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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 12:09 DI MERCOLEDì 17 APRILE 2019

ALLE 08:28 DI GIOVEDì 18 APRILE 2019

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A teatro Malosti-Levi, Muscato e Milani
Orsini e Lavia jr per Ibsen. Orlando e la solitudine sociale

17 aprile 2019 12:09

– Umberto Orsini e Lucia Lavia con ‘Il costruttore di Solness’ di Ibsen e ‘Il Vangelo secondo Lorenzo’, omaggio a Don Lorenzo Milani di Leo Muscato con Alex Cendron, tutti a Milano; Valter Malosti con ‘Se questo è un uomo’ per il centenario della nascita di Primo Levi, a Torino, e Silvio Orlando con ‘Si nota all’imbrunire’ di Lucia Calamaro, a Bologna; ‘Steam’, ultima sfida acrobatica dei Sonics, a Roma, ed Enrico Brignano ‘Innamorato perso’ a Bari: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.

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Ciak nuova serie Canale 5 con Pession
Nuova serie medical, attrice è una psichiatra, nel cast Marchesi

17 aprile 201912:41

– Sono iniziate a Roma le riprese di “Oltre la soglia”, nuova serie medical di Canale 5, prodotta da Paypermoon Italia, che vede protagonista Gabriella Pession.
La fiction, diretta da Monica Vullo e scritta da Laura Ippoliti, vanta nel cast anche Giorgio Marchesi, Alessandro Tedeschi, Paolo Briguglia, Massimo De Lorenzo, Nina Torresi e Aurora Giovinazzo. E’ ambientata in un reparto di neuropsichiatria infantile. La protagonista è Tosca (Pession), una psichiatra fuori dagli schemi. Tosca è una professionista fuori dal coro, ribelle e apparentemente inadatta a questo ruolo di responsabilità. Ha un intuito fuori dal comune e una spiccata empatia verso i pazienti. Grazie al suo talento, trasforma la ricerca della diagnosi in una vera e propria indagine sia medica che psicologica. E con metodi a volte fuori dal comune, riesce a capire i suoi giovani pazienti meglio di chiunque altro. Forse, perché anche lei, da ragazza, ha avuto problemi psichiatrici.
“Oltre la soglia” è una serie tv in 12 episodi per sei prime serate. In ogni puntata si racconta un caso che vede la protagonista alle prese con adolescenti problematici, dalle storie particolari. Le riprese finiranno a luglio.
Cenacolo aumenta gli ingressi al giornoTra le novità un biglietto unico per 5 musei

17 aprile 201912:44

– I visitatori ammessi a vedere l’Ultima Cena, l’affresco realizzato da Leonardo Da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie tra il 1495 al 1498, dal 16 maggio saranno 150 in più al giorno. In ogni segmento orario potranno entrare infatti 35 persone invece delle 30 attuali. È una delle novità legate al progetto ‘5xLeonardo’, presentato a Milano, la bigliettazione congiunta tra cinque musei milanesi lanciata per il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci all’interno del palinsesto “Milano e Leonardo’. I musei coinvolti, oltre al Cenacolo Vinciano, sono Castello Sforzesco, Pinacoteca di Brera, Pinacoteca Ambrosiana e Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.
Cineteca Bologna avrà nuovo archivioSorgerà al posto di ex parcheggio, fine lavori prevista nel 2021

BOLOGNA17 aprile 201913:44

– Sarà intitolato a Renato Zangheri il nuovo archivio della Cineteca di Bologna, che nascerà dove oggi sorge il parcheggio Giuriolo, struttura realizzata per i Mondiali del 1990 e che versa in uno stato di abbandono. Ad annunciarlo il sindaco Virginio Merola e il direttore della Fondazione Cineteca, Gian Luca Farinelli, che hanno anche rivelato nuovi dettagli sul progetto: l’archivio sarà su tre piani, ospiterà esposizioni e laboratori, sarà visitabile e aperto al pubblico e soprattutto ospiterà proiezioni all’aperto sul tetto. I lavori dureranno due anni e potrebbero partire già a fine 2019, una volta completate le procedure del bando (il via a maggio, per la conclusione serviranno tra i 6 e gli 8 mesi).
La scelta di Zangheri non è casuale. Scomparso quattro anni fa, non fu solo sindaco dal 1970 al 1983, ma soprattutto l’inventore dell’assessorato alla Cultura nel 1959, sotto la guida di Giuseppe Dozza.

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Giffoni Film Festival, live di Anastasio
Il cantautore si esibirà a Giffoni Valle Piana il 19 luglio

NAPOLI17 aprile 201913:45

– Sarà Anastasio il primo talent musicale della 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 19 al 27 luglio.
Dopo le tappe primaverili (13 sold out) del suo tour nei club, il cantautore e rapper si esibirà il 19 luglio in uno spettacolo live aperto al pubblico. Il suo primo singolo, “La fine del mondo”, ha già conquistato la certificazione Fimi di disco di platino. Nel 2018 erano stati 21 i live che hanno riunito migliaia di giurati, giffoners, famiglie e pubblico in Piazza Lumière. E quest’anno Giffoni è pronto a offrire un nuovo grande programma dei migliori talenti musicali. È in piena lavorazione anche il programma della Masterclass Music&Radio, a cui hanno già aderito decine di giovani, e i tradizionali Meet The Stars riservati al pubblico, che l’anno scorso hanno totalizzato più di 8mila presenze.
Inediti bulini di Dürer a GenovaPalazzo Bianco, una cinquantina di incisioni da raccolta privata

GENOVA17 aprile 201913:51

– Il museo di Palazzo Bianco a Genova ospita per la prima volta una cinquantina di incisioni a bulino inedite, provenienti da una collezione privata donata al Comune di Genova, del maestro del rinascimento tedesco Albrecht Dürer.
La mostra, dal titolo ‘Albert Dürer (1471-1528) – Capolavori a bulino’, permette di ammirare 54 bulini e 2 acqueforti. Si tratta di stampe di diversi contenuti, di varie tecniche e di cronologie varie che permettono di seguire l’evolversi e lo stile. Diversi i temi: si passa da quelli tipici del nord fino all’influenza italiana dove in bulino hanno come oggetto la Madonna con il bambino. I fogli esposti mettono in evidenza la raffinatezza della tecnica, i finissimi dettagli e la plasticità delle figure nelle incisioni. Il visitatore, dal 18 aprile al 30 giugno, potrà osservare le opere grazie a una lente d’ingrandimento che gli sarà data all’ingresso. “Si tratta di una mostra che va vista con la lente per apprezzarne ogni tratto” dice l’assessore alla Cultura Barbara Grosso.
“Le opere in mostra – spiegano le curatrici Margherita Clavarino e Margherita Priarone – formano un nucleo di bulini di grande valore messe a disposizione del pubblico per la prima volta. Le incisioni risultano straordinariamente inchiostrate e i neri profondi danno un tratto di grande freschezza e liquidità”.
Simona Sparaco, una “doppia vittoria” il Premio DeA PlanetaScrittrice vince la prima edizione.L’11 maggio anteprima al Salone del Libro di Torino

17 aprile 201914:01

– Ha voluto “provare l’ebbrezza di essere letta dai giurati come se fosse un esordiente e un uomo” Simona Sparaco vincitrice, con il romanzo inedito ‘Nel silenzio delle nostre parole’, della prima edizione del premio letterario DeA Planeta, ispirato alla grande tradizione del Premio Planeta, al quale ha concorso con lo pseudonimo di Diego Tommasini. Scrittrice e sceneggiatrice già pubblicata da Giunti ed Einaudi e già finalista ai Premi Strega e Bancarella, la Sparaco ha chiesto un minuto di silenzio per “l’incendio apocalittico della cattedrale di Notre Dame a Parigi”. “Il mio libro – ha spiegato – si ispira a fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra che nel 2017 prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Mentre venivo qui, emozionata e piena di paura, Notre Dame bruciava e non posso che pensare a Parigi che è una città meravigliosa e all’infelicità di chi è lontano da noi” .
Storia corale, ambientata a Berlino, sulle distanze invisibili che spesso ci separano dalle persone che abbiamo accanto, ‘Nel silenzio delle nostre parole’ “è un libro magico.  Mi ha accompagnata durante la gravidanza. Ha scoperchiato il mio vaso di Pandora e lo pseudonimo è l’incrocio dei nomi dei miei due figli: Tommaso che è nato insieme al libro, due mesi fa, e suo fratello Diego. Vorrei quasi uscire firmandomi Diego Tommasini” ha raccontato emozionantissima la Sparaco nella serata di premiazione, guardando il suo compagno Massimo Gramellini.
A consegnarle il riconoscimento il sindaco Giuseppe Sala in una riuscita serata di premiazione al Blue Note di Milano – condotta da Andrea Delogu con Neri Marcorè, che ha fatto la parodia di Alberto Angela e di Adriano Celentano, e la musica della jazzista catalana Andrea Motis – a cui era presente gran parte del mondo editoriale italiano.
“Ringrazio per la fiducia e per l’idea di essere a Milano che è la città dove si legge di più e dell’editoria” ha detto Sala rispondendo al presidente del Gruppo De Agostini, Marco Drago che ha parlato di “Milano come città scelta per la prima edizione del premio per quello che ha saputo fare di straordinario. E anche le prossime edizioni saranno qui”. Per la scrittrice – che presenterà il romanzo in anteprima l’11 maggio al Salone del Libro di Torino, e sarà in vendita in tutte le librerie e gli store online dal 14 maggio 2019 – è “una doppia vittoria. Quando ho saputo che la data di consegna dei manoscritti per il bando coincideva con la presunta data del parto, ho letto questa coincidenza come un segno e mi sono fatta coraggio. E’ stata una sfida per me. Ci sono storie che si intrecciano in un’unica giornata. E’ il mio libro più filmico, molto visivo. Racconta il rapporto tra genitori e figli in un momento drammatico della loro vita. E’ il libro meno femminile che ho scritto anche se parla di maternità. E’ ambientato a Berlino perché è una città emblematica non solo per la cultura europea ma per il cambiamento”.
Il premio, promosso da DeA Planeta Libri, pari a 150.000 euro, rappresenta un unicum in Italia e prevede la pubblicazione nel nostro paese con DeA Planeta e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta, insieme alle traduzioni in inglese e francese. “Mi sento la donna più ricca del mondo ma soprattutto vivo la felicità che ho provato la prima volta che ho pubblicato un libro. Anche adesso non vedo l’ora di uscire” sottolinea la scrittrice che si è messa alla prova scrivendo senza editor (la sua editor a Einaudi era Rosella Postorino) e non nega che la pressione c’è ma “è la prima volta che mi sento così sicura di quello che ho scritto e se poi andrà male so che non potevo fare di più”.
La giuria, presieduta da Marco Drago, presidente del Gruppo De Agostini, è composta da Massimo Carlotto, Claudio Giunta, Rosaria Renna e Manuela Stefanelli. Gli altri quattro romanzi finalisti erano: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo). Sono stati 1.169 gli autori regolarmente in concorso, di cui 208 hanno scelto di utilizzare uno pseudonimo, come la vincitrice.
“Vogliamo essere di rottura di un sistema che già esiste e questo non è che l’inizio” ha sottolineato il segretario del premio e direttore editoriale della narrativa italiana, Stefano Izzo.

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Lungo ponte al Museo di Pietrarsa
Dal 18 aprile al 5 maggio cancelli aperti tutti i giorni

NAPOLI17 aprile 201914:01

– Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli, sarà visitabile tutti i giorni dal 18 aprile al 5 maggio. L’apertura straordinaria, che rientra nel quadro delle attività per i festeggiamenti dei 180 anni della prima linea ferroviaria in Italia, consentirà ai visitatori di trascorrere anche la Pasquetta tra i giardini degli ampi viali del polo museale, affacciati sul Golfo di Napoli. L’iniziativa ‘Il lungo ponte al Museo di Pietrarsa’ costituirà un’occasione unica per visitare i padiglioni dove è custodita la ricca collezione ferroviaria e godere degli spazi all’aperto nelle giornate primaverili. Giovedì 25 aprile – informano dal sito museale – biglietto ridotto a 4 euro dalle 14.00. Il 26, 27 e 28 aprile, in occasione dell’evento ferrovie in miniatura offerta famiglia: per due adulti e due ragazzi under 18 ingresso a 10 euro. Per info: http://www.museopietrarsa.it.
Ny verso divieto vendita pellicceImmediate le polemiche, ‘a rischio posti di lavoro’

NEW YORK17 aprile 201914:09

– New York, una delle capitali della moda, valuta il divieto di vendita delle pellicce e dei prodotti di pelliccia. La svolta ‘animalista’ sta prendendo piede fra i legislatori statali che stanno considerando l’imposizione del divieto in tutto lo stato.
Il futuro dell’iniziativa si sapra’ solo nei prossimi mesi ma le polemiche sono gia’ iniziate, con l’industria della pelliccia che ritiene che il divieto causera’ la perdita di 1.100 posti di lavoro solo nella citta’ di New York. Soddisfatti invece i sostenitori dei diritti degli animali: ”la crudelta’ non puo’ essere confusa con lo sviluppo economico” affermano i democratici che hanno sponsorizzato la proposta per il divieto.
Il commercio di pellicce e’ considerato molto importante per New York: lo scorso secolo la citta’ produceva l’80% dei cappotti di pelliccia Made in Usa.
Torinodanza indaga il mondo attualeLa decima edizione dall’11 settembre al 26 ottobre

TORINO17 aprile 201914:59

– Un festival sempre più internazionale in cui gli artisti “con le loro creazioni raccontano il mondo, osservano le contraddizioni del nostro tempo affrontando i temi più urgenti del momento, le periferie, il ‘noi’ più che ‘l’io’, la tensione verso nuove forme di spiritualità, la memoria storica”. Così la direttrice Anna Cremonini racconta la decima edizione di Torinodanza, il festival della danza contemporanea realizzato dal Teatro Stabile di Torino (Tst) in programma dall’11 settembre al 26 ottobre.
I numeri parlano di un festival, come evidenzia il presidente del Tst Lamberto Vallarino Gancia, “diventato un esempio da seguire, una realtà riconosciuta come di grande successo a livello internazionale e che fa il bene del territorio e della danza”. Diciannove titoli per 36 rappresentazioni, 9 luoghi, 11 Paesi, 7 prime nazionali, 2 coproduzioni internazionali, oltre 200 fra artisti, operatori e tecnici.
A inaugurare la kermesse al Teatro Regio, lo spettacolo cult del nuovo millennio ‘Sutra’, creato da Sidi Larbi Cherkaoui con i monaci del tempio Shaolin. Il Festival porta inoltre per la prima volta a Torino la coreografa e performer Lisbeth Gruwez e il Batsheva – The Young Ensemble che presenta lo spettacolo interattivo ‘Kamuyot’, creato da Ohad Naharin e rivolto a un pubblico di giovani.

Cisco, il mio album di frontiera contro i muriUscito Indiani e Cowboy, “disco non politico, ma di resistenza”

17 aprile 201919:23

“In un momento in cui si parla di porti chiusi e di muri alzati, di divisioni, io, da sempre fuori posto e fuori tempo, pubblico un album di frontiera, un disco che racconta l’attualità ma che allo stesso tempo sa di vintage”. Stefano “Cisco” Bellotti parla così del suo nuovo lavoro dal titolo “Indiani e Cowboy” (“metafora dei buoni e dei cattivi… ma poi chi sono davvero i buoni e chi i cattivi? Per questo in copertina si abbracciano”), che vanta la produzione artistica di Rick del Castillio ed è stato realizzato e pubblicato anche grazie a una campagna di crowfunding. Dieci canzoni, scritte e suonate tra l’Emilia e il Texas, che non rinunciano all’inconfondibile stile folk rock dell’ex Modena City Ramblers e che “non vogliono essere politiche” ma risultano comunque profondamente intrise di politica in un mondo sempre più diviso in Indiani, che tentano di sopravvivere e in Cowboy che continuano a non capire.Tra le storie che si rincorrono brano dopo brano c’è quella del sindacalista Guido Rossa ucciso dalle Brigate Rosse (“una storia scomoda da ricordare ancora oggi, fu bollato come infame e traditore per aver denunciato un brigatista tra gli operai, ma il suo fu un grande gesto culturale”), c’è Don Gallo (“era un amico e la sua mancanza si sente, oggi lui avrebbe la forza di mettere al loro posto certe persone”). A fare da contraltare, i brani Adda venì Baffone e Lo sceriffo, “simboli di un’Italia che ha sempre cercato salvezza nell’uomo forte e che anche ora, attuale come non mai, è pronta ad armarsi nel nome della paura dell’altro”. Non fa nomi, Bellotti, “non c’è bisogno”, ma i destinatari delle suo J’accuse sono i Salvini, i Trump, e prima di loro, i Renzi e i Berlusconi di tutto il mondo approdati al potere grazie a promesse fatte alla pancia della gente. Ma non c’è solo la disillusione in Indiani e Cowboy. “C’è anche la speranza, perché io sono un ottimista di natura”. Bianca, in particolare, la canzone che chiude il disco è una ninna nanna dedicata alla sua unica figlia femmina e a tutti i ragazzi che, nel confronto con la vita, devono fare le loro scelte. “Un libretto di istruzioni, in dialetto emiliano che meglio dell’italiano riesce a trasmettere certe emozioni. Prima o poi farò un disco tutto in dialetto”.Un disco, racconta, “pensato in maniera diversa dai precedenti” oltre che per la mano di del Castillio che ha preso le canzoni ripensandole e trasformandole, ha ampliato gli orizzonti e il modo di lavorare non più per compartimenti stagni, anche per la vicinanza, in Texas, “a quel confine tanto discusso, dove in realtà le culture si mescolano e si fondono creando un’unicità. Esattamente il contrario di quello che vuole Trump. E di quello che si fa anche da noi, ma i grandi spostamenti dell’umanità non possono certo essere fermati così”.

Concerto di Radio Italia si fa in treIn piazza Duomo a Milano cast d’eccezione, anche Sting

17 aprile 201915:07

– ‘Radio Italia Live – Il Concerto’ si fa in tre e aggiunge alla tradizionale tappa (l’ottava) in piazza Duomo a Milano, lunedì 27 maggio, quella di Palermo, al Foro Italico, sabato 29 Giugno e quella, per la prima volta all’estero, di Malta il 4 ottobre.
L’evento, come sempre gratuito e realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano sarà presentato, come da tradizione, da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, mentre nel backstage, lo speaker Marco Maccarini incontrerà i protagonisti della kermesse ed è affidato alla speaker Manola Moslehi. Cast d’eccezione accompagnato dalla Mediterranean Orchestra diretta dal maestro Bruno Santori: Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Francesco Gabbani, Guè Pequeno, Marco Mengoni, Ermal Meta, Sfera Ebbasta, Tiromancino, Ultimo. Guest star internazionale Sting, uno degli artisti più distintivi e influenti al mondo come dimostra la sua lunga carriera riassunta nell’album che uscirà il 24 maggio “my songs”.
Ezio Bosso debutta all’Arena di VeronaL’11 agosto con i Carmina Burana di Carl Orff

BOLOGNA17 aprile 201915:10

– La 97/a stagione artistica dell’Arena di Verona (21 giugno-7 settembre) tra una Traviata e una Aida, un Trovatore, una Carmen e una Tosca, ospiterà anche, l’11 agosto, i Carmina Burana di Carl Orff diretti da Ezio Bosso, per la prima volta sul podio dell’Orchestra e del Coro della Fondazione scaligera. Per questo grande affresco di poesia medievale in musica, un brano amatissimo dal pubblico anche se spesso maltrattato dai musicologi, canteranno il soprano Ruth Iniesta, il controtenore Raffaele Pe, il Baritono Mario Cassi, e un doppio Coro di voci bianche di oltre 60 bambini. “Il maestro Bosso non è solamente un grande direttore – ha detto la sovrintendente dell’Arena, Cecilia Gasdia – ma anche un grande divulgatore, sia dal punto di vista didattico che sociale. La sua presenza arricchisce moltissimo l’evento Carmina Burana e l’attesa del grande pubblico che lo sta aspettando con impazienza”.
Torna alla luce la Fornace di RomaE’ il primo impianto di produzione della città antica

17 aprile 201920:34

– Una piccola olla in cotto, integra e commovente nella sua prosaica perfezione. Il coperchio in coccio di una pentola, una scodella, una serie di oggetti da cucina e da mensa usciti difettosi dal forno e per questo accantonati. Ma anche piccole lucerne, che tutte insieme raccontano una storia lunga secoli, almeno dal I al III d.C., forse anche fino al V. Frutto di un ritrovamento del tutto casuale, riemerge a Roma nel giardino settecentesco di Palazzo Corsini, sede dell’Accademia dei Lincei, una grande fornace romana, di fatto il più antico laboratorio produttivo nel cuore della città. Un “ritrovamento unico” e di straordinaria importanza per gli studi, spiegano il soprintendente Francesco Prosperetti, il funzionario archeologo Renato Sebastiani e il professore emerito di archeologia Paolo Sommella, grande esperto di urbanistica romana, perché ad oggi non si conosceva l’esistenza di una fornace proprio all’interno della città antica. Avvenuto per caso un anno fa (“cercavamo un posto dove interrare la cisterna per l’impianto antincendio”, racconta il vicepresidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli), il ritrovamento è stato seguito da uno scavo stratigrafico che ha messo in luce diversi contesti. Da una parte la fornace, dall’altra quello che sembra un deposito di anfore, tutte provenienti dalla Spagna (da dove arrivava in prevalenza l’olio). Uno degli aspetti più importanti, spiega Sommella, è che la stratificazione di queste mura, insieme con gli oggetti ritrovati, ci dicono che abbiamo davanti “un continuum” di quattro, cinque secoli. Inizialmente poteva trattarsi di magazzini e ambienti di supporto ad una grande villa. Poi, nel II-III secolo, “quando Roma si trasforma e diventa una grande città con 1 milione e mezzo e più di abitanti”, cambiano anche le esigenze e probabilmente è in quel contesto che si amplia il laboratorio produttivo, insieme alla fornace, suggerisce la funzionaria archeologa Paola Fraiegari, forse anche altre botteghe artigiane, visto che nello scavo sono stati trovati anche oggetti in osso, fermagli e fermacapelli ancora parzialmente lavorati. “Trovare tracce di questi quartieri produttivi è importantissimo per ricostruire l’economia e la vita della città antica”, sottolinea accanto a loro Sebastiani. La Fornace di Trastevere, come è stata ribattezzata in questi mesi, produceva ceramica, racconta l’archeologo, “pezzi fini destinati alla tavola” e in qualche caso anche ceramica invetriata, almeno per quello che è stato possibile capire con questo primo intervento. Lo scavo condotto fino ad ora, fatto in accordo con i Lincei e finanziato dalla Soprintendenza per un costo totale di circa 100 mila euro, non ha permesso al momento di capire di più. Per questo c’è l’intenzione di proseguire allargando lo scavo a monte, per cercare di capire meglio, dimensioni e importanza della fornace. Mentre un’altra delle questioni che si pongono, spiega Antonelli, “è come valorizzarlo, come renderlo fruibile al pubblico”. Certo c’è un problema di fondi, sottolineano tutti, e l’occasione è buona anche lanciare un appello, “perché sarebbe importantissimo proseguire gli scavi, ma servirebbe un finanziatore”. Per il momento, spiega Prosperetti, si è deciso di ricoprire tutto a breve, per ripristinare il giardino settecentesco, “che è anch’esso un monumento”, ma anche per tutelare i reperti romani dalle intemperie. Anche se non si esclude in futuro “che si trovino le condizioni per lasciare visibile qualcosa”. Tant’è. Mentre si approfondiscono gli studi e si mette a punto un progetto anche economico per la prosecuzione degli scavi, si lavora ad una mostra che dovrà raccontare al pubblico la scoperta. “Pensiamo di allestirla per il 20 giugno, in occasione della visita annuale ai Lincei del presidente della Repubblica – dice Antonelli – anzi, potrebbe essere il Capo dello Stato ad inaugurarla”. In questi giorni, comunque c’è un’occasione da non perdere: quella di una visita alla Galleria Corsini con tappa nel giardino per un salto all’indietro di quasi duemila anni.

Zerocalcare con Stranger Things a SaloneRealizzata per 7/mo episodio 2/a stagione. 11-12 maggio a Torino

17 aprile 201919:11

– Zerocalcare sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019, che si apre il 9 maggio, con un evento speciale. Il fumettista italiano, in collaborazione con Netflix, ha realizzato una locandina dedicata al settimo episodio della seconda stagione della serie cult ‘Stranger Things’, come parte di un progetto globale in vista del lancio dell’attesa terza stagione, il prossimo 4 luglio su Netflix.
L’artwork verrà presentato nel corner Sperling & Kupfer – Mondadori (padiglione Oval) dedicato alla serie e Zerocalcare sarà disponibile per autografare le copie della locandina ai fan, venerdì 11 dalle 16 alle 17 e sabato 12 dalle 10.30 alle 11.30.
E dopo ‘Stranger Things. Tutti i segreti del sottosopra. Il libro ufficiale’, una guida ai dietro le quinte delle prime due stagioni della serie e anticipazioni della terza, uscita il 19 marzo per Sperling & Kupfer, editore ufficiale della serie, sono in arrivo altri due libri che i fan adoreranno. Il 30 aprile esce il primo romanzo ufficiale di Stranger Things, ‘Suspicious minds’ di Gwenda Bond con il racconto esclusivo dei fatti che precedono gli episodi seguiti da milioni di spettatori su Netflix. Un prequel che svela retroscena inediti, come le origini di Undici. E il 4 giugno esce il romanzo ‘Darkness on the edge of town’ di Christopher Adam che racconta il passato dello sceriffo Jim Hopper.
Festival vicino/lontano con 250 ospitiUdine 16-19 maggio. Lerner condurrà serata premio Terzani a Foer

UDINE17 aprile 201916:08

– Sarà il giornalista Gad Lerner a condurre la serata in cui verrà consegnato allo scrittore statunitense Franklin Foer, per il suo saggio “I nuovi poteri forti”, il premio letterario internazionale ‘Tiziano Terzani’, cuore del festival vicino/lontano, in programma a Udine dal 16 al 19 maggio prossimi. L’annuncio oggi in occasione della presentazione del festival organizzato dall’omonima associazione culturale. Il cartellone, che conta oltre un centinaio di incontri ed eventi e oltre 250 ospiti, è stato illustrato dalla curatrice Paola Colombo e dal presidente dell’associazione vicino/lontano, Guido Nassimbeni, affiancati del presidente del Comitato scientifico, Nicola Gasbarro. Tema di questa edizione è ‘Contagio’, “una lente prismatica per guardare il mondo e la sua complessità”, ha spiegato Gasbarro, che ha sottolineato anche come il festival, giunto alla 15/a edizione, sia “un patrimonio di Udine e tale dovrebbe restare come impostazione e prospettiva”.

Pontormo-Leonardo, video li confrontaA casa di Carrucci a Empoli richiama interesse appassionati arte

EMPOLI (FIRENZE)17 aprile 201916:15

– La casa natale di Jacopo Carrucci detto il ‘Pontormo’ (1494-1527), situata a Empoli (Firenze), ospiterà fino al 31 dicembre una video installazione creata per realizzare un parallelismo tra le opere dello stesso Carrucci con quelle di Leonardo da Vinci.
L’iniziativa, curata da Cristina Gelli e dal già direttore degli Uffizi Antonio Natali, si colloca nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Genio del Rinascimento. La video installazione ha come titolo ‘Leonardo e Pontormo: la natura e l’antico’ e permette, in maniera immersiva, di capire come e quanto entrambi guardarono similmente alla natura e all’insegnamento dell’antico.
“Fra le tante memorie che in questo 2019 si propongono in Italia per il quinto centenario della morte di Leonardo – spiegano Antonio Natali e Cristina Gelli in una nota – quella di Empoli non è certo pretestuosa, visto che lo stesso Vasari rammenta che il primo maestro di Jacopo fu proprio il Vinci”.

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Capossela, esce Il povero Cristo
Anticipa il disco “Ballate per uomini e bestie”, atteso il 7/5

17 aprile 201916:35

– E’ uscito “Il povero Cristo” il primo brano estratto dal nuovo progetto discografico di Vinicio Capossela. Il nuovo album di inediti, l’undicesimo lavoro in studio, si intitola “Ballate per uomini e bestie” e sarà pubblicato il 17 maggio da La Cùpa/Warner Music Italy.
Presentato dall’autore come “Un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura”, il nuovo disco viene anticipato da “Il povero Cristo”, brano che riferisce dell’incapacità dell’uomo di salvarsi seguendo il precetto in cui è racchiusa tutta la Buona Novella: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Un precetto semplice, ma evidentemente impossibile da realizzare. L’avidità, l’egoismo e l’ignoranza dell’uomo portano Cristo a rinunciare al suo insegnamento e a tornare infine sulla croce. “Cristo” racconta Capossela “incontra l’uomo e impoverisce fino a diventare il povero cristo che, sulla bocca di tutti, si fa sinonimo della condizione umana”.
A Concertone anche Zen Circus e RancoreAnnunciati anche Canova, Omar Pedrini, Coma_Cose, Gazzelle

17 aprile 201916:36

– Ci saranno anche Anastasio, Bianco feat. Colapesce, Canova, Coma_Cose, Eugenio in via di Gioia, Fast Animals and Slow Kids, Gazzelle, Omar Pedrini, Rancore, The Zen Circus, al Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Sono i nomi che vanno ad aggiungersi a quelli già resi noti: Noel Gallagher’s High Flying Birds, Carl Brave, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Gazzelle, Ghali, Ghemon, La municipàl, La rappresentante di lista, Motta, Negrita, Pinguini tattici nucleari, Subsonica.
A Pitti ritratto Chagall con Notre-DameSegno di solidarietà museo Firenze alla Francia dopo incendio

FIRENZE17 aprile 201916:40

– L’autoritratto di Marc Chagall, con la raffigurazione di Notre Dame a Parigi, viene esposto dal 17 aprile all’ingresso della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L’iniziativa è messa in campo dal museo come simbolico gesto di solidarietà verso la Francia e Parigi in conseguenza dell’incendio che ha distrutto la cattedrale. L’autoritratto, al quale Chagall era particolarmente affezionato, fu donato di persona dallo stesso artista agli Uffizi nel 1976. La tela, spiega una nota del museo, sarà presto offerta permanentemente alla visione del pubblico agli Uffizi, quando, tra alcuni mesi, apriranno in Galleria le nuove sale dedicate agli autoritratti. “Gli Uffizi volano con il cuore a Parigi per abbracciare la ‘Nostra Signora’ – ha commentato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – l’esposizione in Palazzo Pitti di questo sognante capolavoro di Chagall, che amava moltissimo la capitale francese, vuole essere la testimonianza fisica, concreta del nostro affetto verso gli amici francesi”.
Fosse/Verdon, serie su coppia leggendaSu FoxLife con premio Oscar Sam Rockwell e Michelle Williams

ichROMA17 aprile 201919:31

La storia professionale e d’amore tra Gwen Verdon – considerata la più grande ballerina di Broadway di tutti i tempi – e Bob Fosse – coreografo, ballerino e visionario regista (Cabaret, All that Jazz). A raccontarla è la miniserie Fosse/Verdon in 8 episodi in onda da domani, ogni giovedì alle 21 su FoxLife (114, Sky). A dare vita alla coppia rispettivamente Michelle Williams – più volte candidata all’Oscar (Manchester By The Sea e Blue Valentine su tutti) e vincitrice di un Golden Globe per My Week with Marilyn – e il premio Oscar Sam Rockwell (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri).Bob Fosse e Gwen Verdon hanno scritto la storia dell’intrattenimento americano, ma a caro prezzo. Attraverso le coreografie di Fosse, la serie esplora, infatti, gli angoli nascosti dello show business, ma anche le sofferenze inflitte e patite in nome dell’arte. La serie indaga anche aspetti meno noti della vita del leggendario coreografo, a partire proprio dal sodalizio artistico e umano con la moglie Gwen Verdon. Un rapporto messo continuamente alla prova dai ripetuti tradimenti di Fosse, ma durato fino alla morte del regista, avvenuta nel 1987 per un infarto. Bob Fosse e Gwen Verdon sono stati due dei più grandi talenti che Broadway abbia mai conosciuto. Di origini norvegesi, Fosse aveva due difetti fisici evidenti: i piedi non dritti e una calvizie che nascondeva sotto ai cappelli, sempre presenti nei suoi show. Seppe trasformare le sue imperfezioni in veri punti di forza, creando coreografie innovative, eleganti e molto delicate. La Verdon invece, classe infinita e fisico da modella, ha iniziato a danzare da giovanissima per combattere una grave forma di rachitismo, diventando col tempo una delle performer più complete e amate. Si incontrarono la prima volta nel 1955 in occasione dell’allestimento di Damn Yankees, musical che rielaborava in chiave divertente il Faust di Goethe, attraverso la vicenda di un ragazzo che vendeva l’anima al diavolo pur di giocare per un’importante squadra di baseball.Per il ruolo di Lola, la donna assunta dal demonio per impedire al protagonista di redimersi, la Verdon vinse un Tony e tre anni più tardi conquistò anche Hollywood nell’omonimo adattamento cinematografico dello show. Tra le sequenze più belle – una delle scene più emozionanti della serie tv – c’era il balletto con Bob Fosse in Who’s Got the Pain. Nel cast accanto a Michelle Williams e Sam Rockwell anche Norbert Leo Butz (Bloodline) nel ruolo del premio Oscar Paddy Chayefsky; Margaret Qualley (The Leftovers) nella parte della ballerina Ann Reinking; Evan Handler (Sex & The City; Californication) che interpreta Hal Prince, produttore e regista teatrale. E ancora Bianca Marroquin (Chicago) è Chita Rivera considerata insieme a Gwen Verdon la massima interprete delle coreografie di Bob Fosse; Liza Minnelli è interpretata da Kelli Barrett (The Punisher) che, secondo Variety, regala al pubblico una delle più memorabili performance mai realizzate prima. Sam Rockwell e Michelle Williams, sono anche produttori esecutivi insieme a Steven Levenson, al regista del pilota, Thomas Kail, a George Stelzner e a Lin-Manuel Miranda. L’attrice, ballerina e produttrice Nicole Fosse, figlia di Bob Fosse e Gwen Verdon che in molti ricordano in A Chorus Line nel ruolo della ballerina timida che affrontava il provino della vita assieme al marito, ha contribuito alla realizzazione della serie in qualità di co-produttrice esecutiva.

Pasqua con Wagner per Orchestra RaiIl 18 e 19 aprile all’Auditorium Rai di Torino e poi su Radio3

TORINO17 aprile 201917:16

– L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta dal suo Direttore principale James Conlon, celebra la Pasqua nel nome del misticismo di Wagner e della ritualità ortodossa di Rimskij-Korsakov.
Il concerto di giovedì 18 aprile all’Auditorium Rai ‘Arturo Toscanini’, registrato come da tradizione da Rai3, vede infatti eseguire, il primo atto da Die Walküre (La valchiria) e brani strumentali scelti da due capisaldi, il giovanile ‘Tannhäuser’ e il Parsifal, e, a seguire la Grande Pasqua russa op.36 di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Del Parsifal vengono eseguite pagine simbolo della ‘religiosità grandiosa’ di Wagner, come il Preludio che apre l’Atto I, dedicati all’Ultima Cena e al Santo Graal, il drammatico Preludio all’Atto II, che descrive il deserto, come simbolo della solitudine di Parsifal, l’Incantesimo del venerdì santo, la solenne Marcia e il gran Finale. Del Tannhauser, l’Ouverture.
A Pistoia apre Italia moderna 1945-1975A Palazzo Buontalenti, esposte opere da Guttuso a Pomodoro

PISTOIA17 aprile 201917:42

– Da Emilio Greco a Renato Guttuso, passando per Marino Marini, Francesco Messina, Bruno Cassinari, Antonio Recalcati, Bepi Romagnoli, Ernesto Treccani, Lucio Fontana, Giò Pomodoro ed altri grandi del ‘900. È la mostra ‘Italia Moderna 1945 – 1975. Dalla ricostruzione alla contestazione’ a cura di Marco Meneguzzo, che apre al pubblico a Palazzo Buontalenti di Pistoia. In contemporanea, il vicino Palazzo de’ Rossi, presenta ‘Pistoia Novecento 1900-1945′, un rinnovato percorso dedicato all’arte del Novecento pistoiese, a cura di Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands.
La Fondazione Pistoia Musei inaugura le proprie attività aprendo le porte di tre delle quattro sedi che costituiscono il nuovo sistema museale affidato alla direzione scientifica di Philip Rylands: oltre a Palazzo Buontalenti e a Palazzo de’ Rossi, presenta già ‘Pistoia Novecento 1900-1945’, un rinnovato percorso espositivo dedicato all’arte del Novecento pistoiese e l’Antico Palazzo dei Vescovi. San Salvatore sarà inaugurato a settembre.
Notte Taranta con Elisa e m° MastrangeloDirettore Russian Philharmonic sarà maestro concertatore

MOSCA17 aprile 201920:32

– La voce unica di Elisa, la carica irriverente del rapper Gué Pequeno e l’Orchestra Popolare affidata al direttore musicale della Russian Philharmonic di Mosca, Fabio Mastrangelo: il concertone ‘La Notte della Taranta’ sarà sabato 24 agosto, per la prima volta in diretta su Rai 2, alle 22.30, da Melpignano (Lecce), dove ogni anno ballano 200mila ‘pizzicati’. Le novità della 22/a edizione sono state presentate a Mosca, nell’ambito di una missione della Regione Puglia, dal presidente Michele Emiliano e dal presidente della Fondazione ‘Notte della Taranta’, Massimo Manera. Elisa, in questi giorni impegnata con il tour Diari Aperti, interpreterà tre celebri brani della tradizione salentina e ad agosto incontrerà Mastrangelo e l’Orchestra Popolare in Salento.
Gué Pequeno inserirà sue strofe in tre potenti pizziche salentine e, in un finale rappato sulle note di Kalinifta, darà la buona notte in grico che chiude il concertone con tutti gli artisti sul palco. Come sempre, grande spazio anche alla danza.
Al via il summer tour di RkomiSulla scia del nuovo album dall’8 giugno partenza da Barzio (Lc)

17 aprile 201918:27

– Sulla scia del successo ottenuto dall’uscita del suo nuovo album, Rkomi è pronto per partire live con il “Dove gli occhi non arrivano summer tour”, nuovo tour che dall’8 giugno vedrà il rapper esibirsi tra i principali festival, club e summer arena.
Tra le prime date confermate, il tour di Rkomi partirà l’8 giugno da Barzio (Lc) per proseguire il 12 giugno a Padova, il 15 a Brescia, il 27 a Milano, il 29 a Senigallia (An). Il 4 luglio sarà a Cremona, il 5 a Barolo (Cn), il 19 a Città della Pieve (Pg); il 2 agosto a Francavilla al Mare (Ch), il 12 a Follonica (Gr), il 14 agosto a Marina di Ravenna (Ra), il 20 a Gallipoli (Le) e il 12 settembre a Pisa. Talento della nuova generazione rap tra i più apprezzati nella scena odierna in grado di mettere d’accordo tutti, Rkomi, durante il suo tour proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal suo ultimo album “Dove gli occhi non arrivano” uscito il 22 marzo su etichetta Island Records e già ai vertici delle classifiche.
Mostre: i Ciardi a confronto a PadovaAlla Galleria Arte Cesaro fino al 15 giugno

PADOVA17 aprile 201918:35

– Acqua, nuvole, barche e riflessi d’azzurro, fusi in un’intima visione tonale: è questo il filo conduttore della mostra dedicata all’opera di Guglielmo Ciardi, e dei suoi due figli, Beppe ed Emma, allestita alla Galleria d’arte “Cesaro” di Padova, dove rimarrà aperta fino al 15 giugno. Ripercorre in una quarantina di opere la parabola artistica della famiglia Ciardi, interprete per eccellenza del vedutismo veneto a cavallo fra Otto e Novecento. Glugliemo (1842-1917), Beppe (1875-1932) ed Emma (1879-1933) a confronto: protagonista dei loro dipinti è la laguna veneziana,fonte d’ispirazione per una inedita pittura en plein air, descritta da spazi dilatati ma essenziali, con orizzonti piatti, quasi liquidi, dove la luce sfalda. Agli scorci veneziani dal taglio fotografico, alle atmosfere silenziose e incontaminate di Mazzorbo, Burano, Chioggia e Pellestrina, si affiancano le vedute dell’entroterra trevigiano e quelle alpestri, e la seducente tematica neorococò divenuta l’originale cifra stilista di Emma Ciardi.
Il tour di Ramazzotti va in Usa e CanadaVienna ultimo tappa Europa, 14 maggio parte dal Messico, 16 live

17 aprile 201918:52

– Dopo il successo della prima fase del Vita ce n’é tour di Eros Ramazzotti, terminato con un concerto a Vienna lunedì 15 aprile, la tournée che ha venduto 550mila biglietti nel mondo, si appresta a girare a maggio gli Stati Uniti e il Canada. Le date in Europa hanno registrato tutte sold out, dalle prime tappe in Germania e Lussemburgo, passando in Italia con Torino, Milano e Roma, fino agli appuntamenti in Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania e Austria. Ramazzotti ora è pronto a portare la sua musica in Sud America, Stati Uniti e Canada, per altri 16 live. Il cantautore è tornato in concerto nelle arene più importanti del mondo per festeggiare 35 anni di carriera, con una nuova avventura live dalla produzione internazionale e un allestimento innovativo. Il 14 maggio Eros partirà alla volta del Messico (14 Guadalajara) per arrivare negli Usa, a Panama, in Brasile, Cile, Argentina, Canada e il 18 giugno sul palco del Radio City Music Hall di NY, già calcato nel 1991.
Nuovo brano di Tricarico in radio 19/4E nuovo progetto in arrivo dopo l’estate

17 aprile 201919:27

– “Abbracciami fortissimo” è il titolo del brano che segna il ritorno di Francesco Tricarico, da venerdì 19 aprile in radio, nei digital store e su tutte le piattaforme streaming, disponibile dal 17 aprile in pre-order.
Il disco è anche un nuovo viaggio partito oltre un anno fa e che si concretizza adesso col nuovo brano e con un nuovo importante progetto discografico che uscirà per Artist First dopo l’estate.
“Abbracciamo fortissimo” è stato prodotto da Vittorio Corbisiero, musicista produttore con cui Tricarico collabora alla realizzazione del suo nuovo percorso artistico.
Il brano inizia con una frase che richiama un’antica leggenda indiana alla quale il cantautore si è ispirato. “Nel 2000 avanti Cristo in un piccolo villaggio a nord di Sumatra – racconta Tricarico – una divinità vicina a Shiva presa dalla Furia per i continui litigi tra uomini e donne, fece comparire nel mezzo del villaggio un fiume, dicendo ‘gli uomini staranno con gli uomini e le donne con le donne’.
Ricky Martin turista al ColosseoJeans e cappellino il re del pop latino scatta foto e ammira

17 aprile 201919:30

– Ricky Martin visitatore speciale al Colosseo: il re del pop latino, twitta la direzione del Parco Archeologico, ha visitato ieri l’Anfiteatro Flavio. Tutto in blu, cappellino calcato in testa, bottiglietta d’acqua in tasca come la maggior parte dei turisti che ogni giorno affollano il monumento più gettonato d’Italia, il cantante, coach nel talent Mediaset Amici di Maria De Filippi, ha ammirato anche i sotterranei dell’Arena e la ricostruzione del montacarichi che nell’antica Roma portava sull’arena le bestie feroci. Le fotografie pubblicate sul profilo Instagram del Parco del Colosseo lo ritraggono impegnato a scattare fotografie, lo sguardo divertito e affascinato.
Beyoncé, album a sorpresa e docu NetflixHomecoming: The Live Album su Tidal, piattaforma musica Jay Z

NEW YORK17 aprile 201919:40

– Giornata ‘di passione’ per i fan di Beyoncé, che lancia album a sorpresa e documentario su Netflix. La notizia del documentario sulla piattaforma streaming circolava da tempo, ma nessuno immaginava che la popstar avrebbe anche fatto uscire un nuovo album dal vivo su Tidal, la piattaforma musicale del marito Jay-Z. ‘Homecoming: A Film by Beyoncé’ e ‘Homecoming: The Live Album’, con 40 tracce tra cui diverse hit storiche, raccontano di come Beyoncé abbia fatto storia con la performance a Coachella nel 2018, sia stata la prima donna di colore ad aprire il famoso festival musicale in California. Il documentario è anche un dietro le scene del festival e mostra come i ballerini si preparano e come si prepara la stessa Beyoncé; tra gli ospiti ci sono anche Jay-Z, la sorella Solange Knowles e le ex delle Destiny’s Child, Kelly Rowland e Michelle Williams. A metà tra film concerto e backstage, il docufilm è stato diretto e prodotto dalla stessa artista e girato lungo un arco di tempo di otto mesi.
Muse e Madonne tra i ritrovamenti 201856mila reperti ritrovati. Bonisoli,tesori in mostra al Quirinale

17 aprile 201919:53

– La sublime dolcezza della Madre che abbraccia il proprio Figlio nella Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, bassorilievo scolpito alla fine del 1400 e rubato a Scansano nel 1971; l’armonia dei ricchi panneggi della Musa Calliope, statua romana in marmo del II secolo d.C. trafugata a Roma nel 2010 dalla villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. La bellezza dinamica della Statua di Diana cacciatrice firmata da Bartolomeo Cavaceppi alla fine del XVIII secolo e portata via da Villa Borghese nel 2005. Ma anche una predella di Manfredino da Pistoia del XIV secolo, rubata nel 1988 in una abitazione privata di Varazze e il prezioso Opus sectile, frammenti in marmo romano a mosaico risalente al II secolo d.C., sottratto illecitamente nel dopoguerra. È una storia di tenacia e grande professionalità quella del nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dell’Arma dei Carabinieri che quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni e che oggi a Roma ha mostrato alla presenza del ministro Alberto Bonisoli il resoconto dell’attività operativa 2018 nonché i ritrovamenti più recenti di opere d’arte sottratte alla criminalità. Basta guardare gli ultimi beni recuperati – reperti bellissimi dall’inestimabile valore storico, accanto a quello commerciale – per comprendere l’importanza ma anche la delicatezza di una attività che non conosce sosta, che ha bisogno di tempi lunghi di indagine, di capacità di intervento ma anche di tanta diplomazia culturale: il bassorilievo di Della Robbia era finito per esempio nel catalogo di una nota casa d’aste londinese, venduto a una società di New York e poi arrivato a una collezionista canadese, mentre la statua di Benigni e quella di Villa Borghese sono state individuate in una galleria di Barcellona. Ma l’elenco delle storie legate a ogni singolo pezzo recuperato potrebbe essere lunghissimo: basti pensare che nel 2018 sono stati 55.202 mila gli oggetti ritrovati, per un valore stimato in oltre 118 milioni di euro, mentre i beni sequestrati hanno un valore totale di 541 milioni di euro. Nell’anno appena trascorso i numeri dell’attività criminale a danno del patrimonio culturale rivelano un leggero aumento dei furti rispetto al 2017: 474 in totale, avvenuti maggiormente in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio, con 8405 oggetti trafugati (di cui 2935 documenti archivistici e beni librari e 2202 opere d’arte grafica, pittorica e musiva), con 34 persone arrestate e oltre 1100 denunciate. Imponenti poi i numeri legati alla contraffazione di opere d’arte: 1232 beni culturali contraffatti (per lo più di arte contemporanea) che se immessi nel mercato come autentici avrebbero potuto fruttare oltre 420 milioni di euro. “In questi 50 anni i Carabinieri TPC hanno sviluppato competenze che non hanno paragoni nel mondo: per questo siamo orientati a condividerle anche con gli altri Paesi”, ha detto il ministro Bonisoli, ricordando il maresciallo Vincenzo Di Gennaro ucciso a Cagnano Varano nei giorni scorsi e il suo collega rimasto ferito. Il ministro ha anche annunciato la prossima mostra intitolata “L’arte di salvare l’arte” che si aprirà al Quirinale il 3 maggio, organizzata per raccontare la specifica attività di questo nucleo dell’Arma e per ricordarne la fondazione avvenuta proprio il 3 maggio del 1969. “Il nucleo TPC lavora in simbiosi con il Mibac: questa è una battaglia che va combattuta ogni giorno e ad altissimo livello. Presto avremo uomini in più anche per gli aspetti economici legati ai ben culturali e poi c’è un aspetto qualitativo: i Carabinieri hanno una app che rivela se un oggetto è contenuto nel database dei beni trafugati”, ha proseguito, “agiremo anche dal punto di vista normativo per rafforzare l’azione preventiva e le sanzioni e anche da quello della diplomazia culturale, coinvolgendo nel comitato per i beni culturali anche il ministero degli Esteri e quello della Giustizia”. “Il trend è quello di una diminuzione costante dal 2012 a oggi, nonostante il lieve aumento dei furti del 2018”, ha poi specificato commentando i dati il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, “i luoghi di culto sono il nostro tallone di Achille, perché sono quelli più colpiti dai furti. I controlli sulle attività antiquariali sono per noi preponderanti, anche per quanto riguarda il commercio online e l’uso dei social network. Gli scavi clandestini sono stabili e sotto controllo, ma le persone denunciate sono in aumento”.

