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Ultimo aggiornamento 30 Ottobre, 2019, 00:39:03 di Maurizio Barra

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Libano: Hezbollah attaccano proteste
Assieme a sostenitori di Amal. Nel centro di Beirut

29 ottobre 2019 13:14

– BEIRUT

– Seguaci dei movimenti sciiti libanesi Hezbollah e Amal hanno oggi attaccato con spranghe e percosse manifestanti e attivisti che da giorni sono radunati su una delle principali strade dei Beirut, vicino alla centrale piazza dei Martiri, epicentro delle proteste popolari in corso da quasi due settimane in tutto il paese. Si registrano feriti. Le forze dell’ordine e l’esercito sono intervenute ma non sono riuscite a proteggere i manifestanti dalla foga degli assalitori. Sia Amal che Hezbollah hanno ministri al governo e dalle piazze del Libano in rivolta si chiede a gran voce la dimissione dell’esecutivo guidato da Saad Hariri.

Iraq, 22 morti in proteste a KarbalaOltre 250 manifestanti uccisi nel Paese dall’inizio di ottobre

29 ottobre 201913:15

– BEIRUT

– E’ di almeno 22 morti e decine di feriti il bilancio della sanguinosa repressione delle proteste popolari nel sud dell’Iraq, nella città santa sciita di Karbala. Lo riferiscono media iracheni e panarabi, citando fonti mediche e di sicurezza della città. Secondo le fonti, migliaia di manifestanti sono tornati in piazza ieri sera ma nella notte sono stati attaccati da non meglio precisati uomini armati che hanno sparato sui civili. Dall’inizio di ottobre sono più di 250 i manifestanti uccisi a Baghdad e nelle città del sud del Paese.

Brexit: Corbyn, vinceremo le elezioni’E’ tempo di riforme radicali per i molti, non per i pochi’

LONDRA29 ottobre 201913:16

– Jeremy Corbyn conferma l’ok del Labour britannico fin da stasera in Parlamento alle elezioni anticipate nel Regno Unito e lancia su Twitter la sua sfida per la vittoria guardando non solo alla Brexit: “Ora che il no deal non è più sul tavolo, il Labour sosterrà stasera le elezioni”, scrive il leader dell’opposizione: “Lanciamo la più ambiziosa e radicale campagna che il nostro Paese abbia mai visto per un vero cambiamento. E’ la chance di una generazione per costruire un Paese per i molti, non per i pochi. E’ tempo di farlo”.

Usa: Trump, impeachment è una vergogna’Una bufala, solo spazzatura dem’

NEW YORK29 ottobre 201913:58

– “La bufala dell’impeachment è una vergogna. Basta leggere la trascrizione della telefonata”. Lo twitta Donald Trump tornando ad attaccare l’indagine per una sua possibile messa in stato d’accusa avviata dai democratici alla Camera.
“Dov’è la talpa” della conversazione telefonica?, si chiede Trump. “Leggete la trascrizione tutto il resto è spazzatura creata da Adam Schiff”, il democratico presidente della commissione di intelligence della camera, aggiunge Trump.

Ucraina: Zelensky,presto privatizzazioniE regole efficienti per il mercato dell’energia

MOSCA29 ottobre 201914:02

– Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l’arrivo di una massiccia ondata di privatizzazioni, l’introduzione di regole efficienti del mercato dell’energia e liberalizzazione dei processi aziendali. “I nostri piani per il prossimo futuro comprendono una massiccia privatizzazione di dozzine di società attrattive per gli investimenti, l’introduzione di regole operative efficienti nei mercati dell’energia e la liberalizzazione dei processi aziendali eliminando le restrizioni nel campo delle relazioni sindacali e dei movimenti di capitali”, ha affermato Zelensky al primo forum di investimento “RE: think. Invest in Ukraine” a Mariupol. Lo riporta Interfax.

