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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2019, 00:53:16 di Maurizio Barra

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DALLE 09:50 ALLE 23:52 DI MARTEDì 22 OTTOBRE 2019

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Juncker,su Macedonia e Albania un errore
‘Sono molto deluso dalla non decisione del Consiglio europeo’

STRASBURGO22 ottobre 2019 09:50

– “Sono molto deluso per la decisione o meglio dalla non decisione del Consiglio europeo” sull’allargamento, “la Macedonia del Nord e l’Albania avevano il diritto di aspettarsi l’apertura di negoziati perché questi Paesi hanno fatto degli sforzi. E’ un errore madornale non avere aperto i negoziati con questi Paesi, li si colpisce al cuore”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. “Se l’Ue dà l’impressione di fare promesse e poi di non mantenerle, nessuno nel mondo ci rispetterà”, ha aggiunto.

Erdogan, via i curdi o riparte l’attacco’Circa 800 hanno lasciato il nord, altri 1.200 stanno partendo’

ISTANBUL22 ottobre 201911:08

– Sono 700-800 i “terroristi” curdi dello Ypg che dall’inizio della tregua hanno lasciato la zona di sicurezza turca nel nord della Siria. Altri “1.200-1.300 stanno rapidamente lasciando l’area. Stiamo seguendo i loro passi con attenzione, devono andarsene tutti altrimenti riprenderemo l’operazione in modo ancora più determinato”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prima di partire per Sochi, dove oggi incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a poche ore dalla scadenza della tregua, fissata per le 22 di oggi (le 21 in Italia). Erdogan esclude inoltre un’estensione della tregua per il ritiro dei curdi nel nord della Siria, chiesta ieri da Emmanuel Macron a Putin. “Non mi è giunta alcuna richiesta direttamente da Macron, che invece ha incontrato i terroristi” curdi. “La Francia – ha aggiunto Erdogan – non è una nostra controparte in questo processo, sembra che Macron stia cercando di crearsi un ruolo in questo accordo”.

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Greta,’mia sorella vittima degli haters’
La richiesta di aiuto al quotidiano svedese Dagens Nyheter

22 ottobre 201920:55

Greta Thunberg, la sedicenne ambientalista che ha risvegliato le coscienze verdi dei ragazzi di tutto il mondo, è abituata all’attenzione di media e anche ad essere presa di mira sui social, ma non si dà pace per sua sorella minore Beata. “Quella che soffre di più è mia sorella Bea, che ha 13 anni, ed è sistematicamente bersaglio di mobbing, cattiverie e molestie”, ha denunciato allarmata in un’intervista al quotidiano svedese Dagens Nyheter. “Tutti quelli che mi minacciano e mi scrivono messaggi di odio finiscono per prendersela con Bea. La gente non sa dove mi fermo, e dove passo la notte, perché non ho una routine quotidiana. Invece mia sorella è sempre a casa e cerca di avere una sua vita normale, ma così è molto più facile da raggiungere” ha spiegato Greta.
“Di continuo le persone mi scrivono perché vogliono aiutarmi.
Il modo migliore per aiutarmi ora è sostenere mia sorella”, è l’appello rivolto da Greta tramite le pagine del quotidiano svedese.

 

Siria: Assad al fronte vicino a Idlib’Erdogan è un ladro, ci ruba la terra’

22 ottobre 201911:11

– Il presidente siriano Bashar al Assad si trova insieme alle truppe dell’esercito di Damasco sulle prime linee nella città di Hobait, nella regione di Idlib. Lo rende noto la presidenza siriana. La zona di Idlib è ancora in mano ai ribelli e jihadisti. “Erdogan è un ladro, ha rubato fabbriche, grano e petrolio e oggi ruba la terra”, ha detto il presidente sulla situazione nel nord della Siria al confine con la Turchia.

Johnson riunisce il governo, poi voto chiave sui tempiIl premier insiste: ‘Il popolo non vuole altri rinvii e neppure l’Ue’

LONDRA22 ottobre 201912:36

Il popolo britannico “non vuole ulteriori rinvii e neppure li vogliono altri leader europei o io”: lo ha ribadito il premier britannico Boris Johnson sollecitando Westminster a lasciare che “la Brexit sia fatta il 31 ottobre” e si possa guardare “avanti”. L’appello arriva nel giorno in cui il governo Tory lancia l’ultima, difficile sfida, per cercare di ottenere l’ok dal Parlamento sul pacchetto di leggi attuative dell’uscita dall’Ue (Withdrawal Agreement Bill) in soli tre giorni: unico modo per arrivare al voto definitivo di ratifica dell’accordo di divorzio raggiunto da Johnson con Bruxelles prima del 31 ottobre. Il programma prevede il Consiglio dei ministri del martedì, poi l’apertura del dibattito sul Bill. Verso le 20:30 italiane è atteso un primo voto indicativo sul Withdrawal Agreement Bill, che il governo spera di vincere. Poi un secondo, molto più incerto e decisivo sulle residue di chance di chiudere la partita per il 31 ottobre, sulla tempistica sprint per l’esame di tutto il pacchetto, passaggio per passaggio.

