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DALLE 08:53 DI LUNEDì 29 APRILE 2019

ALLE 11:36 DI MARTEDì 30 APRILE 2019

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Primo ciak per Burraco fatale
Con Gerini, Finocchiaro, Guzzanti, Minaccioni. Regia di G. Gamba

29 aprile 2019 08:53

– Al via le riprese di Burraco fatale, il nuovo film di Giuliana Gamba, prodotto dalla Fenix Entertainment con Rai Cinema, in coproduzione internazionale con la società Moroco Movie Group Karl Au. Le riprese si svilupperanno per cinque settimane tra Anzio, Fiumicino e il Marocco, tra ville sontuose, esotici scenari e la costa laziale.
La commedia brillante vedrà l’intrecciarsi di due storie: da un lato quella dell’amicizia tra quattro donne, Irma, Eugenia, Miranda e Rina, interpretate rispettivamente da Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Caterina Guzzanti e Paola Minaccioni. Le grandi attrici interpreteranno quattro tipologie di donne diverse, ognuna con il proprio carattere, le proprie debolezze e le proprie eccentricità, ma legate da una conoscenza profonda e duratura e soprattutto dall’amore per il gioco del burraco: quando una di loro avrà bisogno dell’aiuto delle altre, le quattro amiche sapranno farle forza in maniera solidale.
Bertolucci, no a Cannes temendo #metooLaudadio, temeva polemiche scena burro ‘Ultimo tango’ restaurato

BARI29 aprile 201917:06

– Esattamente un anno fa la copia restaurata di ‘Ultimo tango a Parigi’ veniva proiettata in anteprima mondiale al teatro Petruzzelli di Bari alla presenza di Bernardo Bertolucci e del curatore del restauro, il direttore della fotografia Vittorio Storaro. Sarebbe stata l’ultima apparizione del maestro. Un anno dopo il direttore del Bif&st, Felice Laudadio, rivela un particolare inedito non da poco su quell’evento e sul perché il restauro del capolavoro destinato a Cannes sia approdato poi a Bari.
“Avevamo pensato, con il Centro Sperimentale di Cinematografia, di presentare il restauro del film a Cannes prima di una nuova uscita per la quale si erano già prenotate per maggio ben 158 sale solo in Italia. Quando lo annunciammo a Bertolucci – spiega Laudadio – era già marzo, si oppose strenuamente poiché pensava che, con il movimento #metoo da poco emerso, sarebbero sorte nuove polemiche attorno alla famosa scena del burro. ‘Sto già soffrendo tanto e non vorrei stare peggio’, disse allora”.
Gff, 3900 opere in preselezioneIn corso di valutazione, termine iscrizioni scade il 31 maggio

SALERNO29 aprile 201917:08

– Diciannove produzioni internazionali provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Canada e America: inizia a prendere forma la rosa di opere che andrà a comporre la selezione ufficiale di film in concorso alla 49/a edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 19 al 27 luglio. Ad oggi, sono già 3900 le opere in preselezione – tra corti e lungometraggi – che il team della direzione artistica di Giffoni Experience sta valutando in questi giorni. Il termine per le iscrizioni è il 31 maggio.
Storie che spingeranno i 6140 giurati di Giffoni 2019 a riflettere e confrontarsi, a immedesimarsi con i protagonisti e mettersi in discussione. I film saranno presentati nelle sette sezioni competitive del Festival: Elements +3, Elements +6, Elements +10, Generator +13, Generator +16, Generator +18 e Gex Doc-Parental Experience (sezione dedicata a docenti, genitori e filmgoers). Saranno proprio i giurati, provenienti da 50 Paesi, a decretare i vincitori del Gryphon Award.
Lucania, tra realismo magico e westernAl Bif&st il film di Gigi Roccati con Angela Fontana

BARI29 aprile 201919:03

– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo. Il film, in anteprima alla 10/a edizione del Bif&st (nella sezione Italia Film Fest) e in sala con 102 Distribution dal 30 maggio, racconta appunto di una terra, quella di una Lucania senza tempo; di sangue, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di magia, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.
Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che è anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che è disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre.

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Alice Rohrwacher in giuria a Cannes
Campillo, Elle Fanning, Lanthimos tra i membri

29 aprile 201923:34

La regista Alice Rohrwacher è nella giuria del concorso di Cannes 2019 che assegnerà la Palma d’oro (14-25 maggio). Presieduta dal regista, sceneggiatore, produttore messicano Alejandro Gonzalez Inarritu la giuria è ora al completo secondo quanto annuncia oggi il festival: l’attrice americana Elle Fanning, l’attrice e regista del Burkina Faso Maimouna N’Diaye, la regista americana Kelly Reichardt, il regista, sceneggiatore e montatore francese Robin Campillo, il regista greco Yorgos Lanthimos, quello polacco Pawel Pawlikowski, oltre al cineasta e fumettista francese Enki Bilal.Quattro donne e quattro uomini, da quattro continenti e da sette differenti nazioni nella giuria del concorso di Cannes, il cui galà di chiusura con la Palma d’oro è atteso per sabato 25 maggio. Il presidente Pierre Lescure e il delegato generale Thierry Frémaux hanno detto: “La giuria di Cannes è invitata a vedere i film diretti dai più grandi registi del nostro tempo – come è il caso quest’anno. Anche tutti i registi che selezionati nel concorso devono sapere che saranno considerati da colleghi altrettanto forti!”. Alice Rohrwacher è una ‘pupilla’ del festival di Cannes sin dal suo primo film Corpo Celeste proiettato nel 2011 alla la Quinzaine des Réalisateurs. Poi nel 2014 il secondo film, Le Meraviglie, con la sorella Alba e Monica Bellucci presentato in concorso e vincitore del Grand Prix. Anche il terzo film è andato con onore a Cannes: Lazzaro Felice, 2018, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura.
Animali fantastici 3 in sala 12/11/2021Ciak nel 2020 per saga di J.K. Rowling prodotta da Warner Bros.

29 aprile 201919:59

– Proseguono le avventure del Wizarding World con il terzo film della serie Animali fantastici 3, prodotto da Warner Bros. Pictures, che annuncia l’uscita nelle sale per il 12 novembre 2021. Questa data segna l’uscita del prossimo capitolo di una delle property più importanti dello Studio. Lo ha annunciato Ron Sanders, President Worldwide Theatrical Distribution and Home Entertainment.
“J.K. Rowling – ha detto Sanders – ha creato un universo maestoso che ha affascinato le persone di tutte le età, portandoci in uno straordinario viaggio nella magia. La Warner Bros. è molto orgogliosa di essere la casa cinematografica del Wizarding World, ed è entusiasta per il futuro della saga di Animali fantastici. Non vediamo l’ora di presentare il terzo capitolo della serie di cinque film, al pubblico di tutto il mondo nel novembre 2021”.
La produzione del film dovrebbe iniziare nella primavera del 2020.

30 anni senza Sergio Leone, anarchico diventato classicoA Roma targa e a dicembre mostra. Ancora oggi suo cinema ispira

29 aprile 201920:31

Leggere oggi sui dizionari di cinema di tutto il mondo che Sergio Leone è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi autori nella storia del cinema fa perfino sorridere ricordando diffidenze, ostracismi, superficialità dei giudizi che hanno accompagnato la sua carriera, almeno fino all’ultimo film, “C’era una volta in America” del 1984. Sergio se ne è andato il 30 aprile del 1989, mentre preparava il colossal che idealmente avrebbe aperto una nuova stagione della sua opera, il racconto dell’assedio di Leningrado cui per anni ha cercato di rimettere mano, come esplicito omaggio al maestro, Giuseppe Tornatore. Oggi la città di Roma lo ricorderà con una sobria cerimonia a Viale Glorioso, tra Trastevere e Monteverde, dove una targa ricorda l’ultimo “imperatore” romano. A 18 anni spunta una particina in “Ladri di biciclette” ma il mondo sognato dal ragazzo ha già i confini sterminati del West, sui pratoni romani vede cavalcare Tom Mix e nel sangue gli scorre la passione per un cinema epico e molto lontano dal neorealismo, nonostante l’attenzione al reale resti per lui un obbligo morale. Dopo aver lavorato sui set di “Quo vadis?” e “Ben Hur” assisterà’ Mario Bonnard come regista della seconda unità in “Gli ultimi giorni di Pompei”. È il passo decisivo e due anni dopo, nel 1961, si vede proporre la regia per un colossal “peplum” da girare con basso budget e attori rimediati all’ultimo momento. Usando uno stile in cui lo spartito popolare dell’epoca si mischia a una diversa satira sui luoghi comuni del genere, Leone firma il suo esordio ufficiale con “Il colosso di Rodi”. Il buon risultato al botteghino non ingannò il giovane regista che sentiva come il filone cosiddetto dei “sandaloni” fosse ormai prossimo alla fine e usò il credito ottenuto dai produttori per virare verso un genere diverso, il western all’europea, fino ad allora praticato solo dal cinema tedesco. Esterni in Almeria (dove la coproduzione era favorita), interni a Cinecittà e nella campagna romana furono cornice a “Per un pugno di dollari” (1964) con Gian Maria Volontè. Il resto è storia e mitologia personale. Nonostante la sfiducia che circondava il film, questo esplose invece come una bomba inattesa, incassi monstre e vendite in tutto il mondo, Asia compresa. Sergio Leone cavalca allora l’onda del successo ma lo fa a modo suo inventando l’ormai celebre “Trilogia del dollaro” che dopo “Per qualche dollaro in più” lo porta a girare in America con capitali e star americane “Il buono il brutto il cattivo” nel 1966.Da quel momento in poi Sergio Leone diventa un guru del cinema internazionale: centellina le sue regie (dirigerà “C’era una volta il west” nel 1968 per coronare la sua rappresentazione dell’epopea western e poi “Giù la testa” quasi controvoglia nel 1971). “C’era una volta in America” è questo fin dal titolo: la disperata ricerca di un sogno che viene violentato dalla crudeltà della vita ma che non cancella l’illusione di un eterno bambino.Il sodalizio con Robert De Niro esalta un film corale che non per caso viene spesso accostato al “Gattopardo” di Luchino Visconti.
A distinguere il cinema di Leone, c’è uno stile, una “Maniera Leone” che ha fatto scuola e a cui in tantissimi hanno reso omaggio, Quentin Tarantino per primo che gli ha pure ispirato il suo prossimo film “C’era una volta a Hollywood”. Per non parlare di Clint Eastwood, diventato regista sulle orme del “papà” italiano e che gli ha dedicato il suo capolavoro “Gli spietati”.
La maniera di Leone si incarna nel suo uso sapiente dello zoom, nella sua ricerca ossessiva dei primissimi piani (“fammi un Leone” dice spesso Tarantino), nella dilatazione straniante dei tempi narrativi in attesa di un evento costantemente rimandato (l’inizio di “c’era una volta il west”), nella teatralità ostentata dei riti fondanti (il duello finale di “Il buono il brutto il cattivo”). Le musiche di Ennio Morricone, le sceneggiature padroneggiate con mano sicura ma alimentate da talenti sempre nuovi (Dario Argento e Bernardo Bertolucci collaborano a “C’era una volta il west”) e da complici/amici come Luciano Vincenzoni hanno fatto il resto.
Nella vita “l’orso” Sergio Leone è stato produttore, uomo d’affari, talent scout (gli si deve la scoperta di Carlo Verdone), anima solitaria e affettuoso marito e padre, un vero pater familias capace di instillare ai figli Andrea e Raffaella un gusto vero del cinema che oggi si ritrova nelle scelte del Leone Group. Lo scorso dicembre la Cinematheque Francaise e la Cineteca di Bologna gli hanno reso omaggio con una grandiosa mostra che il 12 dicembre approderà anche nella “sua” Roma all’Ara Pacis.
In questi giorni torna in sala in versione restaurata, il suo primo vero film “Per un pugno di dollari” ma gli spettatori più giovani potranno ritrovare tutto il suo genio sul grande schermo grazie ai restauri della Cineteca di Bologna e della Warner (l’ormai celebre directors cut di “C’era una volta in America”).
Di lui oggi si può dire a giusto titolo: è stato un gigante che guardava al mondo e mai ha scordato le sue radici, è stato classico e sperimentatore insieme, ha saputo far rivivere sulla scena mondiale del mito americano i grandi filoni della sua matrice europea: melodramma, epica, commedia. Insomma, Sergio Leone ci appare oggi come il Giuseppe Verdi del cinema italiano.

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Cortellesi pasionaria, “Donne, basta essere invisibili”
Attrice- autrice al Bi&fest, la rassegnazione mi fa arrabbiare

29 aprile 201910:35

Capelli sciolti e look minimal total black, Paola Cortellesi arriva al Petruzzelli e conquista la platea mostrando tutta la sua anima pasionaria e femminista e la voglia di dire no a certe cose: “Le donne sono invisibili anche alle stesse donne. A volte giornaliste mi chiedono se c’è davvero il mio contributo a una sceneggiatura di un film, come se fosse una cosa strana che ci sia anche una donna”. L’occasione è la master-class tenuta alla decima edizione del Bif&st dove l’attrice e autrice ha ricevuto stamani il Premio Federico Fellini dalle mani di Felice Laudadio dopo la proiezione di ‘Come un gatto in tangenziale’.
La regina del box office italiano affronta lo spinoso tema del diverso trattamento economico tra uomini e donne e racconta basita: “molte mie colleghe mi dicevano, guardando insieme a me la loro busta paga, ‘per essere una donna va bene così….’ Ma vi rendete conto??? Sono davvero arrabbiata per queste cose”. E che lei, vera manna per il botteghino italiano come autrice oltre che come attrice, possa parlare di soldi e di diversità di trattamento tra uomo e donna, è un dato di fatto: “E’ vero che se oggi sono molto considerata in quanto donna per produttività e progetti lo devo solo a me stessa e soprattutto alla mia tigna (in romanesco sta per ostinazione)”.
Per lei, racconta, la commedia perfetta è quella di Checco Zalone: “La sua comicità fa un’analisi sociale che va molto in profondità e poi, in superficie, c’è la sua parte comica che conquista tutti e fa morir dal ridere. Le sue sono commedie perfette che trattano argomenti brutti con ironia, una cosa molto difficile da fare”.
Non è vero comunque per questa eclettica artista, classe ’73, che la comicità si declina male al femminile: “Basti pensare a Franca Valeri e Bice Valori”, sottolinea. E non è neppure vero che far ridere vada sempre in conflitto con la bellezza di una donna: “Quando arrivava sul palco Monica Vitti in guepière era una bomba, una vera e propria bambola dalle gambe lunghe, ma poi faceva ridere”.
Per l’attrice oggi in tv c’è “un clima di odio e intolleranza difficile da sopportare. È dannoso legittimare l’odio sociale – continua -. C’è una violenza crescente che fa sì che anche per un’infrazione stradale rischi che qualcuno ti sfondi il parabrezza con una mazza”, dice citando proprio una scena de Il gatto in tangenziale. E ancora sulle differenze di genere: “Non credo di avere una soluzione in tasca, ma penso sia utile parlare di queste cose anche se può essere noioso. Quello che potrebbe fare la differenza è l’educazione dei piccolissimi.
Ovvero, sperare nelle nuove generazioni”.
Essere chiamata una donna con le palle non le piace proprio: “Degli attributi maschili se ne può fare a meno – spiega -, le donne sono sempre state forti, penso ad esempio a mia nonna”.
Tra le cose che danno fastidio a questa attrice che non nasconde con orgoglio le sue origini di periferia a cui ha tanto attinto nella sua professione, le foto rubate: “Quando ad esempio sei al ristorante con la tua famiglia e vedi che c’è qualcuno che, senza farsi alcun problema, ti scatta tutta una serie di foto come se fossi una scimmietta, beh devo dire che non lo sopporto. Certo è la celebrità, ma dà davvero fastidio”.
Non solo Louvre, arriva Guggenheim delle SabbieParla il direttore, “3 o 4 anni” per il nuovo progetto di Gehry

NEW YORK29 aprile 201910:30

NEW YORK – A 12 anni dall’annuncio ufficiale, il conto alla rovescia per il “Guggenheim delle sabbie” e’ cominciato. La nuova sede satellite ad Abu Dhabi della Solomon R. Guggenheim Foundation, a cui fanno capo, oltre che il museo sulla Quinta Strada disegnato da Frank Lloyd Wright, la Peggy Guggenheim di Venezia e il Guggenheim di Bilbao, sta per essere costruita e i lavori potrebbero essere cosa fatta tra tre o quattro anni, ha annunciato il direttore Richard Armstrong in una intervista a Euronews.
“Siamo in orario e siamo nel budget. Cominceremo presto a costruire”, ha detto Armstrong, senza peraltro precisare una data di apertura che potrebbe collocarsi intorno al 2022. Frank Gehry, in questo caso come a Bilbao, ha firmato l’avveniristico progetto con le stesse complesse linee avvolgenti e una visione innovativa che colloca una nuova collezione di arte contemporanea nel contesto di un paesaggio desertico. Il “Guggenheim delle sabbie” doveva inizialmente aprire nel 2012 e poi nel 2017. Il complesso si alza sulla punta nordoccidentale dell’isola Saadyat, circondato per tre parti dall’acqua del Golfo e sara’ il Guggenheim finora piu’ grande quanto a superficie espositiva. Come il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, che ha aperto nel novembre 2017, e il futuro Museo Nazionale Zayed National Museum, entrambi progetti arrivati a conclusione con ritardi rispetto alle previsioni, anche il nuovo Guggenheim fara’ parte del complesso culturale dell’isola gestito dalla Tourism Development & Investment Company (TDIC) degli Emirati.
Come il Louvre, anche il progetto del Guggenheim rappresenta un test di alto profilo da parte delle monarchie del Golfo che puntano a diversificare le loro economie dal petrolio attirando ad Abu Dhabi turisti occidentali. E anche intorno a questo progetto non sono mancate le polemiche, legate al maltrattamento dei lavoratori migranti nel Golfo, e lo stesso direttore del museo, Thomas Krens, che nel 2006 aveva concluso l’accordo con gli emiri, successivamente ha espresso le sue riserve. Circa l’85% dei dieci milioni di residenti negli Emirati sono stranieri, per lo più operai provenienti dall’Asia sudorientale, costretti a lavorare, secondo gli attivisti per i diritti umani, in condizioni forzate e di quasi schiavitù. Nel 2017 in una lettera al gruppo Human Rights Watch, Armstrong aveva detto che la Fondazione “condivide l’impegno per la salvaguardia delle condizioni di chi costruirà il museo”, ma aveva aggiunto che “data la complessità globale del problema e la natura del Guggenheim come istituzione culturale, le nostre risorse sono meglio in un lavoro di coordinamento con le autorità sugli obiettivi condivisi del Guggenheim Abu Dhabi”.
Gipi e i migranti, spargiamo il germe della sensibilitàAl Comicon le migrazioni raccontate anche da artisti africani

NAPOLI29 aprile 201910:42

“Alla mostra sui migranti c’erano tanti ragazzini che guardavano con attenzione le tavole, spero che i racconti arrivino al loro cuore mentre sono bombardati da messaggi che ti spingono nel senso opposto, alla crudeltà o, quando va bene, all’insensibilità. Spero escano da qui con dei germi di sensibilità”. Così il fumettista e regista Gian Alfonso Pacinotti, nome d’arte Gipi, racconta il successo della mostra “Migrando, gridando, sognando”, allestita al Comicon alla Mostra d’Oltremare di Napoli, da lui voluta per raccontare le storie della migrazione attraverso opere sue, di autori nordafricani e mediorientali come Barrack Rima, Othman Selmi, Nadia Dhab, Maya Mihindou, Ahmed Ben Nessib, Salim Zerrouki e di autori italiani come Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini.”E’ stata una scelta inevitabile, visti i tempi che viviamo – spiega- volevo sentire il racconto dell’altra sponda, perché siamo sempre noi che raccontiamo queste persone come fossero figure di carta, invece volevo sentire il punto di vista che inevitabilmente o forse anche per motivi familiari è più vicina alla questione, anche per imparare io stesso qualcosa. A queste persone ho affiancato altri che hanno trattato il tema come Marco Rizzo che ci ha lavorato recentemente dopo aver viaggiato sull’Acquarius”.”Ho cominciato a lavorare sui migranti nel 2011 – racconta il fumettista tunisino Othman Selmi che lavora per la rivista Lab 619 – quando arrivarono in Tunisia migliaia di persone dalla Libia, dall’Egitto e dall’Africa subsahariana. E’ stata una cosa nuova per noi, studiavano e lavoravano da noi, ma contemporaneamente ci siamo accorti che esisteva il razzismo in Tunisia. E’ strano che ci sia razzismo nei confronti di altri africani, e l’ho raccontato, parlando con gli immigrati. Una ragazza mi disse ‘belli i vostri palazzi bianchi ma i vostri cuori sono neri’. Altri mi hanno raccontato storie con ironia ma io ho intitolato la mia storia a fumetti ‘Il colore del dolore’, perché è assurdo che la sfumatura del colore della tua pelle cambi il tuo mondo”.Tra i lavori esposti anche quelli di Barrack Rima Saman, artista libanese del collettivo lab 619 premiata quest’anno ad Angouleme: “Ho scelto un lavoro di ricerca durante una residenza artistica a Tunisi – spiega- Lì ho incontrato attivisti locali per i diritti umani e i migranti che mi hanno raccontato del loro viaggio, raccontando alla fine le storie di otto persone provenienti da Paesi come Somalia e Nigeria, unendo materiale documentale e una poetica espressa attraverso il fumetto”.    La conversazione sulla mostra ha chiuso la XXI edizione di Comicon, 160 mila visitatori in quattro giorni, dando l’appuntamento all’edizione 2020, che si terrà dal 30 aprile al 3 maggio.

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Inedito capolavoro Jacopo della Quercia
Ritratto equestre di Niccolò Ludovisi alla Rocchetta Mattei

BOLOGNA29 aprile 201911:01

– Un inedito capolavoro di Jacopo della Quercia, il Ritratto equestre di Niccolò Ludovisi, è stato identificato alla Rocchetta Mattei di Grizzana Morandi (Bologna): recentemente attribuito allo scultore del Quattrocento grazie a una lunga indagine stilistica, iconografica e tecnica, il rilievo sarà presentato il 2 maggio a Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo.
Si deve all’acquisto nel 2005 da parte della Fondazione, al decennale restauro dopo una lunga decadenza e infine all’apertura al pubblico nel 2015, se alcune rilevanti opere alla Rocchetta Mattei sono giunte fino a noi in eccellente stato conservativo.
Posto nel cortile centrale, il tondo in pietra calcarea con diametro di 85 cm raffigura il ritratto equestre di Niccolò di Ligo Ludovisi, insigne capitano bolognese, e si caratterizza come un bassorilievo della tarda produzione bolognese del celebre scultore senese, tra il terzo e quarto decennio del XV secolo. Un tempo l’opera era posta nel Chiostro dei Morti del Convento di San Domenico e sovrastava la tomba che Giovanni Ludovisi, politico illustre e grande mecenate di artisti, commissionò per se stesso e per il padre Niccolò. La scoperta del capolavoro è merito di Paolo Cova, ricercatore incaricato dalla Fondazione Carisbo come referente scientifico e coordinatore delle attività didattiche della Rocchetta Mattei.
Incassi record Avengers in Italia e nel mondoFilm Marvel Studios maggiore risultato 2019 dopo soli 5 giorni

29 aprile 201915:55

Anche in Italia Avengers: Endgame esordisce polverizzando più di un record. Nei primi 5 giorni il film Marvel Studios ha raggiunto un incasso complessivo di 17 milioni 434 mila euro, divenendo già da ora il film più visto nel 2019 in Italia. Solo nel week end ha guadagnato più di 12 milioni con la media di 10.418 euro su 1.164 sale. E con 5.2 milioni nelle prime 24 ore, è il secondo opening più alto di sempre in Italia, il più alto di sempre per Disney Italia, e il miglior esordio di tutti i tempi per una produzione internazionale in Italia.ANCHE NEL MONDO UN DEBUTTO CHE STRACCIA TUTTI I RECORD – Un incasso super era più che atteso, ma forse non così: con 1 miliardo e duecento milioni di dollari nel primo fine settimana di programmazione, 350 milioni solo nelle sale americane e canadesi, il re dei blockbuster Avengers Endagame, ultimo episodio della fortunatissima saga, mette a segno il record dei record, miglior debutto di sempre nella storia del cinema.Il precedente da battere era del resto un altro episodio della saga aperta nel 2008 da Iron Man, ovvero Infinity War, che lo scorso anno aveva già suscitato un bel clamore con un debutto da 640 milioni, oggi praticamente doppiato dall’attesissimo racconto finale. Uscito giovedì scorso in contemporanea in 21 paesi del mondo (tra cui l’Italia) il kolossal della Disney Marvel diretto da Anthony e Joe Russo, ha confortato insomma tutte le attese e anche di più assicurandosi quattro biglietti cinematografici ogni cinque venduti in America, tanto che per soddisfare le richieste alcune sale Usa hanno proiettato Endgame per 72 ore senza soluzione di continuità, con spettacoli anche alle 7 del mattino. Una buona fetta di questo incasso arriva tra l’altro dalla Cina, dove fino a domenica ha incassato 330 milioni di dollari.Fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi, ritorni e addii, Endgame riprende

il racconto là dove Infinity War lo aveva lasciato con il despota Thanos (Josh Brolin) che era riuscito nel suo piano di sterminare meta’ degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanita’ dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce.I fratelli Anthony e Joe Russo che nel Mcu hanno gia’ diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War rendono omaggio all’intera saga, da New York a Asgard, sia nella costruzione adrenalinica della storia con continui richiami e una valanga di cameo, sia nei temi principe passati dai fumetti ai film, dal conflitto tra dovere e ricerca dell’identita’ ai i rapporti tra genitori e figli, dal senso di unione, alla caduta e rinascita. Un vortice a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo). Intanto, in 11 anni di avventure, l’incasso è stato stellare, contando gli ultimi giorni oltre 20 miliardi di dollari. Ed è solo il primo weekend.

Toscani dona al Mar scatto Razza UmanaScheda a visitatori mostra per scegliere l’opera favorita

RAVENNA29 aprile 201912:40

– Oliviero Toscani, protagonista della mostra ‘Più di 50 anni di magnifici fallimenti’ in corso fino al 30 giugno al Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna, donerà al museo romagnolo uno dei celebri scatti del progetto ‘Razza Umana’, con il coinvolgimento del pubblico.
Il fotografo e il Mar hanno selezionato tre fotografie e chiamano la collettività a scegliere tra queste l’opera da acquisire: a tutti coloro che visiteranno la mostra il 30 aprile e 1 maggio verrà distribuita una scheda con la possibilità di scegliere l’opera favorita. La fotografia più votata verrà acquisita nella collezione permanente del Museo.
La serie ‘Razza Umana’ è uno studio socio-politico, culturale e antropologico per il quale Oliviero Toscani ha allestito set fotografici in decine di città nel mondo per indagare la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, capire le differenze, “prendere impronte somatiche e catturare i volti dell’umanità”.

‘Recuperata una ciocca dei capelli di Leonardo’Annuncio degli studiosi, servirà per la ricerca del suo Dna

FIRENZE29 aprile 201913:23

“Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata ‘Les Cheveux de Leonardo da Vinci’, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna”. E’ quanto annunciato da Alessandro Vezzosi, studio del Genio di Vinci e direttore del Museo ideale Leonardo da Vinci, e la storica Agnese Sabato, presidente della Leonardo da Vinci Heritage. Tutto, insieme ad altre novità, verrà illustrato, si spiega, nel corso di una conferenza stampa in programma il 2 maggio a Vinci (Firenze), che è anche il giorno del quinto centenario della morte di Leonardo.
“Il reperto storico della ciocca di capelli – spiega Vezzosi -, che fino a questo momento era rimasto nel segreto di una collezione americana, verrà esposto in anteprima mondiale, insieme a documenti che ne dimostrano l’antica provenienza francese” alla mostra a Vinci ‘Leonardo vive’, al via sempre dal 2 maggio.
A UJ concerto evento di Gino Paoli”Una lunga storia”, in occasione dei suoi 60 anni di carriera

PERUGIA29 aprile 201913:53

– “Una lunga storia” di musica è quella di Gino Paoli che taglia nel 2019 il ragguardevole traguardo dei 60 anni di carriera. Per festeggiare come si deve questo speciale anniversario Umbria Jazz ha voluto inserire nel cartellone dell’edizione estiva 2019 un concerto/evento al teatro Morlacchi il cui titolo, “Una lunga storia”, è l’evidente citazione di uno degli indimenticabili successi scritti da Paoli.
Sul palco Jazz, il 13 luglio (biglietti in prevendita da oggi), l’Orchestra da Camera di Perugia diretta dal maestro Marcello Sirignano, oltre all’inseparabile compagno di viaggio, Danilo Rea, che accompagna al pianoforte il Gino Paoli contemporaneo e inedito. I due presentano infatti i brani del nuovo album in uscita. La parte del concerto dedicata ai tanti e intramontabili classici di Paoli è invece affidata a tre grandi musicisti del jazz italiano come Rita Marcotulli, pianoforte, Alfredo Golino, batteria, e Ares Tavolazzi, contrabbasso. È la stessa band dei concerti del tour “Paoli canta Paoli”.
Jagger sta bene, Wood gli mostra quadriChitarrista rassicura fan dopo videochiamata d’auguri di gruppo

LONDRA29 aprile 201914:23

– Mick Jagger “sta meglio” dopo il recente intervento chirurgico subito negli Usa per la sostituzione di una valvola cardiaca, anzi ormai “si sente alla grande”. Parola di Ronnie Wood, uno degli altri Rolling Stones, che in un’intervista a Hello! ha voluto rassicurare i fan sulle condizioni dell’immarcescibile sir Mick e sul prossimo ritorno sulle scene della leggendaria rock band britannica dopo il rinvio delle date americane del tour mondiale No Filter annunciato a causa dell’operazione al cuore del 75enne frontman.
Wood ha raccontato di aver organizzato in coppia con Keith Richards e le rispettive mogli una videochiamata di auguri a Jagger dai Caraibi, a margine di una vacanza. E d’averlo trovato in netta ripresa. “Siamo davvero contenti che stia migliorando”, ha commentato, aggiungendo d’aver mostrato al compagno convalescente anche alcuni quadri ‘alla maniera di Picasso’ da lui dipinti per canalizzare la propria creatività in attesa del ritorno sul palco.
Prince Originals, 14 tracce inediteSelezionate da Troy Carter rappresentante Prince Estate e Jay-Z

29 aprile 201914:26

– Si intitola Originals un album di 15 tracce con 14 registrazioni inedite che illuminano il ruolo vitale dietro le scene che Prince ha avuto nelle carriere di altri artisti. Uscirà a giugno da Prince Estate in collaborazione con Warner Bros Records e Tidal. Le tracce sono state selezionate da Troy Carter, rappresentante del Prince Estate, e JAY-Z.
Prince sarà per sempre ricordato come un grandioso performer live, artista da primi posti, rivoluzionario dell’industria musicale. Durante tutto il tempo passato sotto i riflettori nella sua carriera di 4 decenni, Prince ha lavorato anche dietro le scene per promuovere talenti e canzoni di artisti emergenti che rispettava. Dal 7 giugno, Originals sarà disponibile in streaming esclusivamente su Tidal per 14 giorni. Nello spirito di condividere la musica di Prince con i suoi fan come lui voleva, l’album sarà disponibile per lo streaming in qualità Master per abbonati HiFi di Tidal. Gli iscritti ascolteranno le registrazioni come l’artista voleva che suonassero.
Francesco Piccolo, la sceneggiatura è come la vitaLectio magistralis per III Master in scrittura fiction Rai-APA

29 aprile 201920:33

“Scrivere una sceneggiatura è la cosa più vicina alla vita. Tolstoj entrava nella testa di Anna Karenina, poteva dire cosa sentiva e pensava. Noi, il cinema, le serie tv, raccontiamo ciò che accade senza mai entrare nella testa delle persone. La nostra è la scrittura della concretezza”. Parte da qui Francesco Piccolo per raccontare il mestiere delle sceneggiatore ai 18 ragazzi tra i 21 e i 32 anni, selezionati per partecipare al III Master in sceneggiatura seriale di fiction, organizzato dal Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo, con sede a Perugia, in collaborazione con Rai-Direzione Rai Fiction e il sostegno dell’Associazione Produttori Audiovisivi.Un campus, da maggio a settembre, per imparare a scrivere i futuri successi tv (tre borse di studio a totale copertura del costo d’iscrizione sono offerte da Rai Fiction e quattro parziali da Apa), al termine del quale i ragazzi saranno avviati a tirocini di formazione in società di produzione. “Il linguaggio e le competenze sulla serialità in questi anni sono cresciuti molto non solo da parte dei realizzatori ma anche del pubblico”, spiega il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, presentando i corsi con il direttore generale dell’APA Chiara Sbarigia e il direttore del Centro Formazione Giornalismo Radiotelevisivo, Antonio Bagnardi. Merito delle “grandi coproduzioni che hanno sempre più possibilità di circolare”, prosegue citando “L’amica geniale, Il nome della Rosa e i Medici realizzati con Hbo e Netflix” o “Il cacciatore e il Commissario Maltese” venduti all’estero.”Proprio perché consapevoli della centralità della scrittura – dice la Andreatta – la Rai negli ultimi anni ha puntato molto nella scuola di Perugia, una ‘bottega’ in cui i migliori professionisti mettono a disposizione la loro esperienza”. Ma cosa vuol dire fare lo sceneggiatore? “E’ l’unico settore della scrittura che oggi non conosce crisi”, assicura Francesco Piccolo, Premio Strega nel 2014 per Il desiderio di essere come tutti (ed. Einaudi), autore per Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini oltre che nel team de L’amica geniale e tra i docenti a Perugia. “Scrivere un film è come correre da un punto a un altro – spiega nel suo personale decalogo ai ragazzi – Scrivere una serie, invece, è camminare, avere un appuntamento, ma più tardi. Per farlo bene – prosegue citando Madame Bovary, Agota Kristof, ma anche le pellicole con Bruce Willis – dovete vedere e leggere tutto, soprattutto le cose brutte. Bisogna sapere dove si sta andando, avere una scaletta. E non tenere nulla ‘da parte’. Non siate mai ‘in difesa’: quello che scrivete non è intoccabile”. E ancora, “non esistono scene di passaggio. Tutte sono l’occasione per inserire qualcosa – dice citando la scena cult dei killer di Tarantino che parlano di Like a virgin – Pensate sempre anche alla troupe che si dovrà alzare all’alba per girare quel che voi avete pensato. Non sentite la responsabilità economica come un limite, ma come occasione per scatenare le vostre idee. In Agata e la tempesta, ad esempio, Silvio Soldini (il regista ndr) si lamentava di una valigia che Licia Maglietta avrebbe dovuto trascinarsi dietro. ‘Mi farà impazzire sul set’, diceva. L’abbiamo eliminata e sono nate altre situazioni, come farla vestire con i terribili abiti venduti dal fratello”.Ma soprattutto, conclude, “ciò a cui tengo di più: scrivere una sceneggiatura vuol dire scrivere con altri. Serve il talento, ma anche buon carattere. O venire a lavorare con voi ogni mattina sarà un inferno”.

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Ciak a Palermo per Il Cacciatore 2
Montanari protagonista della serie di Rai2 sulla mafia anni ’90

29 aprile 201918:12

Sono iniziate a Palermo e dintorni, con la regia di Davide Marengo, le riprese della seconda stagione de “Il Cacciatore”, serie tv liberamente tratta dal libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella (Mondadori), che racconta pagine storiche della lotta tra lo Stato e la mafia. La prima serie, già premiata a CanneSéries 2018 (Miglior attore Francesco Montanari), ha ricevuto consensi di pubblico e critica ed è stata distribuita ad oggi da Beta Film in vari paesi tra cui Francia e Germania. Nel cast Francesco Montanari, Edoardo Pesce, Francesco Foti, Miriam Dalmazio, la new entry Francesca Inaudi, Alessio Praticò e Roberto Citran. Le riprese della serie, 4 puntate per Rai2 prodotte da Cross Productions, scritta da Marcello Izzo, Silvia Ebreul, Fabio Paladini, Alfonso Sabella, andranno avanti fino ad agosto. La storia comincia nel 1996, Saverio Barone continua la sua tormentata ricerca del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito dalla mafia, e la caccia ai suoi carcerieri, i fratelli Giovanni e Enzo Brusca, ai vertici di Cosa Nostra. In quello stesso periodo acquisisce sempre più potere la figura di Bernardo Provenzano che, insieme al suo alleato Pietro Aglieri, stratega del male, sta cambiando radicalmente la natura della mafia siciliana. Abbandonando le stragi a favore della strategia della “sommersione”, la mafia riesce a insinuarsi nelle pieghe dello Stato fino a confondersi con la legalità attraverso appalti e attività illegali. Il Cacciatore – Seconda stagione racconta anche il continuo oscillare tra il bene e il male, la tensione dell’attesa e della cattura, episodi di vita vissuta da uno dei magistrati più attivi d’Italia nella lotta ai capi mafiosi.

Carabinieri Arte, omaggio per i 50 anniGrande omaggio istituzionale al nucleo TPC fondato nel 1969

29 aprile 201914:45

– Preziosi dipinti, codici, statue riprodotti con perizia sul metallo e sulla carta: ci sono alcuni degli straordinari tesori recuperati lungo mezzo secolo dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – TPC riprodotti sulla moneta e sui francobolli realizzati in occasione dei 50 anni del nucleo dell’Arma, fondato nel 1969, che oggi sono stati presentati a Roma al Museo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La moneta, emessa il 29 aprile dal ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dal Poligrafico e Zecca dello Stato con una tiratura di 5000 pezzi, ha un valore nominale di 5 euro, ed è stata realizzata da Luciana De Simoni. I sei francobolli, emessi dal ministero dello Sviluppo Economico (con la Città del Vaticano e il Sovrano Militare Ordine di Malta) con una tiratura di 300 mila esemplari di fogli, pari a 1 milione e 800 mila francobolli, appartengono alla serie “Senso Civico” e sono stati realizzati su bozzetti di Maria Carmela Perrini.
Montefeltro, a spasso nei quadri famosiBalconi per riconoscere sfondi dalla Gioconda alla Resurrezione

URBINO29 aprile 201915:01

– “Entrare” in un’opera d’arte come la Gioconda di Leonardo o I Trionfi oppure La Resurrezione di Piero della Francesca. E’ la possibilità offerta dal progetto MVR, Montefeltro Vedute Rinascimentali, che da giugno a settembre porterà viaggiatori e turisti lungo percorsi che permettono di ammirare panorami e paesaggi mozzafiato che hanno fatto da sfondo a capolavori famosi. Ad oggi i 900 mq del Montefeltro (tra Marche, Emilia Romagna, Toscana e Repubblica di San Marino) sono l’unica location che offre la possibilità di visitare i ‘paesaggi dipinti’ dai Balconi Rinascimentali dove, grazie a pannelli espositivi, attori professionisti e guide esperte d’arte e del territorio, i visitatori potranno rivivere l’atmosfera dei capolavori rinascimentali. Montefeltro Vedute Rinascimentali è il primo progetto di turismo esperienziale culturale nato dagli studi scientifici della studiosa d’arte Rosetta Borchia e Olivia Nesci, docente di geomorfologia, che hanno ricostruito le corrispondenze tra paesaggi e quadri.
I Berliner ai 25 anni di Lingotto MusicaTutto iniziò nel 1994 con Claudio Abbado e la Nona di Mahler

TORINO29 aprile 201916:29

– Il ritorno a Torino dei leggendari Berliner Philharmoniker, il 2 maggio al Lingotto, celebra i 25 anni di attività dell’Auditorium Giovanni Agnelli, realizzato da Renzo Piano. Tanti sono infatti gli anni trascorsi dal 6 maggio 1994 quando l’orchestra tedesca, allora diretta da Claudio Abbado, fece riecheggiare nelle rinnovate mura dell’ex stabilimento Fiat le note della Nona Sinfonia di Mahler dando così il via alla celebre rassegna dei Concerti del Lingotto, fondata e diretta ancora oggi da Francesca Gentile Camerana.
In questi anni Lingotto Musica ha programmato oltre 300 concerti, protagonisti le massime formazioni e i più celebri direttori e solisti al mondo. L’atteso concerto per il 25/o compleanno della prestigiosa sala musicale vede eseguire due pagine di Berlioz, ‘Scene d’amour’ da ‘Romeo et Juliette’ e ‘Chasse royale et orage’ da ‘Les Troyens’, di Debussy (‘Pelleas et Melisande’), e di Wagner, ‘Vorspiel und Isoldes Liebestod’ da ‘Tristano e Isotta’.

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Festa a Firenze per restauro rampe Poggi
Il 18 maggio dopo un secolo torna a zampillare acqua da fontane

FIRENZE29 aprile 201916:32

– Una grande festa con uno spettacolo notturno, il 18 maggio, saluteranno la restituzione alla città e il ritorno dell’acqua nelle fontane e delle cascate del sistema delle rampe del Poggi, che dopo quasi un secolo tornano a zampillare. Sta infatti avviandosi a conclusione l’impegnativo restauro iniziato lo scorso luglio che ha richiesto un investimento di 2,5 milioni di euro, sostenuto da Fondazione Cr Firenze nell’ambito della legge ‘Art Bonus’.
Le fasi conclusive sono state illustrate dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal presidente della Fondazione Cr Firenze Umberto Tombari insieme, tra gli altri, al direttore generale della fondazione Gabriele Gori e al direttore dei lavori Tommaso Muccini. Per salutare l’intervento Fondazione e Comune di Firenze hanno promosso una giornata di eventi gratuiti il 18 maggio che culmineranno con lo spettacolo ‘La fontana ritrovata’ in cui una danzatrice volante danzerà sulle suggestioni visive della fontana e della torre di San Niccolò.
“Siamo felicissimi di poter restituire alla città un luogo incantato – ha sottolineato Tombari – che, dopo quasi un secolo, torna ad essere visibile in tutta la sua bellezza. Questo restauro è anche la testimonianza delle grandi competenze multidisciplinari che la città è capace di offrire alle quali va tutto il nostro ringraziamento”. “Le Rampe – ha osservato Nardella – sono un luogo davvero magico per Firenze, percorse ogni giorno da centinaia di turisti e fiorentini che da piazza Poggi vogliono salire verso il piazzale Michelangelo. Finalmente abbiamo recuperato e valorizzato come Firenze merita questa porzione di città. Il 18 maggio sarà un giorno storico. Credo che sia la più importante operazione di art bonus in Italia, per quanto riguarda l’impegno economico, nel 2019”.
Barzilai, non boicottate l’EurovisionLa vincitrice dell’ultima edizione, ‘così diffondete l’oscurità’

29 aprile 201917:03

– TEL AVIV

– Boicottare l’Eurovision Song Contest in Israele significa “diffondere l’oscurità”. Lo ha detto Netta Barzilai, la vincitrice della passata edizione della gara che grazie alla sua affermazione a Lisbona nel 2018 ha portato l’evento in Israele. La cantante ha ricordato che l’Eurovision fu istituito sulla scia della Seconda Guerra Mondiale per guarire un continente piagato “con un festival di luce”. “La gente che boicotta la luce – ha spiegato incontrando i media – diffonde l’oscurità”. Gruppi aderenti al movimento pro palestinese di boicottaggio di Israele (Bds) e artisti come Rogers Waters hanno chiesto ai cantanti in gara e agli ospiti della manifestazione, tra cui Madonna, di non partecipare al festival che si svolgerà dal 14 al 18 Maggio a Tel Aviv. Per l’Italia è in gara il vincitore di Sanremo Mahmood.
Al Costanzi Biancaneve vestita GaultierCoreografo francese, con la Regina è conflitto sulla bellezza

29 aprile 201917:14

– “Prima di scoprire l’ amore Biancaneve è una bambina e quindi non pericolosa, dopo l’ incontro con il principe diventa una donna e provoca il conflitto con la Regina Cattiva”. Il coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj porta al Teatro dell’Opera di Roma la sua versione ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm costruita “come un millefoglie”, una danza su musiche di Gustav Mahler che si presta a più livelli di lettura, ma dove il cuore della vicenda resta come le due donne protagoniste vivono il rapporto con la bellezza. Il balletto, premiato nel 2009 con i Globes de Cristal, debutta al Costanzi il 3 maggio per restare in cartellone fino al 9 con il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato. Biancaneve conta su una firma di spicco per i costumi, lo stilista Jean Paul Gaultier. L’ étoile Rebecca Bianchi sarà una Biancaneve “candida e stupefacente”, il primo ballerino Claudio Cocino il principe “coraggioso e dolce”. Le scene sono di Thierry Leproust, le luci di Patrick Riou.