Aiea, l’argentino Grossi nuovo direttoreEletto dai governatori dell’Agenzia per l’energia atomica

BUENOS AIRES29 ottobre 201914:06

– La giunta dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha eletto l’argentino Rafael Grossi quale direttore generale per il periodo 2020-2024. In un comunicato pubblicato sul portale dell’Aiea si precisa che Grossi ha ottenuto 24 voti, mentre dieci sono andati al romeno Cornel Feruta. La designazione sarà ora sottoposta all’approvazione dell’assemblea generale dell’organismo che fa parte del sistema delle Nazioni Unite.
Grossi è un diplomatico di carriera con oltre 35 anni di esperienza professionale nel campo della non proliferazione e del disarmo, ed è attualmente il rappresentante permanente argentino presso l’Iaea.

Tunisia: fuori ministri Esteri e DifesaSilurati e sostituiti dal premier Youssef Chahed

29 ottobre 201914:43

– TUNISI

– Il presidente del Consiglio tunisino, Youssef Chahed, dopo aver consultato il presidente della Repubblica Kais Saied, ha deciso di porre fine alle funzioni dei ministri della Difesa, Abdelkrim Zbidi, e degli Esteri, Khemaies Jhinaoui, sostituendo il primo con Karim Jamoussi, attualmente al dicastero della Giustizia e Sabri Bashtobji, segretario di Stato agli Esteri. Silurato anche il segretario di stato alla diplomazia economica Hatem Ferjani. Lo ha reso noto la presidenza del governo di Tunisi.

Trump conferma morte erede al Baghdadi’E’ stato ucciso dalle truppe americane’

WASHINGTON29 ottobre 201914:44

– “Appena confermato che il sostituto numero uno di Abu Bakr al-Baghdadi è stato ucciso dalle truppe americane. Molto probabilmente avrebbe preso il primo posto. Ora anche lui è morto!”: lo twitta Donald Trump.

Libano: Hariri si dimette da premierLo ha annunciato in un discorso in tv

29 ottobre 201915:10

– BEIRUT

– Il premier libanese Saad Hariri si dimette. Lo ha annunciato lo stesso Hariri in un discorso in tv.

Brexit: Johnson, basta rinvii ParlamentoPremier illustra legge per elezioni a dicembre. ‘Si voti’

LONDRA29 ottobre 201915:45

– Boris Johnson ha introdotto oggi in tono polemico la legge con cui il governo Tory torna a cercare il via libera dei Comuni alla convocazione di elezioni anticipate a dicembre. Il premier ha accusato ancora una volta Parlamento e opposizioni d’aver cercato solo di “procrastinare” la Brexit e di non volere in realtà rispettare il risultato del referendum del 2016, malgrado l’accordo di divorzio da lui raggiunto con Bruxelles per evitare un no deal. Per questo, ha detto, occorre ridare la parola al popolo con le elezioni.

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Siria: completato ritiro forze curde
In anticipo sul programma. Lo annuncia Mosca

MOSCA29 ottobre 201916:17

– Il ritiro delle unità armate curde dalla zona di sicurezza nel nord-est della Siria, in conformità con gli accordi di Sochi, è stato completato in anticipo sul programma. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu nel corso dei colloqui con la sua controparte armena David Tonoyan. Lo riporta la Tass.

Usa 2020: Biden rischia 3° posto in IowaAgenzia Bloomberg, per dem non riesce a interagire con elettori

NEW YORK29 ottobre 201916:19

– Joe Biden rischia di finire al terzo o quarto posto nel caucus in Iowa che apre la stagione delle primarie democratiche per la corsa alla Casa Bianca. Lo rivela Bloomberg News citando una decina di esponenti dem dello stato, secondo cui l’ex vice presidente non è riuscito ad interagire con elettori e leader del partito. A loro parere, quando mancano meno di cento giorni dal caucus del 3 febbraio, Biden non e’ stato in grado di trascorrere abbastanza tempo con i piccoli gruppi di elettori e i funzionari del partito statali, e la diffusione della sua campagna è stata in gran parte inefficace. Il rischio, per esempio, e’ che Biden finisca dietro a Elizabeth Warren e Pete Buttigieg, che hanno campagne molto ben organizzate in Iowa. Un recente sondaggio Usa Today e Suffolk University afferma che l’ex numero due di Obama, un tempo frontrunner indiscusso, ora e’ al 18% in Iowa, con la Warren al 17% e Buttigieg in ripresa al 13%.

