante (Edizioni E/O). Dietro la macchina da presa torna Saverio Costanzo (ep.1,2,3,6,7,8) che condivide l’onore per le puntate girate ad Ischia con Alice Rorhwacher (ep. 4,5), sorella di Alba voce narrante della prima stagione.
Nei panni delle protagoniste Gaia Girace e Margherita Mazzucco, intanto cresciute e diventate giovani donne che Elena Ferrante descrive fra i seni che si gonfiano e i cuori che si fanno carichi di responsabilità. Una serie Hbo e Rai Fiction, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment, in coproduzione con Umedia.
Soggetto e sceneggiature sono di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi. Fremantle sarà il distributore internazionale in associazione con Rai Com. Ma ecco alcuni numeri. Attori: 125 fra principali e secondari Comparse: circa 8500 maggiorenni e 860 minorenni.
Bambini nel cast: 860 circa. Costumi: 2.000 circa tra realizzazioni originali e di repertorio. Paia di scarpe: 1.700 circa. A Napoli il Rione ricreato dalla scenografia di Giancarlo Basili Basili si estende su una superficie di circa 26 mila metri quadrati di cui 6 mila per la ricostruzione delle nuove palazzine. In totale dunque ci sono 26 edifici. Per il rione “vecchio”, usato anche nella prima stagione, la troupe tecnica, composta da 150 persone, ha creato 20 mila metri quadrati di set costruiti in oltre 100 giorni di lavorazione. Sono state costruite inoltre 15 palazzine, 5 set di interni, una chiesa e un tunnel. Utilizzati una ventina di lavoratori tra falegnami, stuccatori, stampatori, montatori, pittori e aiuti. Sono oltre mille i pezzi di di arredamento d’epoca utilizzati. I costumi sono Antonella Cannarozzi. La sceneggiatura è firmata dalla stessa Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur sono i produttori esecutivi.

Scrittori britannici a Bookcity per Tour dell’amiciziaJojo Moyes, Follett, Lee Child e Kate Mosse

8 novembre 201912:46

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit. “I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea. “Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.
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Follett, chi vuole Brexit teme nuovo referendumRomanziere britannico, imbarazzato che mio Paese rifiuti Europa

18 novembre 201912:48

– Un nuovo referendum sulla Brexit “mi piacerebbe, perché questa volta andrebbe diversamente. Chi vuole la Brexit non vuole un altro referendum, sa che perderebbe”. E’ l’opinione di Ken Follett, protagonista con altri tre romanzieri bestseller britannici del ‘Tour dell’amicizia’, un giro in quattro Paesi europei iniziato da Bookcity Milano con cui gli scrittori vogliono dichiarare il proprio amore all’Europa e il dissenso verso l’uscita dall’Ue.
“C’è una possibilità, forse” di un nuovo referendum, “lo dovrebbe chiedere il Labour, ma non credo che vincerà le elezioni, quindi è una chance ridotta”, ha ammesso Follett a meno di un mese dal voto, affiancato al Teatro Carcano da Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse. “Sono imbarazzato – ha spiegato l’autore di bestseller come ‘I pilastri della terra’ – che il mio Paese voglia rifiutare il suo posto in Europa, e che gli inglesi dicano di stare bene da soli. Io da solo non sto bene”.

Un ‘naso elettronico’ può salvare i libri rovinatiFiuta gli odori e individua le malattie della carta

18 novembre 201912:59

– Un naso elettronico potrà aiutare a curare i libri e a salvarli sin dai primi segni del degrado della carta. I vecchi volumi emanano odori così diversi che vanno da quelli più piacevoli (come gli odori di mandorle, caramello e cioccolato) a quelli più cattivi (come quelli di formaldeide, vecchi vestiti e spazzatura). Secondo gli studiosi portoghesi dell’Università di Aveiro fiutandoli è possibile capire quali parassiti li hanno colpiti e, di conseguenza, come intervenire prima che sia troppo tardi. La carta è composta principalmente da cellulosa, insieme ad altri componenti vegetali e additivi che ne migliorano le proprietà. La cellulosa è resistente all’invecchiamento, ma gli altri componenti sono molto più vulnerabili al degrado causato da calore, umidità e luce. Prima del 1845, spiegano gli studiosi, la carta era costituita principalmente da stracci di cotone e lino, che erano forme relativamente pure di cellulosa e quindi abbastanza stabili. Da quell’anno in poi, invece sono stati sviluppati processi per produrre carta da fibre di pasta di legno. Questa è meno resistente di quella in cotone, ma con il vantaggio che il legno è un materiale più economico e più facilmente disponibile.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato 19 libri pubblicati dal 1567 al 2016. Li hanno classificati e hanno rilevato i gas con un naso elettronico contenente sei sensori che collegavano selettivamente diversi composti organici volatili. Questo nuovo metodo, spiegano, permette di aiutare a identificare meglio tutti quei libri che necessitano di una particolare conservazione e cura.

Giallini-Proietti in commedia natalizia, ciak a gennaio’Io sono Babbo Natale’, alla regia Edoardo Falcone

18 novembre 201913:18

– Partiranno a gennaio le riprese del nuovo film scritto e diretto da Edoardo Falcone (Se Dio Vuole), una commedia natalizia dal titolo provvisorio “Io sono Babbo Natale”. Protagonisti d’eccezione Marco Giallini e Gigi Proietti. Prodotto da Lucky Red e Rai Cinema con 3 Marys, il film sarà interamente girato a Roma.
Ettore (Marco Giallini) è un ex galeotto dalla vita turbolenta e sgangherata. Ha scontato 5 anni di carcere per una rapina commessa con dei complici di cui non ha mai rivelato i nomi. Alle spalle ha una relazione finita male con Laura, da cui ha avuto una figlia che non ha mai potuto conoscere. Non ha grandi alternative se non quella di continuare a fare il rapinatore. È così che si ritrova a casa di Nicola (Gigi Proietti), un amabile signore che non ha niente di valore che si possa rubare. In compenso ha una bizzarra rivelazione da fare ad Ettore: dichiara infatti di essere Babbo Natale. Ettore è decisamente scettico: Nicola sarà davvero chi dice di essere? Dopo il successo de “La befana vien di notte”, a Natale 2020 una divertente commedia per tutta la famiglia, ricca di effetti speciali, sull’amicizia, sul valore degli affetti e sulla generosità.

Successo a Hollywood per Il Traditore, parte la campagnaAnche Sorrentino a premiere del film di Bellocchio con Favino

18 novembre 201913:45

– Parte alla grande la campagna per la nomination all’Oscar straniero del candidato per l’Italia, Il Traditore di Marco Bellocchio. Il 17 novembre il debutto al Chinese Theatre di Hollywood è stato un successo, presenti il regista e Pierfrancesco Favino che ne è lo straordinario protagonista nel ruolo di Tommaso Buscetta. Erano presenti tra gli altri Paolo Sorrentino, Martha De Laurentiis, John Savage, il montatore Pietro Scalia. La lunga campagna di promozione verso il traguardo degli Academy Awards 2020, continua già stasera a San Francisco e prosegue subito per New York.
“Bellocchio non è solo un maestro del cinema italiano ma uno dei più grandi cineasti viventi del mondo”, così lo ha presentato al pubblico eccellente di Los Angeles, prima della proiezione, Michael Barker, presidente e co-fondatore di Sony Pictures Classics, che ha acquisito il film per la distribuzione in America, e il pubblico gli ha reso omaggio con un lungo applauso.
“Sono orgoglioso di essere qui e colpito da quest’accoglienza così calorosa, ma spero soprattutto che questo film vi piaccia e vi emozioni”, il grazie di Bellocchio che ha lasciato a Favino il compito di ‘orientare’ il pubblico americano alla visione di un film che – ha detto – “mostra il vero volto della mafia, niente di cool ma solo un gruppo di persone ignoranti”.
Evento promosso con Sony Pictures Classic, il film è stato presentato nella sezione World Cinema dell’AFI Fest 2019 alla presenza di Paolo Del Brocco, Rai Cinema e Simone Gattoni, Kavac Film, e di Anastasia Michelagnoli per IBC Movie di Beppe Caschetto, produttori de Il traditore. Dopo il successo al Festival di Cannes, venduto in oltre 50 Paesi, il film è ora candidato a 4 European Film Awards premi EFA nelle categorie più importanti (Miglior Film, Regista, Attore Protagonista, Sceneggiatura). Il film è prodotto da Ibc Movie, Kavac Film con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam Production (Francia), Match Factory Productions (Germania), Gullane (Brasile), distribuito in Italia da 01 Distribution, e venduto nel mondo da Match Factory.

Portici Bologna candidati a Unesco, via a piano di gestioneRaccoglie attività di tutela, obiettivo candidatura nel 2021

BOLOGNA18 novembre 201913:49

– La cabina di regia per la candidatura dei portici di Bologna all’Unesco ha firmato il 18 novembre in Comune il protocollo d’intesa per la gestione, la tutela, la conservazione e la fruizione dei portici della città.
Si tratta di un passaggio importante verso la stesura definitiva del dossier, che sarà sottoposto alla valutazione del Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.
L’obiettivo è ottenere la candidatura per l’Italia nel 2021, dopo che quella di quest’anno tocca, invece, a Padova Urbs Picta (la decisione nella riunione Unesco di Fuzhou, in Cina, nell’estate 2020).
Il piano di gestione è parte integrante del dossier ed è stato redatto sotto la supervisione e il supporto tecnico-scientifico del Mibact e con il contributo della Fondazione Carisbo. Al suo interno è descritto il sistema di gestione e di coordinamento delle attività di tutela, conservazione, comunicazione e fruizione in atto e in programma relative ai portici, tra cui interventi, restauri, azioni di contrasto al vandalismo grafico e proposte dei cittadini. Oltre al Comune, che è il soggetto referente per l’Unesco, hanno firmato il protocollo il segretario generale del Mibact per l’Emilia-Romagna, la Soprintendenza alle Belle Arti, la Regione, la Città metropolitana, l’Università di Bologna, l’Arcidiocesi, la Banca d’Italia, le Fondazioni Carisbo e Del Monte, la Camera di Commercio, Acer, il comando dei carabinieri dell’Emilia-Romagna e Bologna Welcome.

Montessori, consigli per bimbi feliciIn italiano le lezioni tenute in Sri Lanka nel periodo bellico

18 novembre 201914:02

– MARIA MONTESSORI, TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE SUL TUO BAMBINO (Garzanti, pp.160, 15 Euro.
Traduzione di Monica Salassa). L’autonomia, per far sì che il bambino cresca con le sue forze e le sue conquiste seguendo il suo naturale impulso creativo; i cinque sensi come “porte” dalle quali far entrare nella mente la conoscenza; la necessità di evitare inutili repressioni in favore della possibilità di sperimentare il mondo circostante; la disciplina intesa come un non problema se l’educazione si fonda sulla giusta libertà, su un ambiente idoneo e su una attività adatta alle varie fasi dell’età. Sono alcuni dei concetti espressi nel libro di Maria Montessori “Tutto quello che dovresti sapere sul tuo bambino” (Garzanti), nato da un ciclo di lezioni tenute in Sri Lanka nel 1944 e pubblicato in una prima edizione nel 1948 a Colombo. Nel volume, organizzato all’epoca da Anthony Gnana Prakasam, un avvocato con laurea in Pedagogia, vengono raccolti i principi alla base del celebre metodo educativo che Maria Montessori insegnò nei suoi corsi quando, in contrasto con il regime fascista, nel 1939 lasciò l’Europa per poi raggiungere il subcontinente indiano.
In agili capitoli, questi principi sono presentati al lettore in modo straordinariamente semplice, permettendo davvero di farsi un’idea chiara sul pensiero montessoriano. Eppure il libro è stato per anni trascurato, in quanto ritenuto di minore importanza rispetto al resto della produzione della studiosa: dopo diverse edizioni (tra cui la prima indiana nel 1961 e quella in lingua inglese del 1989), ora questo volume viene tradotto in italiano per la prima volta colmando dunque una lacuna. In questa piccola guida, in cui si affronta lo sviluppo fisico e psicologico del bambino nei primi anni di vita, si possono trovare tanti consigli pratici, suggerimenti, riflessioni che seppur legate alla società e agli studi dell’epoca risultano ancora oggi attuali. “Il bambino ha un modo di agire che l’adulto non può imitare. Se l’adulto ha intenzione di aiutare il bambino deve imparare da lui”, si legge per esempio tra le pagine dedicate ai bambini da 0 a 3 anni.
Al centro del metodo la gioia e la serenità del bambino, nella convinzione che quest’ultimo sia “il costruttore e il creatore dell’uomo adulto”: ecco perché genitori e insegnanti dovrebbero aiutare i piccoli ad “aiutarsi da soli”, favorendo indipendenza ed evitando inutili repressioni, per far sì che, in modo sicuro ma naturale, il bambino faccia esperienza del mondo e di se stesso seguendo le proprie inclinazioni, a partire dalle primissime fasi della vita. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torna Serena Dandini e convoca gli Stati Generali

Su Rai3 da giovedì 21 novembre in prima serata

18 novembre 201919:46

In questo mare di virtualità dove galleggiamo come naufraghi, gli ‘Stati Generali’, il nuovo programma che vede il ritorno ogni giovedì dal 21 novembre per sei prime serate su Rai3 di Serena Dandini con una variegata flotta di ‘amici’, sono un luogo dove chiunque può intervenire e portare la sua istanza, in una specie di riunione di condominio.
Ospiti fissi e special guest intervengono ogni settimana in un rimbalzo, dice la padrona di casa’ “dadaista tra realtà e deformazione satirica”. Il programma è stato presentato dal direttore di Rete Stefano Coletta che sottolinea la durata della messa in onda gli Stati Generali: dalle 21.20 a mezzanotte “ma – aggiunge – è la tv delle Ragazze, è qualcosa di diverso, è necessario che la tv pubblica abbia il diritto di leggere, criticare, ridere, piangere sulla nostra contemporaneità”. Dandini ” tra i protagonisti anche tanti uomini a cominciare dal ritorno di Neri Marcorè, che farà anche satira politica, nella serata del debutto farà una parodia del premier Conte”. Corrado Guzzanti? “Non lo vedremo nella prima puntata, ma non è detto che non ci sarà nelle prossime, è un’effetto attesa. Con lui non si può mai sapere”.   Gli Stati Generali aggiunge “sarà una satira su quello che non va, una fotografia dei tempi che viviamo, di confusione e mancanza di speranze, sogni”. Dandini cerca di dare ordine a questa varia umanità, coadiuvata da Martina Dell’Ombra (Federica Cacciola), tuttofare sovranista e “influencer semplice”, il cui ruolo è tentare di inserire contenuti che ritiene attuali e più moderni di quelli proposti dalla conduttrice e lanciare teaser di scoop inesistenti. Nel cast fisso Lucia Ocone impegnata in parodie varie. Torna la signorina Vaccaroni di Cinzia Leone, guida nei meandri della politica economica, mentre Elio e Rocco Tanica animeranno la parte musicale. Stati Generali proporrà una serie di inedite “Storie scellerate” di Franca Leosini, interpretata da Germana Pasquero. Poi tanti ospiti annuncia Dandini: “Verrà a trovarci anche Ascanio Celestini. Nella prima ci sarà Dario Argento, ci spiegherà cosa è la paura”. Ma le sorprese non sono finite: Giorgia reciterà, Impacciatore ci sarà dalla seconda puntata. Lucia Ocone farà una donna delle caverne”. E infine si lascia sfuggire: “ci sarà Marco Mengoni, stavolta in uno schema non prevedibile”. Tra i fissi ancora: Edoardo Ferrario sarà l’immancabile Sondaggista “che – spiega Dandini – ci terrà aggiornati sui volatili umori del popolo italiano. Non mancheranno incursioni di vecchi compagni di strada come Lillo, protagonista di ‘video. Viene mostrata una clip: Marcorè, con felpa ‘Diccì’ imita Andreotti. Partecipano anche molti altri personaggi che varieranno di settimana in settimana. Inoltre ci saranno i contributi video di The Pills, le Sbratz e Natalino Balasso che porterà le ragioni del Nord Est. E vengono presentate le copertine di Starmale. Si siederanno sul divano rosso di Serena Dandini ospiti internazionali e persone fuori dal comune che stanno dando un contributo significativo alla nostra società. La sigla finale sarà affidata all’improvvisazione di Elianto, geniale cantante di strada.TGLercio, in edizione speciale, fornirà le breaking news.
Gustav Hofer e Luca Ragazzi, documentaristi di talento, saggeranno in 4 minuti gli umori delle piazze

Amadeus, il mio Sanremo internazionale piacerà ai giovani’Nuovo’ Dopofestival solo su RaiPlay. In città una ‘walk of fame’

8 novembre 201919:58

– Potrebbe salire da 20 a 24 il numero dei Big in gara a Sanremo 2020 (4-8 febbraio): lo annuncia Amadeus, impegnato nel “lavoro di selezione”, “difficilissimo” perché “la qualità dei brani è alta” e guidato dall’idea che le canzoni “possano avere lunga vita” dopo l’Ariston. La rosa sarà ufficializzata il 6 gennaio, durante la puntata speciale di Soliti ignoti dedicata alla Lotteria Italia. “In una serata già importante ho pensato di dare i nomi dei cantanti e anche di averli tutti insieme in studio al Teatro delle Vittorie, sarà una grande festa”, promette il direttore artistico e conduttore incontrando la stampa in occasione della Milano Music Week. Gli otto Giovani si conosceranno il 19 dicembre, mentre nella tradizionale conferenza stampa di metà gennaio a Sanremo sarà annunciato il cast dei conduttori. Massimo riserbo sui nomi.Il fronte ospiti potrà contare sulla presenza di Fiorello, protagonista in questi giorni del boom di RaiPlay, mentre si tratta per il ritorno di Tiziano Ferro. E si punta anche a personalità “di respiro internazionale”, promette Amadeus: “Faremo in modo di avere artisti attuali che possano essere sul palco”. In cima alla lista dei sogni c’è sempre Lady Gaga. Quanto al cast fisso, sarebbe sfumata la possibilità di vedere sul palco Monica Bellucci, mentre nei rumors di queste ore si rincorrono i nomi di Chiara Ferragni (celebrata nel documentario di Elisa Amoruso Chiara Ferragni Unposted, che arriva il 28 novembre su Amazon dopo l’anteprima alla Mostra di Venezia) e di Diletta Leotta.”Siamo nella fase calda e più importante del festival, ci stiamo occupando delle selezioni di Sanremo Giovani e poi è la fase in cui arrivano anche tutte le proposte dei big”, spiega Amadeus. All’Ariston “deve esserci la musica tradizionale sanremese d’autore, ma anche quello che piace ai giovani. Questa è la forza che ha avuto Sanremo negli ultimi anni, riportare i giovani”. “Da Baglioni in poi – insiste – non si torna indietro, lì si è aperta la porta a cose nuove che sono quelle che i ragazzi ascoltano”. E se per i Big non ci saranno eliminazioni, i Giovani si confronteranno in “duelli già dalla prima puntata”, “fino alla sfida finale”. “Chi vincerà – sottolinea ancora Amadeus – secondo me dovrebbe avere di diritto l’accesso al Sanremo successivo come big”. Dalla rosa intanto si è sfilato Devil A, che ha scelto di entrare nella scuola di Amici di Maria De Filippi. al suo posto la commissione ha ammesso per le semifinali – ospitate da Marco Liorni a Italia sì – Simona Severini. La tradizione dialogherà con l’innovazione: anche per questo il Dopofestival sarà sostituto dall”Altro Festival’ che andrà in onda solo su RaiPlay: “Da un lato abbiamo il teatro Ariston e contemporaneamente l’Altro Festival con un linguaggio più vicino al web e ai giovani”. Per l’edizione numero 70, Sanremo avrà anche la sua speciale ‘walk of fame’: “Un red carpet con i nomi dei 69 vincitori collegherà il palco dentro all’Ariston ad un palco fuori dal teatro, allestito in piazza Colombo, per un festival della canzone italiana diffuso in città”, annuncia Amadeus.

Cinema: Abel Ferrara ospite d’onore 18/o Festival PorrettaMostra fotografica ricorda Volontè, premio intitolato a Petri

BOLOGNA18 novembre 201915:08

– Il regista statunitense Abel Ferrara sarà l’ospite d’onore della 18/a edizione del Festival del Cinema di Porretta Terme (Bologna), in programma dal 7 al 14 dicembre, che gli dedicherà una retrospettiva di otto film: Ferrara – hanno reso noto gli organizzatori – terrà una masterclass e l’8 dicembre riceverà il Premio alla carriera.
Inoltre il 6 dicembre saranno 25 anni dalla scomparsa di Gian Maria Volontè, per il quale a settembre è partita una campagna social per ottenere un ‘Google Doodle’ a lui dedicato (una versione modificata del logo di Google che viene visualizzata sulla home page in occasione di particolari ricorrenze) alla vigilia della manifestazione. Il Festival lo ricorderà anche con una mostra fotografica, una rara selezione di scatti dai set dei film che lo hanno visto protagonista, grazie ai materiali provenienti dagli archivi della Csc-Cineteca nazionale di Roma.
Proprio a Porretta, alla Mostra Internazionale del Cinema Libero, nel 1971 fu presentato in anteprima mondiale il film ‘La classe operaia va in paradiso’, di Elio Petri, poi premiato con la Palma d’oro a Cannes.
E proprio nel nome di Elio Petri Porretta ha ideato un Premio nazionale, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, che intende promuovere la valorizzazione e conservazione del suo patrimonio cinematografico e audiovisivo, ma anche premiare un’opera contemporanea in cui “sia evidente il lascito della sua eredità autoriale, con tematiche di denuncia sociale e politica in linea con il suo cinema”. In concorso sono 6 opere: Claudio Bonivento, ‘A mano disarmata’; Fratelli D’Innocenzo, ‘La terra dell’abbastanza’; Claudio Giovannesi, ‘La paranza dei bambini’; Andrea Zaccariello, ‘Non sono un assassino’; Marco Bellocchio, ‘Il traditore’; Valerio Mastandrea, ‘Ride’.

Mps: banca apre suo museo e archivio a visite guidateAl via dal 30/11, obbligatoria prenotazione online

SIENA18 novembre 201915:12

– Parte sabato 30 novembre ‘Invito al Monte’, l’iniziativa attraverso la quale la banca Mps torna ad aprire al pubblico il museo e l’archivio storico in piazza Salimbeni a Siena attraverso una serie di visite guidate e gratuite.
Da domani gli interessati potranno iscriversi all’appuntamento scegliendo tra cinque diversi orari di ingresso. Da dicembre poi, spiega una nota, mese per mese, saranno comunicate le date e le modalità di prenotazione dei successivi appuntamenti. Le visite saranno a numero chiuso solo su prenotazione obbligatoria online. I visitatori potranno vedere il percorso espositivo del museo di Banca Mps che si snoda attraverso i diversi corpi di fabbrica che componevano l’antico castellare Salimbeni: il fondaco, luogo di compravendita delle merci; l’ampio cortile della Dogana, fulcro del palazzo; la famosa scala progettata dall’architetto fiorentino Pierluigi Spadolini; la sala di studio e consultazione, la galleria peruzziana e infine la pinacoteca, riallestita in anni recenti seguendo i più moderni standard museali. Qui i visitatori potranno ammirare la collezione che Banca Mps ha acquisito nel corso dei secoli, con opere realizzate da artisti senesi o legati alla città, e visitare anche l’archivio storico dove sono custoditi numerosi documenti antichi e libri mastri e contabili risalenti ai primi anni di attività della banca.

Moda: Brioni celebra 75/o scegliendo Brad Pitt come testimonialSeguirà una campagna a gennaio 2020

8 novembre 201915:13

– Per festeggiare i suoi primi 75 anni, Brioni, maison della moda maschile di lusso nata a Penne (Abruzzo) annuncia che Brad Pitt è il nuovo ambasciatore del marchio. “Icona del cinema e di stile – spiega dell’azienda in una nota – interprete di ruoli cinematografici tra i più memorabili di tutti i tempi, Pitt incarna e rinforza il legame di Brioni con Hollywood. Brad Pitt è considerato uno degli attori più versatili, influenti ed ammirati del cinema contemporaneo ed è stato recentemente protagonista in ‘C’era una volta a… Hollywood’ di Quentin Tarantino e in ‘Ad Astra’ di James Grey. Pitt, vincitore di un premio Oscar come produttore cinematografico, è un grande appassionato di arte e architettura”. Pitt ha scelto di indossare Brioni in occasione di numerosi eventi, tra cui il 72° Festival di Cannes e la 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sigillando uno stretto legame con il brand.
La collaborazione tra Brioni e Brad Pitt segnerà l’inizio delle celebrazioni del 75/o anniversario del brand con una campagna pubblicitaria che verrà lanciata a gennaio 2020.

Chiavi città Firenze a regista Andrej KoncalovskijCerimonia in Palazzo Vecchio il 28/11

IRENZE18 novembre 201915:15

– Le Chiavi della città di Firenze allo sceneggiatore, regista e produttore cinematografico russo Andrej Končalovskij. La cerimonia si terrà il 28 novembre nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
A consegnare le chiavi a Končalovskij sarà il vicesindaco Cristina Giachi.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Un quadro di Jean Calogero donato al Comune di CataniaFigli dell’artista regalano ‘Cattedrale’. Sindaco, città grata

CATANIA18 novembre 201915:28

– Un’opera di grande impatto visivo ed emotivo quella regalata a Catania dai figli dell’artista Jean Calogero. Il 18 novembre, alla presenza del sindaco Salvo Pogliese, gli eredi del grande pittore catanese, Patrizia e Massimiliano, hanno donato il quadro ‘Cattedrale’, opera di 120 per 90 centimetri, che raffigura uno scorcio della piazza principale della città, osservata da una finestra, con l’usuale personalità pittorica dell’artista siciliano ammantato di surrealismo.
“Catania tutta è grata per aver ricevuto un regalo così importante – dice Pogliese – con la donazione di questa opera, oltre tutto, si colma un vuoto dato che la nostra città, che ha dato i natali al maestro, non possiede alcun lavoro dell’artista che tanto lustro ha dato alla nostra comunità”. La cerimonia ha fatto da prologo all’apertura della personale “Jean Calogero – omaggio a Catania” curata da Luigi Nicolosi che sarà inaugurata il 23 novembre alla Galleria d’arte moderna (Gam) nell’ex monastero di Santa Chiara.

Musica: Ron chiude a Bologna il tour su Lucio DallaNel corso della serata cantante riceverà la ‘Turrita d’Argento’

OLOGNA18 novembre 201915:44

– “Lucio!! Il tour”, l’omaggio che Ron sta dedicando da poco meno di due anni all’amico di sempre, Lucio Dalla, si concluderà il 23 dicembre all’Europauditorium di Bologna, proprio nella città di Dalla e in uno dei teatri che il cantautore ha calcato più volte. Per l’occasione il Sindaco di Bologna, Virgilio Merola, conferirà a Ron la Turrita d’Argento della città “per la sua carriera così importante per la musica italiana – ha spiegato l’assessore alla cultura, Matteo Lepore, alla presentazione della serata – e per la nostra città, in modo particolare come autore di bellissime canzoni, tra le quali Piazza Grande”.
Nel corso della serata, Ron renderà omaggio a Lucio Dalla, oltre che con alcuni dei suoi brani più importanti, da ‘Anna e Marco’ a ‘Henna’ a ‘Tutta una vita’, con uno spettacolo dal taglio molto teatrale, attraverso racconti di vita e con l’aiuto di foto e video, che culminerà con l’inedito ‘Almeno pensami’.
“Un brano importante, – ha detto – non una di quelle canzoni che si fanno e si lasciano lì, per vedere cosa succede nel tempo.
Lucio non è riuscito a inserirla nel suo ultimo disco perché, poi, se ne è andato. Ho messo le mani su questa canzone con grande rispetto”.
A proporgliela per il Festival di Sanremo di 2 anni fa, Claudio Baglioni, 4 giorni prima dell’inizio della kermesse: “Non ne sapevo nulla, non la conoscevo. E’ stata per me un’emozione enorme. Sanremo è stato un palco importantissimo per questo brano – ha detto Ron – e lo è stato anche per me. Un palco che mi ha fatto stare a volte anche molto male, perché Sanremo non è mai una cosa tranquilla e serena. Però con ‘Almeno pensami’ ho trovato una grande tranquillità, ho sentito Lucio presente, e questa cosa credo che sia arrivata anche a casa, nelle case degli italiani che si sono emozionati come mi sono emozionato tantissimo anch’io. Da quel Sanremo – ha concluso il cantante – è partita l’idea di andare in giro a cantare Lucio.
Non l’avevo mai fatto prima. Cantare Lucio è stato strepitoso, me ne sono accorto proprio cantando. Mai mi sarebbe venuto in mente che un giorno avrei fatto dei concerti per Lucio”.

Helen Mirren, non sono perfetta, ma è volto L’Oreal nel mondoLa diva premio Oscar si aggiunge a Fonda, Moore, MacDowell

8 novembre 201915:58

– “Non sono perfetta e mai lo sono stata, ma ho sempre avuto un bell’ aspetto e desidero mantenerlo. Ho sempre amato il brand L’Oréal Paris e sono veramente felice di diventarne ambasciatrice e di entrare a far parte di un gruppo di talenti di questo calibro. Spero di poter ispirare altre donne nella ricerca della fiducia in sé, valorizzando al massimo il loro aspetto naturale”. Parola di Helen Mirren, 74 anni, attrice vincitrice del premio Oscar nel 2007 con The Queen, acclamata per la sua interpretazione in moltissimi film e in numerose produzioni teatrali della Royal Shakespeare Company, che dopo aver sfilato con movenze glamour da vera professionista nel defilé de L’Oreal a Parigi, e dopo essere stata promossa ambasciatrice L’Oreal UK per skincare, make up e haircare, diventa testimonial del colosso francese della bellezza a livello globale.
Helen Mirren, che nel suo paese, la Gran Bretagna, è considerata icona e simbolo nazionale, si aggiunge quindi alle altrettanto mature colleghe Jane Fonda, Julianne Moore e Andie MacDowell, che rappresentano il fascino delle donne non più giovanissime. “Helen Mirren – precisa una nota dell’azienda – dimostra che la bellezza e il raggiungimento di un traguardo non nascono solo da dentro, ma sono anche frutto del giusto approccio: l’allure può crescere con il passare degli anni”.

Musica: concerto Giovanni Allevi a Bologna per Face3DIl 18 dicembre al Manzoni per ricerca chirurgia facciale

OLOGNA18 novembre 201916:05

– “Sono felicissimo ed emozionato per questo concerto a fianco della più grande scultrice italiana contemporanea come Rabarama, la cui opera regala meraviglie, per dare una mano all’associazione Face3d”. Così il pianista Giovanni Allevi ha presentato ‘Concerto per un Sorriso’, in programma il 18 dicembre a Bologna al teatro Manzoni, a favore dell’associazione onlus che sostiene la Chirurgia maxillo-facciale adulta e pediatrica per la cura e la ricostruzione dei volti gravemente lesionati per traumi, patologie oncologiche e malformazioni congenite, per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie 3D e 4D.
Rabarama (Paola Epifani) donerà una sua opera creata espressamente, ‘Kintsugi’, un pezzo unico in terracotta. Allevi presenterà ‘Hope’, il disco appena pubblicato che è in testa alla hit parade di musica classica, con l’orchestra sinfonica Italiana e il coro dell’Opera di Parma.

Moda: arriva il primo denim stretch biodegradabileA lanciarlo in Italia è Candiani Denim

8 novembre 201916:39

– Candiani Denim, azienda lombarda di Robecchetto con Induco (Mi), lancia il denim stretch ‘biodegradabile’. L’innovativa tecnologia sviluppata e brevettata che realizza la nuova fibra naturale che sostituisce il poliestere nel tessuto elasticizzato si chiama Coreva. In pratica si sostituisce la fibra elastica sintetica con una fibra vegetale, ricavata dalla gomma naturale. In questo modo la tela denim per la prima volta prodotta senza l’utilizzo di plastiche e micro plastiche, i cosiddetti gli elastomeri sintetici ottenuti comunemente dal petrolio, senza comprometterne l’elasticità, le qualità fisiche e la durata. Il primo brand che ha potuto utilizzare questa nuova tela stretch è l’olandese Denham, partner fidelizzato e storico della tessitura italiana, con una collezione totalmente prodotta attraverso la tecnologia Coreva.
“In un mondo dove le risorse stanno diminuendo – spiega Alberto Candiani, global manager e titolare dell’azienda – e c’è un eccesso ingestibile di capi di abbigliamento da smaltire, è un dovere di tutti guardare ad un consumo e ad una produzione sostenibili, con una massima attenzione a risorse rinnovabili, materiali biodegradabili e compostabili. Il mondo del denim dev’essere in prima linea in questa rivoluzione, non perché ci sia una domanda, semplicemente perché è corretto farlo”.

Subsonica, il nostro viaggio a ritroso nel tempoEsce ‘Microchip temporale’. E da marzo 2020 in tour

18 novembre 201920:00

– A vent’anni da ‘Microchip emozionale’ i Subsonica rispolverano i brani di quell’album per ‘Microchip temporale’. Il progetto discografico è quello in uscita venerdì 22 novembre e per il quale la band torinese ha coinvolto una lunga lista di colleghi, per rivedere in chiave aggiornata pezzi chiave per la carriera dei Subsonica. Con Samuel e soci si sono messi al lavoro, tra gli altri, anche Achille Lauro, Motta, Coez, Cosmo ed Elisa. Dal mese di marzo la band tornerà anche in tour, con partenza il 5 marzo da Padova.”Abbiamo fatto un viaggio a ritroso nel tempo – hanno spiegato i Subsonica – scegliendo alcune delle voci italiane di oggi che sentiamo più vicine. Siamo riusciti, in questo modo, ad osservare la nostra storia da fuori, scegliendo di collaborare con artisti che hanno tutti un linguaggio musicale molto forte”. A mettere la voce in ‘Microchip temporale’ ci hanno infatti pensato Willie Peyote (‘Sonde’), Nitro (‘Colpo di pistola’), ma anche Elisa per ‘Lasciati’, Motta per ‘Tutti i miei sbagli’, Lo Stato Sociale sulle note di ‘Liberi tutti’ e ancora Cosmo (‘Disco labirinto’), Achille Lauro (‘Il mio DJ’). Spazio anche per le voci di Ensi che ha cantato ‘Il cielo su Torino’, Fast Animals and Slow Kids per ‘Albe meccaniche’, Miss Keta su ‘Depre’ e Gemitaiz che ha detto la sua in occasione di ‘Perfezione’. “Lavorando con altri artisti – hanno detto i Subsonica – ci siamo accorti di quanto la nostra musica sia stata un punto di riferimento anche per artisti che oggi hanno l’età nostra di allora”. Ad anticipare il lavoro al completo è stata la nuova versione di ‘Aurora sogna’, con Coma Cose e Mamakass, seguito poi da ‘Il mio DJ’ con Achille Lauro.”La nostra band – hanno spiegato – è nata nei tempi in cui c’erano ancora le grandi religioni, intese come grandi divisioni di generi musicali in cui credere. Per questo motivo alcune canzoni hanno assunto un carattere quasi sacro, come ‘Aurora sogna’. Non pretendiamo che tutti abbiano avuto lucidità per seguire i cambiamenti nella musica negli ultimi vent’anni, ma chi ci ha seguito ha capito il nostro percorso”. Con il nuovo album, i Subsonica torneranno anche in tour nei club la prossima primavera, con partenza il 5 marzo da Padova e gran finale l’8 aprile all’Alcatraz di Milano. “Non consideriamo la musica come qualcosa di intoccabile – ha sottolineato la band – perché in un certo senso scriviamo la colonna sonora della vita delle persone che ci ascoltano. Abbiamo affrontato questo progetto con leggerezza e si è sviluppata una collaborazione reciproca con i nostri colleghi, esattamente come succedeva nei nostri anni Novanta”. In occasione del tour, i Subsonica hanno assicurato che sul palco ci sarà spazio anche per numerosi ospiti del nuovo album.

All’Opera di Roma Un romano a MarteMix di generi nel lavoro composto dal giovane Vittorio Montalti

18 novembre 201917:14

– Un lavoro a cavallo tra opera lirica e teatro musicale, che trae spunto dal flop della messa in scena teatrale a Milano nel 1960 di “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano per diventare flusso di immagini oniriche e astratte su un tessuto sonoro fortemente legato alla contemporaneità. E’ un omaggio al mitico scrittore e alla capitale “Un romano a Marte”, composta dal giovane musicista Vittorio Montalti su libretto di Giuliano Compagno, che il Teatro Nazionale presenta in prima assoluta venerdì 22 novembre.
Il nuovo allestimento del Teatro dell’ Opera di Roma mette insieme una squadra di energie giovani, con il regista Fabio Cherstic; Giuliano Toccafondo, che firma scene costumi e video, scenografo Gianluigi Toccafondo, e il cast ‘interno’ di voci emergenti. Sul podio alla guida dell’ orchestra dell’ Opera di Roma il maestro americano John Axelrod, che torna al Costanzi quattro anni dopo aver diretto “Ascesa e caduta di Mahogonny” di Weill-Brecht. “Ultima opera in cartellone della stagione 2018-2019, Un romano a Marte è nata interamente in questo teatro – ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes -. L’ opera ha vinto un concorso per giovani compositori bandito nel 2015. Montalti nel frattempo ha scritto altre opere, è giovane ma è tra gli autori che si stanno affermando maggiormente. In questo modo rispondiamo a una missione che è quella di fare nuovo teatro contemporaneo, che in Italia si fa poco”.

Lo sconosciuto Marco Polo emerge in inedito che lo raccontaDocumento del 1323 scoperto da ricercatore Università di Venezia

VENEZIA18 novembre 201917:30

– Una nuova scoperta su Marco Polo si fa strada attraverso i secoli fino a noi grazie al lavoro di un’equipe di giovani studiosi dell’Università Ca’ Foscari Venezia che hanno ritrovato al locale Archivio di Stato un documento, finora ignoto e inedito, che fornisce nuove informazioni sulla biografia del commerciante-viaggiatore, dopo il suo ritorno nella città lagunare, e un anno prima della morte.
Una scoperta importante perché aggiunge un nuovo tassello alla sua vita e ai suoi rapporti con gli ordini religiosi.
Marcello Bolognari, da poco laureato a Ca’ Foscari e borsista dell’ateneo veneziano nel quadro del progetto “Biflow”, ha rinvenuto un nuovo documento in cui compare il nome di Marco Polo. Il documento è datato al 1323 e riguarda l’accettazione di alcuni lasciti testamentari di Giovanni dalle Boccole da parte dei frati predicatori del convento veneziano di SS. Giovanni e Paolo, riuniti in capitolo. Tra i testimoni di questa accettazione vi è il famoso viaggiatore “Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi”: si tratta senza ombra di dubbio del Marco Polo conosciuto, che, come noto, risiedeva in quella zona della città, dove il padre Nicolò e lo zio Maffeo avevano acquistato una casa. A riprova dell’identità, bisogna ricordare che, nel lungo elenco dei frati riportati, figurano Benevenuto e Centorio, ossia i domenicani di SS. Giovanni e Paolo espressamente nominati da Marco Polo nel suo testamento dell’anno seguente, recentemente riedito per le cure di Attilio Bartoli Langeli.
La pergamena offre informazioni nuove sulla vita, poco o nulla documentata, di Marco Polo dopo il ritorno a Venezia.
Traccia il disegno, sommario ma significativo, di un uomo non solo attivo nella gestione delle attività commerciali di famiglia, ma pure coinvolto nella vita religiosa contemporanea, in particolare quella dell’ordine domenicano (che tra XIII e XIV secolo agiva nel cuore delle vicende della società urbana italiana, specie in ambito simbolico-culturale).
Il documento offre un appiglio documentario all’affascinante ipotesi che, dopo il rientro a Venezia dalla prigionia genovese, Polo si sia dedicato alla revisione dell’opera (redatta a Genova con Rustichello da Pisa, negli anni intorno al 1298), lavorando in collaborazione con i Domenicani di SS. Giovanni e Paolo; tale revisione è testimoniata dalla fisionomia della redazione latina cosiddetta Z, che numerose testimonianze suggeriscono prodotta a Venezia, in ambito appunto domenicano.

Musica: Paul McCartney è la ‘sorpresa’ di Glastonbury 2020E’ arrivata la conferma sulla partecipazione al festival

ONDRA18 novembre 201917:37

– L’inossidabile Paul McCartney non si ferma, nonostante i 77 anni, ed è pronto a salire da grande protagonista sul palco del festival estivo più famoso d’Inghilterra (e non solo), quello di Glastonbury. La sua partecipazione è una delle ‘sorprese’ dell’edizione 2020 (dal 24 al 28 giugno), la 50/a della kermesse musicale. Non poteva mancare l’ex Beatle, figura-simbolo del pop britannico.
“Siamo incredibilmente emozionati nell’annunciare che Paul McCartney si esibirà come attrazione principale sul palco Pyramid nel sabato sera di Glastonbury 2020”, si legge sul profilo Twitter ufficiale degli organizzatori. Sir Paul, che ha subito risposto dal suo account “ci vediamo la prossima estate!”, ha già suonato e cantato proprio lì nel 2004, in una indimenticabile performance durante la quale aveva ripercorso la sua intera carriera musicale, dai tempi dei ‘Fab Four’ ai successi più recenti come solista.

Vecchi, da Canale 5 alle favole con il lupo cattivoDal 21 novembre con BookRoad, proventi devoluti in beneficenza

19 novembre 201908:37

Un “esordio da favola” per il giornalista e scrittore Francesco Vecchi, volto noto di Mediaset e conduttore da anni del programma ‘Mattino 5’: dal 21 novembre sarà infatti in libreria ‘La vera storia del lupo cattivo’ (BookRoad Editore), in cui Vecchi racconta proprio in forma di favola “come il lupo è diventato cattivo e soprattutto perché”.
E’ “una storia di paura perché racconta di un personaggio di paura”.
I proventi della vendita di questo libro per l’infanzia saranno devoluti in beneficenza al progetto scelto per il 2019-2020 dalla Fabbrica del Sorriso, ovvero per sostenere l’attività della Cooperativa Sociale Parco del Mulino di Livorno. Con il progetto “Io qui lavoro” sostenuto da Mediafriends, la cooperativa si pone l’obiettivo di dare a ragazzi con disabilità una vera possibilità lavorativa che li aiuti ad essere autonomi, a garantirsi un futuro e a diventare una risorsa per la società.
Vecchi ha già pubblicato due romanzi, pluripremiati, con Leone Editore.

S. Cecilia, Beatrice Rana con Chopin e StravinskijGiovane pianista salentina in recital per Stagione da Camera

8 novembre 201917:51

– Beatrice Rana, talentuosa pianista protagonista di esibizioni nei maggiori teatri del mondo e ospite delle principali orchestre internazionali, torna a Santa Cecilia mercoledì 20 novembre per un recital con brani di Chopin, Albèniz e Stravinskij nel cartellone della Stagione da Camera. La giovanissima artista salentina proporrà un viaggio tra le pagine più significative della letteratura pianistica.
In apertura i dodici Studi op. 25 di Chopin, tra i pezzi più difficili e suggestivi dell’intero repertorio per piano. Spazio quindi al mondo di Albéniz, del quale verrà eseguito il Terzo Volume del suo capolavoro Iberia. A completare il mosaico, Stravinskij con Tre movimenti da Petruška, trascrizione per pianoforte del celebre balletto composta dallo stesso autore.
Con questa composizione, che Beatrice Rana ha inciso per Warner Classic e pubblicato lo scorso 25 ottobre, Stravinskij trasporta il pianoforte in pieno Novecento, allontanandolo dal cliché romantico di strumento salottiero e sentimentale.
Allieva dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale sotto la guida di Benedetto Lupo, Beatrice Rana nel 2011 si è aggiudicata a soli 18 anni il primo premio al Concorso internazionale di Montreal e ha esordito a 21 anni con l’Orchestra di Santa Cecilia nel 2015. Tra i riconoscimenti, vanta un “Gramophone Award” nel 2017 per la sua incisione delle Variazioni Goldberg.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maggio: choc Pereira, voglio più incassi, alzo biglietti
Sovrintendente: “Dobbiamo puntare sul turismo internazionale”

FIRENZE18 novembre 201919:34

– “La brutta notizia è che non posso ingaggiare cantanti come Stoyanova, Meli, Domingo, senza alzare i prezzi. Non posso portare cantanti come questi per 120 euro, non è possibile. Devo rischiare che il pubblico diminuisca ma devo avere più incassi e prometto che gli incassi non saranno di meno, forse le persone saranno meno, ma non gli incassi”.
Così, con una cura-choc per i conti, Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del Maggio presenta il festival 2020. “La cosa più importante è puntare sul turismo internazionale”, ha spiegato. D’accordo con lui il sindaco Dario Nardella. “Non sono particolarmente preoccupato dell’aumento dei prezzi dei biglietti del Maggio – ha detto Nardella – ho sostenuto la decisione del sovrintendente Pereira perché nei grandi teatri europei ci sono biglietti molto più costosi di Firenze: a Salisburgo si arriva a oltre i 400 euro, la Scala ben oltre i 200 euro e il costo medio dei biglietti di Firenze è al di sotto della media italiana”.

Seigner, Polanski? Chi è accusato non è già colpevoleEsce in Italia ‘L’ufficiale e la spia’ sul caso Drefus. “L’antisemitismo è ancora attuale”

18 novembre 201919:55

– “A tutte le polemiche della vigilia alla fine ha risposto il pubblico in Francia con le sue 400mila presenze in sala (è in testa al box office, ndr). Il fatto è che ‘L’ufficiale e la spia’ è un film ancora molto attuale perché parla di razzismo e antisemitismo, ma soprattutto di uomini molto stupidi e cattivi nonostante i molti progressi fatti”.Così l’attrice Emmanuelle Seigner parla a Roma del film del marito, Roman Polanski, in sala dal 21 novembre con 01 in 350 copie che, nonostante il Leone d’argento a Venezia, non è mai davvero uscito dal cono d’ombra delle polemiche (non ultime le accuse di Valentine Monnier di essere stata stuprata dal regista a Gstaad nel 1975). Ma su questi temi la Seigner oggi all’incontro stampa preferisce non rispondere se non dicendo: “Il fatto che Polanski sia accusato non vuol dire che sia colpevole”. Mentre il produttore italiano Luca Barbareschi non manca di dire la sua sul destino di questo lavoro e del suo autore: “Non è certo una coincidenza, ogni volta che Polanski fa un film qualcuno si alza e dice la sua. Ma che un ministro della cultura francese come Franck Riester sconsigli addirittura di non vedere il film è davvero gravissimo”.’L’ufficiale e la spia’ è la storia di innocenza e pregiudizio di cui è protagonista Alfred Dreyfus (Louis Garrel), ufficiale dell’esercito francese che il 5 gennaio 1895 viene pubblicamente degradato perché accusato di aver agito come spia per la Germania e condannato all’ergastolo sull’isola del Diavolo. Fra i testimoni della sua umiliazione c’è Georges Picquart (Jean Dujardin), un ufficiale promosso a dirigere l’unità di controspionaggio militare. Sarà lui, con grande coraggio, a scoprire le false accuse, ammantate di antisemitismo, a Dreyfus e a fare una lunga battaglia per la sua liberazione.Lavorare con Polanski? “E’ un regista che dà indicazioni estremamente precise, ma allo stesso tempo ti lascia molta libertà a patto che tutto alla fine rientri nelle sue linee. Adoro lavorare con lui, è come scegliere il miglior chirurgo possibile” dice ancora la Seigner, classe 1966, moglie del regista con cui ha avuto due figli, Morgane e Elvis. Divertente, infine, notare come l’attrice smentisca oggi a Roma la tesi sostenuta al Lido a settembre. “Questo film – dice – non vuole evocare il caso giudiziario di mio marito. Roman non avrebbe infatti avuto alcun interesse a richiamarlo e metterlo sotto una lente d’ingrandimento”. Al Lido sempre la Seigner ricordava invece quanto Polanski fosse esperto sia di persecuzione che d’innocenza. Motivo di questo cambio di fronte? Molto probabilmente le ultime accuse della Monnier che, su tutto, ha trovato sconveniente il fatto che ‘J’accuse’ avesse l’intenzione di evocare il caso giudiziario del regista con tanto di happy-end.

Contagiati, la malattia come disagio di vivereVirus, ossessioni, solitudini in 12 brevi storie di Andrea Mauri

18 novembre 201920:02

– La paura della malattia che diventa ossessione, il virus che con violenza separa gli amanti, e i padri e le madri dai propri figli, la quarantena come estrema difesa per non riuscire a non contaminarsi, il “diverso” come qualcuno da allontanare per preservarsi, la solitudine come arma di protezione. Sono dodici, tutte tormentate e visionarie, le brevi storie che Andrea Mauri svela nel suo libro “Contagiati” (pp.122, Euro 12), edito da Ensemble. Appassionanti, ma scarni, potenti ma di grande semplicità, i racconti appaiono come grida di aiuto per uscire da una prigione di malattie, manie e ossessioni, in cui ogni personaggio si trova ingabbiato mentre anela la libertà.
Molto spazio è dato dall’autore alla dimensione della quarantena, descritta e “osservata” con attenzione: la quarantena appare infatti come un isolamento forzato del corpo ma anche dell’anima, un luogo mentale e fisico claustrofobico che può accrescere strane percezioni e condurre verso la pazzia, una modalità difensiva per allontanare da coloro che sono sani i “diversi”, pericolosi untori portatori di terribili, sconosciute malattie.
Poco importa se in questi racconti Mauri presenti vicende che sembrano poco probabili, perché tutte hanno il sapore della verità: ciò che arriva al lettore è un autentico senso di angoscia che invece si percepisce in modo chiarissimo. Dietro l’ossessione per la malattia, dietro il sospetto dei virus che compromettono la salute, c’è il disagio di rapporti forse incapaci di essere del tutto sinceri, l’alienazione dei tempi moderni e il male di vivere radicato nell’animo in profondità.
Con una scrittura asciutta e piena di ritmo e un registro capace di tenere alti il pathos e l’intensità, Mauri lega il lettore alla pagina, mentre offre con le sue attente parole la descrizione di un contagio – più mentale che fisico – che in fondo può riguardarci tutti, così insidioso da stravolgere amori, amicizie e legami familiari.

