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Ultimo aggiornamento 31 Marzo, 2019, 22:40:18 di Maurizio Barra

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Papa: Marocco; l’incontro con il clero alla cattedrale di Rabat
Il richiamo di Francesco: “Le vie della missione non passano attraverso il proselitismo”. I cristiani ‘dialoghino sempre, contro odio e divisioni’, è l’appello del pontefice

RABAT31 marzo 2019 12:00

Papa Francesco è arrivato alla cattedrale cattolica di Rabat, nel centro della città, nella Piazza di Golan, dove incontra il clero, i religiosi, le religiose e il Consiglio ecumenico della Chiese. E’ stato accolto all’ingresso della cattedrale dal parroco e da tre sacerdoti incaricati per la pastorale, i quali gli porgono il crocifisso e l’acqua benedetta per l’aspersione, e percorre la navata centrale, mentre la corale intona un canto.I cristiani dialoghino sempre, contro odio e divisioni “Il cristiano, in queste terre, impara ad essere sacramento vivo del dialogo che Dio vuole intavolare con ciascun uomo e donna, in qualunque condizione viva”. Lo ha detto papa Francesco incontrando il clero. “Come non evocare – ha ricordato – la figura di San Francesco d’Assisi che, in piena crociata, andò ad incontrare il Sultano al-Malik al-Kamil? E come non menzionare il beato Charles de Foucauld che, profondamente segnato dalla vita umile e nascosta di Gesù a Nazaret, che adorava in silenzio, ha voluto essere un ‘fratello universale’? O ancora quei fratelli e sorelle cristiani che hanno scelto di essere solidali con un popolo fino al dono della propria vita?”. “È un dialogo che – ha proseguito citando il documento di Abu Dhabi -, diventa preghiera e che possiamo realizzare concretamente tutti i giorni in nome ‘della ‘fratellanza umana’ che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali. In nome di questa fratellanza lacerata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato e dalle tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini”.  “La nostra missione di battezzati, di sacerdoti, di consacrati, non è determinata particolarmente dal numero o dalla quantità di spazi che si occupano, ma dalla capacità che si ha di generare e suscitare cambiamento, stupore e compassione; dal modo in cui viviamo come discepoli di Gesù, in mezzo a coloro dei quali noi condividiamo il quotidiano, le gioie, i dolori, le sofferenze e le speranze”. Ha detto il Papa incontrando il clero a Rabat. “Le vie della missione non passano attraverso il proselitismo”, che “porta sempre a un vicolo cieco, ma attraverso il nostro modo di essere con Gesù e con gli altri”. “Il problema – ha aggiunto – non è essere poco numerosi, ma essere insignificanti, diventare un sale che non ha più il sapore del Vangelo, o una luce che non illumina più niente”. “La preoccupazione sorge quando noi cristiani siamo assillati dal pensiero di poter essere significativi solo se siamo la massa e se occupiamo tutti gli spazi”, ha spiegato Francesco, ma “la vita si gioca con la capacità che abbiamo di ‘lievitare’ lì dove ci troviamo e con chi ci troviamo. Anche se questo può non portare apparentemente benefici tangibili o immediati”.

– “Il cristiano, in queste terre, impara ad essere sacramento vivo del dialogo che Dio vuole intavolare con ciascun uomo e donna, in qualunque condizione viva”. Lo ha detto papa Francesco incontrando il clero a Rabat. “È un dialogo che – ha proseguito – diventa preghiera e che possiamo realizzare concretamente tutti i giorni in nome ‘della ‘fratellanza umana’ che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali. In nome di questa fratellanza lacerata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato e dalle tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini”. “Una preghiera – ha affermato Francesco – che non distingue, non separa e non emargina, ma che si fa eco della vita del prossimo; preghiera di intercessione che è capace di dire al Padre: venga il tuo regno. Non con la violenza, non con l’odio, né con la supremazia etnica, religiosa, economica, ma con la forza della compassione riversata sulla Croce per tutti gli uomini”.
In 10mila a corteo pro-famiglia a VeronaPresente anche il senatore Davide Pillon

