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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
X Factor, Tiziano Ferro ospite della semifinale
Ultimo scoglio per poter accedere alla finale 2019
05 dicembre 2019 09:28
Ultimo scoglio per poter accedere alla finale di X Factor 2019. Solo 4 dei 5 concorrenti ancora in gara potranno coronare il sogno di calcare il palco del talent di Sky prodotto da Fremantle al Mediolanum Forum di Assago. L’appuntamento con la semifinale è per le 21.15, su Sky e NOW TV.La situazione vede avvantaggiato Samuel che ha in gara due componenti della sua squadra: Booda e Sierra sono infatti i Gruppi che si giocano l’ingresso alla finale. Gli altri giudici hanno tutti un concorrente a testa: Mara per i suoi Over schiera Eugenio Campagna, Malika per gli Under Uomini ha Davide Rossi, Sfera Ebbasta per le Under Donne si gioca tutto con la giovane Sofia Tornambene.Ad Alessandro Cattelan il compito di guidare giudici e concorrenti nella sfida che si svolgerà in due manche classiche, al termine delle quali il meno votato di ciascun turno andrà allo scontro finale.Nella prima manche i concorrenti si esibiranno sulle note dei brani scelti dai rispettivi giudici: Mara ha assegnato ad Eugenio Campagna Una buona idea di Niccolò Fabi, Malika ha scelto Toxic di Britney Spears per Davide Rossi, Sfera ha affidato a Sofia Tornambene Human Nature di Michael Jackson, Samuel ha selezionato Born Slippy, Nuxx di Underworld per la Sierra e Dibby Dibby Sound di Dj Fresh vs Jay Fay per i Booda.Nella seconda manche spazio per il classico momento “My Song”, durante il quale i concorrenti presenteranno il loro brano del cuore. Così Eugenio ha scelto Nessuno vuol essere Robin di Cesare Cremonini, Davide interpreterà Uptown Funk di Bruno Mars, la canzone del cuore di Sofia è Love of my Life dei Queen, mentre la preferenza della Sierra è per Ni Ben Ni Mal di Bad Bunny, quella dei Booda è per Level Up di Ciara.Ospite di questa settimana è Tiziano Ferro. L’artista si esibirà nell’opening con i concorrenti interpretando un medley di tre delle sue hit e presenterà poi, in anteprima assoluta live, il suo ultimo successo In mezzo a questo inverno.Per la prima volta sul palco di X Factor il pianista siriano Aeham Ahmad, che trasmetterà, grazie alla musica, il suo messaggio di coraggio, orgoglio e speranza. Aeham al piano, suonerà un suo brano “I forgot my name” (con testo in arabo) e poi insieme a tutti i concorrenti di X Factor 2019 intepreterà “Mad World” dei Tears for Fears.Settimo appuntamento anche per Extra Factor, il late night show guidato da Pilar Fogliati e dal suo compagno di viaggio Achille Lauro. Quest’ultimo racconterà, nella sua rubrica settimanale Al Confidential, le impressioni dei ragazzi sul percorso che stanno facendo, le loro emozioni e i loro timori della settimana appena trascorsa.
Franco Arminio, l’amore come politicaPoeta e paesologo, dai versi all’impegno civile
05 dicembre 201920:13
FRANCO ARMINIO, ‘L’INFINITO SENZA FARCI CASO. POESIE D’AMORE’ (BOMPIANI, PP. 122, EURO 14,00) Che ci fa un poeta che incanta la rete parlando d’amore nelle piazze affollate dei piccoli paesi a predicare il ripopolamento? E’ la contraddizione della ”nicchia di culto” in cui vive Franco Arminio, poeta appunto ma anche ”paesologo”, come ama definirsi lui, impegnato in una moltitudine di sfumature della definizione stessa di ‘impegno’, che va dalla politica alla sessualità. ”Perché se è il momento delle sardine io direi che la poesia è un tonno”, chiosa. ”Personalmente credo molto nella rete ma non basta metterci solo i propri testi, bisogna starci con il proprio corpo e la propria vita. Paradossalmente la rete, che è il mondo digitale, esalta di più quello rurale. Ed io, che non ho mai lasciato il paese dove sono nato (Bisaccia, in provincia di Avellino, il 19 febbraio del 1960 ndr), mi trovo molto a mio agio. Non è contraddittorio”. Ora torna ai versi con una bellissima raccolta, ”L’infinito senza farci caso. Poesie d’amore’, appena uscita per Bompiani, che parla appunto di sentimenti. ”La poesia è il farmaco della vita, abbiamo consumato ogni tipo di consolazione e fuga dalla realtà, la politica, lo yoga, il corso di tango. Ma i miei lettori sono tanti, da quelli colti a quelli improvvisati ed io voglio parlare a tutti. Quest’ultimo libro parla d’amore, e in questo c’è un versante politico importante, perché riprendere a fare l’amore è anche una questione politica. Parliamo delle relazioni delle persone. Gli apparati, le forme che diamo ai nostri sentimenti spesso non corrispondono alle nostre esigenze, per questo parlo di intimità provvisoria. La nostra testa è un luogo sopravvalutato. Il mio è amore anche per i luoghi, è anticapitalista , è l’opposto della globalizzazione. Produciamo una buona politica amandoci meglio”.
Una ricerca che nella poesia di Arminio sembra non avere fine: ”Prima di morire troverò/ quello che cerco./ E se non accade/ cercherò anche dopo,/ getterò i miei atomi allo sbaraglio/ nell’universo/ ti cercherò/ dentro un albero/, una tegola/ una scarpa”, scrive. Una passione che è declinata anche come civile. ”Le mie due passioni, quella della poesia e quella civile, si intersecano nella mia vita quotidiana, nelle battaglie che vanno da quelle contro le discariche allo spopolamento dei piccoli paesi dell’Appennino. La passione civile per me è una risposta all’angoscia, alla tristezza, alla sfiducia, al catalogo dei fallimenti che incontro nei miei infiniti viaggi nei piccoli luoghi d’Italia. E’ qui che la politica dovrebbe venire, fisicamente, a dimostrare la sua capacità di esistere”.
Lui intanto domani va dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ”per affrontare il tema dello spopolamento, perché il ritorno ai paesi farebbe bene alle infinite caste che ci sono in Italia. Bisogna costruire occasioni di lavoro, fare un grande progetto per l’Appennino”.
Taobuk, il decennale del festival dedicato all’entusiasmoDal 18 al 22 giugno a Taormina
05 dicembre 201911:29
– Sarà dedicata al sacro fuoco dell’entusiasmo la decima edizione di ‘Taobuk che si svolgerà a Taormina dal 18 al 22 giugno 2020. Il festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara, che rappresenta la passione per i libri in un orizzonte sempre più vasto e aperto, coniugando le belle lettere con le altre arti, si prepara al traguardo del decennale invitando a riflettere sulle infinite interpretazioni che l’entusiasmo ha avuto nel corso dei secoli.
“Ho bisogno d’amore, amore, amore, fuoco, entusiasmo, vita” scrive Giacomo Leopardi nelle Lettere da Roma. “Le parole del poeta, associate alla nozione stessa di ‘pessimismo cosmico’, ci ricordano che l’entusiasmo è una categoria dello spirito. Di quello universale, ma ancora di più di quell’idea – potente e in crisi – che va sotto il nome di Occidente. Entusiasmo che è in perenne contraddizione dialettica con il suo opposto, con la desolata contemplazione dei propri limiti: una contraddizione sufficiente a definire l’uomo, perennemente sospeso tra la consapevolezza dell’Infinito e le proprie fragilità” sottolineano gli organizzatori.
Come sottolinea Antonella Ferrara, “Il manifesto di Taobuk 2020 vuole essere un’occasione per costruire idee, prospettive, volontà, come antidoto alla crisi e alla depressione dell’Occidente, come volano delle sfide che il mondo contemporaneo ci pone: l’avvento dei nuovi colossi dell’economia, della scienza, della cultura, a partire dai mercati mediorientali e soprattutto dalla Cina, mai così concorrenziale. Nell’anno che celebra la decima edizione del Festival – figlio di una visione che ha trovato nell’entusiasmo il proprio centro di gravità grazie ai molti che ne hanno condiviso la progettualità – Taobuk conduce un ragionamento intorno a questa risorsa imprescindibile dell’uomo, antidoto al tanto dibattuto ‘tramonto dell’Occidente’, perché linfa vitale degli innovatori, dei creativi, dei visionari”.
Starnone, Confidenza chiude percorso ma non mi fermoDialogo a Torino con Missiroli sul nuovo romanzo
TORINO05 dicembre 201911:40
– “Confidenza è il libro conclusivo di un percorso cominciato con Lacci e proseguito con Scherzetto, ma è anche il libro di uno scrittore anziano che monta tutti i temi di cui si è sempre occupato: la coppia, la famiglia, l’insegnamento, lo scrivere, la politica come bisogno di capire in quale mondo viviamo. Ho cercato di rovesciare in questo libro tutti i temi che mi stanno a cuore”. Domenico Starnone parla per la prima volta (è lui stesso a dirlo) del suo nuovo romanzo, Confidenza, da poco pubblicato da Einaudi.
“Si apre un altro percorso? E’ molto ottimista chiedere questo a un uomo di 76 anni, ma sono ottimista e quindi rispondo nel modo più doloroso: sì”, dice a Marco Missiroli, autore di Fedeltà, con cui dialoga in un incontro organizzato dal Salone Internazionale del Libro di Torino al Circolo dei Lettori.
“La mia intenzione era costruire una storia intorno al tema del confidarsi nel senso di affidarsi a un altro, raccontando qualcosa che non abbiamo voglia di raccontare neanche a noi stessi. Il tema pedagogico, pedagogia dell’affetto e pedagogia della paura, attraversa tutto il libro così come il tema etico”, spiega Starnone che in Confidenza racconta la relazione tormentata tra Pietro e Teresa, lui professore di liceo e lei sua ex alunna, che si lasciano dopo una notte trascorsa sul letto a raccontarsi un segreto, qualcosa mai detta a nessuno. E proprio quella confidenza resta il filo che continuerà a tenerli uniti tutta la vita anche dopo la separazione, molto più forte di un matrimonio canonico.
Starnone parla della sua scrittura “non retorica e non altisonante. La prima stesura – racconta – è di getto, velocissima, riscrivo in un secondo momento i punti in cui c’è troppa ricerca di effetti emotivi. Non so mai da che parte andrà il racconto, la struttura si definisce scrivendo. Se sapessi quello che c’è in mezzo mi annoierei”.
E Starnone lettore? “I libri li martorizzo, li segno, anche con la penna se non ho una matita a portata di mano. Quando ero ragazzo li divoravo in modo confuso, poi sono diventati un impegno, servono a capire, a imparare a scrivere. A volte resto su una frase più giorni, mi chiedo come ha fatto. Leggete e chiedetevi come ha fatto, è questa domanda che rende un libro straordinario”.
Venice Factory, i vetri veneziani in mostra a RomaAlla galleria Aldo Frasca gli strambotti in vetro soffiato: animali e fiori del design storico italiano
5 dicembre 201911:59
Nati dalla tradizione tutta muranese delle figure e degli animali, gli strambotti in vetro soffiato, sono personaggi, animali e fiori in dimensioni diverse, a volte di carattere funzionale, a volte semplici oggetti di charme. Alla Galleria Aldo Frasca, che dal 1992 si occupa di design storico italiano con un occhio in particolare alle creazioni in vetro, in mostra una collezione che è il risultato della collaborazione tra la designer Eliana Gerotto e il maestro vetraio Gianni Seguso.In questi oggetti un segno contemporaneo incontra l’antica maestria delle tecniche del vetro di Murano: il Balloton, i fiori a Torselo, il vetro soffiato in canne, le Morise, la foglia d’oro e i fiori a Fracco. Nei disegni di Eliana Gerotto riaffiorano il pop dei pagliacci, gli amati vetri del ‘900, il fascino dei lampadari Rezzonico dei palazzi veneziani.Eliana Gerotto è la direttrice creativa di Venice Factory. Ha collaborato con le maggiori aziende italiane di design (Molteni, Arclinea, Venini, Foscarini, Paola Lenti) e ricevuto importanti riconoscimenti internazionali (ELLE Decor International Award 2007 e Good Design Award of Chicago Atheneum). Ha curato allestimenti di prestigiose mostre archeologiche nei maggiori musei europei: Palazzo Grassi, Musée du Louvre, Staatliche Museen Berlin, Palazzo Diamanti a Ferrara, Colosseo.
410 euro la spesa in libri per biblioteca scolasticaDati AIE, 84,8% istituti ha una biblioteca, era l’89,4% nel 2011
05 dicembre 201912:15
– È di 410 euro la spesa media annua per acquisto di libri in Italia, per biblioteca scolastica.
Corrisponde a circa 0,2 libri nuovi a studente. Il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente.
E la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1.152 euro. Questo il profilo delle biblioteche scolastiche nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentato oggi a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, che sarà alla Nuvola dell’Eur, a Roma, fino all’8 dicembre. L ‘indagine si basa sulle risposte di 7.762 scuole e, dopo otto anni, torna a mostrarci il ruolo, il funzionamento e i bisogni delle biblioteche, oggi presidio fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni – secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE – frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.
Qual è dunque la situazione attuale rispetto al 2011? Oggi più di 8 scuole su 10 hanno una biblioteca, cioè l’84,8% (che scende all’81% al Sud), ma era l’89,4% nel 2011. Una scuola su tre (30,1%) ha una biblioteca sia di classe che centrale, mentre il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Dove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi, nel 43,6% dei casi, e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Le biblioteche scolastiche centrali occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi, 52,7%, volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.
Al via a Roma concerti NeaCo’, musica napoletana contaminataDai Neapolitan Contamination la storia di una Napoli inclusiva
5 dicembre 201912:49
– La Napoli inclusiva cantata dai Neaco’ (Neapolitan Contamination) si esibirà nel mese di dicembre a Roma. Le tappe romane del tour sono il Teatro degli Audaci (da oggi al 7 dicembre alle ore 21; l’8 dicembre alle ore 18) e l’Auditorium Parco della Musica (teatro Studio Borgna; mercoledì 11 alle ore 21). Il titolo delle serate romane è “Il viaggio di NeaCo’ – Una favola in forma di concerto”, nata dall’intuizione di Luigi Carbone, Antonio Carluccio, Giovanni Imparato e Aldo Perris. Si narra del viaggio compiuto da un percussionista napoletano che abbandona la sua città e la sua famiglia, girando il mondo per spegnere i demoni della sua irrequietezza. Nel suo viaggio, porta ovunque un frammento della sua Napoli, contaminandolo con gli stili musicali di ogni paese che visita.
I pezzi celebri della musica napoletana sono eseguiti con ritmi funky, jazz, blues, calypso, reggae, rumba fino al tango argentino, per confermare che il sound di Napoli è crocevia di storia e culture. Sul palco, il gruppo è composto da Luigi Carbone (voce narrante e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), il percussionista afro-cubano-napoletano Giovanni Imparato, Aldo Perris (basso), Mats Erik Hedberg (chitarre), Davide Grottelli (Sax e Flauto), Anna Rita Di Pace (violino e voce). “Napoli è una città che non ha mai alzato quei muri che oggi va tanto di moda evocare, che storicamente ha sempre accolto i popoli che arrivavano: greci, romani, arabi, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi, austriaci fino agli americani nella Seconda guerra mondiale. Culture differenti che Napoli ha assorbito come una spugna. La città diventa così luogo-simbolo della contaminazione, perché Napoli è la capitale dello scambio e dell’integrazione. Il progetto NeaCo’ propone, in teatro e in musica, un concetto di inclusività e tolleranza che è nelle viscere di Napoli. L’idea è quella di restituire agli altri, attraverso la musica, quello che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare”, afferma il gruppo in una nota.
Pirandello ventenne innamorato, le lettere inedite a JennySaggio riscopre ‘fiamma’ premio Nobel quando studiava a Bonn
FIRENZE05 dicembre 201912:57
– Diciannove lettere autografe scritte da un giovane Luigi Pirandello (1867-1936) a Jenny Schulz Lander (1870-1938) e un libretto di poesie lasciato in dono alla ragazza renana: questi documenti, finora mai pubblicati, sono la testimonianza di un amore giovanile che avrà importanti riflessi sull’opera del Premio Nobel e sono al centro del saggio di Giuseppe Faustini Un amore primaverile (ed. Mauro Pagliai, pp. 256, euro 22) con introduzione di Elio Providenti.
Luigi Pirandello conosce Jenny il 19 gennaio 1890 a Bonn (Germania) dove lui compie studi universitari. Sin dal loro primo incontro, Pirandello la definisce “una delle bellezze più luminose che io mi abbia mai visto”. La elegge ben presto a musa creativa dedicandole diversi componimenti e la rievocherà nelle proprie poesie anche dopo la fine della relazione avvenuta nel 1891. Diciassette missive sono possedute dal Fondo Manoscritti dell’Harry Ransom Humanities Research Center dell’Università del Texas, altre due sono in archivi di Bonn.
Classic blue è il colore Pantone dell’annoGradazione calmante, tranquilla, profonda per il 2020
05 dicembre 201913:04
– Il Classic Blue è il colore Pantone dell’anno per il 2020. Una gradazione calmante, tranquilla quella decisa dal Pantone Color Institute. “In questi tempi difficili, mentre ci muoviamo verso un nuovo decennio, il Pantone Color Institute è tornato indietro nel tempo”, , ha dichiarato Laurie Pressman, vicepresidente dei fornitori globali di consulenza, analisi delle tendenze e analisi del colore. “Il colore è un’ancora che offre stabilità, costanza e connessione”.
Simile al blu marittimo e ma non indaco e più luminoso del blu navy il Classic Blue evoca una sensazione di infinito: è il Pantone 19-4052.
Salone Libro: biglietti prossima edizione online per NataleSconti nelle librerie aderenti al consorzio Colti
TORINO05 dicembre 201913:06
– Quest’anno, in occasione del Natale, il Salone Internazionale del Libro di Torino apre la biglietteria online: da domani, venerdì 6 dicembre, su salonelibro.it saranno disponibili i ticket per la prossima fiera dell’editoria. Un invito a regalare e regalarsi il Salone, la strenna perfetta per i sostenitori della cultura, per gli amanti dei libri e della letteratura. I biglietti saranno in vendita a prezzo ridotto (8 euro anziché 10) anche nelle librerie Colti – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti aderenti all’iniziativa. È la campagna SalTo Natale, organizzata in collaborazione con Cpòti, dal 6 dicembre al 31 gennaio 2020.
L’elenco delle librerie aderenti è disponibile su salonelibro.it.
Regalare il Salone significa donare un’esperienza unica in Italia, perché il Salone è la più grande fiera dell’editoria del nostro Paese. Dal 14 al 18 maggio 2020, a Torino, si daranno appuntamento oltre 1.200 editori, che insieme formeranno una libreria di 63.000 mq. Ma il Salone è anche un festival culturale con più di 1.200 ospiti da tutto il mondo, pensato per i professionisti dell’editoria, per i giovani, bambini e bambine, ragazze e ragazzi, per gli insegnanti e gli studenti.
Marco D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie
05 dicembre 201913:32
– Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – ha detto Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – ha aggiunto il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto. Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore ha raccontato così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola.
Tv: Sorrisi, Telegatto speciale a FiorelloE’ il personaggio del decennio
05 dicembre 201914:16
– È Fiorello il personaggio del decennio 2010-2019 secondo TV Sorrisi e Canzoni, che ha premiato l’amato conduttore con un Telegatto Speciale. L’ambita statuetta è stata consegnata dal direttore di Sorrisi, Aldo Vitali, nel corso della puntata dello show VivaRayPlay! andata in onda mercoledì 4 dicembre. Un riconoscimento che Fiorello ha voluto condividere con tutte le persone che lo hanno accompagnato in questi dieci anni, dai musicisti agli autori ai costumisti.
Vincenzo Mollica, presente in sala a doppiare la sua versione… “peluche”, è stato premiato con uno speciale Telegattino come personaggio rivelazione di VivaRaiPlay!
Francesca Reggiani, misuriamo le vite a colpi di likeL’attrice a Palladium a Roma con Doc -Donne di origine controllata
05 dicembre 201919:06
Uno show “in grande libertà per parlare dell’oggi”, da una società “settata sui giovani” ai “politici diventati una compagnia di giro in tv, che passa di programma in programma, parlando un linguaggio spesso incomprensibile per il pubblico, tra Mes e Mose”. Così Francesca Reggiani descrive “Doc- Donne di origine controllata”, in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre al Teatro Palladium di Roma nell’ambito del Festival Flautissimo, giunto quest’anno alla 21/a edizione. Un viaggio per ridere e pensare, in un momento nel quale “misuriamo le nostre vite a colpi di like e di mi piace”. Nel ‘one woman show’ l’attrice, allieva di Gigi Proietti (“è stato lui a dirigere e produrre il mio primo monologo”) alterna le sue reinterpretazioni, fra le altre di Federica Sciarelli, Giorgia Meloni versione pop, Chiara Ferragni a monologhi come quello “su come uomini e donne vengono ‘serviti’ dal tempo” appena presentato anche agli ‘Stati generali’ dell’amica e compagna di tante avventure artistiche Serena Dandini su Rai3. Un pezzo di teatro e di tv, che sta riscuotendo molto successo anche in rete.”E’ una grande gratificazione – commenta Francesca Reggiani – perché il nostro editore è il pubblico”. ‘Doc’ esplora “il caos di oggi che non è solo italiano – spiega l’attrice e coautrice insieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, con la partecipazione di Linda Brunetta – affrontare ciò che abbiamo davanti con uno sguardo ironico, magari affiancato anche con un tocco di sarcasmo, è una bella salvezza”. Viviamo in un periodo nel quale “ci sono tante cose da osservare, come dico a inizio spettacolo, siamo in una fase di trasformazione,, nel cambiamento fino al collo”. Così Francesca Reggiani, tra momenti di satira più pungente e di ironia più riflessiva (“La cosa bella di uno show come questo è poter mettere e togliere pezzi continuamente”) apre finestre su un presente nel quale il sesso virtuale influenza gli equilibri di coppia (“uomini privati del futuro e del lavoro hanno però sempre a disposizione abbondanza di youporn a costo zero e km zero”) o su una tv, dove tra ascolti a picco, “gli unici programmi che vanno sono quelli di cucina e di cronaca nera”. La sua Giorgia Meloni remix recita “so’ una mamma, so’ italiana, sono romana de ‘a Majana, de Garbatella, so’ diplomata, so’ vaccinata, ho fatto ‘a meningite, ‘a varicella, e gli orecchioni – tutte malattie italiane – e nell’amatriciana non ci metto la cipolla, perché le regole so’ importanti”.Si entra nel mondo di Chiara Ferragni, che racconta il suo duro mestiere di influencer e riflette su come con i suoi 16 milioni di follower potrebbe anche pensare “di invadere la Polonia”. Con Federica Sciarelli, invece “ci sono buone possibilità di ritrovare la signora Sinistra. Si si sono messi in moto Montalbano, Luca Zingaretti e Nicola Zingaretti”. In teatro lo spazio per la satira c’è, ma in tv, Dandini a parte? “Oggi si sceglie in genere un tipo di spettacolo leggero che non è a sfondo satirico: dipende dal momento, forse ci si basa anche su ricerche di mercato – commenta l’attrice – Perciò sono contenta di vedere che quando si satireggia bene il pubblico risponde, gradisce molto, basta guardare che maschere stupende sta facendo Neri Marcorè “. E chissà che in tv non arrivi per Francesca Reggiani “un meglio di, in cui oltre a parodie d sketch, possa tornare a esplorare anche altre strade di dialogo con il pubblico”.
Il Natale dei 100 Alberi d’autore, solidarietà UnicefRaccolta fondi a Roma, 25/ma edizione
OMA05 dicembre 201914:25
– Dall’albero-lampada bianco che prende spunto dalle sfaccettature dei brillanti firmato da Brunello Cucinelli, al Fluffy Effect bianco e oro del designer torinese Carlo Pignatelli, fino a quello in vetro di Murano di Francesco Cuomo, a cui si aggiungono l’albero di Max Mara, di Sylvio Giardina, di Chiara Boni, Martino Midali, Renato Balestra, Enrico Coveri.
Sono alcune delle opere della nuova edizione, la 25/ma, de “Il Natale dei cento Alberi d’autore”, che il suo patron Sergio Valente ideatore dell’evento dal 1991, ha voluto legare stavolta a Unicef Italia, che beneficerà della raccolta fondi dalla vendita delle creazioni griffate, per i suoi progetti umanitari, in particolare per quello a sostegno dell’istruzione alle bambine del Niger. La vendita comincia il 5 dicembre con un gala nel nuovo spazio eventi di Palazzo Brancaccio, presentato da Cinzia Malvini, e si protrarrà fino all’8 dicembre. Madrine dell’evento: Simona Marchini, ambasciatrice di Unicef Italia ed Eleonora Daniele conduttrice televisiva e volto noto di Rai1.
Tra gli alberi realizzati, uno speciale dell’Unicef ispirato alla Pigotta, realizzato appositamente dallo studio romano Corte, che lo descrive così: “Un albero riconoscibile. Come un simbolo, dalla forma astratta in cui tutti si riconoscono.
Semplice ed essenziale come lo disegnano i più piccoli. Un albero che stimola i ricordi, come un gioco. Astratto e coinvolgente. Non uno ma un insieme di alberi. Come in un bosco da percorrere”.
“Grazie a questa iniziativa realizzata in collaborazione con Sergio Valente, sarà possibile sostenere l’istruzione primaria e secondaria delle bambine in Niger attraverso la realizzazione di strutture scolastiche, aule, servizi igienici e la fornitura di materiale scolastico” ha detto Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia.
Tra gli stilisti e gli artisti che partecipano alla rassegna, non mancano le scuole di moda tra cui L’Accademia di Costume e Moda e L’accademia Koefia di Roma, L’Accademia di Moda di Napoli.
Suleiman, comicità surreale per la PalestinaIn sala Il paradiso probabilmente, menzione speciale a Cannes
5 dicembre 201921:04
Ognuno combatte la battaglia per la sua terra come può ed Elia Suleiman, regista e attore palestinese di 59 anni, lo fa con i suoi film pieni di ironia. Dal concorso di Cannes, dove ha vinto una menzione speciale, arriva in sala dal 5 dicembre Il Paradiso probabilmente (‘It Must Be Heaven’) in cui veste i panni di una sorta di Jacques Tati che fugge dalla Palestina alla ricerca sia una nuova casa che di soldi per finanziare il suo prossimo film.Viaggia e raggiunge prima Parigi e poi New York, ma vede dappertutto la sua terra natale o, meglio, scopre che il mondo si è come palestinizzato. Da qui un racconto burlesco, fatto di tanti brevi teatrini, dove la realtà mostra la sua inconcludenza ma anche, a volte, la sua inattesa politicità. Tutto parte con una mistica processione a Nazareth. Tutti in fila verso una porta santa con tanto di Croce sulle spalle, quando il sacerdote, con fare ieratico, invita a aprirla, quello dall’altra parte si rifiuta per futili motivi. Il Sacro è spezzato. A Parigi non va meglio a Suleiman, quando si siede a un bar è costretto ad assistere al passaggio di centinaia di bellissime modelle ostinatamente concentrate davanti a quel locale. Non manca, sempre a Parigi, un servizio ristorante per homeless con tanto di auto itinerante che si affianca al cliente per strada e fornisce ogni tipo di cibo, anche il più raffinato. E, infine, New York dove le sorprese per Tati arrivano dai taxi. Nel primo teatrino Suleiman diventa oggetto di curiosità di un autista quando scopre che nella sua auto c’e’ nientedimeno che un palestinese (chiama addirittura la moglie per dirglielo con grande orgoglio: “sai chi ho in auto? Un palestinese”). Nella seconda microstoria, da un auto gialla newyorkese si vede uscire una tranquilla coppia borghese, ma che dal bagagliaio tira mitra e bazooka.”In questo film – dice Suleiman – si vedono situazioni ordinarie di vita quotidiana con protagonisti individui che vivono in un mondo pieno di tensioni geopolitiche planetarie. La violenza che ne scaturisce è in realtà poco comparabile a quella che si osserva in alcune parti del mondo. Ma le immagini e suoni che veicolano questa violenza impregna tutti centri del mondo e non più solamente qualche sua piccola parte. I checkpoint – conclude il regista – si ritrovano negli aeroporti, nei centri commerciali e in tutti i paesi le sirene della polizia e gli allarmi di sicurezza non sono più intermittenti, ma costanti”. Frase cult del film, dedicato da Suleiman alla Palestina e ai suoi genitori, quella che dice: “tutti bevono per dimenticare, i Palestinesi no, lo fanno per ricordare”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Dal Senegal al Salento, ciak per Oltre il confine
Due bambini migranti protagonisti del film di Valenti
05 dicembre 201914:41
– Sono in corso, tra il Salento e il Senegal, le riprese di Oltre il confine di Alessandro Valenti.
Due bambini africani guardano le stelle e sognano di arrivare in Italia. Il loro mondo è raccontato come in una fiaba: Bekisisa, ha dodici anni e ha una voce magica che incanta gli animali; il suo fratellino Eno, di sei, sogna di avere la maglia di Mané, il grande calciatore della sua squadra del cuore. Soli, lasciano la loro terra dopo aver subito lutti e perdite e raggiungono l’Italia dove la realtà non è certo a misura di bambino.
Avventure, vicissitudini e pericoli, ma un grande legame li unisce e anche altri bambini saranno con loro alla ricerca di un futuro migliore.
Mama Fatou Ndyaye e Fallou Ndyaye, i giovani interpreti di questa storia, sono stati trovati dal regista Alessandro Valenti grazie a un casting in Salento.
«Ho incontrato Mama e Fallou dopo mesi di ricerche per questa storia e sono stato incantato dalla verità e magia del loro sguardo. Bambini che vivevano in un villaggio e dovevano far ogni giorno chilometri per prendere l’acqua. Quando poi li ho incontrati mi hanno insegnato una cosa. Che il dolore e la sofferenza si possono distruggere con la fantasia e l’amore» dichiara il regista Alessandro Valenti.
Il film, che vede la partecipazione anche di Iaia Forte e Nicola Rignanese, è una produzione Scirocco Films e Rosebud Entertainment Pictures con Rai Cinema, in coproduzione con Arte Cofinova, prodotto da Angelo Laudisa e Alessandro Valenti, con il supporto di Apulia Film Commission, il patrocinio di Save the Children Italia, in associazione con Fondazione Emanuel e Banca Sella, con il sostegno di Fondazione Casa della Carità.
Dopo alcune settimane in Puglia, tra Lecce, Otranto e Alessano, la troupe si sposterà in Senegal dove concluderà le riprese a metà gennaio.
Alessandro Valenti, salentino classe ’73, è sceneggiatore di molti film per il cinema: dai primi titoli di Edoardo Winspeare, regista pugliese con cui ha condiviso gran parte del percorso artistico, al prossimo film di Leonardo Guerra Seragnoli, Gli indifferenti tratto da Moravia. Valenti esordisce ora alla regia nel lungometraggio dopo aver diretto diversi documentari, cortometraggi e videoclip.
La lotta alle BR raccontata dagli ‘Invisibili’Arrigo e “Il coraggio tra le mani” degli operativi dell’Arma
05 dicembre 201914:47
– EMILIANO ARRIGO, “IL CORAGGIO TRA LE MANI” (HISTORICA, PP. 214, EURO 17,00) Raccontare la storia delle Brigate Rosse dal punto di vista degli ‘invisibili’, di quegli uomini della Sezione Speciale Anticrimine dell’Arma dei Carabinieri, voluta e creata dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e comandata dall’allora maggiore Mario Mori. Questo lo scopo del libro “Il coraggio tra le mani” (Historica, pagine 214, euro 17) del giornalista Emiliano Arrigo. Un libro scritto raccogliendo i ricordi del catanese Enzo Magrì, nome di battaglia “Nero”, uno degli invisibili senza divisa e senza nome della SSA di Roma.
“In questi anni – spiega Arrigo – molti libri sugli Anni di Piombo sono stati scritti dai magistrati che lo hanno fatto raccontando le loro indagini e le loro sentenze, dai giornalisti con le loro inchieste, dai vertici delle Forze dell’ordine con le operazioni e gli arresti eseguiti e dai parenti delle vittime con i loro lutti. Ma anche gli ex terroristi, spietati assassini diventati in seguito scrittori, giornalisti, curatori di mostre, lo hanno fatto. E lo hanno fatto raccontando le ragioni vere o presunte di quella loro lotta allo Stato. Nessuno invece, finora, aveva mai raccontato quegli anni così difficili per la nostra Nazione dal punto di vista degli operativi dell’Arma dei carabinieri. Di coloro che il terrorismo rosso lo combatterono e lo sconfissero stando in prima fila”.
“Quello che facemmo – dice Enzo Magrì – lo facemmo con passione e dedizione al servizio, sempre nel rispetto della legalità per garantire la libertà di cittadini e istituzioni. E questo libro prova a colmare una lacuna, a riparare ad una ingiustizia, dando voce e visibilità a chi allora si è ‘sporcato le mani’ con una vita di sacrifici e fatica, vivendo ‘in clandestinità’ proprio come i brigatisti”.
Nel libro nessun segreto di Stato viene rivelato, ma la storia di quegli anni viene raccontata da chi stava dall’altra parte della barricata. Un racconto fatto di pedinamenti, lunghe attese, paure, indagini e arresti. E poi, una storia nella storia. Quella degli operativi e quella dell’incontro tra Nero e l’autore del libro e del loro rapporto che si fa sempre più stretto man mano che la narrazione mette a nudo le motivazioni più profonde, più intime e vere di quel manipolo di uomini invisibili che, scrive Arrigo, “salvarono l’Italia dal baratro”.
Il paesaggio italiano dal 1850 a oggiA Palp Pontedera esposte opere da Giovanni Boldini a Schifano
PONTEDERA05 dicembre 201915:53
– I paesaggi italiani dell’ultimo secolo e mezzo racchiusi in un’unica mostra. E’ ‘Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni’, in programma dall’8 dicembre al 26 aprile al Palp, il Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa). La mostra, curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, “ha l’obiettivo di indagare il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri, mettendo in luce i cambiamenti estetici e di codici rappresentativi e cercando di sensibilizzare la coscienza dei visitatori sul tema del degrado ambientale”. Tra i 100 artisti delle 240 opere in mostra figurano da Giovanni Boldini a Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, da Leonardo Dudreville a Fortunato Depero e Ardengo Soffici, e ancora da Michelangelo Pistoletto a Gabriele Basilico e Mario Schifano.
A Rimini ‘1938 Ma che razza di…stampa!’Sulle leggi razziali curata da antiquario Giovanni Luisè
BOLOGNA05 dicembre 201916:52
– A 81 anni dalla promulgazione delle leggi razziali – emanante dal governo italiano tra il settembre e il dicembre del 1938 – si aprirà domenica a Rimini, al Museo della Città, la mostra bibliografica e documentaria ‘1938 Ma che razza di…stampa! giornali, manifesti, immagini e documenti (1938-1944)’ curata dall’antiquario e collezionista Giovanni Luisè.
La mostra – in programma fino al 15 gennaio prossimo – pone l’accento sui documenti e la pubblicistica del tempo che portò all’adozione, in Italia, delle leggi razziali, a partire dal ‘Manifesto sulla purezza della razza italiana’ passando per articoli, vignette, manifesti sul tema cui si aggiungono le leggi e i decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale insieme a documenti manoscritti.
