SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 06:00 DI GIOVEDì 02 MAGGIO 2019
ALLE 08:35 DI VENERDì 03 MAGGIO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Stanlio e Ollio, in sala il film sui comici più amati
John C. Reilly e’ Oliver Hardy e Steve Coogan e’ Stan Laurel
02 maggio 2019 06:00
– Dopo un po’ ci si abitua: John C.
Reilly e’ Oliver Hardy e Steve Coogan e’ Stan Laurel. La coppia dei mitici immortali comici americani degli anni Trenta e’ come ritornata in vita in un film crepuscolare, pieno di malinconia e senso dell’amicizia come e’ ‘Stanlio e Ollio’ di Jon S.Baird che dopo l’anteprima alla Festa di Roma esce in sala da Lucky Red il 1 maggio.
Malinconia, perche’ riguarda l’ultima parte della loro vita in cui la luce dei riflettori su di loro era ormai fioca; amicizia, perche’ in questo loro tramonto, anche fisico, i due scoprono davvero di volersi molto bene.
Il film scritto da Jeff Pope (sceneggiatore di Philomena) ci porta nel 1953 quando i due comici piu’ amati del mondo ma ormai in declino e con la salute traballante partono per una tourne’e teatrale in Inghilterra.
Finita per loro l’eta’ dell’oro, Stanlio e Ollio si mettono in mano a un impresario inglese truffaldino che li porta nella provincia inglese dove trovano teatri semivuoti e pubblico distratto.
Ma i due non si danno per vinti, ognuno a modo suo: Stan continua a scrivere battute e sketch (e’ lui l’anima creativa della coppia) per un film che Hollywood ha loro promesso e che non faranno mai, mentre l’epicureo Ollio si da fare con cibo e donne. L’incanto della loro arte continua a risplendere ancora un po’ nelle risate degli spettatori quando a Londra riescono a riempire un teatro, ma e’ solo il loro canto del cigno. Nelle difficolta’ troveranno pero’ quel senso di amicizia che forse prima, abbagliati dal successo, non avevano avuto la capacita’ o il coraggio di esprimere.
“A otto anni mi vestivo da Stanlio – ha detto il regista – la mia e’ una passione antica. Mi incuriosiva il fatto che nessuno fosse andato ad indagare questi due straordinari personaggi quando si sono ritrovati con pochi soldi e problemi di salute.
Per ricostruire quello che allora e’ accaduto – ha continuato Jon S. Baird – abbiamo parlato con le nipoti di Stanlio, letto dei libri e contattato persone che li avevano conosciuti. Ne e’ uscito fuori un puzzle a cui ho aggiunto solo qualche piccola licenza artistica”.
Per Steve Coogan, attore e comico britannico e’ “stata una grossa sfida fare Stanlio. Da piccolo facevo la sua imitazione e cosi’ sono partito proprio da li’ “.
John C. Reilly, attore premio Oscar americano, che si e’ dovuto sottoporre a molte protesi e a un lungo trucco per recitare nei panni del sovrappeso Ollio ha detto :”Ollio era un romantico nel profondo del suo cuore, amava le poesie, le donne, la bellezza e il cibo. Ma i due non erano solo attori di talento, grandi comici, erano due persone piene di umanita’ e questo spiega la loro lunga sopravvivenza nel mondo dello spettacolo”.
Il meticcio, noir di Federica FantozziNoir che parla di noi, tra mafie, diamanti, lavoro e giornalismo
02 maggio 201911:01
– FEDERICA FANTOZZI, IL METICCIO (Marsilio, pp.336, 17 Euro). Ci si diverte a correre dietro ad Amalia Pinter, giornalista col fiuto da investigatrice protagonista de Il meticcio, nuovo romanzo a tinte gialle di Federica Fantozzi edito da Marsilio. Dopo Il logista, pubblicato dallo stesso editore nel 2017, l’autrice presenta una sorta di sequel, offrendo al pubblico ancora un’intricata avventura che vede la brillante Amalia alle prese con il crimine.La lettura, complice una scrittura fluida, appassiona fin dai primi capitoli; siamo a Roma, nell’estate del 2017: Amalia Pinter, giornalista del piccolo quotidiano ‘Vero investigatore’, si trova di nuovo a lavorare fianco a fianco con Alfredo Pani, suo ex amico e poliziotto del nucleo specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata. Mentre le indagini vanno avanti tra pietre preziose, malavita nigeriana e italiana, nuove schiavitù e crisi economica, Amalia si troverà a conciliare il suo lavoro di cronista con quello di “agente sotto copertura” (per lei un sogno che si realizza) con esiti inaspettati. In una trama ben costruita, che non molla il lettore fino all’ultima pagina, si muovono personaggi accattivanti, ognuno con specifiche caratteristiche, delineate in modo convincente: non solo Amalia, a cui è facile affezionarsi mentre partendo da un guizzo si butta a seguire una ‘pista’, ma anche Alfredo Pani, il poliziotto burbero e razionale, e tutti gli altri che ruotano loro attorno, come Bambino, il corriere della mafia nigeriana.Leggendo il libro, colpisce la capacità di Fantozzi di abbinare il tono brillante e ironico, che strappa più di un sorriso, a una suspense che, come in ogni thriller che si rispetti, non accenna ad affievolirsi. A questo si aggiunge il talento della scrittrice (che è prima di tutto giornalista) di affrontare con sguardo lucido alcune delle tematiche più attuali dei nostri tempi e di inserirle efficacemente in una trama resa in questo modo più ricca e complessa. L’Ascia Nera, la temibile e spietata mafia nigeriana e l’alleanza stretta con i clan siciliani, il caporalato e “l’oro rosso” (il pomodoro raccolto da masse di disperati), la compravendita dei diamanti tra grandi ricchi e stuoli di poveri nelle miniere, la crisi del giornalismo e la precarietà di un mestiere che deve dimostrare di saper resistere ai tempi che cambiano: nel libro il bene si fonde col male, e lo stesso fanno le emozioni che sembrano duellare tra loro, dalla paura al coraggio, dall’egoismo all’amicizia.Ecco quindi che Il meticcio diviene specchio di noi (con le nostre incongruenze spesso tragicomiche), delle nostre città imbruttite e trasandate (il ritratto di Roma, altra protagonista silenziosa del romanzo, lascia l’amaro in bocca), della nostra società smarrita nell’indifferenza, così affannata in una corsa senza meta e incapace di affrontare quelle questioni cruciali che incidono nella vita di tutti i giorni e affollano la cronaca.
Savino, io Rosa tra lutto e sessualitàAttrice protagonista a Bif&st del film di Katja Colja
02 maggio 201911:05
Una brava, sensuale, coraggiosa e inedita Lunetta Savino è la protagonista (“è la mia prima volta al cinema” dice divertita) di un film che racconta il lungo lutto di una madre e la sua rinascita attraverso la sessualità. Si tratta di Rosa della regista Katja Colja che passa oggi al Bif&st – Bari International Film Festival in concorso Panorama Internazionale.Un film che racconta “il congelamento del corpo di questa donna e la follia della sua impossibile attesa del ritorno di una figlia morta. Per prepararmi – spiega la Savino – ho letto tanto e soprattutto mi sono ispirata ai libri di Joan Didion dedicati alla figlia morta”. Questa la storia del film prodotto da Daniele Di Gennaro per Minimum Fax Media e da Igor Pedicek per Casablanca, con Rai Cinema e scritto da Elisa Amoruso, Katja Colja e Tania Pedroni : Rosa (Savino) ha sessant’anni ed è sposata con Igor da quaranta anni. Lei meridionale, pugliese, e lui sloveno: un matrimonio, il loro,sopravvissuto a molte tempeste, ma ormai come affondato per il dolore della morte della figlia più giovane e prediletta di nome Maja. L’unica cosa che unisce un po’ la coppia è la figlia maggiore, Nadia, che tra l’altro sta per sposarsi. Ma la vita non smette mai di sorprendere. Così Rosa scopre, per puro caso, che Maja vendeva sex toys insieme a Lena, una parrucchiera, sua grande amica, che organizza incontri per donne sulla riscoperta del corpo e della sessualità.Rosa prima sfugge a questo gruppo poi, incuriosita da mondo tanto lontano dal suo, comincia a partecipare ritrovando lentamente i contatti con parti del suo corpo da troppo tempo dimenticate. Il paradosso è che proprio la figlia morta ridarà involontariamente vita a una madre congelata.A guidare Rosa è il passato della figlia, che le consegna frammenti di una vitalità insperata che le permetteranno di trovare una nuova forza per prendersi cura di se stessa e di chi ama, compreso quel marito dimenticato. “Si è vero -dice Lunetta Savino- il film ha indubbiamente una sua sensualità ed è anche importante perché racconta di una sessualità femminile e del suo piacere di cui si parla forse troppo poco”. Ad onore di questa attrice, il fatto di mostrare in Rosa tutti i segni del tempo con grande disinvoltura: “Sono un attrice e lavoro con la mia faccia e questa non la tocco” dice. Nel cast del film, girato tra Italia e Slovenia, anche: Boris Cavazza, Anita Kravos e Simonetta Solder.
Batman, gli 80 anni del Cavaliere OscuroDietro il fisico atletico turbe psichiche e dolori profondi
02 maggio 201915:34
Bruce Wayne, meglio conosciuto con i suoi nomi di battaglia Batman, Uomo Pipistrello, Cavaliere Oscuro, nasce giusto 80 anni fa (per la precisione un 26 di giugno) davanti a un cinema dove si proietta “Il segno di Zorro” con Douglas Fairbanks. È quella sera, quando un ladro maldestro cerca di rapinare il padre di Bruce, ricchissimo uomo d’affari, e uccide sia lui che la mamma, che il bambino decide di dedicare la sua vita alla vendetta e poi alla giustizia, mettendosi al servizio della legge a modo suo, diventando un Vendicatore.I veri genitori del personaggio sono due fumettisti della futura DC Comics, Bob Kane e Bill Finger, alle prese con la sfida di dare un’alternativa al leggendario Superman che nel 1939 spopolava in America. Diversamente da lui, Batman non ha superpoteri (se non in una prima e poi abbandonata versione della leggenda), usa il suo denaro e le sue competenze scientifiche per costruirsi macchine e ordigni capaci di renderlo imbattibile, vive in una versione Dark e oscurantista di New York chiamata Gotham City (dell’antico nome della Grande Mela).
Come nella struttura tradizionale del giallo è affiancato da un personaggio “vicario”‘che lo assiste nei momenti critici (il maggiordomo Alfred Pennyworth), adotta in vari frangenti ragazzi poveri, vittime come lui e da lui addestrati (il più famoso è Robin), ha svariate fidanzate e un amico nella polizia, il commissario James Gordon. E naturalmente ha molti nemici da Pinguino a Jocker, più una rivale dal carattere ambivalente, la formidabile e micidiale Cat Woman. Le fortune del Batman a fumetti, dopo una trionfale entrata nell’albo d’oro dei Supereroi (dove è secondo solo a Superman, ma in tempi recenti lo ha surclassato grazie al cinema), sono state alterne. Dopo gli anni ’60 ha rischiato perfino l’oblio, se l’è cavata solo per merito di una serie tv che oscurava però gli albi di carta e rinasce grazie al genio di Frank Miller che riprese la leggenda alla metà degli anni ’80 attribuendo al personaggio tutti i complessi e le nevrosi dei moderni personaggi dello stesso genere. Unico tratto mai rimesso in discussione: la sua duplicità quasi da manuale di psichiatria per cui Bruce e Batman si spartiscono la vita, il primo vivendo di giorno e l’altro di notte. Proprio come Zorro.Al cinema l’uomo pipistrello è apparso più di dieci volte, la prima nel 1943 con i tratti di Lewis Wilson. Fu però la Warner nel 1985 (l’anno di Frank Miller) a dedicare attenzione inedita al personaggio. E fu naturale affidarne la resurrezione a Tim Burton, maestro nell’alternare spettacolo e turbe interiori, epica e humor nero come dimostrò l’incredibile successo dei suoi due lavori (“Batman” del 1989 e “Batman: il ritorno” del ’92).Dopo una meno felice parentesi con la regia di Joel Schumacher (“Batman Forever” e “Batman e Robin” tra il ’95 e il ’97) sembrava che l’onda fortunata si fosse interrotta. Ma nessuno aveva fatto i conti con il genio emergente di Christopher Nolan che nel 2005 dopo una lunghissima gestazione porta a termine “Batman Begins” con Christian Bale sotto la maschera del vendicatore e un impareggiabile Michael Caine nei panni del maggiordomo. La mano di Frank Miller (alle cui strisce Nolan si ispira) si somma alla forza visionaria del regista e la nuova serie (tre film in tutto tra cui l’eccezionale “Il cavaliere oscuro) rivaleggia finalmente ad armi pari con la follia creativa di Tim Burton e si conclude nel 2012 con un nuovo “Il ritorno”. Da allora Batman ha combattuto a fianco di Superman (sfortunata parentesi), è finito perfino in una parodia pornografica, ma non si è mai mischiato ad altri confratelli, men che meno ai supereroi della Marvel. I suoi 80 anni portati con ironia e fisico atletico nascondono turbe psichiche e dolori profondi che lasciano il segno sul personaggio, a torto visto in alcuni momenti della sua parabola perfino come un’icona gay. Ma il vero segreto del suo successo rimanda piuttosto al Conte di Montecristo e ai feuilleton francesi del tempo di Alexandre Dumas: viene dal passato, cavalca nel futuro ma è sempre contemporaneo e con lui la legge, oltraggiata dal crimine, ha ancora una speranza.Batman incide così profondamente nell’immaginario collettivo che ancora poche settimane fa un improbabile “giustiziere” con maschera d’ordinanza, è stato allontanato dalla polizia canadese perché intralciava gli agenti sulla scena del delitto.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Rockets, il 7 maggio “Kids from Mars”
Singolo anticipa nuovo album Wonderland, in uscita il 24 maggio
02 maggio 201913:09
– I Rockets sono pronti per tornare. Dal 7 maggio arriva “Kids from Mars”, il singolo che anticipa il nuovo album dal titolo “Wonderland” (Label Rocktronic Music /Azzurra Music), in uscita il 24 maggio. Inoltre, da venerdì 10 maggio “Kids from Mars” sarà disponibile in versione 45 giri in edizione limitata.
