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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 9 Giugno, 2019, 20:42:07 di Maurizio Barra

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DALLE 05:43 DI VENERDì 07 GIUGNO 2019

ALLE 20:42 DI DOMENICA 09 GIUGNO 2019

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Morto a 77 anni cantante blues Dr. John
Vinse cinque Grammy. Nella Rock and Roll Hall of Fame dal 2011

NEW ORLEANS (USA)07 giugno 2019 05:43

– E’ morto all’età di 77 anni Dr. John, cantautore di New Orleans che ha saputo mescolare nella sua musica il blues, il rock e il boogie woogie.
Malcolm John Rebennack, questo il suo vero nome, è stato stroncato ieri da un infarto, ha reso noto la sua famiglia. Non era più apparso in pubblico dalla fine del 2017, quando cancellò diversi concerti.
Nella sua lunga carriera Dr. John ha vinto cinque Grammy Awards. Nel 2011 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame.
Madonna Madame X, libertà spregiudicata e fusion latinaLa Regina del Pop torna il 14 giugno con una nuova provocazione

07 giugno 201913:36

La Regina del Pop apre i suoi orizzonti musicali e rivendica la sua libertà in ‘Madame X’, il quattordicesimo album di Madonna, in uscita il 14 giugno. Le contaminazioni reggaeton e urban del singolo ‘Medellìn’ con Maluma, che ad aprile aveva anticipato l’arrivo del nuovo album, sono solo parte dell’eclettismo, per lo più di stampo latino, infuso nelle nuove 13 tracce (15 in edizione deluxe) grazie a produttori come Mirwais, già al suo fianco ai tempi di ‘Music’ e ‘Don’t Tell Me’, e ancora Mike Dean e Diplo. Influssi di fado portoghese, funk carioca dal Brasile e batuque da Capo Verde si affastellano in un lavoro che prende ispirazione dalla nuova vita a Lisbona di Madonna, dove si è trasferita nel 2017 per consentire al figlio David Banda di inseguire il suo sogno calcistico nelle giovanili del Benfica.L’esperienza delle jam session casalinghe, che avrebbe alimentato la sua voglia di tornare a fare musica della popstar, si avverte in brani come ‘Batuka’, dove la presenza di un coro capoverdiano richiama l’originale significato del genere, nato in seno alla tratta degli schiavi e considerato una musica ribelle dai colonialisti portoghesi.Il sottotesto sociale, del resto, è ben chiaro in diversi punti del disco: in particolare nella traccia conclusiva, ‘I Rise’, introdotta dalla voce di Emma Gonzalez, sopravvissuta alla strage nel liceo di Parkland in Florida. Ma si nota anche nei versi portoghesi ‘o mundo é selvagem o caminho é solitário’ dell’oscura ‘Killers Who Are Partying’, dove simbolicamente Madonna si immedesima negli ultimi e nei reietti, professando in primo luogo la gran confusione del mondo contemporaneo. Laddove non domina la voglia di ballare (come nella reinterpretazione della hit brasiliana ‘Faz Gostoso’ con Anitta), i toni sono infatti spesso cupi: come in ‘Dark Ballet’, una rapsodia di generi e stili che va dal pop allo Schiaccianoci di Cajkovskij; o in ‘God Control’, dove cori alla ‘Like A Prayer’ si alternano a un arrangiamento disco music preso di peso dagli anni Settanta. In quest’ultima traccia, in particolare, il cantato in autotune di Madonna, costante dell’intero album, viene quasi sussurrato come da labbra chiuse, quasi a richiamare l’immagine di copertina, dove l’artista è ritratta con la bocca cucita. Ma Madonna non intende tacere, anzi: ha voglia di parlare e cantare; di alludere alle missioni umanitarie e ai viaggi di un ‘Extreme Occident’ condannato a cercare se stesso altrove; di perdersi nelle immagini parigine di un amore in ‘Crazy’, o divertirsi con le allusioni sessuali di Maluma in ‘Bitch I’m Loca’; e infine di guardare indietro, arrivando quasi ad autocitare la sua ‘Vogue’ nel beat dance anni ’90 di ‘I Don’t Search I Find’. Ma, come ha dichiarato presentando il video di ‘Medellìn’, Madonna non guarda indietro per banale nostalgia rinominandosi ‘Madame X’, nomignolo affibbiatole all’età di 19 anni dalla sua insegnante di danza. Se quel nome, ha spiegato Madonna, definiva il suo bisogno di cambiare continuamente maschera, lo stesso spirito si avverte nel nuovo disco: eclettico, indipendente, libero fino al punto di stupire e spiazzare. Come la Regina del Pop intende continuare a fare, dopo oltre 35 anni di carriera.

Eraldo Affinati per un’altra scuolaCome un romanzo storia delle scuole per immigrati Penny Wirton

ZZA CLASSE’ – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREPaolo PetroniROMA07 giugno 201909:57

Eraldo Affinati, in cui didattica e letteratura, insegnamento e scrittura si fondono e completano, si immagina “come un poeta che, al pari di ogni altro individuo, nel cantiere dei lavori in corso, sia impegnato a compiere un’esperienza di sé”. Allora, un libro come questo, sulla nascita, il senso, lo svilupparsi e il proliferare delle scuole Penny Wirton da lui fondate per insegnare gratuitamente l’italiano agli immigrati, a ridurlo e raccontarlo in breve appare semplice e schematico, mentre la sua caratteristica, tutta letteraria, grazie alla capacità di osservazione, di racconto e stile dell’autore, è proprio la ricchezza umana, la capacità di cogliere il senso in un gesto o un fatto, perché tutto quel che accade in quelle aule ha in quel bisogno e capacità di comunicare un fondo poetico, spiazzante e capace di coinvolgere ragione e sentimento del lettore. Tanto più, paradossalmente, di questi tempi in cui si alzano muri e barriere, si chiudono porti e centri d’accoglienza.
Affinati e i volontari che lavorano e insegnano con lui, alcuni da molti anni, hanno davanti persone magari analfabete, chiuse, impaurite, provate da esperienze troppo grandi e tragiche da raccontare, ma è solo entrando in comunicazione, creando scambi empatici, aprendosi come si spera di riuscire a far fare all’altro, che si smuove qualcosa e magari ecco che un ragazzo o un’anziana impareranno l’italiano e la scrittura come un vero strumento, tutto nuovo, per riconquistare un rapporto col mondo.
Sono 15 anni, da quando uscì ‘La città dei ragazzi’ nel 2004, che Affinati riflette e racconta la sua esperienza, 11 da quando ha iniziato a parlare della scuola Penny Wirton (nome che deriva dal bellissimo racconto di Silvio D’Arzo ‘Penny Wirton e sua madre’) e analizza insieme non a caso la figura e la storia di Don Milani (in due libri: ‘L’uomo del futuro’ e ‘Il sogno di un’altra scuola’) arrivando non a immaginare, ma a creare una scuola nuova dove ci si guarda negli occhi, si intessono relazioni, non si danno voti. E’ una vicenda in cui dimensione pedagogica e letteraria si intrecciano e fondono affrontando temi che inevitabilmente chi frequenta quelle scuole sente e incontra vivi, dal senso della fuga e dei viaggi della speranza e della morte alla paura e la fragilità delle persone. Il nodo è tutto nell’atteggiamento responsabile di chi si trova a cercar di formare questi ragazzi, diversi per storia, origini, culture, religione che costringono a ripensare il modo di riuscire a stare insieme e poi, di conseguenza, anche un’idea nuova di Europa, specie guardando a quegli adolescenti italiani, che in queste aule si impegnano con tutta la disponibilità necessaria a insegnare la propria lingua ai loro coetanei dell’altro mondo.
“Superati i sessant’anni bisogna saper ritrovare, con superiore sprezzo del pericolo, la propria giovinezza”, ovvero il saper aprirsi al mondo senza remore e con più esperienza che sono sostanziali gli errori per andare avanti, più delle certezze, ricorda Affinati, che a passi lenti, da quando si ritrovò giovane a insegnare alla Città dei Ragazzi scoprendo di avere alunni in maggioranza immigrati, ha esplorato nuovi campi cercandovi i segni dell’umano, che hanno acceso in lui uno spirito nuovo, un’attenzione e una dedizione all’altro ardente, ma non per questo solo sentimentale, anzi sempre con spirito critico rigoroso, pronto a andare anche contro se stesso, a rinnovarsi e modificare il percorso, invocando, come accade a un certo punto in queste pagine, quale modello umanistico di riferimento Francesco Petrarca con la sua trepidazione emotiva, ma assieme alle sue ansie, i suoi sconforti i suoi dubbi. E allora, esemplare per questo scrittore appartato e ritroso, ma prima di tutto maestro e insegnante, che dai suoi alunni e incontri ha imparato sicuramente quanto è riuscito a dare, appare il celebre sonetto: “Solo et pensoso i più deserti campi / vo mesurando a passi tardi et lenti”, che parla di ritrosia a mostrare il fuoco che si ha dentro e come sempre la scoperta e l’argomento principale sia l’amore.

Federica Angeli, il male e la sofferenzaIn sala ‘A mano disarmata’ sulla giornalista sotto scorta

07 giugno 201910:01

“Il ministro Salvini dovrebbe vedere questo film. È una cosa vergognosa voler togliere la scorta a Saviano, io non mi sento protetta da un ministro come lui”. Così Federica Angeli, la giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia del litorale romano, alla cui vita è ispirato il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’, in sala dal 6 giugno in 220 copie distribuite da Eagle.
A interpretare la giornalista di Repubblica in lotta con il clan della famiglia Spada di Ostia, Claudia Gerini, mentre Rodolfo Laganà è il vecchio capo clan; Mirko Frezza, lo Spada ch diede una testata al giornalista di Nemo, Daniele Piervincenzi; Francesco Venditti, il marito della Angeli; Francesco Pannofino, capo servizio del giornale e lo stesso Bonivento nei panni del direttore di Repubblica. Nel film, tratto dal libro omonimo di Federica Angeli e che ieri ha ricevuto il Nastro d’argento della legalità, la vera storia di questa donna condannata a un certo punto a una scorta non voluta, ma resa necessaria dal suo coraggio che ha involontariamente messo in pericolo la vita del marito e dei suoi tre figli adolescenti. “Questo film non è la solita serie di Gomorra, qui il male è visto attraverso la sofferenza – spiega Federica Angeli in conferenza stampa -. Per me è stato normale comportarmi in questo modo contro la criminalità di Ostia. Il messaggio di A mano armata è che ce la possono fare davvero tutti”. “Il libro di Federica mi ha subito rapita – dice invece la Gerini -, ti spinge ad essere una persona migliore. Ho ammirato molto questa donna che mi è stata subito anche simpatica. Mi piace la sua ironia, il modo in cui prende la vita”. Dice infine il regista: “Non sono qui per mandare messaggi.
L’importante era raccontare la vita di Federica Angeli e spero solo di esserne stato all’altezza. Lei ha fatto qualcosa di straordinario”.
Difficoltà nel girare ad Ostia? “Anche se ne avessimo avute non ve le diremmo per ovvi motivi. Avevamo comunque le spalle coperte anche dalla crociata fatta da Federica”.
Infine, sul fatto che nel film il cognome Spada non compaia mai sostituito da un anonimo Costa, dice Bonivento: “è stata una cosa voluta, abbassava il livello della storia mettere dei riferimenti reali, era più importante raccontare il coraggio di questa donna”.