Teatro: il ricordo di Piazza Fontana è Il rumore del silenzioPiece Sarti ricostruisce voci familiari vittime e Pinelli
MILANO05 dicembre 201917:03
– Cerca di restituire il senso profondo e umano di quanto accaduto il 12 dicembre 1969 attraverso le voci dei familiari delle vittime e di Licia Pinelli lo spettacolo ‘Il rumore del silenzio’ di Renato Sarti, che debutta il 9 dicembre al Teatro Elfo Puccini di Milano.Lo spettacolo, che sarà in scena al Teatro della Cooperativa dal 10 al 15 dicembre, prima di partire in tournée, fa parte del ciclo di iniziative promosse dalle amministrazioni comunali di Milano e Brescia in occasione del cinquantennale della strage di Piazza Fontana e del quarantacinquesimo anniversario di quella di Piazza della Loggia (MI50/BS45).Sul palcoscenico, da una parte, Renato Sarti, autore e regista del testo, si farà tramite del dolore dei parenti di chi perse la vita nella strage. Dall’altra parte, Laura Curino darà voce alla testimonianza di Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, che nel 2009 fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come diciottesima vittima della strage.
Festivalfilosofia, online lezioni magistrali ultimi 10 anniOltre 600 appuntamenti audio e video con i maestri del pensiero
ODENA05 dicembre 201917:04
– Mentre si prepara a celebrare il ventennale nel 2020, il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ripercorre buona parte della sua storia – quella che ha coinciso con la diffusione delle tecnologie di condivisione web – creando un’arca digitale per salvare e condividere le lezioni magistrali di oltre 300 autori, italiani e stranieri. Da oggi è infatti disponibile online, sul sito http://www.festivalfilosofia.it, un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale.
Dall’edizione 2009, dedicata a comunità, fino a quella appena trascorsa, incentrata su persona, sfilano i temi che il festival ha selezionato come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea, dalla fortuna alla natura, dalla gloria all’amore, fino alle arti e alla verità. Consultabile per edizione, autore o con chiavi di ricerca, l’archivio si presenta non solo nel consueto formato video (con la novità di essere pubblicato sia sul sito, sia sul canale Youtube del festival), ma anche in formato audio, sulla piattaforma gratuita Soundcloud, per un facile ascolto anche in mobilità da smartphone. Grazie alla tecnologia del canale Youtube ogni lezione ha una sottotitolatura automatica.
A Palazzo Reale l’arte di Emilio VedovaCurata da Celant a 100 anni nascita.Sala Cariatidi luogo ideale
05 dicembre 201917:05
– Per i cento anni dalla nascita, apre domani a Palazzo Reale di Milano la mostra ‘Emilio Vedova’, curata da Germano Celant, tra le più importanti mai dedicate a uno dei più autorevoli artisti del ‘900. L’esposizione è promossa da Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.
La mostra presenta, oltre ad opere che vanno dagli anni 40 agli anni 90, un intervento ambientale, progettato dallo studio Alvisi Kirimoto di Roma, che prevede la costruzione nella Sala delle Cariatidi di una parete lunga 30 metri e alta 5, circondata da una struttura luminosa indipendente che attraversa diagonalmente il salone, quasi provocandone la severità architettonica, in uno “scontro di situazioni”, come si sarebbe espresso Vedova. In questo contesto lacerato sono esposte, sia a muro che a pavimento, una sessantina di opere, alcune delle quali di imponenti dimensioni, tra cui il celebre ciclo Absurdes Berliner Tagebuch 64 (1964). L’allestimento progettato per presentare il percorso creativo di Vedova – spiegano gli organizzatori – ha l’intento di lavorare sulla forte componente scenografica dell’ambiente per far emergere, nelle due parti contrapposte, gli aspetti innovativi e radicali del suo contributo linguistico alle vicende dell’arte moderna e contemporanea. Vale a dire porre a confronto i suoi lavori degli anni 60, dipinti e sculture, come il ciclo dei Plurimi, con le grandi tele e i Dischi, installati a pavimento, degli anni ’80/’90. In tale dialogo tra estremi si esplicita il valore fondamentale dell’opera di Vedova nel contesto dell’arte contemporanea internazionale.
I Pixies tornano in ItaliaIn estate, l’8 luglio al Roma Summer Fest
05 dicembre 201917:38
– Dopo i due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino per il tour del loro settimo album “Beneath The Eyrie”, la leggendaria band di Boston tornerà nel nostro paese a luglio e agosto. Mercoledì 8 luglio i Pixies saranno all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’ambito del Roma Summer Fest 2020.
Due ore in cui Black Francis e la sua band, spazieranno dai classici della loro carriera agli estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso settembre.
The Who tornano con l’album WHOIn uscita il 6 dicembre, 55 anni dopo loro prime registrazioni
05 dicembre 201917:38
– Cinquantacinque anni dopo le loro prime registrazioni, gli Who tornano il 6 dicembre con un nuovo album, intitolato”WHO”. L’album di undici tracce è stato registrato principalmente a Londra e Los Angeles durante la primavera e l’estate di quest’anno. La copertina dell’album è stata creata dall’artista pop, Sir Peter Blake, che ha incontrato la band per la prima volta nel 1964 in una registrazione del leggendario show televisivo Ready Steady Go.
Sir Peter aveva già disegnato e contribuito alla copertina dell’album Face Dances nel 1981. I testi delle canzoni trattano vari argomenti tra cui l’incendio alla Grenfell Tower, il furto musicale, la spiritualità, la reincarnazione, il potere della memoria.
Roger Daltrey lo considera tra i loro album più potenti: “Penso che abbiamo fatto il nostro miglior album da Quadrophenia nel 1973, Pete è ancora un cantautore favoloso e ha ancora quell’avanguardia”.
“Quasi tutte le canzoni di questo album sono state scritte l’anno scorso, con due sole eccezioni – ha aggiunto Pete Townshend -. Non c’è nessun tema, nessun concetto, nessuna storia, solo una serie di canzoni che io e mio fratello Simon abbiamo scritto per dare a Roger Daltrey la giusta ispirazione per far rendere al meglio la sua voce. Roger ed io siamo entrambi vecchi ormai, quindi ho cercato di stare lontano dal romanticismo e dalla nostalgia, se possibile. Non volevo mettere a disagio nessuno. I ricordi vanno bene, ma alcune canzoni si riferiscono alle cose di oggi”.
Gli Who inizieranno un tour nel Regno Unito accompagnati da un’orchestra di quaranta elementi a partire dalla primavera del 2020.
Lo “strano” pomeriggio di Bianca, l’ultimo libro di Moeyaert”Presentazione-incontro” con i lettori alla Fiera di Roma
05 dicembre 201917:39
– In un solo pomeriggio possono succedere tante cose. Belle o brutte. Piccole e importanti. Si possono vivere avvenimenti capaci di farci cambiare o di consentirci di leggere meglio noi stessi. E la storia che racconta Bart Moeyaert, nel libro appena pubblicato da Sinnos editore, “Bianca”, tratta proprio di questo: di un momento in cui una bambina considerata, ingiustamente, dai più “intrattabile” cerca di fare i conti con i propri sentimenti e il proprio modo di essere.
Bart Moeyaert è uno degli scrittori fiamminghi più importanti che ha ricevuto da poco l’Astrid Lindgren Memorial Award, quello che viene considerato il Nobel della Letteratura per Ragazzi.
Ed è un autore molto amato, non solo per la profondità dei sentimenti che riesce a descrivere con grande immediatezza e levità, ma anche per il modo diretto con cui comunica con il suo pubblico. La presentazione di “Bianca”, alla Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, all’Eur, è infatti un piccolo show con i giovani lettori come protagonisti.
Gli studenti di varie scuole romane, che hanno già letto il libro, decidono di raccontare, loro all’autore, il modo in cui hanno vissuto la storia di “Bianca”. E lo fanno realizzando video e scattando foto in onore della “ragazza intrattabile”, che in realtà è solo un’adolescente sensibile, non ancora pronta a comprendere le convenzioni degli adulti, non ancora disposta ad affrontare il delicato equilibrio familiare che è costretta a vivere. Ma i giovani lettori e lo scrittore hanno ragionato insieme anche su alcune frasi che Bianca pronuncia nel libro come: “A volte il groppo in gola è piccolo. A volte non c’è. Ma ogni tanto è gigantesco. Ogni tanto è oggi”. Oppure quando il fratellino, Alan, parla con l’amico, Jazz, della luna: “Uno spicchio così fine che sembra la ciglia di un angelo…”.
La presentazione del libro si trasforma così in una sorta di happening e di scambio culturale tra i giovani lettori e l’autore, che si presta ben volentieri al gioco rispondendo anche a domande scomode, quasi tutte rigorosamente in inglese, come quella che gli rivolge Sofia (14 anni): “Che cos’è per lei il pensiero?”. In particolare, gli allievi delle scuole di Casal Finocchio e dell’Istituto comprensivo Padre Semeria realizzano un booktrailer unico che colpisce Moeyaert e la fondatrice di Sinnos, Della Passarelli, che, dopo la presentazione ufficiale del romanzo, si fermano a parlare a lungo con gli studenti anche all’interno degli stand della Fiera.
Lo scrittore fiammingo ha pubblicato con la casa editrice romana altri due libri: Il ‘Club della Via Lattea’ nel 2016 e ‘Mangia la foglia’ nel 2018.
A Milano una serata per celebrare Andrea G. PinkettsA Le Trottoir il 20 dicembre, a un anno dalla morte
05 dicembre 201917:53
– “Ci vediamo al Trott”, diceva a chi gli chiedeva un appuntamento. E non poteva che essere organizzata a “Le Trottoir”, la casa d’elezione di Andrea G.
Pinketts, la serata dedicata allo scrittore a un anno dalla sua scomparsa.
Così, il 20 dicembre dalle 19 a mezzanotte, il locale dove scriveva gli dedicherà una serata in cui i due piani, compresa la sala che porta il suo nome, saranno un palcoscenico per chiunque, scrittore, artista, giornalista, musicista, abbia incrociato la sua strada e voglia rendergli un tributo attraverso una canzone, una poesia, un semplice ricordo.
‘Ritratto di donna’, il sogno di Oppi in Basilica PalladianaA Vicenza rassegna del pittore protagonista degli anni Venti
VICENZA05 dicembre 201917:58
– “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” è l’evento che registra il ritorno delle grandi mostre nella Basilica Palladiana di Vicenza. La rassegna, aperta al pubblico dal 6 dicembre al 13 aprile 2020, presenta un modello espositivo originale e inconsueto del pittore (Bologna 1889-Vicenza 1942), protagonista della vita culturale e mondana degli anni Venti.
Cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia, Oppi venne scoperto a Milano da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti che promuovevano all’epoca un’arte nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’, che prenderà forma anche nel Realismo Magico di cui diventerà l’esponente più rappresentativo.
Ma non solo Ubaldo Oppi in mostra nella città del Palladio: Klimt, Picasso, Modigliani, Sironi e Casorati furono altri artisti entrati in contatto con l’artista, di cui in mostra si possono ammirare le opere, nella narrazione di un’epoca controversa.
Debutta piattaforma borse dove creativo propone ideaSu Up to you anthology anche collaborazioni con designer famosi
5 dicembre 201918:00
– Debutta una nuova piattaforma e-commerce dedicata alle borse, Up To You Anthology, che non è un tradizionale store online ma si propone come vetrina aperta a chiunque abbia un’idea creativa valida e voglia proporla al mercato. Al suo interno la piattaforma ospita, inoltre, collaborazioni con designer come Naoto Fukasawa, Nendo, Giulio Cappellini, Elisa Ossino.
In pratica il creativo propone il proprio progetto, la piattaforma lo assiste dall’individuazione del giusto produttore all’identificazione delle lavorazioni necessarie, fino alla definizione del prezzo più idoneo. La produzione è Made in Italy, soprattutto legata al distretto toscano, e si avvale unicamente – viene sottolineato – di artigiani del territorio.
Per la produzione vengono utilizzate unicamente pelli bovine, considerate le più ecologiche in quanto materia prima “recuperata” dagli animali destinati all’industria alimentare, e le concerie sono tutte italiane.
Il prodotto finale è quindi messo in vendita nella vetrina online, il cui design è stato curato da Piero Lissoni e che sarà via via arricchita da collaborazioni speciali, che coinvolgeranno di volta in volta guest star affermate, provenienti da settori diversi.
Olga Misik, per i giovani voglio ‘il futuro’Attivista russa, se andrò in prigione avrò tempo per un libro
05 dicembre 201918:10
– Olga Misik, l’attivista russa che ha protestato con la Costituzione in mano, diventata a 17 anni il simbolo delle battaglie pacifiche per i diritti civili in Russia, vuole “il futuro per i giovani” ed è convinta che “le proteste saranno sempre più frequenti, anche in Russia”. “Anche se nel mio paese sarà sempre più difficile protestare , prima o poi ce la faremo a risolvere questa situazione perchè arriveremo a un punto di non ritorno e le cose cambieranno.
Anche in Russia arriverà questo futuro luminoso dove i diritti civili saranno riconosciuti a tutti i cittadini” dice Olga, piccolina con un bel sorriso e un’anima da combattente, al suo primo viaggio in Italia.
Considerata la Greta russa, Olga supporta tutte le battaglie per un futuro migliore, anche il movimento delle Sardine ma della sua coetanea che si batte per il clima dice: “Greta mi piace, la supporto. In tante cose siamo simili, abbiamo la stessa età, un’immagine che ci avvicina sui media però le proteste di Greta non sono pericolose. Lei non rischia nulla. Io sì, specialmente dopo il mio viaggio in Italia perchè io qui incontro giornalisti, rilascio interviste. Il rischio più grande adesso è tornare in Russia perchè il governo vede negativamente le persone che lavano la biancheria sporca fuori casa. Se uno rimane in silenzio, pensano, tutti i problemi si risolveranno da soli”.
In Russia, racconta la Misik che parla spedita per superare la sua balbuzie, “il governo parla molto della stabilità e invece c’è instabilità con la stagnazione. In Europa se a una persona non piace una cosa, come in ogni società sana, comincia a protestare. E’ del tutto normale e ovviamente la forza motrice del cambiamento sono i giovani. In Russia la situazione sarà sempre più difficile. In futuro tutti i sistemi di sicurezza statale diventeranno sempre più severi. Il potere farà di tutto per mettere in cattiva luce tutte le manifestazioni che ci saranno” sottolinea la diciassettenne, attesa e applaudita da tanti giovani alla fiera ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma, che vive a Mosca mentre la sua famiglia sta a due ore di treno dalla città.
“I miei genitori hanno reagito male alle mie proteste: mia mamma sta cominciando a cambiare opinione ma pensa che io faccia una cosa che ha poco senso. Mio padre ama Putin, lo sopporta in tutto ciò che fa. Non gli piaccio ne io ne la mia attività.Ho due fratelli, uno più piccolo, che sta dalla mia parte, e l’altro più grande. Abito da sola, in uno studentato dell’Università dove studio giornalismo” dice Olga che ha iniziato le sue proteste in modo graduale e su Putin ovviamente ha un’opinione diversa da suo padre però “a differenza di molti altri russi non provo odio verso di lui perchè capisco che la causa di molti problemi è proprio il modo in cui il sistema sta funzionando. Per me Putin è una allegoria di una unità politica in quanto tale” dice.
La scorsa estate, durante una delle prime proteste antigovernative, e’ stato un gesto assolutamente naturale per lei leggere la Costituzione : “un mio amico la aveva in mano e io ho preso il testo e lo ho letto ad alta voce” dice e tra gli articoli cita: “il 212 del codice penale della Federazione Russa sui disordini di massa e sul numero di volte che si può partecipare a una manifestazione. E poi l’articolo 31 della Costituzione sulla libertà di assemblee e l’articolo 29 sulla libertà di parola e di stampa”.
Fermata più volte ormai, dice Olga “mi sono abituata ad essere arrestata e me la sto godendo. Non mi rilasciano subito, la polizia ti ferma, ti porta via, si prepara il protocollo per la violazione compiuta. E se sei minorenne, come me, chiamano i genitori per poterti rilasciare. E questo fino a poco tempo fa è stato un grande problema perchè i miei genitori vivono in un’altra città e venirmi a prendere era problematico. Quindi a settembre abbiamo preparato dal notaio una scrittura per i miei legali che possono così venirmi a prendere dalla polizia per il rilascio” spiega la Misik alla sua seconda tappa in Europa, dopo il viaggio in Danimarca, lo scorso settembre.
Di questioni climatiche ed ecologiche “capisco poco, mi batto per i diritti civili, però li supporto e partecipo alle loro manifestazioni, cerco di essere aggiornata sulla loro agenda” sottolinea. E racconta che sta tenendo un blog dal complicatissimo nome russo che significa più o meno l’istinto di sopravvivenza atrofizzata. “Ho tantissimi pensieri e sentimenti che basterebbero per scrivere un libro. Al momento non ci ho pensato. Forse, se sarò imprigionata, avrò tanto tempo per scriverlo” afferma non escludendo assolutamente di finire in prigione.
Teatro: a Bari riapre il Piccinni, restauro lungo nove anniTrenta flash mob accompagnano la due giorni di spettacoli
BARI05 dicembre 201921:04
Aristofane che narra di una discesa negli inferi alla ricerca di un poeta che possa consentire alla città di mantenere il suo teatro, è la frase recitata dal coro di 30 attori in uno dei 30 flash mob che accompagnano la due giorni di spettacoli per la riapertura del teatro Piccinni, con attori e danzatori nella piazza antistante, dopo un restauro lungo nove anni. “Una città si salva anche attraverso il teatro e noi lo abbiamo voluto portare anche fuori dalle sue mura” ha spiegato Licia Lanera che ne ha curato la regia. Riapre così le sue porte il teatro più antico di Bari. Saranno l’orchestra e il coro del Petruzzelli a dare il via alla maratona di musica classica, jazz e spettacoli. Inaugurato nel 1854, il teatro fu intitolato al musicista barese Niccolò Piccini dopo che la regina Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie, negò il suo nome. Il restaurato Piccinni ha 775 posti a sedere. I lavori hanno riguardato il foyer, la platea, i plachi e il sipario.