VERONA31 marzo 201914:02

– È partito da Piazza Bra il corteo finale del Congresso delle Famiglie di Verona. Nel ‘salotto’ cittadino si sono radunate circa 10.000 persone, secondo le prime stime delle forze dell’ordine, che riempiono metà dello spazio della Bra. I manifestanti sfileranno lungo le vie del centro, per tornare sotto il palco davanti al palazzo comunale.
Tra le tante bandiere, quelle di Alleanza cattolica, dei Giuristi per la vita, del Movimento per la vita, gruppi mariani e devozionali e pro-vita. Al termine, dal palco vi saranno i saluti del sindaco di Verona, Federico Sboarina, dell’assessore regionale veneto Elena Donazzan, di Massimo Gandolfini e degli organizzatori. Presente al corteo anche il senatore Davide Pillon.
Raggi, parte tavolo per piano alberiCon rappresentanti ministeri Ambiente, Agricoltura e Mibac

31 marzo 201914:50

– Lunedì “parte il tavolo di lavoro per definire un piano straordinario di manutenzione e sostituzione, anche periodica, delle alberature nel territorio cittadino.
L’obiettivo è quello di avviare un confronto con tutte le istituzioni e con il mondo scientifico, per garantire la tutela del patrimonio naturale della nostra città e la sicurezza dei cittadini”. Lo annuncia su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi ricordando che la Capitale è “tra i comuni più verdi d’Europa.
La nostra città dispone di un immenso e pregiato patrimonio arboreo, 330.000 alberi che vanno tutelati e preservati”.”Per questo ho convocato in Campidoglio – spiega – i rappresentanti dei Ministeri Politiche agricole e forestali, Ambiente e dei Beni culturali, il Soprintendente per l’Archeologia e il Paesaggio di Roma, i responsabili di architettura delle università La Sapienza e Roma Tre, il direttore del Dipartimento di Scienze agrarie e forestali dell’Università della Tuscia, il presidente del Sisef, gli assessori e tecnici del Campidoglio”.
Lega, domani la proposta di legge per una commissione d’inchiesta sulle case famigliaVelocizzare adozioni. Sprint anche su asili nido gratis

31 marzo 201916:30

“Domani la Lega depositerà una pdl per istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sul business delle case famiglia e per velocizzare adozioni nazionali e internazionali. Occorre fare chiarezza da una parte e, dall’altra, velocizzare le adozioni: ci sono migliaia di coppie in fila d’attesa da anni. Solleciteremo inoltre la calendarizzazione della nostra proposta, ferma in Parlamento da tempo, sugli asili nido gratis”. Così i capigruppo Lega di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Conte, perdita fiducia frena slancioMina funzionamento mercati e accresce costi transazione

FIRENZE31 marzo 201916:58

– “La drammatica perdita di fiducia in noi stessi e negli altri frena lo slancio verso il futuro.
Mina il funzionamento dei mercati e accresce oltre misura i costi di transazione”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Festival dell’Economia civile in corso a Firenze.
Autonomia: Fico, prima dibattito CamereNon può essere divisiva e creare cittadini di serie A e serie B

PARETE (CASERTA)31 marzo 201916:58

– “L’autonomia regionale di cui si parla non può diventare divisiva, ma deve garantire l’accesso uguale di tutti alle risorse del Paese. Non si possono creare cittadini di serie A e B”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico a Parete (Caserta), dove è intervenuto a un incontro pubblico sulla sicurezza stradale. “Il Sud è il punto di svolta del Paese; qui non siamo divisivi ma inclusivi.
Un eventuale trasferimento di poteri alle Regioni dovrà avvenire solo dopo un ampio dibattito parlamentare”.
Conte, faremo nuove riformeSpese molte energie per ricostruire fiducia fra persone

FIRENZE31 marzo 201917:35

– “Le riforme già varate non sono nulla rispetto a quello che ancora faremo. Ma forse le maggiori energie fisiche e mentali le ho spese in questa mia esperienza di governo per ricostruire la fiducia tra le persone, tra cittadini e istituzioni”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando a Firenze.
M5S: 200 a 2/o turno EuroparlamentarieTra i candidati Nogarin e la ex Iena Giarrusso

31 marzo 201917:40

– Sono duecento i candidati M5S che passano al secondo turno dee Europarlamentarie. Lo annuncia il blog delle Stelle al termine del primo turno, su base regionale, delle votazioni su Rousseau. A passare sono i primi dieci candidati per Regione. In tutto per le circoscrizioni Nord Ovest, Nord Est e Centro i candidati sono 120, per il Meridione 60, per la circoscrizione Isole 20.
Tra i candidati che ce l’hanno fatta, Filippo Nogarin in Toscana e la ex ‘Iena’ Dino Giarrusso in Sicilia.
Conte, nessun attacco alle banchePresto decreto per truffati, domani vedo Tria

FIRENZE31 marzo 201917:41

– “Non mi sembra ci siano i presupposti per parlare di attacco alle banche… Conserviamoci tutti lucidi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lasciando Palazzo Vecchio e rivolgendosi ai giornalisti che lo incalzavano su questo tema.
“Sicuramente adesso dobbiamo varare e licenziare al più presto – ha aggiunto – il decreto per i truffati delle banche. Lo abbiamo detto. C’è solo qualche aspetto tecnico ma sicuramente domani vedo anche il ministro Tria. Va varato al più presto il decreto”.
Conte, in settimana il decreto crescitaDomani niente Cdm, lo fisseremo in settimana

FIRENZE31 marzo 201917:42

– “Domani non è previsto il Consiglio dei ministri, lo fisseremo ovviamente in settimana e porteremo il decreto crescita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Festival dell’Economia a Firenze.
Lega, pdl per commissione case famigliaVelocizzare adozioni. Sprint anche su asili nido gratis

31 marzo 201917:46

– “Domani la Lega depositerà una pdl per istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sul business delle case famiglia e per velocizzare adozioni nazionali e internazionali. Occorre fare chiarezza da una parte e, dall’altra, velocizzare le adozioni: ci sono migliaia di coppie in fila d’attesa da anni. Solleciteremo inoltre la calendarizzazione della nostra proposta, ferma in Parlamento da tempo, sugli asili nido gratis”. Così i capigruppo Lega di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.
Fico, ecoballe vanno rimosseRafforzare la raccolta differenziata, agire su mentalità

PARETE (CASERTA)31 marzo 201919:44

– “Le ecoballe sono un vergogna nazionale e vanno rimosse”. Così il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico a Parete (Caserta). “Bisogna rafforzare la raccolta differenziata – ha proseguito – ma per fare questo è necessario anche agire sulla mentalità dei cittadini”. Le ecoballe sono sistemate a poca distanza dal comune di Parete, al confine con il Giugliano in Campania (Napoli).

‘Nata’ una seconda volta dalle macerie all’Aquila, l’appello di Marta allo StatoPer 23 lunghe ore rimase sepolta. Lei come tutti i fuori sede non ha mai avuto lo status di terremotata

Rimase sepolta 23 lunghe ore sotto le macerie della palazzina in cui risiedeva all’Aquila, la notte del 6 aprile 2009. Marta Edda Valente, all’epoca studentessa fuori sede, oggi è una donna di 34 anni, bella, solare e positiva. Vive nel Teramano, dove è nata, è ingegnere gestionale e nel tempo libero fa la ‘coach motivazionale’, ovvero aiuta gli altri a superare paure, difficoltà, momenti difficili.   Marta però una ferita ancora aperta di sicuro ce l’ha: non ha mai ottenuto lo status di terremotata perché risiedeva fuori dall’area del cratere. In termini economici questo ha significato, per la sua famiglia, sostenere autonomamente una spesa di oltre 100 mila euro, tra diversi interventi chirurgici, fisioterapia, cure. La giovane, ricorda il suo avvocato Tommaso Navarra, negli anni ha protestato per questo, rivolgendosi alle autorità, così come hanno fatto gli altri studenti fuori sede o lavoratori non residenti, con invalidità riconosciuta. Nessuno ha ottenuto dei risultati.

A dieci anni dal terremoto, Marta continua a fare appello allo Stato. E’ una donna tenace. Le dissero che non avrebbe più camminato ma lei, con pazienza, determinazione e resilienza, non si è data per vinta e dopo tanta fisioterapia ce l’ha fatta.

