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Ultimo aggiornamento 11 Novembre, 2019, 08:41:04 di Maurizio Barra

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Arcelor Mittal: Senza accordo Azienda-Governo le tappe del divorzio
Entro il 5 dicembre il possibile recesso del gruppo

10 novembre 2019 09:53

Se ArcelorMittal dovesse confermare al Governo l’intenzione di recedere dal contratto sull’ex Ilva ci sarà quasi un mese, fino al 5 dicembre, per “l’ordinata retrocessione dei rami di azienda”. Ecco in sintesi i passaggi che si potrebbero prospettare al gruppo dell’acciaio per un totale di 10.777 lavoratori interessati, 8.277 dei quali a Taranto nell’imminenza di un possibile nuovo incontro tra Governo e azienda all’inizio della prossima settimana.- MARTEDI 12 NOVEMBRE: entro questa data i sindacati devono chiedere in forma scritta un confronto sul trasferimento di azienda (la retrocessione da ArcelorMittal all’Ilva in amministrazione straordinaria).- MARTEDI 19 NOVEMBRE: entro questa data l’alienante e l’acquirente (Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal) sono tenuti ad avviare un esame congiunto con i soggetti sindacali richiedenti.- 30 NOVEMBRE – La consultazione – si legge nell’articolo 47 legge del 1990 sui trasferimenti di azienda – si intende esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio, non sia stato raggiunto un accordo. Il mancato rispetto, da parte dell’acquirente o dell’alienante, dell’obbligo di esame congiunto costituisce condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300. – 5 DICEMBRE: nella lettera nella quale si comunica il recesso datata 5 novembre si chiede alle società concedenti di “collaborare ai fini dell’ordinata retrocessione dei rami d’azienda entro il termine di 30 giorni dal recesso”.- 13 DICEMBRE: i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2.

A.Mittal: Emiliano convoca parti socialiInviati sindacati, Confindustria, Comune e Provincia di Taranto

BARI10 novembre 201916:48

– Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha convocato per domani presso la presidenza regionale (ore 14:30) un incontro con le parti sociali e istituzionali (Organizzazioni sindacali, Confindustria, Comune e Provincia di Taranto) per discutere della situazione della ex Ilva di Taranto dopo l’annunciato disimpegno di ArcelorMittal.
Ne dà notizia la Regione Puglia.

Borsa: Tokyo, apertura in lieve rialzoPrevale cautela su esito accordo commercio Usa-Cina

TOKYO11 novembre 201901:16

– La Borsa di Tokyo apre la prima seduta della settimana in lieve aumento, con l’attenzione degli investitori che si concentra ancora una volta sulle negoziazioni in corso tra Cina e Stati Uniti, auspicando un esito favorevole dell’accordo sul commercio internazionale. L’indice Nikkei evidenzia una variazione positiva dello 0,20%, a quota 23.439,48, aggiungendo 47 punti. Sul mercato valutario lo yen si stabilizza, al cambio con il dollaro a 109,20 e sull’euro a 120,30. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Borsa: Hong Kong apre a -1,05%
In frenata anche Shanghai (-0,93%) e Shenzhen (-1,21%)

PECHINO11 novembre 201903:16

– La Borsa di Hong Kong apre gli scambi con una brusca correzione scontando i violenti scontri di questa mattina tra polizia e manifestanti, impegnati a bloccare la circolazione stradale, e con gli agenti che hanno sparato colpi di pistola ferendo almeno due persone: l’Hang Seng cede l’1,05%, a 27.361,41 punti. In frenata anche Shanghai e Shenzhen, i cui indici Composite cedono, rispettivamente, lo 0,93% (a 2.936,75 punti) e l’1,21%, a quota 1.628,67.

