Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2020, 09:57:05 di Maurizio Barra
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Governo con aziende e università per combattere virus
Arriva progetto ‘Innova Italia’, mascherine ma anche algoritmi
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21 marzo 2020 17:21
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Il governo lancia un appello al mondo dell’industria e della ricerca per moltiplicare le armi per combattere contro il Coronavirus. Si cercano aziende, università, associazioni, cooperative volontarie per produrre mascherine, respiratori, tamponi e soluzioni tecnologiche, dalle app all’utilizzo dei droni.
Il progetto si chiama ‘Innova per l’Italia’ e parte da un’iniziativa dei ministeri guidati da Paola Pisano, Stefano Patuanelli e Gaetano Manfredi, insieme con Invitalia e il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri.
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E’ una chiamata urgente per dare un’accelerata alla produzione di strumenti che consentano “la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio”. Come le mascherine, i respiratori artificiali e singole componenti (valvole e display). La chiamata dell’esecutivo si rivolge inoltre ad aziende specializzate per il reperimento di tamponi e altri strumenti per la diagnosi facilitata e veloce, sempre nel rispetto degli standard di affidabilità. Fin qui materiale di prima necessità.
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Le candidature saranno raccolte dal ministero dell’Innovazione, le valuterà il commissario straordinario e, poi, per quelle selezionate, con cui si raggiunge un accordo, verrà data pubblicità sul sito del ministero. “Dopo solidarietà digitale ora chiediamo all’Italia di fare quello per cui è riconosciuta in tutto il mondo: essere innovativa, attraverso quest’iniziativa sono stati individuati alcuni dei problemi da affrontare”, dice la ministra Pisano.
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Con il coronavirus ‘stress test’ per Internet
Cala definizione YouTube-Netflix. Con smartworking traffico +40%
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21 marzo 2020
21:01
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Più smart working, videoconferenze, scuola digitale ma anche social network, videochiamate con famiglia e amici, film in streaming, videogiochi per riempire le lunghe giornate a casa. L’epidemia del coronavirus ha portato cambiamenti senza precedenti nella vita e nel lavoro di tutti con Internet che sta subendo uno ‘stress test’ che preoccupa.
Tanto che l’Europa ha chiesto a due colossi come YouTube e Netflix di abbassare la definizione per occupare meno banda. A cui si e’ aggiunto anche Disney+. Mentre in aree come Milano e Roma il traffico è aumentato del 40%.
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“Con questa decisione ci uniamo alle misure già adottate da Netflix e richieste da Bruxelles per far fronte al sovraccarico che le infrastrutture stanno affrontando dall’inizio della pandemia”, ha spiegato Google dopo la richiesta del Commissario Ue Thierry Breton.
“Abbiamo deciso di ridurre la velocità di trasmissione in Europa per 30 giorni, alleggerendo del 25% l’impatto del traffico sulle reti europee”, ha aggiunto Netflix, nei cui abbonamenti, però, l’alta definizione si paga. Tutti gli indicatori mondiali mostrano che la pressione sulla reti è forte.
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In Italia secondo uno studio del Garr, il consorzio della comunità dell’istruzione e della ricerca, in aree come Milano e Roma il traffico è aumentato del 40% e la saturazione comporta che dai 100 megabit garantiti dal gestore l’utente arrivi ad averne 40. E l’accesso degli studenti alle lezioni in video e ai contenuti online ha generato nell’ultima settimana un aumento del traffico in upload del 60% rispetto alla media annuale.
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“E’ indubbio che siamo di fronte a limitazioni della banda e che, se quello che abbiamo ora è frutto di dieci anni di investimenti, non possiamo girare la manopola in due settimane e fare ciò che richiederà, invece, dai 24 ai 36 mesi”, osserva Massimo Carboni, dirigente del Dipartimento Infrastrutture del Garr. Proprio ieri l’Agcom ha chiesto agli operatori tlc “di fare ogni sforzo” per “assicurare nel più breve tempo possibile un aumento della banda media per cliente, su rete fissa, di almeno il 30%”.
Secondo una rilevazione di Cloudflare, la società Usa che si occupa di reti e sicurezza, dal lockdown in Italia il traffico internet è cresciuto del 20-40%. A Milano il picco il 9 marzo (40%) inizio delle misure restrittive del governo. Invece in Asia, a Hong Kong, l’impennata si è avuta a fine di gennaio in coincidenza della chiusura del distretto di Hubei. Negli Stati Uniti il traffico Internet è salito dal 10 al 20% dalla prima settimana di febbraio, punte come solo nei grandi eventi come il Super Bowl.
In Italia, ha spiegato Mark Zuckerberg nei giorni scorsi, “gli spettatori dei Live su Facebook e dei video su Instagram sono raddoppiati, così come le chiamate su Messenger e WhatsApp”. L’unico servizio che registra un calo nel nostro paese è la musica in streaming, con l’ascolto delle canzoni più popolari diminuito del 23% (dati analizzati da Quartz. Ma la flessione è anche in altri paesi forse perché l’ascolto delle canzoni in streaming avviene prevalentemente mentre si va al lavoro o si fa sport, attività venute meno per l’epidemia.
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Tra tante offerte online, anche lezioni di documentario
L’iniziativa di Maxxi e Fondazione cinema per Roma per rimanere ‘aperti’
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21 marzo 2020
18:42
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A partire da oggi, sui siti del MAXXI e di Fondazione Cinema per Roma,
saranno disponibili, una volta alla settimana, una serie di “microlezioni” in video sul cinema del reale, curate da Mario Sesti e legate a Extra Doc Festival, il concorso che Cinema al MAXXI dedica ai migliori documentari italiani, realizzato in collaborazione da Fondazione Cinema per Roma e dallo stesso MAXXI.
