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Ultimo aggiornamento 7 Aprile, 2019, 21:58:01 di Maurizio Barra

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DALLE 07:00 ALLE 21:58 DI DOMENICA 07 APRILE 2019

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Zanotti: imprenditore rapito tornato a Brescia
Prima cena in famiglia, tra qualche giorno incontrerà stampa

BRESCIA07 aprile 2019 07:00

È tornato a Brescia Sergio Zanotti, l’imprenditore rapito in Siria per tre anni e liberato venerdì scorso. L’uomo, accompagnato dall’ex moglie, dopo aver risposto alle domande dei magistrati  a Roma, è tornato in treno a Brescia.

In serata ha cenato con la famiglia, con le tre figlie e la sorella, e ha trascorso la notte da un amico. “Ha bisogno di dormire, è provato. Tra qualche giorno incontrerà la stampa”, ha detto l’ex moglie. “È felice perché non credeva di tornare mai più”, ha aggiunto la donna tornata a casa a Sulzano, nel Bresciano, poco dopo le 23.

Un giorno dopo la sua liberazione sono stati fugati dubbi e perplessità (ma non tutti) sulla sua vicenda: è stato un

sequestro in piena regola, messo in atto da miliziani di Al Qaida che lo hanno tenuto prigioniero nella zona di Aleppo, in Siria. Nessuna fuga volontaria o messa in scena per coprire problemi economici.

La conferma è arrivata dopo che gli inquirenti hanno ascoltato per oltre tre ore Zanotti nella caserma del Ros in via Salaria, a Roma. Un confronto che chi indaga giudica “particolarmente utile a chiarire le modalità del sequestro”, che apparivano complesse perché “mancavano testimonianze idonee a sgomberare i dubbi”. Dubbi che in larga parte lo stesso imprenditore ha chiarito raccontando al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al sostituto Sergio Colaiocco il suo “inferno” durato circa 36 mesi.

Zanotti è apparso in buona salute ma molto provato psicologicamente al punto che l’atto istruttorio è stato interrotto varie volte per dargli la possibilità di trovare la forza e la lucidità di rispondere. “Tutto è iniziato a metà aprile del 2016 – ha esordito -. Ero senza lavoro, ho deciso di andare in Turchia, nella zona di Hatay a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari antichi da rivendere in Europa dove nel mercato della numismatica hanno un valore”.

L’imprenditore ha raggiunto la zona utilizzando degli autobus, ma il suo errore lo commette quando decide di dare fiducia a un tassista abusivo. “Sono salito a bordo dell’auto – ha raccontato – ma dopo poco sono stato ‘venduto’ ai miliziani. In due mi hanno narcotizzato e la sera del 14 aprile di tre anni fa mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo”. Di fatto, Zanotti è rimasto in quell’area per tutto il periodo del sequestro. “Ho cambiato circa 10 prigioni ma si trovavano, credo, tutte a poca distanza l’una dall’altra: i trasferimenti non erano lunghi, non ho mai incontrato altri sequestrati”, ha aggiunto.

Durante il lungo periodo di prigionia i carcerieri lo hanno trattato “abbastanza bene”, ha detto, spiegando di non essere mai stato tenuto sotto la minaccia di armi o in catene. “Me le hanno messe solo per girare i video postati su internet, come una sorta di fiction. In una giornata ho girato diversi video con cambi di abito e cambi di scenario”, ha raccontato. Il primo filmato risale al 15 novembre 2016, è stato diffuso in rete dal sito russo Newsfront e dura una manciata di secondi. Zanotti è ripreso in ginocchio in un campo di ulivi, barba lunga e alle spalle un uomo armato di fucile: “Intervenite per evitare la mia esecuzione”, affermava guardando nella telecamera. A maggio del 2017 appare un nuovo video, con l’uomo sempre in ginocchio e con alle spalle due uomini armati vestiti di nero. “Oggi e’ il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il secondo richiamo che mi lasciano fare”.

Per l’imprenditore ora è arrivato finalmente il momento di tornare a una vita normale. “Ieri mi sono visto per la prima volta allo specchio dopo tre anni – ha concluso Zanotti con gli inquirenti – e ho fatto fatica a riconoscermi: sembro invecchiato di 15 anni”. Ieri, intanto, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la sua “soddisfazione” per la liberazione di Zanotti e ha manifestato il suo “apprezzamento agli organismi di sicurezza dello Stato che si sono adoperati per la positiva conclusione della vicenda”.

Tensione nel governo, Salvini: ‘M5s ha avuto il reddito, ora rispetto su flat tax’. La replica: ‘Noi leali, Lega ni’Il leader leghista al Vinitaly: ‘Quota 100 solo l’inizio, ora puntare su quota 101’

07 aprile 201919:17

Nuovo botta e risposta tra gli alleati di governo. Al vicepremier leghista, Matteo Salvini, che pretende ora la flat tax – dopo che i Cinquestelle hanno ottenuto il reddito -, replica il Movimento: ‘Non abbiamo mai detto di non volerla, bensì abbiamo affermato che non bisogna fare facile campagna elettorale su certe misure’. “Nel Def la riduzione fiscale dovrà essere sicuramente inserita”, ha detto il vicepremier Salvini, parlando nel corso della cerimonia inaugurale del Vinitaly di Verona.”La flat tax è una nostra priorità ed è nel programma di Governo. Non serve a Salvini, ma agli italiani – ha aggiunto -. Ci stiamo lavorando seriamente da mesi. Abbiamo valutato i costi e i benefici e una riduzione fiscale porta sicuramente più benefici che costi. E come noi rispettiamo e approviamo quello che c’è nel contratto e che magari non è nel Dna della Lega, e penso al reddito di cittadinanza, altrettanto rispetto sul tema fiscale lo pretendiamo dagli altri”.  A stretto giro, arriva la replica: “Flat tax? Certo, noi siamo leali al contratto la Flat tax è nel contratto”. Certe misure, sottolinea il M5s, “sono ambiziose e costano”. “D’altronde è stata la Lega a dire che costa 12 miliardi. Ribadiamo: noi siamo sempre stati leali al contratto, chi lo è stato meno è la Lega”.”Quota 100 è l’inizio di un percorso perché l’obiettivo è quota 41 – aveva detto Salvini, arrivando alla manifestazione -. Io mi domando come si possa essere contrari al ricambio generazionale perché quota 100 ha nel suo obiettivo più importante aprire spazi di lavoro stabile per i giovani quindi mi rifiuto di pensare che ci sia qualcuno contro i giovani che iniziano a lavorare”.A proposito dello scontro di questi giorni con il leader M5s, Luigi Di Maio, Salvini ha detto in mattinata che da qui fino al 26 maggio avrebbe parlato solo di cose da fare. ‘Mi riprometto – ha affermato – di non rispondere a nessuna polemica o a nessuna vera o presenta sui quotidiani”.”Io apprezzo la prudenza”, ha risposto Salvini alla domanda se le stime di Tria sul pil fossero sottostimate. E poi: “Sul rimborso ai risparmiatori truffati si è aspettato anche troppo. Io li ho incontrati, li ascolto settimanalmente. Ci sono famiglie che hanno difficoltà a pagare il mutuo, l’affitto dell’azienda, a pagare le tasse sui capannoni”. “Quindi è passato anche troppo tempo: i soldi ci sono – ha concluso – abbiamo messo un miliardo e mezzo, quindi spendiamolo”.”Io lavoro, sta cosa dei selfie… Vabbè. Oggi potevo essere a casa con i miei bimbi ma sono orgoglioso di essere qui come ieri ero orgoglioso di essere a Genova a visitare i cantieri del ponte Morandi – ha detto Salvini -. Se ci sono 10, 100 o 1000 persone che mi fermano, mi danno un suggerimento e mi stringono la mano sono ben contento. Io sto al ministero tutto il tempo necessario e poi incontro gli italiani”. “A metà maggio a Milano faremo una grande manifestazione delle forze sovraniste dei Paesi dell’Unione Europea, in piazza Duomo”, ha annunciato al Vinitaly nel rilanciare la sua ferma volontà di “cambiare l’Europa” con Marine Le Pen e gli altri leader della destra”. E a chi gli ricorda che queste forze politiche, con cui la Lega stringe alleanze elettorali, siano quelle che minimizzano o negano l’Olocausto, Salvini risponde: “non mi interessa il passato, siamo per la democrazia e per i diritti ma l’Europa si cambia solo con chi non l’ha governata in questi anni”.E sulla flat tax, interviene anche il premier, Giuseppe Conte. “Il governo inserirà la flat tax nel Documento di economia e finanza, come chiede Matteo Salvini? Una riunione sul Def “ci sarà lunedì e martedì il Def sarà in Consiglio dei ministri. Tutte le questioni, quindi, saranno esaminate serenamente e tranquillamente, con calma, lunedì per poi deliberare martedì”.