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Maggio musicale, festival apre con Lear
2 maggio. Chiarot, orgoglio per debutto di Bieito e prima Italia

FIRENZE29 aprile 201917:22

– “La vendita dei biglietti per il Festival del Maggio musicale sta andando abbastanza bene, siamo soddisfatti, in particolare siamo al di là delle nostre aspettative per il Lear che sarà una prima in Italia in lingua originale”. A dirlo è il sovrintendente del Maggio musicale, Cristiano Chiarot, in occasione di un incontro con la stampa in vista dell’inaugurazione dell’82/a edizione del festival, in programma il 2 maggio.
“Il Lear – ha aggiunto Chiarot – è un’opera molto forte, ma nel solco della tradizione del festival. Oltre ad essere il debutto di Bieito al Maggio, l’opera è una prima in Italia perché era già stata fatta, ma in lingua inglese. Ieri abbiamo fatto la generale, è stata entusiasmante, siamo orgogliosi che Calixto Bieito sia qui e orgogliosi di inaugurare il festival con questa produzione”.
Incognito-Fresu a Milano Marittima JazzFestival internazionale in cartellone dal 27 al 29 giugno

RAVENNA29 aprile 201917:24

– Nasce un nuovo festival jazz a carattere internazionale: lo ospiterà Milano Marittima, sulla riviera ravennate, dal 27 al 29 giugno e vedrà protagonisti, rispettivamente nelle tre serate, l’acid jazz degli Incognito, il funk jazz di Nik West e quello tradizionale di Paolo Fresu con Jazz Inc.Quartet e Orchestra Rimini Classica. Il palco sarà allestito sulla Rotonda I Maggio con 700 posti a sedere, ma diversi locali ospiteranno concerti live di musicisti del territorio per una serie di eventi ‘off’. La rassegna è ideata da Cels Group, in collaborazione con il Comune di Cervia e la Pro Loco di Milano Marittima.
Incognito, attivi dal ’79 con il fondatore Jean Paul ‘Bluey’ Maunick, si sono fatti conoscere anche grazie alla cover di ‘Don’t you worry ‘bout a thing’ di Stevie Wonder. Nik West, bassista, cantante e performer, è stata definita “la versione femminile di Lenny Kravitz”. Fresu, il trombettista jazz italiano più famoso nel mondo, porterà sul palco il progetto ‘MileStory’, un tributo a Miles Davis.
Stefano Cucchi, arriva il film inchiesta sulla ‘seconda verità’Ilaria Cucchi voce narrante sul Nove, 10 anni di via crucis

30 aprile 201911:01

Un ambiente domestico, un tavolo con la macchinetta del caffè in vista, un computer acceso con su scritto maiuscolo in grande STEFANO e un volto in controluce. “È iniziato ‘Stefano’. La sua storia, la nostra storia” ha scritto Ilaria Cucchi sul suo profilo Facebook condividendo con l’avvocato Fabio Anselmo il post. E’ l’indizio di un nuovo progetto, questa volta televisivo, dopo il premiato film di Alessio Cremonini Sulla mia pelle con Alessandro Borghi, che ha contribuito a rendere ancora più nota questa triste vicenda e a tenere altissima l’attenzione mediatica.Il 22 ottobre saranno trascorsi 10 anni dalla morte violenta del giovane romano fermato dai carabinieri mentre spacciava e altrettanti dalla ricerca mai rassegnata di giustizia dei familiari guidati dalla sorella Ilaria, indomita perseverante lottatrice contro l’omertà. Si tratta di un film inchiesta – conferma l’ufficio stampa del canale Nove – che andrà in onda prossimamente, prima della fine del processo Cucchi-bis con i suoi recenti clamorosi sviluppi nell’Arma dei Carabinieri. Si intitola Stefano Cucchi – La seconda verità e vedrà Ilaria Cucchi voce narrante. Lo speciale racconta proprio gli ultimi sviluppi del caso sulla base dei nuovi elementi emersi dopo la sentenza del 2015 e all’origine del “Cucchi-bis”, il processo che vede imputati, a vario titolo, esponenti dell’Arma dei Carabinieri e che, tra tanti colpi di scena come l’ammissione delle violenze mortali nella deposizione di uno degli imputati Francesco Tedesco, arriverà a verdetto nelle prossime settimane.Alla base del progetto c’è la coscienza civile, la voglia di raccontare come si è sgretolato un muro di silenzio apparentemente invalicabile e come la perseveranza e la non rassegnazione possano imprimere autentiche svolte. Dieci anni dopo la morte di Stefano, vengono chiarite le dinamiche visibili e quelle sommerse di una vicenda che chiama in causa temi civili essenziali della società italiana, “da un lato l’emergenza degli abusi di potere e della ‘menzogna di Stato’. Dall’altro l’opera di una procura degna del più alto concetto di Giustizia come quella guidata a Roma da Giuseppe Pignatone, che ha deciso la riapertura delle indagini sul caso, affidandole al talento di un pm come Giovanni Musarò”, sottolineano al Nove. Stefano Cucchi – La Seconda Verità pone l’accento sul ruolo fondamentale svolto dall’informazione e sull’impatto dell’opinione pubblica sulle istituzioni, negli anni in cui si sono svolti processi mediatici paralleli a quelli celebrati nelle aule dei tribunali. La principale voce narrante è proprio Ilaria che non ha mai smesso di lottare come una vera crociata perché la morte del fratello venisse sottratta agli inganni, e che pone in luce anche l’eccezionale risvolto umano della vicenda. Al suo fianco i genitori Rita Calore e Giovanni Cucchi, l’avvocato Fabio Anselmo e il cronista di giudiziaria di Repubblica Carlo Bonini, che dalla prima ora racconta i capitoli di questa tragedia. Attraverso le confessioni, le testimonianze, le ricostruzioni che definiscono le responsabilità di alcuni appartenenti all’Arma dei Carabinieri per i fatti seguiti all’arresto di Cucchi, al suo pestaggio, al ricovero all’ospedale Sandro Pertini e alla morte, emergeranno anche i vari livelli di depistaggio, insabbiamento e manomissione di documenti, messi in atto per occultare fin da subito la verità e predisporre versioni falsate dei fatti. “Stefano Cucchi: la seconda verità” è scritto da Giuseppe Scarpa e Stefano Pistolini con la collaborazione di Daniele Autieri, realizzato da Stefano Pistolini con Cristiano Panepuccia e Massimo Salvucci. Prodotto da Darallouche per Discovery Italia.

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Domingo, nozze d’oro con il MetOpera
Cena sul palco per festeggiare l’artista, che ha 78 anni

NEW YORK29 aprile 201918:03

– Plácido Domingo festeggia le nozze d’oro con il Metropolitan Opera. A 78 anni e dopo 50 anni il tenore, baritono e direttore d’orchestra spagnolo è ancora infatti sul palco del teatro newyorkese.
Per festeggiarlo, il MetOpera ha allestito una cena sul palco dove Domingo al momento è impegnato nel ruolo di Germont ne ‘La Traviata’ di Verdi. “Sono stato fortunato con una gola in salute e la passione per ciò che faccio – ha detto l’artista -. Per una volta sono qui e non devo cantare”.
Domingo ha debuttato al Met mezzo secolo fa, quando la direzione del teatro lo chiamò all’improvviso per sostituire un cantante malato.
Unexpected Italy, festival a WashingtonRassegna musicale da Noseda a Capossela al Kennedy Center

WASHINGTON29 aprile 201918:25

– “Unexpected Italy: a celebration of Italian culture”: è il primo festival di musica italiana organizzato dal Kennedy Center for the Performing Arts in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura. La rassegna, dal 3 maggio al 1 giugno, è stata presentata dall’ambasciatore d’Italia Armando Varricchio, dalla presidente del Kennedy Center Deborah Rutter e dal maestro Gianandrea Noseda, direttore musicale della National Symphony Orchestra, nel corso di un evento a Villa Firenze.
L’idea di organizzare un Festival dedicato all’Italia nasce nel 2017, anno in cui Noseda è arrivato a Washington. Un mese di concerti che mira a celebrare la musica italiana, ma anche ad offrire la possibilità per il pubblico americano di sperimentare aspetti della cultura italiana meno noti e familiari. Opera, musica sinfonica, pop, jazz e ballate folkloristiche fanno parte di un programma che va dallo Stabat Mater di Rossini alla Tosca di Puccini, da Vinicio Capossela a Simona Molinari.

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Asylum Fest,tripudio di Horror e Fantasy
Alle porte di Roma 4 giorni di cinema, mostre, giochi, fumetti

29 aprile 201918:28

– Horror e Fantasy a 360 gradi, una full immersion di quattro giorni alle porte di Roma che oltre al cinema comprende teatro, letteratura, fumetti, mostre, giochi, street food per creare nel centro Italia “il più importante festival di genere”. E’ l’obiettivo di Asylum Fantastic Fest, la prima edizione dell’appuntamento organizzato dal 9 al 12 maggio a Valmontone, 40 chilometri a sud della capitale, per gli appassionati di universo noir, mistero, morti viventi e mondi fantastici. Proiezioni, esposizioni e incontri si snoderanno nello scenario del Palazzo Doria Pamphili, tra le volte affrescate dai grandi maestri del Seicento. La novità è che tutti gli eventi saranno gratuiti.”Noi vogliamo proporre l’universo Horror e Fantasy nella sua globalità- spiega Claudio Miani, il promotore del Festival – Arriveranno ospiti come Ramsey Campbell, il più importante scrittore europeo di horror, o l’irlandese John Mc Crea, che è tra i disegnatori più titolati e il mago degli effetti speciali Sergio Stivaletti”.
Hit parade, Ultimo resta in vettaSeguono due new entry, Renga e l’ex Dark Polo Gang Side Baby

29 aprile 201920:59

– E’ ancora Ultimo, con il suo nuovo terzo album intitolato “Colpa delle favole”, a dominare la top ten della classifica Fimi/Gfk dei dischi più venduti della settimana. Il cantautore romano è nella hit parade anche con i precedenti album: “Peter Pan”, in decima posizione ma presente nella classifica da 63 settimane, “Pianeti”, al ventitreesimo posto. Seguono due new entry. Siede sul secondo gradino Francesco Renga con L’altra metà uscito il 19 aprile, ottavo album del cantautore bresciano. Le canzoni inserite nella scaletta sono dodici e a metterci le mani sono stati anche nomi noti della scena pop italiana, come Gazzelle per Prima o poi o Ultimo per L’odore del caffè. Terzo posto per Arturo di Side Baby, primo disco da solista del rapper ex Dark Polo Gang.Scivola dalla sesta alla quarta posizione la 17enne americana Billie Eilish ma il suo “When we all fall asleep where do we go?”, che ha conquistato le classifiche internazionali. Guadagna tre gradini fino al quinto, Rkomi con “Dove gli occhi non arrivano”. Risale dalla undicesima posizione alla sesta Salmo con il suo “Playlist”. Settimo gradino per Giordana Angi, talento della fucina di Amici, che propone il suo primo album intitolato “Casa”. Segue Achille Lauro con “1969” che scivola dal terzo posto all’ottavo e Coez al nono con l’album, “E’ sempre bello”. Primo tra i singoli “Calma (Remix)” di Pedro Capò Feat. Farruko. Segue “Con calma”, di Daddy Yankee Feat. Snow e “Per un milione” dei Bomdabash.Primo tra i vinili “68 (Till the end)” del trapper Ernia, seguito da “The dark side of the moon” dei Pink Floyd.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 19 al 25 aprile 2019:1) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)2) L’ALTRA METÀ, FRANCESCO RENGA (RCA RECORDS LABEL SONY)3) ARTURO, SIDE BABY (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)4) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN- UNIVERSAL MUSIC)5) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) PLAYLIST, SALMO (EPIC -SONY)7) CASA, GIORDANA ANGI (VIRGIN -UNIVERSAL MUSIC)8) 1969, ACHILLE LAURO (EPIC- SONY)9) È SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS -ARTIST FIRST)10) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES)Questa e’ la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CALMA (REMIX), PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN SME)2) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)5) BAD GUY, BILLIE EILISH (VIRGIN -UNI)Infine, la classifica dei vinili:1) 68 (TILL THE END), ERNIA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE -WMI)3) 1969, ACHILLE LAURO (EPIC SONY MUSIC ENTERTAINMENT)4) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES).

Ravello, si punta su ‘Orchestra Italia’La sinfonica torna protagonista, 30 giugno apre il San Carlo

NAPOLI29 aprile 201918:56

– ‘Rifondazione Ravello’ è la parola d’ordine della 67esima edizione del Festival che Mauro Felicori riporta alle origini rimettendo al centro la musica sinfonica e un pubblico straniero da sedurre con le grandi orchestre italiane e il palcoscenico di Villa Rufolo. ”Un programma intrigante e coraggioso’ quello curato in collaborazione con il Teatro San Carlo, così lo definisce l’ex direttore della Reggia di Caserta chiamato dalla Regione come commissario della Fondazione che dovrà riorganizzare puntando anche sulla destagionalizzazione.”Un bellissimo rilancio per un festival che può divenire vetrina e palcoscenico per l’Italia” dice il governatore Vincenzo De Luca alla presentazione del cartellone, con eventi fino a ottobre. Tra le 5 sezioni la principale è ‘Orchestra Italia’, a luglio e agosto, con apertura il 30 giugno affidata al maestro Juraj Valuha e all’Orchestra del S.Carlo (musiche di Wagner e Martucci).Il repertorio internazionale si unisce alla riscoperta di partiture poco eseguite di italiani.

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In 60.000 a Museo Egizio in 10 giorni
Approvato bilancio consuntivo 2018 con un attivo di 335.072 euro

TORINO29 aprile 201919:43

– Ha sfiorato la quota 60 mila ingressi il flusso del pubblico che ha visitato il Museo Egizio nei dieci giorni compresi fra il 19 aprile e il 28 aprile.
L’affluenza è stata costante, con picco il 26 aprile, con 8 mila biglietti venduti, il 10% in orario serale.
In queste feste e ancora fino a domani, infatti, il Museo ha prolungato l’apertura fino alle 21.00. Si tornerà al consueto orario 9/18,30 dal 1° maggio, Festa del lavoro, giornata in cui è stata organizzata la visita ‘Il lavoro nell’Egitto faraonico, centrata sulle attività lavorative dell’antica civiltà in ambito domestico, agricolo, commerciale e artigianale. Oggi è anche stato approvato il bilancio 2018: il Collegio dei Fondatori, presieduto da Evelina Christillin, ha deliberato un consuntivo di 12.531.832 euro, che comporta per il quarto esercizio consecutivo un risultato positivo di bilancio, quest’anno pari a 335.072 euro destinati ai fondi di scopo dedicati a progetti scientifici e di valorizzazione del Museo.

Boboli, apre giardino botanica superioreSchmidt, in primi 3 mesi 2019 +20% visitatori rispetto al 2018

FIRENZE29 aprile 201919:45

– Piano di riassetto del verde, installazione di nuove panchine, e l’apertura, per la prima volta in maniera continuativa, del giardino della Botanica superiore: sono alcuni tasselli del progetto per il ‘Rinascimento di Boboli’ annunciato oggi dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. All’interno del parco che abbraccia Palazzo Pitti, inoltre, sarà aperta, a partire dall’estate 2020, una gelateria dedicata al Buontalenti. “Da domattina – ha spiegato Schmidt – ogni mattina, per la prima volta nella storia di Boboli, la Botanica superiore sarà aperta al pubblico, mentre finora era aperto solo saltuariamente per visite di gruppo”. Intanto a Boboli, ha detto Schmidt, “nei primi tre mesi” del 2019 c’è stato “un aumento di presenze superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2018”.
Piccioli a The Atelier con Alina ChoIl direttore creativo di Valentino al Met di NY il 21 maggio

29 aprile 201919:57

– Il designer Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, sarà il prossimo ospite, martedì 21 maggio, di The Atelier con Alina Cho, le ‘conversazioni’ della giornalista con i grandi della moda che si svolgono al Metropolitan Museum of Art di New York.
Da quando è a capo della Valentino, Piccioli ha catturato l’essenza di un marchio leggendario sinonimo di eleganza e artigianalità, infondendo in esso nuovi codici contemporanei di bellezza, grazia e individualità. Piccioli si unirà alla giornalista Alina Cho per una conversazione sulla moda e sul suo potere narrativo, sul suo approccio umanistico alla creatività e sulla capacità d’influenzare altri settori oltre alla moda, come dimostra il fatto che Piccioli sia stato nominato nell’elenco delle persone più influenti del 2019.
Giunto alla sesta stagione, The Atelier with Alina Cho ha avuto ospiti illustri come Nicolas Ghesquière, Alber Elbaz, Diane von Furstenberg, i Proenza Schouler, Michael Kors, Donatella Versace, Anna Wintour.
Leonardo, Gioconda Nuda sua o di bottegaInfrarossi portano a stessa mano di cartone in museo a Chantilly

VINCI (FIRENZE)29 aprile 201919:57

– La ‘Gioconda Nuda’ conservata al Museo Ideale di Vinci (Firenze) diretto da Alessandro Vezzosi, dipinto rimasto di attribuzione incerta, potrebbe avere davvero una matrice leonardesca autentica, cioè esser stato realizzato dallo stesso genio del Rinascimento o da artisti di bottega da lui diretta. E’ quanto sembra emergere da recenti riscontri scientifici fatti dall’ingegner Maurizio Seracini, celebre nel mondo per le sue ricerche ‘hi tech’ applicate all’arte. “Nostri esami scientifici con gli infrarossi – spiega Seracini parlando di analisi fatte con il suo staff – hanno evidenziato che in questo dipinto sono presenti fori per il riporto corrispondenti esattamente a quelli del Cartone del Museo Condè di Chantilly, che secondo fonti sarebbe attribuito ora allo stesso Leonardo e al suo atelier”.
La ‘Gioconda Nuda’ è un dipinto che ritrae la Monna Lisa nella stessa postura del quadro del Louvre ma nuda dalla vita in su, a seno scoperto.
Morto Singleton, nominato agli OscarRegista ‘Boyz n the hood’ aveva 51 anni, aveva avuto un ictus

WASHINGTON29 aprile 201923:02

– John Singleton, il primo afroamericano a guadagnare una nomination all’Oscar come miglior regista per il film del suo debutto ‘Boyz n the Hood’ del 1991, è morto a 51 anni a Los Angeles.
A causare il decesso sarebbero state le conseguenze di un ictus che lo aveva colpito il 17 aprile, quando era stato ricoverato.
Dionigi, osa sapere per futuro EuropaIl latinista in un pamphlet, ‘lezione romani per progetto’

30 aprile 201910:57

IVANO DIONIGI ‘OSA SAPERE. Contro la paura e l’ignoranza’ (Solferino, pag. 90, euro 7,90).
”Si è vero, l’incendio di Notre Dame è stato come un compimento, un evento simbolico forte sulla crisi epocale che l’Europa sta attraversando. Servono solo gli scandali per smuovere pensieri e coscienze. Siamo diventati degli emotivi, abbiamo abdicato alla ragione. Il problema dell’Europa è questo nostro grande vuoto ideale, perché l’Europa si è impoverita da tutti i punti di vista ed è qui che Salvini e quelli come lui nel resto del continente fanno la legna. Bisogna ritrovare il concetto di fraternità che era alla base civile e religiosa della nostra Europa, ideale comune a cristianesimo e Rivoluzione francese”. Ivano Dionigi lo dice con la sua consueta verve di uomo che non si ferma, latinista con la rara capacità di far dialogare passato e presente ha un eloquio unico: nel suo ultimo pamphlet mette insieme con disinvoltura e pertinenza citazioni che vanno da Platone a Steve Jobs, dribblando da Gramsci all’amato Umberto Eco. Dopo volumi come ‘Il presente non basta’, ‘Osa sapere’ ha colto per l’ennesima volta nel segno raccontando lo stallo dell’oggi e mettendo in relazione quello che accade nel mondo contemporaneo con la lezione della classicità, con un risultato ancora una volta sorprendente e senza sfuggire alla tentazione di lasciare domande inevase come molti oggi fanno. Non a caso Dionigi dice di parlare ”soprattutto alla generazione dei ragazzi che oggi hanno tra i 15-16 al massimo 17 anni. La nostra speranza sono loro, i ragazzi che scendono in piazza, ma di loro invece non importa nulla a nessuno. Non sono pessimista grazie a loro perchè non dimenticano il passato, sono il futuro ma nessuno li considera il presente”. A loro il professor Dionigi, presidente di AlmaLaurea e della pontificia accademia di latinità, direttore del centro studi ‘La permanenza del classico’ dell’Alma Mater di cui è stato rettore dal 2009 al 2015, dedica il suo lavoro: ”ho visto più di 12 mila studenti negli ultimi anni ma ne sono uscito confortato perché se il nostro è un paese che affoga nella cattiveria, loro sapranno come uscirne”. La crisi però non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa e il suo modello politico e culturale travolto, mandato in fumo dai ”barbari”? ”La crisi è irreversibile – dice Dionigi – e bisogna venire a patti con i nuovi arrivati. Basti guardare al dato demografico : nel 2050 solo uno su quattordici al mondo sarà europeo, mentre all’inizio del Novecento lo era uno su quattro. La sola Nigeria dagli attuali 180 milioni passera a 400. Questi numeri ci dicono che bisogna accantonare i nostri primati e stabilire un’alleanza tra il vecchio Occidente e i giovani Oriente e Sud del mondo”.
Qui, spiega Dionigi, va riletta la lezione dei romani che spietati e imperialisti veri quali erano ”applicavano la legge dell’inclusione, quella del pantheon delle divinità dei ‘barbari’. Erano filantropi per calcolo politico mica per generosità, ma sapevano aprire anche la propria lingua ai cambiamenti”. Un futuro così ”costringe tutti al progetto perché l’Europa, si è fossilizzata nella produzione di sole norme e regole, con una prevalenza di procedure e tecnica su valori culturali e sociali”. La crisi quindi è in questo attuale interregno tra mondo vecchio e nuovo non ancora emerso, con una realtà in cui ”si sta cancellando totalmente la dimensione temporale a favore di quella dello spazio. ”Mancano gli intellettuali, il loro è il ruolo di gettare l’allarme, cosa che oggi non fa più nessuno. Ci sono solo giornalistoni che parlano nei programmi televisivi. Per questo il mio pamphlet vuole essere militante. Perchè la cultura non è neutra ma oggi si assiste solo a conflitti che non sono di conoscenza ma di oblio”. Un oblio che travolge anche il linguaggio ”oramai impoverito, ridotto all’osso”. Allora la rivoluzione culturale, per Dionigi, deve anche partire dalle parole, dalla coscienza del linguaggio in un mondo travolto dai social network nel quale stiamo vivendo anche nella ” concomitante eclissi del pensiero: liberale, socialista, o cattolico che sia, alla base della nostra Costituzione e della nostra stessa idea di Europa”. Ma non c’è più ideologia e questo può essere anche un fatto positivo che magari ”potrebbe servire anche ad alcuni partiti per rifondarsi ma non mi sembra lo facciano”. Per uscirne, come il latinista dice ai ragazzi, ”bisogna inseguire il proprio daimon, nel segno della responsabilità individuale”.
E in questo, a suo avviso, un grande ruolo spetta all’università.
A teatro, Binasco, Bellocchio jr, SerraFinazzer Flory è Leonardo, Pambieri e La Donna in Nero

30 aprile 201910:45

– L'”Amleto” di Valerio Binasco a Torino e “Autobiografia erotica” di Domenico Starnone a Roma con Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera protagonisti; Massimiliano Finazzer Flory in “Essere Leonardo Da Vinci”, a Milano, e Serena Autieri e Paolo Calabresi con ”La menzogna” di Florian Zeller, diretta da Piero Maccarinelli, a Napoli. E poi ancora Shakespeare tra il “Macbettu” in sardo di Alessandro Serra e il “Tito/Giulio Cesare” di Michele Santeramo e Fabrizio Sinisi a Roma, fino a Giuseppe Pambieri in noir con “La Donna in Nero” di Stephen Mallatratt, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Attacco a Mumbai in nome di AllahIn sala film che rievoca l’assedio al Taj hotel nel 2008

30 aprile 201910:52

“Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio” di Anthony Maras, in sala dal 30 aprile con IFF e M2, racconta uno dei tanti episodi di terrorismo islamico fuori dagli scenari occidentali. Ci troviamo nel novembre 2008, nella popolosa città indiana che venne messa sotto attacco da uno sparuto gruppo di jihadisti del Pakistan.
Per questi giovanissimi uomini, armati e addestrati al sacrificio in nome di Allah, diversi obiettivi, anche se il film, a cui non mancano ritmo e tensione, si concentra soprattutto sui tre giorni d’assedio al leggendario Taj Mahal Palace Hotel. Ovvero una sorta di enclave di lusso per ultra ricchi internazionali ammantato ancora, specie per il puntuale servizio ai clienti, di un vetero-colonialismo in perfetto British style.
Fin qui nulla di strano, tranne il fatto che questo assedio all’hotel durò ben tre giorni, il tempo che ci volle alle teste di cuoio indiane di organizzarsi e arrivare da Nuova Delhi.
Ora in questi tre giorni fu vero caos nella città più popolosa dell’India (venti milioni di abitanti). Un caos che vide persone provenienti da diversi paesi, culture, religioni e classi sociali affrontare, ognuno a modo suo, i pericoli di questo attacco. Su tutti, a distinguersi per coraggio alcuni membri dello staff dell’hotel ed esattamente il rinomato chef Hemant Oberoi (Anupam Kher) e un umile cameriere sikh (Dev Patel), entrambi pronti a rischiare la vita per proteggere i loro ospiti. Ma il film segue anche le vicende di una coppia disperata (Armie Hammer e Nazanin Boniadi) che si ritrova in albergo con il bambino appena nato, e quelle di uno spietato milionario russo (Jason Isaacs) interessato, al contrario, solo a salvarsi la pelle.
Ricco di dettagli realistici il film, che si perde un po’ nella seconda parte, racconta anche le fragilità di questi terroristi votati alla morte, ma con molte riserve e legittime paure.
“Non si può non essere sopraffatti dall’orrore per quello che è successo al Taj Hotel. Ma quando osservi da vicino, emerge una prospettiva diversa – dice il regista – Durante l’assedio sono state catturate più di cinquecento persone. Trentadue sono morti, ma gli altri sono sopravvissuti e questo è quasi un miracolo. Metà delle vittime erano membri dello staff, rimasti lì per proteggere i loro ospiti. Questa – conclude Anthony Maras al suo esordio nel lungometraggio – è una testimonianza dello straordinario eroismo, dell’ingegno e dell’abnegazione che i membri dello staff e gli ospiti hanno dimostrato in quella circostanza”.
Spunta una ciocca di capelli di Leonardo si apre caccia a DnaMuseo Ideale Vinci guida ricerca. Reperto è di collezionista Usa

VINCI (FIRENZE)30 aprile 201911:11

Una ciocca di capelli conservata in una collezione privata negli Usa potrebbe aprire una clamorosa ‘caccia’ al Dna di Leonardo da Vinci. Missione complessa, difficile e ambiziosa ma, pur tra mille cautele, Alessandro Vezzosi – leonardista e direttore del Museo Ideale di Vinci – ci crede. “Abbiamo saputo di questo reperto circa tre anni fa e ci abbiamo cominciato a lavorare sopra per avviare uno studio scientifico serio che ufficialmente prenderà il via il 2 maggio da Vinci”, annuncia lo stesso Vezzosi precisando che “la ciocca di capelli è stata storicamente denominata ‘Les Cheveux de Leonardo da Vinci'” e che “insieme a un altro cimelio questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del Dna” del maestro del Rinascimento.
La ciocca proviene dalla Francia ed è accompagnata da un documento che ne attesterebbe l’autenticità. Negli Usa, dove è già passata di mano due volte, è approdata dopo una compravendita fra collezionisti. L’ultimo possessore ha deciso di esporla in prima mondiale a Vinci dal 2 maggio.
“La sfida – prosegue Alessandro Vezzosi – è partire da questo reperto per cercare il Dna di Leonardo. Non diamo la certezza assoluta del documento di antica provenienza francese circa l’appartenenza della ciocca a Leonardo tuttavia ci stimola a battere la strada per affrontare un tema affascinante”. Nel concreto il Dna ricavato dai capelli sarà confrontato coi “discendenti viventi di Leonardo da Vinci, che abbiamo individuato qui in Toscana, e inoltre con alcune sepolture, anche all’estero”. Si parla di tracce che conducono fino alla Francia e alla Spagna. Ad ogni modo la storica Agnese Sabato, presidente di Leonardo da Vinci Heritage, afferma che la ciocca “è l’elemento che mancava per dare ulteriore concretezza scientifica alle nostre ricerche storiche. Grazie ad analisi genetiche su questo reperto, che saranno incrociate con gli esami sul Dna dei discendenti viventi e delle sepolture che abbiamo individuato negli ultimi anni, è ora possibile fare verifiche per la ricerca del Dna del genio, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise”. Tomba universalmente conosciuta per ospitare le spoglie del genio del ‘500 ma che nell’ambito di questo studio potrebbe venire indagata dal team di Vezzosi. Il 2 maggio lo ‘start’ ufficiale a questo studio imponente con una conferenza a Vinci.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 13:43 DI DOMENICA 28 APRILE 2019

ALLE 08:53 DI LUNEDì 29 APRILE 2019

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Accoltellato attore ‘Paranza bambini’
Era in compagnia di un amico, per lui 20 giorni di prognosi

NAPOLI28 aprile 2019 13:43

– L’attore Artem Tkachuk, tra i protagonisti del film ‘La Paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi, tratto dal bestseller di Roberto Saviano, è stato accoltellato la scorsa notte mentre si trovava nella zona dei ‘baretti’ di Chiaia, a Napoli. Il 18enne era in compagnia di un amico di 21 anni, in via Calabritto, quando è stato avvicinato da un gruppetto di giovani. Uno di loro gli ha chiesto: ‘Sei del Rione Traiano?’ e poi lo ha colpito con un coltello. L’attore è stato trasportato all’ospedale Loreto Mare, per lui una prognosi di 20 giorni. L’amico 21enne è stato colpito a calci e pugni.
Arte: al via convention degli scultoriA Cavriglia (Arezzo) all’opera 12 scultori da tutto il mondo

CAVRIGLIA (AREZZO)28 aprile 201916:50

– E’ stato inaugurato a Cavriglia (Arezzo), nell’area allestita presso i circuiti polivalenti di Bellosguardo, ‘Pietra sublime’, il simposio internazionale di scultura organizzato dall’amministrazione comunale e dall’associazione Aiesm (Associazione internazionale eventi di scultura monumentale). Saranno quindici giorni all’insegna dell’integrazione, dell’arte e della ricerca del dialogo tra le nazioni e all’evento parteciperanno 12 scultori in rappresentanza di Giappone, Turchia, Cina, Armenia, Spagna, Bulgaria, Portogallo, Germania, India e Italia. Ogni artista, selezionato dopo un apposita cernita dal comitato scientifico, si cimenterà con blocchi di pietra da scegliere tra marmo scultoreo, pietra serena e travertino con il fine di creare un’opera d’arte che poi resterà in dotazione alla comunità di Cavriglia. L’amministrazione comunale alla fine della rassegna scultorea ha deciso di installare le opere nei parchi pubblici di tutte le frazioni del territorio e nel capoluogo.
Cortelle, donne basta essere invisibiliAttrice- autrice al Bi&fest, la rassegnazione mi fa arrabbiare

28 aprile 201917

– Capelli sciolti e look minimal total black, Paola Cortellesi arriva al Petruzzelli e conquista la platea mostrando tutta la sua anima pasionaria e femminista e la voglia di dire no a certe cose: “Le donne sono invisibili anche alle stesse donne. A volte giornaliste mi chiedono se c’è davvero il mio contributo a una sceneggiatura di un film, come se fosse una cosa strana che ci sia anche una donna”. L’occasione è la master-class tenuta alla decima edizione del Bif&st dove l’attrice e autrice ha ricevuto stamani il Premio Federico Fellini dalle mani di Felice Laudadio dopo la proiezione di ‘Come un gatto in tangenziale’.
La regina del box office italiano affronta lo spinoso tema del diverso trattamento economico tra uomini e donne e racconta basita: “molte mie colleghe mi dicevano, guardando insieme a me la loro busta paga, ‘per essere una donna va bene così….’ Ma vi rendete conto??? Sono davvero arrabbiata per queste cose”.
Arriva il Guggenheim delle SabbieA 12 anni dal primo annuncio. Progetto Gehry si farà in 4 anni

NEW YORK28 aprile 201917:40

– A 12 anni dall’annuncio ufficiale, il conto alla rovescia per il “Guggenheim delle sabbie” e’ cominciato. La nuova sede satellite ad Abu Dhabi della Solomon R. Guggenheim Foundation, a cui fanno capo, oltre che il museo sulla Quinta Strada disegnato da Frank Lloyd Wright, la Peggy Guggenheim di Venezia e il Guggenheim di Bilbao, sta per essere costruita e i lavori potrebbero essere cosa fatta tra tre o quattro anni, ha annunciato il direttore Richard Armstrong in una intervista a Euronews.
“Siamo in orario e siamo nel budget. Cominceremo presto a costruire”, ha detto Armstrong, senza peraltro precisare una data di apertura che potrebbe collocarsi intorno al 2022. Frank Gehry, in questo caso come a Bilbao, ha firmato l’avveniristico progetto con le stesse complesse linee avvolgenti e una visione innovativa che colloca una nuova collezione di arte contemporanea nel contesto di un paesaggio desertico. Il “Guggenheim delle sabbie” doveva inizialmente aprire nel 2012 e poi nel 2017.
Spagna: da Almodovar a Bardem la cultura in ansiaMolti schierati a sinistra, Colomo tra i Verdi. Vox li attacca

28 aprile 201918:11

Nonostante il giorno del silenzio elettorale e la naturale propensione del mondo culturale a non farsi far prigioniero dei singoli schieramenti politici, buona parte della cultura spagnola di riferimento internazionale non ha fatto mancare di alzare la voce in vista delle incerte e combattute elezioni politiche spagnole di oggi.Sull’onda di mesi che hanno visto grandi intellettuali come Javier Marias e Javier Cercas difendere i diritti dei catalani e addirittura un direttore di festival (Angel Sala del popolarissimo festival del fantastico di Sitges) finire alla gogna mediatica per le sue posizioni indipendentiste.In vista delle elezioni politiche invece, il primo a schierarsi direttamente è stato Fernando Colomo (storico produttore e regista, di grande popolarità in patria) che ha accettato di correre per un seggio al Senato nelle file dei Verdi. “C’è una gran parte di elettori storici della sinistra – ha detto – che hanno mostrato sfiducia negli atti concreti di Podemos dopo aver tanto sperato in un rinnovamento promesso da questo partito. Adesso è ora di riconquistare questi elettori e ho scelto di mettermi in gioco in prima persona anche se penso che il frazionamento delle liste di Sinistra non sia di per sé un bene in un momento tanto critico. Spero che da lunedì le ragioni dell’alleanza prevalgano sulle differenze”.Anche nel campo del cinema il partito nazionalista Vox non ha mancato di alzare la polemica dichiarandosi offeso per il mancato invito alla cerimonia dei Goya (l’Oscar nazionale del cinema spagnolo): nonostante le dichiarazioni degli organizzatori che hanno fatto presente come non sia tradizione del premio invitare i diversi partiti politici, Santiago Abascal (leader del movimento) ha protestato augurandosi che non trionfino “film che mettono in discussioni i valori storici e la memoria del paese” e ha denunciato una sorta di mafia della sinistra che terrebbe in ostaggio la cultura.La risposta implicita viene dal record di candidature (ben 13) del film “El Reino” di Rodrigo Sorogoyen che denuncia i mali della politica e della corruzione. E una certa sfiducia nelle promesse elettorali di tutti i partiti si legge nell’editoriale di qualche giorno fa a firma dello sceneggiatore David Trueba che sulle colonne del “Pais” denuncia il teatrino elettorale dei dibattiti tra i candidati parlando di una sorta di “futurismo della politica” in cui parole vuote di senso diventano slogan e facili promesse.Ma l’atto più clamoroso è di certo il manifesto per una sinistra unita che, firmato ufficialmente proprio venerdì scorso al Circulo de Belas Artes di Madrid, vede insieme personalità come Pedro Almodovar, Almudena Grandes, Miguel Ríos, Carlos Bardem, Ana Belén. Il manifesto porta un titolo esplicito: “Tu decidi” e chiama gli elettori alla mobilitazione per una “Spagna reale, quella che si recherà alle urne per l’affermazione di una civiltà democratica”.

A Illegio in mostra mille anni di storiaDal 12 maggio nel borgo Fvg Picasso,Geoffroy, Reynolds e Bonatti

TRIESTE28 aprile 201919:19

– Quasi un millennio di storia dell’arte, che corre tra il 1145 al 1968, quaranta opere, fra cui un Picasso che, sfogliando le pagine della letteratura classica, della mitologia greca, la sacra scrittura e i grandi testi spirituali dell’umanità, “ci parleranno delle grandi figure che ci hanno insegnato a vivere”. Sarà una mostra di capolavori, intuizioni, emozioni e simboli, quella che verrà inaugurata a Illegio (Udine), il 12 maggio prossimo e dedicata appunto a loro, i ‘Maestri’. Fra le più importanti tele in mostra (fino al 6 ottobre) – provenienti da Francia, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Vaticano – a simboleggiare i quattro capitoli in cui si divide il percorso espositivo, svela il curatore dell’esposizione, don Alessio Geretti, “scopriremo le opere di Henri Jean Jules Geoffroy, ‘La scuola materna’ (1898); Sir Joshua Reynolds, ‘L’educazione di Cupido’ (1751); Jules Bastien Lepage, ‘Diogene’ (1877) e Vittorio Bonatti, L’animatore (1920).
Lovers, vince ‘Carmen Y Lola’A Torino il festival sui temi Lgbtqi

TORINO28 aprile 201918:35

– “Carmen Y Lola” del regista Arantxa Echevarria ha vinto per la categoria lungometraggi il ‘Lovers Film Festival’, rassegna cinematografica sui temi Lgbtqi terminata oggi a Torino. I giurati – Iaia Forte, Laura Bispuri e Neri Marcorè – hanno scelto “Carmen Y Lola” perché dal film, come si legge nella motivazione, “in un equilibrio narrativo che concilia realismo, toni drammatici e leggerezza emerge la forza di un amore che si impone nonostante tutto e senza calcoli”. Il concorso internazionale documentari è stato vinto da “Normal” di Adele Tulli. La miglior pellicola della sezione iconoclasta è stata giudicata “Capital Retour” di Léo Bizeul. I giurati del concorso cortometraggi hanno scelto come vincitore “Chechnya” di Jordan Goldnadel, che “rivela la brutalità della persecuzione delle persone omosessuali in Cecenia”. Il Premio del Pubblico – che conta sulla collaborazione di My Movies – è andato a “A dog barking at the moon” di Lisa Zi Xiang Il festival stato diretto da Irene Dionisio.
Avengers Endgame, incasso recordNessun film ha mai incassato così tanto all’uscita in sala

28 aprile 201920:19

– Con un incasso monster di 350 milioni di dollari solo negli Usa, e un totale di 1,2 miliardi di dollari nel mondo, Avengers Endgame mette a segno nel weekend il record per la migliore uscita di tutti i tempi. Il precedente da battere era del resto un altro episodio della saga, Avengers Infinity War, che al debutto aveva incassato 640 milioni di dollari e che ora scivola al secondo posto. Nelle sale Usa dove la pellicola Disney-Marvel è uscita giovedì in contemporanea con 21 paesi del mondo, ha raccolto una media di 75 mila dollari a sala. Sul secondo gradino del podio ritorna Captain Marvel con un incasso questa settimana di 8 milioni (il totale in 8 settimane di programmazione è di 413,5 milioni). Primo una settimana fa, scivola in terza posizione l’olandese La Llorona- le lacrime del male con 7,5 milioni e un incasso totale di 41,2 in due settimane che comunque già ampiamente ripa i 9 mln di costo. Segue Atto di fede con 6,3 milioni di dollari. Quinto infine Shazam! con 5,5 milioni di dollari.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 05:36 DI SABATO 27 APRILE 2019

ALLE 13:36 DI DOMENICA 28 APRILE 2019

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The Society, serie suspense senza adulti
Su Netflix dal 10 maggio, adolescenti soli tra alleanze e caos

27 aprile 2019 05:36

Un gruppo di adolescenti del New England apparentemente lasciati a se stessi senza alcuna traccia dei loro genitori. L’iniziale ebbrezza della libertà senza freni sembra però essere sostituita in fretta dal caos dato dalla mancanza di regole. The Society, è la serie (per un pubblico dai 14 anni) targata Netflix che sbarca dal 10 maggio in tutti i paesi in cui il servizio streaming è disponibile. Descritta come un Signore delle Mosche in chiave moderna, vede dietro la macchina da presa il regista Mark Webb (“500 giorni insieme”) e lo sceneggiatore Christopher Keyser (“Party of Five”). Gli episodi che comporranno The Society saranno 10 e avranno la durata di circa 40-50 minuti ciascuno. La serie segue un gruppo di adolescenti che vengono misteriosamente trasportati in un fac-simile di West Ham, la ricca città del New England nella quale abitano. Qui i giovani si ritrovano da soli: i loro genitori sono spariti senza lasciare traccia.Dopo l’iniziale sorpresa e divertimento, prevale l’angoscia e la necessità di trovare una forma di società per andare avanti. Mentre lottano per capire cosa è successo a loro e come tornare a casa, devono stabilire un ordine e formare alleanze se vogliono sopravvivere. Le loro esistenze saranno capovolte quando si ritroveranno da soli in una versione distopica della vita che hanno sempre conosciuto. L’intento della serie è quello di porre le grandi domande sulla natura umana. L’enigmatico trailer è anticipato dalla didascalia che chiede ai protagonisti: “dove state scappando? Non potete andare da nessuna parte”. Il cast di The Society targata Netflix è capitanato da Kathryn Newton. Presto la vedremo nella seconda stagione di Big Little Lies. Newton ha il ruolo di Allie, la sorella minore di Cassandra (Rachel Keller- Fargo, Legion), ragazza considerata come la migliore della città. Allie ha passato tutta la vita nell’ombra della sorella: qualunque siano le sue forze, Allie ignora completamente le qualità di cui dispone. Quando tutti gli adulti spariranno, però, sarà lei diventare un punto fermo.
In video si vede una delle protagoniste, proprio Allie chiamare la madre: “Sono sempre io che fine avete fatto tutti, sono passati nove giorni siamo soli qui. All’inizio, alcuni credevano fosse divertente prendere le decisioni da soli, ma le cose si sono messe male”. Sulle note della canzone di Bury a friend della cantante Billie Elish, si susseguono scene cariche di tensione, si sentono colpi di pistola, inseguimenti, ragazzi che si prendono a pugni, spaccano vetrine, una città in rivolta, e altri che seppelliscono qualcuno. Infine vediamo la ragazza al telefono chiedere alla madre: “Se senti il messaggio, ti prego vieni a prenderci”.
Tra i giovani interpreti anche Alex Fitzalan (Harry), Kristine Froseth (Kelly), Jacques Colimon (Will), Sean Berdy (Sam), Toby Wallace (Campbell), Gideon Adlon (Becca), Olivia DeJonge (Elle), Alex MacNicoll (Luca), Natasha Liu Bordizzo (Helena), Jose Julian (Gordie), Salena Qureshi (Bean), Jack Mulhern (Grizz) e Grace Victoria Cox (Lexie).

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Jazz Bandakadabra per mercati di Torino
Originale esibizione della band in occasione del Jazz Festival

TORINO27 aprile 201913:13

– Il jazz invade le strade di Torino con i Bandakadabra. In occasione del Torino Jazz Festival, l’orchestra da passeggio esegue brani della tradizione swing tra le bancarelle dei mercati rionali del capoluogo piemontese. Con i musicisti della marching band, che suona però come una big band, ci sono anche due corpi di ballerini lindy hop. Ironici, canzonatori e teatrali, da questa mattina eseguono il loro repertorio di musica, cabaret e balli tra la curiosità e lo stupore dei passanti che fanno la spesa.
Corso Spezia, via Di Nanni, piazza della Vittoria, piazza Foroni, Porta Palazzo e Mercato Centrale sono le tappe di questo originale tour. La band guidata da Gipo Di Napoli si è guadagnata negli anni l’affetto degli appassionati grazie all’energia “street e sound” da orchestra anni ’30, pronta a farsi valere anche in sala d’incisione, come dimostra il recente disco Entomology2.
A Napoli la ‘Casa delle Guarattelle’Sede dedicata a Zappella, animò il teatrino di Pulcinella e Co.

ANSANAPOLI27 aprile 201913:13

– Pulcinella, e tutte le guarattelle, trovano casa a Napoli per celebrare, con sfilate e spettacoli, l’arte antica dei burattinai partenopei risalente al XVI secolo.
L’inaugurazione della sede, vico Pazzariello in pieno centro antico dedicata a Nunzio Zampella fino agli anni settanta anima e voce del teatro delle figure, apre le manifestazioni del ‘ Maggio dei monumenti’.
Animatore dell’iniziativa il maestro guarattellaio Bruno Leone che da anni a raccolto il testimone di questa antica forma di spettacolo, il cosiddetto Teatro di figura che vede in Pulcinella, sono decine di pupi e burattini utilizzati, il personaggio più conosciuto. Il programma, oltre all’inaugurazione prevista per domenica 28, parete ,spettacoli ed incontri con i maestri guarattellai.
Le foto dell’800 al Louvre di Abu DhabiPrima grande rassegna fotografica nel museo degli Emirati Arabi

27 aprile 201913:29

– La prima foto della Mecca scattata nel 1881 dal fotografo egiziano Sadiq Bey, le prime istantanee di August Bartholdi in Arabia Saudita e Yemen, le vedute di Mombay e il ritratto del Maharajah di Orchla fatto nel 1882 da Lala Deen Dayal, considerato il miglior fotografo indiano del suo tempo. Sono i tasselli di maggior rilievo del racconto che Louvre Abu Dhabi propone con la mostra “Fotografie 1842-1896: il primo Album del Mondo”. Fino al 13 luglio la magnifica struttura espositiva degli Emirati Arabi Uniti presenta più di 250 immagini storiche che documentano gli albori della fotografia e illuminano il passato del mondo, dal Medio Oriente, con momenti fissati in Arabia Saudita ed Egitto, ad alcune tra le foto più antiche scattate in India e nelle Filippine. La prima grande mostra di fotografia organizzata da Louvre Abu Dhabi è promossa con il museo du Quai Branly-Jacques Chirac e Agence France-Museums e sponsorizzata da Bank of Sharjah.
Lady Gaga lancia linea beauty a L.VegasBoutique in costruzione. Apertura prevista a fine maggio

NEW YORK27 aprile 201916:03

– Come se non le bastasse il successo da cantante e attrice, Lady Gaga ora esplora anche il mondo del ‘beauty’ e si appresta a lanciare una sua linea e ad aprire una boutique a Las Vegas. Secondo la stampa locale, la boutique è ancora in costruzione ma dovrebbe essere inaugurata a fine maggio.
La linea di Gaga si chiamerà ‘Haus Beauty’ e la popstar ne ha registrato i diritti già dall’anno scorso. Comprende profumi, fondotinta, rossetti, smalti e vari altri prodotti. Il nome è ispirato dalla sua squadra creativa personale ‘Haus Gaga’. Il team è responsabile della sua immagine, tra le altre cose, durante le performance dal vivo. Nel 2016 per celebrare la partnership decennale, la protagonista del film ‘A Star is Born’ si fece tatuare la parola ‘Haus’ sul braccio destro.
Britney Spears esce da riabilitazioneAttrice ricoverata per stress dopo malattia padre

NEW YORK27 aprile 201916:10

– Dopo meno di un mese Britney Spears ha lasciato il centro di riabilitazione mentale in cui era stata ricoverata a causa dello stress per la preoccupazione per la salute del padre. La cantante, 37 anni, aveva deciso di sottoporsi a terapia all’inizio del mese dopo un collasso mentale causato dal peggioramento delle condizioni di salute del padre Jamie Spears.
L’uomo aveva avuto due interventi all’intestino tuttavia dopo l’ultimo è andato incontro a complicazioni. I suoi problemi erano iniziati lo scorso anno quanto il suo colon si è lacerato spontaneamente. Non molto tempo fa Britney aveva annunciato la sospensione dei suoi spettacoli a Las Vegas proprio per prendersi cura del padre. In un post su Instagram prima del ricovero Britney aveva scritto, “Prendetevi cura di voi stessi, della mente, corpo, spirito” e “Tutti abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi stessi”.
Riapre parco Racconigi, chiuso da 8 mesiAssessora Piemonte, ‘ma ora il governo ascolti nostre proposte’

TORINO27 aprile 201916:17

– “Il ministro Bonisoli ci ha recentemente rassicurato che a maggio riaprirà parte del parco del Castello di Racconigi”, residenza reale in provincia di Cuneo. Lo annuncia l’assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, che ha partecipato ad un incontro sul futuro del parco, chiuso da otto mesi in seguito alla caduta di un albero. “Speriamo succeda davvero”, è l’auspicio della Parigi, che invita ad affrontare il problema in modo strutturale.
“Come Regione abbiamo già da tempo proposto più possibili soluzioni – ricorda -. La più immediata è quella di una convenzione tra il Castello e il Consorzio delle Residenze reali sabaude, che ci permetterebbe di intervenire sia sulla valorizzazione, sia con risorse economiche. La seconda è l’autonomia regionale per la valorizzazione dei beni culturali, una delle deleghe che abbiamo richiesto al governo. Dal Ministero – sostiene – finora non abbiamo riscontrato né la disponibilità né la volontà politica di percorrere queste strade”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ron Howard racconta leggenda Pavarotti
Il docu nelle sale Usa dal 7 giugno

NEW YORK27 aprile 201921:23

Un ritratto dell’artista e dell’uomo. Ron Howard si cimenta nell’impresa di raccontare la vita e la carriera di uno dei più grandi tenori della storia della lirica, Luciano Pavarotti. Con un titolo minimal (‘Pavarotti’), accompagnato tuttavia da un sottotitolo che lascia poco spazio all’interpretazione, (‘Genius is Forever’ il genio è per sempre), l’ex ragazzo di ‘Happy Days’ è andato a ripescare negli archivi della famiglia, ha passato al setaccio interviste, filmati musicali per realizzare un docufilm con un ritratto di Pavarotti che lo vede impegnato sia in quelle che sono state le sue performance più celebri sia in immagini di repertorio inedite. Ne è venuto fuori un racconto che mostra il lato più conosciuto e celebre dell’uomo ma anche i suoi aspetti più intimi, l’umanità della persona con le sue paure e le sue insicurezze, per esempio quella di andare in scena. Perché il grandissimo Pavarotti, scopriamo, era terribilmente in ansia ogni volta che saliva sul palcoscenico. “Vado a morire” – lo si sente dire mentre sta per esibirsi. “Sei sicuro di prendere la nota?” gli chiede un giornalista durante un’intervista. “No – gli risponde lui- questa è la bellezza della mia professione”. Frutto di una co-produzione tra Stati Uniti e Gran Bretagna, il biopic sarà nelle sale americane il 7 giugno, distribuito da Cbs Films. In Italia i diritti sono stati acquistati da TimVision e Wildside. Il film è stato interamente finanziato da Polygram Entertainment della Universal Music e Decca Records, la casa discografica dello stesso tenore italiano. Nel trailer lo si vede con I Tre Tenori e nella loro storica rappresentazione di ‘Nessun Dorma’ ai campionati mondiali del 1990 a Roma. Poi ci sono le testimonianze degli amici e dei colleghi, da José Carreras a Bono degli U2, o Placido Domingo, che sembra quasi commuoversi quando dice: “Bastava che aprisse la bocca e tutto gli veniva facile”. Howard racconta di aver voluto capire come un cantante lirico sia potuto diventare un’icona così popolare. “Non sapevo molto di opera, ma ho sempre considerato Pavarotti una figura carismatica.- spiega il regista- Lo incontrai negli anni ’80. Come per molte persone, lui mi ha introdotto all’opera come qualcosa di accessibile, commovente ed emozionante. Probabilmente gli unici album di opera che ho comprato sono di Pavarotti”. Ucciso da un cancro al pancreas nel 2007, Pavarotti era un genio musicale, ma anche una persona particolarmente sensibile che veniva profondamente colpita dalle ingiustizie sociali. La sua grande umanità e generosità, viene ricordato nel docu, era tangibile per esempio con i ‘Pavarotti&Friends’, la serie di concerti tenuti a Modena annualmente per quasi dieci anni a scopo benefico, eventi indimenticabili nei quali il grande tenore chiamava sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop e rock italiana e internazionale per duetti memorabili.

