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Fotografi senza fissa dimora in mostra
Ri-scatti racconta 13 progetti della Fondazione Cariplo
7 maggio 2019 16:23
– Se si guarda ‘ad altezza uomo’ si trovano la bellezza e il riscatto. E’ quello che hanno fatto i fotografi senza fissa dimora della Onlus Ri-scatti, i cui scatti sono in mostra fino al 1 settembre alle Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo.
’13 Storie dalla Strada. Fotografi senza fissa dimora’, curata da Dalia Gallico, mette in mostra 52 immagini inedite scelte tra i 9800 scatti realizzati nel corso di un anno, fotografando 13 progetti scelti fra i 1500 che Fondazione Cariplo porta avanti ogni anno. Fedele, Dario, Massimo Francesco, Antonio, Massimo Ettore, Paulos, Aquil, Salvatore, Traorè, Nyang, Fulvio, Amath hanno compiuto un viaggio dalla periferia al cuore della città.
“La fotografia mi ha costretto a cercare le cose belle che ho intorno” racconta Dario che sogna una casa, una famiglia e alla città chiede solo che gli restituisca un po’ di tranquillità.
Desideri semplici come “non avere più paura del futuro” che uniscono l’atto di raccontare a quello del raccontarsi.
Pazzi per la fotografia, su Sky Arte show per appassionatiVia alla quarta edizione di Master of Photography
27 maggio 201919:16
Master of Photography, il primo tv show europeo dedicato al mondo della fotografia, torna con la quarta edizione in esclusiva su Sky Arte (120 e 400 di Sky) e disponibile anche su Sky On Demand, da domani con sei nuovi episodi, e in replica su Sky Uno alle 23.15. Otto concorrenti, selezionati tra i migliori talenti da tutta Europa, dovranno dimostrare a una giuria di fotografi ed esperti di fama mondiale di avere creatività, istinto e versatilità per vincere il premio finale di 100.000 euro.
Nel corso delle puntate vedremo fotografi vincitori di premi internazionali sfidarne altri per cui una carriera in fotografia è ancora solo un sogno. Per completare le varie prove, i concorrenti viaggeranno in diverse location in Europa e si confronteranno con diversi generi fotografici tra street photography, fotografia di paesaggio, ritratto e reportage, mettendo alla prova le proprie capacità tecniche e artistiche. Anche quest’anno tornano a giudicare i concorrenti Elisabeth Biondi, Visual Editor leggendaria con alle spalle una carriera decennale al New Yorker e Vanity Fair, Mark Sealy curatore di fama mondiale, storico e docente britannico insieme a Oliviero Toscani, acclamato e provocatorio fotografo italiano. Per la prima volta in assoluto nella storia della serie i giudici scenderanno in campo e saranno presenti in alcune delle prove in esterna, dove potranno osservare da vicino i concorrenti in azione. Nel corso delle puntate, i concorrenti avranno modo di mettersi alla prova in un percorso che non è solo una competizione ma un momento di apprendimento e accrescimento professionale. Ad affiancarli in ogni puntata, anche quest’anno, vere e proprie star del mondo della fotografia: Paolo Pellegrin, Martin Schoeller, Brenda Ann Kenneally, Jérôme Sessini, Chris Buck e Rankin.
Sting, My songs, il paesaggio della mia vitaA Milano, nel 2020 a Vegas, domenica alle urne per Lib Dems
MILANO28 maggio 201910:49
Da ‘Englishman In New York’ a ‘Roxanne’, ci sono tutti i suoi brani più celebri in ‘My songs’, l’album in cui Sting rilegge canzoni che “sono il paesaggio della mia vita, ma anche – dice lui, di passaggio a Milano dove si è esibito in piazza Duomo per Radio Italia – di quella di tanti altri”. “Oggi un italiano mi ha detto che lui e la moglie si sono innamorati ascoltando ‘Every breathe you take’, ma c’è anche chi ricorda un mio brano perché ha accompagnato il funerale di uno zio, mi piace – spiega – l’idea di creare una cornice per i ricordi, credo che abbia un valore al di là delle classifiche”.Così, in un mondo musicale dominato dallo streaming, dove le canzoni – dice – si consumano come un caffè, lui ha voluto costruire una cornice intorno ai suoi brani più famosi, andando a raccontare, nelle note dell’album, dove e come sono nati. ‘If you love somebody set them free’ per esempio è stata scritta nel 1985 in una casa ad Hampstead, Londra, dove succedevano cose talmente strane che “temevo – ricorda divertito – fosse abitata dai fantasmi”. Anche il progetto dell’album ha una sua storia: “mi avevano chiesto di suonare ‘Brand new day’ a capodanno a Times Square e ho pensato di rivederla per darle un sound più contemporaneo, il giorno dopo era nella top ten di Itunes e mi è venuta voglia di divertirmi a rivedere le mie canzoni più note in questa chiave”. Un gioco cui Sting invita anche i suoi ascoltatori a partecipare, confrontando le versioni originali e quelle di oggi dei vari brani per trovare le differenze.Affinità e somiglianze saltano all’occhio più con i brani dell’epoca Police che con quelli da solista: “è vero, mi sono preso più libertà con i miei pezzi, ma – spiega – non c’è un motivo preciso, credo che a parte le modalità di registrazione ciò che è cambiato di più nel tempo sia la mia voce, che oggi ha più sfumature e riesce meglio a raccontare storie”. Negli anni, è mutato anche l’approccio: “da giovane hai più energia, lavori più di istinto, forse era più facile”. Eppure da ‘The last ship’ alla collaborazione con Shaggy, Sting non si è mai fermato: appena finito il tour con il collega giamaicano, è già pronto a partire per i concerti legati a ‘My songs’, che lo porteranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova. L’anno prossimo, invece, sarà a Las Vegas per una ‘residency’ al Ceasar’s palace: “ho passato anni in tour di città in città e non avevo mai accettato ma ora sono pronto: questa volta sarò io fermo e verrà gente da tutto il mondo a vedermi”.C’è una prima volta per tutto, anche alle urne: “ho votato per la prima volta i liberal-democratici, ho sempre votato laburista, perché sono di estrazione ‘working class’, ma il mio partito è sparito, comunque non sono scoraggiato perché sono andati a votare in tanti e questo è un buon segnale. Io sono per il ‘Remain’ perchè è vero che l’Europa va riformata, ma per farlo bisogna rimanere al tavolo, lasciarlo è da pazzi. E poi la vera sfida è il cambiamento climatico e nessuno può pensare di affrontarlo da solo. A chi è contro l’Europa mi viene da dire una cosa: non dimentichiamo che sono 70 anni che abbiamo la pace e che io non ho dovuto sparare a un tedesco, ma mio padre e mio nonno purtroppo sì”. Che il suo cuore sia con la working class lo sanno gli operai della Bekaert di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, che ha sostenuto andando a suonare al loro presidio, ma anche quelli della Gm di Toronto, cui ha portato in fabbrica l’opera ‘The last ship’, creando talmente risonanza che l’azienda ha deciso di non chiudere più lo stabilimento.
Scala: 11 nuove produzioni e Tosca in edizione criticaFirmata da Davide Livermore, ‘vicina a quella di Puccini’
MILANO27 maggio 2019
Undici nuovi allestimenti su 15 nel cartellone 2019-2020 della Scala, che inaugurerà la stagione con una ‘Tosca’ in edizione critica diretta da Riccardo Chailly. Lo ha annunciato il sovrintendente del teatro Alexander Pereira nella tradizionale conferenza condotta con il direttore musicale e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
E sarà una Tosca firmata dal regista Davide Livermore, con le scene di Giò Forma, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Antonio Castro. “Una Tosca, secondo il maestro Chailly, molto vicina a quella presentata da Giacomo Puccini la sera della prima assoluta, il 14 gennaio del 1900”. Da allora le incrostazioni della tradizione lirica, un po’ volute dalle mode, si sono succedute le une alle altre, fino a oggi.
Ma questa edizione critica realizzata da di Roger Parker per Ricordi, riporta tutto come quella sera di gennaio del 1900. “In questa Tosca – afferma Chailly – ci saranno pagine dell’opera che non abbiamo mai sentito, nello stesso personaggio di Tosca, ma anche di Cavaradossi, Scarpia, Spoletta… Il pubblico della Scala potrà gustare la grandezza di Puccini al suo primo passaggio. E sono pagine che meritano di essere conosciute”.
A interpretare il personaggio di Tosca sarà Anna Netrebko (Saioa Hernandez in 3 recite di gennaio), Luca Salsi sarà Scarpia, Vladimir Sazdovski Angelotti, Alfonso Antoniozzi il sacrestano, Carlo Bosi Spoletta e Giulio Mastrototaro Sciarrone.
Non si sa ancora chi sarà il tenore, il protagonista maschile che indosserà i panni del pittore Mario Cavaradossi. Con questa edizione critica, Chailly continua il percorso di presentazione delle opere di Giacomo Puccini alla luce delle ricerche musicologiche più recenti, con cui ha già riportato alla Scala Turandot, La fanciulla del West, Madama Butterfly e Manon Lescaut.
Ma Tosca, come detto, sarà solo uno dei lavori presentati nella stagione con una nuova produzione. Fra gli allestimenti più attesi, ‘Il Trovatore’ di Giuseppe Verdi (in febbraio 2020), con la direzione di Nicola Luisotti e la regia di Alvis Hermanis, e poi ‘Il turco in Italia’ di Rossini, una ‘Salomè’ che rappresenterà il debutto di Chailly con un’opera di di Richard Strauss. Fra gli autori che troveranno un titolo, Debussy (con Pelleas et Melisande), Wagner con Tannhauser. E poi Umberto Giordano con ‘Fedora’. E ancora Verdi con ‘Un ballo in maschera’ direttoda Zubin Metha e Ponchielli con ‘La Gioconda’.
Fino a Haendel con ‘Semele’ eseguita dall’orchestra con strumenti storici e alla musica contemporanea di Schoemberg e Nono.
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Filarmonica 199, da Beethoven ai Pink Floyd
concerti, formazione, danza e l’anno prossimo festa dei 200 anni
27 maggio 201921:10
Stagione 199 per l’Accademia Filarmonica Romana che l’anno prossimo compie duecento anni e porta avanti il proprio impegno verso la città per l’ascolto, l’approfondimento, la formazione musicale e la danza, al cui centro – come ha sottolineato il direttore artistico Andrea Lucchesini, introdotto dal presidente Paolo Baratta – sono i 13 appuntamenti della stagione di concerti al Teatro Argentina che si aprirà il 7 novembre con la violoncellista Sol Gabetta e Nelson Goerner al piano, per chiudersi il 2 aprile col duo Nikolaj Znaider e Robert Kulek, e prevede l’integrale di Quartetti di Beethoven per i 250 anni dalla sua nascita. A ricordare subito il lavoro di formazione dell’Accademia, c’è un’anteprima il 12 e 13 ottobre al Teatro di Villa Torlonia con gli studenti dei corsi di perfezionamento che partecipano al progetto quinquennale RossiniLab impegnati ne ‘La cambiale di matrimonio’ diretti da Giovanni Battista Rigon e regia di Cesare Scarton, che stanno per iniziare la preparazione per ‘L’inganno felice’ da presentare il prossimo anno, quale nuovo appuntamento con le cinque farse rossiniane.
Le Giornate della Danza a Roma (e non più Festival come in passato, perché sparse nell’anno e non concentrate assieme) saranno 4 in collaborazione col Teatro Olimpico, col ritorno della ‘Alice’ dei Momix e la novità del balletto-opera rock ‘Shine – Pink Floyd Moon’ di Micha Van Hoeke, più il tango argentino di Miguel Angel Zotto e le fantasie aereo acrobatiche di ‘Dumm’ dei Sonics. Cinque gli appuntamenti alla sala Casella con la prosecuzione di giovani interpreti impegnati in ‘Chopin e…’ che ha visto crescere molto i consensi la stagione passata; due i concerti del Quartetti Lyskamm in residenza triennale all’Accademia. La musica contemporanea ha invece spazio particolare nel ciclo ‘Assoli’, aperto da un omaggio a Marco Stroppa, e nella ‘Newmusicweek’, una settimana con il Midi Ensemble, con seminario di composizione e masterclass sulla prassi esecutiva strumentale.
Tre le linee di sviluppo della stagione all’Argentina con i quartetti di Beethoven (Quartetti Pavel Haas il 5 dicembre, Belcea il 6 febbraio, Jerusalem il 20 febbraio e Hagen il 26 marzo), i grandi solisti (da Piotr Anderzewski alla giovane rivelazione Filippo Gorini) e tre serate tra musica e letteratura con cantanti e voce recitante (‘Giulio Cesare, eroe barocco’ con la Lira di Orfeo Ensemble il 23 gennaio; ‘Marcel Proust’ col trio Rizzi-Gnocchi-Cominati il 13 febbraio; ‘Alla ricerca di Orfeo’ con Ensemble L’Astrèe il il 5 marzo), puntando su scoperte, riscoperte e curiosità.
Da citare poi gli stupefacenti e fortunatissimi due cicli musicali per bambini (Musicainfasce e Allegro capriccioso sino ai tre anni) , mentre per i ragazzi continua la collaborazione con l’ As.Li.Co e un ‘Rigoletto’ presentato in versione ‘Opera kids’ alla sala Casella e per i più grandi al Teatro Olimpico, oltre a concerti nelle scuole e incontri con i protagonisti della stagione. Le collaborazioni andranno dal Reate Festival al Premio Bucchi e il Concorso Taddei. Si amplia infine la collaborazione con Giovanni Bietti sulla divulgazione musicale e le sue Lezioni di musica dal vivo (registrate e trasmesse da Rai Radio 3) dedicate quest’anno anch’esse a Beethoven Cocome nella stagione stiva in giardino si avrà un Beethoven day a maggio) cui si aggiunge un workshop che vuol insegnare a 10 giovani musicisti i segreti della divulgazione e del racconto della musica a parole, perché, come ha ricordato Lucchesini ”la musica non è mai solo un fatto emozionale’.
Poesia: ‘Oven’ premia Grunbein e LoiVersi di Leopardi recitati all’alba dalla cima di una torre
BOLOGNA28 maggio 201912:25
– Un festival di poesia per “donare un momento di alta concentrazione culturale e costituire un polo geografico di riferimento per la poesia nazionale e internazionale”. E’ lo scopo di ‘Oven’, in programma a Bologna dal 5 al 7 giugno, organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna.
Appuntamenti e protagonisti coinvolgeranno diversi luoghi: da una ‘Lectura Leopardis’ alle prime luci dell’alba nella Torre Prendiparte, in cima alla quale si reciteranno versi di Giacomo Leopardi in occasione del bicentenario della scrittura de ‘L’infinito’, a ‘Magma’, primo meeting nazionale tra giovani poeti, nel Dipartimento di Filologia classica e italianistica.
Eventi centrali dell’iniziativa, nella sala del Papa di Palazzo Boncompagni, saranno la premiazione del poeta tedesco Durs Grünbein, quella del poeta dialettale Franco Loi, e la performance del poeta polacco Adam Zagajewski. Prevista anche l’antica sfida in versi tra studenti universitari, il Certamen, sul palco di piazza Verdi.
Sala, sovrintendente Scala? cda il 18Incontro a breve con il ministro, rosa nomi molto ristretta
MILANO28 maggio 201914:27
– Per il nome del nuovo sovrintendente della Scala bisognerà aspettare anche se il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in qualità di presidente del teatro, assicura che “prima delle vacanze una decisione verrà presa”.
Nel cda convocato oggi una scelta definitiva non è stata ratificata e una nuova riunione è stata fissata per il 18 giugno. Il sindaco vuole infatti parlare prima con il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. “Mi pare una cosa di garbo” ha detto ai giornalisti. Già domani il sindaco sentirà Bonisoli al telefono. Il lavoro della società di selezione Egon Zehnder, chiamata a fornire una rosa di candidati, “è ufficialmente finito” e “a questo punto la rosa è molto ristretta”.
Probabilmente più ristretta dunque dei tre nomi che giravano ultimamente (Fortunato Ortombina dalla Fenice, Carlos Fuortes dall’opera di Roma e Dominique Mayer da Vienna) a cui si aggiunge la possibilità di una conferma per uno o due anni di Alexander Pereira dopo la fine del suo contratto nel 2020.
Giornata rifugiato, Rimini porto sicuroIl 20 giugno Modena City Ramblers, Marlene Kuntz e altri artisti
RIMINI28 maggio 201915:10
– Musica e parole il 20 giugno a Rimini, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, per affrontare grazie all’arte e alle canzoni il tema dei viaggi dei migranti. ‘Rimini porto sicuro’ è il titolo della manifestazione, organizzata dal Comune con l’associazione Arcobaleno, che porterà sul palco allestito a pochi passi dal molo Modena City Ramblers, Pierpaolo Capovilla, ‘I racconti delle nebbie’ (Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri), O Zulù (99 Posse), Punkreas, Giulio Casale, Cesare Malfatti (fondatore de La Crus con Mauro Ermanno Giovanardi e Alessandro Cremonesi) e i Marlene Kuntz.
Ci sarà spazio anche per le testimonianze di Stefano Calabrò, sindaco di S.Alessio, piccolo paese in Aspromonte diventato caso-scuola di integrazione dei rifugiati nel tessuto economico e sociale di quella realtà, e del fotoreporter Stefano Schirato, impegnato nel racconto di temi sociali attraverso le immagini.
“La giornata – spiega il vicesindaco Gloria Lisi – sarà un’occasione di confronto e riflessione”.
Gué Pequeno, 14 giugno parte Summer tourTra le date annunciate la Notte della Taranta e Home Festival
28 maggio 201916:20
– Dopo lo storico sold-out al Forum di Assago, Gué Pequeno torna sul palco per tutta l’estate a presentare il suo ultimo lavoro Sinatra e i classici senza tempo della sua discografia, sia in versione live che dj set.
Gué Pequeno – Summer 2019 toccherà la Notte della Taranta a Lecce. Tra giganti del rap Usa come Young Thug e Pusha T, sarà anche tra i nomi più attesi del cartellone dell’Home Festival a Venezia; insieme al super ospite J Balvin e a Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini, inoltre, sarà protagonista del Mamacita Festival di Milano. Queste le date: a giugno il 14 Milano; il 15 a Cittanova (RC); il 21 a Campi Bisenzio (FI); il 30 a Vieste (FG); a luglio il 6 a Termoli (CB); il 14 a Venezia; il 19 a Cecina (LI); il 20 a Corte Franca (BS); il 28 a Formentera (Spagna); il 30 a Ibiza (Spagna); ad agosto il 5 Pag (Croazia); il 6 Montalto Di Castro (VT); il 9 Forte Dei Marmi (LU); il 13 Porto Rotondo (OT); il 17 Gallipoli (LE); il 24 Lecce. A settembre il 5 ad Olgiate Olona (VA); il 6 Lanzada (SO).
Tom Walker a Ogr Torino il 15 ottobreDopo il successo planetario di ‘Leave A Light On’ e Sanremo 2019
TORINO28 maggio 201916:21
ORINO28 maggio 201916:21
– Tom Walker approda sul palco delle Ogr di Torino il 15 ottobre. Dopo il successo planetario di Leave A Light On (doppio disco di platino), e dopo essersi esibito quest’anno sul palco del Festival di Sanremo ospite di Marco Mengoni, con cui ha duettato in Hola (I Say), e dopo aver vinto il British Breakthrough Act ai Brit Awards 2019. Il cantautore inglese Walker arriva in Italia con il suo album di debutto ‘What A Time To Be Alive’, uscito l’1 marzo 2019 con Sony Music e che ha subito guadagnato il primo posto delle classifiche nel Regno Unito con oltre 104 milioni di stream totali. Il disco contiene anche il nuovo singolo ‘Just You And I’, in vetta all’airplay radiofonico italiano con 22 milioni di visualizzazioni su Youtube e 79 milioni di stream su Spotify. Il titolo dell’album, che include 12 tracce, è tratto da ‘Blessings’, una delle più belle canzoni d’amore di Walker.
Carrère, torna Vite che non sono la miaA Lignano il 22/6 scrittore francese riceverà Premio Hemingway
UDINE28 maggio 201917:03
– Un libro “sulla vita e sulla morte, sulla povertà, la giustizia, la malattia e, soprattutto l’amore”. E’ lo stesso Emmanuel Carrère a definire uno dei suoi lavori più empatici e commoventi Vite che non sono la mia che dal 13 giugno prossimo torna nelle librerie italiane per i tipi di Aldelphi nella nuova traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, proprio in occasione della 35/a edizione del Premio Hemingway che si terrà a Lignano Sabbiadoro dal 17 al 22 giugno prossimi e che assegnerà all’autore francese il riconoscimento per la sezione Letteratura. Pubblicato in Francia nel 2009, per mesi ‘D’autres vies que la mienne’ ha dominato le classifiche dei libri più venduti. A spingerlo a volere raccontare “le vite degli altri”, due episodi che lo hanno segnato nel profondo: il devastante tsunami in Sri Lanka del 2004 dove lui stesso si trovava e la morte per cancro della sorella della sua compagna. Carrère riceverà il Premio Hemingway sabato 22 giugno.
Curve e moda, via a taglie forti in UsaLa donna media è taglia 50, in pista da Rodarte a Veronica Beard
NEW YORK28 maggio 201917:06
– Oltre la 52 oggi si può. Dagli Usa dove un’epidemia di obesità sta trasformando il corpo delle donne, nuove start up offrono possibilità di scelta a clienti costrette finora a frequentare il ghetto delle taglie forti. La parole d’ordine e’ “inclusione”. Finora gli stilisti hanno ignorato chiunque si trovasse al di fuori dello standard 0-12 (38-48 in Italia). Con la conseguenza che negli Usa, per la maggioranza delle donne che non rientrano nella fascia media di altezza e di peso, la prospettiva di sentirsi “chic” era finora out of limits. Le cose stanno cambiando: se ad oggi solo il 7% dell’abbigliamento femminile in department stores e boutiques e’ destinato alle misure oltre 50, un nuovo movimento alimentato dai social offre la chance di non sentirsi esclusa. Veronica Beard, Zac Posen, Michael Kors e la catena di department Nordstrom puntano a far fronte alla richiesta delle curvy, mentre su Instagram modelle/influencer come Ashley Graham e Tess Holliday stanno trasformando il messaggio.
Musica, arriva 39/a OperaestateDal 10 luglio al 7 ottobre in 30 città del Veneto
VENEZIA28 maggio 201917:08
– “Della civiltà e della partecipazione” è il tema chiamato a scandire gli appuntamenti della 39/a edizione di Operaestate, presentata oggi al Teatro La Fenice di Venezia: un cartellone forte di oltre 120 titoli fra teatro, danza e musica nell’arco di quasi tre mesi, in 30 città del Veneto con fulcro a Bassano del Grappa (Vicenza). Molte le prime nazionali del festival itinerante, in programma dal 10 luglio al 7 ottobre 2019.
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Artissima indaga su desiderio/censura
Dal 31 ottobre al 3 novembre. Diretta da Ilaria Bonacossa
TORINO28 maggio 201917:10
– La 26/a edizione di Artissima, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, si terrà dal 31 ottobre al 3 novembre all’Oval, sarà diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa (confermata alla direzione fino al 2021) e avrà come tema il binomio desiderio/censura, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra utopie contemporanee e il loro controllo.
Sono queste alcune anticipazione rese note dal board della più grande fiera italiana dedicata all’arte contemporanea.
“Il desiderio – dice Bonacossa – nasce dal rapporto tra corpo e società, realtà vissuta e realtà ambita. Le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale.
Tra le novità di quest’anno l’ingresso di nuovi membri nel comitato di selezione delle gallerie e l’immagine grafica, uno sfondo nero forato da sei cerchi che lasciano intravedere un altro fondo.
Hallyday, tribunale dà ragione ai figliGiudici di Nanterre, ‘è competente la magistratura francese’
PARIGI28 maggio 201918:52
– Sconfitta per Laeticia Hallyday, vedova del popolarissimo Johnny, il cantante francese scomparso nel dicembre 2017, nella dura battaglia legale che la oppone ai primi due figli dell’artista, David e Laura Smet. Il tribunale di Nanterre (Parigi) ha deciso che la è la giustizia francese competente nel giudizio sull’eredità contesa. Laeticia si è fin qui duramente battuta affinché fosse il tribunale Usa competente in materia. Il cantante “ha conservato fino alla fine uno stile di vita itinerante e bohemien, ma soprattutto molto francese, che lo portava a vivere in modo abituale in Francia”, ha stabilito il tribunale di Nanterre. E nonostante i numerosi viaggi e soggiorni negli Usa, era residente in Francia al momento della morte. Da oltre un anno, i due figli più grandi della rock star francese, il cantante e musicista David Hallyday e l’attrice Laura Smet, sono impegnati in un braccio di ferro giudiziario con Laeticia per ottenere la loro parte di eredità.
Lei ha annunciato appello.
Coez, vado controcorrenteParte da Roma il nuovo tour. ‘Sanremo? Mi spaventa, ma…”
8 maggio 201920:37
“Mi sono impegnato tanto in questo periodo ma mi è mancato il motivo principale per cui faccio questo lavoro, suonare. Ora riparto dai palazzetti, proponendo quasi 30 canzoni… non vedo l’ora”. Lo dice accennando un sorriso Coez, il cantautore/rapper di origine campana, cresciuto a Roma, che con tre anteprime nella Capitale, il 28, 29 e 31 maggio al Palazzo dello Sport (già Palalottomatica), dà il via al nuovo tour che dopo una pausa estiva riprenderà dal 29 settembre all’Arena di Verona, per proseguire fino a dicembre.
Tra le tappe: Torino, Ancona, Assago (Mi), Livorno, Firenze, Casalecchio di Reno (Bo), Acireale (Ct), Napoli e Bari. Concerti costruiti sull’intero percorso artistico di Coez (all’anagrafe Silvano Albanese, classe 1983), che festeggia quest’anno dieci anni di carriera solista: il suo quinto album, E’ sempre bello, ha debuttato a fine marzo, direttamente al primo posto in classifica. Rispetto a 10 anni fa la scena musicale italiana è molto cambiata, rap e giovane cantautorato hanno più attenzione: “C’è chi dice che ci sia un pre Coez e un post Coez. Non so se sia così ma un contributo penso di averlo dato. Il mio percorso credo sia a se’, non ho mai seguito l’esistente, le mode. Sono sempre andato controcorrente”. La cosa più bella che ti dicono i fans? “Che con la mia musica gli risparmio l’analisi. La scrittura si sa che è terapeutica, se poi lo è per qualcuno anche ascoltare le mie canzoni, è il massimo”. Durante i concerti, Coez proporrà anche un video su Open Arms, Ong che opera nel Mediterraneo per salvare i migranti: “Volevo un momento ‘sociale’, e quella di Open Arms è una realtà che mi è vicina perché la vivono alcuni amici. Non parlo di politica, ma il mio pubblico sa come la penso. Anche se non lo dico apertamente certe cose arrivano. Chi ha recepito qualcosa di me e delle mie canzoni, penso apprezzerà”. Una partecipazione a Sanremo è da escludere? “Il festival m’ha sempre un po’ spaventato, ho provato due volte ma mi ha sempre ‘rimbalzato’ anche con pezzi che poi hanno fatto bei numeri. Io non sono uno che dice Sanremo o morte, anche se può essere da una parte coraggioso andare lì e mettersi in gioco.
Chissà, potrei andarci o no, in base al pezzo che ho”. Per Coez è importante ripartire con il tour dalla Capitale: “Essendo un artista che si è espanso ‘a macchia d’olio’, cioè poco con le radio e le TV, e molto con il passaparola, venire da una città grande come questa mi ha agevolato. L’anno scorso ho fatto a Rock in Roma il record con 33000 spettatori, ma è un sostegno che ho sempre sentito. Anche quando certi dischi magari non sono stati apprezzati subito, Roma è lo zoccolo duro mi ha tenuto in vita, che mi ha dato sempre la forza di andare avanti”.
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Springsteen, concerto a Roma nel 2020
Nel 2016 protagonista al Circo Massimo, il 14/6 esce nuovo album
28 maggio 201920:08
– Dopo la tappa al Circo Massimo del suo ‘The River Tour 2016’ in cui furono registrate quasi 60 mila presenze, nel 2016, Bruce Springsteen – che il 14 giugno uscirà con un nuovo disco di inediti dal titolo Western Stars – l’anno prossimo tornerà a Roma per un grande evento. Lo ha annunciato l’assessore ai Grandi Eventi di Roma Daniele Frongia su Fb.
“Bruce Springsteen ha un forte legame con la Capitale. In occasione dell’87/o Csio di Roma – Piazza di Siena – dove era presente per supportare la figlia in gara – ha annunciato che tornerà a Roma con un grande concerto nel 2020. Già questa è una notizia entusiasmante. Ancora più entusiasmante è il fatto che Roma rappresenti per lui un grande palco e una importantissima vetrina scelta per presentare nuovamente la sua musica”.
Gennaro Serio vince 32/o Premio CalvinoCon ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’
TORINO28 maggio 201920:11
– Gennaro Serio è il vincitore della 32/a edizione del Premio Italo Calvino con il romanzo ‘L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI’. Una prima menzione speciale della Giuria è andata a Cristina Gregorin, per il romanzo ‘L’ultima testimone’, e una seconda a Daniela Gambaro, per la raccolta di racconti ‘Dieci storie quasi vere’. La giuria ha deciso di assegnare il Premio al romanzo di Serio “per il coraggioso esperimento metaletterario condotto nel testo con lingua poliedrica, sulla scia dei modelli cosmopoliti di Vila-Matas e Bolao. Un giallo sofisticato dal gusto ironico e parodistico che vede i protagonisti in viaggio per l’Europa dei luoghi di culto della scrittura terminando nella Gibilterra dell’immortale Molly Bloom”.
Infine è stata assegnata a ‘Sildenepro il fantasista ribelle’ di Roberto Peretto la ‘menzione speciale del Direttivo’. L’opera è stata scelta, tra tutti i manoscritti partecipanti al bando, per il suo particolare valore sotto il profilo sperimentale.
Genovese, giro un film sulle coppieCineasta, vogliono diriga anche remake Usa Perfetti sconosciuti
8 maggio 201920:36S
– Un film “sulle coppie, che ho iniziato a scrivere da un mese”, il remake americano di Perfetti sconosciuti, “che mi hanno chiesto di dirigere” e la serie da Tutta colpa di Freud che sta entrando in fase di casting. Sono fra i nuovi progetti di Paolo Genovese, protagonista di Caravaggio incontri, al Cinema Caravaggio di Roma. Autori e registi prima si raccontano e poi introducono la proiezione di un loro film al quale si sentono particolarmente legati: Genovese ha scelto Una famiglia perfetta” (2012) con Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Marco Giallini, Carolina Crescentini: “Ci tengo molto – dice – lo considero uno dei miei più belli”. Il cineasta, nella conversazione con Laura Delli Colli e gli spettatori, mescola riflessioni, ricordi e aneddoti divertenti, come quello sul remake Usa di Perfetti sconosciuti: “E’ iniziato tutto da Charlize Theron. Ha visto il film durante un volo, gli è piaciuto molto e si è convinta se ne potesse fare un remake.
Così ho ricevuto una chiamata da Hollywood in cui mi chiedevano di andare a Los Angeles per un incontro. Gli ho risposto che ero sul Lungotevere e non mi veniva proprio facile. Poi ci siamo visti più volte con il produttore che ha acquisito i diritti dopo il fallimento della società di Weinstein (che se li era assicurati inizialmente, insieme a Leonardo DiCaprio, ndr). E’ ancora tutto in una fase molto embrionale. Per ora gli americani stanno fantasticando sul cast ideale, e quando parlano fanno fanno solo i nomi, tipo Bradley, Natalie, Charlize… vedremo”.
Il progetto è un’ulteriore consacrazione per Perfetti sconosciuti che è stato venduto in 85 Paesi ed ha già originato 18 remake: “Il mese prossimo entreremo per questo nel Guinness dei primati – dice il regista -. Io ne ho visti sei o sette, e mi sembrano tutti orrendi. Ma è normale, dopo aver lavorato tanto sulla sceneggiatura, soffri a vedere scene cambiate e battute tagliate”. Qual è il segreto di questo film? “Penso sia stato una sorta di autoanalisi collettiva su un momento di cambiamento profondo della società e della nostra vita, con il cellulare che diventa il fulcro di tante cose”. Genovese l’anno scorso è stato giurato alla Mostra del cinema di Venezia: “E’ una di quelle esperienze che ti permette di capire quanto sia importante raccontare storie internazionali.
Quelle che sono state premiate, avevano in filo rosso che gli permetteva di essere perfettamente capite da sette persone come noi con storie e culture diverse, da Guillermo Del Toro a Naomi Watts. Bisogna smettere di guardarsi l’ombelico. Questo non vuol dire che non vadano raccontate storie locali, ma bisogna farlo con un linguaggio che tutti possano capire”. Tra i progetti internazionali c’è anche l’adattamento del suo romanzo Il primo giorno della mia vita: “Diventerà un film ambientato a New York ma la preparazione richiede ancora tempo, per questo ho pensato di girare prima il film in Italia sulle coppie”. Dal pubblico gli chiedono quali attori che ancora non ha diretto vorrebbe in un suo progetto: “Tra le attrici penso ad esempio a Jasmine Trinca, mi piace moltissimo, siamo andati vicino a lavorare insieme varie volte. Avrebbe dovuto fare Perfetti Sconosciuti ma era bloccata su un altro set. E amo molto Elio Germano, lo considero un grande attore anche da commedia, perché le commedie vere non sono film comici, ma partono dal dramma e dall’osservazione della realtà”. All’indomani delle elezioni, si dice “non contento di questa Italia, per niente, ma non ho mai pensato di dare molto spazio alla politica nei miei film. Mi piace raccontare storie assolute che prima di tutto emozionino e in cui ci si identifichi. Potete stare sicuri che nel film sulle coppie non entreranno – conclude scherzando – ne’ Salvini ne’ di Maio”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Bruce Springsteen, il nuovo album è come un grande film
In uscita il 14 giugno, poi in tour. Nel 2020 concerto a Roma
29 maggio 201910:51
Bruce Springsteen è un uomo di parola. Aveva annunciato che il suo nuovo album solista, senza la E Street Band, avrebbe avuto un’ispirazione cinematografica e così è stato. “Western Stars”, in uscita il 14 giugno, è un gioiello avvolto di malinconia e ricco di arrangiamenti orchestrali in cui la ritmica è un elemento minore, se non del tutto assente, a favore di tessiture armoniche che si muovono in un territorio tra Ennio Morricone, Jimmy Webb, il Wall of Sound di Phil Spector. Dimenticate dunque le chitarre elettriche, la batteria possente di Max Weinberg e l’irresistibile incedere della E Street Band: per tutto questo bisogna aspettare il prossimo album e il prossimo tour (già annunciati, con tanto di tappa, nel 2020 a Roma).Con “Western Stars” si entra nell’atmosfera dei temi fondanti del Grande Romanzo Americano, spazi infiniti e solitudine, il vagabondaggio come necessità esistenziale, le sfide al quotidiano che oscillano tra la sconfitta e la redenzione, l’isolamento e la comunità, la vita di personaggi anonimi che diventa un affresco collettivo, la solitudine dopo un amore finito. Sono più di 20 i musicisti coinvolti in questo album che è stato in gran parte registrato nello studio del Boss nel New Jersey: tra questi David Sancious, session man super star che è stato il primo tastierista della E Street Band (ai tempi di Asbury Park abitava all’incrocio tra 10th Avenue ed E Street), “Sister” Soozie Tyrell e Charlie Giordano, rispettivamente violinista e organista dell’attuale line up del gruppo, Patti Scialfa, la signora Springsteen nonchè cantante, compagna di band e responsabile degli arrangiamenti vocali.Come nei due album precedenti, il produttore è Ron Aniello che in questo caso ha svolto un lavoro davvero di altissimo livello nel bilanciare i suoni, nell’assecondare il racconto di 13 brani che coprono una gamma espressiva che va dall’essenzialità acustica ai pieni orchestrali. Springsteen, che nelle foto del booklet appare con un look decisamente da Western, con cavalli selvaggi, praterie, chitarre acustiche e macchine pick up, affronta questo album da compositore che ha il coraggio di uscire dalla sua comfort zone per rendere omaggio ai suoi amori musicali, letterari e cinematografici e, da grande cantante. “Hello Sunshine”, con i suoi echi di “Everybody’s Talkin'”, e “There Goes My Miracle”, i due brani che hanno anticipato “Western Stars” danno un’idea abbastanza precisa dell’atmosfera dell’album, soprattutto il secondo, clamoroso, quanto commovente, omaggio a Roy Orbison, uno degli eroi del Boss. Entrando nel dettaglio, “Hitch Hikin'”, il brano iniziale, è il ritratto di un uomo che viaggia facendo l’autostop, ha un inizio acustico, minimale, che dalla seconda strofa è arricchito da un crescendo orchestrale. “The Wayfarer” è la storia di un viandante che “quando tutti dormono mette le sue ruote sull’autostrada” accompagnato da un gioco di chitarre e archi e un ritmica leggera.”Tucson Train” è la ricerca di una nuova vita lontana dagli scontri dell’esistenza precedente poggiata su tappeti di tastiere; “Western Stars” è un omaggio ad Ennio Morricone e al valore dell’amicizia in un’atmosfera da racconto western; “Sleepy Joe’s Cafe” può ricordare le Seeger Session; “Drive Fast (The Stuntman)” è una ballata a medio tempo che ritrae uno stuntman che nonostante gli acciacchi crede ancora nel vivere veloce, sicuro che le sue gambe malconce lo porteranno a casa; “Chasing Wild Horses” è una ballata acustica che si conclude con un pieno orchestrale mentre il protagonista cerca di togliersi dalla mente il pensiero della donna che ama; “Sundown” è il brano che con più naturalezza si adatterebbe al suono della E Street Band. Qui Springsteen si regala un acuto finale incastonato in un clima da Wall of Sound; “Somewhere North of Nashville” è struggente, un racconto breve costruito sulla pedal steel guitar, cori, pianoforte, chitarra acustica; “Stones” è il ritratto di un amore consumato dalle bugie che diventa una ballata arricchita dagli arhci e da una finale “reprise” strumentale; “Moonlight Hotel”, il pezzo conclusivo, è un acustico racconto di solitudine, di sorsi di Jack Daniels bevuti in un triste motel in ricordo di un amore che se n’è andato. “Western Stars” è un album che va ascoltato e vissuto, una sintesi emozionante dei riferimenti su cui Springsteen ha costruito la sua grandezza. Il disco pacato e malinconico di un eroe popolare che non ha più paura dei suoi fantasmi e che ancora una volta riesce a prenderci per mano per portarci in un viaggio che ci renderà migliori.
Stanescu, Quando le foglie ridonoCrisi economica e sentimentale in una Milano di periferia
29 maggio 201911:45
– CRISTINA STANESCU, QUANDO LE FOGLIE RIDONO (SOCIETÀ EDITRICE MILANESE, PP.208, 15 EURO). Cresce lentamente e poi trascina con sé il lettore con il suo bagaglio di amarezze e illusioni il romanzo di Cristina Stanescu “Quando le foglie ridono”. Una scrittura fluida, brillante, fresca quella dell’autrice milanese che costruisce una vicenda in cui tante piccole storie intrecciate tra loro ne compongono una di più ampio respiro. La vicenda prende avvio nel quartiere Lambrate dove una giornalista accorre per realizzare un servizio di cronaca: è infatti in corso il funerale delle vittime dell’esplosione di una vecchia casa per una fuga di gas. La reporter, in cerca di uno scoop, si ferma a parlare con Milena che è seduta al tavolino di un bar, pensando che la donna possa rilasciarle qualche dichiarazione strappalacrime sulle persone coinvolte nella strage.Invece Milena è pronta a raccontarle un’altra storia: la sua in primis, quella cioè di una ex starlette della tv che non è mai riuscita veramente a fare il “salto” verso il successo, e quella di un gruppo di ragazzi che diversi anni prima, quando anche lei era una del quartiere, le vivevano accanto. In un racconto che andando a ritroso con la memoria si fa vivido e sempre più coinvolgente, ecco apparire – accanto a Milena e ai suoi amori inconcludenti – come su un palcoscenico una serie di personaggi: c’è Silvia, ex ricca, ossessionata a tal punto dall’agiatezza persa da non riuscire a vivere le cose belle che ha intorno. Ci sono Roberta e Corrado, coppia sposata la cui solidità viene minata dai soldi che non bastano mai e dal logorio della vita quotidiana. C’è infine Salvatore, il fratello di Corrado, ragazzo buono e ancora capace di sognare che, con un posto fisso in banca, coltiva il sogno di lavorare come fotografo. Contornati da personaggi secondari ma ben caratterizzati, i protagonisti si affannano a vivere: nascono e si rompono amicizie e amori, e tanti sono gli equivoci e le parole non dette tra loro, tante altre le recriminazioni di questi ragazzi che sembrano aver perso la bussola, smarriti nel mare delle loro insoddisfazioni. Sono tutti “giovani vecchi”, tutti con le spalle incurvate dalla crisi economica, dai sogni infranti, dalle ingiustizie di una vita che prometteva faville e invece si è rivelata una sequela poco appagante di insipide giornate. Nessuna vibrazione, se non qualche illusorio guizzo di gioia, nessun posto al sole li attende: per ognuno di loro solo un continuo arrabattarsi verso una felicità che si piega sotto i colpi della precarietà, della frustrazione per quello che poteva essere e non è stato, del continuo malcontento. Accanto ai protagonisti, muta testimone di tutti i loro giorni c’è Milano, con i locali alla moda e le boutique, con le macchine incolonnate, le fatiscenti case di ringhiera e le periferie dell’hinterland, ma anche con i suoi volti nostalgici e mutevoli come le stagioni, tra il bianco della sua neve, le foglie dei suoi alberi, il torrido caldo della sua estate. Giornalista, autrice, conduttrice e blogger, Stanescu parte da un mondo che conosce bene (quello dell’informazione e dello spettacolo) e poi si allarga, ampliando il suo sguardo verso le inquietudini dei nostri tempi, descrivendo esistenze dolenti, solitudini e sprazzi d’amore: il risultato è un romanzo dolce amaro, che conduce il lettore direttamente dentro la vicenda, accarezzandolo con sentimenti in cui è facile riconoscersi, e la cui forza resta intatta sulla pagina.
I millennials nei quartieri di camorraDopo Berlino, in sala ‘Selfie’ di Agostino Ferrente
29 maggio 201911:46
Come dimostra ‘Selfie’ di Agostino Ferrente, ci sono anche i millennials nei quartieri infestati dalla camorra. Ragazzi che si raccontano con video-selfie, ma potrebbero di colpo passare dal cellulare alla pistola se non fossero bravi ragazzi. Già al Festival di Berlino nella sezione Panorama e ora in sala dal 30 maggio distribuito da Istituto Luce Cinecittà della Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi questo film, coproduzione tra Italia e Francia, ha il volano della grande prova e autentica spontaneità di Alessandro (Alessandro Antonelli) e Pietro (Pietro Orlando) due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro complicato quartiere, il Rione Traiano, attraverso la loro vita quotidiana e, soprattutto, l’amicizia che li lega.Al centro della loro storia, come un ombra, la tragedia vera di Davide Bifolco, un loro amico ucciso nel 2014 da un carabiniere al termine di un inseguimento.Alessandro e Pietro accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide. Aiutati dalla guida costante del regista e del resto della troupe, oltre che fare da cameraman, i due interpretano se stessi, guardandosi sempre nel display del cellulare, come fosse uno specchio, in cui rivedere la propria vita.”Napoli è stata raccontata in molti modi – spiega il regista – e io non volevo farne la solita cartolina, ma inquadrare gli occhi di chi vive davvero certe cose come appunto i due protagonisti. Davide Bifolco, il ragazzo ucciso – aggiunge Ferrente – , poteva essere uno di loro. Queste cose insomma succedono e non volevo le spiegasse un sociologo, ma il punto di vista dei ragazzi, attori e anche cameraman di se stessi”.”Dopo ‘L’Orchestra di Piazza Vittorio’ e ‘Le cose belle’, avevo giurato di non realizzare piu’ documentari – spiega ancora Agostino Ferrente – avevo sofferto troppo entrando nelle vite delle persone coinvolte. Non so fare documentari diversamente, ho bisogno di immergermi a fondo nella realtà che voglio raccontare, fino a diventarne parte. Non so realizzare documentari d’osservazione, raccontare in maniera neutra. No: io sprofondo nella realtà di cui mi innamoro e non voglio piu’ raccontarla, voglio modificarla, ripararla. Ma poi venni a conoscenza della storia di Davide. Se ne era parlato molto tra giornali e talk show e mi aveva colpito la facilita’ con cui un ragazzino colpevole solo di avere l’eta’ sbagliata nel momento e nel posto sbagliati, per molti era diventato il colpevole e non la vittima: a poche ore dalla notizia – conclude – il tritacarne del pregiudizio sociale aveva già sentenziato che si trattava di un potenziale delinquente e che quindi, in fondo, era solo ‘uno in meno'”.
Scala: standing ovation a Die tote StadtApplausi per 12 minuti al cast e al visionario regista Vick
MILANO29 maggio 201911:49
– È finita con oltre 12 minuti di applausi e una standing ovation la prima alla Scala di Die tote Stadt, opera di Korngold del 1920 finora mai rappresentata a Milano. È piaciuta la lettura di Graham Vick che ha intrecciato la vicenda narrata, di ispirazione anche a Hitchcock per La donna che visse due volte (un vedovo che vive nel ricordo della moglie e incontra una donna talmente simile da fargli pensare che sia tornata in vita) con la biografia di Korngold, costretto perché ebreo a fuggire in America dove lavorò per il cinema.
Così la seducente Marietta (una formidabile e applauditissima Asmik Grigorian che canta e balla con nonchalance indossando un paio di copricapezzoli e poco più) ricorda la Dietrich, e il coro dei chierichetti diventa di Hitlerjugend perché rifugiarsi nel passato non protegge dalle brutture del presente: che sia il dolore per un lutto o l’avvento del nazismo. Applausi al direttore Alan Gilbert e a tutto il cast a partire da Klaus Florian Vogl (il vedovo Paul) e Markus Werba (Fritz).
A teatro, Latella ritrova BonaventuraDelbono a Festival Colline Torinesi, Marchioni dirige a Milano
29 maggio 201912:21
– ”L’Isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi” di Sergio Tofano diretto da Antonio Latella a Torino e il focus su Gérard Watkins tra ”Non mi ricordo più tanto bene” e ”Scene di violenza coniugale”, a Roma; ”Matilde e il tram per San Vittore” di Renato Sarti e ”La nipote di Mubarak” di Valentina Diana per la regia di Vinicio Marchioni, entrambi a Milano; fino a ”La gioia” di Pippo Delbono che apre il 24/a Festival delle Colline Torinesi: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in Italia Facebook filmWarner Bros. testa funzione per Godzilla II King of the Monster
29 maggio 201912:24
– Arriva anche in Italia Facebook Film, una funzionalità dedicata agli appassionati di cinema. Lanciata per la prima volta negli Stati Uniti e poi in Regno Unito e Canada, Film consente di visualizzare tutti gli spettacoli cinematografici nelle vicinanze, ovunque ci si trovi, e di condividere quest’esperienza con i propri amici con un clic.
Warner Bros. Entertainment Italia è una delle prime major a testare queste nuove funzionalità in occasione dell’uscita nelle sale italiane di Godzilla II King of the Monsters – nuovo capitolo dell’universo MonsterVerse – il 30 maggio. Per provare Film è sufficiente accedere al menu generale di Facebook e selezionare l’icona con l’immagine di una bobina cinematografica. A quel punto appariranno due sezioni: “Film”, con l’elenco degli spettacoli in programmazione, la descrizione, il trailer, tutte le informazioni su cast e regista; e “Cinema”, con la lista delle sale, gli orari degli spettacoli e i link per acquistare il biglietto online.
Bosso-Mazzariello a Umbria jazzSi esibiranno il 15 luglio alla Galleria nazionale dell’Umbria
PERUGIA29 maggio 201912:58
– Tandem live at Umbria Jazz Winter è il nuovo album di Fabrizio Bosso e Julian Olivera Mazzariello, che i due proporranno al pubblico di Umbria jazz il 15 luglio alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria.
Registrato nella notte di Capodanno 2018, in occasione dell’edizione invernale del festival a Orvieto, il disco – sottolinea Uj – rappresenta la “naturale cristallizzazione e restituzione al pubblico” dell’intesa musicale che intercorre tra Bosso e Mazzariello. Questi hanno percorso in tandem gran parte delle loro carriere, verso obiettivi condivisi. Una lunga storia di musica e di amicizia, quella tra il trombettista torinese ed il pianista anglo italiano, cominciata nei primi anni del 2000 con la comune militanza negli High Five, band di giovani emergenti con un grande avvenire. Da lì in avanti nei tanti progetti di Bosso quella di Mazzariello è stata una presenza costante, dal quartetto (una delle migliori band stabili del jazz italiano) alla formazione più estesa di “Duke”.
Cinema: “A mano disarmata”, Gerini è Federica AngeliDal 6 giugno in sala, film su giornalista sotto scorta da 2013/CLIP ESCLUSIVA
28 maggio 201919:05
La sfida alla malavita con un’unica arma: la penna. Arriverà nelle nostre sale il prossimo 6 giugno distribuito dalla Eagle, il film di Claudio Bonivento ‘A mano disarmata’ con una bravissima Claudia Gerini che presta il volto e anima alla cronista di Repubblica Federica Angeli sotto scorta dal 2013, perché minacciata dalla mafia in seguito alle sue inchieste sulla criminalità di Ostia e al suo rifiuto di voltare la faccia dall’altra parte. Una produzione Laser Digital Film in collaborazione Rai Cinema. Tratto dal libro dal medesimo titolo del film scritto dalla stessa Angeli – Edizioni Baldini&Castoldi 5 edizioni (20.000 copie vendute). “Conoscevo la sua storia a grandi linee – racconta l’attrice Claudia Gerini in un video distribuito dalla produzione – quella di giornalista e cronista e mi ha sempre molto interessato, la vicenda delle sue inchiesta di Ostia fino a quando le è stata assegnata la scorta. Mi riconosco in lei anche io sono una donna d’azione, mi sento dalla parte dei deboli, detesto le ingiustizie. L’ho intuita, assorbita, ho cercato di capirla, e mi sono preparata semplicemente amandola”. Federica Angeli rivela: “Quando mi hanno comunicato che l’attrice che mi avrebbe interpretato sarebbe stata Claudia Gerini sono stata contenta. Ho sempre avuto stima della sua professionalità, lei ha voluto conoscere me, e tutta la mia famiglia, è venuta a casa mia. E’ entrata nel personaggio e devo dire che in molti aspetti siamo simili. Più la conoscevo e più la ritenevo adatta a interpretarmi e dopo questa esperienza insieme non potevamo che diventare amiche”. In uno dei trailer diffusi la protagonista Gerini/Angeli, è a pranzo in un ristorante con la famiglia, viene a sapere delle minacce ricevute dal figlio piccolo. Una scena che fa capire quanto queste scelte coraggiose e giuste, spesso criticate costino a chi le compie. Federica Angeli ha deciso di usare la propria vita per una causa civile, la lotta ai clan mafiosi che infestano una parte di Roma, Ostia, dove lei stessa vive. Il film è girato nei luoghi reali della vicenda, in parte anche nella redazione di ‘Repubblica’. Nel cast anche Francesco Venditti, Francesco Pannofino, Mirko Frezza, Rodolfo Laganà, Milena Mancini, Maurizio Mattioli.
Una storia di paure, disperazione, momenti di solitudine ma pure di vittorie e di un moto straordinario di solidarietà dal web, dagli studenti, da alcuni magistrati, da parte del mondo politico e dai carabinieri della sua scorta. “Come diceva Borsellino – prosegue Angeli in un altro video a pochi giorni dall’uscita in sala del film – quando ami un posto o una persona ne fai emergere le criticità o le brutture per poterle superare: ecco oggi Ostia è riuscita a rialzare la testa. La vita sotto scorta è fatta di rinunce, momenti rubati, anche di momenti di solitudine. Non hai più privacy, è una vita dura e questo il film lo rende molto bene. Nella mia battaglia ha avuto un ruolo fondamentale mio marito (in una scena toccante di un trailer quando gli viene comunicato che la moglie sarà sotto scorta chiede se anche i figli piccoli la avranno, ma gli viene spiegato che per i bambini non è previsto ndr). La forza di questo film è uscirne con la consapevolezza che le mafie possono essere sconfitte”. Il marito di Federica nel film è interpretato da Francesco Venditti. Nella vita reale Angeli è stata la prima persona a Ostia che in quarant’anni abbia avuto il coraggio di denunciare alla magistratura gli atti perpetrati da cosche criminali nei confronti della popolazione del litorale romano. Il regista Claudio Bonivento sottolinea come: “A differenza di altre recenti produzioni cinematografiche, piuttosto che far prevalere le “imprese” delinquenziali, abbiamo pensato, questa volta, di far risaltare le gravissime e terribili situazioni nelle quali si trova una persona, sotto minaccia di morte, a cui viene assegnata una scorta armata. Situazioni che coinvolgono quindi sia la propria vita che quella della sua famiglia, rivoluzionando completamente la quotidianità e rinunciando così alla libertà”. Il maxi processo per mafia contro i clan di Ostia inizia il 6 giugno 2018. Un anno dopo il film al cinema.
Primo ciak nuovo film Carlo VerdoneGirato in Puglia. Con Verdone, Foglietta, Papaleo, Tortora
28 maggio 201912:14
– Tre uomini e una donna. Medici tanto abili in sala operatoria – il Papa si affida alle loro cure – quanto maldestri nella vita privata. Sono i protagonisti di SI VIVE UNA VOLTA SOLA, nuovo film di Carlo Verdone, sceneggiato da Verdone con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, le cui riprese sono iniziate in Puglia il 27 maggio. Da Bari a Monopoli, da San Vito di Polignano a Otranto e in provincia di Lecce – la troupe si sposterà a Castro, Sant’Andrea, Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Serrano – il film sarà girato interamente in Puglia per otto settimane. Il Professor Umberto Gastaldi (Carlo Verdone) guida una formidabile équipe medica composta dalla strumentista Lucia Santilli (Anna Foglietta), dall’anestesista Amedeo Lasalandra (Rocco Papaleo) e dal suo assistente Corrado Pezzella (Max Tortora): un team di professionisti della medicina ma anche un gruppo di maestri della beffa. Prodotto e distribuito da Filmauro di Luigi e Aurelio De Laurentiis, uscirà in sala all’inizio del 2020.
‘Mia’, Romanelli gioca con il thrillerIl segreto e il disvelamento che spiega più di un saggio
28 maggio 201911:09
– EUGENIA ROMANELLI, ‘MIA’ (Castelvecchi, pag. 240, euro 17.50). E’ nell’eleganza del non detto, che trasforma il racconto di una storia apparentemente brutale in qualcosa di completamente diverso, il fascino di questa nuova prova narrativa di Eugenia Romanelli, scrittrice che riesce sempre a mantenere un equilibrio unico tra la freddezza algida, aulica, dell’arte e l’emotività spinta fino al limite della perversione. Nel mezzo, in questo libro, c’è la raggiunta maturità di un’autrice che questa volta porta il lettore su e giù sulle montagne russe dei sentimenti più estremi, sorprendendolo ad ogni angolo perché nulla è mai come sembra. Facendolo cadere nella trappola dell’inganno con estrema capacità attrattiva, eppure portando contemporaneamente alla luce in forma di romanzo una serie di temi da trattato sociologico sulle delicatissime questioni etiche al centro della nostra vita quotidiana, della cronaca, della politica: il senso e l’identità della famiglia, e i rapporti uomo-donna. E’ difficile quindi parlare di ‘Mia’, perché raccontarne il contenuto sarebbe non soltanto semplice e controproducente spoiler ma proprio azione devastante rispetto a un libro che fa dell’epifania del diverso il suo nesso sostanziale. Apparentemente comunque si tratta di un thriller, e ne ha fin dal principio tutte le caratteristiche positive. Protagonista, in tutti i sensi, è una bambina di quattro anni, la Mia del titolo appunto, bellissima, sensibile, inconsapevole. Mia vive in una borghesissima Roma e ha due mamme, Valentine e Anna, diversissime tra loro ma entrambe molto impegnate sul lavoro e quindi necessariamente distanti. La prima, dalla sessualità indistinta, emana fascino da vendere. La seconda ancora più impegnata di lei e dal carattere decisamente algido. La bambina, che passa molto tempo con una baby-sitter un po’ troppo distratta, viene avvicinata da un uomo che nutre nei suoi confronti sentimenti forti. Lui è Xavier, viene da Malaga dove ha lasciato senza spiegazioni la moglie e il lavoro. La moglie, Luisa – a cui lo lega un rapporto solido e controverso costruito in anni di amore senza regole – lo cerca ovunque, non si dà per vinta e, indagando, scopre uno dopo l’altro una serie di misteri nella vita di Xavier che fanno venire alla luce un uomo che non conosceva, pur condividendo con lui la vita da molti anni. Ed anche un trauma, forse, una macchia nera. L’ammiratore segreto compare dal primo secondo, con la macchina fotografica in mano, occhio che serve a prendere la distanze e insieme a non perdere nessun dettaglio. Fotografa la bambina di nascosto e cerca di avvicinarla ogni volta e in ogni occasione, riuscendo a stringere con lei un rapporto di complicità sincero, facendo breccia nelle sue infantili debolezze. Lei ha del resto quattro anni e manifesta il suo disagio balbettando. Non ha il coraggio di rivelare il suo segreto alle mamme. Ma quale sarà il segreto? Se ne parla a Roma, mercoledì 29 maggio alle ore 18:00 alla Libreria Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo. E i personaggi prenderanno corpo nelle letture di Margherita Buy e Nadia Perciabosco.
Rai: Fazio verso Rai2, incontro con Freccero a MilanoSul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale
27 maggio 201917:51
Si fa sempre più concreta l’ipotesi del trasloco di Fabio Fazio da Rai1 a Rai2. A quanto si apprende, il conduttore di Che tempo che fa ha avuto oggi a Milano un incontro, giudicato molto positivo, con il direttore della seconda rete Carlo Freccero. Sul tavolo c’è già un piano di lavoro per la prossima stagione, che prevede tra l’altro la possibilità che il programma abbia anche un”anteprima’ nel preserale.
Romulus, via riprese nuova serie SkyRegia di Matteo Rovere, 10 episodi tra storia e leggenda
29 maggio 201913:01
– Fra storia, leggenda e rivoluzione, l’epico racconto della nascita di Roma nella nuova serie Sky Original: Romulus, una serie di Matteo Rovere, al suo esordio alla regia di un progetto televisivo. Prodotta da Sky, Cattleya e Groenlandia, la serie è composta da 10 episodi. Le riprese inizieranno a Roma i primi di giugno e andranno avanti per 28 settimane tra la capitale e i dintorni.
Nel cast Andrea Arcangeli (The Startup, Trust – Il rapimento Getty), Marianna Fontana (Indivisibili, Capri-Revolution) e Francesco Di Napoli (La paranza dei bambini), giovani e già apprezzatissimi talenti che saranno i protagonisti di una storia di sopravvivenza diretta da Matteo Rovere (Veloce come il vento, Il primo re) da Michele Alhaique (Non uccidere; Senza nessuna pietà) e da Enrico Maria Artale (Il terzo tempo).
Due intere città meticolosamente ricostruite sulla base di ricerche storiche documentate, migliaia di figurazioni, più di 700 presenze stunt e centinaia di armi riprodotte per una serie, Romulus, ambientata otto secoli prima di Cristo, in un mondo primitivo e brutale nel quale il destino di ognuno è deciso dal potere implacabile della natura e degli dei. Girato in protolatino, Romulus è il racconto di questo mondo attraverso gli occhi di tre ragazzi segnati dalla morte, dalla solitudine e dalla violenza: Iemos, Wiros e la giovane vestale Ilia. Una storia di uomini e donne che scoprono come crearsi un destino anziché subirlo. Una rivoluzione guidata anche da una figura femminile feroce e protettiva, spietata e materna. Romulus è la storia epica della nascita di Roma come non è mai stata raccontata. [print-me title=”STAMPA”]
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Maria De Filippi, “Vorrei una tv senza paletti”
26 maggio 2019 06:31
“E’ strano vedere paletti in tv, non dovrebbero essercene”. Maria De Filippi ha chiuso in bellezza la diciottesima edizione della madre di tutti i talent, Amici su Canale 5 (4 milioni 804 mila spettatori e il 27% di share), e dopo essersi detta soddisfatta di un’edizione ricca di talenti come raramente accaduto (“i quattro finalisti – due cantanti e due ballerini – sono quattro vincitori. Il successo di Amici dipende tutto dai ragazzi e non dai giudici”), immagina una televisione che non abbia barriere e preclusioni. L’input arriva dal no che Viale Mazzini ha imposto nei giorni scorsi alla sua partecipazione a Domenica In su Rai1, nonostante l’invito della stessa padrona di casa Mara Venier, arrivato proprio durante una puntata di Amici, alla quale la Venier partecipava come previsto dal suo contratto (e dopo lo scambio di ospitate tra Rai3 e Canale 5 con Raffaella Carrà, “tanto di cappello alla sua serietà e alla sua professionalità, ha insegnato anche a me, ma vederla nella scuola come insegnante mi sembra difficile”). “Sono rimasta perplessa dalla posizione della Rai. Mi dispiace solo per il fatto che fosse stato annunciato in onda”, spiega Queen Mary che proprio da questo ‘no’ ha preso spunto per invitare alla finale Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi, Silvia Toffanin e Ilary Blasi, fiere rappresentanti dell’azienda di Cologno Monzese. “Anche in Mediaset ci sono conduttrici più che valide. E allora perché non invitarle tutte? Bisogna iniziare a fare più gioco di squadra. E loro si sono messe in gioco”. Un assaggio per nuove idee in arrivo? “Di programmi ne ho già abbastanza..”, taglia corto lei. Ma di tv senza barriere e di paletti infranti si può parlare anche per il successo del tenore Alberto Urso (vincitore anche del Premio Tim del valore di 30 mila euro che vanno a sommarsi ai 150 mila della vittoria finale e con il disco “Solo” già in top ten), che ha avuto il merito di aver avvicinato il mondo della lirica ai giovani, togliendo un po’ di polvere ad arie e falsetti e sdoganandolo dai soliti cliché. “Ora non mi ferma più nessuno”, dice senza sfrontatezza il 21enne messinese, la faccia pulita, gli occhi chiari che hanno fatto impazzire schiere di ragazzine, i tatuaggi sul braccio molto poco “lirici” e l’aria ingenua. “Io sono un cantante lirico, ma non so dove mi porterà il futuro: opera, cross over, pop… vorrei fare tutto e proverò a fare tutto”, racconta emozionato, poco dopo la vittoria con ancora la coppa accanto a sé e i genitori (arrivati a sostenerlo) impazienti di abbracciarlo. I suoi ascolti, spiega, spaziano da Luciano Pavarotti a Cesare Cremonini, passando per Josè Carreras, Placido Domingo, Andrea Bocelli, Jovanotti, i Queen. “Non bisogna avere pregiudizi: se la musica è fatta bene è bella tutta. L’importante è farla con molta passione. I tatuaggi? Ormai si vedono anche alla Scala…”. Ringrazia Maria (è passaggio quasi obbligato, ma non lezioso) per avergli dato una grande opportunità. “Sono un esempio. La lirica sta perdendo posizioni rispetto ad altri generi e io sono felice di averla avvicinata ai giovani. Devo ancora studiare tanto, perché non bisogna fermarsi mai: io continuerò a portare questo messaggio ai ragazzi”, dice ancora, dedicando la vittoria alla nonna: “da lassù sarà felicissima, e grazie alla mia famiglia che ha fatto tanti sacrifici”. Prima della vittoria, Alberto – che suona pianoforte, sax e batteria – aveva già provato ad entrare due volte nella scuola di Amici: sempre rispedito al mittente. “Evidentemente non era il mio momento, non ero pronto. Un ‘no’ non è una barriera che si chiude: bisogna avere tanta determinazione e non mollare mai”. Non aveva smesso di credere al suo sogno neanche Giordana, seconda classificata e Premio della Critica (50 mila euro offerti da Tim): già cinque volte la cantautrice nata in Francia aveva bussato alle porte della scuola di Canale 5. “Oggi sono più risolta e questo è stato fondamentale. Nel frattempo ho continuato a lavorare”. E le sue canzoni sono finite negli album di Nina Zilli e di Tiziano Ferro, mentre il suo primo disco “Casa” è stato pubblicato dalla Universal. Soddisfatti anche i due ballerini, entrambi classici: il cubano Rafael, terzo e vincitore di categoria, e Vincenzo. Per loro sono già arrivate proposte di lavoro in Italia e all’estero.
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È morto Vittorio Zucconi, giornalista di Repubblica e scrittore
È stato corrispondente dagli Stati Uniti, direttore del sito e di Radio Capital
26 maggio 201914:03
Il giornalista Vittorio Zucconi, 74 anni, è morto nella sua casa di Washington dopo una lunga malattia. Ne dà notizia ‘Repubblica’ in apertura sul proprio sito con un articolo dal titolo “l’uomo che viveva il giornalismo”. Cronista e scrittore, Zucconi è stato corrispondente dagli Stati Uniti per ‘Repubblica’. Zucconi è stato direttore dell’edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015, ma anche direttore dell’emittente Radio Capital fino al 2018.Originario di Bastiglia (provincia di Modena), figlio di Guglielmo Zucconi, giornalista (fu direttore della Domenica del Corriere e del Giorno) e deputato della Democrazia Cristiana, e fratello di Guido. Vittorio Zucconi è stato il primo giornalista italiano di un grande quotidiano inviato come corrispondente a Tokyo (idea di Giorgio Fattori che dirigeva all’epoca la Stampa). E’ stato corrispondente da Bruxelles quando l’Europa era ancora in formazione, da Mosca durante la guerra fredda, da Parigi, da Washington, per la durata di sei presidenti, un trentennio.
Flash mob per 200 anni Infinito 28(5Olimpia Leopardi, vorrei che partecipassero deputati e senatori
26 maggio 201912:11
-RECANATI (MACERATA), 26 MAG – L’Infinito di Giacomo Leopardi superstar per tutto il 2019 e oltre nel duecentesimo anniversario della sua stesura. Per celebrare ‘l’idillio perfetto’, uno dei testi poetici più famosi e amati della lingua italiana, la contessa Olimpia Leopardi, discendente diretta del poeta, ha organizzato a Recanati il 28 maggio alle 11:30, insieme al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in collaborazione con la Rai un flash mob degli studenti di tutta Italia che reciteranno in contemporanea e in diretta social la celebre poesia: sarà “#200infinito”. “Mi è sembrato giusto – dice la contessa – ambientare l’iniziativa nella piazzetta del Sabato del Villaggio” su cui affaccia Palazzo Leopardi, “collegandola simbolicamente a tutte le piazze italiane per trasformarle da luogo in cui la gente passa ignorandosi o addirittura urtandosi, in uno spazio di condivisione spirituale. Ma il mio sogno è che anche gli esponenti del Senato e della Camera, assieme alle più alte cariche dello Stato facciano lo stesso”.
Menasse e l’Europa tra nazioni e unioneLa crisi EU spiegata dall’autore del romanzo ‘La capitale’
26 maggio 201914:54
– ROBERT MENASSE, ”UN MESSAGGERO PER L’EUROPA” (SELLERIO, pp. 180 – 16,00 Euro – Traduzione di Simone Buttazzi) Si considerano i successi, sul piano economico e sociale, come risultato del proprio lavoro, mentre la crisi appare come il fallimento del lavoro altrui. La realtà è che se le cose non vanno la colpa è del contesto generale e allora si può capire che se il crescente desiderio di sovranità nazionale è comprensibile sul piano umano non significa naturalmente che sia anche ragionevole. E’ la prima di una serie di risposte e notazioni che Robert Menasse, saggista e studioso austriaco della realtà europea, ha selezionato partendo dalle domande che più spesso gli vengono rivolte dal pubblico quando partecipa a incontri nei vari paesi, anche in seguito alla pubblicazione (in Italia da Sellerio) del suo interessante e ben congegnato romanzo ”La capitale”, ambientato a Bruxelles e nato per mettere in luce con fiducia sul futuro europeo quel che non va assolutamente oggi nel governo della UE, di cui tutti siamo partecipi e di cui sfruttiamo i molti vantaggi, ma di cui tendiamo a non sentirci responsabili. Questo accade, pare, anche perché si parla molto oggi di ciò che va male e si dimentica quanto progresso e benessere, quanto riparo e sostegno abbiamo avuto dall’essere tutti assieme.
”Soprattutto in tempi di crisi economica, le nazioni sviluppano dinamiche aggressive. Lo vediamo anche nell’insulso risentimento che la Germania prova nei confronti dei greci e viceversa. E alla fine del processo, quando i cosiddetti interessi nazionali non possono più essere difesi politicamente, si tenta di imporli con la violenza. E l’esperienza storica dimostra come ciò non possa durare al lungo e al contempo produca solo tantissima miseria”, per non parlare di ciò che sta accadendo in Gran Bretagna che davanti ai problemi ha deciso di mettersi fuori dal gioco. Menasse parla un po’ di tutto, dalla moneta unica che non si è riusciti a gestire a un livello politico sovranazionale, rendendo difficile affrontare la crisi, alla Commissione Europea che va legittimata facendo sì che venga eletta dall’Europarlamento e non dai governi nazionali perché abbia potere e autorità, solo per citare alcuni degli argomenti criticamente affrontati in queste pagine. Il volumetto vuole aiutare a ripercorrere e capire le ragioni storiche del progetto europeo , alla luce del quale superare lo stallo attuale e creare qualcosa di nuovo, invece di riprodurre sempre l’esistente anche per una realtà diversa.
Bisogna quindi che le politiche degli stati nazionali acquistino appunto una visione collettiva europea, senza rinunciare alla propria identità, che è altra cosa. Manasse lo fa poi con il suo linguaggio semplice, puntuale e spigliato, che argomenta come se fosse in dialettico contraddittorio col lettore. Insomma, questo ”Un messaggero per l’Europa” direi che è da leggere come appendice del suo romanzo, per andare al fondo delle cose e cercare di capirle veramente, al di là delle apparenze e e dell’istinto a difendersi e rinchiudersi nel proprio egoismo, che come è chiaro restringe le possibilità di migliorare e non le allarga. Insomma, bisogna pretendere molto di più dall’Europa, ma bisogna anche essere disposti a dare, a aprirsi e partecipare.
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Takara, favola senza tempo tra le montagne del Giappone
In sala il film di Manivel e Igarashi, già a Orizzonti a Venezia
26 maggio 201914:53
– Un racconto incantevole e pieno di lirismo, che parla di affetti e avventura, una favola senza tempo ambientata tra le suggestive montagne innevate del Giappone. E’ “Takara – La notte che ho nuotato”, il film di Damien Manivel e Kohei Igarashi, già passato in concorso nella sezione Orizzonti della 74/a Mostra del cinema di Venezia, poi al Detour – Festival del cinema del viaggio e ora in sala dal 23 maggio, con Tycoon Distribution.
Dietro la macchina da presa il duo franco-giapponese composto dai registi Damien Manivel e Igarashi Kohei, che raccontano la candida odissea del piccolo Takara (interpretato dal giovanissimo Takara Kogawa, al suo esordio sul grande schermo) che una mattina, invece di recarsi a scuola, decide di andare a trovare il padre al mercato del pesce dove lavora: il bambino vivrà così una giornata all’insegna della scoperta e della meraviglia.
“Ci siamo incontrati alla prima dei nostri film – hanno commentato i due registi – e ci siamo subiti sentiti vicini grazie all’amore per il cinema. Qualche mese dopo, abbiamo deciso di girare un film insieme. Damien desiderava filmare la neve e Kohei lavorare con un bambino. Siamo andati nella regione più nevosa del Giappone, ad Aomori, e abbiamo incontrato un bambino di sei anni, Takara Kogawa. Siamo rimasti colpiti dal suo miscuglio di imprevedibilità e tristezza, dalla sua completa sincerità. Suo padre è veramente un pescatore e Takara si sveglia ogni notte sentendolo andare al mercato. Quando Takara torna a casa da scuola, il padre dorme ancora. Si vedono molto poco. Abbiamo cercato di raccontare questo complesso sentimento di amore e distanza seguendo le tracce di Takara”.
Coe e la Brexit a La Festa del raccontoSul tempo, dal 29 maggio al 2 giugno, apre Michela Marzano
26 maggio 201921:33
Oltre cinquanta eventi in cinque giorni, tutti gratuiti, alla ‘Festa del racconto 2019’ che torna in dal 29 maggio al 2 giugno a Carpi (Modena) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena e Soliera. La XIV edizione si concentra sul tempo con numerosi protagonisti tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, il drammaturgo Stefano Massini, i giornalisti Ezio Mauro, Ferruccio De Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti ‘Le guarigioni’ (La nave di Teseo) -, il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. La Festa si apre il 29 maggio a Soliera con Michela Marzano che invita alla scoperta di ciò che resta quando i ricordi se ne vanno, all’incontro ‘Quell’unica frase che non scompare mai’, partendo dal suo ultimo romanzo Idda (Einaudi). Mentre Coe è atteso a Carpi dove parlerà di ‘Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit. Tra gli ospiti anche Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Chiara Moscardelli e Federico Baccomo. Il tempo viene indagato anche attraverso il racconto – genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse nel nostro Paese – attraverso la memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire. Il 30 maggio a Campogalliano sarà di scena il giallo con Romano De Marco e il suo ‘E se la notte ti cerca’ (Piemme) e Valerio Varesi con ‘La paura nell’anima’ (Frassinelli). Mentre il 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronterà la Storia con la S maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese nel suo intervento “Storia d’Italia”. Il fisico del Cern Guido Tonelli ci trasporterà nel “Non-tempo da cui è nato tutto” e Malvaldi parlerà di ‘Vento in scatola’ (Sellerio) in cui prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana. Soliero ospita il ‘Diario d’amicizia’, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena dove l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici”. Alla Festa del racconto anche la “colazione con i libri” per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister. Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”. Tra gli eventi e spettacoli, a 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!” e, a 20 anni dalla morte di Fabrizio De Andrè, la band Flexus e ospiti con le sue canzoni, in un concerto dedicato.
Cannes, Rohrwacher,ho amato Il TraditoreGiurata, ho provato tanto ma siamo in democrazia
CANNES26 maggio 201914:48
– “Sento una amarezza profonda perché ho molto amato Il Traditore, il grande film di Marco Bellocchio ma nel processo democratico di una giuria nonostante i miei sforzi non ha trovato posto”, dice la regista Alice Rohrwacher tornando a Roma dopo la sua esperienza nella giuria del festival di Cannes che ha escluso dal palmares il film italiano.
