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DI MERCOLEDì 30 GENNAIO 2019

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Guaidò, scendiamo in piazza oggi
‘Per chiedere la fine dell’usurpazione e libere elezioni’

CARACAS30 gennaio 2019 09:52

– Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ha convocato i suoi concittadini a partecipare oggi in una “giornata di appoggio all’Assemblea Nazionale” in tutto il paese. In una serie di messaggi su Twitter, Guaidò ha chiesto ai venezuelani che, dovunque si trovino oggi dalle 12 alle 14 (dalle 17 alle 19 in Italia) escano per la strada con cartelli che esigano “la fine dell’usurpazione”, cioè del governo di Nicolas Maduro, l’instaurazione di un “governo di transizione” ed “elezioni libere”.
May, esistono soluzioni oltre a backstopMa Corbyn replica, ‘nessuno ha capito quali siano’

LONDRA30 gennaio 201914:05

– Esiste “un numero di soluzioni alternative” al backstop per garantire il confine aperto post Brexit fra Irlanda e Irlanda del Nord, in parte già indicate “nella dichiarazione politica allegata” all’accordo di novembre.
Lo ha detto Theresa May nel Question Time ai Comuni, ribadendo di volerne discutere con i leader Ue, i quali “vogliono un deal”. May ha fatto poi riferimento genericamente a strumenti tecnologici. “Nessuno capisce quali queste soluzioni alternative siano” in concreto, ha replicato il laburista Jeremy Corbyn.
Polonia: Kaczynski denunciato per truffaGazeta Wyborcza ha pubblicato nastri con colloqui intercettati

VARSAVIA30 gennaio 201914:08

– Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito Pis, al governo in Polonia, è stato denunciato per truffa da un imprenditore austriaco, per il mancato pagamento di un’opera edilizia, commissionata da una società gestita dal politico stesso. Lo rende noto il quotidiano Gazeta Wyborcza, che ieri aveva pubblicato dei colloqui registrati di nascosto, che hanno messo in qualche imbarazzo il capo del Pis: “I nastri di Kaczynski”, sollevando polemiche. L’imprenditore è Gerald Birgfellner, e rivendica il pagamento di lavori eseguiti a suo dire su richiesta della società Srebrna, per avviare la costruzione a Varsavia di due grattacieli.
Maduro apre a elezioni politiche’Soluzione con il voto popolare’. Ma esclude le dimissioni

CARACAS30 gennaio 201914:19

– Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha respinto l’ultimatum lanciato dai paesi europei al suo governo, escludendo la possibilità delle sue dimissioni – e di elezioni presidenziali anticipate – proponendo invece che si convochino elezioni politiche anticipate come “soluzione attraverso il voto popolare”: lo ha detto in un’intervista a Sputnik. Dopo aver respinto la possibilità di nuove elezioni presidenziali, Maduro ha detto che però “sarebbe ottimo che ci fossero elezioni anticipate per il Parlamento venezuelano, che sarebbe un modo di garantire che ci sia un dibattito politico e una soluzione con il voto popolare”.
Dalle politiche del dicembre del 2015, l’opposizione controlla 109 seggi del Parlamento unicamerale, contro i 55 della coalizione chavista. Nel gennaio del 2016, però, il Tribunale Supremo di Giustizia ha dichiarato l’Assemblea in ribellione e ha dichiarato senza alcun valore le sue decisioni.
Venezuela: ok russo a gruppo mediazioneLavrov, appello all’opposizione per un dialogo con Maduro

MOSCA30 gennaio 201914:21

– La Russia è pronta a partecipare a una eventuale mediazione internazionale nella crisi venezuelana nei formati accettabili per le fazioni politiche del Paese sudamericano: lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, come riporta l’agenzia Interfax. La Russia esorta l’opposizione venezuelana a dialogare con il presidente Nicolas Maduro. “Accogliamo di buon grado – ha detto Lavrov – la volontà del presidente venezuelano di accettare” una mediazione internazionale. “Chiediamo all’opposizione – ha proseguito il capo della diplomazia russa – di mostrare un approccio egualmente costruttivo, ritirare gli ultimatum e agire indipendentemente sotto la guida degli interessi del popolo venezuelano”.
Savona, considerazione Italia aumentata’Conta di più perché ha maggioranza coesa che altri non hanno’

30 gennaio 201915:12

– “La mia sensazione è che la considerazione verso l’Italia sia aumentata, c’è stato un mutamento di clima”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona in un’audizione al Senato sulle prospettive di riforma dell’Ue.
“L’Italia – ha aggiunto – conta di più perché ha una forte omogeneità, una maggioranza che altri governi non possono vantare. La nostra sensazione è che la trattativa (sulla manovra, ndr) sia stata un riconoscimento, le richieste che abbiamo avanzato sono state accontentate per certi versi”.
Siria: a rischio aiuti a IdlibPer la fulminea avanzata di al Qaida

30 gennaio 201915:18

– BEIRUT

– La fulminea avanzata di al Qaida nella Siria nord-occidentale mette a rischio centinaia di migliaia di civili sostenuti da cure mediche e aiuti umanitari da organizzazioni internazionali, agenzie dell’Onu e locali finanziate da Paesi europei. Lo riferiscono fonti mediche e operatori umanitari siriani e stranieri presenti a Idlib, capoluogo della regione investita due settimane fa dall’offensiva qaidista.
Le fonti preferiscono rimanere anonime per timore di ritorsione da parte dei miliziani dell’ala locale di al Qaida.
Usa travolti da ondata di gelo storicaStato emergenza nel Midwest, forti nevicate e temperature a -40

WASHINGTON30 gennaio 201915:22

– Un vortice polare si è abbattuto su parte degli Stati Uniti con una ondata di gelo che secondo i meteorologi non si registrava da una generazione. Una emergenza che interessa 90 milioni di americani e che finora ha causato almeno cinque morti, la cancellazione di oltre 2000 voli e di decine di collegamenti ferroviari, nonché la chiusura di centinaia di scuole ed edifici pubblici. Le aree più colpite sono quelle del Midwest, dove il Wisconsin, il Michigan e l’Illinois hanno dichiarato lo stato di emergenza per le abbondanti nevicate e temperature che possono arrivare a -40, con venti gelidi che fanno percepire ancora più freddo. Le autorità hanno invitato a non uscire se non per necessita’, anche per il rischio di congelamenti nel giro di 10 minuti. La città simbolo dell’emergenza e’ Chicago, dove i residenti sono stati avvisati che li aspetta un periodo di freddo pericoloso nonostante siano abituati ad inverni rigidi. Ma l’allarme riguarda anche il nordest e persino alcuni stati del sud

Nobel Pace: 520.000 firme per LulaAppello di Adolfo Perez Esquivel, Nobel pace argentino nel 1980

BUENOS AIRES30 gennaio 201915:24

– Quando mancano tre giorni alla scadenza della presentazione delle candidature per il Premio Nobel per la Pace 2019, oltre 520.000 persone hanno firmato l’appello di Adolfo Perez Esquivel per chiedere che il riconoscimento sia attribuito quest’anno all’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.
Lanciato attraverso la piattaforma exchange.org, l’appello del Nobel per la Pace argentino (1980) sostiene che “Lula merita questo riconoscimento per il lavoro svolto durante il suo governo contro la povertà e la disuguaglianza in Brasile, garantendo la pace e la dignità umana”.
Fra i primi firmatari dell’iniziativa vi sono personalità quali Jean Ziegler, Eric Fassin, Angela Davis, Danny Glover e Noam Chomsky.
L’ex capo dello Stato brasiliano è in un carcere di Curitiba dall’8 aprile 2018 per una condanna a 12 anni per corruzione, che lui respinge, e che attende il risultato di un appello dei suoi difensori presso la Corte suprema.
Messico: esplosione oleodotto, 119 mortiScoperto tunnel ladri carburante di collegamento a condutture

CITTA’ DEL MESSICO30 gennaio 201915:26

– Le autorità messicane hanno scoperto un tunnel sotto un edificio industriale a Città del Messico che i ladri di carburante hanno scavato per rubare diesel e benzina dagli oleodotti. Questo sistema illegale è rischioso e spesso provoca fuoriuscite di carburante e incendi, come accaduto il 18 gennaio nello stato di Hidalgo, a nord di Città del Messico, dove il bilancio dell’esplosione è salito a 119 vittime. Il 60% dei feriti non è sopravvissuto.
Il Messico scopre ogni anno migliaia di collegamenti illegali a oleodotti, ma raramente vengono trovati collegati a tunnel e raramente si trovano in aree così densamente popolate.
Il tunnel scoperto è lungo diversi metri e profondo, ed è rinforzato da una struttura in legno per evitare il collasso. Il tunnel dà accesso a quattro oleodotti che portano il combustibile in un vicino deposito di petrolio. A tutte le condutture erano stati praticati collegamenti illegali per rubare il carburante.
Venezuela: Pence vede inviati di GuaidòInvio assistenza umanitaria al centro della riunione

CARACAS30 gennaio 201915:28

– Il vicepresidente americano, Mike Pence, ha incontrato a Washington i rappresentanti di Juan Guaidò, il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ai quali ha assicurato l’appoggio del governo Usa per “restaurare la democrazia” nel paese sudamericano “attraverso libere elezioni”. Lo ha reso noto lo stesso Pence su Twitter.
La delegazione venezuelana era composta da Carlos Vecchio, nominato incaricato d’affari venezuelano in Usa dal Parlamento, dopo che Nicolas Maduro ha rotto le relazioni diplomatiche bilaterali; Julio Borges, nominato ambasciatore presso il Gruppo di Lima, e David Smolanski, deputato oppositore in esilio.
Vecchio ha indicato ai media che il tema principale dell’ incontro con Pence è stato l’invio di assistenza umanitaria in Venezuela, dopo che ieri il Dipartimento di Stato ha certificato che Guaidò avrà il controllo degli asset e le risorse dello Stato venezuelano negli Usa, bloccati dal governo di Donald Trump.
Amnesty, no turismo insediamenti IsraeleMinistro israeliano: ‘Amnesty ipocrita’, campagna antisemita

30 gennaio 201915:35

– “I giganti delle prenotazioni online Airbnb, Booking.com, Expedia e TripAdvisor contribuiscono alle violazioni dei diritti umani dei palestinesi pubblicando centinaia di stanze e di attività in insediamenti di israeliani nelle terre palestinesi occupate, Gerusalemme est inclusa”: lo sostiene Amnesty International che afferma che con queste attività essi di fatto sostengono gli insediamenti.
“L’insediamento di israeliani nei territori palestinesi occupati viola il diritto internazionale e rappresenta un crimine di guerra. Ciò nonostante quelle compagnie continuano ad operare negli insediamenti e a trarre profitto da una situazione illegale”. Immediata la replica del ministro israeliano agli affari strategici Gilad Erdan secondo cui Amnesty è “ipocrita” quando pretende di parlare nel nome dei diritti umani mentre a suo parere sostiene una campagna antisemita e di delegittimazione contro Israele. Se essa proseguirà egli potrebbe negare l’ingresso in Israele di membri non-israeliani di Amnesty.
Maduro, sconfiggeremo i traditori’L’imperialismo Usa non potrà mai sconfiggerci!’

CARACAS30 gennaio 201915:36

– Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha denunciato oggi che militari “traditori e mercenari” stanno cospirando dalla Colombia per dividere le Forze Armate del suo paese, ma anche così “l’imperialismo americano non potrà sconfiggerci, né ora né mai”.
Maduro ha presieduto oggi il lancio delle manovre militari – che si svolgeranno dal 10 al 15 febbraio – da Forte Tiuna, a Caracas, in una manifestazione pubblica ritrasmessa dai media ufficiali per confermare l’appoggio dei militari al suo governo, isolato internazionalmente dai paesi che riconoscono invece Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea Nazionale, come legittimo capo dello Stato.
Gibuti, 28 morti in sciagura in mareRecuperati 23 corpi. Ricerche continuano

30 gennaio 201915:38

– E’ salito a 28 morti il bilancio della sciagura in mare che ha colpito ieri due barconi con 130 migranti a bordo al largo delle coste di Gibuti: lo ha reso noto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), secondo quanto riportato da Al Jazeera.
“Ventitre corpi sono stati recuperati questa mattina e la guardia costiera continua le ricerche”, ha detto Lalini Veerassamy, a capo della missione dell’Oim in Gibuti. Cinque cadaveri erano stati recuperati ieri.
Brexit: misure di tutela Ue se ‘no deal’Su Erasmus, pensioni e pagamento fondi dal bilancio 2019

BRUXELLES30 gennaio 201915:40

– Avanzano le misure Ue d’emergenza pronte a scattare in caso di una Brexit senza accordo, con l’obiettivo di tutelare il più possibile i cittadini. Commissione e Consiglio Ue hanno adottato tre nuove misure che tutelano gli studenti Erasmus, le pensioni dei cittadini che hanno lavorato in Gran Bretagna e i pagamenti per i programmi Ue dal bilancio 2019. I ragazzi Ue che al 29 marzo studiano in Gran Bretagna (circa 14mila) e i ragazzi britannici che studiano in Ue (circa 7mila) vedranno garantiti la loro borsa Erasmus sino al completamento del periodo all’estero previsto. Gli europei che fino al 29 marzo hanno compiuto un periodo di lavoro in Gran Bretagna se lo vedranno riconosciuto per il calcolo della pensione. Inoltre i 27 si impegnano a pagare i fondi Ue per tutto il 2019 a istituzioni, imprese, ricercatori e cittadini britannici per i progetti già avviati entro il 29 marzo se la Gran Bretagna pagherà il suo contributo per il 2019 al bilancio Ue.
Scossa di magnitudo 5.6 in CilePer ora non si hanno notizie di vittime o danni

30 gennaio 201915:44

– Una scossa di terremoto di magnitudo 5.6 è stata registrata oggi in Cile, a 63 km a sudovest da Taltal, una cittadina oltre mille km a nord di Santiago: l’ipocentro del sisma è stato rilevato a 38,6 km di profondità.
Per il momento non si hanno notizie di vittime o danni. lo rende noto l’Istituto geofisico americano (Usgs).

Dazi: alla Casa Bianca colloqui Usa-CinaDomani vicepremier cinese incontra Trump

SHINGTON30 gennaio 201915:46

– Gli Usa e la Cina hanno ripreso oggi i loro negoziati commerciali alla Casa Bianca per trovare un accordo entro un mese, sullo sfondo dell’escalation sul caso Huawei. La delegazione cinese e’ guidata dal vice premier Liu He, che incontrera’ Donald Trump domani alla fine dei colloqui. La delegazione americana e’ invece capitanata dal rappresentante per il commercio Usa Robert Lighthizer.
Detriti aereo calciatore scomparsoPezzi sedile ritrovati su spiaggia del nord della Francia

PARIGI30 gennaio 201915:47

– Probabile ritrovamento su una spiaggia francese di alcuni detriti dell’aereo da turismo su cui viaggiava Emiliano Sala, l’attaccante del Nantes scomparso la settimana scorsa mentre era in volo sulla tratta Nantes-Cardiff.
“Lunedi’ 28 gennaio, al mattino, il Bureau d’Enquêtes et Analyses (BEA) (dell’aviazione civile francese, ndr.) ci ha informati che una parte del cuscino del sedile è stato ritrovato su una spiaggia di Surtainville, nel dipartimento della Manica, nella penisola di Cotentin”, si legge in una nota diffusa dall’Aaib, l’organismo che ha condotto le ricerche la settimana scorsa. Un secondo cuscino è stato ritrovato poco piu’ tardi nella stessa zona. Secondo le ricostruzioni, è probabile che quei pezzi provengano dal Piper da turismo scomparso dai radar il 21 gennaio scorso.-

Legge ‘anticasseur’ divide Francia
Approvazione sarà lunga, divisioni anche nella maggioranza

PARIGI30 gennaio 201915:49

– Rispetto dell’ordine pubblico o provvedimento liberticida: la proposta di legge anti-casseur del governo, dopo 3 mesi di rivolta e violenze durante le manifestazioni dei gilet gialli, divide non soltanto il Parlamento ma anche la maggioranza di governo de La Republique en Marche. Particolarmente controversi gli articoli che limitano – con provvedimento amministrativo simile al ‘Daspo’ per gli stadi – la possibilità per determinate persone di partecipare alle manifestazioni e quella di obbligo di perquisizione per accedere a determinate zone della città. L’esame in Assemblea Nazionale è cominciato ieri, con la dichiarazione del governo di voler instaurare il principio della “tolleranza zero contro le violenze”, mentre la sinistra ha ribattuto denunciando la “deriva autoritaria” e la destra che ha giudicato insufficienti le misure previste. Il ministro dell’Interno ha negato che si tratti di una legge “anti-gilet gialli”, piuttosto vuole “fermare i violenti” che obbediscono “soltanto alla voglia di caos”.

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DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018

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Statua a prima afro-americana Congresso
Pioniera Shirley Chisholm eletta in 1968. Era di Brooklyn

Brexit: May apre a deputati su backstopVoci di ipotetici rinvii sui giornali ma la premier va avanti

Proteste contro candidatura MoralesCritiche anche da chiesa, governo difende sentenza a suo favore

‘Piccolo Messi’ minacciato da talebaniUomini armati in casa:’Dacci i soldi che ti ha dato il campione’

Scontri a Atene in ricordo GrigoropoulosFreddato da un poliziotto dopo un banale diverbio. Aveva 15 anni

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New York dedicherà una statua a Shirley Chisholm, la prima afro-americana eletta al Congresso degli Stati Uniti. La Chisholm, originaria di Brooklyn, e una democratica, fu eletta nel 1968 e nel 1972 fu anche la prima candidata di colore a cercare una nomination per la candidatura alla presidenza. Il monumento sarà eretto a Prospect Park a Brooklyn. La decisione di scegliere la deputata afro-americana morta nel 2005 e’ stata presa dopo aver esaminato circa 2000 candidature nell’ambito di una iniziativa che ha lo scopo di onorare la storia delle donne di New York.
Secondo quanto riferisce Cnn, a New York ci sono solo quattro statue di donne. A Central Park, il parco urbano più visitato degli Stati Uniti, ci sono 132 statue, sono una raffigura una donna.
– LONDRA

– Theresa May apre a un possibile “ruolo” del parlamento britannico sull’ipotetica attivazione futura del backstop – il meccanismo imposto dall’Ue a garanzia del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord – per cercare di racimolare consensi fra i deputati in vista del voto di ratifica dell’11 dicembre sull’accordo sulla Brexit.
In un filo diretto radiofonico Bbc, la premier Tory allontana le voci di stampa di possibili proroghe dell’iter della Brexit, affermando che “il dibattito è iniziato” (oggi prosegue in aula sugli aspetti economici dell’intesa, con gli interventi dei ministri Philip Hammond e Liam Fox) e durerà “5 sedute”. Mentre dice di “comprendere le preoccupazioni dei colleghi sul backstop” e di voler “dare loro un ruolo” di controllo. May nega peraltro nuovamente l’orizzonte di un referendum bis. E glissa sulle indiscrezioni secondo cui alcuni dei suoi stessi ministri auspicherebbero un rinvio del voto dell’11 nel timore d’una sconfitta di proporzioni insostenibili per il governo.
– LA PAZ

– Uno sciopero nazionale di 24 ore organizzato dall’opposizione boliviana è in corso oggi in Bolivia in segno di protesta per la legittimazione da parte della Corte costituzionale boliviana del binomio formato dall’attuale presidente Evo Morales e dal suo vice, Alvaro García Linera, per le elezioni presidenziali del 2019.
Vari movimenti oppositori insistono nel denunciare che la ricandidatura di Morales “è illegittima”, perché respinta dal referendum costituzionale svoltosi in Bolivia il 21 febbraio 2016.
A sostegno di questa posizione, critica anche con la decisione del Tribunale supremo elettorale (Tse) di accettare la candidatura di Morales e Linera per le primarie di gennaio, si è schierata la chiesa cattolica. In un comunicato la Conferenza episcopale (Ceb) ha sottolineato che “con questa decisione il Tse non ha agito come potere autonomo, suscitando dubbi sulle basi della democrazia e aprendo un futuro incerto per i boliviani”.
Non c’è tregua per il ‘piccolo Messi’, il bambino afghano diventato una star di internet due anni fa per una foto che lo ritraeva con la maglietta del suo idolo ricavata da una maglietta di plastica. La sua famiglia ha raccontato alla Bbc di aver ricevuto nuove minacce dai talebani e di aver dovuto lasciare il loro villaggio nella provincia sudorientale di Ghazni per fuggire a Kabul.
“Uomini armati sono venuti e ci hanno detto: ‘Siete diventati ricchi, dateci i soldi che vi ha dato Messi o prenderemo tuo figlio”, ha raccontato la madre Shafiqa. Murtaza Ahmadi, oggi sette anni, aveva commosso il mondo e pochi mesi dopo era riuscito a realizzare il suo sogno di incontrare Lionel Messi in Qatar. Il campione argentino tramite l’Unicef gli aveva anche inviato un completo del Barcellona e una sua maglia della nazionale Albiceleste autografata. Nella fretta di fuggire, ha detto la madre, non sono riusciti a prendere nessun oggetto personale, compresa la celebre maglia della Pulce.
– ATENE

– A 10 anni di distanza dalla morte dell’adolescente Alexandros Grigoropoulos, ucciso da un poliziotto il 6 dicembre del 2008, circa 1700 persone sono scese in piazza ad Atene per ricordarlo. Ma in serata un altro corteo – nel distretto di Exarchia, dove fu ucciso il quindicenne – è degenerato in violenza. I manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie e scagliato sassi contro la polizia antisommossa greca che ha risposto con il lancio di lacrimogeni e ha fatto ricorso a cannoni ad acqua.
La polizia ha riferito che sono stati effettuati 35 arresti e tre persone risultano ferite, due di queste sono poliziotti.
Grigoropoulos fu ucciso dopo un banale diverbio, il colpevole è in carcere con una condanna all’ergastolo in primo grado, ma il processo d’appello è in corso. Quella morte, a cui seguirono due settimane di violenze in tutta la Grecia, è diventata per il Paese il simbolo di uno Stato cattivo e di una crisi economica che solo ora si sta allentando.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 23:21 DI MARTEDì 04 DICEMBRE 2018

ALLE 02:12 DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

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May: questo accordo, no deal o no Brexit
‘Ue non ci darà un’intesa migliore’

Brexit: Corbyn, accordo ci impoverirà’E’ un pasticcio, il governo ha perso tempo in liti interne’

Esperto russo, senza Inf missili a CubaGen.Ivashov,o ‘Mosca dovrebbe trattare con Europa difesa comune’

Nato, sta a Russia decidere destino Inf’Noi per relazioni costruttive se le sue azioni lo consentono’

Coniugi Trump fanno visita ai BushStrette di mano e baci, atmosfera calorosa dopo gelo elettorale

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LONDRA

– La scelta è “fra questo accordo, un no deal o nessuna Brexit affatto”. E’ l’ultimatum rivolto ieri sera dalla premier Theresa May alla Camera dei Comuni al via del dibattito sull’intesa da lei raggiunta con Bruxelles. Per la premier conservatrice, apparsa imperturbabile nel suo intervento di fronte alle numerose interruzioni dell’aula, tutte le alternative ipotizzabili sono destinate a portare “divisione e maggiore incertezza” nel Regno Unito. Mentre l’Ue non offrirà in nessun caso “un accordo migliore”.
– LONDRA

– L’accordo sulla Brexit di Theresa May renderà il Regno Unito “più povero”. Lo ha detto il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, preannunciando il no ufficiale del suo partito alla ratifica dell’11 dicembre. Corbyn ha bollato l’intesa come “un pasticcio” e ha accusato il governo Tory di aver impiegato più tempo a dirimere le sue liti interne che a negoziare. Ha poi ribadito che “il no deal non è una opzione” e che se l’accordo sarà bocciato, “il governo si dovrà dimettere” e lasciare che si svolgano “elezioni” anticipate.
– Se il trattato sui missili nucleari a medio raggio (Inf) dovesse venir meno, la Russia potrebbe dispiegare missili a medio raggio a Cuba o in qualche altro Paese dell’America Latina: a sostenerlo, rievocando fantasmi da Guerra Fredda, è un esperto militare russo intervistato dall’agenzia russa Interfax. “E’ necessario puntare verso il territorio americano non solo con missili intercontinentali, ma anche con missili a raggio intermedio, in primo luogo missili da crociera – afferma l’ex capo del principale dipartimento per la cooperazione militare internazionale del ministero della Difesa di Mosca, il generale Leonid Ivashov .- Per quanto riguarda la loro collocazione, sarebbe necessario esplorare se questa possa essere a Cuba o in un altro Paese latinoamericano”. Ma se il trattato Inf venisse meno – ha aggiunto Ivashov -, Mosca potrebbe anche fare un passo avanti e concludere un nuovo accordo con i Paesi europei “e creare un sistema di sicurezza europeo comune”.
– L’Alleanza atlantica “continua ad aspirare ad una relazione costruttiva con la Russia, qualora le sue azioni la rendano possibile”: è quanto si legge al termine di un lungo comunicato pubblicato sul sito della Nato dopo il vertice di Bruxelles, durante il quale il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha denunciato violazioni da parte russa paventando il ritiro degli usa dagli accordi.
“Come appena confermato al summit di Bruxelles – si afferma nella nota – noi restiamo aperti al dialogo con la Russia, anche nel Consiglio Nato-Russia”. “Richiamiamo la Russia a tornare con urgenza ad una piena e verificabile osservanza. Sta ora alla Russia conservare il trattato Inf”, conclude la nota.
– WASHINGTON

– Donald Trump e Melania hanno fatto una breve visita nella Blair House, un edificio governativo di fronte alla Casa Bianca, a George W. Bush e a sua moglie Laura, dopo la morte di H.W. Bush, il 41/o presidente degli Stati Uniti, la cui salma si trova da ieri a Capitol Hill per la camera ardente. Trump e Bush, che durante la campagna elettorale si sono criticati a vicenda, si sono stretti la mano sorridendo cordialmente. Poi Laura Bush ha baciato la first lady, che a sua volta ha baciato l’ex presidente. Il tycoon ha messo la sua mano sulla schiena di Bush con gesto amichevole. L’atmosfera fra i quattro è sembrata calorosa.      [print-me title=”STAMPA”]