Cile: 15 morti e 2.643 arrestateTutte le vittime coinvolte in incendi e saccheggi

SANTIAGO DEL CILE22 ottobre 201915:11

– Il governo cileno ha annunciato oggi che continuano disordini e gravi incidenti fra manifestanti e la polizia, il cui bilancio è ora di 15 morti e 2.643 feriti.
In una comunicazione effettuata dal Palazzo della Moneda, il sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla, ha precisato che delle 15 vittime, undici sono state nella regione di Santiago del Cile, tutte coinvolte in incendi e saccheggi, principalmente in centri commerciali”.

Ruba ambulanza e falcia pedoni a OsloTravolti coppia e donna con gemelli in passeggino

22 ottobre 201915:16

Un uomo ha rubato un’ambulanza e si è lanciato sulla folla nel centro di Oslo ferendo diverse persone tra le quali una coppia di anziani ed una donna che spingeva un passeggino, con due gemelli di sette mesi. La polizia ha aperto il fuoco, riuscendo a bloccarlo e lo ha arrestato. Lo riferiscono i media locali. La polizia norvegese è alla ricerca di una seconda persona coinvolta nell’attacco a Oslo, precisando che si tratta di una donna.
L’uomo che ha rubato l’ambulanza, travolgendo alcuni pedoni, è stato invece colpito e fermato ma non sarebbe in gravi condizioni, è stato confermato sottolineando che è un uomo di circa 30 anni. La polizia ha schierato molti agenti armati ed un elicottero nella zona, un quartiere residenziale nella parte nord della capitale norvegese, dove è avvenuto l’attacco. Dei due bambini, uno sarebbe rimasto leggermente ferito mentre dell’altro non si conoscono le condizioni. Entrambi, con la donna che era con loro, sono stati portati in Ospedale.
APPROFONDIMENTO:

Un uomo di 32 anni ha rubato un’ambulanza e si è lanciato sulla folla nel centro di Oslo ferendo almeno cinque persone: una coppia di persone anziane e una donna che spingeva un passeggino con due gemelli di 7 mesi. La Polizia ha aperto il fuoco contro l’aggressore, lo ha ferito non gravemente e lo ha arrestato.E’ stata arrestata anche una donna, 25 anni, sospettata di essere coinvolta nell’attacco. Non ha opposto resistenza ed è accusata di possesso di arma da fuoco. Secondo la polizia norvegese, hanno legami con “ambienti dell’estrema destra”.Nell’ambulanza sono stati trovati un fucile e una mitragliatrice.

Caffè Greco rischia la chiusura, la Polonia è preoccupataStorico locale Roma fu ritrovo artisti e intellettuali polacchi

22 ottobre 201914:30

L’Ambasciata di Polonia a Roma ha espresso, in una nota, la propria preoccupazione per la possibile chiusura dell’antico Caffè Greco e ha lanciato un appello affinché venga trovata una soluzione perché “questo locale storico, colmo di opere d’arte e memorie comuni legate anche alla cultura polacca, non scompaia dalla mappa della Città Eterna”. Ci rendiamo conto della pressione del mercato e degli inevitabili cambiamenti legati ai trend socio-economici, ma crediamo che esistano valori universali che vanno difesi e che non possono essere sostituiti da benefici materiali e calpestati per ragioni economiche.
Le rappresentanze estere a Roma avevano già rivolto un appello al ministero della Cultura italiano chiedendo di intervenire per salvare lo storico Caffè in via dei Condotti e sottolineando come non sia concepibile che un locale colmo di opere d’arte, luogo di incontro dei più grandi artisti degli ultimi duecento anni, possa scomparire dalla mappa della città a causa dei problemi legati all’affitto del locale. In particolare il vice primo ministro e ministro della cultura polacco Piotr Gliński ha inviato il 27 giugno 2019 al ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli e al sindaco di Roma Virginia Raggi una lettera nella quale chiedeva che venissero intraprese azioni volte a preservare il Caffè Greco. Lettere rimaste ancora senza risposta.
L’Antico Caffè Greco, fondato nel 1760, luogo preferito dei turisti e degli artisti di molte nazioni, fu il ritrovo prediletto di molti artisti e intellettuali polacchi. Secondo alcuni storici di cultura polacca, fu il poeta Adam Mickiewicz – l’icona del Romanticismo polacco – a rendere famoso il Caffè Greco tra i connazionali.

Scade la tregua in Siria: ‘Via i curdi o riparte l’attacco’Erdogan da Putin: ‘Ci aiuti a cacciare i terroristi’. Ma Assad lo attacca: ‘Ladro’

