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Ultimo aggiornamento 13 Marzo, 2019, 11:23:07 di Maurizio Barra

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Pedofilia, 6 anni al cardinale Pell
Per gli abusi su due coristi. Appello il 5-6 giugno

13 marzo 2019 01:32

– Il cardinale australiano George Pellè stato condannato a sei anni di carcere per abusi sessuali quando era arcivescovo cattolico di Melbourne negli anni ’90.
Potrà chiedere la libertà su cauzione dopo tre anni e 8 mesi.
Pell è stato giudicato colpevole da una giuria in dicembre di aver abusato sessualmente di due coristi di 13 anni dopo aver celebrato messa nella cattedrale e di aver aggredito sessualmente una seconda volta uno dei due minori, due mesi dopo.
Pell ha sempre professato la sua innocenza e i suoi legali hanno presentato appello, che sarà udito il 5 e 6 giugno.
Nuova Zelanda e Figi vietano aereo Max 8Il velivolo della Boeing coinvolto in 2 schianti in soli 5 mesi

HEJERE (ETIOPIA)13 marzo 201902:47

– Anche la Nuova Zelanda e le Figi hanno sospeso i voli di Boeing 737 Max 8 voli in entrata e in uscita dai due paesi, in seguito allo schianto di un aereo dello stesso modello della linea Ethiopian Airlines.
La decisione riguarda solo un operatore, Fiji Airways.
Nessuna compagnia aerea della Nuova Zelanda usa i Max 8. Gran parte del mondo, compresa l’intera Unione Europea e l’Australia, ha vietato lo spazio aereo al velivolo della Boeing, lasciando gli Stati Uniti tra i pochi rimasti ad operare con l’aereo coinvolto in due incidenti mortali in soli cinque mesi.
Graeme Harris, direttore della Civil Aviation Authority della Nuova Zelanda, ha detto che la decisione segue discussioni con altre autorità aeronautiche. La Fiji Airways e l’Autorità per l’aviazione civile delle Figi hanno dichiarato che fermeranno la flotta fino a quando non si sapranno maggiori informazioni sulla causa dell’incidente dell’Ethiopian Airlines.
Anche gli Emirati fermano i Boeing Max 8Dopo l’incidente in Etiopia. La compagnia di Dubai ne ha 11

DUBAI13 marzo 201905:59

– Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno vietato i voli dei Boeing 737 Max 8 dopo l’incidente di un aereo dello stesso tipo della linea Ethiopian Airlines, chiudendo dopo l’analoga decisione dell’Oman un mercato chiave per il velivolo nella penisola arabica Gli Emirati avevano inizialmente detto di essersi uniti alle autorità degli Stati Uniti e di Boeing “per indagare e raccogliere dati” per aiutare a risolvere quanto accaduto nell’incidente di domenica in Etiopia, poi ieri in tarda serata l’annuncio dello stop ai velivoli Max 8. l’Autorità generale per l’aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha detto di essere in contatto con le autorità cinesi e di altri paesi, definendo il divieto sull’aeromobile nel suo spazio aereo “una misura precauzionale”. La compagnia aerea FlyDubai, di proprietà del governo di Dubai, opera undici Boeing Max 8 e due Max 9. La sua flotta totale è di circa 60 velivoli, inclusi altri modelli del 737.
Italia pronta alla Brexit. Decreto-ombrello in arrivoVaro in settimana,obiettivo continuità. Consob,informare clienti