Suicida Sergio Claudio PerroniSi è ucciso a Taormina , un colpo di pistola in strada
26 maggio 201919:44
– È morto lo scrittore, traduttore, editor e agente letterario Sergio Claudio Perroni. Aveva 63 anni e secondo le prime ricostruzioni si sarebbe tolto la vita questa mattina con un colpo di pistola in via Roma a Taormina dove viveva da qualche anno con la moglie. Lo conferma il comandante dei vigili urbani di Taormina. A portarlo al suicidio sarebbero stati problemi di salute. Nato a Milano, Perroni era vissuto a Roma. Il suo libro ‘La bambina che somigliava alle cose scomparse’ (La nave di Teseo) era stato presentato all’ultimo Salone del Libro di Torino. Traduttore di autori come Steinbeck, David Foster Wallace e Vonnegut, Sergio Claudio Perroni è autore di numerosi libri pubblicati con Bompiani e La nave di Teseo tra cui ‘Non muore nessuno’, ‘Nel ventre’ e ‘Entro a volte nel tuo sonno’.
Alice Rohrwacher, ho lottato per BellocchioRegista, giuria democratica ma unanimità solo per Parasite
CANNES26 maggio 201921:24
– Il rimpianto è per non essere riuscita a premiare il bel film di Marco Bellocchio Il Traditore, la consapevolezza è che in una giuria tutto può succedere. Alice Rohrwacher rientra in Italia dopo i 12 giorni da giurata al Festival di Cannes. C’è la clausola di riservatezza e la regista italiana non può violarla, quello che è accaduto durante le discussioni guidate dal presidente di giuria Alejandro Gonzalez Inarritu deve restare segreto per non fare uno sgarbo al festival né polemiche con il delegato generale Thierry Fremaux per il quale questi rituali sono necessari, anzi vere e proprie regole. Nonostante il dovuto riserbo, l’autrice 37enne che a Cannes ha avuto grandi soddisfazioni a cominciare dal suo esordio con Corpo Celeste, accetta di parlare dell’esclusione dal palmares del film italiano. “Sento un’amarezza profonda perché ho molto amato il grande film di Marco Bellocchio che nel processo democratico di una giuria non ha trovato il suo posto. E’ un film che ho amato molto, opera di un grande maestro e ho provato con tutte le forze”, spiega.
Alice Rohrwacher si dice convinta che “ci siano sempre nei festival, film meritevoli esclusi ma che hanno tempi diversi.
Sono sicura – spiega – che questo film che oggi non è nella lista del Palmares ritornerà anche in maniera forte nei ricordi dei miei colleghi giurati”. L’ipotesi che Pierfrancesco Favino avrebbe potuto avere il premio andato ad Antonio Banderas per Dolores y gloria di Pedro Almodovar, c’è stata “chanches ci sono state”, dice, “ma non posso entrare nel merito”.
Dodici giorni di grandi film e discussioni sono stati “un’esperienza grande, un lavoro molto bello nel confronto con questo gruppo di altri registi”, prosegue Alice Rohrwacher citando il francese Robin Campillo, il greco Yorgo Lanthimos, Inarritu e gli altri membri della giuria di Cannes 2019. Poi la cerimonia di chiusura, la festa stanotte all’Agora con tutti i premiati. “Prendere decisioni è stato difficile essendo tutte personalità molto forti ma poi ad un certo punto bisogna venirsi incontro. Alcune cose ci hanno unito molto, altre meno. La decisione della Palma d’oro al coreano Parasite è stata unanime, anche se ciascuno è arrivato a preferire quel film in maniera diversa”. Fa capire la Rohrwacher che il percorso è stato lungo, “Bong Jooh Ho a parte, abbiamo messo ai voti gli altri premi non essendo tutti d’accordo, ma è quello che accade spesso. E’ del resto la bellezza della democrazia, si possono esprimere pensieri diversi, poi c’è chi vince e chi non vince”.
Aladdin superstar, debutto Usa da 86 mlnSeguono John Wick Parabellum e Avengers Endgame
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– Debutto alla grandissima nelle sale Usa per Aladdin della Disney che incassa oltre 86,1 milioni di dollari nel weekend e si piazza in testa al box office americano. Scivola quindi al secondo posto, John Wick: Chapter 3 – Parabellum che incassa 24,3 milioni di dollari per un totale che già supera i 100 milioni di dollari in due settimane di programmazione. In terza posizione c’è Avengers Endgame con un incasso questo fine settimana di 16,8 milioni (per un totale di ben 798 milioni). In quarta posizione c’è Pokemon con 13,3 milioni (totale 116) seguito da due nuove uscite: Brigtburn- l’Angelo del male (che in Italia è uscito il 23 maggio) con 7,5 milioni e Booksmart della debuttante Olivia Wilde (uscito da noi il 24 maggio) con 6,5.
Bong Joon-ho, tra Morandi e Al BanoPalma d’oro, “La lotta tra ricchi e poveri è universale”
26 maggio 201921:28
Ama Gianni Morandi, ma somiglia ad Al Bano giovane e vive a Seul. Il cinquantenne Bong Joon-ho, prima Palma d’oro della Corea del Sud con ‘Parasite’, è un uomo che non manca di spirito e non potrebbe essere altrimenti.
Ha portato sulla Croisette una commedia nera che di più non si può e che ricorda quelle all’italiana davvero cattive, alla Risi. Di scena una lotta tra ricchi e poveri in una Seul, una delle città più popolose del mondo con oltre venti milioni di abitanti, dove tra povertà e ricchezza corre una lunga distanza.
“Non è vero che l’umorismo tipico dei coreani non sia compreso all’estero”, sottolinea soddisfatto Bong Joo alla conferenza stampa dei vincitori , “una storia familiare di lotta tra ricchi e poveri è qualcosa di universale, comprensibile per gli spettatori di tutto il mondo”.
Ma chi è il regista del film che sarà distribuito in Italia da Academy Two (il distributore ha, tra l’altro, accolto la richiesta del regista di conoscere Morandi che a sua volta ha accettato)? Figlio di un designer, laureato in sociologia all’Università Yonsei, appassionato di cinema sin dall’adolescenza, e amante di registi come Shōhei ImamuraeHou Hsiao-hsien, Bong Joon-ho nel 2003 con il giallo, Memories of Murder vince a San Sebastiáne Torino. Nel 2006 gira poi il film campione di incassi’The Host’, che passa proprio al Festival di Cannes, nel 2011, sempre sulla Croisette è presidente di giuria della Caméra d’or. Nel 2013 dirige Snowpiercer e due anni fa torna al festival di Cannes, non senza polemiche con ‘Okja’ prodotto da Netflix. Come tanti scrittori meridionali, prende ispirazione nei bar: “Mi piace – dice – andare al bar, mettermi in un posto d’angolo e ascoltare quello che dice la gente. C’è sempre tanto da imparare”. Sui diversi riferimenti e battute alla temuta Corea del Nord, spiega: “Ci scherziamo sempre su queste cose e soprattutto sui bunker super attrezzati che sono molto comuni nelle ville dei ricchi e che sono aumentati con la paura di attacchi nordcoreani”.
L’ispirazione, racconta, gli è arrivata con questa domanda: “cosa accadrebbe se due famiglie – una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi – si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?” . Il fatto poi che ci sia stata unanimità da parte della giuria “Mi ha reso veramente felice”, dice Bong Joon-ho che cita tra i suoi riferimenti Chabrol e Hitchcock. Anche perché, aggiunge, “io faccio film di genere e non è affatto scontato che siano apprezzati”.
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Cremonini, tour per 20 anni carriera
Il via il 21/6 dell’anno prossimo a Lignano, 18 luglio a Imola
27 maggio 201910:55
– Cesare Cremonini festeggia 20 anni di carriera (iniziata con la pubblicazione nel maggio 1999 di “50 Special”) e lo fa con 7 date negli stadi nell’estate dell’anno prossimo. Il tour partirà il 21 giugno 2020 da Lignano Sabbiadoro e si concluderà con un evento speciale il 18 luglio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
“Chiuderemo con un grande concerto a Imola. Sarà un evento straordinario, nato dalla fortissima esigenza di creare uno show indimenticabile in Emilia-Romagna. Mi hanno proposto di celebrare tutto questo in un luogo speciale, nel cuore stesso della mia terra, l’Emilia, che è la mia vita, la mia seconda pelle e il mio Dna. L’autodromo è un luogo magico, reso iconico dalla storia della F1, dal ricordo commovente di Ayrton Senna, e per la musica, naturalmente da Vasco Rossi, che lo ha trasformato in tempio leggendario della musica”. Le date: 21 giugno Lignano, 27 giugno Milano, 30 giugno Padova, 4 luglio Torino, 7 luglio Firenze, 10 luglio Roma, 14 luglio Bari, 18 luglio Imola.
Beigbeder, immortalità è nostro incuboScrittore a Roma per Una vita senza fine, in cui sfida la morte
27 maggio 201913:33
– FREDERIC BEIGBEDER, UNA VITA SENZA FINE (BOMPIANI, PP. 256, 17 EURO – Traduzione di Silvia Ballestra) “L’immortalità è il sogno più vecchio dell’umanità. Ma ora si sta trasformando in un incubo”. È la considerazione a cui Frédéric Beigbeder è giunto dopo aver scritto “Una vita senza fine”, romanzo-inchiesta edito in Italia da Bompiani in cui cerca di capire, tra il serio e il faceto, come fare a rimediare al problema più difficile da risolvere per l’uomo, la morte. Un romanzo quasi del tutto autobiografico in cui un cinquantenne di successo (Frédéric appunto), promette a sua figlia di non morire: per prestare fede alla sua promessa si avvicina alle tecniche di ringiovanimento cellulare, viaggiando dalla Svizzera a Israele per incontrare scienziati e luminari in grado di allungargli la vita. “Abbiamo paura di morire perché non sappiamo approfittare dell’esistenza. Vogliamo renderci eterni attraverso le immagini dei selfie. In questo libro ci sono le mie angosce, denuncio la vita di oggi ma mi prendo anche in giro”, spiega in un’intervista a Roma, dove è arrivato per presentare il libro. Il romanzo è stato un modo per esorcizzare le sue angosce, ma anche un’opportunità per fare indagini mediche su se stesso e riflettere sulla sua vita. “Anni fa avevo uno stile di vita parecchio nocivo per la salute. Quando ho scritto il libro, l’idea di fare analisi e provare terapie che forse potevano allungarmi la vita non mi faceva paura, anzi mi entusiasmava.
Non ero neppure negativo nei confronti dei transumanisti”, spiega, “poi però ho capito che sono dei pazzi e la loro ideologia è pericolosa. Mi chiedo quale sia il prezzo da pagare per vivere di più. Se la risposta è non restare umani allora non mi interessa”. Per parlare di morte, ma anche di tante altre cose (dalla società desiderosa solo di apparire al rapporto con le donne e a quello padre-figlio, dalla religione agli estremismi della scienza, dalle illusioni della contemporaneità fino alla crisi di mezza età mentre il tempo passa inesorabilmente), Beigbeder sceglie lo stile che più gli è congeniale: una scrittura dissacrante ma profonda, che fa riflettere mentre diverte.
“Bisogna poter ridere di fronte alla tristezza e agli argomenti seri: l’umorismo è il mio espediente per affrontare un tema come la morte”, dice, “nel libro credo che sia nuovo parlare di morte come se fosse qualcosa di tecnico: parlo di religione e filosofia ma anche di tutte quelle tecniche che potrebbero servire per invertire l’invecchiamento. Come se fosse il libretto di istruzioni di una lavatrice”. Tra gli autori più acclamati in Francia, Beigbeder (che l’8 giugno sarà a Firenze ospite de La città dei lettori), afferma di pensare spesso alla crisi della letteratura: “Se la gente legge meno forse è colpa degli scrittori, ma non solo. La lettura è continuamente minacciata dai nuovi media che sono più facili. La lettura è una scelta, richiede tempo, ma anche solitudine e silenzio, cose che la società combatte perché ci vuole consumatori non pensanti. Quando parlo ai giovani dico loro che la lettura è lo sport del cervello: ci serve per non diventare stupidi e continuare a riflettere”. Sulle recenti frizioni tra Italia e Francia ha un’idea chiara: “Gli attriti tra Macron e Salvini erano una gesticolazione artificiale così come lo è stata la riconciliazione”, prosegue, “credo che ce dobbiamo fregare di quello che fanno i politici: loro passeranno e non riusciranno certo a interrompere la secolare amicizia tra i nostri Paesi. Quello che conta è la cultura, l’arte, il cinema, la letteratura”. E conclude: “I francesi amano molto gli scrittori e i registi italiani, ma è un amore a senso unico, amano più di quanto sono amati. Ma non è mai troppo tardi per rimediare”.
Restaurate Storie S.Orsola di CarpaccioCiclo visibile a Venezia dall’8 giugno in Gallerie Accademia
VENEZIA27 maggio 201913:33
– “Dopo un lungo intervento conservativo, Le Storie di sant’Orsola di Vittore Carpaccio, uno dei capolavori della pittura rinascimentale, vengono finalmente restituite al pubblico”: così Giovanni Panebianco, Segretario Generale del Mibac, attualmente Direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Il restauro del ciclo, realizzato grazie al contributo di Save Venice, è stato preceduto da una fase di studio ed analisi diagnostica condotta dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e dal Laboratorio Scientifico delle Gallerie, a partire dal 2010. I nove teleri con le Storie di Sant’Orsola si presentavano in uno stato conservativo disomogeneo, coperti da vernici alterate e sovrammissioni pittoriche localmente frammentarie. Dall’8 giugno le opere restaurate tornano fruibili per tutti i visitatori del museo.
Cinema, domina Aladdin, ma c’è TraditoreSecondo posto per il film di Bellocchio, Almodovar terzo
27 maggio 201910:54
– Con 6 milioni e 390 mila euro d’incassi nei cinque giorni dalla sua uscita in sala è Aladdin, il blockbuster della Disney a dominare il box office italiano di questa settimana, come già nelle sale Usa (dove ha incassato la bellezza di 86 milioni di dollari in tre giorni). Reduce dagli applausi e dalla delusione di Cannes si aggiudica comunque un secondo posto della top ten Il Traditore di Marco Bellocchio, con Favino nei panni del mafioso Buscetta, che incassa 1 milione e 445 mila euro in 4 giorni. Al terzo gradino del podio, stabile alla sua seconda settimana di programmazione c’è ancora Dolor y Gloria, il film autobiografico di Pedro Almodovar con Antonio Banderas, premiato sulla Croisette come miglior attore, che incassa 711 mila euro (2,1 milioni l’incasso totale). Nei primi dieci incassi di questa settimana fanno capolino anche due nuove uscite: L’angelo del male -Brightburn al settimo posto con un incasso di 253.425 euro e Asbury park- lotta e redenzione rock’roll al decimo posto con 56 mila euro.
Cannes: vedremo tutto il Palmares in Italia, è recordDalla Palma d’oro Parasite ad Atlantique di Netflix le uscite
CANNES26 maggio 201919:49
Sono tanti i film del festival di Cannes 2019, appena concluso, che arriveranno in Italia e praticamente per intero, cosa affatto scontata e usuale, quelli del Palmares di sabato sera. Intanto due sono già usciti in questi giorni: Il Traditore di Marco Bellocchio e Dolor y gloria di Pedro Almodovar (con Antonio Banderas migliore attore). Il primo ad arrivare in sala, il 29 maggio, con Fox è invece la biografia in musica di Elton John Rocketman di Dexter Fletcher con Taron Egerton nei panni del baronetto inglese. Bisognerà aspettare il 16 settembre per divertirsi con C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino con Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, mentre il 13 giugno usciranno in sala Bill Murray, Adam Driver e gli zombie di Jim Jarmusch I morti non muoiono che hanno aperto Cannes 72. Prossima stagione invece per tanti altri titoli a cominciare dal sudcoreano Parasite di Boon Joon Ho, vincitore della Palma d’oro. La lotta di classe nel sottosuolo sarà distribuita dalla lungimirante Academy Two che ne ha preso i diritti italiani prima di sapere che sarebbe uscito vincente. E proprio alla vigilia del Palmares, dove ha ottenuto la menzione speciale oltre che il Fipresci della critica internazionale, anche It Must be Heaven di Elia Suleiman. Sempre da Academy arriverà un piccolo film non alla selezione ma al mercato, Queen of the Field, una commedia di Mohamed Hamidi su una squadra di calcio femminile.
E’ di Netflix, che ne ha preso i diritti nel mondo, Atlantique di Mati Diop che ha impressionato la giuria di Alejandro INarritu al punto di assegnare al film della regista franco senegalese alla sua opera prima il secondo premio del palmares per importanza ossia il Grand Prix. Netflix anche il film animato di Jérémy Clapin I lost my body, che ha vinto il premio independente International Critics Week.
Ancora senza data i quattro film Lucky Red: Sorry we missed you di Ken Loach, Matthias et Maxime di Xavier Dolan e due titoli del Palmares: Portrait of a lady on fire di Celine Sciamma (premio migliore sceneggiatura), con Adele Haenel, Noemie Merlant e la partecipazione di Valeria Golino e Les Miserables, opera prima di Ladj Ly che ha conquistato (e meritato) il premio della giuria (diviso con il brasiliano Bacurau).
I Wonder Pictures ha chiuso molte acquisizioni e distribuirà Yves (Tutti pazzi per Yves) di Benoît Forgeard, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs , l’ottimo La belle Epoque di Nicolas Bedos, con Daniele Auteuil, Fanny Ardant e Guillaume Canet, tra i film più applauditi a Cannes 2019, poi For Sama di Waad al-Kateab ed Edward Watts, un documentario sull’assedio di Aleppo presentato fuori concorso. Sempre I Wonder sono Family Romance LLC di Werner Herzog e Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: No End Travelling di Mario Sesti, prodotto da Erma Pictures con Istituto Luce Cinecittà. E uno dei titoli assolutamente da non perdere quando uscirà in sala:, Diego Maradona del premio Oscar Asif Kapadia sull’ascesa e caduta del Pibe de Oro e in particolare sui suoi anni a Napoli.
Sarà invece Bim a portare al La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti, tratto dal romanzo di Dino Buzzati, passato a Un Certain Regard e Young Ahmed dei fratelli Dardenne, un potente film sulla fascinazione di un adolescente dell’islam più radicale, che ha avuto il premio alla regia.
Movies Inspired ha acquistato, dal concorso, il film cinese The Wild Goose Lake di Diao Yinan e Little Joe di Jessica Hausner con Emily Beecham migliore attrice di Cannes 2019.
Teodora Film distribuirà in Italia Papicha di Mounia Meddour, presentato a Un Certain Regard, primo lungometraggio della giovane regista franco-algerina, già apprezzata documentarista, il film è ambientato nell’Algeria degli anni Novanta, all’arrivo dell’ondata di fondamentalismo religioso che precipiterà il paese nel caos.
Rocketman, la vita di Elton John è un musicalDopo Bohemian Rhapsody biopic sulla popstar trionfa a Cannes
27 maggio 201913:38
– Piu’ musical che biopic ha sorpreso Cannes ‘Rocketman’ l’atteso film dedicato ad Elton John e realizzato da Dexter Fletcher, con tanto di pop star in sala insieme a marito e cast. E che tutto stava andando per il meglio si e’ capito dopo circa mezz’ora sulle note di ‘Your song’ quando il pubblico ingessato della sala, tra smoking e abiti lunghi, ha cominciato ad applaudire in maniera ritmata.
D’altronde le sole canzoni messe in campo, da Rocket Man a Tiny Dancer a Crocodile Rock fino a Circle of life gia’ giustificano il costo del biglietto di questo film che al festival di Cannes ha ricevuto piu’ di dieci minuti di applausi e ha commosso tutti, compresi Taron Egerton, l’attore gallese che interpreta la pop star, e il marito di Elton John, David Fumish.
Che cosa si vede nel film, in sala dal 29 maggio con la Fox? Tutto inizia con un Elton John non piu’ giovane (siamo a meta’ degli anni Novanta) che vestito come un Rigoletto si trova in un centro di alcolisti anonimi. Qui il musicista si presenta subito enumerando le sue infinite dipendenze, dall’alcool alla cocaina, dagli psicofarmaci alla bulimia.
E poi, anche sulle note di I Think It’s Going To Be A Long, Long Time, il film ripercorre tutta la biografia della pop star che da timido figlio della classe operaia diventa poi pianista prodigio, ancora col suo vero nome Reginald Dwight, e poi studente alla Royal Academy of Music.
Solo i primi passi verso quel successo planetario che otterra’ anche grazie alla rivoluzione della sua immagine. Elton John, come si vede nel film, ha avuto molti nemici, ma il primo e’ stato lui stesso. Grassottello, per niente bello e presto pelato, ha dovuto trovare in una estrema eccentricita’ il modo di mostrarsi e nascondersi allo stesso tempo.
E a lui poi non e’ andata bene neppure coi genitori poco attenti a questo figlio che, tra l’altro, gli ha nascosto la propria omosessualita’ fino ad eta’ avanzata.
Le scene di sesso gay, delle quali si e’ parlato alla vigilia, ci sono ma sono abbastanza soft.
Il raffronto poi con i record di Bohemian Rhapsody – ad oggi oltre 900 miliardi di dollari e quattro Oscar – ci sta tutto e forse con un volano a favore di Elton John, il fatto cioe’ di avere una maggiore popolarita’ rispetto ai Queen.
Nel cast del film anche Jamie Bell, nei panni del paroliere di lunga data di Elton, Bernie Taupin; Richard Madden (il primo manager di Elton), John Reid, e Bryce Dallas Howard in quelli della madre di Elton, Sheila Farebrother.
Piovani a Firenze con orchestra MaggioIl 15/7, per Musart festival. Eseguite storiche colonne sonore
FIRENZE27 maggio 201914:30
– Dalla colonna sonora di ‘La vita è bella’ a ‘La notte di San Lorenzo’: il maestro Nicola Piovani salirà sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale fiorentino per ‘Piovani dirige Piovani’ un concerto dedicato alle sue più note colonne sonore. Lo spettacolo, in programma il 15 luglio in piazza Santissima Annunziata, rientra nell’ambito del festival Musart che dal 13 al 24 luglio porterà nel centro storico di Firenze grandi nomi della musica, dello spettacolo e della danza. Dopo il successo, lo scorso anno, di ‘La Pietà’, Piovani torna alla guida del Maggio che così conferma anche per il 2019 la partecipazione al Musart. Il pianista, direttore d’orchestra e compositore proporrà le sue composizione più note per il cinema, come i brani tratti da ‘Kaos’ di Vittorio e Paolo Taviani, da ‘Il marchese del Grillo’ di Mario Monicelli, e dai film di Federico Fellini ‘L’intervista’, ‘La voce della luna’, ‘Ginger e Fred’.
Chamber Orchestra of Europe in E-RDirettore Antonio Pappano, al violino Janine Jansen
BOLOGNA27 maggio 201914:31
– La Chamber Orchestra of Europe, nata come complesso giovanile sotto l’ala di Claudio Abbado e da tempo affermatasi a livello internazionale come una delle migliori compagini sinfoniche, torna in Italia per due concerti diretti da Sir Antonio Pappano. Il 29 e 30 maggio la Chamber suonerà al Teatro Valli di Reggio Emilia, ultimo concerto della stagione concertistica, e all’Auditorium Manzoni nell’ambito della rassegna Grandi Interpreti del Bologna Festival. Il programma, che verrà presentato anche nelle successive due date della tournée, in Germania, comprende l’Idillio di Sigfrido di Richard Wagner, il Concerto per violino e orchestra N. 1 di Karol Szymanowski (massima figura della storia musicale polacca del primo Novecento) e le pittoresche Danze slave di Antonin Dvorák. Solista sarà la violinista olandese Janine Jansen, artista attiva sui palcoscenici più prestigiosi, che con Antonio Pappano ha già registrato i concerti per violino di Bartók e di Brahms.
Matteo Bocelli a American Icon AwardsSuccesso per il figlio di Andrea, presente anche Robert De Niro
27 maggio 201916:10
– Applausi per Matteo Bocelli nel corso dell’American Icon Awards, il grande evento filantropico americano che quest’anno ha premiato Al Pacino con il suo riconoscimento maggiore e ha visto tra i suoi premiati Quincy Jones, Robert de Niro, e l’icona sportiva Evander Holyfield.
L’annuale gala è diventato rapidamente uno degli eventi charity più importanti a livello internazionale e tra i suoi ospiti quest’anno c’è stato anche Matteo Bocelli, in ascesa anche in America, che si è esibito sulle note di Fall on Me e Say Something insieme a David Foster.
Matteo, 22 anni, ha intrapreso la carriera del padre e, seppur ancora studente al Conservatorio, ha duettato con lui in “Fall on me”, brano contenuto nell’ultimo album del tenore “Sì” e colonna sonora al film Disney “Lo schiaccianoci e i Quattro Regni”. Il video della canzone ha raggiunto in pochi mesi quasi 50 milioni di views. [print-me title=”STAMPA”]
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‘I Goldbaum’ di Natasha Solomons
Romanzo storico segue saga famiglia tra Austria e Inghilterra
25 maggio 2019 05:36
– NATASHA SOLOMONS, ‘I GOLDBAUM’ )NERI POZZA, PP. 480, 18,00 EURO)A Vienna si dice che siano così ricchi e potenti che, nelle giornate uggiose, noleggino il sole perché brilli per loro. Sono ‘I Goldbaum’, protagonisti del romanzo di Natasha Solomons (Neri Pozza, pp. 480, 18,00 euro), che l’autrice inglese, al suo quinto lavoro, presenta oggi a Milano. Ritratti sullo sfondo della prima guerra mondiale, i Goldbaum sono una famiglia di influenti banchieri ebrei. Ben poco accade, dentro e fuori la capitale, su cui non abbiano voce in capitolo, e meno ancora senza che ne siano a conoscenza. Collezionisti di opere d’arte, mobili di squisita fattura, ville e castelli in cui esporli, gioielli, uova Fabergé, automobili, cavalli da corsa e debiti di primi ministri, i Goldbaum assomigliano da vicino ai Rotschild. “Il romanzo è liberamente ispirato ai Rotschild, ma – spiega la 39enne autrice, che vive nel Dorset con il marito, lo scrittore per bambini David Solomons, e i loro due figli – c’è molto di immaginato. Penso che ogni romanziere storico inizi con un sacco di ricerche, ma qualche volta le cose che sono vere non lo sembrano sulla pagina. Per esempio, scrivendo dei giardini dei Goldbaum, ho dovuto ridurre il numero di giardinieri e serre, perché i Rotschild ne avevano talmente tante che temevo che il lettore non potesse crederci. I personaggi del mio libro sono tutti immaginari, anche se alcuni sono ispirati dalla storia della mia famiglia”.
Come le dinastie reali d’Europa, i Goldbaum si sposano tra loro e anche la giovane, ribelle, Greta Goldbaum deve rassegnarsi alla tradizione di famiglia e sposare Albert, un cugino del ramo inglese della famiglia. A Temple Court, dove si trasferisce, la ragazza si sente estranea persino a se stessa, finché la suocera decide di donarle un giardino. “Greta si innamora prima del suo giardino e poi dell’Inghilterra, per lei – racconta l’autrice – non è un luogo di rappresentanza, ma un posto dove scatenarsi, prendendo il sole nuda e impiegando donne che portano i pantaloni”.
Alla contesa di Temple Court si aggiunge il fragore della Prima guerra mondiale: per la prima volta in duecento anni, i Goldaum si trovano su fronti opposti e Greta deve scegliere tra la famiglia che ha creato in Inghilterra e quella che è stata costretta a lasciare in Austria. “La famiglia ha un ruolo complesso durante la guerra, ogni ramo – racconta Solomons – è coinvolto nella parte del conflitto che riguarda la sua nazione.
Volevo scrivere della guerra lontana dal fronte occidentale, senza parlare di buoni e cattivi perché è stato tutto molto più complicato di così: sappiamo molto della seconda guerra e dell’olocausto, ma i semi del sospetto verso gli ebrei si possono già vedere nel primo conflitto mondiale”.
Insieme al marito, Natasha sta lavorando alla puntata pilota della serie che verrà tratta dal romanzo, di cui le piacerebbe anche scrivere un seguito.
A Torgiano Triple Twist Beverly PepperScultura di sette metri celebra la vite alla cantina Lungarotti
PERUGIA25 maggio 201911:31
– Un inno alla vite, alla vita e all’amicizia. È Triple Twist, l’imponente scultura in marmo di Carrara di circa sette metri realizzata dall’artista statunitense Beverly Pepper per la famiglia Lungarotti e inaugurata a Torgiano.
Installata in un’area aperta adiacente alle porte della Cantina, l’opera è una colonna scolpita che si tende verso il cielo con un incastro di profili geometrici puri che svettano in una triplice torsione a spirale a simboleggiare la dualità della vite, sempre protesa verso l’alto e ben radicata nella terra da cui assume energia e linfa vitale. La rotazione dei tre elementi che compongono la colonna suggerisce un moto vorticoso tale da spingere anche l’osservatore a muoversi intorno all’installazione. E nei tre volumi si coglie anche il richiamo alle tre donne alla guida del Gruppo umbro: le sorelle Chiara e Teresa e la madre Maria Grazia, presenti all’evento.
“La Triple Twist – ha detto Beverly Pepper – rappresenta in maniera quasi totemica la vite, la vita e l’amicizia come forza ancestrale dell’uomo. Per la realizzazione ho scelto il marmo bianco di Carrara, un materiale di grande forza, intensità espressiva e durevolezza, come simbolo di un’amicizia, quella con la famiglia Lungarotti, che si rinnova nel tempo”.
“Il connubio vino-cultura – ha detto Chiara Lungarotti, amministratore delegato del Gruppo – è da sempre parte della nostra storia e alimenta costantemente il nostro dna. Oggi, Lungarotti è un brand internazionale presente in quasi 50 Paesi in cui, attraverso il nostro vino, esportiamo Torgiano e l’Umbria tutta. La Triple Twist – ha proseguito l’ad del Gruppo – rinnova il nostro impegno nel creare valore a favore della comunità locale e del territorio. Da qui la scelta di installare l’opera in un’area aperta al pubblico”.
La Triple Twist rientra nel circuito “L’Umbria di Beverly Pepper”: il documentario di 52 minuti, presentato recentemente alla Biennale di Venezia, che mostra tutte le opere dell’artista in Umbria, evidenziando il legame delle installazioni con il territorio che le accoglie.
Firenze, Muti dirige Orchestra CherubiniIl 28 maggio per l’82/a edizione del Festival del Maggio
FIRENZE25 maggio 201911:58
– Il maestro Riccardo Muti, a un anno dalla sua ultima presenza, tornerà sul podio del Maggio Fiorentino per l’82/a edizione del Festival Musicale, a capo dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, da lui fondata, e il Coro della Radio Bavarese e dirigerà la Missa defunctorum per soli, coro e orchestra di Giuseppe Paisiello (maestro del coro Stellario Fagone).
L’appuntamento è per martedì 28 maggio, alle 20. Riccardo Muti proporrà una partitura del Settecento napoletano – a lui tanto caro – e che egli stesso ha sottratto all’oblio. Con il maestro Muti, i solisti Benedetta Torre e Giovanni Sala, entrambi formatisi alla Riccardo Muti Opera Academy, Daniela Barcellona e Gianluca Buratto.
Cannes, Deneuve e Moore per il PalmaresLo ha deciso la giuria presieduta da Inarritu
CANNES25 maggio 201913:01
– Catherine Deneuve, Michael Moore, Sylvester Stallone sono alcune delle personalità del mondo cinematografico attese sul palco per consegnare i premi ai vincitori del festival di Cannes durante la cerimonia che assegna la Palma d’oro, secondo le decisioni della giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu.
Il festival annuncia anche Valeria Bruni Tedeschi, Gael Garcia Bernal, Claire Denis presidentessa della giuria Cinéfondation e Cortometraggi, Reda Kateb, Zhang Ziyi, Viggo Mortensen, Nadine Labaki presidentessa giuria Un Certain Regard, Rithy Panh presidente Caméra d’or.
Balestrini, le opere d’artista a RomaL’esposizione a pochi giorni dalla morte
25 maggio 201913:26
– Undici opere di Nanni Balestrini, realizzate tra il 1965 e il 2004, saranno esposte, a pochi giorni dalla sua morte, avvenuta il 20 maggio, nella mostra ‘Vogliamo tutto’ che si inaugura il 29 maggio a Visionarea Art Space, al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione di Roma.
L’esposizione, che prende il titolo da uno dei romanzi più famosi dello scrittore, poeta, saggista e artista che ha fatto in tempo a selezionare questi collage e lavori su tela e su tavola, è curata da Luigi De Ambrogi, con la Galleria Emilio Mazzoli di Modena. L’ingresso è gratuito e le opere saranno esposte fino al 2 settembre. L’arte è rivoluzione, rottura degli schemi, sembrano affermare le opere di Balestrini. Come sottolinea Achille Bonito Oliva, citando Heidegger come emblema filosofico dell’autore, Balestrini “individua la possibilità di fondare un luogo dell’arte non circoscritto ai generi tradizionali, non ancorato al semplice riferimento della poesia, pittura, della scultura, del disegno e della pura architettura”.
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Stile cerimonia, l’invitata perfetta
Dalle proposte di Luisa Spagnoli alla nuova linea di Miu Miu
25 maggio 201913:43
– Una tunica di georgette floreale su pantaloni neri, oppure una camicia in seta con una mini coordinata e giacchetta di filo, possono fare la differenza e risolvere il problema della mise per il matrimonio della cugina o la comunione del fratellino. Ecco arrivata la stagione delle cerimonie, con l’incubo della scelta degli abiti. Non sempre l’abito o il tailleur risolvono il problema del look. Ma l’invitata che vuole avere uno stile perfetto è consapevole dell’importanza di scegliere capi che poi non finiscano in fondo all’armadio, da poter riutilizzare. Così Miu Miu ha lanciato una linea di abbigliamento dedicata alla cerimonia interpretata da Georgia May Jagger, terza figlia di Mick Jagger e Jerry Hall, fotografata da Emma Craft, a base di seta e pizzi, nastri e fiocchi, paillettes e cristalli. Luisa Spagnoli propone l’abitino in viscosa e pizzo color glicine con fiocco e fibbia di Swarovski in vita oppure vestiti lunghi in jersey da portare con sandali bassi. Sempre perfette con la tuta Emporio Armani.
Lele Luzzati, il mago delle scenografieA Genova antologica sull’autore delle scene di 400 spettacoli
25 maggio 201914:01
– Un grande maestro di scenografie, illustrazioni e film di di animazione. Una versatilità artistica che lo ha portato a realizzare dal 1949 le scene di oltre 400 spettacoli teatrali, per il balletto e la lirica nelle diverse tecniche del collage, disegno, pastello, china, matita e pennarello, a occuparsi di arredi per le grandi navi da crociera e a misurarsi con la ceramica e con materiali di ogni tipo.
Attraversa un vasto dedalo di attività creative la mostra che Genova dedica a Lele Luzzati, dal 1 giugno al 3 novembre nel Sottoporticato di Palazzo Ducale. “Labirinto Luzzati”, antologica sull’artista genovese morto nel 2007, curata da Sergio Noberini Noberini e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Lele Luzzati Foundation, si snoda in sezioni, dagli esordi negli anni ’40 fino alle ultime scenografie realizzate per il Carlo Felice, il principale teatro della città.
How I Met Your Mother, arriva il canale dedicatoDal 26 maggio al 7 giugno su Fox+1
25 maggio 201921:09
al 26 maggio al 7 giugno Fox+1 si trasforma in Fox How I Met Your Mother per raccontare i momenti più emozionanti e divertenti della sitcom sulla ricerca dell’amore, premiata negli anni con 5 Emmy Awards e 5 People’s Choice Awards. Un intero canale dedicato alle avventure del gruppo di amici formato da Ted, Robin, Marshall, Lily e Barney. Come ha conosciuto la madre dei suoi figli Ted Mosby? Nei 9 giorni di programmazione Fox+1 diventerà la casa delle prime 8 stagioni della serie. E proprio come i figli di Ted, sentiremo di nuovo il racconto del corno francese blu, ci chiederemo ancora quale sia il mistero dell’ananas e canteremo insieme a Ted e Marshall “500 Miles”.Fox How I Met Your Mother sarà l’occasione per ‘sedersi’ di nuovo al tavolo del MacLaren’s Pub, rivivere dalle origini la ricerca infinita dell’amore di Ted, le conquiste e le scommesse di Barney, la creazione della famiglia di Marshall e Lily, il processo di ‘americanizzazione’ di Robin e le sue esilaranti performance canore.
Cannes: Deneuve e Michael Moore per il Palmares
CANNES25 maggio 201912:56
– Catherine Deneuve, Michael Moore, Sylvester Stallone sono alcune delle personalità del mondo cinematografico che stasera saliranno sul palco per consegnare i premi ai vincitori del festival di Cannes durante la cerimonia che assegnerà la Palma d’oro, secondo le decisioni della giuria presieduta dal regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu.
Il festival annuncia anche Valeria Bruni Tedeschi, Gael Garcia Bernal, Claire Denis presidentessa della giuria Cinéfondation e Cortometraggi, Reda Kateb, Zhang Ziyi, Viggo Mortensen, Nadine Labaki presidentessa giuria Un Certain Regard, Rithy Panh presidente Caméra d’or.
Anzovino conquista GiapponeConcerti a Tokyo e Osaka con brani per cinema e nuovo album
TRIESTE25 maggio 201916:13
– Tutto esaurito per i due concerti di Remo Anzovino all’Auditorium Agnelli a Tokyo e all’International House di Osaka. Il compositore e pianista, nome emergente nella scrittura di musiche da film in Italia e all’estero – anche grazie agli album delle colonne sonore dei film d’arte della serie “La Grande Arte al Cinema” pubblicati in tutto il mondo (Sony Masterworks) – conquista così il Giappone. Un successo che ha coinvolto tutta la produzione di Anzovino, dal cinema fino ai brani contenuti nell’ultimo album Nocturne, in parte registrato proprio a Tokyo ai JVC Studios.
Reduce dal Nastro D’Argento con menzione speciale per il suo lavoro sulla musica per l’arte, Anzovino segna un altro successo in un paese attento al pianismo contemporaneo.
I due concerti giapponesi, inseriti nell’ambito della rassegna “Suoni Italiani”, sono stati organizzati da New Age Productions in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e quello di Osaka.
Armani, a Tokyo lancio collezioni CruiseRinnovo Ginza Tower e nuovi riconoscimenti per lo stilista
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– Il lancio in anteprima delle collezioni Giorgio Armani Cruise uomo e donna 2020 e il rinnovo della Ginza Tower di Tokyo, sottolineando le particolari affinità dello stilista milanese con il mondo nipponico, in primo luogo culturali, a distanza di dodici anni dall’ultima visita in Giappone. Alla sfilata organizzata al Museo Nazionale di Tokyo – il più grande e antico della capitale, con una vasta collezione di arte giapponese e asiatica antica, erano presenti prestigiosi ospiti locali e internazionali. “Sono molto felice di tornare a Tokyo. È una città straordinaria ed evocativa, dove il nuovo coesiste con l’antico, senza che ci sia alcuna contraddizione”, ha dichiarato Giorgio Armani. “È un luogo che mi affascina molto per la sua modernità e per la sua vita pulsante, il luogo perfetto per presentare le mie nuove collezioni”.
Taobuk 2019, al festival Ian McEwan e Jhumpa LahiriA Taormina dal 21 al 25 giugno, atteso il ministro Bonisoli
25 maggio 201921:08
-Sarà il desiderio il filo conduttore della nona edizione di Taobuk, il festival ideato e diretto da Antonella Ferrara, che si svolgerà dal 21 al 25 giugno a Taormina con tra gli ospiti internazionali Ian McEwan, Jostein Gaarder, Jhumpa Lahiri e Ian Thomson. Annunciata anche la presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli all’incontro su ‘Il diritto d’autore, tra ipotesi di tutela e nuove sfide’ con Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto Enciclopedia Treccani, Elido Fazi, fondatore della Fazi Editore, Ernesto Franco, direttore editoriale Einaudi, Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol e Paola Passarelli, direttore Generale per le Biblioteche e gli Istituti Centrali, Mibac. “Desiderare è tutt’uno con la voglia di progettare il futuro, è trovare uno scopo ed essere motivati a perseguirlo.
Chi ne è capace si pone agli antipodi del nichilismo oggi dilagante, indotto in primo luogo dal consumismo e dai suoi bisogni fittizi” spiega la Ferrara.
Nella serata di gala, il 22 giugno, condotta da Alessio Zucchini del Tg1 e da Antonella Ferrara, che andrà in onda su Rai3, saranno assegnati i Taobuk Awards, riconoscimenti d’eccellenza nel campo della letteratura e delle arti. Sul palco del Teatro Antico di Taormina saliranno la Premio Pulitzer Jhumpa Lahir e il Booker Prize Ian McEwan, vincitori dei Taobuk Awards for Literary Excellence per “la sapienza con cui hanno portato avanti il desiderio di raccontare storie e per la profonda consapevolezza dell’animo e dei comportamenti umani con cui sono stati capaci di ritrarre indimenticabili personaggi iconici, di grande potenza emotiva”. Al regista Marco Bellocchio, unico italiano in concorso a Cannes, al cantautore Simone Cristicchi, a Nina Zilli, una delle voci più soul della musica italiana contemporanea, e all’attore Massimo Ghini andranno invece i premi Taobuk Award alla Carriera. E la stilista Marella Ferrera riceverà il Taobuk Award Trame di Storia. Al Teatro Antico anche tanta musica con l’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, partner del Festival. Diretti da Valter Sivilotti, Cristicchi e la Zilli si esibiranno con la violinista enfant prodige Anastasiya Petryshak e il soprano georgiano Nino Surguladze. Le infinite sfaccettature del desiderio nella voce e nelle lezioni magistrali di filosofi, artisti e letterati vedranno lo storico della lingua e membro dell’Accademia della Crusca Gian Luigi Beccaria intervenire sulla brama e necessità di scrivere e Luciano Canfora sul desiderio di libertà. Di ‘Desiderio dunque sono’ parleranno tra gli altri Michela Marzano, Tommaso Labate, Giulio Perrone, Paolo Pejrone, Simona Sparaco, vincitrice della prima edizione del Premio DeA Planeta, Francesca Reggiani, Silvana Grasso e Matteo Nucci. Antonio Forcellino farà un racconto a tratti inedito di Leonardo Da Vinci e Giulio Tremonti ragionerà sul desiderio di futuro dell’economia politica e della società nell’era globale.
Nei cinque giorni di Taobuk, in cui la letteratura incontra il cinema, l’arte, l’attualità e la memoria, passando per la musica e la grande cucina, anche uno dei maggiori storici contemporanei, Donald Sassoon, Ian Thomson, Yves Mény, Anastasiya Petryshak e Nino Surguladze. Tavola rotonda su ‘La libertà di espressione e di stampa. Il diritto ad essere informati’ con, fra gli interventi, quello del presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti. “Il tema scelto per questa nona edizione di Taobuk è forse, come non mai, coinvolgente e appassionante. Un argomento che, ne sono certo, saprà stimolare un’attenta riflessione su ciò che vogliamo davvero per noi, per il nostro presente e per il nostro domani” ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. In scena anche l’arte con, fra le mostre, ‘Questa è la certezza del cuore. La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli: omaggio a Sebastiano Tusa’, a cura di Roberta Scorranese. In collaborazione con Treccani Cultura, il 24 giugno omaggio al genio di Rossini e il 25 Giugno tributo a Leonardo Da Vinci. Al Palazzo dei Congressi, gli editori saranno protagonisti di una mostra-mercato ad ingresso gratuito.
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Abbiati fa navigare con Ismaele
Spettacolo di 15 minuti, in 20 stretti nella chiglia del Pequod
TRIESTE25 maggio 201917:30
– Basta poco a suggestionare gli spettatori, venti, non di più: occorre ingegno e qualche bella trovata come sistemare il piccolo pubblico in una scatola di legno dove a stento ci si riesce a sedere su mini sgabelli, attrezzata con gli oggetti di un vecchio veliero, imporre il silenzio, far scorrere un po’ d’acqua attraverso le fessure, diffondere i rumori di una tempesta e, quando l’unico attore dall’esterno apre una finestrina e recita “Chiamatemi Ismaele”, tutti si sentono marinai del Pequod. Manca poco che a qualcuno non venga il mal di mare. E’ lo spettacolo di Roberto Abbiati, “Una tazza di mare in tempesta”, di 15 minuti dove c’è un solo attore, lui, un assistente, Johannes Schlosser, e le musiche di Fabio Besana: il Teatro degli Incamminati. Lo spettacolo è andato in replica un migliaio di volte in Italia e, con maggior successo, in Francia, e – fino al 26 maggio – si svolge all’Autorità portuale, uno degli appuntamenti che celebrano il 300/o del Porto Franco (e il 200/o della nascita di Melville).
A teatro la rivoluzione basaglianaDell’Acqua, uno dei medici protagonisti, la ripercorre con Cirri
TRIESTE25 maggio 201917:46
– Erika Rossi ci ha messo la regia, il conduttore radiofonico Massimo Cirri la tagliente ironia, lo psichiatra Peppe Dell’Acqua i ricordi e il cuore. Così i due protagonisti, seduti su una panchina di legno di quelle corrose dal tempo, ricordano una delle rivoluzioni medico-cultural-sociali più radicali dei tempi moderni: l’apertura dei manicomi voluta da Franco Basaglia. A Trieste è andata in scena la 40/a rappresentazione, ultima di due cicli di repliche in Italia di “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. Era il 16 novembre 1961 quando a Gorizia un medico di 37 anni entrò nel manicomio e rimase tanto colpito dalla reclusione e dai metodi terapeutici medievali che avrebbe trascinato un manipolo di psichiatri e psicologi, sorretto da un sensibile ambiente politico, nel gorgo di una visione che avrebbe segnato loro la vita. A Trieste, qualche anno dopo. Tra questi, non ancora laureati, c’era Dell’Acqua, salernitano, studente a Napoli. Giunse a Trieste disorientato, non è più partito.
Torna a casa il Crocifisso Simone MartiniRicollocato in chiesa S. Casciano, notevole esempio scuola ‘300
FIRENZE25 maggio 201921:27
Dopo un recupero pittorico eseguito millimetro per millimetro torna oggi ‘a casa’ il Crocifisso ligneo di Simone Martini (1284-1344) della chiesa della Misericordia di San Casciano Val di Pesa (Firenze), luogo dove il capolavoro è custodito e visibile da secoli, anche rimanendo integro nei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Il crocifisso, opera di rango considerata tra i più alti esempi di confronto fra pittura fiorentina e senese del ‘300, ha subito un lungo restauro all’Opificio delle Pietre dure di Firenze, sia per il recupero della parte lignea, con necessari consolidamenti di materiale ed eliminazione dei tarli, sia in quello della parte pittorica, intervento meticoloso eseguito al microscopio da parte della restauratrice Alessandra Ramat con un procedimento millimetrico. “E’ uno dei più imponenti restauri di crocifisso ligneo fatti in un secolo dall’Opificio delle Pietre Dure – spiega il soprintendente dell’Opificio, Marco Ciatti -, sia per l’importanza di questo capolavoro, sia per l’impegno del nostro personale, sia per lo stimolo a nuovi studi che il restauro ci ha permesso fare nel confronto tra scuola fiorentina e senese”. Anche in considerazione della portata del capolavoro il restauro è stato interamente finanziato e gestito dall’Opificio. Per fattura artistica e valenza storica gli studiosi allineano il crocifisso di Simone Martini di San Casciano – realizzato nella ‘modalità’ di Christus patiens -, a capolavori coevi come il Crocifisso di Cimabue scampato all’alluvione del 1966 in Santa Croce, il Crocifisso di Ognissanti attribuito a Giotto, e il Crocifisso di Giotto in S.Maria Novella, convento domenicano da cui potrebbe essere partita la committenza anche per il Crocifisso conservato a San Casciano. Inoltre il restauro, spiega Ciatti, “stimola e apre frontiere di ricerca storica e archivistica notevoli, per capire in che termini la Chiesa della Misericordia di San Casciano abbia potuto ospitare il capolavoro di Simone Martini e il suo incontro con altri artisti di rilievo di quella fase, tra cui Ugolino di Nerio”. Nella chiesa, annessa a un antico convento domenicano, il Crocifisso verrà ricollocato sopra il secondo altare sul lato destro. Simone Martini lo eseguì “intorno al 1315, sicuramente non oltre il 1320”, aggiunge Ciatti, ma scarseggiano notizie precise in merito e la stessa tradizione dell’attribuzione al pittore senese “fu definitivamente suffragata relativamente di recente, nel 1939, da puntuali studi di Ugo Procacci”.
La seduzione della Maniera di VivarelliDa 27/5 a 27/6 mostra su periodo fiorentino del grande scultore
FIRENZE25 maggio 201918:24
– Si intitola ‘Jorio Vivarelli a Firenze. La seduzione della Maniera’, la mostra di opere del grande scultore pistoiese (1922-2008) in programma dal 27 maggio al 27 giugno nelle Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. L’esposizione propone 60 opere di piccole dimensioni oltre a vari disegni, tutti realizzati dagli anni Sessanta, il periodo fiorentino dell’artista, al 1975. La rassegna, spiega una nota, è organizzata dalla Fondazione Vivarelli. Nel corso dei vent’anni nei quali ha abitato a Firenze (1949-1969), Vivarelli ha manifestato interesse e attrazione per gli sviluppi del Manierismo nella scultura fiorentina della seconda metà del Cinquecento, in particolare per le opere di Giambologna, Ammannati, Cellini e altri. La mostra documenta, tra l’altro, precisi collegamenti tra le piccole sculture dell’artista con il Ratto della Sabina e la Fontana dell’Oceano a Boboli, la Fontana dell’Ammannati in Piazza della Signoria, la Ninfa i Fontainebleau e il Perseo di Cellini. Molte delle piccole sculture in bronzo hanno avuto un esito in dimensioni monumentali nelle Fontane eseguite per gli Stati Uniti, in collaborazione con l’architetto Oskar Stonorov, interventi documentati in mostra da pannelli fotografici.
L’unica eccezione di ordine cronologico, tecnico e formale, è costituita da una Figura in gesso modellata nel 1950, esposta come preludio a tutte le altre opere. La Fondazione Vivarelli ha sede nella casa-studio dell’artista, progettata da Stonorov, dove sono esposte numerose opere originali ed è raccolta la documentazione di tutta la sua attività di scultore, mosaicista, disegnatore e incisore. All’inaugurazione, il 27 maggio, saranno presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Federica Fratoni, Cristina Acidini in qualità di presidente dell’Accademia delle arti del disegno, il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, che sostiene l’iniziativa, Luca Iozzelli, e Giulio Masotti per la Fondazione Vivarelli.
Addio a Bobby Diamond, tenero ragazzo di FuriaMalato da tempo, aveva 75 anni. Nella vita fu attore-avvocato
25 maggio 201921:10
I cinquantenni di oggi sono cresciuti un po’ con lui, quel bambinetto sofferente e sensibile, scontroso e solitario con tutti eppure capace di farsi amare e obbedire da Furia, indomabile cavallino nero. Da molto tempo in lotta con il cancro, è morto a 75 anni Bobby Diamond, avvocato e attore americano che grazie alla serie tv lanciata negli anni ’50 dalla Nbc era diventato un po’ un’icona del piccolo schermo. Anche se a quell’exploit non era seguita poi una vera e propria carriera nella recitazione. A dare la notizia della sua morte, a esequie avvenute, è stata oggi l’autrice tv e sua grande amica Laurie Jacobson, che ne ha parlato con l’Hollywood Reporter. Il ciuffo riccioluto sul volto minuto, l’aria sempre un po’ schiva e imbronciata, Diamond in Furia era Joey Clark Newton, un ragazzino orfano adottato dal burbero proprietario di un ranch che aveva perso la moglie e il figlio naturale in un incidente d’auto. Un ruolo decisamente tipico nelle narrazioni dell’epoca nel quale quel ragazzino piccolo borghese, maglietta a righe e pantaloncini corti, era molto credibile, tanto da diventare il paladino di tantissimi coetanei e poi nel tempo di altri ragazzini come lui che si identificano nelle fughe solitarie con il cavallino, con quelle carezze e le parole sussurrate all’orecchio dell’animale. Dopo le cinque stagioni da protagonista nella serie tv, che negli Usa andò in onda fino al 1968 con grandissimo successo (in Italia arrivò invece negli anni ’70 e da noi è rimasta un tormentone anche la sigla affidata alla voce di Mal), Diamond, che era figlio di un broker immobiliare e di una casalinga, proseguì gli studi, si fece notare anche come brillante ginnasta e diventò avvocato, professione che alternò per tutta la vita a piccoli ruoli d’attore, soprattutto in tv. Fino all’età adulta fu la madre a guidarlo nello show business e a fargli da manager per film come Il più grande show sulla Terra (1952), Gli uomini preferiscono le bionde, Ring Circus e All’inferno e ritorno. Negli anni ’60 è’ stato premiato per Airbone, un film sui paracadutisti, ed è apparso in Billie (1965) nella parte di un ragazzino atletico. Qualche ruolo lo ha avuto anche negli show tv degli anni ’80 e ’90, il Loretta Young Show, Handy Griffit Show, Lassie, Medical Center e Divorce Court. Anche come avvocato è rimasto nel mondo dello spettacolo rappresentando gli interessi di diversi attori. Lascia due figli Robbie e Jesse.
Cannes, Beecham migliore attricePer il film Little Jo
CANNES25 maggio 201919:52
– Emily Beecham, per il film Little Joe di Jessica Hausner, vince il premio come migliore attrice al festival di Cannes 2019.
Cannes, ai Dardenne la migliore regiaPer il film Joung Ahmed
CANNES25 maggio 201919:58
– I fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, vincono il premio per la migliore regia al 72/mo festival di Cannes.
Cannes, Banderas migliore attorePer il film Dolor y Gloria di Pedro Almodovar
25 maggio 201920:07
– Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, vince il premio come migliore attore al 72/mo festival di Cannes.
Cannes, Grand Priz ad AtlantiqueIl film di Mati Diop
CANNES25 maggio 201920:18
– Il film Atlantique di Mati Diop, trentaseienne regista parigina di origini senegalesi vince il Grand Prix di Cannes 2019.
Cannes, Palma d’oro a ParasiteDel regista coreano Bong Joon Ho
CANNES25 maggio 201920:21
– Il film Parasite, di Bong Joon Ho, vince la Palma d’oro del 72/mo festival di Cannes.
Cannes,a Sciamma migliore sceneggiaturaPer il film Portrait of a lady on Fire
CANNES25 maggio 201920:32
– Va a Portrait of a Lady on Fire di Celine Sciamma il premio per la migliore sceneggiatura al 72/mo festival di Cannes.
A Cannes vince Corea, niente all’ItaliaBanderas miglior attore per Dolor y Gloria
25 maggio 201920:53
– Con il suo family drama sui poveri in Corea, “Parasite” (parassiti), è il giovane e talentuoso regista sud coreano Bong Joon-ho a vincere la Palma d’Oro del 72/o Festival di Cannes. L’Italia resta invece a bocca asciutta, nessun premio a il Traditore di Bellocchio con Favino nei panni del mafioso Buscetta. Il premio per il miglior attore va invece ad Antonio Banderas per la grande interpretazione in Dolor y Gloria di Pedro Almodovar. Migliore attrice è Emily Beecham per Little Joe di Jessica Hausner. Il premio della Giuria va a Atlantique della franco-senegalese Mati Diop, la miglior regia ai fratelli Dardenne per Young Ahmed, la migliore sceneggiatura è quella di Celine Sciamma per il suo film Portrait of a lady on fire. Menzione speciale ad Elia Suleiman di It must be heaven; Camera d’oro a Nuestras Madres di Cesare Diaz. Palma d’oro per il cortometraggio a The distance between us and sky di Vasilis Kekatos, Menzione speciale della giuria per il cortometraggio a Monstruo Dios di Agustina San Martin.
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Il Getty apre al confronto sulle opere rivendicate dall’Italia
Il ministro Bonisoli, “Ora speriamo anche per il Lisippo”
NEW YORK25 maggio 201921:35
Il Museo Getty è pronto a discutere “in buona fede” con le autorità italiane i risultati delle sue ricerche sulle quattro opere d’arte di cui l’Italia la scorsa settimana ha chiesto di accertare la provenienza. Lo ha detto, in una dichiarazione al New York Times, la vicepresidente del museo californiano per le comunicazioni Lisa Lapin.
La Lapin ha spiegato che le quattro opere – la tela del pittore ottocentesco Camillo Miola “L’oracolo di Delfi”, due leoni in marmo d’epoca romana e un Mosaico con Medusa – sono state acquistate dal museo negli anni Cinquanta e Settanta.
“Stiamo conducendo ricerche a fondo su queste opere e discuteremo in buona fede con il ministero della Cultura quanto trovato”, ha detto la Lapin aggiungendo che il museo, “come sempre”, prende questo tipo di richieste sul serio: “E come in passato, se gli oggetti risulteranno rubati o scavati clandestinamente, li restituiremo”.
Il governo italiano e il Getty sono già impegnati in una disputa legale su una statua di bronzo attribuita a Lisippo, ripescata nel 1964 da pescatori nell’Adriatico, di cui l’Italia, forte da dicembre di una sentenza della Corte di Cassazione, da anni chiede il rimpatrio. Il 9 maggio il ministero ha inviato una lettera al museo americano chiedendo un incontro sui quattro nuovi pezzi: “Vogliamo preservare le relazioni con il Getty e contiamo di risolvere la nuova disputa con gli strumenti della diplomazia culturale evitando le vie legali”, ha detto il portavoce del ministero Giorgio Giorgi. Secondo il ministero, la tela di Miola sarebbe stata rubata dall’Istituto San Lorenzo di Aversa tra il 1943 e il 1946; i leoni di marmo erano nel Palazzo Spaventa di Preturo (Aquila), mentre il mosaico con Medusa verrebbe dal Museo Nazionale Romano.
In aprile il ministero aveva annunciato controlli centralizzati sui prestiti al Getty da musei e collezioni italiane, ma una nuova mostra sulla Villa dei Papiri “Buried by Vesuvius” che aprirà il 26 giugno alla Villa Getty comprende pezzi importanti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da altre istituzioni italiane. “Non abbiamo interrotto la collaborazione perché il Getty e il Museo di Napoli erano da tempo in trattative”, ha detto Giorgi al New York Times: “Ma abbiamo anche voluto dare il messaggio che sarebbe una buona idea di sedersi attorno a un tavolo a parlare del Lisippo”, che il Getty d’altro canto non ha alcuna intenzione di lasciar partire: pronto – ha ribadito la Lapin – a far ricorso se necessario alla Corte Europea per i Diritti Umani. Su Facebook il ministro della cultura Bonisoli si è detto soddisfatto dell’apertura dimostrata dal Getty e sottolinea: “Al netto della sentenza della Corte di Cassazione, spero che la #DiplomaziaCulturale, che sto portando avanti anche attraverso l’ottimo lavoro del comitato istituzionale per il recupero e la restituzione dei Beni culturali, che ho voluto fosse riconvocato e allargato anche a membri del ministero della Giustizia e degli Esteri, ci aiuti a far tornare in Italia l’atleta di #Lisippo”.
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Cannes: Palma d’oro a Parasite di Bong Joon-ho. Banderas miglior attore
L’Italia torna a mani vuote dalla rassegna transalpina. Il film di Bellocchio su Buscetta è piaciuto ma non è bastato
25 maggio 201923:47
Palma d’oro di Cannes alla Corea. Vince il film Parasite, di Bong Joon-ho. Ad Atlantique di Mati Diop il Grand Prix, mentre Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, e Emily Beecham, per Little Joe di Jessica Hausner, vincono i premi come migliori attore e attrice. Ai fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, il premio per la miglior regia. L’Italia resta a bocca asciutta, nessun riconoscimento per ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino, che era l’unico film italiano in concorso.
mia i poveri del mondo e le donne
a!Valido fino al 30 maggioTUTTI I PREMIPalma d’oro: Parasite di Bong Joon HoIl film Atlantique di Mati Diop vince il Grand Prix Antonio Banderas, per Dolor y gloria di Pedro Almodovar, vince il premio come migliore attore Emily Beecham, per il film Little Joe di Jessica Hausner, vince il premio come migliore attrice. mentre i fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne, per il film Young Ahmed, vincono il premio per la migliore regia I film Les Miserables di Ladj Ly e Bacurau di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles vincono ex aequo il Premio della giuriaVa a Portrait of a Lady on Fire di Celine Sciamma il premio per lamigliore sceneggiaturaLa menzione speciale del 72 /mo festival di Cannes va al cortometraggio Monstruo Dios di Agustina de San Martin.
Il film Nuestras Madres di Cesar Diaz, dalla Semaine de la Critique, vince il premio Camera d’oro, migliore opera prima.
La Palma d’oro 2019 al migliore cortometraggio va al film di Vasilis Keratos che si intitola The distance between us and the sky.
Anche al film It Must Be Heaven di Elia Suleiman va la menzione speciale.
Il punto – Gli applausi a Bong Joon-ho sono convinti, dalla platea della Lumiere c’è una bellissima ovazione verso il regista coreano di Parasite. La Palma d’oro del festival di Cannes per una volta non divide. Peccato che l’Italia torni a casa a mani vuote senza riconoscimenti per Il Traditore di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nei panni del boss pentito Tommaso Buscetta: la speranza c’era, ma anche la consapevolezza della concorrenza, resta la soddisfazione delle decine di paesi che hanno comprato il film, tra cui la Sony per la distribuzione in America. Il premio per Dolor y Gloria come migliore attore ad Antonio Banderas ricompenserà Pedro Almodovar che da tempo insegue invano il massimo premio di Cannes? “Non è un mistero che il mio personaggio, Salvador Mallo, sia Almodovar” dice applaudito il suo protagonista accettando il premio e dedicandolo a lui: “Lo rispetto, lo ammiro, lo amo, è il mio mentore. Come suggerisce il titolo del suo film c’è il sacrificio, il dolore dell’artista e la gloria come stasera. Ma penso che il meglio debba ancora venire”. Per la prima volta è coreana la Palma d’oro di Cannes, con un film, Parasite (in Italia uscirà con Academy Two) che ha fulminato la giuria presieduta dal messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e con la nostra Alice Rohrwacher. La grandezza di Cannes è anche avere in sala Quentin Tarantino e non premiarlo: se abbia partecipato alla cerimonia di chiusura consapevole di questo o meno resterà un mistero. Ma quando è apparso sul red carpet tutti i rumors raccolti fino a quel momento, e che escludevano dal Palmares C’era una volta a Hollywood, sono sembrati fuori pista. Torna a casa con un premio su cui aveva ironizzato: la Palm dog al cane Brandy di Brad Pitt, miglior cane del festival.Verdetto premia i poveri del mondo e le donne – Vincono un gran bel film perfetto per Cannes, PARASITE del coreano Bong Joon-ho, tre donne su quattro in gara, la politica, ma soprattutto la povertà centrale in tutta questa edizione del Festival di Cannes. Niente invece a IL TRADITORE di Marco Bellocchio, per la quinta volta in concorso sulla Croisette, un vero peccato, perché il film ha subito mostrato la sua vitalità internazionale con vendite in 24 paesi, America compresa. Intanto la Palma d’oro a PARASITE, una storia di ricchi contro poveri, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita tra le due famiglie protagoniste: i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. Il Grand Prix va ad ATLANTIQUE della franco-senegalese Mati Diop, prima regista di origini africane a correre a Cannes, racconta invece chi dalla povertà scappa: i boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna. Ex aequo nel segno della povertà anche al Premio della giuria che va a LES MISERABLES di Ladj Ly ambientato nelle banlieue parigine tra gitani, fratelli musulmani, papponi, prostitute nigeriane, ladri e i poliziotti, e al brasiliano BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles. Un film quest’ultimo dalle molte anime, arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto, ovviamente, all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero.
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Amici, vince il cantante Alberto
In finale battuta Giordana, terza piazza per il ballerino Rafael
26 maggio 201902:21
– Il cantante Alberto è il vincitore dell’edizione 2019 di Amici, il talent di Canale 5, condotto da Maria De Filippi. Nel confronto finale ha battuto la collega Giordana (Premio della Critica). Terzo il ballerino cubano Rafael, davanti al collega Vincenzo. Alberto Urso (anche Premio Tim), tenore di 21 anni nato a Messina, è laureato in canto lirico al Conservatorio di Matera. Polistrumentista, Suona il pianoforte, il sax e la batteria. In passato aveva già tentato di conquistare per due volte un posto nella scuola di Canale 5. [print-me title=”STAMPA”]
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DALLE 12:57 DI VENERDì 24 MAGGIO 2019
ALLE 05:36 DI SABATO 25 MAGGIO 2019
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Raige: ‘Affetto Placebo’ è nuovo inizio
Esce oggi il nuovo album tra la canzone d’autore e il rap
24 maggio 2019 12:57
– Un nuovo album per Raige che oggi pubblica il suo ‘Affetto placebo’. Anticipato dal singolo ‘Un milione di sassi’, che in pochi giorni ha superato online i cinquanta mila streaming, è composto da una scaletta di undici brani inediti, tra canzone d’autore e pop, oltre a quattro bonus track. Per presentare l’album e incontrare il suo pubblico, il rapper-cantautore comincerà oggi dalla Feltrinelli di Milano (piazza Piemonte, alle 18,30) una serie di instore. “E’ l’unica cura che funziona – ha detto Raige a proposito del titolo scelto – perché alla fine quello che ci salva sono i rapporti che creiamo”.
Feng Jicai, da Padova alla Cina e ritorno
24 maggio 201913:02
Nei giorni scorsi più di 120 scrittori, artisti, critici e studiosi cinesi e stranieri si sono riuniti per discutere del lavoro di Feng Jicai e dei suoi 50 anni di attività culturale a Tianjin (Cina) presso l’Istituto Feng Jicai di letteratura e arte” dell’Università di Tianjin l’“International Symposium on Feng Jicai’s Narratives of Culture over the Last Five Decades“, dedicato a questo importante scrittore, pittore e intellettuale cinese. Feng Jicai è un importante intellettuale cinese, il quale ha da sempre abbinato l’attività letteraria, grazie alla quale è diventato, fin dalla fine degli anni ’70, uno degli esponenti più significativi della letteratura cinese contemporanea, alla pittura e alla calligrafia, facendolo considerare oggi in Cina una figura di artista a tutto tondo di assoluto rilievo. Tra le sue opere letterarie più note spicca “Dieci anni di cento persone”, raccolta delle testimonianze di persone comuni durante il decennio della Rivoluzione Culturale (1966-1976), esempio unico di scrittura della storia orale del popolo cinese. Negli ultimi anni si è particolarmente dedicato alla protezione del patrimonio culturale materiale e immateriale cinese, percorrendo una strada solitaria e impervia nella Cina contemporanea e opponendo al modello di un Paese esclusivamente lanciato verso il progresso economico, una visione di recupero dell’identità nazionale che non può prescindere dalle origini popolari della sua cultura.Il Simposio, la cui cerimonia di inaugurazione, presentata dal famoso commentatore della CCTV (Central China Television) Bai Yansong, ha visto susseguirsi sul palco importanti personalità del mondo culturale cinese, quali lo scrittore e già ministro della Cultura Wang Meng, la scrittrice Zhang Kangkang, l’artista Han Meilin, ideatore del logo delle Olimpiadi di Pechino del 2008, e numerosi altri studiosi e traduttori delle sue opere. I lavori del Simposio sono poi continuati in due sessioni separate, dedicate alle due differenti branche della sua attività culturale.Gli esperti, studiosi e trduttori stranieri presenti provengono da divesi paesi, Russia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Corea del Sud, Egitto e Vietnam.
Per l’Italia hanno partecipato tra gli altri la dottoressa Liu Zun, presidente dell’Associazione Culturale “Il filo di seta” di Padova e promotrice della conoscenza in Italia della figura di Feng Jicai e della diffusione italiana delle sue opere e del suo pensiero e il professor Federico Madaro (Università di Torino), traduttore di alcuni racconti di Feng Jicai in italiano.Il legame tra Feng Jicai e Italia ormai e’ profondo.
Feng Jicai e’ Presidente Onorario del appena passato evento di gran impatto sociale ‘Capodanno Cinese a Padova e nel Veneto 2019’. Il rapporto suo e la citta’ di Padova, e’ stabilito subito dopo la visita ufficiale dell’Assessore alla Cultura di Padova Andrea Colasio insieme alla delegazione veneta nello scorso giugno presso il suo istituto situato nella piu’ antica universita’ cinese Tianjin University alla presenza del Rettore Li Jia Jun. Inoltre Feng Jicai e il suo istituto e’ anche il supporto culturale fondamentale dell’evento creato dalla stessa dottoressa Liu Zun ‘Settimana della Cultura Cinese nel Salento’ che ha visto gia’ 2 edizioni di successo con collaborazione da vari comuni salentini.
In programma il professore Giorgio Trentin, direttore dell’Istituto Confucio dell’Universita’ di Macerata che e’ confermato Modello Istituto Confucio in Italia, sta coordinando per la nuova pubblicazione delle traduzoni in italiano delle opere di Feng Jicai. Oltre varie traduzioni in corso, la traduzione dell’importante libro ‘Dieci anni di cento persone’ e’ anche iniziata dal professore Federico Madaro.
Si terra’ un incontro speciale a Giudecca di Venezia verso fine ottobre, coorganizzato dai direttori dell’Accademia di Belle Arti di Venezia professore Giuseppe La Bruna e professore Giovanni Turria che ha un legame particolare con Feng Jicai e la dottoressa Liu Zun dell’Associazione Cultruale Il Filo di Seta.
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Guarnieri presidente onorario Tls
E’ considerato tra più importanti compositori
SPOLETO (PERUGIA)24 maggio 201913:16
– Adriano Guarnieri, considerato uno dei più importanti compositori a livello nazionale e internazionale, è stato nominato presidente onorario del Teatro lirico sperimentale di Spoleto. Lo ha deciso all’unanimità il consiglio direttivo su proposta del direttore artistico Michelangelo Zurletti e del coordinatore Claudio Lepore.
“E’ per noi un grande onore quindi poterLa accogliere ufficialmente nella nostra Istituzione quale presidente onorario” ha scritto a Guarnieri il legale rappresentante del Teatro lirico Sperimentale Battistina Vargiu.
Il compositore – riferisce l’Istituzione spoletina – ha accolto con entusiasmo la proposta. “Sono onorato di tale nomina – ha sottolineato -, ed accetto con gioia tale incarico, affidandomi in tutto agli impegni richiesti”.
Guarnieri ha tra l’altro insegnato composizione nei conservatori di Milano, Firenze, Pesaro e Bologna ed ha tenuto seminari in America.
Museo Egizio premio Spina a innovazioneIl riconoscimento al format della mostra Archologia Invisibile
TORINO24 maggio 201913:18
– Il Museo Egizio si è aggiudicato il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali. Il riconoscimento, promosso dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, è rivolto alle istituzioni culturali italiane che abbiano avviato progetti di innovazione digitale significativi nei processi interni o nell’offerta al pubblico.
La proclamazione al convegno di presentazione dei risultati dell’Osservatorio che ha riunito circa 400 operatori del settore. Una doppia giuria – una di esperti/relatori e l’altra del pubblico in sala – ha selezionato il vincitore. A raccogliere i consensi di entrambe è stato il format della mostra in corso al Museo Egizio, Archeologia Invisibile, proposto con la relazione progettuale dal titolo ‘La digitalizzazione della dimensione tangibile e intangibile del patrimonio museale: Archeologia Invisibile’.
Alla Fondazione per le Antichità Egizie di Torino è stato attribuito il diritto a una borsa di studio del valore di 12 mila euro – messa a disposizione dall’Associazione Gianluca Spina – per la partecipazione al Master in Management dei Beni e delle Istituzioni Culturali del MIP, Politecnico di Milano Graduate School of Business.
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L’Isola di Pietro, Morandi in Sardegna
Nel cast entra Caterina Murino. Serie su Canale 5 in autunno
CAGLIARI24 maggio 201914:59
– La squadra de “L’Isola di Pietro” è ritornata in Sardegna per girare la terza stagione della serie Tv coprodotta da Rti e Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, in onda prossimamente su Canale 5. “Quando abbiamo iniziato tre anni fa non potevamo certo immaginare che ci sarebbe stata una seconda e poi una terza stagione, magari ci sarà anche la quarta”, racconta il protagonista Gianni Morandi, oggi a Cagliari nella sede istituzionale della Regione per presentare la fiction con il resto del cast e i produttori. Lunedì scorso il primo ciak.
“Conoscevo la Sardegna perché soprattutto ai miei inizi, negli anni ’60, ci ho cantato tante volte, ora però, trascorrendo tanto tempo qui, ho avuto modo di conoscere meglio zone come il Sulcis e i luoghi dove è ambientata la storia, cioè Carloforte, Sant’Antioco, Iglesias, Portoscuso, Calasetta e Carbonia, che mostrano quanto la Sardegna non sia solo Costa Smeralda”, spiega il cantante-attore. Ma la vera sorpresa, svela, è la gente. “Quando ti apre la porta la lascia aperta per sempre – dice Morandi – le persone nate qua danno grande valore all’amicizia”. Insomma, i luoghi ricoprono un ruolo fondamentale nella fiction. “Si tratta di location straordinarie e ci auguriamo che anche in questa occasione la serie possa contribuire all’incremento del turismo e alla visibilità che questa terra merita”, sottolinea l’ad di Lux Vide Luca Bernabei.
Anche stavolta nelle sei puntate in onda, forse, già da novembre ritorneranno i personaggi più amati interpretati da Chiara Baschetti (Elena), Alma Noce (Caterina) ed Erasmo Genzini (Diego). Tra le new entry, nel ruolo di Teresa Orrù l’attrice sarda Caterina Murino. “Questa serie mi è arrivata grazie all’umanità del protagonista, e girando in Sardegna non potevo che dire sì”, racconta.
La serie rappresenta “un’opportunità per la Sardegna – commenta il presidente della Regione Christian Solinas – che si può qualificare per il suo patrimonio di storia e tradizioni”.
Il passaggio successivo è quello di “fare dell’Isola una terra ospitale per future produzioni cinematografiche con ricadute importanti per il turismo e l’occupazione”.
Gatti nuovo direttore Orchestra MozartSarà in carica per tre anni. Primo impegno a Pasqua 2020
BOLOGNA24 maggio 201915:34
– Daniele Gatti è stato nominato direttore musicale dell’Orchestra Mozart di Bologna per un ampio progetto che lo vedrà impegnato già da ora per i prossimi tre anni. Il primo appuntamento è previsto per la Pasqua 2020. Il maestro milanese è stato scelto all’unanimità dal presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna (sede dell’Orchestra), Loris Azzaroni, dal consulente artistico, Gastón Fournier-Facio, e dal Board di musicisti costituito da Raphael Christ, Manuel Kastl, Lucas Macías Navarro, Mattia Petrilli e Francesco Senese, che hanno visto nella persona di Daniele Gatti la figura ideale per assicurare un futuro di grande respiro alle attività dell’Orchestra Mozart garantendo l’alto livello di qualità al quale il complesso era stato portato dal suo fondatore, Claudio Abbado, e da Bernard Haitink, che ne aveva raccolto l’eredità.
Venezia, ‘Naufrago bambino’ è di BanksyOggi su profilo Instagram dipinto comparso su muro città
VENEZIA24 maggio 201915:47
– E’ dell’artista di strada Banksy anche “Naufrago bambino”, il graffito comparso a metà maggio su un muro a filo d’acqua nel canale di Ca’ Foscari a Venezia, vicino all’università, la cui paternità era rimasta incerta.
Il dipinto è stato pubblicato oggi sul profilo Instagram ufficiale di Banksy, il che vale come “rivendicazione” della sua paternità. Un bambino vi è ritratto in chiaroscuro nero e grigio, in piedi, mentre regge una sorta di torcia che emette una nuvola di fumo rosso cangiante.
Sempre sul proprio profilo Instagram, l’altro ieri Banksy aveva pubblicato un filmato di un’altra sua incursione veneziana, con l’installazione mobile “Venice in oil”, un quadro scomposto raffigurante una grande nave da crociera allestito in diversi punti del centro storico lagunare, da cui però alla fine era stato allontanato per mancanza di permessi.
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Opera Roma, Emma Dante per Prokofiev
Successo per ‘Angelo di fuoco’ con Perez e lettura al femminile
24 maggio 201915:48
– Davvero una bella esecuzione, con buoni interpreti e un allestimento di grande forza espressiva questa applauditissima, de L’angelo di fuoco, di Prokofiev proposta il 23 maggio dall’Opera di Roma (4 repliche sino al 1 giugno). Opera molto rara da vedere (si ricorda un’edizione alla Fenice del 1955 con regia di Strehler, una al Festival di Spoleto del 1959, poi quella con regia di Puecher del 1966 proprio a Roma) eppure con una sua forza e qualità, oltre a una vicenda da poter leggere al femminile come ha sottolineato la regia di Emma Dante, che ha puntato come Prokofiev sulla forza devastante e repressa del desiderio della protagonista, Renata, che per questo viene presentata come la Madonna addolorata trafitta da spade quando alla fine viene condannata al rogo.
Prokofiev qui porta avanti il discorso musicale iniziato con Il giocatore riempiendo di musica gli spazi del recitativo, puntando dall’inizio con l’apparizione dell’angelo, sui motivi che si legano agli avvenimenti salienti del dramma.
Sfera Ebbasta torna in tourIl via da Milano il 14 giugno, poi impegni in tutta Europa
24 maggio 201917:33
– Sfera Ebbasta si prepara a tornare sul palco con lo “Sfera Ebbasta summer tour”, che dal 14 giugno lo vedrà protagonista anche in Europa per tutta l’estate.
Il via da Milano, dopo il successo in aprile al Forum di Assago, dove dividerà il palco insieme alla leggenda del Reggaeton mondiale J.Balvin, ad Elettra Lamborghini e Gué Pequeno, per proseguire il 7 luglio a Les Ardentes Festival di Liegi (BE), il 12 luglio al Moon & Stars Festival di Locarno (CH), il 14 luglio a Ibiza (ES), il 19 Luglio all’Urban Hymns Festival di Madrid (ES), il 24 luglio a Pag (HR), il 27 luglio a Nova Gorica (SL), il 29 luglio a Corfù (GR), il 3 agosto a Berlino (DE), l’8 agosto a Barcellona (ES), il 12 agosto a Ibiza (ES), il 13 agosto a Marbella (ES), il 15 agosto a Formentera (ES) e il 25 agosto nuovamente ad Ibiza (ES).
Scala: prima volta ‘Die tote Stadt’Una conferenza introduttiva precederà ogni rappresentazione
MILANO24 maggio 201917:39
– “Uno dei più importanti pezzi del repertorio mondiale che mai era stato rappresentato alla Scala”.
Ha definito così il sovrintendente Alexander Pereira ‘Die tote Stadt’ (La città morta), capolavoro di Erich Wolfgang Korngold che andrà in scena martedì con la direzione di Alan Gilbert in un nuovo allestimento di Graham Vick, scene e costumi di Stuart Nun, luci di Giuseppe Di Iorio e coreografia di Ron Howell.
Il fatto che l’opera, sconosciuta al pubblico milanese, si presti a molte chiavi di lettura, dal punto di vista musicale come per le implicazioni psicoanalitiche del protagonista, ha indotto la Scala a promuovere, insieme al Fedora Circle, una tavola rotonda nello stesso pomeriggio della prima a cura del professor Sergio Pulcini. Inoltre, tutte le repliche saranno precedute da una conferenza introduttiva dello stesso esperto.
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Camilleri per la prima volta a Caracalla
Il 15 luglio racconterà la sua ‘Autodifesa di Caino’
24 maggio 201918:14
– Andrea Camilleri sarà per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, per raccontare la sua Autodifesa di Caino. Lo spettacolo, che arricchisce la stagione estiva di Caracalla 2019 di un nuovo Extra, avrà la regia di Stefano Vicario e le musiche originali di Roberto Fabbriciani, eseguite dall’autore. Il progetto è curato da Valentina Alferj.
“Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”, ha detto più volte Camilleri che torna sul palco per raccontare la storia di Caino, del primo assassino sulla faccia della Terra, di colui che è diventato l’emblema del Male.
Lo scrittore ha sempre definito la sua ambizione simile a quella del contastorie, del poeta ambulante che incanta e seduce chi lo ascolta. Grazie alla sua capacità di narrare storie Camilleri è diventato il più letto scrittore italiano, inventando una lingua e mettendo in condizione i lettori di amarla.
A novantatré anni, dopo il successo di ‘Conversazione su Tiresia’, Camilleri racconta ora in prima persona la storia di Caino e del come e perché uccise suo fratello Abele. Un racconto che si avvale molto di testi ebraici e musulmani, discostandosi perciò dalla tradizione cattolica e che svela alcuni aspetti inediti del personaggio biblico: Caino è stato il fondatore di quella che è oggi la Civiltà dell’Uomo nei suoi aspetti non solo sociali ma anche artistici. “Io fui semplicemente colui che mise per primo in atto il male. Che compì l’azione del male.
Tramutando ciò che era in potenza, in atto”, si racconta nello spettacolo.
Torna il festival ‘Il libro possibile’La 18esima edizione sostenuta da Pirelli, dal 3 al 6 luglio
24 maggio 201919:02
– Compie 18 anni il festival ‘Il libro possibile’, che torna dal 3 al 6 luglio a Polignano a Mare (Bari) e che per il secondo anno consecutivo è sostenuto da Pirelli. Tema dell’edizione 2019 sarà ‘il passo dell’umanità’, un omaggio a uno dei passi più importanti della storia del Novecento, quello fatto dall’uomo esattamente 50 anni fa sbarcando sulla luna. Un momento fino ad allora solo sognato che diventerà punto di partenza e metafora tra il possibile e l’impossibile per dare il via ad un confronto sulle grandi questioni che hanno attraversato la storia e su quelle che attendono nel futuro. Obiettivo di Libro Possibile è “portare in strada” – sei le piazze del centro storico in cui saranno allestiti dibattiti e incontri – “la cultura e stimolare il dibattito su diversi temi” attraverso il confronto con importanti intellettuali, ha spiegato Rosella Santoro, direttrice artistica della kermesse ricordando i tanti appuntamenti in programma durante la presentazione al Pirelli Headquarter di Milano.
Hit parade, Izi ancora in vettaCapossela entra al secondo posto, arriva l’ondata di Amici
24 maggio 201918:39
– Per la seconda settimana consecutiva, in testa alla classifica dei dischi più venduti della settimana (secondo le rilevazioni Fimi/Gfk) si posiziona il rapper Izi, tornato dopo due anni di silenzio con il disco Aletheia. Entra direttamente al secondo posto Vinicio Capossela con le sue Ballate per Uomini e Bestie, un compassionevole cantico delle creature tra Medioevo e contemporaneità, primo tra i vinili.
Ultimo resiste in terza posizione con Colpa delle favole (e in nona con Peter Pan, mentre Pianeti è 17/o), davanti a Solo di Alberto Urso, il tenore finalista ad Amici che domani sera si gioca la vittoria finale nella quale è impegnata anche Giordana Angi, sesta con Casa. Tra i due giovani talenti sui inserisce il gruppo metal tedesco dei Rammstein con il disco che porta il nome della band. In settima posizione la rivelazione Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?, seguita da Salmo e il suo Playlist. Chiude la top ten Tish, ancora dalla scuola di Canale 5, con l’album omonimo.
Tilda Swinton curatrice ‘Orlando’ a NyPrima volta attrice gender fluid. A Cannes con film Jarmusch
NEW YORK24 maggio 201919:35
– Ispirata da Virginia Woolf, curata da Tilda Swinton: “Orlando”, il “libriccino” della scrittrice inglese su un poeta androgino che nell’arco di quattro secoli cambia sesso svegliandosi improvvisamente donna è una mostra fotografica aperta da oggi alla galleria Aperture a New York. Nel 50esimo anniversario di Stonewall, la rassegna di immagini selezionate dalla Swinton celebra la fluidità di genere ma non solo. Per Tilda che ha interpretato la parte di Orlando nel film del 1992 di Sally Potter, è la prima esperienza come curatrice di una mostra. “Orlando” raccoglie una cinquantina di foto di undici artisti: nomi famosi come Mickalene Thomas, Lynn Hershman Leeson, Il progetto è accompagnato dal numero estivo della storica rivista fotografica “Aperture” nella cui preparazione la Swinton ha affiancato come “guest editor” il direttore Michael Famighetti. Tilda Swinton, dopo “Suspiria” di Luca Guadagnino, recita nel cast a cinque stelle di “I morti non muoiono mai” di Jim Jarmusch che ha aperto di Cannes
Cannes, attrice di Kechiche da’ forfaitOphelie Bau lascia film e salta conferenza stampa
CANNES24 maggio 201920:13
– Mektoub my love: Intermezzo di Abdellatif Kechiche, in concorso per la Palma d’oro, scandalizza il festival e non solo gli spettatori ma anche la sua principale protagonista Ophelie Bau. L’attrice aveva partecipato con il resto del cast Athenais Sifaoui, Lou Luttiau, Marie Bernard, Meleinda Elasfour, Shain Boumedine, Salim Kechiouche, Hafsia Herzi ha partecipato alla Montee des Marches per la premiere ufficiale del film ma ha lasciato la sala prima della fine del film. Il regista di Cous Cous e La Vita d’Adele (Palma d’oro 2013) ha preso il microfono in sala e si è scusato “per non aver avvertito” riferendosi alla scena choc di cunnilingus lunga 15 minuti. L’attrice non si p presentata al photocall di rito nè alla conferenza stampa. L’incontro con i giornalisti è stato acceso: a Kechiche sono state ricordate anche le accuse di una presunta violenza, per le quali il procuratore di Parigi ha aperto un’indagine, dopo la denuncia di una donna. Parlate del film non di me”, ha detto il regista franco-tunisino.
L’amore al femminile secondo la TrietPassa oggi Sibyl, tra identità, psichiatra e scrittura
CANNES24 maggio 201921:17
– L’amore al femminile con i suoi tempi lunghi, le sue decantazioni, i suoi ripensamenti e la maternità sono al centro di ‘Sibyl’ di Justine Triet in corsa in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes che si chiude il 25 maggio. Protagonista Sibyl (Virginie Efira), psicoterapeuta in crisi, che decide a un certo punto della sua vita, di tornare alla sua prima passione: la scrittura. Ma in realtà la donna ben presto scopre che idee non ne ha molte e così, inevitabilmente, attinge ai suoi pazienti. Sua principale fonte di ispirazione diventa una sua nuova cliente, Margot (Adèle Exarchopoulos), un’attrice che sta gestendo una crisi sentimentale ed esistenziale che la psicoterapeuta conosce bene perché anche da lei vissuta.
Margot, attrice emergente, problematica e fragile, si rivela per la scrittrice un vero tesoro creativo tanto che tutte le sue confessioni, illegalmente registrate, diventano inevitabilmente pagine del romanzo. E questo fino all’ossessione. [print-me title=”STAMPA”]
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Totopalma tra maestri Almodovar, Loach e Malick
In corsa Parasite, Ladj Ly, Diop, Bacarau e Diao Yinan
23 maggio 2019 03:21
Almodovar su tutti con DOLORE Y GLORIA, sia perché è quello che ha messo d’accordo tutti (critici internazionali e francesi), non ha deluso le attese e sarebbe un suo riscatto (a Cannes non ha mai vinto nulla). E poi, in ordine sparso e restando ai soli maestri, potrebbero entrare nel palmares del Festival di Cannes l’unico vero ragazzo di questa edizione, ovvero Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU (se non fosse già pluripremiato), e poi Terrence Malick con THE HIDDEN LIFE, che ha visto il suo ritorno al passato, alla storia.Ma quest’anno nel Totopalma le sorprese, vista la delusione dei maestri, potrebbero venire dagli outsider da PARASITE a LES MISERABLES, da ATLANTIQUES a BACARAU fino al cinese THE WILDE GOOSE LAKE. E questo con quattro film mancanti all’appello (tra cui IL TRADITORE di Marco Bellocchio che passa oggi).Intanto PARASITE di Bong Joon-ho una storia di ricchi contro poveri in Corea, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale da Tarantino. LES MISERABLES di Ladj Ly, le bande delle banlieu parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, prostitute nigeriane, protettori, ladri e poliziotti. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo. ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore. BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile, è un film dalle molte anime: arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero. Tutto inizia nel villaggio di Bacurau, nel cuore del Sertao brasiliano. THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda Blade Runner (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.
Mostra archeologia etrusca nel ModeneseEsposizione si concentra su piccolo sepolcreto trovato nel 1841
MODENA23 maggio 201912:01
– La Galleria Estense di Modena ospita, dal 25 maggio all’1 ottobre, una mostra che documenta la presenza etrusca nel territorio modenese. L’esposizione – ‘Lo specchio di Celestino. Archeologia etrusca a Modena nella prima metà dell’Ottocento’ – si concentra sul piccolo sepolcreto etrusco ritrovato nel 1841 nei campi di Galassina di Castelvetro, databile, in base ai materiali finora conosciuti, tra la fine del VI e il V secolo a.C. Qui i proprietari di un fondo, in occasione di lavori agricoli, rinvennero i resti di quattro tombe etrusche a incinerazione, il cui ricco corredo, tra i più pregevoli di età etrusca nel territorio modenese, fu acquistato da Francesco IV Asburgo-Este, duca di Modena, per arricchire la sua collezione di antichità e il Museo Estense.
Il percorso espositivo presenta i pezzi più importanti del corredo funebre riferibile a una defunta della Tomba I della Galassina, ovvero della sepoltura più ricca e anche più nota, esposti al Museo Civico Archeologico di Modena fino a fine maggio 2018, e ora ritornati nella collezione estense, assieme a opere archeologiche provenienti dal medesimo contesto sepolcrale, fino ad oggi inedite.
Dell’intero corredo della Tomba I gli oggetti più conosciuti e studiati sono lo specchio e la cista a cordoni (a forma cilindrica) oltre al bacile. Il resto degli oggetti fu ritenuto disperso, fino a quando un attento riscontro inventariale e un esame dei depositi della Galleria Estense hanno permesso di riconoscere con buona certezza altri reperti provenienti dalla Tomba I, come il manico di strigile (strumento per detergere il corpo dopo il bagno), uno dei tre vaghi di collana a forma di testina in pasta vitrea (elemento, vuoto all’interno, formato da due semisfere saldate) e due frammenti pertinenti al balsamario in pasta vitrea. Questo riscontro ha permesso di ricostruire l’unitarietà del corredo acquistato da Francesco IV e ha fornito la possibilità di un suo studio completo.
A Roma via alle riprese del doc su TottiDiretto da Alex Infascelli e tratto dal libro Un Capitano
ROMA23 maggio 201912:27
– Sono in corso a Roma le riprese del documentario su Francesco Totti, campione amatissimo, non solo dai tifosi della Roma, uno dei pochi atleti al mondo che ha militato tutta la carriera in una sola squadra. Maglia, quella giallorossa, che il Capitano ha “tradito” solo per quella della nazionale.
Diretto da Alex Infascelli (Vincitore del David di Donatello per S is for Stanley), e tratto dal libro Un Capitano scritto da Francesco Totti con Paolo Condò (edito da Rizzoli), il documentario sarà un racconto in prima persona da Totti stesso, che narra le imprese dell’uomo e del calciatore, e sarà arricchito da immagini inedite tratte dal suo archivio personale. Co-prodotto dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Fremantle Documentaries, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution che lo distribuirà al cinema.
Mehta dirige maestro tabla Zarik HussainConcerto sarà connubio tra stili orientali e occidentali
FIRENZE23 maggio 201913:25
– Per il primo dei suoi tre concerti nell’ambito dell’82/o festival del Maggio fiorentino, il maestro Zubin Mehta ha voluto accanto a sé Zakir Hussain, compositore indiano pluripremiato e virtuoso del tabla, tamburo tradizionale indiano di origini antichissime. Il concerto, in programma il 26 maggio, vedrà il Maestro dirigere Hussein e l’Orchestra del Maggio in ‘Peshkar’, concerto per tabla e orchestra, composizione dello stesso Hussain e a seguire la Sinfonia n. 9 in do maggiore La Grande di Franz Schubert. Utilizzato sia nella musica popolare e religiosa che nella world music, spiega una nota, il tabla è caratterizzato da un cerchio di pasta nera al centro della membrana che conferisce allo strumento una particolare risonanza timbrica. Zakir Hussain, virtuoso di tabla nonché compositore apprezzato per le sue musiche, utilizzate spesso anche in ambito cinematografico, ha voluto creare con questo concerto un connubio tra codici stilistici orientali e occidentali.
Filarmonica Scala, al concerto senz’autoAppello dei musicisti per l’appuntamento in piazza Duomo Milano
MILANO23 maggio 201913:42
– La Filarmonica della Scala invita a lasciare a casa la macchina e ad usare i mezzi pubblici per arrivare al concerto che l’orchestra diretta da Riccardo Chailly regalerà alla città il prossimo 9 giugno in piazza Duomo a Milano.
Per l’occasione sarà potenziato il servizio di trasporto pubblico non solo in città ma anche interurbano con promozioni dedicate a chi viaggia da tutta la regione.
“Abbandoniamo i mezzi di trasporto privato, riduciamo i consumi per migliorare l’ambiente che ci circonda” è l’invito dei musicisti che hanno deciso di mettere la faccia a sostegno per promuovere la campagna di mobilità sostenibile e la riduzione dei gas serra.
Il concerto sarà plastic-free nel senso che tutti quelli che ci lavoreranno saranno dotati di borracce per evitare l’uso di plastica e l’invito è agli spettatori (almeno 20mila quelli attesi) è di fare altrettanto.
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Leone Piccioni, la sua vita per i libri
Un convegno e una mostra lo ricordano il 27-28 maggio a Roma
23 maggio 201914:11
– A un anno dalla morte, Leone Piccioni viene ricordato in un convegno che rende omaggio alla sua “vita per la letteratura” e con una mostra documentaria relativa ai suoi epistolari. Al convegno, che si svolgerà il 27 e 28 maggio all’Archivio centrale dello Stato, all’Eur, saranno proiettati, per gentile concessione di Rai Teche, due video con i suoi documentari-intervista a Eugenio Montale nel 1966 e a Giuseppe Ungaretti, nel 1963, realizzati per la Rai, azienda in cui Piccioni ha lavorato per oltre 40 anni e di cui è stato alto dirigente. Tante le testimonianze, tra cui quelle di Valerio Magrelli, Marta Morazzoni, Raffaele Manica, Margaret Mazzantini e Renzo Arbore. Le iniziative sono organizzate dall’associazione Amici di Leone Piccioni, fondata dai figli Giovanni e Gloria. La corrispondenza con i protagonisti della cultura italiana del 900, recentemente acquisita dal Mibac, è composta da circa 150 epistolari e con la biblioteca privata donata dagli eredi è conservata all’Archivio centrale dello Stato.
Jazz e rock in chiave ‘groove’ a RiminiA giugno e luglio ‘Percuotere la mente’, su palco Tom Walker
RIMINI23 maggio 201914:17
– Jazz, rock e classica in chiave ‘groove’ per l’estate in musica di ‘Percuotere la mente’ 2019, la sezione della Sagra Musicale Malatestiana alla Corte degli Agostiniani, a Rimini. Sei gli appuntamenti previsti tra giugno e luglio e sul palco si alterneranno Tom Walker, Rufus Wainwright, Fabrizio Bosso, gli Echo and the Bunnymann, BartolomeyBittmann. Spazio anche a un progetto dedicato ai trent’anni della caduta del muro di Berlino.
L’edizione 2019 della rassegna partirà dal nuovo Teatro Galli che ospiterà ‘Chet to Chet’, una serata che sabato 15 giugno vedrà Fabrizio Bosso protagonista di un omaggio a Chet Baker.
Alla Corte degli Agostiniani, invece, il 24 giugno si esibirà Tom Walker. Il cantautore britannico presenterà il suo album di debutto ‘What A Time To Be Alive’. Poi gli Echo & The Bunnymen, l’8 luglio e il 17 luglio jazz e groove con il violoncellista Matthias Bartolomey e il violinista e suonatore di mandola Klemens Bittmann.
Star di Trono di spade e Gotham a PadovaLa prima edizione dal 21 al 23 giugno
23 maggio 201914:28
– Le star de Il Trono di Spade, The Punisher, Gotham, Arrow, Lo Hobbit, X-Men, Deadpool sono attese a Padova per la prima edizione del ‘Lionsgates Con 2019’. Tra i nomi annunciati Ben Mckenzie, protagonista di Gotham Jon Bernthal, protagonista di The Punisher e Morena Baccarin, protagonista di Deadpool. E in arrivo uno dei protagonisti di Il Trono di Spade.
L’evento speciale per chi ama le serie tv americane, ispirato allo stile dei grandi comicon internazionali, si svolgerà dal 21 al 23 giugno allo Spazio Eventi (padiglione 11) della Fiera di Padova. A ‘Lionsgates Con 2019′ sarà possibile partecipare a conferenze a tema, incontrare i grandi protagonisti di film e serie tv, alcuni dei quali per la prima volta in Europa. Tra i nomi già confermati: Ben Barnes, il Principe Caspian delle Cronache di Narnia e protagonista del film Dorian Gray; Manu Bennett che interpreta Crixus in Spartacus; Natalie Alyn Lind, che è Silver St.Cloud in Gotham e Morena Baccarin, protagonista femminile in Deadpool 1 & 2. E ancora: Adan Canto, apparso su grande schermo nel ruolo di Sunspot nel film di Bryan Singer X-Men – Giorni di un futuro passato e Chase Coleman, dalla celebrata serie tv Boardwalk Empire dove ricopre il ruolo di Billy Winslow.
Le forme di interazione con i propri attori preferiti saranno di racconto/incontro, interviste dal pubblico, sessioni di autografi con photo ops. E, nell’inconfondibile atmosfera dallo stile americano, non mancheranno inoltre spazi espositivi con fumetti, merchandising, rivenditori, cosplay.
Morta Judith Kerr, scrittrice per bimbiA 11 anni la fuga dalla persecuzioni naziste in Germania
LONDRA23 maggio 201914:30
– E’ morta all’età di 95 anni, dopo una breve malattia, Judith Kerr, la scrittrice di origine tedesca, naturalizzata britannica, celebre per le sue storie per bambini. Fra le sue opere più famose, i libri illustrati (da lei stessa) ‘La tigre che venne per il tè’ (un bestseller internazionale) e la serie del gatto ‘Mog’, oltre ai romanzi ‘Quando Hitler rubò il coniglio rosa’ e ‘La stagione delle bombe’, in cui descrive la sua esperienza autobiografica.
All’età di 11 anni, nel 1933, Kerr con la sua famiglia di origine ebraica lasciò la Germania dopo la salita al potere del nazismo. Prima ripararono in Svizzera e in Francia, per poi arrivare nel Regno Unito, dove la scrittrice ha trascorso il resto della sua vita.
Nolan torna sul set per spy story TenetNel cast Branagh, Pattinson, Caine, Washington, Poesy
23 maggio 201914:31
– Dopo mesi di indiscrezioni la Warner Bros ha rivelato i primi dettagli, rilanciati da Variety, sul nuovo progetto di Christopher Nolan. Il regista di Dunkirk ha da poco iniziato le riprese di Tenet, una spy story internazionale che ha nel cast Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, John David Washington, Clémence Poésy, Dimple Kapadia, Michael Caine, Elizabeth Debicki, Robert Pattinson. La Warner che distribuisce il film nel mondo ha programmato l’uscita per il 17 luglio 2020.
Tenet verrà girato in 7 Paesi e viene descritto come un “action epic che si sviluppa nel mondo dello spionaggio internazionale”. La sceneggiatura è firmata dal regista (anche coproduttore insieme alla moglie Emma Thomas) che realizzerà il film in un mix di Imax e 70mm. Nelle troupe, fra gli altri, il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, lo scenografo Nathan Crowley, la montatrice Jennifer Lame, il costumista Jeffrey Kurland, il supervisore agli effetti speciali Andrew Jackson. La colonna sonora sarà di Ludwig Goransson.
Toy Story 4, Reeves voce action figureDoppia motociclista giocattolo Duke Caboom. In sala a giugno
23 maggio 201914:37
– Duke Caboom, action figure di un motociclista baffuto, un po’ sbruffone ma simpatico e spericolato che si definisce “il più grande stuntman del Canada”, abbigliato in una tuta dai colori e con lo stemma della bandiera canadese, è il personaggio doppiato da Keanu Reeves, sotto i riflettori nel nuovo trailer di Toy Story 4. Prodotto dalla Pixar Disney e diretto da Josh Cooley, il film animato che riprende le avventure dei giocattoli capitanati dal cowboy Woody e dall’astronauta Buzz Lightyear arriverà in sala il 26 giugno.
I giochi, regalati nel terzo film da Andy alla piccola Bonnie, sono ormai dediti a prendersi cura della bambina. Cercano di far sentire parte del gruppo anche il nuovo arrivato, Forky, forchetta di plastica depressa per essere stata trasformata dalla bimba in giocattolo. Quando, durante una gita famigliare, Forky scompare, Woody decide di andare a cercarlo per riportarlo a Bonnie; nel viaggio ritrova la vecchia amica Bo Peep.
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“Da Tel Aviv con amore”, firmato Leonard Cohen
In 50 lettere da Christie’s la love story con Marianne
NEW YORK24 maggio 201909:53
NEW YORK – Da Tel Aviv con amore. Firmato “Cohen”. Tra il 5 e il 13 giugno Christie’s metterà all’asta un archivio in gran parte inedito di 50 lettere inviate da Leonard Cohen alla sua musa più famosa, Marianne Ihlen, l’ispiratrice della canzone “So Long Marianne”.Spedite dall’isola di Idra, da Montreal (“Che posso dire, mi manchi”), New York, Tel Aviv e l’Avana e scritte negli anni centrali per la carriera di Cohen, le lettere contengono dettagli biografici ed emozioni forti: assieme il filmato di una delle love story più appassionanti dell’epoca del “flower power”, ma anche la trasformazione di un giovane uomo in un grande artista, il poeta di “Like a Bird on the Wire” che ha fatto da colonna sonora alla malinconia e alle speranze di generazioni.Inclusa nella vendita è la lettera (la stima e’ tra 6.000 e 9.000 dollari) scritta da Tel Aviv nel settembre 1960 all’inizio della relazione. Cohen proclama: “E’ difficile scriverti. Il rumore del mare è troppo forte, la spiaggia troppo affollata e tu sei troppo nel mio cuore per trovare le parole”. Era la prima separazione dei due amanti, lei era ancora sposata allo scrittore norvegese Axel Jensen con cui aveva avuto un bambino, lui aveva appena comprato con una piccola eredità una casa a Idra di cui sentiva enormemente la mancanza.C’è anche all’asta da quella casa una campana di bronzo con la crepa che fu poi inclusa nel coro di “Anthem” (8.000-12.000 dollari) e una lettera autografa del febbraio 1967 dopo il suo primo grande concerto a New York. Cohen scrive di aver cantato “per la prima volta ieri sera, in un grande concerto di beneficenza. Ogni cantante di cui conosci il nome era lì. Judy Collins mi ha presentato al pubblico, oltre tremila persone e tutti sembravano sapere chi ero, soprattutto a causa di ‘Suzanne'”. Dopo Idra Marianne e Leonard vissero assieme per un po’ a Montreal, fino a quando lui andò per la sua strada e si mise con altre donne tra cui Joni Mitchell and Janis Joplin. Rimasero però sempre in contatto fino alla morte di Marianne, nel luglio del 2016 a 81 anni. Leonard, in una lettera aperta, scrisse: “Penso che ti seguirò molto presto” e mantenne l’impegno quattro mesi dopo.L’asta coincide con un docu/film girato da Nick Broomfield, il regista britannico già dietro la cinepresa per “Kurt & Courtney” sulla love story tra Kurt Cobain e Courtney Love, che approderà nelle sale americane e canadesi il 5 luglio. E intanto a New York una mostra itinerante sul cantante di “Hallelujah” al Jewish Museum resterà aperta fino a settembre: l’installazione multimediale itinerante fu approvata dallo stesso Leonard prima di morire.
Favino, così sono diventato il magnetico BuscettaBellocchio, non raccontiamo l’eroe ma l’uomo di coraggio
CANNES24 maggio 201909:51
– “Niente di più lontano da me, dal mio mondo, io di Piacenza lui di Palermo, e poi la mafia e tutti i fatti di sangue, eppure piano piano mi sono impadronito di questa storia, di questa figura tragica per raccontarla non certo come un eroe ma certamente come un uomo di coraggio, una qualità che ammiro forse perché a me non appartiene” dice Marco Bellocchio, in concorso oggi al festival di Cannes con Il Traditore, un film sul boss pentito di mafia Tommaso Buscetta, in 350 sale dal 23 maggio al cinema in Italia con 01 Distribution.Ecco così che Bellocchio per la prima volta nella sua lunga carriera filma una sparatoria, ad esempio, e gira scene in quel dialetto stretto palermitano, come ha raccontato Luigi Lo Cascio, un perfetto Totuccio Contorno, “di cui non capiva nulla”. Tutto ruota intorno a Buscetta, a quel periodo cruciale dell’inizio anni ’80 quando alla mafia ‘antica’ si oppongono i corleonesi di Totò Riina, alla sua decisione di parlare a Giovanni Falcone, al maxi processo a Palermo. “E’ un uomo che rischia, non vuole essere ucciso nella guerra di mafia, difende la sua vita, i suoi figli, per gli altri è un traditore, per lui stesso è un conservatore dei ‘valori’ mafiosi. Se c’è una fascinazione non è certo per farne un eroe, su questo non penso ci siano equivoci”, si è difeso Bellocchio sull’inevitabile osservazione sul ‘fascino’ dei malvagi.Pierfrancesco Favino con capacità mimetica si è trasformato in Buscetta, un boss che amava godersi la vita, vanitoso, carismatico “una grande personalità, secondo ogni documentazione fatta prima delle riprese”, racconta il protagonista che forse per sentire meglio il personaggio ancora addosso si è presentato con un look vagamente vintage, nei colori e nello stile di abito e camicia. Dice Favino: “Sono ingrassato 9 chili, ma non è virtuosismo, mi serviva ricordare la ruralità della mafia, questi stomaci rotondi, l’aria tozza nonostante il tentativo di sfinirla con i gabardine e quei chili in più mi hanno cambiato il respiro e il modo di guardare gli altri. Per uno come Buscetta gli occhi degli altri sono importantissimi e infatti ha cominciato a farsi plastiche già negli anni ’70, quando ancora non era un potente. Non è stato solo cercare di assomigliargli, ma di avere la sua stessa energia. Del resto la leggenda lo rincorre, si è costruito una memoria di se stesso dai libri alle interviste televisive, dimostrando di essere anche un fine stratega della comunicazione. E io nell’interpretarlo mi sono sempre domandato a cosa credere e a cosa non credere di quello che via via sapevo di lui. Al romanticismo, all’amore per la famiglia, all’idealismo? Sono anche i miei valori, ma certo non si è boss per niente e lui non era un figlio della mafia, ma ha scelto a 17 anni di entrarci sapendo che era la scelta per tutta la vita, dunque rendere questo lato è stato la mia vera sfida”.Bellocchio, che nella sua filmografia ha precedenti storici importanti come Buongiorno notte sul rapimento Moro o Vincere su Mussolini ed è appassionato di storia, ha spiegato che per Il Traditore c’è stato un altro approccio – l’idea venuta da altri (il produttore Beppe Caschetto di origine siciliana con Rai Cinema) – e che era interessato a fare un “film popolare, con una sua semplicità. La mia unica preoccupazione era essere anticonvenzionale, passare dalla cronaca all’epica, mettere in scena la teatralità del maxiprocesso, raccontare la sua tragedia di padre di figli perduti”. La ricostruzione dei fatti è precisa, la sceneggiatura di Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo e dello stesso Bellocchio, arrivata all’11/a stesura, mette in fila dalla riunione dei mafiosi vecchi ed emergenti nella villa di Stefano Bontade il 4 settembre 1980 alla fine di Buscetta, passando per l’estradizione dal Brasile, il primo maxi processo, la strage di Capaci, il processo contro Andreotti, “non disperdere la memoria è una delle cose importanti che può fare il cinema perché tanti sono ancora i misteri e le verità nascoste anche su questa storia”, dice Favino che non vuole partecipare ad una polemica stampa (già conclusa in privato, ha precisato) dopo che il figlio di Antonio Montinaro, vittima a Capaci con gli altri uomini della scorta di Falcone, aveva definito giorni fa ‘operazione di marketing’ l’uscita del film proprio il 23 maggio, giorno dell’anniversario.
Ed Sheeran, arriva il nuovo albumIl 12 luglio esce No.6 Collaborations Project, il 24/5 un altro brano
24 maggio 201909:56
– Ed Sheeran annuncia l’uscita del nuovo album: il 12 luglio arriva “No.6 Collaborations Project”. E il 24 maggio sarà rilasciata la traccia “Cross me”, con la collaborazione di Chance the Rapper e PnB Rock.”Prima che firmassi il mio primo contratto nel 2011, ho realizzato un EP intitolato No.5 Collaborations Project – ha dichiarato il cantautore britannico -. Da allora ho sempre desiderato farne un altro, quindi ho iniziato a scrivere il No.6 sul mio portatile in tour lo scorso anno. Sono un grandissimo fan di tutti gli artisti con i quali ho collaborato ed è stato molto divertente lavorarci” Il nuovo singolo di Ed Sheeran “I don’t care”, appena uscito, è entrato direttamente al n°1 della classifica di vendita (Fimi/Gfk) dopo aver ottenuto oltre 150 milioni di stream in meno di una settimana. Attualmente Sheeran è l’artista più ascoltato al mondo su Spotify, con oltre 50 milioni di ascoltatori questo mese.
Fumetti: Roma con ARF!5 celebra Tex, 70 anni di un mitoInediti del ranger al Mattatoio di Testaccio fino al 14 luglio
ROMA23 maggio 201917:59
È il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi a livello mondiale. Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival celebrano il ranger portando a Roma la grande mostra dal titolo “Tex. 70 anni di un mito”, aperta dal 24 maggio e che durerà fino al 14 luglio al Mattatoio – Testaccio.Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, Comicon e ARF! Festival, la mostra racconterà come Tex sia riuscito ad entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani trasformandosi negli anni in un vero e proprio fenomeno di costume. Disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima in un viaggio per ripercorrere l’epopea di Tex Willer, che è anche quella della Frontiera americana, dalla sua creazione ai giorni nostri, attraversando gli eventi e i personaggi della serie e gli straordinari artisti della matita e del pennello che hanno reso Tex il mito che noi tutti conosciamo.La mostra su Tex arriva con ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che compie un lustro conquistando tutti gli spazi espositivi del Mattatoio di Roma. Il Festival, ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi, dal 24 al 26 maggio, quest’anno si estenderà infatti su più di 10.000 mq, tutti dedicati al fumetto e ai suoi protagonisti.Oltre all’ampliamento degli spazi, le altre due grandi novità di questa edizione sono la margARF!, un’area interamente dedicata ai fumetti giapponesi che vedrà la presenza delle case editrici specializzate, un bookshop, una mostra sui trent’anni del manga in Italia e il Manga Cafè, uno spazio attrezzato per la lettura dei grandi classici e delle ultima novità e la rafforzata alleanza con il Comicon di Napoli, che diventa co-organizzatore e co-produttore della manifestazione.Tanti gli ospiti internazionali, come Frank Quitely, José Muñoz, Stephane Fert, Bertrand e Hubert Gatignol, Timothé Le Boucher, Stefan Boonen e Melvin e quelli italiani, tra i quali Riccardo Mannelli, Sara Pichelli, Licia Troisi, Casty, Stefano Disegni, Francesco Artibani, Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Davide Toffolo, Leo Ortolani, Angelo Stano, LRZN, Gipi e Michela Murgia.Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi, Dynamo Camp e Amnesty International, quest’anno il partner solidale del Festival sarà l’UNCHR (L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati).
Bertè doppia la nonna Famiglia AddamsDal 31 ottobre in sala, nella versione Usa voce Bette Midler
23 maggio 201917:05
– Con una carriera di oltre 40 anni – in cui Loredana Bertè ha fatto veramente di tutto – alla grande artista era rimasto un sogno nel cassetto: doppiare un film.
A darle l’occasione è arrivata Eagle Pictures con La Famiglia Addams. Loredana, infatti, presterà la sua voce al personaggio della nonna, che nella versione originale Usa è stato affidato alla pluripremiata Bette Midler. Una nonna dall’animo ribelle, rivoluzionario e anticonformista… che in questa versione troveremo a capo di un’insolita rock band.
Il ritorno sul grande schermo della famiglia più strana ed esilarante sarà in grande stile: un incredibile film d’animazione realizzato con una sofisticata grafica in stop motion animation, che ricorda molto lo spirito e i disegni delle storiche vignette del suo creatore Charles Addams. Ancora top secret il resto delle voci italiane del film, che arriverà nelle nostre sale, neanche a dirlo, il 31 ottobre, per Halloween.
Cade sul set di ‘Bond25’, operato Daniel CraigDurante alcune riprese in Giamaica. L’attore sarà a riposo per due settimane
NEW YORK23 maggio 201917:17
Incidente per Daniel Craig sul set di ‘Bond25’. L’attore si è fatto male ad una caviglia durante le riprese in Giamaica ed è stato costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico. “Daniel Craig – si legge sull’account ufficiale Twitter del film – sarà operato alla caviglia a causa di una ferita durante le riprese in Giamaica. La produzione andrà avanti, mentre Craig sarà in convalescenza per due settimane”.Secondo quanto scrive Fox News, Craig è scivolato su un pontile ed è caduto rovinosamente. Non è la prima volta che l’attore si fa male durante riprese d’azione. Mentre girava ‘Casino Royale’ gli saltarono due denti, mentre in ‘Quantum of Solace’ gli è saltata la punta del dito. Infine con ‘Spectre’ si fece male ad un ginocchio. Sempre su Twitter la produzione ha fatto sapere che la data di uscita per Bond25 resta aprile 2020. Parte del film sarà girata anche in Italia, oltre che in Norvegia e Londra.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Zucchero, 30 anni di Oro Incenso e Birra
8 milioni di copie, fu l’album italiano più venduto al mondo. Nuova veste
23 maggio 201920:23
In occasione del trentennale dalla pubblicazione, dal 14 giugno sarà disponibile “Oro Incenso & Birra 30th Anniversary”, speciale edizione del quinto album di Zucchero “Sugar” Fornaciari, uscito nel 1989 ed entrato a pieno titolo nella storia della musica italiana e non solo, polverizzando tutti i record degli album più venduti di allora con 8 milioni di copie. Ancora oggi è uno dei dischi più venduti di sempre. Per celebrare l’anniversario, “Oro Incenso & Birra” sarà disponibile in tre versioni: LP rimasterizzato 180g, 3 cd rimasterizzati e Super Deluxe Edition in tiratura limitata e numerata con 3 cd, LP e dvd, con un’intervista a Zucchero con immagini di repertorio, videoclip dei brani del disco e un libro fotografico con aforismi e la storia dell’album nelle parole dello stesso Zucchero. Tra i brani del disco Overdose (d’amore), Diavolo in me, Nice (Nietzsche) che dice, Il mare (impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…), Diamante, con il testo di Francesco De Gregori.
Luna Park, Non ci confinate in periferiaL’appello degli esercenti in un incontro con Bonisoli
23 maggio 201917:41
– “Non confinate i luna park in periferia”. E’ la richiesta dei rappresentanti di categoria dello spettacolo viaggiante (Anesv-Agis) al ministro della cultura Alberto Bonisoli, che ha incontrato gli esercenti e aperto un dialogo con loro. “Tra difficoltà nell’esercizio dell’attività e un rapporto distante con le istituzioni – spiega Ferdinando Uga, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti – lo spettacolo viaggiante è finito ai margini delle città, con luna park storici costretti a spostarsi in periferia. Questo confinamento dai cuori pulsanti degli agglomerati cittadini non giova al settore e ai cittadini.
Dopo il dialogo col ministro siamo più fiduciosi: ha compreso le criticità, dimostrandosi disponibile a collaborare per trovare soluzioni”. Non di meno l’appello: “Chiediamo una normativa al passo con i tempi: solo così possiamo garantire un futuro alle oltre cinquemila imprese e famiglie che quotidianamente regalano momenti di spensieratezza a grandi e piccini”.
Giannini dà voce a Vivaldi in una mostraFull immersion dal 24 maggio tra musiche, vita e opere
BOLOGNA23 maggio 201917:42
– Raccontare Antonio Vivaldi, in una full immersion con le sue musiche, tra spettacolari immagini, videomapping che sulle pareti creano nuove architetture, scenografie e ambienti liberamente ricostruiti e musiche che si ascoltano in cuffia. E’ ‘Vivaldi. La mia vita, la mia musica’ la mostra in calendario a Bologna, a Palazzo Fava, dal 24 maggio al 3 novembre. Giancarlo Giannini interpreta, nelle audioguide che si utilizzano, il grande compositore (1678-1741) definito il ‘Prete rosso’ per la sua chioma fulva, autore di oltre 800 composizioni e 94 opere teatrali. Nell’insolita mostra Vivaldi/Giannini si racconta ormai giunto al termine delle stagioni della sua vita, regalando una confessione amicale e intima, tra dolci nostalgie e orgogliosa difesa della propria integrità morale, ma soprattutto un’appassionata dichiarazione d’amore verso la musica, nonostante una forma d’asma cronica che lo accompagnò fin dalla nascita. Previste anche audioguide ad hoc per i bambini.
Levante, 23 novembre al Forum di AssagoPrima volta in palazzetto, in autunno il nuovo album
23 maggio 201917:59
– Levante, in attesa del nuovo album anticipato dal brano “Andrà tutto bene”, approda sul palco del Mediolanum Forum di Milano. Il 23 novembre la cantautrice porterà per la prima volta in un palazzetto il suo show.
“È arrivato il momento di unire tutti i puntini. Si fa così, per diventare grandi si fa così. È la vita – ha dichiarato Levante sui suoi social -. Ti guardi indietro e magari il disegno è un quadro astratto incomprensibile oppure la linea più lunga, costante, tormentata che le tue mani abbiano saputo tracciare. Mi guardo indietro e la vedo quella linea, tremolante e decisa, cancellata, spezzata e ripresa. La mia linea non è una linea di confine, è una rotta da seguire… è la vita da esplorare. Per questo tratto di terra, tracciare il selciato non sarà semplice, avrò bisogno di tutte le vostre mani, avrò bisogno di tutti voi, perché mi scoppia il cuore e mi tremano le gambe. Il 23 novembre, questa linea arriverà sul palco del Forum di Assago. Portate le vostre mani e reggetemi la schiena”.
Eleventy sfila con l’uomo viaggiatoreDefilé apre HOAS nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino
24 maggio 201911:20
– Con la sfilata della collezione maschile FW 2019/20 ispirata al viaggio, il marchio di abbigliamento Eleventy fondato da Marco Baldassari assieme a Paolo Zuntini nel 2007 e disegnato dallo stesso Baldassari, ha aperto HOAS History Of A Style, kermesse torinese di eventi fashion dove l’abito, l’arte e la manifattura vengono celebrati nella sede delle Officine Grandi Riparazioni. Oltre al defilé il mondo Eleventy è stato raccontato da ambientazioni digitali e sartoriali grazie a 6 maxi schermi e a una Room Photo Gallery con un’installazione realizzata con preziosi tessuti e scatti che hanno ripercorso la storia del designer e dell’azienda. La collezione è un’interpretazione di classici tessuti inglesi, Principe di Galles, chevron, pied de poule riletti con volumi nuovi, con l’aggiunta di lane pregiate 14 micron per giacche leggere, decostruite, cucite a mano. Molta la maglieria con vaporosi pullover garzati in lana-cashmere e un impalpabile effetto nuvola ottenuto tramite un’antica tecnica di garzatura della lana.
In Italia la Madonna Benois di LeonardoE’ attesa a Perugia dal 4 luglio al 4 agosto
PERUGIA23 maggio 201923:09
– Al suo secondo impegno su uno dei temi religiosi più diffusi, quello della Madonna con bambino, e all’età di ventisei anni, Leonardo da Vinci rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria: non più l’imperturbabile Regina dei cieli, ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio. È la Madonna Benois, uno dei capolavori giovanili del genio del Rinascimento, che con uno Straordinario appuntamento d’arte – torna in Italia dopo 35 anni dalla sua unica esposizione – è attesa a Perugia dal 4 luglio al 4 agosto. Arriverà alla Galleria Nazionale dell’Umbria proveniente dall’Ermitage di San Pietroburgo. L’appuntamento, una delle iniziative che celebrano il quinto centenario della morte del genio fiorentino, vivrà un momento preliminare alla Pinacoteca di Fabriano, dal 1 al 30 giugno.La Madonna Benois è un’opera chiave del giovane Leonardo. Dipinta con ogni probabilità tra il 1478 e il 1480, segna la sua indipendenza dallo stile e dalla formazione di Verrocchio. Un manifesto di quella “maniera moderna” di cui l’artista fu iniziatore. “La Madonna è scesa dal trono su cui gli artisti del Quattrocento l’avevano posta e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di casa abitata”, afferma Tatiana Kustodieva, del Dipartimento dell’arte dell’Ermitage. La Madonna Benois entrò nelle collezioni del museo di San Pietroburgo nel 1914, venduta da Marija Aleksandrovna Benois, che la aveva ereditata dal nonno paterno, mercante in Astrachan, a un prezzo inferiore a quello di mercato, “purché rimanesse in Russia”.La rassegna, organizzata in collaborazione con Villaggio Globale International, rinsalda – fa sapere in una nota la Galleria nazionale dell’Umbria – il legame già in essere tra il museo perugino e l’Ermitage di San Pietroburgo”.
Rihanna, a Parigi pop up store FentyResterà aperto per soli dieci giorni nel cuore della capitale
PARIGI23 maggio 201919:52
– E’ stato inaugurato a Parigi il primo pop up store di Fenty, il marchio creato dalla collaborazione di Rihanna con LVMH. La collezione Fenty – dal cognome di famiglia della celebre popstar giunta per l’occasione nella capitale francese – comprende una linea pret-a-porter, calzature e accessori. Situato al numero 10 di Rue de Turenne, a due passi da Place des Vosges, nel cuore del Marais, il temporary store resterà aperto solo per dieci giorni, poi le vendite continueranno sul sito web e forse anche in nuovi pop up store la cui eventuale apertura resta ancora top secret. Sviluppata e diretta da Rihanna, Fenty Maison diventa così la prima linea di abbigliamento di lusso lanciata da LVMH in oltre 30 anni: l’ultima fu Christian Lacroix, inaugurata nel 1987.
All’inaugurazione, oltre alla celebre popstar ed influencer, hanno partecipato anche il n.1 di LVMH, Bernard Arnault, Maria Grazia Chiuri e numerose personalità del mondo della moda, dello spettacolo e della cultura.
Totopalma tra Almodovar, Malick, Parasite, SciammaSperanze per l’Italia con Marco Bellocchio e Favino
CANNES24 maggio 201909:48
– La discesa in campo dell’atteso film di Quentin Tarantino, C’ERA UNA VOLTA HOLLYWOOD, non cambia molto gli scenari del Totopalma di questa 72/a edizione del Festival di Cannes che vede ancora fermamente in testa Almodovar con DOLOR Y GLORIA, poetica biopic del suo autunno creativo. E, sempre restando ai grandi vecchi, possibilità anche per il metafisico Terrence Malick che con THE HIDDEN LIFE torna alla narrazione e ai suoi interrogativi esistenziali, ovviamente senza risposte. Infine Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU, film perfetto in quanto ad analisi dello status quo del capitalismo.Sul fronte Italia, aspettando le critiche internazionali, speranze per il nostro Marco Bellocchio e IL TRADITORE e ancora di più per Pierfrancesco Favino, un Buscetta perfetto.Ma con una giuria composta a maggioranza di registi, attenzione più che mai agli outsider capitanati da due film: PARASITE e PORTRAIT OF A LADY ON FIRE. Intanto PARASITE di Bong Joon-ho è un film che sembra scritto per i festival. Ricchi contro poveri in Corea: i poveri puzzano un po’ troppi per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale tarantiniano.PORTRAIT OF A LADY ON FIRE di Céline Sciamma ha la particolarità poi di essere un film totalmente al femminile (nessuno uomo sulla scena, ma solo evocato). Il film racconta la storia di un’amicizia tra due donne, un’artista e la sua modella, un’amicizia che, lentamente quanto inesorabilmente, sfocia nell’amore più puro quanto sconveniente.Dopo queste teste di serie troviamo ancora come papabili LES MISERABLES, ATANTLIQUES e il cinese THE WILDE GOOSE LAKE. LES MISERABLES di Ladj Ly ha la forza dell’attualità politica. Di scena bande delle banlieue parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, papponi, prostitute nigeriane, ladri e i poliziotti. Nessun ricco all’appello, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato il romanzo di Victor Hugo.ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore.THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda ‘Blade Runner’ (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.
Cannes: trionfo per Bellocchio, 13 minuti di applausiAlla premiere de ‘Il traditore’. “Grazie, esperienza meravigliosa”. Sul red carpet il regista e Pierfrancesco Favino. Davanti ai flash anche Leonardo di Caprio e Orlando Bloom
4 maggio 201908:34
Un’accoglienza davvero ottima, forse anche superiore alle attese della vigilia, per la premiere mondiale del film di Marco Bellocchio ‘Il traditore’ in gara per la Palma d’oro al Festival di Cannes. Il nome ‘Marco’ ritmato dal pubblico in sala, l’abbraccio affettuoso tra gli attori, il protagonista Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio e tutti gli altri.
“Vi devo davvero ringraziare di questa accoglienza, è stata un’esperienza meravigliosa”, ha detto Bellocchio. Gli applausi sono durati moltissimo, circa 13 minuti, tra le migliori accoglienze dei film a Cannes quest’anno.
Weinstein, patteggiamento da 44 milioniRisarcimento ad accusatrici, creditori ed ex dipendenti
WASHINGTON24 maggio 201905:10
– Harvey Weinstein ha raggiunto con il procuratore generale di New York un accordo da 44 milioni di dollari per risolvere l’azione legale intentata nei suoi confronti da alcune donne che lo accusano di abusi sessuali. Lo riporta il Wall Street Journal.
In base all’intesa, circa 30 milioni di dollari andrebbero ripartiti tra alcune accusatrici, creditori dell’ex studio di produzione cinematografica di Weinstein ed ex dipendenti. Il resto della somma sono spese legali per il pool di avvocati che difende l’ex re di Hollywood.
Corrias, Fermate il capitano Ultimo!Un giallo politico, il racconto dell’uomo che ha arrestato Riina
24 maggio 201909:32
– PINO CORRIAS- FERMATE IL CAPITANO ULTIMO – (CHIARELETTERE, PP 233, euro 16,90). Il racconto dell’uomo che ha arrestato Riina e che per vent’anni ha fatto tremare i palazzi del potere. Fino a quando il potere si è vendicato. Pino Corrias, giornalista scrittore, sceneggiatore torna in libreria in questi giorni con la biografia in prima persona singolare di Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, toscano di Montevarchi, da 26 anni ha sepolto il suo viso dietro un passamontagna per garantirsi l’invisibilità e poter fare i pedinamenti, condannandosi a una vita da braccato, a un’esistenza sempre in pericolo. Una testimonianza eccezionale.
Dopo più di vent’anni il carabiniere più famoso d’Italia torna a parlare e racconta la sua verità su Cosa Nostra, servizi segreti, Vaticano, Finmeccanica, cooperative rosse, P4.
Pronto a tutto per difendere le istituzioni, anche quando le istituzioni lo abbandonano. Per la prima volta l’ex capitano Ultimo racconta gli anni dopo l’arresto di Riina, i suoi successi e l’emarginazione di cui è stato vittima, fino alla mancata scorta e lo smembramento della sua squadra. E per la prima volta racconta la vita, le tecniche, le passioni dei suoi uomini, cui questo libro dà la parola, proponendoli coi loro nomi di battaglia: Vichingo, Arciere, Pirata, Petalo, Androide, Alchimista, Omar, i suoi cento investigatori invisibili che hanno indagato su mafia, ‘ndrangheta, camorra, corruzione a Milano a Palermo. Una denuncia e un nuovo capitolo di storia italiana. “La mafia non tratta, o le ubbidisci o ti uccide.
Per questo bisogna distruggerla e basta” (Ultimo).
“Il colonnello lo trova là in fondo” mi dice il giovane piantone, alla fine delle scale. Sono al primo piano del Comando carabinieri forestali, Arma dei carabinieri, Roma. (…) In fondo dove? Dopo l’ultima porta dell’ultimo ufficio. La porta a vetri? Sì. Sembra che il corridoio finisca lì. Invece c’è ancora una stanza, la sua. L’ultima? Il piantone spalanca gli occhi e sorride per il gioco di parole che gli è appena venuto in mente, ma non ha il coraggio di dirlo, prevale la disciplina: Sì. Il signor colonnello sta laggiù. Allora lo dico io: Ultimo nell’ultima stanza. E dove se no?.” Condannato a morte dai mafiosi, odiato dagli inquisiti, malvisto dalle alte gerarchie dei carabinieri e del potere, temuto dai politici di destra, di centro, di sinistra: in questo quarto di secolo – dalla cattura di Totò Riina, anno 1993, a oggi – il colonnello Sergio De Caprio è stato sotto il fuoco costante di nemici e riflettori.
Lo hanno accusato di avere inscenato la cattura di Riina, assecondando l’accordo tra Bernardo Provenzano e i carabinieri: il vecchio boss fuori controllo in cambio della tregua. Lo hanno accusato – ricorda Corrias – di non avere perquisito la villa di Riina, dando il tempo ai mafiosi di ritirare e nascondere le sue carte. Di avere partecipato alla trattativa Stato-mafia che ha garantito la sopravvivenza dei Corleonesi dopo le stragi. Lo hanno accusato di avere una squadra di carabinieri a sua immagine e somiglianza che finisce per rendersi troppo autonoma rispetto alle alte gerarchie e alle procure. Lo hanno accusato, al contrario, di essere uno strumento in mano a Henry John Woodcock, il pubblico ministero «che ha intercettato mezza Italia» con inchieste spericolate. Lo hanno accusato per alcune delle sue indagini finite con l’assoluzione degli imputati dopo i tre gradi di giudizio, come se lui fosse il titolare del processo.
Di avere danneggiato gli affari di Finmeccanica e dunque dell’Italia, durante l’inchiesta che generò l’arresto del suo vertice. Di avere attaccato la Lega di Bossi, Maroni e Salvini.
Di averla danneggiata con l’arresto del tesoriere Belsito. Di essere troppo intrusivo nelle indagini. Lo hanno accusato di avere attaccato il mondo delle cooperative, quando ha indagato sulla Cpl Concordia. E di avere arrestato il suo presidente, assolto a Napoli, condannato a Modena.
Lo hanno accusato di avere complottato contro Matteo Renzi, di essere un carabiniere esagitato, esaltato, anzi un carabiniere eversivo. “Se arresti zingari e tossici va bene, di più no perchè diventi un pericolo per le lobby e cominciano i guai” (Ultimo). In questo libro c’è solo la sua storia. E la sua storia dovrebbe bastare.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
‘Il traditore’ verdiano di Bellocchio
A Cannes e in sala il film dedicato a Tommaso Buscetta
CANNES24 maggio 201909:32
– Mettere mano a un personaggio per certi versi cinematografico com’era Tommaso Buscetta (basti vedere le sue interviste a Michele Santoro) era un vero rischio che Marco Bellocchio si è preso con ‘Il Traditore’, unico film italiano in corsa in questa 72/a edizione del Festival di Cannes e in sala con 01 dal 23 maggio (giorno della ricorrenza della strage di Capaci).
Un rischio cavalcato dal regista grazie alla superba interpretazione di Pierfrancesco Favino, come di tutto il cast, alla ricostruzione fedele dell’epoca, al rispetto e alla rivalutazione della lingua siciliana e, soprattutto, mettendo al centro di quest’opera la naturale teatralità, tragicità di questi personaggi degni di un’opera verdiana. Insomma si avverte la fascinazione che molto probabilmente Buscetta, il boss dei due mondi, “il fimminaro” per eccellenza, il mafioso vanitoso con tanto di etica rispetto al degenerato Totò Riina, ha avuto sul regista de ‘I pugni in tasca’. Una fascinazione melodrammatica, come è per questi personaggi ammantati di grandi sentimenti e che sfidano ogni minuto la morte, che giustifica sia il ‘Va pensiero’ utilizzato da Bellocchio durante una sequenza, che il preludio del Macbeth di Verdi che riecheggia ben due volte a cui si aggiungono accenni di intermezzi operistici tra una scena e l’altra del film.
Come in Buongiorno, notte, anche con Il traditore Bellocchio si misura con il racconto storico, appena colorato di macchietta, spezzoni di repertorio e concedendosi poche derive oniriche, ma piuttosto calcando la mano sull’andamento melodrammatico di Cosa nostra dove ogni cosa è tanto più vera quanto più è paradossale. Assistiamo così al rispettoso rapporto tra Buscetta e Falcone in cui si incontrano due etiche diverse; quella fedele allo stato di Falcone e Borsellino e quella alla vecchia mafia, anzi a Cosa Nostra che non faceva vittime tra i bambini e che non trafficava in droga, rispetto a quella degenerata di Riina. Tutto parte nei primi anni ’80 in piena guerra di mafia.
Buscetta, conosciuto come il “boss dei due mondi”, fugge per nascondersi in Brasile e, da lontano, assiste impotente all’uccisione di due suoi figli e del fratello a Palermo; ora lui potrebbe essere il prossimo. Arrestato ed estradato in Italia dalla polizia brasiliana, Buscetta prende una decisione che cambierà tutto per la mafia: decide di incontrare il giudice Giovanni Falcone e di tradire l’eterno voto fatto a Cosa Nostra.
Oltre a Favino (nel ruolo di Buscetta), troviamo nel cast: Maria Fernanda Candido (la moglie di Buscetta), Fabrizio Ferracane (Pippo Calò), Fausto Russo Alesi (Giovanni Falcone) e uno straordinario Luigi Lo Cascio (Totuccio Contorno) che recita in lingua palermitana.
Frase cult del film una, molto bizantina, pronunciata dallo stesso Buscetta: “Io sono stato e resto un uomo d’onore. Per questo non mi considero un pentito”.
All’Eliseo mondo da Shakespeare a IbsenBarbareschi, Roma affaticata, qui da noi c’è un’altra città
ROMA24 maggio 201909:45
– Alcuni dei figli migliori del ‘900, da Miller e Bergman a Prévert e Hare; le parole dei classici, tra Shakespeare, Molière, Ibsen e Goethe, senza dimenticare le inquietudini contemporanee dei giovani autori. E poi i volti amati dal pubblico, Elena Sofia Ricci, Alessandro Haber, Lunetta Savino, Emilio Solfrizzi, e i vecchi leoni del teatro, da Mauri e Sturno a Lavia, da Pagni e Orsini, accanto a registi come Konchalovsky, Muscato, Cappuccio, Pugliese. È un cartellone ricchissimo quello che Luca Barbareschi ha confezionato per la prossima stagione dell’Eliseo, del Piccolo e dell’Off, i teatri che dirige a Roma da quattro anni. “Tutta un’altra città” è il claim scelto per definire quello che a partire da settembre accadrà in via Nazionale: “Questo è un titolo provocatorio, perché Roma è una città affaticata”, ha detto ieri sera, raccontando la prossima stagione in una presentazione-spettacolo, “abbiamo creato qui una piccola città che funziona, sperando che la cultura faccia da collante”.
A Parma 200 opere dell’arte cecoslovaccaDal 25 maggio ‘La Forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989’
PARMA24 maggio 201910:20
– La più grande mostra italiana dedicata all’arte cecoslovacca è in programma dal 25 maggio al 28 luglio al Palazzo del Governatore di Parma, con oltre duecento opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design e proiezioni cinematografiche.
L’esposizione ‘La forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989’ propone un percorso temporale, dagli anni ’20 del Novecento fino agli anni ’80, in cui viene approfondita l’atmosfera culturale di Praga e della nazione cecoslovacca, altamente influenzata dalle vicende storico-politiche. Una parte della produzione artistica trovò espressione nella pittura realista di Stolovsky, Broz, Zabransky, Schof, Ballardini e Cermakova.
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema fino al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue varie sfaccettature sottolineando, in particolare, l’impatto che ebbe lo ‘stato di regime’, dal ’48 in poi, sulla cultura della città e dell’intera nazione.
Brignone, campionessa per l’ambienteCon Banca Generali protagonista degli scatti Traiettorie Liquide
24 maggio 201910:59
– Gli sci ai piedi, che questa volta, non corrono, ma trascinano a fondo. Bottiglie, flaconi, buste: la plastica è ovunque e stringe, avviluppa, toglie l’aria. ”Non oso immaginare come si sentano i pesci”. Dalle piste da sci al blu degli abissi, la campionessa olimpica Federica Brignone si schiera in difesa dell’ambiente protagonista di Traiettore liquide, mostra fotografica di Giuseppe La Spada, esposta nelle sedi di Banca Generali Private d’Italia, a partire da Roma (ingresso gratuito, fino al 3/6 a via Bissolati e dal 10/6 a Piazza CLN a Torino). L’allarme, quello lanciato dall’Onu: entro il 2050 oltre 8 milioni di tonnellate di plastica invaderanno i nostri mari e gli scatti di Traiettorie liquide immaginano la campionessa sciare sott’acqua, tra le acque blu di Lipari e quelle piene di plastica di una piscina ad Abano. ”Ho provato davvero un senso di claustrofobia – dice lei – Il messaggio è chiaro: la plastica è utile, non possiamo farne e a meno. Ma impariamo a utilizzarla meglio”
Finardi canta a Istituto Tumori MilanoArtista si esibisce gratis per ‘Note su un tetto che scotta’
MILANO24 maggio 201911:12
– Esibizione in terrazza, all’ultimo piano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per Eugenio Finardi, che il 30 maggio canterà per i pazienti oncologici nel secondo appuntamento della rassegna ‘Note su un tetto che scotta’, in programma fino al 16 luglio.
Finardi, come tutti gli altri ospiti, si esibirà gratuitamente in un appuntamento che ha come obiettivi quelli di promuovere il benessere psichico, gestire lo stress, esprimere sentimenti, creare nuovi legami sociali. “Da sempre l’arte in tutte le espressioni fa parte della mission del nostro Istituto, al fine di rendere la degenza in ospedale, per quanto possibile, meno impattante sulla psiche del malato – sottolinea Marco Votta, presidente Int di Milano – I concerti rientrano in questo ampio progetto: con la musica dal vivo diamo l’opportunità ai pazienti e alle loro famiglie di ritrovarsi insieme in un’atmosfera di pace e di relax, amplificata ancora di più dalla presenza delle piante verdi in terrazza e dalla vista panoramica”.
Prossima collaborazione di H&M con ValliLo rivela Ann-Sofie Johansson a Cannes, debutto con l’uomo
24 maggio 201911:42
– Per la serie “sodalizi tra aziende e stilisti eccellenti” è stata annunciata al gala dell’amfAR a Cannes la nuova collaborazione di H&M che stavolta vedrà un couturier del livello di Giambattista Valli cimentarsi con la moda del colosso svedese dell’abbigliamento low cost, disegnando per la prima volta anche l’uomo. Per avere un assaggio di ciò che sta preparando il couturier romano vissuto a Parigi, dove ha fondato il suo atelier nel 2005, alcuni capi della pre- collezione sono stati indossati al gala a Cannes da influencer e personaggi del calibro di Kendall Jenner, in tulle fucsia corto davanti con coda, Chris Lee (Li Yuchun) in tulle albicocca con coda, Chiara Ferragni in bianco corto e ricamato con strascico, H.E.R. in tulle lungo e candido, Bianca Brandolini d’Adda in top reggiseno bianco e mini, Ross Lynch in vestito maschile- debutto grigio a pois neri. Questi capi saranno disponibili dal 25 maggio in alcuni negozi e sul sito H&M mentre la collezione completa sarà in vendita nel mondo il 7 novembre.
A Cannes l’omaggio a Bertolucci nel docu di SestiIl regista: ‘Il suo un cinema di poesia e di spettacolo’
CANNES23 maggio 201921:32
Il suo era un cinema di poesia e spettacolo. Mi piace poi l’idea che Bernardo Bertolucci si sia già reincarnato, proprio come il suo piccolo Buddha e tra qualche anno si rimetta a vedere tutti i film possibili, anche i suoi”. Così Mario Sesti, autore del documentario ‘Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling’ passato nella sezione Cannes Classics. E’ un racconto-incontro con uno degli ultimi grandi autori della storia del cinema, attraverso un montaggio di interviste realizzate negli anni dal critico cinematografico Sesti, a ripercorrere la traiettoria di una carriera, e in chiusura una lunga conversazione inedita in cui un Bertolucci rilassato lascia cadere impressioni, parole, che fanno intuire il mistero, l’esperienza della sua arte. Prodotto da Massimiliano De Carolis per Erma pictures in associazione con Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con Sky Arte, il docu andrà in onda su Sky Arte il 26 novembre, a un anno dalla scomparsa del regista.
Favino, così sono diventato BuscettaBellocchio, non raccontiamo l’eroe ma l’uomo di coraggio
CANNES23 maggio 201915:10
– “Niente di più lontano da me, dal mio mondo, io di Piacenza lui di Palermo, e poi la mafia e tutti i fatti di sangue, eppure piano piano mi sono impadronito di questa storia, di questa figura tragica per raccontarla non certo come un eroe ma certamente come un uomo di coraggio, una qualità che ammiro forse perché a me non appartiene” dice Marco Bellocchio, in concorso a Cannes con Il Traditore, un film sul boss pentito di mafia Tommaso Buscetta, in 350 sale da oggi al cinema in Italia con 01 Distribution.
Pierfrancesco Favino con capacità mimetica si è trasformato in Buscetta: “Nell’interpretarlo mi sono sempre domandato a cosa credere e a cosa non credere di quello che via via sapevo di lui. Al romanticismo, all’amore per la famiglia, all’idealismo? Sono anche i miei valori, ma certo non si è boss per niente e lui non era un figlio della mafia, ma ha scelto a 17 anni di entrarci sapendo che era la scelta per tutta la vita, dunque rendere questo lato è stato la mia vera sfida”.
Il Tango secondo Jorge Luis Borgesquattro conferenze nostalgiche sul tango degli inizi
23 maggio 201912:07
– JORGE LUIS BORGES, ”IL TANGO” (ADELPHI, pp. 170 – 14,00 euro – traduzione di Tommaso Scarano).
Per certi versi potremmo dire che Borges è sempre alla ricerca di un senso perduto in fondo a un labirinto, ed è quel che anche praticamente fa in queste sue quattro conferenze sul Tango, tenute nel 1965 in un locale della sua Buenos Aires e registrate su audiocassette sorprendentemente conservate in una scatola di scarpe da un produttore di musica galiziano vissuto in Argentina, che poi le donò a un amico che lo aveva ospitato in Spagna, il quale le diede nel 2002 allo scrittore Bernardo Atxaga, Quest’ultimo solo nel 2007 riuscì ad avere la conferma della loro possibile autenticità e infine nel 2012 ne scrisse su un giornale e le consegnò a Cesar Molina, direttore della Casa del Lector di Madrid che le fece ascoltare alla vedova di Boges, Maria Kodama, che riconobbe la voce e ne risalì all’origine, autorizzandone la pubblicazione di cui oggi esce l’edizione italiana, anticipata da alcuni stralci usciti su La Repubblica nel dicembre 2014. Ora, aldilà delle vicissitudini misteriose e… labirintiche di queste cassette, Borges cerca il senso e le origini del tango, a cominciare dal suo stesso nome, in una perduta memoria africana, nei ricordi atavici, recuperati nell’inconscio dagli schiavi neri, per prendre in giro i quali nacque la milonga sulla base dei loro candombe ballati nei locali di terzordine.
In una Buenos Aires negli ultimi vent’anni dell’Ottocento, piccola, circondata da terreni incolti e paludosi, provinciale e tutta di case basse, il tango sarebbe nato negli stessi luoghi in cui sarebbe nato pochi anni dopo il Jazz negli Stati Uniti”, ossia bordelli e case di malaffare, tanto è vero per Borges che viene suonato al piano, flauto e violino, ma non con la chitarra che era lo strumento naturale argentino di tutte le osterie, e col popolo che lo rifiuta all’inizio, specie le donne, che ne conoscono l’origine indecente. Ed è in queste radici e metamorfosi, che non si sa quanto vere e quanto mitiche o letterarie, che sta per lo scrittore la verità, l’anima di questa musica e ballo, almeno sino alla prima guerra mondiale, dopo la quale si farà melodrammatica e compiaciuta, grazie anche alla nota lamentosa che gli deriva dall’aggiunta di uno strumento come il bandoneon di origine tedesca. Altrimenti gli argentini non troverebbero in esso la propria identità e la memoria e l’onore dei propri morti, di quel ”coraggio, quella felicità, il metter alla prova il proprio valore, la sfida verso gli sconosciuti”. E’ per questo che Borges rifiuta la celebre definizione del tango di Ernesto Sabato ”un pensiero triste che si balla”, sia ”perché non credo il tango sia assimilabile a un pensiero, ma a qualcosa di più profondo, un’emozione”, sia perché ”l’aggettivo triste è davvero qualcosa che non si può attribuire ai primi tanghi”.
Anzi, conclude le sue conferenze sintetizzando che ”il tango, ma soprattutto la milonga, è stato un simbolo di felicità” in cui sopravvive eterno ”qualcosa dell’anima argentina che è stato salvato da questi umili, e a volte anonimi, compositori della periferia, qualcosa che tornerà”.
Con una certa elegiaca nostalgia Borges ha una sua visione personale e esalta solo il tango delle origini, quindi, il ballo della plebe, delle periferie che sfidano la morte, di veri uomini di un tempo ormai passato, ed è questa sua natura, ci ricorda il curatore di questa edizione italiana, Tommaso Scarano, che conquistava le avanguardie primo Novecento in opposizione a quella borghesia, sia quella nazionalista che quella socialista, che lo trovava eccessivamente folcloristico e roba da immigrati. Questo mentre conquistava l’Europa, da Parigi a San Pietroburgo, ormai virato in ”camminata voluttuosa”.
L’angelo del male, arrivano supereroi horrorDal regista de I guardiani della galassia
23 maggio 201912:09
– L’ANGELO DEL MALE di Daniel Yarovesky con Elizabeth Banks, David Denman, Jackson A. Dunn, Matt Jones, Meredith Hagner, Gregory Alan Williams, Steve Agee, Stephen Blackehart, Mike Dunston. Sul pianeta horror qualcosa sta mutando. Cosa succederebbe se un bambino arrivato sulla terra da un altro mondo invece di dimostrarsi un eroe fosse qualcosa di molto più sinistro? Con L’angelo del male: Brightburn, il visionario regista de “I guardiani della galassia” e “Slither”, presenta una stupefacente e rivoluzionaria versione di un genere completamente nuovo: i supereroi horror.
Il film, prodotto dal regista de “I guardiani della galassia” capovolge la logica di “E.T.” e fa entrare nel mondo della paura i super eroi, vestendo pero’ il suo protagonista con le sembianze del mostro cattivo. Il che non si direbbe guardando il piccolo Brandon che arriva quasi per miracolo a rallegrare la vita si una coppi di coniugi che si stavano rassegnando all’impossibilita’ di avere un figlio. Ma se nell’infanzia Brandon e’ proprio il figlio modello tanto sognato, man mano che cresce mostra segni minacciosi e inquietanti con cui cambia anche la realta’ circostante. Fino a svelare la sua natura aliena e la sua indole maligna. [print-me title=”STAMPA”]
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David Diop, i miei ‘Fratelli d’anima’
Parla il vincitore del Premio Strega Europeo
22 maggio 2019 01:41
– DAVID DIOP, FRATELLI D’ANIMA (NERI POZZA, PP 128, EURO 16,00) L’idea di scrivere ‘Fratelli d’anima’ (Neri Pozza) è venuta a David Diop, vincitore del Premio Strega Europeo 2019, leggendo le lettere scritte dai francesi al fronte durante la prima guerra mondiale. “Lettere molto emozionanti, che mi hanno colpito: spesso, quando le famiglie le ricevevano, loro erano già morti. Erano stati troppo tempo nella terra di nessuno. Mi sono chiesto allora se ci fossero delle lettere dei fucilatori senegalesi che esprimevano altrettanta intimità con la guerra. Ne ho trovate, ma sono lettere impersonali, amministrative , contabili. E così ho immaginato di scrivere io una lettera fittizia scegliendo come personaggio un contadino che non parlava francese. Ho scelto di essere il primo traduttore dei suoi pensieri” racconta David Diop, che è nato a Parigi, è cresciuto in Senegal e vive a Pau, vicino a Bordeaux e con questo libro ha già vinto il ‘Prix Goncourt des Lyceens 2018′.”Sono molto felice di vincere il Premio Strega Europeo perché il primo editore con cui ho firmato la pubblicazione all’estero e’ Neri Pozza e sono tradotto in 12 lingue. E per me è importante perché posso far vedere che la storia d’Europa e dell’Africa sono legate le une alle altre da tanto tempo. I premi letterari in generale permettono a un romanzo, anche se tratta in maniera fittizia un lembo della storia, di far entrare molti lettori europei in momenti della storia che non conoscono. Una delle virtù della letteratura è quella di emozionare il lettore. Le cose a cui si fa riferimento possono essere approfondite in maniera oggettiva dopo” dice Diop.Fratelli d’anima è dunque “il primo racconto dei pensieri intimi del protagonista che a poco a poco perde la ragione. Ho restituito le emozioni che ho provato” spiega Diop che racconta come sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi ci fossero pure i fucilieri senegalesi.”La prima guerra mondiale è stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere, almeno 300 mila combattenti venivano dal’Africa. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Poi, nel ’70-73 quando l’Europa ha avuto bisogno di operai, ha di nuovo chiamato l’Africa. La situazione attuale è molto triste. Ho sentito dire a un giornalista che il Mediterraneo è un cimitero marino, ma in un cimitero ci sono le tombe e ci si può raccogliere intorno mentre nel mare sono tutti anonimi. Dare un nome a un morto in questo caso non è più possibile. Durante la prima guerra mondiale c’è stato un numero incalcolabile di soldati africani, europei, tedeschi, francesi, italiani che sono morti senza sepoltura. Sono i dispersi, divorati dalla terra così come questi migranti sono divorati dal mare. I migranti di oggi sono morti per una guerra che non ha nome” dice lo scrittore.Diop ha cercato in Fratelli d’Italia di restituire l’emozione che ha provato leggendo “queste lettere che sono vere, lettere di poilus, come venivano chiamati i soldati francesi nella prima guerra mondiale ,che non potevano sbarbarsi. Ho fatto delle ricerche storiche sui tiratori e ho letto tutti i testi senza prendere appunti, perché venisse alla luce in un secondo tempo quello che mi aveva emozionato. C’e’ una sorta di trasversalità dell’emozione che ho cercato di mantenere nel mio scritto”. E da qui ha voluto inventare un personaggio con una certa individualità e sensibilità particolare. Sono voluto andare oltre i pregiudizi e le apparenze per lasciar trasparire una personalità”. La difficoltà è proprio questa: “Nella storia dell’impero coloniale francese, ma forse vale anche per altri Paesi europei, si è voluta classificare l’etnia africana senza interessarsi alla sensibilità dell’individuo e a quella che era la loro civiltà e il loro apporto specifico”.
Aladdin tra un genio hip hop e una principessa forteVersione live action con Smith tra divertimento e temi attuali
22 maggio 201910:21
Un genio spassoso, ironico (i toni ricordano spesso il suo ‘Principe’ di Bel Air), con un tocco ‘hip hop’: è l’impronta che ha dato Will Smith allo spirito magico blu di Aladdin, nella nuova versione live action diretta da Guy Ritchie, con Mena Massoud, Naomi Scott, Marwan Kenzari e Navid Negahban in sala dal 22 maggio con Disney in 800 copie. La prova di Smith era una delle incognite più forti vista la performance vulcanica data al personaggio da Robin Williams, nel cartone animato del 1992, doppiata in maniera straordinaria in italiano da Gigi Proietti, che qui torna come voce del sultano (Negahban).Ritchie trova una chiave per confrontarsi con il cartoon, spingendo l’acceleratore sui colori e sull’action e arricchendo, a tratti, il mondo favolistico, con i ritmi di Bollywood. Il film guarda anche alla realtà, grazie a una riscrittura del personaggio di Jasmine, che da principessa ribelle, è diventata una giovane donna forte che aspira a diventare guida del suo popolo nonostante le leggi lo vietino. Un’immagine moderna e particolarmente d’impatto, essendo una principessa mediorientale (per quanto la storia originale, ‘Aladino e la lampada meravigliosa’, tratta da Le Mille e una notte, sia ambientata in Cina). Una crescita rispecchiata anche da una delle due nuove canzoni scritte da Alan Menken (già coautore dei brani del cartoon, tra i quali ‘Il mondo è mio’ premiata con l’Oscar e ‘Un amico come me’ che tornano in questa versione) con Benj Pasek e Justin Paul per il film, l’intensa ‘Speechless’. Nella versione italiana ha come potente interprete la finalista a X factor 2018 Naomi Rivieccio, voce per il nostro Paese dei brani cantati da Jasmine. “Vedo Jasmine come una persona forte e indipendente – ha spiegato Naomi Scott -. È una leader che vuole sentirsi legata alla gente del suo regno e comportarsi bene nei loro confronti. Non combatte solamente per le proprie decisioni, ma anche per migliorare la vita del prossimo”. L’elemento favolistico della storia resta appieno (non manca l’intraprendente tappeto magico), seguendo le avventure del giovane ladro Aladdin (interpretato dall’egiziano cresciuto in Canada Massoud), che compie i suoi furti ad Agrabah insieme all’amica scimmietta Abu. Nel tentativo di conquistare Jasmine, figlia del sultano, il ragazzo si fa convincere dall’ambizioso Gran Visir Jafar (l’olandese di origini tunisine Kenzari, che rende il ruolo meno fumettistico e più inquieto) ad andare a recuperare all’interno di una caverna stregata una lampada magica, ‘abitata’ dal genio che cambierà ad Aladdin (e non solo) la vita con i suoi tre desideri.Ritchie nella composizione del cast è stato attento al rispetto della diversità etnica e culturale dei personaggi, ma non sono mancate un po’ di polemiche per la scelta nel ruolo di Jasmine della britannica Naomi Scott, nonostante l’attrice, talento emergente, abbia una mamma ugandese di origini indiane. Ritchie ha utilizzato anche molti consulenti per rendere in modo efficace le ambientazioni: “Fin da subito abbiamo preso la decisione di immergere questo mondo in una sorta di espressione della cultura mediorientale, che allo stesso tempo possedesse alcuni elementi dell’universo multiculturale contemporaneo”, ha spiegato. “Le sfide che il singolo individuo deve affrontare sono le stesse per ogni etnia e cultura – ha aggiunto il regista con Entertainment Weekly – La domanda dovrebbe essere quanto siamo sensibili verso gli altri esseri umani?”.
Osanna direttore del Parco di Pompei, Quilici dell’Appia AnticaLe decisioni del Mibac, per il primo si tratta di una conferma
22 maggio 201913:13
Chiuse le selezioni e ultimati i colloqui, il Mibac ha sciolto le riserve sulle nomine dei direttori del parco archeologico di Pompei e di quello dell’Appia Antica. Per il sito di Pompei, la scelta del ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli è ricaduta sull’archeologo Massimo Osanna. Per il parco archeologico dell’Appia Antica il Direttore generale Musei Antonio Lampis ha indicato l’architetto Simone Quilici.Per Osanna si tratta di una conferma dato che era alla guida del Parco Archeologico di Pompei dal 4 gennaio 2016. Dal 2014 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Soprintendente Speciale delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Stabia. Dal 2015 è professore ordinario di Archeologia classica all’Università Federico II di Napoli. Autore di numerosissime pubblicazioni, Osanna aveva cominciato la carriera nella sua Basilicata, dove aveva, tra le altre cose, ricoperto l’incarico di direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli studi della Basilicata.L’architetto romano Simone Quilici, 49 anni, è dal 2013 dirigente della Regione Lazio all’Area Valorizzazione del Patrimonio Culturale della Direzione Cultura e Politiche Giovanili. Ha approfondito le problematiche del Parco dell’Appia Antica sin dai suoi studi con una tesi di laurea e un successivo Dottorato di Ricerca sull’argomento. Ha fatto parte, nel 2017, del gruppo di lavoro inter-istituzionale Mibac-Regioni per la candidatura Unesco della Via Francigena.
Il Bejart Ballet al Comunale di ModenaIn scena con ‘Syncope’ di Roman e ‘Brel et Barbara’ di Béjart
MODENA22 maggio 201911:42
– Ultimo appuntamento, il 23 maggio alle 20.30, per la rassegna ModenaDanza del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, con il Bejart Ballet di Losanna impegnato con due diverse coreografie: ‘Syncope’ di Gil Roman e ‘Brel et Barbara’ di Maurice Béjart.
La prima è una creazione del 2010, una riflessione fisica e metafisica su un termine dal duplice significato: quello musicale, di ritmo fuori tempo, e quello medico, dove indica l’arresto o il rallentamento delle pulsazioni cardiache. Cinque, dieci secondi di perdita di coscienza nei quali il cervello può solo immaginare, inventare o rivivere, senza limiti.
‘Brel et Barbara’ è una coreografia che Béjart dedicò, nel 2001, a due mostri sacri della canzone francese. Una riflessione sui suoi autori e poeti ma anche un omaggio all’incontro di due personaggi ai quali il coreografo fu vicino personalmente.
Barbara in particolare era stata per Béjart una sorella, l’amica di una vita.
Dall’anno della sua fondazione nel 1987 il Béjart Ballet Lausanne è un punto di riferimento nel mondo della danza.
Designato da Maurice Béjart come suo successore, Gil Roman dirige la compagnia dal 2007, anno della scomparsa del suo fondatore.
Washington di scena a Umbria jazz ’19A Perugia il 19 luglio con nuovo album Heaven and Earth
PERUGIA22 maggio 201911:43
– Kamasi Washington sarà tra i protagonisti di Umbria jazz 2019 con il suo nuovo album Heaven and Earth. Si esibirà all’Arena Santa Giuliana il 19 luglio.
Per Kamasi Washington, ricorda il festival perugino, si sono spesi “richiami a suggestioni non comuni”, evocando John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana, e Wynton Marsalis per l’impatto che il suo arrivo ha avuto sul microcosmo del jazz. Californiano, 38 anni figlio di un insegnante di musica, ha esordito con il disco The Epic, pubblicato nel 2015. Epico non tanto perché triplo (172 minuti) ma perché frutto di una complessità rara. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70, dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.
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A teatro, Servillo, Balasso, Cirilli
Melchionna firma Spoglia-Toy. Purgatorio a Montanari-Martinelli
22 maggio 201911:58
– Toni Servillo e l'”Elvira” da Jouvet, Luciano Melchionna con il nuovo “Spoglia-Toy” sul mondo del calcio e Gabriele Cirilli con le risate di “Mi piace”, tutti a Roma. E poi la “Festa di famiglia” da Pirandello a Camilleri per Mitipretese a Milano e il “Purgatorio” dantesco per Ermanna Montanari e Marco Martinelli nella chiamata pubblica da 500 persone a Matera 2019; fino a “La bancarotta” di Goldoni secondo Vitaliano Trevisan, con Natalino Balasso a Bolzano: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in radio ‘Errore di sistema’Esce secondo singolo della band ‘Perché mamma ha paura dei topi’
22 maggio 201912:13
– Un inno contro i pregiudizi che possono portare a sentirsi sbagliati, un grido con parole decise cantate verso una società impegnata a giudicare solo per quello che gli occhi vedono o vogliono vedere. C’è tutto questo in ‘Errore di sistema’, il nuovo singolo della rock-band siciliana ‘Perché mamma ha paura dei topi’ estratto dall’album d’esordio ‘Tutto qui’, in radio in questi giorni. Il video del brano è stato girato a Torino, prodotto da RKH Studio e descrive il viaggio intimo di una ragazza (la giovanissima attrice Deborah Riose) che si lascia andare allo sbando per esplorare le sue emozioni girando per le strade della città da sola senza una meta, ballando mentre tutto scorre tra un caos di pensieri e pose sensuali, davanti una telecamera per sentirsi libera. I ‘Perché Mamma ha Paura dei Topi’ nascono nel 2014 dall’incontro tra Emiliano Balbo (voce) e Roberto Di Fede (chitarra), per lavorare su brani inediti. La band è formata da cinque giovani ispirati dalla tradizione del rock anni ’80-’90.
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Cartoon digital, fucina idee per futuro
A Cagliari master europeo con esperti di animazione
CAGLIARI22 maggio 201912:47
– Tanti giovani, molti professionisti, disegnatori, sceneggiatori, designer pronti a confrontarsi con gli esperti del settore, le case di produzione e i responsabili delle maggiori reti televisive nazionali e internazionali per progettare il futuro dell’animazione digitale. Una fucina di idee, un momento di crescita e di confronto che guarda al domani, così può essere definito il Cartoon Digital, il master europeo sull’animazione digitale che per la prima volta si svolge a Cagliari, preceduto dagli Italian Days, due giornate rivolte ai nuovi talenti e ai produttori italiani del settore. È bastato varcare il cancello della Manifattura Tabacchi per capire che quelli definiti da molti ‘cartoni per ragazzi’, sono tutt’altro che ‘roba da bambini’ ma una realtà in forte espansione e su cui puntano praticamente tutte le più grandi aziende mondiali. Lo confermano gli ospiti della manifestazione, dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, a Anne-Sophie Vanhollebeke per Cartoon Italia, al presidente dell’associazione italiana film di animazione Marino Guarnieri, senza dimenticare chi ha voluto fortemente la manifestazione a Cagliari, Nevina Satta, direttrice generale della Fondazione Sardegna Film Commission o gli esponenti delle televisioni europee e i nomi di spicco dell’animazione internazionale come Sandro Cleuzo, fresco vincitore di un Annie Awards per ‘Il ritorno di Mary Poppins’ della Disney.
“Crediamo che quello dell’animazione digitale sia un mondo ricco di possibilità che consente di costruire professionalità molto richieste dal mercato internazionale – ha evidenziato Nevina Satta – un mondo che permetterà ai nostri giovani di partire e ritornare in Italia e in Sardegna perché il lavoro li chiamerà in giro per il mondo”.
Prada entra nella famiglia ‘fur-free’Miuccia, nuovi materiali sono anche nuova frontiera creatività
22 maggio 201915:02
– Prada entra nella famiglia ‘fur-free’. Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti. La decisione è stata annunciata con la Fur Free Alliance (Ffa, che riunisce oltre 50 organizzazioni in più di 40 paesi) ed è frutto di un dialogo positivo tra il Gruppo, Ffa, Lav e The Humane Society of the United States.
Per Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un gruppo che ha in innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. “La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi – ha spiegato – consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”.
Spezia,nuova biblioteca dedicata PetaccoProgetto della Fondazione Carispezia in ex area critica
LA SPEZIA22 maggio 201915:38
– Sarà dedicata al giornalista e scrittore spezzino Arrigo Petacco, la nuova biblioteca che la Fondazione Carispezia realizzerà a La Spezia in un’ex sala biliardi. La biblioteca si chiamerà Spazio Accademia prevede 50 postazioni per studio e lettura, in un ambiente moderno dove potranno coesistere più attività, con un intervento che permetterà il recupero di un immobile in pieno centro divenuto simbolo di degrado e luogo di spaccio. La Fondazione ha deliberato l’acquisizione e la ristrutturazione dei locali: “Da locale in passato non privo di criticità, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico e sociale, consentirà di creare un nuovo polo all’interno del quartiere in grado di rispondere alle esigenze di aggregazione e di socializzazione aperta ai cittadini” ha detto Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia.
Ricci, collezione PE 2020 Reggia CasertaNel primo trimestre 2019 crescita fatturato +5%
FIRENZE22 maggio 201915:44
– Il nuovo capitolo del viaggio di Stefano Ricci si svolge alla Reggia di Caserta, dove è stata presentata la collezione maschile per la primavera-estate 2020.
Quello di Ricci è un percorso alla ricerca della bellezza: prima Matera, poi l’isola di Montecristo, ora la famosa Reggia protagonista nel nuovo catalogo, con viali alberati, lo scorrere lento dell’acqua nel bagno di Venere, l’atmosfera sospesa del Teatro di corte. E’ un viaggio che la griffe definisce ‘un giorno da re’, pensando alla regalità dello stile maschile in ogni capo, per esprimere quell’eleganza contemporanea che spazia dai gessati esclusivi alla maglieria fresca e colorata, dai capi più giovani in seta tecnica ultra-leggera agli abiti da gran sera con tessuti preziosi. “Dopo aver chiuso l’esercizio 2018 a quota 150 milioni, il primo trimestre 2019 ha registrato una crescita nel fatturato del 5% in linea con le previsioni”, dichiara il Ceo Niccolò Ricci.
Al Galli di Rimini 15mila spettatoriIl 3 agosto al via la Sagra Malatestiana con direzione di Muti
RIMINI22 maggio 201916:34
– Numeri molto positivi per il Teatro Galli di Rimini, che nei primi sette mesi di attività ha registrato 15mila spettatori oltre a 10mila visitatori. Il comunale è stato riaperto al pubblico il 28 ottobre, 75 anni dopo il bombardamento che lo distrusse. Tanti i sold out registrati sia per le proposte del cartellone di prosa, che ha segnato una crescita di biglietti e di abbonamenti, sia per i concerti della Sagra Malatestiana. Tutto esaurito a partire dai tre eventi inaugurali dalla ‘Cenerentola’ di Rossini con Cecilia Bartoli, alla performance di Roberto Bolle e Valery Gergiev. Il cartellone del secondo anno promette di mantenere le aspettative e anticipazioni saranno fornite sabato 1 giugno in occasione della presentazione al pubblico della 70/a edizione della Sagra Musicale Malatestiana, che si aprirà il 3 agosto con il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti. Definito “sorprendente” dagli organizzatori poi il numero delle persone che in questi mesi hanno partecipato alle tante visite guidate organizzate per approfondire la storia del Teatro e conoscere i dettagli della sua ricostruzione. Da dicembre a metà maggio sono stati circa 9.300, tra gruppi e scolaresche.
Quasi tremila persone la notte di Capodanno si sono messe in fila davanti alle porte del Galli per la prevista visita gratuita. L’attenzione e la voglia di conoscere il Teatro sono però rimaste costanti anche settimane dopo l’inaugurazione: il picco è stato registrato a marzo, con 990 presenze registrate a cui si aggiungono i 261 studenti.
Torna il Festival Villa SolomeiDal 28 al 30 giugno a Solomeo. Ute Lemper tra i protagonisti
PERUGIA22 maggio 201916:41
– Torna nel borgo umbro di Solomeo il Festival Villa Solomei, che per questa sua 21/a edizione si tinge di bianco e di azzurro. Questi, infatti, i colori dell’Argentina, che quest’anno sarà il Paese ospite nella prima giornata del festival, venerdì 28 giugno. Terra di mille passioni che contaminerà con le sue melodie e gli imperdibili tangueros le varie location del borgo.
A presentare le novità di quest’anno il direttore artistico Fabio Ciofini e la presidentessa del Coro Canticum Novum Federica Cucinelli, sempre più soddisfatti del successo crescente che di anno in anno raccoglie il Festival.
La star di sabato 29 giugno sarà invece Ute Lemper con il suo Rendezvous with Marlene (e con Vana Gierig-pianoforte, Cyril Garac-violino, Romain Lecuyer-contrabbasso, Matthias Daneck-batteria).
Spettacolo basato su una telefonata di tre ore tra Marlene e Ute nel 1988 a Parigi, 30 anni fa.
Nuove date per Atlantico Tour di MengoniDal 6 novembre riparte da Perugia, tappe in Italia e in Europa
22 maggio 201916:58
– Torna in autunno nei palazzetti di tutta Italia e in Europa l’Atlantico Tour di Marco Mengoni che sta riscuotendo grandi successi. L’annuncio dei nuovi appuntamenti è arrivato ieri sera direttamente dal pubblico del Mandela Forum di Firenze, che ha svelato assieme al cantautore data per data il nuovo calendario, durante uno degli innumerevoli sold out del tour che ha già venduto oltre 200 mila biglietti. Dopo il successo delle 5 anteprime europee, le date nei palazzetti ancora in corso e i cinque speciali appuntamenti estivi Fuori Atlantico Tour alla scoperta della bellezza, lo show tornerà in autunno con nuove date in tutta Italia e in Europa, dove Marco potrà riabbracciare il suo pubblico e toccare anche alcune delle città che non ha ancora raggiunto. Lo show sarà anche stasera 22 maggio a Firenze, il 24, 25 e 26 maggio all’Arena di Verona (tre sold out consecutivi) e terminerà con Rimini sold out (29 maggio) e Bologna (30 maggio). Data di partenza della tournee autunnale il 6 novembre da Perugia.
Downton Abbey da tv al cinema il 24/10La famiglia Crawley riunita sul grande schermo
22 maggio 201917:00
– Downton Abbey ritorna, al cinema, per la gioia dei tanti fan della serie tv ambientata nell’Inghilterra del secolo scorso, e prevede il rientro di tutti i personaggi più importanti del numeroso cast, Michelle Dockery, Maggie Smith e Hugh Bonneville fra gli altri. Il trailer ci riporta nella dimora mentre fervono i preparativi per l’arrivo del re e della regina d’Inghilterra. Gli eventi si svolgeranno qualche anno dopo la fine della serie tv, nel 1927.
La visita dei reali è del tutto inaspettata: “Che Dio ci aiuti” esclama Lady Violet. Il 24 ottobre nel nostro Paese arriverà in sala il film scritto dal creatore della serie, Julian Fellowes e diretto da Michael Engler, già regista di qualche episodio. Sul grande schermo ritroveremo molte star dello show, da Michelle Dockery che interpreta Lady Mary a Maggie Smith nel ruolo di Lady Violet, al capofamiglia Hugh Bonneville. Pure Matthew Goode. A loro si aggiungeranno nuovi nomi.
Ernia, tour estivo al via l’1 giugnoSi parte da Marina di Modica (Rg). Ultima tappa a Catania 31/8
22 maggio 201917:01
– Dopo l’uscita di “68” e dopo il successo della riedizione “68 (Till the end)” contenente 7 brani inediti uscita lo scorso aprile, il rapper Ernia è pronto a salire on stage con il suo “68 Till The end summer tour”.
Il giovane talento hip hop si prepara ad affrontare una lunga dimensione live di concerti che a partire dall’1 giugno lo vedranno protagonista per tutta l’estate tra prestigiosi club, festival e arene. Tra le prime date confermate il tour inizierà l’1 giugno a Marina di Modica (Rg) per proseguire l’8 Giugno a Garlasco (Pv), il 9 giugno a Barzio (Lc), il 29 giugno a Calafuria (Li), il 3 luglio a Bologna, il 21 luglio a Genova, il 26 luglio a Venaus (To), il 27 luglio a Reggio Calabria, il 30 Luglio a Padova, il 12 Agosto a Follonica (Gr), il 23 agosto a Quartu Sant’Elena (Ca), il 25 Agosto a Fabrica di Roma (Vt), il 26 agosto a Montignoso (Ms); il 31 agosto a Catania.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Cd box set dei Toto dal 24 maggio
Contiene dieci brani, sette dei quali inediti
22 maggio 201917:20
– “All In” è il Cd box set dei Toto, in uscita venerdì 24 maggio per l’etichetta Legacy Recordings (divisione Catalogo di Sony Music). A fine del 2018, una versione in edizione limitata vinile/CD del box set è stata venduta direttamente ai fan ed esaurita in tempo record attraverso lo store della band. Tuttavia, a causa della grande richiesta, il cofanetto Cd sarà disponibile in tutto il mondo.
“All In” contiene i seguenti album: Toto, Hydra, Turn Back, IV, Isolation, Fahrenheit, The Seventh One, Kingdom Of Desire , Tambu, Mindfields e Toto XX. Il box set include anche un EP live mai pubblicato Live In Tokyo EP dal tour del 1980 oltre ad un disco intitolato Old Is New. Old Is New contiene 10 brani, sette dei quali inediti e version di Spanish Sea, Alone e Struck By Lighting pubblicati nel precedente best 40 Trips Around The Sun.
Tutti gli album presenti nel box sono stati rimasterizzati dai Toto con il supporto di Elliot Scheiner e vengono accompagnati da un booklet di 24 pagine con foto inedite.
Bighe e tabernae,Circo Maximo ExperienceRealtà virtuale e aumentata per nuovo progetto, primo al mondo
22 maggio 201917:37
– Tra la polvere e le urla delle tribune, corrono le bighe in pista. Il tifo è forsennato. E l’imperatore attento. Ma basta spostarsi un poco ed ecco le antiche tabernae, dove ammirare tessuti preziosi per gli abiti delle matrone, comprare carni, fornirsi dal cambio valute per qualche scommessa o cercare dolce compagnia in un lupanare. Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità, si mostra come mai prima con Circo Maximo Experience, progetto all’avanguardia di tecnologia interattiva, tra realtà virtuale e aumentata, primo al mondo in un’area all’aperto di così ampie dimensioni. Promosso da Roma Capitale, organizzato da Zetema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies, in 8 tappe, grazie a visori di ultima generazione, il percorso svela le origini del monumento, con i primi insediamenti della Valle Murcia, fino alla modernità, passando per i fasti dei giochi e l’imponente Arco di Tito alto 20 metri. Voci narranti, Claudio Santamaria e Iaia Forte.
Duomo Siena, scoperto frammento affrescoRiconducibile a periodo tardo Medioevo a Paolo di Giovanni Fei
FIRENZE22 maggio 201917:50
– Alcuni interventi di manutenzione all’interno della Cattedrale di Siena, hanno portato alla scoperta di un affresco sul fondale della cappella tardo medievale riconducibile a Paolo di Giovanni Fei, artista nato nel 1345 e morto nel 1411. In questi giorni, spiega una nota, sono state smontate da due altari marmorei della navata destra le pale d’altare con l”Estasi di San Francesco di Sales’, dipinta dal senese Raffaello Vanni, e con lo ‘Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena’, dovuta al fiorentino Pietro Dandini. L’operazione consentirà di restaurare le monumentali strutture architettoniche. Proprio rimuovendo la pala d’altare di Dandini è riaffiorato un grande frammento di un antico affresco che mostra i busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Quanto resta delle loro facce, si legge ancora nella nota, permette ancora di riconoscere la maniera di Paolo di Giovanni Fei, uno dei maggiori pittori del tempo.
Chastain, rabbia femminile per X-MenIn sala dal 6 giugno ‘Dark Phoenix’ con Turner, McAvoy, Lawrence
22 maggio 201920:53
Arriva il gran finale della saga degli X-Men nella versione realizzata dalla 20th Century Fox (con l’acquisizione della società da parte della Disney, i diritti sono tornati alla Marvel, che sta già pensando al reboot). L’ultimo capitolo, di un viaggio, tra sequel e prequel, iniziato nel 2000, è X-Men: Dark Phoenix di Simon Kinberg, con Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence e Michael Fassbender in uscita il 6 giugno. Una resa dei conti che vede in prima linea più che mai le donne, attraverso la parabola di Jean Grey (Turner), mutante che, dopo aver acquisito un nuovo immenso e incontrollabile potere, si trova contro quella che considera la sua famiglia e una nuova letale minaccia. Alla base c’è la saga sui fumetti della Fenice nera che aveva già ispirato X-Men – Conflitto finale (2006). “Mi piace che in Dark Phoenix si esplori la rabbia femminile, le donne non vengono mostrate come caramelline zuccherose. E’ un aspetto poco raccontato, ma senza buio non c’è la luce” spiega nella conferenza stampa, in streaming da Londra, Jessica Chastain che incarna una misteriosa e pericolosa aliena. Per l’attrice, da sempre mobilitata sui temi del #metoo, il maggiore spazio dato ultimamente da Hollywood in queste storie alle donne e alla diversità culturale, “non è merito degli studios, che avrebbero potuto cambiare le cose tanto tempo fa, ma del pubblico. Ha dimostrato, andando a vedere film come Wonder Woman, Black Panter, Captain Marvel di volere supereroi di ogni genere e etnia”. Sophie Turner (reduce anche dalla fine de Il trono di spade), ama essere in un film nel quale “sia la protagonista che l’antagonista (Chastain) sono donne. Jean Grey è un essere umano a tutto tondo, pieno di difetti, un’accurata rappresentazione di quello che è una donna. E’ fantastico avere questi due personaggi femminili che sembrano dare ognuna potere all’altra”. Un incontro/scontro che coinvolge, fra gli altri, anche il Dottor Xavier (McAvoy), Magneto (Fassbender), Mystica (Lawrence), Bestia (Nicholas Hoult), Ciclope (Tye Sheridan), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee), Tempesta (Alexandra Shipp) e Quicksilver (Evan Peters). Per Fassbender, “ancora oggi se un uomo è di carattere lo considerano forte, se lo è una donna si pensa sia una piantagrane”. Bisognerebbe ricordare, spiega l’attore, “che gli X-Men sono stati scritti negli anni delle lotte del Movimento per i diritti civili ed è importante che in questa storia, fra tutti i mutanti, una donna sia la più potente”. I fumetti, come i film degli X-Men, “raccontano un nucleo di persone che si sentono fuori posto, spinti dagli altri ai margini della società. E con il passaggio dei secoli, continuiamo a tornare a questo tribalismo, soprattutto nei tempi difficili. Si dà la colpa dei problemi a qualcun altro, come le minoranze o i rifugiati. Si crea un senso di paura. Sorprende non avere imparato le lezioni del passato e sono preoccupato per ciò che succede oggi ma sono anche ottimista, credo che la giovane generazione sia una forza molto positiva”. Kinberg lavora sui film dei mutanti Marvel da 15 anni, avendone coprodotti e sceneggiati quattro prima di firmare anche la regia per Dark Phoenix: “La sensazione ormai è di lavorare con una famiglia. Questo film è più drammatico, realistico e duro. Mettendo i piedi per terra, abbiamo sfruttato i punti di forza del genere e di questi straordinari attori”. Pensa che la Marvel continuerà su questa linea narrativa per gli X-Men o ricomincerà daccapo? “Lavorando al film avevo proprio la sensazione che fosse il culmine della storia, il capitolo più iconico e complesso. Per la prima volta non ho pensato al capitolo successivo”.
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‘Matthias & Maxime’ legati da un bacio
In concorso a Cannes l’amicizia-amore di un ‘nuovo’ Xavier Dolan
CANNES22 maggio 201918:02
– Matthias & Maxime’ di e con Xavier Dolan, in concorso a Cannes, racconta il lento passaggio di un’amicizia maschile verso l’amore. Un bacio, dato per gioco dai due in occasione di film amatoriale girato da una loro amica, lascia in loro il segno di qualcosa che ancora non conoscono.
Girato in Québec, dove il regista, trent’anni appena compiuti, è cresciuto, racconta, con modi e ritmi nuovi e più colorati, una lunga reunion di un gruppo di amici di Montréal che si rivedono dopo tanti anni. Ma al centro di un film molto dialogato, pieno di scherzi, liti e rifugi tra questi amici in preda a una rinnovata goliardia, c’è il rapporto che lega profondamente Matthias (Gabriel D’Almeida Freitas) e Maxime (lo stesso regista che recita con un’enorme voglia rossa sul lato sinistro del volto). “Ho provato nuove tavolozze di colori, un nuovo stile e ritmo, un nuovo modo di scrivere. Questo film è in realtà – dice Dolan – un nuovo inizio, molto diverso da Mommy o È solo la fine del mondo”.
Stadio, ritorno live e discograficoTre nuovi appuntamenti per la band di Gaetano Curreri
22 maggio 201918:25
– Gli Stadio tornano a distanza di due anni dalla loro vittoria al Festival di Sanremo con “Un giorno mi dirai”, annunciando tre nuovi appuntamenti discografici e live: un nuovo tour “Stadio Mobile Live 4.0”, la ripubblicazione in doppio vinile per Universal Music del loro album più venduto “Stadio Mobile Live” e un brano inedito “Tu sei l’amore di cui hai bisogno”. Un ritorno che guiderà la band verso la celebrazione del loro 40esimo anniversario nel 2020 e segnato anche da una ricerca verso sonorità nuove, soul e rhythm and blues, contaminazioni entrate nelle venature della band grazie anche alle collaborazioni di questi anni con artisti come Paolo Fresu. Dal 31 maggio sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo Tu sei l’amore di cui hai bisogno, il brano arrangiato da Celso Valli e prodotto insieme al gruppo.
Georgia May Jagger per Miu Miu CeremonyLa figlia di Mick Jagger e Jerry Hall negli scatti di Emma Craft
22 maggio 201918:27
– Miu Miu lancia una linea di abbigliamento dedicata alla cerimonia. Incarnando lo spirito irriverente del marchio giovane di Miuccia Prada, Georgia May Jagger, terza figlia di Mick Jagger e Jerry Hall, fluttua tra innocenza e seduzione in una nuova serie scattata da Emma Craft.
Ambientata sullo sfondo di un paesaggio rurale, la duplice natura della ragazza Miu Miu si esprime in immagini senza tempo che svelano la collezione Ceremony: una capsule che celebra una femminilità sofisticata, ma con un tocco ironico. Seta e pizzi, nastri e fiocchi, paillettes e cristalli impreziosiscono pezzi eleganti pensati per una giovane donna sofisticata: corti mini abiti, piccoli pull con ampi colli in cotone, camicie in organza con ruches e plastrom tipici degli abiti da uomo, gonne svasate e pantaloni a sigaretta, top in raso e abiti da sera con inserti in paillettes. Focus su dettagli e accessori, bottoni, piccole tasche, tracolle in catena, occhiali da sole dalle forme allungate, mary jane indossate con calze al ginocchio.
Wertmuller, io e il legame con Giannini90 anni, al festival per restauro Pasqualino Settebellezze
CANNES22 maggio 201918:54
– E’ stata la prima donna in concorso a Cannes, era Mimì metallurgico 1972 e la prima donna candidata all’Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nel 1977. Oggi Lina Wertmuller ha 90 anni, è a Cannes con la figlia Maria e l’amico Valerio Ruiz che qualche anno fa le dedicò un affettuoso documentario, Dietro gli occhiali bianchi, per partecipare alla presentazione del restauro proprio di ‘Pasqualino’, un film di culto realizzato dalla regista e ora a Cannes Classics alla presenza sua e di Giancarlo Giannini. Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale hanno curato, grazie all’impegno economico di Genoma Films, il restauro del film.
Con Giannini “il sodalizio di una vita, nove film insieme”, dice la regista. L’opera di restauro di Pasqualino settebellezze “è seria e meritoria”. Il film ottenne una candidatura ai Golden Globe e quattro all’Oscar (tra cui quella come miglior regista, prima volta in assoluto nella storia dell’Academy per una donna).
Bulli Zoo, show studenti contro bullismoMusical allievi Visconti all’Olimpico per giornata “Bulli Stop”
ROMA22 maggio 201922:32
Il 25 maggio, in occasione della “Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro il Bullismo”, presentata da Enrico Papi, ambasciatore di Bulli Stop, al Teatro Olimpico di Roma, i ragazzi del Centro Nazionale contro il Bullismo – Bulli Stop, con gli studenti dell’Istituto Visconti di Roma, portano in scena il Musical “Bulli zoo”, originale rappresentazione teatrale dedicata alle vittime del bullismo.
Uno spettacolo dove questa piaga sociale che si nutre dell’incapacità di comunicare, è superata con il Teatro d’AnimAzione Pedagogico, teoria della docente Universitaria di Roma Tre Giovanna Pini. Lo spettacolo è dedicato ogni anno alle vittime di bullismo. In sala saranno presenti i genitori ai quali, bullismo e cyber-bullismo hanno ucciso i propri figli. La presentazione della serata, è affidata all’ambasciatore di Bulli Stop Enrico Papi che con la sua vivacità, introduce il pubblico in sala alla Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro Il Bullismo. In scena, anche i giovani talenti della musica e della tv, amici di Bulli Stop, Alessandro e Leo Gassmann, Bianca Gazzè, Matteo Costanzo, Matteo Valentini e Leonardo Della Bianca, che con le loro performance avviano la serata, seguiti dalla Fanfara dei Carabinieri con l’inno nazionale.
Utilizzando il linguaggio comune, con le esperienze e la fantasia dei ragazzi, nasce il Musical “Bulli Zoo”, destinato a bambini, adolescenti e adulti. La finalità dello spettacolo favorisce la conoscenza e la presa di coscienza di quanto il bullismo sia dannoso sotto ogni aspetto, sia psichico sia fisico. Protagonisti assoluti 280 studenti divisi in laboratori. L’intera produzione, la stesura del testo regia, organizzazione teatrale, ufficio stampa è stata realizzata dagli studenti.
Il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop ha l’intento di aggregare gli adolescenti per informarli di quanto il bullismo debba essere prevenuto e sconfitto. Ha finalità in ambito nazionale ed estero nella promozione e nella diffusione della cultura del rispetto, della legalità e dell’integrazione tra i ragazzi.
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Cannes al festival una Cina mai vista
Arrivano film su gang e malavita, il Paese da certezza a dubbio
CANNES22 maggio 201920:42
Se un grande festival è anche un osservatorio su ciò che cambia nel mondo a livello di tendenze artistiche ma anche di flussi economici e modi di vita, nonché un’anteprima di ciò che potrà accadere, allora non c’è dubbio che con 5 film nelle varie sezioni, la Cina è un paese sotto la lente d’ingrandimento. Si sa infatti che il cinema anticipa le tendenze e quasi inconsciamente ne capta i fermenti segreti ed è indubitabile che la Cina di oggi (anzi, le diverse Cine che anche qui ostentano le proprie differenze) registra una trasformazione profonda. Primo sintomo: il giallo, il crimine, la faccia nascosta dell’equilibro del paese emerge con sempre maggiore frequenza e ben due titoli della selezione, attingono al genere. Si tratta di un capovolgimento epocale, appena intuito qualche anno fa alla Berlinale (quando vinse nel 2014 “Fuochi d’artificio in pieno giorno”) ma che ora sta diventando un autentico fenomeno. Nel “Lago delle oche selvatiche” di Diao Yinan (concorso) il protagonista è addirittura un capo gang in cerca di redenzione mentre la donna del suo cuore è una prostituta. Per la censura cinese (che ha dato il via libera al film) si tratta di superare due tabù in una volta sola: riconoscere l’esistenza della malavita e dichiarare che la prostituzione è soggetta a ferree leggi che controllano la libertà delle donne. In “L’estate di Changsha” (Un certain regard) l’esordiente Zu Feng segue invece il poliziotto Bin che, nel corso di un’inchiesta, si imbatte in una misteriosa dottoressa il cui passato rischia di sconvolgergli la vita. Ovviamente entrambi i racconti hanno un passo diverso dal poliziesco tipico dell’Occidente e in qualche misura appaiono pretesti per narrare storie d’amore con un punto di vista diverso e meno rassicurante. Ma è proprio questo slittamento di prospettiva a mostrare il cambiamento in atto: da un modello di società perfettamente regolato, si passa al territorio dell’incertezza e del dubbio. E quando il dubbio comincia a lavorare la psiche delle persone, nulla sarà come prima anche nella loro vita quotidiana. Il secondo elemento degno di nota sta nel sottile lavoro di promozione della Cina e della sua cultura che il cinema riesce a garantire. Oggi si riassume nel dialogo/confessione della star Zhang Ziyi (“La tigre e il dragone”) chiamata nel ristretto club delle “lezioni di cinema”. Da noi è certo meno popolare di personaggi come Nicolas Winding Refn o Alain Delon che l’hanno preceduta ma arriva con quell’aura da divina (nonostante la piccola statura e i gesti misurati) che si percepisce da vicino e che sfolgora sullo schermo. Nel ripercorrere la carriera, cominciata giovanissima dopo la dura scuola di danza a cui avrebbe voluto donarsi anima e corpo, l’attrice che rivaleggia con Gong Li quanto a contratti internazionali e che oggi è di casa sia a Hollywood che a Pechino, ha molta cura di mettere in primo piano il modo di vita cinese, la forza delle tradizioni, i valori morali con cui si cresce. Passa poi ad anticipare i suoi nuovi lavori che per due volte la vedranno rivaleggiare con “Godzilla” di Michael Dougherty (che ha diretto il primo e scritto il secondo) e poi con una super produzione cinese girata sull’Everest, “The Climbers” di Daniel Lee in cui fa coppia con il divo asiatico per eccellenza, l’ormai veterano Jackie Chan. Intorno a questi elementi di novità, le altre produzioni sono in una linea più tradizionale e mettono in scena la Cina agricola (nel caso di “la casa nelle montagne di Fuchun” della Semaine de la Critique) o il teatro tradizionale nel bellissimo “To live To Sing” di Johnny Ma (Quinzaine des Réalisateurs) che contiene una sottile critica sociale al disperdersi delle radici e della tradizione, ma si esalta soprattutto nella rappresentazione di una compagnia d’artisti che ha perso la sua casa, il teatro in cui da sempre si perpetua un modello d’opera cantata. C’è infine l’altra Cina del taiwanese Mizi Z che con “Nina Wu” (Un certain Regard) spezza una lancia a favore della donna in clima da #Metoo ma contiene la sua metafora tutta dentro il mondo del cinema (Nina è un’attrice sfruttata e una donna non considerata) e quindi resta in qualche modo prigioniero del suo esercizio di stile. Manca all’appello – e anche questo è un segnale della normalizzazione in atto in Cina, ma anche dei fermenti sotterranei che stanno sotto la superficie – il cinema fiammeggiante di Hong Kong. Sarà per un’altra volta?
Orange Is the New Black ultima stagionequesta estate rivoluzionaria serie giunge a termine
22 maggio 201919:43
– Quest’estate la rivoluzionaria serie Orange Is the New Black giungerà al termine. Netflix rilascia il video di annuncio e le prime immagini della settima e ultima stagione, disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da venerdì 26 luglio.
Per sei stagioni indimenticabili Orange Is The New Black ha affrontato senza timore alcune delle tematiche umane più rilevanti e difficili del nostro tempo. Nella stagione finale, le detenute di Litchfield dovranno scendere a patti con una difficile verità: la prigione le ha cambiate per sempre. Piper affronta a fatica la vita all’esterno della prigione, mentre nel carcere di massima sicurezza la quotidianità va avanti senza di lei, ingiusta e corrotta come sempre. L’amicizia tra Taystee e Cindy è ancora appesa ad un filo, Gloria e lo staff della sua cucina devono affrontare il nuovo regime di Polycon, la condanna all’ergastolo di Taystee incombe e le altre detenute inseguono la droga o i propri sogni, cimentandosi con la realtà del loro posto nel mondo.
Bansky ‘espone’ a S.Marco, allontanatoNon aveva l’autorizzazione ma non è stato multato
VENEZIA22 maggio 201920:16
-Bansky espone, com’è nel suo stile, un’ opera a S.Marco a Venezia, e i vigili lo allontanano perchè non ha l’autorizzazione. E’ accaduto il 9 maggio a 2 giorni dall’ apertura della Biennale d’Arte,appuntamento del quale lo street artist annota su Instagram: “per qualche motivo non sono mai stato invitato”.Così, in un video, ha registrato la perfomance dell’esposizione e dell’allontanamento in sincronia temporale con l’immagine,sullo sfondo,di una nave da crociera in bacino S.
Marco.Ed è una nave dipinta in un quadro ‘scomposto’ il soggetto di ‘Venice in oil’ esposto da un tizio che mai si vede in faccia pur con la telecamera puntata all’arrivo dei vigili “chiamati dai Guardians -dice Marco Agostini,comandante dei vigili lagunari -.Hanno chiesto in inglese alla persona se aveva l’ autorizzazione, invitandola ad allontanarsi”.Agostini rileva che né gli agenti hanno chiesto l’identità,né la persona ha detto chi era.Pensa che era tutto studiato:”tutto è avvenuto quando sullo sfondo c’era una nave da crociera”.
Premio letteratura Ue, vince DozziniCon il volume ‘E Baboucar guidava la fila’
BRUXELLES22 maggio 201921:05
– E’ Giovanni Dozzini, autore del volume ‘E Baboucar guidava la fila’ il vincitore per l’Italia della decima edizione del Premio Ue per la letteratura. Lo hanno annunciato il commissario europeo Tibor Navracsics e il ministro della Cultura Rumeno Valer-Daniel Breaz in rappresentanza della presidenza di turno dell’Unione. Lo ha reso noto la casa editrice Hoepli.
Il romanzo, edito da Minimum Fax, affronta il tema della migrazione raccontando la storia di quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo aver attraversato l’Africa e il Mediterraneo, sospesi tra la speranza che la loro richiesta venga accolta e l’ansia di essere respinti. “Come autore di ‘E Baboucar guidava la fila’ sono orgoglioso e felice. Come cittadino italiano e europeo, invece, sono confortato. Mi pare significativo – ha detto Dozzini – che il premio per la letteratura dell’Unione Europea vada a un romanzo come il mio”. “Ho raccontato – ha sottolineato Dozzini – la storia di Baboucar e degli altri sperando di proporre un punto di vista inedito su una realtà complessa – quella dei migranti che ai giorni nostri si ritrovano a trascorrere una parte della loro esistenza nel nostro Paese. Il mio romanzo non vuole fornire risposte, ma porre interrogativi. Come secondo me dovrebbe ambire a fare sempre la buona letteratura. Dedico questo premio a tutte le ONG impegnate nel duro e fondamentale lavoro di soccorso e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.
A loro dovremmo essere tutti infinitamente grati”.
Barbara Hoepli, presidente della giura italiana, ha espresso soddisfazione per il contributo del Premio “alla circolazione delle idee attraverso i confini nazionali e di promuovere la traduzione degli autori italiani all’estero”.
Il concorso “European Prize for Literature” è finanziato dal Programma Europa Creativa (2014-2020) dell’Unione Europea, che ha stanziato 1,46 miliardi di euro con l’obiettivo di promuovere la mobilità oltre i confini per coloro che operano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione internazionale di opere artistiche, favorire la traduzione di 4.500 opere letterarie.
Addio a Binyavanga Wainaina, fece outingScrittore kenyota aveva 48 anni, grande attivista del mondo gay
22 maggio 201921:09
– E’ morto ieri a Nairobi a soli 48 anni, al termine di una lunga malattia, Binyavanga Wainaina, come ha annunciato il suo amico, Tom Maliti, presidente del Kwani Trust fondato dallo stesso Wainaina, che pubblicava l’omonima rivista ‘Kwani’. Era nato in Kenya a Nakuru il 18 gennaio 1971. E’ autore d’importanti articoli critici sui luoghi comuni che caratterizzano lo sguardo sul continente africano (”How to write about Africa, How not to write about Africa”) e di un fortunato memoir intitolato, nell’edizione italiana edita da 66thand2nd nel 2013, ”Un giorno scriverò di questo posto”.
Lo scrittore fu incluso nel 2014 nella lista del ‘Time’ dei 100 uomini più influenti del pianeta, dopo che a seguito all’approvazione di leggi persecutorie sull’omosessualità in Uganda (paese natale di sua madre) e in Nigeria, aveva deciso di rendere nota la sua omosessualità. Lo fece in maniera indimenticabile e commovente: “I am homosexual, mum”, nuovo capitolo da aggiungere al suo libro autobiografico.
Cannes: il Tarantino n.9 vola, ma solo alla fineIn concorso C’era una volta Hollywood film più atteso
22 maggio 201910:09
CANNES – Venticinque anni dopo la Palma d’oro per ‘Pulp Fiction’ Quentin Tarantino torna alla Croisette con ‘C’era una volta Hollywood’, film in concorso in questa 72/ma edizione, ma non conquista più di tanto la sala strapiena di giornalisti della Debussy. Il film, proiettato in 35mm con Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Brad Pitt, diventa veramente tarantiniano e prende ritmo solo alla fine con abbondanza di ossa rotte e sangue.
C’era una volta Hollywood, dal 19 settembre in sala con la Warner, “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia” (così lo ha definito più di una volta), racconta quel 1969 (il regista aveva allora sette anni) in cui tutto quel mondo cambiò.
Ecco quello che succede nel film (il numero 9. sui dieci che Tarantino ha promesso di fare), nei limiti dell’invito delle stesso regista di ‘Pulp fiction’ di non spoilerare più di tanto.
Tre i personaggi principali. Leonardo DiCaprio che incarna Rick Dalton, un attore di western televisivi di serie b pieno di fragilità, uno che ogni tanto piange e non ha alcuna stima di se stesso (“pieno di conflitti interiori e autocommiserazione per il fatto di non trovarsi in una posizione migliore”, così lo definisce Tarantino). Di tutt’altra pasta il suo stuntman e amico di lunga data, Cliff Booth (Pitt), che è come la parte mancante di Dalton: “eroe della seconda guerra mondiale nonché una delle persone più mortali del pianeta. Potrebbe ucciderti con un cucchiaio, un pezzo di carta on un biglietto da visita” sempre secondo quanto ha detto il regista. A completare il quadro la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Manson) che, guarda caso, è una vicina di villa di Rick Dalton. Una presenza costante, la sua, nel film come d’altronde la setta di Charles Manson (Damon Herriman) in cui si imbatte più volte Cliff Booth.
‘C’era una volta Hollywood’, alla prima impressione, risulta essere il film più intimo di Tarantino in quanto a introspezione umana, quello in cui si trovano meno i dialoghi demenziali sul nulla, ma vissuti con smodata passione. Restano invece le tante citazioni, struttura portante di tutto il suo cinema, ma purtroppo anche citazioni creative da lui stesso già utilizzate. Nel film anche un pezzo d’Italia. Il manager di Dalton, Marvin Schwarz (Al Pacino), per buttarlo a mare, decide di mandarlo in Italia a fare quegli ‘spaghetti western’ da lui odiati. Gli dice solo: “vai da Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e lavora con loro”. E in Italia l’insicuro Dalton ci sta ben sei mesi, e anche con un certo successo. si sposa anche un italiana. Quando però torna a Hollywood, con tanto di sposa italiana e un bel gruzzoletto non è più quella di prima. Scena cult del film quelli che vede contrapposti un Bruce Lee (Mike Moh), molto trombone, e Brad Pitt. Il maestro di kung fu avvisa lo stunt-man che le sue mani sono ‘armi letali’, ma questo non spaventa certo Cliff Booth. Cast monstre tra cui: Dakota Fanning, Damian Lewis, Tim Roth, Kurt Russel e Micheal Madsen.
CinemAmbiente, omaggio onda verde GretaA Torino la 22/a edizione della kermesse, 140 i film
TORINO22 maggio 201914:31
– L’onda verde della ‘generazione Greta’ arriva al cinema. È dedicata alla Green Generation, quella dei giovani che in tutto il mondo si stanno mobilitando per il Pianeta, la 22/a edizione di CinemAmbiente in programma a Torino dal 31 maggio al 5 giugno.
Con 140 film in 4 sezioni di concorso, il festival è non solo una vetrina della filmografia green ma anche un osservatorio privilegiato sui temi d’attualità legati all’ambiente. Fra questi, il fenomeno dell’attivismo giovanile e l’Antropocene, la nuova era geologica segnata dall’impatto dell’uomo sulla Terra.
Ad aprire la kermesse l’anteprima nazionale di The Human Element, film di Matthew Testa dedicato al fotografo James Balog che riceve anche il premio alla carriera Movies Save the Planet.
Il fotografo, a cui è dedicata pure una mostra sulla cancellata del Museo del Cinema, partecipa alla serata inaugurale con Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato del pianeta. Completano il cartellone le sezioni Ecotalk, Ecoeventi e CinemAmbiente Junior.
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A Cannes corto su preservazione acqua
Opera di Flatform, video-istallazione di Acqua Foundation
22 maggio 201914:52
– L’emergenza climatica sbarca al Festival di Cannes con il corto italiano ‘Quello che verrà è solo una promessa’, sulla Croisette il 23 maggio nella sezione Quinzaine des realisateurs, opera di Flatform, collettivo d’artista che ha sede fra Milano e Berlino. Le isole dell’arcipelago di Tuvalu, in Polinesia, sono teatro da qualche anno di un fenomeno unico: per effetto dell’innaturale surriscaldamento del mare l’acqua salata risale dal sottosuolo, sgorga attraverso le porosità dei terreni e li allaga mettendo a rischio il futuro della vita sull’atollo.
‘Quello che verrà è solo una promessa’ è un lungo piano sequenza attraverso l’isola, nel quale si avvicendano fluidamente lo stato di siccità e quello di allagamento e viceversa. In autunno l’associazione filantropica Acqua Foundation sarà partner per la videoinstallazione, dall’omonimo titolo, alla Screen City Biennial in Norvegia e poi in vari musei.
Parasite, la puzza dei poveri in CoreaIn concorso sulla Croisette il family-drama di Bong Joon-ho
CANNES22 maggio 201914:57
– Ancora una storia di ricchi contro poveri, ma in Corea, una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno, è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso Bong Joon-ho e con uno dei protagonisti, Song Kang-ho, da Palma.
Come è stato per molti film in concorso a Cannes, ‘Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questo ‘Parasite’ sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password.
DiCaprio-Pitt, amici tra set e realtàParlano i protagonisti di ‘C’era una volta a Hollywood’
CANNES22 maggio 201915:08
– ‘C’era una volta a Hollywood’ “è una lettera d’amore al cinema, all’industria del cinema e a quegli attori di seconda fila del cinema e della tv dimenticati, ma che l’hanno fatta grande”, ha detto Leonardo DiCaprio, protagonista con Brad Pitt del film di Quentin Tarantino in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes.
“Il mio personaggio, uno stuntman tuttofare e quello di Leonardo, un attore popolare per le serie tv, sono complementari e vivono nella storia di questo film una grande amicizia che abbiamo interpretato bene perché siamo amici anche nella vita”, aggiunge Brad Pitt nella conferenza stampa sold out al festival.
Cannes, da Desplechin un polar femminileOggi in concorso ‘Roubaix, une lumiere’
22 maggio 201921:10
– Non è certo la prima volta che Arnaud Desplechin porta sul grande schermo la sua città natale, Roubaix, violenta, povera e multirazziale. Dopo ‘Les fantomes d’Ismael’ e ‘3 Souvenirs de ma jeunesse’, per fare solo due titoli, la racconta in un polar al femminile dal titolo ‘Roubaix, une lumiere’ con Roschdy Zem, Lea Seydoux e Sara Forestier in concorso oggi al Festival di Cannes che si chiude sabato. Ispirato a un fatto vero, il film, dai forti tratti psicologici, racconta come in una notte di Natale, a Roubaix, il capo della polizia Daoud (Roschdy Zem) e l’agente di fresca nomina Louis (Antoine Reinartz) s’imbattono nell’omicidio di un’anziana signora ritrovata strangolata. Due giovani donne sbandate, vicine di casa della signora di 82 anni, vengono prima interrogate e poi incriminate del delitto.
Si tratta di Claude (Lea Seydoux) e Marie (Sara Forestier), due tossicomani, alcolizzate e amanti, due persone comunque sorprendenti in quanto a umanità.
DiCaprio sul red carpet per l’ambienteAttore produttore di Ice on fire, tra le proiezioni speciali
CANNES22 maggio 201921:13
– E’ tornato sul red carpet questa sera Leonardo DiCaprio, non come attore come ieri per il film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood ma come attivista ambientalista e produttore del documentario Iced on fire, tra le proiezioni speciali del festival oggi. Con lui la regista Leila Conners che ha detto “quando una personalita’ come Leonardo parla di certi temi, ne fa comunicazione mediatica arriva un grande aiuto. Il film pero’ vuole incoraggiare tutto il pubblico a darsi da fare personalmente per salvare l’ambiente senza demandare a persone celebri di farlo”.
Il tono del documentario e’ moderatamente ottimista. “Oggi abbiamo le soluzioni per aiutare il pianeta, per ridurre la nostra impronta ambientale con atteggiamenti e stili di vita”, ha detto la regista. Ice on Fire mostra cosa si sta facendo in questo senso: Nuovi carburanti più puliti, alghe rivoluzionarie, tecniche avanzate per espellere l’anidride carbonica dall’atmosfera.
Pompei cambia pagina, Osanna “Adesso il vero rilancio”Direttore confermato, manutenzione, ricerca e progetti per tutti
22 maggio 201921:52
– Prima di tutto la riorganizzazione dei ruoli e del personale “che andrà adeguato alle necessità di un parco archeologico”. Ma anche la creazione di una squadra fissa, e “più che raddoppiata” per badare alla manutenzione e l’investimento sulla ricerca, con gli scavi, i laboratori, le relazioni “con tutte le realtà internazioni più importanti”, il rapporto con il territorio.A poche ore dall’annuncio della sua riconferma alla guida di Pompei, il neo direttore Massimo Osanna, professore di archeologia classica in aspettativa all’Università di Napoli, sembra avere già molto chiare le sfide del suo secondo mandato: “Ora che il grande progetto è praticamente concluso si volta pagina e viene il bello – si accalora in un’intervista – Pompei deve entrare nella normalità mantenendosi all’altezza degli standard internazionali faticosamente raggiunti in questi anni”. Un assunto che tradotto significa, tanto per cominciare, “ridistribuire tutti gli incarichi, affidandoli magari a rotazione, per ripartire con sempre più energia e passione”, e la creazione di una squadra “di almeno 100 persone” per curare ogni giorno “con scrupolo” la manutenzione di strade, edifici, monumenti.Insomma una rivoluzione del personale e delle funzioni, ripensati per le esigenze di un parco d’archeologia visitato ogni anno da 3 milioni e mezzo di persone in cerca di storia e di emozioni, ma bisognoso anche di guida e di attenzione, servizi, sicurezza.Adesso che i restauri si possono quasi dire finiti (entro l’estate si chiudono gli ultimi cantieri,quelli che erano stati fermati dai ricorsi al Tar) e che praticamente tutte le domus sono aperte, il ritorno alla normalità, spiega l’archeologo, “significa per Pompei un investimento regolare sulla ricerca: continueremo a scavare, certo, ma in modo moderato, investiremo sullo studio di quello che è stato trovato e sulla diagnostica”. In questa linea, dice, “penso ad un rafforzamento dei laboratori per le ricerche applicate”. Ma anche al “potenziamento delle relazioni e delle convenzioni con tutti i più prestigiosi istituti scientifici”. Perché Pompei “deve continuare ad essere un modello internazionale”, ripete come un mantra l’archeologo. Senza dimenticare il suo pubblico, anzi, “lavorando per lui”, sottolinea. Il modello è quello di “un’archeologia pubblica”, “aperta a tutti, a cominciare dai disabili”.Un’archeologia “inclusiva”, che “coinvolga i ragazzi delle scuole e gli italiani, i cittadini locali ancora prima dei turisti stranieri, li porti a scoprire l’importanza della loro storia, li renda orgogliosi e partecipi”. Entusiasmo a parte, una strada certamente lunga e non facile: “Ne sono consapevole, ma anche convinto che questa sia la direzione da seguire”, risponde Osanna, che pensa a visite guidate “cucite su misura” per i più piccoli, conferenze nelle scuole, manifestazioni nei comuni. Oltre naturalmente alle mostre, i convegni, gli spettacoli del Teatro Grande (la stagione sta per ripartire), le strategie per contenere e diversificare i flussi di pubblico (la sperimentazione dei braccialetti per entrare e uscire dal sito ha funzionato).Tutte cose che ieri Osanna ha ripetuto – evidentemente convincendolo – anche al ministro Bonisoli che prima di decidere a chi affidare la guida del sito campano ha voluto riascoltare ancora una volta due dei tre candidati rimasti in lizza. “Sono convinto che un museo, in questo caso un parco archeologico debba essere per la comunità un polo per lo sviluppo, per ripensare le proprie radici, la cultura”. Tant’è, le cose da fare nei prossimi tre anni sono tante da mettere un po’ l’ansia.
Il rientro in servizio sarà a giorni, una data precisa ancora non c’è. Il professore non si scompone, né rinuncia all’entusiasmo: “Domani sono già lì”.
Da Almodovar a Parasite, è totopalma In corsa anche Loack, Malick, Ladj Ly, Diop, Bacarau e Diao Yinan
CANNES22 maggio 201920:40
CANNES – Almodovar su tutti con DOLORE Y GLORIA, sia perché è quello che ha messo d’accordo tutti (critici internazionali e francesi), non ha deluso le attese e sarebbe un suo riscatto (a Cannes non ha mai vinto nulla). E poi, in ordine sparso e restando ai soli maestri, potrebbero entrare nel palmares del Festival di Cannes l’unico vero ragazzo di questa edizione, ovvero Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU (se non fosse già pluripremiato), e poi Terrence Malick con THE HIDDEN LIFE, che ha visto il suo ritorno al passato, alla storia.Ma quest’anno nel Totopalma le sorprese, vista la delusione dei maestri, potrebbero venire dagli outsider da PARASITE a LES MISERABLES, da ATLANTIQUES a BACARAU fino al cinese THE WILDE GOOSE LAKE. E questo con quattro film mancanti all’appello (tra cui IL TRADITORE di Marco Bellocchio che passa domani). Intanto PARASITE di Bong Joon-ho una storia di ricchi contro poveri in Corea, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale da Tarantino.LES MISERABLES di Ladj Ly, le bande delle banlieu parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, prostitute nigeriane, protettori, ladri e poliziotti. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo.ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore.BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile, è un film dalle molte anime: arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero. Tutto inizia nel villaggio di Bacurau, nel cuore del Sertao brasiliano.THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda Blade Runner (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta. [print-me title=”STAMPA”]
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DALLE 13:09 DI MARTEDì 21 MAGGIO 2019
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Teatro Piemonte Europa, +37% di abbonati
Il 3/o migliore Tric. Prima stagione diretta da Valter Malosti
TORINO21 maggio 2019 13:09
– Con ‘Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro’, il progetto dedicato ai cent’anni della nascita dell’autore di ‘Se questo è un uomo’ e ‘Il sistema periodico’, chiude la stagione 2018-2019 di Teatro Piemonte Europa (Tpe), una stagione con numeri da record, +37% di abbonamenti, +10% di incassi, +5% di contributi del Mibac (il massimo possibile). La prima stagione firmata dal direttore Valter Malosti e la prima del triennio 2018-2020 nella graduatoria del Fus che vede Tpe fra i teatri in maggiore crescita a livello nazionale.
I dati sono stati resi noti dalla presidente della Fondazione Tp, Maddalena Bumma a un giorno dalla presentazione della prossima stagione, ricca soprattutto di nuove produzioni. “Il Tpe – spiega Bumma – è l’unico Teatro di Rilevante Importanza Culturale (Tric) del Piemonte sui 18 esistenti in Italia. Per importanza è quindi il secondo della regione, dopo il Teatro Stabile di Torino. La qualità della stagione appena conclusa ha fatto salire il Tpe alla 3/a posizione tra tutti i Tric.
Enrico Bisi direttore SottodiciottoE’ docente di regia, sostituisce Stefano Della Casa
TORINO21 maggio 201914:35
– Il regista torinese Enrico Bisi, docente di Regia al Dams di Torino, è il nuovo direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus. Bisi succede a Steve Della Casa, che ha terminato il suo incarico triennale, già in proroga di un anno per la scorsa edizione. Lo ha nominato il consiglio direttivo di Aiace Torino che ha anche annunciato che la prossima edizione del festival, la 21/a, si terrà nella primavera 2020.
“Prima di tutto ringraziamo Steve Della Casa per l’ottimo lavoro di questi anni – dichiara Giulia Carluccio, presidente di Aiace Torino – per le sue visioni di futuro, per la sua apertura al mondo universitario e alla ricerca, e anche per le sue riflessioni che hanno portato a scegliere per un cambio generazionale. Enrico Bisi, oltre ad aver già curato, due anni fa, un’ottima sezione del Festival, dedicata all’Hip Hop – aggiunge Carluccio – coniuga competenze cinefile con un’attività di documentarista che si sposa bene con la linea sperimentale e laboratoriale intrapresa dall’Aiace.”
Conti, torno con ieri e oggi se nozze ok perché separarsisu Rai3 in seconda serata da 16 giugno, ma già provini per Tale e Quale
21 maggio 201919:35
Nessun divorzio tra Carlo Conti e la Rai. Ad assicurarlo è lo stesso conduttore fiorentino: “Quando i matrimoni vanno bene non ci sono motivi per separarsi”, non usa giri di parole, taglia la testa al toro prima ancora dell’inizio della conferenza Stampa a via Teulada per la presentazione di Ieri e oggi – che riparte da domenica 16 giugno su Rai3 in seconda serata – anticipa le domande sul suo futuro e sulle indiscrezioni su un possibile passaggio dalla Rai a Mediaset.
– “Spero di continuare a fare tante edizioni di questo e altri programmi”, sottolinea Conti alla presenza del direttore di rete Stefano Coletta che ha fortemente voluto il programma dopo il successo della scorsa edizione. “Ho letto chiacchiere – sottolinea Conti – che puntualmente si ripetono allo scadere dei miei contratti. Negli ultimi due rinnovi ho già abbassato il compenso. Sia io che l’azienda abbiamo manifestato la volontà di continuare il nostro lungo legame. E quando il matrimonio va bene, perché separarsi? Tanto che stiamo facendo già i provini di Tale e Quale show ancora prima della firma del nuovo contratto (il vecchio scade il 7 giugno e intanto va avanti con Ieri e Oggi). Tutto il resto sono chiacchiere”. Ma è vero o no che Mediaset l’ha corteggiata? “Non solo – risponde – quando uno è sul mercato, è normale. La Rai è casa mia, e poi ripeto è la qualità del prodotto che conta i programmi cui resto molto legato. Ovvio poi, come diceva un mio illustre concittadino, del doman non v’è certezza”. Il conduttore oltre al successo de L’Eredità prima, di Tale e Quale Show e de La Corrida conclusasi venerdì scorso, dal 16 giugno, si appresta a presentare Ieri e Oggi e anche i Music Awards a Verona e Col cuore in diretta da Assisi. E dopo il successo dello scorso anno, torna anche in questa estate il programma di memoria Ieri e oggi’. Nella scorsa stagione la trasmissione che ospita personaggi del mondo dello spettacolo che ripercorrono le tappe della loro carriera aveva visto di nuovo la luce dopo molti anni che era stata tenuta chiusa nel cassetto. Per volontà del direttore di Rai3 Stefano Coletta e di Carlo Conti l’anno scorso Ieri e oggi era tornato in onda nella formula classica, quest’anno il programma cambierà leggermente. “Invece di due personaggi in questa nuova serie di Ieri e oggi che sarà di 6 puntate ospiterà un unico personaggio.
Si tratteranno di grandi personalità del mondo della televisione: “Non avremo Pippo Baudo, perché per lui è già in programma la serata evento per la festa di compleanno, ma avremo Maurizio Costanzo, Piero Chiambretti, Renzo Arbore, Vincenzo Salemme e Lino Banfi”. Nella prima puntata, in onda in seconda serata da domenica 16 giugno però, in studio ci saranno insieme a Carlo due suoi grandi amici, anzi dovremmo dire fratelli, vale a dire Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni che ripercorreranno con Carlo tutta la loro carriera, partendo dalle immagini delle prime apparizioni sulle tv locali toscane.
I tre, lo ricordiamo saranno protagonisti de “Il Tour” nella versione teatrale. Ma l’incontro è stato anche l’occasione per i giornalisti di fare a Conti ancora una volta domande in merito a una sua eventuale direzione artistica della 70esima edizione del Festival di Sanremo: “Non se ne è mai parlato assolutamente, obiettivamente è difficile perché sarebbe un po’ imbarazzante dire al conduttore quello che tu hai deciso. Né io accetterei né credo accetterebbe chi dovrebbe condurre il festival”.
Human Rights Nights torna a BolognaIn cartellone trenta film su ambiente e futuro del pianeta
BOLOGNA21 maggio 201915:32
– Sarà il film ‘Anote’s Ark’ di Matthieu Rytz, che racconta la storia delle isole Kiribati nel Pacifico centrale, a rischio scomparsa a causa dell’innalzamento delle acque marine provocato dal surriscaldamento globale, ad aprire la 19esima edizione di Human Rights Nights Festival in programma a Bologna da venerdì a domenica 2 giugno.
L’ambiente, i cambiamenti climatici, il futuro del pianeta, i diritti dell’uomo sono i temi centrali della manifestazione organizzata in collaborazione con la Fondazione Mast e con il sostegno della Fondazione Cineteca di Bologna, l’Università, Unicredit e la Regione Emilia-Romagna. Verranno proiettati 30 film e documentari che raccontano l’impatto dell’uomo sulla natura, la carenza di risorse idriche, le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti e della plastica sull’ecosistema.
Fanny Ardant, la Belle Epoque pensando a MarcelloSorprende la commedia nostalgica con Auteuil, fuori concorso
CANNES21 maggio 201919:41
– “Ho pensato a Marcello Mastroianni, al suo modo di essere, il personaggio che interpreta Daniel Auteuil me lo ricordava tanto, mi e’ piaciuto pensare fosse ispirato a lui e anche per questo ho accettato il film, pensando ad un omaggio sentimentale a Marcello”: e’ una Fanny Ardant, afona e al solito bellissima anche con i segni dell’eta’ quella che racconta La Belle Epoque di Nicolas Bedos, il film francese fuori concorso che ha avuto accoglienza trionfale, divertendo ed emozionando la platea ed una montée des marches all’insegna dello star system francese con Marion Cotillard, Jean Dujardin tra gli altri. La commedia più sorprendente di Cannes 2019 è stata acquisita da I Wonder da Pathé Films già prima dell’inizio del mercato e uscirà in sala in autunno.Fanny Ardant interpreta Marianne, una donna di successo, vitale, piena di occasioni mondane. Ha un amante, forse non il solo e comunque nonostante l’età ha intenzione di vivere pienamente la sua vita. Il marito Victor, Daniel Auteuil, sembra il suo opposto, uno di quegli uomini che non si sono adattati ai tempi che cambiano, non ha voglia di curarsi, si veste trasandato, si e’ insomma lasciato andare, soprattutto ora che le sue stupende vignette di satira politica non trovano più posto sui giornali. Victor va da Antoine (Guillaume Canet) regista-imprenditore di ‘viaggi nel tempo’, un’organizzazione che porta il pubblico a vivere nel passato con set cinematografici, attori, messe in scena curatissime dal mobilio agli arredi ai dialoghi, per una sera o per giorni interi. E poi c’e’ il figlio che vorrebbe trovare il modo di lavorare con il padre ora che si e’ messo a produrre web serie animate. Al culmine di una lite, la Ardant caccia di casa Auteuil. Il fumettista con i soldi ricavati dalla vendita di un appartamento si installa ai Viaggi nel tempo: porta le vignette degli anni ’70, della ‘belle epoque’ della sua giovinezza, quella in cui ha conosciuto Fanny, provocante, sfacciata, spiritosa ragazza.Tutto viene allestito com’era: il suo bar, le sue feste hippy, il suo primo incontro con la giovane che poi sposerà. Attori in panni vintage recitano nella scena, guidati all’auricolare da Canet e una giovane ragazza, interpretata da Doria Tillier (di cui Canet e’ innamorato) sembra la piu’ adatta per il ruolo.
Sara’ la settimana piu’ bella della sua vita. Il viaggio nei ricordi funziona, Auteuil si veste come un tempo, i baffoni al posto della barba incolta, i pantaloni a zampa, tutto torna com’era, finzione e memoria. L’incontro con la ragazzina lo rivitalizza, pensa al passato, ma anche al presente, quasi si innamora della giovane attrice che ricambia l’attenzione di questo malinconico signore. Intanto la Ardant e’ libera, puo’ vivere con il suo amante (François Delis Podalyses) ,il migliore amico di Auteuil, ovviamente) salvo scoprire che la noia della routine e’ simile, incluso il russare del partner che la tiene sveglia. Quando la Ardant rivede Auteuil ringiovanito ha un colpo al cuore, lo segue ed entra nel set dei Viaggi nel tempo.”E’ un film melanconico, buffo, romantico e divertente al tempo stesso. C’e’ l’ode al passato che siamo stati certo ma anche l’ambizione di vivere il presente pienamente” dice Nicolas Bedos, “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le eta’ della vita”. Il regista si e’ dichiarato “completamente pazzo di Fanny Ardant, attrice e donna eccezionale, l’idea di fare un film con lei e vederla tutti i giorni ha resto questo film magico”.
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Al Norte de la tormenta, tra buio e ironia
Al Maxxi capolavori da Valencia, da Rauschenberg a Muñoz
21 maggio 201919:37
– È un circuito enigmatico capace di riunire la luce al buio, il mistero all’ironia, la mostra “Al Norte de la tormenta” che porta al Maxxi dal 22 maggio all’8 settembre i capolavori della collezione dell’IVAM, Institut Valencià d’Art Modern. Inserita nel programma del museo capitolino di collaborazioni internazionali Expanding the Horizon, la mostra accende i riflettori sulla straordinaria eterogeneità della collezione dell’IVAM, che accoglie fin dalla sua fondazione nel 1989 (nel 2019 cadono i 30 anni) i principali movimenti artistici che si sono avvicendati dall’inizio del secolo scorso al contemporaneo, con un approccio che mescola il locale (con gli artisti spagnoli) al globale (con aperture all’Europa e al resto del mondo).Il percorso, a cura di Hou Hanru con Chiara Bertini, sorprende per la varietà dei linguaggi presenti, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alle installazioni fino alla sound art: le 23 opere sono firmate da alcuni dei principali artisti di oggi e del ‘900, tra cui Robert Rauschenberg e Juan Muñoz, Tony Cragg e Antoni Tàpies, Bruce Nauman, Eduardo Chillida e Richard Tuttle. L’inizio della collettiva è tutto nel segno di Muñoz, con due sculture: la prima, che dà il titolo alla mostra, sembra un astrolabio in ferro dall’effetto straniante, che ripropone il flusso di pensieri dell’artista madrileno, con coltelli, portoni e ringhiere che si affollano sulla superficie circolare; a fare da contraltare all’opera, la seconda scultura, appartenente al Maxxi, che rappresenta un uomo sorridente, pronto a dialogare con chi lo osserva. Si prosegue alternando percezioni contrastanti: se con “Blood Orange Summer Glut” Rauschenberg indaga in modo ludico attraverso la scultura le proprietà visive del metallo, assemblando oggetti di recupero e giocattoli, nella tela “Gran diptic roig i negre” Tàpies sembra rievocare il big bang con trame grafiche, materia e simboli matematici.Accanto al fascino di “100 years”, i 101 ritratti di Hans-Peter Feldmann che riflette sullo scorrere del tempo immortalando in bianco e nero persone di un’età compresa tra i pochi mesi e i 100 anni, e al ritorno all’infanzia di “Sweet”, la scatola di caramelle di ferro, piombo e vetro di Susana Solano, l’occhio poi cade sulle grandi installazioni: da “Models for tunnels” di Nauman che simula un tunnel vuoto ad “Absorto” di Pedro Cabrita Reis, che stimola la dimensione contemplativa con una enigmatica costruzione circolare. “Con questa mostra inizia la collaborazione tra noi e l’IVAM per lo scambio dei nostri capolavori”, spiega Hou Hanru, direttore artistico del MAxxi, “il titolo rimanda alla potenza della collezione del museo spagnolo, ma è anche un invito a ritrovare la forza per confrontarsi in un momento storico così complesso come quello di oggi”. “Quest’anno il nostro museo compie 30 anni: abbiamo una collezione di 12 mila opere, e siamo uno dei pochissimi musei in Spagna dedicati all’arte moderna e contemporanea”, dice José Miguel Garcìa Cortés, Direttore IVAM, ricordando l’impegno “negli ultimi 4 anni, da quando sono direttore, a cercare di dare una maggiore peculiarità al museo, sviluppando alcune tematiche come la mediterraneità e la memoria, accogliendo anche le attività artigianali e i fumetti, senza dimenticare la presenza delle artiste donne, che ormai rappresentano il 50%”. La collaborazione tra le due istituzioni proseguirà nel 2020, quando un focus sulla collezione del Maxxi sarà ospitato nelle sale dell’IVAM.
Mattotti incanta con i suoi orsi saggiIn concorso a Un Certain Regard l’opera prima dell’illustratore
CANNES21 maggio 201919:35
– Era atteso ormai da molti mesi e la notizia aveva fatto il giro del mondo, almeno tra gli appassionati del fumetto e della grafica per quella che va sotto il nome di “nona arte”, mettendo a rumore anche il mondo del cinema da quando le prime immagini si erano viste al Festival dell’animazione di Annecy. Ma solo ora a Cannes è venuto il gran giorno della consacrazione: Lorenzo Mattotti debutta come regista con “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, paracadutato quasi fuori tempo massimo nel concorso ufficiale di Un Certain Regard.”Questa storia mi insegue da più di 10 anni – racconta Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d’adozione – e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernità che non potevo copiare e di cui però non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto più netto, sottratto dettagli, lavorato su un’idea pittorica che mi appartiene di più”. Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati è una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l’umanità tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verità, è soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l’aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorità numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in città. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribù e spaventosi mostri, gli orsi finiscono però per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l’egoismo, la lussuria, la pigrizia, finché a pagare per tutti sarà proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l’umanità e tornare tra i monti, dove è il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti.Solo una favola per bambini? “Non direi proprio – osserva Mattotti – anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuità che mi ha sedotto in Buzzati. Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi”. Cosa pensa il “parigino” Mattotti delle ormai imminenti elezioni europee? “Gli artisti pensano con il loro lavoro: chi guarderà il mio film non avrà dubbi e capirà che l’utopia è più forte delle seduzioni passeggere del potere e del denaro”. Com’è il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? “Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo “Peurs du noir” del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrietà della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D’Alò per ‘Pinocchio’ mi ha molto aiutato”. Risultato finale: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” è davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l’Italia è coprodotto da Indigo e avrà la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, è destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove uscirà grazie a BIM.
Aretha Franklin, spuntano tre testamentiDocumenti trovati in casa a Detroit, uno sotto cuscini divano
NEW YORK21 maggio 201915:59
– A meno di un anno dalla sua morte, tre testamenti scritti a mano sono stati trovati nella casa a Detroit di Aretha Franklin. Due datati 2010 erano in un armadio chiuso a chiave, l’altro, datato 2014, era nascosto sotto i cuscini di un divano nel salotto.
Secondo il legale della Regina del Soul, i documenti sono difficili da decifrare ma sembra che abbia lasciato tutti i suoi beni alla famiglia. Non è ancora chiaro se i tre testamenti siano legalmente validi.
Mango Committed, collezione sostenibileLavaggi jeans con risparmio di 4 mln di litri in questa stagione
21 maggio 201916:02
– Il marchio di abbigliamento spagnolo Mango lancia la nuova collezione sostenibile Committed, una selezione di linee impegnate nella protezione dell’ecosistema, una capsule di capi creati con tessuti riciclati e fibre sostenibili già dal 2017. L’azienda annuncia inoltre che il 38% della collezione di jeans PE19 viene prodotta con risparmio di acqua, con una previsione di incrementare questa cifra entro la metà della prossima stagione. L’azienda ha introdotto nuove tecniche nella produzione dei suoi jeans in questo periodo, ottenendo un risparmio di quasi 10 litri di acqua per ogni capo.
Nei modelli come il Boy TS e lo Straight TS, il consumo d’acqua si è ridotto fino a 16,5 litri. Mango, con l’obiettivo di continuare a puntare su una moda rispettosa dell’ecosistema, ha analizzato il proprio impatto idrico (il volume di acqua utilizzato nella produzione) di uno dei suoi jeans standard, riuscendo a individuare come la produzione di cotone e i processi di finitura rappresentino il 90% del consumo di acqua.
Poster Enit ne L’Amica GenialeL’Ente promuove il movie tourism al festival di Cannes
21 maggio 201916:03
– I manifesti storici dell’Enit saranno fondamentali per la seconda stagione de L’Amica Geniale, la fiction per proseguire il racconto dell’Italia dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Lo annuncia lo stesso ente del turismo italiano che è presente come co-sponsor all’Italian Pavilion in occasione della 72/a edizione del festival di Cannes fino al 25 maggio insieme con altri partner istituzionali quali la direzione generale cinema del Mibac, il Mise, l’Ice, l’Istituto Luce – Cinecittà, Anica e le Film Commissions italiane. “Il cineturismo è una tendenza in voga già nel secolo scorso che si sta riaffermando con vigore proponendo nuovi scenari da esplorare. Viaggiare nei luoghi cult dei set cinematografici è un fenomeno che appassiona. E’ infatti legato al turismo esperienziale e alle emozioni, capaci di persuadere e attrare i visitatori e consentire agli stessi turisti di fissare i luoghi in ricordi indelebili” commenta il direttore esecutivo Enit Gianni Bastianelli.
La prima stagione della fiction, prodotta da Wildside e Fandango, in co-produzione con Umedia e in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision, è andata in onda su Rai 1 e Timvision in Italia, raccogliendo un grande successo.
A Cannes l’Enit ha riunito il network dell’industria cinematografica per un appuntamento rivolto alla travel industry locale e alla stampa con un appuntamento speciale al “turismo cinematografico” giovedì 23 maggio all’Hotel Majestic Barrière, in occasione della proiezione del film italiano “Il Traditore” di Marco Bellocchio in concorso al festival. L’obiettivo è promuovere le mete italiane scenografie naturali del cinema.
“L’Italie, un plateau à ciel ouvert” è il tema dell’evento al quale parteciperà anche l’ambasciatrice d’Italia in Francia Teresa Castaldo.
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Tribunale diventa teatro per Paragoghè
Prima volta in Italia per spettacolo su depistaggi e stragi
ANCONA21 maggio 201917:32
– Il tribunale come una piazza, un’agorà dello spirito in cui non si va per essere giudicati o intimoriti, ma per riflettere e confrontarsi attraverso il teatro sulle cose che accadono e che sono accadute, ricordando quanti in Italia sono morti colpiti dalle bombe e che ‘non sono stati sepolti bene’. Questo secondo l’attore, scrittore e regista teatrale Marco Baliani – il senso del suo spettacolo ‘Paragoghè’ (depistaggio in greco), che debutta ad Ancona, per la prima volta in Italia, negli spazi del Palazzo di Giustizia il 23 maggio, con repliche il 24 e il 25.
L’iniziativa si deve al presidente del Tribunale Giovanni Spinosa che ha chiesto a Marche Teatro di realizzare lo spettacolo per commemorare la strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, e per intitolare ai giudici Falcone e Borsellino la Corte interna del tribunale che ospita la recita, e l’intero Palazzo di Giustizia a Vittorio Salmoni, magistrato di origine ebraica escluso dal lavoro durante le persecuzioni razziali.
Mostra su Bowie per 50/mo “Space Oddity”A 50 anni da pubblicazione brano “Space Oddity”, 30 opere a Roma
maggio 201918:17
– A 50 anni dalla pubblicazione dell’iconico brano di David Bowie “Space Oddity”, la Galleria SpazioCima a Roma, metterà in mostra, da martedì 4 giugno sino a venerdì 21 giugno, la collettiva omaggio al Duca Bianco e al suo rapporto con lo spazio.”Far above the moon” comprende circa trenta opere e installazioni, di vari formati. Una mostra incentrata sul rapporto tra il cantante e l’infinito, che in tante occasioni è stato approfondito. Del resto David Bowie non era quell’alieno sbarcato sulla Terra, come nel film “L’uomo che cadde sulla terra” diretto da Nicolas Roeg nel 1976, che ci guarda dallo spazio, sprigionando forza e vita attraverso la sua musica e la sua poesia? “Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte dala capolavoro di Bowie Space Oddity, pubblicato nel luglio del 1969, che parla proprio di un astronauta che sta per avvicinarsi alla luna. L’astronauta è spaesato ma sereno, di fronte all’immensità dello spazio che ha di fronte. La canzone fu pubblicata sulla scia degli avvenimenti che stavano accadendo in quel periodo: non solo lo sbarco del primo uomo sulla luna, ma anche l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
Nella collettiva, organizzata da Roberta Cima, le trenta opere sono incentrate proprio sul rapporto tra il cantante e lo spazio, che in varie occasioni è stato approfondito. Tra gli artisti presenti con le loro opere e il loro omaggio a david Bowie alla mostra, figurano Eugenio Rattà, Nino Attinà, Chiara Montenero, Cristina Taverna, Cristina Davoli, Valerio Prugnola, Paola Lomuscio, Marco Giacobbe, Mokodu Fall, Giovanni Sechi, Barbara Lo Faro, Adriana Farina, Valentina Lo Faro, Antonella Torquati, Rosalba Ruggero, Gabriella Annik, Tuono Pettinato, Daniela Durisotto.
Croisette impazzita per Brad e LeoLe star di Tarantino elettrizzano il red carpet
CANNES21 maggio 201918:17
– Tutti pazzi per Brad Pitt e Leonardo DiCaprio a Cannes. La folla sulla Croisette in loro attesa per ore in occasione della prima mondiale di ‘C’era una volta a Hollywood’ di Quentin Tarantino. Quando le due star sono scese dalle auto scure del festival ci sono state scene di isteria collettiva.
Brad Pitt e Leo DiCaprio non si sono risparmiati e hanno firmato autografi, fatto selfie. In smoking tutti e due, DiCaprio ha sfoggiato barba corta con il pizzo, Brad capelli un po’ lunghi a sfiorare il collo, bellissimi entrambi.
Sulla Montee des Marches Tarantino ha dichiarato “tutto magico qui”, e a proposito del suo film ha detto: “Racconto il periodo in cui Hollywood cambiò”. Nel film, ambientato nel 1969, si mette in scena tra l’altro la strage di Charles Manson in cui fu uccisa la bellissima giovane moglie di Roman Polanski, Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie. Venticinque anni fa sullo stesso red carpet di Cannes, Tarantino presentava il suo film più iconico, ‘Pulp Fiction’.
Capsule gender neutral da Ralph Lauren50 anni Stonewall, proventi a favore organizzazioni Lgbtqia+
NEW YORK21 maggio 201918:37
– Nell’anno del mezzo secolo dai moti di Stonewall, la rivolta in un bar del Village che segno’ la nascita’ delle campagne per i diritti dei gay, Polo Ralph Lauren lancia la collezione “Pride”, una “capsule” di cinque pezzi “gender-neutral” per adulti e bambini, accompagnata da una campagna all’insegna dei valori della individualità e dell’inclusione. Lo stilista ha firmato a questo scopo una partnership con la Stonewall Community Foundation e donerà una percentuale dei ricavi a favore delle organizzazioni LGBTQIA+ di tutto il mondo.
La campagna ha per testimonial un gruppo eterogeneo d’individui tra cui il freeskier, campione olimpionico e attivista Gus Kensworthy, il ballerino Harper Watters; la scrittrice, comica e attrice Patti Harrison; il fotografo e modello Jacob Bixenman; l’attrice Josie Totah e gli affiliati dell’Istituto Hetrick-Martin, Tyriq e Cory con scatti del fotografo Cass Bird.
Tutti i partecipanti alla campagna hanno profonde radici nella comunità LGBTQIA+.
Festival Macerata diventa RossodesiderioIn programma nuovo allestimento Carmen e anche Mahmood
21 maggio 201918:56
– Si tinge di rosso desiderio la cinquantacinquesima edizione del Festival di Macerata, che è stata presentata questa sera a Milano. Rosso desiderio è il fil rouge che attraversa il programma che sarà inaugurato il 19 luglio con un nuovo allestimento di Carmen, e continuerà con il premiato Macbeth di Emma Dante e la ripresa del Rigoletto di Federico Grazzini. Ma #rossodesiderio è anche l’hashtag che sono invitati ad utilizzare gli spettatori per le loro foto, che in questo modo saranno inserite in una videoinstallazione realizzata dagli studenti dell’accademia di Belle Arti di Macerata. In programma una Notte all’opera, aperitivi in loggione, feste a tema sul palcoscenico dello Sferisterio (trasformato ad esempio in milonga per Carmen) e una lunga serie di eventi aperti a pubblici diversi: fra i personaggi coinvolti anche Sergio Rubini e Mahmood.
Motta in tour dal 25 maggioIl via da Milano, “poi mi fermerò, per tornare consapevole”
21 maggio 201919:02
– Parte il 25 maggio, da Milano, il nuovo tour di Motta, che torna dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato alla 69/a edizione del Festival di Sanremo. Con il nuovo Tour Motta suonerà quest’estate nei più importanti festival musicali della penisola e in scaletta alternerà le canzoni di “Vivere o Morire” (Sugar), Targa Tenco 2018 per la categoria “Disco in assoluto”, a quelle di “La fine dei vent’anni”, Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima. “Saranno le ultime date di un tour che non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo”.
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Rocco Hunt, canto il calcio dalle tv alle periferie
‘Benvenuti in Italy’ è nuovo singolo per gli Europei Under 21
21 maggio 201919:42
– Il nuovo singolo di Rocco Hunt è ‘Benvenuti in Italy’ e il brano sarà anche la colonna sonora della Nazionale Italiana Under 21 durante i prossimi Europei di Calcio. Scritto dallo stesso Hunt, il brano è prodotto da Mace e Zized, già autori di hit multiplatino. “Questa canzone racconta un mondo del calcio che non è solamente quello che vediamo in televisione – ha raccontato il rapper campano – ma anche quello che si fa nei campetti di periferia o nelle strade, quando i ragazzini mettono gli zaini a terra per fare le porte. Il calcio è uno sport universale che supera ogni barriera, ogni nazione e ogni lingua, per unire i popoli, farli sorridere e anche piangere”. Il nuovo singolo della voce salernitana arriva in occasione della prima volta delle finali degli Europei Under 21 ospitate in Italia e Hunt presenterà dal vivo la nuova canzone in occasione della prima partita in programma il 16 giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna, così come per la finale prevista in quel di Udine.”Finalmente un tour negli stadi – ha scherzato Hunt, oggi durante una conferenza stampa spalleggiato dal Tecnico della Nazionale Under 21 Luigi Di Biagio e dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina – e non mi dispiacerebbe passare dalle fila della Nazionale Cantanti nella quale gioco, a quelle della Nazionale Under 21, anche perché sono quasi coetaneo dei ragazzi che scenderanno in campo”. Il Campionato Europeo Under 21 raggiunge quest’anno la sua ventunesima edizione e determinerà l’accesso ai Giochi Olimpici di Tokyo del 2020. Con cinque titoli vinti su sette finali disputate, l’Italia è attualmente al comando nell’Albo D’oro, con il trionfo per tre edizioni consecutive sotto la guida di Cesare Maldini, prima delle altre vittorie allenata da Marco Tardelli e Claudio Gentile. A dirigere oggi gli azzurrini c’è invece Luigi Di Biagio. “Sono felice della colonna sonora firmata da Rocco Hunt – ha spiegato il tecnico – anche perché è uno dei cantanti preferiti dai miei figli e la sua musica è come fosse di casa”.Partner musicale delle Nazionali di Calcio italiane, compresa la Under 21, è poi Radio Italia che garantirà l’informazione sulle partite e fornirà ai suoi ascoltatori contenuti esclusivi.
Danza della morte nelle opere di NavazioAll’Auditorium di Roma i dipinti dell’artista-pediatra scomparsa
21 maggio 201919:50
– Ballerine e donne dalla femminilità pronunciata. Figure femminili in dolce attesa. Immagini angelicate, dai tratti ‘masacciani’, dalle pennellate e dai colori delicati, quasi sfumati, in uno stile surrealista che forse è solo la ricerca dell’oblio, la voglia di lottare contro il male o di dimenticare il dolore. Figure di bambini nei suoi quadri mai. Quelli erano i suoi pazienti. “I miei bambini” come chiamava i piccoli che lei curava nel suo frequentatissimo studio dei Parioli a Roma. Ora una mostra organizzata dal marito il dottor Agostino La Bella, all’Auditorium Parco della Musica, dal 23 maggio al 2 giugno, ricorderà ancora una volta l’artista Anna Maria Navazio, non la pediatra. L’esposizione comprende molte tele realizzate nel periodo della malattia, fino all’ottobre 2018, quando la “dottoressa” ha smesso di lottare morendo prematuramente. La sua vasta produzione artistica comprende circa 200 tele a olio, pastelli, acquarelli e disegni. L’opening avrà la presentazione di Claudio Strinati.
“Nondimeno alcuni quadri forse incompiuti – scrive Strinati nella sua presentazione – qui esposti, sono apparsi non solo degnissimi di essere presentati ai cultori delle Belle Arti e agli estimatori della insigne pittrice, ma anche in qualche modo rilevatori degli estremi pensieri dell’artista. Alcuni privi di titolo sono stati titolati forse arbitrariamente, ma mantenendo fermo un principio fondamentale che attraversa tutta l’ampia produzione della Navazio, quello dell’opera d’arte quale espressione diretta della più potente e insieme discreta emotività depositata nei quadri con una fierezza e una comunicativa che consente di collocare la nostra artista in una posizione di rilievo nella storia della pittura italiana di questo primo ventennio del ventunesimo secolo”.
Opere Museo del ‘900 spiegate a detenutiFirenze, prima volta dipinti collezioni civiche in penitenziario
FIRENZE21 maggio 201919:59
– Portate dal Museo del Novecento di Firenze nella casa circondariale di Sollicciano due opere delle collezioni civiche – Renato Paresce “La casa e la nave” (1931, tempera su cartoncino) e Severo Pozzati “Maternità” (1917, bronzo) – che i detenuti hanno potuto apprezzare e ‘studiare’ col supporto di un restauratore e di un mediatore culturale.
Così, dopo aver portato dipinti e sculture nelle scuole di Firenze, il Museo del Novecento adesso avvicina all’arte i detenuti e le detenute del penitenziario di Sollicciano. Succede con Outdoor, progetto ormai collaudato, che diventa così parte di ‘Educare alla bellezza’, il piano allestito per conoscere i musei fiorentini già avviato dalla scuola Cpia1 (Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti) e che vede partecipare i detenuti e le detenute iscritti e frequentanti corsi scolastici a Sollicciano. È la prima volta che opere d’arte moderna di valore come quelle di Paresce e Pozzati superano le mura di un carcere. [print-me title=”STAMPA”]
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DALLE 16:31 DI DOMENICA 19 MAGGIO 2019
ALLE 13:09 DI MARTEDì 21 MAGGIO 2019
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Lituania cerca bagnanti per Biennale
La spiaggia Leone d’oro cerca partecipanti opera-performance
VENEZIA19 maggio 2019 16:31
“Sun & Sea” (Marina), la spiaggia in un interno valsa alla Lituania il Leone d’Oro alla Biennale Arte 2019, cerca partecipanti all’opera-performance che sta emozionando il pubblico della 58/a Mostra. Sul sito del Padiglione è stata lanciata una call pubblica per reclutare ‘bagnanti’ che vogliano prendere il sole artificiale, cantare, leggere libri sotto l’ombrellone nell’ex magazzino della Marina, in zona Arsenale, dove un solo giorno la settimana (sabato) va in scena la spiazzante rappresentazione. La Litunia si augura che la spiaggia di Sun & Sea sia sempre affollata, e perciò invita “persone di ogni età, genere e razza – scrive nel sito – a diventare vacanzieri sotto il nostro sole artificiale e a sperimentare l’opera d’arte dall’interno”. Chi vorrà far parte della performance, vincitrice del Leone d’Oro come miglior partecipazione nazionale, dovà compilare un form di registrazione, portarsi costume da bagno e asciugamano, e dare la propria disponibilità per almeno tre ore consecutive.
Pioggia non ferma Piano City Milano450 concerti gratuiti, anche in carcere e caserma carabinieri
MILANO19 maggio 201916:36
– La pioggia non ha fermato Piano City, che nella sua ottava edizione ha proposto oltre 50 ore di musica e 450 concerti gratuiti. Lo comunica l’organizzazione del festival, spiegando di aver fatto in modo che tutti i concerti si realizzassero nonostante la pioggia.
La maggior parte dei concerti si è svolta come da programma: i live di punta si sono svolti regolarmente sul Main Stage del Piano Center della GAM, compresa l’inaugurazione di venerdì con il pianista islandese Olafur Arnalds, che ha coinvolto il numeroso pubblico, nonostante le condizioni meteo avverse.
Tra gli appuntamenti più seguiti i concerti nel carcere di San Vittore di Simona Quatrana ed Ettore Bove; le due albe, venerdì con Alessandra Streliski alla Palazzina Liberty e sabato con Francesco Taskayali all’Ippodromo di San Siro; il concerto di Ginevra Costantini Negri al Refettorio Ambrosiano, l’esibizione di Dardust a Gratosoglio e quella del pianista Scipione Sangiovanni nella caserma dei carabinieri di via Moscova.
Vicino/lontano, edizione da sold outBilancio del festival con premio Terzani.’La città ci vuole qui’
UDINE19 maggio 201918:56
– Decine di migliaia di persone, con un incremento di presenze rispetto allo scorso anno, e un ‘sold out’ a tutti gli eventi, per la 15/a edizione del festival vicino/lontano, che si chiude oggi a Udine dopo quatto giorni con oltre 100 appuntamenti intorno al tema del ‘contagio’ e la consegna del premio letterario internazionale Tiziano Terzani allo scrittore e giornalista statunitense Franklin Foer. “Siamo soddisfatti e orgogliosi della grande partecipazione e dei numerosissimi attestati di solidarietà ricevuti da parte del pubblico”, ha detto il presidente dell’associazione promotrice, Guido Nassimbeni. “Da parte nostra non c’è stata alcuna polemica e siamo intervenuti sempre in modo misurato”, ha aggiunto, riferendosi alle polemiche seguite all’annuncio del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, di aver ridotto il contributo del Comune alla manifestazione. Il futuro? E’ rimanere a Udine, “perché la città e il Friuli hanno dimostrato di volerci”, in che forma “non siamo in grado di dirlo”.
Alain Delon tra le lacrime, è la fine di tutto
Attore Palma d’oro sopraffatto, ‘penso a Mireille e a Romy’
CANNES20 maggio 201911:36
Una giornata cosi’ non si dimentica facilmente, sembra il momento perfetto per uscire definitivamente di scena. Lasciando la sala dopo un tripudio interminabile di applausi di un pubblico commosso quanto lui, il mito del cinema Alain Delon era sopraffatto dall’emozione, piangeva a dirotto senza riuscire a fermarsi. Al braccio della figlia Anouchka che gli ha consegnato la Palma d’oro d’onore l’83 enne attore ha sussurrato quasi invocandole “penso a Mireille e a Romy”, riferendosi ai due piu’ grandi amori Darc e Schneider tra i tanti della sua esistenza.”Ho pensato a questo premio come alla fine della mia carriera, alla fine della mia vita, un omaggio postumo” ha detto l’attore senza nascondere che la vecchiaia per lui leggenda del cinema “e’ un periodo difficile, davvero duro”. Il pubblico ha urlato ‘no no’ disapprovando l’addio e ha urlato ‘Alain, Alain’ ritmando le mani mentre lui alzava in alto il premio attribuito in passato a pochi tra cui Catherine Deneuve, Jean Paul Belmondo e in ultimo ad Agnes Varda.”Le star – ha detto – non nascono tali, sono persone ed e’ il pubblico a renderle delle stelle. Per questo vi ringrazio con tutto il cuore per la mia vita e vi dico au revoir”. “Un uomo antico, con dei valori, un uomo di un’altra generazione” ha detto la figlia rivolta al padre consegnando la Palma d’oro. “Sono fiera di te papa’”.
Si asciuga gli occhi Alain Delon per gli applausi scroscianti che arrivano dalla sala, per le persone che gli vengono in mente mentre parla, tutte ormai scomparse, per la nostalgia chissa’. Sopravvivere al proprio stesso passato non e’ facile per chiunque, praticamente impossibile se sei un mito come Delon, attore leggenda del cinema francese, sex symbol per sempre. Una grande fatica sicuramente che comporta alti e bassi, momenti di humor e di tristezza. Al festival di Cannes ha fatto emergere la sua energia, si e’ fatto forza con il suo carattere ed ha incantato la platea.”Non volevo questa Palma d’oro, non spetta a me ma ai registi che mi hanno diretto, a Visconti, a Rene Clement, a Melville, a Jacques Deray. Loro non ci sono piu’ e io la accetto per loro” dice l’attore premiato alla carriera. 83 anni, si presenta in forma, applaude la sala che e’ in piedi per lui e poi comincia il flusso di ricordi suggeriti dagli spezzoni di alcuni dei suoi film piu’ celebri. “Ho cominciato per caso, non avevo la vocazione come altri attori di quegli anni come Lino Ventura o Burt Lancaster o Jean Gabin. Mi ero arruolato, ero tornato dall’Indocina e non avevo ancora un lavoro. Mi salvo’ – racconta – una giovane attrice conosciuta in quegli anni, Brigitte Auber. Nel ’57, senza un film venni con lei per la prima volta a Cannes. Quando mi chiesero se volevo fare l’attore dissi che non ero capace, non avevo fatto alcuna scuola. Ma il regista del mio primo film, ‘Godot’, Yves Allegret mi diede la regola che mi hanno ripetuto anche i grandi e che poi ho seguito per tutta la mia carriera: non recitare guarda, ascolta, sii te stesso. Non fare l’attore, vivi. Ecco da quel momento ho vissuto tutti i miei ruoli”.Brigitte e’ la prima delle donne che Delon nomina, cita anche Romy Schneider, Monica Vitti, si commuove parlando di Annie Girardot. Tanti amori ma non solo, Alain Delon prima ancora che attore fa i conti con il suo fascino che e’ parte fondamentale della sua popolarita’ e della sua carriera: “devo tutto alle donne, ho fatto questa carriera per loro”, ammette. La bellezza inarrivabile dell’attore in quei film degli anni ’60 Delitto in pieno sole (1960), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963), La Piscina (1969) per citarne solo pochissimi e’ un problema per lui stesso. In sala uno spezzone di Plein Soleil (Delitto in pieno sole), il thriller in cui interpreta Mr. Ripley, rilancia le immagini del fascino irresistibile del giovane Delon.
Si riaccendono le luci, lui interrompe il rituale dell’incontro per alzarsi in piedi e dire alla platea: “E ora come fate a guardarmi come sono adesso?”. Racconta Delon di come Visconti proprio dopo aver visto quel film lo convoco’ a Londra, su suggerimento della sua agente di allora Olga che insisteva per proporre il suo cliente allora sconosciuto, e di averlo ricevuto mentre stava allestendo il Don Carlo al Covent Garden. L’incontro fu felice e il regista italiano lo scelse per Rocco e i suoi fratelli, il primo film con cui Delon comincio’ una carriera internazionale e d’autore. L’attore piange, “non posso smettere scusate” dice citando la Girardot. Romy Schneider, il grande amore della sua giovinezza con cui a cavallo degli anni ’60 ha formato la coppia piu’ bella del cinema, resta per lui un tabu’, giusto un accenno a quando la impose per La Piscina (“era in un momento di crisi, dissi o la prendete o non si fa il film”), meglio non parlarne, meglio ricordare altro.Come “il mio cane che mi seguiva sempre sul set del Gattopardo” e infatti e’ nel film di Visconti , come “la nouvelle vague che mi aveva messo al bando, ma io sono andato avanti lo stesso”, come l’esperienza americana “bella ma la Francia mi mancava troppo”. Dopo la premiazione, la proiezione di Mr.Klein, il film di Joseph Loy con cui nel 1976 Delon partecipo’ al festival di Cannes, un film “rischioso perche’ per la prima volta parlava al cinema del collaborazionismo francese sulla deportazione degli ebrei”, e’ l’occasione per ricordare la sua esperienza di ragazzino cresciuto in piena guerra.
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Muti, apriamoci al mondo, siamo paese forte
Maestro presenta autobiografia ‘l’infinito tra le note’
20 maggio 201911:01
“Dobbiamo aprirci al mondo e competere, e uscire dal cerchio in cui ci diciamo quanto siamo bravi, siamo un paese serio, forte, mi batto da sempre per la credibilità del nostro paese anche nella musica noi non siamo solo quelli del ‘vinceroooo… “. Lo ha detto il maestro Riccardo Muti parlando oggi del suo ultimo libro ‘L’infinito tra le note, il mio viaggio nella musica’, in un incontro alla Sala Buzzati-Fondazione Corriere della Sera a Milano, con il direttore del quotidiano, Luciano Fontana.
Il libro (Solferino, 128 pagine, 13 euro) in uscita il 23 maggio non è solo un’autobiografia, ma un saggio in 8 lezioni sui misteri della musica, intrecciando la storia dell’arte dei suoni, la sua grande esperienza di direttore (”penso al podio come a un’isola di solitudine”) e i ricordi più intimi. Quindi il sogno – realizzato – di creare un’orchestra di giovani musicisti italiani e un’Accademia dell’opera italiana in un Paese ‘che spesso dimentica il ruolo dell’arte nella società’ ma anche il suo ruolo nel mondo.
Proprio su questo punto Muti ha insistito anche durante l’incontro ricordando la frase di Sviatoslav Richter con cui chiude il libro ‘ogni persona al mondo ha due patrie, la propria e l’Italia’. Poi l’inestinguibile passione che lo lega da sempre non solo ai grandissimi, Mozart (il titolo è tratto da una frase di Mozart ‘la musica più profonda è quella che si nasconde tra le note’) e Verdi, ma anche ai compositori italiani a lungo dimenticati. Muti, 78 anni a luglio, nato a Napoli, direttore musicale di prestigiose orchestre internazionali e del Teatro alla Scala, dal 2010 è direttore dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, con la quale si è esibit l’ultima volta a Milano due anni fa.
“La direzione di orchestra è un’arte molto misteriosa senza orchestra non suona, dirigere significa in fondo indirizzare, dare indicazioni e poi assecondare l’orchestra – ha spiegato il Maestro – ma dirigere nel senso di creare è molto difficile, deve prendere suono da strumenti che sino nelle mani di altri”.
Tra i suoi progetti, ha poi concluso, ha in cantiere La messa Solenne di Beethoven, ma tra un paio di anni (”voglio prepararmi bene”) con l’orchestra sinfonica di Chicago.
E’ morto lo scrittore Nanni BalestriniSala, voce indipendente e coraggiosa che ci mancherà molto
MILANO20 maggio 201912:52
– È morto Nanni Balestrini, 83 anni, scrittore, curatore di antologie ed esponente della Neoavanguardia. A darne notizia con un post su Facebook è la casa editrice DeriveApprodi. “E’ con tristezza e dolore – si legge – che informiamo della scomparsa di Nanni Balestrini. Una scomparsa, non solo per noi, incolmabile”. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, lo ha ricordato sulle sue pagine social: “Oggi se ne è andato Nanni Balestrini, uno degli autori e scrittori milanesi più spiazzanti del nostro tempo – ha scritto Sala -. Una voce indipendente, coraggiosa e spesso fuori dal coro che ci mancherà molto”.
De Peretti, racconto la Corsica in guerraUna vita violenta, in sala storia movimento indipendentista
20 maggio 201913:25
– ‘Una vita violenta’ di Thierry De Peretti, gia’ alla Semaine de la Critique a Cannes in sala dal 23 maggio con la Kitchenfilm, racconta la guerra mai davvero conclusa del movimento indipendentista corso negli anni caldi di inizio millennio.
Protagonista e’ Ste’phane (Jean Michelangeli) che, nonostante la minaccia di morte che pesa sulla sua testa, decide di tornare a casa per partecipare al funerale del suo migliore amico e compagno d’armi, Christophe (Henry Nol Tabary), ucciso il giorno prima. Per Ste’phane e’ l’occasione per ricordare gli eventi che hanno condotto lui, intellettuale piccolo borghese di Bastia, a passare dalla piccola criminalita’ alla radicalizzazione politica e alla clandestinita’.
Dice De Peretti, nato e cresciuto in Corsica: “Ho sempre trovato difficile spiegare ai miei amici, alle persone che incontravo o ai miei colleghi di Parigi il posto da cui venivo, e non soltanto dal punto di vista geografico.
Eppure non sono cresciuto in un luogo arcaico e fuori del tempo, e proprio come i miei coetanei anch’io ho ascoltato gli Smiths e guardato Uomini veri di Philip Kaufman, Nightmare di Wes Craven o Police di Maurice Pialat. Certo – continua il regista alla sua opera seconda dopo ‘Apache’ – la mia infanzia e adolescenza sono state segnate da un clima di violenza politica. Sono interessato a quel periodo in cui dozzine di giovani corsi, come me, furono uccisi brutalmente, spesso per ragioni oscure. Filmare quel periodo significa affrontare temi come l’origine della violenza e interrogarsi su quelli che affliggono l’isola ancora oggi.
‘Una vita violenta’ non ha una prospettiva storica, ma tratta di storia e di politica, e soprattutto della Francia. Il film – continua – e’ un omaggio a tutti quei giovani che si sono persi o sono stati uccisi. Ma e’ anche la promessa di un dialogo tra una generazione dimenticata, persa e abbattuta e un’altra, ancora viva e vegeta, rappresentata sullo schermo dai suoi predecessori”.
Il regista mostra invece una certa delusione per il fatto che ‘Una vita violenta’ – il titolo echeggia ovviamente Pasolini suo autore di riferimento- non abbia suscitato in Francia troppe polemiche nonostante guardi anche con troppo favore al nazionalismo nella sua forma violenta: “In realta’ mi avrebbe fatto piacere che si creasse polemica attorno al film – spiega -, ma questo non e’ successo piu’ di tanto. Non volevo certo fare un’apologia della rivoluzione, ma mi aspettavo un certo scandalo. C’e’ stato un silenzio assoluto. Forse la maggior violenza dei media alla fine e’ l’indifferenza”.
Margot Robbie nuovo volto profumi ChanelL’attrice nel nuovo film di Tarantino in concorso a Cannes
20 maggio 201913:39
– Margot Robbie è la nuova testimonial dei profumi della maison Chanel. Nata in Australia, l’attrice è divenuta nota al grande pubblico al fianco di Leonardo DiCaprio nel film di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street. E’ stata nominata agli Oscar per la sua interpretazione di Tonya Harding nel film Tonya, che ha prodotto con la sua casa di produzione LuckyChap Entertainment. Ha fondato LuckyChap Entertainment nel 2014 con l’ambizione di realizzare produzioni che raccontino storie di personaggi femminili forti, dirette da registe e sceneggiatrici.
Margot Robbie, che ha appena interpretato la regina Elisabetta in Mary Queen Of Scots di Josie Rourke, è la protagonista del nuovo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood, in concorso a Cannes, nel ruolo di Sharon Tate al fianco di Brad Pitt e Leonardo DiCaprio. Dal 2018, l’attrice è ambasciatrice moda di Chanel, come volto della campagna per la collezione Coco Neige autunno-inverno 2018-2019.
Milano Uomo, long weekend anche per leiCapasa, meglio separare sfilate, decontestualizzate sono danno
MILANO20 maggio 201914:18
– Chiamarla settimana della moda uomo sarebbe fuorviante: un po’ perché ormai è diventata un long weekend, un po’ perché sono sempre più le collezioni coed. E’ il presidente della Camera della Moda Carlo Capasa a fare il punto sull’evoluzione della fashion week maschile presentando l’edizione in programma dal 14 al 17/6.
In calendario 25 sfilate e 21 presentazioni, accompagnate da 26 eventi come quelli organizzati da Prada, che sfila a Shanghai e presenta a Milano, e Gucci, con un appuntamento culturale su più giorni. “A settembre abbiamo tante sfilate uomo e donna, per noi – dice Capasa – sarebbe importante separarle, i dati, che vedono l’export uomo al 39% del totale e addirittura al 55% verso i paesi extra Ue, dovrebbero spingere i brand a rimettere l’uomo al centro”. Per Capasa “chi porta le sfilate fuori dalla fashion week fa danno al sistema e a medio-lungo termine anche al suo business, perché il momento di aggregazione di una settimana della moda non è paragonabile a quello di un evento singolo”.
False Flag, la seconda stagione su FoxDal 21 maggio, una delle serie tv thrilling di maggior successo
20 maggio 201914:40
– La fiction israeliana torna su Fox.
Dopo serie celebri come Homeland, versione Usa di Hatufim, e In Treatment ispirata da Be Tipul, arriva la seconda stagione di False Flag, dal 21 maggio alle 22 su Fox (Sky, 112) senza essere un remake internazionale, ma una delle serie tv thrilling di maggior successo della tv israeliana, venduta in tutto il mondo.
Presentata in anteprima al Festival di Berlino, la seconda stagione è un impasto di drama, giallo e thriller con nuovi intrighi che, questa volta, coinvolgono persone apparentemente comuni. La storia ci riporta sempre come protagonista l’investigatore israeliano Ethan Kopel che sarà al centro di una nuova indagine: è stato chiamato a risolvere un apparente caso di attacco terroristico, anche se nulla è come sembra. Durante l’inaugurazione del nuovo oleodotto tra Israele e Turchia un’esplosione uccide vari funzionari del governo e l’ambasciatore turco. Quando i principali sospettati dell’attacco vengono rivelati, le vite delle loro famiglie sono stravolte.
Lampi di colore sotto la pioggiaGli stivali in vernice modello Beatles di AGL per FW 2019/20
20 maggio 201915:02
– Lampi di colore sotto la pioggia con gli stivali in vernice modello Beatles di AGL. La nuova proposta attenta ad un comfort urbano e al design, guarda alle bizzarrie della nuova stagione primaverile, affrontandola a colpi di colore. La serie di Beatles, intitolata Neaon, torna anche in questa stagione, in un ventaglio di tonalità intense e luminose, grazie alla pelle verniciata. La forma chunky della suola si contrappone alla leggerezza della stessa, che la rende perfetta da indossare dal mattino alla sera. La palette cromatica comprende fucsia, rosso, petrolio, lampone.
Le sorelle Giusti, titolari di AGL, terza generazione alla guida del marchio di famiglia, creano le loro collezioni insieme: Sara e Vera attraverso le loro ricerche e le idee concettuali, Marianna si occupa de design e delle tecniche.
Il costume da bagno si asciuga subitoMarchio Triumph lancia nuova campagna punta su comfort e stile
20 maggio 201915:14
– Il marchio Triumph che produce lingerie da oltre 130 anni (1886) lancia una linea di costumi da bagno che valorizza la silhouette ed esalta le forme, con grande attenzione al confort grazie a capi strutturati che accompagnano delicatamente le silhouette femminili. Novità della collezione la tecnologia Quick Dry Cups che permette un’asciugatura rapida delle coppe dei reggiseni, 6.5 volte più veloce rispetto a quelle tradizionali.
Dopo Milano, Triumph sceglie Roma per la campagna Digital Out Of Home. Fino al 25 maggio, gli schermi ledwall delle stazioni ferroviarie di Tiburtina e Termini, illumineranno infatti due punti nevralgici della città con maxi affissioni che mostreranno le proposte Triumph. La campagna mare di Triumph si aggiunge alla strategia digital.
Concerto in silenzio, con cuffie wifiIl 25 maggio Vizzini in piazza Santo Stefano a Bologna
20 maggio 201915:31
– Una suggestiva esperienza multisensoriale: si annuncia così il concerto, ‘Yamaha Silent Wifi Concert’, del pianista milanese Andrea Vizzini in programma il 25 maggio alle 21 in Piazza Santo Stefano a Bologna organizzato dall’Associazione Mozart 14, in collaborazione con Yamaha Music Italia. L’ingresso all’evento è gratuito ma sono gradite donazioni a favore delle attività dell’associazione voluta da Claudio Abbado che porta musica e musicoterapia in contesti di disagio fisico e psichico, in particolare il progetto Tamino rivolto ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Un concerto eseguito nel silenzio della notte su un pianoforte silenzioso e udibile dal pubblico solamente tramite cuffie wifi Silent System, libero di vagare entro un raggio di 500 metri. Durante il concerto il pittore Valerio Cassano e l’attore Antonio Gargiulo tradurranno in colori e parole le suggestioni sentite e le emozioni suscitate dall’ascolto della musica.
Festival Parola Chiavari, è ‘dialogo’Convegno su Elena Bono, tra ospiti Pupi Avati e teologo Mancuso
GENOVA20 maggio 201915:52
– E’ dedicata al dialogo la VI edizione del Festival della Parola di Chiavari, uno dei più importanti eventi culturali della Liguria, presentato in Regione dall’assessore alla cultura Ilaria Cavo. Il festival prende il via il 30 maggio con un convegno internazionale dedicato alla poetessa Elena Bono. Il convegno è sostenuto dagli atenei di Genova, Siviglia, Salamanca e Granada e ideato dai prof. Roberto Trovato e Enrico Rovegno. Nel pomeriggio del 30 maggio ‘Il dialogo, fondamento di nuova umanità’ con il teologo Vito Mancuso intervistato dal direttore del Secolo XIX Luca Ubaldeschi. Chiude la giornata, in prima nazionale, ‘Un ebreo, un ligure e l’ebraismo’ con Moni Ovadia e Dario Vergassola. Tra le novità il DidaFestival dedicato alle scuole. Il Festival si chiude il 2 giugno con le celebrazioni della Festa della Repubblica, incontri e dialoghi. Alle 21 lectio di Vittorio Sgarbi su Leonardo.
“Il programma di questa edizione – ha detto l’assessore regionale Cavo, confermando l’appoggio di Regione Liguria – sa declinare la parola sotto molti asetti, con grande cura e grande attenzione ai giovani”. Per il sindaco di Chiavari Marco di Capua “in una società che non sa più ascoltare, il ‘dialogo’ acquisisce un’importanza e un peso determinante”. Tutta la città “è stata coinvolta – ha detto l’assessore al turismo di Chiavari Gianluca Ratto – creando un vero e proprio dialogo con i cittadini”.
Fontana, terra e oro oltre lo spazioAlla Galleria Borghese 50 opere dialogano con l’antico
20 maggio 201920:32
Con la loro luce brillante e quel modo di protendersi nello spazio, sembrano avvolgere il visitatore in un grande abbraccio, mentre lo sguardo si posa sulla magnificenza delle opere antiche e delle decorazioni tutto intorno. Sono 27 splendide Crocefissioni in ceramica il primo assaggio della mostra “Lucio Fontana. Terra e oro”, allestita a Roma alla Galleria Borghese dal 22 maggio al 28 luglio in omaggio al grande artista novecentesco. L’esposizione, dedicata a due produzioni specifiche di Fontana, quella appunto dei crocefissi in ceramica e quella dei Concetti spaziali dipinti in oro, presenta circa 50 opere realizzate tra il 1958 e il 1968. Ad aprire il percorso, nell’imponente salone d’ingresso, a tu per tu con la genialità di Bernini e Canova, la serie di Crocefissioni in ceramica (a cui si aggiungono il delicato Fiocinatore in gesso dipinto, realizzato negli anni ’30, e il dirompente Arlecchino del 1948, che rapisce lo sguardo con il suo mosaico dai colori sgargianti), opere che rivelano, nella conquista di un linguaggio scultoreo originale da parte di Fontana, un legame ancora presente con il gusto barocco. La seconda parte del percorso accoglie i Concetti spaziali, serie di dipinti in cui la riflessione sullo spazio si fa preponderante: sono opere in cui Fontana compie l’atto di tagliare e bucare non per distruggere, ma per avvicinarsi alla realizzazione del suo pensiero e in cui sceglie il colore oro come veicolo di massima astrazione e sintesi di luce e spazio.La mostra è stata concepita con intelligenza e rigore scientifico da Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, la quale però di fronte alla stampa non nasconde il rammarico di non aver potuto avere tra le opere esposte anche “l’unica tela in oro della serie La fine di Dio, perché l’ambasciatore italiano a Tokyo ha ritenuto opportuno non rimuoverla dalla sua residenza e non prestarla alla Galleria Borghese per questa mostra”. “E’ un vero peccato, perché quest’opera di Fontana appartiene allo Stato italiano”, spiega con amarezza, “evidentemente il ministero dei Beni culturali non ha potuto o saputo imporsi. Inoltre l’opera, in Giappone dagli anni ’60, avrebbe avuto bisogno di essere restaurata e noi ci siamo anche offerti di farlo, ma non è servito”. In ogni caso, anche con questa assenza importante, il percorso sorprende e affascina: non soltanto perché affronta con uno sguardo nuovo una specifica e significativa produzione di Fontana, ma soprattutto per la capacità di costruire una relazione critica tra le opere dell’artista e quelle della collezione della Galleria, in un continuo dialogo con l’antico.”Fontana è un artista difficile e alla Galleria è il primo italiano del ‘900 a essere esposto. Portarlo qui può essere utile a cogliere la varietà di stili, tecniche e straordinarie individualità che il nostro museo può offrire”, prosegue Coliva, “ma forse Fontana, che ha risolto il problema eterno dell’arte figurativa, ossia quello dello spazio, serve soprattutto perché dialoga con un luogo non neutro né deputato ad accoglierlo come la Galleria: un museo in cui ci sono infinite rappresentazioni dello spazio. Se nell’arte la rappresentazione spaziale è pur sempre una finzione, con Fontana lo spazio si crea”. E proprio salendo al primo piano, con le tele a fondo oro dell’artista inserite tra le opere della collezione, il percorso giunge a compimento: poste accanto ai capolavori antichi, da Tiziano a Raffaello, i dipinti di Fontana si svelano in un effetto dirompente. I buchi e i tagli delle tele, nel trionfo dell’oro (in continuità ideale, o scontro, con l’oro metafisico della pittura antica) sono atto creativo libero, sono scoperta e conquista di una nuova dimensione che appunto costruisce lo spazio e, in qualche modo, lo supera.
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Incontro Fiorello-Salini
Progetto su RaiPlay, realizzazione prevista per l’autunno 2019
21 maggio 201910:23
– L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha incontrato Fiorello per proseguire a parlare del progetto che avrà al centro la piattaforma RaiPlay. Il progetto – informa una nota della tv pubblica -, in linea con gli obiettivi della nuova Rai, è il primo multipiattaforma e la sua realizzazione è prevista per l’autunno 2019. “Stiamo lavorando da settimane costruttivamente con Fiorello per riuscire a realizzare questo contenuto ambizioso e innovativo per la Rai – afferma Salini -. Nella Rai del futuro che stiamo costruendo, RaiPlay è la vera piattaforma di servizio pubblico, un canale che acquisirà sempre più centralità. Il progetto con Fiorello può essere un volano formidabile nel modo in cui sarà pensato, realizzato e distribuito. Non vediamo l’ora di iniziare, l’atmosfera è di grande sintonia e ringrazio Fiorello per l’entusiasmo che condivide con noi e che ci spinge a realizzare un progetto che solo fino a pochi mesi fa sarebbe stato per la Rai un sogno impossibile”.
Abissi marini da Alberta Ferretti CruiseLa stilista ospite d’onore della Montecarlo Fashion Week
20 maggio 201916:53
– Visioni del mondo sottomarino nella nuova collezione Alberta Ferretti Cruise che ha sfilato il 19 maggio a conclusione della Montecarlo Fashion Week (MCFW), evento ufficiale della moda del Principato di Monaco alla settima edizione, che presenta collezioni resort, cruise e capsule per la primavera/estate 2020, organizzato dalla Chambre Monégasque de la Mode (CMM) con l’alto patrocinio della principessa Charlene di Monaco.
La collezione Ferretti esplora un’eleganza capace di mettere in comunicazione diversi linguaggi del vestire. “Mi sono lasciata guidare da un senso di unicità che vuol dire ricerca d’identità. Mi piace pensare a una donna che unisce dinamicità, riflessione e una calcolata eccentricità. Che può stare fuori dal centro per andare oltre le regole e inventarne altre più adeguate alle sue attività, alle sue responsabilità, ai suoi modi di essere e d’esprimersi” dice Alberta Ferretti.
Whitney Houston in tournée come ologrammaAccordo con gli eredi per resuscitare legacy diva di Bodyguard
NEW YORK21 maggio 201909:25
NEW YORK – Dopo Maria Callas, Roy Orbison e Frank Zappa, Whitney Houston torna in scena dopo la morte. Un ologramma della leggendaria diva di “Bodyguard” intonerà brani celebri come “I Wanna Dance With Somebody (Who Loves Me)” e “The Greatest Love of All” con l’appoggio della band originale e dei cantanti di back-up tra cui il fratello Gary. Il progetto è frutto di un accordo tra gli eredi della Houston, che è morta nel 2012, e Primary Wave, una società specializzata nel marketing di brani classici.Finora Pat Houston, la moglie di Gary e l’esecutrice testamentaria della cantante, aveva respinto ogni offerta di commercializzare il successo della cognata, ma ora ha cambiato idea. Oltre al tour dell’ologramma sono in cantiere un musical a Broadway, uno spettacolo in stile Las Vegas e un album di brani ancora inediti i cui diritti sono ancora in mano alla Sony: tutto con l’obiettivo di risvegliare il potenziale commerciale di un brand celebre rimasto “in sonno”. Dopo tutto Whitney Houston è ancora un nome planetario: “E’ una questione di tempi. Per gli ultimi sette anni è stato difficile. Ora è l’ora essere strategici”, ha detto al New York Times la Houston che è stata anche per anni anche la manager della cantante.In base all’accordo, Primary Wave acquisterà dagli eredi il 50 per cento degli asset che comprendono diritti d’autore di film e musica e il diritto a sfruttare il nome e l’immagine. Un ologramma della diva doveva già debuttare nel 2016 in duetto con Christina Aguilera, ma gli eredi all’ultimo momento avevano fatto marcia indietro: non era ancora all’altezza. All’apice della carriera Whitney era una macchina per far soldi con 11 successi “number one” e decine di milioni di dollari di album venduti in tutto il mondo. Nel 1992 con “Bodyguard” si era unita a un piccolo gruppo di star capaci di uguale successo nella musica e al cinema. Gli eredi cercano di resuscitare questa reputazione. “Prima che morisse, c’è state troppa negatività attorno al suo nome. Non si parlava più della musica, gli scandali personali ne avevano oscurato la legacy e la gente ha dimenticato come era grande”, ha detto la Houston.Beneficiari dell’accordo sono oltre a lei, la madre di Whitney, Cissy, e i due fratelli Gary e Michael. Per Primary Wave, fondata nel 2006, è l’ultimo in una serie di intese per cataloghi di artisti ‘vintage’ con nomi al platino come Smokey Robinson, Def Leppard e Paul Anka.
Quando il logo diventa entra largeVuitton lancia alcuni modelli di borse ingigantendo il Monogram
20 maggio 201917:22
– L’iconico Monogram di Louis Vuitton assume una nuova veste con una versione extra-large del logo LV, rivisitazione dell’iconica tela della maison.
Le nuove borse si dividono in modelli distinti per la combinazione di due motivi diversi, il Monogram Giant e il Monogram Reverse. I dettagli rendono queste borse speciali: i manici Toron e la lunga tracolla in vacchetta naturale o in pelle nera a contrasto completano la borsa proposta anche in modelli a bauletto e a secchiello.
Home Venice Festival da Lp a Gué PequenoDal 12 al 14 luglio. Evento trasloca a Parco San Giuliano Mestre
VENEZIA20 maggio 201917:32
– Trasloca da Treviso al Parco San Giuliano di Mestre “Home Venice Festival”, evento internazionale che dal 12 al 14 luglio promette musica ma anche tutte le forme d’arte. L’evento è stato presentato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal founder di Home Venice Festival, Amedeo Lombardi.
Il festival si ripromette di “guardare oltre”, portando in laguna grandi nomi della musica internazionale ma anche gli artisti che in questi mesi stanno innovando la scena, veicolando nuove sonorità e generi. Tra i primi nomi, in scaletta venerdì 12 luglio ci sarà Aphex Twin, soprannominato il “Beethoven della musica elettronica”, gli anglosassoni Editors e l’hard rock degli statunitensi Rival Sons. Sabato 13 luglio la techno berlinese di Paul Kalkbrenner e il rock Usa raffinato di LP. Tra gli italiani il romano Gazzelle e il rap di Noyz Narcos.
L’ultima giornata del festival vedrà Anastasio, vincitore di X Factor, i Boombadash, Gué Pequeno ed Elettra Lamborghini.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sgarbi, Raffaello pittore bello ideale
Nuovo spettacolo prologo al Festival della Bellezza a Verona
VERONA20 maggio 201917:51
– E’ stato presentato a Verona da Vittorio Sgarbi il nuovo spettacolo “Raffaello”, che debutterà il 5 giugno in anteprima nazionale alla sesta edizione del Festival della Bellezza, che quest’anno si svolgerà dal 28 maggio al 16 giugno.
“Questo dedicato a Raffaello – ha spiegato Sgarbi – è il nuovo spettacolo, dopo il recente dedicato a Leonardo, della serie centrata sulle grandi personalità dell’arte, che cade in occasione del quinto centenario dalla sua morte. E’ il racconto con musiche e scenografie coinvolgenti, della vita di un artista complesso, per il quale la pittura è logica, pensiero, filosofia, e per questo attraverso le immagini racconterò non figure, ma concetti e idee che configurano Raffaello come il pittore del bello ideale”.
“Un Festival che racconta la bellezza in tutte le sue declinazioni – ha dichiarato il sindaco Federico Sboarina – non poteva non tenersi a Verona, bella in ogni suo aspetto”.
Valeria Golino, esorcizzo l’età sul setPer Sciamma è ‘anziana’. Le donne? “Qualcosa si muove”
CANNES20 maggio 201917:56
– “Il rituale del red carpet mi piace” dice Valeria Golino che di Cannes è habitué. L’ultima volta nel 2018 era per Euforia, secondo film da regista, ora è per una partecipazione nel film in concorso di Celine Sciamma Portrait of a lady on fire. Interpreta la madre della coprotagonista, Helene Haenel, un ruolo di donna in età avanzata e forse è la prima volta. “Mostrare sullo schermo come sono è un modo per esorcizzare gli anni che passano. Ecco, diciamo che proprio per non vedermi come sono non volevo fare questo film che poi ho fatto proprio per questo. Come attrice sono ruoli che possono destabilizzare. Insomma, il sottile fascino della paura”, scherza.
La questione donne è uno dei temi del festival. “Il giorno che non sarà più una domanda da porsi sarà bello. Invece se ne parla ancora tanto, persino troppo, ma è un passo necessario, fa parte dell’evoluzione culturale. Qualche segnale? Sì, sento un’inversione di tendenza. Una cosa importante la dobbiamo a noi stesse, spesso ci sottostimiamo”, dice.
Cala il sipario sul Trono di spade, ora prequelLa fine “saccarinosa” divide i fan
NEW YORK21 maggio 201910:22
– Da questo momento non ci saranno più sovrani per nascita, verranno eletti in questo luogo dalle lady e dai lord”. È finita forse nell’unico modo in cui poteva finire. Dopo 73 episodi che per otto anni hanno tenuto i fan incollati alla televisione, il sipario è calato sulla serie cult “Il Trono di Spade” con una attesissima puntata che ha lasciato divisa l’audience (dati sull’ultimo episodio in onda negli Usa su HBO ancora non ci sono, ma 18,4 milioni hanno guardato quello di domenica scorsa), incendiando i social media.Tra i pareri, quelli di membri del cast: “Ho sempre saputo che il finale non avrebbe soddisfatto tutti. Le storie sono troppo vaste, i personaggi troppo complessi, e se piaci a tutti sei troppo tiepido. Per me quello è sembrato l’unico modo in cui poteva finire”, ha detto, in un ‘post mortem’ con il “New Yorker” Daenerys (Emilia Clarke, la star britannica che durante le riprese è quasi morta per due aneurismi al cervello) che, nel gran finale, è andata incontro al suo ultimo destino. “Ha fatto cose terribili. Ve lo dovevate aspettare”, ha commentato Kit Harington (Jon Snow) preparando gli spettatori all’epilogo.Alla vigilia del finale un milione di fan delusi avevano chiesto a HBO un remake dell’intera ultima stagione, affidata non più alla coppia D.B. Weiss and David Benioff, un’ ipotesi definita “assurda” da Isaac Hempstead-Wright(Brandon Stark nella serie), che l’ha presa “personalmente”. E se “Usa Today” ha sparato a zero per un epilogo “saccarinoso e pieno di cliché”, gli orfani del “Trono” sperano nei prequel e negli spin off. George R.R. Martin, l’autore del ciclo “Cronache del ghiaccio e del fuoco” da cui è nata la serie, ne ha proposto almeno cinque: “Tre stanno andando avanti in modo soddisfacente”, ha detto sul suo “Not a Blog” spiegando che le riprese del primo potrebbero cominciare entro l’anno. Per HBO “Il Trono di Spade” è stata una gallina dalle uova d’oro, e la rete ha annunciato per l’estate il primo ciak del prequel con Naomi Watts e Josh Whitehouse che si svolgerà “migliaia di anni prima” il viaggio fatale di Ned Stark a Approdo del Re e che racconterà “la discesa del mondo dall’età dell’oro degli eroi alla sua ora più buia”.Per ora è stato dato il via solo a una puntata pilota e comunque per certo non se ne occuperà la coppia Weiss-Benioff, proiettati ormai nell’universo di Star Wars. L’episodio del 19 maggio è andato in onda in Italia su Sky Atlantic e Now Tv con una replica il 20 maggio per chi non ha fatto nottata. Per gli Usa è stato un momento di esperienza televisiva collettiva simile al Super Bowl, con un day after di commenti non solo sul finale, ma anche sul significato della fine del genere della serie a puntate nell’era delle abbuffate televisive promosse da Netflix. Nel 1997, quando il colosso dello streaming nacque come servizio di DVD per posta, “Friends” e Seinfeld” dominavano i palinsesti del giovedì sera. Da allora le abitudini televisive sono radicalmente cambiate. “Se ‘Il Trono di Spade’ fosse uscito oggi sarebbe stato in grado di galvanizzare il pubblico nello stesso modo?”, si è chiesto il critico del Los Angeles Times Lorraine Ali.
Tarantino a Cannes, please no spoilerIl 21/5 premiere, regista chiede ai presenti di non rivelare
CANNES20 maggio 201918:01
– E’ ormai Tarantino Fever sulla Croisette. Il 21/5 è il giorno di C’era una volta a Hollywood, l’attesissima premiere mondiale del nuovo film di Quentin Tarantino con un cast stellare con Brad Pitt, Leonardo DiCaprio, Margot Robbie, in concorso per la Palma d’oro e appena ultimato.
Alle 18 al Grand Theatre Lumiere, preceduto da una Montee des Marches che si annuncia epica, la prima proiezione del film ad inviti. Il regista sta scongiurando tutti: “Please no spoiler”.
Vorrebbe intorno al Palais una zona ‘spoiler free’. Su Twitter ha scritto, implorando i media e gli altri fortunati partecipanti all’evento, di non rivelare troppo del film una volta usciti dalla sala. Si sa che il film è un omaggio al cinema e nello stesso tempo all’epoca in cui perse l’innocenza, raccontando, tra l’altro, lo sconvolgente episodio della strage di Charles Manson in cui fu uccisa Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski, interpretata nel film da Margot Robbie.
Malika Ayane, dal 26 giugno tour estivoData zero a Crema per “Domino en plein air”
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– Reduce dal successo delle date invernali, Malika Ayane riparte il 26 giugno da Crema (data zero) con il tour estivo “Domino en plein air”. Dopo aver riempito i teatri e i club di tutta Italia con un tour di oltre 30 date, in cui ha presentato gli stessi brani in maniera diversa (suoni morbidi e pieni in teatro, più ruvidi, elettronici ed essenziali nei club), la cantautrice è pronta per il tour estivo che la vedrà sul palco con Carlo Gaudiello al piano, Marco Mariniello al basso, Nico Lippolis alla batteria, Jacopo Bertacco alla chitarra.
Ecco il calendario del tour prodotto da Massimo Levantini per 1Day: 26 giugno Teatro San Domenico, Crema; 13 luglio Festival Musicastelle Outdoor, Champorcher (Valle D’aosta); 20 luglio Palmanova Village, Aiello del Friuli (UD); 18 agosto Teatro dei Ruderi, Cirella di Diamante (CS); 21 agosto Villa Bertelli, Forte dei Marmi (LU); 15 settembre I suoni delle Dolomiti – Villa Welsperg, Val Canali Tonadico San Martino di Catrozza (TN); 16 settembre a Lanciano (CH).
I Dardenne, se il fondamentalista è un ragazzinoDa una storia minima racconto del fanatismo giovani generazioni
CANNES21 maggio 201909:21
– Mettendo insieme un film dopo l’altro si compone al festival di Cannes un puzzle che racconta, con diverse angolazioni, la società contemporanea. Un’anima politica, si è detto alla vigilia, anti-Trump aveva azzardato qualche osservatore, e forse è esagerato. Ma al di là di improbabili disegni strategici, il palcoscenico privilegiato di Cannes offre con la lente deformante di ciascun regista un bel colpo d’occhio su chi siamo o siamo diventati. Come il cinema degli anni ’60 riuscì a catturare il radicalismo sociale dell’epoca, i registi di oggi stanno cercando di dare forma ad un nuovo tipo di rabbia e, sarà un caso, sono tra le cose migliori viste quest’anno.Lo fa l’anziano Ken Loach, capace con il potente Sorry we missed you di intercettare guasti sociali e drammi familiari dell’epoca del lavoro precario, dei driver del delivery, lo fa il giovane francese di origine malese Ladj Ly nel tuffo nella realtà e nelle contraddizioni del melting pop delle banlieue dove i poliziotti sono brutali persino con i ragazzini in Les Miserables e lo fanno I fratelli belgi Dardenne con Le jeune Ahmed. Jean-Pierre e Luc Dardenne, registi record di due Palme d’oro vinte a Cannes (Rosetta, 1999, L’Enfant – Una storia d’amore, 2005) portano oggi in gara al festival la storia del crescente radicalismo delle nuove generazioni immigrate, assolutamente integrate ma al tempo stesso affascinate dalla Jihad, dal martirio. Le jeune Ahmed (in Italia uscirà con Bim nella prossima stagione) è il riuscito racconto, con lo stile realistico e documentaristico dei Dardenne che inchioda lo spettatore a seguire con lo stesso passo della macchina da presa, di cosa accade al tredicenne Ahmed (Idir Ben Addi) in un paese del Belgio ai giorni nostri.E’ bravo a scuola, viene da una famiglia di origini arabe senza particolari disagi, ha un aspetto mite e gli occhialoni da miope, ma improvvisamente passa dai videogiochi come i ragazzini della sua età alle abluzioni, letture delle sure del Corano, preghiere rivolte alla Mecca. L’avvicinamento alla religione è repentino, sull’onda del fascino di un cugino fondamentalista raffigurato con la solita immaginetta imbottito di armi prima del martirio. Ahmed di colpo divide il suo mondo in puro e impuro, la sorella con la maglietta corta è impura, la madre che beve un bicchiere di vino è impura, la professoressa, che pure lo ha aiutato nei suoi problemi con la dislessia, merita di essere uccisa perché osa insegnare l’arabo mettendo il corano in versi musicali. L’imam locale sprona Ahmed a diventare grande nel segno di Allah e semina così giorno dopo giorno il radicalismo. La strada è tracciata, per la violenza contro la docente finisce in un centro di rieducazione.La storia che ci raccontano i Dardenne è la storia di una sconfitta politica e sociale: Ahmed non è abbandonato al suo destino, è circondato dall’amore della famiglia, dall’impegno degli educatori, della psicologa, del giudice, ma tutto questo non mette che un minimo dubbio in lui. Neanche l’amore di una ragazzina può fargli cambiare idea. Abbiamo perso per sempre il determinato Ahmed e i ragazzini delle nuove generazioni improvvisamente fondamentalisti come lui, pronti ad essere reclutati? “Quando abbiamo iniziato a scrivere, non immaginavamo che avremmo progressivamente creato un personaggio così chiuso in se stesso e imperscrutabile, capace di sfuggirci fino a tal punto, di lasciarci privi della possibilità di costruire una struttura drammatica per recuperarlo, per farlo uscire dalla sua follia omicida”, dicono i registi. “Come arrestare l’impetuosa corsa di questo giovane fanatico, impermeabile alla bontà e alla gentilezza dei suoi educatori, all’amicizia e ai giochi romantici della giovane Louise? Come riuscire a immortalarlo in un istante in cui, senza ricorrere all’angelicità e alla inverosimiglianza di un lieto fine, potrebbe aprirsi alla vita e convertirsi all’impurezza fino a quel momento abborrita?” è alla fine la domanda.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Museo Villoresi, arte profumo a Firenze
Al centro c’è l’Osmorama, una biblioteca degli odori
FIRENZE20 maggio 201918:53
– Apre a Firenze il Museo Villoresi, dedicato all’arte del profumo. Ospitato in un antico palazzo del centro storico, in via de’ Bardi, il museo è stato creato da uno dei più raffinati e famosi ‘nasi’, Lorenzo Villoresi. Propone un percorso multi-sensoriale alla scoperta dell’universo del profumo, con focus su odore e aspetto delle principali materie aromatiche, ma anche su storia, miti e leggende oltre a notizie di carattere scientifico sulle fragranze. Cuore dell’esposizione è l’Osmorama, una biblioteca degli odori che raccoglie ingredienti aromatici antichi e moderni; in giardino e nelle terrazze c’è poi una collezione di piante aromatiche da tutto il mondo. Nel percorso ci sono anche una mappa interattiva, filmati, postazioni olfattive.
Il Museo sarà inaugurato l’1 giugno giorno in cui, così come il 2 giugno, sarà aperto gratuitamente dalle 10 alle 18 (solo su prenotazione). Dal 3 giugno poi apertura al pubblico tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato, con visite guidate e prenotazione obbligatoria.
Boomdabash, nuovo tour band salentinaAl via da San Severo (Fg) con il loro ‘Per un milione tour’
20 maggio 201919:20
– Sulla scia del successo dello speciale concerto-evento ‘Boomdabash & Friends’ che ha travolto l’Alcatraz di Milano il 9 maggio, i Boomdabash tornano alla dimensione live ripartono con il loro “Per un milione tour”, una prima tranche di date dal vivo che dal 21 maggio vedranno la band protagonista per tutta l’estate fino a settembre in giro per l’Italia tra principali club, Festival e Summer Arena. La leg estiva partirà il 21 maggio da San Severo (Fg) per proseguire il 4 luglio a Pavia, il 13 a Valmontone (Rm), il 14 luglio a Mestre (Ve), il 2 agosto ad Agira (En), il 6 agosto a Vignanello (Vt), il 9 agosto a Vasto (Ch), il 17 a Roseto Capo Spulico (Cs), il 18 a Torre Paduli ( Le), il 21 ad Alassio (Sv), il 31 agosto a Noci (Ba), il 6 settembre a Matelica (Mc), il 14 a Mondovì (Cn) e il 21 settembre a San Vito lo Capo (Tp). In questa avventura live i quattro componenti del gruppo (Biggie Bash, Payà, Blazon e Mr. Ketra) proporranno molti brani del loro ultimo lavoro Barracuda – Predator Edition 2019″.
Prima volta Maffei a Reggia in incognitoAppena nominata,paga biglietto e poi visita appartamenti da sola
CASERTA20 maggio 201919:37
– Si è presentata in incognito come un qualunque visitatore e per mantenere riservata la sua presenza ha pagato il biglietto d’ingresso il neo direttore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei, designata qualche giorno fa dal ministro Bonisoli. Un modo per toccare con mano per la prima volta il lavoro che le spetta. La neo responsabile è arrivata all’improvviso, accompagnata dal direttore generale dei Musei Antonio Lampis. Non essendosi ancora insediata ufficialmente, ha pagato il biglietto di entrata e ha visitato gli appartamenti da sola. Dopo poco però è stata riconosciuta da alcuni lavoratori, che non l’hanno avvicinata per non disturbarne la privacy. Maffei si è poi chiusa in ufficio con Lampis per incontrare i funzionari. Il 21 maggio è previsto un incontro tra i responsabili della Reggia e i sindacati, nel corso del quale Lampis dovrebbe presentare la nuova organizzazione del lavoro, e dare il via a Europa Web, la piattaforma per controllare presenze, ferie e tutto ciò che riguarda il personale.
Emis Killa, tour al via il 25 maggioAl rapper il Creator Award d’oro da Youtube
20 maggio 201919:38
– Al via il nuovo tour estivo di Emis Killa, che partirà il 25 maggio da Corte Franca (Bs) e terminerà l’8 settembre a Sesto San Giovanni (Mi) girando l’Italia.
Al rapper multiplatino, che ha ricevuto da youtube il Creator Award d’oro per aver raggiunto oltre 1 milione d’iscritti sul canale, dopo il successo della tournée invernale nei più importanti d’Italia, torna per presentare live e dj-set in tutta la penisola. Il tour, presentato da Vivo Concerti, toccherà la seguenti tappe: sabato 25 maggio Corte Franca (BS); il 7 giugno Rivalta di Gazzola (PC); il 9 giugno Treviso @Core Festival; il 15 giugno International Motor Days; 12 luglio Forte dei Marmi (Lu); 13 luglio Boario Terme (Bs); 16 agosto Red Valley Festival; il 19 agosto Benetutti (Ss); l’8 settembre Sesto San Giovanni (Mi) @Carroponte. Il rapper torna a infiammare il pubblico con le hit tratte dall’album Supereroe (Carosello Records) certificato disco d’oro come Rollercoaster, doppio disco di platino digitale, Fuoco e Benzina, platino e Claro feat.
Anna Magnani è ancora la ‘Lupa regina’Nella sezione Classics il documentario di Enrico Cerasuolo
CANNES21 maggio 201909:27
Se ne è andata quasi 50 anni fa, ma per la stragrande maggioranza dei cinefili Anna Magnani resta il volto del più grande cinema italiano, la sacerdotessa del neorealismo, la Pina di “Roma città aperta” (1945), la prima italiana a vincere l’Oscar (“la rosa tatuata”, 1955), Nannarella per tutti i romani, la “Lupa romana” secondo la celebre definizione coniata per lei da Gilles Jacob, per decenni patron del festival di Cannes.E il festival rinnova l’antico legame con quella che il Times definì “Divina, semplicemente divina” presentando il sorprendente documentario di Enrico Cerasuolo “La passione di Anna Magnani” coprodotto con Istituto Luce – Cinecittà. Non è certo il primo ritratto dell’attrice che approda sullo schermo, ma il lavoro di Cerasuolo sorprende per la cura filologica, i rari e spesso inediti materiali d’archivio (anche messi a disposizione dalla famiglia), le voci di chi la sa descrivere con rara partecipazione, da Luchino Visconti a Burt Lancaster.Ne nasce quindi un ritratto molto più sfaccettato della convenzione: Anna è la bionda dei primi film all’epoca dei “telefoni bianchi”, Anna è la donna che sa ridere e prendersi in giro, Anna è colei che – come ricorda Visconti – è “fonte inesauribile di idee, sorprese, invenzioni creative” tanto potenti e personali che trascinano il regista oltre la sua visione originale. Dopo la passerella a Cannes Classics il documentario sarà tra i gioielli della prossima edizione del “Cinema ritrovato”, la grande rassegna della memoria cinematografica organizzata a fine giugno dalla Cineteca di Bologna.
Frankie, il lungo addio di Isabelle HuppertIn concorso il film del regista americano Ira Sachs
CANNES21 maggio 201910:02
– ‘Frankie’ (Isabelle Huppert), celebre attrice francese, e la sua famiglia allargata trascorrono le vacanze a Sintra, stazione balneare portoghese.
Ma non è una vacanza qualsiasi per la donna dal forte carattere e all’apparenza più che cinica, è solo un modo elegante per dare un lungo addio ai suoi cari, e meno cari, sperando solo non piangano (“la cosa peggiore è vedere la gente piangere, non lo sopporto” dice a un certo punto l’attrice). Nel film del regista americano Ira Sachs, in concorso a Cannes, assistiamo così a una sorta di teatrino di tutti questi parenti che la circondano – tra cui marito, ex marito, figlio (Jérémie Renier), colleghi e una cara amata amica che vuole ‘piazzare’ perché troppo sola – consapevoli di vivere una giornata particolare all’ombra di una morte imminente. In poche ore si mettono in gioco interessi, eredità, invidie e tutto il caravanserraglio di sentimenti che si agitano in questi casi.
Di fronte a questo insulso teatro di vivi, quella che sembra stare meglio alla fine è proprio lei anche se, in chiusura di film, uno sguardo di Frankie (solo una superba Huppert poteva riuscirci) dice anche troppo di quello che si agita nella sua anima.”Frankie racconta l’indicibile realtà in cui ci si ritrova quando qualcuno sta per morire – dice Isabelle Huppert -. All’improvviso ci si trova davanti all’impossibilità di dire ciò che si ha, di parlare della propria malattia. Questa resta in qualche modo come innominabile nel film e ciò la rende ancora più paurosa. Il regista – aggiunge poi l’attrice – non cede mai ad alcun cliché sulla malattia, proprio come fa Frankie verso i suoi parenti, almeno quelli che la sanno prossima alla morte.
Questo film è per certi versi sorprendente, originale e mai lacrimoso. Il desiderio di Sachs di non cadere nel pathos è il cuore stesso della sua scrittura”.
E ancora la Huppert: “Frankie racconta così questa dimensione della malattia e della morte alla quale non si pensa mai. La cosa più dura da sopportare per il mio personaggio è il fatto che gli altri piangono ed è proprio per questo che lei si tiene lontana dal dolore. La sua distanza è un modo per trovare un’uscita che non c’è. Da qui anche il suo rifiuto di eventuali nuove cure”. Nel cast del film anche Brendan Gleeson, Marisa Tomei, Pascal Greggory, Ariyon Bakare, Vinette Robinson e Greg Kinnear.
Fiorello, farò vero varietà per RaiPlayProgramma saranno le mie ultime esperienze insieme
21 maggio 201910:25
– “L’idea del progetto per la Rai è di fare qualcosa per RaiPlay, perché in questo momento chi la guarda? Solo Salini… I contenuti saranno le esperienze degli ultimi anni tutte insieme. Quindi leggerò giornali, farò interviste. E’ il vero varietà. Abbiamo già scelto la location ma non posso dirvela. Lasciate stare i guadagni e concentratevi sul prodotto che consenta di rilanciare la piattaforma. Sono una specie di testimonial di RaiPlay”. Così Fiorello in un video su Instagram in merito al progetto con la Rai.
Lucania, tra realismo magico e westernIn sala il film di Gigi Roccati con Angela Fontana
21 maggio 201911:22
– ‘Lucania, terra, sangue e magia’, oltre ad essere il titolo del film di Gigi Roccati, è anche una perfetta sintesi di quest’opera sospesa tra realismo magico, mitologia e western mediterraneo.
Il film, passato in anteprima al Bif&st e in sala con 102 Distribution dal 30 maggio, racconta appunto di una ‘terra’, quella di una Lucania senza tempo; di ‘sangue’, quello versato e da versare, come capita sempre nel mondo del mito e, infine, di ‘magia’, presente sempre quando si entra in una favola archetipica.
Tutto si svolge nell’enorme spazio, racchiuso tra le montagne e il mare, dove vivono i protagonisti principali di questo western mediterraneo: il contadino Rocco (Giovanni Capalbo che è anche il produttore del film) e la figlia Lucia (Angela Fontana). Lui è un padre severo e amorevole allo stesso tempo, un uomo comunque legato alla sua terra che e’ disposto a difendere fino all’estremo sacrificio; lei invece, una ragazza selvatica, una ninfa folle, muta dalla morte della madre Argenzia. Una madre che però Lucia ha ancora il dono di vedere accanto a sé nei momenti di bisogno, tanto da sembrare, all’apprensivo padre, che parli al vento.
Ma quando Rocco respinge l’offerta di Carmine (un Pippo Del Bono in versione villain), autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, tutto precipita. Per reagire a un’aggressione notturna, Rocco infatti ammazza uno degli uomini di Carmine e si trova così costretto a fuggire a piedi per le montagne insieme alla folle figlia. Una infinita fuga, la sua, prima tra la bellezza di una natura rigogliosa e poi nella durezza di una terra morente.
Per Lucia, dopo un ballo primitivo, estatico, intorno a un falò al ritmo di una chitarra, è tempo di miracolo, ritrova la voce e la ragione. Appena in tempo però per assistere allo scontro fatale tra suo padre e chi avvelena i campi pieno di voglia di vendetta.
“Il regista è lo scienziato delle emozioni e il cinema è un’esperienza condivisa che deve andare dritta al cuore, come un colpo di fucile”, così la pensa il regista e sceneggiatore torinese quarantenne Gigi Roccati. Un artista che con il suo esordio cinematografico Babylon Sisters e’ stato in oltre trenta Festival internazionali tra cui Roma, Pune, Trieste, Parigi, Cine Sans Frontieres e Cairo, diventando immagine e locandina del BFI London Indian Film Festival 2017 al British Film Institute.
Nel cast di Lucania, prodotto da Fabrique Entertainment con Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema, anche Maia Morgenstern, Christo Jivkov e Marco Leonardi.
Alajmo, Palermo è una cipolla remixLo scrittore torna sulla sua città, svelandone l’anima e la luce
21 maggio 201911:24
– ROBERTO ALAJMO, PALERMO E’ UNA CIPOLLA REMIX (Laterza, pp.166, 13€). Con lo stesso paio di labbra ti può baciare ma può anche morderti. E’ sensuale ma a volte per niente bella, inebriante con profumi e sapori indimenticabili e anche ferocemente cattiva, generosa e malata di indolenza. Se ti delude, poi sa illuminarti di emozioni con la sua luce stupefacente. Roberto Alajmo torna a parlare della sua città, senza sentimentalismi di appartenenza, ma con uno sguardo appassionato e ironico, nel suo libro “Palermo è una cipolla remix”, pubblicato da Laterza. Versione aggiornata della precedente fortunata edizione (uscita con lo stesso editore 14 anni fa), il libro rappresenta una guida del tutto singolare: non un qualcosa di meramente turistico (i monumenti sono segnalati, ma non sono certo il fulcro delle pagine di Alajmo), nessun itinerario preconfezionato, bensì un efficace strumento per carpire l’anima di Palermo e coglierne i tratti davvero distintivi. Del resto, spiega l’autore, per i palermitani accompagnare gli amici in visita è una sorta di “obbligo morale”. E quindi, dopo aver tolto ciò che restava di obsoleto rispetto alla prima versione, Alajmo in questa rivisitazione assolve perfettamente il suo dovere di accompagnatore, mantenendo inalterati la vena ironica e lo stile brillante e offrendo al pubblico una lettura piacevolissima e accattivante.Se c’è un’utilità nel libro, questa va ravvisata non solo nelle tantissime informazioni (sui luoghi, certo, ma molto sui palermitani e il loro modo di concepire la vita) fornite al lettore per iniziare a conoscere la vera Palermo, ma soprattutto nella capacità di Alajmo di creare curiosità. In questo senso non poteva esserci metafora più giusta della cipolla per indicare una città così complessa da dover essere sbucciata strato dopo strato: il consiglio è di non accontentarsi di un primo sguardo, ma anzi di andare a vedere più in profondità seguendo i propri interessi e soprattutto il proprio istinto. Dai luoghi comuni da sfatare (o no?) alle prelibatezze culinarie, dalla pedonalizzazione degli ultimi anni alle attività culturali (con la designazione di Palermo capitale della cultura e agli appuntamenti artistici di “Manifesta”), dalla coscienza antimafia e alle lunghe riflessioni sul sindaco Leoluca Orlando e l’ex presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, fino all’estremismo dei cittadini, inclini o a un grande ottimismo o a un profondo pessimismo: questo e molto altro anima le pagine di un libro che appare come un atto d’amore e d’accusa, una carezza e un rimprovero che l’autore fa alla sua città del cuore, per delinearne un ritratto sincero, sarcastico ma di certo non esaustivo. Perché Palermo ha una “natura irrequieta e irrisolta” e “perfetta non sarà mai.
Nell’orditura delle sue trame ci sarà sempre un errore, nell’intonazione più calda si potrà riscontrare sempre almeno una sporcatura”: ma chissà forse è proprio l’imperfezione a conquistare il cuore di chi visita questa “cipolla” dall’ineguagliabile sapore.
The Whistler, dal noir al melòIl film in concorso per la Romania
CANNES
19 maggio 201919:20
– Anche gli uomini tutti di un pezzo hanno le loro debolezze quando ci si mette di mezzo l’amore. Ne sa qualcosa il protagonista di ‘The Whistler’ di Corneliu Porumboiu, film in concorso per la Romania in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes. Ovvero l’ispettore Cristi (Vlad Ivanov) che in realtà qualche ombra già ce l’ha; è sospettato da i suoi stessi colleghi di essere un corrotto dai cartelli della droga. Un poliziotto però ancora di una certa integrità fino a quando si imbarca, dopo l’incontro fatale con la troppo bella e sulfurea Gilda (Catrinel Marlon), in uno strano incarico: liberare un uomo d’affari da una prigione di Gomera, un’isola delle Canarie. Ma c’è un problema non da poco in questa sua missione: deve imparare, e anche in tempi stretti, il difficile dialetto locale dei Silbo, una lingua parlata tramite particolari fischi, ottimo slang per comunicare segretamente.
L’amore al femminile di Céline SciammaAnche la Golino nel cast di Portrait of a Lady on Fire
19 maggio 201919:23
– ‘Portrait of a Lady on Fire’ di Céline Sciamma ha i tempi lunghi di certi classici in costume e la particolarità poi di essere un film totalmente al femminile (nessun uomo sulla scena, ma solo qualcuno evocato). In concorso per la Francia in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes, il film racconta la storia delicata di un’amicizia tra due donne, un’amicizia che, lentamente e inesorabilmente, sfocia nell’amore più puro quanto sconveniente.
Ambientato infatti nella Francia del 18/mo secolo, il film ha come protagonista una giovane pittrice, Marianne (Noémie Merlant), alla quale viene commissionato da una contessa di origini italiane (Valeria Golino) un ritratto di Heloïse (Adèle Haenel, ex della regista) da fare però a sua insaputa. Così Marianne si trova costretta ad osservare il suo modello di nascosto e a dipingere poi di notte. Gli sguardi rubati, più la frequentazione tra le due ragazze, più le evidenti affinità tra Marianne ed Heloïse, ne fanno un’amore tra i più teneri.
Malick, Dio, martirio e disobbedienzaIn concorso Hidden Life, storia vera di Jägerstätter
19 maggio 201919:26
– Con ‘A Hidden Life’, dramma sulla seconda guerra mondiale di Terrence Malick in corsa al Festival di Cannes, il regista filosofo torna sui suoi passi e racconta una storia vera, continua, senza sbalzi temporali. Non rinuncia però alla voce fuori campo, al suo coro tragico-metafisico di sempre, per raccontare, attraverso una storia di disobbedienza il non senso di tutto, l’assenza di Dio o ancora la presenza di un Dio malvagio che “quando ha creato questo mondo ha creato il male”. Di scena una storia cristologica con protagonista August Diehl nei panni di Franz Jägerstätter, obiettore di coscienza della seconda guerra mondiale che fu beatificato nel 2007. Ovvero un contadino austriaco, fervente cattolico, che visse nel borgo di Sankt Radegund e nel 1938 all’arrivo dei nazisti fu l’unico del suo paese a votare contro la Anschluss, l’annessione alla Germania di Hitler. Scoppiata poi la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943 si rifiutò di arruolarsi nell’armata dell’Asse.
Lo scandalo estetico di Gaspar NoèIn Lux Aeterna la sperimentazione del provocatore
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– La domanda ricorrente quando un nuovo lavoro di Gaspar Noé approda sul pianeta terra dalla galassia del regista francese è sempre la stessa: darà scandalo ancora una volta? E quando dopo pochi minuti del suo nuovo “Lux Aeterna” si ha diritto all’eiaculazione in primo piano di un sedicente attore che transita sullo schermo si pensa che una volta di più si compirà un rituale diventato ormai di prammatica: provocazione, eccesso visivo e sonoro e accettazione di uno stile che è ormai diventato un marchio di fabbrica. “Che io ami provocare, me stesso per primo, si sa – racconta ridendo – ma in questo film ho cercato invece un percorso astratto, quasi straniante che nasce dalla mia intensa complicità con le due protagoniste”. Nel film Beatrice Dalle è un’attrice che si prepara a debuttare come regista mentre Charlotte Gainsbourg è la sua attrice che ben presto viene coinvolta nella catastrofe di un set in cui tutti si disinteressano presto alle sorti di un film che probabilmente non vedrà mai la luce.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Torino Short Film Market premio Europe
Format punto di riferimento del mondo internazionale del corto
TORINO20 maggio 201913:42
– Continua la sua corsa il Torino Short Film Market (Torino 21-23 novembre), organizzato dal Centro Nazionale del Cortometraggio e dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, che ha vinto il bando di Creative Europe – Subprogramma Media Accesso ai mercati. In Italia, nel 2018, gli unici eventi sostenuti da questo bando sono stati il Mercato della Mostra del Cinema di Venezia, il Mia-Mercato internazionale dell’audiovisivo di Roma e il When Eeast Meets West di Trieste; nel resto del mondo, sempre nel 2018, solo il Festival Internazionale del Cortometraggio di Clermont-Ferrand e l’European Short Pitch.
Il Tsfm, a cui l’anno scorso hanno partecipato 450 produttori e che si occupa di progettualità e fund raising, riceve contributi da 10 soggetti internazionali, italiani e locali.
“Questo importante e sostanzioso premio rafforza ulteriormente il ‘sistema cinema torinese’ che ha visto la nascita, l’anno scorso, di Torino Film Industry!, dice Jacopo Chessa, direttore del Centro nazionale del Cortometraggio.
Maradona, un gladiatore con due animeSulla Croisette fuori concorso il bel documentario di Kapadia
CANNES
21 maggio 201909:23
– “E che ve site perso”: questa la scritta, a caratteri cubitali, comparsa il 10 maggio del 1987 sul muro del cimitero di Napoli e rivolta ovviamente ai morti. Ma che si erano persi mai questi morti? Semplice: il giorno epocale della vittoria del primo scudetto del Napoli. Questo solo uno dei tanti bei momenti del potente e straordinario documentario ‘Diego Maradona’ del premio Oscar Asif Kapadia. Film passato al Festival di Cannes fuori concorso e che arriverà nelle sale italiane a settembre, distribuito da Nexo Digital e Leone Film Group. Si tratta di cinquecento ore di girato inedito commissionato dal primo agente del Pibe, Cyterszpiler, a due operatori che avevano la mission di seguirlo ovunque (sul campo e fuori) negli anni napoletani della sua carriera di novello gladiatore. Un documento esplosivo e pieno di ritmo, quello di Kapadia, a cui è mancata solo la miccia della presenza di Maradona sulla Croisette (il campione ha dato forfait per problemi alla spalla).Che si vede in questo film, ricco ovviamente di tanti materiali di repertorio? Si vede – come non a caso ricorda il titolo che separa opportunamente ‘Diego’ da ‘Maradona’ – che questo campione aveva due anime: quella popolare, da ‘villero’, che gli derivava delle sue origini nella bidonville di Lanus a Buenos Aires, di cui era fiero e che lo rendeva il ‘Diego’ popolare dal cuore buono, e poi c’era invece ‘Maradona’, ovvero la superstar, quella figura che molti tifosi napoletani paragonavano a Dio. Di fronte a certi suoi gol si diceva: “Non li ha fatti Maradona, li ha fatti Dio”. E ancora c’è il Diego che dice più volte nel documentario “Ogni volta che gioco a calcio penso solo a comprare una casa alla mia famiglia” e, invece, il Maradona, Pibe de oro, il campione che ostenta donne, cocaina e camorra (era molto amico della famiglia Giuliano, soprattutto di Carmine). Il film parte il 5 luglio del 1984, quando una squadra di calcio, non certo florida, acquista, rischiando la bancarotta, Diego Armando Maradona. Il campione è trascinato in una corsa folle in auto per le strade di Napoli fino allo stadio. Qui attraversando camminamenti sotterranei, proprio come un gladiatore, arriva alla conferenza stampa tra il tripudio dei tifosi. Un’accoglienza tanto rumorosa il che il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, minaccia a un certo punto di annullare la conferenza stampa di presentazione.Si vede poi la conquista della Primera División, il Boca, la Coppa del Mondo, la Spagna, i trionfi napoletani (due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa) insieme alle sconfitte: oltre a cocaina e ai rapporti con la Camorra, ai figli nati fuori dal matrimonio con Claudia, agli scandali, alle intercettazioni, alle prostitute. E questo fino al grande ‘tradimento’ che lo rese un diavolo per la maggior parte degli italiani e, soprattutto, per i napoletani, ovvero la semifinale del Mondiale del 1990, Italia- Argentina, la cosiddetta “notte degli errori”, che si tenne nello stadio sbagliato (il San Paolo) e dove Maradona fu troppo bravo come al solito. Da allora la Napoli che lui chiamava “la mia casa”, non fu più la stessa nei suoi confronti.
Scarlett Johansson sposerà Colin JostL’attrice di Avengers prossima alle nozze con star di Snl Show
NEW YORK20 maggio 201915:56
– Scarlett Johansson è pronta a fare il grande passo. L’attrice, star di Avengers: Endgame, 34 anni, ha infatti accettato una proposta di matrimonio da Colin Jost, 36 anni, attore e comico del Saturday Night Live Show. La coppia si frequenta da circa due anni.
Per la Johansson si tratterebbe del terzo matrimonio. Dal 2008 al 2011 è stata sposata con l’attore Ryan Reynolds, mentre dal 2014 al 2017 è stata sposata con Romain Dauriac: dalla loro unione è nata una bambina, Rose, quattro anni. Per Jost, invece, si tratta del primo matrimonio.
Accorsi ospite del Festival di GiffoniL’attore tornerà dopo 20 anni e lancerà 50ennale del 2020
SALERNO21 maggio 201912:29
– Dopo vent’anni Stefano Accorsi torna al Giffoni Film Festival. Interprete di storie incredibili – da Jack Frusciante è uscito dal gruppo a Le fate ignoranti, da L’Ultimo bacio a Veloce come il vento – dagli anni ’90 prestigioso talento del grande cinema italiano, l’attore è chiamato a concludere la 49/a edizione del Gff, dando appuntamento al 2020 per inaugurare, simbolicamente, l’inizio del 50ennale di Giffoni. Un ritorno a distanza di 20 anni quello di Accorsi che, già nel 1999, era stato ospite della 29/a edizione del Festival. Il 27 luglio a Giffoni Valle Piana (Sa) l’attore riceverà il Giffoni Experience Award e sarà accolto, nella Sala Truffaut, dall’affetto e dal calore di centinaia di giffoners, che lo incontreranno per un dibattito appassionato e intenso sul cinema e sulla sua carriera.
Spazio anche alle Masterclass: l’attore si confronterà con i masterclassers della sezione Cult per una lezione di cinema.
Box office, in testa John Wick 3Dolor y gloria di Almodovar al 3/o posto, Avengers verso 30 mln
azione e Pioneer in omaggio – TAEG 6,26% ZERO ECOTASSANissanScoprilohttp
– Al debutto in sala, il terzo capitolo di John Wick, l’oscuro killer interpretato da Keanu Reeves, conquista la vetta al box office italiano del weekend con 1 milione 537 mila euro di incassi e la miglior media per schermo tra i primi 35 film in classifica. Parabellum (titolo del nuovo episodio della saga) scalza il film per ragazzi Pokemon Detective Pikachu, in sala da due settimane, che incassa in totale oltre 4,3 milioni. La nuova fatica di Pedro Almodovar, uscita contemporaneamente al festival di Cannes, Dolor y Gloria con un Antonio Banderas nei panni di un regista che fa i conti con se stesso, in tre giorni di proiezioni ha incassati 1 milione 103 mila euro. Segue un’altra new entry: la commedia americana al femminile Attenti a quelle due, che fa registrare 868 mila euro. L’ultimo capitolo dei supereroi di Avengers: Endgame scivola al quinto posto ma galoppa verso il traguardo dei 30 milioni solo in Italia. In top ten anche Ted Bundy, Pet Sematary, Stanlio e Ollio, Red Joan e Unfriended: Dark web.
Sparaco, racconto il tempo che stringeInteresse per fare serie o film da romanzo vincitore DeA Planeta
20 maggio 201912:41
– SIMONA SPARACO, NEL SILENZIO DELLE NOSTRE PAROLE (DEA PLANETA, PP 281, EURO 18). Un libro cinematografico, europeo, che intreccia diverse storie in un tempo strettissimo, 15 ore dal ritmo thriller in cui i personaggi si confrontano con la vita e la morte e con i rapporti di parentela, soprattutto tra genitori e figli. Simona Sparaco ha cavalcato questa sfida nel romanzo ‘Nel silenzio delle nostre parole’ con cui ha vinto la prima edizione del premio letterario DeA Planeta 2019 (150 mila euro), al quale si è presentata con lo pseudonimo maschile di Diego Tommasini.
E il romanzo non ha fatto in tempo ad arrivare in libreria, il 14 maggio per le Edizioni DeA Planeta, che “ha già suscitato molto interesse per farne una serie o un film. Tanti agenti lo hanno voluto in lettura al Salone del Libro di Torino 2019, dove è stato presentato in anteprima, ma aspetto proposte concrete e di qualità. Si presterebbe molto come serie televisiva perchè è una multistoria” racconta la Sparaco, 40 anni, che è una grande appassionata di serie televisive da ‘La casa di carta’ a ‘Suburra’ e ha scritto questo libro durante la gravidanza del suo secondo figlio, Tommaso, avuto da Massimo Gramellini.
“E’ il mio libro più intenso. E’ stato un esperimento. E’ stato stranissimo perchè di questo romanzo sono stata scrittrice e spettatrice” afferma. Autrice già pubblicata da Einaudi e Giunti, già finalista ai Premi Strega e Bancarella, in ‘Nel silenzio delle nostre parole’ la Sparaco è partita dal fuoco, dal cortocircuito di un frigorifero che sviluppa un incendio in un palazzo di quattro piani a Berlino. Lì vivono Alice, che ha vent’anni sta facendo l’Erasmus e scoprendo l’amore per Matthias, la ballerina Polina che non riesce ad accettare il proprio corpo dopo la maternità e Naima, che ha un rapporto difficile con il figlio Bastien, che si droga e vive ai margini ma farà per salvarla un gesto eroico.
“Mi sono ispirata alla cronaca, a persone che conosco, a esperienze personali però questi personaggi sono stati da subito indipendenti. Volevo raccontare il pericolo, la vicinanza con la morte, il tempo che stringe e quell’urgenza di fare i conti con chi sei e con chi ti ha messo al mondo. ‘Il primo e l’ultimo nome’ diceva la poesia di Edoardo De Amicis che si riferisce alla madre. Si parte dalle madri e si ritorna a loro. Il legame è ancestrale e profondo. La mamma è la terra da cui vieni, la tua radice, il tuo Dna. Questa imprescindibilità mi ha sempre affascinato” dice la Sparaco. In ognuno di questi personaggi c’e’ qualcosa della scrittrice e vengono poste delle questioni che riguardano un po’ tutti. “La giovane con il neonato è una donna che rifiuta questo bambino perchè era una ballerina in carriera e un figlio è una battuta d’arresto e devi essere pronta ad accettarlo. Attraverso Alice indago altre dinamiche come il fatto di avere una mamma ansiosa” spiega l’autrice del libro. E c’è anche una scena lesbica tra due donne musulmane, una con il velo, che si baciano. Tra i personaggi maschili, Bastien “è il mio preferito. E’ un ragazzo che ha sofferto tanto, è un drogato. E’ quello che avrei voluto abbracciare fin dall’inizio e mentre scrivevo mi ha sorpreso.
Sono stata quasi spettatrice dei suoi ragionamenti” racconta la scrittrice alla quale il fuoco ha sempre fatto terrore. “Le fiamme sono le mie paure, qualcosa che non puoi governare. Se tu sei intrappolato in un palazzo, che rappresenta lo schema mentale, e non sei in grado di uscire, le tue paure finiscono per divorarti. Il mito della torre di Babele, di cui è appassionato mio padre, è l’unica parte reale e autobiografica del libro” rivela. La scelta di Berlino, che la Sparaco grande viaggiatrice conosce bene, non è casuale: “è una città multiculturale con stranieri di seconda generazione. E’ una città emblematica del cambiamento. Parliamo tanto di Europa ma mai di letteratura europea”.
E se al Premio DeA Planeta ha partecipato perchè voleva sapere “quanto vale il mio libro senza il mio nome” ora la scrittrice si affida al lettore “perchè è lui che decide” e invita a superare la diffidenza del mondo letterario italiano: “diamo fiducia a questo nuovo premio che fa bene a tutti” dice sorridendo.
‘Bande de Femmes’, il fumetto è donna con omaggio a DiabolikLa rassegna al femminile a Roma dal 30 maggio al primo giugno
19 maggio 201918:59
Con “SuperEroine alla Riscossa”, è partita la rassegna ‘Bande de Femmes’ il festival di fumetto e illustrazione al femminile di Tuba, Libreria delle Donne di Roma, che avrà il suo clou dal 30 maggio al primo giugno con un omaggio alla sorelle Giussani, creatrici di Diabolik.Nel corso della rassegna, le strade del quartiere romano del Pigneto, in particolare, si riempiranno di fumetti e illustrazioni ma soprattutto di autrici che racconteranno i loro libri e disegneranno dal vivo. Una galleria d’arte all’aperto che lascia spazio a mostre, dialoghi e “Chicche antiche” alla scoperta di fumettiste che hanno fatto la storia. Il Festival coinvolge come sempre firme note del panorama fumettistico – Sara Colaone, Rita Petruccioli, Laura Scarpa, Zuzu Cinzia Ghigliano, Frad, Cristina Portolano, Tina Kaden, con la biblioteca che si trasformerà in spazio espositivo e culturale. Cuore dell’evento sarà la Libreria Tuba, con momenti di arte e divertimento, raccontando e mostrando storie di genere, diversità e femminismi.
“Credo sia importante – dice la fumettista ed editrice di Comicout Lara Scarpa – una manifestazione come questa, quest’anno più vicina per date all’Arf, proprio perché dilata il discorso sul fumetto in maniera autonoma e originale. Non si tratta di un festival, con editori, stand, biglietto di ingresso e mostre, ma piuttosto di un incontro del fumetto e della cultura con la città e il quartiere. Incontro e scambio con e tra autori e lettori, presentazione e performance, ma soprattutto dialogo. E questo puntando l’attenzione sulle autrici, un punto di vista femminile che parte dalle creatrici di Diabolik, le sorelle Giussani, passando per le grandi firme femminili che iniziarono ad esserci negli anni 70 e 80, come Cinzia Ghigliano, alle nuovissime, come Zuzu”. [print-me title=”STAMPA”]
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 13:08 DI SABATO 18 MAGGIO 2019
ALLE 16:31 DI DOMENICA 19 MAGGIO 2019
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Cristicchi, da Sanremo nuova energia
Dal 19 maggio in tour con Abbi Cura di me Live, il via da Roma
18 maggio 2019 13:08
– Dopo anni di spettacoli teatrali, Simone Cristicchi, complice anche un festival di Sanremo ricco di soddisfazioni con il brano Abbi cura di me, è tornato a innamorarsi della musica. E dal 19 maggio il cantautore sarà nuovamente in tour, a sei anni dall’ultimo. “Sanremo ha contribuito tantissimo a questo ritorno, anche se la musica non l’ho mai abbandonata. La valanga di affetto e gratitudine che mi ha travolto mi ha convinto a rispolverare tutto il mio repertorio, anche a fronte di una maturazione avvenuta proprio in teatro”, racconta Cristicchi che per il debutto ha scelto la sua Roma, “anche se ormai, vivendo ai Castelli Romani, la vivo più da turista e per questo forse riesco ad apprezzarla di più.
Però e grazie a Roma, alla gente che la popola che sono nate le mie prime canzoni: osservavo la gente sui bus e in metropolitana e inventavo per loro mille vite diverse”. In cantiere anche un album nuovo (“mi è tonata anche la voglia di scrivere…”), mentre a novembre arriverà il documentario Happy-Next.
Museo Cinema, 10 milioni di visitatoriE’ uno studente di Bari, a Torino per fare visita alla sorella
TORINO18 maggio 201915:29
– Il Museo Nazionale del Cinema taglia il traguardo dei 10 milioni di visitatori. A staccare il fortunato biglietto è stato Fabrizio, studente di Bari, premiato con l’accompagnatrice Cristina con una tessera per entrare gratis al museo. Per sempre. Allestito all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo di Torino, il museo è tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio e la molteplicità delle sue attività scientifica.
“Mia sorella vive qui – racconta Fabrizio – e siamo venuti a trovarla per 4 giorni, ne abbiamo quindi approfittato per venire a visitare il Museo Nazionale del Cinema e la Mole Antonelliana.
Non ci saremmo mai aspettati una sorpresa del genere”.
Sono passati diciannove anni da quel 20 luglio 2000 in cui venne venduto il primo biglietto del Museo del cinema alla Mole Antonelliana. A celebrare i 10 milioni di visitatori c’erano l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon, e il presidente del museo, Sergio Toffetti.
Lunedì, martedì e mercoledì sera il traguardo sarà celebrato con un’originale illuminazione della Mole, grazie alla collaborazione di Iren. E già si sta pensato ai festeggiamenti per i vent’anni di attività con una cabina di regia che dia il giusto rilievo alla ricorrenza.
Scelti 4 libri finalisti Premio EstenseA Lucia Annunziata il 35/o ‘Riconoscimento Gianni Granzotto’
BOLOGNA18 maggio 201915:31
– Scelti dalla giuria del ‘Premio Estense’ – presieduta da Guido Gentili, editorialista de ‘Il Sole 24 Ore’ – i quattro volumi finalisti della 55/a edizione del riconoscimento ferrarese. Si tratta di ‘Marchionne lo straniero’, scritto da Paolo Bricco ed edito Rizzoli; ‘Il Borghese’, scritto da Vittorio Feltri ed edito da Mondadori; ‘Io Khaled vendo uomini e sono innocente’ scritto da Francesca Mannocchi ed edito da Einaudi e ‘La verità, vi prego sul neoliberismo’ scritto da Alberto Mingardi ed edito da Marsilio Nodi.
La giuria presieduta dal presidente della ‘Fondazione Premio Estense’, Riccardo Maiarelli, invece, ha assegnato a Lucia Annunziata – sentito il parere della giuria tecnica, il 35/o ‘Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell’informazione’.
La cerimonia conclusiva del Premio Estense 2019 avrà luogo il 28 settembre al Teatro Comunale di Ferrara quando sarà consegnato a Lucia Annunziata il ‘Granzotto’.
A Parma il ‘Paganini Guitar Festival’Dal 23 al 27 maggio, premio al compositore cubano Brouwer
PARMA18 maggio 201915:52
– Parma celebra la chitarra. La città ducale, capitale italiana della cultura 2020, si prepara ad accogliere la 19/a edizione della rassegna internazionale ‘Paganini Guitar Festival’ dal titolo ‘La espiral eterna’, che quest’anno omaggia il compositore cubano Leo Brouwer. Il festival, in programma dal 23 al 27 maggio, è organizzato dalla Società dei Concerti di Parma, in collaborazione con il Comune-Casa della Musica.
La novità più importante dell’edizione 2019 è la presenza di Leo Brouwer, uno dei compositori più celebri ed eseguiti del mondo della chitarra. Al maestro, ospite d’onore del festival, verrà anche consegnato un premio alla carriera in occasione delle celebrazioni per il suo 80/o compleanno. La manifestazione è stata presentata dall’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra. “Questo è un evento che consolida la capacità di attrarre un pubblico giovane – ha spiegato – e che coinvolge e si sviluppa in percorsi diversi in forma itinerante in luoghi differenti della città”.
Night fever. Discoteche templi designA Prato avanguardia e controcultura nei club notturni più famosi
18 maggio 201915:56
– Studio 54, la leggendaria discoteca di New York alla fine degli anni Settanta, evoca musica a tutto volume, luci, effetti speciali, nuove mode, una schiera di personaggi dell’ arte e dello spettacolo, drink, mix di alcol e non solo. Non è stato l’ unico locale a fare epoca per il popolo della notte e la disco music che nel 1977 ha trovato nel film Saturday night fever il suo manifesto. Nella Grande Mela hanno occupato la scena The Electric Circus, il Paradise Garage, The Saint, Area e Palladium; a Parigi Le Palace e Le Bain Douches; a Berlino il Tresor e Berghain; a Beirut il B018; a Manchester The Hacienda; in Italia lo Space Electronic a Firenze e il Grifoncino a Bolzano. Templi dei nuovi stili musicali, sì, ma laboratori creativi per le tendenze artistiche e culturali. A questo mondo molto il Centro per l’ Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica la mostra “Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today”, dal 7 giugno al 6 ottobre.
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Leonardo e la Scapiliata, oltre bellezza
A Parma nel volto di donna ‘la divina complessità della realtà’
18 maggio 201916:08
– I capelli liberi e mossi dal vento, la testa inclinata verso sinistra, gli occhi che guardano verso il basso, l’ espressione serena ma enigmatica. Leonardo colpisce ancora offrendo con la sua Scapiliata un’altra icona femminile di bellezza senza tempo. La dipinse su una tavola di dimensioni ridotte, 25×21, nell’ ultimo decennio del Quattrocento. Il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma rende omaggio al suo gioiello con la mostra allestita fino al 12 agosto alla Galleria Nazionale. E’ un altro tassello che si aggiunge alle iniziative del Comitato Nazionale per celebrare i 500 anni della morte del gigante mondiale. Poste Italiane contribuisce con un francobollo dedicato alla protagonista del capolavoro. Con la Scapiliata, osservano i curatori – il prof Pietro Marani e il direttore della Pilotta Simone Verde -, Leonardo va oltre la bellezza: “Con uno sperimentalismo unico, riesce a riassumere, nello spazio immobile e bidimensionale di una tavoletta, tutta la complessità divina della realtà”.
Cannes: l’America pericolosa di Winding Refn per Amazon Pluripremiato regista Drive firma serie tv Too old to die young
8 maggio 201920:02
A guardare i suoi film e il suo passaporto danese, è facile pensare a Nicolas Winding Refn, il premiato regista di “Drive”, il visionario di “Neon Demon” a un artista maledetto, un incrocio tra l’istrionico Lars von Trier e l’ossessionato David Lynch. Già, perché nonostante sia nato a Copenhaghen, il regista che a Cannes ha portato ieri sera due episodi della sua prima serie americana “Too Old to Die Young” (da giugno su Amazon Prime) è cresciuto a New York e di cultura americana appare intriso sempre più profondamente. In realtà il giovane a modo, in giacca, cravatta e occhiali d’ordinanza che oggi si è dato in pasto ai suoi deliranti fan in una vibrante “lezione di cinema” e che ieri sera ha fatto passerella sulle Marches del Palais insieme a tutta la famiglia (moglie e due figli) ha l’aria del bravo ragazzo ancora appena uscito dal college, nonostante 49 anni che proprio non si vedono. Poi si ritorna alle atmosfere del film/serie e si sprofonda in un inferno notturno dominato dalla violenza strappata, quasi ipnotico nella sua stilizzazione estetica e si finisce a domandarsi dove stia la verità. Come si sa “Too Old to Die Young” è nato in pochissime settimane di scrittura a quattro mani tra l’autore e il suo sceneggiatore di fiducia Ed Brubaker e, proposto ad Amazon, ha avuto il via libera a tempo di record nonostante le strane regole imposte alla produzione: 10 puntate per 16 ore di narrazione, ma senza nessun vincolo di durata dei singoli episodi che, a modo loro, sono in effetti film compiuti a tutti gli effetti. Ciò spiega la tranquillità con cui Winding Refn ha potuto estrapolare il quarto e il quinto episodio, togliendo ai privilegiati di Cannes il gusto dei passaggi iniziali del viaggio verso l’inferno del protagonista, il poliziotto Martin che di giorno amministra la giustizia sulla strada e di notte (o appena libero) si trasforma in killer a pagamento e dispensa la giustizia a modo suo senza la giustificazione psichiatrica di “Dexter”, ma in compenso con un sacco di sensi di colpa e rovelli quasi bergmaniani. Per saperne di più bisognerà aspettare la messa in onda sulla piattaforma e non c’è dubbio che l’anteprima di Cannes manderà alle stelle gli ascolti. Un po’ come Paolo Sorrentino con “The Young Pope”, anche Winding Refn sembra stregato dalle possibilità del racconto seriale ma riscrive lo spartito a modo suo senza piegarsi in nessun modo alle regole ferree della tv americana.
– La fondazione dedicata allo scrittore Mario Tobino ha avviato una campagna per una raccolta fondi con cui salvare la biblioteca di Maggiano (Lucca) dove ci sono oltre 4.000 fra libri e 261 riviste a rischio di dispersione o rovina. La campagna, spiega una nota, si basa su un crowdfunding attivato sulla piattaforma Eppela e riguarda la biblioteca dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, la struttura resa nota dalla penna e dal lavoro di Mario Tobino che, psichiatra, ne fu direttore sanitario per decenni. I volumi sono tutti dedicati alla psichiatria e alla medicina in genere e si tratta di un patrimonio di inestimabile valore, testimone della cultura medica dal ‘700 a ‘900. Dopo infiltrazioni di acqua dal tetto, che hanno causato instabilità del solaio e provocato danni alle raccolte, tutto il materiale bibliografico è stato spostato in un deposito temporaneo che, a seguito del furto di canale di rame, si è rivelato anch’esso inadeguato per le infiltrazioni di acqua che hanno bagnato molti scatoloni.
Torna l’acqua in fontane rampe del PoggiImpianto restaurato e riacceso dopo quasi un secolo
FIRENZE18 maggio 201919:30
– E’ tornata a zampillare oggi, dopo quasi un secolo, l’acqua dell’impianto idrico nelle fontane, nelle vasche e nelle grotte del sistema delle Rampe del Poggi a Firenze, opera monumentale che collega il lungarno con Piazzale Michelangelo. Nonostante la pioggia centinaia di persone hanno partecipato alla riaccensione dell’impianto alla presenza del sindaco Dario Nardella e del presidente della Fondazione Cr Firenze Umberto Tombari. Dal momento in cui è stato premuto il pulsante rosso sono trascorsi 10 minuti perché l’acqua, salutata da un fragoroso applauso e tra le note dell’Inno alla gioia di Beethoven, uscisse dalla conchiglia posta alla sommità e raggiungesse le fontane poste ai lati della Torre di San Niccolò, coprendo un dislivello di 54 metri. Rinviato per maltempo invece l’evento ‘Le Rampe in Festa’ che Comune e Fondazione avevano organizzato per per salutare l’importante recupero.
Il grande restauro è stato finanziato interamente da Fondazione Cr Firenze nell’ambito del’Art bonus’ e curato dal Comune di Firenze. Tutta l’operazione ha comportato un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro. “Oggi è grande la gioia di rivedere questo complesso architettonico e monumentale tornare a funzionare come 100 anni fa – ha detto Nardella -. E di questa meraviglia ringrazio tutti coloro che ci hanno permesso di arrivare fin qui. Siamo davvero molto felici per questa giornata indimenticabile e storica”. “Un intervento molto impegnativo e con non poche difficoltà – ha sottolineato Tombari – completato in soli nove mesi. Il merito va alle maestranze per l’entusiasmo e l’alta competenza dimostrata.
Firenze ha davvero delle eccellenze senza le quali il risultato non sarebbe stato questo e in tempi così rapidi”.
Mostra su Napoleone con erede BonaparteFino al 30/6 a museo del Cassero di Castiglion Fiorentino
CASTIGLION FIORENTINO (AREZZO)18 maggio 201919:31
– Si intitola ‘I selfie di Napoleone’ la mostra che trova spazio presso il museo del Cassero a Castiglion Fiorentino (Arezzo), inaugurata oggi alla presenza del pronipote di Bonaparte, il principe Charles Napoleone Bonaparte, presidente della Federazione europea delle città napoleoniche. Si tratta di 32 scatti curati dal locale circolo fotografico che ripercorrono i momenti salienti della vita di Napoleone: una biografia fotografica in cui l’antica arte dell’incisione sul metallo è rielaborata dalla moderna arte fotografica. La mostra è aperta fino al 30 giugno per poi iniziare un tour in Italia e all’estero. “Sono molto contento di aprire questo canale che favorisce scambi turistici tra paesi diversi in nome di Napoleone”, ha detto Charles Bonaparte che ha partecipato anche a un incontro sull’ultima notte da imperatore del suo avo, al centro del romanzo ‘La lunga notte di Napoleone’ scritto da Lucia Bigozzi e di Alain Borghini, conservatore del museo del Medagliere napoleonico che si trova all’interno del museo civico della città. “Il libro narra su base storica, una serie di eventi realmente accaduti ma poco conosciuti e scarsamente indagati sul piano umano e politico, restituendo al lettore il giusto profilo di Napoleone” ha commentato Borghini.
La Turandot dei bambini emoziona nei teatri di tutta Italia Nel progetto Europa Incanto coinvolti 50mila studenti in 7 regioni
19 maggio 201912:09
Centinaia di alunni che conoscono a menadito le arie di ‘Turandot’ e intonano ‘Nessun dorma’ a casa e a scuola ma anche per strada o sul bus dando vita a una festosa invasione delle città. E’ la magia del progetto ‘Europa Incanto’, che si ripete anche quest’anno sulle note dell’opera di Puccini. La Turandot dei bambini, che fa parte del progetto che da diversi anni promuove la lirica a scuola, ha numeri importanti: centocinquanta repliche con quasi cinquantamila studenti coinvolti in sette regioni d’Italia. E ancora più di cento attori divisi in diversi cast, settanta musicisti selezionati dopo oltre 800 audizioni. Tutti rigorosamente under 35.Dopo il debutto al San Carlo di Napoli, le repliche dello spettacolo si sono tenute a Messina, Cosenza, Jesi, Firenze, e Roma al Teatro Eliseo e all’Argentina per concludersi al teatro romano di Ostia antica.Dopo la ‘Cenerentola’, il ‘Flauto Magico’ e l’ ‘Aida’ anche quest’anno con la ‘Turandot’ lo spettacolo in teatro rappresenta la fase conclusiva del format ideato da Europa InCanto che mira ad appassionare le nuove generazioni all’opera lirica con un coinvolgimento diretto di scuole, famiglie e teatri. Lo spettacolo, infatti, rappresenta il coronamento di un lavoro fatto a scuola con gli insegnanti e a casa con le famiglie, grazie a degli specifici strumenti dati ai partecipanti.In particolare un libro didattico ideato e realizzato da Nunzia Nigro in cui viene raccontata la trama dell’opera, la vita di Giacomo Puccini e con le indicazioni per costruire i personaggi della favola di Turandot. Una parte del volume è dedicata agli spartiti, al copione ed infine a un viaggio all’interno della scrittura musicale. Genitori, nonni e amici non sono solo il pubblico dello spettacolo finale, ma partecipano al percorso dei bambini, cantando e imparando insieme a loro. A compimento del percorso, c’è la messa in scena dello spettacolo finale in teatri di prestigio come, appunto, il San Carlo a Napoli, l’Argentina a Roma o la Pergola a Firenze. Tutti i partecipanti, prendendo parte attivamente allo spettacolo, interpretano insieme ai cantanti e all’Orchestra Europa InCanto, diretta da Germano Neri, direttore Artistico del progetto, i brani studiati nel corso dell’anno, eseguendo movimenti scenici e coreografici, indossando i costumi e utilizzando gli elementi di attrezzeria da loro realizzati.Scuola InCanto da anni coinvolge nelle sue attività musicali anche gli alunni non udenti della scuola primaria. Tutti gli studenti imparano ad eseguire e segnare alcuni brani con la LIS (Lingua Italiana dei Segni) per poi esibirsi in occasione dello spettacolo finale.
Postorino vince XXXII Premio ChiantiCon ‘Le assaggiatrici’ (ed. Feltrinelli)
GREVE IN CHIANTI (FIRENZE)18 maggio 201919:56
– E’ Rosella Postorino con il romanzo ‘Le assaggiatrici’ (Ed. Feltrinelli), con una trama costruita sulle donne che dovevano assaggiare i cibi del Fuhrer e restare sotto osservazione per un’ora affinché le guardie si accertassero che non fossero avvelenati, la vincitrice della XXXII edizione del Premio letterario Chianti.
Le votazioni si sono svolte nei locali del ‘Giardino di Zago’ a Greve in Chianti (Firenze), con la votazione dei 350 giurati. Gli altri finalisti della XXXII edizione del Premio erano: Carlo Carabba con ‘Come un giovane uomo’ (ed. Marsilio), Valentina Farinaccio con ‘Le poche cose certe’ (Mondadori), ‘Questa sera è già domani’ di Lia Levi (E & O), Massimo Maugeri con ‘Cetti Curfino’ (La nave di Teseo).
Gli autori hanno anche incontrato in cinque comuni del territorio chiantigiano fiorentino e senese la giuria popolare di 350 lettori (con il coinvolgimento delle biblioteche locali).
Urbino set film biografico Ivan GrazianiCavalieri nel vento, 500 comparse, 100 operatori staff e cast
URBINO18 maggio 201919:58
– Per sei settimane Urbino si trasformerà in un set cinematografico: 500 comparse, centinaia di operatori dello staff e del cast per onorare la memoria del cantautore Ivan Graziani e nello stesso tempo di valorizzare la storia, la tradizione e il patrimonio artistico e culturale di Urbino. “Cavalieri nel vento”, film biografico sull’autore di ‘Agnese, dolce Agnese’, parte da una proposta di Svim (Società Sviluppo Marche) che ha messo insieme il gruppo di lavoro formato da professionisti con esperienza decennale nel mondo del cinema, della musica e dello spettacolo, con la collaborazione e il sostegno di Anna e Filippo Graziani, moglie e figlio dell’artista nato a Teramo, ma marchigiano d’adozione. Prevista la produzione di un lungometraggio, la realizzazione di un disco tributo e la messa in scena di un musical. Gianluca Carrabs, ha ricordato che “a Urbino Ivan ha studiato, si è formato e ha conosciuto la donna della sua vita, Anna. Urbino è il luogo giusto e perfetto, per raccontare questa storia”.
Eurovision: vince Olanda, Italia seconda con MahmoodAl terzo posto si è classificata la Russia con ‘Scream’ interpretata da Sergey Lazarev. Bandiere palestinesi e israeliane durante lo show di Madonna
19 maggio 201914:48
Duncan Laurence con ‘Arcade’ in gara per l’Olanda ha vinto l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest a Tel Aviv. Al secondo posto l’Italia con ‘Soldi’ di Mahmood che è stata battuta sul filo di lana del voto dopo essere stata per una buona parte della gara in testa.Al terzo posto si è classificata la Russia con ‘Scream’ interpretata da Sergey Lazarev. L’Olanda ha guadagnato 492 punti, l’Italia 465 mentre la Russia 369. Tra il primo e il secondo il distacco è stato di 27 punti.Il gruppo islandese Hatari ha innalzato sciarpe con i colori e la scritta Palestina non appena sono stati inquadrati durante la votazione finale dell’Eurovision. Uno dei membri del gruppo ha fatto il segno della V per Vittoria. Invece una bandiera israeliana sulla schiena di un ballerino e quella palestinese su quella di un’ altra, con i due che si abbracciano al termine della canzone è il messaggio lanciato da Madonna dal palco della finale dell’Eurovision a Tel Aviv. Per la sua performance, la pop star americana ha scelto una versione nuova di zecca per i 30 anni di ‘Like a prayer’ e poi ‘Future’ – quello delle bandiere – brano inedito dal suo prossimo album ‘Madame X’ in uscita a giugno. Lo show ha causato una presa di posizione della Ebu, l’Unione europea di radiodiffusione (Ebu), che ha precisato in un comunicato di non aver approvato preventivamente l’esposizione delle bandiere israeliana e palestinese nell’esibizione di Madonna nell’Eurovision Song Contest. Quella parte dello show non era comparsa nelle prove, ha precisato la Ebu citata dal Times of Israel. “L’Eurovisione song contest – ha ribadito – è un evento non politico, e Madonna ne era conoscenza”.
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Nessun dorma, musica che non ha barriere
Bernardini al timone della terza serie in onda su Rai5 dal 20/5
19 maggio 201914:25
– Salvatore Accardo accanto a Mauro Pagani, Graham Vick al fianco di Shlomo Mintz, Paolo Fresu che dialoga con Syria: sono alcuni degli incontri ‘azzardati’ che “Nessun dorma”, il programma in onda su Rai5 da lunedì 20 maggio alle 21.15, propone al suo pubblico, nella convinzione che non esistano steccati a dividere la musica. Padrone di casa, ideatore del format e autore è Massimo Bernardini, che
dice: “Questo programma mi assomiglia, anche io come formazione e come amori musicali sono trasversale. Ho pensato a un format che fosse un luogo in cui la musica si incrocia”. Giunto alla terza stagione, “Nessun dorma” si fonda sul confronto tra musicisti, ma anche tra artisti e pubblico, nonché sulla capacità di trovare qualcosa che unisce i tanti mondi della musica. Accanto al talk, in ogni puntata (6 fino a giugno, poi la ripresa dopo l’estate) spazio anche alle performance live, e ai filmati delle Teche Rai. Nella prima puntata il musical, con Ted Neeley e Massimo Romeo Piparo come ospiti.
Bellucci, con Lelouche amore senza età”Rispetto e parita’ donne”. Aimee-Trintignant film miracolo
CANNES19 maggio 201914:53
“Sono disponibile pure a portarti il caffè sul set” con questa preghiera, racconta Monica Bellucci, “ho convinto Claude Lelouch a entrare nel suo film”.
L’attrice expat (“se devo fare un bilancio sono più gli anni che sono stata fuori l’Italia che quelli dentro, è stato il mio destino”), tra i nomi italiani più amati in Francia, è al Festival di Cannes con Les Plus belle annees D’Une Vie presentato fuori concorso. Lelouch ha riunito i protagonisti di Un uomo una donna, Jean Louis Trintignant e Anouk Aimee, film del 1966 e li ha riportati, sugli stessi luoghi del loro amore.
Un film sentimentale, romantico, nostalgico e gerontofilo: “trovo che abbia un bellissimo messaggio. Quando Anouk e Jean Louis si guardano non c’è solo l’emozione ma la passione e la voglia di piacersi. C’è un grande tabù sociale su questo. Ci si invecchia e per la società non esisti più dal punto di vista dell’amore, invece i sentimenti ci sono sempre”, racconta Monica, 54 anni a Cannes con il compagno Nicolas Lefebvre, 26.
La Cina acida di Wild Goose LakeIn concorso il film multi-generi di Yinan Diao
18 maggio 201918:35
CANNES
– ‘Wild Goose Lake’ (Il lago delle oche selvagge) di Diao Yinan, in concorso al Festival di Cannes, mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la voglia di film di genere in questa 72/ma edizione (proprio oggi passa, sempre in concorso e sulla stessa onda, ‘Gomera’ del romeno Corneliu Porumboiu). Ma definire questo film solo un thriller-noir sarebbe riduttivo perché ci mostra, in una atmosfera che ricorda ‘Blade Runner’ (piove sempre), l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Protagonista del film un boss in fuga, tra le ombre tipiche del noir, uno che vuole uscire dal giro e su cui viene messa una taglia. Un uomo, Zhou Zenong (Hu Ge), infine, che, come spesso capita, si fida troppo di quelle donne che sembra vogliano aiutarlo. Tutto inizia in una pompa di benzina sotto una pioggia scrosciante dove Zhou aspetta qualcuno. Arriva una sconosciuta (Tang Wei), scoprirà solo dopo essere una prostituta, ma lui alla fine si fida. Comincia così la sua grande fuga in una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori.
Red carpet ‘verde’, Argentina pro-abortoCollettivo femminista per legge su autodeterminazione donne
CANNES18 maggio 201919:26
– Onda verde sul tappeto rosso del festival di Cannes. E’ un modo per manifestare per un collettivo di attrici, attiviste, registe per sensibilizzare su quello che accade in Argentina a 10 giorni esatti da un voto che puo’ rendere legale l’aborto. Hanno indossato le scarpe verdi della campagna pro-choice per l’autodeterminazione dei diritti delle donne. In Argentina, una donna muore ogni settimana a seguito di un aborto illegale più di una volta al giorno in America Latina, dove 300 milioni di donne vivono senza il diritto di porre fine alle loro gravidanze”, ha detto il regista Juan Solanas.
L’occasione della ‘performance’ sul tappeto rosso e’ la prima mondiale del documentario argentino Que Sea Ley (Let it be law) diretto da Juan Solanas insieme al padre Fernando “Pino” Solanas. Un film che arriva in pieno dibattito sull’aborto dopo che in molti paesi si torna a discutere di leggi restrittive sull’interruzione di gravidanza, tra cui gli Stati Uniti, negli stati Indiana, Ohio, Alabama, Missouri, Georgia.
Bolle ai ragazzi di Forcella, non credete al successo facileEtoile nel popolare rione di Napoli: ‘No alle scorciatoie’
NAPOLI18 maggio 201919:37
NAPOLI – “Non credete al successo facile, quello fatto di scorciatoie: non vi lascerà nulla. Inseguite invece i sogni e credete in un percorso costruito giorno dopo giorno come ho fatto io”. A parlare ai ragazzi di Forcella, in un luogo simbolo come la biblioteca intitolata ad Annalisa Durante, giovane vittima innocente di camorra, è una delle etoile più apprezzate al mondo, Roberto Bolle. “Il successo facile – ha ricordato il primo ballerino della Scala di Milano – non arricchisce. E’ importante coltivare le proprie passioni. Questo, al di là del risultato, contribuirà a costruire una persona migliore”.
Bolle, a Napoli oggi e domani per OnDance, la grande festa della danza, ha incontrato bambini e associazioni del popolare rione di Napoli spesso al centro di fatti di camorra in compagnia dello scrittore Maurizio De Giovanni e dell’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele.
“Essere qui oggi – ha sottolineato Bolle – è un grande onore, è qualcosa che mi arricchisce particolarmente. Entrare nello specifico di questa realtà fa bene a entrambi: a voi per l’attenzione mediatica, con i riflettori che si accendono su Forcella, a me per l’arricchimento umano che mi state dando.
Sento la responsabilità – ha proseguito Bolle – di fare qualcosa a livello umano e civico per dare dei messaggi che, specie nel momento storico che viviamo, mi sembrano più importanti che mai”.
Bolle ha ricordato la sua esperienza di enfant prodige della danza costruita attraverso un percorso fatto di sacrifici. “La strada lunga è una strada difficile – ha sottolineato l’etoile – fatta di sofferenza, sin da bambino. Ho lasciato la famiglia a 11 anni per andare a Milano e ho dovuto fare tante rinunce da ragazzo per conciliare scuola e accademia. Vedevo i miei amici che vivevano un’adolescenza normale fatta anche di svaghi. Cosi non è stato per me che ho avuto un’adolescenza dura, pesante, con tante ore di studio al giorno. Ma senza quei passaggi non avrei avuto gli strumenti per dimostrare il mio valore sul palco dove si è da solo. A 21 anni – ha ricordato – ero già primo ballerino ma già a 19 dovevo dimostrare di poterlo fare. Dietro la danza c’è molto dolore e tanti limiti fisici che non si vedono ma ci sono. Ma alla fine di questo percorso nessuno mi toglierà quello che ho fatto”.
Premio Bancarellino a Giulia BesaCon ‘Gemelle’ (Giunti editore), votata da giuria giovani
PONTREMOLI (MASSA CARRARA)18 maggio 201919:35
PONTREMOLI (MASSA CARRARA) – Giulia Besa con ‘Gemelle’ (Giunti editore) vince la sessantaduesima edizione del Premio Bancarellino. A metà tra il romance e il thriller psicologico, Besa (originaria proprio di Pontremoli) racconta la storia di Celeste e Vera, gemelle ma completamente diverse, con la seconda, ‘chiusa e seriosa’, che prende il posto di Celeste e scopre ‘segreti inconfessabili e aspetti imprevedibili delle persone che le stanno accanto’. Una lettura rapida, coinvolgente, che racconta con le due protagoniste, pensieri e sentimenti dei ragazzi di oggi, un mondo familiare e ma anche originale.
Gli altri concorrenti in gara a Pontremoli, letti e giudicati da un migliaio di giovani che poi hanno scelto il vincitore, erano: ‘Ogni stella lo stesso desiderio’ di Laura Bonalumi (Il Battello a vapore), ‘Le ragazze non hanno paura’ di Alessandro Ferrari (Dea), ‘In viaggio con Amir. Storia di un sogno’ di Melania Soriani (Leucotea), ‘Susanna e gli orchi’ di Mariella Ottino e Silvio Conte (Albe edizioni).
La Corrida, il vincitore della puntata finale è “Dante”Standing ovation per il giovane talento. E alla fine Carlo Conti ricorda Corrado
18 maggio 201918:50
Un’esibizione indimenticabile che ha lasciato il segno. Con il celebre brano “Through the barricades” degli Spandau Ballet, Alessandro Mancuso (in arte “Dante”) ha vinto l’ottava e ultima puntata del varietà dedicato ai “dilettanti allo sbaraglio”. Il giovanissimo talento di Falconara Marittima (Ancona) ha conquistato il pubblico che gli ha regalato una lunga standing ovation. Si è conclusa così, con oltre tre milioni e mezzo di spettatori e il 17.4% di share, l’edizione 2019 de “La Corrida” il varietà condotto da Carlo Conti che si è congedato così “Ricordatevi una cosa, come ha finito sempre il grande Corrado gli appuntamenti con la Corrida: se c’è stato uno scemo del villaggio, se c’è stato un dilettante allo sbaraglio… quello sono stato io!”.
Maturità 2019, nuovo esame orale: le 10 regole per sostenerlo al meglioIl colloquio di maturità, l’ultimo scalino prima del diploma, dal 2019 muterà forma. I consigli giusti per impressionare la commissione e non essere sopraffatti dall’ansia.
18 maggio 201918:15
La maturità 2019 presenterà molte novità, ormai è chiaro a tutti. Non tutti però sanno quelle dritte che possono risultare molto utili il giorno dell’orale, l’ultimo scalino prima del diploma ma anche il primo vero confronto – occhi negli occhi – con i membri esterni di commissione. E allora, come uscire indenni e vincenti da questo momento così importante? Ecco il decalogo di SKUOLA.NET
per impressionare i professori senza essere sopraffatti dall’ansia.
10. Arrivare in orario
Prima cosa, non banale, è presentarsi in orario, anche se – per sorteggio – si è tra gli ultimi interrogati della giornata. Il vantaggio è duplice: seguire la prova dei compagni che precedono e dare un’impressione di serietà. Non si fa una buona impressione arrivando trafelati all’ultimo minuto.
9. Curare l’aspetto
Il colloquio d’esame, come quello di lavoro, comporta delle regole “non scritte” che coinvolgono anche il modo di presentarsi davanti a chi ha il compito di “valutare”. Nessuno sta dicendo di rinunciare al proprio stile, ma consigliamo di scegliere un look sobrio e curato, adatto al contesto.
8. Dimostrare educazione e rispetto
Cominciamo dalle basi. Una volta giunto il proprio turno, è bene sedersi salutando con garbo, accennando un sorriso. Compostezza e buona educazione giocano sempre a favore del maturando, e i commissari esterni saranno più disposti a chiudere un occhio anche di fronte a qualche errore nel corso del colloquio.
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7. Controllare l’ansia
Succede a tutti, in situazioni del genere, di sentirsi molto in ansia e stressati. Cerca di evitare però di mostrare segni di agitazione. Mantieni una posizione composta e lo sguardo verso il tuo interlocutore, e scandisci le parole. I professori comunque proveranno a metterti subito a tuo agio qualora ti vedessero particolarmente nel pallone, quindi no panic.
6. Non agli atteggiamenti di sfida
A volte, proprio a causa dell’agitazione, capita di assumere un atteggiamento teso e nervoso. Oppure, se non si è d’accordo con uno dei commissari, si può avere la tentazione di rispondere a tono e incaponirsi. Quello che però devi fare è evitare di alzare un muro tra te e i commissari, o sfidarli. Potrebbe creare un’atmosfera di tensione controproducente per l’ esame.
5. Informarsi sulla prova
Ora che abbiamo visto come comportarsi di fronte ai commissari esterni, veniamo al pratico. Per non farsi cogliere di sorpresa, bisogna sapere come si svolgerà l’esame orale e cosa serve per essere preparati. Informati su come si svolgerà il colloquio e “sbircia” l’esame orale dei compagni che ti precedono.
NOTA DI MAURIZIO BARRA AUTORE DEL PRESENTE SITO
Ma se non c’è chi precede quel povero studente? Ci sarà pure uno che è primo…
FINE NOTA
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4. Esercitarsi con esempi di percorsi multidisciplinari
All’inizio del colloquio, il presidente di commissione sorteggerà tre buste, tra cui il candidato dovrà sceglierne una. All’interno si troverà materiale di diversa natura: una foto, un quadro, un testo, un documento, un grafico, ecc. Una volta scoperto cosa cela la fatidica busta, bisognerà iniziare a commentare e argomentare, riconoscendo di cosa si tratta e impostando un percorso multidisciplinare con l’aiuto dei commissari, che guideranno il discorso con le loro domande. Per arrivare pronti, in questo periodo pre-esame può essere utile simulare il colloquio partendo, ad esempio, da un quadro o da una poesia.
3. Fare una presentazione PowerPoint sul progetto di alternanza scuola-lavoro
Finita la prima parte, toccherà al progetto di alternanza scuola-lavoro (oggi Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Spiega ciò che hai imparato e in che modo può essere utile al tuo futuro, elencando le soft skills e le competenze tecniche che questa esperienza ti ha fatto ottenere. Ti consigliamo di preparare una presentazione Powerpoint allegando documenti e foto del lavoro svolto in alternanza.
2. Prepararsi su Cittadinanza e costituzione
All’esame orale si parlerà delle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e costituzione. Prima che finisca la scuola, definisci insieme ai tuoi professori quali sono queste attività da portare all’esame e fai un elenco. Per ognuna di esse, prepara un piccolo discorso e una riflessione. Ti sarà utile per non farti cogliere impreparato.
1. Rivedere le prove scritte di maturità
Per arrivare pronto all’orale, controlla sempre la soluzione delle prove scritte e cerca di capire quali errori hai commesso e quale sarebbe stata la risposta corretta. In questo modo eviterai imbarazzanti scene mute nel momento in cui i commissari di maturità di chiederanno di motivare le tue scelte durante le prove scritte, recuperando qualche punto.
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Montalcini-Dulbecco, il lato umano della scienza
L’amicizia, quasi amore, in un libro di Vai edito da Rubbettino
CATANZARO18 maggio 201910:51
Un legame di intensa, affettuosa amicizia, e forse di amore, vissuto, comunque, nel nome del sacro fuoco della ricerca che li accomunava e che li ha portati entrambi nell’Olimpo della scienza mondiale. E’ quello intercorso tra i due premi Nobel italiani per la Medicina Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco.
A raccontarlo è un libro scritto dalla giornalista Carola Vai “Rita Levi-Montalcini. Una donna libera”, edito da Rubbettino, la prima biografia completa della scienziata.
Dal loro primo incontro, nelle aule dell’università di Torino, lei ventenne e lui poco più che sedicenne, tra Rita e Renato nasce un’attrazione, e di conseguenza un affetto, che ha attraversato il secolo scorso per arrivare fino agli albori del nuovo millennio. E che è stato capace di resistere – in un continuo scambio di sogni, speranze, idee, progetti – a difficoltà di ogni sorta, distacchi e legami con altre persone.
Donna indipendente e volitiva, Rita Levi-Montalcini ha confessato di “avere molto amato” senza rivelare i nomi di coloro che tale sentimento avevano suscitato in lei, eccetto i due fidanzati ufficiali di gioventù: prima Germano, poi Guido.
Renato Dulbecco, invece, si è sposato due volte, ma nulla e nessuno ha mai appannato i suoi sentimenti verso Rita. Entrambi hanno spesso fatto in modo di rivedersi in conferenze, dibattiti e congressi.
Nel volume di Carola Vai sono riportati brani di lettere scritte ai familiari dalla Levi-Montalcini in cui la scienziata, scostandosi dall’immagine che è sempre prevalsa di lei, offre elementi che avvalorano l’esistenza di questo amore mai dichiarato ma nemmeno nascosto per il collega. Rita, nata il 22 aprile 1909 a Torino, aveva 5 anni in più di Renato, nato il 22 febbraio 1914 a Catanzaro. Una differenza anagrafica che al loro arrivo nell’ateneo sabaudo, secondo la scienziata, contribuì a saldare la loro amicizia. Dopo gli anni universitari, durante i quali si erano seguiti l’un l’altra con ammirazione e rispetto, i due amici si erano un po’ persi. Quando si sono ritrovati, dopo la guerra, tutto era diverso. E loro non erano da meno.
Dulbecco si era sposato, mentre lei aveva scelto di non avere legami per dedicarsi totalmente alla ricerca. E chissà che in quella scelta non avesse pesato proprio quell’amore ormai divenuto irrealizzabile.
Un caso da gossip il loro rapporto e che nessuno dei due mai smentì, anche se Rita, alla soglia dei novant’anni, ammise: “Dulbecco innamorato di me? Si diceva, ma non credo”, ma poi aggiunse: “eravamo molto amici, e così siamo rimasti. Un rapporto di amicizia speciale, particolarmente intenso, che è durato tutto il tempo. E che continua anche oggi. Sono io che gli ho fatto iniziare gli studi in fisica”.
Di certo c’è, però, che dopo la morte di Dulbecco, il 20 febbraio 2012, Rita rilasciò ai giornalisti poche parole di addio per il caro amico. Dieci mesi dopo, il 30 dicembre 2012, se ne andò per sempre anche lei. E con entrambi svanì anche il legame che li univa.
Harry e Meghan condividono foto nozzeRaccolta scatti inediti in primo anniversario matrimonio
19 maggio 201913:35
Sposi da un anno, Harry e Meghan, decidono di festeggiare il loro primo anniversario di matrimonio, già allietato dalla nascita del piccolo Archie, condividendo immagini finora inedite delle nozze reali celebrate al Castello di Windsor. Lo riporta La Bbc.
Il Duca e la Duchessa di Sussex mostrano il dietro le quinte del loro giorno più bello in un video pubblicato sull’ account Instagram, Sussex Royal. Una raccolta di scatti finora inediti con la colonna sonora del coro del Regno che intona “This Little Light of Mine”.
“Grazie per tutto l’amore e il sostegno di tanti di voi in tutto il mondo. Ognuno di voi ha reso questa giornata ancora più significativa”, si legge su un post di Meghan e il Principe Harry su Instagram.
Nella clip si susseguono immagini in bianco e nero che mostrano Harry che scende una rampa di scale con suo fratello William. Ci sono anche teneri scatti di Meghan accompagnata dal principe Carlo e ancora Meghan che sorride e si tiene per mano con la madre Doria Ragland. [print-me title=”STAMPA”]
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DALLE 11:51 DI MERCOLEDì 15 MAGGIO 2019
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Nicole Kidman al Taormina Film Fest
Nastro d’argento per il trentennale a Luca Guadagnino
CANNES15 maggio 2019 11:51
– Sarà una lunga maratona dal 29 giugno al 6 luglio: prima la 73/a edizione dei Nastri D’Argento e poi, a seguire, il 65/o Taormina Film Fest che si terrà dal 30 giugno fino al 6 luglio. Un doppio appuntamento presentato a Cannes. Per quanto riguarda il Taormina Film Fest, sarà Nicole Kidman l’ospite d’onore. L’attrice australiana, Oscar come migliore attrice per The Hours, riceverà il Taormina Arte Award. Il festival avrà poi come madrina l’attrice e modella spagnola Rocío Muñoz Morales. A inaugurare la rassegna, Ladies in Black, il nuovo film del regista australiano Bruce Beresford (A spasso con Daisy), presente a Taormina. Tra gli altri ospiti Kasia Smutniak con il film Dolce Fine Giornata di Jacek Borcuch, premiato al Sundance.
Tra le proiezioni speciali ci sarà poi la prima italiana di Yesterday di Danny Boyle sui Beatles e l’attesissimo film concerto Amazing Grace, con una giovane Aretha Franklin.
Sul fronte Nastri, il Nastro d’Argento europeo del trentennale andrà a Luca Guadagnino.
‘Lectura Ovidii’ diventa docu-filmNel cast Pagliai, Placido, Crippa, Guanciale, Pasotti, Siravo
SULMONA (L’AQUILA)15 maggio 201916:21
– La “Lectura Ovidii”, con i protagonisti che hanno affascinato in più occasioni il pubblico del ‘Caniglia’ di Sulmona, diventa film-documentario. E’ in post produzione “Lectura Ovidii”, scritto e diretto da Davide Cavuti e dedicato a vita e opere di Publio Ovidio Nasone. Cavuti, alla terza prova da regista cinematografico, ha coinvolto gli attori con cui collabora da anni. Oltre alla partecipazione straordinaria di Michele Placido, nel cast Maddalena Crippa, Lino Guanciale, Ugo Pagliai, Giorgio Pasotti; nella ricostruzione filmica Pino Ammendola (Ovidio), Maria Rosaria Omaggio (Fabia), Franco Oppini (un amico di Ovidio a Tomi), Edoardo Siravo (Imperatore Tiberio). Poi Angelica Cacciapaglia, Gabriele Cicirello, Flavio Francucci, Rossella Mattioli, Domenico Silvestri, Nicola Gardini, Giordano Bruno Guerri. Il docu-film è prodotto da MuTeArt Film in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Ovidio di Sulmona, con il project management della dirigente scolastica Caterina Fantauzzi.
Noir Martani, comprati diritti da majorPer produzione film da esordio Come un padre, cast hollywoodiano
15 maggio 201916:30
– Sono stati acquistati e contesi da molti produttori, sulla base di poche pagine, da una casa di produzione major di Los Angeles, per una somma riservata ma mai vista per un primo romanzo italiano, i diritti cinematografici dell’esordio letterario ‘Come un padre’ (DeAPlaneta) dello sceneggiatore e regista Marco Martani, tra i fondatori della casa di produzione cinematografica e televisiva Wildside, che ha prodotto ‘L’amica geniale’ e ‘The Young Pope’, conosciuto tra l’altro per il suo lavoro ‘La mafia uccide solo d’estate’. Lo comunica la sua agente letteraria Vicki Satlow.
Il film, primo di una serie, sarà prodotto negli Stati Uniti con un cast hollywoodiano. Nel noir di Martani la storia di un malavitoso in pensione in cerca della donna che è stato costretto a lasciare quarant’anni prima.
Delon, “La mia carriera non si contesta”Parla l’attore, contestato a Cannes per l’accusa di omofobia
PARIGI15 maggio 201917:39
– “Mi si può amare oppure no, ma non si può contestare la mia carriera”: lo dice Alain Delon commentando, al telefono con un giornalista del quotidiano Le Figaro, le recenti contestazioni contro di lui. Commentando la petizione pubblicata online contro l’attore Palma d’oro alla carriera che denuncia la sua presunta misoginia, omofobia o razzismo Delon dice di “non capire questa cosa. Che cos’è? Ho l’impressione che il suo autore cerchi soprattutto a mettersi in mostra. Chi è? E perché proprio adesso?”.
La polemica sulla presunta omofobia risale a suo avviso al 2013, durante una trasmissione con l’intervistatrice Anne-Sophie Lapix, durante il dibattito sul Mariage pour Tous. “Avevo soprattutto detto che non me ne importa assolutamente nulla se i gay si sposano. Ma che c’è una cosa che non voglio, e sono le adozioni, perché un figlio ha bisogno, a mio parere, di una mamma e di un papa”.
A Mostra Pesaro i 50 anni Butch CassidyPer festival manifesto Roberto Recchioni, disegnatore Dylan Dog
PESARO17 maggio 201912:04
Un omaggio a Butch Cassidy, titolo hollywoodiano che compie 50 anni, una strizzata d’occhio al film di genere, tante registe donne e cineasti da tutto il mondo e un manifesto ideato e firmato da Roberto Recchioni, la rockstar del fumetto italiano, sceneggiatore e curatore di Dylan Dog. Sono alcune delle novità della 55/a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, in programma a Pesaro dal 15 al 22 giugno. Il direttore del festival Pedro Armocida ha svelato in anteprima alla stampa il manifesto di Recchioni, annunciando in anticipo anche qualche appuntamento, anche se il programma completo verrà presentato il 7 giugno a Roma. Il primo film, che sarà proiettato in Piazza del Popolo il 15 giugno, è Butch Cassidy, pietra miliare del cinema Usa che proprio quest’anno compie 50 anni, 4 premi Oscar, interpretato da Paul Newman e Robert Redford. Confermato il concorso internazionale e la sezione ‘satellite’. Due giurie: una professionale, con Amir Naderi e Andrea Sartoretti tra gli altri, e una di studenti.
Cotillard torna al musical, sarà AnnetteOscar come Edith Piaf girerà con Adam Driver film Leos Carax
CANNES16 maggio 201912:18
Marion Cotillard torna al musical. L’attrice francese che vinse l’Oscar come Edith Piaf nella Vie en Rose girerà quest’estate il musical romantico di Leos Carax, Annette, con Adam Driver.La notizia rilanciata da Variety da Cannes vede produttori CG Cinema e Amazon che lo distribuirà in Usa. Cotillard e Driver saranno due sfortunati amanti di Hollywood lovers.Annette riunirà la rock band Sparks che sta componendo canzoni originali e il celebre produttore musicale Marius de Vries, noto per il suo lavoro in La La Land, Moulin Rouge e Cats.Cotillard ha in lavorazione ‘355’, il film di spionaggio tutto al femminile annunciato proprio al Marché di Cannes un anno fa da Jessica Chastain che ne è anche produttrice, mentre Adam Driver ha aperto il festival come coprotagonista con Bill Murray dei Morti non muoiono di Jim Jarmusch.
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La Parigi dannata di Ladj Ly
In concorso Les Miserables, film choc su violenza della polizia
CANNES15 maggio 201920:37
– Si ragiona per bande nelle banlieue parigine: ci sono i gitani, i fratelli musulmani, i protettori, le prostitute nigeriane, i ladri e i poliziotti.
Questi ‘Les Miserables’ che racconta Ladj Ly, primo film in concorso per la Francia nella 72/a edizione del Festival di Cannes. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ultimi che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo (anche da qui il titolo).
Nel quartiere è quasi guerra tra le due comunità prevalenti di gitani e musulmani ma la cosa quasi precipita quando il giovane Stephane (il bravo Damien Bonnard) e i suoi colleghi delle brigate anticrimine si ritrovano a fare un atto di violenza molto grave che viene ripreso da un drone di passaggio Recuperare quel video che li accusa per i poliziotti sarà fondamentale e questo in un quartiere polveriera dove la violenza è nell’aria. Il finale sarà travolgente.
Julianne Moore, tanta strada per #MeTooPer attrice master class con Dolan ed Herzog
16 maggio 201913:06
– Julianne Moore alla master class di cinema al Majestic di Cannes accanto a registi Xavier Dolan e Werner Herzog, non dimentica l’impegno in favore delle donne dopo il #MeToo. “Dobbiamo aspettare ancora grandi cambiamenti per raggiungere davvero la parità. Ma io credo nell’uguaglianza, dobbiamo aprire le porte senza però andare troppo in fretta “.
E ancora l’attrice: “Credo nel tentativo di livellare il campo di gioco per tutti, indipendentemente dal loro genere o dalla loro cultura o etnia. Bisogna insomma aprire le porte. Le quote di genere non sono state molto recepite ad Hollywood, sono invece più comuni in Europa dove il cinema è spesso supportato in parte dal denaro pubblico. Svezia, Norvegia e Irlanda hanno istituito 50-50 quote per l’assegnazione di fondi pubblici per filmmaker maschili e femminili, così come il British Film Institute. Le donne che rappresentavano l’8% dei registi nei 250 film più importanti al box office Usa l’anno scorso, erano comunque in calo rispetto all’11% dell’anno prima”.
Carpenter, Un film su Trump? Fa pauraIl festival di Cannes premia il regista con la Carrozza d’oro
CANNES16 maggio 201911:00
Che questo sia l’anno dei mostri, degli zombies, della paura sulla Croisette non era in discussione fin dalla scelta del festival di Cannes di aprire con un film dedicato ai non-morti, sia pure con la cifra d’autore di Jim Jarmusch. Ma alla Quinzaine des Réalisateurs hanno deciso di rispondere colpo su colpo e, non paghi di aver messo un paio di titoli al confine tra sperimentazione e genere compreso il film di chiusura, “Zombi Child”, oggi hanno assegnato il loro premio alla carriera, la Carrozza d’oro, a un maestro del genere, John Carpenter.
Per omaggiarlo ecco una copia nuova di zecca di “La cosa”, remake d’autore di un classico firmato da Howard Hawks e destinato a spostare i confini dell’horror quando apparve nel 1982. “In quell’anno -commenta divertito il regista – uscì insieme a ‘E.T’ di Spielberg e si chiarì subito che eravamo le due metà della mela: lui voleva rassicurare il pubblico con l’alieno buono, io cercavo di spaventarlo col mostro cattivo che, per la prima volta nei miei film, mostravo in piena luce.
Volevo che la gente guardasse in faccia le sue paure e ne prendesse coscienza”.
Oggi l’America di John Carpenter è tutta diversa e la paura non si esorcizza con la fantasia, perché la realtà rischia, secondo lui, di essere ben peggiore. “Donald Trump – dice – mi fa molta più paura di qualsiasi film dell’orrore, perché lui sta nella vita reale e le conseguenze dei suoi atti toccano tutti noi. Ma non potrei fare un film su di lui, è troppo concreto e troppo pericoloso”.
A 71 anni ben portati, ancora con un codino ribelle da hippie fuori tempo, Carpenter si aggira per la Croisette come un bambino in un negozio di giocattoli. Non fa film dal 2003 ma sta vivendo una seconda vita da musicista (con la sola eccezione di “La cosa” per cui lavorò con Ennio Morricone ha sempre scritto le sue musiche), fa concerti come una rock star e firma colonne sonore per la televisione. “Certo che avrei ancora voglia di fare un film – racconta nell’affollato incontro della premiazione -, ma ho un’età e il set è faticoso. E poi troppe cose sono cambiate e io stesso vado sempre di meno al cinema. Il pubblico ha rimpiazzato i mostri della mia generazione con i super eroi della Marvel. E questo dovrebbe dirvi molto su come è cambiato il mondo, direi in peggio”. I suoi riferimenti sono chiari, appartengono a una generazione del genere e anche a un’idea “politica” di come gli incubi sullo schermo materializzino incubi reali della realtà. “In cima alla lista metto ovviamente George Romero che ha inventato gli zombi e quindi una visione appunto politica della paura – racconta – ma poi penso al mio grande amico Dario Argento che dovrebbe essere al mio posto oggi; oppure a compagni di strada importanti come Tobe Hooper, gente che ha raccontato le paure dei giovani degli anni ’70 molto meglio di tanti registi cosiddetti realisti.
Quando feci ‘La cosa’ all’inizio credevo che fosse un fallimento totale e le critiche a Hollywood erano tutte negative. Il vento cambiò a New York, gli incassi si impennarono e il patron dello Studio mi invitò a pranzo. Da allora un posticino nella storia del cinema so di essermelo meritato, ma quando mi hanno chiamato da Cannes ho pensato che avessero sbagliato persona. E poi davvero, adesso la musica mi prende quasi tutto il tempo. Certo, Ennio Morricone è un vero, grande musicista e io solo un…dilettante di talento”.
Per Rocketman c’è Elton John al festivalBiopic sull’artista inglese tra i film piu’ attesi
CANNES16 maggio 201915:50
– Elton John sulla Croisette per il film che racconta la sua vita. L’artista inglese, occhiali glitterati celesti per l’occasione, e’ arrivato al festival per accompagnare stasera la première mondiale di Rocketman, il musical su di lui e che lui stesso ha prodotto. Diretto da Derex Fletcher, il film vede nei panni (e nella voce, pare strepitosa) di Elton John il giovane attore inglese Taron Egerton. I due si sono fatti fotografare insieme nel photocall di rito. Stasera la Montee des Marches a ritmo rock.
Delle Piane, 70 anni di carrieraAll’Auditorium di Roma, con Patruno, Pupi Avati e Paolo Genovese
6 maggio 201915:53
– Musica e cinema rendono omaggio al grande attore Carlo Delle Piane, 83 anni, icona del cinema italiano. È quello che succederà domani all’Auditorium Parco della Musica di Roma nell’incontro chiamato ‘Signori e signori Carlo Delle Piane. 70 anni di carriera’.
Musicisti e personaggi del mondo del cinema condurranno in un viaggio corredato da immagini dei film più famosi da lui interpretati attraverso i suoi settant’anni di carriera, offrendo uno spaccato dell’Italia dal dopoguerra ad oggi. Tra gli ospiti della serata Lino Patruno, i cantautori Nino Buonocore e Riccardo Sinigallia, Marco Zurzolo, Marco Fasano, Pupi ed Antonio Avati, Paolo Genovese Lillo, Pedro Armocida e Pietro Manetta.
Le musiche saranno a cura de Il Maruzzella Trio con la voce di Anna Crispino, Sergio Policchio (piano fisarmonica), Cristiano Califano (chitarra) e Alessio Mancini (flauto).
Il ricavo dello spettacolo sarà devoluto per i progetti umanitari del Rotary Club Roma Tevere.
Cannes: per Rocketman c’e’ Elton John al festivalBiopic sull’artista inglese tra i film piu’ attesi
16 maggio 201919:53
Elton John sulla Croisette per il film che racconta la sua vita. L’artista inglese, occhiali glitterati celesti per l’occasione, e’ arrivato al festival per accompagnare la première mondiale di Rocketman, il musical su di lui e che lui stesso ha prodotto.Diretto da Derex Fletcher, il film vede nei panni (e nella voce, pare strepitosa) di Elton John il giovane attore inglese Taron Egerton. I due si sono fatti fotografare insieme nel photocall di rito. La Montee des Marches a ritmo rock.Occhiali glitterati, per l’occasione a forma di cuore, lenti rosse, una giacca nera elegante con dietro la scritta Rocketman: così Elton John passa sul red carpet del festival di Cannes tra gli applausi. E’ una standing ovation lo accoglie nella sala del Grand Theatre Lumiere dove viene proiettato in anteprima mondiale e fuori concorso l’atteso Rocketman, il biopic musicale sul baronetto inglese interpretato da Taron Egerton e prodotto dallo stesso Elton John.Ad accompagnarlo il marito produttore canadese David Furnish con una giacca di velluto nera con un revers ricamato di strass argento. E poi il cast al completo del biopic diretto da Dexter Fletcher. Sul red carpet tra gli altri Bella Hadid, Eva Longoria, Izabel Goulart, Maria Borges, Dita Von Teese, Isabeli Fontana con uno spettacolare abito con strascico, Sara Sampaio, il modello Baptiste Giabiconi e ospiti asiatici con colorati e stravaganti costumi.
Cannes 2019, sabato da cinefili Il talento di Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé accende la Croisette
17 maggio 201921:13
Giornata da cinefili questo sabato dal punto di vista del concorso, ma secondo una regia ben bilanciata, il grande cinema popolare (o scandaloso) trova la sua ricompensa fuori concorso e a Un Certain Regard. E il talento di due ragazzi scandalosi come Nicolas Winding Refn e Gaspar Noé accende la Croisette.- IL LAGO DELLE OCHE SELVAGGE di Diao Yinan con Hu Ge, Gwei Lun Mei e Liao Fan. IN CONCORSO. Corsa contro il tempo e contro coloro che li vogliono morti per un capo gang che vuole smettere e una prostituta pronta a tutto per riavere la libertà. La nuova generazione del cinema cinese flirta coi modelli del thriller e del cinema di genere.- LA GOMERA di Corneliu Porumboiu con Vlad Ivanov e Catrinel Marlon. IN CONCORSO. Poliziotto sotto inchiesta, Cristi perde la testa per la sensuale Gilda che lo porterà con sé sull’isola di Gomera dove impara il linguaggio ancestrale dei Silbo, capaci di modulare il fischio per parlare tra loro. Cristi lo userà per liberare un mafioso carcerato e per recuperare i suoi loschi risparmi. Ma non tutto va per il suo verso.- I PIU’ BEGLI ANNI DI UNA VITA di Claude Lelouch con Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant. FUORI CONCORSO. Si sono incontrati 50 anni fa e la loro storia d’amore ha segnato più di una generazione. Adesso che Jean-Louis comincia a perdere le forze e non smette di parlare di quella donna, il figlio va a cercarla. E quando i due si ritrovano sembra che l’orologio del tempo possa ripartire. Lelouch gioca coi suoi fantasmi e il suo cinema, mischia passato e presente, realtà e finzione e il festival gli regala un tributo che è anche memoria di Cannes dove “Un uomo e una donna” trionfò nel 1966.- LUX AETERNA di Gaspar Noé con Beatrice Dalle, Abbey Lee, Charlotte Gainsbourg. FUORI CONCORSO. E’ sempre più difficile riassumere e presentare il cinema di Gaspar Noé, pronto a scandalizzare, stupire, affascinare coi suoi giochi tra sesso, cinema, arte. Al gioco anche questa volta si prestano volti noti del cinema mondiale e, benché sia solo un medio metraggio, il film farà parlare e discutere una volta di più.- JEANNE D’ARC di Bruno Dumont. UN CERTAIN REGARD. Conquistata Orléans, restituito il regno di Francia al Delfino, nel 1429 sotto le mura di Parigi Giovanna conosce la sconfitta, la prigionia, il processo per eresia che la condurrà al rogo. Dumont completa il suo ritratto di una ragazza ribelle e visionaria che ha fatto il mito della Francia.- LIBERTA’ di Albert Serra. UN CERTAIN REGARD. Ancora una pagina di storia francese. Si passa al secolo dei Lumi, al 1774 quando tre libertini, espulsi dalla corte di Luigi XVI cercano la protezione del Duca di Walchen, seduttore e libero pensatore. In un’ode al libertinaggio che è anche ansia di libertà, i quattro sprofondano in una notte di follia. Ne faranno le spese le converse del vicino convento? Il vento dello scandalo si annuncia su Cannes 2019.- LA LEZIONE DI NICOLAS WINDING REFN. Il sulfureo autore della trilogia “Pusher”, l’enfant prodige del cinema danese, figlio d’arte adottato da Hollywood ma irrequieto e ribelle alle costrizioni del cinema commerciale, ritorna a Cannes per raccontare il suo cinema, otto anni dopo la rivelazione internazionale con “Drive”, premiato qui perla migliore regia.- GIVE ME LIBERTY di Kirill Mikhanovsky. QUINZAINE DES REALISATEURS. Ha il passo della commedia e nasce da una personale esperienza di vita il racconto della folle giornata di Vic, sfortunato meccanico di origine russa che guida un’ambulanza attraverso il Milwaukee scosso dalle manifestazioni di protesta. Vic è in ritardo, rischia il licenziamento ma sulla sua strada si parano manifestanti, anziani russi, una giovane malata afroamericana… L’incubo sembra non finire mai.- L’ORFANATROFIO di Shahrbanooo Sadat. QUINZAINE DES REALISATEURS. Nella Kabul degli anni ’80, quando i sovietici sono ancora padroni della situazione, il quindicenne Qodrat vive sognando a occhi aperti, vende biglietti del cinema ma è se stesso solo quando si immagina sul set dei suoi prediletti melodrammi bollywoodiani. Un giorno però viene preso dalla polizia e portato a forza nell’orfanatrofio dei russi. Intanto in città corre la rivolta, il potere sovietico scricchiola…-VIVARIUM di Lorcan Finnegan. SEMAINE DE LA CRITIQUE. Anche la fantascienza e eil soprannaturale fanno il loro ingresso sul palcoscenico della Croisette grazie al primo film di un artista irlandese che si ispira a Magritte e alle serie tv degli anni ’70. A partire da un fatto vero e mai spiegato, il film racconta l’odissea straniante di una coppia con bambino che un misterioso agente immobiliare accompagna alla loro prima casa. Solo che il luogo si rivelerà una trappola tanto misteriosa quanto micidiale. E in quel luogo, assalito da oscure presenze e da una natura straripante, i due giovani protagonisti dovranno cercare una via di fuga.
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For Sama, lettere d’amore dentro Aleppo
A Cannes il documentario choc di al Kateab e Watts
ANNES16 maggio 201917:22
– Nella sezione Séance Spéciales Waad al Kateab e Edward Watts portano al Festival di Cannes ‘For Sama’, il primo documentario della giornalista siriana tanto duro quanto indispensabile, per capire l’evoluzione della politica del regime di Bashar al-Assad durante la rivoluzione siriana ad Aleppo dal 2005 al 2016.
Una sorta di microstoria che nasce da immagini forti e dalle lettere a Sama, figlia della regista, in cui racconta il perché alla fine sia rimasta in Siria nonostante l’inferno intorno.
Insomma cinque anni in cui questa donna, ovvero Waad al Kateab, si è innamorata, sposata e ha dato alla luce Sama dentro l’orrore della guerra.
Sama significa “sole”, speranza, e così non a caso Waad al Kateab e Hamza, suo marito e medico, rimangono ad Aleppo anche quando tutti se ne vanno, anche gli uccelli.
“I nostri canti coprivano il suono delle bombe – dice la regista – . La vita va avanti e batte ancora più forte quando in ogni momento tutto sembra essere perduto”.
Atlantiques, i boat people del SenegalMati Diop, con questo film riscatto i migranti
CANNES16 maggio 201920:23
Una sorta di Giulietta e Romeo senegalesi: sono Ada e Suleiman, divisi dal mare e, soprattutto, dalla povertà. Parte così ‘Atlantiques’, in concorso per la Francia in questa 72/a edizione del Festival di Cannes, firmato da Mati Diop, prima regista africana in corsa sulla Croisette (anche se lei si meraviglia di questo primato, “per i francesi – dice – sono solo una di loro, una francese”).Questa la storia del film, girato dalla cineasta di origine senegalese per riscattare in qualche modo le ragioni di chi parte, dei boat people. Ada (Mama Bineta Sane), giovane donna di Dakar, è innamorata di Suleiman (Traore), un operaio da troppo tempo senza lavoro e salario. Non solo, Ada è anche promessa sposa a un altro uomo di nome Omar (Babacar Sylla), molto ricco e anche gentile, ma che lei non ama. Un giorno, però, Suleiman scompare e tutti lo credono morto, specie quando sulla spiaggia di Dakar iniziano ad affiorare i corpi dei suoi amici e compagni di lavoro. Ma Ada non rinuncia a sperare che il suo uomo si sia imbarcato verso la Spagna su una delle tante piroghe alla ricerca di un futuro migliore e che torni.Nel frattempo a Dakar avvengono strani incendi legati ad avvistamenti di persone, o meglio di spettri di migranti che hanno affrontato quel viaggio in mare e non ce l’hanno fatta. Atlantiques, va detto, è basato su un corto omonimo della stessa Diop del 2009, già passato in molti festival in giro per il mondo vincendo molti premi (tra cui il Tiger Award a Rotterdam), che aveva lo stesso tema di questo film esordio della regista senegalese. L’emigrazione illegale del Senegal nel 2009, secondo la regista, ha visto la realtà di questi uomini “troppo spesso tradita e io ho come sentito il bisogno di una riparazione, di un riscatto”. I ragazzi di Atlantiques “sono come miei fratelli – dice ancora Mati Diop – anche se ho sempre vissuto a Parigi”.Quanto al fatto che la sua terra d’origine con le sue storie sia finalmente rappresentata a Cannes, “è una cosa triste che non sia accaduto prima – dice – , mi sono commossa quando l’ho saputo, come per qualcosa che ti succede ma non ti appartiene, è più grande di te. Conosco quanto sia importante avere punti di riferimento. L’idea che anch’io possa diventarlo, almeno per quelli che saranno influenzati dal mio film, mi riempie di gioia. Sarebbe come diventare una sorella maggiore”.
Moretti severo giudice in Tre pianiReportage di Elle su set del suo nuovo film in uscita nel 2020
16 maggio 201918:59
– Un severo giudice: è il ruolo che interpreta Nanni Moretti in Tre Piani (il titolo è provvisorio), il suo nuovo film da regista e coprotagonista, tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo. Il cineasta ha aperto il suo set nella capitale (le riprese iniziate a marzo dureranno 16 settimane) al magazine Elle, che nel numero appena uscito, svela, in un reportage di Ilaria Ravarino, alcuni dettagli, personaggi, e curiosità sull’andamento della lavorazione. La storia corale, prodotta da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, in uscita nel 2020, è costruita sull’intrecciarsi delle vicende di alcune famiglie in un elegante condominio romano (nel libro era a Tel Aviv). Nel grande cast, fra gli altri, anche Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno, Stefano Dionisi. Tra i luoghi della lavorazione anche un’autentica residenza psichiatrica.
Bacurau, western “contro Bolsonaro”Registi, vicini agli studenti che protestano contro tagli
CANNES16 maggio 201919:03
– Si è parlato di politica alla presentazione stampa di Bacurau (Nighthawk) di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile al Festival di Cannes. Il film è una parabola surreale dalle molte anime, arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale, ma i suoi creatori dicono che riflette il Brasile di Jai Bolsonaro, il populista di estrema destra che è stato eletto presidente.
Mendoncha Filho ha detto che proprio ora in Brasile si sente “come una distopia in molti aspetti quotidiani”. Mentre il film veniva presentato al festival, decine di migliaia di studenti e insegnanti hanno protestato nelle strade brasiliane per ripercussioni di tagli all’economia che Bolsonaro ha annunciato.
I realizzatori hanno dichiarato di essere solidali con quei manifestanti.
Elton John ‘Rocketman’ sul red carpetOcchiali a forma di cuore, artista con marito a premiere biopic
CANNES16 maggio 201919:30
– Occhiali glitterati, per l’occasione a forma di cuore, lenti rosse, una giacca nera elegante con dietro la scritta Rocketman: così Elton John passa sul red carpet del festival di Cannes tra gli applausi. E’ una standing ovation lo accoglie nella sala del Grand Theatre Lumiere dove viene proiettato in anteprima mondiale e fuori concorso l’atteso Rocketman, il biopic musicale sul baronetto inglese interpretato da Taron Egerton e prodotto dallo stesso Elton John. Ad accompagnarlo il marito produttore canadese David Furnish con una giacca di velluto nera con un revers ricamato di strass argento. E poi il cast al completo del biopic diretto da Dexter Fletcher.
Sul red carpet tra gli altri Bella Hadid, Eva Longoria, Izabel Goulart, Maria Borges, Dita Von Teese, Isabeli Fontana con uno spettacolare abito con strascico, Sara Sampaio, il modello Baptiste Giabiconi e ospiti asiatici con colorati e stravaganti costumi.
Cannes: restaurato Miracolo a MilanoPromosso dalla Cineteca di Bologna, domani la proiezione
BOLOGNA17 maggio 201917:06
– Un capolavoro uscito dal cappello di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini: ‘Miracolo a Milano’, tratto dal romanzo ‘Totò il buono’ dello stesso Zavattini, che collaborò anche alla sceneggiatura assieme a Vittorio De Sica, Miracolo a Milano torna restaurato sulla croisette dopo la palma d’oro (che all’epoca si chiamava grand prix) per il miglior film, vinta nel 1951. La versione restaurata di una delle pellicole simbolo del periodo neorealista, sarà presentata domani al 72 festival di Cannes, nell’ambito della sezione Cannes Classics, alle 13.30 in Salle Buuel. Il restauro del film, realizzato dal Laboratorio l’immagine ritrovata, è promosso da Fondazione Cineteca di Bologna e Compass film, in collaborazione con Mediaset, Infinity tv, Artur Cohn, Films Sans Frontières e Variety Communications.
A Cagliari il master ‘Cartoon digital’Dal 21 al 23 maggio, evento per la prima volta in Italia
CAGLIARI17 maggio 201918:28
– Chi non ha visto al cinema negli ultimi anni un film a cartoni animati in digitale, chi non si è lasciato trasportare dalla fantasia guardando quei personaggi colorati tanto realistici quanto vicini ai mondi della fantasia.
È proprio l’animazione digitale vedrà Cagliari protagonista con ‘Cartoon Digital’, il master europeo sull’animazione digitale che per la prima volta si svolge in Italia, dal 21 al 23 maggio, grazie all’iniziativa della Fondazione Sardegna Film Commission, della Regione Sardegna e Cartoon Italia.
Il master, organizzato dall’associazione europea con base a Bruxelles Cartoon Media, sarà preceduto, il 20 e 21 maggio, dagli Italian Days, due sessioni rivolte ai nuovi talenti e ai produttori italiani. Un appuntamento che si inserisce nell’ambito del progetto Nuova animazione Sardegna, grazie al quale sta nascendo un laboratorio di produzione e alta formazione permanente che da Cagliari coinvolgerà in seguito tutta l’isola.
A Guadagnino nastro d’Argento europeoin occasione del Trentennale
CANNES17 maggio 201918:35
– E’ stato consegnato oggi a Luca Guadagnino il Nastro d’Argento Europeo che, per la prima volta a Cannes, ha celebrato quest’anno un compleanno speciale: i suoi primi trent’anni. “Da sempre “nouvellevaguista” sono felicissimo ed emozionato di essere a Cannes e alla Quinzaine des Réalisateurs. Questo Nastro Europeo in occasione del Trentennale mi sembra un ottimo augurio, sono certo che mi darà un nuovo slancio”, così Guadagnino, al festival con The Staggering Girl, ha accolto il riconoscimento.
Egerton, Elton John con sua benedizioneRegista di Rocketman, racconto solo la sua vita
CANNES
17 maggio 201918:43
– “Ieri sera? È stato il più bel giorno della mia vita. Sì lo ammetto ero commosso perché riconoscente, il pubblico poi è stato meraviglioso”. A parlare così, in conferenza stampa alla 72/ma edizione del Festival di Cannes, il ventinovenne gallese Taron Egerton, il quasi sconosciuto attore che ha vestito i panni di Elton John nella biopic ‘Rocketman’ di Dexter Fletcher dedicata alla pop star che era proprio vicino a lui ieri sera al Grand Theatre Lumiere. Una commozione, la sua, incontenibile durante gli oltre dieci minuti di applausi a fine proiezione di Rocketman con Egerton, con enorme fazzoletto bianco, che non faceva altro che asciugarsi le lacrime che continuavano a riempire i suoi occhi. Il film più musical che biopic, fuori concorso a Cannes e in sala con la Fox dal 29 maggio, coglie nel segno. E che tutto stava andando per il meglio lo si era capito dopo circa mezz’ora sulle note di ‘Your song’ quando il pubblico ingessato della sala, tra smoking e abiti lunghi, ha cominciato ad applaudire.
Little Joe, la piantina della felicitàJessica Hausner, la mia una storia alla Frankstein
7 maggio 201918:48N
– ‘Little Joe’, nonostante il nome che potrebbe ingannare, è solo una pianta frutto di una manipolazione genetica. Una pianta, con tanto di fiore rosso, protagonista del film omonimo della regista austriaca Jessica Hausner in concorso in questa 72/ma edizione del Festival di Cannes, e secondo lungometraggio dei quattro diretti da registe donne. Ci ritroviamo nel più bianco e asettico dei laboratori di genetica vegetale in un tempo distopico. Qui troviamo Alice (Emily Beecham), donna separata con tanto di figlio adolescente, una delle scienziate a cui si deve questa nuova pianta molto promettente anche in un’eventuale lancio sul mercato. Il fatto è Little Joe ha delle caratteristiche non da poco. È infatti una pianta che se richiede qualche cura di troppo (deve stare al caldo ed ama che si parli con lei), promette in cambio vera felicità, ovvero lo sviluppo naturale in chi la possiede di ossicitina (anche detto ormone dell’amore). Ma qualcosa di strano accade.
‘Tutti sulla giostra’, a Roma l’omaggio a teatro a Gabriella FerriUn racconto fantastico i cui la cantante dialoga, tra gli altri, con Pasolini, Totò, De Filippo, Mia Martini Califano e tanti altri
15 maggio 201916:22
Debutta il 16 maggio a Roma lo spettacolo “Tutti sulla giostra! – Festa a casa di Gabriella” scritto e diretto da Tonino Tosto, con Susy Sergiacomo e Eleonora Tosto, musiche di Danilo Blaiotta, in scena al Teatro Belli di Roma fino al 26 maggio. È un racconto fantastico, imbastito sul filo della memoria, nel quale si avvicendano canzoni e testi recitati da una doppia Gabriella Ferri: quella dell’età matura, che ricorda, e quella giovane che interpreta le sue canzoni. Ecco allora susseguirsi sul palcoscenico i personaggi cari alla cantante romana, che entrano in scena come immaginari visitatori.Il primo è Pier Paolo Pasolini a cui Gabriella si rivolge così: Oh, ma me senti? Nun te distrae come ar solito tuo… t’aricordi? Se vedevamo a Campo de Fiori e era come si se conoscessimo e nun se semo mai detta ‘na parola…. Fino a che non arriva la musica e la voce intona: Me so’ fatta un quartino, m’ha dato a la testa, ammazza che toppa, a Nina, a Roscetta, a Modesta, lassateme qua!. È “Il valzer della toppa”, canzone scritta da Pasolini. Poi Gabriella confessa: Ma lo sai che me succede urtimamente? Che canto e nun riconosco più la voce mia… è come se quarcun’artro cantasse ar posto mio… un’altra – che poi sarei sempre io – ma più giovane… quanno ero n’alice… tre quattro mijoni de anni fa”.La voce da giovane di Gabriella è quella di Eleonora Tosto, che interpreta con passione e delicatezza le sue canzoni.
Gli amici continuano ad arrivare. Ecco Mia Martini. “Mimì, bella… lo senti puro te sto callo, dice sventolandosi, mamma mia, pare de sta’ all’inferno…- e ride. E allora musica, partono le note de “Stornello dell’estate”: Pe’ te me distruggo d’amore, bellezza mia, pe’ te butto sangue der core, ma nun me voi.”È il momento di Franco Califano: “A Frà! ce stai pure te… te possino ammazzatte, che pezzo che hai scritto… a Califà qui stamo tra noi, nun te mette a fa er sofistico….” E la canzone che canta Gabriella è “La nevicata del ‘56”: “C’era pure la giostra, sotto casa nostra e la musica che suonava. Io bambina sognavo un vestito da sera con tremila sottane…”L’emozione è grande quando a trovarla viene Totò: “Oddio, che emozione…quanto ho desiderato de avevve qui a casa mia…avevve no? è giusto!? A un principe se dà der voi?. Gabriella confessa di avere la tremarella quando canta in napoletano: “T’aggio vuluto bene a te! Tu mm’hê vuluto bene a me!”E ancora Napoli, con Eduardo De Filippo e uno dei cavalli di battaglia della cantante: “Dove sta Zazà”. “Era la festa di San Gennaro, quanta folla per la via…Con Zazá, compagna mia, me ne andai a passeggiá…”Da sud a nord, da Roma e Napoli a Milano, con l’amico Enzo Jannacci: “Te ricordi quanno so arrivata a Milano co’ Luisa? Quanto c’hai aiutato… “Di Jannacci Gabriella canta “Aveva un taxi nero” e “Vincenzina e la fabbrica”.E poi Lucio Dalla: “Oh, a Lucio…come so contenta che sei venuto, mamma mia quant’anni…. “. E le canzoni sono “4 marzo 1943” e “La sera dei miracoli”: “È la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma, con la bocca fa a pezzi una canzone.”Gli amici sono tanti e per ognuno di loro Gabriella ha un pensiero affettuoso, una canzone da ricordare.
Ci sono Fellini, Pino er pasticciere, Renato Zero, Patty Pravo, Enrico Montesano, Marcello Mastroianni, Domenico Modugno, Renzo Arbore, Anna Magnani.Ci sono le canzoni, quelle più famose, come “Sempre”. Tanto buio tanto colore, tanta noia tanto amore tante sciocchezze tante passioni, tanto silenzio tante canzoni.Fino all’ultima, con la quale si chiude lo spettacolo, e che ripete: Via che qui si muore anche su con la vita, via, via, finirà, basterà, se ne andrà, sono sicura, se ne andrà via, via! Su con la vita, su con la vita.“La Ferri – afferma il regista Tonino Tosto – è come Roma: crocevia di culture, impasto di colori, incrocio di suoni, esplosione di sentimenti, passioni, dolori, risate e… sgrullate de spalle”. “Una voce che non smetterà mai di aiutarci a salire a cantare tutti sulla giostra”, aggiunge.
Libri, Corporate diplomacyPer il 52% dei consumatori sono più efficaci dei governi
17 maggio 201917:15
– “Non è più possibile per le imprese dirsi politicamente neutrali”. E’ la tesi del libro “Corporate Diplomacy” di Vittorio Cino e Andrea Fontana (Egea). I brand possono essere più efficaci dei governi per risolvere le emergenze sociali, per il 52% dei consumatori intervistati per il rapporto Edelman 2018 e quasi metà di loro è convinto che abbiano idee migliori e più innovative per affrontarle. Per questo la “legittimità a scendere in campi in maniera diretta e robusta sul piano sociale o politico è un dato di fatto”.
“Sempre più i grandi brand hanno un’agenda globale, quindi devono avere una strategia, valori e linee guida, una sorta di politica estera aziendale”, spiega l’autore Vittorio Cino, Eu public affairs director di Coca Cola, che cita l’esempio dello schieramento delle maggiori multinazionali Usa contro la politica sull’immigrazione di Trump. Il libro è stato presentato a Roma, con Carlo Calenda, Claudio Cerasa e Paolo Messa.
Le Strade giuste di Amato e MorgantiIl nuovo modello sociale tra bene comune, lavoro e ambiente
17 maggio 201917:39
-Dalla finanza d’impatto all’impegno per l’economia sociale, dal lavoro di qualità all’ambiente. Sono le “strade giuste” che si stanno imponendo nel dibattito seguito alla crisi, al centro dell’omonimo libro dell’ex presidente del consiglio, Giuliano Amato, e dell’amministratore delegato di Banca Prossima, Marco Morganti (per la Fondazione Feltrinelli). “Strade giuste. Economia e società nel segno del bene comune” è il titolo completo del volume, che indica una strategia per far sì che l’innovazione sociale degli ultimi anni abbia un valore sistemico e non sia transitoria. Questa strategia passa dal rafforzamento non solo delle azioni dal basso, ma anche delle infrastrutture top-down. “Orizzontalità e verticalità che riguardano filiere e reti commerciali, ecosistemi di competenze e, non da ultimo, risorse di natura economica – scrive Flaviano Zandonai nell’introduzione – allocate secondo modalità in grado di generare un ritorno sull’investimento sia in senso stretto, sia rispetto a quel nuovo assetto socioeconomico che ormai da troppo tempo si sta cercando di costruire”. In quest’ottica, più che la strada del reddito di cittadinanza, quella “giusta” è il lavoro di cittadinanza in un’ottica keynesiana, con l’occupazione dei disoccupati in attività di utilità sociale come la manutenzione del territorio. Più della sharing economy, che spesso nasconde forme di sfruttamento, la strada è quella della condivisione del tempo e della cittadinanza attiva. Più del terzo settore, a cui comunque viene riconosciuto un ruolo insostituibile, la strada è quella di una economia sociale in grado di unire profitti e bene comune.
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Record a Ny per tela Monet, 110 mln dlr
Quadro della serie i ‘Covoni’ tra i 10 più pagati in un’asta
WASHINGTON15 maggio 201912:28
– Una tela della serie i “covoni” del pittore francese Claude Monet è stata acquistata per 110,7 milioni di dollari in un’asta organizzata da Sotheby’s a New York. Si tratta di un record per l’artista durante un’asta, con una somma che è tra le dieci più alte mai battute ad una vendita all’incanto.
Mannoia, impegno nel Personale TourFrecciata a Salvini e omaggio a Gino Strada nella data milanese
15 maggio 201912:54
– Due ore di energia, poesia, impegno. Fiorella Mannoia ha portato questo il 14 maggio in un Teatro degli Arcimboldi gremito per la tappa milanese del suo ‘Personale tour’. Sul palco, accompagnata da una band di sei elementi, Mannoia porta la sua visione del mondo espressa nelle canzoni, a partire da ‘Il peso del coraggio’ e dal nuovo singolo ‘Il senso’, ma anche nelle fotografie, scattate dalla cantante stessa e inserite in una scenografia a forma di grande occhio.
Di brano in brano, Mannoia accompagna il pubblico tra perle come ‘I treni a vapore’ e ‘Come si cambia’. Per ‘Siamo ancora qui’ Mannoia fa anche allusione al ministro dell’Interno: “Sogni e speranze non conoscono confini, ma non ditelo a Salvini”. Una presa di posizione ribadita sul finale, quando Mannoia invita sul palco Gino Strada, per festeggiare con lui i 25 anni di Emergency: “Quest’uomo è un vero orgoglio per questo Paese – dice la cantante tra gli applausi -. Cercano di infangare tutto oggi, ma non ci riusciranno con Emergency”.
Selena Gomez, terrorizzata dai socialIl regista Jarmusch, Romero la mia fonte
CANNES15 maggio 201913:31
– George Romero “è stato il mio riferimento principale per I morti non muoiono. I suoi sono zombie postmoderni. La notte dei morti viventi è il primo film horror che ho visto. Mi piace molto John Carpenter, i film di Sam Raimi, quelli di Mario Bava e Dario Argento, ma George Romero è molto importante. Ha cambiato l’idea che avevamo di mostri e zombie. I mostri, prima, provenivano dall’esterno della struttura sociale, da Romero, provengono da una società in rovina. Sono le vittime e i nemici”, ha detto Jim Jarmusch del suo film che ha aperto il 72/mo festival di Cannes. La ‘debuttante’ al festival Selena Gomez, 26 anni, attrice e produttrice, una carriera cominciata giovanissima con le serie Disney, ha emozionato rivelando quanto sia terrorizzata dai social network. “Hanno un impatto terribile sulla nostra generazione, le persone non ottengono le giuste informazioni”, ha detto. “Certo che li uso per parlare di cose che mi affascinano, ma conosco anche ragazze molestate nelle reti. Sono molto pericolosi”.
Ferro, 31/5 esce Buona (cattiva) sortePrimo singolo dell’album “Accetto miracoli” atteso per il 22/11
5 maggio 201913:32
– Esce il 31 maggio Buona (Cattiva) Sorte, il primo singolo ad anticipare il nuovo album di Tiziano Ferro, Accetto Miracoli, atteso il 22 novembre (Virgin Records).
Il brano è disponibile anche in vinile 45 giri numerato.
In Buona (Cattiva) Sorte la voce e la melodia di Tiziano si fondono con gli interventi vocali e l’inconfondibile stile di Timbaland: un brano senza confini geografici né di genere.
“Buona (Cattiva) Sorte rappresenta per me la rinascita – dice Ferro -. È una canzone che parla al futuro, senza chiudere le porte a ciò che è stato. Un assaggio di quello che sarà un disco che marca l’inizio di una nuova epoca per me. Un album fresco, onesto, energico, figlio dell’esigenza di consegnarmi ad esperienze nuove”. Resa nota anche la tracklist dell’album: Accetto Miracoli, Vai ad amarti, Amici per errore, Seconda pelle, Balla per me, In mezzo a questo inverno, Come farebbe un uomo, Un Uomo Pop, Il destino di chi visse per amare, Casa a Natale, Le 3 parole sono 2, Buona (Cattiva) Sorte.
Maraschio, serve lingua a misura donnaPresidente emerita Crusca,”ancora troppe resistenze e ignoranza”
AGLIARI15 maggio 201913:45
– “La lingua crea realtà, reinventa la visione del mondo. La parola permette alle donne di uscire dall’oscurità secolare”. Nicoletta Maraschio, presidente emerita dell’Accademia della Crusca, racconta
i traguardi ma anche le resistenze che accompagnano la rivoluzione mediatica impressa dal linguaggio di genere negli organi di informazione.
Ospite del doppio appuntamento del corso di formazione promosso da Giulia Giornaliste Sardegna e dall’Ordine regionale dei giornalisti a Sassari e a Cagliari, il 16 e 17 maggio, Maraschio aprirà una finestra sulla lingua italiana e offrirà nuovi spunti ai relatori – docenti ed esperti in materia – per capire come superare gli ostacoli e le discriminazioni che si nascondo dietro l’uso di parole errate. “C’è una ironia diffusa e una scarsa consapevolezza sulla corretta declinazione al femminile dei ruoli – spiega la presidente emerita – Frutto di anacronismo, resistenza culturale e ignoranza della grammatica.
Einaudi, devo la carriera… a un ladroIl musicista si racconta in un’intervista a Die Zeit
BERLINO15 maggio 201913:54
– Il compositore italiano Ludovico Einaudi deve la sua carriera di successo musicale a… un ladro: “Nella mia infanzia sognavo di diventare un fotografo”, ha detto alla Zeit in un’intervista che sarà pubblicata il 16 maggio.
Quando aveva dodici anni, suo padre gli regalò una fotocamera Rolleiflex, che portava ovunque. “Fotografavo di tutto, ed avevo anche imparato a sviluppare le foto. “Un giorno siamo stati derubati a Milano e i ladri hanno preso la mia amata macchina fotografica. Ero così triste che non ho fatto foto per anni: amavo quella macchina così tanto da non volerne una nuova. La musica mi ha confortato durante questo periodo e alla fine è diventata la mia più grande passione”, sostiene.
In ogni caso, al compositore 63enne la passione per la fotografia non è passata. “Quando sono in tour, ho sempre tra cinque e sei macchine nel mio bagaglio, tra cui una nuova Rolleiflex”.
Scoprire Matera con le ‘Passeggiate’ FaiA Casa Noha presentato il tavolo multimediale interattivo
MATERA15 maggio 201913:59
– “Passeggiate a Matera”: è l’offerta del tavolo multimediale interattivo che consente ai turisti che visiteranno Casa Noha, la sede del Fai operativa sulla Civita nei rioni Sassi, di avere utili indicazioni con testi, mappe, foto sul paesaggio urbano e sul circondario alla scoperta di luoghi speciali come monumenti, chiese, musei, quartieri e borghi della Capitale europea della Cultura 2019.
Il nuovo servizio, che si aggiunge al video racconto immersivo “I Sassi invisibili” inaugurato nel 2014, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dal vicepresidente del Fondo Ambiente Italia, Marco Magnifico, e dai referenti territoriali dello stesso Fai.
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Kering, solo over 18 anni in passerella
Il gruppo, “ulteriore progresso nell’impegno verso le donne”
15 maggio 201914:41
– Kering fa un passo in avanti nella tutela di modelle e modelli. Dalle sfilate autunno-inverno 2020/1 il gruppo impiegherà solo over-18enni per sfilate o foto dove devono essere rappresentati adulti. “La carta sui rapporti di lavoro e benessere dei modelli elaborati da Kering e Lvmh nel 2017 ha già portato a progressi nel settore del lusso, in particolare introducendo un’età minima di 16 anni per i modelli.
Questo nuovo passo segna ulteriori progressi nel continuo impegno di Kering verso le donne” spiega il gruppo.
Il gruppo francese del lusso è un colosso da 13,6 miliardi di fatturato nel 2018 e di oltre 63 di capitalizzazione in Borsa, e ha ‘in pancia’ marchi della moda come Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga o Alexander McQueen. Assieme al peso massimo Lvmh rappresenta uno dei maggiori poli del settore nel mondo.
Manieri Elia guiderà Accademia VeneziaE’ storico dell’arte già vice in pinacoteca
VENEZIA15 maggio 201915:07
-Lo storico dell’arte Giulio Manieri Elia è il nuovo direttore dell’Accademia di Venezia. Lo rende noto il ministero dei beni culturali. Giulio Manieri Elia, 59 anni, si è laureato in Lettere e Filosofia (Storia dell’Arte Moderna). Nel 1996 ha conseguito con lode un diploma in Storia dell’Arte Medioevale e Moderna e nel 2000 un dottorato di ricerca in Storia e conservazione dell’Oggetto d’Arte e d’Architettura; nel 2012 l’abilitazione in Storia dell’Arte. Dal 1994 ad oggi è stato docente a contratto di Storia dell’Arte medievale e Moderna, Teoria e Storia del Restauro presso l’Università della Calabria, Arcavata di Rende (Cosenza), e di Museologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2009 ha vinto un concorso per quattro posti di Dirigente Storico dell’Arte al Ministero dei Beni e le attività culturali. Dal 2009 al 2013 è vice direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, fra le altre cose, dal 2006 al 2009 è stato direttore del laboratorio delle Gallerie dell’Accademia.
Lo Cascio apre Città del Libro a UrbinoVI edizione del festival guarda a Volponi e ‘Pianeti irritabili’
15 maggio 201916:14
– Sarà dedicata ai ‘Pianeti irritabili’, un tributo a Paolo Volponi, alle sue opere e al suo sguardo sulla città, la sesta edizione del festival ‘Urbino e le Città del Libro’, che si inaugura il 17 maggio. Ad aprire la manifestazione sarà Luigi Lo Cascio con il suo esordio letterario ‘Ogni ricordo un fiore’ (Feltrinelli). Fino a domenica 19 maggio la città ospiterà incontri, letture, concerti e mostre con tra gli ospiti principali Neri Marcoré, Pier Paolo Giannubilo, Antonio Moresco, Vanni Santoni e lo scrittore Anthony Cartwright, tra i protagonisti della giornata conclusiva con il suo romanzo, ‘Il taglio’ (66thand2nd), con cui si addentra nelle ragioni profonde della Brexit, tra la povertà, la rabbia e solitudine delle periferie.
Le mostre sono dedicate ai lavori di Mara Cerri, alla carriera artistica dell’illustratore Giovanni Mulazzani e c’è anche una collettiva di opere realizzate da illustratori con una BIC 4 colori, sfida lanciata dal curatore Alessandro Baronciani. A Urbino saliranno sul palco anche Alessandro Baronciani, Giovanni Bietti, Adrián Bravi, Deborah Brizzi, Cristiano Cavina, Sara Fabbri, Ciro Fanelli, Angelo Ferracuti, Antonio Ferrara, Maria Antonietta, Matthias Martelli, Elisa Menini, Chiara Natalucci, Marino Neri, Umberto Piersanti e Claudio Sopranzetti. Le illustrazioni del tema della sesta edizione sono a cura, per il secondo anno, dell’artista Guido Scarabottolo. Torna anche ‘Urbino Città dei piccoli’ con una programmazione speciale dedicata ai lettori dai 3 agli 11 anni.
Premio Denti a libreria Casa sull’AlberoPromosso da Aie e Andersen sarà assegnato 25 maggio a Genova
15 maggio 201917:07
– E’ La Casa sull’Albero di Arezzo la libreria per ragazzi vincitrice del ‘Premio Gianna e Roberto Denti 2019′, promosso dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e da ANDERSEN. Il Premio sarà assegnato il 25 maggio a Genova durante la 38/ma edzione del Premio Andersen. La Casa sull’Albero è stata scelta “per la capacità, pur nel breve tempo trascorso dalla sua fondazione nel 2013, tanto di radicarsi sul proprio territorio offrendo occasioni culturali differenziate per l’infanzia, quanto di segnalarsi sul piano nazionale come interlocutore privilegiato per gli altri attori della filiera del libro” spiega la motivazione. “La scelta del vincitore è stata unanime, seppure non scontata, perché ogni libreria proposta meritava attenzione per l’originalità e la personalità espressa con il proprio lavoro” ha detto Beatrice Fini, coordinatrice del Gruppo Ragazzi di AIE.
“Un grazie speciale a tutti i librai per ragazzi che ogni giorno – ha sottolineato la Fini – ci aiutano a creare nuovi lettori e di conseguenza contribuiscono alla crescita del Paese” Arrivato alla sesta edizione, il premio seleziona ogni anno la migliore fra le librerie per bambini e ragazzi ed è stato creato per sottolineare il ruolo e il valore di questi fondamentali presidi di cultura sul territorio, e per ricordare la figura e l’impegno di Roberto Denti (1924-2013) giornalista, scrittore e soprattutto fondatore, insieme a Gianna Vitali (1943-2016), della storica Libreria dei Ragazzi di Milano. La giuria del premio è composta dagli editori per Ragazzi di AIE e dalla direzione della rivista ANDERSEN. Il logo del Premio Gianna e Roberto Denti è stato realizzato da Giulia Orecchia e sarà usato per promuovere le iniziative che la libreria La Casa sull’Albero organizzerà durante tutto l’anno grazie alla collaborazione degli editori AIE.
Pagano direttore Parco Campi FlegreiOra è direttore Museo Archeologico e Teatro Romano Spoleto
NAPOLI15 maggio 201917:30
– E’ Fabio Pagano il nuovo direttore designato dal Mibac per il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Pagano, 47 anni, archeologo specializzato in antichità post classiche, è stato funzionario archeologo per la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia e direttore del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli dal 2013 al 2015. Dallo scorso anno dirige il Museo archeologico nazionale e Teatro Romano di Spoleto e l’Area archeologica di Carsulae. Dal 2018 insegna all’Università degli studi di Udine come docente del corso di Valorizzazione per il turismo dei beni culturali all’ interno del corso di Laurea magistrale in Gestione del turismo e degli eventi culturali.
Collezione Casamonti, da Mirò a BasquiatNuova stagione spazio museale Firenze, dagli anni ’60 a oggi
FIRENZE15 maggio 201918:08
– Da Boetti a Bill Viola, passando per Schifano, Mirò e Basquiat e molti altri artisti: nuova stagione per la Collezione Casamonti, lo spazio museale a Firenze, in Palazzo Bartolini Salimbeni, che dall’anno scorso accoglie la raccolta d’arte moderna e contemporanea del gallerista fiorentino Roberto Casamonti. Cambiano le opere in mostra: dopo i capolavori della prima metà del Novecento, dal 26 maggio saranno esposti quelli dagli anni ’60 a oggi, secondo un allestimento a cura di Bruno Corà.
Il rinnovo era programmato e già annunciato al momento dell’apertura al pubblico della Collezione: l’obiettivo è mettere a disposizione dei visitatori le opere raccolte dal gallerista in 40 anni di ricerche.
Alla Scala ristorante aperto fino notteNuovo look e nuovi orari per il Foyer, erede de Il Marchesino
MILANO15 maggio 201918:11
– Dal prossimo giugno vedere un’opera alla Scala e poi fermarsi a mangiare al ristorante del teatro dopo lo spettacolo sarà possibile. Il mese prossimo ‘Il Foyer’, il bar ristorante erede del Marchesino alla Scala, alzerà la saracinesca alle 8 e sarà aperto fino alle 2, ben oltre quindi l’attuale orario. È questa una novità della nuova gestione che ha inaugurato lo spazio che si trova nei portici del teatro dopo alcuni mesi di ristrutturazione. Il nuovo orario sarà in vigore da quando riaprirà anche il dehors. Spazio aperto, luce, poltrone rosse dall’alto schienale sono alcuni degli elementi introdotti dall’architetto Michael Vincent Uy, filippino laureato al Politecnico di Milano con esperienza nel settore del lusso. In cucina Anatolij Franzese che ha iniziato a collaborare con Gualtiero Marchesi nel 2016, dopo esperienze in Italia e all’estero, mentre a capo della pasticceria c’è Matias Ortiz, che ha lavorato con Ernst Knam e al ristorante stellato Da Vittorio di Brusaporto, in provincia di Bergamo.
Da Armani ‘About Future’ con PoliMiAl Silos mostra collettiva 50 lavori studenti architettura
15 maggio 201918:13
– Nuova collaborazione con il Politecnico di Milano per Giorgio Armani che, in occasione della Milano Arch Week 2019, ospita ‘About Future’, una mostra collettiva presso l’Armani/Silos di circa cinquanta dei modelli più significativi dei lavori realizzati per l’esame di laurea degli studenti e giovani laureati di Architettura.
“Ho concepito il Silos – dice Armani – come un luogo che promuovesse la creatività e che fosse uno stimolo per nuove idee, incoraggiando i giovani a esprimersi. Sono felice di dare spazio agli studenti di architettura del Politecnico per questa mostra così ricca di significato, che fa riflettere su temi importanti come la sostenibilità e l’innovazione. Mi ha colpito la capacità di questi giovani di guardare al futuro, senza dimenticare le origini”. La complessità della trasformazione delle città, dei paesaggi, le nuove condizioni dell’abitare, la ricerca di nuovi e sostenibili equilibri tra artificio e natura sono i temi su cui si concentrano i progetti degli studenti.
Black Mirror 5, super cast per serieda Miley Cyrus a Anthony Mackie, su Netflix da 5 giugno
15 maggio 201918:19
– Nel cast spicca tra tutti il nome di Miley Cyrus, attrice e cantautrice americana, mentre troviamo fra gli altri anche Andrew Scott (il Moriarty della serie TV ‘Sherlock’) e Anthony Mackie (il ‘Falcon’ dell’Universo Cinematografico Marvel). Il 5 giugno 2019 Netflix renderà visibile in streaming la quinta stagione di ‘Black Mirror’, serie TV antologica (caratterizzata da episodi o stagioni che presentano trame e personaggi diversi) che nel corso degli anni ha saputo distinguersi grazie a un approccio interessante e stimolante al tema della tecnologia e al genere della fantascienza. Nell’attesa ha pubblicato il trailer ufficiale in poche ore condiviso da milioni di appassionati. Dalla mente geniale di Charlie Brooker con Annabel Jones nel ruolo di produttrice arrivano tre nuove storie completamente inedite. Nel cast Anthony Mackie, Miley Cyrus, Yahya Abdul-Mateen II, Topher Grace, Damson Idris, Andrew Scott, Nicole Beharie, Pom Klementieff, Angourie Rice, Madison Davenport e Ludi Lin
Leonardo, apre Sala delle AsseAl via le iniziative ‘Leonardo mai visto’
15 maggio 201918:50
– Con l’apertura della Sala delle Asse, si inaugurano oggi le iniziative ‘Leonardo mai visto’ gli eventi organizzati all’interno del Castello Sforzesco e inserite nel calendario di Milano Leonardo 500. La Sala delle Asse viene eccezionalmente riaperta dopo 6 anni di restauri ma solo fino al 12 gennaio.
Leonardo lavorò in quella Sala del castello nel 1498 su incarico di Ludovico il Moro poco dopo aver terminato il Cenacolo. Durante la ricostruzione del Castello, nei primissimi anni del ‘900 venne scoperta una complessa decorazione pittorica che nei progetti ricopriva la vasta sala (15×15 per oltre 10 mt di altezza) trasformata in un gigantesco trompe-l’oeil, al centro una radice (detto il Monocromo perché disegnata a carboncino), alla base un pergolato di 18 alberi di gelso che si intrecciano sulla volta sorreggendo uno stemma e targhe Sforzesche. Il calendario di Leonardo mai visto prevede numerosi altri eventi con mostre, installazioni multimediali e un gioco di immagini e suoni proiettati sulla Torre del Filarete del Castello.
Murgia super vincitrice Premio MoranteScelta dai ragazzi della giuria popolare
15 maggio 201919:48
– Michela Murgia con ‘Noi siamo tempesta’ (Salani) è la Super Vincitrice 2019 del Premio Elsa Morante Ragazzi. La scelta è stata fatta dalla giuria popolare del Morante, composta da oltre mille ragazzi di scuole medie inferiori e superiori, durante la cerimonia di premiazione oggi all’Auditorium della Rai di Napoli.
La giuria tecnica del Premio Elsa Morante Ragazzi, presieduta da Dacia Maraini, aveva decretato vincitori, oltre alla Murgia, Carlo Rovelli con “Ci sono luoghi al mondo dove più che le regole è importante la gentilezza” (Corriere della Sera) e Sofia Sofia Viscardi con “Abbastanza” (Mondadori).
Da Grease a Sgarbi a Roma nella stagione dell’OlimpicoTante risate, poi danza, musical, da Lillo & Greg ai Momix
17 maggio 201912:05
Sul palcoscenico con la bella scenografia di ‘I musicanti’, il trascinante spettacolo costruito sulle canzoni di Pino Daniele che avrà un’ultima replica straordinaria venerdì e che ritornerà l’anno prossimo a marzo, è stata presentata la stagione 2019/2020 ‘Live in Rome’ del Teatro Olimpico: ”Abbiamo mantenuto la tradizionale varietà delle proposte – ha sottolineato il direttore artistico Lucia Bocca Montefoschi – legate insieme al desiderio di leggerezza, troppo trascurato nella nostra quotidianità, e dall’aspirazione che ognuno di noi ha verso una poesia e una magia del palcoscenico capace di trascinarci in mondi diversi”. Ecco allora, da fine settembre a metà maggio, un prevalere di spettacoli comici per divertirsi, cui fa da contrappeso un dramma da paura come ‘L’esorcista’ con effetti multimediali ispirati all’omonimo romanzo e al celeberrimo film di Friedkin, e poi tanta musica, canto e danza con l’intermezzo di cinque lezioni di Vittorio Sgarbi su Raffaello. Apre il 26 settembre il comicamente sgangherato gioco di ‘Che disastro di commedia’, versione italiana di ‘The Play that Goes Wrong’, grande successo inglese realizzato da un gruppo di giovani sotto la guida di Mark Bell, e chiude la stagione una novità di Roberto Cavosi con Pino Quartullo e Enzo Iacchetti, ‘Hollywood burger’, su due poveri attori che sotto Natale si ritrovano alla mensa dei mitici Studios raccontandosi reciprocamente balle sulla propria carriera nella speranza di incrociare qualche grande star e farsi notare. Sul grande palcoscenico dell’Olimpico si succederanno per strappare risate al pubblico via via Massimo Lopez con Tullio Solenghi, Maurizio Battista col suo nuovo show, i gagmen Lillo e Greg, poi Teo Mammuccari, Ucci De Santis e Antonello Costa col suo nuovo varietà. Mentre si è coinvolti dalle trascinanti musiche del sempiterno ‘Grease” ancora in piedi dopo 11 anni con la Compagnia Della Rancia, da quelle di ‘Sweeny Todd’ con orchestra dal vivo, e naturalmente da ‘I Musicanti’, oltre all’ ‘Orchestraccia’ con le sue personali rivisitazioni della grande tradizione canora. In programma poi le magie prestidigitatorie del tradizionale e illusionistico ‘Supermagic’ e quelle coreo0grafiche-acrobatiche dei Sonic con ‘Duum’, mentre non meno stupore nasce dal ritorno di ‘Alice’ dei Momix. I ballerini di Moses Pendleton si uniranno, per il Festival della danza creato in collaborazione con la Filarmonica Romana, con quelli di William Fosythe in ‘A quiet evening of dance’, con una novità di Misha van Hoecke sulle musiche dei Pink Floyd e col tango argentino di Miguel Angel Zotto. Per la conferenza stampa quasi tutti gli artisti in programma hanno dato un saggio della loro bravura, mentre Sgarbi ha dato violento sfogo verbale alla sua rabbia verso il ministero dei beni culturali e il ministro Bonisoli che – sostiene – gli hanno negato in extremis il prestito di quattro tele per la mostra da lui curata su Raffaellino del Colle (artista che dette il suo meglio nella Villa Imperiale di Pesaro) che si apre venerdì a Palazzo Ducale di Urbino.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Mick Jagger danza e si allena dopo l’operazione al cuore
Sui social impazza un video in cui si nota la rock star stare in forma
15 maggio 201920:04
Mick Jagger danza e si allena dopo l’operazione al cuore. Sui social impazza un video in cui si nota la rock star stare in forma
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Esce il 4 giugno ‘Assedio’ di Michael Wolff
In contemporanea mondiale, in Italia per Rizzoli
17 maggio 201912:05
‘Assedio’ il nuovo libro di Michael Wolff, dopo ‘Fuoco e Furia’ , uscirà il 4 giugno in contemporanea mondiale, in Italia per Rizzoli.
In Fuoco e Furia Wolff aveva descritto la prima fase dell’amministrazione Trump. La cronaca straordinariamente avvincente Assedio comincia all’avvio del secondo anno della presidenza Trump e termina con la consegna del rapporto Mueller, rivelando un’amministrazione sempre più sotto il torchio degli inquirenti e un presidente via via più suscettibile, imprevedibile e vulnerabile. Il nuovo libro di Wolff è un reportage altrettanto essenziale ed esplosivo su una presidenza sotto attacco su quasi ogni fronte.
Almodovar, spero stop destra a EuropeeRegista, il risultato del mio Paese è un messaggio forte
CANNES15 maggio 201919:38
– “Le elezioni europee? Difficile fare previsioni, posso solo sperare che l’onda lunga dei risultati spagnoli del mese scorso travolga l’estrema destra. In Spagna il messaggio che i cittadini hanno dato è stato chiarissimo: non vogliamo nessuna svolta a destra” dice Pedro Almodovar, al festival di Cannes in concorso con Dolor y gloria.
Il regista parla al plurale: “Abbiamo odiato il tipo di campagna elettorale che hanno fatto quei partiti, piena di insulti, minacce violenza e il risultato è nelle urne: l’estrema destra è stata fermata, abbiamo evitato esplodesse e questa è la reazione migliore che potevamo dare esprimendoci in democrazia.
Il risultato è stato sorprendente e ora speriamo – ha proseguito – in quattro anni migliori di quelli passati e che questo governo di unità progressista faccia bene al paese”.
Rai Cinema debutta nella realtà virtualeNasce app tutta italiana. Primo video racconto Happy Birthday
CANNES15 maggio 201919:48
– Si dice Rai Cinema e si pensa alla casa di produzione della tv pubblica, ai grandi film italiani premiati nel mondo e al ritorno a Cannes di Marco Bellocchio. Ma Rai Cinema è anche produttore e distributore di contenuti multimediali in altri settori e sulla Croisette si festeggia il suo ingresso in grande stile nel mondo della realtà virtuale (VR). Sarà infatti la prima media company a lanciare una app tutta italiana a realtà aumentata che permetterà agli appassionati di fruire di contenuti, eventi, incontri coi protagonisti con un’esperienza immersiva. Nella virtual room di Rai Cinema si accede con visori (dal vivo), con gli smartphone e usando su qualsiasi dispositivo digitale la app. Due i prototipi presentati: un’intervista esclusiva con Pierfrancesco Favino, realizzata grazie alla partnership con la rivista Vanity Fair, e il videoracconto crossmediale “Happy Birthday” di Lorenzo Giovenga prodotto da Manuela Cacciamani con la sua One More Pictures che fa per l’occasione il suo ingresso nella VR.
A Jarmusch premio carriera AnimavìRegista a rassegna a Pergola 10-14 luglio
PERGOLA (PESARO URBINO)15 maggio 201920:24
– Dopo Kusturica, Sokurov e Wenders andrà quest’anno allo scrittore e regista statunitense Jim Jarmusch il Bronzo dorato alla carriera della quarta edizione del Festival internazionale di cinema d’animazione e arte poetica Animavì di Pergola in programma dal 10 al 14 luglio. Il film di Jarmusch I morti non muoiono ha appena aperto il 72/o Festival di Cannes. “Ha accettato di venire a Pergola ad Animavì, già questo sembra incredibile, uno scherzo, invece è vero – ha commentato il direttore artistico Simone Massi, importante regista italiano di cinema d’animazione -. Ogni anno partiamo con grande umiltà, dicendoci la verità, cioè che siamo piccoli e che non è possibile ripetere il livello dell’edizione precedente. Eppure, in qualche modo, ci riusciamo: Kusturica, Sokurov, Wenders e adesso Jarmusch”.
Cannes: Pedro e Antonio, “Il cinema ci salverà”Almodovar, Banderas il miglior Mastroianni che potessi avere
CANNES16 maggio 201915:05
Pedro e Antonio, Almodovar e Banderas, Dolor y Gloria. “E’ il miglior Mastroianni che potessi avere”, dice ai giornalisti italiani il regista come se fosse Fellini con il suo alter ego cinematografico. Nel film, in concorso al festival di Cannes e in sala da noi dal 17 maggio con Warner, l’attore di Malaga che proprio Almodovar agli albori fece debuttare in Labirinto di passioni interpreta un regista depresso, in là con gli anni, in crisi creativa, che si rifugia nell’eroina e ritorna indietro alla sua vita di un tempo, dalla scoperta dell’omosessualità a quella del successo passando per il rapporto decisivo con la madre (Penelope Cruz).”Tutto nel film riporta a me: ci sono i miei mobili, la replica del mio appartamento a Madrid, persino i quadri dei pittori della movida di Madrid tra fine anni ’70 e inizio ’80, ma non tutto quello che racconto è accaduto, semplicemente sarebbe potuto accadere”, spiega Almodovar, “c’è la mia vita al 40% ma il mio profondo io al 100%”. “La sceneggiatura mi ha sorpreso per le verosimiglianze ma ho dovuto ‘dissociarmi’ e diventare un personaggio pur essendo in totale confidenza con lui e avendo vissuto nella vita vera tante cose con lui”, aggiunge Banderas, all’ottavo film con il regista della Mancha, “il più vero e naturale per me”. L’attore di Donne sull’orlo di una crisi di nervi e di Philadelphia ha attinto anche dal suo recente vissuto per restituire ‘dolore’ al personaggio: “l’attacco di cuore di due anni fa mi ha segnato. Per una volta come artista ho pescato nelle mie paure”.Al di là della storia, Almodovar esorcizza in Dolor y gloria “l’ombra nera della mia vita, quella con cui devo convivere ossia il rischio che mi capiti quello che succede al personaggio, che perda l’ispirazione, la creatività o abbia incapacità fisica a dirigere un film. La grande paura per me è la perdita di cinema, lo schermo è l’unica compagnia, una vera dipendenza. Nel film alla depressione si rimedia con l’eroina ma è la pellicola la vera dipendenza. E’ il cinema a salvarlo e il cinema ha salvato me nella realtà”.Dice Antonio Banderas di Almodovar, lui che lo conosce “da 37 anni: in tutti questi anni Pedro ha depurato il suo stile, è meno ‘crazy’ ma non ha mai perso la propria personalità resistendo anche alle sirene hollywoodiane”. Avrebbe avuto la sua occasione americana dirigendo Brockeback Mountain, conferma poco dopo lo stesso regista specificando che adora il film di Ang Lee, ma che non ha accettato pensando “che mai a Hollywood sarebbe passata la mia idea, peraltro ispirata al libro, ossia che i due cowboy avrebbero scopato tutto il tempo come animali, se non altro per riscaldarsi”.E’ al festival di Cannes dove tante volte è stato in concorso senza mai acciuffare la Palma d’oro. Cannes cambia la vita ai cineasti come ha detto il presidente di giuria Inarritu? “La mia vita è la stessa con o senza una Palma d’oro – risponde – ma il festival è importante perchè fa capire davvero che film ho fatto ad una platea gigantesca di osservatori internazionali. Mi piace essere qui e in concorso”.L’amore per il cinema è anche per quello degli altri, “ho amato Roma di Cuaron, visto sul grande schermo non certo su Netflix, io amo la sala e la frequento ma non per andare a vedere saghe e supereroi, quelli non li sopporto”. Rispetto alla libertà creativa che negli anni ’80 fece esplodere in Spagna e non solo il talento anticonformista di Almodovar, il regista dice che “oggi ne avrei avuta di meno temo, c’è maggiore sensibilità reazionaria di allora nella società”. Ma per il suo paese non dispera: “con i risultati elettorali di aprile abbiamo fermato l’estrema destra e dato un grande messaggio democratico. Ci aspettano quattro anni di governo progressista. Per le europee? Spero che l’onda lunga spagnola ci salvi dai populismi”.
Caponi Brothers,Swing & Soda primo discoConcerto al Sannazaro di Napoli martedì 21 maggio
NAPOLI16 maggio 201912:11
– Si chiamano The Caponi Brothers, in omaggio a Totò e Peppino, e presentano al Teatro Sannazaro di Napoli, in concerto martedì 21 maggio, il loro primo disco intitolato “Swing & Soda”.
Sonorità jazz e swing, tanta ironia e una spiccata predilezione per Renato Carosone e Fred Buscaglione, “Maestri capaci di tradurre in musica buonumore e positività”. Sono i riferimenti principali della band campana che individua nella lezione di questi grandi protagonisti della scena musicale italiana il manifesto culturale che anima l’intero progetto avviato qualche anno fa dal pianista Giuseppe Di Capua. Con lui, in scena, ci sono Domenico Tammaro, la voce del gruppo, Vincenzo Bernardo alla batteria, Gianfranco Campagnoli alla tromba ed al flicorno e Tommaso Scannapieco al contrabbasso. Special guest della serata è la vocalist Marina Bruno.
Il quintetto unisce insegnanti di alcuni tra i più importanti Conservatori del Meridione d’Italia.
Casa Lucio Dalla apre porte a videomakerSfida per realizzare videoclip su un brano del cantautore
OLOGNA16 maggio 201913:18
– La casa di Lucio Dalla a Bologna in ottobre aprirà la porte a cinque giovani videomaker che verranno selezionati da una giuria per compiere un percorso formativo per realizzare un videoclip su un brano del cantautore, scomparso il primo marzo 2012.
Il progetto, presentato in via D’Azeglio dalla Fondazione Lucio Dalla in collaborazione con il Comune di Bologna, si intitola “Ci vediamo da Lucio FLD Labo-contest videoclip Residenza artistica…da Lucio!” e permetterà ai giovani talenti di lavorare e trarre ispirazione negli spazi in cui viveva l’artista. Dal primo giugno al 10 agosto si potranno presentare le candidature e la giuria che seguirà le selezioni sarà presieduta da Ambrogio Lo Giudice, storico collaboratore e amico di Dalla.
Capossela, il Medioevo dei giorni nostriEsce Ballate per uomini e bestie, “un cantico delle creature”
16 maggio 201920:20
La violenza e il saccheggio della natura; la rivoluzione tecnologica che ha stravolto, a volte anche in maniera drammatica, le nostre vite; la religione e il fanatismo tra senso del sacro e senso del profano; la disperazione della condizione umana. Raccontando un Medioevo immaginifico, che è meno lontano di quanto possa sembrare, popolato di uomini e di bestie poste quasi sullo stesso piano, Vinicio Capossela con il suo amore per il grottesco e per il racconto popolare posa il suo sguardo sull’attualità nel nuovo album, Ballate per Uomini e bestie, in uscita il 17 maggio (La Cùpa/Warner Music).Ad emergere è un quadro non edificante dell’uomo e della società di oggi. “E’ un cantico per le creature – racconta il cantautore – e in quanto tale è compassionevole, è un andare oltre il sé, per accorgersi che ci sono anche altre creature oltre gli uomini. Un disco molto caritatevole, ma per esserlo bisogna guardare con onestà alla propria condizione e vederla nella sua nudità. La storia dell’uomo è una storia di guerre, di crimini, di pestilenze, di ingiustizie. Di persone che si fanno saltare in aria nel nome del paradiso. Dunque, bisogna vedere quanto l’uomo è incapace di applicare la buona novella”. Nel disco si mescolano, in una serie di continui rimandi, figure mitologiche e personaggi biblici, vita popolare e letteratura (tra citazioni di Oscar Wilde, John Keats e Francesco D’Assisi “tutti accumunati dalla sensibilità alla bellezza”).Come quella del Povero Cristo (che ha dato anche il titolo al brano che ha anticipato il lavoro). “Il povero Cristo è chiunque porti la sua croce, è quello di cui non si accorge nessuno, è chi passa invano nel mondo”, spiega Capossela che ha scelto in maniera simbolica di ambientare il video della canzone (con la regia di Daniele Ciprì) a Riace, il paese che aveva messo in atto un modello di accoglienza per gli immigrati. “Riace è stato un tentativo di mettere in pratica la buona novella e dove questa possibilità è stata negata. Senza voler dare a nessuno la palma del povero Cristo, in questo momento storico chi lascia tutto e arriva su un barcone è più povero Cristo di altri”. Con la religione il rapporto di Capossela è lungo e tortuoso. Pur affermando di non avere fede, ha sempre dimostrato di subirne la fascinazione. “La religione – afferma – fornisce grandi mitologie, mette a fuoco l’anima degli uomini. E’ un peccato rinunciare alla forza e alla meraviglia delle scritture sacre, pur non disponendo della fede. Ad affascinarmi è la potenza del linguaggio, delle metafore, i rituali. E il fatto che fornisce immagini e figure universali che sono nell’inconscio collettivo. Tra le invenzioni più mirabolanti che l’uomo abbia elaborato”. Per raccontare “tutte le creature”, il cantautore irpino nato in Germania che anche quest’anno omaggerà la sua terra con lo Sponz Fest, ha scelto la forma della ballata. “Al contrario della canzone che deve essere breve e orecchiabile, la ballata si prende tutto il tempo per raccontare una storia. I piani di lettura e i riferimenti possono essere diversi e se uno vuole perderci tempo può trovare tanti raccordi. C’è commistione tra letteratura, storia e, cosa inedita per me, arti figurative. Il disco inizia dalle pitture rupestri: con Uro, animale scomparso che si ritrova dipinto nelle grotte di Lascaux”.Uno dei brani, La Peste, al grido di let’s tweet again, è una critica feroce alla tecnologia imperante, al mondo dei social, in ricordo di Tiziana Cantone, la giovane che si è uccisa per i suoi video intimi divenuti virali in rete. “Siamo all’inizio di un’era in cui non sono ancora codificati né l’etica né la normativa di qualcosa che è già nella via di tutti. Siamo in una meravigliosa pestilenza, come diceva Arnaud, che però consente di azzerare tutto. La cosa terribile è il senso di deresponsabilizzazione collettiva, con il quale si distruggono vite ridendo. E l’uso politico in cerca di consenso: siamo davanti alla dottrina dello slogan pestilenziale, che attecchisce facilmente. La denunzia è un richiamo alla consapevolezza”. La morte serpeggia qua e là tra i 14 brani, “ma per me non è un’ossessione come canto nella Ballata del carcere di Reading. Per non farla diventare tale, bisogna riconoscere che fa parte della vita. Più che un’ossessione è diventata un tabù, l’ultimo tabù, insieme alla malattia”, dice ancora Capossela. In autunno Capossela porterà le Ballate per uomini e bestie in tour teatrale. Il via in ottobre da Rimini. Dal 25 maggio, invece, una serie di concerti-atti unici nei festival italiani.
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Matera 2019 e il ‘Purgatorio’ di Dante
Dal 17/5 al 2/6, in 500 hanno risposto a chiamata pubblica
MATERA16 maggio 201913:45
– Da venerdì 17 maggio al 2 giugno, tutti i giorni, nel Complesso delle Monacelle, nel centro storico di Matera (Capitale europea della Cultura 2019) sarà rappresentato il “Purgatorio” dalla Divina commedia di Dante Alighieri per cui, in totale, nella “chiamata pubblica” sono state coinvolte 500 persone. Il progetto – ideato e diretto da Ermanna Montanari e Marco Martinelli – è coprodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019, Ravenna Festival/Teatro Alighieri, in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.
Palazzo Altemps diventa Museo per tuttiPercorso inclusivo e guida per disabili intellettivi
16 maggio 201914:19
– Palazzo Altemps, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, diventa ‘Museo per tutti’. Dopo la Gnam, l’Archeologico San Lorenzo a Cremona, Castello Albertis a Genova, Venaria a Torino, il Benozzo Gozzoli di Castiglion Fiorentino e gli Innocenti a Firenze, anche nelle sale del museo dedicato alle grandi collezioni d’arte classica entra a sistema il progetto dedicato alle persone con disabilità intellettiva, adulti e bambini. Ideato da L’abilità onlus, con il finanziamento di Fondazione De Agostini, dopo una fase di formazione del personale, Museo per tutti mette a disposizione una guida di lettura facilitata, disponibile gratuitamente al Museo e online, e un percorso permanente di scoperta e comprensione delle opere. “Il mio augurio – dice il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli – è che il progetto impatti non solo sui musei statali, ma su tutti i musei in Italia. È una battaglia di civiltà”. Entro giugno 2020 anche le altre sedi del Museo nazionale Romano abbracceranno il progetto.
Jeff Koons da record all’astaUn “Coniglio” di inox creato da Jeff Koons nel 1986 è stato battuto da Christie’s a New York per 91,1 milioni di dollari, un record per un’opera di un artista vivente
NEW YORK16 maggio 201916:14
Un “Coniglio” di inox creato da Jeff Koons nel 1986 è stato battuto da Christie’s a New York per 91,1 milioni di dollari, un record per un’opera di un artista vivente.
Ad aggiudicarsi l’opera, ispirata da un giocattolo gonfiabile per bambini, è stato il gallerista Robert Mnuchin, il padre del ministro del Tesoro Steven Mnuchin, seduto in sala accanto al collezionista Peter Brant. Il coniglio veniva dalla collezione dell’editore di Condé Nast, S.I. Newhouse. La stima di partenza era di almeno 50 milioni. La scultura, creata in edizione limitata di tre esemplari era l’ultima rimasta in mani private, secondo Christie’s. Il prezzo ha superato i 90,2 milioni di dollari stabilito sempre da Christie’s da Hockney per il dipinto del 1972 “Ritratto di artista (con due figure)”, confermando lo status delle sculture metalliche di Koons come trofei per miliardari. Nel novembre 2013 il suo “Balloon Dog (Orange)” degli anni ’90 era stato battuto all’asta per 58,4 milioni di dollari.
Edward Snowden al Wired Next FestIl futuro protagonista a Milano dal 24 al 26 maggio
16 maggio 201914:42
– Il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ed Edward Snowden, l’informatico e attivista statunitense che ha dato il via al Datagate, sono gli ospiti di punta del decimo Wired Next Fest, in programma a Milano dal 24 al 26 maggio nei Giardini Indro Montanelli.
Il futuro sarà il focus delle tre giornate dell’edizione milanese 2019. Tra gli ospiti anche Roberto Bolle, Elio Germano, che porterà in anteprima lo spettacolo “Segnale di allarme – La mia battaglia VR” (Realtà Virtuale) e Alessandro Borghi, che proporrà una masterclass gratuita sul mestiere dell’attore; il cosmonauta Walter Villadei; gli economisti e politici Giulio Tremonti, Carlo Cottarelli, Giovanni Buttarelli (Garante europeo della protezione dei dati), Antonio Nicita (Commissario Agcom), Luca Attias (Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale), Stefano Buffagni (sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Di sera, spazio alla musica con Manuel Agnelli e Rodrigo d’Erasmo, Daniele Silvestri e Ghemon.
Duisburg-Linea di sangue, Liotti indaga sulla faida del 2007Su Rai1 film tv il 22/5, nel palinsesto per la Giornata Legalità
rlichROMA16 maggio 201920:18
– “Duisburg – Linea di sangue” è un tv movie tratto da una drammatica vicenda vera della nostra storia recente, passata alla storia come la ‘strage di Ferragosto’, con la regia di Enzo Monteleone e con protagonista Daniele Liotti, in onda su Rai1 in prima serata mercoledì 22 maggio. “I fatti – spiega l’attore – risalgono a un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2007, quando vennero uccisi sei giovanissimi davanti a un ristorante a Duisburg in Germania per un regolamento di conti tra due famiglie di ‘ndrangheta. Io interpreto Michele Battaglia, il commissario di polizia italiano che indagò con il collega tedesco Thomas Block (Benjamin Sadler)”. “Battaglia, richiamato dalla Calabria per collaborare con i tedeschi – continua Liotti – è un uomo dedito alla ricerca della verità, con una grande nobiltà d’animo e un grande amore per la sua famiglia. Ricostruirà una intricata faida familiare nata a San Luca, un paesino dell’Aspromonte ritenuto la capitale della ‘ndrangheta”.
Passato alla cronaca come la ‘strage di Ferragosto’, il massacro avvenuto nella cittadina tedesca contò ben sei vittime. Cinque erano originarie della provincia di Reggio Calabria, la sesta di Corigliano Calabro. Il tutto avvenne davanti al ristorante italiano Da Bruno. Il film tv è una coproduzione Rai Fiction – Iterfilm, prodotto da Laurentina Guidotti e Conchita Airoldi. Nel cast Marina Crialesi, Brenno Placido, Anna Ferzetti Massimiliano Frateschi, Ester Pantano. Per catturare i killer di Duisburg, vengono chiamati a investigare il cacciatore di mafiosi Michele Battaglia e il suo collega tedesco Thomas Block. I due investigatori, nonostante le diffidenze reciproche, devono collaborare e ricorrere a ogni tecnica di indagine possibile per fronteggiare dei criminali in ascesa che ora godono il rispetto delle altre cosche e ricevono una protezione che li occulta al mondo.”Non volevamo – aggiunge Liotti – il poliziotto perfetto, ma un essere umano, una persona che rischia la propria vita per continuare la secolare lotta al crimine organizzato. La cosa più importante, nella preparazione del personaggio, è stato l’incontro con veri poliziotti, soprattutto con il poliziotto che ha proceduto con l’arresto, anche se i nostri sono personaggi di fantasia. Questo incontro per me è stato una rivelazione. Quest’uomo che mette a rischio la sua vita per il bene della comunità ha chiarito in me alcuni punti. Ho visto la normalità di una persona. Rischia la sua vita tutti i giorni, non ha voluto la scorta e svolge il proprio lavoro con grande umiltà. Quando gli ho chiesto se avesse paura, lui mi ha risposto di potersela permettere. E’ stato bello scoprire un esercito di persone che costantemente svolgono questo lavoro per uno stipendio ministeriale o poco più. La cosa più importante è stata questa”. La direttrice di Rai Fiction evidenzia: “Duisburg s’inserisce nella settimana della legalità alla quale la Rai partecipa proprio nella sua funzione di servizio pubblico del Paese e ne riprende l’ispirazione di fondo, la lotta contro la criminalità organizzata, il valore dello Stato, la presa di coscienza e il ruolo che in questo senso possono giocare i mezzi di comunicazione”.Sul suo personaggio, in particolare, Liotti dice: “Michele Battaglia è dotato di grande intelligenza investigativa, ma è anche un uomo con il suo privato, con le sue fragilità e le sue paure. Davanti ad altre serialità, da Gomorra a Suburra, io dico di stare attenti. Il film entra nelle case della ‘ndrangheta, racconta dei rituali di affiliazione, della struttura familiare su cui si organizza quella criminalità, con boss patriarchi, i giovani che entrano subito nelle attività. Ma anche il lavoro lungo e senza sosta dei poliziotti. Sono contento di aver preso parte a questo progetto, perché i riflettori si accendono sul poliziotto, sull’essere umano”. Afferma Laurentina Guidotti: “La produzione non è stata facile. Le location che rappresentano la Calabria non si trovano in Calabria, ve lo diciamo subito. Non abbiamo potuto girare lì, ci sono arrivati segnali chiari: lettere minatorie, per dirla tutta. Si è girato in Puglia”. Il film tv è una coproduzione Rai Fiction – Iterfilm, prodotto da Laurentina Guidotti e Conchita Airoldi. Nel cast Marina Crialesi, Brenno Placido, Anna Ferzetti Massimiliano Frateschi, Ester Pantano. Il film rientra nelle iniziative editoriali e di informazione che il palinsesto Rai dedica alla ricorrenza della Giornata della Legalità.
Al San Carlo a settembre torna Bolle’Sono felicissimo ballare di nuovo nel più bel teatro’
NAPOLI16 maggio 201914:52
– Roberto Bolle tornerà a ballare al Teatro San Carlo di Napoli dopo otto anni di assenza. L’annuncio è stato dato dallo stesso Bolle a margine della presentazione di ‘OnDance’, la grande festa della danza che quest’anno arriva anche a Napoli. Bolle sarà al San Carlo il 6, 7, 8 e 9 settembre. “Sono felicissimo di tornare a ballare al San Carlo – ha detto -, tra i teatri più belli se non il più bello”.
Anche Cristicchi e Berti a Notte LiscioManifestazione in varie città della Romagna dal 14 al 16 giugno
BOLOGNA16 maggio 201914:55
– Ci saranno anche Simone Cristicchi, Orietta Berti, il rapper ‘Mondo Marcio’ e Carlo Marrale, leader e fondatore dei ‘Matia Bazar’ sul palcoscenico della 4/a edizione de ‘La Notte del Liscio’, festa del ballo e della tradizione romagnola che andrà in scena, dal 14 al 16 giugno, in diverse piazze della Romagna: dal Ravennate al Cesenate al Riminese.
Tra gli appuntamenti di spicco della kermesse, l’apertura, a Cesenatico, con l’orchestra di Mirko Casadei – figlio di Raoul, icona del liscio nazionale – che ospiterà Simone Cristicchi e la ‘Banda Rulli Frulli’ con 70 componenti che suonano strumenti ottenuti da oggetti di uso comune e, il giorno dopo a Gatteo Mare, l’esibizione dell’Orchestra di ‘Moreno il Biondo’ alla quale si uniranno Orietta Berti, il rapper Mondo Marcio e Carlo Marrale per una ‘fusione’ tra liscio e musica pop italiana. Nel corso della festa, il 15, spazio anche al cinema con la presentazione a San Mauro Mare, del film ‘Tutto Liscio!’ in compagnia di Raoul Casadei e Mirko Casadei.
Cannes: Banderas, c’è tanto mio dolore nel film di AlmodovarL’attore, nel film ho restituito il vissuto dei nostri anni ’80
CANNES15 maggio 201917:47
– Un film tra “confidenti”, amici, sodali, “sono Pedro ma sono anche io, ruolo cinematografico e al tempo stesso io vero Antonio, una grande fatica, tensione, altrettanta emozione e alla fine la felicità di essere stato proprio come lui voleva” dice Antonio Banderas raccontando l’esperienza di Dolor Y Gloria, il nuovo film di Almodovar in concorso al festival di Cannes e nelle sale dal 17 maggio. “Nella storia ci sono anche i nostri anni ’80, gli inizi, la movida di Madrid, tanto di noi”, prosegue Banderas che dopo i primi film Labirinto di passioni e Donne sull’orlo di una crisi di nervi si è trasferito in America per una splendida carriera americana da protagonista. “Ho cercato di restituire anche quegli anni di gloria e libertà”, dice. E il dolore? “Quello è il mio, l’attacco di cuore di due anni fa, mi ha segnato. Come artista puoi pescare nel tuo intimo o interpretare e quando nella storia emerge il dolore del protagonista questa volta ho tirato fuori il mio vissuto”.
‘Sposerò Harry Potter’, romanzo in chatLa storia di Ariel, 15 enne ‘sfigata’, fra amori e bullismo
OLOGNA16 maggio 201915:04
– Lo smartphone si trasforma in un libro: ‘Sposerò Harry Potter’, di Belinda Barth & Elisa Capanni, edito da Rusconi Libri. Un romanzo interamente scritto in chat.
Il 17 maggio alle 18 alla Coop Ambasciatori a Bologna le due autrici presenteranno il libro insieme a Ambra Cotti, quindicenne youtuber bolognese con più di 1 milione di followers sul social Tik Tok.
‘Sposerò Harry Potter’, primo romanzo a dare voce alla WhtasApp generation, racconta la storia di Ariel, studentessa liceale al primo anno, che si sente brutta e sfigata. A differenza di tutte le sue coetanee non ha avuto ancora le mestruazioni né ha mai dato un bacio a un ragazzo. “I libri per ragazzi – dicono le autrici – vengono pensati e scritti per piacere ai genitori, noi invece ci siamo rivolte direttamente ai lettori adolescenti usando emoticon, slang, abbreviazioni. Primi amori, bullismo e dislessia sono argomenti abituali per i ragazzi ma non per gli adulti, il nostro obiettivo era affrontare temi seri con leggerezza”.
Rede social,amaca 10 m a Palazzo StrozziI visitatori potranno salire su opera collettivo Opavivarà
FIRENZE16 maggio 201915:46
– A partire da oggi e fino al 14 luglio 2019 il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze ospita ‘Rede Social’, una grande e coloratissima amaca di oltre 10 metri, in cui il pubblico potrà salire per osservare l’architettura dello storico edificio da un punto di vista inconsueto. Si tratta di un intervento site-specific del collettivo ‘Opavivará!’, realizzato nell’ambito del progetto ‘Beyond performance’ a cura di Alberto Salvadori.
L’opera – disegnata appositamente per il cortile di Palazzo Strozzi – consiste in una struttura simile a un tunnel aperto che sostiene un’unica amaca colorata e con 12 postazioni collegate insieme. Scopo è fornire al pubblico un’occasione per abbandonare temporaneamente il proprio ruolo sociale, prendendosi una pausa dal mondo esterno e concentrarsi sulle relazioni umane. L’installazione verrà aperta al pubblico a partire dalle 19 di oggi, dopo una breve cerimonia di inaugurazione.
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Roma Summer Fest, dai Take That a Thom Yorke
Tra gli italiani Mannoia, Maneskin, Il Volo, Irama
16 maggio 201920:39
Thom Yorke, Skunk Anansie, Tears for Fears, Jared Leto con i suoi Thirty Seconds to Mars, Ben Harper, Diana Krall, Take That, Rufus Wainwright, Angélique Kidjo, Nick Mason, Steve Hackett (che suonerà il 20 luglio, giorno in cui ricorrerà il 50/o anniversario dello sbarco della luna), Toto e Apparat sono fra le star internazionali del Roma Summer Fest, in programma all’Auditorium Parco della Musica dal 23 giugno al 2 agosto.Ad aprire il 23 giugno (con replica il 24) saranno i Maneskin. Fra gli altri italiani di quest’anno Fiorella Mannoia, Irama, vincitore di Amici nel 2018, Il Volo (che festeggia i 10 anni di carriera), Tiromancino con L’Ensemble Symphony Orchestra, gli iraniani di casa in Italia, Bowland, lanciati da X-Factor. In calendario anche progetti speciali legati soprattutto alla musica popolare, come i concerti/spettacoli di Massimo Ranieri (Malia napoletana), Gigi Proietti (Cavalli di battaglia), Tony Hadley con la Gerardo Di Lella Pop Orchestra, Taranta Gitana Opi & Gipsy Gold, con insieme in scena la Famiglia Reyes (Ex Gypsy Kings) e L’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna. “Questa manifestazione, nata come Luglio suona bene e diventata Roma Summer Fest l’anno scorso, in 16 anni ha avuto un milione di spettatori – sottolinea Aurelio Regina, presidente di Fondazione Musica per Roma -. Ha già accolto tantissimi artisti internazionali, da Elton John a Sting, e ci onora il fatto che Dario Fo abbia fatto su questo palco il suo ultimo spettacolo”. L’obiettivo di Roma Summer Fest è “offrire una proposta coinvolgente e varia, accessibile anche nei prezzi”.Un’iniziativa che rientra appieno nella missione di Musica per Roma “di cui è stato appena approvato il bilancio. Negli anni abbiamo trovato il giusto equilibrio tra impegno economico e proposta ampia e articolata”. L’approvazione del bilancio della Fondazione “è la testimonianza di un buon lavoro fatto – spiega Albino Ruberti, capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio – e il Roma Summer Fest ha un programma bello, ampio e di qualità”. Nell’ambito della manifestazione, torna per il terzo anno anche Retape, progetto della Fondazione Musica per Roma nato per dare visibilità ai talenti emergenti della capitale. Sul palco, fra gli altri, Proietti, la Batteria, Wrongonyou e Jacopo Ratini, con ospiti speciali come Fabrizio Moro, Roberto Angelini e Ainé. “Questo festival è un vero regalo di energia per la Capitale – dice l’amministratore delegato dell’Auditorium Parco Della Musica José R. Dosal -. Lavoriamo perché la musica arrivi sempre al cuore delle persone, perché diventi un’indimenticabile esperienza di vita”.Per l’assessore alla crescita culturale e vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, il Roma Summer Fest, anche grazie allo spazio che offre ai giovani talenti, riflette “uno dei nostri elementi fondanti, offrire in ogni maniera la possibilità alle persone di partecipare alla vita culturale della propria comunità. Un diritto fondamentale dell’individuo, che contribuisce a formare la sua capacità di relazione con gli altri, e contrasta i fenomeni di frammentazione e di odio”. Bergamo ricorda anche che “con i nostri cambiamenti ai Bandi per l’Estate Romana, abbiamo potuto far arrivare le proposte culturali direttamente dove le persone vivono e abbiamo così avuto un raddoppio secco del numero dei cittadini che hanno partecipato alle attività”.
Grossman ospite Festa Libro Ebraico 2019Organizzata dal Meis, in programma domenica a Ferrara
BOLOGNA16 maggio 201915:55
– Sarà lo scrittore David Grossman l’ospite d’onore della Festa del Libro Ebraico in programma domenica 19 maggio a Ferrara. La manifestazione organizzata dal Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, si dipanerà attraverso diversi appuntamenti tra cui l’inaugurazione di ‘Libri proibiti’, installazione dell’artista siciliano Manlio Geraci, curata da Ermanno Tedeschi: 774 libri bruciati che rappresentano i 774 deportati ad Auschwitz partiti dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano con il primo convoglio. L’incontro principale, in calendario nel pomeriggio al Teatro Comunale, quello con Grossman che dialogherà con il direttore del Meis, Simonetta Della Seta, sul tema ‘Il mio rapporto con la lingua e i testi ebraici’ rivelando per la prima volta come dalla lingua ebraica nascano i suoi personaggi.
La ‘Festa del Libro Ebraico’ è organizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara.
Noseda e i rischi dell’Italia di oggiMa maestro è fiducioso nei giovani e in ‘radici forti’ del Paese
WASHINGTON16 maggio 201916:00
– “Penso che il Paese sia assai migliore di come spesso lo facciamo apparire, ma il rischio che si corre oggi è quello di chiudersi in un falso paradiso, in un finto paese dei balocchi, togliendo la possibilità di svilupparsi, di aprirsi, di accogliere”: Gianandrea Noseda, primo direttore musicale italiano della National Simphony Orchestra (Nso) di Washington Dc, dove è alla seconda stagione, si dice “ottimista e fiducioso” nell’italianità, ma non nasconde timori per la situazione nel Paese. “Credo che le nuove generazioni di italiani abbiano un grandissimo talento, e abbiamo molte più porte da aprire, ma non si può aprire nulla di nuovo se non si è collegati con la propria storia”, dice dopo aver presentato al Cafè Milano il programma di ‘Unexpected Italy. L’Italia che non ti aspetti”, primo festival nella capitale americana che celebrerà la nuova musica italiana o quella classica ma meno nota, in collaborazione col Kennedy Center for the Performing Arts e l’ambasciata italiana.
Villoresi ‘traghetta’ Biondo di PalermoNuovo direttore artistico presenta stagione, classici e novità
PALERMO16 maggio 201916:06
– Molti classici e ancor di più drammaturgia contemporanea nel nuovo cartellone del Teatro Biondo di Palermo. Miller, Pirandello, Beckett. Presentato dal nuovo direttore artistico, Pamela Villoresi, presenti il sindaco Leoluca Orlando e il presidente Nello Musumeci. “La cultura – dice Pamela Villoresi – è un veicolo, un motore, e il titolo della stagione è Traghetti, noi partiamo da Palermo e approdiamo a Palermo”. La scuola del Biondo, inoltre, sarà una laurea triennale dal 2020-21. E per sostituire le maestranze che andranno in pensione, si organizzeranno corsi speciali di arti e mestieri, d’intesa con il Teatro Massimo. Tra gli annunci più importanti quello che anticipa il ritorno in scena di “Palermo Palermo”, lo spettacolo della compianta coreografa Pina Bausch dedicato alla città siciliana.
Emma Dante e Profokiev all’Opera di RomaBreakdance e tanto movimento per ‘Angelo di fuoco’ con Pèrez
16 maggio 201917:23
– ‘L’angelo di fuoco’, l’opera di Prokofiev che andrà in scena il 23/5 all’Opera di Roma, “è una tragedia lirica che per me si sviluppa incessantemente, clamorosamente e forsennatamente attorno a una donna, Renata”, dichiara Emma Dante, che ne firma la regia, tornando a lavorare col direttore Alejo Pèrez, con cui aveva già realizzato una ‘Cenerentola’ di Rossini (che verrà ripresa dall’8 al 13/6).
L’opera avrà 6 repliche, compresa l’anteprima giovani del 21/5, e Renata sarà il soprano Ewa Vesin: “Assillata da un angelo che è un diavolo, da creature strane e magiche, è pur sempre una donna, che in un fantastico inizio è invasata, posseduta, poi affrontare momenti fisicamente tempestosi”. E così, per quest’angelo diviso tra bene e male, la Dante ha scelto come interprete “un danzatore di breakdance, che si presenta alla donna a testa in giù, come calpestando il cielo”, all’interno di “un ambiente sotterraneo, una sorta di ventre naturale per il quale mi sono ispirata alle cripte dei cappuccini di Palermo”.
In archivio Maggio storia teatro FirenzeQuasi 13mila bozzetti e 40mila fotografie da consultare
FIRENZE16 maggio 201917:41
– Quasi 13mila tra bozzetti e figurini, 50 modellini scenici, 40mila fotografie e poi manifesti, cimeli, pellicole e registrazioni, il tutto custodito in 500 metri di scaffalature: è stato inaugurato l’archivio del Maggio musicale fiorentino, alla presenza del sovrintendente del teatro fiorentino Cristiano Chiarot e del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Dopo un anno di lavori, tutta la storia del Maggio musicale è stata raccolta in una nuova sede, all’interno del teatro stesso, che sarà presto aperta per la consultazione da parte di studenti e studiosi. La documentazione ripercorre la storia del Teatro del Maggio a partire dalla fondazione nel 1928 dell’orchestra stabile fiorentina, per poi proseguire con le edizioni del celebre festival del Maggio musicale organizzato dal 1933 fino ad oggi. “Qui – ha detto Chiarot – ci sono oltre 80 anni di storia quasi giornaliera di quello che è successo al festival del Maggio”.
Da Zeno a Guidi-Ingrassia a Sala UmbertoNuova stagione al via con 14 titoli. Longobardi, +20% pubblico
16 maggio 201917:57
– Gli omaggi a due immense figure della cultura italiana come Dario Fo e Giorgio Gaber. Gli intrecci tra palcoscenico e cinema e, immancabili, le risate della commedia. Riparte così la nuova stagione della Sala Umberto, la 18/a guidata da Alessandro Longobardi (che festeggia un “+20% di pubblico”), al via il 26/9 con un divo come Giuseppe Zeno in Non si uccidono così anche i cavalli? dal romanzo di Horace McCoy (da cui fu tratto il film di Sydney Pollack) e che corre fino a fine maggio con la reunion di Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in Maurizio IV. Un Pirandello Pulp di Edoardo Erba. In tutto, 14 titoli più le Incursioni musicali, tra i quali Filippo Dini e Arianna Scommegna in Misery; Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo Squartatore con Giorgio Lupano, Francesco Bonomo e Rocio Munoz Morales; Carlo Buccirosso per un mese a Natale; Tartassati dalle tasse per Biagio Izzo; il trio al femminile Andreozzi-Cucinotta-Belvedere in Figlie di E.V.A; e la scoperta della stagione, Giovanni Scifoni.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Nuovo album per Maluma, ecco 11:11
Brani con Madonna e Ricky Martin. Il 1 luglio sarà a Cagliari
16 maggio 201918:43
– Nuovo album per Maluma: il cantante colombiano, re del reggaeton, pubblica il suo nuovo album “11:11”, il quarto della sua carriera, con collaborazioni di alto livello: da Madonna, nel brano “Soltera”, a Ricky Martin in “No Se Me Quita”, e poi Ozuna, Nicky Jam, Ty Dolla $ign, Zion y Lennox, Sech, Chencho e Farina. Maluma darà il via al “Maluma World Tour” da San Diego il 6 settembre ma il 1 luglio sarà all’Arena Fiera di Cagliari. In rotazione radiofonica al momento il singolo “HP”. Il precedente lavoro di Maluma “F.A.M.E” aveva debuttato al #1 della Billboard Latin Albums chart e gli aveva fatto vincere il Latin Grammy come “Best Contemporary Pop Vocal Album”. A proposito delle ispirazioni dell’album, Maluma ha dichiarato: “”11:11″ è un segnale diretto dalle nostre guide, angeli e maestri, per stabilire un momento di connessione tra noi stessi e il resto del mondo. È una chiamata ad agire o un modo per meditare, per ascoltare le proprie intuizioni e le proprie emozioni interiori”.
Mahmood, spero che l’Italia faccia una bella figura’Versi su Ramadan e champagne sono metafora. Io lontano dalla politica’
TEL AVIV16 maggio 201920:28
TEL AVIV – “Per me l’importante non è tanto vincere, ma andare lì e fare una bella esibizione. Che la gente possa dire: vedi l’Italia quanto è forte”. A poco più di un giorno dalla finale dell’Eurovision Song Contest, Mahmood non sembra preso dal sacro fuoco della gara, anche se ce la metterà tutta per portare a casa il risultato. E se così fosse – racconta dalla sua stanza d’albergo sul lungomare di Tel Aviv, ad un passo da quello dove c’è Madonna, guest star della finale – confessa che gli piacerebbe fosse Milano la sede dell’Eurofestival, targato Italia.”Quando andai a Sanremo giovani – spiega rilassato su un divano – nessuno mi avrebbe dato una chance e invece ho vinto. Ora che la situazione si è ribaltata, tutti ti dicono che vincerai. Vedremo…”. Fatto sta che in sala stampa dell’Expo – dove stasera ci sarà la seconda semifinale e sabato sera la finale – la sua ‘Soldi’ durante le prove è stata tra quelle più ballate e cantate dai giornalisti presenti. E’ piuttosto deciso nel ridimensionare le polemiche sul verso della canzone che mischia lo champagne e il Ramadan. “Quella frase è una metafora, solo un modo per condannare chi predica bene e razzola male. Io sono cristiano – ribadisce – e non sapevo neppure che l’avrei cantata all’Eurofestival in un periodo che è Ramadan”.Inevitabile poi la domanda su Salvini e sul tormentone nato nel dopo Sanremo vinto da un ragazzo dal nome arabo: “L’ho visto da Costanzo – risponde senza nessun imbarazzo – ma non c’è stato un confronto reale. E non so neanche se lo vorrei. Io voglio stare lontano dalla politica e fare soltanto musica”. Poi prende in giro il polverone sulla sua partecipazione all’evento in Israele. “Si è detto che non sarei venuto: era una stupidaggine. Come il fatto che non avrei partecipato a causa della febbre: qui c’è il mare e si guarisce”. “Etichettare le persone è roba vecchia. Affermazioni di quel tipo – dice – vogliono creare differenze, distacco. Non è proprio necessario”. Delle altre canzoni in gara ammette che gli piace molto quella francese di Bilal Hassani, ma anche quella dell’olandese Duncan Laurence che lui considera un po’ il superfavorito. Nel suo pantheon musicale mette tre giovani artisti: la rapper Madame, Venerus e Miss. “Con gli ultimi due – sottolinea – canterò presto a Milano”.La sua top list per le precedenti generazioni vede invece su tutti Paolo Conte, poi Dalla e infine Carmen Consoli, “imbattibile”. Comunque vada di Israele dove dice di “trovarsi molto bene”, porterà con se il ricordo dei “profumi, dei gatti e soprattutto dell’incredibile gente”. Il futuro? “Sto scrivendo – risponde misterioso – ci sarà un nuovo disco”. Per ora c’è la finale di sabato sera: “Tutto è pronto. E ci sarà anche una chicca: guardate le magliette dei ballerini”, ammicca sorridendo.
Simona Molinari apre il tour a Napoli22 maggio, all’Augusteo con lei anche Gualazzi, Brancale e Bosso
NAPOLI16 maggio 201919:25
– Simona Molinari apre il suo tour ‘Sbalzi D’Amore’ a Napoli, nel Teatro Augusteo: il 22 maggio con la cantautrice napoletana sul palco ci saranno anche Raphael Gualazzi, Serena Brancale e Fabrizio Bosso. “Sono felicissima, ho scelto di iniziare questo percorso da Napoli, la mia città d’origine, per poi concludere a dicembre all’Aquila, la mia città di adozione – spiega Molinari – In questo primo concerto canterò alcuni brani del nuovo album e festeggerò insieme ai fan i miei primi 10 anni di carriera”.
Simona Molinari lavora ad un progetto pop-jazz collaborando con artisti di fama mondiale, tra i quali Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Danny Diaz, Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Renzo Arbore, Franco Cerri, Ornella Vanoni, Dado Moroni e Roberto Gatto. E si è esibita nei jazz club più importanti del mondo, come il Blue Note di New York, Teatro Estrada di Mosca, Blue Note di Tokyo, e altri club e teatri a Pechino, Toronto, Rio De Janeiro, Parigi.
Palazzo Diamanti, Tar dà ragione a MibacRespinta la richiesta di sospensiva del Comune di Ferrara
16 maggio 201919:46
– Il Tar di Bologna ha respinto la richiesta di sospensiva presentata con un ricorso dal Comune di Ferrara contro i provvedimenti adottati dal Mibac e dalla soprintendenza dei Beni culturali di Bologna, che avevano reso parere negativo all’ampliamento di Palazzo dei Diamanti, sede della Pinacoteca civica. Lo si apprende da fonti del Mibac, che esprimono “soddisfazione” per la decisione dei giudici amministrativi. La vicenda risale a qualche mese fa, quando Mibac e soprintendenza avevano chiesto modifiche a una parte del progetto di recupero e restauro di Palazzo dei Diamanti, che era stato aggiudicato con bando pubblico, indetto dal comune e che prevedeva, in particolare, la realizzazione al piano terra di un padiglione vetrato che avrebbe dovuto fare da raccordo tra le due ali del Palazzo. Contro l’ampliamento si è scagliato Vittorio Sgarbi, che ha raccolto oltre 200 firme di politici e intellettuali, da D’Alema a Tahar Ben Jelloun, dall’ex ministro della cultura Bray all’architetto Mario Botta.
J’accuse di Ken Loach, società verso il baratroSorry we missed you su driver mezza età. “Così vince la destra”
CANNES17 maggio 201910:03
La fotografia in bianco e nero degli scioperi dei minatori durante il governo della Thatcher nel 1984 è incorniciata come un santino. Quei tempi, oltre trent’anni dopo, sembrano lontanissimi: non più contratti regolari, non più assicurazioni, l’illusione di mettersi in proprio e la realtà di venire stritolati da un infernale meccanismo di competizione, deregulation, assenza di diritti elementari. Persino fare pipì è un lusso: si ferma il camioncino delle consegne e si fa nella bottiglia, neanche un minuto e si riparte, perché tutto è tracciato, tutto è una performance obbligata. E’ una discesa nell’inferno di oggi, di una working class ridotta a schiavitù nell’illusione turbocapitalista e non riguarda i migranti che arrivano in Europa per una vita migliore, ma i cittadini stessi, gli inglesi e Newcastle non è diversa da Lione o Torino. E’ un j’accuse alla società in rovina, ad una disgregazione sociale che sembra ormai ad un passo dal baratro definitivo quella che racconta con un film potentissimo Ken Loach in Sorry we missed you, in concorso al festival di Cannes (in autunno in sala con Lucky Red). L’autore inglese, 82 anni, due volte Palma d’oro (un record che divide con i fratelli belgi Dardenne, che tornano anche loro in gara con Young Amhed), da anni racconta i guasti del capitalismo, delle privatizzazioni e del welfare perduto, regalando al pubblico emozioni e angosce, ritratti impietosi, specchi affatto distorti dei nostri tempi. Un già visto? Nel fondo certo è il Loach ultimo comunista alla regia e il grande Paul Laverty alla sceneggiatura, ma ogni storia ha una sua chiave nel registro di quel realismo che fa sentire i suoi attori vicini con naturalezza ai poveri cristi che siamo diventati.
Ricky (Kris Hitchen) è un uomo di mezz’età costretto a ricominciare da capo dopo aver perso il lavoro come tanti.
Mettersi a fare il freelance per le consegne dei pacchi può essere un’idea: il delivery impazza anche a Newcastle, si compra su Amazon qualunque cosa e qualcuno te la deve recapitare.
Peccato che il camioncino costi una follia e che il manager dell’agenzia, sottolineando che è lavoro in proprio, sia a capo di fatto di un’organizzazione di consegne ad orologeria che non ammette altro e per cui non ci sono ferie, non ci sono emergenze, non ci sono diritti, altrimenti la competizione fa fallire anche lui. Tutto costa a Ricky e il lavoro è fonte di stress e guai, quelli più piccoli (il destinatario del pacco che non si fa trovare) fino a quelli più grandi (il furto del prezioso scannerizzatore delle consegne). Ma intanto è un lavoro e pazienza se bisogna vendere l’utilitaria di Abby (Debbie Honeywood, ipoteca la Palma) che andrà in bus a fare il suo lavoro: custodire per un’agenzia che non paga straordinari le persone in difficoltà, anziani, disabili. Lei ha una regola: trattare tutti come fossero suoi parenti con dolcezza e calore.
A casa ci sono anche i due ragazzi, la dolce Liza di 10 anni (Katie Proctor) e l’adolescente ribelle Seb (Rhys Stone). E’ una famiglia modesta, ma l’amore tra loro è la vera forza dirompente in una vita di fatica e abbrutimento, miserabile. Forse persino un anticorpo. Ma le cose non sono lineari, il ragazzo si mette nei guai, viene sospeso a scuola, ha discussioni con il padre: il conflitto familiare esplode ma il lavoro deve venire prima di tutto, chi paga altrimenti le rate del van? “Il paradosso – osserva Loach – è che oggi le persone sono costrette da questo sistema di precariato e incertezza a sfruttare se stesse. E’ una situazione intollerabile e fin quando non si riconoscerà quanto sia intollerabile non cambieranno le cose. C’è un’esplosione di povertà in Gran Bretagna, l’austerity è una scelta politica.
Come coltivare la speranza? Il cinema non può fare molto se non far aumentare la consapevolezza. Dobbiamo sapere di avere il potere del voto, dello sciopero e della rivendicazione di diritti decenti contro la logica imposta dal capitalismo, per rovesciare lo status quo dobbiamo essere convinti di questo, purtroppo la sinistra non ha avuto questa forza e il partito di Jeremy Corbyn che pure su questo ha un programma chiaro è diventato con mezzo milione di aderenti il maggior partito della sinistra europea pur essendo ostacolato dai media e al suo stesso interno. La conseguenza è sotto i nostri occhi: disgregazione sociale ed ascesa della destra ovunque. Che mi dite del vostro Salvini? – chiede Ken Loach alla stampa italiana -. C’è una situazione molto pericolosa, c’è tanta rabbia per questa diseguaglianza e divario tra ricchissimi e poveri che per sfogarla ce la prendiamo con migranti, diversi e con i più vulnerabili”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Alive in France, Abel Ferrara si racconta
Il regista in concerto con le canzoni dei suoi film
17 maggio 201910:19
Alive in France di e con Abel Ferrara è una forma di autoritratto d’artista in salsa musicale. Candidato al premio L’il d’Or per il miglior documentario al 70/o Festival di Cannes, il film – in sala dal 19 al 22 maggio distribuito da Mariposa Cinematografica – ci porta dentro la vita disordinata e sincopata del regista solo per qualche giorno. L’occasione sono i suoi concerti in Francia nel 2016 durante la rassegna sul suo cinema promossa dalla Cine’mathe’que de Toulouse intitolata Addiction at Work.
Cosa si vede nel documentario? Come in un mega video-selfie, assistiamo alle rocambolesche giornate che hanno preceduto il concerto di Tolosa, con tanto di reunion della band, ovvero l’arrivo dal passato dei suoi storici amici, l’attore-cantante Paul Hipp e il compositore Joseph Delia (autore delle colonne sonore dei suoi film più importanti), e poi i concerti in giro per la Francia fino a quello di Parigi.
In realtà non succede molto e succede troppo in questo documentario perché, come ha detto puntualmente Variety di ‘Alive in France’, è Abel Ferrara stesso un film. Ed è proprio così. Sono cinematografici i suoi amici, è cinematografica la sua giovanissima e bella moglie, Cristina Chiriac, che canta con la band e si lancia sul palco nel più sensuale dei semi-spogliarelli, ed e’ cinematografico, infine, il suo modo di muoversi e di relazionarsi. E questo sempre in maniera diretta, da strada, da Bronx, con chiunque incontri.
La storia di questo regista scomodo – autore de Il cattivo tenente, ma anche di Paura su Manhattan, 4:44 L’Ultimo Giorno sulla Terra, L’Angelo della Vendetta e China Girl – sta tutta anche nelle sue canzoni, cantate con la sua voce rauca, come ‘Bad Lieutenant’ (tratta dal film omonimo e scritta da lui stesso) che dice “I’m a bad, bad, man/Don’t you understand/I’m a bad, bad, man/ Best you turn and ran/Oh oh”, o la bellissima ‘Midnight for You’ (tratta dal film China Girl e scritta da Paul Hipp).
Il motivo dell’utilizzo di tante canzoni autoprodotte? Semplice, spiega lo stesso Ferrara nel documentario: “E’ anche una necessita’, noi non possiamo comprare canzoni fatte da altri”. Frase cult di ‘Alive in France’, è quella che dice lo stesso regista con il suo timbro roco: “Cos’è la musica nei film? Il respiro degli attori”.
Giacobbo con Freedom nell’Egitto mai vistoDal 22 maggio nuova serie di 8 puntate su Retequattro
IL CAIRO17 maggio 2019 10:34
Giù, giù fino in fondo per 273 metri nel buio del tunnel nascosto dietro al sarcofago di Seti I, nella valle dei Re a Luxor, per trovare in fondo una cosa sorprendente. Quindici anni dopo, per mantenere fede ad una promessa e sfidare il destino che lo ha visto salvo per miracolo, Roberto Giacobbo è entrato nel tunnel che era franato sulla sua testa “in una nuvola di polvere bianca” mentre era all’opera in una delle esplorazioni con il suo amico, l’archeologo Zahi Hawass. L’aveva promesso nell’ultima puntata della scorsa stagione e ora riparte così ‘Freedom. Oltre il confine’, dal 22 maggio su Retequattro con altre 8 nuove puntate sempre il mercoledì in prima serata. Poi sopra alle Piramidi nella piana di Giza al Cairo con il drone come non le avete mai viste, o a scoprire la maschera d’oro del faraone appena scoperta che Zahi ha lasciato in anteprima per le telecamere italiane, o ai piedi della Sfinge nella piana assolata. “L’Egitto, tra meraviglie e misteri, è uno dei luoghi che il pubblico ama e ci chiede di più – spiega Giacobbo, nella sua sahariana d’ordinanza e per nulla turbato dal clima impossibile mentre passeggia ai piedi della Sfinge – per questo ce ne sarà un pezzetto nei quattro o cinque servizi proposti in ognuna delle 8 puntate della prossima serie, e in almeno quattro di quelle che andranno in onda nella terza serie probabilmente a settembre, quando festeggerò i 20 anni di conduzione”. A 23 anni da quella puntata di ‘Misteri’ di Lorenza Foschini di cui era autore e in cui per la prima volta vide la Sfinge e… piovve: “Mi sembrò che piangesse”, dice.
“Questo è un Paese che ho visto cambiare – racconta ancora Giacobbo – quando sono arrivato la prima volta 23 anni fa non c’erano i cartelloni pubblicitari e la pubblicità era dipinta sui palazzi. Ma la gente nella vita di tutti i giorni non è cambiata”. E l’Egitto festeggia il programma con una serata di gala al Cairo, alla presenza della ministra del Turismo Rania Al Mashat, con sul palco anche il direttore di Retequattro Sebastiano Lombardi, rilanciata da tutti i tg nazionali. Del resto sui rapporti umani Giacobbo ha fondato la sua storia e quella squadra che ha chiamato quando è andato a lavorare dalla Rai a Mediaset: “Tutti mi hanno detto di sì con un entusiasmo straordinario”. Ed ora neanche mentre parla smettono di girare: sono i 33 componenti infaticabili della sua ‘crew’ che per 19 giorni sono rimasti in Egitto per realizzare le riprese speciali che si vedranno in questa nuova serie. Al suo fianco nella piana della Necropoli di Giza c’è il suo amico da 23 anni Zahi Hawass, con l’inseparabile cappello a falde larghe al quale – dice la leggenda – è stato ispirato il cappello di Indiana Jones. Lui comunque non è da meno: “Qui sotto la Sfinge tutti sognano che ci siano mondi nascosti – spiega l’archeologo mostrando il tunnel di 15 metri sotterraneo dell’ultima esplorazione – ma non c’è Atlantide. Misteri? Non ci sono misteri, ma solo tante cose da capire attraverso nuovi scavi e le tecnologie ci vengono sempre di più incontro”. La tecnologia del resto è anche una delle chiavi di volta della ricerca di Freedom, e anche nella nuova linea del turismo egiziano, come spiega la ministra. La divulgazione e l’esplorazione trovano nuova vita nelle straordinarie immagini realizzate attraverso l’impegno umano di chi fa qualunque cosa con la telecamera in spalla come Omar, il cameraman, ma anche attraverso la qualità cinematografica delle immagini. Nella nuova serie li vedremo anche in Gran Bretagna, Stati Uniti, Romania, Cina, e naturalmente in Italia, con reportage da Lombardia, Campania, Puglia, Toscana, Veneto, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna. Tutti pronti ora a risalire sul truck che Giacobbo ha comprato con la liquidazione della Rai, per nuove avventure perché lui è “un trasportatore, porto da chi sa a chi non sa…”. E per farsi capire da tutti ha scelto anche il carattere EasyRiding, più facile per i dislessici quindi più facile per tutti.
Pattinson in trattative per nuovo BatmanAttore di Twilight nel nuovo kolossal con regia Reeves
CANNES17 maggio 201910:41NE
– Da sex symbol a pipistrello: il prossimo futuro di Robert Pattinson, secondo le indiscrezioni raccolte da Variety al Marchè di Cannes, è con le ali del nuovo Batman. L’attore lanciato dalla saga Twilight è in trattative per interpretare Batman nell’atteso film di supereroi di Matt Reeves, che uscirà nei cinema il 25 giugno 2021. L’accordo, anche se Warner Bros per ora non commenta, dovrebbe chiudersi a breve e la preproduzione del kolossal Warner Bros.-DC Comics è prevista per questa estate.
Pattinson, 33 anni, sarebbe il secondo più giovane attore ad interpretare il ruolo sul grande schermo dopo Christian Bale, 31 anni nel 2005 per Batman Begins. Del film non si sa molto a parte la regia affidata a Matt Reeves (Il pianeta delle api) con Ben Affleck anche sceneggiatore. Pattinson è a Cannes con il film di Robert Eggers The Lighthouse.
A Bard mostra sui Tesori dell’AquilaQuattordici opere in esposizione dal 30 maggio al 17 novembre
AOSTA17 maggio 201911:00
– Una selezione di opere recuperate e restaurate – in totale 14 tra oreficerie, sculture in terracotta, pietra e legno, dipinti su tavola e tela – provenienti dalle chiese dell’Aquila devastate dal terremoto del 6 aprile 2009. Capolavori che fanno parte della mostra “L’Aquila. Tesori d’arte tra XIII e XVI secolo”, allestita dal 31 maggio al 17 novembre al Forte di Bard.
L’esposizione – “una storia di sopravvivenze, un omaggio alla città dell’Aquila nel decennale del sisma e una testimonianza della grande ricchezza della sua arte” – propone varie opere: dalle Madonne con Bambino del Maestro di Sivignano e di Matteo da Campli a quella detta Delle Grazie, dal grande Crocefisso della Cattedrale alla Croce processionale di Giovanni di Bartolomeo Rosecci, dall’elegante e leggero San Michele arcangelo di Silvestro dell’Aquila allo splendido San Sebastiano di Saturnino Gatti, dal Sant’Equizio di Pompeo Cesura fino alle grandi tele di Mijtens. Ideato da Marco Zaccarelli, il progetto è promosso dall’Associazione Forte di Bard con il patrocinio della Città dell’Aquila e della Regione Abruzzo. La mostra sarà affiancata dall’esposizione fotografica, inedita, ‘La città nascosta’ di Marco D’Antonio: una selezione di 15 grandi fotografie dedicate all’Aquila notturna, ripresa nelle sue aree ancora da ricostruire.
A Giallini la cittadinanza onoraria VdaDopo mesi di riprese Rocco Schiavone,’qui ho trovato amici veri’
AOSTA17 maggio 201911:35
– L’attore Marco Giallini ha ricevuto l’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste, la cittadinanza onoraria valdostana. Interpretando il vicequestore Rocco Schiavone nell’omonima fiction, ha fatto conoscere la Valle d’Aosta e, dopo tre stagioni e mesi di riprese, si è ben integrato (“Mi sono fare pure troppi amici, amici veri”). Così lo scorso anno è stato insignito del titolo destinato a personalità “che con la loro presenza o la loro opera abbiano conferito prestigio alla Valle”. “E’ veramente una bella cosa per la Valle d’Aosta, ma pure per me. Perché il personaggio è vicino, purtroppo nelle cose belle e nelle cose brutte, alla mia vita. Per me ha contato molto. E che io lo abbia fatto qui è un onore”, ha detto Giallini durante la cerimonia. “Vedere che ti salutano così calorosamente, che sembra quasi di trovarsi a Trastevere, vuol dire che sono arrivato, altrimenti – ha scherzato – prima di darti un po’ di confidenza, insomma tre o quattro anni ci mettete, noi siamo un po’ più diretti”.
Uto Ughi, la mia musica 60 anni dopo’Indignato su situazione musica in Italia’, torna alla IUC
8 maggio 201910:38
‘Ogni giorno si cambia e non si suona mai uno stesso pezzo allo stesso modo perché la vita porta nuove esperienze, positive e negative che arricchiscono e modificano una persona, così col tempo si acquista più maturità e consapevolezza anche in un’esecuzione, ma probabilmente si perde in freschezza”, racconta Uto Ughi, indignato per come la musica viene dimentica a maltratta in Italia ormai da anni, lui che esattamente a sessanta anni dal suo debutto quattordicenne, ma già nome ben noto, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma (2 aprile 1959) vi torna sabato 18 maggio, oramai violinista considerato tra i maggiori a livello internazionale, per esibirsi nell’Aula Magna della Sapienza con un programma che lo vedrà solista e con Michail Lifits, non un semplice accompagnatore, ma pianista di primo piano, vincitore nel 2011 dell’importante concorso pianistico ‘Ferruccio Busoni’.
Ughi apre il concerto con la Ciaccona in sol minore di Tommaso Antonio Vitali, vissuto tra Seicento e Settecento e oggi noto per quest’unica e celeberrima composizione, che è nel repertorio dei più grandi virtuosi e viene eseguita nella revisione ottocentesca di Ferdinand David. Quindi si passa dal Barocco come solista al pieno romanticismo assieme al pianoforte con la Sonata n. 3 op. 108 di Johannes Brahms e, nella seconda parte del concerto, a tre celebri e brillanti pezzi di bravura della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento che flirtano con i colori e i ritmi della intensa musica spagnola: le Canciones Populares Espanolas di De Falla, il Rondò capriccioso op. 20 di Saint-Saens e la Tzigane di Ravel. ”Col passare del tempo le cose cambiano, ma è difficile dire in poche parole come sento io oggi personalmente in modo diverso la musica che eseguo – spiega sempre Ughi, che debuttò come bambino prodigio nemmeno adolescente e, scrissero, ‘già artisticamente e tecnicamente maturo’ – è qualcosa di intimo e indefinito. Potrei dire che la avverto in modo più analitico, anche se è vero e non lo è, perché certo l’importante è riuscire a conservare ogni volta la stesa volontà di penetrazione di un testo di cui il compositore dà alcuni punti fermi e linee di massima, ma poi spetta all’esecutore interpretarlo liberamente, restando all’interno di quelle indicazioni da cui non si può prescindere”.
Da molto tempo Uto Ughi è considerato uno dei massimi esponenti della tradizione violinistica italiana e tra i più grandi violinisti in assoluto dei nostri giorni. Suona e ha suonato in tutto il mondo, nei principali festival, con le più grandi orchestre sinfoniche, sotto la direzione dei più importanti direttori, da Celibidache a Gergiev, da Giulini a Maazel, Mehta, Pretre, Rostropovich, Sawallisch, Sinopoli, Temirkanov. Anche per questo sente una responsabilità verso la musica e i giovani, per i quali è sempre disponibile a intervenire e suonare, ” abbandonata da un pezzo per colpa delle istituzioni in questo paese in spaventosa decadenza culturale. All’estero si parlava della ricchezza musicale dell’Italia, che non aveva solo la Scala e le grandi istituzioni, ma era piena in provincia di piccole, storiche associazioni musicali con un pubblico affamato di musica e che oggi hanno chiuso quasi tutte per mancanza di fondi e disinteresse delle amministrazioni locali, per non parlare di grandi orchestre che non ci sono più come quelle della Rai”. E’ quel che è accaduto anche a Roma dove dal 2003 era tornato a organizzare un festival per i giovani e per la città, che è rimasto senza più fondi, mentre ha avuto un’offerta da Venezia e ora lo organizzerà lì. ”In un paese che cancella la propria identità svendendo e avvilendo se stesso, il mio sogno nel cassetto – conclude l’artista – è che si ritorni ad essere quel luogo di cui si diceva è, mentre oggi ti senti dire era, il paese della musica e, con tutta la sua storia e ricchezza messa da parte, viene considerato il fanalino di coda dell’Europa”. Non è un caso che di recente la Presidenza del Consiglio lo abbia nominato Presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Un impegno, quello di Ughi, che è anche nella diffusione delle sue registrazioni discografiche, con tutti i brani più importanti del repertorio violinistico, e nelle pagine del suo libro ”Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita”. Da tempo si esibisce con un Guarneri del Gesù del 1744 dal suono caldo e dal timbro scuro, forse uno dei più bei Guarneri esistenti, e uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer, perché appartenuto all’omonimo violinista, cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata, immortalata anche da Tolstoi in un suo celebre racconto.
Basso-Pesole, L’economia percepitaIl gap apparenza-realtà. Giornalismo costruttivo come antidoto
17 maggio 201912:01
– ROBERTO BASSO E DINO PESOLE, l’ECONOMIA PERCEPITA (Donzelli Editore, pp.190, 18 euro).
L’economia è un po’ come la temperatura dell’aria, che da qualche tempo è accompagnata nelle previsioni meteorologiche dall’indicazione della temperatura percepita. Roberto Basso e Dino Pesole, il primo un comunicatore passato dalle società private al settore pubblico, il secondo editorialista del “Sole 24 Ore”, nel libro “L’economia percepita” (Donzelli editore) affrontano un viaggio nello spazio che separa proprio la realtà dell’economia dall’apparenza creata dalla bulimia informativa nella quale siamo tutti, volenti o nolenti, immersi. Quella proposta è una chiave approfondita, ricca di dati e spunti, che di fatto supera il semplice dibattito sulle fake news, ora imperante: si parte dal contesto ma poi si analizzano i meccanismi politici e informativi che sembrano alimentare una frattura tra alto e basso, tra società ed elites, tra democrazia e populismo.
Il libro segue il filo rosso dell’informazione per comprendere l’affermazione di Trump negli Stati Uniti e l’avanzata dei partiti ostili al progetto europeo, la vittoria della Brexit e la nascita in Italia del primo governo dichiaratamente populista. Ma non si limita a fotografare i cambiamenti che caratterizzano la comunicazione. Ne indaga l’evoluzione, ne spiega le ragioni. E poi indica anche qualche via d’uscita. Ma l’antidoto a quella che definiscono “la società dell’irriverenza”, che registra anche la rivolta contro la competenza, non può passare attraverso soluzioni autoassolutorie della politica. E probabilmente non basta nemmeno l’interessante appendice del libro nella quale vengono messi a confronto dati, tabelle e percezioni sulla presenza di immigrati, sull’occupazione, sulla crescita.
Il nodo da affrontare non è solo quello di una politica meno urlata, ma anche quello dell’informazione in un contesto che ne ha travolto il ciclo tradizionale, nel quale la televisione ha fagocitato i quotidiani e i social disintermediano su tutto.
L’idea, però, non è certo quella di raccontare un villaggio globale fatto da tribù non più in grado di dialogare, tra fake news virali e ecochamber autopersuasive, nel quale è sempre più evidente il distacco del cittadino-lettore, tra assuefazione e disincanto. La via proposta passa invece attraverso la formazione e l’educazione, che consente di comprendere fenomeni economici e sociali, ma anche e soprattutto attraverso la costruzione di un nuovo modello di giornalismo, che voglia mantenere la schiena dritta, abbandoni il format dell’informazione ansiogena e favorisca un’idea critica ma costruttiva della società.
Libri: ‘La morte a Brescia’,Barbieri, testimone diretto, racconta la storia fino a processi
17 maggio 201913:16
“Caso, destino, fortuna? Mi è sempre piaciuto pensare che se non sono stato investito dall’esplosione della bomba è grazie all’amicizia”. Era uno studente diciottenne Paolo Barbieri quando il 28 maggio 1974 si trovò a pochi metri dal porticato di Piazza della Loggia a Brescia, dove durante una manifestazione antifascista, organizzata dal sindacato e dal Comitato permanente antifascista, venne fatta esplodere una bomba che uccise 8 persone ferendone altre 100. E comincia proprio con la sua testimonianza diretta il libro che esce in questi giorni ‘La morte a Brescia-28 maggio 1974: storia di una strage fascista’. Il secondo che il giornalista e scrittore dedica a quella brutta pagina di storia italiana dopo ‘La strage dai capelli bianchi’ del 2003. Edito da RedStar Press, il libro è una scrupolosa ricostruzione in 127 pagine degli anni degli attentati, la situazione politica italiana e non solo nel biennio 73/74, i tentativi di colpo di stato, la scoperta proprio a Brescia del Mar (Movimento Armato Rivoluzionario) e l’arresto di numerosi esponenti di estrema destra. Quindi i 41 anni di indagini e processi sulla strage di Piazza della Loggia, con il coinvolgimento dei fondatori di gruppi di estrema destra come Ordine Nuovo e Ordine Nero, un ex generale dei carabinieri, due personaggi imputati pure nella strage di Piazza Fontana, nel 1969 a Milano, un primo processo a fascisti bresciani con l’ergastolo a Ermanno Buzzi (ucciso prima di arrivare in appello nel carcere di Novara da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti), la ‘Pista Ferri’ dal nome di Cesare Ferri (Ordine Nero). Fino alla parola definitiva scritta dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano e confermata dalla Corte di Cassazione con la condanna all’ergastolo di Carlo Maria Maggi, capo di Ordine Nuovo e Maurizio Tramonte, anche lui ordinovista e, scrive Barbieri, spia dei servizi segreti con il nome di ‘Fonte Tritone’, presente in Piazza della Loggia il giorno della strage. Una strage, sottolinea l’autore, del quale ultimamente è stato pubblicato un saggio sulla guerra ‘Polemos’, considerata dai giudici ‘la più politica di tutte’. “Perché – spiega – gli autori non solo hanno voluto creare terrore nel paese ma hanno anche voluto uccidere proprio quelle persone, ossia i ‘nemici’ politici,quelli della sinistra che manifestavano contro il fascismo”.
Musica, torna Ravenna Festival ‘Vespri’Nella basilica bizantina patrimonio Unesco di San Vitale
BOLOGNA17 maggio 201912:57
– Trentotto concerti nella basilica bizantina icona di Ravenna, San Vitale, patrimonio dell’Umanità, per 19 programmi che attraversano secoli di musica sacra, da Palestrina a Bach, da Vivaldi a John Cage: è il ‘Ravenna Festival: Vespri a San Vitale 2019’, dal 6 giugno al 14 luglio con concerti tutti i giorni alle 19. Biglietto simbolico a un euro.
In collaborazione con l’Opera di religione dell’arcidiocesi di Ravenna-Cervia e da quest’anno con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, la XXX edizione di Ravenna Festival rinnova quello il ‘pellegrinaggio’ quotidiano musicale all’ora del vespro in compagnia di cori, ensemble, solisti e 14 proposte selezionate attraverso un bando internazionale.
Renato Zero, nuovo brano Mai più da soliAnticipa il disco di inediti in uscita a ottobre
7 maggio 201914:05
– E’ in radio Mai più da soli, il nuovo brano di Renato Zero, che anticipa l’uscita a ottobre del prossimo disco, “Zero Il Folle” (Tattica). Il brano, come tutto l’album, è stato registrato a Londra con produzione e arrangiamenti di Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Zero torna a collaborare dopo l’album Amo del 2013.
“Fidatevi di uno che di solitudine se ne intende. Va frequentata e compresa, ma mai troppo assecondata – dice Renato Zero -. Questo è un tempo assai congeniale per chi vuole essere solo. Ma, peccato che non ci riconosciamo più. Che non ci fidiamo più l’uno dell’altro. Che per colpa di un orgoglio cieco e masochista ci si ritrova a parlare con un cellulare che non ha volto né consistenza. Che ci si cerca sui social senza potersi annusare, accarezzare o scegliersi. La mia solitudine, stanca di tradimenti e rifiuti, si è fatta un lifting e indossa protesi, credendo così di non essere riconoscibile. Voi non vi fidate: abbracciatevi! Mai più da soli!”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Springsteen, ecco There goes my miracle
In radio dal 24/5, anticipa album Western Stars che esce 14/6
7 maggio 201915:10
– E’ uscito “There Goes My Miracle”, il nuovo singolo di Bruce Springsteen, in radio dal 24 maggio. Il brano è incluso in “Western Stars” (Columbia Records/Sony Music), l’atteso album di inediti in uscita il 14 giugno. “Questo lavoro è un ritorno alle mie registrazioni da solista con le canzoni ispirate a personaggi e con arrangiamenti orchestrali cinematici – racconta Springsteen – è come uno scrigno ricco di gioielli”.
Western Stars, primo progetto in studio di Springsteen dopo cinque anni, prende in parte ispirazione dai dischi pop della California del Sud tra fine anni ’60 e inizio dei ’70. Nei 13 brani si ritrova una vasta gamma di temi tipicamente americani: dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non svanisce mai. Il disco, il 19/o album di Springsteen, è registrato principalmente nello studio nella sua casa in New Jersey, con l’aggiunta di alcune registrazioni in California e a New York.
Orchestra Rai, presentata nuova stagioneCalandrelli, cresce il pubblico dei concerti su Radio3 e Rai5
TORINO17 maggio 201915:23
– Punta su alcuni tra i più noti direttori d’orchestra, come Valery Gergiev, Myung-whun Chung, Daniele Harding, Fabio Luisi e Daniele Gatti, e allo stesso tempo su alcune delle bacchette più promettenti, come quelle di Leonidas Kavados e Fabio Biondi, la prossima stagione musicale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, presentata all’Auditorium Rai di Torino.
Una stagione ricca, che omaggia i 250 anni dalla nascita di Beethoven, eseguendo tutte le sue Sinfonie (non la Nona), anche con citazioni beethoviane in altri brani del cartellone, come quello di Max Reder, e nella rassegna Rai Nuova Musica.
A presentare la stagione, che apre l’11 ottobre con James Colon sul podio e termina il 25 giugno 2020 con il maestro Fabio Luisi, c’erano il direttore principale e il direttore artistico dell’Osn, James Conlon ed Ernesto Schiavi, il sovrintendente Pasquale D’Alessandro e la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, che ha sottolineato il successo crescente dei concerti sia su Radio3, sia su Rai5.
“Matera 2019 occasione unica per il Sud”Lo ha detto a Lecce il Ministro per i Beni culturali
LECCE17 maggio 201915:53
– “Quest’anno è l’anno di Matera capitale europea della cultura. Continuo ad essere convinto che questa è un’occasione unica per il Mezzogiorno per far vedere quanto si è stati capaci di fare”. Lo ha detto a Lecce il ministro per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo a una domanda dei giornalisti sugli interventi del governo per valorizzare la cultura al Sud.
Armani torna a sfilare in via BorgonuovoLinea ammiraglia chiude Milano Uomo, Emporio all’Armani/Teatro
MILANO17 maggio 201916:02
– Giorgio Armani torna dopo diciotto anni a sfilare in via Borgonuovo, per la prima volta a Palazzo Orsini, location inedita e sede storica del marchio. La sfilata della linea ammiraglia, fissata per le 17 del 17 giugno, chiuderà il calendario degli appuntamenti di Milano Moda Uomo.
Il 15 giugno alle 11 lo stilista presenterà invece la collezione Emporio Armani uomo all’Armani/Teatro. Le sfilate milanesi dedicate alle proposte per lui sono in calendario dal 14 al 17 giugno.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Il ritorno di Tony Hadley
Presentato a Milano l’album solista “Talking to the moon”
Salvatore GarbilloMILANO18 maggio 201910:36
Mr. Hadley, cosa resta degli anni Ottanta?”. Lui risponde senza esitazione: “Me”. In sala tutti ridono, ma sanno che dietro quella battuta c’è una verità. Tony Hadley non è solo un reduce, il ruolo di stella cadente del pop del passato gli sta stretto e così tenta di raccontare un altro pezzetto della sua vita in un disco molto lontano dalle classifiche, di certo privo di malizia pur mantenendo intatti i toni melodici e seducenti che tutti conosciamo. Forse “Talking to the moon” (Moonstone Records / Self Distribuzione) è semplicemente un disco onesto.
“Ci pensavo da tempo, non ho dato troppo peso ai generi musicali – racconta all’anteprima milanese organizzata da Eataly, cui seguirà un tour in diverse città italiane – A volte bisogna fare il disco che si vuole, nient’altro”. E lo ha fatto scegliendo bene i suoi compagni di viaggio: Toby Gad (collaboratore, tra gli altri, di John Legend, Ricky Martin, Beyoncé ma anche Marco Mengoni), Peter Cox e Richard Drummie dei “Go West” e Mick Lister, con cui ha firmato “What Am I”, la canzone più personale del disco e quella che infatti lo chiude.
Un testo che parla della separazione dagli Spandau ma che può essere facilmente allargato alla globale categoria dei rimpianti. “Non credo ai rimpianti, l’importante è mantenere a fuoco la propria dignità. Per il resto – continua Hadley, che tiene a precisare che indossa giacca e scarpe italiane – tutti sbagliamo, io ho un lungo elenco di errori nella vita privata e professionale”. Eppure il pubblico gli è rimasto fedele. Certo, prima riempiva gli stadi di mezzo mondo con gli Spandau Ballet e ora presenta il suo album solista accanto al banco frigo del pesce e ai provoloni in offerta, ma non c’è nulla di penoso in tutto ciò. La sua voce, che probabilmente è migliorata negli anni, riesce a trasformare in teatro anche un centro commerciale (e in effetti una volta lì c’era lo storico “Smeraldo”). Il pubblico attende il suo showcase con gli occhi sorridenti, gli dimostra un affetto che non è solo nostalgia. E’ composto quasi completamente da over 40, i ragazzi che lui ha cresciuto quando contendeva a Simon Le Bon il primato nei cuori. Ma non mancano i più giovani, che appena inizia a cantare “Gold” e “True” gli vanno dietro come fosse Fedez. Non conosceranno tutta la sua discografia e probabilmente non avranno ascoltato tutti i brani di “Through the Barricades” ma i singoli di successo sono arrivati anche a loro. E ciò introduce un tema che Hadley, 59 anni tra due settimane e una figlia di 12 che lo tiene aggiornato sulle nuove uscite, conosce bene. “Ai miei tempi si ascoltava tutto il disco, che fosse David Bowie o gli AC/DC, seguivi il filo della tracklist. – commenta senza polemica – Ora la generazione Spotify salta da un pezzo all’altro senza avere l’idea della complessità di un lavoro. Forse si amano meno gli artisti ma più la musica”.
Leee John torna in ItaliaLeader Imagination firma anche docufilm presentato a Cannes
17 maggio 201917:56
– Leee John, figura storica della musica dance da oltre 30 anni, torna in Italia. Dopo la Masterclass allo Studio Uno di Roma dello scorso settembre, il cantante inglese sarà protagonista, con il supporto di Kino Music, a Propaganda Live, la trasmissione satirica di politica e attualità condotta da Diego Bianchi (in arte “Zoro”) in onda su La7. Per l’occasione Leee John eseguirà “The Art Of Love P1 & P2”. Nei prossimi giorni, inoltre, è prevista una nuova versione del brano, con la partecipazione di Snowboy: pluripremiato e acclamato musicista afro-cubano jazz. Con una carriera ultra trentennale e vendite record per oltre 30 milioni di dischi, Leee John e la band Imagination hanno realmente scritto la storia della musica dance, con brani come “Body Talk”, “Just An illusion”, “Flashback”. Leee sta attualmente producendo e dirigendo “Flashback”, un film sulla storia della musica nera britannica, presentato al Festival di Cannes.
Da Legge Bray 5,2 mln al Carlo FeliceUltima tranche dei 13 milioni previsti, ora il rilancio
GENOVA17 maggio 201918:36
– Sbloccata la seconda e ultima tranche dei finanziamenti della Legge Bray per il risanamento e il rilancio del Carlo Felice di Genova. E’ stato firmato il decreto di assegnazione dei fondi da parte dei ministeri delle Finanze e dei Beni Culturali. E la Corte dei Conti ha firmato il decreto interministeriale d’approvazione dell’integrazione al Piano di Risanamento del Teatro, concludendo l’iter della Legge Bray. Lo comunicano Teatro, Comune e Regione. La Legge Bray prevedeva lo stanziamento di 13 milioni: 7 erano già stati erogati e impiegati per regolarizzare la posizione della Fondazione del teatro verso l’Agenzia delle Entrate. Ora arriveranno i rimanenti 5,2 milioni.
“La firma del decreto è una svolta che chiude l’iter intrapreso per il Teatro dagli Enti locali che si erano adoperati per lo sblocco che non era scontato”, dicono gli assessori regionale e comunale Ilaria Cavo e Pietro Piciocchi.
“La fase uno è chiusa. Da oggi può partire la fase due di consolidamento e di rilancio del Teatro”.
“E’ una grande notizia che aspettavamo da tempo – dichiara il Sovrintendente Maurizio Roi – che conclude un lavoro molto impegnativo condotto in questi anni. Devo ringraziare Comune e Regione per l’impegno profuso e il ministro Bonisoli. Per il Carlo Felice si chiude il periodo più difficile della sua vita e si apre un capitolo nuovo”.
Villa Bardini, scultura Rodin su DuncanPer esposizione dedicata alla celebre danzatrice
FIRENZE17 maggio 201918:40
– La scultura Eve au rocher di Auguste Rodin, ispirata alla figura della danzatrice Isadora Duncan, andrà ad arricchire la mostra ‘A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia’ ospitata fino al 22 settembre a Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini di Firenze. L’opera in marmo bianco, alta poco meno di un metro, datata 1905-1906, è arrivata ieri pomeriggio a Villa Bardini da una collezione privata di Hong Kong, per unirsi all’allestimento che conta 176 pezzi. Rodin conobbe Isadora, la ‘jeune danseuse’ di cui gli aveva parlato l’amico pittore simbolista Eugène Carrière che la ritrasse in un bel dipinto del Museo d’Orsay, oggi esposto nella mostra a Villa Bardini. Fu un incontro assai significativo e fruttuoso sia per lo scultore, sia per la danzatrice che per lui posò in atelier e danzò a Vézely, il 30 giugno 1903, in occasione del banchetto e della festa che vennero offerti a Rodin dagli amici in onore della sua nomina a comandante della Legione d’onore.
La mostra su Duncan è curata da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi in collaborazione con Rossella Campana, Eleonora Barbara Nomellini e Patrizia Veroli, e promossa da Fondazione CR Firenze e da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con Museo Stefano Bardini.
Stone e Manson guest star The New popela serie Sky del regista premio oscar Paolo Sorrentino
Guadagnino, tra moda e legami famigliaStilista “moda è film interiore”. Regista prepara serie Sky/Hbo
CANNES17 maggio 201920:04
– Cinema e haute couture, una storia intima tra Roma e New York sul rapporto tra una madre anziana e la figlia in una cornice alto borghese, di fiaba, di lusso, di fruscii di seta e sfavillio di colori. Luca Guadagnino debutta al festival di Cannes con The Stagerring Girl, un mediometraggio alla Quinzaine des Realizateurs (“da novelle vaguista, dice, mi sembra il top”) nato dall’incontro con il designer Pierpaolo Piccioli Direttore creativo della Maison Valentino appassionato di cinema. Nel cast Julienne Moore, Marthe Keller, Alba Rohrwacher e altrettanto protagonista l’abito declinato nelle forme sofisticate di ben quattro collezioni di alta moda. “La moda è un film interiore” dice Piccioli. Il progetto “è nato dall’incontro, amicizia e ammirazione per il lavoro di Piccioli”, racconta Guadagnino alle prese con la sua prima serie tv con Hbo e Sky We Are Who We Are su un gruppo di adolescenti americani in una base militare americana in Italia ha detto il regista
Trono di Spade, fan delusi ‘riscriverlo’Quasi un milione su Change.org alla vigilia del gran finale
NEW YORK18 maggio 201910:37
“Riscrivere l’ultima stagione di ‘Trono di Spade’ con autori competenti”: quasi un milione di fan della iconica serie di cui domenica andrà’ in onda l’ultima puntata su HBO negli Usa (e Sky Atlantic in Italia) hanno firmato una petizione su Change.org in cui protestano per come David Benioff e D.B. Weiss stanno scrivendo la parola fine della saga basata sui bestseller di George R.R. Martin “Cronache dal ghiaccio e dal fuoco”.
La polemica si e’ scatenata, come un drago che vomita fuoco, domenica scorsa, dopo la quinta puntata in cui Daenerys Targaryen (Emilia Clark) ha messo a fuoco e fiamme Approdo del Re. Da Forth Worth in Texas, Dylan D., primo firmatario della petizione che stamattina aveva raccolto oltre 800 mila firme, si e’ rivolto a Change.org: “Benioff e Weiss si sono rivelati terribilmente incompetenti quando non hanno fonti su cui appoggiarsi. La serie merita un finale che abbia un senso”. La protesta e’ solo l’ultima in una serie di reazioni di fan delusi e pronti a farsi giustizia da soli, ad esempio modificando gli algoritmi di Google per far apparire le foto di Benioff e Weiss in risposta alla ricerca “cattivi autori”. Tra le ragioni delle polemiche, c’e’ una mancanza di attenzione nell’editing (una tazza di caffe’ finita nel “final cut” della quarta puntata), ma anche l’evoluzione “extra dark” di personaggi come Daenerys che stanno inducendo almeno 3.500 genitori americani a rammaricarsi per aver chiamato la figlia come lei.
Detto questo, “Trono di Spade” si sta rivelando un successo planetario con audience americana di oltre 18 milioni per la quinta puntata “The Bells” e che in Italia si aggira sul milione. L’ultima stagione della serie, che dal 2011 ha ottenuto 190 riconoscimenti tra cui ben 47 Emmy, ha conquistato una media di 43 milioni di spettatori a puntata se si include il playback, lo streaming e le visioni ripetute, 10 milioni in piu’ della settima stagione. Quanto a Benioff e Weiss, mentre HBO si prepara al “prequel”, fanno i conti con un nuovo appuntamento: saranno registi e sceneggiatori di un nuovo Guerre Stellari nelle sale nel 2022.
“Ovviamente siamo preoccupati”, hanno detto al ‘Washington Post’ a proposito delle attese per il finale: “Sappiamo che molti la odieranno prescindere. Speriamo che succeda come quando fini’ Breaking Bad: la discussione fu se valeva un ‘trenta’ o un ‘trenta e lode’”.
Fotografia: ‘Non siamo ciò che mangiamo’In Guardaroba storico Montedomini 32 scatti di Plazzi Marzotto
FIRENZE17 maggio 201920:13
– Una performance nata giocosa, sulle relazione con il cibo dei suoi compagni di studi all’Accademia di Belle arti, poi evolutasi in una tematica più importante e complessa, quella dei disturbi del comportamento alimentare dopo aver intervistato ragazze che ne soffrono. E’ ‘La Spesa – Non siamo ciò che mangiamo’, mostra fotografica della 23enne Oriente Plazzi Marzotto, in programma da domani all’1 giugno nei locali e pure negli antichi armadi – “per sottolineare il senso di costrizione delle ragazze”, spiega l’autrice – del Guardaroba storico di Montedomini a Firenze.
Nell’esposizione, a cura di Milena Zunino, l’artista costruisce 32 immagini in cui il corpo femminile è in stretta relazione con una serie di alimenti, a volte mimati, a volte solo evocati. Accompagnati da didascalie estratte dalle interviste fatte da Plazzi Marzotto a ragazze che soffrono di disturbi alimentari, i fotogrammi in mostra suscitano emozioni ambivalenti. A un primo sguardo possono apparire bizzarri, appunto quasi giocosi, ma poi lasciano subentrare sensazioni più ombrose, dall’angoscia a una sorta di vuoto silente. E nel titolo della mostra si nasconde il nodo del discorso giocoso presentato dall’artista per scatti fotografici: non siamo quello che mangiamo perché biscotti, frutta e ortaggi non pensano.
Oriente Plazzi Marzotto sta completando gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, nella scuola di pittura di Calogero Saverio Vinciguerra. Frequenta anche il corso di lingua dei segni italiana all’Ente Nazionale sordi di Firenze, dal 2017, significativo anche per quanto riguarda la ricerca pittorica: “Non sono una astrattista ma una figurativa, mi esprimo meglio con le mani”.
Roberto Bolle invade ed emoziona NapoliUn allegra compagnia di 60 ballerini conquistano la città
18 maggio 201909:51
Una colorata e festante ondata di danza, guidata da Roberto Bolle, ha letteralmente invaso il centro di Napoli. È il segnale di inizio di OnDance, la grande festa della danza presentata ieri dall’Étoile dei due Mondi. L’allegra Compagnia di circa 60 ballerini, capitanata da Bolle al suono della musica di Excelsior, è “strabordata” dall’antico Palazzo Zevallos Stigliano, sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in via Toledo e, dopo aver sorpreso i visitatori con un’esibizione improvvisata nel salone di ingresso del museo, a passo di musica si è portata fino al centro della Galleria Umberto I per regalare ai passanti un altro momento di danza. Alla fine i ballerini, e Bolle con loro, si sono rifugiati nel vicino Teatro San Carlo. Accanto a Roberto ad esibirsi on the road tangueri, giovani ballerini di danza classica e gli street dancer di Red Bull Dance Your Style che domani si sfideranno nell’attesissimo Qualifier presentato da Ensi e previsto per le 18.00 in Piazza Dante.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Sollima c’è lo spaghetti western ‘Colt’
Girato in inglese su un soggetto di Sergio Leone
CANNES17 maggio 201921:14
– Stefano Sollima girerà ‘Colt’, western in lingua inglese basato su un soggetto di Sergio Leone.
È quanto riporta il Daily di Variety oggi a Cannes. Inizio riprese il prossimo inverno e come produttori i figli di Sergio Leone, Raffaella e Andrea e la loro Leone Film Group.
Inizialmente pensata come una serie tv, il titolo ‘Colt’ è un ovvio riferimento all’arma simbolo dei western di Leone, già a partire da ‘Per un pugno di dollari’. Ma questa volta, grazie a una modifica del soggetto, quest’arma sarà in mano a tre ragazzini.
“E’ una storia di formazione con protagonisti tre ragazzini orfani di 12-13 anni che entrano in possesso di quest’arma e per una serie di ragioni diventano dei criminali. Posso assicurarvi che vedere una Colt in mano a un dodicenne è piuttosto suggestivo”. Sollima, reduce dal successo di Soldado, ha poi concluso: “Con Colt voglio far tornare il genere Spaghetti western a casa”
Cannes: Dolor y Gloria, l’autunno di AlmodovarApplausi per il film del regista spagnolo passato in concorso
Applausi per ‘Dolor Y Gloria’, il film di Almodovar passato in concorso alla 72/ma edizione del Festival di Cannes.
Film del giorno: Dolor y Gloria, l’autunno di AlmodovarIn concorso a Cannes il film del regista spagnolo
18 maggio 201911:45
ricordi dell’infanzia mentre il presente diventa poco importante, cupo, un autunno. Vedendo “Dolor y Gloria” l’ultimo lavoro di Pedro Almodóvar, in concorso alla 72/ma edizione del Festival di Cannes, non si può non pensare che questo sia il suo lavoro più autobiografico, più intimo, in cui il regista spagnolo racconta, anche sulle note tristi di Chavela Vargas, il suo personalissimo spleen esistenziale diviso, come è, da un quotidiano stanco e da un vivido passato. Ma in questo film, in sala dal 17 maggio con la Warner Bros, c’è anche la chiara volontà di fare i conti con i suoi vecchi amori, con la sua infanzia, con sua madre e suo padre e, ovviamente, con la sua omosessualità. E, in questo caso, attraverso il ricordo della sua scoperta, avvenuta nella luce forte della sua povera casa quando lui, ragazzino talentuoso, assiste alle nudità di un giovane operaio, a cui dava lezioni di scrittura. Protagonista di ‘Dolor y Gloria’, un regista in crisi, Salvador Mallo, (interpretato dal suo alter ego Antonio Banderas), uno che si è chiuso in casa da quando ha visto spegnersi la sua creatività. Un uomo in preda all’acufene, a forti mal di testa, pieno di malanni, veri o immaginari e che, tra l’altro si dà da fare con l’eroina che ha scoperto da poco.
Poi si passa alla sua infanzia negli anni ’60 quando emigrò con i suoi genitori (la madre è Penelope Cruz) a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna.
E ancora il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ’80; il dolore della rottura di questo amore e poi la creatività che non c’è più e che non si può comprare. Insomma l’impossibilità di scrivere e girare ancora.
Attraverso il viaggio nel passato di Salvador Mallo/Almodovar qualcosa alla fine si salva, riaffiorano vecchi sentimenti, grandi amori e altrettanto forti delusioni, ma anche la lucidità di quello che si è perso e forse si può ricostruire. Molto bella la scena in cui la madre, vicino alla morte, spiega al figlio di come vorrà essere vestita quando sarà il momento. Di questo film, giustamente in corsa per una Palma d’oro che il regista spagnolo non ha mai ottenuto, ha detto Almodovar: “I ricordi servono a tenerti compagnia, a stare meno solo, ad accettare la vecchiaia che per Philip Roth, uno che la sapeva lunga, non era una malattia, ma un vero e proprio massacro”.
Hit parade, in vetta sale IziPrimi dieci posti pieni di novità.
18 maggio 201911:52
– Dopo quasi due anni di silenzio, Aletheia segna il ritorno di Izi e raggiunge subito la vetta delle classifiche (al quinto posto anche nella classifica dei vinili) con un lavoro che rappresenta un cambiamento netto e vissuto dall’artista alla stregua di un nuovo battesimo artistico, come se fosse il suo primo album. In seconda posizione troviamo un altro rapper dallo stile molto personale, Ultimo, con Colpa delle favole da sei settimane in classifica anche se perde la vetta. Per Ultimo addirittura una doppia presenza nella top ten, perchè sua è anche la decima posizione con Peter Pan. Al terzo posto ancora una new entry: Nek con Il mio gioco preferito- Parte prima. Ancora una novità in quarta posizione con Solo di Alberto Urso, tenore protagonista di questa edizione di Amici. In quinta posizione Liberato, altra novità, con l’album che porta il suo nome. Altra novità in una classifica decisamente stravolta questa settimana la troviamo in settima posizione con Fast Animals e Slow Kids.
Nuovo album per Maluma, ecco 11:11Brani con Madonna e Ricky Martin. Il 1 luglio sarà a Cagliari
16 maggio 201918:43
– Nuovo album per Maluma: il cantante colombiano, re del reggaeton, pubblica il suo nuovo album “11:11”, il quarto della sua carriera, con collaborazioni di alto livello: da Madonna, nel brano “Soltera”, a Ricky Martin in “No Se Me Quita”, e poi Ozuna, Nicky Jam, Ty Dolla $ign, Zion y Lennox, Sech, Chencho e Farina. Maluma darà il via al “Maluma World Tour” da San Diego il 6 settembre ma il 1 luglio sarà all’Arena Fiera di Cagliari. In rotazione radiofonica al momento il singolo “HP”. Il precedente lavoro di Maluma “F.A.M.E” aveva debuttato al #1 della Billboard Latin Albums chart e gli aveva fatto vincere il Latin Grammy come “Best Contemporary Pop Vocal Album”. A proposito delle ispirazioni dell’album, Maluma ha dichiarato: “”11:11″ è un segnale diretto dalle nostre guide, angeli e maestri, per stabilire un momento di connessione tra noi stessi e il resto del mondo. È una chiamata ad agire o un modo per meditare, per ascoltare le proprie intuizioni e le proprie emozioni interiori”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Arte in mostra a White Carrara Downtown
Terza edizione manifestazione dall’1 al 9 giugno
CARRARA (MASSA CARRARA)18 maggio 201913:02
– L’arte contemporanea in mostra a Carrara (Massa Carrara) per White Carrara Downtown, terza edizione delle manifestazione, idea da Imm, che dall’1 al 9 giugno mette in campo varie iniziative per raccontare la storia e la cultura della città del marmo.
Alla galleria Vtre Spazi Contemporanei in programma Carrara Imperial, personale di Michele Chiossi: curata da Vittoria Coen la mostra sviluppa temi cari all’artista quali la luce naturale e quella artificiale, la linea a zig zag e i dot. Le opere hanno come materia principe il marmo e vogliono far riflettere sul periodo di decadenza e di stallo culturale attraversato dalla cultura occidentale. Sempre da Vtre Spazi Contemporanei Tributo a Heinz Mack, con una selezione di opere dell’artista tedesco noto per gli studi del movimento e della luce. La mostra, curata da Chiara Guidi, propone una serie di disegni e ceramiche. A Palazzo Binelli si tengono invece Xtopia Tribù di Emanuele Giannelli e Superheroes di Domenico Pellegrino. [print-me title=”STAMPA”]