Scarlett for President? In futuro forseDubbi dell’attrice su Biden, ‘partito democratico è sfasciato’

NEW YORK27 aprile 201919:01

Scarlett Johansson sulla poltrona da presidente? Perché no. Lo dice la stessa attrice, 34 anni, star di ‘Avengers: End Game’ in un’intervista a Variety. La Johansson sottolinea anche tuttavia che al momento non ne sente l’esigenza ma per il futuro non esclude una svolta politica nella sua carriera. “Forse nel futuro – ha detto -. Credo che il modo migliore per il cambiamento è a livello di politica locale.
Forse ad un certo punto in un futuro distante io sentirò quella chiamata. Per ora non ancora”. L’attrice ha dubbi sulla candidatura dell’ex presidente Joe Biden, in particolare dopo le accuse di molestie da parte di alcune donne. Nel 2016 la Johansson è stata sostenitrice di Hillary Clinton ma attualmente non ha un candidato da sostenere.
“Il partito democratico è a pezzi in molti modi ed ha subito danni in questi ultimi anni. Per quanto mi riguarda – dice – se ci fosse un candidato dietro cui unirci tutti di sicuro sarebbe quello che appoggerei. Credo anche che sia da qualche parte lì fuori”.
Scala, cda su conti e stagione con D&GPareggio di bilancio, in programma 15 opere e 7 balletti

MILANO27 aprile 201917:38

– L’approvazione del bilancio 2018 (in pareggio) e la presentazione della prossima stagione, in cui debutteranno come costumisti Dolce & Gabbana, sono i due punti principali all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione della Scala in programma per il 29 aprile.
Saranno 15 i titoli di opera in cartellone e 7 di balletto.
Il 7 dicembre l’inaugurazione sarà con Tosca diretta da Riccardo Chailly e la superstar Anna Netrebko nel ruolo principale. In programma – come il sovrintendente ha spiegato nella consueta presentazione ai sindacati – ci saranno Trovatore, Tannhauser, Salomé con Chailly e la regia, Damiano Michieletto, e Un ballo in maschera firmato dal premio Oscar Gabriele Salvatores con i costumi di Dolce e Gabbana e Zubin Mehta sul podio. E poi ancora Romeo et Juliette di Gounod, Il turco in Italia e il Viaggio a Reims, Pelléas et Mélisande di Debussyi, L’amore dei tre re di Montemezzi, Fedora di Giordano, Semele di Haendel, un Dittico contemporaneo e la Gioconda di Ponchielli.
Flynn, il mio Brom, ironico antieroeL’attore del Trono di Spade al Comicon,una serie da incorniciare

27 aprile 201921:20

“Ogni spettatore recepisce un messaggio dal Trono di Spade. Io però resto colpito da come certe serie diventino così globali raccontando la metafora della nostra condizione umana, parlando della nostra disconnessione dalla natura e della nostra svolta verso materialismo e possesso”. Così Jerome Flynn racconta l’avvicinamento alla fine di Games of Thrones, la serie in cui interpreta Brom. L’attore inglese si racconta a Napoli, ospite del Comicon, ma confessa di aspettare con ansia anche lui i prossimi episodi: “Non posso parlarne ovviamente – dice – ma anche io non vedo l’ora di vedere quello di domani, sarà incredibile. So dell’attesa dei fan per questi ultimi episodi e posso dire che quello di domani sarà un episodio epico. Ma per tutti noi l’ultima stagione è stata anche la fine di un viaggio professionale molto bello. La produzione alla fine ci ha donato il pezzo di storyboard con una delle nostre scene più importanti dell’ultima stagione”.Una serie ‘da incorniciare’ , sottolinea Flynn, ma anche al passo con i tempi: “Racconta la necessità che l’umanità lavori insieme per un obiettivo, dell’inutilità delle divisioni. Siamo in un momento storico in cui abbiamo una finestra stretta per salvaguardare il mondo ma dobbiamo partecipare tutti”. L’attore si sofferma sul suo personaggio ma anche sui modelli che lo hanno ispirato in Games of Thrones e nella sua carriera artistica: “Bron – dice – sembra un eroe, ma invece è un antieroe. Non ho pensato a un modello in particolare per prepararlo, alla fine ho fatto riferimento a un mio compagno di scuola, che era un duro ma aveva anche una grande ironia.Modelli? Posso citare Nelson Mandela come modello di vita, una persona a cui molti dovrebbero fare riferimento soprattutto in un momento in cui è difficile per i giovani avere dei buoni modelli”. Flynn dice di amare molto il cinema italiano “in particolare Bertolucci, che trovo un filmaker incredibile”, ma anche di essere cresciuto con il cinema americano in bianco e nero: “da ragazzo amavo i vecchi film come ‘La vita è meravigliosa, e amavo James Stewart che faceva arrivare allo spettatore la passione che metteva nell’interpretazione”. Se il Trono di Spade si avvia alla conclusione, Flynn si proietta ora sulla sua nuova avventura professionale, “La Torre nera”, l’adattamento della saga di Stephen King: “Parto domani per cominciare a lavorarci. Sarò il padre di Roland – racconta – un re che cerca di mettere d’accordo diversi capi. E’ un personaggio diverso da quello di Bron, che è un solitario, questo invece ha una famiglia strutturata e di lignaggio reale”.Flynn ha incontrato il pubblico in un affollatissimo auditorium della Mostra d’Oltremare, rispondendo anche alle domande del pubblico e si è poi concesso all’abbraccio dei fan di Comicon che oggi ha registrato il tutto esaurito.

Come gli animali domano la natura ostileSu National Geographic 6 episodi Bear Grylls dal 28 aprile

27 aprile 201918:41

– Dalle profondità più estreme ai luoghi più freddi della Terra alla scoperta di luoghi impervi e ostili presenti in natura. Bear Grylls: la legge del più forte è una serie in 6 episodi, in onda su National Geographic (Sky, 403) dal 28 aprile la domenica alle 20.55 che mostra gli straordinari modi in cui gli animali si sono adattati alle avversità per sopravvivere.
Il pianeta è cambiato più negli ultimi 40 anni che in qualsiasi altro periodo della sua storia. Gli animali che popolano gli ambienti più ostili della Terra si sono dovuti adattare ai cambiamenti in un vero e proprio battito di ciglia in termini evolutivi. La loro sfida è una sola: adattarsi o morire.
Studio, scoperta una nuova regina egiziaAvrebbe regnato in diarchia quando Tutankhamon era bambino

IL CAIRO27 aprile 201921:15

Nel breve periodo tra la morte del re Akhenaton della XVIII dinastia e l’effimero avvento del faraone-bambino Tutankhamon, una misteriosa sovrana non avrebbe governato l’Egitto da sola ma affiancata da una regina finora sconosciuta agli egittologi. Entrando con coraggio nelle tenebre di 3.300 anni fa e maneggiando pezzi sacri dell’egittologia tra cui l’affascinante Nefertiti, una studiosa dell’Università del Québec a Montréal (Uqam) ha sostenuto questa tesi dell’esistenza di una regina egizia finora sconosciuta e di un’inedita diarchia tutta femminile.
Una sintesi della ricerca che ha portato alla scoperta di una regina é stata pubblicata sul sito dell’ateneo canadese dove si sottolinea che “due donne, e non una, regnarono sull’Egitto nel XIV secolo avanti Cristo”, un’ipotesi “mai prospettata dall’egittologia”.
Da una cinquantina d’anni gli egittologi sapevano che una regina aveva regnato tra la morte del faraone Akhenaton e l’ascesa al trono di suo figlio, l’icona dell’egittologia Tutankhamon, ma erano divisi sull’identità di questa misteriosa sovrana, ricorda il sito dell’ateneo, uno dei quattro di Montreal.
Appoggiandosi a “ricerche epigrafiche e iconografiche” ora una storica dell’arte specialista di semeiotica visuale dell’ateneo, Valérie Angenot, afferma che Akhenaton – oltre a sposare la propria figlia Meritaton per “prepararla a succedergli – avrebbe in seguito associato al potere un’altra” delle sue sei figlie, “Neferneferuaton Tasherit”.
Le due avrebbero dunque regnato insieme, dopo la morte del padre, per “tre o quattro anni col nome di Neferneferuaton Ankhkheperure”, sintetizza ancora il sito spiegando la genesi di un nome che ha “seminato la confusione fra gli egittologi”.
Angenot é giunta a questa conclusione anche attraverso l’ “analisi di centinaia di pezzi” del celeberrimo tesoro di Tutankhamon, quello scoperto nel 1922 nella tomba del faraone-bambino che “aveva usurpato una grande parte del materiale funerario appartenente”, appunto, “a una regina-faraone dal nome di Neferneferuaton Ankhkheperure”.
Alcuni egittologi pensano che si tratti di Nefertiti, la grande sposa reale di Akhenaton, quella resa celeberrima dal busto conservato a Berlino, e ritengono che il faraone le abbia imposto anche il nome di Neferneferuaton.
Lo studio di Angenot, specialista anche di arte egizia, analizza fra l’altro “statue e statuette dai tratti femminili che rappresentano le principesse” ed é stato presentato al convegno annuale del l’American Research Center in Egypt (Arce) svoltosi dal 12 al 14 aprile scorso ad Alexandria, in Virginia, riunendo egittologi provenienti da Canada, Stati Uniti ed Europa, ricorda il sito in un articolo pubblicato una decina di giorni fa.
Giornate Castelli, tornano in 19 regioniL’11 e il 12 maggio, si visita anche cinta muraria dell’Aquila

28 aprile 201912:41

– Fortezze, torri, ponti levatoi, cinte murarie e segrete da Nord a Sud. Raccontano una storia meravigliosa e gloriosa fatta di epiche battaglie, tradimenti, eroiche resistenze e vita nobiliare le Giornate Nazionali dei Castelli, giunte nel 2019 alla 21/a edizione e fissate per sabato 11 e domenica 12 maggio.
Dal castello Brown di Portofino al molisano Pescolanciano, da quello di Noarna a Trento alla cinta muraria dell’Aquila passando per Craco in Basilicata, Adrano in Sicilia e Sanluri in Sardegna sarà un fiorire di visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde e tanto altro.
Ogni anno i siti prescelti sono diversi dai precedenti – tutte le informazioni sulle varie aperture sono disponibili su http://www.istitutoitalianocastelli.it (per i social c’è l’hashtag #giornatenezionalideicastelli2019) – consentendo anche ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze visitando spesso luogo di soliti non aperti al pubblico.
“Ogni anno – spiega Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto e presidente dell’Istituto Italiano Castelli – cerchiamo di mostrare luoghi mai visti, o di farli riscoprire con occhi nuovi: inauguriamo architetture ristrutturate o cerchiamo di ripopolare siti legati all’attualità stringente del nostro paese. Proponiamo di riscoprire un territorio critico per i recenti sismi ma pieno di potenzialità come quello abruzzese, dopo che l’anno scorso abbiamo acceso i riflettori sulle zone terremotate delle Marche. Vi inviteremo a visitare, in particolare, la cinta muraria de l’Aquila. Restando al centro, apriremo il castello umbro di Montecolognola (Magione, Perugia), e attiveremo lo straordinario borgo e rocca di Mondavio (Marche)”.
Morricone al Bif&st, maestro tra umiltà e lacrimeIl due volte Oscar, “io eccellenza italiana? Cosa significa?”

loBARI27 aprile 201921:

Impossibile scalfire l’autentica modestia di Ennio Morricone festeggiato oggi a Bari al Bif&st di Felice Laudadio, festival arrivato al decennale, che gli conferirà stasera al Teatro Petruzzelli il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence” alla presenza di altre tre personalità del cinema italiano: i premi Oscar Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore. “Io un eccellenza italiana? Non so neppure bene cosa significhi – dice Morricone – . So solo che faccio questo lavoro con dedizione e costanza, cose che mi hanno portato a dove sono arrivato oggi, tutto qui: sono solo un artigiano”.Anzi, ha aggiunto poi il musicista, “Penso sempre di non meritare nulla quando ricevo i premi perché credo che questi non siano dati alla persona, ma nel mio caso all’arte cinematografica dove mi esprimo”. L’artista due volte Premio Oscar, non manca di commozione e lacrime come quando stamani – dopo la laudatio di Piovani e i saluti del governatore Michele Emiliano e del sindaco di Bari, Antonio Decaro – ripensa, sul palco del Teatro Petruzzelli, a quando questa storica struttura piena di storia fu distrutta da un incendio. Allora Morricone si lascia andare alle lacrime, mentre riaffiorano subito dopo i problemi del suo lavoro: “Le musiche del film si scrivono solo alla fine – spiega rivolto al pubblico – e così non sai mai fino all’ultimo se piaceranno al regista. A volte mi sono divertito a fare uno scherzo al committente di turno: fargli sentire un pezzo difficile scritto da me per il suo film. Regolarmente sono pezzi che non piacciono, ma a me a volte, pur immaginando le risposte, mi diverte la sfida, mi diverte provocare”.Il Festival comunque dedicherà quest’anno una retrospettiva composta da 42 film da lui musicati, scelti fra gli oltre 520 titoli della sua filmografia, una grande mostra fotografica allestita all’interno del Colonnato della Provincia di Bari e una serie di otto incontri con alcuni registi dei film per i quali ha scritto le musiche. Sono attesi Giuliano Montaldo, Roberto Faenza, Dario Argento, Ricky Tognazzi, Simona Izzo e Marco Bellocchio.
Nato a Roma nel 1928, Morricone ha però una visione aristocratica della musica. Una cosa che esprime oggi a Bari in due occasioni: “Non si può salvare un film mediocre con una buona musica, è una follia pensarlo”, dice a un certo punto, e poi ancora: “La musica nella vita di una persona dipende dalla cultura che ha. Per alcuni una certa musica significa pochissimo mentre per altri moltissimo, insomma la musica non è uguale per tutti”.

Marcorè Guerritore e Brachetti a LoversA Torino l’ultima giornata della 34esima edizione

TORINO27 aprile 201918:28

– Serra Ylmaz, attrice icona del cinema di Ferzan Ozpetek intervistata da Neri Marcorè, e Monica Guerritore e Arturo Brachetti lettori del monologo ‘In cerca di me’ di Elsi Perino chiudono – domani sera a Torino – la 34/a edizione di Lovers, il più antico festival sui temi Lgbtqi d’Europa, terzo nel mondo, diretto da Irene Dionisio con la consulenza del fondatore Giovanni Minerba.
La giornata di chiusura di questa edizione “dedicata – dice Dionisio – a fare resilienza e difendere diritti conquistati negli ultimi decenni che oggi sembrano venir rimessi in discussione”, è ricchissima. Si parte al mattino, con la proiezione di ‘Mary Poppins Returns’ di Rob Marshall (usa, 2018), in collaborazione con Giovani Genitori-Famiglie Arcobaleno. Chiude il festival il film ‘Les crevettes pailletèes’ di Maxime Govare e Cedric Le Gallo (Francia, 2019), storia di una squadra di pallanuoto formata da atleti gay. In giornata si conoscerà anche il nome del prossimo direttore.

India: bloccata uscita del film su ModiNelle sale dopo il voto: ‘E’ un’agiografia, non un documentario’

NEW DELHI28 aprile 201911:00

La Corte Suprema indiana ha definitivamente posticipato l’uscita nelle sale di “NaMo”, il film documentario sulla vita del premier Narendra Modi, a dopo la conclusione della tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento, che terminerà il 19 maggio.
La Corte ha accettato in pieno le osservazioni dei tre rappresentanti della Commissione Elettorale che, dopo avere visionato il biopic, hanno scritto che avrebbe turbato la par condicio della campagna e lo hanno definito una “agiografia” più che un documentario.
Secondo i membri della Commissione Elettorale, in almeno diciassette passaggi il film usa frasi ed espressioni che esaltano il premier in maniera unilaterale.
Il film, che era stato girato e montato a tempi di record, secondo quanto anticipato dal produttore, sarebbe stato proiettato in migliaia di sale gratuitamente.
Parte il nuovo tour di Marco Mengoni <br />RIVEDI IL LIVE STREAMINGDopo le anteprime europee. Per prima volta anche live streaming

27 aprile 201923:32

Reduce del successo delle anteprime europee a Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Madrid, Marco Mengoni apre il suo Atlantico Tour in Italia con due date al Pala Alpitour di Torino. Per la sua nuova avventura nei palazzetti, Mengoni ha già venduto quasi 200 mila biglietti, con molti sold out, come quello di domani. Per la seconda serata torinese ci sono ancora alcuni biglietti. Per dare a tutti un’anteprima esclusiva dello show, Mengoni ha ideato, per i fan impossibilitati a venire alla prima, una diretta Facebook, che con la tecnica Cross-Posting sarà visibile sulle numerose pagine che hanno condiviso l’evento. Si tratta della prima volta che l’inizio di un concerto viene trasmesso in live streaming su un numero così ampio di pagine media e digitali. Mengoni porta sul palco tutti i suoi più grandi successi e i brani dell’ultimo album di inediti Atlantico (tra cui la hit Muhammad Ali) certificato doppio platino con oltre 40 milioni di stream su Spotify e Apple Music.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scoperto inedito Burgess, sequel di Arancia Meccanica
E’ stato rinvenuto negli archivi dell’autore

27 aprile 201912:22

Un inedito manoscritto di Anthony Burgess, ‘sequel’ di Arancia Meccanica, è stato rinvenuto negli archivi dell’autore. Lo riferisce la Cnn. Nell’inedito, Burgess sembra voler rispondere al panico causato nel pubblico dall’adattamento cinematografico di Arancia meccanica firmato da Stanley Kubrick. L’opera che include anche una serie di riflessioni filosofiche sulla condizione umana, si compone di quasi 200 pagine dattiloscritte con l’aggiunta di diverse note scritte a mano dal romanziere. Rimasto abbandonato per decenni nella casa che Burgess si era comprato in Italia, sul lago di Bracciano, il dattiloscritto era stato ricomposto nel ’93, subito dopo la morte dell’autore, e spedito in Gran Bretagna dove ha sede la Fondazione intitolata allo scrittore. “Non è finito, ma c’è comunque molto – dice Andrew Biswell, che lavora alla fondazione e ha contribuito alla scoperta – Se si mette tutto insieme, si può avere un’idea di quello che sarebbe stato. –

Mengoni, vi racconto il mio viaggio
Al via ieri da Torino ‘Atlantico tour’ con tutto esa

28 aprile 201913:25

– E’ uno show che cresce e si trasforma nel corso del concerto, quello protagonista del nuovo tour nei palazzetti italiani di Marco Mengoni, iniziato ieri con un tutto esaurito al Pala Alpitour di Torino. Il live torinese, che questa sera avrà anche il suo bis, è arrivato dopo una manciata di date europee durante le quali la voce di Ronciglione e la sua band hanno potuto mettere a punto uno spettacolo diviso in tre parti e durante il quale Mengoni ripercorre le sue tappe, passando anche dalle citazioni della musica che più l’ha influenzato, da quella sudamericana fino al soul. Il tour toccherà molte delle città italiane e si concluderà il 30 maggio alla Unipol Arena di Bologna. “Racconto il mio viaggio – ha detto Mengoni – e oggi sono felice di essere più libero e maturo. Non mi tremano più le gambe prima di salire sul palco”.

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DALLE 12:06 DI VENERDì 26 APRILE 2019

ALLE 05:36 DI SABATO 27 APRILE 2019

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Napoli anni ’60 con set ‘Amica geniale’
Seconda serie in lavorazione nel centro storico

NAPOLI26 aprile 2019 12:06

– Nel centro storico di Napoli invaso dai turisti di questi giorni è possibile anche imbattersi nel set della seconda serie della fiction L’Amica geniale (tratta dal secondo romanzo di Elena Ferrante ‘Storia del nuovo cognome’) che riporta angoli della città agli anni ’60. La serie diretta da Saverio Costanzo e prodotta da Rai, HBO e Wildeside prevede infatti riprese molte esterne in città, in particolare a Piazza Carlo III, e nel quartiere dell’Arenaccia dove si sta svolgendo la lavorazione in queste ore. Auto d’epoca transitano dinanzi il grande edificio dell’Albergo dei Poveri o sono parcheggiate al lato di marciapiedi dove sono tornate le vecchie insegne dei negozi alimentari, ‘vini e oli’, pollerie, ma anche di negozi di tessuti, ricevitorie del lotto, mentre l’antica edicola del quartiere espone giornali e riviste d’epoca , dal classico ‘Corriere dei piccoli’ ai quotidiani che riportano notizie della cronaca e dello sport dei primi anni 60 e copertine con le foto di dive e regine.
Lucca classica, versetti inediti PucciniIl 3 maggio presentazione, il 5 concerto

FIRENZE26 aprile 201915:37

– Nella programmazione della quinta edizione di Lucca Classica Music Festival una nuova proposta di composizioni inedite di Giacomo Puccini, in collaborazione con il Centro studi Giacomo Puccini, l’Edizione nazionale delle Opere del maestro e quest’anno anche con la Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini.
L’accurato lavoro di ricerca e ricostruzione, si ricorda, nel 2017 ha portato a presentare, in occasione del Festival, 45 minuti di musica per organo mai ascoltata prima. Nel 2018 è stata la volta di ‘Lento e armoniosamente’, brano per pianoforte. Quest’anno, il 5 maggio, nella chiesa di San Pietro Somaldi, con Liuwe Tamminga, primo interprete degli inediti presentati nel 2017, si terrà un concerto che prevede l’esecuzione di altri 22 brani per organo in prima ripresa in tempi moderni. Del programma del concerto e in generale dei ritrovamenti di musiche inedite pucciniane se ne parlerà inoltre il 3 maggio a Palazzo Ducale.
Blumarine ospite all’Arab Fashion WeekIl marchio di Anna Molinari ha aperto l’ottava edizione kermesse

26 aprile 201915:38

– Il marchio Blumarine, ospite d’onore dell’ottava edizione dell’Arab Fashion Week che si svolge a Dubai fino al 28 aprile, ha sfilato in apertura del calendario della prestigiosa kermesse che ospita stavolta 70 designer al Ready Couture, considerato anche l’hub più importante dell’area, propulsore per nuovi talenti, con la collezione FW 2019/20 e alcuni outfit creati ad hoc.
“È un immenso onore per me essere special guest dell’Arab Fashion Council – ha detto Anna Molinari, direttrice creativa e fondatrice del marchio Blumarine – aprendo ufficialmente la manifestazione con la sfilata della collezione FW 2019/20 di Blumarine. L’Arab Fashion Week è considerata uno degli eventi di moda più importanti al mondo, un palcoscenico eccezionale per mostrare i brand del lusso al mondo arabo. Essere qui oggi rappresenta per me un importante riconoscimento alla carriera.
Sono anche molto felice di scoprire in questa occasione Dubai, una città globale, che fonde, con una sinergia speciale, tradizione ed innovazione”.
Fumetti, al Comicon Topolino-CanovaUna storia per la mostra al Mann disegnata da Blasco Pisapia

NAPOLI26 aprile 201916:04

– Topolino-Canova è in crisi creativa e decide di fare un viaggio a Napoli, al Mann, per scoprire i reperti antichi di Pompei ed Ercolano. E’ questo il punto di partenza di “Topolino Canova e la scintilla poetica” la storia che in occasione di Comicon lega Napoli, Topolino e la mostra al Museo Archeologico Nazionale dedicata all’artista. Una storia ma anche una copertina speciale, in vendita dal 1 maggio, nella tradizione di omaggio che da alcuni anni il settimanale Panini dedica al salone del fumetto di Napoli. A disegnare la storia il napoletano Blasco Pisapia, oggi protagonista di un incontro al Comicon: “La rivisitazione di opere letterarie o di carriere di grandi artisti – spiega – fa parte della tradizione di Topolino sin dai tempi de “L’inferno”, ancora oggi una delle storie più conosciute e ristampate. Su questa scia abbiamo pensato di parlare di Canova in occasione della mostra a Napoli per incuriosire e informare i ragazzi e spingerli a continuare la conoscenza dell’artista al Mann”.
A Monte S.Angelo il festival ‘Michael’Dal 4 all’11/5. Anteprime 27 e 30/4 con Ruggiero e Swingbeaters

MONTE SANT’ANGELO (FOGGIA)26 aprile 201916:33

– Dal 4 all’11 maggio torna a Monte Sant’Angelo, città con due siti Unesco, il festival ‘Michael’ che celebra l’apparizione di San Michele sul monte Gargano. L’evento, alla sua seconda edizione, avrà due anteprime per celebrare l’international ‘Jazz Day’: sabato 27 aprile con Antonella Ruggiero e Mark Harris; e martedì 30 aprile con The Swingbeaters. Il via ufficiale sabato 4 maggio con il gemellaggio internazionale tra Monte Sant’Angelo e l’abbazia francese Mont Saint-Michel. La giornata sarà dedicata a ‘Michael e l’Europa’ con dibattiti e concerti. Martedì 7 e mercoledì 8 maggio, appuntamento con ‘San Michele di maggio-la festa’: il rito del fuoco, mostre sul pellegrinaggio, un percorso enogastronomico, proiezioni, canti e poesie dei pellegrini, per concludere con uno spettacolo pirotecnico. Sabato 11 maggio sarà la volta del concerto di Nicola Piovani, a 20 anni dall’Oscar ricevuto per ‘La vita è bella’ di Benigni. Programma completo su ‘montesantangelo.it’.
Ritrovato dopo 29 anni manoscritto rubato

E’ una pagina miniata del ‘400 ritrovata dai carabinieri Tpc

TORINO26 aprile 201916:40

– Era finita nella collezione del Museo nazionale di Arte occidentale di Tokyo una delle 32 pagine miniate strappate da un prezioso codice dell’Arcidiocesi di Torino nel 1990. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Torino, guidati dal comandante Silvio Mele, sono riusciti a recuperare la pergamena che faceva parte del Breviario di Ludovico da Romagnano, opera del XV secolo con scritture in carattere gotico e miniature pregiate che illustrano i personaggi della Bibbia.
Il museo giapponese aveva acquisito la pagina miniata in modo legittimo, ignaro della provenienza illecita. Una volta appresa la notizia, la direzione ha collaborato con le autorità italiane per il recupero.
Delle 32 pagine strappate dal Breviario da un professore del Conservatorio di Torino, scomparso da tempo, sedici erano state recuperate, nel 1996 e nel 2013, a casa del docente e nella sede di una casa d’aste di Monaco di Baviera. Un’altra era stata recuperata in un museo di Tampa, in Florida, e due a Colonia.
Giacomo Balla nei ricordi della figlia ElicaA Roma fino al 16 maggio, dipinti, foto e testimonianze

26 aprile 201920:00

“Elica Balla, l’arte in tempo di guerra” è una mostra a cura di Bianca Cimiotta Lami e Simone Aleandri che, alla Casa della Memoria e della Storia fino al 16 maggio, racconta la vita familiare e l’attività artistica di casa Balla attraverso i dipinti, le testimonianze e gli scritti di Elica, la minore delle due figlie di Giacomo Balla. Il percorso della rassegna procede lungo un binario storico che sfiora significativi episodi della Seconda Guerra Mondiale, rendendone testimonianza sia con la documentazione letteraria, sia con alcune opere di Elica e di Luce Balla. Elica, nata nel 1914 e morta nel 1993, è stata l’autrice di un prezioso libro biografico “Con Balla”, edito in tre volumi da Multhipla Edizioni tra il 1984 e il 1986. Da questo diario del quotidiano sono stati tratti i brani che accompagnano l’interessante e corposo nucleo iconografico di dipinti e di disegni a pastello relativi agli anni della guerra, oltre ad alcune opere dedicate alla ricostruzione post bellica.
Nelle sue memorie, drammatiche da una parte, ma anche con tutto lo spirito e l’ironia che la contraddistinsero, Elica narra episodi legati al tempo dell’occupazione nazista di Roma, come quello del 23 marzo 1944, quando la giovane artista si trovava a pochi isolati di distanza da via Rasella dove esplose la bomba che colpì il convoglio delle forze di occupazione tedesche.
Elica racconta che mentre stava dipingendo “il ritratto a due signorine” (oggi in mostra), figlie del signor De Paolis… si sentivano continuamente colpi e cannonate, “era così tutti i giorni, ma quel giorno… rimasi un po’ sorpresa vedendo che anche la ragazza era spaventata; di lì a poco si sparse la notizia che avevano lanciato una bomba contro i tedeschi che adesso, furiosi, prendevano gli ostaggi per fucilarli…”.
Episodi che la coinvolsero personalmente, come quello dell’arresto, al Parco di Veio nei pressi di Grottarossa, dove insieme al padre e alla sorella furono scambiati per spie mentre dipingevano all’aperto. Solo l’intervento dell’Accademia Nazionale di San Luca garantì per gli artisti, scongiurando il peggio. Non si può parlare di Elica senza parlare di casa Balla e del variopinto ambiente che la casa-studio del grande futurista rappresentava. Negli anni della guerra le due figlie pur non rinunciando alla pittura all’aperto si dedicano a un costante ed intimo lavoro di reciproci ritratti ed autoritratti. A queste opere è stato dedicato uno spazio speciale: l’esposizione è arricchita dallo scrittoio e dalla sediolina usato dalle due sorelle, realizzato con cassette della frutta assemblate e dipinte a macchie di leopardo, secondo il gusto coloniale dell’epoca.
In mostra sarà anche un quadro misterioso nel cui retro emerge una pittura coperta da uno strato di vernice rossa su cui Elica inscrisse firma e datazione dell’opera dipinta sul lato opposto.
Il quadro, raffigurante un uomo mentre scrive a macchina con un curioso gioco di sovrapposizione delle dita, è stato parzialmente svelato in sede di restauro ed è visibile su entrambi i lati grazie ad una struttura apposita. L’opera, non ancora studiata dagli specialisti del settore, allo stato attuale delle conoscenze è di incerta attribuzione, considerando che la casa studio di Balla era frequentata e visitata da una moltitudine di artisti. Su quest’opera sarà illustrato il lavoro scientifico che ne ha permesso la scoperta e la rimozione della pellicola pittorica che ne celava l’esistenza e ora ne restituisce, attraverso un attento lavoro di pulitura, la visibilità. L’iniziativa, a cura della FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Aleandri Arte Moderna.

Dalla Cina l’amore tra ballerina e bossIn sala dal 9 maggio, I figli del Fiume Giallo, di Jia Zhang-Ke

26 aprile 201920:03

–  ‘I figli del Fiume Giallo’ di Jia Zhang-Ke – dopo il Torino Film Festival in sala dal 9 maggio con Cinema di Valerio De Paolis – ci porta nella Cina del 2001 dentro la cultura jianghu (quella criminale della triade cinese). Qui la giovane ex ballerina Quiao (Zhao Tao) si innamora di un boss della mafia locale, Bin (Liao Fan) ed è disposta a fare tutto per lui.
Così, quando Bin si trova in un conflitto a fuoco, non manca di mettersi a sparare per salvarlo, tanto da venire imprigionata per cinque lunghi anni. Non solo. Quando esce lo va a cercare, ma lui si è ritirato, fa un’altra vita e ha un’altra donna. Fin qui tutto bene, ma la storia d’amore tra in due in realtà non finisce. Continua anche se con modalità diverse e con il chiaro intento di mostrare che la modernizzazione della Cina è andata a toccare anche quella cultura popolare e radicata della delinquenza ‘sporcandola’ di cellulari e compromessi. Quasi una missione, quella del regista, di monitorare il cambiamento, con ironia e forse anche con un po’ di dolore.
“Ho lavorato a questo film per tre anni – ha detto il regista già Leone d’oro a Venezia con ‘Still Life’ – e quello che racconto è una parte importante di quella cultura cinese jianghu (triade, mafia) che ha un doppio significato, quello che la lega sia a una vita drammatica, che a una vita pericolosa”.
“Nei Figli del fiume Giallo parlo di una storia – continua Zhang-Ke – che va dal 2001 al 2008, quando la Cina viveva drastici cambiamenti e tutti i valori tradizionali erano cambiati poco a poco. Una cosa che ha riguardato anche il jianghu che si è trovato costretto a cambiare le sue regole, e a volte perdendo parte del suo fascino”.
Nel film, ad alto budget, importante “e comunque centrale è la coppia protagonista che attraverso amore, tradimenti, separazioni, rappacificazioni e ancora separazioni, ma non arriva però mai ad un legame fisso. Entrambi mantengono la loro personale libertà perché credo che in loro ci sia, sopra ogni altra cosa, una natura ribelle”.

Londra racconta il genio di KubrickAl Design Museum ogni sala dedicata ad un film

LONDRA26 aprile 201919:57

L’orrore, la paura, l’ansia generati dai suoi film sono tra le esperienze più forti che il cinema ci abbia regalato e una mostra a Londra ci permette di riviverle tutte insieme. La vita e le opere di Stanley Kubrick, considerato uno dei più grandi della storia del cinema, regista, sceneggiatore, montatore, scenografo, creatore di effetti speciali, fotografo, sono raccontate nell’esposizione appena aperta al Design Museum di Londra e che si chiuderà il 15 settembre.
”Una mostra assolutamente da non perdere” assicura Steven Spielberg, amico e collaboratore di Kubrick, nell’ultimo periodo della sua vita. Nato a New York nel 1928, Kubrick è morto nel 1999 in Gran Bretagna, dove ha lavorato per 40 anni e che aveva scelto come patria d’elezione. Dunque, a 20 anni dalla sua morte, Londra lo vuole ricordare esaltandone l’opera con una mostra che si sviluppa attraverso un percorso espositivo che copre un arco temporale di oltre 30 anni della sua carriera ed è composta da oltre 700 tra reperti, film, video, sceneggiature, testi, disegni, schizzi, abiti di scena(come i vestitini azzurri delle due gemelline di Shining), macchine da presa e documenti di grande valore, provenienti da collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
L’itinerario si snoda in varie sezioni, ciascuna delle quali occupa una sala del museo dedicata ad un tema e a un genere, tra i tanti che l’artista ha affrontato nei suoi film, dal noir de Il bacio dell’assassino, alla satira politica del dottor Stranamore, alla fantascienza di 2001: Odissea nello spazio, alla fantascienza sociologica di Arancia meccanica, al genere storico con Barry Lyndon, all’horror con Shining, al genere di guerra con Full Metal Jacket e Orizzonti di gloria, al dramma psicologico in Eyes Wide Shut. Su schermi ad alta risoluzione, posizionati lungo le pareti delle sale, sono proiettate le scene più famose dei suoi film ma anche materiale inedito e scene tagliate, mai viste in precedenza.
La mostra include anche importanti oggetti realizzati per i film da noti designer internazionali come Hardy Amies, Saul Bass, Milena Canonero e Ken Adam, oltre a dipinti e fotografie di altri importanti artisti. Ad accogliere il visitatore all’ingresso della mostra c’è un tappeto che è la perfetta replica di quello su cui pedala sul suo triciclo il piccolo Danny, figlio del protagonista interpretato da Jack Nicholson, alla scoperta dell’albergo in cui la famiglia è andata a vivere e che prelude la memorabile scena di Shining con le due terribili gemelline.
Anche il visitatore seguendo il tappeto arriva direttamente in un corridoio ‘one-point perspective’ che spiega la famosa tecnica fotografica di Kubrick. Ed è solo l’inizio di una mostra ‘da paura’.

Italia e Regno Unito insieme nell’arteIncontro a Roma. Nel 2020 insieme in Stagione British Council

26 aprile 201917:20

– “Non vogliamo che la Brexit riduca l’ entità dei nostri rapporti”. Nelle parole di Kathryn Simpson, capo della strategia della direzione nazionale Musei del Regno Unito, c’ è tutta la determinazione a mantenere e rafforzare la collaborazione con l’ Italia nonostante le ripercussioni legate all’ uscita dall’ Europa. Sulla strada dell’ arte e della cultura, quindi, il cammino dei due paesi andrà avanti.
A creare l’ occasione per un confronto tra i rispettivi responsabili delle strutture del settore è il British Council, che ha promosso a Roma, il primo appuntamento -dedicato ad arti visive contemporanee e musei- di una serie che abbraccerà tutti gli ambiti con l’obiettivo di mettere insieme informazioni ed esperienze e lanciare progetti di collaborazione. Il pacchetto di incontri guarda al 2020, quando l’Italia sarà protagonista della Stagione di scambi bilaterali promossa dall’ente culturale britannico, dopo quelle degli ultimi anni che hanno coinvolto Giappone, Russia, Corea e Germania.
Tattoo e femminicidio alla BiennaleIl 9 maggio nel Padiglione Guatemala, performance e mostra

26 aprile 201917:32

– L’artista-tatuatore Marco Manzo, il prossimo 9 maggio presenterà nel Padiglione Nazionale Guatemala della 58/a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, un’installazione, che resterà in mostra nella sede fino al 24 novembre e una performance dedicata al femminicidio. Si tratta di due opere monumentali composte da oltre venti sculture in marmo bianco di Carrara, per rappresentare il tema della violenza sulle donne, i cui tatuaggi riportati sulle opere confermano come tale espressione artistica sia annoverata tra i linguaggi più nuovi della storia dell’arte contemporanea. La performance vede alcune donne tatuate interagire con l’installazione El muro del silencio, costituita da quattro pareti titolate Tatuana e Salvarse el pellejo. Sulla pelle delle donne si delineano motivi tipici dello stile Ornamentale, di cui Marco Manzo è maestro, arricchiti da elementi decorativi di tessuti guatemaltechi mischiati a pizzo veneziano, macramè, dentelle e gioielli vittoriani.
Dimora Quasimodo entra rete Casa memoriaCircuito associazione comprende 77 abitazioni ‘illustri’

PRATO26 aprile 201918:33

– Il Museo Casa natale di Salvatore Quasimodo a Modica (Ragusa) entra a far parte dell’associazione nazionale Case della memoria, rete che dal 2005, data della sua costituzione a Prato, a oggi ha riunito 77 abitazioni, in 12 regioni, dove hanno vissuto personaggi illustri.
Il Museo Casa natale del premio Nobel per la letteratura, gestito dall’associazione Proserpina, è ospitato nella dimora in cui il poeta nacque il 20 agosto del 1901, nel centro storico di Modica, in via Posterla. L’abitazione, al primo piano di una palazzina, si compone di cinque ambienti: l’ingresso, lo studio, la camera da letto e due stanzette aperte nel 2016 e adibite a sala video e sala lettura. Nello studio e nella camera da letto conservati mobili e oggetti appartenuti al grande letterato. Si possono inoltre ammirare fotografie autografate, edizioni speciali delle opere di Quasimodo, cimeli appartenuti al poeta, testimonianza della grandezza delle sue opere.
Mengoni apre Atlantico Tour a TorinoDopo le anteprime europee. Per prima volta anche live streaming

TORINO26 aprile 201918:34

– Reduce del successo delle anteprime europee a Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Madrid, Marco Mengoni apre il suo Atlantico Tour in Italia con due date al Pala Alpitour di Torino domani e dopodomani.
Per la sua nuova avventura nei palazzetti, Mengoni ha già venduto quasi 200 mila biglietti, con molti sold out, come quello di domani. Per la seconda serata torinese ci sono ancora alcuni biglietti.
Per dare a tutti un’anteprima esclusiva dello show, Mengoni ha ideato, per i fan impossibilitati a venire alla prima di domani, una diretta Facebook, che con la tecnica Cross-Posting sarà visibile sulle numerose pagine che hanno condiviso l’evento. Si tratta della prima volta che l’inizio di un concerto viene trasmesso in live streaming su un numero così ampio di pagine media e digitali. Mengoni porta sul palco tutti i suoi più grandi successi e i brani dell’ultimo album di inediti Atlantico (tra cui la hit Muhammad Ali) certificato doppio platino con oltre 40 milioni di stream su Spotify e Apple Music.
‘Facciatone’ Duomo Siena, più visiteOrario anticipato alle 8 per ammirare con guida il panorama

26 aprile 201918:37

Dall’8 maggio all’8 settembre 2019 il complesso monumentale del Duomo di Siena dedicato a Santa Maria Assunta, invita a contemplare il panorama della città con aperture della salita al cosiddetto Facciatone, anticipate di alcune ore rispetto agli orari consueti. Il Facciatone, come lo chiamano i senesi, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, da quest’anno e solo su prenotazione, sarà possibile accedervi straordinariamente anche dalle 8 e fino all’8 settembre, durante la permanenza sulla terrazza panoramica, i visitatori potranno contemplare il panorama anche con le spiegazioni di accompagnatori multilingua.
Il Facciatone è un grande e alto muro che, nell’intento dei senesi, doveva divenire la facciata di un Nuovo Duomo, sogno architettonico, capace di guardare la città per intero.
Tornano i Nomadi con ‘Milleanni’Prodotto da Diego Calvetti, il singolo nasce da un testo di Elena Carletti e Massimo Vecchi

26 aprile 201922:32

Si intitola ‘Milleanni’ il nuovo singolo dei Nomadi. Prodotto da Diego Calvetti, è nato da un testo di Elena Carletti e Massimo Vecchi. Il video del brano è stato realizzato da Michele Piazza.Beppe Carletti, tastierista e fondatore dei Nomadi, racconta così il pezzo: “Questa canzone è nata da una sinergia unica che ha unito esperienze ed anime differenti. Tutto è iniziato dalla stesura iniziale di un’autrice, cara amica, Lisa Pietrelli. Il suo brano ci colpì molto e a Massimo Vecchi venne l’intuizione di un tema di profonda attualità e scrisse un testo che si poggiava sull’idea iniziale. Contemporaneamente chiesi a mia figlia Elena un testo e, a quel punto, successe l’inaspettato, i due scritti di Elena e Massimo confluirono in quello che è oggi è la canzone. Il cuore del brano è il pensiero dolce e vibrante che mi scrisse Elena lo scorso anno, in occasione del mio compleanno ‘…Mio padre ha mille anni. Mille anni dentro, mille davanti. Perché è un Nomade Dentro'”.

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Annalisa, Leonardo sarebbe un influencer
Su Italia 1 con 3 puntate, gente vuole divertirsi con scienza

26 aprile 201919:55

“Se fosse vivo oggi, Leonardo sarebbe un influencer, un uomo che influenza la storia”: parola di Annalisa, che da domenica 28 aprile torna in seconda serata su Italia 1 con “Tutta colpa di Leonardo”, un documentario in tre puntate sul più grande inventore di tutti i tempi.
Dopo il viaggio al Cern di Ginevra in “Tutta colpa di Einstein”, quello nello spazio in “Tutta colpa di Galileo”, e quello sull’evoluzione degli esseri umani in “Tutta colpa di Darwin”, questa volta Annalisa aggiunge un nuovo tassello nel suo percorso di esplorazione sulla scienza: “la cosa che differenzia questa edizione – racconta la cantautrice laureata in fisica – è che si approfondiscono diversi mondi, non solo quello scientifico ma anche l’arte, l’architettura, la ricerca di Leonardo a tutto tondo. Il fascino di Leonardo non è solo scientifico o umanistico ma legato alla sua storia, al fatto che sia riuscito a eccellere in qualsiasi campo, non si può che rimanere affascinati da lui”.
Per raccontare Leonardo a un pubblico giovane, “abbiamo cercato di dare una visione del personaggio e non solo di ciò che ha realizzato, era interessante far emergere la sua personalità come nella lettera inviata alla corte di Ludovico Il Moro in cui si proponeva come architetto di corte e, da pacifista, tra le sue competenze metteva la capacità di costruire macchine da guerra: che tenacia e ambizione nel suo curriculum!”. Ad accompagnare il racconto, lo sguardo di esperti come Oliviero Toscani ma anche di tatuatori, urbanisti e delle farfalle della ginnastica ritmica, scelte come incarnazione della ricerca sulle proporzioni e l’armonia portata avanti da Leonardo.
Alla quarta edizione del programma “sono felicissima e contenta del successo delle edizioni precedenti”, dice Annalisa, che trova “questa avventura una perfetta intersezione tra creatività artistica e scientifica”. “Sono una cantautrice e non ho intenzione di darmi alla tv, ma – considera – sarebbe bello se ci fosse più scienza in tv, perché ha tantissimi aspetti divertenti. In genere si pensa che sia noiosa, ma non è così, io l’ho sempre saputo e con questo programma ho la prova che la gente ha voglia di divertirsi con la scienza”.
Sul fronte musicale, dopo il successo dell’album ‘Bye bye’, uscito lo scorso anno, “sto scrivendo per il disco nuovo, non mi si sente – conclude – perché mi sto dando un gran da fare”.