A.Mittal: Conte, scudo se rispetta pattiPremier, a breve un nuovo incontro, prepariamo battaglia legale

11 novembre 201907:38

– “Soltanto se Mittal venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto – cioè produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell’ ex Ilva nel 2021 – potremmo valutare una nuova forma di scudo”. Così il premier Giuseppe Conte in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” in cui parla di “un nuovo incontro a breve con i titolari” e annuncia una “battaglia legale: un procedimento cautelare per ottenere dal Tribunale di Milano una verifica giudiziaria sulle loro e le nostre ragioni entro 7-10 giorni”. E comunque, sottolinea il premier, “lo scudo non è affatto dovuto ad A.Mittal: il contratto che hanno siglato nel 2018 non ne parla” e quando “gliel’ho offerto” per “stanarlo”, “mi ha risposto che se ne sarebbe andato comunque perché il problema è industriale, non giudiziario”.

Petrolio in calo a 56,7 dollari a barileBrent in calo di 52 centesimi a 61,9 dollari

11 novembre 201908:22

– Avvio di settimana in netto calo per le quotazioni del petrolio sulle attese per gli sviluppi della trattative tra Usa e Cina e per i timori dei possibili sviluppi delle tensioni ad Hong Kong. I contratti sul greggio wti con scadenza a dicembre hanno perso 47 centesimi e passano di mano a 56,77 dollari al barile. Il Brent cede 52 centesimi a 61,9 dollari al barile.

Oro: recupera a 1.462 dollari l’onciaDopo settimana di calo maggiore in tre anni

11 novembre 201908:25

– Recupera il prezzo dell’oro sui mercati asiatici dopo il calo del 3,7% della scorsa settimana, il maggiore negli ultimi 3 anni. Il lingotto con consegna immediata recupera ora lo 0,3% e passa di mano a 1.462 dollari l’oncia.

In manovra raddoppiano i fondi per la tutela dell’ambiente: 4,5 miliardi nel 2020Allarme di Confesercenti sulla local tax: ‘Rischio rincari del 25%’

10 novembre 201917:31

Economia circolare, riduzione delle emissioni, ma anche decarbonizzazione: è tutto dedicato alla sostenibilità ambientale il nuovo Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali istituito con la manovra. Si tratta di circa 22,3 miliardi in 15 anni, dal 2020 al 2034. Il prossimo anno si parte con i primi 685 milioni che andranno investiti tenendo conto anche “degli impatti sociali”.Se non utilizzati entro due anni gli stanziamenti saranno revocati e dedicati ad altri progetti. Ogni anno entro metà settembre andrà fatta una relazione sull’utilizzo dei fondi.Con la manovra nel 2020 quasi raddoppiano le risorse dedicate alla protezione dell’ambiente, passando da “poco meno di 2,4 miliardi” del 2019 a “circa 4,5 miliardi” il prossimo anno, “lo 0,8% della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato”, dovuto “principalmente” ai fondi anti-dissesto idrogeologico e per il Green new deal. E’ quanto si legge nell'”Ecobilancio” allegato alla manovra, in cui si dettagliano le spese dedicate all’ambiente “effettuate a beneficio della collettività”. Il “65%” dei fondi va alla “protezione del suolo e delle acque”.Arriva intanto un allarme da Confesercenti. “Il Canone unico – dice l’associazione – rischia di portare ad un nuovo aumento” delle tasse locali sulle piccole imprese. La nuova local tax, che unifica le imposte locale minori, dal suolo pubblico alla pubblicità, “potrebbe trasformarsi in un aggravio” che, nel caso del canone degli ambulanti potrebbe arrivare fino al “+25%”. La norma, infatti, prevede che il gettito non possa essere inferiore alle imposte che sostituisce, ma non pone alcun limite agli aumenti. L’associazione chiede quindi di reintrodurre il blocco degli aumenti delle tasse locali.