Jovanotti, è estate, che cominci una nuova eraEsce a sorpresa EP Jova Beach Party, “un disco per ballare”

07 giugno 201919:20

– Che festa sarebbe senza la giusta playlist? Mare e spiaggia c’erano già, gli invitati anche, ora è arrivata anche la colonna sonora per i Jova Beach Party, i live cha dal 6 luglio animeranno 15 spiagge italiane. “Per visualizzare l’idea che stava nascendo – ha raccontato Lorenzo Cherubini, alla sua Jova Radio – serviva qualcosa di nuovo per visualizzare le spiagge, il pubblico che balla. E allora mi sono messo a scrivere”. Il risultato è la pubblicazione a sorpresa del Jova Beach Party, un EP con sette nuove canzoni (Polydor), più una ghost track.”Fino all’ultimo momento non pensavamo di farlo uscire: serviva a me, per connettermi con una musica più ritmica, immaginandola live, nei miei dj set. Quando abbiamo cominciato a suonare, i provini sembravano pezzi già pronti. E così ecco il disco”, ha aggiunto Jovanotti con il proverbiale entusiasmo: “Queste canzoni vanno immaginate come colonna sonora del film che ho nella testa e di cui siamo tutti protagonisti”. Nell’EP, nel quale ogni brano si fregia di una collaborazione eccellente, l’obiettivo dichiarato è quello di ballare, di divertirsi; la base dei sette pezzi è festaiola, senza che il marchio della scrittura di Lorenzo, impregnata di romanticismo, avventura, vitalità, energia, attenzione alle parole, sia mai scalfita. “È pura passione per la musica, niente altro che passione per la musica e per quello che la musica fa accadere”. Si va da ritmi afro, a sonorità mediterranee, dal funk al soul, passando per il flamenco e il freestyle, nel segno dell’estate. Il primo pezzo, Prima che diventi giorno, è stato prodotto da Rick Rubin, che aveva già firmato Oh, Vita! (“ogni giorno mi fa scoprire cose nuove”), e a suonare la batteria è arrivato “il più grande del mondo”, Chris Dave. “Una registrazione tutta live, ricorda Miss You dei Rolling Stones”. Le coriste sono state rubate a Kanye West, che registrava negli stessi giorni. Per Nuova Era, brano tra house music e afro, ha chiamato il re Mida della musica italiana: il produttore e musicista Dardust. In Vado, c’è Charlie Charles (“colui che ha portato un suono nuovo in Italia”).”Il testo l’ho improvvisato in freestyle, poi è rimasto così. Canto ‘vado, non mi fermeranno mai’ e mi viene in mente la migrazione, la tenacia di chi parte, di chi non si guarda indietro, perché non esistono i ritorni, si parte e basta, si parte sempre”. La band di cumbia elettronica, Cacao Mental, arriva ad arricchire Fiesta, dal suono potente e ancestrale. “E’ musica cerimoniale che piacerebbe anche al presidente della Repubblica. Anche a Pertini, che era un gran figo. L’immagine di lui che rientra dalla Spagna dopo i Mondiali per me è stato il Big Bang: forse se ho questa specie di militanza ottimista la devo a quell’immagine lì. Uscivamo da un periodo buio, di lotte politiche sfociate nel terrorismo, negli anni di piombo. A me, bambino a Roma, toccava da vicino. Quella estate mi sembrò l’inizio di una nuova era. Ho la speranza che anche ora ci possa essere un nuovo inizio, di un Paese che gioca a carte in allegria, davanti a un bicchiere di vino”.Nel disco anche gli Ackeejuice Rockers in Tutto un fuoco (“il flamenco diventa afrobeat, poi dance soul, alla fine è un pezzo un po’ sensuale, un po’ arrapato e bisogna concludere”) e dj Ralph, “il decano dei dj italiani della dance floor”, in Il Sole sorge di sera. L’ultimo pezzo, Perché tu ci sei, è un esperimento con Paolo Baldini, “king della dub”. Per Jova Beach Party non sono previsti video, ma uscirà una playlist di Lyric video con i 7 brani in versione cartoon sviluppati dai fratelli Dan&Dav insieme a Colormovie.

Corrado, 20 anni dopo torna La corridaL’8 giugno Canale 5 ripropone ultima puntata del 20 dicembre ’97

07 giugno 201912:59

– L’8 giugno in prima serata, a vent’anni dalla scomparsa, Canale 5 omaggia Corrado con l’ultima puntata della Corrida, del 20 dicembre 1997. E’ il programma più amato del conduttore che lo ideò insieme al fratello, Riccardo Mantoni, e condusse prima in radio e poi in tv per 10 edizioni dal 1986 al 1997, con un successo trionfale. Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado, scomparso a Roma l’8 giugno 1999, considerato uno dei padri fondatori della tv italiana, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Con la sua ironia, è entrato nel cuore di milioni di italiani.
“Per tutti noi che abbiamo intrapreso il mestiere di presentatore – dice Gerry Scotti, che introdurrà la puntata speciale – la sua è stata una grande lezione, ma Corrado era inarrivabile, inimitabile e insostituibile”. “Io ho avuto la fortuna, il piacere e la responsabilità di condurre dopo di lui, insieme al maestro Pregadio, dal marzo del 2002 ben 8 edizioni della Corrida, ho cercato di farlo con grande leggerezza provando a rispettare lo stile e le caratteristiche che lui aveva dato al suo programma. Un programma che ha segnato, come pochi altri – conclude Scotti la storia della televisione italiana e dei suoi generi”.
L’uomo Prada sfila a ShanghaiClassici decontestualizzati, colori sintetici, uniformi e patch

07 giugno 201913:18

– Trasgressione silenziosa, con l’ottimismo come alternativa alla realtà, nella collezione uomo Prada che ha sfilato al Minsheng Art Wharf di Shanghai. In passerella, il conservatore diventa ribelle, il giovane appare sofisticato.
‘Optimist rhythm’ il tema della collezione, animata da uno spirito di sicurezza di sé, divertimento e positività.
I classici sono decontestualizzati e lunghezze differenti si sovrappongono in diversi capi: una camicia lunga può rimandare alla linea di una giacca sartoriale; polo e felpe, dall’aria proletaria, hanno volumi macroscopici. Il colore è puro e potente, le tonalità neutre accompagnano i toni sintetici. Sono gli accostamenti che generano contrasti: emblemi sartoriali della cultura popolare sono mescolati a capi di alta sartoria e mostrati accanto a quelli sportivi. L’idea di esplorazione e pionierismo è ribadita attraverso una serie di uniformi cachi, con distintivi e patch applicati.
Da Vasco a Salmo la musica si fa in naveNon solo trasferimenti ma concerti in mezzo al mare di Sardegna
CAGLIARI07 giugno 201913:56

– Un mare di musica: da Salmo a Vasco in Sardegna sarà un’estate di chitarre, rime e canzoni tra le onde. Roba per tutti i gusti, dal jazz al rap passando per l’indie internazionale. Sì, show e palchi in nave per un’esperienza in qualche modo unica e indimenticabile. Ci si mette anche Vasco Rossi. In questo caso nessun concerto sul ponte del rocker di Zocca. Ma sarà comunque un viaggio musicale perché, per i due concerti di Cagliari, è stata allestita una nave, che si fermerà a Cagliari per due notti, con tanto di logo per portare nell’Isola i fan di tutta la Penisola.
E ci sono interni dedicati a Vasco con una sala cinema, merchandising a bordo e intrattenimento musicale per gli ospiti.
Con ciascuna sala che sarà rinominata prendendo spunto dai dischi dell’autore di canzoni storiche come “Albachiara” e “Siamo solo noi”. Spazio anche al rap con Open Sea Republic: dal 21 al 23 giugno un traghetto di GNV (Grandi Navi Veloci) diventerà lo scenario per uno speciale festival di 36 ore diretto da Salmo

Fondazione Piazzolla accredita TraniAnche Ambasciata Argentina. Attese otto coppie di ‘star’

TRANI (BAT)07 giugno 201914:29

– Giunto alla settima edizione, il Festival del Tango di Trani diretto dalla ‘star’ Miguel Angel Zotto, torna dall’11 al 14 luglio forte di un altro importante riconoscimento arrivato dall’Argentina: dopo il patrocinio dell’Ambasciata di Roma, è il turno della Fundacion Astor Piazzolla, accreditato da Laura Escalada Piazzolla, vedova del compositore e presidente della stessa fondazione.
L’associazione Inmovimento di Claudia Vernice e Giuseppe Ragno aveva cominciato nel 2012 partendo dalle origini tranesi di Piazzolla: dalle sue sponde, infatti, il nonno pescatore Pantaleone partì alla volta dell’Argentina in cerca di futuro.
Ma quel che poteva sembrare un divertissement, è diventato un appuntamento importante: otto coppie di maestri della scena mondiale del tango, due orchestre dal vivo, milonghe, esibizioni, stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile, compreso il ritorno del workshop “Psiche e Tango”, con Mary Falco e Roberto Henry Massaron. Attese circa 2000 persone. Per vedere non solo Zotto, attesissimo in pista con la sua compagna Daiana Guspero, ma Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Roberta Beccarini e Pablo Moyano, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, Valentina Romano e Mariano Palazon e, per la prima volta a Trani, Laila Rezk e Leandro Oliver. Poi l’eccellenza tutta italiana di Giorgia Rossello e Vito Raffanelli, oltre ai giovani Valentina Guglielmi Miky Padovano.
Alla Fenice una mostra su Pina BauschRassegna dedicata a ‘Gli anni veneziani’
VENEZIA07 giugno 201914:51

– In occasione dei dieci anni dalla scomparsa, la Fenice ricorda e celebra Pina Bausch (1940-2009) con una retrospettiva sui suoi anni veneziani, organizzata dall’Archivio storico della Fondazione Teatro La Fenice e curata da Franco Bolletta, responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza. “Pina Bausch. Gli anni veneziani” – questo il titolo dell’esposizione – resterà aperta dal 9 giugno al 14 luglio al Teatro La Fenice.
Saranno in mostra le foto di scena degli spettacoli che la danzatrice e coreografa del Tanzthater Wuppertal ha allestito in Fenice dal 1981 al 2007, immagini che permetteranno di ripercorrere quindi le tappe più importanti della Bausch e della storia del teatro-danza.
Sole passa nello gnomone Duomo FirenzeFenomeno sarà visibile 11, 14, 18 e 21/6, da 12:30 a 13:30

FIRENZE07 giugno 201914:52

– Anche quest’anno sarà possibile assistere al passaggio del sole nello gnomone del Duomo di Firenze, che con i suoi 90 metri di altezza è il più grande al mondo. Uno spettacolo unico al mondo, con i raggi del sole che scenderanno attraverso la Cupola del Brunelleschi per formare un’immagine del disco solare che andrà a sovrapporsi perfettamente a quella posta sul pavimento del Duomo.
Il fenomeno sarà visibile al pubblico nei giorni 11, 14, 18 e 21 giugno 2019, dalle ore 12.30 alle 13.30, nella cappella della Croce del Duomo, a sinistra dell’Altare Maggiore. L’iniziativa, resa possibile dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dal Comitato per la divulgazione dell’astronomia, è a ingresso gratuito e si svolgerà anche in caso di cielo coperto. Nella data del 18 giugno la presentazione sarà in lingua inglese. E’ consigliata la prenotazione scrivendo alla email eventi@operaduomo.firenze.it.

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Rai1, ecco Day time estivi da Poletti a Convertini
Al via da 17 giugno, con Bisti, Marangoni, Marzoli e Milo

