Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2020, 09:20:09 di Maurizio Barra
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 13:40 DI SABATO 21 MARZO 2020
ALLE 09:20 DI DOMENICA 22 MARZO 2020
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Coronavirus, Conte: ‘Già 3500 risposte a bando medici, grazie’. Castelli: ‘Nuove risorse dal governo alle imprese’
‘Ennesima risposta di cui italiani devono andare fieri’. La viceministra ‘Un ristoro per le imprese sulla base dei fatturati’
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
21 marzo 2020 13:40
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
“Ieri abbiamo lanciato un appello straordinario per creare una task force di 300 medici. Sono già oltre 3.500 i medici che hanno risposto all’appello, un numero che sta crescendo di ora in ora. In un momento così difficile, questa è l’ennesima risposta generosa di cui tutti noi italiani possiamo andare fieri. Grazie a tutti, eroi in camice bianco”. Così su Fb il premier Giuseppe Conte.
“Da soli non si va da nessuna parte, bisogna sempre lavorare in team, coesi, come una squadra. Così stiamo agendo insieme a tutti i viceministri e sottosegretari qui alla Farnesina. Emanuela del Re, Marina Sereni, Manlio Di Stefano, Ivan Scalfarotto e Ricardo Antonio Merlo. Stiamo affrontando questa tempesta mettendo insieme forze, competenze, idee, contatti e tutto quello che ci permette di dare un contributo concreto come ministero degli Affari Esteri al governo e al Paese”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook.
“Molti mi scrivono la rabbia che hanno dentro, perché 25 miliardi non bastano a far vivere in serenità tutti, e noi abbiamo provato a fare il possibile per questo primo step. Oggi lo scenario cambia e questa sospensione di una regola assurda (Patto di stabilità, ndr), cappio al collo per tutti noi, ci permette di pensare di nuovo a sostenere sanità, imprese, famiglie”. Così su Fb il viceministro al Mef Laura Castelli. “Stiamo già lavorando al prossimo Dl in cui prevederemo, sulla base del calo dei fatturati, un ristoro per le imprese”, aggiunge.
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
I sindacati a Conte: ‘Chiudere tutte le attività non essenziali’
Landini al Governo: ‘Evitare che la paura diventi rabbia’
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
22 marzo 2020
08:32
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
“Le chiediamo di valutare la possibile necessità di misure ancor più rigorose di sospensione delle attività non essenziali in questa fase per il nostro Paese”. Lo scrivono Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo nella lettera al premier Giuseppe Conte con la quale chiedono di riaprire il confronto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro alla luce dell’emergenza determinata dal coronavirus. Confronto attualmente in atto in videoconferenza.
Landini al Governo: ‘Evitare che la paura diventi rabbia’ – “Come ha finora fatto chiediamo al Governo un atto di responsabilità: evitare che la paura della gente si trasformi in rabbia. Per questo vanno chiuse tutte le attività che non sono necessarie!”. Lo scrive il segretario della Cgil, Maurizio Landini su Twitter.”Va fatta – spiega Landini – una norma generale e ci vogliono anche disposizioni di salvaguardia ovvero usare il buon senso di chi gestisce. Alle imprese va data la necessaria liquidità per resiste e pagare,quando riapriranno, lavoratori e fornitori”. “Dovremo anche pensare – prosegue – a come dare forza ai nostri settori strategici mettendo in campo sia un ragionamento sulle filiere strategiche sia fondi ad hoc che le supportino. Dobbiamo dare il messaggio che ciò che oggi facciamo è per vincere la guerra contro il Covid19 ma che abbiamo già in mente il futuro. Dobbiamo valorizzare in tutti settori il lavoro a distanza. E dobbiamo anche essere in sintonia con l’andamento dell’epidemia e, ancor più importante, con il sentimento delle persone. Questo significa che le misure devono essere prese su tutto il territorio nazionale perché in quelle che ancora sembrano situazioni meno preoccupanti dobbiamo prevenire prima che peggiorino”
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
Piccole librerie a rischio, volano vendite online
Indipendenti protestano contro chiusure, autori vanno sui social
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
21 marzo 2020
20:25
ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE
I tabaccai sono aperti, ma le librerie no. Eppure sappiamo che anche la lettura dà dipendenza e che in certi frangenti è assolutamente un bene necessario. E’ vero che siamo tutti chiusi in casa e ce la passiamo molto, molto meglio di quel che sarebbe stato non molto tempo fa, quando non c’era il web con le sue infinite possibilità di contatti a distanza, di gioco, di svago o l’enorme offerta tv, ma la lettura, il perdersi attraverso una pagina in mondi, storie, sentimenti virtuali coinvolgenti resta ancora uno ”strumento” essenziale per vivere queste giornate.
I librai protestano, molti ricordano come, prima dell’ultimo decreto, fossero rimasti aperti ”per impegno e testimonianza di civiltà” in gran parte d’Italia. ”Si deve essere trattato di un errore nella drammatica concitazione di questi giorni” dice Ambrosetti, presidente dell’Ali – Associazione Librai Italiani, cui si affiancano ovviamente gli editori, che chiedono aiuti come ogni altra attività produttiva, ma unendosi anche al coro di tutte le istituzioni culturali, dai cinema ai teatri e musica, che usciranno da questa situazione in gravissima sofferenza.
Chi ha avuto un libro uscito nei giorni scorsi è come non avesse pubblicato nulla e le case editrici hanno sospeso le nuove uscite in programma. Il pericolo è in particolare per le librerie indipendenti, che già vivono un periodo difficile e devono puntare tutto sul rapporto personale col cliente, assediate come sono dalle grandi catene e soprattutto dalle vendite online. C’è qualcuno che pare stia provando a tenere i contatti con i clienti via telefono o internet e recapitare i libri a domicilio nel quartiere, che è un metodo di cui è stata lasciata libertà alle pizzerie, per esempio.
”E’ tutto vero, ma è inevitabile che in questo momento si finisca per puntare sull’elettronica e vengano spinti in ogni modo gli ebook e sulle piattaforme di vendita come Ibs ce ne sono molti gratuiti, specie di titoli classici che gli editori hanno messo a disposizione, e per i più tradizionali si ordinano ovviamente anche i libri cartacei che arrivano veloci sino a casa o ci si rivolge a supermercati e edicole, che però hanno un’offerta limitata in genere ai bestseller”, spiega Sandro Ferri, fondatore e patron con la moglie Sandra Ozzola delle Edizioni E/O e di Europa Editions Usa e UK, celebri come scopritori e editori di Elena Ferrante, ma noti anche per aver ritirato i propri titoli cartacei da Amazon che chiedeva sconti e percentuali ”offensivi e insostenibili”. Questo non ha impedito però che nelle settimane appena passate la E/O sia stata la seconda per vendite nella grande distribuzione (appunto supermercati e edicole) dopo il colosso Mondadori, proprio grazie ai volumi dell’Amica geniale’.
Le piattaforme di vendita online, a conferma di tutto questo, pare abbiano avuto un’impennata di ordinazioni di circa il 50%. E in mezzo comunque restano gli autori, che i sono viste annullate tutte le presentazioni. Se di un libro si comincia a parlare, ora che si legge di più, diventa però difficile reperirlo. Non parliamo poi di autori debuttanti, che spariscono nella confusione generale. Molti, come fanno appunto alla E/O, invitano e guidano i propri autori all’uso dei social, a farsi vedere, a parlare, a leggere brani dei propri libri, a colloquiare coi lettori, a partecipare alle iniziative collettive per far vedere che sono presenti in questo momento e partecipano alla particolare situazione mettendo in gioco la loro creatività, il loro carisma. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE
