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Ultimo aggiornamento 21 Ottobre, 2019, 19:00:08 di Maurizio Barra

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Hariri non si dimette, presenta riforme
Premier si dice solidale con le proteste

21 ottobre 2019 13:55

– BEIRUT

– Il premier libanese Saad Hariri, sottoposto da giorni a forti pressioni per le massicce proteste popolari in corso a Beirut e in varie città del paese, ha annunciato oggi un piano di riforme “senza precedenti”, così come è stato descritto dall’ufficio della presidenza del consiglio dei ministri. In un discorso in diretta tv, Hariri si è detto solidale con le decine di migliaia di manifestanti in piazza da cinque giorni. E ha assicurato che le riforme economiche decise oggi vanno incontro alle richieste popolari.

William preoccupato per Harry e Meghan’Spero possano stare bene’ dopo gli attacchi dei tabloid

LONDRA21 ottobre 201916:30

– Il principe William, secondo dopo il padre Carlo nella linea di successione al trono britannico della regina Elisabetta, è “preoccupato” per le pressioni denunciate dal fratello minore Harry e dalla consorte Meghan in un documentario-intervista andato in onda ieri su Itv. Lo riferiscono fonti di Buckingham Palace citate dalla Bbc. Il duca di Cambridge riconosce “la situazione di fragilità” dei duchi di Sussex e spera che, dopo quanto accaduto nei mesi scorsi, ora possano “stare bene”. Nella doppia intervista Harry e Meghan avevano accennato al senso d’isolamento provato nei mesi scorsi e parlato fra l’altro di un atteggiamento ostile da parte dei tabloid britannici, con i quali entrambi sono in causa con accuse di violazione della privacy. Harry, inoltre, pur rivendicando come indissolubile il legame col fratello maggiore, aveva sottolineato di aver avuto con lui “giorni buoni e giorni cattivi” (ossia alti e bassi) di recente e di essere in questo momento della vita “su strade diverse” rispetto a William.

Canada: votano Trudeau e ScheerIl premier a Montreal, il leader conservatore nel Saskatchewan

WASHINGTON21 ottobre 201916:31

Il premier liberale uscente Justin Trudeau e il leader del partito conservatore Andrew Scheer, i due frontrunner delle elezioni canadesi di oggi, saranno a quasi 3000 km di distanza l’uno dall’altro a votare e ad attendere i risultati.
Trudeau è nel suo collegio di Papineu a Montreal, nella provincia orientale francofona del Quebec, terreno di battaglia cruciale per l’esito della consultazione.
Scheer invece è nel suo collegio di Regina-Qu’Appelle, Saskatchewan, nel Canada centrale. Jagmett Singh, leader del New Democratic Party (Ndp), terzo partito secondo i sondaggi, trascorrerà la giornata nel collegio di Burnaby South, in British Columbia.

Canada: numero record di candidate donneSono 651, +9% rispetto al 2015. Il partito più rosa è il Ndp

OTTAWA21 ottobre 201916:34

Le elezioni canadesi di oggi vedono una vera e propria ‘carica delle donne’: le candidate hanno raggiunto il numero record di 651 tra tutti i partiti, con un aumento del 9% rispetto al 2015, secondo Equal Voice, una ong che promuove l’elezione di più donne nella politica canadese.
“Un grande progresso ma rimane molto lavoro da fare”, commenta l’associazione, ricordando che “se tutte le donne elette nella storia del Canada sedessero nel parlamento oggi non coprirebbero i 338 seggi”. Il partito più ‘rosa’ è il New democratic party di Jagmeet Singh, con 165 candidate per 338 scranni. Con 156 seguono i Verdi, unico partito guidato da una donna, Elizabeth May. Quindi i liberali di Justin Trudeau, con 132.

Brexit: speaker dice no al nuovo votoRespinta mozione governo,ora per Johnson è corsa contro il tempo

LONDRA21 ottobre 201916:40

– Lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, ha respinto la mozione del governo di Boris Johnson per rimettere ai voti oggi l’accordo sulla Brexit raggiunto dal premier Tory con Bruxelles, ma rinviato sabato con un emendamento. Secondo Bercow l’istanza non può essere riproposta nella stessa forma di sabato. A questo punto per il governo è corsa contro il tempo per far approvare entro questa settimana le leggi attuative dell’uscita dall’Ue e ripresentare il deal subito dopo in un contesto nuovo. Pena un rinvio o il no deal.