07 giugno 201919:39

“Rai1 non va in vacanza. Abbiamo fatto uno sforzo, ci siamo. Con la tradizione e con un piccolo tentativo di innovazione”. Dopo il clamore delle scorse settimane la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis annuncia i palinsesti del day time estivo e chiude il cerchio ponendo una scelta di campo un pò diversa rispetto alle passate stagioni, “basandosi – come più volte ribadito – sull’arricchimento dei generi”.- “Ho letto le polemiche dei giorni scorsi, posso capire la logica delle contraddizioni, ma il compito della Rai servizio pubblico resta quello di dare voce nella pluralità. Se una voce non c’è, è bene rappresentarla. Credo sia ben rappresentata nei volti che condurranno i programmi”.  Si parte il 17 giugno (7:10) con Unomattina Estate riconfermata Valentina Bisti, volto del Tg1, in coppia con la new entry Roberto Poletti. A seguire debutterà il nuovo daytime, “Tutto chiaro”, un factual dedicato all’economia domestica, salute e benessere. Alla conduzione Monica Marangoni. Subito dopo il Tg1 delle 13.30 spazio a “Io e te”, un nuovo programma dei sentimenti condotto da Pierluigi Diaco. Al suo fianco l’attrice Sandra Milo, e la comica Valeria Graci. Alle 16.45 il pubblico di Rai1 seguirà la nuova edizione de “La Vita in diretta Estate” affidata a Lisa Marzoli, giornalista del Tg2 e l’attore Beppe Convertini.
De Santis tiene anche a sottolineare come all’interno delle sei figure scelte per rappresentare l’azienda nel palinsesto estivo tre sono donne: “due sono colleghe interne ai telegiornali, Bisti del Tg1 e Marzoli che viene dal Tg2. La terza è Monica Marangoni, l’ho scelta pensando che si tratta di una donna molto dinamica e madre, e a lei viene affidato un programma, Tuttochiaro, che si offre come tutorial per famiglie”.
All’inizio della presentazione dei palinsesti estivi della rete De Santis aveva fatto un pò la sintesi della storia della Rai: “Nella logica che sono abituata a considerare credo che la televisione si faccia per addizione, oggi abbiamo il compito di raccontare il Paese che evolve in una direzione che deve dare voce e rappresentazione anche ad altri ambiti. Prima in Italia c’era il blocco cattolico”, spiega “poi è nata la seconda rete e il Tg2 con l’immissione di forze che provenivano dal mondo socialista. E Quindi la Rai di Agnes e Manca che capirono che c’era un terzo del paese che aveva diritto di avere rappresentanza”. Poletti parlando del suo approdo alla conduzione di Unomattina estate, contestata in particolare dal Pd: “È un momento di svolta della mia carriera. Sono molto emozionato. Ieri notte ho finito di lavorare da un’altra parte. Vorrei essere giudicato in base al lavoro che faccio. Sui fatti, sui contenuti, sui linguaggi”. “Da parte mia – ha sottolineato – solo una precisazione: la mia unica telefonata per arrivare a condurre il programma è stata con la direttrice di Rai1 Teresa De Santis”.
Bisti evidenzia “Unomattina va in onda su Rai1 da oltre 30 anni, si è evoluta con la società. Noi racconteremo cosa succede oggi, gli usi e costumi. C’è un grande sinergia tra Rai1 e Tg1, che io rappresento. La squadra del Tg1 è pronta a intervenire nel caso di grandi emergenze. L’anno scorso successe per il ponte di Genova”.
Diaco, che ricorda che ha iniziato a 19 anni, in un lunghissimo discorso sottolinea “quando si lavora in squadra, la Rai rende grande anche persone complesse come me. Quello di Rai 1 è un pubblico largo, che ama la tradizione. Andrò a braccio, non ho mai amato la tv scritta. Gianni Boncompagni diceva che la tv deve essere jazz, la costruzione del programma nasce in diretta”. Poi ringrazia il presidente Marcello Foa, l’ad Fabrizio Salini “per la fiducia accordata”, e tanti altri.
Definisce le signore con cui lavorerà, Milo e Graci: la prima “regina dei sentimenti”, la seconda “regina della risata”.
Sandra Milo curerà la rubrica della posta del cuore. Bebbe Convertini rivela che è arrivato in Rai in moto per la conferenza “ho rivolto una preghiera a Gesù e un pensiero a mio padre. L’ho perso per un tumore ai polmoni, è il mio angelo custode. Per me è un giorno di festa straordinario oggi. Conosco l’Italia come pochi, faccio il mestiere più bello del mondo”

‘Il primo re’ venduto in tutto il mondoMito fondazione di Roma secondo Rovere uscirà da America a Corea

7 giugno 201915:45

– Dopo il successo di pubblico e critica, Il primo re, il film di Matteo Rovere sul mito della fondazione di Roma, continua il suo percorso internazionale avviato durante i mercati di Berlino e Cannes. Uscito nelle sale italiane a gennaio scorso con 01 Distribution, il film è stato venduto da Indie Sales in tutto il mondo e uscirà in Nord America, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Corea del Sud, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Australia, Nuova Zelanda e Medio Oriente, mentre altri paesi sono in trattativa avanzata. Prodotto da Groenlandia con Rai Cinema, in coproduzione con Gapbusters e in associazione con Roman Citizen, interpretato da Alessandro Borghi e Alessio Lapice, Il primo re racconta la leggendaria storia della nascita di Roma e il mito di Romolo e Remo, due fratelli che in un mondo ostile e antico sfidano il volere implacabile degli dei.
Cecchi Gori, sono rimasto figlioSu di lui il docu-film ‘Di vizi e di virtù’ di Isola e Spagnoli

07 giugno 201919:18

“Sono rimasto figlio, sono rimasto figlio”. Vittorio Cecchi Gori lo dice più volte ora che è tornato da Palazzo Borghese in quella casa romana dei suoi genitori ai Parioli, un appartamento, dice en passant, “figlio de Il sorpasso e dove ogni tanto mi sembra di veder comparire il babbo e la mamma”. Classe 1942, produttore cinematografico e figlio della leggenda Mario Cecchi Gori, Vittorio, un passato tra successi, politica, fallimenti, scandali, droga e gossip, ora sembra davvero pacificato, sereno dopo l’ictus che lo ha colpito poco meno di due anni fa. Accoglie i giornalisti nel salone della casa ai Parioli con vista mozzafiato, dove campeggiano tra tartine e pizzette tre Oscar, Leoni d’Oro e Nastri d’argento.Occasione dell’incontro stampa la fine riprese del docu-film ‘Cecchi Gori, di Vizi e di Virtù’, diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli e prodotto da Giuseppe Lepore, con al centro la storia unica della famiglia Cecchi Gori. Un documentario dedicato al fotografo Pietro Coccia, recentemente scomparso, e girato quasi totalmente nella casa del produttore. Prime parole di Cecchi Gori, dopo la visione di qualche spezzone del documentario, dette con la chiara voglia di liberarsi: “Rifarei tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato coerente con le mie idee e non accettare prepotenze è stato più forte dei miei interessi materiali”. E poi qualche considerazione sul suo lavoro di produttore “in cui – sottolinea Cecchi Gori – c’è stato a un certo punto un conflitto naturale tra cinema e televisione e, alla fine, purtroppo ha vinto quest’ultima”. E ancora su quello che è avvenuto nel settore spiega: “Oggi il produttore non è più indipendente, ma solo una specie di dirigente televisivo. Mio padre ed io non solo mettevamo i soldi, ma davamo il nostro contributo, suggerivamo. Eravamo produttori che potevano pretendere i diritti creativi alla Siae”.Mentre ricorda come il padre Mario non fosse d’accordo sulla morte di Trintignant ne ‘Il sorpasso’ e lui stesso su quella di Troisi ne Il postino, Vittorio mostra con orgoglio una foto in bianco e nero di lui e Marco Risi ragazzini a Sabaudia: “Eravamo lì mentre i nostri padri facevano i film”. Nel docu-film ‘Cecchi Gori, di Vizi e di Virtù’, come spiegano i registi, si assiste agli incontri “con coloro che, nonostante tutto, sono rimasti accanto a Vittorio: dai vincitori dell’Oscar Roberto Benigni e Giuseppe Tornatore ai campioni di incassi Leonardo Pieraccioni e Carlo Verdone, agli amici Lino Banfi e Marco Risi. Ci sono poi i grandi allenatori e campioni della Fiorentina, passione di famiglia, Giancarlo Antognoni, Claudio Ranieri e Roberto Mancini, attuale ct della Nazionale di calcio italiana”. Protagonista per eccellenza di tanti pettegolezzi, anche per le sue tempestose storie d’amore, da Rita Rusic a Valeria Marini, non ama il gossip: “È un ingrediente meraviglioso, ma nella sostanza alla fine è solo il contorno”. ‘L’eterno figlio’ Cecchi Gori mostra solo un attimo di sbandamento quando, intervistato da Marco Spagnoli, racconta il doloroso arresto nel 2008 davanti al figlio: “Tutto sommato – dice nel filmato – l’ho vissuto bene, sono stato sereno. Era una follia passare da Palazzo Borghese, dove abitavo, a Regina Coeli. Se ci ripenso mi dò una medaglia da solo e mi dico: ho resistito bene”.

Elisa Sapienza debutta con Il tempo vola”Un’esortazione a se stessi, per non sprecare il tempo”

07 giugno 201915:53

– “Il Tempo Vola” è il primo EP di inediti di Elisa Sapienza (dal 7 giugno). Cinque brani elettro pop, più una versione acustica, che raccontano la presa di coraggio di una giovane artista che decide di mostrare per la prima volta piccoli pezzi di sé. L’Ep è stato anticipato dal singolo “Eccezionali” uscito il 17 maggio. “Il Tempo Vola oltre che il titolo di un brano – racconta Elisa, milanese classe ’94 – è anche un’esortazione a se stessi, per non sprecare il tempo e le opportunità che la vita ci mette davanti. Il Tempo Vola è una nuova strada di un percorso lunghissimo, iniziato tanto tempo fa quando ho incominciato a studiare la musica e il canto.
In 5 brani racconto molte parti di me che sono comuni a tante persone. Il Tempo Vola è il coraggio di chi non si arrende e sa attendere il momento giusto per dire: io ci sono!”.
Carta, esce il singolo I giorni miglioriTitolo ‘propiziatorio’ dopo fatti cronaca che lo hanno coinvolto

07 giugno 201915:56

– Nei giorni in cui è finito al centro della cronaca per un presunto furto in un grande magazzino (a settembre il processo), Marco Carta pubblica un nuovo singolo dal titolo ‘propiziatorio’ I giorni migliori (dal 7 giugno, su etichetta The Saifam Group).
Il brano è stato scritto da Marco Rettani, Gabriele Oggiano e Giovanni Pastorino. “I giorni migliori – spiega Marco Carta – sono quelli in cui anche le piccole cose hanno un peso fondamentale nella nostra vita. Sono quei giorni che ci segnano, positivamente parlando, e che rimangono impressi nella nostra esistenza. Sono i giorni di cui abbiamo fortemente bisogno per vivere, quelli di cui non possiamo fare a meno. Perché i giorni migliori, quando tornano, sono i giorni migliori che restano”.
Fine campionato, il calcio sparitoA Roma gli scatti del fotoreporter Tullio Farabola

07 giugno 201915:57

– La gioia irrefrenabile per la vittoria del Mondiale nel 1934, i mitici ritratti dei grandi campioni come Omar Sivori, Sandro Mazzola, Gianni Rivera, ma anche le maglie di stoffa comune, i campi pieni di fango, gli stadi che oggi non ci sono più: c’è tutta la passione degli italiani per il calcio nella mostra “Fine campionato”, allestita dal 19 al 30 giugno alla Galleria Il Sole di Roma, che presenta al pubblico una selezione di opere fotografiche di Tullio Farabola (uno dei primi fotoreporter del nostro Paese) e della sua Agenzia fondata a Milano nel dopoguerra. Il percorso accoglie 16 scatti inediti in bianco e nero che, attraverso lo sport, svelano il ritratto composito di un’Italia ormai sparita, immortalata dagli anni Trenta agli anni Sessanta.
Nella mostra sono esposte anche le ceramiche dell’artista milanese Stefano Puzzo, ispirate ai leggendari omini del Subbuteo. Ogni giocatore è un pezzo unico realizzato ad hoc in base all’estro e alla fantasia dell’artista.

Arbore e le canzoni napoletane su Rai512, 19 e 26 giugno in prime time. ‘Racconto Orchestra Italiana’

NAPOLI07 giugno 201916:06

– Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana si raccontano su Rai5: il 12, 19 e 26 giugno alle 21.15 sarà in onda ‘Ll’arte d’o sole’, una tra le più importanti rassegne di canzoni napoletane realizzate per la televisione negli ultimi anni, tre appuntamenti dedicati al sogno-scommessa di Arbore, una mission lunga 28 anni. “Rai5 è un canale culturale e questo è un programma di cultura” spiega Arbore che firma la produzione con Gino Aveta, la consulenza di Adriano Fabi e la regia di Barbara Napolitano.
Il programma, che sancisce il ritorno televisivo di Renzo Arbore dopo il successo su Rai2 con ‘Guarda stupisci’, è ospitato nello stesso studio Rai di Napoli con le scenografie di Cappellini e Licheri. Si partirà dagli esordi fino ai più grandi successi dello showman con la sua Orchestra nei principali teatri e piazze d’Italia ma anche al Radio City Music Hall, al Madison Square Garden e alla Carnegie Hall di New York, alla Royal Albert Hall di Londra, all’Olympia di Parigi, sulla Piazza Rossa di Mosca.
Terrazze Martini rivivono in una mostraA Casa Martini foto riportano in una atmosfera senza tempo

TORINO07 giugno 201916:07

– Il fascino intramontabile delle Terrazze Martini, un luogo di bellezza, mondanità e italianità caro a italiani e stranieri, rivive da oggi al 26 agosto, nella nuova mostra fotografica realizzata a Casa Martini, a Pessione di Chieri, alle porte di Torino. Un luogo iconico, elegante, dall’atmosfera senza tempo, che riporta allo spirito e ai valori che 150 anni fa ispirarono Alessandro Martini e Luigi Rossi, fondatori dell’impresa.
Grazie alla sua semplicità, la formula delle Terrazze raggiunge un immediato successo internazionale. Negli anni ’60, l’azienda ne aveva realizzate ben 8, di cui la prima a Parigi.
La mostra, organizzata da Casa Martini e Archivio Storico Martini & Rossi, con il patrocinio di Città di Chieri, Anai Gruppo Italiano Archivisti di Impresa, Museimpresa e con la collaborazione di Associazione Abbonamento Musei e Turismo Torino e Provincia, presenta oltre 300 trecento immagini, per lo più inedite. Centinaia i vip ritratti tra cantanti, attori, imprenditori, artisti e politici.