22 ottobre 201917:01

La Turchia esclude un’estensione della tregua per il ritiro dei curdi nel nord della Siria, chiesta ieri da Emmanuel Macron a Vladimir Putin. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, prima di partire per Sochi dove oggi incontrerà Putin. “Non mi è giunta alcuna richiesta direttamente da Macron, che invece ha incontrato i terroristi” curdi. “La Francia – ha aggiunto Erdogan – non è una nostra controparte in questo processo, sembra che Macron stia cercando di crearsi un ruolo in questo accordo”.Via tutti i curdi o riparte l’attacco  – Sono 700-800 i “terroristi” curdi dello Ypg che dall’inizio della tregua hanno lasciato la zona di sicurezza turca nel nord della Siria. Altri “1.200-1.300 stanno rapidamente lasciando l’area. Stiamo seguendo i loro passi con attenzione, devono andarsene tutti altrimenti riprenderemo l’operazione in modo ancora più determinato”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prima di partire per Sochi, dove oggi incontrerà il presidente russo Vladimir Putin a poche ore dalla scadenza della tregua, fissata per le 22 di oggi (le 21 in Italia).Assad al fronte con le truppe vicino a Idlib – Il presidente siriano Bashar al Assad si trova insieme alle truppe dell’esercito di Damasco sulle prime linee nella città di Hobait, nella regione di Idlib. Lo rende noto la presidenza siriana su Twitter, invitando a “rimanere sintonizzati”. La zona di Idlib è ancora in mano ai ribelli e jihadisti.Erdogan, chiederò all’amico Putin il ritiro dei curdi  – “Con il mio amico Vladimir Putin parleremo della situazione in Siria, della presenza del regime e della Commissione costituzionale, che si riunirà il 30 ottobre a Ginevra. Voglio anche discutere del nostro accordo per difendere la pace a Idlib”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una conferenza stampa all’aeroporto Esenboga di Ankara prima di partire per Sochi, dove oggi incontrerà il presidente russo Vladimir Putin per discutere della situazione in Siria a poche ore dalla scadenza della tregua, fissata per le 22 di oggi (le 21 in Italia). Nel nord della Siria “da ovest a est, da Manbij a Ayn al Arab (Kobane) a Qamishili, il regime e la Russia” sono presenti, “speriamo di raggiungere l’accordo desiderato” con Putin sul ritiro dei miliziani curdi da queste zone.Siria: Putin a Erdogan, situazione critica  – La situazione in Siria è “molto critica”: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin all’inizio dell’incontro a Sochi con il leader turco Recep Tayyip Erdogan. “Penso – ha proseguito Putin rivolgendosi a Erdogan – che il nostro incontro di oggi e le nostre consultazioni siano altamente necessarie”. Il leader del Cremlino ha inoltre auspicato che “il livello raggiunto nelle relazioni tra Russia e Turchia svolgerà adesso il suo compito nel risolvere tutte le questioni difficili viste oggi nella regione”. Lo riporta la Tass.Erdogan, 775 i ‘terroristi neutralizzati’ finora  – Sono 775 i “terroristi” delle milizie curde Ypg “neutralizzati” (cioè uccisi, feriti o catturati) nell’operazione militare turca nel nord della Siria. Lo ha sostenuto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, fornendo un nuovo bilancio a poche ore dalla scadenza della tregua per il ritiro dei curdi. Nell’offensiva hanno anche perso la vita 7 soldati di Ankara e 79 miliziani siriani filo-turchi, ha aggiunto Erdogan, oltre a 20 civili rimasti uccisi dai colpi di mortaio lanciati in Turchia da oltre confine.

Mete di viaggio top 2020 , ecco il perchè della sceltaLe motivazioni di Best in Travel -Lonely Planet 2020

22 ottobre 201919:06

Il Bhutan è al vertice della top ten dei Paesi imperdibili indicati da Best in Travel- Lonely Planet per il 2020 perché è “l’unico paese del mondo a emissioni negative di carbonio, entro il 2020 diventerà la prima nazione interamente biologica. Una meta sempre più bella e, grazie alla tassa d’ingresso, mai troppo affollata”. Sul podio seconda è l’ Inghilterra: il prossimo anno “inaugurerà l’England Coast Path, il sentiero litoraneo ininterrotto più lungo del mondo, che per la prima volta renderà accessibile l’intero lungomare del paese e al terzo la Macedonia del Nord che “offrirà stimoli inediti agli amanti della cultura e dell’avventura grazie ai nuovi voli appena inaugurati per il Lago Ohrid, patrimonio UNESCO, e al recente High Scardus Trail, un sentiero di 495 km che tocca le vette più spettacolari dei Balcani.
Al vertice per le Regioni, la Via della Seta, nell’Asia centrale, resa “più accessibile che mai per i “massicci investimenti nei trasporti e nelle infrastrutture”. Le Marche conquistano il secondo posto perché “nel 2020 saliranno alla ribalta, quando Urbino guiderà le celebrazioni per il 500° anniversario della morte di Raffaello” e al terzo Tohoku, in Giappone che “è una ventata di aria fresca per i viaggiatori avventurosi stanchi delle folle, e dista dalla capitale solo poche ore di treno ad alta velocità” quando “gli occhi di tutto il mondo saranno puntati su Tokyo per le Olimpiadi”.
Nella classifica delle dieci città più appetibili svetta Salisburgo, in Austria, dove il famoso Festival nel 2020 compie 100 anni, seguita da Washington DC, negli Stati Uniti per “il 100/mo anniversario del XIX emendamento, la legge che concesse alle donne il diritto di voto. E il fermento per le elezioni presidenziali del 2020”. Terzo della top ten Il Cairo, in Egitto, nell’anno in cui “aprirà il Grand Egyptian Museum (GEM), museo all’avanguardia situato a Giza. Per i vacanzieri che puntano su Mar Rosso e Luxor, aggiungere lepiramidi e il GEM all’itinerario di viaggio sarà un gioco da ragazzi grazie ai voli interni che collegano lo Sphinx Airport di Giza, appena inaugurato”.

Zuckerberg, Libra non vuole essere moneta sovranaNon cerca di entrare nell’arena della politica monetaria

22 ottobre 201919:57

Libra, la valuta criptovaluta di Facebook, non vuole essere una moneta sovrana e non sarà lanciata senzza il consenso Usa. E’ il messaggio di Mark Zuckerberg alla commissione servizi finanziari della Camera, davanti alla quale sarà sentito mercoledì. Nel testo diffuso del suo intervento, Zuckerberg mette in evidenza come Libra potrebbe essere un rimedio per le disuguaglianze perché potrebbe consentire a milioni di persone che non usano le banche di accedere al sistema finanziario.Il Tesoro americano ha incontrato esponenti e funzionari di Facebook, ai quali ha detto che i piani per il lancio della criptovaluta Libra sono prematuri. Così il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, nel corso di un’audizione in Congresso, spiegando che la preoccupazione maggiore del Tesoro è che Libra aggiri le norme anti riciclaggio.Il titolo del social network pesante a Wall Street dove arriva a perdere il 2,26%. A pesare è l’ampliamento dell’indagine antitrust nei confronti della piattaforma e la gelata di Mnuchin.

Omicidio Giulio Regeni, riparte il dialogo tra procure Il Cairo-RomaInvito del procuratore egiziano per un incontro sulle indagini

22 ottobre 201921:08

Dopo un anno riparte il dialogo tra le procure del Cairo e di Roma sull’omicidio Regeni. Il procuratore generale egiziano Hamada al Sawi – a quanto si apprende – ha infatti invitato il procuratore capo di Roma ad un incontro al Cairo “al fine di confermare la volontà di fare progressi nel campo della cooperazione giudiziaria tra i due Paesi nelle indagini sul caso Regeni”, si legge nella lettera.    La ripresa del dialogo tra le procure era stato sollecitato di recente dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aveva incontrato la famiglia del ricercatore alla Farnesina.

Parlamento boccia iter sprint per legge sulla BrexitJohnson non fa il bis, si allontana uscita dall’Ue il 31 ottobre Farage: ‘A novembre saremo ancora qui’. Tusk: ‘Dovremo essere pronti a ogni scenario’

STRASBURGO22 ottobre 201920:57

La Camera dei Comuni ha bocciato la mozione presentata dal governo di Boris Johnson per imporre un iter sprint al completamento del processo di ratifica dell’accordo sulla Brexit, processo avviato oggi con l’approvazione in prima lettura del pacchetto di leggi attuative del Withdrawal Agreement Bill. Lo stop sui tempi rappresenta un duro colpo per il premier Tory e di fatto fa svanire il suo obiettivo di un’uscita concordata del Regno dall’Ue il 31 ottobre, aprendo le porte a possibili elezioni anticipate.Johnson sospende legge, attendo decisioni Ue – Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato “una pausa” nel processo di approvazione della legge sulla Brexit dopo lo stop imposto alla Camera dei Comuni su un iter sprint. Johnson ha elogiato la Camera per l’approvazione in prima lettura della legge, ma ha deplorato la frenata sui tempi. E ha aggiunto di voler attendere ora che sia Bruxelles a prendere una decisione sull’eventuale concessione di una proroga oltre il 31 ottobre, senza negoziarla. “Comunque usciremo dall’Ue e usciremo con questo accordo”, ha concluso.

LA DIRETTABoris Johnson ha presentato l’accordo da lui raggiunto con Bruxelles sulla Brexit, e il pacchetto di leggi attuative del Withdrawal Agreement Bill introdotto oggi in Parlamento per quello che il governo spera poter essere un iter sprint, come “il più grande recupero di controllo” di sovranità “nella storia” britannica. “Io credo che approvando questo accordo e questa legislazione potremo voltare pagina e consentire a questo Parlamento e a questo Paese di sanare le divisioni e unirsi”, ha detto il primo ministro Tory.
Sulla Brexit – ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk – “la situazione è piuttosto complessa dopo gli eventi dello scorso fine settimana; sto consultando i capi di Stato e deciderò nei prossimi giorni: tutto dipende da cosa stabilirà il Parlamento britannico”. “Dovremo essere pronti a qualsiasi scenario – ha aggiunto – ma una cosa dev’esser chiara: un recesso senza accordo non sarà mai una nostra decisione”.
In sintonia con Tusk, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che, sempre alla plenaria, ha detto: “Seguiamo molto da vicino gli eventi a Westminster e non è possibile o immaginabile che il Parlamento europeo ratifichi l’accordo prima di Westminster: quindi, prima Londra, poi Bruxelles e Strasburgo”.
“Abbiamo grande rispetto per il Parlamento europeo – ha detto da parte sua il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier – ma è giusto che il Parlamento britannico si assuma la sua responsabilità e si impegni sulla base dell’accordo negoziato con Londra. Se il Regno Unito voterà un’uscita ordinata, che è molto meglio di una disordinata, allora questo accordo è l’unico possibile. Farage – ha aggiunto Barnier – ha detto che l’accordo spiana la strada a tre nuovi anni di negoziato, ma certo dovremo negoziare per uno, due, tre anni su alcuni settori per ricostruire ciò che è stato disfatto dalla volontà di chi ha appoggiato la Brexit”.
“Dopo tre anni di negoziati agonizzanti – aveva affermato l’eurodeputato Nigel Farage – Barnier fa firmare un nuovo accordo a Johnson che garantisce altri tre lunghi anni di negoziati e riduce il Regno Unito a una colonia dell’Ue. Johnson lo sta facendo perché non vuole una proroga che lo danneggerebbe nei sondaggi e dunque vuole legarci a questo nuovo trattato senza che ce ne accorgiamo: ma è sempre la stessa cosa, la questione non riguarda il Paese ma i conservatori. Anche io, come Juncker, voglio pensare che questa sarà la mia ultima allocuzione qui, ma ho l’impressione che a novembre saremo ancora qui”.