A Cannes omaggio a BertolucciDa Shining a Pasqualino Settebellezze per Classic

26 aprile 201923:07

I 25 anni della Città della paura, Shining presentato da Alfonso Cuarón , i 50 anni di Easy Rider che verrà riproiettato alla presenza del suo protagonista e co-sceneggiatore Peter Fonda, Luis Buñuel omaggiato con ben tre suoi film, Lina Wertmüller che ripresenta il suo Pasqualino Settebellezze (nel 1977 fu la prima regista donna nominata all’Oscar) accompagnata da Giancarlo Giannini, La Palma d’oro del 1951 Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, un ultimo saluto à Milos Forman, il primo film d’animazione a colori del cinema giapponese.E’ il programma della prossima edizione di Cannes Classique, la sezione del Festival dedicata al cinema classico. Che vedrà anche il World Cinema Project e la Film Foundation di Martin Scorsese, documentari sul cinema e sulla storia, capolavori conosciuti e film rari in versioni restaurate arrivati da paesi che solo di rado sono stati omaggiati. Il tutto con un particolare spazio all’Italia, visto che dei cinque docu del 2019 in programma due sono di autori italiani, “Bertolucci no end travelling”, di Mario Sesti, e “La passione di Anna Magnani” firmato da Enrico Cerasuolo.Tutti i film in programma, anticipano dall’organizzazione, saranno presentati da grandi attori, registi, artisti del restauro. Per ricordare il grande Milos Forman, morto un anno fa, verrà presentata la versione restaurata del suo secondo film (Lásky jedné plavovlásky – Gli amori di una bionda del 1965) seguita dal documentario Forman vs. Forman di Helena Trestikova e Jakub Hejna. “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling” è il primo episodio di una serie prodotta da Erma Pictures in coproduzione con Istituto Luce Cinecittà, ideata da Max De Carolis e Mario Sesti, in onda prossimamente su Sky Arte. Sesti, il regista, critico e giornalista cinematografico, ricorda i suoi incontri con Bertolucci, le numerose interviste pubblicate su giornali e settimanali, quelle in video per i film di Bertolucci in DVD, prima di una lunga conversazione in video con lui, completamente inedita, realizzata poco più di un anno fa per una serie dedicata ai “mestieri del cinema”. Una conversazione nella quale il grande regista scomparso nel gennaio di quest’anno, racconta anche dell’avventura con Marlon Brando in Ultimo tango a Parigi e della indimenticabile serata degli oscar dell’Ultimo imperatore.

‘Gli anni di Romano Prodi’ al BiografilmAnteprima film di Conversano e Grignaffini in giugno a Bologna

BOLOGNA26 aprile 201915:31

– ‘Gli anni di Romano Prodi’ è il titolo del film di Francesco Conversano e Nene Grignaffini che verrà presentato in anteprima al Biografilm Festival, a Bologna dal 7 al 17 giugno. Il film, prodotto da Movie Movie, sarà inserito nella sezione ‘Storie italiane’ e concorrerà all’Audience Award-Biografilm Storie italiane 2019. Per Biografilm è “un tributo a un grande personaggio tanto legato al suo territorio bolognese, quanto internazionale”.
“Ascoltare il racconto ‘ininterrotto’, sincero e partecipato di Prodi che ripercorre molti momenti della sua vita privata e pubblica in una sorta di ‘dialogo tra sè e sè’, è stato per noi – affermano gli autori – un renderci partecipi della storia di un uomo di ‘una generazione fortunata’ che ha portato la sua passione e le sue competenze economiche e politiche in un pezzo di storia collettiva italiana ed europea al servizio dei cittadini. Una storia politica, di impegno civile e di partecipazione che va ricordata”.
Mastandrea, il mio film per l’Italia che resisteAttore vince a Mosca il Silver George per la regia di ‘Ride’

26 aprile 201919:58

“Questo è il mio primo film, io sono un attore quindi essere premiato come regista mi sembra davvero molto. Oggi è un giorno molto importante in Italia e dedico questo film a tutti gli italiani che non si arrendono e che resistono”.
Così Valerio Mastandrea nel ricevere il Premio “Silver George”, per la migliore Regia al 41º Festival Internazionale di Mosca per la sua opera prima’Ride’. Tra i giurati: Kim Ki-duk e Valia Santella, il regista turco Semih Kaplanoglu, l’attrice russa Irina Apeksimova e l’attrice finlandese Maria Jarvenhelmi.
Ride’, opera prima di Valerio Mastandrea, è un film con tanti registri narrativi, dal surreale al drammatico, e con al centro una storia divisa tra morti bianche, ironia e dolore. Il film racconta infatti della vigilia di un funerale e di una vedova di un operaio morto sul lavoro che non riesce proprio a piangere.
“Oggi – ha detto Mastandrea in un’intervista – è difficile entrare in contatto con le proprie emozioni a causa di un sistema che dimentica presto. Non bisogna mai permettere di diventare passivi, di perdere il senso dell’umanità. I media stanno addosso a queste cose, ma solo per poco tempo per passare poi a una nuova notizia più fresca”. Siamo in una domenica di maggio sul litorale laziale, a Nettuno, a casa di Carolina (Chiara Martegiani), fresca vedova di un operaio morto sul lavoro, Mauro Secondari. È l’ennesima ‘morte bianca’ nella fabbrica che ha mobilitato ancora una volta i media e che accade poi in una famiglia di operai da tre generazioni. E così, a ventiquattro ore dalla cerimonia, si seguono le vicende del padre operaio a riposo di Mauro, Cesare (Renato Carpentieri), di suo fratello Nicola (Stefano Dionisi) ‘pecora nera’ della famiglia e, infine, del figlio adolescente della vittima che si prepara con una amico, alla probabile intervista che gli farà il tg l’indomani sulla morte del padre. Ma Carolina non piange, non ce la fa.
“Bisognerebbe vivere queste cose in maniera sana, ormai alla morte sul lavoro ci siamo abituati come se la ‘morte bianca’ sia normale – dice Mastandrea -. C’è una società che non vede, non vuole vedere e in questo c’è solo grande ipocrisia”. E l’attore regista, che aveva già dedicato al tema delle morti sul lavoro nel 2005 il suo unico corto Trevirgolaottantasette (la media delle persone che ogni giorno in Italia muoiono per un incidente sul lavoro) aggiunge: “In sceneggiatura non ci siamo posti il problema dei vari registri narrativi, questi sono venuti un po’ da soli”. Dopo il premio per Ride, la regia potrebbe ancora tentarlo: “Perché no – sorride- potrebbe diventare un secondo lavoro”.

Miracolo a Milano e Easy Rider a CannesRestauri Cineteca di Bologna e laboratorio L’Immagine Ritrovata

BOLOGNA26 aprile 201920:42

– Un capolavoro uscito dal cappello di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini: ‘Miracolo a Milano’. Ma anche un film-simbolo di un’epoca e dell’idea di libertà: compie 50 anni ‘Easy Rider’ di Dennis Hopper, con lo stesso Hopper a formare un indimenticabile trio con Peter Fonda e Jack Nicholson. Sono i restauri che la Cineteca di Bologna e il suo laboratorio L’immagine Ritrovata porteranno alla 72/a edizione del Festival di Cannes, in programma dal 14 al 25 maggio, nella sezione Cannes Classics.
‘Miracolo a Milano’, tratto dal romanzo ‘Totò il buono’ di Cesare Zavattini, che collaborò naturalmente anche alla sceneggiatura assieme allo stesso regista Vittorio De Sica, torna restaurato sulla Croisette dopo la Palma d’oro (che allora si chiamava Grand Prix) per il miglior film, vinta nel 1951. Ma anche per ‘Easy Rider’ si tratta di un ritorno a Cannes, dopo aver vinto nel 1969 il premio come Miglior opera prima.           [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:30 DI MERCOLEDì 24 APRILE 2019

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Lynch firma un tributo a Fellini
Dal 3/5 esposizione a Castel Sismondo con litografie e disegni

RIMINI24 aprile 2019 08:30

– Una mostra in anteprima italiana che il cineasta David Lynch ha realizzato per omaggiare Federico Fellini, ispirandosi all’ultima scena del film ‘8 e 1/2’, sarà fra gli eventi di punta de ‘La Settima Arte-Cinema e Industria’, manifestazione internazionale in programma a Rimini dal 3 al 5 maggio e inserita tra gli eventi di ‘Verso il 2020: 100 anni di Fellini’. L’esposizione ‘David Lynch. Dreams. A Tribute to Fellini’, allestita a Castel Sismondo, comprende 11 litografie realizzate da Lynch in onore di Fellini e 12 disegni del regista romagnolo scelti dallo stesso Lynch.
Altro momento significativo dell’iniziativa – ideata da Confindustria Romagna, Khairos e Università di Bologna, con 60 appuntamenti fra mostre, masterclass, proiezioni, presentazioni di libri – sarà domenica 5 al teatro Galli la cerimonia di consegna del premio ‘Cinema e Industria’, che verrà attribuito, da una giuria presieduta da Pupi Avati, a figure che si sono distinte nell’universo delle professioni che caratterizzano la filiera.

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Normal, ecco la follia dei generiTulli, racconto maschi e femmine senza dare risposte

24 aprile 201910:28

– ‘Normal’, il nuovo film documentario di Adele Tulli già presentato alla Berlinale nella sezione ‘Panorama’ e ora in sala dal 2 maggio con l’Istituto Luce, non racconta solo, in immagini e senza commento, gli stereotipi di genere, ovvero dell’essere uomo e d al di Adele Tulli onna oggi, ma fa molto di più. Come una gigantesca quanto asettica lente di ingrandimento, come in un quadro di Domenico Gnoli, la regista, classe 1982, mette lentamente sotto i riflettori e ingigantisce la realtà mostrando quanto ci sia in essa di oggettiva follia. Elenchiamo solo alcune di queste realtà normal-anormal presentate nel documentario: donne agli ultimi mesi di gravidanza in piscina che si misurano con una ginnastica pre-parto; un bambino vestito di tutto punto da pilota da un apprensivo padre per partecipare a una gara di mini-motociclismo; un fotografo alle prese con poetiche quanto imbarazzanti foto di una coppia di innamorati lontana mille miglia dal mainstream; torte a forma di fallo in un addio al celibato tutto al femminile; le ragioni da laureate ma dette in mutande, di tutta una serie di aspiranti Miss Mondo; una bambina alle prese con i suoi primi buchi alle orecchie; un corso di lap dance; maschi alfa alle prese con guerre finte e videogiochi violenti e ancora maschi alfa a lezione per perfezionare la loro virilità dialettica. In questo caravanserraglio di situazioni, accompagnate solo da una ossessiva colonna sonora, tutto il grottesco di ciò che ci circonda e che neppure vediamo.    Adele Tulli, con già un profilo internazionale nella produzione di cinema del reale, ha studiato, tra l’altro, Screen Documentary alla Goldsmiths University of London. E questo film nasce proprio da un progetto universitario.

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“Nei miei film precedenti ho lavorato su temi relativi al genere e alla sessualità e poi mi sono sempre occupata di attivismo, politica, movimenti femministi lotta delle donne – dice la Tulli -, ma ci tengo a dire che Normal non ha alcuna volontà di dare risposte sui generi, ma casomai suscitare degli interrogativi. L’idea era quella di creare accostamenti che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della “normalissima” realtà di tutti i giorni”.
La Tulli, figlia d’arte (la madre è Serena Dandini), nel 2011 realizza il primo documentario, 365 Without 377 prodotto da Ivan Cotroneo che ha vinto, tra gli altri, il premio per il Miglior Documentario al Torino GLFF 2011. Il suo secondo film, Rebel Menopause, ritratto intimo della straordinaria ultraottantenne Thérèse Clerc ha vinto l’IAWRT 2015 International Award.

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25 Aprile, tutti i programmi in tv e radio

25 aprile 201910:

In occasione della Festa della Liberazione che si celebra il 25 aprile, la Rai propone, all’interno di reti e testate, in tv e alla radio, servizi e approfondimenti, interviste e speciali, film e documentari dedicati alla ricorrenza. Al centro della programmazione – giovedì 25 aprile su Rai 1, dalle 10.50, a cura di Tg1 e Rai Quirinale – la Celebrazione in diretta da Vittorio Veneto per il 74° Anniversario della Liberazione alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nella prima mattinata, intorno alle 9.00, finestre e collegamenti sui Tg e su Rainews24 con l’Altare della Patria a Roma per la tradizionale deposizione della corona d’alloro da parte del Capo delle Stato con le autorità civili e militari.

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Sempre su Rai1, diversi gli spazi di approfondimento, da “UnoMattina” a “La Vita in Diretta” nel pomeriggio della stessa giornata.Su Rai2 nel giorno della Festa che ricorda quel 25 Aprile di 74 anni fa anche “I Fatti Vostri” e “Detto Fatto” ricorderanno l’anniversario, mentre su Rai 3 andrà in onda alle 13.15 una puntata di “Passato e Presente” dal titolo “Le radio clandestine nella Resistenza”, alle 15.15, per La Grande Storia Anniversari sarà proposta “Italia Libera-Storia di una formazione partigiana”.

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Anche la puntata di Geo, alle 17.00, riserverà uno spazio all’argomento, mentre Blob (alle 20.00) dedicherà l’intera puntata. Infine, Timeline (0.45) programma digital di Rai 3 condotto da Marco Carrara, proporrà il racconto e la condivisione delle storie degli utenti sul 25 aprile – in streaming multicanale su RaiPlay, Facebook, Youtube e Twitter. Su Rai Movie si comincia con il Film “Nascita di una formazione partigiana” (08.45) e si prosegue con il film “La notte di San Lorenzo” (11.10) di Paolo e Vittorio Taviani.Anche Rai Ragazzi dedicherà alla ricorrenza l’intera puntata di SNAP (8.00, 15.00 e 18.35) realizzata presso il Museo diffuso della Resistenza a Torino. Non mancherà Rai Cultura con Il Giorno e la Storia (alle 00:10) che proporrà un’approfondimento sulla Festa della Liberazione. Poi, La lunga liberazione, il lungo racconto narrato da Carlo Lucarelli senza soluzione di continuità, dalle 8.30 alle 20.30, partirà dallo sbarco Alleato in Sicilia nel luglio del 1943 e via via seguirà le tappe cronologiche e geografiche fino alla data del 25 aprile 1945. Si chiude con “25 aprile: la memoria inquieta” (23.10) La memoria del giorno della Liberazione, anno dopo anno, dal dopoguerra agli anni ’90.

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Inoltre il portale web di Rai Scuola e i suoi canali Social propongono il web doc di Rai Cultura “25 aprile: il giorno della Liberazione” e il documentario di Rai Storia “Il 25 aprile nella storia della Repubblica italiana: 1946 – 1958” che analizza com’è cambiato, nell’arco di circa un decennio, il modo di ricordare e celebrare la Resistenza. Tutte le Testate Rai dedicheranno ampi spazi informativi alle celebrazioni dell’anniversario. RaiNews24 curerà uno “Speciale” (la cui programmazione è prevista più volte nel corso della giornata), con approfondimenti e finestre in diretta sulle cerimonie istituzionali. Massima attenzione dalle redazioni regionali della Tgr che realizzeranno servizi sugli appuntamenti e le principali iniziative istituzionali previste in ciascuna regione. Anche Radio Rai dedicherà ampio spazio del palinsestocon servizi all’interno dei Giornali radio. Inoltre testimonianze dirette, commenti di esperti, di storici, giornalisti e della società civile e della politica e numerosi spazi nei principali programmi di Rai Radio1, dal primo mattino fino a sera: Il mattino di Radio1, Radio Anch’io, Radio1 in viva voce, Zapping. Per il 25 aprile anche Caterpillar in onda su Rai Radio2 alle 18.00, dedicherà parte della puntata a una mappatura di eventi di spettacolo legati alla ricorrenza (film, letture, testimonianze) con particolare attenzione agli eventi pensati per le generazioni più giovani.Per tutta la durata della puntata sarà sempre aperto il canale con gli ascoltatori che interagiranno in diretta con i conduttori Massimo Cirri, Sara Zambotti, Paolo Labati, Saverio Raimondo e Laura Troja, segnalando il loro 25 Aprile. Il canale Rai Radio Techetè dedicherà tutta la giornata del 25 Aprile alle voci radiofoniche della liberazione, con una serie di programmi e radio documentari dell’archivio di Radio Rai.

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Jhumpa Lahiri, i miei ‘Racconti italiani’
Antologia di opere brevi da lei scelte, da Moravia a Ginzburg

24 aprile 201911:16

Un viaggio alla scoperta delle opere brevi scritte da autori italiani più o meno famosi, prevalentemente del ventesimo secolo, da Elio Vittorini a Natalia Ginzburg, ad Antonio Delfini e Fabrizia Ramondino. Ce lo fa compiere Jhumpa Lahiri con i ‘Racconti Italiani’ che ha scelto e introdotto in un libro speciale, pubblicato da Guanda, in cui ha creato un canone personale. Sono racconti vari, di diversi stili, eclettici, trasversali, laterali come il ‘Dialogo con una tartaruga’ di Calvino, scartato dal romanzo ‘Palomar’. “Ho privilegiato le donne, gli autori trascurati e meno conosciuti e quelli che hanno interpretato con particolare passione e virtuosismo la forma breve” racconta la Lahiri.
Quaranta gli scrittori raccolti perchè in un’antologia bisogna sempre compiere una scelta: “non c’è mai una soluzione giusta” dice la Lahiri, che incontriamo a Trastevere, a Roma, città che ama e dove vive quando viene in Italia da Princeton, dove ora insegna e abita. Nata a Londra da genitori bengalesi, cresciuta negli Stati Uniti, l’autrice di ‘La moglie’, ‘In altre parole’, ha anche scritto un romanzo in italiano, ‘Dove mi trovo’, e ha tradotto in inglese Domenico Starnone.
Dal suo amore per la lingua italiana è venuta la spinta per questo libro frutto di ricerche, di preziosi suggerimenti di amici e di scoperte anche al mercato dei libri usati di Porta Portese. “Un’antolgia è un’opportunità preziosa per rimettere in circolazione alcune voci. Tra uomini e donne non c’e’ ancora una vera parità anche ai premi, agli incontri letterari, nei giornali. C’e’ ancora l’idea della scrittura al femminile e mi da molto fastidio. Le donne possono raccontare qualsiasi situazione e viceversa. Volevo mescolare tutto, mettere insieme alcuni racconti che parlano del mondo delle donne dal punto di vista maschile come accade ne ‘La modista’ di Antonio Delfini o ne ‘L’altra faccia della luna’ di Alberto Moravia. Questa è la letteratura che può fare qualsiasi cosa” sottolinea la Lahiri. E aggiunge: “Basta con le etichette. Bisogna ridefinire queste piccole gabbie. Privilegio scrittori come Carlo Levi che hanno combattuto l’idea di etichetta in qualunque tempo o autori che hanno sperimentato altri punti di vista come Alberto Savinio autore di un bellissimo racconto, Bago, sulla vita interiore di un personaggio femminile. O Grazia Deledda che ne ‘La cerbiatta’ scrive di un uomo”.
Il faro della Lahiri è Elio Vittorini, al quale si è ispirata per le brevi biografie che introducono i racconti. “Essenziali, nello stile dell’antologia Americana da lui curata. Ammiro Vittorini, il suo impegno poliedrico come scrittore, traduttore e curatore. Bisogna sempre allargare il campo. Anch’io sto sperimentando tutte le identità. Sono diventata scrittrice, traduttrice, curatrice, insegnante. Non sono all’interno del mondo editoriale, mi manca questo” afferma.
L’antologia “è nata al contrario, per un pubblico non italiano, per un lettore anglofono. E’ uscita a marzo 2019 in Inghilterra, due mesi prima della pubblicazione in Italia e arriverà nelle librerie degli Stati Uniti in autunno” spiega la scrittrice, vincitrice di numerosi premi tra cui il Pulitzer, che nel 2012 è stata nominata membro dell’American Academy of Arts and Letters. “Nell’antologia ci sono anche autori che hanno scritto in lingue diverse dalla loro, Fenoglio in inglese e Tabucchi in portoghese” racconta.
“Il mondo editoriale chiede sempre romanzi perchè pensano che questo voglia il lettore. Un racconto sembra un’opera minore ma non è vero. E’ sbagliato, però esiste e permane questo pregiudizio. Il racconto è una forma autonoma in qualunque lingua, è slegato dal mercato. Nasce in maniera indipendente” sottolinea l’autrice che con ‘Racconti italiani’ ha fatto riscoprire anche ai lettori del nostro Paese un genere che trascuriamo ma in cui siamo maestri. “Volevo stuzzicare. Questa antologia è come un vassoio di antipasti, un aperitivo letterario, poi si va a cena. Assaggi, provi tutti questi gusti meravigliosi” dice la Lahiri che sta scrivendo in italiano dei suoi nuovi racconti e forse un nuovo romanzo. “Mi sono tuffata in questo mondo. La libertà di camminare senza meta, questa è l’arte. La scrittura è una via libera, fa male pensare sempre all’idea di pubblicare. Non voglio scrivere per scrivere, solo le cose necessarie” afferma. E avrebbe già tanto materiale anche per un secondo volume di questa antologia.

Endgame per Avengers,quando la fine è un inizio22/o film Marvel chiude un ciclo, tra epica e emozioni intime

24 aprile 201911:17

Una fine che ci riporta all’inizio: è la dimensione scelta fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi non superficiali, ritorni e addii, dai fratelli Anthony e Joe Russo per concludere al 22/o film del Marvel Cinematic Universe (Mcu) quest’arco narrativo con Avengers: Endgame, in arrivo in sala dal 24 aprile con Disney. Uno spettacolare capitolo finale (per quanto il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige abbia da poco rivelato che anche il prossimo capitolo di Spider-man, Far From Home, in uscita a luglio, porrà il suggello su questi personaggi, dando il via nel contempo nuovi percorsi) per una saga aperta nel 2008 da Iron Man, e capace di incassare nel mondo in 11 anni, oltre 19 miliardi di dollari.
Il racconto riprende dallo scioccante finale di Avengers: Infinity War dove il despota Thanos (Josh Brolin) era riuscito, grazie alle gemme dell’Infinito, nel suo piano di sterminare metà degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanità dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce. Senza rivelare troppo, si può dire che c’è chi, fra loro, sfoga la sua rabbia nei modi più violenti, chi si lascia andare, anche fisicamente, ai sensi di colpa (con tanto citazione del grande Lebowski), chi trova un nuovo equilibrio, chi cerca di andare avanti con la propria vita. La possibilità, con un ‘furto di tempo’ di cancellare l’orrore compiuto da Thanos, riporta in campo, uniti, i protagonisti, pronti ad andare avanti a qualunque costo.
I fratelli Anthony e Joe Russo che nel Mcu hanno già diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War rendono omaggio all’intera saga, da New York a Asgard, sia nella costruzione adrenalinica della storia con continui richiami e una valanga di cameo, che nei temi principi passati dai fumetti ai film: come il conflitto tra dovere e ricerca dell’identità, i rapporti tra genitori e figli, il senso di unione, la caduta e la rinascita. Un vortice a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo). Tra i prossimi film Marvel/Disney ad arrivare, dopo Spider-man – Far from home: Vedova Nera, The Eternals, Doctor Strange 2, Black Panther 2 e I Guardiani della Galassia 3.
Oscar: Film straniero ora è Feature filmCategoria estesa a 10 film nelle nuove regole della 92/ma edizione

24 aprile 201913:21

Il Consiglio direttivo degli Oscar ha approvato nuove regole per la 92/a edizione degli Academy Award che si terrà il 9 febbraio 2020 al Dolby Theatre at Hollywood & Highland Center in Hollywood. Tra le nuove regole quella che vede cambiare la dicitura “miglior film straniero” in quella di ‘International Feature Film’.La modifica del nome non cambia le regole di categoria esistenti e i requisiti di invio o idoneità. Inoltre, la rosa dei candidati al premio per il lungometraggio internazionale si allarga a dieci film; sette, scelti nella fase uno, dal Comitato di selezione cinematografica internazionale, e poi altri tre votati dall’International Feature Film Award Executive Committee. Altre modifiche arrivano per la categoria Film d’animazione.Intanto l’uscita nell’anno solare degli otto film candidabili non è più richiesta. Nella categoria Trucco e parrucco, il numero di film nominati passa da tre a cinque e la lista ristretta sale da sette a dieci.
IoScrittore, la palestra del talentoIl 30/4 chiudono iscrizioni alla IX edizione del torneo di GeMS

24 aprile 201911:10

– Un concorso ad alta competizione letteraria, ma soprattutto una vera e propria “palestra di scrittura”: si chiuderanno il 30 aprile le iscrizioni per partecipare a IoScrittore, il torneo letterario online gratuito promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol e giunto alla nona edizione. L’obiettivo del torneo è trovare nuove voci e inserirle nel panorama letterario attuale: un progetto di scouting editoriale che mette in contatto aspiranti autori con professionisti dell’editoria e che ha già trovato nomi interessanti. IoScrittore premia ogni anno 10 opere con la pubblicazione in e-book e cartaceo on demand. Inoltre, almeno uno dei partecipanti viene pubblicato in cartaceo da una delle case editrici di GeMS (Guanda, Longanesi, Garzanti, Bollati Boringhieri, Chiarelettere, Corbaccio, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, TEA, Tre60). Basti pensare a Ilaria Tuti, scoperta da Longanesi durante l’edizione 2017, che è stata l’esordiente più letta in Italia nel 2018. Circa 2200 sono stati gli iscritti sul sito di IoScrittore nel 2018, a testimonianza dell’efficacia di una formula inedita che vede i partecipanti impegnati nella duplice veste di scrittori e di lettori: ogni candidato infatti legge le opere degli altri autori e riceve a sua volta giudizi utili per migliorare la qualità del proprio lavoro.
A teatro, Rigillo, Riondino, OmaggioElena Gigliotti firma Città inferno da film Castellani del ’59

24 aprile 201911:15

– ”Milano per Gaber” con David e Chiara Riondino ne ”Lo stallo” e Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini diretti da Giuseppe Dipasquale ne ”La brocca rotta” di Heinrich von Kleist, a Napoli; Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci protagonisti della commedia ”The Prudes” di Anthony Neilson e Maria Rosaria Omaggio in ”Leonardo Psychedelic Genius”, tutti a Roma; fino a ”Città inferno” di Elena Gigliotti ispirato al film di Renato Castellani del 1959, a Torino: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Nadia Toffa lascia il fidanzato: ‘Non mi ha mai accompagnata a fare chemioterapia”Chi ti vuole bene il tempo per te lo trova, giusto?’

24 aprile 201911:38

Nadia Toffa lascia il fidanzato perchè assente nel periodo della malattia e delle cure e annuncia sui social :”Torno a ballare da sola”. Il post scatena le reazioni della rete ed è uno spunto per approfondire il tema della latitanza delle persone care, in alcuni casi, quando qualcuno si ammala. “Buongiorno amici miei! Tempo fa vi avevo parlato di una specie di compagno. Beh, l’ho lasciato perché non si è ricordato manco di un controllo; non mi ha mai accompagnata a una chemioterapia”, scrive Nadia Toffa. “Torno a ballare da sola. Decisamente! Sto con chi il tempo per me lo trova; i miei amici, tra cui ci sono colleghi adorati; la mia famiglia specialissima ; voi! Chi ti vuole bene il tempo lo trova giusto?! Che ne dite? Vi abbraccio fortissimo. E buoni scampoli di vacanza – aggiunmge – anche se il tempo è guasto. Ma chi se ne importa. Vi voglio bene e aspetto il vostro parere. Baci luminosi. P.S. Ovviamente non sono in cerca; vorrei solo il vostro parere. Vi strapazzo di baci. E – conclude – aspetto vostro parere. Grazie”

 

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Buongiorno amici miei ❤️ tempo fa vi avevo parlato di una specie di compagno. Beh l’ho lasciato perché non si è ricordato manco di un controllo; non mi ha mai accompagnata a una chemioterapia. Torno a ballare da sola. Decisamente! Sto con chi il tempo per me lo trova; i miei amici, tra cui ci sono colleghi adorati; la mia famiglia specialissima ; voi! Chi ti vuole bene il tempo lo trova giusto?! Che ne dite? Vi abbraccio fortissimo. E buoni scampoli di vacanza anche se il tempo è guasto. Ma chi se ne importa. Vi voglio bene e aspetto il vostro parere. Baci luminosi 💫p.s. ovviamente non sono in cerca; vorrei solo il vostro parere. 🤣 vi strapazzo di baci. E aspetto vostro parere 🙏🏿💋Grazie

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Avengers, quando la fine è un inizio
22/o film Marvel chiude un ciclo, tra epica e emozioni intime

24 aprile 201912:01

– Una fine che riporta all’inizio: è la dimensione scelta fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi, ritorni e addii, dai fratelli Anthony e Joe Russo per concludere al 22/o film del Marvel Cinematic Universe (Mcu) quest’arco narrativo con Avengers: Endgame, in sala dal 24 aprile, in mille copie, con Disney. Uno spettacolare capitolo finale per una saga aperta nel 2008 da Iron Man, e capace di incassare in 11 anni, oltre 19 miliardi di dollari. Il racconto riprende dal finale di Avengers: Infinity War dove il despota Thanos (Josh Brolin) era riuscito nel suo piano di sterminare metà degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) e le new entry Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita.
Vasco, 29 volte a San Siro in 29 anniPronta scaletta per live 2019, si parte con Qui si fa la storia

24 aprile 201917:00

– Vasco è pronto a battere se stesso ancora una volta. Il rocker di Zocca torna negli stadi con il Vasco Non Stop Live 2019, che ha già venduto oltre 330 mila biglietti: 1, 2, 6, 7, 11 e 12 giugno a San Siro a Milano. E’ la prima volta in assoluta che un artista si esibisce per 6 concerti allo stadio milanese. “Occuperemo lo stadio per una quindicina di giorni”: il più lungo soggiorno rock della storia in uno stadio. Vasco detiene anche il primato di 4 sold out consecutivi nel 2011 e altrettanti nel 2014. E con la sfida di quest’anno saliranno a 29 volte a San Siro, in 29 anni. Ai concerti milanesi si aggiungono i due alla Fiera di Cagliari il 18 e 19 giugno. “La scaletta c’è, è pronta e perfetta”, annuncia ancora Vasco su Facebook. E se un anno fa si riallacciava il discorso post Modena Park con la domanda “Cosa succede in città?”, l’incipit del 2019 è più diretto e complice, con le parole di “Qui si fa la storia”: “La disperazione è già qui/C’è solo un modo / che io conosco/la disperazione la soffochi con me/Con me…”.
‘Have you seen my shoes? Sulle tracce di Pino Daniele’, Alex racconta il papà agli studentiParte da Bologna e Napoli il percorso emozionale e didattico che valorizza l’opera del cantautore

24 aprile 201913:42

‘Have you seen my shoes? Sulle tracce di Pino Daniele’: prende in prestito il titolo di una canzone contenuta nell’album di Pino Daniele ‘Vai Mo’, pubblicato nel 1981, il percorso emozionale e didattico che si prefigge di promuovere e valorizzare le opere di Pino Daniele, a cura del figlio Alex, presidente della Fondazione Pino Daniele Trust Onlus.”Analizzare l’opera ed il percorso artistico di mio padre – spiega Alex Daniele – è una responsabilità, vuol dire far arrivare ai giovani anche una grande avventura umana e professionale per il rinnovamento culturale delle nuove generazioni”. L’iniziativa prende il via con due tappe: si parte l’11 maggio da Bologna nel Museo Suono e della Canzone Fonoprint, che ha la missione di condividere storia e prestigio del patrimonio dei principali prodotti discografici cantautorali italiani, e si replica il 18 settembre a Napoli nel Museo della Pace MAMT Mediterraneo Arte Musica e Tradizioni che ospita il percorso emozionale permanente ‘Pino Daniele Alive’. Relatori sono Alex Daniele e Fabrizio Bianco (PinoDaniele Trust Onlus), ai quali a Bologna si aggiunge Maurizio Biancani (Fonoprint).Tra testimonianze e documenti inediti, l’attività didattica prevede l’ascolto in alta definizione direttamente dagli album originali di Pino Daniele con l’analisi stilistica ed armonica delle sue opere. Il percorso è offerto gratuitamente agli studenti iscritti alle istituzioni ed ai corsi accreditati dal sistema del MIUR-AFAM (Ministero dell’ Istruzione dell’Università e della Ricerca-Alta Formazione Artistica Musicale).”Questo progetto – racconta Alex Daniele – è maturato durante il mio percorso come docente di ‘Strategia, Progettazione, Organizzazione e Gestione di prodotti di Cultura e di Spettacolo’ al conservatorio di Milano. Qui, dove oggi, grazie all’attuale direttore Cristina Frosini, si respira ogni genere di musica, ho avuto modo di constatare che le opere di mio padre sono espressione sociale di più generazioni. Il suo inconfondibile stile chitarristico è oggetto di analisi. Con grande gioia rileggo negli occhi dei giovani studenti i valori etici delle sue opere” come un messaggio che si rinnova nel tempo.”Mio padre – spiega ancora Alex – ha dedicato una vita allo studio dello strumento, alla ricerca sonora e al codice per comunicare, confrontando il suo modo di fare musica con i linguaggi delle culture del pianeta. Il metodo della condivisione è indispensabile per l’evoluzione sia artistica che sociale ed in questo percorso l’identità artistica di mio padre non ha mai perso la bussola, infatti il sistema di valori alla base della sua poetica espressiva ha origine nella matrice stessa della sua identità artistica”. Nel suo percorso, Pino Daniele ha studiato e condiviso musica con molte persone. Una di queste è il maestro Fabrizio Bianco, responsabile artistico dei progetti di alta formazione musicale della Pino Daniele Trust Onlus. “E’ presente nella nostra vita fin da quando ero piccolo – racconta Alex – ma lo vedevo poco perché passava ore con mio padre a studiare chitarra. Si chiudevano in una stanza in fondo al salotto di casa nostra a Formia, la stessa dove nacquero capolavori come ‘Anna Verrà’, ‘Quando’ e tante altre poesie. Sono particolarmente fiero di averlo al mio fianco”.

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Corto Maltese al Mann,tra mito e fumetto
Archeologico di Napoli ospita fino a 9 settembre eroe di Pratt

NAPOLI24 aprile 201914:12

– Il più affascinante e misterioso dei marinai è approdato al Museo Archeologico di Napoli: intitolata ‘Corto Maltese. Un viaggio straordinario’, si apre domani al pubblico (fino al 9 settembre 2019) la mostra dedicata al maestro del fumetto mondiale Hugo Pratt (1927 – 1995) organizzata da Comicon con Patrizia Zanotti di CONG: circa 100 i pezzi tra tavole, schizzi, fotografie ed ingrandimenti in un suggestivo e ricco percorso nel mondo di un personaggio solitario, ramingo, condottiero, imprevedibile e arguto nelle sue battute.
Allestita nelle sale che custodiscono reperti archeologici legati al mare, l’esposizione, spiega il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, “è la prima così completa che la città dedica a uno dei più grandi fumettisti mondiali e alla sua graphic novel”.
Premi: assegnati riconoscimenti LuchettaDal Congo a conflitti Siria e Yemen premiati i migliori racconti

TRIESTE24 aprile 201916:22

– Ancora una volta il Premio Luchetta racconta il mondo e le sue trincee: annunciati dalla Giuria della 16/a edizione, presieduta dal direttore di Rainews24 Antonio Di Bella, i vincitori: a Diego Bianchi-Zoro va il Premio reportage, “per l’emozionante diario di viaggio in Congo in onda su Propagandalive La7, in cui ha testimoniato l’emergenza che colpisce in particolare i bambini”. Nella categoria ‘Tv News’ premiata Orla Guerin per la corrispondenza della BBC News su 42 bimbi, vittime di un bombardamento aereo delle forze di coalizione nello Yemen. Per la stampa italiana il riconoscimento va a Daniele Bellocchio che ha raccontato per L’Espresso la fuga dei cittadini del Ciad da Boko Haram e la storia di Halima Adama, a 12 anni vittima di matrimonio forzato e obbligata dal marito a una missione suicida. Tra i premiati anche Margaux Benn, corrispondente de Le Figaro dall’Afghanistan, e Alessio Romenzi per la foto de L’Espresso che ritrae un padre al check point di Quayyara (Siria) insieme alle bambine.
Fox Simpson, canale dedicatoPer festeggiare 30 anni arrivo in Italia in attesa 25a stagione

24 aprile 201920:02

Ci saranno guest star degli episodi provenienti dal mondo del cinema e della tv come Lisa Kudrow, Jerry Springer, Alec Baldwin, Ron Howard. Ma anche esponenti del mondo musicale da Cyndi Lauper ad Elton John. Per festeggiare i 30 anni dall’arrivo in Italia di Simpsonoe e in attesa della partenza degli episodi della 25esima stagione, Fox lascia il telecomando nella mano a quattro dita di Homer e dedica un canale intero alla famiglia “in giallo” più famosa di sempre. Fox Simpson domination andrà in onda su Fox+1 (Sky, 113) dal 25 aprile al 2 maggio. Una maratona no stop che ripercorrerà i migliori momenti della famiglia più amata d’America e che culminerà con la messa in onda dei primi 4 episodi della venticinquesima stagione alle 21.50 del 2 maggio su Fox (Sky, 112), in simulcast con Fox Animation (Sky, 127). Una settimana dedicata alla serie d’animazione nata dalla mente di Matt Groening, specchio della società moderna, ormai diventata la serie più longeva d’America. Sarà un’occasione per rivivere i momenti più divertenti e iconici dei Simpson e l’opportunità per rivedere episodi memorabili come Il viaggio misterioso di Homer dove il capofamiglia comincia ad avere delle allucinazioni dopo aver mangiato il terribile peperoncino killer del Guatemala e si troverà a conversare con il suo spirito guida, un coyote, oppure l’episodio Homr in cui Homer si trasforma in una cavia da laboratorio e si scoprirà a cosa è dovuta la sua stupidità: a un pennarello nel cervello. O ancora Due pessimi vicini di casa durante il quale Homer è alle prese con un vicino di casa molto particolare, George W. Bush. Da giovedì 2 maggio alle 21.50, poi, andrà in onda su FOX (112, Sky) la stagione 25 della serie che ha vinto tre Primetime Emmy Awards. Fra gli episodi imperdibili di questa stagione, quello in cui Homer si risveglia in un mondo interamente costruito con i Lego, il cui titolo è Mattoncino come me ed è il 550° episodio della serie (ventesimo di questa stagione). Nell’episodio 10, Sposata con il blob, ci sarà invece un commovente tributo al celebre regista d’animazione Hayao Miyazaki.
Una intera settimana tutta dedicata ad Homer, Marge, Bart, Lisa, Maggie e tutti gli abitanti di Springfield! Quale miglior modo, d’altronde, per festeggiare l’arrivo della 25esima stagione su Fox e Fox Animation?

Chernobyl, a giugno su Sky la serie su catastrofe nucleareCon Jared Harris, Stellan Skarsgård, Emily Watson

24 aprile 201919:52

Sono passati esattamente 33 anni dalla più grande catastrofe nucleare della storia: l’esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, a 120 chilometri da Kiev, avvenuta il 26 aprile 1986. A partire da questa indimenticata tragedia, prende le mosse la nuova serie originale Sky e Hbo in cinque episodi – Chernobyl – che è attesa al debutto il prossimo 10 giugno in esclusiva su Sky.
Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’uomo raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro inimmaginabile. Tra bugie e viltà, coraggio e tenacia, fallimento e nobiltà umana, la serie ripercorre il devastante disastro della famosa centrale nucleare, concentrandosi su come e perché è accaduto e raccontando le commoventi e straordinarie storie degli eroi che hanno rischiato la vita per arginare la catastrofe.
Nel cast Jared Harris (Mad Men, The Crown) interpreterà Valery Legasov, lo scienziato sovietico scelto dal Cremlino per indagare sull’incidente, fra i primissimi a cogliere la portata della tragedia imminente; Stellan Skarsgård (Melancholia, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle), sarà Boris Shcherbina, a capo della commissione governativa su Chernobyl istituita dal Cremlino nelle prime ore successive al disastro. E ancora Emily Watson (Le onde del destino, Everest, Storia di una ladra di libri) vestirà i panni di Ulana Khomyuk, fisica nucleare sovietica impegnata a risolvere il mistero che ha portato al disastro: i suoi sforzi la porteranno a scontrarsi, fino a rischiare la propria libertà e a temere per la propria vita, con chi ha cercato di seppellire un terribile segreto. Infine, Jessie Buckley (Taboo) ha il ruolo di Lyudmilla Ignatenko, la giovane moglie di Vasily, un vigile del fuoco che non riuscirà a evitare l’esposizione alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl. Più di chiunque altro, Lyudmilla è il vero volto della tragedia e affronterà un dolore inimmaginabile.
Completano il cast Paul Ritter (Electric Dreams, No Offense, Lovesick), Adrian Rawlins (Darkest Hour, War and Peace), Con O’Neill (Happy Valley, Telstar), Sam Troughton (Il Rituale, The Hollow Crown), Adam Nagaitis (The Terror, To Walk Invisible), Ralph Ineson (Il Trono di Spade, Harry Potter e il principe mezzosangue), Mark Lewis Jones (Apostle, Star Wars Episodio VIII), Fares Fares (Tyrant, Rogue One: A Star Wars Story) e David Densik (McMafia, Top of the Lake: China Girl).
Scritta da Craig Mazin (Io Sono Tu, Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio), Chernobyl è diretta da Johan Renck (Breaking Bad, Blackstar). I produttori esecutivi per Sister Pictures sono Jane Featherstone (Humans, Broadchurch) e Craig Mazin, affiancati da Carolyn Strauss (Il Trono di Spade, The Wire) per The Mighty Mint e Gabriel Silver per Sky. La serie è co-prodotta da Johan Renck e Chris Fry (Humans, The Smoke) e prodotta da Sanne Wohlenberg (Black Mirror)

World Press Photo, mondo allo specchioA Roma in anteprima mondiale le 140 immagini finaliste

24 aprile 201920:57

Il pianto inconsolabile di Yanela Sánchez, la bambina dell’Honduras che al confine tra Messico e Stati Uniti assiste alla perquisizione e all’arresto della madre da parte della polizia di frontiera. E poi, ancora in Messico, una folla di migranti in corsa disperata verso un camion che, fermatosi per dare loro un passaggio, potrà forse condurli verso un nuovo futuro. Ci sono le ferite del mondo e l’incapacità dell’umanità di curarle negli scatti di John Moore e Pieter Ten Hoopen, premiati al World Press Photo 2019 nelle sezioni Photo of the Year e Story of the Year, in mostra a Roma, in anteprima mondiale al Palazzo delle Esposizioni dal 25 aprile al 26 maggio, insieme alle altre immagini finaliste del celebre concorso.Ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall’Azienda Speciale PalaExpo in collaborazione con 10b Photography, la mostra presenta gli scatti che compongono la 62esima edizione del contest di fotogiornalismo più importante a livello internazionale, una narrazione visiva di 140 fotografie che conducono il visitatore direttamente dentro i fatti più rilevanti dello scorso anno. I temi trattati in questa edizione sono tanti, in primis l’immigrazione e quei “muri”, fisici e ideologici, che ormai ovunque separano i popoli, ma anche l’inquinamento che distrugge l’ambiente, e poi le tradizioni sociali e le religioni, lo sport, il mondo animale, la politica, la diversità: ogni scatto ha la capacità di raccontare una storia e diviene ‘documento’, mostrando orrore e armonia, discriminazioni e violenze, ma anche i mille colori di un mondo nonostante tutto ancora bellissimo, seppure pieno di contraddizioni. Selezionati tra 4783 fotografi (che hanno inviato un totale di 78801 immagini), i finalisti e candidati ai premi della mostra sono 43 (di cui 14 donne, che corrispondono al 32%, in notevole aumento rispetto al 12% del 2018): tra i premiati anche 4 italiani, Daniele Volpe (2° premio, foto singole, sezione Notizie Generali), Lorenzo Tugnoli (1° premio, reportage, sezione Notizie Generali), Marco Gualazzini (1° premio, reportage, sezione Ambiente) e Matteo Delbò (con la giornalista Chiara Avesani, 3° premio, short, sezione Digital Storytelling). Dopo Roma, il cammino della mostra continuerà in altre 11 tappe italiane, tra cui Matera, Capitale della Cultura 2019, e Ferrara in autunno, per il Festival di Internazionale.”Questa mostra è il racconto della contemporaneità ma anche della storia, ed è importante che l’anteprima mondiale si svolga qui, a Palazzo delle Esposizioni”, ha detto oggi Luca Bergamo, vicesindaco del Comune di Roma, “in un’epoca di incertezza delle informazioni bisogna sottolineare il lavoro enorme del World Press Photo di verifica che questo racconto sia vero. E’ innegabile che i temi quest’anno siano le grandi crisi, quella umanitaria e quella ambientale, alle quali l’umanità non riesce a far fronte”. “Come dimostrano le foto che dal 1955 a oggi sono state premiate, questi lavori trascendono la cronaca e diventano documenti storici. Anche lo scatto premiato dell’americano Moore è una foto politica: l’autore ha aggiunto l’aspetto dell’umanizzazione al fenomeno dell’immigrazione, perché spesso questo tema è raccontato solo con numeri e statistiche”, ha detto Francesco Zizola, direttore creativo di 10b Photography, sottolineando la volontà del concorso di stare al passo con i tempi e aprirsi “con la nuova sezione Digital Storytelling ai linguaggi giornalistici più attuali fruibili da smartphone e tablet”. “Il linguaggio negli ultimi anni è cambiato perché è cambiata la percezione della realtà”, ha proseguito Zizola che è stato vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996, “gli autori si trovano di fronte a una complessa rappresentazione del mondo e devono rispettare regole deontologiche ed etiche che permettono alla fotografia di essere credibile, cosa fondamentale oggi nell’era delle fake news”.