Geronimo Stilton, un progetto dedicato all’ambienteTante idee green ne ‘Il piccolo libro della Terra’

8 novembre 201920:33

– Dopo il successo di “Mostri di Gentilezza”, Geronimo Stilton lancia un nuovo progetto destinato a tutti i ragazzi delle scuole primarie d’Italia e alle loro famiglie. In collaborazione con WWF Italia, Tutti su per Terra vuole sensibilizzare grandi e piccini sul rispetto dell’ambiente. Dalla scuola al web, dalla famiglia alle librerie, tutti sono invitati a scoprire i gesti quotidiani necessari per proteggere e prendersi cura del nostro pianeta giorno dopo giorno.
Oltre ai tanti eco-consigli e alle attività-gioco, è disponibile in libreria – e scaricabile gratuitamente dal sito per gli aderenti al progetto – Il piccolo libro della Terra in cui i giovani lettori possono trovare tante idee green. Il culmine dell’iniziativa sarà nella Settimana della Terra , fino al 24 novembre, durante la quale si è invitati a compiere quotidianamente un gesto di cura nei confronti della Natura. I ragazzi, le scuole e le famiglie potranno rendere virali le loro attività online attraverso gli hashtag #GeronimoStilton #TuttisuperTerra. Molte sorprese accompagneranno questo stratopico girotondo anche nelle librerie aderenti fino allo speciale evento finale: la Grande Festa di Tutti Su per Terra che si terrà domenica 24 novembre alle 16 al MUSE di Trento, proclamata la città più green d’Italia grazie al miglioramento nella qualità dell’aria, nell’utilizzo di trasporti pubblici e nell’attenzione alla mobilità ciclabile.
Qui i giovani amici potranno assistere a un grande spettacolo a tema e incontrare Geronimo Stilton “in pelliccia e baffi” accompagnato da un ospite d’eccezione: Lorenzo Baglioni , attore, comico, cantante e conduttore su Boing de L’isola degli eroi. La scuola è il primo canale a cui Geronimo si rivolge. Per questo motivo, i docenti hanno la possibilità di registrarsi sul sito http://www.tuttisuperterra.it accedendo a contenuti dedicati ed esclusivi (oltre che a materiali didattici specifici) attraverso i quali i ragazzi potranno imparare tutto ciò che serve su biodiversità, alimentazione, ecosostenibilità, energia e clima.
Sono migliaia gli insegnanti che hanno già aderito al progetto e partecipato a un concorso per vincere una visita di Geronimo “in pelliccia e baffi” a scuola oppure una biblioteca dei suoi libri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moccia: nuovo libro con storie di 8 aspiranti scrittori

19 novembre 201911:17

‘La ragazza di Roma Nord’ esce a dicembre per Sem

Calopresti, una favola sugli ‘ultimi’ di ieri e oggiIn sala Aspromonte con Bruni Tedeschi, Fonte e Rubini

9 novembre 201912:04

‘Aspromonte La terra degli ultimi’ di Mimmo Calopresti – già al Taormina Film Fest e in sala con Italian International Film dal 21 novembre – si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni.
Tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco, ‘Via dall’Aspromonte’ (Rubettino Editore), il film racconta di questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada in cui una sera l’ennesima donna muore di parto perché il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere un medico condotto, ma c’è chi, come Peppe (Francesco Colella), pensa bene di ribellarsi e coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene da Como, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come Don Totò (Sergio Rubini), brigante della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi ‘italiano’. “Quando ho cominciato a girare, il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo. Insomma gli ‘ultimi’ c’erano allora e ci sono oggi e penso in questo momento agli operai dell’Ilva”. Il film, prodotto da Italian International Film con Rai Cinema e scritto da Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de ‘I cento Passi’, con la collaborazione di Fulvio Lucisano che nel film fa un cameo nel finale, per Marcello Fonte, ovvero il ‘poeta’, paesano colto e curioso “dimostra che non bisogna mai smettere di sognare e anche di realizzare i propri sogni”.
Valeria Bruni Tedeschi si identifica totalmente nel personaggio di Giulia, maestrina infelice.”Quando si tratta di infelicità ci sguazzo come un pesce nell’acqua. E poi fare la maestra – aggiunge l’attrice – è stato in qualche modo il mio primo vero lavoro. La facevo sempre quando giocavo con le mie bambole da ragazzina”. Infine Sergio Rubini: “Non c’è che dire: ‘Aspromonte’ è un film molto attuale. Ora che va di moda alzare i muri qui, al contrario, c’è chi pensa di aprire una strada. E poi – conclude – adoro fare il cattivo forse perché non avrei mai il coraggio di esserlo davvero”.

Heather Parisi, per 7 anni picchiata con calci e pugni”Sono andata via da casa. Donne non arrendetevi, siate forti”

19 novembre 201912:24

“Finalmente ho la forza di dare coraggio alle donne che subiscono violenza tra le mura di casa perché anche io l’ho vissuta ma sono riuscita a salvarmi. Non parlerò di luoghi, di date e soprattutto di lui ma cercherò di aggiungere dei dettagli. Io mi sentivo un pugile con le mani legate. Sono stata 7 lunghi anni picchiata con calci, sberle ma soprattutto pugni. Mi minacciava, mi chiamava ‘gallina americana’. Adesso però mi sento forte, mi sento protetta. Io da un giorno all’altro ho preso la borsa e sono andata via da casa per non tornare più. E come ho fatto io dovete fare voi: dovete essere forti, non dovete arrendervi, dovete uscire”. Lo ha detto Heather Parisi questa sera a “Live-Non è la d’Urso”.

Torna la Mazzucco e ci racconta ‘L’Architettrice’Il romanzo esce il 26 novembre per Einaudi

19 novembre 201912:35

– MELANIA MAZZUCCO, ‘L’ARCHITETTRICE (EINAUDI). Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l’arte e ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, Plautilla, nel suo nuovo romanzo, ‘L’Architettrice’ , in libreria il 26 novembre per Einaudi.
Abilissima a non far parlare di sé , Plautilla, la prima architettrice della storia moderna, nasconde audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei.
Figlia di Giovanni Briccio, un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta, Plautilla viene educata alla pittura e lanciata dal padre nel mondo dell’arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità.
La Mazzucco, Premio Strega 2013 con ‘Vita’, tradotta in 27 paesi, che ha scritto per il cinema, il teatro e la radio, ci racconta una donna di umili origini che fatica a emergere nell’ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. Ma, l’incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiare la vita a Plautilla che diventerà molto di più di ciò che il padre aveva immaginato per lei.

Danza: Eisa Jocson svela gli ‘inganni’ del mondo DisneyAl Teatro Massimo di Cagliari prima nazionale di Princess

CAGLIARI19 novembre 201913:03

– Una prima nazionale con la danzatrice e coreografa filippina Eisa Jocson e l’ensemble di Simona Bertozzi. Sono i due appuntamenti con la danza il 20 e 21 novembre alle 21 al Teatro Massimo di Cagliari. Reduce dal riconoscimento internazionale del Premio Hugo Boss per artisti emergenti, Jocson presenta la sua Princess per muovere, attraverso il linguaggio della danza, una critica ai modelli estetici e narrativi della Disney. Assieme a Russ Ligtas, l’artista destruttura il mondo del Fantasy mettendo sotto accusa l’industria dell’intrattenimento e i suoi canoni.
Nella Disneyland di Hong Kong una legione di danzatori delle Filippine è impiegata nel ruolo di animatore professionista.
Esclusi dai ruoli principali, riservati a profili razziali specifici, vengono assegnate loro parti secondarie come una zebra ne “Il Re Leone”, un corallo ne “La sirenetta”, una scimmia in “Tarzan”. In Princess l’immaginario disneyano viene utilizzato per riscrivere il modello culturale dominante nei bambini, quello della principessa bianca. E mettere al centro i danzatori filippini. Da questa posizione di vantaggio infondono il loro essere e immaginano nuove narrazioni di formazione identitaria.
Il 23 novembre, alle 21, e il 24, alle 19, sempre per Sardegna Teatro in collaborazione con il festival Autunno Danza, è la volta di Joie de Vivre, spettacolo di Simona Bertozzi. La coreografa e danzatrice romagnola, vincitrice del Premio Hystrio Corpo a Corpo e del Premio dell’Associazione nazionale critici di Teatro, per le edizioni 2019 firma una coreografia che vede in scena Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga. Lo spettacolo volge lo sguardo al mondo della natura, al modo in cui la natura prova ad emergere, a diventare rigogliosa, ad esprimere la propria e la nostra felicità.

Laurea honoris causa a Patti Smith a PadovaCerimonia e mini concerto-reading università di Padova il 28/11

PADOVA19 novembre 201913:27

– L’Università di Padova assegna a Patti Smith una laurea honoris causa in “Lingue e Letterature europee e americane”.La sacerdotessa del rock che nei ’70 si traferì dall’Illinois alla New York di Lou Reed e dei Velvet Underground per cominciare una carriera artistica che l’avrebbe portata a essere la Smith che conosciamo, sarà il 28 novembre a Palazzo del Bo dove terrà un concerto-reading. “Per Patti la parola è dialogo fra arte e società,sospesa fra il sussurro religioso e l’ urlo disperato – la motivazione dell’Università di Padova -. Dai suoi esordi come autrice di poesie recitate e di happening punk rock fino alle successive sperimentazioni nel rock alternativo,Patti Smith ha esplorato le virtù espressive della parola in ogni sua forma: recitata, cantata, urlata, sputata, sognata, sussurrata.[…] Nei suoi testi riscontriamo inoltre l’ispirazione che le proviene anche dalle grandi letterature europee e americane fra modernità e contemporaneità.
Patti disse che per lei Rimbaud era come un fidanzato”.

Annie Ernaux e l’aborto nei primi anni ’60Esce per L’Orma ‘L’Evento’

19 novembre 201913:55

ANNIE ERNAUX, L’EVENTO (L’ORMA, PP 113, EURO 15,00). Il rapporto tra memoria e scrittura è il fondamento delle opere di Annie Ernaux. A mostrarcelo con maggiore forza è ora ‘L’evento’ che L’Orma editore pubblica, a 19 anni dalla sua uscita in Francia per Gallimard, nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Un libro dove il corpo prende il sopravvento sulle elucubrazioni mentali.
Nel 1963 una studentessa francese di 23 anni, scopre di essere incinta e decide di abortire ma è costretta a farlo clandestinamente perché l’aborto in Francia è ancora illegale, la parola stessa non “aveva posto nel linguaggio” . Quella ragazza, che studia lettere all’Università, che va alla ricerca di un medico che accetti di farla abortire, che finisce nelle mani dei cosiddetti “fabbricanti d’angeli”, che se ne va in giro per giorni con una sonda nell’utero, è la Ernaux da giovane. “La prospettiva di abortire non mi spaventava. Mi sembrava una cosa, se non facile, perlomeno fattibile, che non richiedeva nessun particolare coraggio. Una prova come altre” racconta la scrittrice che in uno dei suoi precedenti libri, ‘Memoria di ragazza’ , bestseller in Francia, era tornata ancora più indietro nel tempo, ai suoi 18 anni , alla scoperta del sesso, alla passione e alla bulimia. L’ autofiction sempre con la Ernaux diventa racconto di un’epoca, di una generazione, ci offre un quadro della società. Questa volta ci fa sentire la solitudine di una ragazza che negli anni Sessanta si era “fatta fregare all’ultimo degli ardori” , che non si arrende e segue la sua ossessione di trovare un medico che la possa aiutare “da qualche parte quell’essere doveva pur esistere” dice.
L’autrice culto de ‘Gli anni’, con cui ha vinto in Italia il Premio Strega Europeo nel 2016, non risparmia particolari e dettagli che potrebbero essere anche fastidiosi ne ‘L’evento’.
La stessa Ernaux ne è consapevole: ” Puo’ darsi che un racconto come questo – scrive – provochi irritazione, o repulsione, che sia tacciato di cattivo gusto” ma poi sottolinea: “E se non andassi fino in fondo nel riferire questa esperienza contribuirei a oscurare la realtà delle donne, schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo”.
Il libro si apre alle soglie del 2000 con una donna in attesa di sapere l’esito di un esame sull’HIV. E’ un’insegnante, il risultato è buono, non è sieropositiva,. Se ne va felice dall’ospedale ma associa quel momento “all’attesa del verdetto dal dottor N. nel 1963” . Da qui parte il viaggio, la discesa agli inferi e la risalita, dentro un evento doloroso che diventa spazio di testimonianza letteraria. E in tutto questo c’è spazio anche per la fierezza.
“Non sapevo se ero stata ai confini dell’orrore o della bellezza. Provavo un senso di fierezza. Forse la stessa dei navigatori solitari , dei drogati e dei ladri, quella di essersi spinti fin dove gli altri non oserebbero mai andare. Può darsi sia qualcosa di quella fierezza ad avermi fatto scrivere questo racconto” dice la Ernaux . Nell’Evento la scrittrice, originaria di Lillebone dove è nata nel 1940, si interroga sul significato della scrittura nella sua vita, mettendosi un po’ a nudo. In una sorta di riflessione in cui diventa la storica di se stessa dice: “Le cose mi sono accadute perchè potessi rendermene conto” e “forse il vero scopo della mia vita è soltanto questo: che il mio corpo, le mie sensazioni e i miei pensieri diventino scrittura, qualcosa di intelligibile e di generale, la mia esistenza completamente dissolta nella testa e nella vita degli altri” dice parlandoci di quali sia per lei il valore della narrazione.

Parma, opera permanente Maurizio Nannucci alla Pilotta190 metri di lunghezza e 55 lettere in neon di vetro di Murano

PARMA19 novembre 201914:27

– Un’opera permanente di Maurizio Nannucci, tra i protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni, sarà presentata e accesa nel cortile di San Pietro del Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, venerdì 22 novembre (ore 16.30). Con i suoi 190 metri di lunghezza e le 55 lettere in neon di vetro di Murano illuminate di luce blu, ‘Sentences. Time, past, present and future’ è la più grande opera permanente realizzata da Nannucci in Italia e vincitrice della quarta edizione dell’Italian Council. Si sviluppa lungo i quattro lati del cortile di uno dei più antichi complessi storici d’Italia, che ospita la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoni, dando vita così a un nuovo ingresso monumentale per l’edificio.
L’opera crea un collegamento ideale tra la storia del Complesso e il presente, tra un’arte secolare e l’arte contemporanea, tra l’esterno e l’interno dell’edificio, invitando chi passa a rallentare, leggere, riflettere sulle parole e l’immagine poetica che generano.
In occasione della presentazione il compositore elettronico e video-artista berlinese Lillevan realizzerà, con la consulenza artistica e la co-organizzazione di Lenz Fondazione, la electronic music performance ‘Eventually Elusive’ – già parte di una tournée che lo vedrà nuovamente ospite anche della 24/a edizione del Festival Natura Dei teatri di Parma – in dialogo con l’installazione di Nannucci.

S. Cecilia, Afkham dirige Wagner e BrahmsE’ la prima italiana di ‘Triumph to exist’ di Magnus Lindberg

19 novembre 201915:29

– Wagner, Brahms e un’incursione nella musica contemporanea con la prima esecuzione italiana di “Triumph to exist”, composta dal finlandese Magnus Lindberg per il centenario della fine della Grande Guerra. E’ il programma del concerto nel cartellone sinfonico di Santa Cecilia del giovane direttore tedesco David Akfham che giovedì 21 novembre alle 20:30 torna a dirigere orchestra e coro dell’Accademia Nazionale dopo tre stagioni (repliche venerdì 22 alle 20:30 e sabato 23 alle 18). Considerato tra i migliori direttori tedeschi della sua generazione, Afkham è stato nominato recentemente Direttore principale e Direttore artistico del Coro e dell’Orchestra Nazionale di Spagna. In passato è stato assistente di Valery Gergiev alla London Symphony Orchestra e di Bernard Haitink alla Royal Concertgebouw Orchestra e alla Chicago Symphony Orchestra. Il concerto nell’Auditorium Parco della Musica si apre con il Preludio e morte di Isotta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner. Poi l’opera di Lindberg, su testo in lingua svedese della poetessa finlandese Edith Södergran. Infine, la Terza Sinfonia di Johannes Brahms, che manca dal cartellone ceciliano dal 2010, quando venne diretta da Georges Prêtre per il suo ultimo concerto alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale.

Le Mans 66 debutta in vetta al box officeSeguono Le ragazze di Wall Street e Sono solo fantasmi

8 novembre 201912:02

– Debutto in vetta al box office del weekend appena trascorso, secondo i dati Cinetel, per Le Mans ’66: La grande sfida, di James Mangold e con un cast stellare che comprende tra gli altri Christian Bale e Matt Damon. Il film che rievoca la celebre sfida del 1966, quando sul noto circuito, Ford e Ferrari lottarono per il primato, ha conquistato il primo posto anche in Nord America con 31,5 milioni di dollari. In Italia uscito in 497 sale nel week end ha incassato 1.246.126 euro. La storia è nota. Dall’inizio del decennio l’egemonia Ferrari era senza rivali, ma il rifiuto di Drake a vendere la sua scuderia al colosso americano scatenò la rivalsa che alla fine portò Ford a vincere. Il film ricostruisce il dietro le quinte della sfida seguendo le strade paralelle dell’ex pilota Carroll Shelby che progettò la macchina della riscossa e quella del collaudatore che portò al successo la Ford, il britannico Ken Miles. Nella parte di Enzo Ferrari, Remo Girone. Perde il trono Le Ragazze di Wall Street la commedia sull’avidità e l’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona, che si ferma al secondo posto con 1.154.957 euro (3.179.472 totali). Segue un’altra new entry Sono solo fantasmi, la commedia horror di Christian De Sica, distribuita da Medusa in oltre 469 copie, omaggio a suo padre Vittorio De Sica, che segna 812.443 euro. Perde una posizione La famiglia Addams che si ferma sul quarto gradino con 684.455 euro (5.792.435 in tre settimane). Slitta al quinto dal secondo posto Il giorno più bello del mondo di e con Alessandro Siani, con 629.748 (5.728.005).
Totale box office 8.700.783 euro, -21,37% rispetto allo stesso periodo del 2018 (11.065.175), -4% rispetto al week end precedente (9.025.855).

Francesca Cavallo, vi racconto una favola di Natale rivoluzionariaLa coautrice delle Ragazze ribelli racconta la sua ultima opera da sola

19 novembre 201914:13

FRANCESCA CAVALLO, ELFI AL QUINTO PIANO (FELTRINELLI, PAG. 128, EURO 14)Francesca Cavallo, la coautrice con Elena Favilli di quel fenomeno da quattro milioni di copie che è stato Storie della Buonanotte per bambine ribelli, affronta il suo primo libro per ragazzi da sola e sceglie l’impiano classico della favola di Natale per raccontare il mondo dal suo innovativo punto di vista. L’abbiamo intervistata per voi.1) Cara Francesca lei definisce Elfi al quinto piano una storia di Natale rivoluzionaria, perché? Per il modello familiare che propone? O per quello di organizzazione sociale?
La definisco rivoluzionaria perché mette al centro di una struttura narrativa classicissima come quella della fiaba di Natale una famiglia birazziale e omosessuale. Molti considereranno questa una provocazione, ma non lo è. È solo un modo di esporre i bambini a personaggi ancora troppo rari nei media, per educarli al rispetto della diversità. Credo che questo di per sé sia un messaggio semplice ma fortemente rivoluzionario, specialmente nel periodo storico che il nostro Paese sta attraversando.2) I temi sociali ed etici ed il ruolo della donna pensa che siano quelli da cui dipende il futuro?Credo che il modello di società in cui viviamo, il patriarcato, sia entrato fortemente in crisi e che richieda un grosso ripensamento. I temi intorno ai quali il bisogno di cambiamento è più impellente sono l’uguaglianza di genere e il rispetto dell’ambiente. Sono temi strettamente interconnessi, perché entrambi sono legati a un’idea di società che non si basa allo sfruttamento selvaggio e violento di persone, animali e cose intorno a noi.3) E sono sempre i bambini che fanno il futuro o i genitori che ne segnano la crescita?Credo che entrambe le cose siano vere. Ovviamente i genitori e gli adulti in generale hanno un’influenza enorme nella formazione delle nuove generazioni. Allo stesso tempo, ogni generazione ha un tema proprio, nuovo, una battaglia o un insieme di battaglie che porta avanti, a volte comprensibili per gli adulti, a volte no. È affascinante vedere il futuro del mondo affacciarsi nello sguardo dei bambini. È una delle ragioni per cui amo il mio lavoro.4) C’è secondo lei qualcosa di cui ai bambini non si può parlare e qualcos’altro di cui sarebbe in qualche modo obbligatorio farlo?Credo che ai bambini si possa parlare di tutto, facendo attenzione a non essere gratuitamente provocatori e rispettando la loro capacità di comprensione di un tema. A età diverse si può parlare ai bambini in modi diversi dello stesso tema. La cosa importante è fare in modo che i bambini non sentano che ci sono degli argomenti tabù dei quali non si può o non si deve parlare e questo riguarda sia questioni familiari private, che temi più generali. Il peso dei tabù e dei segreti è infinitamente maggiore di quello che immaginiamo e genera dei rimossi che hanno conseguenze pericolose sia nella vita privata degli individui che nella vita di un Paese.5) Vive a Los Angeles perché? Le pare che ci sia differenza nel ruolo sociale della donna tra USA e Italia?Vivo a Los Angeles da diversi anni e la adoro. Ho un amore sfrenato per le palme e per i colori di questa città e credo che non ci sia un posto più bello al mondo per persone alle quali piace raccontare storie. La cultura della città è strettamente legata alla narrazione, principalmente dal punto di vista di cinema e tv sicuramente, ma il fatto che il cinema sia l’industria principale la rende un posto molto ospitale per gli artisti. Mi ci sento a casa.Il sessismo è vivo e vegeto anche negli Stati Uniti, ma c’è una maggiore consapevolezza del tema nel dibattito pubblico e nei media. Questo mi ha fatto molto maturare e mi ha aiutato a superare una gran parte della misoginia che ho interiorizzato crescendo.
6) Il libro lo ha scritto da sola, è finita del tutto l’esperienza a 4 mani con Elena Favilli o si tratta solo di un momento della sua storia lavorativa del resto molto ricca e composita ma il sodalizio continua?“Elfi al Quinto Piano” è il mio primo libro “da solista” sì. L’esperienza con Elena Favilli è finita e sono pronta a vedere cosa ha in serbo per me il prossimo capitolo della mia vita.7) Come immagina il suo futuro quale sogno sta inseguendo?Ho fondato una nuova società con la quale, oltre che creare nuovi libri, mi piacerebbe anche produrre per il cinema e la televisione.8) Nel libro c’è una forte critica sociale all’isolamento dovuto alla paura dell’estraneo, qui risolve tutto Babbo Natale ma nella realtà quale pensa possa essere la soluzione?In realtà, nel libro Babbo Natale non risolve nulla, sono i bambini della città a prendere in mano la situazione, ad aiutare Babbo Natale e a dare una lezione agli adulti della città. Nella realtà, credo che si debba costantemente costruire ponti verso gli altri e creare occasioni di confronto con persone diverse da noi. Per isolarsi, spesso, non serve alcuno sforzo. Per incontrare gli altri, invece, soprattutto quelli diversi da sé, bisogna mettere da parte la paura che possa accaderci qualcosa di inaspettato e rendersi un minimo vulnerabili. Credo che se più persone si sforzassero di andare oltre la propria paura dell’ignoto, il mondo sarebbe un posto molto più ospitale.9) Lei crede a Babbo Natale? In cosa crede?Certo che credo a Babbo Natale! Credo che sia fondamentale non farsi vincere dal cinismo, e che molto spesso crescendo ci sia il rischio di diventare cinici perché si ha l’impressione che solo cosi si possa soffrire di meno. Babbo Natale è un personaggio potente, che ci ricorda che credere nella magia nonostante le difficoltà può aiutarci a tenere il cuore aperto e a vivere la nostra vita con slancio.
10) Come passerà il Natale?Come l’ho sempre passato, in Puglia, con la mia grande famiglia. Saremo una quarantina, sarò circondata da bambini di tutte le età e, a un certo punto della serata, verrà a farci visita Babbo Natale in persona.11) La letteratura per ragazzi negli ultimi anni ha prodotto storie che hanno saputo incidere nell’immaginario collettivo più di quanto abbia fatto la letteratura per adulti. Perché a suo avviso?È un fenomeno molto interessante e credo che abbia a che fare con una crescente necessità da parte dei bambini di sentirsi coinvolti e di partecipare ai discorsi del proprio tempo. Credo che alcuni scrittori abbiano risposto a questo bisogno confrontandosi con temi e storie che fino a poco tempo fa non sarebbero stati considerati “adatti” alla letteratura per l’infanzia, che è rimasta per moltissimo tempo una letteratura principalmente d’intrattenimento con un impianto valoriale conservatore. Usciti da questo schema si è scoperto un mercato che non si credeva esistesse.12) Esiste ancora la capacità degli intellettuali di incidere sul loro tempo?Non so chi possa definirsi un intellettuale oggi. Il mondo è cambiato in modo molto profondo e può difficilmente essere compreso con un approccio solo “intellettuale”. L’esposizione a culture ed esperienze diverse richiede un approccio alla conoscenza che passi da più sensi e da una capacità di usare una varietà di strumenti che sarebbero guardati con scetticismo dagli intellettuali di un tempo.Per queste ragioni, credo che oggi siano gli artisti più che gli intellettuali ad avere la capacità di incidere sul tempo che stiamo vivendo.

Claudio Magris, torna con Le polene

19 novembre 201911:08

Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura. Un gioiello di scrittura e inventiva che è solo apparentemente una storia degli oggetti.CLAUDIO MAGRIS, POLENE. OCCHI DEL MARE (LA NAVE DI TESEO)
Le polene – le statue che decoravano la prua delle navi – in queste pagine emergono dal mito per diventare figure reali, che popolano una galleria di indimenticabili ritratti femminili: sono sirene, dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso le loro forme sensuali, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: un racconto illustrato di eroine, avventurieri, cimiteri di navi, che riemergono immortali dagli abissi della memoria.
Il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione per riflettere sulla vita, sulle sue zone di luce e ombra, sull’infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità di un approdo e sul potere della letteratura – da Karen Blixen e Nathaniel Hawthorne a Juan Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi – capace di condurci in ogni tempo, verso un altrove irraggiungibile.In libreria dal 5 dicembre.

Cochi e Renato, la biografia intelligente

19 novembre 201910:10

COCHI E RENATO LA BIOGRAFIA INTELLIGENTE (SAGOMA EDITORE)C’erano una volta Cochi e Renato… con galline, corvi, volpi, pecore che passano davanti con il maglione, indiani ma quelli con le piume non quelli che han fame e canzoni che faran cantar tutta la gente. Aurelio “Cochi” Ponzoni e Renato Pozzetto sono due amici che giocano insieme a Gemonio, lago Maggiore, mentre Milano è sotto i bombardamenti. Due ragazzi con chitarrine in osterie frequentate da alcuni dei maggiori artisti degli anni Sessanta. Due saltimbanchi al debutto nel cabaret. Grazie al loro stile e al caso abilmente manovrato dalla città di Milano, sempre in due, incontrano Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Marcello Marchesi, Maurizio Costanzo, Paolo Villaggio, Enrico Vaime, entrano al Derby, tempio della comicità, nel mondo della TV e in quello del cinema. E la vita? La vita l’è bela perché dopo vent’anni di separazione si ritrovano, si guardano e si dicono: “Forse siamo ancora in tempo a salvare il mondo dalla serietà”. Ecco, allora, la biografia di Cochi e Renato, la più grande storia di cabaret mai raccontata, farcita di foto incredibili e ricostruita a partire da oltre cinquanta interviste a colleghi, amici e… semplici conoscenti. Insomma una biografia intelligente che non può che portare la firma di due grandi firme in tema di comicità e… milanesità, rispettivamente Andrea Ciaffaroni e Sandro Paté. Dal 28 novembre in libreria.«Una serata al Derby con Cochi, Renato e Jannacci valeva un mese di scuola». Diego Abatantuono«Grazie a Cochi e Renato ho fatto anche io la figura del figo». Enrico Beruschi«Il mio incontro con Cochi e Renato? Un romanzo. Ora ve lo racconto…». Massimo Boldi

Trent’anni senza Leonardo Sciascia e le sue eresieRitratto dello scrittore protagonista di tante battaglie civili

PALERMO18 novembre 201913:11

Negli ultimi giorni della sua vita Leonardo Sciascia aveva scritto all’amico Gesualdo Bufalino: “Ho l’impressione di stare a temperare una matita dalla punta sempre più fine, ma che non riesce più a scrivere”. Quel fatale impedimento era vissuto da Sciascia come la metafora di una vita che si stava inesorabilmente spegnendo e come un ostacolo crudele all’esercizio di una scrittura a cui assegnava un “destino di verità”. E alla quale non rinunciava neppure in punto di morte, tanto da dettare alla figlia Anna Maria la prefazione, uscita postuma, a una raccolta di articoli per il giornale L’Ora di Giuseppe Antonio Borgese, lo scrittore che aveva tanto amato. Sciascia morì, stroncato da una rara forma di leucemia, nella sua casa di Palermo la mattina del 20 novembre 1989. Aveva 68 anni, la gran parte spesi nella testimonianza di un impegno civile votato alla ragione, alla giustizia e all’esercizio di una critica palpitante del potere. La sua è stata la lezione di un intellettuale disorganico ma soprattutto eretico: lo stesso profilo dei protagonisti dei suoi romanzi e dei suoi saggi.
La sua scomparsa, trent’anni fa, ha spento una voce che aveva toccato tanti temi di grande attualità. Sciascia non era stato solo lo scrittore che aveva colto in alcuni libri fondamentali (“Il giorno della civetta” e “A ciascuno il suo”) i caratteri nuovi e antichi della mafia e gli interessi criminali, intrecciati con la corruzione e il potere (“Todo modo”). Era anche il grande nemico dell’impostura (“Il Consiglio d’Egitto”) e l’intellettuale inquieto che aveva attaccato le ingiustizie della giustizia, che aveva riletto il caso Moro con un libro concepito come “opera di verità”. E con la politica era passato attraverso la critica del sistema democristiano, il difficile rapporto con il Pci fino alla rottura con Renato Guttuso e la polemica con Enrico Berlinguer, l’approdo nel partito radicale e l’amicizia con Marco Pannella e infine la denuncia sui “professionisti dell’antimafia” che lo portò sul terreno di uno scontro molto duro prima che, una volta raffreddata la temperatura del confronto, e dopo la scomparsa, affiorassero elementi profetici. Una forza intellettuale straordinaria aveva proiettato Sciascia al centro di una trama di relazioni e di scambi con il mondo della cultura. Intensi quelli con Vincenzo Consolo e Italo Calvino, più recenti quelli con Gesualdo Bufalino che aveva scoperto e lanciato. Con Pier Paolo Pasolini divideva un modo di guardare ai fatti e alle storie che esaltava le loro affinità eretiche. “Gli ultimi eretici” è non a caso il titolo di uno dei tanti convegni che in questi giorni rievocano la figura di Sciascia e la sua concezione di illuminista orgoglioso di trovarsi spesso nella condizione di “contraddire e contraddirsi”.
La sua casa di contrada Noce a Racalmuto, che in questi giorni ha conquistato una nuova forza rievocativa, era per lui un osservatorio della Sicilia come metafora dei mali del mondo.
La sua non era una visione periferica ma questo era il mondo nel quale era cresciuto e si era formato. Prima della Noce, dove passava le sue estati, c’era comunque la casa di Racalmuto che adesso Giuseppe Di Falco ha recuperato riempiendola di libri e facendola diventare un museo.
Ma il vero fondo della memoria è nella palazzina della fondazione intestata a Sciascia che raccoglie le sue carte, i suoi libri, i ritratti degli autori più amati, l’epistolario non ancora completamente esplorato. Forse a questo mondo, che racchiude tutta la sua vita, Sciascia si riferiva quando, ispirandosi a Auguste de Villers de L’isle-Adam, fece scrivere sulla sua tomba: “Ce ne ricorderemo, di questo Pianeta”.

Bookcity: Moyes, mondo migliore se politici leggessero libriRomanziera britannica,non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi

17 novembre 201915:33 NOTIZIA AGGIORNATA ALLE 11:10 DEL 18.11.2019

– “Il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se i politici leggessero i libri”. Ne è convinta Jojo Moyes, protagonista del ‘Tour dell’amicizia’, un giro iniziato da Bookcity Milano che farà tappa a Madrid, Berlino e Parigi, con cui lei e altri tre romanzieri bestseller britannici dichiarano il proprio amore per l’Europa e il dissenso verso la Brexit.
“I libri permettono di mettersi nei panni degli altri, e i leader di oggi non sono empatici: non leggono e ne sono fieri, non so nemmeno se Trump abbia letto i suoi libri”, ha sorriso Moyes, autrice di romanzi come ‘Io prima di te’, tradotti in quaranta Paesi, affiancata da Ken Follett, Lee Child e Kate Mosse in conferenza stampa e poi sul palco del Teatro Carcano, dove hanno risposto alle curiosità dei lettori in platea.
“Mia moglie è una politica, è brava, ha grande empatia”, è intervenuto Follett, marito di una esponente laburista. “Nella mia esperienza i buoni politici leggono libri”, ha confermato Child, il creatore della saga di Jack Reacher, ricordando che “Obama è un buon lettore come Clinton, avido di letteratura e appassionato di thriller: c’è una gran differenza fra loro e Bush o Trump, in gran parte proprio legata ai libri”. E per Kate Mosse, che ha firmato romanzi storici come ‘I codici del labirinto’, “in un momento difficile, in cui il popolo è diviso e non si ascolta più, le storie fungono da ponte, fanno capire che, in mezzo fra chi strilla a destra e a sinistra, c’è anche altro”.

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Arte: due dipinti del Mastelletta alla Pinacoteca di Bologna
Donati da storico arte Eugenio Busmanti, mercoledì presentazione

BOLOGNA 15 Novembre 2019 22:25

– Due tele di Andrea Donducci detto ‘Il Mastelletta’ (1575-1655), ‘Sansone e Dalila’ e ‘L’offerta di Abigail a David’, donate alla Pinacoteca nazionale di Bologna per lascito testamentario dello storico dell’arte Eugenio Busmanti, saranno presentate al pubblico mercoledì 20 novembre (ore 17) nella sede di via Belle Arti dalla Società di Santa Cecilia-Amici della Pinacoteca nazionale, associazione nata per sostenere le attività del museo e incrementarne le collezioni. I dipinti fanno parte del percorso espositivo e vanno ad integrare il fondo di opere dell’artista bolognese già presenti in collezione, provenienti dalle soppressioni napoleoniche e dalla donazione Zambeccari. I due grandi dipinti con storie bibliche, in esemplare stato di conservazione, compaiono nell’inventario (1638) della collezione romana del marchese/banchiere Vincenzo Giustiniani e sono pressoché coevi delle due tele che il pittore realizzò per la Cappella dell’Arca nella Basilica di San Domenico, subito dopo il suo rientro a Bologna.

Mostre: a Trieste il Dorfles inedito, tra disegni e lettereAperta alla Biblioteca nazionale ‘Il segno rivelatore di Gillo’

TRIESTE16 novembre 201914:44

– Ha i pantaloni a quadri e un naso grande. E’ un ‘bue’ seduto, realizzato con varie tecniche, tra cui biro e pastelli. Ha naso e orecchie grandi come gli altri disegni di animali e creature fantastiche che Gillo Dorfles realizzava per i suoi nipoti, Giorgetta e Piero. Rivela anche uno spaccato inedito della sua vita privata, con le immagini improvvisate per gioco, la mostra artistico-documentaria “Il segno rivelatore di Gillo”, inaugurata ieri alla Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste, ideata e curata da Marianna Accerboni e promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles di Milano.
In mostra ci sono 90 anni della sua pittura, dai primi lavori del 1910 a quelli realizzati nel 2000. Varie le opere su carta, che ‘esprimono il segno’ e che sono esposte per la prima volta.
Ed è così che a metà degli anni 50 dalla sua fantasia nascono, per i nipoti, “l’uccello dell’inferno”, “la mucca alata con stivaletti” e anche un occhio speciale “per vedere il futuro”.
Esposti anche i bozzetti per stoffe da arredamento, realizzati tra gli anni ’30 e ’50, da cui sono stati tratti i motivi per la collezione di illycaffè, e quelli firmati nel 2009 da cui gli allievi della Scuola per mosaicisti del Friuli di Spilimbergo hanno ispirato le loro opere. Accanto ai disegni, anche la parte documentaria: una trentina di suoi libri nell’edizione originale, la rassegna stampa con i tributi per i suoi 100 anni e alcune foto che lo ritraggono con Andrea Bocelli o Renzo Piano. In esposizione anche le lettere autografe del ’46 inviate da Letizia Fonda Savio, figlia di Svevo, e dalla sorella Dora al direttore de La Lettura in polemica con un articolo di Gillo; 5 lettere autografe uscite dai cassetti di casa Dorfles del pittore triestino Arturo Nathan a Gillo, che lo invitava a una critica “prudente” e ancora riviste come L’Italia Letteraria del 1930 con i primi articoli di critica di Gillo.
“E’ stata mia l’idea di una prima mostra a Trieste – ha spiegato la nipote di Dorfles, Giorgetta – l’allestimento ha un’impostazione privata e per realizzarlo ho tirato fuori i disegni che mia madre aveva conservato nei decenni. Gillo era un uomo riservato non espansivo, ma questo era il suo modo per esprimersi: giocare con l’arte come ha sempre fatto nella vita”.

Gianni, fotografo che scatta immagini come nell’OttocentoWorkshop in sua bottega con studiosi Usa per salto nel passato

PALERMO16 novembre 201915:17

– Un salto nel passato di oltre 160 anni, senza usare la macchina del tempo? E’ possibile farlo varcando la soglia della bottega del fotografo Gianni Cusumano, 35 anni, a Castelbuono sulle Madonie nel palermitano. Lui, che contemporaneamente a questa passione fa anche il consulente economico per alcuni enti, usa per realizzare le sue immagini il “collodio umido”, una tecnica in voga soprattutto tra il 1850 e il 1880. Poi tramontata con l’avvento dei processi “a secco”, sostituiti, infine, con il procedimento della gelatina-bromuro d’argento, che consentì anche ai dilettanti, con maggiore semplicità, di dedicarsi alla fotografia. Insomma iniziò la massificazione degli scatti. Ma Cusumano ferma il calendario. E ora la sua tecnica è materia di workshop tenuti da Mark Osterman e France Scully in collaborazione con il George Eastman Museum di New York presso la sua bottega. Gianni nato a Porto Empedocle, il comune da cui Andrea Camilleri ha preso spunto per creare l’immaginaria Vigata, ha vissuto per anni tra Atene e Londra e poi nel 2013 è ritornato in Sicilia. “La passione per la fotografia ce l’ho da bambino, ma mentre i mie coetanei si limitavano a guardare le immagini io mi chiedevo come fossero state realizzate dal punto di vista tecnico – racconta – Cercavo una mia indipendenza delle industrie fotografiche. E cosi il primo banco otico lo costruii con le mie mani. Quello che uso adesso l’ho comprato negli Usa”. Le sue immagini ritraggono la natura o si concentrano sui primi piani che fa su commissione. “Ho sempre vissuto in grandi città, ora abito immerso nella natura in un piccolo borgo medievale situato in uno dei parchi più grandi della Sicilia. – dice – Amo il colore delle foglie, il ritorno degli uccelli, il vento del nord, il tempo del grano e quello del raccolto”. Il suo approccio alla fotografia, attraverso l’antica tecnica del collodio umido, riflette “la lentezza del posto in cui trascorro la gran parte delle mie giornate. Mi piace perdermi nel silenzio della natura, – spiega – fotografandone le forme: ulivi, con tronchi nodosi e rami flessibili, instancabili osservatori delle generazioni umane che si susseguono”. “Adoro anche fare ritratti: la tensione che si crea tra il mio occhio e il soggetto davanti a me si trasforma in una lastra unica e irripetibile”, prosegue. “In passato le persone vivevano con poche immagini che conservavano per tutta la vita e le lasciavano ai loro figli come testimonianza della loro esistenza – osserva – Il processo fotografico che pratico ci riappropria della materialità perduta”. Per ogni scatto la posa dura dai 12 ai 14 secondi. Poi l’intero processo, dalla pulizia del vetro all’applicazione della vernice, richiede metodi lunghi e laboriosi che sono decisivi per ottenere buoni risultati. Ma il tic tac delle lancette nella bottega di Cusumano si è fermato a centinaia di anni fa.

Montalbano, nel 2020 tre nuovi episodi diretti da ZingarettiAttore ha partecipato ad incontro al Politeama di Catanzaro

CATANZARO16 novembre 201915:49

– Nel 2020 andranno in onda tre nuovi episodi del Commissario Montalbano diretti da Luca Zingaretti, dopo la scomparsa di Alberto Sironi, storico regista della fiction di Raiuno campione di ascolti. Lo ha annunciato lo stesso attore romano nel corso di un incontro svoltosi nel Teatro Politeama di Catanzaro. “Abbiamo lavorato – ha detto Zingaretti – con tutto il cast storico di questa serie di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un grande successo per la Rai”.
Intervistato da Fabrizio Corallo, Zingaretti ha affrontato tanti argomenti e raccontato una miriade di episodi ed aneddoti che lo hanno accompagnato nella sua carriera, parlando, in particolare, del suo rapporto con Andrea Camilleri e con Sironi.
“Fate bene ad applaudirlo – ha detto facendo riferimento al regista – perché in vita di applausi non gliene hanno fatti molti”.
Presentato dal sovrintendente del Teatro Politeama, Gianvito Casadonte, Zingaretti ha instaurato col pubblico un rapporto di forte intensità emotiva e simpatia.

Morto Falqui: Brachetti, fu lui a lanciarmi in ItaliaIl noto trasformista apparve in tv nel varietà Al Paradise

16 novembre 201917:31

– “In quel caldo pomeriggio, nella pesante penombra che caratterizzava sempre la sua casa, gli parlai dei miei numeri e dei miei personaggi. Così lui mi prese come ospite fisso di Al Paradise, varietà del sabato sera. Lo spettacolo era il mio ritorno in Italia dopo 5 anni all’ estero e grazie a lui ci tornavo dalla porta principale. Fu un’esperienza bellissima e ricca di insegnamenti . Nella vita passano pochi treni delle occasioni fortunate e uno di quelli lo guidavi tu, grazie Antonello!” A ricordare gli esordi della carriera artistica in Italia è Arturo Brachetti, artista poliedrico già conosciuto all’estero negli anni Settanta/Ottanta ma ancora sconosciuto in Italia, dove fu lanciato proprio grazie all’intuizione di Antonello Falqui.
“Nel luglio 1984, in T-shirt e pantaloncini suonavo il campanello di una casa signorile dei Parioli. Ero molto ansioso.
Un signore alto, austero, severo mi venne ad aprire. Era Falqui, il Regista con la R maiuscola della televisione italiana. Era il mio idolo fin da bambino, quando vedevo sullo schermo “Studio Uno, regia di Antonello Falqui” e sognavo di appartenere a quel mondo”. Brachetti era già conosciuto a Parigi per la sua arte di trasformista, poi nel resto dell’Europa ma non in Italia e Falqui lo lanciò. Quest’anno tra l’altro, Brachetti festeggia 40 anni dal debutto di Parigi, al Paradin Latin, avvenuto nell’aprile del 1979. Brachetti era molto legato a Falqui, che andava sempre a vederlo al Sistina quando era in tour. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Malore Matsumoto, migliorano condizioni padre Capitan Harlock
Riscontrata alterazione elettrolitica, resta in ospedale

TORINO16 novembre 201918:25

– Migliorano le condizioni del maestro Leiji Matsumoto. Nel pomeriggio il celebre disegnatore giapponese, ricoverato ieri sera alle Molinette di Torino in prognosi riservata, è stato estubato. L’82enne, in Italia per celebrare i 40 anni di Capitan Harlock, suo personaggio più celebre, è sveglio e cosciente. Lo si apprende da fonti sanitarie.
Matsumoto era arrivato in pronto soccorso in condizioni critiche e, dopo essere stato sottoposto a tutti gli esami diagnostici per escludere una patologia cerebrale, era stato trasferito nel reparto di Rianimazione 2. Qui gli è stata riscontrata un’alterazione elettrolitica per la quale è stato immediatamente trattato. Intubato, è stato estubato oggi intorno alle 16 ed è giudicato in fase di miglioramento. Rimarrà ricoverato alle Molinette in osservazione ancora per qualche giorno, assistito dall’equipe dell’Anestesia e Rianimazione 2 diretta dal dottor Roberto Balagna.

Paestum nel segno di Palmira: “Il mondo non dimentichi”La figlia del direttore ucciso, “grazie a voi riposa in pace”

PAESTUM16 novembre 201918:44

– A più di quattro anni dalla tragedia che vide la devastazione del sito archeologico di Palmira, e la barbara uccisione del suo direttore, l’archeologo Khaled al Asaad, lentamente, la Siria della cultura comincia a rialzare la testa. La scorsa settimana, racconta alla Borsa del turismo archeologico di Paestum l’archeologo Paolo Matthiae, ha riaperto le porte, rinnovato e modernizzato, lo splendido museo di Aleppo, “forse il più importante del Paese, almeno per le opere del periodo pre-classico”.
E tra gli operatori, gli studenti, persino la gente più semplice, sottolinea commosso lo scopritore di Ebla, “si percepisce un entusiasmo che emoziona”. Non è ancora così, purtroppo, nella Palmira di Khaled al Asaad, dove il parco archeologico per il quale il grande direttore sacrificò la vita porta i segni feroci delle mutilazioni inferte dall’Isis. Anche lì però, anche a Palmira, fa notare Mohamad Saleh, ultimo direttore dell’Ufficio del Turismo, qualcosa si muove: “Trecento famiglie sono tornate in città, è stata riallacciata l’acqua, ripristinata l’elettricità, sono state aperte due scuole e anche qualche negozio”.
La vita tenta, lentamente di tornare alla normalità anche se il parco archeologico rimane sfregiato (“Ci sono tornato una sola volta- dice Saleh- terribile vederlo senza il grande tempio di Bahl”) e anche se è impossibile dimenticare. Anzi,”Non si deve” avverte commosso Mounir Bouchenaki, archeologo algerino, per tanti anni presidente dell commissione Unesco e poi dell’Iccr: “Non si deve dimenticare la distruzione di Palmira così come non si deve dimenticare l’attacco al Museo del Bardo, che furono strage di persone e di monumenti ma anche di tanti operatori della cultura”.

E’ da Oscar la fine dolorosa di un matrimonioIl 18 novembre esce il film con Scarlett Johannson e Adam Driver

18 novembre 201909:30

In poche sale dal 18 novembre (con Cineteca di Bologna) e poi dal 6 dicembre in streaming su Netflix uno dei film da non perdere in questa stagione e che secondo i rumors, dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, tra i favoriti per gli Oscar. E’ Storia di un matrimonio (Marriage Story) di Noah Baumbach, il racconto doloroso e implacabile della fine di un matrimonio. Ogni divorzio e’ doloroso specie se non c’e’ un vero motivo scatenante ma solo il riconoscere che c’e’ stato l’amore e ora non c’è più rende traumatico il distacco, se poi c’e’ di mezzo un figlio la scelta di separarsi e’ ancora piu’ complicata. Accade cosi’ a Adam Driver e Scarlett Johansson, regista off di Broadway e attrice californiana di serie tv, con un figlio di otto anni.”A volte un film e’ un segno del destino – ha detto la 34enne vedova nera degli Avangers, l’attrice piu’ pagata del mondo secondo le classifiche di Forbes, 56 milioni di dollari – volevo lavorare con Baumbach e ci siamo incontrati, non sapevo il tema del progetto e quando me lo ha proposto e’ stato davvero un po’ uno shock, mi stavo separando (dal secondo marito Romain Dauriac dopo Ryan Reynolds, ndr) e lui non lo sapeva. Ho accettato il ruolo di Nicole e ho messo tutta me stessa ben piu’ che nei film precedenti”. “Ho scelto gli attori prima di scrivere i dialoghi e abbiamo tutti contribuito”, ha detto Baumbach, anche lui con esperienza di divorzio (Jennifer Jason Leigh e’ la ex moglie, Greta Gerwig l’attuale partner, ndr). “Senza rendere pubblico il mio privato – ha aggiunto la Johansson – la mia Nicole cerca semplicemente di essere riconosciuta come persona, non piu’ definita dal matrimonio ma come identita’. Ama moltissimo Charlie ma non vuole sentirsi plasmata da lui, soffocata, corretta anche con i piccoli appunti che le fa sul suo lavoro di attrice”.Il racconto e’ doloroso e compassionevole al tempo stesso persino quando le cose che entrambi pensavano di risolvere accordandosi tra loro prendono un’altra piega, quella in mano a giudici e avvocati, con una svolta drammatica che tira fuori il peggio di loro perche’ a quel punto e’ la competizione tra i legali a provocarlo (Laura Dern interpreta Nora, la divorzista che tutti potrebbero temere). “Ad attirarmi di questo personaggio – ha raccontato l’attrice che ha una figlia di 5 anni – e’ proprio l’elemento di amore che in piena crisi familiare e quando la scelta di voler divorziare e’ definitiva, sembra riemergere. Trovo che sia molto bello continuare a provare sentimenti, sguardi amorevoli e umanita’ proprio quando invece stai rompendo tutto: secondo me e’ un aspetto di verita’ che e’ la bellezza di Marriage Story: ci vuole coraggio a rendersi conto che una storia e’ finita, ricostruire se stessi e far si che questo nutra una felicita’ reciproca, aiutando in questo modo i figli. Cosi’ i piccoli gesti di affetto continuando ad alimentare il senso dell’unita’ della famiglia che resta nonostante tutto”.

Tv: The young pope nella top ten migliori miniserie del TimeLa classifica su produzione ultimo decennio

6 novembre 201920:11

– The young pope di Paolo Sorrentino è tra le migliori dieci miniserie televisive degli ultimi dieci anni, secondo una classifica stilata dal Time, che segnala “l’enorme impiego di idee e mezzi per creare format di un’ora o mezz’ora”, che diventano “meraviglie di una stagione con una forma d’arte tutta loro”. Secondo il Time le miniserie “richiedono una narrazione e uno sviluppo del personaggio più efficienti di uno spettacolo progettato per durare anni. E poiché non rimangono abbastanza a lungo da logorare il loro benvenuto, alla fine sono spesso più soddisfacenti”.
Il Time rileva che le reti di produzione “sembrano utilizzare la designazione di “serie limitata” per testare concetti a lungo termine. Miniserie popolari come Downton Abbey e Big Little Lies sono state rinnovate per due o più stagioni, ed è più difficile che mai definire cosa non rientra in questa categoria. Per essere una miniserie deve essere definita tale prima del suo debutto. M ala miniserie può avere sequel, come Top of the Lake e The Young Pope, ma non può essere una storia singola e continua che abbraccia più stagioni o una serie che è stata cancellata dopo una sola”.