Al Festival del Giornalismo Sandro Veronesi e Edoardo Albinati Due reading

07 aprile 201913:47

Al Festival del Giornalismo reading di Sandro Veronesi e Edoardo Albinati IL VIDEO

POLITICA

In Santuario Spoliazione feretro Acutis
Centinaia di fedeli hanno reso omaggio a giovane ‘venerabile’

ASSISI (PERUGIA)07 aprile 201912:59

– Tumulato nel Santuario della Spoliazione, ad Assisi, il feretro del venerabile Carlo Acutis. Le centinaia di fedeli presenti hanno subito cominciato a rendere omaggio al giovane morto all’età di 15 anni dopo avere vissuto per diverso tempo nella città umbra. Patito di Internet, considerato un ‘genio’ dell’informatica, usava il web come veicolo di evangelizzazione ed è stato indicato come possibile futuro ‘patrono’ di Internet. E’ stato anche indicato dal Papa come esempio di santità dell’era della Rete.
“Carlo viene a riposare in questo stesso ambiente che fu testimone della spogliazione di Francesco” ha sottolineato monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.
Il corpo del venerabile è arrivato nel Santuario al termine di un corteo partito dalla cattedrale di San Rufino che ha fatto una tappa anche nella Basilica di Santa Chiara.
Berlusconi, è paralisi, M5s detta lineaGrillini rifiutano modernità e mercato ma sono temi decisivi

07 aprile 201914:59

– “I Cinquestelle non si rendono conto che l’Italia soffre di un gravissimo deficit di infrastrutture, che scoraggia gli investimenti e rende più difficile per le aziende competere. La Tav è il simbolo della paralisi di questo governo”. Lo scrive su Facebook il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.
“I cantieri bloccati o mai partiti sono moltissimi, da Nord a Sud. Investire in infrastrutture significa invece creare posti di lavoro nell’immediato e ancora più in prospettiva. I grillini rifiutano la modernità, la tecnologia, il mercato: il problema è che, nonostante le apparenze, stanno dettando la linea del governo sulle questioni decisive come questa”, sottolinea.
Libia: Casini, Italia non tocca pallaImbarazzante isolamento e impotenza del governo Conte

07 aprile 201916:05

– “L’isolamento e l’impotenza italiana nella vicenda libica è imbarazzante. Se si pensa a tutta la retorica che il Governo ha usato per descrivere le meraviglie della conferenza di Palermo non si sa se piangere o ridere. Al netto dei comunicati stampa di prammatica, si sta giocando una partita decisiva per l’Italia e noi non tocchiamo palla. Intanto i nostri governanti continuano a litigare”. Lo dice in una nota il senatore Pier Ferdinando Casini.
Libia: Gentiloni, governo ora agiscaConte coinvolga gli Usa che finora hanno lavorato con noi

07 aprile 201916:05

– “Libia. Non possiamo restare a guardare, con il Governo in perenne campagna elettorale.
L’Italia esca dall’ isolamento. Cerchi una intesa con la Francia, rassicuri i paesi vicini. E coinvolga gli Usa con cui nel 2015 abbiamo promosso la fragile stabilità di questi anni”.
Lo scrive su Twitter l’ex premier e ora presidente del Pd Paolo Gentiloni.
Europee: Dal sacro Romano impero cattolico al partito internettiano, primi simboli depositati al ViminaleAl via operazioni alle 8, si chiude alle 20. Domani 8-16

07 aprile 201918:57

È iniziato regolarmente questa mattina alle 8 al Viminale il deposito dei contrassegni dei partiti e gruppi politici che intendono partecipare alle prossime elezioni del Parlamento europeo. Le operazioni si concluderanno alle 20 di oggi e riprenderanno dalle 8 e fino alle 16 di domani.Tra i simboli che appaiono nella bacheca del Ministero dell’Interno, fuori dall’ufficio dove si deposita la documentazione: Partito internettiano, Liga Veneta repubblica, Sacro Romano impero cattolico, Movimento La Catena, Democrazia cristiana, Movimento Politico Forconi, Destre unite Casapound Aemn, Partito Pirata, L’Altra Italia, Movimento Poeti d’Azione, Lega Salvini Premier, Popolo della Famiglia Alternativa Popolare, Federazione dei verdi, Movimento 5 Stelle, Popolari per l’Italia, Sudtiroler Volkspartei, Nuovo Cdu Cristiani democratici uniti.
Giorgetti,non interessato ministero TriaSottosegretario, ‘Parlano con me? Sarò più simpatico’

VARESE07 aprile 201916:44

– “Non sono interessato, non lo ero al momento della formazione del Governo, cerco di fare bene il poco che faccio attualmente”. È la risposta di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, all’ipotesi di prendere il posto del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, fatta circolare nei giorni scorsi dal Movimento 5 stelle, a latere dell’assemblea di Confagricoltura Varese. Alla domanda ‘perché preferiscono tutti dialogare con lei?’, Giorgetti ha risposto “si vede che sarò più simpatico”.
Salvini,5s ha avuto reddito,ora flat taxSono entrambe priorità indicate nel contratto di governo

VERONA07 aprile 201917:05

– “La flat tax è una nostra priorità ed è nel programma di Governo. Non serve a Salvini, ma agli italiani. Ci stiamo lavorando seriamente da mesi. Abbiamo valutato i costi e i benefici e una riduzione fiscale porta sicuramente più benefici che costi. E come noi rispettiamo e approviamo quello che c’è nel contratto e che magari non è nel Dna della Lega, e penso al reddito di cittadinanza, altrettanto rispetto sul tema fiscale lo pretendiamo dagli altri”. Lo dice Matteo Salvini, a margine della sua visita al Vinitaly.
Conte, Autonomia si fa,in rispetto CartaE’ impegno solenne governo. Coinvolgeremo attivamente Parlamento

07 aprile 201917:07

– “Per l’autonomia, caro presidente, questo governo ha una sola parola: si farà, ci stiamo lavorando”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella visita allo stand del Veneto del Vinitaly, accompagnato da Luca Zaia.
“Dobbiamo interloquire con il Parlamento e lo coinvolgeremo perché cede competenze e vuole partecipare in modo attivo a questo processo, non subirlo passivamente. Abbiamo preso un impegno solenne: lavoreremo per realizzare la richiesta autonomia, nel rispetto di tutti i principi costituzionali”.
E’ guerra tra sindaco Macerata e PdContenzioso quote non versate. Carancini, ‘solo un pretesto’

MACERATA07 aprile 201918:40

– E’ guerra tra il sindaco di Macerata Romano Carancini e il suo partito, il Pd, che si prepara a cancellarlo dall’elenco degli iscritti per il mancato versamento delle quote dovute, in base al regolamento interno, dagli amministratori pubblici, pari a circa il 10% dell’indennità mensile. La decisione è stata presa venerdì notte dalla commissione di garanzia provinciale e deve essere formalizzata domani sera dal direttivo. Carancini, il sindaco che è stato in prima linea in quest’ultimo anno, dall’omicidio di Pamela alla sparatoria di Traini, fino allo scontro con Alessandra Mussolini per la ‘pignatta antifascista’ con il fantoccio del duce, però si prepara a fare ricorso, sostenendo di aver versato il dovuto, tranne 2.000 euro per l’assicurazione da lui pagata in quanto sindaco. “Le quote – dice – sono solo un pretesto. C’è un tentativo di eliminare la corsa di un possibile candidato alla Regione Marche (nel 2020, ndr). Se non mi vogliono che lo dicano”.

Zanotti:ex moglie,non pronto per parlare’Si ferma da un amico, ha bisogno di riposare’

BRESCIA07 aprile 201916:37

– “Non si sente ancora pronto per parlare con la stampa”. Così la prima moglie di Sergio Zanotti parla a nome dell’imprenditore rimasto per tre anni nelle mani di rapitori in Siria liberato venerdì. Da ieri Zanotti è di nuovo a Brescia, ma non è tornato a casa sua.
“Si ferma da un amico, ha bisogno di riposare”, ha spiegato l’ex moglie. Forse già domani potrebbe essere ricoverato in ospedale per una serie di controlli e analisi.          [print-me title=”STAMPA”]

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