Renee Zellweger spegne 50 candelineBridget Jones è diventata grande, presto sarà Judy Garland

24 aprile 201920:48

Quando aprirà gli occhi domattina Renée Zellweger si sveglierà nella seconda metà della vita: ancora giovane per gli standard di oggi ma certo molto diversa dalla travolgente “mocciosa” che ha sedotto il pubblico mondiale con la maschera di Bridget Jones. Sono passati esattamente 18 anni da quando, nel 2001, indossò per la prima volta i panni della trentenne Bridget secondo il modello disegnato da Helen Fielding che a sua volta si era ispirata, molto liberamente alla trama di “Orgoglio e pregiudizio”. Fu una immediata standing ovation di ogni genere di pubblico, dai fan dei romanzi a coloro che non avrebbero mai più sentito il nome dell’eroina pasticciona senza associarlo alla texana dal cognome esotico. La storia di Renée è infatti quella di una predestinata: nasce nella piccolissima cittadina di Katy il 25 aprile del 1969 da un padre svizzero e una madre norvegese (di origine sami, ovvero della minoranza nordica di etnia lappone) si sono incontrati su un battello durante una vacanza americana e dalla terra del petrolio non soni più ripartiti.Va a scuola come una promettente futura atleta e laureata ma si iscrive a un corso di recitazione per avere i crediti necessari alla laurea. Ottiene consensi inattesi ma non le passa nemmeno perla testa di fare la valigia in direzione Hollywood. Pensa che sia certo la Mecca del Cinema ma anche l’anticamera del fallimento e quindi cerca qualche occasione più vicino a casa. Incredibilmente la trova a Huston, a due passi da casa, con una particina nel remake di un titolo di culto del cinema horror: “Non aprite quella porta IV ” del 1994. Si è fatta una certa fama con piccoli ruoli e spot pubblicitari ma è un amico a segnalarle i provini per “Luna&45” che sarà il film destinata a metterla in luce perché, a sorpresa, ha il ruolo principale. A questo punto si avventura a Hollywood e un’altra volta è la sorte a baciarla in fronte visto che Cameron Crowe la sceglie come fidanzata di Tom Cruise in “Jerry McGuire” del ’96. Determinata, simpatica, versatile com’è, chi fermerà più la bionda Renée? Al fianco di Meryl Streep in “La voce dell’amore” si cimenta in una parte drammatica, nel 200 vince il primo dei suoi 6 Golden Globes per il thriller comico “Betty Love”, l’anno dopo trionfa nel “Diario di Bridget Jones” e nel 2002 si propone come star da musical nel rutilante “Chicago” di Rob Marshall.Non ha mai preso lezioni di canto e ballo ma in pochi mesi è una perfetta showgirl e quasi ruba la scena alla sua amica Catherine Zeta-Jones. Tra le carte vincenti del suo mazzo c’è anche una simpatia che la lega solidamente a colleghe illustri come Michelle Pfeiffer, Nicole Kidman, la stessa Zeta-Jones. E c’è anche questa chimica da set alla base dei suoi successi, compreso l’oscar come miglior attrice non protagonista guadagnato per “Ritorno a Cold Mountain” del 2003. La terza e ultima puntata della saga di Bridget Jones è del 2016 e da allora Renée ha preferito centellinare le sua apparizioni sposando spesso la causa di opere indipendenti e registi giovani come “Diverso da me” di Michael Carney o “Qui e ora” di Fabian Constant. Tra breve sarà di nuovo sullo schermo invece in una grande produzione vestendo i panni di Judy Garland nel biopic ispirato alla sfortunata storia della grande attrice. Una nuova sfida per Renée che nel frattempo ha dovuto anche respingere le chiacchiere su presunte operazioni di chirurgia estetica (rigettate con sdegno, dicendo che adora vedere il suo volto trasformarsi con l’età) e chiacchiere sulla sua solitudine sentimentale. Perché tanto è fortunata nel lavoro, tanto sembra insicura nelle sue relazioni amorose: un matrimonio nel 2005 col cantante Kenny Chesney per il quale chiede e ottiene l’annullamento appena quattro mesi dopo, una chiacchierata relazione con Jim Carrey finita comunque nell’arco di un anno e molta privacy, difesa con le unghie e coi denti.E’ difficile trovare un equivalente di Renée Zellweger nel pantheon delle dive; ma in verità è facile accostarla a Shirley McLaine con cui divide la duttilità espressiva, il piacere della commedia, l’entusiasmo con cui affronta le imprese impossibili e l’umorismo innato che porta anche nella vita quotidiana con una buona dose di autoironia. Per anni hanno provato a farne la “fidanzata d’America” degli anni ’90 ma, proprio come Bridget, anche Renée si è sempre sottratta ai cliché troppo facili e l’unico che ha accettato trasuda appunto ironia da tutti i pori: Buoin compleanno Renée, hai ancora tutta la tua storia da scrivere. E se proprio ti stancherai, ricorda che da qualche parte hai ancora una bella laurea in letteratura inglese, la tua vera passione da ragazza.

Michael Madsen guidava in stato di ebbrezzaL’attore feticcio di Tarantino finito contro un palo a Malibù

MALIBU’ (CALIFORNIA)25 aprile 201909:36

E’ stato formalmente accusato di guida in stato d’ebbrezza Michael Madsen, uno degli attori feticcio di Quentin Tarantino.
Madsen, 61 anni, lo scorso mese è finito contro un palo mentre era a bordo del suo suv a Malibù, sulla costa sud della California. L’attore statunitense non è nuovo a questo tipo di reato. Non ha presentato appello e la causa al tribunale di Los Angeles è prevista per il 20 maggio. Madsen è noto in particolare per i suoi ruoli in ‘Kill Bill’, ‘Le iene’ e ‘The hateful eight’.

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Roseberry nuovo stilista di Schiaparelli
Il designer nato in Texas 33 anni fa ha lavorato con Thom Browne

26 aprile 201910:44

– Daniel Roseberry è il nuovo direttore artistico di Schiaparelli. Ad annunciarlo una nota della maison del gruppo Tod’s, dove si precisa che il designer americano assume l’incarico per tutte le collezioni, i progetti e l’immagine della maison fondata da Elsa Schiaparelli nel 1927.
Nato in Texas, paese natio evidentemente fertile di creativi visto che ha dato i natali anche a Tom Ford, 33 anni fa, Daniel Roseberry, ha trascorso oltre 10 anni al fianco di Thom Browne a capo delle collezioni uomo e donna. Dalla Schiaparelli fanno sapere che si aspettano che Roseberry “trasmetta la visione creativa audace e all’avanguardia nella maison di Place Vendome, come già fece la sua fondatrice, Elsa Schiaparelli, il cui non convenzionale patrimonio creativo fa parte della storia della moda”.
Così parlò Madonna, con ‘Madame X’ torno alle radiciLa pop star ha presentato in diretta su MTV il video di ‘Medellin’

26 aprile 201910:56

“Madame X è tornata alle radici!”: così Madonna ha presentato la sua ultima metamorfosi, parlando durante un evento televisivo globale su MTV, in diretta da Londra e in collegamento via satellite con Milano, New York, Miami e San Paolo. L’occasione era il lancio del video di ‘Medellin’, singolo realizzato con Maluma e prodotto dal collaboratore di lunga data Mirwais che anticipa l’uscita del nuovo album dell’artista, ‘Madame X’, in arrivo il 14 giugno.
“La musica è l’anima dell’universo – ha detto, parlando dell’influsso multiculturale dell’album – Ovunque siamo, qualunque lingua parliamo, quando sentiamo della musica ci sentiamo subito connessi al sentimento e all’emozione che l’artista vi aveva infuso: non importa il genere o la lingua, siamo connessi in modo primordiale attraverso la musica. Lo eravamo già, anche prima di Instagram!”. Tra le ragioni di queste ispirazioni, la sua nuova vita a Lisbona, dove si è trasferita per incoraggiare la carriera calcistica del figlio David: “Sono diventata una mamma che accompagna i figli agli allenamenti! Sembra strano, per una ragazza controversa come me!”. A Lisbona è venuta in contatto con diverse culture e personalità: “Mi sono fatta tanti amici, artisti e musicisti, e ho partecipato alle loro sessioni di musica nei salotti”. Il video, invece, è stato influenzato dalla pittura e dal cinema surrealista: “Volevo che sembrasse un ritratto”. Nonostante i nuovi spunti estetici e musicali, Madonna percepisce ‘Madame X’ come un ritorno alle origini: “Quando ho iniziato, ero naif: non mi interessava il giudizio della gente, ero libera e pura. Volevo tornare a quel periodo. Il nome Madame X mi era stato dato proprio allora, quando avevo 19 anni”.
Daniel Craig sarà ancora James Bond nel 25/o film della serie Nel cast ci sarà anche Rami Malek, star di Bohemian Rapsody

NEW YORK26 aprile 201911:08

Per i fanatici di James Bond l’attesa è finita. E’ stato infatti annunciato ufficialmente il cast, qualche elemento della trama e la data di uscita nelle sale cinematografiche del film numero 25 del fortunato franchising di spionaggio. Tuttavia manca ancora un titolo e la pellicola per ora viene chiamata genericamente ‘Bond 25’.
I produttori Barbara Broccoli e Michael G. Wilson oltre al regista Cary Joji Fukanaga hanno confermato Daniel Craig nel ruolo di James Bond (il suo quinto) e Rami Malek, star di ‘Bohemian Rapsody’ come il villano. Per quanto riguarda la trama, il film inizia con Bond non in servizio attivo mentre si gode una vita tranquilla in Jamaica. Ma la pace dura poco e viene interrotta quando Felix Leiter della Cia gli chiede aiuto per liberare uno scienziato rapito.
Fukanaga ha rivelato inoltre che il film è stato girato tra Jamaica, Norvegia, Londra e l’Italia. Bond 25 uscirà il 3 aprile del 2020.

Steiner e la Spoon River dei pazziStorie di un manicomio con le foto di D’Anna e Berengo Gardin

26 aprile 201911:38

– MARCO STEINER, “ISOLE DI ORDINARIA FOLLIA” (MARCIANUM PRESS, pp. 144, EURO 18). Voci che hanno voglia di uscire dalla polvere, storie raccontate con “parole imbevute nell’ inchiostro delle fotografie” per descrivere sogni, frammenti di ricordi, ombre di vite senza nome. E’ un viaggio popolato di esistenze sospese, una onirica Spoon River dei pazzi il libro di Marco Steiner “Isole di ordinaria follia”, dove dalle nebbie della laguna di Venezia arriva l’ eco dei malati rinchiusi in passato nel manicomio dell’ isola di San Servolo. Steiner, che ha trascorso gli ultimi 15 anni a seguire le tracce lasciate in luoghi esotici da Corto Maltese, l’ eroe romantico di Hugo Pratt, stavolta punta la barra verso una destinazione interiore, fatta di connessioni, in cui la scrittura si intreccia con le foto scattate nel vecchio ospedale psichiatrico dallo svizzero Marco D’Anna, suo storico compagno di viaggi, e quelle raccolte nello stesso luogo dal grande Gianni Berengo Gardin prima del 1978, l’ anno in cui la legge Basaglia decretò la chiusura dei manicomi.
A offrire lo spunto per i racconti sono le storie contenute nelle cartelle cliniche dei registri del 1800 di San Servolo.
Poche indicazioni, a volte surreali, circa il tipo di patologia, qualche dettaglio sul comportamento o sulle vicende familiari dei malati, bastano all’ autore per dare corpo ai protagonisti e a immaginare le loro vite e i loro pensieri. In tutto quattordici storie, sette maschili e sette femminili, come i figli di Niobe, punita dagli dei con la loro uccisione per aver umiliato Latona, la moglie di Zeus che era riuscita a partorirne soltanto due, Apollo e Artemide. Nel cortile del manicomio di San Servolo c’ è appunto una statua della ninfa, che ricorda la sua pazzia provocata dalla tragedia, e la condanna a piangere senza fine per il dolore. Asciutto e muto è il dolore che filtra da ogni personaggio, dall’ organista che si immagina in un mondo nuovo suonando in chiesa dopo la dose di elettroshock, alla adolescente violentata dal padre che scappa di casa, diventa prostituta che finisce a San Servolo con la diagnosi di “ipomoralità costituzionale”. Il silenzio avvolge Guglielmo, il fabbricatore di bussole, ricoverato nel 1844: non parla, non sa una parola d’ italiano, muore di colera cinque anni dopo. E ancora, la donna innamorata di un marinaio sensuale che resta paralizzato dopo un incidente e si perde nell’ alcol e nella violenza finendo in manicomio con lei. Il bianco e nero delle foto dello svizzero Marco D’Anna, cupe e suggestive, scandisce i racconti. Densi di “ribellione e ruvida poesia” gli scatti d’epoca di Berengo Gardin, che ha offerto all’autore romano, suo amico, la raccolta dei provini delle visite nel manicomio con le annotazioni e le indicazioni sui tagli delle immagini. Lo psicoterapeuta Antonio Dragonetto nella postfazione osserva che le immagini “permettono di cogliere quell’attimo in cui la malattia mentale, con la sua violenza e la sua sofferenza, si manifesta”. I racconti di queste vite disperate lasciano però filtrare la speranza di una guarigione “con l’ ascolto e con la parola”. Marco Steiner ricorda che nel 1500 i pazzi spesso venivano abbandonati in mare su navi senza vele che affondavano o toccavano terre lontane lasciando che il loro carico umano vagasse nelle strade di paesi sconosciuti dove nessuno li capiva e magari potevano trovare qualcuno che si prendesse cura di loro. Di questo parla “La nave dei folli”, l’opera satirica in versi scritta da Sebastian Brant nel 1498. Più di cinquecento anni dopo questo libro segue la stessa scia, conduce in territori misteriosi e sfida a comprendere ciò che sfugge al sentire comune. Una zattera con le vite dimenticate di altri figli di Niobe in cerca di una costa su cui approdare e di qualcuno disponibile a mettersi in ascolto.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 05:18 DI MARTEDì 23 APRILE 2019

ALLE 08:30 DIMERCOLEDì 24 APRILE 2019

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Di Grado, l’amore alla fine del mondo
Romanzo estremo,che respinge e affascina questo ‘Fuoco al cielo’

23 aprile 2019 05:18

– VIOLA DI GRADO, ”FUOCO AL CIELO” (LA NAVE DI TESEO, pp. 234 – 19,00 euro). Viola Di Grado è scrittrice con una sua unicità nel panorama della nostra narrativa, sia per i suoi temi particolari, estremi, esasperati, sia per la sua lingua che è specchio preciso in cui quelle storie prendono vita, trovano la propria umanità e ti arrivano addosso. In quest’ultimo impegnativo romanzo, per certi versi come tra la traumatizzata Camelia e Wen di ”Settanta acrilico e trenta lana” con cui Viola Di Grado debuttò alla grande nel 2011, l’incontro tra Tamara e Vladimir fa sbocciare l’amore, ma qui siamo in un luogo dove oramai parrebbe fuori luogo se non impossibile.Tamara è originaria, è nata e cresciuta in quel posto letteralmente perduto dove fa la maestra, Vladimir, infermiere di buona famiglia moscovita ha invece scelto di prestare la sua opera lì, dove l’attività principale è informare del livello della degenerazione individuale e infine delle morti. Nasce un rapporto appassionato, di condivisione di passione e dolori, di tenerezza, sesso e violenza nella contraddizione tra il cercar di esistere assieme e il non sopportarlo, nel cercarsi e respingersi, tanto che quando sembreranno aprirsi alla vita, all’arrivo di una nuova vita, questa si rivelerà impossibile, malata e condannata a priori e lei andrà fuori di testa.
Siamo a Musljumovo, una cittadina ”segreta”, ovvero che non ha più alcun contatto col resto del mondo e praticamente ”non esiste” nella Russia sovietica che cerca di non restare indietro nella ricerca atomica. Un luogo negli Urali orientali accudito perché possa vegetare, cosa che non può più fare in autonomia, e assieme abbandonato al suo destino di realtà più contaminata del pianeta, che fu discarica, negli anni ’50 di milioni di metri cubi di scorie radioattive che contaminarono tutto in profondità a cominciare dall’acqua del fiume in cui tutto veniva scaricato, così i terreni dove si continua a coltivare qualcosa, l’aria e naturalmente ogni essere vivente, dall’esistenza più che precaria, malato terminale praticamente dall’inizio, spesso deforme e disabile, segnato poi anche da quel che respira e mangia, prigioniero condannato a trascinarsi in una specie di inferno, di landa venefica desertificata.A cambiare le cose per Tamara sarà l’incontro con un piccolo essere cieco reso profondamente deforme dalle radiazioni, tanto da apparire una sorta di alieno, ”grumo di carne, un’escrescenza col grumo vischioso della bocca” che lei prende per un dono divino, la restituzione del proprio figlio, e decide di accudire tra l’incredulità generale, di chi la sa o la crede oramai pazza. Un’emarginato estremo, una solitudine totale che ne incontra un’altra, vita e sentimenti che resistono, che esistono nonostante tutto attorno sia morte. E così questo luogo, questi personaggi senza speranza, questo orrore realisticamente descritto nella sua quotidianità implacabile e repellente, finiscono per respingere, impressionare, ma assieme nonostante tutto coinvolgere, forse alla ricerca di un senso che però non c’è. Come coinvolge in maniera estrema Tamara e Vladimir, con quest’ultimo che resterà prigioniero profondamente di quell’incontro misterioso di cui non riesce più a liberarsi.
Forse come siamo prigionieri tutti, sempre più, di una terra desolata e senza speranza, a meno che, ma non è dato saperlo, un seme, per quanto anomalo e terribile possa essere, non porti in sé misteriosamente il germe di qualche futuro cambiamento.
Un’altra vita, la Polonia da ridereDopo Berlino, in sala opera prima della Szumowska

23 aprile 201910:48

‘Un’altra vita – Mug’ della regista polacca Malgorzata Szumowska inizia in un grande magazzino in piena vendita straordinaria solo per clienti in intimo: centinaia di polacchi scatenati si liberano in fretta dei loro abiti per contendersi, fino alla rissa, l’ultima smart-tv da 40 pollici. Così l’incipit di quest’opera prima, tra satira e religione, che nel 2018 al Festival di Berlino si è aggiudicata l’Orso d’Argento (il Gran Premio della Giuria). Ora tra gli scatenati clienti di questo grande magazzino c’è anche il protagonista di questa storia, in sala dal 24 aprile con Bim – Movie Inspired, ovvero Jacek (Mateusz Kościukiewicz), un ragazzo con una faccia da Cristo, che ama l’heavy metal, la sua fidanzata, il suo cane e la sua 126 Fiat rosso Ferrari, con tanto di alettone.La famiglia e i parrocchiani del suo paesino di provincia lo trovano un tipo bizzarro, divertente, un mezzo matto, ma Jacek ha il suo normale lavoro nel cantiere edile di quella che diventerà la statua di Cristo più alta del mondo. Ma il destino vuole che proprio mentre lavora a questa statua, l’uomo ha un terribile incidente e si deve sottoporre al primo trapianto facciale del Paese. Dopo il cambio di faccia, per Jacek le cose non vanno bene. Il suo essere ai confini si amplia ancora di più ora che è una sorta di vero freak. La sua ragazza lo lascia e anche la famiglia lo guarda con sospetto.A complicare il tutto ovviamente lo spirito della cattolicissima Polonia in cui ogni cosa troppo fuori dall’ordinario diventa sempre un po’ sulfurea. “Mi sento molto in sintonia con Jacek – dice la regista -. Questo personaggio che suscita ansia, ilarità, sconcerto, non solo tra i famigliari, ma anche in tutto il paesino, mi ha colpito per la sua energia pura e genuina, la sua onestà in un mondo fatto di distorsioni. Jacek – conclude la Szumowska – possiede tutte le caratteristiche di un eroe romantico. È la personificazione stessa della libertà”.
Sui due elementi più importanti intorno a cui ruota la storia, ovvero la costruzione della più grande statua di Cristo, a Świebodzin, e sulla prima operazione di trapianto facciale al mondo eseguita dai medici del Centro Oncologico di Gliwice, dice poi la regista: “Mi sono documentata accuratamente su entrambi gli eventi e abbiamo parlato anche con Grzegorz Galasiński, l’uomo che si sottopose allora all’operazione”.
Infine sul destino e sul senso stesso di quest’opera, conclude Malgorzata Szumowska: “All’inizio del film la sua famiglia rappresenta la sua forza e la sua debolezza allo stesso tempo. Lui è così grazie e a causa loro. La persona che diventa dopo l’incidente è anche il risultato delle loro azioni nei suoi confronti. La famiglia fa infatti fatica ad adattarsi al nuovo Jacek, così diverso. Sua madre crede addirittura che non sia affatto Jacek, mostrando il suo scetticismo, così tipico dei polacchi, verso i trapianti: non è qualcosa di “conforme alla religione. Questa tipica famiglia polacca, cattolica, è piuttosto una disgrazia per l’eroe, è per questo che vuole scappare”.

Musica: Millencolin, due date in ItaliaIl 3 maggio a Milano, il 4 a Cesena. Uscito nono album ‘Sos’

BOLOGNA23 aprile 201912:38

– La band svedese Millencolin, che da più di 25 anni scrive la storia del punk contemporaneo, torna con un nuovo album, ‘Sos’, e un tour con due tappe italiane: il 3 maggio Live club a Trezzo sull’Adda (Milano), il 4 Vidia club a Cesena. Ad aprire le due date saranno gli scozzesi Woes, una delle giovani band più in vista della nuova scena rock.
I Millencolin, che hanno dimostrato come la scena skate punk non fosse una prerogativa esclusivamente americana, hanno realizzato nove album in studio, tra cui ‘Life on a plate’, ‘For monkeis’ e ‘Pennybridge pioneers’. ‘Sos’, uscito a febbraio su Epitaph Records, è prodotto dal cantante/bassista Nikola Sarcevic e dal chitarrista Mathias Farm, mentre l’artwork è stato curato dal chitarrista Erik Ohlsson.
Woes, attivi dal 2016 e già in tour con gruppi pop punk come State Champs e Neck Deep, hanno pubblicato lo scorso anno un disco, ‘Self help’, e hanno partecipato a vari festival rock europei, tra i quali il Download, lo Slam Dunk e il 2000 Trees.
Torna a Comacchio festival ‘Nero Laguna’Tra gli ospiti Wollocks e Connor, con omaggio a Notre Dame

COMACCHIO (FERRARA)23 aprile 201912:54

– Con la presenza di Tim Willocks e Alex Connor, la terza edizione di Nero Laguna, il festival letterario realizzato dal Comune di Comacchio (Ferrara), diretto dallo scrittore Marcello Simoni in programma dal 2 al 5 maggio (patrocinio Regione Emilia-Romagna) si apre ad autori internazionali, con un pensiero a Notre Dame. Alla cattedrale francese pressoché distrutta dal rogo, ispiratrice nel corso dei secoli di moltissimi autori e romanzi sarà infatti dedicata l’anteprima con Simoni e Mariangela Ciavarella (giovedì 2 maggio, ore 16.30, Museo Delta Antico) che si confronteranno sulle Alchimie e misteri tra arte e letteratura. Un’edizione internazionale perché, se protagonista rimane il noir, tra gli ospiti spiccano lo scrittore, sceneggiatore e psichiatra britannico Tim Willocks e Alex Connor, autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. Tra gli ospiti Pupi Avati, che proprio a Comacchio ha girato il suo ultimo film e Gianrico Carofiglio. Ci saranno anche Francesca Bertuzzi, Valerio Varesi, Luca Crovi, Eraldo Baldini, Massimo Lugli, Antonio Del Greco, Alberto Sebastiani, Patrizia Debicke. Una scelta, quella di oltrepassare i confini nazionali, che Simoni reputa tutt’altro che un azzardo perché dopo due edizioni rodate dal punto di vista dell’affluenza e della critica, “lo scatto ‘internazionale’ era non solo necessario ma possibile”. Più o meno invariato il format, concepito per rendere fruibile anche la città lagunare e il territorio. Pochi ma autorevoli scrittori, per una decina di presentazioni e alcune iniziative collaterali, come la Mostra su Troia, organizzata in collaborazione con il Mann di Napoli, così da evitare sovrapposizioni. Tutti concentrati tra Trepponti, simbolo di Comacchio, Museo Delta Antico, Antica Pescheria e Palazzo Bellini.

Ambra-Guenzi conducono Concerto 1 maggioFra artisti Noel Gallagher, Achille Lauro, Silvestri

23 aprile 201915:40

Ambra Angiolini e Lodo Guenzi saranno i conduttori del Concerto del Primo Maggio 2019 a Piazza San Giovanni promosso da Cgil, Cisl e Uil. Trasmesso in diretta da Rai3 a partire dalle 15 fino a mezzanotte e da Rai radio 2 on air in diretta live e social dal backstage, avrà fra i temi, il lavoro i diritti, lo stato sociale, la nostra Europa.
Fra gli artisti protagonisti Noel Gallagher’s High Flying Birds, Achille Lauro, Anastasio, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Ghali, Ghemon, Manuel Agnelli feat Rodrigo d’Erasmo, Motta, Negrita, Subsonica, The Zen Circus, Rancore.
Festival Disobbedienza con CaposselaDal 26 al 28/4 a S.Margherita Ligure. Premio Fernanda Pivano

23 aprile 201915:40

– I talenti musicali ‘disobbedienti’, fuori dagli schemi, sono i protagonisti del primo Festival della Disobbedienza, che si terrà dal 26 al 28 aprile a Santa Margherita Ligure (Genova) con oltre 30 eventi tra concerti, letture, talk e performance artistiche in luoghi inconsueti della città. Dal concerto ‘Beat-i miti’ di Vinicio Capossela nella Chiesa di San Girolamo La Cervara all’esibizione live del più ‘divergente’ Dargen D’Amico, dal ‘Silent concert’ di Emiliano Pepe all’omaggio ai Beatles di Fabrizio Grecchi, dai reading letterari con accompagnamento musicale alle note delle pianiste Giulia Molteni, Roberta Di Mario e Sun Hee You.
Chiude il festival, domenica 28 alle 12 a Villa Durazzo, la consegna del Premio Fernanda Pivano che torna nel suo luogo d’origine, dopo 10 anni di edizioni Milano. “I miti ci rendono beati o siamo noi a beatificarli? Fernanda Pivano ci ha permesso di bearci di miti in letteratura”, sottolinea Capossela.
S. Cecilia, Pappano dirige BrucknerIl maestro sul podio per la stagione sinfonica dell’ Acccademia

23 aprile 201915:43

– “Una esperienza dell’anima”: così Antonio Pappano definisce la Sinfonia n. 8 di Anton Bruckner. Il maestro anglo italiano, direttore musicale di Santa Cecilia, guiderà l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale nella esecuzione dell’ opera del compositore austriaco venerdì 26 aprile alle 20:30 (Auditorium Parco della Musica, repliche sabato 27 e domenica 28 alle 18). “La sua musica è come una cattedrale – dice Pappano – sia da un punto di vista architettonico sia sonoro. Ascoltare l’Ottava è un’esperienza religiosa. È un pezzo dalle dimensioni mastodontiche, come gigantesca è l’Orchestra”. La Sinfonia n. 8, la più vasta e ambiziosa concepita da Bruckner e anche l’ ultima che portò a termine, richiese all’ autore uno impegno creativo durato sei anni, dal 1884 alle revisioni del 1887 e del 1890. Pappano aveva già diretto l’ Orchestra ceciliana nell’Ottava nella stagione 2015 e nella acclamata tournée a Praga, Dresda e Vienna.

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Genio e impresa,evento in segno Leonardo
Il 3 maggio, tra ospiti Bocelli, Vincenzo Boccia e Mario Botta

FIRENZE23 aprile 201915:44

– Un grande evento con il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’artista Andrea Bocelli, l’architetto Mario Botta, lo chef Annie Féolde, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e la conduzione di Bruno Vespa: è ‘Genio & Impresa’, l’evento organizzato da Confindustria Firenze e Assolombarda a Palazzo Pitti il prossimo 3 maggio, a 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Si tratta del primo di una serie di eventi che proseguiranno a Milano. L’iniziativa, vuole essere una celebrazione del genio del Rinascimento come ispirazione per il ‘saper fare’ delle imprese italiane.
“E’ un genio, un tecnico, un progettuale, un innovatore – ha spiegato Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze – quindi è un personaggio che è veramente una guida per quanto riguarda anche e soprattutto lo spirito imprenditoriale di noi tutti”.
Primo memorial dedicato a Claudio Lolli’Vorrei farti vedere la mia vita’ il 9-10 maggio con 32 artisti

BOLOGNA23 aprile 201916:43

– Due serate dedicate al poeta della canzone di protesta e cantore del ’77 bolognese, scomparso a 68 anni lo scorso agosto: 32 artisti ricorderanno Claudio Lolli il 9 e 10 maggio al cinema teatro Galliera di Bologna nel ‘Primo Memorial’ a lui dedicato, intitolato ‘Vorrei farti vedere la mia vita’.
Tra gli altri saliranno sul palco Luca Carboni, Marina Rei, Riccardo Sinigallia, Emidio Clementi (Massimo Volume), Edoardo De Angelis e il poeta Gianni D’Elia. Ad accompagnarli saranno i musicisti che hanno collaborato con Lolli nelle produzioni in studio e nei concerti dal vivo. La direzione artistica è di Danilo Tomasetta, storico sassofonista dell’autore di ‘Aspettando Godot’, ‘Ho visto anche degli zingari felici’ e ‘Disoccupate le strade dai sogni’.
“Forse molti non sanno – dice Tomasetta – quanto Claudio fosse stimato da musicisti e colleghi. Lo spettacolo che stiamo allestendo, dove protagoniste assolute saranno le sue canzoni, porterà la sua arte anche all’attenzione di chi finora l’ha trascurata”.
Piero Pelù, da novembre in tourLive nei club. In lavorazione il nuovo progetto solista

23 aprile 201917:22

– “Ciao Ragazzacci come promesso da tempo il mio nuovo progetto da solista si sta definendo sempre meglio e quindi tenetevi pronti per questo tour autunnale e per le uscite dei singoli imminenti”. Novità in arrivo per Piero Pelù, che le annuncia sui suoi social. A novembre, il rocker toscano insieme ai Bandisos (Giacomo Castellano alla chitarra “James Castillo”, Luca Martelli alla batteria e ai cori “Luc Mitraglia” e Dado Neri al basso “Black Dado”) tornerà live con una serie di concerti nei club. Queste le prime date confermate di “Benvenuto al mondo Tour”: 13 novembre Roma, 15 novembre Bologna, 16 novembre San Biagio di Callalta (TV), 19 novembre Milano, 20 novembre Torino, 22 novembre Firenze.
Letterature guarda al domani dei classiciTra ospiti Scurati e Saviano, Santa Cecilia torna a Massenzio

23 aprile 201920:39

Torna il Festival Internazionale di Roma ‘Letterature’ e guarda a ‘Il domani dei classici’ in 8 serate, dal 4 al 28 giugno alla Basilica di Massenzio, con tra i protagonisti del giorno d’apertura Antonio Scurati e di chiusura Roberto Saviano e come immagine guida una testa vista da dietro donata al festival da Mimmo Paladino. Ma, nel terzo anno della gestione affidata all’istituzione Biblioteche di Roma, il festival si apre sempre di più a tutta la città, con tra gli appuntamenti ‘Letterature off’ e allarga la sua collaborazione con tutte le istituzioni culturali. Tra le novità un concerto dell’Accademia di Santa Cecilia che, il 9 giugno, dopo 40 anni tornerà a suonare a Massenzio con un programma dedicato a Mozart e il 14 giugno l’esordio sul palco della Basilica al Foro Romano, dell’orchestra di Piazza Vittorio con un film-spettacolo sul Flauto Magico.E, “alla Casa del Cinema, grazie alla collaborazione di Giorgio Gosetti, ci sarà un piccolo ciclo cinematografico, dal 23 al 26 giugno, con quattro serate nell’arena Ettore Scola, che rendono un esplicito omaggio alle intuizioni di Renato Nicolini, a cominciare dalla riproposizione di ‘Senso’ di Luchino Visconti, primo film proiettato a Massenzio il 25 agosto 1977” come ha spiegato Paolo Fallai, presidente Biblioteche di Roma, oggi alla presentazione nella Giornata Mondiale del Libro. Al vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale, Luca Bergamo, piacerebbe proprio “riportare il Cinema a Massenzio il prossimo anno. E’ un auspicio”. “Letterature è sempre stato una bellissima iniziativa, di qualità. Essere stati capaci di utilizzare quel valore per produrre un evento in continua trasformazione è stato possibile grazie al fatto che le istituzioni di Roma Capitale hanno accolto questo messaggio”, ha sottolineato Bergamo. E nel giorno in cui si discute il Decreto Crescita il vicesindaco afferma: “Quando Salvini dice non facciamo regali, no a salva Raggi dimostra di non avere la più pallida idea di come sia fatta Roma”. Nasce anche un nuovo ‘Premio per la traduzione letteraria’ rivolto a un esordiente e alla carriera, fondato da Istituzione Biblioteche di Roma con il centro Studi Vittorio Bodini.Nel lungo elenco dei partner della manifestazione spiccano anche la Fondazione Bellonci che organizza il Premio Strega. “Presenteremo – ha spiegato il direttore della Fondazione, Stefano Petrocchi – nelle biblioteche di Casa delle Letterature e Flaminia i 12 semifinalisti e la cinquina sul palco di Massenzio. E sono 15 i circoli di lettura che esprimeranno ciascuno un voto collettivo”. Del Premio Formentor, che il 6 maggio annuncerà a Roma il vincitore 2019, saranno a Massenzio l’argentino Alberto Manguel, vincitore nel 2017 e il rumeno Mircea Cartarescu nel 2018. Le otto serate a Massenzio, ideate e dirette da Maria Ida Gaeta con la regia di Fabrizio Arcuri, saranno precedute da un’anteprima, il 16 maggio, al Macro Asilo-Auditorium di Via Nizza, con il Premio Pulitzer Anthony Doerr. Invariata la formula: agli ospiti sarà chiesto di scrivere un brano inedito per il festival sul tema: “qual è il testo contemporaneo che può essere considerato un classico?. Riguarda dunque il rapporto con la tradizione e con il tempo” ha sottolineato la Gaeta che ha anche annunciato una “collaborazione con la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi per le serate del 2-3 luglio”, senza contare i convegni e una lunga serie di appuntamenti in biblioteca da maggio. Con Scurati, in corsa per la cinquina del Premio Strega 2019 con ‘M. Il figlio del secolo (Bompiani)’, nella serata inaugurale ci saranno Manuel Vilas e Andrea Satta. A Massenzio anche il filosofo Jordan Shapiro, Adam Gopnik, Anthony Cartwright, Alicia Gimenez Bartlett e Antonio Manzini.Tra le voci nuove o da scoprire la californiana di origini filippine Elaine Castillo, le scrittrici di origine africana Lesley Arimah, Tayari Jones e Ayesha Harruna Attah che sarà sul palco con Saviano, Joe Lansdale, Lewis Shiner e Valeria Parrella. Per il Festival off spicca ‘Mamme narranti’ “che raccontano storie antiche su come si addormentano i piccoli” ha sottolineato Andrea Satta, cantante dei Tetes de Bois e pediatra.

Tornano Music Awards all’Arena di VeronaIl 4 e 5 giugno appuntamento con stelle della musica italiana

23 aprile 201917:55

– I Music Awards tornano il 4 e il 5 giugno all’Arena di Verona. Due serate per premiare le stelle della musica per i loro recenti successi discografici e live.
Oltre cinquanta gli artisti in cartellone per questa tredicesima edizione della manifestazione, che si alterneranno sul palco con le loro hit.

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Cranberries, disco e mostra a Roma
Il 26 aprile esce In the End, in memoria di Dolores

23 aprile 201918:32

– Il 26 aprile esce “In The End” (BMG), ottavo e ultimo album dei Cranberries. “In The End” vede ancora Stephen Street nella veste di produttore delle undici tracce e rappresenta una celebrazione e una testimonianza della vita e del lavoro creativo di Dolores O’Riordan (scomparsa il 15 gennaio 2018), insieme ai suoi compagni Noel Hogan, Mike Hogan e Fergal Lawler.
In occasione dell’uscita del disco, Cranberries Italia, la community ufficiale dei fan italiani dei Cranberries attiva dal 2001, ha organizzato una mostra intitolata “memories will never end…” un’esposizione di memorabilia e rarità attraverso le quali sarà possibile ripercorrere le tappe della carriera della band. La mostra sarà aperta dal 26 aprile al 3 maggio a Roma presso la Discoteca Laziale.
Zellweger in tv con social thriller What/ifPrimo ruolo tv per Netflix, per bionda ex Bridges Jones

23 aprile 201919:51

“E se ti facessi un’offerta così straordinaria che non puoi rifiutare, potresti avere tutti e tutto a tua disposizione. I partecipanti sono pronti. Cosa rischieresti per avere tutto?”. Netflix ha rilasciato il video e le immagini della serie tv What/if. La voce che si sente, molto sensuale e accattivante ben lontana dal ruolo che l’ha resa popolare e amatissima dal pubblico, è quella della bionda attrice, Renée Zellweger, qui al suo primo ruolo televisivo, e che la vede tri i protagonisti. Definito dagli stessi ideatori un “social thriller”, sulle derive morali dei comportamenti umani e, insieme, la metamorfosi etica di singoli individui.
La serie, in dieci episodi, sarà interamente disponibile su Netflix dal 24 maggio 2019. Il progetto è stato creato da Mike Kelley, già autore di Revenge. Il destino è solo una bugia, c’è sempre scelta. What/if, che in Italia verrà reso in “E Se”…, è una serie neo-noir ambientata al tempo dei social network, in cui persone normali scelgono di compiere azioni totalmente inaccettabili, generando un catastrofico effetto domino. Al centro della prima stagione una coppia di giovani sposi di san Francisco accetta un’offerta redditizia, ma moralmente discutibile, da parte di una misteriosa benefattrice, interpretata Zellweger nei panni di Anne, un donna di San Francisco affascinante, influente, carismatica e seducente, in alcuni casi persino vulnerabile quando la cosa rientra nei propri interessi. Nelle prime immagini vediamo la bella Renèe avvolta in un seducente abito bianco e in una posa che ricorda Sharon Stone in Basic Instict più che in Bridget Jones. Tuttavia Anne ha anche una lunga lista di scheletri nell’armadio, tra cui un misterioso patto con il diavolo stipulato in giovane età che ha determinato la sua intera carriera.
Renée Zellweger è stata per tre volte nominata agli Oscar e ha vinto grazie al film Cold Mountain la statutetta come miglior attrice non protagonista. Il 25 di aprile, compie 50 anni.
Nata nel 1969 a Katy, piccola città del Texas, ha interpretato numerosi film, ma la fama la deve a “Bridget Jones”, personaggio letterario di Helen Fielding che lei magistralmente ha portato sul grande schermo. Davvero credibile nei panni della pasticciona e simpaticissima inglesina. Il ruolo l’ha improvvisamente consacrata icona di tutte le trentenni single del pianeta. Era il 2001 e aveva appena vinto il Golden Globe per “Betty Love”. Nel 2002, dopo aver interpretato il drammatico “White Oleander” insieme a Michelle Pfeiffer, la Zellweger mette a segno un altro colpo vincente grazie al musical “Chicago” di Rob Marshall (con Richard Gere e Catherine Zeta Jones), che le fa conquistare un nuovo Golden Globe e le regala una meritatissima nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista. Ma i suoi successi non sono finiti qui.
Più di recente grazie al film di Anthony Minghella “Ritorno a Cold Mountain”, nel quale recita accanto a Nicole Kidman e Jude Law, l’attrice vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista. Alla fine del 2004 è tornata sul grande schermo con il suo personaggio più noto, nel film “Che pasticcio Bridget Jones!” (con Hugh Grant). Zellweger mora sarà Judy Garland nel prossimo film già girato da Rupert Goold.
Nel cast della serie originale Netflix anche Jane Levy (Castle Rock, Suburgatory), Blake Jenner (American Animals, Glee), Samantha Ware (Glee), Keith Powers (Famous in Love), Daniella Pineda (Jurassic World – Il Regno Distrutto), Juan Castano (Shades of Blue), John Clarence Stewart (Luke Cage) e Dave Annable (Brothers & Sisters – Segreti di famiglia).
Produttori esecutivi gli showrunner: Mike Kelley, Melissa Loy (Page Fright); Alex Gartner, Charles Roven (Atlas Entertainment); Robert Zemeckis, Jack Rapke (Compari Entertainment). What/if è prodotta da Warner Bros. Television per Netflix.

Al Mann arriva anche “La Pace” di Canova25 aprile ingresso gratuito dalle 17,30 per darle il benvenuto

NAPOLI23 aprile 201920:16

– Per dare il benvenuto a ‘La Pace’ la statua di Antonio Canova in arrivo dall’Ucraina, che completa il percorso espositivo della mostra ‘Canova e l’Antico’ (già oltre 80mila visitatori), ingresso libero dalle 17,30 del 25 aprile al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il marmo di quasi due metri d’altezza proviene dal Museo Bogdan e Varvara Khanenko di Kiev, ed è la seconda volta in assoluto che esce dal paese dove era giunto dalla Russia nel 1953. ‘La Pace’ è un capolavoro tra i meno conosciuti di Canova che lo realizzò tra il 1811 e il 1815, e dal forte valore simbolico, contenendo segni visibili delle complicate vicende politiche dell’Europa di quegli anni. Committente fu il principe Nicolaj Rumianzev, doveva essere una un’allegoria della Pace a grandezza naturale e recare tre iscrizioni da realizzarsi in francese, commemorative dei trattati siglati da membri eminenti dei Rumianzev. La commissione della statua avvenne mentre fervevano i preparativi della Campagna di Russia.
Normal, ecco la follia dei generiAdele Tulli racconta maschi e femmine senza dare risposte

23 aprile 201920:34

– ‘Normal’, il nuovo film documentario di Adele Tulli già presentato alla Berlinale nella sezione ‘Panorama’ e ora in sala dal 2 maggio con l’Istituto Luce, non racconta solo, in immagini e senza commento, gli stereotipi di genere, ovvero dell’essere uomo e donna oggi, ma fa molto di più. Come una gigantesca quanto asettica lente di ingrandimento, come in un quadro di Domenico Gnoli, la regista, classe 1982, mette lentamente sotto i riflettori e ingigantisce la realtà mostrando quanto ci sia in essa di oggettiva follia. In un caravanserraglio di situazioni, accompagnate solo da una ossessiva colonna sonora, tutto il grottesco di ciò che ci circonda e che neppure vediamo. Adele Tulli, con già un profilo internazionale nella produzione di cinema del reale, ha studiato, tra l’altro, Screen Documentary alla Goldsmiths University of London. E questo film nasce proprio da un progetto universitario.
Al via la prima puntata di The Voice of Italy 2019Sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni

23 aprile 201923:43

E’ una sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni, quella di The Voice of Italy in partenza su Rai2. Il primo è quello di Simona Ventura, chiamata dal direttore di rete Carlo Freccero alla conduzione del talent musicale firmato dalla Rai, dopo diversi anni di assenza dalla televisione pubblica.”La Rai e Freccero sono stati come Cleopatra e io come Marcantonio – ha detto la Ventura – e non avrei potuto resistere. Ho ritrovato un’azienda in cui poter fare qualcosa di nuovo e dove mi è stata data tanta libertà”.Per la conduzione delle otto puntate, che saranno trasmesse anche su Radio2 con Andrea Delogu e Stefano DeMartino, Simona Ventura ha cercato di metterci anche del suo, ritoccando dove possibile alcune regole fisse del format olandese. “Il compito di questo programma – ha spiegato – è quello di promuovere un artista che abbia un futuro dopo la fine di tutte le puntate. Così non è andata nelle edizioni precedenti ma quest’anno le cose cambieranno”.A scegliere tra i papabili talenti che si sono candidati a diventare la nuova voce della musica italiana, ci sarà una giuria completamente rinnovata e come sempre composta da quattro coach. Un ritorno sul piccolo schermo della Rai è anche quello di Marco Castoldi, in arte Morgan, che promette di dispensare cultura musicale nell’esercizio della sua funzione di coach. “Il motivo per cui sono qui – ha commentato – è la mia grande fiducia nei confronti della Rai, nonostante la mia precedente cacciata immotivata. La Rai è però anche fatta di persone che cambiano, è un’istituzione che ho sempre considerato come una grande opportunità. Lo dico dopo aver visto, televisivamente parlando, come si lavora da altre parti. In Rai mi sento a casa e valorizzerò anche il dissenso, che va coltivato per essere un artista”.Alla sua prima esperienza televisiva dai grandi numeri è invece Gue Pequeno, nome di punta della scena rap italiana, che ha contribuito a portare alla ribalta in tempi non sospetti. “E’ la mia prima esperienza così mainstream – ha detto Cosimo Fini, questo il nome all’anagrafe del rapper – e sono felice che arrivi proprio in un momento per me positivo. Porterò il mio bagaglio di esperienza e cercherò un talento come ho fatto negli anni passati con la mia etichetta”.Veterano della scena musicale italiana è anche Gigi D’Alessio, al suo debutto nei panni di coach. “Siamo quattro giudici musicalmente lontani – ha detto D’Alessio – ma solo in apparenza, perché la musica non ha confini. Con questa squadra sono tornato ad avere negli occhi la luce di un tempo”.Punzecchiata sulla scelta di Elettra Lamborghini, che invece nel mondo della musica c’è da molto meno tempo dei colleghi, Simona Ventura, che ha scommesso personalmente sulla voce di ‘Pem Pem’, singolo da record per visualizzazioni su YouTube, non usa giri di parole. “Sono pregiudizi di una vecchia mentalità italiana che dobbiamo superare – ha detto la conduttrice – e frutto di anni di radical chic che ci hanno segnato. Elettra è un punto di riferimento per le nuove generazioni e ho voluto seguire il mio intuito”.

