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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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ALLE 11:51 DI MERCOLEDì 15 MAGGIO 2019

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Restaurata facciata maiolica ‘Hungaria’
Restauro parete primi ‘900 in dialogo con formelle vetro Tilson

VENEZIA13 maggio 2019 17:47

– Torna a risplendere a Venezia la facciata-gioiello dell’hotel “Ausonia Hungaria”, uno dei grandi alberghi del Lido di inizio ‘900, attrazione per la celebre facciata liberty in maiolica. Dopo l’opera di restauro curata sotto le indicazioni della Sovrintendenza, la facciata frontale, con i 700 metri quadri di maioliche policrome del ceramista bassanese Luigi Fabris, può essere nuovamente ammirata nella sua magnificenza. Ma non solo: l’altro tesoro dell’Hungaria (il nome originale pensato per la clientela mitteleuropea d’inizio secolo) è nella facciata a sud-est, ricoperta da 3.358 formelle in vetro di Murano ideate dall’artista inglese Joe Tilson.
Un’unica grande opera d’arte, come se la facciata di formelle in vetro fosse in dialogo con quella in maiolica a sbalzo di 100 anni prima. L’opera di restauro, interamente finanziata dal gruppo Russo, proprietario dell’hotel, sarà presentata nel corso di un evento pubblico martedì 21 maggio, presente Vittorio Sgarbi.
J-Ax, singolo e video “Timberland Pro””Un pezzo anticonformista, fuori mercato e per vecchi come me”

13 maggio 201918:06

– J-Ax ha rilasciato il suo nuovo singolo, Timberland Pro, accompagnato anche da un video. Un brano che segna un ritorno alle origini, quelli della sua nascita artistica e del Rap’n’Roll puro, un manifesto-omaggio agli anni ’90. “Ho scritto un pezzo anticonformista, fuori mercato e per vecchi come me”, ha detto Ax, che dal 16 maggio conduce con Michelle Hunziker su Canale 5, lo show All together now.
Una canzone dissacrante, gridata, scratchata e old school: con le sue “Timberland Pro” J-Ax, che lo scorso anno ha festeggiato i 25 anni di carriera, calpesta l’aiuola del buonismo, dell’ipocrisia e dei moralismi facili e taglia dritto verso l’essenza della realtà, quella senza Rolex e senza Lamborghini. “Ho preso tutti per il culo, non ho mai comprato un Rolex – canta l’artista, con riferimento al progetto con Fedez, Comunisti col Rolex -. In Italia il sarcasmo non si usa come il goldone. Non ho niente da dimostrare né da compensare, quindi non ho il Lamborghini perché c’ho il caxxo normale”.
Giancarlo Giannini, io pacifista in Catch-22L’attore unico italiano nel cast della serie Sky

13 maggio 201921:32

C’è anche l’immenso Giancarlo Giannini, unico attore italiano del cast, in Catch-22 – la serie targata Sky Original in 6 episodi e tratta dall’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 di Joseph Heller – ambientata nel nostro Paese durante la seconda guerra mondiale, che narra le vicende di uno squadrone dell’aviazione americana sul fronte italiano. A co-dirigere e produrre la serie il premio Oscar George Clooney, impegnato in prima persona come regista di due episodi e interprete dello spigoloso Tenente Scheisskopf.La presentazione alla stampa in anteprima europea della serie, in onda in prima tv esclusiva dal 21 maggio, ogni martedì alle 21.15 su Sky Atlantic, si è tenuta a Roma. Presenti Christopher Abbott (protagonista nei panni del bombardiere John Yossarian), George Clooney, Gran Heslov (co-regista), Tessa Ferrer, Kyle Chandler e Giancarlo Giannini (unico italiano nel cast). Insieme a loro, l’altra co-regista Ellen Kuras e lo sceneggiatore Luke Davies.”Quanto mi sono divertito”, racconta Giannini. “E’ un film anti-militarista e il libro, anti-militarista a sua volta, ha cambiato la storia della letteratura. Il mio è un cameo, ma tutti i grandi fanno i camei. George ed Ellen per me erano come i fratelli Coen. Il mio Marcello è un fanfarone molto intelligente: ricorda un po’ Pasqualino Settebellezze. Solo che Pasqualino era un vigliacco, qui invece il personaggio è il più pazzo dei pazzi. Clooney è un bravo regista, perché dice poco non è invadente, mi ha mandato un cd con le battute recitate da lui e io ho solo copiato. Ho un lungo monologo e lui mi aiutava mettendo i cartelli molto eleganti per farmelo ricordare”.Giannini è il proprietario di un bordello nella Roma appena liberata dagli Alleati, un uomo vissuto e un tempo bellissimo, ma ancora affascinante. Quando si parla di patriottismo, politica e storia, Marcello, un pacifista con idee rivoluzionarie, non perde occasione per dibattere, anche piuttosto animatamente, con i giovani soldati americani. “Catch-22 è un perfetto rappresentante del Dna di Sky che si basa sul valore delle storie e sul collegamento col nostro Paese – spiega l’executive vice president programming di Sky Nicola Maccanico – perché se pensiamo a come sono oggi i conflitti umani è cambiato poco da quando è stato scritto il libro nel 1961. Aggiungo che un gruppo di talenti artistici così non è facile da vedere insieme”.

Renée Zellweger canta Judy GarlandEsce il 27 settembre album “Judy”, colonna sonora omonimo film

13 maggio 201919:16

– Vincitrice di un premio Oscar e con all’attivo ben tre nomination, Renée Zellweger, pubblicherà il suo primo album da solista: la colonna sonora originale dell’attesissimo film Judy, di cui sarà anche protagonista.
La pubblicazione della colonna sonora è prevista per il 27 settembre 2019, in occasione dei 50 anni dalla morte prematura di Judy Garland (nel 1969) e degli 80 anni da quando ha girato giovanissima Il mago di Oz. Il disco sarà pubblicato su Decca, da sempre etichetta della cantante.
Basato sulla storia vera degli ultimi concerti di Judy Garland a Londra alla fine degli anni ’60, il film biografico Judy vede la Zellweger, nel ruolo di una vera leggenda, portare la sua particolarissima voce in un album unico.
“Ho detto chiaro e tondo a Renée che non stavo cercando di ricreare la voce inimitabile di Judy Garland, ma volevo che Renée facesse proprie queste canzoni e lei lo ha fatto ottenendo un effetto elettrizzante”, ha spiegato il regista Rupert Goold.
Clooney, un progetto tv sul WatergateL’attore e regista a Roma per presentare Catch-22

13 maggio 201919:22

– “Sto realizzando a un progetto televisivo in otto parti sul Watergate. E’ un tema affascinante ed è un momento decisamente interessante per raccontarlo”. Lo dice George Clooney, a Roma per presentare la miniserie che ha diretto, prodotto e interpretato, Catch-22, in prima tv esclusiva dal 21 maggio su Sky Atlantic.
Inoltre, sempre insieme all’amico e coproduttore Grant Heslov “stiamo per iniziare a girare un film in Islanda, abbiamo appena fatto lo scouting per le location, e non vedo l’ora di cominciare”. Clooney è interessato a tutte le forme di racconto: “Fino ad alcuni anni fa gli studios investivano anche in film di dimensioni medie – spiega -. Allora era possibile produrre titoli come Syriana, Tra le nuvole o Michael Clayton, che pur intrattenendo affrontavano temi seri. Ora gli studios non lo fanno più perché non è vantaggioso economicamente. Se si produce un film da 10 milioni di dollari poi se ne devono investire 40 per venderlo”. Perciò “le storie che amo le racconto in forme diverse”.
Museo Frank Sinatra in paese dei nonniCollezione cimeli apre domani a Lercara Friddi, nel Palermitano

PALERMO13 maggio 201919:24

– Apre il 14 maggio al pubblico il museo dedicato a Frank Sinatra e ai migranti d’America, realizzato a Lercara Friddi, nel Palermitano, paese d’origine dei nonni paterni di “The Voice”. L’iniziativa dell’associazione Life & Art Promotion cade nel 21/o anniversario dalla scomparsa di Sinatra. Il museo raccoglie cimeli appartenuti all’artista.
“Il materiale – dice Marianna Giangrasso – è frutto di diverse donazioni ricevute da persone che hanno visitato Lercara Friddi”.
L’idea si è man mano concretizzata nel corso del “My Way Festival”, giunto all’undicesima edizione: nel 2011 viene allestita la mostra fotografica “Siciliani d’America”, che ripercorre la storia di quelli che, come i nonni del cantante (Francesco Sinatra e Rosa Saglimbeni), sono emigrati. Nel 2015, grazie a Irene Soggia che ha donato la sua collezione privata con oltre 300 dischi, foto e articoli, dalla mostra si passa a una collezione permanente. In questi anni altri fan da tutto il mondo hanno continuato ad arricchire la collezione.
Ciak La dea fortuna, nuovo film OzpetekCon Accorsi, Leo e Trinca. In sala dal 28 novembre con Warner

13 maggio 201919:25

– Primo ciak a Roma il 15 maggio per La Dea Fortuna, diretto da Ferzan Ozpetek con protagonisti Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca. Le riprese dureranno circa 8 settimane e si svolgeranno tra Roma e Palermo.
Alessandro e Arturo sono una coppia da più di quindici anni.
Nonostante la passione e l’amore si siano trasformati in un affetto importante, la loro relazione è in crisi da tempo.
L’improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciati in custodia per qualche giorno dalla migliore amica di Alessandro, potrebbe però dare un’insperata svolta alla loro stanca routine.
La soluzione sarà un gesto folle.
Da un soggetto di Gianni Romoli e Ferzan Ozpetek, il film è scritto da Gianni Romoli, Silvia Ranfagni e Ferzan Ozpetek. Nel cast, accanto a Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca anche Serra Yilmaz. Prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film e sarà distribuito da Warner Bros. Pictures dal 28 novembre.
Al via a NY la Biennale del WhitneyDi scena 75 giovani artisti che guideranno tendenze future

NEW YORK13 maggio 201921:32

NEW YORK – L’America di oggi vista dagli occhi di 75 giovani artisti. La 79/a edizione della Biennale del Whitney apre il 17 maggio offrendo uno spaccato sullo stato dell’arte nel paese e selezionando artisti per la maggior parte al di sotto dei 40 anni e non bianchi. L’edizione 2019 di quella che e’ considerata la più antica manifestazione negli Usa che presenta gli ultimi sviluppi dell’arte americana è stata curata da Rujeko Hockley e Jane Panetta le quali hanno girato da un capo all’altro del paese visitando oltre 300 studi prima di selezionare gli artisti che probabilmente diventeranno le future star del panorama artistico sia nazionale che internazionale. “Questa è l’America in cui viviamo – dice la Hockley a proposito delle opere esposte – un paese con tante diversità. Abbiamo cercato di mostrare la vasta gamma di temi sia a livello geografico, culturale, storico”.”Io e Ru (Hockley, ndr) – sottolinea Panetta – ci siamo concentrate sugli artisti emergenti e per la prima volta partecipanti ad una Biennale. Durante la nostra ricerca negli Stati Uniti siamo state colpite dalle profonde difficoltà della nostra epoca e di come tanti artisti facciano fatica a presentare la loro arte pubblicamente”. Anche se le tematiche sono ampie, i temi principali toccano questioni razziali, sessuali, economiche, il cambiamento climatico e la vulnerabilità del corpo. Le forme di espressione vanno dalla scultura, alla pittura, il disegno, la fotografia, installazioni video. Le curatrici hanno anche sottolineato che nonostante le avversità a cui vanno incontro gli artisti, pervade un senso generale di ottimismo e di speranza.Ma come è già accaduto per precedenti edizioni, la Biennale non è stata priva di controverse. Subito dopo l’annuncio del programma uno dei 75 artisti selezionati, Michael Rakowitz, ha ritirato la sua adesione per protestare contro la ‘filantropia tossica’ del vice-presidente del museo, Warren Kanders. La sua azienda, infatti, la Safariland produce i gas lacrimogeni usati dalle forze americane contro i migranti arrivati dal Centro-America al confine con il Messico. Tuttavia una delle installazioni prende di mira proprio Kanders. ‘Triple Chaser’, dal nome dei lacrimogeni usati appunto contro i migranti, è opera del gruppo Forensic Architecture. Il gruppo ha presentato una forma di intelligenza artificiale su misura che attraverso l’analisi di cinquemila immagini di proteste in tutto il mondo può identificare esempi in cui è stato usato il gas prodotto da Safariland.

Riapre Loggiato S.Bartolomeo a PalermoCon mostra “Human condition” di Zhang Hongmei fino al 30 giugno

PALERMO13 maggio 201919:53

– In occasione della Settimana delle Culture a Palermo, dopo 6 anni di chiusura, riapre, domani alle 18, “a cantiere aperto” il bel Loggiato San Bartolomeo dalle suggestive vetrate aperte sulla Marina. L’occasione è la mostra “Human Condition” della cinese Zhang Hongmei, che presenta una grande installazione, una foresta di 48 alberi colorati che rilegge in chiave contemporanea temi classici della cultura del suo paese. La mostra è in collegamento con “China Art Now” rassegna di 15 artisti allestita a Palazzo Sant’Elia.
Per il sindaco Leoluca Orlando: “Il Loggiato di San Bartolomeo è un altro importante spazio di Palermo restituito alla fruizione, grazie all’impegno di tanti che amano la città ed è destinato a diventare un punto di riferimento per la vita culturale”.
Restaurato dalla Provincia nel 1998 e adibito a sede espositiva, il Loggiato è stato affidato nel 2013 alla Fondazione Sant’Elia.
La Fondazione si è trovata a gestire a un edificio che presentava numerosi e gravi problemi di mancata manutenzione, ma non aveva fondi per intervenire. Così il CdA di Sant’Elia, presieduto da Antonino Ticali, ha deciso di ricorrere all’Art bonus. Ed è stata la svolta: sono arrivati i privati, una catena di mecenati ed aziende che, d’accordo con la Soprintendenza, ha lavorato a ritmo serrato, permettendo la riapertura dello spazio, dopo aver completato interventi di restauro, ripristino, pulizia e illuminazione. Il Loggiato è la parte superstite (oggi inglobata nell’Istituto Nautico) dell’antico Ospedale di San Bartolomeo, nel XIX secolo trasformato in Conservatorio di Santo Spirito per accogliere gli orfani, distrutto dai bombardamenti del ’43. Se ne hanno notizie già nel Medioevo, come ospedale per gli incurabili. Nel XVI secolo diviene il ricovero dei malati di sifilide. Ma la sua configurazione attuale risale al viceré marchese di Vigliena, che patrocinò l’ampliamento del complesso, dotandolo di un grandioso cortile ed adornando la facciata con elementi lapidei intagliati. “Human Condition”, curata da Giacomo Fanale e Vincenzo Sanfo, sarà aperta fino al 30 giugno.
Clooney gentleman su red carpet,omaggio a Doris DayL’attore a Roma con Amal per l’anteprima europea di Catch-22

13 maggio 201921:28

– Da vero gentleman George Clooney ha reso omaggio a Doris Day stasera a Roma, all’anteprima europea di Catch-22, la miniserie che ha prodotto, diretto e interpretato, in onda dal 21 maggio in prima serata in esclusiva su Sky Atlantic. Raggiante già dal suo arrivo sul red carpet insieme alla moglie Amal bellissima in verde smeraldo, l’attore in elegante completo nero senza cravatta, è entrato in sala – il Moderno THe Space- e ha salutato il pubblico, insieme con il cast, dal piccolo palco allestito davanti lo schermo. Anzi, notando che due attrici italiane della serie erano rimaste sedute in platea, Valentina Bellè e la piccola Viola Pizzetti, è andato a prenderle per mano per coinvolgere anche loro e farle applaudire dal pubblico. “L’Italia è un Paese che ama il cinema – ha esordito- facciamo un applauso a Doris Day morta oggi a 97 anni, lei era una vera star”. E “come non ringraziare l’Italia per averci dato Giancarlo Giannini – ha aggiunto voltandosi verso l’attore , che nella serie interpreta Marcello, un saggio proprietario di bordello -. Nell’alveo delle stelle, lui è una grande star”. Clooney ha ringraziato il nostro Paese anche “per averci accolto, è un grande piacere lavorare qui”. E ha concluso con una battuta: “Se quello che vedrete vi piacerà è merito mio, se non vi piacerà è colpa sua”, ha detto indicando il coproduttore, cointerprete e coregista, oltre che grande amico Grant Henslov.
“Questo è un altro passo importante di un progetto iniziato 10 anni fa quando sono partite le serie originali di Sky – ha ricordato l’amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia -. Il percorso è andato accelerando e ci siamo costruiti una credibilità internazionale con serie come Gomorra e The young Pope che ora ci permette di coprodurre progetti come catch-22”.
Nel pubblico dell’anteprima si riconoscevano tra gli altri Aurelio de Laurentiis con la moglie, Marco Tardelli, Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Arturo Muselli (Sangue blu in Gomorra), Nicola Giuliano e il presidente dell’Anica Francesco Rutelli.
Polemiche fino all’ultimo per il Salone dei recordLega chiede testa direttore.Appendino e Chiamparino lo difendono

TORINO13 maggio 201921:35

– Doveva essere il Salone del Libro della rinascita e della ritrovata sicurezza finanziaria, ma con il record di pubblico, 5 mila visitatori più dello scorso anno, e le feroci polemiche su fascismo e antifascismo, è stato molto di più. La pensano così i vertici della 32/a edizione della kermesse libraria torinese che ha chiuso i battenti questa sera, dopo cinque giorni di code ininterrotte.
“Quella di Torino è una comunità culturale di persone, questo Salone è diventato una delle agorà culturali più importanti del Paese”, commenta entusiasta il direttore Nicola Lagioia -.
Vogliamo essere un luogo di dialogo. Non abbiamo paura del contraddittorio, al contrario, purché si mantenga un’alta qualità della discussione, senza cedere a reazioni tribali. E se ci sono state polemiche non è una tragedia”. L’ultima riguarda proprio la sua figura, con la Lega che ne ha chiesto le dimissioni per “il clima di censura”, come lo ha definito il capogruppo al Comune di Torino del Carroccio Fabrizio Ricca, che ha portato all’estromissione della casa editrice Altaforte, vicina a Casapound.
In soccorso di Lagioia si sono levati gli scudi della sindaca Chiara Appendino e del presidente della Regione Sergio Chiamparino. “Se la Lega vuole prendersela con qualcuno, lo faccia con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta”, tuona la prima cittadina.
“Lagioia non si tocca. Ha saputo raccogliere l’eredità del Salone, rilanciarla, rafforzarla”, le fa eco il governatore.
Se la politica litiga, gli editori si dicono più che soddisfatti, con un aumento delle vendite che va dal 10% di Einaudi e dal 15% di Sellerio al 40% di Rai Eri. Bene anche Mondadori, Feltrinelli, Donzelli, Fazi, Neri Pozza.
Soddisfatti il presidente del Circolo dei Lettori, Giulio Biino, e la direttrice Maurizia Rebola. “Oggi è solo tempo per fare festa – sottolinea Biino – Abbiamo messo in campo una Ferrari, alla quale ora non si deve far mancare la benzina. E la benzina è fatta di entusiasmo e amore per il libro e la cultura.
È bellissimo sapere ora che non abbiamo sbagliato”. Già si parla delle prossime due edizioni, e non era mai successo prima: quella del 2020 sarà dal 14 al 18 maggio, del 2021 dal 13 al 17 maggio.

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Il calcio che muore tra Var e denaro
Fini e Padovan raccontano il declino del mondo del pallone

14 maggio 201911:22

– MASSIMO FINI E GIANCARLO PADOVAN, STORIA REAZIONARIA DEL CALCIO – I CAMBIAMENTI DELLA SOCIETA’ VISSUTI ATTRAVERSO IL MONDO DEL PALLONE (PP.264, 17 EURO, MARSILIO) – Il calcio sta perdendo la sua identità. Anno dopo anno, l’economia lo sta svuotando di quei contenuti rituali, simbolici, mitici che per più di un secolo hanno fatto la fortuna di questo gioco. A furia di spremerlo e di spalmare le partite su ogni ora della nostra giornata, il calcio andrà fatalmente a morire per overdose. Massimo Fini e Giancarlo Padovan raccontano in questo saggio, passandosi la penna di capitolo in capitolo, i cambiamenti dello sport più amato dagli italiani che seguono quelli della società. Il calcio, come la musica, come le arti in genere, è uno specchio della società, dei suoi cambiamenti, della sua evoluzione o involuzione.In questo caso quello che emerge è un vero e proprio imbarbarimento della popolazione che sta perdendo la capacità di condividere le proprie passioni ed emozioni in riti collettivi come quello della domenica allo stadio, per piegarsi all’accettazione di una forma di intrattenimento individuale, da consumare sul divano di casa. In Storia reazionaria del calcio Fini prosegue quindi il suo filone antimodernista, in un completamento della Modernità di un antimoderno pubblicato da Marsilio nel 2016. C’è un’enorme differenza fra come si intendeva il calcio, sia in senso tecnico che, soprattutto, sociale, negli anni Sessanta e come lo si vive oggi che sul campo hanno fatto irruzione l’economia e la tecnologia. A partire dal Var, bocciato senza appello “per le manfrine che interrompono le partite per tre o quattro minuti”, impedendo ai tifosi di esultare anche se la palla ha superato la linea di porta. Una scelta ritenuta particolarmente stupida soprattutto in Italia dove ci sono “gli arbitri migliori al mondo”. Il calcio oggi si nutre di enfasi e esagerazioni che sono lo specchio di un’epoca urlata, sempre sopra le righe, in politica come in ogni altro luogo.I telecronisti di oggi sanno tutto di calcio ma non sono capaci di restituirne il pathos e l’epica. Insomma il denaro e l’evoluzione tecnologica vincono su tutto, nel calcio come nella società. Naturalmente questo discorso filosofico passa qui anche per il racconto di partite, di gol, di azioni spettacolari, di giocatori, di uomini, di emozioni e di sentimenti, vissuti sul campo e fuori dal campo. Poi ci sono i riti e le scaramanzie delle domeniche allo stadio. In quel luogo precluso alle donne – sottolinea ironicamente Fini – che permette agli uomini di “sublimare la propria omosessualità”, l’autore usa tenere tra le labbra una sigaretta senza mai accenderla. Padovan racconta, invece il suo tifo per il Lanerossi Vicenza, nato per amore di suo padre e suo zio. Insomma un libro per tutti, non solo per addetti ai lavori e tifosi che dovrebbero vedere appagate le proprie curiosità e la sete di rivalità che anima il calcio.

Festival Valle d’Itria dedicato a NapoliOmaggio a Paolo Grassi a 100 anni dalla nascita

14 maggio 201911:45

– E’ dedicato a Napoli, o meglio agli ‘Albori e bagliori di Napoli e l’Europa’ il 45/o festival della Valle d’Itria, che ha deciso di fare un omaggio a Paolo Grassi, leggendario fondatore del Piccolo di Milano, sovrintendente della Scala, presidente Rai che a Martina Franca nacque esattamente cento anni fa.
Ad aprire il festival, presentato proprio al Piccolo di Milano, il 16 luglio sarà ‘Il matrimonio segreto’ di Domenico Cimarosa con la regia di Pierluigi Pizzi, che firma anche la rara ‘Ecuba’ di Nicola Antonio Manfroce con sul podio Fabio Luisi, direttore musicale del festival. L’Orfeo di Nicola Porpora e Il Coscoletto di Jacques Offenbach – in prima italiana in forma semi-scenica – completano il cartellone a Palazzo Ducale mentre sono 5 le sedi dell’opera in masseria con in scena L’ammalato immaginario di Leonardo Vinci e La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti. Il concerti del sorbetto sono alcuni degli altri appuntamenti a cui si aggiungono gli eventi per Grassi, a partire da una mostra.
Gazzè e Britti aprono Umbria jazz 2019Insieme per “In missione per conto di Dio”

PERUGIA14 maggio 201912:05

– A due anni di distanza dal doppio concerto di Roma, tornano insieme Alex Britti e Maz Gazzè con “In missione per conto di Dio” per aprire la 46/a edizione di Umbria jazz il 12 luglio.
L’evento – ricorda il festival perugino – era nato come un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues; negli anni Novanta Britti e Gazzè si erano ritrovati infatti a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa. In questa occasione, al duo si aggiungono il batterista francese Manu Katchè (che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits Pino Daniele e Stefano Bollani) e Flavio Boltro, una delle grandi voci della tromba jazz in Europa. Il concerto vedrà Gazzè, Britti, Katche’ e Boltro insieme in una formazione fuori dal comune.
Nella stagione della Verdi pop e scienzaPubblico cresciuto del 12%, festa per i 20 anni dell’auditorium

14 maggio 201912:32

– L’orchestra Verdi di Milano chiude la sua 25ma stagione con un aumento del 12% del pubblico e già si prepara a un nuovo anno pieno di conferme e novità. Accanto alla ‘normale’ stagione sinfonica che prevede 32 programmi, infatti, si aggiungono rassegne come laVerdi Pops, con tributi ad artisti come Fabrizio De André, i Beatles e i Pink Floyd, Crescendo in musica con 8 concerti dedicati ai bimbi, la proiezione di film con la colonna sonora eseguita dal vivo, musica da camera al Teatro Girolamo, una rassegna di musica contemporanea al Piccolo Teatro Studio e anche un ciclo di appuntamenti in cui la musica incontra la scienza. Una rassegna che evidenzia le affinità ad esempio della V di Beethoven con il pulsare delle stelle. L’apertura sarà come di consueto alla Scala, il 15 settembre con il direttore musicale dell’orchestra, Claus Peter Flor, sul podio. Il 5 e 6 ottobre invece, apertura continuata e visite guidate gratuite alla ‘casa’ della Verdi, ovvero l’Auditorium di largo Mahler, che festeggia 20 anni.
Reggia di Caserta, una donna alla guidaE’ Tiziana Maffei, presidente Icom. Succede a Mauro Felicori

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– Sarà l’architetto Tiziana Maffei a guidare la Reggia di Caserta. Maffei è docente universitaria a Bologna e presidente di Icom (International Council of Museums) Italia dal 2016: succede a Mauro Felicori nella carica di direttore della reggia vanvitelliana. La sua scelta è stata indicata dal ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli.
Castello Moncalieri, accordo Comune-ArmaProtocollo d’intesa consente visitare spazi mai aperti prima

TORINO14 maggio 201914:27

– Aprono al pubblico le aree del Castello di Moncalieri di pertinenza dell’Arma dei Carabinieri.
Lo prevede un protocollo d’intesa siglato il 14 maggio dal Comune e dell’Arma. Dal 2 giugno i visitatori potranno ammirare spazi fino ad ora sconosciuti del Castello patrimonio Unesco, come Salone della Regina, Foresteria, Piazza d’armi, Infernotti, Cavallerizza e Giardini all’italiana. Restano ancora chiuse, invece, le parti di pertinenza del Consorzio delle Residenze sabaude.
“Lavoriamo in un luogo straordinario”, dice il colonnello Stefano Russo, comandante del Primo Reggimento Piemonte dei carabinieri. “Questo è l’inizio di un percorso pensato con il Comune, che speriamo proseguire – aggiunge -. Il Castello ha molti altri spazi da mettere a disposizione”. Soddisfatto il sindaco, Paolo Montagna: “E’ un momento importante per Moncalieri, che ha il Castello come simbolo. Ora auspichiamo che il Consorzio delle Residenze sabaude faccia la sua parte e attivi l’intesa ferma dal 2017. Noi ci mettiamo la faccia”.
Guerrini direttrice Palazzo Reale GenovaE’ esperta della pittura italiana del Trecento

GENOVA14 maggio 201914:51

– Alessandra Guerrini, esperta di pittura italiana del Trecento, è la nuova direttrice del Palazzo Reale di Genova. E’ stata indicata dal direttore generale dei Musei del Mibac Antonio Lampis. Guerrini subentra a Serena Bertolucci, diventata direttrice di Palazzo Ducale a Genova.
Funzionario storico dell’arte, è in servizio al Polo museale del Piemonte (ministero dei Beni e le attività culturali) dal mese di settembre 1988. Esperta in pittura italiana dell’300, Guerrini è un funzionario di lungo corso del Mibac, dal 1998 al 2010 è stata direttore di Palazzo Carignano a Torino, dal 2006 al 2014, è stata alla guida dell’Armeria Reale (oggi parte dei Musei Reali di Torino, occupandosi di valorizzazione tutela e organizzazione del personale). Dal dal 2015 ad oggi ha svolto il ruolo di direttore del complesso monumentale del Castello Ducale, giardini e parco di Agliè (Torino).
All Together Now con Hunziker e J-AxDal 16 maggio per 6 puntate su Canale 5, 50 i concorrenti

15 maggio 201909:40

–  Si presenta con un mix di originalità e del già collaudato filone del game show ‘All Together Now’, il nuovo programma di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker, nel suo ruolo di simpatica e dolce ‘tigre’ dello spettacolo, e con presidente di giuria l’ironico J-Ax. E che giuria: un vero e proprio ‘Muro’ umano, dal forte impatto visivo, di 100 giudici scelti fra artisti ed esperti che parleranno e voteranno durante le esibizioni dei cantanti. Il format è nato l’anno scorso alla Bbc, dove è già alla terza serie, ed è stato venduto in 13 Paesi: andrà in onda da giovedì 16 maggio in prima serata. Cinquanta concorrenti per un solo vincitore: 50 mila euro il premio. Sei puntate, nella versione italiana prodotta da Endemol Shine Italy, che dai 50 minuti dell’originale inglese sono state allungate a circa due ore e mezza e adattate alle corde del nostro pubblico. E che nelle intenzioni del direttore della rete, Giancarlo Scheri, stuzzicato dagli stessi protagonisti compreso il direttore artistico e regista Roberto Cenci sull’ipotesi di nuove edizioni, potrebbe diventare un brand da portare avanti negli anni. Forse un po’ complesso da spiegare, ma semplice da capire una volta visto, ‘All Together Now’ prevede che i vari artisti si esibiscano su canzoni che hanno concordato: la giuria, composta letteralmente da 100 persone del settore – fra cui per esempio Le Donatella, Mietta, Silvia Mezzanotte, Simona Bencini dei Dirotta su Cuba e Antonella Lo Coco finalista della quinta edizione di X Factor – ha potuto parlare e polemizzare (le puntate sono registrate) e decidendo di cantare e ballare ha attribuito il voto ai vari concorrenti. Venti partecipanti arriveranno alla semifinale e dieci alla finalissima. Faranno parte della giuria, di volta in volta, anche artisti come Al Bano, Iva Zanicchi, Ron, Nek, Boomdabash e Fabio Rovazzi che entreranno nel vivo dello show. Entusiasta è apparsa la Hunziker: “Mi sono davvero emozionata e divertita; quando mi hanno descritto il format ho avuto mille dubbi. Come si possono gestire cento giurati, diventa impossibile, mi ero detta. E invece l’effetto ‘condominio’ del ‘Muro’ è coinvolgente e tutti hanno potuto dire quello che pensavano al posto dei 4-5 giurati dei talent bravissimi, ma un po’ costretti a ripetere le stesse cose”. Convinto anche J-Ax, che dopo aver appena lanciato “Timberland Pro”, raddoppia questa settimana con un nuovo singolo, Ostia Lido: “Sono un amplificatore di bellezza”, ha scherzato per poi spiegare che “hanno partecipato anche un panettiere e un poliziotto: invece che illudere di poter garantire una carriera a un artista, abbiamo dato la possibilità a gente normale di potersi realizzare; c’è stata meno responsabilità proprio perché non è un talent”. La tensione dei partecipanti di fronte al ‘Muro’ invece, è stato garantito, è stata tanta e reale. Ma il tutto sempre all’insegna della spensieratezza.

Più imprese investono nella culturaPremio Cultura + Impresa,vincono Eataly, Lavazza e Regione Lazio

TORINO14 maggio 201915:57

– Crescono, in qualità e quantità, le imprese che scelgono di sostenere la cultura. E’ il quadro che emerge dal Premio ‘Cultura + Impresa’, dedicato ai migliori progetti in Italia di sponsorizzazioni e partnership culturali, produzioni culturali d’impresa e applicazioni dell’Art Bonus, che ha annunciato il 14 maggio i vincitori. Ad aggiudicarsi la sesta edizione il progetto ‘Una Cena così non la puoi perdere’, di Museo del Cenacolo Vinciano e Eataly, ‘Nuvola Lavazza. Hub delle Idee’, di Lavazza, e ‘Campagna Istituzionale Art Bonus’, della Regione Lazio.
Menzioni speciali sono state aggiudicate a Venice Art Factory e Generali Italia, Ogr L’Associazione Unesco Giovani + Flixbus Italia per i progetti under 35, mentre a Beyond va quella per la Digital Innovation in Arts e alla Fondazione La Raia per le Fondazioni d’Impresa.
La consegna dei premi il prossimo 20 maggio, a Milano.
‘Cultura + Impresa’ è la principale iniziativa dedicata alle best practice del settore.

Nuovi Argomenti, nuovo formato e graficaIn libreria il primo numero del rinnovamento

14 maggio 201916:21

– ‘Nuovi Argomenti’ si rinnova. La rivista letteraria fondata nel 1953 a Roma da Alberto Carocci e Alberto Moravia arriva in libreria in un nuovo formato, più grande, con una nuova grafica, copertina e immagini interne di Bernardo Siciliano. Diretta da Leonardo Colombati, Raffaele La Capria, Raffaele Manica, Dacia Maraini, Giorgio Van Straten, con vicedirettori Lorenzo Pavolini e Alessandro Piperno, la rivista propone nel primo numero di questa nuova fase per ‘La Torre d’Avorio’ Leonardo Colombati, Giorgio Van Straten, Emanuele Trevi, Lorenzo Pavolini, Nicola Lagioia, Carola Susani, Francesco Longo a colloquio con Sandro Veronesi. In sommario anche ‘Un giorno in Italia’ Flavia Fratello, per ‘Racconti’ Jhumpa Lahiri, Paolo Giordano, Veronica Raimo e in ‘Diario’ Carlo Carabba.
Nelle varie fasi della rivista, nel 1966 alla direzione troviamo anche Pier Paolo Pasolini, poi Attilio Bertolucci che affianca Alberto Moravia ed Enzo Siciliano, prima segretario di redazione, e successivamente Leonardo Sciascia. Su ‘Nuovi Argomenti’ hanno scritto o scrivono, tra gli altri, Arbasino, Bassani, Bertolucci, Bianciardi, Bobbio, Calvino, Cassola, Ginzburg, Fenoglio, Montale, Morante, Ortese, Ottieri, Piovene, Pratolini, Raboni, Rea, Vittorini, Zolla, Abbate, Affinati, Albinati, Busi, Carbone, Colasanti, Lodoli, Mazzucco, Onofri, Picca, Tondelli, Trevi, Valduga.
Joan Baez al Flowers FestivalDal 27 giugno al 20 luglio nell’ex manicomio di Collegno

TORINO14 maggio 201917:07

– Joan Baez, Ezio Bosso & Europe Philharmonic Orchestra, Ex Otago +Viito, Giuseppe Cederna + Willy Merz +Clg Ensemble, The Zen Circus, Motta, sono alcuni degli artisti del cartellone musicale di Flowers Festival 2019, in programma dal 27 giugno al 20 luglio, nel cortile della Lavanderia a vapore nel parco della Certosa di Collegno, il più grande ex manicomio italiano.
“Le ultime due edizioni sono state dedicate a Franco Basaglia, lo psichiatra italiano a cui si deve la legge, tuttora all’avanguardia nel mondo, per il superamento dei manicomi – dice il direttore Fabrizio Gargarone – quest’anno invece approfondiamo il tema della ricerca di nuove fondamenta per una nuova società. Ricerca di cui è simbolo Joan Baez, testimone di un grande movimento che ha provato a cambiare il mondo”. Il titolo del festival, ‘Building a new society’, è legato al luogo in cui si svolge, un ex manicomio, dice Gargarone, “chiuso da un uomo, Basaglia, che voleva costruire un nuovo modello di società”.
Da Ercolano a Malibù la Villa dei papiriDa Napoli alla maison del tycoon che si sognava Cesare

NEW YORK15 maggio 201909:43

NEW YORK -Da Ercolano a Malibu e ritorno: la Villa Getty, costruita a modello della Villa dei Papiri sepolta del 79 dopo Cristo dall’eruzione del Vesuvio, ospiterà dal 26 giugno al 28 ottobre una mostra su molti degli straordinari reperti venuti alla luce dalla meta’ del Settecento a oggi e sugli sforzi tuttora in corso di aprire e leggere gli oltre mille papiri carbonizzati tornati in luce, l’unica biblioteca sopravvissuta dal crollo del mondo classico. “La villa dei papiri era una delle più lussuose residenze private dell’epoca e ha avuto un ruolo chiave nella storia dell’archeologia”, ha detto il direttore del Getty, Timothy Potts, puntando i riflettori sulla collezione di sculture in bronzo e la biblioteca che a loro volta aprono una finestra sul loro proprietario, Lucio Calpurnio Pisone, il suocero di Giulio Cesare. Tra i pezzi piu’ significativi c’e’ la scultura di bronzo di un satiro ubriaco, elogiata da Winckelmann nel ‘700 come una delle piu’ belle sopravvissute al mondo antico: la statua e’ parte di un progetto in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli per l’analisi e il restauro prima della mostra. “Non potrebbe esserci luogo migliore della Villa Getty per portare la mostra sulla Villa dei Papiri negli Usa”, ha detto Kenneth Lapatin, curatore del dipartimento antichita’ del museo. Il petroliere J. P. Getty, che costruì la villa anche se non ci abito’ mai, amava paragonarsi agli antichi romani e ammirava in particolare Giulio Cesare e l’imperatore Adriano, a sua volta un collezionista. La Villa Getty fu un tentativo da parte del tycoon di rifarsi l’immagine: da uomo d’affari del Midwest a aristocratico europeo. Annunciando la mostra, Potts ha reso omaggio alla collaborazione “vecchia di molti decenni” con le istituzioni e i colleghi italiani “per la protezione dell’eredita’ culturale del Paese”. In questo caso, l’impegno del museo californiano al centro di un braccio di ferro giudiziario con l’Italia su una statua attribuita a Lisippo, e’ con il Museo di Napoli, il Parco Archeologico di Ercolano e la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele”. E sempre Potts ha ricordato gli ultimi progetti di restauro effettuati dagli esperti del Getty: il monumentale cratere di Altamura e tre statue di bronzo: l’Efebo del 2009, l’Apollo Saettante nel 2001, e una gigantesca scultura di Tiberio nel 2013.

Memoir Chelsea Manning esce per RizzoliRacconta diffusione documenti top secret e battaglia transgender

14 maggio 201917:29

– Uscirà in Italia, a inizio 2020 per Rizzoli, il racconto autobiografico di Chelsea Manning, l’ex militare statunitense che ha divulgato, copiando con la sua fotocamera digitale, oltre 720.000 documenti top secret. Questo avveniva all’epoca delle operazioni militari in Iraq che Chelsea, nel 2010, seguiva come analista di intelligence, quando aveva 23 anni. Lo annuncia la casa editrice.
Nel memoir, ancora senza titolo, Manning intreccia il suo impegno per una maggiore trasparenza istituzionale e responsabilità governativa con la sua battaglia a favore dei diritti dei transgender. Inoltre, nel libro sono descritte dettagliatamente le ragioni che sottendono la sua decisione di inviare a WikiLeaks i documenti secretati.
“Rizzoli è orgogliosa di pubblicare la testimonianza diretta di uno dei massimi atti di fedeltà al proprio Paese: denunciarne le deviazioni per salvarlo” dice Massimo Turchetta, direttore Rizzoli Trade e direttore Publishing and Rights Development.
Nel marzo 2011 l’Esercito americano ha condannato Chelsea Manning a 35 anni di detenzione per 22 capi d’accusa, ed è stata assolta solo da quello più grave, la complicità con il nemico, che prevede la pena di morte. Il giorno dopo la sua condanna, Manning ha spiegato di non riconoscersi più nel genere maschile e ha cominciato un percorso di transizione verso la sua nuova identità femminile. Nel 2017 il presidente Barack Obama ha rivisto la sentenza riducendole la pena, e il 17 gennaio dello stesso anno è stata scarcerata. A marzo 2019, Chelsea Manning è stata nuovamente arrestata per aver rifiutato di testimoniare davanti a un grand jury sul caso WikiLeaks ritenendo a rischio l’autonomia della stampa indipendente.
I diritti del memoir sono stati venduti nei seguenti Paesi: Regno Unito/Bodley Head (Random House); Canada/McClelland &Stewart(Random House); Germania/HarperCollinsGermany Olanda/HarperCollins Netherlands; Francia/Librairie Artheme Fayard; Spagna/Ediciones B e Danimarca/Informations Forlag.
Torna a Ivrea La grande invasioneDal 31 maggio al 2 giugno, tra ospiti finalisti Premio Strega

TORINO14 maggio 201918:01

– Concita De Gregorio, Gianni Mura, Darwin Pastorin, Matteo Nucci, Ferruccio De Bortoli, i finalisti del Premio Strega, gli stranieri Damon Krukowski, Stefan Merrill Block e Ottessa Moshfegh. Sono alcuni ospiti del festival della lettura La grande invasione, a Ivrea dal 31 maggio al 2 giugno.
Per la sezione La piccola invasione ci saranno Chiara Carminati e Franco Lorenzoni.
Curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo, con Lucia Panzieri e Silvia Trabalza per la Piccola invasione, La grande invasione è il festival della lettura, in tutte le declinazioni: narrativa e saggistica, racconto e giornalismo, illustrazione e poesia, musica e teatro, fotografia e cinema. Ivrea accoglierà scrittori, giornalisti e artisti, in tutta la città, dalla Chiesa di Santa Marta al Museo Civico Garda, dal Teatro Giacosa allo Zac!, in librerie, locali e ristoranti. Anche quest’anno il Castello di Parella, sede di Vistaterra, ospiterà alcuni incontri.
17/5 replica straordinaria “Musicanti”All’Olimpico il musical con le canzoni di Pino Daniele

14 maggio 201919:22

– Avrebbe dovuto lasciare il Teatro Olimpico dopo l’ultima replica del 12 maggio, invece, “Musicanti. Il musical con le canzoni di Pino Daniele”, andrà in scena, con una replica straordinaria, venerdì 17 maggio, alle 21. Dopo Roma, poi, “Musicanti” salirà sul palcoscenico dell’Arena Flegrea, sabato 8 giugno, alle 21, per la sua unica data in Campania.
“Un rispettoso omaggio e la celebrazione di un artista immenso, affinché la sua musica e la sua straordinaria forza poetica continuino ad essere conosciute e apprezzate – afferma il produttore Sergio De Angelis -. Al centro di Musicanti c’è l’unicità di un maestro innovatore della tradizione italiana ed è proprio nel rispetto di questa unicità che Musicanti mette insieme tutte le forme di arte da palcoscenico: teatro, musica e danza”. Musicanti è prodotto da Ingenius Srl e curato nella direzione artistica da Fabio Massimo Colasanti, al fianco di Pino Daniele per più di 20 anni.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Liliana Cosi ai giovani, siate creativi
L’etoile incontra i ragazzi dell’Accademia Belle Arti di Napoli

NAPOLI14 maggio 201919:50

– “Ai giovani dico che ogni vocazione, specie quella artistica, implica una responsabilità sociale importante perché ci si rivolge al pubblico e l’artista è un educatore. I ragazzi che frequentano un’Accademia di Belle Arti sono fortunati perché sono in un ambiente ad hoc, hanno una vocazione, un mandato fondamentale”. Così l’etoile Liliana Cosi, prima di incontrare gli studenti nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in occasione di ‘Siamocosì’, seminari con artisti del mondo dello spettacolo, della televisione, della danza, del teatro e del cinema voluti da Vincenzo Gagliardi, docente di Scenotecnica nell’Accademia diretta da Giuseppe Gaeta. La ballerina 77enne, col sorriso sulle labbra, sottolinea che “l’artista è un pezzo unico”. E ai ragazzi dice: “Avete bisogno della vostra creatività, non andate dietro alle mode”.
“Lo studente deve comprendere che la moda la fa lui, il mondo ha bisogno della sua unicità”. Cosa occorre sapere fare per danzare? “Semplice: bisogna essere superperfezionisti”.
A New York un nuovo museo per la Statua della LibertàProgetto 100 mln dollari, rilancia messaggio di accoglienza

NEW YORK14 maggio 201920:18

-Il museo della Statua della LIbertà ha trovato una nuova casa. La nuova struttura, situata all’ombra di Lady Liberty, aprirà al pubblico dal 16 maggio ed è pronta ad accogliere oltre quattro milioni di visitatori all’anno. In un’epoca in cui i governi puntano il dito contro l’immigrazione, il nuovo museo è pronto a rilanciare un messaggio di libertà e di accoglienza per tutti. A cominciare dalla torcia originale alla quale è stata dedicata un’intera area e posizionata strategicamente in modo da mostrare la Statua della Libertà e la bandiera Usa. La torcia è il simbolo della luce che ha ispirato e continua ad ispirare milioni di emigranti. Il nuovo museo su Liberty Island occupa una superficie di 2415 mq ed è stato concepito per accogliere tutti i visitatori ampliando l’accesso. Il vecchio museo si trovava all’interno del piedistallo della Statua e solo un 20% riusciva ad entrarvi. L’ingresso sarà gratuito. “Un nuovo museo era necessario – spiega John Piltzecker, sovrintendente del National Park Service per il monumento nazionale della Statua della Libertà e Ellis Island – ora tutti potranno conoscere la storia di Lady Liberty. Questa statua è un simbolo e per ognuno di noi rappresenta qualcosa di diverso”. Il museo è diviso in tre sezioni ed è come un time-lapse sul monumento, dal momento in cui l’idea cominciò a prendere forma nella testa dello sculture francese Frédéric Auguste Bartholdi passando attraverso gli sforzi per realizzarla fino all’arrivo nella baia di New York su quella che prima di diventare Liberty Island si chiamava isola di Bedloe, e inaugurata il 28 ottobre del 1886. Nella prima sezione intitolata ‘Immersive Theater’, i visitatori saranno immersi in un’esperienza multimediale con un video in tre parti sulla storia della costruzione della Statua e su cio’ che rappresenta. La seconda, ‘Engagement Gallery’, trasporta i visitatori nell’officina in cui Frédéric Auguste Bartholdi costrui’ la statua. Infine la ‘Inspiration Gallery’, in cui i visitatori metteranno a frutto cio’ che hanno visto e appreso nel museo fotografandosi con sfondi che rappresentano la loro idea di liberta’. In questa sezione si trova anche un’area che spiega come la statua è diventata nei secoli un simbolo della cultura popolare. Il percorso approda nella stanza dove e’ custodita la torcia originale, sostituita negli anni ’80 da una replica per proteggerla dalle intemperie. Accessibile al pubblico anche il tetto del museo, concepito come un grande giardino terrazzato ad habitat naturale che cambia con le diverse stagioni. Il museo è un progetto da cento milioni di dollari finanziato dalla Statue of Liberty-Ellis Island Foundation e disegnato dallo studio FXCollaborative mentre le installazioni sono state realizzate dallo studio ESI Design. La struttura è stata invece costruita da Phelps Contruction Group.

Nuovo singolo di Thegiornalisti e film’Maradona y Pelé’ è nuovo brano che segna passaggio a Universal

15 maggio 201909:46

– Nuovo singolo estivo e passaggio ad una major discografica per Thegiornalisti che venerdì arrivano in radio con ‘Maradona y Pelé’. L’annuncio del nuovo brano arriva a qualche ora dall’ultima tappa del ‘Love tour’, in programma per questa sera al Mediolanum Forum di Milano. Tra pop e sonorità tropical, il brano ufficializza il passaggio dei tre alla Universal/Island, dopo la lunga esperienza della band con Carosello Records. “Il passaggio ad una major non cambierà niente – ha spiegato Tommaso Paradiso – non cambierà il mio modo di scrivere. Qualcosa doveva cambiare, perché tutto cambia e anche gli artisti. Sono state brave le major a capire che c’era un nuovo fermento musicale da intercettare, ma le categorie non le fanno le case discografiche, quanto il modo di scrivere le canzoni che può essere più o meno largo. Ci sono pezzi che abbiamo fatto all’inizio della nostra carriera, quando eravamo autoprodotti, che potrebbero andar bene per un prossimo album”. Il nuovo singolo sarà in radio da venerdì e contemporaneamente arriverà anche su tutte le piattaforme digitali. “Di solito scrivo le canzoni in pochi minuti – ha spiegato Paradiso a proposito del brano – mentre questa volta non trovavo la chiusura. Avevo bisogno di qualcosa di evocativo e romantico e ho trovato quattro figure come Pelé, Maradona, ma anche Sandokan la tigre di Mompracem, una figura di rivoluzionario che resiste, oltre a Robert De Niro che è in assoluto l’attore della mia vita”. Tra i prossimi impegni della band, dopo la fine del tour nei palazzetti, c’è il concerto al Circo Massimo di Roma annunciato per il 7 settembre. “Sarà una grande festa e un punto d’arrivo – ha detto Paradiso – e ci saranno tante novità rispetto a quello che si è visto durante il tour nei palazzetti”. Per Paradiso, i prossimi mesi sono anche quelli da dedicare al cinema, per il suo debutto con un film che lo vedrà nei panni di regista e sceneggiatore. “Sarà una commedia romantica, molto romantica e anche malinconica – ha spiegato ancora Paradiso – e da ‘malato’ di cinema sento spesso Carlo Verdone ma anche Enrico Vanzina. Per lavorare al film mi prenderò il tempo che serve e sarà legato al mondo della musica, quindi da lì usciranno alcune canzoni per il prossimo album dei Thegiornalisti”.

Pausini-Antonacci, sorpresa a Roma’Giocano’ con van Gogh e Vermeer. Dal 26 giugno in tour

14 maggio 201920:59

– Evento a sorpresa a Roma per la coppia del pop Laura Pausini e Biagio Antonacci. Lui, travestito da Vincent van Gogh nel famoso autoritratto del 1889; lei, nei panni della Ragazza con l’Orecchino di Perla di Jan Vermeer, hanno cantato il brano ‘In questa nostra casa nuova’ (Sony Music) scendendo la scalinata di piazza di Spagna e dando un assaggio di quella che sarà una delle scenografie del tour negli stadi, la cui regia è curata da Luca Tommasini.
Laura e Biagio hanno da sempre una passione per la storia dell’arte (Laura Pausini è diplomata alla Scuola d’Arte con una tesi su Van Gogh) e stanno preparando molte sorprese. Mentre i due artisti si mettevano in posa, portando al volto le cornici, i fan hanno intonato anche ‘Tra te e il mare’.
Il tour ‘Laura Biagio Stadi 2019′ (prodotti e organizzato da Friends & Partners) sarà il 26 giugno allo Stadio San Nicola di Bari, il 29 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, il 4 e il 5 luglio allo Stadio di San Siro di Milano.
Un bimbo su muro di Venezia. E’ Banksy?Graffito su muro lungo canale, è stato realizzato da acqua

VENEZIA14 maggio 201921:18

– Lo hanno battezzato “Naufrago bambino” e subito è stato attribuito, circostanza tutta da verificare, ad un’opera di Banksy. Si tratta di un graffito apparso a Venezia.
L’opera realizzata da una barca è su un muro a filo d’acqua nel canale di Ca’ Foscari, vicino all’omonima università veneziana.
Il bambino, ovvero il “Naufrago” è ritratto in chiaroscuro nero e grigio, è in piedi e regge una sorta di torcia che emette una nuvola di fumo rosso cangiante.
L’autore, che si sa essere di Bristol ma la cui identità è sconosciuta, non ha ancora rivendicato la paternità del graffito. Se fosse vero, sarebbe la terza opera fatta apparire e in Italia, dopo la madonna con pistola di Napoli, entrambe visibili, mentre la terza, sempre nel capoluogo partenopeo con la riproposizione della santa Teresa del Bernini in via Benedetto Croce, era stata coperta nel 2010.
In tempo di Biennale d’Arte – secondo alcuni esperti – non sarebbe affatto inusuale affiancare la firma di Banksy al “Naufrago bambino”.
Cannes al via tra zombie e tributo VardaInarritu, cinema ha potere liberatorio e può cambiare il mondo

CANNES14 maggio 201921:19

– Il cinema “con il suo potere liberatorio dell’immagine”, “esperienza che può cambiare anche il mondo”: è una dichiarazione d’amore ad un mezzo di libertà senza confini quella del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, presidente della giuria alla cerimonia di apertura che ha dato il via alla 72/a edizione del festival di Cannes.
In sala c’erano Bill Murray, Adam Driver, Selena Gomez, Tilda Swinton e il resto del cast della commedia-horror di Jim Jarmusch, una storia di zombie molto contemporanea intitolata I morti non muoiono, che ha aperto in concorso l’edizione 2019.
Con Inarritu la giuria al completo con la nostra Alice Rohrwacher e Elle Fanning, l’attrice americana di 21 anni che ha il record di essere la più giovane giurata della storia del festival. E Maimouna N’Diaye, Kelly Reichardt, Enki Bilal, Robin Campillo, Yorgos Lanthimos, Pawel Pawlikowski. All’inizio della cerimonia con un video è stato reso omaggio ad Agnes Varda, la regista francese scomparsa a marzo.
Bangla, l’Ecce Bombo di TorpignattaraIn sala opera prima di Bhuiyan, italiano senza ius soli

15 maggio 201910:37

– Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di origine bengalese, è un vero talento. Basti solo pensare che alla sua età ha messo su una commedia brillante come ‘Bangla’, già passata al Bif&st, dove il regista si racconta in prima persona in un personaggio che ricorda l’Ecce Bombo di Moretti, ma anche il Massimo Troisi della prima ora. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un’Italia senza Ius Soli, e diventato così italiano a soli 18 anni? Se si leggono le sue note di regia e si segue la trama, il problema sono le ragazze.Come fa un islamico a corteggiare una ragazza italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come questo ragazzo può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l’Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti che giocano a carte? Nel film, in sala dal 16 maggio con Fandango e coprodotto da TimVision, l’impacciato Phaim, 22enne di “Torpigna” che per sbarcare il lunario fa lo steward in un museo e suona con una band di coetanei della sua etnia ai matrimoni bengalesi, un giorno si imbatte in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore. Ma il ragazzo, che viene da una famiglia islamica osservante, madre tradizionalista, padre nostalgico e sorella petulante, ha più di un problema nel gestire una ragazza italiana. Uno su tutti: deve restare casto fino al matrimonio. E poi la sua famiglia vuole anche trasferirsi a Londra. Il film nasce da un servizio su Rai2 per il programma ‘Nemo-nessuno escluso’ che ha colpito Emanuele Scaringi (La profezia dell’armadillo) tanto da spingerlo a contattare il giovane autore, Phaim Bhuiyan. “Ho avuto la fortuna di essere considerato sempre come italiano. Tanti ragazzi vivono una crisi di identità tra l’etnia d’origine e il paese dove sono nati e cresciuti, però noi di seconda generazione possiamo fare la differenza e fare ponte tra gli immigrati e gli italiani, ma di fatto – spiega il regista-attore – non ho mai subito episodi di discriminazione in Italia, tranne quella volta che dei carabinieri in borghese mi hanno fermato e sono rimasti perplessi quando ho detto che ero un regista. Da qui mi hanno perquisito l’auto”.  Con le ragazze, invece, non va molto bene: “Sono single – racconta – sono stato lasciato prima di iniziare il film”. Tornare a raccontare se stesso in prima persona nel futuro? “No, non penso proprio”. Nel cast anche Alessia Giuliani, Milena Mancini, Simone Liberati e Pietro Sermonti.

A teatro Carpentieri, Orlando, BruniLino Guanciale e Ulisse, Laura Curino e il monument man Rotondi

15 maggio 201910:27

– ”La tempesta” di Shakespeare secondo Roberto Andò con Renato Carpentieri-Prospero e ”Kaddish” del leader della Beat Generation, Allen Ginsberg, per Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, tutti a Milano; Silvio Orlando in ”Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro, a Roma, e la storia del monument man Pasquale Rotondi raccontata ne ”La lista” di Laura Curino, a Torino; ”Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman diretto dal russo Andrej Konchalovskij a Genova e Lino Guanciale con ”Itaca… il viaggio” in torunée tra Montalto di Castro (TV), Salsomaggiore Terme (PR) e Fontanetto Po (VC): sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo weekend.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Padura, i 60 anni del detective Conde
Lo scrittore con ‘La trasparenza del tempo’ al Salone del libro

15 maggio 201910:53

– LEONARDO PADURA, LA TRASPARENZA DEL TEMPO’ (BOMPIANI, PP 516, EURO 20,00). Gli anni che passano, in una percezione vicina e lontana di Cuba e del detective Mario Conde. Leonardo Padura ce li racconta nel suo nuovo romanzo, ‘La trasparenza del tempo’, pubblicato da Bompiani nella traduzione di Bruno Arpaia, con il quale il più conosciuto e apprezzato scrittore cubano è stato applaudito al Salone del Libro di Torino 2019, che si è chiuso il 13 maggio. “Conde sta per compiere 60 anni, un momento importante nella vita delle persone. Inizia a essere consapevole di aver vissuto la maggior parte della sua esistenza, i 3/4, come dice lui” racconta Padura, nato all’Avana nel 1955 che con la serie di romanzi che vedono protagonista il suo detective ha conquistato pubblico e critica di tutto il mondo. “Mario Conde è più vecchio e ha più male alle ginocchia, ma non è molto cambiato. E’ un personaggio fedele a se stesso, con i suoi pregi e difetti. Ha pochi soldi ma buoni amici, mangia male e beve tanto rum. Fuma sempre gli stessi sigari e ha sempre la stessa donna, sta con lei da tanti anni ma non la ha mai sposata perché non crede nel matrimonio” dice lo scrittore. “Ci sono molti elementi comuni tra me e lui nonostante Conde sia un personaggio di finzione e io una persona reale. E’ un uomo della mia generazione che, come me, vive in un quartiere periferico della città e al quale piacciono gli stessi scrittori che apprezzo io: Hemingway, Salinger Vargas Llosa, Manuel Vazquez Montalban” spiega Padura che ama la sua isola e ha vinto premi prestigiosi tra cui il Princesa de Asturias. In questa nuova indagine Conde indaga in quella Cuba per nulla turistica, dove il tempo è fluido come l’acqua che la circonda e l’Avana s’impone in tutta la sua fatiscente bellezza. Il detective viene contattato da un vecchio compagno di scuola al quale il giovane disperato amante ha rubato un cimelio di famiglia, la statua della Madonna di Regla, dal volto nero. E anche se Conde non è più in servizio, prende il via una ricerca che segue i passi della reliquia arrivata dal Vecchio mondo.
“Ne ‘La trasparenza del tempo’, dove si intrecciano vite “squallide e commoventi”, troviamo la storia contemporanea e la storia con la S maiuscola. C’è uno sguardo sulla società cubana di oggi, attraverso tutti i cambiamenti che si sono susseguiti, e uno sguardo sulla storia dell’uomo attraverso i secoli dove si vede che gli esseri umani sono stati costruttori della storia, ma anche vittime” sottolinea lo scrittore. “E c’è il tempo che passa attraverso un oggetto e un uomo che ha sempre lo stesso nome, perché non si tratta di un individuo in particolare, ma dell’Uomo” afferma Padura. Il romanzo ci porta nel 2014, in quella Cuba che, “vive sotto l’embargo americano che in questo momento si impone in maniera ancora più aggressiva. Una settimana fa il presidente Donald Trump ha minacciato un embargo totale a Cuba” spiega lo scrittore. “Poichè l’essenza economica e politica di Cuba non è cambiata, sembra che non ci siano state trasformazioni e invece c’è stato, negli ultimi 10-15 anni, uno sviluppo importante della società cubana. Potrei fare una lunga lista, ma cito 4 o 5 cose: dal 2009-2010 i cubani possono viaggiare liberamente. La piccola proprietà privata da impiego a quasi mezzo milione di persone a Cuba. L’accesso a Internet e ai social si è moltiplicato per 500 rispetto a 10 anni. I livelli di povertà sono cresciuti. La società cubana è cambiata, ed è meglio oggi di vent’anni fa” afferma Padura a cui non piace parlare di realtà in cui non vive. Questo “perché le sfumature di una società le conosce solo chi la abita. Ma, nonostante ciò ho dei principi: ci deve essere tutta la libertà possibile per ogni espressione eccetto quelle fasciste, sessiste, razziste e fondamentaliste religiose. Questo è universale” sostiene commentando l’estromissione dell’editore Altaforte dal Salone del Libro di Torino.

Fremaux, Delon contestato? Non è Nobel..Attore in mirino femministe e criticato per posizioni pro Le Pen

CANNES13 maggio 201917:47

– “Le contestazioni a Delon? Lo premiamo con la Palma d’oro alla carriera non con il Nobel per la pace” dice il delegato generale del festival di Cannes Thierry Fremaux incontrando la stampa internazionale alla vigilia della 72/a edizione. Il riconoscimento al mito del cinema francese è stato oggetto di contestazione dalle femministe che sottolineano come Delon abbia ammesso atteggiamenti violenti durante le sue relazioni e anche da chi ricorda Alain vicino alle posizioni del Fronte Nazionale di Le Pen e sue dichiarazioni contro l’omosessualità.
“Nessuno è perfetto – ha detto Fremaux di Delon – ma contraddizioni sono nella storia di ciascuno. Posso non essere d’accordo con quello che ha detto in passato, ma dobbiamo anche contestualizzarlo: Delon appartiene ad un’altra generazione e a ben dire il Fronte di Le Pen rappresenta il 20 per cento dei francesi. Noi qui premiamo l’attore, l’artista che ha incantato Visconti e ci ha fatto sognare al cinema”.
Angry Birds 2, pennuti a CannesSulla Croisette anche i registi Van Orman e John Rice

– Grassi maialini verdi, uccellini rossi e tanti altri pennuti formato gigante sono a Cannes sulla spiaggia della Croisette. Sono i protagonisti di Angry Birds 2 – Nemici amici, sbarcati al festival insieme ai registi Thurop Van Orman e John Rice e al doppiatore americano Josh Gad per lanciare il nuovo capitolo della saga che sarà nelle sale italiane il 12 settembre.
Il secondo film di animazione dedicato a volatili e suini verdi e pericolosi, resi celebri come videogioco dall’azienda finlandese Rovio Mobile, ha però un nuovo temibile personaggio: Zeta. Il primo film, che ha incassato 352 milioni di dollari in tutto il mondo, aveva già esordito qui a Cannes, con un’istallazione di uccellini rossi arrabbiati che erano apparsi come gadget spiaggiati ed erano andati a ruba tra i bambini. Tre anni dopo, per promuovere la parte due della saga, i bambini sono stati truccati per metà da maialino Leonard e per metà da uccello Red.
Per Polanski thriller su affaire DreyfusSi chiamerà ‘An Officer and Spy’, nel cast Dujardin e Amalric

CANNES14 maggio 201914:19

– Playtime ha ingaggiato il regista Roman Polanski per “An Officer and A Spy”, un thriller di spionaggio basato sul romanzo di Robert Harris e interpretato dall’attore premio Oscar Jean Dujardin (“The Artist”) e Mathieu Amalric (“All’Eternity’s Gate”).
Il film, secondo Variety, racconta la storia vera di controspionaggio che vide l’ufficiale Georges Picquart, in un primo momento accusatore, sfidare gli ordini pur di riabilitare il nome del capitano Alfred Dreyfus, ufficiale ebreo che fu ingiustamente accusato di spionaggio a favore della Germania e imprigionato sull’isola del Diavolo alla fine degli anni ’90. L’Affare Dreyfus è stato a lungo un’ossessione per il regista premio Oscar, che ha cercato di raccontare la storia in vari momenti della sua carriera.
Prodotto da Alain Goldman (“La Vie en Rose”) della Legende Films, il film vedrà nel cast anche Emmanuelle Seigner (“A Eternity’s Gate”) e Louis Garrel (“Redoutable”).
Cannes, Gainsbourg e Bardem per aperturaCon il film di Jarmusch al via la 72/a edizione del festival

CANNES14 maggio 201914:22

– Charlotte Gainsbourg e Javier Bardem per la cerimonia di apertura del Festival di Cannes. Alle 19.30, maestro di cerimonia per il secondo anno consecutivo Edouard Baer, si alza il sipario sulla 72/a edizione che sabato 25 maggio, da una giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu assegnerà la Palma d’oro ad uno dei 21 film del concorso (in gara anche l’italiano Il Traditore di Marco Bellocchio, con Pierfrancesco Favino nei panni del boss pentito Tommaso Buscetta).
Gainsbourg (coprotagonista di Lux Aeterna di Gaspar Noe tra le proiezioni di mezzanotte)e Bardem dichiareranno aperto il festival. Alla cerimonia di apertura al Grand Theatre Lumiere la giuria al completo con Elle Fanning, Maimouna N’Diaye, Kelly Reichardt, la nostra Alice Rohrwacher, Enki Bilal, Robin Campillo, Yorgos Lanthimos, Pawel Pawlikowski. Dopo il galà la proiezione I Morti non Muoiono, l’horror di Jim Jarmusch con Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Selena Gomez che apre il concorso.
Film Buscetta il 23/5 in sala, polemicaFiglio caposcorta Falcone, è offensivo. Favino, sarà un omaggio

CANNES14 maggio 201920:04

– Botta e risposta su Instagram tra Giovanni Montinaro e Pierfrancesco Favino che interpreta Tommaso Buscetta nel ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio. Montinaro, figlio di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone morto con il giudice a Capaci, non ha affatto apprezzato la scelta di far uscire il film di Bellocchio, unico italiano in concorso a Cannes, il 23/5, anniversario dell’attentato. E così scrive sul social network: “Sinceramente, l’uscita nelle sale il 23 maggio è solo marketing, da orfano di quella strage mi permetto di scrivere che è decisamente offensivo.
Nulla di personale, da ignorante in materia, la considero un attore fenomenale. Saluti Giovanni Montinaro”.
Favino, letto il commento, ha risposto: “Caro Giovanni, credo di poterla rassicurare circa il desiderio, nella scelta della data, di omaggiare e ricordare quel giorno senza retorica e senza il desiderio di approfittare di un evento così tragico. Le assicuro anche che nel film non troverà niente che potrà farglielo pensare”.
Inarritu, Trump alza soglia della pauraIl regista, Il cinema di qualità si veda in sala

CANNES14 maggio 201920:21

-I presidenti delle giurie assomigliano agli allenatori di calcio: parlano di emozioni, di viaggi da intraprendere, di spirito di gruppo e evitano con cura ogni tipo di affermazione compromettente, specie all’inizio della loro fatica. Li si può capire: incontrano i loro colleghi d’avventura, spesso mai frequentati prima e meno di un giorno dopo eccoli lì, schierati come soldatini a rispondere alle domande di una famelica orda di giornalisti in cerca di pettegolezzi e dichiarazioni da prima pagina. Rispetto a questa tradizione il presidente del 72/o festival di Cannes, il messicano Alejandro Gonzalez Inarritu (scoperto a Cannes con “Amores Perros”, due volte sul gradino più alto dell’Oscar con “Birdman” e “Revenant”) prova a movimentare il rituale stanco e, dopo la consueta dichiarazione di gratitudine per essere stato chiamato a tanto onore, non sfugge le domande sia politiche (“il Messico ha bisogno di un movimento di verità, deve sapersi lasciare alle spalle la sua lunga scia di sangue e ritrovare la dignità che noi cineasti cerchiamo di portare nel mondo”) che quelle d’attualità. “Cannes è il presidio del cinema di qualità, di un modo di raccontare la realtà – dice – che non ha paura della concorrenza con il grande cinema d’intrattenimento. Vedere un film è sempre un’emozione e personalmente posso vederlo con qualsiasi strumento, dal telefono al computer. Ma la sala è un’altra cosa, e noi lavoriamo perché i film si vedano su un grande schermo, tutti insieme. Per questo non capisco tanto la strategia di piattaforme come Netflix che privano lo spettatore di questo esercizio collettivo. E per questo penso che nel prossimo periodo si arriverà a una soluzione di compromesso, utile per tutti”. Intorno a lui gli otto compagni di viaggio, i componenti della giuria che assegnerà la Palma d’oro, hanno tutti profili e carattere da vendere, sicché è facile immaginare che il verdetto sarà tanto più agevole quanto condiviso. Altrimenti le sorprese potrebbero essere numerose. “Mi piacerebbe – continua Inarritu – immaginare che vedremo ogni film senza sapere nulla di chi lo ha fatto, della sua storia e del suo cinema. La sorpresa è un elemento chiave di ciò che stiamo per affrontare”. Nonostante alcuni dei suoi colleghi facciano scena muta oggi (il polacco Pawel Pawlikovski, il francese Robin Campillo, entrambi abituati ai premi e al successo, sull’asse tra Cannes e l’Oscar), basta guardarli per capire che metteranno in gioco tutto il peso della loro visione del cinema e del racconto. “Io vengo dall’esperienza della storia a disegni – racconta Elki Bilal, un mito tra gli appassionati del fumetto, ma già regista in proprio – e la storia del rapporto tra queste due arti è lunga. Non cercherò di veder riprodotto sullo schermo il mio mondo, ma certamente sono pronto a farmi appassionare da storie che trascinano in un mondo diverso da quello che appartiene a ciascuno di noi”. Autentica emozione dichiarano le due attrici del gruppo, l’americana Elle Fanning che ritrova Inarritu, il regista che la fece debuttare in “Babel” e l’africana Maimouna N’Diaye che in Burkina Faso è un’autentica star, entrambe sorprese di essere state chiamate a giudicare gli altri. “Sono la ragazzina del gruppo – dice Elle Fanning – anche se ho ormai alle spalle una carriera molto lunga. Ma indubbiamente porterò lo sguardo e le attese della mia generazione”. Tra i più spigliati si rivelano l’altro autore di carisma, Yorgos Lanthimos che quest’anno è arrivato all’Oscar da gran favorito e soprattutto Alice Rohrwacher, per nulla a disagio in tanto consesso. Due volte premiata a Cannes e sempre presente sulla Croisette, è lei ad affrontare il tema del giorno – la parità tra i sessi – con affermazioni nette che trovano il pieno consenso della nona giurata, l’americana Kelly Reichardt. “Se ne fa un gran parlare – dice Alice – ma secondo me non ha senso tirare fuori questi argomenti all’ultimo momento. Il problema sta a monte ed è tutto l’anno che ci si deve ricordare del ruolo della donna e del suo spazio nel mondo del lavoro e quindi dell’arte. Qui vediamo film e se sono belli e li hanno creati delle donne, tanto meglio”.

Inarritu, Trump alza soglia della paura”Soffro quando vedo miei fratelli messicani ‘cancellati’ in Usa”

CANNES14 maggio 201919:40

– A margine della conferenza stampa della giuria di Cannes, il premio Oscar Alejandro Gonzalez Inarritu ha espresso chiaramente, ancora una volta, il suo pensiero sulla condizione dei messicani e dei latinos nell’America di Trump. “Non sono un politico – ha detto – e quindi cerco di parlare con il mio lavoro, con il mio sguardo come ho fatto già due anni fa raccontando ciò che vedevo dei miei compatrioti nel video in realtà virtuale Carne y Arena che portai proprio qui a Cannes.
Temo che le parole del presidente Trump alzino la soglia della paura e l’ignoranza della realtà è sempre pericolosa. In America io sono stato accolto a braccia aperte e ho sempre potuto fare il mio lavoro in condizioni privilegiate. Qualcosa che non dimentico e per cui sarò sempre grato. Ma quando vedo che i miei fratelli messicani, anche quelli che stanno negli Stati Uniti da anni, non hanno gli stessi diritti e vengono come ‘cancellati’, allora ne soffro. E un muro certo non migliora le cose, da nessuna delle due parti”.
Mediaset: boom utile con meno ricaviForte taglio dei costi, sia per diritti calcio sia ‘interni’

MILANO14 maggio 201918:12

– Nel primo trimestre dell’anno Mediaset ha registrato un utile netto di 39,6 milioni, in fortissimo incremento rispetto ai 3,5 milioni dello stesso periodo del 2018. I ricavi netti sono di 718 milioni rispetto agli 839 milioni del 2018 mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 è diminuito a 791 milioni. La raccolta pubblicitaria italiana del secondo trimestre, al netto della cessazione del calcio pay e dell’effetto Mondiali, dovrebbe essere in linea con quella del primo trimestre.
In particolare, i ricavi del Biscione in Italia sono stati pari a 492 milioni rispetto ai 609 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre in Spagna ammontano a 226 milioni rispetto ai 229 milioni del 2018. I costi operativi complessivi consolidati (costi del personale, costi per acquisti, servizi e altri oneri, ammortamenti e svalutazioni di diritti e di altre immobilizzazioni) ammontano a 639 milioni rispetto agli 810 milioni del primo trimestre 2018.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:44 DI DOMENICA 12 MAGGIO 2019

ALLE 17:47 DI LUNEDì 13 MAGGIO 2019

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Judi Dench, dopo 007 divento ‘nonna spia’
L’attrice protagonista in Red Joan, ispirato da una storia vera

12 maggio 2019 10:44

– “Nonna spia” è il soprannome affibbiato dai media a Melita Norwood, minuta signora 87enne appassionata di giardinaggio, che, nel 1999, grazie ai documenti diffusi dall’ex archivista del Kgb Vasilij Mitrochin, si scoprì essere stata la spia inglese di più lungo servizio per i sovietici, al lavoro per circa 40 anni, dagli anni ’30 alla “pensione” nel 1972. Un’incredibile storia vera che ha ispirato il romanzo, ricco di elementi di finzione, La ragazza del Kgb di Jennie Rooney, portato sul grande schermo da Trevor Nunn in Red Joan, con Judi Dench, in sala dal 9 maggio con Vision Distribution. Un nuovo ruolo da spia, per la grande attrice britannica dopo essere stata per sette film M, il capo di James Bond, sia in versione Pierce Brosnan che Daniel Craig, da Goldeneye a Skyfall, con un breve cameo anche in Spectre.La protagonista di finzione, Joan (che da ventenne è interpretata da Sophie Cookson) “può essere considerata un’eroina o no a seconda di quanto ognuno creda – ha detto Judi Dench a Stuff -. Io certo non la considero un’eroina. Lei dice di aver creduto che se tutti avessero avuto le stesse informazioni sul nucleare, più difficilmente i diversi schieramenti si sarebbero attaccati a vicenda, dando il via a un’altra guerra. Ma molti penseranno che è una persona cattiva”.Melita Norwood (che, vista l’età, non è stata sottoposta a processo ed è morta nel 2005), da impiegata della British Non-Ferrous Metals Research Association fornì ai sovietici informazioni sul cosiddetto progetto Tube Alloys, il lavoro degli inglesi per la Bomba atomica. Andata a lavorare a Londra dopo aver abbandonato l’università di Southampton, veniva da una famiglia che credeva nell’ideale comunista, e continuò a rivelare segreti per decenni, facendo anche da reclutatrice.Romanzo (edito in Italia da Piemme) e film ne rileggono la storia con l’aggiunta di ampie dosi di romanticismo fittizio, immaginando Joan come studentessa di fisica negli anni ’30 a Cambridge, a contatto con l’ambiente dei cosiddetti Cinque di Cambridge, i rampolli di buona famiglia diventati importanti spie per i sovietici. Per la ragazza, più dei valori comunisti contano gli incontri: con l’affascinante Sonya (Tereza Srbova), il giovane e appassionato militante Leo (Tom Hughes), di cui si innamora, e più avanti con lo scienziato Max Davis (Stephen Campbell Moore), responsabile del progetto Tube Alloys. La scelta di passare segreti, per lei verrà proprio dal desiderio di preservare la pace.In un film nel quale la storia vera viene in parte banalizzata, spicca l’intensità di Judi Dench, che rende la complessità di Joan evidenziando il contrasto tra la fragilità del suo corpo da ottantenne e la potenza delle sue convinzioni, mai ripudiate. “Il film spiega che è stata Hiroshima a darle la convinzione di fare una cosa del genere – ha aggiunto sul suo personaggio, Judi Dench che vedremo presto anche in versione gatta nell’adattamento cinematografico firmato da Tom Hooper del musical cult Cats! -. Ricordo quella volta lo shock, e posso capire il desiderio di intervenire, di fare qualcosa, come dice lei”.

Vila-Matas, scrivo per lettori attivi”Alle Europee sia la cultura l’elemento di collegamento”

TORINO12 maggio 201911:15

– ENRIQUE VILA-MATAS, ‘UN PROBLEMA PER MAC’ (FELTRINELLI, PP. 224, EURO 19,00) Tutta l’opera letteraria di Enrique Vila-Matas è una riflessione sulla letteratura. E “per esserle fedele bisogna continuare a trasformarla”, dice lo scrittore spagnolo al Salone del Libro di Torino, con il suo nuovo romanzo ‘Un problema per Mac’ in cui si mescolano tutti i generi, c’è sempre una grande ironia e molte citazioni di autori come Beckett e Hemingway. “Per me è naturale, ma ripensandoci ho acquisito ironia con il passare del tempo. L’ironia è dire le cose in modo da non infastidire l’altro, da risultare elegante” spiega. ‘Un problema per Mac’ è il diario di un narratore principiante che parte dall’idea di falsificare un libro postumo e finisce per riscrivere il libro di un odioso vicino di casa.”Bisogna essere consapevoli del fine ultimo della letteratura in modo che resti viva”, afferma lo scrittore che “cerca sempre di rivolgersi a un lettore attivo, che filtri quello che legge e riesca a modificarlo”. La letteratura sta andando verso una “fase di grande modificazione. Sicuramente acquisterà altre forme e formati, ma spero che alla fine rimarrà il pensiero” dice Vila-Matas, cavaliere della Legion d’Onore della Repubblica francese, tradotto in 29 lingue, vincitore di numerosi premi tra cui il Gregor Von Rezzori nel 2012.”Andrò a votare e spero che da queste elezioni nasca un’Europa che sappia essere critica rispetto a tutto quello che è stato fatto finora. E spero che per una volta sia la cultura l’elemento che collega i vari Paesi d’Europa. Penso, come diceva Umberto Eco, che la lingua dell’Europa sia la traduzione, quindi il dialogo. Forse è una chimera” sottolinea parlando delle prossime elezioni europee. ‘Un problema per Mac’, in libreria in questi giorni per Feltrinelli, in cui ci confrontiamo con la vocazione di falsificatore e ripetitore del protagonista, si sarebbe potuto chiamare, dice l’autore de ‘Il modificatore’. “Il narratore è sempre uno che fa delle modifiche, elabora tutto in maniera assolutamente soggettiva. La storia del racconto è una modifica continua. La storia del linguaggio è cominciata con una prima frase che nessuno conosce ma da lì è iniziato tutto. In definitiva la narrazione è una modifica successiva al primo racconto che sia mai stato fatto” spiega lo scrittore. E aggiunge: “l’arte non è nient’altro che un tentativo”. Il passaggio da un genere all’altro è equiparabile per Vila-Matas “a una conversazione tra le persone. Faccio sempre il paragone con i cantastorie di Marrakech che utilizzano la loro voce e un serpente per raccontare. Ma alla fine dei conti qual è la morale? Che viene così prodotto un discorso quasi a livello saggistico che si mischia con la finzione. Alla fine c’è sempre un racconto” dice lo scrittore.’Un problema per Mac’ potrebbe essere, sostiene Vila-Matas, “un’opera saggistica, ma ha “voluto mescolarla con la finzione letteraria forse per raggiungere un pubblico più ampio. I grandi saggisti britannici del XVII e XVIII secolo iniziano sempre con una narrazione che in un certo senso aggancia il lettore e poi espongono le idee che vogliono proporre nel loro saggio”. Nel romanzo ci sono anche capitoli sul ‘Puttanoroscopo’.”Riprende una cosa che mi è successa in realtà. In un quotidiano di Barcellona c’è sempre un oroscopo che leggo la sera che mi racconta quello che mi è successo nella giornata. Nel senso che se dice che i miei figli si comporteranno male, io che non ho figli riferisco quella previsione dell’oroscopo alle mie opere. Dice dunque quello che mi accade perché lo interpreto portandolo nel mio mondo personale. Ed è quello che cerco di fare sempre rivolgendomi a un lettore attivo” racconta lo scrittore.

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Jovanotti, i libri sono un colpo di fulmine
Al Salone del Libro di Torino tra ovazioni e applausi

TORINO12 maggio 201911:21

TORINO – Un pubblico impazzito, che applaude, si alza in piedi, accoglie tra ovazioni inarrestabili Jovanotti al suo ingresso nella Sala Oro del Lingotto dove arriva con un cappello da cow boy. “Non credo nei consigli letterari. Bisogna inciampare nei libri, è un po’ come per le fidanzate, mica si consigliano. L’incontro con un libro è come un colpo di fulmine, una cosa misteriosa” dice Jovanotti protagonista dell’incontro più atteso del Salone del Libro di Torino 2019: “Lorenzo 2019. Il gioco del mondo”, con Giordano Meacci. Eccolo qui Lorenzo Cherubini, un grande lettore che fa dischi e concerti, esempio vivente di come intorno alla cultura si può rifondare una comunità o una tribù che balla.”E’ l’incontro di cui siamo più contenti perchè riesce a sperimentare e attraversare molti mondi e culture tornando a casa con molte meraviglie. Tra il gioco del mondo (tema di questa edizione del Salone) e l’ombelico del mondo il passo è breve” afferma Nicola Lagioia nel suo saluto. “Quando leggi un libro puoi tornare a casa con qualcosa di nuovo. Il libro ti ripaga con una scoperta che per me è il massimo che ti possa accadere. Non mi interessano i libri che mi assomigliano, che sembrano la mia vita o la vita di tanti. Mi interessa l’Angelica dell’Ariosto a cavallo con due pazzi che la inseguono. La scrittura aggiunge” afferma Lorenzo Cherubini.E poi dice: “Per me una canzone è una forma di fede, credo nelle canzoni. Ho una forsennata voglia di scriverle. E’ come se fosse lo sforzo definitivo di ogni mia giornata”. Tra citazioni di libri, racconti personali, risate e applausi rivela anche: “Non so più davvero come sia vivere in Italia oggi perchè vivo in un modo che è concesso a pochi, ma non voglio perdere il contatto con la realtà, voglio stare nelle sensazioni, nella vita che è l’unica cosa che mi interessa. Essere italiano per me è vivere dentro una lingua”.E’ un fiume in piena Jovanotti appassionato lettore, ma spesso Meacci lo interrompe. Lorenzo parla dell’Orlando Furioso di Ariosto con entusiasmo: “La sua grande invenzione è la lingua viva”. Cita ‘Cuore di tenebra’ di Conrad e ‘Cent’anni di solitudine’ di Gabriel Garcia Marquez dove “non c’e’ nessuno che mi assomiglia, ma tutti i personaggi mi abitano dentro. Questo è il miracolo della scrittura”. E aggiunge, “ora vanno forte i saggi, in America i saggioni, ma spesso bastano le prime 50 pagine”. “Ho provato a scrivere canzoni in inglese. Faccio come Conrad che era polacco e ha scritto in inglese, mi sono detto, ma non ha funzionato. Scrivevo in italiano e traducevo ma nelle canzoni è difficile che dia un buon risultato”. Il cantautore de ‘L’ombelico del mondo’ la prima parola che ha letto veniva dalla pubblicità: “è stata ‘saldi’ in un negozio in via Cola di Rienzo a Roma dove passavo con mia madre. Sono vorace, leggo di tutto perchè in tutto c’è bellezza come dice il bellissimo titolo del libro di Manuel Vilas uscito per Guanda”.”Cerco di costruire canzoni dove la parola non sia mai enfatica. Se voglio dire una cosa a cui tengo cerco di nasconderla il più possibile” racconta tra le ovazioni della folla che è stata in fila anche per cinque ore per vederlo e sentirlo parlare di libri. Sold out la sala Oro che ospita 500 persone sedute e 200 in piedi.

Star sulla Croisette, tra vecchi e nuovi mitiDa Delon a Pitt-DiCaprio, in forse Elton John e Maradona

12 maggio 201911:32

Vecchi e nuovi miti sulla Croisette per il festival di Cannes 2019 che si apre martedì 14 maggio. Ci sono almeno tre film con un cast così stellare che basterebbero quelli per essere soddisfatti, ma, si sa, oltralpe vogliono sempre strafare e così ai nomi dati per sicuri si aggiungono due incognite super su cui incrociamo le dita.Per l’apertura zombie di martedì con il film in concorso I morti non muoiono mai di Jim Jarmusch ci saranno Bill Murray, Tilda Swinton, Cloe Sevigny e Selena Gomez (non Adam Driver). Saranno loro a salire per primi la Montee des Marches con la giuria del 72/o festival guidata dal messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e composta, tra gli altri, dalla nostra Alice Rohrwacher e dall’attrice Elle Fanning. Il 17 maggio Antonio Banderas e Penelope Cruz, protagonisti di Dolor Y Gloria, verranno a sostenere Pedro Almodovar, un habitué del festival da molti anni e che questa volta potrebbe ottenere la sua prima Palma d’oro.Isabelle Huppert accompagna Frankie di Ira Sachs ma è lo stesso giorno, il 21 maggio, del red carpet da urlo che monopolizzerà il Palais du festival: Brad Pitt e Leonardo DiCaprio con Margot Robbie sfileranno per l’attesa premiere di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino, il film fortemente voluto dal direttore Thierry Fremaux, confermato a selezione ufficiale annunciata e che è indubbiamente (al di là del film) un colpaccio pop. Resta ad oggi l’incognita Elton John: Rocketman, il film di Dexter Fletcher con Taron Egerton nel biopic sull’artista inglese sull’onda lunga del successo di Bohemian Rhapsody, ha avuto ogni approvazione da Elton John che ne è anche il produttore esecutivo ma lui è in tournee (anzi in quella dell’addio ai concerti) e dunque fino all’ultimo non si saprà se riuscirà ad arrivare, anche se è altamente probabile. Idem per Maradona: il calciatore argentino, oggi 58enne, è il protagonista del film documentario di Asif Kapadia che viene presentato fuori concorso. Alla vigilia dell’apertura del festival ancora però non si è certi dell’arrivo sulla Croisette del Pibe de oro, nonostante Fremaux lo abbia dato per sicuro alla conferenza stampa di aprile.Tante star di Francia nel film fuori concorso La Belle Epoque di Nicolas Bedos: attesi Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Fanny Ardant (anche alla Quinzaine con Perdrix).Vecchi miti ritornano e quest’anno sono da brividi: il 19 maggio la leggenda del cinema francese Alain Delon riceverà la Palma d’oro alla carriera e terrà una lezione di cinema e ci saranno anche due grandi bellissimi vecchi come Jean Louis Trintignant (88 anni) e Anouk Aimée (87) che Claude Lelouch ha riunito in Les Plus Belles Annes d’une vie, nostalgico romantico ritorno dei due protagonisti nei luoghi di Un uomo e una donna (1966). E gli italiani? Pierfrancesco Favino accompagna il film di Marco Bellocchio Il Traditore, in corsa per la Palma D’oro, Monica Bellucci è terzo nome nel cast di Lelouch, Valeria Golino è con Portrait of a lady on fire di Céline Sciamma, mentre Chiara Mastroianni è protagonista di Chambre 212 di Christophe Honorè.Torna al festival, di nuovo in corsa per la Palma come attrice, Adele Exarchopoulos, lanciata da Kechiche in La vita d’Adele: questa volta è per Sybil di Justine Triet con Gaspard Ulliel e Virginie Efira, mentre Léa Seydoux (l’altra scandalosa protagonista di Kechiche) rappresenterà Roubaix, una luce di Arnaud Desplechin. Arrivano anche Julianne Moore (per una masterclass), John Carpenter il 15 maggio, Willem Dafoe che accompagna Tommaso di Abel Ferrara fuori concorso e anche The Lighthouse alla Quinzaine insieme a Robert Pattinson.Tra gli avvenimenti mondani e a sfondo benefico due su tutti: il 16 maggio Cinemoi Stars United for Good Haute Couture Gala, una sfilata per raccogliere fondi per la organizzazione no profit americana Children Uniting Nations, e naturalmente la serata amfAR, la 26/a edizione dell’asta di beneficenza più amata dalle star del cinema in programma all’Eden Roc di Cap d’Antibes il 23 maggio.

Salone del Libro: lunghe code già prima dell’apertura

TORINO12 maggio 201910:15

– E’ boom di visitatori per la domenica al Salone del Libro di Torino. Lunghe code si sono formate ai cancelli già intorno alle 9.30, mezz’ora prima dell’apertura dei padiglioni.

In mostra a NY le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK12 maggio 201914:41

– A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria. “Non erano semplicemente muse silenziose”, sottolinea anticipando le polemiche. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.
Bur, i 70 anni e la “libertà dei tascabili”La festa al Salone del Libro con un messaggio di Mattarella

TORINO12 maggio 201920:36

Il tascabile è la cartina di tornasole della libertà di un Paese. E’ la fotografia che viene fuori dalla tavola rotonda dedicata ai 70 anni della Biblioteca Universale Rizzoli-Bur, festeggiata al Salone del Libro di Torino dove è arrivato anche un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.”Con la nascita del ‘tascabile’, come si chiamava allora, il libro cessava di essere per molti cittadini oggetto inaccessibile, da custodire gelosamente negli scaffali delle biblioteche o del salotto di casa. Il prezzo, le dimensioni, la copertina morbida, l’ampio numero di titoli e di autori disponibili resero il ‘tascabile’ un formidabile veicolo del sapere, scientifico e letterario, attirando alla lettura un numero sempre più ampio di persone, specialmente tra i giovani” afferma il presidente Mattarella nella sua lettera inviata al direttore generale di Rizzoli, Massimo Turchetta, letta da Beppe Severgnini. E l’augurio del presidente è che “oggi come allora, l’editoria italiana, così dinamica, sia in grado di superare gli aspetti di crisi – anche attraverso l’apertura alle nuove tecnologie e ai nuovi modi di fruizione – in modo da consolidare e accrescere il suo ruolo fondamentale e irrinunciabile di promozione e diffusione della cultura”. Che “nei paesi in cui c’è un’editoria tascabile forte” ci sia anche “una forte democrazia” lo sottolinea Turchetta.”Se guardi al tascabile scopri le società libere e un’editoria sviluppata. Cerca il tascabile e troverai le società in cui si vive meglio. Quindi, il tascabile fiorisce nelle società libere e la sua esistenza, a sua volta, rafforza la libertà della società da cui viene. Si crea una specie di circolo virtuoso che è quello dell’editoria tutta, che non è il numero dei libri stampati, ma la libera circolazione e confronto sul mercato delle idee e delle storie” spiega il direttore generale della Rizzoli. Dalla nascita della Bur nel 1949 che costava 50 lire ogni cento pagine e aveva una veste sobria ed elegante, con testi rigorosamente integrali, i tascabili “grigi” hanno cambiato per sempre il panorama dell’editoria nazionale. Nel 2018, “il dato del mercato italiano del tascabile vale complessivamente il 17% del libro in termini di fatturato. Il 68% del valore del mercato tascabile è composto dai titoli di fiction, il 26% dalla non fiction e il 6% dai libri per ragazzi. E il prezzo medio è di 10,2 euro, stabile negli ultimi due anni” come emerge dai dati presentati alla tavola rotonda a cui hanno partecipato i principali rappresentati dell’editoria europea Teresa Cremisi, Juan Diaz, Anna Leube, Stefan McGrath. Mentre “il tascabile rappresenta in Francia il 27% del mercato, vale a dire che un libro su quattro venduto in libreria è tascabile.Il mercato totale del tascabile è di 550 milioni di euro e di 75 milioni di copie vendute. In Germania si registra un leggero declino (-4% in termini di vendite sul 2017), con un aumento del prezzo e subiscono anche l’impatto della crescita del mercato del libro elettronico e del cosiddetto trade paperback. Nel Regno Unito, invece, il mercato è molto forte e Penguin Random House ha di gran lunga la quota più alta. Gli hardback (i libri con copertina rigida) coprono il 24% del mercato editoriale totale, mentre i tascabili il 76%. Scesa la quota in Spagna negli ultimi cinque anni, dove è passata dal 12% al 9% di oggi. “L’Italia dal punto di vista della creatività è al pari delle più grandi editorie mondiali, non solo europee. Ha reinventato se stessa molte volte, anche senza copiare gli altri Paesi. E’ purtroppo, però, penalizzata da un mercato nazionale più debole degli altri grandi paesi europei, grosso modo come la Spagna, ma nonostante questo si è ricostruita costantemente. Le vie scelte dall’Italia – conclude Turchetta – suscitano spesso interesse all’estero”.

Torna Deep State, thriller su spionaggioLa seconda stagione su Fox dal 14 maggio

12 maggio 201916:29

– Un viaggio nel potere delle forze dell’esercito o dei servizi segreti, in grado di agire sotto traccia, influenzando la politica stessa di una nazione: torna con la seconda stagione Deep State, la prima produzione originale europea di Fox Networks Group scritta da Matthew Parkhill (Rogue), in onda in Italia su Fox (canale 112 di Sky) dal 14 maggio alle 21.
Il protagonista è Nathan Miller, interpretato da Walton Goggins (The Shield, Justified), un ex agente operativo della Cia che lavora proprio per il deep state. Miller è costretto a muoversi in un mondo pericoloso, pieno di insidie, corruzione e doppiogiochisti. Non solo trame politiche: Miller dovrà fare i conti anche con la sua vita privata e la relazione con la sua ex moglie, interpretata da Shelley Conn (La Fabbrica di Cioccolato). A contrastarlo sarà la senatrice Meghan Sullivan, interpretata da Victoria Hamilton (The Crown), che ha un solo obiettivo: mostrare al mondo intero il deep state e la sua forza.
La seconda stagione si concentra in vari Paesi, passando dal Medio Oriente all’Africa sub-sahariana e mostra il saccheggio delle sue risorse naturali compiuto dagli altri Paesi. Clarke e Leyla Toumi si stanno riprendendo dalla sconfitta di Teheran, mentre Harry, che si era ritirato dalle attività di spionaggio, è stato convinto a tornare dall’insistenza di Leyla. Nel frattempo, i governi di Stati Uniti e Mali stanno stringendo un accordo relativo alle risorse naturali di grande valore presenti in Africa. L’accordo però viene messo in discussione quando tre agenti delle forze speciali statunitensi e un interprete maliano cadono in un’imboscata e, probabilmente, vengono uccisi.
Oltre ai protagonisti della prima stagione – Walton Goggins (Justified – L’uomo della legge), Joe Dempsie (Game of Thrones, Skins), Karima McAdams (Fearless, Vikings), Alistair Petrie (Sex Education, The Night Manager) e Anastasia Griffith (Damages, Once Upon a Time) – al cast si aggiungono Victoria Hamilton (The Crown), Alexander Siddig (The Spy, Gotham), Lily Banda (The Boy Who Harnessed the Wind) e Zainab Jah (Elementary, Homeland).

Sons of Denmark vince Riviera FestivalA Sestri Levante rassegna di film dedicata a registi under 35

GENOVA12 maggio 201919:09

– È “Sons of Denmark” del regista danese Ulaa Salim a trionfare nella 3/a edizione del Riviera International Film Festival, dedicato ai registi under 35, che si è chiusa a Sestri Levante. Nella sezione documentari vince “Chasing the Thunder” di Mark Benjamin e Marc Levin, premiato anche dalla Student Jury. Miglior attore a Noémie Merlant di “Paper Flags”, miglior attrice a Guillaume Gouix di Paper Flags, miglior regista a Tamas Yvan Topolanszky di “Curtiz, mentre il pubblico ha incoronato “Hopelessly Devout” Marta Díaz De Lope Díaz. Il RIFF2019 Jury Award va a “Gwen” di William Mc Gregor, il RIFF2019 Sky Special Award a “Summer Survivor” di Marija Kavtaradze e l’ Achievement Award a Fanni Metelius di “The Heart”. Nell’ex Convento dell’Annunziata gremito è stato consegnato l’Icon Award a Claire Forlani e il Carrier Award a Eddy Moretti. “Abbiamo superato ogni record – dice Stefano Gallini-Durante, presidente del Festival – a dimostrazione di come sia diventata una rassegna cinematografica nazionale”.
Musica e sicurezza, al via Eurovision in IsraeleMahmood impegnato nelle prove. Protesta l’Anp

TEL AVIV13 maggio 201909:45

Atteso da un anno, l’Eurovision Song Contest 2019 formato Israele è partito questo pomeriggio a Tel Aviv in completa fibrillazione per un evento molto seguito. Non c’è praticamente luogo in città dove non campeggi il cartellone ufficiale del festival con l’insegna ‘Osa sognare’ e l’elenco delle decine di manifestazioni previste da oggi fino alla finale di sabato prossimo, 18 maggio, con Madonna ospite d’onore. 41 i paesi in gara (unica non propriamente europea, l’Australia) per il podio più alto in un paese, Israele, che ha vinto già 4 volte e che, grazie all’affermazione di Netta Barzilai con ‘Toy’ nella passata edizione di Lisbona, ospita di nuovo la competizione. E 41 saranno i cantanti – i veri protagonisti – che stasera sfileranno sull”Orange Carpet’ ospitato a Pazza Habima in uno dei luoghi più belli della città.Con il numero 38 sarà la volta di Mahmood, il cantante italiano vincitore di Sanremo con ‘Soldi’ e che da venerdì scorso prova la sua performance all’Expo di Tel Aviv, sede ufficiale della gara. Come per il Giro d’Italia, partito l’anno passato da Gerusalemme, anche per l’Eurovision Song Contest si sono strette le maglie della sicurezza, già molto alte in Israele. Sono circa 20mila gli agenti schierati sul campo – ha spiegato il portavoce della polizia Micky Rosenfeld – per assicurare che “tutto si svolga secondo i piani”. Per l”Orange Carpet’ di questa sera è stata chiusa un’intera zona della città e i controlli per accedere alla manifestazione sono piuttosto severi. La polizia ha presidiato anche l’area in riva al mare a sud di Tel Aviv dove questo pomeriggio ha inaugurato il Villaggio dell’Eurovision, vero e proprio baricentro alternativo alla gara all’Expo dove a fare da madrina nelle dirette tv sarà la top model Bar Refaeli insieme a Erez Tal e Assi Azar.Le forti misure di sicurezza tuttavia non hanno minimamente intaccato l’atmosfera di festa che si respira in tutta la città: l’organizzazione – la spesa totale si dice si aggiri attorno a 120 milioni di shekel, circa 24 milioni di euro – ha puntato ad un’accoglienza in grande stile non solo per le 41 delegazioni estere ma anche per le migliaia di turisti previsti o già arrivati. Come per il Giro, anche l’Eurofestival (nato sul modello Sanremo nel 1956) ha il suo coté politico: se il Movimento per il boicottaggio di Israele, con in testa Roger Waters ex Pink Floyd, ha chiesto nelle settimane passate agli artisti e alla stessa Madonna di non partecipare alla gara, l’Autorità nazionale palestinese (Anp) è andata all’attacco della manifestazione. Ed ha chiesto all’Unione europea di diffusione che Israele, “potenza occupante”, ritiri spot video di “propaganda inaccettabili” girati “a Gerusalemme occupata”. Questo – ha detto il ministero degli affari esteri palestinese in diverse lettere inviate all’Unione – “per rispetto dei diritti del popolo palestinese e della legge internazionale”.”Io – ha detto Mahmood in conferenza stampa questa mattina a chi gli chiedeva che effetto gli facesse con il suo nome cantare in Israele – sono un cantante italiano venuto a cantare in Israele. Sarebbe stato sbagliato non essere qua”. “Già che si faccia un festival europeo – ha spiegato l’artista in alto nei pronostici – è un passo avanti per unire i popoli. La musica è un modo di unire e l’Eurovision è un buon punto di partenza”. A tutti i partecipanti sono arrivati oggi gli auguri del premier Benyamin Netanyahu ma soprattutto a Kobi Merimi, concorrente israeliano a cui piacerebbe molto bissare la vittoria di Netta Barzilai.

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Iene, niente ultima puntata per Nadia Toffa
La trasmissione, “ci guarderà dalla tv, forza Nadia!”

13 maggio 201913:41

Nadia Toffa non ha partecipato ieri all’ultima puntata de Le Iene. A comunicarlo è stata la trasmissione di Italia1 sul suo sito iene.it. “La conduttrice – ha spiegato il programma – ha intrapreso una cura che è un po’ stancante e ha deciso di conservare le energie riposandosi a casa”. “Stasera ci guarderà dalla tv”, hanno scritto Le Iene, “e ci terrà informati. E’ la nostra ultima puntata, quindi continueremo ad aggiornarvi dal nostro sito e sui social sulle condizioni di salute della nostra guerriera”. Alla conduzione ci saranno Giulio Golia, Matteo Viviani e Filippo Roma, che insieme a tutta la redazione della trasmissione di Italia1 mandano un grosso abbraccio alla Toffa e le urlano “Forza Nadia”!.
L’inviata e co-conduttrice delle Iene da tempo è impegnata nella battaglia contro il cancro, che ha raccontato sui social e in un libro, ‘Fiorire d’inverno’ (Mondadori).
Premio Strega Europeo, vince David DiopSesta edizione dedicata a Megalizzi

TORINO12 maggio 201920:12

– David Diop, con ‘Fratelli d’anima’, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Giovanni Bogliolo, è il vincitore del Premio Strega Europeo 2019, con 11 voti sui 22 espressi. La sesta edizione del Premio è stata dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico di Trento ucciso a Strasburgo nell’attentato dell’11 dicembre scorso.
“Inseguo le mie passioni: il giornalismo e l’Europa. Vorrei che i giovani come me lo capissero. Mai come oggi un’Europa unita è cruciale e mai come oggi siamo a un passo dal distruggerla” aveva scritto Megalizzi. Alla cerimonia di premiazione, al Circolo dei lettori di Torino nell’ambito della rassegna Salone OFF, erano presenti i familiari di Antonio Megalizzi, Anna Maria Cutrupi e Federica Megalizzi, e Luana Moresco, a cui Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha consegnato la targa dedicata ad Antonio.
Diop, i migranti muoiono per una guerra senza nomeParla il vincitore del Premio Strega Europeo

TORINO12 maggio 201920:38

L’idea di scrivere ‘Fratelli d’anima’ (Neri Pozza) è venuta a David Diop, vincitore del Premio Strega Europeo 2019, leggendo le lettere scritte dai francesi al fronte durante la prima guerra mondiale. “Lettere molto emozionanti, che mi hanno colpito: spesso, quando le famiglie le ricevevano, loro erano già morti. Erano stati troppo tempo nella terra di nessuno. Mi sono chiesto allora se ci fossero delle lettere dei fucilatori senegalesi che esprimevano altrettanta intimità con la guerra. Ne ho trovate, ma sono lettere impersonali, amministrative , contabili. E così ho immaginato di scrivere io una lettera fittizia scegliendo come personaggio un contadino che non parlava francese. Ho scelto di essere il primo traduttore dei suoi pensieri” racconta David Diop, che è nato a Parigi, è cresciuto in Senegal e vive a Pau, vicino a Bordeaux e con questo libro ha già vinto il ‘Prix Goncourt des Lyceens 2018′.”Sono molto felice di vincere il Premio Strega Europeo perché il primo editore con cui ho firmato la pubblicazione all’estero è Neri Pozza e sono tradotto in 12 lingue. E per me è importante perché posso far vedere che la storia d’Europa e dell’Africa sono legate le une alle altre da tanto tempo. I premi letterari in generale permettono a un romanzo, anche se tratta in maniera fittizia un lembo della storia, di far entrare molti lettori europei in momenti della storia che non conoscono. Una delle virtù della letteratura è quella di emozionare il lettore. Le cose a cui si fa riferimento possono essere approfondite in maniera oggettiva dopo” dice Diop. Fratelli d’anima è dunque “il primo racconto dei pensieri intimi del protagonista che a poco a poco perde la ragione. Ho restituito le emozioni che ho provato” spiega Diop che racconta come sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi ci fossero pure i fucilieri senegalesi.”La prima guerra mondiale è stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere, almeno 300 mila combattenti venivano dal’Africa. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Poi, nel ’70-73 quando l’Europa ha avuto bisogno di operai, ha di nuovo chiamato l’Africa. La situazione attuale è molto triste. Ho sentito dire a un giornalista che il Mediterraneo è un cimitero marino, ma in un cimitero ci sono le tombe e ci si può raccogliere intorno mentre nel mare sono tutti anonimi. Dare un nome a un morto in questo caso non è più possibile. Durante la prima guerra mondiale c’è stato un numero incalcolabile di soldati africani, europei, tedeschi, francesi , italiani che sono morti senza sepoltura. Sono i dispersi, divorati dalla terra così come questi migranti sono divorati dal mare. I migranti di oggi sono morti per una guerra che non ha nome” dice lo scrittore. Diop ha cercato in Fratelli d’Italia di restituire l’emozione che ha provato leggendo “queste lettere che sono vere, lettere di poilus, come venivano chiamati i soldati francesi nella prima guerra mondiale ,che non potevano sbarbarsi. Ho fatto delle ricerche storiche sui tiratori e ho letto tutti i testi senza prendere appunti, perché venisse alla luce in un secondo tempo quello che mi aveva emozionato. C’è una sorta di trasversalità dell’emozione che ho cercato di mantenere nel mio scritto”.E da qui ha voluto inventare un personaggio con una certa individualità e sensibilità particolare. Ho voluto andare oltre i pregiudizi e le apparenze per lasciar trasparire una personalità”. La difficoltà è proprio questa: “Nella storia dell’impero coloniale francese , ma forse vale anche per altri Paesi europei, si è voluto classificare l’etnia africana senza interessarsi alla sensibilità dell’individuo e a quella che era la loro civiltà e il loro apporto specifico”.
Cancellate tre puntate di ‘Che fuori tempo che fa’Cancellate le ultime tre puntate. Lo ha annunciato Fabio Fazio in apertura della trasmissione. Rai: “Nessun taglio, ma “normali forme di cambiamento legate ai periodi elettorali”

13 maggio 201914:51

Che fuori tempo che fa, l’appuntamento con Fabio Fazio del lunedì sera, chiuderà lunedì con tre settimane di anticipo: lo ha annunciato lo stesso conduttore in apertura della puntata di Che tempo che fa. “Un avviso al nostro pubblico: domani sarà l’ultima puntata del lunedì sera, ci è stato comunicato che le ultime tre non andranno in onda”, ha detto Fazio, che ha ringraziato il pubblico e ricordato i risultati di ascolto di Che fuori tempo che fa: 13% di share e un milione e mezzo di spettatori di media.Nessun taglio, ma “normali forme di cambiamento” della programmazione, legate “ai periodi elettorali”, sostiene la direzione di Rai1. “Come già era avvenuto nei lunedì successivi alle recenti tornate amministrative – spiega la direzione di Rai1 – anche per le elezioni europee Porta a Porta prenderà il posto di Che Fuori Tempo che Fa in seconda serata il lunedì. Il 20 maggio per poter articolare il calendario della comunicazione elettorale prima della consultazione, concordemente con la Commissione di Vigilanza. Il 27 maggio, a seguire le elezioni, perché come di consueto sarà Porta a Porta a commentare i risultati con uno Speciale, secondo tradizione. E per la settimana successiva, perché (anche a seguito di verifiche con la struttura) è stata considerata l’opportunità di non riprendere per una sola puntata dopo una lunga interruzione, riducendo così ai minimi costi elevati e spese inutili e recuperando anche sulle spese generate dal fermo. Il che rientra nelle normali forme di cambiamento anche radicale dei palinsesti, dovuto ai periodi elettorali”.Da tempo Fazio è nel mirino della Lega e di Matteo Salvini: il vicepremier e ministro dell’Interno ha ribadito più volte la sua decisione di non accettare l’invito del conduttore a Che tempo che fa: Ci andrò quando si sarà tagliato lo stipendio”, ha spiegato. “Mi dispiace – ha replicato in diretta una settimana fa – perché al di là della sua opinione su di me, che non mi permetto in questa sede di discutere, sarebbe stato invece interessante consentire al pubblico di Che tempo che fa di poter ascoltare le sue opinioni circa i temi dell’Europa, i recenti fatti tragici di Napoli, e naturalmente tutta l’attualità politica. Naturalmente la sua posizione è legittima, confido che ci sia un’occasione nella prossima stagione”.”Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti, su Facebook, sulla cancellazione di tre puntate del programma di Fabio Fazio.

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Incassi, Pokémon in vetta con 2.4 milioni
Slitta di una posizione Avengers, guadagno totale supera 28 mln

ROMA13 maggio 201913:36

– Pokémon – Detective Pikachu debutta balzando in testa alla classifica del box office italiano, che registra tantissime nuove entrate questa settimana, con 2 milioni 394 mila euro e la media di 4605 euro su 520 schermi.
Slitta di una posizione Avengers: Endgame che cala del 66% guadagnando un altro milione 353 mila euro e raggiungendo la spaziale cifra totale di 28 milioni 302 mila euro in 3 settimane. Al terzo e quarto posto altri due esordienti Ted Bundy – Fascino Criminale che incassa 591 mila euro e Pet Sematary con 564 mila. Al quinto c’è Stanlio e Ollio con 451 mila euro per un complessivo di 1 milione 711 mila e Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani con Paola Cortellesi che incassa 246 mila euro (4 milioni 800 mila in 4 settimane). Nella top 10 altre tre novità: Red Joan al 7/o posto, Il grande spirito all’8/o, I figli del fiume giallo al 10/o.
Bellocchio e l’altra Italia sulla CroisetteDi scena Guadagnino, Mattotti, Sesti e Ferrara

12 maggio 201920:35

Un solo film italiano in concorso al Festival di Cannes, firmato Marco Bellocchio, ‘IL TRADITORE’, con il racconto di un eroe tragico come Tommaso Buscetta, pentito di mafia per eccellenza come vittima del suo stesso tradimento che gli costò lo sterminio della famiglia. “Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Buscetta, ma Totò Riina e i Corleonesi. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica” così vede Bellocchio questa storia con Pierfrancesco Favino nei panni del boss palermitano.Ma sulla Croisette troviamo anche THE STAGGERING GIRL di Luca Guadagnino (Quinzaine des Réalisateurs); LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Lorenzo Mattotti (Un Certain Regard); CINECITTÀ – I MESTIERI DEL CINEMA. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti (Cannes Classics); LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo (Cannes Classics); QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform (Quinzaine des Réalisateurs) e, infine, TOMMASO di Abel Ferrara (Séances Spéciales).THE STAGGERING GIRL di Guadagnino (Chiamami col tuo nome) è un mediometraggio ambientato nel mondo della moda con protagonista Julianne Moore nel ruolo di Francesca, scrittrice che vive a New York, ma deve tornare a Roma per occuparsi della madre anziana. E’ un viaggio nel mondo femminile, con nel cast anche Kyle MacLachlan, Marthe Keller, KiKi Layne, Mia Goth e Alba Rohrwacher che interpretano la madre in diverse fasi della sua vita. Il film vede la collaborazione con lo sceneggiatore Michael Mitnick, il compositore Ryuichi Sakamoto e lo stilista Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino.LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Mattotti è una storia per bambini scritta e disegnata da Dino Buzzati a puntate per il Corriere dei Piccoli nel 1945. Di scena le vicende di un gruppo di orsi che, durante un inverno molto rigido, decidono di scendere a valle e invadere il Granducato di Sicilia, in cerca di cibo e possibilità di sopravvivenza. Da lì, poi, la reazione del Granduca e degli uomini che abitano quelle terre. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti è invece il primo episodio di una serie prodotta da Erma Pictures in coproduzione con Istituto Luce Cinecittà, in onda prossimamente su Sky Arte. Sesti ricorda i suoi incontri con Bertolucci, le numerose interviste pubblicate su giornali e settimanali, quelle in video per i film di Bertolucci in DVD, prima di una lunga conversazione in video con lui, completamente inedita, realizzata poco più di un anno fa per una serie dedicata ai “mestieri del cinema”.LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo è il ritratto dell’attrice che ha rivoluzionato la rappresentazione della donna nel cinema, incarnando un modello femminile diverso da tutte le dive che l’hanno preceduta. Ovvero un’icona dell’italianità e della donna vera, in opposizione a quelle modellate sul desiderio maschile.QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform è invece una lunga ripresa dell’isola di Funafuti, dove siccità e inondazioni compaiono ad un ritmo costante e ininterrotto. Il flusso di entrambi gli eventi si riflette nei luoghi e nelle azioni degli abitanti, dando l’impressione che i fenomeni estremi dell’isola siano familiari. Funafuti, nell’arcipelago di Tuvalu, è diventata negli ultimi anni la scena di un fenomeno unico. A causa del riscaldamento anormale del mare, l’acqua salata filtra nel sottosuolo attraverso il terreno poroso, provocando inondazioni che mettono a repentaglio il futuro della vita su quest’isola.Infine, TOMMASO di Abel Ferrara, ovvero la storia di un artista americano (Willem Dafoe) che vive a Roma (il film è girato in gran parte all’Esquilino) con la sua giovane moglie europea Nikki (Cristina Chiria) e la loro figlia di tre anni, Dee Dee (Anna Ferrara). Interpretate rispettivamente da moglie figlia del regista.

Cannes, Maradona e Sir Elton fuori garaBiopic delle due star, e ancora Lelouch, Refn e Nakache-Toledano

12 maggio 201915:18

– Un fuori concorso da urlo, quello del 72/o Festival di Cannes (14-25 maggio), che mette in campo due divi come Maradona ed Elton John, capaci di fare ombra a tutti sul tappeto rosso, star hollywoodiane comprese.
Solo sei film in questa sezione, di cui appunto due biopic che vengono dall’Inghilterra, ROCKETMAN e LA VITA DI MARADONA; un fantasy, LA BELLE ÉPOQUE; una serie tv (TOO OLD TO DIE YOUNG) firmata da Nicolas Winding Refn, un sequel su un amore senza fine come LES PLUS BELLES ANNES D’UNE A VIE di Claude Lelouch e, infine, HORS NORMES (THE SPECIALS) di Olivier Nakache ed Eric Toledano.
Incassi Usa, inarrestabili AvengersDetective Pikachu debutta al 2/o posto, poi Attenti a quelle due

12 maggio 201920:28

– Con altri 63 milioni di dollari rastrellati nel week end sul mercato nord americano, prosegue inarrestabile la marcia di Avengers: Endgame, che arriva a quota 723,4 milioni di dollari casalinghi. E’ il terzo maggior incasso di sempre, dietro Avatar (760 milioni) e Star Wars – Il risveglio della forza (936 milioni). A livello mondiale il film dei fratelli Russo è ormai a quota 2,48 miliardi di dollari, sempre più vicino al record assoluto di Avatar (2,78 miliardi).
Debutto in seconda posizione per Detective Pikachu: il film di Rob Letterman con il mostriciattolo giallo ispirato all’omonimo gioco Nintendo ha raccolto 58 milioni di dollari nel fine settimana. Sul terzo gradino del podio un’altra new entry, la commedia Attenti a quelle due (The Hustle), di Chris Addison, con 13,5 milioni di dollari.
È morta Doris Day, la ‘fidanzata d’America’La popolare attrice e cantante aveva da poco compiuto i 97 anni

13 maggio 201916:30

E’ morta Doris Day, la popolare attrice e cantante americana, salita alle cronache come la ‘fidanzata d’America’. Aveva 97 anni da poco compiuti. Lo annuncia la sua fondazione, secondo quanto riportato dai media americani.

Figlia di un musicista e di un’appassionata d’arte , entrambi profughi dalla Germania del primo dopoguerra, Doris Mary, il cui vero nome era Anne Kappelhoff, arriva al successo dopo un’infanzia travagliata: prima la morte del fratello maggiore, poi la separazione dei genitori, infine un drammatico incidente d’auto che le preclude il sogno di diventare ballerina classica. Sceglie di seguire la passione del padre per il canto. Allo scoppiare del secondo conflitto mondiale e’ già una star. E tuttavia sarà il cinema a cambiarle la vita, grazie ad un incontro casuale con il regista Michael Curtiz. Un successo immediato che la porta ad un lungo contratto con la Warner e a 39 film nel ruolo che la renderà famosa, di fidanzata d’America. Sono quasi tutte commedie sorridenti e rassicuranti, ma sempre realizzate con impeccabile professionismo da ”Te’ per due” a ”Non sparare, baciami” (il suo preferito) diretti a ritmi alterni da Curtiz e David Butler. Allo scadere del contratto con la Warner, gira con Hitchcock ”L’uomo che sapeva troppo” poi forma una coppia d’oro con Rock Hudson che ricordera’ sempre come il suo partner prediletto. Alla morte del marito, nel ’69, si allontana dal grande schermo per la tv dove il ”Doris Day Show” otterra’ immutato successo fino al ’75. Negli ultimi anni, vegetariana convinta e attivista repubblicana, viveva in un ranch, circondata dagli amati cani. Un secondo matrimonio si era concluso con un divorzio dopo soli sei anni.

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Fremaux, Delon contestato? Non è Nobel..
Attore in mirino femministe e criticato per posizioni pro Le Pen

CANNES13 maggio 201917:10

– “Le contestazioni a Delon? Lo premiamo con la Palma d’oro alla carriera non con il Nobel per la pace” dice il delegato generale del festival di Cannes Thierry Fremaux incontrando la stampa internazionale alla vigilia della 72/a edizione. Il riconoscimento al mito del cinema francese è stato oggetto di contestazione dalle femministe che sottolineano come Delon abbia ammesso atteggiamenti violenti durante le sue relazioni e anche da chi ricorda Alain vicino alle posizioni del Fronte Nazionale di Le Pen e sue dichiarazioni contro l’omosessualità.
“Nessuno è perfetto – ha detto Fremaux di Delon – ma contraddizioni sono nella storia di ciascuno. Posso non essere d’accordo con quello che ha detto in passato, ma dobbiamo anche contestualizzarlo: Delon appartiene ad un’altra generazione e a ben dire il Fronte di Le Pen rappresenta il 20 per cento dei francesi. Noi qui premiamo l’attore, l’artista che ha incantato Visconti e ci ha fatto sognare al cinema”.
Solo cose belle, una casa famiglia in commediaIl film nasce dall’esperienza della Comunità di Don Benzi

13 maggio 201909:59

In un momento storico in cui rabbia e diffidenza verso l’altro dominano la cronaca, arriva la commedia Solo cose belle, opera prima di Kristian Gianfreda che racconta con delicatezza, humour e verità la vita in una casa famiglia e le reazioni che può scatenare il doversi confrontare all’improvviso con questa movimentata realtà. Il film, in sala dal 9 maggio, nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, e delle centinaia di case famiglia dell’Associazione.Un imprimatur di veridicità, arricchito da un ottimo cast, che unisce attori professionisti (fra gli altri, Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi, Erica Zambelli, Patrizia Bollini) ed esordienti, come i due giovani protagonisti, Idamaria Recati e Luigi Navarra, Francesco Yang, 14enne cinese solare e pieno di vita reso disabile da un’ipossia alla nascita, che vive realmente in una casa famiglia e il 40enne Marco Berta, che frequenta da anni un centro diurno dell’associazione. L’idea di base del film “è che quelli che vengono a volte considerati ultimi della società, possono invece essere le persone che danno al resto della comunità la dimensione e la misura giusta per vivere, possono aiutare a far diventare la società migliore” dice Gianfreda.    Evitando pietismi o stereotipi e puntando a una forma di racconto pensata per un pubblico ampio, il film prende il via dall’arrivo in un paese della provincia emiliana, di una casa famiglia, in un antico palazzo donato in beneficenza. A guidare il gruppo, Stefano (Marco Brambini), la moglie Diana (Zambelli) che si prendono cura, insieme al loro figlio, ancora bambino, di Ivana, ex prostituta e mamma (Caterina Gramaglia), un immigrato che sta per diventare padre (Aaron T. Maccarthy) un adolescente con un passato di crimini, Kevin (Navarra), l’appassionato di barchette e giornali ‘Marcone’ e Francesco detto Ciccio. Gli abitanti del paese, diffidenti verso i nuovi arrivati, chiedono una risposta forte al sindaco, in piena campagna elettorale (Borghetti). Ma sarà proprio la figlia sedicenne del primo cittadino, Benedetta (Recati), ad aprirsi a quella realtà, grazie anche all’incontro con Kevin. Gli attori (che hanno lavorato al minimo sindacale per aiutare il progetto) si sono preparati anche visitando vere case famiglia: “Ho potuto parlare con tante mamme di casa famiglia – racconta Erica Zambelli .- Ho visto come funzionavano quelle strutture, e ho cercato di prendere per il mio personaggio un pezzettino di ogni madre che ho conosciuto. Questo film ha cambiato la mia visione della vita”.
Sainz Borgo, mio Venezuela allo sbandoLa scrittrice a Torino con il primo romanzo ‘Notte a Caracas’

TORINO13 maggio 201909:58

– KARINA SAINZ BORGO, ‘NOTTE A CARACAS (EINAUDI, PP. 208, EURO 17) – E’ un “romanzo politico” ma non “politicizzato”, ‘Notte a Caracas’ con cui la venezuelana Karina Sainz Borgo si è imposta all’attenzione di pubblico e critica. Nel libro, pubblicato in Italia da Einaudi nella traduzione di Federica Niola, la scrittrice, che vive in Spagna da 13 anni, ci fa entrare, attraverso le voci delle donne, nella violenza e nell’impunità in cui è sprofondato il Venezuela.
“Notte a Caracas è una lettera d’amore a un Paese che poteva essere la culla del progresso e non lo è stato. L’ho scritto per esorcizzare. Ho un rapporto molto doloroso con il mio Paese.
L’ho lasciato 13 anni fa e sono fortunata, perché ho potuto scegliere, ma ci è voluto molto tempo prima che riuscissi a parlare del Venezuela” racconta la Sainz Borgo, che ha 37 anni e vive a Madrid, al Salone del Libro di Torino.
“La situazione politica in Venezuela è molto peggiore di quella che racconto. Il governo sta dimostrando in modo inequivocabile che è contro la democrazia, contro il proprio popolo. Non ci sono gli elementi primari per vivere: non c’è cibo, medicine. E’ un paese allo sbando” spiega la scrittrice. E dice che ‘Notte a Caracas’ “è una storia piena di femminilità e di femminile, anche perché nella società da cui provengo la madre è una figura centrale, si fa carico dei problemi, delle tragedie. Non volevo allacciarmi al femminismo più battagliero degli ultimi periodi, volevo creare questa idea di società dove le donne sono molto presenti, anche perché sono molto superiori numericamente degli uomini”. La storia di Adelaida, che cerca solo di sopravvivere finché un giorno scopre che il suo appartamento è stato sequestrato e devastato da una banda di donne legate al regime, viene raccontata da sua figlia. Il libro si apre con la morte della madre in una terra che poteva essere meravigliosa ed è dominata dalla corruzione. “Ci sono delle parti di pura finzione, però il contesto, le esperienze necessarie per scrivere questo libro sono cose che mi sono accadute o che sono andata a cercare. Il romanzo non riporta volutamente date o nomi di personaggi politici. Ho fatto questa scelta per renderlo più universale e vicino al lettore finale, ma dovevo creare una muscolatura che fosse totalmente reale” dice.
Se “perdiamo la madre, il nostro Paese e il nostro lavoro, in un modo o nell’altro siamo orfani. E quindi la figura e l’allegoria della madre è un modo per sintetizzare qualcosa di assolutamente nostro” sottolinea la scrittrice. “Sono sorpresa dal successo del libro. E’ il primo che ho pubblicato, ma è il terzo romanzo che scrivo. In ogni Paese vengono date interpretazioni diverse a questa storia. In Italia le case editrici lo hanno considerato un libro importante, che doveva essere pubblicato. In Francia è stato avvicinato all’Olocausto. Ora è presente in 23 paesi e man mano che viene pubblicato imparo qualcosa di nuovo” spiega la scrittrice che sta preparando un nuovo libro. “Lavoro da un po’ a una nuova storia che ha, ancora una volta, molti rapporti con la morte e il femminile. Non sarà ambientata in Venezuela, è una storia latinoamericana” racconta Karina Sainz Borgo che collabora alla pagina culturale di giornali e radio spagnoli, tra cui a Zenda, il progetto di Arturo Perez Reverte che “ha riunito – racconta – molti scrittori e giornalisti giovani per un sito web dedicato alla letteratura e ai libri. E adesso stiamo cominciando a pubblicare libri, classici della letteratura e d’avventura”.

Premio Strega Europeo, vince David DiopSesta edizione dedicata a Megalizzi

TORINO12 maggio 201920:12

– David Diop, con ‘Fratelli d’anima’, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Giovanni Bogliolo, è il vincitore del Premio Strega Europeo 2019, con 11 voti sui 22 espressi. La sesta edizione del Premio è stata dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico di Trento ucciso a Strasburgo nell’attentato dell’11 dicembre scorso.
“Inseguo le mie passioni: il giornalismo e l’Europa. Vorrei che i giovani come me lo capissero. Mai come oggi un’Europa unita è cruciale e mai come oggi siamo a un passo dal distruggerla” aveva scritto Megalizzi. Alla cerimonia di premiazione, al Circolo dei lettori di Torino nell’ambito della rassegna Salone OFF, erano presenti i familiari di Antonio Megalizzi, Anna Maria Cutrupi e Federica Megalizzi, e Luana Moresco, a cui Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha consegnato la targa dedicata ad Antonio.
In mostra a NY le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK12 maggio 201914:41

– A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria. “Non erano semplicemente muse silenziose”, sottolinea anticipando le polemiche. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.

Bellocchio e l’altra Italia a CannesDi scena Guadagnino, Mattotti, Sesti e Ferrara

12 maggio 201914:18

– Un solo film italiano in concorso al Festival di Cannes, firmato Marco Bellocchio, ‘IL TRADITORE’, con il racconto di un eroe tragico come Tommaso Buscetta, pentito di mafia per eccellenza come vittima del suo stesso tradimento che gli costò lo sterminio della famiglia.
Ma sulla Croisette troviamo anche THE STAGGERING GIRL di Luca Guadagnino (Quinzaine des Réalisateurs), mediometraggio ambientato nel mondo della moda; LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA di Lorenzo Mattotti (Un Certain Regard), dalla storia per bambini scritta e disegnata da Dino Buzzati; CINECITTÀ – I MESTIERI DEL CINEMA. BERNARDO BERTOLUCCI: NO END TRAVELLING di Mario Sesti (Cannes Classics); LA PASSIONE DI ANNA MAGNANI di Enrico Cerasuolo (Cannes Classics); QUELLO CHE VERRÀ È SOLO UNA PROMESSA di Flatform (Quinzaine des Réalisateurs) e, infine, TOMMASO di Abel Ferrara (Séances Spéciales).
Rai: chiusura anticipata per ‘Che tempo che fa’, l’annuncio di Fazio

13 maggio 201910:51

In apertura della puntata di Che Tempo che Fa domenica sera su Rai1 Fabio Fazio ha annunciato che lunedì 13 maggio andrà in onda l’ultima puntata di Che Fuori Tempo che fa: “Prima di iniziare, solo un avviso al nostro pubblico, per tutti coloro che ci seguono al lunedì con Che Fuori Tempo Che Fa, – ha affermato – vorrei ricordavi che domani sarà la nostra ultima puntata. Ci è stato comunicato che le ultime tre previste non andranno in onda e quindi per tutti gli appassionati di Maurizio Crozza, del Mago Forest, di Raul Cremona, di tutti noi e di Max Pezzali vi aspetto domani sera e grazie per essere stati con noi quest’anno: più’ del 13 % e 1 milione e mezzo di telespettatori di media. Grazie molte”.

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Chiude Salone Libro, ma è già successo
In aumento vendite e visitatori, oggi la conferenza finale

TORINO13 maggio 201911:14

– Ultimo giorno del Salone del Libro.
Archiviate le polemiche che lo hanno preceduto per la presenza e poi l’estromissione dagli stand dell’editore Altaforte, la buchmesse si avvia alla conclusione. Questa sera, alle ore 18, la conferenza stampa di chiusura della 32esima edizione, quella della rinascita, con la nuova organizzazione dopo il fallimento della Fondazione per il libro. I primi bilanci sono comunque positivi, con biglietti e vendite in aumento, anche se per i dati ufficiali bisogna ancora attendere.
L’ultimo giorno del Salone è dedicato alle visite degli studenti. Ancora tanti gli appuntamenti in programma, tra i quali la presentazione del libro di Massimiliano Allegri, ‘E’ molto semplice’, nella Sala Rossa del Lingotto alle ore 18. Tra i protagonisti di ‘Racconti di sport’, gli appuntamenti che il Salone dedica alla cultura sportiva, anche Arrigo Sacchi, che presenta ‘La coppa degli immortali’, libro in cui racconta la conquista della Champions col Milan a trent’anni di distanza.

S.Cecilia,Temirkanov dirige TchaikovskijCon la Filarmonica di San Pietroburgo la violinista Sayaka Shoji

13 maggio 201911:29

– Il maestro Yuri Temirkanov torna a Santa Cecilia con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo per un concerto dedicato a due giganti della musica russa, Tchaikovskij e Prokof’ev (Auditorium Parco della Musica giovedi 16 maggio, alle 20:30; repliche venerdì 17 alle 20:30 e sabato 18 alle 18). Del primo saranno eseguiti il Concerto per violino e Orchestra con la violinista giapponese Sayaka Shoji, e la Polonaise dall’ Evgenij Onegin. Di Prokof’ev la Sinfonia n.5. Termirkanov ha diretto le principali orchestre europee, tra cui i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, di cui è direttore onorario. Sayaka Shoji ha vinto il Premio Paganini nel 1999, diventando la prima artista giapponese e la più giovane di sempre ad aggiudicarsi il riconoscimento. Suona un violino Recamier Stradivari del 1729.
Il Teatro Regio di Parma compie 190 anniIl 16 e 25 maggio giochi, visite e incontri svelano sua storia

PARMA13 maggio 201911:31

– Il 16 maggio 1829, con l’opera Zaira, composta per l’occasione da Vincenzo Bellini, Maria Luigia inaugurò a Parma il Nuovo Teatro Ducale, che la duchessa volle donare alla città. Dopo 190 anni, il Teatro Regio di Parma festeggia, giovedì 16 e sabato 25 maggio, con giochi, visite speciali e incontri aperti a chi vorrà ammirarne l’immutata bellezza e scoprire aneddoti e curiosità dei suoi quasi due secoli di storia.
Il Regio ha vissuto e accompagnato le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato la produzione operistica italiana e internazionale, mantenendo al contempo la capacità di interpretare un ruolo propulsivo per lo sviluppo culturale e sociale del suo territorio e della sua comunità. Tra i vari appuntamenti, la serata inaugurale del Nuovo Teatro Ducale sarà rievocata in un incontro, nel Ridotto del teatro giovedì 16 alle 17. La conversazione sarà impreziosita dall’esecuzione dal vivo di alcuni brani tratti dall’opera Zaira. La sala resterà poi aperta per visite gratuite fino alle 19.

Serata trionfale per Devia a BolognaAll’Auditorium Manzoni, da sola o in duetto con il tenore Kunde

BOLOGNA13 maggio 201911:48

– La più bella serata di musica delle ultime stagioni del Teatro Comunale di Bologna: la soprano Mariella Devia, al ritorno nei cartelloni bolognesi dopo il debutto nel 2013 nel ruolo di Norma, è stata salutata il 12 maggio da un vero e proprio trionfo dal foltissimo pubblico dell’Auditorium Manzoni. Con lei il tenore americano Gregory Kunde e il direttore Paolo Arrivabeni alla guida dei complessi artistici, orchestra e coro, del Comunale.
Serata attesissima per una delle più amate belcantiste del panorama lirico internazionale, la cantante ligure ha presentato da sola e in duetto con Kunde, alcuni dei suoi cavalli di battaglia, “Qual prodigio… Non fu sogno” da I Lombardi alla prima crociata di Verdi, “Com’è bello, quale incanto” dalla Lucrezia Borgia di Donizetti e naturalmente “Casta Diva” e “In mia mano alfin tu sei” dalla Norma di Bellini. Intervallati da brani affidati alla splendida voce di Kunde e a brani strumentali e corali.
In mostra a New York le donne di PicassoDa Fernande a Jacqueline, “non solo muse silenziose”

NEW YORK13 maggio 201913:34

A dispetto delle polemiche scatenate dal movimento #MeToo che l’anno scorso avevano fatto definire il maestro del cubismo un “malato di misoginia”, salgono alla ribalta a New York le donne di Pablo Picasso. Una grande mostra, “Da Fernande a Jacqueline”, presenta da Gagosian su Madison Avenue 35 opere ispirate alle sue muse. Dipinti, disegni e sculture testimoniano il “ruolo centrale” avuto da Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Sylvette David e Jacqueline Roque nella vita di Picasso, spiega la galleria.La mostra è stata organizzata con la collaborazione di eredi dell’artista per onorare la memoria dello storico dell’arte britannico John Richardson, il biografo di Picasso, morto in marzo a 95 anni. Quando una donna entrava nella vita di Picasso tutto cambiava: l’arte, la casa, la poesia, perfino il cane, confidò una volta proprio a Richardson Dora Maar. La mostra di New York, aperta fino al 22 giugno, è una di tre organizzate in questi mesi sulle donne di Picasso: in giugno Dora Maar e Olga Khokhlova saranno il soggetto di rassegne separate al Centre Pompidou di Paris (dal 5 giugno al 29 luglio) e al CaixaForum di Madrid dal 19 giugno al 22 settembre.Da Gagosian ci sono pezzi celebri, come il quadro “Il sogno” del 1932 che il tycoon dei casinò Steve Wynn danneggiò con gomitata alla vigilia della vendita: raffigura Marie-Thérèse addormentata ed è stato prestato dal finanziere Steve Cohen che nel 2013 lo pagò a Wynn 155 milioni di dollari, molto meno del prezzo concordato prima del danno. Il rapporto tra Picasso e le sue donne ha portato a rivisitare la sua legacy alla luce del movimento #MeToo. Lo scorso novembre, in un atto di “guerrilla art”, Michelle Hartney affisse una didascalia accanto a “The Dreamer” del 1932 al Metropolitan di New York in cui condannava Picasso per “la malattia mentale della misoginia” e lo criticava per aver cominciato la relazione con la Walther quando lei aveva appena 17 anni.”Non erano semplicemente muse silenziose”, ha replicato Gagosian anticipando le polemiche: “Fernande e Francoise hanno pubblicato libri di memorie; Olga e Marie-Thérèse conservarono vasti archivi di foto e lettere per decenni; Dora diede interviste agli storici dell’arte e documentò la vita di Picasso con le sue fotografie. Le donne di Picasso sono indispensabili per comprendere l’artista e la sua opera”.

Clooney, Catch – 22 e l’assurdità della guerraIl Premio Oscar a Roma per l’anteprima europea della serie Sky

13 maggio 201913:38

– “Catch-22 in America è considerato un caposaldo della letteratura, quindi con Grant Heslov volevamo proprio farlo, perché c’è tanto materiale. Non solo è una storia sull’assurdità della guerra, ma anche sulla difficoltà di combattere il sistema. La tv permette di raccontare bene i personaggi, magari anche prima di ucciderli brutalmente”. Lo ha detto George Clooney a Roma per l’anteprima europea della serie originale Sky Catch – 22, diretta e prodotta dallo stesso premio Oscar che è tra i protagonisti. La miniserie in 6 episodi è in arrivo su Sky Atlantic, in streaming su Now Tv e su Sky On Demand, dal 21/5 (negli Usa sulla piattaforma di streaming Hulu debutta il 17).
Catch – 22 è tratta dall’omonimo romanzo di Joseph Heller, uscito nel 1961 (in Italia con il titolo Comma 22), diventato simbolo dell’antimilitarismo americano e una delle pietre miliari della narrativa contemporanea. Con Clooney anche altri componenti del cast, come Christopher Abbott e Kyle Chandler e il nostro Giancarlo Giannini.
Kering, nuovi standard ‘welfare’ animaliQuello più severo prevede pascoli e agricoltura rigenerativa

13 maggio 201914:05

– Kering innova gli standard in tema di benessere degli animali. L’obiettivo del colosso francese del lusso è assicurare il trattamento migliore per gli animali coinvolti nell’intera catena di approvvigionamento del Gruppo.
Gli standard hanno tre livelli: Bronzo, Argento e Oro, per fornire una guida chiara ai fornitori. L’ultimo definisce le pratiche ‘migliori’ che possono trasformare il settore, come l’abolizione dei recinti d’ingrasso e degli allevamenti intensivi a favore del pascolo; la promozione dell’agricoltura rigenerativa; severe limitazioni nei trasporti o la proibizione dei trattamenti antibiotici. “Auspichiamo un’adozione diffusa degli standard attraverso la collaborazione con i nostri fornitori, il lusso e la moda in senso ampio, e anche con l’industria agro-alimentare, nelle catene di approvvigionamento condivise, al fine di cambiare il modo in cui noi, in quanto società, trattiamo gli animali e la natura” ha detto Marie-Claire Daveu, direttrice dello sviluppo sostenibile di Kering.
Rai: caso Fazio, Salini chiede chiarimenti a Rai1 e Palinsesti Pd attacca: “Censura contro la libertà”

13 maggio 201914:52

L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha scritto ai direttori di Rai1, Teresa De Santis, e del Coordinamento editoriale palinsesti, Marcello Ciannamea, per chiedere chiarimenti sulla vicenda Fazio, in particolare i motivi per cui quella di stasera sarà l’ultima puntata della stagione di Che fuori tempo che fa.Intanto il programma di Fazio, con 3 milioni 595 mila spettatori, pari al 15.03% di share, vince la prima serata della domenica. Che tempo che fa – segnala la Rai – è anche il programma più commentato su Twitter dell’intera giornata. “Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti, su Facebook, sulla cancellazione di tre puntate del programma di Fabio Fazio.Prende posizione l’Usigrai: “Missione compiuta. La versione del lunedì del programma di Fabio Fazio chiude in anticipo. Chi ha eseguito l’ordine di Matteo Salvini e di Marcello Foa? Perché è fin troppo chiaro che la pausa per le elezioni europee è solo una scusa, visto che – nel caso – si sovrappone a 1 sola delle 3 puntate ancora previste”. “Se è vero che l’ad Fabrizio Salini non sapeva nulla – afferma il sindacato dei giornalisti Rai in una nota – è evidente che ci sono ormai 2 aziende: una che risponde agli organigrammi ufficiali, e un’altra parallela che agisce come gruppo autonomo e in coordinamento con ordini che arrivano dall’esterno dell’azienda. È una situazione non più accettabile. Urgente un chiarimento in cda e in commissione parlamentare di Vigilanza”.

Umbria jazz torna a S. Francesco a PratoSono 280 gli eventi dell’edizione 2019 del festiva a Perugia

PERUGIA13 maggio 201915:55

– Il “ritorno” di San Francesco al Prato tra le location di Umbria Jazz, con il progetto ‘Seven Dreams’ commissionato a Uri Caine, è una delle principali novità dell’edizione 2019 del festival in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio. Duecentottanta eventi, per la maggior parte gratuiti.
Dodici diverse location, dai grandi spazi dell’Arena Santa Giuliana e piazza IV Novembre fino al Teatro Morlacchi e al raddoppio dei concerti alla sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria. Una novantina di band in cartellone con centinaia di musicisti.
Tanta musica, dunque, per dieci giorni ininterrottamente dalla mattina a notte fonda, ma anche seminari di formazione con i corsi estivi della Berklee, un concorso per nuovi talenti, enogastronomia, una mostra fotografica in Galleria (‘Closed session’ di Jimmy Katz), iniziative e laboratori per i bambini con il progetto ‘Uj4Kids’ in via della Viola dove sorgerà anche, al Mèliès, il jazz club di quest’anno.
Achille Lauro, scrivo per sorprendereRapper a Salone Libro “Cerco verità, imperfezione, emozioni”

TORINO13 maggio 201915:55

– “Forse nessuno ci crede, ma dietro le parole delle mie canzoni c’è una profonda ricerca linguistica. Quello che cerco è un linguaggio imperfetto, fatto per sorprendere, raccontare cose e vite vere, non quelle che si vogliono sentir raccontare. Mi interessano gli stati d’animo, gli istanti, le visioni”. Così Achille Lauro, star tra i giovanissimi già prima della sua apparizione al festival di Sanremo, con il discusso brano ‘Rolls Royce’, al Salone del Libro.
Con lui, a parlare sul tema ‘E’ la Lingua: Bellezza. La ricerca estetica tra parlati e scritti’, Frankie hi-nrg mc, Francesco Pacifico e Francesca Serafini. “Scrivo canzoni, e adesso anche libri, – spiega Lauro – sempre con l’obiettivo di condividere sensazioni, emozioni, pensieri liberi con chi è interessato. La creatività, l’arte, la musica mi hanno salvato la vita, e penso che questo possa essere un percorso per altri.
Nel mio libro c’è la mia storia. Ero un dannato, un disperato e adesso sono qui. Mi piacerebbe che qualcuno ne facesse un film”.
Restaurata Sala Elementi Palazzo VecchioRecuperati gli affreschi, con finanziamento privato 800mila euro

FIRENZE13 maggio 201916:36

– Torna completamente fruibile e restaurata nella sua interezza, dopo due anni di lavori, la maestosa Sala degli elementi, che apre il quartiere degli elementi al 3/o piano del museo di Palazzo Vecchio a Firenze. Il recupero degli affreschi delle pareti e del soffitto è stato possibile grazie al finanziamento della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti onlus. L’importo totale dei lavori ammonta a circa 800mila euro ed è inserito nel progetto ‘Flic’ (Florence I care) che coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini. L’esecuzione dei lavori è stata aggiudicata all’Associazione temporanea d’impresa ‘Meridiana-Mannucci-Techne’. “Questa bellissima Sala viene restituita ai cittadini e ai turisti completamente restaurata – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella -. E’ meraviglioso poter godere dei colori ritrovati degli affreschi e delle tavole del soffitto. In questi anni non abbiamo mai smesso di valorizzare Palazzo Vecchio”.
Restauri Giotto S. Croce, 3 anni lavoriPer Storie San Francesco al via nuovo intervento dopo 70 anni

FIRENZE13 maggio 201916:39

– A 70 anni dall’ultimo intervento, è in partenza un nuovo restauro per il ciclo di Giotto con le Storie di San Francesco, dipinto intorno al 1325 in Santa Croce nella Cappella Bardi e oggetto di vicende conservative tormentate. L’operazione, affidata all’Opificio delle pietre dure di Firenze, durerà tre anni, avrà un costo di un milione di euro e servirà per la conservazione e per l’approfondimento della tecnica dell’artista. Negli ultimi anni l’Opificio ha svolto un lavoro di ricerca sull’opera di Giotto nelle cappelle Bardi e Peruzzi da cui sono emersi problemi che riguardano sia l’intonaco che la pellicola pittorica: l’intervento prevede una prima fase di campagna diagnostica, che sarà avviata immediatamente, e il successivo restauro conservativo per il quale saranno utilizzate le più recenti strumentazioni opto-elettroniche.
Il progetto di restauro è stato presentato oggi.
Oltre 60 ospiti per Jova Beach PartyDa 23 Paesi diversi, tra loro Rancore, Rocco Hunt, Takagi&Ketra

13 maggio 201917:06

– Il programma dei Jova Beach Party, dal 6 luglio in 17 spiagge, si arricchiscono di tanti ospiti.
Sono stati annunciati oltre 60 artisti italiani e stranieri, da 23 Paesi diversi, che saliranno sul palco. Tra loro ci sono i Boomdabash, Bombino, Enzo Avitabile & I Bottari di Portico, gli Ex-Otago, Fatoumata Diawara, Ivreatronic, Mr. Rain, Rancore, Rkomi, Rocco Hunt, Takagi & Ketra, Tre Allegri Ragazzi Morti. L’elenco completo e le informazioni relative a ciascun ospite si possono trovare nella Jova Beach App, l’app lanciata pochi giorni fa.          [print-me title=”STAMPA”]

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Salone del libro, Pif: società sana farà fallire Altaforte
Zerocalcare: scelta logica, non volevo stare accanto ai fascisti
10 MAGGIO 2019 14:56

“Hanno vinto i partigiani e viviamo in democrazia, quindi nessuno vieta a un editore di pubblicare libri fascisti. Sarà la società sana, antifascista a far fallire quella casa editrice perché nessuno, si spera, comprerà quei libri”. Lo ha detto Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, intervenendo sul caso Altaforte al Salone del libro di Torino.

