Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2018, 18:56:26 di Maurizio Barra
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DI VENERDì 21 DICEMBRE 2018
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Lo spread apre stabile a 252 punti
| 21 dicembre 2018,09:01
Lo spread tra Btp e Bund apre stabile a 252 punti base. Il rendimento del decennale è al 2,74%.
Borse europee deboli in partenza, Milano -0,76%| 21 dicembre 2018,09:10
Avvio debole per le Borse europee, dopo il crollo di Wall Street e il forte calo di Tokyo. I mercati non hanno gradito le conclusioni dell’ultimo vertice della Fed e temono un rallentamento dell’economia globale. Londra sale dello 0,03% a 6.714 punti. A Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,76% a 18.434 punti. Francoforte cede lo 0,59% a 10.551 punti e Parigi lo 0,42% a 4.672 punti.
Istat: a dicembre cala la fiducia di consumatori e imprese| 21 dicembre 2018,10:10
A dicembre si stima una flessione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una dinamica negativa, peraltro in atto già dallo scorso luglio, passando da 101,0 a 99,8. Lo rileva l’Istat.
A dicembre, commenta l’Istat, si rileva un peggioramento generalizzato del clima di fiducia. In particolare, per quanto riguarda le imprese, l’indice destagionalizzato torna sui livelli di due anni fa. Nella manifattura, la flessione del clima di fiducia riflette un deterioramento ulteriore dei giudizi sulla domanda a fronte di aspettative in lieve crescita e, dal punto di vista settoriale, il calo nel comparto dei beni intermedi. Peggioramenti si rilevano anche nei servizi e nelle costruzioni. Con riferimento ai consumatori, si segnala il peggioramento, per il terzo mese consecutivo, delle valutazioni sulla situazione economica del paese amplificato, come impatto negativo sull’indice, da un deterioramento dei giudizi sul quadro personale.
Amazon Alexa ha inviato 1.700 registrazioni private alla persona sbagliataLe registrazioni consentivano di risalire facilmente all’identità del proprietario e contenevano la sua voce mentre era sotto la doccia, il nome del partner, l’indirizzo di residenza| 21 dicembre 2018,16:41
Amazon ha inviato per sbaglio 1.700 registrazioni effettuate da Alexa alla persona sbagliata. È successo in Germania, come riporta il magazine tedesco Heise. Un doppio guaio, perché le informazioni riservate sono finite nelle mani di uno sconosciuto, ma anche perché le registrazioni confermano quanto sia pervasiva l’intelligenza artificiale di Amazon tramite i dispositivi casalinghi.
Le 1700 registrazioni, infatti, consentivano di risalire facilmente all’identità del proprietario e contenevano – tra le altre cose – la sua voce mentre era sotto la doccia (probabilmente mentre ascoltava musica tramite l’assistente digitale), il nome del partner, l’indirizzo di residenza. Gli utenti possono scaricare in qualsiasi momento i propri dati colti da Alexa. Peccato che un uomo tedesco, dopo la richiesta, si e’ visto recapitare registrazioni di qualcun altro. Anziché spiare o (peggio) ricattare, ha scritto alla rivista tedesca, che è poi riuscita a rintracciare il proprietario delle registrazioni.
Amazon, scrive il giornale tedesco, non si sarebbe curato troppo della questione. Fino a quando non ha saputo che, di li’ a poco, la vicenda sarebbe diventata pubblica. Solo a questo punto avrebbe regalato agli utenti coinvolti nuovi Echo e servizi gratuiti. Il gruppo ha confermato l’incidente a Business Insider, parlando di “sfortunato errore umano” e di “caso isolato”.
Whatsapp lavora ad una criptovaluta per scambiarsi denaro con l’appSi tratta di un’idea ancora ai primi passi, ma la moneta virtuale avrebbe almeno due caratteristiche: ancorata al dollaro, e rivolta soprattutto ai Paesi in via di sviluppo
Facebook sta lavorando a una propria cryptovaluta. Obiettivo: permettere agli utenti di Whatsapp di scambiarsi denaro all’interno dell’app. Si tratta di un’idea ancora ai primi passi, ma – secondo una fonte anonima di Bloomberg – la moneta virtuale avrebbe almeno due caratteristiche: dovrebbe essere ancorata al dollaro, per limitare la volatilità; e sarebbe rivolta soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, India in testa.
Da tempo si parla di un possibile ingresso di Facebook nel crypto-mondo. Almeno da quando, nel 2014, Mark Zuckerberg scelse il presidente di PayPal David Marcus per guidare Messenger. A maggio, Marcus è passato alla direzione del team interno dedicato alla blockchain, che sta crescendo e conta circa 40 unità. Nei giorni scorsi, Facebook ha pubblicato diversi annunci di lavoro per cercare specialisti in blockchain. Tutte mosse che hanno rilanciato le indiscrezioni su una moneta virtuale made in Facebook. “Come molte altre società – ha commentato un portavoce di Menlo Park – stiamo esplorando i modi in cui sfruttare le potenzialita’ della blockchain”.
Ci sono però molte questioni da risolvere. Prima di tutto è da verificare la tenuta di una “stablecoin”, cioé di una criptovaluta ancorata a un bene o a una moneta tradizionale per renderla più stabile. Il caso più famoso di stablecoin è Tether: ha un rapporto di parita’ con il dollaro, ma è tutt’altro che trasparente. Non si sa a quanto ammontano le sue riserve in dollari e Tether è stato spesso chiamato in causa perché c’è il sospetto che sia stato usato da alcune grandi piattaforme di scambio per condizionare il prezzo di bitcoin.Whatsapp non sarebbe la prima app di messaggistica a sondare le criptovalute. Telegram ha avviato un’Ico per raccogliere risorse e diffondere nel proprio ecosistema un “gettone digitale” da scambiare per acquistare servizi sull’app. Ha provato a fare una cosa simile un’app meno nota, Kik.
Manovra, le ultime modifiche
Dalla revisione degli oneri del reddito di cittadinanza e quota 100, alla ‘stretta’ fiscale sui big del web e sul gioco online, al contributo in arrivo dalle pensioni d’oro e dallo stop all’aliquota ridotta Ires per la Chiesa. Sono queste alcune delle principali che il governo è pronto a introdurre nella manovra, per centrare i nuovi saldi concordati con Bruxelles che portano il deficit dal 2,4% al 2% circa, realizzando risparmi per 10,25 miliardi nel prossimo anno. Queste le correzioni previste dal governo.
REDDITO E QUOTA 100 – Le risorse destinate al reddito di cittadinanza subiranno una decurtazione di 1,9 miliardi. La misura partirà il primo aprile, consentendo di ridurre dunque i costi per il 2019. Maggiore il taglio per l’anticipo pensione con lo schema quota 100 pari a 2,7 miliardi. L’intervento partirà ad aprile per il settore privato, ad ottobre per il pubblico.
PENSIONI – La rivalutazione delle pensioni legata all’inflazione subirà un ”raffreddamento” che alleggerirà le tasche dei pensionati di 2,2 miliardi nei prossimi tre anni. In particolare il prossimo anno il risparmio per l’erario ammonta a 253 milioni, a cui si aggiungono 745 nel 2020 e 1,23 miliardi nel 2021. Gli assegni fino a 1.521 euro le pensioni saranno rivalutate al 100%, quelli fino a 2.535 euro del 90% e quelli superiori del 75%.PENSIONI D’ORO – Il contributo sulle pensioni d’oro sarà del 15% per i redditi tra 100.000 e 130.000 euro e andrà a salire fino ad arrivare al 40% per quelli superiori a 500.000 euro. Le fasce sono complessivamente 5 e, oltre alla minima e la massima, è previsto un prelievo del 25% per i redditi tra 130.001 e 200.000 euro; del 30% per i redditi tra 200.001 e 350.000 euro; del 35% per i redditi tra 350.001 e 500.000 euro. Dal taglio delle pensioni d’oro è previsto un mini-gettito pari a 76 milioni il prossimo anno, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021. Il totale è pari a 236 milioni nel triennio.DISMISSIONI IMMOBILI – La dismissione degli immobili consentirà allo Stato di incassare 950 milioni il prossimo anno, più altri 150 milioni l’anno nel biennio 2020-2021. Il piano verrà messo a punto entro il 30 aprile.STRETTA SUI GIOCHI – Aumenta il prelievo nel settore dei giochi attraverso un rialzo dell’1,5% del Preu applicabile agli apparecchi da divertimento e intrattenimento e la riduzione delle percentuali minime di pay-out; inoltre, si introduce