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Scuola: accordo Governo-sindacati, revocato sciopero
Era in programma del 17 maggio

24 aprile 201908:21

E’ stato siglato nella notte a Palazzo Chigi l’accordo tra i sindacati del mondo della scuola e il Governo, presenti il ministro dell’Istruzione Bussetti e il premier Giuseppe Conte. L’accordo prevede tra l’altro più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per il precariato. I sindacati, in seguito all’intesa, hanno sospeso lo sciopero che era stato proclamato per il prossimo 17 maggio.”Consapevole di dover investire di più” nella scuola, “pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli – annuncia Conte all’esito del confronto con i sindacati della scuola -, il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi”. L’intesa, spiega, è anche su altri temi, come “strumenti per superare il problema del precariato”.”Giornata o, meglio, notte impegnativa – scrive su Facebook Giuseppe Conte -. Sono le 6 del mattino e si è appena conclusa una riunione fiume con i sindacati della scuola: istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il Paese e una priorità di questo governo”. “Al termine del Consiglio dei Ministri, con il ministro Bussetti e il sottosegretario Giuliano, ho ascoltato le richieste” dei sindacati ed “è stato finalmente raggiunto un accordo” che ha permesso di revocare lo sciopero indetto per il 17 maggio”, annuncia. “Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono”. “Andiamo avanti sulla via del dialogo – conclude il premier – con l’obiettivo di superare le vertenze di un comparto troppo a lungo trascurato dai precedenti governi. Il nostro obiettivo è rilanciare e far ripartire il sistema Italia. Continuerò a visitare le scuole, nella consapevolezza del ruolo fondamentale, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore, più umano e giusto, per il nostro Paese”.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:32 DI DOMENICA 21 APRILE 2019

ALLE 05:18 DI MARTEDì 23 APRILE 2019

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Scamarcio in un plumbeo legal-thriller
Con Boni, Pesce e Gerini in ‘Non sono un assassino’ 21 Aprile 2019 08:32

– ‘Non sono un assassino’ di Andrea Zaccariello, in sala dal 30 aprile con 01 e basato sull’omonimo best-seller di Francesco Caringella, è un plumbeo legal-thriller con protagonista il vice-questore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio). Tutto inizia quando l’uomo un giorno esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni). I due, in realtà, non si vedono da quasi due anni, ma per incontrare il suo caro amico, Andrea percorre due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Due ore per una domanda e una risposta? Una cosa sospetta se si considera poi che quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa, e Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa come il tempo per uccidere l’amico. A interrogarlo e accusarlo una PM dalla voce roca (Claudia Gerini) che conosce il suo passato. A difenderlo invece l’avvocato amico di una vita (Edoardo Pesce). In più, in questo giallo dalle atmosfere cupe, ci si mette in mezzo pure un testimone oculare che accusa il vicequestore che ha però dalla sua una cosa non da poco: come può un uomo di legge concepire un delitto senza garantirsi un minimo alibi anzi facendo convogliare tutte le prove contro lui? “Ho letto molto di diritto romano – dice Scamarcio – e ho scoperto che gli imputati potevano anche mentire per poter rappresentare al meglio la verità. Gli era concesso perché se avessero detto la verità esatta potevano paradossalmente fuorviare la giuria. La menzogna era così una scena, un meccanismo di rappresentazione. Il film – continua l’attore – è anche la storia di un’amicizia che va molto indietro nel tempo”.
“Era interessante il contrasto tra la durezza della pm che cerca la verità – sottolinea la Gerini – e la matassa complicata in cui deve destreggiarsi. Anche per questo ho pensato di utilizzare una voce logorata, stanca, con delle corde vocali irritate”.
“Il libro è scritto in prima persona – commenta il regista – e questa era già una sfida. Certamente – aggiunge – conosco il cinema civile italiano e mi ha influenzato, ma solo all’inizio perché volevo che questo film si concentrasse sulle anime dei protagonisti. Il male trova spazio in noi quando ci convinciamo che non sia il male – continua – . Ci ricostruiamo allora la realtà che vogliamo e non accettiamo critiche o punti di vista altrui. Volevamo comunque raccontare – conclude Zaccariello – una Puglia diversa, ombrosa, dove c’è una costante sensazione di maltempo anche se poi la pioggia cade solo alla fine”.
I 50 anni dei Detective dell’ arteFurti e falsi, la caccia dei carabinieri ai tesori da salvare

22 aprile 201913:23

– ROBERTO RICCARDI, “DETECTIVE DELL’ ARTE” (RIZZOLI – pp. 235 – 18 euro). “Se non ci fosse stata l’ indagine che nel 1998 a due mesi dal furto permise di recuperare e rimettere al suo posto Il Giardiniere di Van Gogh oggi il visitatore della Galleria Nazionale d’ Arte Moderna di Roma si troverebbe davanti a una parete bianca. Non fu solo un grande risultato per la cronaca giudiziaria ma una conquista che ha restituito al mondo un bene meraviglioso”. Il generale dei carabinieri Roberto Riccardi riassume così il senso del lavoro che in 50 anni ha portato il Comando Tutela Patrimonio Culturale a un livello di eccellenza che tutto il mondo invidia all’ Italia. In mezzo secolo i “segugi” dell’ Arma hanno salvato centinaia di migliaia di beni, dal piccolo crocifisso di una chiesa di paese, ai buccheri e ai cocci saccheggiati dai tombaroli nelle necropoli,ai capolavori rubati in musei, edifici pubblici e abitazioni private. All’ attività silenziosa della squadra di specialisti fondata nel 1969, Roberti, che a settembre assumerà la guida del Comando, dedica il volume “Detective dell’ arte” , pensato proprio per festeggiare questo compleanno particolare. E’ il racconto di furti clamorosi risolti, come avvenne nel 1975 con il celebre quadro “La Muta” di Raffaello di Raffaello, nel Palazzo ducale di Urbino. Oltre all’ opera del maestro, simbolo della città, i ladri – quattro italiani – portarono via anche due Piero della Francesca. Un anno dopo vennero incastrati con uno stratagemma. Il ricettatore aveva già incassato una prima rata per piazzare le tele sul mercato internazionale. Dopo aver individuato la persona che ne era in possesso, gli investigatori si finsero collezionisti facoltosi intenzionati a comprarle e fissarono un appuntamento in una camera di albergo a Locarno dove scattarono le manette. Un altro caso eclatante, appunto, la rapina alla Galleria Nazionale d’ Arte moderna di Roma dove i delinquenti armati bloccarono tre dipendenti e rubarono due Vang Gogh, il Giardiniere e l’ Arlesiana, e Le Cabanon de Jourdan di Cezanne, recuperati due mesi dopo tra Roma e Torino. E’ anche la storia di vicende senza lieto fine, come La Natività di Caravaggio rubata proprio 50 anni fa nell’ Oratorio di San Lorenzo a Palermo. Di quel capolavoro si sono perdute le tracce in uno scenario nel quale, secondo le versioni contrastanti di alcuni testimoni di giustizia, avrebbero giocato un ruolo anche boss mafiosi. “I casi ancora aperti – osserva Riccardi – non si chiudono mai. Noi siamo all’ avanguardia, siamo stati i primi a dotarci di una struttura del genere. La nostra banca dati ha un milione e 300 mila files riferiti a opere d’arte italiane e di altri paesi, rubate o disperse in guerre, calamità naturali, devastazioni e saccheggi”.
L’ attività degli specialisti dell’ Arma ha varcato i confini nazionali. Dal 2015 il Comando è partner dell’ Unesco nella iniziativa planetaria dei Caschi Blu della Cultura, una invenzione tutta italiana avviata con il Mibac: un team di 30 carabinieri e 30 funzionari del Ministero assicura assistenza e consulenza nella catalogazione e nella tutela diretta dei beni culturali dei paesi devastati dai conflitti e dai disastri naturali. Il libro è un tuffo nella storia dell’ arte, a partire da Napoleone che dopo la campagna d’ Italia portò in Francia cento capolavori in virtù del Trattato di Tolentino. Fu l’ ultimo caso di “diritto di saccheggio” consentito al vincitore.
Tra le opere finite in Francia c’ era anche il celebre gruppo del Laocoonte, tornato in Italia grazie al grande scultore Antonio Canova, nominato dal Papa ambasciatore per il recupero delle opere d’arte. Non c’era invece La Gioconda, che era stato portato in Francia da Leonardo e poi venduto da un erede alla corte di Francesco I. Un imbianchino veneto, Vincenzo Peruggia, la rubò nel 1911 infiltrandosi tra i dipendenti di una ditta di pulizie del Louvre. Due anni dopo l’ uomo si presentò al direttore degli Uffizi dicendo che l’ avrebbe consegnata a patto che restasse in Italia. Non andò così, il quadro torno al suo posto e lui finì in galera.
Capolavori rubati, scomparsi, distrutti ma anche storia di falsi. Poteva mancare il riferimento alle famigerata burla delle Teste di Modigliani realizzate nel 1984 con un trapano elettrico da quattro ragazzi di Livorno e ritrovate in un canale della città che rovinarono la reputazione di storici dell’ arte e direttori di musei titolati? Non fu l’ unico caso legato all’ artista livornese. Nel marzo del 2017 una quindicina di presunti falsi del maestro esposti in una grande mostra a Palazzo dicale di Genova sono finiti al centro di una inchiesta non ancora conclusa. Nella caccia ai tesori rubati i carabinieri lavorano con studiosi, ricercatori e archivisti in una lotta contro una rete di cui spesso fanno parte delinquenti, collezionisti, galleristi e direttori di musei. “I ladri di cultura – dice Riccardi – ci rubano la storia e l’ identità”.

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Esotismi tra India e deserto americano
Proposte di Etro, Elisabetta Franchi, Miu Miu, Gucci, Sportmax

22 aprile 201912:01

– Giovani donne che amano lo stile etno-chic adattabile a tutte le latitudini e occasioni, nomadi del lusso poco ostentato, ma colto e raffinato (Etro) viaggiatrici del mondo che si spostano da un party a Bollywood al festival di Coachella nel deserto americano della California, che si è appena concluso. E’ questo il ritratto delle ragazze moderne. Non per questo sono influencer, o giovani lady che costruiscono look e stili, connotati da aristocratico esotismo che sconfina anche in scelte di griffe e maison come Valentino o Dolce & Gabbana.
Il Coachella style si posiziona a metà tra lo stile hippie e bohémien. Dunque, denim a volontà, come nella capsule in tela indaco di Sportmax, tutta volant per 8 pezzi basic come salopette, abitini, jeans e camicie. Etro è il capofila dello stile etno-chic con le sue fantasie Paisley. Non possono mancare le frange (Gucci), il suede, i minidress di paillettes (Elisabetta Franchi) le stampe floreali (Miu Miu), i print pitone nel beachwear (Calzedonia).
Ma cosa ti dice il cervello al topScende al secondo posto After. In top five anche Il campione

22 aprile 201913:20

– Sbanca il box office nel weekend di Pasqua la nuova commedia di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Ma cosa ci dice il cervello, nella prima settimana di programmazione incassa 1 milione 119 mila euro. Scende in seconda posizione After, il film dalla saga romantica che prende origine dall’omonimo romanzo di Anna Todd: 974.672 mila euro questa settimana, per un totale di 5 milioni 198 mila dall’uscita nei cinema italiani. Al terzo posto una new entry, La Llorona – Le lacrime del male, horror di Michael Chaves che incassa 607.818 mila euro. Quarto il Dumbo nella riscrittura di Tim Burton (408.798) e quinto a chiudere la top ten un altro film italiano, Il campione di Leonardo D’Agostini con Stefano Accorsi (298.090).
Baglioni, a Firenze due ultime date tourIl 24 e 26/4, 50ma tappa live dedicato a suoi 50anni carriera

FIRENZE22 aprile 201913:28

– Si chiuderà con due date a Firenze il 24 e il 26 aprile, il tour ‘Al centro’ di Claudio Baglioni, partito lo scorso ottobre proprio dal capoluogo toscano, che celebra i 50 anni di carriera del grande artista.
Al già previsto appuntamento del 24 è stata aggiunta una seconda data, la 50ma, il 26 aprile. Il tour del grande spettacolo dal vivo, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, ha visto Baglioni esibirsi davanti a 410mila spettatori nelle più importanti arene indoor di tutta Italia. Grazie al palco sistemato al centro, spiega una nota, il pubblico, disposto a 360 gradi, rivive insieme all’artista mezzo secolo di grande musica, attraverso una scaletta con tutti i più grandi successi che vengono proposti, per la prima volta, in ordine cronologico.

La Francia celebra i 90 anni dal primo MaigretVerso nuova edizione di ‘Tutto Maigret’ e film di Leconte

PARIGI22 aprile 201914:42

Fervono i preparativi per i 90 anni dalla prima apparizione del commissario Maigret, nato dalla penna dello scrittore belga Georges Simenon, scomparso quasi trent’anni fa. In occasione di questo doppio anniversario, le edizioni Omnibus intendono ripubblicare in 30.000 copie “Tout Maigret”, ”Tutto Maigret”, equivalente a 103 tra romanzi e racconti riuniti in dieci volumi illustrati da Loustal. Da parte sua, il regista Patrice Leconte dirigerà questo autunno il celebre attore francese, Daniel Auteuil, nei panni del commissario in un film ispirato al romanzo ‘Maigret e la giovane morta”. Prevista, per i 90 anni di Maigret, anche l’uscita di diversi audiolibri. “Nell’opera di Simenon, non si butta niente”, dice lo scrittore, Pierre Assouline, citato dai media francesi. “Bisognerebbe cingere la sua opera da una fascetta intitolata ‘La condizione umana’, e pazienza se il titolo è già preso…”.
Baglioni, a Firenze due ultime date tourIl 24 e 26/4, 50ma tappa live dedicato a suoi 50anni carriera

FIRENZE22 aprile 201915:01

– Si chiuderà con due date a Firenze il 24 e il 26 aprile, il tour ‘Al centro’ di Claudio Baglioni, partito lo scorso ottobre proprio dal capoluogo toscano, che celebra i 50 anni di carriera del grande artista.
Al già previsto appuntamento del 24 è stata aggiunta una seconda data, la 50ma, il 26 aprile. Il tour del grande spettacolo dal vivo, premiato come ‘BestShow 2018’ dalla rivista Sound&Lite, ha visto Baglioni esibirsi davanti a 410mila spettatori nelle più importanti arene indoor di tutta Italia. Grazie al palco sistemato al centro, spiega una nota, il pubblico, disposto a 360 gradi, rivive insieme all’artista mezzo secolo di grande musica, attraverso una scaletta con tutti i più grandi successi che vengono proposti, per la prima volta, in ordine cronologico.
Prima compagnia stabile rifugiatiDebutto toscano per lo spettacolo ‘Non siamo Baobab’, il 24/4

SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (F22 aprile 201915:58

– SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FIRENZE)

– Nasce a San Casciano (Firenze) la prima compagnia stabile italiana costituita da attori richiedenti asilo di cinque diverse nazionalità. La compagnia è pronta al debutto regionale con lo spettacolo ‘Non siamo Baobab’, produzione firmata da Arca Azzurra per la regia del belga Patrick Duquesne, che andrà in scena al Teatro Niccolini di San Casciano il 24 aprile. L’età degli attori varia dai 14 ai 55 anni, spiega una nota, provengono da Egitto, Gambia, Costa d’Avorio, Guinea, e Camerun e si sono conosciuti nell’ex Cas di San Casciano, oggi centro Sprar. “Non siamo fermi, immoti nei luoghi in cui nasciamo, siamo un’umanità costantemente in viaggio”, dicono gli attori.
Il filo rosso da cui prende vita lo spettacolo che fonde elementi comici e drammatici è il tema della valigia e dell’incontro.
The Beautiful Ones, arriva memoir PrinceLibro 300 pagine. Artista ci stava lavorando prima della morte

NEW YORK22 aprile 201918:44

Prince Roger Nelson prima di Prince. E’ un artista ‘da giovane’ quello che si racconta nell’
autobiografia ‘The Beautiful Ones’ in uscita il prossimo 29 ottobre (in Italia a novembre per HarperCollins) e pubblicata dalla casa editrice Random House. Il memoir, di quasi 300 pagine, era in programma quando Prince era ancora in vita ed era stato annunciato poco prima della sua tragica morte, avvenuta il 21 aprile del 2016.
Si tratta di un racconto personale, come ha spiegato la stessa casa editrice, in cui un giovane Prince si prepara a dare forma alla sua visione artistica e a diventare un personaggio pubblico. Sono gli anni che precedono la fama che avrebbe fatto di lui una leggenda musicale. L’introduzione al libro è stata curata da Dan Piepenbring, giornalista del New Yorker, che Prince aveva scelto come collaboratore, mentre per il contenuto sono stati usati scritti e foto personali dell’artista nonché appunti scritti a mano di quelle che sarebbero diventate la sue canzoni più famose e che lui custodiva scrupolosamente a Paisley Park, la sua casa-studio musicale in Minnesota. In pratica il memoir è una sorta di romanzo di formazione che descrive l’evoluzione di Prince.
“Un periodo in cui Prince stava pensando di mostrare qualcosa in più di se’ – scrive Piepenbring nell’introduzione a proposito dell’intenzione di scrivere un memoir – delle sue idee sul mondo ma allo stesso tempo mantenendo un alone di mistero che aveva attentamente coltivato”. Il libro copre un arco di tempo che va dalla sua infanzia ai primi anni da musicista fino ad arrivare al cuspide della celebrità internazionale. Prima della morte Prince aveva completato più di 50 pagine scritte a mano.
“The Beautiful Ones – ha detto l’editore Chris Jackson – è un bel tributo alla sua vita ma anche di più. E’ un’opera letteraria commovente e motivante, piena di sue idee, della sua visione, della sua voce, della sua immagine”. “E’ un tesoro – continua – non solo per i fan di Prince ma anche per chi vuole vedere uno degli artisti più grandi a livello creativo, e mente originale, al lavoro mentre crea la cosa più grande, se stesso”.
Il genio di Minneapolis, cosi’ come veniva soprannominato Prince, è morto a 57 anni per una overdose di Fentanyl, un potente antidolorifico. Il suo corpo fu trovato in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, alle porte di Minneapolis.

A Tugnoli Pulitzer e World Press PhotoIl fotografo si racconta. A Roma mostra World Press Photo.

22 aprile 201916:35

– Pulitzer e World Press Photo 2019, Lorenzo Tugnoli si è aggiudicato i premi più prestigiosi per la fotografia, per il suo reportage sulla crisi umanitaria in Yemen, pubblicato dal Washington Post. Una doppia vittoria che vive con emozione e spirito di squadra: “Ho saputo del Pulitzer (sezione Feature Photography) mentre ero ad Amsterdam per il World Press Photo (sezione General News, Stories) e sono volato alla sede del Washington Post. Al quotidiano ci sono altri giornalisti che hanno vinto il Pulitzer ma non tanti fotografi.
Questo premio stato molto importante per il giornale per spingere il dipartimento foto” racconta

Tugnoli, 39 anni, originario di Lugo (Ravenna), ha iniziato come assistente alla camera oscura e ora è nell’Agenzia Contrasto. Città sotto assedio, campi profughi, sono i soggetti dei suoi reportage. Il World Press Photo sarà a Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 25 aprile al 26 maggio 2019. Nella mostra saranno ospitate in prima mondiale le 140 foto finaliste.
Appendino, migliaia visitatori a TorinoCode davanti ai musei. La sindaca, ‘città è viva’

TORINO22 aprile 201918:54

– “Una città viva, che continua a scoprire nel turismo e nella cultura importanti leve di sviluppo e lavoro”. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, commenta così le code che, in questo lungo weekend di festa, si sono formate davanti ai principali musei della città, dall’Egizio al Cinema, passando per la Galleria d’Arte Moderna e i Musei Reali e lo Juventus Museum. “Sembra che, ancora una volta, musei, eventi e luoghi di Torino – sottolinea la prima cittadina – abbiano attratto migliaia di visitatori in queste festività pasquali”.
Bene anche il Museo dell’Automobile, dove a Pasqua e a Pasquetta i visitatori sono stati 3.500, il 12% in più rispetto allo scorso anno.

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Successo per Umbria jazz spring a Terni
Festival all’insegna della black music con concerti gratuiti

TERNI22 aprile 201919:04

– Si chiusa a Terni il giorno di Pasquetta la seconda edizione di Umbria Jazz Spring, dopo il numero zero sperimentale realizzato due anni fa.
Un’edizione che – sottolineano gli organizzatori – ottiene un “chiaro successo” dal punto di vista musicale. Il Festival ha infatti ospitato musicisti di assoluto rilievo legati alla black music, genere musicale che ha fatto da filo conduttore dell’intero cartellone, composto quasi esclusivamente da concerti gratuiti. La volontà della Fondazione Umbria jazz, di concerto con le istituzioni, è stata di rendere il più accessibile possibile la rassegna.
Un risultato “incoraggiante” di presenze – sottolinea ancora Uj -, che “può essere migliorato soprattutto in termini di spettatori paganti”. Ma il dato ritenuto “molto positivo” di pubblico e di ambiente ottenuto con i club e con i Gospel “segnala le potenzialità” di Uj Spring e dà un “segnale significativo” alla città.
‘Casa Vecchia’ Tognazzi diventa museoDimora attore a Velletri entra in circuito 77 abitazioni-museo

VELLETRI (ROMA)22 aprile 201919:28

– La ‘Casa Vecchia’ di Ugo Tognazzi a Velletri (Roma) diventa ‘Casa della Memoria’. Lo annuncia l’Associazione nazionale Case della Memoria, realtà che mette in rete 77 case museo in 12 regioni italiane. La dimora, spiega una nota, è un piccolo ‘tempio’ per gli appassionati di cinema, che raccoglie al suo interno anche i premi ricevuti da Ugo durante la sua carriera, foto che raccontano il vissuto privato e professionale dell’attore e una vasta collezione di locandine.
A spiegare cosa sia ‘Casa Vecchia’, come viene chiamata in famiglia e dagli amici, è Gianmarco Tognazzi: “Casa Vecchia è collocata all’interno della tenuta La Tognazza – spiega -, che Ugo aveva acquistato negli anni ’60, nelle campagne di Velletri dove ha vissuto fino alla sua scomparsa nel 1990. La casa è stata negli anni, il fulcro della sua vita privata e professionale”.
Un’altra vita, la Polonia da ridereDopo Berlino, in sala opera prima della Szumowska

22 aprile 201916:22

– ‘Un’altra vita – Mug’ della regista polacca Malgorzata Szumowska è un’opera prima, tra satira e religione, che nel 2018 al Festival di Berlino si è aggiudicata l’Orso d’Argento (il Gran Premio della Giuria). Protagonista di questa storia, in sala dal 24 aprile con Bim – Movie Inspired, ovvero Jacek (Mateusz Kościukiewicz), un ragazzo con una faccia da Cristo, che ama l’heavy metal, la sua fidanzata, il suo cane e la sua 126 Fiat rosso Ferrari, con tanto di alettone. La famiglia e i parrocchiani del suo paesino di provincia lo trovano un tipo bizzarro, divertente, un mezzo matto, ma Jacek ha il suo normale lavoro nel cantiere edile di quella che diventerà la statua di Cristo più alta del mondo. Ma il destino vuole che proprio mentre lavora a questa statua, l’uomo ha un terribile incidente e si deve sottoporre al primo trapianto facciale del Paese. Dopo il cambio di faccia, per Jacek le cose non vanno bene. Il suo essere ai confini si amplia ancora di più ora è una sorta di vero freak.
Zaillian presidente Ischia Global festRegista al lavoro per serie tv ‘Il talento di mr. Ripley’

NAPOLI22 aprile 201916:54

– Sarà il premio Oscar Steven Zaillian il ‘chairman’ della 17esima edizione dell’Ischia Global Film & Music Festival che si terrà dal 14 al 21 luglio: regista, sceneggiatore e produttore statunitense, è tra le più influenti personalità di Hollywood.
”Siamo felici del ritorno di Zaillian (vincitore dell’Academy per ‘Schindler’s List’ di Spielberg e autore anche di script per Scorsese, da ‘Gangs of New York’ all’atteso ‘The Irishman’, ndr) in questa veste di padrone di casa dopo l’impegno nelle passate edizioni per il nostro Social Forum e le sezioni giovani” – annuncia il produttore Pascal Vicedomini. A venti anni dal film di Anthony Minghella, che fu girato anche a Ischia, sarebbe proprio Zaillian ad accingersi a firmare, da sceneggiatore e regista, i primi episodi della serie tv americana ‘Il talento di mister Ripley’ dedicata a tutti e cinque i romanzi di Patricia Highsmith. Tra i suoi prossimi lavori anche una serie storica sul conquistatore Cortes per Amazon con Javier Bardem.              [print-me title=”STAMPA”]

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ALLE 08:32 DI DOMENICA 21 APRILE 2019

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Scamarcio in un plumbeo legal-thriller
Con Boni, Pesce e Gerini in ‘Non sono un assassino’

20 aprile 2019 07:20

‘Non sono un assassino’ di Andrea Zaccariello, in sala dal 30 aprile con 01 e basato sull’omonimo best-seller di Francesco Caringella, è un plumbeo legal-thriller con protagonista il vice-questore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio). Tutto inizia quando l’uomo un giorno esce di casa per raggiungere il suo migliore amico, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni). I due, in realtà, non si vedono da quasi due anni, ma per incontrare il suo caro amico, Andrea percorre due ore di macchina per un colloquio di poche parole. Due ore per una domanda e una risposta? Una cosa sospetta se si considera poi che quella stessa mattina il giudice viene trovato morto, freddato da un colpo di pistola alla testa, e Francesco è l’ultimo ad averlo visto. Solo sue le impronte nella casa come il tempo per uccidere l’amico. A interrogarlo e accusarlo una PM dalla voce roca (Claudia Gerini) che conosce il suo passato. A difenderlo invece l’avvocato amico di una vita (Edoardo Pesce). In più, in questo giallo dalle atmosfere cupe, ci si mette in mezzo pure un testimone oculare che accusa il vicequestore che ha però dalla sua una cosa non da poco: come può un uomo di legge concepire un delitto senza garantirsi un minimo alibi anzi facendo convogliare tutte le prove contro lui? “Ho letto molto di diritto romano – dice Scamarcio – e ho scoperto che gli imputati potevano anche mentire per poter rappresentare al meglio la verità. Gli era concesso perché se avessero detto la verità esatta potevano paradossalmente fuorviare la giuria. La menzogna era così una scena, un meccanismo di rappresentazione. Il film – continua l’attore – è anche la storia di un’amicizia che va molto indietro nel tempo”.

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“Era interessante il contrasto tra la durezza della pm che cerca la verità – sottolinea la Gerini – e la matassa complicata in cui deve destreggiarsi. Anche per questo ho pensato di utilizzare una voce logorata, stanca, con delle corde vocali irritate”. “Il libro è scritto in prima persona – commenta il regista – e questa era già una sfida. Certamente – aggiunge – conosco il cinema civile italiano e mi ha influenzato, ma solo all’inizio perché volevo che questo film si concentrasse sulle anime dei protagonisti. Il male trova spazio in noi quando ci convinciamo che non sia il male – continua – . Ci ricostruiamo allora la realtà che vogliamo e non accettiamo critiche o punti di vista altrui. Volevamo comunque raccontare – conclude Zaccariello – una Puglia diversa, ombrosa, dove c’è una costante sensazione di maltempo anche se poi la pioggia cade solo alla fine”.

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Il prof Accorsi e ‘Il campione’ di calcio
In sala dal 18 aprile

20 aprile 201910:51

– Da una parte un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), dall’altra un professore un po’ triste con un passato da dimenticare. Questa la formula de ‘Il campione’, opera prima di Leonardo D’Agostini in sala dal 18 aprile in trecento copie distribuite da 01. Christian Ferro (Andrea Carpenzano) è il giovanissimo centrocampista della Roma, tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d’auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio.
Fatto sta che il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l’ennesima bravata, l’autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all’inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l’uno accanto all’altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio. “Il film – spiega il regista alla sua opera prima – parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso – aggiunge D’Agostini – che ha richiesto tra l’altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite”.

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Per Accorsi, “il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio – aggiunge – è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita”. Per ‘Il campione’, che passerà in anteprima al Festival del cinema Europeo di Lecce, c’è stato comunque il placet di Francesco Totti che dopo averlo visto ha detto nel suo stile conciso: “È vero, è proprio così”. Infine, nel cast del film, una produzione Groenlanddia con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, anche Camilla Semino Favro e Anita Caprioli.

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I rompiscatole, eroi senza mantelloIacovella e le storie di ragazzi che hanno cambiato il mondo

20 aprile 201912:58

VITTORIA IACOVELLA, I ROMPISCATOLE.  STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO (Risfoglia Editore, pp.64, 14.90 Euro). Si chiamano Valerio, Syed, Ruby, Felix, Yusra, Louis, Boyan, Aurora, Hillary, Karla: sono “eroi senza mantello”, che hanno agito senza sapere se la loro tenacia li avrebbe portati da qualche parte. Sono ragazzi speciali, eppure comuni, che dando ascolto a se stessi hanno reso il mondo un posto migliore. Eccoli nella loro bellezza “I rompiscatole” che la giornalista Vittoria Iacovella ha raccontato in un libro sorprendente, amaro e dolcissimo, ma soprattutto pieno di speranza. Edito da Risfoglia (con il patrocinio di UNHCR) e corredato dalle bellissime illustrazioni di Lorenzo Santinelli, il libro ci fa capire che è un gran peccato che le good news non facciano notizia perché leggere le storie di questi ragazzi fa davvero bene al cuore. Senza armi se non il coraggio, e con nessun paracadute a proteggerli, i protagonisti hanno rotto le scatole in cui erano stati chiusi: c’è chi è uscito da un passato di violenza, chi è scappato dal proprio Paese, chi si è battuto contro l’odio razziale, chi ha sconfitto i limiti della propria disabilità.
“Mi piace collezionare storie positive di chi ha superato le difficoltà. Lo faccio da anni e solo a volte riesco a lavorarci”, spiega in un’intervista l’autrice, “selezionare le storie non è stato facile. Volevo 5 maschi e 5 femmine, varie aree linguistiche e diverse tematiche. Ma la mia è soprattutto una narrazione sulla ricerca del proprio senso: mi ha aiutato anche una psicoanalista, e ho seguito la teoria della ghianda di Hillman, secondo cui la ghianda contiene in sé la quercia che sarà”. “Quando Syed, arrivato nascosto sotto un tir dall’Afghanistan e oggi mediatore culturale, è andato in classe di mia figlia per raccontare la sua storia, un bambino gli ha detto che era sbalordito perché non aveva mai incontrato un supereroe. Syed gli ha risposto che era esattamente come lui, e che infatti non aveva il mantello”, prosegue Iacovella, “quelle che racconto nel libro sono storie vere di ragazzi come tutti gli altri, che però hanno cambiato il mondo con un atto di coraggio. Narro anche la loro emotività oscillante tra sentimenti contrastanti, che è poi ciò che li ha fatti andare avanti nelle difficoltà”. I temi affrontati sono molti, dalla diversità all’immigrazione, dalla disabilità allo sport, dalla violenza alle invenzioni alla sessualità: tutto è narrato con mano incredibilmente leggera dall’autrice, che riesce ad affrontare la complessità senza banalizzarla ma rendendola accessibile. “Le mie riflessioni linguistiche sono state molto semplici: ho scritto il libro pensando che lo avrebbero letto i miei figli di 13 e 11 anni e il figlio del mio compagno, di 10 anni”, rivela.
“Quelle che sembrano storture sono in realtà lo specchio di un talento che sta facendo a botte per uscire fuori. I ragazzi oggi sono pieni di contenuti e hanno richieste forti. Il mio è un invito agli adulti a immergersi nella loro profondità”, spiega, portando l’esempio del Presidente Mattarella, “che sta facendo un’operazione meritoria, impegnandosi a dare luce alla luce”.
“Nessuno è un’isola, e i protagonisti sono stati intervistati all’interno del proprio contesto. Ho parlato anche con le loro famiglie. Per me è stato un viaggio emotivamente molto forte”, racconta ancora, “credo che questo libro possa servire ai giovani così come ai grandi per ritrovarsi. Emergono tante paure, anche le mie: quelle che avevo da bambina o quelle che ho da mamma”. Proprio perché rivolto ai giovani, il libro non poteva essere “solo” di carta, ma è anche un progetto crossmediale: “grazie a Esra, società che si occupa di mappe satellitari che ci ha aiutato gratuitamente, abbiamo realizzato una storymap: i lettori potranno guardare il mondo e vedere dove sono i rompiscatole, seguire i loro percorsi e andare ad approfondire con fotografie, interviste, contributi audio e informazioni”.

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Adele annuncia la separazione dal marito
Nota del suo staff, “Cresceranno insieme il figlio”

20 aprile 201912:23

– NEW YORK

– Adele e il marito Simon Konecki si sono separati. A darne l’annuncio, con un comunicato stampa all’Associated Press, è stato lo staff della celebre cantante britannica. “Adele e il marito si sono separati – si legge nella brevissima nota -. Si sono impegnati a crescere il figlio (Angelo, nato nel 2012, ndr) insieme con amore. Come sempre la coppia chiede riservatezza. Non ci saranno ulteriori commenti”.
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A Matera è un Ponte da tutto esauritoTanti turisti nella Capitale europea della Cultura 2019

MATERA20 aprile 201913:16

– Per il lungo Ponte di Pasqua si registra il “tutto esaurito” a Matera, Capitale europea della Cultura 2019, con tanti turisti che alloggiano anche in altri centri della provincia e del comprensorio murgiano pugliese.
Forte è il richiamo di Matera 2019 sopratutto con la grande mostra, inaugurata in settimana a Palazzo Lanfranchi, sul “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”.
Le ‘7 vite’ di Tinin MantegazzaNel Ravennate prima antologica dedicata da un museo pubblico

RAVENNA20 aprile 201917:56

Tinin Mantegazza, 88 anni, è un’instancabile mente creativa che ha saputo spaziare con capacità e disinvoltura dal giornalismo alla regia, dalla tv all’animazione culturale, all’organizzazione teatrale. Alla sua carriera artistica, e alle invenzioni con cui ha segnato la cultura italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, il Comune di Bagnacavallo (Ravenna) dedica una mostra in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra onlus e Accademia Perduta/Romagna Teatri: ‘Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente’, dal 27 aprile al 7 luglio al Museo Civico delle Cappuccine.
È la prima grande rassegna antologica dedicata all’artista ligure da un museo pubblico e ripercorrerà le principali tappe del suo percorso, offrendo oltre 250 disegni originali, dipinti, pupazzi, fotografie, filmati e documenti. Non mancheranno testimonianze della sua graffiante critica sociale e politica, del suo ruolo di animatore dei primi anni del cabaret milanese e delle sue realizzazioni più note al grande pubblico. Tra queste il celebre ‘sig.Toto’ delle schede di approfondimento di Enzo Biagi o il pupazzo Dodò, protagonista del programma Rai per bambini ‘L’albero azzurro’.
La mostra, con ingresso gratuito, non si limita a guardare al passato, ma si sforza di stare al passo con i suoi più recenti lavori di disegnatore e scrittore, che licenzia incessantemente dalla sua casa-studio con vista sul porto di Cesenatico. Proprio qui, al Museo della Marineria, Mantegazza è stato festeggiato nel febbraio scorso per il suo compleanno e ha presentato il suo ultimo libro di racconti, ‘Restituiamo Roma al Vaticano (con tante scuse)’, della Corsiero Editore.
Treccani per la prima volta in libreriaGianotto, due collane, per guardare futuro e recuperare passato

20 aprile 201919:42

La Treccani entra in un luogo in cui non è mai stata, la libreria, con due nuove collane di saggi: una che guarda al futuro, ‘Visioni’, e una che recupera il passato, ‘Voci’, quest’ultima a basso prezzo, 10 euro, per conquistare soprattutto un pubblico giovane.
“Abbiamo preso un editore che esiste da quasi un secolo, che ha sempre custodito la certificazione del sapere, e lo abbiamo portato in un territorio che non è il suo, la libreria, facendolo passare dal verticale all’orizzontale. Il ventunesimo è il secolo della rete che è orizzontale” dice Giorgio Gianotto, coordinatore del nuovo progetto editoriale Treccani Libri. “L’obiettivo è quello di avvicinare così non solo un pubblico da sempre consolidato, ma anche quello dei più giovani” come ha spiegato il presidente della Treccani, Franco Gallo.
Ventidue i titoli che usciranno nel 2019 per Treccani Libri, più due Strenne. I primi, in libreria dal 18 aprile, sono: ‘NGF-La molecola della vita’ di Rita Levi-Montalcini, con un saggio di Elena Cattaneo, ‘Il valore delle parole’ di Tullio De Mauro, con un saggio di Stefano Gensini, ‘Il nostro futuro. Scenari per l’umanità’ di Martin Rees e ‘Riprendere il controllo. Nuove comunità per una nuova politica’ di George Monbiot. Il 12 e 13 maggio Treccani Libri sarà al Salone del Libro di Torino 2019 con il sociologo Peter Frase, autore di ‘Quattro modelli di futuro’.
“Convinti che i cambiamenti e le contraddizioni del presente richiedano nuovi strumenti del pensiero per essere interpretati correttamente, abbiamo orientato il nostro lavoro alla saggistica, guardando decisamente al futuro e ponendo nel rapporto tra scienza e umanesimo il baricentro di una produzione che crediamo coraggiosa e importante” afferma il direttore generale della Treccani, Massimo Bray. “C’e’ un grande patrimonio in Treccani: 24 premi Nobel che hanno scritto voci per l’Enciclopedia. Ecco, abbiamo preso queste voci, le abbiamo attualizzate facendo scrivere delle introduzioni e le abbiamo pubblicate in volumetti a prezzo fisso di 10 euro. ‘Voci’ è una collana che speriamo leggano i giovani perchè la memoria è importante. Anche per questo il prezzo è basso. Riprendiamo un patrimonio esistente come nel primo titolo in cui troviamo la ricerca che portò al Nobel Rita Levi-Montalcini aggiornata dalla biologa e senatrice Elena Cattaneo” racconta Gianotto. Tra i prossimi titoli, annuncia il coordinatore del progetto editoriale, “la voce ‘europeismo’ di Altiero Spinelli aggiornata da Giuliano Amato. Salvatore Veca aggiornerà invece se stesso sull’idea di libertà. Il concetto rimane lo stesso ma farà un discorso su cosa abbiamo fatto di questa idea. Luca Serianni interviene sulla differenza fra italiano scritto e parlato con la prefazione di Giuseppe Antonelli, suo allievo, in una sorta di passaggio di testimone”.
‘Visioni’ è una collana che “indaga i territori della contemporaneità e dei problemi che ci affliggeranno nei prossimi anni: il clima, il ridisegno politico in atto, lo sviluppo di un nuovo contratto sociale. I nostri libri parleranno di queste cose cercando di metterle su un piano orizzontale con diversi strumenti che dialogano nello stesso tempo: non si può parlare di automazione senza parlare delle nuove comunità e diritti che nasceranno. Martin Rees, grande pensatore del Novecento, ne ‘Il nostro futuro’, si interroga su cosa dovremmo fare per avere un buon futuro mettendo insieme gli studi umanistici e quelli scientifici”. I titoli di ‘Visioni’ del 2019 sono tutti di autori stranieri. “E’ un modo di mostrare il recinto in cui vogliamo muoverci. Nel 2020 saremmo già a più o meno il 50% tra stranieri e pensatori italiani”. Le strenne riserveranno delle sorprese con due libri illustrati: ‘Cercare’ di Lorenzo Terranera destinato ai ragazzi con 35 tavole in bianco e nero senza parole e ‘Storia dell’illustrazione femminile italiana’ di Paola Pallottino, decana degli illustratori italiani, con oltre 100 illustrazioni dall’inizio del Novecento a oggi. Treccani Libri va alla conquista di un’altra fascia di pubblico con una saggistica divulgativa. “Nel 2018 il venduto di saggistica è aumentato parecchio. Nei momenti di incertezza la voglia di sapere cresce. Il libro di George Monbiot rappresenta quello che vogliamo fare. Parla di una nuova idea di comunità in un mondo che si ripiega su se stesso o è diventato globale per forza. Uno degli autori da lui più citati è Gramsci” spiega Gianotto.

Zecchi nominato presidente Muse TrentoCome Sgarbi al Mart di Rovereto non riceverà compenso

TRENTO20 aprile 201916:34

– Dopo quella di Vittorio Sgarbi al Mart, la giunta provinciale di Trento si è occupata di un’altra nomina ai vertici di uno dei più importanti musei del Trentino.
L’esecutivo ha infatti designato il professor Stefano Zecchi alla presidenza del Muse.
“Siamo certi che le caratteristiche del professor Zecchi – commentano il presidente della Provincia Fugatti e l’assessore alla cultura Mirko Bisesti – sapranno dare il giusto apporto alla mission del Muse che accanto al rigore scientifico unisce la vitalità di continue proposte capaci di mantenere alto il potenziale attrattivo di un museo che ha finora dato grandi soddisfazioni, e per questo ringraziamo il board uscente porgendo nel contempo i migliori auguri a chi ora dovrà portare avanti la continua sfida dell’eccellenza”. Come Sgarbi, anche Zecchi non percepirà un compenso. Il cda del Muse sarà completato dalla giornalista Rai Laura Strada e ex sindaco ed ex vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher, designato dal Comune.
Buonasera Presidente, da De Nicola a CiampiDocuserie su Rai Storia, Fassari è Cossiga, Trabacchi Pertini

20 aprile 201918:02

Undici Presidenti della Repubblica e altrettanti attori italiani a farli rivivere, dando loro voce e volto: da martedì 30 aprile alle 21.10 su Rai Storia prende il via “Buonasera Presidente” che racconta 10 Capi dello Stato del passato da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi, più Alcide De Gasperi che ha ricoperto il ruolo provvisorio per un breve periodo nel 1946, da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi.
“Buonasera Presidente” è una docu-fiction seriale che unisce immagini, testimonianze illustri e filmati di repertorio alla narrazione fiction, con una serie di “faccia a faccia” condotti dal giornalista Filippo Ceccarelli agli 11 personaggi, interpretati da altrettanti attori che ne fanno rivivere l’indole, la personalità e il profilo politico: Antonello Fassari nel ruolo di Francesco Cossiga, Antonio Catania in quello di Oscar Luigi Scalfaro, Giorgio Colangeli nelle vesti di Carlo Azeglio Ciampi. E ancora Paolo Sassanelli (Giuseppe Saragat), Giovanni Esposito (Giovanni Leone), Gianfranco Gallo (Enrico De Nicola), Sergio Pierattini (Luigi Einaudi), Thomas Trabacchi (Sandro Pertini), Amerigo Fontani (Giovanni Gronchi), Nando Paone (Antonio Segni), Paolo Ricca (Alcide De Gasperi). Prodotta da Gloria Giorgianni, autori Filippo Ceccarelli, Alessandra Cravetto, Marco Dell’Omo, Giacomo Faenza e Davide Minnella, regia Giacomo Faenza e Davide Minnella. Le interviste di Ceccarelli non hanno niente di immaginario, perché i Presidenti rispondono sempre con parole da loro realmente usate, che gli autori, con la consulenza degli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, hanno tratto da discorsi pubblici, libri di memorie, colloqui con giornalisti e che restituiscono un racconto reale e accurato, non solo dei momenti più istituzionali, ma anche di quelli legati all’esperienza personale, intima, di queste figure che con il loro operato hanno saputo ispirare, guidare, anche cambiare, l’Italia. Ad arricchire il racconto una serie di testimonianze illustri che si intervallano ai materiali di repertorio e alle interviste.
Tra queste, quelle di familiari e amici dei Presidenti, come Giancarlo Leone, Gabriella Ciampi, Ernestina Saragat, Matteo Sardagna Einaudi, Maria Cecilia Gronchi, Mariotto Segni, Maria Romana De Gasperi, Anna Maria Cossiga, e di tanti personaggi del mondo delle istituzioni e non solo, come i politici Emma Bonino, Marco Follini, Mauro Mellini, Nicola Mancino, Rosy Bindi, Luigi Zanda, il Giudice della Corte Costituzionale Giuliano Amato, Monsignor Vincenzo Paglia, gli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, co-autori del libro: “I Presidenti della Repubblica – Il Capo dello Stato e il Quirinale nella storia della democrazia italiana” e consulenti della serie, l’ex calciatore e campione del mondo sotto la presidenza Pertini Marco Tardelli, l’alpinista Giampiero Di Federico e molti altri.
Una co-produzione originale Anele e Rai Storia, realizzata da Anele, e presentata nei giorni scorsi in anteprima presso l’Aula Magna Mario Arcelli dell’Università Luiss Guido Carli. A dare un saluto di benvenuto agli oltre 350 ospiti presenti in sala, il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto. Protagonista dell’anteprima l’episodio dedicato al Presidente Giovanni Leone.
In platea, gli attori protagonisti della serie il conduttore Filippo Ceccarelli, il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli. La serie – in 7 puntate da 50 minuti ciascuna – si apre con due puntate dedicate a tre presidenti ciascuna (De Gasperi – De Nicola – Einaudi e Gronchi – Segni – Saragat) cui seguono cinque puntate monografiche dedicate a Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi.
Si comincia con Alcide De Gasperi, capo provvisorio dello Stato per due settimane, interpretato da Paolo Ricca. Al centro dell’intervista in particolare la nascita della Repubblica, il nodo dell’amnistia ai fascisti, i difficili rapporti con Togliatti, la scelta anti-presidenzialista alla Costituente. La figlia Maria Romana racconta un De Gasperi privato e familiare e rivela l’imbarazzo del padre per le acclamazioni che riceveva nelle piazze. Si procede con l’elegante ma morigerato Enrico De Nicola, eletto dalla Costituente capo provvisorio dello Stato nel 1946, che rivive con il suo carattere bizzoso e la sua sapienza giuridica grazie all’attore Gianfranco Gallo. Tra il rifiuto di recarsi a vivere nella ex reggia del Quirinale e il taglio dello stipendio da presidente, prende luce un personaggio che amava farsi desiderare e che camminava in bilico tra la fede monarchica e l’adesione alla Repubblica. Il primo episodio si conclude con il liberale e “tutto d’un pezzo” Luigi Einaudi, che dà il via alla serie dei settennati presidenziali.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 15:52 DI VENERDì 19 APRILE 2019

ALLE 07:20 DI SABATO 20 APRILE 2019

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A Bologna il festival ‘AngelicA’
Dal 4 al 31 maggio 17 concerti, prime e debutti

BOLOGNA19 aprile 2019 15:52

– Un ricco cartellone di concerti per la ventinovesima edizione di ‘AngelicA’ il festival dedicato alle musiche di ricerca, a Bologna dal 4 al 31 maggio al teatro San Leonardo, con la direzione artistica di Massimo Simonini, tra prime assolute e debutti.
Si comincia con Rohan De Saram violoncello e Vincent Royer viola, finale con il Piccolo Coro Angelico. Da segnalare il trio Toshinori Kondo, Massimo Pupillo e Tony Buck; i ‘polistrumentisti’ Akio Suzuki e Aki Onda; il ‘solo’ della soprano Juliet Fraser; due giorni con un lo storico sassofonista tedesco Peter Brötzmann (in trio con Maȃlem Moukhtar Gania e Hamid Drake e in duo con Heather Leigh); Edoardo Marraffa sax e Jasper Stadhouders chitarra. Previsti anche la IncrociOrchestra di Giorgio Magnanensi e il debutto del duo con Cheryl Ong percussioni, e Vivian Wang sintetizzatori; oltre al trio Live Batts! con John White; il violino di Aisha Orazbayeva; l’arpa di Sunniva R›dland. Infine l’organista Hermann Nitsch alla Basilica dei Servi.
John McEnroe, un cattivo ragazzo perfettoIn sala il docu sul tennista tutto genio e sregolatezza

19 aprile 201919:45

‘John McEnroe. L’impero della perfezione’ di Julien Faraut, già alla Berlinale e a Pesaro e ora in sala dal 6 maggio con Wanted Cinema, è un film sulla perfezione: quella dell’irascibile tennista McEnroe, forse il campione più grande di tutti i tempi in questa disciplina, e quella del maniacale regista francese Gil de Kermadec dalla cui opera è tratto in parte il materiale di questo lavoro. Un documentario comunque sospeso tra cinema e sport, quello di Faraut, con la voce narrante di Mathieu Amalric e tanti materiali di repertorio con tanto di premessa godardiana ‘Les films mentent, pas le sport’.Il film è infatti anche un omaggio a Gil de Kermadec, ex tennista francese che dagli anni Sessanta realizzò filmati didattici sul tennis, su come si gioca, su come ci si muove nelle sue varie fasi, sulle sue regole con tanto di animazione e ralenti. Julien Faraut smonta e rimonta le sequenze in gran parte originalissime, in quanto non seguono la gara nella sua totalità, ma solo l’azione in campo di McEnroe studiandone ogni minimo movimento in tutti i suoi particolari. Ne esce fuori un’operazione dadaista, ma anche un lavoro sulla memoria e sul rapporto tra cinema e sport.Ma alla fine, come ricorda il titolo, il protagonista resta solo lui, McEnroe, con la sua imprevedibilità, velocità e proverbiale e compulsiva irascibilità verso arbitri e racchette. A vederli oggi, i suoi incontri e la sua ingombrante presenza in campo, si capisce come Tom Hulce per interpretare Mozart in ‘Amadeus’ sia stato ore e ore ad osservare i match del tennista e la sua esuberante genialità disordinata. Tra le curiosità di questo docu l’intervento di uno psicologo pieno di meraviglia per il fatto che le continue rabbie di McEnroe non intaccassero le sue prestazioni. Una cosa incredibile, ma vera. D’altronde il vero avversario del campione McEnroe, alla fine, era lui stesso.Spiega, infine, Julien Faraut: “In un’intervista a Jean-Luc Godard il regista dichiara ‘Seguo ancora lo sport perchéè rimasto un qualcosa in cui l’uomo non può mentire. La politica, il cinema e la letteratura possono mentire, lo sport no’. Questa dichiarazione mi ha fatto velocemente capire che questo poteva essere il cuore del mio documentario. Il cinema può mentire, non lo sport. Su un campo da tennis, John McEnroe corre e soffre. Vince o perde. Quelle sono le uniche opzioni. Non c’ètempo per effetti speciali. I suoi risultati – conclude Faraut – sono qualcosa di concreto e verificabile”.

Il paradiso delle signore non chiude piùCosti tagliati del 40%, Rai Com partecipa alla coproduzione

19 aprile 201919:59

Stop and go, per la popolare fiction del pomeriggio di Rai1 Il Paradiso delle Signore che non chiude più. Perché poi, si sa, gli ascolti contano, e tanto. La soap continuerà la sua avventura nel day time della rete ammiraglia. Dopo una lunga trattativa tra la Rai e la casa di produzione (Aurora Tv, ndr), la fiction è stata riconfermata. La serie con Roberto Farnesi era stata a rischio chiusura, le maestranze avevano anche protestato con un sit-in a Viale Mazzini. Parallelamente era stata lanciata una petizione indirizzata alla direttrice di Rai1, Teresa De Santis, al presidente della Rai, Marcello Foa e alla responsabile di Rai Fiction, Eleonora Andreatta.La Rai ha deciso di investire ancora nel prodotto del pomeriggio di Rai1: dopo una lunga verifica e una valutazione complessiva, l’azienda – fanno sapere da Viale Mazzini – ha portato a casa Il paradiso delle signore con una sostanziosa riduzione di costi che sfiora il 40% (contratto biennale, riduzione delle puntate – lo scorso anno partì il 1 settembre – ottimizzazione e razionalizzazione del costo complessivo di produzione, riduzione delle riprese in esterna, partecipazione di Rai Com alla coproduzione con una quota del 10%). Il risultato, ottenuto a parità di modello produttivo, è stato reso possibile grazie al concorso di interventi di razionalizzazione, ottimizzazione e collaborazione tra Rai Fiction, Rai1, i diversi settori aziendali e la casa di produzione del Paradiso delle signore.Dopo due stagioni andate in onda in prima serata, la fiction, ambientata in un grande magazzino all’inizio degli anni ’60, dal 10 settembre ha traslocato nel day time di Rai1. Per il pomeriggio rinnovato il cast, con Vanessa Gravina, Roberto Farnesi, Gloria Radulescu, Giorgio Lupano, Neva Leoni, mentre dei vecchi protagonisti sono rimasti solo Alessandro Tersigni e Alice Torriani. Le riprese principali si svolgono negli studi Videa di Roma dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno (3.000 coin tutto), mentre su una superficie di 2.000 mq sono stati allestiti l’esterno e l’ingresso del Paradiso. Il 20 marzo la produzione annunciava a malincuore l’ultimo giorno di riprese: “Continuano a crescere gli ascolti de ‘Il Paradiso delle signore daily’, la fiction del pomeriggio di Rai1 che non e’ stata confermata per la prossima stagione. Ha conquistato ben 1.831.000 telespettatori e il 16,5% di share segnando un nuovo record stagionale. Partita il 10 settembre scorso la serie continua ad appassionare il pubblico guadagnando in soli sei mesi oltre 6 punti di share fino a diventare uno dei programmi più visti nel daytime targato Rai”, sottolineava la Aurora Tv.Una macchina produttiva che ha coinvolto ogni giorno circa 300 persone tra autori, registi, tecnici e oltre 30 attori, tra fissi e ricorrenti e che ha permesso di realizzare 180 puntate da 40 minuti ciascuna per raccontare la vita, i sentimenti, le passioni, le aspirazioni, i sogni dell’Italia degli anni ’60. Dopo i timori legati alla chiusura, e alla conseguente perdita di posti di lavoro per tante maestranze, il felice annuncio che la soap italiana tornerà almeno per altre due stagioni.

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Ermal Meta festeggia 38 anni ad Assago
Ultimo concerto prima di periodo pausa per stesura nuovo album

MILANO19 aprile 201917:18

– Dopo il singolo con J-Ax “Un’altra volta da rischiare” e il tour nei teatri di tutta Italia conclusosi a fine marzo, Ermal Meta ha deciso di festeggiare i suoi 38 anni proprio nel giorno del suo compleanno, il 20 aprile, con un grande concerto al Mediolanum Forum di Assago (MI).
Il vincitore dell’edizione 2018 di Sanremo (in coppia con Fabrizio Moro in “Non Mi Avete Fatto Niente”) chiude così due anni intensi, dall’album ‘Non abbiamo armi’ al lungo tour che lo ha visto esibirsi anche al Forum di Assago per la prima volta in carriera. Quel concerto è diventato un disco dal vivo “Non abbiamo armi – Il concerto”. Ora la chiusura, di nuovo ad Assago, e poi un periodo di pausa per la stesura del nuovo album.
Carrara, festival per la città del marmoDall’1 a 9/6, concerto in cava a lezioni scultura en plein air

hi in lega originali Volkswagen.Read more

– Si terrà dall’1 al 9 giugno a Carrara (Massa Carrara) la terza edizione di ‘White Carrara Downtown’, l’evento che veste a festa la città del marmo e ne racconta la storia. La manifestazione, organizzata per il terzo anno da Imm Carrara in contemporanea con Marmotec Hub, è volta alla promozione e conoscenza del territorio attraverso un ampio calendario di eventi.
La manifestazione sarà caratterizzata da un percorso museale urbano, spiega una nota, con installazioni, opere in marmo e mostre di arte contemporanea, fra le quali anche due esposizioni di artisti internazionali a cura dell’associazione Vôtre. Tra gli spettacoli, la sera dell’8 giugno la cava Lazzareschi farà da sfondo per ‘The Legend of Morricone’ tributo alle grandi musiche del maestro a cura della Ensemble Symphony Orchestra. In programma anche le lezioni di scultura a mano ‘En Plein Air’ con gli studenti dell’Accademia di belle arti che scolpiscono all’aperto davanti ai visitatori. Nelle giornate di White Carrara Downtown, in occasione della ricorrenza dei 250 anni dalla sua fondazione, dentro l’Accademia di belle arti saranno inoltre organizzate speciali visite, eccezionalmente anche in notturna, con balli in costume, rinascimentali e ottocenteschi. Per l’occasione anche gli incontri bilaterali fra gli imprenditori del lapideo e gli operatori internazionali invitati a Carrara nell’ambito di Marmotec-Hub si svolgeranno nell’Accademia. Previste anche le ‘Passeggiate culturali’, visite guidate alla scoperta della storia della città, e percorsi enogastronomici del circuito ‘Il marmo è servito’, insieme alla rassegna culturale ‘Marble Café’.
Fra le novità dell’edizione 2019 ‘Re-velare’ una performance artistica in quattro momenti per ‘svelare’ la storia e la cultura della città.
Sottile a Pasquetta nel carcere di LecceUna puntata speciale di “Prima dell’Alba” su Rai3 dedicata ai detenuti

19 aprile 201919:40

Salvo Sottile entra nel carcere di Lecce e trascorre un’intera giornata con i detenuti, per scoprire come si vive in un luogo dove è sempre notte, tra solitudine, silenzio e mancanza di libertà. A Pasquetta, lunedì 22 aprile, in seconda serata su Rai3 va in onda “Una notte in carcere”, una puntata speciale di “Prima dell’Alba” dedicata all’universo concentrazionario. Per la prima volta il viaggio di Sottile inizia all’alba, attraversando l’enorme porta di metallo dell’Istituto con l’ispettore capo della polizia penitenziaria Maurizio Migliaccio, nell’arma da 27 anni. Insieme passano dal cellario, dove i detenuti vengono privati dei loro beni personali, fino alla sala dove vengono schedati, ripercorrendo un iter di passaggi burocratici che assumono anche un forte significato simbolico, scandendo per i detenuti il distacco dalla libertà e l’ingresso nella lunga “notte” della vita carceraria.Nel cortile dove i detenuti trascorrono l’ora d’aria Salvo Sottile rincontra Luigi, un detenuto conosciuto durante una precedente visita, che gli racconta come riesce ad andare avanti grazie alla famiglia e alla fidanzata, conosciuta quando era già in carcere e che aspetta la sua uscita. Il desiderio di uscire si respira ovunque nel carcere, anche nei laboratori didattici di cucina, tessitura e falegnameria dove i detenuti hanno la possibilità di imparare un mestiere che potrebbe servirgli una volta “fuori”; o nei corsi di scrittura e lettura del collettivo “La Rosa dei Venti” che offre ai detenuti una sorta di “evasione” metaforica che culmina in uno spettacolo teatrale annuale. Questa è l’occasione per loro di entrare in contatto con le proprie famiglie e i propri amici ma anche con la società civile, durante le repliche che vengono messe in scena davanti agli studenti delle scuole del leccese.Quando scende la sera, Sottile incontra Riccardo Secci, comandante della Polizia Penitenziaria, che gli racconta come il momento più complicato per le forze dell’ordine sia proprio la notte, quando tutto tace e la routine rischia di far calare la concentrazione delle guardie. Proprio qui avvengono infatti la maggior parte dei casi di tentati suicidi e di autolesionismo, un fenomeno che in Italia conta migliaia di casi nella disperazione e nel delirio della notte carceraria: oltre 10.423 atti di autolesionismo e 1.198 tentati suicidi solo nel 2018. La sera è anche il momento in cui rientrano in carcere i detenuti in semilibertà come Giovanni che svela la difficoltà dei carcerati nel gestire il rapporto con i figli con i quali hanno poche occasioni di contatto e che spesso non sono nemmeno a conoscenza del motivo per il quale non possono stare con il proprio papà. Nel suo attuale stato di semilibertà – un limbo che forse rende ancora più dura la costrizione – Giovanni sta cercando ora di recuperare il rapporto con le figlie, alle elementari all’inizio della pena, e che adesso riabbraccia da nonno. Ma se la semilibertà è una condizione dura, molto più angosciante è la vita di chi sa già che la sua notte durerà per sempre, come gli ergastolani tra cui Francesco, uno degli attori del collettivo teatrale, che confessa a Sottile di avere ancora speranze e aspettative per il futuro ma di non avere nemmeno il coraggio di esprimerle sapendo che sono destinate a non realizzarsi.”Una notte in carcere” si chiude con l’atteso spettacolo teatrale: i detenuti sono finalmente sul palco e possono esprimere attraverso l’arte tutto quello che hanno dentro e che spesso non riescono a tirare fuori in altro modo: il dolore, l’angoscia, ma anche i sogni, le speranze, la voglia di vivere, di esistere, e non solo di sopravvivere. Ma per loro, dopo gli applausi, è il momento di tornare nelle proprie celle, per il momento della conta, mentre un’altra notte sta iniziando. “Prima dell’Alba” è un format originale Stand by Me di Simona Ercolani.

Dalila Di Lazzaro lancia singolo BaylaDopo lunga carriera cinema, nuova avventura per attrice friulana

UDINE19 aprile 201918:13

– L’attrice Dalila Di Lazzaro ha scelto Udine, sua città natale, per presentare “Bayla”, la canzone scritta assieme al cantautore e poliedrico musicista Manuel Pia. Primo brano del cd in prossima uscita, la canzone segna il passaggio al mondo della musica dell’attrice friulana, che ha alle spalle una carriera con oltre 30 film a livello nazionale e internazionale e che ha spesso scalato le classifiche dei bestseller con le sue autobiografie. La presentazione ufficiale è in programma il 23 aprile al Comune di Udine, dove i partecipanti potranno ricevere in omaggio una copia del CD “Bayla” e del suo libro “La vita è così”, un racconto intenso che arriva dopo la pubblicazione di altri sei volumi. L’evento sarà anche un’occasione per dare nuovo slancio alla campagna di sensibilizzazione sui problemi dell’udito: “Chi è sordo e non fa nulla per rimediare, non sa cosa perde: la bella musica, le voci amiche, le opinioni altrui”, afferma l’attrice, da sempre attenta ai problemi e ai temi del sociale.

Raf-Tozzi, dal 30 aprile in tourNei principali palasport. Una scaletta di più di 30 pezzi

19 aprile 201918:24

– Dal 30 aprile il super show di Raf e Umberto Tozzi toccherà i principali palasport di tutta Italia. I due artisti sono inoltre ospiti sabato 20 aprile della quarta puntata del Serale di Amici 18 su Canale 5. Raf e Tozzi sono pronti ad entusiasmare il loro pubblico, portando in tour una scaletta con più di 30 pezzi, brani indimenticabili e grandi successi, da Gloria a Self Control, da Si può dare di più a Cosa resterà degli anni 80, da Infinito a Ti amo, ma anche Ti pretendo, Gli altri siamo noi, Il battito animale, Immensamente, Come una danza e Gente di Mare. Queste le date del tour “RAF TOZZI” (prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Colorsound): 30 aprile Rimini (data zero), 3 maggio Reggio Calabria; 4 maggio Acireale; 6 maggio Bari; 7 maggio Eboli; 9 maggio Ancora; 13 maggio Milano; 16 maggio Firenze; 18 maggio Roma; 21 maggio Bologna; 23 maggio Treviso; 24 maggio Brescia; 25 maggio Torino.
Ultimo domina la hit, seguono 4 new entrySul podio Fabrizio Moro e Achille Lauro

19 aprile 201919:17

Per la seconda settimana è Colpa delle favole di Ultimo a dominare la classifica degli album più venduti della settimana stilata da Fimi/GfK. Il terzo progetto del giovane cantautore romano, certificato disco d’oro a una settimana dall’uscita, non è il solo a far parte della hit parade: sono presenti anche i precedenti album Peter Pan, in 12ma posizione, e Pianeti, in 16ma. Inoltre tre tracce del disco hanno debuttato sul podio della Top 50 di Spotify e il 5 aprile è uscito anche il singolo, Rondini al guinzaglio, accompagnato dal videoclip diretto da Emanuele Pisano. Infine, dal 27 aprile partirà per il Colpa delle favole tour in 18 palazzetti italiani, già sold out che comincerà in data zero il 25 aprile dal Palasport di Vigevano. L’evento speciale La Favola, già sold out, il 4 luglio vedrà Ultimo esibirsi all’Olimpico di Roma.Di seguito fino al quinto posto troviamo nella top ten quattro new entry: Fabrizio Moro con Figli di nessuno, Achille Lauro con 1969, Massimo Pericoloso, rapper di Brebbia con il suo disco di debutto, Scialla semper, il gruppo sudcoreano Bts con Map of the soul: Persona. Scivola di una posizione fino al sesto gradino la diciassettenne americana Billie Eilish con il suo When we all fall asleep, where do we go?. Dal terzo slitta al settimo posto Coez con E’ sempre bello. Segue Rkomi con Dove gli occhi non arrivano, Ligabue con Start e chiude al numero dieci della classifica la colonna sonora del film sui Queen Bohemian Rhapsody (O.S.T.), primo anche per quanto riguarda la top ten dei vinili più venduti.Tra i singoli digitali più scaricati c’è ancora Calma (Remix) di Pedro Capò Feat.Farruko.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 12 all’18 aprile 2019:1) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE DISTRIBUTION SERVICES )2) FIGLI DI NESSUNO, FABRIZIO MORO (RCA RECORDS LABEL- SONY)3) 1969 ACHILLE LAURO (EPIC – SONY)4) SCIALLA SEMPER, MASSIMO PERICOLO (PLUGGERS SELF)5) MAP OF THE SOUL: PERSONA, BTS (BIGHIT ENTERTAINMENT AUDIOGLOBE )6) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)7) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-ARTIST FIRST)8) DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO, RKOMI (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)9) START, LIGABUE (ZOO APERTO/WM ITALY WMI)10)BOHEMIAN RHAPSODY (O.S.T.), QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)Questa è la classifica dei singoli digitali più venduti:1) CALMA (REMIX), PEDRO CAP FEAT. FARRUKO (SONY MUSIC LATIN -SME)2) E’ SEMPRE BELLO, COEZ (CAROSELLO RECORDS-THE ORCHARD)3) PER UN MILIONE, BOOMDABASH (POLYDOR-UNI)4) CON CALMA, DADDY YANKEE FEAT. SNOW (VIRGIN-UNI)5) SOLDI, MAHMOOD (ISLAND UNI)Questa è la classifica dei vinili più venduti della settimana:1) BOHEMIAN RHAPSODY, QUEEN (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)2) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)3) MUSICA PER BAMBINI, RANCORE (HERMETIC ARTIST FIRST)4) THE WALL, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI)5) A SAUCERFUL OF SECRETS, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI).

Torna Strauss e somiglia a CabaretIn scena anche Pereira come maggiordomo per Ariadne auf Naxos

19 aprile 201919:42

C’è qualcosa anche del musical Cabaret nelle atmosfere di Ariadne auf Naxos, l’opera di Richard Strauss che debutterà martedì 23 aprile alla Scala di Milano, con la regia di Frederic Wake-Walker, sul podio Franz Welser-Möst e un cast guidato da Krassimira Stoyanova. Una formazione da Champions se si parlasse di calcio, tanto più che in campo scenderà anche l’allenatore: a interpretare la parte (parlata e non cantata) del maggiordomo ci sarà infatti il sovrintendente della Scala Alexander Pereira, che lo stesso ruolo ha già interpretato in teatri di mezzo mondo da Vienna a Zurigo passando per Londra.”Questa è un’opera sull’opera – ha spiegato Wake-Walker – ed è il motivo per cui piace a chi fa opera, ma io volevo che parlasse un pubblico ancora più vasto”. D’altronde lo stesso Strauss e il letterato Hugo von Hoffmansthal (che è il librettista) hanno deciso di mischiare in una stessa opera alto e basso, cultura classica e commedia dell’arte. La storia infatti è quella della messa in scena di Arianna a Nasso, opera di un giovane compositore, insieme a uno spettacolo di commedia dell’arte, con riferimenti che vanno dalla cultura classica a Mozart.”Una delle cose che mi affascinano di più – ha spiegato il maestro – è che nella partitura l’umorismo e il tragico sono uniti insieme. Non è una commedia ‘contro’ una tragedia, è un’opera sull’essenza della cultura occidentale. Strauss credeva nei valori dell’Europa, dell’eredità che abbiamo ricevuto” e qui lo dimostra. Mettere in scena questo lavoro alla Scala non è stato semplice. Avrebbe dovuto dirigerla Zubin Mehta che lo scorso anno ha però dovuto dare forfait per problemi di salute. Welser-Möst, uno dei direttori straussiani più quotati del mondo, ha dato la sua disponibilità anche se a causa di una fitta serie di impegni (inclusa una tournée di tre settimane in Giappone) ha potuto iniziare le prove solo da pochi giorni insieme all’orchestra (qui in versione ‘da camera’ con 34 elementi) e al cast. Un cast che, oltre a Stoyanova, include nomi come Sabine Devieilhe nel ruolo di Zerbinetta, Michael Koenig in quello di Bacco, Daniela Sindram nei panni del compositore. E appunto Pereira. “Lo faccio – ha spiegato in conferenza stampa – perché le parole del maggiordomo se dette dal direttore del teatro hanno un peso maggiore”. Il maggiordomo ha infatti in qualche modo il compito di sovrintendere all’allestimento degli spettacoli.

Adele annuncia la separazione dal maritoNota del suo staff, “Cresceranno insieme il figlio”

W YORK20 aprile 201905:21

– Adele e il marito Simon Konecki si sono separati. A darne l’annuncio, con un comunicato stampa all’Associated Press, è stato lo staff della celebre cantante britannica. “Adele e il marito si sono separati – si legge nella brevissima nota -. Si sono impegnati a crescere il figlio (Angelo, nato nel 2012, ndr) insieme con amore. Come sempre la coppia chiede riservatezza. Non ci saranno ulteriori commenti”.           [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:28 DI GIOVEDì 18 APRILE 2019

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Giulia, viaggio nella dinastia di Augusto
Da storia letteratura latina a rapporto propaganda regime a Roma

18 aprile 2019 08:28

GIULIA. PASSIONE, POESIA, POTERE, EDIZIONI DI PAGINA, PAG. 184, EURO 15, EBOOK EURO 8,99. La storia della nascita dell’impero romano coincide con la nascita di una letteratura latina emancipata non solo nella lingua, ma anche nello stile e nell’etica, dalle letterature che l’avevano preceduta. Non apparirà strano dunque se in ‘Giulia, il nuovo romanzo di Paolo Biondi dedicato alla inquieta e controversa figura della figlia di Augusto, appaiono come protagonisti tanti personaggi che ben conosciamo e abbiamo incontrato e conosciuto in pagine diverse dai libri di storia.
Ci riferiamo non solo a Mecenate e a Messalla Corvino, creatori dei maggiori circoli letterari del tempo, ma ai protagonisti di quegli stessi circoli: Virgilio e Ovidio, Orazio e Tibullo, Properzio e Sulpicia.
Proprio Sulpicia è la più grande poetessa della letteratura latina, e il libro di Biondi ce la presenta come una delle più intime amiche di Giulia: facendoci entrare nelle loro case e nelle loro vite private, svelandoci vizi e virtù non appena di singoli personaggi, ma di un’epoca che ha forgiato e dato vita alla nostra civiltà e alla nostra cultura.
Giulia, unica figlia di Augusto, non è solo dunque la chiave di volta per comprendere forza e debolezza della dinastia giulio-claudia alla quale Augusto dà vita. È anche la chiave per comprendere come nasce l’opera di Virgilio e di Ovidio, non solo protagonisti di una letteratura latina emancipata ma anche dei due grandi filoni della nostra letteratura e della nostra cultura che da una parte, partendo da Virgilio, prosegue con Dante, Manzoni e Montale; dall’altra da Ovidio, passando per Petrarca giunge a Foscolo e D’Annunzio. Una storia lunga la cui eco ritroviamo descritta in dialoghi e confronti di questo romanzo su Giulia. Ma i livelli di lettura di queste pagine sono molteplici e diversi. In esse troviamo descritto anche il tema del rapporto fra propaganda e regime, un tema particolarmente caldo ed attuale che, coscientemente, è uno dei capisaldi del principato augusteo. Il padre dell’impero romano è stato un maniacale cultore della propaganda come cinghia di trasmissione e per dare solidità al suo potere. Non è un caso che Augusto non si è mai autodefinito imperatore, ma piuttosto come un restauratore della repubblica romana e dei suoi principi. Da questo punto di vista Giulia rappresenta il suo più grande fallimento: quella figlia tanto amata lo ripaga infatti con il tradimento. Non a caso nell’ultima di copertina di questo libro si citano le parole della Storia Romana di Cassio Dione, uno dei massimi storici della nascita dell’impero: Coloro che detengono il potere sono a conoscenza di qualsiasi cosa molto più di quanto non conoscano le loro faccende private.
Michalik, miei Rostand e Cyrano in commediaPrima regia enfant prodige teatro francese ora su set per Zalone

18 aprile 201910:52

Pierre Magnier, nel 1922, Josè Ferrer nel 1950, Steve Martin nella rivisitazione ‘corretta’ e modernizzata del 1987, fino a Gerard Depardieu (1990). Sono solo alcuni dei volti cinematografici del poeta/soldato dal grande naso, abile con la spada e nelle schermaglie di parole, capace di magnifiche dichiarazioni d’amore, Cyrano de Bergerac, protagonista del capolavoro scritto nel 1897 da Edmond Rostand, ispirandosi al drammaturgo/filosofo/soldato del XVII secolo Savinien de Cyrano de Bergerac. Un cocktail di verità e creazione al quale l’attore (è anche nel cast del nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo) e drammaturgo, enfant prodige del teatro francese, Alexis Michalik, rende omaggio con il suo primo film, Cyrano Mon Amour, adattamento della sua commedia teatrale pluripremiata Edmond, che dopo il debutto italiano a Rendez Vous 2019 arriva in sala il 18 aprile con Officine Ubu.
Sul modello di Shakespeare in Love, il film, mescolando realtà e invenzione, ricostruisce con un ritmo trascinante l’avventurosa creazione di Cyrano de Bergerac, nella Parigi di fine ‘800, da parte del 29enne Rostand (Thomas Soliveres), in sole tre settimane, tra imprevisti, attori scatenati e una ‘musa’ salvifica. “Tutti possono innamorarsi di Cyrano – spiega Michalik -. Gli uomini lo ammirano perché è brillante, coraggioso, divertente e infelice, e le donne lo amano perché è una figura romantica e piena di humour. Nel testo (è la pièce francese più rappresentata al mondo, ndr) c’è eroismo e una grande trama; è commovente ma è centrale anche la parte di commedia. Rostand ha messo tutti gli ingredienti in Cyrano, rendendola un’opera senza tempo, sempre attuale”.
Michalik, classe 1982, con le sue commedie teatrali oltre a riempire le platee d’oltralpe (due suoi testi sono da poco approdati a Londra) ha già vinto 8 Molières (di cui cinque per Edmond), gli Oscar del teatro francese. Ha in comune con Rostand l’aver ottenuto il suo primo grande successo a 29 anni, con Le Porteur d’Histoire. “Si vede che era destino che parlassi di lui – commenta sorridendo -. L’idea di fare qualcosa di simile a Shakespeare in love per un grande autore francese ce l’ho da subito dopo aver visto il film, 20 anni fa. E 15 anni fa ho pensato a Cyrano de Bergerac, leggendo di come era stata stata creata la pièce. Nessuno credeva sarebbe stato un successo e Rostand, che fino allora aveva scritto solo drammi, collezionando insuccessi, con Cyrano ottiene un trionfo fin dalla prima rappresentazione, e diventa una gloria nazionale”.
Rostand, “che nella vita era un uomo timido e pieno di dubbi, mette tutte le qualità che amava nel suo protagonista, ne fa un suo alter ego idealizzato”.
Nell’ottimo cast del film, che comprende Olivier Gourmet (nella parte del grande attore Constant Coquelin, il primo interprete di Cyrano), Lucie Boujenah, Mathilde Seigner, Tom Leeb, Alice De Lencquesaing e Clèmentine Cèlarie’ (nei panni di Sarah Bernhardt, fra i primi a credere nel talento di Rostand) c’è anche Michalik nella parte del commediografo francese di maggior successo dell’epoca, Georges Feydeau: “Nel film risulta uno sbruffone arrogante, e io adoro recitare sbruffoni arroganti” scherza. Lo vedremo anche nel nuovo film di Zalone, Tolo Tolo: “Sul mio personaggio non posso dire nulla, ma lavorare con Checco e’ fantastico – dice l’attore e regista che ha anche in uscita a settembre il suo primo romanzo – Lui è straordinario, incredibilmente divertente, e l’uomo più gentile e alla mano del mondo”.

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Madonna, esce Medellin, il nuovo singolo
La star si racconta “E’ nato a Lisbona”. Realizzato con Maluma

18 aprile 201910:14

“Il mio disco è nato a Lisbona. Ho trovato lì la mia tribù e un magico mondo di incredibili musicisti che hanno rafforzato la mia convinzione che la musica di tutto il mondo sia veramente connessa e che sia l’anima dell’universo”.
Così parla Madonna, che da tempo ha aggiunto Lisbona alla lista delle sue residenze, nella sua ultima incarnazione, volto tiratissimo, trucco latino e il titolo del suo nuovo album, “Madame X”, scritto sulle labbra come fosse una cucitura. Per anticipare l’uscita, prevista il 14 giugno, esce oggi “Medellin”, il singolo realizzato con Maluma, super star colombiana del Reggaeton. Con il consueto senso della misura della signora Ciccone, la foto li ritrae in stile “Boss delle Cerimonie”. La foto riflette il clima del brano, un Reggaeton non particolarmente aggressivo. Mercoledì su Mtv andrà in onda un evento in cui Madonna presenterà il video del suo nuovo brano e parlerà con i suoi fan per raccontare le influenze latine del 14mo album della sua carriera che vede la collaborazione di produttori come Mirwais, Mike Dean e Diplo.
In commercio Madame X sarà disponibile in più versioni con tre copertine diverse: una versione standard, una versione deluxe digital con due bonus track, una versione deluxe international con tre bonus track non ancora annunciate, un doppio vinile, una musicassetta e un box set con all’interno i due cd deluxe, un 7″ picture disc, una musicassetta, un poster e dei tatuaggi.
Reggia Caserta: apertura per PasquaPorte aperte anche a Pasquetta ma senza cibo e bevande

CASERTA18 aprile 201911:35

– Per il terzo anno di fila dopo un tabù durato quasi 25 anni, la Reggia di Caserta sarà aperta per lunedì in albis, il prossimo 22 aprile. Il monumento borbonico patrimonio dell’Unesco sarà visitabile anche il giorno precedente, in cui si festeggia la Pasqua. Per evitare file di turisti negli Appartamenti Storici, circostanza che in altre occasioni ha prodotto problemi e polemiche, nella due giorni di Pasqua e Pasquetta sarà permesso l’ingresso di 3mila visitatori la mattina e altrettanti nel pomeriggio. Il Giardino Inglese, l’orto botanico che sorge nei pressi della fontana di Diana e Atteone, sarà invece visitabile su prenotazione; una decisione che anche in questo caso, la direzione della Reggia affidata ad Antonio Lampis, ha preso per tutelare le inestimabili piante e il loro ecosistema. Non sarà, infine, consentita l’introduzione nella Reggia, in particolare nel Parco, di cibi, bevande, attrezzature per picnic e svago, palloni e tutto ciò che è incompatibile con la visita a un’area museale.
Cannes: atteso Maradona per documentario su ‘anni napoletani’Fuori concorso documentario sul campione negli anni ’80

PARIGI18 aprile 201912:06

Anche Diego Armando Maradona è atteso quest’anno sulla Croisette per la 72/a edizione del Festival di Cannes: è quanto riferito a Parigi dal delegato generale del Festival, Thierry Frémaux, spiegando che tra i film fuori concorso è stato selezionato il film documentario ‘Maradona’, di Asif Kapadia, che racconta gli “anni napoletani”, negli anni ’80, del campione argentino.
A Milano Unaltrofestival tutto in rosaIl 2 luglio in scena al Magnolia Anna Calvi e Jane Bird

18 aprile 201913:01

– Unaltrofestival di nome e di fatto: alla sua settima edizione la rassegna milanese sospesa tra mainstream e alternativo punta su un cartellone tutto femminile, segnando un inversione di rotta rispetto ai festival musicali dove solitamente la presenza femminile è una percentuale minima.
Headliner dell’appuntamento del prossimo 2 luglio al Magnolia la voce ammaliante di Anna Calvi, che arriva a Milano con il suo terzo album in studio “Hunter”, pubblicato il 31 agosto scorso.
In scena un’altra inglese, la 21enne Jane Bird, al suo debutto con un album che conterrà i singoli “Lottery”, “Uh Huh” e il più recente “Love Has All Been Done Before”. Dall’Australia Julia Jackline, e poi anche i Videoclub ed Eugenia post meridiem.
Festival Tv, 156 ospiti e 40 incontriDal 2 al 5 maggio. Tra big Fico, Cairo, Foa, Bonolis e Bisio

TORINO18 aprile 201913:14

– E’ ai nastri di partenza l’ottava edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media, a Dogliani (Cuneo) dal 2 al 5 maggio, dedicato al tema delle Percezioni.
Saranno 156 gli ospiti e 40 gli incontri. “Il programma è fitto di appuntamenti e incontri su un ventaglio molto ampio di temi, in grado di attrarre pubblici diversi”, sottolinea la direttrice Federica Mariani. Tra gli ospiti il presidente della Camera, Roberto Fico, l’editore Urbano Cairo, il presidente della Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini. Molti i personaggi del piccolo schermo e dello spettacolo, come Claudio Bisio, Paolo Bonolis, Manuel Agnelli, Joe Bastianich e Luca Zingaretti che parteciperà a un incontro sui 20 anni del commissario Montalbano. A Dogliani saranno presenti i direttori di molte testate giornalistiche e protagonisti del web.
“Dogliani si prepara con ansia a ospitare il Festival”, dice il sindaco Franco Paruzzo. Come sempre la partecipazione è gratuita e non sono previsti compensi per gli ospiti.

2018 da record per teatro Stabile TorinoMassimi storici per biglietteria, presenze, produttività e Fus

TORINO18 aprile 201913:21

– Ancora un anno record per il Teatro Stabile di Torino, che ha chiuso il 2018 con massimi storici per biglietteria, presenze, abbonamenti, produttività, giornate lavorative e contributi Fus. E’ quanto emerge dal bilancio consultivo approvato ieri dal consiglio degli aderenti alla Fondazione, composta da Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Città di Moncalieri.
La biglietteria ha chiuso con 2.433.414 di euro di ricavi, in aumento del 6%, mentre le presenze sono aumentate di quasi 6.000 unità, con un incremento del 4%, arrivando a 164.299. Il valore della produzione cresce del 4,5%, da 13.471.053 a 14.053.760 euro. Il fatturato per la vendita degli spettacoli prodotti è aumentato del 28%, arrivando a 1.500.367 euro. Significativo anche l’aumento delle recite di produzione e coproduzione, 439 nel 2018. Mai lo Stabile aveva prodotto così tanto: un’impennata del 22%. Infine, nel 2018 lo Stabile si è confermato primo tra i Teatri Nazionali e Torinodanza primo tra i festival disciplinari nelle graduatorie del MiBAC, sia per punteggio qualitativo e quantitativo sia per assegnazioni FUS, con un contributo complessivo aumentato del 5%.

Salone Libro resterà al Lingotto FiereSiglato accordo triennale. E intanto parte prevendita biglietti

TORINO18 aprile 201913:25

– Il Lingotto di Torino si conferma la ‘casa’ del Salone Internazionale del Libro. Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro e Salone Libro srl ha firmato con l’amministratore delegato di Gl events Italia spa, Lamberto Mancini, un accordo triennale che risponde alla necessità della buchmesse di operare con una prospettiva più ampia e alla volontà del polo fieristico di affermare il suo ruolo nel sistema economico territoriale.
“Poter contare su un orizzonte contrattuale di tre anni – spiega Viale – ci consentirà di impostare il futuro del Salone già dal 14 maggio, non appena chiuderemo i cancelli di questa edizione. Si tratta di un format consolidato che stiamo evolvendo in un’ottica di maggiori servizi sia al pubblico sia agli espositori”.
Per Mancini l’accordo ribadisce “lo storico rapporto tra Lingotto Fiere e Salone del Libro” rivolgendo lo sguardo già “alle prossime due edizioni”.
Dal 17 aprile è attiva la prevendita online dei biglietti per l’edizione 2019.
Sean Scully a Villa Panza a VareseProgetto site specific entrerà in collezione permanente

MILANO18 aprile 201913:40

– Entrerà nella collezione permanente di Villa Panza l’inedito site specific dal titolo ‘Looking Outward’ creato da Sean Scully per la mostra ‘Long light’, che apre dal 18 aprile al 6 gennaio nella dimora varesina. Con quest’opera in vetro, l’artista irlandese trasforma il giardino d’inverno in un riflettente ambiente di luce e colore. Scully torna in Italia a undici anni dalla personale allestita al MACRO di Roma, mentre è protagonista di una serie di esposizioni nei più importanti musei e fondazioni d’arte contemporanea del mondo. Tra queste Sea Star: Sean Scully at The National Gallery, a Londra fino all’11 agosto 2019, e Sean Scully: Human il progetto site specific per la Basilica di San Giorgio Maggiore che inaugurerà a maggio in occasione della 58.
Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia.
TheOneMilano lancia area seasonlessProssima edizione dal 19 al 22 settembre,durante fashion week

MILANO18 aprile 201913:40

– Anticipa la prossima edizione dal 19 al 22 settembre TheOneMilano, il salone dell’haute-à-porter che coniuga pellicceria, abbigliamento e lifestyle e che sceglie di spostarsi nella settimana della fashion week.
Tra le novità della prossima manifestazione anche un’area dedicata al #TheOneSeasonless: “per rispondere alle necessità del mercato attuale, – dice Elena Salvaneschi, CEO di TheOneMilano – servono nuovi strumenti capaci di dare risposta alle dinamiche del digitale, azzerare i tempi tra la produzione e la fruizione, rivoluzionando il settore ed offrendo un reale servizio ai buyer”. The One Milano stringe anche un’alleanza con Mittelmoda per sostenere la creatività dei giovani designer e lancia il “TheOneSeasonless Award”. Il premio – al quale è possibile iscriversi fino al 6 maggio dal bando disponibile su http://www.mittelmoda.com – verrà riconosciuto al creativo emergente che meglio ha saputo seguire ed interpretare le nuove esigenze del mercato.
Zucchero, 10 date all’Arena nel 2020Saranno le uniche esibizioni italiane del prossimo anno

VERONA18 aprile 201913:43

– Zucchero “Sugar” Fornaciari tornerà a cantare all’Arena di Verona nel 2020, con un calendario di ben 10 concerti in programma a partire dal 22 settembre. L’annuncio è stato dato oggi a Verona dallo stesso artista.
I dieci concerti nell’anfiteatro areniano saranno gli unici che Zucchero terrà in Italia il prossimo anno. Dopo le sette date sold out del “Chocabeck Tour” bel 2011 e i 22 show realizzati durante il “Black Cat World Tour” tra il 2016 e il 2017, Zucchero ha scelto di nuovo l’anfiteatro areniano, “per me uno dei più bei posti al mondo far fare musica” ha dichiarato. E per questo sarà l’unica tappa italiana del suo tour mondiale.
I concerti del bluesman italiano 2020 all’Arena si apriranno il 22 settembre e proseguiranno il 23, 25, 26, 27, 29 e 30, e ancora il 2, 3 e 4 ottobre. I biglietti saranno disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di oggi su TicketOne.it e dalle ore 11.00 di venerdì 26 aprile nei circuiti di vendita e nelle prevendite abituali.

A Milano 1 euro da Ingres per Notre-DameEsposizione su celebre pittore francese aperta fino al 23 giugno

MILANO18 aprile 201913:54

– Un euro per ogni biglietto staccato nella mostra sul celebre pittore francese Ingres. E’ questa l’iniziativa presa a sostegno del disastro alla cattedrale di Notre-Dame dagli organizzatori dell’evento milanese, dedicato, appunto, a Ingres e alla vita artistica al tempo di Napoleone, in corso a Palazzo Reale sino al 23 giugno.
“Dopo lo sconforto iniziale seguito all’incendio che ha devastato la cattedrale parigina di Notre Dame – si legge in una nota degli organizzatori – in tutta Europa è iniziata una gara di solidarietà e una raccolta fondi per la sua ricostruzione, a sostegno di un patrimonio della Francia e dell’intero continente. Anche Civita intende fare la sua parte, partendo da Milano. Ricordando il patrocinio concesso dall’Ambasciata di Francia e interpretando lo spirito di una mostra fondata sulla collaborazione italo-francese, a partire da sabato 20 aprile e fino alla chiusura della mostra, per ogni biglietto acquistato, Civita devolverà 1 euro per la ricostruzione della cattedrale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il ‘Rinascimento’ visto da Matera 2019
A Palazzo Lanfranchi, sarà visitabile fino al 19 luglio

MATERA18 aprile 201913:55

– “Uno sforzo ciclopico, per una mostra unica, frutto di un intenso lavoro di rete che farà scoprire a studiosi e al pubblico che verranno a Matera, Capitale europea della cultura 2019, una pagina di storia, arte e relazione del Rinascimento italiano nel Sud e nel rapporto con l’area mediterranea”. Così il segretario generale del Ministero per i Beni culturali, Giovanni Panebianco, in rappresentanza del Ministro Alberto Bonisoli, ha commentato l’inaugurazione a Palazzo Lanfranchi della mostra “Rinascimento visto da Sud.
Matera, l’Italia e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500” (visitabile fino al 19 luglio).
Si tratta della seconda grande mostra dell’anno da Capitale, realizzata con il supporto della Fondazione “Matera-Basilicata 2019″: raccoglie circa 250 opere provenienti da musei italiani e stranieri.
Festival Bellezza al via con 28 incontriAprono Cacciari e Giannini, 26 agosto Romeo&Giulietta di Polunin

18 aprile 201914:18

– Dedicato all'”Anima e le forme”, con un programma ampliato a 28 appuntamenti, prenderà il via il 29 maggio la sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona che si concluderà il 16 giugno e per la prima volta avrà un suo ambasciatore, Philippe Daverio.
Ad aprire, al Teatro Romano, una riflessione sull’amore passione nell’Inferno dantesco con Massimo Cacciari e Giancarlo Giannini.
Previsto anche un evento speciale all’Arena, il 26 agosto, con la prima mondiale del balletto Romeo & Giulietta di Prokofiev con Sergei Polunin. Il legame tra poesia e musica si snoda in tutti gli appuntamenti musicali: dal concerto-reading di Patti Smith ai versi di Leonard Cohen interpretati da Marco Ongaro. Morgan propone dopo molti anni alcune sue hit dall’album ‘Canzoni dell’appartamento’ insieme a canzoni di grandi come i Pink Floyd e David Bowie e Vinicio Capossela un concerto ideato per il festival sugli incantamenti della Bellezza. Tra gli ospiti anche Alessio Boni.
Premi: a Iacona lo Speciale LuchettaConferimento in giornata inaugurale di Link,festival giornalismo

TRIESTE18 aprile 201914:21

– Riccardo Iacona, “testimonial del giornalismo del nostro tempo”, è il vincitore del Premio Speciale 2019 della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che si occupa dei diritti dei bambini vittime della guerra.
Secondo la presidente della Fondazione, Daniela Luchetta, il premio sarà conferito a Iacona “per l’approccio giornalistico che nell’inchiesta unisce alla voce dei cittadini l’alternativa pragmatica di proposte migliorative. Soprattutto, attraverso il Premio ringraziamo Iacona per l’intuito e la lungimiranza che 25 anni fa lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra: un grande incendio divampa sempre da una prima scintilla e Iacona è stato stato quella scintilla, per la nascita e la crescita della Fondazione Luchetta”. La consegna del Premio è prevista per il 9 maggio nella giornata inaugurale di Link, il festival del buon giornalismo del Premio Luchetta in programma fino al 12 maggio a Trieste.

McCurry racconta animali in guerra’Animals’ dal 4 maggio al 6 ottobre ad Aosta

AOSTA18 aprile 201914:22

– La catastrofe ecologica durante la guerra nel Golfo del 1991 e l’impatto sul genere animale sono raccontati negli scatti di Steve McCurry che fanno parte della mostra ‘Animals’, allestita dal 4 maggio al 6 ottobre nel Centro Saint-Bénin di Aosta. In esposizione un’antologia di 60 immagini, scattate e selezionate dal celebre fotografo statunitense.
“McCurry torna con immagini epocali, come i cammelli sull’orizzonte infuocato o gli scatti dedicati alla fauna migratoria, tra cui il celebre uccello dagli occhi rossi completamente sommerso dal petrolio. Le sue fotografie fanno il giro del mondo e vincono nel 1992 per la quinta volta il World Press Photo. Ancora oggi queste immagini sono pubblicate dalla stampa mondiale quando si affrontano temi legati alla conservazione del pianeta e restano emblematiche icone senza tempo” si legge nella presentazione.
La mostra si articola in un percorso espositivo “in grado di lasciare il visitatore libero di muoversi in un’alternanza di immagini leggere e profonde, perché possa assecondare la sua sensibilità e giocare liberamente su registri emotivi diversi”.
Pianocity anche al bosco di RogoredoInaugura Olafur Arnalds, poi Alan Clark dei Dire Straits

MILANO18 aprile 201914:49

– Sarà il pianista islandese Olafur Arnalds ad inaugurare l’edizione 2019 di Piano City Milano, in programma dal 17 al 19 maggio in tutta la città con oltre 450 concerti. Il concerto di apertura, come da tradizione, si terrà sul palco principale della Galleria d’arte moderna, sede principale del festival insieme alla Palazzina Liberty. Sempre alla Gam si esibirà, sabato 18 maggio, colui che è considerato il genio ribelle del pianoforte, Alan Clark, celebre tastierista dei Dire Straits. Piano City animerà anche le notti e le albe con i suoi concerti. Concerti ci saranno da Nolo a Rogoredo, nel cosiddetto Boschetto della droga che ospiterà l’esibizione di Emanuele Misuraca, fino al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Corelli, dove si esibirà il duo Metamorphosis – Federico e Valeria.
Simona Ventura, con The Voice torno a casa RaiDal 23/4 su Rai2 con D’Alessio, Morgan, Pequeno e Lamborghini

19 aprile 201909:32

Sarà una sesta edizione fatta di novità e anche di grandi ritorni, quella di The Voice of Italy in partenza martedì su Rai2. Il primo è quello di Simona Ventura, chiamata dal direttore di rete Carlo Freccero alla conduzione del talent musicale firmato dalla Rai, dopo diversi anni di assenza dalla televisione pubblica.
“La Rai e Freccero sono stati come Cleopatra e io come Marcantonio – ha detto la Ventura – e non avrei potuto resistere. Ho ritrovato un’azienda in cui poter fare qualcosa di nuovo e dove mi è stata data tanta libertà”.
Per la conduzione delle otto puntate, che saranno trasmesse anche su Radio2 con Andrea Delogu e Stefano DeMartino, Simona Ventura ha cercato di metterci anche del suo, ritoccando dove possibile alcune regole fisse del format olandese. “Il compito di questo programma – ha spiegato – è quello di promuovere un artista che abbia un futuro dopo la fine di tutte le puntate.
Così non è andata nelle edizioni precedenti ma quest’anno le cose cambieranno”.
A scegliere tra i papabili talenti che si sono candidati a diventare la nuova voce della musica italiana, ci sarà una giuria completamente rinnovata e come sempre composta da quattro coach. Un ritorno sul piccolo schermo della Rai è anche quello di Marco Castoldi, in arte Morgan, che promette di dispensare cultura musicale nell’esercizio della sua funzione di coach. “Il motivo per cui sono qui – ha commentato – è la mia grande fiducia nei confronti della Rai, nonostante la mia precedente cacciata immotivata. La Rai è però anche fatta di persone che cambiano, è un’istituzione che ho sempre considerato come una grande opportunità. Lo dico dopo aver visto, televisivamente parlando, come si lavora da altre parti. In Rai mi sento a casa e valorizzerò anche il dissenso, che va coltivato per essere un artista”. Alla sua prima esperienza televisiva dai grandi numeri è invece Gue Pequeno, nome di punta della scena rap italiana, che ha contribuito a portare alla ribalta in tempi non sospetti.
“E’ la mia prima esperienza così mainstream – ha detto Cosimo Fini, questo il nome all’anagrafe del rapper – e sono felice che arrivi proprio in un momento per me positivo. Porterò il mio bagaglio di esperienza e cercherò un talento come ho fatto negli anni passati con la mia etichetta”. Veterano della scena musicale italiana è anche Gigi D’Alessio, al suo debutto nei panni di coach. “Siamo quattro giudici musicalmente lontani – ha detto D’Alessio – ma solo in apparenza, perché la musica non ha confini. Con questa squadra sono tornato ad avere negli occhi la luce di un tempo”. Punzecchiata sulla scelta di Elettra Lamborghini, che invece nel mondo della musica c’è da molto meno tempo dei colleghi, Simona Ventura, che ha scommesso personalmente sulla voce di ‘Pem Pem’, singolo da record per visualizzazioni su YouTube, non usa giri di parole. “Sono pregiudizi di una vecchia mentalità italiana che dobbiamo superare – ha detto la conduttrice – e frutto di anni di radical chic che ci hanno segnato. Elettra è un punto di riferimento per le nuove generazioni e ho voluto seguire il mio intuito”.

de Chirico neometafisico alla Gam TorinoFino al 25 agosto cento opere del maestro e di contemporanei

TORINO18 aprile 201915:21

– Torino, “città bellissima, quadrata e piena di pizze assolate”, dedica una grande mostra ai lavori degli ultimi 20 anni di Giorgio de Chirico che così la definiva.
Allestita alla Gam e intitolata ‘Giorgio de Chirico. Ritorno al futuro. Neometafisica e Arte Contemporanea’, il pubblico la potrà visitare da venerdì 19 aprile al 25 agosto.
Si tratta di una delle mostre di punta dell’estate culturale torinese, promossa dalla Fondazione Torino Musei e Associazione MetaMorfosi con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Cento opere della Fondazione de Chirico, di collezioni private e della Gam, tra lavori del maestro e di altri grandi autori influenzati dalla sua opera o anche solo in dialogo ideale con lui come Pistoletto, Savinio, Schifano, Vezzoli, Tadini, Patella, Paolini, Parmiggiani. “Un’altra mostra per mettere in dialogo passato e futuro – spiega il presidente della Fondazione Torino Musei, Vittorio Cibrario – come sarà la grande mostra su Botticelli a fine anno realizzata sempre con MetaMorfosi”.
Kitchen Duel con Borghese, via a castingnuovo format per chi sa cucinare e vuole sfidare parenti o amici

18 aprile 201915:22

– Gli unici ingredienti per provare a partecipare sono il saper cucinare e avere un amico o parente da sfidare ai fornelli. Al via i casting per partecipare a Kitchen Duel, il nuovo format – ideato e prodotto da Level33 e AB Normal – con chef Alessandro Borghese in onda prossimamente su Sky Uno.
Per candidarsi è necessario inviare la propria richiesta di partecipazione all’indirizzo email casting.kitchenduel@level33.tv entro il 17 maggio. Primi, secondi, dolci: ognuno sa cucinare alla perfezione almeno un piatto, ma c’è sempre un amico o un parente convinto di essere più bravo ai fornelli. In ogni puntata di Kitchen Duel una coppia di rivali in cucina si sfida per decidere una volta per tutte chi sia il migliore. Per chi viene sconfitto ci sarà una penitenza da scontare. Dopo i suggerimenti dello chef e il parere finale di un giudice imparziale, chi si aggiudicherà il duello?

Proserpine di Colasanti apre festival di SpoletoTeatro con Asti, Riccobono e Dante. Chiude Gatti con Opera Roma

19 aprile 201909:35

Sarà il Mito di Proserpina, la Dea rapita da Plutone re degli Inferi, ma poi ”graziata” da Zeus con il dono di far mutare le stagioni, ad aprire la 62/a edizione del Festival dei due mondi di Spoleto – in programma dal 28 giugno al 14 luglio – con l’Opera lirica in due atti che Silvia Colasanti ha tratto dal poema di Mary Shelley (”Proserpine”, in inglese e in versi), seconda tappa di una personale trilogia d’Opera contemporanea sul tema dei miti come approccio dell’inconscio e dei rapporti umani. Sul podio, il Maestro Pierre-André Valade.
Un Festival, l’11/o per il direttore Giorgio Ferrara che dell’apertura firma anhce la regia, dai forti caratteri femminili, ma anche qualche sfumatura pop. E che in chiusura, per il tradizionale concerto in Piazza del Duomo, quest’anno attende Daniele Gatti su musiche di Verdi dal repertorio francese e il Coro e Orchestra del teatro dell’Opera di Roma, per una volta eccezionalmente ospiti a Spoleto.
”In un paese e in tempi come questi – racconta Ferrara – Spoleto è un’isola felice, un’officina di creazioni originali.
Il Festival di Salisburgo ha 80 milioni di euro, noi 5 (dal Mibac sono 3,2 ndr). Questa è l’Italia, non mi sono mai lamentato, e il momento è difficile. Chi se ne importa, si fa un balletto di meno. L’importante è che sia tutto di qualità”.
”Cercheremo di proporre anche qualche realtà locale poco nota – aggiunge il presidente della Fondazione Festival dei due mondi, Umberto De Augustinis – Anche se ancora con la piaga del terremoto del 2016, Spoleto stessa è già uno spettacolo”.
Uno dopo l’altro, ecco dunque alzarsi il sipario sulla danza, tra il Ducth National Ballet, ”una delle più prestigiose compagnie europee se non mondiali”, dice Ferrara, nell’omaggio ad Hans Van Manen ”Ode to the master”; l’Ecole Atelier Rudra Bejart nel biografico ”My french Valentino”, sui primi anni di carriera del divo nella Parigi Belle Epoque e con 42 attori-ballerini-cantanti in scena; e ancora il Bauhaus 1919/1933 in un singolare omaggio a Kandinsky, senza persone, ma con i suoi quadri. Al centro del secondo week end, tutto il genio creativo di Jean Paul Gautier e il suo strabiliante Fashion Freak Show, direttamente dalle Folies Bergere.
Decisamente donna il cartellone Teatro, con Adriana Asti ne ”La ballata della Zerlina” di Broch, testo di erotismo e ribellione, in cui è affiancata e diretta dalla coreografa Lucinda Childs. E ancora, Marisa Berenson cantante nel Berlin Kabarett, l’Edipo Re secondo Emma Dante ma anche l’inattesa coppia Eva Riccobono-Andrée Ruth Shammah per ”Coltelli nelle galline”, primo testo del pluripremiato scozzese David Harrowe.
A Lucrezia Borgia, di cui ricorrono i 500 anni della morte, pensa invece Corrado Augias. Per la musica sono in arrivo Vinicio Capossela e il pianoforte di Stefano Bollani con il bandolin brasiliano di Hamilton De Holanda. Dedicato all’intelligenza artificiale l’Ecce Robot di Quirino Conti per la Fondazione Carla Fendi, che premierà due donne del mondo della softrobotica: Barbara Mazzolai e Cecilia Laschi. E ancora Paolo Mieli e l’Elogio dell’oblio, il Takigi No giapponese, i concerti a mezzogiorno e alla sera, i Dialoghi di Paola Severini Melograni, i ragazzi della Silvio D’amico e la Young Talents Orchestra. ”Anche quest’anno – commenta il sottosegretario Gianluca Vacca – un calendario ricchissimo, che unisce mondo classico e contemporaneo. In Italia a volte si fa poca sperimentazione, invece il Festival ha sempre saputo combinare queste due componenti in maniera eccellente”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Al via a Terni Umbria jazz spring
Attesa per il concerto Virginia gospel choir

TERNI18 aprile 201916:19

– Al via Umbria Jazz Spring a Terni e c’è attesa per uno degli eventi più suggestivi e attesi del festival: il concerto del Virginia State Gospel Choir al Santuario di San Francesco del 19 aprile alle 21,30, espressione di sintesi di culture e religiosità diverse che però si incontrano con la complicità della musica.
Il Virginia Gospel Choir – ricorda Umbria jazz – è il coro che nel 1997, nel corso di un tour in Italia, cantò in Vaticano per il Papa assieme ad altri grandi artisti, tra i quali la leggenda del blues, B. B. King. Il coro fu fondato nel 1971 da Jackie Ruffin, ed il suo primo direttore fu Larry Bland. Nel 1977 uscì il primo disco, seguito dal secondo l’anno successivo.
Già nei primi anni di attività il Virginia State Gospel Choir ha vinto moltissimo premi, prima che ne assumesse la guida, nei ’90, James Holden Jr. Con lui il coro ha vinto il primo premio all’Annual National Black Music Caucus Gospel Choir Competition.
Fedez, ‘ho scritto un libro per bambini’Esce 7 maggio per Fabbri ‘Quando sarai grande’ sulla paternità

18 aprile 201920:07

Fedez debutta come autore di un libro per bambini in cui racconta la paternità. Si chiama ‘Quando sarai grande’ ed è una storia poetica e fiabesca, con le coloratissime illustrazioni di Andrea Zoli, disegnatore anche di giocattoli di successo, che sarà in libreria dal 7 maggio 2019 per Fabbri editori. Parte dei ricavati andrà a sostegno dell’associazione Heal Onlus per la ricerca sui tumori cerebrali infantili, presieduta da Serena Catallo. “Scrivere un libro per bambini è stata una nuova e bellissima esperienza per me – ha detto entusiasta Fedez che si è dedicato al progetto per diversi mesi – di cui sono molto orgoglioso e che vorrei ripetere anche in futuro. Inoltre, tengo particolarmente a questo progetto perché sostiene l’Associazione Heal Onlus, la cui madrina è Elena Santarelli, che si occupa di ricerca sui tumori cerebrali in età pediatrica”.
Fabbri con Fedez lancia anche l’iniziativa ‘Fedez. Guarda che bello’, una lettura privata, in sua presenza, per bambini dai 4-9 anni accompagnati da adulti. Per partecipare è necessario far realizzare dal proprio bambino un disegno e postarlo su Instagram entro le 23.59 del 25 aprile 2019 con l’hashtag #FedezQuandoSaraiGrande menzionando l’account @fabbrieditori. I 30 migliori elaborati verranno selezionati, entro il 30 aprile 2019, da una giuria interna a Mondadori Libri Spa, che contatterà i vincitori che parteciperanno al reading privato il 12 maggio 2019, in una location di Milano che verrà comunicata in seguito. Regolamento completo su https://www.booktobook.it/generi-letterari/libri-per-ragazzi/fed ez-quando-sarai-grande/. Il primo libro di Fedez dedicato a tutti i bambini è un albo dolce e divertente sull’attesa e l’incontro tra un papà e il suo bimbo che sta per nascere. E’ una fiaba ricca di simboli sulle emozioni, le paure e le ansie di un futuro genitore e soprattutto sulla voglia di crescere insieme. Tra l’incantata Terra dei Sogni, abitata da cuccioli circondati da cavoli e cicogne, e la Terra delle Cose, il paese dei grandi, che qualche volta si dimenticano come si fa a sognare, il piccolo protagonista di questa storia si prepara a incontrare il suo papà e, con le sue buffe domande, scardina ogni sua certezza.
Prada: collezione uomo sfila a ShangaiNello stesso mese due appuntamenti alla Milano Fashion Week

18 aprile 201917:47

– Prada sfilerà con la collezione Uomo Primavera/Estate 2020 a Shanghai il 6 giugno. La presentazione vuole essere “l’emblema di un dialogo tra le due realtà, diverse ma complementari” in concomitanza del 40/o anniversario del gemellaggio tra la città cinese e Milano. La Cina, spiega Miuccia Prada, ha “sempre occupato un posto di rilievo nell’immaginario di Prada: in particolare Shanghai e la sua ricca vita culturale. L’attitudine e l’identità di questa città, la sua dinamica capacità di far interagire il passato con il presente, il vecchio con il nuovo, sono fonti di costante scambio e interesse”. La sfilata però non lascerà ‘orfana’ Milano: durante la Fashion Week dedicata all’uomo, Prada offrirà due appuntamenti: un evento musicale live il 14 giugno alla Fondazione e una presentazione statica della collezione Uomo.
A Ravenna Jazz Ranieri ‘rivisita’ NapoliFestival dal 3 al 12 maggio con Fresu e progetto ‘Pazzi di jazz’

RAVENNA18 aprile 201917:49

– ‘Malìa napoletana’, rivisitazione in chiave jazz dei classici della canzone partenopea con il cantante Massimo Ranieri accompagnato da celebrati musicisti (Enrico Rava, Stefano Di Battista, Rita Marcotulli, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli), sarà tra gli appuntamenti in cartellone a ‘Ravenna jazz 2019’, che dal 3 al 12 maggio proporrà concerti diffusi su tutto il territorio cittadino.
Al teatro Alighieri, oltre a Ranieri, si esibiranno anche il trio ‘Mare nostrum’ con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren, i New York Voices, e il grande progetto ‘Pazzi di jazz young project’, con 250 bambini a suonare con Enrico Rava e il trombonista Mauro Ottolini, con la direzione di Alien Dee e Tommaso Vittorini, per un programma dedicato a Duke Ellington. Nei club cittadini e della provincia suoneranno tra gli altri Marc Ribot, Mark Lettieri (terrà anche un workshop di chitarra), Yaron Herman, Rebekka Bakken, Yilian Cañizares e Lisa Manara.
L’Hamburg Ballet ha danzato per GenovaApplausi alla Corte per spettacolo per vittime ponte Morandi

GENOVA18 aprile 201917:54

Successo al Teatro della Corte di Genova per l’esibizione dell’Hamburg Ballett che ha danzato per regalare fondi alle vittime di Ponte Morandi. Nove solisti della Compagnia tedesca hanno accolto l’invito del genovese Jacopo Bellussi, che a 11 anni è andato all’estero a studiare danza, per regalare la performance alle vittime della tragedia. Il sindaco Marco Bucci ha ringraziato Bellussi che il 14 agosto scorso come tanti è rimasto choccato dalla tragedia. Con 8 ballerini della Compagnia ha rinunciato alle ferie per regalare lo spettacolo con il direttore artistico e coreografo John Neumeier. I danzatori hanno ballato classico e moderno, storici pas de deux (“Schiaccianoci” e “Don Chisciotte”) e coreografie moderne e create per l’occasione come “Omaggio a Genova” di Aleix Martinerz: un assolo di Bellussi sulle note della Passacaglia di Biber eseguita dal violinista Giulio Plotino e contrappuntato da un testo di Martina Puccini letto da Carla Signoris.
Mostra fa rivivere Gazzetta del PopoloL’altro giornale di Torino raccontato in tre sedi espositive

TORINO18 aprile 201918:01

– Per 135 anni, dal 1848 al 1983, ha raccontato l’attualità italiana e internazionale. La Gazzetta del Popolo, l’altro giornale di Torino, rivive in una mostra a 36 anni dalla chiusura. Tre le sedi espositive – il Polo del ‘900, Palazzo Lascaris e Museo Nazionale del Risorgimento – scelte per ripercorrere la storia di uno tra i più importanti e prestigiosi quotidiani italiani, fucina di giornalisti.
Curata da Luca Rolandi, la mostra vuol far scoprire alle giovani generazioni cos’è stata la Gazzetta del Popolo, da giornale protagonista dell’epoca risorgimentale alla posizione negli anni del fascismo, con una importante pagina culturale, il ‘Diorama letterario’, su cui scrissero importanti intellettuali italiani ed europei, al Dopoguerra e agli anni difficili dell’autogestione, fino alla chiusura definitiva del 1983.
La mostra nasce dalla collaborazione tra Consiglio regionale del Piemonte, Museo Nazionale del Risorgimento, Polo del ‘900, Fondazione Donat-Cattin, Ordine dei Giornalisti, Centro Pestelli, Museo della Stampa di Mondovì, Archivio Storico della Città di Torino, Università di Torino e dalla raccolta del collezionista Giorgio Coraglia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Torino, gratis mostra statue Notre-Dame
Sabato in segno di vicinanza e per divulgare storia cattedrale

TORINO18 aprile 201918:19

– In omaggio alla cattedrale di Notre-Dame, danneggiata dall’incendio di tre giorni fa, Palazzo Madama offre sabato 20 aprile l’ingresso gratuito alla mostra multimediale in corso fino al 30 settembre realizzata intorno a quattro sculture gotiche provenienti proprio dalla cattedrale. La mostra, realizzata in collaborazione con il Musée de Cluny-Musée national du Moyen Age de Paris, che ha donato in prestito le statue, si intitola ‘Notre-Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale’ e si propone di raccontare la storia della cattedrale simbolo della capitale francese.
Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale della cattedrale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale. Le opere, rimosse durante la Rivoluzione Francese e poi disperse, sono conservate dal 1977 al Musée de Cluny.

Dopo 5 anni torna Cage The Elephant”Social Cues” quinto titolo per band guidata da Matt Shultz

19 aprile 201909:39

– A cinque anni di distanza da “Tell Me I’m Pretty”, l’album prodotto da Dan Auerbach che ha vinto il Grammy per il miglior album rock, arriva sul mercato “Social Cues”, quinto titolo in studio dei Cage The Elephant, la band guidata da Matt Shultz che si è conquistata un posto di primo piano sulla scena contemporanea attraverso l’eclettismo più disinibito. Ma se nei lavori precedenti si avvertiva che il senso complessivo era proprio quello di muoversi il più possibile nell’ampissimo territorio delle loro influenze, quasi l’obiettivo fosse non dare punti di riferimento all’ascoltatore, in questo nuovo lavoro Shultz e compagni manifestano una raggiunta maturità.Non che i Cage The Elephant siano approdati a uno stile definito, men che meno inquadrabile in una categoria tradizionale. Ma c’è un filo comune ben riconoscibile nelle varie escursioni attraverso filoni musicali che vanno dalla New Wave a David Bowie (evocato con una citazione quasi letterale nella title track), dal Dream Rock all’ Indie, dalla psichedelia al pop al Glam Rock e che sono tenuti insieme da un clima di ispirazione cinematografica, in particolare autori come Fassbinder e Aronowski, per ricordare due nomi citati dalla band. Evidentemente ha funzionato bene la collaborazione con il produttore John Hill, non a caso uno capace di lavorare al fianco di Florence and The Machine ed Eminem, Rihanna e Portugal.The Man, Jay Z e Pink come i The Vaccines. E non è certo casuale che l’ospite di “Night Running” sia Beck, che dell’eclettismo ha fatto una religione musicale. Il tema di fondo dell’album è il prezzo che le rockstar pagano in termini di stress mentale e disastri sentimentali (Shultz è reduce da un divorzio). Non certo una novità, soprattutto per chi, provenendo dall’Indie, arriva alla notorietà attraverso un percorso che è notoriamente logorante sul piano fisico e psicologico. Band come Cage The Elephant non cercano l’originalità, che può anche essere un equivoco: il loro lavoro è concentrato sulla rielaborazione dei materiali che hanno alimentato e alimentano la loro passione per il rock’n’roll. E’ il modo in cui viene fatto questo lavoro che conta. Anche quando, per trovare la propria identità, bisogna lottare con i propri fantasmi.

Rutger Hauer, futuro web ma dove porteràA Lucca per ritirare premio alla carriera

LUCCA18 aprile 201918:05

– “Il futuro? Il web ha rivoluzionato il mondo e non conosciamo ancora la portata di questi cambiamenti”. Così Rutger Hauer a Lucca in occasione del premio alla carriera che riceverà domani al Lucca Film Festival e Europa Cinema dove seguirà la proiezione di Blade Runner.
“Quando abbiamo girato Blade Runner ambientato proprio nel 2019 – ha detto l’attore olandese – abbiamo anticipato molte cose ma non la rete. Nel film infatti non c’era nessun riferimento al web e alla rete che ha portato enormi cambiamenti e non sappiamo quale sarà la portata di questa rivoluzione”. La star del cinema sui ricordi con i registi italiani, con cui ha lavorato, ha detto che “Ermanno Olmi è stato importante per la mia vita professionale e personale”. “In Italia mi sento a casa e ricevere un premio da voi che conoscete cosi’ bene l’arte e’ un enorme piacere”. Il festival omaggerà Hauer con una masterclass, con il premio alla carriera e con l’omaggio ‘scenografico’ a Blade Runner terminerà domenica con le premiazioni.
Theron, mio figlio Jackson è una bambina”A 3 anni mi ha detto ‘Non sono un maschio’. Voglio proteggerlo’

NEW YORK19 aprile 201915:08

– Charlize Theron confessa che suo figlio Jackson, di sette anni, cresce come una bambina.
L’attrice di Hollywood spiega che Jackson, uno dei suoi figli adottivi, aveva tre anni quando ha guardato la madre e le ha detto: “Io non sono un ragazzo”. “Anche io pensavo fosse un bambino, fino a che non mi ha guardato e mi detto: non sono un maschio!” aggiunge l’attrice, spiegando che Jackson è una bambina così come lo è l’altra sua figlia, August. “Ho due splendide figlie che, come ogni genitore, voglio proteggere”.

Sequestro 2 tele attribuite a ModiglianiOperazione carabinieri tutela patrimonio culturale a Palermo

PALERMO18 aprile 201920:11

– Due dipinti falsamente attribuiti al pittore Amedeo Modigliani che erano esposti in una mostra a Palazzo Bonocore a Palermo che ha chiuso il 31 marzo scorso, sono stati sequestrati dai carabinieri del comando tutela patrimonio culturale su delega della procura. Le opere sono due dipinti a olio su tela “Hannelore”, di provenienza eredità giacente del Tribunale Civile di La Spezia, e “Donna con cappello”, di una famiglia di Reggio Emilia. L’autenticità delle opere era stata messa in dubbio da Carlo Pepi, collezionista d’arte toscano e studioso indipendente del grande artista livornese. I carabinieri a Roma e Spoleto hanno eseguito due decreti di perquisizione a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani di Spoleto (procacciatore delle opere) e del curatore della mostra (autore anche delle certificazioni di autenticità) entrambi indagati per il reato di contraffazione di opere d’arte.
Mann e Pompei in vetrina all’ErmitageOltre 200 opere in Russia. Giulierini, ‘epocale’

NAPOLI18 aprile 201920:40

– Napoli e la Campania protagonisti all’Ermitage. E’ stata inaugurata a San Pietroburgo la mostra ‘Dei, Uomini, Eroi’ la più importante mai realizzata su Pompei e sulle città vesuviane, grazie ai capolavori che i due partner italiani – il MANN, forziere di testimonianze delle città sepolte dal Vesuvio nel 79 a.C. e il Parco Archeologico di Pompei – hanno concesso alla luce dell’accordo di collaborazione sottoscritto nel 2017 con il Museo Statale Ermitage.
Per il taglio del nastro accanto al direttore Generale del Museo Ermitage Michail Piotrovsky, anche il direttore del Mann Paolo Giulierini (“evento epocale”) e l’ambasciatore italiano in Russia Pasquale Terracciano. Nel corridoio sopraelevato sono esposti per l’occasione documenti storici – foto ottocentesche, stampe antiche, volumi e acquarelli su Pompei e gli scavi in corso a quel tempo e una selezione di circa 70 opere di proprietà dell’Ermitage, in gran parte mai esposte prima d’ora, provenienti dalle antiche città vesuviane.
Marco Bellocchio, racconto Buscetta senza ideologiaIl traditore?, il mio film più personale e oggettivo

19 aprile 201909:29

– Si fa presto a dire tradimento? Nel caso di Tommaso Buscetta ”La cosa è molto più complessa, come è complesso il suo personaggio. Da qui ho preferito fare un film in qualche modo aperto nel quale anche il suo tradimento deve essere visto in questa ottica” così Marco Bellocchio commenta l’ingresso de ‘Il Traditore’, interpretato da Pierfrancesco Favino, nella competizione del 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio). “Stranamente è un film personalissimo, pur non avendo fatto nulla di quello che ha fatto Buscetta, e al tempo stesso oggettivo”, ha proseguito il regista di Bobbio definendolo “film civile ma senza ideologia né retorica”.
E ancora Bellocchio nella sede di Rai Cinema: “Naturalmente sono contento per l’invito a Cannes. Il concorso è una gara e posso solo accettarla cercando di fare il più bel film possibile, correndo freneticamente perché c’è veramente poco tempo. È un film ancora diverso da tutti i precedenti – continua -, forse assomiglia un po’ a ‘Buongiorno, notte’ perché i personaggi si chiamano coi loro veri nomi, ma dall’esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del Maxiprocesso di Palermo e in altri teatri di altri processi con un copione diverso, pur essendo i personaggi spesso ripresi a distanza ravvicinata, trascurando però quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi ‘borghesi’ che sono state spesso la materia prima di molti film che ho fatto in passato”.
Ma la cosa di cui parla con più passione il regista de ‘I Pugni in tasca’ “è il dialetto siciliano, una lingua meravigliosa spesso storpiata, ridicolizzata, caricaturizzata anche dal nostro cinema”. Quale meraviglia nel girare questo film? “Quella di parlare coi protagonisti, quella di tanti piccoli preziosi dettagli come alcune cose che ho notato nel maxi processo o cose che ho visto girando nell’aula bunker”.
E ancora sulla lettura colta di Marco Bellocchio del caso Buscetta:”Sul tradimento ho appena letto ‘Giuda’ di Amos Oz, una cosa che ha pesato su questo film”.
‘Il traditore’, film di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta (Pierfrancesco Favino), detto anche il “boss dei due mondi” inizia con l’arresto in Brasile e l’estradizione di Buscetta in Italia, passando per l’amicizia con il giudice Falcone e gli irreali silenzi del Maxiprocesso alla mafia. Ed è proprio nel momento in cui la giustizia sembra aver segnato un punto, che Cosa Nostra ricorda a Buscetta e all’Italia che la sua sconfitta è ben lontana. Scoppia la bomba a Capaci e Buscetta alzerà il tiro facendo il nome di Andreotti: un tragico boomerang che lo costringerà a fuggire dall’Italia per sempre.
Nel cast del film, che sarà distribuito da O1 il 23 maggio nel giorno della ricorrenza della strage di Capaci, anche Maria Fernanda Candido (moglie di Buscetta), Fabrizio Ferracane (Pippo Calò), Fausto Russo Alesi (Giovanni Falcone) e Luigi Lo Cascio (Totuccio Contorno). ‘Il traditore’ è prodotto da IBC MOVIE, KAVAC FILM con Rai Cinema, in coproduzione con Ad Vitam (Francia), Match Factory (Germania) e Gullane (Brasile).

Il traditore di Bellocchio in garaFilm con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Buscetta

PARIGI18 aprile 201911:30

– Il Traditore di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta è in competizione per la Palma d’oro al 72/mo festival di Cannes (14-25 maggio). La selezione è stata annunciata oggi a Parigi dal delegato generale Thierry Fremaux.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camon, scrivere è più di vivere
Interventi e riflessioni di una vita su parole, persone e cose

19 aprile 201911:46

– FERDINANDO CAMON, ‘SCRIVERE E’ PIU’ DI VIVERE’ (GUANDA, pp. 206 – 17,00 euro). Fa grande piacere scoprire che un vero scrittore come Ferdinando Camon, autore di libri che vanno da “Quinto stato” a “Un altare per la madre”, da “Occidente” a “La malattia chiamata uomo”, abbia mantenuto a 83 anni la capacità, la voglia e la forza di indignarsi, di scrivere del presente nel suo modificarsi, nel denunciarne sul filo di un’umanità intimamente vissuta e sentita le degenerazioni e storture, come testimoniano gli scritti riuniti in questo suo ultimo libro.
“La vita non si spiega, si vive”, scriveva Pirandello, ma anche “La vita si vive o si scrive” e ora Camon, sin dal titolo, afferma “Scrivere è più di vivere”, perché, diremmo, c’è quel riappropriarsi di ciò che la vita ci ha tolto, di ciò che toglie al mondo e alla società in cui viviamo, c’è la capacità di una verità che altrimenti la realtà spesso ci nega o non mostra con chiarezza, come spesso nega i valori di cui la scrittura può restituirci il senso e la necessità. Ed ecco che allora leggiamo “Scrivere era il mio modo di vivere: mi pareva che solo scrivere significa vivere, vivere senza scrivere significa banalmente esistere”, sin dagli anni della scuola, quando probabilmente, per lui di famiglia povera contadina negli anni dell’immediato dopoguerra (e si legga il pezzo “Bambino di ghiaccio”), era un modo di appropriarsi di un’altra vita. E la scrittura è lingua, parole, come rende evidente sia attraverso una incisiva lettura del manoscritto de “L’infinito” di Leopardi, sia poi, per esempio, stigmatizzando l’uso di ”femminicidio”.
Insomma, in queste pagine che formano quasi un’autobiografia indiretta si parla di scrittura, di letteratura, di sogni e di psicanalisi che sono parti di uno stesso discorso in cui, in altri momenti, si parla di quali degenerazioni mafiose sia capace il mondo universitario, di come dal fascismo non ci si possa mai dire davvero guariti, come quel che un tempo era vergogna (la fatica e l’assenza di decoro borghese dei contadini) diventi invece con l’evolversi delle generazioni un segno di umana nobiltà (vedere: ”Non si scrive per i contemporanei”), di temi d’attualità come omosessualità, pensioni d’oro, droga, armi e criminalità organizzata. Questo perché c’è al fondo una fede vissuta come fedeltà a una propria intima e umana moralità, tanto che uno dei temi che avvertiamo più caldi e coinvolgenti in queste pagine è quello della vita umana e dell’uccidere oggi, in guerra e non. Tutto questo come unico modo possibile di affrontare la vita in vera libertà, rendendosi conto che ormai il mondo si modifica a gran velocità e sostanzialmente sino a cambiare la nostra civiltà, tanto che oggi, al contrario di un tempo, chi ha vissuto conosce di più ma sa meno.

Schiaparelli annuncia uscita di GuyonDesigner era al timone della haute couture della maison dal 2015

19 aprile 201913:51

– Schiaparelli annuncia in una nota la fine della collaborazione con Bertrand Guyon.
La maison del Gruppo Tod’s ringrazia il designer francese per il suo contributo alla guida della haute couture, in stretta collaborazione con lo studio creativo e gli atelier della maison.
Bertrand Guyon è arrivato nel 2015 al timone creativo casa di moda di Place Vendome, dal 2006 di proprietà del patron di Tod’s, Diego Della Valle.
Nasce premio Intersezioni. Italia-RussiaVincitore del riconoscimento il 13 giugno a Mosca

19 aprile 201913:55

– Nasce il Premio bilaterale ‘Intersezioni. Italia-Russia’ che premia il talento letterario con la traduzione e avrà cadenza annuale. Il vincitore sarà annunciato il 13 giugno a Mosca in una cerimonia alla Biblioteca delle letterature straniere. Istituito dal Centro per il libro e la lettura con l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, il premio di 5 mila euro offre al vincitore la possibilità di vedere il proprio libro tradotto e pubblicato dall’italiano al russo e viceversa.
“Il Centro per il libro e la lettura – spiega la direttrice, Flavia Cristiano – è costantemente attivo nella promozione di iniziative analoghe, fondamentali per la creazione di un contesto nel quale la nostra migliore produzione letteraria possa farsi conoscere e apprezzare all’estero”. “I lettori russi e italiani si stanno dimostrando sempre più interessati alle rispettive produzioni editoriali, specchio di culture diverse ma per molti aspetti affini” dice Olga Strada, direttrice Istituto Italiano di Cultura di Mosca.
“Il Premio ‘Intersezioni. Italia-Russia’ guarda proprio in tale direzione, puntando ad agevolare ulteriormente – sottolinea la Strada – questo dialogo attraverso la traduzione dalle, e nelle, due lingue”.
Presieduta dalle stesse Cristiano e Strada, la Commissione è composta da personalità di spicco del mondo culturale, invitate a selezionare e votare i titoli in gara. Si parte con la premiazione di un libro italiano in Russia e in questo caso spetta ai giurati italiani proporre le opere da votare.
Viceversa, per l’edizione successiva, i ruoli si invertono.
Fanno parte della giuria: Filippo La Porta, saggista e critico letterario, lo scrittore e traduttore Paolo Nori, lo scrittore e saggista Alberto Rollo e i loro colleghi russi Anna Jampol’skaja, traduttrice e filologa e Evgenij Solonovic, italianista e traduttore.
Eyewear tra nuovi materiali e designDalle montature cat eyes ai modelli squadrati e in resine spesse

19 aprile 201914:22

– All’avvicinarsi della bella stagione è bene rinnovare gli occhiali da sole. L’offerta è vasta, ma per una scelta ‘oculata’ ecco le proposte che puntano a design raffinati e materiali innovativi. Per quanto riguarda l’uomo dominano silhouette che rileggono il modello aviatore (Persol) in forme geometriche e con lenti colorate (Emporio Armani) mentre per le signore largo alle mascherine cat eyes, oppure ai modelli squadrati in metallo (Ray Ban) o rettangolari in resine spesse (Michael Kors). Il marchio californiano Alain Mikli propone materiali esclusivi e design. Una delle colonne portanti del brand sono gli acetati declinati in combinazioni cromatiche che cambiano ogni stagione. Da Dolce & Gabbana forma a mascherina o geometriche in doppi strati di acetato, montature con logo su lenti color caramello e tra le novità modelli color oro abbinati a lenti con pois dorati su fondo grigio. Da Vuitton montature sottili e lenti fiore Monogram.
33 opere di Ghelli per LeonardoAcquerelli, acqueforti, acrilici, scultura per celebrare Genio

FIRENZE19 aprile 201914:35

– Una selezione di 33 opere tra acquerelli, acqueforti, acrilici su tela e una scultura, suddivise in tre diverse sedi espositive, per celebrare Leonardo da Vinci attraverso le opere di Giuliano Ghelli, l’artista fiorentino che si è spesso ispirato al Genio vinciano. La mostra dal titolo ‘Leonardo da Vinci nell’arte di Giuliano Ghelli’, curata da Simone Teschioni, si snoderà tra Villa Arrivabene e le due biblioteche del Quartiere 2 di Firenze, la Mario Luziela Dino Pieraccioni. La rassegna, aperta dal 24 aprile al 19 maggio, intende approfondire il legame e la forte ispirazione che Leonardo ha da sempre suscitato nell’immaginario e nel percorso d’artista di Ghelli, riscontrabile dall’inizio degli anni ’90 fino ai suoi lavori più recenti. “Quale miglior luogo – ha commentato il curatore Teschioni – se non le biblioteche e Villa Arrivabene per accogliere le opere di Giuliano Ghelli legate agli studi su Leonardo da Vinci”.

Scavi Pompei ed Ercolano aperti a PasquaAnche Vesuvio e Museo Ferroviario di Pietrarsa

ERCOLANO (NAPOLI)19 aprile 201915:09

– I siti archeologici vesuviani di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabiae e il Museo di Boscoreale resteranno aperti anche la domenica di Pasqua, 21 aprile, e il Lunedì dell’Angelo, il 22, secondo il solito orario dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00). Un’occasione per famiglie e gruppi di turisti per visitare l’arte e le rovine delle città distrutte dalla eruzione del 79 d.C. Ad Ercolano sarà visitabile nell’Antiquarium la mostra ‘SplendOri’ che raccoglie circa cento monili e preziosi, appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di fuggire all’eruzione, altri ritrovati nelle domus dell’antica città. Domenica di Pasqua e lunedì resterà aperto anche il sentiero che conduce al Gran Cono del Vesuvio dalle 9.00 alle 17 e il museo nazionale ferroviario di Pietrarsa dalle 9.30 alle 19.30.
Pamela Prati, il mio matrimonio ci saràA Verissimo, ho querelato tutti, perché avrei dovuto inventare?

19 aprile 201915:11

– “Il matrimonio ci sarà a maggio e sarà religioso. Ho querelato tutti. Ci stanno rovinando questo bel momento”. Ospite di Verissimo, condotto da Silvia Toffanin e in onda sabato 20 aprile alle 16.10 su Canale5, Pamela Prati fa chiarezza sulla verità riguardo alle sue prossime nozze che stanno occupando i maggiori talk show televisivi, giornali e siti. “Sarà un matrimonio religioso, mi sposerò davanti a Dio perché sono molto cattolica” precisa. Del mistero sul futuro sposo, su cui non compaiono notizie o immagini, a Silvia Toffanin risponde: “Marco Caltagirone, non si chiama Mark, ha 54 anni, è riservatissimo e timido. Noi abbiamo scelto di mostrarci insieme solo a Verissimo, il giorno del matrimonio. Confermo che solo Verissimo entrerà al nostro matrimonio con le sue telecamere e lì finalmente conoscerete l’altra mia metà”.
“Perché avrei dovuto inventare una cosa del genere? – domanda – Basta, devono smetterla davvero. Ci sono in Italia problemi molto più grandi e invece parlano di me”. “Dicono addirittura che sono stata stregata dalle mie due agenti, che l’ho fatto per soldi o per tornare in auge. Purtroppo certe persone gioiscono più della tua infelicità che della tua gioia. Ci stanno rovinando questo bel momento”. “Non c’è persona più vera di me.
Le persone vere a volte non vengono capite. Mi hanno deluso questi finti amici che dicono nelle trasmissioni che mi vogliono bene e poi nessuno che mi ha mandato un messaggio chiedendomi come sto. Dopo tutto quello che è successo dovrò rivedere la lista degli invitati”. “Ho querelato tutti. Mi sono rivolta ad un avvocato notissimo – precisa – perché sono situazioni in cui bisogna intervenire legalmente”.
Sui suoi progetti familiari dice: “Di bambini non voglio parlare, perché ho paura che tutto ritorni contro di me”.
Il futuro marito “è provato come me” rivela e aggiunge: “trent’anni di claustrofobia, senza prendere aerei e ascensori, grazie all’amore ora prendo l’aereo, il treno. Ecco l’amore che cosa fa. Dopo il matrimonio andremo a vivere all’estero ma non definitivamente, adesso che non ho più paura di volare vado e torno”.  –

Cortellesi si fa in 15 per action comedy sui cafoni
600 copie per nuovo film Milani Ma cosa ci dice il cervello

19 aprile 201909:55

– All’apparenza mite mamma e impiegata al ministero, ma in realtà superspia, pronta ad attivarsi non solo contro ‘cattivi’ globali, ma anche contro i cafoni violenti che ci circondano nel quotidiano. Le da’ vita, moltiplicandosi in 15 diverse identita’, Paola Cortellesi nell’action comedy ‘Ma cosa ci dice il cervello’ di Riccardo Milani (la stessa coppia nel lavoro e nella vita del blockbuster italiano Come un gatto in tangenziale), in sala dal 18 aprile con Vision Distribution in 600 copie. Un numero più che giustificato, considerando la forza al botteghino dell’attrice, confermata da La befana vien di notte, che e’ per ora il film italiano piu’ visto della stagione.Nel cast anche Carla Signoris (strepitosa nei panni della mamma senza freni, tra raggaeton e completini mirabolanti, della protagonista), Remo Girone, Giampaolo Morelli e come vessati da aiutare e vessatori da punire Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Alessandro Roja, Paola Minaccioni e Emanuele Armani.
“Con una storia che speriamo sia divertente – spiega Paola Cortellesi – raccontiamo la necessita’ di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile, in questo Paese che amiamo cosi’ tanto”. Nella storia, Giovanna (Cortellesi), brillante agente dei servizi segreti, abile nel combattimento corpo a corpo quanto nel free climbing (pure di palazzi), provetta hacker, poliglotta, fatica nel conciliare le assenze per le sue missioni, con gli impegni di mamma, soprattutto non potendo rivelare alla figlia il suo vero lavoro.
Il ritrovarsi con quattro grandi amici del liceo, e ascoltare le loro storie di soprusi subiti, la porta a decidere di ‘sistemare’ anche un altro genere di bersagli: un adolescente (Armani) che minaccia (e non solo) il professore (Fresi), una mamma coatta (Minaccioni) che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra (Mascino) della figlia; un padre esagitato (Memphis) che aggredisce l’allenatore (Marchioni) del figlio; un imprenditore (Roja) che si crede al di sopra delle regole anche in aereo. “Non ci siamo inventati quasi nulla, quello che accade nel film e’ quello che vediamo in strada o che leggiamo nella cronaca – aggiunge Cortellesi, anche cosceneggiatrice con Milani, Furio Andreotti e Giulia Calenda -. In una situazione nella quale possiamo essere tutti vittime o carnefici, perche’ ognuno di noi, ha fatto e continuera’ a fare, qualcosa di scorretto, abbiamo pensato a come siamo, come ci rapportiamo”.
Un film “non deve assumersi troppa responsabilita’, ma partiamo da problemi reali, come la mancanza di rispetto delle competenze e delle regole, il prevalere in molti ambiti dell’aggressivita’” dice Milani. Nelle “nostre storie – aggiunge Cortellesi – c’e’ cattiveria, perche’ da li’ parte la risata, ma non c’e’ mai cattivismo gratuito. Infatti alcuni dei personaggi ricevono una punizione ma altri hanno occasione di riscatto”. Si sente, scrivendo, la pressione dei successi precedenti? “Non ci pensi, senno’ ti poni dei limiti” risponde.

Festival Bellezza, l’anima e le forme, tra ospiti Boni e NymanEvento speciale 26 agosto con Romeo&Giulietta con Polunin

19 aprile 201909:42

– Dedicato all'”Anima e le forme”, con un programma ampliato a 28 appuntamenti, prenderà il via il 29 maggio la sesta edizione del Festival della Bellezza di Verona che si concluderà il 16 giugno e per la prima volta avrà un suo ambasciatore, Philippe Daverio.
Ad aprire, al Teatro Romano, una riflessione sull’amore passione nell’Inferno dantesco con Massimo Cacciari e Giancarlo Giannini.
Previsto anche un evento speciale all’Arena, il 26 agosto, con la prima mondiale del balletto Romeo & Giulietta di Prokofiev con Sergei Polunin.Il legame tra poesia e musica si snoda in tutti gli appuntamenti musicali: dal concerto-reading di Patti Smith, che connette rock e simbolismo, ai versi di Leonard Cohen nel gioco sacro dell’eros interpretati da Marco Ongaro. Morgan propone dopo molti anni alcune sue hit dall’album ‘Canzoni dell’appartamento’ insieme a canzoni di grandi come i Pink Floyd, David Bowie, i Queen e Vinicio Capossela presenta un concerto ideato per il festival sugli incantamenti della Bellezza.Lo spirito classico della musica è invece rappresentato dal prodigio Alexandra Dovgan, undicenne, con la sua interpretazione dei preludi di Chopin.
L’espressione multiforme dell’anima trova un punto di raccordo nell’arte cinematografica legata alla letteratura, al teatro, alla musica con Alessio Boni che racconta la messa in scena dei protagonisti di capolavori letterari. Ed ecco Michael Nyman che propone un concerto speciale con memorabili colonne sonore e la proiezione di sequenze di film. Federico Buffa porta in scena l’epopea di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Andrea De Carlo narra lo stile e la personalità di Federico Fellini e la loro collaborazione. Il cinema d’autore italiano è raccontato da due grandi protagonisti: Matteo Garrone e Laura Morante.Tra gli incontri spiccano anche Massimo Recalcati che riflette sulla figura di Gesù e Fabrizio Gifuni su quella di Amleto. Il festival affronta anche la Recherche di Marcel Proust con Alessandro Piperno. Vinicio Capossela racconta le gesta e la sensibilità di Oscar Wilde e Giordano Bruno Guerri quelle di Gabriele D’Annunzio. Sulla genesi dell’anima e i suoi equivoci è prevista una riflessione filosofica di Umberto Galimberti, Giuliano Ferrara narra la versione aristocratica dello spirito ai tempi dell’ancien régime e Arturo Brachetti racconta il rapporto tra personalità e trasformazione.L’arte è come sempre protagonista di riflessioni intorno alla Bellezza: Vittorio Sgarbi porta in scena il suo spettacolo su Raffaello in prima nazionale, Melania Mazzucco analizza l’immagine della metafisica dal Beato Angelico a Paul Klee.
L'”ambasciatore della bellezza” Philippe Daverio porta il festival oltre le mura di Verona proponendo riflessioni connesse a quattro teatri storici: al Teatro Romano di Verona si parlerà di Piero della Francesca e delle sue geometrie dell’anima, all’Olimpico di Vicenza del significato dell’architettura di Palladio e dello spirito delle forme, al Teatro Bibiena di Mantova della corrispondenza tra gli enfant prodige Mantegna e Mozart e al Teatro del Vittoriale a Gardone Riviera del sex appeal nell’arte con riferimenti alla Belle Époque. Il programma completo del festival è sul sito http://www.festivalbellezza.it.

Musica: Afi torna partner Fimi/Gfk per Top of the MusicIl presidente Sergio Cerruti: “L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo”

18 aprile 201916:25

L’Afi (Associazione Fonografici Italiani che tutela i diritti dei produttori discografici indipendenti) dal 22 aprile tornerà ad essere partner della classifica che rileva i dati di vendita settimanali dei prodotti fisici e delle singole tracce digitali stilata da Fimi/Gfk, la Top of The Music.
Lo annuncia una nota della Afi, dove il suo presidente Sergio Cerruti esprime la sua “soddisfazione” per l’accordo ritrovato.
“L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo” precisa Cerruti.
“Esprimo la mia grande soddisfazione – scrive Cerruti – per il ritorno dell’Afi all’interno delle classifiche nazionali. Lo ritengo un atto dovuto nei confronti del settore di cui facciamo parte. L’industria musicale per prima può e deve dare esempio di comunione d’intenti e spirito collaborativo che sono essenziali per lo sviluppo del settore e la tutela dei propri interessi.
E le classifiche rappresentano al meglio questo mio pensiero.
Voglio infine sottolineare e doverosamente ringraziare la Fimi e il presidente Enzo Mazza per aver accolto le mie istanze e aver reso possibile questo ritorno”.
La Top of The Music viene elaborata in base alle informazioni di mercato quantitative rilevate settimanalmente attraverso il servizio “Point of Sales Tracking “di GfK, ed è attualmente composta dalle chart Album (100 posizioni), Singoli Digitali (100 posizioni), Vinili (20 posizioni) e Compilation (30 posizioni).

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