Corbyn, al voto per cacciare il governoLeader Labour contro Johnson, basta a sue politiche sconsiderate

LONDRA29 ottobre 201916:28

– Jeremy Corbyn conferma il suo sì alle elezioni anticipate nel Regno Unito a dicembre, “ora che il no deal è ufficialmente fuori dal tavolo” grazie alla proroga concessa dall’Ue, ma non per attuare la Brexit che il premier Tory Boris Johnson vuole, ma per mandare a casa “un governo sconsiderato” che fa crescere “l’ingiustizia, la povertà e la disuguaglianza”. Occorre dare al Paese “il governo che merita”, ha detto il leader laburista evocando riforme radicali. Corbyn è stato interrotto peraltro anche da alcuni laburisti dissidenti.

Usa: incendi California, milioni al buioOggi nuovo blackout per circa 1,5 milioni di residenti

NEW YORK29 ottobre 201916:33

– Milioni di persone in California sono preparate a rimanere al buio per cinque giorni o più. La Pacific Gas & Electric Corp ha detto che da oggi toglierà la corrente a circa 1,5 milioni di persone in 29 contee nel nord dello stato, per tentare di evitare la propagazione di incendi accidentali. L’annuncio è arrivato prima della fine dell’ultimo blackout, che ha tolto l’elettricità a oltre 2,5 milioni di abitanti. Dalla periferia di San Francisco fino alla regione del vino, una zona rinomata in tutto il mondo, i californiani sono in cerca di luoghi per caricare i loro telefoni e rifornirsi di ghiaccio per il cibo non deperibile. “La PG&E non riesce a capire come fornire energia in modo affidabile senza uccidere le persone – ha affermato Scotty Richardson, residente di Petaluma – E’ un fallimento di proporzioni epiche”.

Israele abbatte drone su Striscia GazaPortavoce militare, volava ad altezza inusuale

29 ottobre 201916:38

– TEL AVIV

– L’esercito israeliano ha annunciato di aver abbattuto nel pomeriggio un drone da Gaza che volava “ad una inusuale altezza” sopra la Striscia. Il velivolo – ha spiegato il portavoce militare – “è stato intercettato da aerei da combattimento”.

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600 migranti liberati da centro in Libia
Timori per sicurezza perchè a Tripoli ci sono scontri armati

TUNISI29 ottobre 201916:41

– “Circa 600 migranti sono stati appena rilasciati dal centro di detenzione di Abu Slim nelle strade. La loro sicurezza è di grande preoccupazione poiché gli scontri armati continuano a Tripoli”. Lo scrive l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni in Libia su Twitter aggiungendo che “la liberazione dei migranti dovrebbe essere condotta in maniera ordinata e la loro protezione garantita”.

Un voto per decidere la Brexit, elezioni il 12 dicembre Via libera del Labour. Johnson favorito, Corbyn prova a sfidarlo

