Ultimo aggiornamento 15 Giugno, 2019, 22:18:06 di Maurizio Barra
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE E DETTAGLIATE
DALLE 11:20 ALLE 22:18 DI SABATO 15 GIUGNO 2019
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Migranti: la Sea Watch resta a largo, ok allo sbarco di donne e bambini
Scendono in 10, “In Libia non torniamo”. Salvini: delinquenti
15 giugno 2019 11:20
Ancora fermi al largo delle coste di Lampedusa, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che firma il divieto di ingresso nelle acque italiane e i controlli medici a bordo per valutare le condizioni dei migranti. Dieci di loro – donne, bambini e persone malate – possono scendere, gli altri 43, tra cui quattro minori non accompagnati, “possono restare lì fino a Capodanno”, minaccia Salvini. “In Libia non torneremo, mai”, le parole dell’ong che continua a invocare un “porto sicuro” e non il ritorno in un Paese dove “negli ultimi dieci giorni sono stati bombardati un ospedale e un aeroporto”. Continua, per il quarto giorno consecutivo, il braccio di ferro tra la Sea Watch e le autorità italiane. La giornata si apre con l’annuncio, da parte di Salvini, della firma del divieto di “ingresso, transito e sosta” dell’imbarcazione nelle acque italiane, un provvedimento – controfirmato in serata dai ministri Toninelli e Trenta – rafforzato dall’entrata in vigore, proprio oggi, del decreto sicurezza bis. La violazione del divieto, infatti, costerebbe all’equipaggio una multa da 10 a 50 mila euro e il rischio anche di confisca della nave. Nel primo pomeriggio sulla Sea Watch arrivano medici e sanitari, per sincerarsi delle condizioni di salute dei 53 migranti salvati martedì scorso a 47 miglia dalle coste libiche: tre minori, tre donne di cui due incinte, due accompagnatori e due uomini malati vengono autorizzati allo sbarco dal ministro Salvini. Per gli altri continua l’incubo in mare. “Questi dovevano andare in Libia, potevano andare in Tunisia o a Malta: sono arrivati in Italia – l’accusa del vicepremier -. L’hanno chiesto loro il porto alla Libia, la Libia lo ha dato e loro hanno disobbedito”. “Il fatto che la Libia non sia un porto sicuro non è una nostra valutazione – la replica della portavoce dell’Ong, Giorgia Linardi -. Riportando indietro queste persone commetteremmo un respingimento collettivo, un crimine per cui l’Italia è già stata condannata. La Libia è internazionalmente non riconosciuta come un porto sicuro e lo dice la stessa missione Onu in Libia, l’Unhcr, la commissione Europea, la nostra Farnesina, lo stesso nostro ministro dell’Interno in tv lo scorso 25 maggio e il presidente libico Al Serraj”. La replica di Salvini non si fa aspettare e arriva in serata. “Ci sono persone a bordo per scelta di questi delinquenti, per scelta di questi sequestratori di esseri umani – denuncia -. Bambini, donne incinte e malati scendono, questi delinquenti risponderanno alle loro coscienze di eventuali problemi”.
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE E DETTAGLIATE: LEGGI!
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
Sardegna,si insediano seggi in 28 Comuni
Tra le grandi città al voto Cagliari, Sassari e Alghero
CAGLIARI15 giugno 201912:32
– Giornata di silenzio elettorale nei 28 comuni sardi chiamati al voto, domenica 16, per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione del sindaco. Sono quasi 400mila gli elettori sardi che potranno recarsi nelle 482 sezioni elettorali che saranno allestite a partire dalle 16 con l’insediamento dei componenti di seggio. Tra gli elettori ci sono anche i cittadini di cinque città con popolazione superiore ai 15mila abitanti: le principali sono Cagliari, Sassari e Alghero a cui si aggiungono Monserrato e Sinnai, all’interno della Città metropolitana di Cagliari.
Il capoluogo isolano va al voto con due anni di anticipo per le dimissioni del sindaco Massimo Zedda, che ha optato per il Consiglio regionale dove siede all’opposizione dopo aver perso la sfida per la guida della Regione contro Christian Solinas.
Niente elezioni invece ad Austis, in provincia di Nuoro: qui per la quinta volta consecutiva non è stata presentata alcuna lista.
Pd: Zingaretti nomina la nuova segreteriaVice segretari Orlando (vicario) e De Micheli
15 giugno 201921:16
Nicola Zingaretti ha nominato la nuova segreteria del Pd: coordinatore sarà Andrea Martella, vicesegretari Andrea Orlando (vicario) e Paola De Micheli; Marco Miccoli sarà il capo della segreteria politica del segretario.Gli altri incarichi vanno a Enzo Amendola (Esteri e Cooperazione internazionale), Chiara Braga (Agenda 2030/Sostenibilità), Pietro Bussolati (Imprese e professioni), Andrea Giorgis (Riforme istituzionali), Maria Luisa Gnecchi (Welfare), Roberto Morassut (Infrastrutture Aree urbane e periferie), Nicola Oddati (Mezzogiorno), Roberta Pinotti (Politiche della sicurezza), Giuseppe Provenzano (Politica del Lavoro), Marina Sereni (Enti Locali/Autonomie), Camilla Sgambato (Scuola), Stefano Vaccari (Organizzazione), Antonella Vincenti (Pubblica amministrazione), Rita Visini (Terzo settore/Associazionismo). Partecipano alla segreteria per funzione: Paolo Gentiloni, Presidente del Pd; Gianni Cuperlo, Fondazione Nazionale, oltre a Orlando e De Micheli. Inoltre la responsabile donne del Pd, che verrà eletta dalla Conferenza Nazionale delle donne; i Capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci; il tesoriere Luigi Zanda; il Rappresentante dei Giovani Democratici.E’ istituito il Dipartimento Economia e Sviluppo diretto da Antonio Misiani. Nei prossimi giorni verranno affidati gli incarichi dei nuovi Responsabili dei Dipartimenti. Si avvia inoltre la costituzione di “Forum Aperti” alla partecipazione di personalità e rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del volontariato, delle imprese, delle forze sindacali e degli amministratori, delle professioni. Coordinatore: Marco Furfaro. I primi tre Forum saranno presieduti e coordinati da Giorgio Gori (Forum Amministratori Centrosinistra); Alessandra Bailo Modesti (Forum Sostenibilità Ambientale e sviluppo); Elisabetta Nigris (Forum Conoscenza). E’ stato affidato l’incarico di responsabile dell’ufficio stampa del Partito Democratico a Luigi Telesca.”La segreteria del Pd resa nota da Zingaretti non assomiglia al partito del noi. Vedo un’unica matrice identitaria in un partito che è nato per valorizzare i riformismi. È una scelta che non condivido”: così su Twitter il capogruppo dei senatori Pd Andrea Marcucci.
Giustizia: Bernini, riforma è chimeraNo a intercettazioni a strascico e a pubblicazioni dati privati
15 giugno 201921:04
– “La riforma della giustizia della Lega è quella storica del centrodestra e punta a ripristinare un minimo di civiltà giuridica: evitare le intercettazioni a strascico e la pubblicazione dei verbali nelle fasi precoci del procedimento, oltre al divieto assoluto di pubblicazione di ciò che attiene alla vita privata delle persone. Non solo: intervenire sulla durata dei processi imponendo un limite perentorio alle indagini preliminari e prevedere conseguenze processuali e disciplinari in caso di ritardi ingiustificati da parte dei magistrati. Dulcis in fundo: separazione del Csm in due con separazione delle carriere dei magistrati. Tutto quasi perfetto, ma c’è un ma grande come una casa: mercoledì infatti il ministro Bonafede presenterà la sua riforma della giustizia, che non è azzardato prevedere andrà nella direzione esattamente opposta a quella della Lega. Le proposte della ministra Bongiorno finiranno quindi nel libro dei sogni”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.
Bufera procure: 5S, pubblicare tuttoTrame magistrati e politici è fatto di interesse di tutti
15 giugno 201921:07
– “In questi giorni dagli articoli dei giornali stanno venendo fuori i colloqui notturni in cui alcuni magistrati e alcuni politici concordavano su come spartire le poltrone dei più importanti uffici giudiziari d’Italia. A quanto pare, si tratta solo di una minima parte di quanto gli investigatori hanno potuto registrare grazie ai nuovi strumenti forniti dalla legge “Spazzacorrotti”. E noi, come cittadini, vogliamo sapere tutto. Perché paghiamo i consiglieri del Csm affinché si occupino dei tanti problemi della giustizia.
Paghiamo i politici per fare leggi e, se all’opposizione, affinché controllino la maggioranza. In un Paese civile si pubblica tutto, perché i cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere. E, come vuole la nostra Costituzione, hanno il diritto di essere correttamente informati”. E’ quanto si legge in un post del blog delle Stelle dal titolo “Giornalisti pubblicate tutto”.