La Llorona, il folclore diventa un horrorIn sala dal 17 aprile la donna che uccide i figli

17 aprile 201919:21

Con i primi segni di primavera inizia, come è tradizione, l’onda horror. Si parte con ‘La Llorona. Le lacrime del male’ di Michael Chaves, in sala dal 17 aprile con la Warner Bros Italia dopo essere passato al Lucca Festival. Il film racconta, provocando vero spavento, una figura radicata con molte varianti nel folclore dell’America Latina: una spaventosa donna-spettro, vestita di bianco e con tanto di velo da sposa, che è dannata per l’eternità per avere annegato entrambi i figli. Da allora piange, si dispera e allo stesso tempo tende a riprodurre questo comportamento da predatrice con ragazzi adolescenti.La sua colpa, come si vede in un Messico del 1600, è stata quella di aver ucciso i figli, in un raptus di rabbia, per vendetta contro un marito fedifrago che voleva punire con estrema ferocia. È durante la colonizzazione spagnola delle Americhe che il mito della Llorona, di questa malvagia ninfa delle acque, prende forma tra testimonianze e leggenda. Nessuno sembra potesse poi resistere al suo aspetto né alle sue lacrime velenose e nere come la pece, tanto che si dice che anche i conquistatori stabilirono, nella Valle del Messico, il coprifuoco di sera, dopo che incominciarono a farsi sentire terrificanti grida di una donna spettrale per le vie di Città del Messico. La Llorona comunque sembra non abbia mai smesso di insinuarsi nell’ombra e di andare a caccia di bambini nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. È quello che succede infatti ancora negli anni ’70 a Los Angeles, epoca in cui è appunto ambientato il film di Michael Chaves. Qui vive Anna Garcia (Linda Cardellini), un’assistente sociale, fresca vedova di un poliziotto, che non prende troppo sul serio gli inquietanti e misteriosi segnali di violenze sui suoi figli adolescenti. Quando capirà davvero quello che sta accadendo sarà troppo tardi. E questo nonostante l’aiuto di una sorta di esorcista, Rafael Olvera (Raymond Cruz), che conosce ogni segreto di Llorona e farà di tutto per rigettare questo demone nell’inferno da cui è venuto.Ancora sul mito di Llorona, interpretata da Marisol Ramirez, vista nella serie tv ‘The Shield’ e che si è sottoposta a un trucco di tre ore per trasformarsi nella ‘donna che piange’: ha il potere di attrarre coi suoi lamenti ed è il ‘babau’ più noto tra i bambini di origine latina (la sua storia è narrata dal Perù all’Ecuador, dal Messico all’Argentina, dall’Uruguay al Venezuela e perfino in Spagna, ma tracce se ne trovano anche presso popoli africani). In televisione, infine, è stata protagonista di un episodio della serie fantastica Grimm. Frase cult del film: “Se la senti piangere metti al sicuro i bambini”.

Alain Delon Palma d’oro alla carriera83 anni, mito del cinema

17 aprile 201917:56

Ad Alain Delon, mito del cinema francese, 83 anni, la Palma d’oro alla carriera al festival di Cannes 2019 (14-25 maggio). Lo annuncia oggi il festival alla vigilia della presentazione domani a Parigi del cartellone della selezione ufficiale.

83 anni, leggenda assoluta del cinema, Alain Delon aveva salito i gradini della Montee des Marches a Cannes il 13 maggio 1961 per Che gioia vivere con grande successo. La folla non fu meno entusiasta 30 anni dopo per il suo arrivo spettacolare in elicottero e in barca per presentare New Wave. Nel frattempo era tornato a Cannes per L’Eclisse di Michelangelo Antonioni (1962), Il Gattopardo (1963) e Mr. Klein (1976). Con Cannes ha avuto un rapporto non sempre facile per questo il presidente di Cannes Pierre Lescure e il delegato generale Thierry Fremaux dichiarano oggi di essere “lieti che Alain Delon abbia accettato di essere onorato dal Festival. Ha esitato a lungo, essendo stato per molto tempo riluttante a questa Palma d’Oro perché pensava che avrebbe dovuto venire a Cannes solo per festeggiare i registi con cui ha lavorato”. Negli ultimi anni Delon è però tornato volentieri al festival: ha partecipato alle cerimonie del 60/o anniversario. Nel 2010 ha fatto un gran ritorno pieno di emozione salendo di nuovo i gradini del Palais du Cinema 47 anni dopo mano nella mano con Claudia Cardinale in occasione del restauro del Gattopardo.
Si è ritirato dal cinema ma ha ammesso, ricorda il festival, un rimpianto. “C’è una cosa che mi è sfuggita e che mi perseguiterà sempre: mi sarebbe piaciuto essere stato diretto da una donna prima di morire”. Lo stesso prestigioso premio a Delon è stato assegnato in passato a Jeanne Moreau, Woody Allen, Bernardo Bertolucci, Jane Fonda, Clint Eastwood, Jean-Paul Belmondo, Manoel de Oliveira, Agnès Varda e Jean-Pierre Léaud. Gigante, leggenda, icona mondiale i superlativi si sprecano per il grande Delon, attore e sex symbol (Delitto in pieno sole, 1960, di Renè Clement, 25 anni di abbagliante bellezza) più di 80 film tra campioni d’incasso come Borsalino e film d’autore di Visconti, Antonioni e Godard, molti diventati dei classici del cinema in coppia con attrici altrettanto iconiche come Romy Schneider, Claudia Cardinale, Ursula Andress, Monica Vitti.

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Notre-Dame da Disney 5mln e prepara film
La cattedrale fu set del film d’animazione adattamento di Hugo

17 aprile 201919:13

– La Disney contribuirà con 5 milioni di dollari alla ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame dopo il rogo di lunedì. Il presidente e amministratore delegato Bob Iger ha sottolineato la vicinanza della società alla comunità parigina. Nella cattedrale fu ambientato il film del ’96 Il gobbo di Notre-Dame, adattamento animato del romanzo di Victor Hugo. Un tema caro all’animazione Disney che sta preparando un adattamento questa volta live action del ‘Gobbo’.           [print-me title=”STAMPA”]

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Ritrovata una scultura rubata a Benigni
Operazione Carabinieri Arte, è una statua romana del II secolo

17 aprile 2019 05:44

I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) hanno recuperato una scultura romana del II secolo che era stata rubata nel 2010 a Roma nella villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni. Individuata dagli investigatori in Spagna, l’opera, di proprietà dell’attore e regista e di sua moglie, verrà restituita. Nell’ambito della stessa indagine, i carabinieri hanno ritrovato e riportato in Italia anche una scultura che era stata trafugata, sempre nella capitale, da Villa Borghese. Nel corso di un’altra indagine, secondo quanto si apprende, i carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) guidati dal generale Fabrizio Parrulli hanno recuperato anche un prezioso bassorilievo attribuito ai fratelli Della Robbia (fine 1400) che era stato rubato quasi 50 anni in Toscana fa da una chiesa di Scansano in provincia di Grosseto. Tutte le opere ritrovate dai carabinieri Tpc, dalla scultura rubata a Benigni al bassorilievo dei Della Robbia, verranno esposte domani, mercoledì 17 aprile, nella sede del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale a Roma, in via Anicia 24, e illustrate al termine della conferenza stampa di presentazione del resoconto dell’attività operativa del 2018 che si terrà alla presenza del ministro della cultura Alberto Bonisoli e del generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Le invisibili, homeless in commediaDal 18 aprile film francese campione d’incassi

16 aprile 201912:54

‘Le invisibili’ di Louis-Julien Petit, in sala dal 18 aprile con Teodora, racconta in commedia la storia di quelle donne che nessuno vuole vedere davvero: quelle homeless, a volte sporche e con guardaroba in busta di plastica, da cui si distoglie lo sguardo.
Campione d’incassi in Francia con oltre dieci milioni di euro al box office, il film, in sala dal 18 aprile con Teodora, guarda a Ken Loach e mette in campo tutta una serie di personaggi ai margini, pieni di spine e umanità.
E lo fa attraverso gli occhi di quattro assistenti sociali dell’Envol, centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quattro donne davvero coraggiose perche’ quando il comune decide di chiudere il centro, si lanciano in una sfida non da poco: dedicare gli ultimi mesi a trovare un lavoro alle loro assistite, abituate a vivere in strada.
Il film in realtà si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne senza dimora di Parigi. Il cast, infine, include nomi celebri come Audrey Lamy e Corinne Masiero, e moltissime non professioniste a volte con un passato di vita in strada.
“Ispirandomi alla tradizione del cinema sociale britannico (da Full Monty a Pride) – spiegato il regista -, ho capito che la commedia sarebbe stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne. Volevo un film luminoso, pieno di speranza e focalizzato sulla coesione del gruppo, sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.
Nel rispetto delle donne senza dimora, spesso inclini all’autoironia e mai all’autocommiserazione, era importante che lo spettatore si confrontasse senza sconti con il drammatico stato di precarietà in cui queste vivono”.
Per quanto riguarda il casting sottolinea Louis-Julien Petit: “Volevamo trovare cinquanta donne che avessero vissuto davvero per strada. Durante le audizioni, ognuna di loro aveva circa un’ora per raccontare la propria vita. Poi e’ stato loro chiesto di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e sul set non abbiamo mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), ecc.
Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi – continua il regista -, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”.
Butturini, Ho ballato di tuttoEsordio noir del giornalista, a cavallo tra anni ’80 e 2000

16 aprile 201913:16

– PAOLO BUTTURINI, HO BALLATO DI TUTTO (CERCANDO QUERENCIA A VERONA) – Albatros, pp. 160, 13.50 Euro.
E’ un noir intrigante ma soprattutto un omaggio al giornalismo, a quello del passato e a quello di oggi, il libro “Ho ballato di tutto”, esordio nella narrativa del giornalista Paolo Butturini.
Edito da Albatros, il libro racconta la vicenda di un cronista di un quotidiano romano che viene inviato a Verona per indagare su una brutta storia, tra affari e mala politica. Una città già conosciuta dal protagonista – un personaggio delineato psicologicamente dall’autore in modo convincente -, che lì ha vissuto un’esperienza professionale pesante per un’inchiesta difficile e finita male. In un continuo passaggio temporale, tra gli anni ’80 e il nuovo millennio, il lettore si troverà coinvolto in una storia avvincente, tra scandali, omicidi e loschi figuri, che racconta tanto anche del mestiere del giornalista: un lavoro che prima si faceva per lo più “consumando la suola delle scarpe”, con penna e taccuino in mano, e che negli ultimi anni utilizza in modo preponderante gli strumenti della tecnologia, ma che in fondo ha sempre lo stesso obiettivo, quello di avvicinarsi il più possibile alla verità per informare il cittadino. Ecco perché un bravo giornalista è anche oggi un misto di intuito e deontologia, di libertà di pensiero e credibilità, doti che il cronista protagonista del libro possiede, unite a un pizzico di disubbidienza. Con una storia ben costruita, articolata in capitoli brevi e incisivi e raccontata con un linguaggio fluido, Butturini riavvolge il nastro della storia del nostro Paese senza fare sconti a nessuno, delineando un contesto pieno di vizi italici, tra corruzione, nostalgie fasciste, violenze e poteri deviati, ma anche di virtù come l’onestà e la generosità. E, nel dipanare il suo thriller, mentre chiede al lettore di seguirlo senza indugi alla scoperta dei fatti e dei tanti personaggi, l’autore dipinge anche un acuto ritratto di Verona, altra silenziosa ma vivace protagonista del libro: una città splendida e misteriosa, emblema del nordest produttivo ma ricca di contraddizioni, con le sue sacche di povertà e i suoi ‘disperati’ che sul suo suolo, dal Sud del mondo, cercano un futuro migliore.

A Terni la musica di Umbria Jazz SpringFino a Pasquetta appuntamenti con cartellone insegna black music

TERNI16 aprile 201913:32

– Inizia il 18 aprile a Terni Umbria Jazz Spring, cinque giorni di musica fino al giorno di Pasquetta.
Durante il periodo delle feste pasquali Terni ospita il più corposo e articolato cartellone di Black Music (nella sua accezione più vasta) a livello nazionale. Saranno infatti protagonisti Roosevelt Collier, il “Jimi Hendrix” della pedal steel guitar, Thornetta Davis, da Detroit, che della Motor City è considerata l’indiscussa regina del blues, vincitrice di una trentina di Detroit Music Awards nelle categorie blues e rhythm ‘n’ blues, i New Orleans Mystics, un versatile gruppo vocale che ha in repertorio una varietà di classici r&b, soul, disco, jazz, Motown, coprendo un periodo che va dagli anni ’40 ad oggi, e ovviamente il gospel, con il Virginia State Gospel Choir, che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King.
Pasquetta alla Casa del Jazz a RomaDue concerti per festeggiare anche 14/o compleanno

16 aprile 201913:35

– La casa del Jazz festeggia il suo quattordicesimo compleanno con una giornata di animazione per bambini e famiglie e concerti. Una giornata di festa per celebrare un luogo prezioso per il panorama culturale italiano e internazionale. A partire dalle 11 Massimo Nunzi e la GiocaJazz Kids Orchestra animeranno il grande parco della Casa del Jazz. Nel pomeriggio nella sala concerti alle 17 il pianista Enrico Pieranunzi presenterà il progetto tra musica classica e Jazz “Play Gershwin” insieme al fratello Gabriele al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto. A seguire alle 21 verrà raggiunto dalla ritmica di Luca Bulgarelli e Roberto Gatto che farà da base per l’esibizione di una serie di musicisti solisti ospiti.
Sky, esordio record per Il trono di spadeÈ la serie di acquisizione più vista di sempre sulla piattaforma

16 aprile 201914:03

Esordio da record per la stagione finale de “Il Trono di Spade” su Sky Atlantic/+1 (anche on demand): il primo episodio della serie Hbo, trasmesso in contemporanea con gli Stati Uniti nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 aprile alle 3 di notte su Sky Atlantic e riproposto in serata sullo stesso canale, è stato visto nel complesso da oltre 925 mila spettatori, in crescita del +62% rispetto al debutto della settima stagione (che era stato visto da 570 mila). Questo dato porta “Il Trono di Spade” a essere la serie di acquisizione più vista di sempre su Sky, al terzo posto assoluto dopo le serie originali Sky “Gomorra – La serie” e “The Young Pope”.
Ottimo il dato della permanenza che arriva a quota 77%, con un totale di spettatori unici di quasi 1 milione 200 mila.
In particolare, il solo passaggio alle 3 di notte (dato Auditel, Live+Vosdal) è stato seguito da 320 mila spettatori medi con una share del 18,6%. Di questi, ben 82 mila spettatori (dato Auditel, Live) lo hanno seguito “in diretta” portando Sky Atlantic ad essere a quell’ora il 4/o canale nazionale sul totale individui con il 5,25% di share, il 1/o canale nazionale tra il pubblico 15-54 anni (9,1% di share) e il canale più visto della piattaforma. A questi dati si aggiungono i 202 mila utenti unici che hanno visto “Il Trono di Spade” su Sky Go e NOW TV.
Successo in Italia anche sui social con un totale di 76.900 interazioni complessive nell’intera giornata del debutto della nuova stagione de “Il Trono di Spade”, di cui il 73% generate su Twitter. L’hashtag più utilizzato dagli utenti italiani è stato #GameOfThrones che ha ottenuto quasi 9.000 citazioni su Twitter, entrando anche nella classifica dei trending topic italiani fino a questa mattina.
Pulitzer: italiano Tugnoli premiato per fotografiaA Nyt, Wsj e Wp per i riflettori su Trump

NEW YORK16 aprile 201914:05

Il Pulitzer si schiera con i giornali che stampano quelle che il presidente Donald Trump ama definire “fake news”. New York Times e Wall Street Journal hanno vinto il piu’ prestigioso premio giornalistico al mondo per le inchieste condotte l’anno scorso sull’operato dell’inquilino della Casa Bianca mentre uno dei tre premi del Washington Post e’ andato al critico Carlos Lozada per come ha preso spunto dai molti saggi usciti su Trump per ricostruire il clima culturale creato dal “trumpismo”.    Il premio al Wall Street Journal e’ andato agli scoop sui pagamenti fatti dall’avvocato di Trump Michael Cohen alla pornostar Stormy Daniels e a un’altra donna in campagna elettorale: l’obiettivo era di comprare il silenzio sui rapporti sessuali che le due affermavano di aver avuto con Trump. Il New York Times e’ stato premiato per una inchiesta di 18 mesi sulle finanze del presidente che hanno evidenziato una ricchezza gonfiata anche grazie a una serie di escamotage fiscali.    Un italiano che vive a Beirut, Lorenzo Tugnoli, e’ stato premiato per la fotografia grazie a un reportage sulla fame in Yemen pubblicato sul Washington Post. Sempre la guerra in Yemen ha fatto vincere il Pulitzer a Reuters e Associated Press per il giornalismo internazionale. Aretha Franklin ha fatto la storia con un Pulitzer postumo per la musica. Premi sono andati anche giornali locali che hanno coperto la scia di stragi che ha insanguinato l’America l’anno scorso. Il South Florida Sun Sentinel e’ stato premiato per l’analisi delle manchevolezze che hanno permesso la sparatoria nel liceo di Parkland (Pubblico Servizio) mentre il Pittsburgh Post Gazette ha conquistato il riconoscimento per le breaking news dopo la strage alla sinagoga Tree of Life. Nessun premio e’ andato invece ad articoli sull’inchiesta del procuratore Robert Mueller o sulle malefatte delle Big Tech.
Lagioia, investire più in Salone LibroAppello alle istituzioni. Biino, il futuro sia senza incertezze

TORINO16 aprile 201914:08

– “Investite nel Salone più e meglio di quanto non abbiate fatto nel passato. Nessun territorio cresce se non scommette su se stesso, altre manifestazioni di questa portata non esistono”. Lo dice Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro, rivolgendosi a istituzioni e forze economiche del territorio. “Se Torino e il Piemonte vorranno contare in Europa non potranno non investire sul Salone”.
Lagioia ha polemizzato con la stampa che a volte “dà più spazio ai rubinetti che non funzionano che al Nobel ospite, forse perché è meno difficile scrivere di questo. Così si finisce per privilegiare l’idraulica alla letteratura”. “Si lavori per dare un futuro senza incertezze al Salone del Libro”, aggiunge Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori che organizza la kermesse. “Il Salone è patrimonio di Torino e dell’Italia e merita attenzione. Gli enti locali non tardino nei pagamenti, i giornalisti non sottolineino le criticità, commercianti e librai collaborino. Ce la si può fare. Ne vale la pena”.
Renga, ho trovato ‘L’altra metà’Album in uscita il 19/4, poi due live speciali e tour nei teatri

16 aprile 201915:01

– Esce venerdì 19 aprile l’ottavo album di Francesco Renga, intitolato ‘L’altra metà’, che sarà il protagonista di un nuovo tour con due anteprime speciali. La scaletta composta dai dodici brani del nuovo lavoro, da ‘Aspetto che torni’ a ‘Oltre’, sarà presentata in anteprima il 27 maggio all’Arena di Verona, mentre il 13 giugno sarà la volta del Teatro Antico di Taormina. In autunno, con partenza l’11 e 12 ottobre dagli Arcimboldi di Milano, Renga sarà poi impegnato con un lungo tour nei teatri italiani. “Con questo album – ha detto l’artista – ho trovato un nuovo spazio ed un linguaggio aperto, per parlare con tutti ma restando coerente con me stesso”.
Ecco villa Arianna, domus antica StabiaeEra chiusa da ottobre per danni subiti da un violento nubifragio

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOL16 aprile 201915:05

– E’ stata riaperta al pubblico il 16 aprile Villa Arianna, la domus dell’antica Stabiae che era chiusa da ottobre dello scorso anno, a seguito di danni subiti durante un violento nubifragio. La riapertura è avvenuta al termine dei lavori di ripristino e puntellatura della copertura moderna dell’atrio.
“Le coperture della Villa e dell’adiacente “Secondo Complesso” saranno, a breve, oggetto di un più radicale rifacimento, già definito a livello progettuale – ha assicurato la direttrice ad interim della Soprintendenza del Parco archeologico di Pompei, Alfonsina Russo – La forzata chiusura al pubblico è stata l’occasione per condurre interventi di miglioramento del decoro complessivo della Villa e di accoglienza per i visitatori”. “La riapertura della villa è solo l’inizio di una progressiva riqualificazione – spiega la Russo – e una dimostrazione della rinnovata attenzione del Parco Archeologico di Pompei verso lo straordinario patrimonio archeologico dell’antica Stabiae”.
La Butterfly di Ozpetek tra melò ed erosAl San Carlo la prima tra classicità e innovazione

NAPOLI16 aprile 201920:42

Un regista dei sentimenti, come Ferzan Ozpetek, non poteva che gettarsi sulla ‘Madama Butterfly’ di Giacomo Puccini con il giusto sguardo melò, occhio da cineasta e voglia di sparigliare le carte nel segno di una modernità che nella lirica è anche troppo consumata. Ma di fatto la sua lettura dell’opera, almeno da quello che si è visto alla prova generale al Teatro San Carlo di Napoli, è rimasta, al di là della volontà trasgressiva della vigilia, nei canoni della classicità. Molti però i voli creativi in questa rappresentazione lirica diretta da Gabriele Ferro che ha debuttato il 16 aprile e che è la terza curata dal regista italo-turco.Intanto una bella scenografia minimalista, curata da Sergio Tramonti basata su due elementi a stridere, ovvero due enormi muri che limitano il villaggio dove si svolge la vicenda e poi l’immenso mare, quello che Butterfly (Evgenia Muraveva e Rebeka Lokar che si alterneranno nel ruolo di Cio-Cio-San) protagonista assoluta dell’opera, in quanto l’innamorata perfetta e donna in attesa per eccellenza, guarda spesso dando le spalle al pubblico nel suo abito rosso porpora. In realtà Pinkerton, l’americano (Saimir Pirgu e Angelo Villari), come vuole appunto il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, si vede poco. È l’amore assente, Il marinaio impenitente quello che però Ozpetek, a fine del primo atto, fa consumare del sesso, entrambi nudi, con la sua Cio Cio San (anche se domenica i legacci che dovevano scogliere i loro abiti non hanno funzionato del tutto tra lo stupore divertito dello stesso regista). Ancora nel segno dell’innovazione, Madama Butterfly è ambientata sì in un villaggio di pescatori, ma di una Nagasaki degli anni Cinquanta, ma nonostante la poetica lettura di Ozpetek che vuole questa geisha “tutt’altro che fragile e con un Pinkerton burattino”, alla fine le strette maglie del libretto portano tutto verso la tradizione.Madama Butterfly, che si replicherà sino al 20 aprile e sarà subito ripresa dal 25 maggio al 1 giugno, ha tra i momenti di vera poesia quello che vedono l’enorme proscenio del San Carlo diventare schermo dove poter vedere, per meno di un minuto, la solitudine di Cio Cio San nei confronti di quel che mare che potrebbe dargli la morte o la vita con il ritorno dell’amato Pinkerton. Maestro del Coro del Teatro San Carlo, Gea Garatti, mentre tornando al cast Raffaella Lupinacci e Chiara Tirotta (si alterneranno nel ruolo della fedele Suzuki); Giovanni Meoni e Filippo Polinelli (Sharpless); Luca Casalin (Goro); Ildo Song (Lo zio Bonzo); Niccolò Ceriani (Il Principe Yamadori); Rossella Locatelli (Kate Pinkerton) e Enrico Di Geronimo (Il Commissario Imperiale). I bei costumi, con prevalenza di rosso, sono di Alessandro Lai mentre le luci di Pasquale Mari. Ricordiamo infine che questa tragedia giapponese in tre atti dedicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro e tratta dalla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long, ha ormai oltre cento anni di età (la prima rappresentazione c’è stata alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904).

A Pasqua MA_Ma Tour nell’arteA Napoli sconti mostre Canova e Mapplethorpe, fino al 22 aprile

NAPOLI16 aprile 201915:11

– Un chilometro in bellezza. C’era una volta a Napoli ‘lo struscio’, la passeggiata nei giorni precedenti la Pasqua per le vie del centro. Oggi la tradizione si rinnova nel segno dell’arte con MA_Ma Tour, un regalo di Pasqua cittadini e turisti invitati a percorrere il km che separa il Museo Archeologico nazionale (MANN) dal Museo Madre di arte contemporanea. Le due istituzioni fanno rete in occasione della mostra ‘Canova e l’antico’ (già oltre 60mila visitatori in 15 giorni) e dell’ultima settimana di apertura della retrospettiva ‘Robert Mapplethorpe. Coreografia per una mostra’: dal 16 al 22 aprile, compresi i giorni festivi, presentando il biglietto del MANN o la Card di abbonamento annuale Open MANN, sarà possibile accedere al Madre al costo di 3 euro, e viceversa, con il ticket del Madre si visiterà l’Archeologico al prezzo ridotto di 7,50 euro.
Morandi torna a casa, 16 concerti a BolognaIl cantante sul palco del Duse fra novembre e gennaio 2020

BOLOGNA16 aprile 201920:39

Con il progetto “Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni”, sedici serate dal 1 novembre al teatro Duse di Bologna, Gianni Morandi torna a cantare nella sua città e in quel teatro dove tenne un concerto nell’ormai lontano 1964 davanti a 1400 spettatori. I primi 12 sono in programma l’1, 2, 3, 7, 14, 21, 28 novembre, 5, 12, 20, 21 e 22 dicembre; gli altri quattro, nel 2020, verranno annunciati più avanti. “Saranno concerti acustici – ha spiegato Morandi in un incontro con la stampa e con il pubblico – con due, tre strumentisti al massimo. Il teatro è un luogo fantastico, e il Duse in particolar modo: qui sono passati i più grandi artisti italiani, da Anna Magnani a Gassman, da Totò a Gaber a Eduardo e alla stessa Eleonora Duse. Ci vengo spesso, mi crea una suggestione particolare. A Bologna devo molto, è nato tutto qui quando ragazzino, nel ’58, prendevo la corriera a Monghidoro per andare in Via Lame 61 a studiare con la maestra Scaglioni”.Nelle 16 serate Morandi ripercorrerà il suo ultracinquantennale percorso artistico attraverso le sue celeberrime canzoni (da ‘Se perdo anche te’ a ‘Fatti mandare dalla mamma’, da ‘Il mondo cambierà’ a ‘C’era un ragazzo’, a quelle più recenti), ma racconterà anche molti aneddoti essendo stato un testimone privilegiato di tutti questi anni. “Sono passato attraverso tanti papi – ha aggiunto – da Andreotti a Salvini ne ho visti tanti…” E l’auspicio, naturalmente, di presentare anche un nuovo brano, appositamente composto, “per segnare questo momento”. Con oltre 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 all’estero, Gianni Morandi è uno degli artisti italiani più amati di sempre dal grande pubblico: “Mi fa piacere dopo tanti viaggi e tanti percorsi di vita tornare e guardare in faccia la gente, sarò insieme alle persone della mia città e spero che tutti si divertano. Per tutta la stagione non mi muoverò da Bologna. Naturalmente racconterò tutto attraverso la musica, perché alla fine è la musica che vince”. Quella musica che lo ha visto salire sui palcoscenici più importanti, osannato e, forse, anche invidiato e poi a un certo punto essere quasi dimenticato: ricorda con una certa emozione quei difficili anni Settanta, quando ripartì quasi dal principio iscrivendosi al Conservatorio di Santa Cecilia nella classe di contrabbasso, ma imparando tantissimo anche sull’uso della voce. “Mi piacerebbe fare qualcosa di classico, non so se ne sarò capace”. Poi la nuova rinascita, l’amicizia con Dalla verso il quale Morandi non nasconde la commozione: “Lo ricordo sempre nei miei concerti”. Lo farà anche in qualcuno di questi, “Lucio e Bologna sono una cosa sola”, sia attraverso “le canzoni che Lucio ha composto per me, sia interpretando qualcuna delle sue”.Cosa che ha fatto anche a conclusione della conferenza stampa, quando ha imbracciato la sua Gibson e, oltre a molti assaggi dei suoi best, ha regalato ai presenti “Piazza Grande”. Il progetto, nato da chiacchierate fra Morandi e il direttore organizzativo del Duse, Gabriele Scrima, è stato definito dal presidente del Teatro, Walter Mramor, un “incontro dell’anima: un progetto nato su questo palcoscenico, per questo palcoscenico”. L’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, ha invece sottolineato “il coraggio nella scelta di fare 16 concerti nella propria città in un teatro prestigioso che solo pochi anni fa stava per essere chiuso e invece è stato salvato da un gruppo di imprenditori privati. Bologna è Città Unesco della Musica e questo progetto ci onora perché crea entusiasmo e avvicinerà tanti giovani alla musica in teatro”. I biglietti sono in prevendita già da oggi.

“Troisi poeta Massimo” in mostraDal 17 aprile a Roma l’omaggio al grande attore-regista

ROMA16 aprile 201919:54

Da non perdere la mostra ‘Troisi poeta Massimo’ percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali del regista-attore napoletano che si tiene a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 17 aprile al 30 giugno. Promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra e a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, l’esposizione è una carrellata di ricordi di un antieroe moderno e rivoluzionario.L’esposizione racconta, a venticinque anni dalla sua morte, l’infanzia di Troisi a San Giorgio a Cremano, la sua passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia e la carriera cinematografica da regista e attore. Ma il vero filo conduttore della mostra, è l’esser poeta di Troisi, un poeta anche ricco di impegno sociale. ‘Troisi poeta Massimo’ è poi raccontato dalle testimonianze visuali dello stesso Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari, amici e colleghi come il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi.Accompagna la mostra Troisi poeta Massimo un catalogo, edito da Luce-Cinecittà e Edizioni Sabinae, per la cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con decine di immagini private e d’archivio, saggi di approfondimento biografico, i testi delle interviste ad amici e colleghi, apparati teatro-filmografici.

Per elezioni arriva Nuovo Cinema EuropaA Casa del Cinema è rassegna su Vecchio Continente, 13 film

16 aprile 201916:01

– In occasione delle elezioni europee del 26 maggio, la Casa del Cinema di Roma presenta da venerdì 19 aprile a mercoledì 1 maggio un ciclo di film che vedono al centro la storia, l’idea e la realizzazione dell’unità europea.
Il ciclo propone posizioni ideologiche (Europa di Lars von Trier, che inaugura la rassegna,) sarcastiche ed autoironiche (Quo Vado di Checco Zalone), metaforiche (L’appartamento spagnolo, di Cédric Klapisch), politiche come L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki o Io, Daniel Blake di Ken Loach che prende di mira quella burocrazia dei palazzi europei così aspramente contestata anche nel nostro paese. “La nostra funzione culturale – spiega Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema – viene in queste occasioni messa in risalto, perché la cinematografia accompagna da sempre gli avvenimenti politici e storici sia attraverso film di genere drammatico sia con commedie, docu-drama, fiction”. “Insomma, tredici film per raccontare un’Europa diversa da quella della propaganda elettorale”.

Ostermeier apre nuova stagione PiccoloIn scena spettacoli Dante, Latini, Massini, Latella, Servillo

16 aprile 201916:11

– “Il teatro è luogo del confronto internazionale. L’Europa non esiste se non si confronta con il mondo”: questa la premessa del direttore Sergio Escobar alla nuova stagione del Piccolo, che vedrà in scena 11 nuove produzioni firmate – tra gli altri – da Emma Dante, Antonio Latella, Roberto Latini, Stefano Massini e Toni Servillo.
Tra i registi stranieri, sarà Thomas Ostermeier, al suo debutto al Piccolo, ad aprire la stagione con ‘Ritorno a Reims’, tratto dal libro di Didier Eribon, con Sonia Bergamasco. Declan Donnellan, che aveva aperto questa stagione con la sua Tragedia del Vendicatore diventa regista residente del Piccolo: una collaborazione che porterà a una nuova produzione nel 2020/2021.
La stagione 2019/2020 vedrà anche il debutto mondiale di un’opera musicale su Leonardo creata da Michael Nyman in collaborazione con Studio Azzurro, e del progetto ‘La parola giusta: l’Italia delle stragi’ interpretato da Lella Costa e diretto da Gabriele Vacis.
Il Mondo perduto di Di Paolo in mostraAl Maxxi fino al 30 giugno, scatti ritrovati anni ’50-’60

16 aprile 201916:18

– Anna Magnani stesa al sole con il cane. Sofia Loren che si rifà il trucco, sotto a un cappello a margherite, o Marcello Mastroianni che pensa davanti a una tazzina di caffè. Ma anche la prima auto a varcare la Roma-Firenze e i funerali di Palmiro Togliatti. Paolo Di Paolo, classe 1925, per 14 anni è stato il fotografo più amato de Il mondo di Pannunzio, per il quale ha realizzato ritratti di divi, reportage dall’Italia e dal mondo e anche il racconto, con Pasolini, de La lunga strada di sabbia, sull’estate del ’59.
Poi, la chiusura del giornale e l’avvento dei paparazzi. Di Paolo cambiò mestiere per sempre. Oggi una ricca e sorprendete galleria dei suoi scatti, casualmente ritrovata in cantina dalla figlia, celebra fino al 30/6 al Maxxi il suo modo gentile e ‘ridente’ di raccontare la realtà con la mostra Mondo perduto a cura di Giovanna Calvenzi. “La foto? Per Pannunzio doveva essere buona, non bella – racconta Di Paolo – Era fotografia umanista.
Non ne sapevamo molto, ma ci lasciammo trascinare”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Anastacia all’Imaginaction Tour
7 giugno a Comacchio e 8 a Civitanova, uniche date live 2019

16 aprile 201916:42

– Anastacia sarà tra i protagonisti della prima edizione dell’IMAGinACTION Tour, manifestazione nata con l’intento di far esibire live sullo stesso palco e nella stessa serata più artisti internazionali che hanno colpito l’immaginario di milioni di persone anche con i loro videoclip.
L’IMAGinACTION Tour sarà ospitato nella sua prima tappa, il 7 giugno con la presenza di Anastacia, dal Comacchio Beach Festival – la musica per la sostenibilità targata Mab, festival che torna il 7 e 8 giugno sulla riviera di Comacchio nel cuore della Biosfera Delta del Po. Seconda tappa, sempre con Anastacia, l’8 giugno allo Stadio Comunale di Civitanova Marche, dove ad aprire ci sarà la band italiana dei Geisha. Anastacia sarà in Italia in esclusiva mondiale e farà per l’IMAGinACTION TOUR, che vuole sottolineare l’importanza e la forza delle immagini nella musica, le sue uniche date live del 2019.
Cocciante, Notre-Dame incanterà ancora”Stiamo decidendo come dare nostro contributo per la cattedrale”

16 aprile 201918:45

“La cattedrale Notre-Dame de Paris ha un valore storico inestimabile, un patrimonio universale da oltre 800 anni, sopravvissuto a rivoluzioni e guerre. Ieri sera è stato difficile credere a quello che stavo vedendo… immagini completamente surreali!”. E’ la testimonianza di Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo Notre Dame de Paris, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, che negli anni ha collezionato oltre cinquemila rappresentazioni nel mondo, per un totale di più di 4 milioni di spettatori.
“Per me – sottolinea ancora l’artista – Notre-Dame de Paris ha un valore doppiamente inestimabile. Grazie a Victor Hugo, a questa storia che vive nelle sue pietre, ho avuto il privilegio di darle una voce, iniziando una seconda carriera come compositore di opere popolari'”.
Per i vent’anni, lo spettacolo Notre Dame de Paris gira il mondo: sarà a Taiwan, Cina, Russia. “Con la produzione stiamo decidendo come dare il nostro dovuto contributo alla Fondazione della Cattedrale”.
At Home, a Maxxi architettura da abitareFino ad aprile 2020, archistar ‘900 in dialogo con nuovi talenti

16 aprile 201917:32

– Villa Malaparte a picco sul mare di Capri in dialogo con il rifugio sulle Dolomiti dei giovani Demogo. I Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo e il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem. La Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma e la casa ”spaziale” di Zaha Hadid in Russia. E ancora il Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano e la Moryama House di Tokyo. Come è cambiato il concetto di casa dal dopoguerra a oggi? È il racconto di At Home. Progetti per l’abitare contemporaneo, mostra che fino ad aprile 2020 mette in dialogo al Maxxi grandi maestri italiani del Novecento con giovani figure emergenti del panorama architettonico internazionale, attraverso le opere in collezione al Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. ”Non solo un’esposizione di pezzi (ben 431 ndr), ma il ragionare su un’idea”, dice Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura. Ultima stazione per Corviale, ”tra il piano originale e i 12 progetti di rigenerazione urbana in atto”

Bata sfila a Praga per 125 anni marchioPer l’anniversario del marchio anche una mostra e finale contest

16 aprile 201918:07

– Il marchio di calzature Bata ha scelto Praga per celebrare i 125 anni del marchio e presentare la terza edizione del Bata Fashion Weekend. Il tema di quest’anno, “The Evolution of Style” per la finale di Bata Young Designers Challenge è stato seguito da un fashion show e da una mostra dedicata alle calzature. Per il 125/o anniversario Bata ha trasmesso la sfilata in diretta streaming in tutto il mondo.
“Bata sostiene da sempre che le persone debbano rimanere fedeli a se stesse, senza doversi conformare ai canoni di bellezza imposti dai mass media. Il nostro fashion show vuole essere una celebrazione di questo credo” ha detto Jana Barbati Chadova, a capo dell’ufficio marketing di Bata. In pedana dunque, non le classiche modelle, ma un più ampio spettro di tipologie femminili: donne giovani e meno giovani, curvy o in forma, consapevoli e fiere del proprio corpo.
Nella mostra modelli uomo e donna appartenenti a diverse collezioni ma anche pezzi storici e la ricostruzione del laboratorio di Tomas Bata.
Riaprono Collezioni d’Arte di BolognaCantieri di oltre un anno, restaurata Galleria Vidoviana

BOLOGNA16 aprile 201918:14

– E’ valsa la pena attendere più di un anno di lavori: le rinnovate Collezioni Comunali d’Arte di Bologna svelano, infatti, un lato inedito di Palazzo d’Accursio, dove hanno sede anche il Comune e i suoi uffici. Il percorso espositivo, ora, si arricchisce della Galleria Vidoviana, restaurata e rimessa a nuovo grazie anche ai proventi delle maxi pubblicità che durante i mesi di cantiere hanno campeggiato sulla facciata storica dell’edificio. Sotto i ricchi infissi e le decorazioni ripulite nei minimi dettagli torna così visibile la serie di 18 dipinti realizzata da Donato Creti per Marcantonio Collina Sbaraglia, donati alla città già nel 1744.
I lavori erano partiti nel febbraio 2018, mentre l’inaugurazione è prevista mercoledì 17 aprile, alle 17.30. Il progetto ha riguardato la parte che dà sul Cortile d’Onore e quella su piazza del Nettuno, tra cui alcuni degli ambienti adibiti a residenza privata dei cardinali legati del Papa che tra XXIII e il XVIII secolo ressero la città. Dalle finestre delle gallerie, inoltre, si può godere una magnifica veduta su via Indipendenza e via Rizzoli. Tra gli interventi, sono stati consolidati coperti e sottotetti, rafforzate le volte, sostituiti i serramenti, installato un nuovo impianto di illuminazione e soprattutto recuperate le tappezzerie bolognesi in damasco da seta, che rivestono le cosiddette tre sale Rusconi. Inevitabile il riferimento all’incendio di Notre-Dame, nato presumibilmente proprio da un intervento di restauro: “E’ la dimostrazione di quanto sia difficile e faticoso mettere in sicurezza spazi di questo genere e fare interventi importanti e sicuri”, sottolinea l’assessore Virginia Gieri. Quanto ai giganteschi banner pubblicitari e soprattutto a chi non li aveva graditi, il presidente dell’Istituzione Musei, Roberto Grandi, è categorico: “Senza quei soldi, non avremmo mai avuto i fondi per la ristrutturazione”. Il bando era di circa 1,2 milioni di euro.
Pistoletto padre e figlio in mostraFino al 13 ottobre in tre sedi. Dialogo tra 100 opere

BIELLA16 aprile 201918:45

– Offre al pubblico l’occasione per riflettere sul rapporto tra padre e figlio la mostra ‘Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero e Michelangelo Pistoletto’, allestita dal 17 aprile al 13 ottobre in tre sedi emblematiche del biellese: Palazzo Gromo Rosa, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Casa Zegna.
Il percorso espositivo diffuso pone in dialogo la produzione artistica di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) con quella del padre, Ettore Pistoletto Olivero (Arnodera, Val di Susa, 1898 – Sanremo, 1981). I lavori di Michelangelo Pistoletto, artista noto e amato in tutto il mondo, e quelli del padre Ettore, apprezzato pittore di paesaggi e nature morte, in tutto cento opere, rimandano ai loro autori attraverso un meccanismo di specchi caro a Michelangelo, giocato tra provocazioni e pensieri intimi. Una mostra importante per Biella, che nel 2019 proporrà la sua candidatura al network Unesco delle città creative, con Pistoletto come ambasciatore.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Notre-Dame, Kasa dei libri legge Hugo
Ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine del romanzo

16 aprile 201918:49

– La Kasa dei libri di Milano ha organizzato per il 17 aprile un reading di alcuni brani del romanzo ‘Notre-Dame de Paris’ di Victor Hugo.
“A 48 ore dallo scoppio dell’incendio – scrive il fondatore della Kasa, lo scrittore Andrea Kerbaker – vogliamo ricordare la cattedrale com’era attraverso le pagine di quel grandioso romanzo, perché ci sono delle occasioni in cui la letteratura serve a tutti noi come rifugio. Saremo quindi qui alla Kasa per una lettura collettiva di alcuni tra i brani più significativi del libro: la corte dei miracoli, Esmeralda, Quasimodo… luoghi e personaggi che sono incisi nella memoria del mondo, e per fortuna nessun incendio riuscirà mai a cancellare”.
Il reading avrà inizio alle 18.50 e prevede l’intervento di numerosi lettori e scrittori.
“Qualsiasi cosa si pensi di questa spiegazione dell’incendio del Palais de Justice nel 1618 – scrisse Hugo -, la cosa dolorosamente sicura è che l’incendio ci fu. Resta ben poco, oggi, a causa di quella catastrofe…”.

Santa Cecilia, Koopman dirige MozartIl maestro olandese sul podio anche per sinfonia n.41 Jupiter

16 aprile 201918:52

– La Messa in do minore K 427, rimasta incompiuta, e la sinfonia n. 41 Jupiter sono i due capolavori di Mozart scelti dal maestro Ton Koopman per l’appuntamento della stagione sinfonica di Santa Cecilia in programma giovedì 18 aprile alle 19:30 (Auditorium Parco della Musica, repliche venerdì 19 alle 20:30 e sabato alle 18). Il direttore olandese guiderà l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale, con le soprano Maria Grazia Schiavo e Roberta Mameli, il tenore Timan Lichdi e il basso Luca Tittoto. La Grande Messa non obbediva a una committenza ma fu concepita da Mozart come pegno di fede nel matrimonio e come un dono all’amata Konstanze. La Sinfonia n.
41, maestosa e solare, fu composta nell’estate 1788, tra i periodi più bui degli ultimi mesi di vita del genio di Salisburgo. L’appellativo Jupiter, probabilmente attribuitole dall’impresario londinese Johann Peter Salomon, si riferisce proprio all’imponente solennità.
L’Uomo Vitruviano, modello del mondoMostra per 500 anni morte Leonardo a Gallerie Accademia Venezia

VENEZIA16 aprile 201920:17

Non smette di riservare sorprese l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, quella figura umana nuda inscritta nel contempo in un cerchio e in un quadrato, considerata tra le massime espressioni umanistiche dell’uomo “modello del mondo”, come rileva il sottotitolo della mostra alle Gallerie dell’Accademia, a Venezia, dedicata ai disegni del genio toscano, con inserti di Durer e allievi del maestro, a 500 anni dalla morte, e simbolo per l’euro a dimostrazione di una visione del denaro al servizio dell’uomo, come ebbe a dire l’allora governatore di Bankitalia, Carlo Azeglio Ciampi. C’è la possibilità, infatti, che Leonardo possa aver usato, fidandosi di una errata trascrizione di un testo vitruviano, un dato diverso rispetto a quello originale nel calcolo delle proporzioni. In sostanza utilizzando una misura del “piede” pari ai nostri 26 centimetri, da moltiplicare per 7 per arrivare all’altezza dell’uomo perfetto.In catalogo, edito Silvana Editoriale, c’è un dettagliato studio sull’argomento di Francesco P. Di Teodoro. Quello che è certo è che “riprendendo l’immagine simbolica dell’uomo come specchio dell’universo” – come rileva Annalisa Perissa Torrini, co-curatrice con Valeria Poletto della mostra aperta fino al 14 luglio – Leonardo ha lasciato un capolavoro, giunto a Venezia nel 1822 proveniente dalla collezione Giuseppe Bossi. Assieme a quel foglio, di appena 32,5×24,6 cm., alle Gallerie dell’Accademia giunsero altri 24 disegni opere del Da Vinci. Dopo un’attesa di cinque anni dall’ultima esposizione, i 25 fogli tornano ed essere presentati al pubblico, nel quadro delle celebrazioni per i 500 anni, segnando un filo comune che unisce Venezia alle mostre di Torino, Milano o Roma.Ai disegni “veneziani” si uniscono quelli, una decina, provenienti dalle collezioni di vari musei, oltre a un’altra trentina di altri di autori diversi, anch’essi centrati sui temi comuni delle proporzioni e dell’anatomia, di cui il “vitruviano” leonardesco è perfetta sintesi. Il percorso espositivo segue un filo cronologico ed è l’occasione per incrociare Leonardo studioso di botanica, di scienza, di caricature, di armi – come un disegno a sanguigna preparatorio della perduta Battaglia di Anghiari – o di temi religiosi, come lo schizzo per Madonna con Bambino, sant’Anna e un agnello. “I disegni, gli schizzi e le annotazioni – ha rilevato Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, sottolineando che siamo in presenza di un genio europeo – rappresentano il lato più intimo e profondo della produzione di Leonardo e consentono di visualizzare le sue idee nell’attimo stesso in cui furono concepite e trasposte su carta. I fogli del museo veneziano raccontano tutta la vita del maestro di Vinci”, da Firenze a Milano, oltre a un breve soggiorno in laguna. Riguardo alla possibilità che l’Uomo Vitruviano possa essere prestato alla Francia per le celebrazioni leonardesche, il ministro ha indicato che tutta la questione del reciproco scambio delle opere con il Paese d’Oltralpe, in vista anche delle celebrazioni per Raffaello, è ancora in fase di analisi.

Al via il 19 giugno Inteatro Festival54 artisti per 14 titoli e 22 repliche a Polverigi e Ancona

ANCONA16 aprile 201920:19

– Da un lato spettacoli di danza che ritrovano nell’universale linguaggio del corpo l’unico antidoto alle false verità che la cultura contemporanea ci propina, dall’altro performance teatrali che con un gioco di specchi evidenziano la confusione concettuale della nostra società.
Questo il filo conduttore del 41/o Inteatro Festival, in programma a Polverigi e Ancona dal 19 al 23 giugno, nelle parole della sua curatrice (e direttrice di Marche Teatro) Velia Papa.
Un programma che con 54 artisti, 14 titoli e 22 repliche offre una panoramica internazionale delle produzioni di ricerca teatrale più avanzate. Tra i vari appuntamenti due grandi spettacoli di danza internazionale al Teatro delle Muse il 22 e 23 giugno: ‘Invisible habitudes’ della The Dance Company di Singapore e ‘Cria’ della coreografa brasiliana Alice Ripoll. Ad inaugurare il Festival a Polverigi in prima nazionale il duo maschile di danzatori e musicisti Simone Donati e Stephen Quildam in ‘Say it’.
Walter Nudo operato al cuoreIl suo entourage, è andato tutto bene

16 aprile 201920:38

– Walter Nudo è stato operato al cuore all’ospedale Monzino di Milano, dove era stato ricoverato in seguito al malore che lo aveva colpito a Los Angeles. “E’ andato tutto bene”, fanno sapere dal suo staff. “Abbiamo eseguito tutti gli accertamenti – spiega il cardiochirurgo Marco Zanobini – per scoprire l’esatta causa delle ischemie. E’ stato necessario un piccolo intervento al cuore che si è risolto rapidamente e senza complicanze.
Seguirà una breve degenza di un paio di giorni e un periodo di convalescenza durante il quale dovrà seguire un programma di recupero concordato e molto personalizzato considerate le caratteristiche del paziente. Nel giro di breve tempo tornerà al 100 per cento alla sua vita, che comprende la ripresa della totale attività sportiva esattamente come prima dell’episodio”.
L’entourage di Nudo ringrazia “l’ospedale Monzino, tutto il suo staff, il prof. Zanobini e il prof. Bartorelli”, ma anche tutte le persone che hanno avuto anche solo un pensiero per Walter”.
Koons accademico d’onore a CarraraLezione dell’artista americano davanti agli studenti

CARRARA (MASSA CARRARA)16 aprile 201920:49

– L’artista americano Jeff Koons è stato nominato accademico d’onore in Scultura, un’onorificenza che segna l’avvio delle celebrazioni dei 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, fondata nel 1769.
Koons parla a braccio, racconta le sue esperienze, dei primi approcci con la conoscenza delle tecniche artistiche. Dagli anni dell’accademia, frequentata a Baltimora e dalla visita al museo locale che gli apre gli occhi sulla necessità di studiare la storia dell’arte, all’incontro con l’Olympia di Manet, poi le opere e i gonfiabili come soffio vitale.
Prima della lezione dell’artista, ‘generoso’ con gli studenti, era stato il presidente dell’Accademia Antonio Passa a fare gli onori di casa insieme al direttore Luciano Massari che ha letto la motivazione: “Koons è riuscito nell’intento di rinnovare la poetica degli oggetti, sulle orme del ready-made di Duchamp e la Pop Art di Andy Warhol per creare un vero e proprio immaginario postmoderno che ha segnato l’arte contemporanea”.
Torna a casa Jimi!, commedia di frontieraUn cagnolino abbatte i muri di Cipro nel film di Piperides

17 aprile 201909:56

I muri alzati dall’odio politico, le diffidenze tra popoli nemici, perfino i divieti imposti dalle leggi nulla possono di fronte all’amore che unisce un piccolo e indisciplinato cagnolino al suo padrone. È davvero una commedia ‘di frontiera’ dai toni surreali “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”, film di Marios Piperides che arriva in sala il 18 aprile in 20 copie con Tucker Film. Interpretato dal bravo Adam Bousdoukos (già protagonista di “Soul Kitchen”) e già premiato al Tribeca Film Festival (come Best International Narrative Feature), il film è ambientato a Nicosia, l’ultima capitale nel mondo ancora divisa in due parti, una greca, l’altra occupata dai turchi: grazie al filtro della commedia, il regista racconta con sguardo carico di leggerezza e profondità le tensioni tra i due popoli, la militarizzazione dell’isola e l’impossibilità ancora oggi di costruire un dialogo. A Cipro gli equilibri sociopolitici sono fragili, le regole sono rigide ed è vietato trasferire animali, piante e prodotti da una zona all’altra. Così, quando il bastardino Jimi Hendrix oltrepassa il checkpoint di Nicosia finendo nel settore turco, il suo padrone Yiannis, musicista inconcludente in procinto di lasciare Cipro per raggiungere l’Europa e ricostruire la propria vita, si trova coinvolto in un’incredibile avventura, tra beghe burocratiche e diplomatiche, loschi personaggi, contrabbando e spericolate alleanze pur di riportare il suo cane a casa. Yiannis, greco cipriota, dovrà perfino avere a che fare con il turco Hasan (l’attore Fatih Al), con il quale scoprirà di avere non poco in comune, nonostante la reciproca diffidenza.
“Sono dentro questa storia da tutta la vita. Sono nato a Nicosia, e non ho attraversato l’isola fino al 2003, quando è stato aperto il checkpoint: solo allora ho incontrato i turchi ciprioti”, afferma oggi a Roma il regista Piperides, “quando passi dall’altra parte provi un sentimento strano: vedi chi è profugo nel proprio Paese, che in fondo siamo le stesse persone e abbiamo le stesse facce: Cipro è una piccola isola, è inaccettabile che sia ancora divisa”.
“Sono cresciuto in Germania, i miei genitori sono emigrati negli anni ’60 e hanno sempre avuto una mentalità aperta: io ho avuto tanti amici turchi perché avevamo tante cose in comune, più di quelle che storicamente ci dividevano”, racconta invece il protagonista Bousdoukos, “la mia prima volta a Cipro risale al 2000 per Soul Kitchen, poi ci sono tornato per questo film.
Per tutti i greci la questione cipriota è importante: è inconcepibile che non si possa fare neppure una passeggiata da una parte all’altra”. “Io invece non ho avuto occasione di avere amici turchi”, prosegue il regista rispondendo all’attore, “Abbiamo costruito un muro a Cipro e l’uomo lo fa da secoli pensando di proteggersi, anche se non funziona, perché guerre e atrocità continuano. La chiave di tutto è la scuola: se non cambia la mentalità la storia resterà la stessa. Fin da piccoli ci insegnano l’odio, c’è la propaganda. Ma come accade nel film, quando persone diverse si incontrano devono avere rispetto, capirsi e accettarsi. E’ sempre colpa degli altri, anche a Cipro. Ognuno invece ha le sue responsabilità: riconoscerlo è indispensabile per andare avanti”.
Il film, girato per lo più nella zona greca, ha avuto qualche piccola difficoltà proprio per l’utilizzo del cane (in realtà femmina di nome Pepper, proveniente dall’Olanda): “Il problema era portare il cane nel settore turco, che per la legge sarebbe dovuto rimanere in quarantena per circa tre mesi. Per questo abbiamo optato per la zona sud. E abbiamo girato anche nella zona cuscinetto, chiedendo il permesso all’Onu”, conclude Piperides.

Janeczek e il cibo nel mondo di oggiCon nuovo finale su 11 settembre romanzo autrice premio Strega

17 aprile 201909:57

Aveva un finale d’attualità, forte e impegnato, la prima edizione di questo romanzo sul cibo, che affrontava a suo modo il tema e l’allarme della “mucca pazza”, e ora, purtroppo in sostituzione di quello e non semplicemente in aggiunta, ce n’è uno tutto nuovo, dedicato alla tragedia delle Twin Towers l’11 settembre, in questa riedizione, che arriva dopo il successo internazionale de ‘La ragazza con la Leica’, vincitore dell’ultimo premio Strega. Già questi due finali ci fanno capire che è un’opera un po’ diversa da tutte quelle, ormai tante, cui siamo abituati su questo tema da quando uscì nel 1987 ‘Casalinghitudine’ di Clara Sereni. Certo non manca la madeleine personale, ma tutt’altro che proustiana, con quel “bel pezzetto d’aringa” che la riporta ai riti ebraici dell’Europa nordorientale col suo profumo di pesce salato fresco che sa di mare, cui però si lega soprattutto il ricordo del padre di Elena Janeczek, e lei lo va a ricomprare il giorno in cui lui muore, per fedeltà alla tradizione del kashrute e mentre, come si deve per la shivah, cammina scalza per casa come lui le aveva insegnato.
Si cominciava parlando con un cugino che vive in America del pesto venduto in barattoli ai supermercati, o delle mille varietà che si possono fare in casa, anche con i prodotti della California, e si finiva in Corsica guardando “libere mucche che ignorano di essere finite all’inferno”, di essere tutte viste come malate “pazze”. Oggi invece l'”epilogo quasi morale” riguarda un doppio crollo, quello per l’attentato a New York del 2001 e quello per la chiusura della Lehman Brothers il settembre di sette anni dopo con l’apertura di una crisi economica che mette a terra un paese. Dopo il crollo delle torri, c’era stato uno slancio di resistenza e rinascita, di fratellanza anche verso i tanti islamici, come i camerieri e sguatteri del celeberrimo ristorante Windows on the World che lavoravano al 107/mo piano del World Trade Center. Ma è poi con la crisi che quelli tra quei pochi lavoratori sopravvissuti per caso o per fortuna o i loro eredi si trovano costretti a lottare duramente per far rispettare i propri diritti, con l’aiuto essenziale dell’ex chef Michael Lomonaco, diventato per forza di cose sindacalista dei lavoratori del cibo.
Tra questi estremi si svolge la narrazione legate al cibo nei modi più diversi di questo libro, ovvero le storie che Elena racconta all’estetista Daniela cui si è rivolta per la cura del proprio corpo durante una dieta dimagrante. Dal confronto tra le due nascono storie storie di donne e del loro legame col mangiare, vicende di identità, di anoressia o bulimia, di varietà infinita di piatti di ogni paese, di golosità e di mancanza di gusto, di massaggi e cellulite, in una continua, allarmante attenzione che sembra precludere la possibilità di viversi spensieratamente la vita.
Le ossessioni che sono al fondo delle pagine dolci e inquietanti della Janeczek creano un romanzo, un collage di storie e sapori che si fanno testimonianza del malessere femminile, ma non solo, perché quello è anche segno preciso delle fissazioni e pericolose fascinazioni del nostro mondo ricco e occidentale e queste vicende diventano storia e costume, nella loro dimensione di metafora e indagine psicologica. I personaggi che danno vita alle storie e i piatti loro legati sono indagati a fondo: si va dalla Praga occupata dai sovietici, in cui annega la propria frustrazione per l’arrivo dei carri armati russi l’obesa Ruzena con i knedlicky di prugna, ai friarielli ricchi di sapore e dalle precise radici che danno forza a Teresa, o i krapfen delle feste di Ulrike con i suoi gravi problemi di nutrizione, sino alle tante pizze che costellano queste pagine, tra ristoranti, pasticcerie, trattorie, bar, gelaterie. Ma tutte queste varietà, tutte le preoccupazioni e gioie, vengono comunque annullate da terremoti improvvisi come appunto quello della mucca pazza o della crisi americana, a ricordarci come il cibo abbia un valore sociale, sia simbolo di una necessità e di una comunione di cui non dovremmo mai dimenticare il valore solidale.

Beresford al Taofest, Stone capo giuriaIn gara film della premio Oscar Octavia Spencer e della Apple

CATANIA16 aprile 201914:17

– Sarà la commedia ‘Ladies in Black’, nuovo film del regista australiano Bruce Beresford che ha già diretto ‘A spasso con Daisy’, ad inaugurare la 65/a edizione del Taormina Film Fest, che si svolgerà nella Perla dello Ionio dal 30 giugno al 6 luglio. Beresford sarà presente alla rassegna insieme alla co-protagonista Julia Ormond e agli altri attori del film. Sarà Oliver Stone a presiedere la giuria composta, tra gli altri, dallo scrittore André Aciman (‘Chiamami col tuo nome’), dal compositore Carlo Siliotto (‘Instructions Not Included’, ‘Miracles from Heaven’) e dall’attrice Laura Morante. Sul grande schermo del Teatro Greco e nelle sale del Palazzo dei congressi si avvicenderanno anteprime da tutto il mondo, come il nuovo film di Martha Coolidge, ‘I’ll Find You’.
Prevista la presenza della premio Oscar Octavia Spencer (‘The Help’), protagonista della serie originale ‘Are You Sleeping?’, nuova avventura televisiva della Apple.
Biografilm, premi a Luchini e MockusRiconoscimento a Bologna anche a Letizia Battaglia

16 aprile 201916:45

– Oltre alla fotografa Letizia Battaglia, sono stati annunciati a Roma i premi alla carriera, i Celebration of Lives Award, della 15/a edizione del Biografilm Festival di Bologna (7-17 giugno): l’attore Fabrice Luchini e l’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus.
Luchini sarà a Bologna per ritirare il premio e presentare in anteprima la sua ultima commedia Chi l’ha scritto? Il mistero Henri Pick di Rémi Bezanon, adattamento dell’omonimo romanzo ‘Il mistero Henri Pick’ di David Foenkinos (Mondadori). Il film uscirà in autunno con I Wonder Pictures.
Il terzo Celebration of Lives Award 2019 andrà poi a Antanas Mockus, filosofo, matematico colombiano divenuto famoso come sindaco di Bogotà. Durante i suoi mandati (dal 1995 al 1997 e dal 2001 al 2004) riuscì a risolvere in modo creativo alcuni dei problemi più spinosi della sua città. Al festival sarà presentato in concorso il documentario Nijole di Sandro Bozzolo, dedicato al particolare rapporto tra Mockus e la madre, l’anticonvenzionale artista Nijole Sivickas.          [print-me title=”STAMPA”]

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Romeo&Giulietta all’Arena di Verona
In prima mondiale il 26 agosto, con un cast di 20 ballerini

VENEZIA15 aprile 2019 17:03

– Un cast di 20 ballerini, tra cui stelle di fama mondiale come Alina Cojocaru e Sergei Polunin, diretti dal pluripremiato coreografo e ballerino Johan Kobborg racconterà, attraverso la danza, una delle più belle, tragiche e romantiche opere di William Shakespeare: Romeo&Giulietta. Lo spettacolo andrà in scena in prima mondiale il 26 agosto all’Arena di Verona.
“E’ meraviglioso essere nella città di Verona – ha detto Sergei Polunin – è la mia terza volta qui. Il mio sogno è di portare avanti la danza e il lavoro delle compagnie, ci lavoro da 8 anni, ma per questo occorrono fondi e investimenti di tempo”. “Adoro l’Arena – ha spiegato – e realizzo un grande obiettivo attraverso questo spettacolo, che spero di portare in giro in tutto il mondo. Ha delle scenografie strabilianti e delle bellissime idee per i costumi”.
Selinunte scenario nuova campagna GucciArt director è Christopher Simmonds. Foto di Glenn Luchford

15 aprile 201917:25

– La campagna Gucci pre-fall ritrae un gruppo di bohémien fra le rovine dei templi del parco archeologico di Selinunte, in Sicilia. In questo sito, che risale al VII secolo a.C., Gucci evoca lo spirito del classico simposio, la pratica conviviale che faceva seguito al banchetto, durante la quale i convitati socializzavano accompagnati da musica, danze e poesie. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, da tempo guarda all’antico e la scelta di Selinunte per creare un tableau vivant contemporaneo ne è la conferma.
Selinunte fu fondata dai greci nel VII secolo a.C. sulla costa sud-occidentale della Sicilia. Nell’acropoli vi sono nove templi e altri tre fuori le mura, nella collina orientale, fra cui il tempio di Hera che figura nella campagna.
La decisione di fotografare le collezioni in uno scenario come Selinunte contribuisce a promuoverne il patrimonio culturale e a renderlo significativo per le giovani generazioni. Art director della campagna è Christopher Simmonds. Le foto sono di Glen Luchford.
Pitt e Jolie tornano legalmente singleIn attesa divorzio, i due hanno ripristinato il proprio status

NEW YORK15 aprile 201917:29

– Addio a Brangelina. Quello che è stato una sorta di brand per una delle coppie più famose di Hollywood non esiste più, visto che Brad Pitt e Angelina Jolie sono ora ufficialmente single. In attesa di divorzio, infatti, i due attori hanno chieste di ripristinare lo status di single legalmente. La coppia si è separata due anni fa e da allora si è scatenata una vera e propria battaglia legale soprattutto per la custodia dei figli. Secondo i media americani, Jolie, 43 anni e Pitt, 55 anni, avevano raggiunto un accordo lo scorso novembre, tuttavia ancora non sono stati finalizzati i termini del divorzio. La Jolie aveva anche accusato l’ex marito di non pagare a sufficienza per il mantenimento dei figli, mentre alcuni mesi fa un giudice ha ordinato all’attrice di concedere a Brad più spazio per stare con i figli.
Bibi Andersson, addio a sorriso BergmanDa Il posto delle fragole a Passione, 40 anni di sodalizio

15 aprile 201917:43

– Non faceva sentire la sua voce da quando, nel 2009, un terribile ictus l’aveva privata della parola costringendola a un triste silenzio e alla prigionia del suo corpo nel silenzio. Dal 14 aprile Berit Elisabeth “Bibi” Andersson non c’è più e con lei se ne va un altro frammento insostituibile della “galassia Bergman”, quell’universo di talenti e protagonisti cui il grande regista svedese attingeva per dar vita al suo mondo interiore. Per Bergman, Bibi Andersson (nata a Stoccolma l’11 novembre 1935) era una presenza quasi insostituibile: l’aveva scoperta appena sedicenne sulle assi del palcoscenico di Malmö nel 1951 e subito l’aveva scritturata per una pubblicità; ma appena quattro anni dopo l’avrebbe richiamata per un ruolo più impegnativo in “Sorrisi di una notte d’estate”. Non si sarebbero più separati per oltre 40 anni, in un crescendo di simbiosi da cui nascono ben 8 capolavori da “Il posto delle fragole” a “Persona”, da “Passione” fino a “Scene da un matrimonio” del 1973.
Musical su Tina Turner sbarca a BroadwayIn scena a novembre a New York

NEW YORK15 aprile 201918:27

– ‘The Tina Turner Musical’ sbarcherà a Broadway dopo il successo di Londra. Il musical andrà in scena al Lunt-Fontanne Theatre dal 7 novembre, qualche giorno prima dell’80/o compleanno di una delle icone mondiali del rock and roll.
‘The Tina Turner Musical’ ha debuttato nel West End nell’aprile del 2018 con Adrienne Warren nel ruolo principale.
E’ la storia di Tina Turner, ossia quella di una donna che ha sfidato i confini di sesso ed età per arrivare al successo. Per 12 volte vincitrice di Grammy, la rockstar ha anche combattuto con gravi problemi di salute. Ha avuto un ictus, un cancro all’intestino e si è sottoposta a trapianto di reni.
E’ sopravvissuta anche ad un matrimonio violento con Ike Turner. Attualmente vive in Svizzera e dopo aver preso un passaporto svizzero ha rinunciato alla cittadinanza americana.
Accordo Barbie e Samsonite Europe N.V.Speciale edizione per il viaggio da maggio. Accordo biennale

15 aprile 201918:32

– Samsonite Europe N.V. ha siglato una nuova licenza con Barbie, marchio storico di Mattel, per vestire una speciale edizione di valigie, trolley e borse della collezione American Tourister. L’accordo di licenza tra i due colossi americani avrà durata due anni e prevede la possibilità da parte di Samsonite Europe N.V di utilizzare il marchio e l’iconografia della bambola più famosa del mondo per la produzione e commercializzazione della collezione special edition Barbie X American Tourister a livello europeo. La collezione debutterà sul mercato nel prossimo mese di maggio.

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Arte,Leo Award 2019 a Patrizia Sandretto
La consegna del premio Ici a New York il 22 ottobre

TORINO15 aprile 201918:34

– Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente e fondatrice dell’omonima Fondazione per l’Arte Contemporanea di Torino, ha ottenuto il Leo Award 2019 promosso dall’Independent Curators International (Ici). La premiazione il 22 ottobre a New York.
In passato il premio è andato, tra gli altri, a Dimititris Daskalopoulos, Marian Goodman, Miuccia Prada, Emily Rauh Pulitzer, Roy and Doroty Lichtenstein.
Patrizia Sandretto è stata premiata dall’associazione internazionale, che riunisce i più grandi collezionisti indipendenti sparsi nel mondo, per la sua attività di collezionista e di promotrice dell’arte contemporanea iniziata nel 1995 con la creazione della sua Fondazione e nel 1997 del secondo spazio dedicato all’arte a Guarene d’Alba. Le vengono anche riconosciute un profondo sentire filantropico e un’attiva partecipazione nei principali board internazionali che si occupano di promozione dell’arte contemporanea.
Willy Wonka arriva a teatro come musicalIn scena a novembre alla Fabbrica del Vapore

15 aprile 201919:06

– Willy Wonka arriva a teatro: il musical ispirato al romanzo “Charlie e la fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl, da cui sono stati tratti i film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” del 1971, con Gene Wilder, e quello del 2005 con Johnny Depp diretto da Tim Burton, che ha incassato circa 500.000.000 di dollari, debutterà l’8 novembre a Milano, dove sarà in scena per tutta la stagione 2019/2020, solo a Milano, presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore.
La regia di questa edizione italiana sarà firmata da Federico Bellone e vedrà la produzione di Wizard Productions. Il musical ha debuttato con la regia di Sam Mendes, la firma di ‘American Beauty’ nel 2013 a Londra, restando in scena per quasi 4 anni, e raggiungendo il più alto incasso settimanale nella storia del teatro inglese, per poi spostarsi a New York.
Lo spettacolo sarà coprodotto con il Comune di Milano.

Madonna, 17/4 nuovo singolo con MalumaAnnuncio su social, titolo è Medellin, anticipa disco Madame X

15 aprile 201919:16

– Lasciando indizi qua e là sui suoi social, Madonna ha fatto trapelare che il 17 aprile uscirà il suo nuovo singolo dal titolo Medellin, in collaborazione il cantautore colombiano Maluma. Il brano anticipa l’uscita dell’album Madame X, di cui la stessa Madonna aveva dato notizia, sempre dai social, pubblicando una serie di clip.
“Madame X – si legge nei suoi post – è un agente segreto, che viaggia per il mondo, cambia identità, lotta per la libertà, porta la luce nei luoghi bui. E’ un’insegnante di cha cha, una professoressa, un capo di stato, una domestica, un’amazzone, una prigioniera, una studentessa, un’insegnante, una suora, una cantante di cabaret, una santa, una prostituta”.
Torna il giallo di Pino ImperatoreUmorismo partenopeo con Scapece, Improta, famiglia Vitiello

NAPOLI15 aprile 201919:33

– É tornata nelle librerie una delle squadre investigative più divertenti del giallo italiano, ed è già un successo: a pochi giorni dalla pubblicazione, ‘Con tanto affetto ti ammazzerò’, il nuovo romanzo dell’umorista napoletano Pino Imperatore, edito da DeA Planeta, è nella classifica dei libri di narrativa più venduti. I protagonisti sono gli stessi di ‘Aglio, olio e assassino’, l’opera che l’anno scorso fu accolta positivamente dal pubblico e dalla critica: l’ispettore di polizia Gianni Scapece, il commissario Carlo Improta e i componenti della famiglia Vitiello, titolari della trattoria Parthenope a Mergellina. Personaggi che tra stravaganze e imprevisti riescono a risolvere casi molto complicati. “A grande richiesta dei lettori – spiega – ho voluto raccontare una nuova indagine ambientata in luoghi affascinanti: Posillipo, Capri, Sorrento, Ischia. Stavolta Scapece si addentra in una vicenda familiare fatta di rancori, odi, avidità. Non sarà facile venirne a capo. Ma alla fine l’intelligenza vincerà”.
Sportmax lancia capsule Denim CultureOtto modelli in tre diversi cotoni della tela di Genova

15 aprile 201919:37

– Sportmax (gruppo Max Mara) lancia una speciale capsule collection, la “Denim Culture” che celebra la amata tela di Genova con cui vengono realizzati i jeans. La mini collezione si compone di otto modelli realizzati in tre tipologie di denim (raw denim, classic o stretch), riprendendo stili e motivi caratteristici di Sportmax come la femminilità dei fit, i ricercati dettagli (le ruches ) e il caratteristico touch sport. Il color indaco reinterpreterà il denim design, per dargli un carattere ancora più cool. Nella capsule, tute, salopette, gonne midi, gilet e camicie.
Gaugamela, dove Alessandro Magno piegò DarioScoperta da Missione Università Udine nel Kurdistan Iracheno

15 aprile 201920:00

Fu teatro di uno dei più epici incontri e scontri fra Occidente e Oriente. Luogo dove la Storia scelse da che parte stare, segnando la fine di un mondo e l’inizio di una nuova era, l’Ellenismo. Eppure, mai le fonti si erano trovare concordi sulla sua collocazione. Oggi sono una Missione e un archeologo italiani a indicare il sito della battaglia di Gaugamela, dove nel 331 a.C le truppe di Alessandro Magno sconfissero l’esercito del re persiano Dario III. Si tratta del Land of Nineveh Archaeological Project dell’Università di Udine e del team guidato da Daniele Morandi Bonacossi, che ogni anno coinvolge 25 specialisti e che dal 2012 sta studiando, mappando e scavando nel Kurdistan Iracheno un’area di 3 mila metri quadri, una delle più ampie mai rilasciate in Iraq, fino a oggi poco sondata perché proprio lungo la linea del fronte con il Califfato.Tra i 1100 siti archeologici rinvenuti (cifra record che fa di questa zona una delle più ricche della Mesopotamia), dopo l’ultima missione – sostenuta dal Ministero degli Esteri, Agenzia Italiana per Cooperazione allo Sviluppo, Ministero dell’Istruzione, Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli – oggi Morandi Bonacossi punta dritto l’indice sulla cartina: il campo della battaglia di Gaugamela coincide con l’area di Gomel, al tempo “solo un piccolo villaggio rurale, rifondato proprio alla fine del IV secolo”, racconta lo studioso presentando la scoperta a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica dell’Iraq Ahmad A.H. Bamarni. “La prova regina – dice – è lo studio filologico del toponimo del sito”, che andando indietro nel tempo e nelle dizioni arriva al nome di epoca assira Gammagara/Gamgamara, “trovato in un’iscrizione celebrativa del re Sennacherib”. Tra scavi stratigrafici, tecnologie all’avanguardia, droni e fotografie scattate nei programmi di spionaggio negli anni ’60-’70 (Corona, Hexagon o dagli aerei spia U-2, che mostrano il territorio prima dell’espansione di Mosul e Duhok), a confermare la tesi dell’Università di Udine sono poi tre rilievi che tracciano la presenza di Alessandro Magno, scolpiti lungo quella infinita rete di canali di irrigazioni costruita dal re Sennacherib per portare acqua a Ninive. In tutto 250 chilometri, con i più antichi acquedotti in pietra della Storia (di ben 400 anni precedenti a quelli romani), per la quale la Missione sta elaborando con il CNR un progetto di Parco archeologico e un dossier per il suo inserimento nella tentative list dell’Unesco.”Nei punti in cui si deviava il corso del fiume – racconta Morandi Bonacossi – si usava scolpire nella roccia alcuni rilievi. Quello di Gali Zerdak, sulla montagna che domina Gomel, ribattezzata Monte Nikatorion, il monte della vittoria”, raffigura “una Nike alata che porge una corona a un cavaliere nell’iconografia tipica di Alessandro Magno. C’è poi quello di Khinis, a 20 chilometri, dove un cavaliere di età partica cela un ritratto di Alessandro condottiero”. E ancora, “completamente sconosciuto, il rilievo di Nirok”, con un volto contornato da soli, “proprio come il ritratto di Alessandro al Museo di Bruxelles”. Risultati di “un’eccellenza di un sistema in cui il Friuli Venezia Giulia ha sempre investito – commenta l’Assessore all’istruzione della Regione, Alessia Rosolen – convinti che sia un fortissimo strumento di diplomazia scientifica e culturale”. Intanto Daniele Morandi Bonacossi già guarda a quel che potrà raccontargli ancora il deserto. “Ora speriamo di poter scavare alcuni rilievi assiri che abbiamo appena scoperto tra i canali – dice -. Il prossimo anno punteremo alla regione di Herbil, verso una città del III millennio a.C che segnò la nascita delle prime strutture urbane in Mesopotamia”.

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Vinci celebra Leonardo con Mattarella
Il Capo dello Stato inaugura la mostra e visita la casa del Genio

VINCI (FIRENZE)15 aprile 201920:39

Taglio del nastro alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella per la mostra ‘Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio’, allestita nel Museo Leonardiano di Vinci (Firenze), fra gli eventi principali delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo. Visibile fino al 15 ottobre, e coorganizzata con le Gallerie degli Uffizi, l’esposizione è incentrata sul legame biografico di Leonardo con la sua città natale e sulle suggestioni che la terra d’origine offrì al suo percorso di artista, tecnologo e scienziato.In mostra documenti in prestito dall’Archivio di Stato di Firenze, che ricostruiscono le primissime vicende della vita di Leonardo a Vinci, e il primo disegno conosciuto da lui realizzato, ‘Paesaggio 8P’, datato 5 agosto 1473 che è conservato presso il Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi. L’opera originale sarà visibile fino al 26 maggio e successivamente sarà esposto un facsimile di grande qualità che riproduce fedelmente la carta utilizzata da Leonardo e l’inchiostro ferrogallico. Le analisi condotte con un software chiamato ‘InSight Leonardo’, hanno permesso l’acquisizione tridimensionale ad altissima risoluzione dell’opera che sarà interamente ‘navigabile’ su schermi touch screen, rendendo visibili anche dettagli non percepibili a occhio nudo. Le indagini hanno portato alla scoperta sul retro dell’opera di due paesaggi sovrapposti del tutto diversi da quello disegnato sul fronte: una scena fluviale, con al centro un corso d’acqua e due rive collegate da un ponte, e sulla sinistra una formazione di rocce. Studiandone la stesura, in particolare l’analisi calligrafica di due scritte riportate sul retro, è stata confermata l’ambidestria del genio di Vinci. Nella sezione biografica è invece esposto il registro notarile del bisnonno di Leonardo sul quale, all’ultima pagina, il nonno Antonio annotò la nascita del nipote.La giornata di Mattarella a Vinci, che ha definito Leonardo “un grande toscano e un grande italiano, protagonista assoluto della scena europea”, è proseguita poi con una visita alla casa natia del grande genio, nella frazione di Anchiano. É la seconda volta che un Capo dello Stato partecipa alle celebrazioni per Leonardo da Vinci, il primo fu Luigi Einaudi il 15 aprile 1952, anniversario dei 500 anni dalla nascita. Mattarella ha annunciato che “il 2 maggio, ad Amboise, con il presidente della Repubblica francese” renderà omaggio alla tomba di Leonardo che “era figlio del suo tempo, in cui la cultura non riconosceva frontiere e accomunava nello scambio di conoscenze tutta l’Europa”. Presente anche il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli: “Leonardo ha messo in discussione quello che era stato il pensiero prima di lui – ha detto -. Mettere in discussione il pensiero che era dei classici era quasi, al tempo, a livello di eresia. Si assunse la responsabilità personale. Ce lo dovremmo ricordare anche oggi, quando dobbiamo combattere soluzioni di pensiero unico”. Tra gli interventi anche il presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo Paolo Galluzzi, il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.           [print-me title=”STAMPA”]

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Dililì a Parigi, in sala il nuovo capolavoro di Ocelot
Dal 24 aprile il film d’animazione pluripremiato

15 aprile 2019 06:09

Da Michel Ocelot, papa’ di Kiriku’ e della strega Karaba’, Pulcinella Award alla carriera all’ultimo Cartoons on the bay, arriva in sala il nuovo lungometraggio di animazione “Dilili’ a Parigi”, che ha gia’ vinto un premio Cesar e in uscita dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim.
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque – spiega il maestro dell’animazione- perche’ era un’epoca bella, uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse, regine e fate. E poi e’ stato il momento i cui le donne hanno cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima dottoressa, la prima studentessa d’universita’, la prima autista di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la civilizzazione dell’Occidente e la stupidita’ della violenza, in questo caso quella degli uomini sulle donne”.
Dilili’ e’ una bambina di papa’ kanak (Nuova Caledonia) e mamma francese. “La mia pelle e’ troppo chiara per i kanak e troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua condizione. “Dilili’ – dice Ocelot – fa una collezione di “orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui e’ vittima da entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri, in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolvera’ il caso grazie all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati, Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo per citarne alcuni)”.
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot sottolinea: “Anche con Kiriku’ c’era lo stesso tema. La strega Karaba’ era cosi’ cattiva perche’ aveva subito la violenza maschile. La storia di Dilili’ e’ ambientata a Parigi che rende tutto piu’ reale. La protagonista e’ coetanea di Kiriku’ ma piu’ consapevole. Ha gia’ sofferto nella sua vita. Il film parte con Dilili’ che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da bar possono far male. Ma, non e’ utopia, la storia puo’ cambiare”.
Genitori elicottero, aiuto no limitsGreiner e Padtberg raccontano fenomeno recente e tragicomico

15 aprile 201909:46

– LENA GREINER, CAROLA PADTBERG ‘GENITORI ELICOTTERO’ (FELTRINELLI PP 140 EURO 14,00) – Dottore mio figlio sta morendo, ha starnutito! Mister lo vede mio figlio come gioca? E’ il nuovo Totti! Professore ma alla gita non possiamo venire anche noi genitori? Maestra può spostare il compito in classe mio figlio non ha avuto tempo di ripassare? Allarme rosso alla scuola materna Francesco ha perso l’orsacchiotto! Abbiamo mandato dei curricula, siamo in attesa ci chiamino per il colloquio di lavoro. C’è poco da sorridere: siamo tutti ‘genitori elicottero’, pronti ad andare in soccorso dei figli, pronti a sorvolare sopra le loro teste per controllare qualsiasi cosa facciano e infine ad atterrare e a risolvere ogni loro problema. In ansia sempre, in mezzo ad ogni situazione per immischiarsi nel bene e nel male, magari in buona fede con l’idea di far crescere i figli senza fargli conoscere dolori e brutture, in una parola farli scivolare senza sforzo lungo il cammino della vita. Genitori che lavorano e dunque combattono con i sensi di colpa del poco tempo a disposizione con loro e dunque bravissimi ad organizzare il tempo dei figli con planning degni di top manager.
Superpapà e supermamme che si fanno in quattro per accompagnarli a fare sport, magari portandogli il borsone o asciugandogli bene i capelli con il phon oppure a riprenderli a notte fonda da feste e incontri in giro per la città. Genitori così se ne incontrano ovunque: al corso di danza classica, al supermercato, all’asilo, sull’autobus o davanti allo specchio.
Di questa tendenza iperprotettiva che – se non fosse preoccupante quando è applicata all’ennesima potenza sarebbe tragicomica – fa un vero e proprio affresco un libro scritto da due redattrici dello Spiegel Online, Lena Greiner e Carola Padtberg (Genitori Elicottero, Feltrinelli Urra). Viene da chiedersi talvolta: come ha fatto l’umanità fino ad oggi a sopravvivere per la maggior parte del tempo senza genitori di questo tipo? O meglio come fa tutta quell’altra umanità fuori dalla comfort zone delle nostre calde cucce occidentali ad andare avanti senza l’elisoccorso? Le due autrici hanno messo insieme episodi spesso esilaranti che sono stati raccontati loro dai lettori cui Greiner e Padtberg avevano chiesto esempi vissuti. Gli aneddoti arrivati da educatori, pediatri, allenatori di calcio e quant’altro, sono spesso folli a dimostrazione che i genitori elicottero che non si fidano più di nessuno spesso non hanno il senso della misura.
“L’80% dei bambini del mio asilo nido si ritrova genitori elicottero pignoli e iperansiosi”, dice un’educatrice alle prese con 100 e mille paranoie quotidiane. C’è chi arriva a sguinzagliare avvocati perché si sentono in diritto di agire nei confronti della scuola o di un insegnante. Le motivazioni? Ad esempio perché vogliono a tutti i costi partecipare alla gita scolastica e al no categorico si appellano alla giustizia.
Genitore elicottero è anche quello che aiuta i figli nei compiti, correggendoli a casa prima che i ragazzi li riportino a scuola. Per non parlare dei padri ambiziosi – una vera e propria piaga per gli allenatori di calcio – capaci di tali comportamenti scorretti da esaurire squadre intere. Occuparci dei figli può dare dipendenza, ci illude di renderci felici ma quando sono andati via dal nido cosa resta di noi?

Torino sarà twittata da@italia dell’EnitEccellenze della città in 8 lingue per utenti di tutto il mondo

TORINO15 aprile 201911:01

– Torino sarà protagonista, martedì 16 aprile e mercoledì 17 aprile, del profilo twitter @italia “The official Twitter for tourism in #Italy. Ideas, inspiration and travel tips for your next holiday in Italy” dell’Enit, Agenzia Nazionale del Turismo.
Il web team di Turismo Torino e Provincia, che gestirà l’account @italia, racconterà al pubblico social che da tutto il mondo segue la chiocciolina (oltre 132 mila followers) le eccellenze della città attraverso immagini, video e caratteri: dai musei, con l’Egizio e il Cinema, alla mostra ‘Leonardo a Torino. Disegnare il futuro’, a Torino Capitale del Gusto, passando per i portici, le Residenze Reali e la Sindone. I contenuti dei tweet saranno tradotti in 8 lingue dalle sedi estere di Enit (Madrid, Mosca, Vienna, Londra, Parigi, Buenos Aires, Francoforte, Seoul, Tokyo, Sydney, New York con Toronto) e pubblicati anche sui loro profili. L’attività rientra nel progetto Twitter plurale, avviato da Enit con le Regioni nel 2016 e allargato alle città d’arte con la partecipazione di Genovamorethanthis.
“Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’opportunità che ci è stata data dall’Enit e che ci permette di raggiungere, in pochi caratteri, una vasta platea di utenti da tutto il mondo. Non potevamo che scegliere la due giorni del 16 e 17 aprile per proseguire nella promozione della mostra “Leonardo a Torino.
Disegnare il futuro”, sottolinea Daniela Broglio, Direttore di Turismo Torino e Provincia.

Incassi, After fa il boom con 3.3 mlnPoi Dumbo e Shazam, esordiscono Heel Boy 4/o e Wonder Park 5/o

15 aprile 201911:02

Un mix di passione e pericolo magnetici per After, che fa fare il pieno al botteghino italiano, come già era accaduto oltre oceano. Il film di Jenny Cage con Josephine Langford e Hero Fiennes Tiffin incassa nei 4 giorni di programmazione 3 milioni 287 mila euro con l’altissima media sala di 5425 euro su 606 sale.
Slitta di una posizione Dumbo di Tim Burton che raccoglie un altro milione 374 mila euro (-53%) per un totale di 9 milioni 338 mila (la media è di 1998 euro su 688 schermi). Terzo Shazam! che guadagna 830 mila euro per un complessivo di 2 milioni 980 mila. Gli altri debuttanti sono Hellboy (quarto con 765 mila euro in 4 giorni), Wonder Park (quinto con 719 mila) e Cafarnao (nono con 279 mila e la seconda media sala della top ten: 2797 euro su 100 copie).
Complessivamente il box office italiano mette a segno 9 milioni 455 mila euro, in aumento del 48.28% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e del 6% sulla scorsa settimana.
Il poster di Cannes è un omaggio a Agnes VardaE’ foto di scena di La Pointe Courte, 1954, suo film d’esordio

15 aprile 201912:15

E’ un omaggio ad Agnes Varda, la grande regista francese scomparsa a 90 anni il 29 marzo scorso il poster per il 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio).
Polarizzato arancio lo scatto d’epoca, 1954, ritrae una giovane donna che guarda dentro la cinepresa arrampicata sulla schiena di un operatore per arrivare più in alto possibile: è la Varda 26enne al suo primo film. siamo nel quartiere di Pointe Courte a Sète, nel sud della Francia. E’ il set di La Pointe Courte con Silvia Monfort e Philippe Noiret, un film d’esordio che sarà presentato nel ’55 a Cannes. Come un manifesto, questa foto del set riassume tutto su Agnès Varda: la sua passione, la sua disinvoltura, la sua malizia. Ingredienti di un artista libero, che non ha mai smesso di migliorare. I suoi 65 anni di creatività e sperimentazione coincidono quasi con l’età del Festival di Cannes, cui la Varda ha partecipato 13 volte nella selezione ufficiale con i suoi film. Il festival, che il 18 aprile annuncerà la selezione, vuole sin dal poster ricordarla.
Sorvegliando la spiaggia di Cannes, giovane ed eterna, Agnès Varda “sarà la luce guida ispiratrice di questa 72/a edizione del Festival”.
Agnes Varda, che è stata anche membro della giuria nel 2005 e presidente della Caméra d’or nel 2013, quando ha ricevuto la Palma d’oro alla carriera nel 2015, ricorda il festival di Cannes, ha evocato “resilienza e resistenza, più che onori”, e l’ha dedicata “a tutti i cineasti coraggiosi e creativi, quelli che creano il cinema originale, che si tratti di finzione o documentario, che non sono sotto i riflettori, ma che continuano a cercare”.

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Premi Abbiati, Bohème miglior spettacolo
Riconoscimento speciale a Fin de Partie di Kurtag

15 aprile 201912:45

– E’ la Bohème con la regia di Graham Vick e la direzione di Michele Mariotti, andata in scena al Comunale di Bologna, il miglior spettacolo 2018, secondo la giuria del 38/o premio della critica musicale Franco Abbiati.
Una menzione speciale è andata a Fin de Partie, opera in prima assoluta di Gyorgy Kurtag che ha debuttato alla Scala lo scorso novembre. Il premio per la novità per l’Italia è andato a Richard III di Giorgio Battistelli (la Fenice di Venezia).
Come miglior direttore è stato scelto Antonio Pappano per la conduzione di West Side Story con l’Accademia di Santa Cecilia.
Fra i cantanti sono stati premiati il basso Ildar Abrazakov (protagonista fra l’altro dell’Attila del 7 dicembre alla Scala) e il soprano Federica Lombardi. Premio come miglior regia a Deborah Warner per il Billy Bud andato in scena all’opera di Roma.
Nyman al Festival Bellezza di VeronaConcerto al Teatro Romano con band e contralto Summers

VERONA15 aprile 201913:14

– Michael Nyman sarà protagonista alla sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona, la manifestazione ispirata a Dante, Mozart e Shakespeare che si conferma tra le più prestigiose del panorama nazionale, quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”.
La sera del 30 maggio, al Teatro Romano, il compositore di molti bestseller (oltre 3 milioni di copie vendute della colonna sonora di “Lezioni di piano”) proporrà un concerto speciale al pianoforte accompagnato dalla sua orchestra – la Michael Nyman Band – e dalla celebre contralto Hilary Summers.

A Festival Scienze 65 mila visitatoriAll’Auditorium 500 appuntamenti, tra protagonisti due Nobel

15 aprile 201913:24

Dopo quella dello scorso anno, la XIV edizione del National Geographic Festival delle Scienze registra un altro grande successo, portando all’Auditorium Parco della Musica un pubblico ancora più vasto: ben 65 mila visitatori (un dato quasi triplicato nelle ultime tre edizioni). Durante la settimana appena conclusa, oltre 500 appuntamenti hanno permesso di approfondire il tema dell’Invenzione celebrando i tre importanti anniversari a essa collegati: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il 50/o anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11 e i 150 anni dalla creazione da parte di Dmitrij Mendeleev della Tavola Periodica. Una vera e propria festa della Scienza a cui hanno contribuito l’entusiasmo e la curiosità dei 29 mila studenti. Un’edizione particolarmente vivace a cui hanno collaborato 10 partner scientifici e tra gli altri due Premi Nobel per la Fisica 2018 Gerard Mourou e Donna Strickland. Il festival è prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, con la partnership progettuale di Codice Edizioni.
Ex-Otago, tour estivo ai festivalCon “La notte chiama tour”, protagonisti anche al 1 maggio Roma

15 aprile 201913:41

– Dopo aver conquistato i club con “Cosa Fai questa notte? Tour 2019”, che si è concluso il 12 aprile a Bari, gli Ex-Otago, la band rivelazione del Festival di Sanremo, sono pronti a ripartire con La Notte Chiama Tour, che porterà le “otagate” in giro per tutta l’estate, nei principali festival d’Italia. Saranno anche protagonisti del Concerto del Primo Maggio a Roma. Queste le date: Barzio (8 giugno, Nameless Festival), Parma (9 giugno, Parma Music Park), Milano (27 giugno, Tuborg Open Fest), Collegno (3 luglio, Flowers Festival), Bologna (12 luglio, Indimenticabile Festival), Tortona (13 luglio, Arena Derthona), Roma (19 luglio, Rock in Roma), Treviso (21 luglio, Suoni Di Marca), Cinquale (9 agosto, Arena della Versilia), Fasano (17 agosto, Costa dei Trulli Festival) e Bellaria Igea Marina (24 agosto, Beky Bay).
Leonardo in mostra a TorinoEsposti fino al 14 luglio l’Autoritratto e il Codice sul volo

TORINO15 aprile 201915:12

– Torino partecipa alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, che cadono proprio oggi, con l’inaugurazione di una grande mostra ai Musei Reali, aperta fino al 14 luglio. Esposti due tra i simboli dell’arte e del pensiero scientifico del maestro, il celebre Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli donato da Teodoro Sabachnikoff al Re Umberto I nel 1893.
La mostra, che si intitola ‘Leonardo Da Vinci. Disegnare il futuro’, “focalizza l’attenzione sul disegno di Leonardo mettendo in dialogo i suoi lavori con analoghe esperienze di altri grandi del tempo, ma anche contemporanei come i 3 artisti che accompagnano l’Autoritratto nell’ultima sala della mostra, Luigi Ontani, Alberto Savinio e Salvo”, spiega Pietro Folena, presidente dell’associazione Metamorfosi che ha allestito la mostra.

Cortellesi superspia contro cafoni oggi’Ma cosa ci dice il cervello’ in sala dal 18/4 in 600 copie

15 aprile 201915:45

– All’apparenza mite mamma e impiegata al Ministero ma in realtà superspia, pronta a attivarsi non solo contro ‘cattivi’ globali, ma anche contro i cafoni violenti che ci circondano nel quotidiano. Le da vita, moltiplicandosi in 15 diverse identità, Paola Cortellesi, nell’action comedy Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani (la stessa coppia del blockbuster Come un gatto in tangenziale), dal 18 aprile con Vision Distribution in 600 copie.
Nel cast anche Carla Signoris, Remo Girone, Giampaolo Morelli, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Alessandro Roja, Paola Minaccioni Emanuele Armani. Tra i bersagli della superspia ci sono l’adolescente che minaccia il professore o la mamma coatta che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra della figlia. “Con una storia che speriamo sia divertente – spiega Cortellesi – raccontiamo la necessità di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile”.
Premio Franco Abbiati al maestro PappanoPer West Side Story e integrale Bernstein

15 aprile 201915:54

– Antonio Pappano miglior direttore per l’ esecuzione di West Side Story e per l’ integrale delle Sinfonie di Leonard Bernstein con l’ Orchestra e il Coro dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Lo ha deciso l’ Associazione Nazionale dei Critici Musicali che ha assegnato al maestro anglo-italiano il premio “Franco Abbiati”. Il riconoscimento si aggiunge a quelli già ottenuti dal Direttore Musicale di Santa Cecilia per le produzioni legate a Bernstein.
Lo scorso 17 gennaio la commissione internazionale degli International Classical Music Awards ha comunicato la lista dei vincitori tra i quali Pappano, l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia spiccano nella categoria “symphonic” per l’incisione Warner Classics delle Sinfonie del compositore e direttore americano. Il 2 aprile l’Unione della stampa musicale belga ha inserito l’integrale delle Sinfonie di Bernstein fra i vincitori del Prix Caecilia 2019.
26 mln turisti per Pasqua e 1 MaggioCna, giro affari di 6,3 miliardi, spingono arte e riti sacri

15 aprile 201915:58

– Ventisei milioni di turisti in viaggio (tra di loro sette milioni e mezzo di stranieri) su strade e autostrade italiane per il super ponte di Pasqua, 25 aprile e 1 maggio. E’ la stima di un’indagine condotta da Cna Turismo e Commercio tra gli aderenti alla Confederazione. Il movimento economico complessivo sarà superiore ai 6,3 miliardi di euro. Città d’arte, siti Unesco, riti sacri e rappresentazioni popolari a sfondo religioso, prodotti tipici enogastronomici i magneti d’attrazione. In particolare per Pasqua si metteranno in viaggio 14 milioni di vacanzieri (2 milioni e mezzo dall’estero). Molti per raggiungere mete turistiche, ma in buon numero anche per congiungersi con i parenti. Complessivamente il giro d’affari dovrebbe raggiungere quest’anno i 3,5 miliardi, in crescita di 400 milioni rispetto al 2018. Per riti sacri e rappresentazioni popolari, che spingeranno a compiere viaggi anche lunghi, si stima un giro d’affari di 800 milioni.
Chiara Galiazzo con Ax in Pioggia ViolaDisponibile dal 26 aprile, a maggio 4 date live per l’artista

15 aprile 201916:13

– Nuovo singolo per Chiara Galiazzo. Il brano Pioggia Viola sarà disponibile dal 26 aprile (Sony Music) e vedrà l’artista veneta collaborare con J-Ax. Il brano, primo passo di un nuovo lavoro discografico, è stato scritto da Chiara con Danti, Piero Romitelli e Francesco “Katoo” Catitti che lo ha anche prodotto. “J-Ax lo conosco e lo stimo molto sia come persona sia come artista – afferma Chiara -. Quando gli ho fatto sentire la canzone, non ho potuto fare a meno di chiedergli di prendervi parte. Il suo contributo l’ha resa ancora più bella”.
A maggio Chiara sarà protagonista de “Il tour più piccolo del mondo”, un’anteprima del progetto live della cantante in quattro teatri. Con un set raccolto e accogliente, la sua voce e un pianoforte, Chiara racconta come fare le cose grandi in piccolo attraverso la sua musica. Il via il 17 maggio dal Teatro Concordia di Monte Castello di Vibio (PG), poi il Teatro Torlonia di Roma il 18, il Teatro Gualtieri di Gualtieri (RE) il 19 e il Teatro Gerolamo di Milano il 24.
Gli itinerari umani di GarrubbaLo sguardo del fotografo in 100 scatti con Gnam e Istituto Luce

15 aprile 201916:17

– Lo si poteva riconoscere per quella piccola Leica sempre in tasca, a portata di mano per non farsi trovare impreparato di fronte alla straordinarietà del mondo conosciuto proprio grazie alla fotografia. Sguardo libero da condizionamenti, mai stanco di osservare l’uomo e la strada per capire la società attraverso le “piccole storie”, Caio Mario Garrubba è stato per 50 anni un autore di profonda sensibilità: un talento naturale il suo, a cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma rende omaggio con la mostra “Lontano. Caio Mario Garrubba. Fotografie”, allestita dal 16 aprile al 2 giugno e a cura di Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni. Resa possibile dall’Istituto Luce che ha acquisito l’archivio del fotografo scomparso nel 2015 (un patrimonio di 60 mila negativi, 40 mila diapositive, oltre a stampe vintage, appunti e provini), l’esposizione delinea la sua carriera attraverso 100 scatti, realizzati in giro per il mondo in anni in cui, quelli dai ’50 ai ’70, non era certo facile viaggiare.
Fresu, in cd e digitale “Altissima Luce”Scelte e riadattate con Di Bonaventura 13 laudi di Cortona

15 aprile 201916:29

– Dopo essere stato presentato dal vivo per la prima volta ad Umbria Jazz nel 2016, e successivamente nei principali festival italiani e in diverse città, Altissima Luce – una delle produzioni più complesse nella discografia di Paolo Fresu e della sua etichetta Tǔk Music – viene pubblicato in cd e digitale. Fresu, insieme a Daniele Di Bonaventura, ha scelto 13 delle 47 laudi di Cortona (più una tratta dal Laudario Magliabechiano custodito a Firenze) e le ha trascritte, riadattate e orchestrate a quattro mani. L’organico è completato da Marco Bardoscia al contrabbasso, Michele Rabbia alla batteria, l’Orchestra da Camera di Perugia, e il Gruppo Vocale Armoniosoincanto diretto da Franco Radicchia.
Un’opera articolata, nella quale le improvvisazioni del quartetto jazz dialogano con il mondo classico dell’orchestra e le voci creando un ponte tra medioevo e attualità in un equilibrio sottile tra suoni acustici ed elettronici.

Anche Noel Gallagher a Concertone RomaGià confermati Silvestri, Ghali, Subsonica, Negrita, Motta

15 aprile 201916:41

– Noel Gallagher’a High Flying Birds si esibiranno al Concerto del Primo Maggio. Sarà la prima apparizione italiana del 2019 dell’ex Oasis, e sarà seguita poi, a luglio, da due altri concerti nello stivale: l’8 al Pistoia Blues Festival (Piazza Duomo) e il 9 al festival Arte&Musica di Mantova (Piazza Sordello).
Già confermati nel cast del Concertone, promosso dai sindacati in piazza San Giovanni, Carl Brave, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Ghali, Ghemon, La Municipàl, La Rappresentante di lista, Motta, Negrita, Pinguini tattici nucleari, Subsonica.

Opera Roma: la Vedova Allegra come un musicalApplausi a rilettura operetta con la regia di Michieletto

15 aprile 201912:07

Il valzer della tradizione lascia spazio ai passi del rock and roll e del twist in una balera fine anni Cinquanta con il lieto fine della vedova miliardaria che sposa il dipendente della piccola banca in crisi salvandola così dal tracollo finanziario. Ha riscosso applausi la rilettura che Damiano Michieletto ha dato della “Vedova Allegra”, l’ operetta più famosa andata in scena il 14 aprile al Teatro Dell’Opera di Roma.
Con le trovate del giovane regista veneziano, “Die lustige Witwe”, composta nel 1905 da Franz Lehàr abbandona le atmosfere della Bèlle Epoque e si propone come un musical.
Il pubblico della “prima” romana ha mostrato di apprezzare l’ impegno del bel cast e la direzione dell’orchestra affidata a Constantin Trinks, uno specialista al debutto al Costanzi, con il coro istruito da Roberto Gabbiani. L’allestimento in lingua originale con i sopratitoli in italiano e in inglese dei dialoghi e delle parti cantate libera la vicenda uscita dalla penna dei librettisti Victor Lèon e Leo Stein dalle forzature inevitabili della traduzione italiana. D’effetto le scene di Paolo Fanti, i bei costumi dai toni pastello di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti e i movimenti dei ballerini curati da Chiara Vecchi.
I tre atti raccontano di intrecci amorosi e gelosie ma nelle intenzioni di Michieletto, quella della ricca vedova Hanna Glawari che in molti vogliono sposare per la sua eredità viene resa effettivamente come una storia di soldi nella quale i personaggi acquistano maggiore concretezza rispetto ai toni caricaturali. Njegus, da giullare e figura comica, qui assume le forme di un Cupido che sparge polvere di stelle e per colpire al cuore le sue vittime muove e passa di mano un ventaglio. La paludata ambasciata dell’immaginario Stato di Pontevedro diventa la sede della Pontevedro bank che il direttore cerca di tenere in vita grazie al matrimonio della disinibita ereditiera con uno dei suoi dipendenti. Applausi a Nadja Mchantaf nel ruolo della protagonista e a Paulo Szot – il Danilo che alla fine sposerà Hanna – che si mostra anche chitarrista, accennando tra rock e blues con una elettrica rossa il motivo del celebre valzer dal palco della balera.
Il timbro frivolo dell’operetta vira aprendo al sogno e a un velo di malinconia, come nel tenero lento dei due anziani nel secondo atto. Alla fine l’applauso va a tutto il cast, tra gli altri Anthony Michaels-Moore (Barone Mirko Zeta), Adriana Ferfecka (Valencienne), Peter Sonn (Camille de Rossillon), Karl-Heinz Macek (Njegus). “Il pubblico ha accolto molto bene uno spettacolo ambientato negli anni Cinquanta – ha detto il sovrintendente Carlo Fuortes – che riesce a restituire alla lettera il contenuto del libretto. È diventato un vero e proprio musical, una produzione veramente riuscita”. La Vedova allegra, una coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, si replica martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 alle 20, venerdì 19 alle 18 e sabato 20 alle 16.30.           [print-me title=”STAMPA”]

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Oltre 15mila presenze al Buk festival
Premiato Paolo Mieli, nel 2020 ospite sarà la Gran Bretagna

BOLOGNA14 aprile 2019 16:20

– Si è chiusa con oltre 15mila presenza la 12/a edizione del Buk festival, l’evento modenese dedicato ai libri.
A Paolo Mieli è andato il Premio Buk Festival 2019 “per l’educazione alla coscienza critica” attraverso le riflessioni affidate ai suoi saggi e alle agorà televisive fra passato e presente.
I direttori artistici Francesco Zarzana ed Emma D’Aquino hanno annunciato che il paese ospite del 2020 sarà la Gran Bretagna, “per costruire un ponte permanente di collaborazione con le omologhe istituzioni del Paese che si appresta a lasciare l’Unione Europea”. L’anno prossimo, accanto a un centinaio di case editrici medie e piccole, Buk festival aprirà alla partecipazione di una grande casa editrice italiana, della quale ospiterà autori e anticipazioni editoriali.

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Stanlio e Ollio, il biopic su immortali
1 maggio da non perdere film con John C.Reilly e Steve Coogan

14 aprile 201916:27

– Dopo un po’ ci si abitua: John C.
Reilly è Oliver Hardy e Steve Coogan è Stan Laurel. La coppia dei mitici immortali comici americani degli anni Trenta è come ritornata in vita in un film crepuscolare, pieno di malinconia e senso dell’amicizia come è ‘Stanlio e Ollio’ di Jon S.Baird che esce in sala da Lucky Red il 1 maggio.
Malinconia, perché riguarda l’ultima parte della loro vita in cui la luce dei riflettori su di loro era ormai fioca; amicizia, perché in questo loro tramonto, anche fisico, i due scoprono davvero di volersi molto bene.
Il film scritto da Jeff Pope (sceneggiatore di Philomena) ci porta nel 1953 quando i due comici più amati del mondo ma ormai in declino e con la salute traballante partono per una tournée teatrale in Inghilterra in provincia tra sale semivuote e pubblico distratto. Nelle difficoltà troveranno però quel senso di amicizia che forse prima, abbagliati dal successo, non avevano avuto la capacità o il coraggio di esprimere.
Riti e splendori di Antinopoli coptaPintaudi illustra le scoperte nella città fondata da Adriano

IL CAIRO14 aprile 201919:43

E’ un italiano, il papirologo e archeologo Rosario Pintaudi, l’indiscusso custode dei resti di Antinoupolis, la città egiziana fondata dall’imperatore Adriano e i cui scavi hanno restituito apotropaici riti di fondazione, pietre col volto della regina Nefertari, papiri con animali fantastici, vestigia di un islam conquistatore e mummie copte ricoperte d’oro. Pintaudi, nato in provincia di Messina ma fiorentino di adozione, è il decano delle missioni archeologiche italiane in Egitto e lavora agli scavi del’antica Antinoe (Antinoupolis), fatta fondare dall’imperatore Adriano nel II secolo dopo Cristo per commemorare il suo giovante amante preferito e creare una capitale regionale nel cuore dell’Egitto. La città sorgeva sulla riva est del Nilo una quarantina di chilometri a sud di Minya, a circa quattro ore e mezza di auto a sud del Cairo, non lontano dal luogo in cui – secondo la leggenda – il ragazzo, poi divinizzato, annegò verso la fine dell’ottobre del 130 d.C. La rilevanza del sito, in cui opera dal 1935 la missione archeologica dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli” dell’Università degli Studi di Firenze, è dovuta soprattutto al poco conosciuto periodo copto, ossia cristiano, una fase della storia egiziana incastrata fra le memorie faraoniche e la civilizzazione musulmana, ha ricordato l’archeologo. Nella necropoli copta monumentale, quella riservata alle persone più ricche, si evidenzia il “destino di questa città a riutilizzare materiali impiegati precedentemente”, ha notato Pintaudi: sono stati scoperti capitelli che risalgono al periodo dell’imperatore Adriano ma anche “talatat”, “pietre di una misura particolare che ci riportano all’epoca di Ramsete II e dunque al secondo millennio avanti Cristo”. “Nelle fondamenta abbiamo scoperto una talatat con il volto di Nefertari, colorato e ben disegnato”, ha aggiunto selezionando le scoperte fatte negli anni. Su un capitello c’erano simboli cristiani, una croce dipinta in rosso, evidenziata in un cerchio, o il crisma (il simbolo di Cristo): segni che non erano visibili dall’esterno “ma servivano per la ‘purificazione’ dell’elemento architettonico pagano riutilizzato”, per evitare che “i demoni e le divinità pagane entrassero nelle chiesa, respinti grazie proprio alla croce”, ha spiegato lo studioso. Per la prima volta ad Antinoupolis la missione che Pintaudi dirige, e alla quale collaborano studiosi di vari paesi ed una equipe delle Università di Roma, ha reinstallato, ricollocandola al suo posto originale, alla porta monumentale est della città, un’enorme colonna di granito del peso di 37 tonnellate e alta 12 metri, integrando mezzi moderni con una alquanto pericolosa ma economica tecnica di carrucole ed argani simile a quella utilizzata in antico. Negli scavi sono stati rinvenuti anche migliaia di papiri greci e copti (la lingua che traslittera in caratteri greci la lingua egiziana), tra cui uno raffigurante un imperatore e la sua sposa, o almeno una figura femminile a seno scoperto “su un carro trainato da animali fantastici”, ha riferito Pintaudi – già ordinario di Papirologia dell’Università di Messina – segnalando anche un frammento dell’Odissea di Omero in greco, illustrato da Diletta Minutoli, sua scolara che da anni condivide la direzione di questo scavo. Ma il sito ha offerto nella stanza di un santuario cristiano anche una pittura policroma su intonaco, con una scena di battaglia, tra cavalieri, arcieri, armati di corazze e scudi che “incarna la transizione fra due mondi: da una parte l’impero bizantino che perde l’Egitto e dall’altro un islam che arriva. Probabilmente si tratta di una scena dell’ultimo periodo imperiale cristiano dell’Egitto”, ha notato l’archeologo, ricordando che, per i copti, Antinoe è la città dei martiri, il primo grande centro cristiano d’Egitto caduto in mano agli arabi. Questi ritrovamenti erano stati descritti anni fa da uno splendido documentario della rete televisiva franco-tedesca “Artè” sul “mistero delle mummie copte di Antinoe” rinvenute dall’archeologo francese Albert Gayet tra la fine del XIX e l’inizio del secolo scorso e rimaste trascurate per decenni nei magazzini del Louvre, dai quali sono riemerse in ottimo stato di conservazione. Come sottolinea il documentario, mostrando volti mummificati con scaglie dorate, alcune di queste mummie “avevano vestiti lussuosi ed erano coperte di foglie d’oro”.

Su Amazon Guava Island di Donald GloverGirato a Cuba con Rihanna che recita e non canta

NEW YORK14 aprile 201918:11

– Girato in quattro settimane a Cuba e tenuto segreto il nuovo film del poliedrico Donald Glover e del regista Hiro Murai ha debuttato su Amazon: “Guava Island” e’ una favola di 54 minuti in cui Glover e un cast di eccezione – Rihanna, Letizia Wright di “Black Panther” e Nonso Anozie di “Trono di Spade” – danno seguito ai loro progetti comuni, la serie premio Emmy “Atlanta” e il video musicale premio Grammy “This is America” che Donald, attore, scrittore, comico, producer, regista, Dj ha girato firmandosi col nome del suo alter ego musicale Childish Gambino.
Presentato in anteprima al festival di Coachella e ora su Amazon Prime, il film racconta la storia di Deni, un musicista che crede nel potere unificante della musica per i cittadini della sua piccola e povera isola. Promette alla sua ragazza Kofi (Rihanna) che scrivera’ una canzone bella almeno quanto lei. La vera attrazione sta nella chemistry tra il 35enne Glover e la 31enne Rihanna (che non canta una nota).

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Da Lady D a Caterina di Russia regine tv
Premio Oscar Mirren è imperatrice russa, esordiente moglie Carlo

14 aprile 201918:12

– Dall’imperatrice Caterina di Russia, a Victoria, da Elisabetta I a Maria Stuarda fino a Elisabetta II e Grace di Monaco e Lady Diana. Scettro e corona hanno fatto sognare intere generazioni dal cinema alla tv, dove continuano a comandare con film e serie dedicate alle grandi protagoniste femminili che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia.
The Crown ha trovato la sua principessa: la serie sulla famiglia reale britannica (che nei prossimi mesi debutterà con la terza stagione) ha scelto la giovane attrice Emma Corrin per il ruolo di Lady Diana. L’attrice inglese, praticamente esordiente, apparirà a partire dalla quarta. Helen Mirren dopo l’oscar per The Queen (2006) con la sua interpretazione al cinema di Elisabetta II, per la tv sarà l’imperatrice Caterina di Russia, nella serie Caterina La Grande. Una produzione originale Sky e Hbo, ambientata nella sfarzosa ma politicamente spietata corte russa del 18/o secolo. In Italia la vedremo su Sky Atlantic in autunno e sarà in 4 parti.
386mila visitatori a Salone del Mobile58/ma edizione registra incremento del 12% su rassegna del 2017

14 aprile 201919:50

– 386.236 presenze in 6 giorni, provenienti da 181 paesi sono il bilancio della 58/ma edizione del Salone del Mobile che si è conclusa oggi alla Fiera di Milano a Rho. La rassegna 2019 fa registrare un incremento del +12% rispetto al 2017. 2.418 sono stati gli espositori, di cui il 34% esteri, da 43 paesi, suddivisi tra Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Euroluce Workplace3.0 e S.Project; di questi 550 sono stati i designer partecipanti al SaloneSatellite.
“Chiudiamo questa edizione del Salone del Mobile con un bilancio molto positivo – commenta il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti -. Abbiamo investito sulla qualità e abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra voglia di fare sempre meglio, lavorando a stretto contatto con designer, artigiani, operatori della comunicazione e della cultura per continuare a produrre innovazione di prodotto e di processo e a ‘raccontare storie’ che aumentano il valore dell’oggetto di design”.

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Incassi Usa, ancora al top Shazam!
Secondo posto per commedia Little,terzo ma delude remake Hellboy

14 aprile 201919:35

Al top del box office americano del weekend c’è Shazam!: il film Warner dai fumetti Dc con Zachary Levi protagonista ha incassato oltre 25 milioni di dollari (25.140.000) attirando gli appassionati dei supereroi. Il film è al primo posto per il secondo fine settimana tenendo testa anche ai nuovi film usciti. Al secondo posto, con 15 milioni 499 mila dollari c’è la commedia afro Little che vanta nell’attrice 13enne Marsai Martin, che ha ideato il plot del film, la più giovane produttrice esecutiva di tutti i tempi. Al terzo il remake di Hellboy con 12 milioni 015 mila dollari, accolto male dalla critica e anche dal pubblico con un risultato di botteghino al di sotto delle attese.

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A Lucania tre premi a festival Houston
Una storia dura e poetica, sarà presentata al Bif&St a Bari

14 aprile 201919:36

Lucania Terra Sangue e Magia di Gigi Roccati ha vinto tre Grand Jury Remi Award al 52 WorldFest Houston International Film Festival come miglior film straniero, migliore attrice (Angela Fontana) e miglior montaggio (Annalisa Forgione). Il film sarà presentato alla 10.a edizione del Bif&st- Bari International Film Festival nella sezione Nuovo Cinema Italiano. Prodotto da Fabrique Entertainment in associazione con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema sarà distribuito da 102. Il film racconta di un mondo magico e inaccessibile, racchiuso tra le montagne e il mare. Qui vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero ed una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre, che ha il dono di vedere e sentirne l’anima. Storia antica dei giorni nostri, in un mondo dei vinti in cui si accende una luce di speranza, incarnata da una giovane che assiste allo scontro fatale tra suo padre contadino e chi ne avvelena i campi, in un viaggio commovente intriso di magia e redenzione.            [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 03:44 ALLE 16:20 DI DOMENICA 14 APRILE 2019

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Cartoons on the Bay, tutti i premiati
A Torino premiati Francia, Italia, Belgio, Iran, Irlanda e Giappone

14 aprile 2019 03:44

Tripletta francese e l’affermazione di Jams, la serie di Rai ragazzi e Stand By me che affronta il tema delle molestie sessuali sui minori ai Pulcinella Award di Cartoons on the Bay, il festival internazionale dell’animazione e della cross-medialità promosso da Rai e organizzato da Rai Com a Torino. La Francia è premiata con tre successi – due dei quali per programmi realizzati in collaborazione con Rai Ragazzi, mentre Belgio, Iran, Irlanda, Italia e Giappone si dividono gli altri premi assegnati dalle giurie internazionali.    Per l’Italia, nella sezione LIVE ACTION vince JAMS, di Alessandro Celli, prodotta da Rai Ragazzi-Stand by me. Scrivono i giurati: “Una serie per ragazzi unica, che emerge per la sua modernità e per il suo realismo, su un tema delicato come le molestie sessuali, con un linguaggio ed uno stile appropriato per il giovane pubblico”.
La tripletta francese si apre con la sezione Upper Preschool, in cui vincono le avventure di quattro giovani dinosauri nel Cretaceo raccontate da “Gigantosaurus” di Olivier Lelardoux per Cyber Group Studios, in collaborazione con Rai Ragazzi. “Storie coinvolgenti e un’animazione straordinaria – è la motivazione – che sembra dipinta sullo schermo sono la combinazione perfetta per creare una serie TV incentrata sull’amicizia e la diversità”. Ancora in collaborazione con Rai Ragazzi, nelle Tv Series Kids si impone “Arthur and the children of the round table” di Jean-Luc Francois per Blue Spirit Productions che racconta la storia di un giovane Artù. “Una nuova versione della classica saga – scrive la giuria – raccoglie attorno alla tavola un ritmo incalzante, un gruppo di divertenti personaggi e un ricco stile visivo”. Ancora Francia nella sezione Interactive Media con “Detroit: become human”, una riflessione su tecnologia e robotica prodotta da Quantic Dream. Per i giurati “una incredibile storia di fantascienza capace di affrontare delle tematiche sociali attuali ed esplorare nuove frontiere del racconto interattivo”. “Irriverente ed eccentrico, colpisce per la fantasia e la carica comica, in grado di attrare anche un pubblico di giovani adulti” è la motivazione che accompagna, invece, il successo del Belgio con “Horrible tales for terrible children”, nella sezione Tv Pilots: Freek Quartier per Grid Animation-tbd racconta favole inconsuete e “cattive”. Vittoria anche per l’Irlanda tra le Tv Series Pre Shool con le avventure di un uccellino e dei suoi amici in “Becca’s bunch” di Alan Shannon per JAM media: “uno straordinario mix di tecniche di animazione ci regala una incantevole serie prescolare in grado di catturare lo sguardo dello spettatore” scrivono i giurati. E’ invece una volpe la protagonista dell’iraniano “The fox” firmato da Sadegh Javadi per Iran-Documentary & Experimental Film Center, che vince tra gli Short Film. “Una toccante metafora della condizione umana – è la motivazione – coraggiosamente trasportata sullo schermo nelle sembianze di una volpe che lotta per l’amore e la sopravvivenza”. Chiude il podio il Giappone nella sezione Animated Feature Film, che riceve anche una menzione speciale per la sceneggiatura, con “Mirai” – firmato da Mamoru Hosoda e prodotto da Studio Chizu srl – di cui è protagonista un bambino viziato. Secondo i giurati: “una storia delicata che, partendo dall’intima umanità dei personaggi, ci fa volare attraverso un intricato labirinto temporale senza farci mai perdere. Un’estetica gradevole ed accurata si somma ad un’efficace colonna sonora, in un credibile mondo pregno di fantasia, dove chiunque vorrebbe abitare”. In questa sezione, menzione speciale alla regia per il film polacco “Another day of life”; alla colonna sonora per il cinese “Fishboy”; all’animazione per “Captain Morten and the spider queen”, dall’Estonia. Menzione speciale, infine, per il film russo “Planet Humra”.

Cartoons on the Bay: Dragonero sarà anche una serie animataCreatori, nato su tovaglietta osteria, in mostra anche anziano

14 aprile 201909:41

“Dragonero è nato nel 1995 disegnato su una tovaglietta di carta di un’osteria tra le macchie di unto di un’ottima minestra di farro che avevamo mangiato. Ci siamo trovati entrambi appassionati di fantasy e ci siamo subito messi a disegnare facendo diventare le macchie montagne e laghi…”.
Lo raccontano a Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale promosso da Rai e organizzato da Rai Com, Stefano Vietti e Luca Enoch i due “papà” del personaggio cacciatore di draghi protagonista anche di una grande mostra alla sede Rai di Torino.
“Qui a Torino – dicono – siamo stati accolti con calore e coccolati, è un momento che va a gratificarci di tanti anni di lavoro che abbiamo dedicato a questo personaggio grazie anche alla Sergio Bonelli editore che ci ha sempre sostenuto”.
E annunciano una grande novità: “Il nostro personaggio esce per la prima volta dal pur soddisfacente alveo del fumetto, mette il nasino fuori per fare chissà cosa… C’è l’intenzione di valutare un progetto per una produzione di una serie animata in coproduzione Rai e Sergio Bonelli di cui sabato vedremo il primo trailer su cui stiamo lavorando da tre anni”.
“La serie completa quell’idea di crossmedialità che abbiamo avuto fin dall’inizio quando abbiamo creato Dragonero. Siamo riusciti a fare il fumetto, i romanzi, il gioco di ruolo, la serie per bambini e quella per adulti e mancava quest’ultimo step”. Vetti ed enoch alla fine velano: “Dragonero è bambino, poi giovane, poi uomo maturo e è anche anziano. Il pubblico ancora non lo ha mai visto così, lo vedrà chi visiterò la mostra”.
Greta e il suo manifesto in un libroEsce 18 aprile per l’arrivo a Roma dell’attivista svedese

14 aprile 201911:49

VALENTINA GIANNELLA, IL MIO NOME E’ GRETA (CENTAURIA, PP 128, EURO 12,90).
Greta Thunberg, la “ragazza senza paura” che un venerdì mattina ha portato in piazza quasi 2 milioni di coetanei, da Sydney a San Francisco, non ha reso concreta e visibile soltanto la protesta dei giovani contro i cambiamenti climatici ma ha risvegliato anche la coscienza di molti dei loro genitori e nonni. Parte da qui ‘Il mio nome è Greta. Il manifesto di una nuova nazione’ della giornalista Valentina Giannella, con le illustrazioni di Manuela Marazzi. Un libro che vuole “creare un ponte di lettura e consapevolezza tra giovani e adulti, tra figli e genitori”, in uscita per le edizioni Centauria il 18 aprile, alla vigilia dell’arrivo di Greta a Roma per manifestare, venerdì 19 aprile, con i ragazzi che scenderanno in piazza per il #FridayForFuture e in vista della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile.
Per lettori dai 10 ai 100 anni, il libro racconta in modo accessibile e dettagliato chi sia Greta, quali siano i valori della nuova Green Nation e approfondisce le principali emergenze denunciate dall’attivista sedicenne svedese, candidata al Nobel per la Pace, con capitoli tematici sull’acqua potabile, i rifiuti, la plastica e la biodiversità, la pesca, l’allevamento e l’agricoltura sostenibili. Ci sono anche parti dedicate al ruolo delle donne, alle diete per curare il pianeta, un glossario di parole e siti chiave e schede su ‘Cosa deve fare un paese per costruire la sua resilienza?’ o su ‘Quali sono le classiche energie rinnovabili pulite?.
“Questo libro, con i concetti fondamentali per capire il cambiamento climatico spiegati in modo scientifico e immediato grazie alle fonti più autorevoli, è per loro. E per tutti noi, genitori e nonni, che ci troveremo ormai a rispondere alle domande dei più piccoli, dirette e urgenti, sulla salute della Terra” spiega nella prefazione la Giannella, 44 anni, giornalista milanese, madre di due bambini, che da sei anni vive a Hong Kong, ha fondato l’agenzia di approfondimento giornalistico Mind the Gap e scrive per le principali testate italiane e per il Post magazine del South China Morning Post.
“‘Non abbiamo bisogno di speranza, abbiamo bisogno di azione.
Perché solo quando ci sarà azione potremo tornare ad avere speranza’. È novembre, sono passati tre mesi dalla mattina in cui si è seduta la prima volta da sola, davanti al parlamento svedese, e Greta è già sul palco del TEDxStockholm. La felpa blu con la cerniera chiusa fino al collo, in undici minuti di discorso infila una serie di messaggi chiave che saranno poco dopo condivisi da milioni di utenti sui social. Il più importante: uniamoci” racconta l’autrice. I capitoli sono intervallati e arricchiti dalle illustrazioni della Marazzi, vincitrice nel 2018 di un importante premio per un volume edito dalla Fao con cui collabora stabilmente.
Spettacolo, cultura, scienza: Greta ha tutto ciò che le serve per sognare senza timore del proprio futuro. Nata il 3 gennaio 2003, è figlia di Marlene, una cantante lirica e scrittrice e di Svante, un attore. Nella famiglia Thunberg c’è anche Svante Arrhenius che nel 1903 vinse il Nobel per la Chimica, il primo scienziato “ad avere provato il collegamento tra la crescita delle emissioni di anidride carbonica e quella della temperatura terrestre” ricorda la Giannella. A 8 anni Greta si interroga sul cambiamento climatico e sulle sue conseguenze e a 11 anni le viene diagnosticata la Sindrome di Asperger e mutismo selettivo con cui si spiega la sua “dedizione estrema allo studio di singoli argomenti e la mancanza di inibizioni sociali nel portare avanti le proprie idee” sottolinea l’autrice facendo riferimento ai venti giorni passati da Greta seduta davanti al Parlamento con un cartello in braccio, poche parole scritte sul cartone: “Sciopero degli studenti per il clima” da cui parte l’hastag ormai globale #Schoolstrikeforclimate. E da qui al suo primo TEDTalk, la piattaforma internazionale che promuove la circolazione di nuove idee e opinioni, è un passo. Greta, racconta la Giannella, rilancia: “‘Alcuni dicono che non importa quello che facciamo. Ma se una manciata di bambini è riuscita a guadagnare l’attenzione dei giornali, pensate a cosa potremmo fare se ci muovessimo tutti insieme’. E’ ufficialmente nata la nuova Green Nation: centinaia di migliaia di studenti che prendono l’invito sul serio e cominciano a organizzare i comitati dei #FridaysforFuture in 270 Paesi del mondo.
The cleaners, gli spazzini segreti della reteDocu Quello che i social non dicono, in sala dal 14 al 17 aprile

14 aprile 201911:52

Sono in genere molto giovani, spesso religiosi e idealisti (il nucleo principale è alle Filippine) e passano ogni giorno ore e ore, da impiegati in società che non divulgano la loro attività, a individuare e eliminare dal web e dai social video e altri materiali violenti. Dalle immagini delle decapitazioni dell’Isis a quelle degli abusi sui bambini, dal porno al bullismo. Parliamo dei ‘content moderators’, o meglio, gli spazzini (segreti) della rete, per colossi come Google e Facebook. Figure misteriose che si raccontano per la prima volta in Quello che i social non dicono – The Cleaners, il documentario inchiesta di Hans Block e Moritz Riesewieck, passato al Sundance, al Festival di Rotterdam e al Biografilm Festival, in sala come evento dal 14 al 17 aprile distribuito da I Wonder Pictures.
“L’idea per il film – spiega Hans Block – ci è venuta qualche anno fa, quando fu diffuso sui social, causando uno shock globale, il video di una bambina di cinque o sei anni, violentata da un adulto. Nonostante sia stato rimosso velocemente, nell’arco di tempo online è stato condiviso 60 mila volte. Ci siamo chiesti allora a chi fosse dato il compito materialmente di non far arrivare sulla rete quegli orrori e ci siamo messi a indagare”. Il film non fiction mescola le interviste con alcuni dei cleaners attivi a Manila, che i due registi hanno convinto a parlare per la prima volta davanti a una cinepresa, alle grandi dichiarazioni d’intenti dei signori del web, sul valore di parole come libertà, democrazia e rispetto della persona, da Mark Zuckerberg alle audizioni davanti al Parlamento americano dei responsabili della sicurezza online di Google e facebook. Un quadro denso di contraddizioni, nel quale l’esigenza di ‘proteggere’ il pubblico si trasforma anche in censure ingiustificate, come quelle su immagini che testimoniano la distruzione della guerra o sulla satira politica: “I cleaners spesso non capiscono il contesto e nel dubbio preferiscono eliminare (tra le ‘vittime’, anche un quadro satirico di Trump nudo, che era stato condiviso in rete 50 milioni di volte, ndr).
E’ chiaro – sottolinea il regista – che così entrano in gioco concetti fondamentali come democrazia e libertà di parola”. D’altronde quello dei cleaners è un compito difficilissimo, visto che ogni minuto di ogni giorno 500 ore di filmati sono caricati su YouTube, 450 mila tweet compaiono su Twitter e 2,5 milioni di post vengono pubblicati su Facebook. Colpisce la quantità di immagini cruente (decine di migliaia) ai quali i cleaners si espongono ogni giorno: uno stress che ha fatto salire fra di loro il tasso di suicidi. “Molti prendono il loro lavoro come una missione cristiana, pensano di contribuire a ripulire il mondo dei peccati – spiega Block -. Si crea così un pericoloso mix di capitalismo e religione”. D’altronde il loro lavoro non può essere svolto da un algoritmo: “Gli esperti ci dicono che un computer può riconoscere i soggetti, ma non distinguere chiaramente la pericolosità delle azioni. Serve un essere umano. Bisogna allora garantire a queste persone preparazione adeguata, strumenti più efficaci e tutelarle anche a livello psicologico”. C’è comunque, fra i cleaners, anche chi sdrammatizza: una delle ragazze intervistate, molto religiosa, spiega di aver visto tante scene di rapporti sessuali “da aver iniziato a sognare peni… era diventata una mia piccola forma di trasgressione”.

5 pezzi imperdibili della nuova stagioneCerchietti, ciclisti, animalier, trench in pvc

14 aprile 201914:09

– I cerchietti per capelli in raso oppure decorati con pietre e preziosi cristalli Swarovski, modello principessa, come quelli che propongono Prada e Miu Miu, e i pantaloni da ciclista non possono mancare (Fendi, Ferragamo, Sportmax) tra i cinque pezzi ‘imperdibili’ del nuovo guardaroba della stagione primavera-estate. A questi si aggiungono i trench rieditati in chiave plastica trasparente (da Chanel che li ha proposti per primo due stagioni fa in poi) oppure in colori fluorescenti come il giallo evidenziatore (Fendi) e l’arancio, le camicie bianche e i capi di abbigliamento o gli accessori ispirazione giungla, in pelli o ecopelli stampate animalier, ovvero a macchie leopardo, serpente o zebra. I veri must-have del nuovo guardaroba sono però i pantaloncini da ciclista, comunemente chiamati ciclisti, o biker pants, o ancor peggio pinocchietti. Sulle passerelle milanesi questi pantaloni, che non donano a tutte le donne, perché possono ridicolizzare silhouette poco slanciate, sono apparsi ovunque.
Venezia: Basilica S.Marco,sfide a futuroA Palazzo Ducale a convegno esperti, accademici e curatori

VENEZIA14 aprile 201914:36

– Come garantire un futuro alla Basilica di San Marco a Venezia esposta alle minacce del turismo di massa (5,5 mln visitatori annuali) e delle infiltrazioni di acqua salmastra della laguna? A questo interrogativo hanno cercato di rispondere i protagonisti di un convegno a Venezia con l’obiettivo di proteggere l’edificio consacrato nel 1094, che ha coinciso con i primi test di un sistema che dovrebbe far sì che il nartece – o porticato- della Basilica sia protetto dall’acqua alta. Un fenomeno che nell’eccezionale quota raggiunta il 29 ottobre 2018 ha gravemente danneggiato lo spazio d’ingresso alla chiesa, particolarmente i basamenti delle colonne marmoree. Con questo sistema, costato 2 mln di euro, si risparmia a quest’area 900 ore all’anno di acqua salmastra. Sotto alla piazza ci sono dei condotti in laterizio settecenteschi che erano danneggiati.
Sono stati restaurati. Essi sono collegati con bocchette che vengono chiuse in caso di acqua alta. Delle pompe, poi, espellono l’acqua che si accumula.
Brera, nessun danno a opere per perditePinacoteca, problema già risolto a tubatura e non pioggia

MILANO14 aprile 201915:32

– Nessun danno alle opere esposte e inoltre “non ci sono mai stati problemi dovuti a temporali ma semmai di elevata pressione dell’acqua all’interno di una tubatura che hanno causato due perdite immediatamente risolte dalla ditta di manutenzione dell’impianto” idrico del museo. Lo precisa in una nota la Pinacoteca di Brera di Milano in merito alle infiltrazioni che si sarebbero verificate nei giorni scorsi e segnalate in una lettera al direttore James Bradburne e al ministro Bonisoli dal segretario della Cisl Fp milanese. “Le opere sono in sicurezza e i tecnici degli impianti hanno confermato dopo numerose verifiche fatte che la situazione è stabile e non c’è pericolo – ha dichiarato Bradburne -. Brera è un edificio storico dove l’architettura dell’impianto progettato diversi anni fa va continuamente monitorato”.
Genovesi, Cartoons 2020 dedicato a donneDirettore, troppi femminicidi, violenze e situazioni orribili

TORINO14 aprile 201915:59

– Cartoons on the Bay 2019 si è appena chiuso – con una vittoria importante per l’Italia ovvero il premio guadagnato dal live action Jams che affronta il delicato tema delle molestie sui minori – ma il direttore Roberto Genovesi già ha le idee chiare sui temi della prossima edizione. “Stiamo pensando a qualcosa che abbia a che fare con la condizione femminile – spiega – e quindi lavoreremo per costruire un programma che ci possa aiutare a mettere in evidenza le problematiche sia dell’infanzia femminile che delle donne adulte vista la situazione sempre più evidente in Italia e nel mondo di violenze e femminicidi”. “Un festival dell’animazione – aggiunge Genovesi – ha un ruolo importante anche nella valorizzazione di certe situazioni terribili come anche in quelle di assoluta eccellenza”. Genovesi fa anche il bilancio di Cartoons: “E’ estremamente positivo: 500 opere in concorso, 50 paesi rappresentati e molti operatori di settore dall’estero, circa tremila spettatori per le proiezioni e le anteprime”.
Micol ricorda Albertazzi a VicenzaApre a settembre ciclo spettacoli classici come notte magica ’89

14 aprile 201916:05

– Pino Micol ricorda la prima di ”Memorie di Adriano” della Yourcenar con Giorgio Albertazzi e la regia di Maurizio Scaparro nel 1989 proprio nella villa che fu di Adriano a Tivoli, che ha avuto poi 24 anni di riprese con ben oltre settecento repliche. Sarà proprio Micol a ricordare Albertazzi e quella notte magica dal 19 al 22 settembre durante l’evento speciale che aprirà il ciclo di spettacoli classici all’Olimpico di Vicenza: ”Frammenti di memorie di Adriano” costruito con la collaborazione di Ferdinando Ceriani sulla regia di Scaparro.
L’ultima volta che lo riprese, questo che fu un po’ lo spettacolo della sua vita, Albertazzi aveva 90 anni e ci teneva a sottolineare come questo personaggio, alla pari di tutti i classici, riuscisse sempre ad essere nostro contemporaneo.         [print-me title=”STAMPA”]

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Design: telai seta borbonici a scuola
Eccellenze a S.Leucio, tappezzerie in Vaticano e Casa Bianca

13 aprile 2019 10:46

– Nuove opportunità si aprono con i progetti legati alla via della seta anche per San Leucio (Caserta), sede di una distretto che ha creato tappezzerie per il Vaticano, lo studio ovale della Casa Bianca e continua ad arredare tante dimore storiche e d’epoca. Con la seta prodotta sono state fatte anche le bandiere che sventolano sul palazzo presidenziale americano e su Buckingam Palace.
Al Fuorisalone di Milano si è presentato il Distretto dei Tessuti di San Leucio che ha alle spalle una storia antica, risalente al 1789 quando il borbone Ferdinando IV re di Napoli e delle due Sicilia decise di trasformare il Belvedere (un complesso monumentale patrimonio dell’Unesco) a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta in Real Colonia della Seta. Nel 2016 è stato istituito dalla Camera di Commercio di Caserta il marchio San Leucio Silk e i telai utilizzati allora, restaurati, ancora in funzione, e serviranno a formare nuovi artigiani del settore in una scuola per giovani tessitori.
Il Re Artù del XXI sec. tra leggenda ed ETNe Il Ragazzo che diverrà re Merlino ha t-shirt dei Led Zeppelin

13 aprile 201912:56

Quando la spada Excalibur è conficcata tra le macerie di un cantiere abbandonato di Londra, quando il gracile Semola è il bambino “sfigato” vittima dei bulletti della scuola, ma soprattutto quando il mago Merlino al posto della palandrana azzurra porta una camicia sdrucita e una t-shirt dei Led Zeppelin, si capisce che una leggenda come quella di Re Artù davvero è così potente da poter essere raccontata mille volte in mille modi diversi ai bambini dei secoli scorsi fino a quelli della nostra epoca in blue jeans e con lo smartphone alla mano. Il ragazzo che diventerà re, film scritto e diretto da Joe Cornish (già co-sceneggiatore di Ant-Man e Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, e regista di Attack the Block – Invasione aliena), tra le anteprime di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione di Torino, esce in sala con 20th Century Fox Italy il 18 aprile.
A interpretare il protagonista principale, il giovane Alex, è un figlio d’arte Louis Ashbourne Serkis, il cui papà è l’attore e regista Andy Serkis, famoso per avere interpretato tra l’altro tra l’altro Gollum/Smeagol de Il Signore degli Anelli. Ma nel cast ci sono anche Patrick Stewart – l’impareggiabile Merlino anziano che grazie agli starnuti diventa un gufo oppure un giovanotto interpretato da Angus Imrie, Tom Taylor, Dean Chaumoo – e tra le signore – Rebecca Ferguson, Denise Gough e Rihanna Dorris.
“L’idea di fare un film di questo tipo – spiega il regista – l’ho avuta già a scuola, quando dopo aver visto Re Artù e ET di Spielberg, disegnavo sul mio diario la storia di un ragazzino che trovava la magica Excalibur nella vasca da bagno”. E dopo tanti film sulla vicenda, dopo varie riedizioni in cui bambini moderni finivano nel Medioevo, questo è il primo caso in cui Artù si trova nel XXI secolo e riesce a fare la mitica battuta: “Anche Harry Potter e Luke Skywalker non conoscevano i loro padri e gli sono accadute cose magiche e meravigliose…”.
“E’ un film davvero carino – commenta il direttore di Cartoons on the Bay Roberto Genovesi – con un’ottima interpretazione di Patrick Stewart. Ti fa capire come in realtà il cartone animato e il live action debbano parlarsi perché ormai è impossibile seguire strade indipendenti. Questo perché gli effetti speciali di un film live sono sempre più realizzati attraverso la CGI, cioè l’animazione computerizzata, e questo è un po’ il futuro dei professionisti”.
Le riprese, iniziate a Londra nei mitici Leavesden Studios, sono proseguite negli spettacolari scenari storici e paesaggistici della Gran Bretagna dalla Cornovaglia al Devon, dall’isola Tintagel, nel cui castello sul Canale di San Giorgio si racconta sia nato re Artù, fino alla brughiera di Bodmin, dove si dice ci fosse la Signora del Lago.
Molto attuale in tempo di tensioni internazionali continue e di Brexit il messaggio sociopolitico con Re Artù che trasforma in nemici in alleati (e suoi pari attorno alla tavola rotonda) e che salva il suo popolo dalla schiavitù rischiando la propria vita.
Trono di spade, attesa è finitaSu Sky Atlantic in contemporanea con Usa nella notte 14-15/4

13 aprile 201912:08

– L’attesa per i milioni di fan adoranti è finita: Il Trono di Spade, la serie tv più premiata di sempre (47 Emmy, 109 premi vinti) arriva in esclusiva per l’Italia, e in contemporanea con la messa in onda americana su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv alle 3 della notte fra il 14 e il 15 aprile. Sarà disponibile anche on demand. E’ la stagione finale della saga tratta dal ciclo di romanzi “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R. R. Martin. Quanto visto finora dai trailer dell’ottava stagione del cult di HBO lascia presagire, dopo ben sette stagioni, un finale assolutamente epico e altamente spettacolare, che vedrà una battaglia fra i vivi e i morti con tutta probabilità in grado di dare finalmente una risposta al quesito che da anni ormai appassiona milioni di telespettatori in tutto il mondo: chi salirà finalmente sul Trono dei Sette Regni?

Lattes Grinzane, a Murakami La QuerciaRivelati finalisti sezione Germoglio, a ottobre il vincitore

TORINO13 aprile 201912:34

– E’ il giapponese Haruki Murakami il vincitore della sezione La Quercia del premio Lattes Grinzane 2019 giunto quest’anno alla nona edizione. L’annuncio a Cuneo, nella sede della Fondazione Crc, dove sono stati rivelati anche i nomi dei cinque finalisti del premio per la sezione Il Germoglio.
Sono finalisti Roberto Alajmo con L’estate del ’78 (Sellerio), Jean Echenoz (Francia) con Inviata speciale (Adelphi, traduzione di Federica e Lorenza Di Lella), Yewande Omotoso (Sud Africa) con La signora della porta accanto (66thand2nd, traduzione di Natalia Stabilini), Alessandro Perissinotto con Il silenzio della collina (Mondadori) e Christoph Ransmayr (Austria) con Cox o Il corso del tempo (Feltrinelli, traduzione di Margherita Carbonaro).
I cinque autori saranno in Italia sabato 12 ottobre per incontrare pubblico e studenti e ricevere il riconoscimento durante la cerimonia di premiazione, nel corso della quale sarà proclamato il vincitore, sulla base dei voti degli studenti delle giurie scolastiche.