Addio tra Bradley Cooper e Irina ShaykDopo l’Oscar rumors di flirt tra l’attore-regista e Lady Gaga

NEW YORK07 giugno 201916:34

– Dopo quattro anni d’amore e una figlia, Bradley Cooper e Irina Shayk si sono detti addio. Lo riporta la rivista People. L’attore e la modella russa si sono fidanzati nella primavera del 2015 e nel marzo 2017 sono diventati genitori della piccola Lea De Seine. Secondo il magazine Cooper, 44 anni, e Shayk, 33, hanno ufficialmente concluso la loro relazione amichevolmente e starebbero lavorando ad un accordo per la custodia della figlia. La coppia, che ha sempre cercato di mantenere privata la propria vita sentimentale, è finita sotto i riflettori dopo gli Oscar di quest’anno, quando si è parlato di un flirt tra Cooper e Lady Gaga, co-protagonista del film ‘A Star is Born’. I due si sono esibiti con la canzone ‘Shallow’ e hanno fatto sognare il pubblico mostrandosi particolarmente affiatati. Nei giorni successivi, tuttavia, Gaga aveva smentito il flirt.
Ligabue a San Marino, talento e folliaCinquanta opere, cinque dipinti mai presentati al pubblico

SAN MARINO07 giugno 201916:43

– ‘Antonio Ligabue tra genialità, talento e follia’ è il filo conduttore di una mostra monografica in programma dall’8 giugno al 29 settembre a Palazzo Sums, nella Repubblica di San Marino. Nelle sale verranno esposte 50 opere, provenienti da collezioni private, tra cui cinque dipinti mai presentati al pubblico.
L’esposizione vuole essere un percorso attraverso la vita e l’arte di Ligabue (Zurigo 1899-Gualtieri 1965), un’esistenza dominata dalla solitudine e dall’emarginazione, riscattata solo da uno sconfinato amore per la pittura. Un racconto biografico e artistico che si snoda attraverso i temi principali entro i quali si sviluppa l’universo creativo del pittore.
La mostra, voluta dalla Repubblica del Titano, è curata da Francesca Villanti e Francesco Negri.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

 

Vasco a Milano, in 180mila per 3 date
Da ogni parte d’Italia per ‘Vasco Non Stop Tour 2019’

MILANO07 giugno 201917:48

– Sono 180mila i fan che hanno assistito alle prime tre date milanesi del “Vasco Non Stop Tour 2019”, a metà dell’evento dei record allo stadio San Siro che si concluderà il 12 giugno.
Il popolo di Vasco è arrivato da ogni parte d’Italia e per il primo live in centinaia hanno dormito per giorni nel piazzale per poter arrivare il più possibile sotto all’enorme palco largo cento metri e alto 33, come un palazzo di 11 piani.
S.Orsola di Carpaccio ‘torna’ a VeneziaDall’8 giugno riapre sala dell’Accademia dopo nuovo intervento

VENEZIA07 giugno 201918:26

– “Sono particolarmente lieto di annunciare che, dopo un lungo intervento conservativo, ‘Le Storie di sant’Orsola’ di Vittore Carpaccio, uno dei capolavori della pittura rinascimentale, vengono finalmente restituite al pubblico”. Così Giovanni Panebianco, segretario generale del Mibac, attualmente direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia ha salutato il restauro de ‘Le Storie di Sant’Orsola’ di Vittore Carpaccio, ospitate in sala XXI. Dall’8 giugno la sala torna fruibile per i visitatori del museo. Il restauro del ciclo, realizzato grazie al generoso contributo di Save Venice, è stato preceduto da una propedeutica fase di studio ed analisi diagnostica condotta, dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e dal Laboratorio Scientifico delle Gallerie, a partire dal 2010. I nove teleri con le Storie di Sant’Orsola si presentavano in uno stato conservativo disomogeneo, coperti da vernici alterate e sovrammissioni pittoriche localmente frammentarie.
Barenboim direttore onorario BerlinerA 50 anni dal debutto sul podio della prestigiosa orchestra

BERLINO07 giugno 201918:31

– L’Orchestra Filarmonica di Berlino ha nominato Daniel Barenboim direttore onorario. Un incarico che Barenboim riceve a 50 anni dal suo debutto sul podio dei Berliner, avvenuto il 14 giugno 1969. Il maestro argentino-israeliano è stato il direttore ospite più assidui dei Berliner e il primo nella storia della prestigiosa orchestra a essere nominato direttore onorario.
Bonisoli, serve sicurezza Reggia CasertaMai più fiumane prime domeniche, basta organizzare fasce orarie

CASERTA07 giugno 201918:33

– CASERTA, 7 GIU – “Alla nuova direttrice della Reggia di Caserta Maffei chiederò di dare priorità alla sicurezza del personale, dei visitatori e dell’edificio. Ben vengano tanti visitatori, ma devono lasciarsi alle spalle esperienze positive”. Lo ha detto il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, che ha visitato parte della Reggia di Caserta, le stanze dell’Ottocento e la collezione Terrae Motus. “Ci sono i soldi per la valorizzazione e i restauri. Quello che manca, e me sono accorto visitando le stanze, è la didascalica; suggerirò alla Maffei di porvi rimedio”, ha aggiunto.
Il ministro ha anche auspicato “mai più fiumane di persone nei monumenti alle prime domeniche del mese, a meno che non sia davvero indispensabile”. “Piace avere tanti visitatori – ha proseguito – ma non devono arrivare tutti nello stesso momento.
Basta organizzare le fasce orarie. Sono convinto che bisogna continuare a promuovere la Reggia come ogni altro monumento, ma senza tralasciarne la valorizzazione e la tutela”.
Urso in vetta alla hit parade, J-Ax vola tra i singoliArrivano i Nomadi con Milleanni. Eterni Pink Floyd al top vinili

07 giugno 201918:38

Seconda settimana in vetta alla classifica Fimi Gfk per il tenore polistrumentista Alberto Urso, reduce della vittoria di Amici, con il suo album d’esordio ‘Solo’. Risale in seconda posizione, con ‘Colpa delle favole’, Ultimo, che piazza in top ten anche l’album Peter Pan (ottavo). Sul terzo gradino del podio un’altra finalista del talent di Maria De Filippi, Giordana Angi, con ‘Casa’.Balzo in avanti di tre posizioni per Billie Eilish, rivelazione del panorama musicale degli States, che questa settimana è quarta con ‘When we all fall asleep, where do we go?’, davanti al rapper Izi, quinto con ‘Aletheia’. New entry, al sesto posto, i Nomadi, con il nuovo concept album ‘Milleanni’, tra brani che raccontano l’Italia e due inediti. Guadagna una posizione ed è settimo Salmo con ‘Playlist’. Chiudono la top ten, entrambi in risalita, Coez con ‘E’ sempre bello’ e Marco Mengoni con ‘Atlantico’.Tra i singoli conquista il vertice della classifica ‘Ostia Lido’: il brano di J-Ax, prodotto da Takagi e Ketra, che fotografa la spensieratezza dell’estate, spopola anche sul web, con oltre 7 milioni di visualizzazioni in due settimane per il video. Tra i vinili, tornano al top i Pink Floyd con il bestseller The Dark Side of the Moon.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 31 maggio al 6 giugno:1) SOLO, ALBERTO URSO (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)2) COLPA DELLE FAVOLE (ULTIMO-HONIRO-BELIEVE)3) CASA, GIORDANA ANGI (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) ALETHEIA, IZI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MILLEANNI, NOMADI (EDIZIONI PRODUZIONI I NOMADI-ARTIST FIRST)7) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)8) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)9) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)10)ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORD LABEL-SONY)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) OSTIA LIDO, J-AX (EPIC-SME)2) CALIPSO (WITH DARDUST) (FEAT SFERA EBBASTA, MAHMOOD, FABRI FIBRA), CHARLIE CHARLES (ISLAND-UNI)3) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNI)4) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNI)5) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMY & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME)Questa, infine, la classifica dei vinili:1) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)2) MILLEANNI, NOMADI (EDIZIONI PRODUZIONI I NOMADI-ARTIST FIRST)3) DOMANI SMETTO, ARTICOLO 31 (BMG RIGHTS MANAGEMENTS-WMI)4) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)5) ITALIANO MEDIO, ARTICOLO 31 (BMG RIGHTS MANAGEMENTS-WMI)

A Ventotene trova posto statua TogatoRecuperata nel 2005 ora ad ingresso Museo Archeologico

07 giugno 201919:04

– Dopo il ritrovamento in mare nel 2005 da parte di Salvatore Schiano di Colella e Silverio Gargiulo, è da pochi giorni collocata all’ingresso del Museo Archeologico di Ventotene la statua acefala, del “Togato”.
Dunque a più di 10 anni dal recupero nei pressi della peschiera romana la statua, ricoperta al momento di molti “resti” del suo lungo soggiorno in mare è stata collocata all’ingresso del Museo Archeologico in Piazza Castello per la fruizione di tutti. La collocazione, realizzata con corretta procedura eseguita dal direttore del Museo, prof. Alessandro De Bonis in accordo con la locale soprintendenza, è seguita al lungo e impegnativo lavoro di spostamento, anch’esso seguito dal direttore del Museo, con il contributo, anche operativo, da parte del vicesindaco Domenico Malingieri, del delegato alla cultura Aurelio Matrone, del tecnico comunale Luigi Cirillo e dei volontari Gaspare Merendino, Silverio Gargiulo, Alessandro Ammirato, Pasquale Curcio e Paolo Pecoraro (tutti insieme nella foto).
Si tratta di una imponente statua acefala, di età imperiale, rappresentante un probabile imperatore con abiti di togato romano.
Il peso del corpo è poggiate sul lato sinistro in cui è la gamba tesa, mostrando invece a destra la gamba leggermente flessa e arretrata. Il braccio destro è poggiato all’altezza del petto nella tipica posa dei togati di rango nobile, mentre il sinistro è poco conservato. All’altezza del collo si apre un incavo che doveva accogliere una testa di altro o simile materiale, secondo l’uso romano di mantenere il corpo della statua e sostituire solo la testa nel momento del cambio del vertice al potere.
Il reperto è ricavato in un blocco monolitico. Sarà predisposto quanto prima un intervento di restauro conservativo e così, oggi, il meraviglioso reperto e lì ad attendere i visitatori, spiega una nota del comune.
20/o Jamboree, mostra immersiva fotoImmagini, video, ologrammi e realtà virtuale a Senigallia

SENIGALLIA (ANCONA)07 giugno 201919:33

– “Rock’n’roll Is A State Of The Soul”, una grande mostra fotografica immersiva e innovativa per celebrare i 20 anni del Summer Jamboree, il festival internazionale della musica e cultura targata Usa degli anni ’40 e ’50 che si tiene ogni anno a Senigallia. Verrà inaugurata il 14 giugno dall’americano Peter Ford, figlio dell’attore Glenn Ford e della ballerina Eleanor Powell. La mostra, a cura di Alessandro Piccinini e Angelo Di Liberto con la collaborazione di Sergio Canneto, chiuderà il 29 settembre.
Per la 20/a edizione del Jamboree (31 luglio-11 agosto) la città della fotografia ha organizzato un’esposizione con 350 scatti di oltre 40 fotografi sull’evento che per presenze – 420mila nel 2018 – è la più grande manifestazione al mondo sul rock’n’roll. Ci saranno solo anche video proiezioni, realtà aumentata in una stanza immersiva per rivivere il Summer Jamboree e un burlesque show olografico a grandezza naturale in anteprima messo in scena Eve La Plume regina del burlesque in Italia.
Clean Bandit, Glynne e Ora in C.SmeraldaAnnunciate star internazionali in concerto al Cala di Volpe