Anastacia, debutto in musical con We will rock youPiparo firma show con musiche Queen. Debutto 6/12 ad Amsterdam

7 novembre 201919:28

La parrucca totalmente bianca, quasi scolpita. Le scarpe altissime. E poi la navicella spaziale che la farà addirittura volare sul palco. Sulle note, nientedimeno, dei Queen. Così Anastacia, la regina del soul e del pop, debutta per la prima volta in un musical: We will rock you, successo planetario che cuce insieme 23 hit della band inglese e Freddie Mercury – da Radio Gaga ad I want to break free, We are the champions o Boheamian Rapsody – con il libretto di Ben Elton, on stage il 6 dicembre davanti ai 5 mila spettatori dell’Afas Live di Amsterdam, il tempio del rock olandese. Star mondiale, ma show tutto Made in Italy, diretto e prodotto da Massimo Romeo Piparo (Mamma mia!, Billy Elliot, The school of rock). “Sono diciannove anni che avevo puntato We Will rock, dalla prima volta che l’ho visto in scena al Palladium di Londra”, racconta lui dal baskstage delle prove ad Assisi, prima di trasferirsi tutti in Olanda.”Al tempo, però, avere i diritti sembrava molto complicato, per non parlare di tradurlo in italiano”. Due anni fa, nel pieno del successo internazionale del suo Jesus Christ Superstar con Ted Neeley, l’idea, invece, di proporlo con un grande show europeo. E di chiamare Anastacia per la parte della spietata Killer Queen. Ambientato nel futuro fra 300 anni, in un luogo una volta chiamato Terra e ora diventato Pianeta Mall, dove il rock e la musica dal vivo sono banditi, il musical racconta infatti della caccia della Global Soft, capeggiata appunto da Killer Queen e dal suo collaboratore Khashoggi, alla Resistenza di un gruppo di Bohemians che si nascondono nei sotterranei e che, con l’aiuto del bibliotecario Pop, tramandano ricordi sbiaditi del tempo glorioso nel quale il rock regnava sulla terra. Ad attendere l’arrivo degli eletti che restituiranno la musica al Pianeta, i predestinati Galileo e Scaramouche. “Killer Queen – spiega Piparo – è sempre stata interpretata da un’imponente cantante di colore, con la classica voce Rhythm & blues. Per una volta ho pensato a una performer bianca dalla voce black e la più grande voce soul di sempre è Miss Anastacia. Che si è rivelata anche una donna molto simpatica, di grandissimo spirito”. Primo incontro, in Olanda. “Ho ‘fatto’ Anastacia per un’intera carriera – racconta lei – Oggi, a interpretare un ruolo in musical, sono emozionata come una debuttante. Ma non poteva capitare opportunità migliore. Ho avuto l’onore di cantare con Brian May e Roger Taylor (gli storici chitarrista e batterista dei Queen ndr) e adoro la loro musica, trovo sia il miglior rock di sempre. Appena Brian ha saputo che avrei cantato Killer Queen era estasiato”.Tra hit come A kind of magic, Don’t stop me now, Another One Bites the Dust, il ruolo, dice chi l’ha sentita, “sembra scritto apposta per lei”. Costumi futuristici (“Si è affidata totalmente, il Made in Italy conquista sempre nel mondo”, dice Piparo) e una sola richiesta: grande attenzione alle scarpe, che in scena sono altissime e più volte dovrà fare su e giù per le scale della scenografia disegnata da Teresa Caruso. Con lei, Giorgio Adamo/Flavio Gismondi nei panni di Galileo e Arianna Galletti/Eleonora Facchini in quelli di Scaramouche, orchestra dal vivo del Maestro Emanuele Friello e coreografie di Roberto Croce. “Lo spettacolo sarà in tournée per almeno due anni in Olanda – prosegue Piparo – Anastacia sarà con noi fino a gennaio. Ci lascerà per il suo tour in Nuova Zelanda e poi tornerà (al suo posto Tia Architto). La meraviglia – prosegue il regista – è che tutto questo sta nascendo in Italia, con talenti e maestranze italiane. Per la prima volta insegniamo davvero noi il mestiere a quelli che abbiamo sempre visto come ‘grandi'”. Ma vedremo mai questa versione di We will rock you in Italia? “Diritti a parte – riflette Piparo con una punta di rammarico – nel nostro Paese sta diventando tutto troppo complicato e viene voglia di andarsene. Non c’è riconoscenza. Abbiamo creato un volano economico importante e siamo ripagati e vessati con difficoltà burocratiche. Chi vuole – conclude – verrà a vederlo in Olanda. Per fortuna, un volo low cost costa meno di un Roma-Milano”.

Tv: Andreatta, Amica Geniale svolta per produzione fictionTerminate riprese del secondo capitolo, da quadrilogia Ferrante

18 novembre 201909:59

– “L’amica geniale per acclamazione di critica e pubblico, segna una svolta nella produzione della fiction italiana. Un traguardo, questo, frutto del lungo percorso di internazionalizzazione della serialità Rai”. Lo ha sottolineato il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta nel corso di una visita sul set a Napoli de L’Amica Geniale Storia del Nuovo Cognome, secondo capitolo tratto dal betseller della quadrilogia di Elena Ferrante, la cui messa in onda è prevista per la primavera del 2020, e le cui riprese sono nel frattempo terminate. Parlando alla presenza del regista Saverio Costanzo e delle due protagoniste Margherita Mazzucco e Gaia Girace e dei produttori Lorenzo Mieli e Domenico Procacci. Una produzione Fandango-Wildside, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment,in coproduzione con Umedia.
“Un budget importante – ha sottolineato Andreatta – uno sforzo produttivo enorme, un’attenzione minuziosa a ogni tassello della realizzazione, dalla scrittura alla regia, dal cast alla produzione. Un grande lavoro di eccellenze italiane. Con Storia del nuovo cognome – ha osservato ancora Andreatta – prosegue e si rafforza l’ambizione di raccontare e portare l’immaginario italiano nel mondo tenendo sempre al centro della narrazione il vissuto del nostro Paese. Una sfida narrativa, produttiva e culturale in piena coerenza con il ruolo di Servizio Pubblico della Rai. È questa una serie di passioni, nell’accezione più ampia e complessa del termine. Vediamo fin dalle primissime immagini nuove tematiche emergere e farsi potenti: l’amore, il rapporto con il corpo, i rapporti famigliari insani, talvolta terribilmente violenti, il rifiuto della propria condizione e l’aspirazione a una vita migliore, la sessualità delle due ragazze fra ragione e sentimento, maternità negata e desiderata, violenza subita e desiderio”.
Nei nuovi episodi esplodono – ha fatto notare Andreatta – “le molte contraddizioni delle vite di Lila e Lenù. Il racconto si fa anche politico, nel senso che emerge il rancore di classe, la contrapposizione fra la borghesia e la classe meno abbiente, dalla quale le nostre due eroine provengono. Il Rione napoletano continua a rappresentare il microcosmo, la parte per il tutto, il concentrato delle trasformazioni sociali in atto, non prive di violenza. Ma la prospettiva si amplia, dal Rione si passa al mondo esterno: le due ragazze oltrepassano definitivamente il tunnel, scoprono e vivono la città caotica e in piena trasformazione”. Molte quindi le novità, stilistiche, narrative e produttive.
Si ritorna anche a Ischia, che sarà presente in due episodi, diretti da Alice Rohrwacher. Vedremo infine Lenù, matricola universitaria, a Pisa. La sfida registica segna un cambio di stile, coerente con il passo del racconto, con gli anni affrontati, i Sessanta. Lila e Lenù sono cresciute, guardano al loro futuro, passano all’azione, prendono in mano le rispettive vite. E manifestano una ribellione e una voglia di riscatto fortissima, sociale l’una, culturale l’altra.

Deneuve e figlia tra famiglia e memoriaIn sala Tutti i ricordi di Claire con Chiara Mastroianni

18 novembre 201910:03

Perché Claire Darling (Chaterine Deneuve), ottantenne un po’ confusa sta svendendo nel giardino della sua grande villa nell’Oise gli oggetti di antiquariato raccolti in una vita? Compresi straordinari automi e quadri di famiglia? Inizia così, con questa inspiegabile follia, ‘Tutti i ricordi di Claire’ di Julie Bertuccelli, in sala dal 21 novembre con Movies Inspired. A chi cerca di fermarla, come il suo storico sacerdote o la figlia Marie (Chiara Mastroianni), accorsa anche per le sue ultime stranezze, dice che fa questo perché è convinta che morirà la sera stessa. Su questo semplice canovaccio si sviluppa il comedy drama di Julie Bertuccelli (Da quando Otar è partito, L’albero, Squola di Babele) da sempre attenta a temi come famiglia, memoria, segreti e sradicamento. E va detto che nel film solo con la giusta lentezza si risale alla vita di Claire, alle sue ombre, al fatto di aver perso un figlio per un incidente, una morte di cui sarebbe, dal suo punto di vista, colpevole il marito. Un fatto doloroso, mai davvero superato, che la fa invecchiare tra le amarezze e un’antipatia molto forte per la figlia Marie. Partita vent’anni prima, quest’ultima è tornata a casa anche per chiudere i conti con Claire, questa madre che ha perso la testa e sembra determinata a suicidarsi e vivere comunque solo un altro giorno.Adattamento del romanzo americano di Lynda Rutledge, ‘Faith Bass Darling’s Last Garage Sale’, ambientato in Texas, Tutti i ricordi di Claire questa volta è trasposto nella provincia francese in un incessante andare e venire temporale. Insomma tanti flash back per questi personaggi che, di volta in volta, aggiungono, almeno apparentemente, un tassello alla loro storia. Grande coraggio infine da parte della Deneuve nell’affrontare questo personaggio di Claire, anziana signora, con grande e professionale disinvoltura. Dice la regista: “Nel libro tante le cose in cui mi sono identificata: i rapporti complessi tra madre e figlia; i morti che ci perseguitano; gli oggetti e i mobili che ci invadono e ci servono da memoria di sostituzione; le menzogne, i segreti e i non detti familiari che ci aggrediscono; la fine della vita che ci attende; la memoria che, di volta in volta, ci forma, imprigiona, soffoca; e l’oblio che ci rattrista eppure ci libera e alleggerisce”. E ancora la Bertuccelli: “Il mio attaccamento agli oggetti proviene, a mia discolpa, da numerose generazioni di appassionati. Le case della mia infanzia erano piene di cimeli incongrui di viaggi, eredità di famiglia, scoperte e collezioni: così tante metafore, sensazioni, tanti legami emotivi, ricordi, simboli di un tempo o di un luogo rimpianto, e riflessi delle nostre vite dai quali è difficile staccarsi. Nonostante tutte le obiezioni che facevo da bambina a questa follia patologica, a questo gusto smisurato per le cianfrusaglie, anch’io ne sono stata contagiata. Per me – conclude – era giunto il momento di rovistare tra quei demoni e affrontare tutto quel disordine che mi apparteneva”.

The Irishman, Zaillian a Capri ‘award’ per scriptA dicembre omaggio a film Martin Scorsese aspettando gli Oscar

NAPOLI17 novembre 201918:18

É stato assegnato a ‘The Irishman’ di Martin Scorsese il premio per la miglior sceneggiatura dell’anno di Capri,Hollywood 2019: Steven Zallian, già Oscar per Schindler’s list di Spielberg, ritirerà il riconoscimento nel corso dell’International Film fest sull’isola azzurra che dal 27 dicembre al 2 gennaio, come da tradizione, aprirà la stagione degli Awards 2020. Lo annuncia Tony Renis, presidente onorario della manifestazione:”The Irishman può definirsi la summa del grande cinema di Scorsese e la sua sceneggiatura è uno dei capolavori di Zaillian, talento come pochi della scrittura, collaboratore di lungo corso del maestro italomericano e di tanti altri grandi autori. Questo script – aggiunge – è un lavoro assolutamente perfetto grazie al quale i fuoriclasse De Niro, Pacino e Pesci hanno dato vita ad interpretazioni memorabili”.
Il film prodotto da Netflix, dopo il passaggio in sala, sarà in streeming dal 27 novembre e si annuncia tra i favoriti alle nomination di Golden Globes e Oscar 2020.
Regista, sceneggiatore e produttore statunitense, Zaillian è tra le più influenti personalità di Hollywood ed è molto legato all’Italia dove girerà, a venti anni dal film di Antony Minghella, parte della serie tv tratta da ‘ Il talento di mister Riplay’ dai romanzi di Patricia Highsmith. The Irishman non è il primo gangster movie firmato da Zaillian che ha scritto anche le sceneggiature di ‘America gangster’ di Ridley Scott e ‘Gangs of New York’ di Scorsese. Zaillian è stato autore della miniserie di grandissimo successo ‘The Night Of’ per HBO. Tra i suoi prossimi lavori anche la serie storica Montezuma.
La 24esima edizione di Capri, Hollywood International film festival (che ha assegnato a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, film italiano scelto per concorrere all’Oscar, il Capri International feature film) è promossa dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Scala: Tosca soldout, Mattarella a inaugurazione stagioneBiglietti esauriti per tutte le repliche di dicembre

ILANO17 novembre 201917:19

– Tutti pazzi per Tosca: l’opera che inaugurerà il 7 dicembre la stagione lirica della Scala è già esaurita, non solo per la serata inaugurale (a cui saranno presenti fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese) ma in tutte le repliche di dicembre.
“Se avessi il doppio dei biglietti, riempirei comunque il teatro” aveva profetizzato il sovrintendente Alexander Pereira lo scorso 4 ottobre quando gli era stato consegnato Al Mattarel il premio per la milanesità. E la profezia si è avverata. Delle nove repliche in programma (senza contare l’anteprima giovani) le prime sei sono già soldout. Mentre per le tre di gennaio – quando la superstar Anna Netrebko lascerà il posto a Saioa Hernández, sono comunque rimasti solo pochissimi biglietti.

17 novembre 201917:50

Dori Ghezzi canta “La canzone di Marinella” con Morgan e Franco Mussida. La performance a “Una storia da cantare” che sabato sera, in prima serata su Rai1, nella puntata dedicata a Fabrizio De André, ha conquistato 4.147.000 spettatori con uno share del 21,1%

Bookcity: organizzatori, straordinaria affluenza di pubblicoConclusa l’8/a edizione con oltre 3.000 autori e 1.500 eventi

MILANO17 novembre 201918:50

– Si è conclusa a Milano l’8/a edizione di BookCity, la grande festa partecipata che ha coinvolto quest’anno oltre 3.000 autori, 1.400 classi di vari istituti scolastici e 400 volontari con più di 1.500 eventi dislocati nelle 250 sedi del territorio urbano e metropolitano.
Oltre al Castello Sforzesco, che rimane il cuore di BookCity Milano, teatri, musei, scuole, università, palazzi storici, librerie, circoli e associazioni culturali, carceri e ospedali, spazi pubblici ma anche case private e negozi, nei diversi quartieri della città, hanno ospitato incontri, dialoghi, spettacoli, mostre ed eventi.
“La straordinaria affluenza di pubblico e l’eccezionale interesse suscitato dalla manifestazione hanno dimostrato che BookCity Milano è la casa dei libri e degli attori della filiera”, si legge nella nota conclusiva degli organizzatori.
“Editori, autori, librai, bibliotecari, agenti, traduttori, illustratori, tutte le professioni che concorrono alla realizzazione di un libro – continua la nota – hanno avuto la possibilità di incontrarsi e di incontrare il pubblico dei lettori e della comunicazione. BookCity per la ricchezza del suo programma si caratterizza come un grande evento culturale capace di unire e di stimolare. È una manifestazione unica che caratterizza in modo originale, anche sul piano europeo, Milano e la sua area”.
Per l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno “BookCity Milano si conferma sempre più una piattaforma globale di dibattito e confronto, capace di spaziare da luoghi e temi della molteplice identità cittadina alle grandi sfide del tempo futuro per l’intero pianeta. Nel 2020 ci dedicheremo al tema dell’ambiente e della sostenibilità globale, in un anno caratterizzato dal protagonismo dei talenti delle donne”.

Box office Usa, primo Le Mans ’66Seconda piazza per Midway, solo 8 milioni per Charlie’s Angels

17 novembre 201919:49

– Weekend senza grandi sussulti al botteghino Usa. Buono il risultato di Le Mans ’66. Il film, diretto da James Mangold, che segue le vicende degli ingegneri e dei membri della scuderia statunitense Ford contro l’avversaria Ferrari, conquista il primo posto con 31,5 milioni di dollari nel primo fine settimana di uscita.
Mantiene il secondo posto con 8,7 milioni Midway, film di guerra di Roland Emmerich, mentre non va oltre la terza posizione Charlie’s Angels, che porta a casa solo 8,6 milioni nella prima settimana di uscita.

Vittorio Arrigoni, l’utopista di GazaAutrice, ‘suo ‘Restiamo umani’ va spiegato a nuove generazioni’

MILANO17 novembre 201919:24

– ANNA MARIA SELINI, VITTORIO ARRIGONI, RITRATTO DI UN UTOPISTA (CASTELVECCHI, PP. 200, EURO 18,50) – Mentre proseguono i tentativi di mantenere una tregua nata fragile e subito violata nella Striscia di Gaza, ancora una volta teatro di violenze e lutti, un nuovo libro ripercorre la vita e la morte di un giovane attivista italiano, Vittorio Arrigoni, icona dei ‘Pro-pal’ e bandiera dei sostenitori dei diritti umani e della Striscia, ucciso per mano di un gruppo di presunti salafiti, che lo rapirono nel 2011.
In ‘Vittorio Arrigoni – Ritratto di un utopista”, la sua figura viene delineata da una giornalista che già si era occupata del drammatico caso con un documentario che aveva ricostruito la vicenda in modo accurato. Oggi l’autrice ha però deciso di approfondire nuovamente l’uomo Vittorio – poeta, scrittore, giornalista, attivista quasi eroico – ma anche figlio, fratello e giovane passionale innamorato della vita.
“Ho conosciuto ‘Vik’ nel 2009 a Gaza City ed è stato come scontrarsi con un personaggio in fuga da un romanzo – racconta Anna Maria Selini – Il suo slogan ‘Restiamo umani’, è ormai un’icona nelle manifestazioni per i migranti, in quelle contro i sovranisti (è stato usato recentemente anche da un sindacalista, ‘Zorro’ in polemica con Matteo Salvini, ndR). E’ un messaggio che continua a ispirare, di scottante attualità nazionale e internazionale, talvolta abusato. Ed è per questo che ho ritenuto necessario un libro che spiegasse alle generazioni di oggi cosa ci sta dietro, quale vita, quale persona. Perché non rimanga uno slogan vuoto”. Il volume ripercorre poi tratti delle vicende giudiziarie, e ne sottolinea incongruenze e ‘buchi’. In attesa di una giustizia compiuta almeno della memoria, se non nelle aule dei tribunali.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Amica Geniale, le protagoniste diverse ma speculari
Parlano le giovani attrici Gaia Girace e Margherita Mazzucco

NAPOLI18 novembre 201910:03

Gaia Girace (Lila) e Margherita Mazzucco (Elena) tornano protagoniste nella seconda stagione de L’amica Geniale – Storia Del Nuovo Cognome, una collaborazione fra HBO, Rai fiction, e la produzione di Wildside e Fandango la cui messa in onda è prevista sempre su Rai1 per la primavera del 2020. Sono state a Napoli negli ultimi giorni del set (poi si sono spostate a Pisa a settembre prima del fine ciak) in una calda giornata di fine agosto, interpretano rispettivamente Lila ed Elena, la mora e la bionda.
Diverse, bellissime e speculari al tempo stesso. Gaia e’ inquieta, magnetica, fumantina, geniale, un’indole solitaria, poco interessata alla fama, ma concentrata sul superamento dei propri limiti. Nata a Vico Equense, penisola sorrentina, ha iniziato a studiare recitazione “a 13 anni, alla scuola di teatro e cinema “La ribalta” a Castellammare di Stabia prima di essere scelta per la prima stagione da Saverio Costanzo. Come ha accolto la tua famiglia questa scelta? “Mia madre – risponde la giovane attrice, quasi 16 anni -, è sempre sul set con me. E’ un insegnate di sostegno, mio padre lavora nel campo immobiliare, era più preoccupato all’inizio. Ora entrambi sereni”.
Margherita è l’opposto: abita nel cuore di Napoli, è nata e cresciuta a Piazza del Gesù. E’ piena di amici, pacata, annidata in una famiglia numerosa: “Prima non ci pensavo proprio a fare l’attrice, è stato un caso. Un volantino, poi il provino quasi per sfida e Saverio mi ha scelta. Non è cambiata molto la mia vita – osserva – se non che se prima per strada non mi guardava nessuno ora mi riconoscono tutti. Sono iscritta al quarto anno del liceo classico. Ma adesso si è ovvio che mi piacerebbe continuare a fare l’attrice, magari con un altro film di Costanzo, è stato un regista estremamente paziente, mi ha insegnato tanto, ho scoperto lati di me stessa che non immaginavo di avere”.
Gaia di un anno più giovane frequenta il liceo linguistico, ama il francese, l’inglese e anche l’Italiano, ma – spiega – “siamo state supportate anche da un coach sul set, i professori del liceo quando dovevo saltare le lezioni erano clementi sapevano che dovevo lavorare”. Gaia, diciamolo, è più loquace, una somiglianza impressionante con Sophia Loren, anche se ama molto Audrey Hepburn e nella fisicità, longilinea, ha un che di Margareth Madè, e anche una grazia infinita. A catturare è il magnetismo dello sguardo, un dono prezioso che ci auguriamo non venga sprecato da cattivi consiglieri: “Di certo – dice saggia – dopo l’Amica Geniale con un regista come Saverio, in futuro non voglio buttarmi via accettando proposte che mi squalificano”. Ma proposte arrivano? “Si tante, ma ho un contratto. Comunque bisogna aspettare, valutare, non aver fretta. Soprattutto studiare bene le lingue, continuare ad approfondire la recitazione e terminare il liceo”. Hai un sogno? “Si, andare in America, sto mettendo i soldi da parte, quelli che ho guadagnato con questo lavoro”.
Lia in questo secondo capitolo avrà dai 17 ai 23 anni in più diventa madre. Gaia non ti sei sentita a disagio ad interpretare un personaggio più grande? “No, non ci ho pensato troppo. I bambini mi piacciono molto, secondo l’età non mi ha condizionata, pensavo solo al ruolo, ascoltavo quello che mi diceva Saverio. Certo il fatto che Lia sia una ragazza che ha vissuto delle privazioni, si è sposata quasi bambina, ha vissuto dei maltrattamenti gravi vessazioni, quelli sono aspetti che da ragazza di oggi non vivrei mai”. Sei fidanzata? “No, non ho neanche il tempo. Ma quando non sono sul set vedo anche gli amici. Alcuni di scuola li ho portati qui”.
Nella seconda stagione ritroviamo le due ragazze 16enni sempre legate da una grande amicizia, intraprendere strade diverse. Lila scoprirà che il marito Stefano è molto diverso da quello che sembrava e chi ha letto L’Amica geniale-Storia del nuovo cognome ben sa che la ragazza si ritroverà vittima di violenze quotidiane da parte del coniuge. Inizialmente lavorerà nel negozio di scarpe ma la giovane sentirà sempre di più il peso di aver perso la propria identità. In questa seconda stagione sarà proprio la tematica dell’identità ad essere centrale: le due giovani donne dovranno fare i conti con se stesse. Lenù continuerà a frequentare il liceo classico da studentessa modello e questo la porterà a studiare alla Normale di Pisa. Tuttavia anche quest’ultima non riesce ad essere felice sentendosi inadeguata sia nel rione dove è nata e sia nel nuovo ambiente universitario. Inoltre l’amicizia tra le due donne sarà messa a dura prova a causa di Nino Sarratore, amico di infanzia di cui entrambe sono innamorate, con il quale Lila intraprenderà una relazione durante una vacanza a Ischia. Il neorealismo rimane il punto di partenza, ma viene adeguato al nuovo racconto, a quanto sta succedendo a Lila e Lenù e, soprattutto, all’Italia di quegli anni.

Il cardellino diventa film, in Italia dal 6 dicembreIl best seller Donna Tartt, da Warner Bros. e Amazon Studios

18 novembre 201910:06

– L’attesa trasposizione sul grande schermo del romanzo best seller di Donna Tartt, Il Cardellino sarà da Warner Bros.
Pictures e Amazon Studios in esclusiva digitale in Italia dal 6 dicembre.Diretto dal regista premio BAFTA John Crowley, il film vede un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e Nicole Kidman in quello della Sig.ra Barbour.
Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art.
La tragedia cambiò il corso della sua vita, conducendolo in una commovente odissea fatta di dolore e colpevolezza, di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un tangibile oggetto di speranza, ricordo di quel giorno…il quadro di un uccellino incatenato al suo trespolo, Il Cardellino.La sceneggiatura è del candidato all’Oscar Peter Straughantratta dal romanzo di Donna Tartt (premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction e della Medaglia Andrew Carnegie for Excellence in Fiction) , apparso per 30 settimane di seguito sulla lista dei libri più venduti del The New York Times.
“Il Cardellino” è una presentazione Warner Bros. Pictures, in associazione con Amazon Studios, una produzione Color Force, un film di John Crowley.
Il film sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

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Sky Uno: primo show per Alessandro Siani
A Natale l’attore protagonista di Stasera felicità

18 novembre 201911:01

– Dopo il record d’ incassi al box office, Alessandro Siani approda in tv, in esclusiva su Sky Uno, per il suo primo tv show da protagonista. Nel periodo natalizio si accenderanno i riflettori di Stasera felicità, serata-evento su Sky Uno, una sorta di one-man-show cinematografico pensato per la Tv e studiato per Siani. Il cinema sarà difatti un riferimento al centro del progetto, che emerge già nella maestosa scenografia-omaggio a “The Truman Show” (curata dallo scenografo Marco Calzavara) e si sviluppa nella fusione continua tra esibizioni e perfomance sul palco e veri e propri cortometraggi firmati da un direttore della fotografia d’eccellenza come Michele D’Attanasio (David di Donatello per Veloce come il vento di Matteo Rovere, collaboratore di grandi registi come Nanni Moretti, Gabriele Mainetti, Mario Martone, e direttore della fotografia de Il giorno più bello del mondo, film con cui Siani è in questi giorni in testa al box office).
Siani, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà – proporrà uno show che sfrutta idee e tecniche proprie del grande schermo. Sul palco e nei corti grandi ospiti. “Diamo il benvenuto a un grande artista come Alessandro Siani, con il quale abbiamo pensato ad un vero e proprio regalo di Natale per i nostri abbonati – ha detto Nicola Maccanico, executive vice president programming Sky – . Stasera Felicità è un grande spettacolo televisivo e una luminosa celebrazione dell’immaginario cinematografico”. “Sono stracontento di accettare l’invito di una piattaforma prestigiosa ed innovativa come Sky, che vuole festeggiare il Natale televisivo con me ed i suoi abbonati – ha detto Siani -. Proporremo una sorta di cinetv: il cinema e la TV si abbracceranno in uno show che vuole condividere, con leggerezza, la magia del Natale”.

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ALLE 22:25 DI VENERDì 15 NOVEMBRE 2019

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Mostre: ‘What a wonderful world’ e la storia dell’Ornamento
A Reggio Emilia un viaggio tra arte e natura attraverso i secoli

REGGIO EMILIA13 novembre 2019 10:50

– La storia dell’Ornamento tra arte e natura è protagonista di ‘What a wonderful world’, un percorso dall’età antica ai grandi protagonisti della storia dell’arte, con oltre 200 opere di autori come Durer, Leonardo, Piranesi, Escher, Picasso, Matisse, Warhol e Haring. La mostra è in programma a Reggio Emilia, a Palazzo Magnani e ai Chiostri di San Pietro, dal 16 novembre all’8 marzo. L’esposizione rivela i significati profondi dell’ornamento, visto non più come semplice e superficiale abbellimento, ma fenomeno che investe la quotidianità e il rapporto con la dimensione estetica, “attraversando processi storici sottesi, intrecci tra culture, prestiti di natura filosofica, sociologica e antropologica”.
La rassegna propone diverse sezioni, dal mondo naturale di piante e animali alla pratica, da sempre usata dall’uomo, di adornare il proprio corpo, dall’evoluzione del motivo ornamentale vegetale nei secoli e nelle culture all’attuale visione dell’ornamento perfezionata tra Ottocento e Novecento.

Westwood lancia capsule suoi corsetti-iconaSfilò per la prima volta con la collezione F/W 1987/88

13 novembre 201913:04

– Vivienne Westwood lancia una limited edition dei suoi iconici corsetti disponibili in tre colori – avorio, rosso, nero – solo in alcune selezionate boutique, tra cui Londra, New York, Parigi, Los Angeles. Il corsetto firmato dalla stilista britannica sfilò per la prima volta per la collezione autunno/inverno 1987/88 Harris Tweed, che comprendeva alcuni dei pezzi più iconici degli archivi Westwood. Il corsetto Stature of Liberty è il risultato più evidente del lavoro della designer negli anni ’80, con il quale è riuscita abilmente a trasformare un capo intimo delle donne nobili del diciottesimo secolo in un capo per tutti i giorni.
A 30 anni dal suo debutto il corsetto della Westwood è diventato un capo icona per la sua donna il cui motto è “Buy less, Choose Well, Make it last”.

Ciak per Il Venditore di Donne di Fabio ResinaroTratta da libro di Giorgio Faletti

13 novembre 201913:10

– Al via le riprese del nuovo film di Fabio Resinaro il Venditore di donne, con Miriam Dalmazio,Mario Sgueglia, Libero Di Rienzo, Paolo Rossi, Francesco Montanari, Antonio Gerardi e con la partecipazione straordinaria di Michele Placido. La pellicola è Mario Sgueglia, da Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti, edito da La Nave di Teseo, uno dei libri più venduti in Italia nel 2010.
È il 1978. Nella Milano da bere dove Vallanzasca comanda la mala, Bravo, interpretato da Mario Squeglia, vive la sua vita tra locali di lusso, discoteche e bische in compagnia dell’amico Daytona, interpretato da Paolo Rossi. Bravo si definisce un imprenditore. Il suo settore sono le donne. Sì, perché lui le vende. Ma la vita di un venditore di donne non è facile. Sarà sconvolta dall’arrivo di Carla, interpretata da Miriam Dalmazio, che risveglierà in lui sensazioni sopite da tempo. Una sola notte fuori da una bisca cambierà tutto. Non si tratterà però dell’inizio di una nuova vita. Sarà l’inizio della fine. Il film prodotto da Luca Barbaraschi è una cooproduzione Eliseo cinema – Rai Cinema

Mostre: Gauguin e Cina, percorsi opposti insieme a CataniaDal ‘buen retiro’ a Noa Noa all’Oriente in movimento dal 15/11

CATANIA13 novembre 201913:15

– CATANIA – Un’immersione visiva ed emozionale nelle ansie dell’uomo attraverso due percorsi diametralmente opposti: l’immensa e misteriosa Cina con la sua frenesia di movimento alla conquista del mondo dopo secoli di isolamento da un lato e dall’altro il ‘buen retiro’ polinesiano dell’anima inquieta di Paul Gauguin che da quel mondo confuso decise di ritirarsi tra le bellezze selvagge e seducenti dei Maori, lasciando opere memorabili e suggestive. E’ una doppia mostra quella che i curatori Daniela Arionte, Giacomo Fanale, Giuseppe Frazzetto, Vincenzo Sanfo propongono con il Comune di Catania al Palazzo della Cultura dal 15 novembre sino al 31 marzo.
Centinaia di opere ed oggetti per descrivere e scoprire le ansie del popolo cinese che si è messo in movimento, colonizzando intere regioni del mondo occidentale, rimanendone tuttavia distanti e mantenendo una propria identità quasi imperscrutabile. Da questo percorso corale che sembra identico nelle sue liturgie, si stagliano figure artistiche capaci di far riflettere rompendo schemi rigidissimi: Ai Weiwei, Xiao Lu, Song Yongping sono solo alcuni presenti in questa mostra con tutta la loro forza trasgressiva.
Di rottura, anche se in senso contrario, l’esperienza e la vita stessa di Paul Gauguin, uomo di navi e di mare che decide di ritirarsi in una piccola isola della Polinesia raccontandola con le sue opere come un Paradiso in terra dove la bellezza dei paesaggi e la sensualità dei corpi maori liberati da ogni convenzione perbenista diventano emblema di gioia e benessere.
Due percorsi diametralmente opposti che attraverso l’Arte dei suoi protagonisti prova a descriverli mantenendo eterna la domanda: “Ma quest’Uomo dove può andare per essere felice?”.

Mibact, situazione Venezia “complessa e preoccupante”Segretario generale Nastasi, allerta anche a Matera

13 novembre 201913:18

– “Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”. Lo conferma il segretario generale Mibact Salvo Nastasi che ricorda di aver attivato l’unità di crisi. “Il Ministro Franceschini segue da ieri la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazione stiamo verificando ogni capitolo di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”. Nastasi parla da Matera dove oggi si sta inaugurando la nuova stazione ferroviaria progettata da Stefano Boeri.
“Anche qui – spiega- c’è una situazione di allarme che tocca i beni culturali , in particolare i templi ipogei. E anche qui i nostri soprintendenti e tutti i tecnici sono al lavoro per verificare e poi eventualmente quantificare i danni”. Quanto a Venezia, precisa, la situazione è preoccupante, “non solo per il livello raggiunto dall’acqua alta, che al momento è di soli 7 centimetri inferiore a quello raggiunto nell’alluvione del 1966, ma per la quantità di ore in cui i beni artistici, dai preziosissimi pavimenti in marmo della Basilica di San Marco ai rivestimenti lignei, sono rimasti sommersi”. A differenza dell’ultimo allarme di un anno fa, precisa, “L’acqua ha invaso tutta la Basilica e non solo la prima parte”.
Per di più, sottolinea il segretario generale del Mibact, “il maltempo purtroppo è ancora in corso. A Venezia, perché si possa fare una quantificazione reale dei danni al patrimonio bisogna aspettare che l’acqua scenda”.
L’attenzione, intanto, è alta per tutto il territorio italiano: “Ho chiesto ai nostri soprintendenti di tutto il territorio italiano di farci un quadro delle loro situazioni.- conclude Nastasi – Al momento comunque non sono state segnalati altri siti in allarme”.

Ristampa fumetto Zerocalcare e Herrepusch dedicato a BiagettiA 13 anni omicidio, Prossima fermata – Una storia per Renato

13 novembre 201913:20

– A 13 anni dall’ omicidio del giovane Renato Biagetti, ucciso a Focene da due coetanei dell’ultra destra, torna in edizione limitata la ristampa del fumetto firmato da Zerocalcare e Errepush edito da Elementi Kairos, dedicata alla vittima. Prossima fermata – Una storia per Renato entra subito nel catalogo libri della famiglia OpenDDB, portale che sostiene la circolazione di opere indipendenti (80 pp prezzo libero ma consigliata donazione di minimo 22 euro). Un libro che è un viaggio a ritroso nel tempo che ci parla di Renato ma soprattutto di come sia necessario posizionarsi di fronte alla barbarie in nome di una ideologia brutale, che si fa normalità e codificazione, di fronte all’ insostenibile perdita di umanità che caratterizza il dibattito pubblico degli ultimi anni. Dopo il tour della prima edizione, iniziato nel 2016 nel decennale della morte di Renato Biagioietti, l’intento è di “tornare sulla strada per incontrare ancora una volta tutte le comunità resistenti disseminate nel paese: nelle scuole, nelle piazze, nei paesi, nelle biblioteche, nei circoli dove siamo stati accolti calorosamente, e arrivare dove non si è riusciti fino ad ora per continuare a tessere relazioni e complicità” spiega una nota dell’editore. . Zerocalcare ed Errepush da anni riempiono la città di Roma con i loro disegni sulle locandine di cortei, concerti, iniziative che dal basso resistono e tentano di cambiare l’esistente. Fumettista l’uno, disegnatore e artista grafico l’altro, hanno vergato una storia appassionata colma di amore e rabbia. OpenDDB è un progetto dell’associazione culturale Smk Videofactory è il primo portale europeo in creative commons che supporta la circolazione di opere indipendenti (libri, film, musica) in creative commons, attraverso la distribuzione on-demand, eventi e proiezioni per i film.

A teatro, da Solfrizzi come Auteuil a libro MurgiaIn scena anche Lavia, Marchesi e coppia Benvenuti-Fresi

3 novembre 201913:27

– Emilio Solfrizzi (come Daniel Auteuil) insieme a Paola Minaccioni in “A testa in giù” di Florian Zeller, diretto da Gioele Dix, e Anna Della Rosa per Veronica Cruciani in “Accabadora” dal best seller di Michela Murgia, tutti a Roma. E poi Giorgio Marchesi in “7 anni” di José Cabeza e Julia Fontana, ancora nella capitale, e Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi a Milano con “donchisci@tte”, ispirato a Cervantes; “La locandiera” di Goldoni secondo Walter Le Moli e Gabriele Lavia con “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, entrambi a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Musica: Theatralia Jazz Festival, ponte Londra-RomaPromosso da Filomena Campus, con lei ospiti italiani e Gb

ONDRA13 novembre 201913:27

– E’ stato un debutto emozionante quello di ieri sera a Londra per l’edizione 2019/2020 del Theatralia Jazz Festival, rassegna di jazz italo-britannica promossa dalla vocalist e regista sarda Filomena Campus, divenuta ormai una tradizione sulla scena londinese e trasformata quest’anno in una sorta di ‘ponte’ fra la capitale del Regno Unito e Roma. Infatti dopo le due date inglesi, ieri e questa sera, entrambe nella storica cornice del Jazz Club di Pizza Express, a Soho, la ‘città eterna’ e il ristorante Qvinto, nel quartiere Tor di Quinto, sono stati scelti per ospitare l’esibizione in programma il 22 maggio.
L’esordio del festival è avvenuto all’insegna di suoni mediterranei e ritmi sudamericani. Campus ha duettato col chitarrista Giorgio Serci nella loro creazione dal titolo ‘Scaramouche’: un intenso viaggio fra melodie e versi, che contiene al suo interno canzoni dedicate ai maestri brasiliani Hermeto Pascoal e Chico Buarque, e le poesie di Jack Hirschman e Maria Carta, recitate da Natasha Stanic Mann, che ha anche letto testimonianze sulla Brexit dal libro ‘In Limbo’ di Elena Remigi.
I due artisti erano accompagnati da un quintetto di archi del Keld Ensemble. Per questa sera, invece, Campus sale sul palco col suo rodato quartetto e insieme al virtuoso del flauto, Rowland Sutherland, scelto come ‘special guest’ per una performance che si prefigura altrettanto coinvolgente. Anche in questo caso sono previsti suoni e contaminazioni musicali da tutto il mondo e fra generi, come jazz e musica classica contemporanea. Insieme a Campus e Sutherland ci sono Steve Lodder al pianoforte, Rod Youngs alla batteria e Charlie Pyne al contrabbasso. Ma la kermesse musicale dopo Londra approda a Roma in primavera: Campus e il suo quartetto si esibiscono nello spazio dedicato alla musica nel ristorante Qvinto con ospiti italiani e britannici per un’altra serata al ritmo di jazz.

Cheyenne nuovo singolo di Francesca MichielinPer cantautrice concerto al Carroponte il 20 settembre 2020

13 novembre 201914:16

– Francesca Michielin torna con un nuovo singolo, Cheyenne feat. Charlie Charles, che ha curato la produzione del brano, in rotazione radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 15 novembre, che anticipa il prossimo importante progetto discografico che uscirà in primavera.
Il brano, scritto da Alessandro Raina, Davide Simonetta, Mahmood e Charlie Charles è un brano romantico, nostalgico, pieno di contrasti, che nasconde un cuore synth e ballabile, incalzante con i suoi ritmi electro-pop. La voce di Francesca si lega in modo speciale alla consolle di Charlie Charles, i tappeti di archi alle percussioni digitali e i vocalizzi tribali al pianoforte. Cheyenne è il primo singolo del nuovo album di inediti di Francesca: un progetto unico che vedrà la luce nel 2020.
La cantautrice è pronta a tornare anche dal vivo e, per la prima volta, il 20 settembre 2020, suonerà live sul palco del Carroponte, il tempio della musica urban alle porte di Milano.

Musica: Niccolò Fabi, tour in Europa con Tradizione e tradimentoIn Italia date in programma a dicembre e gennaio 2020

13 novembre 201914:19

– Niccolò Fabi porterà “Tradizione e tradimento” in tour in Europa ad aprile 2020, accompagnato da Roberto Angelini e Pier Cortese che con lui hanno prodotto il nuovo disco. Il cantautore romano presenterà al pubblico europeo il nuovo album e i suoi brani di repertorio, in una nuova veste musicale, nei club delle città di Lugano, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Zurigo, Barcellona, Madrid e Lisbona.
I biglietti per le date del tour europeo (organizzato da Magellano Concerti) sono disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi, mercoledì 13 novembre.
Ecco le date del 2020: 3 aprile allo Studio Foce di Lugano, 6 aprile al Frannz Club di Berlino, 7 aprile al Q-Factory di Amsterdam, 9 aprile al Vk di Bruxelles, 12 aprile al The Garage di Londra, 14 aprile al Cafè de la danse s Paprigi, 16 aprile al Mascotte di Zurigo, 20 aprile al Razzmatazz di Barcellona, 23 aprile alla Sala caracol di Madrid, 25 aprile al Lav di Lisbona.
Ecco le date in Italia nei mesi di dicembre e gennaio: esauriti i biglietti per le date di Cascina (PI) (27 novembre-data zero), Ravenna (1° dicembre), Milano (2 dicembre), Pescara (8 dicembre), Palermo (13 dicembre), Trento (19 dicembre), Vicenza (20 e 21 dicembre), Bologna (10 gennaio), Firenze (11 gennaio) e Torino (12 gennaio), restano ancora disponibili gli ultimi biglietti per le altre date del tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Ovest. Radio partner del tour è Radio Capital.

Tv: una Torino inedita per la serie ‘Giustizia per tutti’Riprese fino a febbraio, c’è sostegno Film Commission e Regione

TORINO13 novembre 201914:36

– Un uomo ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie che, dopo 10 anni di carcere, prende in mano la sua difesa riuscendo a scagionarsi e poi si mette al servizio di altri per far vincere la verità. Tutto sullo sfondo di una Torino spesso inedita. ‘Giustizia per tutti’ è la serie Tv Mediset, con protagonista Raoul Bova, girata nel capoluogo piemontese con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte e il sostegno della Regione.
Ventuno settimane di riprese, che dovrebbero concludersi a febbraio, per una produzione che vede una grande partecipazione di professionalità del territorio. “Un dato rilevante – dice Maurizio Zaccaro, regista insieme a Eros Puglielli – perché significa rispettare le professionalità del posto, creare un indotto, offrire non solo un impiego per i giovani ma anche fare una grande formazione quadri”.
Per Zaccaro “girare a Torino è sempre molto significativo, abbiamo dedicato molto tempo alla ricerca di posti meno conosciuti, dal centro alla periferia”. E c’è chi, come l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, suggerisce di ampliare le location a tutto il Piemonte.
“Il cinema – dice – è un asset di sviluppo molto importante in cui la Regione crede e la presenza di un attore come Bova conferma la valenza di un lavoro che punta sempre più sulla qualità. Torino è un set importante ma tutta la regione ha molte potenzialità da sviluppare”.

Libri: al via Premio biennale Lattes per Traduzione

TORINO13 novembre 201914:37

– E’ al via il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione. La prima edizione è dedicata ai romanzi tradotti dalla lingua araba e coinvolgerà anche studenti delle università italiane.
“Consapevole del fondamentale ruolo dei traduttori nella diffusione della letteratura e dell’impareggiabile contributo della traduzione nell’avvicinare popoli e culture differenti, abbattendo muri ideologici, creando ponti culturali e favorendo il dialogo – spigano gli organizzatori – la Fondazione Bottari Lattes indice il Premio biennale per la Traduzione, in collaborazione con l’Associazione Castello di Perno. L’obiettivo è promuovere la conoscenza di culture e di autori meno noti al pubblico italiano e incoraggiare la traduzione in italiano delle loro opere più significative”.
“La traduzione – aggiungono – non si risolve in una semplice trasposizione di parole da una lingua all’altra, ma deve saper trasferire pensieri e concezioni del mondo da una cultura all’altra. Richiede quindi una compenetrazione totale del traduttore in quella cultura.
Il Premio in questa edizione è rivolto aperto alle opere di narrativa contemporanea di lingua araba tradotte pubblicate in italiano tra il 2017 e il 2019, che devono essere inviate alla Fondazione Bottari Lattes entro il 10 gennaio 2020. La cinquina dei traduttori finalisti sarà resa nota entro maggio. La premiazione si svolgerà il 20 giugno 2020 al Castello di Perno, nel cuneese. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

In arrivo Singin’ in the rain al Teatro nazionale Chebanca!
Nel musical Chiara Noschese si cimenta con leggenda Gene Kelly

13 novembre 201914:48

– È in arrivo la nuovissima produzione firmata Stage Entertainment Italia: Singin’ in the rain – cantando sotto la pioggia Il Musical. Lo spettacolo si terrà nella prima parte di stagione al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, con repliche a partire dal 15 novembre 2019, e resterà in scena fino all’11 gennaio 2020. I biglietti sono già disponibili sul sito http://www.teatronazionale.it, http://www.ticketone.it, presso il Box Office e l’Ufficio Gruppi del teatro.
Dopo i successi di pubblico e critica raccolti nelle scorse stagioni teatrali da Flashdance – il Musical e A Chorus Line, l’attrice e regista Chiara Noschese torna a cimentarsi con la Leggenda che, questa volta, di nome fa Gene Kelly.
“Singin In The Rain è una storia che strappa una risata e fa sognare, in un’evasione unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia”, commenta Chiara Noschese.

Fiorello riparte VivaRaiPlay! e torna a VivaAsiago10Ospiti di stasera Biagio Antonacci, Paola Cortellesi, i Meduza

3 novembre 201915:34

– Mancano poche ore all’esordio di “Viva RaiPlay!”: questa sera ore 20,35 solo su RaiPlay in esclusiva assoluta, ma Rosario Fiorello ha già stupito tutti tornando alla striscia quotidiana intitolata “Viva Asiago10!”, anche questa in esclusiva solo su RaiPlay. Il contenuto è disponibile da ora on demand ed è stato realizzato nell’acquario posizionato su via Asiago, da dove lo showman commenta le notizie della giornata, coinvolge i passanti, telefona a sorpresa a personaggi noti e anticipa ospiti e temi della trasmissione della sera.
Alla prima puntata (saranno realizzate ogni mattina il mercoledì, giovedì e venerdì come anteprima dello show della sera), già disponibile su RaiPlay, hanno partecipato Gabriele Muccino, Paola Cortellesi, Fabrizio Biggio, Mauro Casciari.
L’appuntamento con Viva RaiPlay! è stasera alle 20,35 sulla rinnovata piattaforma digitale Rai, in esclusiva, con il varietà di 50 minuti. Nella prima puntata ci saranno Biagio Aantonacci, che finalmente arriverà in studio, in anteprima esclusiva con il nuovo singolo, Paola Cortellesi e i Meduza, il trio italiano dei record della musica house.

S. Cecilia, debutta violinista TjeknavorianGiovane talento il 15/11 in concerto diretto da Jurai Valcuha

13 novembre 201916:44

– Il debutto a Roma sul palcoscenico di Santa Cecilia del giovanissimo violinista austriaco Emmanuel Tjeknavorian nel concerto di Aram Kachaturian è il pezzo forte dell’ appuntamento in programma all’ Auditorum Parco della Musica venerdì 15 novembre alle 20:30 per la Stagione Sinfonica.
Sul palco a guidare l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale torna il direttore slovacco Juraj Valcuha, tra le bacchette più apprezzate della scena contemporanea e presenza fissa del cartellone ceciliano dal 2011. Lo spettacolo, con repliche sabato 16 e domenica 17 alle 18, proporrà inoltre due composizioni di Sergej Prokofiev, la Suite L’amore delle tre melarance e la Sinfonia n. 3. Per Tjeknavorian, 24 anni, il concerto per violino dell’ autore armeno ha un significato particolare perché lo riporta alla terra d’ origine dei suoi genitori. Il brano, scritto nel 1940 e dedicato al grande violinista David Oistrach, fa parte di un trittico di concerti scritti da Kachaturian nella prima fase della sua produzione e rappresenta molto bene le caratteristiche generali del suo stile, in particolare quelle neo-nazionaliste e moderniste. La Suite da L’amore delle tre malarance, ispirata all’opera omonima, fu composta da Prokofiev nel 1922 e diretta dallo stesso autore a Parigi nel 1925. La Sinfonia n. 3, che nasce come un adattamento dell’opera L’angelo di Fuoco, non venne mai eseguita quando l’autore era in vita.

Hitchcock a Genova, 70 scatti per il maestro del brividoA Palazzo Ducale mostra su suoi film, il primo girato in Liguria

GENOVA13 novembre 201917:12

– Alfred Hitchcock non era contento di venire in Italia a girare il primo film della sua carriera, perchè non conosceva l’italiano e temeva di incontrare troppe difficoltà. La produzione lo convinse e così il primo ciak del maestro – nel 1925, ‘The Pleasure garden’ – inquadrò le strade di Genova e la stazione marittima. I successivi ripresero la splendida spiaggia di Alassio. C’è anche l’Hitchcock genovese in una mostra a Palazzo Ducale a Genova che con 70 fotografie scattate sui set e nei backstage dei film più celebri, da Psyco a La finestra sul cortile, celebra il maestro del brivido. Si intitola “Alfred Hitchcock nei film della Universal Picture” e fino all’8 marzo 2020 permetterà di scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sui primi effetti speciali ma anche sulla vita privata di uno dei registi più famosi. “La contemporaneità di Hitchcock credo stia nel fatto di esser stato un inventore di forme – spiega il curatore, Gianni Canova -: ha saputo tradurre in luci, colori, movimenti di macchina, inquadrature, i sentimenti umani, dal sospetto all’invidia, alla gelosia. Le tecniche della suspence che inchiodano a una poltrona lo spettatore le ha inventate lui. E poi lui non impressiona in modo violento, nella scena sotto la doccia in Psycho, il coltello non tocca il corpo della vittima”.
Apre la mostra la sezione dedicata a Hitchcock a Genova. “Qui ha fatto il primo ciack, a 26 anni – spiega Renato Venturelli -, fu un’esperienza avventurosa che ricordò tutta la vita perchè alla frontiera gli sequestrarono la pellicola e a Genova gli rubarono il portafoglio. Tra l’altro nel film si vede una delle ultime immagini della vecchia stazione Marittima”. La mostra offre anche una chiave di lettura particolare: in alcune date è prevista una “visita con delitto”. “Il direttore di Palazzo Ducale sarà ucciso – spiega la direttrice, Serena Bertolucci – e gli spettatori potranno collaborare con degli attori alla soluzione del delitto”.