dal primo gennaio 2019 l’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse. Queste misure porteranno all’erario 450 milioni l’anno.IRAP E IRES – Azzeramento del credito d’imposta per i beni strumentali nuovi; abrogazione del credito d’imposta Irap; stop alle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali – misura questa che colpisce la Chiesa – dovrebbero portare risparmi per mezzo miliardo nel prossimo anno. In particolare l’azzeramento del credito d’imposta per i beni strumentali farà risparmiare 204 milioni; altri 118 milioni arrivano dalla cancellazione delle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali e dall’abrogazione del credito d’imposta Irap arriveranno altri 113 milioni per un totale di 435 milioni.RISCHIO RIALZO IVA E ACCISE DAL 2020 – Il governo reintroduce le clausole di salvaguardia, rialzo Iva e accise, nel 2020 e 2021. L’emendamento del governo prevede un aumento dell’Iva per 23 miliardi nel 202 e quasi 29 nel 2021, mentre l’accise salirebbe di 400 milioni all’anno dal 2020. Confermata la sterilizzazione delle clausole per il 2019.ASSUZIONI – Gli enti pubblici non economici, le università, i ministeri (compresa la presidenza del Consiglio) non potranno effettuare assunzioni a tempo indeterminato fino a novembre del 2019. Il risparmio stimato ammonta a 100 milioni di euro.FONDO COESIONE E FS – La ”riprogrammazione” del fondo delle Ferrovie dello Stato, del fondo sviluppo e coesione, del fondo Cofinanziamento nazionale consentirà di recuperare 2,25 miliardi nel 2019. In particolare 800 milioni arrivano da Fsc, 600 milioni da Fs e 850 milioni da Fcn.WEB TAX – Web tax al 3% per le imprese che si occupano di commercio ma anche quelle che vendono dati e fanno pubblicita online. Il prelievo interessa ”i soggetti esercenti attività d’impresa che singolarmente o a livello di gruppo, nel corso di un anno solare realizzano” uno dei seguenti risultati: un ammontare complessivo di ricavi ovunque realizzati non inferiore a 750 milioni; un ammontare di ricavi derivanti da servizi digitali realizzati nel territorio dello Stato non inferiore a 5,5 milioni.La web tax consentirà di incassare 150 milioni il prossimo anno, a cui si aggiungono 600 milioni nel 2020 e altri 200 milioni nel 2021.
Telefonia, le offerte di Natale
Natale 2018 è alle porte. Con esso anche le numerose offerte delle compagnie telefoniche. TIM, Vodafone, Wind e Tre sono sempre più agguerrite e con le feste riservano tantissime sorprese ai clienti più affezionati con sconti speciali anche per chi sceglie di cambiare operatore durante questo periodo. Una volta si chiamavano Christmas Card, ma l’arrivo di smartphone e della connettività mobile ad alta velocità ha cambiato le carte in tavola. Non bastano più le chiamate gratuite per i giorni di festa o i pacchetti di sms gratuiti da utilizzare per mandare gli auguri a tutta la rubrica. Oggi si va alla ricerca di Giga per navigare e di minuti illimitati. TIM a Natale propone un concorso, attraverso il programma di fedeltà Tim Party, valido fino al 6 gennaio 2019 per vincere 10 Huawei Mate 20 Pro al giorno, accanto a TIM Extra Power Christmas Power con minuti verso tutti e 20 GB di navigazione, dedicata ai nuovi clienti che possono attivarla a 9,99 euro al mese. Vodafone non è da meno e, oltre a offrire alcuni smartphone Samsung e Huawei a rate anche da 9,99 euro al mese, aggiunge anche 50 GB per due mesi a 4,99 euro al mese attivabili fino al 6 gennaio. Wind regala 100 Giga, da consumare una tantum per un anno con l’offerta All Inclusive, che prevede a 9,99 euro al mese 20 Giga,100 sms e minuti illimitati. Infine Tre applica uno sconto a chi sceglie di attivare una seconda offerta tramite l’opzione All-In Power, aggiungendo un secondo piano tariffario a solo 6,99 euro al mese. Con Christmas Edition si può usufruire di All-In Power per prendere a rate due top di gamma Samsung o Huawei, con il secondo in regalo.