Sui mercati domina Powell, attesa daziIn Italia attenzione a Governo, piano Mediobanca e asta dei Btp

10 novembre 201916:54

Anche la prossima settimana i mercati mondiali guarderanno soprattutto alla contesa sui dazi commerciali tra Stati Uniti e Cina, con la speranza che venga fissata una data per sancire almeno il pre-accordo. Ovviamente attenzione ancora agli sviluppi della Brexit, per la quale ormai si guarda oltre le elezioni nel Regno Unito, ma l’attesa è soprattutto sulla doppia audizione di mercoledì e giovedì del presidente della Fed Jerome Powell al Congresso Usa, dalla quale scaturiranno indicazioni sulla politica dei tassi. In Italia ancora qualche trimestrale, con l’importante asta di metà settimana dei Btp e grande attenzione alle possibili fibrillazioni nel governo a partire dalla questione ex-Ilva e dal percorso della manovra economica.

Arcelor Mittal: forse martedì l’incontro con Conte. Bellanova: ‘Obbligarli a trattare con i sindacati’Landini: ‘Ancora nessuna notizia dal gruppo’. Salvini: ‘Sì allo scudo’. Lezzi ribadisce il proprio no

10 novembre 201921:56

Nuova settimana cruciale per la vertenza ArcelorMittal. Sarà probabilmente martedì, a quanto si apprende, l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e i vertici di ArcelorMittal. L’incontro, ufficialmente, non è ancora stato fissato.E mentre il governo studia i margini della trattativa con il gruppo indiano, dall’opposizione Matteo Salvini fa sapere di essere disponibile a votare il ripristino dello scudo legale: “Pur di salvare l’ex Ilva siamo disposti a tutto”.

Contraria l’ex ministra M5s Barbara Lezzi: “Già in Cdm – dice la senatrice – mi ero rifiutata di votare il ripristino dello scudo penale. Non può essere una soluzione estendere lo scudo penale a tutti gli altri. La soluzione deve essere quella di fare investimenti certi su questa fabbrica. Con i colleghi pugliesi siamo pronti con diverse soluzioni, aspettiamo di incontrare Conte per proporle, poi farà lui la sintesi. Ci possono essere dei fondi nazionali e anche europei che possono essere usati. Aiuti di Stato? Questa è una questione strategica per l’Italia e l’Ue”.Intanto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, fa spaere di aver convocato per domani presso la presidenza regionale (ore 14:30) un incontro con le parti sociali e istituzionali (Organizzazioni sindacali, Confindustria, Comune e Provincia di Taranto) per discutere della situazione della ex Ilva di Taranto dopo l’annunciato disimpegno di ArcelorMittal.Le parti sociali, per altro, spiegano di non aver rievuto alcuna comunicazione dall’azieda. “Mittal a noi che abbiamo firmato l’accordo non ha ancora detto nulla, non siamo ancora riusciti a incontrare l’azienda. A noi è stato comunicato dal Governo che in un incontro con loro Mittal ha posto il problema di 5 mila esuberi e sappiamo che Mittal ha presentato in Tribunale a Milano la revoca”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata. “Al Governo abbiamo chiesto che venga riattivato un tavolo con Mittal perche per noi quello deve essere l’accordo che rimane applicato. E allo stesso tempo stiamo dicendo al Governo che bisogna far cambiare idea a Mittal: questo paese deve continuare a produrre acciaio, lo deve fare senza più far morire nessuno, ma se non produce più acciaio non solo perdiamo 20 mila posti di lavoro ma perdiamo la capacità industriale del nostro Paese”. “Noi oggi al Governo – aggiunge Landini – stiamo dicendo che è utile che ci sia un ingresso anche dello Stato in questa società in modo da controllare che gli investimenti si facciano e anche quelle che sono le politiche che vengono attivate”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata, precisando che “questa è una cosa che si era discussa anche un anno e mezzo fa”. Ma proprio sui confini del dossier interviene il ministro dell’Agricoltura Teresa Ballanova: “I lavoratori non si toccano, gli accordi si rispettano, il governo è garante dell’accordo sottoscritto”, scrive su Fb  sottolineando che “l’investitore deve essere riportato assolutamente al confronto con chi ha sottoscritto l’accordo di settembre: le rappresentanze dei lavoratori. Il Governo è garante dell’Accordo, non è controparte”. “Già dalle prossime ore bisogna assolutamente ritornare alla normalità del confronto tra le parti. L’investitore è tenuto a confrontarsi” coi sindacati ed “è nostro obbligo garantire che accada”.