PORTO CERVO09 giugno 201915:31

– I Clean Bandit, Jess Glynne e Rita Ora: Marriot Costa Smeralda cala gli assi. La band britannica e i due volti emergenti della dance-pop internazionale saranno i protagonisti dell’estate musicale all’hotel Cala di Volpe, uno degli alberghi più belli del mondo che ogni estate propone due concerti esclusivi a bordo piscina (Elton John, Duran Duran, Robbie Williams sono stati tra gli ospiti, giusto per citarne qualcuno).
L’annuncio è stato dato da Giulia Mundula, director marketing di Marriot Costa Smeralda, nel corso di una conferenza stampa. I Clean Bandit si esibiranno il 26 luglio. Gruppo devoto alla musica elettronica, raggiunge il successo mondiale nel 2014 con Rather Be, in collaborazione proprio con Jess Glynne, che sarà in Costa Smeralda insieme a Rita Ora il 12 agosto. Cantante e compositrice britannica, trent’anni, Jess Glynne è l’unica artista donna ad aver ottenuto sette prime posizioni nella classifica di singoli britannica.
Vani d’ombra,storia Michele e ossessioneRomanzo d’esordio di Simone Innocenti

FIRENZE08 giugno 201913:00

– La storia della vita di Michele e della sua ossessione. E’ ‘Vani d’ombra’ (Voland, pp.160, 15 euro), romanzo d’esordio di Simone Innocenti, giornalista del Corriere Fiorentino, già autore della guida letteraria Firenze Mare (Perrone), e della raccolta di racconti Puntazza (Erudita).
‘Vani d’ombra’, con una scrittura cruda, a volte persino violenta, percorre l’esistenza di Michele, trascinando il lettore nelle zone più intime della mente di un uomo tormentato.
Il libro si apre quando il protagonista ha tredici anni: vive in un piccolo paese di campagna, la scuola è finita, e capita che a voler passare il tempo poi si diventa curiosi e con un binocolo in mano si possono vedere tante cose. Accade così che nascosto tra le fronde di un albero, Michele scopre che la colf del notaio, tutti i pomeriggi, incontra uomini. Ogni giorno uno diverso. È come stare al cinema senza pagare il biglietto. Il conto arriva quando viene scoperto dalla donna, trascinato per un orecchio e rinchiuso a chiave dentro il suo armadio.
Imprigionato e al buio, Michele è costretto a una rivelazione che segnerà per sempre la sua vita, fino alle più estreme conseguenze.
Il libro sarà presentato oggi dal suo autore, alle 16.45, al festival Città dei lettori in corso a Villa Bardini a Firenze.

Pappano chiude stagione con due premiOmaggio da Capo dello Stato e Ferrovie a direttore musicale S. C

08 giugno 201914:55

– Due premi coronano la stagione di successi del maestro Antonio Pappano, che ha chiuso al Parco della Musica di Roma i suoi appuntamenti sinfonici con il pubblico di Santa Cecilia. Dopo il riconoscimento ricevuto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale ha avuto il “Frecciarossa 1000”, che le Ferrovie dello Stato, tra i soci fondatori dell’ istituzione, attribuiscono ai talenti della musica nazionale e internazionale. “Sono in imbarazzo per questi premi – ha detto il maestro – la cosa più lontana dai miei pensieri quando lavoro. La musica richiede grande forza, impegno fisico e psicologico. Se arrivano i premi e, cosa più importane, se viene riconosciuto il merito di Santa Cecilia, sono felicissimo”. Lo scorso aprile l’ Associazione Nazionale dei Critici Musicali ha assegnato a Pappano ha il premio Abbiati come miglior direttore per l’esecuzione alla guida di West Side Story e per l’ integrale delle Sinfonie di Leonard Bernstein.
Leonardesca, omaggio di Omar GallianiCastello Svevo. Il grande ‘sfumato’ per genio del Rinascimento

BARI08 giugno 201914:56

– Venticinque opere di Omar Galliani saranno al Castello Svevo di Bari dal 15 giugno al 9 settembre, per la mostra ‘Leonardesca’ organizzata dal Polo Museale Puglia e dalla Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente, con Accademia Belle Arti di Brera, tra gli altri.
Omar Galliani, artista con l’autoritratto esposto alla Galleria degli Uffizi, rende così omaggio a Leonardo nel cinquecentesimo della morte. Aldilà dell’anniversario, “Leonardesca – scrive Mariastella Margozzi, direttrice del Polo museale e firma critica del catalogo con Nadia Stefanel – nel senso che, da Leonardo da Vinci, Galliani ha tratto da sempre l’ispirazione per il suo sapiente stile disegnativo e per l’uso iper-naturalistico dello ‘sfumato'”. “La mostra – spiega Galliani – muove da un volto, sembianze immaginarie e qualche nota storica che da Milano ci porta a Bari, al Castello Svevo. È il volto giovanile di Bona Sforza”, che domina una sezione di otto opere inedite, tra i diversi periodi esposti, in grandi tavole o lavori su carta. Il percorso espositivo si snoderà anche nella sala del Castello intitolata, appunto, a Bona Sforza, duchessa sovrana di Bari dal 1524, figlia del duca di Milano, Gian Galeazzo e di Isabella d’Aragona e, seconda moglie del re Sigismondo I, diventata così regina consorte di Polonia e granduchessa di Lituania.
In un lungo corridoio sarà invece allestita la più imponente tavola in punta di grafite, “Grande Disegno Italiano”, presentata nel 2005 all’Archivio di Stato di Torino. Proposta anche una ricognizione di alcuni lavori giovanili, tratti da quaderni leonardeschi.
La mostra è completata dal lavoro fatto da Galliani per Via Della Spiga Milano, con alcuni pregiati capi sartoriali su tessuti morbidi esposti in Sala Normanna. La maison presenta così in anteprima mondiale la sua ‘Capsule collection’ ispirata alle opere di Galliani.
L’inaugurazione, il 15 alle 18 alla presenza dell’artista, sarà aperta dai saluti del rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio, accanto a Mariastella Margozzi e Rocco Nanna, presidente della Fondazione Musicale; poi un concerto dell’Ensemble dell’Orchestra della Fondazione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

L’arte di Pashi Lin a Villa Reale Monza
Fino a 23 giugno. Nelle sue opere si fondono oriente e occidente

SAMILANO08 giugno 201914:58

– A un anno dalla retrospettiva dedicata all’artista Ho Kan, considerato oggi uno dei grandi pionieri dell’astrattismo cinese, la Villa Reale di Monza ospita dall’8 al 23 giugno 2018 la mostra ‘Monologo di doratura – infinito’ dedicata a un altro grande rappresentante dell’arte taiwanese, il maestro Pashi Lin.
Circa 50 opere – dipinti e alcune sculture – realizzate negli ultimi anni, selezionate dal curatore Stefano Soddu, saranno esposte nelle sale del primo Piano Nobile della Villa.
Organizzata sempre da Big Eyes International Vision, la rassegna si avvale dei patrocini della Regione Lombardia, del Comune di Monza e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ed è realizzata in collaborazione con Bai Yu Art Foundation di Taiwan, Casa Museo Alfredo Pizzo Greco e Galleria Scoglio di Quarto di Milano.
Pahsi Lin, è pittore e scultore la cui opera getta un ponte tra spirito orientale e occidentale. I suoi quadri presentano una conoscenza approfondita dell’astrattismo occidentale – appreso grazie ai lavori di maestri appartenenti a generazioni precedenti, come Ho Kan – e nello stesso tempo riconducono alla cultura di quel mondo a cui l’artista appartiene. La sua pittura astratta infatti è spesso arricchita da ricercate citazioni di manufatti tradizionali, come le famose porcellane, e da continui rimandi all’arte cinese antica e contemporanea come quella dei ‘letterati’ – nata in epoca Song (960-1179) e divenuta famosa con l’imperatore Yuan (1271-1368) – caratterizzata da un’unione di pittura e calligrafia. Un ultimo, ma non meno importante, elemento che contraddistingue le opere di Pahsi Lin è l’utilizzo sapiente e raffinato dell’oro, anch’esso testimone di un’arte antica che riaffiora e non è mai dimenticata.
30/o Pitti Uomo tra Givency e FerragamoA/X Armani Exchange debutta nel salone. Dagli Usa Starling Ruby

08 giugno 201915:23

– Pitti Uomo n.96 (11-14 giugno) celebra i 30 anni della manifestazione fiorentina della moda maschile, cresciuta nel tempo e arricchita da sfilate, mostre ed eventi che ruotano attorno al salone espositivo a Fortezza Da Basso stavolta ricco di 1220 marchi di menswear, di cui il 45% stranieri. Il compleanno sottolinea l’internazionalità della rassegna che schiera importanti nomi italiani (Ferragamo il cui direttore creativo Paul Andrew debutta con l’uomo, Marco De Vincenzo, Massimo Giorgetti, A/X Armani Exchange) e stranieri (Starling Ruby e Givency disegnato da Clare Waight Keller, che realizzò l’abito da sposa di Mehan Markle, ora Duchessa del Sussex, per il suo matrimonio con il principe Harry. Il tema scelto per Pitti 96 non poteva essere che legato ai social: The Pitti Special Click è il set design che anima Fortezza curato da Sergio Colantuoni, raccontato anche dalla nuova campagna adv firmata dal fotografo Emilio Tini. Instagram è partner di Pitti Uomo a Fortezza avrà un set.
A Pitti nomadi connessi e consapevoliNuovo guardaroba sostenibile, anche cravatta Marinella è green

08 giugno 201916:07

– E’ un tipo perennemente connesso ma è anche uno che sposa l’eco-sostenibilità come stile di vita e sceglie perfino al cravatta green (Marinella), l’uomo proposto nell’edizione estiva di Pitti, la numero 96. Indossa la libera divisa del nomade urbano, abita la metropoli ma è a suo agio nelle sfide degli spazi aperti. Fa parte dei globetrotter che hanno il viaggio nelle vene e il dinamismo nelle gambe: il loro armadio è composto da pezzi studiati per mettersi alla prova.
Così il nuovo codice del loro abbigliamento integra tecnologia e materie naturali a basso impatto ambientale come tessuti tecnici (Woolrich) oppure ottenuti da plastica o altri materiali riciclati (Paul & Shark, A/X Armani Exchange e Blauer Usa), lini e canape, perché lui vuol essere “consapevole”. Una ricerca sartoriale accurata alterna al mix di elementi militari, stilemi workwear, fit nuovi. Anima travel per cargo pants e bermuda da abbinare a felpe asimmetriche con cappuccio. Cut tecno e trattamenti speciali per parka, bomber, field jacket.
Mortina in vacanza al lago MisteroTorna bimba zombie di Barbara Cantini nel quarto volume serie

08 giugno 201912:10

– BARBARA CANTINI, MORTINA E LA VACANZA AL LAGO MISTERO’ (MONDADORI RAGAZZI, PP 56, EURO 14,00). Anche per Mortina, la bambina zombie diventata un successo internazionale, è arrivata l’estate. E Barbara Cantini, l’autrice e illustratrice della serie, la festeggia con il quarto volume di quella che all’origine doveva essere una trilogia. Ma in ‘Mortina e la vacanza al lago Mistero’ il relax dura poco. Il libro esce l’11 giugno per Mondadori Ragazzi, presentato in anteprima l’8 giugno alle 16.30 all’IBS di Firenze.
Partita insieme al prozio Funesto, alla zia Dipartita e al topolino Marcio, con l’inseparabile levriero albino Mesto alla guida del loro vecchio furgoncino nero, Mortina è in viaggio con destinazione Villa Fronzola, da zia Megera e dall’odioso cugino Dilbert, apparso nel secondo volume della serie, che li accolgono “con la solita puzza di pesce sotto il naso”. Da secoli la bambina zombie che continua a farci morir dal ridere e la sua famiglia non facevano una vacanza. “Le zie si fecero una gran festa, non si vedevano da quando erano vive!” scrive la Cantini, che abita con le due figlie e il marito nella campagna fiorentina e anche questa volta ci trasporta in atmosfere vittoriane e da brivido, la sua passione. Per anni animatrice cartoon in varie serie tv per la Rai, vincitrice nel 2011 del concorso ‘L’illustratore dell’anno’ e illustratrice per editori americani, inglesi e italiani tra cui Harper Collins, la Cantini con Mortina è stata tradotta in 24 lingue da quando è uscito nell’ottobre 2017 il primo volume dedicato alla festa di Halloween, entrato subito in classifica.
Un successo, supportato da messaggi da ogni parte del mondo, che la stessa autrice e illustratrice non poteva immaginare e che probabilmente le ha dato la spinta a continuare le avventure della serie rivolta a un target 7-9 anni, ma che piace tantissimo anche ai bimbi dell’asilo. E a tutti i suoi “giovanissimi lettori” la Cantini dedica questo libro.
La vacanza al lago Mistero viene guastata da un ometto grigio e serio che appende un cartello all’inferriata della villa che sembra disabitata e vuole mettere all’asta. Tutti si affannano per cercare una soluzione per salvare la villa e Dilbert apre il suo antico libro di ‘Magie e leggende del lago Mistero’ dove si trova l'”Incantesimo del ritorno” da mettere in atto nella notte di Luna Rossa, che in questa vacanza coincide con il solstizio d’estate. E le sorprese si moltiplicheranno.

Statua di Bocchetta donata al LiricoTersicore musa della danza, opera dello scultore centenario

CAGLIARI08 giugno 201916:21

– “Il teatro come luogo di vita, di arte, luogo di democrazia, luogo vero per il futuro e la civiltà”. Nelle parole del sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Claudio Orazi si racchiude l’orgoglio e allo stesso tempo l’importanza della donazione ricevuta dall’artista Vittore Bocchetta. Nel foyer del Lirico è stata mostrata al pubblico la statua in bronzo di Tersicore musa della danza, alta 2 metri e 40 realizzata da Bocchetta a Chicago nel 1965. Nato a Sassari il 15 novembre del 1918, Bocchetta ha vissuto a Cagliari, Bologna e Verona. Proprio in Veneto nel 1943 viene arrestato come oppositore e frequentatore di antifascisti. Detenuto in una sala cinematografica a Verona, viene deportato in Germania, prima nel campo di Flossemburg poi nel sottocampo di Hersbruck: grazie a una coraggiosa fuga è tra i pochi superstiti a tornare in Italia. Negli anni successivi, dopo una breve permanenza in Italia, approda in Argentina, Venezuela e poi a Chicago.
Le sue opere sono esposte in musei e luoghi pubblici a Chicago, Illinois, Verona ed Hersbruck, oltre a essere state esposte in mostre in America e Europa. Nel 2015 il Comune di Cagliari gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Da oggi una delle sue opere sarà esposta al Lirico che, per la presentazione, ha organizzato due brevi momenti musicali con il violinista Luca Soru e la pianista Clorinda Perfetto, mentre le danzatrici Giulia Vacca e Giulia Mostacchi e la piccola Alice Cossu hanno interpretato i movimenti coreografici di Luigia Frattaroli. “Grazie al grande italiano Vittore Bocchetta per la sua straordinaria donazione che lustra questa grande Fondazione lirica italiana”, ha detto Orazi.
Gaspar Noè, estasi e dramma della drogaIl provocatorio regista porta in sala dal 13 giugno Climax

08 giugno 201916:26

Atterra come da un pianeta proibito in sala dal 13 giugno il nuovo film di Gaspar Noe’, Climax, che era stato presentato alla Quinzaine ds Realisateurs nel 2018 con lo charme del 50/o compleanno e l’aura protestataria che, nella ricorrenza del Maggio ’68, si portava dietro la sezione indipendente promossa dai registi francesi.
Francese in verita’ Gaspar Noe’ non e’, visto che e’ nato a Buenos Aires nel ’63, ma tutta la sua carriera e il suo sulfureo successo sono stati garantiti dalla spinta dei Cahiers du Cine’ma e dalla fedelta’ del Festival di Cannes alle sue provocazioni, spesso accompagnate da una follia visionaria del linguaggio che hanno garantito, tra scandalo e provocazione, l’attenzione a pellicole come “Carne”, “Irreversible”, “Love”.
Climax e’ a sua volta un vero “oggetto volante non identificato” su cui e’ stato tenuto il segreto fino all’ultimo.
Con attori sconosciuti e presi dalla strada, Gaspar Noe’ mette in scena una situazione tra dance music e follia giovanile che si pretende ambientata negli anni ’90 da un fatto vero. Durante le prove di uno spettacolo di danza il gruppo dei ragazzi finisce, senza spiegazione apparente, sotto l’influsso di una dose di Lsd. Chi l’ha portata? Come mai tutti i ragazzi la hanno assunta? Il risultato e’ comunque devastante: dal divertimento si passa all’eccesso e all’estasi, da li’ alla follia autodistruttiva il passo e’ breve.
Climax procede attraverso una serie di quadri viventi, quasi composizioni estetizzanti, che ritraggono il gruppo dei ragazzi nelle piu’ diverse combinazioni, dal sesso alla violenza, dalla passione al disgusto. E intanto la cinepresa di Noe’ impazza, come suo costume, mixando immagini dal vivo a riprese amatoriali, frammenti di cinema e visioni oniriche in un crescendo selvaggio che alla fine non puo’ lasciare indifferenti.
L’eccesso e’ la cifra stilistica di questo autore: o lo si accetta o lo si rifiuta nel suo barocchismo estetizzante in cui l’orrore diventa bellezza espressiva e la violenza delle immagini si sposa a una strana poesia quasi timida. E’ come se l’autore cercasse se stesso attraverso un traboccare di fantasie che corrispondono ad altrettanti incubi. Se pero’ si cerca lo “scandalo” di Cannes 2018, questo e’ servito da Gaspar Noe’ su un piatto d’argento. Salvo che dopo oltre 90 minuti di eccessi si sopravvive alla prova con uno strano senso di sazieta’ e si rivede volentieri l’aria fresca della Costa azzurra, anche se bagnata dalla pioggia.

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Brera per i ragazzi, La Pinacoteca
Che suono hanno i dipinti? Active book invita a vivere il museo

MILANO08 giugno 201917:15

– “Guarda questo dipinto con attenzione. Che suono avrebbe se potessi ascoltarlo?” oppure “Sfida le persone con cui sei venuto al museo. Chi riesce a trovare il maggior numero di dettagli?”: sono alcune delle attività proposte in ‘La Pinacoteca di Brera Come la vedo io’, una guida al museo per famiglie scritta da Devorah Block e illustrata da Aleksandra Trajkovi per Skira.
Per spiegare il perché di questa guida-active book, che invita grandi e piccini a guardare in modo nuovo ai tesori della Pinacoteca, il direttore James M. Bradburne sceglie una citazione dello storico dell’arte Michael Baxandall: “nessuno va al museo per vedere i dipinti; si va per parlare di quel che si vede nei dipinti”. Ed ecco allora la prima regola della nuova guida: “La Pinacoteca è tua: cerca un modo tutto tuo di vivere il museo e le sue opere”. Magari facendosi guidare dai suggerimenti del libro che propone un itinerario tra 11 capolavori, partendo dalla statua di Canova ‘Napoleone come Marte pacificatore’.
Ballata per Genova, ecco chi ci saràL’evento televisivo di Rai 1 in onda venerdì 14 giugno

09 giugno 201915:33

– Fervono i preparativi per “Ballata per Genova”, l’evento televisivo di Rai 1 in onda venerdì 14 giugno in prima serata in diretta da piazzale Kennedy. Testimonianze di affetto e di solidarietà arrivano anche dal mondo dello sport.
Molti artisti e amici di Genova come Roberto Mancini e Roberto Pruzzo si stanno, infatti, unendo al cast già annunciato: Gino Paoli con Danilo Rea, Cristiano De Andrè, Raf, Umberto Tozzi, Arisa, The Kolors, Elodie, Piero Cassano con Vittorio De Scalzi e Franco Gatti e ancora Anna Mazzamauro… e, nell’abbraccio alla città ligure, non mancheranno molte altre sorprese.
La produzione del programma “Arcobaleno Tre” precisa che la partecipazione di Laura Pausini e Biagio Antonacci alla serata del 14 giugno avverrà in collegamento da Roma in quanto impegnati nell’allestimento dello spettacolo per il loro imminente tour. Così Laura e Biagio: “Abbiamo Genova nel cuore e siamo felici di riuscire comunque a fare un omaggio a tutti i genovesi”.
Sfilata a Los Angeles Moschino ResortJeremy Scott sceglie gli Universal Studios pensando a film cult

08 giugno 201917:51

– Dopo la sfilata negli studi di Cinecittà a Roma, la maison Moschino, disegnata da Jeremy Scott sceglie Los Angeles, la mecca del cinema mondiale, per mostrare la sua nuova collezione Resort, Donna e Uomo 2020.
Il direttore creativo della griffe fondata da Franco Moschino nel 1983, mostra un legame stretto con tutto ciò che è cinematografico. A Cinecittà Scott aveva reso omaggio al mondo surreale e onirico del grande regista italiano Federico Fellini.
Lo show ad Hollywood, che anticipa l’apertura delle nuove boutique a Miami e New York in programma nei prossimi mesi, è stato quasi un vero film horror. Jeremy Scott ha disegnato la collezione ispirandosi agli iconici film hollywoodiani dell’orrore e per questo motivo sono stati scelti gli Universal Studios come location per lo show che si è tenuto in un vero set cinematografico, noto come Colonial Street. La sfilata ha portato in pedana la sposa cadavere, zombi, streghe e vampiri, emersi da un crepuscolo nebbioso, in abiti Moschino Resort of course.
Ayanta Barilli, i segreti della famiglia4 generazioni di donne in romanzo finalista a Premio Planeta

08 giugno 201919:07

– Il fascino di guardare indietro, il coraggio di aprire cassetti e vecchi scatoloni, di ritrovare diari e lettere impolverati dal tempo che in fondo raccontano chi sei. Ayanta Barilli ha affrontato il desiderio ma anche la paura d’indagare nei segreti familiari e dare voce ai silenzi che regnano in tutte le famiglie nel suo primo romanzo ‘Un mare viola scuro’, a cui è stato assegnato in Spagna il Premio Planeta finalista 2018, che è un riconoscimento al secondo vincitore. Il libro esce l’11 giugno in Italia per DeA Planeta nella traduzione di Claudia Acher Marinelli e sarà presentato il 17 giugno alla Casa delle Letterature di Roma. E’ la storia vera di una stravagante famiglia di artisti e intellettuali e di quattro generazioni di donne, quella della bisnonna Elvira, della nonna Angela, della madre Caterina e di Ayanta. Una storia di donne che hanno dovuto combattere contro i pregiudizi, tre figure femminili accomunate dall’aver scelto sempre uomini sbagliati e dall’essere state colpite dal cancro al seno.
Patti Smith, difficile battaglia climaA Taranto davanti a centinaia fan, “importante battaglia Greta”

TARANTO09 giugno 201915:34

– “Mia figlia è un’attivista per l’ambiente. E’ difficile in America esserlo, di questi tempi, con un presidente come Trump. Gli ambientalisti si battono contro i combustibili fossili, ma in America ancora si trivella ovunque. E’ una battaglia importante quella che stanno combattendo i giovani: guardate Greta, che a 15 anni sta cercando di motivare i ragazzi della sua generazione per ridurre l’inquinamento”. Così la “sacerdotessa” del rock Patti Smith in uno degli incontri del Medimex Taranto davanti a centinaia di fan di tutte le età. “La nostra generazione – ha detto – ha combinato abbastanza danni. Dobbiamo sperare che i giovani prendano in mano la situazione. Abbiamo un mondo in cui l’inquinamento è molto alto: continuiamo a produrre l’acciaio e accanto coltiviamo le cozze e non è la cosa più sana da fare”.
Si devono impegnare “non soltanto i ragazzi -ha sostenuto- ma anche noi dobbiamo impegnarci con il ‘cosiddetto’ presidente degli Stati Uniti anche se in questo momento è abbastanza difficile farlo”.
Ayanta Barilli, i segreti della famiglia4 generazioni di donne in romanzo finalista a Premio Planeta
09 giugno 201912:29