E’a Firenze.’Disastro ambientale in corso,25% foresta distrutto’

FIRENZE21 ottobre 201917:00

– “Mi faccio portavoce di una lamentela, di una mancanza di responsabilità da parte del Governo brasiliano: la nostra terra è ricca di acqua, di minerali preziosi, ma ci troviamo con un Governo che guarda ad altri interessi economici, non alla salvaguardia di questa grande ricchezza”. Lo ha detto il capo tribù della popolazione dell’Amazzonia ‘Huni Kuin’ Sia Huni Kuin Kawinaka, intervenuto al consiglio comunale di Firenze, in riferimento a ciò che sta accadendo in Amazzonia. “C’è un disastro ambientale in corso – ha continuato -. Il 25% della foresta è andato in fumo. Il messaggio è quello di unire le forze per trovare un modo per lottare insieme”.
Sia Huni Kuin Kawinaka ha ribadito che è molto importante “per lo sviluppo della popolazione dell’Amazzonia parlare della loro storia, delle loro ricchezze. E’ molto importante condividere queste esperienze per favorire un processo di continuazione delle tradizioni. La lotta deve essere senza armi, pacifica, cercando di portare avanti le nostre tradizioni: è importante parlare della storia dell’Amazzonia”. Il capo tribù ha lanciato l’appello “per una maggiore unità, uguaglianza, sostenibilità di tutti gli esseri umani”. Dopo l’intervento il presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha donato un giglio rosso, simbolo di Firenze, “in modo che possa ricordarsi della città”. Inoltre, ha detto Milani, “visto che prima ha fatto visita al Museo di Palazzo Vecchio, vedendo anche la sala delle cartine, noi gli facciamo omaggio della riproduzione della cartina dell’Amazzonia del 1500”.

Cile: 1500 arresti in tutto il PaeseOltre 650 nella sola capitale Santiago

SANTIAGO DEL CILE21 ottobre 201918:08

– SANTIAGO DEL CILE

– Sale a quasi 1500 il numero delle persone arrestate in Cile per le violente proteste nel fine settimana, di cui circa 650 nella sola capitale Santiago. Lo riferiscono le autorità locali.

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Kabul, in un anno via 2.000 soldati Usa
Ne sono rimasti circa 12 mila, obiettivo è 8.600 a casa

WASHINGTON21 ottobre 201918:10

– Il numero dei soldati americani in Afghanistan si è già ridotto di almeno 2.000 unità nel corso dell’ultimo anno, con il contingente Usa che ora non conta più di 12 mila uomini. Lo ha affermato – come riporta il New York Times – il comandante delle forze americane nel paese, il generale Austin Miller. Il graduale calo della presenza Usa in Afghanistan sta avvenendo nonostante si sia ancora lontani da un accordo di pace con i talebani e alcune fonti militari confermano che l’obiettivo è quello di ritirare in questa fase almeno 8.600 soldati.

Siria:sassi contro convoglio Usa a ErbilDopo le patate lanciate contro americani nel nordest e a confine

21 ottobre 201918:12

– BEIRUT

– La tv curdo-irachena Rudaw riferisce che un convoglio di mezzi militari americani proveniente dalla Siria è stato preso a sassate da alcuni civili della regione di Erbil, capitale della regione autonoma curdo-irachena.
Stamani altri convogli militari americani a Qamishli, nel nord-est della Siria, e al confine iracheno erano stato oggetto di analoghe proteste con civili che avevano tirato patate verso i blindati dei militari.

Bolivia: ‘scrutinio sarà trasparente’L’assicurazione fatta dal governo

LA PAZ21 ottobre 201918:28

– Il governo della Bolivia ha assicurato oggi di voler garantire la “piena trasparenza” dello scrutinio ufficiale delle elezioni svoltesi ieri, che potrà essere controllato anche dai rappresentanti di quei Paesi (Brasile, Argentina, Usa e Unione europea) che ne hanno fatto richiesta.
In conferenza stampa, il ministro della Comunicazione Manuel Canelas e quello degli Esteri, Diego Pary, hanno chiarito che “una cosa è il sistema di Trasmissione dei risultati elettorali preìliminari (Trep), altra lo spoglio ufficiale delle schede”.
“Si prevede un risultato di misura che deciderà se vi è una vittoria al primo turno o un ballottaggio – ha aggiunto Canelas – per cui è importante attendere lo scrutinio fisico delle schede”.
Da parte sua Pary ha reso noto che si riunirà con gli osservatori dell’Osa e della Ue per trattare la questione.

Assange in aula, udienze sull’estradizione a febbraioSbarbato e smagrito. Respinta richiesta difesa d’avere più tempo

LONDRA21 ottobre 201914:46

Sarà stabilito a febbraio, nel giro di 5 udienze, il verdetto di primo grado della giustizia britannica sulla contestata richiesta di estradizione negli Usa di Julian Assange. Lo ha confermato oggi Venessa Baraitser, giudice distrettuale della Westminster Magistrates’ Court di Londra, dove il fondatore di Wikileaks, tuttora detenuto nel carcere di massima sicurezza del Belmarsh in attesa di questo giudizio malgrado abbia finito di scontare l’unica condanna subita nel Regno Unito, per violazione dei termini della cauzione nel 2012, è comparso dopo diversi mesi di persona, dimagrito e senza barba. La giudice ha respinto la richiesta della difesa dell’ attivista australiano 48enne di un rinvio di tre mesi oltre febbraio, per avere più tempo per studiare le carte. Assange, intervenuto con qualche difficoltà nella parola, ha protestato, lamentando di dover combattere ad armi impari, dalla prigione e senza accesso ai dati necessari, contro “una superpotenza dai mezzi illimitati” come gli Usa.

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