“Promuovere quest’iniziativa è, in queste giornate, il modo migliore che Fondazione Cinema per Roma possa avere per rispettare l’impegno preso con il suo pubblico nonostante l’inevitabile interruzione delle attività felicemente avviate nelle ultime settimane in collaborazione con il MAXXI – ha detto Laura Delli Colli, Presidente di Fondazione Cinema per Roma – Aver scelto in particolare di promuovere vere e proprie lezioni online sul tema del documentario significa tenere aperto il dialogo con gli studenti offerto loro attraverso il ‘cinema del reale’, uno sguardo mai come in questo momento utile a conoscere e approfondire ulteriormente. Un compito che rende viva, nelle difficoltà didattiche, la missione di tutte le istituzioni culturali”.
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Guarda la prima lezione:“È un mezzo per continuare l’attività del Festival che abbiamo dovuto interrompere, a causa della situazione corrente, a qualche giorno dalla conclusione e che stava registrando un successo notevole con il sold out di quasi tutte le proiezioni – ha spiegato il curatore Mario Sesti – Ma è anche un modo per continuare ad alimentare e a tenere viva la nostra attività di istituzioni culturali: queste lezioni, che costruiscono anche una sorta di introduzione al cinema della realtà e ad un genere oggi particolarmente innovativo, fanno parte anche di un programma realizzato in collaborazione con il MIUR che vedrà una platea di studenti delle scuole superiori vedere tutti i film del festival, da casa, e infine assegnare i premi di Extra Doc School dedicati ai migliori documentari italiani” SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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Piccole librerie a rischio, volano vendite online
Indipendenti protestano contro chiusure, autori vanno sui social
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21 marzo 2020
20:25
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I tabaccai sono aperti, ma le librerie no. Eppure sappiamo che anche la lettura dà dipendenza e che in certi frangenti è assolutamente un bene necessario. E’ vero che siamo tutti chiusi in casa e ce la passiamo molto, molto meglio di quel che sarebbe stato non molto tempo fa, quando non c’era il web con le sue infinite possibilità di contatti a distanza, di gioco, di svago o l’enorme offerta tv, ma la lettura, il perdersi attraverso una pagina in mondi, storie, sentimenti virtuali coinvolgenti resta ancora uno ”strumento” essenziale per vivere queste giornate.
I librai protestano, molti ricordano come, prima dell’ultimo decreto, fossero rimasti aperti ”per impegno e testimonianza di civiltà” in gran parte d’Italia. ”Si deve essere trattato di un errore nella drammatica concitazione di questi giorni” dice Ambrosetti, presidente dell’Ali – Associazione Librai Italiani, cui si affiancano ovviamente gli editori, che chiedono aiuti come ogni altra attività produttiva, ma unendosi anche al coro di tutte le istituzioni culturali, dai cinema ai teatri e musica, che usciranno da questa situazione in gravissima sofferenza.
Chi ha avuto un libro uscito nei giorni scorsi è come non avesse pubblicato nulla e le case editrici hanno sospeso le nuove uscite in programma. Il pericolo è in particolare per le librerie indipendenti, che già vivono un periodo difficile e devono puntare tutto sul rapporto personale col cliente, assediate come sono dalle grandi catene e soprattutto dalle vendite online. C’è qualcuno che pare stia provando a tenere i contatti con i clienti via telefono o internet e recapitare i libri a domicilio nel quartiere, che è un metodo di cui è stata lasciata libertà alle pizzerie, per esempio.
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”E’ tutto vero, ma è inevitabile che in questo momento si finisca per puntare sull’elettronica e vengano spinti in ogni modo gli ebook e sulle piattaforme di vendita come Ibs ce ne sono molti gratuiti, specie di titoli classici che gli editori hanno messo a disposizione, e per i più tradizionali si ordinano ovviamente anche i libri cartacei che arrivano veloci sino a casa o ci si rivolge a supermercati e edicole, che però hanno un’offerta limitata in genere ai bestseller”, spiega Sandro Ferri, fondatore e patron con la moglie Sandra Ozzola delle Edizioni E/O e di Europa Editions Usa e UK, celebri come scopritori e editori di Elena Ferrante, ma noti anche per aver ritirato i propri titoli cartacei da Amazon che chiedeva sconti e percentuali ”offensivi e insostenibili”. Questo non ha impedito però che nelle settimane appena passate la E/O sia stata la seconda per vendite nella grande distribuzione (appunto supermercati e edicole) dopo il colosso Mondadori, proprio grazie ai volumi dell’Amica geniale’.
Le piattaforme di vendita online, a conferma di tutto questo, pare abbiano avuto un’impennata di ordinazioni di circa il 50%. E in mezzo comunque restano gli autori, che i sono viste annullate tutte le presentazioni. Se di un libro si comincia a parlare, ora che si legge di più, diventa però difficile reperirlo. Non parliamo poi di autori debuttanti, che spariscono nella confusione generale. Molti, come fanno appunto alla E/O, invitano e guidano i propri autori all’uso dei social, a farsi vedere, a parlare, a leggere brani dei propri libri, a colloquiare coi lettori, a partecipare alle iniziative collettive per far vedere che sono presenti in questo momento e partecipano alla particolare situazione mettendo in gioco la loro creatività, il loro carisma.