Bonus termosifoni, come richiederlo
Cambio delle valvole dei termosifoni? E’ possibile detrarre le spese sostenute per il lavoro effettuato. Per avere info e sapere come, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione le indicazioni nella guida al bonus ‘risparmio energetico’LEGGILA!
Per quanto riguarda gli ‘sconti’ previsti, “dal 1° gennaio 2018, per le caldaie a condensazione si può usufruire della detrazione del 50% solo se hanno un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento Ue n. 811/2013” si legge nella guida. E “se, oltre ad essere almeno in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02) è possibile continuare a usufruire della detrazione più elevata del 65%”.
CHI – “Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare sono ammessi all’agevolazione: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali; le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale”.
COME – Per beneficiare dell’agevolazione è necessario essere in possesso dei seguenti documenti, ricorda l’Amministrazione: certificazione da parte di un tecnico abilitato “che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti”; nelle ipotesi di auto-costruzione dei pannelli solari, “è sufficiente l’attestato di partecipazione a un apposito corso di formazione”; e ancora “l’attestato di prestazione energetica (APE) finalizzato ad acquisire i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio” (certificazione prodotta dopo gli interventi) e “la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E o F del decreto attuativo (D.M. 19 febbraio 2007)”.
DOCUMENTI – Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, infine, occorre trasmettere all’Enea “le informazioni contenute nell’attestato di prestazione energetica, attraverso l’allegato A al ‘decreto edifici’ (D.M. 19 febbraio 2007) con “la scheda informativa (allegato E o F al ‘decreto edifici’), relativa agli interventi realizzati”. La trasmissione deve avvenire in via telematica attraverso il sito http://www.acs.enea.it. Inoltre, “si può inviare la documentazione a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, sempre entro il termine di 90 giorni dal termine dei lavori, solo ed esclusivamente quando la complessità dei lavori eseguiti non trova adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’Enea”.
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Chef stellati a casa? E’ boom per i food box Desideri
Sentirsi chef per una sera, conquistando i palati degli amici con ricette elaborate da portare in tavola in pochi minuti. Il progetto imprenditoriale di Tommaso Desideri, dopo due anni di gestazione e un lavoro certosino con l’aiuto di chef stellati Michelin su ingredienti e piccoli produttori, è partito un mese fa con il lancio del portale fratellidesideri.com: qui, si possono acquistare box dotati di tutti gli ingredienti – sferificati e crio-essicati come il cibo degli astronauti – per preparare cene stellate e piatti iconici di alcuni grandi cuochi della cucina italiana contemporanea, da Christian Milone ad Andrea Larossa. In meno di un mese i ‘meal kit’ acquistati sono stati oltre un migliaio: “Ci aspettavamo di venderne cento il primo mese, abbiamo avuto subito un successo inatteso, senza ancora alcuna campagna di comunicazione”, spiega all’Adnkronos Desideri, 43 anni, fondatore e socio al 60% della società, con un passato prima in Deloitte e poi nel mondo delle startup. La sua prima creatura, Arobase , società di marketing e comunicazione, è stata comprata da una multinazionale americana.
Per Fratelli Desideri, che presto debutterà anche sugli scaffali di alcuni negozi (“privilegeremo gastronomie di qualità e la grande distribuzione premium”), l’investimento iniziale è stato di circa 600mila euro tra i fondi dei soci – gli altri noti sono il venture capital Pranaventures e la Blufin, holding della famiglia Isoardi, fondatrice di Alpitour – e gli incentivi per le startup innovative. L’obiettivo, dopo il lancio in Italia della prima linea di dodici ricette, è internazionalizzare molto presto, sulla scia della gastromania che ha contagiato il mondo e forti della riconosciuta eccellenza della cucina Made in Italy. Nel 2019, Fratelli Desideri sbarcherà in Germania, Francia, Austria, mettendo piede gradualmente in Asia con l’avvio di una distribuzione in Giappone a partire dal prossimo aprile. Il break-even sarà raggiunto già nel 2019, il giro d’affari stimato sarà di 8-10 milioni di euro tra tre anni.