Nave romana in museo, cerimonia per TusaA Marsala ricordato lo studioso scomparso in incidente aereo

MARSALA (TRAPANI)13 aprile 201912:59

– “La cerimonia di oggi è dedicata all’assessore Sebastiano Tusa, l’artefice di questa realizzazione, frutto della sua tenacia, perseveranza, cultura e intelligenza. Per questo abbiamo voluto qui la signora Tusa.
Marsala è sede di uno dei più importanti musei del mare del Sud”. Così il presidente della Regione, Nello Musumeci, all’inaugurazione, al Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala, dell’allestimento espositivo della “Nave oneraria tardo-romana” rinvenuta nel 1999 nei fondali di fronte il lido di Marausa, Tra Marsala e Trapani, ma recuperata nel 2008 con le numerose anfore africane cilindriche che aveva a bordo.
“Assieme alla Nave punica – ha continuato Musumeci – c’è qui anche la Nave romana. Tusa mi diceva che il nostro mare è un altro museo e dobbiamo recuperare quanti più relitti è possibile. Occorre anche che ci si doti di un laboratorio per restaurare e lavorare il legno bagnato, piuttosto che mandarlo altrove, come abbiamo dovuto fare con la Nave Romana”.
Psicologa a teatro con donne del melòSchelotto al Carlo Felice a Genova racconta Mimì e Violetta

GENOVA13 aprile 201913:00

– Costrette in passato a un ruolo subalterno nella società reale, le donne intese come personaggi si sono spesso prese una bella rivincita sui palcoscenici lirici. E’ vero che molte di esse vittime di intrighi e di inganni hanno trovato una sola via di uscita nella follia o nella morte. E’ anche vero però che in molti casi hanno stravinto sugli uomini quanto a intelligenza, dignità, forza di carattere. Chi scambierebbe Violetta con Alfredo o Cio-cio-san con Pinkerton? Il Carlo Felice di Genova dedica un ciclo di incontri alle 4 protagoniste della stagione operistica: il 18 aprile si parlerà della passione di Tosca, il 22 maggio la gelosia di Santuzza (Cavalleria rusticana) e l’infedeltà di Nedda (Pagliacci) mentre il 6 giugno l’angelica Cio-cio-san sarà al centro del dibattito con la sua dolcezza e la sua incrollabile fiducia in uno degli uomini più insulsi del teatro, l’americano Pinkerton. Il progetto è realizzato con la collaborazione di Gianna Schelotto, psicologa, giornalista e scrittrice.
Goran Bregovic invia tre lettere paceA Trieste artista intimista nell’unico concerto del Triveneto

TRIESTE13 aprile 201919:44

Le “Three Letters of Sarajevo” (Tre lettere di Sarajevo) sono un invito alla coesistenza pacifica, alla vita com’era in Bosnia prima della guerra nella ex Jugoslavia e come si spera possa essere in futuro. Sono le lettere della religione: cristiana, ebraica, musulmana. Goran Bregovic le presenta una per volta e il concerto prende il volo: il protagonista mondiale della musica Balkan si è esibito ieri sera a Trieste al Teatro Politeama Rossetti, città dove mancava da cinque anni e che sente un po’ come sua, unica data del Triveneto, organizzata da Vigna PR.
Un concerto che forse segna un momento particolare nel percorso artistico del musicista di Sarajevo che nel sangue e nel cervello sintetizza il mondo balcanico: padre cattolico, madre ortodossa, moglie musulmana; “e io mi sento anche un po’ gitano”, tanto per sovrappiù. Nel teatro gremito e cosmopolita, chi si aspettava un concerto di musiche rutilanti ha potuto sfrenarsi ai lati della platea soltanto durante alcuni brani.
Altre composizioni indugiavano infatti più alla ricerca, al tentativo – riuscito – di mettere insieme, contaminare sonorità di culture diverse del caleidoscopico universo centro europeo e confinante, tutte confluenti nell’incalzante ritmo balcanico.
Suggestioni musicali, virtuosismi a tratti malinconicamente lenti hanno ripescato i tratti musicali della solennità cristiana, la tragicità ebraica e il rigore musulmano per amalgamarli in un giostra di note senza razze né sesso. Bregovic compositore, non guida talentuosa di una folle banda di suonatori.
Il concerto inizia con il brano Jalija: i cinque fiati della sua storica band che, vestiti in abiti tradizionali, attraversano la platea per raggiungere il palco. Qui, un po’ di sedie affondano in una sobria sceneggiatura completamente nera.
A mano a mano si compone una ricca e apparentemente incompatibile orchestra: il cantante serbo Muharem Redzepi, dalle vocalizzi mediorientali, una coppia di adulte voci femminili bulgare in coloratissimi abiti tradizionali, quattro archi in nero e sei coristi maschili della chiesa ortodossa in elegante grigio e farfallina. Al centro, con piccola chitarra elettrica, vestito completamente di bianco e scarpette azzurre, Bregovic, il Balcanico, classe ’50 ma dimostra almeno dieci anni in meno. “E’ la mia orchestra per i matrimoni e i funerali”, li presenta. Come riesca nell’alchimia di mettere tutti insieme (con una base registrata di batteria e tamburello) tra un Miserere e un Mazel Tov, non è ben chiaro, ma il risultato è di alto livello.
L’atmosfera è subito calda, parte Ciribiribela, seguita da Christian Letter e dunque da Muslim Letter, toni orientaleggianti sfociano in ritmi da tammurriate salentine o partenopee, i cui echi evidentemente non conoscendo confini, sono giunti fin nella Penisola. Il pubblico vuole anche nostalgia e invoca “sevdalinka”, le malinconiche composizioni, Bregovic intona allora Hopa cupa ma anche Bugarke e, in inglese, Jeremija. Inattesa, un altro brano internazionale: Bella ciao, suonata ovviamente nel suo stile.
Ma la sala vuole di più, fremono i muscoli, così Bregovic scivola nel militare, nella guerra chiede di accompagnarlo prima nell’intonare la parola refrain “artiglieria”, uguale sia nelle lingue slave che in italiano e infine, lascia esplodere palchi e platea quando irrompe il suo successo internazionale, “Kalashnikov”. E per una volta, l’arma più diffusa al mondo non spara proiettili per uccidere ma note per divertirsi.

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Un libro su Greta e il suo manifesto
Dal 18 aprile per arrivo a Roma della giovane di FridayforFuture

13 aprile 201915:18

– Greta Thunberg, la “ragazza senza paura” che un venerdì mattina ha portato in piazza quasi 2 milioni di coetanei, da Sydney a San Francisco, non ha reso concreta e visibile soltanto la protesta dei giovani contro i cambiamenti climatici ma ha risvegliato anche la coscienza di molti dei loro genitori e nonni. Parte da qui ‘Il mio nome è Greta. Il manifesto di una nuova nazione’ della giornalista Valentina Giannella, con le illustrazioni di Manuela Marazzi. Un libro che vuole “creare un ponte di lettura e consapevolezza tra giovani e adulti, tra figli e genitori”, in uscita per le edizioni Centauria il 18 aprile, alla vigilia dell’arrivo di Greta a Roma per manifestare, venerdì 19 aprile, con i ragazzi che scenderanno in piazza per il #FridayForFuture e in vista della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile.
Per lettori dai 10 ai 100 anni, il libro racconta in modo accessibile e dettagliato chi sia Greta, quali siano i valori della nuova Green Nation

Genio Federico Fellini, realtà e sognoA Padova mostra con disegni, film, costumi a 100 anni nascita

PADOVA13 aprile 201920:29

Shakespeare ha scritto “noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni” e Federico Fellini, il regista, il disegnatore, il poeta, l’uomo che alla moglie Giulietta Masina prima di essere operato, nel 1993, anno dell’Oscar alla carriera e della morte, lascia sul comodino in ospedale una lettera con la frase iniziale “ancora un bacetto prima di addormentarmi”, ne è forse uno dei massimi esempi.
Un’artista dell’immagine dove la realtà, i mille volti della realtà, diventano visione onirica, e viceversa.
La lettera alla moglie, alla protagonista di film come “La Strada”, “Giulietta degli spiriti” o “Ginger e Fred”, con un altro compagno di strada nel campo della settima arte come Marcello Mastroianni, è uno dei tanti, significativi tasselli che compongono la mostra a Padova, dal 14 aprile al 1 settembre (catalogo Skira), dedicata a Fellini, al genio del cinema nato a Rimini il 20 gennaio 1920 e morto il 31 ottobre 1993 a Roma, dopo un attacco cerebrale alcuni mesi prima nella sua città natale.
L’esposizione, curata da Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia e Francesca Fabbri Fellini, e organizzata dall’assessorato alla cultura e con la collaborazione di Rai e Rai Teche, intitolata “Verso il centenario. Federico Fellini. 1920-2020”, dà il via di fatto alle celebrazioni che ricorderanno i cento anni dalla nascita del regista. Una mostra tesa non solo a rendere omaggio a uno dei protagonisti più noti al mondo del cinema italiano, vincitore di cinque Oscar, a farne intravedere, attraverso i vari segni del suo lavoro, tra cui molti inediti, la complessità umana e culturale ma anche, se non soprattutto, a far conoscere la sua opera alle nuove generazioni con la speranza che una volta usciti tutti “abbiano la voglia di tornare a casa e vedere un suo film”, come dice la nipote Francesca.
Il percorso espositivo spazia dalle immagini della famiglia a Rimini ai documenti degli inizi degli anni ’40 a Roma per riviste teatrali o commedie radiofoniche, ora con Marcello Marchesi, come “Primo impiego”, ora con Ruggero Maccari. Poi il cinema la fa da padrone, con i documenti su “Sceicco Bianco” del 1952, con la lettera che scrittura Alberto Sordi o il piano di lavorazione, la sceneggiatura di “Dolce vita” del 1960, i contratti di Mastroianni ed Anita Ekberg, le lettere di protesta di associazioni cattoliche contro la proiezione del film, i manifesti dei tanti capolavori, “8 1/2” o “Amacord”, la testa in cartapesta di “Satyricon”,il modellino per “La nave va”, le carte uscite dagli archivi ministeriali delle “revisioni preventive”. Ci sono i costumi di “Casanova”, storia veneziana con Donald Sutherland; ci solo i ricordi trasmessi su monitor di chi ha lavorato con lui, come Tonino Guerra; ci sono quasi 200 dei disegni che Fellini ha realizzato nel corso della sua vita per dare corpo ai suoi personaggi, alle sue fantasie, anche erotiche nell’eterno confronto tra uomo e donna – una sala “vietata ai minori” come per i film si intitola “Erotomachia” – o tantissime foto di scena.
Dalla mostra sembra emergere a tutto tondo la figura di un “narratore di storie” attraverso le tanti forme che danno vita all’immagine. Ed Andrea Colasio, assessore comunale alla cultura, l’ha accostato, creando un filo comune tra Padova e Fellini, a un altro grande “narratore di storie” come Giotto, cui affreschi per la Cappella degli Scrovegni sono a pochi passi di distanza dalla sede della mostra, i Musei Eremitani. “Quel che so – disse Fellini – è che ho voglia di raccontare.
Francamente, raccontare mi sembra l’unico gioco che valga la pena giocare”
Le prime immagini del nuovo Star Wars /TRAILERNuovo episodio della saga nelle sale italiane dal 18 dicembre

13 aprile 201917:46

Sono state presentate in anteprima, a Chicago, alla Star Wars Celebration 2019, il più grande evento mondiale per i fan di Star Wars, le prime immagini di Star Wars: The Rise of Skywalker. Il nuovo episodio dell’epica saga arriverà nelle sale italiane il 18 dicembre e porterà avanti le vicende che hanno conquistato il pubblico nei precedenti capitoli Star Wars: Il Risveglio della Forza e Star Wars: Gli Ultimi Jedi.

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La Rua, dal 26 aprile il nuovo album
Dal titolo Nessuno segna da solo, anticipato da “Alta velocità”

13 aprile 201917:00

– Esce il 26 aprile “Nessuno segna da solo” (Universal Music), il nuovo album dei La Rua che racchiude i brani dell’EP uscito a luglio 2018 e nuovi inediti che prendono vita da pagine di musica e parole di Daniele Incicco, frontman dei La Rua, e dello storico produttore Dario Dardust Faini. Il disco sarà anticipato dal 19 aprile dal singolo “Alata Velocità. “Si tratta di una canzone d’amore – dichiara Incicco – che, grazie al concetto dell’alta velocità, descrive l’innamoramento e in esso il reale effetto che si prova nel petto. Il cuore, infatti, va ad alta velocità così come l’ascolto di questa canzone leggera ma coraggiosa”.
“E’ stato il vento”, manifesto per RiaceTra firmatari Brunori Sas, Sangiorgi, Levante, Gazzè, Subsonica

13 aprile 201917:30

– Alcuni artisti sui loro profili social stanno condividendo il post “È stato il vento”, un’iniziativa nata spontaneamente e condivisa da tanti per sostenere il modello di integrazione messo in atto dalla cittadina di Riace negli ultimi anni. Afterhours, Brunori SAS, Levante, Giuliano Sangiorgi, Max Gazzè, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Vasco Brondi, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Negrita, Niccolò Fabi, Piero Pelù, Subsonica, Thegiornalisti, Samuele Bersani, Roy Paci, Bandabardò, Diodato, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, sono alcuni dei firmatari del manifesto “È stato il vento – Artisti per Riace”, che in poche ore ha registrato oltre 1000 sottoscrizioni, come si legge sull’account Instagram ufficiale.
Il nome dell’iniziativa, spiega il il sito dedicato (www.artistixriace.it) online da questa mattina, prende il nome da una “frase che Mimmo Lucano ha pronunciato quando nel 1998 la prima imbarcazione carica di curdi è approdata sulle coste di Riace”.
1 Maggio: a Roma Motta, Negrita, GhemonGià annunciati Daniele Silvestri, Ex-Otago, Subsonica e Ghali

13 aprile 201917:50

– Motta, Negrita e Ghemon vanno ad aggiungersi al cast del Concertone del Primo Maggio a Roma, in piazza San Giovanni. Alla manifestazione promossa dai sindacati erano stati già annunciati nei giorni scorsi Daniele Silvestri, Ex-Otago, Subsonica e Ghali, Carl Brave, La Municipal, La Rappresentante di Lista, Pinguini Tattici Nucleari.
Cartoons, l’Italia vince con JamsA Torino premiati anche Belgio, Iran, Irlanda e Giappone

TORINO13 aprile 201918:13

Tripletta francese e l’affermazione di Jams, la serie di Rai ragazzi e Stand By me che affronta il tema delle molestie sessuali sui minori ai Pulcinella Award di Cartoons on the Bay, il festival internazionale dell’animazione e della cross-medialità promosso da Rai e organizzato da Rai Com a Torino. La Francia è premiata con tre successi – due dei quali per programmi realizzati in collaborazione con Rai Ragazzi, mentre Belgio, Iran, Irlanda, Italia e Giappone si dividono gli altri premi assegnati dalle giurie internazionali.
Per l’Italia, nella sezione LIVE ACTION vince JAMS, di Alessandro Celli, prodotta da Rai Ragazzi-Stand by me. Scrivono i giurati: “Una serie per ragazzi unica, che emerge per la sua modernità e per il suo realismo, su un tema delicato come le molestie sessuali, con un linguaggio ed uno stile appropriato per il giovane pubblico”.
Nella sezione Upper Preschool, in cui vincono le avventure di quattro giovani dinosauri nel Cretaceo raccontate da GIGANTOSAURUS di Olivier Lelardoux per Cyber Group Studios, in collaborazione con Rai Ragazzi. Ancora in collaborazione con Rai Ragazzi, nelle Tv Series Kids si impone ARTHUR AND THE CHILDREN OF THE ROUND TABLE di Jean-Luc Francois per Blue Spirit Productions che racconta la storia di un giovane Artù. Ancora Francia nella sezione Interactive Media con DETROIT: BECOME HUMAN, una riflessione su tecnologia e robotica prodotta da Quantic Dream. Successo del Belgio con HORRIBLE TALES FOR TERRIBLE CHILDREN, nella sezione Tv Pilots: Freek Quartier per Grid Animation-tbd racconta favole inconsuete e “cattive”.
Vittoria anche per l’Irlanda tra le Tv Series Pre Shool con BECCA’S BUNCH di Alan Shannon per JAM media. E’ invece una volpe la protagonista dell’iraniano THE FOX firmato da Sadegh Javadi per Iran-Documentary & Experimental Film Center, che vince tra gli Short Film. Chiude il podio il Giappone nella sezione Animated Feature Film, che riceve anche una menzione speciale per la sceneggiatura, con MIRAI, firmato da Mamoru Hosoda e prodotto da Studio Chizu srl.
Festival pianistico a Brescia e Bergamo’Musica velata-Schumann e Brahms’ è il tema rassegna romantica

13 aprile 201918:18

– ‘Musica velata-Schumann e Brahms’ è il tema della 56ª edizione del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, uno dei più prestigiosi in Europa: si svolgerà da lunedì prossimo al 10 giugno. Direttore artistico è il maestro Pier Carlo Orizio. Fondato nel 1964 la rassegna porta l’élite della grande musica nelle splendide cornici del Teatro Grande di Brescia e del Teatro Sociale di Bergamo alta. Sono previsti circa 50 concerti, all’insegna del Romanticismo, in meno di due mesi.
Doppio debutto il 15 e il 16 aprile: in programma ‘Ein deutsches Requiem’ di Brahms con la Basel Symphony Orchestra e il Coro della MDR di Lipsia diretti da Marek Janowski. Solisti Wilhelm Schwinghammer baritono e Christina Landshamer, soprano.
Spicca la presenza della Royal Philharmonic Orchestra diretta da Pier Carlo Orizio il 9 e il 10 con il Concerto per pianoforte e orchestra n.1, op.15 di Brahms e la Sinfonia n.4, op.98. Al pianoforte Alexander Romanovsky.
500 anni fa nasceva Caterina de’ MediciGrande mostra nel palazzo dove trascorse infanzia e giovinezza

FIRENZE13 aprile 201918:21

Nasceva giusto 500 anni fa a Firenze – 13 aprile 1519 – Caterina de’ Medici, futura regina di Francia: e da oggi fino al 21 maggio una mostra e una serie di eventi ne raccontano il legame col palazzo di famiglia (oggi Palazzo Medici Riccardi), a Firenze, in via Larga (l’attuale via Cavour), dove trascorse infanzia e giovinezza fino al trasferimento Oltralpe nel 1533. Pezzo forte della mostra è il dipinto di Jacopo Chimenti da Empoli ‘Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico II di Francia’, in prestito dalla Galleria degli Uffizi che ricorda proprio il matrimonio della giovane Caterina con Enrico di Valois, figlio di Francesco I e futuro re di Francia, celebrata a Marsiglia il 28 ottobre 1533 dal pontefice Medici Clemente VII. Caterina aveva lasciato Firenze per la Francia nel settembre dello stesso anno, accomiatandosi per sempre dalla sua città natale.
The Cleaners, spazzini segreti del webDocu Quello che i social non dicono in sala dal 14 al 17 aprile

13 aprile 201918:34

– Sono in genere molto giovani, spesso religiosi e idealisti (il nucleo principale è nelle Filippine) e passano, ogni giorno, ore e ore a individuare e eliminare dal web e dai social video e altri materiali violenti. Dalle immagini delle decapitazioni dell’Isis a quelle degli abusi sui bambini. Parliamo dei ‘content moderators’ o, meglio, degli spazzini (segreti) della rete, per colossi come Google e Facebook. Figure che si raccontano per la prima volta in Quello che i social non dicono – The Cleaners, il documentario di Hans Block e Moritz Riesewieck, passato in festival come Sundance e Biografilm, in sala come evento dal 14 al 17 aprile con I Wonder Pictures.
“L’idea per il film – spiega Hans Block – ci è venuta qualche anno fa, quando fu diffuso online, causando uno shock globale, il video di una bambina di cinque o sei anni violentata da un adulto. Ci siamo chiesti a chi fosse dato il compito materialmente di non far arrivare sulla rete quegli orrori e ci siamo messi a indagare”.
Per fratelli D’Innocenzo ora ‘Favolacce’A Lecce vincono il Premio Mario Verdone e ora nuovo film

13 aprile 201919:46

– Ai fratelli D’Innocenzo (Damiano e Fabio), registi di un’opera prima geniale come ‘La Terra dell’Abbastanza’, arriva al Festival del cinema Europeo di Lecce anche il Premio Mario Verdone, dedicato alle opere prime e seconde, consegnato da Carlo e Silvia Verdone, Laura Delli Colli, Marcello Foti e da Alberto La Monica, direttore artistico della manifestazione cinematografica che si chiude domani.
A ricevere il premio è pero il solo Damiano perché il fratello Fabio è rimasto a Roma ancora influenzato. Per i due ventottenni, cresciuti tra il periferico quartiere romano di Tor Bella Monaca, Lavinio e il litorale di Anzio, tanti progetti.
Intanto il secondo film che avrà come titolo ‘Favolacce’ e sarà prodotto dalla Papito Produzioni, “un film corale con dodici personaggi tra cui alcuni bambini che si inizierà a girare a luglio a Roma”. Ovvero quella che si annuncia, almeno a detta dei due registi “una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari”. “Un titolo bello, no? – dice Damiano – Anche perché si può confondere con ‘parolacce’. In inglese si chiamerà ‘Bad Days’ in cui ci sarà solo un attore italiano famosissimo e poi utilizzeremo molto attori di teatro, facce che non ti riportano ad altri film. L’abbiamo scritto un anno dopo ‘La terra dell’abbastanza’, avevamo ventidue anni è un film che sentiamo può facilmente invecchiare, o lo facciamo adesso o non lo facciamo più”. E aggiunge: “Si svolgerà non in un’ambiente borghese, ma sul litorale romano con gente che aveva lì una seconda casa che a un certo punto diventa la loro primissima casa”.
Per i due gemelli – nati da una famiglia semplice e con cultura anomala, anti-accademica, piena di libri, scuola alberghiera e passione, prima per la fotografia, e poi per il cinema – anche una serie tv sull’esorcismo prodotta da Cattleya e ambientata nel presente che avrà come titolo ‘Dio sotto terra’: “Una serie – ci tiene a dire Damiano – che non nasce però dall’interesse per il demoniaco, ma di come a volte la solitudine entra nelle nostre vite e fa cose orribili”.
Non aver preso il David spiega poi Damiano D’Innocenzo “ci ha fatto un po’ ‘rosicare’ – aggiunge-. Chi dice che non gli dispiace non avere preso un premio è solo un vile e bugiardo, ma è anche vero che c’erano tanti altri bei film che non sono entrati tra i premiati”. E non finisce qui, i D’Innocenzo hanno in mente anche un altro film più volte annunciato, ovvero un western al femminile, in cui é previsto anche un cast parzialmente americano, che ha come titolo provvisorio ‘Ex Vedove’ e sarà girato nell’Italia di fine Ottocento con attori dai vari dialetti: “Abbiamo tutta la voglia di farlo – spiega Damiano a Lecce in evidente ansia di prestazione – ma dipende da quello che succederà con il secondo”.

Leonardo: scorta armata per Paesaggio 8PE’ primo disegno autografo genio’500, va in mostra che apre 15/4

VINCI (FIRENZE)13 aprile 201920:10

– Arrivato a Vinci, sotto scorta armata, il principale ‘ospite’ delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo, cioè il celebre ‘Paesaggio 8P’ (questo il nome d’inventario nella collezione degli Uffizi). E’ il primo disegno autografo datato 1473 ed è giunto da Firenze accompagnato da una scorta armata.
L’opera sarà la principale attrazione della mostra ‘Leonardo a Vinci. Alle origini del Genio’, che verrà inaugurata il 15 aprile alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che prevede anche l’esposizione di numerosi documenti di epoca medievale e rinascimentale che ricostruiscono il periodo trascorso da Leonardo a Vinci, dove nacque e luogo per lui maggiore fonte di ispirazione per le sue opere e per le sue ricerche scientifiche.
Cannes: opera VR con Laurie AndersonAlla Quinzaine la musicista-regista con Hsin-Chien Huang

13 aprile 201911:34

– Tre installazioni di realtà virtuale della musicista, regista, pioniera creativa delle arti digitali, Laurie Anderson saranno presentata al festival di Cannes alla Quinzaine des Realisateurs. “Il legame con la Quinzaine è cominciato nel 1987 presentando il suo primo lungometraggio, Home of the Brave, ora un film-concerto di culto. E’ stato quindi naturale – dice il responsabile Paolo Moretti – invitarla per presentare una nuova forma di esplorazione nella narrazione: la realtà virtuale in queste opere co-firmate con Hsin-Chien Huang. S’intitola “Go Where you Look! Falling off snow mountains” la serie di tre lavori virtuali: Aloft, Chalkroom e To the Moon, tre brani poeticamente collegati e complementari presentati per la prima volta. Le installazioni saranno poste nel Suquet des Art(iste)s a Cannes dal 15 al 25 maggio.         [print-me title=”STAMPA”]

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Cartoons on the Bay apre con Dragonero in tv e Unicef
A Torino anche Davide Bonelli. Festa a Convenzione diritti bimbi

TORINO12 aprile 2019 05:31

C’è Dragonero, nato una sera del lontano 1995 dai disegni fatti su una tovaglietta di carta di un’osteria dai suoi “papà” (Stefano Vietti e Luca Enoch) e ora pronto per diventare una serie tv e ci sono i diritti dei bambini che l’Unicef presenta come fiori colorati e delicati e spesso barbaramente calpestati in tutto il mondo. Ma anche tutto quello che sta accadendo nel vorticoso mondo dell’animazione e della crossmedialità e tutto quello che succederà nei prossimi mesi: a Torino per il terzo anno di fila si è aperto Cartoons on the Bay, il festival promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte. Dragonero, il cacciatore di draghi di casa Bonelli, è il protagonista di una bellissima mostra al Centro di Produzione Tv Rai di Torino e tra gli ospiti dell’apertura, come fa notare il direttore del festival Genovesi, c’è anche Davide Bonelli che “non si muove quasi mai per queste occasioni ma solo per le cose veramente importanti”. “E’ un allestimento stupendo e ci sono totem e altre cose meravigliose che vorremmo portarci a casa anche noi… E per la prima volta Dragonero sarà presentato anche da anziano” raccontano Vietti ed Enoch che sottolineano come Torino li abbia accolti, coccolati e gratificati di “tanti anni di lavoro che abbiamo dedicato a questo personaggio”. E annunciano la grande novità: “Il nostro personaggio esce per la prima volta dal pur soddisfacente alveo del fumetto, mette il nasino fuori per fare chissà cosa… C’è l’intenzione di valutare un progetto per una produzione di una serie animata in coproduzione Rai e Sergio Bonelli di cui sabato vedremo il primo trailer su cui stiamo lavorando da tre anni”.L’altra mostra ospitata alla Rai a via Verdi è “Omaggio a Topolino – La storia di una pop star”, in collaborazione con Walt Disney Italia. A Torino sono stati celebrati anche i 30 anni della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Dedichiamo a questo il nostro festival di quest’anno” dice Genovesi. “Ci siamo affidati a un gruppo fantastico di giovanissimi – racconta Patrizia Paternò dell’Unicef – che hanno realizzato una clip su cosa significano i diritti dell’infanzia e cosa vuol significa calpestarli grazie alla metafora dei fiori che finiscono sotto i piedi di noi adulti” ha concluso.

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“Cartoons on the Bay è un evento unico nel suo genere che dal 1996 offre alle famiglie italiane, ai piccoli e ai grandi, la prova dell’eccellenza Rai in un settore fondamentale qual è l’animazione televisiva riferita alla produzione di cartoni animati e legata alla Tv dei ragazzi” dice il presidente Rai Marcello Foa in un messaggio. Nel futuro l’impegno crescerà ancora. “Nel nuovo piano industriale, l’attenzione per i più giovani è tra i temi centrali e prevede la realizzazione di prodotti specifici capaci di intrattenere e allo stesso tempo educare i ragazzi sulla base dei valori e dei costumi della società contemporanea”, annuncia Fabrizio Salini amministratore delegato della Rai. E l’ad di Rai Com Monica Maggioni aggiunge: “Cartoons è diventato un laboratorio privilegiato per addetti ai lavori e appassionati provenienti da tutto il mondo”. Ma Cartoons non dimentica uno dei suoi grandi amici e massimi artisti italiani di questo campo: sul sito http://www.cartoonsbay.rai.it/bruno-bozzetto sono disponibili le sale Bruno Bozzetto della Hall of Fame ricche di immagini, filmati e note biografiche dell’animatore, disegnatore, creatore di graphic novel e regista, ma soprattutto creatore quasi 60 anni fa del mitico signor Rossi.

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Diplomi e attestati in mostra a Parma
Dal 13/4 documenti quasi quotidiani per conoscere storia e arte

PARMA12 aprile 201910:24NEWSS

– Esistono tanti modi per conoscere la storia e l’arte, a volte spunti inaspettati e sorprendenti chiavi di lettura nascono da documenti quasi quotidiani.
Attestati e diplomi di merito, ad esempio, intrecciano vicende e stili del proprio tempo con momenti di vita privata di persone sconosciute o notissime. Oltre cento pezzi, tra diplomi, calamai e oggetti d’epoca, ricostruiranno un’atmosfera di piccoli e grandi successi – nell’epoca a cavallo tra XIX e XX secolo – in una mostra in programma dal 13 aprile all’1 settembre al Museo Glauco Lombardi di Parma.
‘Per onore e per merito. Storia, arte, stili nei diplomi di benemerenza’ è il titolo della mostra, i cui pezzi provengono dalle collezioni Bezzi e Gerra, dall’Archivio Storico Barilla, da collezioni private e opere del Museo stesso. Il Museo, nato dalla passione collezionistica di Glauco Lombardi (1881-1970), raccoglie testimonianze su Maria Luigia d’Asburgo e Napoleone Bonaparte, oltre a opere e documenti sul Ducato di Parma nel XVIII e XIX secolo.

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Astro Linda in Missione Spazio ReloadIn esclusiva su Rai Play, da metà maggio su Rai Gulp

TORINO12 aprile 201911:23

– I duri anni di addestramento, di studio e di sacrifici per prepararsi alla missione. La condizione di microgravità che fa svolazzare all’interno dei moduli della stazione dimenticando l’alto e il basso. Il bere una sola bolla d’acqua catturandola mentre fluttua nel vuoto. E infine la meravigliosa sensazione di essere piccoli in un universo gigantesco che solo guardare la Terra dalla spazio sa dare. Ci sarà tutto questo ma anche i racconti delle attività di Luca Parmitano, di Samantha Cristoforetti e di Paolo Nespoli al centro della nuova edizione di Missione Spazio Reloaded che è stata presentata a Cartoons on The Bay, festival della animazione crossmediale promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com. Si tratta di una produzione di Rai Ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Italiana e Aeronautica Militare, disponibile in esclusiva sulla piattaforma Rai Play e il portale web di Rai Gulp e poi da metà maggio, in onda anche sul Canale Rai Gulp.
A guidare questo “viaggio” di otto puntate ci sarà @astro_Linda, ovvero Linda Raimondo, studentessa di fisica e appassionata di spazio e di scienza, pronta a far parte degli astronauti che saranno selezionati per arrivare su Marte.

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In questa nuova edizione di Missione Spazio, gli astronauti faranno conoscere non solo lo spazio e il volo umano, ma anche il valore della convivenza, della ricerca scientifica effettuata in condizioni di microgravità e la funzione “aggregante” che ha il cibo in condizioni estreme come lo spazio. Ogni dichiarazione ci riporta al momento in cui dei bambini hanno sognato di diventare astronauti fino a quando, questi stessi bambini oramai adulti, sono riusciti a realizzare il loro sogno, passando per la selezione, l’addestramento, la partenza, la vita in orbita, per tornare poi sulla terra. Sempre su RaiPlay saranno presto disponibili anche contenuti speciali, con interviste a personaggi legati al mondo dello spazio.

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World Press Photo, vince John MooreTra i premiati anche due italiani, Gualazzini e Tugnoli

12 aprile 201913:41

– “Il mio obiettivo da quando, dieci anni fa, ho iniziato a occuparmi con le mie foto di immigrazione e sicurezza delle frontiere è stato quello di fare luce su una tematica che viene spesso raccontata solo attraverso le statistiche. Sono molto orgoglioso di vedere che questo lavoro sta avendo un impatto su un pubblico globale”. Lo ha detto il fotoreporter John Moore vincitore del premio della World Press Photo Foundation per la Foto dell’Anno con il suo scatto della bambina honduregna che piange mentre sua madre è detenuta dal Border Patrol degli Stati Uniti.
“E’ un onore incredibile ricevere questo riconoscimento dalla World Press Photo Foundation” ha sottolineato Moore che è special correspondent e senior photographer di Getty Images. Tra i vincitori del più importante premio di fotogiornalismo, anche due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini per Ambiente, Storie e Lorenzo Tugnoli per General News, Storie.
La mostra di fotogiornalismo sarà al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 25 aprile.

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Rai3 festeggia 30 anni Blob programma cultCinque speciali dal 14 aprile

12 aprile 201921:02

“Blob – dice Enrico Ghezzi uno degli storici ideatori del programma cult – ha un pregio enorme: è un antidoto a se stesso”. Il 17 aprile la storica trasmissione di Rai3 compie 30 anni e supera il traguardo delle 9268 puntate, di cui oltre mille monografiche.
Adesso, giustamente, si autocelebra con 5 appuntamenti speciali da domenica 14 aprile che si aggiungono alla normale collocazione delle 20.
Venti minuti di “surrogato televisivo”: la tv smontata, rimontata e messa a nudo attraverso il montaggio per svelare cosa il video e i suoi protagonisti di tutti i giorni ci dicono.
E’ Blob, una delle trasmissioni che hanno rivoluzionato la storia della tv, ricordata oggi a viale Mazzini con l’attuale direttore di Rai3 Stefano Coletta, con il direttore di allora Angelo Guglielmi e poi oltre Ghezzi tanti protagonisti e amici (presenti fra gli altri Franca Leosini, Alba Parietti, Sandra Milo, Furio Colombo, Fulvio Abbate, Maurizio Mannoni e Pino Strabioli). Nel corso della presentazione menzionato Marco Giusti, assente, inventore insieme a Ghezzi di Blob, ed ex autore del programma.

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Blob ha rappresentato un punto fermo nella programmazione della terza rete raccontando, quotidianamente, l’Italia, il cambiamento delle mode e dei costumi, la politica, la società, la musica, il grande e il piccolo schermo. Non esiste fatto o evento che non sia stato affrontato da Blob nella particolare chiave di lettura caratteristica della trasmissione. Ha offerto uno sguardo al di fuori della paludata e classica informazione senza, però, mai perdere di vista la verità e la correttezza. Il racconto è stato accompagnato, spesso, anche da una spregiudicatezza che non ne ha mai intaccato la qualità.
L’ex capostruttura di quegli anni Bruno Voglino dice che “Blob è per definizione il doppio: ha l’ambiguità delle opere d’arte, a seconda di come lo recepisci”. L’ex direttore Guglielmi aggiunge: “La parola Blob è stata trasferita in letteratura (non solo in Italia), nel giornalismo. È diventato un modo di dire, di comportarsi Blob è la televisione ma anche, insieme, l’oltraggio alla televisione. Blob ci prende in giro, ma ha la malizia degli dei di farci sorridere,  ognuno di noi è nel mirino del suo giudizio, non ci lascia mai in pace”.

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Ghezzi legge un passaggio di un racconto di Kafka sul desiderio di diventare pellerossa. Quindi fa notare: “Tutte le immagini meritano un rispetto. Il pellerossa che vuole diventare pellerossa, l’immagine che vuole diventare immagine, in questi secondi quello che si sgretola mentre si installa il desiderio, è di tutto. Mentre si installa, inizia a dissolversi”.
I 5 appuntamenti speciali: domenica 14 aprile alle ore 00.10, mercoledì 17 aprile 10 clip per tutta la giornata, giovedì 13 giugno alle ore 23.20. Ed ancora durante l’estate, quando saranno riproposti spezzoni del programma e 6 notti di Fuori orario.
Alba Parietti dice di ringraziare Blob perché ha consentito a lei e a tanti personaggi di esistere. “Blob è un capolavoro di psicopatia nella dimensione della nostra vita quotidiana. Sono stata oggetto di riciclo da parte di Blob e mi ci ritrovo a mio agio perché sono chiamata donna di plastica. Come dice Guglielmi, l’unico modo di fare cultura in televisione è non farla”. Leosini: “Blob fa parte della storia del Paese: unisce ironia, fantasia e sberleffo”. E sottolinea: “Io sono una creatura di Guglielmi”.
Sandra Milo confessa: “Io sono stata una delle vittime di Blob (chi non si è imbattuto almeno una volta nelle immagini mandate all’infinito di lei che lascia lo studio tv dopo una telefonata urlando il nome del figlio ‘Ciro, Ciro..’? ndr). All’epoca me la prendevo tantissimo, ma poi ho capito che era una invenzione, una rivoluzione, un modo di raccontare la vita e la realtà in maniera diversa”. Furio Colombo: “Guardavo Blob dagli Stati Uniti. Mi divertivo a carico di una situazione reale da cui ero distante. Mi divertivo fino a quando sono comparso io. Una sorta di esperimento scientifico”.
Tra le clip che scorrevano durante la conferenza tagliate e ricucite da Blob insieme quelle divertenti di alcune papere messe tutte insieme delle storiche annunciatrici tv Rai, i capisaldi storico tv da cui si dipana il racconto degli ultimi decenni: l’11 settembre, piazza Tienanmen, una su Aldo Biscardi.
Quindi le immagini di Bin Laden sulle note di Heidi. insomma un compendio di storia italiana, e internazionale, che passa dalla morte del Pci (le lacrime di Occhetto) fino ai giorni nostri.

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Riondino, deluso da M5S, Taranto tradita
Gazzè, Elio, Malika a concerto per sensibilizzare su situazione

12 aprile 201918:30

– “Taranto è stata tradita. Il Movimento 5 Stelle l’ha usata per fare incetti di voti, dove alle elezioni ha preso quasi il 50% delle preferenze, e poi l’ha lasciata al suo destino. Anche io ho votato il MOvimento perché mi fidavo, ci ho messo la faccia in televisione, nelle interviste. Ma siamo stati tutti traditi”. Michel Riondino, direttore artistico dell’Uno Maggio Taranto, la manifestazione che da 6 anni accende i riflettori sulla città dell’Ilva, va all’attacco dei 5 Stelle, rei di non aver mantenuto le promesse elettorali sulla riconversione di quella che prima era “la fabbrica assassina” e poi, a risultato ottenuto, “ora non preoccupa più nessuno”. Per l’edizione 2019, saliranno sul palco del Parco Archeologico delle Mura Greche Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta.

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A Urbani il Della Rovere di TizianoTorna ‘a casa’ ritratto Vecellio. Esposte collezioni roveresche

URBANIA (PESARO URBINO)12 aprile 201914:47

– Il duca torna “a casa” dopo 400 anni: la mostra evento “Francesco Maria Della Rovere di Tiziano” allestita nelle sale del Palazzo Ducale di Urbania riporta nella sua dimora originaria il ritratto su tela di Tiziano Vecellio, dove è esposto dal 14 aprile al 14 luglio.
L’esposizione vuole ripercorrere le Collezioni dei Della Rovere racchiuse tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Seicento nelle sale del Palazzo Ducale dell’antica Casteldurante, l’odierna Urbania. Il duca Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538) diceva di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante. Passati quasi quattro secoli dal trasferimento delle collezioni artistiche al Granducato di Toscana – dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel 1631 – c’è la possibilità di rivedere, nel palazzo dove era originariamente conservato, uno tra i più significativi capolavori della pittura rinascimentale.

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Design in Borsa con mostra su Gio PontiIn mostra pezzi più rappresentativi dello stile dell’architetto

12 aprile 201915:09

– Il design entra in Borsa con la mostra “Gio Ponti. A Lifestyle Cell”, a cura di Gio Ponti Archives su progetto di Francesca Pini, ospitata a Palazzo Mezzanotte fino al 16 aprile.
L’installazione mette in mostra i pezzi che più rappresentano lo stile dell’architetto e si riallaccia idealmente all’intervento che Gio Ponti fece negli anni ’20 nella sede di Borsa Italiana, incentrato sulla ceramica e sulla figura femminile, con maioliche prodotte dalla manifattura di S.
Cristoforo, la stessa che realizzò il busto di donna in mostra, di cui esistono pochissimi esemplari al mondo. La mostra presenta anche due mani in ceramica realizzate per Richard Ginori dalla Manifattura di Doccia, mentre la Ceramica di Vietri Francesco De Maio ha realizzato per la mostra un pavimento della collezione Blu Ponti. Si tratta di uno dei 33 disegni ideati per le stanze dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento che raffigura il labirinto simbolo di Ponti. In mostra anche due poltrone in velluto azzurro per il treno di lusso ETR 300 – Settebello delle Ferrovie dello Stato Italiane, create negli anni ’50.

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Arte dal Bahrein all’Accademia AlbertinaFino al 2 giugno 30 opere in dialogo con capolavori arte europea

TORINO12 aprile 201915:47

– L’arte contemporanea araba dialoga con la tradizione artistica europea, dal Rinascimento al ‘900, nella mostra aperta fino al 2 giugno alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. In tutto sono esposte una trentina di opere realizzate dai più importanti artisti del Bahrein dal 1970 ad oggi in dialogo con i capolavori della Pinacoteca.
All’inaugurazione era presente la sceicca, nonché artista e responsabile dell’Autorità del Regno per la Cultura e le Arti, H.E. Sheika Hala Mint bint Al Khalifa, oltre alla neo presidente dell’Accademia Paola Gribaudo e al direttore Salvo Bitonti.
La mostra è il frutto di una collaborazione tra il Bahrein e l’Accademia che ha già portato allo scambio di mostre tra cui quella al Teatro Nazionale del Barhein, nel marzo 2018, di una collezione di modellini di scenografie della Storia del teatro realizzati dagli studenti dell’Accademia. “Crediamo tantissimo in questo scambio di cultura con l’Italia”, ha detto Sheika Hala Mint bint Al Khalif.

Collezione di trolley Montblanc PirelliDesign nei modelli leggeri in policarbonato e dettagli in pelle

12 aprile 201915:48

– Montblanc e Pirelli, performance e design si uniscono per realizzare un nuovo trolley dalle caratteristiche performanti. Condividendo infatti la stessa filosofia d’innovazione, le due aziende presentano la speciale collezione di trolley in edizione limitata.
Ispirata allo spirito del viaggio d’esplorazione, la collaborazione fa leva sulla tradizione di dinamicità e velocità che contraddistingue Pirelli dal 1872. I trolley superleggeri in policarbonato rifinito in pelle nera hanno ruote performanti e manico di precisione. L’estetica elegante è ulteriormente valorizzata da raffinati dettagli iconici, incluso il tipico motivo del battistrada Pirelli P Zero.

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Montblanc e Pirelli hanno una forte identità legata al viaggio e all’innovazione. Montblanc realizza infatti prodotti di lusso per il viaggio da oltre 110 anni. Come fornitore di pneumatici High Value, anche Pirelli è presente nelle competizioni sportive da oltre 110 anni con tecnologie all’avanguardia.
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Premio Unesco-Fellini a Paolo TavianiRestaurato Good Morning Babilonia girato nel 1987

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– Il regista Paolo Taviani riceverà la medaglia Unesco – Fellini al Lucca Film Festival e Europa Cinema in occasione dell’inaugurazione della manifestazione al cinema Astra, domani a Lucca. Il regista italiano incontrerà il pubblico in una lezione di cinema e presenterà il restauro di ‘Good Morning Babilonia’ del 1987, girato negli ex studi cinematografici di Tirrenia e Firenze nel cinema Odeon. La pellicola restaurata dalla Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà è la prima volta che viene proiettata sul grande schermo (dopo il restyling) in Italia dopo essere stata presentata a Locarno. Il regista, inoltre, visiterà la mostra ‘Omaggio ai Taviani. Un viaggio da San Miniato a Hollywood’, a Palazzo Ducale (fino al 23 aprile), in programma al festival, a un anno dalla scomparsa del fratello Vittorio (15/04/2018). Tra gli eventi della prima giornata, inoltre, la prima italiana de ‘La Llorona – Le lacrime del male’ di Michael Chaves, film che uscirà nelle sale italiane il 17 aprile con la Warner Bros.

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In scatti Doisneau elogio quotidianitàCon 88 foto a Trieste la sua più ampia retrospettiva in Italia

TRIESTE12 aprile 201916:24

– Come un bravo “pescatore” di foto, Robert Doisneau passava ore in attesa che tutto quello che si muoveva attorno a lui potesse essere immortalato. Senza fretta, dunque, sono nate alcune delle più belle immagini di “poesia della quotidianità” che, da oggi e fino al 23 giugno, saranno esposte al Magazzino delle Idee di Trieste nella “più ampia retrospettiva sul fotografo francese mai presentata in Italia”, come spiega la curatrice, Tessa Demichel. Una lunga sequenza di vita scandita da 88 scatti, che attraversano un secolo di storia, dal 1929 al 1987. “Robert Doisneau. Across the Century” è la mostra promossa dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del Fvg, con diChroma photography. E Across the Century è anche il racconto della celebrazione della bellezza misconosciuta del quotidiano. Come il celebre Bacio all’Hotel de Ville, una delle immagini più riprodotte nella storia della fotografia, o il ritratto dell’amico Jacques Prevert, immortalato non nel suo splendore, ma in una scena quotidiana.

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Pistoia Blues, una storia lunga 40 anniPresentato ddl per sostegno e valorizzazione del Festival

12 aprile 201916:54

– Se le mura medievali di Piazza Duomo avessero il dono della parola, racconterebbero una storia di grande musica, iniziata nel 1980, fatta di oltre 400 artisti e irripetibili concerti, di entusiasmo e fiumi di applausi da parte di un pubblico composto da più di un milione di persone: al compimento dei 40 anni, il Pistoia Blues Festival si rinnova senza cambiare anima, con un’edizione che dal 5 al 10 luglio celebrerà il proprio passato guardando al futuro. Il programma pensato dagli organizzatori (Comune di Pistoia, Associazione Blues e Live Nation) prevede tra gli ospiti artisti del calibro di Black Stone Cherry, Thirty Seconds To Mars, Noel Gallagher e Ben Harper. Per preservare la memoria storica e garantire un futuro al Festival, è stato presentato un disegno di legge – primo firmatario il senatore Patrizio La Pietra (FdI) – per chiedere l’inclusione del Pistoia Blues tra le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo internazionale riconosciute dalla legge 238 del 20 dicembre 2012.

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Scarlett Johansson: “gli Avengers sono cresciuti con noi”
In sala dal 24 aprile ultimo capitolo Endgame

12 aprile 201921:05

Dopo il finale scioccante di Avengers: Infinity War, con il despota Thanos (Josh Brolin) che realizza, ci ricordano i trailer, il suo piano di sterminare il 50% di tutti gli esseri viventi, supereroi compresi, arriva il 24 aprile con Disney, quello che i fratelli Russo, di nuovo registi nella saga, definiscono come “l’ultimo capitolo epico del libro che abbiamo letto tutti insieme”. E’ il segretissimo (neanche gli attori l’hanno visto interamente e ai giornalisti ne sono stati mostrati finora solo sette minuti) Avengers: Endgame, quarto e pare, ultimo, film di quest’arco narrativo nel Marvel Cinematic Universe. “Molti di noi hanno recitato questi personaggi per più di un decennio ed è difficile riassumere il loro percorso ma penso che gli Avengers siano cresciuti insieme a noi come persone – spiega Scarlett Johansson, interprete di Vedova Nera -. Tornavamo a questi personaggi arricchiti dagli altri ruoli interpretati e dalle nostre esperienze personali, potevamo infondergli ogni volta nuova vita”. Fra gli interpreti dei supereroi che ritroviamo da subito in campo, ci sono anche Michael Downey Jr (Iron Man), Chris Evans (Captain America), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Hulk), Don Cheadle (War Machine), Jeremy Renner (Occhio di Falco) e new entry come Paul Rudd (Ant-Man) e Brie Larsson (Captain Marvel). Il loro obiettivo, stando ai trailer, è riuscire a cancellare “a qualunque costo” l’orrore compiuto da Thanos. Quello degli Avengers è stato “un viaggio meraviglioso, lo rifarei daccapo – dice Chris Hemsworth -. In questi anni molti di noi, nelle loro vite, hanno avuto figli, instaurato relazioni durature. In genere quando giri un film è un’esperienza di tre mesi, frequenti gli altri attori per quel periodo e poi raramente li rivedi. Noi invece abbiamo dato sempre più linfa alla nostra amicizia”. I due registi, i fratelli Joe e Anthony Russo, che per Marvel/Disney hanno diretto anche Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, sono “sempre stati fan dei fumetti e infatti il primo Iron Man, che è stato anche il primo film del Mcu, ha avuto un grande impatto su di noi, ci ha ispirato molto.
Ma mai avremmo immaginato di diventare parte di questo universo come cineasti”. Uno degli elementi principali, per loro con gli Avengers “è stato l’avere un grande cast con alcuni dei migliori attori al mondo. Non penso sia mai stato realizzato prima qualcosa di simile su questa scala – spiegano -. E’ stato come avere un campo di gioco pieno di talento. E penso tutti loro fossero molto felici di recitare questi personaggi, hanno amato questi film e lavorare insieme. Hanno portato la migliore energia sul set ogni giorno”. Dover gestire tanti effetti speciali “non è stato difficile, avevamo uno dei migliori team al mondo nel settore, con loro tutto quello che immaginavamo poteva essere realizzato. Ed è un altro aspetto unico dell’universo Marvel, permette grande inventiva ai registi”. Ma Endgame è veramente l’ultimo film che coinvolge insieme questi personaggi? “Il nostro lavoro era trovare un punto di chiusura a un arco narrativo che si è sviluppato in un totale di 22 film (compresi i film dei singoli supereroi Marvel confluiti negli Avengers)” rispondono sibillini. Anche Scarlett Johansson resta sul vago: “Chissà se sarà l’ultimo, la Marvel è molto misteriosa… non si sa mai”. Intanto Joe e Anthony Russo, dirigeranno presto un progetto molto diverso, con protagonista Tom Holland (che nel Mcu è Spider-man): “Sarà un piccolo film basato sulla storia vera di un soldato americano che tornato dall’Iraq con la sindrome da stress post traumatico diventa un tossicodipendente e un rapinatore”.

