Ultimo aggiornamento 20 Febbraio, 2019, 08:31:36 di Maurizio Barra
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CRONACA
Truffa diamanti, Vasco Rossi raggirato
Tra le vittime anche l’industriale Diana Bracco
19 febbraio 201918:13
– C’è anche la rockstar Vasco Rossi tra i clienti che hanno investito in diamanti e che sarebbero stati truffati, come risulta dall’inchiesta della Procura di Milano che ha portato oggi la GdF ad eseguire un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro, anche a carico di 5 banche. In particolare, da quanto si è saputo, il cantante avrebbe investito 2,5 milioni di euro. Nell’elenco dei clienti raggirati figurerebbe anche l’industriale Diana Bracco.
L’indagine è coordinata dall’aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, nella quale risultano indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche cinque banche: Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti. Il decreto di sequestro preventivo, firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio, è stato eseguito nell’ambito di un’inchiesta aperta da tempo e che riguarda fatti tra il 2012 e il 2016. Il sequestro è stato eseguito a carico di 7 persone indagate e di 7 enti indagati, ossia le 5 banche e le due società Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio.Tra i clienti vip che sarebbero stati raggirati nelle vendite di diamanti, su cui indaga la procura di Milano, figurano anche la conduttrice tv Federica Panicucci e la ex showgirl Simona Tagli. In particolare, Simona Tagli avrebbe fatto un investimento da circa 29 mila euro e Federica Panicucci da circa 54 mila euro. Gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di circa un centinaio di persone truffate, ma i raggiri sarebbero stati compiuti nei confronti di tanti altri soggetti.Nell’inchiesta, che vede quasi una settantina di indagati in totale, è contestato anche il reato di corruzione tra privati. Secondo l’accusa, le due società avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, e le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo.Per gli inquirenti gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. In totale gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di un centinaio di clienti truffati. In particolare, il sequestro per l’ipotesi di truffa è di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l’ipotesi di autoriciclaggio il sequestro è da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI.Indagato anche il direttore generale di Banco Bpm Maurizio Faroni nell’inchiesta della procura di Milano su una presunta truffa nella vendita di diamanti. A Faroni vengono contestate le accuse di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza. Nell’indagine, inoltre, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due società IDB e DPI che vendevano i preziosi agli investitori.
Il 21 risultati impresentabili SardegnaIl presidente Nicola Morra ha convocato seduta della Commissione
19 febbraio 201919:13
– Il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra (M5S) ha convocato per giovedì 21 febbraio alle ore 16,45 una seduta della Commissione per le comunicazioni in materia di formazione delle liste elettorali in vista delle prossime elezioni regionali in Sardegna in programma domenica prossima, 24 febbraio.
Tour operator francese torna a proporre viaggi in SiriaMa Quai d’Orsay sconsiglia. ‘Agenzia espone clienti a rischi’
PARIGI19 febbraio 2019 18:13
– Un tour operator francese torna a proporre dei viaggi organizzati in Siria. “Siate i primi ad immergervi nuovamente in questa storia millenaria”: scrive Clio, l’unica grande agenzia viaggi europea a rimettere piede nel Paese devastato da otto anni di guerra, dove il ministero degli Esteri di Parigi sconsiglia ancora “formalmente” di recarsi. A partire dal mese di aprile, il tour operator propone un itinerario di dieci giorni – con pullman privato e pernottamento in albergo per scoprire, tra l’altro, le città di Damasco Sud, la costa nord, l’interno del paese e i siti storici di Palmira o Maaloula. Il tutto per tariffe inferiori ai 3.000 euro.
Intervistati dalla stampa francese, responsabili dell’agenzia dicono che oggi la situazione sul posto è piu’ stabile. E a loro avviso in alcune zone è dunque possibile tornare a viaggiare sicuri.
Senza appello, invece, l’avvertimento della diplomazia francese. “L’agenzia viaggi Clio espone i suoi clienti a rischi di cui è pienamente consapevole”. E aggiunge: “In caso di incidente le responsabilità ricadranno su di essa. Glielo abbiamo ricordato diverse volte dal centro di crisi e sostegno del ministero”.
Corteo anti Salvini a Bari”Bari non si Lega”, slogan e fischi contro comizio vicepremier
BARI19 febbraio 201919:40
– In circa 300 sfilano nel centro di Bari nel corteo antifascista organizzato da comitati e associazioni cittadine baresi riuniti nella rete “Mai con Salvini” in occasione della visita del ministro dell’Interno e in contemporanea al comizio che il leader della lega sta tenendo in città. Il corteo “Bari non si Lega. Atto II” è partito da piazza Umberto si concluderà in piazza Díaz, sul lungomare di Bari, non lontano dal teatro Petruzzelli dove si tiene il comizio. “Rifiutiamo la presenza del seminatore di odio Salvini e dei suoi alfieri della legalità sbilenca”, dicono gli organizzatori. Quando il corteo ha incrociato il punto più vicino al comizio, sono partiti i fischi alla volta di Salvini “Matteo 49, noi terroni con memoria” e ancora “Ci chiamavano briganti, ci chiamano teppisti, ieri partigiani, oggi antifascisti” sono alcuni degli striscioni che accompagnano i manifestanti.
Principio incendio a Ciampino,stop voliSpostati a Ciampino. Mancato ok su qualità aria
ROMA19 febbraio 201921:02
– Stop delle partenze e degli arrivi a Ciampino per tutta la giornata di domani e voli spostati a Fiumicino. La causa del blocco dei voli di linea, integralmente spostati presso il primo scalo della capitale, è stato dettato dalle mancate autorizzazioni di Enac e Asl sulla qualità dell’aria dopo il fumo sprigionatosi per un principio di incendio nello scalo romano in un locale gestito da una società esterna che si è verificato nella mattinata di oggi. A causa della presenza del fumo l’aeroporto è stato evacuato attorno alle 8 con centinaia di passeggeri allontanati. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di incendio colposo a carico di ignoti e Adr, la società di gestione degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, ha presentato una denuncia contro ignoti per incendio colposo o doloso e per ogni altra fattispecie di reato individuabile. [print-me title=”STAMPA”]