Komagata, come nascono le forme d’arte create per i bambiniIl pluripremiato designer giapponese si racconta a Cagliari
AGLIARI05 dicembre 201919:21
– Primo cartoncino in bianco e nero per creare un contatto visivo con la figlia appena nata. Forme d’arte che richiamavano i seni della mamma, forte richiamo per la bambina. Così Katsumi Komagata, pluripremiato e poetico designer giapponese, ha raccontato in un incontro a Cagliari come sono nati i suoi primi lavori. “Non avevo idea di come si dovesse comportare un padre con una figlia – ha detto con molta tenerezza – e sono partito dai disegni”.
Dal bianco e nero si è passati presto al colore. Una sorta di pedagogia artistica molto semplice con forme sempre più complesse: mele rosse, uccelli blu, farfalle gialle. È la base dei dieci libri Petit yeux, gioielli semplici semplici. Ma pieni di fantasia. “Creavo i miei libri sulla base della crescita di mia figlia”, ha raccontato. Molta attenzione, in generale, alle nuove generazioni. E infatti oggi Komagata ha lavorato e creato insieme ai ragazzi del Liceo Artistico di Cagliari.
Komagata, considerato l’erede del progetto artistico e didattico di Bruno Munari e che nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell’allestimento “Century of the child: growing by design 1900-2000”, è stato ospite di una giornata di incontri e laboratori organizzata da Sardegna Ricerche, nell’ambito della mostra “Ri-Creazione”.
L’artista giapponese ha mostrato e spiegato i particolari delle sue opere, entrando nei dettagli raccontando come anche la fase adolescenziale della figlia sia stata in qualche modo decisiva per la sua produzione. “Come capita a quell’età si è creato un po’ di distacco da parte sua e non c’era più possibilità di fare libri per lei”.
Ed è stata la svolta per passare ad altro: l’ideazione di libri tattili per bambini non vedenti. Volumi che si aprono e pendono forme a tre dimensioni. Non solo. Si è dedicato anche alla creazione di opere per le persone che non percepiscono con esattezza i colori. Raccontando con poesia i suoi tentativi per avvicinarsi anche a questo mondo.
Moon phase è la sua ultima produzione. È in fase di stampa in Giappone ed è dedicato ai bambini daltonici. Un volume pieno di forme e colori spettacolari. Storie che ritornano: “Ora mia figlia – ha scherzato l’artista – ha trent’anni e ha avuto una figlia: posso di nuovo lavorare con un neonato”.
Nicola Savino a L’Altro FestivalL’annuncio di Fiorello durante Viva RaiPlay!
05 dicembre 201920:55
– Sarà Nicola Savino a condurre “L’Altro Festival”, il programma che prenderà il posto del “Dopo Festival”, nella 70/a edizione del Festival di Sanremo (dal 4 all’8 febbraio). Lo ha rivelato Fiorello, in diretta su RaiPlay durante la trasmissione “Viva RaiPlay!”, mentre ospitava Amadeus (conduttore e direttore artistico della manifestazione 2020) e, a sorpresa, lo stesso Nicola Savino. Il conduttore e attore era già stato alla guida del Dopofestival nel 2016 e nel 2017 affiancato dalla Gialappa’s Band.
L’Altro Festival sarà visibile solo sulla piattaforma digitale della Rai.
Mirren e McKellen, la menzogna è un’arteIl raffinato L’inganno perfetto in sala dal 5 dicembre
6 dicembre 201909:46
– Un gioco raffinato tra mattatori della scena come Ian McKellen e Helen Mirren dà vita a una commedia nera degli equivoci in cui si fa a chi è più bravo a mentire. E’ L’inganno perfetto, il film di Bill Condon (lo sceneggiatore vincitore dell’Oscar per “Demoni e dei”) nelle sale dal 5 dicembre con Mirren e McKellen che recitano per la prima volta insieme sul grande schermo in questo thriller brillante e ricco di suspense della New Line Cinema, sui segreti che le persone nascondono e sulle bugie che vivono..
Il genio della truffa Roy Courtnay (McKellen) ha messo gli occhi su una nuova preda: Betty McLeish (Helen Mirren), una donna da poco rimasta vedova e milionaria. E Roy non intende farsela sfuggire.
Fin dal loro primo incontro, Roy inizia a manipolare Betty con il suo collaudato modo di fare, e Betty, che sembra alquanto affascinata da lui, lo asseconda. Ma questa volta, quella che sarebbe dovuta essere una semplice truffa si trasforma in un gioco di fughe e rincorse, dove la posta in gioco metterà in luce i più insidiosi inganni che li porteranno entrambi attraverso un campo minato di pericoli, intrighi e tradimento.
Tratto dal romanzo d’esordio di Nicholas Searle (Rizzoli), L’inganno perfetto è scritto da Jeffrey Hatcher. Fanno parte del cast principale anche Russell Tovey (“History Boys”, la serie TV “Quantico”) e Jim Carter (la serie TV “Downton Abbey”).
Il film è prodotto da Greg Yolen e Bill Condon. I produttori esecutivi sono Richard Brener, Andrea Johnston, Aaron L.
Gilbert, Jason Cloth, Anjay Nagpal, Jack Morrissey e Nick O’Hagan.
A Roma la prima edizione del Tibet FestivalPer far conoscere e mantenere vive antiche tradizioni
06 dicembre 201909:51
– Un viaggio sul tetto del mondo per conoscere il Tibet. Dal 9 al 15 dicembre a Roma, presso WEGIL (Largo Ascianghi 5) si terrà la prima edizione del Tibet Festival, “Un lungo viaggio sul tetto del Mondo”, organizzato dall’Istituto Samantabhadra centro studi di Buddhismo tibetano: protagonisti saranno i Monaci tibetani del Monastero di Gaden Jangtse (casato Tsawa- India). Durante la manifestazione si potranno visitare gratuitamente le mostra fotografiche di Giampietro Mattolin e Piero Verni “Tulku” e “Amdo” per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni di questo affascinante paese, l’arte e la meditazione, la sua storia millenaria, i Monaci tibetani.
Un evento per far conoscere e mantenere vive le antiche tradizioni del Tibet, la sua storia millenaria, la sua religione, la sua solida cultura di pace, e altri aspetti affascinanti come l’arte e la meditazione.
Durante questo lungo viaggio sul tetto del mondo si potrà stare accanto ai monaci tibetani, partecipare ad incontri sulla storia del Tibet; seguire seminari sul Buddhismo sulla meditazione e lo yoga. Saranno organizzati workshop per ragazzi e adulti, proiezioni di film, degustazioni di cucina tibetana e vegetariana. Il programma prevede la creazione in presenza del pubblico del Mandala del Buddha della Grande Compassione di sabbie colorate, dedicato alla Pace Universale.
I ragazzi di Radioimmaginaria si raccontanoIn ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari
7 dicembre 201911:52
ICHELE FERRARI, NOI ABBIAMO FUTURO (MARCOS Y MARCOS, PP 319, EURO 15. Il diario dei ragazzi di Radioimmaginaria, la web radio degli adolescenti, partiti con un Ape Car degli anni Settanta, in versione ecologica, per la Svezia con il pretesto di incontrare Greta Thunberg, è diventato un libro ‘Noi abbiamo futuro’ di Michele Ferrari, ideatore e fondatore della radio.
Fotografo, regista e autore con Gianni Morandi della biografia, ‘Diario di un ragazzo italiano’, Ferrari ha messo una parte di fiction nel libro. “Il plot, gli accadimenti sono romanzati.
Tante cose sono realmente accadute nel viaggio e altre sono immaginate. Tutti possono riconoscersi in qualcuno dei protagonisti. Sono undici dei 300 ragazzi che fanno parte di Radioimmaginaria” racconta. Tra questi c’è Ludovica, 23 anni, che è venuta con Ferrari e altri ragazzi alla Fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con ‘Noi abbiamo futuro’, pubblicato da Marcos Y Marcos.
“Quando compi 18 anni puoi scegliere se restare a Radioimmaginaria mettendo a disposizione la tua esperienza. Io coordino le redazioni e se non avessi fatto l’esperienza di Radioimmaginaria non mi sarei resa conto di quanto la mia generazione sia stata abituata ad essere agevolata in tutto. C’è una grande paura del futuro, del dover fare fatica. Si vuole tutto subito” dice Ludovica. “Il viaggio in Ape Car, allestita come stazione radio, è durato 26 giorni, dal 29 luglio al 23 agosto. Siamo partiti da Castel Guelfo di Bologna verso Stoccolma ma Greta era partita per Losanna, in Svizzera dove però l’anno incontrata alcuni ragazzi di Radioimmaginaria.
Abbiamo reso ecologico il nostro mezzo di trasporto che avrebbe inquinato troppo con un pannello solare sul tetto e una marmitta catalitica e abbiamo cominciato il nostro viaggio lento attraverso l’ Europa. Questo percorso è legato alla promozione di un progetto per creare un fondo di borse di studio per i ragazzi meno abbienti che potranno visitare l’Europa con Radioimmaginaria. Vogliamo fare giornalismo d’inchiesta e andare a vedere le cose” racconta Ludovica.
‘Noi abbiamo un futuro’, undici adolescenti e un ApeRadio per salvare il pianeta ci restituisce il ritratto di questa generazione di adolescenti. “In un mondo pieno di fake news riesci a capire, attraverso un viaggio lento, cosa significa farsi un’opinione, toccare con mano le cose. Il libro vorrebbe arrivare a dire: ‘mettiti in movimento e avrai delle grandi soddisfazioni. Fai le cose, fuori dalla dinamica del tutto subito” spiega Ferrari che viene dalla generazione delle radio libere. “Mi sono accorto – dice – che questa generazione era in una crisi potenziale che impediva di capire il valore della comunicazione. Non ho trovato tanta curiosità quando ho aperto nel 2012 a Castel Guelfo di Bologna, Radioimmaginaria, dove può entrare chi ha da 11 a 17 anni. Ora ci sono 300 ragazzi in 50 sedi in diverse parti d’Europa, dalla Norvegia a Malta” racconta l’autore del libro.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il violinista Stefan Milenkovich a Modena e Imola
Il 7 e l’8 dicembre, tra i brani omaggio a Beethoven
MODENA06 dicembre 201910:25
– L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena di Lubiana diretta da Mihail Agafita terrà due concerti, il 7 dicembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e l’8 al Teatro Ebe Stignani di Imola, con la partecipazione del violinista Stefan Milenkovich. Brano condiviso delle sue serate sarà il celeberrimo Concerto in re maggiore per violino e orchestra Op. 61 di Ludwig van Beethoven, omaggio al 250/esimo della nascita del compositore.
Interprete di fama mondiale, Stefan Milenkovich è nato a Belgrado e si è precocemente affermato come ‘enfant prodige’. A dieci anni è stato invitato a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per il presidente Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per Papa Giovanni Paolo II all’età di 14 anni.
Agafita, che è direttore principale della National Philharmonic della Moldova, dirigerà poi la Terza Sinfonia ‘Eroica’, sempre di Beethoven, a Modena e la Terza Sinfonia ‘Scozzese’ di Felix Mendelssohn-Bartholdy a Imola.
Libri, cresce la nostra editoria all’estero, +8,7%Dati AIE, Spagna paese europeo dove si è più venduto nel 2018
6 dicembre 201911:01
– L’editoria italiana è sempre più internazionale. Nel 2019 sono stati ceduti 8.569 diritti, con un +8,7% rispetto al 2018. E crescono, anche se a ritmo meno sostenuto, i diritti acquistati: sono 9.648, +3,1% rispetto al 2018. È quanto viene fuori dai dati 2019 dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’import-export dei diritti, presentati a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola. L’indagine mostra una trasformazione strutturale dell’editoria italiana che guarda sempre più ai lettori stranieri: dal 2001 ad oggi la vendita dei diritti è aumentata di circa cinque volte (nel 2001 erano 1.800). Nello stesso periodo, invece, gli acquisti sono quasi raddoppiati: erano 5.400. Stabile, rispetto al 2018, la ripartizione per generi più venuti. Bambini e ragazzi e narrativa italiana, insieme, coprono il 64,3% di tutti i diritti venduti ma, mentre la percentuale dei primi è in lieve calo, dal 39% al 38%, la narrativa italiana cresce, dal 25,4% al 26,3%. A seguire la saggistica al 20,6%, gli illustrati al 10,5% e la manualistica al 4,6%. I dati fanno vedere che le piccole case editrici continuano ad acquistare più diritti di quanti ne vendano. Ma se gli acquisti crescono del 2,9%, l’export cresce a tassi molto più sostenuti, +16,5%. Quasi la metà degli acquisti di diritti, il 49,5%, è coperta dai piccoli e medi editori mentre i diritti venduti rappresentano il 23,8% del totale. Il Paese europeo dove si è venduto di più nel 2018 è la Spagna con il 20,3% del totale.
Mostre: a Bologna ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’Riuniti 1.400 oggetti da 60 musei ed enti italiani ed esteri
BOLOGNA06 dicembre 201911:11
– Il Museo civico archeologico di Bologna propone dal 7 dicembre al 24 maggio ‘Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna’, un progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca che comprende alcune delle principali novità di scavo e di studio degli ultimi anni. In mostra saranno circa 1.400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali, tra cui British Museum, Louvre, Museé Royal d’Art e d’Histoire di Bruxelles, Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, Musei Vaticani e le principali Soprintendenze e istituzioni museali italiane.
L’esposizione conduce i visitatori in un itinerario attraverso la terra degli Etruschi e mostra come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca. Accompagna la mostra un catalogo con saggi dedicati alle singole sezioni di mostre e un approfondimento sui musei etruschi italiani.
David Garrett torna in Italia con Unlimited LiveCinque palasport ad ottobre per festeggiare 10 anni di crossover
06 dicembre 201911:20
– Dopo avere collezionato successi in 14 nazioni, nel 2020 il violinista David Garrett proseguirà con il suo tour mondiale “Unlimited – Live”, portando il suo crossover anche in Italia. Garrett tornerà con cinque date nei palazzetti: 15 ottobre Bolzano, 17 ottobre Assago (MI), 18 ottobre Bologna, 27 ottobre Conegliano Veneto, 28 ottobre Genova. L’artista, che miscela musica e video per produrre un’esperienza di concerto quasi cinematografica, si esibirà in un mix di pezzi inediti, arrangiamenti unplugged e le versioni più appassionanti dei suoi pezzi di maggiore successo. La pianificazione del tour, che celebra i 10 anni di crossover di Garrett, ha richiesto più di un anno. “Unlimited” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia musicale, una passione per la creatività senza confini.
David Garrett ha già stregato milioni di fan in tutto il mondo con le sue interpretazioni di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit” o pop come “Viva la vida” o “Hey Jude”, gli adattamenti d’inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain” e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5” di Beethoven of “Clair de Lune” di Debussy.
A Lecco opera Tintoretto esposta solo 4 volte in 100 anniIn mostra L’annunciazione del doge Grimani, ragazzi come guide
06 dicembre 201911:38
– E’ in mostra da oggi fino al 2 febbraio al Palazzo delle Paure di Lecco ‘L’annunciazione del doge Grimani’ opera giovanile del Tintoretto di proprietà privata che nell’ultimo secolo è stata esposta solo quattro volte.
Si tratta dunque di una esposizione eccezionale che non a caso viene fatta in vista del Natale. “Attraverso questo evento artistico vogliamo ridire i motivi per i quali noi Cristiani festeggiamo il Natale, offrendo alla visione di tutti un capolavoro che racconta la Parola di Dio che entra nella storia”, ha spiegato monsignor Davide Milani. La mostra ‘Il mistero dell’arte Tintoretto rivelato’ curata da Giovanni Valagussa è stata infatti promossa dalla parrocchia di San Nicolò/comunità pastorale Madonna del Rosario con il Comune di Lecco.
Il progetto va al di là della semplice mostra. A illustrare il dipinto, spiegarne la storia ma anche il Mistero che racconta sono infatti 140 ragazzi coinvolti in un progetto di alternanza scuola lavoro. Mentre il catalogo può contare sui contributi di personaggi come il cardinale Angelo Scola, lo scrittore Andrea Vitali, l’attore Giacomo Poretti e la regista Liliana Cavani.
Musica: gli Aerosmith agli I-days di MilanoA Mind il 13 giugno unica tappa italiana gruppo di Steve Tyler
MILANO06 dicembre 201911:57
– Anche gli Aerosmith parteciperanno agli I-days di Milano. La band di Steve Tyler si esibirà a Mind, il Milano Innovation District che sta sorgendo nell’ex area Expo, il 13 giugno, giorno prima del concerto dei Foo Fighters, a cui seguirà il 15 quello di Vasco Rossi. Si tratta dell’unica tappa in Italia del gruppo, che nel 2020 celebra i 50 anni di carriera.
Il nuovo tour arriva dopo il successo della residency a Las Vegas, Aerosmith: Deuces are Wild, cominciata lo scorso 6 aprile e che terminerà il 4 giugno 2020. Le oltre 50 date di cui si compone la residency al Park MGM hanno portato la band ad occupare la vetta della classifica dei migliori incassi di Billboard e la posizione n.2 in quella degli Hot Tours.
Le porte capolavoro del Battistero di Firenze di nuovo insiemeFiniti restauri, dopo 30 anni riunite in Museo Opera S.M.Fiore
FIRENZE06 dicembre 201912:12
– Separate quasi 30 anni fa per esser restaurate sono nuovamente insieme le tre gigantesche porte del Battistero di Firenze (circa 5 metri di altezza per 3 di larghezza ciascuna), capolavori in bronzo e oro che furono realizzati tra il 1330 e il 1452. Non saranno più visibili nella loro collocazione originale per evidenti motivi di tutela (al loro posto copie fedelissime), ma nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore, fabbriceria di cui fanno parte anche Duomo, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto e Battistero.