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Giappone, Naruhito proclamato imperatoreSale sul Trono del crisantemo dopo l’abdicazione del padre Akihito

TOKYO22 ottobre 201911:36

L’imperatore Naruhito è stato proclamato nuovo sovrano del Giappone, in una cerimonia solenne al palazzo imperiale di Tokyo, alla presenza di circa 2.000 ospiti, tra cui capi di Stato e dignitari di 190 nazioni. Nel suo discorso inaugurale, Naruhito ha detto che “si impegnerà a rispettare la Costituzione e ad adempiere le proprie responsabilità come simbolo dello Stato e dell’unità del popolo giapponese”. Era asceso al trono il primo maggio, il giorno dopo l’abdicazione del padre 85enne Akihito, la prima in oltre 200 anni della casa imperiale.Vestito con la tunica tradizionale di color arancione Korozen no goho, dallo stile risalente al IX secolo, il 59enne Naruhito era accompagnato dalla consorte Masako, su un trono adiacente, con addosso un kimono di corte. Naruhito è il 126/o imperatore del Trono del crisantemo, la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo senza aver subito interruzioni, a partire dal 660 a.C. Il rito della successione è tramandato da oltre mille anni.”Faremo del nostro meglio per la tutela della pace e il mantenimento della speranza nel nostro Paese”, ha detto poi il premier Shinzo Abe nel discorso che ha seguito la proclamazione dell’imperatore.Per festeggiare l’occasione, il governo di Tokyo aveva deciso di far coincidere il rituale con un giorno di festività nazionale, ma la parata che avrebbe dovuto seguire la cerimonia odierna è stata posticipata al 10 novembre per meglio gestire l’emergenza del tifone Hagibis, abbattutosi sull’arcipelago la scorsa settimana.

Nasce Pink Shuttle per le donne afghaneDa Nove Onlus servizio di trasporto per emancipazione femminile

22 ottobre 201913:30

È nato a Kabul il primo servizio di trasporto che permette più mobilità alle donne, in un paese minacciato dal ritorno del fondamentalismo talebano. Grazie a Nove Onlus, una nuova speranza per l’emancipazione femminile in Afghanistan. Dopo anni di impegno sul territorio, l’associazione ha lanciato un progetto che punta a trasformare la limitazione della libertà delle donne in un’opportunità accettata dalla cultura locale: il Pink Shuttle. Un servizio di trasporto tutto al femminile: donne alla guida di navette che trasportano solo donne. Il progetto, reso possibile grazie al finanziamento di OTB Foundation e USAid, supporta la libertà di movimento delle tantissime donne afghane che, a causa di pesanti retaggi culturali non hanno altra possibilità di raggiungere autonomamente i luoghi di lavoro o di studio o di accedere a servizi di base. Inoltre, dà seguito a un’altra iniziativa di Nove Onlus: la scuola guida femminile, che ha permesso in tre anni a 195 donne di prendere gratuitamente la patente a Kabul.

Eshkol Nevo, mia onesta’ in ‘L’ultima intervista’Ho rotto formato romanzo per dire la mia verita’ anche brutale

22 ottobre 201914:18

– ESHKOL NEVO – ‘L’ULTIMA INTERVISTA’ (NERI POZZA – PP 416 – EURO 18,00) Il suo migliore amico sta morendo, la moglie lo vuole lasciare, la figlia maggiore se ne e’ andata di casa, lui soffre di distimia e non riesce piu’ a scrivere: e’ un autore in crisi quello tratteggiato da Eshkol Nevo nel romanzo ‘L’ultima intervista’, costruito come una serie di risposte alle curiosita’ dei lettori di un sito. “Avrei dovuto dare a quelle domande delle risposte preconfezionate, invece – scrive Nevo – ho deciso di dire la verita'”. Ed e’ questa, fuori dalla finzione letteraria, l’urgenza che ha mosso l’autore di ‘La simmetria dei desideri’: “Ho cercato di portare le mie risposte a un certo livello di pericolo, non dovevano avere un precedente, dovevano essere – racconta nella hall di un albergo milanese, prima tappa del suo tour italiano – oneste e disinteressate a cio’ che solitamente e’ ben accolto. In questi ultimi anni avverto in maniera sempre piu’ evidente la presenza massiccia delle fake news e anche di finta letteratura nelle nostre vite, per questo ho sentito l’esigenza di portare verita’ e onesta'”.Il modo per farlo e’ stato arrivare alla radice della forma romanzo: “volevo fare – spiega – qualcosa di nuovo, mai usato da nessuno, tutti i romanzi seguono delle leggi invisibili e anche i miei finora lo hanno fatto, io volevo rompere il formato, fare qualcosa di quasi impossibile”. E quasi impossibile, per il lettore, e’ capire quanto ci sia di verita’ e quanto di finzione: se da una parte Nevo racconta dettagli biografici verificabili, come il fatto che suo nonno Levi Eshkol sia stato il terzo Primo ministro di Israele, dall’altro dissemina il romanzo di punti di domanda sulla capacita’ stessa di uno scrittore di uscire dal formato storia. “Uno dei problemi del protagonista – dice – e’ proprio distinguere tra realta’ e menzogna, come quando confessa alla moglie un tradimento che in realta’ non si e’ consumato, cosi’ io volevo creare nel lettore una sensazione di insicurezza”. Ed e’ destabilizzante seguire gli strani giri che fanno le risposte a domande che sono quasi sempre dirette, come ‘crede in Dio?’, cui segue un racconto sul karma dove una donna ha una relazione sadomaso che provoca dolori fisici al marito, che spariscono appena lei lascia l’amante. “Questo tipo di apertura – sottolinea Nevo – permette a ognuno di proiettare qualcosa di suo nelle varie storie”.Tra i racconti, ce ne sono vari che riguardano l’attivita’ pubblica di scrittore, inclusa la difficolta’ di esprimere opinioni politiche non allineate in Israele: “ci sono stati tentativi da parte del Governo di dipingere chiunque si oppone alle sue politiche come antipatriottico, ma a me, se vengo criticato – confida – viene naturale alzare la voce, cosi’ e’ nata questa reazione di opposizione che fa parte dell’onesta’ quasi brutale che c’e’ a tutti i livelli del libro. Molti miei amici artisti oggi non vogliono dire la loro verita’ perche’ temono la reazione, a me invece questo clima fa venire voglia di urlare, di dire ‘io non ho paura'”. Ci sono poi racconti piu’ ironici, come la parodia dell’incontro con un regista che vorrebbe stravolgere il romanzo da cui dice di voler trarre un film: “L’ho scritto prima di incontrare Moretti – chiarisce subito Nevo – che e’ rispettoso e sensibile alla sostanza del libro”.  Nella trasposizione del suo romanzo ‘Tre piani’, pero’, lui non e’ voluto entrare: “Sono stato sul set a giugno e basta, nel momento in cui un libro viene adattato – conclude – lo scrittore si puo’ solo levare di torno”.

L’appello dell’interista Sanchez: ‘La protesta sia pacifica’

22 ottobre 201915:52

“Accetto le proteste per un Cile migliore, ma in modo pacifico e senza distruggere i beni di cui tutti abbiamo bisogno”: è il messaggio pubblicato su Instagram dall’attaccante cileno dell’Inter Alexis Sanchez. “In questo modo – continua Sanchez – danneggiamo noi stessi. Quelli che soffrono di più sono i bambini, che non capiscono cosa succede per colpa di noi adulti. Dobbiamo restare uniti più che mai per un Cile migliore. Faccio un appello per trovare accordi e soluzioni. Tutto per un Cile migliore e per i bambini, che non hanno nessuna colpa: loro sono il presente e il futuro del Cile”. Parole accompagnate dalle foto degli scontri di questi giorni.

Gb riprende voli per Sharm el-SheikIl divieto era stato imposto per ragioni di sicurezza

LONDRA22 ottobre 201916:14

– Il governo britannico ha cancellato oggi il bando imposto nel 2015 per motivi di sicurezza sui voli fra il Regno Unito e l’aeroporto di Sharm el-Sheikh, località turistica egiziana sul Mar Rosso, nel Sinai. L’annuncio è stato dato dal ministero dei Trasporti, sulla base di una revisione dell’advice sulla pericolosità dello scalo e di verifiche sul miglioramento delle condizioni di sicurezza anti terrorismo.
“L’eliminazione delle restrizioni è un primo passo”, ha detto il ministro Grant Shapps, spiegando che la decisione è frutto di una più “stretta cooperazione fra i nostri specialisti di sicurezza aeronautica” e quelli dell’Egitto. Shapps ha aggiunto che contatti sono stati presi ora con le compagnie aeree per la ripresa concreta dei voli, non senza sottolineare che la situazione continua tuttavia a essere monitorata e che “la sicurezza e la salvaguardia dei cittadini britannici restano al top delle priorità del governo”.

Johnson, in caso rinvii si va al voto’Farò campagna per attuare la Brexit, Corbyn la faccia contro’

LONDRA22 ottobre 201916:15

– Approvazione della legge sulla Brexit in tempo per garantire l’uscita del Regno Unito dall’Ue il 31 ottobre o elezioni anticipate prima di Natale. E’ la sfida lanciata da Boris Johnson ai Comuni introducendo il Withdrawal Agreement Bill. Il premier Tory ha confermato di voler ritirare la legge in caso di ulteriori rinvii e fare poi campagna elettorale sotto lo slogan ‘Get Brexit done’ in alternativa al leader laburista Jeremy Corbyn, additato come sostenitore di una linea dilatoria e di rifiuto dell’esito referendario del 2016.