Nel singolo “Kids from Mars”, scritto da Fabrice Quagliotti e Tony Corizia, i protagonisti sono bambini che arrivano sulla Terra direttamente dal Pianeta Marte con un messaggio di pace per l’umanità. I piccoli marziani custodiscono il segreto per salvare il mondo e riportare la purezza di un tempo. La cover del singolo è stata disegnata da Leonardo Festa (FL Graphics) e Francesca Pastore (ElècktArt). “Il brano lancia un semplice messaggio: “Siamo i bambini venuti da Marte per portare la pace sulla Terra – spiega Quagliotti -. Un messaggio semplice ma con un forte significato”.
Cannes, in concorso anche il film di TarantinoA Un Certain Regard c’è il film dell’italiano Mattotti
02 maggio 201913:48
C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino sarà in concorso al festival di Cannes in programma dal 14 al 25 maggio. L’atteso titolo con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt è stato confermato in selezione dal delegato generale di Cannes Thierry Fremaux dopo che alla conferenza stampa a Parigi il 18 aprile a proposito della pellicola di Tarantino aveva detto che non era ancora conclusa e che averla al festival “era una speranza”. Annunciato in gara anche il film Mektoub, My love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche.Freamux ha anche annunciato che La famosa invasione degli orsi in Sicilia, il film di animazione tratto dal libro di Dino Buzzati con la regia di Lorenzo Mattotti, sarà in concorso a Un Certain Regard. Nel cast delle voci Toni Servillo, Antonio Albanese e Andrea Camilleri per l’Italia.
Al via riprese 12/a stagione Don MatteoA 20 anni dal primo ciak, fiction Rai campione d’ascolti
02 maggio 201913:45
– A vent’anni dal primo ciak (nel 1999) Don Matteo torna sul set. Sono ufficialmente iniziate le riprese della dodicesima stagione della fiction, che rivedremo in prima serata su Rai1 il prossimo anno, diretta da Raffaele Androsiglio (primo blocco) e Alexis Sweet (secondo blocco) e prodotta da Matilde e Luca Bernabei per Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction. Terence Hill, per la dodicesima volta, veste i panni del parroco più popolare d’Italia, insieme a Nino Frassica, nel ruolo del maresciallo Cecchini e a Maria Chiara Giannetta che interpreta il capitano dei carabinieri Anna Olivieri. La serie più longeva compie nel 2020 vent’anni, ma non smette di rinnovarsi: new entry top secret arricchiranno il notevole cast e una nuova formula di racconto, che prevede una narrazione lineare suddivisa in 10 episodi da 100 minuti. La cornice della città di Spoleto si conferma teatro delle avventure del prete investigatore che, negli anni, ha saputo tenere incollati, davanti alla tv, milioni di spettatori.
Nuovo singolo per Noel Gallagher”Black Star Dancing” anticipa EP omonimo in uscita il 14 giugno
02 maggio 201913:46
– Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds, il giorno dopo l’esibizione sul palco del Primo Maggio a Roma, torna a sorpresa con il nuovo singolo “Black Star Dancing”. Il singolo, prodotto dallo stesso Noel, è estratto dall’omonimo EP (disponibile dal prossimo 14 giugno, giorno in cui la band di Noel Gallagher si esibirà come headliner all’Isle of Wight Festival).
“E’ un brano che combina influenze di David Bowie, INXS, U2, Queen, Indeep – ha detto l’ex Oasis -. Potrei aver guardato troppo Top Of The Pops di recente. Comunque è una ‘droga’, non sono parole mie, ma di Nile Rodgers che ha letteralmente ballato in studio quando l’ha sentito”.
L’EP, con copertina caleidoscopica, include le due nuove tracce “Rattling Rose” e “Sail On” oltre ad un 12″ mix di “Black Star Dancing” e un remix del DJ e produttore franco-londinese Nicolas Laugier conosciuto anche come The Reflex.
Per i Noel Gallagher’s High Flying Birds, “Black Star Dancing” arriva dopo tre album al primo posto della classifica inglese.
A Dogliani Festival tv e nuovi media156 ospiti e 40 incontri. Attesi Fico, Cairo e vertici Rai
TORINO02 maggio 201914:19
– Parte a Dogliani, nel cuore delle Langhe, l’ottava edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media. Tema #Percezioni. A dare il via Massimo Gramellini e Andrea Malaguti, vicedirettori del Corriere della Sera e della Stampa. Fino a domenica 5 maggio saranno 156 gli ospiti e 40 gli incontri. Un programma fitto di appuntamenti su un ventaglio ampio di temi, in grado di attrarre pubblici diversi.