“La nostra è una previsione sostenibile, non vogliamo un consumo di massa, ma restare su qualche centinaia di migliaia di consumatori target in un certo numero di Paesi”. Il segmento è super Premium, ma con prezzi accessibili a tutti: ad esempio, un box di spaghetti alla ‘Bottarga e Bolle d’oro’ di Marc Lanteri per quattro persone costa circa 35 euro. L’analisi del mercato e del business è stata articolata: “Il segmento del food è in costante crescita ma il consumo di cibo è sempre più esperienziale. Fino a dodici anni fa, lo chef non era così considerato. Oggi è una sorta di aristocratico e a casa si vorrebbe emulare quello che si vede in televisione”. L’idea di Fratelli Desideri è andare incontro agli utenti sfruttando il ‘fattore tempo’ perché è difficile trovare ore e ore da dedicare alla ricerca di ingredienti ricercati, spesso a chilometro zero: quindi Robiole di Roccaverano, nocciole piemontesi e perle di wasabi arrivano spedite in 24-48 ore direttamente a casa con box di alta gamma che permettono di vedere sul proprio smartphone una video-ricetta raccontata personalmente dal suo chef.Tradizione e tecnologia vanno a braccetto: i processi di preparazione degli alimenti, tutti freschi, privi di conservanti e additivi, prevedono la stessa lavorazione (sferificazione e crioessicazione) utilizzata dalle agenzie aerospaziali per portare in orbita il cibo. “Questo è il nostro vero salto di qualità: ci serviamo di un’azienda specializzata in questa attività. Cucinare così diventa facile perché basta assemblare gli ingredienti e il risultato è un risotto uguale a quello del ristorante”. La prossima sfida, oltre alle ricette estive, che saranno sei, sono i box con i cocktail per gli aperitivi e le tapas, “preparati dai migliori bartender europei”. Chi va sul sito, oggi può scegliere tra i piatti di Milone, Larossa, Lanteri e Francesco Oberto, chef di ristoranti piemontesi, ma la lista è destinata ad allargarsi.
Italiani tentano la fortuna, nel 2018 spesi 18,9 mld
Una raccolta di 107,3 miliardi di euro (+5,6%), una spesa effettiva degli italiani- giocate al netto delle vincite – di 18,9 miliardi (+0,4%), ed entrate erariali per poco meno di 9,9 miliardi (+0,9%). E’ la fotografia del mercato dei giochi in Italia nel 2018, secondo stime ed elaborazioni Agimeg, che testimonia come la spesa degli italiani nei giochi, nell’anno in corso, sia rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2017.
Ancora una volta, gli apparecchi da intrattenimento (Slot e VLT) rappresentano quasi la metà del mercato, con il 45% del totale, ma se nel caso delle Slot la raccolta è diminuita del 5,2%, passando da 25,4 a 24,1 miliardi, le VLT sono salite del 3,3% attestandosi a 24,3 miliardi. La spesa effettiva è stata di quasi 7,2 miliardi per le Slot (-5,4%) e di oltre 2,9 miliardi per le VLT (+3,7%). Dagli apparecchi da intrattenimento lo Stato ha beneficiato di complessivi 6 miliardi (il 60% del totale delle entrate erariali), suddivisi in 4,6 miliardi dalle Slot e 1,4 miliardi dalle VLT.
