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Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2019, 09:43:07 di Maurizio Barra

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Risparmio, 877 mld gestiti da robo advice
Quaderno Consob, in Italia a fine 2019 saranno oltre 358 milioni

28 dicembre 2019 03:15

Sul mercato italiano le masse gestite da robo advisor supereranno a fine 2019 i 400 milioni di dollari (circa 358,2 milioni di euro). E’ quanto riporta il Quaderno Fintech della Consob al “Valore della consulenza finanziaria e robo advice nella percezione degli investitori”. Nel mondo le masse complessivamente gestite da robo advisors supereranno quest’anno i 980 miliardi di dollari, oltre 877 miliardi di euro.Il fenomeno è in netta crescita, si prevede che le masse gestite da robot saliranno nel mondo del 27% all’anno fino al 2023 quando raggiungeranno i 2.552 miliardi di dollari con 147 milioni di clienti serviti, mentre la crescita media in Italia nello stesso periodo sarà addirittura del 51% all’anno. La dimensione media dei patrimoni amministrati dagli algoritmi è però abbastanza ridotta (21 mila dollari di media nel mondo 14 mila in Italia). Lo studio analizza la percezione degli investitori a proposito del robo advice, la consulenza finanziaria dettata dagli algoritmi. Lo studio realizzato dalla Consob in collaborazione con l’Università Roma Tre e l’Università Lumsa, analizza la percezione degli investitori a proposito del robo advice, la consulenza finanziaria dettata dagli algoritmi con l’intento di capire se possa essere uno strumento utile a ridurre il cosiddetto advice gap, ovvero la mancanza di consulenza che riguarda proprio molti piccoli risparmiatori. Il mercato attuale infatti, spiega la ricerca, è caratterizzato dalla presenza di un’ampia fascia di investitori che ricevono un servizio molto ‘standardizzato’ poiché hanno un patrimonio molto basso ovvero non accedono al servizio perché il prezzo di offerta è superiore alla loro disponibilità a pagare.In ambito domestico, ad esempio, si stima che solo il 30% degli investitori si avvalga di un supporto professionale attraverso i consigli di un consulente finanziario dedicato, mentre circa il 40% si rivolge esclusivamente ad amici, parenti e colleghi (cosiddetto informal advice). Il principale deterrente alla domanda di consulenza è, dopo la sfiducia verso gli intermediari, la convinzione che non sia necessaria perché si investono piccole somme di denaro. Tra gli investitori assistiti da consulenza, infine, la maggior parte non è consapevole del costo del servizio e non è comunque disposta a pagarlo.

Borsa:Atene regina mondO, Milano secondaPiazza Affari vale 655,6 miliardi, il 37% del Pil

28 dicembre 201913:29

– E’ Atene la regina delle borse mondiali, con un rialzo dell’indice Bs Ase del 50,1% a venerdì scorso, penultima seduta dell’anno. Seguono Buenos Aires (+37,6%) e il Nasdaq di New York (+35,74%). In Europa, dopo la piazza sotto al Partenone c’è Bucarest (+34,74%), mentre Milano (Ftse Mib +29,65%) è la seconda nell’Eurozona. Complessivamente il listino principale di Borsa Italiana ha raggiunto quota 655,6 miliardi di capitalizzazione, vale a dire il 37% del Pil. Nel 2018, con 543 miliardi (-20%) valeva il 33,5% del Pil.
A fine 2017 invece, con 644 miliardi di valore, il listino principale di Piazza Affari era pari al 37,8% del Pil. Per trovare valori superiori al 40% bisogna tornare fino al 2007, quando l’insieme delle azioni quotate valeva il 47,8% del Pil, per precipitare poi al 25% l’anno successivo. Nel 2000 invece la capitalizzazione totale della Borsa di Milano valeva il 70% del Pil italiano.

P.a: ministero, serve restyling premiNuove strade per riconoscere il merito, anche corsi mirati

28 dicembre 201914:05

– Il ministero della P.a raccomanda agli uffici pubblici un restyling dei sistemi di incentivazione.
Nelle nuove linee guida sulla misurazione e la valutazione della performance vengono suggeriti così sistemi premiali basati sulla leva formativa, fornendo ai meritevoli corsi per la crescita professionale mirati, o spingendo sulla reputazione con l’individuazione, ad esempio, del “miglior dipendente del mese”.
Insomma, la ricompensa non dovrebbe arrivare solo con un gettone in busta paga. Metodo che, sempre secondo il dossier, si è rivelato “parzialmente inefficace”.

Arcelor Mittal: lunedì il riesame decide su Afo2Palombella (Uilm): ‘Dal governo parole, 6mila in Cig con lo stop’

TARANTO28 dicembre 201921:52

E’ attesa per lunedì 30 dicembre la discussione del ricorso presentato dai legali dell’Ilva in As al Tribunale del Riesame di Taranto, contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano di respingere l’istanza di proroga della facoltà d’uso dell’Altoforno 2 dello stabilimento ArcelorMittal.In vista della decisione Rocco Palombella, segretario Uilm, attacca il Governo: “il presidente Conte e le sue parole non hanno rassicurato nessuno”, né la seconda visita a Taranto la vigilia di Natale né la conferenza stampa di fine anno tenuta oggi. Lo spegnimento di Afo2 – spiega Palombella – “potrebbe portare a gravissime e irreversibili conseguenze produttive e occupazionali”, comportando “anche le fermate di due cokerie, dell’acciaieria 1, di due colate continue, di un treno nastri e conseguenze sui tubifici”: con solo due altiforni, la produzione scenderebbe “a 3 milioni di tonnellate e 6mila lavoratori finirebbero in cassa integrazione”. LEGGI TUTTO SUL MONDO POLITICO

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