– AYANTA BARILLI, UN MARE VIOLA SCURO (DEA PLANETA, PP 400, EURO 17,00). Il fascino di guardare indietro, il coraggio di aprire cassetti e vecchi scatoloni, di ritrovare diari e lettere impolverati dal tempo che in fondo raccontano chi sei. Ayanta Barilli ha affrontato il desiderio ma anche la paura di indagare nei segreti familiari e dare voce ai silenzi che regnano in tutte le famiglie nel suo primo romanzo ‘Un mare viola scuro’, a cui è stato assegnato in Spagna il Premio Planeta finalista 2018, che è un riconoscimento al secondo vincitore. Il libro esce l’11 giugno in Italia per DeA Planeta nella traduzione di Claudia Acher Marinelli e sarà presentato il 17 giugno alla Casa delle Letterature di Roma.
E’ la storia vera di una stravagante famiglia di artisti e intellettuali e di quattro generazioni di donne, quella della bisnonna Elvira, della nonna Angela, della madre Caterina e di Ayanta. Una storia di donne che hanno dovuto combattere contro pregiudizi e costrizioni, tre figure femminili accomunate dall’aver scelto sempre uomini sbagliati e dall’essere state colpite dal cancro al seno di cui è morta la mamma di Ayanta quando lei aveva 9 anni e di cui la scrittrice ha scelto di portare il cognome, Barilli.
“Non mi interessa il presente e neppure il futuro. Mi interessa il passato perchè lo puoi raccontare. Sono sempre stata ossessionata dalla memoria, dal fermare le cose e sottrarle dall’oblio. Nel passato di tutti noi c’è un mondo intero da scoprire e tenere presente per vivere più sereni” dice Ayanta che vive in Spagna, a Madrid, da 30 anni, ma in questi giorni è in Italia, dove è nata. Ci riceve nell’antica villetta di famiglia, a Monteverde Nuovo a Roma, dove viveva all’ultimo piano con la madre e poi con la nonna e dove ora c’è la zia Carlotta. Un santuario della memoria pieno di quadri e foto di una famiglia d’artisti, da Bruno Barilli a Milena Pavlovic Barilli al cugino Leone, tra le persone a cui è dedicato il libro. “La palazzina la comprò con grandi sforzi nonna Angela. Era una casa dalle porte aperte ma solo ad artisti, scrittori e intellettuali e ospitò anche esuli antifranchisti” racconta Ayanta, figlia dello scrittore spagnolo Fernando Sanchez Dragò, due volte vincitore del Premio Planeta, sia quello principale che il secondo come finalista, che la madre Caterina aveva conosciuto proprio nel salotto di sua nonna. Con lui era partita negli anni ’60 verso l’Asia per poi tornare a Roma da sola quando era incinta di Ayanta e trovare più tardi un altro compagno con una figlia, Sandra. “Quando mia madre è morta non ci credevo, aspettavo che tornasse. Ad un certo punto però ho capito che non sarebbe stato così e ho cominciato a scrivere un diario, a fare disegni, per non dimenticare. Di mia nonna ho registrato su cassette il racconto della sua vita. Lei stessa aveva scritto un libro e lo aveva stampato da sola” spiega Ayanta, 50 anni, madre di Caterina e Mario, che è giornalista ed è stata anche attrice.
Proprio con la morte – quando Ayanta aveva 30 anni – di nonna Angela, figura determinante in questa storia, si apre il romanzo. “Le storie e i nomi sono reali, ma è tutto romanzato.
Ho usato tutto quello che per me era emotivamente scomodo ma non volevo che nessuno della famiglia si risentisse. Ho iniziato dall’ultimo capitolo” sottolinea la scrittrice. “A nonna Angela piaceva il racconto e dunque inventava, ricamava i fatti. Ho fatto un po’ la stessa cosa” dice l’autrice che quando ha cominciato a fare ricerche è rimasta sorpresa da alcune scoperte. “Non sapevo la storia della mia bisnonna Elvira che era stata rinchiusa al manicomio di Colorno e ho voluto vederlo.
A farla internare era stato il marito Evaristo, ribattezzato Belzebù dalle donne di famiglia. Bastavano due testimoni che dicessero che una donna era matta per farla entrare in manicomio. Spesso finivano lì donne che uscivano dall’ordine sociale, che erano intellettuali. Quella di Elvira è la storia di una donna a cui hanno tolto la voce” dice Ayanta. Tra le carte “i diari di mia madre, le sue poesie, scritti pubblicati su ‘Nuovi Argomenti’ e disegni” racconta l’autrice di questo romanzo autobiografico. “E’ un genere che va molto in questo momento e a me interessa perchè c’e’ verità e profondità. Non scrivo per le donne, scrivo per tutti” ci tiene a dire Ayanta che ha il dono del sorriso.
Morto Giorgio Bertani, editore Dario FoEditore ma anche politico e ambientalista

VERONA09 giugno 201914:47

– Lutto nel mondo della cultura e della politica veronese. E’ morto Giorgio Bertani, editore, militante politico, ambientalista, aveva 82 anni ed era malato da tempo.
Bertani nella sua attività di editore (fu legato da amicizia con Giangiacomo Feltrinelli) si distinse per avere pubblicato le opere di Dario Fo. Da attivista politico invece fu protagonista, nel 1962, del clamoroso rapimento del viceconsole spagnolo a Milano, organizzato con quattro amici. Il diplomatico venne tenuto sequestrato per 4 giorni finché il governatore militare di Barcellona commutò la condanna a morte per un attentatore antifranchista in 30 anni di carcere. Bertani fu condannato a 6 mesi con sospensione della pena. Consigliere comunale dei Verdi a Verona dal 2002 al 2007 e poi di Circoscrizione, Giorgio Bertani dopo la chiusura della sua casa editrice si è impegnato nelle battaglie ambientaliste e culturali.
Ligabue, niente è come un concertoA Reggio Emilia le prove generali dello Start Tour 2019

REGGIO EMILIA09 giugno 201919:34

“Oggi riesco a gestire meglio la differenza tra l’essere su o giù da un palco, ma il live per me resta una sorta di dipendenza. Mi diverto in tanti modi, ma niente è come un concerto”. Lo racconta così, Luciano Ligabue, il suo rapporto con live, a pochi minuti di distanza dal termine della prova generale dello Start Tour 2019 e direttamente dal palco che ieri sera alla Fiera di Reggio Emilia è servito al rocker di Correggio e alla sua band per testare ogni dettaglio, in vista della partenza del tour di venerdì 14, allo Stadio San Nicola di Bari. In scaletta, un totale di diciannove brani, oltre ai bis e compresi due medley di brani più che celebrati di una lunga carriera. “La scaletta degli stadi, nei quali sono andato a suonare per la prima volta ventidue anni fa, è sempre un ‘problema’ – ha detto Ligabue – perché tendo a dare per scontato che a sentirmi verrà anche un pubblico occasionale, oltre ai fan, e qualcuno che magari arriva per la prima volta e poi forse non verrà mai più. Ritengo quindi importante far sentire buona parte del materiale nuovo e una sfilata delle canzoni tra le più famose.Questa volta ho trovato l’escamotage dei due medley: uno voce e chitarra e uno in chiave club rock, che mi permettono di far sentire qualcosa in più e di rendere lo spettacolo un po’ diverso dal solito”. Se il primo dei due medley in questione è in modalità voce e chitarra e cambierà praticamente ogni sera, il resto della scaletta è in gran parte definito, per uno spettacolo che si apre con ‘Polvere di stelle’ e ‘Ancora noi’, a presentare il Liga al suo pubblico per uno show di oltre due ore, tra presente e passato. Tra le tante, ci saranno ‘A modo tuo’ (“uno dei brani che quando ho cominciato a suonare dal vivo mi sono accorto essere cantato dal pubblico anche più di canzoni più famose” a detto Ligabue) come ‘Si viene e si va’, ‘Luci d’America’ e ‘Bambolina e barracuda’, ma anche ‘Marlon Brando è sempre lui’, ‘Mai dire mai’ e ‘La cattiva compagnia’.”La cattiva compagnia è quella che ci popola – ha detto il rocker di Correggio -, i fantasmi e le paure che ci bloccano e non ci permettono di essere come vorremmo. Credo di parlare a nome di tanti perché in molti hanno dentro di loro una cattiva compagnia, anche se magari non la chiamano così ma forse la indicano come incapacità di essere felici”. Il palco è quello sormontato da sette schermi, compreso uno triangolare a forma di ‘play’ e due iconiche e gigantesche lettere L, le stesse che campeggiano su una delle chitarre utilizzate durante il concerto e che stanno lì come a dire: benvenuti, il mio nome è Luciano Ligabue e questo è il mio show, con le mie canzoni. Come sulla copertina di ‘Start’, dove campeggia un primissimo piano del cantautore col vizio del rock, spesso sui maxischermi è proprio la faccia del Liga ad apparire da vicino e senza filtri. “Il mio desiderio è sempre stato quello di essere un cantautore, ma con il suono di una band – ha confessato Ligabue – perché ho bisogno di persone con le quali sentirmi complice. Abbiamo lavorato tanto e tutti per questo tour e a partire da domani passerò il tempo chiedermi quando arriverà venerdì”. Sul palco con Ligabue ci sarà anche il fedelissimo Federico Poggipollini, con il quale quest’anno Luciano festeggia le ‘nozze d’argento’, artisticamente parlando. “Me lo ha ricordato Luciano – ha detto Poggipollini – e vedremo di festeggiare in qualche modo durante il concerto di Bologna. Non abbiamo nemmeno avuto una crisi dei sette anni, salvo un breve periodo allontanamento momentaneo”. Oltre a ‘Capitan Fede’, della band fanno parte Max Cottafavi alle chitarre, Davide Pezzin al basso e Ivano Zanotti alla batteria e percussioni. Dopo la prima tappa di Bari, il tour negli stadi proseguirà verso il San Filippo di Messina (17/6), l’Adriatico di Pescara (21/6), l’Artemio Franchi di Firenze (25/6), San Siro a Milano (28/6), Olimpico di Torino (2/7), Dall’Ara di Bologna (6/7), Euganeo di Padova (9/7), per chiudere allo Stadio Olimpico di Roma il 12 Luglio.

Napoli Festival, apre l’ultimo NekrosiusCoinvolgente spettacolo di denuncia su testi Nobel Aleksievic

#goog_1261018097 – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREPaolo PetroniNAPOLI09 giugno 201919:35

Uno spettacolo particolare questo ”Zinc (Zn)” sull’Urss degli anni, i primi ’80, della guerra in Afghanistan e di Cernobyl, ultimo di Eimuntas Nekrosius, scomparso improvvisamente a 66 anni il 20 novembre scorso, con cui si apre alla grande il Napoli Teatro Festival, omaggiando il grande regista lituano anche con una mostra a Palazzo Fondi. Foto, bozzetti, appunti, manifesti, oggetti di scena ne raccontano il percorso artistico dal 1977, quando firmò la sua prima regia, alla prima tournée internazionale nel 1984 con ”Pirosmani, Pirosmani”, puntando in particolare sul lavoro svolto dal 1998, quando fondò il suo teatro Meno Fortas in una ex tipografia di Vilnius, e fino ad oggi, passando per i suoi stupefacenti Cechov e Shakespeare che ne hanno fatto una figura di rilievo mondiale. Particolare perché come sempre non sviscera, smonta, esplora in maniera e con fantasia personalissima un testo, ma finisce pere essere un lavoro documentario di denuncia basato sulla parola, quella dei testimoni raccolta e riscritta dal premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievic (edita in Italia da E/O), cui i tempi, le atmosfere, le invenzioni sceniche, i suoni e rumori e naturalmente gli attori, tutti bravissimi e anche espressione di quella forte fisicità su cui lavorava sempre Nekrosius, danno una forza drammatica più emotiva e coinvolgente man mano che procedono le circa tre ore di questo lavoro, riallestito dal figlio quarantenne Marius del regista, di cui era scenografo, assieme alla madre costumista Nadezda Gultiajeva. Uno spettacolo esemplare sulla mostruosità della guerra, parlando di una guerra orribile e feroce come fu quel Vietnam che fu per la Russia l’Afghanistan, che massacrò una generazione riportando in patria, con tante, troppe bare di zinco (da cui il titolo), giovani segnati nel profondo, disturbati, incapaci di reinserirsi nella vita civile normale. Il racconto di un paese che sembra non avere alcun rispetto per la vita umana e le sofferenze della gente, che cerca di cancellare, come dimostra anche nel 1986 la gestione dell’esplosione del reattore atomico di Cernobyl al momento dell’incidente e poi nella costruzione del sarcofago che avrebbe dovuto seppellire quel mostro radioattivo per sempre e lo ha fatto malissimo. In scena sempre la stessa Svetlana (interpretata da Aldona Bendoriute) che trascina simbolicamente sempre con sé un grande registratore a bobine e incontra i reduci, le loro madri, che raccontano le loro tragiche storie atroci in una serie di bellissimi, terribili monologhi di grande impatto per la forza, tra scrittura e interpretazione, della loro verità, del punto di vista personale di chi lo ha vissuto, tutto in uno spazio astratto, vuoto, dove a far da padrone è un gioco mimico di tante belle invenzioni accanto ad alcune altre criptiche, come a voler certe volte creare per forza azione attorno agli interventi in prima persona. Due donne, la madre di un reduce che un bel giorno con la mannaia di cucina fa a pezzi una persona e poi rimette tutto in ordine come nulla fosse, e la moglie di un pompiere mandato come fosse un normale incendio ad affrontare lo scoppio di Cernobyl e morto poi in 14 giorni di incredibili mutazioni e sofferenze, aprono e chiudono lo spettacolo che, in maniera assolutamente non didascalica, vuol ricordare cosa è accaduto ”per distruggere e trasformare tanto profondamente un paese che non esiste più come era”, stando alle ultime parole della stessa protagonista.