La seconda voce in termini di raccolta nel 2018 è rappresentata dal gioco online: Casinò games (+22,6%), poker cash (-3%) e poker a torneo (-1,5%) hanno incassato complessivamente 23,3 miliardi, il 21,7% della raccolta complessiva, ma vista l’alta percentuale di payout (ritorno in vincita) la spesa nel gioco online si è attestata a 850 milioni (appena il 4,5% del totale), mentre l’erario ha beneficiato di circa 168 milioni.I Mondiali di Russia della scorsa estate hanno invece avuto un effetto positivo nella raccolta delle scommesse sportive, che hanno toccato 12,2 miliardi di euro, con un incremento percentuale del 22,3%, registrando una spesa effettiva di oltre 1,65 miliardi (+22,6%) e generando incassi per lo Stato pari a 330 milioni. Altra voce importante per il mercato dei giochi è quella delle lotterie istantanee – i Gratta&Vinci – che hanno incassato 9,1 miliardi, in linea con i dati dello scorso anno, a fronte di una spesa effettiva di 2,4 miliardi ed entrate erariali di 1,3 miliardi. Segno più per il Lotto, che trascinato dai numeri centenari e dalle ottime performance del 10eLotto ha ottenuto una raccolta di 8 miliardi (+6,9%), mentre la spesa effettiva si è mantenuta costante a 2,4 miliardi.In crescita anche le entrate erariali dal gioco dei 90 numeri, che hanno superato 1,3 miliardi (+6,5%). Sostanzialmente stabile il dato dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, come Superenalotto e WinforLife, che hanno superato 1,5 miliardi di raccolta con una spesa effettiva di 624 milioni, garantendo allo Stato oltre 437 milioni di euro. In linea con il 2017 anche la raccolta del bingo, che si è attestata a 1,6 miliardi di euro, con una spesa effettiva di 475 milioni ed entrate erariali di 185 milioni.In calo invece i giochi a base ippica, che chiudono il 2018 a mezzo miliardo di euro: la spesa è stata di circa 138 milioni e 24 milioni sono andati allo Stato. Le scommesse virtuali hanno raccolto 1,5 miliardi, in linea con i dati dello scorso anno, con una spesa effettiva di 230 milioni ed entrate erariali per circa 45 milioni. Infine il betting exchange, lo scambio scommesse fra giocatori, che ha superato 1,1 miliardi di euro, ma che incide in percentuale minima sulla spesa totale (con 6 milioni di euro) e sulle entrate erariali (1 milione).
A Palermo fibra ottica in 224mila immobili
Un investimento di oltre 90 milioni. Centinaia di migliaia tra appartamenti, attività commerciali e uffici cablati in tutta la città. Un picco di 40 cantieri al giorno con la presenza di 300 lavoratori e 2.800 chilometri di fibra ottica stesi dal centro alle periferie. Quella di Open Fiber a Palermo è un’opera dai grandi numeri. Con cinque mesi d’anticipo rispetto a quanto programmato, la società guidata dall’amministratore delegato Elisabetta Ripa ha centrato l’obiettivo di fornire ai palermitani un’infrastruttura all’avanguardia coprendo 224mila unità immobiliari. Una rete di telecomunicazioni innovativa, realizzata interamente in modalità Fiber-to-the-home – FTTH, la fibra stesa direttamente fin dentro casa – perciò capace di garantire a cittadini, imprese e pubblica amministrazione velocità di connessione al web inedite (1 Gigabit al secondo) e latenza ridotta (meno di 5 millisecondi).
“Un grande intervento infrastrutturale che pone Palermo all’avanguardia grazie a una sinergia operativa, e in questo caso anche tecnologica, fra pubblico e privato – dice il sindaco Leoluca Orlando -. La messa in rete dell’infrastruttura dell’anello telematico con quella offerta da Open fiber renderà possibile fornire alla nostra città servizi di avanguardia per una sempre maggiore vivibilità e semplificazione del rapporto fra amministrazione pubblica, cittadini e imprese”.
“Palermo è una delle prime città a essere state avviate nell’ambito del piano di Open Fiber per la realizzazione di una rete nazionale di Tlc nei 271 principali centri urbani del Paese – spiega l’amministratore delegato di Open Fiber, Elisabetta Ripa -. Con il completamento del progetto nel capoluogo siciliano, Open Fiber conferma e rilancia la sua mission di player infrastrutturale per il superamento del digital divide che affligge l’Italia”.”Un progetto ambizioso, il nostro, che quest’anno si chiuderà col pieno conseguimento degli obiettivi previsti – assicura Ripa -: il cablaggio di 4,8 milioni di unità immobiliari da Nord a Sud e la partenza dei cantieri in circa 100 città e in mille piccoli centri compresi nelle cosiddette ‘aree bianche’. Proprio in riferimento alle zone del Paese meno digitalizzate, d’estremo rilievo è l’avvenuta commercializzazione dei servizi di connettività a banda ultralarga attraverso i nostri operatori partner. Una importante notizia dei giorni scorsi che ha come protagonista ancora una volta la Sicilia: tra i primi comuni ad aver acceso la fibra ottica compare infatti San Giovanni La Punta, in provincia di Catania”.Importanti anche le ricadute del progetto in termini sociali. Ad esempio il cablaggio di numerose scuole, come gli istituti comprensivi ‘Giovanni Falcone’ dello Zen 2 e ‘Sandro Pertini’ di Brancaccio. Così come rilevante, dal punto di vista dei servizi alla cittadinanza, è il collegamento tra la rete a banda ultralarga di Open Fiber e l’anello telematico del Comune. Non sono poi mancate le sorprese archeologiche: il rinvenimento di un Qanat, uno degli antichi acquedotti sotterranei d’epoca araba che hanno contribuito all’antico splendore di Palermo.