Il governo accelera sulla riforma della Giustizia. Csm, Lotti: ‘Informai il Colle’. Il Quirinale: ‘E’ falso’I contenuti delle intercettazioni pubblicati oggi dai quotidiani
15 giugno 201921:45
Vertice sulla riforma della giustizia a Palazzo Chigi previsto per mercoledì 19 giugno. A quanto si apprende da fonti di governo, il premier Giuseppe Conte incontrerà il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il ministro della P.a Giulia Bongiorno per fare un punto sulla riforma dei processi sulla base dello schema di provvedimento che presenterà il Guardasigilli. Non è escluso – spiegano le stesse fonti – che il vertice sia allargato anche ad altri esponenti di governo, vicepremier inclusi.Intanto in alcune intercettazioni pubblicate dai quotidiani Luca Lotti dice di aver informato il Quirinale sul Csm. “E’ falso”, replica il Colle. E’ quanto scrivono oggi alcuni quotidiani. Nei servizi sono pubblicati alcuni estratti di intercettazioni dell’ex ministro Pd col sistema “Trojan”, si scrive. Durante la riunione convocata il 9 maggio in un albergo romano per pianificare il voto sul procuratore di Roma, si ribadisce la necessità di puntare su Marcello Viola ed escludere Francesco Lo Voi, ritenuto troppo contiguo alla linea di Giuseppe Pignatone, si legge nei servizi dei quotidiani. Lotti racconta quindi i dettagli della sua visita al Quirinale.”Io ci sono andato – si legge nell’intercettazione pubblicata – e ho detto: “presidente la situazione è questa” e gli ho rappresentato quello che voi mi avete detto più o meno cioè Lo Voi…”. Frasi che il Colle – interpellato al riguardo – smentisce categoricamente.
“Appaiono totalmente fuorvianti alcune frasi e ricostruzioni legate al Presidente della Repubblica. Come è evidente dalle intercettazioni io non ho commesso alcun reato, pressione o forzatura. Per il resto, mi sono autosospeso dal Pd in attesa che la situazione si chiarisca. Non c’è altro da aggiungere, se non che una verità sarà sempre più forte di mille bugie”. Così in una nota Luca Lotti, che assicura come “in tanti saranno chiamati a risponderne nelle sedi opportune”. “Anche oggi – prosegue – i principali quotidiani pubblicano intercettazioni senza che nessuno si chieda se sia lecito oppure no. Alcuni giornali poi – utilizzando una frase di Palamara, non mia – provano a raccontare un mio interessamento sulla vicenda Consip: come si capisce bene leggendo, niente di tutto questo è vero. Ancora una volta la verità viene presentata in altro modo e si conferma quanto ho già detto due giorni fa. Peraltro, alcune frasi che mi vengono attribuite non sono assolutamente riferite al vicepresidente del Csm David Ermini.
“Smentisco in modo fermo di aver partecipato ad incontri con Palamara, Ferri e Lotti riguardanti le nomine di alcuni procuratori. Ribadisco che dal giorno della mia elezione il mio unico e costante punto di riferimento é sempre stato il Presidente della Repubblica”. Lo sottolinea in una nota il vicepresidente del Csm, David Ermini, spiegando che l’incontro di cui si parla su alcuni quotidiani risale al 2018 “ma – ribadisce – non ho partecipato a vertici con quelle persone per parlare di nomine”.
Marò Latorre si sposa, presente ministroPensiero su social a collega Girone, che non può essere presente
BARI15 giugno 201919:01
– Fiori d’arancio a Roma per il marò tarantino Massimiliano Latorre: il fuciliere di Marina si è sposato nella Chiesa dell’ordinariato militare della Capitale, ornata di fiori tricolori, con Paola Moschetti, sempre al suo fianco nella querelle internazionale con l’India. Alle nozze ha partecipato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Assente, perché non possono avere contatti per il divieto del Tribunale dell’Aja, l’altro marò, Salvatore Girone, che Latorre chiama ‘fratello mio’ in un post sui social: “Caro Salvo, oggi non potremo festeggiare con te il mio matrimonio e di Paola, ma ti assicuro che, se non fisicamente, sarai e sarete tu, Vania, Michele e Martina, con noi”. I due marò, in missione di protezione della nave mercantile italiana Enrica Lexie furono coinvolti il 15 febbraio 2012 nella morte di due pescatori indiani al largo del Kerala, scambiati per pirati. L’8 luglio cominceranno all’Aja le udienze arbitrali che dovranno stabilire se spetti all’India o all’Italia processarli. [print-me title=”STAMPA”]