Arriveranno il presidente della Camera, Roberto Fico, l’editore Urbano Cairo, il presidente della Rai Marcello Foa e l’ad Fabrizio Salini. Molti i personaggi del piccolo schermo e dello spettacolo: Claudio Bisio, Paolo Bonolis, Manuel Agnelli, Joe Bastianich, Luca Zingaretti, che racconterà i 20 anni del commissario Montalbano, Antonella Clerici e Lo Stato Sociale. A Dogliani saranno presenti i direttori di testate giornalistiche e protagonisti del web come The Jackal. In agenda anche un dibattito sui videogames, dallo storico Pacman a Fortnite.
La partecipazione è gratuita.
Leonardo, celebrazioni Accademia LinceiRicco calendario di eventi per studiosi e grande pubblico
02 maggio 201914:23
– Ci sarà anche il disegno giovanile di Leonardo da Vinci, “Studio di panneggio per una figura inginocchiata”, da tempo non visibile, tra le opere della mostra “Leonardo a Roma. Influenze ed eredità”, che il 3/10 si aprirà a Villa Farnesina, evento principale delle celebrazioni dell’Accademia Nazionale dei Lincei per i 500 anni dalla morte.
Un calendario ricco di iniziative presentato nella sede dell’Accademia, in un giorno che oltre ad aprire l’anno leonardesco rappresenta per l’istituzione l’inizio del progetto il “Trittico dell’ingegno italiano”, che celebrerà nel 2020 e nel 2021 anche le ricorrenze di Raffaello e Dante. Diversi i progetti collegati alla mostra che chiude a gennaio: la riproduzione della Bottega di Leonardo, le esposizioni “Leonardo e i suoi libri. La biblioteca di un genio universale”, “Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale dei lincei” e “La mostra impossibile”, convegni e le conferenze “Leonardo da Vinci: 7 parole chiave”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Bolle, ‘OnDance’ raddoppia a Napoli e Milano
Seconda edizione conquista Lungomare partenopeo e piazza Duomo
02 maggio 201919:33
Dal Lungomare di Napoli a Piazza Duomo a Milano ballando con Roberto Bolle. Un calendario ancora più ricco della scorsa e prima edizione per ‘OnDance – Accendiamo la danza’, il progetto lanciato lo scorso anno dall’etoile della Scala, per diffondere l’amore per il ballo in tutte le sue declinazioni. Un successo tale nel giugno 2018, con migliaia di appassionati in giro per Milano, da spingere Bolle non solo a organizzare nel capoluogo lombardo (26 maggio/2 giugno) la seconda stagione, ma di allargarla a Napoli, la settimana precedente, il 18 e 19 maggio.”Per Milano è il mio regalo alla città dopo l’entusiasmo e il coinvolgimento dimostrato lo scorso anno: la sfida sembrava difficilissima, ma è diventata una tradizione – ha detto oggi Bolle presentando gli appuntamenti – A Napoli ho scelto di andare non solo perché è una città che mi ha dimostrato sempre tanto affetto, ma anche perché non ballavo li dal 2011 ed era ora che tornassi”. Nel capoluogo campano la festa si animerà dal Lungomare fino al Maschio Angioino con lo show finale all’Arena Flegrea, dove Bolle avrà tra i suoi ospiti Andrea Bocelli e Stefano Bollani. “Il prologo di Napoli è la testimonianza del forte legame tra Milano e il capoluogo campano”, ha detto Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano che patrocina la manifestazione.Durante le due giornate partenopee, il Red Bull Dance Your Style sul Lungomare, lo swing in piazza del Municipio e il tango notturno nel Maschio Angioino. A Milano invece gli eventi saranno inaugurati dalla proiezione in esclusiva del film dedicato a Rudolph Nureyev, ‘The White Crow’, in uscita in questi giorni a Londra e nelle sale italiane a luglio, e dal ‘Bolle and friends’ al teatro Arcimboldi. Festa conclusiva in Piazza Duomo. “Ho ballato lì nel 2008 – ha detto il ballerino – emozione unica”. In mezzo giornate intense di appuntamenti, dal valzer al boogie woogie, fino a foxtrot,voguing, hip hop, break dance e dance hall e anche danza del ventre, coinvolgendo tutta la città, università comprese. Tra le novità la serata di Liscio, in piazzale Donne Partigiane, animata dall’Orchestra Casadei oggi guidata da Mirko Casadei, e quella di Swing alle Colonne di San Lorenzo. Ma OnDance, prodotto da Artedanza con il sostegno del ministero dei Beni culturali, si rivolge anche ai più piccoli. A Napoli Roberto incontrerà i bambini del centro di Forcella titolato ad Annalisa Durante, giovane vittima della malavita, diventato simbolo del coraggio, e a Milano i pazienti di pediatria al Fatebenefratelli. E soprattutto vuole essere opportunità per giovani talenti, attraverso i workshop previsti. Lo scorso anno la migliore dei partecipanti, Aurora Mostacci, è entrata far parte della Compagnia del Washington Ballet.
Erano 13 quelle che usava più spesso
02 maggio 201916:16
– Che fosse per esprimere riflessioni amare o semplicemente per ridere, Leonardo da Vinci non disdegnava le parolacce. Le sue preferite erano 13, ma non ne abusava. Si trovano nei fogli che raccolgono le sue riflessioni personali, raccolti negli “Aforismi, novelle e profezie” e negli “Scritti letterari”. Questi ultimi sono stati pubblicati per la prima volta nel 1952, ampliati nel 1967 da due manoscritti autografi conservati nella Biblioteca Nazionale di Madrid. A scovarle è stato il giornalista Vito Tartamella, autore del libro “Parolacce”, primo studio italiano di psicolinguistica sul turpiloquio, e autore del sito http://www.parolacce.org.
Come Dante, Shakespeare e Mozart, anche Leonardo non disegnava il linguaggio più basso. ‘Asino’, ‘porci’, ‘bastardo’ sono fra quelle che preferiva, accanto alle altre che si riferivano a parti del corpo maschile e femminile. Sono dieci i brani nei quali sono state individuate le 13 parolacce, ripetute per un totale di 17 volte.
Usare parolacce era per Leonardo un modo “per esprimere riflessioni amare, argute, polemiche, parlando in modo schietto”, rileva Tartamella. L’umorismo era altrettanto importante, soprattutto considerando che alcune parolacce vengono citate nelle barzellette.
Al di là della curiosità, la presenza delle parolacce è una testimonianza di come Leonardo conoscesse il linguaggio basso: “le volgarità – rileva Tartamella – portano nei suoi scritti una ventata di realismo: se nei dipinti raffigurava potenti e derelitti, belli e brutti, nel suo linguaggio mescolava citazioni dotte e spirito popolaresco. Leonardo era curioso del mondo e amava sperimentare e giocare. Ecco perché non aveva tabù, a partire dal linguaggio”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Livermore prova “Elena” a Siracusa
Il 9 maggio inaugura stagione Inda, il 7 dicembre alla Scala
SIRACUSA02 maggio 201916:20
– Davide Livermore, regista torinese, in questi giorni è a Siracusa per le ultime prove di “Elena” di Euripide, che il 9 maggio inaugura la stagione 2019 dell’Inda. Testo arduo, difficile da mettere in scena, che viene rappresentato solo per la seconda volta negli ultimi 40 anni, ma di Livermore si dice che non ci sia testo che non riesca a domare e ora può vantare anche una doppia inaugurazione alla Scala, lo scorso anno con “Attila” di Verdi, e il prossimo 7 dicembre con “Tosca” di Puccini. Del musicista di Lucca dice che “è la chiave di volta del ‘900, anticipa il cinema: il secondo atto di Tosca è degno del migliore capolavoro di Hitchcock. Ma non dimentichiamo che il 70% della musica da film deve qualcosa a Puccini”. Dopo Siracusa Livermore sarà impegnato in “Anna Bolena” a Sidney e in un “Don Carlos” in Kazakistan. Poi, a dicembre, la Scala.
Joe Barbieri, 3 maggio esce Dear BillieOmaggio alla regina di Baltimora, anticipato dal brano omonimo
02 maggio 201916:22
– Per celebrare la figura di Billie Holiday nel 60/o anniversario della scomparsa, Joe Barbieri il 3 maggio pubblicherà l’album “Dear Billie, a letter to Billie Holiday” (Microcosmo Dischi, distribuzione Warner Music), che sarà anticipato il 12 aprile dall’inedito “Dear Billie”.
Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio alla regina di Baltimora. Ciò che lega Joe a Billie è una certa privata dolenza, in un graffio dell’anima che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.
“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato – racconta Barbieri -: Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo ‘Chet Lives!’; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare”.
Musica: ‘Starcon’ premia Vince TemperaAutore colonne sonore e cartoni animati come ‘Ufo Robot’
RIMINI02 maggio 201916:59
– Il direttore d’orchestra e compositore Vince Tempera sarà ospite di ‘Starcon Italia 2019’, multiconvention di fantascienza, fantasy e scienza in programma dal 9 al 12 maggio al Palacongressi di Bellaria Igea Marina (Rimini). Riceverà il ‘Premio Alberto Lisiero per la divulgazione del fantastico’, assegnato negli anni scorsi – tra gli altri – a Dario Argento, Carlo Freccero, Alfredo Castelli, Charles David George Stross, Emiliano Mammucari e istituito in memoria del fondatore dello Stic Star Trek Italian Club, scomparso nel 2013.
Vince Tempera, autore di molte sigle e composizioni, nel corso della carriera ha collaborato con artisti, cantanti, registi. E’ stato direttore della London Symphony Orchestra, ha scritto e diretto oltre 80 colonne sonore di film e brani di cartoni animati famosi come Capitan Harlock, Remi, Anna dai capelli rossi, Goldrake, L’ape Maia, Daitan 3, Hello! Spank e soprattutto Ufo Robot.
Iannacone, torno con storie di Vita e di riscattoSu Rai3 nuova striscia da 6/5, tra ospiti Camilleri e don Ciotti
02 maggio 201919:59
“L’Italia in questi ultimi anni mi sta rendendo estraneo…”. E’ un passaggio della toccante intervista rilasciata da Andrea Camilleri a Domenico Iannacone che torna su Rai3 da lunedì 6 maggio alle 20.25 con il suo nuovo programma ‘Che ci faccio qui’, prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.
Il giornalista, conduttore e autore tv, dopo il successo di pubblico e critica de I 10 comandamenti, con questa nuova striscia quotidiana ha voluto realizzare un vero e proprio viaggio nell’animo umano alla scoperta di personalità varie e spesso imprevedibili. Con il suo sguardo intimo e rigoroso, Iannacone racconta storie di vita e di riscatto, di ispirazione e di resistenza; scelte che testimoniano grandi atti di coraggio e visioni rivoluzionarie: 25 appuntamenti, tra reportage e interviste realizzate per la prima volta in studio (in tutto saranno 10 per altrettante puntate).
In una conversazione
l’autore argomenta meglio cosa lo ha portato a questo nuovo esperimento televisivo che lo vedrà anche all’interno di uno studio nel lancio di film verità, e in alcune puntate avrà anche alcuni ospiti. “L’idea è quella di soffermarsi più sulle immagini con meccanismi di grande impatto emotivo. Raccontiamo storie di vita di persone che si sono distinte per un atto radicale di vita”. Perché questo titolo? “Che ci faccio qui – risponde – è una domanda che ci siamo fatti tutti, almeno una volta, ma anche in più occasioni della nostra esistenza. Guida le nostre scelte, e qualche volta ci porta su strade che mai avremmo pensato di percorrere”.
Chi sono i protagonisti e di cosa tratta il programma? “Persone che hanno saputo reagire in determinate circostanze, alcune difficili, altre volte cambiando radicalmente il loro modo di vedere le cose con atti di determinazione. Ad ognuno dei protagonisti sarà dedicato un film verità che documenta una specifica filosofia di vita, tra questi Andrea Camilleri che come sappiamo non ci vede più e quindi ha cambiato il suo modo di scrivere, dettando alla sua assistente, mi sono fatto spiegare come tutto ciò avviene. La prima puntata proporrà una storia che mi ha folgorato: quella del giovane scultore Jago che da bambino sognava di diventare Michelangelo, ma era davvero anche lui un genio visto che ogni sua opera sembra scolpita nel burro. Dieci anni fa a soli 22 anni ne aveva realizzata una su Papa Ratzinger, dal marmo estrae ‘Habemus Papam’, non viene accettata dal Vaticano, ma riceve la prestigiosa «Medaglia Pontificia». Nel 2011 è selezionata per la 54/a Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2013, però il colpo di scena che nessuno sospetta. Ratzinger abdica. E l’artista, come fosse sempre stato in attesa di questa svolta, riprende il busto e comincia a togliere. Colpo dopo colpo dalla mantellina di Benedetto, Jago estrae un iper-realistico anziano, indebolito, curvo, rugoso uomo. Jago adegua il suo titolo in ‘Habemus Hominem’. Ma la storia non è finita. Il pubblico, conquistato dall’opera (Jago è ormai una star sui social ma anche nel mondo) potrà portarsene a casa non un frammento, ma una quota. È l’idea dell’arte in comproprietà, resa possibile dalla collaborazione tra Jago, il collezionista privato proprietario di ‘Habemus Hominem’. Jago vive oggi negli Stati Uniti è apprezzato e valorizzato. In patria non lo è sempre stato”.
Tra gli ospiti di Domenico Iannacone in studio ci saranno anche, anticipa, “Cristina Cattaneo, il medico legale di fama internazionale dei casi giudiziari più controversi: da Yara Gambirasio a Stefano Cucchi ai migranti affogati nel Mediterraneo il 3 ottobre 2013 e il 18 aprile 2015. Cattaneo non è riuscita a identificare il ragazzino con la pagella che ha commosso papa Francesco e il presidente Mattarella, ma è grazie a lei che si è scoperta la sua storia, ha scucito la fodera della giacca del ragazzo ed è saltato fuori il foglio prestampato avvolto nel nylon. Poi avremo anche Don Ciotti, Stefano Mancuso, scienziato di prestigio mondiale, neurobiologo vegetale che ci spiegherà l’incredibile viaggio delle piante, presenze silenziose e intelligenze spesso sconosciute, che tanto hanno da insegnare al genere umano”.
Iannacone ha dedicato anche due puntate alla storia di Dario D’Ambrosi e al Teatro patologico: attore, regista e autore di spettacoli che tendono ad indagare la follia al fine di ridare “dignità a chi soffre di patologie”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Zubin Mehta torna alla Scala, “sto benissimo”
Serie concerti a maggio, anche per fondazione creata da Pereira
MILANO02 maggio 201919:35
Nel gennaio del 2018 avrebbe dovuto dirigere ‘Il pipistrello’, ma dovette rinunciare per motivi di salute. Oggi Zubin Mehta torna alla Scala con una serie di concerti che prende il via domani con la prima delle tre repliche della Sinfonia numero 8 di Anton Bruckner. “Ho fatto tre prove con l’orchestra e mi sento benissimo”, dice il maestro indiano, che il 29 aprile ha festeggiato 83 anni. “Sono mancato quasi due anni, saltare ‘Il pipistrello’ è stato un danno spirituale, è – spiega il grande direttore – la mia opera e il sovrintendente l’aveva organizzata per me, mi dispiace davvero molto non esserci stato, ma due anni fa non potevo giudicare la mia situazione, che dipende dai dottori. A novembre ho fatto un’operazione e mi hanno detto che sarei potuto rientrare a marzo, poi invece non sono potuto uscire fino ad aprile. Ora il trattamento cui mi sottopongo va avanti anche in Europa, ma la mia salute va benissimo, grazie alla medicina moderna che mi ha salvato da una situazione abbastanza grave”.Il ritorno alla Scala fa evidentemente felice il maestro: “Bruckner praticamente esaurito? In America non si vende molto…”, scherza con la faccia che ride, raccontando il piacere nel ritrovare l’orchestra dell’Accademia e l’amico Maurizio Pollini nel concerto del 7 maggio. In programma di Beethoven l’Ouverture da Egmont op. 84 e la Sinfonia n. 7, e di Mozart il Concerto n. 23 in la magg. per pianoforte e orchestra. Il ricavato del concerto sarà devoluto alla Fondazione Saint Francis Home, nata 15 anni fa a Pathankot, nella regione indiana del Punjab, per iniziativa di Alexander Pereira e dello stesso Mehta e con l’obiettivo di offrire assistenza alle bambine disabili. A raccontare la storia della fondazione, il sovrintendente scaligero: “Mio padre era l’ambasciatore austriaco in India, era esperto di diritti dei popoli e aveva chiesto di entrare nella prima commissione per la crisi in Kashmir, era in volo con un generale canadese, uno americano e un diplomatico belga quando il suo aereo cadde di fronte alle montagne del Kashmir. Vent’anni fa sono andato a cercare la sua tomba e mi ha aiutato un padre che gestiva una parrocchia lì vicino e che mi ha raccontato il suo sogno: creare una struttura per le bambine disabili del posto. Ho raccontato la storia a Zubin che mi ha subito risposto ‘se vuoi creare qualcosa per il mio paese non posso non farne parte'”.Negli anni la fondazione è cresciuta, tanto da raccogliere 1 milione e 300mila euro e costruire già diverse strutture. Per il concerto milanese arriveranno dal Kerala anche il padre che ha dato il via a tutto e due giovani ospiti del convitto. “L’ultima volta che sono stato là, ho visto arrivare a piedi un ragazzino, mano nella mano con il nonno, che prima era costretto a portarlo in braccio. Questo mi ha fatto capire – si commuove Pereira – che queste sono le cose che valgono la pena”. La Fondazione ha sostenuto la costruzione del Centro di riabilitazione Saint Francis Home e di un alloggio per 60 bambine, cui si è aggiunta una scuola frequentata dalle stesse bambine e da altri 85 ragazzi e ragazze. I prossimi progetti includono un alloggio per i ragazzi e una casa per le giovani donne. Mehta il 17 maggio terrà anche un concerto straordinario in collaborazione con il “Cortile dei Gentili”, preceduto da un dialogo con il cardinale Gianfranco Ravasi. Infine sabato 18 maggio il maestro inaugurerà la seconda edizione del Festival di Musica Sacra nel duomo di Pavia, sempre con l’ottava di Bruckner.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Salone Libro, da oggi 530 incontri Off
Da oggi al 19 maggio. Lagioia, Torino diventa comunità del libro
TORINO02 maggio 201917:29
– Ad una settimana dall’apertura del 32/o Salone del Libro di Torino, il 9 maggio alla presenza del ministro Alberto Bonisoli, parte oggi il 16/o Salone Off, nato nel 2004 per distribuire su tutta la città, vie, carceri, ospedali, scuole, fabbriche, la programmazione culturale della kermesse libraria. “L’unica rassegna off di una fiera libraria al mondo”, spiegano il direttore del Salone, Nicola Lagioia, e il coordinatore del cartellone, Marco Pautasso.