Esercito salverà Roma dalle buche
L’Esercito salverà Roma dalle buche. La misura, contenuta in un emendamento al ddl bilancio presentato da M5S dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio, torna nella nuova versione corretta, nella bozza del maxiemendamento al ddl bilancio, che il governo presenterà al Senato. ”Al fine di fronteggiare l’emergenza della sicurezza stradale – si legge nel testo – è autorizzata l’assegnazione a Roma capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l’anno 2019 e a 20 milioni di euro per l’anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguirsi con il concorso del ministero della Difesa, attraverso” l’Esercito.
‘TAPPAMI’: IN 3 ANNI CHIUSE OLTRE 5MILA BUCHE – ”La situazione delle buche a Roma è drammatica – sottolinea all’Adnkronos Cristiano Davoli, presidente dell’associazione ‘Tappami’ – basta andare in giro per la città, è sotto gli occhi di tutti. Noi ribadiamo di essere a disposizione del Comune di Roma per fornirgli la nostra assistenza. In tre anni abbiamo tappato oltre 5mila buche perciò il nostro progetto è funzionante. Abbiamo proposto anche un albo di volontari”.
“La situazione va risolta in qualsiasi modo e al più presto perché è a rischio la vita delle persone – prosegue – per noi qualsiasi aiuto va bene, anche quello dell’Esercito. Nell’ultimo anno abbiamo sentito parlare di un piano Marshall ma servivano 17 milioni di euro che non ci sono – ricorda Davoli – Poi hanno proposto la macchina tappa-buche ma era troppo costosa. Poi è stata la volta del Raptor che individuava le buche ma anche questa soluzione è stata un flop. Infine hanno provato a riparare le buche con un collante magico per non fare sbriciolare le strade ma è stato tutto inutile”.”Bisogna agire nello straordinario per poi operare nell’ordinario. Abbiamo diversi protocolli di intesa – aggiunge Davoli – uno con il II Municipio dove, ogni volta che hanno bisogno, siamo a loro disposizione. Sabato saremo a Capena dove il sindaco, tramite un consigliere comunale, ci ha chiesto di intervenire. Abbiamo un protocollo di intesa anche con Siracusa. Nel 2017 abbiamo tappato oltre 3mila buche. Se fosse stato applicato il nostro modello in tutti i Municipi sarebbero state chiuse circa 45mila buche. Lo Stato non può risolvere il problema, non ci sono i soldi. Noi proponiamo una soluzione a costo zero – dice il presidente dell’Associazione Tappami – spero che il Comune prima o poi la prenda in considerazione”, conclude.
Rummo si rilancia, c’è l’ok delle banche
Rummo, storica azienda familiare italiana produttrice di pasta di semola di grano duro fondata nel 1846 a Benevento, ha sottoscritto oggi a Milano l’accordo finanziario con un pool bancario composto da 18 dei maggiori istituti di Credito Italiani. Il perfezionamento dell’accordo rappresenta l’ultimo tassello per chiudere la difficile parentesi dell’alluvione, che ha interessato il pastificio nell’ottobre 2015, e dedicarsi definitivamente allo sviluppo e alla crescita.
Il piano industriale, che ha ottenuto il placet del ceto bancario e di tutti i fornitori, prevede, negli anni di piano, il ritorno a un fatturato di circa 100 milioni di euro grazie alle azioni da porre in essere, con lo sviluppo di un cash flow idoneo a consentire il rimborso integrale delle banche aderenti, ivi compresi gli interessi. Il 2018 chiuderà con un fatturato di circa 90 milioni e un Ebitda del 12%. [print-me title=”STAMPA”]