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Alessandro Siani: “futuro è commedia ad effetti speciali”
Attore a Lecce, “ancora una fiaba, non amo i tempi che viviamo”

12 aprile 201921:04

Alessandro Siani accoglie con disinvoltura i molti applausi stamani al cinema Massimo di Lecce a fine proiezione stampa del suo ‘Il principe abusivo’ e, solo poi, si lascia andare a qualche considerazione sul futuro, sul suo lavoro di comico e sulla napoletanità vero motore della sua arte. L’occasione è l’incontro con il pubblico, moderato dal critico Valerio Caprara, alla 20/ma edizione del Festival europeo di Lecce dove ha ricevuto l’Ulivo d’Argento per il suo contributo alla Nuova Commedia Italiana.
Dice Siani de ‘Il giorno più bello del mondo’ suo prossimo atteso film che avrà nel cast , rivela, Stefania Spampinato (Grey’s Anatomy): “Sarà pieno di effetti speciali e questo anche per proporre una comicità, nuova, più moderna. Bisogna sempre andare avanti. Il film che uscirà a novembre-dicembre, comunque non a Natale – dice ancora l’attore regista – è una storia universale che parla di un ragazzo che ama il teatro e che nel momento in cui sembra debba rinunciare definitivamente al suo sogno, come accade in un film di Capra, si apre per lui un’inaspettata luce. Ancora una fiaba – conclude – solo perché non amo i tempi che viviamo”.
Il successo? “L’ho visto chiaramente negli occhi di mio padre, operaio all’Alfa Romeo, dopo ‘Benvenuti al Sud'”, racconta.
Della sua Napoli dice l’attore: “Questa città nel 1700 ha visto nascere la prima cattedra di astrologia e anche il primo corso di economia, ovvero si è specializzata nei sogni e nei soldi. Il napoletano è così uno che sta coi piedi per terra e la testa tra le nuvole. Un popolo, quello napoletano, che alla fine ha prodotto personaggi straordinari come Eduardo de Filippo, Pino Daniele e Massimo Troisi che era un po’ il poeta dei sentimenti. Troisi, secondo me – ci tiene a dire – , era un po’ il ‘genio’ e Napoli la sua lampada”. La Napoli poi mostrata dalla serie ‘Gomorra’ o da film come ‘La paranza dei bambini’ spiega: “ha evidentemente il suo pubblico, anche se questa città ha tante altre anime da mostrare”.
Dal comico napoletano, campione di incassi al box office, arriva una difesa del cinepanettone: “É un genere che va rispettato. Anche io ne ho fatto uno (Natale a New York di Neri Parenti del 2006) con Bisio e De Luigi quando ci fu la crisi tra Boldi e De Sica. Il pubblico – sottolinea- ama questo tipo di film e va rispettato. C’è comunque tanto lavoro dietro questo genere. E poi vogliamo parlare di Christian De Sica che è un attore davvero straordinario”.
Aspetta con interesse il prossimo film di Quentin Tarantino (C’era una volta a Hollywood) e Joker. Per Checco Zalone ha solo complimenti:” È un artista capace di portare tante persone al cinema. E solo per questo gli farei un monumento. Non solo, si dovrebbe fare un premio dedicato a lui”. Dall’attore-regista un po’ di paura sugli effetti della tecnologia che toglie anima e sentimenti ad ogni cosa: “Tocca così fare tutto noi comici in un mondo che vede 180.000 ragazzi italiani cercare fortuna all’estero e dove ci si interroga poco su chi invece resta”.

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Design, l’installazione è storia d’amore
Lei ruba libro a lui, parole sono decoro oggetti esposti a casa

12 aprile 201916:55

– Lei che ruba il libro a lui, le parole di Haruki Murakami ‘Pian piano lei si sta abituando a me e io a lei’ che sembrano disegnare così bene il rapporto che scivolano fuori dalle pagine e diventano il decoro del loro nuovo lavoro, fatto insieme, presentato nell’intimità della loro casa milanese: più che un’installazione è una storia d’amore ‘Words’, il progetto creato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per il Fuorisalone.
Lo spazio domestico diventa una galleria temporanea dove il privato si sedimenta sulla superficie degli oggetti – un tavolo, piatti e bicchieri – attraverso colori e parole, col proposito – spiega la coppia di designer – di creare una sorta di Rinascimento silenzioso, opposto alla marcia frenetica del contemporaneo. ‘Words (a collection of colors, signs and words for the people)’ come l’intimità di una famiglia allargata: piatti, bicchieri e un tavolo intrisi dell’autobiografia della coppia di architetti e designer, data virtualmente in pasto al pubblico.

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Torino Fringe festival, festa teatro offDal 9 al 19 maggio 25 spettacoli e 230 repliche con 68 artisti

TORINO12 aprile 201916:56

– E’ cresciuto in qualità e quantità, diventando uno dei cartelloni di teatro off più importanti d’Italia, il Torino Fringe Festival. L’ottava edizione è stata presentata oggi al Museo Egizio di Torino, una delle sue tante sedi sparse nella città tra luoghi aulici e periferici, locali underground e associazioni culturali e musicali.
In tutto 25 spettacoli provenienti da tutta Italia (selezionati tra quasi 300 proposte) per 230 repliche e 68 artisti e compagnie dal 9 al 19 maggio. Un cartellone ricco con 7 direttori per le diverse aree, dal teatro al cinema, dalla musica all’arte di strada, dalla letteratura al teatro di e per giovani con disabilità. Realizzato con Fondazione Piemonte dal vivo, il festival conta moltissimi sponsor tra cui il Corecom che ha promosso lo spettacolo autoprodotto ‘Bulli a metà’ del giovane Davide Mongia. “Una scorpacciata di cultura off – dice Pier Paolo Congiu, direttore area teatro – pensata per dare voce ai migliori nomi italiani di teatro e della musica indipendenti”.

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24/o Festival Colline omaggia Delbono24 spettacoli con grandi gruppi come i Societas e i Motus

TORINO12 aprile 201916:58

– Torna dal 2 al 22 giugno il 24/o Festival delle Colline Torinesi vetrina di drammaturgia italiana e straniera, dislocato in diversi luoghi della città, dal Teatro Astra alla Fondazione Merz, dal Polo del ‘900 al Teatro Gobetti.
Promosso dalle Fondazioni Tpe e Fondazione Merz (per il percorso sull’arte) e diretto da Sergio Ariotti e Marigrazia Lagatolla, il festival propone 24 spettacoli, con 61 recite in 19 giorni. Il cartellone quest’anno rende omaggio a tre tra le più importanti compagnie italiane, la compagnia di Pippo Delbono (con lo spettacolo ‘La gioia’ sulla felicità possibile), i Socìetas (con lo spettacolo ‘Il regno profondo. Perché sei quì?’ sulle grandi domande dell’uomo) e i Motus (con ‘Rip it up and start again’, un musical post-punk che ragiona sulla capacità della musica di oggi di stupire).
Tra gli altri spettacoli anche ‘Medea per strada’, monologo di Elena Cotugno, grido di dolore di una romena emigrata in Italia, interpretato a bordo di un furgone in movimento.

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Mirren gira gratis per banca su ambienteL’attrice premio Oscar ormai pugliese d’adozione

LECCE12 aprile 201917:44

– Il regista Edoardo Winspeare e l’attrice inglese Helen Mirren sono i protagonisti della nuova campagna di comunicazione sull’ambiente promossa dalla Banca Popolare Pugliese. L’attrice Premio Oscar, ormai salentina di adozione, ha offerto del tutto gratuitamente la sua partecipazione straordinaria, sentendosi “ambasciatrice” nel mondo delle bellezze paesaggistiche del Salento.
Si tratta di quattro spot-documentari, da 30 a 60 secondi, che puntano alla tutela del territorio della Puglia e a sensibilizzare contro l’abbandono dei rifiuti, con l’attrice che, tra l’altro, si rivolge a chi getta via un vecchio frigorifero in una zona di pregio recitando i versi di una canzone popolare salentina, in dialetto, con traduzione nei sottotitoli.
La campagna sarà trasmessa in televisione in cinque regioni (Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo e Molise) e nei social network anche di alcuni organi di informazione online.

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Architettura, Firenze celebra Ricci
‘Star’ del ‘900 narrato in 16 capitoli di una grande mostra

FIRENZE12 aprile 201919:18

– Spetta a una mostra allestita nell’ex-refettorio di Santa Maria Novella, a Firenze, il compito di chiudere le celebrazioni per il centenario della nascita di Leonardo Ricci, personalità di spicco nel panorama architettonico italiano del Secondo dopoguerra. Si apre il 13 aprile la rassegna ‘Leonardo Ricci 100. Scrittura, pittura e architettura: 100 note a margine dell’Anonimo del XX secolo’, che resterà aperta fino al 26 maggio. Divisa in 16 sezioni, come i capitoli del libro citato nel titolo della rassegna, la mostra propone un percorso che intreccia le trame delle discipline praticate da Ricci: schizzi di matrice espressionista, quadri dal forte impatto materico, composizioni in mosaico, fotografie d’epoca e modelli architettonici si accostano a disegni. A guidare il visitatore all’interno della rassegna sono gli stralci di ‘Anonimo del XX Secolo’, libro di respiro esistenzialista che l’architetto scrisse negli Stati Uniti nel 1957.

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Fumettista sardo disegna Gli IncredibiliJean Claudio Vinci: “li ho amati da subito, un onore disegnarli”

CAGLIARI12 aprile 201919:52

– Un altro fumettista sardo sbarca negli Stati Uniti e lo fa in maniera ‘incredibile’. È infatti appena uscito negli States il primo capitolo della miniserie in tre parti targata Disney Pixar-Dark Horse Comics “The Incredibles 2”, in Italia “Gli Incredibili”, che racconta le gesta della famiglia di supereroi conosciuta al cinema, dove l’abbiamo lasciata nel secondo film dello scorso anno. Alle matite, sia dei tre numeri che delle copertine, il fumettista di Sanluri Jean Claudio Vinci. “È stato emozionante lavorare su quei personaggi – dice il fumettista – ho sempre amato gli Incredibili, ho visto il primo film con questa famiglia di supereroi e mi sono subito innamorato di loro. È stato un onore poterli disegnare”.
Jean Claudio Vinci, 39 anni, nel 2000 entra a far parte dell’Associazione culturale Chine Vaganti di San Gavino, un gruppo di disegnatori, scrittori e sceneggiatori di fumetti – di cui fa parte anche un altro disegnatore Disney, Luca Usai – vera e propria fucina di talenti.

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Ambasciata vieta proiezione Hotel Rwanda
Rassegna a Cagliari. Fondazione, abbiamo informato il Governo

CAGLIARI12 aprile 201919:54

– Diventa un caso diplomatico la proiezione del film Hotel Rwanda, prevista per domani sera a Cagliari nell’ambito della rassegna “Musica e Storia”. Oggi la Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto, che cura l’evento, ha ricevuto una comunicazione scritta dall’Ambasciata del Ruanda a Parigi (da cui dipende anche l’Italia e il suo console onorario) in cui si invita a sospendere la proiezione del film, ambientato durante il genocidio del 1994.
“A tale comunicazione – spiega Francesco Accardo, consigliere di amministrazione della Fondazione – sono seguite numerose altre telefonate e mail da parte di associazioni, organizzazioni non governative, privati cittadini e anche di funzionari di altre ambasciate africane in Italia. Ciò che ci viene segnalato è che il protagonista del film, Paul Rusesabagina, sia in realtà un impostore, che non abbia mai salvato nessuno e che recentemente abbia fatto alcune uscite pubbliche di carattere negazionista legate agli avvenimenti di 25 anni fa

La natura di Arp alla Guggenheim VeneziaIn mostra a Venezia 70 opere tra disegni, sculture e rilievi

VENEZIA12 aprile 201919:58

– “La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp”. Peggy Guggenheim ricorda così nella sua autobiografia, “Una vita per l’arte” (Rizzoli), l’acquisto di una piccola scultura, “Testa e conchiglia” (1933). A Questa se ne aggiunsero nel tempo altre sei e l’artista nato a Strasburgo fu ospite in più occasioni della mecenate e collezionista statunitense nel suo palazzo sul Canal Grande, a Venezia. Arp è ora protagonista della mostra, dal 13 aprile al 2 settembre, alla Collezione Guggenheim.
“La natura di Arp”, a cura di Catherine Craft e organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra, è centrata sulla vasta produzione dell’artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886-1966), caratterizzata da approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d’arte tradizionali. Un aspetto – come è stato sottolineato – che “lo hanno reso uno degli artisti più influenti del Novecento”.
Vinicio Marchioni miglior attore europeoAttore premiato oggi a Festival Lecce dal Sngci

2 aprile 201920:30N

LECCE

la prima volta come miglior attore Europeo abbiamo scelto un attore italiano” così stamani alla 20/ma edizione del Festival Europeo di Lecce, Laura Delli Colli ha indicato Vinicio Marchioni come vincitore grazie a ‘Cronofobia’ opera prima di Francesco Rizzi (Svizzera) che passa oggi in concorso a Lecce.
“Non mi aspettavo di vincere grazie a un’opera prima tra l’altro prodotta in un altro paese (il film è stato girato a Zurigo). La meraviglia di questo personaggio è che è un uomo silenzioso che non vuole essere visto, un ruolo su cui ho dovuto lavorare per sottrazione”. Marchioni è comunque da tempo al lavoro su un documentario che si ispira allo spettacolo teatrale da lui diretto, “Zio Vanjia”, con degli innesti di storia contemporanea, ovvero i recenti terremoti italiani dell’Aquila e di Amatrice. “La mia speranza – conclude Marchioni – è quella di portare il film al Festival di Venezia”.
A Firenze 1/a mostra su Isadora DuncanC’è anche dipinto ‘Gioia’, riunito grazie a prestito Berlusconi

FIRENZE12 aprile 201921:07

– La danzatrice americana Isadora Duncan è la protagonista di una mostra, per la prima volta in Italia, dedicata a lei e agli artisti italiani che ne hanno subìto il fascino e la suggestione: si apre domani, 13 aprile l’esposizione ‘A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia’, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi in programma a Villa Bardini e al museo Stefano Bardini di Firenze fino al 22 settembre. Dipinti, sculture e documenti, fra cui fotografie inedite, ripercorrono il legame della fondatrice della danza moderna con l’Italia e l’influenza che ebbe nel contesto internazionale. I 175 pezzi sono esposti a Villa Bardini, e una speciale sezione dedicata a grandi sculture e dipinti è invece allestita nel museo Stefano Bardini. Tra i temi centrali, la danza come liberazione del corpo femminile. In mostra il dipinto ‘Gioia’ di Plinio Nomellini, esposto per la prima volta dopo 30 anni nelle due parti riunite grazie ad un prestito di Silvio Berlusconi. “È un’ottica inconsueta quella offerta dalla mostra – afferma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze in una nota – che illustra in modo chiaro analogie e differenze tra balletto e danza, anche a chi si accosti per la prima volta a questo mondo”. “Questa esposizione – commenta il presidente della Fondazione Bardini e Peyron Jacopo Speranza – è davvero un gradito regalo che offriamo agli amanti delle arti e della danza. Uno sforzo scientifico e organizzativo non indifferente per le nostre due istituzioni, che si inserisce nel percorso di valorizzazione e, in molti casi, di conoscenza, del legame tra la nostra città e grandi figure del passato, nelle varie espressioni artistiche”.

Plympton, volevo Trump nei Simpson, hanno rifiutatoA Cartoons, minacce per serie su presidente Usa ma non mi fermo

ORINO12 aprile 201923:06

“Ho proposto ai Simpson una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E’ la “confessione” di Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa e due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi, che a Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione crossmediale in corso a Torino, riceve un Pulcinella Award alla carriera. Le sue vignette sono pubblicate su numerosissimi giornali dal New York Times a Vanity Fair e ha rinunciato anche a un grande contratto con la Disney per mantenere la sua indipendenza. Sul presidente americano, Plympton – che disegna fotogramma per fotogramma le sue opere (alla Bruno Bozzetto e Guido Manuli) e nella masterclass di Torino ha realizzato uno schizzo per ognuno dei numerosi partecipanti – ha creato la caustica serie Trump Bites che è andata sul sito del New York Times ed è stata vista da milioni di americani e non solo. “Subito dopo – racconta – ho cominciato a ricevere messaggi davvero spaventosi di minacce e di insulti anche molto pensati. Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.
Plympton spiega anche come è nata la sua storia con i Simpson: “A un film festival ho conosciuto un regista che conosceva il mio lavoro di indipendente e mi ha invitato a casa sua. Sul pavimento c’era un ragazzetto di 15 anni che disegnava i Simpson, era Matt Groening. Siamo diventati amici e abbiamo iniziato a collaborare”.
Per quanto riguarda la politica italiana e i personaggi che potrebbero ispirarlo, Plympton dice: “Ho sentito parlare di Berlusconi e sarebbe stato divertente. Mi sarebbe piaciuto molto disegnare Cipollina – e poi si corregge – Cicciolina, l’ex pornostar poi entrata in Parlamento”.
Secondo Plymtpon l’animazione può fare molto anche per temi forti come l’immigrazione: “Le major non ne parlano, semplicemente hanno le bocche cucite. Invece sono convinto che il cartone animato riesca a veicolare i messaggi in maniera davvero efficace e potente e non solo ai bambini, E quello che sto cercando di fare con Trump Bites e altre mie creazioni e che spero che anche altri facciano su altri argomenti”. La passione per i disegni lo ha accompagnato tutta la vita: “Ho cominciato a farli quando avevo 3 anni e poi a 7 ho visto un cartoon Disney in tv e ho detto: ‘Da grande voglio fare questo, voglio far divertire la gente’. Mio padre era un bancario ma era davvero un tipo divertente, avrei voluto essere divertente come mio padre e lo faccio con i miei disegni anche perché nella vita reale lo sono molto meno…”.
Guardando indietro Plympton conclude: “La prima cosa che feci era una striscia sui modi per smettere di fumare andata su Mtv.
Tutti mi chiamavano e mi dicevano: ‘Ti ho visto in tv!’. Ora credo che la cosa per cui mi conoscono di più siano i Simpson e tutti li amano e io sono molto felice su come le persone amano il mio umorismo folle”.
Cartoons on the Bay tra Carica 101, Plympton e OcelotDue mostri sacri animazione a Torino. Confronto con le tv estere

TORINO12 aprile 201923:20

Palazzo Carignano che da due giorni è il cuore pulsante dell’animazione italiana e internazionale con Cartoons on The Bay, il festival promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, si è tinta delle macchie dei deliziosi cuccioli dalmata di 101 Dalmatian Street. A Torino la Disney ha presentato i nuovi episodi della serie che si ispira al romanzo del ’56 di Dodie Smith e al classico film del ’61 di Walt Disney La carica dei 101, la cui prima parte è andata in onda su Disney Channel a marzo.Ma al festival sono arrivati anche due “mostri sacri” dell’animazione, quasi coetanei ma difficile immaginare due personaggi più diversi. Da una parte il vulcanico Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa, due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi e anche tra gli animatori dei Simpson che confessa: “Ho proposto una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E racconta come per la sua caustica serie Trump Bites, andata sul sito del New York Times e vista da milioni di persone, abbia ricevuto pesantissimi insulti e gravi minacce: “Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.    Nel pomeriggio arriva poi Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, con il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim. E il suo è un appello davvero attuale in un Paese come il nostro, tormentato dalla piaga dei femminicidi. “Le cifre – dice – sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”.Infine a Torino ci si confronta anche con le tv estere (oltre alla Rai, c’erano France Télévisions, Bbc e la tv svedese) su cosa guardano i ragazzi nativi digitali con l’obiettivo di abbattere la discriminazione di genere e creare un prodotto locale che sia al tempo stesso esportabile sul mercato internazionale e sulle nuove piattaforme digitali. “L’animazione deve essere internazionale” dice Pierre Siracusa, responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions, “ma l’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa”. “Credo ci sarà la necessità di prodotti più adulti, perché il gusto dei bambini sta crescendo” prevede il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano, che afferma di voler rinforzare il settore “educational” e ribadisce l’importanza della coproduzione: “Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali è di vitale importanza per tutti, anche per il settore dell’animazione”.
Ocelot, più donne uccise da partner che da guerreIl papà di Kirikù a Cartoons con Dililì, civiltà contro orrori

TORINO12 aprile 201923:19

“Le cifre sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”. E’ duro e sconvolgente il messaggio lanciato da Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, a Torino per Cartoons on the Bay che lo premierà con il Pulcinella Award alla carriera. Al festival dell’animazione promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com il grande artista francese presenta in anteprima il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim.
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque – spiega – perché era un’epoca bella, uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse, regine e fate. E poi è stato il momento i cui le donne hanno cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima dottoressa, la prima studentessa d’università, la prima autista di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la civilizzazione dell’Occidente e la stupidità della violenza, in questo caso quella degli uomini sulle donne”.
Dililì è una bambina di papà kanak (Nuova Caledonia) e mamma francese. “La mia pelle è troppo chiara per i kanak e troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua condizione. “Dililì – dice Ocelot – fa una collezione di “orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui è vittima da entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri, in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolverà il caso grazie all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati, Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo per citarne alcuni)”.
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot sottolinea: “Anche con Kirikù c’era lo stesso tema. La strega Karabà era così cattiva perché aveva subito la violenza maschile. La storia di Dililì è ambientata a Parigi che rende tutto più reale. La protagonista è coetanea di Kirikù ma più consapevole. Ha già sofferto nella sua vita. Il film parte con Dililì che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da bar possono far male. Ma, non è utopia, la storia può cambiare”.
E alla fine Ocelot lancia un messaggio ottimistico anche se non vuole essere chiamato né ottimista, né poetico ma solo realista: “Su mille violenti ci sono milioni di uomini che lavorano e costruiscono la nostra civiltà e finché ci sarà la civiltà i violenti sono destinati a soccombere…”.

Caterina de’ Medici, storia segretaPassioni di fine Rinascimento nel libro di Marcello Simonetta

12 aprile 201910:15

– MARCELLO SIMONETTA, ‘CATERINA DE’ MEDICI STORIA SEGRETA DI UNA FAIDA FAMILIARE’ (RIZZOLI, PP.382, EURO 16,15). Lotte fratricide, ambizioni tarpate, omicidi, tradimenti, passioni folli e calcoli machiavellici. No, non è la sintesi di un thriller alla Dan Brown ma la storia reale, sebbene quasi inverosimile, di come Caterina de’ Medici divenne Regina di Francia e madre di tre sovrani francesi, cercando anche di riportare il prestigio della sua famiglia a Firenze, senza riuscirvi. I libri di storia ricordano il suo regno, una donna indurita dal potere e diventata fanaticamente cattolica negli ultimi anni della sua vita, nota soprattutto per il famigerato massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572). Il libro di Marcello Simonetta, docente universitario, scrittore ed esperto di Rinascimento, si concentra invece sugli anni dell’apprendistato che preparano il mito, e su quella incredibile partita a dama per il controllo di Firenze e, in definitiva dell’Italia, tra re, faccendieri, papi, diplomatici, voltagabbana, banchieri, cardinali ed eroici condottieri, una partita di cui Caterina divenne un’importante pedina. Ultima rampolla del ramo nobile dei Medici (quello di Lorenzo il Magnifico, per intendersi), Caterina nacque nel 1519 e si ritrovò subito orfana di entrambi i genitori, e passò l’infanzia dai cugini Strozzi, amata da Filippo Strozzi, uno dei più grandi banchieri dell’epoca e marito di Clarice de Medici, come una figlia. Gli anni d’oro della famiglia medicea erano tuttavia ormai un ricordo e il Rinascimento si avviava al suo tramonto.
Il libro si apre con il traumatico sacco di Roma nel maggio 1527, quando i lanzichenecchi, al soldo del cattolicissimo imperatore Carlo V, misero a ferro e fuoco la città per settimane. Il papa, Clemente VII, anche lui un discendente del ramo nobile dei Medici, fu imprigionato a Castel Sant’Angelo.
Firenze intanto si ribellava ai Medici e si proclamava Repubblica, e Caterina, all’epoca una bambina di otto anni, finiva in un convento per evitare una brutta fine. Grazie però agli intrighi, ai negoziati e alle macchinazioni dei suoi due zii, Filippo Strozzi, e Clemente VII, tornato in libertà, l’orfana riuscì ad essere promessa in sposa a Enrico, figlio secondogenito del re Francesco I di Francia. Filippo Strozzi, che aveva finanziato il “Principe” di Machiavelli, e Clemente VII, a cui Machiavelli aveva dedicato le sue Historie Fiorentine, misero a segno probabilmente il più grande colpo machiavellico della loro vita, infilando una Medici nobile nella Corte francese. Il matrimonio per Caterina fu però tutt’altro che rose e fiori. Enrico aveva un’amante molto più anziana di lui, che lo dominava totalmente, Diana di Poitiers. Caterina rimase fedele al marito e non si ribellò. Fu quella la sua grande arma. Nel frattempo il primogenito reale morì all’improvviso (a posteriori molti sospettarono che Caterina l’avesse avvelenato), ed Enrico divenne l’erede al trono di Francesco I e poi il re, con il titolo di Enrico II. Firenze era stata intanto riconquistata dal ramo cadetto dei Medici, con l’aiuto della Spagna, innescando l’ira del ramo nobile della famiglia e la preoccupazione della Francia. Caterina, insieme alla famiglia Strozzi, si lanciò in una guerra tanto coraggiosa quanto sfortunata contro il granducato di Firenze, guidato dai cugini, in particolare Cosimo de’ Medici, alleato dell’imperatore Carlo V. Battaglie in campo aperto, ma anche giochi di diplomazia e alleanze, fatte e disfatte pure con l’Impero ottomano. Su tutti domina la famiglia Strozzi: dal patriarca Filippo, che, catturato a Firenze, preferisce suicidarsi piuttosto che essere ucciso dal nemico, ai figli Leone e Piero, incredibili combattenti, che però alla fine sono sopraffatti dalla sorte avversa. Nel 1559, l’inconsistente re Enrico II di Francia muore in una giostra cavalleresca. Caterina diviene la regina reggente e comincia la sua riscossa dopo tanti anni di umiliazioni. Nel 1559, è firmata anche la pace di Cateau-Cambrésis, che suggellò la fine delle guerre d’Italia ma anche l’inizio del declino italiano sulla scena internazionale, per i successivi tre secoli. È su questi eventi che si chiude il libro di Simonetta, scritto non dalla parte dei vincitori, come avviene usualmente nella Storia, ma “dal punto di vista di chi non sapeva che avrebbe vinto, e ha spesso temuto di non farcela (Caterina de’ Medici) o ha perso (gli Strozzi)”.
Wonder Park, la meraviglia al potereDall’11 aprile il cartoon con le voci di Gigi e Ross

12 aprile 201913:52

‘Wonder Park’ di David Feiss, film d’animazione della Paramount Animation e Nickelodeon in sala dall’11 aprile, ha come protagonista la meraviglia. A dargli voce è June, ragazza piena di fantasia che, insieme alla madre, ha ideato un incredibile parco divertimenti chiamato Wonder Park, un luna park pieno di personaggi e dove tutto è possibile.
Ma la magia di questo parco si spegne quando la madre di June si ammala gravemente e deve lasciare figlia e marito per curarsi. Insomma ‘Wonder Park’ muore con l’ombra di dolore e paura che piomba sulla famiglia della ragazzina.
Ma June è una vera combattente e a un certo punto scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti chiamato Wonderland, esattamente come quello immaginato con la madre. Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco però si trova in uno stato di grande caos, ma June sa anche che solo la sua immaginazione è in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici (due castorini, un orso dormiglione, un saggio porcospino, una scimmietta e un cinghiale) June dovrà salvare questo posto magico, riportando la meraviglia nel parco.
Il soggetto del film è di Alan Gordon, autore anche delle sceneggiature di Men In Black II e Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi.
Nella versione italiana le voci di Gus e Cooper, i due fratelli castori manutentori del parco creato dalla piccola June, doppiati in originale dal comico del Saturday Night Live Kenan Thompson e dall’attore americano di origine coreana Ken Jong, sono state affidate all’affiatata coppia comica napoletana Gigi e Ross, alla loro prima esperienza in questa veste. Francesco Facchinetti dà invece la voce al porcospino Steve. Entusiasti di questa esperienza Gigi e Ross, che non nascondono oggi a Roma di essere la generazione cresciuta “coi robottoni in tv”.
Anche per loro da ragazzi – dicono – c’è stato un Wonder Park: “Si chiamava e si chiama ancora Edenlandia e si trova a Napoli Fuorigrotta. Per noi era Disneyland”. Il messaggio del film? Dicono Gigi e Ross: “L’importante è non smettere mai di meravigliarsi”.

Il Pigneto di Pasolini e Rossellini oggi, un documentario lo raccontaDal regista Jo Amodio un affresco contemporaneo di chi lavora e vive di arte del quartiere romano che ha fatto la storia del cinema italiano

12 aprile 201919:08

C’è un quartiere nel quadrante Est di Roma, il Pigneto, dove l’arte, in tutte le sue sfaccettature, classiche, contemporanee e innovative, trova terreno fertile. Molti degli artisti che vivono e lavorano al Pigneto, quartiere, noto per la sua movida notturna e soprattutto per essere stato scelto come location di film monumento del cinema Italiano, come Accattone di Pasolini o Roma città aperta di Rossellini , per citarne alcuni, sono i protagonisti di “Parlare d’arte. Al Pigneto” del regista Jo Amodio, per un progetto “nato – come spiega la nota che ha presentato l’evento – dalla volontà di evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto. Altro aspetto del documentario è quello di raccontare di artisti che lottano in modo pacifico aspirando a un mondo migliore”.

“Parlare d’arte. Al Pigneto” – afferma nella nota Amodio – “vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – spiega Amodio. “Tanto che il progetto “Parlare d’arte”, a cui ho dato inizio in Mozambico, continua oggi al Pigneto di Roma e proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa il regista. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer; Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola, pittrice; Francesco Impellizzeri, artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista. In occasione della presentazione del documentario a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, è stata allestita una mostra alla quale hanno esposto opere anche Lorenzo Budello, Antonio Tamilia  e Michele Abramo. GUARDA IL DOCUMENTARIO SU YOUTUBE            [print-me title=”STAMPA”]

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Torna a casa Jimi, commedia di frontiera
Un cagnolino abbatte i muri di Cipro nel film di Piperides

11 aprile 2019 10:55

– I muri alzati dall’odio politico, le diffidenze tra popoli nemici, perfino i divieti imposti dalle leggi nulla possono di fronte all’amore che unisce un piccolo e indisciplinato cagnolino al suo padrone. È davvero una commedia ‘di frontiera’ dai toni surreali “Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro”, film di Marios Piperides che uscirà nelle sale il 18 aprile in 20 copie con Tucker Film. Interpretato da Adam Bousdoukos, il film è ambientato a Nicosia, capitale ancora divisa in due parti, una greca l’altra occupata dai Turchi: grazie al filtro della commedia, il regista racconta con leggerezza e profondità le tensioni tra i due popoli, la militarizzazione dell’isola e l’impossibilità di costruire un dialogo. A Cipro gli equilibri sociopolitici sono fragili e le regole sono rigide: così quando il bastardino Jimi Hendrix oltrepassa il checkpoint di Nicosia finendo nel settore turco, il padrone Yiannis pur di riportarlo a casa vive un’incredibile avventura.
Conte, difendiamo cinema dalla pirateriaRicerca Anica, Italia nona al mondo per produzione audiovisiva

11 aprile 201916:45

– “Il governo è dalla vostra parte.
Dobbiamo tutelare questa filiera che assicura crescita e occupazione ma che ci fa anche emozionare”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte dalla presentazione del Rapporto “Cinema e Audiovisivo: l’impatto per l’occupazione e la crescita in Italia”, prima ricerca condotta del Centro Studi di Confindustria per Anica, aggiungendo che è intenzione del governo “proteggere il settore dalla pirateria”. “Bisogna fare in modo – ha proseguito – che le nostre imprese, in una competizione globale agguerrita, non siano target di iniziative predatorie”. Secondo la ricerca, la produttività nel settore audiovisivo è molto elevata in Italia e risulta terza in Europa.
Nel mondo, nonostante la crisi economica, l’Italia è nona. Nel Paese il settore occupa quasi 8500 imprese con 61 mila posti di lavoro diretti (173 mila i posti di lavoro complessivi). E’ un comparto che attiva lavoro giovane e femminile più della media nazionale.
Sokurov, la finanza ha ucciso DioRegista a Lecce tra Biennale arte e docu su II Guerra mondiale

LECCE11 aprile 201920:10

Aleksandr Sokurov, regista russo oggi alla 20/ma edizione del Festival del cinema Europeo di Lecce, dove riceverà stasera l’Olivo d’oro alla carriera, si racconta tra passato e futuro con grande e compassata saggezza, ma si lascia andare solo quando si affronta il tema denaro, vero demonio di quest’epoca: “Nessuna religione – dice all’incontro – oggi sa come affrontare questo problema. Tutto, alla fine, viene tradotto in denaro. La finanza ha ucciso Cristo e non lo farà mai più risorgere. Neppure gli stessi islamici – aggiunge -, che si vantano del loro integralismo, hanno davvero risolto il problema dei soldi e, per quanto riguarda il passato, sappiamo tutti come è andata a finire anche nell’Unione Sovietica”.Ma il regista, classe 1951, Leone d’oro a Venezia 2011 con il Faust che chiuse allora la tetralogia sul potere iniziata con Moloch, non sta certo con le mani in mano: “Il Museo Hermitage mi ha dato l’incarico di curare il padiglione russo alla Biennale arte di Venezia e io ho coinvolto tanti giovani artisti. Tutto sarà incentrato su uno dei capolavori custoditi all’interno del museo, ovvero ‘Il ritorno del figliol prodigo’ di Rembrandt del 1668. Ed è attorno a quest’opera che ruota l’installazione che abbiamo creato per il Padiglione della Russia ai Giardini. Il 10 aprile – aggiunge – una colonna di camion è partita da Pietroburgo verso Venezia, spero che sia una cosa bella per voi da vedere l’8 maggio, giorno dell’inaugurazione”. Ma questo artista, mistico e visionario, sta lavorando anche ad un altro progetto che coinvolge anche gli storici archivi dell’istituto Luce di Cinecittà e che ha come titolo provvisorio ‘La risata tra le lacrime’. Il regista è infatti alla ricerca di filmati di Hitler, Stalin, Churchill e Mussolini: ”Sono autore, sceneggiatore e regista di questo progetto – dice – che vede coinvolti anche tanti altri archivi internazionali . L’intenzione è quella di far capire al grande pubblico come sia potuto accadere il disastro della Seconda guerra mondiale. E questo anche dal punto di vista dei rapporti umani, dei caratteri di certi grandi personaggi a volte responsabili della morte di milioni di persone e che non andranno mai all’Inferno”.Per l’autore di Madre e figlio (1997), giudicato da gran parte della critica il suo capolavoro, un po’ di stanchezza: “Penso sempre più spesso che non voglio più fare cinema, sono stanco. Non credo di riuscire a trovare oggi le immagini di ciò che vorrei dire. Se non avessi fatto il regista – aggiunge – probabilmente avrei fatto medicina o ingegneria aerospaziale”. E Sokurov non nasconde, infine, la possibilità di poter girare in un prossimo futuro un film in Puglia tra la evidente soddisfazione del presidente della regione, Michele Emiliano, e del direttore artistico del festival, Alberto La Monica presenti all’incontro. Sull’Italia cinematografica tanta curiosità e delusione da parte del regista russo. “Non ho visto – dice – un film che mi parli chiaramente di chi è oggi un italiano, di cosa pensa davvero. Credo insomma che oggi non esistano più in Italia donne come Anna Magnani. Peccato”.

Scavi Ercolano, 165 occhi per sicurezzaVideosorveglianza sarà attivata prima dell’estate

ERCOLANO (NAPOLI)11 aprile 201910:55

– Il sito dell’antica Herculaneum ha ricevuto un finanziamento di 3,5 milioni di euro nell’ambito del Pon Legalità 2014-2020 ‘Safety and Security per il Parco archeologico di Ercolano’ dal ministero dell’Interno per realizzare un sistema moderno e rispettoso del contesto e della privacy dei visitatori. In questi giorni all’interno del sito vengono montate 165 telecamere che avranno il compito di sorvegliare l’intero perimetro del Parco, le strade, alcune delle domus più visitate o dei monumenti di più complessa sorveglianza come ad esempio le Terme Centrali femminili. Il sistema, già operativo all’interno dell’Antiquarium, sarà attivato prima dell’estate e sarà gestito da una sala regia monitorata 24 ore su 24. ”Questo organico sistema di videosoveglianza non solo sarà utile per l’accoglienza e la vigilanza degli spazi” dice il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano ”ma sarà anche uno strumento duttile e intelligente”.
Levante, ho difeso la sacralità della donnaSul rifiuto della Curia al concerto: “Troverò un altro posto”

11 aprile 201912:21

– “Non ho offeso nessuno, ho difeso la sacralità della donna”. Dopo il rifiuto da parte della Curia di Lecce a concedere la piazza del Duomo per il concerto del 6 agosto per i testi “troppo irriverenti” delle sue canzoni, Levante si difende con una storia su Instagram: “In Salento ci suono, un posto lo trovo e va bene così. Il problema non è che io debba cambiare location, è che in Italia abbiamo questo genere di ostacoli”.
“In queste ore – spiega – ho deciso di restare a guardare. Ho aspettato perché quando mi è stato detto che forse c’erano dei problemi sulla data di Lecce per un rifiuto della curia, sono rimasta incredula”. E aggiunge: “La chiesa ci insegna ad analizzare i testi, li leggiamo, li analizziamo, li comprendiamo e li facciamo nostri, qui invece siamo di fronte a delle persone che si sono fermate a leggere un titolo”. Quanto al tema sacralità, “io ho difeso la sacralità della donna paragonando i dolori di una donna maltrattata ai dolori di Cristo, non c’è nessuna offesa da parte mia”.
Premio C.Smeralda a McGuire e NunnariRiconoscimento anche a cestino rifiuti per il mare di LifeGate

PORTO CERVO (ARZACHENA)11 aprile 201912:24

– Ian McGuire, Mimmo Nunnari e LifeGate vincono il “Premio Costa Smeralda 2019”.
McGuire ha vinto per la Narrativa con “Le acque del nord”, edito da Einaudi, e Mimmo Nunnari per la Saggistica con “Destino Mediterraneo”, edito da Rubbettino. Per l’Innovazione vince “Blu Seabin”, cestino dei rifiuti per il mare progettato da LifeGate, capace di raccogliere anche le microplastiche.
“I vincitori ci conducono in viaggio con tre contributi che emozionano, informano e tengono viva la speranza”, commenta Simone Perotti, membro della giuria con Alberto Luca Recchi, Roberto Cotroneo e Francesca Santoro. I 4 hanno scelto tra 39 opere letterarie e 12 progetti innovativi proposti da Fondazione Medsea. Sull’esito ha pesato anche il voto del Consorzio Costa Smeralda, ideatore del premio che promuove la tutela ambientale e valorizza il mare come elemento centrale della cultura e dell’economia.
La premiazione sabato 27 aprile dalle 16.30 nella Sala Smeraldo del Cervo Tennis Club di Porto Cervo. L’ospite d’onore sarà Piero Angela, re dei divulgatori scientifici. “Non vediamo quel che succede e non ci pensiamo, ma al mare va rivolto lo sguardo più spesso, con più attenzione e più amore – dice Angela – In ogni goccia di mare c’è passato e futuro, miliardi di anni fa quelle gocce hanno attraversato il cosmo imprigionate in asteroidi e comete, poi sono state incubatrici di vita – aggiunge – Oggi il mare è il più grande museo vivente e archeologico, ma è anche un grande regolatore del clima, una gigantesca pentola che si riscalda pericolosamente se non conterremo l’aumento della temperatura atmosferica, il mare causerà cataclismi epocali”.
Con “Adotta una spiaggia” il Premio Costa Smeralda promuove anche la mobilitazione collettiva. Il 28 marzo gli studenti delle scuole medie di Arzachena hanno raccolto dagli arenili 800 oggetti, dalle bottiglie in plastica al polistirolo. Gli stessi studenti sono protagonisti del concorso letterario “Un mare da leggere”. Il 27 aprile il vincitore riceverà una “Menzione speciale Premio Costa Smeralda 2019”. L’altra andrà a Ida Castiglioni, scrittrice, velista, prima italiana ad aver attraversato l’Atlantico in solitaria.

‘Le 100 percussioni’ di Ravenna FestivalDieci giorni di eventi celebrano tutte le incarnazioni del ritmo

RAVENNA11 aprile 201912:27

– Un battito accende il cuore del Ravenna Festival: legni, pelli, metalli disegnano la pulsazione dei nostri universi sonori dall’alba dei tempi e dal 6 al 15 giugno la rassegna ‘Le 100 percussioni’, in collaborazione con Accademia Chigiana, celebra questi strumenti presenti in ogni cultura, genere e stile.
Dal triplice tributo di ‘Harmograph’ di Matteo Scaioli al concerto finale con un’orchestra di percussioni per la prima di ‘Tamburi nelle notte’ di Michele Tadini, il ritmo invade il centro con il Chigiana Percussion Ensemble mutato in Marching Band, esplora argini e capanni nel concerto trekking, visita l’abside del Teatro Rasi e di S.Giacomo a Forlì con i capolavori di Reich e Stockhausen e l’Alighieri con ‘Terra’ di Nicola Sani (percussioni Antonio Caggiano, live electronics Alvise Vidolin), esplode nelle archeologie industriali della darsena con l’Officina del Ritmo (in dialogo con ‘La Bomba de Tiempo’ di Buenos Aires), il vincitore del Grammy Glen Velez e la notte pulsante di Nihiloxica.
Ferrara, ‘Il Rinascimento parla ebraico’Dal 12 aprile a metà settembre opere pittoriche mai esposte

FERRARA11 aprile 201912:29

– Con un viaggio che va da Venezia a Ferrara, da Pisa a Genova e a Roma, una mostra scorre tra fine Duecento fino a metà Cinquecento, descrivendo le città rinascimentali in cui vivevano e operavano gli Ebrei, le sinagoghe dove si raccoglievano a pregare, le professioni e i mestieri che svolgevano, gli studi in cui eccellevano, e l’arte in cui si cimentavano, inclusa quella esoterica della qabalah.
E’ ‘Il Rinascimento parla ebraico’, curata da Giulio Busi e Silvana Greco, in programma dal 12 aprile al 15 settembre al Meis, il Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, a Ferrara.
In mostra opere pittoriche mai esposte prima al grande pubblico, da Mantegna a Carpaccio, da Mazzolino a Sassetta, che evidenziano la fascinazione per il giudaismo e per la lingua ebraica. Il percorso espositivo affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della penisola e ne svela un aspetto originale: la presenza attiva degli ebrei e il fecondo dialogo con la cultura cristiana di maggioranza.
Matera 2019, danzando sul MediterraneoSelezionati quattro coreografi, lo spettacolo in scena a giugno

MATERA11 aprile 201912:31

– Si sono concluse le selezioni dei coreografi che porteranno nel prossimo mese di giugno a Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – il debutto di un esperimento creativo collettivo: una coreografia espressione appassionata dei metodi e delle drammaturgie della danza contemporanea.
I quattro coreografi scelti sono Olimpia Fortuni (Italia), Yeinner Chicas (Spagna-Nicaragua), Leonardo Maietto (Italia), Bassam Abu Diab (Libano). Sono chiamati ad una sfida culturale cruciale: talenti con provenienze, visioni e percorsi artistici differenti daranno corpo a una danza che sappia intrecciare esperienze, visioni ed estetiche individuali in un’opera collettiva che evochi le culture del Mediterraneo. Si tratta del processo selettivo condotto da “Sedimenti”, la sezione del Progetto “Petrolio. Uomo e natura nell’era dell’Antropocene”.
Elton John agli Uffizi con la famigliaPopstar in carrozzina per un infortunio a una caviglia

FIRENZE11 aprile 201914:04

– Ospite illustre l’11 aprile alla Galleria degli Uffizi a Firenze dov’è arrivato Elton John accompagnato dal marito David Furnish e dai due figli.
Nonostante un infortunio alla caviglia, che lo costringe in carrozzina, il ‘baronetto’ ha voluto visitare il museo soffermandosi in particolare davanti alla Venere del Botticelli, e poi nelle sale dedicate a Leonardo, Michelangelo e Caravaggio.
Accolto dal direttore Eike Schimdt, con lui anche alcuni amici e le guardie del corpo, è poi salito sulla terrazza per un caffè e per guardare Firenze dall’alto e in particolare Palazzo Vecchio. Solo all’uscita alcuni fan lo hanno riconosciuto e lo hanno avvicinato. “Nemmeno una distorsione alla caviglia potrebbe impedirmi di vedere uno dei musei più belli del mondo”, ha poi scritto su Instagram postando una foto di lui agli Uffizi in carrozzina.
Monet ‘torna’ in Riviera 135 anni dopoDal 30 aprile al 31 luglio tre tele a Dolceacqua e Bordighera

VENTIMIGLIA (IMPERIA)11 aprile 201914:19

– L’estremo ponente della Liguria riscopre le proprie radici impressioniste con una mostra dedicata al pittore Claude Monet, che torna in Riviera, centotrentacinque anni dopo il proprio soggiorno, con tre tele che saranno esposte nel luogo in cui sono state realizzate.
“Monet, ritorno in Riviera” è il nome dell’evento, presentato stamani e in programma dal 30 aprile al 31 luglio, con due location d’eccezione: il Castello dei Doria, di Dolceacqua e Villa Regina Margherita, a Bordighera, che per l’occasione sarà riaperta al pubblico. Tre le opere protagoniste: due provenienti dal Musèe Marmottan Monet, di Parigi, che ritraggono il ponte e il castello di Dolceacqua (“Le Château de Dolceacqua”) e una veduta sul Beodo di Bordighera “Vallée de Sasso. Effet de soleil”; mentre una terza (“Monaco, vu de Roquebrune”), proviene dalla collezione privata del Principe Alberto II di Montecarlo.
La veduta sulla valle di Sasso, che andrà a Bordighera; le altre saranno esposte a Dolceacqua.

La realtà vista dall’artista a CagliariAll’Exma sino al 16 giugno la mostra di pop-art contemporanea

CAGLIARI11 aprile 201914:23

– I giocatori del biliardino hanno lasciato il posto alle cartucce di fucile e giocano su un campo di calcio che ha l’immagine della bandiera americana; l’elmetto militare ha abbandonato il verde per colorarsi d’oro e fregiarsi del marchio di una nota griffe internazionale; una bara è diventata un motoscafo per trasportare migranti verso un futuro che forse non c’è. Sono solo alcune delle immagini-messaggi della mostra “Reality show. Il cuore pop di una collezione”, allestita all’Exma di Cagliari fino al 16 giugno, curata dalla direttrice artistica Simona Campus. Esposte 50 opere di 36 artisti conosciuti a livello nazionale e internazionale, selezionate in collaborazione tra Exma Exhibiting and Moving Arts e la Fondazione per l’arte Bartoli-Felter, realtà tra le più impegnate a Cagliari nella promozione della creatività contemporanea. La realtà vista dall’artista, le suggestioni del presente reinterpretate come accadeva negli anni sessanta con la pop-art. Proprio le citazioni di Warhol e di Lichtenstein fanno da filo conduttore a tutto il percorso espositivo.
“L’arte popolare, che poi significa arte della società di massa oggi come allora mette in scena la realtà – ha evidenziato la curatrice Simona Campus – nei suoi aspetti problematici e contraddittori, in quelli semplici e banali. Come un reality show”.
Globalizzazione, migrazione, guerra, pace, sesso, cibo, bellezza, consumismo prendono forma attraverso foto ritoccate, quadri, sculture e installazioni. “Le opere della collezione oggi in mostra sono unite da un comune pensiero a volte trasgressivo e provocatorio, più spesso ironico – ha evidenziato Ercole Bartoli – che attinge dalla quotidianità e come tale può ricondursi al pensiero popolare che animò gli artisti protagonisti delle avanguardie degli anni Sessanta”.

Recuperati quadri rubati Castello AglièOperazione dei carabinieri. Furto commesso nel 1980

TORINO11 aprile 201914:27

– Ritornano al castello di Agliè tre dipinti settecenteschi rubati il 24 ottobre 1980 insieme ad altre 29 opere. I quadri sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Si tratta di tre dipinti degli artisti Angelo Maria e Giovanni Crivelli, padre e figlio, attivi per i Savoia a Stupinigi e autori di scene di caccia e di cortile per la committenza piemontese, ligure ed emiliana. Rubate nel 1980 e vendute sul mercato nero, le opere vennero acquistate da un collezionista emiliano a pochi mesi dal loro furto e custodite in un’abitazione privata fino al 2017, quando sono comparse sul mercato presso una nota case d’aste lombarda.
I carabinieri hanno comparato le immagini e la descrizione complessiva delle opere con la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più completo archivio di opere d’arte rubate esistente al mondo. Fino ad oggi, dei 32 quadri trafugati 40 anni fa ne sono stati recuperati 22.

Le 100 chitarre di Fender Vintage MuseumIn mostra a Foggia fino al 20 aprile

FOGGIA11 aprile 201914:39

– Oltre cento esemplari della chitarra elettrica Fender, tutti perfettamente funzionanti e corredati di custodie. E’ “Fender Vintage Museum”, la mostra che raccoglie gli strumenti a corde ‘solid body’ e amplificatori, inaugurata a Foggia al Medimex, l’International Festival & Music Conference Spring Edition in programma fino al 14 aprile, ma la collezione sarà visitabile fino al 20 aprile, nella sede della Fondazione dei Monti Uniti in via Arpi.
Si tratta di una collezione privata, a proprietà unica: Flavio Camorani ha raccolto gli strumenti elettrici realizzati, tra il 1951 e il 1974, per l’Associazione Prisma Melody. “La mia passione per le chitarre Fender – spiega – è nata grazie ai dischi in vinile nei primi anni Settanta. Per 40 anni ho raccolto chitarre creando una collezione unica a livello mondiale”.
Gli strumenti sono esposti con le rispettive targhette in ordine cronologico e filologico, puntando a far rivivere le sonorità che hanno accompagnato quell’epoca.
A Siena oggetti età papa Alessandro VIINella cripta del Complesso monumentale del Duomo

SIENA11 aprile 201915:04

– Nei locali della cosiddetta Cripta del Complesso Monumentale del Duomo di Siena, al via dal 12 aprile la mostra ‘Marmo, bronzo e argento per Alessandro VII.
Oreficeria e scultura monumentale dalla Roma di Bernini al Duomo di Siena’. L’intento della mostra è quello di far conoscere a un pubblico più vasto una serie di oggetti di oreficeria dell’età di papa Alessandro VII (1655-1667), il senese Fabio Chigi, che appartengono per lo più al Museo dell’Opera di Siena, o che sono conservati nella sacrestia della Cattedrale, restando di solito di difficile accesso e visibilità. Uno dei meriti dell’iniziativa è quello di aver provveduto al restauro e alla pulitura di ognuno dei manufatti. La mostra, promossa e organizzata dall’Opera della Metropolitana, in collaborazione con Opera-Civita, è a cura di Alessandro Angelini e Alessandro Bagnoli.
Restauro Monumento Partigiana VeneziaScultura venne realizzata da Augusto Murer nel 1969

VENEZIA11 aprile 201915:14

– Verrà restaurato lo storico “Monumento alla Partigiana” situato in Riva dei Partigiani davanti ai Giardini di Sant’Elena a Venezia, realizzato nel 1969 dallo scultore Augusto Murer.
Lo ha annunciato il sindaco Luigi Brugnaro, che assieme a rappresentanti dell’Anpi ha compiuto un sopralluogo nella zona, oggetto di lavori di recupero straordinario.
L’opera, voluta nel 1954 dall’Istituto per la Storia della Resistenza delle Tre Venezie per ricordare il contributo delle donne alla lotta di Liberazione della città dal nazifascismo, fu inizialmente realizzata da Leoncillo Leonardi e inaugurata nel 1957, ma venne fatta saltare in aria la notte del 27 luglio 1961. La nuova “Partigiana”, inaugurata nel 1969, fu realizzata in bronzo da Murer e rappresenta una donna morta, con le mani legate, che affiora a pelo d’acqua. L’architetto veneziano Carlo Scarpa disegnò i supporti in pietra.

Palazzo Barberini diventa ‘Museo mobile’Meno opere e grandi temi. Nuovo allestimento debutta in 10 sale

11 aprile 201915:27

– Grandi temi, come Teatro e Grand Tour. Capolavori riscoperti, come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini e i monumentali Apostoli di Carlo Maratti. O restaurati, come la Cena del ricco Epulone di Mattia Preti. E finestre non più oscurate, ma ‘aperte’ su Roma. Le Gallerie Nazionali d’arte antica si rifanno il look, con il nuovo allestimento di 10 sale del piano nobile dell’Ala sud di Palazzo Barberini, restituite dal Ministero della difesa. In tutto 750 mq con 78 opere, a raccontare ”la seconda metà del ‘600 napoletano e tutto il ‘700”, spiega la direttrice Flaminia Gennari Santori, secondo il principio di ”meno opere, allestite meglio”. Ad accompagnare ogni tela (ma debuttano anche sculture e oggetti), didascalie ragionate e nuova illuminazione e allarmi, in un ”museo mobile”, che in alcuna sale vedrà una ”rotazione ogni sei mesi. È il primo passo di un più ampio ripensamento del Palazzo – dice la direttrice – che vedrà nuova biglietteria, bookshop, spazi mostre e caffetteria nel cortile nord”

Fkj apre Locus Festival, poi CalcuttaAttesi anche Four Tet, Ben Ufo, José James, Colin Stetson

BARI11 aprile 201915:27

– Il polistrumentista francese Fkj (French Kiwi Juice), al secolo Vincent Fenton, aprirà l’edizione 2019 del Locus Festival di musica d’avanguardia, dal 27 luglio al 14 agosto a Locorotondo, presentato al Teatro Margherita di Bari.
Il concerto di Fkj è uno dei quattro eventi clou assieme a Lauryn Hill (7 agosto), la giovane voce black nel primo Sister Act; Calcutta (10 agosto) e Four Tet (14 agosto), tutti a pagamento tra i 25 e i 50 euro. Atteso anche l’inglese Ben ‘Ufo’ Thomson. Gratuiti invece, in piazza a Locorotondo, gli appuntamenti con José James, Colin Stetson, Mammal Hands, Lee Fields & The Expression, Colle Der Fomento, Mecna. E i dj set in spiaggia con Channel One, Children Of Zeus e Clap Clap. Non mancheranno incontri e film sui grandi miti della musica, mostre e iniziative collaterali. Partner dell’evento saranno Radio Monte Carlo e Ferrovie del Sud-Est (Gruppo Trenitalia) che annuncia collegamenti specifici con Locorotondo da Bari, Lecce e Brindisi.
Debutto in Italia per Johnny JohnsonA Modena il 16 aprile, diretto da Roberto Polastri

MODENA11 aprile 201915:28

– ‘Johnny Johnson’, opera di Kurt Weill dedicata all’intervento americano nella Grande Guerra, debutta in Italia martedì prossimo, 16 aprile alle 20.30, al Teatro Comunale ‘Luciano Pavarotti’ di Modena in una produzione realizzata assieme all’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano. Sul podio Roberto Polastri, autore anche della traduzione e della revisione. Fra i musical di Kurt Weill, il compositore della celeberrima ‘Opera da tre soldi’, “Johnny Johnson” risale al 1936, quando Weill fu costretto a lasciare la Germania nazista, e rappresenta proprio l’incontro tra il musical americano e il capolavoro di Bertold Brecht. “La dimensione della partitura che più mi interessa – racconta Roberto Polastri – e che ritengo attualissima, è il suo essere un esempio unico di cabaret berlinese-americano, una prodigiosa sintesi dell’avanguardia europea e del musical americano”.
Marmi e colori, la prima reggia di Nerone mai vista Dopo 10 anni di restauri apre al Palatino la Domus Transitoria

ROMA11 aprile 201919:01

-Nella penombra degli ambienti oggi sotterranei, il verde brillante, il giallo aranciato, il rosso e il grigio screziato dei marmi arrivati da tutto l’impero risalta con prepotenza assoluta, sostenuto da una lucentezza che duemila anni dopo ancora, incredibilmente, abbaglia.Sui muri glabri, segnati dal tempo e dall’umidità oltre che dalle spoliazioni feroci dei Farnese, stupiscono qua e là frammenti di delicate pitture, testine, amorini, ghirlande vermiglie.Di fatto aperta per la prima volta al pubblico, eccola la Domus Transitoria, la prima grande villa che Nerone si fece costruire sul Palatino. Sfarzosa e raffinata, pensata per accogliere e per stupire sul modello delle regge tolemaiche, fu poi dismessa e interrata dopo l’incendio del ’64 dallo stesso imperatore, che volle sostituirla con l’ancora più grande e più ricca Domus Aurea. “Eppure in questi ambienti c’era in nuce tutto, quasi una prova tecnica di quella che sarà poi la Domus Aurea”, spiega cortese la direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo.Dieci anni di studi e di restauri, ma anche di messa in sicurezza degli ambienti, hanno permesso di restituire al pubblico circa 800 metri quadrati di questa prestigiosa dimora, da domani inseriti nel nuovo percorso neroniano, con visite dal lunedì al venerdì per piccoli gruppi rigorosamente accompagnati. Non è stato facile, certo. Perché i faraonici e velocissimi lavori di costruzione della Domus Aurea all’epoca e gli scavi settecenteschi poi hanno fatto in gran parte strage di quel glossario di meraviglie che l’imperatore aveva voluto per la sua reggia, che pare prendesse il nome dal fatto che si estendeva dal Palatino all’Esquilino.A dispetto delle difficoltà, l’incanto oggi è assicurato, grazie alla sapiente illuminazione, ma anche a proiezioni e visori 3d che permettono ai visitatori di riscoprirne tutto il fascino, trascinati in una dimensione dove marmi colorati, fontane zampillanti e ciclopiche colonne di porfido rosso riprendono quasi vita. Niente di fantasioso, avverte la direttrice Russo, che sottolinea il rigore scientifico delle ricostruzioni, basate sui risultati della lunga campagna di studio. Ecco quindi che ci si ritrova nel grande ambiente con il ninfeo e i giochi d’acqua (non a caso per decenni questi ambienti sono stati confusi con le terme di Livia), nicchie, colonne, sfarzo colorato ovunque. Nerone, raccontano storici e archeologi, trascorreva qui le ore della canicola estiva, riparato dal grande portico forse ricoperto da un soffitto in legno decorato, forse semplicemente sotto l’ombra di leggeri e opulenti tendaggi. L’occhio gira e il tripudio dei marmi si rincorre, con colori così accecanti e preziosi che solo qui pare si ritrovino. Per l’imperatore, fanno notare gli storici, un modo di più per sottolineare quanto esteso fosse il suo potere sul mondo. E non solo: lasciandosi alle spalle l’enorme ambiente del triclinio, dove si affacciavano da una parte e dall’altra saloni altrettanto grandiosi, si incontrano altri marmi e altre tracce dell’acqua, perché l’acqua – fa notare la direttrice Russo – in questo edificio era un po’ dappertutto.A sorpresa si scopre anche un’enorme latrina, addirittura da 50 posti, costruita forse in un secondo tempo, proprio quando si stava tirando su in gran fretta la Domus Aurea, come servizio al nuovo cantiere. E poi pareti decorate con fiori, foglie, piante, una specie di lussureggiante giardino. In gran parte strappati trecento anni fa dai Farnese, molti decori originali di questi ambienti si sono purtroppo persi e dispersi tra privati, collezioni, musei. Lacerti dei soffitti decorati sono però conservati nel museo Palatino, subito accanto all’entrata della Domus e parte del percorso, insieme anche ai fregi dorati e ad altri tesori.A questi in via eccezionale si aggiungono ora – concessi per tre anni dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli nell’ambito di un più articolato rapporto di collaborazione con il Parco del Colosseo – alcuni affreschi distaccati da un ambiente coperto da una volta a botte: due grandi fregi e una serie di formelle, così delicate e poetiche da suggerire l’attribuzione a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea citato da Plinio. D’altronde non stupisce, visto che qui Nerone stava già sperimentando la sua idea di una reggia all’orientale, estesa in quasi tutta la città. I contemporanei lo criticavano e lo irridevano. Lui, colto e raffinato a dispetto della storiografia che ne ha fatto una sorta di macchietta, pare fosse invece fermamente convinto anche del ruolo politico di una simile dimora. Tant’è, sembra che prendendo possesso della Domus Transitoria sospirasse: “Finalmente comincerò ad abitare come un uomo”.

Archivio Publifoto, in mostra 240 scattiItalia e il mondo dalla collezione acquisita da Intesa Sanpaolo

TORINO11 aprile 201916:33

– “Lo storico contemporaneo che vuole raccontare la storia dell’ultimo secolo non può prescindere dai mezzi di comunicazione per immagini, come la fotografia e la televisione, perché solo questi mezzi possono tramandarla in un certo modo, il cartaceo non basta più”. Con queste parole Aldo Grasso, curatore con Walter Guadagnini, ha aperto la mostra a Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino, ‘Nel mirino.
L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1039-1981′, aperta fino al 7 luglio.
Si tratta di 240 scatti giornalistici selezionati tra i 7 milioni di foto dell’Archivio dell’Agenzia Publifoto di Vincenzo Carrese acquistato nel 2015 da Intesa Sanpaolo e mostrato a Camera, pur se in parte, per la prima volta. Un patrimonio che documenta 40 anni di storia con un allestimento scenografico capace di attirare il pubblico come in un set cinematografico, e destinato, ha annunciato Michele Coppola, executive director del settore Cultura di Intesa – a essere portato in giro per l’Italia.
LSD, la super band dell’era digitaleLabrinth, Sia e Diplo, milioni visualizzazioni e look da Beatles

11 aprile 201920:08

C’è poco da fare: la parola supergruppo evoca il passato. Lo fa anche con tre artisti che, per mettere insieme la super band dell’era digitale, si sono ispirati per il look ai Beatles del periodo lisergico di “Sgt. Pepper” e del cartoon “Yellow Submarine”. Il nome scelto, LSD, è una dichiarazione d’intenti più esistenziale che artistica. Labrinth, rapper inglese che vanta collaborazioni con Ed Sheeran, Nicki Minaji e The Weeknd, si è unito con Sia, super star australiana e con Diplo, Gran Mogul della produzione musicale. Sia e Diplo misurano il loro successo nell’ordine delle centinaia di milioni, se non miliardi, tra streaming, visualizzazione, downloading etc etc. Solo Diplo, tra i vari progetti, compresi Major Lazer e Mark Ronson, vale più di due miliardi e 300 milioni di streaming.Stando alle dichiarazioni l’uomo d’ordine è lui, all’anagrafe di Tupelo, la stessa città di Elvis Presley, Thomas Weskey Pentz: gli altri due hanno affrontato questa avventura con uno spirito degno di due seguaci di Timothy Leary. C’è qualcosa di antico anche nella concezione dell’album di debutto, “Labrinth, Sia e Diplo present LSD” che esce il 12 aprile e che, come accadeva un tempo, raccoglie i quattro singoli già usciti dal marzo scorso, “Genius”, “Audio”, “Mountains” e “Thunderclouds” che hanno già spopolato. A questi si aggiungono quattro brani originali e il remix di “Genius”, con un esplosivo intervento di Lil Wayne. Labrinth e Sia devono essersi divertiti un mondo, Diplo un po’ meno a rimettere a posto il caos dei suoi due compagni d’avventura.Se un progetto, come accade quanto si parla di queste cifre, dev’essere misurato in base ai numeri il progetto LSD è senza dubbio una bomba. Ma se invece si pensa a qualcosa di diverso dai milioni o miliardi di streaming, allora viene da pensare che, a parte il divertimento nel realizzarlo e nel mettere in piedi l’omaggio a “Sgt Pepper” e dintorni, questo album sia un’operazione chirurgica che da esattamente quello che aspetta il mercato. Che ha già risposto entusiasta (quasi inevitabilmente uno dei singoli prima citati è stato scelto come colonna sonora di uno spot di telefonia). Il livello realizzativo è altissimo, ci mancherebbe. Così come non si possono non notare le trame vocali di Sia, pur nel suo calligrafismo. Di sorprese, scarti d’immaginazione però non c’è traccia. Il parallelo con “Sgt. Pepper” si ferma ai vestiti. Perché complicarsi cercando nuove direzioni per la creatività quando ci sono i numeri che ti confortano?

Costantino, Niente Pechino? Non so nulla”Sicuro che dopo 7 anni rete avrebbero avvertito prima me”

11 aprile 201918:08

– “Tengo a rassicurare tutti coloro che sui social stanno dando vita ad una piccola rivoluzione. Non ho avuto notizia diretta di una sostituzione su Pechino Express.
Sono sicuro che la Rete, con cui ho sempre avuto un rapporto di fiducia e mutua soddisfazione, avrebbe informato prima me dei giornali, sia per una questione di carattere professionale che umana, che, banalmente, di educazione”. Costantino della Gherardesca commenta così le parole del direttore di Rai2 Carlo Freccero che in un’intervista al settimanale Oggi ha parlato del progetto di affidare a Simona Ventura la conduzione della prossima edizione dello show. Un annuncio che ha provocato una mobilitazione su Twitter con l’hashtag #nocostanopechino. Da 7 anni alla conduzione del programma Costantino, come dimostrano ricerche di mercato, è un caso di perfetta identificazione tra talent e programma.

La Scala Santa torna alla bellezza delle originiI 28 gradini di marmo per 60 giorni senza copertura lignea

11 aprile 201920:12

Ventotto gradini di marmi orientali bianchi venati di grigio scavati poco a poco dai fedeli che per secoli hanno percorso il tragitto in ginocchio. Secondo la tradizione cristiana, su quei gradini si posarono i piedi di Gesù salendo verso l’aula del palazzo di Gerusalemme dove Pilato lo condannò a morte. Per trecento anni sono rimasti nascosti da una copertura di legno voluta nel 1723 da Papa Innocenzo XIII per proteggerli. Ora la Scala Santa, uno dei luoghi sacri di Roma più cari da sempre alla devozione cristiana, a poche decine di metri dalla Basilica di San Giovanni, mostra per 60 giorni la sua bellezza delle origini.Grazie a un restauro minuzioso avviato dalla scorsa estate, curato dai Musei Vaticani, il legno è stato tolto, i gradini liberati da terra e incrostazioni riservando molte sorprese, così come hanno riacquistato luce straordinaria gli affreschi cinquecenteschi voluti da Sisto V che per 2500 metri quadri ornano questo Santuario così particolare. Nella cerimonia di apertura straordinaria, la Scala è stata benedetta dal cardinale vicario Angelo De Donatis ed è tornata visibile e aperta ai fedeli, che si sono messi in fila per procedere in ginocchio, l’unico modo consentito. Così sarà fino al 9 giugno, solennità della Pentecoste, quando i gradini torneranno sotto la protezione di legno. Il progetto di recupero conservativo per restituire bellezza all’intero complesso è stato avviato negli anni ’90 dalla Congregazione dei Padri Passionisti, che hanno ricevuto nell’Ottocento la custodia del Santuario da papa Pio IX.L’intervento si è sviluppato in collaborazione con il Governatorato della Città del Vaticano attraverso la direzione dei servizi tecnici e della Direzione dei Musei, affidata nel corso degli anni a Carlo Pietrangeli, Francesco Buranelli, Antonio Paolucci e ora a Barbata Jatta. Gli ultimi due anni sono stati dedicati anche all’intervento vero e proprio sulla Scala Santa, che stando alla tradizione venne fatta trasportare a Roma nel 326 da Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino. Padre Francesco Guerra, Rettore della Scala Santa, ha ricordato l’emozione vissuta dalle persone che hanno assistito alla rimozione della protezione di legno. “I gradini erano molto consumati, un solco li attraversava tutti, tranne l’ultimo. La spiegazione è che i fedeli, salendo in ginocchio, spingevano con la punta del piede sul gradino sottostante e li hanno erosi pian piano, ad esclusione appunto di quello finale”. Non è stata l’unica sorpresa. Nel secondo gradino è stata trovata incastonata una croce in porfido rosso. Un’altra nell’undicesimo gradino, il più consumato di tutti dove, secondo la tradizione, Gesù cadde rompendo il marmo con il ginocchio e lasciando una traccia di sangue nel punto che poi è stato protetto da una piccola grata. Una terza croce in bronzo è sull’ultimo gradino. Il Rettore ha ricordato che “per i fedeli toccare dove è passato Gesù è un modo per toccare Dio. Salendo in ginocchio i 28 gradini si entra in contatto con il dolore fisico ma soprattutto morale che logora”. Barbara Jatta ha messo in luce il contributo fondamentale dei benefattori e dei mecenati che “da oltre 35 anni sostengono l’ attività di conservazione svolta dai Musei Vaticani”, che nel campo dei restauri rappresentano una eccellenza mondiale.Il recupero degli affreschi sistini nella Sagrestia, nella Cappella del Santa Sanctorum (San Lorenzo in Palatio) e della Crocifissione, nelle pareti delle scale laterali, lo dimostra. Guido Cornini, delegato scientifico dei Musei Vaticani, ha definito la Scala Santa “un punto molto forte della temperatura religiosa di Roma. Tutto il mondo nel Medioevo veniva a Roma per osservare le reliquie. Quando Sisto V decise di conservarla, la tradizione era già radicata. Quel Papa, che cambiò completamente il volto della città, chiamò un esercito di pittori per decorare il Santuario. Chi saliva la Scala Santa non solo sentiva solo la sofferenza ma alzando lo sguardo riceveva una efficace catechesi degli sguardi. Se chiudiamo gli occhi ci sembrerà di essere tornati nel Medioevo”. Paolo Violini, coordinatore della squadra impegnata nei restauri, ha descritto il lavoro per riportare alla luce gli splendidi affreschi, nascosti da stratificazioni, coperture e stuccature successive. “Abbiamo messo in evidenza migliaia di dettagli per gli storici dell’arte per documentare la tecnica dei singoli artisti e come incidevano la parete partendo dai cartoni. Sulle pareti sono apparse migliaia di scritte votive. Quando abbiamo tolto il legno è stato emozionante trovare sui gradini coperti da centimetri di terra bigliettini, monete, foto, richieste di grazie ed ex voto lasciati dagli anni Cinquanta in poi da fedeli e pellegrini. Scavando con le mani abbiamo trovato le croci. In quel momento ci è parso chiaro che la Scala dovesse essere mostrata a tutti”.

Achille Lauro, con ‘1969’ voglio parlare a tuttiRock e vuoti interiori per un nuovo corso dopo la ‘gogna’ di Sanremo

11 aprile 201920:06

Di essere visto come uno che fa trap non ne può più: in Achille Lauro “c’è la voglia di parlare a tutti, di rimanere”. Un primo assaggio del suo cambiamento – polemiche a parte, legate a chi ha voluto leggere in ‘Rolls Royce’ un inno alla droga – lo ha dato a Sanremo, ora il piatto forte: le 10 canzoni di ‘1969’, disco che esce il 12 aprile, con riferimenti espliciti fin dalla copertina, con le icone James Dean, Elvis Presley, Marilyn Monroe e Jimi Hendrix a incorniciare il tatuatissimo volto dell’artista romano. “Gli anni 60 e 70 sono stati l’epoca più importante a livello creativo, c’era voglia – racconta il 28enne Lauro – di cambiamento e di libertà ed è quello che stiamo inseguendo e per questo abbiamo messo in copertina quattro icone: James Dean come simbolo della gioventù sregolata, Marilyn Monroe perché è citata anche in Rolls Royce con la frase “preferisco piangere sui sedili di una Rolls Royce che in quelli di una metro”, Jimi Hendrix come rappresentante dell’immaginario hippie e libertino, Elvis che ha contaminato la mia musica con un certo modo sguaiato di cantare”.Un disco rock’n’roll, dunque, inteso come “lifestyle: questo genere – spiega l’artista, completo bianco, stivali glitterati e camicia con fiocco aperta sul petto – mi piace, è una fusion di altre cose: punk, hip hip, rock. Quando ho iniziato a comporre Roll’s Royce ho detto che doveva essere un pezzo generazionale. Doveva parlare a tutti”. Per farlo è stato necessario evolvere anche perché “nessun pittore dipingerebbe lo stesso quadro due volte” ma rimanendo comunque se stessi: “mantengo la mia anima – garantisce – andando a spasso tra i generi”. Ed ecco che in questo disco tornano quei “vuoti interiori” che fanno parte di lui, ma esplorati in modo diverso rispetto al passato: “c’è più una malinconia personale che un disagio per il fatto di venire da una certa zona”. Ma non c’è solo disperazione nelle 10 tracce di ‘1969’: “ci sono leggerezza e malinconia. Ma è quello che siamo tutti, ci sono alti e bassi e io ho cercato di fissare questi momenti con la musica”. All’immagine dell’artista ispirato, Achille Lauro preferisce quella del musicista impegnato nella costruzione della sua carriera: “non sono un sognatore, ma un operaio del mio successo. L’ho costruito ora per ora, senza dormire per sette anni. Le persone crescono: questo è il momento delle responsabilità. Credo che l’artista abbia una responsabilità, ma l’arte è arte. Sento una responsabilità verso chi lavora a questo progetto. Se casco io, cascano in tanti, compresa la mia famiglia”.Certo, “gli artisti hanno la responsabilità di ciò che fanno e dicono ma non possono essere presi come capro espiatorio, sennò si torna alla censura”. Per chiarire il suo pensiero, Lauro fa un paragone efficace: “se Sfera scrive ‘mi faccio una canna’ rientra nella sfera della libertà, non è che chi ascoltava i Beatles si faceva di Lsd”. E soprattutto, è il suo pensiero, certi discorsi andrebbero affrontati in altro modo: con le polemiche intorno alla sua Rolls Royce, “si è parlato di droga con superficialità, quando il problema è reale e va affrontato a livello educativo, andando a parlarne nelle scuole”. Se avesse voluto parlare di droghe – è il messaggio – lo avrebbe fatto e basta: “Quando ho voluto essere esplicito l’ho sempre fatto, se mi fosse stato chiesto avrei risposto”. Dispiaciuto per la “gogna mediatica”, Lauro ha portato comunque a casa dal festival ciò che cercava: “ho capito che l’idea di un brano con cui comunicare a tutti non era un miraggio, ma reale”. “Voglio abbracciare tante generazioni – conclude – così come è riuscito a fare Vasco”. Inizierà a farlo da domani con l’Instore tour e poi a ottobre con il tour.

A Napoli sei capolavori di CaravaggioFino al 14 luglio, dialogo con 22 quadri e tappa al Pio Monte

NAPOLI11 aprile 201919:07

– Caravaggio visse a Napoli complessivamente diciotto mesi, nel 1606 e poi nel 1609 per circa un anno, fino alla morte avvenuta a Porto Ercole nel viaggio di ritorno verso Roma nel luglio del 1610. Mesi intensi e fondamentali per la sua vita e la sua produzione artistica, anche se meno noti rispetto al periodo romano. Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Pio Monte della Misericordia raccontano questo tempo e la sua eredità nella mostra ‘Caravaggio Napoli’, curata da Maria Cristina Terzaghi e dal direttore del museo Sylvain Bellenger, (dal 12 aprile 14 luglio).
A confronto sei opere del Merisi, provenienti da istituzioni italiane e internazionali, e 22 quadri di artisti ‘napoletani’, con un riscontro visivo tra le opere raccolte in Sala Causa che permette riflessioni e chiarimenti immediati.
Il ritorno del tailleur sartorialeMax Mara lancia progetto incentrato sulla giacca tailoring

11 aprile 201919:09

– E’ stata la divisa delle donne manager, la cui figura ha dominato l’immaginario e le passerelle degli anni Ottanta/Novanta. Poi dopo un lungo periodo di oblio, per la nuova stagione, il tailleur con giacca e pantaloni torna a fare la parte del leone nel guardaroba femminile.
Ci ha pensato Max Mara a sancire il rientro ufficiale sul palcoscenico della moda della giacca tailoring, con il suo Progetto Tailleur Sartoriale. Taglio perfetto, cura delle proporzioni, ricerca di nuovi materiali e colori, sono alla base della creazione di capospalla dal mood sobrio, che perdono le spallone ‘intimidatorie’ degli anni Ottanta e parlano a consumatrici diverse, per età e stile di vita. I principi della giacca intelata Max Mara sono legati alla cultura della confezione maschile, una lavorazione scrupolosa che impiega 345 minuti di lavoro: il doppio del tempo di una giacca standard.
L’uso del canvas interno, i punti a mano, la stiratura, fanno sì che la nuova giacca si modelli con naturalezza sul corpo femminile.
Campagna Ray Ban con nuovi modelli iconaDai Wayfarer Classic nati nel 1952 e amati dai divi alle novità

11 aprile 201920:03

– La campagna #ProudToBelong di Ray-Ban si concentra sui momenti della vita che consentono di determinare il nostro senso d’appartenenza e di ritrovare noi stessi. In evidenza nelle immagini tre sentimenti chiave che incarnano l’essenza delle montature Ray-Ban che ripropongono modelli classici e novità: la vulnerabilità e l’empatia, la passione e la gioia, l’orgoglio e la fiducia in sé stessi.
Vulnerabilità ed empatia (Ray-Ban I-Shape Family – Square) può essere un sorriso di perdono, essere sorpresi quando si è immersi nei propri pensieri, incrociare lo sguardo amichevole di uno sconosciuto in una giornata no. Passione e gioia (Ray-Ban Wayfarer) riprendono i momenti in cui ci si lascia andare.
Orgoglio e fiducia in sé stessi (Ray-Ban Wings) quando non si ha paura di farsi notare, liberi di essere noi stessi.
Dagli anni Settanta, la famiglia I-Shape fa il suo ritorno con montature squadrate over in metallo e lenti sfumate. Tornano anche i Ray-Ban Original Wayfarer Classic che debuttarono nel 1952.
Badia a Settimo torna unita dopo secoliFirenze, monastero verso recupero architettonico area in degrado

FIRENZE11 aprile 201920:57

– Nel 1783 il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo divise il monastero in due parti separate; ora, 236 anni dopo, l’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo (la Badia a Settimo nel territorio di Scandicci) torna ad avere un corpo unico, col recupero di un’ala abbandonata al degrado. E’ quanto spiegato da don Carlo Maurizi, priore della Badia, e dall’imprenditore Paolo Nocentini, presidente di Savino Del Bene che ha dato sostegno al progetto che prevede, dopo i recuperi delle strutture architettoniche, un probabile ritorno di vita monastica nell’antico complesso religioso. Anche il cardinale Giuseppe Betori ha sottolineato l’importanza di questa riunificazione, “non solo dal punto di vista architettonico e culturale, ma anche simbolico”. Nocentini ha sottolineato proprio come la riunificazione dei corpi di fabbrica dell’abbazia sia solamente un primo passo verso il recupero dei locali. Presente anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.          [print-me title=”STAMPA”]

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 05:43 DIMERCOLEDì 10 APRILE 2019

ALLE 10:55 DI GIOVEDì 11 APRILE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Design, il supereroe della sostenibilità
Fatto di materiali recuperati e abbinato a ‘recycling station’
10 APRILE 2019 05:43

– E’ alto sei metri, ha l’aria un po’ inquietante ma un cuore buono come tutti i supereroi RoBOTL, l’installazione sulla sostenibilità realizzata da Timberland in collaborazione con lo studio di Giò Forma (Cristiana Picco, Claudio Santucci e Florian Boje), posizionata in Piazza XXV Aprile per il FuoriSalone.
Il mega robot è interamente fatto di elementi riciclati, riciclabili e smaltibili, recuperati tramite l’associazione Re Mida, che si occupa proprio di recupero materiali e riuso creativo di scarti. Realizzato principalmente con bottiglie di plastica, più di 8000 solo per realizzare la superficie e da materiali provenienti dall’industria del design, il robot ha al suo fianco una Recycling station, creata in collaborazione con Precious Plastic, la global community lanciata nel 2013 per trovare soluzioni per ridurre l’inquinamento dovuto alla plastica. Due macchinari, un tritatore e una pressa, permettono di partecipare a workshop educativi sui meccanismi del riciclo e creare dei portachiavi.
A Taormina i bronzi di Francesco MessinaDal 15 aprile in una mostra dedicata a Sebastiano Tusa

GIARDINI NAXOS (MESSINA)10 aprile 201911:22

– Cinquantotto opere dello scultore Francesco Messina saranno esposte nel Palazzo Ciampoli a Taormina (Messina) da lunedì 15 aprile fino al 15 giugno in una mostra dal titolo “Arte Sicilia Contemporanea, Francesco Messina. Suggestioni ed echi dall’Antica Naxos”. La mostra è dedicata all’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, morto nel disastro dell’Ethiopian Airlines. Fra i capolavori in mostra i ritratti della moglie Bianca Fochessati Clerici e dell’amico Salvatore Quasimodo; “Eva”; i “Pugili”, le “Ballerine”; e i modellini del “Cavallo morente” realizzato per la Rai di Roma e dello “Stallone ferito”. La mostra è l’ultima tappa del progetto della narrazione comparata dello scultore, le cui opere sono proposte accanto a reperti archeologici.
Sommella, Antitrust contro le DisuguaglianzeL’Antitrust e l’impegno per ridurre lo spread sociale di oggi

10 aprile 201912:29

– ROBERTO SOMMELLA, DISUGUAGLIANZE.     Come ridurle, nel mercato e tra i consumatori (Rubbettino Editore, pp.176, 14 Euro). “Dalla parte di tutti e contro nessuno”: è questo lo slogan che meglio identifica l’Antitrust secondo Roberto Sommella, autore per Rubbettino di “Disuguaglianze”, libro in cui vengono chiariti i compiti, gli obiettivi e il raggio d’azione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Se è vero che viviamo in tempi difficili caratterizzati dallo “scollamento totale tra i bisogni dei cittadini e le capacità degli esecutivi a soddisfarli” e da uno spread sociale (con persone troppo ricche e altre troppo povere) che alimenta la rabbia, è altrettanto vero che l’Antitrust è un’arma a disposizione del cittadino, una sorta di difensore civico. L’Agcm, questo l’acronimo dell’Autorità, “serve a rimuovere comportamenti che aggravano le condizioni di disuguaglianza o che minacciano la fiducia nel funzionamento dei mercati”: l’idea di Sommella è quella di usare lo strumento del libro per fare luce su un organismo utilissimo per la collettività che però è spesso sconosciuto ai più, nonostante possa davvero fare la differenza in materia di torti subiti e di comportamenti scorretti del forte a danno del debole. “Eppure, quando un’impresa abusa di un suo concorrente in virtù della sua forza di mercato (appunto, abuso di posizione dominante) – si legge nel libro – o si mette d’accordo con altre per fissare in alto i prezzi di un bene o di un servizio (intesa o cartello da cui la parola stessa di antitrust, anti-cartello) la cosa riguarda tutti”. E proprio perché tutti hanno bisogno di essere tutelati dall’Antitrust, l’autore concepisce il libro come una sorta di manuale, in cui con un linguaggio diretto affronta con chiarezza una materia complessa. In questo viaggio in compagnia di una realtà che si muove sul mercato come uno “sceriffo”, tanti sono gli esempi concreti, i casi più eclatanti, le istruttorie e le sanzioni, i nomi e i cognomi, le spiegazioni e le dritte per far sì che il lettore (nelle vesti di consumatore ma anche di titolare di una azienda) possa comprendere a fondo le dinamiche economiche e come difendere se stesso e il proprio portafoglio da attacchi esterni, soprattutto in ambiente digitale. Sommella invita il cittadino a farsi avanti ed entrare in contatto con l’Antitrust per chiedere informazioni ed eventualmente denunciare storture, scorrettezze e danni subiti: l’Agcm lavora nell’ombra e vigila affinché tutti possano operare sul mercato con gli stessi doveri e gli stessi diritti, perché se aumenta la concorrenza diventa possibile “abbassare i prezzi, incentivare l’innovazione tecnologica, creare nuove opportunità di lavoro, contribuire alla crescita economica del Paese”.

Elio-Pinocchio debutta con laVerdiPrima assoluta del racconto musicale dedicato ai bambini

10 aprile 201911:55

– E’ un percorso di educazione all’ascolto della musica ‘Pinocchio in…variazioni!’, lo spettacolo che debutterà sabato in prima assoluta all’auditorium di largo Mahler a Milano con Elio come voce narrante.
Adatto ai bambini dai 7 anni, questo Pinocchio rientra nel programma di ‘Crescendo in musica’. Il testo di Collodi è stato adattato dalla scrittrice Sandra Landi, le illustrazioni, che vengono proiettate su schermi sul palcoscenico, sono invece di Roberto Innocenti, mentre le musiche sono state composte da Paolo Furlani, che ha deciso di far fare al pubblico un vero e proprio viaggio dentro l’orchestra, con gli strumenti (singoli, in coppia, o a famiglie strumentali come legni o percussioni) che diventano in qualche modo i personaggi della storia.
“Ho immaginato così un ciclo di variazioni – ha spiegato – su un unico tema che, volta a volta, variazione dopo variazione, ‘illustrino’ con i suoni la scena vissuta da Pinocchio”.
Ad eseguire la partitura di quella che è una commissione di REte MUsica TOscana ci sarà l’orchestra di casa, laVerdi, diretta da Ferdinando Sulla. ‘Pinocchio in…variazioni!’.

Musica: da De Andrè a Dylan e Vasco, Gianluca Sciortino omaggia i bigUscì dal coma ascoltando Venditti, la sua storia diventò un film

10 aprile 201912:10

La musica lo salvò da un coma profondo all’età di dieci anni ed è stata da allora il motore della sua esistenza. Gianluca Sciortino, il ragazzo che si risvegliò ascoltando ‘Dimmelo tu cos’è’ di Antonello Venditti, oggi è impegnato nella composizione e nella musicoterapia con l’Associazione ‘Musica per la vita’ che organizza incontri con i giovani anche nelle scuole e sta per pubblicare un nuovo album con l’inedito ‘All’alba di Pescara’ e omaggi ai big della canzone italiana ed internazionale.Alla storia di Sciortino, che si risvegliò poco prima di Natale, è stato dedicato nel 2008 il film di Rai1 ‘In nome del figlio’, con la regia di Alberto Simone. “La musica è compagna di vita di tutti, arriva dritta al cuore ed è capace di cancellare in un attimo qualsiasi stato d’animo negativo”, dice Gianluca. “La vita è un bene prezioso, così come lo stare in buona salute – aggiunge – e mi rammarico moltissimo nel leggere quasi quotidianamente di ragazzi che, pur avendo ricevuto il dono prezioso della buona salute, se la rovinano andandosi a sballare nei rave party. Ragazzi, state lontani dalla droga e, se dovete guidare, state anche attenti a bere moderatamente perché, non so per quale motivo, si dà per scontata la salute ma non è così e solo quando quest’ultima ci viene meno ce ne accorgiamo, figuriamoci – conclude – quanto è grave cercarsela…”.L’impegno di Gianluca consiste nel cercare di aiutare, per quanto gli è possibile, chi ha vissuto storie analoghe alla sua. Nei brani che ha composto e compone, con la collaborazione e produzione del papà Pino e del maestro Mario Simeoli, cerca sempre di trasmettere emozioni, valori e sentimenti positivi, come pure nelle tournée che effettua da anni col suo gruppo e spesso con Tony Esposito ospite speciale.Il nuovo album di Sciortino prende il titolo dal brano inedito ‘All’alba di Pescara’, indelebile ricordo della sua prima alba vissuta dopo un’intera nottata di veglia dopo aver assistito, da piccolo, ad un concerto. Nell’album il ragazzo omaggia i grandi cantautori: Fabrizio De Andrè, in occasione del ventennale della sua scomparsa, Bob Dylan, Franco Battiato e Vasco Rossi. Gianluca intende dedicare anche i proventi del cd alla musicoterapia.

Porretta Soul Festival, 30 anni al museo’Memorabilia’ grandi artisti, vasta raccolta foto e audiovideo

BOLOGNA10 aprile 201912:17

– Trent’anni di storia del Porretta Soul Festival in un museo, il ‘Soul Museum’, che si trova in un vicolo del centro che contiene il murale di Sam Cooke: verrà inaugurato venerdì 12 aprile e sarà poi aperto tutti i giorni.
Il museo raccoglie le testimonianze del passaggio da Porretta Terme, sull’Appennino bolognese, dei grandi del soul, a cominciare da Rufus Thomas, Bobby Rush o Toni Green, di cui si conservano abiti di scena, calzature o altri oggetti personali.
Il tutto accanto a una vasta raccolta fotografica e audiovideo.
Fin dal 1988 il Porretta Soul Festival-Tribute to Otis Redding è diventato il più prestigioso appuntamento europeo dedicato alla musica soul e rhytm & blues, con un riferimento particolare al Memphis Sound, la scuola musicale di Otis Redding. Porretta è entrata così di diritto nelle biografie ufficiali dei grandi interpreti e si è guadagnata un posto nello Stax Museum of American Soul Music a Memphis. La prossima edizione, la trentaduesima, è in programma dal 18 al 21 luglio.
Louis Garrel è L’Uomo FedeleDall’11 aprile in sala con la moglie Laetitia Casta

10 aprile 201912:32

Marianne (Laetitia Casta) e Abel (Louis Garrel) si amano e vivono insieme, ma un bel giorno all’improvviso lei lascia lui perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nessun dramma, nessun piatto rotto, nessuna richiesta di spiegazione da parte di Abel che fa i bagagli e se ne va. Inizia così ‘L’uomo fedele’ diretto e interpretato da Louis Garrel e in sala dall’11 aprile con Europictures.
“Sono sempre stato circondato da donne forti – ha detto Garrel – perciò sono abituato a lasciar fare alle donne. Molti uomini che hanno visto il film mi hanno detto che non si identificavano troppo in Abel, invece per me è normale”. E sullo stesso tema ha da dire qualcosa anche la Casta, moglie di Garrel nella vita: “Non decidere è alla fine un modo per mantenere il potere”. Tornando a ‘L’uomo fedele’ , scritto dallo stesso Garrel insieme a Jean-Claude Carrière, ritroviamo Abel, nove anni dopo, al funerale di Paul, l’amico che gli aveva rubato e messa in cinta Marianne. Gli ex amanti si rivedono e pensano bene di ricominciare ma la giovanissima Eve, sorella di Paul, è innamorata di Abel e lo vuole. A complicare tutto, in questo film che attraversa tanti generi, c’è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre. “Questo è un film di sentimenti, ma non sentimentale – ha detto l’attore francese a propositi di questo suo secondo lavoro da regista -. E lavorare poi con Carrière è stato fondamentale perché io amo il sentimentalismo e lui lo odia. Certo per ‘L’uomo fedele’ mi sono ispirato a Truffaut, anche se il film attraversa tanti generi dalla commedia, al thriller al romanticismo. Comunque – ha riconosciuto – volevo fare un film tipicamente francese in cui si possono ritrovare Mirabeau, Racine e libri come Le relazioni pericolose (romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-Franois Choderlos de Laclos del 1782)”. Di poche parole la bellissima Casta oggi all’incontro stampa. Attrici di riferimento? “Sicuramente Anna Magnani, Romy Schneider e Gena Rowland – ha detto l’attrice – . I film che mi piacciano di più – aggiunge- sono sicuramente quelli d’amore anche se oggi sono molto commerciali”. Lavorare con il marito sul set? “Una cosa davvero strana – dice – Louis diventa un’altra persona”.
Archivio online per 130 anni di ChaplinCineteca Bologna annuncia anche nuovo restauro ‘The Circus’

BOLOGNA10 aprile 201912:51

– La famiglia Chaplin e la Cineteca di Bologna festeggiano i 130 anni di Charlie Chaplin, nato il 16 aprile 1889, con il lancio del sito http://www.charliechaplinarchive.org: l’intero archivio, digitalizzato e catalogato grazie al Progetto Chaplin della Cineteca di Bologna, è ora disponibile online per studiosi e appassionati, che potranno effettuare ricerche e visualizzare oltre 150 mila documenti tra foto, manifesti, manoscritti, sceneggiature, appunti, lettere, telegrammi, contratti, tutto quanto possa raccontare la vita di Charlie Chaplin.
E proprio in occasione dell’anniversario la Cineteca annuncia il ‘cineconcerto’ in Piazza Maggiore a Bologna con il nuovo restauro di ‘The Circus’ (1928), accompagnato dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock, alla 33/a edizione del festival ‘Il Cinema Ritrovato’, in programma dal 22 al 30 giugno.
Gino Paoli, anarchia, jazz e canzoni interrotte’Appunti di un lungo viaggio’ il doppio album in uscita il 19/4

11 aprile 201908:35

“Non ho mai smesso di pensarmi anarchico: né Dio, né padroni. Per me è sempre così e non credo nemmeno alla morte che è solo una stagione alla quale ne seguirà sempre un’altra”. Ha le idee chiare Gino Paoli di quello che è stato dei suoi sessant’anni di carriera, che festeggia con un nuovo doppio album, e di quello che verrà in futuro. Un viaggio musicale di anarchia e canzoni, come quelle dei due cd in uscita il 19 aprile e che contengono due facce del Paoli pensiero: la prima, quella dei brani storici riuniti nel secondo dei due cd, intitolato ‘I ricordi’, e quella di oggi, con una serie di canzoni inedite raccolte sotto il titolo di ‘Canzoni interrotte’.La storia documentata del cantautore genovese per definizione, ma di Monfalcone per nascita, è quella di ‘Che cosa c’è’, ‘Sapore di sale’, ‘Senza fine’ e molti degli altri titoli più celebri, in questo caso rivisti insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (al pianoforte), Alfredo Golino (alla batteria) ed Ares Tavolazzi (al contrabbasso). La storia di oggi, invece, è quella delle canzoni che evadono dagli standard della forma canzone, libere e, appunto, anarchiche. “L’artista – ha detto Paoli – se è davvero un artista, deve andare anche contro le forme, i condizionamenti e gli schemi. Ho pensato di utilizzare le parole e la musica in modo diverso, eliminando tutto ciò che è obbligatorio per cercare quell’essenzialità che è sempre stata un mio pallino. Quando si è detto a sufficienza, poi è meglio smettere di parlare o di scrivere. Del resto, quando ero un giovane pittore, ho creato assieme ad altri il movimento dell’essenzialismo”. Le ‘Canzoni interrotte’ sono divise per stagioni, con un ciclo non forzato ma con un”Estate’ che arriva subito prima di un ‘Inverno’ e un ‘Autunno’ che segue la ‘Primavera’.”Osservare il ciclo delle stagioni è qualcosa che mi mette serenità – ha commentato Paoli – e il lavoro che da tanti anni condivido con i jazzisti mi da un grande senso di libertà”. Tra i titoli delle canzoni non canzoni, ci sono anche ‘Due cani in chiesa’ (dedicata a Don Gallo che “era un amico eccezionale, era contro tutti e con tutti e non c’era nessuno che nei vicoli di Genova non lo salutasse dicendogli ci vediamo domenica a messa”) e ‘Voglio morire malato’ (“perché io voglio fare tutto e non conservarmi per arrivare per forza sano alla momento di morire”).Per festeggiare i sei decenni di carriera, Paoli sarà anche protagonista di tre eventi speciali dal vivo, a partire da ‘Una lunga storia’ che andrà in scena il 12 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, poi il 13 luglio ad Umbria Jazz e il 18 luglio nella ‘sua’ Genova, per un concerto ai Parchi di Nervi. “Dei miei sessant’anni di carriera non faccio bilanci – ha commentato Paoli – e quando verrà il momento di farne uno lo farà chi mi metterà in una cassa, di certo non io”.