Al via Festival Borghi più belli d’Italia307 borghi a Bologna da 22 a 24/11. Focus su Lombardia

3 novembre 201917:23

– Sarà la Lombardia l’ospite d’onore della seconda edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia, in programma a FICO Eataly World di Bologna dal 22 al 24 novembre. Tre giornate alla scoperta del fascino dell’Italia nascosta, con i Borghi a raccontare bellezza e territori, forse, meno battuti ma altrettanto preziosi e autentici, con anche un centinaio di produttori locali, eventi, incontri, mostre ed esperienze da provare. “Nella prima edizione abbiamo accolto 40 mila visitatori, quest’anno puntiamo a 50 mila – racconta il direttore dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, Umberto Forte – La nostra rete conta ormai 307 borghi. Non si pone come alternativa, ma come integrazione della grande offerta nazionale. Siamo convinti di poter dare un forte supporto al turismo tradizionale, sollevando un po’ le mete più ambite dal sovraffollamento. Anzi, non sarebbe male se città come Roma, Venezia o Firenze ci aiutassero, promuovendo i borghi vicini”.
Il cui patrimonio, sottolinea il presidente dell’Associazione, Fiorello Primi, “non è da meno delle più grandi e conosciute destinazioni turistiche. Con un elemento in più: l’accoglienza, l’ospitalità, l’umanità delle nostre comunità locali, della gente che abita questi luoghi di grande fascino e che rappresenta il valore aggiunto della nostra offerta”.
Inaugurazione del Festival con il patron di Eataly Oscar Farinetti e a seguire il convegno Un viaggio nel fascino dell’Italia nascosta e poi presentazione della nuova piattaforma Buy Borghi, l’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con una mostra fotografica sui tesori trafugati dai borghi e ritrovati e il focus realizzato con inLombardia con 20 borghi lombardi protagonisti e Morimondo (MI) a farla da padrone.

Gilet per le freddolose si carica a batteriaE’ realizzato in softshell. Durata del calore 7 ore

13 novembre 201917:50

– Dopo aver pensato al pubblico maschile Capit dedica alle signore freddolose il nuovo gilet WarmMe che si scalda con una batteria, mantenendo il calore per diverse ore. E’ un capo adatto soprattutto a chi pratica attività outdoor come sci, scooter, moto o semplicemente perfetto per chi ama stare al caldo, quello proposto dall’azienda di Arese, che unisce alta tecnologia senza rinunciare allo stile: design sciancrato, cura nelle finiture, cuciture trapuntate a spina di pesce sul davanti, collo alto per una maggiore protezione dal freddo e scelta del total white, per un look elegante in tutte le occasioni del giorno-sera. WarmMe è realizzato in tessuto laminare softshell, che trattiene il calore mantenendo la traspirabilità, è molto resistente e si adatta alle forme del corpo, consentendo libertà di movimento mentre il doppio strato esterno protegge dal vento e dal freddo anche in caso di pioggia. L’hi-tech che scalda un circuito invisibile di piastre riscaldanti flessibili e ultrapiatte è posizionato in specifiche zone del petto e della schiena, così da contribuire a mantenere una temperatura confortevole e uniforme sul tutta l’area del busto. Dispone poi di 3 diversi livelli di temperatura, regolabili attraverso un unico pulsante “easy touch” retroilluminato (da usare senza sfilare i guanti).
Il nuovo gilet donna è dotatao di cavo Usb che, collegato a una batteria power bank, scalda il gilet in poco tempo, con un’autonomia media di 7 ore.

Fay Archive rilancia con 5 pezzi iconiciImmancabile il giaccone 4 ganci versione fisherman

3 novembre 201918:00

– La collezione Fay Archive fa tappa nei principali monomarca italiani del brand. In questi giorni viene proposta nella boutique di Roma da Andrea Della Valle, Michele Lupi men’s collections visionary del gruppo Tod’s, e dall’influencer Alessandro Squarzi. Il marchio Fay ha una storia che affonda le sue radici negli anni Ottanta, quando Andrea e Diego della Valle scoprono le giacche divisa dai pompieri del Maine: il 4 ganci, un caban in cordura e nylon con collo in velluto che rivisitato dal team stilistico del Gruppo Tod’s che acquista il marchio, diventa il capospalla simbolo di un’epoca.
“Questo è un brand che ha una grande storia da raccontare” spiega Lupi, padre del progetto che comprende un guardaroba vintage con 6mila pezzi originali. Fay Archive è una capsule, “un brand nel brand” come la definisce Lupi, che valorizza l’originalità del marchio che ha saputo tradurre lo spirito di una giacca da lavoro in un capo perfetto per la città. “Il progetto Archive vive di luce propria con 5 pezzi iconici per l’inverno e altrettanti per l’estate – spiega Lupi. Per elaborare il primo capitolo della serie Fay Archive è stato fatto uno studio dell’heritage del marchio. Siamo andati a vedere le prime campagne pubblicitarie come quelle che avevano come protagonisti i pompieri americani ritratti nelle sedi storiche delle fire-houses – ricorda Lupi – ma in questa operazione di valorizzazione del dna del marchio abbiamo puntato a sintetizzare lo spirito vintage Usa, con l’attenzione ai dettagli in sintonia con la cultura giapponese e l’amore per lo stile italiano. Alla fine siamo riusciti a ottenere un equilibrio che Diego della Valle aveva indicato come un’ unione tra lo spirito degli american worker e l’eleganza italiana”. Il risultato di questa operazione “che ha la forza di un gong nella storia del marchio” si concretizza in capi versatili adatti alle differenti stagioni e temperature”.

Teatro: un monologo di Lucia Calamaro per Lucia MascinoApplausi ad Ancona, ‘la più bella prima, nella mia città’

NCONA13 novembre 201919:20

– Lucia Mascino sceglie Ancona, sua città natale, per portare in scena il suo primo monologo ‘Smarrimento’ ed ottiene uno strepitoso successo. Sette minuti di applausi ieri sera al Teatro Sperimentale, per una grande prova di recitazione voluta dall’attrice e cucita su di lei dalla pluripremiata drammaturga e scrittrice Lucia Calamaro, dopo una gestazione di due anni che ha trovato in Marche Teatro il suo ente di produzione. Una prima che vede Mascino sul palco da sola per un’ora nelle vesti di una scrittrice che ha perso l’ispirazione, in un ipotetico colloquio con il pubblico perché la sua casa editrice per guadagnare qualche soldo l’ha coinvolta in un giro di conferenze. Ma è solo lo spunto per una divagazione esistenziale a più voci: la sua, quella della protagonista del libro Anna. Per Mascino che torna nella sua città d’origine è stata “la più bella prima di sempre in una platea dove conoscevo tutti e dove mi sono sforzata di non guardare i miei parenti per non perdere la concentrazione”.

Torna in duomo Orvieto ciclo Apostoli e SantiStatue erano state collocate in sede distaccata museo Opera

ORVIETO (TERNI)14 novembre 201909:48

–  Dopo 122 anni di ‘esilio’ e una migrazione in quattro sedi diverse, torna all’interno del Duomo di Orvieto l’intero ciclo scultoreo degli Apostoli e dei quattro Santi, l’unico ancora completo e conservato integralmente avviato prima dell’avvento del barocco.
Il riposizionamento delle statue all’interno della Cattedrale – è stato spiegato oggi in una conferenza stampa – è la conclusione di un impegnativo percorso sia burocratico sia di restauro, che ha visto collaborare numerosi ed esperti professionisti, oltre che soggetti istituzionali.
Le statue – otto realizzate tra il 1556 e il 1612, la nona nel 1618, la decima nel 1644 e le ultime due tra il 1714 e il 1722 – dal 2006 erano infatti state collocate nella sede distaccata del museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, tornando al centro dell’interesse e dello studio. Il progetto del riposizionamento in situ, già delineato nel 1986 dalla Soprintendenza, è stato di recente presentato agli organi del ministero per i Beni e le attività culturali e autorizzato dalla stessa Soprintendenza, grazie alla collaborazione con l’Opera del Duomo, l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l’Enea (per gli aspetti scientifici e di innovazione nella prevenzione del rischio sismico), il Comune di Orvieto (per il supporto logistico) e alla piena condivisione da parte della diocesi di Orvieto-Todi.
“Questo progetto nella sua complessità rappresenta un caso inedito nella storia del restauro” ha sottolineato il presidente dell’Opera del Duomo, Gianfelice Bellesini. “Istituzioni e professionisti – ha aggiunto – con passione e competenza hanno condotto un gioco di squadra grazie al quale, in tempi ragionevoli, siamo riusciti a mettere fine a questo malinconico esilio. Per noi è una grande emozione”.
In occasione del restauro cosiddetto ‘di liberazione’ di matrice purista del 1897, che cancellò la fase artistica manierista-barocca del Duomo, le statue vennero infatti esposte nel museo e in seguito dimenticate nei depositi. Era stato il critico d’arte Federico Zeri, dopo una visita, a reclamare il loro recupero.
Ora il ritorno in Duomo del ciclo scultoreo, con i propri monumentali basamenti originali, è pronto ad essere celebrato: martedì 19 novembre alle 17 la presentazione delle statue ricollocate sarà affidata ad Antonio Paolucci, tra i più convinti sostenitori del progetto e promotore della giornata di studi ad esso dedicata presso i Musei Vaticani, la lettura teologica di monsignor Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la dottrina della Fede, e con la solenne benedizione impartita dal vescovo di Orvieto, Benedetto Tuzia.
La presentazione sarà il primo di una serie di eventi che si concluderanno con le celebrazioni del Corpus Domini, tra cui una mostra fotografica, allestita presso i sotterranei del Modo, che verrà inaugurata il 7 dicembre.
Già nel marzo scorso in Duomo si era celebrato il ritorno delle due statue dell’Angelo annunciante e della Madonna annunciata di Francesco Mochi, opere tra le più significative del Seicento italiano.

Lirica: l’Evgenij Onegin sorprende pubblico del PetruzzelliOpera Chajkovskij in scena con allestimento Heliko Opera Mosca

BARI13 novembre 201920:14

– ‘Piacevole sorpresa’, rispetto ad una iniziale diffidenza per un’opera in lingua originale, è la sensazione provata stasera dal pubblico del Petruzzelli nell’assistere alla presentazione di ‘Evgenij Onegin’ di Petr Ilic Chajkovskij, nel prestigioso allestimento curato dal teatro dell’ Helikon Opera di Mosca. Nata da un accordo tra il teatro barese e quello moscovita, la messa in scena che sembrava dovesse essere un omaggio alla comunità russa residente a Bari, si è rivelata un grande omaggio al Petruzzelli. La regia è stata curata da Dimitry Bertman, dall’originale storico di Konstantin Stanislavsky, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli diretta da Valery Kiryanov, un cast eccezionale a cui si è affiancato il coro della Fondazione barese diretto da Fabrizio Cassi. Le scene e i costumi sono di Viancheslav Okunev. ‘Evgenji Onegin’ ha un libretto che lo stesso Chajkovskij trasse dall’omonimo romanzo in versi di Puskin, di cui si limitò a musicare frammenti per comprendere la psicologia dei personaggi.

Midway, film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

13 novembre 201920:30

– Un film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour.

Scotti, il mio nuovo quiz alla Mike BongiornoPer vincere non basta essere bravi ma occorre essere velocissimi

14 novembre 201909:33

Domande veloci, nervi saldi, cultura generale e soprattutto un nemico implacabile: il tempo. E’ un format tutto italiano quello che debutta lunedì 18 novembre su Canale 5 alle 18,45. Un preserale affidato al re dei quiz Mediaset, Gerry Scotti che, accantonata per il momento ‘Caduta libera’, parte con un nuovo gioco ‘Conto alla rovescia’. Cinque concorrenti (età variabile dai 20 ai 69 anni), 4 manche di gioco, fino al time out finale in cui il vincitore delle fasi precedenti in 3 minuti dovrà dare 20 risposte esatte “Per un programma come questo l’ideale sarebbe un concorrente alla Mike Bongiorno: questo è un quiz puro – ha detto Gerry Scotti presentandolo – Per vincere non basta essere bravi, ma occorre essere velocissimi, è un gioco incisivo senza perdite di tempo, abbiamo voluto fare una cosa diversa da Caduta Libera, molto giocabile da casa”. “Con l’uomo dei record per puntate di quiz serale e anche dal punto di vista degli ascolti – ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri – abbiamo voluto sperimentare qualcosa di nuovo perché credo questo sia anche il nostro compito, non fermarsi ai successi”. Studio avveniristico caratterizzato da un enorme ledwall sul quale il tempo scorre, quasi tutto il gioco è all’adrenalina ma non mancherà anche un momento di riflessiva tranquillità con quiz che richiederanno un maggiore ragionamento. “Sarà un genere di domande diverse da quelle che si sentono in televisione e per questo c’e’ stata una grande attenzione al casting – ha spiegato Scotti – Per questo abbiamo voluto persone preparate, come i concorrenti di una volta, curiosi, quelli in grado di anticipare anche il presentatore creando quindi situazioni divertenti”. Vincita a puntata fino a 100.000 euro e la possibilità di tornare nelle successive a difendere il titolo, il gioco è un format originale di Bannijay Italia e Rti. ‘Conto alla rovescia’ andrà in onda tutti i giorni fino al 5 gennaio. Per Scotti quindi una nuova sfida nella fascia oraria che non ha mai nascosto essere la sua preferita. “Lo ripeto dagli anni’90: per me stare in video tra le 19 e le 20 è quanto di meglio possa desiderare – ha detto oggi – Mi piace entrare nelle case nell’ora in cui ci ritornano anche gli italiani, è il momento di cucinare, della cena, della famiglia che sta insieme”.

Midway, un film di guerra old styleDa Emmerich un kolossal tra storia, portaerei e top gun

14 novembre 201909:42

n film di guerra di una volta con gli effetti speciali di oggi, ma lontano mille miglia dallo spirito dei videogiochi. Midway, epico kolossal di Roland Emmerich, è insomma un vero capolavoro di equilibrio che farà felice i maschietti di ogni età amanti delle grandi battaglie, delle grandi portaerei e dei top gun. Un film sicuramente ad alto testosterone, ma con il difetto, sottolineato anche da gran parte della critica Usa, di ostentare nei dialoghi una retorica virile davvero troppo d’antan. Primo al box office degli States e in sala dal 27 novembre in 400 copie distribuite dalla Eagle Pictures, il film rievoca, con straordinarie immagini, la leggendaria battaglia che nel corso della Seconda Guerra Mondiale segnò una svolta decisiva per il conflitto bloccando nel Pacifico l’avanzata nipponica e cambiando di fatto il corso della guerra. Fra il 4 e il 6 giugno 1942 alle isole Midway, a ovest delle Hawaii, la Marina degli Stati Uniti sconfisse infatti la Marina imperiale giapponese in una colossale battaglia fra il cielo e il mare conquistando una vittoria strategicamente determinante per gli alleati. Anche se, va detto, che questo action-drama-history-war inizia esattamente con una ricostruzione davvero impressionante della disfatta Usa a Pearl Harbour. Sceneggiatore, produttore e regista, Hemmerich ,maestro nell’uso degli effetti speciali, dopo ‘Independence Day’, ‘Godzilla’, ‘The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo ‘e ‘2012’, torna così a raccontare un pezzo di storia e lo fa con un certo equilibrio tra le parti in campo. “Il nostro film segue tre linee narrative che descrivono tre punti di vista che si intersecano – dice il regista Re Mida del genere catastrofico, dai grandi budget e incassi -: una è quella dei piloti a bordo della porta aerei USS Enterprise, principalmente Dick Best (Ed Skrein), Clarence Dickinson (Luke Kleintank) e Bruno Gaido (Nick Jonas) che sono personaggi storici. Una seconda narrazione segue il difficile lavoro dell’ufficiale di Marina Edwin Layton (Patrick Wilson), del crittografo Joseph Rochefort (Brennan Brown) e dell’ammiraglio Chester W. Nimitz (Woody Harrelson) a Pearl Harbor. La terza è incentrata, infine, sugli ufficiali giapponesi: l’ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) e gli ufficiali Tamon Yamaguchi (Tadanobu Asano), Kaku Tomeo (Noboyu Shimamoto) e Chuichi Nagumo (Yun Kunimura), anche loro personaggi storici”. Una curiosità, questo fatto storico é stato già portato sul grande schermo nel 1976 nel film ‘La battaglia di Midway’, con Charlton Heston, Henry Fonda, Toshiro Mifune e Robert Mitchum.

The Crown 3, arriva premio oscar Olivia ColemanDal 17 su Netflix serie su regina Elisabetta II e casa reale

13 novembre 201920:36

– A tenere alto un genere che non conosce crisi dopo un anno e mezzo di distanza dall’ultima, sta per iniziare la terza e attesissima stagione di The Crow su Netflix, la serie originale di successo mondiale che sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da domenica 17 novembre. Incentrata come noto sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica, stavolta nel periodo che va dal 1964 al 1977. Nella terza serie creata da Peter Morgan, Olivia Colman ereditera’ il ruolo della sovrana da Claire Foy, mentre Tobias Menzies sara’ il principe Filippo al posto di Matt Smith. I nuovi episodi vedono tra le altre protagoniste Helena Bonham Carter volto triste e duro della Principessa Margaret. Dopo aver posto l’attenzione sul matrimonio tra Elisabetta e Filippo fino alla nascita del quarto e ultimo figlio della regina, il principe Edoardo si concentra sugli anni più succosi del regno. Quelli più vicini a noi. Anche solo per le conseguenze di questi eventi: l’incontro tra Carlo (Josh O’Connor) e Camilla (interpretata da Emerald Fennell) per esempio, avvenuto a una partita di polo. Inoltre The Crown 3 suggerisce l’ipotesi che Elisabetta abbia avuto un’amicizia stretta con un conte. La corte sostiene che il legame della Regina con il nobile direttore delle sue scuderie sia stato solo un bel rapporto di amicizia, e niente più. Anche se lo soprannominò affettuosamente Porchie. Mentre, Peter Morgan, il creatore, difende l’attenzione all’episodio facendo appello al suo diritto di licenza poetica, in quanto creatore di uno show di finzione.

‘L’affare Modigliani’, inchiesta di Loidice e MondiniTruffe e falsi, una trama di 70 anni per un business da 11 mld

GENOVA14 novembre 201910:12

– Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla. Guerre intestine che ruotano attorno a critici d’arte o presunti tali e malfattori, che negli ultimi decenni hanno fatto la loro fortuna legando il proprio nome a quello di Amedeo Modigliani. Sono alcuni dei ‘protagonisti’ del libro-inchiesta su ‘L’affare Modigliani’ di Claudio Loidice e Dania Mondini, dal 10 ottobre in libreria (Chiarelettere, 19 euro). All’ombra del grande Modì, a cento anni dalla morte, emergono mercanti disposti a tutto, il cui unico interesse è il profitto, opere che in poco tempo acquisiscono un valore immenso, decuplicando le stime. Si tratta di un business stimato in almeno 11 miliardi di euro, che probabilmente non sarà sfuggito alla criminalità organizzata e ai riciclatori internazionali. Gli autori promettono di solcare le strade e i vicoli della Parigi dei primi del Novecento e per rimanerci settant’anni, arrivando poi in Italia, seguendo il destino funesto e criminale di tutti i grandi protagonisti di una storia che li ha affascinati e che, ne sono certi, conquisterà anche i lettori. Otto capitoli, con altrettante scene del crimine in molte città italiane (Livorno, Roma, Genova, Palermo…), ma anche a Londra, o Ginevra, per raccogliere testimonianze preziose e documenti, molti dei quali inediti e rivelatori, qui per la prima volta resi pubblici.

Gigi Proietti, voce del cane in Attraverso i miei occhiL’attore, Non mi sento un maestro di vita

14 novembre 201910:26

Voce di Dustin Hoffman nel ritratto del provocatorio stand-up comedian, scomparso prematuramente, Lenny Bruce in Lenny di Bob Fosse (“penso sia il mio doppiaggio migliore”), ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin (“molto divertente ma faticoso”). Sono solo alcune delle grandi prove di doppiaggio di Gigi Proietti, che ne regala un’altra come voce di Enzo, il saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner) protagonista di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia. Il film racconta, attraverso gli occhi e il racconto interiore del cane, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker. “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Il film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”. Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”.
Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”. Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”. Tornando ad Attraverso i miei occhi, Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella.
Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Musica: a Bologna torna ‘Europavox’, festival senza confini
Il 6 e 7 dicembre dodici artisti da 9 Paesi al teatro Comunale

OLOGNA14 novembre 201910:58

– Torna il 6 e 7 dicembre ‘Europavox Bologna’, ultima tappa annuale del festival internazionale ‘senza confini’ dedicato alla diversità musicale europea. I foyer Rossini e Respighi del teatro Comunale ospiteranno per il terzo anno nuove tendenze musicali al di fuori dei soliti parametri: in programma, in partnership con l’Estragon Club, otto ore di musica, con 12 artisti provenienti da nove Paesi.
In cartellone il duo dream-pop austriaco Anger, il leader dei Mogwai Stuart Braithwaite, la dark electronica della londinese Eckoes, il rocker francese Jean Felzine, la darkwawe dei britannici Iyeara, dalla Polonia (ma statunitense d’origine) Low Roar con i suoi ariosi paesaggi sonori, dall’Estonia il Dj e produttore Noep. E ancora: le pennellate elettroniche del giovanissimo tedesco Niklas Paschburg, i bielorussi Super Besse con il post-punk e una rappresentanza italiana con Beatrice Antolini, Fragments of Light e Giungla.
Il festival ha il sostegno del Programma Europa creativa dell’Unione europea.

Musica: la prima mondiale di Donizetti è un cantiereAnteprima dell’Ange de Nisida al festival di Bergamo

14 novembre 201911:14

– Non poteva che essere nella ‘sua’ Bergamo la prima mondiale dell’opera ritrovata di Gaetano Donizetti. E non a caso – ieri si è svolta l’anteprima – è stata messa in scena nel teatro che porta il suo nome e che al momento è chiuso (riaperto solo per l’occasione) per restauri.
D’altronde un cantiere è l’ambientazione migliore per un’opera che mai andò in scena, perduta e da poco ritrovata, dopo un lungo ‘cantiere’ di ricerca. Per questa prima messa in scena in cantiere il regista Francesco Micheli, che è direttore del festival, ha sistemato il pubblico nei palchi e in una gradinata allestita in palcoscenico, mentre la platea – senza poltrone – è il centro della scena che si svolge su un ‘tappeto’ di fogli di pentagramma. Applausi all’orchestra Donizetti, al maestro Jean-Luc Tingaud, ai cantanti Lidia Fridman (l’Ange), Florian Sempey (il re), Don Gaspar (Roberto Lorenzi), Konu Kim (Leone) e Federico Benetti (il monaco). Ma applausi soprattutto a Donizetti presente sotto forma di busto in palcoscenico.

Con ‘Fuori la Voce’ la tv si fa ascoltare sui temi di oggisu Laf, tanti testimoni per parlare da cittadinanza a bellezza

14 novembre 201911:54

– Parità, futuro, spiritualità, digital addiction, cibo, natura, educazione, resistenza: questi alcuni dei temi al centro della società di oggi trattati in “Fuori la voce”, nuova produzione originale di laF (Sky 135) in onda da lunedì 18 novembre alle 21.10.
“Fuori la voce” è uno spettacolo di parola, un luogo di incontro e di ascolto di visioni, opinioni e storie differenti, per comprendere meglio il mondo che ci circonda e riscoprire il valore e il diritto all’ascolto, anche in tv. “Oggi ci sentiamo sempre tutti interpellati: con i blog, con i social network, ci viene chiesto di esprimere continuamente il nostro parere, la nostra opinione. Siamo entrati nella grande epoca di ‘Dico ergo sum’: il contrario di dire è ascoltare, ‘Ausculto ergo sum’. Non è detto che qualunque cosa ci accada, vicina o lontana, accada affinché noi la commentiamo. Forse basterebbe talvolta semplicemente ascoltare le cose, ascoltare gli altri, ascoltare i suoni”: così lo scrittore Stefano Massini, che introduce ogni tema, diverso per puntata, con le sue esclusive storie di copertina.
Sul palco di “Fuori la voce”, di fronte al pubblico e a un microfono, si avvicenderanno 24 voci chiare, forti e appassionate, due a puntata, per raccontare agli spettatori storie, riflessioni e punti di vista alternativi: una voce nuova, esperta e competente sempre accompagnata dal racconto personale di un personaggio della cultura e dello spettacolo.
Nel primo appuntamento, si parte con il jazzista Paolo Fresu e la giornalista d’inchiesta Federica Angeli che discutono del significato di cittadinanza, mentre è la bellezza il tema affrontato dallo scrittore e giornalista Beppe Severgnini e dalla ricercatrice di Fisiologia dell’Università di Verona Chiara Della Libera. Nelle puntate successive, aperte dalle copertine di Stefano Massini, Lella Costa e Alex Corlazzoli, Chef Rubio e Leonardo Caffo, Daniele Silvestri e Raffaele Laudani, Sonia Bergamasco e Darya Majidi, Ascanio Celestini e Agnese Bertello con Stefania Lattuille, Federica Cacciola (Martina Dell’Ombra) e Matteo Lancini, Oliviero Toscani e Carla Costanzi, Gianluigi Ricuperati e Massimo Temporelli, Gad Lerner e Don Gino Rigoldi, Elly Schlein e Telmo Pievani.
“Fuori la voce” è un format di 12 puntate, ciascuna da 30 minuti, prodotto da Effe Tv e realizzato da Ruvido Produzioni, che amplia il racconto culturale della tv di Feltrinelli, da sempre rivolto agli amanti della parola, della cultura e del pensiero originale.

Libri: Chika, storia di un’orfana del sisma di HaitiL’autore è Mitch Albom, sceneggiatore e scrittore di successo

14 novembre 201911:59

– Chika è nata tre giorni prima del devastante terremoto che ha sconvolto Haiti nel 2010. Quando sua madre muore per dare alla luce il fratellino, Chika ha tre anni e viene accolta dall’orfanotrofio Have Faith Haiti, che Mitch Albom e sua moglie Janine hanno fondato a Port-au-Prince. Per la coppia, che non ha figli, i quaranta bambini che vivono, giocano e vanno a scuola all’orfanotrofio sono diventati una seconda famiglia. E l’arrivo di Chika, spavalda e sicura di sé, delizia tutti, dai compagni agli insegnanti. Ma all’età di cinque anni le viene diagnosticata una grave forma di tumore, che ad Haiti nessuno può curare. Mitch e Janine portano Chika a Detroit, nella speranza che i medici americani possano permetterle di tornare a giocare. Chika diventa così parte integrante della loro vita e in compagnia della piccola intraprendono un viaggio di due anni intorno al mondo per trovare una cura.
Mitch Albom, autore bestseller di successo negli Usa, in Chika, edito da Sperling & Kupfer, abbandona la narrativa per raccontare una commovente e storia vera vissuta in prima persona. La storia di Chika apre il cuore ai lettori e l’autore dice “E’ il libro più importante che ho scritto”. Ma Chika è anche una storia d’amore. Nel racconto l ‘ottimismo e il coraggio della bambina sono un vero raggio di sole per Mitch e Janine, che grazie a lei vivono la gioia di prendersi cura di un bambino, imparando ad essere una famiglia.
Mitch Albom è sceneggiatore e giornalista, autore di opere teatrali e bestseller. Tra questi, tutti numeri uno del New York Times, si ricordano Le cinque persone che incontri in Cielo e I miei martedì col professore. Le sue opere hanno venduto oltre 36 milioni di copie nel mondo e sono tradotte in 42 lingue. Il suo ultimo romanzo, La prossima persona che incontrerai in Cielo (Sperling & Kupfer). Albom ha fondato diversi enti caritatevoli a Detroit, la sua città natale e un orfanotrofio ad Haiti.

Libri: Milano al top export con 81,5 milioni euro in 6 mesiSu totale nazionale mezzo miliardo, compresi prodotti editoriali

ILANO14 novembre 201916:16

Libri ed editoria sono tra i prodotti culturali italiani più esportati all’estero, per un valore di mezzo miliardo circa nei primi sei mesi del 2019.
Milano, con 81,5 milioni, rappresenta un sesto di questo giro d’affari e cresce del 5,5%, a fronte di una contrazione del dato nazionale. I dati sono della mappa ‘Cultura e tempo libero: i prodotti italiani nel mondo’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi e da Promos Italia.
Per quanto riguarda la cultura nel suo complesso, in cui vengono considerati musica, cinema, creatività, intrattenimento, fotografia e sport, che vale 1,4 miliardi totali, Milano è ancora al top, con 193 milioni in sei mesi. Seguono Forlì-Cesena, Treviso (+12,6%), Piacenza (+33,1%) e Bergamo (+19,7%). Le principali destinazioni sono Francia (20,5% del totale, +10,8%), Stati Uniti (15%, +10,8%) e Germania (8,8%).
Cina in forte crescita: +44,4%, seguita da Austria (+20,8%) e Paesi Bassi (+11,9%).

Mostre: ‘Cast off’, l’israeliana Yael Bartana espone a ModenaInstallazioni su tematiche dell’identità, rito e stato-nazione

MODENA14 novembre 201912:10

– Sei installazioni video e fotografiche, tra realtà e finzione, ruotano attorno alle tematiche dell’identità, del rito, dello Stato-nazione: è la proposta dell’israeliana Yael Bartana per la mostra ‘Cast off’, allestita da Fondazione Modena Arti Visive nella Galleria Civica a Palazzo Santa Margherita dal 15 novembre al 13 aprile.
Mentre Italia ed Europa affrontano tensioni nazionaliste e nuove spinte separatiste, l’artista, che vive e lavora tra Amsterdam e Berlino, intende attirare l’attenzione sull’esistenza di meccanismi sociali e politici predominanti, incoraggiando il pubblico ad interrogarsi sulla propria posizione rispetto a questi sistemi.
“Partendo dallo stile documentaristico dei primi lavori – spiega la curatrice Chiara Dall’Olio – Yael Bartana è poi passata nella seconda metà degli anni Duemila a creare azioni, rituali collettivi, storie che pur essendo verosimili sono in realtà finzioni filmiche, allargando nel contempo lo sguardo al mondo europeo, in cui oggi vive. L’ambiguità presente in queste video installazioni è quella del confine fra realtà e finzione, ma è anche la mescolanza fra uno stile documentario e una modalità di ripresa tratta dai film della propaganda sionista degli anni Venti e Trenta, con momenti che possono risultare quasi ironici, fino alle ultime opere che portano all’estremo un’estetica raffinata e minimalista, ma densa di stratificazioni di significati e simbologie”.

Libri: biografia di Arafat sovrano senza Stato”Dopo Moro, anche Mitterand volle fare il suo Lodo”

14 novembre 201912:14

– (ARAFAT, IL SOVRANO SENZA STATO – CASTELVECCHI EDITORE- 233 PP., EURO 17,5) Il Lodo Moro, l’accordo tra l’Italia e la Resistenza palestinese stabilito nei primi anni ’70, fu un modello per una analoga iniziativa presa da Francois Mitterand quando divenne presidente della Repubblica francese. Lo rivela l’ex consigliere dell’Eliseo, giornalista e studioso, Frederic Laurant, all’autrice del libro biografico “Arafat, Il Sovrano senza Stato” che oggi l’editore Castelvecchi manda nelle librerie italiane. Il lavoro di Stefania Limiti, giornalista e scrittrice, ripercorre la vita dell’ingegnere di al-Fatah letta alla luce di “un primo e un dopo Oslo”, i famosi accordi del ’93 con Israele che tanto avevano promesso e poco hanno mantenuto.
L’uomo dallo “sguardo arcigno, grandi orecchie, naso grosso, labbro inferiore enorme, carattere pessimo, irascibile, temperamento esplosivo” si impose tra i leader del ‘900 mondiale portando nell’agenda internazionale la questione palestinese, cioè la rivendicazione nazionale di un popolo rimasto senza terra e tutt’ora al centro di una occupazione che sembra destinata a non finire mai. Nato al Cairo nel 1929 da genitori palestinesi, precisamente il 24 agosto, la sua “sicura ascendenza non ha impedito che venisse alimentato il mito che lo vuole nato in una data approssimativa nella magica città di Gerusalemme, così i suoi natali sarebbero stati un rassicurante marchio di garanzia. Un vezzo forse comprensibile per i suoi simpatizzanti, più antipatico per i suoi detrattori, ma di certo un peccato veniale. E comunque lì inciampa anche Oriana Fallaci che lo dà per certo: Indiscrezioni ormai diffuse ti confermeranno che nacque a Gerusalemme”.
Uomo e leader politico controverso, accattivante con i suoi interlocutori, di sicuro “amava piacere”, cercava sempre di lasciarsi una strada aperta, tanto che girava anche una storiella spiritosa tra i suoi colleghi: “in pellegrinaggio alla Mecca, Arafat si reca nella valle di Mina per il lancio rituale di sette pietre contro l’immagine del diavolo, ma lui non le lancia tutte. Quando gli chiedono il perché, risponde: Non dobbiamo chiudere la porta in faccia a nessuno”. Gestì l’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, come un padre di famiglia autoritario e non riuscì a lasciare i metodi di capo di un movimento guerrigliero neanche quando si trovò tra le mani una piccola entità statuale che non divenne mai Stato, boicottata dal terrorismo di Hamas e dalla espansione delle colonie israeliane. Pragmatico fino al midollo, si muoveva come un rabdomante alla ricerca di spazi di mediazione, fiutava il pericolo come un lupo inseguito, era ispirato solo dall’idea nasseriana della patria e dalla quasi ossessione dell’unità, che lo portò a non estromettere mai i suoi nemici interni. Anche quando i miliziani di Hamas gli contendevano il controllo dell’Autorità palestinese cercò di riportare l’ordine accettando la collaborazione con un team europeo di 007 che provò a riportare l’ordine senza azioni repressive nei confronti della popolazione: una inedita vicenda raccontata nel libro grazie alla confidenza di un ex agende del Sismi tra i protagonisti dell’esperimento fatto poi saltare dalle strategie opposte scelte da Tony Blair.

Capitan Harlock compie 40 anni, il maestro Matsumoto a TorinoQuattro giorni di celebrazioni, c’è anche annullo filatelico

TORINO14 novembre 201912:28

– Capitan Harlock, il celebre pirata spaziale nato dall’immaginazione del maestro Leiji Matsumoto, compie 40 anni. Per l’occasione il suo padre artistico è a Torino, che gli dedica quattro giorni di eventi, tra cui c’è anche l’annullo filatelico di Poste Italiane con speciale folder commemorativo.
L’iniziativa ‘Mare di stelle’, promossa dall’Associazione Culturale Leiji Matsumoto con Comune e Città Metropolitana prevede, fra gli appuntamenti, una serata speciale al Cinema Massimo con la proiezione di ‘Galaxy Express 999 The Movie’ alla presenza del sensei, che sabato sarà al Mufant per l’inaugurazione della statua di Harlock e della mostra ‘Anno 1979 Capitan Harlock sbarca in Italia’. Eventi anche al Mao, al Museo del Cinema e alla Scuola Holden con una inedita performance live drawing di Matsumoto che per la prima volta realizzerà in Italia un bokusaiga, tipico disegno giapponese.
“Siamo onorati – dice l’assessora Francesca Leon – di avere qui il maestro. I suoi personaggi incarnano alcuni tra i migliori sentimenti degli esseri umani e ci portano a riflettere su temi importanti come il rispetto della terra”.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

IRENZE14 novembre 201912:32

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020.
La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

Tognazzi, omaggio al gastronomo del cinema italianoIl 30 novembre chef Pelliccia reinterpreta ricette dell’attore

14 novembre 201913:10

Va in scena il 30 novembre un omaggio a Ugo Tognazzi, gastronomo e “cuoco prestato al cinema”, come lo stesso attore, scomparso agli inizi degli anni ’90, amava definirsi. Nelle stanze della casa-museo Ugo Tognazzi di Velletri, nella zona dei Castelli Romani, la casa vitivinicola Tognazza propone “Amici Miei”-Situescion II, format artistico e multisensoriale che unisce enogastronomia e musica. Protagonista della serata rievocativa dell’attore, allestita negli ambienti dove si riunivano, tra i tanti, Mario Monicelli, Vittorio Gassman e Paolo Villaggio, è lo chef Danilo Pelliccia, custode della cucina romana in Piemonte e che reinterpreterà il ricettario di Tognazzi in un concentrato amarcord di scene di vita quotidiana fuori dal set. Il progetto e la Situescion “Amici Miei” è dedicato al valore dell’amicizia.

Mostre: il 15 novembre prima esposizione su Gillo Dorfles’Il segno rivelatore di Gillo’, a Trieste. Molti inediti

TRIESTE14 novembre 201913:35

– “Il segno rivelatore di Gillo”.
E’ il titolo della mostra artistico-documentaria presentata alla Biblioteca statale Stelio Crise, ideata e curata da Marianna Accerboni, e che sarà inaugurata domani con una performance di luce e musica. La mostra, promossa dall’Associazione Culturale Gillo Dorfles di Milano, è la prima che è stata allestita dalla scomparsa dell’intellettuale e artista, avvenuta il 2 marzo 2018 a Milano.
In esposizione si trovano vari inediti, tra cui lettere autografe del ’46 inviate da Letizia Fonda Savio, figlia di Svevo, e dalla sorella Dora al direttore de La Lettura in polemica con un articolo di Gillo; 5 lettere autografe uscite dai cassetti di casa Dorfles del pittore triestino Arturo Nathan a Gillo, datate 1928, ’29 e ’30, che invitava Dorfles a una critica “prudente” e ancora riviste come L’Italia Letteraria del 1930 con i primi articoli di critica di Gillo, riflessioni sulla moda austriaca, italiana e americana e i suoi libri, una trentina, quasi tutti in edizione originale.

Moda: Kitajima e Vickers firmano campagna Prada ResortRilettura classicismo nei ritratti dei due maestri fotografia

14 novembre 201913:43

– Celebrazione del valore del quotidiano nella nuova campagna Prada Resort 2020 che propone una visione alternativa sul classicismo, adottando la semplicità come ribellione, ricercando lo straordinario nell’ordinario e la novità nella familiarità. Una nuova prospettiva cercata da un lato, attraverso gli scatti del fotografo giapponese Keizo Kitajima, noto fin dagli anni ’70 per lo stile dinamico e reale della sua fotografia di strada, dall’altro, con le immagini del newyorkese Drew Vickers, conosciuto per i suoi ritratti composti, calmi ed eleganti, che mettono delicatamente in risalto la quiete e la dolcezza dei soggetti. Le fotografie diventano espressione del sentimento della collezione, un ritratto della moda e dei modelli stessi. Qui i modelli sono in movimento, calati nella viva realtà, ognuno con un mazzo di fiori avvolto dalle immagini di campagna. Non più un’immagine statica e distante che appare sulle riviste o sullo schermo di un computer, la campagna Prada Resort 2020 si integra nella vita di tutti i giorni, sovvertendo le convenzioni e abbattendo le barriere. Nelle città di Milano, Londra, Mosca, New York, Parigi, Shanghai e Tokyo presso chioschi di fiori, bouquet profumati sono avvolti dalle immagini di campagna. Nelle immagini un insieme di volti maschili e femminili, nuovi e familiari, provenienti da diversi contesti. Freja Beha Erichsen, Lexi Boling e Sara Blomqvist sono affiancate da Stella Jones, Xiao Wen Ju, Xara Maria, Vik Nahishakiye, Ashley Radjarame, Kyla Ramsay, Toni Smith, Qun Y, Freek Men e Yang Hao.

Guccini, le mie Note di viaggio per le altre generazioniArriva l’album di canzoni arrangiate da Pagani eseguite da Elisa, Ayane & Co

15 novembre 201909:37

– Esce venerdì 15 novembre il primo capitolo di ‘Note di viaggio’, il progetto discografico dedicato alle canzoni di Francesco Guccini, arrangiate per l’occasione da Mauro Pagani. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi (‘Stelle’) a Malika Ayane (‘Canzone quasi d’amore’), passando per Ligabue (Incontro’), Elisa (‘Auschwitz’), Samuele Bersani e Luca Carboni (‘Canzone delle osterie di Fuori Porta’), Manuel Agnelli (‘L’avvelenata’), Carmen Consoli (‘Scirocco’), Nina Zilli (‘Tango per due’), Brunori Sas (‘Vorrei’) e Margherita Vicario (‘Noi non ci saremo’).”All’inizio ho pensato a tre o quattro brani da proporre a ciascuno – ha detto Mauro Pagani – ma poi in tanti sono arrivati con la loro proposta, perché le canzoni di Francesco per molti di loro sono state parte della rispettiva formazione musicale”. La copertina dell’album è un’opera realizzata dall’artista Tvboy che rappresenta Guccini e Pagani su una barca, circondati da tutte le voci che hanno messo lo zampino nel progetto discografico. Lo street artist ha realizzato la sua opera la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi di via Paolo Fabbri. “E’ interessante vedere come tanti artisti di generazioni diverse – ha detto Guccini – interpretino a modo loro le mie canzoni. A volte, nel tempo, è sembrato che io avessi scritto solo tre canzoni come ‘Dio è morto’, ‘La locomotiva’ e ‘L’avvelenata’, ma c’è stato molto altro oltre a queste”. Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di ‘Note di viaggio’, del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c’è anche l’inedito ‘Natale a Pavana’ cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese.”Nonostante alcuni singoli episodi – ha detto il cantautore – come questo ma anche come è capitato con Vecchioni e con Morgan, non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare. Faccio lo scrittore come sognavo da piccolo prima ancora di cominciare a fare canzoni. Non sono più nemmeno capace di suonare le mie chitarre che ho messo in un angolo e non tocco mai. Solo qualche volta, con gli amici, mi viene da fare una cantata”. Da Pavana, dove Pagani lo ha anche dovuto raggiungere per registrare l’inedito, Guccini non perde di vista però l’attualità. “E’ una cosa vergognosa che una sopravvissuta ad un campo di concentramento sia costretta ad avere una scorta – ha detto Guccini a proposito della recente cronaca che ha visto protagonista la senatrice Liliana Segre – così come è stata vergognosa l’astensione in Parlamento (a proposito della costituzione di una commissione a nome della senatrice, ndr)”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al Mann mostra e spettacolo contro la violenza sulle donne
Verso la Giornata internazionale, esposizione fino al 2 dicembre

NAPOLI14 novembre 201914:28

– Ci sono i volti di donne sfregiate, ritratti di madri senza nome che, in luoghi imprecisati d’Italia crescono da sole i propri figli, un manichino, una parrucca colorata ed un vestito abbandonato su una panca: sono 26 gli scatti presentati nella mostra ‘Il rumore del silenzio’ una delle iniziative che Museo Archeologico Nazionale di Napoli, mette in campo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulla donna del 25 novembre.
L’esposizione, fino al 2 dicembre nell’Atrio del MANN, è promossa dall’Associazione Flegrea Photo e curato da FIAF/Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Nove le fotografe italiane coinvolte nel progetto: Stefania Adami, Daniela Bazzani, Maria Grazia Beruffi, Renata Busettini, Tiziana Mastropasqua, Antonella Monzoni, Ilaria Sagaria, Irene Vitrano e Federica Zuccinini. Venerdì 29 novembre (ore 17) nella sala del Toro Farnese in scena lo spettacolo “Ventre nero”, un viaggio al tempo di Nerone per raccontare storie e sofferenze delle donne.

Nero Giallo al via ricordando Camilleri20-22/11 a Roma, Napoli, Palermo con firme Europa e Sudamerica

14 novembre 201914:50

– Tre giorni dedicati al romanzo giallo, alla novela negra, in tre città italiane e con alcune delle più incisive penne europee e sudamericane. E’ la terza edizione di Nero/Giallo, rassegna dedicata alla letteratura noir in lingua spagnola e italiana, organizzata dall’Instituto Cervantes, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura, Rai Radio3, Vueling e il patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. Al via il 20 novembre, quest’anno la kermesse allarga i suoi confini e oltre alla città di Roma raggiungerà per la prima volta anche Napoli e Palermo, con un omaggio ad Andrea Camilleri, il papà del commissario Montalbano scomparso a luglio.
A aprire il programma, a inresso gratuito, l’incontro all’Instituto Cervantes di Roma con Clara Sánchez, l’unica scrittrice ad aver vinto con i suoi romanzi i tre più importanti premi letterari spagnoli: l’Alfaguara con La meraviglia degli anni imperfetti, il Nadal con Il profumo delle foglie di limone (bestseller da oltre un milione di copie) e il premio Planeta con Le cose che sai di me. In contemporanea a Napoli, il dialogo moderato dall’hispanista Marco Ottaiano tra Élmer Mendoza – primo narratore a cogliere con successo l’effetto della cultura del narcotraffico in Messico e autore della saga poliziesca più emblematica della letteratura messicana, tradotta in dieci lingue – e Maurizio De Giovanni, autore delle fortunate serie noir sul Commissario Ricciardi, i Bastardi di Pizzofalcone e, di recente, Sara Morozzi.
Mentre a Palermo, alla Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani, toccherà allo scrittore e sceneggiatore galiziano Alfredo Conde, autore tra gli altri dei romanzi Il mistero del santo sul cammino di Santiago e Gli altri giorni”. E poi ancora, sono attesi Marilù Oliva, Guillermo Roz, Alek Popov, Giorgia Lepore, Patrik Fogli, Víctor del Árbol, Empar Fernández, Piergiorgio Di Cara.

Amadeus, serata stelle per 150 anni Bambino Gesù / VIDEOIn diretta su Rai1 20/11 il charity show con celebrities

15 novembre 201911:35

Anche il mondo dello sport sarà sul palco – rappresentanti della Nazionale italiana di Calcio come il CT Roberto Mancini, e tanti campioni come Alessandro Florenzi, Ciro Immobile e Javier Zanetti. Il 20 novembre, parata di celebrità, a partire da big della musica, per festeggiare i 150 anni dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù fondato nel 1869, con una serata-evento di solidarietà condotta da Amadeus all’interno dell’aula Paolo VI (sala Nervi) in Vaticano e trasmessa in diretta su Rai1 dalle 21.25. “Lo scopo da realizzare – ha sottolineato il conduttore nel corso della presentazione dell’evento a Viale Mazzini insieme al direttore di rete Teresa De Santis e del Presidente dell’ospedale Mariella Enoc, grazie all’acquisto dei biglietti per lo spettacolo e le donazioni al numero solidale 45535, è finanziare il nuovo Istituto dei tumori e trapianti, un progetto di ricerca focalizzato sullo sviluppo e il consolidamento della terapia cellulare e genica CAR-T e sui trapianti sia di organi solidi sia di cellule staminale per la rigenerazione dei tessuti”. Amadeus accompagnerà il pubblico in un viaggio in cui i protagonisti saranno le storie dei bambini e dei ragazzi accolti e sono tanti gli artisti che (a titolo gratuito) hanno deciso di essere vicini ad Amadeus in questo show unico: Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Mahmood, Fabio Rovazzi, J-Ax, Benji & Fede, Elodie, The Kolors, Irama, Noemi, Giovanni Allevi, Renzo Arbore, Ficarra e Picone accenderanno questa serata di stelle dando voce alle emozioni di storie uniche, straordinarie e difficili. Tanti saranno gli ospiti presenti, fra i quali Massimo Ghini. “Sarà anche uno spettacolo, che fa bene ai telespettatori e ai bambini. Molti dei cantanti sono gli idoli dei giovanissimi”. Poi aggiunge: “Le storie saranno raccontate dai medici e anche dai bambini”. Poi il direttore artistico e conduttore del prossima edizione di Sanremo precisa: “alcuni artisti canteranno anche i nuovi brani”. Ma tiene soprattutto a sottolineare: “Passare del tempo al Bambino Gesù è un grande arricchimento umano. Ho appreso molto – ha aggiunto.
Sono contento che il direttore De Santis abbia pensato a me per questo evento. Ho conosciuto la presidente Enoc, una donna dalla grande umanità, ben voluta da tutto il personale e dai bambini dell’Ospedale”. Viene citato e ringraziato anche Monsignor Dario Viganò, definito il “deus ex machina” dell’evento. Ci sarà è stato annunciato, un videomessaggio di Papa Francesco.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per la cura di patologie complesse. I pazienti ricoverati in ospedale arrivano da tutta Italia e dal mondo, anche grazie a programmi di solidarietà che consentono a bambini provenienti dalle aree più svantaggiate di avere accesso a cure avanzate. “Una serata di stelle per il Bambino Gesù” è prodotto dalla Master Group Sport Srl. Alla domanda come si costruisce intrattenimento solidale che funzioni in tv? Amadeus replica: si parte con gli autori,, da due mondi che vanno uniti, ci sono le storie, dall’altra parte c’è lo spettacolo. Poi le due cose vanno fuse”.
Enoc ha sottolineato: “si racconta questo ospedale, il grande impegno che tutti ci mettono per le cure dei piccoli”. Nel 2018 sono, ha ricordato, stati effettuati 28.730 ricoveri e 327 trapianti, con il 30% dei pazienti provenienti da regioni diverse dal Lazio e un 15% di bambini di cittadinanza straniera.
Il progetto dell’Istituto tumori e trapianti rafforzerà la ricerca e la cura delle malattie oncoematologiche in età pediatrica e i trapianti di cellule staminali emopoietiche e di organi solidi.
Il programma è scritto da Paolo Biamonte, Simone De Rosa, Sergio Rubino e Armando Vertorano. La regia è di Stefano Vicario. Per chi avesse piacere di seguire la serata nella sala Nervi si trovano ancora biglietti disponibili su vivatiket.it.