In tutto oltre 530 appuntamenti da oggi al 19 maggio in 270 luoghi di 8 Circoscrizioni. “Torino a maggio diventa una comunità del libro – spiega Lagioia – tutti devono sentirsi coinvolti”.
La presentazione del Salone Off ha avuto echi di uno spettacolo di tango in onore dell’ospite del Salone 2019, che non é un paese, ma una lingua, lo spagnolo. Due ballerini saltavano su una sagoma che in Italia chiamiamo Settimana, e che in realtà si chiama Il gioco del mondo, che è poi il tema del Salone 2019 nonché il titolo del celebre libro di Julio Cortazar
Dario Argento, in progetto una serieCon Morricone grandissima esperienza
BARI02 maggio 201918:17
– È “un serial, una storia a molti episodi” il nuovo progetto al quale sta lavorando il regista di horror e thriller Dario Argento, ospite della sesta giornata del Bif&st, il Bari International Film Festival.
“Sto lavorando a questo progetto, vediamo quando si realizzerà e come andrà la cosa” rivela parlando con i giornalisti a margine di un incontro sulla sua collaborazione artistica con il compositore premio Oscar Ennio Morricone, al quale è dedicata la decima edizione del Bif&st. “Con Morricone abbiamo fatto cinque film insieme. È stata una bellissima collaborazione, – ha detto Argento – con un grande maestro della musica che mi ha fatto l’onore di partecipare ai miei film”.
Rispondendo ad una domanda sul rapporto tra il cinema horror e la paura raccontata oggi dalla cronaca, Dario Argento ha spiegato che “ci sono diversi tipi di paure, c’è la paura del quotidiano, la paura della violenza di strada, ci sono molte paure che però c’erano anche prima, ci sono sempre state”.
Eve Arnold, l’altro sguardo della MagnumAd Abano Terme le foto della prima donna dell’Agenzia
02 maggio 201918:51
– Serviva lo sguardo coraggioso di una donna per rompere il monopolio maschile dei giganti della Magnum e offrire un altro punto di vista per i ritratti e i grandi reportage che hanno fatto la storia del racconto per immagini. La mitica agenzia fotografica fondata a Parigi nel 1947 da Robert Capa e Henri Cartier Bresson, aprì nel 1951 le porte a Eve Arnold, prima donna a entrare nel cenacolo di maestri dello scatto. A lei Abano Terme dedica la prima retrospettiva italiana, a cura di Marco Minuz, dal 17 maggio all’8 dicembre. “Eve Arnold. Tutto sulle donne” presenta 80 immagini, venti delle quali a colori, dai primi anni Cinquanta alle testimonianze delle tappe fondamentali della sua lunga carriera. Le donne viste da una donna sono state uno dei temi di spicco della grande artista. Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Joan Crawford sono tra le dive più famose. Tra il 1969 e il 1971 furono però le donne afghane ad occupare la scena per il progetto “Dietro al velo”, sulla condizione femminile in Medio Oriente.
The Leading Guy, esce Twelve LettersIn tour con Elisa per presentare il nuovo lavoro
02 maggio 201918:51
– È “Twelve Letters” il titolo del nuovo album di The Leading Guy in uscita il 3 maggio per Sony Music Italy. Dodici lettere scritte “a cuore aperto”, rivolte a persone vive e a persone che non ci sono più. Lettere in cui, a seconda del destinatario, cambia il registro stilistico e varia l’umore, pur mantenendo la costante del pop-folk, con incursioni nel rock. Tra email e messaggi WhatsApp, The Leading Guy vuole ritrovare il contatto personale con i suoi ascoltatori, rivolgendosi loro come singoli destinatari delle lettere. Il cantautore fa parte anche di “Faber Nostrum”, il disco tributo a Fabrizio De André in cui partecipa con il suo primo brano in assoluto cantato in italiano (Se ti tagliassero a pezzetti). The Leading Guy è impegnato nelle aperture del tour teatrale di Elisa, che lo ha scelto personalmente.
Gli Obama, sette progetti con NetflixDal cibo alle etnie, “per ispirare divertendo”
NEW YORK02 maggio 201919:22
– L’obiettivo dichiarato è “ispirare” usando come trampolino di lancio il loro nome e la piattaforma globale del servizio di tv in streaming Netflix con la sua platea di 125 milioni di abbonati. Barack e Michelle Obama hanno diffuso una prima lista di programmi della loro casa di produzione Higher Ground. Si va dai temi del cibo e della disabilità a quelli delle etnie, della discriminazione e dell’industria americana in crisi. Tra i titoli “American Factory”, un documentario diretto dai premi Emmy Steven Bognar e Julia Reichert su un milionario cinese che apre una fabbrica in un impianto abbandonato di General Motors in Ohio. “Bloom” punterà i riflettori su sfide e successi delle donne di colore dopo la seconda guerra mondiale a New York. “Siamo certi che ognuna di queste produzioni non solo sarà divertente, ma servirà a educare e ispirare ognuno di noi”, ha detto Obama in una nota diffusa da Netflix.
Lidia Ravera, ‘collana per amori over60”Si chiamerà Terzo Tempo’, al via con romanzi di due donne
BARI02 maggio 201920:16
– Una nuova collana di romanzi dedicata agli amori over60, per le donne oggi considerate a quell’età al margine della vita, ma pensando anche a quei “pochi uomini non folgorati dalla figlia della vicina di casa”. Così Lidia Ravera, 68 anni – scrittrice dall’immagine indissolubilmente legata al suo primo libro ‘Porci con le ali’ scritto nel 1976 con Marco Lombardo Radice – ha spiegato di averla chiamata Terzo Tempo, “proposta direttamente a Sergio Giunti”. Con la stessa casa editrice nel 2017 aveva pubblicato un romanzo quasi omonimo, Il Terzo Tempo, appunto, convinta, recitava una presentazione, “sia da vivere pienamente, senza mai smettere di cercare la felicità”. Ravera ha anticipato la nascita della collana – che sarà presentata al salone di Torino (9-13 maggio) – in un incontro alla libreria Laterza di Bari per il suo nuovo libro “L’amore che dura”. Previsti due titoli ogni 4 mesi. I primi sono firmati da Brunella Schisa (“Non renderti ridicola”) e dalla sceneggiatrice Simona Giordano, al suo primo romanzo.