Materiali extra leggeri, ali di farfalleTelaio light antifurto sella, arredi urbani tra pop e guerrilla

10 aprile 201913:51

– In un mondo che va sempre più veloce, la soluzione sta nella leggerezza: si ispira a questo concetto l’installazione A.X.A.P, ovvero as extra as possible, allestita a palazzo Litta per il FuoriSalone. Ad accogliere il visitatore, all’ingresso della mostra, centinaia di farfalle che prendono il volo.
L’installazione di Matteo Ragni Studio fa da ouverture al progetto, sviluppato da Xl extralight e Scuola Politecnica di Design SPD e curato da Matteo Ragni Studio, che abbina la creatività degli studenti alle potenzialità del materiale espanso a celle chiuse delle Industrie Finproject, dando vita a sette prototipi che vanno dall’outdoor al pet care fino al mercato kids, tutti all’insegna della leggerezza.
“Di grande ispirazione – spiega Matteo Ragni – è stata la farfalla, l’animale che in assoluto rappresenta questo valore in natura”. Insieme a Antonio De Marco ha coordinato i progetti degli studenti SPD, che sono racchiusi in una galleria museale, con boiserie e teche luminose con prototipi e campioni

Rock in Roma 2019 in 4 locationAttesi Kraftwerk, Thirty Seconds to Mars, Bertè, Calcutta, Salmo

10 aprile 201920:09

Undicesima edizione, quattro location, una trentina di concerti annunciati ai quali se ne aggiungeranno altri tre o quattro: il Rock in Roma edizione 2019, al via dal 23 giugno, conferma sempre di più l’attitudine a essere un festival “diffuso” sul territorio e “diversificato” nell’offerta, moltiplicando se stesso con date nella storica sede dell’Ippodromo delle Capannelle (quest’anno con due palchi), al Teatro Romano di Ostia Antica, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e al Circo Massimo, con l’evento di chiusura in programma il 7 settembre affidato ai Thegiornalisti.Nel cast molti italiani e molti giovani tra cui, a Capannelle, Calcutta, Capo Plaza, Franco126, Gemitaiz, The Zen Circus, J-Ax e Articolo31, Salmo, Carl Brave, Subsonica, Ex-Otago. A Ostia attesi Kraftwerk per due date, Negrita, Marlene Kuntz e Loredana Bertè. Gli artisti stranieri vanno in scena, invece, alla Cavea con Thirty Seconds to Mars, Skunk Anansie, Ben Harper, Nick Mason’s Saucerful of Secrets.
Walter Nudo in attesa intervento a cuore”thank you, you guys rock”, risponde ai tanti messaggi

10 aprile 201914:35

– Walter Nudo è arrivato in Italia da Los Angeles dove aveva avuto un malore e al momento è ricoverato all’Ospedale Monzino di Milano per fare accertamenti in attesa dell’intervento al cuore. ”Walter in questo momento si trova all’ospedale Monzino nelle ottime mani del prof. Marco Zanobini. Sta facendo una serie di esami – spiega per lui la Nudofamily – per capire l’esatta causa del malore e per prepararsi all’intervento al cuore per tornare a vivere la vita al massimo come ha sempre fatto! Walter ci tiene ancora una volta a tranquillizzare e a ringraziare tutti gli amici, tutte le persone del mondo dello spettacolo ed soprattutto i fan per i numerosi messaggi pieni di affetto: “thank you, you guys rock !!!”.
Torna ‘Tango glaciale’ dopo 36 anniTanti giovani allo spettacolo del 1982 che rivelò Mario Martone

10 aprile 201914:52

– La platea del Teatro India è piena di giovani che, alla fine, plaudono entusiasti a uno spettacolo che ha 36 anni e, evidentemente, non li dimostra. E’ ‘Tango glaciale’, il lavoro che pose Mario Martone e il collettivo di artisti Falso Movimento all’attenzione nazionale e non solo, ora in fedele versione “reloaded (1982-2018)”, riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi con la supervisione di Martone stesso. Si replica fino al 14/4.
“Lo spettacolo racconta l’attraversamento di una casa da parte di tre suoi abitanti – spiega Martone – Un meccanismo viaggiante dall’esterno verso l’interno procedendo dall’antica Grecia all’America anni ’50”, tutto in 12 quadri che si succedono rapidi, uno ogni 5 minuti circa per un’ora totale, come in un montaggio cinematografico. E’ un viaggio attraverso anche l’immaginario dei tre personaggi, verso il loro mondo interiore, passando per reminiscenze classiche (con un discobolo e un tedoforo) e visioni da fantascienza o sogni da poliziottesco d’epoca.
Il Bif&st apre con 4 premi OscarFestival dal 27 aprile al 4 maggio dedicato a Morricone

BARI10 aprile 201914:54

– Quattro premi Oscar saliranno sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari per la serata inaugurale della decima edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival, in programma dal 27 aprile al 4 maggio. L’occasione sarà la consegna a Ennio Morricone, “il più grande compositore vivente di musiche da film”, al quale è dedicata la retrospettiva di questa edizione (con 42 film da lui musicati), del premio “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. Con Morricone ci saranno gli altri Oscar Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. Il Bif&st 2019, diretto da Felice Laudadio e presieduto da Margarethe von Trotta, porterà a Bari decine di protagonisti del mondo del cinema, circa 150 proiezioni, sei lezioni di cinema, incontri con attori e registi, laboratori, mostre fotografiche.
Sette le anteprime italiane ospitate nel Petruzzelli, tra le quali le anteprime mondiali “Non sono un assassino” di Andrea Zaccariello, “Il grande spirito” di Rubini e “Passeggeri notturni” di Grandi.
34° Lovers Festival con Berger e ArgentoDionisio, rassegna parla di resilienza. Dal 24 al 28 aprile

TORINO10 aprile 201914:58

– E’ ricco, più di sempre, di grandi nomi il 34/o Lovers Film Festival Torino Lgbtqi Vision in programma dal 24 al 28 aprile, l’ultima edizione diretta da Irene Dionisio che dopo tre anni lascia la kermesse per tornare a fare a tempo pieno la regista. Si va dall’attore più amato da Visconti, Helmut Berger, alla madrina Alba Rohrwacher, da Giancarlo Giannini ad Asia Argento, alla regista americana Ira Sachs.
“Lascio un festival che amo tanto e che ha un rinnovato significato di resilienza, in un momento in cui certi diritti sembrano in discussione. In primo luogo il diritto di tutti di essere se stessi e felici”. Il nuovo direttore verrà comunicato l’ultimo giorno del festival dal presidente del Museo del Cinema, Sergio Toffetti. Nella rosa c’è anche Vladimir Luxuria.
Quest’anno, per sottolineare il carattere ‘politico’ del festival verranno dedicati focus al Fuori, prima associazione gay italiana (1971), al Pride e ai 50 anni dei moti di Stonewall.
Curia di Lecce nega piazza Duomo a Levante’Testi troppo irriverenti per la piazza simbolo della Chiesa’

LECCE10 aprile 201917:04

La Curia di Lecce dice no al concerto di Levante in piazza Duomo, ritenendo i contenuti dei testi della cantautrice siciliana incompatibili con i valori che simboleggia la piazza in cui si trovano la Cattedrale, il palazzo vescovile e il seminario. La conferma al diniego alla richiesta, avanzata nei mesi scorsi dall’entourage dell’artista, arriva da Vincenzo Paticchio, portavoce del vescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia.”Abbiamo scoperto – spiega Paticchio – che la tappa leccese in piazza Duomo del tour era già stata pubblicizzata per il 6 agosto sul sito dell’artista e su Ticketone, nonostante la commissione eventi della Curia non si fosse ancora riunita. La decisione è stata deliberata solo lo scorso primo aprile, quando la commissione si è riunita decidendo di non accogliere la richiesta. Il vescovo vuole aprire Piazza Duomo agli eventi – prosegue Paticchio -. I giovani vanno incoraggiati, ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantati nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A teatro Guerritore, Cristicchi, Benni
De Sica si Racconta. Lavia riscopre Prévert

10 aprile 201916:15

– Monica Guerritore nei panni di ‘Giovanna D’Arco’ e Simone Cristicchi con ‘Manuale di Volo per Uomo’ per Antonio Calenda, a Roma; Stefano Benni alias Julio Cortazar in ‘Ulula’, ancora nella capitale, e ‘Christian Racconta Christian De Sica’ a Milano; Gabriele Lavia e ‘I ragazzi che si amano’ da Jacques Prévert, a Torino, e il ‘Barry Lyndon’ di Giancarlo Sepe da William Makepeace Thackeray a Firenze: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Riapre il Parco del Tuscolo, la Pompei di RomaTra scoperte e nuovo percorso, weekend eventi nell’antica città

A10 aprile 201920:2

“Dalle rivelazioni aree si intuiva un lungo allineamento sotto al terreno. Abbiamo aperto e ci siamo trovati davanti un muro lungo 29 metri: una Chiesa medioevale, con tanto di ossari e gallerie sepolcrali in facciata, impostata sulle colonne delle antiche terme romane. Dai bolli, sicuramente adrianee”. A parlare è Valeria Beolchini, l’archeologa che oggi meglio conosce l’antica Tusculum, città latina che leggenda vuole fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, conquistata da Roma nel 496 a.C per diventare residenza estiva d’elite, tra senatori e imperatori, da Cicerone a Tiberio, Plinio e Lucullo, poi distrutta e abbandonata definitivamente nel 1191.Per tutto l’800 depredata e saccheggiata (molti dei reperti si trovano in Piemonte, ad Agliè, “collezione” dei Savoia), oggi l’antica città riprende forma con la riapertura, dopo un anno, del Parco Archeologico e culturale di Tuscolo, al centro del progetto Tuscolo. Il luogo primitivo dell’anima, che la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini (che ha acquistato il sito nel 1984 dai principi Aldobrandini) ha finanziato per un milione e 200 mila euro. Già realizzati, messe in sicurezza, scavi, restauri, riqualificazione dell’area e, oggi, il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Escuela Espanola de Historia y Arquelogia en Roma-CSIC che dal 1994 ha realizzato qui oltre 20 campagne di scavo. “La chiamavano la Pompei alle porte di Roma”, racconta la Beolchini, che qui da anni studia e scava, responsabile del progetto Tusculum.Per festeggiare la riapertura, il Parco ha organizzato due giorni di eventi, il 13 e 14 aprile, con laboratori didattici, visite guidate e trekking. Ma basta guardarsi intorno venendo su per il nuovo percorso di visita che dall’antica Via dei Sepolcri arriva fin sul basolato del Decumano (proseguendo con il “falso storico” allestito accogliere Papa Gregorio XVI) per vivere un vero viaggio all’indietro nel tempo, tra il Foro, le botteghe, i resti del Tempio di Mercurio, l’area dei tempietti, la Fontana arcaica e il Teatro del 75 a.C. che un tempo, dice la Beolchini, poteva arrivare a contenere forse anche duemila persone. “I prossimi scavi – raccontano il presidente della Comunità montana Damiano Pucci e il direttore della Escuela Espanola, José Ramon Urquijo Goitia, alla presenza anche dell’Ambasciatore di Spagna Alfonso Dastis Quecedo – si concentreranno all’esterno dell’area”. Ovvero proprio intorno a quella basilica di epoca medioevale, con annessa necropoli, che già si scorge, ma che la nuova campagna di scavi del 2020, la più grande mai realizzata a Tuscolo dai tempi di Luciano Bonaparte e Luigi Canina, dovrebbe svelare completamente.”Sotto – racconta la Beolchini – abbiamo trovato pavimenti in mosaico bianchi e neri, affreschi coloratissimi, latrine e le vasche per il tiepidarium e frigidarium. È la città che sta riprendendo forma. Grazie alle rilevazioni aeree e geofische possiamo ricostruire tutto in 3d. Abbiamo le planimetrie degli edifici e delle strade. Incrociando competenze e collaborazioni, poi – prosegue – stiamo scoprendo molto sulla vita che si conduceva qui. Le ceramiche, più piccole di quelle di Roma, e gli studi sulle ossa, ad esempio, ci raccontano che in tavola si privilegiavano gli stufati alle carni alla brace. Da un cranio colpito da un proiettile nel 1191 stiamo ricostruendo le tecniche belliche (i reperti vengono esposti al Museo di Frascati ndr). Quanto all’età romana, per ora abbiamo sondato l’area monumentale, dove sono numerose le epigrafi, marmi e decori. Ma appena fuori le mura, abbiamo le domus più ricche. Personalmente non penso si debba sempre scavare tutto. Ma qualche primo saggio ci ha svelato pareti preziosissime, dipinte di rosso”. Proprio come a Pompei.

Ferragamo, mostra esplora sostenibilitàFino all’8 marzo 2020 ‘Sustainable Thinking’

FIRENZE10 aprile 201916:48

– La maison Salvatore Ferragamo lancia il progetto Sustainable Thinking con una serie di mostre e iniziative che coinvolgono il Museo Ferragamo, il Museo del Novecento e Palazzo Vecchio con la sala delle Udienze.
Sustainable Thinking è anche il nome della mostra al Museo Ferragamo (12 aprile-8 marzo 2020) che si apre con una sezione sull’ambiente con un’opera di Pascale Marthine Tayou per un ‘paesaggio contaminato’ con una sezione sui materiali e modelli della maison: 77 scarpe, brevetti, lavorazioni, filmati e idee sostenibili come la zeppa di sughero. C’è un’area sulla trasformazione dei materiali e sull’economia circolare, e ancora l’arte con l’opera Energy Spill dell’artista africano El Anatsui e Satelliti dell’americana Sheila Hicks. Poi spazio ad alcuni designer e alle loro idee green: Paul Andrew e Maria Sole Ferragamo, nipote di Salvatore, che ha creato Artemisia. Dopo spazio a fibre e tessuti green, artigianato, moda sociale e infine l’arte: Pietro Gilardi e Michelangelo Pistoletto.
Gli zombie di Jarmusch aprono il festival”Un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton

10 aprile 201920:54

Il festival di Cannes apre nel segno dell’horror ed è la prima volta. Con un dichiarato omaggio, sin dal manifesto con la mano che esce da sotto terra, al George Romero della Notte dei morti viventi, il film di Jim Jarmusch The Dead Don’t Die la sera del 14 maggio inaugurerà la 72a edizione (14-25 maggio 2019). Il regista americano indipendente promette “un cast che farà resuscitare i morti” e con questa battuta c’è subito da intendersi: horror sì, ma venato di commedia.E’ quello che ci si può aspettare dall’autore di Stranger than Paradise, Daunbailò, Coffee and Cigarettes che aveva fatto incursioni nel film di genere prima con il western Dead Man poi con il crime orientale Ghost Dog: Il codice del Samurai e il film sui vampiri Solo gli amanti sopravvivono. Il nuovo film di Jarmusch sarà in anteprima mondiale e in competizione per la Palma d’oro all’attenzione della giuria presieduta dal cineasta messicano Alejandro Gonzalez Inarritu. The Dead Don’t Die è un film corale e intorno a questa storia di zombie il regista ha coinvolto un cast incredibile: Bill Murray, Adam Driver, Selena Gomez, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Iggy Pop, RZA, Sara Driver, Austin Butler, Luka Sabbat, Eszter Balint, Carol Kane e persino Tom Waits. La vicenda è ambientata nella pacifica, assonnata cittadina di Centerville. Ma qualcosa non va dritto: La luna è grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali stanno iniziando a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la ripercussione più strana e più pericolosa che presto tormenterà Centerville: i morti non muoiono, si alzano dalle loro tombe, attaccano selvaggiamente e banchettano sui viventi e i cittadini devono combattere per la loro sopravvivenza.Il cinema di Jarmusch, sempre nel filo del racconto di un’altra America, fatta di anti-eroi, solitari, diametralmente opposti alla retorica dei vincenti ma anzi piuttosto ai margini della società, ha sempre avuto a Cannes una vetrina d’eccellenza sin dai tempi di Stranger Than Paradise, con cui vinse nel 1984 la Camera d’or. Al festival il regista-musicista nato in Ohio ma newyorkese di formazione, 66 anni, ha avuto in questi anni quattro premi, compresa la Palma d’oro al miglior cortometraggio nel 1993 per Coffee and Cigarettes: Somewhere in California and il Grand Prix nel 2005 per Broken Flowers. E nel 2016 ha avuto eccellente accoglienza con il film in concorso Paterson con Adam Driver e Golshifteh Farahani oltre che con il documentario musicale Gimme Danger che ha portato sulla Croisette un rocker di razza come Iggy Pop. The Dead Don’t Die sarà distribuito da Focus Features e Universal Pictures International nel mondo, uscirà in Francia lo stesso giorno della proiezione di Cannes il 14 maggio e il 14 giugno in America e poi nel mondo. Il film di Jarmusch è il primo del concorso del 72/o festival il cui programma sarà annunciato a Parigi il 18 aprile.

Un’antica carta nautica per Matera 2019Di Albino de Canepa, sarà esposta dal 19 aprile al 19 agosto

POTENZA10 aprile 201917:09

– Una preziosa mappa nautica di Albino de Canepa, del 1480, è uno dei pezzi che compongono la mostra “Il Rinascimento visto da sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. L’opera, di proprietà della Società geografica italiana, “lascia la storica sede di Villa Celimontana a Roma per essere esposta dal 19 aprile al 19 agosto nel Museo nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi”.
Rilievi in 3D del Mausoleo di TeodoricoDati su costruzione monumento a disposizione degli studiosi

BOLOGNA10 aprile 201917:35

– Fare luce sui molti aspetti rimasti oscuri del Mausoleo di Teodorico di Ravenna, come l’originaria configurazione, che nel corso dei secoli ha dato luogo alle più fantasiose ipotesi, e le tecniche di esecuzione ed edificazione della grandiosa cupola monolitica di 291 tonnellate. E’ l’obiettivo del rilievo in 3D del Mausoleo, fatto dallo studio 3WD di Osimo (Ancona), che consente di ‘raccontare’ il monumento, dalle origini alle tecniche di esecuzione ed edificazione della costruzione voluta dal re goto Teodorico (454-526 d.C.), sito Unesco dal 1996. Il Polo museale regionale, spiega il direttore Mario Scalini, ha investito nelle nuove tecnologie per un rilievo analitico e tridimensionale finalizzato alla ricerca storica, al monitoraggio ed allo sviluppo di nuove progettualità sulla valorizzazione del monumento. I dati sono così a disposizione degli studiosi, attraverso la rete.

Il prof Accorsi e ‘Il campione’ di calcioIn sala dal 18 aprile il film di D’Agostini con Carpenzano

10 aprile 201920:11

Da una parte un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), dall’altra un professore un po’ triste con un passato da dimenticare. Questa la formula de ‘Il campione’, opera prima di Leonardo D’Agostini in sala dal 18 aprile in trecento copie distribuite da 01. Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è il giovanissimo centrocampista della Roma, tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d’auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio.Fatto sta che il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l’ennesima bravata, l’autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all’inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l’uno accanto all’altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio.”Il film – spiega il regista alla sua opera prima – parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso – aggiunge D’Agostini – che ha richiesto tra l’altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite”. Per Accorsi, “il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio – aggiunge – è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita”.Per ‘Il campione’, che passerà in anteprima al Festival del cinema Europeo di Lecce, c’è stato comunque il placet di Francesco Totti che dopo averlo visto ha detto nel suo stile conciso: “È vero, è proprio così”. Infine, nel cast del film, una produzione Groenlanddia con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, anche Camilla Semino Favro e Anita Caprioli.

Scuola sopravvivenza, decidi finale tuSu Netflix la nuova serie con Bear Grylls, adatta a giovanissimi

10 aprile 201919:34

– Questa volta il finale lo decidi tu.
E’ lo stesso Bear Grylls a rivolgersi direttamente a chi lo sta guardando in tv, con una serie di domande mentre si trova in situazioni alle volte di estrema difficoltà. Per esempio: devo mangiare o meno una larva, camminare oppure strisciare su un lago ghiacciato, seguire un tunnel sotterraneo con una corrente d’aria o prenderne un altro senza. Ogni volta sotto comparirà la scritta con le due opzioni da scegliere e basterà cliccare ‘ok’ con il proprio cursore del telecomando. Ma attenzione, il destino della missione può dipendere da te. ‘Scuola di sopravvivenza’ è la serie interattiva di Netflix, disponibile sul colosso streaming tv dal 10 aprile. Ogni episodio sarà ambientato in una particolare località, dal deserto alle vette di una montagna, nella giungla o tra neve alta, crepacci e valanghe. Ad accompagnare il giocatore nell’avventura tra i più ostili habitat della Terra è l’esperto di sopravvivenza per eccellenza.

Gala del Met sul ‘Camp’ in crisi di vipWWD, “Lauren, Dior e Calvin Klein non acquistano tavoli”

NEW YORK10 aprile 201918:17

– Alcuni vip del mondo della moda potrebbero disertare al Gala del Met di quest’anno organizzato il 6 maggio per celebrare la mostra del Costume Institute sul concetto di “Camp”. La festa è un appuntamento fisso per i divi e stilisti con biglietti individuali da 35 mila dollari.
Quest’anno tuttavia, secondo fonti del quotidiano dell’industria della moda “Womens’ Wear Daily”, Ralph Lauren, Dior e Calvin Klein avrebbero deciso di non acquistare tavoli per i loro ospiti a un prezzo da 200 e 300 mila dollari ciascuno.
I tre marchi sono stati per anni grandi sponsor dell’evento vestendo decine di celebrità e ospiti di alto profilo. Restano confermati altri brand per la serata in cui Lady Gaga farà da madrina con Serena Williams, Harry Styles e Alessandro Michele. Gucci è lo sponsor ufficiale con Louis Vuitton e Burberry che acquisteranno tavoli. “Siamo al tutto esaurito come sempre”, ha detto una portavoce di Vogue a “Wwd”.
Matera 2019, occhialini da temponautaPer promuovere il “passaporto” e il “cittadino temporaneo”

MATERA10 aprile 201918:21

– Per promuovere il “passaporto” per assistere (al prezzo unico di 19 euro) a tutte le manifestazioni previste durante il 2019 – anno di Matera Capitale europea della Cultura – e “il concetto di cittadino temporaneo”, saranno in vendita dall’11 aprile nella città dei Sassi “gli occhialini da temponauta”.
Si tratta di un’iniziativa della Fondazione Matera-Basilicata 2019 per raggiungere uno dei traguardi indicati nel dossier di candidatura della città, “ovvero – ha spiegato il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri – di un turista che non si ferma a osservare passivamente la straordinaria bellezza della città, ma vive e respira questi luoghi, magari anche producendo qualcosa per sé e per gli altri”.
Linea gioielli Maria Sole FerragamoNipote Salvatore, crea accessori con pelle riciclata

FIRENZE10 aprile 201918:41

– Heritage, tecnologia e sostenibilità, in un mix creativo che sceglie la pelle riciclata come materiale preferito per un’elegante linea di gioielli e accessori. Ecco il cuore del progetto So-Le Studio, la linea di gioielli e accessori creata Maria Sole Ferragamo, architetto e designer, nipote di Salvatore, il fondatore della maison fiorentina. Dopo aver conseguito una laurea in architettura al Politecnico di Milano e un master in design del gioiello alla Central Saint Martins di Londra, Maria Sole Ferragamo ha deciso di lanciare il suo progetto a Firenze, creando gioielli unici realizzati con la pelle riciclata. “Architetture per il corpo”, li definisce lei, che tengono in massima considerazione la sostenibilità e l’idea del recupero. L’11 aprile lancia il suo sito (mariasoleferragamo.com). E’ lei stessa che sceglie la pelle di recupero, studia le applicazioni (come quella con la polvere di acciaio) e lavora con gli artigiani. In collezione orecchini, bracciali, collane e cinture, tutti personalizzabili.
All’Opera Roma Vedova Allegra anni ’50Regista Michieletto, storia di soldi ambientata in banca

10 aprile 201918:44

– Una “Vedova Allegra” che lascia il periodo glorioso della Belle Epoque per prendere forma alla fine degli anni ’50, non a Parigi nella sede dell’ambasciata di un paese immaginario, ma in una banca di provincia, non più cantata nella traduzione italiana ma per la prima volta in tedesco con i sopratitoli. La più celebre tra le operette arriva al Costanzi di Roma al 14 al 20 aprile con le novità scelte dal regista Damiano Michieletto per dare maggiore credibilità a una vicenda e a personaggi che altrimenti resterebbero confinati agli aspetti frivoli e leggeri del genere. Sul podio a dirigere cantanti, orchestra e coro sarà il giovane maestro Costantin Trinks, uno specialista al suo debutto al Teatro dell’Opera.
“Die Lustige Witwe’, composta dal tedesco di origine ungherese Franz Lehàr su libretto di Victor Léon e Leo Stein, debuttò a Vienna nel 1905 con un grandissimo successo, bissato in Italia due anni dopo. Lo spettacolo che arriva nella capitale è frutto di una coproduzione con la Fenice di Venezia.
A Luca Alcini il premio AntinooPremio sarà consegnato il 6 maggio a Cinecittà

10 aprile 201918:58

– Luca Alcini, regista e autore di Ballando con le Stelle, vince il Premio Antinoo per la regia televisiva. Il premio, alla sua seconda edizione è nato sotto il patrocinio della Action Academy di Maria Grazia Cucinotta e Nando Moscariello. Luca Alcini ha firmato nel corso degli anni, oltre a “Ballando con le stelle” la regia televisiva di numerose produzioni tra le quali Miss Italia, Notti sul ghiaccio, Telethon, Altrimenti ci arrabbiamo, Nastri d’Argento del Cinema Italiano. Il premio verrà assegnato il 6 Maggio a Cinecittà. Nel corso dell’evento verranno premiati anche Saverio Costanzo per L’amica Geniale; i responsabili Netflix per Suburra, Pippo BAUDO per il programma storico “Fantastico”.
Salini, il Giro d’Italia unisce il PaeseIn prima fila per edizione 2019 Rai2, Rai Sport Hd, radio e Web

10 aprile 201919:11

– 66 anni fa la Rai iniziava il racconto, mai interrotto, del Giro d’Italia, con una diretta sperimentale della tappa di Milano. Per la 102/a edizione, che partirà l’11/5 da Bologna e si concluderà il 2/6 con la cronometro di Verona, saranno in prima fila Rai2 e Rai Sport Hd (che il 9/5 proporrà anche la presentazione delle squadre) con tanti appuntamenti, che ogni giorno culmineranno nel Processo alla Tappa, e approfondimenti (come Viaggio nell’Italia del Giro condotto da Edoardo Camurri), per 170 ore di trasmissione, ma anche i canali radio e il web, da Rai Play ai social.
“Il Giro d’Italia unisce il Paese, ne unisce i valori – dice l’ad Rai Fabrizio Salini -. E’ uno dei biglietti da visita per noi più prestigiosi per quanto riguarda lo sport”. La Rai racconterà il Giro grazie al rinnovo dell’accordo con Rcs.
“Ascoltando Salini che dice meraviglie del Giro mi chiedo perché la Rai allora lo abbia pagato così poco”, scherza Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e presidente e ad di Rcs.
Carlucci, mi sono fratturata un piede”Ma sabato sarò a Ballando, zoppicando ma ci sarò”

10 aprile 201919:56

– “Sono stata un po’ latitante nei giorni scorsi perché c’è un problema, la frattura del piede, del metatarso del quarto dito, quindi frattura completa. Ne avrò per sei settimane, sto facendo di tutto per accorciare i tempi ma le ossa ci mettono un certo tempo a saldarsi”. Milly Carlucci, in un videomessaggio inviato alla Vita In Diretta, il programma di Rai1 condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, ha rivelato la sua recente disavventura. La conduttrice di Ballando con le stelle è andata in onda per ben due puntate senza sapere di avere un piede fratturato, ma sabato scenderà di nuovo in pista: “Si va avanti con una gamba sola, zoppicando con l’altra”.
Proietti professore emerito, difendiamo il teatroLezione-spettacolo a Tor Vergata, ‘la comicità è un grande mistero’

10 aprile 201920:23

Un grande sorriso, aperto e sincero, a illuminare il viso, e un’espressione emozionata, quasi incredula, nell’indossare quella lunga toga nera e rosa di fronte a tanti studenti: dal 10 aprile Gigi Proietti non è soltanto uno dei più grandi attori italiani, ma anche un “Distinguished Professor”, grazie all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che gli ha conferito il titolo di Professore Emerito Honoris Causa. “La comicità è un grande mistero. Si sa solo che fa ride’”, dice l’attore prendendo la parola sul palco dell’Auditorium Ennio Morricone alla Facoltà di Lettere dell’Ateneo, in una prima “lezione” che fin da subito sembra uno spettacolo.”Non ho avuto maestri, non ho fatto l’accademia e non ho finito giurisprudenza all’università perché cantavo nei nightclub. Non avevo idea di cosa fosse il teatro, poi ho fatto la prova pratica al Centro Universitario Teatrale della Sapienza – racconta – e mi hanno detto che recitavo come Albertazzi. E chi è, mi sono detto”, racconta Proietti, “ho conosciuto Giancarlo Cobelli e da lui ho appreso la disciplina: se riaprissi una scuola di teatro la pretenderei di più di come ho fatto. Chi fa questo mestiere deve amare in modo sacro il proprio lavoro”. Il tono si fa serio constatando la difficile situazione dei teatri, italiani e romani: “Il teatro andrebbe curato di più dalle istituzioni: abbassare i prezzi è possibile solo se lo Stato ci aiuta. Nella nostra città chiudono i teatri come i cinema, ed è chiuso anche il Valle, uno dei teatri più belli d’Europa, proprio in un momento in cui nulla potrebbe essere più aggregante del teatro, da vedere ma anche da fare. La cosa più pericolosa di oggi è il pensiero che si allontana”, dice, “eppure il pubblico esiste, non si esprime ma c’è. Bisognerebbe ricominciare il rapporto tra chi fa teatro e chi lo fruisce”.”Con A me gli occhi please abbiamo fatto una cosa importante storicamente, proponendo una contaminazione di generi senza soluzione di continuità, una commistione di stili senza spiegare agli spettatori. Un grande successo, che mi ha fatto decidere di interessarmi a un pubblico più vasto”, racconta, “non mi sono mai fermato, ma forse negli anni la tv ha cambiato un po’ il pubblico che ora ride anche per cose che non fanno ridere. Però c’è voglia di conoscere: al Globe Theatre per esempio (il teatro elisabettiano dentro Villa Borghese da lui creato e diretto, ndr) rispettiamo la struttura drammaturgica di Shakespeare. È sempre meglio prima leggere che rileggere”. Sala gremita di ragazzi, molti dei quali rimasti in piedi, tutti pronti con il telefonino a immortalare le battute di Proietti, i suoi racconti, i sonetti recitati: tanti gli applausi, tantissime le risate, ma soprattutto molto alta l’attenzione di fronte alle parole sagge del “nuovo professore” da parte di una platea giovanissima (ma ci sono anche gli ‘adulti’ ad assistere all’incontro) che dimostra di amare l’artista romano e di conoscere la storia e il valore del suo lavoro.Classe 1940, attore istrionico di teatro, cinema e tv, regista, doppiatore, direttore artistico, cantante e grande affabulatore capace di rendere vera con la voce e il corpo anche la più grande illusione (“più sono bravo a fingere, più il pubblico è bravo a credere alla finzione: così può veicolare qualcosa”, spiega), Proietti è “costantemente attento a coniugare, grazie alla sua straordinaria poliedricità attoriale, la ricerca artistica con la tradizione”, si legge nelle motivazioni del titolo conferito, e “nella sua carriera artistica riesce a mostrarsi insieme appassionatamente radicato al suo territorio, eppur attento ad istituire con accortezza dinamiche di sprovincializzazione”. Oggi l’attore conferma anche la sua vocazione da docente, trascinando i ragazzi in un discorso ironico e amaro, divertente e nostalgico, mentre alle sue spalle su uno schermo passano le immagini dei suoi successi, le foto con gli amici, le sue smorfie celebri, la sua lunga carriera. “L’università è cambiata negli ultimi anni: abbiamo aperto le aule anche ai non accademici, qualcuno fa polemica ma a noi non importa. Vogliamo creare cittadini competenti non buoni”, sottolinea aprendo la cerimonia il professor Giuseppe Novelli, Rettore di Tor Vergata.

Bova, racconterò nuoto e storia BortuzzoL’attore apre Incontri di Sorrento. ‘Con me anche Rosolino’

SORRENTO (NAPOLI)10 aprile 201920:37

– Raoul Bova sta lavorando a un progetto che racconterà il nuoto attraverso quattro grandi campioni “incrociando anche la cronaca, con la storia di Manuel Bortuzzo”. Lo ha anticipato l’attore nel corso della prima giornata dei 41/i Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. “Stiamo terminando la sceneggiatura, uno dei campioni è Massimiliano Rosolino, l’altro è un nuotatore che è poi diventato attore – ha detto Bova riferendosi alla sua storia – ho conosciuto Bortuzzo e sono sicuro che tornerà a nuotare”, ha aggiunto poi parlando del giovane atleta colpito a Roma da un proiettile lo scorso febbraio e rimasto paralizzato gli arti inferiori, “ma non voglio aggiungere altro”.
Raoul Bova (in autunno sul piccolo schermo nei panni di Giorgio Armani nella serie “Made in Italy”), è stato protagonista di Ciak Incontra, la sezione realizzata in collaborazione con il magazine Ciak, ed intervistato da Piera Detassis ha ripercorso la sua carriera e i suoi rapporti con il cinema americano.
Villa Farnesina, al via il restauro per la sala delle nozze Progetto di recupero per gli affreschi del Sodoma

10 aprile 201920:56

VILLA FARNESINA – Per la decorazione di quella stanza da letto, sontuosa come non se ne vedevano in quel tempo pure così ricco di splendori, il ricchissimo Agostino Chigi, banchiere dei papi, imprenditore di genio con l’amore della cultura e il vezzo del mecenatismo, aveva chiesto aiuto a Raffaello e poi fatto venire a Roma dal Veneto uno fra i pittori più bravi del suo tempo, Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma, che nella capitale portò la sensibilità appresa dal suo maestro, il grande Giorgione. Un capolavoro assoluto concepito per amore e offerto in dono alla bellissima Francesca, compagna veneziana del banchiere, per arricchire ancora di più la residenza sul lungotevere che oggi porta il nome di Villa Farnesina (da Alessandro Farnese che l’acquistò dopo la morte di Chigi) ed è la sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei.
A distanza di cinquecento anni e più, dopo altri importanti recuperi che hanno interessato la villa, segnata anche dai lanzichenecchi che la occuparono durante il sacco di Roma, parte un nuovo progetto di restauro che interesserà due pareti di questa camera nuziale, quella a nord est con le nozze di Alessandro Magno e Rossane e un’altra nella quale Alessandro accoglie magnanimo la madre del re persiano Dario, che lui aveva appena sconfitto.
Commissionati dall’Accademia dei Lincei con il finanziamento di uno sponsor privato, la Double Consulting, e diretti da Antonio Sgamellotti, i lavori dovrebbero terminare entro il 2020. “Un progetto che si inserisce in un più vasto programma di recupero e valorizzazione della nostra sede di rappresentanza che con i suoi magnifici affreschi costituisce un gioiello del Rinascimento italiano –  sottolinea Sgamellotti – un ulteriore passo verso una nuova e più ampia fruizione della Villa Farnesina”. Soddisfatto anche l’ad di Double Consulting Francesco Rosetti: “Ci riconosciamo molto nei mecenati di una volta, che sapevano cogliere il talento degli artisti, dandogli la possibilità di esprimersi e di lasciare nel mondo un’impronta tangibile della propria arte”, commenta.
I lavori, spiegano gli esperti, puntano a valorizzare le scene rappresentate dal Sodoma in particolare con la rimozione dei depositi superficiali, la pulitura meccanica e chimica, bendaggi e velature di protezione delle zone distaccate, consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, stuccature, ricostruzione degli intonaci e degli elementi lignei mancanti, reintegrazione pittorica e delle dorature, fino alla protezione finale.Un passo di più per far tornare al suo antico splendore la fastosa residenza di Agostino Chigi, che non a caso i contemporanei avevano ribattezzato “il Magnifico”, scrigno di tesori incomparabili (oltre agli affreschi de il Sodoma ci sono quelli del grande Raffaello che decorò un’intera loggia e quelli di un altro grandissimo dell’epoca, Baldassarre Peruzzi, poi ci sono le incredibili grottaglie della galleria recentemente ritrovata, l’incredibile giardino di piante rare)  ancora oggi forse non abbastanza conosciuta dal grande pubblico.
A Cartoons on the Bay il Re Artù modernoNe Il Ragazzo che diverrà re Merlino ha t-shirt dei Led Zeppelin

11 aprile 201910:32

Quando la spada Excalibur è conficcata tra le macerie di un cantiere abbandonato di Londra, quando il gracile Semola è il bambino “sfigato” vittima dei bulletti della scuola, ma soprattutto quando il mago Merlino al posto della palandrana azzurra porta una camicia sdrucita e una t-shirt dei Led Zeppelin, si capisce che una leggenda come quella di Re Artù davvero è così potente da poter essere raccontata mille volte in mille modi diversi ai bambini dei secoli scorsi fino a quelli della nostra epoca in blue jeans e con lo smartphone alla mano.A Torino nella pre-apertura di Cartoons on the Bay, il festival dell’animazione che in corso fino a sabato a Torino, c’è stata l’anteprima de Il ragazzo che diventerà re, film scritto e diretto da Joe Cornish (già co-sceneggiatore di Ant-Man e Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno, e regista di Attack the Block – Invasione aliena) che uscirà in sala con 20th Century Fox Italy il 18 aprile.A interpretare il protagonista principale, il giovane Alex, è un figlio d’arte Louis Ashbourne Serkis, il cui papà è l’attore e regista Andy Serkis, famoso per avere interpretato tra l’altro tra l’altro Gollum/Smeagol de Il Signore degli Anelli. Ma nel cast ci sono anche Patrick Stewart – l’impareggiabile Merlino anziano che grazie agli starnuti diventa un gufo oppure un giovanotto interpretato da Angus Imrie, Tom Taylor, Dean Chaumoo – e tra le signore – Rebecca Ferguson, Denise Gough e Rihanna Dorris.”L’idea di fare un film di questo tipo – spiega il regista – l’ho avuta già a scuola, quando dopo aver visto Re Artù e ET di Spielberg, disegnavo sul mio diario la storia di un ragazzino che trovava la magica Excalibur nella vasca da bagno”. E dopo tanti film sulla vicenda, dopo varie riedizioni in cui bambini moderni finivano nel Medioevo, questo è il primo caso in cui Artù si trova nel XXI secolo e riesce a fare la mitica battuta: “Anche Harry Potter e Luke Skywalker non conoscevano i loro padri e gli sono accadute cose magiche e meravigliose…”.”E’ un film davvero carino – commenta il direttore di Cartoons on the Bay Roberto Genovesi – con un’ottima interpretazione di Patrick Stewart. Ti fa capire come in realtà il cartone animato e il live action debbano parlarsi perché ormai è impossibile seguire strade indipendenti. Questo perché gli effetti speciali di un film live sono sempre più realizzati attraverso la CGI, cioè l’animazione computerizzata, e questo è un po’ il futuro dei professionisti”.Le riprese, iniziate a Londra nei mitici Leavesden Studios, sono proseguite negli spettacolari scenari storici e paesaggistici della Gran Bretagna dalla Cornovaglia al Devon, dall’isola Tintagel, nel cui castello sul Canale di San Giorgio si racconta sia nato re Artù, fino alla brughiera di Bodmin, dove si dice ci fosse la Signora del Lago.Molto attuale in tempo di tensioni internazionali continue e di Brexit il messaggio sociopolitico con Re Artù che trasforma in nemici in alleati (e suoi pari attorno alla tavola rotonda) e che salva il suo popolo dalla schiavitù rischiando la propria vita.

Fosco Maraini, il Dio delle montagneessant’anni di avventure e ferrate tra le Apuane e l’Himalaya

11 aprile 201909:01

– FOSCO MARAINI, ‘FARFALLE E GHIACCIAI, LA MIA VITA TRA LE MONTAGNE’ (HOEPLI EDITORE, PP 157, EURO 19,46) La montagna era per lui il “Dio fresco”, il “Dio libero”, il “Dio diretto”, tutto l’opposto del “Dio in scatola” claustrofobico delle chiese e delle cattedrali. Un Dio che Fosco Maraini, spinto da un’insaziabile curiosità etica, ha cercato sin da ragazzo, in centinaia di arrampicate e ferrate, in migliaia di chilometri, scalando vette prima vicine alla sua Firenze, poi sempre più lontane e impossibili. “Farfalle e ghiacciai, la mia vita tra le montagne”, è un libro che raccoglie gli scritti e gli articoli di sessant’anni di viaggi e avventure, pubblicati su testate nazionali come il Corriere della Sera o riviste specializzate per gli alpinisti. Sono divisi in tre sezioni tematiche, Occidente, Oriente, Estremo Oriente, a cui corrispondono anche tre capitoli della vita dell’autore. Fosco Maraini (1912-2004) è un personaggio complesso da classificare: etnologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta, ma anche analista delle diversità, indagatore dell’altrove, ricercatore dello sconosciuto. Assetato di vita, in senso universale. Le sue pagine sulla straordinaria bellezza e intensità della natura o sugli altrettanto straordinari incontri con persone di culture ed etnie diverse emozionano a distanza di tanti anni. La sua passione per le montagne s’impone da subito. Insieme a tre compagni adolescenti temerari e incoscienti come lui (li chiamavano i quattro selvaggi), sfida le nebbie, i temporali, le solitudini e le leggende nere delle Apuane, che negli anni ’20, erano sinonimo di un luogo totalmente inaccessibile e sconosciuto. Poi è la volta dell’Appennino tosco-emiliano, e delle Dolomiti. Dall’Occidente all’Oriente: nel 1937, senza più gli amici fiorentini, parte per il Tibet per confrontarsi con i monti più alti del mondo, il primo di tanti viaggi. Il titolo ‘Farfalle e ghiacciai” fa riferimento a questo passaggio decisivo. La spedizione, di cui fa parte Fosco, sta attraversando la giungla tropicale. “oggi è bel tempo e miriadi di farfalle di ogni colore svolazzano lungo il sentiero”, scrive Maraini. Le nubi che hanno chiuso la valle e la volta vegetale si aprono all’improvviso: “Mi volto. Dinanzi a me, sopra di me, terribilmente addosso, vicinissimo e lontanissimo allo stesso tempo, il Kangchenjunga, una delle più alte montagne del mondo, scintilla nel sole, come un castello incantato d’argentee sostanze lunari. Settemila metri di dislivello stanno tra me e la vetta; ma paiono 70mila. È come guardare un altro pianeta”, racconta Maraini. Ciò che lo sorprende e affascina è che “questi gelidi ricami glaciali, queste torri di avorio intatto” siano incorniciati “dai fiori delicati e carnosi, dalle foglie verdi e bagnate della foresta calda dei tropici”. “È un’epitome dell’India, del mondo, quasi”, aggiunge. “Pare un gioco magico di riflessi, di miraggi, che ripiega su se stessi i meridiani portando ad un inatteso e subitaneo contatto le silenti desolazioni polari con l’orgia della vita tropicale”. L’Estremo Oriente arriva nel 1938 dove in Giappone altre montagne lo tenteranno e sedurranno, come osserva la figlia, Dacia Maraini, nell’introduzione del libro. Qui, però, l’intera famiglia finirà in un campo di concentramento, quando Fosco e la moglie rifiuteranno di firmare nel 1943 la loro adesione alla Repubblica di Salò. Per cercare di ottenere condizioni di vita migliori soprattutto per le tre figlie bambine, Fosco si taglierà una parte del mignolo di una mano, davanti ai militari giapponesi. Come in natura esiste, sotto un bosco di alberi, anche una foresta sottoterra, che si fa strada alla maniera di “una miriade di serpi tra sasso e sasso, tra zolla e zolla”, anche nei popoli c’è una “foresta inversa”, spiega Fosco in uno dei racconti. È la foresta inversa “per sempre celata agli occhi, potente, oscura e terribile, degli impulsi primordiali, delle tradizioni ataviche, delle disperate voglie che non salgono alla coscienza, ma condizionano gli atti, scatenano le guerre, urgono cose atroci”.
Dai libri al film, arriva in sala AfterLa saga romantica adolescenziale dall’11 aprile

11 aprile 201909:01

– E’ nata da una fanfiction (storie scritte dai fans ispirate da libri, film, serie o celebrita’) su Harry Styles degli One Direction, scritta da Anna todd, classe 1989, sul cellulare, e letta online oltre un miliardo e mezzo di volte, l’impressionante fenomeno letterario young adult di After. La saga romantica pubblicata poi in cinque libri, ha venduto finora circa 15 milioni di copie nel mondo di cui un milione e un 400 mila in Italia dove la pubblica Sperling & Kupfer. Inevitabile l’approdo al cinema: il primo film, After, di Jenny Gage, con Hero Fiennes Tiffin (nipote di Ralph Fiennes) e Josephine Langford, sara’ in sala dall’11 aprile con 01 Distribution.
“Non so dire quale sia il motivo di tanto successo – ha spiegato Anna Todd – I lettori mi dicono di riconoscersi nei personaggi. Una storia d’amore, come un romanzo di formazione hanno temi universali, ma non penso sapro’ mai con sicurezza cosa sia scattato”. Eroi della vicenda sono Tessa (Langford), 19enne riservata e figlia modello, al primo anno di universita’ e Hardin (Fiennes Tiffin), bel tenebroso, figlio ribelle del rettore, che condivide con Tessa l’amore per i libri. Lo scontro iniziale fra i due ragazzi, diventera’ un incontro e un amore appassionato, turbato da segreti e difficolta’.
Da un personaggio come Hardin “ho imparato l’importanza di dire la verita’, non nasconderla, soprattutto a chi si ama – ha spiegato Fiennes Tiffin -. La cosa piu’ difficile e’ stato non giudicarlo, cercare di capire il suo modo di pensare. Abbiamo in comune pero’ il trovarci bene nella nostra pelle”. Anna Todd, sposata a un militare e mamma di un bambino, e’ anche coproduttrice degli adattamenti e spera che “ci sara’ un film per ogni libro, anche perche’ sono libri molto lunghi – ha aggiunto -. Ho voluto che la versione cinematografica fosse piu’ rappresentativa del mondo reale, che ci fosse piu’ diversita’, inserendo anche personaggi Lgbt, perche’ si rispecchiasse il microcosmo di un vero college”.
L’attore 21enne ora ha in cantiere un film sulla Guerra Civile americana, Freedom’s Path e tra le prime esperienze di cinema, a nove anni aveva anche recitato nella saga cult di Harry Potter, dando volto alla versione giovane di Tom Riddle/ Voldemort, il personaggio interpretato dallo zio Ralph. Ti piacerebbe tornare in uno dei prequel? “Perche’ no? ho dei bei ricordi del set”. Anna Todd, non teme che tutto il successo che sta riscuotendo possa finire: “E’ gia’ un’immensa fortuna poter vivere tutto questo, anche se gestire famiglia e impegni sta diventando piu’ complicato”. C’e’ un messaggio preciso che voleva comunicare con After? “penso che ognuno di noi ne tragga uno personale diverso da un libro, un film, una serie. Dai lettori ho le reazioni piu’ varie. Dal ringraziarmi perche’ ora leggono di piu’, a chi mi dice che queste storie li hanno aiutati a perdonare i genitori o a affrontare qualche problema, anche andando dallo psicanalista. Io spero solo che intrattengano e soddisfino il pubblico”.
Far East Festival, 76 film da 12 PaesiA Udine anteprima di Birthday. Attesa per star Anthony Wong

UDINE10 aprile 201917:49

– In arrivo 76 film da 12 cinematografie, tra cui 51 titoli in concorso e 14 opere prime, alla 21/a edizione del Far East Film Festival, tra i principali festival europei del cinema orientale contemporaneo, in programma dal 26 aprile al 4 maggio a Udine, a cura del Centro espressioni cinematografiche (Cec). Apertura delle proiezioni, al Teatro Giovanni da Udine, con l’anteprima di Birthday, film prodotto da Lee Chang-dong e diretto dalla giovane Lee Jong-un, che racconta il naufragio del traghetto Sewol, tragedia avvenuta nel 2014 che segnò la storia della Corea del Sud. L’edizione 2019 del Festival è stata presentata a Udine dalla presidente del Cec, Sabrina Baracetti. Tra gli ospiti più importanti, Anthony Wong, divo del cinema di Hong Kong, che ritorna a Udine con Still Human di Oliver Siu Kuen Chan e che ritirerà il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando i nomi di altre star come Jackie Chan, Joe Hisaishi e Brigitte Lin.
Il nuovo film di Jarmusch apre Cannes”Un cast da svegliare i morti” con Murray, Drivers, Swinton

10 aprile 201917:01

– The Dead Don’t Die, del regista indipendente americano Jim Jarmusch, è il film di apertura del 72/o festival di Cannes (14-25 maggio). Sarà presentato in concorso e in prima mondiale martedì 14 maggio, sullo schermo del Grand Theatre Lumière. E’ un’incursione nel film di genere con chiaro omaggio al George Romero della Notte dei morti viventi. Il regista, non senza ironia, promette “un cast da svegliare i morti” con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloe Sevigny, Steve Buscemi, Iggy Pop, Selena Gomez.          [print-me title=”STAMPA”]