Festival Dedica, Hisham Matar protagonista nel 2020A Pordenone dal 7 al 14 marzo

ORDENONE14 novembre 201915:10

– E’ Hisham Matar, scrittore di origini libiche che vive tra Londra e New York, vincitore del premio Pulitzer 2017 con il libro “Padri, figli e la terra fra di loro”, il protagonista di Dedica 2020. Il festival, organizzato dall’associazione Thesis, con una formula inedita – otto giorni di approfondimento su un autore, attraverso libri, teatro, mostre, cinema, incontri – tornerà a Pordenone dal 7 al 14 marzo 2020 per la 26/a edizione.
“Al di là della qualità indiscutibile dell’opera di un autore tradotto in 40 lingue, pluripremiato – ha affermato il curatore artistico Claudio Cattaruzza, ufficializzando il nome del protagonista del prossimo anno – ancora una volta la scelta è caduta su uno scrittore la cui vicenda personale ci porta dritti dentro la storia e dentro l’ attualità. E Dedica diventerà come sempre anche occasione per avere uno sguardo alto e privilegiato su altri Paesi”.
Nell’edizione 2019 Dedica protagonista è stata la scrittrice nicaraguense Gioconda Belli. Prima di lei, fra gli altri, Claudio Magris, Amos Oz, Nadine Gordimer, Paul Auster, Wole Soyinka, Javier Cercas e Luis Sepúlveda”.

Al via a Italia sì la sfida di Sanremo GiovaniLa finale il 19 dicembre su Rai1, 5 posti in palio per l’Ariston

14 novembre 201916:36

– Una sfida di musica e parole, lungo l’arco di un mese – dal 16 novembre al 7 dicembre -, per conquistare i 10 posti in palio per la finalissima di Sanremo Giovani, in onda su Rai1 il 19 dicembre, in prima serata. La principale novità dell’edizione 2019 del contest di Rai1 consiste proprio nella sfida diretta tra i 20 artisti che hanno superato le audizioni dal vivo. Il percorso a tappe inizia sabato 16 novembre a Italia sì, la trasmissione del sabato pomeriggio di Rai1 condotta da Marco Liorni, con l’esibizione dei primi 10 semifinalisti.
Un appuntamento, il primo, utile a far conoscere interpreti e canzoni, che non prevede votazioni. Mentre il sabato successivo 23 novembre, sempre a Italia sì, gli stessi 10 concorrenti si “batteranno” 1 contro 1 e saranno votati da una Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale del Festival composta dal direttore artistico Amadeus insieme a Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis. Alla conclusione del secondo appuntamento, quello del 23 novembre si conosceranno i primi 5 artisti ammessi alla finalissima del 19 dicembre. Meccanismo analogo per la seconda semifinale che vedrà il secondo gruppo di 10 artisti scendere in campo il 30 novembre e poi sfidarsi il 7 dicembre per la conquista degli altri 5 posti in palio. 10 giovani artisti così selezionati potranno concorrere il 19 dicembre per aggiudicarsi i 5 posti in palio per la sezione Nuove proposte del Festival 2020. A loro si aggiungeranno i 2 artisti provenienti dalla selezione di Area Sanremo e, di diritto, la vincitrice di Sanremo Young. In totale saranno quindi otto le canzoni che a febbraio, si contenderanno il titolo di vincitore della categoria Nuove Proposte nella penultima giornata del Festival di Sanremo, venerdì 7 febbraio.
Questi i primi 10 semifinalisti in ordine alfabetico (sabato 16 e sabato 23 novembre a Italia sì): Federica Abbate, I sogni prima di dormire; Ainé, Van Gogh; Fadi, Due noi; Fasma, Per sentirmi vivo; Leo Gassmann, Va bene cosi’; Nova, Resta; Samuel Pietrasanta, E dove sarai tu; Raim, Labirinto; Marco Sentieri, Billy Blu; Thomas, Ne 80.

L’alta gioielleria apre l’ Armani day a MilanoSfila collezione pre-Fall, conclusione con show di Giorgia

14 novembre 201917:10

– Nella moda ha inventato un colore che non c’era, il greige, e nella gioielleria, dove debutta oggi, ha brevettato una lega che ancora mancava, quella dell’oro Armani, di cui sono fatti i preziosi presentati questa mattina a Milano, nel primo degli appuntamenti dell’Armani day che culmina stasera all’Armani/Teatro, dove sfila per la prima volta la collezione Pre-Fall 20/21. Poco prima della sfilata, al Silos, dall’altro lato della strada, l’apertura di Accenti di stile, la prima mostra dedicata al mondo degli accessori, con 800 scarpe e borse disegnate negli anni da Giorgio Armani. Subito dopo la passerella, sempre nel teatro disegnato da Tadao Ando, una cena a cura dell’Emporio Armani Ristorante e, infine, l’esibizione di Giorgia aĺl’Armani privé. Ad aprire la full immersion nel mondo Armani il lancio della collezione di alta gioielleria, esposta in una suite dell’Armani hotel di via Manzoni: in diverse teche trovano posto le tre linee, con costi dai 900 ai 350 mila euro.

Esce Michel Houellebecq CahierIl 21/11 per La nave di Teseo con inediti di grandi scrittori

14 novembre 201917:14

– Torna Michel Houellebecq. Il 21 novembre arriva nelle librerie italiane Cahier (euro 30), a cura di Agathe Novak-Lechevalier, un ritratto in movimento dello scrittore, poeta e saggista francese più profetico e controverso dei nostri tempi. Pubblicate da La nave di Teseo, nella traduzione di Fabrizio Ascari, le 400 pagine del libro contengono testi inediti di Houellebecq e, tra gli altri, di Julian Barnes, Emmanuel Carrère, Teresa Cremisi, Bret Easton Ellis, Bernard-Henry Lévy, Michel Onfray, Iggy Pop, Yasmina Reza e Salman Rushdie.
Inclassiflicabile, inafferrabile, ambiguo, Houellebecq è una figura sfuggente. Da scrittore ha esplorato tutti i generi: poesia, romanzo, saggio ma la sua creatività ha sconfinato anche nel cinema, dietro e davanti la macchina da presa come nel caso de ‘La possibilità di un’isola’; nella musica dove si è improvvisato cantante o con adattamenti dei suoi testi e nell’arte, come artista o come oggetto di ispirazione.
I Cahier rievocano lo strano arrivo sulla scena letteraria dell’autore de ‘Le particelle elementari’ e di ‘Piattaforma’, fanno scoprire lo scrittore giorno per giorno, nelle sue gioie e nelle sue inquietudini e incrociando i testi, rari o inediti, i saggi, le testimonianze di parenti, scrittori, artisti, musicisti, amici o nemici, tracciano in un libro-mondo un ritratto di Houellebecq in continua evoluzione.

Canti come Freddie Mercury? Queen e YouTube aiutano a capirloArriva FreddieMeter, sfida canora con Intelligenza Artificiale

14 novembre 201917:17

– Sai cantare come Freddie Mercury? I Queen e YouTube aiutano a scoprirlo con FreddieMeter, una sfida canora sviluppata da Google con il supporto dell’Intelligenza Artificiale e per beneficeza. FreddieMeter è uno strumento creato per permettere ai fan di tutto il mondo di conoscere quanto la loro voce corrisponda a quella del leggendario frontman dei Queen. Analizza l’intonazione, il timbro e la melodia di chi canta, per poi assegnare un punteggio incluso fra 0 e 100. La sfida canora si sviluppa in quattro step. Il primo è Sing (si sceglie uno dei quattro brani dei Queen presenti tra Bohemian Rhapsody, Don’t Stop Me Now, Somebody to Love e We Are the Champions). Poi c’è Share (una volta ottenuto il punteggio si condivide) e Challenge (usando l’hashtag #FreddieChallenge sui canali social si possono sfidare tre amici). Infine l’opzione Donate, con cui si può supportare il Mercury Phoenix Trust.
Freddiemter, infatti è stato sviluppato con il sostegno di questa organizzazione benefica fondata da Brian May, Roger Taylor e Jim Beach per sensibilizzare e finanziare la lotta contro l’Hiv e celebrare il 44/mo anniversario della prima esecuzione live di Bohemian Rhapsody da parte della band.
Google Creative Lab e Google Research hanno creato FreddieMeter usando i nuovi modelli di machine learning disponibili su dispositivi. FreddieMeter è ottimizzato per voci singole e funziona su dispositivi desktop, Android e iPhone. Ne ho già trattato nella sezione “Tecnologia”, dove ho riportato, come faccio qui ora, il link all’iniziativa ed al progetto. Vi potete accedere cliccando qui

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Fiorello, record di visualizzazioni con Viva RaiPlay!
Oltre 850mila, meglio di Euro 2020

4 novembre 201917:33

Fiorello vince la sfida: portare uno show con contenuto originale per la prima volta su una piattaforma digitale. Il 13 novembre (dato registrato fino alle 23.59 anche per fruizione on demand) il varietà Viva RaiPlay! (compresa l’anteprima Aspettando VivaRaiPlay!) ha generato oltre 850mila visualizzazioni. Il 72% proviene da App e App TV. Si tratta di un numero eccezionale per una diretta digitale – sottolinea la Rai in una nota – se si tiene conto anche della breve durata del format (50 minuti previsti) e dell’assenza del traino televisivo.
Viva RaiPlay! ha generato un effetto positivo su tutta la piattaforma e rispetto a un mese fa – ieri RaiPlay – è cresciuta in termini di utenti unici del doppio. Il risultato merita di essere valutato in relazione al fatto che mai prima d’ora uno show live era stato trasmesso in diretta, solo ed in esclusiva, su piattaforma e quindi è difficile fare paragoni.
Nel caso si volesse fare un confronto, l’evento più visto su RaiPlay prima di Fiorello è stato il Festival di Sanremo, tra l’altro un evento che gode di un grandissimo traino mediatico.
Nessun programma sulla piattaforma è arrivato in termini di visualizzazioni a questi numeri: Viva RaiPlay! con Fiorello ha addirittura superato del 40% le partite dell’Italia valide per Euro 2020 e trasmesse lo scorso ottobre. L’incontro più visto su RaiPlay lo scorso anno è stato Ajax-Juventus, andata dei quarti di finale di Champions League, evento più seguito in diretta streaming della scorsa stagione, che aveva generato a aprile 2019 un numero di visualizzazioni simile a quello generato da Fiorello.

Cinema: Museo Fellini, in primavera via ai lavori a RiminiTra realtà aumentata, installazioni, proiezioni e multimedialità

RIMINI14 novembre 201917:40

– E’ pronto a diventare realtà il sogno del Museo internazionale Federico Fellini, il più grande progetto museale dedicato al genio del regista riminese, nel quale la poesia di uno dei più apprezzati cineasti al mondo si unisce alle tecnologie e alle scelte urbanistiche più innovative. La Giunta comunale di Rimini ha approvato il progetto esecutivo del primo dei quattro stralci previsti per la realizzazione del Museo, che riguarda gli allestimenti e le installazioni che interesseranno i tre poli attorno al quale ruoterà il Museo Fellini: il quattrocentesco Castel Sismondo, Palazzo Valloni e la Piazza dei Sogni, spazio urbano che farà da ‘fil rouge’ tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico. Gli spazi di Palazzo Valloni e di Castel Sismondo, così interconnessi, diventeranno luogo di una narrazione attraverso film, documentari, interviste e ancora sceneggiature, lettere, spartiti, oggetti di scena e costumi.

Spike Lee, il nuovo film è Giulietta e Romeo a BrooklynIl regista mescola Shakespeare con hip hop e graphic novel

EW YORK15 novembre 201909:33

– Giulietta e Romeo a Brooklyn in versione hip hop: Spike Lee si ispira Shakespeare e a una graphic novel scritta e illustrata da Ron Wimberly per il suo prossimo film ambientato negli anni Ottanta. Il regista di “Fa’ la Cosa Giusta” e “Lola Darling” scriverà anche il copione, ha appreso l’Hollywood Reporter, in cui la tragica storia dei due innamorati e’ vista attraverso gli occhi di Tebaldo, l’aggressivo cugino di Giulietta, erede del potere e delle ricchezze della famiglia, presuntuoso, arrogante e sempre alla ricerca della rissa nella strada.Intitolato “Prince of Cats”, il film segue le scorribande di Tebaldo e dei suoi fratelli Capuleti che navigano la Repubblica dei Da People di Brooklyn sfidando i rivali Montecchi in duelli underground con la spada, incluse le mitiche “katana”, scimitarre a due mani dei samurai. In questo mondo parte essenziale hanno elementi dell’hip hop come la breakdance, il Djing e i graffiti. A collaborare con Lee, oltre a Wimberly, sara’ Selwyn Seyfu Hinds, che aveva scritto la sceneggiatura originaria e la cui conoscenza dell’ambiente hip hop deriva dall’epoca in cui era direttore della rivista The Source. Hollywood ha visto molte versioni di Romeo e Giulietta: oltre al musical del 1961 “West Side Story” e al classico del 1968 di Franco Zeffirelli con gli adolescenti Olivia Hussey e Leonard Whiting, nel 1996 Baz Luhrmann aveva ambiento la tragedia nella Los Angeles delle gangs con Leonardo DiCaprio e Clare Danes nel cast.Con “Prince of Cats” a sua volta Lee torna a raccontare storie con la sua amata Brooklyn sullo sfondo: il quartiere dove il regista e’ nato e cresciuto nell’area di Fort Greene, e’ stato al centro di film iconici come “Lola Darling” del 1986, “Fa’ la Cosa Giusta” del 1986, “Jungle Fever” del 1991 e poi “Crooklyn”, “Clockers”, “He Got game” e “RedHook Summer”. Quest’anno con “BlaKkKsman il regista e’ tornato ad essere il beniamino degli studi quando il film, basato sul libro “Black Klansman” dell’ex poliziotto Ron Stallworth, ha portato a casa sei nomination agli Academy Awards e l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. In questi giorni Lee e’ al lavoro sulla post produzione di “Da 5 Bloods”, un film distribuito da Netflix su quattro soldati afro-americani che tornano sui luoghi della guerra del Vietnam: nel cast, tra gli altri, Chadwick Boseman, Paul Walter Hauser e Jonathan Majors.

Nasce Testo, salone di Firenze dedicato ai libriNuova fiera prevista a marzo 2020, in cantiere a Pitti Immagine

FIRENZE15 novembre 201911:37

– Dopo le esperienze Torino e Milano, anche Firenze prova la strada di un ‘suo’ salone del libro. Un progetto, previsto alla distanza ravvicinata del marzo 2020, già messo in cantiere da Pitti Immagine i cui vertici questa mattina, a Milano, durante la presentazione dei prossimi saloni invernali moda, lo hanno annunciato. Si chiamerà ‘Testo. Come si diventa libro’ il nuovo salone e analizzerà il libro in tutte le sue forme, dalla sua genesi all’arrivo sugli scaffali.L’idea, è stato anticipato, è sviluppare un percorso attorno al valore del libro, analizzando tutte le fasi che portano alla creazione di un testo, dalla nascita dell’idea alla produzione, dall’arrivo nelle librerie fino alla fase finale in cui le pagine arrivano di fronte agli occhi del lettore. Insomma sarà protagonista tutta la catena che porta alla creazione del libro, la filiera produttiva che porta il testo nelle mani del lettore. I rumors raccontano che la nuova fiera fiorentina dedicata al libro cercherà di mettere in risalto le librerie indipendenti, testi nuovi e interessanti, insomma tutto un mondo dell’editoria di qualità che non vuole rimanere outsider. Sarà quindi sempre alto il livello della qualità dell’offerta, come per tutte le fiere organizzate da Pitti Immagine. E all’editoria indipendente e di qualità sarà data una nuova casa. Sono attesi piccoli e grandi editori, con un’offerta trasversale che va dall’arte alla moda, all’architettura. Tutti i dettagli sul nuovo salone tuttavia vengono tenuti riservati in attesa di una prima discovery ufficiale, tra pochi giorni, si dice lunedì prossimo. Al momento si sa che il salone si terrà a Firenze e c’è una data indicativa che dovrebbe essere il 22 marzo 2020.Molto probabilmente sarà organizzato alla Stazione Leopolda. E’ la stessa location che Pitti Immagine utilizza per le altre fiere che organizza a Firenze (Fragranze, sulla profumeria artistica, e Taste, sulle eccellenze enogastronomiche) corollari dell’impegno sulla moda che ci concentra alla Fortezza da Basso. ‘Testo’ sarà quindi in calendario subito dopo Taste, giocando pure sull’assonanza tra italiano e inglese. D’altronde Stazione Leopolda è stata acquisita da Pitti Immagine appena un anno fa, a fine 2018, quindi l’ente fieristico fiorentino giocherà pienamente in casa.

Dimore storiche, accordo con Mibact per catalogazionePatrimonio dimore vincolate sarà anche online

14 novembre 201917:51

– Ampliare con un impegno congiunto il censimento dei beni storico-architettonici, del nostro Paese: è l’obiettivo dell’accordo siglato tra l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del ministero di beni culturali e turismo e l’Associazione Dimore Storiche Italiane, aggiungendo ai dati già presenti nel catalogo anche quelli dell’associazione che raccoglie migliaia di immobili storici distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Istituto per il Catalogo e Associazione dimore storiche, spiegano dall’Adsi, uniranno competenze e conoscenze per incrementare la banca dati sugli immobili vincolati, “uno strumento essenziale per garantire la conoscenza e la conservazione di un patrimonio” fatto di castelli, ville, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole, che, se debitamente conservati e gestiti, “possono diventare strumenti di promozione dei valori locali con ricadute positive sull’economia dei territori e sull’occupazione”.
Catalogazione e digitalizzazione, fanno notare dall’Adsi, “offriranno un punto di accesso unico in cui studiosi, professionisti e cittadini potranno reperire informazioni dettagliate su tutti i beni culturali catalogati”. E servirà per progettare e realizzare, in sinergia fra istituzioni pubbliche e attori privati programmi a medio e lungo termine ed interventi per valorizzare il patrimonio immobiliare storico italiano.
Secondo i dati ad oggi disponibili, il patrimonio immobiliare storico italiano soggetto a vincolo è costituito da circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo. Un impatto positivo, che a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro.

Musica: esce ‘Più amore’, brano di Curreri per l’AntonianoSostiene ‘Operazione pane’ ed è nella compilation Zecchino d’Oro

OLOGNA14 novembre 201918:05

– Esce venerdì ‘Più amore’ (Sony Music Italy), brano donato dal leader degli Stadio Gaetano Curreri all’Antoniano per sostenere ‘Operazione pane’, la campagna che supporta una rete di 15 mense francescane in tutta Italia e ad Aleppo, in Siria, per aiutare chi vive in situazioni di estrema povertà (dal 17 novembre sarà attivo il numero solidale 45588 da sms o rete fissa). Alla voce di Curreri si sono unite quelle di Mario Biondi, Amara e dei bimbi del Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni. Il brano racconta i valori francescani di accoglienza, ascolto, fraternità e amore verso il prossimo, il tutto con l’elaborazione musicale del maestro Peppe Vessicchio.
Il pezzo sarà contenuto anche nella compilation dello Zecchino d’Oro in uscita il 29 novembre: la 62/a edizione del festival di canzoni per bambini andrà in onda per tre appuntamenti pomeridiani su Rai1 dal 4 al 6 dicembre, finale in prima serata sabato 7 dall’Unipol Arena di Casalecchio, con la conduzione di Carlo Conti e Antonella Clerici.

Novità di stagione per Fido da Moncler & Poldo Dog CoutureSmanicati e impermeabili imbottiti

4 novembre 201918:15

– Moncler & Poldo Dog Couture tornano a collaborare a una nuova collezione di abbigliamento e accessori per cani caratterizzata da tessuti fantasia e da un comfort studiato. I cappotti della nuova stagione per gli amici a quattro zampe sono al tempo stesso classici e di tendenza. Il progetto, in collaborazione con il brand milanese Poldo Dog Couture, detta gli standard dell’eleganza di Fido. I grandi classici, direttamente dagli archivi Moncler, come gli smanicati e gli impermeabili, sono reinterpretati e adattati alle esigenze del miglior amico dell’uomo. I piumini, naturalmente in nylon laqué, sono disponibili in sei diverse taglie e in una selezione di vivaci tonalità tra cui il giallo, il rosa e il blu. I nostri amici potranno passeggiare anche sotto la pioggia grazie ad un impermeabile in pvc semi-trasparente. E per la prima volta in assoluto, il gilet stampato riproduce un effetto tricot che ricorda i tipici maglioni invernali. La collezione è completata da un guinzaglio e un collare coordinati nei colori della bandiera francese.

Le lettere di Ian Fleming alla moglie AnnPassione, James Bond e storie di corna all’asta da Sotheby’s

NEW YORK14 novembre 201918:38

– Caro Ian, cara Ann: le lettere d’amore e del disamore del padre di James Bond, Ian Fleming, alla moglie Ann Charteris saranno messe in vendita online in dicembre da Sotheby’s e gettano una nuova luce sulla tempestosa relazione tra lo scrittore e la donna che prima fu la sua amante, poi consorte fedifraga e a sua volta tradita. Datate tra gli anni ’40 fino alla morte di Fleming nel 1964, le 160 lettere, per un totale di 500 pagine, sono stimate da Sotheby’s tra 200 e 300 mila sterline. La straordinaria corrispondenza, in cui la passione si vena di erotismo sado-maso, getta nuova luce sulla “nascita” di James Bond, il personaggio che ha reso Fleming un’icona della spy story.
L’agente 007 “fu un prodotto della relazione tra Ian e Ann”, ha detto Gabriel Heaton, l’esperto di Sotheby’s di libri e manoscritti. Non e’ un caso, a suo avviso, che Casino Royale, il primo romanzo della serie, fu scritto nell’anno del matrimonio (lei era incinta), “sia come sfogo per la sua libido, che come mezzo per fare soldi per una donna che prima era ricca anche senza pensarci”. Ann era nata in una famiglia dell’aristocrazia britannica e nei precedenti matrimoni era rimasta all’altezza. Morto il primo marito, il barone Shane O’Neill, in guerra nel 1944, sposo’ l’erede della fortuna del Daily Mail Esmond Harmsworth, secondo visconte di Rothermere, di cui nel frattempo era diventata l’amante. Matrimoni che duro’ poco a causa della relazione con Fleming. Nel 1948, incinta di Ian, Ann aveva dato alla luce una bambina prematura morta otto ore dopo il parto: “Non ho niente da dire per darti conforto. Posso solo mandarti un abbraccio, il mio amore e tutte le mie preghiere”, le scrisse il romanziere tornato in camera dopo aver giocato a golf con il marito cornuto. Si sposarono nel 1952, ma andavano a letto assieme da almeno 15 anni. Per celebrare Ian compro’ la leggendaria macchina da scrivere d’oro e la testo’ in una lettera a Ann “per vedere se scrive parole d’oro”. Dopo le nozze Fleming ebbe numerose relazioni con altre donne: “Parli dei tuoi vecchi giorni da scapolo, ma l’unica persona con cui hai smesso di fare sesso quando sono finiti sono io”, gli scrisse Ann. L’unione in definitiva non fu felice. In una lettera su carta intestata della British Overseas Airways Corporation Fleming scrive che “nell’attuale crepuscolo, ci stiamo facendo male a vicenda al punto da renderci la vita a malapena vivibile”. Oltre a Casino Royale, il resto dei romanzi di Fleming furono scritti a Goldeneye, la casa dello scrittore a Giamaica, spesso meta di visitatori illustri tra cui il pittore Lucian Freud e il leader laburista Hugh Gaitskell, con cui Ann ebbe una lunga relazione, e tutto questo e’ riflesso nelle lettere all’asta. Ian e Ann rimasero comunque assieme fino alla morte di lui: sono sepolti uno accanto all’altro nel cimitero della chiesa di St. James a Sevenhampton vicino al figlio Caspar, ucciso nel 1975 da una overdose.

Premio Sila ’49 a Claudia Durastanti e Luigi FerrajoliPer Letteratura e Economia.Premio alla carriera Giovanna Marini

OSENZA14 novembre 201918:50

– Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo) è la vincitrice della sezione Letteratura del Premio Sila ’49 giunto alla sua VIII edizione. Durastanti, nella cinquina dell’edizione 2019 del Premio Strega, si è imposta sugli altri finalisti che erano Francesco Pecoraro Lo stradone (Ponte alle Grazie), Francesco Permunian Sillabario dell’amor crudele (Chiarelettere), Andrea Pomella L’uomo che trema (Einaudi) e Nadia Terranova Addio fantasmi (Einaudi). La giuria che ha annunciato i vincitori ha premiato per la sezione Economia e Società Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto nell’Università Roma Tre, con il libro Manifesto per l’uguaglianza (Laterza). Il Premio alla carriera è andato alla musicista e ricercatrice etnomusicale Giovanna Marini che sabato 30 novembre terrà una lectio magistralis dal titolo “Dalla campagna alla città”.
I riconoscimenti verranno consegnati a Cosenza nelle sale di Palazzo Arnone venerdì 29 e sabato 30 novembre 2019.

Musica: Muti con orchestra Chicago al Teatro del MaggioConcerto straordinario il 20 gennaio

FIRENZE14 novembre 201919:13

– Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia il concerto sinfonico straordinario della Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. Il concerto con musiche di Richard Wagner, Paul Hindemith e Sergej Prokof’ev, si terrà al Teatro del Maggio il 20 gennaio 2020. La Cso, impegnata in un tour europeo, torna a Firenze dove manca dal 20 settembre 1974, quando si esibì diretta da sir George Solti al Teatro Comunale. Il programma del concerto di gennaio prossimo comprende l’ouverture di Der fliegende Holländer di Wagner, la Sinfonia Mathis der Maler di Hindemith e la Sinfonia n.3 in do minore, Op.44 di Prokof’ev.

I 40 anni di Happy Meal nel segno dei libriDal 15 novembre tornano i laboratori di lettura

15 novembre 201911:40

– Happy Meal compie 40 anni. Il menù di McDonald’s dedicato ai più piccoli, contraddistinto dalla casetta rossa, festeggia il suo compleanno all’insegna della lettura e dei libri, con il ritorno dal 15 novembre nei ristoranti di tutta Italia dei laboratori per i bambini.
Happy Meal è nato nel 1979 negli Stati Uniti, da un’idea del pubblicitario Dick Brams, che decise di realizzare un menù dedicato ai bambini che contenesse anche un gioco, al prezzo di 1 dollaro. “Per noi Happy Meal non rappresenta solo un pasto ma un’esperienza di gioco e condivisione – ha commentato Giorgia Favaro, Chief Marketing Officer di McDonald’s Italia -. Per questo la scorsa primavera abbiamo lanciato Happy Meal Readers, una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di stimolare la passione per la lettura tra i bambini, dando la possibilità di scegliere, al posto del gioco, un libro. Ai bambini e alle loro famiglie l’iniziativa è piaciuta moltissimo, ecco perché abbiamo deciso di proseguire anche nel 2020”.

Musica: Vasco Rossi apre il Firenze Rocks 2020Il 10 giugno.Il 15/6 sarà a Milano, il 19 a Roma e il 26 a Imola

IRENZE15 novembre 201911:12

– Sarà Vasco Rossi ad aprire il Firenze Rocks 2020 con un concerto in programma il 10 giugno alla Visarno Arena della Cascine.
Lo ha annunciato lo stesso cantautore sui suoi profili social pubblicando le date del tour ‘Vasco non stop festival 2020′.
Dopo la data del 10 giugno a Firenze, il cantante sarà a Milano il 15 giugno, a Roma il 19 e a Imola il 26.
Dopo l’apertura di Vasco Rossi, il Firenze Rocks proseguirà con i Green Day attesi sul palco l’11 giugno e i Red Hot Chili Peppers che chiuderanno il festival sabato 13 giugno. Per il 2020 dunque il festival fiorentino di musica rock non si svolgerà, come gli anni precedenti, da giovedì a domenica, ma bensì da mercoledì 10 a sabato 13 giugno. Nelle prossime settimane gli organizzatori annunceranno anche il gruppo che suonerà venerdì 12 giugno.

Sala, fondi raccolti alla Scala per teatro La Fenice di Venezia’Deciso con Pereira su proposta sindacati lavoratori del teatro’

15 novembre 201911:33

– “Milano a sostegno di Venezia.
Venerdì 29 novembre il Teatro alla Scala alzerà il sipario per una rappresentazione straordinaria del trittico di balletto con il Boléro di Ravel, e i fondi raccolti saranno destinati al Teatro La Fenice che ha subito pesanti danni per l’acqua alta e ha momentaneamente sospeso le attività”. Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sulla sua pagina Facebook.
“Lo abbiamo concordato con il sovrintendente Alexander Pereira, su proposta dei sindacati dei lavoratori della Scala.
Un’iniziativa che mi rende orgoglioso, una testimonianza concreta di solidarietà alla città. Milano è sempre stata vicina ai Comuni in difficoltà e lo fa ancora una volta con un atto concreto e tangibile”, ha concluso.

Cinema: a 100 anni nascita Pisa ricorda Gillo Pontecorvo19/11 tavola rotonda, filmati Istituto Luce e ‘Battaglia Algeri’

PISA15 novembre 201911:37

– Nel centesimo anniversario della nascita di Gillo Pontecorvo – nato a Pisa il 19 novembre 1919 – l’Università pisana gli rende omaggio con due iniziative per approfondire la sua opera di regista e presentare al pubblico uno dei suoi film più intensi, importanti e belli, ‘La battaglia d’Algeri’, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1966, nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna. Alle iniziative partecipano Simone e Picci Pontecorvo, figlio e moglie del regista scomparso nel 2006.
Martedì 19 novembre, alle 17, nell’aula magna Storica della Sapienza, dopo i saluti del rettore Paolo Mancarella, si terrà una tavola rotonda con presentazione di materiali audiovisivi provenienti dall’Istituto Luce. Alle 20.30 poi, al Cinema Arsenale, appuntamento con la proiezione de ‘La battaglia d’Algeri’ (ingresso libero). La giornata, curata da Sandra Lischi e Chiara Tognolotti, è organizzata dall’Università in collaborazione con Cise-Centro interdipartimentale di Studi ebraici.
L’esistenza di Pontecorvo, ricorda l’Ateneo, si snoda “su un filo rosso saldo e tenace: la tensione verso l’impegno collettivo e politico. Fin dalla necessaria fuga in Francia insieme al fratello Bruno dalle leggi razziali del ’38, l’impatto di Gillo con la storia fece maturare in lui un impegno collettivo, insieme agli altri esuli politici, non solo per opporsi all’ondata nazifascista, ma per immaginare un sistema sociale ed economico diverso, più giusto e accogliente”.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala il film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

5 novembre 201911:45

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda.
Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

‘Vertigo’ di Hitchcock torna restaurato nelle saleDal 18 novembre, distribuito dalla Cineteca di Bologna

BOLOGNA15 novembre 201912:22

– Arriva dal 18 novembre nelle sale italiane il nuovo classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna nell’ambito del progetto ‘Il Cinema Ritrovato. Al cinema’: è ‘La donna che visse due volte’ di Alfred Hitchcock, conosciuto anche con il titolo internazionale ‘Vertigo’, interpretato dalla coppia Kim Novak-James Stewart.
Capolavoro tra i capolavori hitchockiani degli anni Cinquanta, di tutti il più esistenziale: sotto la vernice del Technicolor serpeggia il senso del disagio, dell’umana inadeguatezza, della ragione inservibile, delle passioni inutili, di una tristezza che François Truffaut arrivò a chiamare “necrofilia”. Il film (1958) è tratto dal romanzo ‘D’entre les morts’, scritto da Thomas Narcejac e Pierre Boileau. Mentre l’azione del romanzo si svolgeva nella Francia degli anni Quaranta, il film è ambientato nella California del decennio successivo.

Museo Egizio prosegue tour in America, tappa a Kansas CityDopo successo Washington, reperti al Nelson-Atkins Museum of Art

ORINO15 novembre 201912:24

– Prosegue il tour nordamericano dei reperti del Museo Egizio. Dopo il successo di Washington, la mostra itinerante ‘Regine del Nilo’ approda con un nuovo allestimento al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, dove resterà fino al 29 marzo del 2020. Il percorso espositivo si snoda tra circa 250 reperti, che comprendono, insieme a statue e oggetti di vita quotidiana, il corredo funerario e il coperchio del sarcofago di Nefertari, portati alla luce dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli e al lavoro nella Valle delle Regine tra il 1903 e il 1905.
Prima di approdare nelle sale espositive del Nelson-Atkins, alcuni di questi reperti hanno soggiornato in un altro edificio della cittadina del Missouri: il Saint Luke’s Hospital, dove alcune indagini diagnostiche ne hanno certificato lo stato di conservazione ottimale.
L’esposizione racconta ai visitatori anche la storia delle mogli dei faraoni durante il Nuovo Regno quando regine come Nefertari erano donne influenti.

Mostre: 50 foto di Tina Modotti a Trani, allestimento ineditoDal 7/12 al 6/1, lavori dalla collezione berlinese di Schultz

BARI15 novembre 201912:43

– Tina Modotti. Opere dalla Galerie Bilderwelt’ è il titolo della mostra che sarà allestita a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BAT) dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio prossimi, con 50 foto dalla collezione berlinese di Reinhard Schultz. “Cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni”, ha più volte affermato Modotti, definendo i propri lavori che ora sarà possibile vedere a Trani in un “allestimento inedito”, evidenziano gli organizzatori.
Sarà una “sorta di antologica che celebra una delle più grandi fotografe del Novecento – aggiungono – attraverso un progetto espositivo pensato dalla storica dell’arte Alessia Venditti, che delinea il percorso evolutivo della Modotti dalle sue prime foto sino alle ultime, raccontando per immagini la sua vicenda esistenziale e artistica”.
La mostra avrà “un impianto espositivo in cui fotografia e vita si fondono in un gioco di specchi in cui l’una racconta e riflette l’altra, sottolineando il fluire del tempo, la trasformazione del costume e il percorso della Modotti ‘dalla poetica della rivolta all’etica dell’utopia’, come ben sintetizzava Pino Bertelli nel titolo del libro a lei dedicato”.
Creatura “nomade e rivoluzionaria, figlia di una cucitrice e di un carpentiere, Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nasce il 17 agosto 1896 a Udine e scompare a Città del Messico il 5 gennaio 1942, dopo avere espresso nel suo breve e luminoso percorso biografico, costellato di viaggi, passioni e separazioni, gran parte delle inquietudini culturali e politiche di inizio Novecento”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Restauro per la pala ‘Madonna con Bambino e Santi’
Opera di Benozzo Gozzoli risalente a XV secolo

SAN GIMIGNANO15 novembre 201912:47

– Nuova vita per un capolavoro di Benozzo Gozzoli risalente al quindicesimo secolo. Sabato 16 novembre a San Gimignano sarà presentato l’intervento di restauro della pala raffigurante ‘Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta’.
L’intervento degli strati pittorici del dipinto è stato realizzato con la tecnica del ‘sottovuoto localizzato’.
All’incontro ‘La cura del patrimonio di San Gimignano’ parteciperanno il sindaco Andrea Marrucci, l’assessore alla Cultura Carolina Taddei, Felicia Rotundo della Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto. “La cura del ricco patrimonio artistico e storico-architettonico sangimignanese è stata fin da subito una priorità di questa amministrazione”, spiega Marrucci. La pala proviene dalla chiesa del convento femminile di Santa Maria Maddalena, a San Gimignano, soppresso nel 1810 e andato distrutto in seguito alla vendita a un privato nel 1816.

Arte: Imago splendida, capolavori scultura lignea a BolognaDal Romanico al Duecento in mostra al Museo Civico Medievale

OLOGNA15 novembre 201912:57

– La produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo è al centro della mostra ‘Imago splendida.
Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento’, in programma dal 23 novembre all’8 marzo al Museo civico medievale. Organizzata in collaborazione con la Curia Arcivescovile, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, l’esposizione – curata da Massimo Medica e da Luca Mor – è l’occasione per presentare per la prima volta rari capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione.
Le opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica.

Il Cardellino in Italia dal 6 dicembre in esclusiva digitaleDa romanzo Donna Tartt il film con Nicole Kidman

15 novembre 201918:29

– L’attesa trasposizione sul grande schermo del romanzo best seller di Donna Tartt, Il Cardellino sarà da Warner Bros. Pictures e Amazon Studios in esclusiva digitale in Italia dal 6 dicembre.Diretto dal regista premio BAFTA John Crowley, il film vede un cast multigenerazionale guidato da Ansel Elgort nel ruolo di Theo Decker e Nicole Kidman in quello della Sig.ra Barbour.
Theodore “Theo” Decker aveva 13 anni, quando sua madre venne uccisa dallo scoppio di una bomba al Metropolitan Museum of Art.
La tragedia cambiò il corso della sua vita, conducendolo in una commovente odissea fatta di dolore e colpevolezza, di reinvenzione e redenzione, e persino di amore. Nel mezzo di tutto ciò, si aggrappa ad un tangibile oggetto di speranza, ricordo di quel giorno…il quadro di un uccellino incatenato al suo trespolo, Il Cardellino.La sceneggiatura è del candidato all’Oscar Peter Straughantratta dal romanzo di Donna Tartt (premio Pulitzer del 2014 nella categoria Fiction e della Medaglia Andrew Carnegie for Excellence in Fiction) , apparso per 30 settimane di seguito sulla lista dei libri più venduti del The New York Times.
“Il Cardellino” è una presentazione Warner Bros. Pictures, in associazione con Amazon Studios, una produzione Color Force, un film di John Crowley.
Il film sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Home Entertainment in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

Un Dna sintetico protegge opere d’arteNuova frontiera anticontraffazione, prova su tela Alessio-B

15 novembre 201913:05

– Si chiama DNArt la tecnologia anticontraffazione a Dna sintetico sviluppata da Aries, lo spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per proteggere le opere d’arte con un’impronta genetica unica e invisibile, indecifrabile da terzi e impossibile da replicare. La tecnologia è stata presentata in anteprima mondiale oggi alla fiera ArtePadova 2019, con una dimostrazione live di applicazione su un’opera: una tela dello street artist Alessio-B, il primo artista che vedrà la sua intera produzione marcata con l’innovativo sistema.
DNArt si presta – è stato spiegato – ad essere utilizzata per rendere inequivocabilmente riconoscibili opere antiche e moderne, su tela, carta e legno. Sono invece in fase di sviluppo tecniche per rendere il sistema pienamente performante anche su altri materiali, tra cui vetro, ceramica, metallo e plastica.
“DNArt è il frutto di anni di ricerche e vuole rappresentare un’evoluzione del concetto di sistema anticontraffazione. La nostra tecnologia è utilissima per catalogare e rendere riconoscibile univocamente l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese. Può anche essere associata ai sistemi di tracciamento già presenti sul mercato”, spiega Alessandro De Toni, ceo di Aries. Nel solo 2018, secondo i dati diffusi dal Rapporto sull’Attività Operativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati sequestrati 1.232 falsi per un valore stimato di oltre 422 milioni e si è registrato un lieve aumento di furti di beni culturali rispetto all’anno precedente (da 419 a 474), mentre è aumentato il recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 7.606 a 12.096).

Torna Amici con l’appuntamento pomeridianoDa sabato 16 novembre su Canale 5 De Filippi forma nuova classe

5 novembre 201913:16

– Torna la scuola del talento Amici: il 16 novembre primo appuntamento alle 14.10 su Canale 5. Maria De Filippi inaugura il nuovo anno accademico e forma la classe.
Chi saranno i prescelti che riusciranno ad ottenere un banco nella scuola della tv, nata nel 2001? Il programma è ideato e condotto da Maria De Filippi e scritto con Mauro Monaco e Fabio Pastrello. Produttore esecutivo Claudia Ciaramella. Produce Fascino P.g.t. per Mediaset. Regia di Andrea Vicario.

Filarmonica Romana, al via “Chopin e…”Giovani pianisti in 5 concerti in collaborazione con S. Cecilia

15 novembre 201913:18

– Giovani talenti alla prova con “Chopin e…, seconda edizione del programma di cinque concerti promosso dall’ Accademia Filarmonica Romana con il coordinamento artistico di Benedetto Lupo che vedranno impegnati gli allievi deli Corsi di perfezionamento dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nelle esibizioni – tutti la domenica alle 17:30, Sala Casella – la musica del compositore polacco dialogherà con altri autori che per Chopin sono stati fonte di ispirazione o che da lui sono stati ispirati. Primo appuntamento, domenica 17 novembre, con il pianista Stefano Andreatta, che proporrà uno dei lavori pianistici più amati ed eseguiti da Chopin, la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35, e nella seconda parte due Études-Tableaux dall’op. 33 e la Sonata n. 2 op. 36 di Sergey Rachmaninoff. Il 15 dicembre sarà la volta del pianista Axel Trolese che affiancherà Chopin alla Spagna, esplorando l’influenza che la musica del polacco ebbe su Isaac Albéniz e Manuel De Falla. Il 2 febbraio la violoncellista Ludovica Rana e la pianista Maddalena Giacopuzzi affrontano due dei rari lavori cameristici di Chopin, la Introduction et Polonaise brillante per violoncello e pianoforte op. 3 del 1829 e Sonata per violoncello e pianoforte in la minore op. 65, accanto alla Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte in fa maggiore op. 99 di Johannes Brahms. Il 1 marzo, con la giovane formazione del Trio Kanon proporrà due Trii per pianoforte: in sol minore op. 8 di Chopin e il n. 2 in do minore op. 66 di Mendelssohn. Infine, il 29 marzo, il confronto con Johann Sebastian Bach, sarà affidato al pianista Andrea Napoleoni in un programma incentrato sulle danze: la Suite francese n. 6 in mi maggiore e la Suite inglese n. 6 in re minore; e due polacche di Chopin: la Polonaise in fa diesis minore op. 44 e la Polonaise-Fantaisie in la bemolle maggiore op. 61.

Monica Bellucci debutta a teatro a Parigi con lettere CallasSuo primo spettacolo al Petit Marigny dal 27 novembre

ARIGI15 novembre 201913:24

– Monica Bellucci sbarca a teatro.
Per la prima volta nella sua carriera l’attrice italiana star del cinema ha accettato l’ingaggio per uno spettacolo teatrale nel quale leggerà lettere e ricordi di Maria Callas. “Per me è un vero salto nel vuoto”, dice la Bellucci ai microfoni di RTL, la prima radio privata di Francia, dicendosi profondamente sedotta e affascinata dalla vita della piu’ grande cantante lirica di tutti i tempi. “La cosa interessante rispetto alla Callas, è la sua duplicità tra la diva e la donna, che ha saputo amare con la purezza di un bambino”, aggiunge. Lo spettacolo è in programma dal 27 novembre al 6 dicembre al Petit Marigny.

Libri: 100 green jobs per trovare lavoroNuova guida alle professioni più richieste in Italia

15 novembre 201913:32

– Le 100 professioni più richieste, oggi, in Italia, sono al centro della nuova guida “100 green jobs per trovare lavoro”, firmata da Tessa Gelisio e Marco Gisotti ed edita da Edizioni Ambiente, nelle librerie fisiche e digitali dal 21 novembre 2019 (370 pagine, 18 euro). Un vademecum per orientare sul percorso formativo da seguire ma anche sul lavoro da ricercare con le relative attitudini richieste per ogni professione.
La top ten delle professioni che hanno il più alto disallineamento tra domanda delle imprese e offerta lavorativa sono chimico verde; cuoco; data analyst/scientist; esperto del marketing ambientale; esperto di acquisti verdi; esperto in gestione dell’energia (Ege); guida turistica e naturalistica; installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale; meccanico industriale; programmatore agricolo della filiera corta.
Oggi, le competenze “verdi” sono sempre più richieste in maniera trasversale in ogni settore: in Italia sono ormai più di 3 milioni i “Green Jobs”, il 13,4% degli occupati, con 432mila imprese che, negli ultimi 5 anni, hanno investito sulla green economy per superare la crisi (Fonte: Rapporto Greenitaly 2019).
Nella guida “alle professioni sicure, circolari e sostenibili”, le 100 occupazioni segnalate sono soprattutto green jobs (70), qualificanti, ad alto potenziale occupazionale e di carriera, con ricadute in termini di innovazione e orientamento alla sostenibilità, selezionate grazie alla banca dati Excelsior di Unioncamere e al rapporto Greenitaly della Fondazione Symbola.
“Oltre alle soft skill (saper lavorare in gruppo, risolvere problemi, gestire lo stress, avere intuito creativo, essere flessibili e dotati di spirito di adattamento), la competenza più richiesta è dedicata al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale; anche le conoscenze delle lingue e le competenze digitali vengono dopo”, affermano Tessa Gelisio e Marco Gisotti.
Oltre ai contributi dei ministri dell’Ambiente Sergio Costa e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, per stimolare e ispirare chi non trova lavoro o desidera cambiarlo, nel volume è presente anche una sezione con le storie di professionisti di successo: chef stellati, giornalisti, youtuber, imprenditori, architetti.

Tv: Curon, ciak per nuova serie Netflix con cast ItalianoSupernatural drama ambientato in provincia di Bolzano

5 novembre 201914:58

– Un villaggio sommerso dall’acqua, il campanile della chiesa emerge ancora dal lago. La leggenda narra che in certe notti puoi sentire il suono delle campane che, però, sono state rimosse nel 1950.
Sono in corso le riprese di Curon ( affascinate località in provincia di Bolzano) la nuova serie originale Netflix prodotta da Indiana Production, un supernatural drama in cui mistero, leggenda e realtà si fondono per dare vita ad un racconto capace di trasportare gli spettatori in un incredibile viaggio alla scoperta di se stessi e della propria identità. Un percorso in cui non tutto è come sembra. La serie sarà disponibile, nei 190 paesi in cui il servizio è attivo, nel 2020.
Tra i protagonisti Valeria Bilello (Anna), Luca Lionello (Thomas), Federico Russo (Mauro), Margherita Morchio (Daria), Anna Ferzetti (Klara), Alessandro Tedeschi (Albert), Juju Di Domenico (Miki), Giulio Brizzi (Giulio), Max Malatesta (Ober) e Luca Castellano (Lukas). Anna è appena tornata a Curon, sua città natale, insieme ai suoi gemelli adolescenti, Mauro e Daria. Quando Anna scompare misteriosamente, i ragazzi dovranno intraprendere un viaggio che li porterà a svelare i segreti che si celano dietro l’apparente tranquillità della cittadina e a trovarsi faccia a faccia con un lato della loro famiglia che non avevano mai visto prima.
Scopriranno che si può scappare dal proprio passato ma non da se stessi. La serie, in 7 episodi, è diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci. La scrittura è affidata a Ezio Abbate come head writer insieme agli autori, Ivano Fachin, Giovanni Galassi, e Tommaso Matano. Le riprese si stanno svolgendo a Curon e Bolzano.

Musica: sold out il concerto 2020 di Emma all’Arena di VeronaTour 9+1 Fortuna Live nei palasport per 10 anni carriera

5 novembre 201914:10

– È sold out a meno di un mese dall’apertura delle prevendite, il concerto previsto il 25 maggio 2020 all’Arena di Verona in cui Emma presenterà live il nuovo album di inediti Fortuna e festeggerà insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera. Per celebrare questi primi 10 anni saranno 9+1 i concerti di Emma nel 2020: dopo l’Arena di Verona, infatti, da ottobre Emma sarà impegnata con Fortuna live palasport 2020, 9 concerti nei principali palasport d’Italia. Queste tutte le date di Fortuna live palasport 2020 (prodotto e organizzato da Friends&Partners): 3 ottobre Jesolo Pala Invent (data zero); 5 ottobre Milano Mediolanum Forum Di Assago; 10 ottobre Roma Palazzo Dello Sport; 13 ottobre Firenze Nelson Mandela Forum; 16 ottobre Napoli Pala Partenope; 17 ottobre Bari Pala Florio; 20 ottobre Catania Pala Catania; 23 ottobre Bologna Unipol Arena; 24 ottobre Torino Pala Alpitour.
Intanto prosegue il grande successo di Fortuna, settimo disco di inediti di Emma che nel suo decimo anniversario di carriera musicale, torna più matura e consapevole con un disco positivo, colorato, dal sound moderno. Un album composto da 14 brani che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni (in “Manifesto”, “Corri”, “Basti solo tu” e “A mano disarmata”), Elisa (in “Mascara”) e Frenetik & Orang3 (in “Dimmelo Veramente”). Anticipato dal singolo Io sono bella, l’album è disponibile in versione cd in versione doppio vinile (etichetta Polydor/Universal Music) e su tutte le piattaforme digitali.

Ron “Dalla e quel disco capolavoro di 40 anni fa”Su Sky Arte riparte ’33 Giri – Italian Masters’, dal 20/11

15 novembre 201919:46

“Ognuno di noi ha un angolo riservato per scrivere, per lui andava bene ovunque, bastava che fosse per terra” così Ron ricorda l’amico Lucio Dalla, protagonista con l’omonimo album della prima puntata della nuova stagione della produzione originale Sky Arte ’33 Giri – Italian Masters’, al via dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.15 (canale 120 e 400 di Sky), dedicata ai migliori dischi della musica italiana.A celebrare il disco uscito nel 1979, Ron e Maurizio Biancani che al mixer dell’Angelo Studio di Garlasco ripercorrono i momenti della creazione dell’album con toccanti inserti della voce di Dalla e un’emozionante reinterpretazione di Anna e Marco eseguita alla chitarra dallo stesso Ron. Nella puntata anche le interviste ai musicisti che hanno collaborato con Dalla, Ricky Portera e Giovanni Pezzoli, realizzate proprio a Lo Studiolo di Bologna (il luogo di Lucio Dalla), e un’esibizione esclusiva di Tango di Luca Carboni e Bruno Mariani.”Eravamo felici mentre facevamo questo disco – racconta oggi Ron – capivamo che Lucio era lì lì per scoppiare e ce ne accorgevamo ogni giorno, anche se lui non aveva ancora finito le sue canzoni e ogni tanto si buttava per terra e scriveva, ma c’era un’aria bella, gloriosa, si capiva che stava nascendo un capolavoro”. Nel lavoro di Sky Arte tanti dettagli tecnici: “ci siamo accorti che un sacco di gente che non sa nulla di come si fa un disco è interessatissima e questo – dice Ron ci rende felici”, ma anche tanti aneddoti: “arrivavano le zoccolate di Lucio – ricorda l’amico – quando uno sbagliava”.Riascoltare l’album di 40 anni fa è anche andare indietro nel tempo: “abbiamo cominciato a lavorare da subito con Lucio quando mi fece sentire ‘Occhi da ragazza’, che dovevo cantare io a Sanremo ma fu bocciata, poi la cantò Morandi e fu un successo. Ci conoscemmo lì e con Lucio ho collaborato in maniera strepitosa: scriveva i testi delle mie canzoni finché non mi disse ‘adesso cominci a farteli te’ e io a momenti svenni. E’ stata una bella zoccolata che però – conclude Ron – è servita”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai 1: De Santis, rete punta su programmi culturali
E’ compito del servizio pubblico

NAPOLI15 novembre 201915:18

– ”Con questo programma vogliamo proseguire nella linea culturale del sabato sera della Rai.
Scelte che non sono nella logica della contro programmazione, ma rappresentano una precisa volontà di andare in un’altra direzione”. Lo ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis, in occasione della presentazione di ‘Una storia da cantare’, nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia.
”Dopo i successi di Ulisse – ha aggiunto – abbiamo deciso di costruire un format che narrasse la nostra storia attraverso le canzoni, le poesie di questi grandissimi autori. Il servizio pubblico deve rischiare, deve intrattenere e fare divulgazione perché Rai 1 è la rete che parla a tutti”.

