Ultimo aggiornamento 29 Marzo, 2019, 12:37:37 di Maurizio Barra
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POLITICA
La Commissione banche preoccupa il Colle: ‘Bankitalia autonoma’
Lunedì Conte vede Juncker. Premier frena sulla proposta della castrazione
29 marzo 2019 08:58
La manovra 2020 non è lontana e, con le ombre che avvolgono i conti e la crescita italiana, non potrà essere solo di promesse. E’ questo, in questi giorni, un po’ il senso della vigilanza che, al Quirinale, è cominciata ad entrare nella sua fase di massima attenzione anche in vista del Def. Ma, al pari dei conti, c’è un altro elemento a preoccupare in queste ore il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: la commissione d’inchiesta sulle banche. Commissione che, vista la narrazione pentastellata sul tema, potrebbe partire puntando il dito proprio sulla vigilanza di Bankitalia. Proprio quello che al Colle si vuole evitare. Bankitalia deve essere al riparo da ogni governo e la sua indipendenza deve essere tutelata, è la linea del Colle.
Non a caso, in mattinata al Quirinale si alternano il presidente della Camera Roberto Fico, il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e il governatore di Bankitalia Ignazio Visco: è a loro che il capo dello Stato recapita la sua moral suasion. Sulla presidenza della commissione c’è, tra l’altro, una sotterranea tensione tra M5S e Lega, con il primo che spinge per assegnare la presidenza al senatore Gianluca Paragone, un barricadero sul tema banche già dai tempi della campagna per le Politiche. Ma non è solo il nome di Paragone ad essere “sotto esame” al Colle. E’ la legge stesse che istituisce l’organo ad essere ferma al Quirinale, del tutto contrario all’eventualità che l’attività della commissione si trasformi in un processo a Bankitalia.
L’asse tra il Quirinale e Via Nazionale, del resto, è saldo anche sulla composizione del nuovo Direttorio di Bankitalia, sul quale il governo ha potuto poco per imporre le sue scelte. E rischia di essere ferreo anche sullo stato dei conti italiani.
Sul dossier, anche dietro le quinte, il premier Giuseppe Conte da diversi giorni ha cominciato a muoversi. Lunedì e martedì, in questo senso, saranno due giorni importanti. Sarà allora, infatti, che il governo dovrebbe varare quel dl crescita con cui, di fatto, l’esecutivo vuole “sostituire” l’eventualità di una manovra correttiva. E lunedì, inoltre, Conte vedrà il presidente della commissione Jean Claude Juncker. Prima a Palazzo Chigi e poi a cena. E, sul piatto ci saranno certamente i temi della crescita italiana e di un Def che il governo non intende comunque rinviare cercando invece di amalgamarlo alle proiezioni di crescita con le misure del decretone in campo. Presto Conte tornerà insomma in campo sui conti così come aveva fatto per la manovra. Anche se il premier, in questi giorni di continue tensioni tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, non manca di interventismo. Come sul nodo castrazione chimica, ultima puntata dei litigi M5S-Lega. Il premier, per l’intera giornata ha vigilato, salvo poi intervenire – anche con una telefonata a Salvini, spiegano fonti di maggioranza – per una mediazione incisiva: la norma, è stato il suo messaggio, non è stata mai discussa nell’iter del ddl Codice Rosso. Un modo, quello di Conte, per non tenere aperto l’ennesimo fronte di scontro, a dispetto di un emendamento leghista sul quale, anche nella parte “gialla” del governo emergono comunque dubbi di costituzionalità.
Banche: Di Maio, no rinvii su truffati, decide chi ha votiCommissione inchiesta al più presto. Flat tax? Servono tanti soldi
29 marzo 201909:03
La commissione d’inchiesta sulle banche “deve essere avviata il prima possibile per mettere la giustizia sociale al centro delle dinamiche bancarie. Gli italiani hanno il diritto di conoscere la verità sulle crisi che hanno bruciato così tanti risparmi”. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, che intervistato da Repubblica incalza anche sui decreti attuativi per i truffati: “c’è una questione di compattezza all’interno del governo. Il Movimento 5 stelle chiede di firmare i decreti nei prossimi giorni. Bisogna capire se la Lega è con noi”. “Non si tratta – afferma – di convincere Tria, ma di esprimere chiaramente la posizione di chi ha i voti in Parlamento. Chiediamo la firma da settimane. Nelle prossime ore la situazione va sbloccata”.