29 ottobre 201921:49

Sarà un voto prima di Natale, a patto che lo stallo non si riproduca anche nelle urne, a decidere della Brexit e del futuro del Regno Unito nei prossimi anni. Le elezioni anticipate invocate a gran voce dal governo Tory di Boris Johnson, dopo l’ultimo rinvio a Westminster dell’accordo di divorzio raggiunto a Bruxelles – e la nuova proroga di tre mesi dell’uscita dall’Ue obtorto collo incassata dai 27, oltre la scadenza del 31 ottobre a dispetto di tante promesse – hanno finalmente ricevuto il via libera anche delle opposizioni. Incluso il Labour di Jeremy Corbyn.Si andrà alle urne il 12 dicembre, secondo la modifica legislativa ordinaria messa ai voti ai Comuni e approvata in serata con 438 sì e 20 no. Legge cui sarebbe bastata una maggioranza semplice, ma passata in ultimo a valanga grazie alla fine dell’ostruzionismo dei vari partiti d’opposizione, entrati ormai in competizione fra loro, oltre che con i conservatori: dapprima con lo spiraglio aperto nel week end a sorpresa dagli indipendentisti e dai liberaldemocratici, i due partiti pro Remain più radicali; poi col sì del governo ombra laburista, bellicoso quanto sofferto.L’ultima zuffa parlamentare ha riguardato gli emendamenti messi in cantiere soprattutto da alcuni deputati delle retrovie del Labour, in parte contrarie al voto immediato (e sotto la leadership di Corbyn): in particolare quelli sul possibile allargamento della platea elettorale ai giovani britannici di 16 e 17 anni e/o ai circa 3 milioni di cittadini Ue già residenti nel Regno. Innovazioni sgradite al governo, e in grado sulla carta di penalizzare la parrocchia Tory, che tuttavia sono state respinte dal vice speaker Lindsay Hoyle, subentrato in una fase del dibattito all’ormai dimissionario speaker John Bercow, poiché inammissibili anche in relazione alle raccomandazioni della Commissione Elettorale britannica a non modificare le regole del gioco entro 6 mesi prima del voto.

Inferno della Grenfell Tower, ombre sugli errori dei pompieriRapporto, fatale l’indicazione agli inquilini di restare in casa. Nell’incendio morirono 72 persone, anche i giovani architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi

LONDRA29 ottobre 201919:47

Ombre sui pompieri inglesi per l’inferno di Grenfell Tower, il maxi incendio che nel 2017 devastò il grattacielo popolare londinese di 24 piani e in cui perirono 72 persone, inclusi i giovani architetti veneti Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Non fu solo l’incuria nella manutenzione da parte della società di gestione, non solo le norme sulla sicurezza carenti o le colpe di amministratori e politici, non solo i pannelli infiammabili di poco prezzo collocati sulla facciata: a causare la strage innescata dal rogo contribuirono anche “gravi manchevolezze” del corpo dei vigili del fuoco, come conferma il primo rapporto stilato nell’ambito di un’inchiesta indipendente, ancora in corso, presieduta dal magistrato in pensione sir Martin Moore-Bick.
Il testo, d’un migliaio di pagine, è stato anticipato di un giorno dalle indiscrezioni dei media britannici, che ne hanno diffuso ampi stralci malgrado le sollecitazioni ripetute della commissione Moore-Bick a lasciare che lo potessero leggere prima superstiti e familiari delle vittime: già in larga parte critici in questi mesi sulle indagini e sul lavoro dell’organismo.  Nel rapporto si riconosce “il coraggio” dei pompieri che intervennero. Ma si sottolineano, fra l’altro, le lentezze

Brexit, no voto a 16enni e cittadini UeAmmesso solo emendamento su data, alle urne 9 o 12 dicembre

LONDRA29 ottobre 201920:06

– Niente voto ai 16enni e 17enni alle prossime elezioni britanniche e neppure ai cittadini Ue. Lo ha deciso oggi il vice speaker dei Comuni, Lindsay Hoyle, dichiarando inammissibili gli emendamenti presentati al riguardo nel dibattito sulla legge per la convocazione del voto politico anticipato nel Regno a dicembre. Hoyle ha invece ammesso al voto l’emendamento promosso come primo firmatario dal leader laburista Jeremy Corbyn che propone il 9 dicembre per le elezioni, invece del 12 come indicato dal governo.

Brexit:ok dei Comuni,voto in Gb il 12/12Iter sprint completato alla Camera bassa, scioglimento a giorni

LONDRA29 ottobre 201921:31

– Via libera della Camera dei Comuni alla legge presentata dal governo di Boris Johnson per ottenere la convocazione di elezioni anticipate nel Regno Unito il 12 dicembre e cercare di rompere lo stallo sulla Brexit. Il testo ha incassato 438 voti a favore e 20 contro, grazie all’ok anche di parte delle opposizioni. L’iter sprint alla camera elettiva è così completato. Ora gli ultimi passaggi parlamentari sono previsti in settimana alla Camera dei Lord, poi la firma della regina (Royal Assent) e lo scioglimento del Parlamento.