“La vicenda dei bond della Lega in ArcelorMittal? Di Maio è un po’ confuso, si vede che è il fuso orario. Lui va da Pechino a Washington mentre le aziende italiane chiudono. Io non vorrei che nella visione del M5S ci sia un’Italia che campa di elemosina e reddito di cittadinanza. A meno che non ci sia qualcuno che stia facendo un favore a qualcun altro, a un’impresa cinese o tedesca”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini a “Non è l’arena”, su La7.

Pressing su ArcelorMittal ma molti indicano la Cdp per ‘Piano B’Per Cassa margini limitati. Identikit difficile per nuovi partner

10 novembre 201917:26

Mentre alcuni esponenti del Governo e della maggioranza restano fermi sull’idea che sia ArcelorMittal a proseguire il risanamento e lo sviluppo dell’ex Ilva, non sono pochi coloro che davanti all’intransigenza del colosso franco-indiano iniziano ventilare la necessità di un piano B per Taranto.Un intervento che nelle diverse possibilità di realizzazione, dalla nazionalizzazione all’apertura di una nuova gara dopo il ritorno del timone nelle mani dei commissari, dallo split tra attività produttive da affidare parte all’attuale gestione e parte allo Stato, mostra parecchi ostacoli.Primo, non appaiono molti investitori privati alternativi: Jindal a suo tempo interessata ha detto di concentrarsi adesso sulle attività a Piombino, eventuali player cinesi, i più affamati di acciaio per lo sviluppo galoppante dell’economia.Ipotizzando un passaggio o una permanenza nel pubblico in molti sono in pressing su Cdp per un ruolo nel progetto. Al momento non c’è nulla di concreto e i limiti naturali contenuti nello statuto lo fanno sembrare improbabile senza almeno l’individuazione di un partner industriale.Appare quindi ancora tutto ed esclusivamente politico il pressing per un intervento da ‘cavaliere bianco’ di Cdp in una sorta di ‘piano B’ dopo il passo indietro di ArcelorMittal. A quanto trapela, non ci sarebbe stato finora alcun confronto tra Governo e Cassa.Se ci sono stati contatti, sul nodo del futuro dell’acciaio in Italia e sul terreno minato del futuro dell’acciaieria di Taranto, tutto sembra restare confinato in un ambito strettamente riservato e informale.Che si accendano i fari su Cdp, anche per la potenza di investimento che ha come ‘cassaforte’ pubblica, è un copione che si ripete di frequente quando una emergenza industriale finisce sul tavolo del Governo.Per ogni eventuale ruolo della Cassa, tuttavia, resta da superare l’ostacolo dell’articolo tre dello statuto che sbarra la strada a investimenti di ‘salvataggio’, vieta di intervenire con una iniezione di capitale in aziende che non abbiano una “stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico” e “adeguate prospettive di redditività”.E’ un baluardo che è stato sempre strenuamente difeso (a partire, per esempio, da tutte le volte in cui Cdp è stata chiamata nel dibattito politico in soccorso di Alitalia) dalla Fondazioni di origine bancaria (secondo azionista della Cassa con il portafoglio il 15,93% del capitale. Il Tesoro ha l’82,77%). A complicare le cose c’è poi il quadro deteriorato del mercato che rende ancora più fragile la sostenibilità industriale del’ex Ilva; ed è difficile da delineare il quadro giuridico in cui ci si dovrà muovere, tra una procedura di gara chiusa con una formale aggiudicazione e la querelle che si apre sul diritto di recesso per ArcelorMittal.

Cambi: euro poco mosso a 1,1028 dlrSullo yen a 120,14

11 novembre 201908:35

– Euro sostanzialmente stabile sul dollaro in avvio di settimana sui mercati internazionali. La moneta unica europea passa di mano a 1,1028 dollari in lieve rialzo contro quota 1,1023 di venerdì in chiusura di giornata.
L’euro scende leggermente sullo yen a 120,14.

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