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Migranti, ecco il piano della Commissione Ue: codice per le Ong, responsabilità degli Stati di bandiera e più redistribuzioni

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Ultimo aggiornamento 21 Novembre, 2022, 21:01:00 di Maurizio Barra

Il Piano d’azione europeo per il Mediterraneo centrale prende corpo e, almeno in parte, tiene conto delle richieste che l’Italia porterà il 25 novembre a Bruxelles sul tavolo della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno Ue. Proprio in vista di quell’incontro la Commissione europea ha reso noto questa mattina le linee del piano che si articola in venti punti. E che accoglie la richiesta di aiuto dell’Italia, partendo dal presupposto dell’aumento di arrivi irregolari nella Ue.

Codice di condotta per le navi umanitarie da ridiscutere con le autorità marittime internazionali, coinvolgimento degli Stati di bandiera, attuazione e rilancio del piano di redistribuzione dei migranti già firmato a giugno e finanziamenti per i rimpatri, le colonne del piano europeo che il ministro dell’Interno Piantedosi considera un buon punto di partenza in vista dei negoziati che si apriranno venerdi a Bruxelles.

“Sono molto soddisfatto – il commento di Piantedosi – in particolare mi riferisco alla condivisione dell’esigenza di una più intensa cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, anche attraverso la realizzazione di specifici programmi europei di investimenti su quei territori. Molto significativo il riferimento a una implementazione del meccanismo di solidarietà adottato nel giugno scorso, in considerazione del fatto che la sua applicazione concreta, fino ad oggi, ha dato per l’Italia risultati assolutamente insufficienti. Altrettanto importante l’aspetto relativo a un maggiore coordinamento delle attività di ricerca e soccorso nelle aree SAR, che prevede, come da tempo richiesto dall’Italia, un ruolo anche per gli Stati di bandiera”.

Pur sottolineando che le soluzioni strutturali potranno essere trovate solo attraverso un accordo sull’intera serie di riforme in materia di asilo e migrazione attualmente in fase di negoziazione, la Commissione propone una serie di misure operative per affrontare le sfide immediate e in corso lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale.

Il piano d’azione propone una serie di 20 misure articolate attorno a tre pilastri che saranno portate avanti dall’Ue e dai suoi Stati membri. Sono concepiti per ridurre la migrazione irregolare e non sicura, fornire soluzioni alle sfide emergenti nel settore della ricerca e soccorso e rafforzare la solidarietà bilanciata dalla responsabilità tra gli Stati membri. “Non possiamo gestire la migrazione caso per caso, barca per barca. Le soluzioni strutturali possono essere trovate solo attraverso l’adozione del nostro Patto Ue”., spiega il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas.

Obbligo di soccorso ma chiarezza sulla condotta delle navi private

La Ue ribadisce l’obbligo di soccorso in mare per chiunque ma osserva che le regole di azione per le navi umanitarie vanno riviste e occorre un coinvolgimento degli Stati di bandiera. “L’obbligo legale di soccorrere e di garantire la sicurezza della vita in mare è chiaro, a prescindere dalle circostanze che portano le persone a trovarsi in una situazione di disagio. Salvare vite è sempre il primo obbligo, ma qui ci sono molte sfide. La situazione odierna delle navi private che operano in mare è uno scenario che manca ancora di sufficiente chiarezza”.

Gli investimenti nel Nord Africa: 580 milioni di euro

“Si prevede attualmente che almeno 580 milioni di euro per il periodo 2021-2023 nell’ambito di Ndici-Global Europe e di altri strumenti saranno utilizzati attraverso la programmazione regionale multinazionale per il sostegno in materia di migrazione ai partner in Nord Africa, insieme a programmi bilaterali dell’Ue con i singoli paesi. Questo sostegno è ulteriormente rafforzato attraverso un approccio di Team Europa in materia di migrazione e mobilità e attraverso le opportunità di promuovere la crescita economica, l’occupazione e la prosperità nella regione nell’ambito del piano economico e di investimenti per il vicinato meridionale”, ha spiegato la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson.

 

 

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