Il leader M5S respinge però l’idea che i contrasti paralizzino il governo. Il decreto crescita? “Si tratta semplicemente di una misura complessa. La vareremo al massimo lunedì”. La flat tax? “È un obiettivo del governo – dice -, ma non si può fare con i due miliardi della mini Ires: costa di più. Bisogna dirsi la verità e capire quanto. Poi io sono il primo a voler abbassare le tasse”.
Di Maio interviene infine sulla bagarre ieri alla Camera e sulla proposta della Lega sugli stupratori: “La castrazione chimica non c’entra nulla con questa legge. Si tratta di una misura volontaria. Così si prendono in giro le donne e non si risolve il problema. Sul revenge porn va bene approvare una legge più organica, ma per me martedì quell’emendamento, che ha già i numeri in Parlamento, va votato. E’ una norma sacrosanta”.
Di Maio, no a proposta armi faciliAvanti col contratto, rispettando volontà cittadini
29 marzo 201910:21
– “C’è una proposta di legge firmata da 70 deputati in Parlamento che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. Nessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario. Andiamo avanti col contratto di governo, rispettando la volontà dei cittadini”. Così Luigi Di Maio in un post su Facebook.
“Mettiamo un attimo i puntini sulle i: io un Paese con la libera circolazione delle armi – prosegue – non lo voglio. Non lo vuole il Movimento 5 Stelle e sono sicuro non lo vogliano nemmeno gli italiani. Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, voglio che vada a scuola sereno e tranquillo, che da adolescente passi il tempo a studiare e a viversi la vita, non che trovi il modo di comprarsi facilmente una pistola. Abbiamo fin troppi problemi da risolvere in questo Paese, non aggiungiamone altri”.
POLITICA
Assisi blindata per re di Giordania
Riceverà Lampada pace, in città anche Conte, Merkel e Tajani
ASSISI (PERUGIA)29 marzo 201910:36
– Assisi “blindata” per l’arrivo dei sovrani di Giordania, il re Abdullah II e la regina Rania, che riceveranno la Lampada della Pace.
Stamani, oltre ai reali, ci saranno anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani e il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti.
Le forze dell’ordine, coadiuvate dai militari dell’Esercito, già da ieri sono presenti in particolare intorno al Sacro Convento, controllando con discrezione, ma con la massima scrupolosità gli accessi alla Basilica di San Francesco. Lo spazio aereo sopra Assisi è stato interdetto al volo.
L’arrivo delle autorità è atteso dalle 11,30, la consegna della Lampada è prevista alle 12,20, a seguire il discorso ufficiale del re di Giordania.
Difesa sempre legittima e pene più severeCosa prevede il testo. Esclusa la responsabilità per danni all’aggressore
29 marzo 201910:45
La difesa diventa sempre legittima, perché la proporzione tra difesa e offesa viene riconosciuta “sempre” c’è sempre quando una persona reagisce con un’arma all’aggressione o alle minacce subite in casa o nel luogo di lavoro, e non è punito chi reagendo in quel modo, era “in stato di grave turbamento”. Sono le principali novità della legge sulla legittima difesa approvata dal Senato in via definitiva con 201 sì, 38 no e 6 astensioni. Fortemente voluta dalla Lega, è passata con il consenso anche del Movimento 5 stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il primo ok risale al 24 ottobre 2018, il 6 marzo il testo è stato votato alla Camera ma è tornato a Palazzo Madama per una modifica su una questione di copertura finanziaria introdotta a Montecitorio.Il provvedimento riforma la legittima difesa domiciliare (disciplinata ora dall’articolo 52 del codice penale) e l’eccesso colposo (articolo 55) e aumenta le pene per i reati di violazione di domicilio, furto e rapina. Nei casi di presunta legittima difesa, resta in piedi la necessità che la magistratura accerti i fatti facendo indagini. In particolare, con l’aggiunta dell’avverbio “sempre”, l’articolo 1 della legge introduce un aspetto tra i più controversi: d’ora in poi, di fatto non si mette in discussione la reazione di chi difende se stesso, altri o i propri beni usando un’arma detenuta legittimamente (o un altro mezzo simile), riconoscendo che la sua reazione era “giustificata” e non eccessiva.Di conseguenza non può essere punito. Non è punibile nemmeno se era profondamente turbato dal pericolo che si è trovato di fronte. In questo senso l’articolo 2 modifica l’attuale eccesso colposo (diventa un delitto colposo quello di chi, per difendersi, va oltre i limiti stabiliti dalla legge), superandolo. Novità anche sul piano del diritto civile: la normativa appena approvata sancisce che non c’è responsabilità di chi ha agito in condizioni di legittima difesa. Ciò significa che, se assolto penalmente, non è obbligato a risarcire – civilmente – eventuali danni provocati all’aggressore o al rapinatore, se ad esempio fosse rimasto ferito o ucciso nell’azione.Una modifica riguarda le spese legali di chi ha agito per legittima difesa: l’articolo 8 prevede che potrà contare sul gratuito patrocinio se il suo procedimento è stato archiviato, prosciolto o si è riconosciuto il non luogo a procedere. Infine, agli articoli 4, 5 e 6 il provvedimento modifica e innalza alcune pene: per la violazione di domicilio si andrà da un minimo di un anno (attualmente 6 mesi) al massimo di 4 (prima, un anno); per furto in abitazione e furto con strappo si rischierà da 4 anni (attualmente 3 anni) a 7 anni (contro i 6 di oggi); in caso di rapina varia la reclusione minima che sale a 5 anni (oggi 4). Resta invariata quella massima di 10 anni.
Sicurezza: fonti Lega, pdl non prioritàE’ proposta di iniziativa parlamentare, a noi basta l. difesa
29 marzo 201910:46
– La proposta di legge per facilitare l’acquisto delle armi per difesa personale “non è una priorità della Lega, è una proposta di iniziativa parlamentare come ce ne sono tante”. E’ quanto sottolineano
fonti leghiste osservando, tra l’altro, come la presentazione della proposta sia anche cronologicamente slegata dall’ok alla legittima difesa, risalendo all’ottobre 2018. “Il nostro obiettivo lo abbiamo raggiunto ieri con il via libera alla legittima difesa”, rimarcano lo stesse fonti.
Legittima difesa, Di Maio: ‘M5S non voterà mai una proposta per le armi facili”Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada’
29 marzo 201911:02
“C’è una proposta di legge firmata da 70 deputati in Parlamento che punta a facilitare l’acquisto di armi per la difesa personale. Nessun eletto del MoVimento la voterà. Nessuno! Anche perché più sicurezza non vuol dire certo più armi in strada, al contrario. Andiamo avanti col contratto di governo, rispettando la volontà dei cittadini”. Così Luigi Di Maio in un post su Facebook, il giorno dopo l’approvazione definitiva della riforma sulla legittima difesa..Il post del leader M5s
POLITICA
Codice rosso, Conte: ‘La maggioranza pronta a votare il revenge porn’
E’ una battaglia di civiltà, dobbiamo essere tutti uniti
29 marzo 201911:18
“La settimana prossima il Parlamento sarà chiamato a votare le norme sul “revenge porn”. Si tratta di condotte indegne che offendono la dignità della persona, il più delle volte donna, e violano le più elementari regole di convivenza civile. Alcune forze di opposizione hanno già presentato un testo, anche le forze di maggioranza e il governo sono pronti: sarebbe importante che queste norme fossero votate subito, da tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione. Una battaglia di civiltà deve trovarci tutti uniti… contro gli incivili”. Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte.
Banche: M5S, commissione parta subitoImpegno con cittadini truffati, non possiamo perdere tempo
29 marzo 201911:34
– “Sulla commissione d’inchiesta sulle banche non vogliamo e non possiamo perdere altro tempo. Lo dobbiamo innanzitutto ai cittadini truffati. Ma lo dobbiamo anche ad un principio di trasparenza che abbiamo promesso agli italiani e su cui non abbiamo la minima intenzione di arretrare.
La commissione di inchiesta deve partire”. Così in una nota congiunta i capigruppo di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.
Salvini, ok a norma su revenge pornPerchè non dovremmo approvarla?
29 marzo 201911:46
– Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ritiene che la legge sul revenge porn sarà approvata. Lo ha detto al suo arrivo a un incontro in prefettura a Milano col prefetto Renato Saccone. “Perché non dovremmo votarla?”, ha risposto ai giornalisti. Quindi verrà approvata? “Sì”, ha risposto.
Salvini, non voglio una pistola in piùA Di Maio, nessuna proposta in Parlamento per diffusione armi
29 marzo 201911:53
– “Per quello che mi riguarda la legittima difesa garantisce più diritti e più tutela alle vittime. Non voglio in giro nemmeno mezza pistola in più, quindi invito l’amico Di Maio a occuparsi di ciò che il Parlamento farà, non di quello di non è all’ordine del giorno. Non avrà problemi perché non ci sarà nessuna votazione da fare in Parlamento. Di Maio si preoccupi di ciò che arriva in Parlamento, non arriverà mai una proposta sulla maggiore diffusione delle armi”. Lo dice il vicepremier, Matteo Salvini.
Appendino, tutte le famiglie benvenuteComune Torino espone striscione sulla facciata del Municipio
TORINO29 marzo 201911:57
– Tutte le famiglie, nessuna esclusa, sono benvenute a Torino. Recita così lo striscione esposto sulla facciata del Municipio di Torino in concomitanza con l’avvio, a Verona, del congresso della famiglia. “Da tempo il Comune ha deciso di mutare la visiione di un unico modello di famiglia pensando a quella pluralista – spiega la sindaca Chiara Appendino – Qui tutte le famiglie sono benvenute. Nessuna esclusa”.
“Famiglie sono persone sole, anziani, zii e nipoti, figli e figlie, nonne e cugine, mariti e mogli, compagni e compagne, famiglie di nuova costituzione, ricomposte, allargate, le coppie omogenitoriali, i loro figli che la nostra Amministrazione ha deciso di riconoscere, prima in Italia”, aggiunge l’assessore alle Politiche per le famiglie, Marco Giusta. “Ogni persona porta con sé la propria idea di famiglia – aggiunge – e compito di una istituzione non potrà mai essere quello di escluderne alcuni, peggio ancora ritenerne uno superiore moralmente”.
Conte, nessun veto su commissione bancheNon è una prerogativa del premier
ASSISI29 marzo 201912:20
– “Non ho posto nessun veto su nessun singolo parlamentare, vorrei anche chiarire che stiamo parlando di una commissione parlamentare, non è una prerogativa del presidente del Consiglio designare il presidente di una commissione Parlamentare e non intendo sostituirmi al parlamento”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, rispondendo ad una domanda sulla commissione parlamentare sulle banche, arrivando ad assisi.
Conte ha anche parlato del ‘revenge porn’: “La settimana prossima il Parlamento sarà chiamato a votare le norme”. Si tratta di condotte indegne che offendono la dignità della persona, il più delle volte donna, e violano le più elementari regole di convivenza civile. Alcune forze di opposizione hanno già presentato un testo, anche le forze di maggioranza e il governo sono pronti: sarebbe importante che queste norme fossero votate subito, da tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione. Una battaglia di civiltà deve trovarci tutti uniti… contro gli incivili”.
Banche: Mattarella firma la legge sulla commissione d’inchiesta’Parlamento è sovrano ma no al controllo sul credito’
29 marzo 201912:24
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge che istituisce la commissione di inchiesta sulle banche.”Non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta” ma “non può, tuttavia, passare inosservato che, rispetto a tutte le banche, e anche agli operatori finanziari, questa volta viene, tra l’altro, previsto che la Commissione possa ‘analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento’. Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell’attività creditizia”.
Spadafora, temi Verona mai in agendaLo assicura sottosegretario con delega a pari opportunità
29 marzo 201911:42
– “Io mi sento di poter dire, come rappresentante del governo, che quello di cui si discuterà lì (a Verona ndr) non sarà mai nell’agenda di questo governo”. Così Vincenzo Spadafora, parlamentare del M5S e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità ed ai Giovani, ad Agorà Rai Tre sul Congresso Mondiale della famiglia di Verona.
Conte, ‘non intendiamo incentivare armi’Premier: ‘Non andrò a Verona’ convegno famiglia, ‘non invitato’
ASSISI29 marzo 201912:15
– “Non è un obiettivo del governo quello di incentivare la vendita delle armi”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo ad Assisi. “Se ci fossero delle iniziative legislative e parlamentari su questo – ha aggiunto – saranno iniziative legislative e non governativa”.
“Non andrò” al convegno di Verona “prima di tutto perché non sono stato invitato ma, lo dico anche da professore, non ci deve spaventare il fatto che circolino delle idee. Aspettiamo di vedere che idee circoleranno e poi faremo le nostre valutazioni”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, rispondendo ad una domanda sul convegno sulla famiglia di Verona, arrivando ad Assisi. [print-me title=”STAMPA”]
