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Che cosa ha fatto per noi l’Europa: la protezione dei giornalisti

In quali casi si applica
La protezione dell’Ue si applicherà a tutte le cause transfrontaliere, tranne quando sia il convenuto che il ricorrente proviene dallo stesso Paese dell’Ue in cui si trova il tribunale o quando il caso è rilevante solo per uno Stato membro.
La crescita delle Slapp in Europa
La normativa si è ritenuta necessaria in seguito alla crescita delle cause Slapp in Europa. Case, una coalizione di ong, insieme all’Università di Amsterdam, ha catalogato 570 casi in oltre 10 anni, osservando un incremento tra il 2019 e il 2022. Consapevoli di questo trend, già nel 2021 i deputati hanno proposto una risoluzione nel 2021, e il tema è stato sollevato anche nelle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa, la CoFoE.
Più garanzie per le vittime
I deputati hanno ottenuto, durante i negoziati con i governi dell’Ue, una maggiore protezione delle vittime grazie all’introduzione di due garanzie: l’archiviazione anticipata se la causa è infondata e la possibilità di imputare al ricorrente le spese processuali stimate, compresa la rappresentanza legale del convenuto, nonché il risarcimento dei danni. Se il convenuto chiede l’archiviazione anticipata, spetta al ricorrente dimostrare che vi sono motivi per portare avanti il procedimento. Il tribunale può anche imporre altre sanzioni ai ricorrenti, che spesso sono politici, aziende o gruppi di pressione, ad esempio condannandoli al risarcimento dei danni.
Per evitare il cosiddetto forum shopping (quando il ricorrente sceglie la giurisdizione in cui le sue possibilità di successo sono maggiori), le nuove norme prevedono che le decisioni di un Paese terzo in procedimenti infondati o abusivi nei confronti di persone o istituzioni dell’Ue non possono essere riconosciute. I governi dell’Ue dovranno garantire che le potenziali vittime di azioni legali abusive possano accedere alle informazioni sulle garanzie procedurali e sui mezzi di ricorso, tra cui il patrocinio gratuito e il sostegno finanziario e psicologico. Gli Stati membri dovranno inoltre assicurare il patrocinio a spese dello Stato nei procedimenti civili transfrontalieri e pubblicare tutte le sentenze definitive ai casi Slapp e raccogliere dati dettagliati in merito.

Il voto a Strasburgo
L’Eurocamera ha approvato a stragrande maggioranza con 546 voti favorevoli, 47 contrari e 31 astensioni. Gli Stati membri hanno due anni per recepire le norme nel diritto nazionale. “Le cause Slapp sono una minaccia allo Stato di diritto e pregiudicano seriamente i diritti fondamentali alla libertà di espressione, di informazione e di associazione – ha commentato il relatore Tiemo Wölken, socialdemocratico tedesco – Sono una forma di molestia legale e un abuso del sistema giudiziario, sempre più utilizzato da individui e organizzazioni potenti per evitare il controllo pubblico”. “Con lo storico voto di oggi, la Legge Daphne (Caruana Galizia) è ormai realtà – ha scritto il 27 febbraio su X la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola – Lo abbiamo promesso. Abbiamo lavorato per questo. L’abbiamo realizzato. Sono molto orgogliosa del ruolo guida del Parlamento europeo nella Direttiva anti-Slapp che protegge giornalisti e attivisti da minacce e molestie”.
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Il clan Kennedy si mobilita: tutti con Biden per fermare la “pecora nera” della famiglia Robert Jr
Ma nel frattempo la pecora nera, Robert Kennedy Jr, 70 anni, attivista, avvocato, complottista, leader del movimento no-vax in Usa, ha rinsaldato la sua posizione di candidato indipendente e conquistato almeno il dieci per cento nei sondaggi. È un dato che non si registrava dai tempi del miliardario texano Ross Perot, il “terzo uomo” nelle elezioni del 1992. La sua discesa in campo e il 18,9 per cento di voti ottenuto spianarono la strada verso la Casa Bianca al democratico Bill Clinton e azzopparono il presidente in carica, il repubblicano George H. W. Bush. Stavolta il risultato potrebbe essere l’opposto. Kennedy Jr può erodere i voti destinati a Biden ed è per questo che il resto della famiglia si sta mobilitando. Ad appoggiare il presidente ci sono i fratelli e sorelle dello sfidante: Joseph, Kerry, Rory, Kathleen, Maxwell e Christopher.
All’incontro, durante la campagna elettorale, sono attesi in quindici, ma anche gli altri rappresentanti del ramo familiare, tra cui altri fratelli, hanno annunciato il loro sostegno a Biden. La sorella di Kennedy Jr., Kerry, introdurrà il presidente a un evento. E lo stesso farà Joe Kennedy III, nipote del leader dei novax, a un altro appuntamento elettorale. Nessuno nasconde l’inquietudine della candidatura del parente ribelle, che ha definito il presidente la “peggiore minaccia per la democrazia americana” e difeso Donald Trump. Il tycoon ha colto l’assist, facendogli i complimenti per la candidatura e definendolo un paladino della libertà.
Biden continua a risalire nei sondaggi, ma nel 2020 ci furono almeno tre Stati – Arizona, Georgia e Wisconsin – in cui il democratico vinse per un pugno di voti. Anche lo spostamento di diecimila voti può diventare decisivo. E con Kennedy Jr in campo, un ambientalista che piace ai giovani e che per conquistarne altri ha scelto come vice l’ex signora Google, l’avvocata ecologista Nicole Shanahan, 38 anni, ex moglie del fondatore del gigante tech Sergey Brin. L’indipendente fa di tutto per creare un solco con il resto del clan: ha fatto infuriare i suoi familiari lanciando per il Super Bowl uno spot elettorale che richiamava la figura di John Fitzgerald Kennedy, il presidente ucciso nel ’63.
Dolores Huerta, storica sindacalista dei braccianti ispanici che appoggiò la candidatura di Robert Kennedy alle presidenziali del 1968, ha chiesto a Robert Jr. di ritirarsi per non compromettere il futuro democratico del Paese. Ma lui non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. Per questo il resto della famiglia ha deciso di farne uno avanti, e di farlo tutti insieme.