Su Sky serie su tragedia ChernobylIn 5 episodi storie eroi che cercarono di arginare catastrofe

9 giugno 201919:38

– Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’uomo, raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro di proporzioni inimmaginabili. A 33 anni da quella tragedia, Chernobyl, la nuova produzione originale Sky e HBO, ripercorre le vicende legate alla tristemente famosa centrale nucleare nell’ex Unione Sovietica, esplosa nel 1986 a 120 chilometri da Kiev. La miniserie in cinque episodi è attesa al debutto il 10 giugno in esclusiva su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv.
Tra bugie e viltà, coraggio e tenacia, fallimento e nobiltà umana, la serie racconta come e perché accadde ciò che sembrava impossibile, approfondendo le commoventi e straordinarie storie degli eroi che rischiarono la vita per arginare la catastrofe.
Ex-Otago, arriva nuovo singoloL’annuncio al debutto del tour al Nameless Music Festival

09 giugno 201919:39

– È partito ieri dal palco del Nameless Music Festival, con il primo bagno di folla dell’estate, La notte chiama tour, il nuovo viaggio live degli Ex-Otago prodotto da Magellano Concerti, che dopo aver riempito i club, li porterà nei festival più importati d’Italia. Uno show di grande musica, emozioni, balli, momenti di riflessione e tante sorprese. La prima sorpresa arriva in occasione del debutto del tour: proprio dal palco del Nameless infatti la band ha annunciato La notte chiama feat. Izi, il nuovo singolo con il contributo del rapper genovese, da domani in presave su Spotify e da venerdì 14 in radio e su tutte le piattaforme digitali. La notte chiama tour farà tappa nelle città dove gli Ex-Otago hanno già ricevuto l’affetto e il calore del pubblico e in molte altre nuove location in cui sono attesissimi. Tra queste anche il Tuborg Open Fest a Milano (27 giugno) e il Rock in Roma (19 luglio).
Torna Con il cuore, nel nome FrancescoSerata di solidarietà dei frati di Assisi trasmessa dalla Rai

ASSISI (PERUGIA)09 giugno 201919:23

– Ritorna la serata di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Dedicata alla raccolta fondi per aiutare le mense francescane in Italia, i bambini portatori di handicap in Africa e i giovani delle periferie del mondo che non hanno accesso a strutture sociali, educative e sanitarie.
Lo spettacolo è in programma lunedì 10 giugno sul sagrato della Basilica di San Francesco e sarà condotto da Carlo Conti, alla presenza dell’amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.
Verrà trasmesso alle 20.35 in diretta tv su Rai1 e su Rai Radio1. Si esibiranno Giovanni Allevi, Amara, Renzo Arbore e l’Orchestra italiana, Enrico Brignano, Pierdavide Carone, Simone Cristicchi, Dear Jack, Andrea Griminelli, Gio di Tonno, Fiorella Mannoia, Antonio Mezzancella, Fabrizio Moro, Nek, Enrico Nigiotti, Piccolo Coro dell’Antoniano, Francesco Renga, Carly Paoli, Paola Turci e Paolo Vallesi. Ci saranno poi “testimoni di solidarietà e fraternità”.
The Floating Piers di Christo al cinemaDal 16/6 l’epica impresa sul Lago d’Iseo in film di Paoinov

9 giugno 201919:36

La sfida, camminare sull’acqua. Il sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane, incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno. Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water, documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e architetture con immense installazioni come The Wrapped Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di ”impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020. Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al 2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio 2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50 contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente sull’acqua. ”Ho lavorato su Chirsto – Walking on Water per 18 mesi, rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela l’uomo che lo insegue. ”Christo – prosegue – è uno dei personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film, Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. È un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.

Box office Usa, Pets 2 esordisce in vettaDelude il nuovo episodio di X-Men, secondo. Sul podio Aladdin

09 giugno 201919:38

– Pets 2 conquista la vetta del box office Usa, incassando nel week end di esordio 48 milioni di dollari (comunque in netto calo rispetto al primo capitolo, che superò i 100 milioni). A deludere è soprattutto il nuovo episodio della saga dedicata agli X-Men: Dark Phoenix non va oltre i 33 milioni di dollari al debutto, molto al di sotto dei precedenti episodi. All’ultimo gradino del podio Aladdin, che alla terza settimana di programmazione fa suoi altri 24,5 milioni per un totale di 232 milioni.
Pesaro Film Fest, apre Butch CassidyDal 15 al 22 giugno. Nessun italiano in concorso

07 giugno 201919:15

– In apertura una proiezione in piazza per i 50 anni di Butch Cassidy di George Roy Hill, con la coppia d’oro Paul Newman – Robert Redford, “la quintessenza del buddy movie”; un focus sul cinema italiano di genere (richiamato anche dal manifesto dell’edizione 2019 del Festival, realizzato dal fumettista Roberto Recchioni), da Lucio Fulci (Sette note in nero) a Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot); il cinema in spiaggia, anche a 35 mm, e fra gli omaggi, quello a Bertolucci, con il video dell’intervista realizzata dal regista nel 2011 con Adriano Aprà e Bruno Torri.Sono fra i percorsi della 55/a Mostra Internazionale del nuovo cinema di Pesaro (15 – 22 giugno), che continua a unire sguardi alla settima arte fra passato e futuro, fra maestri e nuove voci. Una novità di quest’anno, nel ricco programma, sono gli incontri di Fuoricinema a cura di Walter Veltroni, con Giovanni Floris, che svela la sua anima da appassionato di cinema, e Lino Banfi. Per il concorso internazionale di Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Micciché, si va dal dal Giappone (Kamagasaki Cauldron War di Leo Sato) alla Spagna con Inland/Meseta di Juan Palacios. “Sono sette film in cui con gli altri membri del comitato di selezione, ci riconosciamo completamente” dice Pedro Armocida, direttore del Festival. Una competizione dove non figurano film italiani: “Ho un atteggiamento molto laico su questo – commenta -. Vedendo soprattutto opere prime e seconde non ho trovato film adatti ad essere inclusi”.Il cinema italiano, resta comunque protagonista, non solo attraverso il genere (nelle retrospettiva, fra gli altri, anche film di Sergio Leone, Dario Argento, Elio Petri, Pupi Avati, i Manetti Bros e Edoardo De Angelis), ma anche con l’avanguardia della sezione ‘Satellite’, che presenta titoli come Watna di Lorenzo Casali e Micol Roubini e Variazioni luminose nei cieli della città di Giuseppe Spina. Fra le proiezioni speciali anche anteprime mondiali come quella di White flowers di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani. “Io credo che l’industria cinematografica italiana stia morendo – dice netto Adriano Aprà, uno dei punti di riferimento della critica cinematografica italiana e direttore della mostra di Pesaro dal 1990 e il 1998, che al Festival, viene raccontato quest’anno da un documentario di Pasquale Misuraca -. Si producono 200 film all’anno, una pura follia, un suicidio programmato. Per fortuna è già sorto un altro cinema italiano di gran lunga migliore, con autori come Di Trapani e Marco De Angelis, che purtroppo viene perlopiù ignorato dall’industria e la critica”. Spazio inoltre, fra gli altri, agli omaggi per i 30 anni di Fuori Orario, i 20 anni di Stracult e alla cineasta Barbara Hammer, pioniera del cinema lesbico, scomparsa a marzo. Tra le retrospettive quella sul materiale video di Alberto Grifi e sul cinema della regista e videoartista Lee Anne Schmitt. Lo sguardo di donna sul cinema, torna con le opere di cinque registe nel Focus del cinema spagnolo, di altre cinque al centro di ’10 anni di cinema russo e ‘Femminismi – Lezioni di storia”: senza idee di quote rosa, ma “per creare un reale spazio di visibilità”.

Oltre 2 milioni in tv per l’omaggio a CorradoShare del 13,75% per l’ultima puntata della Corrida del 220 dicembre 1997

09 giugno 201917:35

Oltre 2 milioni di spettattori hanno ‘rivisto’ l’ultima puntata della Corrida di Corrado, riproposta sabato sera su Canale 5 nel ventennale della scomparsa del conduttore, considerato uno dei padri fondatori della tv italiana, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Su Canale 5 La Corrida – Omaggio a Corrado ha infatti registrato 2.478.000 telespettatori con uno share del 13,75%. A vent’anni dalla scomparsa, avvenuta a Roma l’8 giugno 1999, Canale 5 ha infati deciso di rendere omaggio a Corrado con la puntata del 20 dicembre 1997 della Corrida, il suo programma più amato del che ideò insieme al fratello, Riccardo Mantoni, e che condusse prima in radio e poi in tv per 10 edizioni dal 1986 al 1997, con un successo trionfale. Corrado Mantoni, in arte semplicemente Corrado, con la sua ironia, è entrato nel cuore di milioni di italiani. “Per tutti noi che abbiamo intrapreso il mestiere di presentatore – dice Gerry Scotti, che ha introdotto la puntata speciale – la sua è stata una grande lezione, ma Corrado era inarrivabile, inimitabile e insostituibile”.

‘Con il Cuore’, serata benefica per i frati di AssisiCondotta da Carlo Conti, partecipazione di un cast musicale d’eccellenza

09 giugno 201916:01

Lunedi, alle 20.35 in diretta su Rai1 e Radioi1 dalla Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco d’Assisi, Carlo Conti conduce la serata benefica di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi, che da 17 anni aiuta e sostiene chi soffre e chi si trova in difficoltà. Giunta alla XVII edizione l’evento di solidarietà “Con il Cuore nel nome di Francesco” è promosso dai Frati del Sacro Convento di Assisi.LE TUE VACANZE IN ALBANIAScopri le meraviglie della Terra delle Aquile da 20€ al giorno AlbaniaTravel.comSCOPRIhttp://acdn.adnxs.com/dmp/async_usersync.html?gdpr=0&seller_id=4009&pub_id=1242079 L’evento solidale vedrà la partecipazione di un Cast d’eccellenza tra cui: Nek, Francesco Renga, Fiorella Mannoia, Enrico Nigiotti, Fabrizio Moro, Simone Cristicchi, Dear Jack con Pierdavide Carone, Paola Turci e poi Giovanni Allevi accompagnato da un’orchestra d’Archi, il soprano Carly Paoli accompagnata dalle magiche note del flauto di Andrea Griminelli… e poi ancora Giò di Tonno, Paolo Vallesi, Amara, Antonio Mezzancella con le sue imitazioni, il Piccolo Coro dell’Antoniano che eseguirà il brano scritto appositamente da Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, la comicità di Enrico Brignano e dulcis in fundo la straordinaria partecipazione di Renzo Arbore accompagnato dalla sua Orchestra Italiana. Anche quest’anno “Con il Cuore nel nome di Francesco” andrà in onda in diretta radiofonica su Rai-Radio1 con la conduzione affidata a Gian Maurizio Foderaro e a Marcella Sullo. Il programma andrà in onda in Replica Domenica 16 Giugno alle 15,50 circa sempre su Rai1.          [print-me title=”STAMPA”]

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