E’ morta l’attrice Alessandra PanaroRecitò nel ciclo ‘Poveri ma belli’ e in ‘Lazzarella’
02 maggio 201919:37
E’ morta il 1 maggio, nella sua casa di Ginevra, l’attrice Alessandra Panaro.
Avrebbe compiuto 80 anni il 13 dicembre. Lo annunciano
fonti vicine alla famiglia.
Nata a Roma, raggiunse la fama con il film Poveri ma belli, firmato nel 1956 da Dino Risi, che la diresse poi anche in Belle ma povere e Poveri milionari. Simbolo di bellezza genuina, della classica ragazza della porta accanto, con Lorella De Luca incarnò la ‘fidanzata d’Italia’. De Luca fu sua compagna di lavoro anche in tv, nel ‘Musichiere’ di Mario Riva.
Panaro fu anche protagonista di Lazzarella (1957) di Carlo Ludovico Bragaglia, ispirato alla canzone di Domenico Modugno e Riccardo Pazzaglia. Nella sua carriera ha lavorato anche con Totò, Alessandro Blasetti e Luchino Visconti.
Ha sposato in prime nozze il banchiere Jean-Pierre Sabet (deceduto nel 1983) e in seconde nozze l’attore Giancarlo Sbragia (morto nel 1994).
Per Miriam Leone è Amore a domicilioL’attrice con Liberati in commedia-favola di Corapi
BARI02 maggio 201919:53
Se hai una bicicletta troppo bella vivi con la paura che te la rubino, e quando poi accade davvero ti senti liberato. La pensa così Renato (Simone Liberati), il pavido protagonista de ‘L’amore a domicilio’, una bella commedia-favola con un pizzico di dramma scritta e diretta da Emiliano Corapi (Sulla strada di casa) presentata in anteprima alla decima edizione del Bifest – Bari International Film Festival.Così quando Renato, triste assicuratore che vive in un triste appartamento con il padre ancora più triste, incontra la bellissima Anna (Miriam Leone) per strada, una ragazza che gli si dà pure, d’istinto Renato ha solo voglia di scappare. Anna è un’altra bicicletta che gli ruberanno presto. Non se la può permettere. Ma la ragazza ha una qualità inaspettata, è reclusa agli arresti domiciliari, murata così agli altri sguardi e alle tentazioni. Una garanzia per Renato che si lascia così andare all’amore fino alle sue ultime conseguenze, fino all’annichilamento totale, fino a fare tutto il possibile pur di non perderla, anche diventare criminale come lei.”Quando ho avuto l’idea de ‘L’amore a domicilio’ – spiega il regista – ho pensato subito che questo film potesse esplorare in maniera originale e divertente proprio questo tema e il suo dilemma fondamentale, vale a dire se sia meglio lasciarsi andare rischiando di soffrire, o tenersi alla larga da ogni coinvolgimento, rinunciando però a una parte fondamentale della vita”. Ora Renato, continua Corapi, avendo piena disponibilità della donna “ed essendo l’unica presenza maschile nella sua casa, pensa di poter superare angosce e insicurezze profonde che in un contesto normale lo avrebbero fatto fuggire. Ovviamente l’idea, oltre che meschina, è ingenua sino a rasentare l’idiozia. Anche perché – e non è un caso – la donna in cui si è imbattuto è pericolosa, non solo socialmente, ma anche – conclude Corapi – sentimentalmente, avendo risolto il dilemma in questione con una struttura autarchica e impermeabile agli affetti”.Ma l’amore è imprevedibile e anche nel segno di Dante e del suo “amor a nullo amato amar perdona” alla fine premia chi l’ha scelto anche senza troppo coraggio. “Anna – dice a Bari la Leone – è una donna che si muove in uno spazio costretto limitato può uscire solo con la sua immaginazione. Ho vissuto anch’io questo isolamento, perché ho girato il film tutto in un luogo. Sembra che ad Anna non importi nulla di migliorarsi, ma in realtà lo fa e cerca di liberarsi anche del suo carcere interiore, dalle catene dei sentimenti”.
Andò, cinema racconti falsità potereRegista siciliano al Bif&st, il crimine è lusingato da film
BARI02 maggio 201917:01
– “Noi viviamo un tempo di false rivoluzioni, di annunci di rivoluzioni a cui non segue una rivoluzione, ma semmai una restaurazione. Questo è il tempo che ci è toccato. Stare lì a distinguere e ricollocare le cose coi nomi giusti è importante, è il nostro ruolo”. Il regista e scrittore siciliano Roberto Andò, protagonista della lezione di cinema nel teatro Petruzzelli nella sesta giornata del Bif&st, parla della “politica come riflesso dell’impotenza oggi dominante” e della necessità che il cinema lo racconti. Andò ha poi parlato anche del rapporto tra crimine e cinema. “Il crimine in generale – ha detto – è lusingato dal cinema, anche quando ne dà una rappresentazione efferata”. “La mafia uccide giornalisti e giudici, cineasti non ne ha mai fatti fuori” sottolinea Andò, ritenendo che “tutto quello che è avvenuto in Italia attorno a certe fiction non ha fatto altro che fare piacere al crimine, perché si rispecchia in un racconto del crimine che diventa quasi attraente, seduttivo”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Morto Peter Mayhew, Chewbacca Star WarsAveva 74 anni, nella saga interpretava il peloso co-pilota
WASHINGTON03 maggio 201901:42
Peter Mayhew, l’attore che interpretava il peloso co-pilota Chewbacca in diversi film della saga Star Wars, è morto. Lo ha reso noto la sua famiglia con un post su Twitter. Mayhew, che aveva 74 anni, è deceduto lo scorso martedì.
The family of Peter Mayhew, with deep love and sadness, regrets to share the news that Peter has passed away. He left us the evening of April 30, 2019 with his family by his side in his North Texas home. pic.twitter.com/YZ5VLyuK0u
— Peter Mayhew (@TheWookieeRoars) 2 maggio 2019
[print-me title=”STAMPA”]