Tre serate evento per De André, Dalla, BattistiDall’Auditorium Rai di Napoli, ‘Una storia da cantare’

NAPOLI15 novembre 201919:42

– Rai 1 propone tre serate evento per raccontare e rivivere Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla e Lucio Battisti. Tre miti indiscussi della canzone italiana, tre geni, tre rivoluzionari che hanno accompagnato la vita di intere generazioni e raccontato l’Italia. Tutto questo è ‘Una storia da cantare’, il nuovo programma del sabato sera della rete ammiraglia della Rai, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, in quello che fu lo studio di ‘Senza Rete’. Si parte il 16 novembre, con la prima puntata dedicata a De Andrè. Un artista che sapeva guardare il mondo con occhi diversi e descriverlo con straordinaria creatività e poesia, i cui brani appartengono a tutti, sono un patrimonio nazionale a cui anche il mondo accademico ha aperto le porte e che al tempo stesso rappresenta un universo da scoprire per i più giovani.Ad accompagnare il pubblico nel racconto saranno Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero. Con loro, in quello che si annuncia un programma ”con una narrazione assolutamente innovativa”, tanti ospiti che racconteranno ”il proprio Faber”: Dori Ghezzi, Massimo Ranieri, Lino Guanciale, Ornella Vanoni, Loredana Bertè, Anastasio, Elena Sofia Ricci, Morgan. Nek, PFM, Paola Turci, Mauro Pagani in collegamento dal vecchio porto di Genova, Willie Peyote e i The Andrè. Artisti che saranno accompagnati da una band di 13 elementi diretta da Maurizio Filardo. ”Questo programma – ha detto il direttore di Rai 1, Teresa De Santis – è un po’ un sogno. Dentro c’è la mia storia, la mia vita. Abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento di raccontare la storia culturale e pop, una storia meravigliosa che attraverso la musica è in grado di raccontare il nostro Paese”. Un programma che il direttore di Rai 1 ha voluto dedicare a Pierluigi Tabasso, storico dirigente Rai scomparso. Il programma si annuncia come ”una festa” a cui anche il pubblico è chiamato a partecipare con l’hashtag #unastoriadacantare attraverso il quale ognuno potrà indicare la propria canzone del cuore di De Andrè e a fine serata il brano eletto come canzone più amata farà da gran finale.”Se c’è una cosa su cui l’Italia è inattaccabile – ha affermato Ruggeri – è la musica d’autore. Il compito che mi è stato affidato è oneroso ma direi anche molto semplice perché raccontando questi tre artisti immensi non si può sbagliare. Ritengo che esista un prima e un dopo De Andrè che per me è letteratura perché così come facevano Manzoni e Dickens ci ha raccontato gli ultimi, i deboli”. Nel corso della serata anche Ruggeri interpreterà la sua canzone del cuore di Faber e con la Guaccero faranno incursioni nelle esibizioni degli ospiti. ”Sono onorata e felice di partecipare a questo progetto di altissima qualità – ha detto l’attrice – e cercherò di portare il mio bagaglio emotivo”. Un programma che – come annunciato dal vice direttore di Rai 1, Claudio Fasulo (rpt, Fasulo) – potrebbe diventare ”un format in cui celebrare i protagonisti della canzone coniugando intrattenimento e divulgazione”. E in quest’ottica, in un prossimo ciclo, dovrebbe esserci spazio anche per Pino Daniele. Chicca della seconda puntata dedicata a Lucio Dalla, il duetto Arbore-Proietti che si esibiranno in ‘Ma come fanno i marinai’. Il programma è scritto da Ernesto Assante, Gino Castaldo, Matteo Catalano, Alberto Di Risio, Angela Fortunato, Duccio Forzano, Pietro Galeotti, Enrico Ruggeri. Con la regia di Duccio Forzano.

Da terremoto a riscoperta lana con SeaseCapsule collection sostenibile tinta con guado, indaco italiano

15 novembre 201915:31

– La ricerca della sostenibilità e il riscatto delle popolazioni colpite dal sisma si incrociano nella capsule collection in lana sopravissana di Sease, il brand di Franco e Giacomo Loro Piana.
Al centro dei 5 modelli da uomo, come giacche da sci, trench e gilet tecnici, la lana di Visso, paese in provincia di Macerata duramente colpito dal terremoto. “L’iniziativa – racconta Franco Loro Piana – nasce perché mio padre con una serie di amici imprenditori due anni fa ha deciso di aiutare le persone di Visso costruendo un nuovo stabilimento dove potessero ripartire con le loro attività artigianali come la ristorazione, chiamato la compagnia dei maestri artigiani. Mentre le famiglie hanno ripreso a lavorare, il lanificio Loro Piana ha capito che lì c’era anche una lana particolare, la sopravissana, che somiglia allo shetland per resistenza e carattere e ha scoperto che c’erano ancora piccole realtà che facevano tecniche di tintura antiche grazie a una pianta, il guado, chiamata l’indaco italiano”.

Museo Cinema, Ghigo nuovo presidenteScelto dopo Toffetti. ‘Un’altra avventura con grande passione’

ORINO15 novembre 201915:33

– Enzo Ghigo, ex governatore della Regione Piemonte ed ex senatore, è il nuovo presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Lo ha scelto la Regione Piemonte, dopo le dimissioni di Sergio Toffetti in polemica per la scelta di Domenico De Gaetano come direttore. L’annuncio al termine della seduta odierna della giunta regionale e alla vigila della 37esima edizione del Torino Film Festival.
“Un’altra avventura, con grande passione”, commenta su Facebook Ghigo, 66 anni, una lunga militanza in Forza Italia e dal 2015 presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.

Mostre: Giacometti e l’emozione del suo tempo a VeronaCento capolavori dalla Fondazione Maeght dal 16 novembre

ERONA15 novembre 201916:04

– I disegni e i quadri dell’infanzia, poi le sculture del periodo surrealista, quelle ispirate al mondo africano o classico, per quattro enormi sale che ruotano intorno al triangolo dei suoi capolavori. È la grande mostra “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky” che il palazzo della Gran Guardia a Verona ospita dal 16 novembre al 5 aprile del 2020 con 100 capolavori.
Settanta sono le opere qui esposte di Giacometti, insieme a grandi quadri degli artisti del suo tempo, amici e collaboratori e fondatori della straordinaria Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence che li ha prestati per questa occasione. ” Tra disegni, sculture e scrittura – ha sottolineato il curatore Marco Goldin presentando la mostra – c’è un filo conduttore che è quello di costruire nell’immediatezza qualcosa destinato all’eternità”.

Musica: scultura Certosa per foto tour My Chemical RomanceBologna, immagine Cella Magnani per ritorno sulle scene band Usa

BOLOGNA15 novembre 201916:17

– Non hanno mai suonato a Bologna, ma c’è un pezzo della città nella storia del gruppo musicale statunitense My Chemical Romance. Il legame lo ha dichiarato la stessa band sui propri profili Facebook, Instagram e Twitter svelando che l’immagine scelta per accompagnare la notizia della loro reunion si riferisce a una scultura realizzata dallo scultore bolognese Pasquale Rizzoli per la Cella Magnani situata nel Cimitero Monumentale della Certosa.
L’autore dello scatto è il fotografo napoletano Luigi Boccardo.
Il 31 ottobre i My Chemical Romance, fra gli esponenti di maggiore successo nel genere emo-core, avevano annunciato ufficialmente la decisione di riformarsi, dopo lo scioglimento avvenuto nel 2013, con un post pubblicato sempre via social. Ad accompagnare la didascalia ‘Like Phantoms Forever’ – citazione del titolo di un loro Ep del 2002 – una misteriosa immagine in bianco nero, priva di credito fotografico, dove a fare da sfondo alla parola ‘Return’, e alle coordinate del primo concerto in programma il 20 dicembre a Los Angeles, compare in primo piano il dettaglio di una scultura con i volti di due creature con gli occhi chiusi, di cui una alata, unite in un abbraccio.
La rivelazione pubblica del soggetto dell’immagine da parte dei My Chemical Romance è frutto di un accordo con l’Istituzione Bologna Musei: dopo un contatto stabilito con il management del gruppo “per esprimere un onorato apprezzamento e raccontare la vicenda del monumento della Cella Magnani”, il presidente Roberto Grandi aveva raccolto un’immediata disponibilità a “onorare l’immagine e la sua inquietante bellezza” comunicandone la fonte. Portata a termine alla fine del 1906, la scultura in bronzo costituisce una delle opere di maggior pregio realizzate dal bolognese Pasquale Rizzoli (1871-1953), cui fu commissionata per il sepolcro voluto dalla vedova del giovane Natale Magnani.

Musica: esce videoclip di Battiato Torneremo AncoraUn tributo all’artista, girato nella sua Sicilia

15 novembre 201916:47

– Sony Music pubblica dal 15 Novembre, il videoclip del brano “Torneremo ancora”, l’inedito di Franco Battiato contenuto nell’album dal titolo omonimo, di recente uscita. Il video costituisce una libera interpretazione della canzone, un’opera visuale che vuole rappresentare un tributo all’artista, realizzata dal regista siciliano Giuseppe La Spada, ed è visibile al link https://SMI.lnk.to/FBVideo Girato nella terra di Battiato, La Spada ha optato per due location: una di queste è l’Etna con il suo comprensorio, dove Battiato ha scelto di vivere, l’altra l’Argimusco, luogo a lui caro e unico nel suo genere per la densità spirituale, perfetto per un momento di contemplazione. Il videoclip vede la partecipazione dell’attrice siciliana Margareth Madè.
“Per me è un onore e una grande responabilità avere avuto la possibilità di lavorare a questo progetto” racconta La Spada “L’idea iniziale è stata quella di collocare un cammino metaforico in una ‘dimensione sospesa’, scevra da tutto quello che è stato creato dall’uomo, dove spazio e tempo si annullano.
In questa dimensione ho ‘collocato’ un cammino di persone che visto dall’alto evidenzia quanto gli esseri umani siano piccoli e uguali agli altri esseri del creato, un cammino in cui la Natura funziona da ‘specchio’ e ci restituisce ispirazioni e intuizioni utili alla nostra evoluzione.” Il video inizia con l’acqua, elemento dal quale tutti proveniamo e che come in qualsiasi processo che mira alla ricerca della luce, attraversa zone impervie, la materia, le nebbie. Si conclude, invece, con il movimento ciclico di un derviscio, omaggio iconografico a Battiato, gesto inteso a rimettere in moto il tutto, finché non avremo raggiunto la liberazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nannipieri nuovo direttore artistico Musicultura
Succede a Piero Cesanelli. 760 giovani artisti al concorso

MACERATA15 novembre 201917:12

– Sono oltre 760 i giovani artisti che hanno risposto al bando per l’iscrizione alla XXXI edizione del concorso di Musicultura, inviando due brandi a testa. Ad annunciarlo è Ezio Nannipieri, nuovo direttore artistico del Festival della canzone popolare e d’autore, dopo la prematura scomparsa di Piero Cesanelli, ideatore e cofondatore di Musicultura. “Oltre vent’anni vissuti intensamente al fianco di Piero sono stati una palestra professionale e di vita formidabili – osserva -. Sono pronto a mettermi al timone, Piero purtroppo non è più con noi, ma a bordo la sua presenza benigna è percepibile. Riprendiamo la navigazione di Musicultura, cominciando dalla massima attenzione che meritano le oltre millecinquecento canzoni affidate con fiducia al vaglio del nostro concorso”. Gli artisti iscritti a Musicultura 2020, come da tradizione tutti autori dei brani che interpretano, provengono da ogni angolo del Paese. Lazio, Lombardia e Campania le regioni più rappresentate. A seguire Puglia, Emilia Romagna, Sicilia, Marche, Piemonte, Veneto. Fra tutte le proposte in gara 79% sono di artisti singoli, 21% le band. Parte ora la selezione che culminerà nelle audizioni live, in programma fra febbraio e marzo 2020 al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Nelle fasi successive saranno coinvolti il pubblico e il prestigioso Comitato Artistico di Garanzia del Festival, i cui primi firmatari furono nel 1990 Fabrizio De André e il poeta Giorgio Caproni. Oggi ne fanno parte, tra gli altri, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Brunori Sas, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Frankie hi-nrg mc, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Andrea Purgatori, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Willie Peyote. Intanto Musicultura sbarca a Barcellona per un progetto di valorizzazione della canzone italiana all’estero.

Cc riconsegnano dipinto pittrice ‘600 a sindaco FossombroneMadonna di Camilla Guerrieri era stata rubata nel 1992

FANO (PESARO URBINO)15 novembre 201917:34

– Riconsegnata dai carabinieri al sindaco di Fossombrone una preziosa opera del Seicento marchigiano, attribuibile alla pittrice Camilla Guerrieri, figlia del più celebre Francesco Guerrieri: il dipinto era stato rubato nel 1992, insieme ad altri oggetti d’arte e sacri dalla chiesa di Santa Maria Annunziata. Il comandante della Compagnia di Fano Maximiliano Papale e il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona Carmelo Grasso hanno restituito al sindaco Gabriele Bonci la tela, databile intorno al 1650-55, dipinta ad olio, di 50×45 cm.
raffigurante la “Madonna orante”. A rintracciare per la prima volta il dipinto, che all’origina aveva una cornice dorata e una corona d’argento mai più ritrovate, fu cinque anni dopo nel novembre del 1997 Marco Luzi, l’attuale responsabile dei beni culturali del Comune di Fossombrone, che notò il quadro esposto in una bancarella al mercato dell’antiquariato di Fano. Grazie alla sua segnalazione i carabinieri identificarono il detentore dell’opera, un antiquario di Rimini: il dipinto fu sequestrato pochi giorni dopo anche se il mercante asseriva di averlo acquistato con regolare fattura per 2 milioni di lire da un antiquario fanese, già noto alle forze di polizia in quanto coinvolto in altre indagini su furti di opere d’arte. Poiché il dipinto non risultava, per errore, nell’elenco delle opere rubate al convento di Fossombrone (50 candelieri e 3 quadri), il Nucleo Tutela Patrimonio, dopo una serie di verifiche, in collaborazione con Daniele Diotallevi della Soprintendenza per beni Artistici delle Marche di Urbino, riuscì a stabilirne la provenienza. L’antiquario fanese, oggi deceduto, indagato per ricettazione, aveva riferito di averlo avuto in dono nel 1987 da un sacerdote già all’epoca deceduto da qualche annoI due antiquari sono stati condannati in primo grado per ricettazione, ma il ricorso in appello e l’approdo Cassazione hanno allungato l’iter burocratico fino alla consegna di oggi. Il sindaco Bonci ha annunciato che la Vergine che legge il libriccino verrà ora esposta al pubblico nella della Pinacoteca civica.

Musica: Didone ed Enea a Lecce, in scena commento CapraricaOpera Purcell ambientata nel Salento dello sbarco di Enea

LECCE15 novembre 201917:46

– Debutta domenica al Teatro Apollo di Lecce un ‘Didone ed Enea’ di Purcell messo in scena da Antonio De Petris con incursioni del giornalista Antonio Caprarica, chiamato a ‘commentare’ le vicende dei due protagonisti, tra mito e realtà.
L’opera è ambientata sulle coste salentine, tra Porto Badisco dove la tradizione vuole l’approdo di Enea, e Castro dove le ultime scoperte del tempio di Minerva rispondono più fedelmente al luogo dove Virgilio colloca lo sbarco. La scenografia è in videoediting, tra riprese riprese in movimento e immagini fisse, comprese quelle della Grotta dei Cervi, concesse dalla Soprintendenza ai beni Archeologici, Culturali e Paesaggistici di Taranto: saranno in apertura del secondo atto, con la scena delle streghe convocate in una grotta per preparare la rovina di Cartagine e Didone. Andrea Crastolla sarà sul podio dell’orchestra Terra del Sole, con il supporto del Leo Chorus, con la soprano Rachele Stanisci nei panni di Didone e il baritono Carlo Provenzano in quelli di Enea.
L’opera, supportata da molti enti locali pugliesi (dopo Lecce sarà il 20 dicembre al Teatro Fusco di Taranto e il 21 dicembre al Monticello di Grottaglie), è anche un’occasione per giovani talenti: gli interpreti dei personaggi secondari sono stati selezionati attraverso audizioni nei conservatori di Lecce e Taranto.

Novecento Rendez-Vous, alla ricerca dell’arte del XX secoloPrima edizione evento diffuso, si comincia da Roma

5 novembre 201918:19

– S’intitola Novecento Rendez-Vous la prima edizione di una iniziativa nazionale che celebra il XX Secolo, attraversando gli stili che si sono succeduti e le architetture, mode ed eventi cui hanno dato vita. Il curatore dell’associazione Italia Liberty, Andrea Speziali, ha scelto un percorso ideale che inizia dove il Liberty cede il passo all’Art Déco per proseguire fra Razionalismo, Simbolismo, Eclettismo, Futurismo fino ai ruggenti anni Sessanta e, in parte, anni Novanta. Dal 16 novembre all’8 dicembre l’evento diffuso con appuntamenti in varie località: visite guidate in prestigiose residenze, mostre e workshop per consentire a un vasto pubblico di vivere un’esperienza originale a ritroso nel tempo. Questa prima edizione vede infatti una notevole concentrazione di attività con passeggiate alla scoperta e riscoperta dell’Art Déco perché proprio nel 2019 ricorre il centenario dalla realizzazione dei primi manufatti Déco.
Vede inoltre al centro la figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, poliedrica figura di architetto e artista del ‘900. Un personaggio che, tra l’altro, ha portato il nome di Marostica nel mondo con la partita a scacchi con personaggi viventi che ideò, curò e realizzò nel 1955.
I principali centri attorno ai quali si sviluppano percorsi di visita ed esperienze sono Torino, Bari, Catania, Firenze e Roma, ma altri ancora i luoghi coinvolti in giro per l’Italia.
Primo appuntamento sabato 16 novembre a Roma a Villino Ximenes, la casa-studio di Ettore Ximenes e la dimora del misantropo Principe Torlonia ovvero la Casina delle civette in cui l’utilizzo di forme sinuose e di un raffinato gusto decorativo rendono questi due luoghi due capolavori assoluti del liberty romano. Dalla Città universitaria de ‘La Sapienza’ al rione EUR contrapponendo lo sfarzo e la ricchezza del modernismo, all’essenzialità ed il rigore delle forme dello stile razionalista che a partire dagli anni Venti cambiò profondamente di Roma.

Musica: Netrebko e Eyvazov per serata evento The Stars of OperaCon Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri all’Arena di Verona

15 novembre 201918:45

– Un atteso ritorno della coppia d’oro più affermata del belcanto mondiale per il secondo anno consecutivo in Arena: Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, dopo il successo del 2019 che li ha visti protagonisti nel Trovatore verdiano con la regia del grande Franco Zeffirelli, tornano all’Arena di Verona il 23 luglio 2020 per la serata evento The Stars of Opera, a fianco di Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri, per un appuntamento davvero imperdibile, diretto dal Maestro Marco Armiliato. Coppia d’arte e di vita, Anna Netrebko e Yusif Eyvazov sperimentano, già da tempo e sui migliori palcoscenici del mondo, le dinamiche del gala che consentono loro libertà e studio continuo, familiare, sempre alla ricerca di nuove vie d’espressione. Il programma della serata è in fase di definizione proprio per assicurare al pubblico uno spettacolo unico lontano dai modelli attualmente proposti nella loro tournée mondiale, ma che sarà il frutto di un lavoro meditato attentamente per valorizzare al meglio il connubio tra la magia del palcoscenico all’aperto più famoso al mondo e le potenzialità vocali degli artisti. Il gala sarà diretto dal Maestro Marco Armiliato, continuamente chiamato nei teatri più prestigiosi, dal MET all’Opéra de Paris, alla Wiener Staatsoper, famoso per aver diretto sin dai loro esordi grandi voci come Luciano Pavarotti, Placido Domingo e più recentemente Jonas Kaufmann, Angela Gheorghiu e la stessa Anna Netrebko. Per questa serata eventoAnna Netrebko e Yusif Eyvazov saranno affiancati da altri due nomi importanti del panorama internazionale: Daniela Barcellona, mezzosoprano che, dal suo debutto nel Tancredi al Rossini Opera Festival nel 1999, si è affermata come interprete di riferimento dei ruoli “en travesti”, che l’hanno vista protagonista dei più prestigiosi teatri al mondo, dal MET al Teatro alla Scala, dalla Royal Opera House al Festival di Salisburgo. Ambrogio Maestri, grande baritono che ha debuttato con Riccardo Muti al Teatro alla Scala e da allora è ospite dei più importanti teatri mondiali, famoso e apprezzato per i ruoli verdiani e la cui felice collaborazione con l’Arena di Verona è ormai quasi decennale.

Hit parade, Marracash ancora in vettaSecondo e terzo posto le new entry Zucchero e Il Volo

15 novembre 201920:22

E’ ancora “Persona”, nuovo lavoro di Marracash, il rapper di Nicosia, a dominare la classifica degli album più venduti della settimana secondo la classifica stilata d Fimi/Jfk. L’album che conquista per la seconda settimana consecutiva la vetta della classifica, l’8 novembre ha esordito anche al primo posto della classifica dei vinili e della Top Singoli, con 12 pezzi nelle prime 13 posizioni! Inoltre, il disco conta oggi oltre 76 milioni di stream in Italia e, già nelle prime 24 ore dall’uscita, aveva dominato la Top 50 Italia di Spotify con 15 pezzi nelle prime 16 posizioni, la Global di Spotify con ben 6 brani, nonché la vetta di tutte le piattaforme digitali. Non sono da meno i risultati live: con 30.000 biglietti venduti per le 3 date milanesi, apre la nuova e quarta data! Il rapper è pronto quindi a salire sul palco del Mediolanum Forum di Milano per ben quattro date nel 2020: sold out in meno di 48 ore i concerti del 3 e 4 aprile al Forum, ultimissimi biglietti per la data del 18 aprile, nuova data il 2 maggio. Infine, dato il grande successo della data torinese, il live inizialmente previsto per il 21 aprile al Concordia di Torino Venaria si terrà il 28 aprile al Pala Alpitour. E annunciata anche la data zero del tour il 28 marzo al PalaInvent di Jesolo (Ve). Intanto, nella top ten, seguono a Marracasch quattro new entry. Medaglia d’argento per Zucchero con il suo D.O.C. che si piazza sul podio al secondo posto e al primo tra i vinili più venduti, seguito dal Volo con l’album che raccoglie il meglio dei successi del primo decennio di attività del trio, intitolato appunto “10 years- The best of”. Anche il quarto e quinto gradino della classifica sono occupati da due nuovi ingressi. Si tratta di Vega Jones con La bella musica, secondo lavoro del rapper di Cinisello, e di Nick Cave & The bad seeds con Ghosteen, titolo anche del brano del nuovo disco dell’artista australiano con i Bad Seeds, che ha elaborato il grave lutto che lo ha colpito nel 2015, quando suo figlio Arthur, precipitò da una scogliera mentre era sotto effetto dell’lsd. Al sesto posto si piazza Marco Mengoni, da 50 settimane in classifica, con il Atlantico on tour, seguito da un altro longevo della hit, ovvero Ultimo, presente in classifica da 32 settimane con Colpa delle favole. Chiudono Emma con Fortuna, Renato Zero con Zero il folle e Rocco Hunt con Libertà. Per i singoli è in testa il nuovo Blun7 a swishland, del giovanissimo rapper tomano Tha Supreme.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dall’ 8 al 14 novembre:1) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)3) 10 YEARS – THE BEST OF, IL VOLO (MASTERWORKS SONY)4) LA BELLA MUSICA, VEGA JONES (RCA RECORDS LABEL SONY)5) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF/KOBALT DIGITAL LICENSING)6) ATLANTICO ON TOUR, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL SONY)7) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)8) FORTUNA, EMMA (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC )9) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)10) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL SONY)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUNT7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SUPREME (L’EGO), MARRACASCH (ISLAND UNI)3) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK) WMI)4) CRUDELIA (I NERVI), MARRACASH (ISLAND UNI)5) FLASHBACK, GHALI (STO RECORDS/ATLANTIC/WMI WMI )Infine ecco la classifica dei vinili più venduti:1) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)2) GHOSTEEN, NICK CAVE & THE BAD SEEDS (AWAL-GHOSTEEN LTD SELF)3) FLEURS-LA TRILOGIA COMPLETA, FRANCO BATTIATO (UNIVERSAL STRATEGIC UNIVERSAL MUSIC)4) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY WMI)5) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE).

Allevi, io dissidente guardo all’antico per il futuro’Hope’ è nuovo album. Da dicembre in tour

15 novembre 201919:39

Parla di speranza, questa volta, Giovanni Allevi che oggi pubblica il nuovo album intitolato ‘Hope’. Il compositore, pianista e direttore d’orchestra, torna in scena con un lavoro dedicato ai suoni del Natale, ma solo per una sorta di inno all’antico che possa ispirare speranza per il futuro.”Cerco di distinguere le parole antico e passato – spiega Allevi – perché la prima, a differenza della seconda, mantiene la sua attualità come elemento a cui attingere. L’antico non è qualcosa di morto, ma di attivo e da utilizzare continuamente per capire e progredire”. E così, nella scaletta del nuovo ‘Hope’ sono entrati, tra un’opera inedita e l’altra, anche l’interpretazione personale di capolavori per coro e orchestra tratti dal repertorio classico di Bach, Mozart e Händel, “perché – ricorda Allevi – non c’è futuro senza storia”.In questo ultimo album l’enfant terrible della musica classica contemporanea per la prima volta affianca al suo pianoforte anche il canto, affidato per l’occasione al Coro dell’Opera di Parma e alle voci bianche dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano, il tutto sostenuto dai musicisti dell’Orchestra Sinfonica Italiana che in una veste inedita propone un accompagnamento con batteria. “Il mio obiettivo – racconta Allevi – è sempre quello di trovare la magnificenza della musica antica che si esprime attraverso il coro polifonico, l’orchestra e i grandi capolavori dei compositori, affiancando però il tutto al suono del mondo contemporaneo che c’è attorno a noi. E’ una delle cose più difficili da fare, forse, ma il mio senso di malinconia e di precarietà mi porta a compensare nella musica, affidando la mia anima ad un linguaggio maestoso, un qualcosa che non sento dentro di me ma che desidero profondamente”.Tra ‘O generosa’ e ‘Te deum’, ‘Ave verum corpus’ e ‘Halleluja’, Allevi ha inserito nel suo album-inno alla speranza anche una sua versione di ‘Christmas Time’ e la cantata sacra ‘Sotto lo stesso cielo’. “E la mia via di fuga da tutto quello che è scontato – ha detto il compositore – e da un presente dove vige l’ansia dell’essere immediatamente riconosciuti. Viviamo in un mondo dove i numeri sono tutto ma la bellezza va ricercata nel tempo, aspettata e capita. Io sono per le esplosioni di cori, per il contrappunto, le visioni musicali mistiche e notturne. Faccio il dissidente ed è questo il mio modo di dire chi mi ama mi segua”. A dicembre Allevi tornerà anche sui palcoscenici italiani per una serie di concerti del suo ‘Hope Christmas tour’, al via il primo dicembre dal Teatro Dal Verme di Milano.

Ploi. La strada per Paradise Valley

14 novembre 201916:41

Un pulcino piviere e i suoi sogni. Daranno vita ad una fantastica avventura, tanti incredibili amici e nuove scoperte. Questi gli ingredienti di Ploi, divertente film d’animazione per la famiglia che sarà al cinema dal 21 novembre con Altre Storie e Minerva Pictures.   Il racconto di un pulcino di piviere, Ploi, e del viaggio avventuroso che gli permetterà di ‘diventare grande’, superando ogni paura. Un viaggio pieno di pericoli che affronterà con coraggio grazie all’amore per la famiglia e per la sua pulcina preferita, Ploveria, ma anche grazie all’aiuto di tanti nuovi amici: dalla pernice Giron pronta a proteggerlo dal freddo, alla pecora ‘reggae’ che lo spingerà a seguire il proprio cuore.    Un film dedicato a tutta la famiglia, un’occasione per divertirsi e condividere gli stessi desideri, le emozioni, le conquiste di Ploi: la sua curiosità, la voglia di crescere e aiutare gli altri, il coraggio necessario per superare le paure e le difficoltà. In fondo per riuscire a ‘volare’ e diventare dei piccoli grandi eroi, bisogna uscire dal proprio nido, credere sempre in sé stessi e aver cura delle persone a cui vogliamo bene. E Ploi incarna perfettamente i valori del film.?
Ploi, realizzato dallo studio d’animazione islandese GunHil, una filiale della Sagafilm, e dallo studio d’animazione 3D belga Cyborn, è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival dove ha conquistato i piccoli giurati con la sua storia avvincente.

Il Tff tra Verdone, Hitler, Frida Kahlo e BifoA Torino 197 film dal 22 al 30 novembre. In concorso Padovan

15 novembre 201911:27

– Sotto la protezione dell’iconica attrice britannica Barbara Steele che campeggia inquieta nel manifesto del 37/mo Torino Film Festival (22 al 30 novembre), presentata stamani a Roma dal direttore artistico Emanuela Martini questa nuova edizione nel segno di varietà, qualità e low budget (1.900.000 euro). In tutto 197 film di cui 142 lungometraggi e 15 titoli internazionali. Comunque un’offerta monstre che mette insieme Carlo Verdone, Hitler, Frida Khalo, Bifo, Di Gregorio, Altan e migranti e che si apre con JOJO RABBIT di Taika Waititi commedia nera con Thomasin McKenzie, Sam Rockwell e Scarlett Johansson con protagonista un ragazzino di dieci anni che ha un solo idolo: Adolf Hitler. Chiusura poi del festival nel segno del thriller con Daniel Craig nei panni di un detective in KNIVES OUT di Rian Johnson.Nella sezione concorso, Torino 37, un solo film italiano in concorso IL GRANDE PASSO di Antonio Padovan con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi in un lavoro che si ispira a Carlo Mazzacurati. Tanta Italia invece a Festa Mobile. Si va da COLPITI AL CUORE di Alessandro Bignami che, a cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana, va ad interrogare Amelio, Bellocchio, Renato De Maria, Marco Tullio Giordana e Wilma Labate e i loro film che hanno raccontano quella stagione.Ci sarà poi FRIDA VIVA LA VIDA, docu film di Giovanni Troilo con la partecipazione di Asia Argento, che racconta questa icona pop che sembra aver vissuto tre vite. C’è poi LONTANO LONTANO di Gianni Di Gregorio con Ennio Fantastichini e Giorgio Colangeli vede il ritorno della poesia del regista di ‘Pranzo di ferragosto’ alle prese questa volta con tre pensionati alla ricerca di un posto più economico dove vivere. Tra gli altri italiani, NOUR di Maurizio Zaccaro con la storia di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e di una bambina scappata dalla Siria che cerca la sua mamma; VACCINI. 9 LEZIONI DI SCIENZA di Elisabetta Sgarbi con una serie di scienziati e filosofi che raccontano la loro verità sui vaccini e MI CHIAMO ALTAN E FACCIO VIGNETTE di Stefano Consiglio, il racconto di quarant’anni di storia italiana: con la Pimpa, con le sue languide donne dai capelli blu, i suoi uomini con l’ombrello e l’inamovibile metalmeccanico comunista Cipputi. Nella sezione TFFdoc c’è poi L’UNICA COSA CHE HO È LA BELLEZZA DEL MONDO ovvero quattro documentari e la conversazione con lo scrittore e filosofo Franco “Bifo” Berardi.Carlo Verdone sarà poi il Guest Director di 37a edizione del Torino Film Festival. L’attore-regista presenterà al pubblico ‘Cinque grandi emozioni’, la sezione da lui curata composta dai film da lui amati. Si va da ‘Ordet’ di Carl Theodor Dreyer a ‘Buon compleanno Mr. Grape’ di Lasse Hallström, da ‘Divorzio all’italiana’ di Pietro Germi a ‘Oltre il giardino’ di Hal Ashby fino a ‘Viale del tramonto’ di Billy Wilder. Voglia, infine, di restare da parte di Emanuela Martini all’ultimo anno di mandato: “Questa città e questo festival mi hanno dato tanto e io ho dato tanto loro. Nonostante lo snellimento del budget, la manifestazione in questi ultimi anni ha tenuto botta ed è anzi in crescita. Mi piacerebbe così – conclude la Martini – continuare a seguire questa crescita”.

A Marco Bellocchio il Premio del VittorialeCerimonia il 30/11 con visite a Prioria e al Parco illuminato

14 novembre 201916:14

– E’ Marco Bellocchio il vincitore del X Premio del Vittoriale. Il regista, sceneggiatore e produttore che con il suo ultimo film ‘Il Traditore’, già vincitore di 7 Nastri d’Argento 2019, è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar 2020 per il miglior film straniero” ha saputo unire, magistralmente, l’impegno sociale alla bellezza dell’arte: in ciò perfettamente dannunziano” spiega nella motivazione al premio il presidente Giordano Bruno Guerri.
La cerimonia di premiazione sarà sabato 30 novembre alle 17.00, al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera, in provincia di Brescia. In occasione della serata ci saranno l’apertura straordinaria e speciali visite gratuite alla Prioria e al Parco illuminato. La visita alla Prioria è riservata alle prime 100 persone che prenoteranno tramite mail all’indirizzo segreteriaprogettispeciali@vittoriale.it, per tutti gli altri partecipanti ci sarà una visita gratuita al Museo D’Annunzio Eroe e ai luoghi illuminati del parco.
Il Premio del Vittoriale, istituito nel 2011, è stato finora assegnato a Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi, Alberto Arbasino, Ida Magli, Riccardo Muti, Piero Angela, Samantha Cristoforetti.
Ai vincitori viene donata un’opera di Mimmo Paladino e la riproduzione del cavallo blu che domina l’Anfiteatro del Vittoriale.

Woody Allen omaggia la Grande Mela nel suo film più difficileIn sala dal 28 novembre Un giorno di pioggia a New York

15 novembre 201919:24

Come ricorda il titolo, ‘Un giorno di Pioggia a New York’, l’ultimo film di Woody Allen è un vero e proprio omaggio alla Grande mela, una città che ti avvolge e coccola se parli la sua lingua, ma a volte ti strangola (se vieni dalla provincia). E questo ultimo lavoro del regista di ‘Provaci ancora Sam’ è anche un omaggio a tutti i suoi temi, al suo umorismo filosofico ammantato di nichilismo in un film, tra l’altro, realizzato ai tempi del MeeToo. Una cosa nata con le campagne mediatiche condotte contro di lui dal figlio Ronan e da Mia Farrow che ha spinto Amazon Studios a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e poi a sospenderla a tempo indeterminato. ‘Un giorno di Pioggia a New York’, in sala con Lucky Red dal 28 novembre, racconta la storia di una coppia di innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), che arrivano nella Grande Mela perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), regista in crisi. L’idea dei due, che più diversi non potrebbero essere, è quella di passare un weekend a New York, ma succederà di tutto oltre una incessante pioggia battente. La provinciale Ashleigh, piu groupie che giornalista, si ritrova prima a diventare confidente del regista in crisi, poi a condividere un momento di crisi matrimoniale con lo sceneggiatore Ted Davidoff (Jude Law) e, infine, a finire nelle grinfie del divo bello impossibile Francisco Vega (Diego Luna).
Un incontro, quest’ultimo, che la ragazza definirà “la cosa più bella mai incontrata dopo la pillola del giorno dopo”. E Gatsby? È per tutto il tempo in attesa che Ashleigh si liberi, ma non sta certo con le mani in mano. Lui che è un newyorkese vero di famiglia benestante, un ragazzo appassionato di gioco d’azzardo, musica jazz e blues come della New York di un tempo, si ritroverà a girare un improvvisato film accanto alla bella Shannon (Selena Gomez) e a ritrovarsi in una festa di famiglia dove scoprirà qualcosa sulla madre davvero incredibile. “Ho sempre amato le vecchie commedie romantiche di Hollywood – dice Allen -, le trovo davvero meravigliose. Questa – aggiunge – è una storia d’amore e mi piaceva moltissimo l’idea di ambientarla in una romantica New York piovosa”. E ancora il regista: “Penso che questo sia un film positivo e che Gatsby, alla fine del weekend, trovi comunque se stesso a un rapporto migliore con sua madre. E poi, come dice Gatsby, New York ha un piano tutto suo e il tempo è sempre contro di te. Puoi cercare di controllarlo o di manipolarlo un po’, ma alla fine devi arrenderti”. Infine, direttore della fotografia di ‘Un giorno di Pioggia a New York’, il nostro Vittorio Storaro

Netflix cambia mappa discordia sui lagerIl premier polacco ringrazia su Facebook

WASHINGTON15 novembre 201921:08

Netflix accoglie le richieste di Varsavia e cambierà la mappa della discordia che compare in uno dei suoi documentari sui campi di sterminio nazisti. Una mappa dei lager all’interno degli attuali confini della Polonia dà l’impressione che sia questo Paese, e non la Germania nazista, responsabile degli eccidi.
“Cambieremo la mappa per evitare ogni equivoco”, afferma Netflix. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, che aveva sollevato la questione con una lettera all’amministratore delegato di Netflix Reed Hastings, ringrazia su Facebook: “Gli errori non sempre sono fatti in cattiva fede, e vale sempre a pena di parlare in maniera costruttiva per correggerli”.

‘Leonardo inventò anche il pelapatate’Lo ha ricordato astrofisico italiano in una conferenza a Praga

PRAGA15 novembre 201921:05

Non solo l’elicottero, il paracadute e la tuta da immersione: fra le invenzioni o intuizioni di Leonardo da Vinci ce ne sono anche alcune che riguardano al cucina come lo sbuccia patate e consigli dietetici ancora attuali.
La curiosità è stata ricordata da un giovane astrofisico, Lorenzo Pizzuti, in una conferenza tenuta all’Istituto italiano di cultura (Iic) di Praga per introdurre gli eventi previsti in Repubblica Ceca per la Settimana della cucina italiana.
Guidando il pubblico alla scoperta di alcuni aspetti del genio a 500 anni dalla sua morte, Pizzuti ha parlato anche di cucina e cultura alimentare: “campi in cui Leonardo introduce nuovi strumenti pratici, quali rudimentali trita pepe e sbuccia patate, nonché prescrizioni dietetiche all’avanguardia”, sintetizza un comunicato dell’Iic.

Lara Prescott, le parole possono ancora cambiare il mondoLa scrittrice americana e Zivago di Pasternak

5 novembre 201918:32

La prima volta che ha letto ‘Il dottor Zivago’ era al liceo, ma da allora Lara Prescott ogni due anni è tornata a leggerlo. “Ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti, tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo di Pasternak sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la scrittrice americana, 37 anni, che vive ad Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.La Prescott è andata a cercare i segreti, le parole non dette, ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così il romanzo con cui esordisce nella narrativa, ‘Non siamo mai stati qui'(euro 18), pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa, che è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.”Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

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Breat Easton Ellis, farò un film horror e un nuovo romanzo
In Italia con ‘Bianco’

15 novembre 201918:27

Bret Easton Ellis, l’enfant terrible della letteratura finalmente farà il suo film e sarà un horror. “Scritto e diretto da me. Premesso che tutto può andare storto, è l’unico progetto in cui ci sono le persone che ci credono veramente e i soldi veri. Sarà un film semplice, di genere, un horror, che parla di giovani, di mostri e di dipendenza dalla droga. Siamo in una fase di pre, pre produzione” dice  l’enfant terrible della letteratura tornato in Italia, dieci anni dopo la sua ultima visita, con ‘Bianco’ (euro 19,00) pubblicato da Einaudi nella traduzione di Giuseppe Culicchia.  Strutturato in 8 capitoli, il libro parte dalla sua infanzia, dall’adolescenza tutta cinema con grandi scorpacciate di film horror, passa attraverso i successi letterari, dall’esordio con ‘Meno di zero’ ad American Psycho e arriva al 2018 passando attraverso i social e il nuovo Easton Ellis. Ma la maggior parte delle 268 pagine di ‘Bianco’ sono occupate dai film che tutti volevano fare negli anni Settanta, tanto che viene da pensare che forse lo scrittore che ha cambiato il modo di concepire la narrativa americana, volesse in realtà fare cinema. “E’ vero”, dice Bret Easton Ellis, 55 anni, che mentre scriveva ‘Meno di zero’ pensava sempre “ora finisco questo e poi mi metto a fare cinema. Ma non è andata così perché nella testa avevo altri cinque o sei libri e per scriverli non ci sono voluti 10 anni come pensavo, ma 35”. Un memoir, un saggio, un libro diverso da quelli a cui l’autore di American Psycho ci ha abituato, ispirato ai monologhi dei suoi podcast, ‘Bianco’ ‘ alla fine “mi ha riattivato qualcosa. Mi è venuta voglia di riprendere in mano il romanzo abbandonato che cito nel libro. Mi torna continuamente in mente, mai come quest’anno.
Allora credo sia il caso che lo scriva e lo faccio dicendo vaffanculo a un mio ragionamento sul senso del romanzo americano oggi. Scrivere un romanzo da molto più piacere che scrivere 40mila sceneggiature” afferma convinto. Poi lo scrittore, che si sente “romantico” rispetto a chi fa politica, dice: “Ho sempre pensato che la politica non può risolvere i problemi della condizione umana, è molto più burocratica e pragmatica e quindi essenzialmente portata a controllare e da questo io mi sottraggo”. In ‘American Psycho’ c’è un personaggio ossessionato da Donald Trump. “All’epoca vivevo a Manhattan, frequentavo molti giovani come me e ho constatato personalmente quanti aspirassero ad essere come Trump. Così mi è venuto in mente di metterlo nel libro, però, sia chiaro, non ho il dono della preveggenza. Mai avrei pensato che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti e ho l’impressione che non se ne fosse reso conto nessuno. All’inizio del romanzo cito un pezzo dei Talking Heads in cui dicono: ‘Nessuno è sembrato accorgersi che tutto quanto si stava disfacendo’. E’ quello che penso dei nostri anni Ottanta'” racconta lo scrittore. E precisa: “Nel mio podcast però non lo nomino mai Trump perché non voglio dividere il mio pubblico nel modo in cui è contrapposta l’opinione pubblica americana. Le due parti non fanno altro che strillarsi addosso e nessuno capisce cosa l’altro abbia da dire”.Bret Easton Ellis  fa anche notare che i social media, a cui è dedicata l’ultima parte di ‘Bianco’, “sono per molti aspetti l’unica cosa di cui Trump dispone”, ma “io a questo gioco non voglio giocare. Fino a dieci anni fa era molto divertente, una specie di club di comici, di selvaggio west in cui la gente tirava fuori battute scandalose. Adesso è diventato punitivo”.

Ferlinghetti, la cosa più importante è imparare a respirareParla il poeta centenario e arriva il suo Little boy

5 novembre 201918:15

“La cosa più importanmte di una vita è imparare a respirare. Parole e respiro sono a volte due cose diverse. Little Boy è un lungo respiro. Come una vita intera”. Lo dice Lawrence Ferlinghetti dalla sua abitazione di San Francisco, sopra la libreria e casa editrice City Lights da lui fondata. Il padre della Beat Generation, il testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Gregory Corso e William Burroughs, da sempre non ama “dare risposte. Visionario, poetico, arriva in Italia  il suo ‘Little Boy’, l’atteso libro in cui, a 100 anni,  Ferlinghetti si racconta in un flusso di coscienza trascinante e senza punteggiatura. Uscito negli Usa per il suo compleanno, festeggiato il 24 marzo scorso, e’ un memoir, un’autobiografia, un autoritratto in prosa. E’ il libro di un poeta in viaggio, di un ragazzino che vivra’ per sempre, come tutti i giovani. “Sono un poeta. Lascio alla critica – sottolinea – il compito di decidere se ‘Little Boy’ sia piu’ memoir, piu’ autobiografia, o anche altro. I poeti hanno sempre preferito che fosse la critica a farlo!”. Dell’esperienza della Beat Generation dice ridendo “Beat chi?” e dei suoi amici racconta: “Mi manca il buffo senso dell’umorismo di Gregory Corso. Eppure la sua poesia era cosi’ piena di premonizioni di morte”. Mentre di quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, a cui piu’ volte fa riferimento nel libro, tra smartphone, Facebook e droni, Ferlinghetti spiega: “E’ una domanda troppo grande. Domande, risposte. Dovrei scrivere un libro intero solo per rispondere a questa singola domanda. Sono solo – ribadisce – un poeta, le domande e le risposte sono piu’ adatte agli storici, ai critici”.Dissidente romantico o romantico dissidente come parla di se stesso nelle ultime pagine del libro, Ferlinghetti, poeta, pittore, artista di origini italo-americane nell’edizione di Little Boy pubblicata da Edizioni Clichy e tradotta dalla sua fedele collaboratrice Giada Diano, saluta i lettori del paese d’origine della sua famiglia facendoci entrare nello spirito del libro: “Sono felice che Little Boy sia riuscito ad arrivare in Italia. Credo che Little Boy sia universale. Ci sono Little Boy ovunque nel mondo e Little Boy puo’ essere di qualunque nazionalita'”.Con il libro arriva anche il film documentario ‘Lawrence. A Lifetime In Poetry’, diretto dalla stessa Diano ed Elisa Polimeni. “Questo meraviglioso film di Giada Diano e Elisa Polimeni e’ davvero prezioso come documento letterario perche’ nessuno ha mai raccontato cosi’ la mia figura di poeta. Sono felice e spero che lo vedano tutti” dice Ferlinghetti al quale e’ molto piaciuto il film.Il viaggio che si compie con ‘Little Boy’ a cui Ferlinghetti ha lavorato per quasi tutta la vita ci porta dentro la realta’ e il sogno dell’autore di ‘A Coney Island of the Mind’, ‘Il senso segreto delle cose’ e ‘Poesia come arte che insorge’. “Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane. Non e’ nemmeno un’autobiografia, e’ semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita. Diciamo che e’ un romanzo sperimentale” come spiega Ferlinghetti di questa autobiografia di stampo quasi joyciano che ti trascina nella pagine e ti fa stare dentro la storia fin dalle prime parole: “Little Boy si sentiva completamente perso. Non sapeva chi fosse ne’ da dove venisse”. E la sua e’ la vita di un ragazzino, little boy appunto, dall’infanzia travagliata: nato nel 1919 a Yonkers, New York, rimasto orfano di padre da piccolo, affidato dalla madre sconvolta nelle braccia della zia Emilie che lo porta in Francia, tornato con lei a New York, finito in orfanatrofio, ripreso dalla zia e adottato dalla facoltosa famiglia Bisland. Arruolato in Marina appena prima di Pearl Harbor. Duecentotrentasette pagine in cui tra poeti, folli, artisti, Ferlinghetti ci parla anche di noi e di quella paura dell’ignoto che genera nemici ovunque.

La Romagna in ‘giallo’ di Enrico FranceschiniNel suo noir lati oscuri e ironici della Riviera fuori stagione

LONDRA15 novembre 201914:39

–  ENRICO FRANCESCHINI, ‘BASSA MAREA’, (RIZZOLI, PP 352, EURO 19,00). Quando si spengono le luci sfavillanti della vita mondana e del turismo di massa la Riviera romagnola, immersa nella pausa del fuori stagione, mostra anche il suo lato oscuro. E’ questo che indaga lo scrittore e giornalista Enrico Franceschini nella sua commedia gialla dal titolo ‘Bassa marea’ e lo fa con l’ironia del Grande Lebowski, laddove personaggi e ambientazioni della Romagna ricordano quelli della California, e sentendo il richiamo irresistibile degli autori che hanno dato lustro al genere noir della West Coast americana.
La scelta del protagonista è piuttosto inusuale, non si tratta, infatti, del solito commissario o maresciallo dei Carabinieri, e nemmeno di uno scrittore molto curioso e acuto, ma di Andrea Muratori detto Mura, giornalista in pensione, tornato nel paesino di villeggiatura dell’infanzia dopo una lunga carriera da inviato giramondo, con pochi soldi in tasca, un capanno di pescatori come casa e in pace con se stesso. Per costruire i tratti del suo personaggio Franceschini si è ispirato alla sua esperienza personale: per decenni corrispondente di Repubblica in diversi Paesi, è ora in pensione, e più volte nel romanzo descrive come è cambiato nel tempo il mondo dell’editoria. Il suo Mura ora deve affrontare una situazione del tutto inaspettata. Tocca a lui infatti trovare sul bagnasciuga una donna, mezza tramortita e infreddolita, che si scoprirà poi essere una enigmatica russa di nome Sasha. Da lì inizia un viaggio nella Riviera fuori stagione, in cui gli abitanti verniciano e riparano, sperperando i guadagni estivi e portando a galla vizi nascosti, fra un clan di calabresi che traffica schiave del sesso e immigrati cinesi che spacciano erba. Il protagonista sente tutta la responsabilità di una impresa ardua e quindi si rivolge a tre amici, sessantenni irresistibili come lui che lo aiutano, colorando la narrazione con battute e sarcasmo, perché pur sempre si tratta della Romagna, terra del divertimento per definizione. Tanti i rimandi e gli omaggi offerti dal libro, dal film ‘I vitelloni’ di Federico Fellini, al romanzo poliziesco ‘Rimini’ (1985) di Pier Vittorio Tondelli: anche in quel caso era un giornalista a improvvisarsi detective ma non durante il fuori stagione bensì fra la pazza movida dei giorni e delle notti d’estate.

Pmi: +38% innovative, ma ancoraGrant Thornton, in media il loro fatturato cresce del 51%

4 novembre 201911:17

– Aumenta il numero delle Pmi innovative e cresce il loro fatturato. Tuttavia, a quattro anni dalla nascita del Registro del Mise che le riguarda, il loro numero è ancora contenuto così come le loro dimensioni. Questi i principali risultati della terza edizione del report dell’Osservatorio Open Innovative Pmi, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, secondo il quale nell’ultimo anno il numero di Pmi innovative è aumentato del 38% mentre la crescita media del loro fatturato è stata del 50,82%. “Ad oggi il numero delle Pmi innovative è di oltre 1.200 unità ma la stima del bacino potenziale fatta dal Mise un paio di anni fa parlava di 19.000 imprese”, fa notare l’head of tax di Grant Thornton Alessandro Dragonetti spiegando che questo risultato “non può definirsi propriamente un insuccesso perché comunque le iscrizioni sono in aumento, ma sicuramente c’è un tema di scarsa conoscenza dei vantaggi che l’iscrizione a questo registro può comportare”. In continuità col 2018, “il 55% delle società monitorate rileva un valore della produzione inferiore al milione di euro e tre Pmi innovative su quattro possono qualificarsi come micro-imprese, avendo un valore della produzione inferiore ai 2 milioni di euro”, continua lo studio.

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ALLE 10:50 DI MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019

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Scomparsi, si riparte da caso Mirella Gregori
Con P. Orlandi da 12/11. Sorella Gregori, 36 anni e ancora buio 10 Novembre 2019 12:41

È il 7 maggio 1983, un sabato pomeriggio di primavera. In via Nomentana 91, a Roma, suona un citofono. “Mamma, scendo cinque minuti”, dice Mirella Gregori, 15 anni. Sotto ci sarebbe Alessandro, un compagno delle medie per il quale ha avuto un debole. Mirella scende, sorridente, con la chioma di riccioli scuri e, forse, anche un po’ di batticuore. È l’ultima volta che la mamma la vedrà, perché quel pomeriggio Mirella svanisce nel nulla. Solo 44 giorni dopo, un’altra ragazza incontra lo stesso destino. Sempre a Roma, sempre a 15 anni. È Emanuela Orlandi e da allora le due storie si legano in una fitta rete di misteri. Mai risolti. È con lo speciale sul “caso” di Mirella Gregori che parte la terza stagione di “Scomparsi”, la docu-serie in onda da martedì 12 novembre alle 22 su Crime Investigation (Sky, 119), nuovamente con Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, su e giù per la penisola a incontrare familiari e amici di persone ancora oggi sparite nel nulla. “Quando sentimmo alla tv di Mirella – racconta lui – sembrava una situazione molto lontana da noi. Mio padre disse ‘a noi queste cose non succederanno mai perché non abbiamo una lira’. E invece poche settimane dopo scomparve Emanuela”.
“A che punto siamo? Che dopo 36 anni sto ancora cercando mia sorella”, aggiunge Maria Antonietta Gregori.

Pochissime le certezze, per un mistero che qualcuno custodisce da allora, continuando a proteggere i colpevoli. Ma chi sono? Mirella ed Emanuela sono davvero, come si pensò presto, vittime dello stesso intrigo di terrorismo, servizi e segreti e politica? “I dubbi e le domande sono tanti”, prosegue Maria Antonietta. “Spero davvero che questo speciale sia uno spunto di riflessione per chi vuole e chi può. Per chi c’era, per gli inquirenti, per chi oggi è adulto e potrebbe finalmente liberarsi e parlare”.

Addio Elda Lanza, prima presentatrice della tv

10 novembre 201917:32

La scrittrice e giornalista Elda Lanza, conosciuta al grande pubblico come prima presentatrice della Rai e poi come “nuova signora del giallo italiano” grazie al successo di ‘Niente lacrime per la signorina Olga’ , ‘Il matto affogato’, Il venditore di cappelli ed altri titoli ancora pubblicati dalla casa editrice Salani, è morta questa mattina a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva da anni, dopo aver vissuto a lungo a Milano.
Ad annunciare la morte lo scrittore e giornalista Mariano Sabatini. ”Dopo una brevissima malattia, la prima presentatrice della tv (il termine fu coniato per lei), giornalista e scrittrice, si è spenta con accanto il figlio Max e il marito Vitaliano Damioli a Castelnuovo Scrivia, dove ormai risiedeva.
Questi ultimi dieci anni di intensa amicizia sono stati per me magnifici, impagabili, e sono orgoglioso di averla riportata in tv, visto che dopo averla tenuta a battesimo – dalle trasmissioni sperimentali della Rai nel 1952, e fino agli anni Settanta – se l’erano quasi dimenticata. Era tornata prima su La7 con Benedetta Parodi, e poi dalla Balivo, per una serie di tutorial a Detto fatto su Rai2. Sempre molto apprezzata e amata dal pubblico, per l’ironia, la cultura, la simpatia. Stesso discorso per i romanzi con Salani: oltre 100mila copie vendute.
Fino all’ultimo abbiamo parlato gioiosamente di lavoro, di progetti, di idee e, per fortuna, è riuscita a portare a termine e a vedere pubblicato ‘La farfalla pavone’ per la Lisciani Libri e ‘La Terza sorella” per Salani, entrambi da poco nelle librerie”.
Nata a Milano il 5 ottobre del 1924 aveva compiuto da poco 95 anni vissuti in modo intenso e segnati da tanti incontri con Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Walter Chiari, Dario Fo, Giorgio Gaber, Eugenio Montale. Femminista attiva e convinta aveva studiato alla Cattolica di Milano e poi alla Sorbona di Parigi. Nel 1952 aveva iniziato a lavorare per l’allora tv pubblica, ed era così stata la prima presentatrice televisiva italiana. Tv che poi aveva a lungo frequentato, spesso come opinionista in tema di galateo e buone maniere, suo il best seller ”Signori si diventa le nuove regole dello stile” per Mondadori, fino agli anni recenti e al debutto, nel 2012 come giallista..
“Non ho una ricetta, posso soltanto dire come è successo a me.
Sembrava una cosa qualsiasi. Non era una cosa qualsiasi: tumore al pancreas. Sicuramente faccio prima io ad andarmene che questo indesiderato a crescere e a farmi male. Una gara tra me e lui… vincerò io”, aveva scritto qualche giorno fa in un pezzo per il sito web con cui collaborava.

Strike, l’investigatore british nato da J.K RowlingSu Premium Crime, opere firmate con pseudonimo Galbrith

10 novembre 201916:29

La penna di J.K. Rowling non ha creato solo l’universo di Harry Potter, ma anche il detective Cormoran Strike, protagonista dei romanzi polizieschi scritti dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith (nome de plume tenuto a lungo segreto e nonostante tutto il personaggio letterario fu subito amato dalla critica , certo una volta svelata l’identità dell’autrice le copie vendute aumentarono di ben il 4 mila per cento). Da queste opere (La via del male. Il richiamo del cuculo, Il baco di Seta e Bianco Letale – tutte edite in Italia da Salani) è nata la serie Strike – che sbarca per sette appuntamenti in prima serata su Premium Crime, ogni martedì dal 2 dicembre. L’investigatore, è un reduce della guerra in Afghanistan dove è stato ferito nel corpo e nello spirito (privo di una parte di una gamba per una ferita). La Rowling figura anche tra i produttori (Strike a debuttato su BBC1 per poi essere distribuita da Hbo negli USA e in Canada). La serie vede protagonista Tom Burke, che nei panni di Cormoran Strike interpreta un ex veterano diventato investigatore privato.
Figlio naturale di una rockstar tossica e schizzata l’uomo, che lavora in un minuscolo ufficio in Denmark Street, a Londra, è dotato di un’eccezionale capacità d’intuizione che, unita all’esperienza maturata nella Special Investigation Branch, lo rendono capace di risolvere casi impossibili. Su Strike vigila la segretaria Robin Ellacott, ventinovenne maga del trucco e del travestimento segretamente invaghita di Strike, ad impersonarla Holly Grainger, già vista ne I Borgia e Patrick Melrose.

Ballestra, viviamo nella frammentarietàIl nuovo romanzo ‘La nuova stagione’

10 novembre 201916:30

– SILVIA BALLESTRA, LA NUOVA STAGIONE (BOMPIANI, PP 273, EURO 17). I paesi del Centro Italia distrutti dal terremoto, le leggende e i miti legati alla terra, la campagna e la città. Silvia Ballestra ci porta in una dimensione sovrannaturale, arcaica, e nello stesso tempo profondamente concreta e attualissima nel suo nuovo romanzo ‘La nuova stagione’ in cui torna a casa, nelle sue Marche, e apre a nuove dimensioni. Un viaggio interiore e fisico partito sull’onda di quello che è successo con il terremoto in luoghi che “sono vicini e lontani nello stesso tempo” dice la scrittrice. “Si parla sempre di Amatrice, Norcia ma ci sono – spiega – tanti altri paesi delle Marche isolati, tristemente dimenticati come Camerino o Arquata del Tronto”. Quest’ultimo si racconta sia nato sulle pietre scagliate dalla Sibilla contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori. “Questo aspetto un po’ magico dei territori volevo coniugarlo con l’oggi, con le monoculture, lo sfruttamento della terra con i veleni, con le coltivazioni intensive” sottolinea la scrittrice che ha esordito nel 1990 nell’antologia “Papergang, Under 25” di Pier Vittorio Tondelli.
“Sono abbastanza divisa tra dimensione cittadina e di paese.
Cerco di tenere insieme le due cose. Mi piacerebbe che in Italia le città dialogassero di più fra loro e con la provincia.
Milano sembra lontanissima da Roma, nelle Marche c’è una netto distacco tra la costa e la campagna, tra nord e sud. C’è una frammentarietà che non so a cosa ci porterà” dice la Ballestra che è originaria di San Benedetto del Tronto e vive a Milano.
Nel romanzo le sorelle Olga e Nadia sono legate alla terra che hanno ereditato e nello stesso tempo non vedono l’ora di disfarsene. Vengono da una famiglia che coltivava i campi ma le cose sono cambiate. Loro se ne sono andate, i loro figli sono cittadini del mondo, eppure provano una grande nostalgia di quei luoghi e, dopo il terremoto, anche un senso di protezione.
Compiono così un doppio viaggio: a ritroso, nella memoria, e poi nel presente, nella vita reale dove sono impegnate a vendere il terreno di famiglia. I possibili acquirenti sono ex mezzadri arricchiti o mezzi imprenditori della frutta dei quali la Ballestra ci regala degli indimenticabili ritratti umoristici.
“Questa è una storia di contraddizioni , in parte anche di una sconfitta. Le protagoniste non vorrebbero liberarsi di quella terra ma non vedono l’ora di vendere. La campagna non è una cosa semplice, è quasi impossibile da gestire ormai” sottolinea l’autrice di ‘Compleanno dell’iguana’, ‘Gli Orsi’ e de ‘La guerra degli Antò’ da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Riccardo Milani.
La scrittrice non lo immaginava ma ha scoperto “che c’è tanta gente che ha un pezzetto di terra, di campo, che apparteneva alla famiglia e ora è diventato un peso. Il nostro è un paese agricolo. La tendenza dagli anni ’70 in poi è stata di andare a inurbarsi. Questa è una storia di contadini”.
Ma qual è la nuova stagione che ci aspetta nell’era dei cambiamenti climatici? E qual è il nostro rapporto con la natura in questi anni di grandi trasformazioni? “Sono una grande fan di Greta Thunberg, sono felicissima che sia apparso questo movimento di giovani attivisti. I temi sono complessi e la loro richiesta è che la politica se ne occupi davvero, senza esitazioni. I ragazzi le risposte le vogliono subito perché in ballo c’è il loro futuro. Greta è stata attaccata perchè è giovane e donna. Le generazioni precedenti non avevano capito l’imminenza del problema” dice la scrittrice.
Voce narrante della storia è la cugina di Olga e Nadia e sono tante le donne de ‘La nuova stagione’, dalla madre delle due sorelle, Liliana, alle tre ex pazze del manicomio di Teramo, Santina, Luigia e Meri, all’omicidio di Giancarla. “Le donne o sono vessate oppure, nella gestione del lavoro a livelli più alti, sono escluse”ì dice la Ballestra. “La cosa che più mi avvilisce è la mancanza di visione del futuro. Mentre i ragazzi ci lavorano, ci pensano, la politica è miope, è sempre sul presente, sul tiriamo a campare” afferma la scrittrice che nel suo ampio tour di presentazioni sarà il 13 novembre al Modo Infoshop a Bologna, il 20 novembre alla libreria Tuba di Roma, il 27 alla Quodlibet diMacerata e il 28 alla Ubik Il Catalogo di Pesaro.

Arriva il Mahabharata in graphic novelL’epopea indiana con testi Carriere e illustrazioni Michaud

11 novembre 201914:23

– Si alleggerisce la maestosa impresa di leggere la mistica saga indiana de ‘Il Mahabharata’ finalmente disponibile in un graphic novel che mantiene la stessa intensità narrativa e forza espressiva.
Ci sono voluti oltre tre anni di grande lavoro da parte del disegnatore e fumettista Jean-Marie Michaud, che ha illustrato in migliaia di tavole i testi del grande sceneggiatore Jean-Claude Carrière , amico di Luis Bunuel, per fare dell’opera letteraria più estesa al mondo un graphic novel di 440 pagine. Circa 15 volte la Bibbia, scritta in sanscrito a partire dal IV secolo a.C., riveduta e arricchita per oltre 700 anni, ‘Il Mahabharata’ arriva nelle nostre librerie per L’ippocampo a cui va il grande merito di averlo pubblicato, nella traduzione dal francese di Fabrizio Ascani, ad un prezzo davvero contenuto (29,90 euro) per l’eccezionale valore del libro che parla di religione, politica, morale e cosmologia ma soprattutto di liberazione ede elevazione spirituale che secondo la tradizione indiana, sono i fini ultimi della condizione umana.
Complesso e labirintico il “grande poema del mondo” racconta la lunga e furibonda lite dinastica che contrappone i Pandava e i Kurava, due clan di cugini composti rispettivamente da 5 e 100 membri. Sedici i personaggi principali tra cui Krishna, manifestazione terrena del dio Vishnu, che per la prima volta nel Mahabharata fa la sua comparsa nella mitologia indiana e sarà lui a rivelare nella Bhagavad Gita, “Il canto del Signore” ,i misteri del rapporto fra Dio e l’uomo e il loro reciproco amore. La vicenda si svolge tremila anni avanti Cristo.
Opera cardine dell’induismo il Mahabharata è stato a lungo misconosciuto in Occidente e da questa straripante epopea sono derivate le migliaia di credenze e leggende dell’anima indiana che imprimono nel cuore degli uomini il Dharma, la sacra legge che governa il mondo.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cavallaro racconta Sciascia l’ereticoLe battaglie e le lezioni civili di un “siciliano scomodo”

PALERMO11 novembre 201912:18

FELICE CAVALLARO, ‘SCIASCIA L’ERETICO. STORIE E PROFEZIE DI UN SICILIANO SCOMODO’ (Solferino, pag 298, 17,00 euro).
Non era uomo di passioni. Ma di pensieri originali, di intuizioni lucide e di scelte anticonformiste. In una parola: un eretico. E questo è il ritratto di un grande scrittore del Novecento che Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, traccia con un ricco campionario di fatti e ricordi personali nel suo libro “Sciascia l’eretico. Storie e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino . A trent’anni dalla scomparsa, le sue lezioni civili tra ragione e diritto mantengono tutta la loro forza e toccano temi cruciali della vita pubblica che appaiono ancora oggi di una bruciante attualità. Cavallaro li ripercorre tutti: dalla mafia che cambia in sintonia con i nuovi interessi criminali alla corruzione, dalle ingiustizie della giustizia al caso Moro, dal difficile rapporto con il Pci agli affilati colpi al sistema di potere della Dc, fino ai “professionisti dell’antimafia”, l’ultimo fronte polemico che Sciascia aveva aperto attirandosi attacchi astiosi e intolleranti. Ci fu anche chi lo pose “fuori dalla società civile” e chi lo definì un “quaquaraquà”, l’ultima categoria umana priva di dignità che Sciascia aveva descritto nel Giorno della civetta. Cavallaro propone una biografia intellettuale e umana di Sciascia vivificata da una conoscenza personale cominciata come vicini di casa nella campagna di contrada Noce a Racalmuto, la Regalpetra che lo scrittore amava e aveva descritto come metafora del Paese, e proseguita lungo gli itinerari del giornalismo. Tra cultura e politica tanti sono gli snodi che lo scrittore ha toccato. E tanti i rapporti intrecciati. Cavallaro ne offre una rassegna ragionata ripescando negli archivi della memoria intanto le tracce delle relazioni intellettuali e degli scambi culturali con Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Enzo ed Elvira Sellerio. Difficile nel caso di Sciascia tracciare un confine tra la dimensione culturale e la lettura politica della società. Il suo metro di giudizio era dato dall’autonomia dell’illuminista volterriano che cercava solo e sempre la verità. E in suo nome era pronto anche a rotture dolorose. Clamorosa quella con Renato Guttuso, che sullo sfondo del caso Moro sfiorò anche Enrico Berlinguer e chiuse il suo dialogo con il Pci così pieno di tormenti per aprire un canale con i radicali di Marco Pannella. Un approdo facilitato dal caso di Enzo Tortora che per Sciascia era diventato l’emblema dell’ingiustizia, il nervo scoperto del sistema Italia. Il libro attraversa la vita dello scrittore, ne racconta battaglie e inimicizie. Descrive l’eredità di un uomo abituato a vivere e a pensare da eretico. L’assenza della sua voce è per Cavallaro un grande vuoto: “Avremmo ancora molto bisogno di Sciascia, del suo pessimismo, del suo moralismo illuminista, del suo ragionamento, delle sue battaglie contro pupi, mezzi pupari e pupari”.

Ligabue, evento 30 anni carriera apre arena CampovoloIl 12 settembre 2020 data unica inaugura RCF Arena Reggio Emilia

11 novembre 201911:19

– ”Campovolo è il posto dove festeggeremo i 30 anni di carriera, è il posto delle nostre feste e delle nostre ricorrenze. Cercheremo di comprimere 30 anni in una serata sola, non sarà facile, anche perchè lo faremo insieme a tutti i musicisti e tutte le band con cui in questi anni ci siamo incrociati. E qua vicino stanno costruendo la fatidica arena dove sarà più facile assistere ai concerti e con quel concerto, il 12 settembre 2020 avremo il piacere di inaugurarla. 12 settembre 2020 30 anni in un giorno”. Così Luciano Ligabue, direttamente da Campovolo, annuncia sui social il concerto-evento del prossimo anno. Festeggerà i 30 anni della sua straordinaria carriera, iniziata nel 1990 con l’album omonimo, e anche i 15 anni dal suo primo mega concerto in quel di Campovolo a Reggio Emilia che negli anni lo ha visto protagonista, più volte, con eventi entrati a pieno titolo nella memoria collettiva della grande musica live italiana. . La Festa si terrà in uno spazio totalmente nuovo e creato rigorosamente ad hoc per la musica al Campovolo, denominato RCF Arena Reggio Emilia, attrezzato per ospitare fino a 100.000 persone (con una pendenza del 5% per garantire una visuale e un’acustica ottimali). Sarà appunto LUCIANO LIGABUE a inaugurare la RCF Arena Reggio Emilia il 12 settembre 2020 (inizio concerto: ore 20.30) in un evento live in data unica (prodotto e organizzato da Riservarossa e Friends & Partners).

Subito in vetta al box office Le ragazze di Wall StreetEntrano al sesto e settimo posto Gli uomini d’oro e Parasite

11 novembre 201912:17

Subito in vetta al box office del week end ‘Le ragazze di Wall Street’, la scanzonata e feroce commedia sull’avidità e il sogno dell’arricchimento facile con Jennifer Lopez nel ruolo dell’esperta spogliarellista Ramona.
Ispirato a una storia vera, il film, secondo i dati Cinetel, guadagna in quattro giorni 1.563.233 euro e fa scivolare al terzo posto ‘La famiglia Addams’ che nel fine settimana ottiene 1.150.218 euro per un totale in due settimane di 4.951.170 euro.
Saldo al secondo posto ‘Il giorno più bello del mondo’di e con Alessandro Siani con 1.278.949 euro per un totale in 2 settimane di 4.753.994 euro. Al quarto posto ancora Joker con Joaquin Phoenix che questo week end guadagna 741.647 euro per un totale in sei settimane di 28.108.1992 di euro.
Tre new entry: al sesto posto ‘Gli uomini doro’ di Vincenzo Alfieri con Fabio De Luigi che ci porta nella Torino degli anni ’70, dove Luigi, conducente del furgone che ogni giorno trasporta i valori degli uffici postali, progetta la rapina perfetta, che si conquista in quattro giorni 428.139 euro, al settimo l ‘esilarante e spietata commedia nera sullo sfondo della Corea di oggi, ‘Parasite’ di Bong Joon Ho, Palma d’oro a Cannes,con 390.093 euro in quattro giorni. E all’ottavo ‘Motherless Brooklyn – I segreti di una città’ di e con Edward Norton e con Bruce Willis, ispirato al romanzo di Jonathan Lethem, ambientato in una New York a ritmo di jazz, che guadagna 361.097 euro in quattro giorni. Balza dal venticinquesimo al nono posto il corale ‘La Belle Epoque’ di Nicolas Bedos, con Fanny Ardant e Daniel Auteuil che nel week end registra 339.214 euro.
Chiude la top ten ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi con Toni Servillo e Dustin Hoffman che guadagna 331.566 euro nel week end per un totale in due settimane di 1.749.145 euro.
Il botteghino italiano scende a 8.928.045 euro con un calo del -48% rispetto allo settimana scorsa e una crescita del 21.41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

KISS in concerto all’Arena di Verona il 13 luglioTappa italiana per il tour d’addio mondiale della band ‘END OF THE ROAD WORLD TOUR’

11 novembre 201918:48

Dopo una carriera leggendaria durata 45 anni, i KISS annunciano il loro ultimo tour mondiale, END OF THE ROAD WORLD TOUR. La band farà tappa anche in Italia con un’unica data il 13 luglio 2020 nella splendida cornice dell’Arena di Verona.Conosciuti per lo stile unico e inimitabile, i KISS dominano da oltre quattro decadi la scena del rock ‘n’ roll mondiale portando in scena concerti iconici e spettacolari. Entrati a far parte della Rock and Roll Hall of Fame,  hanno venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo.
“Tutto quello che abbiamo costruito e conquistato nelle scorse quattro decadi non sarebbe stato possibile senza i milioni di persone nel mondo che ci seguono e sono venute a vederci nei club, nelle arene e negli stadi durante tutti questi anni. Questa sarà l’ultima celebrazione per tutti coloro che ci hanno già visto e l’ultima occasione per quelli che non lo hanno ancora fatto. Stiamo per salutarvi con il nostro tour d’addio e il più grande show di tutti i tempi. Ce ne andiamo esattamente come siamo arrivati: senza rimpianti e inarrestabili!”.KISSWORLD – THE BEST OF KISS è uscito a gennaio e riunisce 20 dei brani più amati della band in un unico album, tra cui “I Was Made For Lovin’ You”, “Rock and Roll All Nite” e “God Gave Rock ‘N’ Roll To You II” oltre alle hit “Beth” e “Detroit Rock City”.

Cinema: a sorpresa Midway vince a box office UsaSegue Doctor Sleep, che era al top nelle previsioni.

10 novembre 201918:28

– Il film sulla seconda guerra mondiale “Midway” ha segnato una vittoria a sorpresa al botteghino sul sequel di “The Shining” “Doctor Sleep” questo fine settimana. Domenica l’epopea di guerra del regista Roland Emmerich ha guadagnato circa 17,5 milioni di dollari nei cinema nordamericani per conquistare il primo posto nelle classifiche.
Verso il fine settimana, gli esperti si aspettavano che il primo posto andasse alla Warner Bros per “Doctor Sleep”, l’adattamento da Stephen King con Ewan McGregor. Ma ha incassato solo 14,1 milioni di dollari, quando si aspettava un incasso oltre i 25. “Playing With Fire”, diretto da John Cena, ha esordito al terzo posto con 12,8 milioni, mentre la commedia romantica “Lo scorso Natale” con Emilia Clarke ha conquistato il quarto posto con 11,6 milioni.

Cosmesi made in Italy, successo ad Hong Kong, export +23%A Cosmoprof Asia 100 imprese italiane, trend da Cosmetica Italia

11 novembre 201913:33

– La cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi dell’area del Sud-Est Asiatico e Pacifico.
Nell’ultimo anno l’export dei nostri prodotti di bellezza verso Hong Kong è infatti cresciuto del 23 % superando i 244 milioni di euro. Secondo paese di sbocco la Cina dove l’export italiano nel 2018 è aumentato del 19,3% per un valore di circa 63 milioni di euro.
Le donne asiatiche amano in particolare i prodotti illuminanti e gli sbiancanti per viso e corpo, i profumi e il trucco nostrani.
Le eccellenze di circa 100 imprese italiane sono esposte alla 24esima edizione di Cosmoprof Asia, la più importante fiera delle industrie della bellezza nell’area Asia-Pacifica dal 12 al 15 novembre ad Hong Kong. Oltre 50 imprese sono rappresentate dall’associazione Cosmetica Italia che promuove e sostiene le opportunità di business anche di una ‘Collettiva’ di espositori italiani in collaborazione con ICE Agenzia. L’associazione ha effettuato una puntuale analisi sul mercato del made in Italy ed i trend beauty del mondo asiatico. Spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: “L’Asia si conferma una importante area di destinazione dei cosmetici italiani e, globalmente, nel 2018 le esportazioni verso il continente asiatico hanno raggiunto un valore di 874 milioni di euro, pari al 18% delle esportazioni di cosmetici made in Italy nel mondo.
Si tratta di un mercato con interessanti prospettive non solo per i grandi volumi generati, ma anche per i costanti ritmi di crescita”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Colletta National Gallery per comprare Mosè di Gentileschi
Opera vale circa 20 milioni di sterline, al museo ne mancano 2

LONDRA11 novembre 201913:55

– La National Gallery di Londra lancia una raccolta pubblica online di fondi per cercare di mettere insieme il denaro che le manca per completare l’acquisto del Ritrovamento di Mosè di Orazio Gentileschi, unica opera del pittore pisano vissuto fra ‘500 e ‘600 ospitata nelle sue sale.
L’annuncio è stato dato in una nota diffusa dal celebre museo (diretto dall’italiano Gabriele Finaldi). Il quadro, concesso in prestito da ormai una ventina d’anni da un collezionista privato alla Gallery, che vanta un diritto di prelazione ormai in scadenza, è valutata 22 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro). L’istituzione ne deva pagare, sottratte le detrazioni fiscali, quasi 19,5 milioni, ma tra fondi propri, contributi pubblici britannici e soprattutto di grandi sostenitori privati, ne ha in cassa circa 17,4 milioni: i 2 mancanti spera di raccoglierli attraverso singole donazioni private, eseguibili presso il suo sito ufficiale sotto l’hashtag #SaveOrazio.
Altrimenti il quadro potrebbe finire fuori dal Regno Unito.
Il Ritrovamento di Mosè è stato valorizzato dalla National Gallery in esibizioni in cui ha potuto essere proposto al pubblico accanto ad altre opere del barocco italiano di artisti come Caravaggio o Guido Reni. In anni recenti le è stato inoltre affiancato l’autoritratto nelle vesti di Santa Caterina di Alessandria dipinto dalla non meno celebre figlia di Orazio, Artemisia Gentileschi, acquisito nella collezione dello stesso museo londinese. Il quadro ha un legame stretto con la capitale britannica. Fu infatti commissionato attorno al 1630 dopo l’approdo del pittore alla corte di Carlo I d’Inghilterra – ultima e più infelice stagione di una vita segnata in precedenza da un lungo girovagare tra diverse città italiane e quindi da una tappa a Parigi presso la corte del re di Francia – su ordine della regina consorte Enrichetta Maria: per celebrare la nascita in casa Stuart dell’erede al trono, il futuro Carlo II.

Guenzi, da musica a set amo raccontare libertàGira 1/o film da attore. X factor? ‘Formula un po’ anacronistica

1 novembre 201913:56

– Il teatro è il primo amore, che continua a frequentare come attore in diversi spettacoli: poi per Lodo Guenzi sono arrivati la musica come frontman de Lo Stato Sociale, e la televisione, come giudice per una stagione a X factor e due anni da conduttore del Primo maggio. Ora debutta da attore anche al cinema, come protagonista, con Jacopo Costantini e Matteo Gatta, di Dittatura Last Minute, opera seconda di Antonio Pisu prodotta da Genoma Films, in uscita nel 2020. E’ un road-movie ambientato nel 1989 in Romania alla vigilia della caduta del muro, e della fine del regime di Ceausescu.
“Il film indaga sull’unica cosa di cui ha senso parlare anche nelle canzoni, il tema della libertà in tutte e sue le vesti – dice Guenzi, al telefono da Brasov, in Romania dove sono in corso le riprese -. Si racconta un passaggio tra epoche, che ha come centro quell’anno fatidico, il 1989. Il tutto dalla prospettiva di tre 25enni cesenati che partono con la voglia di fare vacanze avventurose e si ritrovano a scoprire cose del mondo che mai avrebbero pensato di conoscere”. La sfida del film “era talmente particolare e rischiosa che è andata un po’ a sovrapporsi alla possibilità di continuare a X factor – dice -. Mi divertirei anche a rifarlo, ma considerando che ormai ogni anno escono almeno una decina di nomi nuovi, capaci di fare subito i sold out e arrivare ai primi posti in classifica, una trasmissione di cover ha qualcosa di leggermente anacronistico.
E’ nei miei progetti tornare a fare tv, ma con un gioco più proprio” .

Segre a Lugano per concerto diretto da Pappanol saluto al maestro e ai musicisti al termine dello spettacolo

11 novembre 201914:00

– Serata di grande musica ieri a Lugano per Liliana Segre, sotto scorta da alcuni giorni dopo le minacce antisemite subite recentemente. La senatrice a vita ha preso posto tra il pubblico che ha gremito il Lac, la principale sala da musica della città, per assistere al concerto diretto da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nell’ ultima data della loro trionfale tournèe europea. Liliana Segre, che era in compagnia di una amica, al termine dello spettacolo ha salutato il maestro anglo-italiano e alcuni musicisti che le hanno manifestato la soddisfazione particolare di aver suonato sapendola tra gli spettatori. Nella tournèe, cominciata il 4 novembre a Parigi con un sold out proseguito nei cinque appuntamenti successivi in Svizzera, Pappano ha diretto l’ orchestra nel primo concerto di Liszt con la straordinaria pianista Martha Argerich alla quale in alcune date si è alternato il pianista Francesco Piemontesi per il primo concerto di Chopin, proponendo poi l’ Ouverture da Euryanthe di Weber e la seconda sinfonia di Schumann.

Danza: Natalie Wagner in Puglia tra sensori, app e desideriCoinvolge in progetto interattivo pubblico duetto Human Design

BARI11 novembre 201914:40

– La coreografa svizzera Natalie Wagner è in Puglia per una serie di appuntamenti, al via con una residenza al Lab Urbano Rigenera di Palo del Colle (Bari), che il 15 novembre ospiterà il duetto Human Design, frutto di un progetto tra danza e telecomunicazione. Qui Wagner esamina il desiderio umano di perfezione, “obiettivo irraggiungibile”: un “affare ambivalente, come la vita”, rileva in una nota. Nel portarlo in scena – il 15 alle 19:30, per la rassegna ‘A Maglie Larghe’ di Factor Hill fra arte e scienza – coinvolgerà 10 spettatori volontari, collegati a un’app con dei sensori, che compileranno anche un questionario. La Wagner intende così “ricevere quante più informazioni fisiche dal pubblico durante la performance”, per comprendere come il corpo reagisce a quello che percepisce”, anche se “non esiste una reazione errata o corretta. L’importante è essere lì insieme”. Wagner sarà poi al weekend di formazione del Network Internazionale Danza Puglia il 16 e 17 novembre all’Accademia Kaloc di Modugno (Bari).

Musica: cittadinanza onoraria di Napoli a Bruno VenturiniDe Magistris, un grande interprete della musica partenopea

NAPOLI11 novembre 201915:45

– Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha conferito la cittadinanza onoraria a Bruno Venturini, interprete della canzone napoletana nel mondo.
”E’ una giornata importante per la musica napoletana nel mondo perché viene riconosciuta la cittadinanza onoraria a un grande interprete contemporaneo – ha detto il sindaco de Magistris – un’artista che ha venduto oltre 100milioni di dischi nel mondo cantando Napoli”.Venturini, pseudonimo di Bonaventura Esposito, nato a Pagani, è stato il primo artista occidentale invitato in Cina, ed ha al suo attivo una lunga serie di dischi di platino e d’oro. Una carriera – ha spiegato Venturini – influenzata da Sergio Bruni, Michele Galdieri, Enrico Caruso, Salvatore Di Giacomo, Roberto de Simone che – dice – ”mi ha insegnato la vera musica”. Venturini, negli anni, si è esibito per la famiglia reale inglese, Gorbaciov, Clinton, il re di Spagna, Juan Carlos, e Papa Giovanni II. Per festeggiare il riconoscimento il 13 novembre concerto gratuito al Politeama di Napoli.

Bologna si tinge di ‘giallo’, un festival tra libri e tvIl 16 e 17 novembre appuntamento con Carlo Lucarelli e Vito

BOLOGNA11 novembre 201915:45

– Un festival per riflettere su come letteratura, cinema e tv trattano il ‘giallo’, insieme a esperti e grandi autori tra i quali Carlo Lucarelli e Marco Malvaldi. Il 16 e il 17 novembre, a Bologna, arriva la prima edizione di ‘Giallo Festival’, al Sympò, in via delle Lame 83.
Tra i tanti ospiti anche il regista Alessandro D’Alatri: dopo la serie tv ‘I bastardi di Pizzofalcone’, racconterà in anteprima la nuova fiction a cui sta lavorando. Carlo Lucarelli e Stefano Bicocchi, in arte Vito, sveleranno invece i segreti de ‘L’ispettore Coliandro’. Il comico è anche il protagonista del thriller ‘Buono da morire’: nel libro, scritto dal collettivo bolognese Rems, Vito-Bicocchi si sdoppiano come Dottor Jekill e Mister Hide. Spazio anche alla cronaca con l’incontro sulla Uno Bianca insieme a Carmelo Pecora e Maurizio Matrone, ex poliziotti oggi scrittori. Organizzato dalla Damster-Edizioni del Loggione, col contributo di Bper Banca, ‘Giallo Festival’ ha il patrocinio della Regione e del Comune di Bologna.

A Genova nasce l’archivio del Pci, con inedito Palmiro TogliattiPresidente Fondazione Diesse: ‘Anche fogli clandestini de L’Unità’

GENOVA11 novembre 201919:06

Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti.Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Prodigi, cuore e musica in Tv per i bimbi dell’UnicefSu Rai1 il 13/11, con Insinna e Autieri 9 piccoli artisti

12 novembre 201910:09

Dalle periferie del mondo a quelle di casa nostra, seguendo un percorso che parla di sogni e riscatto, passione per l’arte e solidarietà: torna per il quarto anno “Prodigi – La musica è vita”, il programma di Rai1, in collaborazione con Unicef ed EndemolShine Italy, che il 13 novembre andrà in onda in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai. Alla conduzione ci saranno Flavio Insinna con Serena Autieri e la ‘mascotte’ Giulia Golia, che l’anno scorso aveva partecipato al programma come cantante, pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei 9 giovanissimi, incredibili talenti (i prodigi, appunto) di questa edizione: i ballerini Davide, Eleonora e Rachele, i cantanti Laura, Manuel e Mattia Francesco, i musicisti Emanuele, Filippo e Matteo, tutti dagli 8 ai 15 anni, si esibiranno al cospetto della giuria composta da Arisa (per il canto), Rossella Brescia e Luciano Cannito (per la danza), Peppe Vessicchio (per la musica; il Maestro è anche direttore artistico) e, nel ruolo di segretario speciale, Nino Frassica. I tre finalisti (uno per categoria), scelti dai giurati, si contenderanno una borsa di studio offerta dall’Unicef Italia: a decretare il vincitore assoluto sarà una giuria di 100 esperti. Nel corso della serata, in cui i piccoli artisti saranno accompagnati dall’orchestra giovanile Sesto Armonico diretta dal Maestro Matteo Parmeggiani, ci sarà spazio però anche per il racconto di tante storie di bambini e ragazzi di Paesi in difficoltà che, proprio come i protagonisti di Prodigi, hanno trovato nella musica, nel canto e nella danza più di una passione, ma una strada di speranza per conquistarsi un futuro migliore. Sul palco di Rai1 si esibiranno alcuni bambini di Gambia, Panama e Sierra Leone e ci saranno le testimonianze “sul campo” di tanti ospiti d’eccezione: Roberto Mancini, CT della Nazionale e Goodwill Ambassador Unicef parlerà della sua esperienza in Giordania, i testimonial Geppi Cucciari, Rossella Brescia e Luciano Cannito racconteranno i loro viaggi rispettivamente in Gambia e a Panama, e poi Alessandra Mastronardi, Goodwill Ambassador, parlerà delle famiglie siriane che vivono nei campi per rifugiati in Libano. E poi ancora si esibirà la musicista, educatrice e attivista Sona Jobarteh e verrà trasmesso un video che Ultimo, nuovo Goodwill Ambassador Unicef, ha realizzato con i bambini di una scuola del quartiere San Basilio di Roma, dove il cantante è cresciuto. Come sempre quindi nel format – che ha visto crescere gli ascolti dall’11% della prima edizione al 16% dello scorso anno – lo spettacolo si intreccia alla solidarietà, la gara tra talenti all’amore per gli altri: una ricetta vincente da ogni punto di vista, sia “per i dati commerciali che per quelli ‘solidali’, perché la raccolta fondi e l’indotto che si crea è sempre più importante. Con Prodigi mettiamo in pratica la vocazione del servizio pubblico, quella di offrire l’intrattenimento gradevole e i contenuti importanti”, spiega Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai1. Anche per i conduttori “Prodigi” rappresenta, al di là dell’impegno professionale, un progetto necessario, in cui lavorare con il cuore: “Dopo un anno non pensavo avremmo avuto ancora più filo spinato, guerre e bombe: io che sono un uomo fortunato credo che la fortuna la devi rimettere in circolo”, spiega Flavio Insinna, conduttore dalla seconda edizione, “mi viene naturale dare una mano ed è bello far recuperare al nostro mestiere la dimensione dell’altro, della cura”. “Ci siamo divertiti e commossi: da mamma e da donna ho accettato subito questa opportunità”, dice Serena Autieri, “ho conosciuto talenti straordinari e mi sono messa dalla loro parte perché anche io ho iniziato questo lavoro da bambina”. “Ai bambini in difficoltà l’Unicef offre cura e protezione, ma anche di poter realizzare i propri sogni attraverso l’arte, la musica e la conoscenza”, afferma il presidente Unicef Italia Francesco Samengo, “tutti devono avere le stesse opportunità, a prescindere dal luogo di nascita”. Come sempre, il pubblico potrà sostenere la campagna di raccolta fondi dell’Unicef (promossa dalla Rai dall’11 al 17 novembre) per combattere la malnutrizione infantile e proteggere bambini e adolescenti donando fino al 31 dicembre al numero solidale 45525 (o telefonando al numero 800070606 o sul sito unicef.it/tv).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Leggiamo al museo!’, 100 eventi in Italia per bimbi e famiglie
Dal 15-17 novembre il nuovo progetto di Kid Pass

11 novembre 201916:04

– Cento eventi in simultanea in musei e spazi culturali di tutta Italia, da Milano a Palermo, che aprono le porte a visite guidate, letture creative e attività condivise dedicate alle famiglie con bambini, per promuovere l’importanza di avvicinarsi alla cultura già dall’infanzia, assieme ai genitori. E’ la prima edizione di Avventure tra le pagine – Leggiamo al museo!, il nuovo progetto di endutainment creato da Kid Pass e promosso dall’associazione Kid Pass Culture, che si svolgerà nel weekend del 15-16-17 novembre.
Tra i principali eventi in programma: a Milano la Veneranda Fabbrica del Duomo propone una lettura interattiva tra opere d’arte e parole, alla GAMeC di Bergamo una lettura animata con albi illustrati alla scoperta dei movimenti artistici del Novecento. A Palazzo Reale di Genova saranno di scena le storie di principi e principesse e una lettura ispirata alle Metamorfosi di Ovidio, a Torino una visita speciale al museo della Basilica di Superga e letture al MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile. A Venezia al Museo Archeologico l’autrice Stella Nosella leggerà il suo nuovo libro della collana Sebastian’s Chroniclesi mentre la Fondazione Querini Stampalia proporrà un’avventura tra mappe e letture che risalgono a più di 400 anni fa.
E ancora, al FICO Eataly World di Bologna, in collaborazione con Mielizia – CONAPI Consorzio Nazionale Apicoltori, all’interno della giostra didattica dell’uomo e degli animali, saranno proposte letture di fiabe speciali sulle api. A Firenze, letture al Museo Galileo e allo Spazio Costanza, in collaborazione con la libreria Cuccumeo. A Roma il Museo Explora invita al bookshop per leggere il libro “Fiabe delle montagne Italiane” di Idalberto Fei. Al Parco Archeologico di Siracusa tre iniziative sulle favole dell’antichità e sulla della filosofia degli antichi greci e a Palermo, a Palazzo Branciforte le avventure dei Pupi siciliani.

‘Pit’ ora cerca fantasmi e emozioni anche al SudParanormal investigation team presenta ‘La casa del pazzo’

NAPOLI11 novembre 201917:20

– Youtubers e ‘cercatori di fantasmi’, Paolo Dematteis e Debora Bedino, 33 e 32 anni, cuneesi, fondatori del PIT (Paranormal Investigation Team), sono alla caccia soprattutto di emozioni, di ‘belle emozioni (che ‘si sentono e non si vedono’), attraverso l’individuazione di ‘entità’. E ora queste ‘entità’ intendono farle venir fuori anche al Sud, a partire da Napoli. Perchè Napoli e molte aree del Meridione sono ricche di storie da raccontare in una dimensione ‘paranormale’ come quella che vorrebbero affrontare per mettersi in contatto con l’entità di Dracula che potrebbe essere presente nel chiostro di Santa Maria La Nova (l’ipotesi, come è noto, è che la tomba del conte Vlad possa essere lì, nel cuore del centro antico della città). Spiegano

in occasione di un ‘firmacopie’ alla Mondadori di Piazza Vanvitelli del loro primo libro ‘La casa del pazzo’ (Sperling & Kupfer), che i primi a essere scettici sono proprio loro: “Noi cerchiamo qualcosa partendo da storie, segnalazioni, racconti popolari.
Intendiamo verificare le ipotesi e le voci con metodo e utilizzando diversi strumenti come il rilevatore di variazioni di campi elettromagnetici, ‘M1’, e lo scansionatore di onde radio, il ‘Black Box’, apparecchio che ha anche la funzione di data base di suoni fonetici”. Scetticismo (“vale sempre il vecchio adagio ‘bisogna aver paura dei vivi non dei morti'”) ma anche paura? “Certo, e tanta” dice Debora come quella che ha avuto nella vicenda ricostruita nel libro.

Musica: da Sting a Bocelli per i 60 del flautista GriminelliIl 20 novembre a Reggio Emilia con Zucchero e Amii Stewart

11 novembre 201917:25

– Il flautista Andrea Griminelli celebra i suoi 60 anni con una parata di stelle in un concerto live il 20 novembre al Palabigi di Reggio Emilia. Insieme a lui artisti come Andrea Bocelli, Sting, Amii Stewart, Sumi Jo, Beppe Carletti, con cui ha condiviso intensi momenti di amore per la musica. Nelle ultime ore si sono aggiunti Zucchero, Renato Zero, Irene Fornaciari, Gheorghe Zamfir. E le sorprese potrebbero non finire qui.
Il palazzetto ha visto esaurire i posti in pochissime ore dalla messa in vendita. Il concerto, non a caso, avverrà nella Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia dell’Onu, celebrata con un coro di voci bianche sul palco, un coro di 50 bambini. Insieme a loro un coro di 150 elementi accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Stradivarius. La serata sarà a sostegno di : Core, Apro, Mire e l’Associazione Sol Azul.
In occasione dei suoi 60 anni, in uscita per Decca Universal, l’ultima incisione discografica di Andrea Griminelli dal titolo “Nessun Dorma”, che raccoglie le più grandi arie d’opera arrangiate per Flauto e Orchestra.

Al via campagna ‘C’è vita, in un libro’ per piccoli lettoriLanciata da Mondadori Store

11 novembre 201918:11

– Voce ai piccoli lettori nella nuova campagna per la promozione del libro e della lettura ‘C’è vita, in un libro. La tua’ lanciata da Mondadori Store.
L’iniziativa del network di librerie del Gruppo Mondadori, giunta alla seconda edizione, vuole valorizzare l’esperienza della lettura attraverso testimonianze autentiche.
” Per noi i lettori sono i migliori portavoce di questo messaggio. Quest’anno abbiamo scelto come protagonisti dell’iniziativa i piccoli lettori di oggi, con l’augurio che possano diventare i grandi lettori di domani” ” spiega Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail.
Nato da un’idea dell’artista Mr. Savethewall, il progetto coinvolge più di 40 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, intervistati nel corso di due sessioni speciali di Bookshot, brevi shooting video e fotografici condotti dall’artista con la consulenza della psicologa e psicoterapeuta Stefania Andreoli. Ognuno di loro ha raccontato il proprio libro del cuore, dando vita con le parole e la fantasia alle emozioni suscitate dalla lettura. “Nel tempo ho riflettuto sul fatto che se il suggerimento di leggere mi fosse arrivato da un bambino come me, forse sarebbe stato più credibile e convincente ed io avrei guadagnato tempo prezioso.” spiega Mr. Savethewall. “Va in scena lo spettacolo di chi diventano, come pensano e che mondo interno ricco e intenso sviluppano i nostri figli quando diamo loro l’occasione di essere dei lettori” dice la Andreoli. La campagna, on air dal 15 novembre, sarà declinata su quattro soggetti stampa e video di 30” e 60”, e sarà visibile su quotidiani, magazine, web, Facebook, Instagram, Youtube, in tutte le librerie della Mondadori Store e Mondadoristore.it e sugli schermi digitali nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, nei centri commerciali e nei centri urbani. “Si tratta di un progetto molto ambizioso, che ci ha fatto vivere una bellissima esperienza” dice Alessandro Pedrazzini, CEO di Action & Branding.

Bambini Dynamo Camp ‘disegnano’ PostinaZanellato,usati ritagli pelle,beneficenza con asta a Londra

11 novembre 201918:36

– Un’asta di beneficenza a Londra il 14 novembre, per 10 borse, realizzate con l’aiuto di bambini, con ritagli di pelle, come in un gioco. Si concretezza così il progetto che Franco Zanellato, l’imprenditore da 20 anni alla guida di un marchio di pelletteria made in Italy di grande successo, ha deciso di dedicare a Dynamo Camp, l’onlus che offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi, affetti da patologie gravi e croniche. Con sede a Limestre (Pistoia), la struttura è collegata al SeriousFun Children’s Network di camp fondati nel 1988 da Paul Newman e attivi in tutto il mondo.
Proprio i piccoli ospiti del Camp sono stati coinvolti nella realizzazione dei disegni decorativi interni alla borse, partecipando ad un collage su maxi tele 100 x 150 con l’uso di oltre 10.000 tasselli di pelle, in svariate tonalità di colore, tutte ricavate da scarti di taglio. Hanno collaborato anche gli studenti del master in Strategic Design del Poli.

Verso banca digitale per valorizzare manoscritti LeopardiAccordo Università Macerata – Istituto Nazionale Catalogo

MACERATA11 novembre 201919:22

– L’Università di Macerata e l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico hanno stipulato una convenzione triennale di collaborazione scientifica per la catalogazione, metadatazione e digitalizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi non conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli. L’iniziativa si collega con il progetto di ricerca di Unimc “Biblioteca digitale leopardiana”, con una borsa di dottorato, co-finanziata dalla Regione Marche e dalla Fillippetti spa, patrocinata dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, e con il tutoraggio scientifico della prof. Laura Melosi, direttrice della Cattedra Giacomo Leopardi Unimc. Il lavoro di ricerca procederà in sintonia con l’attività nella Biblioteca Nazionale di Napoli e si avvarrà del software MOL-ManusOnLine. Obiettivo dei lavori la costituzione di una banca dati digitale finalizzata alla valorizzazione dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi.

A Genova l’archivio del Pci, con inedito TogliattiPresidente Fondazione Diesse, anche fogli clandestini L’Unità

GENOVA11 novembre 201921:30

– Nessuna operazione nostalgia e tantomeno il ‘come eravamo’ formato museo: l’archivio della Fondazione Diesse che racconta il Partito comunista genovese è un omaggio alla storia del partito dei lavoratori che a Genova ha avuto grande peso culturale, politico e sociale. Nasce in una sede storica che fu del Pci, quella di via Cantore a Sampierdarena che è stato teatro nel 1921 del primo congresso nazionale della Federazione giovani comunisti italiani, la Fgci.
E contiene reperti storici importanti come un inedito di Palmiro Togliatti che si rivolge ai lavoratori genovesi invocando l’unità della sinistra, alcune lettere di Sandro Pertini, foto d’epoca, i documenti falsi di un partigiano che combatté in Spagna la guerra civile tra repubblicani e franchisti. Ci sono anche alcuni fogli ciclostilati de L’Unità, di quello che diventerà un grande quotidiano: “Allora – ha detto il presidente della Fondazione Diesse Ubaldo Benvenuti – chi fosse stato trovato in possesso di quei fogli sarebbe stato arrestato”.
Tra le cose che saranno esposte, le bandiere rosse con la falce e martello, il simbolo dei lavoratori. Tra queste, la bandiera della sezione di Buranello dedicata a Ernesto Jursé, uno dei partigiani massacrati dai fascisti tra il 14 e il 16 gennaio 1944 nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela’.
L’archivio, che contiene documenti che ripercorrono le trasformazioni del Pci in Pds e Ds, sarà consultabile da chiunque, privati cittadini e studiosi. Con la speranza che chi ha conservato i pezzi di una storia che, volenti o nolenti, appartiene al Paese possa riempire una teca vuota.