Iraq: 157 uccisi in repressione protesteInchiesta, dall’1 al 6 ottobre, 149 civili e 6 poliziotti

22 ottobre 201916:18

– BEIRUT

– A pochi giorni da rinnovate proteste popolari contro il carovita e la corruzione in Iraq, la commissione d’inchiesta governativa incaricata di fare luce sulle uccisione di manifestanti tra il 1 e il 6 ottobre scorso a Baghdad e in altre città del paese, ha riferito che il bilancio dei disordini in quei giorni è di 157 morti, di cui 149 civili e sei poliziotti. Il 70% delle vittime è stato colpito da colpi letali alla testa e al petto da non meglio identificati cecchini col volto coperto. Il rapporto della commissione d’inchiesta governativa è stato pubblicato a due giorni dalle prossime attese manifestazioni di piazza indette a Baghdad e nelle altre città del paese. Secondo il rapporto, tra il 1 e il 6 ottobre le forze di sicurezza hanno fatto uso eccessivo della forza in diverse occasioni. I risultati dell’inchiesta puntano anche il dito contro non meglio precisati uomini armati autori di uccisioni di manifestanti.

Cile: manifestante ucciso a CuricóArrestato il soldato che gli ha sparato

SANTIAGO DEL CILE22 ottobre 201916:28

– Un soldato cileno è stato arrestato oggi per aver sparato ed ucciso un manifestante a Curicó, nella regione centrale di Maule. Lo riferisce Radio Bibio. Il procuratore regionale Julio Contardo ha precisato che la vittima, di 25 anni, faceva parte di un gruppo di dimostranti che all’alba avevano bloccato la statale 5. Trasportato all’ospedale di Curicó, il giovane vi è giunto cadavere.

Migranti: 100 arresti per rivolta MaltaPer formalizzazione accuse. Rischio sovraffollamento carceri

LA VALLETTA22 ottobre 201916:30

– Un centinaio di migranti è stato arrestato per aver partecipato alla rivolta che tra domenica e ieri ha devastato il centro di accoglienza di Hal Far a Malta. Oggi è cominciata la sfilata al Tribunale di Valletta per le incriminazioni, procedura che sarà eseguita portando gli arrestati nella sede della Corte a gruppi di trenta. Secondo fonti giudiziarie citate dai media maltesi, è improbabile che i giudici concederanno rilasci su cauzione viste le circostanze e lo status giuridico degli arrestati. La probabile conferma di almeno una novantina di ordini detentivi equivarrà a far crescere la popolazione carceraria di oltre un quarto, mettendo sotto stress le strutture detentive dell’isola. A provocare la rivolta, secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, è stato il rifiuto da parte degli operatori del centro aperto opposto a un sudanese che voleva entrare nonostante fosse ubriaco.

Libano: 6/o di giorno protesteIn tutte le città per protestare contro carovita e corruzione

22 ottobre 201916:32

– BEIRUT

– Per il sesto giorno consecutivo, manifestanti libanesi rimangono nelle piazze di tutte le città del paese per protestare contro il carovita e la corruzione, ribadendo la volontà di proseguire le manifestazioni “fino alla caduta del sistema” politico-confessionale e clientelare. In tutto il paese anche oggi è stato proclamato “giorno di sciopero generale”. Le scuole, le università, le banche e diverse istituzioni pubbliche rimangono chiuse. Secondo fonti giornalistiche libanesi, nelle proteste di ieri sono scese in strada più di un milione di persone. Ma queste cifre non sono confermate dalle autorità. Dopo l’annuncio del governo, ieri pomeriggio, di avviare “riforme senza precedenti”, centinaia di migliaia di persone a Beirut e nelle altre città e località del paese sono rimaste in piazza. E stamani, sin dalle prime ore del giorno, le stesse piazze e strade sono tornate gradualmente a riempirsi. Gruppi di attivisti si occupano di ripulire le strade e i luoghi dei sit-in dai rifiuti.

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Oslo:nessuna prova legami con terrorismo
Media: ‘I due sospetti norvegesi e noti alle forze dell’ordine’

22 ottobre 201916:47

– La polizia norvegese ha dichiarato di “non avere al momento informazioni sul fatto che l’incidente a Oslo sia legato al terrorismo”. In una conferenza stampa convocata dopo che un uomo a bordo di un’ambulanza si è schiantato sulla folla in quartiere residenziale della capitale norvegese, la polizia ha confermato che sta ancora cercando una donna, con la carnagione chiara e i capelli castani. Secondo il canale TV2, sia lei che l’uomo arrestato sono norvegesi e già noti alla polizia.

Usa: ‘50% a favore impeachment Trump’Sondaggio della Cnn

NEW YORK22 ottobre 201917:18

– Il 50% degli americani è favorevole all’impeachment di Donald Trump e alla sua rimozione dalla Casa Bianca. E’ quanto emerge da un sondaggio della Cnn, secondo il quale le donne sono a più a favore degli uomini per la messa in stato di accusa del presidente e per la sua rimozione. Le donne sono il 56% contro il 44% degli uomini.

Oslo: polizia, legami con estrema destraSia l’uomo a guida ambulanza sia la donna ricercata

22 ottobre 201917:21

– Hanno legami con “ambienti dell’estrema destra” l’uomo alla guida dell’ambulanza che si è lanciata contro i passanti ad Oslo e la donna ricercata. Lo ha detto la polizia norvegese in una conferenza stampa sottolineando che quella è la pista che stanno seguendo le indagini. La polizia ha precisato inoltre che l’uomo ha 32 anni, la donna 25.