Dal 9 dicembre si potranno ammirare l’una accanto all’altra nella Sala del Paradiso del museo: qui erano già custodite le due realizzate da Lorenzo Ghiberti, la porta Paradiso, la più recente e famosa a cui il nome lo avrebbe dato Michelangelo per la sua bellezza, e quella Nord. Ora è arrivata al museo anche la porta Sud, la più antica, opera di Andrea Pisano che fu discepolo e collaboratore di Giotto, una volta concluso il restauro condotto come per gli altri due portali dall’Opificio delle Pietre dure e finanziato con un milione e mezzo di euro dall’Opera di Santa Maria del Fiore.
Arte: grattacielo Intesa ospita capolavoro BelliniMadonna con il Bambino prestito Accademia Carrara di Bergamo
TORINO06 dicembre 201912:58
– Intesa Sanpaolo espone dal 20 dicembre al 6 gennaio un capolavoro assoluto di Giovanni Bellini, tra i più celebri artisti del Rinascimento: la Madonna con il Bambino, nota come Madonna di Alzano, dell’Accademia Carrara di Bergamo. Si tratta di un prestito eccezionale in quanto il dipinto, per la straordinaria qualità, solo in rarissime occasioni ha lasciato la propria sede.
La Banca accoglie questo ‘Ospite illustre’ e offre a cittadini e turisti l’opportunità di accedere al 36/o piano, nel cuore della Serra bioclimatica del grattacielo, un allestimento inusuale che integra l’arte classica in un contesto di grande modernità.
La presenza a Torino del dipinto si lega alla contemporanea mostra dedicata ad Andrea Mantegna a Palazzo Madama, dal 12 dicembre al 4 maggio, con importanti prestiti provenienti dalla Accademia Carrara. Tra questi Resurrezione di Cristo, opera da secoli creduta una copia e ora restituita al maestro Mantegna.
Natale: alberi ‘gemelli’ nel Beneventano e nel MarylandAppuntamento a Limatola nel segno dei legami Italia-Usa
BENEVENTO06 dicembre 201913:04
– “Italia – Usa, uniti nelle tradizioni” è il titolo dell’evento promosso il 7 dicembre dal Comune di Limatola (Benevento) nel suggestivo borgo al cui interno sorge il castello medievale che ospiterà fino a domenica prossima la decima edizione de “I Mercatini di Natale”, definiti tra i tre più belli in Europa.
L’evento consiste in uno spettacolo natalizio, alla presenza di centinaia di persone, nell’ambito del quale verranno accesi in contemporanea gli alberi di Natale sia a Limatola, nella piazza centrale del paese, che nella “Piccola Italia” di Baltimora, nello Stato del Maryland (Usa). Sarà l’occasione per confrontarsi, in diretta, sulle tradizioni italiane e di quanto queste siano ancore vive nella comunità italoamericane.
All’evento interverranno la Presidente della “Italian Language Foundation” (ILF) di New York), Margaret Cuomo (sorella dell’attuale Governatore dello Stato di New York), Louis Tallarini (già presidente della Columbus Citizens Foundation di New York e Chairman della ILF), la Comunità italoamericana di Baltimora, l’assessore al Turismo della Regione Campania Corrado Matera ed il sindaco di Limatola, Domenico Parisi, insieme agli amministratori locali.
“Scopo di questo evento unico in Campania – commenta il sindaco Parisi – è quello di valorizzare all’estero e, in particolare negli Stati Uniti d’America, le tradizioni locali delle aree interne della nostra regione che, unitamente alle nostre bellezze storico-artistiche e culturali, possano fungere da vero attrattore turistico”.
Natale all’Auditorium, da Capossela a ProiettiAttesi anche Gazzè, Britti, Piovani, Mannoia
06 dicembre 201920:24
Il Natale sta per arrivare all’Auditorium Parco della Musica a Roma. Un mese tra festival di gospel, concerti pop, rock, jazz, lezioni di rock e dialoghi matematici e l’immancabile pista di pattinaggio nell’area antistante la cavea. L’appuntamento è dal 7 dicembre al 6 gennaio. “Dicembre è da sempre un periodo di intensa attività in Auditorium per rendere più piacevoli le festività per chi resta in città e per attrarre coloro che approfittano delle vacanze per visitare la nostra bellissima città”, ha dichiarato il presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina. “Anche quest’anno il Natale ha un programma di grande qualità pensato per un pubblico variegato, diverso per età e gusti. – ha sottolineato l’amministratore delegato José R. Dosal -. Con un cartellone ricco di nomi prestigiosi”.Tra gli ospiti più attesi c’è Vinicio Capossela che presenterà l’8 dicembre il suo nuovo spettacolo Ballate per uomini e bestie. Dal 10 dicembre parte la quarta edizione di Retape, la rassegna dedicata alle nuove proposte della scena musicale romana che andrà avanti fino a maggio. Ospiti del primo appuntamento Fulminacci e Yuman. Ancora musica e parole per il Viaggio di NeaCo’, una favola in forma di concerto frutto dell’intuizione di Neapolitan Contamination, in scena l’11 dicembre. Dopo 15 anni di assenza dalla Capitale, torna l’11 dicembre al Parco della Musica il trio jazz formato da Pieranunzi, Johnson e Baron. Torna anche la Jumpin’Jive Orchestra che proporrà un canti di Natale arrangiati in chiave swing (12 dicembre). Proseguono a dicembre i Ritratti che Tonino Battista e il PMCE Parco della Musica Ensemble dedicano ai compositori contemporanei. Dal 22 dicembre prende il via il Festival Gospel con protagonisti Chicago Mass Choir, Harlem Gospel Choir, South Carolina Mass Choir, Dennis Reed &Gap e Danell Daymon & Greater WorksDoppia data il 26 e 27 dicembre con il duo Max Gazzè e Alex Britti che saliranno sul palco della prestigiosa Sala Santa Cecilia. Tra le voci femminili, il 26 dicembre il concerto di Grazia Di Michele, Mariella Nava e Rossana Casale e il 28 dicembre Fiorella Mannoia con il suo Personale Tour.Per i più giovani il 29 e il 30 dicembre arriva Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban “in concerto” (terzo capitolo della celebre saga di J.K. Rowling): oltre 120 musicisti tra orchestra e coro eseguiranno dal vivo la magica partitura di John Williams sotto la direzione del Maestro Timothy Henty, in sincrono con la proiezione del film. All’Auditorium si festeggerà anche la fine dell’anno: il 31 dicembre in Sala Sinopoli con il gospel del gruppo Danell Daymon & Greater Works e in Sala Santa Cecilia si brinderà in compagnia di Gigi Proietti che torna a grande richiesta all’Auditorium con Cavalli di battaglia, un excursus del suo repertorio. Il primo gennaio Nicola Piovani presenterà La musica è pericolosa, un racconto musicale narrato dagli strumenti che agiscono in scena (replica 2 gennaio). E ancora a Capodanno il concerto di Gerardo Di Lella con la sua Grand O’rchestra. Sarà ancora una volta Ambrogio Sparagna accompagnato dall’OP I- Orchestra popolare italiana a chiudere le festività il 6 gennaio con la Chiarastella. Ma il Natale all’Auditorium non è solo spettacolo: l’8 dicembre ripartiranno le Lezioni di rock e i Dialoghi matematici. A completare il ricco programma la mostra 1696. l’anno della controcultura: parole, musica, immagini allestita dal 6 dicembre al 6 gennaio nello spazio AuditoriumArte. Sorprese anche alla Casa del Jazz. Tra queste l’omaggio a Bill Evans della Mario Corvini Santa Cecilia Big Band che ospita il sassofonista Rosario Giuliani (27 dicembre), lo spettacolo “Arte Sincopata” con lo scrittore Filippo La Porta e il trombonista Marcello Rosa, viaggio nella letteratura novecentesca a ritmo jazz: da Ginsberg a Cortazar, da Faulkner a Marinetti, da Vian a Celine, a Fenoglio (28 dicembre) e la sonorizzazione del film “Cenere” interpretato da Eleonora Duse eseguita dal vivo dal duo Marcello Allulli/Giovanni Ceccarelli (29 dicembre). Anche l’ingresso del nuovo anno si potrà festeggiare a ritmo di musica con Gabriele Coen Trio (3 gennaio), Riccardo Fassi Analog Trio (4 gennaio) e Silvia Manco (5 gennaio).
Torino Film Festival: Emanuela Martini non sarà più direttricePresidente Museo Cinema Ghigo, prima di Natale il successore
TORINO06 dicembre 201914:16
– Emanuela Martini non sarà più direttrice del Torino Film Festival. L’ho reso noto il presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo a margine degli Stati generali della Fondazione Crt. “Continuerà a collaborare con noi perché è una professionalità che non vogliamo perdere”, ha detto Ghigo. “Il nome del nuovo direttore lo conoscerete prima di Natale”, ha aggiunto.
Cinema: Dante Ferretti racconta amicizia Callas e PasoliniRieditato docu L’Isola di Medea .’ A Pier Paolo devo tutto’
TRIESTE06 dicembre 201914:59
– La cantante lirica più acclamata del mondo e lo scrittore-regista più scomodo e provocatorio del momento: Maria Callas e Pier Paolo Pasolini si incontravano sul set di “Medea”, il primo e unico film mai interpretato dalla “Divina”. A 50 anni dall’uscita di quella pellicola nelle sale italiane (28 dicembre 1969) torna sul grande schermo con una intervista inedita al Premio Oscar Dante Ferretti, il documentario L’isola di Medea. Scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Lagunamovies – Karel il film ripercorre la lunga amicizia fra Callas e Pasolini, e la visione d’amore, illusoria e irraggiungibile, che ha alimentato in filigrana quel rapporto. Tanti i ricordi che Ferretti, che ne firmò la sceneggiatura, consegna al film. “Pasolini – rammenta – mi ha aiutato a maturare nel lavoro, mi ha dato fiducia chiamandomi per “Medea”, uno dei ricordi più belli della mia vita”.
La pellicola sarà presentata dalla Fondazione Carigo lunedì prossimo al Kinemax di Gorizia.
Il primo Natale, Ficarra e Picone nel presepeIn sala dal 12 dicembre, fra leggerezza e temi come accoglienza
07 dicembre 201913:21
– Raccontare “con situazioni comiche ma anche momenti per pensare il Natale per quello che realmente è, anche se molti se ne dimenticano, cioè il compleanno di Gesù”. E’ nata così, spiegano Salvo Ficarra e Valentino Picone, registi e protagonisti, la loro irruzione nel presepe nella loro nuova commedia, Il primo Natale. Per il duo (che festeggerà nel 2020 25 anni di sodalizio artistico con un tour teatrale che toccherà oltre 20 città) è il primo film che arriva in sala in sala durante le Feste: sarà in sala dal 12 dicembre in oltre 600 copie con Medusa.Utilizzando il modello dell’avventura in un’altra epoca storica, molto popolare in commedia anche in Italia, da Totò e Cleopatra a Non ci resta che piangere con Benigni-Troisi, passando per i viaggi nel tempo di Villaggio e Boldi-De Sica, la tessitura leggera si apre anche a temi attuali, come l’accoglienza evocata sin da una potente sequenza iniziale: “Un richiamo agli ultimi, a vari tipi di ultimi, dal barbone per le strade di Parigi ai migranti”, dicono Ficarra e Picone, anche cosceneggiatori con Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini. Scene come quelle della natività “sono state anche sul set particolarmente emozionanti per noi – spiegano -. Siamo da sempre appassionati dei film di Natale, e realizzarne uno è un impegno importante nei confronti del pubblico. Volevamo che fosse diverso e originale”. Prodotta con un budget di circa 11 milioni di euro da Attilio De Razza (Tramp Limited) in collaborazione con Medusa, la commedia traccia l’avventura di Salvo (Ficarra), ladro di oggetti sacri e Don Valentino (Picone), sacerdote con il chiodo fisso del presepe vivente, che vengono proiettati, per ragioni misteriose, nella Palestina dell’anno zero, pochi giorni prima dalla nascita di Gesù. Tra occasioni di ribellione e la caccia di un Erode reso da Massimo Popolizio un villain da antologia, Salvo e Valentino si mettono in cerca di Giuseppe, Maria e della mangiatoia. Un percorso tra scelte complesse e la necessità di abbandonare paure e egoismi per passare all’azione. Nel cast, fra gli altri, anche Roberta Mattei, Giacomo Mattia e la piccola Giovanna Marchetti.A dare forza al film, oltre alle ambientazioni marocchine, ci sono le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Cristina Francioni. “Il racconto è come una parabola, comprensibile anche per chi non crede – sottolinea Nicola Guaglianone, già coautore con Ficarra e Picone de L’ora legale – L’inizio ci mostra la maniera nella quale tutti noi a volte reagiamo come fossimo anestetizzati davanti a certe immagini”. Con Salvo e Valentino “si cerca sempre lo sguardo ironico. Qui trattiamo anche temi seri, come l’immigrazione senza che serva mai nominarla Come diceva Leo Benvenuti (grande sceneggiatore, ndr), col tempo le cose cambiano, l’ironia le fissa invece nella loro verità”. Fanno capolino nel film anche alcune battute pungenti come quella innescata dal riutilizzo di uno slogan leghista: ‘Roma ladrona’, tirato fuori contro l’esercito romano invasore, con i due protagonisti che commentano: “Dicevano così anche da noi… poi se ne sono dimenticati”. Il loro film precedente L’ora legale (2017) non era stato iscritto da Ficarra e Picone alla competizione dei David, perché i due attori-registi non trovavano che i meccanismi di votazione fossero equi: “Il primo Natale invece lo iscriveremo. Dalla decisione presa per L’ora legale era nato un dibattito che ha anche portato a modificare alcune regole del premio”, sottolineano.
Efa, speranze Italia in edizione piena di capolavoriIn corsa Marco Bellocchio, Favino, Ferrente e Barrese
06 dicembre 201915:58
– Alla vigilia della cerimonia degli European Film Awards 2019 speranze Italia in un’edizione piena di film da Oscar. L’Italia è infatti in corsa con IL TRADITORE di Marco Bellocchio con ben quattro nomination (film, regia, attore e sceneggiatura), ma vanno forte anche SELFIE, documentario di Agostino Ferrente (L’Orchestra di Piazza Vittorio) nella categoria miglior documentario dove è in corsa anche LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese. E questo in un’edizione dominata quest’anno da grandi nomi come Pedro Almodóvar e Roman Polanski in testa alle nomination con quattro categorie ciascuno proprio come il nostro Bellocchio. È interessante poi notare che questo tris di film, DOLORE Y GLORIA, IL TRADITORE e L’UFFICIALE E LA SPIA, hanno ottenuto le nomination nelle categorie europee più importanti: film, regia, sceneggiatura e attori (Antonio Banderas, Pierfrancesco Favino e Jean Dujardin). Nel corso della serata l’attrice francese Juliette Binoche riceverà il Premio Contributo Europeo al Cinema Mondiale, mentre a Werner Herzog andrà quello alla Carriera. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta streaming per l’Italia su http://www.rai.it (dalle 19) e replicata poi su Raimovie (martedì 10 dicembre alle 23).
Imagine, il film visionario di John Lennon e Yoko OnoIn onda domenica 8 dicembre
06 dicembre 201916:46
– “Le persone che hanno lavorato su Imagine erano persone di pace ed è stato illuminante ed eccitante essere una di loro. Ricorda: ognuno di noi ha il potere di cambiare il mondo”. Yoko Ono.
Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di John Lennon, domenica 8 dicembre, arriva su Sky Arte (canale 120 e 400) alle 21.15 Imagine, la versione restaurata del film diretto e prodotto da John Lennon e Yoko Ono che prende il nome dall’album più famoso di Lennon. La pellicola, datata 1972, è accompagnata da 15 minuti di contenuti inediti. Così proposto, Imagine offre allo spettatore un collage cinematografico, fatto di musica, colori, sogni e realtà, pur comunque mantenendo la sua originaria bellezza e autenticità.
Mentre John e Yoko si cercano in un campo offuscato dalla nebbia, regalano una visione limpida sul loro mondo, fatto di risate, balli, silenzi e intimità. Da “Crippled inside” a “Oh Yoko!” passando per “I don’t wanna be a soldier, mama”, le meravigliose e immortali parole dell’artista, tragicamente scomparso, accompagnano le immagini di questo emozionante film.
Quasi fosse un unico video musicale, “Imagine”, il celebre album da solista di Lennon, viene mescolato, come la sua vita, all’artistica visione del mondo di Yoko, che impregna anche le sue canzoni, come “Don’t count the waves” o “Mrs. Lennon” dell’album “Fly” presenti nell’opera.
Un viaggio all’interno delle loro giornate, delle amicizie, tra tutti quelle con George Harrison e Fred Astaire, dei giochi con Dick Cavett e Jack Palance e delle feste con Andy Warhol.
Ospiti d’eccezione che hanno contribuito a creare un’esistenza colma d’immaginazione, commovente quanto la musica che accompagna ogni fotogramma di questa pellicola intima e illuminante. Un film che unisce momenti di fiction a scene reali riprese da un giorno qualunque nella mistica, visionaria e psichedelica vita di John Lennon e Yoko Ono.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Una ‘Bohème’ colorata e giocosa al Carlo Felice
Opera pucciniana vista dal regista Fornari e dal pittore Musante
GENOVA06 dicembre 201916:48
– Sarà una versione colorata e giocosa la ‘La Bohème’ di Puccini ideata dal regista Augusto Fornari e dal pittore Francesco Musante per il Teatro Carlo Felice di Genova, in scena dal 13 al 15 dicembre e dal 27 al 29 dicembre. A presentarla il sovrintendente Claudio Orazi e il direttore d’orchestra Andrea Battistoni. Una delle opere liriche più popolari, ambientata in una Parigi di metà Ottocento, vedrà protagonisti sul palco i giovani bohèmien, gli aspiranti artisti sempre in bolletta che irromperanno nell’opera contaminando musica e racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e alla giornata. “M’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il ‘gioco’ come elemento propulsore – commenta Fornari – il gioco ‘serio’, quello dei bambini che va fino in fondo irridendo fame, freddo, povertà, ricchezza, borghesia, e che vorrebbe sgambettare la morte”. “Ci sarà un bellissimo allestimento, con una bellissima compagnia di canto che si alternerà sul palcoscenico”, dice Orazi.