Nonostante un ricovero durato 100 giorni, subito dopo il terremoto non ha mai smesso di studiare e dare esami e nel 2010 si laureò all’Aquila in ingegneria gestionale con lode e menzione speciale.   “Chi quella notte era all’Aquila, fuori sede, per il proprio studio, senza fuggire dinanzi alle scosse ma confidando nello Stato, non può rimanere ancora oggi senza tutela”, dice oggi Marta. Molte di queste persone sono ancora alle prese con una riabilitazione fisica e psicologica. Ci vorrebbe quindi, chiede Marta, “un adeguato riconoscimento in termini di status giuridico e accesso privilegiato nel mondo del lavoro con un provvedimento generale o almeno regionale”.   Marta fa ancora un appello perché si tutelino le persone che oggi possano trovarsi nelle sue stesse condizioni, legiferando un riconoscimento “così come fatto con il Decreto Milleproroghe per Rigopiano nel 2017”.

Marta è ottimista. Oggi ha tanti affetti ed hobby, viaggia molto e dopo quell’esperienza ha cominciato ad esplorare quella natura che tanto le ha tolto, a cavallo, con le ciaspole e con l’escursionismo. Marta ha dato un nome alla sua esperienza, “le olimpiadi della vita”. Di sicuro, come le dicono in molti, ha già vinto la medaglia d’oro.

M5S: in 200 passano a 2/o turno EuroparlamentarieL’annuncio sul blog delle Stelle. A passare sono i primi dieci candidati per Regione

31 marzo 201916:03

Sono duecento i candidati M5S che passano al secondo turno dee Europarlamentarie. Lo annuncia il blog delle Stelle al termine del primo turno, su base regionale, delle votazioni su Rousseau. A passare sono i primi dieci candidati per Regione. In tutto per le circoscrizioni Nord Ovest, Nord Est e Centro i candidati sono 120, per il Meridione 60, pera circoscrizione Isole 20.
Boccia al governo, superare i conflitti, serve un’azione massiva per la crescitaIl presidente di Confindustria a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3

31 marzo 201918:01

Nella maggioranza “ci sono grandi divergenze su molte questioni: data la dimensione economica che il paese vive in questo momento servirebbe compattezza, noi lo abbiamo mostrato con i sindacati”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3 invitando il governo a “superare i conflitti sullo sblocca cantieri e sul decreto crescita” perché serve una “operazione massiva” per il rilancio del Paese.Il voto? Se divergenze strutturali prenderne atto Se continua la paralisi esclude il voto anticipato? “Se le divergenze sono strutturali bisogna prenderne atto e non andare avanti e galleggiare. C’è una manovra a fine anno da fare”. Lo ha detto Boccia sottolineando che “in caso di paralisi continua” non va escluso niente proprio perché oltre a “reagire al rallentamento in atto” c’è poi da “affrontare la prossima manovra, con oltre 23 miliardi di clausole di salvaguardia” di aumenti di Iva.

Bertolaso: no rimpianti, nessuno lasciato solo Ma sulla prevenzione non è cambiato nulla, la politica dorme