Oslo: arrestata anche la donnaTrovati un fucile e un mitra nell’ambulanza

22 ottobre 201917:36

– E’ stata arrestata anche la donna sospettata di essere coinvolta nell’attacco a Oslo. Non ha opposto resistenza ed è accusata di possesso di arma da fuoco.
Lo ha annunciato la polizia norvegese in una conferenza stampa.
Nell’ambulanza sono stati trovati un fucile e una mitragliatrice.

Francia fallisce obiettivo boom turistiTutto rinviato al 2022 a causa dei gilet gialli e della Brexit

PARIGI22 ottobre 201920:56

Obiettivo fallito: il record di 100 milioni di turisti stranieri nel 2020, che la Francia si era prefissata, non sarà raggiunto. Il progetto viene “rinviato” dalle autorità, in attesa di “una congiuntura migliore”, all’orizzonte 2022. Le cause indicate dal ministero del Turismo sono la crisi dei gilet gialli che ha tenuto lontani gli stranieri e la Brexit, che ha colpito il tasso di cambio della sterlina. “La Francia – si legge in un documento ufficiale pubblicato oggi on line – conferma il suo obiettivo di 100 milioni di turisti stranieri”, ma “rinvia al 2022 vista l’attuale congiuntura”.
Il bersaglio dei 100 milioni di turisti (nel 2018 se ne sono contati 89) era stato fissato dal governo nel 2014, prima dell’ondata di attentati terroristici del 2015, che fecero calare sensibilmente l’affluenza. La ripresa, appena iniziata, lasciava ben sperare ma “gli indicatori dei primi mesi del 2019 fanno presagire una diminuzione della frequentazione turistica internazionale nel primo semestre”.

Yemen: Oxfam, oltre 15 mln senz’acquaAppello a Governo italiano,stop restrizioni su import carburante

22 ottobre 201917:45

– Oltre 15 milioni di persone in Yemen sono senz’acqua per bere, cucinare, lavarsi a causa della gravissima carenza di carburante che colpisce il Paese già messo in ginocchio da oltre 4 anni e mezzo di conflitto. E’ l’allarme lanciato da Oxfam, che rivela che nelle ultime settimane 11 milioni di persone, che sino ad oggi sopravvivevano grazie all’acqua erogata dalle poche reti idriche ancora in funzione, e altri 4 milioni già costretti a rifornirsi da autocisterne private, hanno dovuto ridurre al minino il consumo di acqua.
Mentre in tre grandi città come Ibb, Dhamar e Al Mahwit, che contano oltre 400 mila abitanti, non funzionano più le principali infrastrutture idriche. A scatenare questa emergenza, spiega l’organizzazione non profit, c’è l’aumento esponenziale del prezzo del carburante, provocato dalle recenti restrizioni alle importazioni imposte sia dal Governo riconosciuto dalla comunità internazionale, che dalle autorità Houthi.

Siria: curdi, ‘siamo fuori da safe-zone’Lo hanno comunicato agli americani

22 ottobre 201918:33

– BEIRUT

– Le forze curdo-siriane si sono ritirate dalla zona di sicurezza nel nord-est del paese come richiesto dall’accordo turco-americano. Lo riferiscono media siriani e panarabi che citano fonti militari curde e statunitensi. Le forze curde hanno informato quelle americane di aver ritirato le loro truppe dalla zona frontaliera, affermano le fonti citate dalle tv panarabe al Jazira e al Arabiya.

Parlamento boccia iter sprint per BrexitJohnson non fa il bis, si allontana uscita dall’Ue il 31 ottobre

LONDRA22 ottobre 201920:37

– La Camera dei Comuni ha bocciato la mozione presentata dal governo di Boris Johnson per imporre un iter sprint al completamento del processo di ratifica dell’accordo sulla Brexit, processo avviato oggi con l’approvazione in prima lettura del pacchetto di leggi attuative del Withdrawal Agreement Bill. Lo stop sui tempi rappresenta un duro colpo per il premier Tory e di fatto fa svanire il suo obiettivo di un’uscita concordata del Regno dall’Ue il 31 ottobre, aprendo le porte a possibili elezioni anticipate.

Brexit: Johnson sospende leggeAttendo le decisioni dell’Ue

22 ottobre 201920:44

– Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato “una pausa” nel processo di approvazione della legge sulla Brexit dopo lo stop imposto alla Camera dei Comuni su un iter sprint. Johnson ha elogiato la Camera per l’approvazione in prima lettura della legge, ma ha deplorato la frenata sui tempi. E ha aggiunto di voler attendere ora che sia Bruxelles a prendere una decisione sull’eventuale concessione di una proroga oltre il 31 ottobre, senza negoziarla. “Comunque usciremo dall’Ue e usciremo con questo accordo”, ha concluso.

Regeni: riparte il dialogo tra procureInvito del procuratore egiziano per un incontro sulle indagini

22 ottobre 201921:10

Dopo un anno riparte il dialogo tra le procure del Cairo e di Roma sull’omicidio Regeni. Il procuratore generale egiziano Hamada al Sawi – a quanto si apprende – ha infatti invitato il procuratore capo di Roma ad un incontro al Cairo “al fine di confermare la volontà di fare progressi nel campo della cooperazione giudiziaria tra i due Paesi nelle indagini sul caso Regeni”, si legge nella lettera.
La ripresa del dialogo tra le procure era stato sollecitato di recente dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aveva incontrato la famiglia del ricercatore alla Farnesina, come già ampiamente riportato più volte sopra.

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