Camera Usa riconosce il genocidio armenoVoto bipartisan con 405 sì su 453 voti

WASHINGTON29 ottobre 201923:45

– La Camera Usa ha riconosciuto formalmente il “genocidio armeno” con un voto bipartisan schiacciante (405 sì su 435 voti, di cui 11 contrari) che non mancherà di suscitare la reazione della Turchia, in un momento di tensione dopo la sua offensiva in Siria. Il testo, non vincolante, invita a “commemorare il genocidio armeno” e a “rifiutare i tentativi.. di associare il governo americano alla sua negazione”, nonché a educare sulla vicenda. L’approvazione è stata salutata con un lungo applauso in aula.

Ankara contro Usa su genocidio armenoCavusoglu: la risoluzione è un passo politico insignificante

29 ottobre 201923:49

– La Turchia “rifiuta” la risoluzione con la quale la Camera Usa ha riconosciuto il genocidio armeno, bollandola come una decisione “ad uso interno, priva di qualunque base storica e giuridica”. Lo riporta l’Anadolu. “E’ un passo politico insignificante – ha detto il ministro degli esteri di Ankara Mevlut Cavusoglu – indirizzato solo alla lobby armena e ai gruppi anti-Turchia”.

Fca: confronto con Psa per fusioneNascrebbe colosso automobilistico da 50 miliardi di dollari

TORINO29 ottobre 201920:23

– Fiat Chrysler Automobile starebbe discutendo per una possibile fusione con Psa per una fusione. A riportare l’indiscrezione è il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano americano si creerebbe un gigante automobilistico del valore di 50 miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal la discussione è ancora in corso e l’opzione non è solo la fusione.

Camera Usa riconosce il genocidio armeno. Ira Turchia La House vota anche sanzioni ad Ankara per offensiva in Siria
APPROFONDIMENTO
30 ottobre 201900:14

Doppio schiaffo della Camera Usa ad Ankara, a due settimane dalla visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca: i deputati hanno approvato in modo bipartisan quasi all’unanimità una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e un’altra che chiede al presidente Donald Trump di imporre sanzioni e altre restrizioni alla Turchia e ai dirigenti di quel Paese per l’offensiva nella Siria settentrionale. Immediata la reazione di Ankara, che “rifiuta” la risoluzione sul genocidio armeno, bollandola come una decisione “ad uso interno, priva di qualunque base storica e giuridica”. “E’ un passo politico insignificante – ha detto il capo della diplomazia di Ankara Mevlut Cavusoglu – indirizzato solo alla lobby armena e ai gruppi anti-Turchia”. Il ministero degli esteri turco ha condannato fortemente anche la risoluzione sulle sanzioni, sottolineando che la decisione non è consona all’ alleanza Nato tra i due Paesi e all’accordo tra Usa e Ankara sulla tregua in Siria, e ammonendo Washington a prendere misure per evitare passi che danneggino ulteriormente le relazioni bilaterali. La Camera Usa ha riconosciuto formalmente il “genocidio armeno” con una maggioranza schiacciante (405 sì su 435 voti, di cui 11 contrari). Il testo, non vincolante, invita a “commemorare il genocidio armeno” e a “rifiutare i tentativi di associare il governo americano alla sua negazione”, nonché a educare sulla vicenda. L’approvazione è stata salutata con un lungo applauso in aula. Il genocidio armeno è stato riconosciuto da una trentina di Paesi, tra cui l’Italia. Secondo le stime tra 1,2 e 1,5 milioni di armeni sono stati uccisi durante la prima guerra mondiale dalle truppe dell’impero ottomano, all’epoca alleato di Germania e Regno austro-ungarico. Ma Ankara rifiuta il termine genocidio sostenendo che vi furono massacri reciproci sullo sfondo di una guerra civile e di una carestia che fecero migliaia di morti da entrambe le parti.

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