“E’ una delle opere più eseguite in assoluto al mondo, La Bohème è un miracolo di realismo – evidenzia Battistoni – le frasi del libretto abbinate alla cadenza musicale che Puccini gli ha dato sono di tale uso comune oggi che tutti noi continuiamo a citare continuamente l’opera parlando ogni giorno oggi”. “Con il Natale arriva La Bohème, in vista della fine dell’anno ci sarà ancora il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo con la Cenerentola, poi un concerto di Capodanno e con l’anno nuovo torna il barbiere di Siviglia”, ricorda Orazi.
David Lopez, racconto una generazione sospesaA Roma con il libro d’esordio ‘Il feudo’
06 dicembre 201917:26
– DAVID LOPEZ, IL FEUDO, (SELLERIO, PP 227, EURO 16) Caso editoriale in Francia con il romanzo d’esordio ‘Il feudo’, David Lopez racconta una generazione di trentenni “sospesa” tra la periferia e la campagna, né sobborgo, né quartiere chic, con protagonista il pugile Jonas e i suoi amici. “C’è questa dimensione dell’essere a metà tra due mondi, sia dal punto di vista geografico, tra la città e la campagna, sia dal punto di vista sociale. I personaggi cercano sempre di capire chi siano ma non sanno mai chi sono. E alla fine questa ricerca della propria identità trova una risposta positiva soltanto nello stare insieme” racconta Lopez, 35 anni, originario di Nemours, al centro della Francia, che fa pugilato, ha un talento particolare per la scrittura e uno stile tutto suo fatto di oralità e linguaggio letterario.
“I ragazzi del romanzo non riescono a ritrovarsi nelle aspettative che la società ha nei loro confronti. E’ tutto molto sospeso ed è questa sospensione a tenere insieme la mancata capacità di decidere da parte dei personaggi. La domanda da porsi è: quali sono le scelte da fare in base a chi si è davvero?” dice Lopez al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi alla Nuvola di Roma.
L’ambientazione della storia – che alterna momenti divertenti all’amarezza e vede questo gruppo di amici scandire il tempo al ritmo delle canne “è una scelta che viene un po’ dal caso, ma soprattutto è stata – dice lo scrittore – una mia urgenza perché riporta tutto a una realtà che conosco bene. Questa città è indefinita: è un po’ Nemours, ma potrebbe essere qualsiasi luogo della Francia. La sua caratteristica principale è la distanza dalla metropoli”.
La precisione nel raccontare è invece una cosa a cui tiene molto Lopez, che con ‘Il feudo’, pubblicato in Italia da Sellerio nella traduzione di Marina Di Leo e Giulio Sanseverino, ha vinto il Prix du Livre Inter 2018. “Subisco molto la fascinazione della scomposizione dei gesti. Così descrivere lentamente i passaggi del fumare una canna mi ha permesso nel libro di dilatare il tempo facendo entrare il lettore nella narrazione. Ci sono possibilità diverse delle conseguenze del fumo: ci può essere uno stadio della vita in cui fumare a certi livelli può diventare nefasto, ma, per questi ragazzi che non sono ancora adulti e non più adolescenti, la cannabis è uno strumento per procrastinare le decisioni, per spostare sempre in avanti qualcosa che si sente come pressione esterna” sottolinea Lopez.
Jonas è un pugile di un certo talento e ha una ragazza che lo chiama per fare sesso ma da lui non vuole altro. Trascorre le giornate con il suo gruppo di amici, che sono gli stessi delle elementari , giocando a carte, litigando, parlando di boxe.
Senza particolari passioni o forme di protesta, semplicemente sentendosi sicuro in questo “feudo”. “Non volevo trovare in questo libro delle scuse a un certo modo di vivere, né giudicare. In questo modo si possono mostrare molti più aspetti umani dei personaggi. L’umanità viene fuori dall’umorismo, dal fatto che si ride pur essendoci molta amarezza. C’è anche la noia e nello stesso tempo passività e inventiva” sottolinea lo scrittore che ha le mani piene di anelli colorati.
“Il rapporto tra Jonas e la boxe è un po’ come il mio con la letteratura. Ci sono persone che mi dicono continuamente che ho del talento ma io non ci credo. La boxe è anche lo sport perfetto per descrivere ogni movimento muscolare e quindi della narrazione” racconta Lopez che vive sempre a Nemours e non ha cambiato vita.
“La mescolanza di lingua orale e letteraria è arrivata dopo aver provato a scrivere in maniera più tradizionale, come mi aspettavo che dovesse essere un romanzo. Ma per me non funzionava e ad un certo punto ho capito che questo ambiente non poteva venir fuori che dal linguaggio che io ho usato. Questo mi ha liberato da quella visione di letterarietà che un romanzo dovrebbe avere secondo alcuni canoni” sottolinea.
Il successo in Francia “mi ha dato molta fiducia perché ‘Il feudo’ è nato come una scommessa. Mi ha dato molta sicurezza, ma nello stesso tempo ho sentito che per scrivere ho bisogno di sentire la fragilità del rischio. Per dare il meglio devo trovarmi in sfida con me stesso” afferma e annuncia che il romanzo è stato opzionato per farne un film, “ma è tutto nella fase di costruzione. Il copione dovrebbe essere pronto il prossimo autunno”.
Hit parade, Cremonini subito in vettaTerzo Antonacci, ottavo il concept album di Jovanotti
06 dicembre 201918:28
– Debutta subito in vetta alle classifiche di vendita “Cremonini 2C2C The Best Of”, la prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, che scalza questa settimana Tiziano Ferro con “Accetto miracoli”. Chiude il podio un’altra new entry, “Chiaramente visibili dallo spazio”, il nuovo album di Biagio Antonacci.Secondo Fimi-Gfk, resta saldo in quarta posizione Tha Supreme con “23 6451”, che precede Marracash con “Persona” e “Mina Fossati”, in discesa in sesta posizione. Al settimo posto i Coldplay con “Everyday Life”, davanti a “Lorenzo sulla luna”, il concpet album di Jovanotti. Chiudono la top ten Zucchero con “D.O.C.” e gli eterni Pink Floyd, che conquistano la decima posizione con il cofanetto “The later years: 1987-2019”, al secondo posto tra i vinili (alle spalle di Marracash).Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 29 novembre al 5 dicembre:1) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN – UNIVERSAL MUSIC)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)7) EVERYDAY LIFE, COLDPLAY (COLDPLAY / PLG 3P – WMI)8) LORENZO SULLA LUNA, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)9) D.O.C., ZUCCHERO (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)10)THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)Ecco la classifica dei singoli più scaricati:1) BLUN7 A SWISHLAND, THA SUPREME (EPIC SME)2) SOLDI IN NERO, SHIVA & SFERA EBBASTA (JIVE/ISLAND-SME)3) CHIARAMENTE VISIBILI DALLO SPAZIO, BIAGIO ANTONACCI (IRIS SRL-SONY)4) 23 6451, THA SUPREME (EPIC SONY)5) PERSONA, MARRACASCH (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)Infine, la classifica dei vinili:1) PERSONA, MARRACASH (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE LATER YEARS: 1987-2019, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MINA FOSSATI, MINA & IVANO FOSSATI (PDU – SONY)4) CREMONINI 2C2C THE BEST OF, CESARE CREMONINI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) MICROCHIP TEMPORALE, SUBSONICA (COLUMBIA-SONY)
Matera, con il presepe vivente è già NataleNella Città dei Sassi anche quello di sabbia di Jesolo
MATERA06 dicembre 201918:30
– Le atmosfere suggestive dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità, lungo un percorso di ambienti ipogei illuminati dalle luci di una tradizione che lega idealmente la Palestina ai luoghi della cristianità del rupestre: a Matera, ospitano la decima edizione del Presepe vivente che prende il via il 7 dicembre.
E nella Capitale europea della Cultura 2019 riflettori anche sul Presepe di sabbia del Comune di Jesolo e sulla terza edizione della mostra “Presepi d’Italia” dedicata all’arte presepiale leccese e materana.
Da Marracash a Mattarella tutti pazzi per ToscaRecite già sold out, anche Patti Smith fra il pubblico
MILANO06 dicembre 201920:06
– Da Marracash e Elodie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sarà una prima a dir poco eterogenea quella che il 7 dicembre aprirà con Tosca la stagione lirica della Scala. Una prima attesa come mai negli ultimi anni, anche grazie all’opera di Puccini, che è in assoluto fra le più amate dal pubblico. E infatti i biglietti (prezzo per la platea tremila euro) sono andati sold out a tempo di record, così come quelli per tutte le altre otto recite in programma. Anche quelle in cui non sarà protagonista Anna Netrebko, star assoluta della lirica, sostituita da Saioa Hernández. Confermato invece in tutte le recite il resto del cast, a partire dal tenore Francesco Meli nella parte di Cavaradossi, e il baritono Luca Salsi in quella del perfido Scarpia.Chi non è riuscito ad accaparrarseli potrà vedere questa Tosca ‘cinematografica’ con scenografie monumentali, la regia di Davide Livermore e la direzione di Riccardo Chailly in diretta su Rai1 (grazie a Rai Cultura), al cinema e in tantissimi luoghi di Milano (incluso l’ospedale Niguarda, la palestra Heracles e il carcere di San Vittore). Nel palco reale, oltre al Capo dello Stato con la figlia, siederanno la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quello dei Beni Culturali Dario Franceschini, il prefetto Renato Saccone, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. In platea il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, l’attrice Vittoria Puccini e anche Patti Smith, reduce dal concerto milanese del 1 dicembre, che alla prima della Scala aveva già assistito nel 2015, per Giovanna D’Arco con protagonista sempre Anna Netrebko.Anche quest’anno sono previste le ormai tradizionali proteste all’esterno: quelle della Cub, dei lavoratori Conad-Auchan a difesa del loro posto di lavoro e quella degli antagonisti che vogliono porre l’attenzione sulla situazione dei curdi in Siria. Non sono mancate oggi le proteste, o per lo meno i malumori per lo svolgimento, proprio alla vigilia della prima, di una sfilata di Dolce&Gabbana (che della Scala sono soci sostenitori). “Chiederemo al nuovo sovrintendente Dominique Meyer un’inversione di tendenza rispetto a questo taglio glamour” ha detto Nicola Cimmino della Cisl, mentre Paolo Puglisi della Cgil, non entrando nello specifico della sfilata di oggi, ha aggiunto che intende inviare dopo il 15 dicembre (giorno in cui l’attuale sovrintendente Alexander Pereira lascerà l’incarico per andare a dirigere il Maggio Musicale Fiorentino) “una lettera alla direzione chiedendo un incontro per discutere delle attività del teatro diverse da quelle di spettacolo”. “Vogliamo sapere chi fa cosa” ha concluso.
Debutto italiano per ‘Intimate Audrey’Alla Fondazione Carispezia la Hepburn attrice e privata
LA SPEZIA06 dicembre 201918:52
– Una mostra dedicata all’indimenticata protagonista di ‘Colazione da Tiffany’ e ‘Vacanze romane’, icona di eleganza e di stile. ‘Intimate Audrey’ è il titolo dell’esposizione che ha come protagonista Audrey Hepburn. La mostra, inaugurata alla Spezia alla Fondazione Carispezia e visitabile fino all’1 marzo 2020, è per la prima volta in Italia dopo essere stata in Belgio e nei Paesi Bassi. Si tratta di un’esposizione-biografia creata dal figlio Sean Hepburn Ferrer per celebrare i 90 anni dalla nascita della madre. Non solo foto, filmati e cimeli che ne celebrano la carriera cinematografica, c’è anche la parte più intima, trattata per sezioni. “Una mostra su un’icona del cinema, dello stile, della filantropia che ha fatto tutto questo in un vestitino di cotone: questo è il segreto per cui è così amata, perché la fa sentire una di noi” ha detto il figlio.
“Un’antesignana del suo tempo, siamo onorati di ospitare questa mostra” ha detto la presidente della Fondazione Claudia Ceroni.
Battaglia per diritti di gay e transgender in PakistanLa racconta docu Allah Loves equality a Corto Dorico Film Fest
06 dicembre 201918:54
– “Perché la gente mi considera un tabù che non si può capire?”. E’ la domanda che pone Bubbly Malik, attivista transgender pachistana, fra le protagoniste di Allah Loves Equality, il documentario di Wajahat Abbas Kazmi presentato alla 16/a edizione del Corto Dorico Film Fest ad Ancona. Il film non fiction, che ha il patrocinio di Amnesty international, racconta la battaglia quotidiana della comunità Lgbtia (acronimo che racchiude lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) contro le violenze (dai casi di pestaggi, a quelli di stupri, e di omicidi d’onore) e le discriminazioni di cui è vittima nel Paese musulmano.
Il regista pakistano, italiano d’adozione, attivista dei diritti umani, parte offrendo un contesto storico che ci rivela come in varie epoche dei secoli passati. ad esempio, sotto l’Impero Moghul, i transgender avessero ruoli importanti nella società e il crossdressing fosse celebrato. Inoltre l’omosessualità non era tabù nelle composizioni di Abu Nuwas, poeta arabo dell’VIII secolo. Invece, in particolare, “dall’indipendenza del Pakistan nel 1947, la comunità Lgbt ha subito ogni forma di mortificazione sociale e difficoltà” . Ad esempio le uniche attività concesse ai transgender per mantenersi sono “chiedere l’elemosina, danzare o prostituirsi” si spiega. Qasim
Con Lonely Planet alla scoperta dell’universoGuidoni, dallo spazio si vedono la deforestazione e lo smog
06 dicembre 201919:12
– UNIVERSO, GUIDA DI VIAGGIO (EDT, PP 605, EURO 32) Dallo spazio “non si vedono città, ponti ma si vede la deforestazione, gli incendi e di notte il rosso delle fiamme. E si vede anche lo smog che ha un colore giallino e grigio, non bianco come quello delle nuvole. Si osserva lo smog sopra la Cina meridionale e sulla pianura padana”. Lo ha raccontato l’astronauta Umberto Guidoni alla presentazione, con lo scrittore Paolo Giordano, alla fiera Più Libri più liberi alla Nuvola di Roma, di ‘Universo’, la guida di viaggio veramente speciale realizzata da Lonely Planet in collaborazione con la Nasa JPL.
Così lontano Lonely Planet non ci aveva mai portato. Ci fa sbarcare sui pianeti del nostro sistema solare, fino ai margini dell’Universo conosciuto, passando per esopianeti, stelle appena nate, resti di supernove e superammassi di galassie. “Non escludo che un giorno ci saranno veicoli capaci di trasportare turisti nello spazio. La sensazione è la stessa di quando l’aviazione da sport privato è diventata servizio di linea.
Forse si può arrivare a fare la stessa cosa nello spazio” ha spiegato Guidoni all’incontro condotto da Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia.
Cosa dobbiamo mettere in valigia per andare nello spazio? “Lo Shuttle parte in verticale e ci sono solo due file di sedili.
Stai seduto con le gambe in aria e fino all’ultimo secondo potresti non partire. Il viaggio in se Stesso dura 8 minuti e mezzo, ma è come avere un gorilla sul petto perché sei schiacciato. Quando si spengono i motori sei in assenza di peso e rimani in questa sensazione strana per tutto il tempo.
Consiglio di non muoversi nelle prime ore perché non c’è più alto basso e di non lasciare le cose in giro perché tutto galleggia” ha spiegato Guidoni.
E, ha sottolineato Guidoni, dopo 50 anni di agenzie spaziali pubbliche cominciano a farsi strada quelle private. “La prossima settimana verrà lanciata una capsula privata Boeing. E nel 2024 verrà costruita una base sulla luna dove verranno scaricate le missioni” ha detto Guidoni.
Nell’edizione della fiera dedicata ai Confini dell’Europa si presenta una guida sull’universo. C’è un’affinità tra i due concetti? “Ce ne sono più di quanto si possa immaginare.
L’universo è sempre stato un pensiero che ridimensiona la rilevanza delle cose che ci succedono. Si guardano il cielo e le stelle e ci si rende conto di quanto si è marginali. È qualcosa che andrebbe considerato anche dal punto di vista politico.
Tendiamo ad essere italiacentrici, politicocentrici. Il pensiero sull’universo come quello dell’Europa unita dovrebbe ridimensionarci” ha detto lo scrittore Paolo Giordano. E ‘Universo’ di Lonely Planet, con la prefazione del divulgatore scientifico Bill Nye, ci fa compiere un viaggio davvero speciale e scoprire tante cose nuove sui pianeti e le missioni.
‘Stasera gioco in Casa’, Morandi duetta con Brunori’Vita’ proposta in coppia al Duse di Bologna durante lo show
BOLOGNA06 dicembre 201919:22
– Dario Brunori è salito a sorpresa sul palco del Teatro Duse di Bologna accanto a Gianni Morandi, durante lo show ‘Stasera gioco in casa’, che lo vede protagonista per 25 date fino a fine febbraio.
Insieme hanno duettato sulle note del brano ‘Vita’, portato al successo da Morandi e Lucio Dalla nel 1988, poi il cantautore calabrese ha salutato i fan. Dario Brunori sarà sul palco dell’Unipol Arena a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, il 15 marzo per la tappa bolognese del ‘Brunori Sas Tour 2020’.
Ferrente, sogno un film con Christian De SicaIl regista in corsa agli Efa per i documentari col suo Selfie
BERLINO06 dicembre 201920:00
– Il sogno di Agostino Ferrente? Fare un film con Christian De Sica: “Sono innamorato di lui” dice a Berlino. Mentre la possibile vittoria con il suo SELFIE nella sezione documentari agli Efa, gli ‘oscar’ europei del cinema dove è in corsa insieme a LA SCOMPARSA DI MIA MADRE di Beniamino Barrese, sembra non interessargli più di tanto: “Già essere qui mi sembra tanto”. Ma quello che colpisce di più di Ferrente è l’atteggiamento etico verso i suoi protagonisti: “Non si tratta di attori – dice più volte -, sono delle persone vere. Non si può abbandonarli”.
È il caso di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando), due sedicenni del Rione Traiano, a Napoli, che in Selfie raccontano, con i propri telefonini, la loro quotidianità in un’estate malvagia in cui il loro amico comune, Davide Bifolco, viene ucciso nel 2014 da un carabiniere perché scambiato per un pregiudicato in fuga. Poteva capitare a loro sempre a rischio di diventare preda della delinquenza in un quartiere senza lavoro.
“Nei quartieri popolari la devianza non è una questione genetica e l’abbandono scolastico crea tante occasioni per diventare camorrista o meglio manovalanza della camorra, carne da macello”. Per fortuna, dice il regista, loro sono rimasti immuni: “Pietro gestisce un salone come parrucchiere e Alessandro è ancora più cresciuto nel suo ruolo di barman”. Ma va detto, aggiunge Ferrente, che nel loro quartiere “ognuno ha un padre o un cugino che ha sposato la devianza. E mentre giravo mi sono morti ben due ragazzi che conoscevo. E si può dire che è un miracolo che io faccia il regista, tanti miei amici hanno preso brutte strade. E quando mi salutava un boss, da ragazzo, ero felice come si mi avesse salutato Totti”. Nel futuro, aggiunge il regista nato a Cerignola nel 1971, “vorrei respirare un po’. Ho sofferto troppo nel fare questo documentario. E tornando a De Sica ho proposto tempo fa a De Laurentiis di fare un ‘Vacanze di Natale’ trent’anni dopo come ho fatto già fatto in ‘Le cose belle’ dove ho seguito la vicenda di quattro ragazzi napoletani dall’adolescenza al passaggio all’età adulta”.
Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson
07 dicembre 201910:36
“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre a Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala dal 5 dicembre con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno.Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu.”Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.
Sumaya Qader, Quello che abbiamo in testaIl velo visto da donna realizzata tra lavoro e figlie a Milano
7 dicembre 201911:52N
QUELLO CHE ABBIAMO IN TESTA – SUMAYA ABDEL QADER (MONDADORI, PP 252 – euro 22).
Horra, il cui nome significa Libera, è la protagonista del secondo libro di Sumaya Abdel Qader. Un’italiana di nemmeno quarant’anni, figlia di giordani musulmani, vive a Milano con il marito che la adora e le due figlie adolescenti, 16 e 14 anni che più diverse l’una dall’altra non potrebbero essere, belle, intelligenti ma che amano profondamente la madre. Si presenta così: “quando, come me, sei allo stesso tempo cose differenti e perciò non sei etichettabile, classificabile, quando scopri di essere fuori dagli schemi di tutti, di non essere né carne né pesce, né di qua né di là, quando vivi al confine tra più mondi che faticano a riconoscersi e a riconoscerti e ti fanno sentire marziana, estranea…”.
La sua non si può proprio definire una vita noiosa, anzi. Come potrebbe, visto che, da perfetta equilibrista, divide le sue giornate tra la famiglia, il lavoro come segretaria in uno studio di avvocati, l’università, che è a un passo dal terminare, il volontariato, le preghiere e le discussioni in moschea, e il suo variopinto ed eterogeneo gruppo di amiche, tutte professioniste? Eppure, nonostante la fatica e i piccoli problemi quotidiani, nonostante la malinconia per la parte di famiglia che vive lontana, Horra non può che sentirsi serena, felice persino. Ma un giorno, un fatto apparentemente di poco conto ha su di lei l’effetto di uno tsunami. Perché quando, come lei, sfuggi alle classificazioni, quando vivi al confine tra due mondi, quello occidentale e quello orientale, che faticano a riconoscersi tra loro e a riconoscerti, facendoti sentire marziana, estranea, galleggiante, allora inizi a chiederti che cosa significhi davvero essere “liberi”. E così, nei mesi che vengono raccontati in questa storia, tra gioie quotidiane e piccole sconfitte, incontri fortunati e discussioni accese, Horra cercherà di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi per riuscire a sentirsi, forse per la prima volta in vita sua, davvero fedele a se stessa.
Un romanzo lieve che racconta una realtà di cui tutti parlano ma che pochissimi conoscono profondamente, un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più permetterci di ignorare. Il titolo gioca sull’ambiguità tra quello che le donne musulmane hanno fisicamente in testa, cioè l’hijab, e quello che hanno nella testa, quello che pensano e come lo pensano. Le donne occidentali, spesso, vedono le donne velate come delle “poverine” costrette a mortificarsi, vessate da uomini che le obbligano a nascondersi ed innegabile che in alcune parti del mondo e in alcune situazioni questo sia incontrovertibile, ma è anche vero che questo capita anche a chi velata non è, e ci sono donne che come Libera scelgono autonomamente di portalo come un foulard anzi abbinandolo con i vestiti, e perdendo molto tempo davanti allo specchio. Che cosa è un velo? È un simbolo? E di cosa? È paradossale definirlo femminista? chiede Horra sui social (verrà investita di commenti che la annienteranno, ma poi..). Che il velo sia definito femminista è una chiara provocazione, ma non è un’assurdità.
Il libro è “dedicato a tutte le ragazze e a tutte le donne che hanno un sogno. A tutte quelle che ancora non sanno di averlo”. Ma in apertura anche una citazione di Tina Anselmi: Una donna che riesce, riesce per tutte le altre.
Sumaya Abdel Qader nasce a Perugia da mamma e papà giordano-palestinesi. Si sposta a Milano, dove si laurea in Biologia, in Mediazione Linguistica e Sociologia. Sposata, con tre figli nel 2016 diventa la prima musulmana consigliera comunale a Milano. Ha pubblicato Porto il velo, adoro i Queen.
Nasce un cottage letterario in GarfagnanaProgetto realizzato in piccolo borgo grazie anche a crowdfunding
LUCCA07 dicembre 201911:22
– Da una campagna di crowdfunding lanciata su Facebook in piena notte nasce a Lucignana, piccola località di Coreglia Antelminelli (Lucca), in Garfagnana, un suggestivo cottage letterario, la ‘Libreria sopra la Penna’, che inaugura oggi 7 dicembre. Si tratta di un progetto a cura della poetessa Alba Donati, anche presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze, che ha realizzato con l’aiuto dell’architetto Valeria Ioele il suo piccolo spazio letterario in un orto nel cuore del piccolo borgo.
Libri di narrativa, poesia, saggistica, noir, volumi per l’infanzia e anche le marmellate letterarie della violinista Anna Orvieto, come quella alle mele renette di Virginia Woolf, ma pure il tè di Jane Austen e le tazze di Alice, collane con le parole di Sylvia Plath o con i fiori di Emily Dickinson, mazzi di rose dalle pagine di Orgoglio e pregiudizio. Tutto è stato scelto secondo il gusto e le sensazioni di Alba Donati, originaria di Lucca e che vive tra Firenze e Lucignana. “Volevo fare una cosa davvero mia – spiega – che corrispondesse a un desiderio profondo. E dunque valorizzare il mio paese, partire dai libri belli, e creare uno spazio aperto a tutti, una specie di ‘giardino d’inverno’ accogliente dove leggere, chiacchierare, prendere un caffè, fare attività per i più piccoli, incontri con gli autori”. Il cottage letterario di Alba Donati ospiterà anche una serie di eventi, tutti su prenotazione. Il primo appuntamento è per il 23 dicembre, alle 16.30, con l’attrice versiliese Elisabetta Salvatori che racconterà una serie di favole ispirate alla magia del Natale.
Capodanno a Riccione, tre giorni di eventi con Emma e MahmoodPer l’Ice Carpet anche il vincitore di ‘Amici’ Alberto Urso
RICCIONE07 dicembre 201914:08
– “Riccione è un punto d’incontro tra generazioni, un posto di matti visionari e coraggiosi, dove l’effimero ha dato risultati concreti”. Questa è la Perla Verde secondo Linus che per il terzo anno consecutivo organizzerà Deejay On Ice in piazzale Ceccarini con i concerti di Mahmood, Emma Marrone (il 29 dicembre) e il vincitore di Amici Alberto Urso (1 gennaio).
Il 7 dicembre la presentazione ufficiale a Riccione dei tre giorni di eventi e musica del “Riccione Ice Carpet” che inizia alle 17 del 29 dicembre con Mahmood ed Emma in piazzale Ceccarini e prosegue sul palco del Palazzo dei Congressi con la Europe Philharmonic Orchestra diretta da Ezio Bosso per un Concerto degli Auguri dedicato alla grande musica classica.
“Un’offerta che copre tutto l’arco costituzionale – ha scherzato Linus – Vorrei vedere se qualcuno ha il coraggio di lamentarsi anche quest’anno”. Si parte come l’anno scorso in un orario insolito, le 17. “La festa vera, quella notturna, poi continuerà nei locali”. Perché sarà pur vero, ha ricordato il direttore artistico di Radio Deejay, che “non sono più gli anni Ottanta, ma le discoteche riccionesi sono ancora un richiamo, quindi inutile pestarsi i piedi”.
La notte di San Silvestro dalle 22 l’evento unico targato Deejay con Alex Farolfi, Chicco Giuliani, al corpo di ballo di Deejay On Stage e la conduzione di Rudy Zerbi e a mezzanotte i fuochi d’artificio. Il primo gennaio, dopo il tradizionale tuffo di Capodanno, concerto di Alberto Urso, giovanissimo tenore siciliano.
Bacco, tabacco e Venere, con loro si vive meglioStudioso napoletano, vino,nicotina,sesso stimoli contro malattie
NAPOLI07 dicembre 201914:12
– Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere: ma chi lo ha detto? Semmai è vero il contrario: vino, sigarette e sesso aiutano a vivere meglio, col sorriso sulle labbra, e a combattere le malattie. Parola di Giuseppe Clemente, medico napoletano, che in una seguitissima relazione spiega le ragioni del suo argomentare citando esempi dalla storia e dalla letteratura scientifica e non, e utilizzando brani musicali e fotografie di quadri. L’occasione è la quarta edizione dell’iniziativa ‘Il medico (legale) e l’arte’ coordinata da Pino Guadagno e Luigi Lista, organizzata dall’Anmelepa e dalla Commissione medica di verifica di Napoli.
Clemente parte da dati economici. Le ‘azioni del peccato’ (sin stock) “sono quelle che nell’ultimo secolo hanno garantito i ritorni migliori per gli investitori”. Si sofferma poi sulle ‘virtù’ del vino che ha un effetto aggregante, socializzante, disinibente, consolatore. Lo dice anche Giacomo Leopardi nello ‘Zibaldone’. Bacco, e anche tabacco. Ma fa così male? Vi sono effetti negativi, ma va anche detto che la nicotina è uno stimolante del sistema nervoso centrale, migliora la concentrazione e l’apprendimento, l’attenzione e la vigilanza.
Sono allo studio possibili applicazioni terapeutiche. Da Bacco a Venere. “Il sesso migliora l’immunità, aumenta le Iga, migliora memoria e funzioni esecutive superiori, riduce pressione arteriosa e rischio di cardiopatia, combatte l’insonnia, aumenta l’autostima”. Tra musica e vino scatta un ‘moltiplicatore di sensazioni’. Paolo Scarpellini, sound sommelier, citato da Clemente, su ‘Civiltà del bere’, spiega che si creano interazioni come, ad esempio, tra Astrud Gilberto (Fly Me to the Moon) e il Perlè Brut 200 Ferrari. E cita Goethe: ‘La vita è troppo breve per bere vini mediocri’. Come dargli torto?
Milano, spunta il Salvini-Sardina
07 dicembre 201918:35
Nuova azione di TvBoy la scorsa notte a Milano, in zona Navigli. In maniera ironica e dissacrante, gioca sul nuovo avversario politico del leader della Lega, Matteo Salvini, il popolo delle Sardine, che nella nuova opera dello street artist diventano una sola cosaAccanto al ‘Matteo Sardina’, Tvboy ha realizzato altre due opere, postandole poi tutte e tre sui social: nella prima è raffigurata la senatrice a vita ed ex deportata ad Auschwitz Liliana Segre, che tiene un cartello stradale con la scritta ‘Stop Hate’; nella seconda, invece, il protagonista è sempre Salvini: il leader leghista in jeans, camicia verde e giubbotto, tiene in mano un cartello con una sardina, stavolta vera, e la scritta ‘Matteo Sardina’. “Liliana Segre ‘Stop Hate’ e Matteo Salvini in manifestazione con le Sardine. Milano Navigli. Pont de Fer” scrive Tvboy presentando le due opere sui social.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Bryan Ferry, a febbraio il nuovo album
‘Live at the Royal Albert Hall 1974’, tour in UK a marzo
07 dicembre 201914:23
– Bryan Ferry ha annunciato l’uscita del nuovo disco ‘Live at the Royal Albert Hall 1974’ e il nuovo tour negli UK a marzo. L’album contiene la registrazione del suo primo tour da solista e una performance unica disponibile per la prima volta al pubblico. Il disco uscirà il 7 febbraio per Bmg.
Originariamente scritto e composto dai Rolling Stones, “Sympathy For The Devil”, primo estratto dal disco, è stato interpretato da Bryan Ferry nel suo album solista di debutto “These Foolish Things” (1973) che ha riscosso un ampio successo di critica. Il disco diede il via ad una fiorente carriera solista e precedette l’album del 1974 “Another Time, Another Place”. La scaletta di “Live at the Royal Albert Hall 1974” comprende questi primi due album che Ferry non ha mai eseguito dal vivo e che erano distanti dalla musica che Ferry aveva suonato con i Roxy Music negli anni precedenti. L’elenco dei brani è composto da alcuni dei pezzi preferiti dai fan, tra cui “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, “The” In “Crowd”, “Smoke Gets in Your Eyes” e “I Love How You Love Me” e abbraccia le sue influenze degli anni ’30, ’40 e ’50, compresi i dischi che sono stati fondamentali durante i suoi anni formativi.
Il prossimo tour di Ferry inizierà da Glasgow il 3 marzo 2020 e culminerà con due date, l’11 e il 13, alla Royal Albert Hall di Londra.
Moda: sfilata in nome dell’Armonia per Jamal TaslaqStilista italo-palestinese stavolta sceglie la capitale
07 dicembre 201915:46
– “Armonia tra i popoli, l’armonia tra le culture, l’armonia della bellezza tra Oriente ed Occidente … tutto è armonia, anche la moda”. Con questo messaggio lo stilista italo-palestinese Jamal Taslaq, con atelier a Roma, ha scelto di presentare la sua nuova collezione di alta moda giocando in casa: la sfilata della sua nuova collezione Haute Couture 2020 intitolata Armonia si è svolta nella elegante residenza della capitale Le Jardin Potager.
Armonia è stata disegnata pensando a dettagli e particolari sartoriali che valorizzano e lambiscono la silhouette femminile, nei colori ispirati alla terra natia di Taslaq che veste da sempre le donne di tre continenti, Asia, America ed Europa. Tra le clienti famose di Taslaq, la regina Raina di Giordania, Patty Pravo, Sharon Stone e Ornella Muti. In passerella hanno sfilato 33 outfit, scanditi classicamente in tailleur da giorno, mise da cocktail e abiti da sera, realizzati in tessuti preziosi come chiffon, georgette, organza, cady di seta e mikado. La moda di Jamal Taslaq ha sfilato a Parigi e a Dubai e nel 2014 anche nella sede dell’Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.
Palestinese di Nablus, formato a Roma e cittadino italiano, Taslaq ama realizzare una moda che unisce il mondo orientale a quello occidentale.
Achille Lauro, 30 anni con concerto a Roma nel 2020Appuntamento il 31 ottobre a Palazzo dello Sport
07 dicembre 201916:07
– Achille Lauro festeggerà il suo trentesimo compleanno con un appuntamento speciale nella sua città: 30 anni di Roma, un concerto che si terrà il 31 ottobre 2020 nel Palazzo dello sport della capitale e sarà un viaggio nel tempo che vuole unire presente e passato in un’interpretazione nuova che guarda al futuro.
L’ultimo album di Achille Lauro è “1969” (Sony Music Italy).
È attualmente in radio il singolo “1990” (Sony Music), scritto da Achille Lauro, prodotto dallo stesso con Boss Doms e Gow Tribe, che parla di un amore ossessivo e possessivo. Il sound è ispirato a La Bouche, mentre la cover rimanda a una foto iconica di Britney Spears, segnando il primo capitolo di una nuova serie di brani che reinterpretano il decennio degli anni Novanta. È online il videoclip di “1990”, tra il pop rosa di Britney Spears e il punk fluo di The Prodigy. Il video è la fedele riproduzione degli stereotipi e delle icone degli anni Novanta tra foto di Michael Jackson e copertine di Playboy. La telecamera è puntata su Lauro che rimbalza tra la stanza piena di poster di un’adolescente di fine secolo, ad una sala giochi. Le immagini esaltano la sua anima punk e malinconica ma anche la malizia ammiccante della “donna bambina”. La direzione artistica del video è curata da Achille Lauro e Nicolò Cerioni, prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production, con la regia di Fabio Breccia.