“La decisione che è stata presa è quella più logica. Questa vicenda, per fortuna, è finita bene. Io non volevo ritrovarmi accanto ai fascisti”. Così il fumettista Michele Rech, noto come Zerocalcare, al Salone di libro di Torino, sulla polemica legata alla casa editrice Altaforte. “Qualcuno ha sollevato il problema di avere un’organizzazione neofascista che cercava di stare all’interno di questo spazio e di accreditarsi in questo mondo – aggiunge Zerocalcare, che aveva deciso di non partecipare alla kermesse letteraria se fosse stato presente lo stand della casa editrice vicino a Casapound – Qualcuno ha detto che non voleva stare vicino a loro e io, per primo, non volevo trovarmi accanto a chi ha dato coltellate ai miei fratelli. Mi sembra che questa battaglia abbia raccolto un ampio fronte e lo stesso Museo di Auschwitz si è esposto in questo senso”.

“La polemica e’ un espediente per provare a vendere più libri, anche lì si sono sottovalutati questi soggetti”. Lo afferma Luigi Di Maio parlando a l’Aria che Tira su La7 rispondendo ad una domanda sulla vicenda dell’esclusione dell’editore Altaforte.

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Salone del libro, Pif: società sana farà fallire Altaforte
Zerocalcare: scelta logica, non volevo stare accanto ai fascisti
10 MAGGIO 2019 14:56

“Hanno vinto i partigiani e viviamo in democrazia, quindi nessuno vieta a un editore di pubblicare libri fascisti. Sarà la società sana, antifascista a far fallire quella casa editrice perché nessuno, si spera, comprerà quei libri”. Lo ha detto Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, intervenendo sul caso Altaforte al Salone del libro di Torino.

“La decisione che è stata presa è quella più logica. Questa vicenda, per fortuna, è finita bene. Io non volevo ritrovarmi accanto ai fascisti”. Così il fumettista Michele Rech, noto come Zerocalcare, al Salone di libro di Torino, sulla polemica legata alla casa editrice Altaforte. “Qualcuno ha sollevato il problema di avere un’organizzazione neofascista che cercava di stare all’interno di questo spazio e di accreditarsi in questo mondo – aggiunge Zerocalcare, che aveva deciso di non partecipare alla kermesse letteraria se fosse stato presente lo stand della casa editrice vicino a Casapound – Qualcuno ha detto che non voleva stare vicino a loro e io, per primo, non volevo trovarmi accanto a chi ha dato coltellate ai miei fratelli. Mi sembra che questa battaglia abbia raccolto un ampio fronte e lo stesso Museo di Auschwitz si è esposto in questo senso”.

“La polemica e’ un espediente per provare a vendere più libri, anche lì si sono sottovalutati questi soggetti”. Lo afferma Luigi Di Maio parlando a l’Aria che Tira su La7 rispondendo ad una domanda sulla vicenda dell’esclusione dell’editore Altaforte.

Il Ballet Nice Mediterranee a BolognaAl Teatro Comunale compagnia diretta da Éric Vu-An con Trittico

BOLOGNA10 maggio 201915:21

– Il Ballet Nice Méditerranée, diretto dal danzatore e coreografo Éric Vu-An, debutta al Teatro Comunale di Bologna per la stagione di danza 2019 con un programma di classici del balletto moderno intitolato ‘Trittico’.
La compagnia francese sarà in scena sabato 11 maggio alle 20.30 (con replica domenica 12 alle 15.30) con ‘L’Arlésienne’, balletto di Roland Petit su musiche di Georges Bizet, ‘Three Preludes’ con la coreografia di Ben Stevenson su musiche di Sergej Rachmaninov e ‘5 Tangos’ di Hans van Manen su musiche di Astor Piazzolla. Quest’ultimo è in prima esecuzione italiana.
Arriva a Bologna Éric Vu-An, stella dell’Opéra de Paris, che fu scelto appena diciannovenne da Rudolf Nureyev per il ruolo di Basilio in Don Chisciotte e da Maurice Béjart per il suo Boléro.
Decolla la sua carriera: si esibisce in grandi titoli di George Balanchine, John Neumeier, Roland Petit, William Forsythe e Vaclav Nižinskij, fino ad approdare al cinema con un cammeo in ‘Un tè nel deserto’ di Bernardo Bertolucci. Arriva anche a teatro, nello spettacolo ‘Memorie’ di Adriano di Maurizio Scaparro. Dal 1995 si dedica alla direzione di ballo prima al Grand Théâtre de Bordeaux, poi ad Avignone, Marsiglia e Nizza, dove nel 2009 assume l’incarico di Direttore artistico del Ballet Nice Méditerranée.

Guccini, “Piaccio a Salvini? Non è colpa mia”Cantautore, non c’è ritorno del fascismo ma si sente l’aria

PALERMO10 maggio 201920:19

Tradizione vuole che dove c’è Guccini ci sia vino. Anche a Palermo il protocollo è stato rispettato: nell’atrio del Conservatorio Scarlatti, che per due giorni ospita il cantautore modenese, campeggia una grande botte di cioccolato che contiene un robusto rosso siciliano. Una vera scultura, realizzata dal maestro pasticciere Nicola Fiasconaro, uno che a 16 anni andava a Pavana sperando d’incontrare l’autore della “Locomotiva”. Il 14 giugno Guccini compirà 79 anni: “Sono nato quattro giorni dopo l’entrata dell’Italia in guerra”. E alla conferenza stampa si comincia dalla storia che rischia di farsi attualità: “Non credo che il Paese sia ripiombato nel fascismo – dice, seduto accanto alla moglie Raffaella Zuccari – però si sente l’aria e mi preoccupa il razzismo di una fascia della popolazione, cavalcato dai politici”. Quando il discorso scivola su Salvini e sulla dichiarata passione giovanile del ministro dell’Interno per le canzoni di Guccini, il cantautore, serafico, spiega: “Non è mica colpa mia. Con le dovute differenze, anche Dante è stato letto da cani e porci”.Il Conservatorio di Palermo lavora da quasi un anno a un progetto che vede protagonista il cantautore. I docenti della Scuola di composizione, Marco Betta e Fabio Correnti, hanno preparato coi loro allievi alcuni arrangiamenti in varie chiavi (dal jazz al rock all’elettronica) di suoi brani e domattina al teatro Politeama, studenti e maestri si esibiranno, insieme all’attore “cuntista” Salvo Piparo e al puparo Nicola Argento. Guccini sarà spettatore, dopo che oggi per quasi due ore ha raccontato a giornalisti e studenti un po’ di storie della sua vita: da suor Carmelina, che nel 1948, al catechismo, a una domanda sull’aldilà gli spiego che madre Genziana, appena morta, sapeva tutto. “Che culo!”, rispose il ragazzino d’allora che oggi si definisce agnostico. “Agnostico, non ateo: è meno impegnativo”. Eppure, se gli si chiede chi nel nostro tempo possa essere considerato un eroe, risponde: “Papa Francesco. L’ho incontrato a un’udienza, con molte atre persone, e quando è stato il mio turno gli ho recitato un piccolo brano del poema argentino ‘Martin Fierro'”.Non voleva fare il cantautore, dice, ma lo scrittore: “Mi è andata bene, perché l’esser diventato noto con la musica mi ha consentito di scrivere libri che, col cavolo, m’avrebbero altrimenti pubblicato”. E quando qualcuno manifesta l’emozione d’averlo di fronte, in carne e ossa, ricorda che a fine anni Settanta, durante una tournée in Sicilia, si perse per le strade di Enna e chiese ai passanti dove fosse il concerto di Guccini. Gli risposero: chi?, i Cugini di Campagna? Sulla musica d’autore ai nostri tempi, ha poco da dire: “Non esiste, esiste il Rap che sforna anche cose buone”. Lui, che non conosce il mondo dei social (“non ho telefonino, non ho la patente, penso che la televisione sia il lato negativo di questo secolo: dovrei essere una specie protetta dal Wwf”), conserva un estratto del suo certificato di nascita, che gli fu richiesto per il matrimonio, “su quel foglio di carta è scritto ‘Razza ariana’, e coi tempi che corrono è meglio custodirlo bene”.

Leonardo, Madonna Benois torna in ItaliaDall’Ermitage S. Pietroburgo a Fabriano per un mese, poi Perugia

10 maggio 201917:32

– Dopo la Madonna Litta, che sarà in mostra a Milano dall’8 novembre per tre mesi, un altro capolavoro di Leonardo da Vinci si appresta ad arrivare in Italia dall’Ermitage di San Pietroburgo per i 500 anni dalla morte del genio toscano: è la Madonna Benois, che sarà esposta alla Pinacoteca comunale di Fabriano dal primo al 30 giugno e poi, per un altro mese, a Perugia.
Il dipinto giovanile di Leonardo, la cui realizzazione è datata tra il 1478 e il 1480, torna in Italia dopo 35 anni dalla sua unica esposizione a Firenze. Nella città marchigiana arriverà in occasione del Forum delle 180 Città Creative dell’Unesco.
Via a prove per acqua in fontane PoggiGiornata di eventi il 18/5 per festeggiare restauro

FIRENZE10 maggio 201917:50

– Dopo un secolo tornano a zampillare le fontane delle rampe del Poggi, l’opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo, il belvedere più importante della città. Da questa mattina sono in corso le prove del funzionamento del nuovo impianto idrico, sostenibile sia dal punto di vista ambientale che dei costi di gestione e che si fonda sul ricircolo alimentato con acqua di pozzo, senza attingere dalla rete idrica cittadina. Il grande intervento di restauro, cominciato lo scorso luglio e finanziato con 2,5 milioni di euro dalla fondazione Cr Firenze, ha interessato tutto il complesso di grotte, vasche e fontane che si sviluppa su un dislivello di 54 metri. Per riprodurre le stesse suggestioni volute dall’architetto Giuseppe Poggi sono stati realizzati due pozzi artesiani in piazza Poggi, collegati a un sistema di accumulo e pompaggio in sotterraneo che sfrutta il più possibile i percorsi esistenti e riversa l’acqua nella grande vasca. Tutto l’impianto è dotato di un sistema digitale di monitoraggio, controllo e gestione con un software che facilita il funzionamento a seconda della variabilità delle risorse idriche e delle diverse esigenze orarie per la gestione dell’impianto.
Per festeggiare il restauro delle fontane del Poggi è in programma una giornata di eventi gratuiti (sabato 18 maggio) che si svolgeranno intorno al complesso restaurato e che culminerà con lo spettacolo serale ‘La fontana ritrovata’, un festival di immagini, suoni e colori con la direzione artistica di Roberto Malfatto.

Al via stagione Teatro Stabile CataniaSi chiama Meravigliosi inganni, si parte con Antigone di Sofocle

CATANIA10 maggio 201918:09

– “Meravigliosi inganni” è il titolo della nuova stagione del Teatro Stabile di Catania, filo rosso di un ricco cartellone, impaginato dal direttore Laura Sicignano con una variegata scelta di titoli e artisti di punta del panorama nazionale. E particolarmente ricca e articolata, tra classici e innovazione, si annuncia la stagione 2019-2020 presentata al Teatro Verga al pubblico e alla stampa. Numerose le produzioni e coproduzioni del teatro, a partire da titolo inaugurale, “Antigone di Sofocle”, che verrà proposto nella traduzione e nell’adattamento firmati a quattro mani da Laura Sicignano, che sigla anche la regia, e Alessandra Vannucci.
Creonte è affidato alla potenza espressiva di Sebastiano Lo Monaco. Tra gli artisti in cartellone Gabriele Lavia, Monica Guerritore, Massimo Venturiello ed Emma Dante. Tra i titoli “Lu cori nun ‘nvecchia”, un omaggio all’opera di Nino Martoglio. Si prosegue con “L’onore perduto di Katharina Blum”, dal romanzo di Heinrich Böll e “Nella mia carne”, di Vincenzo Pirrotta.
Mahmood a Tel Aviv, spero di fare beneIl vincitore di Sanremo prova la sua canzone all’Eurovision

TEL AVIV10 maggio 201919:23

– “Quello che spero di più è fare una bella esibizione, di quelle che piacciono a me”. Mahmood ha appena finito la sua prima prova sul palco dell’Eurovision Song Contest all’Expo di Tel Aviv e sul suo viso si vedono ancora i segni della febbre che lo ha colpito prima di partire da Milano.
“Due giorni fa – racconta il vincitore di Sanremo – avevo più di 39. Ora mi sto riprendendo, ma non sono ancora al massimo della forma. Spero di sentirmi meglio quando domenica ci sarà la seconda prova”. Tuttavia, la sua performance vista sul grande schermo che giganteggia in sala stampa, è stata molto seguita e applaudita dai giornalisti: molti in piedi hanno battuto le mani nel ritornello di ‘Soldi’. “Mi fa piacere, – dice il cantante – vuol dire che malgrado la forma è andata bene”. “Non ho fatto in tempo a seguire tutte le canzoni, ma quella francese cantata da Bilal Hassani – aggiunge poi rispondendo ad un’altra domanda – mi è parsa molto carina”.
Cuomo, arte ‘in movimento’ a SorrentoProgetto di video mapping inaugura l’edizione 2019 di Syart

10 maggio 201919:32

Si rinnova, per il secondo anno consecutivo, l’appuntamento con i colori e le emozioni dell’artista Francesco Cuomo, per Contemporary Art in Motion, sabato 11/5 a Sorrento, a Villa Fiorentino.
Contemporary Art in Motion è un progetto basato su una particolare tecnica di animazione digitale, il video mapping. La peculiarità, rispetto ai precedenti esperimenti di video 3D, è che gli elementi prendono vita; i protagonisti delle opere si muovono, catapultando il visitatore in un’esperienza a 360 gradi.
Cinque le opere che verranno presentate, ispirate ad un tema tanto caro all’artista, “La serenità”. Ancora una volta lo spunto sono i versi di una poesia composta dallo stesso artista: “La serenità non mi appartiene e sai perché? Io so vivere solo così, per la sola voglia di incontrarti”. Ad accompagnare l’artista, il regista Enrico Agresta. L’evento inaugura l’edizione 2019 della manifestazione d’arte contemporanea, SyArt – Sorrento Festival, in programma dall’11/5 al 9/6.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Guasti dialoga con arte antica a Fiesole
Dialettica maestro e altri big coevi con produzione etrusca

SAFIESOLE (FIRENZE)10 maggio 201919:37

– Dall’11 maggio al 30 settembre, negli spazi del Museo Archeologico di Fiesole, si inaugura la mostra ‘Marcello Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l’antico (1945-65)’, a cura di Mirella Branca e Jonathan K. Nelson. In esposizione la produzione dell’Ultimo maestro di Porta Romana’ realizzata dal 1945 al 1965, la quale viene messa in dialogo sia con le opere antiche già presenti nelle sale del Museo, sia con quelle degli artisti a lui contemporanei, in prevalenza toscani. Sono 38 opere in tutto, fra sculture, dipinti e xilografie, fra cui spiccano nomi come Arnaldo Pomodoro, Marino Marini, Venturino Venturi, Vinicio Berti, Mario Fallani, Gualtiero Nativi, Vittorio Tolu e Nello Bini. Filo conduttore, il rapporto tra antico e moderno, la resa della figura, la rappresentazione naturalistica, il rapporto con le origini.
Nel corso della preparazione della mostra, il Comune di Fiesole ha ricevuto in dono dall’artista tre di queste xilografie.
Show Giudizio universale, bis il venerdì500 repliche. Fino a ottobre scontato con i Musei Vaticani

10 maggio 201919:50

– La bellezza di Michelangelo raddoppia il venerdì sera da maggio a ottobre. “Giudizio Universale”, lo spettacolo virtuale della Cappella Sistina arrivato alla replica numero 500 per un totale record di 300mila spettatori, sarà abbinato alla visita notturna alla meravigliosa volta affrescata da Buonarroti e ai Musei Vaticani. L’esperimento consentirà di vedere, a prezzo scontato, lo show alle 17 e dalle 19 alle 23, seguendo il percorso guidato al capolavoro michelangiolesco e alla strepitosa collezione della sede espositiva vaticana. L’esperimento “Venerdì in bellezza” – dicono gli organizzatori – “vuole dimostrare che lo spettacolo ideato da Marco Balich con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani non è una esperienza alternativa alla visione dell’originale, ma uno stimolo a godere di entrambe le possibilità”. La collaborazione con i Musei Vaticani prevede anche un biglietto ridotto per lo show per i visitatori dei musei, in qualunque giorno.
Silvestri e Piazzolla a MusiculturaSul palco dello Sferisterio il 23 e il 20 giugno

MACERATA10 maggio 201919:57

Daniele Silvestri e il Quinteto Astor Piazzolla sono i due nuovi super ospiti che si aggiungono alla rosa della XXX edizione di Musicultura, festival della canzone popolare e d’autore, dal 17 al 23 giugno a Macerata.
Daniele Silvestri salirà sul palco dell’Arena Sferisterio il 23 giugno con una preziosa testimonianza artistica live. Prima, il 20 giugno, sarà preceduto dal quintetto che da 20 anni porta il nome del grande Astor Piazzolla. Musicultura ha già ufficializzato i nomi dei primi due ospiti: la Premiata Forneria Marconi (20 giugno) e Sananda Maitreya (21 giugno).
Pineiro, il mio noir e la politicaLa scrittrice argentina a Torino con ‘Le maledizioni’

TORINO11 maggio 201910:25

– CLAUDIA PINEIRO, ‘LE MALEDIZIONI’ (FELTRINELLI, PP. 336, EURO 17.00) Noir e denuncia sociale vanno quasi naturalmente a braccetto nei libri di Claudia Pineiro, ma nel nuovo libro della scrittrice argentina, ‘Le maledizioni’ (Feltrinelli), entra un nuovo scenario, quello politico e scombina le carte.”Questo romanzo sovverte la domanda classica davanti a un omicidio: non ci si chiede più chi è l’assassino e perché ha compiuto questo gesto, ma quanto mi serve o non mi serve questo delitto?” dice la Pineiro al Salone del Libro di Torino. Ne ‘Le maledizioni’ c’è un morto e appare fin dalle prime pagine: è Lucrecia, la moglie del potente imprenditore e manipolatore, fondatore del nuovo partito Pragma. “Ma cosa fa la politica con i morti? Si chiede se sono utili o no. In alcuni casi si cerca di coprire tutto, si trova un colpevole, chiunque sia, e non si parla più di quel fatto. In altri, come accade nel romanzo, il fondatore di Pragma valuta quanto consenso popolare gli possa portare fare la parte del vedovo addolorato, sconvolto dalla morte della moglie e se gli conviene dissotterra il morto” racconta la scrittrice che è nata e vive a Buenos Aires, autrice di libri come ‘Betibù’, ‘La crepa’ e ‘Un comunista in mutande’, che nel 2019 si è aggiudicata il Premio Pepe Carvalho per gli scrittori di polizieschi. “C’è un tipo di romanzo giallo più classico dove non ci sono apparentemente relazioni con i fatti reali. Se prendiamo i romanzi di Agatha Christie, sicuramente troviamo dei riferimenti alla realtà che noi ora non riusciamo più a cogliere. E c’è un romanzo molto bello di Horace McCoy, ‘Non si uccidono così anche i cavalli?’, che parla di una gara di ballo che dura 24 ore e le persone che danzano ininterrottamente mano a mano svengono. Non è una cosa inventata, all’epoca negli Stati Uniti esistevano competizioni di questo tipo e McCoy le ha denunciate”. Per la scrittrice “il collegamento tra noir e denuncia sociale è qualcosa di naturale, anche perché in America Latina i fatti di violenza, di corruzione sono comunque mescolati, fortemente legati alle componenti sociali della società. La particolarità di questo romanzo è proprio che si concentra sulla politica”. E dei meccanismi politici è vittima il giovane protagonista Roman Sabaté che non ha particolari aspirazioni: a lui pare accada tutto per caso, compresa l’assunzione e la carriera nella nuova Pragma, finché non capirà di essere una marionetta e si confronterà con le proprie maledizioni, che ignorava e che invece “ogni uomo e donna si portano appresso”. “Nel libro le maledizioni vengono affrontate da diversi punti di vista, ci sono quelle storiche e quelle più generali che ci opprimono tutti noi. Ognuno le gestisce come meglio può e gli da un significato diverso. Roman all’inizio è ingenuo, inconsapevole, poi si rende conto che non accade tutto per caso e che forse qualcuno sta cercando di tirare le fila degli eventi. In Argentina e Italia ci sorprendiamo quotidianamente di quello che accade nel mondo politico, un po’ come il mio protagonista. E succedono cose sempre più assurde, tanto che non so più cosa inventarmi nei miei romanzi. Ma nel libro il percorso di una persona ingenua diventa poi qualcos’altro. Roman alla fine non sarà più lo stesso” spiega la Pineiro che è in terapia psicanalitica da 30 anni. “La psicanalisi in Argentina, in particolare a Buenos Aires, è molto diffusa. Io sono in terapia da 30 anni, sono passata attraverso tutte le correnti e a volte mi chiedo ‘forse non sarebbe meglio non farsi tutte queste domande? Ho un po’ di invidia verso chi non se le fa e non si chiede quale sia la sua maledizione” racconta.La scrittrice prende anche posizione sull’esclusione dell’editore Altaforte dagli stand del Lingotto. “E’ giusto che Altaforte non abbia potuto avere il suo stand al Salone del Libro di Torino. Una cosa è la libertà di espressione, un’altra è fare affermazioni che sono contro l’etica o contro un consenso diffuso. Se alla Buchmesse di Francoforte qualcuno urlasse ‘Viva Hitler’ sarebbe espulso dalla fiera, o se qualcuno affermasse ‘Viva la pedofilia’ sarebbe fuori. In Italia penso ci sia un consenso diffuso sul rifiuto del fascismo e dobbiamo continuare a lottare perché questo consenso venga preservato e sia una leva necessaria per non permettere certi atti”.

Rubini, il mio western contro il mostro IlvaIn sala Il grande spirito con Rocco Papaleo

11 maggio 201910:26

‘Il Grande Spirito’, il nuovo film di e con Sergio Rubini, è allo stesso tempo una commedia-favola, un western metropolitano e, infine, una metafora con tanto di mostro fumante sullo sky line: l’Ilva di Taranto. Il film, che dopo l’anteprima al Bif&st è arrivato in sala il 9 maggio distribuito da 01 in 200 copie, è ambientato sui tetti di un quartiere della periferia di Taranto.Qui si rifugia, dopo una rapina, uno dei tre della banda, Tonino (Sergio Rubini), cinquantenne che approfittando della distrazione degli altri due ruba tutto il malloppo e scappa. Per lui, delinquente di serie B a cui è stato attribuito l’appellativo di ‘Barboncino’, una sorta di riscatto. Tonino, inseguito dai suoi complici, fugge di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata di un caseggiato che si affaccia sul nulla. Lì scopre che non è solo, perché su quella terrazza ci vive uno strano individuo (Rocco Papaleo), del tutto matto, uno che si fa chiamare Cervo Nero e crede di appartenere alla tribù dei Sioux. Un uomo che comunque guarda all’Ilva come il nemico, quella che gli ha portato via il padre, e che rievoca una Taranto, pre-acciaieria, piena di prati e bisonti.Assediato dai suoi inseguitori, Tonino si trova così costretto alla convivenza forzata con Cervo Nero, che vive in un microcosmo di gente ai margini, contando, prima o poi, di poter organizzare una fuga con la sua amata ex Milena (Bianca Guaccero). Ma i tempi si dilatano e tra Tonino e l’improvvisato pellerossa, con tanto di fascia in testa, nasce una certa amicizia.”Volevo raccontare una sorta di western metropolitano – spiega Sergio Rubini – dove c’è un mostro (l’Ilva), una fabbrica gestita dagli yankee, e poi ci sono gli indiani, ovvero, tutti i tarantini, tranne quelli che collaborano con i bianchi. Ma questa è anche una storia cristologica, dove c’è un agnello sacrificale e, infine, anche una storia di amicizia tra due ‘ultimi'”.Il personaggio di Tonino? “Quello di un topastro di fogna che non crede alle stelle, mentre quello di Cervo Nero di uno che vive di soli sogni”, dice ancora Rubini, che invece sull’uso del dialetto stretto in questo film, con tanto di sottotitoli, spiega: “E’ voluto, volevo dare al dialetto una dignità di lingua”. I social? “Non li amo – sottolinea -, ma li seguo con curiosità e sgomento. Ora contano solo i like, ma manca la vera individualità”.

Musica per Roma ok bilancio,25mln ricaviPresenze +11,9, eventi passati dai 734 del 2017 a 879 del 2018

ROMA10 maggio 201917:13

È stato approvato dal Cda il bilancio 2018 della Fondazione Musica per Roma. L’utile netto per il 2018 è di 83.328 euro e i ricavi si attestano a 25.433.491 milioni di euro (23.377.988 milioni di euro un anno fa e circa 24 milioni di euro nel 2016). L’autofinanziamento della Fondazione continua a crescere negli ultimi tre anni, quasi 1 punto percentuale rispetto al 2017, raggiungendo il 67.18% (66.67% nel 2017 e 66,26% nel 2016).
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato raggiunto dalla Fondazione Musica per Roma – ha dichiarato il presidente Aurelio Regina -. Dimostra che le azioni avviate in termini di programmazione e gestione hanno consolidato l’immagine e l’intera struttura dell’Auditorium. Un dato rafforzato anche dal numero di spettatori che per il 2018 si attestano a 511 mila (+11,9%)”. “L’equilibrio finanziario – ha detto l’ad José R. Dosal – ci ha permesso di rafforzare il livello qualitativo dell’offerta.
Abbiamo aumentato il numero di eventi da 734 del 2017 a 879 del 2018 con un +19%”.
Ultimo ancora re con Colpa delle favoleDaniele Silvestri entra al secondo posto, Clementino al terzo

10 maggio 201918:01

Ultimo, con il suo nuovo album Colpa delle favole, rimane saldo in vetta alla classifica Fimi/Gfk dei dischi più venduti della settimana, dove si trovano anche due suoi precedenti album: Peter Pan in settima posizione e Pianeti al quindicesimo posto.
Due new entry al secondo e terzo posto. Sul secondo gradino arriva Daniele Silvestri con il suo nuovo lavoro La Terra sotto i piedi, davanti a Clementino e al suo Tarantelle. Scivola dalla terza alla quarta posizione la 17enne americana Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?. Risale di sei posizioni, ed è quinto anche sulla spinta del tour nei palazzetti che lo vede protagonista in queste settimane, Marco Mengoni con Atlantico. Salmo è sesto con Playlist. Ottava posizione per Rkomi con Dove gli occhi non arrivano. Stabile Coez al nono posto con E’ sempre bello. Chiude la classifica Ligabue, che riporta Start nella top ten.

Biennale arte, Leone d’oro alla LituaniaMiglior partecipante l’americano Jafa, menzione speciale Belgio

VENEZIA11 maggio 201914:46

– La Giuria della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta e curata da Ralph Rugoff, ha premiato col Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale la Lituania ‘Sun & Sea (Marina)’, Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite. Menzione speciale alla Partecipazione Nazionale del Belgio ‘Mondo Cane’, Jos de Gruyter & Harald Thys. Leone d’Oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale May You Live In Interesting Times all’americano Arthur Jafa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cesare Mattei raccontato in un docufilm
In uscita ‘Il conte magico’ di Melluso e Schiavo

BOLOGNA10 maggio 201916:18

– ‘Il conte Magico’, docufilm sulla storia di Cesare Mattei (1809-1896), inventore tra l’altro della elettromeopatia e scienziato noto in tutta Europa (a Londra la Regina gli riservò un appartamento, citato anche nel romanzo ‘Fratelli Karamazov’), costruttore di una fantasmagorica Rocchetta, a Riola di Vergato (Bologna), arriverà sullo schermo il 13 maggio in prima nazionale all’Odeon di Bologna.
Restaurata negli scorsi anni, la Rocchetta affascina come un castello incantato per i simboli esoterici e i rimandi astrologici, in un affascinante incrocio di stili e architetture, stravagante come Mattei che vi abitò.
Diretto e scritto da Marco Melluso e Diego Schiavo (già autori di ‘La signora Matilde’), prodotto da Genoma con il supporto della Film Commission E-R, ‘Il conte Magico’ è una narrazione ironica e divertente in un viaggio avventuroso nel castello. Protagonisti Antonio Pisu, Roberta Giallo, Eraldo Turra, Luciano Manzalini, e la partecipazione di Ivano Marescotti.
Da Delon a Stallone le lezioni di cinemaAnche attrice cinese Zhang Ziyi e il regista danese Winding Refn

MA11 maggio 201916:28

– L’attrice cinese Zhang Ziyi, Sylvester Stallone, il regista danese Nicolas Winding Refn e il mito Alain Delon. Sono loro i protagonisti delle lezioni di cinema durante il 72/o festival di Cannes che apre martedì 14 maggio. Gli incontri alla sala Bunuel saranno occasione per gli accreditati del festival per ascoltarli sul loro lavoro, sulle loro carriere e per conoscere questi artisti in modo non superficiale.
Comincerà sabato 18 maggio alle 16 Nicolas Winding Refn che presenterà tra l’altro due episodi della sua serie prodotta da Amazon Too Old to Die Young. Il 19 maggio alle 11 la leggenda Alain Delon che sarà onorato la sera stessa con la Palma d’oro alla carriera. Il 22 sarà la volta dell’attrice cinese Zhang Ziyi, interprete dei film di Zhang Yimou e Ang Lee e attualmente impegnata nelle riprese di Godzilla II King of Monsters. Infine il 24 maggio alle 16 Sylvester Stallone: un’occasione per conoscere l’artista dietro Rocky e Rambo (le immagini di Rambo V: Last Blood si vedranno il giorno stesso).
Salone del libro: al via le giornate clou, folla agli standTra ospiti Saviano e Jovanotti. Altaforte parla in un albergo

TORINO11 maggio 201917:13

E’ il giorno del grande assalto al Salone del Libro. Migliaia le persone che in mattinata sono arrivate da tutta Italia a Torino per una delle giornate clou della kermesse che, superate le difficoltà economiche dei mesi scorsi, e le recenti polemiche fascismo-antifascismo, conferma di potersi confrontare con la Buchmesse di Francoforte e il Salon du Livre di Parigi.
Tanti gli appuntamenti in programma l’11 maggio, da Roberto Saviano a Jovanotti, passando per Ginzburg, Pippo Baudo e i numerosi altri ospiti scelti dal direttore Nicola Lagioia per fare grande questa 32/a edizione. E a mezzogiorno è anche l’ora di Altaforte: la casa editrice esclusa tra le polemiche dalla manifestazione per le affermazioni del suo editore, Francesco Polacchi, presenta in un albergo del centro di Torino il libro intervista di Chiara Giannini a Matteo Salvini.
A Siracuse ‘Troiane’ in un bosco mortoRegia incerta Mayette, Maddalena Crippa una straordinaria Ecuba

SIRACUSA11 maggio 201911:32

– Tre botti spaventosi e poi il silenzio, il nulla, e dalla foresta di alberi morti vengono fuori le sopravvissute, le troiane, al debutto il 10 maggio al Teatro Greco di Siracusa, per il 55° ciclo di rappresentazioni classiche. Ancora Euripide: “Le troiane”. La guerra è appena finita e Troia brucia, è sfregiata, ridotta in cenere. La paura più grande riguarda il futuro, le donne verranno sorteggiate e da regine, mogli e figlie di re, andranno schiave o amanti dei capi greci. La traduzione di Alessandro Grilli è di grande pregio. La regia di Murie Mayette non riesce ad esprimere fino in fondo il pathos della tragedia, non ci si commuove davanti al dolore delle donne, se non per la accorata recitazione di Maddalena Crippa, bravissima Ecuba, insieme alla Elena altezzosa di Viola Graziosi, all’Andromaca di Elena Arvigo, e all’efficace Menelao di Graziano Piazza. La scena di Stefano Boeri è un vero bosco morto proveniente dalla Carnia, distrutto dalla furia del vento mesi fa. Si replica fino al 23/6.
E’ morto il documentarista Di GianniEra presidente della Fondazione Lucana Film commission

POTENZA11 maggio 201911:57

– All’età di 93 anni è morto il regista e documentarista Luigi Di Gianni, che era nato a Napoli nel 1926: lo ha annunciato “con dolore e commozione” la Fondazione Lucana Film Commission, di lo stesso Di Gianni era presidente.
Di Gianni “è stato – è sottolineato nel comunicato della Lucana Film commission – un maestro riconosciuto del documentarismo internazionale che ha profondamente legato la sua estetica ad un cinema antropologico che non ha mai smesso di scavare sul senso più profondo dell’anima e della psiche umana.
Un’altra sua costante ricerca è stata quella del Sud esplorato in molteplici versanti con macchine fotografiche e cineprese”.
Anzovino, tra Piano City e il GiapponeDue concerti nel Sol Levante, 22 maggio a Tokyo e il 23 a Osaka

11 maggio 201913:33

– Nuovi appuntamenti per Remo Anzovino.
Dopo l’uscita dell’ultimo album di inediti Nocturne per Sony Music (registrato tra Tokyo, Londra, Parigi e New York), e dopo il Nastro D’Argento 2019 per le colonne sonore originali dei film “Hitler contro Picasso e gli altri”, “Van Gogh tra il grano e il cielo” e “Le Ninfee di Monet” con la Menzione Speciale “Musica per l’arte” per aver reso più intensa la narrazione, il pianista e compositore friulano è stato scelto da Piano City Milano tra gli Ambassador dell’evento speciale del 16 maggio, che darà ufficialmente il via all’edizione 2019 del più importante festival nazionale dedicato al pianoforte. Il giorno successivo in programma un concerto al 38/o piano di Palazzo Lombardia. Anzovino volerà poi in Giappone per i primi suoi due concerti nel Sol Levante: il 22 maggio a Tokyo e il 23 maggio ad Osaka, nell’ambito della rassegna “Suoni Italiani” organizzata con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Alessia, tradita da cecità ma non mollo
La storia straordinaria di una campionessa di vita e di sport

TORINO11 maggio 201915:43

– Il suo mantra è: “Se vuoi puoi”. Ed è anche il titolo della una autobiografia scritta per la casa editrice Hever. Sottotitolo: Una vita al di là del buio. Sì, perché la storia di Alessia Refolo, 28 anni, di Ivrea, è la storia di una donna non vedente (da qualche anno distingue solo la notte dal giorno) che ha vinto la sua battaglia per la vita, tagliando molti traguardi importanti. A cominciare dalle sue sfide sportive: campionessa mondiale paralimpica di arrampicata sportiva nel 2014 in Spagna, oro al campionato europeo paralimpico di sci nautico nel 2018 in Francia.
E chissà quante volte si è ripetuta quelle tre parole, se vuoi puoi, per arrivare a scalare una parete di trecento metri o ad affrontare le onde sciandoci sopra. Vittorie non soltanto sportive. “Ancora due completi e la valigia è fatta”, è l’incipit del suo libro: l’ennesima medaglia d’oro conquistata per le battaglie di ogni giorno. “Da piccolina sono sopravvissuta al neuroblastoma – si legge sul suo sito – un tumore infantile da cui nel mondo si salva solo un bambino su cinque, anche se ho pagato un prezzo molto alto perché i farmaci mi hanno danneggiato irrimediabilmente la vista. Sono non vedente, ma non permetto a questo problema di limitarmi e mi impegno al massimo in tutto ciò che faccio in modo da raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo”. La prima vera presentazione della sua autobiografia sarà al Salone del Libro di Torino, nella sala Atlantide del bookstock village, domenica 12 maggio alle 10.30.
“Ho la passione per la letteratura, ascolto i libri in mp3 – racconta

svelando la genesi della sua fatica – E mi dicevo sempre: vorrei scriverne uno mio. Ma ho sempre rimandato.
A ottobre la proposta di scrivere un’autobiografia, che ho trasformato in un’autobiografia romanzata. Ho usato avvenimenti reali, però rimescolandoli. I personaggi sono tutti veri, ma a qualcuno ho fatto fare cose che in realtà non fa. Questo – chiarisce Vanessa – per dare più valore alle persone che contano nella mia vita”.

Giannini, su Altaforte polemica sterile’Andrò al Salone di Torino con il mio libro su Salvini in mano’

TORINO11 maggio 201914:26

– “Oggi andrò al Salone del libro con il mio libro in mano. Perché sono una cittadina libera”. Lo ha detto Chiara Giannini, l’autrice del libro Io sono Matteo Salvini, pubblicato da Altaforte e presente a Torino, al Golden Palace, dopo l’esclusione dell’editore dal Salone del libro.
“Credo ci sia una piccola minoranza in Italia che non si vuole rendere conto che è finita l’età dell’imposizione culturale di un certo tipo. È gravissimo vietare la presentazione di un libro e censurarlo. Quando si arriva a bruciare un libro come all’epoca dei roghi vuol dire che abbiamo fatto davvero tanti passi indietro”, ha aggiunto definendo l’esclusione di Altaforte “vergognosa”.
“Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo – ha detto Giannini – Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io”.

Biennale arte, Leone d’oro alla LituaniaMiglior partecipante l’americano Jafa, menzione speciale Belgio

VENEZIA11 maggio 201918:37

Giuria della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta e curata da Ralph Rugoff, ha premiato col Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale la Lituania ‘Sun & Sea (Marina)’, Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite. Menzione speciale alla Partecipazione Nazionale del Belgio ‘Mondo Cane’, Jos de Gruyter & Harald Thys. Leone d’Oro per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale May You Live In Interesting Times all’americano Arthur Jafa.
Bocelli, a Vyr anche per vendere barca’Mi è sempre piaciuto il mare, qui mi sento a casa’

VIAREGGIO (LUCCA)11 maggio 201915:00

“Mi è sempre piaciuta la nautica, mi è sempre piaciuto il mare. I tempi in cui venivo qua con mio babbo e con mio fratello avevamo un gommone di quattro metri e mezzo”. Andrea Bocelli non è voluto mancare alla terza edizione del Versilia Yachting Rendez – Vous incorso a Viareggio (Lucca) e, intervistato da Navigo al Club Nautico Versilia, ha raccontato il suo legame con questa terra. Un legame che nasce fin dall’infanzia, “sono sempre venuto qui anche via mare, oggi con la mia barca Libertas, con l’intento anche di farla vedere in vendita”, aggiunge a fianco del suo broker. “Noi italiani siamo bravi nel design e ancora di più nel costruire barche”, ha aggiunto Bocelli parlando ancora di una terra dove vive “momenti di spensieratezza che per me valgono oro” e dove “mi sento a casa”.
Giannini al Lingotto con il volume su SalviniScrittrice al Lingotto con volume casa editrice esclusa

TORINO11 maggio 201918:33

– “Le censure sono brutte e questa è la dimostrazione che il mio libro può e deve entrare ovunque”.
Lo ha detto Chiara Giannini, autrice del libro Io sono Matteo Salvini pubblicato da Altaforte, la casa editrice esclusa dal Salone del Libro, facendo il suo ingresso alla buchmesse torinese. “Ho portato una copia del mio libro – aggiunge – per far vedere a tutti quelli che me l’hanno impedito, compreso il signor Lagioia e al sindaca Appendino, che la cultura spacca i ponti e può entrare ovunque”.

Il quadro rubato agli Uffizi sarà restituitoSchmidt, lavoriamo per il rientro dell’opera

11 maggio 201918:32

“Nei giorni di inaugurazione della #BiennaleArte2019 a Venezia, ho incontrato la mia omologa tedesca @Mi_Muentefering. Confermata la disponibilità a far rientrare in Italia il ‘Vaso di Fiori’ di Van Huysum, rubato dai nazisti agli Uffizi, e collaborazione per #Raffaello2020″. Lo annuncia il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, su Twitter. Opera del pittore olandese Jan van Huysum, il ‘Vaso di fiori’ fu rubato dagli Uffizi durante l’occupazione nazista nel 1944 ed è attualmente in possesso di una famiglia tedesca.”E’ molto importante che il governo tedesco riconosca l’appartenenza del quadro a Palazzo Pitti. Il fatto che sia disponibile è un’ottima notizia, ora lavoriamo per far realizzare questo impegno”, commenta Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Questo processo, avviato alcuni mesi fa, ha fatto un altro passo avanti. Non è ancora del tutto risolto, ma questa disponibilità è molto importante, sarebbe bellissimo se si potesse concludere nel corso di quest’anno”.
‘Rinascimento’, una mostra da medagliaMatera 2019, il riconoscimento del Presidente della Repubblica

MATERA11 maggio 201915:54

L’arte è sempre stata l’interprete del legame tra bellezza e territorio, come nella mostra sul “Rinascimento visto da Sud. Matera. l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500”, che in circa tre settimane, nella Capitale europea della Cultura per il 2019, è stata visitata da circa cinquemila persone e che ha ottenuto il conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica.
Elementi questi che consacrano il successo della mostra curata da Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana e Dora Catalano e co-prodotta dal Polo Museale della Basilicata e dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019.
Allestita a Palazzo Lanfranchi e inaugurata il 19 aprile, sarà visitabile fino al 19 agosto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Attesa per Clooney, a Roma Catch – 22
Anteprima per la serie Sky. Ci sarà anche Amal?

11 maggio 201916:18

George Clooney sarà lunedì 13/5 a Roma per l’anteprima europea targata Sky di “Catch – 22”, la ‘sua’ serie – è regista, produttore e attore – che il 21 debutta su Sky Atlantic.
Una giornata ricca di appuntamenti per il premio Oscar. Con Clooney anche altri componenti del cast, come Christopher Abbott e Kyle Chandler (e il nostro Giancarlo Giannini) e registi, produttori e sceneggiatori come Grant Heslov, Luke Davies, Richard Brown. Ma i riflettori saranno tutti puntati su George che, pur considerando l’Italia la sua seconda casa, a ogni spostamento attira paparazzi, giornalisti e fan. L’unica persona che potrebbe rubargli i flash è la moglie Amal: da Sky non confermano né smentiscono le notizie sulla presenza a Roma dell’avvocatessa, magari con i due gemelli nati dal matrimonio con l’attore, Ella e Alexander.
“Catch – 22” è una co-produzione internazionale ispirata all’omonimo romanzo antimilitarista di Joseph Heller, un classico della letteratura Usa del XX secolo.
Chiarot diffonde i programmi del MaggioVa a promuovere festival in luoghi di Firenze molto frequentati

FIRENZE11 maggio 201917:31

– Il soprintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Cristiano Chiarot, in mattinata è andato in alcuni punti di Firenze per distribuire personalmente i programmi del Festival e i manifesti di alcuni spettacoli.
Chiarot, riferisce il Maggio, ha attaccato le locandine al punto informativo di Santa Maria Novella invitando personalmente i turisti a venire ad assistere alle opere e ai concerti, ma ha distribuito i programmi anche in altri punti della città: al Museo Novecento, istituzione con cui il Maggio ha una ottima collaborazione; alla biblioteca delle Oblate dove con l’assessore comunale Massimo Fratini hanno distribuito il materiale del Maggio in vari punti, dalla sala lettura per i bambini al piano terra, fino alla terrazza e al bar; nel cortile di Palazzo Vecchio e alla biglietteria del Museo di Palazzo Vecchio. In piazza della Signoria ha brindato con una coppia di sposi. Ultima tappa, il mercato di Sant’Ambrogio.
Speciale sul crollo del Ponte MorandiLa ‘cronologia del disastro’ nel docu di National Geopgraphic

11 maggio 201918:03

– Genova, 14 agosto 2018. Il capoluogo ligure si sveglia sotto una pioggia fitta e pesante. Alle 11.36 un boato cancella in un istante il rumore dell’acqua che cade, i clacson delle auto incolonnate verso il ferragosto, le voci di un’intera città. È crollato il ponte Morandi che collega la riviera di Levante con quella di Ponente e nel suo collasso ha portato con sé anche 43 vite. National Geographic (canale 403 di Sky) torna a quel dramma con il documentario ‘Il ponte di Genova: cronologia di un disastro’, in onda il 12/5 alle 22.30. Un pompiere sospeso in aria legato con due corde che cerca disperatamente di salvare un superstite all’interno di quel che resta della sua auto. I cani che si muovono agitati alla ricerca di qualche ferito in mezzo a lamiere e a quel che resta del ponte. I pompieri che giorno e notte gridano, scavano con le mani e poi con le ruspe alla ricerca di vita. Sono alcune delle immagini del documentario, dedicato alle vittime, ai loro familiari, agli sfollati e alla città di Genova.
Sgarbi inaugura La stanza segretaA Gualdo Tadino i capolavori della collezione Caggiano

GUALDO TADINO (PERUGIA)11 maggio 201918:03

– Inaugurata da Vittorio Sgarbi la mostra “La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano” nella Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino. Dove resterà aperta fino al 27 ottobre.
L’esposizione propone una selezione di capolavori della Collezione Massimo Caggiano. Considerata una delle raccolte d’arte contemporanea più significative e rappresentative soprattutto per l’Italia degli ultimi trent’anni di pittura e scultura d’immagine. Sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico, anche internazionale, che vi è documentato.
La mostra è promossa dal Polo museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune, dell’ambasciata Britannica di Roma, di quella della Repubblica federale di Germania e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Venus Williams, non mi arrendo maiLa campionessa presenta a Roma sua linea activewear EleVen

12 maggio 201909:39

– ‘EleVen’ “è meglio di dieci. Il nome della linea riflette la mia filosofia di vita. Tirare fuori il meglio de sé e non fermarsi mai. Sul campo da tennis come nella vita, ti permette di scoprire risorse dentro di te che non pensavi più di avere. Vuol dire imparare a vincere, ma anche trarre quanto puoi di positivo dalla sconfitta”. Lo dice Venus Williams, che a due giorni dal debutto agli Internazionali di Roma (vinti nel 1999), si è concessa un bagno di folla, alla Coin Excelsior di via Cola di Rienzo, per presentare EleVen by Venus, la linea activewear interamente disegnata da lei. Con indosso un outfit della sua collezione (“è per lo sport, ma anche per la vita di tutti i giorni, voglio far sentire bene chi la indossa”), solare e spiritosa, la vincitrice di sette titoli del Grande Slam ha presentato alcuni capi della sua linea e in un incontro ha anche risposto ad alcune domande del pubblico, fermandosi alla fine per i selfie con i fan.
Red Regatta, a Venezia 52 vele rossePerformance in laguna dell’artista statunitense Melissa McGill

VENEZIA11 maggio 201918:43

Rosso come Tiziano, come i mattoni dei palazzi, come Tintoretto, come la “vera” Venezia. E’ la suggestione della performance sull’acqua “Red Regatta”, che vedrà fino a novembre, concomitante con la Biennale d’arte, 52 imbarcazioni con vela “al terzo” solcare le acque della laguna in una serie di regate. La particolarità sta nel colore dominante delle vele, il rosso, in 52 sfumature diverse, una per imbarcazione. A idearle l’artista americana Melissa McGill, legata alla città lagunare da oltre 30 anni, che ha coinvolto nel progetto l’Associazione Vela al Terzo Venezia, Magazzino Italian Art Foundation, Galleria Mazzoleni, Comune di Venezia e la partecipazione di oltre 250 collaboratori in città, il progetto è a cura di Chiara Spangaro, project manager Marcella Ferrari. L’11 maggio la prova generale, nelle acque del bacino Nord della Laguna dietro all’Arsenale, quindi Red Regatta si terrà il 30 giugno, il 1 e il 15 settembre. L’evento del primo settembre aprirà la Regata Storica nel Bacino di San Marco.
Jovanotti superstar al Salone del LibroBoom alle biglietterie, +10% nei primi tre giorni sul 2018

TORINO11 maggio 201919:24

– Lunga coda da ore al Salone del Libro di Torino per l’incontro con Jovanotti in Sala Oro che ha una capienza di 500 persone sedute e 200 in piedi. Il lungo serpentone che si è formato al padiglione Oval del Lingotto arriva fino all’uscita.
È l’evento boom di questa edizione ‘Lorenzo 2019. Il gioco del mondo’, con Giordano Meacci. La fiera nei primi tre giorni ha registrato alle biglietterie una tendenza del +10% rispetto al 2018.
Matthew Salinger, lavoro agli inediti di mio padreFiglio di J.D. Salinger, saranno pubblicati non prima di 3 anni

TORINO11 maggio 201920:24

J.D. Salinger ha lasciato “tanto materiale inedito che sarà pubblicato”. Lo racconta il figlio Matthew Salinger, produttore e attore, in un affollatissimo incontro al Salone del Libro di Torino dedicato al centenario della nascita dell’autore de ‘Il giovane Holden’. “Non c’è momento migliore per comunicare che mio padre ha continuato a scrivere per altri sette anni, dopo essersi ritirato dalle scene. Ho letto tutto il materiale che esiste e ho cercato di assemblarlo nel miglior modo possibile” spiega Matthew Salinger, che ha interpretato Capitan America, il suo ruolo più famoso.”E’ un materiale che voglio condividere, ma non uscirà sicuramente nei prossimi tre anni, diciamo entro il prossimo decennio. Sto cercando di muovermi più rapidamente ma cerco di essere molto attento e accurato” annuncia. E anche per sapere il contenuto dovremmo aspettare tanto: “Direi delle mie impressioni e sarebbe un torto sia nei confronti di mio padre sia verso i suoi lettori se rivelassi maggiori dettagli”. Sul sistema di archiviazione del materiale “alcuni presunti biografi hanno scritto tanti dettagli. Ma la gente inventa le cose, mistifica. Avrei voluto che mio padre avesse un sistema di archiviazione migliore. Alcune cose le sistemava a modo suo” sottolinea. Il ritratto che il figlio fa dell’autore de ‘Il giovane Holden’ è quello di uno scrittore in cui c’era “un elemento religioso nel rapporto con i suoi lettori. Non voleva che le persone avessero preconcetti guardando un suo libro, non voleva fascette nelle copertine e neppure immagini hollywoodiane dell’autore”.Tanti gli episodi che potrebbe condividere per restituirci la figura di un “padre molto dolce e presente”. In particolare Matthew ricorda “la sua attenzione quando ti guardava. I suoi occhi. Riusciva a capirti. Vedeva tutto e sapeva quando doveva lasciarti per conto tuo”. Un uomo che “ascoltava le persone che ne avevano bisogno, ma solo se c’era un problema reale”. Al figlio lo scrittore di culto per generazioni di lettori ha lasciato in eredità soprattutto una cosa: “Mi ha fatto capire che non basta essere intelligenti. Bisogna avere un cuore e lottare nella propria vita per trovare la saggezza. Trovatemi, diceva, la vera saggezza” racconta il produttore a cui sarebbe piaciuto scrivere e non è diventato scrittore. “Era una cosa ardua. Avevo questa presenza alle mie spalle, ma mio padre non è mai stato un ostacolo per me. Anzi, mi ha aiutato nella mia carriera. Mi dà fastidio quando i figli di persone famose si lamentano, per me è stato solo un onore avere un padre così. E’ stato sempre molto presente nella mia vita, più dei padri dei miei amici” afferma.E quando gli manca suo padre, Matthew Salinger fa quello che faceva lui: “Era la persona meno sola che conosco perché era circondato dai suoi libri. Ci passava dei giorni assieme. Lo faccio anche io. Quando è mancato ho riletto tutte le sue opere. E ora leggo tutti i giorni questo materiale non pubblicato e questo lo tiene in vita per me” racconta Matthew tra la commozione del pubblico.

I venti film ‘avversari’ di BellocchioIn concorso da Tarantino a Loach fino ad Almodovar

11 maggio 201920:16

Migrazione, povertà, obiezione di coscienza, amarcord, febbre da Hollywood, nostalgie di ogni tipo e molto altro, non si può dire manchi nulla ai venti film in concorso in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes che si apre martedì 14 maggio. Contro questa pattuglia un solo film italiano: Il traditore di Marco Bellocchio. Ecco, in estrema sintesi, i film con cui si scontrerà.THE DEAD DON’T DIE di Jim Jarmush. Film di apertura. Il regista, in piena deriva zombie e con un supercast, ci mostra la pacifica città di Centerville assalita da un’orda di zombie affamati.LES MISERABLES di Ladj Ly. Ispirato agli scontri nelle banlieu parigine del 2005, il film ruota attorno a tre membri di una brigata anti-crimine che sono sopraffatti mentre cercano di arrestare un uomo.NIGHTHAWK di Juliano Dornelles e Kleber Mendonca racconta di un regista che decide di recarsi in un villaggio all’interno del Brasile per un documentario. Con il passare dei giorni i locali si rivelano strani come se nascondessero pericolosi segreti.ATLANTIQUE, a firma della senegalese Diop, prima regista africana in concorso a Cannes, racconta una storia di migrazione. A Dakar alcuni muratori non pagati da mesi decidono di lasciare il paese imbarcandosi nell’Oceano.SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach racconta la storia di Ricky e della sua famiglia, in lotta da sempre con i debiti dopo il crack del 2008. L’opportunità per riconquistare l’indipendenza si presenta a Ricky con un furgone in leasing e un lavoro da trasportatore. LITTLE JOE della viennese Jessica Hausner è un fantasy distopico. Di scena una nuova pianta che sembra produrre cambiamenti nelle persone o negli animali con i quali viene in contatto. Le persone toccate dagli effluvi di questa pianta sembrano avere una personalità modificata.DOLOR Y GLORIA di Pedro Almodóvar è una sorta di Amarcord autobiografico. Un regista non più giovane e senza futuro fa un viaggio nel passato dove riaffiorano vecchi sentimenti, grandi amori e delusioni.THE WILD GOOSE LAKE di Yinan Diao racconta la storia di Alice e Joachim, che sognano il cinema. Una mattina un vagabondo prende Joachim per un criminale di nome Zoran, morto 21 agosto 1983, giorno della nascita di Gioacchino. Questa coincidenza ossessiona entrambi.THE WHISTLERS di Corneliu Porumboiu vede un poliziotto impegnato a liberare un uomo d’affari da un’isola delle Canarie. Per farlo deve imparare il dialetto locale, lingua che include sibili e sputi.PORTRAIT OF A LADY ON FIRE di Céline Sciamma è ambientato in Francia nel XVIII secolo e ha come protagonista una giovane pittrice alla quale viene commissionato un ritratto da sposa di Helose da fare a sua insaputa. Ma la frequentazione tra le due donne creerà tra loro una crescente attrazione.A HIDDEN LIFE del regista filosofo Terrence Malick ci porta dentro un dramma della seconda guerra mondiale, quello di Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza che fu ghigliottinato dal Terzo Reich nel 1943.YOUNG AHMED dei fratelli Dardenne entra in pieno nell’attualità. Di scena un adolescente belga che progetta di uccidere la sua insegnante dopo aver aderito ad un’interpretazione estremista di alcuni passi del Corano. FRANKIE di Ira Sachs. La vita di una famiglia, vista attraverso tre generazioni, verrà stravolta da una gita in Portogallo, a Sintra, città storica conosciuta per i suoi giardini, ville e palazzi da favola.ONCE UPON A TIME di Quentin Tarantino con Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Brad Pitt) è, a detta dello stesso regista, “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia, un tour di musica rock del 1969 e un’ode al cinema nel suo insieme”.PARASITE di Bong Joon-ho racconta come il primogenito di una famiglia povera riesca a trovare con un inganno lavoro presso una ricca coppia. E questo con conseguenze drammatiche.MATTHIAS & MAXIME di Xavier Dolan racconta di un gruppo di giovani amici di Montréal che si rincontrano dopo anni. Tra questi Matthias e Maxime, migliori amici da una vita che si accorgeranno di essere innamorati proprio durante questa inaspettata reunion.OH MERCY! di Arnaud Desplechin ci porta a Roubaix dove il capo della polizia locale e una neolaureata affrontano l’omicidio di una vecchia. I vicini della vittima, Claude e Marie, vengono arrestati.MEKTOUB, MY LOVE: INTERMEZZO di Abdellatif Kechiche è il seguito della ‘suite’ cinematografica iniziata con Mektoub, My Love: Canto Uno. Ovvero le vicende umane di un gruppo di francesi di origine tunisina a partire da metà degli anni Novanta in poi.IT MUST BE HEAVEN di Elia Suleiman. Un uomo fugge dalla Palestina alla ricerca di una nuova casa. Viaggia in diverse città, ma vede dappertutto la sua terra natale. Un racconto burlesco che esplora identità, nazionalità e appartenenza.SIBYL di Justine Triet è il nome di una psicoterapeuta in crisi che torna alla sua prima passione: la scrittura. La sua ultima paziente Margot, attrice emergente e problematica, si rivela per lei una fonte di ispirazione allettante fino all’ossessione.

Morta a 72 anni l’attrice Peggy LiptonNoti i suoi ruoli nelle serie tv ‘Twin Peaks’ e ‘Mod Squad’

LOS ANGELES (USA)12 maggio 201906:19

E’ morta ieri a 72 anni l’attrice statunitense Peggy Lipton. Ne dà notizia la famiglia.
Conosciuta in particolare per il suo ruolo di Norma Jennings nella serie tv degli anni ’90 ‘I segreti di Twin Peaks’, la Lipton ottenne tra l’altro nel 1970 un Golden globe come miglior attrice televisiva per la sua parte di Julie Barnes nella serie ‘Mod Squad – I ragazzi di Greer’.          [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 12:05 DI GIOVEDì 09 MAGGIO 2019

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80 opere Depero, futurismo e pubblicità
Lucca Center of Contemporary Art riapre all’insegna tecnologia

LUCCA09 maggio 2019 12:05

– Il Lucca Center of Contemporary Art si rifà il trucco all’insegna della tecnologia e riapre la stagione con una mostra dedicata a Fortunato Depero, uno dei maggiori rappresentanti del Futurismo. La rassegna, aperta dal 10 maggio a cura di Maurizio Scudiero e Maurizio Vanni, propone 80 opere che ripercorrono la produzione artistica di Depero, dal futurismo alla pubblicità. Il percorso espositivo parte dalle opere che raccontano il sogno futurista di Depero, dal 1914 fino alla prima metà degli anni Venti, per poi arrivare alla pubblicità con i disegni per le campagne dell’Acqua San Pellegrino, del liquore Strega, del mandorlato Vido, dei mattoni Verzocchi, del tamarindo Erba, del cioccolato Unica, e del Campari. In mostra, inoltre, non manca la documentazione delle collaborazioni di Depero nel campo dell’editoria come quelle per La Rivista illustrata del Popolo d’Italia e per la stampa periodica americana come Vogue, Vanity Fair, Sparks e The News Auto Atlas.
Muti aprirà la 70/a Sagra MalatestianaIl 3 agosto alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

RIMINI09 maggio 201913:13

– Sarà Riccardo Muti con la sua ‘Orchestra Giovanile Luigi Cherubini’ ad aprire – il prossimo 3 agosto – la 70/a edizione della ‘Sagra Musicale Malatestiana’ salendo sul palco del Teatro Amintore Galli di Rimini restituito di recente alla città romagnola dopo un lungo restauro necessario per ricucire le ferite lasciate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
In scena il maestro napoletano porterà una selezione di brani tratti da ‘Le Nozze di Figaro’. Il concerto è uno degli eventi che coronano le giornate dell’Italian Opera Academy: dal 20 luglio al 2 agosto al Teatro Alighieri di Ravenna Muti sarà impegnato in due settimane di prove dedicate proprio al titolo mozartiano e aperte al pubblico.
Nek, “Il vero eroe è sempre quello che si rialza”Esce “Il mio gioco preferito-parte prima”.”La tv? Se son rose..”

10 maggio 201909:54

“L’importante è non cedere mai. Andare avanti e vivere delle proprie passioni. E io in questo sono particolarmente privilegiato: della mia passione più grande ho fatto un lavoro. Fortunato? No, sono stato soprattutto tenace”.
Nek, in oltre 25 anni di carriera con milioni di dischi venduti, ha sempre dato priorità alla positività. “Certo i cambi d’umore ci sono stati, ma non ho mai toccato il fondo. Mi sento come un bambino sempre alla ricerca di gioia e stupore”. E ora questo suo stupore lo ha trasferito nel nuovo disco di inediti, il suo quattordicesimo, dal titolo “Il mio gioco preferito – parte prima”, in uscita il 10 maggio per Warner Music. “E quale può essere il mio gioco preferito se non la vita?”, aggiunge senza retorica Nek che sulla copertina ha messo simbolicamente un cubo di Rubik. “Un gioco di complicati incastri, come la vita”.
A fargli cambiare idea non c’è riuscita neppure l’esperienza non proprio esaltante dell’ultimo Festival di Sanremo (dove ha raggranellato un misero 19/o posto). “Non posso dire di non esserci rimasto male, ma non è semplice mettere d’accordo tutti.
Ho portato il mio, sfruttando l’energia del festival. Poi è andata come è andata…”. Discorso chiuso, dunque. E si guarda avanti. Come fa con questo nuovo disco che contiene sette tracce e segna il distacco dall’impronta elettronica del precedente lavoro a favore di un album più “suonato” e anche più autobiografico, tra storie che “mi attraversano” e “racconti romanzati”. “Mi piace cambiare e stare al passo con i tempi, ma a una condizione: che tutto quello che faccio sia credibile, soprattutto per me stesso. A 47 anni non voglio più raccontarmela. Io sono un portavoce di emozioni”, dice ancora anche se non esclude di poter fare qualcosa di diverso dalla musica in futuro, magari legato alla tv, dove ha avuto già diverse esperienza, come quella di coach ad Amici. “La televisione mi piace. Finora non ho ricevuto proposte concrete, ma lavorerò affinché si possano materializzare. Se son rose, fioriranno”.
Tra i riferimenti che si possono trovare nel disco, uno è particolarmente esplicito: quello a Lucio Battisti nel brano Alza la radio. “Mi piaceva ritrovare le atmosfere di quel periodo”. In Musica sotto le bombe, invece, in contrasto con un ritmo allegro si pone un testo che racconta di muri che cadono, di bombe che colpiscono, di “copertoni flambé”. “E’ il modo in cui esprimo il disagio davanti a quello che tutti i giorni vediamo al telegiornale, ma è la speranza per qualcosa che non smette di muoversi sotto al fumo e alle macerie. E’ un pezzo che elogia l’irreprensibile voglia di ripartire, senza piangere. Il vero eroe è sempre quello che si rialza”.
Come annuncia il titolo, quella in uscita è la prima parte di un progetto più ampio. “La seconda uscirà in autunno, sarà diversa e non è detto che non risenta delle atmosfere più da camino acceso. E’ un esperimento che tento per la prima volta, un modo per dare più tempo per far conoscere meglio quel che avevo da dire, per far sì che sia il più longevo possibile. E poi, due uscite sono meglio di una, no?”, scherza il cantautore emiliano. Nek tornerà poi dal vivo il 22 settembre all’Arena di Verona.
£E sarà un po’ come il varo di una nave”. Da novembre, invece, si esibirà all’estero in una serie di appuntamenti live in Europa. Queste le date: 18 novembre Monaco, 25 novembre Br8uxelles, 26 novembre Parigi, 30 novembre Lussemburgo, 1 dicembre Londra, 2 dicembre Madrid.

Paleobestiari fantastici all’Alma MaterQuando la preistoria sposa l’arte, dall’11 maggio al 30 giugno

BOLOGNA09 maggio 201913:47

– Preistoria e arte insieme in mostra: sono i ‘Paleobestiari fantastici’, con le opere create dagli artisti Francesco Cornacchia e Davide Saba, in esposizione dall’11 maggio al 30 giugno presso la Collezione di Geologia ‘Museo Giovanni Capellini’ dell’Università degli studi di Bologna.
Riprendendo l’antica tradizione dei bestiari gli artisti hanno composto il loro catalogo di creature fantastiche lasciandosi suggestionare dallo spazio espositivo, inusuale, dal grande dinosauro e dalle creature giganti sudamericane, dalle ammoniti, dai mammut, dal dinosauro Antonio (il Thetyshadros insularis italiano) e dalle tante specie presenti.
Il paleobestiario di Cornacchia proviene dal mondo della grafica e del fumetto, mentre quello di Saba è frutto di sperimentazione di cera, acrilico e fiamma ossidrica e produce fossili evocativi, da interpretare.
‘Paleobestiari Fantastici’ è la terza tappa del progetto ‘In Studiis Artistarum’ che mette a confronto luoghi di scienza storici con l’arte contemporanea.

Salone Libro Salvini, censura,rogo libriMinoranza sinistra decide chi può andare e chi no

PESARO09 maggio 201914:37

– “Siamo nel 2019 alla censura dei libri in base alle idee, al rogo dei libri che non ha mai portato fortuna in passato”. Così Matteo Salvini durante un comizio a Pesaro, in cui ha criticato “la minoranza di sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può fare musica, chi può fare teatro, chi può pubblicare libri. Alle idee si risponde con altre idee, non con la censura. Alla faccia dei compagni e dei democratici, che decidono chi può andare al Salone del Libro e chi non ha diritto ad andarci”. “Sono pericolosissimi i processi alle idee. Alle idee si risponde con altre idee – ha insistito Salvini -… sempre che ci siano delle idee. Se non le hai, urli, fischi e canti ‘Bella ciao’…” ha concluso riferendosi ad un gruppo di contestatori, in piazza del Popolo a Pesaro.

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Bonisoli, oggi rinascita Salone Libro
Ministro, d’accordo con decisione rescindere contratto AltAforte

TORINO09 maggio 201916:00

– Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha inaugurato la 32/ma edizione di un Salone del Libro di Torino che giunge all’apertura stremato dalle polemiche ma più sereno dopo la decisione di rescindere il contratto con AltaForte, editore del libro intervista di Chiara Giannini, ‘Io sono Matteo Salvini’, che non ha più il suo stand al Lingotto.
“Sono d’accordo con le scelte fatte insieme dalla sindaca Chiara Appendino e dal presidente della Regione Sergio Chiamparino perché quando si fa politica si tratta anche di scegliere. Sono state dette delle cose gravi, di cui non si può far finta di nulla. E bisogna prendere delle posizioni”, dice Bonisoli nel giro tra gli stand che precede l’apertura. Poi rilancia: “Questo sarà il Salone della rinascita. Superate le difficoltà che avevano portato al fallimento e le polemiche con Milano, il Salone del libro di Torino è più che mai il primo Salone del libro italiano, capace di confrontarsi con la Buchmesse di Francoforte e il Salon du Livre di Parigi”.

Borghi più belli d’Italia, turismo slowBoom di presenze. Esce la guida con i 293 comuni certificati

09 maggio 201916:11

– Sarà anche nascosta e ai margini dei grandi flussi turistici, ma l’Italia più autentica, quella dei piccoli borghi piace sempre di più, soprattutto agli stranieri: a comunicarlo è l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” che oggi ha presentato i dati Istat delle presenze turistiche registrate in quasi 300 piccoli centri certificati. Nel 2017 sono stati circa 3.7 milioni gli arrivi (+7,5%; +12,2% stranieri e +4,4% italiani) e 14.3 milioni le giornate di presenza (+7,9%); i turisti stranieri contribuiscono per il 45% al totale delle presenze. Per il 2018 i dati provvisori rilevano una lieve crescita delle presenze (+2% rispetto al 2017), l’aumento degli stranieri (+7,2%) e la diminuzione degli italiani (-2,2%).
L’Associazione per la sua attività di garanzia di qualità dei borghi, ha ottenuto la certificazione Iso 9001, fornita da TÜV Italia. In uscita entro maggio anche la guida “I Borghi più belli d’Italia” (edita dalla Società Editrice Romana), che presenta 293 comuni certificati.
Nuova mostra Sgarbi a Gualdo Tadino”La stanza segreta” allestita in chiesa S. Francesco

GUALDO TADINO (PERUGIA)09 maggio 201917:45

– Vittorio Sgarbi propone una nuova mostra a Gualdo Tadino. Dopo ‘Seduzione e potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo’ e ‘Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi’, propone dal 10 maggio al 27 ottobre, sempre nella Chiesa di San Francesco, un’altra esposizione-evento, ‘La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano’.
Sarà proposta una selezione di 70 opere di 40 artisti, che rappresentano “il meglio” della Collezione Massimo Caggiano, una delle raccolte d’arte contemporanea ritenute più significative e rappresentative soprattutto per l’Italia degli ultimi trent’anni di pittura e scultura d’immagine. Per la qualità delle opere scelte e per l’ampiezza del panorama artistico, anche internazionale, che vi è documentato.
La mostra, promossa dal Polo museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi.
L’inaugurazione, il 10 maggio, sarà preceduta, alle 12 da un incontro nella sala consiliare del Comune, alla quale prenderanno parte, insieme ai due curatori e al collezionista Massimo Caggiano, Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino, Catia Monacelli, direttore del Polo museale, Giampiero Bianconi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Avicii, esce Tough Love, da album TimIl disco postumo del dj morto nel 2018 è atteso per il 6 giugno

09 maggio 201917:50

– Il 10 maggio esce “Tough Love” il nuovo e secondo singolo di Avicii estratto dall’album “Tim”, in uscita il 6 giugno. Scritto e prodotto da Tim Bergling (ovvero il nome all’anagrafe di Avicii, morto nel 2018) e Vargas & Lagola (Vincent Pontare e Salem Al Fakir), “Tough Love” rimane fedele alla natura contagiosa delle hit di Avicii e al suo desiderio di scoprire nuovi suoni.
Al Fakir e Pontare hanno collaborato con Tim a lungo: insieme hanno realizzato tra le varie hit Silhouettes, Hey Brother, Without You. Dopo aver scoperto la musica del nordovest dell’India, nella primavera del 2017, Tim ha suonato una melodia ai due collaboratori: “Curiosamente Tim è riuscito ad incastrare le influenze indiane alla perfezione in un singolo a cui stavamo lavorando – dice Pontare -: era un genio della melodia”.
Nei suoi appunti, Tim ha scritto di Tough Love: “Deve essere un duetto. Sarebbe bellissimo fosse una coppia vera, o due persone che hanno lavorato talmente tanto insieme da essere considerate una vera coppia”.
Il 9/6 concerto Filarmonica gratisEvento ‘plastic free’ con omaggio a Nino Rota

09 maggio 201919:00

– Per il settimo anno consecutivo la Filarmonica della Scala regala un concerto a Milano. Il 9 giugno l’orchestra diretta da Riccardo Chailly si esibirà in piazza Duomo, in uno spettacolo che verrà trasmesso in diretta su Rai 5 (a partire dalle 21.15) e si vedrà anche all’estero (non solo in Europa ma anche in Medio Oriente, Nord Africa e Asia).
Il programma include la Sinfonia dal Nuovo Mondo di Antonin Dvorak e un tributo a Nino Rota a quarant’anni dalla morte con la Suite del balletto La Strada (dal film di Fellini) e brani tratti dalla colonna sonora di Prova d’orchestra. Il bis “se il pubblico sarà caldo”, ha aggiunto il direttore principale della Filarmonica, sarà con una Habanera messicana. Oltre al programma, quest’anno senza grandi solisti (perché il vero solista “è la filarmonica”) la vera novità è che il concerto sarà plastic-free. Chi ci lavorerà, sarà infatti dotato di una borraccia in alluminio per evitare bottigliette di plastica, e il pubblico sarà invitato a fare altrettanto.

 

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Arriva nuovo singolo di Loredana Bertè
Tequila e San Miguel scritto da Calcutta,Paradiso e Takagi&Ketra

09 maggio 201919:19

– Dal 10 maggio arriva in radio “Tequila e San Miguel” il nuovo singolo di Loredana Berté, un brano scritto per lei da Calcutta, Tommaso Paradiso e Takagi & Ketra (questi ultimi ne sono anche i produttori). Un nuovo progetto che mette l’accento sul momento felice che sta vivendo l’artista, già indiscussa protagonista della scena musicale con la hit del 2018 Non ti dico no; con il successo al Festival di Sanremo con Cosa ti aspetti da me; con un tour sold out; con la partecipazione come giudice ad Amici di Maria De Filippi.
Loredana Berté, intanto continua il “Libertè – Tour teatrale” (11 maggio Bologna, 21 maggio Bergamo, 29 maggio Parma, 2 giugno Rovereto), in attesa del Libertè – Summer Tour che la vedrà protagonista: 8 luglio Grugliasco (TO), 19 luglio Brescia, 23 luglio San Leucio (CE), 27 luglio Ostia Antica, 31 luglio Chieti, 7 agosto Noci (BA), 10 agosto San Pancrazio Salentino (BR), 16 agosto Cinquale (MS), 1 settembre Verona, 4 settembre Sesto San Giovanni (MI), 7 settembre Modena.
Madonna sarà all’Eurovision Song ContestIgnorato l’appello di Roger Waters. Mahmood arrivato a Tel Aviv

09 maggio 201919:19

– Madonna si esibirà come ospite di eccezione nella fase finale dell’Eurovision Song Contest di Tel Aviv. La notizia è stata divulgata oggi da alcuni media israeliani secondo cui la pop star avrebbe firmato un contratto da un milione e mezzo di dollari, una cifra che le sarà versata da un uomo d’affari. Alcune settimane fa l’ex Pink Floyd Roger Waters le aveva chiesto di rinunciare all’esibizione a Tel Aviv per dissociarsi così – a suo parere – dalla politica israeliana verso i palestinesi. Oggi da Gaza, scrive la agenzia di stampa Wafa, la Associazione degli artisti palestinesi ha invocato un boicottaggio generale dell’Eurovision. Sul fronte italiano, il vincitore del Festival di Sanremo Mahmood, nonostante una brutta influenza che lo ha colpito nei giorni scorsi, è arrivato nella capitale israeliana.
Kounellis maestro Arte Povera “dipinge” con la materiaA Fondazione Prada Venezia fino al 24 novembre

VENEZIA09 maggio 201920:43

Jannis Kounellis, uno dei maestri dell’arte povera, un “pittore” che usa la materia, gli elementi primari della natura, per lavorare sui sensi. Un artista, nato nel Pireo e a Roma dalla metà degli anni ’50 fino alla morte nel 2017, che nel suo atto creativo “dipinge” anche quando le sue opere sono composte di binari in ferro, di sacchi di juta, di carbone, di armadi trovati dai rigattieri tenuti appesi al soffitto da corde, di tubi e bombole di gas, di lana o lastre metalliche.
C’è una leggerezza “pittorica”, una lievità compositiva, unita alla pesantezza dei materiali usati nelle oltre sessanta opere scelte da Germano Celant per realizzare la prima retrospettiva dedicata a Kounellis dopo la sua scomparsa, allestita nelle grandi sale di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada (11 maggio-24 novembre).
Il percorso espositivo prende avvio nel cortile con un lavoro verticale del 1992 composto da sette piatti metallici a sostenere sacchi contenenti chicchi di caffè. In una saletta al pianoterra film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie documentano la storia espositiva dell’artista con un focus riservato ai suoi progetti in campo teatrale. Al primo e secondo piano del palazzo, seguendo un ordine di fatto cronologico con qualche variante, l’opera di Kounellis si dipana nella sua interezza a partire dai grandi quadri della prima metà degli anni ’60, prima con scritte, segnali, insegne tratti dalle strade di Roma, poi con lettere dell’alfabeto, frecce e numeri neri fino all’incursione della natura, della rosa, prima dipinta poi della sagoma applicata con bottoni automatici sulla tela. Verso la fine degli anni ’60 arrivano gli elementi naturali – terra, lana, cactus, carbone, cotone e fuoco – poi è un crescendo di ricerca, di confronto-superamento della tradizione, di lavori che abbracciano la musica, i sensi – in mostra, oltre al caffè, un’opera composta anche da alcune centinaia di bicchierini pieni di grappa “per uscire dai limiti illusori del quadro, abbracciare il mondo dei sensi e congiungersi con il caos vitale della realtà” – la continua relazione “tragica e personale con la cultura e la storia”. Poco lontano, a Ca’ Pesaro, una delle sedi della Fondazione Musei Civici, c’è la prima retrospettiva italiana dedicata ad Ashile Gorki (1904-1948), uno dei maestri dell’espressionismo astratto. Curata da Gabriella Belli ed Edith Devaney, l’esposizione presenta un’ottantina di opere che ripercorrono la non lunga ma fondamentale carriera artistica di Gorki. Oltre una decina gli appuntamenti messi in calendario dai Musei Civici in questo periodo di Biennale d’arte. Nel vasto panorama delle proposte espositive in laguna, ci sono anche la mostra antologica dedicata ad Alberto Burri, fino al 28 luglio, alla Fondazione Giorgio Cini, i dipinti di Gunther Forg, vicino all’Accademia, la mostra di Alberto Biasi, nella sede del consiglio regionale veneto, a Palazzo Ferro Fini, i quadri del russo Gely Korzhev, a Ca’ Foscari, il pittore coreano Yunn Hyong Keun a Palazzo Fortuny, Pino Pascali fotografo, alla Zattere, o le reinterpretazioni di Tintoretto di Jorge R.Pombo alla Scuola Grande di San Rocco. Nel quadro delle iniziative che, per gli addetti al lavori, vanno sotto la voce “progetto di arte pubblica”, appuntamento l’11 maggio per la performance sull’acqua ideata a Melissa McGill con 52 imbarcazioni della tradizione lagunare con vele dipinte a mano ognuna con una diversa tonalità di rosso.

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Inaugurato calco portale Biduino
A Massa, esposto dopo oltre 30 anni da realizzazione

MASSA (MASSA CARRARA)09 maggio 201919:52

– Il calco del portale del Biduino, scultore toscano del dodicesimo secolo, opera in marmo apuano che adornava la chiesa di San Leonardo al Frigido, dopo oltre 30 anni dalla sua realizzazione è stato esposto a Massa, nelle sale di palazzo Ducale: non è l’originale realizzato nel 1175 e conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, ma un calco, che il direttore del Met permise soltanto nel 1986. Il vero portale, visitato da migliaia di turisti al giorno, “una delle più importanti sculture romaniche in America”, si legge nei cataloghi del museo, fu venduto nel 1880 ad alcuni antiquari fiorentini, dal proprietario della chiesa che frattanto era stata sconsacrata. L’opera finì poi a Nizza, nel 1893, acquistata dai conti Benkerdoff- Shuvaroff e nel 1950 rivenduto, per tre milioni di lire, al Metropolitan di New York, per far parte di The Cloisters, un’ala distaccata del Met, che si trova nel Fort Tyron Park, realizzata unendo cinque antichissimi chiostri medioevali, trasportati dal continente europeo per opera dei Rockefeller. Realizzato il calco nel 1986 da un architetto massese, Pierluigi Zonder Mosti, in parte con finanziamenti pubblici e in parte privati, l’opera restò sepolta per altri 30 anni, negli scantinati del palazzo provinciale, e, ad un certo punto, in un fondo dello stesso Zonder, Ne nacque un contenzioso tra l’architetto, che voleva proteggere il calco dall’incuria, e la provincia che ne rivendicava la proprietà.
Alla fine le parti trovarono un accordo extra giudiziario e stamattina il calco è stato inaugurato dal presidente della provincia Gianni Lorenzetti e dal sindaco di Massa Francesco Persiani. “L’obiettivo adesso- ha detto il presidente- è realizzare una copia del portale in marmo di Carrara e riposizionarlo all’ingresso della nostra chiesa di san Leonardo al Frigido”.

Saviano, ecco In mare non esistono taxi

Scrittore racconta ultimo libro su migranti

TORINO09 maggio 201920:08

– “Le fotografie sono testimonianza, portano la prova che quello che diciamo da mesi su ciò che accade in Libia e nel Mediterraneo è vero. Ma dire la verità non basta, ‘verità’ è una parola abusata, che provoca ormai fastidio non solo a sentirla, ma addirittura a pronunciarla. Ci hanno fatto credere che la verità sia istantanea, che la si possa apprendere attraverso rapidi tutorial (‘tutta la verità su…’), ma non è così. La verità ha bisogno di tempo, un tempo che oggi spesso crediamo di non avere”. Lo racconta Roberto Saviano parlando di ‘In mare non esistono taxi’, il libro in cui per la prima volta si confronta con la fotografia, in uscita oggi per Contrasto, con cui l’11 maggio sarà al Salone del Libro di Torino. “Lavorare a questo libro ha cambiato il mio sguardo sulle cose – aggiunge -. Ci sono momenti nella storia in cui le parole da sole non bastano, in cui serve portare prova che ciò di cui si sta parlando accade davvero”.
Volano al Getty le gemme della Collezione SangiorgiSaranno esposte in dicembre nel museo di Malibu

NEW YORK09 maggio 201920:42

Volano in California le gemme della collezione Sangiorgi: capolavori in miniatura riemersi da un lontano passato, 17 delle 40 gemme messe in vendita la scorsa settimana da Christie’s a New York sono state acquistate dal Getty per la sua sede di Malibu dedicata alle antichita’, la stessa che ospita la statua di bronzo di Lisippo contesa dall’Italia. Le gemme, che saranno esposte in una mostra speciale al Getty Center in dicembre per passare poi alla Villa Getty, vengono dalla collezione dell’antiquario romano Giorgio Sangiorgi e coprono un arco temporale tra 16esimo secolo avanti cristo e quarto secolo dopo. Messi in vendita dagli eredi dell’antiquario, i preziosi gioielli si trovavano dagli anni ’50 in Svizzera, tra i pochi ancora rimasti in mani private. Molti con un pedigree di eccezione: Giorgio Sangiorgi e il padre Giuseppe ne avevano acquistati alcuni dalla leggendaria collezione del politico e aristocratico britannico George Spencer, il quarto Duca di Marlborough, altri venivano dalle raccolte ammassate nella seconda meta’ del ‘500 da Lelio Pasqualini, dalla famiglia Boncompagni Ludovisi e dall’archeologo tedesco Paul Arndt a Monaco di Baviera. Sangiorgi, la cui omonima galleria aveva sede a Palazzo Borghese su via di Ripetta, e’ stato fino alla morte nel 1965 uno dei grandi collezionisti, studiosi e antiquari italiani. La raccolta, creata nei primi decenni del ‘900, e’ stata solo di recente pubblicata dagli esperti in gemme Sir John Boardman e Claudia Wagner: i pezzi offerti dagli eredi, alcuni con la montatura originale in oro, erano, secondo Christie’s, la “creme de la creme”. Una delle gemme piu’ importanti acquistata dal Getty e’ un ritratto a intaglio su calcedonio nero di Antinoo che Sangiorgi aveva acquistato nel 1952 a Londra. Proveniente in origine dalla collezione Marlborough (e prima nelle mani del veneziano Anton Maria Zanetti), e’ considerato da alcuni il miglior ritratto mai realizzato in qualsiasi materiale del giovane favorito dell’imperatore Adriano. Un altro pezzo forte e’ un ritratto a intaglio su ametista del filosofo Demostene il cui primo proprietario conosciuto fu il romano Pasqualini: a destra del busto in piccole lettere la firma dell’artista “Dioskourides”, l’incisore di gemme per l’imperatore Augusto. Il pezzo piu’ antico e un sigillo di eta’ minoica di calcedonio azzurro con tre cigni incisi, “una gemma la cui eleganza trascende la data di origine”, ha detto il direttore del museo Timothy Potts, secondo cui la collezione rappresenta l’acquisto piu’ importante fatto per la Villa Getty in un decennio.

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Marco D’Amore, racconto la tragica ascesa di Mussolini
Con Zingaretti e Mastandrea, serata reading su Rai3 da Scurati

10 maggio 201910:01

Roma, 30 ottobre 1922. Benito Mussolini, “lo zingaro della politica, l’autodidatta del potere”, sale al Quirinale e si prepara a diventare il più giovane primo ministro della storia italiana. “Non ha nessuna esperienza di governo né di amministrazione pubblica, è entrato alla Camera solo 16 mesi prima con la camicia nera, la divisa di un partito squadrista… Il figlio del fabbro ha salito le scale del potere: il nuovo secolo si è aperto e al tempo stesso si è richiuso sui suoi passi”. Nel pieno delle polemiche sul Salone del Libro, con l’esclusione dell’editore Altaforte sotto indagine per apologia di fascismo e il dibattito tra chi punta il dito sulla propaganda nera e chi difende l’apertura a tutte le idee, e dopo il caso del servizio della TgR sulle celebrazioni del Duce a Predappio, Rai3 spariglia e propone, sabato 11 maggio alle 22.20, ‘Mussolini il figlio del secolo’, una serata evento tratta da uno dei casi letterari dell’anno, il libro di Antonio Scurati ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani), finalista al premio Strega. A dare fisicità, foga, intensità drammatica al reading sono Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea e Marco D’Amore, prestando corpo e voce alla parabola di Mussolini dagli esordi impantanati delle prime rivendicazioni fasciste alla cronaca sincopata della marcia su Roma, fino all’ora tragica della sua consacrazione politica.
“Ho il privilegio di essere amico di Scurati – racconta D’Amore – e ho studiato a fondo il libro, accostandomi al suo lavoro profondo di scavo e di approfondimento. Entrare in questo percorso è stato per me come obbedire a un principio morale. E poi far parte di un trio meraviglioso di attori, con due giganti come Luca e Valerio… Non potevo che rispondere: presente”. Un’urgenza legata anche alla “consapevolezza che viviamo tempi in cui è necessario parlare con chiarezza e altezza di linguaggio di quello che siamo stati e potremmo tornare a essere: un fatto doveroso e biologicamente naturale”, sottolinea l’attore. “Soffia da tempo un vento pericoloso: dare fisicità al racconto storico vuol dire fare spazio a quella tridimensionalità senza la quale i fatti, anche quelli più mostruosi, tendono a sbiadirsi”.
Nata da un’idea di Scurati e di Marco Fiorini, per la regia di Alessandro Renna, la serata “è un esempio di grande servizio pubblico”, si appassiona D’Amore. “Il racconto del passato parla al presente e punta proprio a creare un corto circuito, una vertigine nello spettatore: spero proprio che lasci spunti, riflessioni e idee”, insiste l’attore, che non si sottrae al dibattito di queste ore su fascismo e antifascismo. “C’è la Costituzione che non permette apologia di fascismo. Io sono pertiniano: l’aforisma attribuito a Voltaire, ‘non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo’, per me non si applica ai fascisti. Il fascismo è il contrario delle idee, i fascisti non sono plurali.
E’ molto chiaro e semplice”. In piedi, tra gli scranni di marmo del teatro terrazza del Palazzo dei Congressi di Roma, capolavoro razionalista dell’architetto Adalberto Libera, deserto e immerso nel buio, Zingaretti, Mastandrea e D’Amore si alternano nella lettura delle pagine del libro, accompagnata dalle fotografie d’epoca proiettate sulle pareti, e intervallata dagli interventi dello stesso Scurati, momenti di raccordo che aiutano lo spettatore a seguire progressione e contesto degli eventi. Tra l’acquiescenza di Giolitti, l’inerzia della monarchia, la miopia della sinistra e il dilagare della violenza squadrista, la democrazia va incontro inesorabilmente alla sua crisi. Unica voce in difesa, la testimonianza civile e appassionata di Giacomo Matteotti, nel suo ultimo discorso parlamentare: il deputato socialista pagherà con la vita la sua inflessibile opposizione al regime. Mussolini intuisce la debolezza strutturale delle istituzioni e gioca all’attacco assumendo la responsabilità storica e politica del delitto: è il punto di non ritorno.

Efron, da teen idol a serial killer BundyNel film di Berlinger è omicida seriale giustiziato nel 1989

10 maggio 201910:03

L’America è stata la patria finora del 67% dei serial killer documentati nel mondo. Fra questi, uno dei più emblematici, manipolatori e mediatici è stato Ted Bundy, autore di oltre 30 omicidi di giovani donne (c’è chi pensa ne abbia commessi addirittura un centinaio), e di altre decine di stupri e violenze, giustiziato a 42 anni nel 1989 sulla sedia elettrica. Affascinante quanto spietato e sociopatico, Bundy è stato più volte al centro di film e fiction (a dargli volto, fra gli altri, Mark Harmon, Billy Campbell, Cary Elwes). Ora trova un sorprendente e carismatico interprete nell’ex enfant prodige di Casa Disney, diventato un divo, Zac Efron, in Ted Bundy – Fascino criminale in sala dal 9 maggio con Notorious Pictures.
A dirigere il film è il documentarista specializzato in true crime Joe Berlinger, che quest’anno ha anche firmato una docuserie per Netflix sull’omicida seriale, Conversazioni con un killer: Il caso Bundy. Mentre la serie documentaria è costruita sui nastri delle conversazioni fatte da Bundy nel braccio della morte con due giornalisti (aveva finalmente ammesso alcuni dei suoi crimini, dopo essersi proclamato nei processi sempre innocente) il film racconta la storia principalmente dal punto di vista di Elizabeth ‘Liz’ Koepfer (interpretata da Lily Collins), mamma single fidanzata a Bundy fino alla sua prima condanna in Utah, a metà anni ’70. Berlinger, mantiene il suo rigore da documentarista, utilizzando centinaia di documenti, foto, filmati, registrazioni, verbali dei processi, come base per il racconto.
Questo non ha evitato al film l’accusa di aver troppo spettacolarizzato e mitizzato (anche per la presenza di Efron) la personalità di Bundy: “Puntare l’attenzione sulla relazione di Bundy con Elizabeth (che raccontò il loro rapporto in un libro, ndr) è ciò che ha reso per me questo progetto interessante – ha spiegato il regista a Metro.us -. Volevo mostrare come un serial killer sia abile nell’ingannare, come possa farla franca così a lungo, come sia in grado di attirare le sue vittime portandole alla morte e come gli amici e le conoscenze intorno a lui possano non cogliere segnali o indizi.
Dare al film la prospettiva di qualcuno che ha amato e ha avuto fiducia in Bundy fa emergere quella dinamica”. Berlinger per gran parte del film non mostra le violenze di Bundy ma ne riflette quell’immagine di ‘bravo ragazzo’ che gli permetteva di attirare le ragazze in trappola, spesso aiutandosi, indossando finti gessi o legandosi il braccio al collo per sembrare più indifeso. Thomas Harris ne ha tratto ispirazione per Il silenzio degli innocenti, nel modo di attirare le vittime utilizzato da Buffalo Bill, e per l’aiuto fornito di Lecter a Clarice Starling. Anche Bundy infatti fornì in carcere alcuni dettagli utili per la cattura di un altro spietato omicida seriale, Il killer di Green River, Gary Ridgway. Efron, a colpi di sorrisi spiazzanti, sapiente alternanza di dolcezza e energia prorompente e dialettica pungente da avvocato mancato (il serial killer decise, per salvarsi dalla sedia elettrica, di difendersi da solo), rende credibile il fascino di Bundy, colto anche dai media: il suo processo finale in Florida, è stato il primo trasmesso in tv a livello nazionale. Liz, forse l’unica donna verso cui Bundy ha provato amore (anche se mentre è in prigione mette incinta e sposa una vecchia fiamma che credeva in lui) ci ha messo anni a liberarsi dalla sua ombra. “Volevo fare questo film per le vittime (ricordate sui titoli di coda, ndr) – ha spiegato a The Guardian Efron – Bundy è stato giustiziato ma solo dopo aver ucciso un numero imprecisato di donne che erano piene di potenziale, le cui storie non sono potute proseguire, e che non sono mai state raccontate. E’ disturbante come cultura essere qui ancora a guardare negli occhi di un killer, subire il fascino di un uomo brutale e senza valore”.

Miss Mondo Italia a Gallipoli il 15/6Conduce la manifestazione Giorgia Palmas, ospiti Magnini e Atzei

GALLIPOLI (LECCE)10 maggio 201911:05

– Gallipoli è pronta ad ospitare le fasi finale di Miss Mondo Italia. Per il dodicesimo anno consecutivo la kermesse di bellezza che decreterà la rappresentante italiana alla finale internazionale di Miss World, si svolgerà nella ‘perla dello Jonio’. Centocinquanta le concorrenti in rappresentanza di tutte le Regioni d’Italia che cominceranno ad arrivare dal 31 maggio. Tanti gli eventi collaterali in programma. La finale si terrà il 15 giugno al Teatro Italia.
Conduttrice dell’evento l’ex Miss Mondo Italia, Giorgia Palmas. Tanti gli ospiti annunciati: tra gli altri il nuotatore pluricampione del mondo ed attuale boyfriend della Palmas, Filippo Magnini, la cantante Bianca Aztei e il cabarettista Pino Campagna.
Masterchef, ritorno alla giuria a trePausa per Joe Bastianich, “arrivederci, mi dedico alla musica”

10 maggio 201911:05

– Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli sono i giudici della prossima edizione di MasterChef Italia. Un ritorno alla giuria a 3 per il talent culinario di Sky prodotto da Endemol Shine Italy, che vedrà in sfida promettenti cuochi amatoriali per conquistare il titolo di nono MasterChef d’Italia.
Per Joe Bastianich una pausa dal programma che lo ha visto protagonista per 8 edizioni. “Non un addio ma un arrivederci alla grande famiglia di MasterChef, un programma che mi ha regalato tanto. Sono pronto per nuove avventure e a dedicarmi all’altra mia grande passione che è la musica. Sarò impegnato in un tour italiano con l’uscita del mio primo album”.
Ai 3 chef il compito di individuare i protagonisti della prossima Masterclass: già in questi giorni Barbieri, decano dei giudici (è presente dalla prima edizione), Cannavacciuolo, colonna portante del programma, e Locatelli, sorpresa della passata stagione, sono alle prese con la selezione degli aspiranti chef che si sfideranno da dicembre.

Biennale: Guatemala e violenza su donneSculture con volti con bocca cucita, occhi tumefatti e cicatrici

VENEZIA10 maggio 201911:36

– Affrontano tre tematiche sociali di estrema attualità – la violenza sul femminile, l’integrazione e la biodiversità – i tre padiglioni di Guatemala, Grenada e Repubblica Dominicana ospitati tutti a Palazzo Albrizzi Capello, nell’ambito della 58/a Biennale d’Arte di Venezia. Il padiglione del Guatemala riflette sulla violenza sulle donne. Volti femminili con la bocca cucita e gli occhi tumefatti, cicatrici evidenti e titoli d’effetto come “Parliamo” sono le sculture rievocative del problema elaborato dall’artista guatemalteca pluripremiata Elsie Wunderlich. Mani che imbracciano armi ed esibiscono catene, sono invece le opere di Marco Manzo, scultore, tatuatore, visual artist, incisore e designer di fama internazionale.
Consoli, siciliano fra colori dell’isolaDal 18/5 per centenario dalla nascita artista deportato in lager

CATANIA10 maggio 201911:44

– Pittore sensibile ai temi sociali, scultore alla ricerca di estreme sintesi formali, storico dell’arte, critico e saggista, abile e raffinato disegnatore archeologico. E’ “Giuseppe Consoli. Un siciliano fra i colori dell’isola”, artista a cui, nel centenario della nascita, a Catania è dedicata una mostra con due esposizioni: a Palazzo della Cultura, dal 18 maggio al 23 giugno, e nell’Auditorium di Mascalucia, suo paese natale, dal 19 maggio al 2 giugno.
L’iniziativa è curata da Antonio D’Amico, storico dell’arte e conservatore delle raccolte d’arte dei Musei Civici di Domodossola e del Museo Diocesano di Nicosia. La mostra indaga l’opera e la personalità inquieta di questo eclettico artista e intellettuale che ha attraversato buona parte del ‘900. Dalle stagioni più sofferte – guerra, prigionia, stragi civili e anni di piombo – a quelle più esuberanti post-belliche. In mostra circa 60 opere, tra oli e disegni, tele, tavole e carte, realizzate da Giuseppe Consoli dagli anni ’40 fino alla fine degli ’80. Spicca, per umanità concitata e drammatica, ‘Lacrimogeni a Mussomeli’, un olio del 1954 con cui l’artista ferma sulla tela, a futura memoria, una delle stragi siciliane dimenticate. Il soggetto trae spunto da un orribile fatto di cronaca: l’aggressione con i lacrimogeni, da parte delle forze dell’ordine, nei confronti di migliaia di cittadini di Mussomeli (CL) esasperati per la cronica mancanza di acqua e l’aumento delle tasse. Quattro i morti nella calca, ventisette le condanne al termine del processo il cui pubblico ministero era Gaetano Costa, assassinato decenni dopo dalla mafia.
Tra i disegni esposti al Palazzo della Cultura di Catania, anche gli schizzi dei due anni nei lager nazisti, da soldato.
Liberato dagli inglesi nel ’45, Consoli riesce a portare con sé quei disegni realizzati con strumenti di fortuna durante la prigionia: ritratti di internati e persone a loro care che consentono a lui e ai compagni di cella di sopravvivere e al contempo documentano il degrado e l’umiliazione subita.

A Postignano foto di Arthus-BertrandProposte 46 immagini della terra scattate dall’alto

PERUGIA10 maggio 201911:48

– Successo per la mostra fotografica di Yann Arthus-Bertrand al Castello di Postignano, inaugurata nell’ambito dell’ottava edizione della manifestazione culturale “Un castello all’orizzonte”. Presente il fotografo, ambientalista e accademico di Francia che ha “raccontato” una ad una le sue opere.
L’esposizione, che presenta 46 immagini della terra scattate dall’alto, potrà essere visitata fino al 16 giugno negli appartamenti Sabbioneta e Assisi tutti i giorni, dalle 10 alle 22, con ingresso gratuito. La mostra, dopo la chiusura del 16 giugno prossimo, riaprirà a settembre per permettere alle scuole di visitarla.
Le fotografie esposte al borgo umbro sono una selezione del progetto “La Terra vista dal cielo” con il quale Yann Arthus-Bertrand invita il pubblico “ad un viaggio attraverso le realtà del mondo”. Le sue immagini aeree riflettono la varietà dei contesti naturali e delle espressioni della vita, ma anche il segno dell’uomo e i suoi danni all’ambiente.
L’esposizione – spiegano gli organizzatori – sottolinea che, “più che mai, i livelli e i modi attuali di consumo, di produzione e di sfruttamento delle risorse, non sono sostenibili a lungo”.
In Germania un museo per Terence HillA Lommatzsch, dove ha vissuto, con il meglio dei suoi film

BERLINO10 maggio 201912:18

– A Lommatzsch, una cittadina della Sassonia, l’11 maggio viene inaugurato un museo dedicato a Terence Hill. Allo storico partner ottantenne di Bud Spencer e protagonista di Don Matteo, considerato un idolo in Germania, è stata dedicata una esibizione permanente di due piani che contiene il meglio dei film di cui è stato protagonista, da solo o con Carlo Pedersoli, nome all’anagrafe di Bud Spencer, anche lui amatissimo in Germania. La mamma di Terence Hill è di Lommatzsch, e nella cittadina l’attore, che parla perfettamente il tedesco, visse tra il 1943 e il 1947, negli anni della sua infanzia. “Il mio cuore è qui, e mi sento onorato”, ha detto Mario Girotti, questo è il suo vero nome, in un messaggio inviato alla cittadinanza per scusarsi della sua assenza alla cerimonia. Ci sarà, invece, Thomas Danneberg, che lo doppia in Germania.

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E’ boom delle serie tv anche in libreria
Indagine Aie-Ie, lettore abituale coincide con chi vede fiction

TORINO10 maggio 201912:27

– Le serie televisive hanno un effetto traino sulle vendite dei libri con lievitazione degli acquisti anche quando sono finite. Emerge dall’indagine di AIE in collaborazione con IE – Informazioni Editoriali, “La serialità televisiva, la lettura e l’acquisto di libri”, presentata al Salone del Libro di Torino. I dati prendono in esame l’andamento delle vendite in librerie e store online (escluso Amazon), di 8 titoli da cui sono state tratte delle serie televisive: ‘Gomorra’ e ‘Il Trono di Spade’ per Sky, ‘L’uomo nell’alto castello’ per Amazon Prime Video, ‘Il Commissario Montalbano’, ‘L’Amica Geniale’ e ‘Il Nome della Rosa’ per la Rai, ‘Suburra’ e ‘Tredici’ per Netflix, considerando il periodo dal 2009 al 2019.
Pur con modalità diverse, quando va in onda una serie crescono le vendite ma non solo durante la messa in onda: l’effetto traino prosegue anche nei mesi successivi. E si scopre che l’identikit di chi guarda le serie tv coincide con il lettore abituale.
Mahmood, estate di impegni dal vivoProtagonista in Italia, sarà anche al Montreux Jazz Festival

TORINO10 maggio 201913:31

– Dopo il trionfo al Festival di Sanremo, lo strepitoso successo dell’album “Gioventù Bruciata” (disco d’oro) e il triplo disco di platino per il singolo “Soldi”, Mahmood si prepara a un’estate di impegni dal vivo.
Arrivato a Tel Aviv, dove dal 14 al 18 maggio rappresenterà l’Italia per l’Eurovision Song Contest 2019, l’artista milanese ha annunciato le prime date nei festival estivi. Dal Mi Ami a Collisioni fino allo storico Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Mahmood approda anche al leggendario Montreux Jazz Festival, in Svizzera, in un concerto con Rita Ora. Prosegue poi anche il tour nei club. Queste le date nei festival: 25 maggio Milano, Mi Ami; 5 luglio Igea Marina (RN), Notte Rosa; 7 luglio Barolo (CN), Collisioni Festival; 8 luglio Montreux, Montreux Jazz Festival; 10 luglio Spoleto (PG), Festival Dei Due Mondi; 27 settembre San Vito Lo Capo (TP), Cous Cous Fest. Nei club sarà il 22 maggio a Bologna, il 28 a Padova, il 30 a Firenze. Poi il 1 giugno a Teramo, l’8 a Catania, il 17 a Roma.
I 50 anni di Easy RiderIcona controcultura, il film cult di Hopper a Cannes restaurato

10 maggio 201914:01

– C’è un concentrato impressionante di coincidenze, intuizioni e fatalità dietro la storia, ormai leggendaria, di Easy Rider, il film d’esordio di Dennis Hopper diventato un cult fin dall’estate del 1969. Prodotto con due soldi da Peter Fonda, figlio d’arte che si ritagliò il ruolo del protagonista “Captain America” Wyatt a fianco del regista (Billy), arrivato nelle sale il 14 luglio di un anno che infiammava Europa e America nel segno della rivolta giovanile, portò nelle sale legioni di giovani grazie al passaparola della controcultura hippy.
Folgorante il successo di una pellicola indipendente e senza attori famosi, quasi senza trama, con un finale senza speranza, riflesso di una generazione che andava forzatamente a combattere in Vietnam e in pochi anni aveva visto cadere John Kennedy, Malcolm X e Martin Luther King. Il film risplende a nuova vita grazie al restauro digitale in 4K che verrà presentato a Cannes sul grande schermo della spiaggia e poi a Bologna al festival del Cinema ritrovato.

‘Bella Ciao’, Bonisoli ‘cantavo anch’io’Il ministro, mi ha ricordato il 25 Aprile

VENEZIA10 maggio 201914:16

– “Bella ciao” diffusa dagli altoparlanti del Padiglione Italia alla Biennale Arte di Venezia ‘contagia’ anche il ministro Alberto Bonisoli. “La canticchiavo a mia volta – ha risposto Bonisoli ai giornalisti – Cosa mi ha ricordato? Il 25 Aprile, quando l’ho fatto dalle mie parti. Nel paese dove vivo c’è stata un’esecuzione da parte della decima Mas, quindi una cosa molto seria”. Le note della canzone simbolo dei partigiani sono parte dell’installazione di Liliana Moro, una dei tre artisti invitati dal curatore Farronato.

Cresce fatturato libro, ma meno venditeDati Aie-Ie: serie tv aiutano, ma siamo fanalino di coda Europa

TORINO10 maggio 201914:27

– Piccola inversione di tendenza per il fatturato 2019 del mercato del libro: nei primi 4 mesi dell’anno si è registrato un +0,6% nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione organizzata, a cui è stata aggiunta la stima di Amazon) – dopo la chiusura negativa (-0,4%) dell’intero 2018 – con 393,2 milioni di euro rispetto ai 390,5 milioni di euro nello stesso periodo dello scorso anno, ma sono calate le copie vendute (-2,2%) che si assestano sui 22,071 milioni (494 mila in meno dello scorso anno). E l’Italia è il fanalino di coda dell’Unione Europea per i livelli di lettura. A far lievitare l’acquisto dei libri, emerge dall’indagine a cura di Associazione Italiana Editori-AIE e IE-Informazioni Editoriali, sono le serie tv che possono arrivare a raddoppiare e persino a centuplicare l’effetto vendita dei titoli. E, sorpresa, il profilo di chi guarda le serie televisive coincide con il lettore abituale.

‘Vivere ALL’italiana… a modo tuo’

09 maggio 201915:36

342 video prodotti da 286 partecipanti in 47 paesi. Sono i numeri da record del concorso video lanciato dalla Farnesina attraverso la community globale di Zooppa e rivolto a giovani creativi italiani e stranieri nel mondo. Obiettivo, promuovere il concetto ‘Vivere ALL’Italiana’, veicolando un’immagine del Paese che ne esalti l’arte, la cultura, la bellezza, ma anche l’innovazione, la tecnologia, il design, in una visione il più possibile lontana dai cliché.I sei vincitori hanno puntato su immaginazione e creatività, passioni ed emozioni, tradizione e modernità, usando immagini, suoni, storie familiari e tecniche di montaggio per catturare l’attenzione dello spettatore. I loro video, tutti di una durata compresa fra i 40 e i 120 secondi, si sono divisi il premio di 15.000 euro messo a disposizione della Farnesina.Molti dei video sono arrivati dall’America Latina – il primo e secondo classificato vivono appunto in Brasile e Argentina – e dagli Stati Uniti, come il quarto classificato. Completano il panorama il terzo classificato dalla Germania, il quinto dalla Polonia e il sesto dall’Italia. A sceglierli, all’interno di una rosa ristretta, una giuria composta da rappresentanti della Farnesina e da esperti del settore.I video vincitori – disponibili sulla pagina Youtube del Ministero – saranno utilizzati anche dalla rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura del MAECI per offrire un nuovo racconto sull’Italia, con voci e punti di vista diversi, espressi da creativi di tutto il mondo.         [print-me title=”STAMPA”]

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Cinema: dalla Cina l’amore tra la ballerina e il boss
In sala dal 9 maggio I figli del Fiume Giallo di Jia Zhang-Ke

08 maggio 2019 10:28

– ‘I figli del Fiume Giallo’ di Jia Zhang-Ke – dopo il Torino Film Festival in sala dal 9 maggio con Cinema di Valerio De Paolis – ci porta nella Cina del 2001 dentro la cultura jianghu (quella criminale della triade cinese). Qui la giovane ex ballerina Quiao (Zhao Tao) si innamora di un boss della mafia locale, Bin (Liao Fan) ed è disposta a fare tutto per lui.
Così, quando Bin si trova in un conflitto a fuoco, non manca di mettersi a sparare per salvarlo, tanto da venire imprigionata per cinque lunghi anni. Non solo. Quando esce lo va a cercare, ma lui si è ritirato, fa un’altra vita e ha un’altra donna.
Fin qui tutto bene, ma la storia d’amore tra in due in realtà non finisce. Continua anche se con modalità diverse e con il chiaro intento di mostrare che la modernizzazione della Cina è andata a toccare anche quella cultura popolare e radicata della delinquenza ‘sporcandola’ di cellulari e compromessi. Quasi una missione, quella del regista, di monitorare il cambiamento, con ironia e forse anche con un po’ di dolore.
“Ho lavorato a questo film per tre anni – ha detto il regista, già Leone d’oro a Venezia con ‘Still Life’ – e quello che racconto è una parte importante di quella cultura cinese jianghu (triade, mafia) che ha un doppio significato, quello che la lega sia a una vita drammatica, che a una vita pericolosa”.
“Nei Figli del fiume Giallo parlo di una storia – continua Zhang-Ke – che va dal 2001 al 2008, quando la Cina viveva drastici cambiamenti e tutti i valori tradizionali erano cambiati poco a poco. Una cosa che ha riguardato anche il jianghu che si è trovato costretto a cambiare le sue regole, e a volte perdendo parte del suo fascino”.
Nel film, ad alto budget, importante “e comunque centrale è la coppia protagonista che attraversa amore, tradimenti, separazioni, rappacificazioni e ancora separazioni, ma non arriva mai ad un legame fisso. Entrambi mantengono la loro personale libertà perché credo che in loro ci sia, sopra ogni altra cosa, una natura ribelle”.

Domus Aurea, riemerge Sala della Sfinge

Russo “frutto del lavoro di tutela”

08 maggio 201918:52

Pantere, centauri rampanti, persino una sfinge che svetta muta e solitaria. Sontuosa ed interamente decorata, torna alla luce, dopo duemila anni a Roma, una nuova sala della Domus Aurea neroniana. Scoperta eccezionale ed emozionante,

nella quale i tecnici si sono imbattuti mentre intervenivano per restaurare la volta di un ambiente contiguo.

“E’ il frutto della nostra strategia puntata alla tutela e alla ricerca scientifica – spiega la direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo- rimasta nell’oscurità per quasi venti secoli, la Sala della Sfinge ci racconta le atmosfere degli anni del principato di Nerone”.
La scoperta, raccontano archeologi e restauratori, risale agli ultimi mesi del 2018, grazie ad un ponteggio montato per restaurare la volta della sala 72 della Domus Aurea, una delle 150 attualmente note dell’immensa dimora diffusa che l’imperatore si fece costruire nel 64 d.C dopo il grande incendio che aveva devastato Roma, con superbi padiglioni che si susseguivano senza soluzione di continuità, sul modello delle regge tolemaiche, da un colle all’altro della capitale dell’impero romano.   “Ci siamo imbattuti in una grande apertura posta proprio all’imposta nord della copertura della stanza”, scrive nella sua relazione Alessandro D’Alessio, il funzionario responsabile della Domus Aurea. Le lampade che i tecnici avevano a portata di mano per illuminare i ponteggi hanno fatto il resto: “rischiarata dalle luci artificiali è apparsa d’un tratto l’intera volta a botte di una sala adiacente completamente affrescata”.  Un tesoro che si è scelto di mettere subito in salvo, spiega ancora il tecnico, con un intervento che si è concluso agli inizi di quest’anno. Peccato che una larga parte della nuova sala, che ha la pianta rettangolare ed è chiusa da una volta a botte anch’essa fittamente decorata, sia ancora interrata, sepolta sotto quintali di terra su ordine degli architetti di Traiano ,che proprio qui, sopra la reggia dell’odiato Nerone, fece costruire un complesso termale. “Ma non è detto che debba rimanere così – spiega D’Alessio – ora che è stato concluso il lavoro di messa in sicurezza, valuteremo il da farsi. E’ possibile anche che si decida di liberare dalla terra l’intera sala”   Quello che emerge al momento racconta però già molto di questa grande stanza, che anche ai tempi di Nerone doveva essere non molto illuminata e che per questo si decise di decorare con un fondo bianco sul quale risaltano eleganti figurine suddivise in riquadri bordati di rosso o di giallo oro. In un quadrato il dio Pan, in un altro un personaggio armato di spada, faretra e scudo che combatte con una pantera, in un altro la piccola sfinge, che svetta su un piedistallo. E poi creature acquatiche stilizzate, reali o fantastiche, accenni di architetture come andava all’epoca, ghirlande vegetali e rami con delicate foglioline verdi, gialle, rosse, festoni di fiori e frutta, uccellini in posa. Proprio questo tipo di decorazione, che si ritrova anche nella Domus di Colle Oppio e in altre sale e ambienti della Reggia neroniana come il Criptoportico 92, porta gli esperti ad attribuire la Sala della Sfinge alla cosiddetta Bottega A, operante tra il 65 ed il 68 d.C.

Banco del Mutuo Soccorso, la nostra generazione ha fallitoEsce ‘Transiberiana’, a 25 anni ultimo lavoro band rock

08 maggio 201912:09

Un viaggio che solo in parte ha portato dove volevano. Coerenti a se stessi e ai loro valori di gioventù, consapevoli di quello che hanno rappresentato nel panorama musicale nazionale e internazionale dagli anni ’70 in poi, dell’affetto di un pubblico che li ha seguiti, si è identificato con loro. Ma la sfida di essere dei buoni maestri, di trasmettere ai giovani, i loro insegnamenti, musicalmente e non, è franata. “Si la mia generazione ha fallito altrimenti non ci sarebbero queste macerie intorno – ammette Vittorio Nocenzi, 68 anni, figura carismatica del Banco del Mutuo soccorso che oggi ha presentato l’album Transiberiana – Siamo arrivati a un degrado del buon gusto tale che è insopportabile”.Il loro viaggio metaforico, lungo la linea ferroviaria che attraversa la Siberia, tra la paura dell’ignoto, gli imprevisti, per arrivare all’Oceano dove i viaggiatori capiscono che non era quella la meta, è il filo conduttore dell’atteso album. Esce sul mercato mondiale il 10 maggio per l’etichetta internazionale Inside Out Music/Sony Music Group. Anticipato dalle tracce “I ruderi del gulag” e “L’assalto dei lupi”, segna il ritorno della band a 25 anni di distanza dall’ultimo album da studio, “13”, pubblicato nel 1994. “Ci siamo prefissati di non fare il verso a noi stessi, e questo era il pericolo, e quindi il primo paletto che ci siamo posti: doveva essere un disco vero, ispirato, credibile, che raccontasse chi siamo e come la pensiamo, non volevamo un disco che sembrasse musica anni ’70 – ha spiegato Nocenzi – un artista deve sempre presentare una visione etica”. Dopo tutti questi anni dedicati ad altro, soprattutto concerti e tour per il mondo, e la scomparsa di due tra i componenti storici (Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese), il Banco torna quindi con un lavoro frutto della vena creativa di Nocenzi, e grazie all’apporto del figlio Michelangelo (‘la scoperta del mio terzogenito come mio alter ego è stata per me inaspettata’, ha detto Vittorio), e di Paolo Logli. Undici nuove composizioni che sembrano il riflesso di tutta la carriera del Banco, gruppo nato nel 1970, protagonista per decenni della scena progressive rock nazionale e internazionale.”Il viaggio più importante e faticoso che fa ciascuno di noi è vivere, oggi più che mai – ha detto Nocenzi – Ma c’è anche la metafora dell’estremismo che stiamo vivendo in questi giorni, senza ideali, valori di riferimento, noi non ci rispecchiamo molto nelle modalità della vita contemporanea, abbiamo una forbice che va dai fanatici integralisti agli ignoranti presuntuosi, due abomini che stiamo vivendo tutti i giorni, poi c’e’ quella macchina di internet che consente anche all’idraulico di parlare dei vaccini insieme all’esperto”. “I prodotti culturali vengono considerati degli inciampi – ha proseguito – e anche i media hanno la loro responsabilità, hanno aumentato esponenzialmente l’informazione creando un grande equivoco, quello di confondere informazione con conoscenza”. Nel nuovo album le sonorità (‘il prog è una musica che nasce come anarchica, un tempo dispari non fa rock progressive’, ha ribadito Nocenzi), sono interpretate da moog e percussioni etniche, con i suoni liquidi di chitarre e pianoforti, ma anche insolite soluzione orchestrali, come gli strumenti a fiato e il mandolinato della Balalaika dopo un assolo di una chitarra elettrica.Il Banco del Mutuo Soccorso è attualmente composto da Vittorio Nocenzi (pianoforte, tastiera e voce), Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica), Nicola Di Già (chitarra ritmica), Marco Capozi (basso), Fabio Moresco (batteria) e Tony D’Alessio (lead vocal).
Stand Altaforte in spazio più sicuroSpostato dall’Oval dopo il Comitato ordine pubblico

TORINO08 maggio 201912:10

– Sarà collocato in uno spazio più sicuro del Salone del Libro, probabilmente davanti a quello della Difesa, lo stand di Altaforte, la casa editrice ritenuta vicina a CasaPound. La decisione, a quanto appreso, è stata presa durante la riunione del Comitato ordine pubblico e sicurezza svoltosi in prefettura per il timore che la discussa presenza della casa editrice possa generare tensioni all’interno della manifestazione. In un primo momento lo spazio espositivo era stato collocato all’Oval.
Liam Payne nuovo volto di HugoIl marchio del gruppo Boss sceglie il cantante che firma capsule

08 maggio 201912:13

– Il marchio di abbigliamento Hugo (gruppo Boss) annuncia la nuova partnership con il cantante Liam Payne, che sarà ambasciatore del marchio, volto di una nuova capsule collection e della campagna bodywear, realizzata da Mert & Marcus, in uscita nel corso dell’estate.
“Sapevo che se avessi deciso di fare qualcosa nel mondo della moda sarebbe stato con con Hugo – dice Payne. “É una collezione che i ragazzi come me vogliono indossare. La moda è un hobby per me, ma mi piace essere parte del processo creativo”.
Il brand tedesco ha infatti collaborato con il musicista anche nella realizzazione della capsule collection ‘Hugo x Liam Payne’, ispirata allo stile personale del cantante. La capsule sarà svelata durante la settimana della moda di Berlino a luglio, con un concerto e una presentazione. I capi saranno disponibili per l’acquisto subito dopo.
Alla fine del 2019, Liam apparirà come il nuovo volto di Hugo.
Krishna, indiano d’Emilia tra Gange e PoIn Il Vegetariano. Regista, storia dura ma non priva di speranza

08 maggio 201912:26

– Le acque del Gange, “madre di ciò che vive e si muove”, e del Po, scandiscono Il vegetariano di Roberto San Pietro, viaggio intenso tra spiritualità, realismo, incontro e scontro di culture. “Racconto una storia dura ma non priva di speranza” dice il regista. Realizzato con un cast quasi esclusivamente di non professionisti, Il vegetariano, prodotto e distribuito da Apapaja, sta girando l’Italia con un serie di proiezioni, accolte spesso da sold out. Tra le prossime tappe il debutto a Roma (al Quattro Fontane il 9, il 13 e il 14 maggio), poi il ritorno a Milano da dove è partito, e ancora fra le altre, Suzzara (Mn), Modena, Faenza e Brescia. Protagonista è Krishna (Sukhpal Singh), indiano 24enne, figlio di un bramino, che da dieci anni ha trovato casa in Italia, dove lavora in un piccolo allevamento di bovini della Pianura Padana, in Emilia. Aperto agli altri quanto rigoroso nel rispetto dei propri valori, il ragazzo, profondamente religioso, si ritrova a pagare il conto di una sua scelta.
Altaforte, c’è mafia antifascistaDi Stefano, non avrei fatto fare volume Salvini a ridosso voto

08 maggio 201913:24

– “A sinistra esiste un antifascismo militante che diventa una mafia, una mafia culturale. Io ringrazio i vari Raimo, Zerocalcare, Wu Ming e tutti quelli che si sono sfilati dal salone del libro. Loro pensavano di farci un torto sabotandoci ma alla fine, quando andiamo a valutare gli aspetti commerciali, vediamo che il libro con l’intervista a Salvini ha scalato qualunque tipo di classifica”. Lo ha detto Francesco Polacchi, editore di Altaforte, nel corso di una conferenza stampa sulle elezioni europee convocata a Milano da CasaPound. “Se fosse stata la mia casa editrice il libro non glielo avrei mai fatto fare a 15 giorni dal voto, questo mostra che è una casa editrice indipendente”, gli ha fatto eco il segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, commentando la pubblicazione del libro con l’intervista a Matteo Salvini di Altaforte.
Polacchi indagato per apologia fascismoFrasi editore Altaforte nel mirino dei magistrati torinesi

TORINO08 maggio 201913:37

– La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per apologia di fascismo nei confronti di Francesco Polacchi, di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound. Nei confronti del 33enne, coordinatore regionale del partito di estrema destra in Lombardia, la Città di Torino e la Regione Piemonte hanno presentato un esposto. “Io sono fascista”, “l’antifascismo è il vero male di questo Paese”, “Mussolini è il miglior statista italiano” sono alcune delle sue frasi finite nel mirino dei magistrati.

Santa Cecilia, Pappano e BatiashviliIl maestro e la violinista nel concerto n. 1 di Bartok

08 maggio 201914:43

– Serata speciale giovedì 9 maggio per la stagione sinfonica di Santa Cecilia con il maestro Antonio Pappano sul podio, la violinista Lisa Batiashvili e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale nell’esecuzione del Concerto n. 1 per violino di Béla Bartòk (ore 19:30, Auditorium Parco della Musica; repliche venerdì 10 alle 20:30 e sabato 11 alle 18:30).
In programma anche il celebre poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij e Shéhérazade di Rimskij-Korsakov, ispirato alle vicende della principessa protagonista delle novelle di Le mille e una notte.
Dalla carta alle app, a Palazzo BaroloPiù di 250 oggetti, con pezzi rari e curiosità

TORINO08 maggio 201914:45

Dai primi volumi animati, i pop-up dai quali spuntano fuori personaggi di carta generando un effetto sorpresa, alle applicazioni per smartphone. E’ il lungo precorso espositivo proposto dalla mostra ‘Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app’, fino al 30 giugno a Palazzo Barolo. Più di 250 oggetti tra testi, giochi e disegni dal 1500 al 1960: un patrimonio culturale ed economico di valore inestimabile, con pezzi rari e veri gioiellini. L’iniziativa fa parte del progetto che vede coinvolti l’Università La Sapienza di Roma (che nello stesso periodo organizza una mostra parallela presso l’Istituto Centrale per la Grafica della capitale) e la Fondazione Tancredi di Barolo di Torino.
“Per la mostra abbiamo tradotto in app il racconto Storia di una bambina e di una bambola scritto da Paola Lombroso Carrara, figlia di Cesare Lombroso, nel 1914”, spiega Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo-Musli (Museo della scuola e del libro per l’infanzia).

Volti, mani e scimmie al Fondaco VeneziaInstallazione di Fornasetti e Manzi nel periodo della Biennale

VENEZIA08 maggio 201914:50

– “La regola del sogno.
Un’installazione di Barnaba Fornasetti e Valeria Manzi – The rule of dreams. An art installation by Barnaba Fornasetti and Valeria Manzi”. E’ il titolo di un appuntamento al Fondaco dei Tedeschi di Venezia, fino al 24 novembre nel periodo della Biennale d’Arte. Si tratta di un intervento artistico che permea tutta la sede dell’area commerciale del Fondaco dal quarto piano alla corte fino alla porta d’acqua. Tra volti femminili, scimmie irriverenti e mani che fendono l’aria, l’installazione, firmata da Barnaba Fornasetti e Valeria Manzi, dialoga con gli spazi e con la portata simbolica del luogo che la ospita, giocando con i suoi segni storici che i due creativi affidano alle sagome di scimmie che circondano i visitatori e sembrano ammonirli dall’alto della loro irriverenza. Secondo un analogo gioco di rimando e ribaltamento, di metissage tra codici ed epoche diverse, ecco i volti femminili.
Mean Home, ecco la “casa media”Progetto indaga l’edilizia abitativa tra Italia e Gran Bretagna

08 maggio 201914:57

Il rapporto tra architettura inglese e italiana dagli anni ’60 a oggi, anche alla luce delle nuove esigenze di una concezione abitativa condivisa da entrambi i Paesi che punti alla sostenibilità ecologica, alla correzione della disuguaglianza economica, alla promozione di società inclusive e democratiche: è la mostra “Mean Home. Adam Nathaniel Furman, Fosbury Architecture and Jack Self” allestita dal 9 al 30 maggio alla British School at Rome. A cura dell’organizzazione inglese Real, quinto capitolo del programma di Architettura della BSR Brave New World: New Visions in Architecture, curato da Marina Engel, l’esposizione si focalizza sull’edilizia abitativa e sulla sua evoluzione. Per ripensare la “casa media”, la mostra si configura come scambio culturale e gioco collettivo: gli architetti di Londra dello studio Real hanno progettato una “casa tipica” per gli italiani, mentre il collettivo milanese Fosbury Architecture ha ideato un’abitazione per gli inglesi.
Cammariere, tra jazz, soul e tocco popEsce “La fine di tutti i guai”, decimo album del cantautore

09 maggio 201909:43

antico e sempreverde amore per il jazz, un’incursione nel mondo black, tra soul e rhythm and blues, e un tocco di pop, passando anche per il funky e il country-folk “perché la canzone d’autore è sempre in evoluzione”. Il nuovo album di Sergio Cammariere, La fine di tutti i guai (in uscita il 10 maggio per Jando Music in co-produzione con Parco della Musica Records e distribuzione Egea), segna una svolta dell’artista calabrese che si spinge fin nelle atmosfere della musica latino-americana.”Con un’attenzione certosina ai testi, scritti insieme a Roberto Kunstler – racconta Cammariere, seduto a un tavolo di un ristorante romano -. Ci sono voluti tre anni di lavoro per scegliere le parole giuste, che fossero ben armonizzate con il suono”. Un’attenzione alla parola che forse non a caso arriva dopo l’album strumentale Piano, uscito poco più di un anno e mezzo fa. Il titolo – spiega ancora – “è di buon auspicio, è una visione di pace e di amore in questo mondo dove si registra una curva di involuzione, una speranza nel travaglio di questa condizione umana. E ben si lega ad altri titoli strani che ho dato ai miei lavorio in passato”. Il tema dell’amore è il fil rouge che lega gli undici brani di La fine di tutti i guai.”Racconto l’amore perché l’amore è quello stato mentale, quel sentimento che aiuta a dimenticare e che ti fa scoprire la bellezza – dice Cammariere, che sta lavorando anche ad un docu-film su Rino Gaetano, dopo aver scoperto nel 1996 di essere suo cugino -. L’amore universale che è comprensione e accettazione dell’altro. E va oltre l’amore tra un uomo e una donna, tra due donne, tra due uomini”. Il mondo intimista nel quale ci ha accolto in passato il cantautore, lascia spazio anche a ritmi più solari e gioiosi, come in “Io so”, unico brano non inedito del disco. “E’ una canzone nata nel 1994, portata al Premio Tenco nel 1996 ma con un altro testo e ora rivista e corretta. Di questo brano, che proponevo anche ai tempi in cui frequentavo Il Locale a Roma, esiste anche una versione con Alex Britti e Max Gazzè”. Tre delle canzoni del disco, che ha preso forma alla presenza e con il beneplacito del gatto Pippo, erano state presentate a Sanremo (dove Cammariere era già stato nel 2003 e nel 2008), “ma la Commissione non le ha volute, io comunque ci riproverò”. Ma, chiarisce, anche se preferisce il Tenco, “la nostra casa”, nessun attacco al festival: “Rimane ancora oggi l’unica vetrina importante per la musica e grazie a questa direzione artistica abbiamo potuto scoprire artisti interessanti come Achille Lauro”, anche se una frecciatina la manda, “magari non mi hanno preso perché non sono dentro scuderie forti come Friends & Partners (ndr, la stessa di Claudio Baglioni e di molti artisti in gara)”. E sulla querelle scoppiata intorno al podio, aggiunge: “Ultimo è un fenomeno, ma io preferisco Mahmood: è fortissimo”.Sergio Cammariere presenterà dal vivo le nuove canzoni in un tour che partirà il 17 maggio da Maniago (PN) e andrà avanti durante l’estate per una decina di date.

Tornano i Fast Animals And Slow KidsEsce il 10 maggio il nuovo album firmato dalla band

08 maggio 201917:14

– Arriva a due anni di distanza dal precedente il nuovo album dei Fast Animals And Slow Kids che il 10 maggio pubblicano ‘Animali notturni’. Il quinto capitolo discografico della band composta da Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti, è anche il primo pubblicato con una major del disco, la Warner Music. “Non abbiamo fatto compromessi – ha raccontato Aimone Romizi, che dei testi del gruppo è anche la penna – ma semplicemente ci sentiamo in un momento di grande libertà, che ci permette di usare anche parole come cuore e amore che prima ci risultavano ostiche”.
Anticipato in radio dal singolo ‘Radio Radio’, ‘Animali notturni’ è composto da una scaletta di undici tracce, da quella che ha dato il titolo al lavoro, fino a ‘Novecento’, che riassume le intenzioni di tutto il disco. “Il Novecento è il secolo del cambiamento – ha detto Romizi – e questo momento per noi ha un po’ quel tipo di significato. I cambiamenti sono qualcosa che può fare paura, ma ti aiutano anche a crescere”.
Residenze Reali Sabaude, Curto direttoreLo ha nominato l’assemblea dopo la selezione indetta dal Mibac

TORINO08 maggio 201918:13

– Guido Curto è ufficialmente il nuovo direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. Lo ha nominato l’assemblea dopo la selezione indetta dal Mibac, in base all’indicazione del ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli e sentito il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.
La presidente Paola Zini, a nome di tutti i consorziati – si legge in una nota – si congratula e porge un caloroso benvenuto al professore Curto insieme agli auguri per il lavoro che si appresta a svolgere. Prossimamente verrà indetta una conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore.

Blink-182 tornano con nuovo singoloDal 27 giugno la band sarà in tour negli Usa con Lil Wayne

08 maggio 201918:54

I blink-182, tra i pesi massimi del punk-rock anni ’90 nominati ai Grammy, hanno pubblicato un nuovo singolo dal titolo “Blame It On My Youth”, il primo per Columbia Records/Sony Music, già disponibile sulle piattaforme e in radio dal 17 maggio.
La canzone, prodotta da Tim Pagnotta, è disponibile in digitale ed è accompagnata da un lyric video curato dal famoso artista di graffiti RISK (https://bit.ly/2J8DSCq).
Dal loro esordio nel 1992 a San Diego, i blink-182 hanno venduto più di 50 milioni di album in tutto il mondo e hanno acquisito una fan-base enorme in ogni angolo del Pianeta, diventando una delle rock-band fonte di maggior ispirazione della loro generazione. Dal 27 giugno la band sarà in tour negli Stati Uniti insieme a Lil Wayne.
Marco Mengoni, 5 date in nome bellezzaNuovo progetto estivo Fuori Atlantico

08 maggio 201919:59

– Mentre è ancora in tour, Marco Mengoni annuncia il suo nuovo progetto estivo: Fuoti Atlantico attraversa la Bellezza, cinque location inedite tra natura, arte e bellezza.
Ambienti simbolo della conservazione artistica e culturale del nostro Paese, dalla suggestione del labirinto più grande del mondo alla visuale di un teatro en plein air nel cuore della Sicilia, dal paradiso naturale degli sportivi tra Umbria e Marche, al palcoscenico di pietra delle cave, per finire tra le acque calme di un lago di montagna.
Una produzione unica e volutamente minimale, perché lo spettacolo sarà la natura stessa. Mengoni ha voluto questi cinque appuntamenti per valorizzare il patrimonio artistico e le bellezze della natura.
Il calendario: 14 luglio al Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma), 18 luglio al Teatro Andromeda, Santo Stefano Quisquina (Agrigento), 21 luglio a Monte Cucco – Sigillo (Perugia), 24 luglio alla Cava la Beola di Monte a Montecrestese – Verbania, 28 luglio ai Laghi di Fusine – Tarvisio.

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L’India guarda a Gandhi, ma la sorpresa è il Ghana
Viaggio nei padiglioni nazionali dai Giardini all’Arsenale

VENEZIA08 maggio 201921:22

– Guardare alla storia passata, a figure come Gandhi, a 150 anni dalla nascita, per avviare una riflessione su concetti come azione o libertà in una fase di tempi “spinosi”, a dirla con le parole del presidente della Biennale Paolo Baratta, dove si creano crepe su fronti come quelli di diritti che nel mondo occidentale sembrano da tempo acquisiti e in altri Paesi del resto del mondo ancora da metabolizzare.
Non poteva che arrivare dall’India, attraverso la variegata proposta di sette artisti, un messaggio d’arte che prende spunto dalle idee del Mahatma, “personaggio tanto apprezzato quanto criticato” ma “difficile da ignorare in un mondo violento e intollerante”.
Storia, integrazione razziale, indipendenza, violenza sulle donne, rapporto tra uomo e natura in un’ottica di costruzione di un possibile futuro: sono solo alcuni dei tanti temi, delle tante suggestioni, che si incontrano girando per i padiglioni nazionali della 58. esposizione internazionale d’arte della Biennale, “May you live in interesting times”, a cura di Ralph Rugoff. Sono 90 complessivamente le rappresentanze nazionali a cui mesi fa il curatore ha fatto conoscere, a solo titolo di sapere, il suggestivo tema dei “tempi interessanti”. Padiglioni sparsi per le sedi storiche della Biennale – i Giardini e l’Arsenale – e in tanti altri punti della città lagunare. Come da tradizione, nel primo giorno della vernice – l’inaugurazione e l’apertura al pubblico sabato 11 maggio – si sono formate lunghe fila davanti agli ingressi di padiglioni come la Francia – con un progetto di Laure Prouvost “intriso di utopia e surrealismo” – o la Gran Bretagna, con le opere di Cathy Wilkes. Poco lontano la Germania con una sala di pietre e un muro curvo o il Giappone con una installazione a quattro firme (un artista, un compositore, un antropologo e un architetto) per riflettere sull’ecologia condivisa. Negli spazi dei Paesi Nordici una sorta di invito all’umanità a guardare a forme di vita disperse presenti sul pianeta per garantire un futuro, mentre due artiste del padiglione svizzero scrivono una lettera al visitatore per andare all’indietro contro l’odio e l’arroganza. Particolarmente interessante, davanti a un fiorire di video o installazioni, il padiglione statunitense con le sculture di Martin Puryear, il titolo è “libertà”. Da vedere anche quello russo, dove c’è il titolo richiama un capitolo del Vangelo di Luca e un dipinto di Rembrandt all’Ermitage.
Passando all’Arsenale, una positiva sorpresa è la proposta del padiglione Ghana – per la prima volta alla Biennale con Madagascar, Malesia e Pakistan – per forza curatoriale e qualità delle opere, suggestiva l’installazione al padiglione dell’Arabia Saudita e carica di rimandi alla storia – c’è anche un riferimento alla struttura segreta “Gladio”” nella proposta del Cile.
Renato Zero, un tour e un nuovo albumDall’1 novembre il ‘Re dei sorcini’ nei palasport italiani

MA08 maggio 201911:57

– Torna Renato Zero con un tour che partirà il primo novembre dal Palasport di Roma (replica il 3-4-6/11) e girerà tutti i palazzi dello sport d’Italia, e con un nuovo album d’inediti, “Zero il folle” (Tattica) che uscirà a ottobre. “Folle è chi sogna – ricorda il “Re dei sorcini” – chi è libero, chi provoca, chi cambia. Folle è chi rifiuta le regole e l’autorità, alimentando i desideri nascosti di chi lo giudica e segretamente vorrebbe assomigliargli. Folle è chi non si vergogna mai e osa sempre, per rendere eterna la giovinezza”.
“Scommettiamo che il tempo non ci tange? – prosegue – Che la ruga non ci sfiora? Che il sogno ci sostiene e la musica ci adora? Siamo folli impenitenti. Siamo alunni e professori, principi e corsari. Siamo giovani maturi. La Storia l’hanno fatta i folli: Gesù, Galileo, Mozart, Martin Luther King, John Lennon, Pasolini, Steve Jobs. Non vergognarsi mai e osare tutto, per rendere eterna la giovinezza”. L’elogio alla follia 500 anni dopo incontra il pentagramma.
Stop tour Ramazzotti, mi opero ma tornoL’artista, intervento a corde vocali ma sarò più forte

MA08 maggio 201914:52

Stop momentaneo per il tour di Eros Ramazzotti, per un intervento alle corde vocali: l’annuncio da Amburgo dal profilo ufficiale dello stesso artista che tranquillizza i fan, spiegando che da luglio tornerà sul palco.
“Alla fine della prima fase del tour – scrive Eros (‘Siamo’ è il nuovo singolo di Ramazzotti, in rotazione radiofonica da venerdì 10 maggio: brano è quarto estratto dall’album Vita ce n’è, uscito per Polydor in 100 paesi del mondo e disco di platino in Italia ndr) – ho dovuto necessariamente fermarmi per farmi operare alle corde vocali per un problema di ispessimento e per ritornare ancora più forte di prima. Ora dovrò stare fermo e riabilitarmi per due mesi. Mi dispiace per i miei fan sparsi in nord, centro e sud America. Recupererò tutto l’anno prossimo ma in Europa riprenderò regolarmente l’11 luglio a Locarno per 2 mesi di festival musicali. Grazie al prof. Markus Hess per la sua grande professionalità. Grazie a voi per l’affetto di sempre. Eros”.

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Stallone a Cannes, première per Rambo V
Consacrazione ufficiale per l’attore americano

09 maggio 201909:36

Sylvester Stallone sarà al festival di Cannes per promuovere Rambo V – Last Blood che ha girato pochi mesi fa. E’ l’ultimo annuncio del festival, al via il 14 maggio, riguardo la selezione ufficiale.Stallone, ancora una volta nei panni dell’iconico Rambo, sarà presente sulla Croisette e avrà l’onore di una proiezione speciale al Palais des Festivals il 24 maggio e lui stesso introdurrà alcune immagini del quinto episodio della saga dell’eroe Rambo creato da David Morell.Un video montaggio sulla sua carriera precederà la proiezione restaurata in 4k del primo Rambo (1982), diretto da Ted Kotcheff al Grand Thétre Lumière. Rambo V: Last Blood diretto da Adrian Grunberg ha nel cast Paz Vega e Oscar Jaenada.

Krishna, indiano d’Emilia, tra Gange e PoIn Il Vegetariano. Regista, storia dura ma non priva di speranza

09 maggio 201911:14

Le acque del Gange, “madre di ciò che vive e si muove”, e del Po, scandiscono Il vegetariano di Roberto San Pietro, viaggio intenso tra spiritualità, realismo, incontro e scontro di culture, mondi contadini che faticano a resistere. “Racconto una storia dura ma non priva di speranza” dice il regista. Realizzato con un cast quasi esclusivamente di non professionisti, Il vegetariano, prodotto e distribuito da Apapaja, sta girando l’Italia con un serie di proiezioni, accolte spesso da sold out. Tra le prossime tappe il debutto a Roma (al Quattro Fontane il 9, il 13 e il 14 maggio), poi il ritorno a Milano da dove è partito, e ancora fra le altre, Suzzara (Mn), Modena, Faenza e Brescia. Protagonista della storia è Krishna (Sukhpal Singh), indiano 24enne, figlio di un bramino, che da dieci anni ha trovato casa in Italia, dove lavora in un piccolo allevamento di bovini della Pianura Padana, in Emilia. Aperto agli altri quanto rigoroso nel rispetto dei propri valori, il ragazzo, profondamente religioso, si ritrova a pagare il conto per la sua incapacità di rinunciare a ciò che crede. Addetto alla mungitura delle vacche, animali sacri per gli indù, Krishna, si ribella a modo suo alla decisione del proprietario, in piena crisi, di vendere una delle mucche, perché improduttiva. L’unica persona da cui Krishna viene compreso a fondo è la ragazza russa di cui si innamora, Maria (Marta Tananyan) venuta in Italia per dare il cambio alla madre come badante di un’anziana signora: “A volte le persone che non vengono capite dagli altri si ritrovano fra loro” dice il regista. L’idea del film (girato in parte anche in India, per i flashback legati alla famiglia di Krishna), è nata “alcuni anni fa, quando su un quotidiano in cui si parlava di questa comunità indiana molto numerosa che viveva nella Pianura Padana impiegata per la maggiorparte nell’allevamento delle mucche da latte, e del rapporto degli indiani con questi animali verso cui avevano grande cura – spiega Roberto San Pietro, che torna a un lungometraggio dopo 15 anni dedicati a documentari sulle opere messe in scena alla Scala di Milano -. Si spiegava anche però come i metodi degli allevamenti intensivi potessero mettere a volte in crisi questi lavoratori. Avendo da sempre anche un grande amore per la filosofia indiana, mi è sembrata l’occasione di parlarne legandola a una realtà molto concreta. Così sono andato varie volte in Emilia, ho raccolto testimonianze, episodi e su quelli ho basato la storia”. Normalmente “i film sull’integrazione mostrano contesti violenti, di periferie cittadine degradate dove lo scontro è al livello di rispetto della legalità. Questa situazione mi sembrava più interessante, perché non c’è un contesto di violenza ma l’incontro e scontro è legato a un valore culturale, il rispetto di Krishna per tutte le forme di vita, non solo quelle umane. Ci richiama alla necessità di una maggiore comprensione e rispetto reciproci”. Il bisogno di avere come interpreti indiani che parlassero bene italiano e il taglio della storia “mi hanno portato a fare lunghi casting in tutte le comunità indiane. Abbiamo visto centinaia di persone, ed a volte sotto l’apparenza era difficile capire le potenzialità, perché spesso questi indiani giovani, un po’ occidentalizzati, si presentavano con i capelli ossigenati o in altre maniere improbabili. Bisognava guardare sotto la superficie. E’ stata anche quella una fase appassionante”. Il film racconta anche la dura situazione che affrontano molti piccoli allevatori: “si rimane impressionati nel vedere come molte grandi fattorie nella Pianura Padana che una volta ospitavano centinaia di contadini, oggi abbiano uno o due indiani a fare tutto, vista la meccanizzazione della mungitura.
E anche così gli allevatori fanno fatica, visto il ribasso incontrollabile dei prezzi”. Il film non vuole lanciare messaggi “ma semplicemente suggerire l’idea che le culture degli immigrati, che spesso reputiamo arretrate, a volte offrano spunti di riflessione importanti anche per noi e la nostra realtà”.
Salone Libro,smantellato stand AltaforteAppendino, tuteliamo città. Di Maio, Costituzione è antifascista

TORINO09 maggio 201910:54

– È stato completamente smantellato al Salone del Libro lo stand di Altaforte, la casa editrice vicina a Casa Pound al centro di polemiche per le prese di posizione filo-fasciste del fondatore, Francesco Polacchi.
In merito alla sua esclusione dalla buchmesse, la sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha detto che si è trattato di “una scelta a protezione e tutela del Salone, della nostra città e del nostro Paese” e che “non è stata una rivalsa nei confronti di Salvini”.
Ai microfoni di Radio Uno, il vicepremier Luigi Di Maio ha spiegato che “la casa editrice è andato lì a dire che l’antifascismo è il male assoluto. Restiamo nelle cose concrete, per carità, ma una cosa concreta è che la nostra Costituzione nasce su valori contro il fascismo, antifascisti, quindi quella è una provocazione per vendere più libri, ma non possiamo far passare queste provocazioni così”.

Altaforte, mia esclusione è anti-SalviniL’editore, mie frasi adoperate come scusa

TORINO09 maggio 201911:35

– “Le mie dichiarazioni sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini’. E’ un attacco al ministro dell’Interno, che comunque non voglio tirare per il bavero”. Così Francesco Polacchi, editore di Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound esclusa dal Salone del Libro. “Una revoca inaccettabile – aggiunge – andremo per via legali”.

Velluti e ricami fra ‘400 e ‘500Al Castello del Buonconsiglio una storia dei tessuti sacri

TRENTO09 maggio 201911:45

– Il Castello del Buonconsiglio di Trento ospiterà una mostra che racconta la storia dei tessuti sacri attraverso quadri e preziosi velluti e ricami del ‘400 e ‘500, tra Gotico e Rinascimento. Dal 12 luglio si potranno ammirare ricami in seta e oro prodotti nei centri che all’epoca assicuravano un assoluto grado di perfezione tecnica e formale come Firenze, Venezia e Milano.
Tra questi il preziosissimo parato di papa Niccolò V del Museo del Bargello di Firenze, commissionato nel 1450 dalla città di Siena e donato al pontefice per la canonizzazione di san Bernardino, e il cappuccio di piviale del Castello Sforzesco di Milano, restaurato per l’occasione. In mostra poi piviali in velluto, pianete di oro e d’argento, rare dalmatiche con ricami in fili di seta variopinta, preziose stoffe fiorentine e veneziane dai molteplici ornati, oltre ad alcuni importanti dipinti sacri di Altobello Melone, Michele Giambono, Francesco Torbido, Rocco Marconi, e i due dipinti del misterioso Maestro di Hoogstraeten.

Poker femminile in corsa per la Palma d’oroSu 21 film in concorso Diop, Hausner, Sciamma e Triet

08 maggio 201919:33

senegalese Mati Diop con una storia di migrazione, l’austriaca Jessica Hausner, con un fantasy distopico e, infine, le francesi Céline Sciamma e Justine Triet, rispettivamente con una storia dai toni drammatici e un’amicizia-amorosa tra due donne, questo il poker al femminile in concorso alla 72/a edizione del Festival di Cannes (14-25 maggio).Intanto c’è la viennese Jessica Hausner che porta sulla Croisette LITTLE JOE che si annuncia come un fantasy-distopico. Di scena una pianta creata da un laboratorio genetico che sembra produrre curiosi cambiamenti nelle persone o negli animali con i quali viene a contatto. Le persone toccate dagli effluvi di questa pianta sembrano diventare come estranei e con una personalità modificata. Una cosa vera o frutto dell’immaginazione?Per Diop, figlia del musicista jazz Wasis Diop e nipote del defunto, grande pioniere del cinema senegalese Djibril Diop Mambéty (Touki Bouki, Hyènes) è debutto alla regia con ATLANTIQUE. Diop, la prima cineasta africana in concorso a Cannes, racconta invece come in un popolare sobborgo di Dakar ci sono alcuni lavoratori in un cantiere di una torre futuristica, che non vengono pagati da mesi. Così decidono di lasciare il paese alla ricerca di un futuro migliore imbarcandosi sull’Oceano.PORTRAIT OF A LADY ON FIRE di Céline Sciamma è ambientato nella Francia del XVIII secolo e ha come protagonista una giovane pittrice, Marianne (Noémie Merlant), alla quale viene commissionato un ritratto da sposa di Helose (Adèle Haenel) da fare a sua insaputa. Così Marianne, costretta ad osservare il suo modello di nascosto, si ritrova a dipingere di notte. A complicare le cose il fatto che la frequentazione tra le due donne creerà tra loro una crescente attrazione. Nel cast anche la nostra Valeria Golino nei panni della contessa madre di Helose.Infine, sempre dalla Francia, arriva in concorso un’altra storia tra due donne. Si tratta da quella proposta in SIBYL da Justine Triet. Protagonista appunto Sibyl (Virginie Efira), psicoterapeuta in crisi che decide di tornare alla sua prima passione: la scrittura. La sua ultima paziente Margot (Adèle Exarchopoulos), un’attrice emergente e problematica, si rivela per lei una fonte di ispirazione troppo allettante per il suo libro. Un fascino, quello di Margot, che diventerà ben presto ossessione.

Cinema ritrovato, Da Gabin a Easy RiderFestival a Bologna dal 22 al 30 giugno, oltre 500 proiezioni

BOLOGNA08 maggio 201916:07

– L’omaggio a Eduardo De Filippo a 35 anni dalla scomparsa, il ritratto di Jean Gabin, le visite di Jane Campion e Peter Fonda per presentare in piazza Maggiore a Bologna le versioni restaurate di ‘Lezioni di Piano’ e ‘Easy Rider’. E ancora i cine-concerti all’aperto con l’Orchestra del Teatro Comunale ad accompagnare ‘The Circus’ di Charlie Chaplin e ‘The Cameraman’ di Buster Keaton.
Sono solo alcuni degli appuntamenti della 33/a edizione del ‘Cinema Ritrovato’, la rassegna della Cineteca di Bologna, in programma dal 22 al 30 giugno. Il festival sarà presentato ufficialmente domani sera dal direttore Gian Luca Farinelli. In programma 500 film in 9 giorni, da mattina a notte fonda, divisi in 6 sale cinematografiche e alle proiezioni all’aperto in piazza si aggiungeranno anche quelle col proiettore d’epoca a carbone in Piazzetta Pasolini. “Sarà un’avventura nello spazio e nel tempo, attraverso delle immagini in movimento, facendo del passato un momento presente”, promette Farinelli.
Zac Efron, da teen idol a serial killer BundyNel film di Berlinger è un omicida seriale giustiziato nel 1989

08 maggio 201919:23

L’America è stata la patria finora del 67% dei serial killer documentati nel mondo. Fra questi, uno dei più emblematici, manipolatori e mediatici è stato Ted Bundy, autore di oltre 30 omicidi di giovani donne (c’è chi pensa ne abbia commessi addirittura un centinaio), e di altre decine di stupri e violenze, giustiziato a 42 anni nel 1989 sulla sedia elettrica. Affascinante quanto spietato e sociopatico, Bundy è stato più volte al centro di film e fiction (a dargli volto, fra gli altri, Mark Harmon, Billy Campbell, Cary Elwes). Ora trova un sorprendente e carismatico interprete nell’ex enfant prodige di Casa Disney, diventato un divo, Zac Efron, in Ted Bundy – Fascino criminale in sala dal 9 maggio con Notorious Pictures.A dirigere il film è il documentarista specializzato in true crime Joe Berlinger, che quest’anno ha anche firmato una docuserie per Netflix sull’omicida seriale, Conversazioni con un killer: Il caso Bundy. Mentre la serie documentaria è costruita sui nastri delle conversazioni fatte da Bundy nel braccio della morte con due giornalisti (aveva finalmente ammesso alcuni dei suoi crimini, dopo essersi proclamato nei processi sempre innocente) il film racconta la storia principalmente dal punto di vista di Elizabeth ‘Liz’ Koepfer (interpretata da Lily Collins), mamma single fidanzata a Bundy fino alla sua prima condanna in Utah, a metà anni ’70. Berlinger, mantiene il suo rigore da documentarista, utilizzando centinaia di documenti, foto, filmati, registrazioni, verbali dei processi, come base per il racconto. Questo non ha evitato al film l’accusa di aver troppo spettacolarizzato e mitizzato (anche per la presenza di Efron) la personalità di Bundy: “Puntare l’attenzione sulla relazione di Bundy con Elizabeth (che raccontò il loro rapporto in un libro, ndr) è ciò che ha reso per me questo progetto interessante – ha spiegato il regista a Metro.us -. Volevo mostrare come un serial killer sia abile nell’ingannare, come possa farla franca così a lungo, come sia in grado di attirare le sue vittime portandole alla morte e come gli amici e le conoscenze intorno a lui possano non cogliere segnali o indizi. Dare al film la prospettiva di qualcuno che ha amato e ha avuto fiducia in Bundy fa emergere quella dinamica”.Berlinger per gran parte del film non mostra le violenze di Bundy ma ne riflette quell’immagine di ‘bravo ragazzo’ che gli permetteva di attirare le ragazze in trappola, spesso aiutandosi, indossando finti gessi o legandosi il braccio al collo per sembrare più indifeso. Thomas Harris ne ha tratto ispirazione per Il silenzio degli innocenti, nel modo di attirare le vittime utilizzato da Buffalo Bill, e per l’aiuto fornito di Lecter a Clarice Starling. Anche Bundy infatti fornì in carcere alcuni dettagli utili per la cattura di un altro spietato omicida seriale, Il killer di Green River, Gary Ridgway. Efron, a colpi di sorrisi spiazzanti, sapiente alternanza di dolcezza e energia prorompente e dialettica pungente da avvocato mancato (il serial killer decise, per salvarsi dalla sedia elettrica, di difendersi da solo), rende credibile il fascino di Bundy, colto anche dai media: il suo processo finale in Florida, è stato il primo trasmesso in tv a livello nazionale. Liz, forse l’unica donna verso cui Bundy ha provato amore (anche se mentre è in prigione mette incinta e sposa una vecchia fiamma che credeva in lui) ci ha messo anni a liberarsi dalla sua ombra. “Volevo fare questo film per le vittime (ricordate sui titoli di coda, ndr) – ha spiegato a The Guardian Efron – Bundy è stato giustiziato ma solo dopo aver ucciso un numero imprecisato di donne che erano piene di potenziale, le cui storie non sono potute proseguire, e che non sono mai state raccontate. E’ disturbante come cultura essere qui ancora a guardare negli occhi di un killer, subire il fascino di un uomo brutale e senza valore”.

Minervini, canto protesta neri d’AmericaEsce “Che fare quando il mondo è fiamme” e retrospettiva a Nuoro

NUORO08 maggio 201917:32

– I riflettori della terza giornata di IsReal-Festival del cinema del reale, promosso dall’Isre, sono puntati giovedì 9 maggio su due retrospettive. La prima è dedicata a Roberto Minervinini, regista David di Donatello per il miglior documentario 2016, nel giorno in cui esce nelle sale il suo ultimo lavoro “Che fare quando il mondo è in fiamme”, viaggio nel sud degli Stati Uniti in lotta contro il razzismo.
La seconda, invece, è sul regista colombiano Camillo Restrepo con “Segni di guerra”, in cui l’autore racconta la Colombia più cruda con i temi tragici della vita e della morte nel suo Paese.
“Cosa fare quando il mondo è in fiamme?” è l’ultima tappa di un percorso personale e professionale che ha portato Roberto Minervini, originario di Fonni (Nuoro), da un lavoro incentrato sull’analisi esistenziale e intimista ad un altro di denuncia politica. Il nuovo film racconta l’America profonda, in particolare i conflitti nella città di Houston.

Venturi Ferriolo, Oltre il giardinoLa filosofia del paesaggio come chiave per vivere in armonia

09 maggio 201909:46

– MASSIMO VENTURI FERRIOLO, OLTRE IL GIARDINO. FILOSOFIA DI PAESAGGIO (Einaudi, pp.136, 12.00 Euro). Un altro mondo è possibile, più rispettoso del pianeta e quindi di noi stessi, più accogliente, in cui sia possibile far rinascere l’idea mitica di giardino come “grembo della vita” e dove esista un dialogo senza fratture tra esseri umani, terra, acqua, piante, rocce e animali. Parte da lontano ma guarda dritto al futuro il bel saggio filosofico di Massimo Venturi Ferriolo, dal titolo “Oltre il giardino”, edito da Einaudi, nel quale spiegazioni colte del mito e di un “paradiso” di antica memoria si sposano a un’idea molto concreta del domani.L’autore, filosofo, già ordinario di Estetica al Politecnico di Milano, affronta il tema del paesaggio e del giardino come “buon luogo” dimostrando l’attualità di una filosofia per nulla solo teorica, ma al contrario radicata profondamente nella realtà. “Il mito e la Sacra Scrittura collocano l’origine del mondo umano in un giardino, spazio vitale ricco di significati simbolici e metaforici, emblema della natura generatrice universale di tutti gli esseri viventi, presente nella reminiscenza dei popoli”, spiega Venturi Ferriolo. Secondo l’autore, trasformare il mondo in un giardino permetterebbe all’umanità di salvarsi da se stessa: una visione olistica della natura curerebbe le nostre terre e contrasterebbe l’aggressività liberista.Un primo passo, necessario e non più rinviabile, è combattere l’ignoranza, il “peggior nemico della natura”, attraverso programmi educativi mirati: “L’utopia dell’istruzione è l’unica valida per l’avvenire, per superare la società mondiale ineguale, ignorante e analfabeta, illetterata, non informata, condannata al consumo, al suicidio del nostro mondo”. Il monito nel libro è comunque di non cedere agli eccessi: se la fiducia cieca nel progresso e nella tecnologia ci ha portati a rompere l’equilibrio con il mondo naturale e a sfruttarlo in modo dannoso e sconsiderato fino alle estreme conseguenze di oggi, va tuttavia evitato anche l’approccio opposto, che vede nel totale ritorno alla natura tutto l’unica soluzione possibile. Così come sarebbe da evitare quella che l’autore chiama “un’ecologia di classe”, che produce un verde “artificiale” a uso e consumo di pochi.La strada da percorrere per un domani di bellezza e felicità, e di benessere per tutti, sta nel guardare alla totalità delle cose, e nel sostituire un ragionamento basato sulla contrapposizione a uno basato sulla relazione tra vari elementi: un macro sistema di cui l’umanità fa parte insieme agli altri esseri e alle cose. Ecco allora che, scrive l’autore, “Il superamento del dissidio natura/cultura può dar vita a un mondo migliore, se si supera il paradigma dell’opposizione per una visione olistica della costellazione concreta di luoghi di vita, ricca di relazioni e rimandi costitutivi, dove ogni elemento è indissolubilmente legato all’altro”.          [print-me title=”STAMPA”]

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ALLE 10:28 DI MERCOLEDì 08 MAGGIO 2019

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Opera rifiuti plastica per salvare mari
Un’installazione di 4 metri fatta solo con rifiuti plastica

VENEZIA07 maggio 2019 16:05

– Vuole sensibilizzare sul tema della protezione dei mari dall’inquinamento da rifiuti plastici l’opera dello statunitense Christian Holstad, una ‘cornucopia’, alta più di 4 metri, fatta interamente con plastiche di recupero, giunta oggi a Venezia. Dopo gli ultimi ritocchi, l’installazione site specific, intitolata “Consider yourself as a guest (Cornucopia)”, raggiungerà l’Università Ca’ Foscari, dove sarà visibile dal 9 all’11 maggio sulle acque della laguna e, dal 12 maggio al 12 giugno nel cortile dell’ateneo.
Il progetto è promosso da “Fpt Industrial”, azienda leader nel settore dei motori industriali e main sponsor del Padiglione Italia alla 58/A Biennale Arte. La cornucopia, simbolo antico di fortuna e di abbondanza, prodotta interamente con bottiglie e contenitori plastici recuperati diventa così l’occasione per riflettere sull’urgenza di affrontare l’inquinamento dei mari e degli oceani.

Una app e una radio per Jova Beach PartyDisponibili dall’8 maggio, session di 45 minuti di Lorenzo

07 maggio 201916:10

– Dall’8 maggio, a due mesi dal debutto del Jova Beach Party a Lignano Sabbiadoro del 6 luglio, sarà disponibile la Jova Beach App. Già dal primo giorno, in esclusiva, chi scarica l’app gratuita troverà la Jova Beach Radio Powered by Radio Italia, un nuovo canale di musica scelta da Lorenzo, con veri programmi registrati e in diretta. La playlist dei migliaia di brani on air è la selezione dei brani che Lorenzo ama e che fanno parte della sua storia. Ma Jova Beach Radio è soprattutto Lorenzo DJ, i suoi programmi/session da 45 minuti ognuno con chiacchierate inedite, musica dal vivo e rarità, anche la versione demo di alcune hit, con il racconto esclusivo della nascita dei pezzi.
La Jova Beach Radio è sviluppata in collaborazione con Radio Italia. Dall’8 luglio, poi, nella Jova Beach Radio ci saranno momenti live di Jova Beach party, dal set di Lorenzo e dai set degli ospiti. Nell’app anche una sezione dedicata ai numerosi ospiti che animeranno i 15 concerti nelle spiagge italiane.
Pitti,Ferragamo sfila in piazza SignoriaL’11 giugno con nuova collezione menswear

FIRENZE07 maggio 201916:16

– Sfilerà l’11 giugno in piazza della Signoria, nel giorno di apertura dell’edizione 96 di Pitti Uomo (in programma fino al 14 giugno), Salvatore Ferragamo che, come già annunciato a marzo scorso, ha scelto il salone fiorentino come palcoscenico per la nuova collezione menswear primavera-estate 2020. Uno speciale fashion show si terrà così nel cuore della città, piazza dove recentemente è stata restituita ai fiorentini la Fontana del Nettuno di Ammannati grazie al restauro frutto del contributo della Maison. Sotto la direzione creativa di Paul Andrew, della sfilata sarà protagonista un menswear dal contenuto contemporaneo, con uno stile chiaro, caratterizzato da una fresca identità di lusso.
La Toscanini suona Libertà per l’EuropaL’11 maggio al Parco di Casa Cervi a Gattatico, nel Reggiano

PARMA07 maggio 201916:21

– Il Parco di Casa Cervi a Gattatico, nel Reggiano, ospiterà l’11 maggio prossimo alle ore 20 il Concerto della Libertà per l’Europa dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini diretta da Vincenzo Milletarì. Il programma si compone di musiche sinfoniche che sono allo stesso tempo molto popolari ma anche portatrici di valori legati alla costruzione europea e alle tradizioni nazionali dei singoli Paesi, quali l’amore per la libertà, per la patria, per la giustizia, come ‘Il canto degli italiani’ di Michele Novaro, inno nazionale del nostro Paese le cui parole sono del poeta milanese Goffredo Mameli, morto a 22 anni per difendere la Repubblica Romana del 1849.
Seguiranno l’Inno alla Gioia, tratto dalla Nona Sinfonia di Beethoven, e scelto come inno dell’Europa unita, e la sinfonia dal Nabucco di Giuseppe Verdi, nella quale riecheggiano tutti i temi dell’opera, a partire dal celebre coro Va’ pensiero, simbolo musicale del Risorgimento.
S Cecilia, Gardiner con SemeleMaestro inglese dirige l’ opera-oratorio in forma semiscenica

07 maggio 201916:22

– Sir John Eliot Gardiner torna ospite dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un concerto straordinario mercoledì 8 maggio per guidare il Monteverdi Choir e l’English Baroque Soloists, storici ensemble da lui fondati nei primi anni Sessanta e da allora considerati punti di riferimento del repertorio barocco, nell’esecuzione in forma semiscenica dell’opera-oratorio Semele di Händel (ore 20.30, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica). Con la regia di Thomas Guthrie, l’opera verrà eseguita per la prima volta in versione integrale a Roma. Internazionale il cast di solisti: accanto al soprano Louise Alder nel ruolo di Semele, il tenore Hugo Hymas, il basso Gianluca Buratto, il mezzosoprano francese Lucile Richardot, il controtenore Carlo Vistoli Atamante.
Progetto per spazi espostivi al BigalloGrazie a tecnologia viaggio virtuale nel Rinascimento

FIRENZE07 maggio 201916:24

– Uno spazio multimediale e innovativo che permetterà di fare un viaggio virtuale nel Rinascimento fiorentino: lo prevede il progetto per il nuovo museo del Bigallo presentato oggi a Firenze da Montedomini (proprietario dell’edificio) con l’Opera del Duomo, partner dell’operazione, e con la Fondazione Cr Firenze.
I lavori inizieranno nel corso del 2019 e si concluderanno nel 2020. Il nuovo spazio museale, posto al secondo piano dell’edificio in piazza San Giovanni, sarà composto da tre sale: nella prima sarà realizzato uno spazio culturale multimediale con proiezioni per raccontare la storia della città con particolare focus sulla storia di piazza San Giovanni, la seconda sala sarà destinata alle mostre temporanee, e infine, nell’ultima sarà allestito uno spazio culturale multimediale con schermi touch interattivi, per raccontare la storia delle istituzioni caritatevoli di Firenze.
Salone Libro, esposto contro AltaforteSue attività estranee a kermesse, frasi violano leggi Stato

TORINO07 maggio 201916:54

– Un esposto alla Procura della Repubblica, affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo. E’ quello che Regione Piemonte e Città di Torino hanno deciso di presentare alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate da Francesco Polacchi, della casa editrice Altaforte. Nelle sue dichiarazioni, le due istituzioni intravvedono “una possibile violazione delle leggi dello Stato” e considerano la sua attività “estranea allo spirito del Salone del libro”.
“Anche la forma più radicale dell’intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello stato di diritto”, sostengono Città di Torino e Regione Piemonte, che nell’esposto contro Altaforte invitano i magistrati anche a valutare se sussista la violazione della legge Mancino 305 del 1993.
L’articolo 4 di questa legge, in particolare, prevede che venga punito chi “(…) pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Sindaco Modena, Mibac blocca progettoMuzzarelli, ‘imbalsamatori hanno le spalle coperte dal Governo’

MODENA07 maggio 201916:57

– La commissione regionale del segretariato per l’Emilia-Romagna del ministero dei Beni e delle attività culturali ha bocciato due delle demolizioni previste all’interno dell’ex ospedale settecentesco di Sant’Agostino a Modena, dando il proprio parere positivo ad una terza. Una decisione che incide notevolmente sul progetto di restauro e riqualificazione immaginato dall’amministrazione comunale di Modena.
La decisione è basata, riferisce il Comune in una nota, sulle valutazioni della Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco della città emiliana Gian Carlo Muzzarelli: “Adesso è tutto più chiaro.
Dietro tante chiacchiere sul progetto culturale c’era solo la volontà di una minoranza di imbalsamatori e di burocrazie ministeriali di bocciare il progetto e – dice il primo cittadino – il nome di Gae Aulenti. Hanno fatto ostruzionismo e melina per anni e quando hanno avuto le spalle politicamente coperte dal governo grillino leghista hanno smontato il progetto”.

Sheeran con Bieber in I don’t careNuovo singolo del cantautore britannico in uscita il 10 maggio

07 maggio 201917:38

– Ed Sheeran, l’artista dei record, ha annunciato il suo nuovo singolo che vanta la collaborazione con l’idolo delle ragazzine Justin Bieber, che solo qualche settimana fa aveva annunciato di lasciare la musica per un po’ per concentrarsi sulla sua vita personale. “I don’t care” è il titolo del brano, in uscita il 10 maggio.
L’Iran alla 58/A Biennale Arte VeneziaAl Fondaco Marcello opere di Lavassani, Alikhanzadeh, Azimi

VENEZIA07 maggio 201917:46

– “Of Being and Singing” èil titolo della mostra presentata dalla Repubblica islamica dell’Iran alla 58/A Biennale Arte di Venezia. Vi sono esposte opere di Reza Lavassani, Samira Alikhanzadeh e Ali Meer Azimi. L’allestimento è al Fondaco Marcello (San Marco, Calle del Traghetto) e aprirà domani alla stampa (ore 10). Il progetto vuol rappresentare “un omaggio alla vita, ai momenti preziosi del passato, del presente e del futuro”. La mostra, spiega una nota dei curatori, porta un messaggio di pace da parte della comunitàculturale e artistica iraniana. I tre artisti mostreranno l’Iran omaggiandone “la gloria e il tempo, l’identità e la memoria, la realtàe i sogni. Contrariamente all’immaginario comune esistente negli ambienti internazionali – spiega -, che vuole l’arte iraniana basata su concetti e motivi locali. Ideata dal curatore Ali Bakhtiari, “Of Being and Singing” e stata commissionata da Hadi Mozaffari del Visual Arts Affair Office, e Mehdi Afzali, Ceo di Institute of Contemporary Arts Developments.

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Salvatores, ‘Tutto il mio folle amore’
Il titolo tratto una canzone di Modugno-Pasolini

07 maggio 201917:47

– ‘Tutto il mio folle amore’ è il nuovo titolo del film di Gabriele Salvatores, liberamente tratto dal romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos).
“Uno dei protagonisti del film, il padre naturale del ragazzo – spiega il regista – è un cantante. Canta le canzoni di Domenico Modugno nei matrimoni e nelle feste in giro per la Dalmazia. Il testo di una di queste canzoni, ‘Cosa sono le nuvole’, è stato scritto da Pier Paolo Pasolini. Una frase di quel testo mi ha colpito particolarmente: ‘E tutto il mio folle amore lo soffia il vento, così’. Ho sempre pensato al nostro ragazzo protagonista come a un ‘fool’ di Shakespeare, uno di quei folli buffoni che riescono a tirarsi dietro re e regine costringendoli a fare i conti con se stessi. E, nel nostro caso, a far ricorso a tutto l’amore che hanno ancora a disposizione.
‘Folle’ e ‘Amore’. Ecco il titolo del film. ‘Tutto il mio folle amore'”.
Xilografie Hiroshige, Hokusai e UtamaroGalleria Salamon presenta opere maestri del ‘mondo fluttuante’

TORINO07 maggio 201917:57

– Il monte Fuji innevato sullo sfondo, e in primo piano altri monti, cascate, ciliegi in fiore e figure femminili: è il ‘mondo fluttuante’ dei maestri giapponesi dell’Ukiyoe – Hiroshige, Hokusai, Utamaro – dei quali la galleria Salamon presenta a Torino 100 xilografie.
La mostra, visitabile in piazzetta IV Marzo fino al 22 giugno, racconta l’arte dell’Ukiyoe, letteralmente ‘immagini del mondo fluttuante’. Il termine indica il periodo della cultura giapponese dove il gusto raffinato per l’eleganza si amalgama a quello per la ricerca del piacere estetico, tutto rivolto a vivere il momento e a cogliere i piaceri fugaci (1600-1880).
Le immagini, ancora oggi moderne, hanno influenzato l’arte occidentale tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, in particolare gli impressionisti. Capolavori della immensa produzione di Hokusai (Edo 1760 – 1849) – sono le trentasei vedute del Fuji. Di questa serie, tra le opere in mostra spiccano ‘Le gru sotto il Fuji’, superba prova perfettamente conservata nei toni del verde e del blu, e ‘Il grande cedro’, in cui Hokusai inserisce due elementi attinti dalla tradizione occidentale: il senso della prospettiva e la configurazione delle nuvole. In esposizione sono presenti alcune delle più belle tavole delle vedute del Fuji. Ma è soprattutto Hiroshige (Edo 1797 – 1858), per la sua ricchezza cromatica e la sua capacità di trasmettere il sentimento della natura, l’artista giapponese che più influenza gli impressionisti e i postimpressionisti, Van Gogh e Monet in particolare. In mostra sono presentate trenta xilografie di paesaggi sue e del suo erede artistico, Hiroshige II. Utamaro (Edo 1753 – 1806) è l’artista che meglio interpreta l’immagine della donna. Le sue figure femminili, piene di fascino e mistero, sono osservate con la stessa estatica ammirazione con la quale si contemplano la luna o i fiori di ciliegio.
Proietti, io sultano per DisneyL’attore, Il mio sogno? Riaprire una scuola di recitazione

08 maggio 201909:52

Attore di teatro e di cinema, regista, doppiatore e cantante, insegnante, Gigi Proietti è un artista eclettico (è considerato da molti l’erede artistico di Ettore Petrolini). Nella sua carriera ha vinto un Nastro d’argento come miglior attore per Febbre da cavallo nel 2003 e un Nastro d’argento per il miglior doppiaggio di Robert De Niro nel film Casinò, tuttavia il suo lavoro più celebre come doppiatore resta forse quello del primo Rocky del 1976, in cui diede il suo timbro vocale a un esordiente Sylvester Stallone (“Adriana…”)  ma anche il Dustin Hoffman di `Lenny’ . Ad aprile l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata gli ha conferito il titolo di Professore Emerito honoris causa. Sarà la voce italiana del Sultano di Agrabah nel nuovo film Disney live action Aladdin, nelle sale italiane dal 22 maggio.
Oltre 25 anni fa Proietti, ad oggi uno dei più grandi attori italiani, prestò la sua inconfondibile voce al Genio della Lampada (nella versione americana era quella del compianto Robin Williams) nel classico dell’animazione.   L’attore romano torna protagonista anche nella versione del film diretta da Guy Ricthie con Mena Massoud nel ruolo dell’affascinante furfante Aladdin, Naomi Scott in quello della bellissima e indipendente principessa Jasmine e Will Smith nei panni dell’incredibile Genio con il potere di esaudire tre desideri per chiunque entri in possesso della sua lampada magica.
Raggiunto al telefono, Proietti sul suo personaggio dice: “confesso che rispetto al film d’animazione del 1992, ho fatto meno fatica, lì doppiavo il genio che di fatto è il vero mattatore del film e cantavo a pieni polmoni. Ma in questa versione live action di Ricthie mi sono divertito assai. Il sultano è un uomo buono ma anche autoritario. Quello che posso dire è che oggi c’è molto bisogno di favole e questa è senza dubbio la più classica, traendo ispirazione da Le Mille e una Notte, arricchita da una tecnologia incredibile”. Proietti confessa che non gli dispiacerebbe allestire un spettacolo non tanto su Aladin ma proprio su Le mille e una Notte, “ma è un sogno, ci vorrebbe un teatro all’altezza”. Al Globe Theatre (il teatro elisabettiano dentro Villa Borghese, a Roma, da lui creato e diretto) “Non è troppo piccolo, ce ne vorrebbe uno di altre dimensioni di mia proprietà, ma tanto sono sempre gli stessi i titolari, quelli che decidono cosa mandare in scena. Comunque al Globe questa estate ricominceremo con le riprese di un nuovo allestimento. Il problema sono gli attori che spesso nel periodo estivo sono impegnati sul set di fiction o cinema”. Ritornerà a girare una nuova stagione di Una pallottola nel cuore o ha nuovi progetti tv?: “Vedremo ho degli incontri in Rai la prossima settimana ma non ho nessuna proposta concreta”, risponde lui. “Faccio sempre i soliti discorsi, e anche se ormai può sembrare una battaglia persa, non mollo -aggiunge- chiudono i teatri come i cinema, proprio in un momento in cui nulla potrebbe essere più aggregante del teatro, da vedere ma anche da fare”. Il cast del film vede inoltre la presenza di Marwan Kenzari nel ruolo dello stregone Jafar, mentre Navid Negahban è il Sultano (doppiato da Proietti), Nasim Pedrad è Dalia, la migliore amica e confidente della principessa Jasmine, Billy Magnussen interpreta il principe Anders, il bellissimo e arrogante pretendente di Jasmine, e Numan Acar è Hakim, braccio destro di Jafar e capitano delle guardie del palazzo. La colonna sonora è composta dall’otto volte Premio Oscar Alan Menken (La Bella e la Bestia, La Sirenetta), che comprende nuove versioni dei brani originali scritti da Menken e dai parolieri, vincitori dell’Oscar, Howard Ashman (La Piccola Bottega degli Orrori) e Tim Rice (Il Re Leone), oltre a due brani realizzati dallo stesso Menken e dai compositori vincitori dell’Oscar e del Tony Benj Pasek e Justin Paul. La produzione ha girato diverse scene in Giordania nei meravigliosi panorami desertici del Wadi Rum e del Wadi Disi, le stesse location in cui fu girato Lawrence d’Arabia. La Caverna delle Meraviglie è stata creata attraverso una combinazione di set pratici ed effetti visivi. Gli interni della caverna sono stati costruiti nei teatri di posa dei Longcross Studios e comprendevano un’enorme testa di leone scolpita all’ingresso della caverna e alcune formazioni di roccia artificiali ricoperte di gioielli e tesori vari.
Proietti durante il suo show “Cavalli di Battaglia” andato in onda in prima serata su Rai1, aveva cantato, completamente in live, “Un Amico come me”, la canzone che il Genio intona per presentarsi ad Aladdin, nella Caverna delle meraviglie.
Tornerebbe a fare uno show su Rai1? “Un tempo – replica – questi programmi duravano un’ora. Adesso tre. L’ultima volta ho dato fondo praticamente a quasi tutto il repertorio della mia carriera. Mai dire mai”. Ma un progetto cui tiene davvero in questo momento Proietti lo ha? “Si, mi piacerebbe riaprire la mia scuola di recitazione. La organizzerei in modo diverso, ma oggi le esigenze sono altre, il mestiere è cambiato, si è evoluto, bisogna saper far tutto e bene, anche ballare e cantare, ma soprattutto essere professionisti al 100%. Poi servono gli spazi adeguati, non gli scantinati. Ma è un un’idea forte, che sento molto”. Sappiamo che è andato a votare alle primarie: “Io voto tutto, finchè è un diritto, ci mancherebbe”. Senta ma la Roma come la vede ora con Ranieri?: “Domenica, era meglio che non la guardavo la partita. Ma lui è bravo poveretto in poco tempo i giocatori ci sono, la squadra c’è e poi… non si capisce. Ci sono rimaste tre giornate. Non dico nulla per scaramanzia”.

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Woody Allen, l’ultimo film uscirà in Italia
Variety, dopo divorzio Amazon accordo con distributore Lucky Red

NEW YORK08 maggio 201909:54

Nuova puntata nella saga di Woody Allen: l’ultimo film del regista americano scaricato da Amazon uscira’ in Italia all’inizio di ottobre. Secondo le conferme ottenute da ‘Variety’, “A Rainy Day in New York”, che il colosso dello streaming ha messo in naftalina dopo le polemiche ispirate dal movimento #MeToo, e’ stato acquistato dal distributore Lucky Red mentre altri territori europei avrebbero concluso accordi locali. E lo conferma la stessa società italiana.Dopo il divorzio di Amazon da Allen, la commedia romantica con Timothee Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez e Jude Law e’ adesso venduta da Glen Basner di FilmNation Entertainment, ha detto la fonte a ‘Variety’ che ipotizza, prima dell’uscita nelle sale il 3 ottobre, anche una proiezione a settembre alla Mostra del cinema di Venezia. Lucky Red, fondata e diretta da Andrea Occhipinti, ha distribuito il film di Woody Allen del 2017 La ruota delle meraviglie con Kate Winslet: l’ultimo che ha visto la luce prima delle nuove polemiche.”A Rainy Day” racconta la storia di due giovani che arrivano a New York per il fine settimana e include un filo narrativo in cui un uomo piu’ anziano (Jude Law) ha una relazione con la ragazza (la Fanning aveva 19 anni all’epoca della produzione). Il film e’ stato completato l’anno scorso, quando c’e’ stato un ritorno di fiamma delle accuse di Dylan Farrow, la figlia adottiva del regista con Mia Farrow, di averla molestata quando era bambina. Allen ha sempre negato che quello che Dylan racconta sia mai avvenuto, ma, sull’onda del movimento #MeToo e dei ripensamenti di molti attori tra cui Chalamet e la Gomez per aver lavorato con lui, Amazon aveva preso le distanze da Woody, che a sua volta aveva fatto causa al gigante dello shopping chiedendo danni per 68 milioni di dollari. Il regista, famoso per sfornare un film all’anno ma da “A Rainy Day in New York” in limbo creativo, sarebbe intanto tornato al lavoro dopo essersi visto rifiutare da quattro grandi case editrici americane un libro di memorie.Secondo il quotidiano ‘El Pais’, Woody starebbe preparando un nuovo film che dovrebbe essere girato in Spagna con i fondi del gigante dei media spagnolo Mediapro, lo stesso che finanzio’ la commedia romantica “Vicky Cristina Barcelona” con Penélope Cruz e Javier Bardem e “Midnight in Paris”, finora il film del regista campione d’ incassi.

l’omaggio di Palermo a ÖzpetekAl regista una laurea honoris causa e la cittadinanza onoraria

PALERMO07 maggio 201918:44

7 MAG – Il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari ha conferito stamane una laurea honoris causa in “Scienze dello Spettacolo” a Ferzan Özpetek, regista, sceneggiatore e scrittore.
Il riconoscimento è stato assegnato all’artista turco per “la sua capacità di raccontare, ora anche per mezzo della scrittura, l’uomo e le sue infinite debolezze e di farlo con altrettante infinite sfumature che vanno dai toni comici e quelli tragici, dal racconto storico all’affresco contemporaneo, dal racconto singolare a quello corale”.Ferzan Özpetek ha quindi tenuto una lectio magistralis sul tema “Non si sa mai un domani…”.
Subito dopo il sindaco Leoluca Orlando ha conferito la cittadinanza onoraria della Città di Palermo al regista, che alla fine di giugno girerà nel capoluogo siciliano alcune scene del suo ultimo film “La Dea Fortuna”.
Fox, una serie da Le Fate IgnorantiFilm di Ozpetek del 2001 con Stefano Accorsi e Margherita Buy

07 maggio 201919:10

– Fox Networks Group Italy sta lavorando allo sviluppo di una nuova serie tv tratta dal film Le Fate Ignoranti del regista Ferzan Ozpetek, uscito nelle sale 18 anni fa, con protagonisti Stefano Accorsi e Margherita Buy. Lo annuncia Fox Networks Group Italy che conferma il suo impegno produttivo nella serialità italiana. Dopo Extravergine, l’innovativo progetto di comedy al femminile che andrà in onda in autunno su FoxLife (canale 114 di Sky), e Romolo + Giuly arrivata alla sua seconda stagione, Fox continua nella sua strategia delle produzioni originali. “Siamo in fase di sviluppo e scrittura su vari progetti sia Comedy che Drama, tra cui Le Fate Ignoranti”, afferma Alessandro Saba, Vice President Entertainment di Fox Networks Group Italy. “Il film di Ferzan Ozpetek del 2001 ha conquistato il pubblico raccontando in modo originale il nuovo mondo delle relazioni. Con Ozpetek stiamo immaginando una serie tv che parta da quel mondo e calandolo nella realtà contemporanea”.
Al via vernice 58/A Biennale Venezia79 artisti, 90 paesi, il labirinto del Padiglione Italia

VENEZIA07 maggio 201919:52

– Con la vernice ai Giardini e all’Arsenale, Venezia torna ad essere il più grande museo a cielo aperto d’arte contemporanea. La 58/A Biennale d’arte, firmata da Ralph Rugoff, “May you live in interesting times”, ha aperto i battenti per la stampa, in attesa dell’inaugurazione al pubblico, sabato 11 aprile. Una mostra come una partitura musicale incisa su disco, con un lato A ai Giardini, e il lato B all’Arsenale, scritta da quadri, installazioni, sculture, video e suoni di 79 artisti (maggioranza donne), invitati da Rugoff a testimoniare la complessità del loro agire. Se Lara Favaretto – che con Ludovica Carbotta rappresenta la ricerca italiana – avvolge l’esterno del Padiglione Centrale con un denso fumo, lo statunitense George Condo realizza un gigantesco dipinto intitolato Facebook. Cattura il visitatore “Il labirinto” del Padiglione Italia pensato da Milovan Farronato – qui sono in dialogo le opere di Enrico David, Chiara Fumai – dove la metafora è quella del confronto tra complessità e razionalità.
‘Bluè’, a Teramo con Bosso e PasottiGiovani autistici suonano in cd e allestiscono spettacolo

TERAMO08 maggio 201909:32

– Il cd s’intitola Bluè, è uscito il 2 aprile e vanta la partecipazione straordinaria di Fabrizio Bosso; nella realizzazione sono stati coinvolti sei giovani con disturbo dello spettro autistico dai 17 ai 30 anni, suonano pianoforte, batteria, percussioni, c’è anche chi sta al mixer.
Prodotto da ‘Autismo Abruzzo Onlus’, il cd sarà presentato al teatro comunale di Teramo sabato 11 maggio. I sei ragazzi – Virginia, Franco, Lorenzo, Mattia, Pietro e Federico – con altri giovani contribuiranno ad allestire la serata come maschere di teatro, aiuto tecnici e fotografi. Ospiti lo stesso Bosso, Giorgio Pasotti, che offrirà al pubblico brani dello spettacolo “Da Shakespeare a Pirandello”, e il fumettista Carmine Di Giandomenico, autore della copertina del cd. Prima del concerto jazz (ore 21), organizzato in collaborazione con la società della musica e del teatro “Primo Riccitelli”, si potrà ammirare la mostra “bluè Reportage Fotografico”, racconto del percorso artistico dei sei ragazzi negli scatti di Martina Dale.
A teatro, Marinoni e Crippa per SiracusaDoppio Petri tra La classe operaia e Roma ore 11

08 maggio 201909:33

6 MAG – Laura Marinoni ”Elena” per Davide Livermore e Maddalena Crippa ne ”Le Troiane” per Muriel Mayette, entrambi da Euripide, ad aprire la Stagione 2019 dell’Inda al Teatro Greco di Siracusa; il doppio Elio Petri, tra ”La classe operaia” con Lino Guanciale a Ferrara e ”Roma ore 11” per Mitipretese a Milano; ”A Bronx Tale: The musical” diretto da Claudio Insegno e Lello Arena con ”Parenti serpenti”, tutti ancora a Milano. E poi Gigio Alberti e Filippo Dini con ”Regalo di Natale” dal film di Pupi Avati, a Roma, e ”Trainspotting”, dal romanzo di Irvine Welsh, a Napoli; fino a ”Musicanti”, il musical – omaggio a Pino Daniele, ancora nella capitale: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Dalla Cina l’amore tra ballerina e bossIn sala dal 9 maggio I figli del Fiume Giallo di Jia Zhang-Ke

08 maggio 201910:06

eot.it   ‘I figli del Fiume Giallo’ di Jia Zhang-Ke – dopo il Torino Film Festival in sala dal 9 maggio con Cinema di Valerio De Paolis – ci porta nella Cina del 2001 dentro la cultura jianghu (quella criminale della triade cinese). Qui la giovane ex ballerina Quiao (Zhao Tao) si innamora di un boss della mafia locale, Bin (Liao Fan) ed è disposta a fare tutto per lui.
Così, quando Bin si trova in un conflitto a fuoco, non manca di mettersi a sparare per salvarlo, tanto da venire imprigionata per cinque lunghi anni. Non solo. Quando esce lo va a cercare, ma lui si è ritirato, fa un’altra vita e ha un’altra donna.
Fin qui tutto bene, ma la storia d’amore tra in due in realtà non finisce. Continua anche se con modalità diverse e con il chiaro intento di mostrare che la modernizzazione della Cina è andata a toccare anche quella cultura popolare e radicata della delinquenza ‘sporcandola’ di cellulari e compromessi. Quasi una missione, quella del regista, di monitorare il cambiamento, con ironia e forse anche con un po’ di dolore.
“Ho lavorato a questo film per tre anni – ha detto il regista, già Leone d’oro a Venezia con ‘Still Life’ – e quello che racconto è una parte importante di quella cultura cinese jianghu (triade, mafia) che ha un doppio significato, quello che la lega sia a una vita drammatica, che a una vita pericolosa”.
“Nei Figli del fiume Giallo parlo di una storia – continua Zhang-Ke – che va dal 2001 al 2008, quando la Cina viveva drastici cambiamenti e tutti i valori tradizionali erano cambiati poco a poco. Una cosa che ha riguardato anche il jianghu che si è trovato costretto a cambiare le sue regole, e a volte perdendo parte del suo fascino”.
Nel film, ad alto budget, importante “e comunque centrale è la coppia protagonista che attraversa amore, tradimenti, separazioni, rappacificazioni e ancora separazioni, ma non arriva mai ad un legame fisso. Entrambi mantengono la loro personale libertà perché credo che in loro ci sia, sopra ogni altra cosa, una natura ribelle”.          [print-me title=”STAMPA”]

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Mattioli, ‘Il gattolico praticante’
Esercizi di devozione felina del giornalista della Stampa

03 maggio 2019 08:35

Ci sono almeno cento motivi per decidere di prendere un gatto e Alberto Mattioli li elenca tutti nel suo ‘Il gattolico praticante. Esercizi di devozione felina’, un volume edito da Garzanti che fra il divertito e il divertente spiega la passione dell’autore, giornalista della Stampa, per i felini.
Il gatto non si droga, non abbaia, non è vegetariano, non commenta la moviola e – elenca autoironico Mattioli – non scrive libri.
In compenso, il gatto è pulito, aiuta la riflessione e piace alla gente che piace. A dimostrazione, l’autore – che è esperto anche di opera, e infatti ha chiamato le sue amate gatte Violetta e Isolde – racconta la passione per i gatti di Richelieu, che annoverava fra i suoi mici Soumise o le alterne vicende di Micetto, gatto di Papa di Leone XII ereditato da Chateaubriand. Senza contare i gatti moderni come Larry che vive al 10 di Downing street e ha un profilo Twitter con 189 mila follower, fino agli idoli della rete.
D’altronde, nell’introduzione è lo stesso autore a spiegare che il suo non è un libro sul gatto ma su chi lo ama, un volume quindi sul “gattolico praticante”.
Il micio ha giocato un ruolo importante nella storia dell’arte fin dai tempi degli egizi, ed è raffigurato in una serie di importanti capolavori di tutte le epoche: gioca con una giara ricolma di vino nelle Nozze di Cana di Paolo Veronese, è il protagonista di Katz und Vogel (ovvero Gatto e uccello) di Paul Klee, a lui hanno dedicato scritti Baudelaire e Apollinaire, musiche Offenbach e Stravinskij e se ne sono occupati anche il premio Nobel per la letteratura T.S. Eliot e poi Andrew Lloyd Webber, ai quali si deve il musical ‘Cats’.
Ma ora il gatto, anzi il gattino, ha trovato un nuovo palcoscenico: è infatti anche il re assoluto dei click in rete, un fenomeno su cui si sono interrogati diversi esperti.
Ma anche sui social, spiega Mattioli, si conferma la superiorità felina rispetto a quella umana perché sono rimasti loro stessi e non hanno perso il controllo. Nelle ‘Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account’ Jaron Lanier, ricorda Mattioli, osserva che “non c’è motivo di temere che un oscuro meme, frutto di algoritmi e finanziato da un perfido oligarca che trama nell’ombra abbia preso il controllo del tuo gatto. Nessuno ha preso il controllo del tuo gatto. Né tu né nessun altro”.

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Bollani suona con Filarmonica di Bologna
In scena ‘Aurora’,’Concerto Azzurro’,’Rapsodia in Blue’,’Bolero’

BOLOGNA03 maggio 201910:31

– Il pianoforte di Stefano Bollani incontra l’Orchestra Filarmonica di Bologna diretta da Krjstian Järvi per il penultimo appuntamento della stagione concertistica del complesso. Lunedì 13 maggio all’Auditorium Manzoni i due artisti saranno protagonisti di un programma di grande impatto che accosta pagine contemporanee composte dagli stessi due musicisti e due grandi capolavori del Novecento storico. Così accanto alla partitura di Kristjan Järvi, “Aurora”, ci sarà quella di Bollani, “Concerto Azzurro” e a seguire la “Rapsodia in Blue” di George Gershwin e il pirotecnico “Bolero” di Maurice Ravel. Il programma sarà replicato il 15 maggio al Teatro Comunale di Modena e il 16 Maggio al Creberg Teatro di Bergamo.
Secondary ticketing: Assomusica, +1750% per ticket JovanottiEsposto all’Agcom, maggiorazioni anche per Elisa e Laura Pausini

03 maggio 201910:36

Assomusica, l’associazione degli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, ha presentato un esposto all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e all’Antitrust (Agcm) per chiedere di sanzionare i siti di secondary ticketing. L’associazione, alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia, ha segnalato all’Agcom le maggiorazioni fino a 15 volte e oltre dei prezzi ufficiali dei biglietti sui siti ‘Viagogo’, ‘StubHub’ e ‘MyWayTicket’ per alcuni concerti come i tour di Jovanotti, Laura Pausini, Biagio Antonacci, Elisa, The Giornalisti e Jack Savoretti. Ad esempio, denuncia Assomusica, “per il tour ‘Jova Beach Party’ di Jovanotti a fronte di un biglietto con posto unico fissato a 52 euro per la data del 28 agosto a Lignano Sabbiadoro, su Viagogo si può arrivare fino a 300 euro, cioè 6 volte in più (+500%). Per altre date (6 e 27 luglio 2019) su MyWayTicket si può arrivare a 402 euro ma su StubHub si toccano anche i 960 euro (+1.750%)”.
Daniele Silvestri, torno con “La terra sotto i piedi””Io acrobata che cerca concretezza”. Album tra elettronica e rap

3 maggio 201910:59

Un acrobata in cerca di concretezza. Daniele Silvestri, dopo il funambolismo del disco Acrobati uscito tre anni fa, torna, letteralmente, con “La terra sotto i piedi”, titolo del nuovo lavoro in arrivo domani per Sony Music, fotografia di un percorso personale. “Con Acrobati avevo voglia di guardare le cose un po’ più da lontano, ora non la penso diversamente ma avevo voglia di avvicinarmi. Sarà anche l’età… – scherza il cantautore romano che si è divertito a tornare all’elettronica, tra rap e cantautorato -. In realtà sono concetti complementari, in un momento in cui abbiamo sempre più bisogno di concretezza, di certezze, in cui siamo alla ricerca di qualcosa che ti faccia capire cos’è giusto e cosa sbagliato.
E’ un disco che racconta la difficoltà di trovare un equilibrio”. Tra istinto e ricerca interiore, tra passioni e umanità, nel nome di una libertà che va reclamata senza compromessi.
La terra sotto i piedi è il nono album in studio di Silvestri e nei mesi scorsi alcuni dei 14 brani che lo compongono (tra speranza del cambiamento, identità ritrovata, critica sui social, mondo adolescenziale, riflessioni sull’amore), sono stati anticipati dalla pubblicazione di 45 giri tematici per genere e cifra stilistica, il “Vol.1: Dance Pack”, il “Vol.2: Rap Pack” e il “Vol.3: Love Pack”. “Un esperimento, ma non so se possa essere considerata una strategia da far seguire anche ad altri. Più che altro sentivo la necessità di raccontare meglio quello che c’è dentro al disco.
La pubblicazione, in qualche modo, mette un punto finale al progetto. Ormai credo che un album debba essere considerato una raccolta. E anche l’aspetto ‘liquido’ della musica di oggi non mi dispiace”, spiega Silvestri reduce dall’ultimo Festival di Sanremo dove ha presentato Argentovivo, con Rancore, portandosi a casa il Premio della Critica, il Premio della Stampa Radio-Tv-Web e il Premio per il Miglior Testo, e presentata ieri sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma.
Tutti i brani, a partire dalla stessa Argentovivo, hanno un forte impatto cinematografico, per lui che mette in musica immagini e storie. “Io mi sento a metà strada tra teatro e cinema. Ho sempre lavorato senza sapere dove fosse il confine.
Un film una volta finito è quello, immutabile. Il teatro invece è in perenne cambiamento. Il mio lavoro è a metà, un disco è qualcosa di immutabile, che diventa vivo e e si trasforma nella dimensione live”. Silvestri si è anche regalato collaborazioni di lusso, con il sax di James Senese e la chitarra di Niccolò Fabi in “Rame”, e in più occasioni il violino di Rodrigo D’Erasmo, i fiati di Enrico Gabrielli e la batteria di Fabio Rondanini. In autunno arriva il primo tour nei palasport che partirà con due date da Roma il 25 e 26 ottobre. “Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione”, aveva detto tempo fa lui, con i piedi per terra e la testa rivolta sempre alle nuvole.

Finita e pronta a salpare nave di VascoDa Genova a Cagliari per le 2 date in Sardegna il 18 e 19 giugno

03 maggio 201916:41

– La nave di Vasco è finita ed è pronta a salpare. Sono terminati i lavori a Genova per la realizzazione della Rhapsody di GNV – Grandi Navi Veloci, con la livrea personalizzata per l’occasione con l’immagine di Vasco e del suo tour Non Stop Live 019, che farà tappa il 18 e 19 giugno a Cagliari Fiera in Sardegna, dopo le 6 date record allo Stadio San Siro di Milano. I lavori erano iniziati a metà aprile.
La nave salperà il prossimo 19 maggio per la Sardegna sulla linea Genova/Porto Torres ed in occasione dei due attesissimi concerti del Komandante, il 18 e 19 giugno a Cagliari Fiera, Live Nation e GNV hanno predisposto una tratta speciale con partenza da Genova e arrivo diretto al porto di Cagliari.
Anche gli spazi interni saranno dedicati interamente a Vasco, con una sala cinema che proietterà i video dei suoi live, la presenza del merchandising e intrattenimento musicale per gli ospiti e i fan durante il viaggio, con ciascuna sala che verrà rinominata prendendo spunto dagli storici LP di Vasco.
Siti Unesco siciliani fanno “rete”Conferenza a Cefalù. Direttore Angelini, sono volano sviluppo

PALERMO03 maggio 201916:49

– I sette siti Unesco siciliani sono un formidabile volano di sviluppo e di nuova economia. Il progetto di metterli insieme in una rete di governance è al centro di una conferenza di due giorni che si è aperta a Cefalù con la partecipazione di amministratori, gestori e operatori culturali. Nel suo intervento di apertura Aurelio Angelini, direttore della Fondazione patrimonio Unesco Sicilia, ha sottolineato l’esigenza di accantonare un paradigma economico che finora ha dato risposte inadeguate soprattutto alla domanda di occupazione, come dimostra il livello di emigrazione giovanile che in Sicilia ha raggiunto il 50 per cento, il “più alto in Europa”.
Angelini ha posto l’esigenza di invertire la tendenza puntando sulla varietà culturale, paesaggistica, naturale per assegnare ai siti Unesco una capacità attrattiva a forte valenza turistica. Ma per questo occorre una visione comune e un progetto condiviso per una nuova prospettiva di valorizzazione.
Questa esigenza è stata sottolineata anche da Leoluca Orlando, sindaco della città metropolitana di Palermo e presidente del comitato di pilotaggio del sito arabo-normanno comprendente le cattedrali di Palermo, Monreale e Cefalù. Si tratta di perseguire, ha detto Orlando, una strategia in grado di superare i piccoli interessi individuali e locali. “Bisogna sviluppare – ha sottolineato Giovanni Ruggieri, consulente per i piani di gestione Unesco – la capacità di generare economia nei siti siciliani con una visione globale aperta alle imprese”.
Gallerie Uffizi-Boboli, +12% visitatoriBoom in particolare di Pitti e parco

AFIRENZE03 maggio 201917:1

– “Boom di visitatori” alle Gallerie degli Uffizi, a cui fa capo il celebre museo e quelli di Palazzo Pitti, e al Giardino di Boboli, per il primo quadrimestre del 2019, rispetto a quello dello scorso anno, e netto aumento delle presenze rispetto al 2018 anche nel periodo del ‘maxi ponte’, dal venerdì di Pasqua (19 aprile) al 1 maggio.
Nei primi 4 mesi, si spiega dalle Gallerie, l’aumento è stato del 12,3%, con + 149.019 visitatori, pari a 1.364.430 rispetto ai 1.215.411 del 2018. La crescita riguarda in particolare Palazzo Pitti (+26,3%) e Boboli (+21,7%), con gli Uffizi in aumento al +3%. Per il ‘maxi ponte’ registrato complessivamente un + 3,6%, con + 7.881 visitatori, per un totale di 231.703 rispetto ai 223.822 dello scorso anno (sale in particolare il numero delle presenze agli Uffizi, +9%).

Carl Brave, Notti brave in EuropaOtto date in ottobre. Fuori nuova Vivere tutte le vite con Elisa

03 maggio 201917:21

– Un tour nei teatri andato sold out e un’estate che porterà Carl Brave nei più importanti festival d’Italia, ma il giovane autore romano non ha intenzione di fermarsi. L’autunno porta con sé un nuovo viaggio: Notti Brave arriva in Europa con un tour di otto date. Il tour europeo toccherà Lisbona (10 ottobre), Madrid (12 ottobre), Barcellona (13 ottobre), Parigi (15 ottobre), Berlino (17 ottobre), Bruxelles (19 ottobre), Londra (21 ottobre) e Amsterdam (23 ottobre).
Intanto è uscita la nuova versione del brano di Elisa, Vivere tutte le vite, registrata prodotta e cantata dall’autore romano insieme a Elisa. Brano che arriva poco dopo il successo di Posso, cantato con Max Gazzè (Disco di Platino) e del lancio del secondo singolo Mercì, entrambi estratti da Notti Brave (After).

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Castello Rivoli ingloba Fondazione Cerut
300 capolavori dal Medioevo al ‘900 da Magritte a Warhol

TORINO03 maggio 201917:40

– Da domani gli amanti dell’arte, contemporanea e non, e del Museo di Arte Contemporanea-Castello di Rivoli, hanno la possibilità di godere di un’incredibile collezione privata di capolavori, oltre 300, dal Medioevo al secolo scorso, raccolti dall’imprenditore Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922-Torino, 2015), nella sua villa di Rivoli.
Si tratta di opere di maestri quali Magritte, Warhol, Modigliani, KandinsKij, Morandi, Sironi, Balla, Picabia, Savinio, Delaunay, Burri, Batoni, Shiele, Fattori e tanti altri.
Lo schivo e bulimico imprenditore non aveva figli, ma amava l’arte più di se stesso. Tanto da desiderare che a godere di quel patrimonio, una delle collezioni private più ricche al mondo, fossero tutti gli amanti d’arte. Mandato raccolto dalla Fondazione Francesco Federico Cerruti, che nel 2017 ha siglato l’accordo con il Castello che ora gestisce sia la collezione sia la villa. Il pubblico, da domani può acquistare il biglietto insieme a quello per il Castello e prenotare visite guidate.

Trekking e musica da Bologna a FirenzeSulla via degli Dei, concerti dal 17 al 19 maggio

BOLOGNA03 maggio 201917:44

– Un trekking accompagnato dalla musica in Appennino da Bologna a Firenze. E’ ‘Dei suoni i passi’, il festival di ‘Slow walk’ e musica, con la prima tappa dal 17 al 19 maggio poi, sul versante toscano, dal 28 al 30 giugno. Nel primo fine settimana si percorrerà la ‘Via degli Dei’ da Bologna (piazza Maggiore) al passo della Futa passando per Monzuno e Madonna dei Fornelli. A giugno, la seconda parte invece, a cura di Fondazione fabbrica Europa Firenze, arriverà in piazza della Signoria. Omaggiare e consacrare con la musica una via che nel corso della storia è stata solcata da Etruschi e Romani è la filosofia dei curatori, Carlo Maver, Claudio Carboni e Maurizio Busia. Ad ogni tappa interverranno diversi musicisti, come il clarinettista Achille Succi e il pianista Stefano de Bonis, tra chiesette, anfratti, ruderi o corsi d’acqua e nella suggestiva cornice del cimitero Germanico, oltre a momenti di letture con lo scrittore Paolo Piacentini. Il programma dettagliato http://www.appenninoslow.it.
Salone Libro, polemiche per AltaforteLagioia, niente politica a rassegna. Altaforte denuncia ingiurie

TORINO03 maggio 201917:48

– E’ polemica a Torino, in particolare sui social, per la presenza al prossimo Salone del Libro, dal 9 al 13 maggio, della casa editrice dell’ultimo libro su Matteo Salvini, ‘Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio’, a cura di Chiara Giannini, che verrà presentato proprio durante la kermesse libraria. Si tratta di Altaforte Edizioni, diretta da Francesco Polacchi, dal 2004 aderente a Casa Pound.
A far emergere la questione è stato il direttore del Salone, Nicola Lagioia, che su facebook spiega di aver chiesto, e ottenuto, dal mondo politico di tenersi fuori dal Salone, tanto più in questi giorni di campagna elettorale. Lagioia specifica poi che la presentazione del libro non è in programma, ma che al Lingotto è presente lo stand di Altaforte, che per altro ha fatto regolare richiesta di partecipazione. “Non abbiamo nascosto a nessuno la nostra formazione”, spiega l’editore che si dice stupito per le polemiche e che annuncia di rivolgersi alla polizia per denunciare le ingiurie sui social.
Ecco Rolling Stones Rock and Roll CircusDal 28 giugno in diversi formati audio e video

03 maggio 201918:02

– Arriva in versione restaurata 4K Dolby Vision “The Rolling Stones Rock and Roll Circus”, disponibile dal 28 giugno in diversi formati audio e video. Le leggendarie performance, girate in due giorni nel dicembre del 1968, vedono – insieme alla formazione originale degli Stones – la partecipazione di The Who, Jethro Tull, Taj Mahal, Marianne Faithfull, il supergruppo The Dirty Mac (John Lennon, Keith Richards, Mitch Mitchell, Eric Clapton) e Yoko Ono.
Sarà pubblicata una speciale Limited Deluxe Edition contenente Bluray+DVD+2CD (per la prima volta in Bluray), oltre ad un libro di 44 pagine con il testo di David Dalton dal titolo The Rolling Stones e le fotografie di Michael Randolf. La musica di The Rolling Stones Rock and Roll Circus è stata arricchita e comprende 28 tracce, restaurate in un nuovo mix HD 192k 24 bit.
Fra i bonus, le performance del pianista Julius Katchen, 3 brani di Taj Mahal e le registrazioni inedite dei The Dirty Mac fra cui i classici dei Beatles Revolution e Warmup Jam.
Piero Manzoni in vetrina a New YorkAchromes e Linee, due mostre da Houser and Wirth

NEW YORK03 maggio 201919:34

– La meteora Piero Manzoni torna a New York: due mostre parallele della galleria Houser and Wirth a Chelsea esplorano le opere più significative di un progenitore dell’arte concettuale e figura fondamentale dell’arte italiana. Pittore-non pittore e disgregatore dell’arte prima della prematura scomparsa a meno di trent’anni nel 1963, Manzoni divenne internazionalmente famoso nel 1961 per le 90 lattine-scandalo della “Merda d’Artista”, “ma non fu solo quello”, spiega Rosalia Pasqualino di Marineo, direttrice della Fondazione Piero Manzoni a Milano. Le mostre di New York, ‘Piero Manzoni. Materials of His Time’ e ‘Piero Manzoni. Lines’, si articolano su due piani della galleria.
La prima presenta 72 Achromes (incolori) tra i più radicali degli 800 realizzati da Manzoni ed esamina il suo rivoluzionario approccio a materiali non convenzionali: il panno cucito, i pallini di ovatta, la fibra di vetro, le “rosette” di pane, le fibre sintetiche e naturali, la paglia.
Sky, serie su Totti e una con GuadagninoMaccanico, valorizziamo l’aspetto italiano

04 maggio 201912:16

– Due nuovi progetti originali Sky sono stati annunciati da Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming della pay tv. La serie su Francesco Totti arriverà entro la fine del prossimo anno, una produzione Sky con Wildside, scritta da Stefano Bises e tratta dall’autobiografia di Totti “Un capitano” scritta con il giornalista Paolo Condò.
La serie, della quale Sky ha conteso i diritti a operatori internazionali, “sarà concentrata su un periodo molto particolare della vita di Totti”, svela Maccanico, e sarà preceduta da un docufilm sulla carriera dell’eterno capitano della Roma, in sala a fine 2019. Altro progetto originale Sky al via è la serie di Luca Guadagnino. “Inizierà in estate a girare la sua prima serie, con Sky ed Hbo, prodotta da Wildside”, annuncia Maccanico. Il titolo sarà “We are who we are”, 8 episodi scritti dallo stesso Guadagnino con Paolo Giordano e Francesca Manieri. “Si parla di amicizia, primi amori e di tutti i misteri dell’essere adolescente”, aggiunge Maccanico.
Marinoni, la mia “Elena” ironicaL’attrice protagonista del testo di Euripide in scena a Siracusa

SIRACUSA04 maggio 201916:19

– SIRACUSA

– “Elena” di Euripide inaugura la stagione di Siracusa 2019, al Teatro Greco, giovedì 9 maggio. La scena è in Egitto, sulle rive del Nilo, padre generoso di un regno che ha ospitato la moglie di Menelao. Euripide scrive una tragicommedia per sostenere l’impossibile: la bellissima regina non era fuggita con Paride, causando la guerra di Troia, ma era sempre stata in Egitto. Paride aveva con sé solo un fantasma, un’immagine che respira, e la sanguinosa guerra era stata fatta per nulla. Protagonista è Laura Marinoni, felice di interpretare un ruolo non del tutto drammatico, tanta è l’ironia che Euripide usa per narrare della donna più odiata dai greci. “Euripide – racconta l’attrice – fa un colpo d’ala, scrive uno straordinario esercizio di stile e ribalta la storia. Elena è del tutto innocente, e intende che gli uomini farebbero comunque la guerra per tutt’altri motivi che una donna rapita”.
Qui, per la regia straordinaria di Davide Livermore, Elena racconta la sua storia da vecchia, quando tutto è ormai passato, e con spudoratezza e ironia si prende gioco dei capi guerrafondai. “Altro che tradimento – spiega l’attrice -. Ci sarà uno schermo, una Elena virtuale, con primissimi piani, dove io attraverso molte età, come se il tempo non esistesse. E così Elena diventa immortale, un archetipo della Bellezza che tutti gli uomini desiderano. Quello che Euripide chiama eidolon è la verità dell’apparenza, la verità dell’arte e qui Euripide anticipa Pirandello, Freud, e persino Goldoni”. Molto spazio è stato dedicato alle musiche di Andrea Chenna, alcune originali e altre frutto di riscritture di Mozart o di Boccherini.
Carabinieri, L’Arte di salvare l’arteDa Tiepolo a Van Gogh, oltre 100 reperti per 50 anni Comando TPC

03 maggio 201919:29

La lettera di Cristoforo Colombo del 1493 vicino al trapezophoros della fine del IV secolo a.C., Il giardiniere di Van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne accanto alla Visione di San Gregorio taumaturgo del Guercino del 1630. E poi più avanti un tripudio di arte sacra, con la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca (1474-1480), la Sacra Famiglia di Mantegna (1490) e il grande olio su tela di Tiepolo, raffigurante l’Apparizione della Madonna col Bambino a San Filippo Neri, messo in salvo a Camerino dopo il terremoto del Centro Italia del 2016, fino a uno degli ultimi capolavori ritrovati, il bassorilievo quattrocentesco con la Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, recuperato ad aprile. Ci sono tesori che appartengono all’umanità intera tra le opere esposte ne “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia”, la mostra pensata per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – TPC e allestita a Palazzo del Quirinale dal 5 maggio al 14 luglio. La mostra, che nel tardo pomeriggio sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, vuole essere molto più di un omaggio a uno dei reparti speciali più prestigiosi dell’Arma: attraverso 109 reperti che spaziano dall’archeologia all’arte del ‘900, essa rappresenta infatti il riconoscimento anche di fronte al grande pubblico del lavoro quotidiano che, dal 3 maggio 1969, giorno della fondazione del reparto, gli uomini del Comando TPC (oggi 300 in tutto, dislocati nell’intero territorio nazionale) svolgono al servizio delle bellezze artistiche, culturali e storiche italiane e quindi della nostra identità. Sono cinque le sezioni in cui si divide il percorso espositivo, a cura di Francesco Buranelli, per far comprendere gli enormi risultati ottenuti in mezzo secolo di attività investigativa, diplomazia culturale e operazioni “sul campo” nel contrasto al crimine contro il patrimonio culturale: un bilancio di quasi 2 milioni di opere salvate e sottratte all’illegalità, di cui la mostra dà un importante assaggio (esposta anche la prima opera riportata “a casa” nel 1969, il dittico raffigurante l’Annunciazione attribuito a Lorenzo Monaco). Dopo una sala di grande impatto, che mette insieme arti ed epoche diverse (dal van Gogh al trapezophoros, da mobili del ‘700 a reperti archeologici) e dà prova dell’attività a tutto campo dei Carabinieri, si procede con le singole sezioni tematiche. Tre sale sono dedicate ad altrettanti volti del nostro Paese: una prima Italia, con le testimonianze archeologiche di Cerveteri, una seconda Italia, con l’arte rinascimentale, e una terza, calata nella realtà di oggi, con i beni artistici recuperati dalle zone terremotate o dalle zone di conflitto a opera dei Caschi Blu della Cultura. Per ognuna degli oggetti esposti c’è l’indicazione della data del furto e di quella del ritrovamento, ma anche informazioni sui luoghi e le modalità del recupero, a testimonianza del fatto che dietro ognuna di esse si nascondono storie avventurose e rocambolesche risolte in poco tempo o magari vicende lunghissime, caratterizzate da un interminabile lavoro di investigazione in varie parti del mondo. Emozionante anche l’ultima sezione, che rivolge lo sguardo al futuro, ma anche verso quelle opere che mancano all’appello: capolavori ancora dispersi (come la Natività di Caravaggio sottratta a Palermo o il Bambinello dell’Ara Coeli di Roma) che costituiscono una ferita aperta per l’Arma e su cui l’attenzione è tuttora altissima. “I capi del 1969 furono dei visionari perché ebbero l’intuizione di creare questo reparto specializzato un anno prima della raccomandazione dell’Unesco”, spiega il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. “Speriamo che la proposta di legge per inasprire le pene per il furto d’arte vada in porto così potremo avere maggiori strumenti”, prosegue, “i 300 uomini del reparto divisi in 15 nuclei operano in tutta Italia e sono ottimi investigatori: hanno anche competenze specifiche, per esempio ci sono archeologici, musicologi, esperti di lettere antiche”.
Clementino, racconto rap reale e non quello dei like’Tarantelle’ è nuovo album con Fibra, Caparezza, Gemitaiz e Nayt

03 maggio 201919:27

Ci sono tutte le ‘Tarantelle’ di Clementino nella scaletta del nuovo album che il rapper pubblica oggi. “Ho pensato di intitolarlo ‘Tarantelle’ – spiega il rapper – perché è un significato universale e perché come il ballo, si dice, allieva i dolori del morso della tarantola, così il rap mi ha aiutato a superare tante difficoltà”. Non solo disco hip hop, quello di Clemente Maccaro da Cimitile, in provincia di Napoli, ma un vero e proprio viaggio attraverso le diverse sfumature del suo rap, a cominciare dalla copertina con la fotografia di un giovane Clementino nel periodo in cui cominciava a scoprire le strade della musica. “Quello è l’inizio di tutto – ha spiegato il rapper a proposito dell’immagine – perché allora cominciavo a pensare di poter diventare un cantante. Era il periodo dei primi freestyle e dei primi murales. Da allora sono passati vent’anni e non c’è stato un giorno in cui io non abbia pensato di essere un rapper”. Il lavoro al completo, composto da un totale di quattordici tracce, da ‘Gandhi’ a ‘Diario di bordo’, passando per ‘Un palmo dal cielo’, ‘Sempreverde’ e tutte le altre, è frutto di un lavoro di due anni, un periodo lungo se si considera la frequenza con cui il rapper partenopeo ha sempre pubblicato i suoi album. “Avevo bisogno di rallentare per scrivere e farmi venire nuove idee – ha spiegato Clementino – e così mi sono messo in viaggio. Ho scritto nelle case galleggianti di Amsterdam come sull’oceano in Portogallo, ma anche a Napoli e Milano. Alla fine avevo una settantina di canzoni con tante anime, da quella ironica e tagliente a quelle più introspettive come ‘La mia follia’ e ‘Un palmo dal cielo’. Ho cercato si scegliere quelle più belle per l’album”. Le rime di ‘Gandhi’ sono quelle che aprono l’album, anche se in realtà questa è l’ultima canzone che il rapper ha scritto in vista del nuovo lavoro da studio. “E’ strano vederla all’inizio della scaletta – ha spiegato lui – ma ho pensato che potesse rappresentare una sorta di manifesto del mio modo di fare rap”. “Io sono tra gli ultimi superstiti di una grande generazione/ avete rovinato una rap generazione/ Sono Gandhi fuori e vafammocc dentro” rappa Clementino senza mezzi termini in apertura dell’album. “Ho grande stima per le nuove generazioni di rapper – ha spiegato la voce della nuova ‘Freddo’ – ma penso che nel corso degli anni si sia un po’ persa la dimensione dell’essere cantanti, a favore di una gara a chi è più presente sui social. Io racconto il rap vero, fatto di gioie, ironia ma anche di dolori. Il valore di un rapper si calcola in base alla carriera, alle canzoni scritte e ai concerti fatti, non sui like collezionati online. E’ questo che ha rovinato una rap-generazione”. Per ‘Tarantelle’, al lavoro con Clementino si sono messi anche altri nomi noti del rap e della musica italiana. Se in ‘Babylon’ c’è lo zampino di Caparezza (“erano anni che volevo lavorare con lui perché lo considero uno dei nomi più importanti della musica italiana”), per il singolo pensato come hit radiofonica ‘Chi vuole essere milionario’, si è messo in gioco Fabri Fibra. Gemitaiz ha invece messo del suo in ‘Alleluya’, mentre la giovane promessa del rap Nayt fa la sua comparsa tra le rime di ‘Hola’. “Nel rap italiano – ha commentato Clementino – io ci sono sempre stato. Prima come ascoltatore e poi come diretto protagonista. Da quando sono diventato campione di freestyle, non mi sono più fermato”.

Hit parade, Ultimo sempre in vettaDue new entry, Mostro al 2/o posto e The Cranberries al 4/o

03 maggio 201919:24

Ultimo, con il suo nuovo album Colpa delle favole, resta in vetta alla classifica Fimi/Gfk dei dischi più venduti della settimana, dove si trovano anche due suoi precedenti album: Peter Pan in decima posizione e Pianeti al ventunesimo posto. Al secondo e quarto posto due new entry. Sul secondo gradino arriva il rapper Mostro con The Illest Vol.2 e al quarto The Cranberries con ‘In the end’, undici tracce di inediti postumi cantati da Dolores O’Riordan. Mentre guadagna una posizione e si piazza al terzo posto la 17enne americana Billie Eilish con il suo ‘When we all fall asleep, where do we go?’. Slitta dal secondo al settimo posto Francesco Renga con ‘L’altra metà’, ottavo album del cantautore bresciano, seguito da Giordana Angi con ‘Casa’. Saldo al nono posto il cantautore e rapper Coez con ‘E’ sempre bello’.
Nuovo ingresso al primo posto dei singoli con Charlie Charles e il suo Calipso (with Dardust) che fa slittare al secondo posto Calma (Remix) di Pedro Capo’ Feat. Farruko.
Anche maioliche Louvre in mostra AssisiA Palazzo Bonacquisti 150 opere collezioni pubbliche e private

ASSISI (PERUGIA)04 maggio 201916:59

– Provengono anche dal Louvre di Parigi alcune delle più importanti opere esposte nella mostra “Maiolica. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” inaugurata a Palazzo Bonacquisti di Assisi dove resterà aperta fino al 13 ottobre.
Voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia arte la mostra, a cura dei due esperti Franco Cocchi e Giulio Busti, presenta una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche in territori limitrofi come Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo.
Distribuito in sei sezioni tematiche, l’allestimento – spiegano i promotori – ripercorre gli sviluppi della maiolica dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento e, poi, alla ripresa storicista dell’Ottocento quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse. Di gran moda fra Quattro e Cinquecento – è stato ricordato -, quelle importate dalla Spagna, prima, di Deruta e di Mastro Giorgio da Gubbio divennero parte dei corredi domestici e degli arredi delle case reali e delle più nobili e importanti famiglie d’Europa. Le maioliche dorate di Deruta impreziosivano i ritratti di dame e madonne, santi e cavalieri. Quelle di Gubbio coloravano di un rosso “mai visto prima” le illustrazioni dei miti dell’antichità. Con i nuovi sgargianti colori vi fu un’evoluzione delle forme, degli stili e delle decorazioni che caratterizzano vasi, scodelle, brocchette, albarelli noti per il loro uso farmaceutico.
Il progetto espositivo è raccontato nel catalogo realizzato da Fabrizio Fabbri editore in cui, oltre all’introduzione dei due curatori, alle immagini e alle schede descrittive di ciascuno dei manufatti, sono contenuti i contributi critici di esperti come Marinella Caputo, Carmen Ravanelli Guidotti, Francesco Federico Mancini, Marino Marini, Elisa PaolaSani, Ettore A. Sannipoli, Alberto Satolli, Luca Pesante e Timothy Wilson.

“Musicanti” fa tappa a RomaDal 7 maggio al Teatro Olimpico musical con canzoni Pino Daniele

04 maggio 201917:08

– Circa 26.000 spettatori si sono emozionati nella platea di “Musicanti, il musical con le canzoni di Pino Daniele”, che, partito a dicembre 2018 da Napoli, chiuderà il tour invernale a Roma, al teatro Olimpico dal 7 al 12 maggio dopo aver toccato Bari, Firenze, Torino, Milano e Assisi e avrà un’unica data estiva italiana all’Arena Flegrea di Napoli, dove arriverà l’8 giugno, alle 21.
“Un rispettoso omaggio e la celebrazione di un artista immenso, affinché la sua musica e la sua straordinaria forza poetica continuino ad essere conosciute e apprezzate – afferma il produttore Sergio De Angelis -. Al centro di Musicanti c’è l’unicità di un maestro innovatore della tradizione italiana ed è proprio nel rispetto di questa unicità che Musicanti mette insieme tutte le forme di arte da palcoscenico: teatro, musica e danza”. Musicanti è prodotto da Ingenius Srl e curato nella direzione artistica da Fabio Massimo Colasanti, al fianco di Pino Daniele per più di 20 anni.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sculture monumentali Cragg a Boboli
Esposizione dell’artista inglese fino al 27 ottobre

FIRENZE04 maggio 201918:21

– Geysers di acciaio brillante, stalagmiti di bronzo, giganteschi fiori di resina, steli colossali, forme ellittiche, immaginarie foreste fossili, colate di metallo che si ripiegano: sono le sculture monumentali di Tony Cragg esposte da oggi al 27 ottobre prossimo nel mezzo dell’ordinata natura del Giardino di Boboli a Firenze e sullo sfondo il panorama della città.
Sono in tutto sedici le opere del maestro inglese, tra i più noti della scultura contemporanea, disseminate nei luoghi più suggestivi del giardino, per raccontare gli ultimi venti anni del lavoro dell’artista, dal 1997 ad oggi, in una mostra a cura di Eike D. Schmidt, Chiara Toti e Jon Wood.
“È la prima volta che un grande museo italiano dedica una mostra monografica a Tony Cragg – commenta Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – e il Giardino di Boboli, con le sue meraviglie naturali, le opere d’arte antica e la sua struttura fortemente razionale, è il teatro perfetto per questa mostra. Infatti il tema della scultura nel parco, centrale nella poetica dell’artista, include necessariamente forme ispirate alla natura e alla sua forza misteriosa, che Cragg crea per suscitare una reazione forte nell’osservatore, che sia di pura emozione o di interpretazione intellettuale”.

George Baselitz all’Accademia di VeneziaDa 8 maggio retrospettiva su grande artista tedesco 81enne

VENEZIA04 maggio 201919:11

– E’ il primo artista vivente al quale le Gallerie dell’Accademia di Venezia dedicano una mostra George Baselitz, il maestro 81enne tedesco che vive e lavora fra la Germania e l’Italia. “Baseltiz-Academy” è il titolo dell’importante retrospettiva, evento collaterale della 58/A Esposizione d’Arte, curata da Kosme de Barañano. Si propone di ripercorrere tutti i periodi e gli snodi cruciali dei sessant’anni di carriera dell’artista attraverso dipinti, disegni, grafiche e sculture. Caratteristica peculiare della mostra sarà una serie di lavori raramente esposti che esplorano il rapporto di Baselitz con l’Italia e la tradizione accademica.
“Sono felice – ha detto Baselitz – di essere stato invitato a presentare il mio lavoro all’Accademia a Venezia. Conosco bene la città e il museo da tempo ed è un piacere lavorare con Kosme de Barañano ad un progetto fortemente originale”. La rassegna, sostenuta da Gagosian, e corredata da un catalogo illustrato.
rimarrà aperta fino all’8 settembre prossimo.

Carica italiani sulle gallerie di NYLeotta, Pivi e Irma Blank nei giorni grandi fiere Tefaf, Frieze

NEW YORK04 maggio 201920:36

– L’arte italiana invade Manhattan: oltre alle due mostre su Piero Manzoni da Hauser and Wirth, tre artisti contemporanei – Renato Leotta, Paola Pivi e la tedesca ma che da meta’ degli anni ’50 risiede e lavora in Italia Irma Blank – hanno occupato gallerie e spazi espositivi nei giorni delle grandi fiere di settore, Tefaf e Frieze. Il torinese/siciliano Leotta, 31 anni, ha la sua prima personale divisa tra Magazzino Italian Art Foundation e la Casa Italiana Zerilli-Marimó della New York University. I temi letterari legati al Mediterraneo, dai miti classici a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sono la chiave di lettura. Dal Maxxi di Roma, dove e’ in corso fino all’8 settembre la retrospettiva “World Record”, la Pivi e’ tornata alla galleria Perrotin, che nel 2013 aveva contribuito a inaugurare, con “We are the baby gang”: 70 cuccioli di orso polare dal mantello di piume sintetiche in colori al neon. Irma Blank, 85 anni, ha la sua prima personale negli Usa dal 1979 da Luxembourg and Dayan.
Salone del Libro: polemiche per post antifascista, lascia RaimoSi è dimesso dal gruppo di consulenti

TORINO05 maggio 201915:20

Lo scrittore Christian Raimo, autore di un post su Fb nel quale definiva “neofascisti e razzisti” alcuni editori e giornalisti, e aveva spinto per un “Salone militante e antifascista” si è dimesso dal gruppo di consulenti del Salone del Libro. “Ho deciso di presentare la mie dimissioni – spiega in una nota – per proteggere il Salone del Libro di Torino dalle polemiche che hanno fatto seguito a un mio post, pubblicato a titolo strettamente personale.
Il Salone del Libro di Torino è uno spazio di libertà, di dibattito e confronto di idee, di cultura e di apertura, di molteplicità e democrazia. È il risultato del lavoro appassionato e della dedizione di centinaia e centinaia di persone. È importante per il paese e appartiene a tutti”. “Le dimissioni di Christian Raimo mi addolorano. Il contributo che ha dato al Salone in questi anni è stato enorme, ed è comprovato da un successo riconosciuto da tutti. Mi dispiace per editori e autori che si sono sentiti offesi dalle sue dichiarazioni scritte a titolo personale in un post di Facebook”. E’ il commento del direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, alle dimissioni dello scrittore.”Mi dispiace – scrive Lagioia – per come uomini politici di partiti dove ci sono gli inquisiti per mafia abbiano cavalcato la vicenda. (Tanti servitori dello Stato si scambiano quotidianamente in televisione parole irriferibili e non mi pare che questo crei loro rispetto al bene del Paese un imbarazzo che ha toccato Christian Raimo a sola tutela del Salone). Mi dispiace per come tanti commentatori cerchino di strumentalizzare il Salone del Libro ai soli fini della campagna elettorale o per avere visibilità. Sacrificare una parte di sé per un bene comune è una cosa ormai da pochi. Raimo l’ha fatto senza che nessuno glielo abbia imposto, e questo ai miei occhi lo nobilita. Gli altri si guardino allo specchio”.”Chi – prosegue Lagioia – ha creduto di sfruttare i contenuti del post di Raimo – scritto solo a titolo personale – e le polemiche sui neofascismi per intimidirci, per scalfire l’indipendenza editoriale del Salone e quindi per danneggiare un progetto bellissimo e l’intero territorio, sbaglia di grosso. Chi guarda solo al proprio tornaconto vive solo e muore solo. Il Salone si basa invece sulla condivisione. È il motivo per il quale, ora, farei parlare il Salone e basta. Ed è il motivo per il quale, da ora in avanti, sarà il Salone a parlare per noi – i suoi incontri, i suoi dibattiti, le sue presentazioni, la sua comunità”.
Zingaretti, vent’anni da MontalbanoL’attore al Festival di Dogliani. “E’ una serie che non fa politica”

CA PER INGRANDIREAmalia Angotti05 maggio 201916:48

“Il Commissario Montalbano non è una serie che fa politica. Camilleri racconta l’attualità. Montalbano è rimasto sempre fedele a se stesso, ai suoi principi, è il mondo intorno a lui che è cambiato. Hanno cercato di creare polemiche, ma non ci sono state. Sui migranti Montalbano fa leva sull’umano”. Luca Zingaretti è accolto da una folla in tripudio a Dogliani. Al Festival della Tv e dei Nuovi Media si festeggiano i vent’anni del commissario Montalbano e l’attore risponde alle domande a tutto campo di Aldo Cazzullo, sull’attualità, la politica, i progetti futuri. Non si sottrae neppure alla domanda sul fratello Nicola, segretario del Pd, di cui di solito preferisce non parlare. Il commissario Montalbano ha all’attivo ascolti record: nel 2018 ha sfiorato i 13 milioni di telespettatori, con 34 tv movie tratti da 24 romanzi e 20 racconti di Camilleri, in onda in prima serata su Rai2 dal 199 al 2001 e su Rai1 dal 2002 a oggi, 196 passaggi in tv con 34 prime e 162 repliche. Proprio in questi giorni sono ripartite in Sicilia le riprese di tre nuovi episodi. “Lo abbiamo venduto in 60 Paesi, anche in mercati difficili. Ho vietato le riprese fuori dall’Italia. Con Montalbano abbiamo raccontato l’Italia”, sottolinea Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, sul palco di Dogliani a fianco di Zingaretti. L’attore parla di Andrea Camilleri, suo “grande maestro all’Accademia delle Belle Arti, prima di Montalbano”: “Ci incantava con i suoi racconti, riusciva a trovare nel dettaglio lo straordinario e ce lo raccontava, mi ha sempre spiazzato la sua capacità di creare e risolvere il paradosso”, racconta. Poi, il provino per Montalbano e l’emozione del primo giorno in scena. E, naturalmente, il commissario, i suoi rapporti con le donne, il dolore per la scomparsa di Marcello Perracchio, il burbero dottor Pasquano, suo grande amico. Montalbano, ma non solo. Zingaretti parla del progetto di uno spettacolo teatrale che ha in mente, ma ancora senza titolo: “Penso a un magazziniere dei servizi segreti che tira fuori la borsa di Moro o l’agenda di Borsellino. Potrei dire quello che voglio. E’ finzione, ma magari uno ci azzecca”. Scherza sulla serie ‘Il giovane Montalbano’: “A me non risulta, non la fanno”.

“Tempi interessanti” per Biennale ArteMostra a Venezia da 11/5, 79 artisti e 90 padiglioni nazionali

VENEZIA05 maggio 201920:46

Evoca l’idea di “tempi sfidanti e perfino minacciosi”, detta con le parole del presidente della Biennale Paolo Baratta, quel “in interesting times”, parte di un falso antico anatema cinese – “May you live in interesting times” – citato dai politici dagli anni’30 in poi, che Ralph Rugoff ha scelto come titolo della 58/a Esposizione Internazionale d’Arte. Mostra che aprirà l’11 maggio, dopo tre giorni di vernice (8-9-10), ai Giardini e all’Arsenale. Tempi “complessi”, segnati dalla possibilità che tutto, anche l’informazione, diventi frammento, che una fake news, come l’antico anatema cinese, diventi realtà; tempi nei quali mostra, come quella messa in campo dalla Biennale che per sei mesi trasforma la città lagunare nel palcoscenico del contemporaneo nelle arti visive, vale la pena di esistere – come ha detto Baratta – “se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovra-semplificazione”. “Complessità” è la parola forte che Rugoff affida all’arte, alle opere realizzate dai 79 artisti invitati, per la prima volta tutti viventi (c’è una maggioranza femminile, tra le quali Lara Favaretto e Ludovica Carbotta). Un principio – la volontà di confrontarsi con il paradosso, le contraddizioni, il complesso – che pare esplicitarsi davanti al visitatore in alcuni “segni” dell’esposizione. La mostra in realtà sarà ‘doppia’, con gli stessi artisti che presenteranno nel Padiglione Centrale alcuni lavori, e all’Arsenale altre opere di carattere diverso. L’altro segno è la coltre di fumo, parte di un’opera più articolata di Lara Favaretto, al Padiglione Centrale. Tanti i giovani scelti da Rugoff, assieme a nomi più conosciuti, come Tomas Saraceno, Rosemarie Trockel, Danh Vo o George Condo, per citarne alcuni, assieme a Jimmie Durham, a cui andrà il Leone d’oro alla carriera. C’è attesa per leggere nelle opere – della mostra di Rugoff o nei 90 padiglioni nazionali, tra cui quattro nuovi, Algeria, Ghana, Madagascar e Pakistan – possibili richiami agli scenari della politica mondiale e ai temi sociali più scottanti: dalla violenza sulle donne (come nel padiglione Guatemala), allo sfruttamento delle minoranze ai migranti. Nei sei mesi dell’esposizione – fino al 24 novembre – ci sarà modo per i visitatori di approfondire ogni possibile aspetto anche grazie ai Meetings on art, che includono incontri con gli artisti, e un programma di performance. Ma tutta Venezia sarà punto d’incontro con l’arte. Non si contano, dal 6 al 10 maggio, le inaugurazioni di mostre in programma in varie sedi: dal ricco calendario di appuntamenti messo in campo dalla Fondazione Musei Civici – su tutti la mostra a Ca’ Pesaro di Gorky – a Georg Baselitz alle Gallerie dell’Accademia, Burri alla Fondazione Cini, Biasi nella sede del Consiglio regionale Veneto, Kounellis alla Fondazione Prada. Solo esempi in un panorama di eventi che punteggeranno ogni luogo della città, dal palazzo sul Canal Grande ad un’ex panetteria. Intanto spuntano qua e la’ come fari sculture gigantesche, come quella di Jean Fabre nel giardino di Palazzo Balbi Valier. All’isola di San Servolo è sbarcato il bivacco montano dedicato da Messner al fratello Ghunter, morto durante una spedizione: è al centro di un progetto di un artista altoatesino sul tema dell’inclusione.

Salone Libro: Wu Ming, non andremoAnche lo storico e saggista Carlo Ginzburg non parteciperà

05 maggio 201920:47

La polemica sulla presenza dell’editore ‘sovranista’ Altaforte tra gli stand del Lingotto scuote i giorni di vigilia del Salone del Libro di Torino. Dopo le dimissioni, ieri, dello scrittore e insegnante Christian Raimo dal ruolo di consulente editoriale per i commenti a un suo post in cui definiva “neofascisti e razzisti” alcuni editori e giornalisti, spingendo per un “Salone militante e antifascista”, oggi sono arrivate le defezioni del collettivo di scrittori Wu Ming e del saggista Carlo Ginzburg. “Mai gomito a gomito con i neofascisti: Altaforte è di fatto la casa editrice di Casapound”, ha spiegato la band letteraria nata nel 2000. E Ginzburg ha sottolineato, di “condividere pienamente” le motivazioni di Wu Ming: “Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità. E esprimo la mia solidarietà a Raimo”. Il collettivo Wu Ming è critico con il comitato d’indirizzo del Salone: “Nel comunicato (diffuso ieri, ndr) hanno detto in sostanza che Casapound non è fuorilegge, dunque può stare al Salone, basta che paghi. Come spesso accade, ci si nasconde dietro il «legale» per non assumersi una responsabilità politica e morale”. Il comitato d’indirizzo, presieduto da Maurizio Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei Lettori, aveva difeso il “diritto per chiunque non sia stato condannato per la propaganda di idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale di acquistare uno spazio al Salone e di esporvi i propri libri”, rivendicando allo stesso tempo “l’altrettanto indiscutibile diritto di chiunque di dissentire, in modo anche vibrante, dalla linea editoriale perseguita da un editore”. Fra le novità editoriali che Altaforte presenterà al Salone c’è il libro-intervista “Io sono Matteo Salvini”. Venerdì scorso, annunciando che quella sarebbe stata “l’unica partecipazione a un dibattito che non ci appartiene”, la casa editrice aveva precisato: “Rappresentiamo operatori puri del campo editoriale, senza alcun riferimento a soggetti di natura politica o partitica. Ciò non impedisce che la nostra attività si svolga con particolare attenzione alla rappresentazione dell’area culturale oggi riferita – nella sintesi comunicativa – come ‘sovranismo’”. Entrando nella polemica con un lungo post il direttore del Salone, Nicola Lagioia, aveva fatto notare come lo stand di Altaforte occupa 10 metri quadri su 60 mila e che la sua partecipazione non rientra “in nessun incontro nel programma ufficiale su 1200 previsti”, ribadendo però di credere “che la comunità del Salone possa sentirsi offesa e ferita dalla presenza di espositori legati a gruppi o partiti politici dichiaratamente o velatamente fascisti, xenofobi, oppure presenti nel gioco democratico allo scopo di sovvertirlo”.

Pignatelli e “Foschia” del farsi donnaStoria toscana al femminile, sensuale e ribelle

06 maggio 201910:20

A 10 anni da ”Nero toscano”, con cui vinse in Francia il Prix des lecteurs du Var, a tre anni da ”Ruggine”, con cui vinse il premio Lugnano, esce ”Foschia”, e, aldilà della consonanza dei tre titoli, il contenuto rimanda a una temperie e una realtà toscana aspra e dolce di campagna, tra i colli senesi, che mostrano una fedeltà a se stessa di Anna Luisa Pignatelli, al mondo da cui nascono le sue storie attorno a personaggi solitari, o meglio che si sentono soli.
Dopo il contadino Buio, con il suo disagio e violenza, l’anziana Gina col dramma del figlio, ecco Marta, donna che ormai adulta e malata ripercorre la propria vita e specie quella legata all’infanzia e l’adolescenza che ha segnato e formato la sua esistenza e poi la sua carriera di attrice. Se i personaggi precedenti sembravano avere echi neri e secchi del mondo di Tozzi, questa potrebbe semmai ricordare qualcosa di Cicognani e delle sue donne migliori, irrazionali e sensuali che mettono in crisi le apparenze borghesi dell’ambiente in cui vivono.
Marta, al contrario dei protagonisti dei libri precedenti, racconta in prima persona e la narrazione è come non partisse più dal narratore, dall’esterno, ma nascesse con un’unico punto di vista, il suo e il bisogno di ricostruire e chiarire il rapporto complesso di attrazione e repulsione che ebbe col padre Lapo, un critico d’arte di vaglia, ma ambizioso e desideroso di bella vita tanto da sposare una ricca e arida collezionista. E’ con questo incontro e poi matrimonio che quel rapporto complice e ammirato verso l’uomo che porta con sé la bambina raccontandole e mostrandole le meraviglie dell’arte, si incrina e si modifica sviluppandosi in un gioco pericoloso e inquietante di provocazioni.
Prima, a Lupaia, nella semplice casa isolata in cima a un colle, con una bella madre dagli occhi pervinca, ma depressa e morta dentro, tutto sembrava un divertimento e un idillio, poi, quando questa viene ritrovata morta nel bosco dietro il casale, ecco che il padre rivela di avere da tempo un’amante, Dora, che ha una figlia Clotilde, nella villa delle quali, a Torre del Salto, porterà a vivere Marta e il fratello Antonio. Nasce, per la ragazza che non accetta la nuova sistemazione e come viene vista e trattata dalle altezzose padrone di casa, una convivenza forzata, insofferente, nostalgica. Il fulcro del romanzo è comunque nel difficile diventare donna di Marta che si trova a potersi rapportare praticamente solo col padre, specie dopo che durante la malattia della madre ne prende in casa un po’ le veci nell’accudirlo quando non è in giro per lavoro, e dopo si sente tradita e vorrà provare a riprendersi a qualsiasi costo quell’uomo che reputa naturalmente suo. Ecco allora tutto un gioco, che col crescere si fa sempre più ambiguo e cosciente, sofferto e languido, di sguardi e attrazioni, che aumentano col suo sbocciare donna, con i seni che sbucano dalla maglietta. Siamo negli anni Sessanta/Settanta ed ecco che confessa di essere attratta dalla bellezza fisica del padre, ascolta i Rolling Stones e dichiara una voglia insopprimibile di trasgressione, legge i romanzi di Moravia cercando le scene crude di sesso, e, pur sentendo la necessità di liberarsi di questo suo ”bisogno del padre”, nel suo ruolo di vittima lo provoca attivamente, gli si presenta discinta la sera con una scusa, gli cammina davanti con movenze sensuali, finché una notte si arriva sull’orlo dell’irreparabile. Naturalmente non raccontiamo cosa accadrà e quali saranno le conseguenze, anche perché il tutto si lega alla leggenda relativa a un quadro che ritrae una certa Gismonda e ha la sua foschia, le sue oscurità legate alla essenzialità del raccontare, alla trasparenza delle psicologie, alla pulizia essenziale della scrittura della Pignatelli.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

McEnroe, un cattivo ragazzo perfetto
Documentario tra cinema e sport, voce di Amalric e repertorio

06 maggio 201911:50

‘John McEnroe. L’impero della perfezione’ di Julien Faraut, già alla Berlinale e a Pesaro e ora in sala dal 6 maggio con Wanted Cinema, è un film sulla perfezione: quella dell’irascibile tennista McEnroe, forse il campione più grande di tutti i tempi in questa disciplina, e quella del maniacale regista francese Gil de Kermadec dalla cui opera è tratto in parte il materiale di questo lavoro.
Un documentario comunque sospeso tra cinema e sport, quello di Faraut, con la voce narrante di Mathieu Amalric e tanti materiali di repertorio con tanto di premessa godardiana ‘Les films mentent, pas le sport’.
Il film è infatti anche un omaggio a Gil de Kermadec, ex tennista francese che dagli anni Sessanta realizzò filmati didattici sul tennis, su come si gioca, su come ci si muove nelle sue varie fasi, sulle sue regole con tanto di animazione e ralenti.Julien Faraut smonta e rimonta le sequenze in gran parte originalissime, in quanto non seguono la gara nella sua totalità, ma solo l’azione in campo di McEnroe studiandone ogni minimo movimento in tutti i suoi particolari. Ne esce fuori un’operazione dadaista, ma anche un lavoro sulla memoria e sul rapporto tra cinema e sport.
Ma alla fine, come ricorda il titolo, il protagonista resta solo lui, McEnroe, con la sua imprevedibilità, velocità e proverbiale e compulsiva irascibilità verso arbitri e racchette.
A vederli oggi, i suoi incontri e la sua ingombrante presenza in campo, si capisce come Tom Hulce per interpretare Mozart in ‘Amadeus’ sia stato ore e ore ad osservare i match del tennista e la sua esuberante genialità disordinata.
Tra le curiosità di questo docu l’intervento di uno psicologo pieno di meraviglia per il fatto che le continue rabbie di McEnroe non intaccassero le sue prestazioni. Una cosa incredibile, ma vera. D’altronde il vero avversario del campione McEnroe, alla fine, era lui stesso.
Spiega, infine, Julien Faraut: “In un’intervista a Jean-Luc Godard il regista dichiara ‘Seguo ancora lo sport perché è rimasto un qualcosa in cui l’uomo non può mentire. La politica, il cinema e la letteratura possono mentire, lo sport no’. Questa dichiarazione mi ha fatto velocemente capire che questo poteva essere il cuore del mio documentario. Il cinema può mentire, non lo sport. Su un campo da tennis, John McEnroe corre e soffre.
Vince o perde. Quelle sono le uniche opzioni. Non c’è tempo per effetti speciali. I suoi risultati – conclude Faraut – sono qualcosa di concreto e verificabile”

Chiamparino, Altaforte non evitabileBenché non sia gradita. Autorità si pronuncino su apologie

TORINO06 maggio 201911:50

– “Non ci sono elementi per negare l’accesso al Salone del Libro alla casa editrice Altaforte, per quanto reputi la sua attività e la sua presenza non gradite”. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, interviene così sulla polemica per la presenza alla buchmesse torinese della casa editrice di Casapound. “Penso piuttosto che le autorità preposte – aggiunge a margine della commemorazione del 70esimo anniversario della tragedia di Superga – debbano pronunciarsi sulle manifestazioni sempre più numerose di apologia del fascismo”.
“Reputo quindi la scelta dei vertici del Salone del Libro l’unica che si potesse prendere – sostiene ancora Chiamparino entrando in Municipio a Torino – Il libro, per definizione, è un elemento di apertura. Ognuno può quindi esprimere i giudizi che crede, ma nulla è peggio di utilizzare argomenti amministrativi per impedire una presenza, per quanto sia appunto discutibile e lontana da me”.

Il Seicento bolognese in mostraDall’8 maggio dai più importanti fino a quelli del tardo secolo

BOLOGNA06 maggio 201912:50

– La pittura del Seicento bolognese nelle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, a cura di Angelo Mazza: si inaugura mercoledì 8 maggio nella sede della Fondazione una mostra con opere di Reni, Guercino, Cantarini, Pasinelli.
Le Collezioni della Fondazione documentano in parte la produzione di questi artisti: le opere più importanti sono permanentemente esposte nel Museo della Storia di Bologna, altre arredano gli uffici della sede della Fondazione o sono custodite nei caveaux di altre residenze affidate a Genus Bononiae, opere altrimenti non visibili.
Nelle varie sezioni, nomi di prima grandezza, come Guido Reni, alla cui ultima attività si deve la Lucrezia che si appresta al suicidio, il Guercino con San Pietro penitente, Simone Cantarini, allievo ribelle di Reni. Della seconda metà del Seicento sono anche esposte opere tra cui quelle di Elisabetta Sirani, Lorenzo Pasinelli, Carlo Cignani, Marcantonio Franceschini.
Ron, Dalla merita di essere ricordato sempreUscito disco live “Lucio!!”, con 8 duetti. Da giugno torna tour

07 maggio 201909:59

L’eredità più importante di Lucio Dalla? “Le sue canzoni senza dubbio, ma anche il suo stile di vita, il suo modo di essere artista e uomo”. Ron, a sette anni dalla sua improvvisa scomparsa, non smette di voler ricordare l’amico e collega anche se accettare il distacco non è stato semplice. “All’inizio ho sentito il bisogno di uscire dalle scene: la morte di un grande amico lascia il segno. Rimanere in silenzio per un po’ è stato come meditare un inizio diverso”. E così dopo l’album Lucio!, omaggio voluto per celebrare i 75 anni dalla nascita del folletto bolognese nel 2018 (in cui era contenuto anche l’inedito presentato al Festival di Sanremo di quell’anno “Almeno pensami”) e dopo il tour che è seguito “Lucio! Il tour”, Ron ha dato alle stampe il disco live “Lucio!!” (il doppio punto esclamativo a segnare un passo avanti), registrato al Teatro Romano di Verona nel giugno scorso prima di essere trasmesso in agosto da Canale 5.”Su Lucio Dalla si è detto tutto, ma esiste sempre il pericolo per questi cantautori montagna di essere dimenticati. Con il disco e i live mi sono reso conto di quanto fosse ancora amato e di quanta nostalgia evochi il suo ricordo: per questo ho voluto omaggiarlo ancora una volta”, racconta Ron, che però vuole smarcarsi dal ruolo di testimone e portavoce della grandezza di Lucio. “Non è quella l’intenzione, tutto è arrivato in modo naturale. Come se a guidarmi sia stato lo stesso Lucio”. Che manca, sempre. “Manca come persona. Manca il suo modo di essere così controcorrente, così folle. Era un artista unico”.Nel panorama musicale di oggi, Ron intravede una similitudine con Mirkoeilcane. “Appena l’ho sentito lo scorso anno ho drizzato le orecchie, anche per le cose che cantava. Mi sembra che stia percorrendo la stessa strada di Lucio”. Nel disco otto dei tanti duetti-tributo ascoltati durante la serata veronese. C’è Massimo Ranieri per Vita, Fiorella Mannoia per Cara, Alice per Almeno Pensami, Serena Autieri per Tu non mi basti mai, Luca Carboni per Quale Allegria, Paola Turci per Cosa sarà, Gigi D’Alessio per Canzone, Ornella Vanoni per Chissà se lo sai. “Era un peccato perdere queste perle, anche questo mi ha fatto decidere di incidere l’album live”, spiega ancora Ron, che si appresta a festeggiare, l’anno prossimo, i 50 anni di carriera.Si aggiungono poi tre brani in studio: Felicità con Federico Zampaglione (“gli assomiglia in modo profondo e chiedergli di cantare questo brano è stato fargli un regalo”), Anna e Marco e Tutta la vita interpretati dallo stesso Ron. Da giugno, l’artista tornerà di nuovo dal vivo con Lucio!! Il Tour. “Una trentina di date per trasmettere e raccontare Lucio”, poi il progetto si concluderà. All’orizzonte, ad attendere Ron, c’è il traguardo del mezzo secolo di musica. “Un nuovo progetto discografico. Paura della cifra tonda? Solo un po’”.

Mannoia, da Firenze il Personale tourEsaurito concerto 7 maggio, nuova data il 18 ottobre

FIRENZE06 maggio 201912:57

– Parte il 7 maggio dal teatro Verdi di Firenze con un tutto esaurito il ‘Personale Tour’ di Fiorella Mannoia. Per questo è stato fissato un nuovo concerto a Firenze, il 18 ottobre, sempre al Verdi.
Mannoia sarà sui palchi dei maggiori teatri italiani e di alcune delle location estive della penisola per presentare dal vivo il nuovo album ‘Personale’, composto da 13 brani, che, si spiega, raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti. Variegata la scelta degli autori: Federica Abbate, Giulia Anania, Amara, Luca Barbarossa (autore di un brano in romanesco), Bungaro, Antonio Carluccio (anche interprete di un duetto con Fiorella in napoletano), Cheope, Cesare Chiodo, Marialuisa De Prisco, Ivano Fossati, Daniele Magro, Rakele, Zibba e la stessa Fiorella Mannoia. A rafforzare il racconto delle canzoni trovano spazio anche foto realizzate da Fiorella in varie parti del mondo.
Netflix, nuove serie in arrivoTewes, una serie non nostra che ci piacerebbe? L’mica geniale

DOGLIANI (CUNEO)06 maggio 201913:17

Netflix punta a diversificare in futuro la produzione per l’Italia “esplorando contenuti più leggeri, come la comedy e qualcosa di romantico”.
Intanto tre nuove produzioni originali made in Italy sono in arrivo: il mistery Curon con elementi soprannaturali (Indiana Productions), l’adattamento di Tre metri sopra il cielo dal libro di Federico Moccia (Cattleya) e una serie basata sul romanzo Fedeltà di Mario Missiroli candidato al Premio Strega.
I progetti di Netflix, che ha di recente annunciato 200 milioni di investimenti in Italia, sono stati illustrati dal direttore delle serie originali internazionali Felipe Tewes al Festival della Tv e dei Nuovi Media a Dogliani. “Una serie non Netflix che ci piacerebbe avere? L’amica geniale. La Rai ha fatto un ottimo lavoro”, risponde Tewes.
“Per Fedeltà dobbiamo trovare gli autori giusti per dare il corretto adattamento alla storia che racconta il conflitto tra volere essere fedeli verso la relazione e verso se stessi”, spiega Tewes.
Gianluca Floris presidente ConservatoriTenore solista e regista, già a guida Conservatorio di Cagliari

06 maggio 201913:45

– Gianluca Floris è il nuovo Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori di musica, organo ausiliario del Ministero dell’Istruzione.
Presidente del Conservatorio di Cagliari dal 2014, Floris era già stato eletto nel precedente Direttivo della Conferenza, scaduto il 18 aprile scorso. Floris è stato eletto all’unanimità.
Floris è un tenore solista e regista dal 1991 ed ha al suo attivo, oltre a una lunga e prestigiosa carriera teatrale e musicale, anche numerose pubblicazioni di romanzi e racconti. “I problemi dei conservatori italiani con i quali noi presidenti abbiamo a che fare – ha dichiarato Floris – sono molteplici, ma i primi due sono sicuramente la struttura della governance dei nostri istituti e la condizione degli edifici storici nei quali molti conservatori italiani sono ospitati. Occorrerà un’azione coordinata legislativa e regolamentare per affrontare queste e altre criticità”.
Firenze, Rampe Poggi splendono restaurateIl 18 maggio giornata di festa e spettacoli per cittadini

06 maggio 201916:21

– Coperte dalla vegetazione, rovinate dal tempo, prive dei loro giochi d’acqua e misconosciute per questo anche a molti fiorentini: tornano dopo un secolo al loro splendore le Rampe dell’architetto Giuseppe Poggi, opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo, il belvedere più importante della città.
Il restauro sarà festeggiato con una giornata di eventi gratuiti, sabato 18 maggio, che si chiuderà con lo spettacolo La fontana ritrovata.
Quello che ha interessato le Rampe è uno dei restauri più complessi operati a Firenze negli ultimi 50 anni. “Raccontiamo una bella storia di collaborazione tra pubblico e privato” dice alla presentazione all’Associazione della stampa estera in Italia a Roma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze che ha sostenuto il restauro con 2,5 milioni di euro nell’ambito della legge Art Bonus. Il Comune di Firenze – assicura Giorgio Caselli, delegato dal sindaco Dario Nardella – si occuperà delle spese di mantenimento.
Cresce lettura ma ancora tra ultimiConvegno Aie 10 maggio a Torino, anche focus su libri e serie tv

06 maggio 201915:39

– Cresce la lettura in Italia, anche se il nostro Paese continua ad occupare le posizioni di coda nel ranking europeo: dietro ci sono solo Slovenia, Cipro, Grecia e Bulgaria. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale la lettura di libri (romanzi, narrativa di genere, graphic novel, manuali e saggistica) tra il 2018 e primi mesi del 2019 (marzo) è cresciuta, passando dal 58% al 60% dei 14-75enni. Le persone che si dichiarano lettori, non solo di libri, ma anche di ebook o di audiolibri, passano dal 60% al 64% del campione rappresentativo considerato. È uno dei principali indicatori del mercato del libro in questi primi mesi del 2019 che sarà al centro del convegno “2019: dati e prospettive del libro in Italia”, a cura dell’Associazione Italiana Editori – AIE, in programma il 10 maggio al Salone del Libro di Torino. Il confronto guarderà anche ai nuovi scenari: uno tra tutti, il boom della serialità televisiva.
Gabbani torna con un nuovo singolo”E’ un’altra cosa” anticipa nuovo album in uscita entro l’anno

06 maggio 201915:39

– Dopo due intensi anni, dopo la vittoria tra i Giovani al festival di Sanremo 2017 con “Amen” (platino) e l’anno successivo tra i Campioni con “Occidentali’s Karma” (quintuplo platino) e la successiva uscita dell’album Magellano con relativo tour, Francesco Gabbani torna con un nuovo singolo.
Dal 10 maggio sarà disponibile il brano “È un’altra cosa”, che anticipa l’uscita del nuovo lavoro discografico che sarà pubblicato nel corso del 2019 per BMG. La canzone è scritta da Francesco Gabbani, Filippo Gabbani, Francesco Bianconi (Baustelle), Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli.
Gianna Nannini al lavoro su nuovo albumSta registrando a Nashville, “per dare voce alla ‘mia’ America”

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– Gianna Nannini è al lavoro sul nuovo disco di inediti (il diciannovesimo) a Nashville, Tennessee, patria del country e di grandi produzioni artistiche. A Nashville importanti star hanno mosso i primi passi negli anni ’50 e ’60 e ancora oggi ospita eccellenti studi di registrazione, in cui sono passati artisti come Bob Dylan, Elvis Presley, Paul McCartney o, più recentemente, Jack White e Kings of Leon.
“Eccomi qua, sono a registrare a Nashville, la città della musica – dichiara Gianna Nannini -, non vedo l’ora di farvi ascoltare il mio nuovo suono e di dare voce alla ‘mia’ America”.
Il nuovo album segue “Amore gigante”, disco del 2017 certificato Oro, che la cantautrice rock ha portato sui palchi non solo di tutta Italia, ma d’Europa con “Fenomenale – il tour”.
Santa Cecilia, un esplosivo Berlioz apre la stagioneAl via il 10 ottobre. In cartellone anche Beethoven e Rossini

07 maggio 201910:12

“Un terremoto musicale, una sfida memorabile” dice Antonio Pappano del monumentale Requiem di Hector Berlioz con cui il 10 ottobre aprirà la nuova stagione di Santa Cecilia. “Un capolavoro assoluto, sarà un’inaugurazione esplosiva” commenta il sovrintendente Michele Dall’Ongaro, riferendosi all’imponente organico richiesto dalla Grande Messe des Morts composta nel 1838 dall’autore francese: l’orchestra potenziata da una schiera di timpani, quattro bande, due cori – dell’Accademia Nazionale e del Teatro San Carlo di Napoli – per un totale di 120 voci e la star della lirica internazionale Javier Camarena, al suo debutto ceciliano. “Sembra una decisione fosca aprire con un Requiem – osserva Pappano – ma è un evento per tutti, per il pubblico e per chi esegue”.L’omaggio a Berlioz, al quale Santa Cecilia dedica un mini festival per i 150 anni dalla morte, segna l’avvio di un calendario di eventi, debutti e grandi ritorni, anteprime esclusive e grandi nomi della scena italiana e internazionale. Con un cartellone “che parla a tutti”. Per Beethoven, in vista dei 250 anni dalla nascita da celebrare nel 2020, niente sinfonie ma spazio alle composizioni meno note, da due rarissime Ouverture (Re Stefano, diretta da Pappano, e La consacrazione della Casa diretta da Tomas Netopil) alla musica da Camera, con le dieci Sonate per violino e pianoforte. E poi largo a Rossini, il 5 dicembre la sinfonia Semiramide, e il 9 aprile arie da Ermione, Otello e la Messa di Gloria. “Il cast è bellissimo, ne faremo un disco” annuncia Pappano. L’opera chiuderà anche la stagione: il maestro anglo italiano dirigerà la Trilogia Tudor (arie da Anna Bolena, Maria Stuarda e Roberto Devereux) di Donizetti. Il direttore ospite Mikko Frank proporrà oltre a Berlioz, Sibelius e Stravinskij, Ravel, Strauss e la Messa da Requiem di Verdi. Pappano, che sarà impegnato in sette concerti della stagione, ha detto che dirigere Santa Cecilia “è una grande soddisfazione. Al mondo non ci sono molte orchestre migliori”.L’Accademia Nazionale punta a saldare l’immagine della sua carta vincente con la città eterna anche con una campagna promozionale che ha portato il direttore musicale e gli orchestrali alle 7 di mattina dentro il Colosseo per realizzare video e foto da rilanciare sui social e per farne in biglietto da visita nelle tournée. Il Campidoglio, che è tra i soci della Fondazione e versa 3 milioni e 200 mila euro, non si tira indietro. “Santa Cecilia trasmette musica diretta al cuore – ha detto la sindaca Virginia Raggi – è un grande onore ospitare una istituzione che porta nel mondo questa sapienza. L’Accademia sarà sempre radicata con Roma, ma è il momento di fare passi avanti sulla comunicazione. Avvieremo iniziative per farla conoscere e portare la bellezza a tutti”.Il programma offre una sequenza di bacchette illustri, Juraj Valuha, Manfred Honeck, Myung-Whun Chung, Jakub Hra, Pablo Heras-Casado e Gustavo Dudamel. Tra gli appuntamenti da non mancare il 6 febbraio la prima italiana di Buddha Passion di Tan Dun che sarà sul podio per dirigerla. Atteso anche il debutto del giovanissimo maestro Lahav Shani, fresco di nomina come direttore della Israel Philarmonic e direttore ospite principale dei Wiener Sumphoniker. Nomi eccellenti per la musica da Camera: Maurizio Pollini, Martha Argerich, Grigory Sokolov, l’ex enfant prodige Ivo Pogorelich, Nikolai Lugansky, Beatrice Rana e Andrea Lucchesini. Grandi pianisti anche nella Stagione Sinfonica con il ritorno di Stefano Bollani e i debutti di Igor Levit e del giovanissimo Alexander Malofeev. Tra i debutti Susanna Mälkki, attuale direttore musicale della Helsinki Philharmonic Orchestra. Quattro le tournée all’estero a Parigi, in Svizzera, in Germania e ad Atene. E quattro in Italia, tra cui quella molto attesa che dal 10 al 14 dicembre vedrà impegnato il direttore venezuelano Gustavo Dudamel. “Le tournée sono importanti – rimarca Pappano – perché dimostrano che la nostra orchestra è richiesta anche dagli altri direttori”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tornano le zeppe ma ispirate dalle dive
I modelli di Stuart Weitzman come quelli di Aniston e Middleton

06 maggio 201916:19

– Stuart Weitzman celebra il ritorno della zeppa con i modelli must-have per la Primavera/Estate, ispirati a quelli resi celebri da Jennifer Aniston e da Kate Middleton.
S’intitola Jean il modello in sughero indossato dalla principessa britannica moglie del principe William, riproposto nella versione sling back, con punta aperta.
Savina è invece la maxi zeppa con lacci alla caviglia.
Sasha ha la zeppa in corda ed è un modello in versione d’Orsay realizzato in canvas effetto leopardo.
Medimex, a Taranto Vessicchio e UrselliIl festival torna nel capoluogo jonico dal 5 al 9 giugno

TARANTO06 maggio 201916:28

– Dal direttore d’orchestra Beppe Vessicchio al produttore degli U2, Marc Urselli: docenti di primo piano per le scuole di musica del Medimex, international festival e music conference in programma a Taranto dal 5 al 9 giugno. Tornano nel capoluogo jonico il ‘Puglia Sounds Musicarium’ e il ‘Songwriting Camp’, i due appuntamenti con la formazione ai quali si affianca, come lo scorso anno, il ‘Musicarium Advanced’ riservato ai professionisti (iscrizioni a partire da oggi sul sito http://www.medimex.it). Nell’ambito del Medimex il 7 giugno si esibiranno gli ‘Editors’ e la band ‘The Cigarettes after Sex’; l’8 giugno sarà la volta del cantautore inglese Liam Gallagher, già frontman degli Oasis; mentre il 9 giugno toccherà a Patti Smith, icona del rock, a chiusura di un’edizione che sarà dedicata al mezzo secolo dalle mitiche giornate di Woodstock.
Chi è chi Spring Award 2019 alle CurielLe couturier, madre e figlia, riceveranno il premio l’8 maggio

06 maggio 201917:25

– Il prossimo 8 maggio Raffaella e Gigliola Curiel, riceveranno a Milano il Chi è chi Spring Award 2019, il premio ideato da Cristina Schieppati, direttrice della omonima testata, conferito alle personalità del mondo della moda, dell’industria e dello spettacolo che si sono distinte per la professionalità e i risultati di successo raggiunti a livello internazionale.
‘Canova un restauro in mostra’Focus sul calco di Letizia Ramolino fino al 30 settembre

NAPOLI06 maggio 201917:34

– A Napoli una primavera dell’arte nel segno di Canova: in omaggio alla grande esposizione dedicata al rapporto tra il genio veneto e l’antico, in corso al Museo Archeologico Nazionale, il museo di Capodimonte propone ‘Canova, un restauro in mostra’ a cura di Maria Tamajo Contarini e Alessia Zaccaria (fino al 30 settembre 2019) ovvero la visita nel percorso museale di un originale ‘cantiere aperto’ di restauro del calco di Letizia Ramolino di Antonio Canova. L’iniziativa presentata dal direttore Sylvain Bellenger, che ha sottolineato il profondo rapporto tra Canova e Napoli, con la partecipazione del direttore del Mann Paolo Giulierini a testimonianza della sinergia tra i due musei, si inserisce nel ciclo di mostre-focus di Capodimonte per ‘dare voce’ a dipinti, sculture e oggetti d’arte.
La Letizia Ramolino, dal 1957 a Capodimonte, nonostante alcuni danni e interventi precedenti non adeguati, è forse la migliore copia esistente del marmo originale.
Il barcone dei 700, la strage dei migranti arriva in BiennaleRelitto del grande naufragio del 2015 diventa installazione a Venezia

VENEZIA07 maggio 201909:56

Le tragedie del mare, dei migranti finiti in fondo all’Adriatico, arrivano alla Biennale di Venezia. Per “smuovere le coscienze”. Alla 58/a Mostra d’Arte, firmata da Ralph Rugoff, campeggerà nel bacino dell’Arsenale l’inconfondibile sagoma blu del peschereccio libico inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, che fece 700 vittime. E’ il simbolo delle morti in mare. Partito dalla Sicilia tre giorni fa – come anticipato da ‘Repubblica’ – il relitto azzurro è giunto oggi nel porto commerciale di Venezia, trasportato dalla motonave “Angelo B.”, che poi lo ha affidato ad una chiatta, per condurlo nel bacino dell’ex fabbrica di navi della Serenissima. Ora si chiama ‘Barca Nostra’, come l’ha ribattezzato l’artista svizzero Christoph Büchel, ideatore del progetto subito sposato dal curatore Rugoff.Dopo il recupero a 350 metri di profondità, dal giugno 2016 il barcone si trovava al pontile Nato della Marina militare di Augusta, dove era stato trasportato dopo una complessa operazione disposta dalla presidenza del Consiglio, costata oltre 10 milioni di euro, e dove sono avvenuti la rimozione e il riconoscimento delle centinaia di salme ancora dentro lo scafo. Impossibile per chi era sul molo A del Porto di Venezia non sentire un brivido, oggi, quando la prua blu, ammaccata e arrugginita, si è fatta avanti, fino a mostrare la sagoma del barcone della morte, vista tante volte nei filmati che documentarono il recupero.”Lontana da distrazioni, lontana dal chiasso, invita solo a un grande silenzio e alla riflessione” ha detto Paolo Baratta, presidente della Biennale. ‘Barca Nostra’, ha aggiunto Baratta, è parte integrante della Biennale d’Arte 2019, ed è stata voluta “per smuovere le coscienze”. Al termine il relitto sarà collocato nel bacino dell’Arsenale, all’altezza di una grande gru metallica ottocentesca. Poche settimane fa il ministero della Difesa aveva deciso di concedere il natante alla città di Augusta per realizzare il ‘Giardino della memoria’, proposto dal Comitato 18 Aprile, movimento spontaneo nato per ricordare la tragedia. Al termine della Biennale di Venezia – che si chiuderà il 24 novembre – il relitto verrà riportato ad Augusta, e sarà collocato nel ‘Giardino della Memoria’, monumento collettivo al dramma delle migrazioni. “Ci auguriamo che tanti, ora e nei mesi a venire – ha commentato il Comitato 18 Aprile – comprenderanno l’importanza del barcone in ragione di ciò che esso rappresenta per i migranti e le genti che hanno vissuto questa esperienza”.

Isola di Pietro 3, Morandi torna sul setfiction in 6 puntate per Canale5, new entry Arca e Chillemi

06 maggio 201917:54

– Dopo il successo delle precedenti stagioni, sono iniziate le riprese de “L’Isola di Pietro 3”, la serie tv coprodotta da RTI e Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, in onda prossimamente su Canale 5. La fiction in sei puntate diretta da Alexis Sweet e Luca Brignone, vedrà Gianni Morandi protagonista assoluto insieme a tutti i personaggi più amati, interpretati da Chiara Baschetti (Elena), Alma Noce (Caterina) ed Erasmo Genzini (Diego). L’isola di San Pietro con il suo mare, i panorami mozzafiato e il sole che si specchia nell’acqua al tramonto faranno ancora una volta da sfondo alle storie. Molte le novità: un nuovo caso da risolvere, amori inaspettati, nuovi adolescenti da conoscere e, soprattutto un nuovo Vicequestore aggiunto del commissariato di Carloforte Valerio Ruggeri (interpretato da Francesco Arca) trasferito da Milano e che sembra nascondere un segreto. Tra le new entry, spiccano due volti molto amati dal grande pubblico: Caterina Murino (nel ruolo di Teresa Orrù) e Francesca Chillemi. Anche quest’anno Pietro si prenderà a cuore le storie dei ragazzi implicati nel caso: li ha visti crescere e sa che c’è del buono in ciascuno di loro, basta cercarlo e non arrendersi mai. Ma soprattutto anche in questa terza serie Pietro dovrà riuscire a tenere unite le persone che ama di più: la sua famiglia.

Salone del Libro, s’infiamma lo scontro, Altaforte attacca’Antifascismo male Paese’. Nuove defezioni ma c’è hashtag #iovado

TORINO07 maggio 201909:54

Fa ancora discutere la presenza di Altaforte, casa editrice ritenuta vicina a Casapound, al Salone del Libro. Dopo Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg, anche Zerocalcare, la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo e numerose altre case editrici annunciano l’intenzione di non partecipare alla buchmesse in programma nel fine settimana a Torino. Contro le defezioni punta il dito Francesco Polacchi, che di Altaforte è l’editore: “Io sono fascista. L’antifascismo è il vero male di questo Paese”, sostiene suscitando la dura presa di posizione della sindaca Chiara Appendino, che definisce la cultura unico “argine a ogni possibile degenerazione”. E invita a partecipare numerosi alla 32/a edizione della manifestazione. Perché solo così, sostiene la prima cittadina, “si vince”.Quello che doveva essere il Salone della rinascita, dopo le difficoltà economiche che ne hanno messo in dubbio l’organizzazione, rischia dunque di trasformarsi nell’edizione delle polemiche. “Non ci sono elementi per negare l’accesso al Salone del Libro alla casa editrice Altaforte, per quanto reputi la sua attività e la sua presenza non gradite”, sostiene il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo cui “il libro, per definizione, è un elemento di apertura e nulla è peggio di utilizzare argomenti amministrativi per impedire una presenza, per quanto discutibile”. Eppure, sono tanti quelli che scelgono di rinunciare alla vetrina del Salone per protestare contro la partecipazione della casa editrice ‘sovranista’. “Una manifestazione promossa dal ministero per i Beni Culturali della Repubblica italiana non può includere propaganda nazifascista”, affermano gli storici dell’arte Salvatore Settis e Tomaso Montanari annunciando il loro forfait. “L’istituzione può cavillare, distinguere e riservare alla magistratura il compito di combattere il fascismo. Il singolo cittadino può invece praticare un antifascismo più diretto e sanguigno”, rincara la dose Roberto Piumini, che al Lingotto avrebbe dovuto presentare in anteprima il suo ultimo libro, ‘Storie per voce quieta’. “Non parteciperò all’incontro – sottolinea – prendendomi naturalmente l’intera responsabilità della decisione…”.Anche le conferme, però, sono numerose. “Contro qualsiasi oscurantismo, le parole, le idee e la presenza sono le armi più efficaci per la cultura e la democrazia”, dice la casa editrice Einaudi, comunque presente così come minimum fax: “In un contesto politico e culturale difficile e pericoloso come quello attuale – si legge sul profilo Facebook della casa editrice – l’azione antifascista di presidio, proposta e coinvolgimento dei cittadini lettori rappresenta oggi come non mai un valore da preservare e rafforzare”.Sui social l’hashtag #iovadoatorino è subito trend topic. “Al Salone del libro di Torino io ci andrò. La faremo non ‘nonostante’ la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio ‘a motivo’ della loro presenza”, dichiara la scrittrice Michela Murgia. Anche Altaforte ci sarà, “perché ora è una questione di principio. Eravamo pronti alle polemiche, ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C’è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov”, dice Polacchi, che punta il dito contro Zerocalcare. Il noto fumettista tira dritto per la sua strada: “Non andare è una decisione sofferta – dice – non è che io so’ diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so’ pure molto più rammollito, è che sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro”.

Leonardo scenografo in mostra al RizzoliCi sarà anche un raffronto inedito con scienziati del suo tempo

BOLOGNA06 maggio 201918:31

– La poco nota attività di scenografo di Leonardo da Vinci e al raffronto inedito tra alcune immagini anatomiche leonardesche e quelle di scienziati suoi contemporanei è in mostra dal 6 maggio all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna a cura di Patrizia Tomba, Anna Viganò e Luca Garai.
Nel 1496 Leonardo mise in scena alla corte degli Sforza a Milano l’opera teatrale “Danae” con strepitosi effetti speciali grazie ad architetture e macchine da lui progettate. La ricostruzione in scala ridotta dei meccanismi, esposta in mostra al Rizzoli in esclusiva per l’Italia, si basa su disegni dell’artista conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e il Metropolitan Museum di New York. Sarà trasferita in Francia per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo.
Gli effetti speciali di Leonardo non furono solamente scenografici: costruì un leone meccanico semovente, capolavoro tecnologico per l’epoca. Al Rizzoli è esposta una riproduzione dell’automa, probabilmente risalente al XVIII secolo. In mostra si mettono anche a confronto le riproduzioni delle immagini delle ossa, del cuore, dell’apparato riproduttivo e di quello motorio realizzate da Leonardo con quelle pubblicate in alcuni testi degli scienziati coevi, tra cui Berengario da Carpi, che per primo comincia a inserire immagini anatomiche a scopo didattico all’interno dei propri testi.
La mostra, a ingresso gratuito, è organizzata dal Rizzoli nell’ambito del Festival della Scienza Medica.
A Venezia la scultura di Jan FabreStatua di 9 metri in foglia d’oro sul Canal Grande

VENEZIA06 maggio 201918:37

– Venezia scalda i motori con le prime inaugurazioni di mostre, installazioni o sculture monumentali, come la statua di nove metri in foglia d’oro opera di Jan Fabre in un giardino sul Canal Grande – subito oggetto di migliaia di scatti fotografici da parte di turisti – in vista dei “giorni di fuoco” della Biennale d’arte firmata da Ralph Rugoff, con i primi assaggi il 7 maggio fino all’inaugurazione e apertura al pubblico di sabato 11 maggio. Il lavoro di Fabre – artista belga presente in alcune Biennali passate – torna a Venezia con un “progetto di arte pubblica”, che si presenta come “una metafora dell’artista che cerca di catturare l’impossibile attraverso il suo lavoro”. Una figura umana – modellata idealmente sul corpo del fratello più giovane, Emiel, morto in tenera età – sopra una scala protende verso il cielo un righello, quasi a voler misurare le nuvole, come disse l’ornitologo Robert Stroud, al momento della sua liberazione dal carcere di Alcatraz.
146/o dei Levi’s 501 con Hailey BieberLa figlia di Stephen Baldwin interpreta i jeans amati da Marilyn

06 maggio 201918:45

– Nel 1847 Levi Strauss emigrò negli Stati Uniti e quando arrivò la notizia della corsa all’oro si trasferì a San Francisco. Nel 1873 intraprese il business dei tessuti dando vita a uno dei pezzi più iconici mai creati nel mondo dell’abbigliamento i pantaloni Levi’s 501. Ideato prima dell’invenzione della zip, il “button fly” è il segno distintivo dei 501, perfetta unione tra funzionalità e stile.
Ogni anno il 20 maggio si celebra il 501 Day, anniversario dell’originale bluejeans amato da icone pop come il ribelle James Dean e la bionda Marilyn Monroe, che quest’anno compie 146 anni. Levi’s anticipa i festeggiamenti con Hailey Bieber, top model e figlia dell’attore Stephen Baldwin, dunque nipote del più celebre Alec.
Per tutte le celebrazioni del 501 a maggio e per tutto il festival season di giugno e luglio, Hailey interpreterà, tutti i modelli, dall’originale 501, allo skinny fino al Levi’s Authorized Vintage.
Diana Ross contro controlli in aeroporto’Mi sono sentita violata’, episodio allo scalo di New Orleans

NEW YORK06 maggio 201918:48

– “Mi hanno trattato di m… e mi sono sentita come abusata”. Diana Ross punta il dito contro i controlli di sicurezza all’aeroporto di New Orleans e al modo in cui gli agenti trattano i passeggeri.
La cantante, 75 anni, ha detto di essere quasi scoppiata a piangere per il modo in cui è stata perquisita nell’interno coscia. “Sia chiaro – ha detto – non è per ciò che è stato fatto ma come è stato fatto. Mi sono sentita violata, sento ancora le sue mani sulle mie gambe, avanti e indietro e mentre continuava a dirmi ‘è il mio lavoro'”. Secondo un portavoce della Tsa, l’ente federale che si occupa della sicurezza negli aeroporti, la perquisizione è stata fatta seguendo la corretta procedura.
A Edda Moser il Pordenone MusicaSoprano e icona mondiale si racconta

PORDENONE06 maggio 201919:08

– “La voce è un dono, ma da sola non basta: bisogna esercitarsi, esercitarsi e ancora esercitarsi. E fare sacrifici continui. La vita dedicata al canto è una vita di grandi rinunce, di molto studio e tanta umiltà. Solo l’acclamazione del pubblico dopo un’esibizione riesce a ripagarti di tutto”. Con una bellezza e un fascino ancora intatti, il soprano tedesco Edda Moser, ha così sintetizzato a Pordenone, in occasione della 5/a edizione del “Premio internazionale Pordenone Musica”, una carriera che l’ha vista trionfare sui più grandi palcoscenici del mondo.
“Un’artista – dice – deve sapere quand’è il momento di smettere. Occorre capire quando giunge la fine della propria carriera”. Di lì, iniziò a dedicarsi alla formazione dei più giovani, “mission” del Premio pordenonese, nato su iniziativa del Teatro Verdi come riconoscimento a artisti, didatti e musicologi che dedicano la loro attività alle nuove generazioni.
La consegna ufficiale del Premio al Teatro Verdi.

Controlli alla Cupola del BrunelleschiLavori monitoraggio fatti da personale Opera Santa Maria Fiore

FIRENZE06 maggio 201919:23

– Sono iniziati i lavori di monitoraggio delle superfici esterne dei monumenti del Duomo di Firenze che andranno avanti fino alla fine del mese. I lavori sono eseguiti dal personale dell’Opera di Santa Maria del Fiore con l’ausilio di un’autogru con un braccio di 104 metri. L’esterno della Cupola del Brunelleschi, non raggiungibile con l’autogru, viene monitorato da un’altra squadra di sei operatori dell’Opera di Santa Maria del Fiore per calata. Gli operatori si stanno calando con funi, come veri e propri alpinisti, dalla base della lanterna della Cupola da un’altezza di 90 metri. Il monitoraggio delle pareti esterne dei monumenti del Duomo di Firenze è un’attività che l’Opera di Santa Maria del Fiore fa regolarmente due volte all’anno, all’inizio e alla fine dell’inverno, e che permette di controllare in dettaglio i circa 40mila metri quadrati di superfici marmoree, per verificarne lo stato di conservazione, individuare i possibili degradi e programmare gli interventi di restauro. Ad eseguire i lavori un gruppo di restauratori e operari dell’Opera, eredi diretti degli scalpellini che realizzavano le decorazioni scultoree e architettoniche della cattedrale e del campanile e che oggi si dedicano al mantenimento e alla conservazione di questo patrimonio.
Da Versailles a Gucci, al Met il CampIn mostra la moda esagerata, stasera red carpet per 600 vip

NEW YORK06 maggio 201919:26

– Nel saggio del 1964 “Notes on Camp” Susan Sontag ne descrisse il tratto caratteristico come “lo spirito della stravaganza: una donna avvolta da un abito fatto da tre milioni di piume”. La grande mostra del Constume Institute del Metropolitan “Camp: Notes on Fashion” aprira’ al pubblico per tre mesi il 9 maggio preceduta dal grande gala del 6 maggio, un red carpet per 600 vip diventato negli anni significativo quanto la serata degli Oscar. “Camp” viene dal francese “se camper”, atteggiarsi, e fu usata per la prima volta nel 1671 in una commedia di Moliere.
“E’ troppo di tutto, troppe paillettes, troppe rouche, troppe piume. E’ la sovversione dello status quo, ma anche generosità, munificenza”, spiega il curatore Andrew Bolton, mentre per il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele, uno dei “padrini” dell’iniziativa con Anna Wintour, Lady Gaga, Harry Styles e Serena Williams, quelle quattro lettere “ci insegnano quanto sia importante sentirsi liberi di esprimersi attraverso il modo di vestire”.
Madonna, tour con nuovo album Madame XNiente stadi. Concerti saranno ‘esperienza intima’ con fan

NEW YORK06 maggio 201919:34

– Madonna va in tour e annuncia un’esperienza intima con i suoi fan. La popstar, oltre al nuovo album Madame X in uscita il 14 giugno, ha svelato anche le tappe delle sue prossime esibizioni da vivo. Niente stadi o arene ma solo teatri. Il tour partirà da New York il 12 settembre e dopo diverse date americane sarà anche in Europa, a Parigi, Londra e Lisbona, dove la cantante vive. E’ stata proprio la sua permanenza in Portogallo ad ispirare ed influenzare il suo nuovo album. Il prezzo dei biglietto varia dai 60 ai 760 dollari, ma ad ogni concerto saranno messi in palio attraverso una lotteria dieci biglietti a 10 dollari.
Salone Libro, Marche ‘regione ospite’Cento eventi, 200 relatori, 70 editori e 30 festival

ANCONA06 maggio 201919:41

– Uno spazio di 150 mq con l’immagine di Leopardi concessa da Tullio Pericoli e lo slogan poetico “Sedendo e mirando…” per la partecipazione delle Marche ‘Regione ospite’ al Salone del Libro di Torino. Dal 9 al 13 maggio, lo Spazio Marche sarà animato da 100 eventi, 200 relatori, dalla presenza di 70 editori e 30 festival e premi letterari, dalla letteratura alla poesia, dalla fotografia al digitale. “Un riconoscimento importante alla ricca e plurale produzione culturale della nostra regione” hanno detto il presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo e l’assessore a Cultura e Turismo Moreno Pieroni.
Molti gli appuntamenti di pregio nel programma, seguendo il tema conduttore dell’Infinito di Leopardi, di cui si celebra quest’anno il bicentenario. Un tema, secondo Mastrovincenzo, che si abbina perfettamente con quello del Salone del Libro “‘Il Gioco del Mondo’ a significare il superamento di barriere, confini e diversità, guardando ‘oltre la siepe'”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Milano84, rivivono gli anni ’80
Esce il singolo Play, tra amore e immaginario pop

06 maggio 201919:47

– L’incontro tra il pop degli anni ’80 e il gusto contemporaneo, per “vedere l’effetto che fa”: tra estetica ‘paninara’, la musica di Madonna e i Pet Shop Boys, Dario Argento e Il tempo delle Mele, la tv e il suo mondo bizzarro, c’è un caleidoscopio di interferenze, commistioni, stili e culture ad animare Milano 84, il nuovo progetto di Fabio Di Ranno e Fabio Fraschini, autori, musicisti e producer.
Obiettivo dei due artisti è giocare con alcuni elementi iconici trasversali degli anni ’80 italiani per avvicinarli al gusto contemporaneo. Primo singolo in uscita (il 3 maggio) è il brano “Play”, cantato in italiano dalla voce di Laura Serra, canzone che coniuga suoni indie, italo e wave. Al centro di “Play” l’amore romantico, come dimostra anche il videoclip, già disponibile, pensato come un omaggio dichiarato al cult movie La belle captive, le cui sequenze sono state “remixate” per raccontare una love story sospesa tra sogno e realtà, un triangolo dove le cose forse non sono come sembrano.
Castello Masino, si restaurano affreschiDue anni di lavoro, aperto anche il ‘cantiere della conoscenza’

TORINO06 maggio 201920:19

– Nuova tappa nel progressivo restauro del castello di Masino, da trent’anni di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano). Questa volta tocca agli affreschi che nei prossimi due anni riguarderanno oltre 2000 metri quadri di superfici dipinte, con il contributo di Deutsche Post Foundation. Si partirà da quattro grandi sale affrescate, nucleo monumentale della decorazione seicentesca del Castello: Salone degli Stemmi, Sala dei Gobelins e Sala del Biliardo al piano terra, Salone dei Savoia al piano nobile.
“I restauri – hanno spiegato Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo Fai e Daniela Bruno, responsabile Affari Culturali della fondazione – saranno un’occasione per ampliare e arricchire la conoscenza del Castello. Accanto al ‘cantiere di restauro’ aprirà così un ‘cantiere della conoscenza’ di Masino, un patrimonio unico di documentazione coeva, ancora in parte inedita. Entrambi i ‘cantieri’ saranno aperti al pubblico, che potrà assistere ai lavori in corso e usufruire di speciali visite guidate.

Arte, creatività e musei beni strategiciAlla Luiss incontro con esperti del settore cultura

07 maggio 201909:51

– “I musei sono esempi del successo italiano: erano invisibili e sono ormai presi d’assalto e, dagli ultimi dati di una ricerca recente ancora non pubblicata, emerge che solo i musei statali producono l’1.6% del Pil. Se poi si continuerà a lavorare con i livelli di qualità attuali e si perfezioneranno le cose che ancora non vanno bene, si potrà arrivare anche al 2%, ossia lo stesso reddito prodotto dall’agricoltura”: hanno lasciato piacevolmente tutti a bocca aperta i numeri molto più che incoraggianti forniti ieri pomeriggio da Antonio Lampis, direttore generale Musei del Mibac, tra i relatori della terza edizione del ciclo d’incontri “Appuntamenti con l’Ingegno”, organizzato dalla Luiss e quest’anno focalizzato sull’arte italiana. Una tavola rotonda – dal titolo “L’arte nei secoli: i motivi di un successo italiano.
Tutta l’arte è stata contemporanea” – che Paola Severino, Vice Presidente della Luiss, ha ideato per celebrare, proprio nell’anno leonardesco, i tanti aspetti della creatività italiana.
‘Fuori dal buio’, detenuti raccontanoCurato da Cecilia Marzotti, esperienza nel carcere di Siena

FIRENZE07 maggio 201911:06

– ‘Coraggio’ e ‘sogno’ sono due delle parole che più ricorrono in ‘Fuori dal buio’ (ed. Futura, 2019, 111 pp, 12 euro) frutto del lavoro del gruppo di scrittura collettiva della Casa Circondariale di Siena, guidato dalla giornalista Cecilia Marzotti. Il ‘coraggio’, come spiega la curatrice, è quello che hanno avuto i 7 uomini (il più giovane ha 26 anni, il più anziano 64) che hanno deciso di cimentarsi in questo lavoro, ma anche quello di detenuti che hanno raccontato loro stessi, le esperienze più dolorose e difficili, fino agli “sbagli” che li hanno portati a essere ora richiusi tra le mura di una cella. ‘Sogno’, che nella storia è pure il nome della trattoria dove i protagonisti si incontrano, è quello per il quale vivono in carcere, ma anche le esperienze passate, quando immaginavano una vita diversa. Nelle pagine c’è il ‘vissuto’ di ciascuno, i nomi sono di fantasia ma le esperienze no, di chi nonostante tutto alla fine ha voglia di cantare con Antonello Venditti: “che fantastica cosa è la vita”. Il volume sarà presentato stasera, alle 17.00, alla Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena dove interverranno Cecilia Marzotti e Sergio La Montagna, direttore della Casa Circondariale di Siena, coordinati da Raffaele Ascheri, presidente del CdA della Biblioteca.

Airbnb, 280 mila candidati per GrottoleScelti i 5 volontari dal mondo per progetto Italian Sabbatical

07 maggio 201911:29

– Oltre 280 mila persone da tutto il mondo per salvare il piccolo borgo di Grottole. Sono tanti i candidati pronti a fare le valigie e trasferirsi per salvare il paesino nei dintorni di Matera dallo spopolamento. Tanto da lasciare di stucco gli stessi abitanti. L’iniziativa Italian Sabbatical, ideata da Airbnb e promossa dalla onlus Wonder Grottole, offrirà la possibilità di trasferirsi tre mesi, diventando volontari per l’associazione impegnata a rilanciare un centro storico bellissimo ma che conta purtroppo solo 300 abitanti. Ad essere scelti per la loro motivazione a intraprendere il viaggio e per la loro disponibilità a condividere le proprie capacità professionali dopo una dura selezione sono stati 5 volontari (3 uomini e 2 donne) con esperienze diverse (sono un pompiere, una fotografa, una guida culturale, un ingegnere e un insegnante). Ad arrivare a Grottole il 5 giugno saranno Pablo Colangelo (35 anni), Anne Tachado (24), Helena Warren (45), Remo Sciubba (62) e Darrell Pistone (61 anni).
Rana riporta a Lecce ClassicheFormeTerza edizione della kermesse dal 5 al 7 luglio

07 maggio 201912:38

– Dal 5 al 7 luglio a Lecce riecheggerà la musica del festival ClassicheForme, la kermesse ideata da Beatrice Rana, una delle giovani pianiste più apprezzate a livello internazionale, per dimostrare che la musica da camera può essere presentata “in modo dinamico, giovane, accattivante e in sintonia con i nostri tempi”, come spiega lei stessa.
Presentato a Milano, il cartellone di questa terza edizione – che si svolgerà nel secentesco Chiostro dell’Antico Seminario di Piazza Duomo e a Palazzo Tamborino Cezzi, in cui Ferzan Ozpetek ha ambientato fra gli altri il suo ‘Mine Vaganti’ – oltre alla Rana, che lo scorso anno è stata nominata artista Femminile dell’anno ai Classic Brit Awards, include artisti di fama internazionale e giovani promesse in un mix di concerti serali e diurni.
Boomdabash festeggiano 15 anni a MilanoSul palco dell’Alcatraz Berté, J-Ax, Clementino e altri

MILANO07 maggio 201912:39

– Loredana Bertè, J-Ax, Sergio Sylvestre, Sud Sound System, Rocco Hunt, Clementino saliranno sul palco dell’Alcatraz per ‘Boomdabash & Friends’, lo show con cui il 9 maggio la band festeggia i primi 15 anni di carriera.
“Il 9 Maggio celebriamo un traguardo importante, 15 lunghi anni di musica. Un’avventura – dice la band – fatta di sacrifici ma tante soddisfazioni. Per la prima volta i fan di Boomdabash assisteranno ad un live con una line up di altissimo livello, per uno spettacolo che difficilmente potranno dimenticare e che sicuramente lascerà un segno indelebile”.
In questa nuova avventura live i quattro componenti del gruppo (Biggie Bash, Payà, Blazon e Mr. Ketra) proporranno dal vivo molti brani del loro ultimo lavoro “Barracuda – Predator edition” e i momenti più salienti della loro carriera musicale, dalla recentissima “Per un milione” a “Portami con te” fino al “Il solito Italiano” e “Non ti dico No”.
L’Hemingway a Carrère, Rampini, LeosiniRiconoscimento anche a Cantarella e Zipoli

UDINE07 maggio 201914:05

– Lo scrittore francese Emmanuel Carrère per la Letteratura, la storica Eva Cantarella per l’Avventura del pensiero, il giornalista Federico Rampini nella sezione Testimone del nostro tempo e l’artista Riccardo Zipoli per la Fotografia sono i vincitori del Premio Hemingway 2019. Il riconoscimento è promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo del Fvg, in collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.it. E va alla giornalista Franca Leosini, dal 1994 autrice e conduttrice del programma cult Storie maledette su Rai3, il Premio Speciale Hemingway 2019 “Dentro la cronaca, dentro la vita”, assegnato dalla Giuria dell’Hemingway con la Città di Lignano Sabbiadoro, nel 60/o anno dall’istituzione del Comune. I vincitori sono stati annunciati alla presenza dell’assessore Fvg alla Cultura Tiziana Gibelli, del presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Giovanni Pavan, e del presidente della giuria del Premio, Alberto Garlini.
Sarah Jessica Parker in spot IntimissimiGrazie mille, Vieni, Che chic, le frasi pronunciate dalla diva

07 maggio 201914:16

– Prosegue il matrimonio all’italiana tra Sarah Jessica Parker, iconica protagonista di Sex & The city nei panni di Carrie Bradshaw e il marchio Intimissimi, per presentare una serie di mini clip dal contenuto digital, accanto allo spot ufficiale che riconferma protagonista l’attrice. Nei digital contents Sarah-Carrie prova ad imitare con ironia, con il suo inconfondibile garbo e la sua innata classe, la gestualità enfatica tipicamente italiana. Ma non solo, la diva prova a dire anche qualche parola in italiano con la sua deliziosa pronuncia americana. Dà il “buongiorno” sorseggiando un caffè espresso, ci esorta con un ospitale “vieni” ad avvicinarci a lei, sorride dicendo “grazie mille”, usa “perfetto” come intercalare, esprime il suo insindacabile giudizio alla collezione Intimissimi dicendo con enfasi “che chic”! In più, come chiusura di ogni mini clip, viene proposta la nuova collezione di triangoli.
Niccolò Fabi da dicembre in tourSui social, “una specie di appuntamento al buio”

07 maggio 201914:38

– “Si potrebbe considerare una specie di appuntamento al buio”. Con queste parole Niccolò Fabi ha svelato, sui suoi profili social, il suo ritorno live nei teatri italiani, a partire dal 1 dicembre. Queste le date: 1 dicembre Ravenna, 2 dicembre Milano, 8 dicembre Pescara, 10 dicembre Cosenza, 12 dicembre Catania, 13 dicembre Palermo, 19 dicembre Trento, 20 dicembre Vicenza, 10 gennaio Bologna, 11 gennaio Firenze, 12 gennaio Torino, 13 gennaio Genova, 20 gennaio Roma, 21 gennaio Napoli, 22 gennaio Bari, 24 gennaio Ancona, 29 gennaio Bergamo, 30 gennaio Parma.
Campiello: Andrea Delogu presenta finaleCerimonia il 14 settembre in diretta su Rai5

VENEZIA07 maggio 201915:06

– Sarà condotta da Andrea Delogu, conduttrice televisiva e radiofonica, la finale del Premio Campiello, in programma il 14 settembre al Teatro La Fenice di Venezia. L’annuncio è stato dato oggi a Milano durante l’evento #CampielloRacconta, nel corso del quale è stata presentata la 57/a edizione del concorso di narrativa italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello-Confindustria Veneto.
La cerimonia di premiazione del Campiello 2019 verrà trasmessa in diretta televisiva su Rai5 e in tutto il mondo attraverso Rai Italia.
Oltre a presentare numerosi programmi – tra cui gli ultimi due eventi tv con Renzo Arbore – Delogu è da cinque anni al timone di “Stracult” con Marco Giusti e Fabrizio Biggio, e conduce su Radio2 “La versione delle 2”. Nel 2014 ha scritto La collina (Fandango) insieme ad Andrea Cedrola, romanzo ispirato alla sua infanzia trascorsa in una comunità di recupero, e in aprile ha pubblicato “Dove finiscono le parole. Storia semiseria di una dislessica” (Rai Libri).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Editori snobbano memorie di Woody Allen
Altro effetto #Metoo dopo rottura contratto da parte di Amazon

WASHINGTON03 maggio 201913:24

– Nuovo effetto #Metoo su Woody Allen. Dopo che Amazon ha rotto l’accordo con lui per quattro nuovi film, il famoso regista si è visto ora sbattere la porta in faccia dai maggiori editori per la pubblicazione delle sue memorie. Lo scrive il New York Times, citando i dirigenti di quattro grandi case editrici. In altri tempi ci sarebbe stata una guerra di offerte stellari per la sua autobiografia. Le cose sono cambiate dopo che sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow tre decenni fa. Accuse negate, ma che hanno lasciato il pubblico, non solo americano, nel dubbio. I rappresentanti delle case editrici hanno spiegato che sarebbe commercialmente rischioso pubblicare le sue memorie nell’attuale clima.
Cinema: in sala due classici Simenon’Panico’ e ‘Maigret e il caso Saint-Fiacre’, mostra nel 2020

BOLOGNA03 maggio 201913:55

– A 30 anni dalla sua scomparsa – avvenuta il 4 settembre del 1989 – la Cineteca di Bologna, in collaborazione con Adelphi, ricorda Georges Simenon portando dal 6 maggio e per tutto il mese nelle sale italiane – con il progetto ‘Il Cinema Ritrovato’ – due classici restaurati: ‘Panico’, diretto nel 1946 da Julien Duvivier e ‘Maigret e il caso Saint-Fiacre’, pellicola del 1959 firmata da Jean Delannoy.
All’inizio del 2020, inoltre, nel pieno centro di Bologna, nel Sottopassaggio di Piazza Re Enzo, la Cineteca e Adelphi allestiranno la mostra ‘Da Sim a Simenon’ percorso fotografico attraverso i viaggi – compiuti negli anni tra il 1903 e il 1936 – e le immagini scattate dallo stesso Georges Simenon. La mostra seguirà i viaggi dello scrittore e allo stesso tempo si metterà sulle tracce del Simenon uomo, artista, scrittore, giornalista, fotografo, cineasta, comunicatore negli anni della formazione e dell’esordio, fino ad arrivare al suo diventare scrittore professionista e alla nascita di Maigret.
Kusturica apre Festival Bellezza VeronaAppuntamento al teatro Romano il 28 maggio

VERONA03 maggio 201919:08

– Sarà il regista/musicista Emir Kusturica ad aprire il 28 maggio al Teatro Romano di Verona il Festival della Bellezza quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”. L’estro poetico dell’anima underground è il titolo dell’ incontro con uno dei più originali e celebrati registi della storia del cinema europeo, autore di opere surreali e grottesche con graffianti spunti satirici e memorabili colonne sonore, premiate con la Palma d’oro a Cannes e il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia. Racconti e riflessioni si intrecciano alle proiezioni di sequenze tratte da alcuni dei suoi capolavori, dal tenero amarcord di Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) alla sinfonia tragica de Il tempo dei gitani (1989), dal potente affresco corale di mezzo secolo di storia jugoslava, Underground (1995), manifesto della fantasia caotica e debordante di Kusturica, all’apolitico, stravagante e catartico Gatto nero gatto bianco (1998), fino al recente On the Milky Road (2016).
Bif&st premia regista Mieli e film ‘Saf’Borghi migliore attore protagonista in ‘Sulla mia pelle’

BARI03 maggio 201920:34

– Vengono consegnati questa sera nel teatro Petruzzelli di Bari, nella settimana serata del Bif&st, i premi alle Opere prime e seconde e i premi Nuovo Imaie (l’Istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori), oltre al Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence che andrà al produttore e amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco. Il premio Ettore Scola per il miglior regista va a Valerio Mieli per il film ‘Ricordi?’. Il premio Gabriele Ferzetti per il migliore attore protagonista sarà consegnato ad Alessandro Borghi per il film ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini. Annunciati anche i premi della sezione Panorama Internazionale che saranno consegnati nella serata conclusiva di domani. Il miglior film è ‘Saf’ di Ali Vatansever. Nella stessa serata sarà consegnato il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence all’attore Valerio Mastandrea che domani mattina terrà nel teatro Petruzzelli una lezione di cinema.
Bif&st: Laudadio, vorremmo BenigniBilancio festival, 76mila spettatori e 418 ospiti in 8 giorni

– “Di tutti i grandi che sono venuti manca Benigni e prima o poi l’avremo”. Lo ha detto il direttore artistico del Bif&st, Felice Laudadio, durante la conferenza stampa di chiusura del Bari International Film Festival in cui è stato fatto un bilancio dell’edizione che si conclude questa sera, con qualche anticipazione della edizione 2020, in programma dal 21 al 28 marzo. La retrospettiva del prossimo anno sarà dedicata a Mario Monicelli, ma “l’unico che manca nella grande galleria dei personaggi importanti” venuti a Bari per il Bif&st “è Roberto Benigni. Sta girando in Puglia proprio in questi giorni il film Pinocchio di Matteo Garrone dove interpreta il ruolo di Geppetto, – ha detto Laudadio – quindi non può essere qui perché è sul set”.
Nelle otto giornate del Festival si sono susseguiti 303 eventi, dei quali 200 proiezioni e sono venuti a Bari 418 ospiti, tra i quali 56 registi e 53 attori. Dal 2019 “è cresciuto il numero spettatori, che sono arrivati a 76mila”.
Rubini, il mio western contro il mostro IlvaAl Bif&st e poi in sala Il Grande Spirito con Rocco Papaleo

05 maggio 201911:41

‘Il Grande Spirito’, il nuovo film di e con Sergio Rubini, è allo stesso tempo una commedia-favola, un western metropolitano e, infine, una metafora con tanto di mostro fumante sullo sky line: l’Ilva di Taranto. Il film, che passa oggi al Bif&st e arriva in sala il 9 maggio distribuito da 01 in 200 copie, è ambientato sui tetti di un quartiere della periferia di Taranto. Qui si rifugia, dopo una rapina, uno dei tre della banda, Tonino (Sergio Rubini), cinquantenne che approfittando della distrazione degli altri due ruba tutto il malloppo e scappa. Per lui, delinquente di serie b a cui è stato attribuito l’appellativo di ‘Barboncino’, una sorta di riscatto.Tonino, inseguito dai suoi complici, fugge di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata di un caseggiato che si affaccia sul nulla. Lì scopre che non è solo perché su quella terrazza ci vive uno strano individuo (Rocco Papaleo) del tutto matto, uno che si fa chiamare Cervo Nero e crede di appartenere alla tribù dei Sioux. Un uomo che comunque guarda all’Ilva come il nemico, quella che gli ha portato via il padre, e che rievoca una Taranto, pre-acciaieria, piena di prati e bisonti.

Assediato dai suoi inseguitori, Tonino si trova così costretto alla convivenza forzata con Cervo Nero, che vive in un microcosmo di gente ai margini, contando, prima o poi, di poter organizzare una fuga con la sua amata ex Milena (Bianca Guaccero). Ma i tempi si dilatano e tra Tonino e l’improvvisato pellerossa, con tanto di fascia in testa, nasce una certa amicizia.
“Volevo raccontare una sorta di western metropolitano – spiega Sergio Rubini – dove c’è un mostro (l’Ilva), una fabbrica gestita dagli yankee, e poi ci sono gli indiani, ovvero, tutti i tarantini, tranne quelli che collaborano con i bianchi. Ma questa – aggiunge – è anche una storia cristologica, dove c’è un agnello sacrificale e, infine, anche una storia di amicizia tra due ‘ultimi'”.
E ancora Rubini: “Ho mandato al governatore della Puglia, Michele Emiliano, un video che mostra, in sintesi, il senso di questo film con al centro il problema dell’Ilva. Un problema non da poco se si pensa che a Taranto c’è la più alta percentuale di morti per tumore. Ora mi aspetto molto, da una sua risposta, e della proiezione de ‘Il Grande Spirito’ che ci sarà proprio a Taranto il 7 maggio”.
Il personaggio di Tonino? “Quello di un topastro di fogna che non crede alle stelle mentre quello di Cervo Nero di uno che vive di soli sogni”, dice Rubini, che invece sull’uso del dialetto stretto in questo film, con tanto di sottotitoli, spiega:”è qualcosa di voluto, volevo dare al dialetto una dignità di lingua”.I social? “Non li amo – dice -, ma li seguo con curiosità e sgomento. Ora contano solo i like, ma manca la vera individualità”.
Dall’attore-regista pugliese, infine, parlando di cinema e di sequel sfugge una notizia, ovvero il fatto che ci sarà ‘Moschettieri del re 2′ ancora ovviamente a firma di Giovanni Veronesi.

Partono le riprese de L’ImmortaleTorna Ciro di Marzio, da Gomorra-La Serie alle sale

05 maggio 201915:34

Chi, guardando l’ultimo episodio della quarta stagione di Gomorra la Serie, è rimasto incollato allo schermo fino alla fine dei titoli di coda, ha assistito a una scena di pochi secondi che ci riporta al finale della terza stagione. Un finale che i fan non hanno mai dimenticato. Quelle immagini oggi annunciano un film: L’Immortale di e con Marco D’Amore. Che sarà anche un nuovo capitolo, totalmente integrato, di Gomorra, la serie originale Sky prodotta da Cattleya. Per la prima volta nella storia della serialità, un progetto crossmediale, che vede un film come segmento nel racconto tra due stagioni di una serie. Le riprese de L’Immortale, sempre prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Vision Distribution in collaborazione con Beta Film, partiranno a Roma il 17 maggio per poi proseguire a Napoli e a Riga per 7 settimane. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio.Il corpo di Ciro sta affondando nelle acque scure del Golfo di Napoli. E mentre sprofonda sempre più, affiorano i ricordi. E’ il 1980, la terra trema, il palazzo crolla, ma sotto le macerie si sente il pianto di un neonato ancora vivo. Dieci anni più tardi, ritroviamo quel neonato ormai cresciuto, mentre sopravvive come può alle strade di Napoli, figlio di nessuno. Ricordi vividi di un’educazione criminale che l’hanno reso ciò che è: Ciro Di Marzio, l’Immortale. “Ciro Di Marzio è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio – afferma Marco D’Amore -. È un personaggio totale, conflittuale, tridimensionale. Ha la potenza dei grandi protagonisti della letteratura come l’Amleto o lo Iago di Shakespeare, il Caligola di Camus. Non ho mai smesso di pensare a lui. Questa ossessione ha preso sempre più spazio diventando il desiderio di fare un film. Ho la consapevolezza di avere tra le mani una storia che può far battere il cuore, turbare gli animi, stimolare le intelligenze. La storia di un uomo che sa quale condanna sia essere Immortale”.”L’immortale rappresenta il primo grande progetto crossmediale italiano – aggiunge Riccardo Tozzi, Fondatore e Co-Ceo Cattleya -. Sin dall’inizio infatti avevamo in mente di dedicare, nell’intervallo fra due stagioni, uno spazio alla storia di Ciro Di Marzio e alla sua formazione. Ciro nasce col terremoto: quello che segnerà anche la nascita di una nuova criminalità”. “L’operazione L’Immortale è la sintesi più alta della capacità del mondo Sky di mettere opportunità narrative uniche a disposizione delle proprie storie e dei propri personaggi – sottolinea Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming Sky Italia e Amministratore Delegato di Vision Distribution -. Per la prima volta ci sarà una continuità narrativa tra serialità e declinazione cinematografica”. Maccanico ha anche annunciato due nuovi progetti originali Sky. Una serie su Francesco Totti che arriverà entro fine 2020, una produzione Sky con Wildside, firmata da Stefano Bises e tratta dall’autobiografia di Totti “Un capitano”. La serie sarà preceduta da un docufilm sulla carriera del capitano della Roma, in sala a fine 2019 con Vision Distribution di cui Maccanico è AD. Quanto al cast il toto-nomi indica Alessandro Borghi. L’altro progetto è la prima serie di Luca Guadagnino, con un cast internazionale. “Inizierà in estate a girare, con Sky ed Hbo, prodotta da Wildside”, annuncia Maccanico. Il titolo sarà “We are who we are”, 8 episodi scritti dallo stesso Guadagnino con Paolo Giordano e Francesca Manieri. “Si parla di amicizia, primi amori e dell’essere adolescente. Insomma, Guadagnino nel suo ambiente naturale”. Protagonisti due adolescenti americani che vivono in una base militare americana in Italia.

Israeliani-palestinesi tra Allen e soapEsce il 9/5 commedia premiata a Venezia, Tutti pazzi a Tel Aviv

05 maggio 201920:45

Woody Allen e Billy Wilder sono fra i cineasti di riferimento di Sameh Zoabi, palestinese nato vicino Nazareth, cresciuto nel sud di Israele e ora di casa nella Grande Mela dove insegna anche cinema alla New York University. Il suo amore per la commedia satirica, sofisticata, con un tocco surreale e capace di veicolare con intelligenza temi seri, come le diverse prospettive sul conflitto israelo – palestinese, emerge in Tutti pazzi a Tel Aviv, il suo secondo lungometraggio, che dopo aver debuttato alla Mostra del Cinema di Venezia in Orizzonti, dove il protagonista Kais Nashif, ha vinto il premio della sezione per il miglior attore, arriva in sala dal 9 maggio con Academy Two. La storia, ambientata nell’oggi, tra quotidiano difficile, militari, file interminabili ai controlli e muro di separazione, riecheggia il meccanismo narrativo di un cult di Allen, Pallottole su Broadway. Al centro del racconto c’è lo scatenato mondo che si agita dietro una soap opera palestinese di grande successo, ‘Tel Aviv in fiamme’, che dipana intrecci amorosi e spionistici legati alla Guerra dei sei giorni del 1967 e alle sue conseguenze. Un assistente di produzione palestinese, Salam (Nashif) si ritrova a diventarne abile sceneggiatore, grazie all’aiuto di un ‘ghost writer’ inatteso: Assi (Yaniv Biton), comandante israeliano (con una moglie appassionata della soap opera) responsabile del posto di blocco dove Salam deve passare ogni giorno. Nelle puntate, via via il triangolo fra la spia palestinese Manal/Rachel interpretata dalla diva Tala (Lubna Azabal), il generale israeliano che lei deve sedurre per carpirgli segreti, Yehuda (Yousef Sweid), e il combattente della resistenza palestinese Marwan (Ashraf Farah) si complica. Crescono i fan, le polemiche, ma anche le disavventure quotidiane e i colpi di scena per Salam, che nel frattempo cerca di riconquistare la donna di cui è innamorato, Mariam (Maisa Abd Elhadi). Il regista che nella storia ha voluto anche rendere omaggio a una soap opera che vedeva in famiglia da bambino, mette in parallelo, nettamente separati dai colori, la fantasia della storia televisiva animata da toni saturi, e la realtà, raccontata in stile quasi documentaristico. Si mescolano con efficacia i piani e vengono messe a confronto le diverse prospettive di israeliani e palestinesi, dall’illusione degli accordi di Oslo alla voglia di andarsene. “Ora la situazione nell’area è tragica, la peggiore di sempre, perché non si vedono quelle possibilità di pace, con cui era cresciuta la generazione di Salam – ha spiegato Zoabi presentando il film -. Io però non volevo fare un film pessimista ma che parlasse anche della voglia di riaccendere una piccola fiamma di speranza”.

Avengers supera 2 mld incassiSupera Titanic ed è 2/o di sempre, punta a raggiungere Avatar

05 maggio 201922:01

Continua la corsa al botteghino di Avengers: Endgame, che supera i 2 miliardi di incassi a livello globale, sorpassando Titanic al secondo posto nella classifica di sempre. In soli 11 giorni il film targato Marvel ha raggiunto i 620 milioni negli Stati Uniti, con altri 149 nel secondo week end, e quasi 2,2 miliardi nel mondo, pochi in più rispetto a quelli incassati dal colossal di James Cameron del 1997. Ora il film di Anthony e Joe Russo punta a raggiungere la vetta, dove si trova l’altro colossal di Cameron, Avatar, a quota 2,78 miliardi. Nel club dei 2 miliardi c’è anche un altro film dei fratelli Russo: Avengers: Infinity War che nel 2018 ha raggiunto 2 miliardi e 48 milioni ed è quinto dietro Star Wars: Il risveglio della Forza del 2015, che ha incassato 2 miliardi e 68 milioni. Avengers: Endgame ha raggiunto quota 2 miliardi in un periodo molto molto più breve rispetto a Avatar: 11 giorni contro i 47 giorni che sono stati necessari al film di Cameron. Non è quindi escluso che l’ultimo episodio della saga dei supereroi Marvel raggiunga la vetta. Anche in Italia Avengers: Endgame si è già imposto con oltre 17 milioni nel primo weekend come miglior incasso dell’anno e domani dovrebbe superare quota 25 milioni. Fra epica, omaggi intrecciati al passato, accenni sul futuro, ritratti emotivi, ritorni e addii, Endgame riprende riprende il racconto la’ dove Infinity War lo aveva lasciato con il despota Thanos (Josh Brolin) che era riuscito nel suo piano di sterminare meta’ degli esseri viventi dell’universo, supereroi compresi. Con l’umanita’ dimezzata e immersa nel lutto globale, gli Avengers superstiti, Iron Man (Robert Downey Jr), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), War Machine (Don Cheadle), Occhio di Falco (Jeremy Renner) cui si aggiungono le new entry strategiche di Ant-Man (Paul Rudd) e Captain Marvel (Brie Larsson), si confrontano con il senso di perdita e varie dimensioni dello status di reduce. I fratelli Anthony e Joe Russo che nel Mcu hanno gia’ diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War rendono omaggio all’intera saga, da New York a Asgard, sia nella costruzione adrenalinica della storia con continui richiami e una valanga di cameo, sia nei temi principe passati dai fumetti ai film, dal conflitto tra dovere e ricerca dell’identita’ ai i rapporti tra genitori e figli, dal senso di unione, alla caduta e rinascita. Un vortice a tratti molto complesso, che sa anche commuovere, in attesa di nuove avventure in prequel, sequel e debutti cinematografici di supereroi della casa fondata da Stan Lee (qui al suo ultimo cameo). In 11 anni di avventure, l’incasso e’ stato stellare, contando gli ultimi giorni oltre 20 miliardi di dollari.

Cannes, chiude commedia sull’autismoThe Specials di Nakache e Toledano con Cassel e Reda Kateb

06 maggio 201912:48

Il nuovo film di Olivier Nakache e Eric Toledano, The Specials (titolo originale ‘Hors Norms’), con Vincent Cassel e Reda Kateb, chiuderà sabato 25 maggio al Grand Thétre Lumière, durante la serata del Palmarès, la 72/ma edizione del festival di Cannes.
L’ultima proiezione del festival sarà una commedia sociale dei registi di Samba con Cassel e Kateb a guidare un cast di attori non professionisti e giovani adolescenti autistici. La regia mette tutti i personaggi sullo stesso piano, in un film che evoca questioni sociali e contemporanee, dove il mondo collettivo è ancora una volta al centro di tutto: assistenti sociali, volontari, professionisti della salute che si sforzano tutti di prendersi cura degli adolescenti autistici. Il festival comincerà martedì 14 maggio con il film di Jim Jarmusch The Dead Don’t Die. Il palmares sarà assegnato il 25 sera da una giuria presieduta dal regista messicano Alejandro González Inárritu.
Box office, Avengers: Endgame batte tuttiIncassati 26 mln in due settimane, briciole per gli altri

06 maggio 201913:09

L’ultimo capitolo dei supereroi di Avengers spazza via tutti. Endgame dopo aver superato i 2 miliardi di incassi mondiali, sorpassando Titanic al secondo posto nella classifica di sempre, in Italia in due weekend ha superato i 26 mln di euro. Si devono accontentare di molto meno tutti gli altri, a partire da Stanlio e Ollio, secondo con poco più di un milione di euro di incasso al debutto. Terza è la commedia italiana Ma cosa ci dice il cervello con protagonista Paola Cortellesi che guadagna 608 mila euro nel weekend (4,4 mln in tre settimane). L’altra novità Attacco a Mumbai guadagna in totale 584 mila euro, davanti a Non sono un assassino con 429 mila euro e a I fratelli Sisters (254 mila). Wonder Park nel weekend porta a casa 163 mila euro per un totale di 1 milione 800 mila euro in 4 settimane. Chiudono A Spasso con Willy (854 mila in 3 settimane), La Llorona (1 milione 839 mila in 3 settimane), Dumbo (11 milioni in 6 settimane). Il botteghino, dopo il boom al debutto di Avengers, segna un calo del 53%.
Spider Man, trailer spoilera AvengersTom Holland avverte. Film in sala dal 10 luglio

06 maggio 201916:56

– “State per vedere il trailer di Spider-Man: Far From Home ma se non avete ancora visto Avengers: Endgame non guardate questo video perché contiene degli spoiler importanti. Se invece avete già visto Avengers: Endgame godetevi il trailer!”. Firmato Tom Holland che con Jake Gyllenhaal interpreta Spider-Man: Far From Home, il film ambientato a Venezia, Berlino e Londra. Diretto da Jon Watts e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, sarà nelle sale italiane dal 10 luglio. Al cast, che comprende Michael Keaton, Zendaya e Marisa Tomei già presenti nel primo episodio, si aggiungono Cobie Smulders e Samuel L. Jackson. Nel film, Peter Parker, ‘Il nostro amichevole Spider-Man di quartiere’ decide di partire per una vacanza in Europa con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto del gruppo. I propositi di Peter di non indossare i panni del supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli attacchi di creature che stanno creando scompiglio.

Firenze, Rampe Poggi splendono restaurateIl 18 maggio giornata di festa e spettacoli per cittadini

06 maggio 201916:21

– Coperte dalla vegetazione, rovinate dal tempo, prive dei loro giochi d’acqua e misconosciute per questo anche a molti fiorentini: tornano dopo un secolo al loro splendore le Rampe dell’architetto Giuseppe Poggi, opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo, il belvedere più importante della città.
Il restauro sarà festeggiato con una giornata di eventi gratuiti, sabato 18 maggio, che si chiuderà con lo spettacolo La fontana ritrovata.
Quello che ha interessato le Rampe è uno dei restauri più complessi operati a Firenze negli ultimi 50 anni. “Raccontiamo una bella storia di collaborazione tra pubblico e privato” dice alla presentazione all’Associazione della stampa estera in Italia a Roma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze che ha sostenuto il restauro con 2,5 milioni di euro nell’ambito della legge Art Bonus. Il Comune di Firenze – assicura Giorgio Caselli, delegato dal sindaco Dario Nardella – si occuperà delle spese di mantenimento.
Alla Biennale scafo naufragio migrantiE’ scafo in cui morirono 700 persone, arrivato dalla Sicilia

VENEZIA06 maggio 201917:43

– E’ giunto al porto commerciale di Venezia il relitto del grande barcone azzurro simbolo delle tragedie dell’immigrazione: il peschereccio libico che il 18 aprile 2015 affondò nel Canale di Sicilia, con 700 persone a bordo. Ora diventerà un’istallazione artistica, nell’ambito della 58/A Biennale d’arte. La ‘Barca Nostra’, come l’ha ribattezzata Christoph Büchel, ideatore del progetto, era partita tre giorni fa – riferisce ‘La Repubblica’ – dal pontile Nato della Marina militare ad Augusta. La navigazione, a bordo di una piccola nave, si è conclusa a Venezia. Il relitto verrà ora trasbordato su una chiatta, attraverserà il canale della Giudecca e arriverà all’Arsenale, dove in tarda serata, con il livello di marea più favorevole, verrà collocato in uno dei bacini della ex fabbrica di navi della Serenissima, dove rimarrà per tutta la durata della Mostra d’arte internazionale.

Razzismo e black power, documentario sull’AmericaChe fare quando il mondo è in fiamme? Di Roberto Minervini in sala il 9/5

07 maggio 201910:58

”We want Justice, Now! We want justice: Now! We want justice: Now!”. E ancora, scandito ad alta voce come un mantra, lo slogan:”Black Power! Black Power! Black Power!”. Questi i due tormentoni che colpiscono di più in ‘Che fare quando il mondo è in fiamme?’ (What You Gonna Do When the World’s on Fire?), documentario italiano di Roberto Minervini già in corsa per il Leone d’oro in questa 75/ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in sala dal 9 maggio. A dire queste frasi uno sparuto e motivato gruppo di donne e uomini dei ‘New Black Panthers Party for Self-Defense’ che, a pugno chiuso, pattugliano le strade di Baton Rouge (Louisiana) capeggiate dalla tonica responsabile nazionale: Christa Mohammed.
Questa sola una della parti della riflessione sullo stato del razzismo in America girata da Minervini in un artistico bianco e nero nell’estate del 2017. Un momento davvero molto incandescente perché subito dopo una serie di brutali uccisioni di giovani africani (quelle di Alton Sterling e Philando Castile) da parte della polizia che allora ebbe un grande eco in tutti gli Stati Uniti.
Grande cura estetica e rigore in questo documentario-film in cui ogni personaggio racconta la sua personale battaglia. E’ il caso dell’affascinante Judy Hill, trascorsi di droga nel suo passato, e ora la sola volontà di sopravvivere con la sua famiglia perché il bar che gestisce è minacciato dalla crisi economica e, ancor più, dalla gentrificazione.
Ronaldo e Titus sono invece due giovanissimi fratelli che sembrano usciti da un film di Pasolini e che crescono in un quartiere pieno di violenza, tra giochi di pallone e fughe nella periferia, mentre il padre è in prigione.
Infine Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras, alle prese con le perline colorate e gli allestimenti di questa festa che raccoglie migliaia di persone a New Orleans. Di scena il travestimento in onore ai nativi americani fatto dalle varie tribù, se ne contano 38. Una manifestazione di orgoglio di una razza spazzata via dalla colonizzazione europea che si manifesta in maniera pacifica: una sorta di canto e ballo di combattimento, ma senza nessuno vero scontro.
Tra le scene più bizzarre del docu-film quella che vede uno sparuto gruppo di persone, poco più di una famiglia, per le strade delle Louisiana in giro con delle biciclette piene di vistosi led luminosi che rivendicano il loro diritto a non andare via, a non essere sfrattati.

Petri e il Pranzo di famiglia senza fineSeguito ideale di Ovunque io sia, nuovo romanzo delle emozioni

07 maggio 201910:03

ROMANA PETRI, ‘PRANZI DI FAMIGLIA’ (NERI POZZA, Pag. 415, Euro 18,00). Che il Portogallo fosse diventato luogo d’elezione per Romana Petri, era oramai chiaro ma questo nuovo romanzo dimostra quanto lo abbia più o meno consapevolmente introiettato facendo sua quella visione del mondo sempre sul limite dell’abisso, dell’Oceano feroce che porta la potenza pur essendo limite a volte invalicabile e sconosciuto. Il Portogallo è una dimensione dell’anima in Pranzi di famiglia, seguito ideale di quell’Ovunque io sia che giusto un decennio fa ci aveva portato con grande intensità emotiva nella vita di due donne disperate e piene d’amore a modo loro. Lì alla fine il riscatto della sofferenza veniva affidato a Maria do Ceu, personaggio limpido tutto moderno che portava con lucidità e determinazione la storia e la famiglia fuori da un medioevo storico e dei sentimenti che sfociava nella rivoluzione del 1974. Con lei e la sua forza anche Romana Petri aveva fatto attraversare al lettore tutto d’un fiato una bella storia di donne, dalla quale gli uomini uscivano un po’ malconci se non fosse stato per Vasco, futuro di una vita, e del suo Paese. Vasco Dos Santos ora diventa voce narrante e protagonista di questo nuovo capitolo che inizia proprio dalla perdita della madre e non finisce se non momentaneamente come si confà a quella che giustamente è diventata una sorta di saga familiare dal lungo respiro. Attraverso le generazioni siamo arrivati all’oggi, ma il presente nella prima metà di questo romanzo intenso è senza luce, lascia senza fiato. Forse perchè Vasco, il protagonista, è un uomo viene da pensare, e le donne che lo circondano non hanno certo il carattere e la forza di quelle che lo avevano preceduto. Qui, al centro della storia, la famiglia dilaniata del presente. Il padre Tiago, ricco, potente, orgoglioso quanto gelido e disinteressato e la sua seconda moglie Marta, tutta superficie come lui. Poi le sorelle, i due opposti assoluti, nella natura e nella sostanza. Rita, segnata fin dalla nascita da una deformità che la costringe al martirio di oltre 15 operazioni, lasciando devastato il suo corpo e la sua anima, eppure per questo polo di colpe e attenzioni dell’intera famiglia. L’altra, Joana, gemella di Vasco, tanto bella quanto condannata alla solitudine algida del suo inutile fascino, di cui Maria Do Ceu non vedrà nascere i figli come avrebbe voluto. L’universo maschile non è meno senza speranze, con il nonno Manuel Ramalhete, senza pietà da giovane e da anziano consegnato ad una demenza insensata e autolesionista. Lo zio Humberto, nella sua follia demenziale è un personaggio memorabile ma certo non edificante. Tutti si ritrovano insieme tutte le domeniche nel rito sfiancante di quel pranzo di famiglia che sembra non poter finire mai, in un vortice oscuro di dolore. Sarà Vasco, a suo modo luminoso, a trovare la strada per uscire dal guado della palude familiare. Una fuga che avrà il volto di una donna, Luciana Albertini, o meglio di un’artista perchè l’amore e l’arte, sembra dirci Romana Petri, sono le uniche vie di salvezza.
Jacques Audiard, Fratelli Sisters un western senza mitoNel cast Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal

03 maggio 201911:22

‘I fratelli Sisters’ di Jacques Audiard e’ un western dark europeo molto poliglotta: batte bandiera francese, e’ tratto dall’omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt ambientato nell’Oregon nel 1850 e, infine, e’ girato tra Spagna e Romania. Con un titolo che gioca sull’ossimoro, il film che a Venezia ha vinto il Leone d’argento per la regia ed arriva ora in sala dal 2 maggio con Universal, non e’ privo di sentimenti, introspezione e dialoghi.
In piu’ c’e’ un cast all star: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed.
Ci tiene a dire il regista, Palma d’Oro con Dheepan nel 2015: “Mi piacciono i western anni ’70, ma non mi considero un appassionato del genere. Qui manca la mitologia, quello che mi interessava davvero era casomai la violenza dei padri fondatori, oltre naturalmente alla componente del romanzo di formazione. Questo film parla d’amore – aggiunge -, anche se non e’ quello tra un uomo e una donna, ma tra due fratelli”.
Il film racconta dei fratelli Charlie (Joaquin Phoenix) ed Eli Sisters (John C. Reilly), capaci di usare la pistola nel bene e nel male. Charlie, il fratello piu’ giovane, sembra davvero nato per uccidere, ma ha un problema non da poco, e’ alcolizzato; Eli, invece, e’ un sentimentale e sogna di costruirsi primo o poi una vita normale.
Il loro capo, il Commodoro, li ingaggia per scovare un uomo e ucciderlo. Comincia cosi’ una spietata caccia dall’Oregon fino alla California di un cercatore d’oro che sembra avere una formula magica per trovare le pepite: Hermann Kermit Warm (Riz Ahmed). Ad inseguire Warm ci si mettera’ poi anche un altro cercatore d’oro, ma davvero senza scrupoli, Morris (Jake Gyllenhaal).
Alla fine, in un western anomalo in cui i killer si misurano con i primi spazzolini da denti e piangono anche alla morte dei loro cavalli, tutto precipita in una direzione imprevista.
“Sergio Leone – ribadisce il regista -, lo ammiro piu’ che amarlo. Riconosco nei suoi western un’audacia formale unica e un pensiero sintetico che suscita profonda emozione. Amo meno film come ‘C’era una volta in America’ rispetto ai suoi western.
E’ un cineasta di cui non si e’ ancora esaurita l’eredita’, ne siamo ancora influenzati”. E ancora Audiard: “Sono francese e non ho un rapporto con la mitologia del West, anche le riletture del western dell’ultimo decennio non mi hanno particolarmente affascinato. Mi sono avvicinato a questa storia in modo indiretto. L’ho vista come un romanzo di iniziazione, la storia di due adulti che sono come bambini di dodici anni, litigano, si fanno gli scherzi, fanno i peti come se fossero in campeggio.
Leggere la loro storia – conclude – e’ come sfogliare le pagine di una fiaba illustrata. Non ci sono personaggi femminili perche’ loro sono in fase puberale e le donne arrivano solo dopo, quando i problemi esistenziali sono risolti”.

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Bangla, l’Ecce Bombo di Torpignattara
In sala opera prima di Bhuiyan italiano senza ius soli

07 maggio 201915:53

– BARI – Phaim Bhuiyan, ventiduenne italiano di origine bengalese, è un vero talento. Basti pensare che alla sua età ha messo su una commedia brillante come ‘Bangla’, già passata al Bif&st, dove si racconta in prima persona in un personaggio che ricorda l’Ecce Bombo di Moretti, ma anche il Massimo Troisi della prima ora. Qual è il problema di questo ragazzo, nato in un’Italia senza Ius Soli, e diventato italiano a soli 18 anni? Il problema sono le ragazze.
Come fa un islamico a corteggiare un’italiana quando questa è tabù per la sua stessa famiglia e cultura? E poi come può vivere la sua identità a cavallo tra due mondi, l’Islam e Torpignattara, quartiere romano abitato da tanti immigrati, ma anche da hypster e vecchietti che giocano a carte? Nel film, in sala dal 16 maggio con Fandango e coprodotto da Tim Vision, l’impacciato Phaim , 22enne di “Torpigna” che fa lo steward in un museo e suona con una band ai matrimoni bengalesi, un giorno si imbatte in Asia (Carlotta Antonelli) ed è subito amore.

La follia Camp sul tappeto rosa del MetL’ultimo Lagerfeld della Wintour. Lady Gaga si fa in quattro

NEW YORK07 maggio 201915:55

– Lady Gaga si e’ fatta in quattro per il gala del Met; Katy Perry è diventata un lampadario di Moschino; Jared Leto in Gucci cardinalizio ha portato sotto braccio una replica della sua testa come sulla passerella autunno 2018 di Alessandro Michele. L’identità di genere è fluida sul tappeto rosa del gala in onore di “Camp: Notes on Fashion”, l’ultima mostra del Costume Institute: Thom Browne ha vestito l’attrice di “Atlanta” Zazie Beetz in un abito da matrimonio maschile e femminile. Quasi una sfida a chi si veste più strano, ma tra tanto artificio e moda sopra le righe Anna Wintour non si e’ smentita per l’eleganza. La direttrice di Vogue che da un ventennio è madrina della serata è stata tra le prime ad arrivare, accompagnata dalla figlia Bee Carrozzini: indosso, un abito couture con cappa di milioni di piume, l’ultimo disegnato per lei da Karl Lagerfeld prima di morire. L’indicazione arrivata sull’invito a 600 vip suggeriva, per il look, una “Studiata trivialità”.          [print-me title=”STAMPA”]

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Stanlio e Ollio, in sala il film sui comici più amati
John C. Reilly e’ Oliver Hardy e Steve Coogan e’ Stan Laurel

02 maggio 2019 06:00

– Dopo un po’ ci si abitua: John C.
Reilly e’ Oliver Hardy e Steve Coogan e’ Stan Laurel. La coppia dei mitici immortali comici americani degli anni Trenta e’ come ritornata in vita in un film crepuscolare, pieno di malinconia e senso dell’amicizia come e’ ‘Stanlio e Ollio’ di Jon S.Baird che dopo l’anteprima alla Festa di Roma esce in sala da Lucky Red il 1 maggio.
Malinconia, perche’ riguarda l’ultima parte della loro vita in cui la luce dei riflettori su di loro era ormai fioca; amicizia, perche’ in questo loro tramonto, anche fisico, i due scoprono davvero di volersi molto bene.
Il film scritto da Jeff Pope (sceneggiatore di Philomena) ci porta nel 1953 quando i due comici piu’ amati del mondo ma ormai in declino e con la salute traballante partono per una tourne’e teatrale in Inghilterra.
Finita per loro l’eta’ dell’oro, Stanlio e Ollio si mettono in mano a un impresario inglese truffaldino che li porta nella provincia inglese dove trovano teatri semivuoti e pubblico distratto.
Ma i due non si danno per vinti, ognuno a modo suo: Stan continua a scrivere battute e sketch (e’ lui l’anima creativa della coppia) per un film che Hollywood ha loro promesso e che non faranno mai, mentre l’epicureo Ollio si da fare con cibo e donne. L’incanto della loro arte continua a risplendere ancora un po’ nelle risate degli spettatori quando a Londra riescono a riempire un teatro, ma e’ solo il loro canto del cigno. Nelle difficolta’ troveranno pero’ quel senso di amicizia che forse prima, abbagliati dal successo, non avevano avuto la capacita’ o il coraggio di esprimere.
“A otto anni mi vestivo da Stanlio – ha detto il regista – la mia e’ una passione antica. Mi incuriosiva il fatto che nessuno fosse andato ad indagare questi due straordinari personaggi quando si sono ritrovati con pochi soldi e problemi di salute.
Per ricostruire quello che allora e’ accaduto – ha continuato Jon S. Baird – abbiamo parlato con le nipoti di Stanlio, letto dei libri e contattato persone che li avevano conosciuti. Ne e’ uscito fuori un puzzle a cui ho aggiunto solo qualche piccola licenza artistica”.
Per Steve Coogan, attore e comico britannico e’ “stata una grossa sfida fare Stanlio. Da piccolo facevo la sua imitazione e cosi’ sono partito proprio da li’ “.
John C. Reilly, attore premio Oscar americano, che si e’ dovuto sottoporre a molte protesi e a un lungo trucco per recitare nei panni del sovrappeso Ollio ha detto :”Ollio era un romantico nel profondo del suo cuore, amava le poesie, le donne, la bellezza e il cibo. Ma i due non erano solo attori di talento, grandi comici, erano due persone piene di umanita’ e questo spiega la loro lunga sopravvivenza nel mondo dello spettacolo”.
Il meticcio, noir di Federica FantozziNoir che parla di noi, tra mafie, diamanti, lavoro e giornalismo

02 maggio 201911:01

– FEDERICA FANTOZZI, IL METICCIO (Marsilio, pp.336, 17 Euro). Ci si diverte a correre dietro ad Amalia Pinter, giornalista col fiuto da investigatrice protagonista de Il meticcio, nuovo romanzo a tinte gialle di Federica Fantozzi edito da Marsilio. Dopo Il logista, pubblicato dallo stesso editore nel 2017, l’autrice presenta una sorta di sequel, offrendo al pubblico ancora un’intricata avventura che vede la brillante Amalia alle prese con il crimine.La lettura, complice una scrittura fluida, appassiona fin dai primi capitoli; siamo a Roma, nell’estate del 2017: Amalia Pinter, giornalista del piccolo quotidiano ‘Vero investigatore’, si trova di nuovo a lavorare fianco a fianco con Alfredo Pani, suo ex amico e poliziotto del nucleo specializzato nel contrasto alla criminalità organizzata. Mentre le indagini vanno avanti tra pietre preziose, malavita nigeriana e italiana, nuove schiavitù e crisi economica, Amalia si troverà a conciliare il suo lavoro di cronista con quello di “agente sotto copertura” (per lei un sogno che si realizza) con esiti inaspettati. In una trama ben costruita, che non molla il lettore fino all’ultima pagina, si muovono personaggi accattivanti, ognuno con specifiche caratteristiche, delineate in modo convincente: non solo Amalia, a cui è facile affezionarsi mentre partendo da un guizzo si butta a seguire una ‘pista’, ma anche Alfredo Pani, il poliziotto burbero e razionale, e tutti gli altri che ruotano loro attorno, come Bambino, il corriere della mafia nigeriana.Leggendo il libro, colpisce la capacità di Fantozzi di abbinare il tono brillante e ironico, che strappa più di un sorriso, a una suspense che, come in ogni thriller che si rispetti, non accenna ad affievolirsi. A questo si aggiunge il talento della scrittrice (che è prima di tutto giornalista) di affrontare con sguardo lucido alcune delle tematiche più attuali dei nostri tempi e di inserirle efficacemente in una trama resa in questo modo più ricca e complessa. L’Ascia Nera, la temibile e spietata mafia nigeriana e l’alleanza stretta con i clan siciliani, il caporalato e “l’oro rosso” (il pomodoro raccolto da masse di disperati), la compravendita dei diamanti tra grandi ricchi e stuoli di poveri nelle miniere, la crisi del giornalismo e la precarietà di un mestiere che deve dimostrare di saper resistere ai tempi che cambiano: nel libro il bene si fonde col male, e lo stesso fanno le emozioni che sembrano duellare tra loro, dalla paura al coraggio, dall’egoismo all’amicizia.Ecco quindi che Il meticcio diviene specchio di noi (con le nostre incongruenze spesso tragicomiche), delle nostre città imbruttite e trasandate (il ritratto di Roma, altra protagonista silenziosa del romanzo, lascia l’amaro in bocca), della nostra società smarrita nell’indifferenza, così affannata in una corsa senza meta e incapace di affrontare quelle questioni cruciali che incidono nella vita di tutti i giorni e affollano la cronaca.

Savino, io Rosa tra lutto e sessualitàAttrice protagonista a Bif&st del film di Katja Colja

02 maggio 201911:05

Una brava, sensuale, coraggiosa e inedita Lunetta Savino è la protagonista (“è la mia prima volta al cinema” dice divertita) di un film che racconta il lungo lutto di una madre e la sua rinascita attraverso la sessualità. Si tratta di Rosa della regista Katja Colja che passa oggi al Bif&st – Bari International Film Festival in concorso Panorama Internazionale.Un film che racconta “il congelamento del corpo di questa donna e la follia della sua impossibile attesa del ritorno di una figlia morta. Per prepararmi – spiega la Savino – ho letto tanto e soprattutto mi sono ispirata ai libri di Joan Didion dedicati alla figlia morta”. Questa la storia del film prodotto da Daniele Di Gennaro per Minimum Fax Media e da Igor Pedicek per Casablanca, con Rai Cinema e scritto da Elisa Amoruso, Katja Colja e Tania Pedroni : Rosa (Savino) ha sessant’anni ed è sposata con Igor da quaranta anni. Lei meridionale, pugliese, e lui sloveno: un matrimonio, il loro,sopravvissuto a molte tempeste, ma ormai come affondato per il dolore della morte della figlia più giovane e prediletta di nome Maja. L’unica cosa che unisce un po’ la coppia è la figlia maggiore, Nadia, che tra l’altro sta per sposarsi. Ma la vita non smette mai di sorprendere. Così Rosa scopre, per puro caso, che Maja vendeva sex toys insieme a Lena, una parrucchiera, sua grande amica, che organizza incontri per donne sulla riscoperta del corpo e della sessualità.Rosa prima sfugge a questo gruppo poi, incuriosita da mondo tanto lontano dal suo, comincia a partecipare ritrovando lentamente i contatti con parti del suo corpo da troppo tempo dimenticate. Il paradosso è che proprio la figlia morta ridarà involontariamente vita a una madre congelata.A guidare Rosa è il passato della figlia, che le consegna frammenti di una vitalità insperata che le permetteranno di trovare una nuova forza per prendersi cura di se stessa e di chi ama, compreso quel marito dimenticato. “Si è vero -dice Lunetta Savino- il film ha indubbiamente una sua sensualità ed è anche importante perché racconta di una sessualità femminile e del suo piacere di cui si parla forse troppo poco”. Ad onore di questa attrice, il fatto di mostrare in Rosa tutti i segni del tempo con grande disinvoltura: “Sono un attrice e lavoro con la mia faccia e questa non la tocco” dice. Nel cast del film, girato tra Italia e Slovenia, anche: Boris Cavazza, Anita Kravos e Simonetta Solder.
Batman, gli 80 anni del Cavaliere OscuroDietro il fisico atletico turbe psichiche e dolori profondi

02 maggio 201915:34

Bruce Wayne, meglio conosciuto con i suoi nomi di battaglia Batman, Uomo Pipistrello, Cavaliere Oscuro, nasce giusto 80 anni fa (per la precisione un 26 di giugno) davanti a un cinema dove si proietta “Il segno di Zorro” con Douglas Fairbanks. È quella sera, quando un ladro maldestro cerca di rapinare il padre di Bruce, ricchissimo uomo d’affari, e uccide sia lui che la mamma, che il bambino decide di dedicare la sua vita alla vendetta e poi alla giustizia, mettendosi al servizio della legge a modo suo, diventando un Vendicatore.I veri genitori del personaggio sono due fumettisti della futura DC Comics, Bob Kane e Bill Finger, alle prese con la sfida di dare un’alternativa al leggendario Superman che nel 1939 spopolava in America. Diversamente da lui, Batman non ha superpoteri (se non in una prima e poi abbandonata versione della leggenda), usa il suo denaro e le sue competenze scientifiche per costruirsi macchine e ordigni capaci di renderlo imbattibile, vive in una versione Dark e oscurantista di New York chiamata Gotham City (dell’antico nome della Grande Mela).

Come nella struttura tradizionale del giallo è affiancato da un personaggio “vicario”‘che lo assiste nei momenti critici (il maggiordomo Alfred Pennyworth), adotta in vari frangenti ragazzi poveri, vittime come lui e da lui addestrati (il più famoso è Robin), ha svariate fidanzate e un amico nella polizia, il commissario James Gordon. E naturalmente ha molti nemici da Pinguino a Jocker, più una rivale dal carattere ambivalente, la formidabile e micidiale Cat Woman. Le fortune del Batman a fumetti, dopo una trionfale entrata nell’albo d’oro dei Supereroi (dove è secondo solo a Superman, ma in tempi recenti lo ha surclassato grazie al cinema), sono state alterne. Dopo gli anni ’60 ha rischiato perfino l’oblio, se l’è cavata solo per merito di una serie tv che oscurava però gli albi di carta e rinasce grazie al genio di Frank Miller che riprese la leggenda alla metà degli anni ’80 attribuendo al personaggio tutti i complessi e le nevrosi dei moderni personaggi dello stesso genere. Unico tratto mai rimesso in discussione: la sua duplicità quasi da manuale di psichiatria per cui Bruce e Batman si spartiscono la vita, il primo vivendo di giorno e l’altro di notte. Proprio come Zorro.Al cinema l’uomo pipistrello è apparso più di dieci volte, la prima nel 1943 con i tratti di Lewis Wilson. Fu però la Warner nel 1985 (l’anno di Frank Miller) a dedicare attenzione inedita al personaggio. E fu naturale affidarne la resurrezione a Tim Burton, maestro nell’alternare spettacolo e turbe interiori, epica e humor nero come dimostrò l’incredibile successo dei suoi due lavori (“Batman” del 1989 e “Batman: il ritorno” del ’92).Dopo una meno felice parentesi con la regia di Joel Schumacher (“Batman Forever” e “Batman e Robin” tra il ’95 e il ’97) sembrava che l’onda fortunata si fosse interrotta. Ma nessuno aveva fatto i conti con il genio emergente di Christopher Nolan che nel 2005 dopo una lunghissima gestazione porta a termine “Batman Begins” con Christian Bale sotto la maschera del vendicatore e un impareggiabile Michael Caine nei panni del maggiordomo. La mano di Frank Miller (alle cui strisce Nolan si ispira) si somma alla forza visionaria del regista e la nuova serie (tre film in tutto tra cui l’eccezionale “Il cavaliere oscuro) rivaleggia finalmente ad armi pari con la follia creativa di Tim Burton e si conclude nel 2012 con un nuovo “Il ritorno”. Da allora Batman ha combattuto a fianco di Superman (sfortunata parentesi), è finito perfino in una parodia pornografica, ma non si è mai mischiato ad altri confratelli, men che meno ai supereroi della Marvel. I suoi 80 anni portati con ironia e fisico atletico nascondono turbe psichiche e dolori profondi che lasciano il segno sul personaggio, a torto visto in alcuni momenti della sua parabola perfino come un’icona gay. Ma il vero segreto del suo successo rimanda piuttosto al Conte di Montecristo e ai feuilleton francesi del tempo di Alexandre Dumas: viene dal passato, cavalca nel futuro ma è sempre contemporaneo e con lui la legge, oltraggiata dal crimine, ha ancora una speranza.Batman incide così profondamente nell’immaginario collettivo che ancora poche settimane fa un improbabile “giustiziere” con maschera d’ordinanza, è stato allontanato dalla polizia canadese perché intralciava gli agenti sulla scena del delitto.

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Rockets, il 7 maggio “Kids from Mars”
Singolo anticipa nuovo album Wonderland, in uscita il 24 maggio

02 maggio 201913:09

– I Rockets sono pronti per tornare. Dal 7 maggio arriva “Kids from Mars”, il singolo che anticipa il nuovo album dal titolo “Wonderland” (Label Rocktronic Music /Azzurra Music), in uscita il 24 maggio. Inoltre, da venerdì 10 maggio “Kids from Mars” sarà disponibile in versione 45 giri in edizione limitata.
Nel singolo “Kids from Mars”, scritto da Fabrice Quagliotti e Tony Corizia, i protagonisti sono bambini che arrivano sulla Terra direttamente dal Pianeta Marte con un messaggio di pace per l’umanità. I piccoli marziani custodiscono il segreto per salvare il mondo e riportare la purezza di un tempo. La cover del singolo è stata disegnata da Leonardo Festa (FL Graphics) e Francesca Pastore (ElècktArt). “Il brano lancia un semplice messaggio: “Siamo i bambini venuti da Marte per portare la pace sulla Terra – spiega Quagliotti -. Un messaggio semplice ma con un forte significato”.
Cannes, in concorso anche il film di TarantinoA Un Certain Regard c’è il film dell’italiano Mattotti

02 maggio 201913:48

C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino sarà in concorso al festival di Cannes in programma dal 14 al 25 maggio. L’atteso titolo con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt è stato confermato in selezione dal delegato generale di Cannes Thierry Fremaux dopo che alla conferenza stampa a Parigi il 18 aprile a proposito della pellicola di Tarantino aveva detto che non era ancora conclusa e che averla al festival “era una speranza”. Annunciato in gara anche il film Mektoub, My love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche.Freamux ha anche annunciato che La famosa invasione degli orsi in Sicilia, il film di animazione tratto dal libro di Dino Buzzati con la regia di Lorenzo Mattotti, sarà in concorso a Un Certain Regard. Nel cast delle voci Toni Servillo, Antonio Albanese e Andrea Camilleri per l’Italia.

Al via riprese 12/a stagione Don MatteoA 20 anni dal primo ciak, fiction Rai campione d’ascolti

02 maggio 201913:45

– A vent’anni dal primo ciak (nel 1999) Don Matteo torna sul set. Sono ufficialmente iniziate le riprese della dodicesima stagione della fiction, che rivedremo in prima serata su Rai1 il prossimo anno, diretta da Raffaele Androsiglio (primo blocco) e Alexis Sweet (secondo blocco) e prodotta da Matilde e Luca Bernabei per Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction. Terence Hill, per la dodicesima volta, veste i panni del parroco più popolare d’Italia, insieme a Nino Frassica, nel ruolo del maresciallo Cecchini e a Maria Chiara Giannetta che interpreta il capitano dei carabinieri Anna Olivieri. La serie più longeva compie nel 2020 vent’anni, ma non smette di rinnovarsi: new entry top secret arricchiranno il notevole cast e una nuova formula di racconto, che prevede una narrazione lineare suddivisa in 10 episodi da 100 minuti. La cornice della città di Spoleto si conferma teatro delle avventure del prete investigatore che, negli anni, ha saputo tenere incollati, davanti alla tv, milioni di spettatori.
Nuovo singolo per Noel Gallagher”Black Star Dancing” anticipa EP omonimo in uscita il 14 giugno

02 maggio 201913:46

– Noel Gallagher con i suoi High Flying Birds, il giorno dopo l’esibizione sul palco del Primo Maggio a Roma, torna a sorpresa con il nuovo singolo “Black Star Dancing”. Il singolo, prodotto dallo stesso Noel, è estratto dall’omonimo EP (disponibile dal prossimo 14 giugno, giorno in cui la band di Noel Gallagher si esibirà come headliner all’Isle of Wight Festival).
“E’ un brano che combina influenze di David Bowie, INXS, U2, Queen, Indeep – ha detto l’ex Oasis -. Potrei aver guardato troppo Top Of The Pops di recente. Comunque è una ‘droga’, non sono parole mie, ma di Nile Rodgers che ha letteralmente ballato in studio quando l’ha sentito”.
L’EP, con copertina caleidoscopica, include le due nuove tracce “Rattling Rose” e “Sail On” oltre ad un 12″ mix di “Black Star Dancing” e un remix del DJ e produttore franco-londinese Nicolas Laugier conosciuto anche come The Reflex.
Per i Noel Gallagher’s High Flying Birds, “Black Star Dancing” arriva dopo tre album al primo posto della classifica inglese.
A Dogliani Festival tv e nuovi media156 ospiti e 40 incontri. Attesi Fico, Cairo e vertici Rai

TORINO02 maggio 201914:19

– Parte a Dogliani, nel cuore delle Langhe, l’ottava edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media. Tema #Percezioni. A dare il via Massimo Gramellini e Andrea Malaguti, vicedirettori del Corriere della Sera e della Stampa. Fino a domenica 5 maggio saranno 156 gli ospiti e 40 gli incontri. Un programma fitto di appuntamenti su un ventaglio ampio di temi, in grado di attrarre pubblici diversi.
Arriveranno il presidente della Camera, Roberto Fico, l’editore Urbano Cairo, il presidente della Rai Marcello Foa e l’ad Fabrizio Salini. Molti i personaggi del piccolo schermo e dello spettacolo: Claudio Bisio, Paolo Bonolis, Manuel Agnelli, Joe Bastianich, Luca Zingaretti, che racconterà i 20 anni del commissario Montalbano, Antonella Clerici e Lo Stato Sociale. A Dogliani saranno presenti i direttori di testate giornalistiche e protagonisti del web come The Jackal. In agenda anche un dibattito sui videogames, dallo storico Pacman a Fortnite.
La partecipazione è gratuita.

Leonardo, celebrazioni Accademia LinceiRicco calendario di eventi per studiosi e grande pubblico

02 maggio 201914:23

– Ci sarà anche il disegno giovanile di Leonardo da Vinci, “Studio di panneggio per una figura inginocchiata”, da tempo non visibile, tra le opere della mostra “Leonardo a Roma. Influenze ed eredità”, che il 3/10 si aprirà a Villa Farnesina, evento principale delle celebrazioni dell’Accademia Nazionale dei Lincei per i 500 anni dalla morte.
Un calendario ricco di iniziative presentato nella sede dell’Accademia, in un giorno che oltre ad aprire l’anno leonardesco rappresenta per l’istituzione l’inizio del progetto il “Trittico dell’ingegno italiano”, che celebrerà nel 2020 e nel 2021 anche le ricorrenze di Raffaello e Dante. Diversi i progetti collegati alla mostra che chiude a gennaio: la riproduzione della Bottega di Leonardo, le esposizioni “Leonardo e i suoi libri. La biblioteca di un genio universale”, “Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale dei lincei” e “La mostra impossibile”, convegni e le conferenze “Leonardo da Vinci: 7 parole chiave”.

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Bolle, ‘OnDance’ raddoppia a Napoli e Milano
Seconda edizione conquista Lungomare partenopeo e piazza Duomo

02 maggio 201919:33

Dal Lungomare di Napoli a Piazza Duomo a Milano ballando con Roberto Bolle. Un calendario ancora più ricco della scorsa e prima edizione per ‘OnDance – Accendiamo la danza’, il progetto lanciato lo scorso anno dall’etoile della Scala, per diffondere l’amore per il ballo in tutte le sue declinazioni. Un successo tale nel giugno 2018, con migliaia di appassionati in giro per Milano, da spingere Bolle non solo a organizzare nel capoluogo lombardo (26 maggio/2 giugno) la seconda stagione, ma di allargarla a Napoli, la settimana precedente, il 18 e 19 maggio.”Per Milano è il mio regalo alla città dopo l’entusiasmo e il coinvolgimento dimostrato lo scorso anno: la sfida sembrava difficilissima, ma è diventata una tradizione – ha detto oggi Bolle presentando gli appuntamenti – A Napoli ho scelto di andare non solo perché è una città che mi ha dimostrato sempre tanto affetto, ma anche perché non ballavo li dal 2011 ed era ora che tornassi”. Nel capoluogo campano la festa si animerà dal Lungomare fino al Maschio Angioino con lo show finale all’Arena Flegrea, dove Bolle avrà tra i suoi ospiti Andrea Bocelli e Stefano Bollani. “Il prologo di Napoli è la testimonianza del forte legame tra Milano e il capoluogo campano”, ha detto Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano che patrocina la manifestazione.Durante le due giornate partenopee, il Red Bull Dance Your Style sul Lungomare, lo swing in piazza del Municipio e il tango notturno nel Maschio Angioino. A Milano invece gli eventi saranno inaugurati dalla proiezione in esclusiva del film dedicato a Rudolph Nureyev, ‘The White Crow’, in uscita in questi giorni a Londra e nelle sale italiane a luglio, e dal ‘Bolle and friends’ al teatro Arcimboldi. Festa conclusiva in Piazza Duomo. “Ho ballato lì nel 2008 – ha detto il ballerino – emozione unica”. In mezzo giornate intense di appuntamenti, dal valzer al boogie woogie, fino a foxtrot,​voguing, hip hop, break dance e dance hall e anche danza del ventre, coinvolgendo tutta la città, università comprese. Tra le novità la serata di Liscio, in piazzale Donne Partigiane, animata dall’Orchestra Casadei oggi guidata da Mirko Casadei, e quella di Swing alle Colonne di San Lorenzo. Ma OnDance, prodotto da Artedanza con il sostegno del ministero dei Beni culturali, si rivolge anche ai più piccoli. A Napoli Roberto incontrerà i bambini del centro di Forcella titolato ad Annalisa Durante, giovane vittima della malavita, diventato simbolo del coraggio, e a Milano i pazienti di pediatria al Fatebenefratelli. E soprattutto vuole essere opportunità per giovani talenti, attraverso i workshop previsti. Lo scorso anno la migliore dei partecipanti, Aurora Mostacci, è entrata far parte della Compagnia del Washington Ballet.

Erano 13 quelle che usava più spesso

02 maggio 201916:16

– Che fosse per esprimere riflessioni amare o semplicemente per ridere, Leonardo da Vinci non disdegnava le parolacce. Le sue preferite erano 13, ma non ne abusava. Si trovano nei fogli che raccolgono le sue riflessioni personali, raccolti negli “Aforismi, novelle e profezie” e negli “Scritti letterari”. Questi ultimi sono stati pubblicati per la prima volta nel 1952, ampliati nel 1967 da due manoscritti autografi conservati nella Biblioteca Nazionale di Madrid. A scovarle è stato il giornalista Vito Tartamella, autore del libro “Parolacce”, primo studio italiano di psicolinguistica sul turpiloquio, e autore del sito http://www.parolacce.org.
Come Dante, Shakespeare e Mozart, anche Leonardo non disegnava il linguaggio più basso. ‘Asino’, ‘porci’, ‘bastardo’ sono fra quelle che preferiva, accanto alle altre che si riferivano a parti del corpo maschile e femminile. Sono dieci i brani nei quali sono state individuate le 13 parolacce, ripetute per un totale di 17 volte.
Usare parolacce era per Leonardo un modo “per esprimere riflessioni amare, argute, polemiche, parlando in modo schietto”, rileva Tartamella. L’umorismo era altrettanto importante, soprattutto considerando che alcune parolacce vengono citate nelle barzellette.
Al di là della curiosità, la presenza delle parolacce è una testimonianza di come Leonardo conoscesse il linguaggio basso: “le volgarità – rileva Tartamella – portano nei suoi scritti una ventata di realismo: se nei dipinti raffigurava potenti e derelitti, belli e brutti, nel suo linguaggio mescolava citazioni dotte e spirito popolaresco. Leonardo era curioso del mondo e amava sperimentare e giocare. Ecco perché non aveva tabù, a partire dal linguaggio”.

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Livermore prova “Elena” a Siracusa
Il 9 maggio inaugura stagione Inda, il 7 dicembre alla Scala

SIRACUSA02 maggio 201916:20

– Davide Livermore, regista torinese, in questi giorni è a Siracusa per le ultime prove di “Elena” di Euripide, che il 9 maggio inaugura la stagione 2019 dell’Inda. Testo arduo, difficile da mettere in scena, che viene rappresentato solo per la seconda volta negli ultimi 40 anni, ma di Livermore si dice che non ci sia testo che non riesca a domare e ora può vantare anche una doppia inaugurazione alla Scala, lo scorso anno con “Attila” di Verdi, e il prossimo 7 dicembre con “Tosca” di Puccini. Del musicista di Lucca dice che “è la chiave di volta del ‘900, anticipa il cinema: il secondo atto di Tosca è degno del migliore capolavoro di Hitchcock. Ma non dimentichiamo che il 70% della musica da film deve qualcosa a Puccini”. Dopo Siracusa Livermore sarà impegnato in “Anna Bolena” a Sidney e in un “Don Carlos” in Kazakistan. Poi, a dicembre, la Scala.
Joe Barbieri, 3 maggio esce Dear BillieOmaggio alla regina di Baltimora, anticipato dal brano omonimo

02 maggio 201916:22

– Per celebrare la figura di Billie Holiday nel 60/o anniversario della scomparsa, Joe Barbieri il 3 maggio pubblicherà l’album “Dear Billie, a letter to Billie Holiday” (Microcosmo Dischi, distribuzione Warner Music), che sarà anticipato il 12 aprile dall’inedito “Dear Billie”.
Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio alla regina di Baltimora. Ciò che lega Joe a Billie è una certa privata dolenza, in un graffio dell’anima che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.
“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato – racconta Barbieri -: Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo ‘Chet Lives!’; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare”.
Musica: ‘Starcon’ premia Vince TemperaAutore colonne sonore e cartoni animati come ‘Ufo Robot’

RIMINI02 maggio 201916:59

– Il direttore d’orchestra e compositore Vince Tempera sarà ospite di ‘Starcon Italia 2019’, multiconvention di fantascienza, fantasy e scienza in programma dal 9 al 12 maggio al Palacongressi di Bellaria Igea Marina (Rimini). Riceverà il ‘Premio Alberto Lisiero per la divulgazione del fantastico’, assegnato negli anni scorsi – tra gli altri – a Dario Argento, Carlo Freccero, Alfredo Castelli, Charles David George Stross, Emiliano Mammucari e istituito in memoria del fondatore dello Stic Star Trek Italian Club, scomparso nel 2013.
Vince Tempera, autore di molte sigle e composizioni, nel corso della carriera ha collaborato con artisti, cantanti, registi. E’ stato direttore della London Symphony Orchestra, ha scritto e diretto oltre 80 colonne sonore di film e brani di cartoni animati famosi come Capitan Harlock, Remi, Anna dai capelli rossi, Goldrake, L’ape Maia, Daitan 3, Hello! Spank e soprattutto Ufo Robot.
Iannacone, torno con storie di Vita e di riscattoSu Rai3 nuova striscia da 6/5, tra ospiti Camilleri e don Ciotti

02 maggio 201919:59

“L’Italia in questi ultimi anni mi sta rendendo estraneo…”. E’ un passaggio della toccante intervista rilasciata da Andrea Camilleri a Domenico Iannacone che torna su Rai3 da lunedì 6 maggio alle 20.25 con il suo nuovo programma ‘Che ci faccio qui’, prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.
Il giornalista, conduttore e autore tv, dopo il successo di pubblico e critica de I 10 comandamenti, con questa nuova striscia quotidiana ha voluto realizzare un vero e proprio viaggio nell’animo umano alla scoperta di personalità varie e spesso imprevedibili.   Con il suo sguardo intimo e rigoroso, Iannacone racconta storie di vita e di riscatto, di ispirazione e di resistenza; scelte che testimoniano grandi atti di coraggio e visioni rivoluzionarie: 25 appuntamenti, tra reportage e interviste realizzate per la prima volta in studio (in tutto saranno 10 per altrettante puntate).
In una conversazione

l’autore argomenta meglio cosa lo ha portato a questo nuovo esperimento televisivo che lo vedrà anche all’interno di uno studio nel lancio di film verità, e in alcune puntate avrà anche alcuni ospiti. “L’idea è quella di soffermarsi più sulle immagini con meccanismi di grande impatto emotivo. Raccontiamo storie di vita di persone che si sono distinte per un atto radicale di vita”.   Perché questo titolo? “Che ci faccio qui – risponde – è una domanda che ci siamo fatti tutti, almeno una volta, ma anche in più occasioni della nostra esistenza. Guida le nostre scelte, e qualche volta ci porta su strade che mai avremmo pensato di percorrere”.
Chi sono i protagonisti e di cosa tratta il programma? “Persone che hanno saputo reagire in determinate circostanze, alcune difficili, altre volte cambiando radicalmente il loro modo di vedere le cose con atti di determinazione. Ad ognuno dei protagonisti sarà dedicato un film verità che documenta una specifica filosofia di vita, tra questi Andrea Camilleri che come sappiamo non ci vede più e quindi ha cambiato il suo modo di scrivere, dettando alla sua assistente, mi sono fatto spiegare come tutto ciò avviene. La prima puntata proporrà una storia che mi ha folgorato: quella del giovane scultore Jago che da bambino sognava di diventare Michelangelo, ma era davvero anche lui un genio visto che ogni sua opera sembra scolpita nel burro. Dieci anni fa a soli 22 anni ne aveva realizzata una su Papa Ratzinger, dal marmo estrae ‘Habemus Papam’, non viene accettata dal Vaticano, ma riceve la prestigiosa «Medaglia Pontificia». Nel 2011 è selezionata per la 54/a Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2013, però il colpo di scena che nessuno sospetta. Ratzinger abdica. E l’artista, come fosse sempre stato in attesa di questa svolta, riprende il busto e comincia a togliere. Colpo dopo colpo dalla mantellina di Benedetto, Jago estrae un iper-realistico anziano, indebolito, curvo, rugoso uomo. Jago adegua il suo titolo in ‘Habemus Hominem’. Ma la storia non è finita. Il pubblico, conquistato dall’opera (Jago è ormai una star sui social ma anche nel mondo) potrà portarsene a casa non un frammento, ma una quota. È l’idea dell’arte in comproprietà, resa possibile dalla collaborazione tra Jago, il collezionista privato proprietario di ‘Habemus Hominem’. Jago vive oggi negli Stati Uniti è apprezzato e valorizzato. In patria non lo è sempre stato”.
Tra gli ospiti di Domenico Iannacone in studio ci saranno anche, anticipa, “Cristina Cattaneo, il medico legale di fama internazionale dei casi giudiziari più controversi: da Yara Gambirasio a Stefano Cucchi ai migranti affogati nel Mediterraneo il 3 ottobre 2013 e il 18 aprile 2015. Cattaneo non è riuscita a identificare il ragazzino con la pagella che ha commosso papa Francesco e il presidente Mattarella, ma è grazie a lei che si è scoperta la sua storia, ha scucito la fodera della giacca del ragazzo ed è saltato fuori il foglio prestampato avvolto nel nylon. Poi avremo anche Don Ciotti, Stefano Mancuso, scienziato di prestigio mondiale, neurobiologo vegetale che ci spiegherà l’incredibile viaggio delle piante, presenze silenziose e intelligenze spesso sconosciute, che tanto hanno da insegnare al genere umano”.
Iannacone ha dedicato anche due puntate alla storia di Dario D’Ambrosi e al Teatro patologico: attore, regista e autore di spettacoli che tendono ad indagare la follia al fine di ridare “dignità a chi soffre di patologie”.

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Zubin Mehta torna alla Scala, “sto benissimo”
Serie concerti a maggio, anche per fondazione creata da Pereira

MILANO02 maggio 201919:35

Nel gennaio del 2018 avrebbe dovuto dirigere ‘Il pipistrello’, ma dovette rinunciare per motivi di salute. Oggi Zubin Mehta torna alla Scala con una serie di concerti che prende il via domani con la prima delle tre repliche della Sinfonia numero 8 di Anton Bruckner. “Ho fatto tre prove con l’orchestra e mi sento benissimo”, dice il maestro indiano, che il 29 aprile ha festeggiato 83 anni. “Sono mancato quasi due anni, saltare ‘Il pipistrello’ è stato un danno spirituale, è – spiega il grande direttore – la mia opera e il sovrintendente l’aveva organizzata per me, mi dispiace davvero molto non esserci stato, ma due anni fa non potevo giudicare la mia situazione, che dipende dai dottori. A novembre ho fatto un’operazione e mi hanno detto che sarei potuto rientrare a marzo, poi invece non sono potuto uscire fino ad aprile. Ora il trattamento cui mi sottopongo va avanti anche in Europa, ma la mia salute va benissimo, grazie alla medicina moderna che mi ha salvato da una situazione abbastanza grave”.Il ritorno alla Scala fa evidentemente felice il maestro: “Bruckner praticamente esaurito? In America non si vende molto…”, scherza con la faccia che ride, raccontando il piacere nel ritrovare l’orchestra dell’Accademia e l’amico Maurizio Pollini nel concerto del 7 maggio. In programma di Beethoven l’Ouverture da Egmont op. 84 e la Sinfonia n. 7, e di Mozart il Concerto n. 23 in la magg. per pianoforte e orchestra. Il ricavato del concerto sarà devoluto alla Fondazione Saint Francis Home, nata 15 anni fa a Pathankot, nella regione indiana del Punjab, per iniziativa di Alexander Pereira e dello stesso Mehta e con l’obiettivo di offrire assistenza alle bambine disabili. A raccontare la storia della fondazione, il sovrintendente scaligero: “Mio padre era l’ambasciatore austriaco in India, era esperto di diritti dei popoli e aveva chiesto di entrare nella prima commissione per la crisi in Kashmir, era in volo con un generale canadese, uno americano e un diplomatico belga quando il suo aereo cadde di fronte alle montagne del Kashmir. Vent’anni fa sono andato a cercare la sua tomba e mi ha aiutato un padre che gestiva una parrocchia lì vicino e che mi ha raccontato il suo sogno: creare una struttura per le bambine disabili del posto. Ho raccontato la storia a Zubin che mi ha subito risposto ‘se vuoi creare qualcosa per il mio paese non posso non farne parte'”.Negli anni la fondazione è cresciuta, tanto da raccogliere 1 milione e 300mila euro e costruire già diverse strutture. Per il concerto milanese arriveranno dal Kerala anche il padre che ha dato il via a tutto e due giovani ospiti del convitto. “L’ultima volta che sono stato là, ho visto arrivare a piedi un ragazzino, mano nella mano con il nonno, che prima era costretto a portarlo in braccio. Questo mi ha fatto capire – si commuove Pereira – che queste sono le cose che valgono la pena”. La Fondazione ha sostenuto la costruzione del Centro di riabilitazione Saint Francis Home e di un alloggio per 60 bambine, cui si è aggiunta una scuola frequentata dalle stesse bambine e da altri 85 ragazzi e ragazze. I prossimi progetti includono un alloggio per i ragazzi e una casa per le giovani donne. Mehta il 17 maggio terrà anche un concerto straordinario in collaborazione con il “Cortile dei Gentili”, preceduto da un dialogo con il cardinale Gianfranco Ravasi. Infine sabato 18 maggio il maestro inaugurerà la seconda edizione del Festival di Musica Sacra nel duomo di Pavia, sempre con l’ottava di Bruckner.

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Salone Libro, da oggi 530 incontri Off
Da oggi al 19 maggio. Lagioia, Torino diventa comunità del libro

TORINO02 maggio 201917:29

– Ad una settimana dall’apertura del 32/o Salone del Libro di Torino, il 9 maggio alla presenza del ministro Alberto Bonisoli, parte oggi il 16/o Salone Off, nato nel 2004 per distribuire su tutta la città, vie, carceri, ospedali, scuole, fabbriche, la programmazione culturale della kermesse libraria. “L’unica rassegna off di una fiera libraria al mondo”, spiegano il direttore del Salone, Nicola Lagioia, e il coordinatore del cartellone, Marco Pautasso.
In tutto oltre 530 appuntamenti da oggi al 19 maggio in 270 luoghi di 8 Circoscrizioni. “Torino a maggio diventa una comunità del libro – spiega Lagioia – tutti devono sentirsi coinvolti”.
La presentazione del Salone Off ha avuto echi di uno spettacolo di tango in onore dell’ospite del Salone 2019, che non é un paese, ma una lingua, lo spagnolo. Due ballerini saltavano su una sagoma che in Italia chiamiamo Settimana, e che in realtà si chiama Il gioco del mondo, che è poi il tema del Salone 2019 nonché il titolo del celebre libro di Julio Cortazar

Dario Argento, in progetto una serieCon Morricone grandissima esperienza

BARI02 maggio 201918:17

– È “un serial, una storia a molti episodi” il nuovo progetto al quale sta lavorando il regista di horror e thriller Dario Argento, ospite della sesta giornata del Bif&st, il Bari International Film Festival.
“Sto lavorando a questo progetto, vediamo quando si realizzerà e come andrà la cosa” rivela parlando con i giornalisti a margine di un incontro sulla sua collaborazione artistica con il compositore premio Oscar Ennio Morricone, al quale è dedicata la decima edizione del Bif&st. “Con Morricone abbiamo fatto cinque film insieme. È stata una bellissima collaborazione, – ha detto Argento – con un grande maestro della musica che mi ha fatto l’onore di partecipare ai miei film”.
Rispondendo ad una domanda sul rapporto tra il cinema horror e la paura raccontata oggi dalla cronaca, Dario Argento ha spiegato che “ci sono diversi tipi di paure, c’è la paura del quotidiano, la paura della violenza di strada, ci sono molte paure che però c’erano anche prima, ci sono sempre state”.
Eve Arnold, l’altro sguardo della MagnumAd Abano Terme le foto della prima donna dell’Agenzia

02 maggio 201918:51

– Serviva lo sguardo coraggioso di una donna per rompere il monopolio maschile dei giganti della Magnum e offrire un altro punto di vista per i ritratti e i grandi reportage che hanno fatto la storia del racconto per immagini. La mitica agenzia fotografica fondata a Parigi nel 1947 da Robert Capa e Henri Cartier Bresson, aprì nel 1951 le porte a Eve Arnold, prima donna a entrare nel cenacolo di maestri dello scatto. A lei Abano Terme dedica la prima retrospettiva italiana, a cura di Marco Minuz, dal 17 maggio all’8 dicembre. “Eve Arnold. Tutto sulle donne” presenta 80 immagini, venti delle quali a colori, dai primi anni Cinquanta alle testimonianze delle tappe fondamentali della sua lunga carriera. Le donne viste da una donna sono state uno dei temi di spicco della grande artista. Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Joan Crawford sono tra le dive più famose. Tra il 1969 e il 1971 furono però le donne afghane ad occupare la scena per il progetto “Dietro al velo”, sulla condizione femminile in Medio Oriente.
The Leading Guy, esce Twelve LettersIn tour con Elisa per presentare il nuovo lavoro

02 maggio 201918:51

– È “Twelve Letters” il titolo del nuovo album di The Leading Guy in uscita il 3 maggio per Sony Music Italy. Dodici lettere scritte “a cuore aperto”, rivolte a persone vive e a persone che non ci sono più. Lettere in cui, a seconda del destinatario, cambia il registro stilistico e varia l’umore, pur mantenendo la costante del pop-folk, con incursioni nel rock. Tra email e messaggi WhatsApp, The Leading Guy vuole ritrovare il contatto personale con i suoi ascoltatori, rivolgendosi loro come singoli destinatari delle lettere. Il cantautore fa parte anche di “Faber Nostrum”, il disco tributo a Fabrizio De André in cui partecipa con il suo primo brano in assoluto cantato in italiano (Se ti tagliassero a pezzetti). The Leading Guy è impegnato nelle aperture del tour teatrale di Elisa, che lo ha scelto personalmente.
Gli Obama, sette progetti con NetflixDal cibo alle etnie, “per ispirare divertendo”

NEW YORK02 maggio 201919:22

– L’obiettivo dichiarato è “ispirare” usando come trampolino di lancio il loro nome e la piattaforma globale del servizio di tv in streaming Netflix con la sua platea di 125 milioni di abbonati. Barack e Michelle Obama hanno diffuso una prima lista di programmi della loro casa di produzione Higher Ground. Si va dai temi del cibo e della disabilità a quelli delle etnie, della discriminazione e dell’industria americana in crisi. Tra i titoli “American Factory”, un documentario diretto dai premi Emmy Steven Bognar e Julia Reichert su un milionario cinese che apre una fabbrica in un impianto abbandonato di General Motors in Ohio. “Bloom” punterà i riflettori su sfide e successi delle donne di colore dopo la seconda guerra mondiale a New York. “Siamo certi che ognuna di queste produzioni non solo sarà divertente, ma servirà a educare e ispirare ognuno di noi”, ha detto Obama in una nota diffusa da Netflix.
Lidia Ravera, ‘collana per amori over60”Si chiamerà Terzo Tempo’, al via con romanzi di due donne

BARI02 maggio 201920:16

– Una nuova collana di romanzi dedicata agli amori over60, per le donne oggi considerate a quell’età al margine della vita, ma pensando anche a quei “pochi uomini non folgorati dalla figlia della vicina di casa”. Così Lidia Ravera, 68 anni – scrittrice dall’immagine indissolubilmente legata al suo primo libro ‘Porci con le ali’ scritto nel 1976 con Marco Lombardo Radice – ha spiegato di averla chiamata Terzo Tempo, “proposta direttamente a Sergio Giunti”. Con la stessa casa editrice nel 2017 aveva pubblicato un romanzo quasi omonimo, Il Terzo Tempo, appunto, convinta, recitava una presentazione, “sia da vivere pienamente, senza mai smettere di cercare la felicità”. Ravera ha anticipato la nascita della collana – che sarà presentata al salone di Torino (9-13 maggio) – in un incontro alla libreria Laterza di Bari per il suo nuovo libro “L’amore che dura”. Previsti due titoli ogni 4 mesi. I primi sono firmati da Brunella Schisa (“Non renderti ridicola”) e dalla sceneggiatrice Simona Giordano, al suo primo romanzo.

E’ morta l’attrice Alessandra PanaroRecitò nel ciclo ‘Poveri ma belli’ e in ‘Lazzarella’

02 maggio 201919:37

E’ morta il 1 maggio, nella sua casa di Ginevra, l’attrice Alessandra Panaro.

Avrebbe compiuto 80 anni il 13 dicembre. Lo annunciano

fonti vicine alla famiglia.
Nata a Roma, raggiunse la fama con il film Poveri ma belli, firmato nel 1956 da Dino Risi, che la diresse poi anche in Belle ma povere e Poveri milionari. Simbolo di bellezza genuina, della classica ragazza della porta accanto, con Lorella De Luca incarnò la ‘fidanzata d’Italia’. De Luca fu sua compagna di lavoro anche in tv, nel ‘Musichiere’ di Mario Riva.
Panaro fu anche protagonista di Lazzarella (1957) di Carlo Ludovico Bragaglia, ispirato alla canzone di Domenico Modugno e Riccardo Pazzaglia. Nella sua carriera ha lavorato anche con Totò, Alessandro Blasetti e Luchino Visconti.
Ha sposato in prime nozze il banchiere Jean-Pierre Sabet (deceduto nel 1983) e in seconde nozze l’attore Giancarlo Sbragia (morto nel 1994).
Per Miriam Leone è Amore a domicilioL’attrice con Liberati in commedia-favola di Corapi

BARI02 maggio 201919:53

Se hai una bicicletta troppo bella vivi con la paura che te la rubino, e quando poi accade davvero ti senti liberato. La pensa così Renato (Simone Liberati), il pavido protagonista de ‘L’amore a domicilio’, una bella commedia-favola con un pizzico di dramma scritta e diretta da Emiliano Corapi (Sulla strada di casa) presentata in anteprima alla decima edizione del Bifest – Bari International Film Festival.Così quando Renato, triste assicuratore che vive in un triste appartamento con il padre ancora più triste, incontra la bellissima Anna (Miriam Leone) per strada, una ragazza che gli si dà pure, d’istinto Renato ha solo voglia di scappare. Anna è un’altra bicicletta che gli ruberanno presto. Non se la può permettere. Ma la ragazza ha una qualità inaspettata, è reclusa agli arresti domiciliari, murata così agli altri sguardi e alle tentazioni. Una garanzia per Renato che si lascia così andare all’amore fino alle sue ultime conseguenze, fino all’annichilamento totale, fino a fare tutto il possibile pur di non perderla, anche diventare criminale come lei.”Quando ho avuto l’idea de ‘L’amore a domicilio’ – spiega il regista – ho pensato subito che questo film potesse esplorare in maniera originale e divertente proprio questo tema e il suo dilemma fondamentale, vale a dire se sia meglio lasciarsi andare rischiando di soffrire, o tenersi alla larga da ogni coinvolgimento, rinunciando però a una parte fondamentale della vita”. Ora Renato, continua Corapi, avendo piena disponibilità della donna “ed essendo l’unica presenza maschile nella sua casa, pensa di poter superare angosce e insicurezze profonde che in un contesto normale lo avrebbero fatto fuggire. Ovviamente l’idea, oltre che meschina, è ingenua sino a rasentare l’idiozia. Anche perché – e non è un caso – la donna in cui si è imbattuto è pericolosa, non solo socialmente, ma anche – conclude Corapi – sentimentalmente, avendo risolto il dilemma in questione con una struttura autarchica e impermeabile agli affetti”.Ma l’amore è imprevedibile e anche nel segno di Dante e del suo “amor a nullo amato amar perdona” alla fine premia chi l’ha scelto anche senza troppo coraggio. “Anna – dice a Bari la Leone – è una donna che si muove in uno spazio costretto limitato può uscire solo con la sua immaginazione. Ho vissuto anch’io questo isolamento, perché ho girato il film tutto in un luogo. Sembra che ad Anna non importi nulla di migliorarsi, ma in realtà lo fa e cerca di liberarsi anche del suo carcere interiore, dalle catene dei sentimenti”.

Andò, cinema racconti falsità potereRegista siciliano al Bif&st, il crimine è lusingato da film

BARI02 maggio 201917:01

– “Noi viviamo un tempo di false rivoluzioni, di annunci di rivoluzioni a cui non segue una rivoluzione, ma semmai una restaurazione. Questo è il tempo che ci è toccato. Stare lì a distinguere e ricollocare le cose coi nomi giusti è importante, è il nostro ruolo”. Il regista e scrittore siciliano Roberto Andò, protagonista della lezione di cinema nel teatro Petruzzelli nella sesta giornata del Bif&st, parla della “politica come riflesso dell’impotenza oggi dominante” e della necessità che il cinema lo racconti. Andò ha poi parlato anche del rapporto tra crimine e cinema. “Il crimine in generale – ha detto – è lusingato dal cinema, anche quando ne dà una rappresentazione efferata”. “La mafia uccide giornalisti e giudici, cineasti non ne ha mai fatti fuori” sottolinea Andò, ritenendo che “tutto quello che è avvenuto in Italia attorno a certe fiction non ha fatto altro che fare piacere al crimine, perché si rispecchia in un racconto del crimine che diventa quasi attraente, seduttivo”.

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Morto Peter Mayhew, Chewbacca Star WarsAveva 74 anni, nella saga interpretava il peloso co-pilota

WASHINGTON03 maggio 201901:42

Peter Mayhew, l’attore che interpretava il peloso co-pilota Chewbacca in diversi film della saga Star Wars, è morto. Lo ha reso noto la sua famiglia con un post su Twitter. Mayhew, che aveva 74 anni, è deceduto lo scorso martedì.

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DELLE 06:00 DI GIOVEDì 02 MAGGIO 2019

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Festa del Lavoro: al Concertone parole, slogan e messaggi
Ambra contro bonus donne, Ilaria Cucchi emoziona, Lauro scatenato

02 maggio 2019

Le parole. Sono state loro le protagoniste del tradizionale Concertone del Primo Maggio a Roma. Quelle dello slogan scelto dagli organizzatori per quest’anno: lavoro, diritti, stato sociale, Europa. Quelle degli artisti sul palco, tra canzoni e messaggi di disobbedienza; quelle di chi ha fatto gli onori di casa, scritte sulle t-shirt per Lodo Guenzi (“meno rovesci, più diritti” e poi “Voglio una nave che salva tutti”) e quelle di Ambra che si è scagliata contro il bonus assunzioni per le donne (“lo sgravio è mio e lo gestisco io”), contro le morti sul lavoro (“il lavoro è un diritto, ma la vita lo è ancora di più”) e che in risposta alle polemiche dello scorso anno sulla maglia griffata ne ha sfoggiata una con le sigle dei tre sindacati; quelle che hanno emozionato di Ilaria Cucchi, “i diritti umani non sono mai e per nessun motivo sacrificabili”, (con indosso la maglietta sulla mia pelle, sulla pelle di tutti, poi passata anche ad Ambra) visibilmente commossa per la piazza che urlava a gran voce il nome di suo fratello Stefano, morto dieci anni fa dopo essere stato arrestato. “Fate attenzione alle parole”, avverte profetica Ambra a inizio pomeriggio. E anche la pioggia, che ha funestato a tratti la giornata, alla fine, sul più bello quando sul palco arriva l’unico ospite internazionale Noel Gallagher, deve arrendersi alla festa colorata che rivendica lavoro e diritti per tutti, senza distinzioni di colori o di generi.

L’apertura è un omaggio a Franco Battiato sulle note di “Centro di gravità permanente”, ma c’è spazio anche per un ricordo dei Nirvana a 25 anni dalla scomparsa di Kurt Cobain e di Lou Reed con Manuel Agnelli, dei Beatles con Gallagher. Immancabile Bella Ciao, in versione arpa, con Micol Arpa Rock. E in serata scambio di favori tra artisti: Daniele Silvestri ospita Manuel Agnelli e Rancore, i Subsonica chiamano prima Willie Peyote e poi ancora Silvestri. Sul palco tanti giovani: Fulminacci, Izi, La Rappresentante di Lista, La Municipal (mesti, per aver subito il furto degli strumenti proprio oggi), Canova, Rancore, per citarne alcuni. Via via, la febbre sale: Ex-Otago, reduci dal festival di Sanremo (e non sono i soli), Anastasio, vincitore dell’ultimo X-Factor, Zen Circus, Ghemon, Omar Pedrini. “Oggi su questo palco c’è la nuova musica popolare italiana, quella che riempie le classifiche e i palasport”, dice Lodo. Carl Brave diverte, Manuel Agnelli fa sognare, Daniele Silvestri fa sfogare la piazza con un liberatorio “mortacci”, i Subsonica fanno ballare, Gazzelle saluta la mamma, Achille Lauro eccessivo nel suo completo con le frange d’oro, pazzesco e carismatico scatena i migliaia in piazza. In scaletta ancora Ghali, Motta, Negrita e il finale con l’Orchestraccia.

A concertone Taranto striscione su tumori – “Dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori”: è lo striscione che campeggia sotto il palco del concertone dell’1 maggio di Taranto, organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che si sta svolgendo nell’area del Parco Archeologico delle Mura Greche. In apertura l’attore tarantino Michele Riondino, che cura la direzione artistica con Antonio Diodato e Roy Paci, ha invitato la cittadinanza ad abbandonare le piazze virtuali, a lasciare i social, per partecipare attivamente alla battaglia di Taranto per la difesa della vita, della salute e dell’ambiente. E’ stata quindi presentata, con l’intervento di uno dei promotori, Giordano Guarini, la manifestazione ambientalista di sabato 4 maggio. E’ previsto un corto che partirà da piazza Gesù Divin Lavoratore, al rione Tamburi, per raggiungere i cancelli dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva). All’iniziativa sono stati invitati i movimenti in lotta per la difesa dei territori, alcuni presenti oggi a Taranto per portare la loro testimonianza durante il concerto, come i No Tap, i No Tav, Bagnoli Libera. Tanti gli interventi in scaletta. In serata le esibizioni di Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Vinicio Capossela e gli “Oesais”, ovvero Tata (Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo), con la parodia dei grandi successi degli Oasis. Ha portato la sua testimonianza anche Andrea Berta, il referente italiano degli Ende Gelande, una coalizione di diversi gruppi ambientalisti che si battono contro l’estrazione del carbone in diverse aree della Germania, con lo slogan “Qui e non oltre – fermiamo il carbone. Proteggiamo il clima”. Dal 2012, ha affermato, “stessa data simbolo di Taranto, un gruppo di ragazze e ragazzi hanno riconosciuto e hanno visto il mostro anche loro in Germania: la più grande miniera di carbone che c’è in Europa. Una miniera di Carbone di 160 chilometri quadrati. Una miniera di carbone che da sola è il più grande emissore di CO2 di tutta Europa. Loro sono usciti di casa e hanno pensato a come andare all’attacco di questo mostro. L’anno scorso – ha concluso – 6mila persone hanno occupato l’autostrada e la ferrovia per 24 ore e la centrale elettrica alimentata da quel carbone si è dovuta fermare, e ogni anno lo noi fermiamo quel mostro”.

Arrestato l’attore Rick SchroderBaby-star in Il campione, Il piccolo Lord e Il mio amico Ricky

MALIBU02 maggio 201900:46

– E’ stato arrestato per sospetta violenza domestica per la seconda volta in un mese l’attore Rick Schroder, già baby star protagonista negli anni Settanta e Ottanta di film come Il campione, Il piccolo Lord e Il mio amico Ricky.
Il vice sceriffo della contea di Los Angeles, Juanita Navarro, ha dichiarato che gli agenti sono stati chiamati ieri in casa dell’attore, dove hanno trovato segni di lotta tra Schroder e una donna il cui nome non è stato reso noto. L’attore è stato arrestato, incarcerato e rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 50 mila dollari. Schroder si era reso protagonista di un simile episodio di sospetti abusi domestici lo scorso 2 aprile, con la stessa donna.           [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 11:36 DI MARTEDì 30 APRILE 2019

ALLE 10:22 DIMERCOLEDì 01 MAGGIO 2019

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Moschino Resort sfilerà a Los Angeles
In pedana negli Universal Studios Hollywood Backlot il 7 giugno

30 aprile 2019 11:36

– Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, ha scelto gli Universal Studios Hollywood Backlot di Los Angeles come location per la prossima sfilata. Nel fashion show saranno presentate la collezione Resort Donna primavera 2020 e la collezione Uomo primavera/estate 2020. La sfilata si terrà venerdì 7 giugno.
Logo e naming 7/o centenario morte DanteIl pubblico del teatro Rasi assegna la vittoria a ‘Viva Dante’

RAVENNA30 aprile 201912:39

– Il logo e il naming ‘Viva Dante’ ideati da Matilde Studio di Cesena per rappresentare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri sono quelli che hanno maggiormente convinto il pubblico del Teatro Rasi, protagonista della procedura partecipata che ha costituito la fase finale della selezione con cui l’Amministrazione comunale ha scelto di individuare l’identità visiva che rappresenti il settimo centenario dantesco del 2021 a Ravenna. Per la proposta di Matilde Studio hanno votato ieri sera 176 persone su 291; al secondo posto il progetto proposto da Social Design di Firenze, terzo quello di Menabò Group di Forlì.
Il marchio prescelto rappresenta il numero 700, stilizzato utilizzando un motivo a tessere. La forma è completata dalla silhouette di Dante ripreso dall’iconico ritratto di Botticelli con alcune variazioni relative soprattutto alla corona d’alloro tesa a dare maggior risalto al profilo in monocromia.
Durante la serata i tre loghi e i relativi naming, in precedenza scelti tra 29 proposte pervenute da una giuria di qualità costituita da cinque esperti, sono stati illustrati al pubblico dagli ideatori per meglio far comprendere il messaggio che intendevano legare alla città, a Dante e ai valori universali e plurali della sua opera. Le proposte sono arrivate da diverse parti d’Italia e anche dall’estero.

Via censimento Gabinetto disegni UffiziIntervento durerà due anni, orari di visita ridotti

FIRENZE30 aprile 201912:51

– Un censimento per verificare lo stato di salute e acquisire nuove informazioni sulle opere custodite nel Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi che contiene oltre 180mila fogli datati dal 1300 all’epoca contemporanea, con artisti come Leonardo, Raffaello e Michelangelo: l’intervento, annuncia una nota delle Gallerie di Uffizi, partirà a giugno e richiederà due anni di lavoro per un team di tecnici e specialisti. Un lavoro di riassetto del patrimonio del Gabinetto che, spiega la nota, non veniva effettuato dal 1973. “È un’operazione che si è resa necessaria in considerazione del grande incremento della collezione avvenuto negli ultimi decenni – ha spiegato la coordinatrice del Gabinetto, Laura Donati – nel 1973, infatti risultavano circa 133 mila, oggi sono oltre 45 mila in più”. Per consentire lo svolgimento del censimento, spiega ancora il complesso museale fiorentino, gli orari di accesso dei visitatori al Gabinetto saranno ridotti e su appuntamento.
Cortellesi, la mia Petra libera e post femministaA Genova sul set della serie Sky diretta da Maria Sole Tognazzi

GENOVA30 aprile 201919:43

– Le raffiche di libeccio, gonfie dell’odore sferzante del mare, sono il presagio della burrasca imminente. Nell’arena del palazzetto dello sport, tra gli spalti coperti da una polvere impietosa, l’ispettrice Petra Delicato avanza lentamente, il trench scuro, la pistola nella mano sinistra lungo il fianco, lo sguardo concentrato. Dal fondo della scena, come in un duello western, avanza a passi sicuri l’antagonista: cappotto oversize, capelli rasati, sguardo di ghiaccio, le intima di appoggiare l’arma a terra. E’ il capo di una setta russa che costringe i giovani adepti ad evirarsi: ha preso in ostaggio uno degli uomini dell’ispettrice e la ricatta.Nel vecchio palasport di Genova, gloriosa struttura che ha visto decine di gare di atletica indoor, concerti dei Beatles, Sinatra e Pavarotti, e perfino l’unica edizione del Superbowl italiano nel 1983, si gira il terzo episodio di ‘Petra’, la nuova produzione originale Sky con Cattleya e Bartlebyfilm, in onda prossimamente su Sky Cinema. Quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa del mondo, Petra Delicado, protagonista della saga bestseller di Alicia Gimenez-Bartlett che in Italia ha venduto (con Sellerio) oltre un milione e mezzo di copie. A darle il volto è Paola Cortellesi, diretta da Maria Sole Tognazzi. “Mi sono innamorata subito di Petra, perché è una donna che si è liberata dai cliché femminili, dal giogo dei ruoli che ci impone la società o ci imponiamo noi stesse”, sottolinea Cortellesi, esaltando la personalità indipendente dell’ispettrice, due matrimoni falliti alle spalle, catapultata dall’archivio in prima linea per indagare su casi di omicidio e violenza. “E’ una donna che prende in mano la sua vita e se ne assume i rischi, senza accettare compromessi né legami e quindi affrontando un po’ di solitudine e l’eventualità di non piacere necessariamente agli altri, ma non se ne fa un cruccio. E’ eccezionale, tutti vorremmo assomigliarle un po’. E’ fuori dagli schemi, dall’etichetta femminile o femminista, perciò la amo. Siccome certe sovrastrutture le ho – confessa l’attrice, che intanto si gode il podio degli incassi cinematografici con Che cosa ci dice il cervello, al secondo posto dietro il super fenomeno Avengers – pensavo che sarebbe stato più difficile interpretarla. E invece si è creata subito un’enorme sintonia”.”Petra è bella, è tosta, è ironica: un personaggio autobiografico”, ride Alicia Gimenez-Bartlett, anche lei a Genova per incontrare i giornalisti in una pausa delle riprese, consapevole di aver creato un”eroina’ che in qualche modo ha anticipato negli anni ’90 i movimenti neo femministi: “L’onda del cambiamento – sottolinea la scrittrice – in Spagna è molto forte, forse un po’ meno in Italia, per l’influenza della Chiesa, che non è un’amica naturale della donna. La fiction non può cambiare la realtà, ma può dare un contributo. E non si tratta di femminismo a oltranza: nessuno può dire che le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini. Chi non è femminista è uno stronzo!”, esclama. “Anche in Italia – aggiunge la Cortellesi – ci sono movimenti femministi, ma o non se li fila nessuno, o c’è qualcuno che si permette di metterli in discussione come è successo qualche settimana fa”, dice alludendo al congresso delle famiglie di Verona.La forza di Petra ha subito conquistato anche Maria Sole Tognazzi, che debutta alla regia di una serie tv e torna a lavorare con Paola Cortellesi dopo Passato prossimo (2003), il film che le valse il Globo d’oro per la miglior opera prima e un Nastro d’argento come miglior regista esordiente. “E’ una gioia infinita ritrovare Paola. Avevo letto tutti i romanzi di Petra e mi ero subito appassionata. Fa parte della tipologia di figure femminili che mi piacciono: donne libere, sole, o che decidono di stare in coppia con chi vogliono”. “Una femminista 2.0”, le fa eco Nils Hartmann, direttore delle Produzioni originali di Sky, “un personaggio fuori dagli stereotipi, capace di sottolineare la sua autonomia in modo molto naturale e ironica”.A fare coppia fissa con Petra nelle indagini è il viceispettore, che nei romanzi è Fermin Garzon, qui invece Antonio Monte (Andrea Pennacchi), un poliziotto vecchio stampo vicino alla pensione, ricco di saggezza e intuizioni. Per adattare, nei quattro episodi, i primi quattro romanzi della saga (Riti di morte, Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta), gli sceneggiatori Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia si sono impegnati ad attualizzare le tecniche investigative, “rispettando però il cuore del giallo”, spiegano. L’azione si sposta da Barcellona a Genova: “Cercavamo una città che avesse alcuni elementi chiave come il mare, il porto, la varietà dei luoghi e le differenze di classe che spesso fanno da sfondo alle storie. E un centro industriale: Genova ci è sembrata perfetta”, spiega Riccardo Tozzi, fondatore e co-ceo di Cattleya, rivelando che si pensa già a un sequel, anche perché i romanzi della saga sono almeno una decina: “Siamo pronti ad andare a oltranza”.Le riprese, con il supporto della Genova-Liguria Film Commission, si sono svolte fino a metà aprile in decine di location del capoluogo ligure (anche sotto lo scheletro del ponte Morandi), per spostarsi poi a Roma.

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Bartlett, ora racconto il privato di Petra
Incontro con la scrittrice spagnola sul set della serie Sky

GENOVA30 aprile 201919:27

– “Sto scrivendo la biografia di Petra: non ci saranno casi polizieschi, né cadaveri, né delitti, ma i lettori potranno finalmente sapere qualcosa di più del suo passato, della sua famiglia, dei suoi studi, dei suoi mariti”. Frangetta e caschetto, sorriso accattivante, la scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett è a Genova, dove si gira ‘Petra’, una produzione originale Sky con Cattleya e Bartlebyfilm, e in una pausa delle riprese prova a raccontare come immagina il futuro della sua ispettrice, alla quale si ispira la serie interpretata da Paola Cortellesi e diretta da Maria Sole Tognazzi, in onda prossimamente su Sky Cinema.”La nuova storia uscirà non prima di un anno, un anno e mezzo”, spiega la Bartlett, che non esclude che il libro possa essere pubblicato prima in Italia e poi in Spagna: “E’ già accaduto qualche anno fa, con il romanzo Gli onori di casa” che era ambientato a Roma. Una conferma del rapporto speciale che l’autrice – tradotta in 14 Paesi – ha con il nostro Paese, dove l’epopea di Petra Delicado, edita da Sellerio, ha venduto oltre un milione e mezzo di copie. Con l’ispettrice della Policia Nacional di Barcellona, richiamata dal lavoro polveroso dell’archivio all’operatività della prima linea, Alicia Gimenez-Bartlett ha tanti aspetti in comune: “E’ tosta, indipendente, decisa, forte e delicata insieme, come dice il suo nome. Ci assomigliamo soprattutto per il modo di vedere il mondo e per l’ironia”, sorride la scrittrice, che dei dialoghi da commedia brillante e dei continui cambiamenti d’ambiente, in grado di offrire uno spaccato sociale sempre vario, ha fatto i punti di forza del suo stile narrativo. “Ecco, Genova mi fa pensare a Barcellona, con l’articolazione sociale precisa dei suoi quartieri, la netta separazione tra il mondo più umile, vicino al mare, e le abitazioni dei ricchi nella parte alta”, sottolinea. Quanto alla sua ‘eroina’, “non è né spagnola né italiana, se usciamo dai luoghi comuni che vogliono le spagnole donne passionali per eccellenze e le italiane ‘mamme assolute’, stereotipi che trovo abominevoli. Petra è semplicemente una donna di oggi, e quindi può essere considerata internazionale”.Nella sceneggiatura della fiction non è intervenuta: “Scrivere un romanzo è arte, e così fare cinema o tv. Si tratta di linguaggi diversi che non posso controllare – sottolinea – e poi ci sono tanti giovani sceneggiatori che sanno fare benissimo il loro mestiere”.Per i cultori del genere, Alicia Gimenez-Bartlett è la risposta al nostro Andrea Camilleri e al commissario Montalbano: “Il paragone mi fa un piacere enorme”, ride la giallista, nata ad Almansa nel 1951, madre di due figli, premio Planeta nel 2015, a Genova accompagnata dal marito. “Camilleri è un uomo eccezionale ed è anche un grande seduttore: ricordo come è riuscito a stregare qualche anno fa la platea del festival del giallo a Barcellona. Ci accomuna l’editore italiano, Sellerio, ma spesso amiamo punzecchiarci a vicenda: lui mi invita ad evitare gli atteggiamenti troppo femministi di Petra, e io replico: ‘Il tuo uomo comanda troppo!'”. Non a caso la Bartlett, nel mondo decisamente maschile dei romanzi polizieschi, ha voluto che fosse proprio la figura femminile, Petra, in una posizione di potere, e che l’uomo, il viceispettore Fermin Garzon, fosse il suo sottoposto. Una coppia formidabile, che nel corso dei romanzi passerà dai battibecchi sessisti a un rapporto di solida amicizia, innaffiato generosamente dalla birra ma anche corroborato dalla reciproca comprensione.Lunga vita, allora, all’ispettrice Petra Delicado? “Sinceramente – conclude la Bartlett un po’ a sorpresa – non lo so. C’è stato un momento in cui mi sono fermata, mi sembrava di aver detto tutto quello che avevo da dire. Ora mi concentro sulla sua biografia: per me è come un’amica, voglio sapere qualcosa di più della sua vita”.

A S.Cecilia, Gatti dirige BrahmsCon Bronfman nel Concerto per pianoforte n. 2 e Sinfonia n. 2

30 aprile 201914:07

– Il maestro Daniele Gatti e il pianista statunitense Yefim Bronfman di nuovo ospiti della Stagione Sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Brahms. Entrambi grandi interpreti del compositore tedesco, saranno impegnati con l’ orchestra dell’ Accademia Nazionale nel Concerto per pianoforte n. 2 e nella Seconda Sinfonia venerdì 3 maggio alle 20.30 all’ Auditorium Parco della Musica (repliche sabato 4 e domenica 5 maggio alle 18). Il rapporto che unisce Daniele Gatti, attuale direttore musicale del Teatro dell’ Opera di Roma, e Bronfman a Brahms e a Santa Cecilia risale a diverso tempo fa. Nel 1997 Gatti – all’ epoca Direttore musicale dell’Accademia – è stato protagonista del Festival Brahms, organizzato per celebrare i cento anni dalla morte del compositore. Bronfman ha esordito sul palco di Santa Cecilia nel 1988 proprio con tre Sonate di Brahms.
Sala, aiutateci restaurare capolavoroCapolavori clou mostra Palazzo Reale con Leonardo e Caravaggio

30 aprile 201915:48

– Il sindaco Giuseppe Sala fa un appello ai milanesi perché contribuiscano al restauro di un capolavoro “di tutti” ovvero le tele del Grechetto che fino a marzo hanno adornato la sala omonima della biblioteca Sormani e che sono il cuore della mostra ‘Il meraviglioso mondo della natura’ a Palazzo Reale, visibile fino al 19 luglio.
Anzi, le 23 enormi tele del ciclo di Orfeo, create per adornare Palazzo Visconti (ora Palazzo Verri) in via Montenapoleone, sono il clou della mostra che permette di esplorare la rappresentazione della natura dalla ‘staticità’ delle miniature alla meraviglia degli schizzi di Leonardo, fino alla Canestra di frutta di Caravaggio, che ha dato vita al genere della natura morta. Il ‘bestiario’ di oltre 200 animali contenuto nelle tele è però visibile in mostra anche ‘dal vivo’.
Una sala è infatti dedicata agli esemplari imbalsamati che vengono dal Museo di Storia Naturale e dall’Acquario di Milano e dal Muse di Trento.
Dior a Marrakech, Europa incontra AfricaSfila collezione Cruise di Maria Grazia Chiuri che parte dal wax

30 aprile 201915:59

– L’Europa incontra l’Africa a Marrakech a Palazzo El Badi, con la sfilata della collezione Cruise di Christian Dior disegnata da Maria Grazia Chiuri. Era da tempo che la direttrice creativa della prestigiosa maison francese voleva entrare in contatto con le culture del Nord Africa.
Voleva confrontarsi con l’immaginario del Marocco, punto d’incontro tra Mediterraneo, Europa e Africa, miraggio per artisti, poeti, scrittori e viaggiatori. Presentare la collezione Cruise 2020 a Marrakech per Chiuri è stato un modo di attraversare la memoria della maison fino a Yves Saint Laurent primo direttore creativo del dopo Christian Dior, nato a Orano e affascinato dal Marocco. La collezione reinterpreta lo stile Dior nel tessuto wax, tipico africano, con le sue grafiche complesse e simboliche della diversità. Chiuri ha collaborato infatti con la fabbrica Uniwax, in Costa d’Avorio, per reinterpretare i codici Dior nella trama tessile. Da qui i wax toile de Jouy che rielaborano paesaggi e carte dei tarocchi.
Da Paoli a Mannoia, maggio all’Auditorium Parco della Musica di RomaSul palco anche Moroder, Sparagna, Noa, Paola Turci, Elisa

30 aprile 201918:08

Da Ambrogio Sparagna a Gino Paoli, da Giorgio Moroder a Fiorella Mannoia, a Elisa: un maggio di grande musica per la stagione di spettacoli di Musica per Roma, che vedrà alcuni dei più importanti protagonisti della scena italiana sul palco dell’Auditorium Parco della Musica. Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana torna con “Si canta Maggio” dedicato ai canti tradizionali abruzzesi, con la partecipazione di Mimmo Locasciulli (5 maggio); Gino Paoli per “Una nuova storia” è accompagnato dall’Orchestra da Camera di Perugia e da Danilo Rea, Rita Marcotulli, Ares Tavolazzi (12/5); Luca Barbarossa propone un nuovo progetto del ciclo Carta Bianca con Neri Marcorè (10/5). Giorgio Moroder chiude il “The celebration of the 80’s tour” (19/5).Martina Attili presenta Cherofobia (4/5), Paola Turci interpreta i brani di Viva da morire (20/5), Fiorella Mannoia anticipa la tappa estiva in cavea del suo Personale Tour (23/5), Elisa torna con Diari Aperti (24 e 25/5), Noa reinterpreta Bach a modo suo (24/5). E ancora Briga festeggia nove anni di carriera (17/5), Pacifico fa tappa all’Auditorium con il suo Bastasse il cielo tour, Simone Cristicchi incanta il pubblico con Abbi cura di me (19/5), precedendo Roberto Vecchioni (20/5). James Senese festeggia 50 anni di carriera con il doppio album Aspettando ‘O Tiempo (13/5), il virtuoso del violino Alessandro Quarta interpreta Piazzolla (14/5), e poi ancora sul palco Mimmo Locasciulli (23/5), Eugenio Bennato con i Taranta Power (24/5), la PFM che canta De André a vent’anni dalla morte (26/5). Sul fronte emergenti, proseguono gli appuntamenti di Retape con i due concerti di Gabriele Deca (10/5) e Iva Collister (22/5) aspettando il Retape Summer (28/6).In arrivo anche Pierdavide Carone insieme ai Dear Jack (24/5) e Setak (26/5). Spazio anche a Terence Trent D’Arby (9/5), Benjamin Clementine (15/5), Alice Merton (22/5). E ancora un maestro indiscusso del jazz e della musica oltre ogni confine Uri Caine (11 maggio).

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Panariello-Conti-Pieraccioni in teatro
A novembre sul palco, prima data confermata a Milano

30 aprile 201916:51

– Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni ancora insieme in una nuova tournée: dopo i palasport, in autunno porteranno il loro show, tra gag, sketch e battute sull’attualità, nei teatri di tutta Italia.
Prodotto da Friends&Partners, “Il Tour” sarà in scena lunedì 18 novembre e Milano (Teatro degli Arcimboldi). Le altre date annunciate sono sabato 30 novembre a Napoli (Palapartenope); lunedì 2 dicembre a Roma (Teatro Brancaccio); lunedì 9 dicembre a Torino (Teatro Colosseo); martedì 17 dicembre a Bergamo (Teatro Creberg); sabato 21 dicembre a Bologna (Europauditorium). Per l’estate, a grande richiesta, sono previsti intanto cinque appuntamenti: Livorno (Modigliani Forum) venerdì 14 e sabato 15 giugno, Frosinone (Stadio Benito Stirpe) martedì 18 giugno, Cinquale-MS (Arena della Versilia) lunedì 12 agosto e Follonica-GR (Follonica Summer Festival) martedì 13 agosto.
Top bionde come da tradizione per GuessAnche Arsenii Savitckii nelle foto di Tatiana Gerusova

30 aprile 201917:02

– La nuova campagna del marchio Guess ha come protagoniste due modelle dalla bellezza mozzafiato, come da tradizione per il brand, le bionde Gwen Van Meir e Mishel Gerzig, a cui si aggiunge il modello Arsenii Savitckii.
I tre protagonisti vengono immortalati in scatti in bianco e nero e a colori nel deserto del Mojave, con le imponenti montagne californiane a fare da sfondo. Con la direzione artistica di Paul Marciano, direttore creativo di Guess, e gli scatti di Tatiana Gerusova, la campagna cattura una sensualità naturale e spensierata, che rappresenta appieno lo spirito dello stile Guess. Le immagini immortalano le modelle e il modello con i capi della collezione estiva, mentre fingono la partenza per un road trip nel deserto. Il denim è uno dei protagonisti della nuova collezione, per jeans, gonne, giacche, tute e abitini in un mix di lavaggi chiari e scuri. Non mancano stampe floreali su sfondo color giada e foglia di tè, legging in eco-pelle, giacche da centauro, T-shirt con stampe grafiche.
Judi Dench, dopo 007 divento ‘Nonna spia’Protagonista in Red Joan, ispirato da storia vera

30 aprile 201919:06

“Nonna spia” è il soprannome affibbiato dai media a Melita Norwood, minuta signora 87enne appassionata di giardinaggio, che, nel 1999, grazie ai documenti diffusi dall’ex archivista del Kgb Vasilij Mitrochin si scoprì, essere stata la spia inglese di più lungo servizio per i sovietici, al lavoro per circa 40 anni, dagli anni ’30 alla “pensione” nel 1972. Un’incredibile storia vera che ha ispirato il romanzo, ricco di elementi di finzione, La ragazza del Kgb di Jennie Rooney, portato sul grande schermo da Trevor Nunn in Red Joan, con Judi Dench, in sala dal 9 maggio con Vision Distribution.Un nuovo ruolo da spia, per la grande attrice britannica dopo essere stata per sette film M, il capo di James Bond, sia in versione Pierce Brosnan che Daniel Craig, da Goldeneye a Skyfall, con un breve cameo anche in Spectre. La protagonista di finzione, Joan (che da ventenne è interpretata da Sophie Cookson) “può essere considerata un’eroina o no a seconda di quanto ognuno creda – ha detto Judi Dench a Stuff -. Io certo non la considero un’eroina. Lei dice di aver creduto che se tutti avessero avuto le stesse informazioni sul nucleare, più difficilmente i diversi schieramenti si sarebbero attaccati a vicenda, dando il via a un’altra guerra. Ma molti penseranno che è una persona cattiva”. Melita Norwood (che vista l’età non è stata sottoposta a processo ed è morta nel 2005), da impiegata della British Non-Ferrous Metals Research Association fornì ai sovietici informazioni sul cosiddetto progetto Tube Alloys, il lavoro degli inglesi per la Bomba atomica. Andata a lavorare a Londra dopo aver abbandonato l’università di Southampton, veniva da una famiglia che credeva nell’ideale comunista, e continuò a rivelare segreti per decenni, facendo anche da reclutatrice.Romanzo (edito in Italia da Piemme) e film, ne rileggono la storia con l’aggiunta di ampie dosi di romanticismo fittizio, immaginando Joan come studentessa di fisica negli anni ’30 a Cambridge, a contatto con l’ambiente dei cosiddetti Cinque di Cambridge, i rampolli di buona famiglia diventati importanti spie per i sovietici. Per la ragazza, più dei valori comunisti contano gli incontri: con l’affascinante Sonya (Tereza Srbova), il giovane e appassionato militante Leo (Tom Hughes), di cui si innamora, e più avanti con lo scienziato Max Davis (Stephen Campbell Moore), responsabile del progetto Tube Alloys. La scelta di passare segreti, per lei verrà proprio dal desiderio di preservare la pace. In un film nel quale la storia vera viene in parte banalizzata, spicca l’intensità di Judi Dench, che rende la complessità di Joan evidenziando il contrasto tra la fragilità del suo corpo da ottantenne e la potenza delle sue convinzioni, mai ripudiate.”Il film spiega che è stata Hiroshima a darle la convinzione di fare una cosa del genere – ha aggiunto sul suo personaggio, Judi Dench che vedremo presto anche in versione gatta nell’adattamento cinematografico firmato da Tom Hooper del musical cult Cats! -. Ricordo quella volta lo shock, e posso capire il desiderio di intervenire, di fare qualcosa, come dice lei”.

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1 maggio, l’ira di Ambra sul maschilismo
“Il problema è a monte, i diritti vanno difesi altrove”

30 aprile 201917:15

– “Poche donne sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma? I problemi sono altri, il male è altrove”. Ambra Angiolini, che condurrà la manifestazione di San Giovanni a Roma insieme a Lodo Guenzi, si scalda sulla questione quote rosa. “Io non mi sento offesa – aggiunge Ambra -, questa è la radiografia della situazione discografica italiana, dunque il problema è a monte. In hit parade le donne sono due nelle prime venti posizioni. La polemica deve essere altrove: invece di contare il numero delle artiste donne, di fare liste di maggioranza o minoranza, perché non parliamo del diritto ad avere lo stesso salario degli uomini, della possibilità di lavorare e fare carriera anche con un figlio?”.
“Mi incazzo – dice ancora – ma spero davvero che questa non diventi la polemica del giorno. Il Primo maggio non è responsabile di quello che succede nella discografia, ma se è stato rilevato un problema, cerchiamo di risolverlo per il prossimo anno”.
Rocketman, vita Elton John è un musicalDopo Bohemian Rhapsody attesa per altro biopic sulla popstar

30 aprile 201917:22

– Il successo da record di Bohemian Rhapsody ha fatto nascere (o rinverdire) un nuovo filone? Sembra proprio di sì e c’è grande attesa per il film fuori concorso in anteprima mondiale al festival di Cannes, in sala il 29 maggio con Fox, Rocketman su Elton John. L’operazione è del tutto simile: lì c’era Freddie Mercury, qui sir Elton, entrambi con le loro biografie, ascese, cadute, popolarità, solitudini, dipendenze, hit evergreen. A Rami Malek è valso un Oscar e la rampa di lancio (è il cattivo nel 25/o 007). A Taron Egerton capiterà lo stesso? Molte altre le similitudini, incluso lo studio di produzione e il sostegno dei veri personaggi: i Queen evidentemente nel caso di Bohemian, lo stesso Elton John in Rocketman. E’ il produttore esecutivo e dice: “Doveva essere il più onesto possibile”. Il film ripercorre tutta la biografia della pop star: da timido figlio della classe operaia, pianista prodigio Reginald Dwight all’icona che riempie gli stadi: puoi essere ciò che vuoi è il leitmotiv biografico.
Il giovane Tolkien, premiere a LondraAttesa per il film con Nicholas Hoult, contrari eredi scrittore

LONDRA30 aprile 201917:35

– I fan che si sono assiepati il 29 aprile davanti al cinema Curzon Mayfair, nel centro di Londra, per la premiere di ‘Tolkien’ già preannunciano il successo del film. Sul red carpet hanno sfilato i giovani protagonisti del biopic dedicata al genio di J. R. R. Tolkien, prolifico scrittore britannico e creatore delle saghe del Signore degli anelli e dell’Hobbit, come l’attore che lo interpreta, Nicholas Hoult, e Lily Collins che recita nel ruolo della moglie, Edith Bratt. “Sono io stesso un grande lettore di Tolkien – ha detto Hoult – e con questo film ci siamo concentrati in particolare sugli anni della sua formazione”. Il film passa in rassegna la difficile infanzia di Tolkien (rimase orfano a 12 anni), gli anni della formazione scolastica, l’amore con la futura moglie Edith, fino al trauma della I guerra mondiale sul fronte della Somme.
Gli eredi di Tolkien hanno preso le distanze dal film, affermando di non voler in “nessun modo” sostenere la pellicola.
In Italia uscirà il 26 settembre.
A Napoli nuovo ‘Interiors’ di LentonDal 3 al 12 maggio al Sannazaro con cast italiano

NAPOLI30 aprile 201918:30

– Per la prima assoluta di Interiors, nuovo allestimento del pluripremiato spettacolo diretto dal regista britannico Matthew Lenton, debutto al Teatro Sannazaro di Napoli il 3 maggio. La creazione originale di Vanishing Point di Glasgow, a dieci anni esatti dalla prima vista al Napoli Teatro Festival, torna in scena (fino al 12 maggio) prodotta, in esclusiva per l’Italia, da ‘Tradizione e Turismo-Centro di Produzione Teatrale’ ed ‘Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro’ con un nuovo cast, tutto italiano. “E’ uno spettacolo diverso – dice il regista – che, pur mantenendo intatta la suggestione e l’idea di base, cambia parecchio rispetto alla precedente edizione. Sicuramente in alcuni elementi della scenografia e nelle nuove dinamiche instaurate dagli attori che formano il nuovo cast”. Otto in scena e di più generazioni (sono Clara Bocchino, Giuseppe Brunetti, Ivan Castiglione, Sergio Di Paola, Rebecca Furfaro, Lucienne Perreca, Giorgio Pinto, Ingrid Sansone) scelti dal regista nelle audizioni al Sannazaro.
Ultimo, Colpa delle favole Disco platinoAnche l’album “Peter Pan” ottiene il terzo platino

30 aprile 201918:32

– Dopo aver debuttato al primo posto della classifica Fimi/Gfk e averla mantenuta per tre settimane, il nuovo album di Ultimo “Colpa delle favole” (Honiro, distribuzione Believe) è certificato Platino.
Anche l’album “Peter Pan” ottiene il terzo disco di platino.
In un anno e mezzo di carriera, il giovane cantautore romano ha già collezionato in totale, tra album e singoli, 18 dischi di platino e 7 dischi d’oro.
Dal 27 aprile Ultimo è live con il “Colpa delle favole tour”, sold out in 18 palazzetti italiani, con oltre 300.000 biglietti venduti complessivamente fino ad oggi. Chiuderà la tournée con “La Favola”, una speciale data evento, già sold out, il 4 luglio che lo vedrà protagonista all’Olimpico di Roma, e sarà il più giovane artista italiano a esibirsi in uno stadio.
A Venezia installazione su mail HillaryNove mostre con regia “Zuecca Project Space” in giorni Biennale

VENEZIA30 aprile 201918:50

– Negli spazi della galleria di un ex teatro-Cinema “Italia”, oggi sede di un supermercato, viene ricreata una sorta di studio Ovale della Casa Bianca con al centro una installazione scultorea formata dalle 60mila pagine delle mail di Hillary Clinton, poi usate contro di lei nella campagna elettorale: è “Hillary: The Hillary Clinton Email”, un progetto dell’artista e poeta Kenneth Goldsmith, a cura di Francesco Urbano Ravazzi, in programma dal 9 maggio a Venezia. E’ uno dei nove progetti messi in campo nel periodo della Biennale d’Arte,, assieme ad altri eventi, da “Zuecca Project Space”, associazione lagunare che opera nel campo del contemporaneo.
‘Pierino e il lupo’, prima per CelestiniRiscrive fiaba musicale e interpreta balletto ‘Pulcinella’

FORLI’30 aprile 201918:51

– Ascanio Celestini presenta in prima assoluta a Forlì un nuovo spettacolo dove riscrive la fiaba musicale di ‘Pierino e il lupo’ di Sergej Prokof’ev e interpreta il balletto neoclassico ‘Pulcinella’ di Stravinskij.
L’evento, prodotto da ForlìMusica in collaborazione con Accademia Perduta da un’idea di Danilo Rosi, prima viola del Teatro la Scala e direttore artistico della stagione classica forlivese, chiude il cartellone musicale sabato 4 maggio al Teatro Diego Fabbri.
L’attore, autore e voce recitante, è accompagnato dall’Orchestra Maderna di Forlì, che eseguirà la partitura originale di Prokof’ev e la suite da concerto di Pulcinella, sotto la guida del maestro concertatore Paolo Chiavacci. La riscrittura di Celestini pone l’accento sul gioco, quello di un ragazzino e dei suoi animali, sulla paura, l’inquietudine ancestrale, sull’immagine della natura e sulla sfida che mescola i ruoli. Fiati e archi, percussioni e timpani, insieme al violino di Chiavacci, rappresentano i personaggi della storia.
30 anni fa il debutto di Chi l’ha visto?Su Rai3 storico e longevo programma sugli scomparsi e i casi di cronaca irrisolti

01 maggio 201909:09

Trenta anni fa, andava in onda la prima puntata dello storico programma “Chi l’ha visto?” dedicato alle persone scomparse. In questi 30 anni ha saputo affermarsi come straordinario esempio di Servizio Pubblico, con ottimi risultati di ascolto e come prova dell’eccellente prodotto che sono in grado di realizzare le risorse interne alla Rai. Sempre al servizio dei cittadini, ha avuto diversi conduttori: dagli esordi di Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, a Luigi di Majo, Alessandra Graziottin, Giovanna Milella, Marcella Di Palma e Daniela Poggi.Il programma dal 2004 ad oggi è condotto dalla giornalista Rai Federica Sciarelli, affiancata e sostenuta da Stefano Coletta prima come supervisore e da due anni in qualità di direttore di Raitre.In questi anni ha allargato la sua vocazione dal racconto delle scomparse ai casi di cronaca più attuali e discussi arrivando a far riaprire casi irrisolti dal ritrovamento di Elisa Claps, alla morte della famiglia Carretta, all’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.”Un successo ottenuto grazie al lavoro di squadra di bravi professionisti, tra i quali anche numerosi giornalisti che lavorano con “contratti atipici” ai quali ci auguriamo venga riconosciuto quanto prima il giusto contratto come previsto dall’impegno preso dall’amministratore Delegato della Rai al tavolo della trattativa con l’Usigrai.A Federica Sciarelli, all’intera redazione e a RaiTre i nostri migliori auguri: la Rai ha profondo bisogno di esempi come questo per il futuro del Servizio Pubblico”, sottolinea in una nota l’esecutivo Usigrai d’intesa con la Fnsi.

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Bowie, dal 28/6 le registrazioni inedite
In arrivo il cofanetto The Mercury Demos

30 aprile 201919:18

– Il 28 giugno, per Parlophone, esce The Mercury Demos, una serie di registrazioni inedite di David Bowie. Il cofanetto arriva come parte dei festeggiamenti per l’anniversario dei 50 anni dalla prima hit di Bowie ‘Space Oddity’ e dopo le recenti raccolte ‘Spying Through A Keyhole’ e ‘Clareville Grove Demos’.
‘The “Mercury” Demos’ sono 10 registrazioni registrate live con il registratore nell’appartamento di David nell’estate 1969, con l’accompagnamento di John ‘Hutch’ Hutchinson alla chitarra e voce. La versione di Space Oddity contenuta nei ‘Demos’ è presentato nel suo vero contesto per la prima volta. Le altre nove registrazioni sono tutte inedite. In aggiunta agli originali di Bowie, la sessione include anche la composizione ‘Life Is A Circus’ (contenuta anche in una versione demo antecedente nel cofanetto ‘Clareville Grove Demos’) e la composizione di Lesley Duncan ‘Love Song’ registrata più tardi da Elton John per il suo album ‘Tumbleweed Connection’.
Ghali, quattro appuntamenti in EuropaTra il 5 e il 27 luglio nei festival più prestigiosi

30 aprile 201919:19

– Dopo l’uscita di I Love you il brano che in poche settimane ha raggiunto oltre 7 milioni di stream, Ghali per la sua prima apparizione live, sceglie il Concertone del Primo Maggio a Roma. L’artista milanese ha voluto essere presente alla manifestazione prima della preparazione di quattro appuntamenti live dell’estate: il 5 luglio a Francoforte, per la serata di inaugurazione del Wireless Festival al Alter Rebstockpark, dove si esibiranno anche Cardi B, James Blake, Rita Ora e Travis Scott. Secondo appuntamento, il 20 luglio, al Lollapalooza Paris, festival multi-genere che si svolge nella capitale francese e al quale partecipano Martin Garrix, Ben Harper, The Strokes, IAM e Twenty One Pilots. Il Pow Wow festival sarà il terzo appuntamento, il 23 luglio, nell’isola di Pag, in Croazia. Tra gli ospiti Dj Diesel (aka Shaquille O’Neil), The Bloody Beetroots e molti altri. Chiude la sequenza la partecipazione a Tomorrowland, il festival di musica elettronica che si svolge in Belgio dal 2005.
Roy Lichtenstein, le Multiple VisionsAl Mudec – Museo delle culture 100 opere dell’artista americano

30 aprile 201919:51

– Milano rende omaggio a uno dei più importanti esponenti della pop art, Roy Lichtenstein, con una mostra al Mudec, il Museo delle culture, dal 1 maggio all’8 settembre.
‘Lichtenstein. Multiple Visions’ racconta, con circa 100 opere, tra stampe, anche di grande formato, sculture, arazzi, video e fotografie, come gli elementi di diverse culture sono confluiti nel lavoro dell’artista statunitense e nel suo stile di riproduzione seriale dell’immagine. Ecco allora la cultura americana che irrompe nelle sue coloratissime opere, dagli indiani nativi al Far West, fino al mondo della pubblicità e del fumetto. L’arte di Lichtenstein “potrebbe essere definita della visione – ha commentato il curatore della mostra, Gianni Mercurio -. Lui è un artista dell’occhio, le sue opere sono un vero godimento estetico”.
Il percorso della mostra è tematico ed evidenzia l’evoluzione nel lavoro di Lichtenstein rispetto alla riproducibilità meccanica dell’arte, di cui è stato interprete. Nella sezione ‘Storia e Vernacoli’ emergono le influenze della cultura americana del periodo del far west e degli indiani d’America, mentre in ‘Interiors’ ad esempio appaiono ambienti di vita quotidiana ma anche lo studio ovale della Casa Bianca. In ‘Action comics’ ci sono le sue opere forse più note al pubblico, con i soggetti maschili e femminili rappresentati in stile fumetto. E poi la ‘Figura Femminile’ con la sua evoluzione che corrisponde a quella nella società americana: da casalinga felice a paladina femminista con l’arrivo degli anni ’70. In tutto le sezioni della mostra sono otto.

A settembre concerto tributo a De AndréSarà a Genova. Dori Ghezzi, ‘vorremmo farne anche un docufilm’

30 aprile 201919:57

– “A settembre si terrà a Genova il grande concerto tributo per Fabrizio, che non eravamo riusciti a fare a gennaio”. Lo ha rivelato Dori Ghezzi, durante la conferenza stampa di lancio di Faber Nostrum (Sony Music), l’album con il quale la nuova scena italiana, da Motta a Lo Stato Sociale, da Vasco Brondi a I Ministri, da Colapesce a The Zen Circus, rende omaggio a De André a 20 anni dalla scomparsa.
“Naturalmente ci sarà spazio anche per chi fra loro vorrà partecipare” aggiunge Dori Ghezzi, che ancora non può svelare né la data del concerto “che finalmente abbiamo individuato”, né gli artisti che saranno sul palco. “Il progetto è di farne anche un docufilm, vorremmo realizzare qualcosa che possa circolare – spiega a margine – e ci saranno anche nomi internazionali”. Era un progetto “che stavamo preparando per l’11 gennaio con la Rai e Fazio che poi non si è potuto fare. Avevamo già sentito alcuni artisti stranieri, ora cominciamo a riconvocarli per questa data a settembre”.
Sbriciolata opera pittore TulliA Macerata durante lavori per realizzazione hub turismo

MACERATA30 aprile 201920:01

– Durante i lavori per trasformare i locali di un ex farmacia nell’edificio del Teatro Lauro Rossi a Macerata in un hub per l’accoglienza turistica si è in gran parte sbriciolata l’opera “Chimismi” del pittore Wladimiro Tulli (1922-2003), esponente del secondo futurismo e dell’astrattismo, che si trovava sul soffitto. E’ accaduto, riferisce una nota del Comune, durante la rimozione di parte di un controsoffitto a rischio distacco, a causa dell'”estrema fragilità” del motivo figurativo, “una decorazione in acrilico su rasatura in gesso, non un affresco, che forma una sorta di pellicola su una base di intonaco apprettata su rete metallica”. Le conseguenze sulla decorazione sono state fatte immediatamente valutare dall’Ufficio Tecnico del Comune di Macerata alla restauratrice Maria Pia Topa. “Al momento è in corso la verifica di quanto sia possibile recuperare per lasciare una traccia coerente dell’opera” spiega Topa che in passato ha restaurato opere dell’artista maceratese.
Amleto di Binasco, favola dell’umanitàPrima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri

SATORINO30 aprile 201920:27

– “Il mio Amleto è il frutto di un lavoro collettivo con gli attori, che parte dall’emotività profonda, da una necessità di poesia, è una favola dell’umanità, un archetipo, un modo forse anche per tenermi lontano dalla contemporaneità, dal mondo di oggi, che mi sembra orribile”. A parlare è Valerio Binasco, regista dell’Amleto prodotto dal Teatro Stabile di Torino, in scena questa sera in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino). Uno spettacolo di poesia shakespeariana, di ‘urgenza emotiva’, realizzato con la neonata compagnia stabile di attori legati allo Stabile ‘Lemon Ensemble’ dal nome delle Fonderie, luogo di ‘macchina’ dello Stabile. La scene sono ridotte all’osso e gli attori vestono abiti contemporanei. Un modo in più per andare all’essenza del dramma ‘familiare’ come lo definisce Binasco, del principe di Danimarca, chiamato a districarsi tra i suoi fantasmi di odio e amore, fino a morirne.
Il pubblico, immerso nel buio, non fiata e gode del testo antico più famoso al mondo.

A Firenze retrospettiva dedicata TalaniInaugurata esposizione a Palazzo Vecchio con 65 opere maestro

FIRENZE30 aprile 201921:11

– La prima grande retrospettiva dedicata al maestro toscano Giampaolo Talani, a poco più di un anno dalla sua improvvisa scomparsa: la mostra ‘Anima sola’ è stata inaugurata oggi nella sala d’arme di Palazzo Vecchio a Firenze dove resterà fino al 24 maggio. La rassegna ospita 65 dipinti, oltre ad alcune sculture in bronzo e sei sinopie originali dell’affresco “Partenze”, creato dal maestro per la stazione fiorentina di Santa Maria Novella e propone anche spunti audio e video che accompagnano la visita. I dipinti scelti vogliono regalare una panoramica emozionale sulla ricerca pittorica di Talani, ricerca durata una vita e grazie alla quale ha raggiunto un linguaggio artistico tutto personale e riconoscibile. La mostra, patrocinata dal Comune di Firenze e dal Consiglio Regionale della Toscana, è organizzata dall’associazione culturale Giampaolo Talani e curata da Laura Farina.
Herlitzka, fare l’attore è una cosa seriaTanta ironia al Bif&st nella sua lezione di cinema

BARI30 aprile 201919:22

“Voglio fare l’attore, voglio fare l’attore”, questa la frase-tormentone e guida di Roberto Herlitzka è quella anche che dice ogni volta che affronta il palcoscenico che, almeno secondo lui, va sempre temuto e rispettato. Questo uno dei momenti clou della masterclass tenuta al Bif&st da Herlitzka, classe 1937, al Teatro Petruzzelli che ha raccolto una lunga standing ovation. Una lezione di teatro, cinema e recitazione nel segno di un’ironia che forse non ci si aspetta da questo artista dalla fisionomia melanconica e che stasera riceverà il Premio Federico Fellini Platinum Award. Intanto “Voglio fare l’attore”, è anche il titolo di un libro di Herlitzka e allo stesso tempo la frase che sintetizza la decisione presa tanti anni fa a Torino:”da ragazzino decisi di fare attore il giorno che andai a vedere un’operina del Settecento.Quando arrivò il momento degli applausi e i cantanti vennero a ringraziare, mi sono detto ‘io faro attore’. Badate bene l’attore e non cantante, e lì sono salito definitivamente sul carro di Tespi”. Confessa poi Herlitzka con la sua pacata ironia: “Ho fatto tanti film di nicchia, di quelli che non vede nessuno e spesso ho fatto personaggi che hanno un lato difficile, nascosto. Personaggi vicini a quelli di Thomas Bernhard, uno dei miei autori preferiti, che sono in genere in preda ad un’ironia cosmica”. Per recitare, spiega poi, serve “una dedizione totale come accade per tutte le forme d’arte, ma va sempre distinta la differenza tra cinema e teatro. Nel cinema le cose avvengono in quel momento, nel teatro ci sono le prove, si discute con il regista, c’è un maggiore scambio”.Il suo storico ruolo di Aldo Moro in Buongiorno notte di Marco Bellocchio, nasce, racconta, “da un accordo con lui. Dovevo fare solo un uomo prigioniero condannato a morte, non dovevo ispirarmi troppo ad Aldo Moro. Così, alla fine, ho immaginato di essere io il prigioniero senza immedesimarmi troppo”. E ancora su Marco Bellocchio con il quale ha lavorato più volte: “La sua sola presenza obbliga gli attori a dare come il meglio di sé. E proprio per Buongiorno notte ci fu un giorno che Marco mi convocò e mi fece leggere una scena. Dopo avermi ascoltato con grande attenzione, mi disse con i suoi modi gentili, con quella sua cautela: ‘evita di fare quel birignao’. Una cosa orribile detta a un attore di teatro, ma da lui la accettai. Solo dopo ho scoperto che l’aveva detto anche a una grandissima come Piera degli Esposti”. Il segreto della recitazione? “La naturalezza. È lo scopo massimo a cui si tende, questo non vuol dire mangiarsi le parole, ma sentirne la musica. Studiare la naturalezza è come studiare le note, significa essere per nulla naturali, altrimenti non funziona”. Regista più amato, Antonioni ma anche Eric Rohmer. Quanto agli attori: “Allen, Jerry Lewis, ma al vertice di tutto quel genio che era Charlot”.          [print-me title=”STAMPA”]