31 marzo 201921:50

Nessun rimpianto, nessun rimorso. “Solo nostalgia, di un periodo duro e difficile in cui si sono fatte cose straordinarie. Non lo dico io, lo dice uno studio dell’università dell’Aquila. In città c’erano 70mila persone prima del terremoto; erano 70mila anche nel 2010 e nel 2011; oggi sono circa 66mila: nessuno è stato lasciato solo, nessuno è stato costretto ad andarsene. Questo è qualcosa di straordinario”. Guido Bertolaso è in viaggio per Istanbul, gli hanno chiesto una consulenza per la realizzazione del piano di evacuazione della città in caso di terremoto. E con un gruppo di giovani ingegneri sta lavorando ad un progetto per ripulire il mare dalla plastica. Insomma, stare fermo senza fare nulla è una cosa che non gli è mai riuscita, ora e 10 anni fa, quando era il capo della Protezione Civile.Il 6 aprile del 2009, mezzora dopo la scossa, era in sala operativa. “Nessuno deve essere lasciato solo” disse ai suoi. E’ così Bertolaso? E’ andata davvero così? “Sì – risponde convinto -. Sicuramente durante l’emergenza, e lo testimonia la fila dei politici di ogni schieramento che c’era in quei giorni a L’Aquila: non sarebbero certo venuti se le cose fossero andate male. E nessuno è stato lasciato solo nei mesi successivi, quando costruimmo le Case per gli sfollati, una scelta che rifarei anche oggi e di cui vado fiero: il 60% di chi c’è andato allora ci vive ancora oggi; i Map, le casette di legno, sono ancora lì dopo 10 anni e tengono benissimo”. E dopo? Dopo l’emergenza? Sono passati dieci anni e L’Aquila è un enorme cantiere, con decine di problemi ancora irrisolti. Ci sono colpe? “In Italia si banalizza sempre tutto, si deve trovare sempre un capro espiatorio – risponde – Ci sono state carenze, problemi di burocrazia, sicuramente. Ma non è pensabile che una città possa essere ricostruita in due anni. Chi lo dice non sa di cosa parla. Il grande esempio di cui tutti si riempiono la bocca, per citare un modello di ricostruzione perfetta, è il Friuli. Ma il terremoto del Friuli colpì dei paesi, non una città. Se fosse stata distrutta Udine, sarebbe andata alla stessa maniera? La verità è che L’Aquila è una città con duemila anni di storia, non si può buttare giù tutto e ricostruire come se nulla fosse. Lo dissi in un consiglio comunale qualche giorno dopo il terremoto, dissi che ci sarebbero voluti almeno dieci anni. Mi riempirono di insulti e proteste. Ma avevo ragione”.Ma la politica ha capito qual è l’insegnamento che arriva da L’Aquila? Ha capito che senza una prevenzione strutturale continueremo a contare i morti ad ogni emergenza? Bertolaso ci pensa un attimo. “Non abbiamo capito nulla. C’è un briciolo di consapevolezza in quei territori che sono stati purtroppo già colpiti, ma per il resto nulla. La politica ha una chiusura totale su tutto ciò che è prevenzione ed il perché è sempre lo stesso: con la prevenzione non vinci le elezioni. La politica vive di tempi ridotti, mai investirebbe su qualcosa i cui risultati non possono essere pesati in termini elettorali”.L’ex capo della Protezione Civile prende ad esempio la tragedia di Genova. “Prendiamo il ponte Morandi, lo sapevano tutti che andavano fatti degli interventi, se non altro perché 30 anni fa una parte era già stata messa in sicurezza. Ecco, mettiamo che qualcuno lungimirante avesse chiuso il ponte per un anno e speso 20 milioni, sai cosa sarebbe successo? Sarebbe stato preso per matto e crocifisso”. Almeno tre sono, secondo Bertolaso, le cose fondamentali da cui partire per fare vera prevenzione. “Uno, manutenzione del territorio. Non è impossibile. Mi dovete spiegare perché per un paese è più importante fare una finale di un torneo di tennis o una sagra della salsiccia anziché potare gli alberi o mettere in sicurezza gli argini dei fiumi. Vanno orientate diversamente le risorse. Due, educazione. In qualsiasi paese al mondo ci sono esercitazioni quasi tutti i giorni, da noi è merce rara, soprattutto nelle scuole dove invece bisognerebbe investire di più. E tre, riorganizzazione delle strutture sul territorio, i volontari vanno rimotivati e bisogna attrarre i giovani, c’è scarsa partecipazione ma senza giovani non c’è futuro”.L’ex capo della Protezione Civile rivendica di averci almeno provato. “Abbiamo cambiato la classificazione sismica, modificato le leggi per costruire in zone sismiche, stanziato soldi per la messa in sicurezza dei comuni a rischio”. Dunque nessun rimpianto? “Sì, c’è una cosa che non rifarei”. Quale? “Non direi a Chicco De Bernardinis (allora ex vice capo del Dipartimento, ndr) di convocare la commissione grandi rischi”. Da quella riunione è nato il processo che ha portato alla sbarra gli scienziati, poi tutti assolti tranne proprio De Bernardinis. Bertolaso fa una smorfia. “Quella vicenda è stata distorta abbondantemente. Io non ero obbligato a convocare quella riunione, lo sanno tutti. E invece lo feci solo per dare informazioni precise agli aquilani rispetto a tutte le voci che giravano in quei giorni. E’ finita come tutti sanno”.            [print-me title=”STAMPA”]

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