13 marzo 201910:44

Italia in trincea per prepararsi ad affrontare i rischi correlati con la Brexit ormai alle porte. Il governo ha allo studio un decreto legge, una sorta di ‘ombrello’ per evitare contraccolpi sui mercati. Sarà approvato in settimana e servirà a garantire continuità operative con le banche e le piattaforme britanniche, e sarà varato anche se non viene ritenuto necessario, solo perché potrebbe servire ad evitare scossoni e a tranquillizzare gli operatori. Nel frattempo tutte le autorità italiane si sono attivate, in accordo con quelle europee, per assicurare la corretta continuità operativa delle piattaforme su cui viaggiano i grandi flussi finanziari. E tra queste la Consob ha diffuso un ‘richiamo di attenzione’ agli intermediari britannici che operano in Italia e quelli italiani che operano nel Regno Unito.In particolare, l’authority di Borsa sottolinea la necessità di dare a tutta la propria clientela, compreso il retail, informazioni tempestive e complete sugli effetti che la prospettiva imminente della Brexit può avere nei rapporti di prestazione dei servizi d’investimento in caso di ‘no deal’ e in mancanza di misure transitorie adottate in ambito nazionale.A banche e imprese d’investimento viene richiesto di adottare precauzioni idonee per gestire un eventuale ‘hard Brexit’, che potrebbe comportare il venire meno del ‘passaporto europeo’ che abilita alla prestazione dei servizi d’investimento in tutta la Ue. In particolare gli intermediari devono assicurare ai clienti informazioni chiare e comprensibili sui servizi d’investimento resi e sul futuro dei rapporti in essere, incluse le modalità e i tempi di un’eventuale chiusura dei rapporti stessi.Consob, che sul tema Brexit collabora intensamente con Banca d’Italia e Mef, già nei mesi scorsi aveva richiamato le posizioni dell’autorità borsistica europea, l’Esma. Posizioni che mirano al riconoscimento delle cosiddette ‘controparti centrali’ del Regno Unito: di fatto si tratta delle piattaforme su cui viaggiano gli investimenti e anche la maggior parte dei derivati europei. Per evitare che l’arrivo del No Deal richieda tempi per l’attivazione della procedura che autorizzerebbe questi soggetti come ‘non comunitari’ si è deciso di partire in anticipo, riconoscendo anche l’equivalenza del quadro giuridico applicabile, con un periodo ‘cuscinetto’ di un anno.E sono state fissate le regole per le attività di compensazione (clearing) anche in caso di mancato accordo politico sulla Brexit.
California verso moratoria pena di morteOggi annuncio, anche stop a esecuzioni 737 detenuti in attesa

13 marzo 201910:37

– Il governatore della California, Gavin Newsom, annuncerà oggi una moratoria sulla pena di morte ed un rinvio temporaneo delle esecuzioni per tutti i 737 detenuti nei bracci della morte dei penitenziari dello Stato: lo riportano i media statunitensi.
L’ultima esecuzione nello Stato risale al 2006 a causa delle numerose azioni legali avviate sui metodi usati per infliggere la pena capitale. Sempre secondo i media Usa, Newsom spiegherà che la pena di morte è “incoerente con i nostri valori di base”.
Brexit: Barnier, ‘Il voto aggrava l’incertezza. Mai cosi vicino rischio di no deal’Lo ha detto il capo negoziatore dell’Ue parlando alla plenaria del Parlamento Europeo

13 marzo 201911:00

“Il voto di ieri sera prolunga e aggrava una grande incertezza”. Lo ha detto il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier parlando alla plenaria del Parlamento europeo. “Il rischio di un ‘no deal’ – ha avvertito – non è mai stato così grande, chiedo di non sottovalutarlo. Invitiamo in modo solenne tutte le parti interessate a prepararsi. Noi non abbiamo mai lavorato per un ‘no deal’ ma siamo pronti ad affrontare questa situazione”. Londra, ha aggiunto, “deve dirci che scelta ha fatto sulle nostre relazioni future. Questo deve arrivare prima di decidere un prolungamento. Prolungare il negoziato per fare cosa?”.

“La responsabilità sulla decisione della Brexit – ha aggiunto – è esclusivamente britannica e oggi la prima responsabilità per uscire dall’impasse ricade sul Regno Unito. Se continuano a voler uscire” l’accordo negoziato “è e resterà l’unico trattato disponibile. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare”.         [print-me title=”STAMPA”]

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