Lara Prescott, dietro le quinte di ZivagoIl romanzo d’esordio della scrittrice americana

12 novembre 201909:52

ARA PRESCOTT, NON SIAMO MAI STATI QUI (DEA PLANETA, PP 446, EURO 18,00). E’ andata a cercare i segreti, le parole non dette. Lara Prescott ha scavato dietro le quinte di un capolavoro della letteratura, di un romanzo più forte della censura, che appartiene a un tempo in cui si credeva che i libri potessero cambiare la storia, ‘Il dottor Zivago’ del Premio Nobel Boris Pasternak. E’ nato così ‘Non siamo mai stati qui’ con cui la scrittrice americana esordisce nella narrativa, pubblicato in Italia da DeA Planeta nella traduzione di Chiara Baffa. Il romanzo è in corso di pubblicazione in 30 paesi e diventerà un film.
“La prima volta ho letto ‘Il dottor Zivago’ al liceo e da allora ogni due anni tornavo a leggerlo ed era sempre un’esperienza diversa. Mi ha accompagnata tutta la vita, ma la scintilla che mi ha spinto a scrivere ‘Non siamo mai stati qui’ è scattata quando mio padre mi ha parlato dei 29 documenti tra circolari e rapporti sulla missione segreta Zivago, resi pubblici dalla Cia nel 2014, da cui si capisce chiaramente come il romanzo sia stato utilizzato come strumento di propaganda, come arma per far cambiare opinione al mondo intero negli anni della Guerra Fredda” spiega la Prescott, 37 anni, che vive a Austin, in Texas, con il marito, è laureata in scienze politiche e ha lavorato a Whashington D.C. come autrice di discorsi politici e poi nella pubblicità.
“Se non avessi letto i documenti secretati non avrei potuto cogliere molti elementi di verità e raccontare la vita delle dattilografe che lavoravano alla sede centrale della Cia, a Whashington. Alcune, come Irina nel libro, muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio. Ma nessuno parla più di loro. In questo libro ho voluto rendere giustizia a queste donne cancellate dalla storia” racconta.
Il romanzo si apre nel 1949 a Mosca quando Olga Ivinskaja, la scrittrice e poetessa russa, amante di Pasternak, che ha ispirato il personaggio di Lara, viene prelevata da casa e sbattuta in una cella. Gli uomini con il completo nero vogliono sapere se Pasternak sta lavorando a un’opera sovversiva, che può gettare cattiva luce sul regime sovietico. Nelle 440 pagine del romanzo i capitoli sull’Est si alternano a quelli dedicati all’Ovest dove troviamo la giovane Irina arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia che cerca di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Zivago in Unione Sovietica sfruttando l’arma più sottovalutata, il potere delle parole. “Mi ha sempre affascinata la capacità che hanno le parole di cambiare il cuore e il pensiero delle persone. Per me è stato così quando ho letto Tony Morrison e tanti altri. E anche se oggi non vengono utilizzate dal governo come strumenti di propaganda hanno sempre un grande impatto sulla vita” sottolinea la scrittrice che, non a caso, ha il nome della protagonista del romanzo di Pasternak.
“E’ stata mia madre a sceglierlo. E’ sempre stata una fan del libro e del film su Zivago del ’65 con Omar Sharif e Julie Christie. I miei genitori sono grandi lettori e appassionati di cinema. Sono cresciuta tra i libri” racconta la Prescott che nel suo libro fa riferimento a “eventi reali romanzati”. “E’ vero – dice – che queste giovani donne muovevano i loro primi passi nel mondo maschile dello spionaggio, per quanto riguarda l’Ovest.
Mentre per la parte che si rivolge ad Est mi sono basata su fonti primarie. Ho usato come documento principale l’autobiografia di Olga ‘Prigionieri del tempo’ per cogliere gli elementi più veri e l’essenza dell’amore per Boris. Ma la parte più bella della fiction è quella di poter inventare dettagli, dialoghi” spiega la scrittrice che ha lavorato 4 anni a questo libro facendo ampie ricerche di documentazione sulla storia e il capolavoro proibito di Pasternak che fu pubblicato per la prima volta nel 1957 in Italia da Giangiacomo Feltrinelli. “E’ stato una persona straordinaria e coraggiosa.
Giangiacomo Feltrinelli non ha mai ceduto alle pressioni dell’Unione Sovietica che voleva fermare la pubblicazione” sottolinea la scrittrice. “L’Italia è stata anche il primo paese a comprare il mio libro quando gli agenti hanno aperto l’asta” dice la Prescott che collaborerà al film tratto da ‘Non siamo mai stati qui’. “Non scriverò la sceneggiatura, sarò produttrice esecutiva e consulente. Stanno valutando sia il cast, che gli sceneggiatori e il regista. Mi piacerebbe che ci fossero anche attori emergenti. Certo, se dovessi esprimere un desiderio per Olga vedrei bene Nicole Kidman, per Boris l’attore svedese Alexander Skarsgård e per Irina Emily Watson” racconta la scrittrice e annuncia che ‘Non siamo mai stati qui’ potrebbe diventare anche una serie tv.

Le Mans ’66, quando Ford sfidò la Ferrari e vinseCon Christian Bale e Matt Damon. In sala dal 14 novembre

12 novembre 201909:57

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold, in sala dal 14 novembre con la Fox dopo la premiere di Toronto e alla Festa di Roma e un’anteprima con bolidi d’epoca al Warner Moderno, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocita’ c’è un pezzo di storia da raccontare alle nuove generazioni: Ford Vs Ferrari.
Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford e’ stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocita’. Cosi’ Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perche’ progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa di vincere alla 24 ore di Le Mans dove il Cavallino Rampante non perde un colpo. Shelby a sua volta chiede aiuto al pilota Ken Miles (Christian Bale), noto per le sue intemperanze ma anche per un fiuto e una competenza eccezionali che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966. Ed Enzo Ferrari? E’ interpretato da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari.
“Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita.
Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non e’ come Rocky, non e’ cosi’ scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Cosi’ ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. E’ stato “bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come e’ ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto e’ ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’e’ stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”. A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks. Il film è tratto dal bestseller Le Mans – La sfida del secolo di A.J. Baime edito in Italia da Sperling & Kupfer.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rai, slittano le nomine, Boccia attacca il canone

12 novembre 201910:13

Nulla di fatto in cda Rai. Le nomine alle direzioni di rete e alle nuove direzioni di genere create dal piano industriale messo a punto dall’ad Fabrizio Salini sono, come previsto, slittate. A far discutere la politica non è solo la girandola di nomi, ma anche la sorte del canone Rai.
“Non penso sia più tollerabile un canone, al tempo della società digitale, interamente assorbito dalla Rai”, afferma il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia. “Serve una riflessione molto seria sulla crisi in atto delle tv locali – afferma -. Hanno assicurato per quasi cinquant’anni pluralismo nei territori e crescita economica di imprese con dimensioni locali. La stessa crisi vissuta nella raccolta pubblicitaria anche dai quotidiani e in generale da chi investe sull’informazione ma poi trova un mercato condizionato dalla raccolta selvaggia delle multinazionali del web e dagli assetti polverosi del vecchio sistema televisivo”.
E proprio in questi giorni il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, membro della Commissione di Vigilanza, ha avviato una petizione su Change.org per la riduzione del canone “finché non sarà ristabilito un vero pluralismo in Rai”, che ha raccolto 20mila firme in tre giorni.
E’ però il tema nomine a scaldare il dibattito politico.
Dopo l’atto di indirizzo della Commissione di Vigilanza sul piano industriale Rai, è attesa a San Macuto un’audizione dell’ad Fabrizio Salini. Dopo quell’appuntamento il capitolo nomine potrebbe sbloccarsi. La prossima riunione del consiglio è in programma il 28 novembre, ma non è escluso che arrivi una convocazione prima se si trovasse un’intesa. A Rai2 è prevista, proprio il 28 novembre, l’uscita per scadenza dell’anno di contratto di Carlo Freccero, che dovrebbe lasciare il posto a Ludovico Di Meo. E c’è chi ritiene possibile che in quell’occasione si proceda solo con pochi interventi, prima di una tornata di nomine più complessiva.
Manca ancora l’accordo sui nomi, ma è l’ipotesi che si intervenga sulle testate ad impensierire i partiti di maggioranza e opposizione. In particolare sul Tg1, dove Antonio Di Bella e Franco Di Mare sarebbero in corsa per sostituire Giuseppe Carboni, e sul Tg3, dove Andrea Montanari potrebbe prendere il posto di Giuseppina Parterniti, destinata alla guida della nuova redazione di Rainews. Stefano Coletta appare, invece, destinato a Rai1 e alla nuova direzione Intrattenimento Day Time.
Nel progetto di Salini sono proprio le nuove direzioni di genere, più che le reti, i veri punti cardine della nuova organizzazione. Confermatissima a Rai Fiction Eleonora Andreatta, circolano i nomi di Mario Orfeo per la direzione Approfondimento e di Maria Pia Ammirati per Rai Doc. Oggi in consiglio di amministrazione c’è stata, intanto, l’audizione di Monica Maggioni che guiderà il nuovo canale inglese della tv pubblica.

Fotografia: Jobs, mostra e giornata di studio nel ReggianoForme e spazi del lavoro nella Quarta rivoluzione industriale

12 novembre 201910:58

– Una mostra collettiva su forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale: è Jobs, in programma dal 17 novembre (inaugura il 16) al 22 dicembre all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia). Promosso da Linea di Confine per la fotografia contemporanea, il progetto di ricerca si propone di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro negli ultimi decenni e prevede una giornata di studio aperta al pubblico, il 16 novembre e un concorso fotografico under 35. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo una vera e propria fabbrica a cielo aperto.La mostra presenta opere prodotte su questo tema da autori e collettivi. Tra loro, Michele Borzoni di Terra Project, con la serie ‘Workforce’, dove la forza lavoro è analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017); Allegra Martin con la serie ‘I luoghi e i lavori 4.0’ (2017), progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna; Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video ‘The Harvest’ (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo; William Guerrieri con la serie ‘Bodies of Work’ (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia; Andrea Simi, con la serie ‘Poimec’, realizzata su una piccola azienda situata nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera sui mercati internazionali (2019). Esposte anche fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine.

Teatro: dopo Macbettu Serra rilegge capolavoro di CechovIn prima nazionale a Cagliari “Il giardino dei ciliegi”

CAGLIARI12 novembre 201912:16

– Una sinfonia di voci e suoni per un viaggio tra vita e sogno nella rilettura di Alessandro Serra del capolavoro di Anton Cechov, “Il giardino dei ciliegi”.
In scena in prima nazionale al Teatro Massimo di Cagliari – repliche fino al 16 novembre – ha aperto la stagione del Cedac.
Il visionario spettacolo firmato dal regista del “Macbettu” (Premio Ubu 2017), prodotto da Sardegna Teatro, descrive “la distruzione della bellezza” in nome del progresso e del profitto attraverso le vicende di una nobile famiglia ormai decaduta.
L’ultima opera del grande drammaturgo russo narra la fine di un mondo e le trasformazioni della società nella Russia dell’Ottocento, la crisi dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia in un affresco dove tra futili conversazioni e dissertazioni filosofiche emergono la vacuità e l’inadeguatezza delle classi dominanti. Il giardino dei ciliegi di Alessandro Serra restituisce in un raffinato racconto per quadri, con un linguaggio simbolico ed evocativo, tra dissolvenze cinematografiche e giochi di luci e ombre, lo svolgersi di una silenziosa tragedia e l’incapacità dei protagonisti di agire per impedire la catastrofe. La trama è nota: il ritorno dalla Francia di Ljubov’ Andreevna Ranevskaja, un tempo ricca proprietaria terriera, coincide con la messa all’asta del prezioso giardino. Vani i tentativi d’impedire la vendita, che anzi si risolverà in favore di Lopachin, il mercante, figlio di un servo, in una sorta di giustizia sociale. Nel cast Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori, Petra Valentini.
Una versione inedita e magica del capolavoro di Cechov che “si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini”, spiega il regista.

Apre BookCity, a Milano è festa di inclusione con i libri13-17/11 con 1600 eventi, 300 luoghi, 3000 autori, focus Africa

12 novembre 201918:39

Perdersi e ritrovarsi nei libri e nelle parole condivise, nel contesto di partecipazione di una città intera, aperta e inclusiva in ogni suo quartiere, dagli spazi pubblici alle case private, dalle librerie ai musei, perfino nei tram e nelle palestre: torna a Milano dal 13 al 17 novembre BookCity, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta all’ottava edizione. Anche quest’anno BookCity sarà un momento di grande festa – per gli autori e gli editori, ma soprattutto per i lettori – e insieme un’occasione per riflettere sul valore della condivisione, del confronto tra idee diverse e della conoscenza attraverso un menu vario e accattivante, dai numeri esorbitanti: in 5 giorni sono in programma quasi 1600 eventi gratuiti (tra incontri, reading, laboratori e mostre) che coinvolgeranno oltre 3000 autori in circa 300 luoghi diversi, 1400 classi di scuole e 400 volontari.
Promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Milano e dall’Associazione Bookcity Milano, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la manifestazione ha la particolarità di essere diffusa a macchia d’olio nei luoghi simbolo della città ma anche in quelli minori e perfino privati: gli eventi si svolgeranno “al Castello Sforzesco, nei teatri e nei musei milanesi, in tutte le università, in vari enti culturali, nelle librerie, nelle scuole e nelle abitazioni: ogni anno riceviamo e sollecitiamo proposte dagli editori, ma sono tantissimi i soggetti che ci chiedono di partecipare spontaneamente”, spiega oggi Piergaetano Marchetti, presidente Associazione BookCity Milano alla presentazione a Roma della manifestazione, “BookCity non è una fiera con gli stand ma è un modo per sviluppare la capacità di parlare con le persone di vari temi, anche piccoli, con un approccio aperto e inclusivo”.
E di inclusione si parlerà per tutta la durata di questo grande appuntamento: non solo con un approccio che guarda al territorio (nessun quartiere viene considerato periferico, perché tutta la città è “attivata”), ma allargando lo sguardo al mondo.
Quest’anno per la prima volta è presente un focus tematico, dedicato alle Afriche, perché tante sono le realtà ancora poco conosciute di un continente spesso osservato con la lente del pregiudizio o dell’assistenzialismo: a parlarne saranno il premio Nobel Wole Soyinka, la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie e Leonora Miano, accanto a tanti protagonisti di oltre 130 eventi. Si conferma dunque la vocazione internazionale di BookCity, nel corso della quale (proprio nella serata inaugurale del 13 novembre dal titolo “Convivenze”, con Paolo Giordano e Michela Marzano) il sindaco di Milano Sala consegnerà al romanziere basco Fernando Aramburu il Sigillo della Città, e che vedrà la partecipazione di numerosi autori stranieri, tra cui il premio nobel Svjatlana Aleksievic, gli scrittori Cees Nooteboom, Gilles Kepel, Amin Maalouf, ma anche (nell’ambito del progetto “The Friendship Tour”) di 4 star della letteratura britannica, Ken Follett, Lee Child, Jojo Moyes e Kate Moss, in città per raccontare il loro rapporto con la cultura europea nell’era della Brexit. Inoltre, nel progetto Barcellona-Milano, le due città Unesco Creative Cities for Literature lavorano in sinergia per portare alla manifestazione milanese la scena letteraria ed editoriale catalana. La serata conclusiva si svolgerà invece al Teatro dell’Arte, con il concerto “Goethe/Schubert/Beethoven. Parole e Musica” della Filarmonica di Milano.
“BookCity è una piattaforma che accoglie sollecitazioni e contenuti dal basso”, afferma Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, “massime la diffusione e la partecipazione: non ci sarà un solo quartiere non attivato, da Quarto Oggiaro a Giambellino, anche per abbattere ogni pregiudizio verso le periferie. Ma non sarà tanto un modo per promuovere i libri e gli autori, quanto la bellezza della condivisione dell’esperienza della lettura”.

Arte: Torino, a Palazzo Madama 130 opere raccontano MantegnaDal 12/12 mostra con i capolavori del Rinascimento italiano

TORINO12 novembre 201915:47

– Il percorso artistico di Mantegna, una delle più importanti firme del Rinascimento italiano, in 130 opere, sue e di altri protagonisti dell’epoca, a Palazzo Madama di Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio 2020. Dipinti, disegni e stampe dell’artista per decenni alla corte dei Gonzaga, bronzetti, sculture, lettere autografe saranno raccolti nelle sale monumentali, con un percorso preceduto da un’installazione multimediale, dove i visitatori in un video di 15′ potranno vedere, a 270 gradi, opere di Mantegna che, per la loro natura o il delicato stato di conservazione, non possono essere spostate.
I capolavori in mostra a Palazzo Madama sono prestate da musei e altre istituzioni culturali in Italia e a all’estero, tra cui The National Gallery di Londra, Metropolitan Museum di New York, Musée Jacquemart-Andrè di Parigi. La mostra ha un budget di 2 milioni di euro; è promossa da Fondazione Torino Musei e Intesa Sanpaolo e organizzata da Civita, con il contributo, per la comunicazione, della Camera di Commercio.

A Brescia l’attivista curda Zehra DoganOpere create in carcere al centro ‘Avremo anche giorni migliori’

MILANO12 novembre 201916:10

– Sono state tutte create in carcere, dove è stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una foto scattata da da un soldato turco, le opere di ‘Avremo anche giorni migliori’, la prima mostra italiana dedicata a Zehra Dogan, artista e attivista curda, fondatrice dell’agenzia giornalistica femminista curda “Jinha”, che aprirà il 16 novembre al Museo di Santa Giulia a Brescia.
Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere inedite, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell’artista, cui Banksy ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall, con un’opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna una matita. Attivista femminista, tra i primi giornalisti ad avere raccolto le testimonianze delle Yazide scampate all’ISIS, Dogan dedica alla rappresentazione della donna la parte più vasta della sua produzione.

Chanel porta a Milano in Goude we trust30 anni di collaborazione, da Vanessa Paradis a saga Chance

12 novembre 201916:12

– “La personalità di Coco Chanel è così viva nel mio inconscio che mi sembra che lei sia sempre presente e che io stia lavorando per il suo spirito. ecco svelato il motivo per il quale appare così spesso nelle mie foto, è così naturale per me” dice Jean Paul Goude, autore e curatore della mostra ‘In Goude We Trust!’, presentata da Chanel, che apre il 15 Novembre a Palazzo Giureconsulti.
Il creativo francese, classe 1940, collabora da 30 anni con Chanel e proprio il suo lavoro per la celebre maison apre la mostra milanese, con i film Égoïste del 1990 e Coco del 1992, nel quale Vanessa Paradis interpreta un uccellino. Un mini-teatro integrato nella galleria presenta So Far So Goude, un film di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude: l’infanzia in Francia, le collaborazioni con la rivista Esquire a New York, il rapporto con Grace Jones, l’incontro con Vanessa Paradis, scelta appena diciottenne nel 1992 per la campagna della fragranza Coco.

Leggenda batteria Steve Gadd a FabrianoIl 30/11 chiude 6/o FabriJazz. Concerti, lezioni e jam session

FABRIANO (ANCONA)12 novembre 201916:17

– Steve Gadd, leggendario batterista che ha prestato la sua tecnica ed il suo feeling a giganti del calibro di Eric Clapton, James Taylor, Chick Corea, Michel Petrucciani, Paul McCartney, Pino Daniele e tanti altri ancora, terrà un concerto al teatro Gentile di Fabriano (Ancona) il 30 novembre alle 21.30. L’esibizione dello Steve Gadd trio, è l’ultimo grande evento per il 2019 nell’ambito del FabriJazz promosso dall’Associazione Fabriano Pro Musica e dal Comune.
Il 28 e 29 novembre, il batterista di Elio e Le Storie Tese, Christian Meyer, terrà due lezioni a Fabriano e Camerino (Macerata): il 28 novembre nell’auditorium della “Marco Polo” organizzato da Fpm ed offerto dal Comune. Il giorno successivo sarà ospite del Comprensivo “Betti”. Con il concerto di Gadd calerà il sipario su FabriJazz 2019: la sesta edizione ha visto aumentare del 40% gli iscritti alle lezioni e concerti sold out ai Giardini del Poio. Apprezzate e partecipate anche le tante jam session in locali del centro storico.

Cnmi pubblica linee guida influencerRegole attuali poco gestibili, aprire dialogo con istituzioni

12 novembre 201916:19

– E’ tra i maggiori utilizzatori dell’influencer marketing, ma il settore della moda ha caratteristiche tali che le regole applicabili in altri campi sono poco gestibili nel mondo del fashion: così Camera Nazionale della Moda Italiana spiega perché ha dato vita a un tavolo di lavoro da cui sono nate le “Linee guida influencer”, elaborate con il supporto degli avvocati Ida Palombella e Federica Caretta di Deloitte Legal – Studio Associato.
Il documento è stato elaborato “con lo scopo di riassumere le best practices attualmente adottate dai brand del settore” ed è “finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell’emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia, ma anche con i social network maggiormente interessati e gli influencer o loro rappresentanti”.

Musica: rifiuti e scarti diventano strumenti musicaliIn mani 80 ragazzi dell’I.C. Di Capua di Castellammare di Stabia

APOLI12 novembre 201916:27

– Musica ed Ecologia unite nel progetto “Suoniamo la città” finanziato da MiBACT e di SIAE e realizzato in una scuola del napoletano dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tutto diventa suono, ritmo, armonia, musica nelle mani di ottanta ragazzi dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, retto dalla preside Rosa Vitale, che, per la qualità e la particolarità della proposta artistica, si è aggiudicato l’importante riconoscimento nazionale proposto dal bando pubblico “Per Chi Crea”. Otto mesi di attività per costruire, insieme ai musicisti docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele, un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, che parte dalla trasformazione di oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli realizzati e programmati.

I lupi di Ruowang a Napoli, è la natura che si ribella all’uomoMonumentale installazione ‘Wolves coming’ in piazza Municipio

NAPOLI12 novembre 201917:33

– I cento grossi lupi di metallo di Liu Ruowang ‘invadono’ piazza Municipio a Napoli assediando la statua di un guerriero. E’ la monumentale installazione dell’artista cinese Liu Rouwang che inscena in maniera allegorica la ribellione della natura alle devastazioni dell’uomo.
Ogni elemento dell’opera ‘Wolves coming’ pesa quasi tre quintali ed è stata così ideata per offrire momenti di interazione con i passanti che, nonostante vento e pioggia, hanno già cominciato a ‘cavalcare’ e a farsi selfie con i lupi.
L’installazione è stata curata da Matteo Lorenzelli della galleria milanese Lorenzelli Arte, con la collaborazione di Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli resterà in piazza fino al 31 marzo 2020.

Frozen 2, il futuro è donna e non si arrendeIn sala film Disney con voci di Rossi, Brignano e Sangiorgi

13 novembre 201909:30

Si fa presto a dire “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle” e a liquidare il tutto dicendo che, dopo sette anni, arriva in sala dal 27 novembre il sequel del campione di incassi Disney ancora a firma di Chris Buck e Jennifer Lee (ora direttrice creativa della Walt Disney Animation dopo le dimissioni di John Lasseter). In realtà oggi alla conferenza stampa di questo film di animazione si è parlato davvero di tutto, come non accade neppure per i film d’autore: futuro, passato, amore, figli, omosessualità, mondo femminile e rispetto della natura. E tutto nel segno di “il futuro è donna” e del non arrendersi mai. Presenti all’incontro, oltre ai registi, il produttore Peter Del Vecho, l’attrice-cantante Serena Rossi (che dà la voce alla principessa Anna), Enrico Brignano, che presta ancora una volta la voce a Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi autore de Nell’Ignoto che si sente nei titoli di coda. Questa la storia. Sono trascorsi tre anni da Frozen – Il Regno di Ghiaccio e la cittadina di Arendelle sembra aver trovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri di ghiaccio, mentre la sorella Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore. Ora mentre le due sorelle, il pupazzo di neve Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta. Una voce angelica che non smette di tormentarla per giorni e giorni. Così per capire da dove viene quella voce la principessa di Arendelle, Anna, insieme ad Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile potere.
“Nel primo Frozen – spiega il regista Buck – abbiamo sviluppato i personaggi mentre in questo secondo atto ci siamo divertiti a fare un po’ un musical di Broadway. In questo tipo di film – aggiunge poi – è normale inserire il mondo che ci circonda con la giusta attenzione: sappiamo bene del potere di queste opere sui giovani che le vedono ossessivamente più di una volta”.
“Lo spirito di non arrendersi mai e dell’amore che vince su tutto è certo qualcosa che vogliamo si percepisca in questo film”, dice invece la Lee che glissa però sulla domanda su cosa si prova ad aver preso il posto del mito Lasseter. Sull’eventualità poi di far declinare questa storia di sorellanza in qualcosa a sfondo omosessuale, spiega Lee : “Abbiamo pensato che Elsa non fosse ancora pronta per questo e così ci siamo concentrati sulla sorella”.
Sul fronte voci italiane, Serena Rossi è felice di aver dato la sua alla principessa Anna: “Ho molto amato raccontare la storia di queste due piccole donne e avuto anche voglia di avere un altro figlio e chiamare mia sorella tutti i giorni. E non nascondo – conclude – che ho pianto tantissimo in sala doppiaggio”. “La cosa che più mi ha sconvolto è che non potevo immaginare il lato emozionale di mia figlia Martina – dice Brignano -. Adesso cerca continuamente su Google la voce Olaf e poi sta tutto il giorno a cantare le canzoni del pupazzo di neve”.
Anche per Sangiorgi, è l’orgoglio paterno a prevalere: “Quando crescerà Stellina potrà essere orgogliosa e dire: mio padre lavora per la Disney”.

Gianna Nannini, amore sì ma non sdolcinatoEsce ‘La differenza’, 10 inediti in presa diretta da Nashville

12 novembre 201918:35

C’e’ anche un messaggio rivolto al tempo che passa e in particolare per le donne, nell’ultimo album di Gianna Nannini ‘La differenza’. “Dicono ‘tu dopo i 30 anni non puoi più fare rock perché le donne invecchiano e non le c…ga più nessuno -. ha scherzato oggi – Invece ho dimostrato che sono molto viva soprattutto dopo i 50″.
Cappello in testa, jeans, stivaletti, blusa, Gianna Nannini, 63 anni, sempre diretta ma piena di entusiasmo ha presentato oggi a Milano il suo ultimo album fatto ascoltare in anteprima ai giornalisti con un vinile su un giradischi. Questa è la prima caratteristica che fa la differenza del suo ultimo lavoro, come ha spiegato la stessa artista, in un periodo in cui tutto è affidato al digitale. ”Ho voluto un live in studio, un disco registrato in presa diretta ma con le tecniche di oggi – ha raccontato – senza campionatura e senza overdubus, il metodo in cui si registra uno strumento alla volta”.
Per raggiungere questo è andata a Nashville (”dove non conoscevo né mi conosceva nessuno”) nel Blackbird Studio di John Mc Bride, e nel Tennessee ha trovato il suono che voleva, ”il suono rock nuovo, mio e con la mia identità”. Così è nato l’album, a due anni dall’ultimo, prodotto dalla Sony, in uscita venerdì 15 novembre. Musica registrata in America, riscoprendo che nelle sue radici ”c’e’ sempre stato un sangue bianco-nero”, i testi invece sono stati interamente composti in uno studio Londra.
Una ‘stanza tutta per me’ a Gloucester Road (è anche il titolo di una canzone) che si è cercata quando ha capito che in casa non riusciva a concentrasi con una bimba di 10 anni, la figlia Penelope, che ogni tanto correva da lei e le diceva ‘mamma quando smetti di cantare?”.
“Io non sono una rap ma cercavo un linguaggio molto più diretto e così l’ho trovato – ha spiegato – Ognuno ha il suo blues e il mio nasce dalla cultura popolare”.
Dieci i brani inediti, storie che parlano soprattutto d’amore.
“In realtà sono tutti conflitti d’amore, è un amore incazzato non sdolcinato, noi i meccanismi tossici li creiamo già tra le persone, parte da lì il problema ambientale non perchè ci bombardano di bombe chimiche”.
“Questo è un disco sulle differenze, tutte le differenze che incontri nei rapporti con gli altri perché siamo così diversi che non si riesce ad andare mai d’accordo, ma io non ho paura di guardare, amare, abbracciare chi sa fare la differenza, vorrei riuscire ad abbattere i muri mentali, nelle relazioni con gli altri, cerco di capire la differenza invece di colpevolizzare qualcuno per le sue opinioni diverse bisogna accettarlo proprio per questo”. Insomma ‘il mio è un messaggio – ha aggiunto -fai tu la differenza’. “E qui veniamo fuori anche noi, la musica italiana – ha detto ancora – il nostro Made in Italy ha bisogno di fare la differenza”.
Nel 2020 Gianna, che ha appena ricevuto il Premio Tenco 2019 e tra un paio di giorni sarà ospite a X Factor con il singolo da Berlino, sarà impegnata in un tour europeo in debutto a Londra il 15 maggio. Unica data italiana il 30 maggio allo Stadio Artemio Franchi a Firenze, dove l’artista senese si esibirà per la prima volta.

Arriva Disney+, e si apre la guerra dello streamingLa nuova app di Topolino su dispositivi mobili e smart tv

NEW YORK12 novembre 201918:36

Topolino va in streaming. Walt Disney lancia l’attesa Disney+ e apre una nuova era per l’intrattenimento dei suoi fan. Forte di migliaia di titoli di successo, da The Avengers a Toy Syory, dai Simpsons a X-Men, Topolino punta a strappare a Netflix e alle rivali fasce di mercato anche a grazie a un prezzo competitivo: negli Stati Uniti l’abbonamento costa 6,99 dollari al mese, circa la metà dei 12,99 dollari mensili chiesti da Netflix.
Disney+ – disponibile per ora negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, arriverà in Italia nel marzo del 2020 – è un “momento storico per la nostra azienda e segna una nuova era di innovazione e creatività” dice l’amministratore delegato Robert Iger. “Disney+ offre un’eccezionale esperienza di intrattenimento: il nostro archivio di amatissimi film, serie tv e contenuti originali esclusivi di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic” aggiunge Iger. Con Disney+ Topolino amplia la sua offerta via streaming, finora concentrata su Hulu che continuerà con la sua proiezione e la sua offerta di film destinati a un pubblico adulto o ritenuti troppo ‘rischiosi’ per le tipiche famiglie che accedono ai contenuti di Walt Disney.
Senza interruzioni pubblicitarie, Disney+ è disponibile su varie piattaforme – da Apple a Google, da Amazon a Roku – e consente di impostare profili dedicati per i più piccoli in modo che accedano solo ai contenuti adatti alla loro età.
La discesa in campo di Walt Disney accende la guerra dello streaming, che vede i maggiori colossi della tv e del cinema a caccia di un nuovo pubblico per motivi però diversi. Disney e Warner Media di At&t puntano a reinventare le loro attività core a fronte della fuga dei consumatovi dalla tv tradizionale. Per loro quindi lo streaming è una tassello importante per restare redditizi e crescere. Per Apple, che ha lanciato il suo servizio in streaming agli inizi di novembre, si tratta di un ampliamento dell’offerta e di un ‘esperimento’, secondo alcuni analisti, che può anche fallire senza causare danni alla società. Apple comunque ha dalla sua parte un potenziale vasto pubblico, ovvero i 900 milioni di persone che hanno un iPhone. Per Comcast si tratta invece di non rinunciare all’identità di tv via cavo: Peacock, atteso nel 2020, sarà gratuito ma con limitata pubblicità per i clienti di Comcast. Un approccio quindi per non abbandonare del tutto la tv via cavo ma cercare di ampliare il pubblico e posizionarsi di fronte alla fuga dal tradizionale piccolo schermo. C’è poi l’atteso servizi di HBO Max, che arriverà nel 2020 e che grazie ai suoi titoli e alla capacità di creare contenuti originali di successo fa tremare i rivali.
Sopra a tutti, al momento, c’è Netflix, padrone incontrastato del settore ma quello che dalla concorrenza ha più da perdere.

Sergio Castellitto artigiano in Pezzi UniciSu Rai1 da domenica con Panariello, di Cinzia Th Torrini

FIRENZE13 novembre 201909:29

“Ci tenevo a dar luce a questo mondo che per secoli si è tramandato di padre in figlio.
Attirare l’attenzione su una realtà che è sotto la minaccia di scomparire. E mostrare ad un pubblico più giovane che esiste un’alternativa,ma soprattutto che il lavoro c’è”.
La regista Cinzia Th Torrini ha spiegato nel corso della presentazione nell’Antico setificio di Firenze (dove sono state girate alcune scene) come è nata la sua idea di girare la fiction Pezzi Unici, in onda su Rai1 da domenica 17 novembre in sei prime serate e che vede protagonista Sergio Castellitto nel ruolo di Vanni un artigiano maestro di intaglio e restauratore e Giorgio Panariello in quello del suo amico e vicino di bottega fabbro. Vanni è un uomo che ha perso suo figlio e che indaga su quello che è davvero successo. Un uomo che vede nell’arte l’unica via della riabilitazione per altri ragazzi che, come suo figlio, hanno smarrito la retta via. Oltre a Castellitto (che ha terminato le riprese del suo film come regista e protagonista Il Materiale Emotivo, titolo provvisorio in post-produzione ndr), troveremo anche un più che convincente Giorgio Panariello in un ruolo per lui sicuramente inedito. Alla proiezione, a cui erano presenti la regista e il cast della fiction oltre a diverse istituzioni compreso il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice Rai Fiction, Eleonora Andreatta, ha detto: “Noi portiamo la fiction in una bottega artigiana”.
Questa – ha detto Castellitto – è la vera eccellenza. Il mio personaggio, Vanni, offre una possibilità a 5 ragazzi difficili offre una chance anche a se stesso. La condizione del fallito può offrirti l’occasione di costruire personaggi bellissimi.
L’attore è un artigiano: noi “facciamo” i film, e in fondo anche l’attore racconta una storia attraverso la recitazione. Il gesto che facciamo di più è sfiorare gli iPhone… Non tocchiamo più e con le mani, si possono fare tante cose. Vanni è un uomo che tocca”.
“Nei panni di Vanni, il falegname Sergio Castellitto è davvero un ‘pezzo unico’, come lo sono i suoi cinque giovani allievi dal passato difficile, e pure Giorgio Panariello che interpreta Marcello, fabbro un po’ bonario che aiuta l’amico nelle difficoltà. E’ vedovo da molto tempo e ha cresciuto da solo l’unica figlia che però adesso è adolescente e gli renderà la vita complicata innamorandosi dell’uomo sbagliato.La storia, coprodotta da Rai Fiction, Indiana Production e Cassiopea Film Production, è ambientata nel mondo dell’artigianato toscano. Una vicenda che si colora di giallo per la trama che attraversa le sei puntate, che ricostruisce poco a poco la morte del figlio di Castellitto avvenuta anni prima. Suicida, almeno così sembra. E poi ci sono le tinte più accese che raccontano il passato difficile dei cinque “pezzi unici”, che sono ragazzi con una vita complicata alle spalle. E ancora, la funzione “salvifica” del lavoro manuale: nell’insegnare loro il mestiere della falegnameria, Vanni in realtà insegna a questi ragazzi a tornare alla vita. Che poi è quello che riesce a fare lui stesso dopo il lutto, ritrovandosi con cinque nuovi figli e una sorta di nuova famiglia. Nel cast anche Irene Ferri nelle vesti dell’assistente sociale responsabile della casa famiglia dove vivono i ragazzi tutti con storie difficili alla spalle (chi ha commesso un reato, è tossico, non ha una famiglia) e ciascuno ha un sogno.
Per questi giovani, in bilico fra speranza e dannazione, la differenza può farla un corso di artigianato, quello che Lorenzo aveva avviato e che Vanni, per superare il senso di colpa nei confronti del figlio (sa che se si è perso è anche colpa sua), decide di proseguire.
Vanni è un uomo ferito, dai modi burberi ma con qualcosa di autentico da trasmettere, è un maestro di artigianato e di vita che riesce nell’impresa più grande: tirare fuori il talento nascosto di ciascuno dei suoi improbabili allievi.
Ogni episodio concentrerà i sospetti di Vanni su uno dei “Pezzi Unici” svelando, attraverso un uso sistematico del flashback, il dramma personale vissuto dal ragazzo protagonista della puntata e il pezzetto di verità che detiene sulla morte sospetta di Lorenzo.
L’artigianato artistico è un’arena tanto inedita quanto affascinante: a Firenze le botteghe artigiane affondano le radici nella storia. E nelle immagini c’è sempre lei, Firenze, perfetta sintesi di identità italiana e appeal internazionale.
Nel Cast Fabrizia Sacchi (moglie di Vanni che lo ha lasciato dopo la morte del figlio), Marco Cocci, il cognato, e con la partecipazione di Giulio Berruti e Loretta Goggi.

Venezia: Franceschini, ispettori a S.Marco per verifichePronti fondi richiesti da soprintendenza

12 novembre 201918:51

– “Attendiamo gli esiti del sopralluogo degli ispettori del ministero – che avverrà non appena l’attuale fenomeno di acqua alta sarà terminato – ma siamo pronti a finanziare quanto richiesto lo scorso anno dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna per la tutela della Basilica di San Marco”. Così il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini.

Fiorello arriva su Raiplay e con pupazzo Mollica va al topDal 13 novembre in esclusiva sulla piattaforma Rai

12 novembre 201918:54

– Vincenzo Mollica, il giornalista che presta la voce al divertente, ironico e cinico pupazzo dal dissacrante linguaggio giovanile che accompagna Fiorello in Viva RaiPlay! (che da l 13 novembre andrà in onda in esclusiva su RaiPlay dalle 20 e 35 il mercoledì, giovedì e venerdì) è diventato in pochissimi giorni un personaggio cult dei social.
I numeri sono da capogiro: secondo le rilevazioni Nielsen il post pubblicato il 9 novembre scorso sugli account Instagram di Fiorello e Viva RaiPlay! ha generato 35mila interazioni. A spopolare, soprattutto, un duetto tra Fiorello e Mollica sulla musica trap. Non solo: il pubblico di twitter cerca addirittura di capire se il pupazzo si trovi in vendita nei negozi di giocattoli come regalo di Natale. Lo storico volto del Tg1, coinvolto da Fiorello nella nuova avventura, ‘spacca’ e condisce la sua parlata di giovanilismi tipici del linguaggio televisivo contemporaneo. Una partecipazione al programma a cui Mollica presta la sua voce squillante, che, puntata dopo puntata, è diventato via via più dissacrante e sferzante.

Molestie, Andrea Bocelli difende Domingo”Assurdo negare teatri prima di aver verificato le accuse”

MIAMI (USA)13 novembre 201908:41

Il tenore Andrea Bocelli difende fermamente la leggenda dell’opera Placido Domingo, definendo “assurdo” che teatri abbiano annullato le esibizioni della star per accuse di molestie sessuali prima che siano completamente investigate.

“Sono ancora sconvolto da quello che è successo a questo incredibile artista”, ha detto Bocelli. “Non capisco: domani una signora può semplicemente venire e dire ‘Bocelli mi ha molestato 10 anni fa’ e da quel giorno in poi nessuno vuole più cantare con me e i teatri d’opera non mi chiamano più; è assurdo”. Secondo Bocelli inoltre, le persone dovrebbero distinguere tra “la moralità delle figure pubbliche e la loro arte e abilità”.

‘The Report’ la tortura in Usa dopo l’11/11In sala film Amazon di Burns con Adam Driver e la Bening

10 novembre 201916:30

– Le immagini forti ci sono e sono quelle delle torture di ultima generazione: Waterboarding, acqua gelata, incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e seppellimento in una cassa piena di insetti. D’altronde ‘The Report’ di Scott Z. Burns, film Amazon in sala il 18, 19 e 20 novembre distribuito da QMI (e poi su Amazon Prime Video dal 29), racconta la storia di un portaborse, idealista quanto basta, che ha svelato il programma di torture che la Cia aveva applicato a 119 detenuti arrestati dopo l’11 settembre. Un programma declinato alla totale sottomissione, umiliazione e dipendenza psicologica dei torturati.
Eroe del film Daniel J. Jones (Adam Driver) un uomo che per sette anni in un buio scantinato ha lavorato, insieme a una piccola squadra, a un rapporto sulla tortura commissionatogli da un gruppo di senatori capitanati dalla democratica Dianne Feinstein (Annette Bening). In tutto 525 pagine, riassunto di un fascicolo ben più grande (6700 pagine), a tutt’oggi secretato, sul controverso programma Cia creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, senza nessuna esperienza reale di interrogatori, ma per il quale hanno ottenuto un contratto da 80 milioni di dollari.

De Sica, horror-comedy con omaggio a papà’Sono solo fantasmi’ con Buccirosso e Tognazzi

12 novembre 201912:16

‘Sono solo fantasmi’ di Christian De Sica, in sala dal 14 novembre distribuito da Medusa in oltre 400 copie, è uno strano film che mescola horror, commedia e amarcord. Ed è un chiaro omaggio al grande Vittorio De Sica che nel finale compare anche nei panni di un Christian sempre più simile a lui. Non finisce qui, perché tra i protagonisti c’è anche un figlio d’arte non da poco, come Gian Marco Tognazzi, a cui viene affidato, non a caso, il nome del padre, Ugo.
Questa la storia del film che nelle parti horror è davvero da paura. Thomas (De Sica), mago in bolletta, e  Carlo (Carlo Buccirosso), napoletano altrettanto sfigato con moglie e suocero settentrionali che lo disprezzano, sono due fratellastri che si rincontrano a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo (di nome e di fatto identico al padre vero di Christian). Qui i due scoprono di avere un terzo fratello,  Ugo (Tognazzi) visibilmente autistico.
L’eredità agognata dai tre sfuma subito a causa dei debiti del padre, e così i fratelli in bolletta si inventano un lavoro: mettere su una ditta di ‘acchiappa fantasmi’.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando lo spirito del padre Vittorio s’impossessa del corpo di Carlo e i tre risvegliano il fantasma della Janara, temibile strega che vuole dare fuoco a Napoli “In realtà volevo fare un remake di ‘Oscar insanguinato’ con me e Boldi intenzionati ad uccidere la Detassis e tutti i critici che non ci hanno dato mai grandi soddisfazioni – dice scherzando De Sica -. Ma poi ho diretto questo mio nono film da regista con tutte le difficoltà nel mescolare commedia e horror. E in questo devo dire grazie a mio figlio Brando che è un vero esperto del genere”. I tratti biografici del film? “Certo che ci sono, come la passione per il gioco, l’eredità complicata e l’essere donnaiolo. Ogni tanto arrivava una telefonata a casa con qualcuno che diceva di essere mio fratello o sorella. Certo che è un omaggio a mio padre – aggiunge – da qui anche l’ispirazione di mettere insieme tre fratelli con madri diverse. Ma mio padre, a parte tante cose, alla fine era un genio. Il vero omaggio a lui sarebbe riuscire a fare finalmente il film La porta del cielo, con la bella storia d’amore tra mio padre e mia madre.
Oggi sono troppo vecchio per interpretare mio padre a 45 anni, ma sarebbe bello fare questo film o con Indiana o con Netflix”.
Ancora De Sica: “Questo è un paese che dimentica troppo facilmente e così ogniqualvolta si parla di mio padre sono felice. L’ho perso a 23 anni e devo dire che mi manca tanto.
Anche lavorando con Gian Marco ho visto che cita il padre almeno tre volte al giorno, ma io e lui abbiamo un vantaggio: se abbiamo nostalgia dei nostri padri possiamo comunque vedere un loro film”.
Gli fa eco Tognazzi: “Credo che in questo film anche per il nome che porto, Ugo, ci sia stato un vero e proprio transfer. E penso proprio che i nostri padri ci abbiano protetto”.

Nuove accuse a Polanski fermano promozione francese di J’accuseDisagio in Francia a pochi giorni da uscita film

PARIGI12 novembre 201915:37

– Disagio in Francia dopo le accuse di stupro mosse da Valentine Monnier contro il regista ottantaseienne Roman Polanski, a due giorni dall’uscita del film ‘J’accuse’ a Parigi e nei cinema d’Oltralpe. L’attore protagonista del film premiato al Festival di Venezia, Jean Dujardin, ha annullato l’intervista prevista ieri sera al telegiornale delle 20 su TF1. Mentre radio France Inter ha fatto sapere che Emmanuelle Seigner, la moglie del regista anch’essa nel cast del film sull’affaire Dreyfus, ha annullato la sua presenza alla trasmissione ‘Boomerang’ prevista oggi.
Cancellati, tra l’altro, i programmi ‘Pop pop pop’ e ‘C à vous’ registrati rispettivamente per radio France Inter e la tv France 5. In entrambi, un altro attore di ‘J’accuse’, Louis Garrel, era stato invitato a promuovere la pellicola ma visti i recenti sviluppi si è preferito soprassedere. Il caso Polanski sembra imbarazzare il cinema francese, rimasto in questi ultimi giorni piuttosto silenzioso. Un atteggiamento in contrasto con i numerosi messaggi di sostegno rivolti invece, la settimana scorsa, all’attrice Adèle Haenel che ha accusato di violenze sessuali un altro regista, Christophe Ruggia, ai tempi in cui era minorenne. Dopo le accuse di Haenel, Ruggia è stato rapidamente escluso dalla Societé des Réalisateurs (ARP).Sul caso di Polanski, l’ARP ha fatto sapere che se dovessero esprimersi “lo farebbero in accordo con i cineasti” membri dell’organizzazione. Anche se “per il momento” non sono previsti consigli di amministrazione. Accusato dalla francese Valentine Monnier di averla violentata 44 anni fa, il regista ha respinto ogni accusa, “con la massima fermezza”. Ma ora la promozione del suo film diventa piu’ difficile.

Cinema: Fabio Volo, essere voce Ailo è fico coi figliIl film di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre

11 novembre 201909:29

– Volo si mangia Ailo in un sol boccone. L’attore scrittore e conduttore di radio e tv, voce narrante di ‘Ailo – Un’avventura tra i ghiacci’ di Guillaume Maidatchevsky in sala dal 14 novembre distribuito da Adler Entertainment con Italian International Film, nell’incontro stampa a Roma si lascia andare e parla di tutto: figli, educazione, ecologia, libri, radio e tv. Anche se, ovviamente, si parte dal film (già ad Alice nella Città) che racconta l’incredibile viaggio di un piccolo cucciolo di renna tra le meraviglie della Lapponia con i suoi strepitosi paesaggi caratterizzati dalla natura incontaminata. Un film comunque girato in sedici mesi che mostra, passo dopo passo, la lotta per la sopravvivenza del vulnerabile Ailo nel suo primo anno di vita. “Ho visto il trailer del film – dice oggi a Roma Volo – e ho subito accettato anche per il fatto che ho due bambini piccoli, di quattro e sei anni, e so che sarei stato fico per loro quando avrebbero sentito la mia voce”. In Lapponia, dice poi: “Non ci sono mai andato, ma la mia compagna è islandese e così conosco bene quei posti super-puliti e straordinariamente belli”. E l’ecologia? “Non credo che tutti i giovami siano oggi interessati all’ecologia più di tanto. Non sono davvero rivoluzionari perché alla fine non sono connessi con la natura.
Insomma, non abbandoni una bottiglia se vivi tutto l’anno in un posto incontaminato. La prima cosa da fare per essere Green – aggiunge – è andare al supermercato e non comprare prodotti troppi inscatolati. In Italia però non è facile avere un atteggiamento ecologico – continua -, in California, tu trovi dei dispenser per riempire la tua borraccia d’acqua”. Greta Thunberg? “È una ragazzina che si è trovata nel posto giusto al momento giusto. Forse prima ci sono state molte altre Greta, ma nessuno se n’è accorto”. Da Fabio Volo poi una netta distinzione tra le madri di Nord e Sud Europa: “Nei paesi cattolici le madri creano dei figli che restano dipendenti da loro fino a tardi, la madri del Nord, al contrario, danno ai loro figli i mezzi per diventare indipendenti il prima possibile”. Per quanto riguarda i figli di Volo le cose non vanno troppo male: “Non hanno ipad e telefono. Io e mia moglie vogliamo che a tavola siano davvero con noi”. Fabio Volo la tv non ha più voglia di farla:”Ormai ci sono troppi compromessi specie per chi fa anche l’autore. Una volta c’erano i direttori di rete che ti proteggevano. A volte ci vogliono anni per lanciare un programma, penso ad esempio a Giorgio Gori e Le iene, oggi se non fai subito ascolti ti chiudono il programma”. È innovativo il Fiorello di Raiplay? “Fiorello fa solo Fiorello – dice Fabio Volo -, fa le imitazioni di sempre e la grammatica è ancora quella di Alighiero Noschese”. Una curiosità, infine, sul regista di Ailo: “Nato come biologo prima di diventare un cineasta, Guillaume Maidatchevsky ha prodotto documentari per committenze prestigiose come France 2, National Geographic, ZDF e Sky. Il regista ha poi in passato dedicato opere ai lupi, ai babbuini e all’esperienza di Nicolas Barth (il fattore che nel Cantone Svizzero si è impegnato per ridare spazio alla vita selvatica).

Il Traditore ‘Capri International feature film’Premiato Bellocchio. Dal 26 dicembre aspettando gli Oscar

NAPOLI10 novembre 201916:49

– E’ ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio il ‘Capri International feature Film’: il regista dell’opera candidata dell’Italia all’Oscar 2020 (con quattro nomination agli EFA 2019 nelle principali categorie) sarà premiato nel corso della 24esima edizione di Capri,Hollywood in programma sull’Isola azzurra dal 26 dicembre al 2 gennaio. La serata d’onore per il film sul pentito della mafia Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, potra’ rappresentare un’ulteriore tappa della campagna verso la cinquina per il miglior Film straniero dell’anno (elenco finale atteso per il 13 gennaio). Un’attività in piena evoluzione negli Usa dove la coproduzione Italia-Francia-Germania-Brasile (prodotta da Beppe Caschetto con Ibc Movie, Kavac Film e Rai Cinema e distribuita nella Penisola da 01 Distribution) sarà presentata nell’attesa proiezione di sabato 16 novembre al Teatro Cinese di Hollywood, dopo il successo di critica a New York e in vista dell’uscita del 31 gennaio con Sony Pictures Classic.
”Un premio che assegniamo con particolare convinzione ed entusiasmo – annuncia Marina Cicogna, honorary co-chair per l’Istituto Capri nel Mondo – ‘Il Traditore’ è un grande film che parla al pubblico internazionale, opera di un vero maestro del cinema mondiale sempre ispirato. Un evento artistico che rappresenta l’Italia ai massimi livelli”. ‘Il Traditore’, presentato all’ultimo Festival di Cannes, sfiderà il 7 dicembre a Berlino, per gli Efa – European Film Awards 2019, i film di Almodovar e Polanski tutti con nomination per miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista.