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Ultimo aggiornamento 17 Novembre, 2018, 04:12:09 di Maurizio Barra

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DALLE 21:57 DI VENERDì 16 NOVEMBRE 2018

ALLE 04:12 DI SABATO 17 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Khashoggi, per la Cia il mandante è Bin Salman
Lo scrive il Washington post citando fonti vicine al dossier

WASHINGTON 16 Novembre 2018 21:57

Khashoggi, amb.saudita nega telefonataMai detto di andare in Turchia, ultimo contatto sms un anno fa’

WASHINGTON17 novembre 201802:51

Yemen verso colloqui di pace in SveziaAccordo tra governo riconosciuto e ribelli Houthi

NEW YORK17 novembre 2018 04:12

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WASHINGTON

– La Cia ha concluso che sia stato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a ordinare l’assassinio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, contraddicendo le conclusioni del governo di Riad secondo cui Bin Salman non è coinvolto nell’omicidio. Lo scrive il Washington Post citando fonti a conoscenza del dossier. La valutazione dell’agenzia di intelligence, nella quale i dirigenti affermano di avere un alto grado di fiducia, è la più definitiva per ora tra quelle che legano il principe Bin Salman al delitto e complica gli sforzi dell’amministrazione Trump di salvare le relazioni con il suo stretto alleato in Medio Oriente. Nel raggiungere le sue conclusioni, la Cia ha esaminato molteplici fonti di intelligence, compresa una telefonata che il fratello del principe, Khalid bin Salman, ambasciatore di Riad negli Stati Uniti, fece a Khashoggi, dicendogli che doveva andare al consolato saudita di Istanbul per recuperare i documenti a assicurandolo che non avrebbe corso pericolo.
– WASHINGTON

– L’ambasciatore saudita in Usa, Khalid bin Salman, fratello del principe ereditario Mohammed bin Salman, ha twittato in risposta alle rivelazioni del Washington Post che “l’ultimo contatto avuto con Khashoggi fu via testo il 26 ottobre 2017”. “Non ho mai parlato con lui al telefono e certamente non ho mai suggerito di andare in Turchia per nessuna ragione”, aggiunge, chiedendo al governo Usa di diffondere ogni informazioni riguardante questa affermazione.
– NEW YORK

– L’inviato dell’ Onu nello Yemen, Martin Griffiths, ha annunciato che il governo dello Yemen e i ribelli sciiti Houthi hanno raggiunto un accordo per avviare colloqui di pace in Svezia, finalizzati a porre fine alla guerra in atto da tre anni che ha gettato il più povero tra i Paesi arabi in un disastro umanitario. Griffiths ha detto al Consiglio di sicurezza che conta di portare le parti al tavolo “presto” e che questo è “un momento cruciale per lo Yemen”. Il popolo yemenita – ha aggiunto – “vuole disperatamente una soluzione politica ad una guerra di cui è la principale vittima”. Secondo l’inviato il governo dello Yemen e gli Houthi stanno per concludere un accordo per lo scambio di prigionieri e detenuti. Una coalizione a guida saudita alleata con il governo combatte contro gli Houthi dal 2015 e nel conflitto sono morte oltre 10 mila persone.   [print-me title=”STAMPA”]

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