Il figlio di Scarpelli, mio padre Furio non amava apparireNel centenario della nascita racconti inediti e una mostra
07 dicembre 201916:15
– FURIO SCARPELLI, AMORI NEL FRAGORE DELLA METROPOLI (SELLERIO, PP 159, EURO 13,00) Romanzi, racconti, disegni, acquarelli, bozzetti per i personaggi di film, ritratti. Furio Scarpelli che da solo, o in coppia con Age, ha firmato i migliori titoli della commedia all’italiana, non era semplicemente uno sceneggiatore. Era un artista che viaggiava su molte dimensioni come mostra ora anche la grande quantità di inediti che ci ha lasciato. Per il centenario della nascita, il 16 dicembre 1919 a Roma, esce ‘Amori nel fragore della metropoli’ (Sellerio), in cui il figlio Giacomo ha raccolto tre racconti mai usciti, ‘Ivano’, ‘Il tonno, la seppia e il maccarello’ e ‘Sonato’ e dal 16 dicembre saranno esposti alla Casa del cinema di Roma una scelta di riproduzioni delle opere grafiche di Scarpelli, morto a Roma nel 2010.
“Mio padre ha sempre detto che per fare bene il cinema bisogna portare al cinema cose che non gli appartengono perché è un’arte fatta di tutte le arti. E’ inferiore e superiore rispetto alle altre” racconta Giacomo Scarpelli, docente universitario di filosofia, che da quando aveva 12 anni ha lavorato con il padre. “Battevo a macchina i suoi copioni. Il cinema era di casa” dice Giacomo al suo arrivo alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, alla Nuvola di Roma.
“Mio padre odiava quelli che si riferivano soltanto al cinema. Sottolineava sempre che il testo che precede la sceneggiatura è più importante della sceneggiatura stessa” spiega Giacomo Scarpelli e tira fuori dalla tasca un foglio con un breve testo che ha trovato sulla scrivania del padre e che considera una sintesi del suo pensiero sul fare cinema: “Scrivere una buona storia senza pensare che esista il cinema, se ci riesci ecco che sei già un autore. Non ti resta che fare il passo successivo, diventare cineasta” dice il brano.
Tre le scrivanie ideali che Giacomo ha immaginato per il padre: la prima dedicata alle sceneggiature dai film di Totò a La grande guerra, L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, C’eravamo tanto amati, al Postino. La seconda piena di penne e pennini dedicata al disegno, la sua prima professione, cominciata a 13 anni quando morì tragicamente il padre, il giornalista e illustratore Filiberto, tra l’altro fondatore con Vamba del ‘Giornalino della Domenica’. “Ci lascia un patrimonio sommerso di disegni” racconta. E la terza scrivania è quella della narrativa che riserva tanti inediti, tra cui, annuncia Giacomo “un paio di romanzi. Uno verrà pubblicato da Sellerio nel 2020. Si chiama ‘Si ricorda di me Signor Tenente’, è ambientato tra le soglie del 2000 e gli anni della seconda guerra mondiale. Racconta di un pensionato che viene avvicinato da un ex commilitone che poi cercherà di truffarlo. L’altro è ‘Cuore di mafioso’ su cui ho lavorato anche io. E poi ci sono tanti racconti, più o meno cinquanta”. ‘Amori nel fragore della metropoli’ sono racconti omogenei, sentimentali, anche strazianti, ambientati nel caos della città eterna, con anime alla ricerca di un riscatto” dice figlio di Scarpelli.
“A proposito di scrivanie, abbiamo lavorato tanto insieme, eravamo allievi suoi con Paolo Virzì e Francesca Archibugi, Graziano Diana e qualche altro” ricorda Giacomo. Paolo Virzì parla di Furio come di un grande maestro che “ci lascia una straordinaria curiosità verso gli altri. Ci lascia il divertimento di indossare quel tipo di occhiali compassionevoli e spiritosi e sagaci nell’osservare la vita. Un’impronta profondamente umanistica nello sguardo verso i subalterni, dove va a cercare sofferenza sentimentale. Anche questo libro raccoglie questa particolare prerogativa di Furio, dare dignità agli ultimi. Era un maestro vero, ha sempre amato circondarsi di persone e condividere. Ha fatto tantissimo per gli altri e magari poco per se stesso. Ed è commovente e anche un po’ straziante che solo 9 anni e mezzo dopo la sua morte esca un libro di narrativa di suoi racconti. Si divertiva a indossare la modestia come abito. ‘Ho la vanità della modestia’ diceva.
Abbiamo scritto tanti film insieme di cui era il fulcro, ma al momento del rapporto con i media si defilava. Si sentiva parte di un gruppo piuttosto che esibire l’ego. E’ stata una grande lezione morale”.
Dare voce a chi non la ha era la sua vocazione anche secondo il figlio. “Rimane oggi come esempio di storie comiche, ma su una sostanza assolutamente drammatica e questo si è perso. Come dice Flaubert un autore deve dare l’impressione di non essere mai esistito, è tutto nelle proprie opere. E questo vale come epitaffio”.
Immigrato di Zalone divide web, Valsecchi ‘è satira’2 mln visualizzazioni in 48 ore per singolo del re degli incassi
07 dicembre 201916:16
– La giornata di un italiano alle prese con un “immigrato”, tra la “mano nera” che tenta di lavare il parabrezza e quegli spiccioli che rischiano via via di “prosciugare il fatturato”, passando per la “sorpresa” finale: “Al mio ritorno/ Ti ritrovo senza permesso nel soggiorno/ Ma mia moglie non è spaventata/ Anzi/ Sembra molto rilassata…”.
Checco Zalone ha scelto di lanciare in un modo tutto suo, irriverente e politicamente scorretto, il suo nuovo, attesissimo, film, Tolo Tolo, in uscita il primo gennaio: un singolo, intitolato appunto ‘Immigrato’, che mescolando echi di Celentano e Toto Cutugno tocca un nervo scoperto in una società in cui va montando – come ha appena certificato il Censis – una deriva verso l’odio, il razzismo e l’intolleranza nei confronti delle minoranze.
Il videoclip di Immigrato ha fatto immediatamente il giro del web, raccogliendo in 48 ore quasi 2 milioni di visualizzazioni e incassando commenti entusiastici ma anche critiche feroci al re degli incassi del cinema italiano. “Sono molto stupito di queste poche, per fortuna, reazioni al videoclip di Checco Zalone ‘Immigrato’, da noi prodotto”, commenta Pietro Valsecchi, patron della Taodue. “Per me – e credo di interpretare anche il pensiero di Luca – e quindi per noi, la diversità è sempre stata un valore a tutti i livelli: di pensiero, di origine sociale, di provenienza geografica. La satira vuole prendersi gioco di tutte le certezze, qualunque esse siano, e chi non la capisce, forse non vuole neanche provare a mettersi in discussione. E quando graffia, graffia. Vi aspetto tutti il primo gennaio in sala: evviva Tolo Tolo”, conclude.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Lionel Richie il premio Capri Person of the Year
A Ezio Bosso il Music Award al festival di fine anno
NAPOLI07 dicembre 201918:34
– Lionel Richie, leggenda della musica americana, attivista per i diritti umani e filantropo, è la ‘Capri Person of the Year 2019’, riconoscimento assegnato dalla 24/a edizione del Capri, Hollywood, the International film fest (26 dicembre-2 gennaio) che avrà come chairpersons la regista Francesca Archibugi e l’artista israeliana Noa. Il premio a Lionel Richie sarà consegnato domenica 15 dicembre a Roma in un gala benefico nell’Hotel de Russie, all’indomani del Concerto di Natale in Vaticano che lo vedrà protagonista insieme con star internazionali come Mireille Mathieu e Bonnie Tyler.
”Siamo onorati di premiare Lionel Richie, un grande artista e instancabile attivista sul fronte umanitario – dice Tony Renis portavoce del board dell’Istituto Capri nel mondo – basti ricordare che insieme con Michael Jackson è stato l’autore del celebre brano ‘We are the world ‘ prodotto da Quincy Jones, e fautore del progetto Usa for Africa che grazie al super gruppo di 46 artisti raccolse oltre 100 milioni di dollari per l’Etiopia. Quest’anno per la sezione musicale – sottolinea Tony Renis annunciando un nuovo riconoscimento – con grande affetto accoglieremo a Capri il maestro Enzo Bosso, artista di straordinaria sensibilità”.
Favino, io tra Buscetta, Craxi e MoroAgli Efa con Il traditore. Bellocchio lavora a Esterno notte
BERLINO07 dicembre 201917:42
– Pierfrancesco Favino e Marco Bellocchio a Berlino, a poche ore dalla premiazione degli Efa, gli ‘oscar’ europei, non sembrano troppo emozionati di essere in corsa con il film Il traditore – dedicato alla storia di Tommaso Buscetta – in ben quattro categorie (film, regia e sceneggiatura e miglior attore).
Quanto al personaggio di Bettino Craxi, al quale Favino ha dato il volto in Hammamet di Gianni Amelio, in sala dal 9 gennaio, dice l’attore: “Craxi e stato sicuramente un personaggio controverso, ma io non l’ho interpretato pensando a questo. Ho cercato solo di rappresentare quello che lui sentiva dentro. Il fatto di essere controverso è qualcosa che gli attribuivano gli altri e di cui lui era incosciente”. Per Favino ora c’è Padre Nostro di Claudio Noce, un film da lui prodotto e interpretato nei panni di un prefetto antiterrorismo negli anni di piombo. “Una storia vista da due ragazzini in cui riaffiora anche un mio ricordo del giorno dell’attentato a Moro. Ricordo – sottolinea Favino – che per noi fu un giorno di festa. Perché chiusero le scuole e le mamme ci portarono a casa per coccolarci. Noi ovviamente non capivamo nulla di quello che stava accadendo”.
La vicenda di Aldo Moro è centrale anche nella vita di Marco Bellocchio che sta appunto girando su questo fatto tragico della storia di Italia una serie tv, pluri-prodotta, dal titolo Esterno notte, una sorta di controcampo del suo film Buongiorno, notte.
A Santa Cecilia, Kissin in recital BeethovenIl pianista proporrà tre celebri Sonate e le Variazioni ‘Eroica’
07 dicembre 201917:44
– Due concerti a stretto giro di Evgeny Kissin, un’ occasione unica per il pubblico di Santa Cecilia. Il grande pianista russo, protagonista un mese fa con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale diretta da Antonio Pappano del Concerto n. 2 di Liszt, torna ad esibirsi sul palcoscenico dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma per la Stagione da Camera con un recital interamente dedicato a Beethoven. Lunedì 9 dicembre alle 20.30 Kissin proporrà la Sonata n. 8 op. 13 “Patetica”, la Sonata n. 21 op. 53 “Waldstein”, la Sonata n. 17 op. 31 detta “La tempesta” e le Variazioni “Eroica”, su temi dell’omonima Sinfonia. Il programma ripercorre quasi in maniera cronologica, e quindi anche stilistica, l’arco creativo dell’opera pianistica di Beethoven fino alle soglie dell’ultima fase. Considerato tra i maggiori interpreti della tastiera, Kissin affronta, quindi, una serie una serie di capolavori assoluti parte di quel “Nuovo Testamento” della musica, così come Hans von Bülow definì il ciclo delle 32 Sonate di Beethoven.
Charles Brandt, è vero il racconto in The IrishmanAlla fiera l’autore del libro che ha ispirato Scorsese
07 dicembre 201918:45
– CHARLES BRANDT, THE IRISHMAN (FAZI, PP 469, EURO 18) E’ “tutto vero” quello che viene raccontato in ‘The Irishman’, il libro che ha ispirato il nuovo film di Martin Scorsese, con un cast stellare con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci ed Harvey Keitel. A raccontarlo è l’autore del libro Charles Brandt, tra i più brillanti legali d’America, che è stato procuratore generale dello Stato del Delaware, spesso chiamato in causa per interrogare criminali particolarmente reticenti. Brandt, 77 anni, per cinque anni ha incontrato Frank Sheeran, spietato sicario della mafia, sulle cui testimonianze si basa la storia raccontata in ‘The Irishman’.
“Dico con certezza che tutto quello che viene raccontato nel libro è vero, perché so che Frank diceva la verità. Mi ha contattato dopo aver letto il mio libro ‘Il diritto di rimanere in silenzio’ che parla proprio di come la confessione sia un bisogno umano innato. Gli interrogatori li so fare, so capire quando uno dice la verità o quando uno mente ma soprattutto sono bravo a tirare fuori dalla gente quel peso che tutte le persone che hanno commesso un crimine si portano dentro” racconta Brandt, oggi alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ con il libro pubblicato in Italia da Fazi Editore nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini.
Nelle 472 pagine del libro Frank Sheeran, detto l’Irlandese, uno degli unici due non italiani nella lista dei venticinque personaggi di maggior spicco della criminalità organizzata americana stilata da Rudy Giuliani, confessa prima di morire i suoi crimini, tra cui quello di Jimmy Hoffa, leader sindacale, che fu visto l’ultima volta il 30 luglio 1975 e il cui corpo non fu mai ritrovato. Un racconto epico in cui c’è anche la storia di Sheeran e nell’ultima parte rivelazioni inedite sull’assassinio dei Kennedy e il coinvolgimento della mafia.
“Frank ha assistito a varie conversazioni di esponenti di altissimo livello della mafia tra cui Bufalino e Hoffa. Ci sono elementi incontrovertibili. Sappiamo che Carlos Marcelo, che era un boss della mafia di New Orleans e di Dallas, sicuramente ha giocato un ruolo. Sappiamo che Tony Provenzano, che è anche presente nel film, ha giocato un ruolo nell’assassinio. Molte di queste cose sono anche confermate da documenti dell’FBI, rilasciati nel ’93, che confermano questa lettura degli eventi” sottolinea Brandt, un po’ provato dal lungo viaggio, a Roma con la moglie che gli sta accanto amorevole durante l’intervista.
“C’è una frase rivelatrice: ‘Se siamo riusciti a uccidere il presidente possiamo uccidere anche il presidente del sindacato’ dice Bufalino a Frank quando Hoffa insiste nel volersi candidare alla presidenza del sindacato degli autisti, dopo l’invito del boss della mafia a non farlo” spiega Brandt. E dice anche dopo l’uscita del libro ha avuto “molte conferme che quello che viene raccontato è la verità. Nel 2006 a un firma copie che stavo facendo mi si è presentato un certo Bob Garridy , agente dell’FBI incaricato di seguire tutto il caso Hoffa, e mi ha detto che quello che avevo scritto era in linea con quanto scoperto dall’FBI. Anche per quello che riguarda il rapporto tra Frank e Hoffa. Come si vede bene nel libro e nel film tra loro c’era un rapporto quasi fraterno, tanto è vero che per Sheeran è stato devastante doversi prendere carico dell’omicidio di una persona a cui voleva bene”.
Del film di Scorsese, Brandt dice che “è un capolavoro assoluto. Io e mia moglie sapevamo come sarebbe andata a finire la storia, ma siamo rimasti inchiodati alla sedia. Non ci sono grosse differenze tra il libro e il film anche grazie al fatto che sono stato coinvolto fin dall’inizio nella sceneggiatura”.
Fin dalla primo interrogatorio con Frank, Brandt ha pensato che la sua storia era per Martin Scorsese. “Devo ammettere che fin dall’inizio, fin da quando stavo scrivendo il libro, dentro di me speravo che capitasse nelle mani di Scorsese perché sembrava fatto apposta per lui. Quando è uscito il libro mi hanno contattato diversi produttori di Hollywood ma mi sono sempre rifiutato di vendere i diritti. Potete immaginare la mia felicità quando nel giugno 2007 la mia casa editrice mi ha comunicato che era stata contattata per un film con Martin Scorsese. Ci sono la mafia e l’enorme senso di colpa di Sheeran” spiega Brandt.
Scala, ovazione per MattarellaApplauso lungo 4 minuti, poi tutti in piedi per l’Inno di Mameli
MILANO07 dicembre 201919:04
– Il pubblico della Prima della Scala, così come avvenne lo scorso anno, ha tributato una ovazione al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, al suo ingresso, con la figlia Laura, nel palco d’onore. Alla fine dell’applauso durato circa quattro minuti, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra diretta dal maestro Riccardo Chailly ha intonato l’inno di Mameli.
Sanremo Giovani, i 10 artisti che vanno in finaleIn rosa Avincola, Eugenio in via di Gioia, Jefeo, Reclame, Shari
7 dicembre 201919:10
Dopo il quarto e ultimo appuntamento di “Sanremo giovani a Italia sì”, il programma del sabato pomeriggio di Rai1 condotto da Marco Liorni, la griglia dei 10 finalisti che approderanno il 19 dicembre a Sanremo per l’appuntamento di Sanremo Giovani è completa.
Durante la quarta puntata di “Sanremo giovani a Italia sì”, sono stati infatti votati dalla Giuria demoscopica e dalla Commissione musicale presieduta dal direttore artistico Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Leonardo De Amicis, Massimo Martelli e Gian Marco Mazzi i secondi 5 finalisti che sono Avincola con Un rider, Eugenio in via di Gioia con Tsunami, Jefeo con Un due tre stella, Réclame con Il viaggio di ritorno, Shari con Stella. Nella seconda semifinale di “Sanremo Giovani a Italia sì”, sabato 23 novembre erano invece stati selezionati Fadi con Due noi, Fasma con Per sentirmi vivo, Leo Gassmann con Va bene così, Marco Sentieri con Billy Blu e Thomas con Ne 80.
I 10 finalisti si sfideranno poi la sera del 19 a Sanremo Giovani per conquistare 5 degli 8 posti disponibili per la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo 2020 (2 saranno invece assegnati agli artisti provenienti da Area Sanremo e 1 spetta di diritto alla vincitrice di Sanremo Young).
Il lungo percorso per arrivare a esibirsi prima al Teatro del Casino nella finale di Sanremo giovani e poi al Teatro Ariston nella categoria Nuove Proposte era iniziato ad ottobre dopo la prima selezione in cui sono stati ascoltati 842 brani, poi le audizioni dal vivo con 65 partecipanti e la scelta dei 20 semifinalisti per le quattro puntate di “Sanremo giovani a Italia sì”.
